Ricorso ex art

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					                                         Ricorso ex art. 3 della legge n. 102/2006

                                 AL TRIBUNALE ORDINARIO DI ____________1

                                RICORSO EX ART. 3 DELLA LEGGE N. 102/2006

Il Sig. ____________________, nato a ________________, il _______________, residente in

__________________________, cod. fisc. ___________________________, rappresentato e difeso

dall’Avv. _____________________________________ e presso lo studio di questi elettivamente

domiciliato in ______________________________, in virtù di procura speciale a margine (od in calce) al

presente atto

                                                              premesso


In fatto: esporre i fatti che si intendono porre a fondamento della domanda di risarcimento in maniera chiara, completa e
precisa. Sul punto la giurisprudenza della sezione lavoro della Corte di cassazione ha affermato che secondo la regola prevista
dall’art. 414 c.p.c., i fatti su cui il ricorrente fonda le sue pretese devono essere specificatamente indicati, dovendosi altrimenti
pervenire al rigetto della domanda, perché l'altra parte non è stata posta in condizione di apprestare una dettagliata ed efficace
difesa (Cass. 5.11.2004, n. 21217). Nel rito del lavoro, il ricorso privo dell’esatta determinazione dell’oggetto della domanda o
dell’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto è affetto da nullità ai sensi degli artt. 414, 164 e 156 c.p.c., sempre che non si
tratti di un’omissione formale, ma si verifichi la sostanziale impossibilità di individuare i suddetti elementi attraverso l’esame
complessivo dell'atto; tale nullità opera pregiudizialmente, dovendo essere dichiarata prima di ogni valutazione di merito anche
nell’ipotesi di costituzione del convenuto, senza che, ai fini dell’integrazione del ricorso, possa essere utilizzata la documentazione
allegata allo stesso ma non offerta in comunicazione, e senza che, nella valutazione in ordine alla completezza del ricorso, possa
attribuirsi rilievo alla natura ed organizzazione della parte convenuta in giudizio, posto che ciascun convenuto, allo stesso modo,
deve poter fruire di tutti gli elementi che consentano di individuare la pretesa in modo certo in base a quanto risulta dalla
domanda giudiziale, e ciò specie nel rito del lavoro, nel quale incombe sullo stesso convenuto, ai sensi dell’art. 416, 3° co., c.p.c.,
l’onere di contestare specificamente i fatti costitutivi della domanda (Cass. 18.10.2002, n. 14817).Per aversi nullità del ricorso
introduttivo del giudizio di primo grado per mancata determinazione dell’oggetto o per mancata esposizione degli elementi di fatto
e delle ragioni di diritto su cui si fonda la domanda stessa, non è peraltro sufficiente la mancata indicazione dei corrispondenti
elementi in modo formale, ma è necessario che ne sia impossibile l’individuazione attraverso l’esame complessivo dell’atto,
eventualmente anche alla luce della documentazione allegata al ricorso e in questo indicata, pur se non notificata unitamente al
ricorso stesso (Cass. 9.8.2003, n. 12059). Peraltro, il giudice che abbia dubbi in ordine alla non specifica esposizione dei fatti
costitutivi allegati dalla parte, non può dichiarare la nullità del ricorso per difetto dei requisiti di cui all’art. 414 c.p.c., ma, a
norma degli artt. 175 e 420 c.p.c., ha il dovere di chiedere chiarimenti su tali fatti, innanzitutto nel libero interrogatorio (Cass.
14110.2002, n. 14600). In proposito le Sezioni Unite della Corte di cassazione (Cass. 17.6.2004, n. 11353) hanno precisato
che nel rito del lavoro il ricorrente deve - analogamente a quanto stabilito per il giudizio ordinario dal disposto dell’art. 163, n. 4,
c.p.c. - indicare ex art. 414, n. 4 c.p.c. nel ricorso introduttivo della lite gli elementi di fatto e di diritto posti a base della
domanda. In caso di mancata specificazione ne consegue la nullità del ricorso, da ritenersi però sanabile ex art. 164, 5° co. 5,
c.p.c. (norma estensibile anche al processo del lavoro). Corollario di tali principi è che la mancata fissazione di un termine
perentorio da parte del giudice, per la rinnovazione del ricorso o per l’integrazione della domanda, e la non tempestiva eccezione di
nullità da parte del convenuto ex art. 157 c.p.c., del vizio dell’atto, comprovano l’avvenuta sanatoria della nullità del ricorso
dovendosi ritenere raggiunto lo scopo ex art. 156, 2° co., c.p.c. La sanatoria del ricorso non vale, tuttavia, a rimettere in termini
il ricorrente rispetto ai mezzi di prova non indicati né specificati in ricorso, sicché il convenuto può eccepire, in ogni tempo e in ogni
grado del giudizio, il mancato rispetto da parte dell’attore della norma codicistica sull’onere della prova, in quanto la decadenza

1
    Oppure, nei limiti della competenza per valore, “ALL’UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ____”
dalle prove riguarda non solo il convenuto (art. 416, 3° co., c.p.c.), ma anche l’attore (art. 414, n. 5, c.p.c.), dovendo ambedue le
parti, in una situazione di istituzionale parità, esternare sin dall’inizio tutto ciò che attiene alla loro difesa e specificare il
materiale posto a base delle reciproche istanze, alla stregua dell’interpretazione accolta dalla Corte costituzionale (Corte cost.
14.1.1977, n. 13). Riguardo al danno esistenziale, occorre indicare quali siano state le compromissioni, le limitazioni ed i
peggioramenti nella vita del ricorrente rispetto al periodo precedente al sinistro; per la fascia di pregiudizi incidenti sulle attività
normalmente esercitate dalla generalità delle persone deve ritenersi sufficiente l’allegazione di fatti in base ai quali il giudice possa
applicare i principi in tema di fatto notorio e prova indiziaria. Riguardo alle specifiche attività svolte dal ricorrente e risultate
limitate o definitivamente compromesse in seguito al sinistro (ad esempio determinate attività sportive o culturali) occorre fornire –
prima ancora della piena prova – una precisa esposizione dei fatti in modo da consentire al giudice di avere un quadro completo
ed esaustivo del complesso dei pregiudizi lamentati in relazione alla specificità del caso concreto da esaminare.

In diritto: anche in relazione alle ragioni di diritto, valgono le medesime considerazioni svolte in merito all’esigenza di una
completa e precisa esposizione. Con particolare riguardo al danno esistenziale, è bene fare riferimento a quanto esposto nei capitoli
del presente lavoro dedicati alla definizione di tale categoria di danno ed alla sua prova. È importante, infatti, consentire al
giudice di comprendere quali pregiudizi – che si assumono subiti dal ricorrente – debbano essere inquadrati nella categoria del
danno esistenziale e quali, invece, nelle altre categoria di danni aventi natura non patrimoniale (biologico o morale), in modo da
evitare sul nascere possibili dubbi/censure di duplicazioni delle voci di danno. Un breve ma completo excursus sul cammino del
danno esistenziale in giurisprudenza verso la sua piena affermazione quale autonomia categoria di danno, sugli elementi che lo
caratterizzano e lo differenziano dalle altre categorie di danno, nonché sul regime probatorio al quale è soggetto (con la distinzione
fra ciò che è provabile attraverso il notorio e gli indizi e ciò che invece deve essere oggetto di prova piena) è senz’altro utile prima di
passare all’indicazione degli elementi specifici del caso concreto.

Tutto ciò premesso, il Sig. _______________come sopra rappresentato e difeso

                                                                ricorre

innanzi a codesto Ill.mo Tribunale2 affinché, fissata l’udienza di discussione a norma dell’art. 415, 2° co.,

c.p.c., Voglia accogliere le seguenti

                                                             conclusioni

Nel merito: accertare e dichiarare che il sinistro per cui è causa si è verificato per colpa esclusiva di

____________________ e, conseguentemente, condannarlo in solido con la società ____________ 3 , in

persona del suo legale rappresentante pro tempore, al pronto ed immediato pagamento in favore del ricorrente

dell’importo di € ______________, a titolo di risarcimento dei danni da questo subiti in conseguenza del

sinistro e che qui si quantificano in € ____________ 4 ; oltre interessi e rivalutazione monetaria sino al

soddisfo come per legge.

In ogni caso: con vittoria di spese, anche generali al 12,5%, diritti ed onorari da distrarsi in favore del

sottoscritto legale antistatario.



2
  Oppure, nei limiti della competenza per valore, “Giudice di Pace”
3
  Indicare l’impresa assicuratrice contro la quale si agisce
4
  Indicare i singoli importi per ciascuna voce di danno
In via istruttoria: ammettersi prova testimoniale ed interpello sui seguenti capitoli di prova, da intendersi

preceduti dalla locuzione “è vero che” :

    1) ____________________;

    2) ____________________;

    3) ____________________;

    4) ____________________;

Si indicano a testi:

    1) Sig. ______________, nato a ________ il ______, residente in __________, su tutti i capi;

    2) Sig. ______________, nato a ________il ______, residente in __________; su capi sub 1) e 2);

Si depositano:

    1) raccomandata a.r. di diffida e messa in mora alla compagnia assicuratrice;

    2) copia del verbale degli accertamenti e rilievi del sinistro redatto da _____;

    3) relazione medico-legale del dott. ___________________;

    4) fattura n. ________ del __________ rilasciata da _______;

    5) spese mediche;

    6) dichiarazioni dei redditi del Sig. __________;

    7) ______________________;

In caso di contestazione della relazione medico-legale del dott. _______________, ammettersi C.T.U.

medico-legale sulla persona del ricorrente al fine di accertare le lesioni da questi subite in seguito al sinistro

per cui è causa e conseguentemente determinare la percentuale di danno biologico, la durata del periodo

di incapacità temporanea totale e parziale ed il grado di incapacità lavorativa specifica.

Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 9 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, così come modificata ed

integrata dal d.p.r. n. 115/2002, si dichiara espressamente che il valore del presente procedimento è pari

ad €______________ con incidenza sul contributo unificato pari ad € __________________.

Dichiara, altresì, di voler ricevere gli avvisi e le comunicazioni di cui agli artt. 133, 3° co., 134, 3° co. e 176,

2° co. c.p.c. a mezzo fax al n. .... (oppure) all’indirizzo di posta elettronica ....@....it.
Luogo e data.

                Avv. ______________________

				
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posted:12/14/2011
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