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Trauma

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Trauma
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12/13/2011
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Trauma



Gestione generale

Trauma - Dinamica

• Distinzione fra trauma banale e trauma

potenzialmente importante

• Distinzione fra trauma potenzialmente

diffuso e trauma sicuramente localizzato

• Predittiva della gravità del trauma

• Predittiva della tipologia del trauma

Trauma – Gestione Generale

Rapid Trauma Survey



LOC (AVPU) Trattamento:

Valutazione ispettiva Ostruzione vie aeree

- A - Airway Arresto respiratorio

- B - Breathing Arresto cardiaco

- C - Circulation •Gestione del rachide

Valutazione anamnestica

- Dispnea

- Perdita di coscienza Esame generale

Dinamica Esame localizzato

Trauma - Gestione Generale

Esame Collo-Ginocchia Trattamento

Collo: giugulari, trachea O2 terapia

lesioni Assistenza ventilatoria

Torace: lesioni (ferite Chiusura ferite succhianti

succhianti, ventola) Stabilizzazione volet toracico

murmure vescicolare, Decompressione pneumotorace

timpanismo iperteso

Addome: dolorabilità Controllo emorragie esterne

Pelvi: stabilità Stabilizzazione oggetti

Coscie: fratture femorali conficcati

Emorragie esterne Acquisizione accessi venosi

Ferite penetranti Correzione volemica

Trauma – Gestione Generale

Monitoraggio: Esami bioumorali:

Emocromo, standard, coagulazione,

Cute Test di gravidanza, screening

PA tossicologico

FC

FR Imaging:

SO2 Rx Torace

ECG Rx bacino

Diuresi Rx colonna cervicale

GCS Ecografia addome (FAST)

Trauma – Gestione Generale

Monitoraggio: Esame testa – piedi

Funzioni vitali Es. Neurologico:

GCS – Pupille - MS

Anamnesi: Volta cranica

S – Sintomi Fratture della base

A – Allergie Massiccio facciale

M – Terapia in atto Apparato visivo

P – Patologie croniche Collo

Gravidanza Torace

L – Ultimo pasto Addome arti: perfusione,

E - Evento motilità, sensibilità

Trauma – Gestione Generale

• Completamento della diagnostica

strumentale

Scelta dell’esame sulla base di:

Condizioni del paziente

Sensibilità, Specificità, Durata, Necessità

di allontanamento dalle aree protette

• Trattamento delle lesioni degli arti

Trauma – Gestione Generale

Valutazioni di controllo



Cosa? Quando ?



Funzioni vitali Paziente stabile:

Esame neurologico - Ogni 15 m

Esame collo-addome Paziente instabile

Reperti patologici - Ogni 5 m

Manovre eseguite Deterioramento

Trauma – Gestione Vie Aeree

Cause di ostruzione



Coma: caduta della lingua - vomito





Trauma facciale: Caduta della lingua, sangue, frammenti solidi

organici



Traumi del collo: lesione diretta delle vie aeree

Esterna – Interna (ustione inalazione di sostanze irritanti)

Trauma – Gestione Vie Aeree



Stabilizzazione di base



Sollevamento del mento/Sublussazione della mandibola

Mantenendo il capo in asse col tronco

Cannula oro e nasofaringea

Evacuazione posizionale dei corpi estranei liquidi

Aspirazione orofaringea dei corpi estranei liquidi

Asportazione manuale dei corpi estranei solidi

Manovra di Heimlich

Trauma – Gestione Vie Aeree



Stabilizzazione Avanzata



Asportazione in laringoscopia dei corpi estranei solidi

Aspirazione tracheale

Intubazione orotracheale/nasotracheale

Puntura della menbrana cricitiroidea

Jet Insuflation

Maschera laringea - Combitube

Trauma – Gestione della

Ventilazione

Cause di insufficienza respiratoria



Ostruzione delle vie aeree



Cause extratoraciche: ipoventilazione

Trauma cranico

Trauma cervicale mielico



Cause intratoraciche: iperventilazione

Pneumotorace iperteso, Pneumotorace aperto, Volet costale,

Contusione polmonare:

Trauma – Gestione della

Ventilazione

Gestione dell’insufficienza respiratoria



Gestione generale

O2 terapia 100% con maschera con reservoire

Supporto ventilatorio (Pocket Mask, AMBU, Ventilatore)



Gestione specifica

Drenaggio toracico, Analgesia ecc.

Trauma: Gestione dello Shock

Passaggi chiave

• Riconoscimento dello Shock

• Identificazione della causa

Emorragico / non emorragico





• Trattamento

- Arresta l’emorragia

- Ripristina il volume e la capacità di trasporto di O2

- Trattamento specifico delle cause non emorragiche

SHOCK

• E’ uno stato di diffusa e inadeguata perfusione

tissutale

• Bassa pressione arteriosa non vuol dire shock

• Una adeguata perfusione tissutale richiede:

– Sistema vascolare intatto

– Adeguato scambio gassoso

– Una pompa funzionante (cuore)

– Un adeguato volume di liquidi

- sangue e plasma

Shock

Risposta fisiopatologica

• Ridotta perfusione tessutale

• Scarica adrenergica

• Vasocostrizione progressiva selettiva

interessamento iniziale della cute ed organi splancnici con

mantenimento della perfusione cerebrale cardiaca e renale

• Metabolismo anaerobico dei tessuti ipoperfusi

• Danno cellulare

• Liberazione di sostanze tossiche

SEGNI E SINTOMI NELLO

SHOCK EMORRAGICO



• Debolezza Shock di classe 1

Shock di classe 2

• Sete

Perdita di sangue

• Pallore 30% - 1500 ml

• Tachicardia Perfusione:

• Diaforesi Cerebrale, cardiaca, renale

conservata

SEGNI E SINTOMI NELLO

SHOCK EMORRAGICO



• Alterato L.d.C Shock di classe 3

Shock di classe 4

• Ipotensione

• Riduzione del polso Perdita di sangue

periferico 30% - 1500 ml

• Riduzione della

Perfusione:

diuresi Cerbrale, cardiaca, renale

• Arresto cardiaco compromessa

TEMPO DI RIEMPIMENTO

CAPILLARE



• Positivo se >2 secondi

• Indicatore poco utile nello shock precoce

dell’adulto

– Sempre ritardato se il paziente è freddo

• Può essere di aiuto nel piccolo paziente

• E’ negativo nello shock neurogeno

– Il paziente non è vasocostretto

Comuni errori di valutazione





• Età estreme / Gravidanza / Atleti



• Uso di farmaci



• Ematocrito / Hb

SINDROME DA SHOCK NEL

PAZIENTE TRAUMATIZZATO



• Shock da basso volume

- Emorragico (perdita di sangue)

- Ustioni (perdita di plasma)

• Shock da alto spazio

- Shock neurogeno (ipovolemia relativa)

• Shock ostruttivo

- Tamponamento cardiaco

- Pneumotorace iperteso

• Shock cardiogeno

- Contusione miocardica (insufficienza di pompa)

Shock: cute pallida, fredda , sudata







Diminuzione del precarico

Diminuzione della pressione venosa : giugulari vuote

Ostacolo al riempimento atriale destro: giugulari turgide





Difetto di pompa

Giugulari turgide – stasi polmonare

Gestione di base dello shock



• A - Apertura delle vie aeree



• B - O2 terapia 100%

- Supporto ventilatorio (se necessario)



• C - Correzione volemica

GESTIONE DI BASE DELLO

SHOCK EMORRAGICO



• Controllare le emorragie

- Compressioneemorragie esterne,

- riduzione/immobilizzazione fratture,

- sala operatoria



• Correzione della volemia

- 2 accessi venosi di largo calibro

- Accessivenosi centrali (Femorale/Giugulare/Succlavia)

- Infusione intraossea

- Prelievo di sangue per prove crociate

Shock emorragico – Correzione volemica

Problematiche attuali



Carico di liquidi





Hb > Plt – Fattori Coagulazione









Volume - 110 mm/Hg se segni

di ipertensione endocranica)

• Se necessario utilizzare tourniquet

Previeni l’ipotermia

Monitoraggio

Risposta all’infusione iniziale di liquidi

(20 ml/Kg Cristalloidi in 10 m)

Risposta Risposta Non

rapida Transitoria Risposta

Segni Normalizzati Migliorati Alterati

Vitali stabili instabili instabili



Necessità Bassa Moderata Immediata

di sangue Elevata



Tipo di Crociate Tipo 0 neg

emazie Specifiche

Trauma toracico

Tipologia delle lesioni



Contusione miocardica

Pneumotorace aperto

Contusione polmonare

Pneumotorace iperteso

Rottura aortica

Emotorace massivo

Rottura bronchiale

Torace a ventola

Rottura esofagea

Tamponamento cardiaco

Rottura diaframmatica



Valutazione:

Dinamica, sintomatologia, obiettività, imaging

Shock emorragico/Trauma cranico

Carico di volume





PAS > 100 mm Hg PAS perfusione

cerebrale

- Trauma: Lesione strutturale cerebrale -

ipertensione endocranica - > perfusione cerebrale

Trauma Cranico

Gestione ABC – Valutazione/Stabilizzazione



Trauma

Alterazioni ABC   Danno cerebrale



Trauma: Alterazioni del sensorio

Priorità gestionali:

Alterazioni A > B > C > Danno strutturale

cerebrale > Intossicazione

Trauma Cranico

Gestione dell’Ipertensione Endocranica





• Identificazione clinica tempestiva dei

pazienti a rischio

TAC cerebrale

• Identificazione delle lesioni presenti

• Indicazioni chirurgiche

Stabilizzazione chirurgica

Trauma Cranico

Classificazione delle lesioni

Meccanismo Chiuse Lesione della

Penetranti Dura Madre

Gravità Lieve GCS 14 - 15

Moderato GCS 9 - 13

Severo GCS 3 - 8

Morfologia Fratture Volta

Base

Lesioni Intracraniche Focali

Diffuse

Trauma Cranico

Valutazione dei pazienti a rischio



• Ferite penetranti: Dinamica – Ispezione

• Fratture

- Volta: Ispezione, palpazione

- Base: Segno di Battle, del procione, otorragia,

rinorragia, emotimpano, Paralisi del VII

• Lesioni intracraniche

- Focali: deficit neurologici

- Diffuse: Perdita di coscienza, amnesia, cefalea

Trauma Cranico

Gestione dell’Ipertensione endocranica



• Sindrome da ipertensione

endocranica:

• Deterioramento del sensorio

• Ipertensione, bradicardia, iperpnea

• Midriasi monolaterale areattiva con

deviazione dello sguardo “down and out”

• Emiparesi controlarerale

Trauma Cranico

Gestione dell’Ipertensione endocranica





• Iperventilazione: pCO2 25 – 35 mmHg

Vasocostrizione – ischemia cerebrale

• Mannitolo: 1g/Kg EV in 5 m’

Ipotensione



• Stabilizzazione chirurgica

Traumi delle estremità

Lesioni a rischio di vita:

- Frattura instabile di bacino Shock emorragico

- Emorragie arteriose Shock emorragico

- Sindrome da schiacciamento



Lesioni a rischio di invalidità maggiore

Fratture aperte

Lesioni vascolari con ipoperfusione – Lesioni neurologiche

Sindrome compartimentale



Altre lesioni: fratture, distorsioni, lussazioni, contusioni non

complicate

Traumi delle estremità

Principi di immobilizzazione



Indicazioni

Bloccare l’emorragia

Ridurre/prevenire il danno neurovascolare

Alleviare il dolore





Ridurre se e quando indicato

Immobilizzare articolazioni a valle e a monte della lesione

Coprire le ferite – Imbottire gli immobilizzatori

Lasciare scoperta l’estremità dell’arto

Trauma Maggiore



Funzioni vitali alterate Fattori di rischio correlati a:

-Tipologia/sede del trauma

Dispnea – Perdita di -Violenza del trauma

conoscenza -Fragilità del paziente

Stato di sofferenza

Trauma Maggiore

Fattori di rischio

Tipologia / Sede:



Trauma Cranico (Ferita vasta/profonda – Disturbi neurologici e

Psichici – Sincope – Amnesia – Cefalea – Frattura della base)

Trauma facciale (Ostruzione delle vie aeree – Gravi lesioni oculari)

Trauma al collo (Ferita vasta/profonda – Disfonia/Disfagia/

Odinofagia)

Trauma alla colonna (Disturbi neurologici)

Trauma Addominale (Dolore addominale diffuso)

Trauma agli arti (Amputazione prossimale – Frattura esposta)

Ferite (Ferite penetranti prossimali – Emorragia non arrestabile)

Ustioni (>18% - Coinvolgimento vie aeree)

Emorragia interna

Trauma Maggiore

Fattori di rischio



Dinamica del Trauma:



Paziente incastrato o proiettato dal veicolo

Pedone, ciclista, motociclista investito

Grave danno al veicolo

Deceduto nello stesso veicolo

Caduta da altezza > 5m

Caduta di ciclista o motociclista a velocità > 30 Km/h o con

Separazione del conduttore dal mezzo

Capottamento dell’autoveicolo

Trauma Maggiore

Fattori di rischio







Fisiopatologia del paziente:



Età 70 anni

Patologie croniche cardiorespiratorie, insufficienza renale o epatica,

Diabete, pregressi interventi neurochirurgici ecc.

Disturbi della coagulazione (congeniti, acquisiti, iatrogeni)


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