Commissione Legislazione
Responsabile Nazionale: Rosalba Russo Calì
Corso Italia n. 85- 95129 Catania Tel.095375333- fax 095370105- cell 3486060601 e-mail
russo@studiolegalecali.it
Componenti Distrettuali:
Claudia Tomiozzo NO
Gea Arcella NE
Maria Antonietta Cestra Centro
Gigliola Langher SO
Angela Bufano SE
Liboria Orlando Sicilia
Maria Grazia Murru Sardegna
Ancor prima di esporVi un succinto programma e fissare le linee programmatiche su
cui mi prefiggo di concentrare l’attenzione in questo biennio, in condivisione e di
concerto con le Componenti Distrettuali, desidero proporvi delle riflessioni
sull’affascinante tema nazionale prescelto per questo biennio 2009 - 2011:
“Il percorso del rispetto: l’esperienza delle donne nella realtà culturale e socio-
economica”.
Già, nel biennio trascorso abbiamo avuto modo di constatare che la questione è assai
complessa e ricca di spunti affascinanti;
noi donne della FIDAPA in tutto il territorio nazionale, ci stiamo interrogate,
confrontate e abbiamo analizzato sotto le più svariate angolature una tematica su cui,
ogni cittadino avrebbe il dovere di soffermarsi e porre attenzione, ritenuto che il rispetto
è l’alba della giustizia.
E’ stato dato riconoscimento al mirabile lavoro svolto in tutte le Sezioni del territorio e
questa pregevole attività sarà il punto di partenza e, sull’ottica della continuità, agiremo
per contribuire attraverso un capillare monitoraggio delle diverse realtà sociali che ci
circondano, per dare il nostro contributo fattivo alle comunità territoriali.
Non possiamo non constatare che viviamo una profonda crisi economica, morale, della
legalità, nel suo aspetto più ampio.
Riscontriamo, infatti, una profonda crisi della legalità sotto i diversi profili di:
una crisi del diritto in sé, della credibilità dell’organizzazione dello Stato e delle sue
istituzioni, della cultura, della comunità civile.
Forse è stata minata anche la certezza del diritto a causa di una produzione normativa
troppo abbondante, confusa e disarticolata.
Ma il rispetto delle regole è un valore irrinunciabile, poiché su di esso ha fondamento
la garanzia di una convivenza pacifica e giusta.
Invero vi è un disorientamento, una crisi dei valori, che è diffusamente percepita.
Siamo consapevoli che in una società competitiva come quella attuale, solo il rispetto
delle norme può permettere la realizzazione di quelli che sono i principali valori: libertà,
uguaglianza e giustizia.
1
Noi, Donne della FIDAPA che ci proponiamo di raggiungere tra gli obiettivi l’attiva
partecipazione alla vita sociale, forse più delle altre, abbiamo il dovere di testimoniare
nel privato, in pubblico e nella vita associativa il rispetto ed attraverso un lavoro serio
concreto e creativo essere protagoniste attive, fattive e propositive della società in cui
operiamo.
E’ auspicabile, come è stato riscontrato, che le Sezioni nei loro programmi
inseriscano incontri, conferenze, tavole rotonde sul tema della legalità.
Ritengo opportuno che le Componenti la Commissione legislazione attuino sul
territorio nazionale un programma unitario, ovviamente in armonia e condivisione con
le specificità dei Distretti di appartenenza.
E’ stato apprezzato con entusiasmo il programma della Nostra Presidente Nazionale di
organizzare nei distretti dei percorsi informativi e/o formativi su statuto e regolamento.
Conveniamo tutte nel ritenere che l’Associazione può essere pienamente vissuta solo
attraverso la conoscenza, l’attenzione, la vivificazione ed il rispetto delle regole
consacrate nei nostri atti fondanti e conveniamo, altresì, nel ritenere che debbano essere
le stesse Socie a proporre le eventuali modifiche.
Al riguardo l’incontro con le socie potrà, altresì, essere teso ad analizzare e vagliare le
problematiche che sono state riscontrate in relazione all’applicazione delle norme
statutarie.
Detti incontri, di concerto con le indicazioni delle Presidenti dei Distretti, e tenuto
conto della programmazione delle singole Sezioni, potrebbero realizzarsi organizzando
riunioni che vedano la partecipazione di tutte le Sezioni della stessa provincia o
viciniori.
I suggerimenti e le proposte alle eventuali modifiche saranno sottoposte all’attento
esame della Commissione legislazione e del Collegio delle Garanti che valuteranno
l’opportunità delle stesse.
Le proposte di modifica accolte saranno discusse, esaminate e votate alla prossima
Assemblea Nazionale Straordinaria.
Tale tematica, linfa vitale dell’associazione stessa, avrà priorità nell’attività
programmatica che la Commissione legislazione si impegna a promuovere nei Distretti
nel corrente anno.
La competenza per materia della Commissione legislazione si presta a lavorare in
sinergia e piena condivisione con tutte le altre 13 Commissioni Nazionali istituite, con
le quali mi auguro di poter collaborare e condividere un fattivo progetto di crescita.
Invero, innumerevoli sono le tematiche che abbiamo il dovere di affrontare che vanno
dall’educazione alla legalità, al bullismo, al mobbing, alla violenza sulle donne, allo
stalking, alla parità di genere, alla famiglia, etc..
Il nostro impegno per il miglioramento della condizione della donna ci invita ad
operare ed attivarci per un pieno e concreto godimento dei diritti sanciti che, nonostante
la innegabile maggiore attenzione, non hanno avuto attuazione, per stimolare e
pungolare le Autorità istituzionali all’uopo preposte ad adottare tutte quelle misure che
tendano a proibire ogni discriminazione nei confronti delle donne e nel contempo
impegnino le stesse istituzioni a porre adeguate misure per rimuovere le cause sociali
del persistere delle discriminazioni, nonché di tutti quegli stereotipi, pregiudizi e
2
pratiche consuetudinarie che impediscono alla donna la piena eguaglianza ed il pieno
godimento dei diritti.
La parità di genere è una priorità nell’agenda della società contemporanea dall’inizio
di questo millennio.
Ed invero, malgrado gli impegni assunti in Commissione Europea, la partecipazione
femminile e l’ingresso delle donne nelle stanze dei bottoni è ancora limitata.
La percentuale di donne manager ed in politica non è ad oggi in linea con gli
investimenti in istruzione e con l’elevata preparazione professionale femminile.
Nonostante i progressi significativi compiuti tramite la normativa sulla parità di
trattamento ci si trova tuttora a far fronte ad alcune sfide considerevoli che ci invitano a
sollecitare un adeguamento della normativa stessa al fine di modernizzarla, attraverso la
sensibilizzazione, il dibattito ed il dialogo.
E’ doveroso il nostro operoso e attivo contributo con proposte, anche legislative, su
alcuni settori prioritari quali:
indipendenza economica uguale per le donne e gli uomini;
conciliazione della vita privata e professionale;
uguale rappresentanza nell'assunzione di decisioni;
eliminazione di ogni forma di violenza basata sul genere;
eliminazione degli stereotipi legati al genere;
promozione della parità fra le donne e gli uomini nelle politiche esterne e di sviluppo.
Queste sono alcune riflessioni relative alla attività che la Commissione legislazione
potrà approfondire, ma ovviamente il programma sarà suscettibile di ulteriori iniziative
condivise con tutte le Componenti la Commissione.
A Voi tutte ed alle Presidenti Distrettuali e di Sezione confermo la mia disponibilità a
confronti, incontri, scambi di idee e auspico di ricevere i Vostri suggerimenti per
insieme crescere ed incidere nel tessuto sociale.
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COMMISSIONE ARTE E CULTURA
LINEE PROGRAMMATICHE BIENNIO 2009- 2011
Donatella di Biasio
Responsabile Nazionale Arte e Cultura
COMPONENTI Via Fucito 8 04022 Fondi (LT)
DISTRETTUALI cell. 338 9521386 e-mail donatelladibiasio@tiscali.it
Partendo dal tema nazionale: “Il percorso del rispetto: l’esperienza della
Franca Benedusi
donna nella realtà culturale e socio-economica” si è pensato di
NO
franca.benedusi@alice.it
privilegiare l’individuazione e la valorizzazione nelle varie sezioni, di
figure femminili che nell’arte, nella cultura o con azioni positive abbiano
inciso sul territorio; questa ricerca potrà poi condurre nel secondo anno,
Rosetta Salmaso alla realizzazione, o quanto meno all’inizio di essa, di siti dove riunire
NE quanto raccolto su ciascuna figura in maniera da diffonderne
salmaso@hotmail.it concretamente la conoscenza e l’esempio. Questo naturalmente sarà
possibile particolarmente nei centri minori in maniera da creare una
conoscenza culturale alternativa alle grandi città realizzata possibilmente
Carla Michelli in sinergia con le Istituzioni e gli Istituti Scolastici; comunque ciascuna
Giaccone Referente, al di là delle indicazioni, potrà avere ampio spazio di
Centro
movimento per quanto riterrà interessante, in quanto ogni territorio ha
carmichelli@gmail.com
peculiarità diverse e diverse risorse ritenendo ci si debba adattare
soprattutto a questo per operare in maniera incisiva.
Vincenzina Nappi Riteniamo essenziale inoltre collaborare con amicizia e serenità,
SO seguendo un filo conduttore che potrà essere comune e che ciascuna potrà
nappi2003@libero.it rendere simile ma diverso, operando in rete e scambiandosi suggerimenti
e pareri;
pensiamo altresì che la Commissione Arte e Cultura, proprio perché è
Marina Corazziari cultura tutto quanto attiene le tradizioni, le abitudini, il modus vivendi ed
SE altro, ove fosse possibile, debba collaborare con le altre commissioni
mcorazziari@libero.it facendo un lavoro di squadra, comunicando le proprie iniziative in modo
da poter collaborare dove siano i presupposti in modo che, amplificando
Calogera Aronica
il lavoro di tutte si dia maggiore visibilità alla nostra Associazione.
Sicilia Naturalmente, per quello che riguarda l’Arte tout court, sarà naturale
lillaronica@msn.com promuovere le iniziative di donne scrittrici, pittrici e musiciste che
saranno segnalate dalle varie sezioni e faremo in modo che ogni referente
distrettuale parteciperà a rendere più ampia possibile la diffusione di ogni
Anna Pisano manifestazione; come giustamente afferma la V. Presidente Nazionale:
Sardegna “L’Unione Europea ha individuato nella creatività la vera chiave del
anna.pisano.ca@tiscali.it successo nell’era della globalizzazione” e le donne, per loro natura,
sono l’essenza della creatività; per cui, intendiamo dare sostegno e
fiducia alle nostre donne favorendone l’espressione nei limiti delle nostre
possibilità facendo un caposaldo di questo nella condivisione degli
obbiettivi comuni; partendo dalle capacità artistiche e dalle peculiarità culturali di ogni realtà,
potremo favorire il turismo, la progettualità, la moralità e l’economia della nostra Italia e delle
nostre donne.
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COMMISSIONE AMBIENTE E TURISMO
Responsabile Nazionale
CATERINA MAZZELLA
Trav.Mirabella 7- 80077 ISCHIA Tel. 081983577- 3203672087 E-mail:luigicesareo@tin.it
PROPOSTE DI LAVORO COMMISSIONE AMBIENTE E TURISMO
In sintonia con le direttive Nazionali e vagliate le proposte delle Componenti Distrettuali, nel
riaffermare la vocazione a movimento di opinione della nostra Associazione, il programma
biennale della commissione Ambiente e Turismo si prefigge una propositiva sensibilizzazione
verso tematiche ambientali di rilevante attualità e di conseguenza il rilancio di un turismo eco-
sostenibile di qualità anche alla luce del Tema Nazionale sul Rispetto.
AMBIENTE
1) Le sezioni FIDAPA in sinergia con Enti ed Istituzioni, tenendo conto delle esigenze del
proprio territorio, tratteranno di inquinamento, smaltimento rifiuti, dissesto idrogeologico,
riduzioni CO2, impianti foto-voltaici, pale eoliche, clima… coinvolgendo qualificati
relatori, possibilmente fidapine esperte in materia. Su tali problematiche è stato previsto
almeno 1 evento per Distretto (le date mi saranno comunicate a breve).
2) Donne per l’Ambiente. In vista delle elezioni regionali (ove previste) incontro-dibattito
promosso dalla FIDAPA e moderato da giornalisti esperti con i candidati a Governatore su
come intendono far fronte alle emergenze ambientali della propria Regione. Obiettivo è
quello di creare un “gruppo di pressione” e promuovere azioni positive per l’Ambiente
(entro il 15 marzo c.a.).
A seguire potrebbe scaturire una proposta di mozione su una tematica ambientale comune
ai 7 Distretti che la nostra Presidente Nazionale presenterà al Ministero dell’Ambiente.
3) Educazione ambientale nelle scuole: l’educazione al Rispetto per l’Ambiente delle giovani
generazioni è la migliore garanzia per la sua salvaguardia.Saranno dunque proposti:
a- percorsi formativi/informativi agli alunni di S.Primaria con l’ausilio di esperti, alla
scoperta/ri-scoperta di luoghi e ambienti del proprio territorio (“a scuola sul litorale”, “a
scuola nel bosco”, “a scuola in campagna”, ecc….) con pubblicizzazione degli esiti
(video, opuscoli, ecc…)
b- percorsi di educazione alla raccolta differenziata e connesse mostre di oggetti artistici
realizzati tramite il riciclaggio diretto o il riutilizzo delle materie prime rilavorate.
TURISMO
1) Promozione Turistica.
Considerata la potenzialità economica che ha il turismo per le nostre regioni, sarà dato
opportuno risalto alla riscoperta dell’arte, dell’archeologia, della storia delle tradizioni,
dell’enogastronomia, dei proverbi.. (anche attraverso pubblicazioni).
Come nel biennio precedente si proseguirà con percorsi e tematiche condivise fra sezioni e/o
Distretti, eventualmente in collaborazione con il Touring Club, ( Le vie del… la ceramica, del
tombolo, delle torri, della Magna Grecia, delle gravine, ecc.).
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2) Il prodotto tipico come sintesi tra territorio e la sua cultura.
Corsi di cucina tipica regionale organizzati da una o più sezioni della regione e/o Distretti
in pacchetti comprendenti oltre al suddetto corso (da tenersi in periodi di bassa stagione per
incentivare un turismo alternativo):
- soggiorno
- visite alle bellezze storiche e/o culturali
- possibilità di acquisto di prodotti tipici
Pubblicazione di un ricettario sui prodotti tipici.
3) Monitoraggio di attività turistiche ricettive (agriturismo, hotel, B&B,) gestite da socie
FIDAPA con pubblicazione di una guida riguardante l’intero territorio nazionale.
4) Immagine del proprio territorio visto con gli occhi delle donne.
Immagini inedite da proporre da parte della FIDAPA sotto forma di poster o cartoline
(sponsorizzate da Pro-Loco ed Enti Locali) in occasione di campagne di promozione
turistica..
5) Convegno a carattere Nazionale a cura della Commissione Ambiente e Turismo (Isola
d’Ischia – Aprile 2011)
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Per l’attuazione di tale programma e per ottimizzare i comuni risultati si cercherà di
coinvolgere il maggior numero di sezioni con l’ausilio di intermediazione delle Componenti
Distrettuali ed in collaborazione con le Presidenti e V.Presidenti Distrettuali e Nazionale
nell’imprescindibile rispetto dei ruoli e delle regole statutarie.
A tutte voi il mio augurio di proficuo lavoro e collaborazione reciproca.
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COMMISSIONE NAZIONALE IGIENE E SANITA’
Anna Teresa Olivieri
Responsabile Nazionale
PROPOSTE DI LAVORO PER IL BIENNIO 2009-2011
L’armonico equilibrio psico-fisico permette all’individuo di vivere appieno la propria
esistenza; l’insorgere della malattia, alterandolo, crea conseguenze che si ripercuotono non solo
sullo stesso ma anche sulla collettività: di qui la necessità di rivolgere una maggiore attenzione
verso il “well-being” della Persona con interventi mirati che ne tutelino la Salute e ne rispettino
la Dignità.
Il Diritto alla Salute, sancito dall’art.32 dalla nostra Costituzione, che “obbliga lo Stato a
promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare comportamenti finalizzati alla migliore
tutela possibile della salute” e il codice deontologico che obbliga gli operatori sanitari ad agire
nell’interesse della Persona, senza ledere il principio del “primum non nocere”, non sempre
hanno portato alla realizzazione di politiche sanitarie e atti medici finalizzati a creare una
Sanità a misura d’Uomo.
Il tema nazionale offre pertanto interessanti spunti di riflessione sulle problematiche
sanitarie, permettendoci in questo modo di sviluppare opportune azioni nello spirito proprio
della nostra Federazione, ossia Informare per Formare.
Dall’incontro avvenuto il 3 dicembre u.s. con la Presidente Nazionale Giuseppina Seidita
e dalle proposte delle Componenti Distrettuali, la Commissione Nazionale Igiene e Sanità ha
elaborato delle linee guida per il biennio 2009-2011 che andranno ad agire su temi già
affrontati come pure su altri temi di rilevante importanza sociale, considerando le esigenze
delle singole realtà territoriali.
La Prevenzione e l’Educazione alla Salute rappresentano i cardini essenziali dell’operato
della Commissione, in virtù della evoluzione che la medicina ha subito negli ultimi anni
(passando da una fase prettamente curativa ad una preventiva e predittiva) e del miglioramento
della qualità della vita e delle sue aspettative.
La prevenzione, basata su una capillare azione di sensibilizzazione e corretta
informazione, rappresenta sicuramente una delle armi vincenti per debellare “la malattia”,
malattia che incide non solo sul benessere del singolo, ma sull’intera società.
Particolare attenzione sarà riservata alle patologie tumorali femminili (mammella e
cervice uterina) e non (colon-retto), in ragione dei progetti di screening attuati sul territorio
nazionale e delle campagne di vaccinazione per l’HPV organizzate da alcune regioni.
Importanti saranno le forme di collaborazione e partenariato che si andranno a realizzare con
gli Assessorati alle Politiche della Salute, con le ASL e con le stesse Regioni al fine di favorire
un maggiore equilibrio fra le condizioni presenti nelle varie regioni: l’azione della nostra
Federazione potrà quindi risultare più incisiva e visibile, incrementando la sensibilizzazione e
l’adesione a tali programmi al fine di ridurre le zone “non responders” e la scarsa
“compliance”. Tra le forme di collaborazione, i Protocolli d’Intesa con gli organismi preposti
rappresentano sicuramente un modello operativo vincente, dal momento che non solo
permettono una esatta e mirata conoscenza della patologia e dei rischi ad essa connessa ma
forniscono gli strumenti idonei non solo per prevenirla e curarla, ma per debellare tutte quelle
forme di resistenza, frutto di retaggi culturali, che purtroppo non consentono una piena
realizzazione della Cultura della Prevenzione. Ricordo a tal proposito il protocollo d’intesa
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stipulato, nel biennio 2005-07, tra la F.I.D.A.P.A. Distretto Sud-Est e la LILT (Lega Italiana
Lotta contro i Tumori).
In considerazione della precocità della vita sessuale diventa interessante focalizzare
l’attenzione sull’incremento delle malattie sessualmente trasmesse e sulle problematiche ad
esse correlate, al fine di poter educare le nuove generazioni a vivere la propria sessualità in
maniera serena e responsabile, anche in previsione di una maternità da affrontare e vivere
consapevolmente. Quindi forme di collaborazione con gli Istituti Scolastici Superiori e con le
ASL territoriali devono darci la possibilità di studiare la percentuale di incidenza di tali
patologie nella fascia di età considerata e nel territorio, mediante la somministrazione di
specifici questionari, e di poter intervenire con adeguate strategie preventive sulle zone a
rischio, evidenziate dalla elaborazione ed interpretazione dei dati raccolti.
Gli errati stili di vita e i disordini alimentari troveranno spazio in incontri di
approfondimento e di sensibilizzazione miranti a proporre un miglioramento delle abitudini di
vita in relazione all’incremento di patologie quali l’ipertensione, le malattie cardiovascolari, le
dislipidemie, i disordini del metabolismo e le malattie allergiche, che rappresentano cause di
mortalità e morbilità ad elevata percentuale nella società occidentale e più in generale nel
mondo industrializzato. Il dilagante uso di droghe, di psico-farmaci e di alcool, associato ad un
incremento del tabagismo nelle fasce più giovani della popolazione, impone una attenta
disamina delle cause che sottendono a tale fenomeno, e degli effetti devastanti che tali sostanze
hanno sull’equilibrio psico-fisico dell’individuo. Quindi azioni congiunte tra la F.I.D.A.P.A., le
Istituzioni Scolastiche, le famiglie e gli esperti del settore potrebbero tradursi in incontri e
seminari da svolgersi presso le Scuole inserendosi in questo modo nei programmi di
Educazione alla Salute, al fine di sviluppare una cultura del Rispetto verso se stessi e la propria
Vita.
Un altro aspetto di tutela e protezione è legato al fatto che in questi ultimi anni, grazie al
Progetto Genoma Umano, che ha permesso di svelare la sequenza del DNA, la medicina ha
compiuto enormi progressi nella diagnosi di malattie geneticamente trasmesse,
nell’identificazione delle condizioni di maggior rischio correlate alla presenza di geni
suscettibili, e quindi la terapia più idonea.
Un nuovo modello di medicina, quella Predittiva, si sta pian piano affermando:
considerare questo nuovo aspetto, tenuto conto delle ripercussioni che le patologie genetiche
hanno sul vissuto personale, familiare e sociale, è di notevole rilevanza al fine di poter
intervenire sul “malato di rischio o pre-paziente” piuttosto che sulla condizione di “vero
paziente”.
In quest’ambito la nostra azione associativa può risultare di grande impatto con una mirata
azione informativa sull’opinione pubblica e con forme di collaborazione con le strutture
sanitarie preposte a tale tipo di indagini, presenti sul territorio.
Un altro tema su cui focalizzare l’attenzione è quello legato al Dolore e al suo trattamento:
sappiamo bene che la sofferenza legata alla malattia, e il dolore con cui essa si esplica,
rappresentano una offesa alla Dignità e al rispetto della Persona, per cui una azione di
informazione e sensibilizzazione deve essere mirata a favorire la conoscenza e l’utilizzo della
Terapia contro il dolore e delle cure palliative, associata ad una azione di pressing sulle
Istituzioni che, alla luce del dibattito parlamentare in atto, potrebbe portare alla creazione di
una nuova modalità di gestione del dolore e alla realizzazione di progetti o di forme di
collaborazione che formino personale altamente qualificato con appositi e specifici
insegnamenti da inserire nei corsi di laurea e di specializzazione. Ricordo a tal proposito il
progetto, avviato nello scorso biennio, della Sezione di Torino “Insieme per la lotta al Dolore”
in collaborazione con la Regione Piemonte, l’Assessorato alla Salute e Sanità, le Facoltà di
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Medicina e Farmacia, gli ordini professionali di categoria, il Collegio e il corso di Laurea per
infermieri e i Sindacati Regionali Medici.
Nel ciclo vitale della Donna i disturbi del Climaterio e la Menopausa rappresentano
sicuramente una fase molto delicata, in cui cambiamenti naturali e fisiologici incidono
profondamente sul suo benessere psico-fisico. Un approfondimento di tale condizione,
associato ad una conoscenza delle terapie specifiche oggi a disposizione, ci permetterebbe, con
azioni di informazione e sensibilizzazione, di fornire adeguati strumenti in grado di permetterle
di vivere questa fase con serenità e con una rinnovata consapevolezza delle proprie capacità.
Queste in sintesi le linee guida su cui si fonda principalmente l’operato della
Commissione Igiene e Sanità in questo biennio, ma che, sono certa, si arricchirà, strada
facendo, di nuove istanze e stimoli. Insieme cercheremo di agire in maniera omogenea su tutto
il contesto nazionale, favorendo la comunicazione tra le socie e coinvolgendo nella
realizzazione di progetti,giornate di studio, campagne di sensibilizzazione e dibattiti tutte le
professionalità del settore di cui la nostra Federazione è ricca.
Un passo importante in questo ambito è mettere a disposizione la banca dati delle amiche
socie che operano nell’ambito sanitario, non solo per creare una rete che faciliti la condivisione
degli obiettivi e una rapida informazione, ma soprattutto per intervenire nei vari territori di
appartenenza con azioni risolutrici a favore della Donna e dei suoi problemi.
Auspico che la nostra collaborazione si possa tradurre nella realizzazione di azioni
concrete che salvaguardino e tutelino la Salute e che il ruolo svolto dalla nostra Federazione si
rafforzi sempre di più nei luoghi decisionali.
Nel mettermi a Vostra completa disposizione insieme a Tutte le Componenti della
Commissione, auguro a Tutte un biennio di proficuo lavoro.
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COMMISSIONE NAZIONALE F.I.D.A.P.A.-BPW Italy
“Rapporti con il Comitato di Coordinamento Europeo e la B.P.W. International”
Marcella Desalvo
(Responsabile Nazionale)
LINEE GUIDA PER IL BIENNIO 2009/11
Il 3 dicembre scorso, nella sede di Roma, si è svolto l’incontro ufficiale fra la Presidente
Nazionale Giuseppina Seidita, insieme alla Vicepresidente Eufemia Ippolito, e noi socie,
nominate responsabili delle 14 Commissioni nazionali per il biennio 2009/2011. Durante la
riunione ognuna di noi ha potuto esporre le proprie idee ed ha ricevuto valide indicazioni per lo
svolgimento in sinergia del lavoro futuro. Fra di noi si è subito instaurato un bel clima di
maggiore conoscenza reciproca e collaborazione, perché ciascuna possa sviluppare i propri
compiti, nel rispetto dei rispettivi ruoli.
Facendo tesoro degli input ricevuti, ho preso contatto con le altre sei componenti la
Commissione che mi è stata affidata (sei poiché il Distretto Sardegna non ha, ad oggi, nominato
ufficialmente la sua) per farle partecipi sia di quanto da me esposto, sia di ciò che era emerso
nella riunione del 3 dicembre, affinché potessero farmi conoscere le loro idee in proposito, in
particolare tenendo conto delle peculiarità e della realtà in cui, nei rispettivi Distretti, si trovano
ad operare.
Tutte sono state solerti nel rispondermi, offrendomi conferme ed ulteriori spunti operativi, che
qui vengono conglobati. Le desidero quindi ringraziare una ad una: Cristina Donghi, Elisabetta
Gregoric, Beatrice Ratti, Ingrid Schaefer, Teresa Bosco, Annamaria Zagara, certa che durante
questo biennio la nostra collaborazione potrà solo rafforzarsi.
Qui di seguito, pertanto, evidenzio le linee guida che sono emerse.
Offrire la massima disponibilità, in spirito di servizio, da parte della sottoscritta nei
confronti della Presidente Nazionale e del CPN e da parte delle singole referenti nei
confronti degli omologhi Organi Distrettuali, per la tenuta dei rapporti con il Comitato
di Coordinamento Europeo e la BPWI.
Dedicare, in ogni sito internet di Distretto, una pagina web alle “Attività
Internazionali”, così come nel sito nazionale.
Far conoscere capillarmente il prossimo appuntamento EUROPEO: VIENNA 2010
(dall’8 al 10 ottobre), Presidents’ Regional Meeting. Inoltre, al fine di assicurare la
massima pubblicizzazione di questo come di altri eventi, trovo opportuna la proposta di
comporre un file in Excel costituito da 7 pagine, in cui ogni pagina corrisponda a un
distretto, che ogni referente provvederà a compilare con i nomi delle corrispondenti di
Sezione, le loro email e almeno un recapito telefonico. Ho già approntato un canovaccio
di tale file e sarà mia cura inviarlo quanto prima alle referenti distrettuali.
Propagandare il premio di proselitismo “Tripla corona” che verrà assegnato durante il
prossimo XXVII congresso internazionale di Helsinki 2011 (17-21 giugno), in
collaborazione con la Pastpresident Nazionale.
Comunicare al sito della BPW International e della BPW Europe i nuovi Clubs (cioè
Sezioni), divisi per distretti, costituiti nel biennio 2007/09.
Collaborare strettamente con la Commissione Nazionale “Young BPW”, in particolare
per pubblicizzare il più possibile la IV edizione del premio ad una “Young” europea,
nell’ambito della BPW CUP della sezione LA SPEZIA, che si terrà alle Grazie di
Portovenere durante il penultimo week end di giugno 2010.
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Collaborare strettamente con le Commissioni “Sviluppo, Formazione, Impiego” e
“Progetti”, in particolare per dare la massima visibilità e risonanza, in ogni comune
dove è presente la Fidapa, al prossimo Equal Pay Day (Giornata della Parità
Retributiva) che si svolgerà nell’aprile 2010, e che rappresenta uno dei punti
qualificanti del Tema Nazionale.
Allargare la rete di conoscenza reciproca fra le socie italiane e quelle dei Paesi
confinanti: ad esempio, la referente del distretto Nord-Est, volendo realizzare un’idea
nata nello scorso biennio, propone di organizzare a Trieste un incontro internazionale
con donne professioniste dalla Slovenia, Croazia e Austria (visti i confini limitrofi).
Favorire la stipula di nuovi gemellaggi internazionali ed il consolidamento di quelli già
ratificati, in collaborazione con gli Organismi preposti.
E, last but not least: cercare un bel ritratto fotografico di Lena Madesin Phillips (nostra
fondatrice) da poter appendere nella sede di Roma (su incarico ricevuto dalla Presidente
Nazionale). A tal proposito, la referente del distretto Centro propone di indire un bando
fra le nostre socie pittrici affinché dipingano un ritratto della nostra fondatrice; inoltre,
sempre sul tema “Lena Madesin Phillips”, di bandire un ulteriore concorso con il
coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado.
Termino ricordando, a me stessa in primis, che la Commissione si prefigge il primario obiettivo
di favorire la conoscenza, fra le socie italiane, delle nostre radici e della nostra identità
INTERNAZIONALE ed EUROPEA, purtroppo ancora non abbastanza diffusa!
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COMMISSIONE NAZIONALE PROGETTI
Responsabile Nazionale : Ida Castagna Bressan, Via E.Cabruna, 20 30027 San Donà di Piave (VE)
Tel/fax 0421- 54664 cell. 3477615618 e-mail ida.bressan@alice.it
COMPONENTI DISTRETTUALI : Distretto Nord Est : Francesca Bressan
bressan.francesca@provincia.vicenza.it ; Distretto Nord Ovest : Lucia Ghidoni lucia.ghidoni2009@libero.it ;
Distretto Centro : Alessandra Valenti alessandra_valenti@fastwebnet.it ; Distretto Sud Est : Stefania Bozzini
s.bozzini@confcommerciofoggia.it ; Distretto Sud Ovest : Annamaria Repice annamariarepice@libero.it ;
Distretto Sicilia : Rosalia Finocchio lbelladone@libero.it .
PROPOSTE DI LAVORO DELLA COMMISSIONE NAZIONALE PROGETTI
BIENNIO 2009/2011
PREMESSA
La Commissione Nazionale Progetti si prefigge l’obiettivo generale di contribuire attivamente
al raggiungimento della missione della nostra associazione, come indicato nello Statuto
FIDAPA: essere un movimento di opinione e rappresentanza delle donne italiane nel contesto
europeo prima e internazionale poi.
La Commissione Progetti definisce come proprio lo scopo di interfacciarsi trasversalmente alle
diverse Commissioni rispetto ai temi nazionale ed internazionale, fornendo un apporto tecnico,
formativo e consulenziale per un’azione più efficace e sinergica.
In questo biennio il Consiglio nazionale ha portato a 14 il numero delle Commissioni
nazionali, eliminando la disparità tra Commissioni e Gruppi di lavoro, in modo da uniformare
il più possibile le nostre Commissioni a quelle della BPW.
ORGANIZZAZIONE
Ma nessuna iniziativa delle Commissioni può avere successo se non creiamo prima la struttura
operativa, che nel Regolamento della FIDAPA è ben delineata, ma non sempre nella realtà si
crea questa rete, essenziale per ottenere risultati apprezzabili. Ecco quindi prioritario verificare
che nelle sezioni venga nominata la Corrispondente della Commissione Progetti, una socia
che abbia interesse a confrontarsi con la Componente distrettuale in un lavoro di tramite con il
suo Comitato di Presidenza. Tra queste socie Corrispondenti di Sezione, o tra altre socie la
Componente distrettuale della Commissione progetti a sua discrezione, sceglierà una socia
per regione, quella con la quale ritiene più facile stabilire un fil rouge, che l’aiuti e l’ affianchi
nell’individuare bandi regionali di interesse per l’associazione, e nel sostenere le iniziative
delle sezioni che desiderano approfondire i temi nazionali e internazionali attraverso la
disseminazione progettuale. Queste socie le chiameremo le nostre antenne regionali.
Le Sezioni che parteciperanno ad un progetto lo dovranno segnalare alla Componente della
Commissione Progetti del loro Distretto attraverso un scheda/modello, che metteremo a punto,
nella quale dovranno essere indicate tutte le azioni compiute, come workshop, seminari,
convegni, pubblicazioni, premi e diplomi
Si prevede la stesura di una Dispensa (in formato elettronico, eventualmente stampabile) che
raccoglierà i progetti che saranno realizzati dalle sezioni nel biennio 2009 – 2011 e quelli
iniziati nel biennio scorso che andranno a compimento. La dispensa vedrà il resoconto
documentato di tutti i progetti sviluppati nei Distretti, che saranno finanziati e realizzati ( anche
se non conclusi) entro la fine del biennio sociale, attraverso la raccolta delle schede
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progetto. Questi progetti secondo il desiderio della Presidente nazionale saranno
successivamente raccolti su CD .
TEMATICHE PROGETTUALI
I bandi dei progetti più consoni alla programmazione e alle specificità della fidapa sono in
genere rivolti alla cultura, all’ambiente, alla condizione femminile, alle discriminazioni, alla
rappresentanza politica, alla tutela dei minori, al sostegno delle professionalità delle donne in
generale e delle socie in particolare, alla comprensione delle diversità culturali regionali
italiane e delle etnie straniere immigrate, agli scambi transnazionali con associazioni affini alla
nostra o con i clubs della BPW, alla scuola, alla salute, al lavoro, alla cittadinanza europea,
all’etica.
Collaboriamo con le Associazioni che hanno le nostre stesse finalità e diveniamo partner dei
loro progetti. E’ fondamentale prendere contatti con le associazioni del territorio, con la
Consulta e con la Presidente della C.P.O., con gli Assessorati degli Enti locali per condividere
progetti regionali e provinciali consoni alla programmazione e alle specificità delle sezioni al
fine di potervi eventualmente partecipare come partner.
PROPOSTE OPERATIVE
Proposte progettuali riconducibili al tema nazionale:
Privilegiare l’esperienza della donna nella realtà socio-economica, nel management
………………”.
Proposta N. 1 - Seminario/laboratorio di scambio esperienziale e competenze fra le donne
innovative, già presentato al CN nello scorso biennio dalla Commissione Progetti (Resp.
Nazionale Barbara Chiavarino), provvisoriamente denominato Laboratorio “W2W : creative
solutions for Valuable Business”- (“Women to Women: Da donna a donna: soluzioni
creative per un business che genera valore”), volto a sviluppare metodologie e strumenti di
interazione concreta per favorire l’empowerment, nel senso di sviluppare fiducia nelle proprie
capacità. Non sarà rivolto soltanto alle imprenditrici, ma a tutte le donne che intendono lavorare
sul proprio benessere. I risultati che si intendono ottenere sono il miglioramento dello stile di
lavoro e l’organizzazione dei compiti, ritrovare la fiducia in se stesse, ricevere consigli su
come affinare le proprie capacità gestionali, per affrontare nuove responsabilità, per migliorare
le capacità di anticipare o evitare potenziali problemi.
Questo seminario/laboratorio di idee potrà essere attuato in tutti i Distretti in collaborazione
con altre Commissioni interessate (Comm. Sviluppo, Formazione, Impiego; Commissione
pubbliche relazioni e rapporti con la Stampa; Commissione Donne, Politiche Sociali e Pari
Opportunità)
Proposta n. 2 – Progetto Mentoring .
Porremo un interesse preciso sull’argomento, affiancando in particolare l’attività di Carla
Laura Petruzzelli, carlalaurapetruzzelli@gruppopetruzzelli.it, membro della task force BPW
Europa che si occupa di Mentoring.
Linee guida:
IL Mentoring (“Uno strumento per lo sviluppo personale”) promuove la leadership nel mondo
degli affari e della vita professionale. Il mentoring è inteso quale relazione privilegiata tra due
persone che si trovano su livelli differenti di formazione e della scala gerarchica. La mentor
sostiene la mentee nella sua carriera professionale, consigliandola nel suo iter e nelle sue scelte,
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la introduce nelle sue reti di conoscenze e l’aiuta a comprendere le regole non scritte che
vigono all’interno di un’organizzazione.
Il mentoring è quindi uno strumento per sviluppare il potenziale professionale delle donne,
attraverso una forma di tutoraggio tra chi è ormai in una posizione consolidata e chi, giovane,
ha bisogno di suggerimenti, informazioni, aiuto professionale. BPW interpreta il mentoring
come mezzo di sviluppo personale nella professione, affari e leadership. Il Mentoring può
essere offerto da una singola sezione o da più sezioni, può essere esteso a tutti i Distretti
d’Italia. Le prestazioni relative al mentoring di per sé sono gratuite. Per avviare il progetto è
necessario un contatto diretto con le presidenti di sezione per informarle sulla comprensione di
tutorato e di sviluppo in generale del progetto. Successivamente dovranno stendere un elenco
dei mentori disponibili per sezioni con i dati necessari (Analisi delle competenze dei membri
che devono essere mentori). Successivamente sarà organizzato un Workshop con un membro
della task force su richiesta onde stabilire una piattaforma per facilitare la comunicazione del
club con il membro della task force.
Il Consiglio di sezione deve deliberare norme per l'esecuzione del programma. Ogni sezione
nominerà una socia (Facilitatore) quale responsabile per l’applicazione del mentoring a livello
locale: è il contatto diretto per mentees / protégées e mentori.
La durata e l’intensità del rapporto di mentoring vengono definiti tra le due persone
coinvolte. L’attuazione di un programma di mentoring può essere preceduto da un’ offerta di
programmi speciali per la formazione dei tutor (ad esempio un corso intensivo). I facilitatori
faranno riferimento alla socia membro della task force europea Carla Laura Petruzzelli
competente a livello nazionale. Tuttavia il Progetto mentoring, mancando di una struttura
organica, sarà supportato anche dalla Commissione Progetti, nel senso che le Componenti
distrettuali potranno essere punti di riferimento informativo e organizzativo nei Distretti tra le
Sezioni e la Responsabile in Italia della Task Force europea.
Le Sezioni che intendono attuare questo progetto si mettano in contatto con le Componenti
distrettuali della Commissione Progetti del loro Distretto, oppure direttamente con la dott.
Carla Laura Petruzzelli, Past Presidente della Sezione di Vicenza, Responsabile per l’Italia
della Task Force Europea della BPW. cell. 3493523196,
e-mail carlalaurapetruzzelli@gruppopetruzzelli.it
tel. 0444/32 20 60 fax 0444 32 46 39
Proposta n. 3 - Promuoveremo Progetti legati al Percorso della cultura: l’Italia dei Distretti,
per la valorizzazione del territorio di appartenenza.
In particolare Progetti atti a sviluppare tematiche ambientali, es. :
promozione di prodotti e processi produttivi rispettosi dell’ambiente.
ambiente e salute (es. le malattie professionali che interessano maggiormente le donne,
soprattutto in agricoltura)
cultura e turismo d’arte, che in Italia sembrano reggere alla crisi e possono diventare
fattori trainanti della ripresa
ambiente e valorizzazione del patrimonio naturale del territorio es. Conoscere il
territorio attraverso le Associazioni di donne impegnate nelle produzioni
agroalimentari, come ad esempio l’Associazione Nazionale Le donne del Vino
http://www.ledonnedelvino.com/index_delegazioni.php, che raccoglie al suo interno le
responsabili in prima persona di tutte le componenti della filiera vitivinicola, dal vigneto
alla comunicazione, ed è riconosciuta come una delle espressioni più interessanti
dell'imprenditoria femminile. Ma innumerevoli altre sono le associazioni che uniscono
donne impegnate nel mondo dell’agricoltura o nella tutela e difesa dell’ambiente .
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Scopriamole nei nostri territori e partecipiamo se possibile ai loro progetti con azioni di
conoscenza e promozione. Attiviamo collaborazioni tra Commissioni che hanno comuni
interessi: Arte e Cultura, Sanità, Agricoltura, Ambiente e Turismo, Commissione Affari,
Commercio e Tecnologia….
Proposta n. 4 – Promuoveremo progetti legati al Percorso della Moralità – la Donna e il
Sociale. Progetto : “ La maternità negata - La ruota della vita e le nuove povertà”.
Si pone come obiettivo primario la salvaguardia della maternità come valore garantito dalla
nostra Costituzione. Per maternità negata intendiamo quella di una donna che porta in sé il figlio,
supera la decisione dell’aborto, arriva al termine della gravidanza, partorisce in segreto
prendendo una decisione terribile: quella di abbandonare il proprio figlio in condizioni precarie
mettendone a rischio la sopravvivenza. Può accadere però che la madre arrivi al gesto estremo di
uccidere il piccolo.
Scegliamo di pensare che forse quella donna - futura madre in difficoltà - non sia informata di
ciò che è disponibile per aiutarla a tenere il bambino e non abbandonarlo nel pericolo; non sia
sufficientemente a conoscenza della legge per il parto in anonimato; non sia sicura che qualcuno
potrà prendersi cura del figlio adottandolo; non sappia a chi rivolgersi perché è clandestina e non
conosce bene la lingua. La legge al contrario garantisce che ogni donna incinta può scegliere di
portare avanti la gravidanza e può partorire in ospedale con l’assistenza necessaria, senza dare il
proprio nome e lasciando il bambino alle cure del personale ospedaliero.
Il Consiglio d'Europa, il 27 giugno 2008, ha approvato la risoluzione n. 1624/2008 contro
l'abbandono dei neonati per «Prevenire la prima forma di violenza contro i bambini:
l'abbandono alla nascita». La Risoluzione segnala ai Paesi membri una serie di indicazioni per
prevenire l'abbandono del neonato. Si tratta di un atto di indirizzo che, per la prima volta,
affronta il tema a livello comunitario rientrando negli orientamenti più recenti della
Commissione Onu. Nel punto 7 si legge che « l'abbandono di neonati mette chiaramente in
risalto la questione dell' accessibilità delle donne e degli uomini - e in particolare degli immigrati
- ai diritti sul piano sessuale ed ai servizi sanitari/consultori familiari». Diventa allora di
estrema importanza l'accesso alle informazioni per le donne, soprattutto delle fasce più
vulnerabili della popolazione come donne sole e immigrate, donne colpite da HIV ma anche per
le giovani coppie. La Risoluzione invita gli Stati membri ad elaborare politiche contro l'
abbandono dei neonati vietando pressioni a favore dell'abbandono; a cercare di impedire
gravidanze precoci o indesiderate attraverso l'informazione e l'educazione sessuale delle ragazze
e ragazzi, in special modo nelle scuole.
Il Movimento per la vita tuttavia ritiene che per fronteggiare il fenomeno «non è sufficiente la
pur pregevole normativa sul parto anonimo in ospedale». Per offrire un'ulteriore possibilità alla
donna che non può tenere il figlio e non vuole partorire in ospedale, da oltre un decennio il Mpv
«ha creato le "culle per la vita", moderne e tecnologiche riedizioni della ruota degli esposti».
L'auspicio è che si riesca ad aprire una culla almeno in ogni città italiana. Appoggiamo inoltre la
proposta del Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che scrive a Luisa Monini, past
presidente della Sezione di Villafranca, ideatrice del progetto:
- L’idea di una giornata della “Maternità Negata” torna a chiamarci in causa nell’
individuare tutte le possibili strategie da elaborare per il sostegno di quelle mamme che si
sentono più sole e vulnerabili. Una giornata che ci ricordi come tutti i giorni le Istituzioni e la
Società Civile debbano lavorare per capire come si possano contrastare queste sacche di
solitudine, povertà ed emarginazione -.
L'obiettivo quindi è quello di aiutare le donne in difficoltà ad evitare gesti estremi come quello di
abbandonare il proprio bambino. La nostra Associazione affinchè ogni donna possa vivere la
maternità consapevolmente e serenamente, intende prodigarsi per contribuire negli ambiti
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che le sono propri alla divulgazione di queste informazioni , affinchè in un futuro, che si
spera non lontano, si possa arrivare ad una nuova gestione delle maternità a rischio sociale.
Il progetto si rivolge alle donne in difficoltà economica, psicologica, famigliare,
extracomunitarie per la maggior parte clandestine, senza adeguati sostegni economici, che
temono di perdere il lavoro, o dedite alla prostituzione/lavoro nero, italiane giovanissime, vittime
di violenza sessuale, tossicodipendenti, sieropositive, con disturbi comportamentali ed infine a
donne inclini alla depressione, che spesso dopo il parto diventa condizione patologica,
meritevole dunque di tutte le considerazioni: dalla prevenzione, alla diagnosi precoce, alla
terapia. Ma soprattutto prevenzione se non vogliamo che tanti innocenti vengano ancora a lungo
immolati sull’altare dell’ignoranza e della noncuranza, nostre, prima ancora di chi non sa.
POSSIBILITA’ DI INTERVENTO
Si intende procedere tracciando l’orizzonte culturale della problematica attraverso
incontri tematici ( tavole rotonde, seminari, conferenze) sugli aspetti:
- filosofici e bioetici - Ricognizione sul più recente dibattito bioetico e biogiuridico in
tema di diritto alla vita e, in particolare, di diritti del concepito, dell’embrione, del feto e
del fanciullo;
- giuridici - Rassegna della normativa vigente e della giurisprudenza in tema di tutela
della vita e del valore sociale della maternità;
- sanitari ;
- sociologici e statistici - mappatura delle strutture di servizio e di supporto del territorio;
analisi esplorativa mediante somministrazione di interviste e questionari anonimi ad un
campione casuale di “interlocutori privilegiati”, da individuarsi tra le parti sociali
coinvolte (Giudice tutelare, ginecologi, assistenti sociali, psicologi ed altro personale
dei consultori, operatori volontari); Elaborazione ed interpretazione dei risultati e
formulazione di linee guida
Azioni positive per tutte le donne in età riproduttiva:
- incontri con gli operatori sanitari del settore presso le aziende ospedaliere
- azioni divulgative sulla gravidanza anonima tramite produzione e distribuzione di
materiale informativo
- interventi in trasmissioni televisive e radiofoniche
- pannelli informativi
- interventi informativi/formativi nelle scuole medie superiori, con l’ obiettivo di
educare alla contraccezione per una sessualità responsabile
- seminari a tema
RISORSE UTILIZZATE : interne alla FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI
PROFESSIONI AFFARI in collaborazione con Commissioni Pari-Opportunità ed
esperti del settore.
RISULTATI ATTESI
- Conoscere la reale risposta al dettato legislativo delle istituzioni preposte
- Favorire la risposta positiva delle donne in difficoltà
- Attivare azioni volte a sensibilizzare le istituzioni a disporre maggiori controlli a tutela
del lavoro delle donne
- Prevenire gravidanze indesiderate soprattutto tra le giovanissime
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- Attivare una rete di collaborazione tra la BPWItaly - FIDAPA e le associazioni operanti
sul territorio finalizzate alla tutela della donna in generale e della maternità per stabilire
una base di conoscenza e di scambio per l’ individuazione e la diffusione di buone
pratiche;
- Sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della maternità consapevole e sui diritti
della donna ad essere madre senza sacrificare il lavoro o una vita innocente.
- Far uscire dall’anonimato le donne extracomunitarie senza adeguati punti di riferimento
e offrire loro tutte le informazioni necessarie.
- Giornata della “gravidanza segreta” o della “maternità negata”.
Le Sezioni potranno scegliere di attuare una o più azioni, seguendo una linea che andremo
proponendo. Le loro attività saranno raccolte in un CD, che potrà servire alla FIDAPA per
farsi apprezzare nelle sedi istituzionali.
Collaborano le Commissioni Carta dei Diritti della Bambina , Igiene e Sanità, Commissione
Donne, Politiche Sociali e Pari Opportunità.
Infine la Commissione Nazionale Progetti potrà dare la propria collaborazione nei Distretti alle
iniziative che le responsabili del Progetto Equal Pay Day proporranno.
L’Equal Pay Day, o giornata della parità salariale, verrà celebrato intorno alla metà di aprile in
Italia nei Distretti della FIDAPA, dove si terranno Convegni, tavole rotonde, manifestazioni
ecc. Viene chiamato anche “Il giorno della borsa rossa” (Red Purse Day) . Red sta per
numeri “in rosso” nelle tasche delle donne. Oltre al contrasto del gap salariale, tra gli obiettivi
rientrano le politiche di conciliazione vita-lavoro, il passaggio da forme contrattuali di lavoro
precario alla continuità lavorativa e la lotta alle discriminazioni sessuali in senso lato. I benefici
non sono solamente per le donne lavoratrici, ma riguardano anche la produttività e la
competitività aziendale. Solo un’impresa in grado di capire l’importanza della qualità della vita
lavorativa del personale impiegato può definirsi un’impresa capace d’innovazione.
Queste proposte o similari saranno attivate nei territori dei Distretti dalle Componenti della
Commissione Progetti, in collaborazione con le altre Commissioni, con le Presidenti e le
Vicepresidenti distrettuali e la rete delle sezioni interessate a porle in essere. A tutte va il mio
augurio di buon lavoro e il mio impegno alla massima collaborazione.
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COMMISSIONE NAZIONALE RAPPORTI CON LA STAMPA
Selma Chiosso
Responsabile nazionale
RELAZIONE PROGRAMMATICA PER IL BIENNIO 2009-2011
VISIBILITA’. Creare visibilità significa esserci. E’ un progetto ambizioso ma bisogna
provarci. E’ questo il mio obiettivo principale che intendo portare avanti insieme alle
componenti distrettuali e alla Commissione .
Una visibilità che deve viaggiare in due direzioni: verso il centro, per potersi proiettare con
forza all’esterno. E’ mia intenzione operare in queste due direzioni. I mass media devono essere
informati di ciò che facciamo, dei nostri convegni che tanto lavoro e tanta passione richiedono,
ma che rimangono spesso all’oscuro o che comunque non vanno oltre gli organi di stampa
locali .
Ci voglio provare, perché ci credo. Sarà difficile e magari i risultati non saranno subito visibili
ma desidero iniziare a seminare. Questo vuol dire cercare contatti con colleghi giornalisti per
informarli su ciò che facciamo. Le tematiche del rispetto, dei diritti umani, dell’etica
femminile, dell’ambiente, dell’energia sostenibile, sono fonte di dibattiti e articoli e uno dei
nostri fini è quello di “fare opinione”. Cercherò strade e mezzi per attuarlo. Intendo questo
quando dico “viaggiare verso l’esterno”.
Per farlo però ho bisogno di andare verso il centro. Il centro sono i Distretti e la Struttura
nazionale. Vorrei creare una rete tra i Distretti per tessere un’unica trama: essere informata
tempestivamente degli eventi per poter studiare di volta in volta la strategia più appropriata a
seconda del tema trattato. Se si tratta ad esempio di ambiente bisognerà cercare testate
scientifiche, se discutiamo di etica, giornali di opinione. Ho bisogno quindi del contributo di
tutte le Presidenti e delle responsabili di commissione distrettuali.
RASSEGNA STAMPA. Mi piacerebbe creare una rassegna stampa “vera”, raccogliendo tutti i
lavori di rilievo di questo biennio finalizzati a una pubblicazione per temi. Non per dirci tra di
noi quanto siamo state brave, ma per inviarla, alla fine, agli organismi che riterremo opportuni.
Invito, in tal senso, Presidenti di sezione, socie, Presidenti distrettuali, Responsabili di
commissioni a mandarmi articoli pubblicati e cronaca di quanto è stato fatto.
PROMOZIONE EVENTI. Sono al fianco di tutte le Presidenti che hanno bisogno di consigli
su come promuovere gli eventi, su come si organizza una conferenza stampa o si scrive un
comunicato in grado di catturare l’attenzione.
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COMMISSIONE AFFARI, COMMERCIO E TECNOLOGIA
Maristella Casula
Responsabile nazionale
PROPOSTA LINEE PROGRAMMATICHE
Desidero partire dal tema principale Nazionale: “Il percorso del rispetto: l’esperienza delle
donne nella realtà culturale e socio-economica” in quanto mette in risalto il “rispetto” inteso
anche come percorso di tolleranza e condivisione delle idee e delle esperienze.
Inoltre, non posso fare a meno di riflettere sul nostro ruolo di socie FIDAPA, volto a
valorizzare le donne nel sociale, nel lavoro, nella politica, nelle professioni, nelle arti, etc.
Partendo da questi presupposti, ci sono ampi spunti utili alla Commissione che rappresento, per
individuare i contenuti, gli obiettivi e gli strumenti necessari per incidere dal punto di vista
culturale, formativo ed informativo nei confronti della società ed in particolare delle donne.
Questa delega affidatami vorrei trovasse la sua più ampia espressione attraverso lo sviluppo di
due tematiche fondamentali, che tra l’altro vengono poste in evidenza nei primi tre punti della
Comunicazione COM (2006) 92, intitolata "Tabella di marcia per la parità fra le donne e gli
uomini 2006-2010 " (documento che individua sei ambiti prioritari dell’azione dell’UE in tema
di parità tra i generi):
1. pari indipendenza economica per le donne e gli uomini;
2. equilibrio tra attività professionale e vita privata;
1. Pari indipendenza economica per le donne e gli uomini;
- Significa favorire un’indipendenza economica delle donne, aiutandole nella ricerca di
autonomia e nella realizzazione di sé, anche attraverso la creazione di un’impresa che può
diventare una delle soluzioni per l'avvio di un processo di crescita personale, professionale ed
economico.
Ma non sempre le donne hanno il coraggio di perseguire l'ardita scelta di impegnarsi in un
progetto di creazione d'impresa, i fattori interni ed esterni non sempre sono favorevoli: minor
accesso ad informazioni, scarsa legittimazione familiare, ridotta capacità di accesso al credito e
a volte NO(subentra) anche per la scarsa autostima. La creazione di un’impresa è un processo
complesso, in cui la donna si mette in gioco con le sue qualità imprenditoriali, la sua capacità di
organizzare e governare processi lavorativi e produttivi necessari alla realizzazione degli
obiettivi di impresa. Inoltre emerge in alcuni settori produttivi la carenza di modelli
imprenditoriali al femminile.
Il nostro obiettivo come Commissione, quindi, deve favorire la creazione e lo sviluppo
dell’imprenditoria femminile, promuovere la formazione imprenditoriale e qualificare la
professionalità delle donne; aiutandole a trovare i supporti necessari all’accesso al credito,
promuovendo anche la presenza delle imprese a conduzione o a prevalente partecipazione
femminile nei comparti più innovativi (nuove tecnologie) dei diversi settori produttivi.
Obiettivi Principali
- Favorire la creazione e lo sviluppo dell'imprenditoria femminile
- Qualificare la professionalità delle donne
- Supportare le donne nell’'accesso al credito
- Maggiore partecipazione delle donne nei comparti più innovativi dei diversi settori produttivi.
Strumenti relazionari
- Puntare ad un progetto di rafforzamento della rete FIDAPA in tutto il territorio Nazionale,
partendo dai Distretti. Ogni Distretto ed ogni sezione deve favorire il processo di condivisione
della conoscenza con le seguenti Istituzioni: CIF Comitato per l’imprenditoria della CCIAA del
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proprio territorio che sta attuando anche il progetto “Women Ambassadors in Italy –WAI”
finalizzato alla divulgazione delle esperienze imprenditoriali come strumento di incisione
culturale sul tessuto sociale, Commissione Pari Opportunità, Ministero delle pari Opportunità,
Ministero delle Politiche Giovanili, Associazioni imprenditoriali. Questi organismi favoriscono
la divulgazione di strumenti importantissimi di supporto e affiancamento alla creazione
d'impresa.
Attività
- Tavola rotonda in cui fare intervenire gli attori imprenditoriali e politici per offrire un quadro
esperienzale e orientativo sugli strumenti a favore della creazione d’impresa: testimonianze
delle imprenditrici attraverso il coinvolgimento di PromoFirenze soggetto capofila del progetto
“Women Ambassadors in Italy –WAI”, Rappresentante del Ministero delle Attività Produttive
o della Commissione per le attività produttive che illustri il "Fondo nazionale per
l'imprenditoria femminile”, finalizzato ad erogare agevolazioni in favore della creazione
d’impresa e l’innovazione nelle imprese al femminile, Referente del CIF, rappresentanti della
Commissione Pari Opportunità del proprio territorio.
- Progetto Mentoring a favore delle imprese femminili di nuova costituzione, finalizzato
all’istituzione di una particolare forma di sostegno alle imprese: il mentoring, inteso come
accompagnamento completo di impresa con formazione sul campo, sulla base dell'esperienza di
altre imprenditrici "anziane" di successo.
Operatività
- Tavola rotonda: ogni Distretto potrebbe organizzare una tavola Rotonda o Seminario
- Progetto Mentoring: ogni Distretto potrebbe selezionare una imprenditrice della FIDAPA
disponibile ad affiancare una neo imprenditrice, dedicandole 4 incontri specifici in cui
raccontare la propria esperienza imprenditoriale, i processi organizzativi e commerciali, aspetti
strategici di marketing etc.
2. Equilibrio tra attività professionale e vita privata;
- Solo attraverso il raggiungimento di un equilibrio tra i tempi da dedicare all’attività
professionale e alla vita familiare, una donna potrà sentirsi gratificata. E’ quindi necessario
favorire la conoscenza di strumenti che agevolino questi processi.
Strumenti relazionari
- Gli stessi sopra indicati.
Attività
- Seminario informativo e formativo in cui promuovere e fare conoscere la Legge 53/00 sulla
conciliazione dei tempi di lavoro e di vita e l’importanza dell’istituzione dell’albo sostituti. La
legge individua le "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto
alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città", tra le cui finalità rientra
quella di favorire progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore
autonomo con altro imprenditore o lavoratore autonomo.
Operatività
- Seminari informativo e formativo: ogni Distretto potrebbe organizzare un Seminario che veda
coinvolto un tecnico esperto di tale legge e un’imprenditrice che possa raccontare la sua
esperienza nell’ambito dell’utilizzo della legge 53.
Questi sono alcuni spunti relativi all’attività, rappresentano delle linee generali che
andranno approfondite tenendo conto dei vari settori: affari, commercio e tecnologie.
Riflessioni che mi piacerebbe sviluppare e condividere con le altre referenti delle
Commissioni Nazionali e Distrettuali.
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COMMISSIONE AGRICOLTURA
Graziella Velat Didonna
Responsabile nazionale
Essendo questa una commissione nuova, ritengo utile accomunare le notizie per fare in un
secondo momento un lavoro unitario. Sottopongo una bozza del programma che intendo
proporre alle sezioni, sempre per l’agricoltura, per questo primo anno. Ritengo che la nostra
associazione che ha caratteristiche culturali, pur affrontando tutti i problemi della vita
quotidiana, possa in un primo momento esaminare la sensibilità, la conoscenza, l’esperienza,
l’importanza del rispetto della natura e di conseguenza dell’ambiente.
Proporrei di fare una indagine nei sette distretti su:
- Come si vive nelle vostre campagne
- Quale è la preparazione culturale
- Quali culture si fanno e se si rispettano le coltivazioni a seconda delle condizioni
climatiche e della natura del terreno
- Le donne riescono a conciliare la vita famigliare con la campagna
- Le donne hanno qualche aiuto se nella famiglia ci sono bimbi o persone anziane
- Gli assessorati regionali o qualche associazione di volontariato provvedono in questi casi
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COMMISSIONE SVILUPPO, FORMAZIONE E IMPIEGO
Maria Rosa Garipoli
Responsabile Nazionale
Dopo aver sentito le socie che dovranno lavorare con me, per portare
avanti le tematiche attinenti la Commissione “Sviluppo - Formazione - Impiego”, di cui sono
responsabile, mi accingo ad inviare le linee programmatiche sulle quali intendiamo lavorare.
Sappiamo, purtroppo, che spesso la Formazione non viene collegata alle
reali esigenze d’impiego che vi sono sul territorio, la stessa è proposta, in alcuni casi, “sic et
simpliciter” e non dà, alla fine alcun sbocco lavorativo.
Quindi, poiché l’equazione Formazione + Lavoro permette ad un territorio
di svilupparsi sia economicamente che culturalmente, la risultante negativa di questa stessa
equazione, ha risvolti ancora peggiori, in quanto crea tra i giovani un’aspettativa che, alla fine,
dopo un periodo di studio formativo, non approda a nulla di concreto.
Da tutto ciò deriva che, prima di avviare la formazione, in un determinato
territorio, è necessario effettuare un’indagine conoscitiva sulla domanda lavorativa dello stesso
e poi cercare di qualificare al meglio le varie attività.
Cerco di spiegarmi attraverso un esempio: “nel mio territorio, sentito il
Centro per l’Impiego e la Camera di Commercio ed effettuata un’indagine attraverso
Associazioni e Organismi socio-economici presenti, è emerso che le richieste prevalenti e
spesso non coperte sono: idraulico, elettricista, potatore, tata qualificata, fabbro, falegname
ecc…”; sono i vecchi mestieri, ormai abbandonati dai giovani, perché considerati umili e
antieconomici.
Io propongo un’inversione di marcia, agganciandoci anche al nostro tema
Nazionale, il Rispetto, rispettiamo la vocazione di un territorio, la dignità del lavoro, le radici e
le tradizioni di un popolo e proponiamo agli Enti Pubblici titolati alla formazione, una
programmazione basata su una nostra indagine territoriale, offriamo, dove è possibile la nostra
disponibilità umana e professionale e qualifichiamo mestieri, che una volta sostenevano
l’economia di un popolo e che oggi, a mio avviso, potrebbero contribuire degnamente a farlo.
Il sito Nazionale della F.I.D.A.P.A, potrebbe, a conclusione di tutto il
percorso, ospitare uno sportello informativo, così da dare, immediatamente, all’utente tutte le
notizie utili.
Quindi riassumo:
1) Indagine conoscitiva relativa alle esigenze lavorative del territorio;
2) Incontro con gli Enti Locali titolati a predisporre la formazione e proposte di collaborazione
attraverso “Protocolli d’Intesa” con la F.I.D.A.P.A.;
3) Accompagnamento del giovane formato, fino al suo graduale inserimento nel mondo del
lavoro, attraverso lo sportello “Informativo” sul sito F.I.D.A.P.A.
4) Seminario Nazionale, data da concordare con Ministro alle Pari Opportunità e possibilmente
col Ministro del Lavoro sulla tematica “Formazione + Impiego = Sviluppo”.
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COMMISSIONE YOUNG BPW
Responsabile Nazionale
Angela Calderone: angy975@hotmail.com
Componenti Distrettuali
Lara Camassa (Distretto Nord Ovest): laracamassa@hotmail.com
Chiara Polita (Distretto Nord Est): plavis@alice.it
Carol Piermarini (Distretto Centro): carol@saporipiermarini.it
Cinzia Iadicola (Distretto Sud Ovest): studiolegaleiadicola@libero.it
Fiorella Buonamico (Distretto Sud Est): fiorella.buonamico@libero.it
Liliana Pitarresi (Distretto Sicilia): lilianapitarresi2@libero.it
RELAZIONE PROGRAMMATICA PER IL BIENNIO 2009/2011
1. COMPETENZE
La Commissione Young BPW, come da art. 2 del Regolamento, al pari delle altre Commissioni
Nazionali, costituisce un gruppo di studio che collabora con gli Organi della Federazione per il
migliore svolgimento dei temi e dell’attività nazionale e internazionale.
La Fidapa definisce “Young” le socie fino al 35esimo anno di età. Proprio in tale contesto
nasce la Commissione Young BPW, istituita per la prima volta all’inizio del biennio 2009/2011
in un’ottica di adeguamento rispetto alla realtà internazionale in cui le Young BPW sono attive
già da diversi anni.
Entrando a far parte della Fidapa ogni giovane donna fino all’età di 35 anni diventa
automaticamente una Young BPW e, con questa sua adesione, si inserisce all’interno di una
cornice composta da centinaia di altre giovani, non importa se ancora in formazione oppure se
già attive professionalmente.
Il Gruppo Young BPW International è stato lanciato nel 1985 quale programma di training per
le giovani socie di BPW International. Da allora questo gruppo ha conosciuto una continua
crescita e comprende oggi diverse centinaia di donne in tutto il mondo che sono unite in una
vastissima rete di contatti.
Essere una Young BPW significa appartenere ad un gruppo di donne che ha un focus di
interessi rivolto alla pianificazione e all’evoluzione del proprio percorso professionale e che
cerca di conciliare la propria vita lavorativa con quella familiare. L’integrazione delle Young
all’interno di ogni singola sezione è essenziale per garantire continuità tra il patrimonio
culturale e di vita associativa delle socie con maggiore esperienza e quelle che costituiscono il
futuro dell’associazione.
2. LA COMMISSIONE YOUNG BPW E IL TEMA NAZIONALE
La Commissione Young BPW ispira la sua attività al tema nazionale del biennio 2009/2011:
“Il percorso del rispetto: l’esperienza delle donne nella realtà culturale e socio –
economica”.
Desidero riportare a questo proposito alcuni passi della Lettera alle Donne di Papa Giovanni
Paolo II:
“Siamo purtroppo eredi di una storia di enormi condizionamenti che, in tutti i tempi e in ogni
latitudine, hanno reso difficile il cammino della donna, misconosciuta nella sua dignità,
travisata nelle sue prerogative, non di rado emarginata e persino ridotta in servitù. Ciò le ha
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impedito di essere fino in fondo se stessa e ha impoverito l'intera umanità di autentiche
ricchezze spirituali”.
“È l'ora di guardare con il coraggio della memoria e il franco riconoscimento delle
responsabilità alla lunga storia dell'umanità, a cui le donne hanno dato un contributo non
inferiore a quello degli uomini, e il più delle volte in condizioni ben più disagiate. Penso, in
particolare, alle donne che hanno amato la cultura e l'arte e vi si sono dedicate partendo da
condizioni di svantaggio, escluse spesso da un'educazione paritaria, esposte alla
sottovalutazione, al misconoscimento ed anche all'espropriazione del loro apporto
intellettuale”.
“E che dire poi degli ostacoli che, in tante parti del mondo, ancora impediscono alle donne il
pieno inserimento nella vita sociale, politica ed economica? Basti pensare a come viene spesso
penalizzato, più che gratificato, il dono della maternità, a cui pur deve l'umanità la sua stessa
sopravvivenza. Certo molto ancora resta da fare perché l'essere donna e madre non comporti
una discriminazione. È urgente ottenere dappertutto l'effettiva uguaglianza dei diritti della
persona e dunque parità di salario rispetto a parità di lavoro, tutela della lavoratrice-madre,
giuste progressioni nella carriera, uguaglianza fra i coniugi nel diritto di famiglia, il
riconoscimento di tutto quanto è legato ai diritti e ai doveri del cittadino in regime
democratico”.
Che la storia non venga dimenticata, dunque, ma che serva da esempio alle nuove generazioni.
La Commissione Young BPW vuole fare tesoro di questo patrimonio e impiegare le proprie
energie e competenze invitando alla riflessione e all’operatività.
3. OBIETTIVI
Monitorare il numero delle socie fino al 35esimo anno di età iscritte nei sette
Distretti
TEMPI E MODALITA’:
Obiettivo da raggiungere entro giugno 2010 attraverso l’input delle Componenti
Distrettuali e la collaborazione delle Presidenti e delle Segretarie Distrettuali.
Inserire all’interno del sito web della Fidapa Nazionale (www.fidapa.it) uno spazio
riservato alle Young BPW che possa essere gestito dalla Responsabile Nazionale
Commissione Young BPW.
TEMPI E MODALITA’:
Attraverso internet sarà possibile inserire news, veicolare informazioni e notizie sugli
eventi delle Young BPW e favorire il contatto con le componenti di Young BPW
International.
Qualora il Comitato di Presidenza Nazionale ritenesse realizzabile tale richiesta, verrà
subito presentata una proposta di strutturazione dello spazio web concesso.
Subito dopo saranno richieste le chiavi di accesso da parte della Responsabile
Nazionale della Commissione Young BPW.
Organizzare un incontro tra le componenti della Commissione Young BPW presso
la sede nazionale di Roma per uno scambio di opinioni, idee e nuovi progetti.
TEMPI E MODALITA’:
Entro aprile 2010, con il benestare della Presidente Nazionale e la conferma della
disponibilità della sede da parte della Segretaria Nazionale.
Partecipazione delle componenti della Commissione Young BPW al Premio
Internazionale BPW Cup 2010, organizzato dalla Sezione di La Spezia, Distretto
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Nord Ovest, che prevede una sezione Young, nell’ambito della quale viene
assegnato un riconoscimento anche ad una socia Young BPW.
TEMPI E MODALITA’:
In genere, la giornata di premiazione viene fissata l’ultima settimana del mese di
giugno.
Le date sono in via di definizione.
4. EVENTO 2010
Nel suo primo anno di vita, la Commissione Young BPW propone l’organizzazione di un
evento che vede la partecipazione delle Young BPW, di tutte le altre socie e di ragazze al di
sotto dei 35 anni che non sono ancora associate ma che rappresenterebbero ottime
candidate.
La location sarebbe Roma, il mese settembre, il giorno sabato, in modo da offrire a tutte la
possibilità di partecipare.
Così le nuove ragazze avrebbero l’opportunità di avvicinarsi alla Fidapa e conoscerla più da
vicino e le socie avrebbero l’occasione di parlare direttamente con le candidate ed
eventualmente effettuare una prima selezione.
Sarebbe ideale organizzare l’evento di sabato pomeriggio, a partire dalle ore 15.00.
Si potrebbe prevedere:
- un momento di dibattito, con un tavolo formato da alcune socie imprenditrici o manager
nelle aziende che possano dare alle giovani consigli e indicazioni per muoversi nel
mondo del lavoro;
- il confronto si potrebbe estendere anche alla conoscenza dell’associazione e al tema del
biennio 09/11 (con l’intervento delle più alte cariche della Fidapa che riusciranno ad
essere presenti quel giorno);
- al tavolo del dibattito si potrebbero coinvolgere alcune responsabili istituzionali in
modo da rendere noti i progetti dedicati alle donne che si porteranno avanti nel corso
dell’anno;
- un momento di svago, con esibizioni delle socie artiste per circa mezz’ora;
- un momento di solidarietà, che potrebbe essere uno stand con l’esposizione di oggetti il
cui ricavato è destinato in beneficenza. Penso agli articoli in seta lavorati dalle persone
diversamente abili, come è avvenuto alla cena di Natale della Sezione di Roma, oppure
agli oggetti realizzati con materiali naturali dalle donne somale per Medici Senza
Frontiere. Credo che le proposte saranno numerose in questo senso;
- un momento di divertimento a chiusura dell’evento con un aperitivo e un dj che animi la
serata.
5. CONCLUSIONI
La relazione sarà arricchita di ulteriori suggerimenti provenienti dalle Componenti
Distrettuali della Commissione Young BPW nel corso del mese di gennaio 2010.
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COMMISSIONE NAZIONALE “RIFORME E DISPERSIONE SCOLASTICA”
Responsabile: Prof.ssa Liana Bilardi Tarantini
via Del Mirto 12 - 09131 CAGLIARI tel. 070 502790, tel/fax 070 503292, cell. 0349 5808476
e-mail: lianabilardi@hotmail.com
Programma anno 2009-2010
Premessa
Il “Rispetto” evidenziato dal ns. tema nazionale è l’elemento fondamentale, cardine sempre del
ns. agire. Rispetto inteso come accettazione degli altri e del diverso, come tolleranza delle idee,
delle varie tradizioni e delle varie culture, accettazione delle regole e delle Istituzioni. Senza
regole e Istituzioni non esiste il vivere sociale né la democrazia.
Il Rispetto va costruito partendo dalla famiglia, dalla scuola, dalla società, aiutando le
personalità a fuori uscire senza eccesso di personalismi che generano violenza. L’autostima è
importante.
Obiettivi Principali
realizzazione nel sito ufficiale WEB del Nazionale e dei Distretti di una pagina riservata
alla ns. Commissione in cui inserire i programmi, normativa, dati e monitoraggi emersi
nelle varie situazioni locali – La visibilità è essenziale nel lavoro;
discussioni costruttive e propositive partendo dalla riforma scolastica: “la famiglia
propone ……”; piccoli cittadini crescono - educazione alla convivenza civile ed alla
cittadinanza attiva; seminari di formazione-informazione sulle proposte di riforma
rivolti a docenti, alunni e genitori; approfondire e divulgare le conoscenze sul sistema
scolastico dei vari paesi dell’Unione Europea e sui progetti comunitari (Erasmus,
Comenius etc.); comunicare educando - come migliorare i rapporti interpersonali tra
docente e alunni, tra alunni e alunni, tra alunni e società;
creare una rete che permetta il dialogo ed il confronto tra cittadini, Scuole, Enti di
formazione accreditati e Amministrazioni ed il mondo del lavoro;
favorire politiche di raccordo tra Scuola e mondo del lavoro, programmi di mobilità in
Europa. Il mondo del lavoro e la Scuola: sbocchi occupazionali post diploma;
recupero della motivazione: strategie, didattica innovativa, utilizzo della tecnologia
informatica, ampliamento dell’offerta formativa;
promuovere una educazione alla “politica (non partitica)”, alla legalità e all’educazione
di genere;
promuovere la salute ed il benessere dello studente attraverso corsi sull’alimentazione e
corsi di autostima, arginare l’alcolismo tra i giovani, il bullismo ed il cyber bullismo;
approfondire i disturbi dell’apprendimento come la dislessia, disgrafia, ecc. ecc.
Strumenti relazionali
rafforzare la rete collaborando con le Commissioni “Carta dei Diritti della Bambina”,
“Yung”, “Commercio, Sviluppo ed impiego”, e “Affari, Commercio e Tecnologia”,
“Comunicazione”;
instaurare rapporti più stretti con le Istituzioni, quali: Ministeri, Assessorati Regionali,
Provinciali e Comunali alle Politiche scolastiche, sociali e giovanili; le Pari
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Opportunità; Direzioni Didattiche; il mondo del lavoro e le Associazioni di categoria
che possono indicare ed aiutare concretamente nell’inserimento del lavoro.
Attività
Potranno essere dettagliatamente sviluppate solo dopo l’’incontro con le Referenti di
Distretto in relazione ed in funzione al recepimento del ns. Programma da parte delle Sezioni
e alle attività che queste intendono programmare.
Operatività
stimolare e promuovere una conferenza permanente dei Dirigenti scolastici/Direttori di
Enti di formazione (corsi di formazione professionali triennali sperimentali) per la
realizzazione di politiche educative e formative integrate;
organizzare convegni e seminari di approfondimento;
rilevare, possibilmente sistematicamente, i dati relativi alla dispersione
scolastica/formativa attraverso contatti con gli Uffici Scolastici Regionali e le Province
per monitorare i risultati.
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Commissione Nazionale “ CARTA DEI DIRITTI DELLA BAMBINA”
Responsabile Nazionale Gabriella Vaglieri Via Carlo Archi, 30 34142 Trieste
tel / fax: 040 660048 tel : 040 3478501 cell : 338 5784084 e-mail : gabriella.vaglieri@gmail.com
Relazione progettuale – proposta di attività alle Sezioni per il biennio 2009-2011
Care Amiche,
siamo all’inizio del nostro lavoro comune per diffondere e far conoscere la nostra , lo dico con
orgoglio e ribadisco “nostra”, Carta dei Diritti della Bambina. Grazie all’impegno ed al lavoro
costante di chi mi ha preceduto, Maria Grazia Avezzù e Simonetta Lazzari, dal 1997, anno in
cui la Carta è stata presentata al IX Congresso Europeo BPW, abbiamo assistito ad un
progressivo diffondersi dei principi enunciati e un lavoro in rete della nostra Associazione in
qualità di ONG.
Credo opportuno inziare con alcuni cenni storici.
Dopo la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia del 1989 e la IV Conferenza
Mondiale sulle Donne organizzata a Pechino nel 1995, la Carta è riconosciuta universalmente
un documento che fornisce una lettura di genere dei diritti sanciti dalle Convenzioni
internazionali, contrastando le discriminazioni di genere e promuovendo azioni positive.
Dal punto di vista internazionale i diritti dell’infanzia sono argomento importantissimo, la
visione attuale impone di considerare il minore (inteso non solo come infanzia ma anche
adolescenza) come soggetto-oggetto della vita sociale e quindi ab initio persona giuridica. La
discriminazione tuttora in atto verso i minori, considerati soggetti deboli, giustifica
l’importanza del lavoro delle Organizzazioni non governative con cui lavoriamo in
partnerariato: ONU, UNESCO e UNICEF.
Dal 2006 la F.I.D.A.P.A. è entrata a far parte del Gruppo di Lavoro italiano del CRC
(Convention on the Rights of the Child), impegnato a garantire l’attuazione della normativa
CRC e a fornire un monitoraggio indipendente della condizione dell’infanzia e adolescenza in
Italia.
Questo impegno vede come importante partner Save the Children, la più grande organizzazione
internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, che si batte per
sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema degli abusi sui minori, implementando
programmi per combattere tutte le forme di abuso.
Contiamo di continuare a lavorare in rete e collaborare con queste ONG e di impostare la nostra
attività tenendo conto di tematiche attuali, proposte da organizzazioni internazionali e dal
Consiglio d’Europa: in questi anni infatti molti progetti europei sono rivolti all’infanzia,
vedendo nelle nuove generazioni la Nuova Europa, fondata su condivisione di ideali e parità di
diritti, lotta a discriminazioni e pregiudizi, difesa della legalità e tutela dell’identità culturale .
Dall’esperienza associativa abbiamo visto che la collaborazione in rete è fondamentale, è
importante impegnarsi per ottenere dei risultati che non vadano perduti e che rappresentino
delle basi su cui chi ci succederà potrà continuare ad andare avanti nei percorsi previsti dal
Tema nazionale e dal Tema Internazionale.
Importantissimo dunque il percorso del rispetto. Il percorso della legalità e della moralità
necessariamente rappresenteranno le basi del nostro lavoro. Dovremo sempre cogliere gli
stimoli e gli assunti dell’ONU.
Per poter ottenere risultati e procedere nel nostro cammino è indispensabile la condivisione di
impegni e di ideali, il lavoro in rete e la collaborazione. Credo oltremodo utile e costruttivo un
lavoro in rete tra le varie Commissioni.
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Il mio compito era di impostare un progetto di lavoro condivisibile e fattibile: ho creduto
opportuno esaminare il lavoro svolto in passato, prendere in considerazione finalità comuni e
affinità con iniziative promosse da Save the Children, guardare con attenzione alle tematiche
relative all’infanzia giudicate importanti a livello internazionale e nazionale, studiare progetti
pluriennali del Consiglio d’Europa e soprattutto tenere presenti sempre le finalità della nostra
Associazione e i nostri Temi Nazionale e Internazionale.
Vi propongo, alla luce di tutto questo, alcuni argomenti su cui lavorare, collaborando se
possibile anche con altre responsabili di Commissione ed anche, eventualmente, con altre
associazioni che condividono le nostre finalità.
Le tematiche proposte sono le seguenti:
Stop sexual tourism
Educazione alla sessualità positiva ed alla moralità, difesa dei diritti dei minori
Internet sicuro per i minori
Percorso di legalità e difesa da minacce ed insidie della rete
Il diritto del bambino ad essere ascoltato
Diritto alla non discriminazione, al rispetto, alla libertà di espressione ed alla legalità
Inoltre , in un’ottica di lavoro in rete e spirito associativo, credo molto importante sottoporvi la
Collaborazione con la Commissione Progetti per la realizzazione del Progetto
Maternità Negata, proposto dalla responsabile nazionale Ida Bressan .
Troverete di seguito le schede progettuali per ogni tema proposto, con suggerimenti ed
indicazioni per sviluppare le tematiche proposte.
Il 20 novembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia:
propongo che questa data da ora in poi rappresenti una ricorrenza F.I.D.A.P.A.,
un giorno in cui potremo riconoscerci sempre come parte attiva nella tutela dell’infanzia e dei
suoi diritti, data in cui proporre convegni e manifestazioni in tutto il territorio italiano e far
conoscere il nostro lavoro ed per essere ancora di più ed ancora una volta orgogliose di
appartenere alla nostra Associazione
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STOP SEXUAL TOURISM
Nonostante la normativa internazionale stabilita dal CRC, purtroppo l’Italia partecipa
attivamente alla prostituzione minorile tramite il turismo sessuale. L’Unicef calcola che sono
più di due milioni e mezzo i bambini e le bambine che sono costretti ogni anno ad entrare nei
circuiti internazionali dello sfruttamento sessuale, aggiungendosi ai dieci milioni di minori che
Per prostituzione si intende il fatto di utilizzare un bambino ai fini di attività sessuali o
qualsiasi altro vantaggio
Ogni Stato parte farà in modo che tali reati siano passibili di pene adeguate in considerazione
della loro gravità
Gli Stati parti si concedono reciprocamente la massima assistenza in vista di qualsiasi
inchiesta, procedura penale o di estradizione
Gli Stati parti adottano ad ogni stadio della procedura penale le misure necessarie per
proteggere diritti e interessi dei bambini vittime delle pratiche proscritte
Nel modo di trattare le vittime dei reati da parte dell’ordinamento giudiziario penale,
l’interesse superiore del bambino sia sempre il criterio fondamentale
Gli Stati adottano misure per impartire una formazione appropriata specialmente in ambito
giuridico e psicologico alle persone che si occupano delle vittime dei reati
Gli Stati parte adottano o rafforzano, applicano o divulgano leggi, misure amministrative,
politiche e programmi sociali per prevenire i reati
Con l’informazione mediante ogni mezzo appropriato, l’istruzione e la formazione, gli Stati
parte sensibilizzano il pubblico, ivi compresi i bambini, riguardo le misure atte a prevenire le
prassi proscritte e i loro effetti nefasti. Incoraggiano la partecipazione della collettività ed in
particolare dei bambini e di quelli che ne sono vittime, a programmi di informazione, di
istruzione e di formazione , anche a livello internazionale.
Gli Stati parti prendono misure appropriate per vietare in modo efficace la produzione e la
diffusione di materiali che pubblicizzano le prassi proscritte
Gli Stati parti prendono tutte le misure per rafforzare la cooperazione internazionale mediante
accordi multilaterali, regionali e bilaterali, aventi per oggetto prevenire, identificare e
perseguire e punire i responsabili di atti connessi alla vendita di bambini, alla prostituzione ed
al turismo sessuale
Gli Stati parti incoraggiano la cooperazione internazionale per facilitare il riadattamento
fisico e psicologico dei bambini vittime , il loro reinserimento sociale
Gli Stati parti si adoperano in vista di rafforzare la cooperazione internazionale per eliminare i
principali fattori, quali in particolare la povertà ed il sotto-sviluppo che rendono i bambini
vulnerabili alla vendita, alla prostituzione, alla pornografia ed al turismo pedofili
vivono asserviti a reti di prostituzione. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le offerte di tour-
operator che lanciano sul mercato pacchetti vacanza tutto-compreso: secondo dati Unicef, il
commercio sessuale è la terza attività illegale per valore nel mondo, dopo traffico di droga e
armi, con un fatturato pari a 12 miliardi di dollari l’anno circa.
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Purtroppo nei Paesi in cui si è registrato un aumento del turismo sessuale si assiste ad una
scarsa o nulla collaborazione da parte delle autorità locali: ne sono esempio Cambogia,
Guatemala e India.
In Europa le mete del turismo sessuale sono: Russia, Ucraina, Bulgaria, Romania, Polonia; in
Sud America soprattutto Brasile e Messico, Nicaragua, Honduras e Salvador; in Asia sta
emergendo la Cina dopo Thailandia, Bangladesh , India, Cambogia.
Il turista sessuale si sposta facilmente grazie a compagnie aeree low-cost, per cui anche la
fascia sociale è passata da professionisti e imprenditori a una fascia media in cerca di nuove
emozioni: l’età media si è abbassata, arrivando circa tra 20 e 30 anni. Purtroppo anche le donne
sono recentemente entrate in questa statistica.
Si calcola che 80 mila italiani siano turisti sessuali, con mete principali SudAmerica e Africa.
In Italia la legge 269 del 1998, con le modifiche della legge 38 del 2006 punisce esplicitamente
tutte le forme di turismo sessuale, ma purtroppo il fenomeno è ancora in aumento, spesso grazie
a meccanismi di copertura e mancanza di accordi bilaterali con i Paesi di destinazione
Proposta operativa:
Rafforzare la cultura della moralità e del rispetto con iniziative pubbliche e tavole rotonde per
diffondere la conoscenza del problema.
Considerando che l’abbassamento dell’età del turista sessuale può essere messa in relazione
con una mancanza di educazione sessuale in fase adolescenziale e pre-adolescenziale,
mancanza assoluta del concetto di sessualità positiva e rispetto della persona, soprattutto del
soggetto debole: programmare iniziative nel territorio, atte a coordinare gli interventi di
strutture educative, strutture sanitarie e figure istituzionali ( magistrati, forze dell’ordine ) ai
fini di creare una rete locale anti-pedofilia e anti turismo sessuale fondata su concetti di
educazione al rispetto ed alla sessualità positiva.
Proseguire la collaborazione già instaurata con successo dalla F.I.D.A.P.A. nel biennio 2007-
2009 con Save the Children e Stop Sexual Tourism, impegnati a denunciare ed informare
l’opinione pubblica italiana sul grave danno perpetuato da cittadini italiani e stranieri su 500
mila minori brasiliani oggetto di turismo sessuale. Molti di essi non arrivano alla maggiore età
in quanto si spengono in miseria e senza cure adeguate dopo essere stati contagiati da epatiti,
malattie veneree e HIV.
Con la solidarietà di un gruppo di associazioni italiane da cui è partita la campagna nel 2005 e
di partner che si sono aggiunti nel tempo si sono potute aiutare associazioni brasiliane che da
sempre combattono la prostituzione minorile, allestendo case-rifugio per i minori che escono
dalla prostituzione e sovvenzionando campagne in loco di prevenzione e salute.
Grazie ad un incontro distrettuale con ospite Luca Mucci , coordinatore della campagna Stop
Sexual Tourism ed il noto pittore ed illustratore Pino Ligabue, il Distretto Nord Est della
F.I.D.A.P.A. con l’ appoggio fattivo della nostra attuale Presidente Giuseppina Seidita,
presente all’evento, ha contribuito a finanziare le iniziative benefiche in Brasile.
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INTERNET SICURO PER I MINORI
Gli Stati devono proteggere i bambini dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale ,
dalla prostituzione e dal coinvolgimento nella produzione di materiali
pornografici.
Il consiglio d’Europa si adopererà per ottenere l’adesione da parte di Stati non
membri dell’Organizzazione a Convenzioni Internazionali quali la Convenzione
sulla Criminalità informatica, la Convenzione sulla protezione dei bambini contro
lo sfruttamento e gli abusi sessuali, la Convenzione sulla protezione delle persone
rispetto al trattamento automatizzato dei dati a carattere personale
A fronte di un forte incremento della diffusione di beni tecnici dedicati alla comunicazione ed
all’informazione si segnala l’inadeguatezza di interventi normativi e legislativi atti a tutelare
nella sua interezza il rapporto tra minori e media. Si denota inoltre una costante mancanza di
attenzione ai contenuti veicolati ed alla loro qualità.
La mancanza di strategie comuni tra i vari soggetti coinvolti ha fatto si che le azioni intraprese
rimanessero limitate nel tempo e frammentate e quindi si venisse a perpetuare una situazione di
carenza nel controllo e nella tutela del minore di fronte alle realtà complesse e molteplici delle
nuove tecnologie.
I minori entrano in contatto sempre più precocemente con le nuove tecnologie e spesso
diventano esperti precoci. Il 75 % dei minori tra 6 e 17 anni navigano su internet, una grande
percentuale di questi lo fa in solitudine e senza controllo parentale. Il 50% dei bambini di 10
anni possiede un cellulare di ultima generazione, con possibilità di navigare sul web. In questi
anni si è assistito ad un vero e proprio cambiamento dell’atteggiamento del minore: da passivo
(davanti alla TV) ad attivo ed interattivo.
I pericoli a cui i minori sono più esposti sono: l’acquisto di servizi a sovrapprezzo o a
contenuto sensibile, bullismo e violazione della privacy, adescamenti. In assenza del nuovo
Codice Media e Minori restano in vigore i diversi codici di autoregolamentazione.
In sintonia con i tempi l’Unione Europea ha fatto in modo da rendere l’accesso al web di
bambini e adolescenti più sicuro con un accordo tra i maggiori provider di social network
services mondiali ed europei nel codice di autoregolamentazione per un Internet più sicuro
Safer Social Networking Principles for UE, sottoscritto nel febbraio 2009. Vengono
individuati i rischi potenziali che i minori possono correre mettendosi in contatto col web e vi
è un’assunzione di responsabilità da parte del provider su minacce alla privacy ed al
rispetto dell’individuo, si controlla vengano diffusi contenuti ed informazioni sicuri.
Ci sono diverse strategie per navigare sicuri su Internet, nascono dalla collaborazione e dal
partnerariato di providers, compagnie telefoniche, forze dell’ordine e organizzazioni non
governative e associazioni. Tra questi:
TI SEI CONNESSO: sito in collaborazione tra Ministero delle Comunicazioni e, Save the
Children
WILD WEB WOODS: gioco interattivo on line basato sul “Manuale di utilizzo di Internet”
del Consiglio d’europa
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NAVIGARE SICURI: progetto Telecom in collaborazione con Movimento Bambino e Save
the Children
ECPAT: rete di organizzazioni e di singoli presente in 40 Paesi del mondo che opera a favore
dei diritti dei bambini
STOP-IT:
progetto di Save the Children Italia di lotta allo sfruttamento sessuale a danno dei minori su
internet e tramite internet.
Stop-it è finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Safer Internet
Programme ed è membro di INHOPE ( Association of Hotline internet Providers in Europe).
E’in corso un monitoraggio delle segnalazioni sui siti pedopornografici mediante linee guida
per cui tutte le organizzazioni coinvolte non scaricano e non verificano il materiale, ma si
avvalgono della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Grazie a Save the Children il progetto non si limita solamente alla segnalazione, ma anche alla
presa in carico di problematiche importanti legate alla diffusione della pedopornografia su
internet e sulla tutela del minore: essenziale in uno scenario di crimine internazionale avvalersi
di supporti adatti ad affrontare uno dei maggiori problemi, l’identificazione delle vittime.
L’identificazione è importante per lo smantellamento della rete criminale, ma è un processo
molto difficile che deve avvalersi di personale specializzato come il Gruppo Internazionale per
l’Identificazione delle vittime che fa riferimento ad un database comune .
La parte successiva riguarda l’assistenza al minore abusato, che deve essere condotta da
personale altamente specializzato per garantire al minore una protezione dai danni psicologici
subiti ed un supporto costante per prevenire un futuro psicopatologico o addirittura che un
bambino abusato diventi un adulto abusante.
L’identificazione della vittima deve essere vista come centro di una prospettiva incentrata sul
minore abusato e non come un mezzo per condurre le indagini ed arrivare ai colpevoli,
purtroppo gli psicologi e gli assistenti sociali che si occupano di queste tematiche non sempre
hanno una formazione univoca, non ci sono sufficienti dati scientifici e linee guida uniformi.
EASY
Enhancing Awareness on Internet Safety for Young People
Campagna di sensibilizzazione per un uso critico e sicuro delle nuove tecnologie di Save the
Children con la collaborazione di Adiconsum, finanziato dalla Commissione Europea.
L’utilizzo sempre maggiore da parte dei minori delle nuove tecnologie non sempre corrisponde
ad un uso appropriato delle stesse: EASY si propone di sensibilizzare non solo i giovani utenti,
ma anche coinvolgere insegnanti, consumatori, famiglie, media, governo ed istituzioni locali.
La campagna è basata sulla promozione dei diritti dell’infanzia nell’ambito specifico delle
nuove tecnologie.
Importante l’impatto comunicativo coinvolgendo i media e gli operatori di settore, associazioni
non governative e istituzioni.
EASY TOUR: viaggio in Italia attraverso 12 regioni e coinvolgendo le scuole medie per un
totale di 2000 ragazzi contattati. Un bus attrezzato con moderne tecnologie ha permesso ai
ragazzi di confrontarsi e mettersi alla prova, approfondendo e verificando non solo capacità e
conoscenze tecniche, ma anche consapevolezza e capacità critica.
Proposta operativa:
La riflessione su queste campagne ci può dare spunto per il nostro lavoro:
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Il diritto del minore a ricevere informazioni appropriate, che contribuiscano al suo sviluppo
psico-fisico, deve essere associato al dovere delle istituzioni, della famiglia, della scuola di
fornire gli strumenti per meglio utilizzare la tecnologia. Anche questi soggetti però devono
essere supportati da adeguata formazione.
Il compito di associazioni come la nostra si esplica nel prendere spunto da iniziative europee e
indicazioni ONU e agire nel nostro territorio promuovendo lo sviluppo di progettazioni
organiche e reti collaborative territoriali per dare un supporto informativo e formativo a tutti i
soggetti coinvolti.
Le buone pratiche possono comprendere: incontri di formazione per genitori ed insegnanti,
diffusione di informazioni sulla reale pericolosità della rete e degli strumenti per controllarla da
parte di personale specializzato, prevenire fenomeni di bullismo on-line, insegnare ad usare i
mezzi forniti dalla moderna tecnologia (web cam, cellulari multifunzione..) a fini costruttivi e
utili contrastando la diffusione di materiale lesivo della privacy e altro, combattere i
comportamenti scorretti e pericolosi dopo percorsi di formazione al rispetto dell’altro ed
all’uso responsabile di strumenti comunicativi (sms,chat ecc), insegnare a valutare le fonti delle
informazioni ed educare alla criticità. Soggetto importante del processo di informazione-
formazione dovrà essere sempre la famiglia: non tutti i genitori sono a conoscenza della realtà
dei rischi e della relativa facilità di cadere nei pericoli della rete, non conoscono le facili
procedure per impedire l’accesso a siti pericolosi o sospetti ai loro figli, tutti i genitori devono
essere informati che è essenziale instaurare un controllo basato sull’informazione ed il dialogo.
La diffusione delle azioni positive dovrebbe coinvolgere i mass-media: l’informazione deve
essere costante, puntuale e aggiornata.
Sono sicura che la nostra Associazione può contare sull’aiuto di realtà locali e soprattutto sulla
fattiva collaborazione da parte di socie “esperte” delle nostre sezioni ( insegnanti, psicologhe,
medici, assistenti sociali, legali , ingegneri..) per organizzare iniziative ed eventi su questo
tema importante ed attuale.
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IL DIRITTO DEL BAMBINO AD ESSERE ASCOLTATO
Particolare attenzione venga assicurata dl diritto di ogni bambino di
partecipare alle decisioni che lo riguardano all’interno della famiglia, della
scuola, di altre istituzioni ed enti, della società nel suo insieme, prestando
un’attenzione particolare ai gruppi vulnerabili
Venga rafforzata l’azione generale di sensibilizzazione, in particolare
nell’istruzione e nella formazione dei professionisti relativamente all’attuazione
di questo principio
La legislazione che disciplina la procedura nei tribunali e nei procedimenti
amministrativi assicuri che un bambino capace di formarsi le proprie opinioni
abbia il diritto di farlo, e che ad esse venga data la dovuta considerazione
La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) è il primo strumento
internazionale a riconoscere esplicitamente il diritto dei bambini e degli adolescenti a
partecipare attivamente ai processi decisionali che li riguardano, determinando quel centrale
passaggio concettuale che vede il minore soggetto e non più oggetto di diritto.
La CRC stabilisce il diritto del minore ad esprimere liberamente la sua opinione su ogni
questione che lo interessa, le opinioni del minore devono essere debitamente prese in
considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.
Il Comitato ONU di Ginevra nel 2009 rivolge agli stati firmatari della CRC un general
comment di analisi dedicato all’articolo 12 della CRC e intitolato The right of the child to be
heard.
Nel documento l’organismo che monitora lo stato di attuazione della CRC ricorda, prima di
tutto, il diritto dei fanciulli ad essere ascoltati: sia quale diritto del singolo bambino sia quale
diritto appartenente a di gruppi di bambini ed adolescenti.
Sarà necessario smantellare le barriere legali, politiche, economiche, sociali e culturali che
attualmente ostacolano l’opportunità dei bambini ad essere ascoltarti ed il loro accesso a tutte le
questioni che li riguardano.
Gli Stati devono evitare metodologie d’ascolto superficiali e simboliche che permettono ai
bambini di essere ascoltati, ma non danno peso alle loro opinioni.
Tutte le situazioni in cui un bambino deve essere ascoltato o deve partecipare occorre siano:
trasparenti ed informate (il bambino deve avere ogni genere di informazione sulla natura
della sua partecipazione, appropriata con la sua età e la sua condizione); volontarie; rispettose;
partecipative; supportate da adeguata preparazione degli adulti che dovranno facilitare la
partecipazione infantile; sicure ed attente ai rischi eventualmente legati all’espressione delle
opinioni dei bambini; responsabili (i bambini devono essere informati su come sono state
interpretate le loro opinioni, come sono state usate e, se necessario, devono avere la possibilità
di influenzare l’analisi dei risultati).
In ambito giudiziario sia civile che penale si sta assistendo ad un cambiamento, sia dal punto
di vista legislativo che di applicazione delle normative, che sta portando alla partecipazione ed
all’ascolto del minore; permane comunque la necessità di ulteriori interventi legislativi che
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rendano più chiare ed applicabili le leggi esistenti e l’instaurazione di figure di riferimento
specifiche come il Garante per l’Infanzia.
Ci sono tuttora molteplici interpretazioni e applicazioni della legge, non univoche. In ambito
civile, ad esempio, nei procedimenti di separazione il minore dovrebbe essere considerato parte
in ogni procedimento che lo riguarda, con il diritto ad essere rappresentato legalmente anche se
non si trova in conflitto di interessi con i genitori. Le modalità di ascolto del minore sono
ancora soggette a difformità e variazioni di applicazione, sia nei casi di separazione che di
adottabilità o procedimenti limitativi della potestà dei genitori.
In ambito di procedimento penale, gli strumenti di tutela presenti nell’ordinamento giuridico
italiano relativi all’ascolto del minore parte offesa o vittima di un reato sessuale, non hanno
ancora raggiunto livelli di omogeneità e uniformità applicativa da parte dei vari Tribunali, sia
come utilizzo appropriato (audizione protetta, assistenza affettiva e psicologica) e
coordinamento necessario tra i diversi livelli della Magistratura che si occupa del caso (Procura
Ordinaria per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Tribunale per i Minorenni).
L’incidente probatorio in modalità protetta finalizzato all’acquisizione della testimonianza del
minore parte offesa, pur prevedendo nel caso di minori di anni 15 la possibilità di avvalersi da
parte del giudice di un esperto di psicologia infantile in veste di ausiliario e di una struttura
appositamente attrezzata per la testimonianza, viene tuttora svolto in ambienti non idonei con
procedure poco adeguate e non sempre rispettose del minore. Attualmente l’incidente
probatorio in modalità protetta è applicabile direttamente solo nei processi relativi a reati
sessuali, tranne alcune rare eccezioni, mentre è auspicabile la sua estensione ed obbligatorietà
in tutti i processi che coinvolgano come persona offesa i minori, compresi quelli per
maltrattamento.
Il diritto del minore ad essere informato ed ascoltato sulla sua salute: anche in ambito sanitario
il minore deve essere informato durante il percorso di diagnosi e cura e partecipare attivamente
al consenso alle cure.
Nessuno strumento legislativo o normativa nazionale ed internazionale prevede la precisa
individuazione dell’età in cui dovrebbe determinarsi questo particolare diritto: gli orientamenti
in questo campo continuano ad essere estremamente eterogenei.
Il Comitato Nazionale per la Bioetica , affrontando il problema della relazione tra età e capacità
di comprensione, si esprime così: è difficile pensare ad un consenso ed ad un dissenso
informato prima dei 7 anni; successivamente, quando il bambino esplora meglio le proprie
motivazioni e le confronta con ciò che gli altri dicono e fanno, è concepibile un consenso
informato comunque collegato ed indiscindibile da quello dei genitori. Nell’età adolescenziale,
a partire dai 12 anni, si può credere in un consenso informato progressivamente consapevole.
In Italia è assente tuttora una regolamentazione normativa specifica e sistematica che indichi
quali sono i principi e le più corrette modalità attraverso cui ottenere il consenso dei minori ai
trattamenti sanitari. I Codici Deontologici delle professioni sanitarie hanno recepito queste
istanze, affrontando problematiche assistenziali di minori ed incapaci.
Permane incertezza operativa in ambito clinico: il rapporto tra il personale sanitario ed il
minore deve conoscere forme specifiche di gestione tali da garantire contemporaneamente la
tutela dei principi etici e l’applicazione delle norme di legge. Indispensabile appare la
definizione di linee guida per accertare la capacità di autodeterminazione del minore.
Proposta operativa:
Considerando i dati esposti in precedenza e analizzando la applicabilità delle normative vigenti,
facendo propri gli orientamenti dell’ ONU sul Diritto del bambino ad essere ascoltato,
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impostare un lavoro di analisi e proposte di attuazione delle pratiche per garantire la tutela del
minore soggetto di procedimenti legali, amministrativi e sanitari.
Organizzare un lavoro in rete con istituzioni ed enti per diffondere nella popolazione la
conoscenza dell’argomento e di tutte le problematiche ad esso legate, con l’aiuto dei mass
media favorire una informazione imparziale ed atta a promuovere le buone pratiche. Come
movimento di opinione sostenere l’applicazione delle normative vigenti in tutti gli ambiti e
collaborare con Ordini Professionali e Associazioni per un interesse collettivo finalizzato a
creare stimoli e suggerimenti con i seguenti obiettivi :
- favorire la preparazione di un testo unico delle leggi sull’infanzia e adolescenza sul modello
del Children Act ( Inghilterra, 1989) che raccolga le norme civilistiche e amministrative in
materia di promozione dei diritti, prevenzione e tutela e ridefinisca le responsabiltà sociali
amministrative e giudiziarie per il rispetto dei diritti dei bambini
- favorire l’istituzione della figura di un mediatore tecnico e definire delle regole
deontologiche che devono essere osservate
- favorire una progettazione sociale per la formazione degli operatori atti alla relazione con i
minori.
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COMMISSIONE “DONNE, POLITICHE SOCIALI, PARI OPPORTUNITA’”
Marilù Gambino
Responsabile nazionale
Proposta di programma di massima
Ringrazio innanzitutto, la presidente nazionale Giuseppina Seidita per avere convocato, giovedì
3 dicembre 2009, tutte le responsabili delle Commissioni Nazionali, dandoci così l’opportunità
di conoscerci e di poter istaurare dei rapporti in rete tra le Commissioni che hanno tematiche
comuni. Un grazie, a Giuseppina e a tutte le componenti delle C.P.N. per l’amabilità con cui ci
hanno accolte e per la guida sicura che ognuna ci ha offerto nell’ambito del proprio ruolo. Mi
sono sentita davvero, parte integrante di una grande famiglia: la FIDAPA.
Al mio ritorno a Castelvetrano, ho sentito il bisogno di contattare, al più presto, le componenti
distrettuali per informarle sull’incontro avuto a Roma, sulle linee guida che la Presidente
Nazionale, con molta saggezza, professionalità e pragmaticità, ci aveva date. Le ho invitate,
altresì, a inviarmi dei programmi di massima, per conoscere le loro iniziative, i loro progetti e
iniziare, così, un lavoro di coordinamento importante per la realizzazione delle loro proposte.
Ho promesso loro che ci sentiremo frequentemente tramite telefono ed e-mail per lavorare
sempre meglio insieme e ritrovarci a Roma ad un prossimo incontro, che concerteremo con la
Presidente Nazionale e che ci darà l’opportunità di vedere quanto effettivamente realizzato e
cosa ci proponiamo per il secondo anno.
PROPOSTA DI SINTESI DISTRETTI
Da un confronto con le componenti distrettuali è emersa l’esigenza di programmare ed
informare i distretti e le sezioni di tutto ciò che di strutturato e di costruttivo si vuole realizzare.
Dopo tante battaglie fatte dalle donne, si è d’accordo che entrare in politica è diventata
un’esigenza soprattutto per dare il nostro contributo alla società in cui viviamo. In Italia la
presenza delle donne nella politica e nelle istituzioni è assolutamente insufficiente, pur essendo
il 51% degli elettori formato da donne. Per questo è necessario raccogliere informazioni sul
rispetto della norma che prevede un’adeguata percentuale di donne nelle Giunte, nei Consigli di
Amministrazione, nelle Segreterie e chiederne formalmente l’attuazione.
Abbiamo convenuto con le componenti distrettuali di promuovere non solo corsi di formazione
politica rivolti alle studentesse delle scuole superiori, ma anche corsi riservati alle donne, svolti
da esperti di varie discipline che trattino del funzionamento delle istituzioni statali e degli Enti
Locali, della tutela del cittadino, del sistema partitico italiano e delle tecniche di comunicazione
politica.
Contattare, anche, tramite il C.P.N della FIDAPA il Ministro della Istruzione per approfondire
nelle scuole progetti elaborati insieme alla nostra associazione sul tema nazionale “ Il percorso
del Rispetto”. Le resistenze che rallentano l’inserimento e la permanenza delle donne nel
mercato del lavoro si spiegano proprio con lo scarso radicamento nella società italiana della
cultura di parità e delle pari opportunità.
Molto spazio, pensiamo che bisogna dare alle pari opportunità e per questo è necessario
impegnare le sezioni a fare applicare la Legge 125/91 e mettersi in contatto con le Consigliere
di Parità, con i Referenti Istituzionali, quali Comuni, Provincie, Parlamentari e sottoporre ad
essi richieste organiche di interventi.
Non dimentichiamo che la Commissione Europea ha designato il 2010 quale Anno Europeo
della lotta alla povertà ed alla esclusione sociale. Ciò premesso, la nostra Commissione
potrebbe, in sinergia con gli Enti Locali, i mass – media ed altre Associazioni, promuovere
azioni volte a diffondere la consapevolezza dei vantaggi derivanti da una sociètà senza povertà
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impegnandosi a promuovere le pari opportunità di genere ed una campagna contro la povertà
organizzando iniziative nelle scuole; realizzare specifiche azioni rivolte agli immigrati, azioni
positive nei confronti delle donne.
Un altro progetto di cui ci vorremmo occupare è quello di conciliare i tempi di lavoro con
quelli della famiglia. Per fare ciò, è importante enucleare in ogni distretto le emergenze da
affrontare nelle diverse aree quali il lavoro, l’assistenza sociale e sollecitare finanziamenti di
cooperative sociali e di asili nido. L’emergenza lavoro è certamente, prioritaria al sud ed ancora
di più il lavoro delle donne. I dati ci dicono che la piccola e media impresa femminile si è
ampliata grazie ai finanziamenti cooperativi e resiste anche alla crisi.
Un’azione positiva che le sezioni FIDAPA possono svolgere con partner competenti è la
divulgazione della cultura d’impresa nelle scuole superiori, per invogliare le giovani
generazioni all’iniziativa in campi lavorativi non tradizionali, riscoprendo creatività e capacità
innovative.
Proporremo, ancora, alle sezioni che un nucleo di socie possa attivare un Osservatorio sulle
PP.OO.
Un altro progetto che ci piacerebbe portare avanti è formare un sistema di rete tra donne:
Rappresentanti delle Associazioni Femminili, Sindacali e delle Istituzioni, in modo da
costituire una lobby, un movimento di opinione, capace di coinvolgere, rappresentare e imporre
un sistema di confronto politico che porti ad una vera legislazione paritaria.
Coinvolgere gli organi di stampa locali e nazionali per divulgare le fasi delle azioni positive
messe in atto; dare, pertanto, massima visibilità ai nostri lavori attraverso i mass-media.
LINEE GUIDA DEL MIO PROGRAMMA
Mi sembra opportuno, a questo punto, tracciare le linee guida del mio programma tendente a
fondere sinergicamente le varie esperienze.
Per muoversi bene penso che sia indispensabile la conoscenza del proprio territorio e della
propria cultura, l’educazione alla legalità ed alla moralità, l’attuazione di un patto etico che
impegni a collaborare le forze sane della nostra politica con la società civile; noi donne
dobbiamo dimostrare, con i fatti e non con le parole di volere contribuire ad un serio
rinnovamento morale e politico della società, ognuna nell’ambito del proprio distretto.
Un progetto che mi propongo di realizzare è la creazione di uno “Snodo informativo
consulenziale” insieme all’Assessorato e alla Commissione Pari Opportunità di Castelvetrano
usufruendo del sito internet del Comune di Castelvetrano per fare conoscere le attività che si
vanno svolgendo, in modo di fornire reali servizi all’utenza. Strutturato in sei aree tematiche:
Istruzione e Formazione
Cultura e Comunicazione
Società e Contesto
Economia e Lavoro
Cittadinanza e Partecipazione
Salute e Sostegno alla Persona
Ma il nostro impegno non deve limitarsi all’Italia. Oggi noi siamo parte integrante dell’Unione
Europea formata da ben 27 Paesi. Come FIDAPA abbiamo rappresentanti in Istituzioni
Internazionali.
Per questo ho in programma un Convegno da fare il 9 maggio 2010 a Castelvetrano in
occasione della Giornata Europea, dove, tra le altre tematiche europeiste si possa trattare il
tema della “Road Map 2006-2010” per le Pari Opportunità tra donne e Uomini della
Commissione Europea.
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E desidero concludere con una raccomandazione della nostra Presidente Giuseppina Seidita che
mi è piaciuta molto: la FIDAPA deve essere FIDAPA dell’essere e non dell’apparire grazie
all’impegno, alla tenacia e all’entusiasmo di ogni fidapina.
Essere donna vuol dire esserci con l’impegno di rimuovere gli ostacoli e promuovere il rispetto.
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