LE ACQUE DEGLI OCEANI

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					                       LE ACQUE DEGLI OCEANI
1.1 I FONDALI

 Piattaforma continentale: poca pendenza, al margine dei continenti. Su essa ci sono i
  detriti trasportati dai fiumi.
 La scarpata continentale: grande pendenza;
 Rialzo continentale: pendenza minore;
 Piana abissale: profondità 3800 metri. E’ costituito dal pavimento oceanico (basaltico)
  ricoperto da sedimenti.

I detriti trasportati dai fiumi sulla piattaforma continentale, a causa della pendenza finiscono
nella scarpata, formando una corrente torbida (acqua,detriti in sospensione). Infine questi si
depositano sulla piana abissale, dando origine a delle rocce, le torbiditi, riconoscibili x la
stratificazione.



                                            DETRITI

                             PIATTAFORMA CONTINENTALE



                               SCARPATA CONTINENTALE



                                   CORRENTE TORBIDA



                                      PIANA ABISSALE


                                         TORBIDITI


                                   FONDALI OCEANICI
  Oceano Atlantico                   Oceano Indiano                     Oceano Pacifico
 Dorsale medio-oceanica            Dorsale a Y rovesciata,           Est:rettilineo con
  (in superficie: Islanda,           dorsale Novanta est.               fratture parallele e una
  Azzorre).                         Massima profondità:                dorsale;Ovest:frastaglia
 Massima profondità:                Sonda 7450 metri.                  to; Catena di Fuoco,
  Portorico 9200 metri.             Arcipelago della Sonda             Grande Barriera
 Isole: Groenlandia, Gran           (fossa Giava) + alcune             Corallina australiana.
  Bretagna; Antille                  isole sulla costa e altre         Catena alimentare
  (vulcanismo esplosivo).            in pieno oceano.                   Galapagos.
   1.2 LE ONDE, LE MAREE e LE CORRENTI

   Onde = Moti variabili causati dal vento e che interessano la parte superficiale delle acque.


                                        IL MODELLO DI AIRY

                                                VENTO


                                               ACQUA



          MOTO CIRCOLARE di diametro decrescente e che cessa alla profondità = /2



                                     ONDE DI OSCILLAZIONE

 Vicino alla costa il movimento è di forma ellittica e a contatto con il fondale le particelle oscillano
   avanti e indietro. Procedendo ancora + verso la costa, l’attrito fa rallentare le particelle più in
                        profondità e si crea il frangete di spiaggia e la risacca.


I maremoti sono particolari onde causate da un fenomeno sismico che possono raggiungere 50
metri di altezza e 800 km/h di velocità. Sono stati battezzati dai giapponesi come tsunami.

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Maree = Moti periodici causati da fenomeni astronomici e che causano l’innalzamento o
l’abbassamento del livello del mare. Ogni 6 ore e 13 minuti circa si ha un’alternanza di marea.


                                 IL MODELLO DI G.H. DARWIN


                                                LUNA



FORTE ATTRAZIONE LUNARE E SCARSA                      SCARSA ATTRAZIONE LUNARE E
ACCELERAZIONE CENTRIFUGA.                             GRANDE ACCELERAZIONE CENTRIFUGA.
(In corrispondenza del meridiano su cui transita      (Dalla parte opposta).
la luna).




                                           ALTA MAREA
                                                LUNA


                                ACCELERAZIONE CENTRIFUGA E
                                       ATTRAZIONE LUNARE.
                                   (In corrispondenza dei punti a 90°
                    rispetto all’allineamento terra-luna dove la risultante è diretta
                           approssimativamente verso il centro della terra)



                                          BASSA MAREA


    Se il sole e la luna sono dalla stessa parte rispetto alla terra, o opposte, la loro forza di
     attrazione si somma e si hanno maree maggiori, dette vive;
    Se il sole e la luna formano con la terra un angolo di 90°, la forza della luna è quasi
     annullata e si hanno maree minori, dette morte.

L’attrito e la conformazione possono non far coincidere precisamente l’ora in cui la luna transita in
un luogo e il momento in cui si ha la marea. Il ritardo varia da luogo a luogo ed è detto ora di porto
(importante conoscerla soprattutto nei porti).
Le coste alte a strapiombo sul mare hanno maree minori, mentre l’effetto è maggiore sulle coste
basse e sabbiose.
Nelle zone in prossimità di uno stretto con maree sfalsate, l’acqua si muove dall’alta alla bassa
marea e periodicamente inverte la sua direzione.

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Correnti = Moti costanti costituite da acqua con temperatura diversa rispetto a quella circostante.

Esistono diversi tipi di correnti: orizzontali superficiali, orizzontali profonde (verso contrario
rispetto alle superficiali), verticali (mescolano gli strati d’acqua, omogeneano la temperatura e
portano in superficie le sostanze nutrienti che si trovano in profondità).


                                   CORRENTI SUPERFICIALI


                    CALDE                                                    FREDDE


                    Equatore                                               Regioni polari



                Nordequatoriale        Sudequatoriale




                        LEGGE DI FERREL
   Correnti nell’Atlantico:
    Corrente del golfo (calda);
    Corrente del Labrador (fredda).
   Correnti nel Pacifico:
    Corrente di Humboldt (fredda) (El nino);


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                IL VULCANISMO E I SUOI PRODOTTI

2.1 IL VULCANO

        Monte vulcanico: è formato da materiali emessi dal vulcano in una serie di eruzioni
         successive;
        Serbatoio magmatico: si trova sotto la superficie terrestre ed è il luogo in cui si
         raccoglie il magma;
        Cratere: è lo sbocco del vulcano verso l’esterno, possono essercene di secondari
         collocati sui fianchi del vulcano;
        Camino: è il condotto che mette in comunicazione il serbatoio magmatico con il cratere.

2.2 IL MAGMA

Magma = massa fusa contenente composti chimici detti silicati, acqua, gas disciolti e cristalli. Il
magma si forma in profondità, per fusione di materiale solido preesistente.

                                    FUSIONE DI MATERIALE


               FUSIONE DEL MANTELLO                  FUSIONE DELLA CROSTA
                                                     CONTINENTALE SPROFONDATA


                MAGMA PRIMARIO                        MAGMA ANATETTICO, SECONDARIO
                 O BASALTICO                              O GRANITICO


               FORMAZIONE DI BASALTI                   FORMAZIONE DI GRANITI
               (rocce scure e pesanti localizzate      (rocce chiare e leggere localizzate
                nei fondali oceanici)                   nei continenti)

                                      ROCCE MAGMATICHE
MAGMA BASICO                              (ignee)                                 MAGMA ACIDO
(silice <50%)                                                                      (silice <66%)


  FLUIDO                              MAGMA INTERMEDIO                                   VISCOSO
                                        (silice 50-66%)

                                     Silice=SiO2 (Silicio+ossigeno)
2.3 I CRISTALLI

                              RAFFREDDAMENTO DI UN LIQUIDO


                                          SOLIDIFICAZIONE


                           LENTA                                       RAPIDA


                RETICOLO CRISTALLINO                                  SOLIDO AMORFO


                SOLIDO CRISTALLINO



                      CRISTALLI IONICI                                Legame ionico (es. NaCl). Ogni
                                                                      ione Na+ è circondato da 6 ioni
                                                                      Cl- e viceversa.
                      CRISTALLI COVALENTI                             Forti legami covalenti
                                                                      (durezza). Fa parte di questo
                                                                      gruppo il diamante, il cristallo +
                                                                      duro. Cambiando di poco la sua
                                                                      struttura si ottiene la grafite,
                                                                      molto + tenera anche se formata
                                                                      da Carbonio. Un altro cristallo
                                                                      covalente è il quarzo (Silicio e
                                                                      ossigeno).

                      CRISTALLI METALLICI                             Composti da atomi dello stesso
                                                                      metallo, che formano strutture
                                                                      geometriche diverse. Sono
                                                                      cristalli metallici l’argento,
                                                                      l’oro, il rame e il platino.


 I diamanti si sono formati 3 miliardi di anni fa dalla cristallizzazione del carbonio ad una
 profondità di 150/200 km e con una pressione di 300.000 atmosfere, con una temperatura di
 circa –1300 °C.
 Un carato pesa circa 1/5 di grammo e costa 15.000 €.




2.4 L’ATTIVITA’ DEI VULCANI

Eruzione = fuoriuscita del magma all’esterno del camino vulcanico. I prodotti dell’eruzione
possono essere solidi, i piroclasti, o liquidi, le lave, oppure gassosi, come il vapore acqueo e
l’anidride carbonica, o composti dello zolfo, del cloro e dell’azoto.
                                    ATTIVITA’ ESPLOSIVA

                       RISALITA DEL MAGMA LUNGO IL CAMINO


                                  DIMINUZIONE DELLA PRESSIONE


                                     LIBERAZIONE DI GAS


                                        ESPLOSIONE


    ROTTURA DELLE ROCCE COMPONENTI LA PARTE SUPERIORE DEL MONTE
VULCANICO CAUSATA DALL’ESPLOSIONE DEL “TAPPO” FORMATOSI COL TEMPO IN
   SEGUITO ALLA SOLIDIFICAZIONE DEL MAGMA ALL’INTERNO DEL CAMINO



     QUESTI FRANTUMI VENGONO PROIETTATI CON VIOLENZA ALL’ESTERNO



PIROCLASTI: proiettati in alto, FRAMMENTI GROSSI: cadono FRAMMENTI PICCOLI:
poi ricadono x gravità.         vicino al vulcano        spinti lontano


FORMAZIONE DI ROCCE               FORMAZIONE DI BRECCE     FORMAZIONE DI TUFI


                                                           CENERI: sono molto
                                                           leggere e possono fare
                                                           anche molte volte il giro del
 Tutti i frammenti ricadono per                            globo, trasportate dalle correnti
 caduta gravitativa (provocata                             aeree.
 dalla gravità).

                                                           FORMAZIONE DI CINERITI




                                       ASSENZA DI GAS



                                   TERMINE DELL’ERUZIONE
                             FLUSSO PIROCLASTICO

                             POCHI GAS NEL MAGMA



                 I PIROCLASTI FORMANO LA NUBE ARDENTE
                     che porta in sospensione anche ceneri e lapilli


                           FORMAZIONE DI IGNIMBRITI




 In alternativa alla nube ardente, si può formare un’ondata basale: in questo caso i gas e
 i piroclasti scendono lungo i fianchi del vulcano con andamento radiale, per poi risalire
 formando una specie di “fungo vulcanico”, molto simile a quello atomico.




                               ATTIVITA’ EFFUSIVA

                                        LAVA


                                       MAGMA


         BASICO                                                  ACIDO


      MOLTO GAS            POCO GAS
                                                PRESENZA DI FRAMMENTI SOLIDI

FORMAZIONE DI AA LAVA A CORDA (PAHOEHOE)


                                                            LAVA A BLOCCHI


      FESSURAZIONE COLONNARE


                             ATTIVITA’ SUBACQUEA

                           RAPIDO RAFFREDDAMENTO


                                  PILLOWS (cuscini)
Ci possono essere diversi tipi di eruzione:
     Eruzioni fessurali, nelle quali il magma esce da ampie spaccature della crosta e forma il
       plateaux, basaltico se la lava è basica, ignimbritico se la lava è acida;
     Eruzione centrali, nelle quali si riconosce un vulcano tipico, con tutte le sue componenti.
       Queste eruzioni avvengono poi in maniera differente a seconda dell’acidità del magma e
       della quantità di gas presente, formando così edifici vulcanici caratteristici.

E, di conseguenza, anche di vulcani.
     Vulcani a scudo, dalla forma conica bassa e larga. Si ha un’effusione tranquilla, dove la
        lava si spande su un vasto territorio. Sono caratteristici delle Hawaii. L’eruzione, detta di
        tipo hawaiano, è tranquilla perché i gas si liberano lentamente e solo nella prima parte
        dell’eruzione si possono avere delle esplosioni che proiettano ad una certa altezza la lava,
        formando le fontane di lava. Inoltre si possono formare laghi di lava, dovuti all’occupazione
        di una depressione da parte della lava che poi, isolata dal resto della colata, solidifica
        lentamente (anche 20 anni).
     Vulcani stromboliani, che prendono nome da Stromboli, nell’arcipelago delle Eolie. In
        questo tipo di vulcani, nonostante il magma sia basico, durante l’eruzione vengono prodotti
        anche piroclasti, sottoforma di brandelli di lava incandescente, che si depositano sulle
        pendici sotto forma di scorie, mentre dal cratere si leva una nube di vapore. Possono
        formarsi stratovulcani.
     Stratovulcani, in cui al lancio di piroclasti si alterna un’emissione di lava.
     Vulcani vulcaniani (eruzione vulcaniana), che prendono il nome da Vulcano, nelle isole
        Eolie. La lava acida e viscosa solidifica rapidamente, non uscendo neppure dal cratere: si
        forma allora la cupola di ristagno (un tappo). La pressione dei gas sottostanti provoca col
        tempo un’esplosione. Queste eruzioni sono caratterizzate da una prima fase esplosiva, con
        produzione di piroclasti, e una seconda effusiva, con colate laviche. Anche in questo caso
        quindi si formano stratovulcani.
     Vulcani Vesuviani, nei quali si ha un’esplosione iniziale violenta, con emissione di una
        grande quantità di cenere che forma una nube spinta a notevole altezza.
     Vulcani pliniani (eruzione pliniana), da Plino il Vecchio (studioso romano morto durante
        l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.). In questo tipo di eruzione si ha, dopo lo svuotamento
        del camino causato dall’iniziale esplosione, una risalita di altro magma che determina la
        formazione di una grande nube a forma di pino marittimo (pino vulcanico): da essa cadono
        pomici (frammenti di lava solidificata) che si depositano su grande area. L’emissione della
        cenere oscura completamente il cielo, illuminato soltanto da lampi di fuoco.
     Vulcani Peleani, da La Pelée, nelle Antille francesi. Il magma molto acido dà origine a una
        cupola di ristagno, mentre il magma sottostante preme per uscire. Per questa spinta, la
        cupola si solleva e assume la forma di una guglia sempre + alta. Alla fine questa esplode e si
        forma una nube ardente, che porta con se i frammenti della guglia stessa.

Le eruzioni vulcaniche si possono anche prevedere.
Per prevedere in modo attendibile il periodo in cui può verificarsi un’eruzione sarebbe necessario
poter attingere a dati statistici rilevabili delle eruzioni avvenute nel passato, ma ciò non è quasi mai
possibile perché i vulcani possono alternare momenti lunghi di quiete a eruzioni piuttosto rare e, di
conseguenza, i dati da analizzare non sono sufficienti. Tuttavia gli studiosi hanno trovato dei modi
per fare delle previsioni: prima di tutto, analizzando i fenomeni “premonitori”, come piccoli
movimenti giornalieri del suolo, i microsismi, anche se si è accertato che non esiste una relazione
precisa tra le loro frequenze e l’attività vulcanica. Più sicuro è lo studio del tremore vulcanico, una
vibrazione a bassa frequenza del terreno che è stata messa in rapporto col movimento del magma
nei condotti sotterranei, nei momenti precedenti l’eruzione. Si studiano inoltre le variazioni del
campo elettrico e magnetico locale, e dei gas fuoriusciti dal cratere: pare infatti che prima di
un’eruzione aumenti, in particolare, l’emissione di anidride solforosa.


2.5 COLATE DI FANGO E CALDERE

Le colate di fango, si verificano soprattutto su vulcani ad altitudine elevata, dove scende la neve che
viene sciolta dal magma in risalita e si mescola col materiale eruttato, provocando una colata che
può sommergere interi villaggi. Ciò si verifica in particolare sulle Ande (Nevado de Ruiz,1985 e
Nevado del Cocuy,1994).

Le caldere sono grandi conche a forma di scodella, di origine vulcanica. Esistono le caldere di
sprofondamento, dovute al crollo di un edificio vulcanico in seguito allo svuotamento del serbatoio
magmatico, e caldere di esplosione, dovute ad un’esplosione che ha distrutto la parte superiore di un
monte vulcanico. Se all’interno della caldera si forma un nuovo cono, in seguito a nuove eruzioni
non esplosive, si forma un vulcano a recinto. Ne è un esempio il Vesuvio, posto nella caldera del
vecchio Monte Somma.




2.6 LE ROCCE MAGMATICHE

                              ROCCE MAGMATICHE
           MINERALI SIALICI                           MINERALI FEMICI
   Caratteristiche I più rappresentativi     Caratteristiche  I più rappresentativi
    Acidi          Quarzo (grigio)        Basici           Anfiboli (neri, rossi,
    Colore chiaro  Feldspato potassico  Colore scuro         blu, verdi);
    Abbondanza di   (bianco o rosa);       Abbondanza di    Pirosseni (verde
     Silicio e      Feldspato sodico o     Ferro e magnesio    scuro);
     alluminio       albite (bianco);                         Olivina (verde oliva)
                    Feldspato calcico o                      Miche (bianca e
                     anorite (bianco,                           nera)
                     giallastro o rosato);
                    Feldspatoidi.

                                SOLIDIFICAZIONE DEL MAGMA


      NELLA CROSTA TERRESTRE                            ALL’ESTERNO DELLA CROSTA


    LENTO RAFFREDDAMENTO,                                VELOCE RAFFREDDAMENTO,
  FORTE PRESSIONE, PRESENZA DI GAS                    BRUSCA DIMINUZIONE DI PRESSIONE,
                                                           LIBERAZIONE DEI GAS

CRISTALLIZZAZIONE COMPLETA DEL MAGMA FORMAZIONE DI ALCUNI CRISTALLI


      STRUTTURA GRANULARE                                  FORMAZIONE DI SOLIDI AMOFRI
     PLUTONICHE (PLUTONITI)                                     STRUTTURA PORIFICA
                                                                (presenza di fenocristalli)


                                                              VULCANICHE (VULCANITI)


                                        ROCCE ACIDE
                PLUTONITI                                    VULCANITI
    Graniti (quarzo e feldspati, poche miche    Riolite (le + antiche, ossidate, formano il
     e anfiboli);                                  porfido quarzifero);
    Granodioriti.                               Daciti
                                                 Ossidiane e pomici (amorfe)
                                    ROCCE INTERMEDIE
                PLUTONITI                                    VULCANITI
    Dioriti (molti plagioclasi, poco quarzo e   Andesite
     miche e anfiboli).

                          ROCCE BASICHE E ULTRABASICHE
                PLUTONITI                               VULCANITI
    Gabbri (feldspato calcico, pirosseni e  Basalto (scura e pesante);
     olivina, colore verde-grigio);
    Perioditi (olivina).                    Pirite.

Le rocce magmatiche intrusive costituiscono i plutoni, che possono essere paralleli agli strati di
sedimenti che li coprono (plutoni concordanti) o trasversali rispetto ad essi (plutoni discordanti).
Ricordiamo i laccoliti (concordanti) con forma a lente in cui il magma si introduce tra gli strati di
sedimenti, sollevando il terreno sovrastante; i filoni-strato o sill (concordanti) in cui il magma
trasforma le rocce sedimentarie sottostanti e soprastanti in magma stesso. Se però nel passato
geologico si è verificata un eruzione, i nuovi sedimenti non risentiranno più dell’effetto termico,
perché la lava sarà già raffreddata; i filoni (discordanti), si ottengono quando il magma si infila
nelle fenditure delle rocce, assumendo la forma dello spazio occupato e, se l’aspetto appare
articolato, vengono detti filoni reticolari; i batoliti, corpi magmatici molto grossi e profondi,
collocati nel cuore dei continenti.


2.7 IL VULCANESIMO SECONDARIO

Quando in una zona cessano le attività di vulcanesimo primario, permangono alcune manifestazioni
che prendono il nome di vulcanesimo secondario.

    Solfatare: getti di vapore acqueo surriscaldato contenente acido solfidrico (Pozzuoli, Eolie);
    Fumarole: emissioni di fumo contenente vapore acqueo e anidride carbonica (Pozzuoli);
    Geyser: getti intermittenti di acqua calda contenente vari composti, tra cui silice; sono molto
     noti quelli del Parco Nazionale di Yellowstone, USA.
    Mofete: emanazioni di anidride carbonica al livello del suolo;
    Soffioni boraciferi: getti di vapore acqueo e acido borico, come quelli di Larderello, presso
     Volterra, distribuiti su un’area di 200 Km2.
Il calore proveniente dal sottosuolo della terra è utilizzato per la produzione di energia geotermica,
energia pulita.



2.8 CARATTERI FISICI E CHIMICI DEI MINERALI

Minerali = solidi cristallini la cui composizione si può descrivere con una formula chimica e con
proprietà specifiche.

PROPRIETA’ FISICHE:
   Colore: dipende dai legami chimici presenti nel cristallo o da impurezze, cioè da altre
    sostanze entrate nel cristallo durante la sua formazione;
   Lucentezza: dipende dal modo in cui la superficie del cristallo riflette la luce;
   Durezza: la resistenza alla scalfittura (scala di Mohs);
   Duttilità e malleabilità: capacità di essere ridotti in fili e in lamine, dipende dalla
    disposizione degli atomi;
   Sfaldabilità: è dovuta alla presenza di una struttura cristallina a piani, con legami deboli tra
    i piani stessi (es. grafite);
   Temperatura di fusione: dipende dalla forza dei legami, è più alta nei cristalli covalenti.
   Proprietà ottiche: dovute al comportamento della luce che attraversa il cristallo.

PROPRIETA’ CHIMICHE                   Vedi pag. 89



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                                       I SEDIMENTI

3.1 LA FORMAZIONE

SBALZI DI TEMPERATURA                                           ACQUE MARINE E FLUVIALI
VARIAZIONI DI PRESSIONE                                                   PIOGGIA ACIDA
AZIONE DI ACQUE E DI VENTO                                       ACIDI HUMICI DEL SUOLO
                                                     SOSTANZE PRODOTTE DAGLI ORGANISMI


        DEGRADAZIONE FISICA                                      ALTERAZIONE CHIMICA




          LENTA                              EROSIONE                             RAPIDA


                                            SEDIMENTI


       ROCCE STABILI                 ROCCE SEDIMENTARIE                     ROCCE INSTABILI
               SBALZI DI TEMPERATURA


               DILATAZIONI E CONTRAZIONI (diverse per ogni minerale)


               FRAGILITA’



               TERMOCLASTISMO (regioni a clima arido)


               PENETRAZIONE DI ACQUA NELLE FESSURE



                GELO E AUMENTO DI VOLUME



                 FRANTUMAZIONE DELLE ROCCE



                 CIROCLASTISMO


                 ACQUA FLUENTE                   FRAMMENTI SOLIDI IN SOSPENSIONE

                 GHIACCIAI                       MORENE

                 VENTO                           CORRASIONE




                                  ALTERAZIONE CHIMICA
                FENOMENO                                               ESEMPI
Ossidazione: Unione di ossigeno atmosferico      Pirite (solfuro di Fe, lucente e color oro)
con elementi metallici dei minerali.             trasformata in ematite (ossido ferrino, compatto
                                                 e grigio lucente o terroso e rosso) oppure in
                                                 Limonite (ossido ferrino idrato, compatto e nero
                                                 o giallo e terroso).
Dissoluzione: capacità dell’acqua di sciogliere  Salgemma.
alcuni minerali.
Idratazione: trasformazione da minerali anidridi Anidrite (Solfato di Ca) diventa gesso; Ematite
a minerali idrati tramite l’inglobamento di acqua diventa Limoinite.
nel reticolo cristallino.
Carsismo (o dissoluzione di calcare): si verifica
per effetto delle acque piovane, che, con anidride
carbonica atmosferica formano acido carbonico.
Il carbonato di Ca (poco solubile) di cui è
composto il calcare, si trasforma in bicarbonato
                                                                               /
di Ca molto più solubile e dà origine a fessure
caratteristiche* (osservabili in terreni carsici, nel
cui sottosuolo si formano grotte).
CaCO3 + CO2 + H2O             Ca(HCO3)2
(reazione reversibile).
Idrolisi di silicati: azione dell’acqua e
dell’anidride carbonica sui feldspati, che
vengono scissi formando caolinite (minerale                                    /
dell’argilla). Si parla perciò di caolinizzazione
dei feldspati.


* La pioggia crea nelle rocce solchi e fessure, attraverso cui filtra nel sottosuolo. Il paesaggio
carsico è perciò caratterizzato dalle doline, cavità a forma di imbuto o scodella, e dagli inghiottitoi,
così chiamati perché inghiottono un corso d’acqua superficiale, che sparisce nel sottosuolo
formando un fiume sotterraneo. In tempi molto lunghi si formano quindi grotte, all’interno delle
quali si assiste alla riconversione del bicarbonato in carbonato. Così il calcare viene depositato,
formando stalattiti (dall’alto) e stalagmiti, che formano paesaggi suggestivi.


I sedimenti, possono essere trasportati a grande distanza dal luogo di formazione, dando origine
a rocce sedimentarie. I meccanismi di trasporto sono alle pag. 196 e 197.
Ogni tipo di sedimento si forma in presenza di particolari fattori chimici e fisici, che determinano le
caratteristiche di un certo ambiente di sedimentazione. Questi vengono suddivisi in tre gruppi
fondamentali: continentali, marini e di transizione:

                                    AMBIENTI CONTINENTALI
        Alluvionale                 Desertico              Glaciale                       Lacustre
Pianure alluvionali,         Caratterizzato        Vengono depositati              Fanghi argillosi o
generate dal deposito di     dall’accumulo di      sedimenti eterogenei            calcarei.
sedimenti di origine         sabbie molto fini che derivati dall’erosione
fluviale; conoidi di         formano dune.         operata dai ghiacciai.
deiezione, formati da
sedimenti che un fiume
trasporta e deposita
all’inizio di una pianura.
                                         AMBIENTI MARINI
          Piattaforma                          Scarpata                 Pelagico (o di mare profondo)
Per effetto del moto ondoso, si     Sono presenti correnti di torbida   Sono presenti argille rosse fini
deposita sabbia vicino alla riva    che danno origine a depositi di     (il cui colore è dovuto alla lenta
e fanghi più al largo.              torbiditi.                          ossidazione del Fe) che spesso
                                                                        si accompagnano a noduli
                                                                        manganesiferi e a fanghi.
                                   AMBIENTI DI TRANSIZIONE
             Deltizio                  Tidale (o piana di marea)              Litorale
Si trova alla foce dei fiumi, si    Territorio alternativamente  Si trova nelle coste basse, con
trovano sedimenti fluviali          emerso e sommerso a seconda spiagge sabbiose o ghiaiosoe.
alternati a quelli marini.          della marea.

Gli ambienti di transizione si trovano a metà tra quelli continentali e quelli marini e ne determinano
il passaggio. Questo limite può cambiare in seguito alla fluttuazione eustatica del mare, cioè la
successioni di innalzamento e abbassamento del livello marino. Tra le cause di questo fenomeno c’è
l’alternarsi di periodi glaciali e interglaciali, che determina regressione (se il livello del mare arretra,
nei periodi glaciali) o trasgressione, detta anche ingressione (se il mare avanza nel continente,
periodo interglaciale). Si formano quindi cicli sedimentari, infatti, durante l’ingressione il mare
deposita sedimenti marini su quelli continentali e, viceversa, durante la regressione si depositano
alcuni sedimenti continentali su quelli marini. Uno o più strati di sedimenti formatisi col tempo,
prendono il nome di facies, esaminate dagli studiosi per conoscere la storia di una certa regione.
Ogni facies di sedimenti si differenzia dagli altri per la presenza di certe rocce, una certa
disposizione degli strati, uno spessore particolare e l’eventuale presenza di un certo tipo di fossili.

La trasformazione dei sedimenti in rocce è approfondita alle pagine 200,201,202 e 203.


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posted:12/9/2011
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