ESERCIZI di SCIENZA delle FINANZE 2 by k9dqAi

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									                             ESERCIZI di SCIENZA delle FINANZE 2

PARAMETRI PER IL CALCOLO DELL’IRPEF 2010:

Struttura delle aliquote

Redd.     Compl.        al     netto      delle                  Aliquote legali
deduz.tradizionali
0-15000                                                               23%
Da 15000 a 28000                                                      27%
Da 28000 a 55000                                                      38%
Da 55000 a 75000                                                      41%
Oltre 75000                                                           43%

Le detrazioni per fonte del reddito e per carichi di famiglia
(nella tabella che segue RC è da considerarsi al netto della rendita catastale dell’immobile
adibito ad abitazione principale)
Le detrazioni per fonte del reddito
Redditi di lavoro dipendente e assimilati
                      fino a 8000                                      1840
                                                                1338 + 502 (15000-RC) /
                      8001-15000                                       7000
                     15001-23000                              1338(55000-RC) / 40000
                     23001-24000                            1338(55000-RC) / 40000 + 10
                     24001-25000                            1338(55000-RC) / 40000 + 20
                     25001-26000                            1338(55000-RC) / 40000 + 30
                     26001-27700                            1338(55000-RC) / 40000 + 40
                     27701-28000                            1338(55000-RC) / 40000 + 25
                     28001-55000                              1338(55000-RC) / 40000
Detrazioni per carichi di famiglia
Coniuge
                     fino a 15000                              800 - 110 RC / 15000
                     15001-29000                                        690
                     29001-29200                                        700
                     29201-34700                                        710
                     34701-35000                                        720
                     35001-35100                                        710
                     35101-35200                                        700
                     35201-40000                                        690
                     40001-80000                              690 (80000-RC) / 40000


La detrazione per ciascun figlio a carico è
= (d+a)(1- RC/(95000+15000(numerofigli -1))
dove
d= 800 se il figlio ha più di tre anni e in famiglia non ci sono più di 2 figli
d= 900 se il figlio ha meno di tre anni e in famiglia non ci sono più di due figli
a=200 per ciascun figlio se in famiglia ci sono almeno tre figli, altrimenti a=0




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IRPEF

Esercizio n. 1

Nel corso del 2009, il signor Rossi ha percepito un reddito da lavoro dipendente, al lordo delle
ritenute effettuate dal datore, pari a 28000 euro. Ha percepito interessi su depositi bancari per 2000
euro e ha maturato plusvalenze su azioni relative a partecipazioni non qualificate per 2000 euro.
Vive in una abitazione di sua proprietà, con rendita catastale di 500 euro. Possiede inoltre un
appartamento che ha affittato, con un contratto non convenzionato, a 5000 euro (l’appartamento ha
rendita catastale di 750 euro). Durante il 2007 ha sostenuto spese mediche per 600 euro e ha pagato
2800 euro di interessi passivi sul mutuo relativo alla casa in cui abita. Ha coniuge e 2 figli, di cui
uno solo di età superiore ai tre anni, a carico.
Calcolate l’Irpef netta del signor Rossi ricordando che sulle spese mediche c’è una franchigia di
130 euro.

Soluzione esercizio 1

Il reddito complessivo del signor Rossi è uguale a 28000 + (0,85 x 5000) + 500= 32750.

Le plusvalenze azionarie e gli interessi bancari non entrano nell’imponibile Irpef, ma sono
assoggettati a regimi sostitutivi.

Si noti che, nel calcolare il reddito che Rossi ottiene dall’appartamento affittato si fa riferimento al
reddito effettivo (l’affitto) a meno che non risulti inferiore al reddito normale (la rendita catastale).
Inoltre il canone di locazione è ridotto del 15% per tenere conto in modo forfetario delle spese di
manutenzione e gestione dell’immobile da parte del proprietario.

L’abitazione principale concorre alla formazione del reddito complessivo per un ammontare pari
alla rendita catastale, che viene poi dedotta per intero (deduzione tradizionale). (E’ di fatto esclusa
dall’imponibile Irpef.)

Il reddito imponibile è uguale al reddito complessivo meno la rendita catastale sull’abitazione
principale, interamente deducibile. E’ quindi 32750-500=32250.

Imposta lorda
(15000*0,23) + (28000-15000)*0,27 + (32250-28000)*0,38=3450+3510+1615=8575

Detrazione per reddito da lavoro dipendente:
Visto che il reddito complessivo è compreso tra 28001 e 55000, si applica la formula
Dldip=1338 [(55000- 32250)/40000] = 1338 x0,56875=760,99

Detrazione per i figli:
Df2=( (800+100)+ 800)(1- 32250/110000) = 1700*0,7068= 1201,59

Detrazione per coniuge a carico:
Dc= 710

Detrazioni per oneri = 0.19 x (600 – 130 + 2800) = 621,3

Irpef netta = 8575- 760,99-1201,59-710 - 621,3 = 5281,12


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L’aliquota media è quindi 5281,12/32250 = 16,38%

L’aliquota media effettiva è invece 5281,12/32750=16,13

L’aliquota marginale legale è uguale al 38%

L’aliquota marginale effettiva, che ci dice quanto varia l’imposta al variare del reddito
complessivo del contribuente, tiene conto anche della variazione delle detrazioni per lavoro
dipendente e per figli a carico al variare del RC. Possiamo calcolare quanto è variata l’imposta del
contribuente quando il suo reddito complessivo passa da 31750 a 32750 euro. Calcoliamo cioè
l’aliquota marginale effettiva relativa agli ultimi 1000 euro guadagnati.
L’imposta lorda aumenta di 380 euro (essendo il 38% l’aliquota marginale legale corrispondente al
reddito imponibile del contribuente).
 La detrazione per reddito di lavoro dipendente diminuisce di (794,44 - 760,99) = 33,45. Quella per
figli a carico diminuisce di (1217,05 - 1201,59) = 15,46.
L’imposta netta è quindi aumentata di (380+33,45+15,46) = 428,91. L’aliquota marginale effettiva
sugli ultimi 1000 euro del contribuente è quindi pari al 42,89%, ed è significativamente più alta
rispetto all’aliquota legale.

(In alternativa, l’aliquota marginale effettiva si può trovare così:
                                              55000 1338 RC
La detrazione da lavoro dipendente è 1338 40000 − 40000          .
Quindi, se RC varia di un ammontare uguale a ΔRC, la variazione della detrazione è uguale a
   1338
 −        ΔRC=− 0 . 03345 ΔRC .
   40000

                                1700 RC
La detrazione per figli è 1700− 110000 .
Quindi, se RC varia di un ammontare uguale a ΔRC, la variazione della detrazione è uguale a
  1700
−          ΔRC=− 0 .0154 ΔRC .
  110000
Se il reddito complessivo aumenta per un ammontare uguale a ΔRC, su questa somma si paga il
38% di aliquota formale, inoltre si perde il 3.3345% per riduzione detrazione di reddito da lavoro,
e l’1.54% per riduzione detrazione per figli.
Sommiamo queste tre percentuali: 38%+3.345%+1.54%=42.89%.)




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Esercizio n. 2

Il signor Bianchi nel corso del 2009 ha percepito i seguenti redditi:
a) reddito da lavoro dipendente, al lordo delle ritenute effettuate dal datore, per 40000 euro
b) reddito da lavoro autonomo di 10000 euro, a fronte del quale ha subito una ritenuta alla fonte di
2000 euro.
c) Interessi su BTP per 4000 euro
d) Affitto su una casa di sua esclusiva proprietà di 8000 euro (la rendita catastale di tale casa è di
1750 euro).
Ha un figlio a carico, di età superiore ai tre anni. La moglie non è a carico, in quanto percepisce un
reddito come co.co.pro di 7300 euro; ha sostenuto le seguenti spese:
a) spese per il dentista del figlio: 2000 euro
b) spese per tasse scolastiche: 200 euro
Calcolate l’Irpef netta e l’Irpef da versare a saldo per il signor Bianchi.


Soluzione esercizio 2

Reddito complessivo = 40000 + 10000 + 0,85 x 8000 = 56800

Non ci sono deduzioni tradizionali.

Per trovare l’Irpef lorda, applico la scala delle aliquote:
Irpef lorda =
0,23x15000+0,27x13000+0,38x27000+0.41x1800=3450+3510+10260+738=17958

Poiché la moglie non è a carico, la detrazione per figlio a carico deve essere ripartita fra i due
coniugi al 50%, ovvero, previo accordo fra i due, può essere attribuita al coniuge con reddito più
elevato. Va allora considerato che la moglie ha un reddito da co.co.pro, e cioè un reddito che la
legislazione fiscale qualifica come reddito da lavoro dipendente. Questo reddito è inferiore agli
8000 euro e, grazie alla detrazione da lavoro dipendente, è esente da imposta. Ai coniugi Bianchi
non conviene quindi attribuire alcuna quota di detrazione alla signora Bianchi, che non trarrebbe
nessun beneficio da una detrazione fiscale per oneri familiari, essendo il suo debito di imposta già
azzerato dalla detrazione per lavoro dipendente. Ipotizziamo quindi che il signor Bianchi, ben
consigliato dal suo Caaf, attribuisca a sé l’intera detrazione.

Detrazione sul figlio maggiore di tre anni:
Df1=800 (1- Y/95000) =800 ((95000-56800)/95000) = 321,68

La detrazione per reddito da lavoro dipendente non spetta al signor Bianchi perché il suo reddito
complessivo supera i 55000 euro.

Detrazioni per oneri = 0.19x(2000-130+200)= 0,19x2070=393,3

Irpef netta = 17958 – 321,68 – 393,3=17243,02

Per calcolare l’Irpef da versare a saldo devo sottrarre dall’Irpef netta le ritenute che il signor
Bianchi ha subito durante l’anno, al momento della percezione dei suoi redditi.




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Ritenute sul reddito da lavoro dipendente: il datore di lavoro considera il reddito da lavoro
dipendente come l’unico reddito del contribuente, calcola quindi su di esso sia la detrazione per
reddito da lavoro dipendente che le detrazioni per oneri familiari.

L’Irpef lorda calcolata dal datore è quindi commisurata al suo reddito di lavoro di 40000 euro ed è
pari a:
0,23x15000+0,27x13000+0,38x12000=3450+3510+4560=11520
A questo importo il datore toglie la detrazione per redditi da lavoro dipendente:
Dldip=1338 [(55000-Y)/40000] = 1338 x ((55000-40000)/40000) =1338x0,375=501,75
e la detrazione per il figlio a carico, anch’essa calcolata dal datore di lavoro considerando il reddito
da lavoro dipendente come reddito complessivo:
Df1=800 (1- Y/95000) =800-0,00842 x 40000 = 800-336,8 = 463,2

Si noti che entrambe le detrazioni calcolate dal datore di lavoro, non conoscendo che il signor
Bianchi ha altri redditi, sono più alte del dovuto, in quanto si tratta di detrazioni decrescenti al
crescere del reddito complessivo. Ciò comporterà al signor Bianchi il vantaggio di aver pagato un
acconto più basso (quello trattenuto dal datore), ma che verrà compensato da un saldo più alto.
Nel complesso, il datore ha versato ritenute uguali a 11520-501,75-463,2=10555,05

Il signor Bianchi ha anche subito ritenute sul suo reddito da lavoro autonomo: 2000

Ritenute totali = 10555,05 + 2000 =12555,05

Irpef da versare a saldo: 17243,02-12555,05=4687,97




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Esercizio n. 3

Si considerino due famiglie entrambe composte da due coniugi e da due figli di cui uno di età
inferiore a tre.
-nella famiglia A solo uno dei due coniugi lavora, come lavoratore dipendente, ed ha un reddito
lordo di 50000 euro
-nella famiglia B entrambi i coniugi lavorano come lavoratori dipendenti e percepiscono ciascuno
un reddito lordo di 25000 euro
Si confronti l’Irpef delle due famiglie. Cosa si può dire di un’imposta personale e progressiva
rispetto alle famiglie monoreddito?

Soluzione esercizio 3

Famiglia A:
reddito complessivo del coniuge RC=50000
reddito imponibile RI=50000

Irpef lorda: 15000*0,23+13000*0,27+22000*0,38=3450+3510+8360=15320

Detrazioni per oneri familiari:
detrazione per il primo figlio: Df1= 800(1-50000/110000)=436,36
detrazione per il secondo figlio: Df2=900(1-50000/110000)=490,90

detrazione per il coniuge a carico: Dc=690[(80000-50000)/40000]=517,5
detrazioni totali per oneri familiari: 1444,77

Detrazioni per reddito da lavoro dipendente:
Dldip=1338[(55000-50000)/40000]=167,25

Irpef netta: 15320-1444,77-167,25=13707,98
Aliquota media: 13707,98/50000=27%

Famiglia B
Si consideri un coniuge:
reddito complessivo: RC=25000
reddito imponibile: RI=25000

Irpef lorda: 15000*0,23+10000*0,27=3450+2700=6150

Detrazioni per oneri familiari:
in base alla Finanziaria 2007 i coniugi si ripartiscono la detrazione per figli a carico nella misura del
50%; (si possono accordare per attribuire la detrazione al coniuge con il reddito maggiore, ma non è
questo il nostro caso);

detrazione per il primo figlio: Df1=800(1-25000/110000)=618,18
detrazione per il secondo figlio: Df2=900(1-25000/110000)=695,45
detrazione per oneri di famiglia di un coniuge: (618,18+695,45)/2=656,82

Detrazione per reddito da lavoro dipendente:
Dldip=1338[(55000-25000)/40000]+20=1023,5


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Irpef netta: 6150-656,82-1023,5=4469,68

Irpef familiare: 4469,68*2=8.939,36
Aliquota media familiare: 8.939,36/50.000=0,17879=17,879%

L’aliquota media, calcolata sul reddito familiare, è il 17,879%, molto più bassa dell’aliquota della
famiglia A, 27%.

L'imposta sul reddito personale e progressiva penalizza le famiglie monoreddito.




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Esercizio n. 4

Considerate una famiglia composta da marito, moglie e due figli, in cui il marito percepisce un
reddito imponibile pari a 40.000 euro, e la moglie un reddito imponibile di 15000 euro.
Ipotizzate che la struttura delle aliquote e degli scaglioni dell’imposta sul reddito sia la seguente
(non vi sono né detrazioni, né deduzioni):
Scaglioni              aliquota
0-15000                10%
15000 – 30000          20%
>30000                 30%

a) calcolate quanto la famiglia deve pagare per l’imposta sul reddito, nel caso di unità impositiva
individuale
b) calcolate quanto la famiglia deve pagare per l’imposta sul reddito, nel caso di unità impositiva
familiare, senza correzioni per la numerosità dei componenti
c) calcolate quanto la famiglia deve pagare per l’imposta sul reddito, nel caso di unità impositiva
familiare, con applicazione dello splitting
d) calcolate quanto la famiglia deve pagare per l’imposta sul reddito, nel caso di unità impositiva
familiare, con applicazione del quoziente familiare (il capofamiglia pesa 1, il coniuge 0,7, il primo
figlio 0,5, ogni figlio successivo 0,3).

Soluzione esercizio 4

a) Nell’ipotesi di tassazione individuale, ciascuno dei percettori di reddito, il marito e la moglie,
calcola separatamente la propria imposta.
T(marito) = 0,1x15000+0,2x15000+0,3x10000 = 1500+3000+3000=7500
T(moglie) = 0,1x15000=1500
Imposta totale pagata dalla famiglia = 9000
Aliquota media sul reddito familiare = 9000/55000= 16,36%

b) Nel caso di tassazione sulla famiglia, senza correzioni per tenere conto del numero dei
componenti, la tassazione è commisurata alla somma (cumulo) dei redditi dei percettori.
imposta = 0,1x15000+0,2x15000+0,3x25000 = 1500+3000+7500=12000
Aliquota media sul reddito familiare = 12000/55000= 21,82%
(In presenza di imposta progressiva, e senza correttivi, quali lo splitting o il quoziente familiare, la
tassazione familiare, con il cumulo dei redditi, comporta un onere di imposta più elevato).

c) La tassazione del reddito familiare, in caso di splitting, avviene cumulando tutti i redditi familiari
e poi attribuendoli, metà per uno, ai due coniugi.
 imposta complessiva= 2 x T(55000/2) = 2 x T(27500) = 2 x (0,1x15000+0,2x12500)
= 2 x (1500+2500)=8000
Aliquota media sul reddito familiare = 8000/55000=14,54%
L’applicazione dello splitting ha comportato una riduzione dell’aliquota media, non solo rispetto
alla situazione di cumulo, ma anche rispetto alla situazione di tassazione individuale.

d) La tassazione secondo il quoziente familiare permette di attribuire a ciascun membro della
famiglia un reddito pro capite corretto per le economie di scala che si riscontrano nella convivenza.
Il quoziente familiare è pari alla somma dei pesi riconosciuti a ciascun componente:
1+0,7+0,5+0,3=2,5
 Si calcola l’imposta dovuta sul reddito pro capite corretto reso equivalente (e quindi confrontabile
fra famiglie di numerosità diversa) attraverso la sua divisione per il

                                                   8
quoziente e poi si moltiplica l’importo ottenuto per il quoziente familiare stesso:
imposta = 2.5 x T(55000/2.5) = 2.5 x T(22000) = 2.5 x (0,1x15000+0,2x7000)
= 2,5 x (1500+1400)=7250.
Aliquota media sul reddito familiare = 7250/55000=13.18%

Alternativamente si calcola l’imposta dovuta sul reddito pro capite corretto e cioè su 22000. questa
imposta è pari a 2900. Si calcola l’aliquota media corrispondente al reddito pro capite corretto:
2900/22000 = 13,18% e la si applica al reddito familiare complessivo. 13,18%x55.000=7.250.
Questa seconda procedura rende evidente che il passaggio per il reddito procapite corretto ha la
funzione di calcolare l’aliquota media idonea per un dato reddito familiare, se si tiene conto della
numerosità dei suoi componenti, in presenza di imposta progressiva.




                                                   9
Esercizio n. 5

Un individuo nel corso del 2009 ha percepito un reddito da lavoro dipendente, al lordo delle ritenute
effettuate dal datore di lavoro, pari a 22000 euro. Vive in un appartamento di sua proprietà con
rendita catastale di 1850 euro. Possiede inoltre un appartamento che ha affittato, con un contratto
non convenzionato, a 5000 euro (l’appartamento ha rendita catastale di 750 euro).
Ha percepito interessi su depositi bancari per 1800 euro e ha maturato plusvalenze azionarie relative
a partecipazioni non qualificate per 2000 euro. Nel corso del 2006 ha inoltre sostenuto spese
mediche per 600 euro (con franchigia di 130 euro) e ha pagato interessi passivi sul mutuo relativo
all’appartamento in cui abita per 2800 euro. Ha coniuge a carico.
Calcolare l’Irpef netta dell’individuo.

Soluzione esercizio 5

Gli interessi bancari e le plusvalenze relative a partecipazioni non qualificate sono sottoposti a
regimi sostitutivi e perciò non rientrano nell’imponibile Irpef.

Il reddito complessivo dell’individuo è perciò:
RC=22000+1850+0,85*5000=28100

L’abitazione principale concorre alla formazione del reddito complessivo per un ammontare pari
alla rendita catastale, che viene poi dedotta per intero (deduzione tradizionale). (E’ di fatto esclusa
dall’imponibile Irpef.)

Si noti che nel calcolare il reddito che l’individuo ottiene dall’appartamento affittato si fa
riferimento al reddito effettivo (canone di locazione) a meno che non risulti inferiore al reddito
normale (la rendita catastale).
Inoltre il canone di locazione è ridotto del 15% per tenere conto in modo forfetario delle spese di
manutenzione e gestione dell’immobile da parte del proprietario.

Deduzioni tradizionali: 1850
Reddito imponibile lordo: RIL=28100-1850=26250

Applicando la scala delle aliquote per il 2010 si ottiene:
Irpef lorda: 15000*0,23+(26250-15000)*0,27=6487,5

Detrazioni per oneri familiari
detrazione per coniuge a carico: Dc=690

Detrazione per lavoro dipendente
Dldip=1338[(55000-26250)/40000]=961,69

Detrazione per oneri: 0,19(600-130+2800)=621,3
Le detrazioni del 19% di oneri personali non cambiano con la riforma.

Irpef netta: 6487,5-690-961,69-621,3=4214,51




                                                  10
Esercizio n. 6

Un individuo, nel corso del 2009, ha percepito un reddito da lavoro autonomo, al lordo delle
ritenute di imposta eventualmente subite, pari a 37000 euro, a fronte di spese per il personale di
2450 e di acquisti di materie prime per 2750. Ha percepito 9000 euro per l’affitto di un
appartamento di sua proprietà che ha rendita catastale di 1850 euro.
Ha ottenuto interessi su titoli obbligazionari per 1700 euro e plusvalenze da cessioni di
partecipazioni non qualificate per 2500 euro. Partecipa inoltre in una società di persone di cui
possiede una quota del 10% e che ha avuto nel 2005 un reddito imponibile di 42000 euro.
Ha coniuge e due figli, di cui uno solo di età superiore ai tre anni, a carico. Ha sostenuto spese
sanitarie per 500 euro e spese per tasse scolastiche per 2000 euro.
Calcolare l’Irpef netta, ricordando che sulle spese mediche c’è una franchigia di 130 euro.

Soluzione esercizio 6

Gli interessi su titoli obbligazionari e le plusvalenze su partecipazioni non qualificate sono
sottoposti a regimi sostitutivi e perciò non rientrano nell’imponibile Irpef.

Il reddito complessivo dell’individuo è:
(37000-2450-2750)+0,85x9000+0,10x42000=43650

Per i lavoratori autonomi il reddito imponibile è quello effettivo di cassa al netto delle spese di
produzione.

Si noti che nel calcolare il reddito che l’individuo ottiene dall’appartamento affittato si fa
riferimento al reddito effettivo (canone di locazione) a meno che non risulti inferiore al reddito
normale (la rendita catastale).
Inoltre il canone di locazione è ridotto del 15% per tenere conto in modo forfetario delle spese di
manutenzione e gestione dell’immobile da parte del proprietario.

Non ci sono deduzioni tradizionali.

Reddito imponibile RI=43650

Applicando la scala delle aliquote per il 2010 si ottiene
Irpef lorda: 0,23*15000+0,27*13000+0,38*15650=12907

Detrazioni per oneri familiari
Detrazione per il primo figlio: Df1=800[(1-43650/110000)]=482,54
Detrazione per il secondo figlio: Df2=900[(1-43650/110000)]=542,86
Detrazione per coniuge a carico: Dc=690[(80000-43650)/40000]=627,04
Detrazioni totali per oneri familiari: 482,54+542,86+627,04=1652,44

Detrazione per lavoro autonomo: Dlaut=1104[(55000-43650)/50200]=249,61

Detrazione per oneri: 0,19(500-130+2000)=450,30

Irpef netta: 12907-1652,44-249,61-450,30=10554,65




                                                11
Esercizio n.7

Il Signor Verdi, nel corso del 2009, percepisce un reddito da lavoro dipendente, al lordo delle
ritenute effettuate dal datore, pari a 30000 euro, e un reddito da lavoro autonomo di 14000 euro, a
fronte del quale ha subito una ritenuta alla fonte di 2800. Percepisce un affitto annuo di 7000 euro
su una casa di sua proprietà che ha rendita catastale di 1200.
Percepisce poi le seguenti plusvalenze azionarie:
-relative a partecipazioni qualificate, per 4000 euro
-relative a partecipazioni non qualificate, per 2500 euro
-relative a partecipazioni in una società residente a Montecarlo, per 3000 euro.
Ha un figlio a carico di età maggiore ai tre anni, per cui ha speso 200 euro per tasse scolastiche, e
300 euro per spese mediche. La moglie non è a carico perché percepisce un reddito da lavoro
dipendente di 6500 euro.
Calcolare l’Irpef netta e l’Irpef da versare a saldo per il Signor Verdi.

Soluzione esercizio 7

Reddito complessivo: RC=30000+14000+7000*0,85+4000*0,40+3000=54550
Si ipotizza che le partecipazioni nella società residente nel paese a fiscalità privilegiata siano
qualificate (o se non qualificate si ipotizza che la società non sia quotata in borsa), perciò
integralmente tassate.
Reddito imponibile: RI=54550
Irpef lorda= 15000*0,23+13000*0,27+26550*0,38=17049
Detrazione per il figlio a carico: Df=800(1-54550/95000)=340,63
Il Sig. Verdi attribuisce a sé l’intera deduzione per figlio a carico essendo la moglie incapiente
Detrazione per reddito da lavoro dipendente: Dldip=1338[(55000-54550)/40000]=15,05
detrazioni: 0,19*(200+300-130)=70,3
Irpef netta= 17049-340,63-15,05-70,3=16623,02

Per calcolare l’Irpef da versare a saldo si considera:
Reddito imponibile=30000
Irpef lorda=15000*0,23+13000*0,27+2000*0,38=7720
Detrazione per il figlio a carico: Df=800(1-30000/95000)=547,37
Detrazione per lavoro dipendente: Dldip= 1.338(55.000-30.000)/40.000=836,25
Irpef versata dal datore=7720-547,37-836,25=6336,38
Irpef da versare a saldo=16623,02-6336,38-2800=7486,64




                                                 12
Esercizio n. 8

Il Signor Rossi, nel corso del 2007, percepisce un reddito da lavoro dipendente, al lordo delle
ritenute effettuate dal datore, pari a 25000 euro. Abita in un appartamento di sua proprietà che ha
rendita catastale di 1200 euro e ha pagato interessi passivi per 1500 euro sul mutuo relativo a questo
appartamento. Percepisce un affitto annuo di 2400 euro su un monolocale di sua proprietà che ha
rendita catastale di 750 euro. Detiene il 10% delle quote di una società di persone che nel 2005 ha
un utile di 29000 euro. Percepisce dividendi relativi a partecipazioni non qualificate in una Spa per
2450, e dividendi per partecipazioni qualificate in un’altra Spa per 3200 euro.
Ha coniuge e un figlio maggiore di tre anni a carico, di cui ha pagato tasse scolastiche per 300 euro.
Calcolare l’Irpef netta del Signor Rossi.


Soluzione esercizio 8

Reddito complessivo: RC=25000+1200+2400*0,85+2900+3200*0,40=32420
deduzione tradizionale: 1200
Reddito imponibile: RI=32420-1200=31220
Irpef lorda=15000*0,23+13000*0,27+3220*0,38=8183,6
detrazione per il figlio a carico: Df=800(1-31220/95000)=537,09
detrazione per coniuge a carico: Dc=710
detrazioni per oneri familiari: DOF= 537,09+710=1247,09
detrazione per reddito da lavoro dipendente: Dldip=1338[(55000-31220)/40000]=795,44
detrazioni per oneri: 0,19*(1500+300)=342
Irpef netta=8183,6-1247,09-795,44-342=5799,07




                                                 13
IRES E IRAP

Esercizio n. 9

Si consideri una società di capitali che nel 2009 presenta i seguenti dati contabili:
ricavi 12000
costi per materie prime 1200
spese per il personale 1500
oneri sociali 800
ammortamenti 300
interessi passivi 500
nuovi investimenti 400
ha ottenuto dividendi per 500
ha distribuito utili ai propri azionisti per 900.

Il Rol della società è pari a 8500
Calcolare Ires e Irap dovute dalla società, evidenziando la differente base imponibile e motivando i
vostri calcoli (esplicitando, laddove necessario, le vostre ipotesi)

Soluzione esercizio 9

Poiché il 10% dell’Irap è deducibile dalla base imponibile dell’Ires conviene calcolare prima L’Irap
e poi l’Ires.

La base imponibile dell’Irap è data dal valore aggiunto netto (VAN) della società, calcolato come
differenza fra i ricavi e costi per l’acquisto di materie prime e beni intermedi, ammortamenti, oneri
sociali relativi ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato

Van=12000-1200-300-800=9700 (calcolato per differenza)


Irap=0,039*9700=378,3

Dalla base imponibile dell’Ires bisogna dedurre il 10% di 378,3 e cioè 37,83
Gli interessi passivi sono integralmente deducibili in quanto inferiori al 30% del Rol. Si ricorda che
i dividendi ricevuti da una società residente sono inclusi nella base imponibile Ires per il 5% del
loro ammontare (500*0,05=25)

Utile=12000-1200-1500-800-300-500+500*0,05 -37,83=7687,17
Ires=0,275*7687,17=2113,97

Si noti che il Van può essere anche calcolato come somma delle remunerazioni dei fattori
produttivi: costo del lavoro, interessi, rendite e profitti

Van=1500+500+7725-25=9700 (calcolato per somma)

Dove i profitti si considerano al netto della componente dividendi inclusa nella base imponibile
dell’Ires e della deduzione parziale Irap.




                                                   14
Esercizio n. 10

        La società di capitali A ha ottenuto nel 2008 un finanziamento di 100.000 per effettuare un
importante investimento indebitandosi attraverso l’emissione di obbligazioni a lungo termine su cui
paga interessi annui pari al 12% (e cioè 12000 ogni anno)
        La società di capitali B, ha ottenuto nel 2008 lo stesso finanziamento di 100.000, per
effettuare un analogo investimento, attraverso un aumento di capitale sottoscritto dai suoi soci. Nel
2009 decide di remunerare i soci per la sottoscrizione effettuata prevedendo di distribuire ad essi
dividendi per 12000 (lo stesso ammontare che la società A paga come interessi ai suoi debitori).
        Entrambe le società hanno 15 dipendenti e hanno sede in Emilia Romagna, nel 2009 hanno
avuto:
        ricavi per 250000
        costi per salari e stipendi per 90000
        costi per oneri sociali 31000
        costi per materie prime per 87000
        costi per ammortamenti rilevanti a fini fiscali per 16000

       Il Rol di entrambe le società è pari a 42000.

       Calcolare l’Ires e l’Irap delle due società, dimostrando che mentre l’Ires non è neutrale nei
confronti delle scelte di finanziamento delle imprese l’Irap lo è. (Non si considerino gli effetti delle
agevolazioni, in termini di deduzioni dalla base imponibile, ai fini dell’Irap, riconosciute alle
piccole e medie imprese).

Soluzione esercizio 10

        Il VAN della società A e della società B sono identici e pari a
                             250000-87000-16000-31000-69000=47000
dove 69000 è la deduzione riconosciuta per i lavoratori a tempo indeterminato pari a 4600 euro a
testa per 15 dipendenti.
        L’IRAP dovuta è quindi pari per entrambe le società a 0,039x47000=1833
        Entrambe le società potranno dedurre il 10% dell’IRAP e cioè 183,3 euro dalla base
imponibile dell’Ires.

      L’utile tassabile della società A è pari a 250000-90000-31000-87000-16000-12000-183,3 =
13816,7 (gli interessi passivi sono integralmente deducibili perché non eccedono il 30% del Rol).

       L’Ires dovuta dalla società A è quindi pari a 0,275x13816,7 =3799,59

       L’utile tassabile della società B è pari a 250000-90000-31000-87000-16000-183,3= 25816,7
       L’Ires dovuta è quindi pari a 0,275x25816,7 = 7099,59

        La società B quindi paga un’Ires superiore alla società A pur remunerando i suoi azionisti
per il capitale ottenuto allo stesso modo in cui la società A remunera i suoi debitori. Gli interessi
passivi sono infatti deducibili dalla base imponibile mentre i dividendi non lo sono.

        Le due società pagano invece la stessa Irap. l’Irap è quindi neutrale nei confronti delle loro
scelte di finanziamento.




                                                  15
Esercizio n. 11

Si consideri una società di capitali che nel 2009 presenta i seguenti dati contabili:
ricavi 8200
costi per l’acquisto di materie prime 2600
spese per il personale 650
oneri sociali 200
nuovi investimenti 900
ammortamenti 150
interessi passivi 120
dividendi da una società residente 2000

Il Rol della società è pari a 4750
La società ha 1 dipendente.
Calcolare l’Ires e l’Irap dovute da questa società, spiegando come viene definita la base imponibile
di ciascuna.

Soluzione esercizio 11

Van= 8200-2600-150-200-4600=650 (calcolato per differenza)
Irap=0,039*650=64,35

Dalla base imponibile dell’Ires bisogna dedurre il 10% di 64,35 e cioè 6,44
Gli interessi passivi sono integralmente deducibili in quanto inferiori al 30% del Rol. Si ricorda che
i dividendi ricevuti da una società residente sono inclusi nella base imponibile Ires per il 5% del
loro ammontare (2000*0,05=100)

Utile=8200-2600-650-200-150-120+2000*0,05-6,44 =4573,56
Ires=0,275*4573,56=1257,7


Van=650+120+4580-100-4600=650 (calcolato per somma)


Vedere gli esercizi della Prof. M.C. Guerra per ulteriori approfondimenti.




                                                   16
TASSAZIONE DELLE ATTIVITA’ FINANZIARIE

Esercizio n. 12

All’inizio del 2005 il Signor Rossi possiede le seguenti attività finanziarie:
-titoli di stato: 10 (in migliaia di euro)
-azioni di società quotate (partecipazioni non qualificate): 20
-quote di fondi comuni: 13
Durante l’anno, dopo aver percepito dividendi per 2, vende le azioni possedute per 24. Inoltre
percepisce nel corso dell’anno interessi lordi sui titoli di stato per 1 e proventi netti da fondi comuni
per 3. Alla fine dell’anno il valore dei titoli di stato nel portafoglio è salito a 12.
Si calcolino le imposte totali a carico del Signor Rossi a seconda che opti per il risparmio
individuale o per il risparmio individuale gestito.

Soluzione esercizio 12

Regime della dichiarazione2
dividendi
plusvalenza azionaria per partecipazione non qualificata (realizzata) 4
interessi 1
Imposta=(2+4+1)*0,125=0,875 (875 euro)

Regime del risparmio individuale gestito
Valore del patrimonio alla fine del 2005: PF=12+24+13+3+2+1=55
Valore del patrimonio all’inizio del 2005: PI=10+20+13=43
Risultato di gestione=PF-PI-proventi da fondi comuni=55-43-3=9
Imposta=9*0,125=1,125 (1125 euro)

La differenza di imposta deriva dal fatto che nel regime del risparmio gestito viene tassata anche la
plusvalenza pari a 2 mila euro maturata (e non realizzata) sui titoli di stato.
In questo caso per il Sig. Rossi è più conveniente il regime del risparmio individuale.




                                                   17
Esercizio n. 13

All’inizio del 2005 il Signor Verdi possiede le seguenti attività finanziarie:
-titoli di stato per 20000 euro
-azioni di società quotate (partecipazione non qualificata) per 40000 (valore di acquisto)
Durante l’anno, dopo aver percepito dividendi per 4000, vende le azioni possedute per 48000.
Percepisce nel corso dell’anno interessi lordi sui titoli di stato per 2000.
Alla fine dell’anno, il valore dei titoli di stato è salito a 24000.
Si calcolino le imposte totali a carico del Signor Verdi a seconda che opti per il regime del
risparmio individuale o del risparmio individuale gestito.

Soluzione esercizio 13

Regime della dichiarazione
dividendi 4000
plusvalenza azionaria per partecipazione non qualificata (realizzata) 8000
interessi 2000
Imposta=(4000+8000+2000)*0,125=14000*0,125=1750

Regime del risparmio individuale gestito
Valore del patrimonio alla fine del 2005: PF=24000+48000+4000+2000=78000
Valore del patrimonio all’inizio del 2005: PI=20000+40000=60000
Risultato di gestione=PF-PI=18000
Imposta=18000*0,125=2250

La differenza di imposta deriva dal fatto che nel regime del risparmio gestito viene tassata anche la
plusvalenza pari a 4000 euro maturata (e non realizzata) sui titoli di stato.
In questo caso per il Sig. Verdi è più conveniente il regime del risparmio individuale.




                                                 18
IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

Esercizio n. 14

Si consideri un’economia con due imprese A e B. L’impresa A produce un bene di investimento del
valore di 400; questo bene viene poi venduto all’impresa B, che lo utilizza (applicando
l’ammortamento ordinario al 50%) per produrre un bene finale di consumo del valore di 900.
L’aliquota di una generica imposta sul valore aggiunto è pari al 10%.
Determinare l’imposta sul valore aggiunto (metodo imposta da imposta) nelle tre diverse possibili
tipologie di base imponibile, spiegando le differenze:
-consumo;
-reddito netto;
-reddito lordo.

Soluzione esercizio 14

Imposta tipo consumo
                  Impresa A      Impresa B
Iva a debito         40              90
Iva a credito         0              40
Iva da versare       40             50                   gettito=90

Imposta tipo reddito netto
                   Impresa A     Impresa B
Iva a debito           40            90
Iva a credito            0           20
Iva da versare         40           70                   gettito=110

Imposta tipo reddito lordo
                   Impresa A     Impresa B
Iva a debito           40            90
Iva a credito           0             0
Iva da versare         40            90                 gettito = 130




ATTENZIONE: In aggiunta ai seguenti esercizi ne troverete altri nel sito della Prof. Maria
Cecilia Guerra (Università di Modena e Reggio Emilia: sito www.economia.unimore.it,
percorso: docenti; Guerra Maria Cecilia; spazio web a cura del docente; scienza delle finanze
2007/2008).




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