ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE
“ANTONIO MEUCCI”
CITTADELLA (PD)
ANNO SCOLASTICO 2007/2008
DOCUMENTO
DEL CONSIGLIO DI CLASSE
CLASSE: 5^ AE
INDIRIZZO: ELETTRONICA E
TELECOMUNICAZIONI
CITTADELLA, 6 MAGGIO 2008
Il Dirigente Scolastico Il Coordinatore di Classe
Prof.ssa Mariagrazia Rubini Prof. ssa Valenti Giuseppina
ESAME DI STATO 2008
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
CLASSE 5 a AE ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONI
SCUOLA : ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE “ANTONIO MEUCCI”
INDIRIZZO: VIA ALFIERI, 58 -CITTADELLA
TEL. 049/5970210 - FAX 049/9400959
e-mail: itisameucci@tin.it
ANNO SCOLASTICO 2007/2008
DIRIGENTE SCOLASTICO: MARIAGRAZIA RUBINI
COORDINATORE DELLA CLASSE: VALENTI GIUSEPPINA
1- PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA
1.1 - Identità dell’Istituto “A. Meucci”
L‟I.T.I.S. “A. Meucci” di Cittadella, già funzionante come sezione staccata dell‟I.T.I.S. “Marconi”
di Padova, ha acquistato l‟autonomia a decorrere dall‟anno scolastico 1971-72 ed è stato ufficialmente
istituito con Decreto del Presidente della Repubblica n. 956 del 1.7.1974 per la specializzazione in
„Telecomunicazioni‟.
Per molti anni l‟Istituto ha occupato dei locali in pieno Centro storico di Cittadella precariamente
adattati per renderli funzionali alle esigenze della didattica. A decorrere dall‟anno scolastico 1982-83,
l‟Istituto ha occupato una nuova sede appositamente costruita. Da quel momento l‟Istituto ha attuato
un vero e proprio sviluppo strutturale perché la presenza di ampi spazi ha spinto gli organi collegiali a
richiedere nuovi indirizzi di studio. Dall‟anno scolastico 1984-85 nel triennio sono stati attivati i corsi
di specializzazione in „Elettronica Industriale‟ e della mini sperimentazione „Ambra‟ indirizzo
„Telecomunicazioni‟.
Nell‟anno scolastico 1989-90 l‟Istituto “A. Meucci” ha attivato l‟indirizzo sperimentale „Ergon‟
della specializzazione „Meccanica‟. A decorrere dall‟anno scolastico 1993-94 è stato autorizzato il
corso sperimentale „Abacus‟ dell‟indirizzo di „Informatica‟, mentre la specializzazione in „Elettronica
Industriale‟ scompariva progressivamente.
Il D.M. del 9.3.94 ha sostituito gli orari e i programmi di insegnamento vigenti nel biennio e in
alcune specializzazioni dei successivi trienni. Dall‟anno scolastico 1994-95 i progetti sperimentali in
atto „Ambra‟ ed „Ergon‟ sono diventati rispettivamente indirizzi di „Elettronica e Telecomunicazioni‟ e
„Meccanica‟. I nuovi programmi del biennio sono stati attivati, invece, nel successivo anno scolastico
1995-96. Dall‟anno scolastico 1996-97 è stato istituito l‟indirizzo „Scientifico - Tecnologico‟ secondo
il progetto elaborato dalla Commissione Brocca.
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1. 2 – Caratteri specifici dell’indirizzo di studi
L‟indirizzo di studio in elettronica e telecomunicazioni è caratterizzato da un biennio comune a
tutti gli indirizzi di Istituto Tecnico Industriale e da un triennio di specializzazione con discipline
dell‟area comune e discipline di indirizzo.
Discipline ed ore del triennio di specializzazione in elettronica e telecomunicazioni
(tra parentesi le ore di laboratorio)
Discipline Classe 3a Ore Classe 4 a Ore Classe 5 a Ore
Ar Italiano 3 3 3
ea Storia 2 2 2
co Inglese 3 3 2
mu Diritto ed Economia 2 2
ne Matematica 4 3 3
Educazione fisica 2 2 2
Religione 1 1 1
Ar Meccanica 3
ea Elettrotecnica 6(3) 3
di Elettronica 4(2) 5(3) 4(2)
ind Sistemi automatici 4(2) 4(2) 6(3)
iriz Telecomunicazioni 3 6(2)
zo Tecnologia-Disegno- 4(3) 5(4) 5(4)
Progettazione
Le discipline di indirizzo prevedono le ore in compresenza tra docente teorico e tecnico-pratico
per lo svolgimento di attività di laboratorio.
Il piano di studi è caratterizzato anche dall‟area di progetto che costituisce un modello di
articolazione culturale ricavato dal monte ore annuo, che non altera il quadro orario. Nel corso del
triennio vengono attuati da gruppi di docenti, progetti di ricerca multidisciplinare di ampiezza e durata
variabile. I problemi dell‟area di progetto dovranno tenere conto di aspetti conoscitivi, applicativi,
tecnologico, informatico, ecc.
1.3 - Profilo professionale in uscita e competenze
Il profilo professionale in uscita prevede per il perito Industriale per l‟elettronica e le tele-
comunicazioni le seguenti competenze trasversali:
partecipare, con personale e responsabile contributo al lavoro organizzato e di gruppo;
svolgere, organizzandosi autonomamente, mansioni indipendenti;
documentare, organizzandosi autonomamente, mansioni indipendenti;
aggiornare le sue conoscenze, anche al fine della eventuale conversione di attività;
interpretare nella loro globalità le problematiche produttive, gestionali e commerciali dell‟azienda
in cui opera.
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Il diplomato deve inoltre essere in grado di:
analizzare e dimensionare reti elettriche lineari e non lineari;
analizzare le caratteristiche funzionali dei sistemi, anche complessi, di generazione, elaborazione e
trasmissione di suoni, immagini e dati;
partecipare al collaudo e alla gestione di sistemi di vario tipo, sovrintendendo anche alla
manutenzione;
progettare e realizzare e collaudare sistemi semplici, ma completi di automazione e
telecomunicazione, valutando anche economicamente la componentistica presente sul mercato
descrivere il lavoro svolto redigere documenti per la produzione di sistemi progettati e scriverne il
manuale d‟uso;
comprendere manuali , documenti tecnici vari e redigere brevi relazioni in lingua straniera.
1.4 – Caratteristiche del territorio e provenienza degli alunni
L‟Istituto è ben inserito nel contesto territoriale caratterizzato da un buon sviluppo di attività
industriali ed artigianali, soprattutto nel settore della elettro-meccanica; gli alunni provengono per la
maggior parte dai comuni dell‟Alta Padovana.
1.5 – Elementi caratterizzanti il piano dell’offerta formativa
L‟ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE “A. MEUCCI” di Cittadella si propone di
rendere operativa la propria „identità‟ di presenza e di servizio mediante il seguente specifico
PROGETTO in cui si possono identificare:
FINALITÀ:
Promuovere le potenzialità umane e culturali del singolo studente, al fine di incontrare e
rispondere ai suoi bisogni e alle sue aspettative sia di natura formativa personale - sociale sia di
natura culturale - professionale.
OBIETTIVI PRIORITARI PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLE FINALITÀ
a) permanente attenzione alla fase di sviluppo adolescenziale dello studente da parte di tutte le
componenti scolastiche;
b) attivazione di „esperienze‟ culturali, relazionali e sociali per una di „identità‟ globale dello
studente;
c) continua valenza di esperienza personale e interpersonale dello studente;
d) attuazione di piani didattici ed integrativi che armonizzino finalità curricolari ed effettive esigenze
dei soggetti;
e) permanente feed-back dell‟Istituzione con le nuove esigenze di formazione dallo sviluppo
culturale, sociale ed economico nel territorio al fine di mediare, a conclusione del quinquennio, sul
piano formativo - professionale un inserimento più efficace ed idoneo dello studente nel mondo del
lavoro;
f) promozione nello studente sia di una acquisizione qualificante degli studi di indirizzo sia di uno
sviluppo della propria personalità.
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2- PRESENTAZIONE DELLA CLASSE
2.1 – Composizione della classe
La classe è formata da 18 studenti nessuno dei quali è ripetente.
I nominativi degli studenti sono i seguenti:
1) Baccega Federico
2) Baraldo Filippo
3) Brotto Fabio
4) Buratto Antonio
5) Doro Nicola
6) Duregon Alberto
7) Ferronato Paolo
8) Ghion Guido
9) Lovo Gino
10) Mattara Luca
11) Maschio Manuel
12) Pan Andrea
13) Scapin Filippo
14) Sgargetta Federico
15) Simionato Giovanni
16) Tartaggia Maurizio
17) Valle Enrico
18) Zanchin Michele
VARIAZIONI NEL TRIENNIO DELLA CLASSE 5aAE
Classe Iscritti alla Iscritti da altra Promossi Promossi Non Promossi,
Classe Classe o con debito ritirati o trasferiti
Ripetenti
Terza 26 3 18 7 8
Quarta 20 2 18 6 2
Quinta 18 - - - -
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2. 2 – Composizione e variazione del Consiglio di classe
(*: Docenti tecnico-pratici)
DISCIPLINE ANNI DI CLASSE IIIa CLASSE IVa CLASSE Va
CURRICOLARI CORSO
ITALIANO 3°- 4°- 5° Pierobon Pierobon Pierobon
STORIA 3°- 4°-5° Pierobon Pierobon Pierobon
INGLESE 3°-4°-5° De Pascalis De Pascalis Conte
DIRITTO ED ECONOMIA 4°-5° Pepe De Vivo
MATEMATICA 3°-4°-5° Valenti Valenti Valenti
MECCANICA E 3° Baldissera
MACCHINE
ELETTROTECNICA 3°-4° D’Amico D’Amico
ELETTRONICA 3°-4°-5° Santoiemma Menegazzo La Ferrara
Battistella* Battistella* Perin*
SISTEMI AUTOMATICI 3°-4°-5° Santoiemma Santoiemma Santoiemma
Antonello* Basiricò* Antonello*
TELECOMUNICAZIONI 4°-5° Menegazzo Menegazzo
Battistella* Zecchin*
TECNOLOGIA-DISEGNO 3°-4°-5°
Morandin Morandin La Ferrara
PROGETTAZIONE
Mignon* Antonello* Antonello*
EDUCAZIONE FISICA 3°-4°-5° Cerato Cerato Pan
RELIGIONE 3°-4°-5° Scolaro Scolaro Scolaro
3AE: Coordinatore: prof. Antonello; Segretario: prof.ssa Pierobon .
Rappresentanti genitori: Diotto Michela Marchiorello e Stocco Lucia Valle.
Rappresentanti allievi: Doro e Mattara.
4AE: Coordinatore: prof.ssa Valenti ; Segretario: prof. Morandin
Rappresentanti genitori: Beghetto Catia Duregon e Rosso Carla Scapin.
Rappresentanti allievi: Buratto e Simionato.
5AE: Coordinatore: prof.ssa Valenti; Segretario: prof. Antonello.
Rappresentanti genitori: Beghetto Catia Duregon e Rosso Carla Scapin.
Rappresentanti allievi: Ghion e Pan.
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3 – STORIA E ANALISI DELLA SITUAZIONE DELLA CLASSE
La 5aAE, nata nell‟anno scolastico 2005/2006 come 3aAE e composta da 26 allievi, appariva
fin dai primi giorni piuttosto vivace. Nei cambi d‟ora e nelle attività di laboratorio il comportamento
degli studenti non era sempre corretto; alcuni ragazzi spesso venivano poi richiamati anche durante le
ore di lezione di alcune discipline. Il profitto, invece, era diversificato: un gruppo partecipava
attivamente e dimostrava un certo entusiasmo verso le attività proposte ottenendo risultati
soddisfacenti, un altro gruppo manifestava difficoltà di apprendimento e di gestione del lavoro
domestico. Le insufficienze gravi erano dovute quindi oltre allo scarso impegno anche a difficoltà
nell‟acquisizione di un corretto metodo di studio. Nello scrutinio finale si faceva presente che,
comunque, un discreto passo in avanti era stato compiuto visto che la maggior parte degli allievi aveva
conseguito risultati positivi. Alcuni, tuttavia, non avendo recuperato né interesse né conoscenze per
raggiungere gli obiettivi minimi necessari a frequentare proficuamente la classe successiva, venivano
respinti.
La 4aAE era composta da 20 allievi. Riassumendo il parere dei vari c.d.c. dell‟a.s. 2006/07
emerge che il comportamento tenuto dalla classe nei cambi d‟ora e in alcuni laboratori continuava ad
essere piuttosto vivace e a volte indisciplinato. Durante le lezioni gli allievi manifestavano interesse,
ma non sempre erano costruttivi negli interventi. La disciplina è migliorata un po‟ nel secondo
quadrimestre.
Il profitto, come nell‟a.s. precedente, era differenziato e mediamente sufficiente. Nello
scrutinio finale si faceva presente che la classe, rivelando via via maggior interesse e partecipazione,
aveva raggiunto complessivamente gli obiettivi formativi espressi nei piani di lavoro dei singoli
docenti. Due allievi, non impegnandosi adeguatamente, avevano ottenuto un profitto negativo in
diverse discipline e pertanto non erano ritenuti idonei a frequentare la classe successiva.
La 5aAE è composta da 18 allievi. Nel primo Consiglio di Classe le caratteristiche e il livello
iniziale erano i seguenti:
Capacità e potenzialità più che sufficienti.
Preparazione di base e competenze acquisite soddisfacenti per la maggior parte degli allievi.
Comportamento e disciplina accettabili con qualche punta di vivacità.
Socializzazione tra i componenti del gruppo classe buona.
Durante quest‟ultimo anno scolastico la classe ha dimostrato di essere affiatata, ma ha
mantenuto un comportamento vivace e a volte poco costruttivo, soprattutto in alcune discipline e nelle
ore di laboratorio, durante le quali l‟attenzione è stata spesso disturbata da numerosi interventi
inopportuni e da battute che hanno evidenziato un atteggiamento poco maturo da parte di qualche
alunno.
Lo studio domestico, incostante e non sempre adeguato, ha portato, durante il primo
quadrimestre, una parte degli allievi ad una preparazione superficiale e poco omogenea.
Nella seconda parte dell‟anno scolastico il profitto della classe è sicuramente migliorato anche se con
ritmo diverso a seconda delle materie di studio. Quelle di indirizzo non sono state a volte affrontate
con il necessario rigore sia per l‟incostanza di applicazione degli allievi, sia per il cambiamento di
diversi insegnanti che ha richiesto una fase di adeguamento alla nuova didattica, cosa che ha rallentato
il ritmo del lavoro.
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4- PROGRAMMAZIONE COLLEGIALE
4.1 – Obiettivi generali (educativi e formativi)
a) Conoscenza dei contenuti delle singole materie
b) Capacità di esposizione usando i linguaggi settoriali
c) Capacità di analisi e sintesi
d) Capacità di critica
e) Capacità di collegamento
Il conseguimento degli obiettivi generali è diversificato per disciplina ed espresso nelle singole
relazioni.
4.2 – Conoscenze, competenze e capacità
Acquisizione di precise capacità di elaborazione personale dei contenuti appresi.
Si rimanda alle singole relazioni finali dei docenti per informazioni più dettagliate.
4.3 – Attività curricolari ed extracurricolari
A) Attività di stage:
I seguenti allievi hanno partecipato alle attività di stage proposte nella classe quarta:
Nome Ditta dal Al
B) Visite di studio:
29/11/2007 Fiera Vicenza per assistere ad un incontro Aziende/Studenti edizione 2007.
22/11/2007 Job Orienta Verona
7/12/2007 Gardone Riviera (BS) - Il Vittoriale
Brescia, Museo di Santa Giulia:Mostra: America! Storie di pittura dal Nuovo
Mondo
Finalità- La visita guidata al Vittoriale ha consentito di immettersi nella letteratura, nell‟arte e nelle
vicende dei primi cinquanta anni del XX secolo. E‟ stata offerta in questo modo la possibilità di:
comprendere l‟importanza che il Vittoriale riveste nel panorama culturale italiano
scoprire il personaggio Gabriele D‟Annunzio attraverso i luoghi della sua vita
consolidare le conoscenze e le informazioni relative al poeta e allo scrittore acquisite in classe
La visita alla mostra: America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo – BRESCIA, museo di villa
Giulia, ha offerto la possibilità di accostarsi a circa 450 opere dell‟arte americana ( dipinti, fotografie,
sculture, oggetti vari) provenienti da una cinquantina di musei d‟oltre oceano e da collezioni private.
Gli allievi hanno potuto così:
conoscere i capolavori dell‟arte americana dell‟Ottocento passando dagli esiti di un paesaggio
dalle connotazioni classicheggianti a quelli della scoperta dei grandi spazi della natura
incontaminata
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confrontare i diversi percorsi e le diverse sensibilità degli artisti nel loro rapporto con il
paesaggio: magnificenza, forza,curiosità per l‟esotico e il lontano,stratificazioni del tempo e
delle civiltà
affinare la capacità di osservazione e di decodifica di un‟opera pittorica
approfondire nelle due sale multimediali le conoscenze relative alla storia americana
dell‟Ottocento come la Guerra Civile e la Frontiera
C) Attività sportive:
8, 13 e 19 febbraio 2008 Corso di sci Passo Brocon
28 aprile 2008 Giochi sportivi di atletica leggera
D) Educazione alla salute:
10 marzo 2008: incontro di 2 ore con l‟associazione dell‟AVIS di Cittadella, Informazioni di tipo
specialistico sul tema del sangue: elementi di fisiologia, di patologia e di cultura della donazione
del sangue.
E) Altre attività culturali:
Nei mesi di febbraio e marzo si è tenuto un corso della durata di sei lezioni con lettrice di
madrelingua inglese.
F) Corsi di recupero:
Durante il primo quadrimestre non si è attuato nessun corso di recupero, mentre nel secondo sono
stati effettuati corsi di recupero per le seguenti discipline: Elettronica.
Durante la settimana di didattica differenziata: TDP.
Dal mese di novembre è stato attivato lo “sportello Help” per Matematica, Elettronica, TDP e
Sistemi (prof. Antonello).
Tutti gli altri insegnanti hanno effettuato le lezioni di recupero in itinere.
G) Viaggio d’istruzione
Periodo 25/02/08 – 1/03/08 Meta: PRAGA
Docente capogruppo: Prof. Daniele Perin.
Docenti accompagnatori: prof.ssa Paola De Vivo.
RELAZIONE SUL VIAGGIO DI STUDIO DELLA CLASSE A CURA DEL PROF. PERIN
GIORNO I
25 marzo 2008 Cittadella ore 6:03
Un quarto d‟ora prima delle sei, nel piazzale di fronte all‟istituto, arriva il pullman Gran Turismo
dell‟agenzia Alfabeto Viaggi e già tutti i ragazzi sono pronti. Il pullman è nuovissimo e confortevole,
l‟allestimento a bordo è di lusso e gli spazi sono comodi, l‟appello viene in modo veloce e si parte in
perfetto orario.
Salisburgo AUSTRIA ore 13:12
Pausa pranzo tra Salisburgo e Linz in un autogrill austriaco sul lago, loc. Seewalchen am Attersee, in
un ristorante dal clima austriaco affacciato con una grande veranda- serra a strapiombo sul lago. I
ragazzi hanno pranzato al sacco e si sono goduti l‟insolita temperatura estiva ed il bel sole Si riparte
alle 14:10 direzione Tabor.
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Freistadt (città libera)Confine Austria-Repubblica Ceca ore 15:40
Ci si ferma al confine per sgranchirci le gambe e per fare rifornimento.
Sudametice u Tabora Repubblica Ceca ore 18:32
Ultima pausa tecnica prima della città magica, manca un‟ora all‟arrivo.
Praga 8, Invalidovna ore 19:10
Siamo arrivati all‟Olimpik Hotel come previsto dalla tabella di marcia, lo scarico dei bagagli e
l‟assegnazione delle stanze è stato effettuato in un battibaleno, grazie alla pre organizzazione dei
ragazzi che avevano già composto i gruppi - stanza. Le operazioni sono state rallentate dalla raccolta
delle caparre. L‟Hotel ha riservato tutto un piano al Meucci: il settimo su un totale di 19 . Alle 8:30
tutti erano pronti al ristorante. Alla cena i ragazzi mi hanno riportato le Ceck list, sulle anomalie i
guasti riscontrati nelle camerette ed ho subito informato la Direzione sulle mancanze riscontrate dai
miei allievi. Il ristorante nei turni di cena si è dimostrato inadeguato, sia per la gestione dei gruppi sia
nel menù. I tempi di attesa al self-service superavano la mezzora e considerando che nei giorni di
soggiorno, l‟albergo ospitava più di 600 studenti di varie scolaresche, ho fatto notare alla Direzione
che sarebbe stato adeguata una turnazione dei gruppi/pasto.
GIORNO II 26 marzo 2008 Praga
…dal Castello a Malà Strana
Una bella mattina di sole, ventoso ma dall‟aspetto estivo. Siamo stati accompagnati in pullman sulla
collina Hradcani al Castello, all‟altezza del Convento dei Cappuccini e da li scesi fino il chiostro
interno, dove all‟ufficio informazioni turistiche abbiamo acquistato la Praga Card, (che si è rilevato
uno strumento comodo e molto conveniente per visitare oltre 56 tra musei gallerie e luoghi praghesi)
ad un costo di 950 Kc (circa 30 euro). Da li abbiamo iniziato la visita: lungo il lato sud della cattedrale
fino la via dell‟oro, la visita al museo delle armi medioevali, la Torre delle polveri ed il museo delle
torture. Verso l‟una siamo scesi dalla collina lungo la panoramica (via Nerudova) e pranzato a
Malàstrana. Dopo pranzo ci siamo ritrovati all‟attacco del Ponte Carlo e passeggiato sopra La Moldava
sulle note Bedrich Smetana, tra artisti di strada, ritrattisti e venditori di souvenir. Arrivati a Staremesto
(la Piazza della Vecchia Città) abbiamo ascoltato dal famoso orologio della Torre Astronomica, il
carion a movimento, tra applausi di una folla totalmente italiana
L‟ultima visita ci ha impegnato nella salita fino in cima alla torre dove si è ammirata la città da una
prospettiva straordinaria in compagnia di un vento forza 9, e da li abbiamo ammirato il percorso fatto e
i futuri. Verso le 17:30 abbiamo preso la Metro dalla stazione di Mustek: quattro fermate per l‟
Olimpik Hotel, dopo la cena in albergo abbiamo dedicato la serata nella visita di Stare Mesto nella
suggestiva vista di Tyn illuminata da fiaba.
GIORNO III 27 marzo 2008 Praga
La Cattedrale e Museo Nazionale
Ripercorrendo le vie della mattina precedente i ragazzi hanno subito riconosciuto le prospettive di
Praga. La visita alla cattedrale ha messo in luce il carattere gotico in contrapposizione a quello
neogotico di Tyn. Passeggiando lungo malastrana e Ponte Carlo ci siamo diretti per la pausa pranzo in
piazza Venceslao per poi proseguire la visita al Museo Nazionale di antropologia e paleontologia. Una
visita durata più di tre ore, tra un‟enorme esposizione di rocce e metalli, tra miriadi di razze animali
imbalsamante ed un percorso divertente: le orme. L‟ingresso un piedone gigante, ci introduceva come
in una galleria spazio/temporale in una camminata attraverso le varie epoche. Suggestive le
ambientazioni, dove tra suoni ed orme si è passati tra impronte preistoriche fino la “stivalata” di
Amtrong sulla luna. Interessante anche la sezione sui record olimpici Cechi. Dopocena siamo ritornati
in Piazza Venceslao, tra il Teatro Nazionale e la Birreria Vedevoj.
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GIORNO IV 28 marzo 2008 Praga
Galleria Nazionale Arte Moderna e quartiere ebraico: sinagoga Vecchionuova
Di buon ora siamo arrivati alla Galleria delle arti moderne di Praga. Da Picasso alle forme Skoda, dalla
tecnica dei macchiaioli ai post modernisti. I ragazzi hanno dimostrato un insolito interesse e la maggior
parte di loro hanno visibilmente apprezzato la visita e la visione di “grandi nomi”. Dopo tre ore di
passeggiata tra l‟arte siamo usciti in direzione Letenskè sady (il parco alto di Praga) camminando tra le
vie più popolane della città. Arrivati al parco ci siamo tuffati nella prospettiva della città in una
controluce particolare e col il maestoso metronomo che sulla sinistra sventolava il suo braccio da 20
metri. Scesi lungo la scalinata della collina abbiamo attraversato il Moldava sul ponte Checuv (colonne
gialle) e percorsa via Parizska. Su questa via si affacciano importanti marche della moda italiana e tra i
negozi moderni stona ed imbarazza la sinagoga vecchio-nuova. Arrivati a Staremesto (la piazza della
città vecchia) si è fatta pausa pranzo per poi ritrovarsi nel pomeriggio per la seconda parte delle visite:
la Chiesa di Tyn, la Casa Comunale, San Nicola e la Casa Della campana di Pietra. Con un gruppo
ristretto di ragazzi (volontari) si è visitata la costosa sinagoga Vecchio-Nuova tra il mito del Golem in
un tuffo, veramente suggestivo nel passato ebraico praghese. Stanchi ed affamati siamo ripartiti per
l‟albergo dalla fermata centrale Mustek (fronte piazza Venceslao), divenuto punto di riferimento e
strategico. Dopo la cena siamo andati in una birreria-pub-discoteca, lato Hotel. Il comportamento dei
ragazzi è stato ottimo e non hanno avuto nessun tipo di eccesso. Molti hanno criticato il fatto che nella
Repubblica Ceca sia consentito ancora fumare nei locali pubblici e ormai nel costume italiano molti
uscivano all‟esterno per fumare.
GIORNO V 29 marzo 2008 Praga
Quartiere ebraico e Shopping
Dalla sala dei disegni dei bambini di Terezin, passando per il cimitero, i ragazzi hanno visitato con
pazienza e con curiosità tutti i luoghi del percorso. Alle 14 siamo approdati nella più vecchia birreria
praghese “U Fleku” per il pranzo di fine gita con i ragazzi divertiti dalla musica folk (tutta italiana:
Volare, Romagna mia ecc..), dal modo di servire dei camerieri, dalla birra scura e dall‟aperitivo
“medicina” Becherovka. Pomeriggio libero per shopping con ritrovo alle 17.30 a Mustek. La direzione
dell‟hotel mi ha personalmente riferito l‟ottimo comportamento dei ragazzi e che nella verifica delle
stanze non hanno rilevato nessun tipo di infrazione.
GIORNO VI 30 marzo 2008
Ritorno a casa e Cesky Krumlov
A 120 chilometri da Praga ci fermiamo, verso le ore 10, a Cesky Krumlov nel ben mezzo di una
tempesta (che scopriremo poi essere stata la coda di un ciclone che ha colpito il nord Europa,
dall‟Olanda all‟Austria), un paesino della Boemia Meridionale patrimonio dell‟UNESCO. Il tempo
peggiora col passare dei minuti, lasciando ben poco entusiasmo nell‟amirare la raffinata architettura
barocca del borgo e del vecchio castello. Alle 11, bagnati come pulcini ripartiamo per casa,
affrontando i chilometri seguenti tra alberi abbattuti ed autogrill senza corrente elettrica. Alle ore 22 si
conclude, sul piazzale antistante il Meucci, il viaggio con i saluti e gli auguri di buon fine settimana.
Questo viaggio a Praga ha sicuramente accresciuto nei ragazzi lo spirito di gruppo facendoli
vivere appieno in un contesto culturale, riflettendo e confrontando le loro esperienze personali e
culturali. Hanno saputo collegare eventi storici ed artistici appresi nel corso di studi.
Mi ha gratificato e sorpreso” l’occhio” con cui hanno osservato la città sia dal suo lato
“evidente” sia dal loro dando frutto a nuove prospettive ed interpretazioni.
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H) Attività di orientamento all’Università e al mondo del lavoro:
Incontro con i responsabili dell'agenzia di lavoro interinale UMANA
Orientamento universitario a Legnaro AGRIPOLIS
Incontro con personale universitario del DEI di PD sulla riforma universitaria e facoltà di Ingegneria
Mostra permanente in biblioteca di materiale da consultazione per l'orientamento in uscita.
5 – Moduli e percorsi interdisciplinari
L‟attività di area di progetto non è stata attivata nel corrente anno scolastico.
6 – Criteri e strumenti della misurazione (punteggi e livelli) e della valutazione
(indicatori e descrittori adottati per la formulazione di giudizi e/o per
l’attribuzione dei voti) previsto dal Piano dell’Offerta formativa
6.1 – Valutazione classi quinte ai fini dell’esame di stato
Per la valutazione del credito scolastico e formativo restano valide le indicazioni generali fornite
per tutte le classi del triennio. Il credito scolastico sarà attribuito sulla base delle indicazioni della
tabella A (art.11, comma 2, reg. 23 luglio 1998, n. 323).
Credito scolastico – Punti
Media dei voti 1° anno 2° anno 3° anno
M<5 0 0 0
5 M < 6 0 0 1-3
M=6 2–3 2–3 4–5
6
7
8 < M = 10 5–6 5–6 7–8
Per la valutazione, i singoli docenti utilizzano ai fini della attribuzione dei voti l‟intera scala
decimale. La valutazione finale sulla base del documento programmatico del Consiglio e degli
obiettivi didattici delle singole discipline e sui criteri di valutazione previsti nei diversi piani di lavoro,
terrà conto della griglia di valutazione e corrispondenza tra espressione numerica del voto e livelli di
competenze conseguite in termini di conoscenze, comprensione, applicazione, sintesi ed analisi
prevista nel Piano dell‟Offerta Formativa.
6.2 - Credito scolastico e formativo
Il credito scolastico viene deliberato sulla base dei seguenti elementi:
a) profitto nelle diverse discipline, al fine della attribuzione alle diverse fasce previste dalle tabelle
del regolamento di cui al D.P.R. 23 luglio 1998;
b) assiduità e frequenza alle lezioni, compresa l‟area di progetto;
c) interesse e partecipazione al dialogo educativo;
d) attività complementari ed integrative organizzate dalla scuola quali:
stage, partecipazione a gare studentesche, a concorsi, mostre e altre iniziative similari, assistenza
ai compagni portatori di handicap all‟interno della scuola, attività nell‟ambito del progetto
“giovani”;
e) eventuali crediti formativi.
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Ai fini della attribuzione del credito scolastico si terrà conto del debito formativo, in quanto
all‟alunno promosso con debito formativo alla penultima classe o all‟ultima classe sarà assegnato il
punteggio minimo previsto dalla banda corrispondente alla media riportata nello scrutinio finale. In
caso d‟accertato superamento del debito il consiglio di Classe può integrare in sede di scrutinio finale
dell‟anno scolastico successivo il punteggio minimo assegnato nei limiti previsti dalla banda
d‟oscillazione cui tale punteggio appartiene. Tale integrazione avverrà sempre considerando i punti b,
c, d, .
2) Credito formativo
Sulla base del decreto Ministeriale del 24 febbraio 2000, consigli di classe procedono alla
valutazione dei crediti formativi, sulla base di indicazioni e parametri preventivamente individuati dal
collegio dei docenti al fine di assicurare omogeneità nelle decisioni dei consigli di classe medesimi, e
in relazione agli obiettivi formativi ed educativi propri dell'indirizzo di studi e dei corsi interessati.
Il collegio dei docenti fornisce le seguenti indicazioni:
Fermo restando la valutazione della qualità del credito formativo e della attribuzione del
punteggio relativo al Consiglio di Classe, il Collegio dei docenti individua come riconoscibili per le
classi di specializzazione in elettronica e telecomunicazioni le seguenti esperienze:
1) esperienze lavorative e formative nel settore dell‟elettronica e dell‟elettrotecnica o industriali affini
2) esperienze sportive, considerando esclusivamente attività individuali o di squadra di livello
regionale
3) esperienze di volontariato con particolare riguardo alle attività di protezione civile
4) esperienze culturali (partecipazione a concorsi culturali, corsi o attività di tipo culturale tenuti da
Enti od organizzazioni riconosciute)
5) corsi di formazione musicale o attività tenute da Enti od organizzazioni riconosciute
6) esperienze di approfondimento linguistico conseguite all‟estero secondo le modalità previste
dall‟art. 3, comma 3 del D.M. 24 febbraio 2000
Ad ogni esperienza formativa sarà attribuito fino ad un massimo di un punto. I punti sono cu-mulabili
fino al punteggio massimo della fascia determinata dalla media dei voti. Il valore e la qualità
dell‟esperienza, ai fini dell‟assegnazione del punteggio, vengono valutati dal Consiglio di Classe.
7 – Prove di preparazione all’esame
Per le discipline oggetto delle prove d‟esame sono state effettuate le seguenti prove di
preparazione:
Italiano: due simulazioni di prima prova sulle quattro tipologie previste per l'esame di stato: la
prima è stata svolta il 10 gennaio 2008, la seconda il 20 maggio 2008, ciascuna per la durata di 6 ore.
Elettronica: due simulazioni di seconda prova: la prima di progettazione è stata svolta il 20
febbraio 2008, la seconda il 21 maggio 2008, ciascuna per la durata di 6 ore.
Terza prova: il Consiglio di Classe ha indirizzato la preparazione per l‟esame verso la seguente
tipologia di prova:
cumulo delle tipologie B (quesiti a risposta singola) e C (quesiti a risposta multipla), secondo le
modalità indicate dal Ministero dell‟Istruzione. La scelta di tali tipologie è stata operata tenendo conto
del tipo di preparazione e delle capacità espositive degli studenti.
Le discipline oggetto della terza prova individuate dal Consiglio di Classe sono: Inglese,
Matematica, TDP, Telecomunicazioni, Sistemi, Diritto per poter saggiare un ampio spettro di
preparazione degli studenti e, con la prima e la seconda prova, dare un quadro abbastanza completo
delle conoscenze acquisite dagli allievi e della loro capacità di gestione dei contenuti.
13
Per la lingua straniera, visti gli obiettivi di insegnamento degli I.T.I.S. volti alla comprensione
della lingua scritta e della terminologia tecnica, si è ritenuto di effettuare l'accertamento delle
conoscenze secondo la modalità della breve esposizione in lingua di argomenti o quesiti nell'ambito
delle tipologie previste per la terza prova.
Sono state effettuate due prove di simulazione, della durata di due ore ciascuna. La prima il 22
febbraio 2008 e la seconda il 5 maggio 2008. Nella prima prova di simulazione le discipline coinvolte
sono state: Inglese, Matematica, Telecomunicazioni e Diritto. Le discipline coinvolte nella seconda
prova di simulazione sono state: Matematica, TDP, Sistemi e Inglese. In totale in ogni prova sono
stati assegnati 8 quesiti a risposta singola e 16 a risposta multipla. Il tempo a disposizione è stato di
due ore.
Colloquio d’esame: si effettuerà una simulazione per gli allievi che intendano sostenerla, prevista
per i primi giorni di giugno.
Il C.d.C. valuterà nel corso del colloquio la padronanza della lingua, la capacità di utilizzare le
conoscenze acquisite e di collegarle nell‟argomentazione, la capacità di discutere e collegare sotto vari
profili i diversi argomenti.
I testi di tutte le simulazioni delle prove effettuate sono a disposizione della commissione. Si
allegano le griglie di valutazione utilizzate durante le simulazioni.
Letto, discusso e approvato nella seduta del Consiglio di Classe in data 6 maggio 2008.
Il Coordinatore Il Dirigente Scolastico
14
ALLEGATO
GRIGLIE DI ATTRIBUZIONE DEL PUNTEGGIO UTILIZZATE NELLE SIMULAZIONI
Valutazione della prima prova scritta
Descritto Grav. Insuff. Insuff. Suff. Discreto Buono Ottimo/Ecc.
ri
Punteggi 1-6 7-9 10 11-12 13-14 15
o
Indicatori
Padronanza Diffusi errori di Linguaggio Linguaggio Linguaggio Linguag-gio Terminologia
linguistica: ortografia e impacciato con generalmente proprio e sciolto, ricca,
ortografica, sintassi errori e corretto, con corretto appropria-to appropriata,
morfologica, improprietà qualche isolato e corretto funzionale e
lessicale, errore personale
sintattica
Pertinenza, Non pertinente,Parzialmente Complessiva- Pertinente ed Coglie gli Sviluppa i temi
comprensione molto pertinente. mente argomentato elementi proposti con
dei materiali frammentario. Argomentazio-ni pertinente e Utilizzo essenziali completezza
forniti Scarso utilizzonon motivate. sufficiente- efficace dei senza
e capacità dei materiali Limitato utilizzo mente materiali deviazioni;
argomenta-tive dei materiali argomentato. propone
Adeguato ragiona-
utilizzo dei menti ben
materiali motivati
Organizza- Contraddittoria Confusa e Chiara, ma Chiara e Coerente ed Coerente,
zione del testo ripetitiva semplice coerente articolata dotata di
coesione,
articolata con
personalità
Conoscenze Scarse e scorrette Frammentarie, Generalmente Corrette ed Precise e Approfondite e
( Contenuti) imprecise e corrette e adeguate funzionali rielaborate
superficiali accettabili
Rielaborazio- Analisi molto Analisi confuse, Analisi e Analisi e Rielabora- Rielaborazio-ne
ne/ originalità lacunose, sintesi sintesi imprecise sintesi, in sintesi zione personale e
scorrette genere, corrette corrette e autonoma, critica con
abbastanza con opinioni opinioni e
autonome e valutazioni
valutazioni argomentate e
ben originali anche
argomenta- in contesti
te nuovi
15
Valutazione della terza prova scritta
Valutazione domande a risposta singola
Indicatori Criterio di attribuzione del punteggio Punti Disciplina Disciplina Disciplina
Pertinenza della risposta Assolutamente nulla e non pertinente 0 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Insufficiente 0.25 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Lacunosa in alcune parti 0.50 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Rispetta pienamente il quesito proposto 0.75 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Completezza delle Assolutamente non complete 0 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
informazioni Insufficienti 0.25 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Lacunose in alcune parti 0.50 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Sufficiente completezza 0.75 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Conoscenze pienamente adeguate 1 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Correttezza delle informazioni Assolutamente scorrette 0 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Insufficiente 0.25 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Sufficientemente corrette 0.50 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Corretto in tutte le parti della risposta 0.75 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Proprietà ortografica, Assolutamente insufficiente 0 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
grammaticale ed uso del Parzialmente adeguata 0.25 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
linguaggio tecnico Adeguato 0.50 ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Totale punteggio (max 3 punti per quesito)
Valutazione domande a risposta singola di Lingua inglese:
Indicatori Criterio di attribuzione del punteggio Punti 1 2
Proprietà ortografica, grammaticale ed uso Assolutamente nulla 0
del linguaggio tecnico nella produzione scritta Conoscenze scarse 0,25 ミ ミ
Insufficiente 0,5 ミ ミ
Abbastanza corrette 0,75 ミ ミ
Adeguata 1
Focalizzazione della domanda, cioè grado di Assolutamente nulla 0
aderenza all’argomento proposto Scarsa aderenza 0,25 ミ ミ
Insufficiente 0,5 ミ ミ
Abbastanza aderente 0,75 ミ ミ
Adeguata 1
Chiarezza e ordine logico nell’esposizione
Assolutamente nulla 0
Incomprensibile e incoerente ミ ミ
0,25
ミ ミ
Poco comprensibile e coerente in parte ミ ミ
0,5
Abbastanza comprensibile
0,75
Chiaro e coerente
1
Punteggio (max 3 punti per quesito)
Valutazione domande a risposta multipla
Materia Disciplina Disciplina Disciplina Disciplina
1 2 3 4 1 2 3 4 1 2 3 4 1 2 3 4
ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ ミ
Punteggio totale
Punteggi complessivi
Materia TDP Matematica Sistemi Inglese Totale
Totale risposta singola
Totale risposta multipla
Punteggio totale in quarantesimi
Punteggio della prova in quindicesimi (x 15 : 40)
Valutazione del colloquio
Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo
INDICATORI
121 22 2327 2832 3335
Padronanza della lingua
Capacità di utilizzare le conoscenze acquisite
Capacità di collegare le conoscenze e di
argomentare
Capacità di discutere e approfondire, sotto vari
profili, i diversi argomenti
Punteggio
16
ESAME DI STATO 2008
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
CLASSE V AE - ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONI
Piani di lavoro
per singola disciplina
1. Religione pag. 18
2. Italiano “ 20
3. Storia “ 33
4. Lingua Inglese “ 35
5. Matematica “ 38
6. Diritto ed Economia Industriale “ 42
7. Elettronica “ 45
8. Sistemi Elettronici Automatici “ 52
9. Telecomunicazioni “ 57
10.Tecnologie, Disegno e Progettazione “ 61
11.Educazione Fisica “ 64
12.Dispensa aggiuntiva al Manuale
di elettronica e Telecomunicazioni 66
17
MATERIA: RELIGIONE CATTOLICA
Docente : V. Scolaro
La Classe 5ª A/E dell‟indirizzo Elettronica dell‟Istituto "Antonio MEUCCI" di Cittadella, per quanto
concerne lo studio dell'I.R.C., ha raggiunto i seguenti obiettivi in termini di
CONOSCENZE:
Nel complesso abbastanza sufficienti per la totalità della Classe e piuttosto buone per alcuni Alunni su
questi temi affrontati:
1- La persona umana fra le novità tecnico-scientifiche e le ricorrenti domande di senso;
2- La Chiesa di fronte ai problemi etici e sociali del XX secolo;
3- L‟evento del Concilio Vaticano II: storia, alcuni dei più significativi documenti, ed effetti nella
Chiesa e nel mondo;
4- La dottrina sociale della Chiesa: la persona che lavora, i beni e le scelte economiche, l'ambiente e la
politica; i principi della dottrina sociale cristiana.
5- La ricerca di unità della Chiesa e il movimento ecumenico - il dialogo interreligioso e il suo
contributo per la pace fra i popoli;
6- L'insegnamento della Chiesa sulla vita, il matrimonio e la famiglia.
ABILITÀ
Globalmente abbastanza sufficienti per l‟insieme della Classe e piuttosto buone per alcuni Alunni:
di riconoscere in situazioni e vicende contemporanee alcuni modi concreti con cui la Chiesa realizza il
comandamento dell'amore;
di individuare nella Chiesa esperienze di confronto con la Parola di Dio, di partecipazione alla vita
liturgica, di comunione fraterna, di testimonianza nel mondo specie nella storia contemporanea;
di riconoscere le linee di fondo della dottrina sociale della Chiesa e gli impegni per la pace, la giustizia
e la salvaguardia del creato;
di individuare i percorsi sviluppati dalla Chiesa cattolica per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso;
di motivare le scelte etiche dei cattolici nelle relazioni affettive, nella famiglia, nella vita dalla nascita
al suo termine
di tracciare un bilancio sui contributi dati dall'insegnamento della religione cattolica per il proprio
progetto di vita, anche alla luce di precedenti bilanci.
18
CONTENUTI DISCIPLINARI SVOLTI E TEMPI DI REALIZZAZIONE ESPOSTI SECONDO UN
PERCORSO FORMATIVO
PERIODO / ORE
Cultura, religione e società: rapporti e interdipendenza. Rischi dell‟integralismo e
fondamentalismo. Religioni e cultura; gli apporti cristiani alla cultura occidentale. La dignità
Ottobre / 3
dell‟uomo; i valori apportati dal cristianesimo. Approccio alle religioni monoteistiche non
Novembre / 3
cristiane; La ricerca di unità della Chiesa e il movimento ecumenico - il dialogo interreligioso e
il suo contributo per la pace fra i popoli.
L'insegnamento della Chiesa sulla vita, il matrimonio e la famiglia.
Dicembre / 3
La famiglia nucleo originario e vitale della società: tensioni e problematiche attuali.
La Chiesa di fronte ai conflitti e ai totalitarismi del XX secolo;
La Chiesa cristiana a servizio dell‟uomo nella fedeltà al Vangelo. Gennaio / 3
L‟evento del Concilio Vaticano II, la Chiesa nel mondo contemporaneo: storia (cenni), alcuni Febbraio / 4
dei più significativi documenti (cenni), ed effetti nella Chiesa e nel mondo;
La dottrina sociale della Chiesa: la persona che lavora, i beni e le scelte economiche,
l'ambiente e la politica;
Il primato della persona e le realtà terrene. Il lavoro, la solidarietà, la politica e il bene comune; Marzo / 3
i documenti del Magistero sociale della Chiesa cattolica (cenni). Aprile / 3
Le problematiche della globalizzazione; il tempo delle scelte: pace, solidarietà e giustizia Maggio / 1
anche nei rapporti economici; il valore della vita e la salvaguardia del creato. L‟idea di
sviluppo.
Intervento di esperti nelle problematiche emerse dalla globalizzazione nel corso del mese di
Di due ore
maggio
Ore effettivamente svolte dal docente nell‟intero anno scolastico 23 a.s. 2007-08
METODOLOGIE
Il metodo d'insegnamento privilegiato è stato quello esperienziale-induttivo, nella correlazione tra
esperienze degli studenti e dato cristiano per una comprensione approfondita, confrontando l‟annuncio
cristiano e i valori vissuti da persone nella storia dei popoli per stimolare e coinvolgere gli studenti
verso un apprendimento attivo e significativo.
Si sono utilizzate dunque: lezioni frontali, lezione partecipata con distribuzione di compiti, discussioni
ed anche lavori di gruppo con ricerche.
MATERIALI DIDATTICI
Gli Alunni sono stati guidati ad avvalersi dei documenti contenuti nel testo in adozione, dei
Documenti offerti alla riflessione culturale dal Magistero ordinario e straordinario della Chiesa
integrati con altri sussidi: fotocopie aggiuntive, materiali video-filmati secondo l‟opportunità e la
necessità.
TIPOLOGIE DELLE PROVE DI VERIFICA EFFETTUATE
Lavori di gruppo ed attività individuali su obiettivi; elaborazioni scritte e/o risposte personali o di
gruppo a domande scritte; presentazioni orali da parte degli studenti: lettura di lavori personali ed
esposizione di temi alla classe anche con domande poste dai compagni.
VALUTAZIONE
Per quanto riguarda la valutazione si sono considerati prevalentemente: la conoscenza, la
comprensione ed inoltre: l'impegno, la partecipazione e l'interesse.
L'Insegnante I Rappresentanti degli Alunni
19
MATERIA: ITALIANO
Docente: M. Pierobon
Al termine del quinto anno gli studenti hanno conseguito, sia pure in modo diversificato e in relazione
alle capacità e all‟impegno individuali, i seguenti obiettivi in termini di:
CONOSCENZE: Autori e testi rappresentativi del patrimonio letterario italiano e di altre letterature a
partire dal secondo Ottocento. I caratteri principali dei movimenti letterari e il contesto storico
culturale entro cui tali testi si collocano. Conoscenza delle principali tipologie testuali. Il testo integrale
di alcune opere letterarie( L.PIRANDELLO, Il fu Mattia Pascal; ; G. ORWELL, La fattoria degli
animali ; L. Sciascia, Il giorno dalla civetta).
COMPETENZE E CAPACITA’:
Saper condurre una lettura diretta del testo, come prima forma di interpretazione del suo significato.
Saper riconoscere i caratteri specifici di un testo letterario e la sua particolare polisemia.
Saper collocare il testo in un quadro di confronti e relazioni riguardanti: le tradizioni dei codici formali
e le “istituzioni letterarie”; altre opere dello stesso o di altri autori, coevi o di altre epoche; altre
espressioni artistiche e culturali; il più generale contesto storico del tempo.
Saper mettere in rapporto il testo con le proprie esperienze e la propria sensibilità e formulare un
proprio motivato giudizio critico.
Saper esprimersi oralmente in forma grammaticalmente corretta.
Saper produrre tipologie testuali di vario tipo (saggio breve, articolo di giornale, testo argomentativo,
recensione, …) con un registro adeguato.
CONTENUTI DISCIPLINARI SVOLTI E TEMPI DI REALIZZAZIONE ESPOSTI PER:
ORE EFFETTIVAMENTE DEDICATE
PERCORSI FORMATIVI ALL‟ARGOMENTO
(senza le ore di verifica)
1) Il romanzo naturalista e verista 6
2) Evoluzione del linguaggio poetico 19
3) La prima guerra mondiale nella narrativa e nella 5
poesia
4) Il romanzo della crisi 11
5) Letteratura del secondo dopoguerra 5
PROGRAMMA SVOLTO:
20
1° PERCORSO: Il romanzo naturalista e verista
Naturalismo francese e Verismo italiano
G. VERGA
da “VITA DEI CAMPI” “Rosso Malpelo”(p.127)
da “I MALAVOGLIA” “La famiglia Malavoglia”(p.144)
da “ NOVELLE RUSTICANE” “La roba” (p.160)
“ Libertà” (fotocopia)
da “ MASTRO DON GESUALDO” “L‟addio alla roba” (p. 166)
2° PERCORSO: Evoluzione del linguaggio poetico
Decadentismo (simbolismo ed estetismo)
BAUDELAIRE “L‟Albatro”( p.181)
“Corrispondence”( p.185)
D’ANNUNZIO vita, idee e poetica
da “ALCYONE” “La pioggia nel pineto ”( p.230)
“ IL PIACERE” (sintesi del romanzo)
PASCOLI vita, idee e poetica
da “PROSE” “Il fanciullino”( p.269)
da “MYRICAE” “Lavandare ”( p.272)
“L‟assiuolo ”( p.279)
“Novembre”( p.273)
“X Agosto”( p.276)
“Temporale”( p.282)
“Il lampo”( p.284)
“Il tuono”( p.285)
da “CANTI DI CASTELVECCHIO” “L‟ora di Barga” (P.293)
“Il gelsomino notturno”( p.295)
I CREPUSCOLARI: caratteristiche generali (p.204)
C. GOZZANO “Totò Merumeni”(p.244)
SABA vita, idee e poetica
dal“ CANZONIERE” “La capra” (p. 478)
“A mia moglie” (p.479)
LE AVANGUARDIE (fotocopia)
PALAZZESCHI
Da “ L‟INCENDIARIO” “E lasciatemi divertire” (p. 240)
L’ERMETISMO: caratteristiche generali
MONTALE vita, idee e poetica
da “OSSI DI SEPPIA” “I limoni”( p.509)
“Meriggiare pallido e assorto”( p.514)
“Spesso il male di vivere ho incontrato”
(p.516)
“ Non chiederci la parola”( p.520)
S. QUASIMODO
da “ED E‟ SUBITO SERA” “Ed è subito sera”( p.489)
da “GIORNO DOPO GIORNO” “Alle fronde dei salici”( p.491)
da “LA VITA NON E‟ SOGNO” “Lamento per il sud”(p.493)
21
3° PERCORSO: La prima guerra mondiale nella narrativa e nella poesia
Il Futurismo
MARINETTI “Manifesto del futurismo”( p.399)
da “ZANG-TUMB-TUMB” “Il bombardamento di Adrianopoli”(p.400)
G. UNGARETTI vita e idee
da “L‟ALLEGRIA” “Veglia”( p.457)
“Sono una creatura”( p.460)
“I Fiumi”( p.461)
“San Martino del Carso”( p.464)
“Soldati”( p.466)
“Fratelli”( p.467)
4°PERCORSO: La crisi dell’identita’ borghese
M. PROUST
da “ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO” “La madeleine”(p.326)
ITALO SVEVO vita, idee e tematiche
da “LA COSCIENZA DI ZENO” “L‟ultima sigaretta”( p.637)
“Un rapporto conflittuale”( p.641)
“Una catastrofe inaudita”( p.661)
FRANZ KAFKA
da “LA METAMORFOSI” “La morte di Gregorio”(p.349)
da “ IL PROCESSO” “Uno sconcertante risveglio” (p.354)
PIRANDELLO vita, idee e tematiche
da “NOVELLE PER UN ANNO” “La patente”( p.552)
“Il treno ha fischiato”( p.565)
“La signora Frola e il signor Ponza, suogenero”
(fot.)
da “SEI PERSONAGGI IN CERCA D‟AUTORE” “ La condizione di «PERSONAGGI»”(p.589)
“I personaggi non si riconoscono negli
attori”(p.594)
JOYCE
da “DEDALUS” “La difficile vita del collegio”(p.331)
da “ULISSE” “L‟insonnia di Molly”(p.335)
5° PERCORSO: Letteratura del secondo dopoguerra
IL NEOREALISMO (fra narrativa e cinematografia)
DE SICA “Ladri di biciclette”( film)
P. LEVI
da “SE QUESTO È UN UOMO” “ Sul fondo” (p.894)
I.CALVINO
da “ IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO” “La pistola” (p.965)
E.VITTORINI
da “CONVERSAZIONE IN SICILIA” “L'arrivo al paese natale” (p.618)
L. SCIASCIA
Lettura integrale di “IL GIORNO DELLA CIVETTA”
22
METODOLOGIE:
Lezioni frontali (aperte ad interventi e ad apporti personali), processi individualizzati, attività di
recupero- integrazione. Le attività di recupero sono state svolte all‟interno delle ore di lezione, per
rispettare il tempo dello studio personale domestico: infatti l‟orario scolastico era impegnativo e quasi
tutti gli studenti pendolari.
MATERIALI DIDATTICI:
Testo in adozione: M.SAMBUGAR, G. SALA‟, GAOT, generi, autori, opere, temi , vol. III, La Nuova
Italia
Lettura guidata di alcuni testi di narrativa italiana ed europea con recensione.
Utilizzo di videocassette
PROVE DI VERIFICA:
Le verifiche orali( in numero di almeno due per quadrimestre) vertevano su:
Il contenuto orale di un testo dato, da esporre con un linguaggio appropriato.
L‟esposizione argomentata con carattere di coerenza e coesione su argomenti del programma
svolto.
Quelle scritte( in numero di tre per quadrimestre) su:
a) L‟analisi e l‟interpretazione di un testo letterario in poesia o in prosa
b) La stesura di un saggio breve o di un articolo di giornale
c) Il componimento a carattere generale richiedente coerenza e completezza di argomentazioni
a) Il tema di ordine storico attinente ad avvenimenti del secolo ventesimo
VALUTAZIONE:
Si è tenuto conto dei seguenti parametri:
Conoscenza dei dati.
Comprensione del testo.
Capacità di argomentazione e di elaborazione personale.
Capacità di orientarsi nella discussione e nelle problematiche trattate.
Capacità di cogliere gli elementi essenziali di una lettura o di un'esposizione.
Capacità di controllo delle forme linguistiche della propria produzione orale e scritta.
L‟insegnante I rappresentanti degli alunni
23
PRIMA SIMULAZIONE PRIMA PROVA DEGLI ESAMI DI STATO CONCLUSIVI DEI
CORSI DI STUDIO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
_______________________________________________________________________________
PROVA DI ITALANO 10 gennaio 2008
Per tutti gli indirizzi: di ordinamento e sperimentali
Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte
TIPOLOGIA A: ANALISI DEL TESTO
■ L’assiuolo ■ Il gelsomino notturno
« Su tutte le lucide vette «Dai calici aperti si esala
tremava un sospiro di vento; l‟odore di fragole rosse.
squassavano le cavallette Splende un lume là nella sala.
finissimi sistri d‟argento Nasce l‟erba sopra le fosse».
(tintinni a invisibili porte
che forse non s‟aprono più?...); ■ La digitale purpurea
e c‟era quel pianto di morte… «Vieni! E fu molta la dolcezza! molta!
chiù…». tanta, che, vedi…( l‟altra lo stupore
alza degli occhi, e vede l‟ora, ed ascolta
con un suo lungo brivido…) si muore!»
■ La mia sera
«Don…Don…E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano, ■ Novembre
Dormi! bisbigliano,Dormi! «Gemmea l‟aria, il sole così chiaro
là, voci di tenebra azzurra… che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
Mi sembrano canti di culla, e del prunalbo l‟odorino amaro
che fanno ch‟io torni com‟era… senti nel cuore…»
sentivo mia madre…poi nulla…
sul far della sera ».
Prima fase: ANALISI DEL TESTO
Dopo aver letto con attenzione le strofe sopra riportate che sono tratte da alcune poesie del
Pascoli, confrontale indicando brevemente la condizione ambientale alla quale ciascun testo fa
riferimento.
Analizza i componimenti evidenziandovi gli elementi formali più significativi: il metro, la rima
e le figure retoriche.
Indica all‟interno dei componimenti l‟area semantica prevalente.
In ogni strofa individua il significato generale.
Seconda fase: APPROFONDIMENTI
Stabilisci relazioni tematiche tra i brani, facendo riferimento alla poetica complessiva di
Pascoli.
Definisci, se vi sono, i legami tra gli aspetti formali e di contenuto della poesia pascoliana e le
caratteristiche del Decadentismo.
Esponi in un commento personale le tue osservazioni sui testi proposti.
24
TIPOLOGIA B: REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE”O DI UN “ ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
Sviluppa l’argomento scelto in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i
documenti e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del saggio breve, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base
svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue esperienze e
conoscenze di studio.
Dai al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizza una destinazione editoriale (rivista
specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale,
altro).
Se lo ritieni opportuno, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare
eventualmente uno specifico titolo.
Se scegli la formula dell’articolo di giornale, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più
elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di esso il tuo “pezzo”.
Dai all’articolo un titolo appropriato e indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione
(quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari,
convegni o eventi di rilievo)
Non superare le quattro o cinque colonne di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO -LETTERARIO
ARGOMENTO: La lettura in Italia
DOCUMENTI
“E‟ nella voce di mamma e papà che ti leggevano le favole della buonanotte che si radicano i semi per
diventare un buon lettore”.
Daniel Pennac, Come si
legge un libro
(…) Le statistiche ci dicono che ci sono milioni di persone che non leggono mai un libro. Molti si
giustificano col fatto che l‟intenso lavoro quotidiano non lascia tempo da dedicare alla lettura. Ma se è
vero per chi fa lavori pesantissimi e disumani, non lo è per chi segue orari più ragionevoli.
Ora, uno dei luoghi più propizi alla lettura è il letto. Chi, magari riducendo l‟esposizione alla
televisione, o lo smanazzamento di qualche macchinetta al bar, riuscisse a ritagliarsi solo mezz‟ora di
lettura serale, realizzerebbe più di cento e ottanta ore di lettura annuali, il che non è poco. Tutti i
“lettori” per gusto e vocazione ricorderanno le battaglie infantili per poter leggere alla sera,
negoziando con i genitori preoccupati per la vista, e magari riuscendo di straforo a leggere con una pila
sotto le coperte. Anche ammesso che a un bambino non faccia bene leggere a letto, quel bambino
inizierebbe ad apprezzare quella pratica accorgendosi che i suoi genitori la seguono. E con una
lampada giusta si può leggere senza disturbare il partner più stanco.
Umberto Eco, “Al tuo bambino non devi dire quanto è
bello leggere prima di dormire” L‟Espresso, 16.3.2000
Il 41% degli Italiani legge solo in vacanza
Il 37% quando la tv è poco attraente
Il 28% usa il libro come sonnifero
Il 21% quando si sta annoiando
Il 15% per passione
25
Comprano i libri:
in edicola il 27% perché considerano la libreria ansiogena
al supermercato il 21%
ma ritengono sia meglio al multistore, dove si vendono anche dischi, poster, giornali.
Indagine qualitativa condotta da Eta Meta Research su commissione di COM. su 1024 italiani dai 18
ai 65 anni. C.Fiori, Corriere della sera,
17.5.2002
Sì, ma a quale dei miei impegni rubare quest‟ora di lettura quotidiana? Agli amici? Alla tv? Agli
spostamenti? Alle serate in famiglia? Ai compiti?
Dove trovare il tempo per leggere?
Grave problema.
Che non esiste.
Nel momento in cui mi pongo il problema del tempo per leggere, vuol dire che manca la voglia.
Poiché, a ben vedere, nessuno ha mai tempo per leggere. Né i piccoli, né gli adolescenti, né i grandi.
La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che
mi piaceva.
La lettura non ha niente a che fare con l‟organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l‟amore,
un modo di essere.
Daniel Pennac, Come
un romanzo
Leggere non ama l‟imperativo. Un po‟ come amare o sognare. Non si può dire: “Ama”, o “Sogna”, o
“Leggi!”. Non si otterrebbe nulla. L‟opinione di Daniel Pennac è assolutamente condivisibile, anche se
il problema è far capire a un popolo che non legge il piacere della lettura. Se la lettura è un dovere, non
si va da nessuna parte.
Leggere allunga la vita, perché la riempie di rispecchiamenti, di incitamenti e di ricordi. Proviamo a
leggere che cosa scriveva un altro grande francese, Marcel Proust “Non vi sono forse giorni della
nostra infanzia che abbiamo vissuto così pienamente come quelli che abbiamo creduto di aver
trascorso senza viverli, i giorni passati in compagnia di un libro prediletto”.E ancora: “Non vediamo in
essi se non gli unici calendari che abbiamo conservato dei giorni fuggiti”. E prosegue: “Chi non
ricorda come me quelle letture fatte all‟epoca delle vacanze, in tutte quelle ore del giorno che erano
abbastanza tranquille e inviolabili da poter dare loro asilo?”
Chi non ricorda i libri letti durante le vacanze? Certo la nostalgia della lettura potrebbe fare a meno di
Proust e Pennac, se ci pensiamo bene. Ma l‟incitamento alla lettura è piacevole e doveroso (rieccolo, il
dovere..).
Concludiamo con Proust: “Proprio questa è la caratteristica dei bei libri: che per l‟autore potrebbero
chiamarsi conclusioni e per il lettore incitamenti. Noi sentiamo che la nostra saggezza comincia
proprio là dove finisce quella dell‟autore, e vorremmo che egli ci desse delle risposte, mentre tutto
quello che può fare è ispirarci dei desideri…Quello che rappresenta la fine della loro saggezza ci
appare solo come il principio della nostra”.
Walter
Passerini, Corriere Lavoro, 19/07/2002
Nella vita come nella letteratura guardo esclusivamente i comportamenti e le azioni delle persone.
Quindi, sul piano della lettura, è inutile che un genitore dica a un bambino di andare a leggere nella sua
stanza, se poi lui se ne sta a guardare una partita di calcio in televisione.
Daniel Pennac, Intervista rilasciata a
F.Gambaro, La Repubblica 13/06/2002
Se non c‟è la voglia di leggere, le biblioteche non servono a niente.
Indro Montanelli,
Corriere della Sera, 2/2/1996
26
Leggere? Ma perché dovrei leggere? Sento la radio, vedo la TV, navigo in rete, possiedo videocassette
e CdROM, posso sapere mille cose, entrare nei cataloghi di lontane biblioteche, visitare musei davanti
a un video, scambiare messaggi con migliaia di sconosciuti nel mondo, i miei nuovi amici, una grande
tribù.
In più sfoglio parecchie riviste illustrate , scorro titoli, apprendo notizie, leggo alcune righe di parecchi
articoli, spesso mi interrompo per fare altro. Quando mi annoio faccio divertenti videogiochi, gioco a
carte con me stesso, esploro realtà virtuali, indago infinite possibilità combinatorie di innumerevoli
storie possibili, interrompo quando voglio, cambio i personaggi, ne aggiungo di nuovi, invento il finale
che mi piace di più, cancello il finale, ricomincio. E tutto questo senza aprire un libro, senza leggere
mai più di venti righe. Posseggo in Cdrom intere letterature. Quando voglio faccio scorrere sullo
schermo qualche ottava dell‟Orlando Furioso ,qualche strofa di John Donne, un sonetto del
Petrarca…(…) Non ho memoria. Eppure la mia memoria è infallibile. Sta tutta negli ottimi rapporti tra
polpastrello e tasto. Leggere è superfluo, faticoso, noioso. Fa sentire out. I libri costano, fanno polvere,
devono essere letti(…) da cima a fondo. Occupano spazio, invecchiano sugli scaffali e a lungo andare
danno una certa angoscia, creano nelle nostre case un‟atmosfera fastidiosamente severa. E poi leggere
è un atto passivo. Non è interattivo. L‟autore è autoritario, pretende che io accetti il suo modo di
mandare avanti la storia, il suo modo di iniziarla e di concluderla. Mi impone i suoi gusti. Il libro è
antidemocratico. E‟ anacronistico. Perché dovrei leggere?
Alfonso Berardinelli, Tuttolibri,28/5/1998
2. AMBITO SOCIO- ECONOMICO
ARGOMENTO: La globalizzazione e le sue prospettive
DOCUMENTI
La globalizzazione è un importante mutante “biologico”, un‟inevitabile tappa nell‟evoluzione. Molte
delle preoccupazioni espresse relativamente alle conseguenze di questo processo si sono rivelate prive
di fondamento. Ad esempio, la globalizzazione nelle scienze ha amplificato in misura eccezionale
l‟efficacia della ricerca. Un fatto ancora più importante è che essa non ha eliminato le diversità, ma ha
creato un quadro all‟interno del quale la competizione estremamente intensificata tra individui
migliora la qualità dei risultati e la velocità con la quale essi possono essere raggiunti. Ne deriva un
meccanismo a somma positiva, nel quale i risultati dell‟insieme sono largamente superiori alla somma
degli stessi resi separatamente, gli aspetti negativi individuali si annullano, gli aspetti positivi si
sommano, le buone idee respingono le cattive e i mutamenti competitivi scalzano progressivamente i
vecchi assunti dalle loro nicchie. Ma come riusciremo a preservare la nostra identità culturale pur
godendo dell‟apporto della globalizzazione che, per il momento, si applica ai settori economico e
tecnico, ma che invaderà rapidamente l‟insieme della nostra cultura? Lo stato di cose attuale potrebbe
renderci inquieti per il pericolo dell‟assorbimento delle differenze culturali e, di conseguenza, della
creazione di un unico “ cervello planetario”. A mio avviso e sulla base della mia esperienza nella
comunità scientifica, si tratta solo di una fase passeggera e questa paura non è giustificata. Al
contrario, credo che saremo testimoni di un‟esplosione di diversità piuttosto che di un‟uniformazione
delle culture.
( C. Rubbia, da Scienza modesta per il nuovo mondo
della globalità, ne «il Sole 24 ore duemila, 17/11/1999)
Anche la distribuzione tra ricchezza e popolazione è molto significativa per capire le dimensioni del
divario tra le diverse fasce di nazioni: per quanto riguarda il prodotto interno lordo pro capite, infatti,
vi sono 42 Paesi- con poco meno di due miliardi di persone- che lo hanno inferiore di mille dollari
l‟anno; seguono 76 nazioni in cui il Pil pro capite varia tra i 1000 e i 10000 dollari e che raggruppano 3
miliardi e cento milioni di abitanti; infine i 32 Stati di testa, che hanno un Pil pro capite superire ai
10000 dollari e una popolazione complessiva inferiore al miliardo.
I dati assoluti sono assolutamente illuminanti: in cima alla classifica troviamo la Svizzera, con un
prodotto interno lordo pro capite superiore ai 37406 dollari annuali; in fondo la Repubblica
democratica del Congo con appena 163 dollari, con un rapporto di uno a 230. Nel gruppo di testa delle
27
nazioni di “serie A” troviamo la Norvegia, la Danimarca, gli Usa, la Svezia, il Giappone, la Finlandia,
il Canada e l‟Olanda. L‟Italia si trova al diciannovesimo posto a quota 21000, preceduta da Germania e
Francia (28000) e Gran Bretagna (22000) e seguita da Spagna (15500) e Grecia (11500). Il gruppo
centrale si apre con nazioni Ue come il Portogallo (9000), l‟Europa orientale (Bulgaria, Romania), la
Turchia, la Siria, i più grandi Paesi dell‟America Latina ( Argentina,Brasile, Messico, Cile) e si chiude
con la Cina (1300), le Filippine e le Costa d‟Avorio, con poco più di mille dollari.
Infine, la classifica di coda, con quote di poco inferiori ai mille dollari ( è il caso dell‟India:755), che si
chiude con Stati africani tipo l‟Eritrea, il Mozambico, il Burundi, il Ciad e l‟Etiopia, in cui il rapporto
tra il Pil e il numero di abitanti è minore di 300 dollari annui. Quest‟ultima fascia, secondo il servizio
studi della Bnl, “rappresenta una grande area di povertà. In alcuni di questi Paesi per ogni mille
persone vi è un solo telefono, una sola auto, nessun computer, per non parlare della situazione delle
scuole, degli ospedali e così via”. Mentre invece nel gruppo delle 25 nazioni più ricche ci sono in
media, per ogni mille abitanti, 550 televisori, 550 telefoni, 450 automobili, 420 cellulari e 320 personal
computer.
( da «L‟Unità », marzo 2002)
Una rete Internet aveva ingoiato una banca, che aveva ingoiato un‟industria di computer che aveva
ingoiato una rete televisiva che aveva ingoiato un‟industria petrolifera che aveva ingoiato una casa
editrice che aveva ingoiato un‟industria di carri armati pesanti… Come dicono i commentatori, il
mondo si sta avviando verso l‟unità assoluta. Tra poco tutto sarà dominato da una sola Società, che
avvolgerà nelle sue reti l‟universo. Non ci sarà più posto per l‟individuo, il particolare e la differenza.
Non ci saranno più gli Stati. Gli uomini scompariranno nelle maglie della grande rete. Tutti
penseranno allo stesso modo, come imporrà loro l‟unica Televisione, moltiplicata in milioni di
televisioni. Tutti ameranno lo stesso amore. Tutti pescheranno con le stesse canne e le stesse esche…
In realtà, in questi ultimi decenni, in Europa e nel mondo è avvenuto il fenomeno opposto. Mentre le
banche si fondevano e in superficie si preparava il grande Uno, il mondo è caduto in preda alla
differenziazione, alla frantumazione, alla moltiplicazione.
( P. Citati, Il vecchio
pescatore e l’economia globale, da « la Repubblica», 3/2/2000)
Gli individui sono parte di un sistema di valori fondati su specificità storiche e culturali. All‟interno e
all‟esterno della comunità, i valori non sono immutabili ma in perenne trasformazione. Oggi è
possibile avvicinarsi ad altri sistemi di valori, distanziandosi un po‟ di più dai propri. Appropriandoci,
come membri dell‟umanità, di prospettive più ampie, anche i nostri interessi assumono una dimensione
comune. E nella comunità globale l‟individuo, proprio come essere umano, dovrebbe prendere
coscienza anche di diritti che ineriscono all‟intera umanità.
(Lubbers- Morales, National States, Global Society and Ethical Values,
Conferenza tenuta a Napoli per l‟Unesco l‟1 e il 2/12/1997)
Davanti a noi abbiamo una priorità drammatica: la lotta contro quel muro di povertà che divide il Nord
dal Sud del pianeta e crea quelle condizioni di emarginazione e disperazione da cui traggono origine
intolleranza, discriminazioni, ingiustizie e violenza. L‟obbligo che abbiamo è batterci senza sosta per
quello in cui crediamo, la difesa dei diritti umani, la giustizia sociale, la tutela delle classi più deboli.
E‟ il rispetto delle libertà sociali e dei diritti dell‟uomo a fare dell‟Europa quello che è; sono questi i
principi che dobbiamo difendere ad ogni prezzo contro qualunque nemico […]. Il problema non è di
schierarsi pro o contro la mondializzazione. La mondializzazione è un fatto. L‟isolazionismo non
rappresenta un‟alternativa valida, tanto meno per un modello sociale ed un sistema di produzione e di
scambi come quello europeo. Non possiamo privare né noi stessi né i nostri partner dello stimolo alla
crescita economica associato all‟apertura del mercato dei beni, dei servizi e dei capitali.
Soprattutto non dobbiamo privare i Paesi emergenti e quelli poveri della promessa di sviluppo che può
provenire dal loro commercio con il nostro mondo.
Il vero problema è il modo in cui la mondializzazione viene diretta, disciplinata e regolamentata. Come
controllare e gestire la mondializzazione in modo che ne possa beneficiare il maggior numero di
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persone. I mercati generano efficienza e produttività, ma generano anche maggiora instabilità,
maggiori disuguaglianze e maggiore esclusione.
(R. Prodi, Il mondo che aspetta, da« Corriere economia », 26/2/2001)
3. AMBITO STORICO- POLITICO
ARGOMENTO: La crisi politica e le teorie rivoluzionarie nell’Italia del primo dopoguerra
DOCUMENTI
L‟ORDINE NUOVO è il titolo di un settimanale di cultura che un gruppo di compagni torinesi farà
uscire col primo Maggio. Esso vuole essere una palestra viva e feconda di discussione sui motivi
fondamentali della società comunista e sulla sua organizzazione pratica, Vuol contribuire a dare un
contenuto più propriamente e più efficacemente socialista al bisogno di profondo rinnovamento che
serpeggia- pieno di minacce e di promesse- nella generazione che ha vissuto la guerra e ne deve
liquidare le conseguenze […]. Si fa appello alla buona volontà dei compagni specialmente sui punti
seguenti, che segnano il programma del giornale e anche i limiti (non assoluti) della collaborazione:
a) lo studio delle correnti socialiste della Terza Internazionale e dei tentativi di soluzione socialiste ai
programmi del dopoguerra, che hanno luogo specie in Russia e in Germania;
b) l‟esame delle condizioni economiche e psicologiche italiane, che sono il sostrato sul quale pure si
deve fondare lo stato socialista.
A. Gramsci (segretario di redazione),in “L‟Ordine nuovo. Rassegna politica
di cultura operaia”, Anno I,Numero 1; 1 maggio 1919
Perché non dovrebbero i reduci della Grande Guerra tentare «essi » di impadronirsi del governo dello
Stato dopo averne scacciato gli attuali usurpatori, ed instaurare un regime di energia tecnicamente e
moralmente capace di affrontare la gravissima situazione odierna?
A.Lanzillo, in “Il Popolo d‟Italia”,21/3/1919
Mio caro Mussolini, mi stupisco di voi e del popolo Italiano. Io ho rischiato tutto,ho dato tutto, ho
avuto tutto. Sono padrone di Fiume, del territorio, d‟una parte della linea di armistizio, delle navi; e dei
soldati che non vogliono obbedire «se non a me». Non c‟è nulla da fare contro di me. Nessuno può
togliermi di qui. Ho Fiume; tengo Fiume finché vivo, inoppugnabilmente.[…] Dove sono i
combattenti, gli arditi, i volontari, i futuristi?
[…] Se almeno mezza Italia somigliasse ai Fiumani, avremmo il dominio del mondo. Ma Fiume non è
se non una cima solitaria dell‟eroismo, dove sarà dolce morire ricevendo un ultimo sorso della sua
acqua.
Lettera di G. D‟Annunzio a B. Mussolini,16/9/1919. in R. de Felice, Mussolini il rivoluzionario (la
lettera venne pubblicata censurata su “Il Popolo d‟Italia”)
L‟onorevole Nitti ha concesso un‟intervista al corrispondente londinese del “New York Herald”. Il
giornalista la definisce come una candida intervista perché l‟on. Nitti[…] ha consentito a discutere il
problema adriatico e la situazione mondiale creata dalla pace. L‟on. Nitti non pensa, tuttavia, che il
problema di Fiume sarà risolto subito in modo definitivo e ritiene anche che l‟attuazione piena delle
sue speranze sia ancora lontana ma crede che un accomodamento qualsiasi non possa essere ritardato
più oltre.
I colloqui preliminari di Nitti a Londra. Ciò che si
attende Nitti. Parigi, 7/1/1920 in “ Corriere della Sera”
29
4. AMBITO TECNICO- SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Questioni di bioetica
DOCUMENTI
Il termine “bioetica” deriva dall‟americano bioethics, un neologismo coniato dal medico e oncologo
Van R. Potter nel 1970, divenuto successivamente di uso pubblico dopo il 1971, l‟anno di
pubblicazione dell‟opera più importante di questo ricercatore Bioethics, Bridge to the Future.
Nello stesso anno, presso la Georgetown University di Washington D.C., venne inaugurato il Joseph
and Rose Kennedy Institute for the Study of Human Reproduction and Bioethics, sancendo
l‟ufficializzazione di questa parola per indicare un nuovo ( sebbene già delineato da decenni di studi e
di letteratura precedenti alla pubblicazione del saggio di Potter) dominio di studi. Il concetto di
bioetica subì delle resistenze e delle critiche, ma nel 1978 venne ufficialmente dato alle stampe la
Enciclopedia of Bioethics, un‟ opera che spianò la strada alla diffusione di quest‟area disciplinare e
problematica avviandola verso l‟unificazione in un‟unica materia, caratterizzata, comunque,
dall‟esistenza di una matrice interdisciplinare dove Medicina, Giurisprudenza, Biologia, Psichiatria e,
ultima ma non in importanza, la Filosofia Morale, contribuiscono alla vita e allo sviluppo di intensi
dibattiti, spesso legati a doppio filo con le conseguenze reali di fatti di dominio pubblico o di cronaca,
o importanti pronunciamenti di tipo politico ( come è avvenuto in Italia con l‟approvazione della legge
194 sull‟ interruzione della gravidanza).
Seguendo l‟approccio filosofico dell‟area problematica della bioetica, essa non è altro che “l‟etica in
quanto particolarmente relativa ai fenomeni della vita organica, del corpo, della generazione, dello
sviluppo, maturità e vecchiaia, della salute, della malattia e della morte. Essa, ovviamente, non è
disciplina, che, sia pure nel quadro dell‟etica, possa porsi come autonoma e indipendente”. Come è
stato fatto osservare da più parti, la bioetica, proprio partendo dal suo intrinseco carattere
fondamentalmente interdisciplinare, pur rivendicando la sua novità e la sua dignità all‟interno delle
discipline etiche non può, sicuramente, essere elevata al rango di “scienza”. Infatti, pur attingendo, e
costantemente, alle novità e agli aggiornamenti, specie quelli più rilevanti sotto il profilo del loro
utilizzo tecnologico, delle scienze empiriche (in special modo della genetica e della medicina
sperimentale), la bioetica è una disciplina di carattere prescrittivo e normativo, e non semplicemente
descrittivo come le altre scienze empiriche.[…]
( dal sito www.rai.it,2002)
Primo, in una società liberale il diritto alla “libertà di procreazione”, con tutto ciò che comporta, deve
essere riconosciuto e devono essere tolte le proibizioni di legge. (Ciò non significa, come abbiamo
visto, che lo Stato non abbia il diritto di regolare le forme alternative di formazione della famiglia, così
come è regolata l‟adozione). Questo è il caso particolare della maternità surrogata. Se non è compito
dello Stato forzare la donna ad avere un figlio, rendendo l‟aborto illegale, ugualmente non è compito
dello Stato impedire a una donna di avere un figlio con qualsiasi mezzo ella abbia scelto. […] Infine,
come corollario di quanto detto sopra, dovrebbe essere possibile a tutti l‟accesso ad adeguate risorse
per la salute. Se lo Stato riconosce la famiglia come istituzione sociale centrale dovrebbe essere
preparato a finanziare forme alternative di formazione della famiglia allo stesso modo in cui finanzia le
forme tradizionali. Non può, con giustizia, discriminare le persone sterili e chi sceglie vie alternative di
procreazione.
(M.Charlesworth, L’etica della vita. I
dilemmi della bioetica in una società liberale,1996)
Se sia nel miglior interesse di ciascuno che la vita si concluda in un modo anziché in un altro dipende
in modo così stretto da quant‟altro di speciale c‟è in lui (dallo stile e dal carattere della vita, dal suo
senso dell‟integrità e dagli interessi critici) che nessuna decisione collettiva uniforme potrà mai sperare
di promuovere così adeguatamente gli interessi di una persona. Abbiamo così anche una ragione
fondata sulla beneficenza, oltre alla ragione fondata sull‟autonomia, perché lo Stato non imponga
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alcuna uniforme concezione generale attraverso la sovranità della legge, ma piuttosto incoraggi le
persone a dare esse stesse disposizioni meglio che possono per la loro assistenza futura, e perché in
assenza di queste disposizioni, la legge, nei limiti del possibile, lasci la decisione nelle mani dei loro
familiari o di altre persone intime, il cui senso del loro migliore interesse è probabilmente molto più
corretto di un giudizio teorico e astratto concepito nelle stanze segrete, tra manovre di interesse e
transazioni politiche.
(R. Dworkin, Il dominio della
vita. Aborto, eutanasia e libertà individuale,1994)
Se la vita non è sempre meglio della morte, può essere benefico anticipare la morte, invece di lasciare
che la “natura faccia il suo corso”. Ciò è vero anche quando la morte non è libera scelta, fatta
personalmente o mediante una direttiva anticipata dell‟individuo che sta morendo. Se non vi è
differenza di principio fra volere intenzionalmente la morte di qualcuno e limitarsi a permetterla, non
vi sarà alcun impedimento morale assoluto contro l‟anticipazione della morte, una volta che si sia
deciso che il prolungamento della vita sarebbe dannoso[…]. Considerati il diffuso rifiuto del suicidio
assistito e dell‟eutanasia della nostra cultura, l‟onere della prova di dimostrare tale consenso ipotetico
sarebbe assai pesante.
(H.T.von
Engelhardt jr., Manuale di bioetica, 1991)
La vita morale è vissuta entro due livelli o dimensioni:1) quello di un‟etica laica povera di contenuto
che ha la capacità di ricomprendere numerose comunità morali divergenti, e 2) le comunità morali
particolari entro le quali è possibile conseguire una concezione fornita di contenuto della vita
moralmente buona. La prima è difendibile sulla base di argomenti morali generali riguardanti la natura
dell‟etica. Questo livello fornisce alcune conclusioni morali assolute e universali, anche se povere di
contenuto. Il secondo livello fornisce delle visioni alternative della vita moralmente buona, comprese
delle concezioni concrete delle virtù e dei vizi. […] E‟ la prima dimensione che può stabilire il diritto
del paziente a conoscere la verità sulla sua malattia e a essere pienamente informato prima del
trattamento. E‟ la seconda dimensione che indicherà se sia meglio cercare di sapere tutto sul proprio
trattamento, o invece riporre la propria fiducia nel medico curante.
(H.T.von Engelhardt jr.,
Manuale di bioetica, 1991)
Il nostro obbligo di non causare danno alle generazioni future ha anch‟esso un versante positivo e uno
negativo. Noi abbiamo non solo il dovere di agire positivamente in modo da non causare danno a
coloro che verranno dopo di noi, ma anche quello di non omettere di rimuovere i pericoli che, se
ignorati, causerebbero loro dei danni. Vista in questa luce, l‟ingegneria genetica pone un dilemma
molto chiaro: da un lato noi non dobbiamo introdurre nella struttura genetica delle persone
cambiamenti che promettano di influire negativamente sui loro discendenti; dall‟altro non dobbiamo
omettere di rimuovere i guasti genetici che possiamo rimuovere e che, se ignorati, causeranno danni ai
loro discendenti.
(J,Harris, Wonderwoman & Superman.
Manipolazione genetica e futuro dell’uomo,1994)
L‟azzardo della vita è così defraudato della sua attraente e anche angosciante apertura. Si è permesso
al passato di precorrere il futuro tramite una sua conoscenza non autentica e lo si è fatto nella sfera più
intima: nella sfera della domanda: “chi sono?”. Questa domanda deve provenire dal segreto e può
trovare risposta soltanto se la ricerca resta accompagnata dal segreto. Sì, il segreto, già la condizione
del domandare e del cercare, è, per chi cerca risposta, persino la condizione della possibilità di
diventare forse proprio ciò che poi sarà la risposta. L‟artificiale esser noto all‟inizio, l‟assenza
soggettiva del segreto, distruggono la condizione di autentica crescita.[…] In poche parole, il prodotto
della clonazione è defraudato in anticipo della libertà, che può prosperare solo sotto la protezione del
non sapere. Defraudare volutamente di questa libertà un essere umano che deve ancora nascere è,
perciò, un crimine imperdonabile che non si deve commettere neppure un‟unica volta.
H.Jonas, Tecnica,medicina ed etica. Prassi del principio di responsabilità,1997)
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TIPOLOGIA C- TEMA DI ARGOMENTO STORICO
Con il voto, tutti i cittadini diventano protagonisti delle scelte politiche di un paese democratico. Per
esercitare questo diritto in modo consapevole sono necessarie alcune condizioni, per esempio: libertà
di espressione, libertà di associazione, ma anche educazione e senso critico. Diversamente - come nei
regimi dittatoriali- il consenso può essere manipolato e i cittadini diventano massa amorfa, vittime
della propaganda.
Rifletti criticamente su questo importante aspetto di uno stato democratico.
TIPOLOGIA D- TEMA DI ORDINE GENERALE
Il rapporto tra adolescenti e adulti è spesso conflittuale e risente di luoghi comuni ( “i ragazzi di oggi
non hanno più valori”; “i genitori non mi capiscono”; “ai miei tempi…”).
Rifletti sulla tua esperienza e su quella dei tuoi conoscenti provando ad immaginare una soluzione
possibile per quello che sembra essere un “conflitto” generazionale.
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MATERIA: STORIA
Docente: M. Pierobon
Al termine del quinto anno, gli studenti hanno conseguito, sia pure in modo diversificato e in relazione
alle capacità e all‟impegno individuali, i seguenti obiettivi in termini di:
CONOSCENZE:
Conoscenza essenziale e ordinata dei principali avvenimenti storici del Novecento e loro
collocazione cronologica.
COMPETENZE E CAPACITA’:
Capacità di analizzare, sintetizzare e stabilire relazioni tra fatti storici; capacità di esporre usando un
linguaggio settoriale minimo
CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE ESPOSTI PER:
Ore effettivamente dedicate
all‟argomento( senza le ore
PERCORSI FORMATIVI
di verifica)
All’alba del Novecento 6
Le guerre mondiali 6
Totalitarismi e democrazie nel xx secolo 11
I principali problemi dal dopoguerra ad oggi 12
PROGRAMMA SVOLTO:
1° PERCORSO: ALL’ALBA DEL NOVECENTO
La società di massa
Le suffragette
Nazionalismo, razzismo, irrazionalismo
L‟età giolittiana. Caratteri generali, successi, sconfitte
2° PERCORSO: Le GUERRE MONDIALI
La Grande Guerra: cause ed eventi principali
I trattati di pace e la nuova carta dell‟Europa
La seconda guerra mondiale e la Resistenza
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3° PERCORSO: TOTALITARISMI E DEMOCRAZIE DEL XX SECOLO
La rivoluzione russa
L‟avvento al potere del fascismo in Italia
Gli Stati Uniti e la grande crisi del ‟29
Il nazismo in Germania
Il regime sovietico: da Lenin a Stalin
La guerra civile spagnola
4° PERCORSO: I PRINCIPALI PROBLEMI DAL DOPOGUERRA AD OGGI
Gli anni difficili del secondo dopoguerra.
Processo di Norimberga
L‟ONU
Il referendum istituzionale e la Costituzione italiana
Il centrismo
La Guerra Fredda e La “guerra calda” di Corea. Il maccartismo
La distensione: dalla coesistenza pacifica alla caduta del muro di Berlino
Kennedy e la Nuova Frontiera
Giovanni XXIII e il Concilio Ecumenico Vaticano II
Il processo di decolonizzazione ( con cenni all‟India di Gandhi e alla questione palestinese)
L‟economia italiana del secondo dopoguerra. Il piano Marshall.
Il Miracolo economico degli anni Sessanta
Dalla CECA all‟UE
Gli anni di piombo
La rivoluzione tecnologica
METODOLOGIA:
Lezioni frontali ma aperte ad interventi ed apporti personali.
MATERIALI DIDATTICI:
Il testo in adozione: M. Palazzo- M. BERGESE, CLIO Magazine, La Scuola, 2001
Utilizzo di videocassette( Tempi moderni di C. Chaplin e Le vite degli altri di Florian Henckel von
Donnersmarck.
Uso di materiale vario tratto da riviste, giornali.
VERIFICHE:
In numero di due/ tre per allievo a quadrimestre sono state prevalentemente orali e hanno accertato la
conoscenza degli argomenti, la capacità di argomentare con proprietà, di operare collegamenti e
rimandi alle fonti di informazione e di esprimersi con un lessico appropriato e specifico.
L‟insegnante I rappresentanti degli alunni
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MATERIA: LINGUA INGLESE
Docente : Zuin Silvia
OBIETTIVI REALIZZATI E LIVELLO DI CONSEGUIMENTO:
Conoscenze: gli alunni conoscono le strutture di base della lingua, il vocabolario essenziale per
esprimersi in situazioni di loro esperienza nonché il vocabolario tecnico essenziale relativo agli
argomenti studiati, il procedimento di manipolazione e di reimpiego della lingua di un testo per
esprimersi in modo più personale, le definizioni relative agli argomenti trattati.
Competenze: gli alunni sanno cogliere il senso generale di un testo, sanno coglierne i dettagli
ad una lettura più attenta, sanno utilizzare le conoscenze acquisite per esprimersi oralmente e
per iscritto partendo da testi scritti soprattutto di natura tecnica.
Capacità: gli alunni hanno acquisito capacità d‟osservazione, di riflessione, d‟analisi e di
sintesi. Sanno collegare gli argomenti trattati mettendoli in relazione a quanto hanno appreso
con lo studio delle altre discipline.
Il livello di conseguimento degli obiettivi può essere chiarito nel seguente modo:
o Il 10% degli alunni ha conoscenze superficiali e competenze incerte; le capacità acquisite sono
limitate e il linguaggio che utilizzano è povero e talvolta non appropriato; incerta è
l‟espressione orale e scritta (livello mediocre e/ o quasi sufficiente)
o Il 40% degli alunni ha conoscenze complete ma incertezze nelle competenze; sa esprimersi in
forma accettabile, ma non sempre corretta, senza tuttavia inficiare la comprensione (livello
pienamente sufficiente).
o Il restante 50% degli alunni ha conoscenze complete e approfondite e competenze adeguate ai
contenuti sopra esposti. Gli allievi si esprimono in modo semplice e chiaro; qualche errore da
loro commesso non compromette la comprensione.
In generale, gli obiettivi sono stati raggiunti in maniera soddisfacente. Per i pochi casi in cui le
conoscenze e competenze linguistiche si sono attestate su livelli mediocri, l‟attività di recupero in
itinere è stata privilegiata, mentre non si è ritenuto necessario dare la disponibilità per lo sportello
“help”.
CONTENUTI - ARGOMENTI E TEMPI DI REALIZZAZIONE:
comprensione e produzione orale e scritta prevalentemente mediante la lettura di testi di varia
natura; consolidamento e ampliamento della competenza linguistica e comunicativa;
comprensione, discussione e riflessione sulla lingua; raccordo con argomenti trattati nelle
materie tecniche e professionali.
Qui di seguito, viene dato l‟elenco dettagliato dei “topics”, degli argomenti tecnici, nonché il
numero di ore effettivamente dedicate agli stessi escluse quelle delle verifiche scritte e /o orali,
nonché quelle dedicate agli incontri con la lettrice madrelingua dott.ssa Milava Grossi (6 ore):
Dal testo di Inglese tecnico, Gateway to Electricity, Electronics & Telecommunications:
Module 4: ELECTRONICS 2
Unit 12 Automation (4 ore)
Basic ideas The advantages of automation p. 126
How automation works p. 127
Automated manufacturing p.128
Practical reading Two automated systems p. 130
Robots in manufacturing p.131
35
Module 5: TELECOMMUNICATIONS 1
Unit 13 Introduction (4 ore)
Basic Ideas What is telecommunications p.138
Electromagnetic waves p. 139
Inventions in telecommunications p.140
Practical reading Radio waves p. 142
Unit 14 Transmission of signals ( 6 ore)
Basic Ideas Means of transmission p.146
Cables p. 147
Aerials p. 148
Language Focus Singular and plural p. 149
Practical Reading Communications satellites p.150
The advantages of fibre optic p. 151
Unit 15 Radio and television ( 3 ore)
Basic Ideas Radio p.158
What happens to radio signals p. 160
How TV works p.164
Language Focus Infinitive and -ing form p. 165
Unit 16 Telephones ( 4 ore)
Basic Ideas The telephone system p. 168
Cellular telephones p. 170
Practical Reading Electromagnetic fields and public health p. 172
Language Focus Using the telephone p. 173
Dal testo di grammatica: Units 11 (9 ore) e 12 (7 ore):
Ecco l‟elenco dettagliato delle strutture grammaticali trattate:
Simple past
Past time adverbials
Present perfect
Duration form
Collocations with get
Word building
Infinitives and -ing forms
Passive voice II
Causative
Infinitives of purpose, for + -ing form
E delle abilità esercitate:
Reading: Scorrere un testo per trovare informazioni specifiche (scanning)
Associare informazioni verbali a immagini
Listening: Identificare chi parla
Identificare le idee principali
Ascoltare e riconoscere dettagli nella comunicazione orale
Speaking: Speculare e prendere decisioni
Discutere vantaggi e svantaggi
Writing: Scrivere una domanda di assunzione
Scrivere una relazione
36
METODOLOGIE DIDATTICHE: lezione interattiva e partecipata, lezione frontale; metodo
induttivo e deduttivo.
Le abilità di comprensione e d‟uso della lingua sono state sviluppate mediante l‟utilizzo della lingua in
classe e l‟impiego di testi scritti. La lettura è stata l‟attività linguistica privilegiata, il testo scritto il
fulcro della lezione e lo strumento base per il conseguimento degli obiettivi posti.
L‟approccio al testo è avvenuto mediante la lettura, che, spesse volte, è stata preceduta e seguita da
domande tese a sollecitare impressioni e considerazioni immediate. L‟ attività di traduzione ha seguito
la lettura ed è stata finalizzata a cogliere il significato globale e anche i particolari per individuare le
caratteristiche linguistiche, sintattico-grammaticali del testo.
MEZZI E STRUMENTI: libri di testo, fotocopie, lavagna, audio CD, vocabolario
monolingua e bilingue.
VERIFICHE: prove semi strutturate e interrogazioni orali individuali sono state utilizzate per
la verifica dello sviluppo delle abilità di comprensione e d‟uso della lingua orale e scritta,
dell‟abilità di strutturare e di organizzare i pensieri a partire da un testo scritto, di analizzarlo e
di rilevarne gli aspetti morfologici e sintattici nonché le caratteristiche formali.
VALUTAZIONE: per le verifiche scritte e orali, il voto in decimi.
SUSSIDI DIDATTICI:
Testi in adozione: Kiaran O' Malley, Gateway to Electricity, Electronics &
Telecommunications, Lang Edizioni;
H.Q. Mitchell, J. Scott, Channel your English, Zanichelli/MM Publications
Il primo dei due testi indicati ha fornito un discreto numero di brani utili per la comprensione e per
l‟apprendimento del vocabolario specifico; il secondo, invece, ha fornito gli elementi e gli schemi utili
per il ripasso, l‟approfondimento e l‟apprendimento della lingua.
L'Insegnante I Rappresentanti degli Alunni
37
Materia: MATEMATICA
Docente: G. VALENTI
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di:
1. CONOSCENZE
MODULO 1
Integrali
Definizione dell‟integrale Indefinito rapporto tra integrale indefinito e derivate (calcolo della
primitiva), la primitiva come famiglia di funzioni, integrazione immediata. Proprietà degli integrali.
Integrazione di funzioni razionali fratte, integrazione per sostituzione e per parti.
Integrali definiti: definizioni, proprietà, interpretazione geometrica. Teorema della Media. La funzione
integrale. Teorema fondamentale del calcolo integrale. Formula fondamentale del calcolo
dell‟integrale definito. Applicazione dell‟integrale definito: valor medio, calcolo di aree, volume di un
solido di rotazione.
Estensione del concetto di integrale definito: integrale di una funzione continua a tratti in [a;b].
Integrali Impropri di 1° e 2° tipo. Funzioni integrali.
MODULO 2
Funzioni reali di due variabili reali:
Risoluzione grafica di disequazioni lineari in due incognite. Cenni di topologia insiemistica in R 2.
Definizione e determinazione del campo di esistenza, segno di una funzione in due variabili. Le linee
di sezione e di livello. Continuità totale e parziale (cenni).Le derivate parziali del primo ordine e di
ordine superiore. Equazione del piano tangente. Punti stazionari, massimi e minimi relativi calcolati
con l‟Hessiano. Differenziale totale.
MODULO 3 *
Equazioni differenziali:
Definizione di equazione funzionale. Interpretazione geometrica della soluzione. Integrale generale,
particolare, singolare. Teorema di Cauchy (solo enunciato).
Equazioni differenziali del primo ordine a variabili separabili, lineari.
MODULO 4 *
Equazioni differenziali del secondo ordine:
Generalità. Risoluzione di particolari equazioni differenziali del secondo ordine: y Fx.
Equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti, determinazione dell‟integrale generale
( equazione caratteristica).
Nota
I moduli con * verranno approfonditi entro il 30 maggio 2008.
38
2. COMPETENZE
Al termine del modulo 1 lo studente sarà in grado di:
Calcolare la primitiva di una funzione.
Calcolare l‟area di una superficie piana .
Calcolare la misura del volume di un solido di rotazione, dell‟area della superficie racchiusa fra
due curve, della lunghezza di un arco di curva.
Generalizzare il concetto di integrale definito con il calcolo e la definizione degli integrali
impropri.
Calcolare gli integrali impropri.
Al termine del modulo 2 lo studente sarà in grado di:
Risolvere disequazioni e sistemi di disequazioni in due variabili.
Determinare il dominio di una funzione di due variabili.
Individuare le linee di livello di una funzione.
Calcolare le derivate parziali.
Individuare i punti di massimo e di minimo relativi.
Al termine dei moduli 3 e 4 lo studente sarà in grado di:
Risolvere equazioni differenziali del primo ordine.
Risolvere equazioni differenziali del secondo ordine.
3. CAPACITÀ
Saper calcolare la primitiva di una funzione continua e determinarla tramite l‟utilizzo delle regole di
integrazione in programma.
Saper applicare le proprietà degli integrali indefiniti.
Saper definire l‟integrale definito ,utilizzare le sue proprietà, collegare il significato di integrale
definito e indefinito, applicare l‟integrale definito al calcolo del valor medio di una funzione, al calcolo
dell‟area di una superficie piana delimitata da due curve, alla determinazione di volumi di solidi di
rotazione.
Studiare una funzione reale a variabile reale, rappresentarne il grafico sul piano cartesiano e calcolare
l‟area della parte di piano delimitato dalla curva e da rette assegnate.
Saper definire e rappresentare una funzione integrale di una data funzione.
Saper definire integrali generalizzati e distinguerli in diversi tipi a seconda che ci si riferisca a funzioni
illimitate o a intervalli di integrazione illimitati.
Saper risolvere per via grafica, tramite l‟utilizzo del punto prova, disequazioni lineari in due incognite.
Saper risolvere sistemi di disequazioni e disequazioni fratte in due incognite.
Definire intorni circolari e rettangolari, punti interni esterni e di frontiera, isolati di un insieme in R 2,
insiemi aperti e chiusi, limitati e non.
Utilizzando come prerequisiti la teoria del calcolo delle disequazioni algebriche e trascendenti,
determinare: il dominio, il segno e le curve di livello di una funzione reale in due variabili reali.
Saper calcolare le derivate parziali di primo e di secondo ordine e applicarle alla determinazione
dell‟equazione del piano tangente in un punto al grafico di una funzione in R2.
Conoscere l‟enunciato senza dimostrazione del teorema di Schwarz e la condizione necessaria per
l‟esistenza di un estremo relativo.
Saper riconoscere il modello matematico di un‟equazione differenziale.
Acquisire i concetti di integrale generale e di integrale particolare.
Saper risolvere i tipi di equazioni differenziali trattati con i relativi problemi di Cauchy Saper
individuare i punti di massimo e di minimo relativo e i punti sella con il metodo della matrice
Hessiana.
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4. CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE
Modulo Contenuto didattico Ore
Integrali indefiniti 22
1 Integrali definiti 14
Integrali generalizzati 8
2 Funzioni reali di 2 variabili reali 18
3 Equazioni differenziali 1° ordine e 2° ordine 12
Recupero Argomenti a.s. precedente 4
Totale ore svolte: 78
5. METODOLOGIE DIDATTICHE
Gli argomenti sono stati affrontati attraverso lezioni frontali, soprattutto per la parte teorica, e con
lezioni partecipate ed esercizi guidati per acquisire padronanza nella risoluzione di problemi
matematici.
Gli allievi sono stati allenati a riconoscere i modelli matematici più idonei a risolvere i quesiti proposti
avendo cura di segnalare di volta in volta i collegamenti esistenti tra i diversi strumenti matematici e di
sviluppare il ragionamento induttivo e deduttivo e l‟attitudine a riesaminare criticamente le conoscenze
via via acquisite.
Si è cercato di curare l‟acquisizione di un corretto linguaggio matematico e di far comprendere ed
operare con un appropriato simbolismo matematico.
L‟attività di recupero si è effettuata tramite: sportello Help ed in itinere sia per gli argomenti principali
trattati l‟anno precedente che per quelli trattati questo anno.
Ogni volta che è stato possibile, gli argomenti sono stati introdotti evidenziandone l‟attinenza con le
materie tecniche di indirizzo garantendo così l‟interdisciplinarietà.
Le interazioni con altre discipline si sono sviluppate secondo la programmazione del Consiglio di
Classe.
6. MATERIALI DIDATTICI
Il testo in uso: “Progetto Matematico 3“ Autori: Grazzi – Re Fraschini, molto ampio e approfondito
nella trattazione, è stato utilizzato quale principale strumento di riferimento sia dal punto di vista
teorico che come eserciziario; ad esso si sono affiancati appunti e schemi per sintetizzare, per
approfondire e rendere più agevole l‟apprendimento di alcuni degli argomenti in programma.
7. TIPOLOGIA E VALUTAZIONE DELLE PROVE DI VERIFICA
UTILIZZATE
Per la verifica dell‟attività didattica sono state utilizzate:
Compiti scritti, tesi ad accertare la conoscenza e la padronanza dei concetti affrontati e la loro corretta
utilizzazione.
Test a scelta multipla e risposta singola, atti ad abituare gli allievi ad affrontare la prova d‟esame.
Le capacità espressive, il rigore del linguaggio e della simbologia utilizzata, la capacità di analisi e
sintesi sono state valutate attraverso gli interventi individuali.
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Nella valutazione delle suddette prove si è tenuto conto non solo dell‟acquisizione di nozioni, ma
anche del processo evolutivo di ogni alunno rispetto alla sua situazione iniziale.
Sono stati perciò valutati i seguenti fattori:
Situazione di partenza
Interesse
Partecipazione
Impegno
Possesso degli strumenti di calcolo
Capacità
Autonomia nel lavoro
Possesso dei contenuti
A disposizione della commissione sono depositati in segreteria tutti i compiti eseguiti durante l‟anno
scolastico.
L'Insegnante I Rappresentanti degli Alunni
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Materia: DIRITTO ED ECONOMIA INDUSTRIALE
Docente: Paola De Vivo
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di:
CONOSCENZE
La classe a conclusione del corso risulta conoscere la disciplina giuridica dell‟imprenditore, delle
società, dei titoli di credito, dell‟azienda nonché gli istituti principali della gestione economica-
aziendale. Gli alunni hanno ottenuto risultati soddisfacenti grazie all‟interesse e alla partecipazione
dimostrati verso la disciplina. Il loro comportamento durante le lezioni è sempre stato corretto ed
attento. La maggior parte della classe ha raggiunto un livello di preparazione in termini di conoscenze
buono.
COMPETENZE e CAPACITA'
La classe è in grado di utilizzare il linguaggio giuridico ed economico in maniera corretta, dimostrando
di essere in grado di valutare criticamente le informazioni acquisite. La comprensione, l'analisi e la
valutazione del funzionamento reale delle norme in rapporto alla loro astratta previsione e
l'interpretazione del funzionamento del sistema economico industriale rispetto alle dinamiche che
caratterizzano la direzione delle imprese sotto il profilo organizzativo e gestionale sono delle
competenze conseguite in modo più che sufficiente.
1. CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE ESPOSTI PER:
Unità didattiche e/o
Moduli e/o
Percorsi formativi ed
Eventuali approfondimenti
U.D. - Modulo - Percorso Formativo - approfondimento Periodo
DIRITTO COMMERCIALE
IMPRENDITORI ED IMPRESE Settembre/Ottob
re
L'imprenditore – L‟imprenditore agricolo e commerciale-
Il piccolo imprenditore – L’impresa familiare
L'IMPRENDITORE COMMERCIALE Ottobre
Lo statuto dell'imprenditore commerciale
L'iscrizione nel registro delle imprese - La tenuta delle scritture contabili
LE SOCIETA' Ottobre
Il contratto di società - Società commerciali e società non commerciali
Società di persone e società di capitali
LA DISCIPLINA DEI DIVERSI TIPI DI SOCIETA' Novembre/Dice
mbre
La società semplice: costituzione, responsabilità dei soci, amministrazione,
scioglimento del rapporto sociale;
La società in nome collettivo: costituzione, responsabilità dei soci;
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La società in accomandita semplice: la differenza tra soci accomandanti e
soci accomandatari;
La società per azioni: contratto sociale, valore delle azioni,
amministrazione: modello ordinario, modello dualistico, modello monistico;
le azioni: diritti patrimoniali e diritti amministrativi: le obbligazioni;
La società in accomandita per azioni: soci accomandatari e soci
accomandanti;
La società a responsabilità limitata: costituzione, amministrazione;
I TITOLI DI CREDITO Gennaio/Febbrai
o
Le caratteristiche e la circolazione dei titoli di credito – La cambiale tratta
e il pagherò; Le azioni cambiarie.
L‟assegno bancario e l‟assegno circolare.
L’AZIENDA Marzo
Nozione giuridica- Il trasferimento dell‟azienda- I segni distintivi- Le
opere dell‟ingegno: il diritto d‟autore e il diritto d‟inventore- La disciplina
della concorrenza.
ECONOMIA AZIENDALE
IL SISTEMA AZIENDA E I SUOI ELEMENTI Marzo/Aprile
L'azienda come sistema - Il soggetto giuridico e il soggetto economico-
Il flusso delle operazioni aziendali- Le principali funzioni aziendali: la
Direzione generale, la funzione Acquisti, la funzione Produzione, la
funzione Vendite, la funzione del Personale, la funzione Amministrazione,
la funzione Finanza.
L’EVOLUZIONE DEGLI STUDI DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE Aprile
La Scuola classica: Taylor e Fayol- La Scuola delle Relazioni umane:
Mayo, la piramide dei bisogni di Maslow- La Scuola delle Scienze
manageriali: Simon- La teoria sistemica
Le teorie più recenti: l‟organizzazione a rete, la lean organization, la
learning organization, il reengineering, il benchmarking, la
delocalizzazione, la dematerializzazione.
IL PROGETTO ORGANIZZATIVO E LA FUNZIONE DIREZIONALE Aprile
Il contenuto del progetto organizzativo: variabili interne ed esterne- I
meccanismi operativi – La divisione del lavoro-
Il ruolo del management- Le fasi del processo decisionale- Lo stile autoritario e
lo stile partecipativo- I modelli di direzione aziendale: plurifunzionale;
multidivisionale; a matrice-
LA GESTIONE AZIENDALE E I SUOI EQUILIBRI Maggio
Le operazioni di gestione – Gli investimenti e i finanziamenti- Il sistema costi-
ricavi-
Il Bilancio d‟esercizio: struttura, clausola generale- Stato patrimoniale-
Conto economico- Nota integrativa-
Ore effettivamente svolte dal docente nell‟intero anno scolastico 56
2. METODOLOGIE
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La trattazione degli argomenti è stata svolta con lezioni frontali, discussioni in classe,
schematizzazioni alla lavagna, problem solving. L'attività di recupero si è svolta durante le ore
curriculari.
3. MATERIALI DIDATTICI
Il libro di testo: " Le imprese industriali" Diritto, economia e gestione G. Bacceli C. Robecchi
Elemond Scuola & Azienda
4. TIPOLOGIE DELLE PROVE DI VERIFICA UTILIZZATE
Interrogazioni.
Verifiche scritte strutturate e semistrutturate.
L'Insegnante I Rappresentanti degli Alunni
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MATERIA: ELETTRONICA
Docenti: La Ferrara Fabrizio - Perin Daniele
1. FINALITA’ GENERALI DELLA DISCIPLINA INSEGNATA
Il corso, fortemente orientato alle telecomunicazioni, ha proposto le principali tecniche di filtraggio dei
segnali e i tipi di dispositivi elettronici discreti ed integrati a semiconduttore in commercio, le loro
principali caratteristiche anche attraverso l‟impiego di data book e pubblicazioni in genere, il loro uso
in sistemi semplici e complessi sempre con riferimento ad esempi pratici. Un cenno all‟impiego di
strumenti informatici per la progettazione e la simulazione dei circuiti con riferimento a diversi
pacchetti applicativi in commercio. Nel corso sono state trattate delle tecniche di rappresentazione ed
elaborazione dei segnali analogici nel dominio del tempo e della frequenza, con riferimento anche ai
segnali nel settore industriale con un breve cenno nel settore della metrologia e la corrispondete
normativa. La presenza di una consistente parte del programma relativa al condizionamento, alla
conversione e alla generazione del segnale, ha consentito lo stretto collegamento con altri
insegnamenti quali TDP. come base per la realizzazione pratica di progetti relativi al settore
dell‟elettronica industriale. Un‟ultima parte ha proposto una trattazione semplificata dei principali tipi
modulazione e le corrispondenti soluzioni circuitali.
2. OBBIETTIVI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA
L‟insegnamento è caratterizzato dalla presenza contemporanea di obiettivi di sviluppo dell‟abilità e
della capacità di astrazione, attraverso l‟introduzione e l‟applicazione dei modelli di studio tipici
dell‟elettronica, e alle potenzialità di alcune tecniche elettroniche anche di trattamento ed elaborazione
del segnale in frequenza. L'allievo alla fine del corso è in grado di progettare e dimensionare semplici
dispositivi basati su amplificatore operazionale, che effettuino operazioni lineari e non lineari. Ha
acquisito conoscenze generali e capacità sulla generazione di segnali di tipo sinusoidale e non
sinusoidali. Ha acquisito conoscenze relativamente alle principali tecniche di conversione e
modulazione discreta del segnale.
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obbiettivi in termini di:
CONOSCENZE
Conoscenza degli Amplificatori Operazionali reali
Conoscenza degli Amplificatori Operazionali con elementi non lineari
Conoscenza dei derivatori e integratori con Amplificatori Operazionali
Conoscenza degli Amplificatori Operazionali con tensione d‟uscita a due soli livelli
Conoscenza delle tecniche di generazione di forme d‟onda non sinusoidali e le principali
soluzioni circuitali
Conoscenza delle tecniche di conversione Tensione/Corrente e Corrente/Tensione e le principali
soluzioni circuitali
Conoscenza della conversione di generatori
Conoscenza delle tecniche di conversione tensione/frequenza e frequenza/tensione e le
principali soluzioni circuitali discrete e integrate
Conoscenza delle tecniche di generazione di forme d‟onda sinusoidali e le principali soluzioni
circuitali (oscillatori).
Conoscenza delle tecniche di filtraggio e i filtri attivi
Conoscenza delle tecniche di conversione A/D e D/A.
Conoscenza delle tecniche di modulazione con portante numerica, con portante analogica
Conoscenza delle tecniche di modulazione digitali
Nella parte di laboratorio:
Conoscenza del calcolo dell‟incertezza di misura.
Conoscenza della misura dei parametri statici di un Amplificatore Operazionale, della sua
resistenza d‟ingresso, del CMRR e dello SR.
45
Conoscenza dell‟analisi sperimentale dei raddrizzatori di precisione con Amplificatori
Operazionali
Conoscenza dell‟analisi sperimentale dei comparatori senza isteresi e con isteresi
Conoscenza dell‟analisi sperimentale dei circuiti di astabili e monostabili con Amplificatori
Operazionali e con il componente 555.
Conoscenza dell‟analisi sperimentale dell‟integrato ICL8038 come generatore di funzioni
Conoscenza dell‟analisi sperimentale dei convertitori tensione – frequenza e frequenza –
tensione con l‟integrato LM331.
[*] Conoscenza del progetto e realizzazione dei filtri attivi passa – alto del tipo di Butterworth
[*] Conoscenza del progetto e realizzazione dell‟oscillatore a ponte di Wien e dell‟oscillatore in
quadratura
[*] Conoscenza dell‟analisi sperimentale di un modulatore PWM e PPM con il componente 555
CAPACITÀ
Saper ricercare i dati tecnici contenuti nei manuali.
Saper usare il manuale di elettronica e telecomunicazioni disponibili nel mercato
Saper eseguire, in base alle conoscenze assimilate, l‟analisi di semplici circuiti a componenti
elettronici integrati di tipo analogico e digitale e produrre la relativa documentazione.
Saper riconoscere e utilizzare le funzioni di elaborazione, generazione e conversione dei segnali
elettrici.
Sanno dimensionare circuiti per la generazione, conversione e filtraggio del segnale elettrico.
Saper usare la strumentazione per le verifiche sperimentali.
COMPETENZE
Interpretare i dati tecnici contenuti nei manuali.
Eseguire, in base alle conoscenze e le capacità assimilate, il progetto di semplici circuiti a
componenti elettronici integrati di tipo analogico e digitale.
Sanno progettare e realizzare circuiti per la generazione, conversione e filtraggio del segnale
elettrico anche con la componentistica realmente presente sul mercato
Eseguire la sintesi ed il collegamento di diversi blocchi per la generazione, conversione e
filtraggio concetti, al fine di realizzare funzioni anche complesse.
Saper scegliere le tecniche di misura e motivare le procedure adottate.
Saper valutare i risultati delle procedure eseguite.
3. METODOLOGIE METODOLOGICHE: MEZZI E STRUMENTI
Gli argomenti del corso sono stati sviluppati sempre con un approccio applicativo, alternando le
lezioni frontali tradizionali con esempi ed esercizi che in qualche caso sono stati svolti alla lavagna
dagli stessi studenti, con gli aiuti necessari. Lo studio è stato fatto con l‟aiuto dei testi indicati al punto
4 MATERIALI DIDATTICI. Per stimolare le capacità di analisi e sintesi autonoma da parte degli
allievi si sono svolte frequenti esercitazioni in cui si è chiesto agli allievi di trovare da soli o la
soluzione di esercizi o la deduzione di risultati teorici o applicazioni per loro nuove; tali prove hanno
permesso di verificare non tanto la conoscenza delle nozioni di base quanto piuttosto l'acquisizione di
un metodo per affrontare problemi tecnici nuovi; alla fine di tali prove vengono attribuiti solo voti
positivi a coloro che hanno dimostrato maggiore brillantezza e buona volontà. Per la parte di
laboratorio, sono state organizzate esercitazioni di gruppo, con gruppi costituiti da elementi dalle
capacità diversificate, in cui il premio è subordinato non solo alla soluzione del quesito proposto ma
anche al conseguimento, anche da parte degli elementi più deboli, della capacità di spiegare la
soluzione trovata al quesito proposto.
4. MATERIALI DIDATTICI
ELETTRONICA Vol. II Autori: Panella, Spalierno Edizioni Cupido
ELETTRONICA Vol. III Autori: Panella, Spalierno Edizioni Cupido
Dispense preparate dal docente ing. Fabrizio La Ferrara a integrazione dei libri di testo.
Manuali tecnici dei componenti elettronici utilizzati
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Manuali tecnici della strumentazione utilizzata in laboratorio misure
Strumentazione utilizzata in laboratorio misure
5. STRUMENTI DI VERIFICA UTILIZZATI
Gli strumenti di verifica sono costituiti principalmente da: compiti scritti tradizionali e interrogazioni
orali tradizionali, interrogazioni scritte con: domande di teoria, esercizi, domande a risposta multipla.
Per le verifiche orali si sono svolti anche test del tipo: interrogazioni a tappeto con 1 o 2 domande a
risposta breve alla fine di sezioni importanti di programma, per verificare l'effettivo livello di
apprendimento dell'unità di programma stessa da parte dell'insieme della classe. Dopo la fine del primo
quadrimestre si è svolto un corso di recupero di 12 ore di teoria più 4 ore di HELP di laboratorio per
gli allievi che hanno conseguito risultati insufficienti. In generale esercitazioni, interrogazioni e test di
cui sopra, sono stati attuati oltre che per attribuire i voti anche con attenzione all'aspetto formativo. Nel
corso del secondo quadrimestre sono state effettuate due prove di simulazione della seconda prova
scritta con l‟utilizzo del manuale di elettronica e telecomunicazioni. Per l‟attività di laboratorio, si sono
organizzate esercitazioni pratiche di gruppo formato da due o al massimo tre allievi. Ogni gruppo ha
preparato una relazione scritta per documentare l‟attività svolta. Si sono anche svolte delle verifiche
esclusivamente di laboratorio per valutare ogni singolo allievo, sempre in accordo tra il prof. F. La
Ferrara e il prof. D. Perin.
6. PROGRAMMA DI ELETTRONICA
6.1. Ripasso sugli Amplificatori Operazionali
Definizioni simbologia - Struttura interna - Ipotesi d‟idealità - Configurazione invertente -
Configurazione non invertente - Inseguitore - Sommatore invertente e non invertente -
Amplificatori a guadagno variabile - Mixer - Differenziale - Differenziale da strumentazione -
Tensione di riferimento (generatori di tensione costante).
6.2. Amplificatori Operazionali reali
Influenza del rapporto di reiezione al modo comune finito - Influenza della tensione di offset e delle
derive - Influenza della corrente di offset e delle derive - Influenza della corrente di polarizzazione e
delle derive - Influenza delle Voi, Ioi e IB nella configurazione a catena diretta - Influenza delle Voi,
Ioi e IB nelle configurazioni retroazionate - Comportamento di un amplificatore operazionale ai
grandi segnali - Slew Rate - Influenza della frequenza in un amplificatore operazionale - Esempio di
progetto di un amplificatore con l‟impiego di un amplificatore operazionale - Parametri forniti dai
costruttori.
6.3. Amplificatori Operazionali con elementi non lineari
Amplificatore logaritmico - Amplificatore esponenziale - Prodotto di due tensioni - Rapporto di
due tensioni - Quadrato di una tensione - Radice quadrata di una tensione - Limitatori passivi -
Limitatori passivi con diodi zener - Limitatori passivi ad uno e due livelli con amplificatori
operazionali - Limitatore di precisione a ponte di Graetz - Raddrizzatori - Raddrizzatori ad una
semionda con A.O. - Raddrizzatori a doppia semionda con A.O. - Rivelatore del massimo valore
istantaneo - Interruttore Analogico - Convertitore AC – DC a valor medio.
6.4. Derivatori e integratori con Amplificatori Operazionali
Derivatore invertente - Derivatore reale - Derivatore differenziale Derivatore ideale con
impedenza d‟ingresso infinita - Integratore invertente - Integratore reale - Integratore non
invertente - Integratore differenziale - Circuiti con singola alimentazione.
6.5. Uso degli Amplificatori Operazionali con tensione d’uscita a due soli livelli
Comparatore di zero invertente e non invertente - Comparatore di livello invertente e non
invertente - Comparatore LM339 - Comparatore con isteresi - Trigger di Schmitt non invertente -
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Trigger di Schmitt con flip – flop RS - Trigger di Schmitt con amplificatore operazionale reale -
Porte logiche con comparatori.
6.6. Conversione di generatori
Generatori di tensione costante - Conversione di generatori - Conversione di un generatore ideale
di corrente in un generatore ideale di tensione - Conversione di un generatore reale di corrente in
un generatore ideale di corrente - Conversione di un generatore reale di corrente in un generatore
ideale di tensione.
6.7. Generazione di forme d’onda non sinusoidali
Generatore d‟onde quadre e rettangolari – Generatori d‟onda triangolari e di denti di sega –
Multivibratore astabile – Multivibratore monostabile – Multivibratore bistabile – Multivibratori a
porte logiche – Il componente 555 - Schema a blocchi del 555 – Astabili e Monostabili con il
componente 555 – Integrato ICL 8031 come generatore di forme d‟onda – Convertitore
frequenza/frequenza – Conversione tensione/tempo.
6.8. Conversione tensione/frequenza e frequenza/tensione
Principi generali – Conversione tensione/frequenza – Convertitore tensione/frequenza con
l‟integrato LM 331 (configurazione stand – alone) – Convertitore tensione/frequenza di
precisione con l‟integrato LM 331 – Conversione frequenza/tensione – Convertitore
frequenza/tensione con l‟integrato LM 331 – Convertitore frequenza/tensione di precisione con
l‟integrato LM 331
6.9. Convertitori Tensione/Corrente
Generalità - Convertitori V/I con carico non collegato a massa - Convertitore V/I invertente -
Convertitore V/I non invertente - Convertitore V/I differenziale - Convertitori V/I con carico
collegato a massa - Convertitore V/I invertente - Convertitore V/I non invertente - Convertitore
V/I differenziale - Conversione di un generatore reale in uno ideale di corrente – Voltmetro
6.10. Convertitori Corrente/Tensione
Generalità sui sistemi di acquisizione/condizionamento/conversione a loop di corrente –
condizionamento del segnale – Convertitore I/V semplice – Convertitore I/V con offset –
Convertitore V/I non invertente - Aspetti normativi dei segnali industriali.
6.11. Filtri attivi
Generalità sui filtri – Diagrammi di Bode – Filtri del primo ordine con A.O. – Filtri del secondo
ordine con A.O. – Filtri a retroazione negativa multipla – Filtri a retroazione positiva semplice –
Progetto di filtri del secondo ordine – Filtro attivo passa banda a INIC – Filtri d‟ordine superiore
al secondo – Filtri di cross over .
6.12. [*] Conversione A/D e D/A
Caratteristiche fondamentali di un convertitore D/A – DAC a resistori pesati – DAC a scala R-
2R – Caratteristiche fondamentali di un convertitore A/D – Problema dell‟acquisizione di segnali
variabili nel tempo – Realizzazione circuitale dei convertitori ADC – Teorema di Shannon,
campionamento di segnali, fenomeno di aliasing – Circuito di Sample-Hold – Rivelatori di picco.
6.13. [*] Oscillatori
Oscillatore a sfasamento (cenni) – Oscillatore in quadratura – Oscillatore a ponte di Wien (per
BF e AF) – Oscillatore trifase – Oscillatore a doppia integrazione – Oscillatori al quarzo.
48
6.14. [*] Trasmissione dei segnali (modulazione con portante numerica) : Cenni
Modulazione d‟ampiezza PAM – Modulazione di durata PWM – Modulazione di durata PWM
con il componente 555 – Modulazione di posizione PPM – Modulazione di durata PPM con il
componente 555 – Modulazione PCM.
6.15. Esperienze di laboratorio:
L‟attività di laboratorio è stata concordata con l‟insegnante tecnico pratico prof. D. Perin. I docenti
concordano sul fatto che l‟attività di laboratorio sia stata finalizzata a sviluppare i punti:
La capacità di documentare appropriatamente il lavoro svolto.
L‟attitudine e l‟abitudine al lavoro di gruppo.
Le capacità di sintesi ed applicazione.
I contenuti trasmessi nelle ore di laboratorio sono di seguito riportati.
1. Un ripasso sulle conoscenze di base relativamente alla strumentazione elettronica ed in
particolare agli strumenti che saranno utilizzati negli insegnamenti di Sistemi e Misure
elettriche. Sono stati quindi presentati:
il multimetro
il generatore di segnali
l‟oscilloscopio e i suoi accessori
2. Calcolo dell‟incertezza di misura.
3. Misura dei parametri statici di un Amplificatore Operazionale.
4. Misura della resistenza d‟ingresso di un Amplificatore Operazionale.
5. Misura del CMRR di un Amplificatore Operazionale.
6. Misura dello SR.
7. Analisi sperimentale dei raddrizzatori di precisione con Amplificatori Operazionali.
8. Analisi sperimentale dei comparatori senza isteresi.
9. Analisi sperimentale dei comparatori con isteresi.
10. Analisi di astabile e monostabile con Amplificatori Operazionali.
11. Analisi di astabile e monostabile con il componente 555
12. Analisi sperimentale di un convertitore tensione – frequenza con integrato LM331:
configurazione stand - alone
13. Analisi sperimentale di un convertitore di precisione tensione – frequenza con integrato LM331
14. Analisi sperimentale di un convertitore frequenza - tensione con integrato LM331
15. Analisi sperimentale di un convertitore di precisione frequenza - tensione con integrato LM331
16. [*] Oscillatore a ponte di Wien
17. [*] Oscillatore in quadratura
49
7. CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE
Teoria ORE
6.1. Ripasso sugli Amplificatori Operazionali 5
6.2. Amplificatori Operazionali reali 3
6.3. Amplificatori Operazionali con elementi non lineari 11
6.4. Derivatori e integratori con Amplificatori Operazionali 5
6.5. Uso degli Amplificatori Operazionali con tensione d‟uscita a due soli livelli 11
6.6. Conversione di generatori 1
6.7. Generazione di forme d‟onda non sinusoidali 14
6.8. Conversione tensione/frequenza e frequenza/tensione 2
6.9. Convertitori Tensione/Corrente 3
6.10. Convertitori Corrente/Tensione 2
6.11. Filtri attivi 9
6.12. Conversione A/D e D/A 3
6.13. Oscillatori 5
6.14. Trasmissione dei segnali (modulazione con portante numerica) 3
Laboratorio ORE
1. Un ripasso sulle conoscenze di base relativamente alla strumentazione elettronica ed in
particolare agli strumenti che saranno utilizzati negli insegnamenti di Sistemi e Misure
elettriche. Sono stati quindi presentati:
2
il multimetro
il generatore di segnali
l‟oscilloscopio e i suoi accessori
2. Calcolo dell‟incertezza di misura. 2
3. Misura dei parametri statici di un Amplificatore Operazionale. 4
4. Misura della resistenza d‟ingresso di un Amplificatore Operazionale. 2
5. Misura del CMRR di un Amplificatore Operazionale. 1
6. Misura dello SR. 1
7. Analisi sperimentale dei raddrizzatori di precisione con Amplificatori Operazionali. 2
8. Analisi sperimentale dei comparatori senza isteresi. 2
9. Analisi sperimentale dei comparatori con isteresi. 2
10. Analisi di astabile e monostabile con Amplificatori Operazionali. 6
11. Analisi di astabile e monostabile con il componente 555 4
12. Analisi sperimentale di un convertitore tensione – frequenza con integrato LM331:
1
configurazione stand – alone
13. Analisi sperimentale di un convertitore di precisione tensione – frequenza con integrato
1
LM331
14. Analisi sperimentale di un convertitore frequenza - tensione con integrato LM331 1
15. Analisi sperimentale di un convertitore di precisione frequenza - tensione con integrato
1
LM331
16. [*] Oscillatore a ponte di Wien 2
17. [*] Oscillatore in quadratura 1
[*] Gli argomenti verranno approfonditi entro il 31/05/08
Le ore riportate sono quelle relative alle lezioni ed alle esercitazioni di laboratorio.
Sono escluse le ore dedicate alle verifiche scritte e orali.
Gli Insegnanti I Rappresentanti degli Alunni
50
Ia Simulazione di Seconda prova
Classe Va AE
Cittadella 20/02/2008
Indirizzo: ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONI
Tema di: ELETTRONICA
Quesito 1.
Si desidera realizzare un generatore d’impulsi, di cui lo schema a blocchi è riportato in figura 1,
partendo dalla tensione di rete:
Vi Trasformatore 1 Raddrizzatore di 2 Limitatore di 3 Sommatore Vo
monofase precisione a invertente
doppia semionda precisione
Figura 1.
La tensione d’uscita vo, deve essere un treno d’impulsi aventi le seguenti caratteristiche:
frequenza f = 100 Hz
durata di ogni impulso δ = 2 ms
ampiezza Vp = 10,6 Volt
la forma qualitativa di un singolo impulso è
riportata in figura 2.
Figura 2.
Il candidato, fatte le opportune ipotesi necessarie:
a) Spiegare il funzionamento di ogni singolo blocco dello schema di figura 1, dando una
rappresentazione qualitativa dei segnali nei punti 1,2,3, compresi il segnale d’ingresso vi e
quello d’uscita vo.
b) Per ogni blocco si dia una soluzione circuitale dimensionando i componenti di almeno tre dei
quattro blocchi secondo le specifiche richieste.
Quesito 2.
Dato il circuito di figura 3:
Figura 3
fatte le ipotesi necessarie, il candidato:
1
1. Dimensioni le resistenze in modo che la corrente I sul carico sia: I V
i
1000
2. Dimensioni un convertitore corrente – tensione in modo che la tensione d’uscita Vo sia:
V I 1000
i
3. Tenendo conto della struttura a loop di corrente, rappresenti il modo in cui i due convertitori
dimensionati ai punti precedenti possono essere tra loro collegati.
51
Materia: SISTEMI ELETTRONICI AUTOMATICI
Docenti: Maurizio Santoiemma – Antonio Antonello
OBIETTIVI DISCIPLINARI
Il gruppo classe si è rivelato mediamente in grado di comprendere ed analizzare i temi, sia teorici che
tecnico-pratici, affrontati durante l‟anno, e di saper operare sia su argomenti teorici che nelle
esercitazioni di laboratorio in maniera sufficientemente autonoma e consapevole. Purtroppo a queste
potenzialità, come spesso accade, non si è affiancato uno studio individuale in grado di portare tutti i
ragazzi ad una solida preparazione sugli argomenti fondamentali della materia, complice anche
l‟elementare constatazione che questa non rientrerà fra le materie sicuramente oggetto dell‟Esame di
Stato.
Bisogna comunque riconoscere che alcuni ragazzi, forti anche di discrete capacità e competenze
acquisite negli anni precedenti, hanno studiato con impegno raggiungendo quasi sempre risultati buoni,
mentre un altro gruppo non trascurabile ha comunque studiato con sufficiente diligenza le basi della
materia raggiungendo senz‟altro gli obiettivi minimi più avanti esposti. Rimane infine una certa parte
di ragazzi, sia dotati che meno dotati, che per vari motivi, a volte giustificabili ma il più delle volte no,
non hanno partecipato attivamente alla discussione in classe e il cui profitto è purtroppo andato
scemando nel corso dell‟anno.
Il fatto contingente che la materia non compare fra quelle oggetto d‟esame ha portato inevitabilmente a
ridurre parzialmente gli obiettivi per quanto riguarda le conoscenze, in particolare sugli argomenti
della Teoria dei Controlli Automatici.
Si è cercato comunque di tenere vivo l‟interesse tramite collegamenti interdisciplinari con argomenti
correlati alle materie specifiche d‟esame, vale a dire elettronica e matematica, nonché con la
trattazione in laboratorio di argomenti tecnici di interesse generale.
I livelli minimi che ogni allievo deve aver raggiunto sono elencati qui di seguito:
Conoscenze concettuali
Fondamenti della teoria dei segnali nel dominio del tempo e della frequenza.
Fondamenti dell‟analisi dei sistemi lineari nel dominio del tempo e della frequenza.
Conoscenza delle caratteristiche nel tempo e in frequenza dei sistemi del primo e del secondo
ordine, compresi i sistemi risonanti.
Conoscenza di alcune caratteristiche e proprietà dei sistemi retroazionati e della loro applicazione
ai controlli automatici.
Conoscenze tecniche
Conoscenza delle principali applicazioni dei microprocessori nell‟ambito del monitoraggio di dati,
acquisizione di segnali, elaborazione di segnali, sistemi di controllo.
Conoscenza delle principali caratteristiche dei sistemi a microprocessore e dei componenti per
l‟acquisizione e riconversione dei segnali.
Conoscenza delle funzioni dei blocchi costituenti un sistema di elaborazione digitale del segnale.
Conoscenza delle caratteristiche tecniche del microprocessore 80C51.
52
Competenze e capacità concettuali
Valutare qualitativamente le caratteristiche spettrali di un segnale periodico e non periodico.
Descrivere i segnali canonici e le loro applicazioni nella teoria dei segnali.
Ricavare la funzione di trasferimento di un sistema elettrico lineare.
Ricavare la risposta in frequenza e tracciare con precisione il diagramma di Bode di un sistema di
cui sia nota la funzione di trasferimento.
Ricavare la risposta libera e la risposta al gradino dei sistemi lineari del primo e del secondo
ordine, risonanti e non risonanti.
Valutare la stabilità di un sistema data la funzione di trasferimento.
Saper valutare alcune prestazioni di un sistema di controllo basato sul principio della retroazione
negativa.
Competenze e capacità tecniche
Progettare semplici sistemi basati su microprocessore.
Interfacciare memorie e dispositivi di ingresso/uscita a un microprocessore.
Scrivere semplici programmi per la gestione dell‟I/O in un sistema a microprocessore.
Utilizzare la strumentazione di laboratorio per il montaggio, verifiche, collaudi e misure su
semplici sistemi sia di tipo analogico sia digitale.
Utilizzare programmi applicativi per lo studio, la simulazione e il calcolo delle caratteristiche e
delle prestazioni sia di sistemi analogici lineari sia di sistemi digitali basati su microprocessore.
CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE
Nel corrente anno scolastico, fino al 23 aprile 2008 sono state svolte 137 di lezione, comprese le
verifiche orali e scritte, di cui 97 di teoria e 40 di esercitazioni di laboratorio. Le prime 8 ore sono state
dedicate al ripasso degli argomenti del quarto anno, queste non compaiono nella tabella dei contenuti.
Dopo il 23 aprile si prevede di effettuare circa altre 19 ore di lezione in classe, durante le quali
verranno introdotti i concetti di stabilità, retroazione e controllo automatico. Circa altre 10 ore di
lezione sono previste in laboratorio, durante le quali i ragazzi perfezioneranno il montaggio e il
collaudo delle applicazioni sulle quali stanno attualmente lavorando ed eventualmente potranno
dedicarsi ad altre esperienze inerenti al programma d‟esame, non solo di Sistemi ma anche delle altre
materie della specializzazione.
53
CONTENUTI CONCETTUALI O
RE
Teoria dei segnali
20
Serie di Fourier, Teorema di Fourier. Valor medio, armoniche.
Spettro dei segnali periodici, spettro dei segnali non periodici.
Segnali canonici: L‟impulso di Dirac, il gradino, la rampa.
Teoria dei Sistemi
40
Definizione di risposta in frequenza. Più
La linearità, la sovrapposizione degli effetti. 3
Sistemi lineari ed equazioni differenziali lineari. Previste
Le sinusoidi nei sistemi lineari.
Trasformata e antitrasformata di Laplace. Proprietà dell‟integrale e della derivata.
Definizione di funzione di trasferimento.
Relazioni fra risposta in frequenza, risposta impulsiva e funzione di trasferimento di un
sistema.
Definizione di impedenza. Risoluzione di reti elettriche lineari col metodo delle
impedenze.
Poli e zeri della funzione di trasferimento.
Sistemi del primo ordine. Esponenziali. Costanti di tempo.
Sistemi del secondo ordine. Oscillazioni smorzate. Risonanza e antirisonanza.
Definizione di stabilità. Criterio generale di stabilità.
Diagrammi di Bode
40
Grandezze logaritmiche. Decadi, ottave, dB.
Fattorizzazione della Funzione di trasferimento. Guadagno in continua, guadagno alle
alte frequenze.
Regole per il tracciamento dei diagrammi di Bode del modulo e della fase.
Diagrammi asintotici e diagrammi reali. Diagrammi con singolarità reali e complesse.
Algebra degli schemi a blocchi
4
Sistemi in cascata, in parallelo e in retroazione. Retroazione positiva e negativa. previste
Blocchi interagenti e non interagenti.
Teoria dei controlli automatici
12
La retroazione negativa come schema per la realizzazione di un controllo automatico. Previste
Componenti di un sistema di controllo, segnale di errore, attuatori, trasduttori.
Reiezione ai disturbi nei sistemi retroazionati.
Banda passante di un sistema retroazionato
Parametri del transitorio. Tempo di salita, sovraelongazione, tempo di assestamento,
tempo di ritardo.
Il controllo digitale, problematiche, componenti e metodi di controllo.
54
OR
CONTENUTI TECNOLOGICI
E
Il microcontrollore 80C51
15
Versione con e senza ROM. Schema a blocchi interno. Piedinatura. Porte di ingresso e
uscita bidirezionali. Funzione delle linee. Sorgenti di interruzione, Timer interni, porta
seriale.
Interfacciamento di memorie.
Interfacciamento di periferiche.
Programmazione in linguaggio assembly del microcontrollore 80C51. Set di istruzioni
Programmazione in linguaggio C del microcontrollore 80C51.
Laboratorio
25
Discretizzazione e simulazione di sistemi del lineari primo ordine con l‟ausilio del più
linguaggio C e del programma EXCEL 10
Sviluppo di programmi applicativi in linguaggio Assembly e in linguaggio C per previste
microcontrollore 80C51
Utilizzo di programmi per il tracciamento di diagrammi di Bode
Interfacciamento di un convertitore Digitale/Analogico al microcontrollore 8051
Interfacciamento di un convertitore Analogico/Digitale al microcontrollore 8051
Generazione di segnali sinusoidali campionati
Acquisizione e campionamento di segnali
Realizzazione di filtri digitali passa alto e passa basso del primo ordine digitali su
sistema AD/DA basato sul microcontrollore 8051
Gestione di display programmabile e tastiera esadecimale interfacciata al
microcontrollore 80C51.
Misure di tempo e di frequenza digitali con l‟utilizzo dei Timer del microcontrollore
8051
METODOLOGIE DIDATTICHE
Le lezioni sia in classe che in laboratorio sono state svolte per lo più frontalmente, cercando comunque
di coinvolgere la classe proponendo domande e sollecitando osservazioni.
In laboratorio i ragazzi, in gruppi di due persone, hanno svolto varie esperienze di carattere sia pratico
che teorico pratico. Alcuni gruppi non sono riusciti ad andare oltre qualche realizzazione elementare,
in alcuni casi per scarsa partecipazione alle lezioni, mentre altri hanno portato a termine con successo
tutte le esperienza proposte. Purtroppo non si segnala alcun gruppo che abbia proposto progetti
personali o che abbia approfondito qualche argomento particolare in maniera autonoma.
55
MATERIALI DIDATTICI
Il libro di testo adottato nelle quinte è il terzo volume del corso di Sistemi Automatici della Hoepli,
“Analisi in frequenza e sistemi di controllo”, di Giancarlo Perlo, Maurizio Sante e Claudio Novelli. Per
alcuni argomenti propedeutici, per approfondimenti ed esercizi, riepiloghi e schematizzazioni, si è
fatto frequente ricorso ad appunti dettati in classe.
Per i contenuti tecnologici sono stati utilizzati i manuali tecnici del microcontrollore 8031/8051 e vari
data sheet relativi ai componenti utilizzati e studiati in laboratorio.
I ragazzi hanno avuto a disposizione dei PC con sistema operativo Windows, vari programmi
applicativi e linguaggi di programmazione ad alto e basso livello, un sistema di sviluppo completo per
il microcontrollore 8051, strumentazione elettronica di misura e materiali per la produzione di prototipi
hardware.
PROVE DI VERIFICA, TIPOLOGIA E VALUTAZIONE
Nel primo quadrimestre sono state somministrate 4 prove scritte inerenti lo stato di avanzamento del
programma e ogni ragazzo è stato sottoposto ad una o due verifiche orali. La prima verifica scritta ha
riguardato il ripasso degli argomenti di quarta ed è stata considerata valida come prova per il recupero
del debito, non superato dal ragazzo che lo aveva contratto.
Nel corso dell‟anno sono stati periodicamente valutati i materiali prodotti per documentare l‟attività di
laboratorio, quali relazioni su progetti, collaudi e stato di avanzamento dei lavori dei vari gruppi.
Nel secondo quadrimestre sono state somministrate finora 3 prove scritte. Nell‟ultima parte dell‟anno,
oltre a completare le interrogazioni orali per tutti gli alunni, si prevede di effettuare altre 2 prove di
verifica, compresa una prova integrata in una simulazione di terza prova che comprenderà quindi
anche altre materie.
La tipologia delle prove scritte in genere è stata varia: soluzione di problemi, piccoli progetti, a
risposta breve.
Per la valutazione di ogni prova scritta si è predisposta una griglia con il punteggio da assegnare ad
ogni singola parte o quesito della prova, comunicandolo ai ragazzi contestualmente alla prova stessa.
I testi delle verifiche effettuate nel corso dell‟anno scolastico sono depositati in segreteria ed a
disposizione della commissione.
Gli Insegnanti I Rappresentanti degli Alunni
56
Materia: TELECOMUNICAZIONI
Docenti: Paolo Menegazzo- Zecchin Giuliana
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in
termini di conoscenze, competenze, capacità:
CONOSCENZE
Principi su cui si basano i moderni sistemi di telecomunicazioni (TLC)
Sviluppo dei segnali con la serie di Fourier
Tecniche di modulazione analogiche
Sistemi Digitali su Canale Passa Basso e su Canale Passa Banda
Tecnica di trasmissione PCM e relativa multiplazione TDM: PDH, SDH
Sistemi di trasmissione dati
Protocolli relativi alla trasmissione dati
Reti locali (LAN) e loro interconnessioni
COMPETENZE
Mediamente gli allievi:
Sanno spiegare le funzioni svolte da un sistema di trasmissione, le normative e gli standard
nazionali e internazionali
Sanno distinguere le reti a commutazione di circuito da quelle a commutazione di pacchetto
Sanno illustrare le caratteristiche dei principali tipi di modulazione analogiche e digitali
Sanno illustrare perché si usano le codifiche di sorgente, di canale contro gli errori e di linea
Sanno illustrare i principali vantaggi offerti dalle tecniche digitali
Sanno illustrare quali sono gli elementi essenziali che caratterizzano un collegamento dati
Sanno descrivere come funziona un modem
Sanno illustrare i protocolli di comunicazione
Sanno descrivere le reti geografiche e le reti locali
CAPACITÀ
Mediamente gli allievi:
Hanno sufficienti capacità logiche e adeguato ragionamento
Sanno studiare in modo autonomo
Sanno fare semplici collegamenti interdisciplinari
Sanno utilizzare la strumentazione e le apparecchiature di laboratorio
Sanno stendere una relazione in modo sufficientemente corretto.
57
1 - CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE
CONTENUTI DISCIPLINARI Ore
Modulazioni analogiche (AM, FM, PM) 16
Modulatori e demodulatori analogici 10
Ricevitori supereterodina AM e FM – Convertitori di frequenza 4
Cenni sui satelliti e sui ponti radio 2
Modulazione PAM - PCM / Quantizzazione lineare e non lineare, PDH, SDH
12
Codifica di sorgente, di linea, di canale. Quantità d‟informazione. Entropia.
Codici 7
Rumore in un collegamento dati 1
Modulazioni digitali ASK, FSK, PSK, QAM,TCM 16
Modem 3
Telematica –Standard ITU/T – Sistemi di trasmissione dati 8
Protocolli di comunicazione: solo cenni 1
Reti geografiche - Commutazione di pacchetto – Vantaggi della rete a PSTN
1
Struttura della rete ISDN 1
Reti locali: struttura, controllo d‟accesso, configurazione.
Token ring – Ethernet LAN, MAN, WAN. 8
Sistemi per le comunicazioni mobili :GSM 2
LABORATORIO
Analisi di forme d‟onda con analizzatore di spettro 7
Misure sui cavi coassiali (misura di lunghezza con il metodo riflettometrico,
misura velocità di propagazione) 12
Misure sulle modulazioni analogiche e numeriche 14
Sistemi di trasmissione digitali - Sistemi a fibra ottica 12
Le ore riportate sono quelle relative alle lezioni ed alle esercitazioni di laboratorio.
Sono escluse le ore dedicate alle verifiche scritte e orali.
58
2 - METODOLOGIE
Il programma di TELECOMUNICAZIONI è stato svolto in modo da far acquisire agli allievi
una mentalità tecnico-scientifica che leghi i concetti teorici con gli aspetti applicativi delle
tematiche affrontate, mirando alle utilizzazioni più attuali.
Gli argomenti indicati nel piano di lavoro sono stati sviluppati tramite lezioni frontali cercando
di stimolare sempre l‟interesse degli allievi tramite un dialogo educativo costruttivo
motivandoli agli interventi e agli approfondimenti personali.
L‟approccio alle diverse problematiche è stato curato in modo che l‟attività di laboratorio
(organizzata in gruppi di lavoro di 3 – 4 persone), compatibilmente con le apparecchiature a
disposizione, costituisca occasione di ricerca, di sintesi e di consolidamento dei concetti e dei
principi fondamentali della disciplina.
L‟attività di recupero è stata attuata solo all‟interno del monte ore a disposizione con ripassi,
spiegazioni supplementari, risposte a quesiti particolari e/o curiosità degli studenti.
3 - MATERIALI DIDATTICI
Per lo sviluppo dei contenuti della materia si è seguito il testo adottato:
"TELECOMUNICAZIONI " – Edizioni Zanichelli – Autore: Onelio Bertazioli.-vol B.
Inoltre per una preparazione più specifica e per meglio affrontare la progettazione prevista dall'
Esame di Stato è stato utilizzato il manuale di Elettronica e Telecomunicazioni acquistato da
ciascun allievo.
Alcuni argomenti sono stati integrati con degli appunti specifici e/o delle fotocopie e dai
manuali tecnici.
Durante le due ore di laboratorio, previste dall‟orario settimanale, gli studenti hanno potuto
utilizzare le apparecchiature e la strumentazione disponibile, compreso i manuali tecnici di
utilizzo.
Vista la dotazione esistente di laboratorio, sono stati organizzati gruppi di lavoro composti da
3-4 studenti in modo da non perdere troppo tempo per l‟esecuzione delle prove pratiche.
A rotazione, tutti i gruppi di lavoro hanno potuto completare tutte le prove previste nel piano di
lavoro.
59
4 - TIPOLOGIE DELLE PROVE DI VERIFICA UTILIZZATE
Per la verifica degli obiettivi prefissati sono state utilizzate:
- verifiche orali,
- relazioni di laboratorio,
- verifiche scritte con dimensionamenti, trattazione ed elaborazione dei contenuti proposti e
una verifica di simulazione della terza prova,
- adesione alla interdisciplinarietà.
A disposizione della Commissione sono depositate in segreteria tutte le verifiche scritte
effettuate e le relazioni di laboratorio.
5 - PERCORSI DISCIPLINARI EFFETTUATI
1. Modulazioni analogiche AM e FM.
2. Trasmissione di segnali analogici campionati (modulazione impulsiva codificata) PCM con
multiplazione TDM (PDH e SDH) e relativi schemi.
3. Trasmissione di segnali digitali (Tx dati):
3.a Codifica di canale ( per la protezione contro gli errori ) tipi di collegamento (punto-punto, a
stella, multipunto) modalità di collegamento (simplex, HD, FD) tipo di Tx (parallela, seriale).
3.b Trasmissione digitale su canale PASSA BASSO, codici di linea.
3.c Trasmissione digitale su canale PASSA BANDA, modulazioni digitali.
3.d LAN, interconnessione di LAN.
4. PSTN e ISDN.
5. Telefonia mobile.
Gli Insegnanti I Rappresentanti degli Alunni
60
MATERIA: TECNOLOGIA DISEGNO PROGETTAZIONE (TDP)
Docenti: La Ferrara Fabrizio – Antonello Antonio
1. FINALITA’ GENERALI DELLA DISCIPLINA INSEGNATA
Il corso ha mirato al conseguimento da parte degli allievi, delle finalità essenzialmente riassumibili in
tre punti:
1.1. Acquisizione delle capacità organizzative di sintesi e analisi in ambito progettuale.
1.2. Acquisizione del metodo tipico nel procedere per progetti nel lavoro svolto principalmente in
laboratorio.
1.3. Acquisizione di quelle capacità d‟aggiornamento e di riorganizzazione del lavoro in modo da
portare a compimento un progetto anche in presenza d‟eventi imprevisti.
2. OBBIETTIVI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA
L‟insegnamento è stato caratterizzato dalla forte presenza dell‟attività di laboratorio contemporanea ad
un‟attività di studio di quei dispositivi elettronici che l‟allievo ha utilizzato nell‟attività pratica nella
realizzazione dei progetti assegnati. In laboratorio gli allievi del corso sono diventati capaci di
progettare e dimensionare dispositivi anche complessi nel settore dell‟elettronica industriale e delle
telecomunicazioni fortemente basati su microprocessore. Gli allievi hanno acquisito quella capacità di
sintesi tipica del perito elettronico e delle telecomunicazioni nello sviluppare l‟attività progettuale,
facendo ricorso a tutte le discipline affrontate nell‟intero corso di studi.
In relazione alla programmazione curricolare, suddivisi per conoscenze, competenze e abilità, sono
stati conseguiti i seguenti obiettivi:
CONOSCENZE:
Conoscenza degli amplificatori di potenza in classe A
Conoscenza degli amplificatori di potenza in classe B
Conoscenza del processo conversione Digitale/Analogica e dei principali tipi di convertitori D/A
Conoscenza del processo conversione conversione Analogica / Digitale e dei principali tipi di
convertitori A/D
Conoscenza di alcuni tipi di trasduttori e attuatori.
Conoscenza dei metodi di verifica e di test dei circuiti elettronici realizzati mediante il corretto
utilizzo della strumentazione in dotazione.
COMPETENZE:
Dato il problema, acquisire la documentazione necessaria per iniziare un progetto
Realizzare uno schema al computer con software dedicati (CAD elettronico per la realizzazione di
circuiti elettronici) ed arrivare alla realizzazione di un Layout finale
Saper eseguire il montaggio e il collaudo dell‟apparecchiatura costruita
Saper impostare il corretto software di controllo delle apparecchiature programmabili.
Saper documentare il lavoro svolto in tutte le fasi di progetto compreso il collaudo
CAPACITA':
Saper organizzare i percorsi per la realizzazione dei lavori in laboratorio al fine di realizzare e
portare a termine una corretta procedura progettuale
Individuare e Documentare le risorse necessarie in base alle specifiche di progetto
Individuare possibili soluzioni hw/sw e scegliere quella più opportuna in base alle specifiche di
progetto
Capacità nell‟analisi dei circuiti elettronici proposti al fine di un corretto collegamento tra la parte
teorica e quella pratica.
Capacità di lavorare in gruppo.
3. INDICAZIONI METODOLOGICHE: MEZZI E STRUMENTI
Gli argomenti del corso sono stati sviluppati sempre con un approccio applicativo. Lo studio sarà fatto
con l‟aiuto del testo adottato come indicato al punto 4 e per quanto possibile, su alcune integrazioni
61
preparate a cura del docente (ing. Fabrizio La Ferrara) e sugli appunti dalle lezioni. Per stimolare le
capacità di analisi e sintesi autonoma da parte degli allievi si prevede inoltre la attuazione di frequenti
esercitazioni in cui si chiede agli allievi di trovare da soli o la soluzione di esercizi o la deduzione di
risultati teorici o applicazioni per loro nuove; tali prove permettono di verificare non tanto la
conoscenza delle nozioni di base quanto piuttosto l'acquisizione di un metodo per affrontare problemi
tecnici nuovi; alla fine di tali prove vengono attribuiti solo voti positivi a coloro che hanno dimostrato
maggiore brillantezza e buona volontà. Sono anche previste esercitazioni di gruppo (per la parte di
laboratorio), con gruppi costituiti da elementi dalle capacità diversificate, in cui il premio è
subordinato non solo alla soluzione del quesito proposto ma anche al conseguimento, anche da parte
degli elementi più deboli, della capacità di spiegare alla lavagna la soluzione trovata al quesito
proposto.
4. MATERIALI DIDATTICI
ELETTRONICA Vol. II e III Autori: Panella, Spalierno Edizioni Cupido
ELETTRONICA Vol. III Autori: Panella, Spalierno Edizioni Cupido
Dispense preparate dal docente ing. Fabrizio La Ferrara a integrazione dei libri di testo.
Manuali tecnici dei componenti elettronici utilizzati
Manuali tecnici della strumentazione utilizzata in laboratorio progetti di TDP
Strumentazione utilizzata in laboratorio progetti di TDP
Computer del laboratorio progetti di TDP e relativi software applicativi.
5. STRUMENTI DI VERIFICA UTILIZZATI
Gli strumenti di verifica sono costituiti principalmente da: interrogazioni orali tradizionali,
interrogazioni scritte con domande di teoria, esercizi, domande a risposta multipla. Dopo la fine del
primo quadrimestre, per gli allievi che hanno conseguito risultati insufficienti, si è svolta una settimana
di didattica differenziata con ripasso degli argomenti principali trattati nella prima parte dell‟anno
scolastico per quanto possibile ed esecuzione di esercizi. Nel secondo quadrimestre si è svolta una
simulazione di terza prova a tipologia mista B + C. In generale esercitazioni, interrogazioni e test di
cui sopra, sono stati attuate oltre che per attribuire i voti anche con attenzione all'aspetto formativo. Per
la parte di disegno e progettazione si è proceduto con: la valutazione grafica degli elaborati consegnati
(parametri di valutazione: leggibilità del disegno, presenza di errori che implicherebbero il
malfunzionamento del circuito, corretta disposizione dei componenti). Valutazione pratica delle schede
in funzione del Layout dei componenti adottati e del Master del C.S. prodotto. Valutazione della
scheda realizzata tenendo conto del corretto funzionamento e dell'analisi dei dati rilevati dal collaudo.
6. PROGRAMMA DI TECNOLOGIA DISEGNO PROGETTAZIONE
6.1. Amplificatori di potenza in classe A
Amplificatori per grandi segnali – Rendimento di conversione – Figura di merito – Amplificatori di
potenza di classe A - Amplificatori di potenza di classe A con carico non percorso da corrente continua
- Amplificatori di potenza di classe A in controfase.
6.2. Amplificatori di potenza in classe B
Amplificatori di potenza di classe B in controfase - Amplificatori di potenza di classe B single ended -
Amplificatori di potenza di classe B a simmetria complementare in configurazione a collettore comune
ed emettitore comune – Distorsione di cross over – Polarizzazione e pilotaggio degli amplificatori di
potenza con transistor reali - Polarizzazione e pilotaggio degli amplificatori a simmetria
complementare in configurazione a collettore comune - Amplificatori di potenza di classe AB con
Amplificatori Operazionali – Esempio di progetto di un Amplificatore di potenza di classe B.
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6.3. Conversione Digitale/Analogica (D/A)
Introduzione e nomenclatura – Conversione Digitale/Analogica di un segnale – Convertitori DAC con
resistori pesati – Convertitori DAC con rete R-2R– Codici digitali nei convertitori DAC – Parametri
caratteristici dei DAC - Applicazioni dei DAC.
6.4. Conversione Analogica / Digitale (A/D)
Introduzione al problema – Campionamento - Quantizzazione – Codifica – Parametri caratteristici dei
ADC - Convertitori ADC a conteggio, Servo – tipo o Tracking – Convertitori ADC a rampa e doppia
rampa – Convertitori ADC ad approssimazioni successive - Convertitori ADC flash – ADC integrati -
Convertitori ADC di segnali variabili.
6.5. [*] Traduzione: sensori
Nozioni di base sull‟acquisizione e conversione di un segnale – Parametri caratteristici dei trasduttori –
Classificazione dei trasduttori – Scala e offset nel condizionamento di un trasduttore – Trasduttori di
temperatura: termoresistenze, resistenze NTC e PTC, sensori a semiconduttori e trasduttori di
temperatura integrati – Fototrasduttori: Fotoresistenze, Fotodiodi, Fototransistor, Fotoaccoppiatori –
Trasduttori di posizione: potenziometrici, ottici, encoder – Trasduttori di velocità lineare - Trasduttori
di velocità angolare – Trasduttori di forza: estensimetri.
6.6. [*] Attuatori
Nozioni di base – Relè: funzionamento – DIAC: funzionamento – SCR. Funzionamento – TRIAC:
funzionamento – VMOS: funzionamento
7. CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE
Teoria ORE
6.1. Amplificatori di potenza in classe A 5
6.2. Amplificatori di potenza in classe B 12
6.3. Conversione Digitale/Analogica (D/A) 7
6.4. Conversione Analogica / Digitale/ (A/D) 7
6.5. [*] Traduzione: sensori 7
6.6. [*] Attuatori 3
Laboratorio ORE
Realizzazione di un orologio a microprocessore per tutti gli allievi 24
Nuovi progetti personalizzati realizzati a gruppi di 2 o più allievi
1) Orologio multifunzione a microprocessore con termometro barometro e igrometro
2)Sistema di antifurto a microprocessore
3)Selezionatore di prodotto con conteggio dell'importo inserito
43 + 22[*]
4)Controllo di una serra in temperatura e umidità ( input e output )
5)Controllo di velocità di un motore in corrente continua ad anello chiuso di tipo digitale
6)Sistema fotovoltaico ad inseguimento con controllo di carica
7)Sistema a P.L.C. per automazione industriale
[*] Gli argomenti verranno approfonditi entro il 31/05/08
Le ore riportate sono quelle relative alle lezioni ed alle esercitazioni di laboratorio.
Sono escluse le ore dedicate alle verifiche.
Gli Insegnanti I Rappresentanti degli Alunni
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Materia : Educazione Fisica
Docente: Pan Vanessa
In relazione alla programmazione curricolare sono stati conseguiti i seguenti obiettivi in termini di:
CONOSCENZE: sono relative ai contenuti teorici riguardanti sia le regole fondamentali sia i gesti
tecnici dei giochi di squadra e dell‟atletica leggera svolti durante l‟anno scolastico e alle nozioni
riguardanti la parte teorica svolta in classe (vedi “contenuti”).
COMPETENZE: sono relative al saper “stare in campo” nei giochi sportivi maggiormente
sviluppati (pallavolo, calcetto, basket, hockey), sapendosi destreggiare sufficientemente nelle varie
situazioni (difendere, attaccare,ecc…)e collaborando con i compagni.
CAPACITA’: riguardano le abilità motorie di base (es. correre per alcuni minuti a ritmo costante,
saper dosare le proprie energie,…), l‟esecuzione di una corretta fase di “riscaldamento”(es. andature
pre-atletiche) ed esercitazioni sul posto a “corpo libero” (stretching, addominali ecc.).
L‟affinamento dei fondamentali tecnici più importanti dei giochi di squadra trattati (pallavolo, calcetto,
basket, hockey) e di alcune specialità dell‟Atletica Leggera (resistenza, velocità, getto del peso, salto in
alto).
CONTENUTI DISCIPLINARI E TEMPI DI REALIZZAZIONE:
Unità didattiche e/o
Moduli e/o
Percorsi formativi ed
Eventuali approfondimenti
U.D. – Modulo – Percorso Formativo – Approfondimento Periodo / ore
Test d‟ingresso, il riscaldamento muscolare: corsa, esercizi pre–atletici (es.andature), esercizi a h. 12
corpo libero (lavoro di tonificazione in circuito, stretching..).
Preacrobatica: verticale in appoggio e in sospensione, Acrosport (progressione didattica nella h. 4
costruzione di piramidi umane).
Pallavolo. Fondamentali individuali: palleggio, bagher, servizio, schiacciata. Fondamentali di h. 14
squadra: muro. Partite del torneo interistituto. Verifica scritta.
Giochi di squadra: calcetto, basket, hockey (partite con le regole principali). h. 14
Atletica leggera: la corsa di resistenza, la corsa veloce, il salto in alto (stile Fosbury), il getto del h. 10
peso (stile O‟ Brien).
Apparato scheletrico: la struttura delle ossa, lo scheletro, la colonna vertebrale, struttura e h. 6
funzionalità (da pag. 48 a 56). Verifica scritta.
Pallavolo: il gioco e le regole fondamentali, i gesti tecnici individuali e di squadra (da pag. 144 a
165). Verifica scritta.
Il testo è: “Nuovo Praticamente Sport – Comprendere il movimento-” e “Nuovo Praticamente
Sport –Applicare il movimento-”, casa ed. G. D‟Anna.
Ore effettivamente svolte dal docente nel corso dell‟intero anno scolastico Tot. h. 60
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METODOLOGIE
La materia, nel momento in cui si propongono esercitazioni specifiche, si presta per una metodologia
sia direttiva che di scoperta-elaborazione personale, dal momento che ogni esercizio proposto va
comunque provato e riprovato da ognuno, secondo il proprio bagaglio di esperienza motoria, per cui
l‟esecuzione è sempre personale ed originale.
Di volta in volta si è lavorato sia con esercitazioni individuali che a coppie e in piccolo gruppo.
MATERIALI DIDATTICI
La parte pratica è stata svolta in palestra, nel campetto adiacente e nella pista di atletica leggera dello
stadio comunale, utilizzando il materiale a disposizione.
La parte teorica è stata svolta in aula e in palestra, con l‟ausilio del testo (2 volumi) sopra menzionato.
TIPOLOGIA DELLE PROVE DI VERIFICA UTILIZZATE
Per le abilità motorie sono state effettuate delle prove pratiche in palestra e al campo di atletica
leggera.
Per le conoscenze sono state effettuate due verifiche scritte (test a risposta multipla e completamento),
una nel primo quadrimestre e l‟altra nel secondo.
A disposizione sono depositati in segreteria:
- il programma ed il registro personale.
L‟Insegnante I Rappresentanti degli Alunni
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