Argomenti affrontati durante il corso di Linguistica Generale by xbEMAF30

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									             Argomenti affrontati durante il corso di Linguistica Generale
                                   Prof.ssa di Pace
                                    a.a. 2010-2011


19 ottobre 2010

-Descrizione esame
-Bibliografia
-Forbice e ventaglio: due metafore
-Cos'è la linguistica
-La lingua: oggetto di studio della linguistica
-Differenza tra lingua e linguaggio
-Cos'è un sistema di comunicazione
-Biplanarietà del linguaggio: Hjelmslev
-Canali di comunicazione
-La lingua: linguaggio variabile
- La lingua entità complessa: per essere studiata richiede l’apporto di molteplici discipline. Breve excursus
delle discipline di cui si avvale la linguistica

26 ottobre

- Influenza di filosofia, grammatica (discipline antiche) sulla linguistica
- Inizi della linguistica come disciplina autonoma agli inizi dell’ 800: linguistica storica, comparativa
(riferimento a Franz Bopp, 1816)
- Contrapposizione tra linguistica storica e linguistica generale (raffronto Bopp/ Saussure; 1816/1916)
- Differenze e analogie tra glottologia e linguistica
- Importanza del punto di vista: visione di Saussure. Importante opposizione tra lo studio diacronico e
quello sincronico
- Gli elementi della lingua analizzabili da molteplici punti di vista che creano oggetti di studio diversi Esempio
della parola “donna”: analisi della componente “materiale” della parola, della componente concettuale, del
suo valore in sincronia, della sau evoluzione dal punto di vista diacronico.

28 ottobre

- Caratteristiche generali dei linguaggi: biplanarità: codice, codifica, decodifica
- Codici primari e codici secondari
- Esempi di codici secondari: scrittura e Alfabeto Morse
- Linguaggi scomponibili e linguaggi non scomponibili
- Linguaggi diversi in base ai diversi canali dell’espressione
- Jakobson: lo schema della comunicazione: Gli elementi fondamentali e le corrispondenti funzione
- Attenzione sull’elemento “contesto”. Introduzione del concetto di deissi. Deissi esterna e interna della
lingua
- Il linguaggio delle api: linguaggio non analizzabile, continuo

2 novembre

- codici “continui” e “discontinui”
- codici “analogici” e “digitali”. Le unità dei sistemi digitali sono “discrete”, separate le une dalle altre
- Correlazione tra discontinuità e articolazione dei sistemi
- La doppia articolazione del linguaggio nella teoria di Martinet. Strutturazione della lingua in prima
articolazione (monemi) e seconda articolazione (fonemi).
- Principio economico: pochi elementi (i fonemi ) si combinano a formare un numero molto più alto di
elementi (i monemi). Raffronto con i diversi tipi di scrittura: quella alfabetica (fonematica) è più economica
di quella ideografica (che rappresenta significati=monemi).
In realtà la lingua è anche più che doppiamente articolata (anche i monemi si articolano insieme e formano
le parole, queste formano i sintagmi, i sintagmi formano le frasi e così via).
- Codici “motivati” e “immotavati”. Motivazione (= iconicità) e naturalezza
- Universali del linguaggio umano di Hockett. Pensati in contrapposizione a quello animale


4 novembre

-Analisi degli altri universali di Hockett
- Importanza dell’universale definito “arbitrarietà”
- Introduzione alla visione saussuriana. L’arbitrarietà è un principio del segno linguistico che riguarda il
rapporto tra le due componenti del segno
- La lingua come sistema di segni e non come nomenclatura
- Il segno come unione di concetto e “immagine acustica”, entrambe entità psichiche (Attenzione:
l’immagine acustica non va confusa con la pronuncia materiale della parola, riflessione sull’uso di
“immagine”, si tratta di qualcosa di mentale). Successivamente Saussure parlerà di significato (=concetto) e
significante (=immagine acustica).
- 1° principio di Saussure : arbitrarietà del segno
    2° principio di Saussure : linearità del significante
La natura psichica delle due componenti del segno linguistico analizzata nell’atto di “Parole”. Il circuito della
“parole” è scomponibile in una porzione psichica, una fisiologica e un’altra acustica (nel processo di
produzione del parlante), che si trovano in ordine inverso nel processo di ricezione (dell’ascoltatore). Le
associazioni tra concetti e significanti, tanto del parlante quanto dell’ascoltatore, sono sempre psichiche

9 novembre

- Importanza dell’ universale di Hockett definito “Riflessività.
- Riferimento alla funzione metalinguistica di Jakobson, il metalinguaggio è usato non solo dagli esperti
/tecnici/ studiosi ma anche da tutti i parlanti
- Contrapposizione tra linguaggio ordinario (che parla del mondo) e metalinguaggio (che parla del linguaggio
stesso) . Questo universale è legato a quello relativo all’universalità del linguaggio umano (può parlare du
tutto e quindi anche di sé stesso).
- Il metalinguaggio è evidentemente più ristretto del linguaggio ordinario, ma al tempo stesso offre delle
potenzialità maggiori: ad es. un enunciato può coincidere con un fonema, inteso come correzione.
Rifermento al brano dell’Atlante p. 184.
- Il metalinguaggio ha delle sue regole. Espedienti che segnalano che ci si pone sul piano del metalinguaggio
e non su quello del linguaggio ordinario: ad es., in italiano, omissione dell’articolo, uso delle virgolette.
- Altri universali di Hockett fanno riferimento al fatto che il linguaggio umano è culturale, tradizionale, deve
essere appreso.
- Altri studiosi privilegiano invece il coté naturale del linguaggio umano, sottolineando il carattere innato
della lingua. Primo riferimento a Chomsky, alla sua teoria innatista e al LAD. Altro studioso innatista è
Bickerton e la sua teoria del bioprogramma

11 novembre

- Aspetti naturali del linguaggio umano: predisposizione neurologica ad apprendere una lingua,
organizzazione degli organi dell’apparto di fonazione che consentono la produzione dei suoni linguistici.
- La zona neuro-anatomica del cervello connessa con l’attività linguistica. Area di Broca. Lateralizzazione del
linguaggio
- Importanza degli studi di afasia per l’individuazione delle capacità linguistiche anche in condizioni non
patologiche, normali.
- Afasia di Broca e di Wernicke.
- Altro aspetto naturale della fenomenologia linguistica: l’ apparato di fonazione dell’uomo. Gli organi
dell’apparto di fonazione non sono primariamente destinati alla fonazione. Adattamento degli organi
verificatosi durante il percorso evolutivo dell’uomo.
- Importanza della glottide, sede delle corse vocali e conseguente distinzioni tra suono sordi e sonori.
Distinzione tra tre tipi di fonetica: articolatoria, acustica, uditiva.
La fonetica a cui faremo riferimento è una fonetica articolatoria.
- Distinzione tra suoni vocalici e consonantici.
- Introduzione dei concetti di diaframma, modo di articolazione, luogo di articolazione.
- La descrizione dei suoni consonantici avviene facendo riferimento a tre parametri: modo, luogo,
assenza/presenza di sonorità.
- Descrizione dei principali modi e luoghi delle articolazioni consonantiche

16 novembre

- Parametri utilizzati per la descrizione dei suoni vocalici: modo ( maggiore o minore chiusura del
diaframma), luogo ( avanzamento, centralità, arretramento) , presenza o assenza di procheilia (protrusione
delle labbra in avanti).
- Le vocali cardinali e il triangolo vocalico fondamentale.
Le vocali e le consonanti sono degli universali delle lingue: ogni lingua ha sia vocali che consonanti. Sembra
che l’ossatura delle parole sia costituita dalle consonanti, che esprimono i loro significati di base, mentre le
vocali sono accessorie ed esprimono perlopiù funzioni grammaticali. Infatti, esistono delle lingue (Semitiche)
in cui si scrivono solo le consonanti; inoltre, le vocali vengono spesso approssimate nella pronuncia e
vengono omesse nella scrittura abbreviata.(vedi SMS e linguaggio usato nelle chat).

- Altri tipi di suoni: approssimanti, semi-consonanti e semi-voocali, sonanti.
- Distinzione tra suoni esplosivi e implosivi: i click delle lingue africane.
- Altre nozioni di fonetica: lunghezza, accento. Differenza tra fatti segmentali e sovrasegmentali.
La trascrizione fonetica e i simboli dell’Alfabeto Fonetico internazionale
Alcune importanti discordanze tra grafia e pronuncia e conseguente importanza della trascrizione fonetica


18 novembre

Gli alfabeti fonetici sono convenzionali e in quanto tali possono essere molteplici. Esiste anche un’altra
tradizione di notazione fonetica, detta dialettologica. Riferimento alla trascrizione fonetica di uno stesso
brano nei diversi italiani (pp. 48-49 dell’Atante) con l’indicazione delle pronunce non secondo l’API, ma
secondo la tradizione dialettologica dove ad es. [ʃ] è reso come [š].
Gli universali dell’apprendimento fonologico nella teoria di Jakobson.
I linguisti (in particolare Jakobson) hanno scoperto che esiste una correlazione tra disturbi del linguaggio e
apprendimento del linguaggio da parte del bambino; in particolare, c’è un rapporto di inversa
proporzionalità: i caratteri che l’afasico perde per ultimi o che non perde affatto sono i primi caratteri che il
bambino acquisisce; essi sono i caratteri comuni a tutte le lingue del mondo, ( articolazioni fondamentali).
Allo stesso modo, i caratteri che l’afasico perde per primi, sono gli stessi che vengono appresi per ultimi dai
bambini (o da coloro che stanno apprendendo anche una seconda lingua). In particolare, tali caratteri sono i
caratteri con uno statuto più grammaticale.
Importanza al fatto che non si apprendono singoli suoni, ma opposizioni di suoni.
LA FONOLOGIA
La fonologia studia i suoni non per le loro caratteristiche fisiche, ma per la loro funzione. Essa si occupa dei
fonemi, che sono unità astratte, considerate nella loro funzione. Esse, in particolare, sono dotate di una
funzione distintiva: servono a distinguere i significati delle parole.
Gli allofoni sono delle realizzazioni diverse dello stesso fonema. Possono essere allofoni o varianti
combinatorie, se sono dovuti alla coarticolazione. Se essi non dipendono dalla presenza di altri suoni, sono
detti allofoni o varianti libere.
Le coppie minime sono coppie di parole che si distinguono per un solo fonema.
Saussure e la distinzione tra piano astratto e piano concreto.
La parole è concreta: è la produzione linguistica effettiva; in essa mettiamo in atto la langue. La langue è
invece astratta: vi troviamo le unità e le regole per combinarle. La langue è qualcosa di sociale e collettivo,
mentre la parole è un fatto individuale. I fonemi sono dunque unità sul piano della langue, mentre i foni
sono la loro realizzazione sul piano della parole.


23 novembre

-Ancora sui concetti di langue e parole: langue è una dimensione astratta e sociale ma si può dire che è
anche individuale, parole è un atto concreto individuale ma nella sua essenza è un fatto sociale (circolarità
langue e parole).
- Il circuito della parole si Saussure. Il circuito della parole si Saussure e i tre processi implicati: processo,
psichico, fisiologico, fisico.
Importanza del momento psichico: associazione tra concetto e immagine acustica. Ne consegue che il segno
nella sua doppia articolazione (significante e significato) è qualcosa di assolutamente psichico. Il significante
(= immagine acustica) non si confonde con la produzione dei suoni.
Caratteri fondamentali del segno linguistico nella visione di Saussure: arbitrarietà e linearità

-Trubeckoj:fondatore degli studi di fonologia, insieme ad altri membri del Circolo di Praga. Alla base vi è la
contrapposizione tra il piano astratto e concreto. Non conta la materialità, ma la funzione che si realizza
attraverso opposizioni tra gli elementi di un sistema. Questi studiosi, infatti, vengono etichettati non
semplicemente come “strutturalisti”, ma come “funzionalisti”.
 Le opposizioni fonologiche di Trubeckoj:
- la base di comparazione
- le opposizioni che riguardano l’intero sistema:opposizioni bilaterali,multilaterali,proporzionali e isolate
- le opposizione che riguardano due fonemi:opposizioni privative,graduali ed equipollenti. Definizioni ed
esempi


25 novembre

-La contrapposizione tra piano astratto e concreto ricorre, seppure con evidenti differenze in altri autori:
Chomsky(accenno): competenza(langue) = conoscenza di regole per poter parlare e esecuzione(parole) =
messa in atto della competenza. In Jakobson abbiamo il codice (a cui si fa riferimento) e il messaggio (il
concreto messaggio realizzato a partire dal codice).
Il fonema come “forma fonica”. L’opposizione di Saussure tra sostanza e forma.
Ancora sulle nozioni di distintività e pertinenza. I fonemi sono unità oppositive – differenziali – negative.
Questo perché i fonemi non godono di caratteristiche proprie, ma hanno caratteristiche in relazione agli altri
fonemi. Il fonema infatti è un pacchetto di tratti, e tra questi tratti anche uno solo di essi può servire a
distinguere un fonema da un altro. In questo caso, quel tratto viene definito pertinente, cioè l’unico ad avere
carattere distintivo.
Principio dell’opposizione. Il principio dell'opposizione come tratto funzionale: le opposizioni sistematiche
negli atteggiamenti del cane e del gatto nell'interpretazione di Darwin.
- le opposizioni fonologiche si possono cancellare con neutralizzazione che produce arcifonema(ottica
sincronica); defonologizzazione(ottica diacronica)
-prova di commutazione:per verificare se un fonema è o meno un allofono
- Trubeckoj definisce il fonema come “valore puro”
- Nozione di valore in Saussure :dato dal ruolo che un'unità linguistica ha all'interno di un sistema


2 dicembre

La separazione tra studio dei foni e dei fonemi si riproduce anche se consideriamo il fattore tempo e
studiamo i mutamenti di foni e fonemi.
Richiamo alla distinzione di Saussure tra studio sincronico e studio diacronico.
I mutamenti fonetici furono individuati già nell’Ottocento e formulati in “leggi fonetiche”. Soltanto dopo
Saussure si concepiranno i mutamenti fonologici.
Riferimenti alla linguistica diacronica dell’Ottocento e ai Neogrammatici. Carattere ineccepibile delle leggi
fonetiche: non conoscono eccezioni, sono assolute, possiamo dire “sistematiche” e quindi “paradigmatiche”
- La legge di Grimm rende conto del passaggio di alcune consonanti dall’ indoeuropeo al germanico
- In un’ottica funzionalista non possiamo considerare mutamenti di singoli suoni ma di intere opposizioni
fonologiche. Jakobson e la fonologia diacronica: definizione di
defonologizzazione,rifonologizzazione,fonologizzazione. Esempi di defonologizzazione e rifonologizzazione nel
passaggio dal vocalismo latino a quello italiano.
-Interpretazione “funzionalista” di Martinet della legge di Grimm:riempimento delle caselle vuote e
affollamento delle caselle.


7 dicembre
- Oltre ai mutamenti sistematici, esistono mutamenti che si realizzano solo in alcune condizioni.
Contrapposizione tra mutamenti paradigmatici e sintagmatici.
- Sull’opposizione tra “sintagmatico” e “paradigmatico”; riferimento a Saussure e alla sua distinzione tra
rapporti sintagmatici (in praesentia) e associativi (in absentia), realizzati e virtuali o potenziali.

- Analisi di alcuni mutamenti sintagmatici : assimilazione regressiva e progressiva, metafonia e apofonia,
dissimilazione, interversione,
- I rapporti sintagmatici e paragmatici, processi trasversali
- Jakobson parla di “selezione” e combinazione”: si seleziona dal sistema, dai paradigmi, e si combina in
sintagmi sul piano della realizzazione Anche Hielmslev in modo analogo parla di funzione “aut” (= selezione,
scelta, alternativa) e di funzione et (= unione, combinazione, concatenazione).
- Questi meccanismi sono trasversali riguardano tutta la strutturazione della lingua: Si scelgono e si
combinano fonemi, i morfemi (frutto della combinazione di fonemi) si scelgono e si combinano in parole; le
parole si selezionano e si combinano in frasi e così via.
- Benveniste e i livelli nella strutturazione della lingua.

9 dicembre

- Il Morfema, a differenza del fonema da cui è costituito, è un’unita di significato. Il significato può essere
extra-linguistico o intra-linguistico
- La morfologia, il morfema, la parola
- Distinzione fondamentale tra morfemi lessicali e grammaticali: derivativi e desinenziali o flessivi;
- Morfemi continui e discontinui
- la segmentazione morfologica: procedimento per confronto. Morfemi che risultano dalla tecnica di
segmentazione ma che non hanno autonomia formale (morfemi berry).
- L’allomorfia e i concetti di morfo e morfema. Ancora sull’opposizione tra “langue” e “parole”. Gli allomorfi
realizzano in modo diverso l’unicità del morfema (astratto). Un pacchetto di indicazioni morfologiche può
coincidere con un solo morfo, e con un solo fonema (es. forma del verbo essere è)
- L’allomorfia della radice è definita “suppletivismo”. Esempi di radice suppletive ( essere, andare)
-morfemi liberi e legati(Bloomfield). Questa distinzione si effettua sulla base della condizione formale dei
morfemi, a differenza ad es. di quella esistente tra morfemi lessicali e grammaticali (di contenuto).
- parole composte,composti endocentrici ed egocentrici, a due teste
- La morfologia come limitazione dell’ arbitrarietà. I composti sono relativamente arbitrari: il loro significato
si desume dai significati che li costituiscono. Ma tutta la morfologia è limitazione di arbitrarietà: la
modificazione della parola è meno arbitraria del ricorso ad una nuova parola: esempio del plurale di pecora:
pecore è meno arbitrario di gregge. Contrapposizione tra lingue grammaticali e lingue lessicologiche
(Saussure).


14 dicembre

-Processi di segmentazione della parola compiuti dallo studioso e dal parlante.
Processi morfologici che compie il parlante manifestando la propria competenza metalinguistica:
- Analogia (definizione, riferimento al modello del quarto proporzionale)
- Risegmentazione morfologica (attenzione: si coglie solo attraverso nuove formazione sulla base dei “nuovi
morfemi”, risultato di una erronea segmentazione)
- Etimologia popolare. Differenza con l’etimologia scientifica
Questi processi si realizzano in circostanze particolari come nel linguaggio infantile o nell’apprendimento
delle lingue straniere o nel trattamento di elementi linguistici di cui il parlante non ha piena padronanza
(etimologia popolare).

-Sapir e i processi grammaticali. La sequenza in cui Sapir li dispone non è casuale: si va da quelli che
comportano aggiunta di materia a quelli simbolici: ordine delle parole, composizione, affissazione, mutazione
vocalica e consonantica, mutamento d’accento, raddoppiamento. La flessione si colloca nella mutazione
vocalica e consonantica (le desinenze, differenza dei suiffissi, non sono aggiunte alla radice, ma sono forme
diverse della parola)


16 dicembre
Esiste una continuità tra parole e combinazione di parole, morfologia e sintassi. Sono sempre in opera i
principi di selezione e combinazione: nel primo caso si ha una combinabilità più stretta, nel secondo, una
combinabilità più larga. I rapporti sintagmatici riguardano morfemi e parole.
Nozione di sintagma. I sintagmi fondamentali
Oggetto di studio della sintassi
Principi della sintassi: combinabilità, posizionalità, possibilità di sospendere frasi per riprenderle. Frasi relative
(incassate)
Ricorsività (esclusivo nella sintassi della lingua). Esempi di ricorsività
Linearità e struttura della frase. L’analisi sintattica inaugurata dalla scuola distribuzionalista americana
L’analisi sintattica di Hockett ed il sistema di rappresentazione a scatola. Costituenti immediati e costituenti
ultimi
Analisi sintattica di frasi ambigue
Il descrittivismo americano (Bloomfield, Hockett, Harris) avrà fine con l’avvento della teoria di Chomsky
Opposto all’approccio americano distribuzionalista è anche la visione di Tesnière che vuole andare oltre la
lineraità della frase.
Tesnière e la sua analisi della frase in stemma: nodo verbale, attanti e circostanti
Centralità del verbo, definizione di valenza. Esempi di verbi monovalenti, bivalenti, trivalenti, avalenti
Esempi di rappresentazione della frase in stemmi


21 dicembre

Introduzione a Chomsky al generativismo.
Chomsky e la prima fase del suo pensiero: l’idea di grammatica trasformazionale e generativa. Centralità
della sintassi nella sua teoria e visione di una lingua come insieme finito o infinito di frasi. Importanza
attribuita al processo di acquisizione della lingua da parte del bambino. Questo lo porta alla conclusione che
molto nella lingua è innato. Conoscenze implicite del parlante
Contrapposizione con il modello comportamentista (imitativo) che era dominante. Riferimento a Bloomfield e
al comportamentismo.


Esercitazione con trascrizioni fonetiche e analisi morfologiche


11 gennaio

- Chomsky e i concetti di struttura profonda e struttura superficiale. I componenti sintattico, fonologico e
semantico
- Centralità della sintassi nella sua visione. Grammatica= sintassi. frase grammaticale vs. frase
semanticamente non accettabile. Il parlante, in base alla propria competenza, accetta frasi sintatticamente
ben costruite anche se prive di significato.
- Rappresentazione della frase con grafo ad albero
I quattro sintagmi fondamentali, portato delle categorie lessicali universali (nome, verbo, adposizione,
aggettivo)
Esempi di rappresentazione dell’analisi sintattica con grafo ad albero
Esempi di frase “ambigue”, che possono essere riportate ad alberi diversi. A una stessa struttura superficiale
possono corrispondere più strutture profonde, e frasi molto diverse nella struttura superficiale possono
riflettere la stessa struttura profonda.
Applicazione della visione generativista. Fillmore e i casi profondi. Considerazione del significato su un piano
profondo. Contrapposizione con i casi tradizionali, che riguardano la struttura superficiale


13 gennaio

- la variazione linguistica
- diversi parametri della variazione (diversi “dia”) : geografico, sociale, individuale. Concetti di dialetti
(precisazione sul termine dialetto che comprende anche quello di etnoletto = lingua di un gruppo etnico),
socioletti, tecnoletti e idioletti.
- la notevolissima variazione delle lingue porta all’esigenza di mettere ordine nella varietà e pluralità.

- Due categorie di classificazione sulla base di criteri esterni e interni: classificazioni fondate su criteri extra-
linguistici ( per numero di parlanti e per grosse aree geografiche), o su criteri linguistici (genealogico e della
somiglianza strutturale)
- principali criteri di classificazione:geografico, genealogico e della somiglianza strutturale e relative classi
(leghe, famiglie, tipi)
- analogia con i rapporti orizzontali verticali e circolari (= geografici, genealogici, tipologici).
 - Parole chiave dei tre criteri: tempo e storia comune (linguistica genealogica); spazio e influenza reciproca
(linguistica areale); somiglianza strutturale indipendente da qualsiasi altro fattore (linguistica tipologica)


18 gennaio

- La classificazione tipologica. Ulteriore articolazione all’interno del criterio tipologico: somiglianza fonologica,
sintattica, morfologica
- La tipologia che prende in considerazione il parametro morfologico nasce nell’Ottocento ad opera dei fratelli
Schlegel. Lingue isolanti, agglutinanti e flessive. Esemplificazione dei tipi.
Ulteriore articolazione del tipo flessivo: distinzione tra lingue sintetiche e lingue analitiche. Elemento di
diacronicità all’interno della classificazione tipologica che, per sua natura, è sincronica.
- Correlazione con la contrapposizione saussuriana tra lingue lessicologiche e lingue grammaticali
- I tipi possono mutare nel tempo. Non esiste fissità
- Non esistono tipi puri: l’italiano, pur essendo flessivo, mostra tratti agglutinanti e incorporanti

- Incorporante e polisintetico come tipi ulteriori rispetto alla classificazione classica a tre gruppi.
- Altro criterio di classificazione tipologica è quello sintattico
- Classificazione sintattica elaborata da Tesnière sulla base della posizione Nome / Agg. : lingue centripete e
lingue centrifughe
- Classificazione sintattica elaborata da Greenberg alla luce di 4 parametri (di cui uno ripreso da tesnière):
ordine basico, presenza di preposizioni o posposizioni, posizione dell’Agg. e del Gen. rispetto al Nome
Lingue SVO, SOV, VSO (Greenberg). Correlazione tra le caratteristiche relative ai 4 parametri
Gli universali (ad es. Il S precede sempre l’O ).
Classificazione degli universali: statistici (empirici), essenziali, possibili


20 gennaio

- Un ulteriore tentativo di classificazione tipologica: la tipologia semantico-morfologica di Sapir. I parametri
utilizzati da Sapir: presenza dei quattro concetti grammaticali (basici, derivativi, relazionali concreti,
relazionali puri); tipo di tecnica morfologica (isolante, agglutinante, fusiva, simbolica): grado di sintesi
(analitico, sintetico, polisintetico). Anche in questo caso parliamo di tendenze e non di scelte assolute che le
lingue manifestano.
- La classificazione genealogica e la linguistica comparativa
- Principi fondatori del metodo comparativo (principio dell’importanza del confronto grammaticale e principio
della regolarità delle corrispondenze)
- Rappresentazione di una famiglia linguistica secondo il modello dell’albero genealogico. Criterio
classificatorio: famiglie, gruppi, sottogruppi, ecc.. Riferimento a Schleicher e alla sua applicazione del
darwinismo in linguistica. La metafora biologica: lingue come organismi; lingue madri, figlie, sorelle
- La famiglia indoeuropea (famiglia "esemplare" e molto articolata). Altre famiglie linguistiche che tendono
alla sistematizzazione di quella indeuropea: uralo-altaica, afroasiatica,sinotibetana, ecc... Le lingue isolate e
le lingue che trovano collocazioni non ancora consolidate (giapponese come lingua isolata o appartenente
alla famiglia altaica)
- Quando nelle classificazioni si fa riferimento alle lingue amerindiane è evidente che riemerge il criterio
geografico. Si tratta di una semplificazione dal momento che gli americanisti riconoscono più di 150 famiglie.
- La classificazione di microaree: i dialetti. Nozione di sostrato
- la classificazione dei dialetti italiani
25 gennaio

Semantica e semiologia. La semantica è connessa con la semiotica (o semiologia) I segni stanno per
qualcos’altro, il loro significato.
- Oltre alla impostazione di Saussure è importante la concezione triadica del segno di Peirce (segno, realtà e
interpretazione del loro rapporto. Il rapporto può essere immotivato, motivato, necessario ecc.)
- Classificazione dei segni di Peirce: simboli, icone, indici
- Esempi di simboli, icone ed indici in semiologia e in linguistica

All’interno della categoria dei segni motivati (icone) bisogna distinguere i diagrammi
La diagrammaticità della lingua nella visione di Jakobson
Indici linguistici: i deittici. Deissi di persona, deissi di tempo, deissi di luogo.
- Significati lessicali e grammaticali: rapporto lingua e realtà extralinguistica, rapporti intralinguistici
- La lingua non si riferisce direttamente alla realtà, c’è la mediazione del pensiero: rappresentazione
diagrammatica del significato (Ogden e Richards).
- Ci si può anche soffermare solo sul piano del significato linguistico, che scaturisce dal rapporto dei segni
tra di loro. Nozione di significato che si realizza in una rete di significati. Nozione di “valore” di Saussure

27 gennaio

- Tre livelli di realizzazione del significato che vanno dal polo del “generale” (o potenziale”) verso quello del
“particolare” (o “concreto”): la designazione, la significazione, la comunicazione. Rapporto tra i segni e la
realtà nel I caso, tra i segni tra di loro nel II, e infine rapporto tra i segni e gli utenti in un contesto
particolare nel III caso. Si possono sovrapporre a queste tre dimensioni le unità, i sintagmi e i testi (via via
verso il polo della specificità e della processualità, opposta alla genericità del sistema)
- Tripartizione dei livelli di significazione del segno di Frege: referenza , senso, immagine associata. (si va da
ciò che è oggettivo, condiviso da tutti, a ciò che è soggettivo, imprevedibile)
- Un altro approccio al significato come fatto intra-linguistico, che si realizza nel rapporto dei segni tra di loro
è quello di Hjelmslev (estremamente rigoroso).
- Hjelmslev e l’analisi del significato in tratti semantici. Parallelo con l’analisi fonologica e i tratti distintivi .
Come le parole sono correlate nel condividere l’impiego di morfemi, ugualmente sono correlate sul piano
semantico nella condivisione di tratti semantici. Uomo condivide con gatto il tratto animato, maschile ecc

- La semantica è strettamente connessa con la pragmatica: mentre la semantica è lo studio del significato
delle espressioni linguistiche, la pragmatica è lo studio del loro uso specifico.
- La pragmatica: considerazione del contesto, dei partecipanti, dei fini e di tutte le variabili che intervengono
nel singolo atto comunicativo
- Il termine pragmatica è stato introdotto negli anni ’30 da Morris, il quale divideva la semiotica in sintassi,
semantica e pragmatica. La sintassi si occupa del rapporto dei segni tra di loro; la semantica del rapporto tra
i segni e la realtà; la pragmatica degli stessi campi di sintassi e semiotica valutando in più il rapporto dei
segni coi parlanti in un contesto.
- Tradizione anglosassone negli studi di pragmatica. Rilevanza del contributo di Austin (anni ’60)
- Per Austin ogni comunicazione è un atto (ATTI LINGUISTICI). Esistono due tipi di atti: a. performativi, che
cambiano la realtà, e a. constatativi, che si limitano a constatare.
- Successivamente Austin rivede la propria classificazione distinguendo tra a. locutivi, illocutivi e perlocutivi. I
primi coincidono con gli a. constatativi, ma sono comunque considerati un agire; i secondi sono locutivi ma
cambiano la realtà (dal punto di vista del parlante); i terzi implicano i primi due e tengono conto del punto di
vista del ricevente dell’atto comunicativo.
- Durante la comunicazione il ricevente ha un ruolo attivo: deve capire al di là di ciò che viene detto, deve
dedurre cose che non vengono dette…
- Le implicature conversazionali, la cooperazione e gli atti linguistici indiretti.

- Il principio della cooperazione nella visione di Grice. Le norme della quantità, qualità, relazione e modo.



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                             Programma dell’esame di Linguistica Generale
                                           a.a. 2010-2011
LINGUA E LINGUAGGIO. Principi generali

D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:
Lez. 57 Linguaggi non verbali
Lez. 1.1. La lingua è …
Lez. 36.2. L’atto linguistico secondo Jakobson
Lez. 28.5. André Martinet e la doppia articolazione del lin guaggio
Lez. 13.3. I primi studi comparativi; 13.3. Franz Bopp
Lez. 25.3. L’arbitrarietà del segno linguistico secondo Saussure

C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:

2.5.0. Il punto di vista (p. 181)
2.1.2. La danza delle api (p. 80)
2.2.1.c l'atto comunicativo e le sue funzioni (p. 98)
        Universali del linguaggio umano (p.83)
2.5.1. Il metalinguaggio (p.183-185)
2.3.1. Doppia articolazione (p. 110-111)
        Economia (p. 111)
2.3.2. Caratteri del segno (p. 112)


Voci del Dizionario di Linguistica:
Linguaggio, Lingua, metalinguaggio, articolazione doppia, codice, segno linguistico,
significante

LA COMPONENTE NATURALE DEL LINGUAGGIO VERBALE: neurolinguistica e
fonazione

D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:
Lez. 55.1 Le regioni neuro-anatomiche delle abilità linguistiche; 55.2. La neuro-anatomia
funzionale del linguaggio
Lez. 49.1. Il problema del linguaggio infantile
Lez.42.1. Percezioni foniche del parlante 42.2. Le vocali, 42.3. Le consonanti, 42.4. La
coarticolazione
Lez. 41.1. Definizione di sillaba. 41.2. Sonanti e dittonghi.

-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:
3.1.2. Alfabeto fonetico internazionale
1.2.1.b. Pronuncia dei dialetti italiani
2.5.3. Universali dell’apprendimento fonologico (p.206 -207)
1.1.3 e. Afasia di Broca (p.42)


Voci del Dizionario di Linguistica: Afasia, Lallazione, Lateralizzazione, Accento, Affricato,
Alfabeto Fonetico Internazionale, Allofono, Aperto, Articolazione, Brevità, Chiuso,
Commutazione, Consonante, Clic, Colpo di glottide, Dentale, Diaframma, , Dittongazione,
Dittongo, Durata, Fonetica, Fonetica acustica, Fonetica articolatoria, Fono, ,Fricativo, Intonazione,
Labiale, Labiodentale, Labiovelare, Laterale, Libero, Lunghezza, Luogo di articolazione, Modo di
articolazione, Nasale, Occlusivo, Palatale, Pronuncia, Prosodia, Qualità, Quantità, Segmentale,
Semiconsonante, Semivocale, Significante, Sonante, Sonoro, Sordo, Variante, Velare, Vibrante,
Vocale.

LO STUDIO FUNZIONALE DELLA LINGUA E LA LA TEORIA DI SAUSSURE

-D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:

Lez. 35.3. La dicotomia suassuriana langue-parole
Lez. 36.1. Il circuito della parole secondo Saussure
Lez. 25.3. L'arbitrarietà del segno linguistico secondo Ferdinand de Saussure.;
28.1. Rapporti paradigmatici, opposizioni, valori; 28.2. Le unità come entità concrete della
lingua; 29.1. Rapporti sintagmatici
34.1. Identità, realtà e valore come dimensione sistematica delle unità secondo Saussure


-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:
2.3.2. caratteri del segno (p. 112)
2.1.3. Langue/parole nell’individuo e nel dialogo (p. 89)

 -Voci del Dizionario di Linguistica:
Arbitrarietà; linearità; deissi, Differenza; Forma – sostanza; Identità; Langue – parole;
immagine acustica; Lingua; Linguaggio; Segno; Segno linguistico; Semiologia;
Significante; Significato; Valore.



LO STUDIO FUNZIONALE DELLE UNITA’ LINGUISTICHE: LA FONOLOGIA

D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:
2.2. Un caso di taglio: I fonemi
28.3. Fonemi e opposizioni fonologiche secondo N.S. Trubeckoj
29.2. Le varianti fonologiche e la neutralizzazione
17.1. Mutamenti fonetici paradigmatici; 17.1.1. Casi di rifonologizzazione; 17.1.2. Catene di
trazione e catene di propulsione; 17.2. Mutamenti fonetici sintagmatici; 17.2.1. L’assimilazione;
17.2.2. La differenziazione

-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:
2.3.4.Definizione di fonema (p.131)
2.3.3. le opposizioni fonologiche (p.123-124)
2.5.4. fondamento delle opposizioni sistematiche (p. 211-212)
2.4.2. b Principi di fonologia storica (p. 161)
2.4.2. evoluzione del vocalismo romanzo (p. 159)
        La legge di Grimm (p. 159)

Voci del Dizionario di Linguistica:
Base di comparazione, Coppia minima, Coscienza fonemica, Distintivo , Economia, -etico / -emico,
Fonema, Invariante, Fonematica, Fonologia, Neutralizzazione, Opposizione, Pertinente, Marca,
Marcato, Arcifonema, Rendimento funzionale, Legge fonetica
COMBINAZIONI DI FONEMI: MORFEMI E PAROLE.

-D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:
Lez. 34.3. Selezione e combinazione secondo Jakobson
34.4. La complessità del sistema linguistico (solo Benveniste, pag. 166)
Lez. 2.3. Un altro caso di taglio: i morfemi
Lez. 28.7. Il formalismo descrittivo di l. Bloomfield
Lez. 40.1. Il parlare come produzione linguistica ed analisi metalinguistica
40.2. L’analogia, la risegmentazione morfologica, l’etimologia popolare

-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:
2.3.3.b Selezione e combinazione (p. 124-125)
        Funzioni ET/AUT (p. 124)
2.3.3.c i livelli dell’analisi linguistica (p. 125)
2.3.4. b monema, lessema, morfema (p.133)
2.3.4.c morfema, parola, sintagma (p. 133-134)

 -Voci del Dizionario di Linguistica:
 Affisso, allomorfo, analogia, categorie grammaticali, composizione, composto, coniugazione,
 convenzione, costruzione, declinazione, derivato, derivazione, desinenza, eccezione, economia,
 errore, etimologia, etimologia popolare, flessione, flessivo, forma, forma legata, forma libera,
 grammatica, grammaticalizzazione, infisso, lessema, lessico, lessicografia, lessicologia, libero,
 minimo, monema, morfema, morfo, morfologia, opposizione, paradigma, parola, parti del
 discorso, posposizione, prefisso, preposizione, radice, rapporti associativi, rapporti sintagmatici,
 selezione e combinazione, sostantivo, suffisso, unità, vocabolario.

COMBINAZIONI DI PAROLE. LA SINTASSI
-D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:
Lez. 37.2. I referenti epistemologici della sintattica
Lez. 29.4. La grammatica generativa di N.A. Chomsky
28.7. Il formalismo descrittivo di Leonard Bloomfield
Lez. 29.3. I processi grammaticali secondo Sapir

-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:
2.3.4.g struttura della frase semplice (p. 139-140)
2.3.3.d analisi in costituenti immediati (p.129)
2.2.3.b come saziare la fame (p. 108-109)

2.3.5.d struttura superficiale e profonda (p.151-152)
2.4.1.d competenza/esecuzione (p. 155)
       creatività della competenza (p. 155)
2.3.4.g giudizi di grammaticalità (p. 142-143)
2.3.5.b casi profondi (p. 148-149)

 -Voci del Dizionario di Linguistica: costituenti immediati, sintagma, sintassi, struttura profonda,
 struttura superficiale, componente, segmentazione, competenza, esecuzione, frase, funzioni
 sintattiche, comportamentismo, grammatica generativa, grammaticalità, ipotassi, paratassi, regole
 di riscrittura, regole di trasformazione, caso

PLURALITA' e DIVERSITA' DELLE LINGUE
-D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:
Lez. 19.1 Varietà diatopica ed etnoletti; Lez. 20.1 Varietà diastatica e socioletti; Lez. 21.1. Varietà
diafasica e idioletti
 Lez. 15.1. Il cerchio tipologico; 15.2. La tipologia morfologica dei fratelli Schlegel; 15.3. La
tipologia dell'ordine basico; Lez. 3.2. Universali linguistici
Lez.. 31.5. La designazione come concetto basico secondo Sapir; Lez. 32.5. I concetti derivativi e i
concetti relazionali concreti di Sapir; Lez.33.5. I concetti relazionali puri di Sapir
Lez. 19.1. Varietà diatopica ed etnoletti; 19.3. Conoscenza e classificazione delle lingue del mondo
Lez. 10.1. Il procedimento comparativo; 10.2. Le famiglie linguistiche; 10.3. Una famiglia
esemplare; Lez. 13.1 Le leggi fonetiche; 13.2. I primi studi comparativi; 13.3. Franz Bopp; 13.4.
August Schleicher 13.7. Le lingue indeuropee
Lez. 19.4. Definizione linguistica di dialetto; lez. 19.5. Classificazione dei dialetti italiani


-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:

2.4.2. Il “dia” (pp. 156-157)
1.3.3. b sintetico>analitico (p. 66)
2.5.3.a lingue centrifughe/centripete (p. 196)
        Tipologia dell'ordine basico (p. 197-198)
2.5.3.b tipi di universali (p. 202-203)
          Universali empirici di Greenberg (p. 204-206)
2.5.3. a Tipologia globale di Sapir (p. 195)
2.5.4. darwinismo di Schleicher (p. 213)

Le principali lingue del mondo (p. 329-333)

-Voci del Dizionario di Linguistica: Agglutinante, Classificazione delle Lingue, Comparativismo,
Differenza, Famiglia Linguistica, Flessivo, Genealogico, Geografia Linguistica, Indeuropeo,
Isolante, Lingua Madre, Lingua Morta, Lingua Storica, Ordine Basico, Tipologia, Universali
Linguistici.

SEMIOTICA E SEMANTICA
D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:

Lez. 25. Simboli
Lez. 26. Icone
Lez. 27. Indici (tutte)
Lez. 31.1. Che cos'è la designazione; 31.2. Il posto della designazione: referenza, senso e immagine
associata; 32.1. Che cos’è la significazione; 32.6. La condizione sintagmatica della significazione;
33.1. Che cos’è la comunicazione.
31.3. Il triangolo fondamentale di Ogden e Richards;
32.3. L. Hjelmslev e gli elememti minimi del contenuto

-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:
 2.3.2. diagrammaticità della lingua (pp. 112-113)
2.2.3.c significato, senso, rappresentazione (p. 109)
        Rappresentazione diagrammatica del significato (p. 110)
-Voci del Dizionario di Linguistica: campo semantico, designazione, iperonimo, iponimo, lessico,
omofonia, omonimia, polisemia, sema, semantica, significato sinonimia

LA LINGUA NELL’USO. LA PRAGMATICA

D. Silvestri, La forbice e il ventaglio:
Lez. 39.1. Definizione di pragmatica; 39.2. Orientamenti e problematiche della pragmatica
attuale; 39.2.1. La deissi; 39.2.2. L'implicatura conversazionale; 39.2.4. Gli atti linguistici

-C. Vallini, Atlante di materiali e citazioni:
2.3.4.h L'atto linguistico (p. 143-144)

Voci del Dizionario:
Ascoltatore, appello, Atto linguistico, Canale, Codice, Comunicazione, Contatto, Conativa,
Contesto, Deissi, Denotativa, Destinatario, Emittente, Emotiva, Fàtica, Interlocutore , Locutivo,
Locutore, Pragmatica, performativo, Rappresentazione, Ricevente, Referente, Referenza,
Situazione, Competenza Comunicativa

								
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