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Canto XIII

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					DANTE                               INFERNO - CANTO XIII - PIER DELLE VIGNE                                           1


                                                 CANTO XIII
                                           PIER DALLA VIGNA
CERCHIO VII. - GIRONE SECONDO. Violenti contro se stessi (suicidi): TRASFORMATI IN PIANTE.

RIASSUNTO - Nesso     non è ancora arrivato dall’altra parte del fiume, che i due poeti s’incamminano
per un bosco orrido e strano. Gli arbusti contorti e spinosi sembrano gli sterpeti della Maremma;
le Arpie nidificano tra i rami e fanno strani lamenti. Virgilio spiega a Dante che si trovano nel 2°
girone e lo invita a guardare attentamente: vedrà cose incredibili.
    Dante si arresta smarrito nell’udire lamenti senza vedere nessuno, e Virgilio lo invita a spezzare
un rametto se vuol comprendere la verità. Dalla pianta da cui Dante ha colto un ramicello escono
insieme parole e sangue. Sono parole di rimprovero per il dolore causato: si tratta di dannati
trasformati in piante. Virgilio cerca di scusare Dante di ciò che ha fatto per suo stesso
suggerimento e per riparare l’offesa arrecata gli propone di dichiarare chi sia perché Dante,
destinato a ritornare nel mondo, può reintegrarne la fama.
    Lo spirito si rivela allora per il grande ministro di Federico II, Pier della Vigna, che dopo una
vita di esemplare fedeltà all’imperatore, calunniato dagli invidiosi cortigiani, fu incarcerato per
tradimento. Incapace di sopportare l‘atroce calunnia, si tolse la vita; ma ora ribadisce la propria
innocenza, pregando Dante di ristabilire il suo onore in terra.

                                       LA SELVA DEI SUICIDI (VV. 1-21)
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  PARAFRASI - Nesso non era arrivato ancora dall’altra parte del fiume(di là), quando noi ci
inoltrammo(mettemmo) in un bosco che non era attraversato da nessun(neun) sentiero. Non vi
erano foglie verdi, ma di colore scuro(fosco); non rami lisci e dritti, ma contorti(‘nvolti) e nodosi;
non frutti(pomi) ma spine(stecchi) velenose(con tosco). [v.6].
    Quegli animali selvaggi che nella Maremma(tra Cecina e Corneto) fuggono(‘n odio hanno) i
luoghi coltivati(colti) non abitano(hanno) cespugli(sterpi) così aspri e così folti. Qui fanno i loro
nidi le mostruose Arpie, che cacciarono i Troiani dalle isole Strofadi, con sinistre profezie(tristo
annunzio) di future disgrazie(di futuro danno). Hanno ali ampie(late), e colli e volti umani, piedi
forniti di artigli, e il grande ventre ricoperto di penne(pennuto); emettono strani lamenti poste sugli
alberi. [v.15].
    E il mio buon maestro mi cominciò a dire: “ Prima che tu ti inoltri(entre) maggiormente [nel
bosco] sappi che sei nel secondo girone e vi resterai fino a quando(mentre che) giungerai
all’orribile sabbione [che occupa il terzo girone]. Perciò(però) guarda bene: così vedrai cose che
toglierebbero(torrien) credibilità(fede) al mio discorso(sermone)”. [v.21]

                                       PIER DALLA VIGNA (VV. 22 -78)
   Io sentivo da ogni parte emettere lamenti(trarre guai) e non vedevo alcuno(persona) che li
emettesse; per cui mi fermai tutto smarrito. Io credo che Virgilio(ei) credette che io credessi che
tante grida(voci), tra quegli sterpi(bronchi), fossero emesse da persone che si nascondessero alla
nostra vista (per noi). Perciò(però) il mio maestro disse: “Se tu spezzi qualche rametto(fraschetta)
di una di queste piante, tutte le tue supposizioni saranno troncate(monchi)”. [v.30]
    Allora stesi un poco avanti la mano, e staccai un ramoscello da un grande pruno; e il tronco di
esso(suo) gridò: “Perché mi spezzi(schiante)? Dopo che si ricoprì di sangue scuro ricominciò a
parlare:” Perché mi strappi(scerpi)? Non hai tu alcun sentimento(spirto) di pietà? Fummo uomini,
ed ora siamo diventati sterpi: la tua mano dovrebbe essere più pietosa, [anche] se fossimo state
anime di serpenti”. [v.39]

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    Il centauro Nesso, dopo aver trasportato al di là del fiume di sangue (il Flegetonte) Dante e Virgilio sulla propria
    groppa, ritorna rapidamente indietro.
DANTE                              INFERNO - CANTO XIII - PIER DELLE VIGNE                                 2

     Come da un tizzone(stizzo) verde che arde ad una delle estremità(l’un de capi), in modo che
dall’altra lascia stillare la sua linfa(geme) e stride per il vapore(vento) che si sprigiona(va via), così
dal ramo spezzato(scheggia rotta) uscivano insieme parole e sangue; allora io lasciai cadere
l’estremità del ramo(cima), e stetti come un uomo intimorito. [v.45]
    Rispose il mio sapiente maestro: “O anima straziata(lesa), se egli avesse potuto credere prima [di
farne esperienza] ciò che ha appreso solo tramite i miei versi(la mia rima), non avrebbe
proteso(distesa) la mano contro di te(in te); ma la cosa incredibile mi costrinse a spingerlo ad un
gesto(ovra) che a me stesso pesa. Ma digli chi sei stato, in modo che, invece di qualsiasi
risarcimento (alcun ammenda), rinnovi (rinfreschi) la tua fama nel mondo dei vivi (sù), dove gli è
consentito(li lece) tornare”. [v.54]
    E il tronco: “Tanto mi alletti(m’adeschi) con le tue soavi parole(col dolce dir) che non posso
tacere; e non vi sia di peso se io m’indugio(m’inveschi) un poco a parlare. Io sono colui che tenne
entrambi(ambo) le chiavi del cuore di Federico II, e che le girai(volsi) così delicatamente(sì soavi),
chiudendo(serrando) e aprendo(diserrando), che allontanai quasi ogni altro uomo dalla sua
confidenza(secreto suo); eseguii(portai) con fedeltà(fede) i miei gloriosi compiti(glorioso offizio)
tanto che per essi perdetti il sonno e poi la vita(i polsi). [v.63]
     L’invidia(la meretrice), che non distolse mai i suoi occhi sfrontati(putti) dalla corte
imperiale(l’ospizio di Cesare), rovina(morte) comune [di tutti gli uomini] e vizio [proprio] delle
corti, accese gli animi di tutti [i cortigiani] contro di me; e gli animi accesi(‘nfiammati)
[dall’invidia] infiammarono l’imperatore, in modo che i miei lieti onori si trasformarono in luttuose
sciagure(tristi lutti).
    Il mio animo, con amara soddisfazione(disdegnoso gusto), credendo di evitare(fuggir) con la
morte il disprezzo(disdegno) [di cui ero circondato], mi rese colpevole(ingiusto) contro me stesso
[che invece ero] innocente(giusto). [v.72]
    Per le recenti(nove) radici di questo albero(legno) vi giuro che non ho mai tradito il mio signore,
che fu così meritevole(degno) di esser onorato. E se qualcuno di voi ritornerà(riede) nel mondo,
riabiliti(conforti) la mia memoria, che ancora è coperta d’infamia(giace) per il colpo infertole
dall’invidia. [v.78]

                                     PRINCIPALI FIGURE RETORICHE:

ANTITESI (*):                                               SIMILITUDINE:
v.4: Non fronda verde, ma di color fosco                    v.40: Come d’un stizzo verde ch’arso sia
v.5: non rami schietti, ma nodosi e ‘nvolti
v.6: non pomi v’eran, ma stecchi con tosco                  CHIASMO:
v.60: serrando e diserrando, sì soavi                       v.37: Uomini fummo, e or siam fatti sterpi
v.69: che ‘ lieti onor tornaro in tristi lutti                     ( nome + verbo + verbo + nome)
v.72: ingiusto fece me contro me giusto
                                                            METAFORA:
(*) ANTITESI : figura di ordine che accosta parole e        v.55: E ‘l tronco: “sì col dolce dir n’m’adeschi
   immagini contrapposte                                    v.57: perch’io un poco a ragionar m’inveschi
……………………………………………                                           vv.57-58: ….tenni ambo le chiavi / del cor
POLIPTÒTO:                                                  METONIMIA: (la   materia per l’oggetto)
v.25: Cred’io ch’ei credette ch’io credesse                 v.73: Per le nove radici d’esto legno
vv.67/68: infiammò contra me li animi tutti;                legno sta per albero
        e li ‘nfiammati infiammar sì augusto
                                                            OSSIMORO:
(*) POLIPTÒTO: figura sintattica che si attua mediante la
ripetizione a breve distanza di una stessa parola ma con    v.70: L’animo mio, per disdegnoso gusto
funzione diverse per il mutamento di caso o di genere o
di numero.

				
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posted:12/18/2011
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