CONGRESSO INTERNAZIONALE DANZE ORIENTALI

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CONGRESSO INTERNAZIONALE DANZE ORIENTALI Powered By Docstoc
					3° CONGRESSO INTERNAZIONALE DANZE ORIENTALI



       “Evoluzione e Percorsi Trasversali”



           23 – 24 – 25 novembre 2007




               Organizzazione New Emotion
       Direzione tecnico-artistica di Maria Rita Gandra “Margarita”




                  Centro Congressi “Le Conchiglie”
                   Viale D’Annunzio 227, Riccione




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PRESENTAZIONE

Il Congresso Internazionale Danze Orientali è arrivato alla sua 3° edizione,
caratterizzandosi e distinguendosi a livello nazionale ed internazionale per la qualità
didattico - artistica proposta ma soprattutto per il voler essere un evento alla portata di
tutte quelle persone che amano questa disciplina e che per la prima volta hanno la
possibilità di cogliere con mano ed essere parti “attive” nello studio di tecniche e stili,
assistendo ad un confronto interattivo tra Grandi Maestri.

Questa manifestazione, unica nelle sue particolarità, permette ai congressisti di
partecipare a stage, seminari, tavole rotonde e conferenze, in cui poter visualizzare a 360°
l‟universo delle Danze Orientali assieme ai docenti, per approfondire ricerche, porre delle
domande e cogliere nuovi stimoli nelle forme più avanzate.

Alla sua prima edizione gli operatori, artisti e congressisti hanno potuto cogliere le
dinamiche importanti degli aspetti più urgenti da approfondire sia nella forma, sia nel
contenuto delle danze orientali e hanno permesso fin dagli inizi di analizzare argomenti
fino a quel momento confusi e spesso contraddittori.

Le Danze Orientali fino al 2005 in Italia hanno vissuto una situazione in cui un‟allieva
partecipava ad uno stage di “fusion” o “trival” senza conoscere realmente ciò che sono le
danze orientali tradizionali, come il folclore e il beledi, nelle loro diverse forme. Oppure
ancora peggio, allieve alle prime lezioni in questa disciplina, avviate ad una danza in stile
classico sulle punte senza alcuna preparazione posturale e di grounding.

Siamo alle porte del 2008 ed in tre anni abbiamo visto e assistito a grandi mutamenti di
coscienza nella nostra danza. Il nostro congresso già alla sua seconda edizione nell‟aprile
di quest‟anno è stato, ha avuto 600 partecipanti dall‟Italia e dall‟Europa, l‟esempio evidente
della forza di aggregazione della nostra organizzazione.
Superate le soglie elitarie a cui la danza orientale era abituata, abbiamo allargato i suoi
confini alle allieve di provincia, dalla Sicilia all‟Alto Adige, da Roma al Friuli; scavalcato
anche i confini geografici, portando danzatrici dalla Spagna, dalla Svizzera, Francia,
Germania ed Inghilterra, dimostrando che tutto ciò è possibile.

Ora nella nostra terza edizione i contatti si allargano e anche i paesi dell‟Est colgono
l‟occasione per un confronto. Una nuova esperienza ci attende in cui poter andare oltre a
ciò che fin‟ora abbiamo realizzato.

Il Congresso è anche una vetrina in cui le figure di artisti e maestri emergenti, sia italiani
sia stranieri, possano mettere in luce le loro capacità e confrontarsi con stelle di fama
nazionale ed internazionale, attraverso una la scala di valori non gerarchica o piramidale
ma interrelazionale e pluralistica.

Le Danze Orientali vengono in questa 3° edizione filtrate dal tema dell‟Evoluzione,
proposto e lasciato aperto nella precedente edizione “Tradizione e Modernità”, in cui gli
stili nuovi, frutto di contaminazioni tra le danze orientali ed altre forme di danza, si
confrontano con la tradizione.

Il vecchio s‟interroga ed il nuovo risponde in un dialogo che definisce e ci porta a questo
nuovo tema, dove l‟evoluzione non è altro che “Percorsi Trasversali” in altri ambiti della
danza, del teatro, della musica, della poesia e dell‟arte in senso lato.

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Ma non solo … in questa terza edizione nuovi ed importanti contributi arrivano anche dal
campo medico – pedagogico per approfondire il rapporto della Danza Orientale – Danza
del Ventre con la Gravidanza, la Sessualità, la Danza Terapia fino ad arrivare alla Bio
Energetica e allo Yoga.

Visualizzare possibili “Percorsi Trasversali” significa andare oltre la danza verso una
nuova linea di pensiero, di congiunzione tra l‟Occidente e l‟Oriente, attraverso un percorso
a ritroso nel tempo e nello spazio delle culture del mondo alla ricerca dell‟Essere come
parte integrante della Natura ed in essa trovare l‟Essenza della Vita.

Quindi, troverete in questa terza edizione un‟attenta analisi di ciò che questa danza ha
significato per il genere umano dagli albori della sua storia, attraverso un attento studio di
ciò che è folclore e tradizione, senso del sacro nei riti e nelle forme archetipe tramandate
nei secoli, assieme alle molteplici forme “contemporanee” frutto dell‟evoluzione e delle
contaminazioni.

I congressisti potranno immergersi nella miriade di forme “alternative” che vanno dalle
“Tecniche Fusion” di Tamalin Dallal, di Olivia e Sarah, al “Discou Sharqi” di Nayma, dal
Sambelly di Azira alle nuove forme di Modern Belly Dance di Sandy o Sahyra.

La tradizione non mancherà di essere fortemente presente per riportare il tutto all‟essenza
delle radici con i seminari di Ismail, Parvani, Shereen, Mouna; tra il vecchio ed il nuovo
proposte interessanti sia di tecnica che di contenuto negli stage di Ailema, Oriana,
Barbara, per arrivare infine alle proposte di danza sacra di Giulia e alla mia proposta di
studio dello spazio coreografico moderno nelle danze orientali.

Tutti i livelli avranno risposte ai loro interrogativi e proposte interessanti da un punto di
vista didattico, in modo particolare per la Master Class, per il suo valore di accredito
formativo e professionale. Maestre diplomate e abilitate saranno a disposizione dei
congressisti per rispondere alle loro richieste e dubbi sui percorsi didattici da seguire ….
Pronte a dare e cogliere consigli e linee da seguire.

                                                             di M.Rita Gandra “Margarita”
                                                              Riccione, 23 novembre 2007




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     “40 Days & 1001 Nights” Un progetto TRASVERSALE artistico e umanitario
                                                               di Tamalyn Dallal

 “40 Days & 1001 Nights” (40 giorni e 1001 notti) è un progetto a più livelli nel quale
Tamalyn Dallal ha viaggiato in cinque nazioni prevalentemente Islamiche ed è vissuta in
ciascuna di esse per quaranta giorni. Lei ha cercato di scavare al di sotto degli stereotipi
semplificati che connotano le popolazioni mussulmane, come ad esempio di terroristi e di
donne che si oppongono a togliere i loro veli.

La Maestra Dallal ha esaminato a fondo la vita quotidiana della gente, scoprendo le
tracce di culture antiche, le vicissitudini della globalizzazione, la musica, la danza, il cibo
squisito, ed altro ancora. Ha scritto un libro, realizzato un film documentario musicale, e
prodotto un CD musicale e una performance di danza disponibile su DVD. Il dieci per
cento degli incassi derivanti dalla vendita del libro e dei DVD vanno al Fondo “1001
Nights”.

Fondo di solidarietà “1001 Nights”

Il dieci per cento degli incassi derivanti dalla vendita di ciascun libro e DVD, più le
donazioni volontarie, vanno in questo fondo allo scopo di aiutare le organizzazioni di
assistenza nelle zone rurali e i gruppi artistici in ciascun paese visitato dalla Maestra
Dallal.

Il Fondo fornisce un sostegno diretto, mirato all‟acquisizione di ciò di cui ciascun
gruppo ha bisogno per continuare la propria missione, come ad esempio strumenti,
attrezzatura, progetti creativi, o alla creazione di reti e materiale promozionale. Questo
denaro non viene disperso in costi amministrativi ed è personalmente monitorato dalla
Maestra Dallal per assicurarsi che venga utilizzato per comprare ciò che renderà le
persone autosufficienti, senza favorire forme di dipendenza.




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Tamalyn Dallal è una dei più rispettati esponenti dell‟arte della Belly Dancing. Ha
insegnato e si è esibita in 34 nazioni, facendo da formatrice a migliaia di danzatori in tutto
il mondo.

In sedici anni di direzione di un‟organizzazione artistica non-profit, la Maestra Dallal ha
prodotto numerosi spettacoli e festival di danza, incluso il famoso Orientalia Festival of
Ethnic Dance svoltosi a Miami Beach per quattordici anni.

In precedenza lei è stata autrice di due volumi, il primo d‟impegno socio-culturale They
Told Me I Couldn't (Mi dissero che non potevo) libro questo che parla della situazione della
vita e della danza in Colombia durante gli anni ‟80, ed il secondo testo didattico specifico
sulla danza nel Fitness dal titolo “Belly Dancing for Fitness”.

Seminari di Tamalyn Dallal presso il 3° Congresso Internazionale Danze Orientali:

Livello Principianti: Tecnica Basica del “Fusion” come utilizzare tecniche tradizionali di
danza orientale assieme a quelle provenienti da altre danze.

Livello Intermedio: Tecnica mani e Braccia nel “Fusion” per una maggiore
consapevolezza delle potenzialità espressive nella gestualità.

Livello Avanzato: Tecnica e Coreografia di Fusion & Fantasy. Dare alle danzatrici gli
strumenti in termini creativi d‟improvvisazione con tecniche Fusion.

Master Class-Professionale: Metodologia            &   Tecnica    Didattica   Fusion     nella
mescolanza dei Generi Coreutici

Livello Unico: Coreografia Fusion “40 Days and 1001 Nights” frutto di un incontro
trasversale di danze e culture.

www.tamalyndallal.com

www.40daysand1001nights.com




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“PERCORSI TRASVERSALI DELLE DANZE ORIENTALI”

                                                  a cura di Maria Rita Gandra “Margarita”


Le Danze Orientali, secondo la tradizione egiziana, comprendono due grande famiglie,
quella del Raqs Sharqi, danza colta di palazzo, ed il Raqs Beledi, danza popolare urbana.

Nel Raqs Sharqi, l‟influenza della Danza Classica tra la fine del Settecento ed i primi
dell‟Ottocento segna definitivamente le sue caratteristiche, in un “sincretismo stilistico” che
porta lo stile colto ad una ricerca di perfezione nella forma, pur salvaguardando gli aspetti
fondamentali delle origini di questa danza esoterica e sacra.
Nello stile classico orientale la tecnica alla sbarra s‟incontra con l‟aspetto magico delle
forme alchemiche che la danzatrice disegna con il corpo come il cerchio, simbolo del
cosmo, e l'otto, simbolo dell'infinito. Lo spazio acquista una valenza simbolica ed è punto
d‟incontro tra l‟ambiente coreutico contemporaneo e le danze antiche sacre dando alla
scena, grazie anche all'utilizzo di veli eterei ed ali magiche, un valore trascendentale e
mediatico.
Nello spazio scenico Sharqi, il coreografo s‟interroga sullo spazio visto e sentito in termini
tecnico-espressivi e la danza acquista una valenza artistica frutto di “convergenze”
interdisciplinari e trasversali.

Nel Raqs Beledi emerge l‟humus creativo, frutto del confronto interattivo tra la tradizione e
la modernità della cultura arabo egiziana, che dalle sue forme folcloristiche semplici
contadine e nomadi sviluppa, grazie alle contaminazioni con altre forme musicali e
danzanti, “evoluzioni” complesse e preziose, in cui la figura della danzatrice solista
emerge con delicata ed allo stesso tempo potente presenza scenica.
Il contemporaneo allarga il semplice spazio coreutico del Beledi a favore di una maggiore
e complessa forma mediatica, avvalendosi di mezzi scenici con cui la danzatrice solista
può raccontare la propria storia con il vocabolario espressivo dei movimenti di figure e
movimenti spaziali.
La narrazione s'interseca al mito ed i sentimenti agli archetipi tramandati nei secoli e resi
possibili dalla cultura araba. La danza diventa così un processo artistico simbolico che dal
Maqam musicale trae linfa vitale, traducendo i movimenti sinuosi della danzatrice in
poesia visiva.
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Le Danze Orientali oggi, consapevoli della propria appartenenza alla tradizione, spingono
i margini stilistici e desiderano scavalcare i confini della forma per una maggiore valenza
artistica.
Questa disciplina è alla ricerca di una possibile trasformazione in cui il Vecchio ed il Nuovo
s‟incontrino per una maggiore consapevolezza storica.

Le Danze Orientali attingono alla potenza energetica di Chakras e, attraverso questa
nuova consapevolezza del corpo e del suo movimento, la danzatrice intraprende la
scoperta delle proprie potenzialità tecnico-espressive trasversalmente nella danza, oltre la
propria disciplina verso altre danze, in quanto linguaggi del corpo e dello spirito.
Dal Folclore all‟Arte, dalla Danza al Teatro, le Danze Orientali oggi devono fare i conti con
la Modernità e con gli aspetti fondamentali della Coscienza dell‟Essere Femminile e
Maschile, nell‟eterno confronto tra gli opposti.

La Danza Contemporanea mette in evidenza il concetto di “estraniazione” dell‟uomo d‟oggi
e ripropone in modo ossessivo sia la sua sofferenza, sia gli aspetti drammatici del
disadattamento, rendendo il “corpo danzante” un “essere neutro” assessuato e bloccato
nella sua estraniazione.

Anche nelle Danze Orientali, in modo particolare nello struggente Beledi, si accennano i
temi della malinconia e della sofferenza, come ad esempio nei taqsim melodici. Spesso
però l‟umano si riscatta grazie alle componenti energetiche provenienti dalla tradizione per
mezzo dei tabla e delle orchestre. Il corpo danzante si “connota” attraverso gli archetipi del
femminile e del maschile in modo struggente. La danzatrice dialoga a unisono con la
musica, a volte morbida e fluttuante ed a volte forte e terrena, in uno sviluppo ciclico in cui
ogni sofferenza trova un riscatto, divenendo poesia.

L‟Occidente purtroppo ha perso la conoscenza dell‟archetipo che gli permetterebbe di
ritrovare la sua essenza originaria, L‟Oriente e l‟Africa invece hanno custodito attraverso la
tradizione riti che ripropongono il rapporto intrinseco dell‟Essere Umano, in quanto
Microcosmo in rapporto al macrocosmo dell‟Universo.


Seminari Proposti:

                      Livello Intermedio “Modern Sharqi con Velo”

Tecnica e Sequenza Coreografica per una maggiore consapevolezza dello spazio
scenico, dello stile classico e del velo come strumento, in quanto prolungamento del corpo
in movimento. La danzatrice disegna con il corpo e con il velo, realizzando forme nello
spazio coreutico.

Master Class “Lo Spazio Coreutico Contemporaneo”
Seminario Teorico: I parametri per una corretta costruzione coreografica

Le Danze Orientali oggi si confrontano con le Danze con la D “maiuscola” come la Danza
Classica, Moderna, Contemporanea e si fanno strada trovando uno spazio nell‟Olimpo del
“Teatro Danza”. Esse escono dallo spazio del Cabaret per inoltrarsi nello Spazio Coreutico
del Teatro, luogo semantico in cui l‟opera si svolge.
Quali sono le dinamiche “Tecnico Espressive” che determinano i parametri artistici?
Quando una coreografia può definirsi un‟opera d‟arte? Qual è il processo di costruzione
coreutica nello spazio scenico contemporaneo?
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L‟insegnante oggi deve essere anche coreografa, preparare la musica, tagliarla,
analizzarla, studiare su di essa movimenti e spostamenti spaziali per le danzatrici-allieve.
Dovrà curare i costumi, le luci, i movimenti coreografici, l‟ingresso in scena, il finale e per
questo necessita di una maggiore consapevolezza, in quanto artefice della costruzione
quadridimensionale che è la coreografia che desidera comporre.



Dott.ssa M° Maria Rita Gandra “Margarita”

Coordinatrice Nazionale della Commissione Tecnica FIDS – Formatrice Professionale
Maestra FIPD – ISDAS 2° grado – Giudice FIDS ed Internazionale IDO
Ricercatrice e Relatrice con Sonia Lorenzon “Parvani” del testo “Danze Orientali” approvato dalla
FIPD come testo di formazione.
Direttrice dell‟Accademia di Danza “Margarita” presente in TNAA, tiene stage e seminari in diverse
città italiane.

Tel. 0464555104 – Cell. 3474285696
info@ccmargarita.com - www.ccmargarita.com
                            NASCERE A SUON DI DANZA
                                                                     A cura di NUR

La danza orientale nasce come danza propiziatoria di fecondità, di supporto alla donna
durante il parto. Si racconta che veniva danzata in cerchio intorno alla partoriente dalle
altre donne che, in questo modo, partecipavano simbolicamente alla nascita.

Nel nostro tempo la danza orientale in gravidanza, con l‟accompagnamento di un‟ostetrica
e di una danzatrice, è un viaggio alla ricerca di se stesse, del proprio potenziale, dei valori
racchiusi nelle nostre viscere.

Nello spazio dedicato alla danza si può valorizzare la forza del femminile, infatti una delle
finalità della mia professione ostetrica è la promozione e il mantenimento della salute
globale della donna rispetto agli eventi e fenomeni della sfera riproduttiva relativi al suo
ciclo vitale tra cui: gravidanza, parto, puerperio.


Tra le molte proposte che vengono avanzate per la salute della donna, quella della danza
orientale oltre ad essere gradevole, divertente e ricreativa è fonte di effetti benefici per
diversi aspetti sia durante la gravidanza che al di fuori di essa. Grazie ai suoi movimenti si
allenano i fianchi e il ventre, ed è un modo per esprimere liberamente le proprie emozioni
e i propri sentimenti, per riprendere coscienza del nostro corpo, nonché della propria
femminilità.

In gravidanza i vantaggi ottenibili sono stati spesso indicati in termini di rilascio delle
tensioni, di acquisizione di una maggiore consapevolezza corporea, di un senso di
rinascita e di riscoperta della femminilità.

In una gravidanza che si presenti fisiologica i movimenti rotatori, ondulatori, migliorano la
respirazione e la circolazione con conseguente aumento dell‟irrorazione a livello di tutti i
distretti corporei tra cui la placenta che è fonte di nutrimento per il feto.

L‟ondeggiamento della gabbia toracica che si concentra sulla parte alta del tronco è utile in

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quanto, man mano che aumentano le dimensioni del feto, l‟utero gravido arriva a
comprimere con il suo fondo il diaframma, riducendo la capacità polmonare.

Muovendo la gabbia toracica si allenta la pressione diaframmatica data dalle dimensioni
dall‟utero gravido.
Gli esercizi e i movimenti utilizzati per la danza orientale tonificano e rendono più flessibili
due gruppi di muscoli importanti: quelli della fascia addominale e quelli del pavimento
pelvico.

I muscoli della fascia addominale sono coinvolti nel periodo espulsivo quando, oltre
all‟azione delle contrazioni uterine, viene richiesta la collaborazione attiva della donna
attraverso le spinte volontarie del torchio addominale.

Il pavimento pelvico è costituito da diversi muscoli, alcuni dei quali sono volontari e vanno
a costituire gli sfinteri urinario e anale. Altri hanno funzione di sostegno e contenimento.
Durante il parto questi muscoli devono distendersi e scivolare gli uni sugli altri, nel
momento in cui, prima la testa e poi il corpo del bambino devono attraversare il canale del
parto.
Per questo, è importante avere una buona familiarità con questa parte del nostro corpo
che è coinvolta in diverse funzioni: durante il parto e i rapporti sessuali.

Una buona tonicità e flessibilità accompagnata ad una buona capacità di rilassamento dei
muscoli del pavimento pelvico, previene le lacerazioni perineali mentre una muscolatura
tesa e contratta, oltre ad essere soggetta a lacerazioni, può rallentare la discesa della
parte presentata.
La danza orientale può essere utile, in modo indiretto, per ripristinare una buona
percezione della zona perineale e può aiutare ad avere una immagine mentale del
pavimento pelvico.


La vita emozionale è strettamente legata alla salute del perineo, sede di emozioni
profonde e dell‟istinto e può contenere in sé esperienze difficili e dolorose. Anche
l'autostima è legata al perineo e l‟esperienza del parto la può aumentare, facendo
emergere la potenza generativa femminile e rinforzando la percezione e la
consapevolezza della capacità di generare, crescere la vita e portarla alla luce.
I movimenti di rotazione del bacino mantengono elastici e tonici i muscoli addominali, i
glutei e le cosce.

Per quanto riguarda il bacino e il canale osseo, durante il travaglio la parte bassa della
schiena e l‟osso sacro sono molto sollecitati dalle spinte delle contrazioni. I movimenti
rotatori e oscillatori possono attenuare il dolore, facilitare l‟impegno e la discesa della testa
del bambino e ridurre i tempi del travaglio.
Il movimento in gravidanza, rilassa e previene dolori scheletrici e muscolari e permettendo
di raggiungere un buon rilassamento, migliora il sonno.

Incoraggia la consapevolezza di sé e la conoscenza del proprio corpo, rende più attenti
all‟ascolto dei messaggi che il corpo invia facendo emergere le competenze innate della
gravida. Il bambino può percepire il movimento della danza come una sorta di massaggio.

La danza orientale ha il pregio di fare scoprire un aspetto della femminilità legato ad un
corpo diverso, più pieno, più maturo e per questo pronto a esprimersi, perché per la danza
orientale non esiste un modello di fisico ideale, ciò può migliorare l‟autostima. La danza


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aiuta la futura mamma a sentire tutto il corpo: il bacino culla del bambino e il seno
sostegno di vita.

Nel periodo del puerperio spesso bisogna fare i conti con un corpo rotondo che non è più
culla, contenitore del bambino, ma che ancora conserva le rotondità di qualche chilo di
troppo, un‟attività dolce e insieme energica come la danza orientale può restituire tonicità.
 “Puerperio” si associa anche ad allattamento. Molti movimenti delle spalle e delle braccia
coinvolgono anche la zona del seno e favoriscono l‟allattamento in quanto rilassano la
muscolatura delle spalle.
In modo del tutto naturale questi movimenti sollecitano la ghiandola mammaria che per
effetto di un meccanismo riflesso stimolano la secrezione lattea.

Nur
Relatrice Congressuale presso la Conferenza sul tema “Evoluzione e Percorsi Trasversali
delle Danze Orientali”
Ostetrica, Insegnante, Ricercatrice Olistica
tel.3474934495    e.mail suseilive@libero.it


             "Danze Orientali: Evoluzioni e Percorsi Trasversali"

                                                               a cura di Sarah Shahine
Per le Danze Orientali, come per tutte le altre forme d'arte, il contesto storico, geografico e
sociale influenza gli artisti ed in questo caso le danzatrici; di conseguenza, come per la
pittura parliamo di opere medievali, rinascimentali, contemporanee...anche nella Danza
del Ventre è logico osservare un'evoluzione nello stile.

Negli ultimi decenni, in America ed in Europa, questa danza si è diffusa enormemente,
inizialmente portata da danzatrici e coreografi mediorientali sta diventando sempre più
presente nel nostro quotidiano, vediamo movimenti sinuosi dei fianchi nei video musicali,
esibizioni di danzatrici negli show televisivi ed è sempre più frequente riconoscere una
scala araba o uno strumento mediorientale nel ritornello di una canzone pop.

Oggi esistono danzatrici occidentali di seconda generazione e molte ballerine che si sono
avvicinate a quest'arte già da bambine, tutto questo porta ad una naturale
“contaminazione” dello stile classico egiziano, dal flamenco alla danza classica passando
per la break dance e il modern jazz; anche i movimenti e le musiche del folklore
mediorientali trovano nuove vie nella Tribal Bellydance.

La Danza Orientale in occidente si è arricchita di nuove tecniche e questo l'ha modificata
profondamente sotto diversi aspetti; ho avuto modo di studiare con diversi Maestri egiziani
ed ho quindi sperimentato in prima persona la loro didattica, verificando che si tratta per lo
più di un metodo basato sull'imitazione dei movimenti dell'insegnante e sullo studio di
combinazioni e coreografie.

Senza voler generalizzare ma basandomi sulla mia personale esperienza, credo che le
contaminazioni occidentali abbiano giovato soprattutto a questo settore, gli insegnanti di
nuova generazione adottano metodi e sviluppano format finalizzati a dare una formazione
completa alle loro allieve; l'introduzione di esercizi mirati, spesso tratti da altre tecniche
come yoga e pilates o dalla preparazione utilizzata per la danza classica, danno alla
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danzatrice maggiori abilità fisiche oltre a proteggerla dai possibili danni causati da
movimenti scorretti.

Un buon work out praticato a lezione o in sala prove aumenta le possibilità espressive
della ballerina; attraverso queste tecniche potrà acquisire maggior equilibrio, che giova alla
postura rendendola elegante anche durante i movimenti più complessi, più forza nei
muscoli, che permette di sostenere lo sforzo richiesto da salti o discese, l'elasticità
necessaria per cambrè o slanci di gamba oltre alla coordinazione richiesta dalle
sovrapposizioni di movimenti che ormai fanno parte delle abilità imprescindibili per una
buona danzatrice.

Anche per quanto riguarda le esibizioni e gli spettacoli professionali l'evoluzione portata
dagli occidentali è evidente, negli ultimi anni la danza orientale è entrata di diritto nei teatri
americani ed europei e, prendendo spunto dai grandi musical, si è arricchita di luci,
scenografie ed effetti speciali che la rendono apprezzabile dal grande pubblico che
difficilmente si appassionerebbe ad uno show in stile egiziano con danze folkloristiche,
faraoniche e tannoura...

Guardando a questi grandi spettacoli contemporanei si può sicuramente osservare che
non sono mirati a diffondere la vera tradizione mediorientale ma, a mio parere, hanno
l'enorme merito di dare prestigio a questa arte ponendola alla pari di altre discipline da
sempre considerate meritevoli di attenzione; inoltre, le notevoli abilità delle danzatrici
occidentali contemporanee sono tali da poter essere riconosciute anche da un occhio non
esperto.

La realizzazione di coreografie corali ispirate al balletto classico o ai grandi musical
arricchiscono le potenzialità espressive delle nuove compagnie di danza e i remix o le
reincisioni dei brani classici completano questo quadro.

Credo che oggi le danzatrici occidentali non si debbano neanche più sentire vincolate ai
canoni espressivi arabi, troppo spesso si sono viste ballerine “scimmiottare” la gestualità
delle dive mediorientali anche se sicuramente non appartiene alla nostra cultura; questa
danza è interpretativa per natura e penso che sia parte della sua evoluzione trovare forme
espressive autentiche e contemporanee senza ovviamente snaturare la danza stessa.

In conclusione la mia opinione è che un'arte in continua evoluzione e sperimentazione sia
un'arte viva e la Danza del Ventre merita di continuare a crescere come arte, disciplina ed
espressione vitale.

Seminari:

Livello Avanzato: “Oriental Fusion Choreographie

Master Class :         Didattica del Movimento Muscolare

Livello Unico:         Preparazione e Tecnica Shimmy




                                               11
Samsara Club
via Sciesa 34 – 21013 Gallarate (VA)
tel/fax 0331 24 53 64
info@samsaraclub.it
www.samsaraclub.it

CONTAMINAZIONE? …. MEGLIO CHIAMARLA EVOLUZIONE
 “La danza cresce con me, mentre io cresco come essere umano e come donna…”

                                                                    A cura di Olivia Mancino

Questa mia relazione vuole concentrarsi sull‟esperienza evolutiva personale nella mia
danza. Solo alcuni cenni storici serviranno per contestualizzarne i contenuti e le
dinamiche.

Una frase che rappresenta in tutto e per tutto il mio messaggio nella danza e che
probabilmente avrete già letto in qualche mia citazione e’ “La danza cresce con me,
mentre io cresco come essere umano e come donna…”. Ed è questo per me il passato,
presente e futuro della nostra danza.

Danza e vita si fondono e si esprimono all‟unisono, l‟una espressione e forma d‟arte
dell‟altra. L‟uomo attraverso il ballo ha raccontato la sua quotidianità e l‟ha tramandata nel
tempo per mezzo di una danza che ora noi chiamiamo Folclore. Folclore è il ballo del
popolo, e tra mille anni la nostra danza sarà folclore per chi la studierà. Il folclore è la
contemporaneità degli uomini e dei ballerini prima di noi, è un salto nel passato ed è
narrazione, è una danza di gesto e gestualità e questo gesto è ricco di contenuti.

Per questo è importante per noi, ballerine attuali, renderci conto dello spessore dei nostri
gesti, il folclore del domani, che tramite la danza hanno l‟opportunità di divenire storia.
 E‟ bene a questo punto sottolineare la differenza sostanziale tra EVOLUZIONE ed
INVOLUZIONE. Io rispetto e ammiro la creatività che spesso caratterizza le danzatrici del
ventre, ed è bene “danzare la propria danza” (che ci appartiene in quanto donne) e
mettere il proprio stile, ma, se si intende farlo a livello professionale e se si vuole usare il
nome di ARTE, è importante assicurarsi di aver fatto il possibile per impararne la tecnica,
le basi e la storia.

La danza, come la scienza, cresce negli anni, e tecniche moderne, unite al folclore, creano
contaminazioni ed evoluzioni degne di rispetto che rappresentano il percorso della nostra
società contemporanea. Chi insegna deve essere consapevole della propria responsabilità

                                              12
“antropologica”, un gesto fatto male, una danza “scimmiottata” per mancanza di studio e
rispetto, può causare l‟involuzione di un‟intera forma d‟arte…come ha rischiato di accadere
per la danza del ventre nel passato…e per la figura della donna ad essa associata. Perché
mancando di rispetto alla danza, si manca di rispetto alla donna.

Per questo motivo tengo a sottolineare l‟importanza del ruolo della danzatrice in quanto
rappresentante dell‟evoluzione di una forma d‟arte e della storia contemporanea.
Un altro punto importante riguarda la “contaminazione”.
Copiare un gesto perché E‟ BELLO non basta.
Non basta a me.
Può bastare a qualcuno…ma non basta neanche alla danza in quanto forma d‟arte …e
non basta alla storia.

Un gesto deve avere un‟anima, un significato…o almeno un sentimento, una sensazione!
Copiare un gesto perché “fa stare bene” già va più in profondità rispetto a copiarlo perché
“è bello”,….Copiare un gesto perché “significa che …” va benissimo. Copiarlo perché “ci
si identifica” è un punto di partenza interessante, ma solo se dà luogo ad un‟analisi:
“perché mi piace? perché mi riconosco? chi sono? cosa voglio comunicare?”.

Altrimenti la danza diventa spettacolo delle marionette e a farci danzare sono altre mani.
Non le nostre. Insomma io prego per me e per tutte le danzatrici, di non lasciarci
influenzare solo dalla MODA del momento…non facciamoci imporre quello che VA e
quello che NON VA…come la moda stagionale delle sfilate di MILANOVENDEMODA, ma
facciamo qualcosa anche per noi, che ci rappresenti, che esprima CHI SIAMO noi nella
danza, cosa ci sentiamo, cosa vogliamo dire!

Io ora sto approfondendo il FUSION, mi sono ritrovata in un gesto, in una filosofia di
pensiero, in una ricerca di unione tra corpo e anima che si concretizza nella danza. Yoga,
isolazioni, rispetto per il corpo e danza del ventre si uniscono per rappresentare un
momento storico che è il nostro, ed un momento umano che è il MIO, qui e ora e che si
concretizza nella MIA danza che è diversa da tutte le altre, ma accomunata dall‟origine
collettiva e dalla contemporaneità.

Fatta in questo modo la danza non potrà mai morire, o essere fuori moda, ma si evolverà
naturalmente come ci evolveremo noi, “esseri umani e donne”…e continuerà a raccontare
con fedeltà la nostra storia tramite movenze nate in antiche generazioni e che ancora
evocano atmosfere.
“..e così, danzando raccontiamo il nostro presente, con la saggezza del passato nei nostri
corpi, e un eco nei corpi del futuro. “
Contaminazione? Meglio chiamarla evoluzione.

SEMINARI:

Livello Principianti: “Il Corpo dialoga con la Melodia” sequenze di movimenti e breve
coreografia che rappresenti come nella danza egiziana il corpo danza lo strumento, e
ritrae la musica come se fosse il pennello di un pittore impressionista

Livello Unico: “Tecniche d‟Isolamento Corporeo” tecniche fusion basate sull‟anatomia
che permettono di isolare e sovrapporre i movimenti più complessi. Piccole sequenze

Livello Avanzato & Master Class: “Danzare con i Cimbali” tecnica dell‟uso dei cimbali,
dinamiche ritmiche su musica e coordinazione con i passi di danza. Sequenze.

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OLIVIA MANCINO
Rose del Deserto
Via Ramazzini 3
tel 335.6938322 www.rosedeldeserto.com




EVOLUZIONI E PERCORSI TRASVERSALI:

L‟Estasi… il Linguaggio dimenticato dell‟Anima
                                 a cura di S.Lorenzon “Jivan Parvani”
Apro questa nuova relazione, inserendo la premessa già fatta l‟anno scorso… perché oltre
a presentarmi rappresenta un po‟ l‟essenza di ciò che sono…
Lo studio del passato e della tradizione sono una componente fondamentale della mia
vita… da quando ho aperto gli occhi in questo mondo mi sono sempre fatta tre domande 1:
da dove vengo? Chi sono? Dove sto andando?

La mia sete di sapere, di avere una risposta al mio dilemma esistenziale, mi ha portata a
sperimentare molte vie iniziatiche e religiose, a studiare e a conoscere molte cose… nello
yoga, nella filosofia, nello studio comparato delle religioni antiche e attuali e soprattutto
nell‟Astrologia Karmica ho avuto alcune delle risposte che andavo cercando… il concetto
dello spazio-tempo e della causa-effetto si sono lentamente costruiti e radicati in me e mi
hanno permesso di capire (non a livello razionale, ma esistenziale) come il passato genera
il presente, e come il presente genera il futuro, in un continuum senza fine.

Il futuro non è mai presente e il presente nasce sempre dal passato, quindi è verso il
passato che il mio sguardo si è sempre focalizzato, attratto irresistibilmente verso le origini
di ogni evento, personale o collettivo. Scoprire e conoscere ciò che fu ha sempre portato
gioia al mio cuore: è come un‟eco lontana che appaga la mia anima… questo prima di
incontrare la Danza.

Quando ho incontrato la danza egiziana ero in India a ri-trovare una parte della mia storia
e di me stessa, la danza era tutto ciò che a livello fisico avevo sempre desiderato fare,
un‟altra delle mie domande rimaste senza risposta. Ho avuto la fortuna di essere stata
iniziata da una mistica danzatrice greca che, insieme alla tecnica, mi ha dato diverse
"chiavi" sui significati energetico - spirituali di quest‟antica arte.



1
    Da adulta ho scoperto che erano le tre mitiche domande che la Sfinge faceva ai viandanti.
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Afferrata l‟essenza è stato naturale per me, voler scoprire le origini di ciò che aveva così
appassionato la mia anima… è stato un percorso a ritroso prima alla storia della danza
araba e poi, sempre più indietro alla danza dell‟Antico Egitto, e ancora più indietro alle
danze archetipiche e primitive. Perché? Perché sprecare tanto tempo nelle biblioteche, a
studiare e a conoscere? A cosa serve conoscere? Tante volte ho sentito inutili i miei sforzi,
perché non condivisi dalle altre danzatrici, in fin dei conti tutto quello che serve per
danzare è il corpo!

Molte delle mie colleghe parleranno dell‟evoluzione e delle nuove contaminazioni… io
parlerò delle mie ricerche sull‟antichità (che saranno pubblicate prossimamente e per
esteso nel libro mio “Danza, Iniziazioni e Misteri dell‟Antico Egitto”). Indagare sulla storia
della danza femminile è stata ed è una sfida per alzare il velo del tempo che da millenni
ormai ricopre la sua storia, perché i documenti di cui si dispone sono stati quasi tutti scritti
da uomini, uomini che hanno trasfigurato la sua importanza modellandola con i loro
pregiudizi o addirittura negandone l‟esistenza… per questo bisogna mettere insieme dei
frammenti tratti da storie, favole, iscrizioni… imparare a leggere fra le righe, lavorare sul
significato di alcune parole2 e farsi guidare dalla grande intuizione che da sempre è il
retaggio delle donne.

Nei testi tradizionali le danze femminili sono sempre in relazione alle “danze di fertilità”,
intese come dei riti che servivano a condensare l‟energia femminile, ma la fertilità non era
e non è l‟unico potere del femminile visto che, nell‟antichità, le sacerdotesse avevano una
parte attiva nel culto degli dei e nelle cerimonie religiose di ogni tipo: la mia ricerca mi ha
quindi, inesorabilmente portato verso la Grande Madre e le sue sacerdotesse.
La religione e la spiritualità, la musica e la danza sono sempre state intimamente
legate.

La danza e la musica erano, in tutte le antiche civiltà, due arti inscindibili e di origine
divina, incarnavano l‟essenza stessa del sacro di cui erano la più fedele espressione, sia a
livello del corpo fisico che come mezzo di ricerca spirituale: rappresentavano il modo più
semplice e spontaneo per esprimere il sentimento religioso e il senso del sacro assieme
alla preghiera
                            conservava, ordinava e proteggeva

Da oriente ad occidente tutti i miti della creazione sembrano avere in comune il suono
ritmico e i movimenti della danza…
Nelle antiche civiltà la danza era un atto sacro, una importante e seria attività in cui
era impegnata tutta la comunità. La bellezza e l‟armonia dei loro movimenti (anche i
movimenti convulsi hanno una loro bellezza!) sapevano infondere nei cuori l‟essenza del
divino e ogni passo, di queste antiche danze, avvicinava l‟uomo alla libertà spirituale e
all‟estasi.

Non esisteva avvenimento nell‟antichità che non fosse consacrato dalla danza e la
danza stessa serviva a creare lo spirito di gruppo, anzi si può dire che la comunità
rinnovava i suoi legami attraverso l‟intimità e l‟abbandono che si creava durante le
danze rituali… attraverso il rito danzato gli antichi riconoscevano di essere tutti fratelli e
sorelle nel lungo viaggio della vita.

Bisogna ricordare che la danza non è sacra solo quando rappresenta esplicitamente un
mito o un Archetipo, ma ogniqualvolta viene vissuta con una intenzionalità e una totalità
tale, da permettere all‟uomo di partecipare dell‟essenza divina. Nel mondo antico si

2
    come ha fatto Iris J. Stewart nel suo bellissimo libro “Sacred Woman, Sacred Dance”
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riscontra un predominio del sacro sul profano, che ingloba ogni fase successiva della
crescita individuale e ogni aspetto della vita materiale: la gravidanza, la nascita, la
pubertà sociale, le iniziazioni, i matrimoni, i mestieri e i funerali (per la vita individuale), la
semina e il raccolto, le onoranze ai capi, la caccia, la guerra, i banchetti, le lunazioni e le
infermità (per la vita collettiva).

Le danzatrici/tori delle antiche civiltà, il cui ruolo era soprattutto rituale, attraverso la loro
danza sapevano aprire le porte del cielo e danzando la Vita e la Morte accompagnavano
le feste e le cerimonie pubbliche. Avevano una bellezza esteriore che testimoniava la
pienezza interiore realizzata, sapevano esprimere l‟armonia cosmica attraverso il
movimento o il “giusto gesto” e così attirare sulla terra l‟energia divina, che incarnandosi
nelle statue si irradiava in onde concentriche, al Tempio e da lì dilagava in tutta la terra.

                                       E lo spettacolo?
Come movimento spontaneo utilizzato per catalizzare un eccesso di energie e come
azione religiosa consapevole, la danza non aveva bisogno né di spettatori, né di testimoni:
era solo un evento, attraverso il quale l‟energia divina attraversava il corpo fisico.

Accanto alla danza spontanea ed estatica è sempre esistita anche la danza artistica, ben
definita e concretizzata nelle coreografie rituali che venivano trasmesse ai figli, come
bagaglio cultuale del clan. Ai rituali collettivi tutti erano invitati a danzare, ma succedeva
spesso che i danzatori/trici più dotati e capaci di incarnare ed esprimere l‟anima collettiva
(sacerdotesse e sciamani) danzassero mentre gli altri guardavano: la danza è, quindi,
sempre stata sia un evento che uno spettacolo.

Spettacolo ancora però con valenze sacre e non ricreative, ma l‟evoluzione fu inesorabile
e il passo, che qualche millennio dopo, trasformò le danzatrici sacre in un corpo di ballo,
che si esibiva alla corte del re, fu breve. Storicamente possiamo collocare questo evento
per l‟Egitto e la Mesopotamia intorno al 2000 a.C., ma tutto è possibile e le nostre
conoscenze sono così limitate, che non si può affermare nulla con certezza.

                      L’Estasi… il linguaggio dimenticato dell’Anima
L‟estasi è un linguaggio che l‟uomo ha completamente dimenticato. Il bambino quando
nasce è in estasi…l‟estasi è la sua natura. L‟estasi è qualcosa che ognuno porta dentro di
sé quando approda in questa riva della vita… è l‟intima essenza della vita stessa, eppure il
suo linguaggio viene dimenticato! La danza, la musica e il canto sono i mezzi più semplici
e naturali per ri-trovarla.

Essere in estasi significa ricordare il proprio legame con Dio e gioire di esso, significa
trascendere la realtà materiale e sperimentare Dio, l‟essenza della vita. L‟estasi è un fine
di per sé che dona, a chi la sperimenta, la Conoscenza del Cuore.

Gli uomini dell‟antichità, consapevoli di essere entità spirituali incarnate,
momentaneamente, in un corpo fisico, per non perdere la memoria sulla loro vera origine
(partoriti da Dio e parte della sua esistenza), cantavano, suonavano e danzavano per
giorni e giorni… realizzando uno stato di libertà e di luce spirituale: la danza non era
vissuta come un‟espressione artistica, ma come una preghiera, una meditazione in
movimento.
… per fare questo non c‟è bisogno di nessuna perfezione tecnica e senza tecnica la danza
è pura e semplice, è perfetta.


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… gli anni, i secoli e i millenni hanno cambiato totalmente il volto della danza e le sue
finalità… oggi la danza è una forma d‟arte di valore estetico – sportivo - ricreativo, ma
mantiene sempre la sua peculiarità e la sua capacità di esprimere i sentimenti del suo
tempo…

Come tutte le danze anche la danza orientale si è trasformata in maniera quasi radicale
all‟inizio del „900, e il suo processo di rinnovamento non si è più fermato (mentre per
millenni è stata quasi sempre uguale a se stessa) e si sta trasformando in una forma di
Danza Orientale Contemporanea. I suoi ritmi diventano ossessivi e sono affidati alla
batteria, i movimenti da morbidi e fluidi diventano sempre più aggressivi (sia
nell‟intenzione che nel cambio continuo di movimenti), i muscoli diventano sempre più i
protagonisti di una danza che un tempo era basata sul minimo sforzo per il massimo
risultato.

Viviamo il nostro tempo che ha doni e messaggi diversi da rivelarci… inglobiamo le
contaminazioni senza però perdere l‟essenza della danza orientale… che è lo specchio
fedele del femminile…

Ma al di là di ogni cambiamento e di ogni evoluzione lo spirito della danza continuerà a
scuotere i corpi e a donargli la capacità di esprimere ciò che “è nascosto”…

  Possa lo spirito della danza sempre guidare i vostri passi… nella vita come nel ballo…


Seminario Livello Unico: Tecnica Posturale e “Grounding”

Il grounding è una parola News Age che significa “ancorarsi alla terra” per trarne l‟energia
vitale e unirsi a lei. Nella moderna vita frenetica il contatto con gli elementi è vissuto in
maniera superficiale, ma diventa fondamentale quando lavoriamo con il corpo.

Esplorare l‟universo femminile significa anche riappropriarsi degli archetipi che le
appartengono e la terra rappresenta, fin dalle epoche più remote, l‟essenza della vita e
della morte, fertilità e rinascita, maternità e protezione. Sulla terra il corpo trova stabilità e
riceve l‟energia e la spinta per elevarsi. Nella danza orientale che ha il suo centro nel
bacino, è di fondamentale importanza il contatto con la terra… questo significa
accettazione della parte istintuale e della materia di cui siamo composti! Il movimento
risulta vero e reale quanto più la mente è abbracciata al corpo, risulta potente quando
l‟energia della terra fluisce in esso.

Percepire la terra non è facile: in occidente si tende a proiettarsi verso l‟alto, a privilegiare
le attività intellettuali per cui si tende a controllare il corpo, a sottometterlo alle nostre leggi,
a utilizzarlo più come uno scudo che come uno strumento di espressione della nostra
anima… e non ci piace confrontarci con i suoi limiti e la sua pesantezza… lo viviamo come
una prigione, come un limite. Trovare il grounding significa ristabilire lo stretto legame che
ci tiene ancorati alla terra (tramite la forza di gravità), non come un‟invisibile catena che ci
tiene giù, ma come uno spazio visibile che diventa familiare

Seminario Livello Intermedio: Sai‟di con il Bastone
La danza Folk, esuberante e potente, semplice e spontanea, praticata da tutti e accettata
dall‟Islam, è lo stile popolare più antico dell‟Egitto.
Questo stile di danza, nel mondo arabo (come in tutto il mondo antico), ha sempre avuto
un valore funzionale e collettivo e accompagna ogni momento della vita, dalla culla alla

                                                 17
tomba. Attraverso di essa la comunità rinnova i suoi legami, perché nella danza, la vita
ritorna al suo potente e vibrante, ritmo primordiale.

Molte di queste danze tradizionali sono leggermente cambiate nel corso dei secoli, ma la
forza corrosiva della modernità non ha ancora inaridito la loro essenza.

In Egitto lo Sha‟abi, che significa “del popolo” abbraccia diversi tipi di musiche e danze
delle diverse regioni, fra queste il Sai’di (del Sud Egitto si sviluppa in quattro grandi città:
Qina, Luxor, Asyut e Suhaj), é l‟espressione musicale popolare a cui si collega la danza
orientale e la “danza Sai‟di con il bastone” o Raks Al sayya è considerata la danza
folcloristica più importante dell‟Egitto.
La musica Sai‟idi é particolarmente forte, notevole per la sua complessità e la ricchezza
della struttura ritmica.
Sonia Lorenzon “Jivan Parvani”

Accademia di Danza Orientale “le Danzatrici d’Iside”
Via Roma 648 – Loc. San Donato in Collina
50067 Rignano sull‟Arno (FI)

parvani.lorenzon@virgilio.it - info@ledanzatricidiiside.com
www.ledanzatricidiisde.com




LA DANZA ORIENTALE…..
un possibile percorso di evoluzione personale
a cura di Chiara Ferrari
                                                                   I simboli sono per la mente
                                                       Quello che gli attrezzi sono per le mani
                                                                                 (Tavaglione)

Mi sono avvicinata alla Danza Orientale una decina di anni fa, stavo portando a termine il
corso di danza terapia ad indirizzo psicosomatico e mi si richiedeva una pratica di danza in
diverse discipline.
E‟ stato amore, anzi direi passione al primo ancheggio…. sentivo il desiderio di praticare
sempre di più, sentivo che quello che facevo con il corpo calmava la mente e questo mi
stimolava a fare sempre di più e con maggior dedizione.

Ho avuto la fortuna di studiare con maestri preparati, in particolare Aziza Abdul Ridha , la
mia prima insegnante , la mitica Nelly Mazloum, Maria Rita Gandra che mi ha fatto
apprezzare la condivisione con le altre insegnanti,Wael Mansour, l‟uomo che insegna alle
donne a non avere paura della propria femminilità.

La danza, oltre a regalarmi momenti di pura gioia, mi ha sempre aiutato in questi anni a
superare momenti particolarmente difficili sia nello spazio protetto della mia Scuola sia
quando durante un esibizione cerco di raccontare con il danzato quello che emotivamente
sento dentro di me.

Alla danza con la spada mi sono avvicinata in un periodo dolorosissimo della mia vita, le
mie radici erano state tagliate in maniera traumatica e definitiva e io dovevo reagire perché
a mia volta radice di altre tenere piantine in cerca di luce e di vita.


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Mettermi la spada sulla testa è stato un passo, non il primo, non l‟unico, ma sicuramente
uno di quelli importanti, ho sentito che danzavo il mio dolore, la mia ferita ma anche
l‟emozione che potevo trasformare in forza pura.

Cerco di fare questo quando insegno questa tecnica, chiedo alle mie allieve di centrarsi e
contattare le proprie emozioni per trasformarle in forza e determinazione.
Lo scritto che segue è stato preparato in funzione di uno stage introduttivo alla tecnica
della spada, spero possa fornire stimoli e riflessioni.

Il mio Stage di spada del 30 settembre 2007 … Perché un seminario con la spada?

I motivi sono diversi e vari:

È una danza molto coreografica che …
richiede capacita‟ tecniche
equilibrio e concentrazione
La danzatrice mette alla prova la propria esperienza di movimento e l‟autostima in maniera
pesante,ma i risultati ,dopo un serio training sono più che buoni.
Ci tengo a precisare che questo seminario è da considerare come un‟introduzione
all‟utilizzo della spada ; dopo questo primo approccio avrete gli strumenti per proseguire,
se lo desiderate, con un percorso di perfezionamento.
Storia
Storicamente fino alla metà dell‟ottocento non vi sono molte tracce di questa danza che
viene considerata come stile di fantasia esattamente come il velo, il doppio velo, le ali di
Iside eccetera. Alcune fonti riportano di storie riguardanti milizie napoleoniche in Egitto e
danzatrici che per divertire le truppe danzavano con le loro spade in equilibrio sulla testa.

Altri racconti spostano questo fatto negli harem; di certo sappiamo che originaria della
Turchia e del suo folclore è la danza con il pugnale mentre raks al sayf, questo è il nome
arabo della danza con la spada, ha origini più incerte.
Sicuramente esiste nella tradizione indiana la gatka, arte marziale insegnata come una
danza, il cui fine è connettere l‟essere danzante al divino, dentro e fuori di sé.

Tutta la visione cosmologica della religione Indiana è piena di simbologie, e seguendo
questi principi, la spada è il simbolo dell'anima.
Il Guerriero non impara quindi solo ad usare la spada, ma attraverso la spada prende
confidenza con la parte più preziosa del sé.
Il Guerriero non è dunque un violento agitatore di armi, ma una persona che tramite
esercizi di meditazione e respirazione , di ricerca del proprio equilibrio, di danza con la
spada, eseguiti a contatto e in armonia con la natura circostante, allontana da sé la
propria parte passionale e usa le diverse tecniche di combattimento (serpente, volpe, lupo
e orso) a fin di bene e con giustizia.

 Simbologia della Spada
La Spada è uno dei simboli più ricchi di significato in tutte le tradizioni culturali e
rappresenta il potere che esercita la sua forza benefica, usata in purezza e nobiltà di
intenti.
Infatti, la spada è l‟insegna di virtù e bravura, giustizia, dignità e fede; molte storie antiche,
hanno come protagonista un guerriero che all‟inizio non ha più la sua spada, per averla
rotta o perduta, e che poi gli viene restituita o donata "magicamente".


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Da lì comincia la sua avventura: deve superare varie prove, fino all‟incontro finale con il
mostro, il fuoco o un altro grave pericolo, il cui superamento gli consentirà di risvegliare e
liberare la principessa prigioniera o vittima di un incantesimo.
Naturalmente il significato di questi racconti è simbolico e rappresenta il cammino di
ciascuno: ma non si possono affrontare le prove della vita, fino all‟ultima che "RISVEGLIA"
la coscienza-conoscenza, senza la spada, ovvero senza prima avere di sé stessi la giusta
autostima, l‟equilibrio, la centralità.

La spada, secondo le credenze e le civiltà, simboleggia diversi valori ma rappresenta
anche la spina dorsale dell‟essere umano, dalla testa al coccige, che è la punta della
lama. I simboli comunicano più delle parole e risvegliano informazioni addormentate ed
indipendenti dalla logica.

Nella spada è insito un linguaggio di risveglio, che si attiva in proporzione della
motivazione e dell‟onestà del ricercatore (guerriero, uomo o donna, con o senza spada).
L„utilizzo dell‟arma da parte di una donna ha a che fare col mito delle amazzoni, mitiche
donne guerriero invincibili e inavvicinabili dagli uomini ma non solo, nei tarocchi la carta
della Giustizia è rappresentata da una donna seduta su un trono ed è l‟arcano numero
otto.
L‟Otto, nei numeri arabi è raffigurato da due cerchi sovrapposti (“8” guarda il caso) e
rappresenta la perfezione in cielo e terra. La Giustizia, con la mano destra, impugna una
spada a doppio taglio, altro elemento che differisce dall‟immagine tradizionale della
Giustizia, normalmente rappresentata da una donna che tiene in mano solamente una
bilancia.

La spada è il simbolo dell‟azione, del potere di discernere il giusto dall'ingiusto, ma è
anche rivolta verso il cielo, come per captare le forze celesti, oltre a essere un segno di
minaccia e punizione. Infatti, la spada e la bilancia sono due simboli che rappresentano
due differenti modi di intendere la giustizia: essa è molto difficile da amministrare, perché
non esiste giustizia senza punizione e la punizione perde il suo significato senza la
giustizia.

La spada in equilibrio sulla nostra testa diventa i due piatti della bilancia e ha che fare con
l‟instabilità della realtà oggettiva e degli eventi attorno a noi; mantenere l‟equilibrio fra
azione ed emozione, questo è quello che ci rende “grandi”

 Tecnica della Spada:
Ci si predispone all‟utilizzo della spada con un attento e mirato lavoro di streching; tanto
più si hanno contratture e tensioni muscolari tanto più sarà difficile gestire la spada in
equilibrio sulla testa.

Dopo di che consiglio di fasciare la testa con una paschmina, questo per due motivi:
   portare l‟attenzione al capo, un po‟ come si fa con la cintura per i fianchi
   proteggere simbolicamente e non solo, il capo dal peso e dal fastidio della spada.

Solo dopo tempo e pratica sarete pronte ad utilizzare la spada senza copricapo.
I movimenti saranno graduali, all‟inizio solo quelli d‟isolazione, poi i movimenti melodici, ed
infine quelli ritmici, fino ad arrivare a piccole sequenze.

Ricordatevi che gli errori di postura che vi portate dietro nella vostra pratica di danza,
inevitabilmente salteranno fuori durante il training di spada (la spada cade!), non
demoralizzatevi ma cogliete la possibilità di correggere la postura e “pulire” i movimenti.
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Dovete sempre ricordare una cosa:

          la spada può cadere ….. per tanti motivi ma principalmente perché avete paura
           che possa farlo.
          Più siete tese e più avete paura, più esiste la possibilità che la spada traballi e
           che il vostro collo rigido e contratto la faccia cadere.
          Come nella vita è la plasticità e la capacità di adattamento a permettere la
           riuscita nei vari compiti e non la fissità e la rigidità.

   Non conosco a sufficienza le altre danze, ma so per certo che nella nostra danza noi
   danziamo con simboli fatti dal nostro corpo, immerse in uno spazio tempo che può in
   qualche modo divenire magico, per noi e per chi guarda, dobbiamo solo diventarne
   consapevoli ed essere le prime a dare un significato a quello che facciamo per non
   renderlo una semplice sequenza di passi e di acrobazie.

Chiara Ferrari
Relatrice Congressuale alla Conferenza sul tema “Evoluzione e Percorsi Trasversali nelle
Danze Orientali”

Fisioterapista e Danzamovimento Terapeuta
Insegna danza orientale dal 2001 ad Alessandria presso il Melograno di cui
Socia fondatrice a Voghera presso Tarditi Studio Dance (PV)

Nel 2006 dopo la formazione con Maria Rita Gandra
si diploma maestra in Danze Orientali, è Tecnico F.I.D.S
attualmente prosegue la sua formazione con Olivia Mancino e con Wael Mansour

www.circoloilmelograno.it - samia_do@hotmail.com

EVOLUZIONE E PERCORSI TRASVERSALI NELLA DANZA ORIENTALE
Esperienza e cammino personale
                                                                             a cura di Ailema

Nel panorama attuale di gran successo della Danza Orientale convivono in realtà molti stili
e modi di ballare.
Questa varietà non può che nascere innanzitutto da un duplice aspetto proprio del
carattere della Danza Orientale: essa infatti, che in un certo periodo fu nomade e che
nasce sulla base di danze dei popoli (folk), non può che subirne ed inglobarne le rispettive
e variegate influenze. Secondariamente non può esimersi, per sua natura di espressione
naturale e non codificata, dall‟arricchimento personale di valenti interpreti che si sono
susseguiti e si susseguono man mano sulla scena.
Queste sono le ragioni più intrinseche di un inevitabile continuo divenire di questa vera
“Disciplina dell‟Essere”.

Ma esistono altri fattori che contribuiscono ad una costante evoluzione di questa danza,
percorsi trasversali culturali e sociali che si sono intersecati: una certa mondializzazione, e
quindi i viaggi, la comunicazione, la tecnologia. Tutto ciò ha avvicinato in qualche modo i
popoli e di conseguenza le loro principali espressioni, che sono proprio la musica e la
danza!
In una sorta di processo inverso di ciò che fu nei tempi remoti, in cui questo tipo di danza
(volutamente qui non le attribuisco nessun aggettivo geografico né razziale) si ritiene sia
stata all‟origine di molte danze, e in seguito nei suoi percorsi gitani abbia lasciato tracce di

                                               21
sé quasi ovunque, accade oggi che danze di altri popoli, fra i quali essa ha oramai ampio
spazio, creino con essa stessa fusioni più o meno riconosciute.

Questa danza così affascinante e variegata, antica quanto il mondo ma al contempo cosi
attuale, sacra ma in realtà disgiunta da ogni religione tanto da avere radici pagane,
conservata a lungo al limite del lecito e l‟illecito in misteriose e mal celate atmosfere
orientali ma s-velata al mondo intero dalla curiosità e intraprendenza occidentale, questa
danza non poteva che essere soprattutto donna, e oggi più che mai, al passo coi tempi,
contribuendo con la sua ricchezza e libertà espressiva ad una forte rivalutazione del
femminino…

E‟ stato chiesto di parlare anche del proprio percorso personale. Nella mia professione
non amo parlare molto di me come persona, chi mi conosce o solo segue il mio sito, lo sa.
Ma qui faccio volentieri un‟eccezione per tentare di trasmettere la mia esperienza e le mie
sensazioni. Mi sono spesso riconosciuta nei percorsi e nella filosofia che intravedo in
questa danza, in ciò che rispecchia i miei ideali, le mie curiosità, il mio scarso
campanilismo a favore di una certa tendenza all‟esterofilia (a volte anche criticata), specie
per i paesi del sud o del vicino oriente, il mio essere nomade per natura (di fatto ho
viaggiato e continuo a viaggiare tutta la vita, rigorosamente fuori dai clichè turistici), la
irresistibile passione per le nuove esperienze ed i confronti come arricchimenti personali, il
forte contrasto di sentirmi tradizionalmente attaccata alle origini, ma poi di fatto quasi non
appartenente a nessun luogo.

E casualmente o no, potrei dire che anche un po‟ il mio percorso artistico è in sintonia con
quello di questa nostra danza: avevo praticato tanti altri balli, ma nessuno mi ha dato la
libertà di espressione che mi concede la danza del ventre, nemmeno il flamenco che fu un
mio tentativo di autonomia anche dai soliti vincoli di coppia; in compenso però tutte queste
danze hanno lasciato un utile traccia nella mia danza e nel mio modo di insegnare. Per
converso invece, io che non ho mai amato la danza classica, mi trovo a scoprire che,
almeno in parte, un buon Sharqi non ne può totalmente prescindere, e proprio Reda, il
grandissimo Meastro egiziano, è stato, ed è, grande fautore di questo concetto.

Vorrei concludere citando un estratto dal libro “La millenaria danza del ventre” del Maestro
Amir Thaleb (direttore artistico della rinomatissima scuola di danza del ventre Arabian
Dance School, con sede a…Buenos Aires.. tanto per confermare i percorsi trasversali!), in
cui l‟autore fa riferimento ad un famosissimo coreografo arabo noto per la sua originalità e
innovazione artistica :
“Caracalla, ideatore della compagnia di balletto arabo più importante al mondo, criticato
dai conservatori, timorosi dei cambiamenti per paura di perdere un‟identità, senza
rendersene conto, per carenza di innovazione, premiato da noi che ci identifichiamo con la
creazione che il suo genio innovatore ha saputo apportare a quest‟arte, è stato capace di
rompere con quanto fatto finora, sfidando le regole, ed ha osato lanciarsi in un volo
magico e infinito, senza sperperare le risorse che l‟arte offre al mondo intero, sapendo
regalare emozioni indimenticabili; ..perfetto anello di congiunzione fra oriente e occidente,
se è necessario far eseguire un passo di tango ad una danzatrice orientale affinché il suo
messaggio artistico meglio giunga al pubblico, egli lo fa senza esitazione e, particolarità, in
nessun momento si può dire che le sue creazioni non siano autoctone.

Uno dei pregi di questi tempi è notare come sbiadiscano le frontiere che separavano tanto
nettamente le espressioni artistiche di ciascun popolo nella gelosa lotta per conservare le
identità e negare le radici comuni. Ciò di cui si ha necessità oggi è di un‟arte più autentica,
di un linguaggio più semplice e un significato più profondo che parli dell‟integrazione
dell‟uomo, e non di ciò che lo conserva separato dal resto che lo circonda.” (A.T.)
                                              22
E‟ naturale quindi che una danza come la nostra, che è sempre vissuta e sopravvissuta
nel tempo e nei tempi, sia la prima ad evolversi, anche con arricchenti fusioni. L‟essenziale
è non annientare, rinnegare o mal interpretare ciò che è stato.


Seminari:

Livello Avanzato: Ali d‟Iside Coreografia

Livello Intermedio: Tecnica e Applicazione Cimbali. L‟utilizzo sui principali ritmi
accompagnata dalle percussioni
Livello Unico: Ondulazioni e Movimenti del Ventre

Amelia Di Lorenzo, in arte Ailema

Insegnante di Danza Orientale da piu di 6 anni
presso le principali scuole di danza di Genova e
presso il Teatro dell‟Opera Carlo Felice
Maestra diplomata FIPD e tecnico FIDS
Direttrice artistica dell‟associazione Ailema danza e dintorni
e del suo Ensemble che prevede danzatrici e musicisti
curatrice del libro “La Millenaria danza del ventre” di A.Thaleb

ailema.ge@libero.it
www.genovadanzaorientale.it
cell. 339 2263793
Genova, p.so p.ta Chiappe 3/7



DANZA ORIENTALE EGIZIANA “EVOLUZIONE E PERCORSI TRASVERSALI”
                                                              Di Francesca Fassio “Najma Hassan”

Fino a prova contraria è ritenuto che la Danza Orientale Egiziana sia la “madre” di tutte le
danze. Tanto è già stato detto, ridetto, fatto, scritto, su questa espressione corporea
artistica, dall‟origine così magica ed arcaica.
Dai tempi più remoti ai nostri è stata alternativamente apprezzata, avvilita, calpestata,
nascosta, riscoperta, amata, divulgata.

Mi piace equipararla al fuoco che illumina, vivifica, distrugge, si esaurisce, rimane sopito
sotto la cenere per poi rinascere, illuminare e riscaldare nuovamente chi le si accosta.
La “fiamma” della danza Egiziana è stata mantenuta viva per volontà di “creature” che
avvicinandola, per cultura, per volontà o per caso, ne sono rimaste sedotte; chi
appassionatamente, chi piacevolmente ma pur sempre sedotte….

Dobbiamo riconoscere che tutte ne siamo state conquistate, tanto da fare enormi sacrifici
per avvicinare i maestri che insegnavano questa antica arte, trovare le musiche, i vestiti,
per saperne di più, sempre di più…
Parlo di venti anni fa‟ quando ancora ragazzina accompagnavo mia madre Marcella nelle
sue ricerche, nei suoi viaggi nei paesi di origine della danza.
La nostra casa sembrava essersi trasformata in un angolo di medioriente, stoffe colorate,
musiche, profumi speziati, strani strumenti musicali, amiche che andavano e venivano per
provare i passi appena imparati, per scambiarsi notizie, per condividere le novità, per


                                                       23
progettare viaggi…… ed io in mezzo a tutto ciò con gli occhi spalancati che mi domandavo
se un giorno ne sarei stata contagiata.
Oggi, con la divulgazione di questi ultimi anni, è tutto più vicino a noi.
Chissà se mantiene sempre la “magia” di allora …. mi auguro di si.

La Danza Orientale Egiziana, nei suoi normali o obbligatori percorsi migratori ha subito
molteplici evoluzioni dovute principalmente alle contaminazioni con i popoli adiacenti, più
lontani e addirittura oltre oceano (Turchia, Spagna, India, Europa, Americhe, Hawai ecc.)
seguendo percorsi naturali e trasversali, subendo le evoluzioni epocali, talvolta
impoverendosi ma quasi sempre arricchendosi.
Segue una tecnica molto precisa inerente i passi basici ma è risaputo che deve essere
anche l‟espressione personale della danzatrice, con i suoi sentimenti, le sue volontà e le
sue fantasie.

Ogni Ballerina è “unica” e “irripetibile”. Nella “sua” danza, essa materializza ed esprime la
musica in armonia con la parte più intima di se stessa tanto da annullare ciò che la
circonda ma anche in sintonia con i musicisti e i loro strumenti, che talvolta paiono
vivificarsi nelle loro mani.
Quando capita di assistere a questo spettacolo, l‟emozione profonda che ci assale fa sì
che quel momento diventi veramente un momento indimenticabile e i nostri occhi si
inumidiscono di lacrime di gioia.

Seguendo un personale percorso evolutivo sono stata attratta dalla musica della cantante
di successo Madonna ed ho coreografato il suo brano “MUSIC” (minuti 3,40), interpretato
da una cantante araba, contaminando la Danza Egiziana con una danza moderna e cioè
l‟Hip Hop, naturalmente adattando la coreografia, la preparazione fisica, l‟abbigliamento
ecc. e titolando il risultato………




SEMINARI:

Livello Unico: Tecnica nel Modern Discou Sharqi
La prima parte dei due seminari in prosecuzione è dedicata al riscaldamento; attraverso
un intenso lavoro muscolare per una corretta respirazione, gli esercizi al suolo per
aumentare la flessibilità, l‟allungamento dei muscoli, la coordinazione, l‟equilibrio, la forza
e la grazia del movimento. Il corpo e la mente dialogano per aumentare la propria
consapevolezza e lasciar fluire l‟energia profonda in tutto il corpo.

Livello Unico: Coreografia Modern Discou Sharqi
Si procede con l‟insegnamento della tecnica dei movimenti adottati in coreografia ed alla
esplicazione di essa con particolare attenzione all‟interpretazione.
Il livello Unico impedisce l‟accesso solo alla seconda parte.
Si consiglia un abbigliamento comodo e cioè: Gonna o pantaloni (larghi o aderenti
elasticizzati), top, fusciacca, scarpine morbide senza tacco oppure sandali alla schiava.


Francesca Fassio “Najma Hassan”
Vice Presidente ed Insegnante dell‟Associazione Sportiva Dilettantistica “Apriti Sesamo” con Scuole in
Torino e Cirie‟ (To)
Regista, coreografa e direttrice artistica della Compagnia di Danza Orientale Egiziana “Aladina”
Tecnico Federale e Giudice di Gara F.I.D.S. (Federazione Italiana Danza Sportiva)

                                                     24
www.associazioneapritisesamo.it - francescafassio@libero.it – tel. cell. 347/8263383




LA DANZA ORIENTALE
                                                                               A cura di Azira Imman

La Danza Orientale, come amo definirla, e come credo sia giusto dire, ha negli anni avuto
un ruolo determinante nella vita e nell'evoluzione delle donne ( ma non esclusivamente
solo di esse).
Con il praticare questa disciplina, che la storia ci insegna essere millenaria, molte donne si
sono evolute con essa, spesso usandola, sfruttandola e amandola come mezzo di crescita
interiore, affermazione di se stesse, mezzo meraviglioso mediante il quale ognuna può da
sempre raccontarsi ed esprimersi, anche quando si rappresenta un'espressione culturale
lontana dalla propria, rinchiusa in un immaginario, nelle pagine di racconti e fiabe o
conosciuta per sentito dire....

Arrivata a noi, nella sua antica espressione si trasforma grazie alle proprie esperienze, al
paese di origine di chi la pratica; assume varie forme, moderno Sharqi, Tribal, spade che
si tengono in equilibrio su teste e braccia accompagnate da ritmi incalzanti di brani a loro
volta rivisitati e modernizzati... ali bellissime e teatrali che volteggiano elegantemente…. e
poi, il classico Raqs Sharqi, il Baladi e tutte le forme della tradizione che abbiamo
conosciuto e danzato grazie ai grandi maestri dai capelli argento.

Ribattezzata e conferitole la dignità che merita, la Danza Orientale è stata rappresentata
con garbo ed eleganza nel cinema come nel teatro.
Da qualche anno però e vittima di approssimazione e cattivo utilizzo che qualcuna fa di
quest'arte.
Purtroppo, come si può vedere, è talvolta finita nelle mani sbagliate, nel business senza
scrupoli e nella volgarità di alcuni individui che la minimizzano e ne fanno fenomeno di
                                              25
massa.

Un salto indietro nel tempo ci conduce ad immagini in bianco e nero, donne
maliziosamente raffinate danzano accompagnate da orchestre meravigliose, giochi di
sguardi e comprensibile gestualità...
Così come i gruppi che danzano il folclore, Saidi, Kaligi, le ghawazi.... abiti tipici, rispettosa
interpretazione del popolare.… rispettosa interpretazione di un'espressione antica, di un
punto di inizio che vede tanti stili prendere forma.

Da queste ancestrali movenze nascono nuove tendenze, la modernizzazione, la
contaminazione e tutto ciò che ormai fa legittimamente parte del panorama
                                                                      Raqs Sharqi.…
Seminari:

Livello Unico: Tecnica “Sambelly” Alla tecnica del Modern Sharqi s‟incontrano in un
ibrido perfetto le tecniche del samba brasiliano.

Livello Unico: Coreografia “Sambelly” Interpretazione coreografica dello stile ibrido,
frutto di congiunzione culturale tra il classico egiziano e la danza brasiliana.

Imma Granato “Azira Imman”
Collabora con la Scuola di Sandy D'Alì di Napoli
Via Vico dei Cangi 7
80136 Napoli
Cell. 333 77 91 731 - 347 65 60 368

azira.imman@libero.it - www.aziraimmandance.blogspot.com



EVOLUZIONE E PERCORSI TRASVERSALI
                                                                       di Barbara Pettenati
Danza del Ventre
Due parole che carichiamo di significato, portano la mente a fantasticare di luoghi caldi,
profumi di fiori e incenso, musica melodica, sete preziose, cibi speziati, nettari divini,
morbidi cuscini, tende colorate e trasparenti mosse da una tiepida brezza ……. un
paradiso dove riposare, rilassarsi e ritrovare noi stesse.

Anche se questa è sola fantasia, forse è questo che più attira le donne verso questa
danza, il poter assaporare frammenti di benessere, trovare quella pace interiore che
cerchiamo, trovare la soluzione a quella sensazione che ci tormenta, trovare le risposte a
quelle domande che ci sfuggono.

Siamo state cresciute con fiabe che raccontano di principesse che attendono il principe
azzurro che le sposa e le porta nel castello incantato su di un cavallo bianco per vivere
felici e contente.

Abbagliate da queste favole siamo talmente impegnate nella frenetica ricerca del
“principe” che spesso vogliamo illuderci che la persona che accettiamo di avere al nostro
fianco, spesso in modo frettoloso, sia proprio quel principe, ma…..quando ci svegliamo
dall‟incantesimo della strega cattiva, ci accorgiamo che la vita non è la favola, che il
principe non è poi così principe, che il cavallo bianco è un ronzino, e il castello incantato
spesso è un bilocale di 50 mq.

                                                   26
Dobbiamo lavorare così tanto che spesso siamo talmente stanche e prese dai tanti
impegni che non ci accorgiamo delle cose belle che comunque ci circondano, e restiamo
deluse perché non abbiamo quella felicità raccontata nella fiaba.

Così cerchiamo in questa vita frenetica qualcosa che ci faccia rallentare, che ci riporti in
una dimensione più naturale per noi, e che ci riporti in quelle fiabe, e quello che è rimasto
del nostro istinto primordiale ci fa avvicinare a questa danza.

Questa danza mi ha dato la possibilità di conoscere altre donne, donne fantastiche con un
grande cuore, pronte ad abbracciare ed ad essere abbracciate, delle belle persone,
uniche ….
mi ha insegnato che nulla è impossibile ……

mi ha fatto ritrovare la fiducia in me stessa, ha aumentato la mia autostima, mi ha dato
consapevolezza del mio corpo, del mio respiro, del mio cuore, del mio vero Sé.

A chi mi chiede se è vero che questa danza è magica, rispondo che se la si pratica un‟ora
una volta alla settimana ha pochi effetti anche come semplice esercizio fisico, ma se si
inizia a praticarla con costanza e a lungo …….. le cose cambiano.

E‟ cambiato il modo di guardare l‟evolversi degli eventi.
Cammino per la strada e mi accorgo di piccole cose, lo sguardo di un bimbo, un balcone
fiorito, apprezzo la bellezza di un acquazzone estivo, o della nebbia autunnale …..

mi siedo su una panchina, e guardo le fronde degli alberi mosse dalla brezza della sera,
inizio a muovermi con loro come in una danza arcaica e mi sento un piccolissimo, ma
importante frammento che fa parte di questo universo …..
o guardo il sole che tramontando si tuffa nel mare, la pace e la serenità che trasmette, e
l‟importanza di un evento all‟apparenza comune ….. mi commuove ….

è cambiato l‟atteggiamento verso la vita decisamente molto più positivo e fiducioso……

sono cambiate le idee, le prese di posizione, le priorità…..
sono diventata più sensibile e percettiva ….
mi sento molto più vicina e disposta ad aiutare e comprendere le donne …..

ho imparato a non avere fretta ed ad attendere i segnali del destino, nulla succede per
caso …...

Per questo, durante le lezioni, si lavorerà sul fisico per stendere e rilassare i muscoli, sulla
psiche per rallentare il fluttuante e vorticoso passaggio dei pensieri, si ascolteranno le
nostre emozioni e tramite esse si eseguiranno i movimenti, movimenti che nella loro
ripetitiva lentezza ci porteranno in uno stato di consapevolezza corporea e di piacere
personale.

Seminari:

Livello Unico: Stretching “Percepire il corpo che danza”

Livello Principianti: “Percepire la Tecnica della Danza”




                                              27
Barbara Pettenati
cell 333 9517973
e-mail b_pettenati@yahoo.it
www.barbara-ara.it




DANZE ORIENTALI: “Evoluzione e Percorsi Trasversali”

                                            A cura di Silvana Ballestreri “Zahyra”
Il termine Raqs Sharqi significa danza orientale e rappresenta la danza classica, popolare
e tradizionale dell‟Egitto, che viene praticata ancor oggi, concepita come divertimento
sociale all‟ interno della famiglia o in occasioni di feste e matrimoni.

E‟ una danza di cui non esiste documentazione scritta che risalga a periodi antecedenti il
1800, però hanno trovato dei geroglifici egizi che indicano le sue origine dentro templi
faraonici come danza sacra…

Più avanti comincia a essere praticata in pubblico come divertimento e inizia a ricevere
l‟influenza dei paesi conquistasti, per esempio nel secolo XVI la danza indiana si innesta,
in parte, poi l‟egiziana, facendo nascere un prodotto artistico di forte impatto, in questo
caso la fusione e a favore della grazia, gestualità con linee flessuose e dolci.

Un altro esempio: la danza del velo fu praticata negli spettacoli orientali negli anni 40,
grazie ad una coreografa russa insegnante di Samya Gamal, grande danzatrice a cui
insegnò l‟uso dei veli. Così Samya l‟ha introdotto per la prima volta nei teatri egiziani
(anche se il velo è un accessorio molto importante nella cultura orientale in genere).

Se vogliamo parlare del Raqs Baladi, esso nasce fra la fusione del folklore urbano, portato
in città attraverso le migrazione della popolazione della campagna, con la musica e la
danza delle comunità straniere come greci, italiani, inglesi e francesi. Comunque le radici
e le componenti egiziane rimangono molto forti.


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Per quanto riguarda lo stile Raqs Sharqi, esso è colto, raffinato, elegante; mantiene la
base del baladi arricchite con forme accademiche occidentali, dove si attenuano la natura
terrena dei movimenti grazie all‟uso della mezza punta.

Penso che i percorsi trasversali del passato hanno dimostrato che è possibile intervenire
in forma non aggressiva ed invadente…, lasciando una delicata ma decisa impronta che
non modifica l‟essenza e lo spirito, che rappresentano la tradizione e la storia di una
grande cultura.

Secondo la mia esperienza personale, ho iniziato a ballare coinvolta dalla magia del
mondo orientale, proprio in Libano dove ho trascorso quasi 6 messi. Questo contatto
diretto mi ha ispirato significativamente con la musica e danza del posto, dove ho avuto
l‟occasione di studiare lo stilo folk e anche il baladi classico.

Al mio ritorno, affascinata, ho continuato a studiare il sharqi classico….che finalmente ha
conquistato il mio cuore e si è identificato col mio stile, abbinandosi perfettamente con la
mia radice nella danza classica …Oggi mi piace tanto abbinare anche elementi del pop, il
jazz e il modern per 2 motivi:

 1- per continuare in linea parallela con l‟evoluzione della danza orientale …, credo sia
necessario crescere insieme alle innovazioni, sempre che queste siano valide e in un
giusto equilibrio.

2- perché sento che donano alla mia performance grinta e personalità.



SEMINARI:

Livello Principianti Tecnica „Modern Belly Dance‟
Si farà tecnica, passi e abbinamenti del classico Raqs Sharqi con qualche elemento del
pop e modern jazz.

Livello Principianti Coreografia “Modern Belly Dance”: si utilizzano i passi e
abbinamenti studiati nelle lezione precedenti.

Silvana Ballestreri –Zahyra

Zahyra.sb@libero.it – www.zahyra.it

Cell : 329 2186975
Via Po 22,Montemurlo,Prato
Scuola:Zahyra Oriental Dance
Gruppo:‟Zahyra e Le Dune del Deserto‟




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