Dalle infezioni ospedaliere(IO) alle infezioni legate alle

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							Dalle infezioni ospedaliere(IO) alle infezioni
 legate alle pratiche assistenziali (ICPA)




   Semmelweiss, 1848; Nigthingale, 1855
   MICRORGANISMI


MUFFE E FUNGHI


    VIRUS


    BATTERI
              1955
    COLEBROOK (DEVON HOSPITAL-
            U.K.):

  - PRIMI CASI DI STAFILOCOCCHI
      PENICILLINO RESISTENTI

    - CREAZIONE DI “PERSONALE
INFERMIERISTICO” SPECIFICAMENTE
      PREPARATO IN INFEZIONI
           OSPEDALIERE
            ALERT MICRORGANISMS
•   1) MRSA, GRSA/GISA
•   2) Enterococco vancomicina - intermedio o resistente
•   3) Streptococco pn. penicillino intermedio o resistente
•   4) Enterobatteri ESBL
•   5) Qualsiasi germe multiresistente (sens. 1 solo
    antibiotico)
•   6) Bacilli alcool acido resistente
•   7) Clostridium difficile
•   8) Legionella (antigene urinario)
•   9) Neisseria meningitidis (siti sterili)

                 (REGIONE EMILIA ROMAGNA, 2007)
                     Definizione
       H.A.I.: Hospital Acquired Infections
Infezioni contratte in ospedale, i cui sintomi compaiano
dopo l’inizio del ricovero e il cui periodo di incubazione
sia inferiore ai giorni di degenza
       C.A.I.: Community Acquired Infections
Infezioni contratte al di fuori dell’ospedale e quindi già
sintomatiche o in incubazione al momento del ricovero
       I.C.P.A: Infezioni correlate alle pratiche
                 assistenziali - contratte in qualunque
luogo si svolga assistenza.
   Motivi che possono spiegare il
     rischio attuale di H.A.I.

1) Utenza con maggiore recettività
2) Diagnostica e terapia sempre più
  aggressiva
3) Affollamento da operatori sanitari
4) Abuso antibiotici
                       Natalita’ 1946-1966
                          (baby boom)
              18000
              16000
              14000
              12000
Numero nati




              10000
               8000
               6000
               4000
               2000
                  0
                      1946   1951   1956   1961   1966
National nosocomial

     infection

surveillance system

      (NNIS)
               N.N.I.S
In USA, nel 2002, 1.700.000 ICPA di
  cui:
• 32.269 nei neonati a rischio
• 417.946 nelle UTI
• 1.266.851 negli altri reparti

• 99.987 morti associate
   Alcuni buoni motivi per realizzare interventi preventivi
             Frequenza e gravità clinica
• Il 5% dei pazienti ricoverati in ospedale sviluppa
  una infezione ospedaliera

• L’1% dei pazienti infetti muore per l’infezione

• negli USA è stato stimato che ogni anno vi sono
  87.500 casi - 1 milione di anni di vita perduti per
  batteriemie ospedaliere (Wenzel RP)

                Istituto Superiore di Sanità, LEB
Il rischio di acquisire un’infezione in Italia è, in media,
   della stessa entità o maggiore di quanto riportato in
                         letteratura

 • Ogni anno si verificano in Italia 450.000-700.000
   infezioni (incidenza 5-8%) che sono direttamente
   responsabili di 4500-7000 decessi

 Se si assume che il 30% siano prevenibili
 • ogni anno sono potenzialmente prevenibili
   135.000-210.000 infezioni e 1350-2100 decessi

                Istituto Superiore di Sanità, LEB
      COSTI BIOLOGICI
DELL’INFEZIONE OSPEDALIERA
          MORTE

         INVALIDITA’

   PROLUNGAMENTO DELLA
        MALATTIA
   CRITERI PER DEFINIRE LE PRIORITA’ DEGLI INTERVENTI DI
  CONTROLLO IN RAPPORTO ALLA LOCALIZZAZIONE CORPOREA
                     DELLE INFEZIONI

                         Incidenza      Mortalità     Costi   Proporzione di casi
                         N. casi/100   attribuibile             prevenibili (%)

Infezioni urinarie           30             +          +              38
nei cateterizzati

Infezioni della ferita       5             ++          ++             35
chirurgica
nei pazienti operati

Polmonite VAP e                                                       27
postoperaroria               1            +++         +++
Polmonite                                                             13
nei pazienti medici

Batteriemia                 0.5          ++++         +++             35
 MALATO                                OPERATORE
                                        SANITARIO


                SUPERFICI
                ARREDI
                STRUMENTAZIONE
                ARIA
                ACQUA                           MALATO

 LAVAGGIO MANI; USO DISPOSITIVI DI
       BARRIERA (GUANTI)

SANIFICAZIONE (PULIZIA); SANITIZZAZIONE (PULIZIA E
DISINFEZIONE
CDC            Titles of Published Guidelines
       Guideline for Prevention of Catheter-associated
       Urinary Tract Infections Guideline for Hospital
                    Environmental Control
      Guideline for Prevention of Intravascular infections
         Guideline for Prevention of Surgical Wound
                          Infections
      Guideline for Prevention of Nosocomial Pneumonia
       Guideline for Isolation Precautions in Hospitals
          Guideline for Infection Control in Hospital
                           Personnel

                 Proposed Guideline Topics
      Guideline for Prevention of Infections during Total
      Parenteral Nutrition Guideline for Surveillance of
                    Nosocomial Infections
         Guideline on the Role of the Microbiology
               Laboratory in Infection Control
            SORVEGLIANZA

    Sistematica, attiva, quotidiana osservazione
dell’occorrenza e della distribuzione della malattia
 in una popolazione e degli eventi o condizioni che
aumentano o diminuiscono il rischio di occorrenza
               della malattia stessa

    Atlanta: Centers for Disease Control,1988
         Prevention and control of nosocomial infection:
         the need to have a surveillance system



“There may be infection control without
surveillance, but those who practice without
measurement…..will be like the crew of an orbiting
ship traveling through space without instruments,
unable to identify their current bearings, the
probability of hazards, their direction or their rate
of travel”.


                                      Richard Wenzel, 2000
       SORVEGLIANZA
INFEZIONI NOSOCOMIALI (H.A.I.)


    PREVENZIONE

 ANALISI ED INTERPRETAZIONE



       RACCOLTA DATI
     MODELLI DI SORVEGLIANZA
    EPIDEMIOLOGICA DELLE H.A.I.

            Notifica
• PASSIVA
            Laboratorio


            Estesa o Totale
            (molto costosa)
• ATTIVA                      Reparti a rischio
            Mirata
                              Obbiettivi specifici
       SORVEGLIANZA
        AMBIENTALE

•   ARIA
•   ACQUA
•   SUPERFICI
•   STRUMENTARIO
           ASSOCIATION
               FOR
          PROFESSIONAL
APIC            IN
       INFECTION CONTROL
               AND
          EPIDEMIOLOGY
INFECTION CONTROL NURSE SUPERVISOR
           (Santa Clara County)


 supervises Infection control staff with the guidance of
 the Hospital Epidemiologist and the Medical Director.

Employment standards: graduate of an approved nursing
                    program …
           registered Nurse in California


      SALARY 91700-111600 dollari (annually)
The business of infection control and epidemiology
             V.Fraser et al. 2002 AJIC



infezioni nosocomiali: quarta causa di morte in USA (1999)
                       sesta causa di morte in USA (1985)



                Estimated cost of life saved
       by infection control team : 2000-8000 dollari
INFERMIERE EPIDEMIOLOGO / n°POSTI LETTO



- SENIC (1985): N° 1 infection control nurse / 250 occupied beds
in acute care facilities


- CIRCOLARE MINISTERO SANITA’(30/1/1988): “Impiego di
un infermiere …ogni 250/400 letti


- DELPHI PANEL(2002) :
      N° 1 infection control nurse / 100 letti
      N° 4 infection control nurse / 500 letti in acute care.
      N° 0.8 infection control nurse / 100 letti in long term care.
INFECTION CONTROL LINK NURSE



    Nurse dello staff assistenziale di un reparto

               che si interfaccia con

           il gruppo operativo delle I.O.,

           dedicando a questo obiettivo

      una parte adeguata del proprio tempo.
  SISTEMI CONTROLLO
       ESTERNO
     COMMISSION ON
- JOINT
ACCREDITATION OF
HEALTHCARE
ORGANIZATION

- SISTEMA ASSICURATIVO
COMITATO INFEZIONI OSPEDALIERE (C.I.O.)
 (Circolare Ministero Sanità n. 52/1985 e n. 8/1988)

 • 2.1.1    Comitato      responsabile del
   programma di lotta contro le Infezioni
   Ospedaliere
 • Allo scopo di assicurare un’operatività
   continua in materia di Infezione
   Ospedaliera, è necessario che in ogni
   presidio ospedaliero, o in aggregati
   Ospedali di piccole dimensioni, sia
   istituita una commissione tecnica
   responsabile della lotta contro le
   Infezioni Ospedaliere.
  COMITE’ DE LUTTE CONTRE LES
INFECTIONS NOSOCOMIALES (CLIN)


Il est composè de medecins Pharmaciens,

infermieres et direceturs d’etablissement.

Le CLIN est assistè de personnel

d’Higiene hospitaliere
          OBBIETTIVI C.I.O
Definire la strategia di lotta contro le Infezioni
    Ospedaliere, con particolare riguardo ai
    seguenti aspetti:

1 Organizzazione del sistema di sorveglianza,
  misure di prevenzione, coinvolgimento
  appropriato dei servizi laboratoristi, metodo
  e mezzi per informare il personale
  ospedaliero sull’andamento delle infezioni

2 Verificare l’effettiva applicazione dei
  programmi di sorveglianza e controllo e la
  loro efficacia
         OBBIETTIVI C.I.O.

•   Curare la formazione culturale e
    tecnica in materia del personale. Il
    comitato coadiuvato dal Direttore
    Sanitario deve comprendere almeno un
    rappresentante delle aree funzionali,
    ma gli esperti in igiene, in malattie
    infettive ed in microbiologia devono
    costituirne le figure essenziali, così come
    è fondamentale la presenza del
    dirigente del personale Infermieristico.
          OBBIETTIVI C.I.O
• Il comitato designerà un ristretto gruppo
  operativo cui affidare specifiche mansioni
  attinenti al programma; un medico igienista
  della Direzione Sanitaria, un esperto in
  microbiologia, un esperto in malattie infettive,
  una caposala, tre infermieri professionali
  particolarmente addestrati in materia, un
  farmacologo clinico o farmacista ospedaliero.
• Il gruppo operativo deve ricevere dall’autorità
  competente l’assegnamento del tempo e delle
  risorse necessarie per l’espletamento dei suoi
  compiti. Il gruppi operativo partecipa ai lavori
  del comitato.
   CRITERI PER DEFINIRE LE PRIORITA’ DEGLI INTERVENTI DI
  CONTROLLO IN RAPPORTO ALLA LOCALIZZAZIONE CORPOREA
                     DELLE INFEZIONI

                         Incidenza      Mortalità     Costi   Proporzione di casi
                         N. casi/100   attribuibile             prevenibili (%)

Infezioni urinarie           30             +          +              38
nei cateterizzati

Infezioni della ferita       5             ++          ++             35
chirurgica
nei pazienti operati

Polmonite VAP e                                                       27
postoperaroria               1            +++         +++
Polmonite                                                             13
nei pazienti medici

Batteriemia                 0.5          ++++         +++             35
• I cateteri intravascolari sono indispensabili nella
  moderna pratica medica. particolarmente nelle Terapie
  Intensive (ICU).
• il loro uso determina per i pazienti un rischio di
  complicanze infettive locali e sistemiche, cioè
• infezioni locali del sito, sepsi catetere-correlate
  (CRBSI), trombo-flebite, endocardite, ed altre infezioni
  metastatiche
   – ascesso polmonare,
   – ascesso cerebrale
   – osteomielite,
   – endoftalmite.
  Infezione dell’emergenza del catetere
   INFEZIONI DEL PUNTO DI USCITA
                di Broviac
                       DEL CVC
                   SCORE CLINICO
• I primi 2 cm del tragitto sottocutaneo
• Dall’emergenza cutanea alla cuffia




                                           Cortesia S.Cesaro UniPD
     Necrosi del piede dopo isolamento
chirurgico di vena e sepsi catetere-correlata
Potenziali sorgenti di contaminazione dei
        dispositivi intravascolari

                        MANI DEL
                       PERSONALE
  Colonizzazione
   del raccordo
                                   Colonizzazione
     FLUIDO                          della cute
  CONTAMINATO




          DIFFUSIONE      SITO DI INSERIMENTO
           EMATICA           CONTAMINATO
   RISK MANAGEMENT -
GESTIONE RISCHIO CLINICO

• PREVENZIONE INFEZIONI
  OSPEDALIERE

• PREVENZIONE ERRORI
  TERAPEUTICI

• PREVENZIONE CADUTE
  Riteniamo che l’efficacia di un sistema di gestione
  del rischio clinico sia commisurata a tre elementi:

• il cambiamento della concezione dell’errore
  non più visto come fallimento individuale, ma
  come occasione di miglioramento per l’intera
  organizzazione,

• l’adozione di strumenti idonei per la rilevazione e
  l’analisi dei rischi, per il loro trattamento

• ed infine per il monitoraggio nel tempo, la creazione di
  soluzioni organizzative ad esso orientate.
    Protocolli sorveglianza INF- OSS
• 1) sorveglianza di laboratorio
• 2) sorveglianza infezioni sito chirurgico
• 3) sorveglianza in terapia intensiva (VAP,
  BSI)
• 4) sorveglianza infezioni associate a
  pratiche assistenziali in strutture
  residenziali
• 5) studi di prevalenza delle infezioni
  associate a pratiche assistenziali
      REPARTI AD ALTO RISCHIO
• Cardiochirurgia ed Anestesia e Rianimazione IV
• Anestesia e Rianimazione I
• Ematologia I
• Ematologia II
• Emodialisi
• Neurochirurgia e Neurochirurgia Post Operatoria
• Chirurgia Generale e dei Trapianti d’organo e
  Anestesia e Rianimazione V
• Anestesia e Rianimazione Università
• Pronto Soccorso e Centro Ustionati
• Neonatologia
 CATENA DI TRASMISSIONE
   DEGENZA
(SUBINTENSIVA)


             BLOCCO OPERATORIO



  UNITA’ DI TERAPIA INTENSIVA
           CONTROLLO MICROBI SOSPESI IN
                SALA OPERATORIA
           220
                      SALA OPERATORIA A
           200
                      SALA OPERATORIA B                     180
           180

           160

           140
CFU / mc




           120

           100

           80

           60

           40
                                           35
           20
                      <1
            0
                 IMMISSIONE         CENTRO SALA VUOTO   CENTRO SALA
                                                        INTERVENTO
          Andamento della carica batterica durante gli
                    interventi chirurgici
          120
          105
           90
           75
CFU/mc




           60
           45
           30
           15
            0
                        in

                                in

                                      in

                                              in

                                                    in

                                                            in

                                                                  in

                                                                          in

                                                                                in

                                                                                        1 0 in

                                                                                        1 1 in

                                                                                        1 2 in
                                                                                              in
                  at
                       m

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                                                         m

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                                                                               m

                                                                                     m

                                                                                             m

                                                                                             m

                                                                                             m
                uo
                       0
                           10

                                 20

                                         30

                                               40

                                                       50

                                                             60

                                                                     70

                                                                           80

                                                                                   90

                                                                                           0

                                                                                           0

                                                                                           0
           av
            l
         sa




                                                   CARICA BATTERICA                media
EVENTO SENTINELLA

  • ASPERGILLOSI

  • LEGIONELLOSI


               Bennet, 1995
                                      n° esami positivi/ totale esami (%)

            O




                                 10
                                       20
                                            30
                                                 40
                                                      50
                                                           60
                                                                70
                                                                     80
                                                                            90
                                                                                                                      100




                             0
             -N
                   -D
                        98
            G
             -F
                  -M
                        99
            A-
               M
                   -G
                        99
            L-
               A-
                  S
                        99
            O
             -N
                   -D
                        99
            G
             -F
                  -M
                        00
            A-
               M
                   -G




trimestri
                        00
            L-
               A-
                  S
                                                                          4
                                                                     3
                                                                2
                                                           1
                                                      0




                        00
            O
             -N
                   -D
                        00
            G
             -F
                  -M
                        01
            A-
               M
                                                                                                                            Prelievi ambientali per Aspergillo




                   -G
                        01
            L-
               A-
                  S
                        01
                                                                                 Casi di aspergillosi per trimestre
         Trapianto di midollo
• Camere sterili

• Impianto aeraulico con filtri HEPA 99.97%
  con 12 ricambi d’aria / ora

• Pressione positiva verso l’esterno

                   Aspergillus
                Presenza di un cantiere all’interno di un
                       padiglione ospedaliero

                                 aumento della carica batterica
         1650
         1500
         1350
         1200
         1050
CFU/mc




          900
          750
          600
          450
          300
          150
            0
                  prima inizio         inizio         durante          durante
                     lavori          demolizioni    demolizioni      demolizioni

                                 2°piano      3°piano      5°piano
Linee guida per la prevenzione della legionellosi


• Concentrazione di
  legionella
   100 CFU/l
• Casi accertati di           Nessuna azione
  legionellosi nosocomiale
  0
• Stato di contaminazione
  Presenza limitata
 Linee guida per la prevenzione della legionellosi

                             • Aumentare sorveglianza
                               clinica
• Concentrazione di
  legionella                 • Adottare misure specifiche
                               di prevenzione e controllo
  1.000-10.000 CFU/l
                               indicate nelle linee guida
                             • Non usare docce, evitare
• Casi accertati di
                               abluzioni che potrebbero
  legionellosi nosocomiale
                               generare aerosol
  0
                             • Ripetere periodicamente i
• Contaminazione presente
                               controlli batteriologici
                                            CFU/l

                 07
                   /0
                      5




                                  10000
                                          20000
                                                  30000
                                                          40000
                                                                  50000




                              0
                       /0
                 22       1
                   /0
                      5/0
                 06       1
                   /0
                      6/0
                 21       1
                   /0
                      6/0
                 06       1
                   /0
                      7/0
                 21       1
                   /0
                      7/0
                 05       1
                   /0
                      8/0
                 20       1
                   /0
                      8




SHOCK TERMICO
                       /0
                 04       1
                   /0
                      9/0
                 19       1
                   /0
                      9/0
                 04       1
                   /1
                      0/0
                 19       1
                   /1
                      0/0
                 03       1
                   /1
                      1/0
                 18       1
                   /1
                      1/0
                 03       1
                   /1
                      2/0
                 18       1
                   /1
                      2
                                                                            CONCENTRAZIONE AMBIENTALE DI




                       /0
                 02       1
                   /0
                      1
                                                                          LEGIONELLA PNEUMOPHILA sierogruppo 1




                       /0
                          2
IPERCLORAZIONE
COMPOSIZIONE C.I.O.                GRUPPO OPERATIVO
               (Circ. Min. n° 52 del 20/12/85)

•   Direttore sanitario        •   Direzione Sanitaria
•   Igiene                     •   Igiene
•   Malattie Infettive         •   Laboratori centrali
•   Microbiologia              •   Malattie Infettive
                               •   Microbiologia
•   Chirurgia
                               •   Farmacia
•   Servizio infermieristico
                               •   Servizio Infermieristico
•   Farmacia                   •   Tossicologia ambientale
                               •   Serv. Prevenzione e Protezione
                               •   Medicina Preventiva
CENNI STORICI SULL’INFERMIERE EPIDEMIOLOGO


1955   COLEBROOK (DEVON HOSPITAL-U.K.): A SEGUITO DEI PRIMI
       CASI DI ANTIBIOTICO RESISTENZA, CREAZIONE DI
       “PERSONALE INFERMIERISTICO” SPECIFICAMENTE PREPARATO
       IN INFEZIONI OSPEDALIERE

1959   NOMINA PRESSO IL TORBAY HOSPITAL -U.K. DELLE PRIME
       INFECTION CONTROL SISTERS (Bendam Moore)

1963   PROPOSTA ALLA STANFORD UNIVERSITY- U.S.A. DI
       AFFIANCARE UNA INFECTION CONTROL NURSE AL MEDICO
       EPIDEMIOLOGO

1970   DIFFUSIONE DELLA SORVEGLIANZA ATTIVA E DELLA
       INFECTION CONTROL NURSE NELLA MAGGIOR PARTE DI U.K.
       - U.S.A.

1985   ITALIA (CIRCOLARE MINISTERIALE 52/85)
INFERMIERE EPIDEMIOLOGO / n°POSTI LETTO



- SENIC (1985): N° 1 infection control nurse / 250 occupied beds
in acute care facilities


- CIRCOLARE MINISTERO SANITA’(30/1/1988): “Impiego di
un infermiere …ogni 250/400 letti


- DELPHI PANEL(2002) :
      N° 1 infection control nurse / 100 letti
      N° 4 infection control nurse / 500 letti in acute care.
      N° 0.8 infection control nurse / 100 letti in long term care.
       Sorveglianza delle farmaco-resistenze

     Dove:
     • Tutto l’ospedale vs. sole UTI
     Cosa:
     • solo microrganismi vs microrganismi e uso di antibiotici
       (Progetto ICARE del CDC)


SHEA Guidelines for the prevention of antimicrobial resistance
               in hospitals ICHE 1997;18:275
       a system for monitoring antimicrobial resistance and
        use
       CDC “Guidelines for isolation precautions”
       utilize hospital committees
       the hospital administration should be accountable
       effectiveness of the policies, by measuring outcome
PRIORITA’ INDICATE DAL COMITATO PER
        LE INFEZIONI OSPEDALIERE

  • Sorveglianza e controllo dei clusters e delle
    epidemie nei reparti a rischio
  • Controllo processi di sanificazione, disinfezione,
    sterilizzazione
  • Verifica delle pratiche assistenziali; elaborazione
    ed applicazione di protocolli e linee guida
  • La formazione permanente come strumento di
    prevenzione delle Infezioni Ospedaliere
                            Alert organisms
1.    MRSA e altri ceppi di S.aureus resistenti (es. gentamicina)
2.    Streptococcus pyogenes
3.    Streptococcus pneumoniae resistente alla penicillina
4.    Enterococchi produttori di beta-lattamasi
5.    Clostridium difficile o le sue tossine
6.    Legionella spp.
7.    Escherichia coli produttore di verotossina
8.    Salmonella o Shigella spp.
9.    Gram-negativi resistenti a gentamicina, betalattamasi ad ampio
      spettro o chinolonici e altri Gram-neg. multiresistenti
10.   Altre specie con resistenze inusuali (H. influenzae resistente ad
      ampicillina o trimethoprim)
11. Pseudomonas aeruginosa
12. Stenotrophomonas maltophilia




                   U.K. Guidance on the control of infection in hospitals, 1995
    Sorveglianza dal laboratorio di
            microbiologia
•   Vantaggi:
      possibilità di identificare pazienti seguiti da
       medici diversi
      disponibilità di informazioni dettagliate sui
       reperti
      possibilità di monitoraggio delle caratteristiche
       degli agenti patogeni (es. antibiotico-
       resistenze, genotipi, etc.)
•   Svantaggi:
      dati parziali sui pazienti e sulle loro malattie
      dati non rappresentativi di tutti i pazienti con
       quella malattia
   LA SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA

Obiettivo                Tipo di sorveglianza

Identificare possibili   -Studi di prevalenza
problemi                 -Studi di incidenza


Confermare l’esistenza   Confronto nello spazio e
di problemi              nel tempo

Individuare le cause     -Studi prospettici
                         -Studi caso-controllo

                                    Gastmeier P, 2000

						
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