Metodologia di controllo by 60013Nb

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									                                                Metodologia di controllo

                  COMMERCIO AL DETTAGLIO DI MOBILI (III edizione)

                                                Codice attività: 52.44.1

                                                                Indice

   1. PREMESSA ........................................................................................................................... 2
       1.1 Modalità di esercizio dell’attività ................................................................................... 2
       1.2 Dati sul settore................................................................................................................ 2

   2. ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO...................................................................... 4
       2.1 Interrogazioni dell’Anagrafe Tributaria ......................................................................... 4
       2.2 Interrogazioni della C.C.I.A.A. ........................................................................................ 5
       2.3 Altre interrogazioni, consultazioni e visure .................................................................. 5

   3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO ..................................................................................... 6
       3.1 Modalità dell’accesso ..................................................................................................... 6
       3.2 Controlli prioritari ........................................................................................................... 6
       3.3 Controlli formali .............................................................................................................. 7
       3.4 Controllo del volume d’affari ......................................................................................... 7
            3.4.1 - Tipologie di evasione ............................................................................................. 7
            3.4.2 - Tipologie di incassi funzionali all’evasione ............................................................. 9
            3.4.3 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione ........................................................ 9
            3.4.4 - Possibili approfondimenti dell’indagine ................................................................ 13
            3.4.5 - Quantificazione dei ricavi omessi ......................................................................... 13
            3.4.6 - Il controllo del ricarico .......................................................................................... 14
            3.4.7 - Altri controlli ed analisi ......................................................................................... 17
       3.5 Ulteriori elementi di valutazione .................................................................................. 17
       3.6 Le indagini bancarie ..................................................................................................... 18
            3.6.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti ............................... 18
            3.6.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari ............................ 18

   CHECK LIST ............................................................................................................................ 19




Aggiornamento: Luglio 1999
Commercio al dettaglio di mobili                                                                               52.44.1




                                                  1. PREMESSA


1.1 Modalità di esercizio dell’attività

    Il settore individuato dal codice attività 52.44.1 - Commercio al dettaglio di mobili - si presenta molto
eterogeneo sia sotto l’aspetto merceologico (beni oggetto di vendita), sia sotto l’aspetto dimensionale ed
organizzativo.

    Fra i commercianti al dettaglio di mobili rientranti nel suddetto codice d’attività vi sono infatti:
 commercianti “specializzati” in mobili da cucina, in salotti, in armadi e librerie, in tavoli e sedie, in camere
    da letto e camerette (a quest’ultimo genere di vendita spesso si abbina la vendita di materassi e reti);
 commercianti “specializzati” in mobili rustici, riproduzioni in stile (di nuova produzione), a cui si abbina
    spesso la vendita di quadri ed altri oggetti d’arredo di particolare pregio e valore (tappeti, tendaggi, lumi,
    ecc.);
 commercianti che vendono mobili di alcune o tutte le categorie suddette, ai quali talvolta si associa la
    vendita di “oggettistica”, servizi di piatti, bicchieri, soprammobili ed altri beni che possano formare oggetto
    di “liste-nozze”.

    Sotto l’aspetto dimensionale e organizzativo il settore comprende:
 piccoli punti vendita che effettuano soprattutto vendite su catalogo;
 grandi spazi di esposizione e vendita (localizzati soprattutto in periferia o in comuni limitrofi a grandi città);
 grandi catene accomunate da nomi di ampi riconoscimento e diffusione e che operano quasi sempre con
    completa autonomia giuridica, amministrativa e decisionale.

    La figura del dettagliante di piccole e medie dimensioni si è andata progressivamente modificando nel
tempo contemporaneamente alla scomparsa del grossista. Sempre più spesso, il commerciante al minuto di
mobili solo nominalmente mantiene tale qualificazione, mentre in punto di fatto svolge una semplice attività di
intermediazione, dal momento che la vendita non riguarda articoli disponibili per pronta consegna e che la
sua attività in pratica si risolve nell’acquisizione di ordini da parte dei clienti e nella loro trasmissione
all’impresa produttrice.
    Le marche trattate sono rappresentate in esposizione al solo scopo di consentire alla clientela di rendersi
conto del livello qualitativo della merce e le vendite vengono in realtà effettuate su catalogo.


1.2 Dati sul settore

    Secondo i dati contenuti nel rapporto Csil su “La distribuzione del mobile in Italia”, pubblicato nel luglio
1996, il settore del commercio di mobili conta 22.000 punti di vendita di cui ben 17.840 sono quelli di medie e
piccole dimensioni, indipendenti ed operanti nella fascia media ed economica del mercato. Questi negozi,
che generalmente vendono anche prodotti complementari, sono a conduzione familiare, utilizzano superfici di
vendita inferiori a 400 mq e controllano una quota di mercato pari a circa il 70%.
    A questi esercizi ne vanno aggiunti 2.000 di fascia alta (con una superficie espositiva media di 800 mq) ed
altri 2.000 di dimensioni medio-grandi (superiori ai 3.000 mq di superificie).




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    I punti di vendita di grosse dimensioni, con superfici espositive superiori ai 10.000 mq, sono 160, possono
contare mediamente sui 12 addetti ed hanno un fatturato per unità superiore ai 6 miliardi di lire (contro una
quota oscillante tra 900 milioni e 1,5 miliardi dei negozi tradizionali).
    Si riporta di seguito la tabella riassuntiva dei dati sulla distribuzione del mobile nel 1995:

                                        La distribuzione del mobile in Italia

                                          (Per canale distributivo - dati 1995)
                                           Unità          Punti         Punti        Punti         Punti     Grande
                                             di          vendita vendita            vendita        vendita   distribu-
                                          misura          totali       tradi-zio    di fascia medio -         zione
                                                                         nali         alta         grandi       (c)
                                                                                                    (b)
Fatturato (a)                      miliardi di lire       21.600         14.535        2.826        3.230             1.009
Punti vendita                      numero                 22.000         17.840        2.000        2.000                160
Supeficie espositiva               milioni di mq               10               7            1,6      1,1                 0,3
Addetti equivalenti                migliaia di unità           66          47,1              7,8      9,1                    2
Fatturato per punto di vendita miliardi di lire                    1        0,8              1,4      1,6                 6,3
Fatturato per metro quadro         milioni di lire            2,2           2,1              1,8      2,9                 3,4
Fatturato per addetto              milioni di lire            327           309          362          355                505
Superficie per punto vendita       mq                         455           393          800        1.067             2.000
Addetti per punto vendita          numero                          3        2,6               4       4,5               12,5
Superficie per addetto             mq                         152           149          200          245                160

Note: (a) mobili + complementari; (b) da 3 mila a 10 mila metri quadri di superficie complessiva;

             (c) oltre 10 mila metri quadri di superficie complessiva
Fonte: Csil


    Abbastanza diffusi sono i pagamenti mediante carte di credito.
    Le società specializzate nel credito al consumo (Findomestic, Compass, Citifin, Prestitempo, Finemiro,
Agos, ecc.) hanno finanziato nel 1996 acquisti per circa 1.000 miliardi (4-5% delle vendite complessive) nel
settore.
    Dagli ultimi dati disponibili sulle dichiarazioni (fonte: Sogei, Notiziario fiscale n. 10/11 del novembre 1996),
risultano dichiarati i seguenti redditi per l’anno 1993, con riferimento al codice attività 52.44.1:
 reddito medio dichiarato come lavoro dipendente (quadro C, sez. I): 19.550.000 lire;
 reddito medio dichiarato come impresa in contabilità ordinaria (quadro F): 20.270.000 lire;
 reddito medio dichiarato come impresa in contabilità semplificata (quadro G): 15.270.000 lire;
 reddito medio dichiarato come partecipazione in società di persone (quadro H): 16.320.000 lire.




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                                   2. ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO


2.1 Interrogazioni dell’Anagrafe Tributaria

    - se trattasi di società:
 principali soci;
 notizie sui componenti l’organo amministrativo;
 redditi dichiarati dalla società e dai soci (categoria e importo);
 esistenza di partite Iva intestate ai soci;
 elementi indicatori della capacità contributiva dei soci;

- se trattasi di persona fisica:
 esistenza di eventuali partite Iva cessate;
 data di apertura della partita Iva;
 reddito complessivo dichiarato negli ultimi anni;
 reddito d’impresa dichiarato negli ultimi anni;
 elementi indicatori della capacità contributiva;

- per tutte le tipologie di soggetti:
 notizie sulle sedi legale e/o amministrativa e/o sui punti vendita e/o su
 eventuali depositi;
 luogo di conservazione delle scritture contabili;.
 interrogazione selettiva sul codice di attività interessato, per confrontare, per fasce di volume di affari, gli
    esercizi situati nella stessa zona territoriale.

L’acquisizione dei suddetti dati consente ai verificatori di:
 predisporre l’accesso contemporaneo o in tempi ravvicinati nei diversi punti vendita e/o depositi;
 controllare la presenza dei soci di società di persone “con occupazione prevalente” che usufruiscono delle deduzioni
    I.LO.R. di cui all’art. 120 del T.U.I.R.;
 controllare l’esistenza e l’entità dei rapporti commerciali fra società e soci con partita Iva ed analogo codice attività;
 dare una prima valutazione complessiva sulla credibilità dei redditi dichiarati dalla società o dall’impresa rispetto al
    minimo “vitale”;
 acquisire le prime informazioni sull’evoluzione storica del fatturato e del reddito dichiarati, da completare con i dati
    riscontrabili presso l’azienda e da giustificare anche mediante apposito contraddittorio con la parte;
 indagare sui rapporti finanziari fra società e soci (finanziamenti dalla società ai soci) nel caso di società di capitale a
    ristretta base azionaria che, pur dichiarando utili, non li distribuiscono      ai soci,soprattutto se quest’ultimi non
    dichiarano altri redditi;
 indagare sui criteri di determinazione dei compensi agli amministratori (soprattutto se variano negli anni e sono,
    complessivamente, proporzionali all’utile della società e, con riferimento al singolo amministratore, proporzionali alla
    sua partecipazione all’utile della società), nel caso di coincidenza fra le persone dei soci e quelle che compongono il
    consiglio di amministrazione. Ciò, infatti, consente di evadere l’Ilor a condizione, ovviamente, che la società sia
    soggetta a tale imposta.




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2.2 Interrogazioni della C.C.I.A.A.

    E’ opportuno riscontrare i dati acquisiti dall’interrogazione all’A.T. con i dati desunti dalla banca dati della
Camera di Commercio, relativamente a:
 tipologia delle attività esercitate dal soggetto;
 luogo o luoghi di esercizio dell’attività e di eventuali depositi;
 generalità del/i rappresentante/i legale/i della società;
 situazione giuridica del soggetto: normale attività, soggetto estinto, soggetto in liquidazione/fallito, ecc..

    In presenza di elementi indiziari che fanno sospettare una dubbia solvibilità da parte del contribuente,
(esistenza di c/c bancario perennemente in rosso, forti debiti nei confronti dei fornitori in misura superiore a
quanto i termini di dilazione esposti in fattura lascerebbero supporre oppure presenza di interessi di mora tra i
costi di esercizio) è utile conoscere se egli ha avuto protesti di effetti, sia nella provincia di residenza che nel
resto d’Italia, per valutare sia lo stato di salute dell’azienda che la prevedibile proficuità dell’azione
accertatrice.

    Un’altra notizia utile può essere rappresentata dall’andamento, nella provincia, dello specifico settore, in
base alle nuove iscrizioni ed alle cancellazioni di ditte intervenute nell’ultimo anno.

    I dati desumibili presso la Camera di Commercio ed in particolare quelli relativi all’esistenza di protesti a
carico dell’impresa (del titolare oppure dei soci) sono dall’8 luglio 1998 a disposizione di tutti gli uffici finanziari
tramite la linea di interrogazione “collegamenti telematici” (comunicazione C.I. n.13/9810386).


2.3 Altre interrogazioni, consultazioni e visure

    Può essere utile acquisire dati e notizie:
 da precedenti controlli effettuati dall’Ufficio
  per desumere dati circa l’indice di rotazione di magazzino e il ricarico constatati dal controllo presso
  imprese similari o, comunque, operanti nello stesso settore e nello stesso ambito territoriale;
 da elementi rilevanti ai fini dell’accertamento in possesso dell’Ufficio
  ad esempio: comunicazioni di distruzione beni di magazzino, risultati di accessi prodromici, inclusione in
  liste selettive degli anni precedenti.




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                                   3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO


3.1 Modalità dell’accesso

    Sono ipotizzabili 3 possibili situazioni, relativamente alle quali occorre predisporre l’accesso in modo
differenziato:
 esistenza di un unico punto di vendita e assenza di depositi con diversa ubicazione (accertato
    eventualmente con il preventivo sopralluogo che trattasi di locali di dimensioni modeste o medie):
                accesso consueto con due funzionari;

 esistenza di un punto di vendita in luogo diverso dalla sede legale della società o esistenza di un deposito
    in luogo diverso dal punto vendita o dalla sede legale:
                2 coppie di verificatori;
è possibile far notificare ad una coppia il verbale di accesso presso la sede legale (che proseguirà in giornata
    con il controllo delle scritture contabili) e contemporaneamente, far accedere l’altra coppia (autorizzata
    con apposito incarico) presso il deposito o il punto vendita (se diverso dalla sede legale), onde effettuare il
    controllo fisico delle giacenze di magazzino;

 punto di vendita di grandi dimensioni o con deposito adiacente (rilevato con sopralluogo antecedente
    all’accesso):
                è opportuno incrementare il numero dei funzionari che partecipano all’accesso, almeno fino alla
                conclusione dell’inventario fisico del magazzino.


3.2 Controlli prioritari

    Si consiglia di procedere prima di tutto alla ricerca dei seguenti documenti, formulandone espressa
richiesta, sollecitandone una pronta consegna ed accompagnando il personale dell’impresa nei luoghi di
effettuazione della ricerca:
 ordini di acquisto sottoscritti con agenti e rappresentanti;
 proposte di vendita concluse con clienti;
 progetti e disegni relativi a vendite di mobili su misura o componibili, ed in generale preventivi formulati a
    clienti, dai quali spesso risultano acconti incassati e non contabilizzati, che attestano peraltro la definitività
    della vendita;
 documentazione extracontabile (agende, appunti, corrispondenza, brogliacci);
 floppy disk ed altri supporti magnetici al fine di procedere alla loro successiva lettura.

Occorre inoltre:
 individuare i locali dove sono ubicate le giacenze di magazzino,
    assicurandosi che durante l’accesso non vengano effettuate movimentazioni di merce non segnalate ai
    verificatori, almeno fino al termine delle operazioni di inventario;

 procedere all’inventario fisico (per quantità) della merce in magazzino.
    E’ molto importante svolgere un inventario completo su tutte le giacenze di magazzino, tuttavia, qualora
    tale operazione si dovesse presentare di particolare difficoltà ed impegno rispetto alla durata media



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    prevista per il controllo, si rende inevitabile procedere ad un inventario “per campione”, individuando, in
    contraddittorio con la parte, alcune tipologie più significative in considerazione soprattutto dell’incidenza
    della vendita delle stesse sul fatturato complessivo;

 controllare l’esistenza di archivi su supporto informatico di vendite, acquisti, fornitori, clienti, pagamenti e
    incassi. Particolare attenzione deve essere riservata ai dati registrati sull’hard disk del personal computer
    utilizzato dal titolare dell’impresa, ovvero di altri soggetti investiti di particolari responsabilità gestionali e
    direttive;

 individuare i prezzi praticati al pubblico di alcuni beni esposti o in magazzino;

 identificare i dipendenti ed altri collaboratori presenti rilevandone le mansioni;

 rilevare quali carte di credito vengono accettate in pagamento, anche dalle etichette esposte in vetrina o
    presso la cassa, ovvero da altri avvisi alla clientela;

 constatare gli eventuali rapporti con società di credito al consumo per la concessione di rateazioni sulle
    vendite;

 richiedere e verbalizzare le dichiarazioni della parte circa:
     l’esistenza di listini dei prezzi al pubblico (da acquisire);
     gli eventuali sconti praticati;
     la misura e la modalità di riconoscimento degli sconti;
     la modalità di consegna dei mobili: soggetti e mezzi utilizzati e relative modalità di pagamento;
     la presenza di rapporti con architetti esterni per la progettazione di arredamenti e mobili componibili o
        “su misura”;
     gli orari di apertura al pubblico ed i giorni di chiusura settimanale.


3.3 Controlli formali

    E’ necessario verificare l’esistenza, la bollatura (vidimazione iniziale) e l’aggiornamento di tutti i libri
contabili obbligatori.
    Seppure il controllo dovrà incentrarsi soprattutto sugli aspetti fondamentali della gestione e sulle eventuali
irregolarità sostanziali, la constatazione di violazioni contabili “gravi, numerose e ripetute” può costituire il
presupposto per il ricorso al metodo induttivo di accertamento e consentire al verificatore l’utilizzo di
presunzioni non qualificate.

    Si richiama l’attenzione sull’opportunità di riscontrare l’esistenza del registro dei beni in deposito,
comodato, in conto visione di cui all’art. 53 del D.P.R. n. 633/72.


3.4 Controllo del volume d’affari

3.4.1 - Tipologie di evasione
    Le principali metodologie di evasione adottate nel settore si realizzano attraverso l’occultamento dei ricavi.
    In particolare si possono distinguere tre tipologie di comportamento strumentali al suddetto fine, che sono
adottate anche congiuntamente:
 metodo della “sottofatturazione”;


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 metodo del “magazzino gonfiato”;
 metodo degli “acquisti e vendite in nero”.
    La prima tipologia di evasione agisce sui prezzi di vendita (si contabilizzano prezzi di vendita più bassi),
facendo apparire un ricarico inferiore al reale;
    la seconda tipologia agisce sulle quantità vendute (si fanno risultare fra le rimanenze finali anche alcune
merci vendute);
    la terza tipologia di evasione si realizza con la vendita “in nero” di merce anch’essa acquistata senza
fattura.

Metodo della “sottofatturazione”
    E’ facilmente attuabile in presenza di un “accordo” con il cliente, ma ciò si presenta insolito per il settore, considerato
il rapporto discontinuo, sporadico con la clientela: il mobile è un bene durevole.
    Pertanto tale tecnica di evasione si attua più spesso con modalità diverse:
 mancata effettuazione dello scontrino per l’acconto, spesso pagato in contanti (pari all’incirca al 30%), ed emissione
    dello scontrino per il solo saldo (molto frequente);
 mancata effettuazione dello scontrino al momento della vendita ed emissione a posteriori di un “certo” numero di
    scontrini di un “certo” importo, tali da far apparire un ricarico ed un giro d’affari prestabiliti e ritenuti credibili;
    Tale tipologia di evasione consente:
 di non fare emergere tutto l’utile effettivamente realizzato, facendo apparire un ricarico inferiore a quello reale;
 di evadere l’Iva sulle vendite, relativamente ai minori ricavi contabilizzati (“scontrinati”).

Metodo del “magazzino gonfiato”
    Si presenta anch’essa con forme peculiari del settore.
    Salvo il caso di acquisti da piccoli artigiani o da pochi fornitori abituali con rapporti duraturi e consolidati, l’acquisto
dalle grandi case produttrici è solitamente regolarmente documentato da fattura di acquisto; pertanto, non potendovi
essere una perfetta coincidenza fra vendite e acquisti “in nero”, si opera un “aggiustamento” del magazzino, mediante
una sopravvalutazione quantitativa delle rimanenze.
    Tale tipo di evasione consente:
 di non far emergere perdite civilistiche e fiscali (peraltro non veritiere) che potrebbero, rispettivamente, deteriorare i
    rapporti con le banche e “insospettire” il fisco;
 di non ridurre eccessivamente la percentuale di ricarico risultante dalla contabilità rispetto a quella effettiva;
 di non fare emergere tutto l’utile effettivamente realizzato;
 di evadere l’Iva sulle vendite.

Metodo degli “acquisti e vendite in nero”
    È attuabile qualora sia possibile effettuare acquisti in nero, soprattutto quando vi sono pochi fornitori con rapporti
duraturi e consolidati, oppure quando i fornitori sono piccoli artigiani; l’attuazione di tale metodo richiede spesso
l’adozione di una “doppia contabilità” al fine di gestire opportunamente acquisti e vendite senza fattura insieme a quelli
con fattura ed ai relativi incassi e pagamenti.
    Una variante molto insidiosa di questo metodo di evasione si ha quando il venditore collega direttamente il suo
fornitore con il cliente finale; la consegna e la fatturazione avvengono, quindi, direttamente fra questi due soggetti ed il
ricarico del venditore al dettaglio è incassato:
 mediante la riscossione “in nero” di una sorta di provvigione pagatagli dal fornitore;
 in natura, mediante la fornitura “in nero” di altri mobili.
    Questo metodo di evasione consente:
 di non ridurre la percentuale di ricarico risultante dalla contabilità rispetto a quella effettiva;



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 di non fare emergere tutto l’utile effettivamente realizzato;
 di evadere l’Iva sulle vendite in nero che eccede quella degli acquisti in nero.

3.4.2 - Tipologie di incassi funzionali all’evasione
    Conseguente all’occultamento dei ricavi è l’occultamento delle movimentazioni finanziarie relative
all’incasso dei corrispettivi e agli acquisti effettuati “in nero”.

    In considerazione degli alti valori unitari delle vendite del settore, è riscontrabile un’alta percentuale di
incassi effettuati a mezzo assegni bancari.

    Si possono riscontrare le seguenti metodologie di incasso funzionali all’evasione:
 assegni emessi dal cliente senza l’indicazione del beneficiario (ovvero aventi per beneficiario lo stesso
    traente e girati dal medesimo) che vengono “cambiati” o dati in pagamento a terzi o a fornitori oppure
    versati su conti correnti spesso intestati a soggetti di comodo;
 assegni emessi dal cliente intestati a soci/parenti del negoziante;
 assegni correttamente intestati, che sono girati ed incassati con la complicità di terzi o fornitori, senza farli
    confluire nei conti correnti del commerciante;
 acconti incassati in contanti.

3.4.3 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
    Al fine di verificare l’esistenza degli indizi di evasione e ricondurli alle tre tipologie prima individuate, si
elencano alcuni fra i principali elementi indiziari con le relative fonti documentali sulle quali sono riscontrabili.
    1. Gli indizi di evasione attuata con il metodo della “sottofatturazione” possono essere trovati:

 negli ordini dei clienti:
    in sede di accesso possono essere rintracciati ordini di clienti da cui emergano annotazioni di acconti
    ricevuti e per i quali non risultano emessi i relativi scontrini;

 nel registro dei corrispettivi:
    è riscontrabile dal registro dei corrispettivi la presenza di importi particolarmente elevati negli ultimi giorni
    del periodo di liquidazione Iva (mensile o trimestrale): sintomo di un’evasione attuata con l’emissione “a
    posteriori” di scontrini, finalizzata a far apparire un ricarico minimo credibile e, nel contempo, un debito Iva
    modesto;

 nel giornale di fondo degli scontrini:
    è opportuno un attento esame, anche a campione, delle operazioni risultanti dal giornale di fondo del
    misuratore fiscale (c.d. “registratore di cassa”) al fine di appurare la presenza di anomalie nella emissione
    degli scontrini: concentrazione di scontrini emessi in orari non di lavoro o negli ultimi giorni del periodo di
    liquidazione Iva (trimestre o mese), con cifre tonde e ripetute. In caso di riscontro positivo, è possibile
    ipotizzare l’emissione di scontrini “a posteriori”;

 dal confronto del ricarico:
    occorre confrontare il ricarico che emerge dalla contabilità con quello che scaturisce dal raffronto tra i
    prezzi di acquisto della merce e i corrispondenti prezzi di vendita al pubblico rilevati dai listini acquisiti in
    sede di accesso, dai cartellini apposti sugli articoli in esposizione, dai valori indicati nelle fatture di vendita
    eventualmente emesse;



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 dalle liquidazioni Iva periodiche e dalle dichiarazioni Iva:
    l’esistenza di liquidazioni Iva e dichiarazioni annuali Iva chiuse costantemente con saldi a debito di importo
    molto ridotto sono indizio di corrispettivi contabilizzati a posteriori “ad hoc”;

2. Gli indizi di evasione attuata con il metodo del “magazzino gonfiato” possono essere trovati:

 dall’inventario fisico al momento dell’accesso:
    è possibile riscontrare una consistenza (quantità e valore) effettiva inferiore a quella ricostruita
    contabilmente; minori giacenze di merci rinvenute sono la prova di una sopravvalutazione del magazzino;

 dalle fatture dei trasportatori:
    nella quasi totalità dei casi è previsto il pagamento totale o del saldo al momento della consegna della
    merce. E’ pertanto un indizio di omessa annotazione di ricavi l’assenza di emissione di scontrini nei giorni
    in cui risultano effettuati dei trasporti o l’emissione di un minor numero di scontrini rispetto al numero di
    trasporti effettuati nello stesso giorno;

 dai consumi di carburante:
    dai consumi di carburante si può risalire, per singoli periodi, alle percorrenze degli automezzi propri adibiti
    al trasporto e constatare eventuali incoerenze con le consegne di merce risultanti dalla contabilità e dalla
    documentazione di vendita;

 dai conti cassa e banche:
    l’esistenza di finanziamenti all’impresa provenienti dai soci o dal titolare può rappresentare la spia di
    vendite in precedenza non contabilizzate;

 dal libro degli inventari, dal bilancio e dalle schede contabili:
    una descrizione sommaria delle rimanenze finali ed uno scarso dettaglio nella loro classificazione
    rappresentano un indizio del tentativo di mascherare una sopravvalutazione del magazzino; l’indice di
    rotazione del magazzino, se particolarmente basso, evidenzia un importo troppo elevato delle rimanenze
    finali in rapporto al costo del venduto: anche questo è un indizio della sopravvalutazione del magazzino
    attuata per occultare vendite non contabilizzate;

 dai registri e dalle dichiarazioni Iva:
    l’esistenza di frequenti saldi a credito delle liquidazioni periodiche Iva e, conseguentemente, l’esistenza di
    una o più dichiarazioni annuali Iva chiuse a credito rappresentano un indizio di corrispettivi di vendita non
    registrati a fronte di acquisti regolarmente contabilizzati;

3. Gli indizi di evasione attuata con il metodo degli “acquisti e vendite non contabilizzati” possono essere
trovati:

 dall’inventario fisico al momento dell’accesso:
    è possibile riscontrare una consistenza (quantità e valore) effettiva superiore a quella ricostruita
    contabilmente: il rinvenimento di maggiori quantità di merci dimostra l’esistenza di acquisti non
    contabilizzati;

 da archivi informatici:
    al momento dell’accesso, è possibile acquisire da floppy disk o da file registrati sull’hard disk di personal
    computer: elenchi di incassi, pagamenti, vendite, acquisti, nomi e consegne non risultanti dalla contabilità

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    e quant’altro sia sintomatico di una contabilità parallela “in nero”. Ciò rappresenta un indizio molto
    circostanziato di facile approfondimento e di notevole forza probatoria.
    E’ opportuno ricordare che, ai sensi dell’art. 52, comma 9, D.P.R. 633/72, i funzionari possono procedere
    con propri mezzi all’elaborazione dei supporti elettronici qualora l’impresa non consenta l’utilizzazione
    degli impianti tramite personale proprio;

 dal conto cassa o dagli estratti conto bancari:
    rilevanti giacenze di cassa inutilizzate o consistenti prelievi bancari del titolare o dei soci, privi di una
    plausibile giustificazione, sono sintomatici di acquisti senza fatture. Non sempre, infatti, è possibile
    finanziare “spese non documentabili” o acquisti “in nero” con fondi extracontabili; ragioni contingenti
    possono costringere l’impresa a ricorrere alle risorse finanziarie “ufficiali”;

 documentazione degli acquisti:
    dalle descrizioni delle fatture di acquisto, anche esaminate a campione per un ristretto periodo temporale,
    è possibile riscontrare l’acquisto di un maggior numero di materassi rispetto ai letti acquistati
    (considerando doppi i letti matrimoniale e “a castello”): ciò rappresenta un indizio dell’acquisto “in nero”
    dei letti (o dell’intero arredo della camera o cameretta);

 documentazione di trasporto:
    l’assenza di documentazione di trasporto, giustificata da consegne dirette dal fornitore al cliente finale o
    da trasporti effettuati direttamente dal cliente, possono nascondere vendite e relativi acquisti non
    contabilizzati, attuati collegando direttamente il fornitore (piccolo artigiano) con il cliente finale.
    Per consentire una visione d’insieme si rappresentano nello schema seguente gli indizi con i relativi
documenti e tipologia di evasione.




                 DOCUMENTI                                    INDIZI                        TIPO EVASIONE
                                                presenza di riferimenti ad
               Ordini di clienti                  acconti non “scontrinati”               1. Sottofatturazione


                                                maggiori volumi di vendite
        Registro dei corrispettivi                realizzate negli ultimi 3 giorni        1. Sottofatturazione
                                                  dei periodi di liquidazione Iva
                                                  e del mese di dicembre
                                                emissione scontrini
                                                  concentrata ad inizio o fine




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                                            giornata o nelle ore di pausa;
       Giornale di fondo scontrini        emissione di scontrini con
                                            cifre tonde e ripetute;               1. Sottofatturazione
                                          emissione di scontrini
                                            concentrata negli ultimi 3
                                            giorni del periodo di
                                            liquidazione Iva (mensile o
                                            trimestrale)
                                          percentuale di ricarico
   Listini prezzi al pubblico, fatture      superiore a quella risultante
 emesse, cartellini dei prezzi esposti      dalla contabilità, rettificata con    1. Sottofatturazione
             e fatture di acquisto          sconti dichiarati in sede di
                                            accesso dalla parte (se
                                            credibili)
                 Registri Iva e           ridottissimi saldi a debito nelle
 Copie dichiarazioni Iva ultimi 2 anni      liquidazioni periodiche e nelle       1. Sottofatturazione
                                            dichiarazioni annuali
                                          presenza di trasporti in giorni
          Fatture di trasportatori          senza scontrini;                     2. Magazzino gonfiato
                                          maggior numero di trasporti
                                            rispetto a numero scontrini          3. Acquisti e vendite in
                                            (nella stessa data)                           nero
                                          percorrenze di automezzi
             Schede carburanti              propri assolutamente                 2. Magazzino gonfiato
                                            incoerenti con le consegne di        3. Acquisti e vendite in
                                            merce venduta (con                            nero
                                            riferimento a determinati
                                            periodi)


                                          presenza di numerose
                                            movimentazioni di accredito
                                            con causale diversa da               2. Magazzino gonfiato
          Conti Cassa e Banche              incassi, quali: finanziamenti
                                            provenienti da soci o titolare
                                          giacenze di cassa consistenti
                                            ed inutilizzate;                     3. Acquisti e vendite in
                                          prestiti ai soci o al titolare,                nero
                                            ovvero prelievi bancari a
                                            favore di questi
                                          indice di rotazione di




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Commercio al dettaglio di mobili                                                                               52.44.1




               Libro inventari,                   magazzino basso, rispetto a
                    bilancio,                     quello medio del settore
              schede contabili                    (interrogazioni selettive A.T.);      2. Magazzino gonfiato
                                               descrizione sommaria e
                                                  classificazione poco analitica
                                                  delle rimanenze
                                               minori merci rinvenute
      Inventario fisico al momento                rispetto al magazzino                 2. Magazzino gonfiato
                 dell’accesso                     ricostruito dalla contabilità;
                                               maggiori merci rinvenute
                                                  rispetto al magazzino                 3. Acquisti e vendite in
                                                  ricostruito dalla contabilità;                 nero
                 Registri Iva e                frequenti saldi a credito nelle
 copie dichiarazioni Iva ultimi 2 anni            liquidazioni periodiche e nelle       2. Magazzino gonfiato
                                                  dichiarazioni annuali
             Archivi informatici               elenchi di incassi, pagamenti,
                                                  nomi ed altro non riscontrabile       3. Acquisti e vendite in
                                                  in contabilità                                 nero


             Fatture di acquisto               maggior numero di materassi
                                                  che risultano acquistati,             3. Acquisti e vendite in
                                                  rispetto ai letti                              nero


  Documentazione acquisti: fatture,            frequenti      trasporti   effettuati
                 bolle e D.d.t.                   direttamente dal fornitore al         3. Acquisti e vendite in
                                                  cliente finale                                 nero



3.4.4 - Possibili approfondimenti dell’indagine
 Controllo incrociato nei confronti dei maggiori fornitori
per esaminare la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dal dettagliante (fotocopie di assegni), alla
    ricerca di eventuali assegni emessi da clienti finali e “girati” dal dettagliante a favore del suo fornitore,
    senza far transitare l’assegno attraverso la contabilità;
 Controllo incrociato con società di gestione di carte di credito
 Controllo incrociato con finanziarie di credito al consumo
    per verificare se ai pagamenti effettuati corrispondano altrettanti ricavi contabilizzati.

3.4.5 - Quantificazione dei ricavi omessi
 Presenza di indizi di evasione del tipo “sottofatturazione”:
è possibile quantificare i maggiori ricavi applicando al costo del venduto risultante dalla contabilità la
    percentuale di ricarico medio ponderato desumibile dal confronto tra i prezzi di vendita ed i prezzi di



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    acquisto. I prezzi di vendita possono essere rilevati dai listini al pubblico, dai cartellini apposti sui beni in
    esposizione, dalle fatture emesse nei confronti di clienti obbligati a richiederle (imprese, professionisti).
    Tali valori possono essere estesi anche ad anni precedenti, previa riduzione percentuale in misura pari
    all’incremento dei prezzi di acquisto constatati nel periodo interessato.
Si segnala che la percentuale di ricarico riscontrata in alcuni controlli sul settore varia in un range che va dal
    35% al 70%, pur essendo frequente l’applicazione di ricarichi molto più elevati.
Si ricorda che, entro certi limiti, occorre tenere presente le pratiche di sconti presenti nel settore.
 Presenza di indizi di evasione del tipo “magazzino gonfiato”:
è possibile quantificare i maggiori ricavi applicando al minor valore del magazzino riscontrato la percentuale
    di ricarico media praticata dall’impresa o, se diversa, quella constatata in sede di verifica (spetterà
    ovviamente la deduzione del costo, onde influisce sul reddito il solo ricarico).
 Presenza di indizi di evasione del tipo “acquisti e vendite in nero”:
occorre distinguere i seguenti casi:
     acquisti “in nero” relativi all’anno dell’accesso (maggior magazzino accertato rispetto a quello
        contabile): sono contestabili soltanto violazioni ai fini Iva;
     acquisti “in nero” relativi ad anni precedenti quello dell’accesso (risultanti da incongruenze fra quantità
        uscite ed entrate nelle scritture di magazzino, oppure da documentazione extracontabile): sono
        contestabili maggiori ricavi applicando al valore degli acquisti non contabilizzati la percentuale di
        ricarico media praticata dall’impresa o, se diversa, quella constatata in sede di verifica (spetterà
        ovviamente la deduzione del costo, onde influisce sul reddito il solo ricarico);
     vendite “in nero” risultanti da documentazione extracontabile o da incongruenze documentali e
        contabili: maggiori ricavi pari agli importi rilevati.

3.4.6 - Il controllo del ricarico
    Indipendentemente dal tipo di indizi di evasione, per la quantificazione dei ricavi è comunque di
fondamentale importanza la determinazione del ricarico medio ponderato praticato dall’impresa.
    Come è noto il “ricarico” è la maggiorazione che il commerciante applica al prezzo di acquisto per
determinare il prezzo di vendita.
    Sulla base dei dati indicati nel Conto Economico o nella dichiarazione dei redditi (per le imprese in
contabilità semplificata), la percentuale media di ricarico può essere così calcolata:

                                               Ricavi - Costo del venduto
               % di ricarico =                ______________________             x 100

                                                   Costo del venduto


                             Costo del venduto = Giacenze iniziali + Acquisti - Rimanenze finali

    Una delle difficoltà del controllo del ricarico risiede nella estrema diversità dei prodotti trattati a ciascuno
dei quali può corrispondere una diversa maggiorazione di vendita anche se nel settore la percentuale di
ricarico si presenta abbastanza omogenea per tutti gli articoli.
    La circostanza non deve essere trascurata in sede di accertamento giacché la ricostruzione induttiva del
giro d’affari può superare il vaglio del contenzioso soltanto se si fonda su una percentuale media ponderata
del ricarico che tenga conto della diversità qualitativa e quantitativa dei beni scambiati.


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    Negli esercizi di piccole dimensioni è forse possibile ricostruire analiticamente, articolo per articolo, le
quantità vendute rilevandole dalle fatture di acquisto e tenendo conto delle variazioni inventariali, in aumento
o in diminuzione, verificatesi nel tempo.
    Negli esercizi di maggiori dimensioni, tuttavia, tale operazione potrebbe rivelarsi troppo complessa anche
con l’ausilio di procedure informatiche.
    In tal caso il ricarico può essere calcolato con riferimento ad un campione significativo di articoli
individuati, anche in contraddittorio con il contribuente, non tanto in base alla tipologia merceologica (ad
esempio, camere da letto, mobili componibili, materassi) quanto piuttosto in base alla percentuale di ricarico
praticata.

    Un metodo alternativo potrebbe essere quello di calcolare il ricarico sulle rimanenze di merce rilevate al
momento dell’accesso nel presupposto, generalmente accettato, che la composizione del magazzino sia
sufficientemente rappresentativa, quanto a varietà degli articoli trattati e relative incidenze sul totale, dei
consumi di merce dell’esercizio.

    Il ricarico medio ponderato può essere calcolato come segue:

                                                 n
                                                    (R x p)
                                              1
                                   Rmp   =   ___________

                                                       100




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dove:

         Rmp =             ricarico medio ponderato
            n=                     numero degli articoli considerati
            R=                     ricarico dell’articolo considerato
            p=               incidenza o peso del costo del venduto dell’articolo sul costo del venduto
                     totale (o sul costo del venduto totale del campione se l’indagine è di carattere
                     campionario).

    Ad esempio, nel caso di un campione composto da 3 articoli a b c che presentano ciascuno un
ricarico, rispettivamente, del 100%, 150%, 200% ed un’incidenza sul costo del venduto totale (del campione)
del 30%, 50% e 20%, il ricarico medio ponderato è uguale a:

        (Raxpa)+(Rbxpb)+(Rcxpc)                               (100x30)+(150x50)+(200x20)

         ___________________                       =           _______________________          = 145%

                      100                                                100

    Quanto ai prezzi di vendita da utilizzare per il calcolo del ricarico, essi saranno rilevati dai cartellini
applicati sugli articoli rinvenuti al momento dell’accesso, oppure da listini interni ad uso dei commessi ovvero
in contraddittorio con la parte.

    E’ possibile presumere che la percentuale di ricarico constatata per il periodo d’imposta in corso sia stata
applicata anche al costo della merce venduta nell’annualità d’imposta oggetto di verifica, se, dal confronto tra
i due periodi non emergono significative variazioni relativamente a:
    tipologia delle merci trattate, tipologia dei fornitori e condizioni di acquisto;
    valore complessivo degli acquisti e delle vendite;
    periodi di liquidazione o di vendita straordinaria di durata molto diversa da quella riscontrata nell’anno
     dell’accesso;
    ubicazione e numero dei punti vendita;
    condizioni di concorrenza.

    Qualora si riscontrino le variazioni sopra menzionate, il ricarico constatato al momento dell’accesso potrà
essere esteso agli anni precedenti con le opportune rettifiche da determinare in contraddittorio con la parte.

    Tali riduzioni dovranno comunque trovare riscontro in elementi oggettivi e documentati dal contribuente,
quali, ad esempio: prolungati periodi di vendite promozionali, apertura di esercizi commerciali concorrenti
nelle immediate vicinanze, una rilevante esposizione debitoria del contribuente, ecc.

    Dei suddetti riscontri è necessario dare atto puntualmente nel processo verbale di constazione, al fine di
giustificare, per l’accertamento degli imponibili relativi agli anni precedenti, l’utilizzo di una percentuale di
ricarico diversa da quella constatata all’atto dell’accesso.

    Al fine di valutare l’attendibilità complessiva delle risultanze contabili, l’indice relativo al ricarico può essere
raffrontato con quello medio della categoria di appartenenza elaborato dal Centro Informativo del



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Dipartimento delle Entrate, con riferimento a gruppi di esercizi omogenei per classe di ricavi e collocazione
territoriale.

3.4.7 - Altri controlli ed analisi
    Premesso che l’utilizzo di certe forme di pagamento (es.: carte di credito ovvero tramite società di credito
al consumo) rende più difficoltoso l’occultamento dei ricavi, potrebbe risultare utile distinguere gli incassi per
mezzo di pagamento, nei vari mesi. Tale analisi consente in primo luogo di verificare se i pagamenti effettuati
con carte di credito o da società finanziarie per conto di clienti trovano rispondenza negli scontrini emessi e,
in secondo luogo, se il loro ammontare è proporzionale al totale degli introiti.

    Un confronto semplice si può effettuare rapportando il dato mensile emergente dalle contabili delle carte
di credito con il dato mensile dei corrispettivi: se tale rapporto calcolato su base mensile varia nei singoli mesi
in modo consistente (>30%), è opportuno concentrare il controllo su quei mesi in cui il valore è più elevato,
ossia è maggiore l’incidenza degli incassi con carta di credito sul totale dei corrispettivi mensili.
    Tale elaborazione non si presenta utile quando la percentuale di incassi con carta di credito è
particolarmente bassa.

    Qualora non siano stati riscontrati indizi di evasione attuata con l’occultamento dei ricavi, si procederà
all’esame dei costi; se l’impresa ha dedotto importi rilevanti relativi a pubblicità, promozione, rappresentanza,
occorre verificare se alcuni di essi (ad esempio: convention, mailing, altro) siano stati rimborsati dai fornitori.



3.5 Ulteriori elementi di valutazione

    Un’ultima serie di elementi e di analisi può essere utilizzata per riscontrare l’attendibilità della
dichiarazione, ovvero la congruità minima di quanto accertato, attraverso due procedimenti.
    Si può, ad esempio, porre a confronto la redditività dichiarata con quella conseguibile da un impiego
alternativo privo di rischio, del capitale ricavabile dalla vendita dell’esercizio cui va sommata la retribuzione
figurativa dell’imprenditore e degli eventuali soci direttamente impegnati nell’azienda.
    Si può altresì raffrontare il reddito dichiarato con quello conseguibile dalla locazione dell’azienda o anche
soltanto dei locali di proprietà ove viene svolta l’attività, sommato alla retribuzione figurativa del titolare.
    Differenze contrarie ad ogni logica economica e perduranti nel tempo, dovrebbero rafforzare il giudizio di
inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili ovvero meglio convalidare la ricostruzione dei ricavi
operata con gli elementi ed i controlli descritti nei precedenti paragrafi.
    E’ evidente, infatti, che le attività commerciali svolte in zone particolarmente vantaggiose potrebbero
produrre redditi elevati anche in caso di affitto (dei locali e/o delle licenze); il reddito derivante dalla gestione
diretta dovrebbe essere quindi proporzionato agli ipotetici canoni di locazione.

    Si dovranno infine valutare le manifestazioni di capacità contributiva (possesso d’auto, di imbarcazioni,
acquisti d’immobili, etc.) particolarmente stridenti con l’ammontare del reddito dichiarato.
    In tal caso, soprattutto qualora non sia stato possibile addivenire ad una soddisfacente ricostruzione del
volume d’affari, si potrà procedere, sia pure ai soli fini dell’imposizione diretta, all’accertamento sintetico del
reddito complessivo secondo la procedura di cui all’art. 38, comma 4 del D.P.R. n. 600/73, nei confronti del
titolare persona fisica o dei soci.




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3.6 Le indagini bancarie

    Gli accertamenti bancari costituiscono uno strumento molto incisivo per l’esame della posizione fiscale del
contribuente, in particolare delle persone fisiche, delle associazioni tra professionisti, delle società di persone
e delle società di capitale a ristretta base azionaria.

    Il loro impiego comporta tuttavia un notevole assorbimento di capacità operativa e deve quindi rispondere
a principi di economicità e di prevedibile proficuità dell’azione di controllo.

    L’indagine bancaria è certamente consigliabile in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora
permanga un significativo divario tra il volume d’affari ed i redditi accertati con la metodologia in precedenza
descritta e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di esercizio dell’attività,
della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio ovvero di altri elementi di
valutazione.

    Peraltro, la legge 28 dicembre 1995, n. 549 consente di graduare l’indagine in relazione sia all’entità degli
indizi di evasione riscontrati che alle esigenze di progressivo approfondimento del controllo eventualmente
scaturite dall’analisi degli elementi acquisiti nel corso della verifica.

    Sono quindi delineabili diversificati percorsi d’indagine, che potranno essere seguiti anche in via
alternativa.

3.6.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
      (artt. 32, 1° comma n. 6-bis del D.P.R. 600/73 e 51,2° comma n. 6-bis del D.P.R. n. 633/72)
    In tal caso viene richiesta alla parte, previa autorizzazione del Direttore Regionale delle Entrate, la
dichiarazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con aziende di
credito, con l’amministrazione postale, con società fiduciarie ed ogni altro intermediario finanziario.

    Di conseguenza agli operatori finanziari segnalati dovrà essere richiesta la copia dei conti denunziati dal
contribuente e l’indicazione di tutti gli altri eventuali rapporti con lui intrattenuti.

3.6.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
      (artt. 32, 1° comma n. 7 del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2° comma n. 7 del D.P.R. n. 633/72)
    Indipendentemente dall’esercizio della facoltà di cui al punto precedente, i verificatori possono richiedere,
sempre previa autorizzazione del Direttore Regionale delle Entrate, la copia dei conti direttamente agli istituti
di credito ed agli intermediari finanziari.

    Tale modalità d’indagine appare particolarmente opportuna quando siano stati frapposti ostacoli all’azione
dei verificatori o dell’ufficio, ovvero quando le violazioni e le omissioni e le false indicazioni contabili siano
così gravi e i dati a disposizione così scarsi, da rendere difficile la ricostruzione degli imponibili fiscali.

    Le indagini dovranno comunque essere condotte secondo selezionate opzioni investigative che
restringano la forbice costi-benefici dell’azione di accertamento (banche che hanno sportelli nella città ove
operano il contribuente e i suoi familiari più stretti, nelle province contigue, nel luogo di nascita, nella località
ove possiede residenze secondarie o comunque dove si supponga l’esistenza di conti).

    L’indagine può coinvolgere anche altri soggetti (familiari e non) motivatamente sospettati di essere
intestatari di comodo di conti riferibili al contribuente o di cui il medesimo abbia la disponibilità.



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