STEREOTIPI RAZZIALI ED ETNICI

Document Sample
STEREOTIPI RAZZIALI ED ETNICI Powered By Docstoc
					IL NOSTRO PERCORSO EUROPEO
CONOSCERE L'EUROPA - FARE GLI EUROPEI.
Iniziativa promossa dall'Associazione consiglieri in
collaborazione con il Centro Studi Dialoghi Europei.
                     II edizione
   News               Progetto     Europa      2005-2006
   Palmanova, il 12 gennaio 2006. Incontro con gli studenti
   di Cervignano, Codroipo, Latisana e San Daniele sul
   tema dell'integrazione e allargamento dell'Unione
   europea.

  Partecipazione agli incontri
  Compilazione di un test on line sui contenuti della I
conferenza
  Percorso curriculare di diritto sull’UE
  Verifiche scritte sull’UE
  Discussione in classe sugli stereotipi razziali
  Preparazione di una presentazione in p.p.
  Inserimento nelle tesine d’esame di specifici argomenti
sull’UE
     STEREOTIPI RAZZIALI
          ED ETNICI



     Un percorso fra storia, diritto e vita
                quotidiana
Osservatorio europeo dei fenomeni razzisti e
xenofobi
Termine comprensivo usato per designare le teorie e i comportamenti
fondati sul presupposto che i caratteri socio-culturali e le vicende storiche
delle popolazioni umane dipendano più o meno strettamente dai loro
rispettivi patrimoni genetici e che perciò tra le diverse civiltà umane sia
possibile stabilire una gerarchia di valore e di merito.
E' questo il razzismo in senso proprio: quell'atteggiamento che trasforma
un uomo in un nemico non per quello che fa - o che ha fatto - ma per quello
che è. Così dalla civilissima Europa si diffonde l'ideologia dell'orrore.
Xenofobia (dal greco ξενοφοβία, xenophobia, ossia "paura del
diverso"; composto da ξένος, xenos, "estraneo, insolito" e
φόβος, phobos, "paura"), ossia la paura di ciò che è distinto
per natura, razza o specie.
I Greci chiamavano tutti gli altri popoli oi barbaroi, ritenendo,
come è successo in tutte le culture, che gli altri, in quanto
diversi, siano inferiori: tale atteggiamento, molto diffuso,
basato sulla contrapposizione fra noi e gli altri, viene definito
etnocentrismo.
                Hitler: Mein Kampf

Il mio movimento è basato su una concezione razzista del mondo.
Lo Stato ha il fondamento nell'esistenza di una razza superiore.
Nel caso che scomparisse la razza ariana portatrice di civiltà non
sussisterebbe più alcuna civiltà. E' una stoltezza rappresentare
come barbari i Germani dei tempi antichi: fu solo l'asprezza del
clima nordico ad ostacolare lo sviluppo delle loro forze creative.
Lo scopo dello Stato è quello di conservare i più primordiali
elementi della razza ariana, che creano la bellezza e la dignità di
una umanità superiore. Gli Ebrei diventano fenomeni di
decomposizione di popoli e razze, distruttori della civiltà umana.
DECRETO-LEGGE 17 novembre 1938-XVII, n.1728
        Provvedimenti per la difesa della razza italiana
VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER
LA VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA
IMPERATORE D'ETIOPIA


Ritenuta
la necessità urgente ed assoluta di provvedere;
Visto l'art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100, sulla
facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato,
Ministro per l'interno, di concerto coi Ministri per gli affari esteri,
per la grazia e giustizia, per le finanze e per le corporazioni;
Abbiamo decretato e decretiamo:
   Art. 1. Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona
   appartenente ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in
   contrasto con tale divieto è nullo.

CAPO II
Degli appartenenti alla razza ebraica
Art. 8. Agli effetti di legge:
a) è di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche
se appartenga a religione diversa da quella ebraica;
b) è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di razza
ebraica e l'altro di nazionalità straniera;
c) è considerato di razza ebraica colui che è nato da madre di razza ebraica
qualora sia ignoto il padre;
d) è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori di
nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione
ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una comunità israelitica, ovvero abbia fatto,
in qualsiasi altro modo, manifestazioni di ebraismo. Non è considerato di razza
ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza
ebraica, che, alla data del 1í ottobre 1938-XVI, apparteneva a religioni diversa da
quella ebraica.
Art. 10. I cittadini italiani di razza ebraica non possono:
a) prestare servizio militare in pace e in guerra;
b) esercitare l'ufficio di tutore o curatore di minori o di incapaci non appartenenti
alla razza ebraica
c) essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti
la difesa della Nazione, ai sensi e con le norme dell'art. 1 R. decreto-legge 18
novembre 1929-VIII, n. 2488, e di aziende di qualunque natura che impieghino
cento o più persone, né avere di dette aziende la direzione né assumervi
comunque, l'ufficio di amministrazione o di sindaco;
d) essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un estimo superiore a
lire cinquemila;
e) essere proprietari di fabbricati urbani che, in complesso, abbiano un imponibile
superiore a lire ventimila …
“La difesa della razza”, 5 agosto                                           1938
 Manifesto degli scienziati razzisti
1) Le razze umane esistono.
La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma
corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi.
Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di
uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che
continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori
che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze
umane differenti.




6)Esiste ormai una pura "razza italiana".
Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con
il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di
sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano
l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della
Nazione italiana.
7) È tempo che gli Italiani si proclamino francamente
                       razzisti.
Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo
è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del
razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza
intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere
essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre
in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli
Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e
soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca
completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'italiano ad un
ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.




9) Gli ebrei non appartengono alla razza italiana.
Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in
generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del
ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in
Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia
perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli
elementi che hanno dato origine agli Italiani.
Albert Einstein, giunto per la prima volta in America dopo la
sua fuga dalla Germania Nazista, dovette compilare il modulo
d'immigrazione. Si racconta che, alla domanda che gli veniva
posta sulla sua razza, senza pensarci molto, rispose: umana.




 Parliamo in questa occasione non come membri di questa o
 quella Nazione, Continente o Fede, ma come esseri umani,
 membri della razza umana, la continuazione dell'esistenza
 della quale è ora in pericolo.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti
alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.



Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati
nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni
di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione
politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di
ricchezza, di nascita o di altra condizione.
                                             Welcome to the website of
                                             the European Monitoring
                                             Centre on Racism and
                                             Xenophobia (EUMC)


Osservatorio europeo dei fenomeni razzisti e xenofobi
(Regolamento CE 1997)
Il regolamento istituisce un Osservatorio europeo dei fenomeni
razzisti e xenofobi (EUMC) al fine di fornire alla Comunità e ai suoi
Stati membri dati obiettivi, affidabili e comparabili sui fenomeni del
razzismo, della xenofobia e dell'antisemitismo a livello europeo, che
possano aiutarli, nell'ambito dei rispettivi settori di competenza, ad
adottare o definire i loro interventi.
Decisione quadro UE 2002 relativa alla lotta contro il razzismo e la
xenofobia
La proposta in oggetto, che fa seguito all'azione comune 96/443/GAI,
prevede il ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari
degli Stati membri per quanto riguarda i reati ispirati al razzismo e alla
xenofobia. I comportamenti razzisti e xenofobi devono costituire un reato
in tutti gli Stati membri ed essere passibili di sanzioni penali effettive,
          LEGGI ITALIANE CONTRO IL RAZZISMO


Secondo la legge n.654 del 1975 chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate
sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o
commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o
religiosi, è punito con la reclusione sino a tre anni.
Mentre chiunque commette o incita a commettere atti di violenza o di
provocazione alla violenza per gli stessi motivi, è punito con la reclusione da sei
mesi a quattro anni.
Esistono, inoltre, norme che puniscono in modo più grave, con la reclusione da
cinque a dodici anni e con una multa da € 1033.00 a 10.330.00, chiunque
promuova, organizzi, diriga associazioni, movimenti o gruppi che perseguono
finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, minacciando o usando
violenza quale metodo di lotta politica o propaganda.
Chi fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un
gruppo con finalità fasciste ovvero chi pubblicamente esalta esponenti, principi,
fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche è punito con la
reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da € 206.00 a € 516.00.
Alcune disposizioni legislative inoltre si occupano della prevenzione e della
repressione degli atti di genocidio prevedendo la punizione con la reclusione da
dieci a diciotto anni, per chiunque, al fine di distruggere in tutto o in parte un
gruppo nazionale, etnico, religioso, commette atti diretti a cagionare lesioni
personali gravi a persone appartenenti al gruppo. Se provoca la morte o lesioni
personali gravissime, ovvero sottopone persone a condizioni di vita tali da
determinare la distruzione fisica, totale o parziale, la pena prevista è la reclusione
da ventiquattro a trenta anni.
 Ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una
distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore,
l'ascendenza, l'origine o la convinzione religiosa è considerato dalla legge italiana
discriminatorio (art.42 del d.lgs. 286/98). Si tratta di un comportamento
illegittimo anche se non è intenzionale, perché comunque distrugge o
compromette il riconoscimento, il godimento o l'esercizio dei diritti umani e delle
libertà fondamentali. Vista la gravità di tale fenomeno, la legge prevede delle
pene molto dure, per i colpevoli.
   Secondo il prof. Arcuri, siamo tutti razzisti riluttanti, in
   quanto è difficile liberarsi dagli stereotipi che
   inconsapevolmente abbiamo assunto dalla cultura.
                                             Vignette Maometto, Ue:
                                             ''Garantire reciproco
                                             rispetto''
Gli islamici sono violenti, fanatici ed
                                             Bruxelles. La tolleranza e il
estremisti!                                  rispetto reciproci sono valori
                                             universali da riaffermare, le
Ma in realtà quanti islamici                 violenze di questi giorni sono
conosciamo?                                  da condannare senza riserve.
                                             E' quanto affermano i
Nessuno!                                     ministri degli Esteri dell'Ue
                                             nelle      conclusioni      del
Quanto sappiamo della cultura islamica?      Consiglio affari generali e
                                             relazioni esterne in corso a
Praticamente nulla!                          Bruxelles.
Soltanto attraverso il riconoscimento
dell'altro e della sua identità culturale e il
recupero della propria memoria storica e
culturale, oggi travolta e stravolta dai
mass      media       e  dalle    tecnologie
informatiche, sarà possibile creare una
condizione di reciproco rispetto e
ricchezza d'identità senza provare
sgomento o indignazione per le differenze,
talvolta abissali, che separano mondi e
realtà apparentemente inconciliabili. La
dimensione multiculturale è la grande
sfida del nuovo millennio che tutte le
società sono chiamate ad affrontare. E la
psicologia culturale ci ricorda che non
possiamo conoscere noi stessi se non
attraverso gli altri.
Le culture devono imparare le une dalle altre, e l’orgogliosa cultura occidentale,
che si è posta come cultura che insegna, deve anche diventare una cultura che
impara. In ogni cultura le mentalità dominanti sono etno- o sociocentriche, cioè
più o meno chiuse rispetto alle altre culture. Ma all’interno di ogni cultura vi sono
anche mentalità aperte, curiose, non ortodosse, devianti, e vi sono anche i meticci,
frutto di matrimoni misti, che costituiscono ponti naturali tra le culture.
(Edgar Morin)

Per essere chiamato con molti nomi Dio disfece la torre, la grandezza posticcia di
uomini ridotti a maestranze. Scelse di essere nominato in mille lingue perché non
si esaurisse la ricerca. È ancora lì, alla superficie del caos. (Erri De Luca)

TU SEI MIO FRATELLO
Tu sei mio fratello, e io ti amo.
Ti amo quando ti genufletti nella tua moschea, quando ti inginocchi nella tua
sinagoga e quando preghi nella tua chiesa.
Tu ed io siamo due figli di una sola fede che è lo spirito. (K. Gibran)
                                     “Ed essi trasformeranno le
                                     loro spade in vomeri
                                     d’aratro, e le loro lance, in
                                     falci; una nazione non
                                     alzerà più la spada contro
                                     un’altra, e non impareranno
                                     più la guerra" (Isaia 2, 4).




Neve Shalom Wahat al-Salam in Israele: comunità di
        ebrei, palestinesi islamici, cristiani
  Noi giovani cittadini europei chiediamo
  all’Europa di impegnarsi per la pace anche oltre
  i suoi confini, nella prospettiva di Altiero
  Spinelli dell’unità politica dell’intero globo.

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Tags:
Stats:
views:26
posted:12/13/2011
language:
pages:20