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Matrice ABCD

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Matrice ABCD
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12/13/2011
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Matrice ABCD 

ˆ ˆ

I1 I2

ˆ

V1 ˆ

V2





Vˆ  A B  V2 

ˆ

 1

ˆ

   

ˆ

D  I 

 I1

  C

  2

 I coefficienti A e D sono adimensionali, B è un’impedenza e C un’ammettenza

 Definibile solo per un numero pari di porte

 Reciprocità (2 porte) se det(ABCD)=AD-BC=1

 Reciprocità (2N) se AD-BC=I dove I matrice identità

 Per un circuito simmetrico vale anche A=D

 Assenza di perdite: A e D reali, B e C immaginari puri

Matrice ABCD Normalizzata

ˆ

i1  I1 Z0  

ˆ

i2  I 2 Z 0

ˆ

v1  V1 / Z0

ˆ

v2  V2 / Z0

v   a b  v 

 1  2 

 i1  c d  i2 

   

 In tal caso tutti i coefficienti sono adimensionali

Matrice di diffusione (S) di un 2 porte

 Definiamo quantità legate alle ampiezze delle onde incidenti e riflesse





a1  v 1  V1 / Z 01 

b1  v 1  V1 / Z 01

a2  v   V 2 / Z 02

2

b2  v   V 2 / Z 02

2



 In tal caso vale (se consideriamo le tensione e le correnti normalizzate alle due porte)



a1  b1  v a1  b1  i

1 1



a2  b2  v a 2  b2  i  i2

2 2



 La matrice S è quella che lega le ampiezze delle onde riflesse a quelle delle onde

incidenti



b   s11 s12  a1 

 1  

b2  s21

 

s22  a 

 2

Matrice di diffusione (S) di un 2 porte

a1 a2



b   s11 s12  a1 

 1  

b2  s21

 

s22  a 

 2

s11  b1 / a1 a 0 b1 b2

2



Cioè, s11 è legato al coefficiente di riflessione alla porta

s12  b1 / a2 a 0





1 quando la due è chiusa su carico adattato (non c’è

1

onda riflessa a2);

s21  b2 / a1 a 0  Cioè, s21 è legato al coefficiente di trasmissione dalla

2 porta 1 alla porta 2 quando la due è chiusa su carico

adattato

s22  b2 / a2 a 0  La matrice S è definita quindi solo quando si

1 specifichino le impedenze caratteristiche delle linee che

portano l’onda ai terminali dell’oggetto da

caratterizzare, ovvero le impedenze di normalizzazione

 La matrice S si definisce perché misurabile anche (e soprattutto) a frequenze di

microonde

Matrice di diffusione (S) di un n porte

 definiamo



bT  b1 , b2 ,.., bN  aT  a1 , a2 ,.., a N 

con b 

Vi - Vi 



i ai 

Z 0i Z 0i

 Oppure (il che è lo stesso)



bi  I i - Z 0i ai   I i  Z 0i



b  Sa

 La matrice S è

bi Vi  Z 0 j

I cui elementi Si, j  

Vi  Z 0i



aj

ak 0 se k  j Vk  0 se k  j

 Notate che, nel caso molto comune di normalizzazione di tutte le porte ad una sola

impedenza caratteristica (tipicamente 50 W) questa diventa 

Vi

Cioè proprio i coefficienti di riflessione e trasmissione Si, j 

Vi 





quando le porte sono chiuse sull’impedenza di Vk  0 se k  j

normalizzazione

Matrice di diffusione (S) di un n porte

 Ma perché usare tale normalizzazione? Se calcoliamo la potenza media che incide

alle porte 

2

 1 Vi 1 2

Pi   ai

2 Z 0i 2

E la potenza riflessa 2





 1 Vi 1 2

Pi   bi

2 Z 0i 2

 Quindi con tale definizione le quantità sono legate all’energia trasportata dal campo

elettromagnetico

 La potenza netta entrante nel circuito sarà pari alla differenza tra potenza incidente e

riflessa, sommata su ciascuna porta



P   Pi   Pi  

i

1



2 i

ai  bi  1 a  a  b  b

2 2



2

 

 Ma sappiamo che b  Sa b   a  S 



 quindi

1 

2

   1 

P  a a  a S Sa  a I  S  S a

2

  

Matrice di diffusione (S) di un n porte

 In assenza di perdite, tale potenza deve essere nulla per qualunque insieme di

eccitazioni a per cui



I  S S  0

 S S  I Condizione di assenza di perdite (Unitarietà di S)



 La reciprocità invece implica che S sia simmetrica ST  S

 Consideriamo un due porte simmetrico e senza perdite: vediamo qual è il numero

minimo di parametri necessari a caratterizzarlo; la matrice S è 2x2

 Nel definire la matrice S, dobbiamo specificare il piano di

riferimento di fase si ciascuna porta: in pratica dobbiamo per

 s11 s12  esempio specificare in un dispositivo ad una porta, in quale

S

 s12 s11  sezione della linea di alimentazione il coefficiente di riflessione

è misurato. Se la linea è senza perdite, il cambiamento della

sezione comporterà solo un cambiamento della fase del

coefficiente di riflessione

 Possiamo quindi sempre scegliere un piano di riferimento per cui la fase di s11 sia

zero, cioè s11 sia reale

 s12 

S

 s12  

Proprietà di un 2 porte simmetrico senza perdite

 La condizione di assenza di perdite porta a

2

  s12  1

2

2   2 1

S12  S12*  0  2 ReS12   0 S12  j

 Possiamo porre, parametrizzando

  cos   sin

 con   arc tan /  

 Quindi abbiamo un solo parametro indipendente

Proprietà di un 3 porte simmetrico, reciproco, senza perdite

 Immaginiamo di avere un 3 porte con simmetria rotazionale, così che s11=s22=s33



 Anche in questo caso scegliamo il piano di riferimento per ottenere s11 reale; la

matrice diventa

 S12 S12 

S   S12

  S12 



 S12

 S12   

 Imponendo l’assenza di perdite otteniamo



  S12* S12*    S12 S12  1 0 0

 * * 

S12  S12  S12  S12   0 1 0

  

S * S12*   S12   0 0 1

   

S12

 12

2 2 1 2

 2  2 S12  1  S12  Che NON AMMETTE

SOLUZIONI PER =0

 

2

 0 2 Re( S12 )  1    0

2 2

 S12  S12*  S12

2

Proprietà di un 3 porte simmetrico, reciproco, senza perdite

 Quindi un tre porte simmetrico, reciproco e senza perdite non può essere adattato

simultaneamente a tutte le porte

 Può esserlo, invece, un 3 porte non reciproco, o uno con perdite

 Un particolare 3 porte non reciproco estremamente importante nella pratica è il

circolatore

 Di fatti possiamo dimostrare che 3 porte adattato, senza perdite non reciproco è

necessariamente un circolatore

 0 S12 S13 

 Infatti la matrice S di un 3 porte adattato è  

 Imponendo l’assenza di perdite otteniamo le equazioni  S 21 0 S 23 

 S 31

 S 32 0  

S31* S32 0 S 21* S 23  0 S12 S13  0

*



2 2 2 2 2 2

S12  S13  1 S 21  S 23  1 S31  S32 1

 Che sono soddisfatte se



S12  S 23  S31  0 S 21  S32  S13  1  Chiaramente non reciproco

 Oppure se

S 21  S32  S13  0 S12  S 23  S31  1

Circolatore

 Le due possibili soluzioni corrispondono a due possibili circolatori, uno che consente

flusso di potenza in senso orario e l’altro in senso antiorario

 La prima soluzione quindi descrive un circuito che trasmette potenza dalla porta 1 alla

2, o dalla 2 alla 3 o dalla 3 alla 1, ma non in direzione opposta o tra porte non

contigue

 0 0 e j1  1 2

 j2 

e 0 0 

 0 e j3 0 

  3





 0 e j1 0  1 2

 j2 

 0 0 e 

1 2

e j3 0 0 

  3 TX



 Esempio possibile utilizzo: radar in 3

cui la stessa antenna è usata sia in

trasmissione che in ricezione RX

Proprietà di un 4 porte reciproco, senza perdite, adattato alle

porte  0 S



S S 



12 13 14



 S12 0 S 23 S 24 

 In tal caso la matrice è  S13 S 23 0 S 34 

 

 S14 S 24 S 34 0 

 Imponiamo l’assenza di perdite

 0 S12* S13* S14*   0 S12 S13 S14  1 0 0 0

 * 

 S12 0 S 23* S 24*   S12 0 S 23 S 24  0

 1 0 0



S * S 23* 0 S 34*   S13 S 23 0 S 34  0 0 1 0

 13*    

 S14

 S 24* S 34* 0   S14

 S 24 S 34 0  0 0 0 1









S 2413* S 23S S * S 24S 0  0 E sottraendo

* *

S S13 23 14S14 24

*

 2

S14* S13  S24  2

 0

13 

S14* S* S  S 24* S* S  0 0

S * S 13  S 23 

14 13 24 

23



S12 *

S12 SS 12  S  S 34

*

23 S 23 14*S14* 34 S 0  0





S23 S12  S34

2 2

 0

SS  0  0

E sottraendo

S 34 14  12  S 34

S14* 12 * SS 34* S 23 * 23 S

Le due possono essere soddisfatte se S14=S23=0: ACCOPPIATORE DIREZIONALE

I prodotti per gli elementi diagonali danno poi

2 2 2 2 2 2 2 2

S12  S13  1 S12  S24  1 S13  S34  1 S24  S34  1

Proprietà di un 4 porte reciproco, senza perdite, adattato alle porte

 Che implica S13  S 24 S12  S34

Possiamo scegliere il piano di riferimento in modo che S12 sia reale

S12  S34  

Inoltre, considerando che S13 ed S24 hanno stesso modulo, in forma polare scriviamo

S13  e j S 24  e j

Ora valutiamo l’equazione che viene dal moltiplicare riga 2 e colonna 3

S12* S13  S 24* S 34  0

Cioè, sostituendo



 e j  e  j   0  e j  e  j  0  e j  e  j  j  0      

Due scelte particolari si incontrano nella pratica

   /2 Accoppiatore simmetrico o a quadratura di fase,

la cui matrice S è quindi

0  j 0

 Notate che, in questo caso, oltre alla simmetria della

 0 0 j 

 matrice imposta dalla reciprocità, essa è simmetrica

 j 0 0 

  anche rispetto alla diagonale secondaria, indicando

0 j  0 un circuito con un piano di simmetria

Proprietà di un 4 porte reciproco, senza perdite, adattato alle porte



  0,   Accoppiatore antisimmetrico, la cui matrice S è

quindi  0   0 

 0 0 

 

 0 0  

 

0   0 

Notate infine che  e  non sono indipendenti, infatti

2 2

S12  S13  1   2   2  1

Ora, analizzando in dettaglio le altre possibili soluzioni, si perviene o a

riconsiderare lo stesso caso sin qui analizzato, o ad ottenere il caso

S12=S13=S24=S34=0, cioè 2 due porte disaccoppiati ed indipendenti



 Quindi, escludendo quest’ultimo caso - di nessun interesse- ogni 4-porte reciproco

e senza perdite adattato si comporta come un accoppiatore direzionale.

 e l’accoppiatore direzionale in quadratura di fase deve per forza essere simmetrico.

Proprietà di un 4 porte reciproco, senza perdite, adattato alle porte

quindi, schematicamente, un accoppiatore ideale cede potenza alla porta

accoppiata in ragione del fattore di accoppiamento (coupling factor)

2

S13   2

mentre cede tutta la potenza rimanente alla porta diretta

2

S12   2  1   2

La porta rimanente è disaccoppiata o isolata

2

S12   2  1   2

1 1 2

2

S13   2

4

3 accoppiata

isolata

Accoppiatori

Nella pratica caratterizzano un accoppiatore:



 Accoppiamento C  10Log P / P3   20Log  S13 

1

Cioè, che frazione della potenza in ingresso è ceduta sulla porta accoppiata

 Isolamento I  10Log P / P4   20Log  S14 

1

Cioè, che frazione della potenza in ingresso è ceduta sulla porta isolata



 Direttività D  10Log P3 / P4   20Log  S14 / S13 

Cioè, capacità dell’accoppiatore di isolare onde che vanno in una direzione e

direzione opposta



 Se la potenza in ingresso si divide tra porta diretta ed accoppiata in parti uguali

(1/2 della potenza va sulla 2 ed 1/2 sulla 3), ovvero se il fattore di accoppiamento è

0 1 j 0 

3dB, si parla di ibridi. In tal caso     1/ 2  

1 1 0 0 j 

 In tal caso, la matrice S per un ibrido ideale a 90° è

2  j 0 0 1

 

0 j 1 0 

 mentre, la matrice S per un ibrido ideale a 180° è

0 1 1 0 

 

1 1 0 0  1

2 1 0 0 1 

 

0  1 1 0 

Divisore di potenza a “T”

E’ un semplice 3 porte per divisione o combinazione potenza

 Essendo reciproco e senza perdite, non può essere adattato a tutte le porte

 B è una suscettanza che tiene conto dei

campi dovuti alla discontinuità



 Volendo adattare alla porta di ingresso, la

condizione è che



Yin  jB  1 / Z1  1 / Z 2  1 / Z 0

 I valori di Z1 e Z2 possono poi essere scelti per avere diversi rapporti di divisione.

Chiaramente le 2 porte rimanenti non possono essere adattate

 Trascuriamo inizialmente B, e consideriamo  la frazione trasmessa alla porta 1 ed

1-  quella alla 2; essendo la porta di ingresso adattata otteniamo

2

P2  1   Pin 

V02 1 V0

2 1 V0

Pin  P  Pin 

1 2 Z2

2Z 0 2 Z1

 Chiaramente l’impedenza vista per

1 1 esempio guardando nella linea 1,

 Z1  Z 0 ; Z 2  Z0 sarà il parallelo di Z0 e Z2

 1

 Chiaramente l’impedenza vista per esempio guardando nella linea 1, sarà

il parallelo di Z0 e Z2

1

Z02

Z 2 // Z 0  1  

Z0



Z 0  Z 0 2   

1

1



 Ed il coefficiente di riflessione diviene

Z0 Z

 0

Z 2 // Z 0  Z1 2    

1      1

Z 2 // Z 0  Z1 Z0 Z0



2    

Divisore resistivo

Si può adattare alle porte, anche se le porte di uscita non sono isolate

 Analizziamo il caso di divisore con fattore 1/2

 L’impedenza vista in uno dei rami di

uscita

Z0 4

Z  Z0  Z0

3 3

 Quindi, considerando i due rami di uscita in

parallelo, deve essere

Z0 2

Z in   Z0  Z0

3 3

 Essendo il 3 porte simmetrico, lo stesso avviene guardando nella porta 2 o

nella porta 3: S11=S22=S33=0

 Se la tensione alla porta 1 è V1, la tensione al centro (V) è

2Z 0 / 3 2 E le tensioni di uscita

V  V1  V1 





2Z 0 / 3  Z 0 / 3 3

 Per cui S21=S31=S23=1/2, ovvero -6dB

Z0 3 1

V2  V3  V  V  V1  Appare chiaro che metà della potenza

Z0  Z0 / 3 4 2 è dissipata nei resistori

Divisore Wilkinson

E’ un divisore che utilizza resistori, ma

 Se le porte sono adattate, nessuna potenza viene dissipata: solo la potenza

riflessa è dissipata

 Consente di ottenere isolamento tra le porte di uscita; studiamo quello a 3dB







Z0

2Z 0



Z0

Z0

2Z 0



/4

 Per studiarlo, normalizziamo tutto a Zo

e ridisegniamo evidenziando le

simmetrie

Divisore Wilkinson

Possiamo studiarlo

sfruttando la

sovrapposizione degli effetti

 Se volessimo infatti sapere la

risposta del circuito quando

alla porta 2 applichiamo un

generatore Vg2=4V mentre la

porta 3 (Vg3) è lasciata a 0



potremmo prima studiare il caso in cui applichiamo Vg2=Vg3=2V e poi il caso

Vg2=-Vg3=2V: la somma dei due casi produce il risultato desiderato

 Calcolare la risposta a tali eccitazioni particolari (simmetrica ed antisimmetrica,

ovvero pari e dispari) è più semplice, poiché la simmetria del problema consente

di ridurre, come vedremo il 2-porte a 2 singole porte indipendenti

 Questa è una proprietà del tutto generale dei circuiti con simmetrie, per cui si

possono trovare insiemi di eccitazioni, o autoeccitazioni, che decompongono il

problema a N porte in N problemi ad una porta

 Consideriamo i due problemi indipendentemente, a partire dall’eccitazione pari

Divisore Wilkinson

Se Vg2 e Vg3 sono uguali, 1

le tensioni V2 e V3 sono 2V

uguali

 Quindi non fluisce corrente nel 1

resistore, che possiamo togliere

2V

 Anche nel nodo di ingresso non fluisce corrente: è di fatto un circuito aperto



 In pratica c’è uno zero di corrente in tutti i rami che attraversano il piano di

simmetria: si parla di muro magnetico

 Il circuito risulta quindi un semplice tratto di linea in quarto d’onda chiuso su

resistenza 2, per cui guardano nella porta 2 si vede un’impedenza Z2

Z in  e



 E chiaramente scegliendo Z pari alla radice di 2, si vede in ingresso 1, cioè

2

adattamento; quindi S 22 e  0

 Ora ci occorrono V1 e V2: sappiamo che l’impedenza che vediamo nel nodo di

V2 è 1: quindi abbiamo un partitore resistivo, e V2 risulta V2  V

e



 Per conoscere V1, ricordiamo che si tratta di un tratto di linea in quarto d’onda,

 

j

in cui V(0)=V=V++V- V e  V  e  jz  V  e jz  V  e 2  V  e 2   jV   jV 

j

1



  

  jV   j V  V   j V  2V  

Divisore Wilkinson

D’altro canto sappiamo anche la corrente che fluisce sul resistore 2



    

 

I 1e   jV   jV  / Z   jV   jV  / 2   jV  j V  V / 2







  jV / 2   

 V1e / 2  j V  2V  / 2  V   1 / 2  1 / 2 V 

 

 V1e  j V  2V    jV 2

Divisore Wilkinson

Trattiamo il caso dispari: Vg2 e

Vg3 sono uguali e opposte 2V

 In pratica c’è un massimo di

corrente in tutti i rami che

attraversano il piano di

simmetria, ovvero uno zero di -2V

tensione sul piano di simmetria:  Il circuito risulta quindi quello di partenza in

si parla di muro elettrico cui tutti i nodi centrali sono stati rimpiazzati

da un corto a massa



 Ora, il corto della porta 1,

dopo un quarto d’onda

diventa un aperto, e

“vediamo” solo r

 E vediamo che quindi se

r=2, il coefficiente di

riflessione è nullo, cioè

S 22 o  0

Chiaramente ora risulta

V1o  0 V2o  V

Divisore Wilkinson

Per vedere cosa succede alla porta 1, ci comportiamo in modo simile al caso

pari, infatti il circuito appare così









il resistore non è attraversato da corrente (quindi lo possiamo togliere) e si

tratta di due tratti in quarto d’onda, ciascuno che vede un’impedenza di

2

ingresso normalizzata pari a 2

Z in  2

1

che posti in parallelo danno di nuovo impedenza 1, cioè adattamento (S11=0)

Ora, per riottenere la matrice S complessiva, bisogna ricombinare i risultati

ottenuti, “pesandoli” con le eccitazioni ipotizzate

in particolare, sappiamo che S22 ed S33 saranno 0, visto che lo sono sia nel

caso pari che nel caso dispari, così come 0 sarà S23=S32, visto che sia nel

caso pari che dispari le porte 2 e 3 sono disaccoppiate

Divisore Wilkinson

grazie al fatto che, in questo caso, tutte le porte sono

Per S12 avremmo

adattate se chiuse sull’impedenza di normalizzazione



V1 V1 V1e  V1o

S12  S 21     j/ 2



V2 V1 ,V3  0

V2 V2  V 2

e o





e, per simmetria (porte 2 e 3 interscambiabili)



S13  S12  S31


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