�PSICOLOGIA DINAMICA� ANNO ACCADEMICO 2006-2007 Corso di
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“PSICOLOGIA DINAMICA”
ANNO ACCADEMICO 2006-2007
Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche
applicate al lavoro, alle organizzazioni e al turismo.
III Anno curriculum turismo e marketing
II SEMESTRE - I CICLO (1 Marzo-5 Aprile 2007)
Docente: prof. Loredana Lucarelli
LUCIDO N. 1
Molteplicità della Psicologia Dinamica
La Psicologia Dinamica esiste con questo nome da
quasi cento anni, circa dal 1910. Nel 1917, Woodworth
pubblica il volume Dynamic Psychology; nel 1917,
Sigmund Freud utilizzò il termine Dinamica per
caratterizzare il suo orientamento.
Sia all‟origine, sia anche in seguito, è il ramo della
psicologia che studia la complessità e le contraddizioni
della psiche individuale alle prese con le proprie interne
motivazioni (Jervis, 2001).
La Psicologia Dinamica si lega agli studi sull‟inconscio e
al lavoro teorico dei grandi clinici del „900, il più
importante dei quali fu Sigmund Freud.
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La Psicologia Dinamica è stata considerata:
In senso stretto, come una versione delle teorie di S. Freud
e degli allievi e discendenti fedeli alle sue idee;
In senso ampio, come lo studio generale dell‟inconscio, dei
conflitti, delle nostre difese psicologiche, dei legami
interpersonali. Vengono allora inclusi vari importanti clinici
e studiosi: Jung, Janet, Adler, Sullivan Fromm e altri.
Vengono inoltre incluse in questa prospettiva più ampia le
ricerche sistematiche che hanno cercato di verificare alcuni
temi fondanti, come la natura dei legami fra le persone e i
rapporti fra coscienza e inconscio (ricerche sulle interazioni
fra la madre e il lattante, o gli studi sperimentali sui
meccanismi della dimenticanza e della memoria).
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“Che cos‟è la psicoanalisi?”
MITI RELATIVI ALLA PSICOANALISI:
• Mito numero 1: La psicoanalisi è in larga misura l‟opera
di un solo uomo
• Mito numero 2: La psicoanalisi contemporanea, sia nella
teoria, sia nella clinica è identica a com‟era all‟epoca di
Freud
• Mito numero 3: La psicoanalisi è passata di moda
• Mito numero 4: La psicoanalisi è un culto esoterico che
richiede una conversione e lunghi anni di studio
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Sigmund Freud
e la tradizione della psicoanalisi classica
Dal cervello alla mente: S. Freud (nasce a Vienna nel 1856,
muore esule a Londra nel 1939) inizia a lavorare come
ricercatore in neurofisiologia; il suo interesse originale per le
“idee inconsce” nasce dalla sua collaborazione con il
neurologo Jean-Martin Charcot; la sua attenzione viene così
spostata dal cervello alla mente;
“Anestesia a guanto”, paralisi e cecità isteriche: l’idea che il
paziente ha del suo corpo è cruciale nel determinare
l’incapacità funzionale: il disturbo è nei pensieri del paziente,
anche se il paziente può non avere un accesso diretto a quei
pensieri, che possono essere assenti dalla parte cosciente
della sua mente
Le idee inconsce possono essere responsabili dei disturbi,
ma possono anche curare: esperimenti di suggestione
ipnotica di Charcot (remissione temporanea del sintomo)
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Freud dimostrò che le donne isteriche (pazienti con
disturbi fisici – paralisi isterica – in assenza di lesione
somatica) soffrivano di un disturbo della mente, non del
cervello; erano le idee la fonte del problema.
Caso clinico di Bertha Pappenheim in cura da Josef
Breuer: la collaborazione tra Freud e Breuer portò alla
pubblicazione degli Studi sull’isteria (1895).
Breuer e Freud scoprirono che le libere associazioni tra il
sintomo e il ricordo di un evento disturbante, stressante
nella narrazione della paziente, la scarica emotiva
all‟emergere del ricordo dell‟incidente originario avevano
un effetto curativo.
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L‟isteria sarebbe causata da ricordi bloccati e dai sentimenti
ad essi associati; risalendo al ricordo, i significati dei
sintomi diverrebbero evidenti e i sentimenti associati si
scaricherebbero in uno sfogo catartico, e i sintomi
scompaiono
Perché certe esperienze generano sentimenti che si dissociano?
Freud propose l‟ipotesi che i ricordi e i sentimenti patogeni
si dissociano non a causa di uno stato di coscienza alterato
a priori, ma perché il contenuto di quei ricordi e di quei
sentimenti è perturbante, inaccettabile e in conflitto con il
resto delle idee e dei sentimenti della persona; in altre
parole sono incompatibili con il resto della coscienza
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Dall’ipnosi alla psicoanalisi
Freud osservò che l‟ipnosi era sempre meno efficace nel
consentire l‟accesso ai ricordi e ai sentimenti patogeni; il
requisito più importante per l‟eliminazione permanente
dei sintomi era che il materiale inconscio “inaccettabile”
divenisse “accettabile” alla coscienza
Una forza (difesa) opponeva resistenza per tenere i ricordi
lontani dalla coscienza; era necessario che i pazienti
raggiungessero una consapevolezza non intellettuale, ma
esperienziale dei sentimenti e dei significati del ricordo
LUCIDO N. 8
Il Modello Topico
Freud cominciò a concepire un Modello Topico
della Mente:
INCONSCIO: contenente idee e sentimenti inaccettabili
PRECONSCIO: contenente idee e sentimenti
accettabili, prossimi a diventare coscienti
CONSCIO: contenente le idee e i sentimenti coscienti in
ogni momento
Progressi nel metodo clinico: procedura delle Associazioni
libere per “smantellare” e “dissolvere” le difese
LUCIDO N. 9
Le Associazioni libere:
o Il paziente dice qualsiasi cosa che gli venga in mente, senza
tentare di filtrare o selezionare i pensieri, e viene
incoraggiato a diventare osservatore passivo del proprio
flusso di coscienza;
o L‟associazione libera aiuta l‟analista a individuare i segreti
del paziente, i desideri inconsci, mentre le “difese”
rimangono attive e possono essere affrontate, il paziente è
perfettamente sveglio, e si può mostrare che il flusso dei
pensieri non intenzionali contiene idee e sentimenti
camuffati rimasti lontani dalla coscienza
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Transfert e resistenza:
• Freud osservava che le difese bloccano l‟emergere
di pensieri troppo intimamente collegati ai segreti
rimossi;
• Inoltre, i pensieri e i sentimenti conflittuali che
costituiscono il nucleo delle difficoltà del paziente
vengono ben presto trasferiti sulla persona
dell‟analista che diventa oggetto di intenso
desiderio, amore e/o odio
Transfert e resistenza devono essere portati alla luce,
identificati e dissolti.
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I sogni
Tra le associazioni prodotte dai pazienti di Freud
c‟erano i loro sogni.
o Freud ipotizzò:
• i sogni sono soddisfacimenti camuffati di desideri
conflittuali (Freud, 1989)
• Nel sonno, la forza dinamica (difesa) che normalmente
fa sì che i desideri proibiti non possono accedere alla
coscienza, si indebolisce
• Si crea un compromesso tra la forza che porta il
desiderio alla coscienza e la forza che ne blocca
l‟accesso alla coscienza
• Il desiderio può comparire nel sogno soltanto in forma
camuffata
I Pensieri onirici latenti LUCIDO N. 12
Il vero significato del sogno (i pensieri onirici latenti) viene
sottoposto ad un elaborato processo di distorsione che si
manifesta nel sogno così come viene vissuto (contenuto
onirico manifesto)
Meccanismi che il lavoro onirico utilizza per trasformare i
pensieri onirici latenti inaccettabili in immagini accettabili
sono: condensazione, spostamento, simbolizzazione
Interpretazione del sogno: inverte il processo della
formazione del sogno, dal travestimento di superficie fino
ai segreti nascosti nel profondo
La struttura del sogno è un compromesso raggiunto tra un
pensiero o un sentimento inaccettabile, e la difesa contro
di esso; l‟accesso all‟esperienza cosciente è possibile solo in
forma distorta o camuffata (elaborazione secondaria)
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Sessualità infantile
Ricordi rimossi: episodi risalenti alle età precoci della vita
dei pazienti
Freud introduce inizialmente la controversa Teoria della
Seduzione Infantile: alla radice di ogni nevrosi c‟è
l‟introduzione prematura della sessualità nell‟esperienza del
bambino
Ben presto, Freud mette in discussione questa teoria, nel
1897 sostiene che molti dei ricordi di eventi reali connessi
alla seduzione infantile erano piuttosto ricordi di desideri
Freud elabora quindi la Teoria della Sessualità Infantile:
impulsi, fantasie, conflitti al di sotto dei sintomi nevrotici
non derivano da influenze esterne, ma dalla mente del
bambino stesso
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La Teoria delle Pulsioni
La Teoria della Sessualità infantile (1905) si fonda sul
concetto di PULSIONE:
PULSIONI SESSUALI: sono stimoli interni, tensioni
provenienti da diverse parti del corpo, rendendo necessaria
un‟attività per scaricarsi.
o Ad es., la pulsione orale (o libido orale: energia associata
alla pulsione) sorge nella cavità orale (FONTE), crea il
bisogno dell‟attività di suzione (META) e si dirige verso un
oggetto, in genere esterno alla persona (seno materno),
necessario per il soddisfacimento
o Nel nutrimento a scopo di autoconservazione, il neonato
scopre che il seno materno è fonte di piacere libidico;
attraverso l‟esperienza il seno diventa il primo oggetto
libidico
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La fonte della pulsione costituisce una ZONA
EROGENA, che ha un potenziale di eccitamento sessuale;
in differenti fasi dello sviluppo una zona erogena diventa
dominante e l‟attività connessa alla zona erogena diviene il
fulcro della vita affettiva del bambino
Freud propone quindi una sequenza di fasi evolutive psico-
sessuali dall‟infanzia all‟adolescenza e all‟età adulta: le fasi
orale, anale, fallica e genitale (fase genitale: fase della
sessualità adulta)
Gli impulsi della sessualità infantile sopravvivono nell‟età
adulta, camuffati (sintomi nevrotici) e non (perversioni);
nei casi più favorevoli, gli elementi infantili vengono
incanalati in forme di gratificazione sublimate, inibite alla
meta
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Complesso edipico
Come l‟Edipo di Sofocle, ogni bambino è destinato ad
essere coinvolto in una dramma intenso e appassionato:
l‟amore per il genitore di sesso opposto
Angoscia di castrazione: è soltanto a causa della minaccia di
castrazione che il bambino abbandona le ambizioni
edipiche
Super-Io: erede del complesso edipico; l‟interiorizzazione
dei valori genitoriali accompagna la risoluzione del
complesso edipico e tiene sotto controllo la sessualità
infantile
Per Freud il complesso edipico è sia l‟evento nodale dello
sviluppo normale, sia il conflitto nucleare delle nevrosi
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La Teoria del Dualismo Pulsionale
Nel 1920 Freud introdusse quella che divenne nota come la
“Teoria del dualismo pulsionale”, che assegnava
all‟aggressività la stessa posizione della sessualità come
fonte dell‟energia pulsionale che dirige i processi psichici
Ciò che viene rimosso nell‟inconscio non sono soltanto gli
inaccettabili desideri sessuali, ma una potente e selvaggia
distruttività derivante dalla Pulsione di morte
La Salute Mentale non implica l‟assenza di rimozione, ma la
conservazione di una rimozione modulata in modo da
permettere la gratificazione e impedire che le pulsioni
sessuali e aggressive prendano il sopravvento
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Dal Modello Topico al Modello Strutturale
Il Modello Topico si rileva insufficiente per spiegare
il Conflitto psicodinamico
o Freud colloca tutti gli elementi fondamentali del Sé
nell’inconscio; i confini più significativi sono tra Es,
Io e Super-Io
ES è un “calderone in ebollizione” (1932) di energie
grezze, non strutturate, istintuali;
IO è una serie di funzioni regolatrici che tengono
sotto controllo le pulsioni dell’Es;
SUPER-IO è una serie di valori morali e di
atteggiamenti autocritici, perlopiù organizzati intorno
a immagini genitoriali interiorizzate.
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Freud sosteneva che l‟Io, con l‟aiuto delle presenze
genitoriali interiorizzate nel super-Io, mantiene
rimossi e regola gli istinti dell‟Es per conservare la
sicurezza nel mondo sociale.
Il risultato è una psiche ampiamente ignota a se
stessa, fitta di segreti e di pulsioni sessuali ed
aggressive rimosse; è la pressione di queste
pulsioni, nel “ritorno del rimosso”, a creare i
sintomi nevrotici
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