Il percorso di educazione espressiva by 2Y3w2q

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									Colori e segni in continuità
Il curricolo verticale di educazione espressiva
Premessa
      La documentazione che segue illustra il percorso di educazione espressiva realizzato nella
scuola di Ulignano (Infanzia e Primaria). Tale percorso si colloca all’interno di un progetto di
sperimentazione iniziato nell’anno scolastico 2006-07 che prevede la strutturazione di curricoli
verticali per gli ambiti scientifico (fenomeni biologici e chimico-fisici), linguistico (italiano) e
matematico, storico, espressivo, geografico e motorio. Il gruppo docenti che lavora all’interno
dell’Istituto Comprensivo di San Gimignano ha iniziato da alcuni anni una riflessione approfondita
sui temi della costruzione e sperimentazione di percorsi didattici in verticale che ha portato alla
condivisione del concetto di curricolo. Per maggiori ragguagli e approfondimenti su questo lavoro è
possibile consultare il sito: https://sites.google.com/site/ulignanofascuola/docenti/il-progetto-della-
scuola



                                 Un curricolo per la creatività
Cos’è la creatività?

È questa la domanda da cui siamo partiti per costruire un percorso verticale di educazione
espressiva in grado di promuovere competenze e di accompagnare i bambini dai tre agli 11 anni. Lo
stereotipo dell’artista (ma la stessa cosa può valere per lo scienziato, lo scrittore; più in generale, il
soggetto talentuoso) presenta personaggi, più che persone, individui dominati dal “genio e dalla
sregolatezza”. Secondo questo modello pittori si nasce, ci si è portati; non c’è bisogno di studi, di
applicazione, di preparazione. La creatività coincide con il creare tout court, con l’inventare dal
nulla. In realtà non è così e non lo è mai stato. Gadner definisce la creatività come il risultato
dell’interazione di tre dimensioni:

      L’individuo con le sue abilità e potenzialità

      Le conoscenze intese come esperienze sedimentate nella cultura

      L’ambiente che fornisce stimoli e occasioni.

Secondo questa prospettiva il pensiero creativo non si improvvisa: la creatività non è un dono
concesso a pochi, un tratto stabile e permanente della personalità, ma un processo che può essere
sviluppato o inibito in tutti gli individui. «Un risultato nuovo ha valore, se ne ha, nel caso in cui
stabilendo un legame tra elementi noti da tempo, ma fino ad allora sparsi e in apparenza estranei gli
uni agli altri, mette ordine, immediatamente, là dove sembrava regnare il disordine [...] Inventare
consiste proprio nel non costruire le combinazioni inutili e nel costruire unicamente quelle utili, che
sono un'esigua minoranza. Inventare è discernere, è scegliere [...] fra tutte le combinazioni che si
potranno scegliere, le più feconde saranno quelle formate da elementi tratti da settori molto distanti.
Le ispirazioni improvvise [...] non avvengono mai se non dopo alcuni giorni di sforzi volontari, che
sono sembrati completamente infruttuosi [...] come vanno le cose, allora? Tra le numerosissime
combinazioni che l'io subliminale ha formato alla cieca, quasi tutte sono prive di interesse e senza
utilità; ma proprio per questo motivo non esercitano alcuna influenza sulla sensibilità estetica: la
coscienza non arriverà mai a conoscerle. Soltanto alcune di esse sono armoniose - utili e belle
insieme». (Jules Henri Poincaré - Scienza e metodo - Einaudi, 1997 - a cura di Claudio Bartocci)
In sintesi, Poincaré parla di creatività come della capacità di unire elementi preesistenti in
combinazioni nuove, che siano utili, e dice che il criterio intuitivo per riconoscere l'utilità della
combinazione nuova è "che sia bella". Ovviamente non sta parlando di bellezza in senso
strettamente estetico, ma di qualcosa che ha a che fare con l'eleganza così come la intendono i
matematici: armonia, economia dei segni, rispondenza funzionale allo scopo. La definizione di
Poincaré è valida per le scienze, le arti, la tecnologia. Individua il fenomeno-creatività: dice in che
cosa consiste (una "produzione di nuove combinazioni utili") e come lo si ottiene (attraverso un
processo che prevede l'"unione di elementi preesistenti"). Nel farlo indica alcuni criteri che ci sono
sembrati utili in fase di riflessione e progettazione. Intanto niente si crea dal niente: si parte dal
elementi preesistenti che formano la base di partenza. Il curricolo verticale condivide questa
premessa in quanto si tratta di una costruzione progressiva che prende le mosse dalle esperienze e
acquisizioni precedenti.


Quadro delle competenze generali da 3 a 14 anni

Il percorso formativo dell’ambito espressivo ha come finalità quella di garantire a tutti gli studenti,
solide conoscenze e competenze per poter essere un “cittadino colto alfabetizzato” in grado di
leggere e capire, in termini critici, i linguaggi delle immagini, multimediali e dell’arte e di potersi
esprimere e comunicare utilizzando il linguaggio visuale”.
La finalità del curricolo di Arte e Immagine è quello di garantite a tutti i bambini e ragazzi,
l’acquisizione di tre competenze fondamentali:
     il saper leggere e interpretare in modo critico le immagini audiovisive e multimediale;
     il saper leggere, capire e apprezzare un bene culturale, un’ opera d’arte antica, moderna e
        contemporanea;
     il saper esprimere e comunicare in modo creativo e personale con il linguaggio delle
        immagini sperimentando e utilizzando diversi tipi di tecniche, strumenti e materiali.


Finalità                      Traguardi di sviluppo per l’ambito espressivo
                               Perseveranza ( nella ricerca e nell’ordine delle procedure; nella comprensione della
                                necessità di esercitarsi per ottenere risultati soddisfacenti; nell’affrontare le difficoltà
                                con pazienza e spirito costruttivo senza lasciarsi scoraggiare)
                               Autovalutazione (sincerità nell’ammettere di non sapere, nel riconoscere di non aver
                                capito e quindi nel domandare; giudicare oggettivamente il proprio lavoro e
Consolidare l’identità          individuare le modalità utili a migliorarlo; apprezzare i propri progressi e trovare
                                gratificazione dal proprio lavoro)

                               Interazione/cooperazione (superare le resistenze all'utilizzo di materiali e/o alla
                                manipolazione di oggetti, alla partecipazione ad esperienze; manipolare, ricercare ed
                                individuare materiali e strumenti necessari per realizzare esperienze; disponibilità al
                                confronto con gli altri e alla modifica delle proprie opinioni, alla cooperazione e
                                collaborazione finalizzate; percepire ed apprezzare differenze, punti di vista;
Favorire l’autonomia            comprendere e mettere in pratica modalità per rappresentare esperienze e conoscenze,
                                imparando a distinguere realtà concreta e realtà virtuale)

                               La conoscenza operativa della grammatica del linguaggio visuale: linea, colore,
                                forme, spazio, composizione ecc.
                               sviluppare la competenza di lettura sia delle immagini che delle opere d’arte.
                               la comprensione delle opere d’arte e dei beni culturali.
Promuovere               la    La capacità di esprimersi in maniera creativa
competenza
                               Rispetto e apprezzamento del paesaggio naturale e del patrimonio artistico e impegno
                                attivo per la loro salvaguardia
Vivere la cittadinanza         Capacità di comprendere che anche i traguardi più semplici, le realizzazioni più
                                banali, sono il frutto di un lavoro lungo e spesso faticoso dell’uomo
Metodologia
L’elemento unificante del progetto è stata la metodologia condivisa da tutti gli insegnanti coinvolti
e che segue le seguenti fasi di lavoro:
 Contatto diretto attraverso esperienze concrete: i bambini hanno avuto la possibilità di lavorare
   direttamente con le cose, non in maniera episodica, ma con continuità e ripetutamente nel tempo.
   I materiali e gli strumenti sono stati tenuti in classe/sezione quanto più possibile vicino ai
   bambini per un tempo sufficiente a far sì che tutti abbiano avuto la possibilità (e/o sviluppare la
   capacità) di utilizzarli in situazioni più o meno formalizzate.
 Osservazione dell’ambiente per rintracciare gli elementi del linguaggio grafico pittorico (colori,
   segni, forme)
 Per ciascun elemento è stato individuato un percorso continuo e progressivo.
 L’esperienza è individuale: ciascun bambino/ragazzo, sperimenta personalmente materiali e
   strumenti in forma libera.
 Le scoperte individuali sono state sistemate in cartelloni elaborati collettivamente. Il lavoro di
   gruppo può rappresentare un valido strumento di apprendimento: il confronto tra punti di vista
   diversi impedisce anche ai singoli di fissarsi su un'unica immagine o rappresentazione. Il gruppo
   svolge così una funzione di regolazione intellettuale: escludendo gli approcci troppo selettivi e
   soggettivi, permette di equilibrare punti di vista divergenti; è proprio nell'interazione con un
   oggetto (o un fenomeno) che gli alunni sono in grado di utilizzare, in maniera costruttiva, gli
   apporti degli altri.
 Durante le discussioni di gruppo sono stati ripresi gli elaborati individuali. In questo contesto si è
   cercato di approfondire due aspetti: uno linguistico volto a sviluppare nei bambini la capacità di
   definire e descrivere aspetti della realtà utilizzando termini quanto più possibile appropriati; uno
   cognitivo volto a sviluppare nei bambini la capacità di astrarre, formalizzare e generalizzare i
   contenuti acquisiti in ambiti specifici.
 Le verifiche si sono concentrate su due aspetti. Da un lato è stata verificata la capacità di
   produzione; dall’altro sono state verificate le modifiche nelle attività spontanee in situazioni non
   legate percorso.

Organizzazione
Per la realizzazione del progetto è stata ampliata la struttura a dipartimenti già presente nel nostro
Istituto con l’inserimento di un laboratorio per la costruzione del curricolo di immagine. Particolare
attenzione è stata riservata all’attività di formazione per gli insegnanti coinvolti nel progetto, al
fine di realizzare una “comunità educante” che condivide non solo obiettivi e finalità, ma anche
approcci metodologici, stili valutativi, competenze sui linguaggi e le attrezzature multimediali.
L’organizzazione per gruppi diversi da quelli tradizionali (classi e sezioni), la necessità di una
riflessione e di un confronto sull’andamento dei percorsi, necessitano di ore aggiuntive per gli
insegnanti , da dedicare sia al potenziamento delle compresenze, sia alle attività di
programmazione. Oltre alle ore previste dal servizio e del Contratto per la programmazione,
vengono effettuati incontri a cadenza mensile all’interno di strutture dipartimentali stabilmente
strutturate nella scuola, che vedono la partecipazione delle insegnanti della stessa area di
insegnamento (Scuola dell’Infanzia e Primaria e Secondaria). All’interno dei dipartimenti si
procede alla progettazione dei percorsi e al loro monitoraggio in itinere, nonché alla messa a punto
degli strumenti per la verifica e la valutazione sotto la supervisione di un esperto esterno

Strumenti e materiali
Gli insegnanti si sono avvalsi del seguente materiale: computer, proiettore per diapositive, macchina
fotografica, videocamera, videoregistratore e televisione, materiale di facile consumo (tempere,
acquerelli, lucidi per lavagne luminose, pennarelli per lucidi, carta crespa e velina, pennelli,
pennarelli, matite, plastilina, colori digitali, cartoncino Bristol, carta collage, carta da pacchi) oltre a
materiale di recupero e specifico per belle arti.
Sono state organizzate uscite guidate per collegare le esperienze vissute a scuola con realtà esterne
direttamente riconducibili ai contenuti prescelti (musei, mostre, visite al centro storico).

Contenuti
Lavorare all’interno di una logica curricolare significa innanzi tutto partire da un’attenta selezione
dei contenuti da proporre. I criteri per l’effettuazione di tale scelta sono rappresentati da un lato,
dall’adeguatezza e dalla significatività dei contenuti in relazione all’età dei soggetti con i quali
lavoriamo; dall’altro, dalla corretta progressione nella complessità degli elementi fondamentali del
linguaggio espressivo.
I percorsi didattici che vengono proposti sono caratterizzati dalla ricorsività e dalla graduale
complessificazione.

Scuola dell’Infanzia

Gruppo dei bambini di tre anni: I colori primari
Gruppo dei bambini di quattro anni: I colori secondari
Gruppo dei bambini di cinque anni: La forma. Il segno grafico

Scuola Primaria

Classe I: Le gradazioni nei colori secondari
         Il segno: il punto
Classe II: I colori complementari
          Il segno: la linea
Classe III: Il ritratto
            Le maschere
Classe IV: Il paesaggio naturale
             Dal testo all’immagine e viceversa
Classe V: Il paesaggio urbano
           Dal testo all’immagine e viceversa.
           Il plastico

Elementi di continuità
    Partire da esperienze vissute dai bambini globalmente e liberamente: si parte da una
      sperimentazione libera delle tecniche e dei materiali sulla quale si riflette per capire l’uso, la
      funzione.
    Utilizzo dello schema polivalente come strumento capace di indurre riflessione sulle
      potenzialità espressive dei segni e dei colori.
    Sperimentazione di tecniche e strumenti e materiali quanto più possibile diversificati per
      tutto il percorso.
    Uso del linguaggio (prima verbale e poi scritto) per progettare e riflettere sulle proprie
      esperienze.
    Verifiche che tengono conto dei due aspetti della lettura di immagini e della produzione di
      elaborati.

Elementi di discontinuità
    Progressiva finalizzazione degli elaborati secondo un progetto esplicitato in partenza.
    Utilizzo della scrittura come modalità di riflessione sul proprio lavoro.
      A partire dalla classe terza si introduce la lettura di opere d’arte (alla fine del percorso)
       realizzate con la tecnica e gli strumenti sperimentati dai bambini.
      Utilizzo di testi letterari da tradurre in opere iconiche e viceversa.

Criteri organizzativi della disciplina
Scuola dell’Infanzia
I tre percorsi vengono realizzati contemporaneamente, ciascuno dal gruppo di riferimento, nella
prima parte dell’anno scolastico (Ottobre-Gennaio).
Scuola Primaria
Le ore a disposizione vengono divise a metà. Nella prima parte dell’anno scolastico vengono
presentate le esperienze che si riferiscono alla forma e al segno, mentre nella seconda parte, si
affrontano i temi riconducibili all’uso del colore.

Verifiche e valutazione
La riflessione sui temi della valutazione ha portato le insegnanti a condividere alcune linee di fondo
che orientano il loro modo di interpretare e rendere operativo questo processo nel contesto più
ampio del loro lavoro. Per maggiori ragguagli e informazioni su questo aspetto è possibile
consultare     il    sito:   http://sites.google.com/site/ulignanofascuola/docenti/come-lavoriamo-i-
dipartimenti-1

                                  Il resoconto dell’esperienza
“In effetti, per qualsiasi cosa che proceda da ciò che non è a ciò che è, senza dubbio la causa di
questo processo è sempre una creazione” (Platone, Simposio)


Quello che segue è il racconto dell’esperienza effettuata. Per rispondere all’esigenza di chiarire
meglio alcuni passaggi e snodi significativi, le insegnanti hanno utilizzato frasi, concetti,
suggestioni rintracciate nella elaborazione pedagogica e culturale di grandi autori. Così, ogni
segmento del percorso è preceduto da un’introduzione autorevole (testo in corsivo), che conferma
(o più semplicemente, rassicura) circa le scelte effettuate.
Quando si è ravvisata la necessità di un cambiamento, di un approfondimento, di un’avvertenza
particolare, rispetto alla progettazione ed elaborazione iniziale, queste sono state segnalate
utilizzando il testo in grassetto.

Il percorso sui colori primari è documentato con una presentazione consultabile al seguente
indirizzo:
http://www.scribd.com/full/33241350?access_key=key-2k235lblzpj8k7cgu8cp


L’ambiente scolastico non accoglie un bambino per confinarlo in una situazione di generica
socializzazione; non è semplicemente un vivaio di relazioni umane, ma un contesto in cui è
promosso l’incontro con i saperi, con i sistemi simbolico-culturali, con i primi alfabeti.
(G. Cerini)

                                         I colori primari
                                  Percorso didattico gruppo 3 anni

Obiettivi
    Riconoscere le qualità dei colori e le loro caratteristiche peculiari;
    Scoprire i colori primari;
      Usare materiali e strumenti in maniera autonoma;
      Lavorare in maniera personale e creativa.

Organizzazione
Partecipano all’attività gruppi omogenei di bambini di tre anni in numero di 8/10

Schema di lavoro

1. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da pacchi
(da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). Al centro del tavolo sono stati
posizionati tre flaconi di colori a dita: uno rosso, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai
bambini se conoscono quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di
denominarli tutti e tre. Poi prepara, nelle vaschette di polistirolo per alimenti, piccole quantità di
colore a dita rosso e invita i bambini a disegnare sul foglio che hanno a disposizione, ridistribuendo
il colore a quei bambini che lo hanno finito.
2. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di cartoncino
bristol bianco di dimensioni cm 20X20. Al centro del tavolo sono stati posizionati tre pacchetti di
plastilina (pongo): uno rosso, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai bambini se conoscono
quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di denominarli tutti e tre. Poi taglia
piccole quantità di pongo rosso e invita i bambini a manipolarlo e posizionarlo sul foglio che hanno
a disposizione, ridistribuendo il materiale a quei bambini che lo hanno finito. I materiali prodotti
vengono incollati sul cartoncino.
3. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da pacchi
(da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). Al centro del tavolo sono stati
posizionati pennelli a spatola n.16 (uno per ciascun bambino) e tre flaconi di tempera: uno rosso,
uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai bambini se conoscono quel materiale e se riconoscono
quei colori. Chiede a ciascuno di denominarli tutti e tre. Poi prepara, nelle vaschette di polistirolo
per alimenti, piccole quantità di colore e invita i bambini a disegnare, con il pennello, sul foglio che
hanno a disposizione, ridistribuendo il colore a quei bambini che lo hanno finito.
4. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da pacchi
(da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). Al centro del tavolo sono stati
posizionati tre ritagli di cartoncino bristol: uno rosso, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai
bambini se conoscono quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di
denominarli tutti e tre. Poi distribuisce a ciascuno un pezzo di cartoncino bristol rosso e invita i
bambini, prima a strapparlo con le mani, e poi ad incollare i pezzi ottenuti sul foglio bianco che
hanno a disposizione, ridistribuendo il cartoncino rosso a quei bambini che lo hanno finito.

Alla fine di ciascun elaborato viene chiesto ai bambini di “firmarlo”con un pennarello del colore
usato per realizzare il lavoro.

L’attività è proseguita con le stesse modalità per gli altri due colori primari: giallo e blu. Ogni volta
ai bambini venivano presentati tutti e tre i colori e poi ne veniva scelto uno. Anche se può sembrare
un’inutile ripetizione, ci siamo accorti che invece, per i bambini di tre anni, è importante riproporre
continuamente sia i colori che la richiesta di verbalizzazione.


Per i collages è opportuno utilizzare solo cartoncino bristol: le prove che abbiamo fatto con la
carta velina o da collages non hanno dato esito positivo perché sono troppo difficili da
lavorare per i bambini più piccoli. Inoltre è meglio iniziare con lo strappo e passare solo
successivamente al ritaglio con le forbici, quando i bambini sono in grado di maneggiare lo
strumento in maniera abbastanza autonoma.
Il percorso sui colori secondari è documentato con una presentazione e consultabile al seguente
indirizzo:
www.scribd.com/doc/33242581/I-Colori-Secondari

"Se è bello? Ma è l'unica cosa da fare!" Disse il topo d'acqua solennemente, mentre si curvava in
avanti, remando. "Credi a me, mio giovane amico, non c'è nulla, assolutamente nulla che valga la
pena come questo andarsene a spasso in barca, semplicemente pasticciando. Pasticciando e
basta...." In un'epoca in cui le pressioni per un'educazione di prestigio, spingono i bambini a
lavorare come topi di laboratorio affamati in un labirinto, è bene ricordare che il loro cugino
acquatico, rievocando i piaceri della vita, enuncia una profonda verità pedagogica.
(David Hawkins)

                                        I colori secondari
                                  Percorso didattico gruppo 4 anni

Obiettivi
    Riconoscere le qualità dei colori e le loro caratteristiche peculiari;
    Scoprire i colori secondari come risultato dei miscugli dei colori primari;
    Usare materiali e strumenti in maniera autonoma;
    Lavorare in maniera personale e creativa.

Organizzazione
Partecipano all’attività gruppi omogenei di bambini di quattro anni in numero di 8/10

Schema di lavoro

1. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da pacchi
(da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). Al centro del tavolo sono stati
posizionati tre flaconi di colori a dita: uno rosso, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai
bambini se conoscono quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di
denominarli tutti e tre. Poi prepara, nelle vaschette di polistirolo per alimenti, piccole quantità di
colore a dita dei tre colori e invita i bambini a disegnare sul foglio che hanno a disposizione,
ridistribuendo il colore a quei bambini che lo hanno finito.
2. I bambini, riuniti nell’angolo della conversazione, riguardano i loro elaborati. Che cosa è
successo? Quali colori abbiamo usato? E poi? Cosa abbiamo ottenuto? Come è stato possibile? Sui
fogli sono comparsi colori nuovi. Proviamo a denominarli. Saremmo capaci a rifarli? Proviamo.
Su un grande foglio di carta da pacchi (metà di quelli normali) facciamo le nostre prove. I bambini
hanno a disposizione i tre colori primari ai quali viene aggiunto il rosso carminio. Uno alla volta
provano a mescolare. La consegna è di mescolare solo due colori a loro scelta. Sotto ciascuna prova
viene scritto il nome del bambino che l’ha effettuata. Di nuovo vengono fuori colori diversi da
quelli di partenza. Il problema è che i bambini non ricordano quello che hanno mescolato: “mi
sembra, forse…”. Così decidiamo di creare un colore alla volta. Partiamo con l’arancione.

3. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da pacchi
(da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). In alto a destra è disegnata una
piccola finestra (un rettangolo di cm 3X5). Al centro del tavolo sono stati posizionati quattro flaconi
di colori a dita: uno rosso carminio, uno rosso magenta, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai
bambini se conoscono quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di
denominarli. Poi prepara, in una vaschetta di polistirolo per alimenti, piccole quantità di colore a
dita dei quattro colori e invita un bambino alla volta a mescolare due colori su un foglio di prova
fino a che non si ottiene l’arancione. A questo punto tutti i bambini lasciano una traccia rossa e una
gialla nella finestra e poi iniziano a disegnare sul foglio che hanno a disposizione mescolando i
colori necessari.
4. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di cartoncino
bristol bianco di dimensioni cm 20X20. Al centro del tavolo sono stati posizionati tre pacchetti di
plastilina (pongo): uno rosso, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai bambini se conoscono
quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di denominarli tutti e tre. Poi taglia
piccole quantità di pongo dei tre colori e invita un bambino alla volta a sceglierne due e a mescolarli
fino ad ottenere un colore omogeneo. Una volta individuata la coppia che produce l’arancione (non
è affatto scontato che i bambini la ricordino dall’esperienza precedente), incolliamo un pezzettino di
pongo giallo e uno rosso nella finestra; ne distribuiamo due pezzi più grandi a ciascuno, invitiamo a
manipolarlo e posizionarlo sul foglio che hanno a disposizione, ridistribuendo il materiale a quei
bambini che lo hanno finito.

5. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di cartoncino
bristol bianco di dimensioni cm 20X20. Al centro del tavolo sono stati posizionati quattro gessetti
uno rosso carminio, uno rosso magenta, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai bambini se
conoscono quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di denominarli. Poi invita
un bambino alla volta a scegliere due gessetti e a mescolarli su un foglio di prova precedentemente
bagnato fino ad ottenere un colore omogeneo. Una volta individuata la coppia che produce
l’arancione (non è affatto scontato che i bambini la ricordino dalle esperienze precedenti),
coloriamo di giallo e di rosso nella finestra; distribuiamo i due gessetti a ciascuno, invitiamo a
bagnare il cartoncino con una pennellessa che hanno a disposizione, e poi a colorare mescolando i
due colori fino ad ottenere l’arancione.

6. I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da pacchi
(da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). Al centro del tavolo sono stati
posizionati tre ritagli di cartoncino bristol: uno rosso, uno giallo e uno blu. L’insegnante chiede ai
bambini se conoscono quel materiale e se riconoscono quei colori. Chiede a ciascuno di
denominarli tutti e tre. Chiede se ricordano come si ottiene l’arancione. Quindi distribuisce a
ciascuno un pezzo di cartoncino bristol rosso, uno giallo e uno arancione. La consegna è di
ritagliare come vogliono purché nel collage siano presenti i tre colori.

Alla fine di ciascun elaborato viene chiesto ai bambini di “firmarlo”con un pennarello del colore
usato per realizzare il lavoro.

L’attività è proseguita con le stesse modalità per gli altri due colori : verde e viola. Ogni volta ai
bambini venivano presentati tutti i colori primari: poi si procedeva alle prove su un foglio comune;
infine si realizzavano gli elaborati individuali con i due colori necessari sistemati nella finestra
come promemoria.
Nel percorso sono state aggiunte tecniche e materiali nuovi (frottage, ecoline) per fare in modo che i
bambini avessero a disposizione una più ampia gamma espressiva.


 Per i collages, con i bambini di quattro anni, si possono introdurre tipi di carta diversi dal
  cartoncino, ma è sempre bene valutare l’abilità manuale dei bambini e le difficoltà dei
  diversi tipi di materiale (meglio la carta collage della crespa per il ritaglio, mentre è vero il
  contrario quando si incolla perché la prima ha un verso e non tutti i bambini sono in grado
  di porci attenzione: alcuni incollano dalla parte colorata).
 Forse sarebbe utile realizzare un cartellone di codifica di gruppo da compilare in
  progressione, mano a mano che si scoprono nuovi colori per fissare ancora meglio le
  scoperte fatte.


Il percorso sulla forma e il segno è documentato con una presentazione e consultabile al seguente
indirizzo:
www.scribd.com/doc/33242983/La-forma-e-il-segno

In tutte le scuole si fanno esperienze. Non basta insistere sulla necessità dell’esperienza, e neppure
sull’attività nell’esperienza. Tutto dipende dalla qualità dell’esperienza che si ha. Ne consegue che
il problema centrale di un’educazione basata sull’esperienza è quello di scegliere il tipo di
esperienze presenti che vivranno fecondamene e creativamente nelle esperienze che seguiranno.
(J. Dewey)

                                      Dalla forma al segno
                                   Percorso didattico gruppo 5 anni

Obiettivi
    Scoprire le forme geometriche;
    Scoprire la possibilità di manipolare una forma data;
    Scoprire il segno grafico come mezzo espressivo;
    Conoscere gli strumenti per tracciare segni grafici;
    Avviare ad una produzione personale e creativa.

Organizzazione
Partecipano all’attività gruppi omogenei di bambini di cinque anni in numero di 8/10

Schema di lavoro

1.       I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da
pacchi (da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). Al centro del tavolo sono
state posizionate tante forme ritagliate su cartoncino bristol nero (come modello delle forme sono
stati utilizzati i blocchi logici per cui i bambini hanno a disposizione cerchi, quadrati, triangoli e
rettangoli grandi e piccoli). L’insegnante chiede ai bambini se conoscono quelle forme e chiede di
denominarle. Poi invita ciascun bambino a scegliere tre forme tra quelle a disposizione e a metterle
da parte, vicino al proprio foglio. L’insegnante invita ciascun bambino a scegliere una delle forme
tra le tre scelte in precedenza e ad incollarla liberamente sul foglio bianco. Terminata l’operazione,
invitiamo i bambini a scegliere, tra le forme rimaste al centro del tavolo, un altro cartoncino nero
uguale per forma e dimensione a quello incollato. Proponiamo di modificarne la forma strappandolo
con le mani: così ricaviamo altri piccoli pezzi dalle forme irregolari da incollare sul foglio bianco.
2. Ripetiamo la stessa attività, ma, questa volta, invitiamo i bambini a ritagliare le forme, invece
che a strapparle con le mani.
3. Ripetiamo le attività del punto 1 e 2, ma utilizzando forme ritagliate su cartoncino bristol colorato
4. Su un tavolo sistemiamo un foglio di carta da pacchi bianco intero. Su un altro tavolo sistemiamo
una serie di oggetti in numero maggiore rispetto ai bambini che partecipano all’attività (se i bambini
sono 8 sistemiamo almeno 12-13 oggetti). Scegliamo gli oggetti fra quelli di uso comune (bottiglie
di plastica, pezzi di costruzioni, peluche, mestoli, pettini, forbici…), avendo cura di verificare che
siano adatti per essere ricalcati sul foglio e che possano lasciare tracce diverse dal punto di vista
grafico, ovvero diverse tipologie di linee (curve, seghettate, appuntite, spezzettate, circolari, a
spirali…).Con un pennarello nero, ciascun bambino a turno, sceglie l’oggetto che preferisce e ne
ricalca il contorno sul foglio. Che tipo di contorni abbiamo ottenuto?
5. Allestiamo di nuovo il tavolo con gli oggetti (cambiandoli o arricchendo la collezione).
Consegniamo a ciascun bambino una striscia di carta da pacchi bianchi di cm 15X100, ripiegata in
sei parti nel senso della lunghezza (a fisarmonica). Mettiamo a disposizione dei bambini tre tipi di
pennarelli neri: a punta fine, a punta grossa e a punta quadrata; alcune penne e matite nere.
Chiediamo a ciascun bambino di scegliere lo strumento che preferisce e di ricalcarne il contorno
della prima pagina del catalogo. Poi invitiamo i bambini a scegliere un oggetto alla volta e a
ricalcarne il contorno con lo strumento scelto, sulle pagine fino a completare il catalogo delle
forme. Accanto ad ogni contorno scriviamo le verbalizzazioni dei bambini:
“ho scelto il pennarello con la punta fine. Ci sono linee diverse: una curva e due dritte che fanno
una punta. Ci sono sei punte e linee dritte, niente curve. Solo una linea curva/tonda”
6. Seduti nell’angolo della conversazione, abbiamo ripreso il cartellone delle forme e lo abbiamo
esaminato alla luce delle scoperte fatte individualmente. Come sono le forme? E le linee che le
delimitano? Quanti tipi di linee possiamo riconoscere? Ce ne sono altre che potremmo disegnare?
Così prendiamo un altro foglio di carta da pacchi intero; mettiamo a disposizione dei bambini, oltre
ai pennarelli, le penne e le matite, anche pennelli a spatola (n. 2, 16, 30) e un barattolo di tempera
nera. Ogni bambino sceglie lo strumento che preferisce. La consegna è di tracciare segni inventati
da un lato ad un altro lato del foglio, senza staccare il pennarello (o il pennello) dal foglio (nel caso
del pennello si deve ovviamente staccare per riprendere la tempera). Queste linee si intersecano e si
sovrappongono fino a formare una trama, la “matrice”al nostro intervento.
7.Il grande foglio viene ripreso e osservato nell’angolo delle conversazioni. I bambini osservano i
segni da diversi lati e si accorgono che in quelle linee lasciate per caso è possibile intravedere delle
figure, delle forme che somigliano a qualcosa. Dopo aver lasciato ai bambini il tempo di osservare
bene, girando intorno al foglio e aver individuato le diverse possibilità, la/e figura/e intuita/a
viene/vengono evidenziata/e ripassando il contorno con il pennello n. 6 e la tempera nera. La figura
viene riempita con nuovi segni che la arricchiscono e ne chiariscono meglio la natura.

Poiché le linee si prestano a molteplici interpretazioni sarebbe interessante fotografare il
cartellone con le linee e stamparne una copia per ciascun bambino in formato A3. In questo
modo ognuno avrebbe la possibilità di evidenziare ciò che “vede” nella matrice. Poi si
potrebbero confrontare e discutere le produzioni individuali e scegliere quella condivisa dal
gruppo da realizzare sul cartellone grande.

8. Consegniamo a ciascun bambino una striscia di carta da pacchi bianchi di cm 15X100, ripiegata
in sei parti nel senso della lunghezza (a fisarmonica). Mettiamo a disposizione dei bambini tre tipi
di pennarelli neri: a punta fine, a punta grossa e a punta quadrata; alcune penne e matite nere.
Chiediamo a ciascun bambino di scegliere lo strumento che preferisce e di ricalcarne il contorno
della prima pagina del catalogo. Poi invitiamo i bambini a scegliere un segno alla volta tra quelli
che ha già sperimentato sul cartellone o ad inventarne nuovi e a disegnarli sulle pagine fino a
completare il catalogo individuale dei segni.
9.I bambini sono seduti intorno ai tavoli. Viene distribuito a ciascuno un foglio di carta da pacchi
(da un foglio grande si ricavano 6 fogli per il lavoro individuale). Invitiamo i bambini a scegliere un
solo soggetto da rappresentare (tra le cose che i bambini disegnano più spesso: sole, casa, fiore,
albero…) usando i pennarelli adoperati per il catalogo. Tracciate le prime linee che determinano il
contorno del soggetto scelto, si riempiono gli spazi con i segni inventati. Al termine del lavoro,
invitiamo i bambini ad osservare il prodotto e, se necessario, a ripassare con il pennarello a punta
quadrata o con il pennello n. 4 alcune linee da mettere in rilievo.
10. Riproponiamo l’attività precedente, ma stavolta, usiamo pennarelli di una gradazione di colore
(diversi tipi di rosso o di giallo, o di blu, o di verde…).
11. Riproponiamo l’attività precedente, ma stavolta, usiamo fino a tre gradazioni di colore per
realizzare soggetti più complessi.

I percorsi sul punto e la linea sono documentati con una presentazione al seguente indirizzo:
http://www.scribd.com/full/33235736?access_key=key-1gizz0u47ipspmwblcot

Solo un ambiente che offra ai bambini numerose occasioni di applicare le proprie conoscenze in
forme inedite potrà potenziare le capacità di comprensione nella scuola e nella vita. In educazione
l’ambiente è tutto.
(H. Gardner)


                        Il punto e le gradazioni dei colori secondari
                                  Percorso didattico per la Classe I
Obiettivi:
   • Sviluppare le abilità di esplorazione nell’ambiente circostante.
   • Sviluppare l’attitudine a progettare .
   • Scoprire il segno grafico come mezzo espressivo.
   • Conoscere gli strumenti per tracciare segni grafici.
   • Costruire gradazioni diverse dei colori secondari
   • Avviare ad una produzione personale e creativa.

Organizzazione:
   • Lavoro col grande gruppo per la ricerca e la riflessione e confronto sui dati raccolti.
   • Lavoro in piccoli gruppi ed individuale per l’attività grafico – pittorica.
   • Lavoro col gruppo classe per il confronto e la rielaborazione del pensiero al fine di trarre
      conclusioni condivise sulle scoperte . ..

Tempi: I quadrimestre: il punto.
       II quadrimestre: i colori secondari

Schema di lavoro per il punto

1.      Alla ricerca di punti. Il lavoro inizia con la ricerca dei punti nell’ambiente scolastico: le
protuberanze dell’intonaco del muro, gli ingressi delle spine della corrente elettrica, i pori della
pelle delle mani…L’insegnante mette a disposizione dei bambini altri materiali per focalizzare
l’attenzione sull’aspetto puntiforme: un grappolo d’uva, un girasole, una melagrana, i fiori di
mimosa… I bambini fotografano i punti contenuti negli oggetti. Le foto sono incollate su un
cartellone che rappresenta il primo catalogo dei punti.
2.      In classe la maestra organizza il lavoro a gruppi di 4/5 bambini per ogni tavolo. Sui tavoli
l’insegnante ha preparato un foglio da disegno piegato in quattro parti uguali, uno per bambino e
quattro strumenti da disegno: lapis, pennarello a punta fine nero, pennarello punta grande nero,
pastello a cera nero. Viene richiesto ai bambini di disegnare i punti in ogni parte del foglio, usando
uno strumento diverso per ogni parte : punti sparsi.
3.      L’attività continua ma disegnando punti più o meno numerosi nelle diverse parti del foglio:
punti addensati.
4.      Infine si creano file di punti che seguono varie direzioni con andamenti ripetuti: punti
organizzati.
5.      Punto vuoto-punto pieno. L’insegnante accompagna i bambini in palestra. Sistema alcuni
cerchi da ritmica appoggiati sul pavimento ed altri sospesi, appoggiati ai loro sostegni. Chiede ai
bambini di attraversare i cerchi. Risulta immediatamente impossibile eseguire il comando con i
cerchi appoggiati al pavimento.
6.      L’esperienza viene rappresentata ripassando solo il contorno per i cerchi sospesi (punti
vuoti) e con il riempimento completo di quelli appoggiati a terra (punti pieni).
7.      L’insegnante fornisce fogli da disegno e pennarelli a punta grossa tonda e invita i bambini
ad usare i punti di diversi colori e nelle diverse combinazioni sperimentate in precedenza per
riempire spazi.

L’attività può essere proposta anche al computer utilizzando un semplice programma di
disegno. Lo strumento spruzzo, consente di mettere in evidenza i diversi effetti che si
ottengono da una maggiore o minore densità

Schema di lavoro per i colori secondari

1.      I bambini hanno già sperimentato la costruzione dei colori secondari nella Scuola
dell’Infanzia. Senza fatica ricordano le combinazioni tra colori primari necessarie per ottenere
quelli secondari. L’insegnante mette a disposizione fogli da disegno piatti con una piccola quantità
di rosso, giallo e blu. Invita ciascun bambino, individualmente, a costruire il colore arancione.
2.      Vengono ripresi ed esaminati gli elaborati individuali. Pur essendo tutti arancioni, non c’è
un arancione uguale agli altri. Come è potuto accadere? L’insegnante stimola i bambini a fornire
spiegazioni in merito. Si capisce che la differenza nasce da una diversa proporzione tra le quantità
di rosso e di giallo utilizzate.
3.      L’insegnante si procura dieci bottigliette di plastica da mezzo litro e carta velina gialla e
rossa. Invita i bambini a strappare strisce di carta velina e a farne delle palline di dimensioni
abbastanza simili. Le bottiglie vengono riempite fino a metà di acqua e poi si procede ad inserire le
palline combinandole in maniera progressiva: nella prima si mettono 10 palline gialle; nella seconda
9 gialle e 1 rossa; nella terza 8 gialle e 2 rosse; nella quarta 7 gialle e 3 rosse e così via. La carta
velina, a contatto con l’acqua, rilascia il suo colore e si ottengono 10 diverse sfumature di
arancione.
4.      L’insegnante consegna a ciascun bambino una striscia di carta da pacchi bianchi di cm
15X100, ripiegata in sei parti nel senso della lunghezza (a fisarmonica). Mette a disposizione
tempera gialla e rossa, bicchieri di plastica e cucchiai (o misurini da caffé), pennelli, contenitori con
acqua per sciacquare i pennelli. Invita i bambini a colorare ogni faccia del catalogo con una
gradazione di arancione ottenuta misurando i colori con i cucchiai e mischiandoli nei bicchieri.

L’attività è proseguita con le stesse modalità per gli altri due colori : verde e viola.

“Rappresentare attraverso il disegno, la pittura e la scultura ciò che dal mondo si percepisce
risponde ad un problema che i bambini hanno di far cambiare stato alle loro esperienze visive,
sensoriali ed emotive” (F. De Bartolomeis)



                               La linea e i colori complementari
                                   Percorso didattico per la Classe II
Obiettivi:
   • Sviluppare le abilità di esplorazione nell’ambiente circostante.
   • Sviluppare l’attitudine a progettare .
   • Scoprire il segno grafico come mezzo espressivo.
   • Conoscere gli strumenti per tracciare segni grafici.
   • Conoscere i colori complementari
   •   Avviare ad una produzione personale e creativa.

Organizzazione:
   • Lavoro col grande gruppo per la ricerca e la riflessione e confronto sui dati raccolti;
   • lavoro in piccoli gruppi ed individuale per l’attività grafico – pittorica;
   • lavoro col gruppo classe per il confronto e la rielaborazione del pensiero al fine di trarre
      conclusioni condivise sulle scoperte . ..

Tempi: I quadrimestre per la linea
       II quadrimestre per i colori complementari

Schema di lavoro per la linea

1. Alla ricerca delle linee. Il lavoro inizia con la ricerca delle linee nell’ambiente scolastico: gli
elementi della ringhiera, le zampe di una mantide religiosa, i cavi dietro il tavolo de computer, la
curva dell’arcobaleno, l’ombra dei fili d’erba…. L’insegnante mette a disposizione dei bambini altri
materiali per focalizzare l’attenzione sull’aspetto lineare: cartoncini ondulati, stoffe plissettate,
quadrettate, con disegni geometrici o floreali… I bambini fotografano le linee contenute negli
oggetti. Le foto sono incollate su un cartellone che rappresenta il primo catalogo delle linee.
2. I bambini disegnano linee diverse con strumenti diversi per comporre un catalogo delle linee: con
il colore nero su carta bianca, coi colori su carta bianca ed infine con il nero su carta colorata. Al
termine delle attività i bambini hanno espresso le loro impressioni, rilevando varie emozioni davanti
ai cartelloni esposti in classe, il colore è quello che ne ha evocate in maggior misura.
3. I cataloghi individuali vengono rielaborati e sintetizzati in cartelloni di codifica di gruppo.
4. La maestra prepara dei fogli suddivisi in tre parti in senso longitudinale e chiede di disegnare
delle linee oblique uguali, nella prima parte più distanti, nella seconda più vicine e nella terza
incrociate: i bambini individuano in questa modalità la possibilità di creare il chiaro e lo scuro sul
foglio con il solo utilizzo del segno.
5. Dal catalogo delle linee si passa alla realizzazione di un immagine col solo uso delle linee,di
contorno o di riempimento,insiemi di linee irregolari tracciate in modo spontaneo o insiemi di linee
regolari tracciate in modo controllato e sistematico usando il colore nero. Lo stesso disegno viene
riproposto con gli stessi segni, ma utilizzando i colori , per evocare sentimenti ed emozioni diversi.

Questa attività si presta ad essere svolta anche al computer con un semplice programma di
rielaborazione grafica. Si tratta di scannerizzare il disegno in bianco e nero per ottenere
un’immagine sulla quale intervenire. I diversi segni possono essere trasformati con l’uso di
colori diversi, senza dover ripetere l’intero disegno.

   5. La linea come contorno. Il modo più spontaneo di disegnare è quello di tracciare linee di
      contorno delle cose che si vogliono rappresentare. Il contorno definisce la forma, ma in
      realtà può rispondere a stimoli visivi di diversa origine, la linea di contorno quindi è
      un’astrazione ossia un codice di linguaggio visivo. Si invitano i bambini a tracciare una
      linea chiusa (spezzata, curva, mista: a loro scelta). Poi, ciascuno è invitato a ripetere quella
      linea con segni paralleli verso l’esterno del foglio, fino a raggiungerne il bordo.
   6. Espressività degli andamenti lineari. I bambini sono invitati ad osservare i loro prodotti e ad
      esplicitare le sensazioni, le impressioni che provano. Gli andamenti lineari continui
      suscitano sensazioni di calma, allegria, delicatezza, fluidità, continuità, armonia, sinuosità,
      morbidezza, dolcezza, monotonia. Gli andamenti spezzati suscitano invece, un impressione
      di movimento guizzante o burrascoso. Essi risvegliano eccitazione, inquietudine, asprezza,
      tensione, aggressività, varietà.
   7. La linea come animazione. Al termine del percorso anche l’animazione aiuta a rafforzare
      l’idea che “ un andamento lineare chiuso determina una superficie”, e che” la forma della
      superficie cambia secondo l’andamento lineare che la contorna”. Osvaldo Cavaldoli con “
      La Linea” è stato un esempio che ha permesso un ulteriore ripensamento sul lavoro svolto
      precedentemente.
   8. Al termine del percorso i bambini delle classi I e II hanno visitato la mostra dell’artista Loris
      Cecchini      al Museo di Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato intitolata
      “DOTSANDLOOPS”. I bambini hanno dimostrato abilità di ricerca per la lettura delle opere
      rispondendo in modo pertinente alle sollecitazioni della guida. Tutti hanno saputo assegnare
      un significato di senso alle opere. In seguito i bambini hanno partecipato ad un’attività
      laboratoriale sugli andamenti lineari continui e strutture tridimensionali.


Schema di lavoro per i colori complementari


1. L’insegnante mette a disposizione di ciascun bambino un foglio di carta bianca, piegato in
   quattro. Invita i bambini a disegnare un cerchio in ognuna delle quattro parti.
2. L’insegnante mette a disposizione piatti con piccole quantità di tempera dei colori primari.
   Ciascun bambini sceglie a suo piacimento due colori da mescolare e riempie un cerchio
   cercando di rispettare il contorno. Con il colore primario “escluso” i bambini riempiono lo
   spazio intorno al cerchio.
3. Nella parte accanto del foglio, si procede all’inverso: il colore primario escluso va dentro al
   cerchio, mentre con il colore secondario si colora lo spazio circostante.
4. Si procede in questo modo anche con un’altra coppia di colori.
5. Al termine dell’attività si confrontano i prodotti in modo tale che i bambini possono osservare i
   vari effetti cromatici.
6. L’insegnante consegna a ciascun bambino una striscia di carta da pacchi bianchi di cm 15X100,
   ripiegata in sei parti nel senso della lunghezza (a fisarmonica). Su ogni faccia i bambini
   disegnano una o due forme geometriche. I bambini sono invitati a colorare ogni faccia
   rispettando l’alternanza dei colori complementari.
7. L’insegnante fornisce fogli da disegno e invita ciascun bambino a disegnare con il pennarello
   nero a mano libera, forme inventate, sottolineando che le forme devono essere abbastanza
   grandi da essere colorate con il pennello e le tempere.
8. Ciascuno sceglie il colore secondario che preferisce e lo sua colorando i diversi spazi, in
   alternanza con il suo complementare.

Per verificare i diversi effetti cromatici dei colori complementari sullo stesso disegno, può
essere utile rielaborarlo al computer. Si tratta di disegnare con un semplice programma una
composizione di forme libere e di riempire i diversi spazi (con lo strumento secchiello) con i
colori alternati.


Il percorso sul ritratto è documentato con una presentazione consultabile al seguente indirizzo:
http://www.scribd.com/full/33238075?access_key=key-1kayooiil0lu6eevy84h

“Vorrei fare un ritratto di un mio amico artista… Questo uomo sarà biondo. Vorrei mettere nel
quadro la mia stima, l’amore che ho per lui. Anzitutto lo dipingerò tele e quale con la maggiore
fedeltà possibile. Ma il quadro non sarà finito così. Per finirlo divento adesso un colorista
arbitrario. Esagero il biondo della capigliatura, arrivo ai toni aranciati, ai cromo, al giallo limone
pallido. Dietro alla sua testa, invece di dipingere il muro banale di un appartamento meschino,
faccio un semplice fondo blu più intenso che posso trovare e con questo semplice accorgimento la
testa bionda rischiarata sul fondo blu raggiunge un effetto misterioso come una stella nel profondo
azzurro” (V. Van Gogh)


                                   I segni e i colori del ritratto
                                   Percorso didattico per la Classe III

Il volto ha da sempre, consapevolmente o no, ispirato artisti in ogni tempo e luogo perché dietro le
caratteristiche di ognuno si cela un mondo. L’obiettivo del percorso è quello di provare a leggere i
mille modi nei quali il volto è stato indagato, usato quale veicolo di significati, cercando di capirne
motivazioni, cambiamenti. L’attenzione è posta non solo sul significato del ritratto, ma sul peso di
alcuni particolari che risultano determinanti per una comprensione vera delle opere e di chi le ha
realizzate (linee, segni, forme, colori).

Obiettivi
   • Riconoscere e usare gli elementi del linguaggio visivo: i segni, la forma e il colore.
   • Produrre messaggi con l’uso di linguaggi e tecniche diversi.
   • Leggere e riconoscere espressioni emotive nei ritratti di grandi artisti.

Organizzazione:
   • Lavoro col grande gruppo per la ricerca e la riflessione e confronto sui dati raccolti;
   • lavoro in piccoli gruppi ed individuale per l’attività grafico – pittorica;
   • lavoro col gruppo classe per il confronto e la rielaborazione del pensiero al fine di trarre
      conclusioni condivise sulle scoperte . ..

Tempi: I quadrimestre per i segni
       II quadrimestre per i colori

Schema di lavoro

1. Alla ricerca di superfici riflettenti. La ricerca inizia dall’osservazione della propria immagine
riflessa da superfici di materiali diversi: acqua, cucchiaio, coperchio per pentola, specchio antico,
carta – specchio, specchio moderno. Quello riconosciuto più funzionale e scelto come strumento
utile a ritrarsi è risultato lo specchio moderno.
2. Dopo essersi specchiati, i bambini disegnano su un foglio di album le linee che compongono gli
elementi del proprio volto. Insieme scelgono di ricoprirle con le foglie del prato del nostro giardino,
prima solo nei contorni; poi anche riempiendo le superfici.
3. Nel valutare le impressioni diverse tra i bambini si inizia una ricerca su “ cosa c’è che ci fa
pensare a espressioni diverse nei volti disegnati”.
4. Si costruisce un catalogo delle linee scegliendo un significato che esprima sentimenti condivisi.
5. Per cercare di superare lo stereotipo del contorno del viso rotondo o ovale, la ricerca utilizza la
percezione tattile delle dita che toccano il contorno della propria faccia e di quella di un compagno
con i trucchi colorati. I bambini scoprono così che il contorno ha rilievi e affossamenti dovuti alla
struttura ossea sottostante. Il lavoro si rappresenta poi su carta con immagini in bianco e nero e
colorate usando le tempere dello stesso colore del trucco delle facce.
6. Si sceglie un tipo di “linea” attribuendole un significato e si effettua un ritratto, prima con le linee
di color nero e poi a colori. Si chieda ai bambini di descrivere l’effetto prodotto dalle diverse
“facce”.
7. Ricalcando ritratti dei grandi pittori, si ripete l’attività sperimentata dai bambini nel ripassare le
linee con le dita colorate con i trucchi, sul proprio volto e su quello del compagno. Questa volta
però le linee sono percorse con il lapis su figure piane che riportano opere di ritratti o autoritratti di
artisti noti alla storia dell’arte di tutti i tempi. I bambini ripassano le linee che per loro rivestono un
significato. I disegni ricalcati solo in parte, denunciano che c’è differenza tra ciò che si vede e ciò
che si è capaci di osservare.


8. L’attività sul colore inizia con la pittura di un volto maschile prima col nero e due tonalità di
grigio e poi scegliendo un colore e due tonalità diverse dello stesso.
9. Anche questa volta i bambini riuniti a gruppi, hanno scelto il colore associandolo all’espressione
di uno stato d’animo che loro stessi hanno individuato:
     VIOLA                  tristezza           ROSA                   tranquillità
     GRIGIO CHIARO            insicurezza         AZZURRO                    paura
.     GRIGIO SCURO             tensione

10. Partendo dal colorare lo stesso ritratto coi colori reali e poi immaginari, i bambini hanno liberato
la loro fantasia al fine di ottenere espressioni diverse nello stesso volto, per alcuni dolce, soave,
angelico; per altri aggressivo triste, insidioso, pauroso.
11. Il ritratto di un grande autore è stato analizzato alla ricerca dei colori che lo compongono. Con
la carta da ingegneri sovrapposta al ritratto, si sono potute isolare le zone contrassegnate da colore
omogeneo. In questo modo è stato possibile realizzare un catalogo dei colori utilizzati dall’artista e
riflettere sull’effetto prodotto.


                                Costituzione della Repubblica Italiana

                                                  Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il
paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.


                                     Statuto della Regione Toscana
Art. 4 (Finalità principali)

1. La Regione persegue, tra le finalità prioritarie:
m) la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico;

                                 Statuto del Comune di San Gimignano
Articolo 3
Sviluppo sociale, culturale ed economico
2. Nell'esercizio delle funzioni di promozione dello sviluppo della comunità, gli organi del Comune
curano, proteggono ed accrescono le risorse ambientali, artistiche e turistiche che caratterizzano
la città di San Gimignano come uno dei maggiori centri d'arte internazionali e favoriscono
l'espansione delle relazioni culturali, sociali ed economiche.


                            I segni e i colori nel paesaggio naturale
                                  Percorso didattico per la Classe IV

Obiettivi
   • Riconoscere e usare gli elementi del linguaggio visivo: i segni, la forma e il colore.
   •   Produrre messaggi con l’uso di linguaggi e tecniche diversi.
   •   Leggere e riconoscere espressioni emotive nei ritratti di grandi artisti.

Organizzazione:
   • Lavoro col grande gruppo per la ricerca e la riflessione e confronto sui dati raccolti;
   • lavoro in piccoli gruppi ed individuale per l’attività grafico – pittorica;
   • lavoro col gruppo classe per il confronto e la rielaborazione del pensiero al fine di trarre
      conclusioni condivise sulle scoperte . ..

Tempi: I quadrimestre per i segni
       II quadrimestre per i colori

Schema di lavoro

   1. I bambini sono invitati a scattare fotografie dalla scuola e dalle finestre delle proprie
       abitazioni. Dall’osservazione delle foto si cominciano ad evidenziare elementi diversi: ci
       sono cose che fanno pensare alla natura (piante, cosi d’acqua, colline..) ed altre che
       rimandano alla presenza dell’uomo (case, strade, auto, pali della luce…).
   2. L’insegnante fornisce a ciascuno un’immagine che rappresenta un paesaggio toscano (sono
       molto adatte quelle tratte dai calendari). La si ricopre con la carta da ingegneri e ciascuno
       ripassa con il pennarello verde le linee naturali e con il pennarello rosso gli elementi
       antropici
   3. Ciascuno descrive per iscritto le tipologie di segni delle due categorie di elementi
       individuati.
   4. Si procede alla compilazione del catalogo dei segni del paesaggio naturale.
   5. Ciascun bambino ha a disposizione un foglio con il disegno di alcune colline. Con il
       pennarello nero riempie ogni spazio con un segno diverso, tratto dal catalogo collettivo o
       inventato.
   6. Lo stesso lavoro viene fatto con un pennarelli della stessa gradazione di colore
   7. Lo stesso lavoro viene fatto con pennarelli di colori diversi
   8. Lo stesso schema (disegno di colline) viene utilizzato per il percorso con i colori. I bambini
       vengono invitati a preparare diverse gradazioni di grigio e a colorare ciascuno spazio con
       una gradazione diversa in un ordine progressivo (più chiaro in alto che si scurisce verso il
       basso o viceversa)
   9. La stessa attività viene proposta con un colore a scelta
   10. La stessa attività viene proposta con più colori

Ad ogni passaggio corrisponde una descrizione scritta dell’attività e del risultato ottenuto.

“In generale il colore è il mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore
è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima il pianoforte dalle molte corde. L’artista è una mano che
toccando questo o quel tasto mette in vibrazione l’anima umana.” (W. Kandinsky)

“I colori, come le forme, seguono i cambiamenti delle emozioni” (P. Picasso)


                            I segni e i colori nel paesaggio urbano
                                  Percorso didattico per la Classe V

Obiettivi
   • Riconoscere e usare gli elementi del linguaggio visivo: i segni, la forma e il colore.
   •   Produrre messaggi con l’uso di linguaggi e tecniche diversi.
   •   Leggere e riconoscere espressioni emotive nei ritratti di grandi artisti.

Organizzazione:
   • Lavoro col grande gruppo per la ricerca e la riflessione e confronto sui dati raccolti;
   • lavoro in piccoli gruppi ed individuale per l’attività grafico – pittorica;
   • lavoro col gruppo classe per il confronto e la rielaborazione del pensiero al fine di trarre
      conclusioni condivise sulle scoperte . ..

Tempi: I quadrimestre per il paesaggio antico
       II quadrimestre per il paesaggio moderno

   1. I bambini sono stati accompagnati ad una visita guidata al centro storico di San Gimignano.
      Hanno realizzato fotografie dei monumenti più importanti, ma anche di singoli particolari
      (maniglie di porte, ringhiere di balconi, stemmi araldici, selciato delle strade, intonaci, pietre
      e mattoni.
   2. Le foto sono state esaminate alla ricerca delle linee e dei segni del paesaggio urbano antico.
      Si è proceduto alla realizzazione del catalogo collettivo
   3. Con i segni individuati si sono riempiti profili di scorci della città, prima con il pennarello
      nero, poi con una gradazione di colore e poi con colori diversi.
   4. Le foto sono state riprese e osservate di nuovo alla ricerca dei colori più frequenti. Anche in
      questo caso si è proceduto alla realizzazione di un catalogo collettivo.
   5. Con i colori individuati ciascuno ha colorato lo schema usato per i segni.
   6. I bambini sono stati accompagnati in visita guidata alla zona dirigenziale del Comune di
      Poggibonsi. Anche qui hanno realizzato foto alla ricerca di elementi e particolari che
      connotassero la modernità di quel paesaggio.
   7. Si è proceduto quindi alla ricerca dei segni e dei colori e al loro uso all’interno dello schema
      polivalente usato in precedenza.
   8. I bambini hanno potuto osservare come lo stesso profilo cambi a seconda dei segni e dei
      colori che utilizziamo.

								
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