REGIONE SICILIANA
Rapporto sullo stato di attuazione dei progetti
di formazione del personale pubblico
Novembre 2004
Il Rapporto è stato curato da Nadia Sgaramella, Roberto Porciello, Giuseppe Sferrazza
INDICE
1. GLI INDIRIZZI DI POLITICA FORMATIVA OPERANTI NELLA REGIONE ................................................... 2
1.1 Le politiche nazionali ................................................................................................................ 2
1.2 Le politiche regionali ................................................................................................................ 3
1.3 La programmazione regionale degli interventi a finanziamento comunitario ..................................... 4
1.4 L’ interpretazione delle politiche operanti in regione: indirizzi preferenziali e coerenza tra gli indirizzi
enunciati e la strumentazione predisposta ........................................................................................ 7
2. IL RETICOLO DEI PRESIDI DELLA FORMAZIONE ............................................................................... 9
2.1. L’attribuzione delle competenze in sede regionale per la formazione finanziata con le risorse ordinarie
della Regione ................................................................................................................................ 9
2.2. La distribuzione delle competenze per l’attuazione dei programmi a finanziamento comunitario ...... 10
2.3. Il modello di attribuzione delle responsabilità e la configurazione delle strutture responsabili nei
Comuni e nelle Province ............................................................................................................... 10
2.3.1. La presenza di strutture e personale di formazione delle Province ......................................... 10
2.3.2. La presenza di strutture e personale di formazione dei Comuni ........................................... 12
2.4. La configurazione d’insieme delle competenze e risorse: trasparenza, circolazione delle informazioni,
collaborazioni e scambi operativi ................................................................................................... 13
3. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI NELL'AMBITO DELLA REGIONE: FINALITÀ,
CONTENUTI, METODOLOGIE, SOGGETTI EROGATORI, GRUPPI PROFESSIONALI INTERESSATI ................. 14
3.1. L’attuazione dei programmi formativi a finanziamento comunitario ............................................. 14
3.1.1 Misura 1.06 – Formazione e sensibilizzazione nel settore idrico ............................................. 21
3.1.2 Misura 1.08 – Diffusione competenze per gestione e salvaguardia del territorio ....................... 24
3.1.3 Misura 2.04 – Formazione mirata e strumenti per la cooperazione ......................................... 27
3.1.4 Misura 3.10 – Diffusione di competenze funzionali allo sviluppo nel settore pubblico ................ 33
3.1.5 Misura 5.03– Promozione dell’integrazione sociale ............................................................... 40
3.1.6 Misura 6.07a – Internazionalizzazione dell’economia siciliana ................................................ 44
3.2 La formazione attuata dall'ente Regione con propri fondi ordinari................................................. 46
3.3 Le attività formative dei progetti a gestione centralizzata (Formez e Dipartimento Funzione Pubblica)
................................................................................................................................................. 54
3.4 L’attività formativa dei Comuni e delle Province ......................................................................... 56
3.4.1 L’attività formativa delle Province ...................................................................................... 56
3.4.2 L’attività formativa dei Comuni.......................................................................................... 59
4. IL MODELLO DI GESTIONE DEL CICLO FORMATIVO ......................................................................... 62
4.1 L'analisi dei fabbisogni............................................................................................................ 62
4.2. La programmazione delle attività formative.............................................................................. 65
4.3 Le pratiche e i metodi della valutazione .................................................................................... 66
5. LE CRITICITÀ ............................................................................................................................. 68
5.1. Le criticità di carattere istituzionale e procedurale ..................................................................... 68
5.2. I vincoli delle risorse ............................................................................................................. 69
5.3. I vincoli dell’organizzazione amministrativa .............................................................................. 69
Allegato - Caso di studio sul progetto “P.A. Informazione”................................................................... 70
1. GLI INDIRIZZI DI POLITICA FORMATIVA OPERANTI NELLA REGIONE
1.1 Le politiche nazionali
Per la redazione degli strumenti di gestione delle attività formative dei propri
dipendenti e dirigenti la Regione Siciliana fa preciso riferimento agli indirizzi che
discendono dalla normativa nazionale ed in particolare:
dal D.L. 29 del 1993, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo della cultura
di genere della pubblica amministrazione (art.7, comma 4);
dalla Direttiva alle amministrazioni pubbliche in materia di formazione del
personale n.14 del 24 aprile 1995, sia per quanto riguarda gli obiettivi formativi
che per quanto attiene all'entità delle risorse rapportate al monte retributivo;
dal CCNL dei dirigenti regioni-enti locali dal quale discende l'impegno
dell'amministrazione ad assumere la formazione e l'aggiornamento
professionale del dirigente come metodo permanente per la valorizzazione delle
capacità e delle attitudini e quale supporto per l'assunzione delle responsabilità
loro affidate (art.32);
dal CCNL del personale regioni-enti locali (art.23) che, avendo riconosciuto
all'accrescimento ed all'aggiornamento professionale la capacità di porsi come
metodo permanente per assicurare il costante adeguamento delle competenze,
per favorire il consolidarsi di una nuova cultura gestionale improntata al
risultato, per sviluppare l'autonomia e la capacità innovativa e di iniziativa delle
posizioni con più elevata responsabilità e per orientare i percorsi di carriera di
tutto il personale, demanda alla contrattazione collettiva decentrata integrativa
l'attribuzione delle risorse;
dal Patto Sociale del 22.12.1998 all'interno del quale viene attribuito un ruolo
strategico alla formazione. Il punto 33 del Patto evidenzia infatti la stretta
connessione tra la riforma della pubblica amministrazione e la formazione nel
perseguire un ruolo di promozione dello sviluppo e dell'occupazione. La
formazione è chiamata pertanto ad accompagnare il processo di riforma
amministrativa in atto, la semplificazione dei procedimenti e l'innesto nel
settore pubblico di strumenti gestionali propri del settore privato con interventi
per la valorizzazione e la riqualificazione delle risorse umane, rientranti in più
vasti programmi formativi e di assistenza che favoriscano la diffusione delle
esperienze di eccellenza e l'introduzione di sistemi e procedure di
funzionamento innovative.
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1.2 Le politiche regionali
La normativa regionale è sostanzialmente riconducibile agli atti di recepimento degli
accordi per il rinnovo contrattuale del personale regionale. Per le attività di formazione
si fa infatti riferimento:
al D.P.R n.10 del 22 giugno 2001 che richiede l'adozione di "adeguati ed
organici interventi formativi sulla base di programmi pluriennali, formulati e
finanziati dall'amministrazione" (art.3);
al D.P.R. 26/99 - Contratto per il personale regionale 1998/2001 che stabilisce
che la Presidenza della regione ed ogni ramo dell'amministrazione promuovano
e favoriscano forme di intervento per la formazione, l'aggiornamento, la
riqualificazione, la qualificazione e la specializzazione del personale utilizzando
apposito capitolo di spesa;
alla Legge Regionale n.145 del 29.12.1980 che prevede l'organizzazione di
corsi di formazione, specializzazione settoriale, qualificazione e aggiornamento
finalizzati a garantire che ciascun dipendente acquisisca le specifiche attitudini
culturali e professionali necessarie all'assolvimento delle funzioni e dei compiti
attribuitigli nell'ambito delle strutture cui è assegnato ed a fronteggiare i
processi di riordinamento istituzionale e di ristrutturazione organizzativa;
al D.P.R del 30 gennaio 1993 che definisce i criteri del piano annuale dei corsi e
gli stanziamenti da destinare alla realizzazione degli stessi;
alla Legge Regionale n.24 del 26 marzo 1976 sull'addestramento professionale
dei lavoratori.
La priorità strategica della regione è tuttavia identificabile - come si potrà meglio
constatare nel paragrafo che analizza gli interventi formativi effettivamente organizzati
negli ultimi quattro anni - nell'adeguamento e potenziamento di competenze dei propri
dirigenti, e tale priorità viene assunta quale metodo permanente per assicurare il
costante adeguamento delle competenze manageriali allo sviluppo del contesto
culturale, tecnologico ed organizzativo di riferimento e per favorire il consolidarsi di
una cultura di gestione orientata al risultato ed all'innovazione.
Per il perseguimento di tale risultato si può fare riferimento:
al CCRL dell'area della dirigenza (contrattazione collettiva integrativa a livello
dei Dipartimenti) che prevede criteri specifici ai fini dell'elaborazione dei
programmi annuali e pluriennali relativi all'attività di formazione e
aggiornamento dei dirigenti (art.4);
alla Direttiva dell'Assessore alla Presidenza n.903 del 19.2.2002 sui programmi
annuali e pluriennali della dirigenza;
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all'art.14 della Legge Regionale n.10 del 15 Maggio 2000 che richiama
espressamente tale scelta.
Vale infine la pena sottolineare un dato peculiare della pubblica amministrazione
siciliana: l'analisi dei trend occupazionali mette infatti in risalto il ruolo fondamentale
del settore pubblico all'interno dei trend positivi registrati dal settore terziario: se
infatti un siciliano su due è occupato nel settore dei servizi, permane tuttavia il ruolo
di “settore spugna” del terziario pubblico, senza il quale i già modesti livelli
occupazionali non potrebbero essere raggiunti.
Questa notevole dipendenza dell’occupazione dall’intervento pubblico diretto ha creato
un ampio numero di posizioni a termine (il cd. “precariato”). In Sicilia attualmente con
il sostegno della Regione sono occupate precariamente circa 66.048 unità (borse
lavoro, lavori socialmente utili, lavori di pubblica utilità), pari al 34,3% dell’intera
quota meridionale di unità lavorative precarie.
Di conseguenza, strategico appare anche il riordino in atto delle attività di formazione
professionale e la conversione delle attuali strutture in coerenza con le esigenze
connesse alla nuova missione del sistema formativo. In tal senso, con Direttiva
dell’Assessorato regionale al Lavoro e Formazione Professionale del 23 marzo 2000,
sono stati approvati i criteri e le procedure per l’accreditamento delle strutture
formative operanti nella Regione Siciliana, al fine di garantire trasparenza nell’accesso
alle risorse pubbliche.
Il processo di riforma che ha coinvolto il settore ha comportato infatti un notevole
aumento degli interventi innovativi che già nell'anno 2000 hanno riguardano ben il
62,4% delle azioni formative.
1.3 La programmazione regionale degli interventi a finanziamento comunitario
Per la predisposizione del POR e del Complemento di Programmazione si è fatto diretto
riferimento alle strategie del Piano di Sviluppo del Mezzogiorno (PSM).
Nonostante la strategia del PSM - incentrata sulla modifica permanente del contesto in
un’ottica di sostenibilità, anziché su interventi di compensazione degli svantaggi –
punti con maggiore forza e intensità su due precisi indirizzi strategici tuttavia esso
intende contribuire in modo qualificante anche all’attuazione degli altri indirizzi ed in
modo particolare all'ammodernamento dell’Amministrazione Pubblica. A tal fine
richiede che al perseguimento di questo obiettivo siano dedicate specifiche politiche e
l’impegno forte e coerente di tutto il sistema politico e istituzionale del Paese.
Altrimenti lo stesso PSM, la stessa politica di riqualificazione degli investimenti pubblici
su esso imperniata, rischierebbero di essere vanificati o comunque di perdere molta
della loro efficacia.
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Il Capitolo due del PSM contiene pertanto Azioni volte ad accelerare l’attuazione delle
riforme dell’Amministrazione pubblica e al miglioramento della sua efficienza. Tali
azioni prevedono il rafforzamento tecnico delle strutture, anche attraverso linee e
azioni specifiche di assistenza tecnica dotate di adeguate risorse finanziarie, nonché
attraverso interventi di informatizzazione e di integrazione con il Sistema Statistico
Nazionale; la razionalizzazione degli assetti organizzativi; la semplificazione delle
procedure; la riqualificazione delle risorse umane; la crescente responsabilizzazione
della dirigenza; l’individuazione di meccanismi di promozione e un’attuazione della
contrattazione tali da assicurare condizioni remunerative dei dipendenti pubblici più
propriamente legate al merito.
Nel PSM l’insieme di queste azioni e, in generale, l’accelerazione
dell’ammodernamento dell’Amministrazione, rappresentano la condizione affinché le
Amministrazioni pubbliche centrali e regionali possano assolvere i più difficili compiti a
cui le chiamano le politiche di contesto e di sviluppo locale. E affinché, prima di tutto,
attraverso azioni di contrasto, di prevenzione e di trasparenza e giustizia, siano create
condizioni di legalità diffusa.
In sintonia con tali orientamenti, la strategia dell’intero Programma è mirata alla
crescita e al sostegno dell’imprenditorialità.
L’obiettivo globale si articola in obiettivi specifici che fanno riferimento ai policy field
del Fondo Sociale Europeo e a quelli previsti dal QCS.
L'adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione è ricompreso nel
Policy field D finalizzato alla promozione:
di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile;
dell’innovazione e dell’adattabilità nell’organizzazione del lavoro;
dello sviluppo dello spirito imprenditoriale;
di condizioni che agevolino la creazione di posti di lavoro;
della qualificazione e del rafforzamento del potenziale umano nella ricerca,
nella scienza e nella tecnologia.
Il Policy field D è suddivisa nelle seguenti tre filiere:
D.1 Sostegno alle politiche di rimodulazione degli orari e di flessibilizzazione del
mercato del lavoro e sviluppo della formazione continua con priorità alle PMI;
D.2 Sostegno all’imprenditorialità in particolare nei nuovi bacini di impiego e per
l’emersione del lavoro non regolare;
D.3 Sviluppo del potenziale umano nei settori delle ricerca e dello sviluppo
tecnologico.
L’obiettivo D.1 si articola, a livello regionale, in due segmenti:
lo sviluppo della competitività delle imprese con priorità alle PMI;
l’adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione rispetto alle
nuove funzioni richieste per promuovere politiche di sviluppo regionali.
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Considerata la centralità della Pubblica Amministrazione in Sicilia, il POR ritiene questo
secondo aspetto di grande importanza strategica. Le linee di intervento prioritarie
sono:
promozione dell’innovazione nella pubblica amministrazione;
diffusione e specializzazione degli sportelli unici per le imprese e costituzione di
una rete tra gli sportelli;
attivazione di processi di innovazione e di semplificazione delle procedure
amministrative (anche attraverso nuovi modelli culturali e di relazione con gli
utenti, trasferimento delle esperienze di innovazione più significative ed
efficaci);
formazione del personale della P.A. che dovrà confluire nella Agenzia Regionale
per la Protezione dell’Ambiente (ARPA);
sviluppo di reti di funzionari, di procedure per la circolazione delle informazioni
e lo scambio di collaborazione per sviluppare l’interoperabilità tra le diverse
amministrazioni;
sostegno all'internazionalizzazione delle pubbliche amministrazioni;
percorsi formativi per i dipendenti della P.A. da attuare anche con formazione a
distanza;
diffusione all’interno della P.A. della conoscenza delle lingue straniere, delle
procedure comunitarie e degli altri organismi internazionali, della prassi della
cooperazione diretta con funzionari e uffici di altri paesi;
diffusione di metodologie per la comprensione dell’impatto di genere.
Tuttavia va sottolineato che, in relazione all’obiettivo D.3 nel suo complesso, la
strategia regionale mira al rafforzamento e al miglioramento del sistema dell’alta
formazione orientandolo prevalentemente ai fabbisogni del sistema delle imprese e
promuovendo competenze specialistiche nei settori di rilevanza strategica regionale.
Linee di intervento previste sono:
promozione e sostegno di scuole superiori ad alto profilo specialistico costituite
anche in partenariato internazionale, in raccordo con le linee proposte per
l’Asse 6;
interventi per l’integrazione internazionale della didattica universitaria e post -
universitaria;
corsi di specializzazione post-laurea.
Le misure di quest’asse parteciperanno, per la loro natura trasversale, alla costruzione
dei “progetti integrati”.
Tale strategia mira infatti a realizzarsi compiutamente mediante un approccio
integrato, allo scopo di ancorare più efficacemente alla specificità dei sistemi locali le
politiche settoriali. I progetti ed i programmi integrati territoriali costituiscono lo
strumento principale per la realizzazione di tale approccio programmatico.
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Il valore aggiunto della strategia delineata va ricercato nell’integrazione delle azioni,
sia lungo filiere, sia nel territorio, ottimizzando pertanto verticalmente l’efficienza degli
interventi e ricercando orizzontalmente tutte le possibili sinergie con altri interventi
concentrati territorialmente. Tale ultima condizione può essere realizzata ordinando
prioritariamente le azioni negli ambiti dove maggiore può essere l’impatto, sia per lo
sviluppo produttivo, sia per la qualità della vita che per la qualità ambientale.
Pertanto, i progetti integrati rappresentano la modalità più appropriata alle esigenze
dello sviluppo “dal basso”, che la Regione Siciliana intende promuovere con
l’attuazione del POR. Questa lettura delle linee di orientamento del POR fornisce una
opportuna chiave di interpretazione alla scelta di destinare a progetti integrati
territoriali un bando che fa riferimento alla Misura 3.10.
1.4 L’ interpretazione delle politiche operanti in regione: indirizzi preferenziali e
coerenza tra gli indirizzi enunciati e la strumentazione predisposta
La finalità generale del POR - che per altro assume integralmente l'obiettivo generale
del QCS - poggia su due priorità: quella dello sviluppo duraturo e quella della coesione
sociale.
Tale finalità, nello specifico regionale, si articola in una serie di opzioni strategiche,
ognuna delle quali si riferisce agli obiettivi specifici di uno o più assi del POR, che di
seguito vengono elencate:
Tutela e valorizzazione delle risorse naturali;
Integrazione risorse culturali, ambientali e turismo;
Riqualificazione urbana e territoriale;
Potenziamento delle infrastrutture per la competitività;
Potenziamento dei sistemi locali di sviluppo;
Valorizzazione delle risorse umane e sviluppo dell’innovazione.
La strategia del programma tende pertanto prioritariamente a potenziare il tessuto
produttivo ed a creare le condizioni per un più efficace impatto sulle variabili di rottura
attraverso il potenziamento delle attività di servizio alle imprese e della loro capacità
innovativa.
Medesima rilevanza assume la valorizzazione delle risorse immobili (naturali,
ambientali e culturali) di cui la regione è ampiamente dotata in forza della loro
diffusione e diversificazione sul territorio e che allo stato attuale risultano scarsamente
utilizzate e spesso versano in uno stato di grave degrado.
Si ritiene pertanto che rispetto a tali priorità l'adeguamento delle competenze della
Pubblica Amministrazione, seppure considerato un elemento importante per
l'ammodernamento dell'intero sistema regionale, non rivesta un interesse prioritario e
se ne rinvii pertanto la predisposizione di una adeguata strumentazione. Al momento
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infatti le iniziative attuate in tale ambito non sembrano essere ricomprese in un
disegno definito e sorretto da una strategia condivisa, capace di coordinare ed
integrare le varie filiere di finanziamento.
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2. IL RETICOLO DEI PRESIDI DELLA FORMAZIONE
2.1. L’attribuzione delle competenze in sede regionale per la formazione finanziata con
le risorse ordinarie della Regione
La responsabilità delle attività di formazione finanziate con le risorse ordinarie della
Regione è attribuita alla Presidenza della Regione Siciliana, Dipartimento Regionale del
Personale, dei Servizi Generali, di Quiescenza, Previdenza ed Assistenza del Personale
regionale nel cui ambito opera l'Area Interdipartimentale Formazione e Qualificazione
Professionale del Personale Regionale.
Tra i suoi compiti quello di effettuare una consultazione periodica dei referenti
formativi, di indire le riunioni interdipartimentali di rilevazione e di costituire eventuali
gruppi tecnici di approfondimento tematico per la relativa attività di programmazione.
Sulla base dei documenti ufficiali redatti da tale Area e delle informazioni acquisite
attraverso colloqui con il dirigente coordinatore della stessa e con i suoi collaboratori,
le competenze in sede regionale relative alla formazione dei dipendenti attuata con
risorse ordinarie ha come fulcro un sistema diffuso di “Referenti Formativi di
Dipartimento”.
I Dirigenti Generali dei Dipartimenti, sentiti i Dirigenti di Settore, individuano fra il
personale assegnato il Referente Formativo di Dipartimento ed un eventuale
supplente. Le funzioni attribuite ai Referenti Formativi sono le seguenti:
partecipare a riunioni periodiche di coordinamento con il Gruppo Formazione;
riferire tempestivamente al proprio Dirigente Generale le fasi attuative del
Piano Annuale di Formazione;
rappresentare le esigenze formative del Dipartimento o altra struttura
rappresentata;
portare a conoscenza del personale del Dipartimento i progetti formativi e le
modalità di accesso, pubblicizzando le circolari informative in materia di
formazione;
collaborare alla rilevazione dei bisogni formativi del Dipartimento;
collaborare all’analisi dei bisogni formativi ed all’individuazione delle priorità
nella fase di redazione del Piano Annuale di Formazione;
coordinare, sulla base delle indicazioni del proprio Dirigente Generale, la
quantificazione dei bisogni formativi;
concorrere alla formazione delle aule, provvedendo all’ammissione del
personale che ha presentato richiesta, ripartendolo fra i posti aula assegnati al
proprio Dipartimento;
provvedere alle eventuali sostituzioni di personale ammesso ai corsi, con altro
dipendente del Dipartimento.
9
Il Piano Annuale di Formazione, al fine di creare una base omogenea di competenze,
prevede specifici interventi per l’aggiornamento e la formazione dei Referenti
Formativi.
2.2. La distribuzione delle competenze per l’attuazione dei programmi a finanziamento
comunitario
Responsabile della gestione del POR è la Direzione Regionale della Programmazione.
La responsabilità del coordinamento del Programma per l'insieme dei Fondi strutturali
è attribuita alla Presidenza della Regione. Amministrazione capofila del Fondo Sociale
Europeo è la Direzione regionale Formazione professionale dell'Assessorato regionale
lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed emigrazione. All'interno del
Dipartimento Formazione vi sono due responsabilità distinte, una per la
programmazione degli interventi e l'altra per la gestione finanziaria.
Per il finanziamento delle attività di formazione dei dipendenti regionali ciascun
Assessorato può gestire direttamente le azioni accedendo alle risorse interne alla
propria misura (ad esempio l'Assessorato agli enti locali gestisce i finanziamenti
afferenti alla misura 3.09). Qualora invece voglia accedere ai fondi gestiti dal
Dipartimento Formazione dovrà raccordarsi con lo stesso.
2.3. Il modello di attribuzione delle responsabilità e la configurazione delle strutture
responsabili nei Comuni e nelle Province
2.3.1. La presenza di strutture e personale di formazione delle Province
I dati rilevati nell'ambito del 7^ Rapporto nazionale sulla Formazione e le informazioni
ricavate attraverso interviste telefoniche mettono in evidenza un primo dato
rimarchevole in termini di strutture attivate e personale dedicato.
Appare indicativo, infatti, il fatto che 2 Amministrazioni provinciali su 7 (hanno
partecipato all’indagine 7 province siciliane su 9) dichiarano di non avere nessuna
struttura specifica destinata alla formazione, ed una Amministrazione ha ancora in via
di istituzione una struttura dedicata. In sintesi, perciò, 3 Province su 7 non hanno, di
fatto, una struttura organizzativa preposta alla formazione del proprio personale.
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Tab. 2.1 Province. Presenza di strutture preposte alla formazione
Valori % Valori assoluti
Ufficio Formazione 42,9 3
Unità organizzativa 14,3 1
Struttura in via di istituzione 14,3 1
Nessuna struttura specifica 28,6 2
Totale percentuale 100,0 7
Quando si passa a considerare il personale addetto alla formazione, l’assenza di
“presidi” formativi risulta ancor più significativa poiché ben cinque Province su sette
dimostrano di non avere personale a tempo pieno dedicato alla funzione formativa.
Tab. 2.2 Province. Personale addetto all'ufficio formazione o al servizio preposto. Valori
assoluti
A tempo pieno A tempo parziale
Province
Addetti di cui dirigenti Addetti di cui dirigenti
Agrigento 0 0 0 0
Enna 0 0 0 0
Messina 4 0 2 0
Palermo 0 0 4 1
Ragusa 2 1 0 0
Siracusa 0 0 0 0
Trapani 0 0 3 1
Totale 6 1 9 2
Dai dati richiamati nelle tabelle si evince la esiguità sia delle strutture che del numero
di dipendenti impegnati formalmente nella attività di formazione dei dipendenti delle
proprie strutture (complessivamente 6 addetti a tempo pieno, di cui un solo dirigente,
concentrati esclusivamente in 2 Province (4 a Messina e 2 a Ragusa) e 9 addetti a
tempo parziale (2 a Messina, 4 a Palermo, di cui un dirigente e tre a Trapani, di cui un
dirigente). Messina, con 6 addetti risulta pertanto essere la Provincia che dedica il
maggior numero di risorse umane a tale attività. Tuttavia, se si analizzano alcune altre
caratteristiche, si evidenzia che per tali attività la provincia non dispone di formatori
interni né di una rete di referenti né di un sito dedicato. Al contrario Enna, che non ha
ancora istituito una struttura preposta alla formazione, tuttavia possiede aule,
formatori interni, una rete di referenti ed un sito dedicato. Ha inoltre attribuito ai
dirigenti di settore (allo stesso modo di Trapani ed Agrigento) la possibilità di gestire
autonomamente interventi formativi. Se si esclude Enna, solo la Provincia di Palermo
dispone, a sua volta, di formatori interni.
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2.3.2. La presenza di strutture e personale di formazione dei Comuni
Nell'ambito dei comuni l’analisi dei dati evidenzia con chiarezza che l’attività formativa
viene praticata da tutti i Comuni campione della Sicilia e si riscontra altresì, a
differenza di quanto rilevato a livello provinciale, l’esistenza di strutture formative
dedicate, sia pure con modalità organizzative diverse, presso tutte le Amministrazioni
Comunali. Quattro Comuni su sei, infatti, sono dotati di una unità organizzativa
preposta al coordinamento delle attività formative e due Comuni: Siracusa (dal 2000)
e Messina (dal 1998) hanno attivato già da molti anni un Ufficio Formazione.
Tab. 2.3 Comuni. Presenza di strutture preposte alla formazione
Valori % Valori assoluti
Ufficio Formazione 33,3 2
Unità organizzativa 66,7 4
Struttura in via di istituzione 0,0 0
Nessuna struttura specifica 0,0 0
Totale percentuale 100,0 6
Anche i dati relativi al personale addetto alla formazione confermano la ben più
radicata presenza ed articolazione dei “presidi” formativi nei Comuni Capoluogo della
Sicilia.
La metà dei Comuni campione (tre su sei), infatti, hanno una struttura formativa
formata da personale dipendente e dimostrano una dotazione media di 4,7 addetti fissi
per ciascun Ufficio Formazione o Unità organizzativa attivata, contro i tre addetti fissi
presenti nelle Province campione della Sicilia.
Va sottolineato, inoltre, che questi dati potrebbero essere approssimati per difetto dal
momento che uno dei Comuni campione – Catania – pur avendo dichiarato la presenza
di un presidio formativo interno all’organizzazione non ha indicato il numero di addetti
a tempo pieno o parziale impiegati.
Tab. 2.4 Comuni. Personale addetto all'ufficio formazione o al servizio preposto (valori
assoluti).
A tempo pieno A tempo parziale
Comuni Addetti di cui dirigenti Addetti di cui dirigenti
Palermo 4 1 0 0
Catania nd nd nd nd
Messina 3 1 0 0
Siracusa 7 0 1 0
Ragusa 0 0 2 1
Enna 0 0 1 0
Totale 14 2 4 1
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2.4. La configurazione d’insieme delle competenze e risorse: trasparenza, circolazione
delle informazioni, collaborazioni e scambi operativi
Se ci si pone l'obiettivo di analizzare le competenze e risorse con un approccio
sistemico, non si può non rilevare che il reticolo della formazione in realtà non si
configura come una rete ma come una serie di attribuzioni di cui risulta difficile avere
certezza e che, proprio per la loro pluralità, possono facilmente ostacolare la
circolazione delle informazioni e degli scambi operativi, affidati più all'iniziativa dei
singoli dirigenti e funzionari che non ad una organizzazione definita a tale scopo.
Se, ad esempio, si cerca di disegnare il processo decisionale che porta alla scelta ed
all'erogazione dei vari percorsi, si rileva che le iniziative, sono selezionate dal dirigente
del Settore soprattutto sulla base dell'offerta disponibile in ambito locale. Le
prescrizioni contenute nei documenti ufficiali non sembrano del resto trovare
attuazione omogenea nei diversi livelli dell'organizzazione e all'interno dei Dipartimenti
la valenza attribuita all'ambito della formazione del personale è di peso
sostanzialmente diverso. Mentre infatti alcuni Dipartimenti, quale, ad esempio, quello
dell'Agricoltura - che coinvolge sul territorio 2.500 dipendenti - ha costituito una
propria rete di referenti formativi in forma decentrata, altri non riconoscono
ufficialmente il referente formativo. Inoltre viene lamentata una assenza di
negoziazione sia sui contenuti delle attività da sviluppare che sulla selezione dei
dipendenti cui la formazione verrà erogata. Se la rete dei referenti formativi ha
funzione di rilevazione dei fabbisogni, scarso appare invece il suo coinvolgimento nelle
fasi successive che pure sono determinanti per il buon esito degli interventi.
Difficoltà sono state rilevate anche rispetto all'integrazione tra attività gestite con fondi
ordinari e attività finanziabili con i fondi POR. I progetti sulla Misura 3.10,
specificamente deputata all'Adeguamento delle competenze del personale pubblico.
Vedono infatti come beneficiari pubblici esclusivamente le Province e i Comuni della
Regione.
Per quanto riguarda poi il rilievo che la Misura 3.10 assume nel contesto delle priorità
del POR, da alcune interviste con componenti il Nucleo di Valutazione si è appreso che
non è prevista alcuna analisi di impatto per tale Misura. Il Nucleo dispone infatti di un
sistema di analisi già sperimentato su alcune Misure, che è in procinto di essere
esteso, ma la Misura 3.10 non è ricompressa tra le aree di applicazione. Ciò potrebbe
dipendere dal fatto che nessun componente del Nucleo ha finora interagito su tale
Misura.
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3. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI NELL'AMBITO
DELLA REGIONE: FINALITÀ, CONTENUTI, METODOLOGIE, SOGGETTI
EROGATORI, GRUPPI PROFESSIONALI INTERESSATI
3.1. L’attuazione dei programmi formativi a finanziamento comunitario
Le misure del POR Sicilia riguardanti interventi formativi a favore della Pubblica
Amministrazione sono:
Misura 1.06 – Formazione e sensibilizzazione nel settore idrico. Oggi a seguito
della revisione del POR Sicilia la misura è stata spostata nell’Asse III e
numerata 3.16;
Misura 1.08 - Diffusione competenze per gestione e salvaguardia del territorio.
Oggi a seguito della revisione del POR Sicilia la misura è stata spostata
nell’Asse III e numerata 3.16;
Misura 2.04 – Formazione mirata e strumenti per la cooperazione. Oggi a
seguito della revisione del POR Sicilia la misura con numerazione 3.17 è stata
spostata nell’Asse III;
Misura 3.10 – Diffusione di competenze funzionali allo sviluppo nel settore
pubblico;
Misura 5.03 – Promozione dell’integrazione sociale. Oggi a seguito della
revisione del POR Sicilia la misura con numerazione 3.19 è stata spostata
nell’Asse III;
Misura 6.07a – Internazionalizzazione dell’economia siciliana. Oggi a seguito
della revisione del POR Sicilia la misura con numerazione 3.20 è stata spostata
nell’Asse III.
Alla data del 1 ottobre 2004 all’interno di queste Misure sono stati approvati (vedi
tabella 1) 264 progetti per un importo di 78,2 milioni di euro di cui 53,9 milioni di euro
dal fondo FSE e 1,2 milioni di euro come cofinanziamento privato.
14
Tab. 3.1 - Riepilogo progetti finanziati con fondi POR su Misure contenenti interventi a
favore di personale della Pubblica Amministrazione (valori espressi in euro).
N. Importo Cofinanzia
Misura Bando FSE
Progetti Ammissibile mento
Avviso 7/2001 - Bando
1.06 36 7.876.462 5.513.523 -
Multiasse - Multimisure
1.06 Avviso 5/2002 - PIT 3 940.923 637.050 30.850
Avviso 7/2001 - Bando
1.08 13 3.469.076 2.391.912 52.058
Multiasse - Multimisure
1.08 Avviso 5/2002 - PIT 7 2.664.230 1.856.325 12.336
2.04 Avviso 5/2002 - PIT 5 2.122.556 1.416.403 99.123
Avviso 7/2001 - Bando
2.04 70 25.229.003 17.557.757 146.492
Multiasse - Multimisure
Avviso di cui alla circolare
3.10 24 442.802, 309.961 -
2/2001
Avviso 7/2001 - Bando
3.10 52 12.277.349 8.217.530 538.020
Multiasse - Multimisure
3.10 Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -
3.10 Avviso 5/2002 - PIT 15 9.208.686 6.293.026 218.648
Avviso 7/2001 - Bando
5.03 10 2.645.888 1.848.217 5.577
Multiasse - Multimisure
5.03 Avviso 5/2002 - PIT 2 657.880 460.516 -
Avviso 7/2001 - Bando
6.07 26 7.729.920 5.325.915 121.470
Multiasse - Multimisure
TOTALE 264 78.176.294 53.866.200 1.224.579
A questi progetti è necessario aggiungere (vedi tabella 3.2) altri 453 progetti
potenzialmente finanziabili per un importo di 206,8 milioni di euro di cui 138,9 milioni
di euro dal fondo FSE e 8,4 milioni di euro come cofinanziamento privato. Di questi
progetti manca ad oggi la graduatoria definitiva, per cui non sono stati inseriti nella
tabella dei progetti finanziati.
Tab. 3.2 - Riepilogo progetti finanziabili con fondi POR su Misure contenenti interventi
a favore di personale della Pubblica Amministrazione (valori espressi in euro).
N. Importo Cofinanzia
Misura Bando FSE
Progetti Ammissibile mento
Avviso 3/2002 - Bando
2.04 290 144.832.434 96.303.478 7.256.037
Multiasse e Multimisure
Avviso 3/2002 - Bando
3.10 75 22.515.266 15.564.204 280.688
Multiasse e Multimisure
Avviso 3/2002 - Bando
6.07 88 39.481.182 27.017.730 884.424
Multiasse e Multimisure
TOTALE 453 206.828.883 138.885.412 8.421.150
Poichè le Misure esaminate prevedono la possibilità di interventi formativi a favore di
dipendenti pubblici, si è reso necessario per tutte le misure effettuare un controllo
puntuale attraverso la presa in visione di ogni singolo progetto.
15
Dall’analisi condotta - escludendo i progetti finanziati ed inseriti nei PIT che non è
stato possibile visionare - emerge che i progetti formativi che hanno interessato
personale impiegato nella P.A. (vedi tabella 3) sono 100 per un importo di 22,8 milioni
di euro.
Tab. 3.3 - Riepilogo progetti di formazione finanziati con fondi POR e con interventi a
favore di personale impiegato nella Pubblica Amministrazione (valori espressi in euro).
N. Importo Cofinanziame
Misura Bando FSE
Progetti Ammissibile nto
Avviso 7/2001 - Bando
1.06 7 1.798.540 1.258.978 -
Multiasse - Multimisure
Avviso 7/2001 - Bando
1.08 3 695.752 487.026 -
Multiasse - Multimisure
Avviso 7/2001 - Bando
2.04 5 2.483.879 1.712.339 37.680
Multiasse - Multimisure
Avviso di cui alla
3.10 24 442.802 309.961 -
circolare 2/2001
Avviso 7/2001 - Bando
3.10 52 12.277.349 8.217.530 538.020
Multiasse - Multimisure
3.10 Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -
Avviso 7/2001 - Bando
5.03 6 1.551.280 1.081.992 5.577
Multiasse - Multimisure
Avviso 7/2001 - Bando
6.07 2 600.069 335.019 121.470
Multiasse - Multimisure
TOTALE 100 22.761.187 15.440.906 702.749
Per quanto riguarda, invece, i progetti finanziati con fondi PIT, che potenzialmente
potrebbero prevedere interventi formativi a favore di personale impiegato nella P.A., si
rilevano 32 progetti. Di questi progetti, solo quelli di cui alla misura 3.10, sono riferibili
esclusivamente ad interventi a favore della P.A.
Tab. 3.4 - Riepilogo progetti di formazione finanziati con fondi POR e con interventi
potenzialmente a favore di personale della Pubblica Amministrazione – solo PIT (valori
espressi in euro).
Misura Bando N. Importo FSE Cofinanziame
Progetti Ammissibile nto
1.06 Avviso 5/2002 - PIT 3 940.923 637.050 30.850
1.08 Avviso 5/2002 - PIT 7 2.664.230 1.856.325 12.336
2.04 Avviso 5/2002 - PIT 5 2.122.556 1.416.403 99.123
3.10 Avviso 5/2002 - PIT 15 9.208.686 6.293.026 218.648
5.03 Avviso 5/2002 - PIT 2 657.880 460.516 -
TOTALE 32 15.594.277 10.663.322 360.959
Per quanto riguarda i 100 progetti riferibili ad interventi formativi in favore di
personale della P.A. la classificazione degli stessi in relazione al tema progettuale
trattato in via prevalente vede in cima alle tematiche quella relativa a “la nuova P.A.
16
per lo sviluppo locale” alla quale sono dedicate quasi 13 mila ore di formazione rivolte
a più di mille dipendenti.
Seguono gli interventi formativi per migliorare le competenze in informatica con 13
progetti, 3660 ore di formazione e quasi 700 destinatari; gli interventi formativi a
favore degli sportelli unici con 8 progetti e gli interventi formativi riguardanti il ciclo
idrico integrato delle acque con 7 progetti.
Dal punto di vista degli importi finanziati le prime tre posizioni sono occupate dagli
interventi formativi “la nuova P.A. per lo sviluppo locale” (€ 5 milioni), “sistema
formativo territoriale” (€ 3 milioni) e “valorizzazione del patrimonio culturale” (€ 2,5
milioni).
Tab. 3.5 - Riepilogo progetti classificati in funzione della tipologia progettuale o tema
prevalente
Importo di cui
Tipologia Progetto Progetti Ore Formati
(euro) Donne
Affidamento dei minori 1 353.174 400 40 20
Agenzia Locale per l'attrazione degli
1 299.902 300 20 10
investimenti
Ciclo idrico integrato delle acque 7 1.798.540 2.688 175 72
Creazione della figura di operatore
1 108.885 300 15 10
sociale
E-government 1 580.336 300 250 100
Gli interventi socio-assistenziali della
3 865.888 850 60 30
PA
Internazionalizzazione del sistema
2 600.070 1.200 100 48
produttivo
I Programmi Urbani Integrati 1 34.241 100 20 10
La Comunicazione Istituzionale 5 219.633 680 80 36
La nuova Pubblica amministrazione
30 5.052.834 12.761 1.049 508
per lo sviluppo locale
Lo sviluppo sostenibile nella PA 1 297.978 744 55 20
Migliorare competenze in informatica 13 834.621 3.630 693 361
Migliorare competenze nel turismo 2 180.670 780 49 32
Opportunità Finanziamenti e
5 767.878 2.087 99 32
Politiche Comunitarie
Protezione civile 2 586.344 1.020 89 29
Rendicontazione Progetti FSE 1 857.914 3.600 240 -
Riconversione personale 1 90.932 300 17 13
Riorganizzazione Pubblica
2 12.260 120 30 -
Amministrazione
Sistema Informativo territoriale 2 3.020.921 380 263 8
Sportello Multifunzionale 1 34.086 400 15 8
Sportello Unico 8 2.311.093 2.095 201 101
Ufficio Europa 5 1.369.108 2.596 465 245
Valorizzazione del patrimonio
5 2.483.880 2.156 120 69
culturale e turistico
Totale 100 22.761.187 39.487 4145 1762
17
Distribuzione territoriale
A livello territoriale (vedi tabella 6) i progetti si concentrano prevalentemente in tre
province: Palermo (30), Catania (22) ed Agrigento (11). Cinque progetti hanno
interessato o interessano tutte le province, mentre tre sono interprovinciali (2 per le
province di Enna e Siracusa e 1 per le province di Palermo e Trapani).
Tab. 3.6 - Riepilogo progetti classificati in funzione della distribuzione territoriale
Importo
Province Progetti Ore Formati di cui Donne
(euro)
AG 11 1.572.197 2.484 330 132
CL 5 624.940 1.250 102 42
CT 22 2.670.268 4.978 503 271
EN 1 315.866 900 60 30
ME 7 2.219.705 5.882 370 187
PA 30 5.464.381 10.243 921 444
RG 5 1.098.421 2.680 450 220
SR 7 1.716.719 2.464 302 138
TP 4 456.999 1.690 85 43
EN - SR 2 1.217.548 2.016 165 95
PA - TP 1 398.464 400 80 40
TUTTE 5 5.005.681 4.500 777 120
Totale 100 22.761.187 39.487 4.145 1.762
Destinatari degli interventi formativi di tutti i progetti sopra richiamati sono funzionari
delle Pubbliche Amministrazioni Locali. Alcuni progetti tuttavia coinvolgono anche altri
soggetti quali: disoccupati/inoccupati, giovani, adulti, donne, lavoratori autonomi,
dipendenti PMI, Lavoratori Socialmente Utili (LSU). A tal proposito gli LSU sono stati
considerati nella presente ricerca come personale “impiegato” nella P.A., in
considerazione del fatto che sono occupati da tanti anni all’interno degli Enti Locali.
Settori di intervento
Tutti i progetti si rivolgono al settore della pubblica amministrazione in generale. In
alcuni di essi tuttavia sono stati indicati nelle schede progettuali anche i settori
specifici di intervento quali, ad esempio: Terziario, Servizi alle imprese, Gestione
aziendale, Ambiente, Agricoltura, Artigianato, Turismo, Beni culturali, Informatica,
Socio-assistenziale. In questo caso i settori specifici sono classificati nella voce Altri.
Tab. 3.7 - Riepilogo progetti classificati in funzione del settore di intervento
Settore d'intervento N.
P.A. 100
Altri 54
Amministrazioni coinvolte
Dall’analisi dei progetti, emerge che in 72 progetti su 100 sono stati coinvolti i
Comuni, in 24 le Province, in tre la Regione con i suoi Assessorati ed in 29 Altri Enti
18
quali: Aziende Sanitarie Locali, Aziende Provinciali per l’incremento turistico, Istituti
Scolastici, Musei, Istituzioni culturali pubbliche e comunali, Consorzi di Bonifica, Amap,
eccetera. Naturalmente è da sottolineare che alcuni progetti prevedevano la
partecipazione di più Enti anche di livello diverso e quindi il numero delle
Amministrazione Destinatarie risulta superiore al numero di progetti.
Nelle tabelle che riepilogano le amministrazioni destinatarie degli interventi verranno
prese in considerazione, per tutto il corso delle analisi relative alle Misure, soltanto le
amministrazioni pubbliche e verranno invece omesse quelle private o del privato
sociale. Anche se questa scelta può comportare un margine di errore rispetto al
numero dei destinatari delle attività formative, il tentativo è quello di restringere il più
possibile il campo all'analisi della sola formazione che riguarda il personale pubblico.
Tab. 3.8 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche
destinatarie
Amministrazioni destinatarie N.
Comuni 72
Province 24
Regione 3
Altri Enti 29
Si riporta di seguito un elenco di Amministrazioni destinatarie degli interventi.
Tab. 3.9 – Elenco Comuni coinvolti
Provincia Descrizione
Naro, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Comitini, Favara,
Grotte, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa, Santa
Agrigento
Elisabetta, Raffadali, Ioppolo Giancaxio, Montallegro, Siciliana, Agrigento,
Calastra, Menfi, Sambuca di Sicilia, Burgio, Ribera, Caltabellotta
Caltanissetta Caltanisssetta
Catania, Belpasso, Misterbianco, Randazzo, Tremestieri Etneo, Biancavilla,
Catania
Bronte, Paternò, Acicastello, Acicatena, Aci Sant'Antonio, Valverde, Acireale
Enna Niscemi, Gagliano Castelferrato, Sperlinga, Troina, Cerami, Capizza, Agira
Messina, Longi, Ficarra, Naso, Sinagra, Ucria, Graniti, Antillo, Furnari,
Falcone, Castroreale, Rodo Milici, Barcellona Pozzo di Gotto, Fondachelli
Fantina, Mazzarà, Andrea, Oliveri Basicò, Roccalumera, Santa Teresa, Nizza
Messina di Sicilia, Pagliara, Forza d'Agrò, Alì Terme, Savoca, San Alessio Siculo,
Itala, Mandanici, Furci Siculo, Scaletta Zanclea, Villafranca, Rometta,
Monforte, Saponara, Torregrotta, Spatafora, Venetico, Castel di Lucio, Motta
d'Affermo, Tusa
Partinico, Geraci Siculo, Giuliana, Campofiorito, Carini, S.Mauro Castelverde,
Ficarazzi, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Bolognetta,
Campofiorito, Camporeale, Cefalà Diana, Chiusa Sclafani, Contessa
Palermo Entellina, Corleone, Giuliana, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Monreale,
Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi Prizzi, Roccamena, S. Cipirello, S.
Giuseppe Jato, S. Cristina Gela, Villafrati, Petrali Soprana e Sottana, Blufi,
Alimena, Gangi, Bompietro
Castelvetrano, Marsala, Alcamo, Buseto Palizzolo, Trapani, San Vito Lo Capo
Trapani
e Custonaci
Ragusa, Modica, Scicli, Pozzallo, Ispica, Ragusa, Vittoria, Comiso, S.Croce
Ragusa
Camerina, Acate
Siracusa Siracusa, Cassaro, Francofone,
19
Il dato che emerge dall'analisi rileva il basso coinvolgimento dei Comuni da parte delle
Province di Caltanissetta e Siracusa.
Metodologie formative
Tutti i progetti monitorati prevedono tra le attività formative l'effettuazione di corsi.
Alcune volte i corsi sono accompagnati da attività di stage (28) o dalla costituzione di
comunità di pratiche (55). Si va diffondendo anche l'utilizzo della formazione a
distanza (27).
Tab. 3.10 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia
Metodologia N. progetti
Corso 100
Comunità di Pratica 55
Stage 28
Laboratorio 1
Fad 27
E-learning 2
Formazione intervento 1
Seminario 29
Aree tematiche
Dall’analisi dei progetti emerge che 68 progetti su un totale di 100 hanno previsto
interventi formativi riguardanti l’informatica. Seguono le aree tematiche “sviluppo
locale e turismo” (45), “giuridico normativa generale” (38), “internazionale e fondi
comunitari” (36).
Tab. 3.11 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche
Aree tematiche N. progetti
Giuridico Normativa generale 38
Organizzazione e personale 12
Internazionale e fondi comunitari 36
Culturale e socio-educativa 10
Comunicazione e servizi all'utenza 32
Controllo di gestione 7
Sviluppo Locale e turismo 45
Altro tecnico specialistico 33
Informatica e telematica 68
Urbanistica e Ambientale 15
Multidisciplinare 0
Manageriale 12
Economico-finanziaria 21
Linguistica 30
20
Appare utile, ad integrazione dei dati di sintesi, esplorare le caratteristiche dei progetti
nel contesto delle singole Misure.
3.1.1 Misura 1.06 – Formazione e sensibilizzazione nel settore idrico
In attuazione di quanto previsto dal POR, attraverso tale misura verranno realizzate
azioni volte a creare le competenze necessarie alla salvaguardia e gestione delle
risorse idriche, alla realizzazione del servizio idrico integrato dell’ATO (Ambito
Territoriale Ottimale) e a sviluppare sistemi gestionali delle risorse idriche improntati
ai criteri dell’efficienza, efficacia ed economicità.
Si realizzeranno anche azioni di sensibilizzazione ai temi del risparmio e dell’uso
consapevole della risorsa idrica, attraverso campagne educative ed informative.
Si prevede, inoltre, di realizzare interventi finalizzati all’avvio immediato del sistema
informativo e di monitoraggio delle risorse idriche con personale adeguatamente
qualificato. Potranno dare indicazioni sulle attività da promuovere nell’ambito della
misura anche le Autorità d’Ambito ed i gestori del servizio idrico integrato.
Per quanto riguarda le prime si prevede che definiscano ed aggiornino periodicamente
il bilancio idrico dell’ATO per assicurare l’equilibrio tra risorse e fabbisogni e che
esplichino una serie di azioni di pianificazione, coordinamento e controllo del corretto
esercizio del servizio fornito e della corretta applicazione delle tariffe.
Nelle more della definizione e messa a regime di tale struttura la Provincia, in quanto
ente promotore dell’ATO, potrà promuovere progetti di riqualificazione e successiva
formazione continua del proprio personale da destinare alla costituenda Autorità.
Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, nelle more della definizione del suo
assetto definitivo della gestione, il servizio verrà svolto dai gestori attuali, purché
siano organizzati come S.p.A. ai quali viene richiesta una maggiore
professionalizzazione per garantire i criteri di efficienza, efficacia ed economicità del
servizio stesso.
Altri soggetti coinvolti sono, infine, le società fornitrici di servizi ai gestori.
Le linee di intervento sono:
interventi per la formazione iniziale e continua del personale della P.A.;
azioni di formazione rivolte a giovani ed adulti non occupati;
azioni di analisi, ricerca, diffusione;
In relazione alla linea di intervento riguardante la formazione iniziale e continua del
personale della P.A., la Misura prevede interventi formativi rivolti alla Pubblica
Amministrazione ed al personale dipendente dagli Enti Strumentali della P.A, o a
personale proveniente da Enti sia pubblici che privati che si occupano a vario titolo di
risorse idriche al fine di migliorare e qualificare le risorse umane nel settore del ciclo
integrato dell’acqua con riferimento ai temi (non esaustivi): programmazione, gestione
21
di reti di monitoraggio - gestione di servizi in rete- controllo per interventi connessi
con il ciclo integrato dell’acqua:
formazione iniziale e continua rivolta allo sviluppo delle capacità in relazione
alle attività d’indirizzo, coordinamento, programmazione, controllo e
monitoraggio delle qualità delle gestioni e degli impianti in materia di ciclo
dell’acqua;
adeguamento dei profili professionali in relazione alla gestione dei servizi
pubblici in materia di ciclo delle acque;
formazione del personale delle amministrazioni comunali, consorzi aziende
speciali ed altri enti pubblici che dovranno transitare ai sensi della L.36/1994 al
gestore industriale;
stages presso altre strutture pubbliche e/o private più avanzate nel settore.
Ad oggi sono stati emanati due bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali,
e sono stati approvati 39 progetti per un importo finanziato pari a 8,8 milioni di euro
di cui 6,2 milioni di euro a carico del fondo FSE e quasi 31 mila euro come
cofinanziamento dei privati.
Tab. 3.12 – Bandi emanati
Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi normativi
definitiva
Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto n.139 del
Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 – GURS
Multimisure straordinario n.34 del 26/07/2002
Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880 del
Multasse e 20/09/2002, supplemento 10/05/2004
Multimisure - PIT straordianario
Tab. 3.13 - Riepilogo complessivo progetti approvati - Misura 1.06 (valori espressi in
euro).
Cofinanziamento
Bandi Progetti Importo di cui FSE
privato
Avviso 7/2001 36 7.876.462 5.513.523 -
Avviso 5/2002 (PIT) 3 940.923 637.050 30.850
Totale 39 8.817.386 6.150.574 30.850
Tab. 3.14 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - Misura 1.06
Descrizione Dati
Progetti (n.) 7
Importo (€) 1.798.540,28
- di cui FSE (€) 1.258.978,20
- di cui cofinanziamento privato (€) -
Ore formazione 2.688
Totale persone formate o da formare 175
- di cui donne 72
22
Come già richiamato in precedenza, non è stato possibile analizzare gli interventi
relativi ai PIT per cui i dati fanno riferimento soltanto ai progetti di cui all’avviso
7/2001. Dei 36 progetti approvati solo 7 comprendono interventi formativi in favore
del personale della P.A. La tabella 16 ne riepiloga le principali caratteristiche.
Tutti i progetti hanno riguardato il tema del ciclo idrico integrato delle acque. Dal
punto di vista territoriale i progetti gli interventi si articolano nella Provincia di Palermo
(3), Agrigento (2), Messina (1) e Trapani (1).
Tab. 3.15 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Province coinvolte (valori
espressi in euro).
Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui
Donne
AG 2 453.159 580 55 22
ME 1 208.351 690 30 15
PA 3 928.677 728 60 20
TP 1 208.351 690 30 15
Totale 7 1.798.540 2.688 175 72
Destinatari degli interventi formativi sono sempre i dipendenti della pubblica
amministrazione anche se, in alcuni casi, è prevista anche la partecipazione di altri
soggetti quali disoccupati/inoccupati, giovani, adulti. Nell'ambito della Pubblica
Amministrazione, tutti gli interventi si riferiscono specificamente al settore Ambiente e
Territorio.
Tab. 3.16 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari e dei settori
N. Destinatari N. Settori
P.A. 7 7
Altri 4 7
Le amministrazione destinatarie delle azioni sono prevalentemente i comuni (6 progetti), la
provincia (1) ed in 4 casi anche altri Enti pubblici.
Tab. 3.17 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione
Destinatarie
Amministrazioni destinatarie N. DESCRIZIONE
Comuni 6 Castel di Lucio, Motta d'Affermo e Tusa (ME),
Buseto Palizzolo, San Vito Lo Capo e
Custonaci (TP), Altri Comuni della Provincia di
Agrigento e di Palermo non specificati,
Province 1 Agrigento
Altri Enti 4 Amap di Palermo, ed Enti pubblici non
specificati della Provincia di Palermo e
Catania
23
Tutti i progetti monitorati prevedono la realizzazione di corsi di corsi di formazione. In
alcuni di essi è previsto anche l'impiego di altre metodologie quali la costituzione di
comunità di pratica (3), lo stage (2) e la FAD (2).
Tab. 3.18 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia
Metodologia N. progetti
Corso 7
Comunità di Pratica 3
Stage 2
Fad 2
Dall’analisi delle aree tematiche emerge che tutti i progetti riguardano materie
attinenti al ciclo idrico integrato, classificato nella tabella seguente nell'ambito
dell’area “altro tecnico specialistico”. Seguono le aree tematiche “giuridico normativa
generale” (5), “informatica e telematica” (3), “economico-finanziaria” (3) e
“Urbanistica e ambientale” (1).
Tab. 3.19 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche
Aree tematiche N.
Giuridico Normativa generale 5
Altro tecnico specialistico 7
Informatica e telematica 3
Urbanistica e Ambientale 1
Economico-finanziaria 3
Linguistica 0
3.1.2 Misura 1.08 – Diffusione competenze per gestione e salvaguardia del territorio
La misura è finalizzata a:
accrescere le competenze specifiche di quanti – responsabili della
programmazione, operatori della Pubblica Amministrazione, professionisti e
volontari – sono impegnati nelle attività di protezione civile, di gestione delle
emergenze ambientali, di tutela e salvaguardia dell’ambiente;
realizzare azioni dimostrative e di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza,
nell’ambito di attività di educazione ambientale e di prevenzione integrata su
tutto il territorio dei rischi ambientali di origine naturale ed antropica;
incentivare l’impegno del volontariato nel settore.
Si prevedono in particolare:
Azioni di formazione:
24
di operatori della Pubblica Amministrazione e di figure tecniche nei diversi
settori professionali per la rilevazione del rischio, la pianificazione degli
interventi e la gestione delle emergenze;
del volontariato per interventi di rilevazione del rischio (fonti di pericoli,
vulnerabilità del territorio, potenziali aree di raccolta e vie di fuga) e dei danni
ambientali e di gestione delle procedure di emergenza, di evacuazione, di
messa in sicurezza ecc.
Campagne informative:
di attività di educazione alla sicurezza, di programmi di simulazione di
situazioni di emergenza rivolte alle scuole ed alla cittadinanza.
Azioni formative ed informative:
mirate a categorie professionali esposte a rischi specifici, o comunque
direttamente coinvolte in attività di prevenzione territoriale ed ambientale.
Ad oggi sono stati emanati due bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali.
Tab. 3.20 – Bandi emanati
Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi
definitiva normativi
Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del
Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –
Multimisure straordinario GURS n.34 del
26/07/2002
Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880 del
Multasse e 20/09/2002, supplemento 10/05/2004
Multimisure - PIT straordinario
Complessivamente per questa misura sono stati approvati 20 progetti per un importo
finanziato pari a 6,1 milioni di euro di cui 4,2 milioni di euro a carico del fondo FSE e
poco più di 64 mila euro come cofinanziamento dei privati.
Tab. 3.21 - Riepilogo complessivo progetti approvati - misura 1.08 (valori espressi in
euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziame
nto
Avviso 7/2001 13 3.469.076 2.391.912 52.058
Avviso 5/2002 (PIT) 7 2.664.230 1.856.325 12.336
Totale 20 6.133.306 4.248.238 64.395
Anche in questo caso l'analisi riguarda soltanto i progetti di cui all’avviso 7/2001.
Rispetto alle azioni previste nella Misura, tutti e tredici i progetti prevedono azioni di
formazione, accompagnate in tre casi da campagne informative.
25
Tra i progetti approvati, tuttavia, solo 3 riguardano il personale della Pubblica
Amministrazione. Di tali progetti si richiamano in tabella le principali caratteristiche.
Tab. 3.22 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - misura 1.06
Descrizione Dati
Progetti (n.) 3
Importo (€) 695.752,03
- di cui FSE (€) 487.026,42
- di cui cofinanziamento privato (€) -
Ore formazione 1.400
Totale persone formate o da formare 105
- di cui donne 37
Di questi progetti due hanno riguardato il tema della protezione civile e l’altro quello
del sistema informativo territoriale.
Tab. 3.23 - Riepilogo progetti classificati in funzione del tema prevalente
Tipologia Progetto Progetti Importo Ore Formati di cui
(euro) Donne
Protezione civile 2 586.343 1.020 89 29
Sistema Informativo 1 109.408 380 16 8
territoriale
Totale 3 695.752 1.400 105 37
Dal punto di vista territoriale i progetti si articolano nella Provincia di Siracusa (1),
Palermo (1) e Catania (1). Quasi tutto il finanziamento si concentra nella Provincia di
Siracusa.
Tab. 3.24 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte
Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui
Donne
CT 1 77.468 300 9 3
PA 1 109.408 380 16 8
SR 1 508.875 720 80 26
Totale 3 695.752 1.400 105 37
Tutti i progetti sono rivolti a dipendenti della Pubblica Amministrazione. Nell'ambito del
settore di riferimento alcuni progetti identificano settori specifici quali: Ambiente,
Socio-assistenziale, Protezione civile, Volontariato, no-profit.
Tab. 3.25 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari
N. Destinatari N. Settori
P.A. 3 3
Altri 0 3
26
Dall’analisi dei progetti emerge che le amministrazioni destinatarie sono sia Comuni
che Province unitamente ad altri Enti pubblici e privati.
Tab. 3.26 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche
destinatarie
Amministrazioni destinatarie N. Descrizione
Comuni 2 Catania, Siracusa
Province 2 Catania, Siracusa
Altri Enti Istituto Ripartimentale delle Foreste di
Palermo, Istituti scolastici
Tutti i progetti esaminati prevedono l'effettuazione di corsi di formazione. Due hanno
previsto anche la comunità di pratica, 1 lo stage ed 1 la FAD.
Tab. 3.27 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia
Metodologia N. progetti
Corso 3
Comunità di Pratica 2
Stage 1
Fad 1
Dall’analisi emerge che le aree tematiche affrontate sono: protezione civile e settore
informativo territoriale (classificate in altro tecnico specialistico); culturale e socio-
educativa, comunicazione e servizi all’utenza, informatica e telematica e inglese.
Tab. 3.28 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle aree tematiche
Aree tematiche N.
Culturale e socio-educativa 1
Comunicazione e servizi all'utenza 1
Altro tecnico specialistico 3
Informatica e telematica 2
Linguistica 2
3.1.3 Misura 2.04 – Formazione mirata e strumenti per la cooperazione
La Misura tende al potenziamento e alla qualificazione dei fattori immateriali (risorse
umane, reti di operatori, organizzazioni, istituzioni, imprese, ricerca e innovazione) di
supporto alla realizzazione delle linee di intervento dell’Asse, al fine di migliorare la
qualità dell’offerta dei servizi e supportare la crescita organizzativa delle imprese e
delle istituzioni operanti nel settore.
La misura tende, inoltre, a tutelare ed a valorizzare il patrimonio culturale regionale
promuovendo sia la capacità della P.A. di intervenire per la conservazione e lo sviluppo
dei beni artistici ed archeologici che sostenendo l’imprenditorialità verso le attività
culturali ed i servizi connessi.
27
Gli obiettivi operativi sono:
aggiornamento sulle metodologie catalografiche e di formazione sul Sistema
Informativo per il Centro regionale per l’inventario e la catalogazione;
interventi di formazione e di supporto al progetto e creazione all’interno del
Centro del Catalogo informatizzato per la realizzazione del Sistema informativo
e informatico integrato regionale dei beni culturali;
creazione di una rete informatizzata regionale delle biblioteche e degli archivi
attraverso la qualificazione dei soggetti coinvolti per la realizzazione delle azioni
“Sistema delle biblioteche e degli archivi” e delle “Banche dati del patrimonio
archivio-bibliotecario”;
interventi finalizzati all’acquisizione di metodologie e competenze utili alla
realizzazione della Carta del Rischio del patrimonio Culturale ed Ambientale
della Regione Siciliana ed allo svolgimento dei compiti di tutoraggio dell’attività
di rilevazione, nonché la gestione e la messa in rete dei soggetti coinvolti
(Sovrintendenze, Musei, Biblioteche, etc.);
attivazione della Scuola regionale del restauro – sezione staccata dell’Istituto
Centrale del Restauro, istituita nel 1989 con decreto del Ministro dei Beni
Culturali;
qualificazione di figure tradizionali legate alla conservazione del patrimonio
bibliografico (restauratori, progettisti, direttori dei lavori), della ceramica, delle
opere mobili, del restauro ligneo e degli organi, del patrimonio fotografico,
video, televisivo, e cinematografico attraverso la realizzazione di strumenti
multimediali;
attivazione e potenziamento di scuole, centri e laboratori avanzati di restauro,
di arte, archeologia in maniera da rafforzare l’offerta regionale nel settore, in
collegamento con il Centro regionale del restauro;
creazione di sinergie con le Università e gli Istituti di ricerca per la
sperimentazione di sistemi innovativi, di tecniche di restauro e per il recupero
di quelle tradizionali, in particolare attraverso progetti pilota e cantieri
sperimentali di restauro o manutenzione programmata;
attivazione di collegamenti in rete degli operatori e delle organizzazioni del
settore, mirando all’accrescimento degli scambi professionali e culturali, in
particolare nelle attività di promozione, organizzazione, coordinamento e
fruizione di attività ed eventi culturali, in progetti di integrazione culturale in
vari campi professionali e di espressione artistica, laboratori artistici e
“piattaforme espositive delle arti e dello spettacolo”; cooperazione culturale,
patti di gemellaggio, scambi culturali, reti tra operatori e imprese, anche al fine
dell’integrazione nei circuiti internazionali delle professioni e delle produzioni
artistiche culturali; attivazione di circuiti ed itinerari storici artistici e/o tematici;
28
attivazione della rete dei parchi letterari siciliani e di altri itinerari a tema
letterario.
Per massimizzare l’efficacia degli interventi previsti si ricercheranno tutte le opportune
integrazioni con la misura 1.3 del PON Ricerca, mirato a promuovere lo sviluppo
scientifico e tecnologico nei settori strategici del Mezzogiorno, individuati dalle regioni
interessate.
In particolare le azioni previste in questa misura per il raggiungimento degli obiettivi
operativi sopra descritti sono le seguenti:
interventi per la Formazione iniziale e continua del personale della P.A;
azioni di formazione rivolte a giovani ed adulti non occupati;
azioni di sostegno alla creazione ed alla competività di piccole imprese nei
settori interessati all’Asse.
L’azione relativa agli interventi per la formazione iniziale e continua del personale della
P.A. prevede interventi formativi rivolti alla Pubblica Amministrazione ed al personale
dipendente degli Enti Strumentali della P.A, al fine di migliorare e qualificare le risorse
umane interne in relazione alle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio dei
beni e delle attività culturali, con riferimento ai temi della programmazione, gestione,
monitoraggio e controllo degli interventi, della gestione di reti di monitoraggio e di
servizi in rete e alla gestione e valorizzazione culturale ed economica dei beni e delle
attività culturali.
Si prevede di effettuare interventi formativi sulla base delle necessità espresse dalla
Pubblica Amministrazione regionale, provinciale e locale.
Tale azione comprende interventi di:
formazione iniziale e continua per lo sviluppo di profili e capacità professionali
rivolti alla conservazione, manutenzione tecnica ed economica, valorizzazione
culturale ed economica e fruizione del patrimonio culturale esistente;
formazione connessa con lo sviluppo di tecnologie informatiche e di rete in
relazione alla valorizzazione, manutenzione e gestione dei beni e delle attività
culturali;
stages presso altre strutture pubbliche e/o private più avanzate nei settori di
riferimento;
Formazione per l’acquisizione di competenze metodologiche anche attraverso la
partecipazione di seminari informativi.
Ad oggi sono stati emanati tre bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali
29
Tab. 3.29 – Bandi emanati
Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi
definitiva normativi
Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del
Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –
Multimisure straordinario GURS n.34 del
26/07/2002
Avviso 3/2002 GURS del 26/07/2002, NO
n.34, supplemento
straordinario
Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880
Multasse e 20/09/2002, supplemento del 10/05/2004
Multimisure - PIT straordinario
Complessivamente per questa Misura sono stati approvati 75 progetti per un importo
finanziato pari a 27,4 milioni.
Tab. 3.30 - Riepilogo complessivo interventi formativi - misura 2.04 (oggi 3.17) (valori
espressi in euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento
privato
Avviso 7/2001 70 25.229.003 17.557.757 146.492
Avviso 5/2002 (PIT) 5 2.122.556 1.416.403 99.123
Totale 75 27.351.560 18.974.161 245.615
Come accennato in precedenza la graduatoria definitiva dell’avviso 3/2002 non è
ancora uscita. Si riporta di seguito un riepilogo dei progetti ricompresi nella
graduatoria provvisoria.
Tab. 3.31 - Riepilogo complessivo interventi formativi - misura 2.04 (avviso 3/2002)
(valori espressi in euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento
privato
Avviso 22001 290 144.832.434 96.303.478 7.256.037
Totale 290 144.832.434 96.303.478 7.256.037
Poiché anche in questo caso non è stato possibile prendere visione dei progetti PIT, i
dati si riferiscono soltanto agli interventi di cui all’avviso 7/2001.
Una prima classificazione riguarda le azioni previste nella Misura. Su 70 progetti, 69
prevedono azioni di formazione rivolte a giovani ed adulti non occupati, 24 azioni di
sostegno alla creazione ed alla competitività di piccole imprese nei settori interessati
all’Asse e 5 interventi per la formazione iniziale e continua del personale descritti nella
tabella seguente.
30
Tab. 3.32 - Riepilogo complessivo progetti a favore della P.A. - misura 2.04
Descrizione Dati
Progetti (n.) 5
Importo (€) 2.483.879,52
- di cui FSE (€) 1.712.339,17
- di cui cofinanziamento privato (€) 37.680,70
Ore formazione 2.156
Totale persone formate o da formare 120
- di cui donne 69
Tutti i 5 progetti hanno riguardato il tema della “valorizzazione del patrimonio
culturale e turistico”. Dal punto di vista territoriale essi si riferiscono alla Provincia di
Palermo (2), Siracusa (1), e Catania (1). Vi è anche un progetto che riguarda tutte le
province siciliane.
Tab. 3.33 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte
Province Progetti Importo Ore Formati di cui
(euro) Donne
CT 1 306.676 800 5 2
PA 2 934.770 906 80 50
SR 1 753.613 150 15 7
TUTTE 1 488.818 300 20 10
Totale 5 2.483.879 2.156 120 69
Destinatari degli interventi formativi sono i dipendenti della Pubblica Amministrazione,
alcune volte insieme a soggetti aventi altri requisiti quali: Disoccupati/Inoccupati,
Giovani, Adulti, Laureati. I progetti sono rivolti al settore della Pubblica
Amministrazione in generale e ad alcuni settori produttivi in particolare (Beni culturali,
Informatica, Terziario, Agricoltura, Artigianato, Ambiente, Turismo, Gestione
aziendale, Edilizia, Sistemi Locali del Lavoro).
Tab. 3.34 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari
N. Destinatari N. Settori d'intervento
P.A. 5 5
Altri 5 5
Le amministrazioni coinvolte sono in 2 progetti i Comuni, in uno la Provincia ed in 4
progetti altri Enti pubblici quali: AAPIT e Istituti scolastici, Musei, Istituzioni culturali
pubbliche e comunali della Provincia di Palermo, Enti Pubblici non specificati.
31
Tab. 3.35 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche
destinatarie
Amministrazioni destinatarie N. DESCRIZIONE
Comuni 2 Catania, Comuni non specificati
Province 1 Provincia non specificata
Altri Enti 4 AAPIT e Istituti scolastici non specificati,
Musei, Istituzioni culturali pubbliche e
comunali della Provincia di Palermo, Enti
Pubblici non specificati
Tutti gli interventi formativi sono classificabili come corsi di formazione, ma in questo
caso prevedono sempre attività di stage e comunità di pratiche (tranne in un caso).
Due di essi utilizzano anche la FAD ed in uno i risultati sono stati pubblicizzato
attraverso attività seminariale.
Tab. 3.36 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia
Metodologia N.
Corso 5
Comunità di Pratica 4
Stage 5
Fad 2
Seminario 1
Dall’analisi dei progetti emerge che le aree tematiche affrontate sono relative al tema
della valorizzazione del patrimonio culturale e turistico (classificata in altro tecnico
specialistico), e l'ambito della normativa giuridica. Seguono tutte le altre aree
tematiche.
Tab. 3.37 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche
Aree tematiche N.
Giuridico Normativa generale 5
Organizzazione e personale 1
Internazionale e fondi comunitari 1
Culturale e socio-educativa 4
Comunicazione e servizi all'utenza 2
Controllo di gestione 1
Sviluppo Locale e turismo 4
Altro tecnico specialistico 5
Informatica e telematica 4
Urbanistica e Ambientale 2
Manageriale 1
Economico-finanziaria 3
Linguistica 4
32
3.1.4. Misura 3.10 – Diffusione di competenze funzionali allo sviluppo nel settore
pubblico
Finalità della misura è promuovere e adeguare alle nuove necessità le capacità di
progettazione, implementazione, monitoraggio e valutazione degli operatori della
Pubblica Amministrazione.
La misura intende sostenere il processo di innovazione in atto nella Pubblica
Amministrazione, fornendo gli strumenti per dotare la stessa di quelle professionalità
necessarie al decollo di nuovi servizi, processi e modelli culturali. Si intende in tal
modo contribuire al raggiungimento degli obiettivi posti dal Dipartimento della
Funzione pubblica con il documento relativo alle linee guida nel settore della Pubblica
Amministrazione.
Considerata la presenza di analoghi interventi previsti dal PON Assistenza tecnica e da
altri progetti come RAP 100, Sportello impresa e CIPA a favore delle regioni obiettivo
1, la misura interverrà a complemento dei suddetti programmi.
Gli obiettivi della misura vengono raggiunti in via prioritaria attraverso le seguenti
quattro azioni:
A) Percorsi formativi e di consulenza integrati mirati all'accrescimento delle
competenze professionali e alle esigenze operative
Con questa azione si intende contribuire a colmare le carenze di figure professionali
che sono richieste per lo svolgimento efficace dell'azione della pubblica
amministrazione regionale e locale, riqualificando il personale verso una migliore
capacità progettuale e di valutazione delle politiche d'intervento pubbliche, la
creazione di modelli organizzativi più flessibili e l'utilizzo di nuovi strumenti gestionali
collegati alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Sono previsti
programmi formativi e di consulenza integrati destinati a personale
dell'amministrazione regionale non interessato da interventi dell'assistenza tecnica del
POR e a personale di Amministrazioni pubbliche territoriali facenti parte di un sistema
locale.
Saranno previsti specifici interventi volti all’accrescimento delle competenze nel campo
della tutela e sostenibilità ambientale.
B) Sostegno a servizi di informazione e consulenza sulle opportunità di
finanziamento di fonte comunitaria, nazionale e regionale a favore di amministrazioni
locali
Attraverso l'azione del Programma PASS sono stati creati nel territorio regionale
diversi Uffici Europa e altre analoghe realtà presso Amministrazioni locali sono nate
spontaneamente per soddisfare la crescente domanda di informazione soprattutto in
materia di politiche comunitarie.
33
Con questa linea di intervento s'intende sostenere la creazione o il potenziamento di
uffici, che a livello di area comprensoriale, si propongono di fornire all'utenza locale
servizi di informazione e assistenza sulle opportunità di finanziamento pubblico
attraverso azioni di consulenza informazione e formazione.
C) Azioni di supporto agli Sportelli Unici per le Imprese.
Diffusione e specializzazione degli sportelli unici per le imprese e costituzione di una
rete tra gli sportelli. Gli Sportelli unici per le imprese costituiscono un importante
strumento di semplificazione per favorire lo sviluppo locale. Si intende in tal modo
sostenerne la diffusione in tutto il territorio regionale, al fine di creare opportunità di
sviluppo e crescita delle Amministrazioni locali. Sono ammessi a finanziamento
programmi informativi e di consulenza.
D) Azioni di sostegno all'internazionalizzazione della pubblica amministrazione.
Con questa azione si intende sviluppare, attraverso azioni specifiche, la capacità del
personale della P.A. regionale e locale a muoversi in un contesto di rapporti
transnazionali mediante azioni mirate a:
diffusione della conoscenza delle lingue straniere, delle procedure comunitarie e
degli altri organismi internazionali;
diffusione della prassi della cooperazione diretta con funzionari e uffici di altri
paesi;
azioni finalizzate alla creazione di reti relazionali tra funzionari (stages presso
gli uffici della Commissione o presso altre Amministrazioni, workshops);
confronto e scambio di esperienze con Amministrazioni di tutti i livelli delle aree
comprese dentro e fuori l'obiettivo 1, in Italia e in Europa.
Ad oggi sono stati emanati cinque bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati
territoriali
34
Tab. 3.38 – Bandi emanati
Graduatoria Estremi
Bando Estremi normativi
definitiva Normativi
D.D.G. n.34 del
GUSR n22, s.o. 1, del 21/03/2002 –
Circolare 2/2001 SI
11/05/2001 GURS n.36 del
09/08/2002
Decreto del
Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001,
4/07/2002 –
Multasse e n.35, supplemento SI
GURS n.34 del
Multimisure straordinario
26/07/2002
GURS del 26/07/2002,
Avviso 3/2002 n.34, supplemento NO
straordinario
DDG n.198 del 09/08/02
Avviso del D.D.G. n.3149
Dipartimento regionale SI
09/08/2002 del 22/12/2003
formazione professionale
Avviso 5/2002 – GURS n.44 del
D.D.G. n.880
Multasse e 20/09/2002, supplemento SI
del 10/05/2004
Multimisure - PIT straordinario
Complessivamente, per questa misura sono stati approvati 93 progetti per un importo
finanziato pari a 24,8 milioni di euro di cui 16,9 milioni di euro a carico del fondo FSE e
0,8 milioni di euro come cofinanziamento dei privati.
Tab. 3.39 - Riepilogo complessivo progetti approvati - misura 3.10 (valori espressi in
euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziament
o privato
Circolare 2/2001 24 442.802 309.961 -
Avviro 7/2001 53 12.277.349 8.217.530 538.020
Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -
Avviso 5/2002 (PIT) 15 9.208.686 6.293.026 218.648
Totale
93 24.840.351 16.858.577 756.669
Poichè la graduatoria definitiva dell’avviso 3/2002 non è ancora stata pubblicata, i dati
riportati si riferiscono alla graduatoria provvisoria.
Tab. 3.40 - Riepilogo complessivo interventi formativi - misura 3.10 (valori espressi in
euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziame
nto privato
Avviso 2/2001 75 22.515.266 15.564.204 280.688
Totale 75 22.515.266 15.564.204 280.688
35
L'analisi che segue riguarda tutti i progetti approvati ad esclusione dei PIT e di un
progetto relativo all'Avviso 7/2001.
Tutti i 77 progetti esaminati comprendono interventi formativi in favore del personale
della P.A., per un importo di 15,6 milioni di euro di cui 10,6 milioni di euro a carico
del fondo FSE e 0,6 milioni di euro come cofinanziamento privato.
Tab. 3.41 - Riepilogo complessivo progetti in favore di personale pubblico - Misura 3.10
(valori espressi in euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziament
o privato
Circolare 2/2001 24 442.802 309.961 -
Avviso 7/2001* 52 12.277.349 8.217.530 538.020
Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -
Totale
77 15.631.664 10.565.550 538.020
Di tali progetti, che prevedono circa 30 mila ore di formazione e 3.470 dipendenti
pubblici formati o da formare si richiamano le caratteristiche di sintesi nella tabella che
segue.
Tab. 3.42 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - misura 3.10
Bandi Ore formazione Formati di cui donne
Circolare 2/2001 3.615 362 130
Avviso 7/2001 26.334 2.861 1.326
Avviso del 09/08/2002 - 247 -
Totale 29.949 3.470 1.456
Le azioni previste nei 77 progetti esaminati - prevalentemente destinati
all'accrescimento delle competenze professionali e alle esigenze operative attraverso
percorsi formativi e di consulenza integrati tra di loro (66 progetti) - riguardano anche
il “Sostegno a servizi di informazione e consulenza sulle opportunità di finanziamento
di fonte comunitaria, nazionale e regionale a favore di amministrazioni locali” (17
progetti); “Azioni di sostegno all'internazionalizzazione della pubblica amministrazione
(14 progetti)” ed “Azioni di supporto agli Sportelli Unici per le Imprese” (6 progetti).
I progetti di cui alla misura 3.10 sono stati classificati anche in funzione del tema
prevalentemente trattato. La tabella che segue ne riporta i principali dati. Dall'analisi
si evince che la tematica cui è stata rivolta una significativa attenzione è quella dello
sviluppo locale (30 dei progetti su un totale di 77) per un importo complessivo di 5
milioni di euro e mille dipendenti formati o da formare. Di maggior rilievo se ci si
riferisce alla numerosità dei progetti sono poi le iniziative che trattano il tema
36
“migliorare le competenze informatiche” (13) e “sportello unico” (8), mentre se ci si
riferisce all'ammontare complessivo dei finanziamenti seguono i progetti relativi al
tema “sistema informativo territoriale” (2,9 milioni di euro), “sportello unico” (2,3
milioni di euro) e “Ufficio Europa” (1,4 milioni di euro).
Tab. 3.43 - Interventi formativi classificati in funzione del tema trattato
Tipologia Progetto Progetti Importo Ore Formati di cui
(euro) Donne
Agenzia Locale per 1 299.901 300 20 10
l'attrazione degli investimenti
Creazione della figura di 1 108.884 300 15 10
operatore sociale
E-government 1 580.336 300 250 100
La Comunicazione 5 219.633 680 80 36
Istituzionale
La nuova Pubblica 30 5.052.834 12.761 1049 508
amministrazione per lo
sviluppo locale
Migliorare competenze in 13 834.620 3.630 693 361
informatica
Migliorare competenze nel 2 180.670 780 49 32
turismo
Opportunità Finanziamenti e 5 767.878 2.087 99 32
Politiche Comunitarie
Rendicontazione Progetti FSE 1 857.914 3.600 240 0
Riconversione personale 1 90.931 300 17 13
Riorganizzazione Pubblica 2 12.260 120 30 0
Amministrazione
Sistema Informativo 1 2.911.512 - 247 0
territoriale*
Sportello Multifunzionale 1 34.086 400 15 8
Sportello Unico 8 2.311.093 2.095 201 101
Ufficio Europa 5 1.369.108 2.596 465 245
Totale 77 15.631.664 29.949 3.470 1.456
Dal punto di vista territoriale i progetti si concentrano numericamente nelle Province di
Palermo (23) e Catania (17), mentre come importo finanziato si concentrano nella
province di Palermo (3,2 milioni di euro), Messina (2 milioni di euro), Catania (1,6
milioni di euro). In alcuni casi gli interventi si rivolgono a territori più ampi quali il
territorio interprovinciale o regionale. Vi sono infatti quattro progetti che riguardano
tutte le province siciliane per un importo di 4,5 milioni di euro e due progetti
interprovinciale per un importo di 1,2 milioni di euro.
37
Tab. 3.44 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte
Province Progetti Importo (euro) Ore Dipendenti di cui
Formati Donne
AG 7 628.801 854 235 92
CL 5 624.939 1.250 102 42
CT 17 1.610.078 3.078 409 226
EN 1 315.865 900 60 30
ME 6 2.011.353 5.192 340 172
PA 23 3.193.546 7.485 710 346
RG 4 809.792 2.380 430 210
SR 5 454.230 1.594 207 105
TP 3 248.647 1.000 55 28
EN - SR 2 1.217.548 2.016 165 95
TUTTE 4 4.516.862 4.200 757 110
Totale 77 15.631.664 29.949 3.470 1.456
I destinatari degli interventi formativi sono dipendenti pubblici, raramente insieme ad
altre categorie di soggetti quali: Disoccupati/Inoccupati, Giovani, Adulti, Lavoratori
Autonomi, LSU. I settori specifici di intervento nell'ambito della pubblica
amministrazione sono: Formazione Professionale, Multisettoriale, Servizi per l’impiego,
Promozione e Pubblicità, Socio-assistenziale, Turismo, Beni Culturali, Ricerca,
Terziario, Comunicazione Istituzionale, Sviluppo Locale, Gestione aziendale,
Informatica, Servizi alle imprese, Agricoltura, Ambiente, Artigianato.
Tab. 3.45 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari
N. Destinatari N. Settori d’intervento
P.A. 77 77
Altri 8 32
Dei 77 progetti esaminati, 54 coinvolgono i Comuni, 17 le Province, 3 altri Enti
regionali.
38
Tab. 3.46- Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche
destinatarie
Amministrazioni N. DESCRIZIONE
destinatarie
Comuni 54 Alcamo (TP), Acireale, Acicastello, Acicatena, Aci Sant'Antonio, Valverde,
Biancavilla, Bronte, Paternò, Belpasso, Misterbianco, Catania, Tremestieri
Etneo e Randazzo (CT), Palermo, Chiusa Scalfani, Prizzi , Roccamena,
Giuliana, Campofiorito, Petraia Soprana, Petraia Sottana, Blufi, Alimena,
Gangi, Geraci Siculo, San Cipirello, Carini, Altofonte, Belmonte Mezzagno,
Bisacquino, Bolognetta, Campofiorito, Camporeale, Cefalà Diana, Chiusa
Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Godrano, Marineo,
Mezzojuso, Monreale, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi Prizzi,
Roccamena, S. Cipirello, S. Giuseppe Jato, S. Cristina Gela, Villafrati,
Partinico, San Mauro Castelverde, Ficarazzi e Bompietro (PA), Naro,
Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte,
Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa, Santa Elisabetta,
Raffadali, Ioppolo Giancaxio, Montallegro, Siculiana e Agrigento (AG), Antillo,
Fuirnari, Falcone, Castroreale, Rodo Milici, Barcellona Pozzo di Gotto,
Fondachelli Fantina, Mazzarà, Andrea, Oliveri Basicò, Roccalumera, Santa
Teresa, Nizza di Sicilia, Pagliara, Forza d'Agrò, Alì Terme, Savoca, San
Alessio Siculo, Itala, Mandanici, Furci Siculo, Scaletta Zanclea, Villafranca,
Rometta, Monforte, Saponara, Torregrotta, Spatafora, Venetico, Longi,
Ficarra, Naso, Sinagra, Ucria, Graniti e Messina (ME), Francofone, Cassaro e
Siracusa (SR), Gagliano Castelferrato, Sperlinga, Troina, Cerami, Capizzi,
Agira e Niscemi(EN), Modica, Scicli, Pozzallo, Vittoria, Comiso, S.Croce
Camerina, Acate, Ispica e Ragusa (RG), Marsala e Castelvetrano (TP)
Province 17 Agrigento, Caltanissetta, Siracusa, Catania, Palermo, Enna, Siracusa,
Regioni 3 Dipartimenti Urbanistica, territorio e Ambiente, Foreste, Ass. al Lavoro e
Ispettorati Provinciali
Altri Enti 11 ASL di Siracusa, AAPIT di Caltanissetta, Enti soci GAL Valle Alcantara, ASL di
Sciacca, ASL di Acireale, Azienda Ospedaliera di Palermo, IACP di Trapani
Le metodologie utilizzate nei progetti, oltre ai corsi di formazione, sono la comunità di
pratica (41 progetti), lo stage (16), la FAD (21), ed i Seminari (28).
Tab. 3.47 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia
Metodologia N.
Corso 77
Comunità di Pratica 41
Stage 16
Laboratorio 1
Fad 21
E-learning 2
Formazione intervento 1
Seminario 28
Dall’analisi dei progetti emerge infine che le aree tematiche più affrontate sono
“Informatica e telematica” (in 56 progetti), “Sviluppo locale e Turismo” (in 40 progetti)
e “Internazionale e fondi comunitari” (in 33 progetti). Seguono tutte le altre aree
tematiche.
39
Tab. 3.48 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche
Aree tematiche N.
Giuridico Normativa generale 23
Organizzazione e personale 11
Internazionale e fondi comunitari 33
Culturale e socio-educativa 4
Comunicazione e servizi all'utenza 26
Controllo di gestione 6
Sviluppo Locale e turismo 40
Altro tecnico specialistico 11
Informatica e telematica 56
Urbanistica e Ambientale 11
Manageriale 8
Economico-finanziaria 13
Linguistica 21
3.1.5. Misura 5.03– Promozione dell’integrazione sociale
La finalità della misura è quella di promuovere, in un’ottica di pari opportunità,
processi di inclusione sociale e lavorativa di soggetti a rischio di emarginazione
attraverso il potenziamento o la creazione di poli da cui prendano avvio le attività di
assistenza, orientamento ed inserimento dei soggetti svantaggiati. Parallelamente la
misura mira alla qualificazione e formazione di quelle figure professionali che possano
garantire l’attuazione delle linee di intervento previste dall’Asse “Città”.
Tale azione verrà realizzata in sinergia con le misure 3.04 e 3.06 dell’asse Risorse
umane. Le azioni riguardano in via prioritaria:
1. lotta all’esclusione in quartieri degradati di aree urbane;
2. promozione di centri polivalenti per l’integrazione sociale;
3. formazione di figure professionali finalizzate all’attuazione delle linee
d’intervento dell’Asse “Città”, azione rivolta specificamente alla P.A.;
4. piccoli sussidi.
La formazione è finalizzata all’attuazione delle linee d’intervento dell’Asse ed in
particolare del personale della Pubblica Amministrazione per adeguare le competenze
della P.A. in relazione alla gestione e programmazione di programmi urbani integrati e
nella gestione di reti di monitoraggio, per i servizi alla persona, per lo svolgimento di
attività socio-assistenziali, etc.
Per questa azione si prevede di effettuare corsi di formazione, riservati al personale
della Pubblica Amministrazione locale e provinciale.
Tale azione comprende interventi di:
programmazione, gestione, monitoraggio e valutazione di programmi urbani
integrati;
gestione di reti di monitoraggio ambientale, acustico, ecc., in ambito urbano;
40
adeguamento delle competenze del personale della P.A. in relazione alle
politiche di concertazione per lo sviluppo urbano;
programmazione, gestione e valutazione di politiche di sviluppo di servizi socio-
educativi rivolti alle persone svantaggiate e di politiche di rivitalizzazione
economica di aree degradate in ambito urbano.
Le iniziative dovranno almeno prevedere attività formative, attività di affiancamento
consulenziale, stage presso altre strutture ed organismi pubblici e/o privati
specializzati nei settori di interesse dell’intervento.
Ad oggi sono stati emanati due bandi, di uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali
Tab. 3.49 – Bandi emanati
Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi
definitiva normativi
Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del
Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –
Multimisure straordinario GURS n.34 del
26/07/2002
Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880
Multasse e 20/09/2002, supplemento del 10/05/2004
Multimisure - PIT straordinario
Complessivamente per questa misura sono stati approvati 12 progetti per un importo
finanziato pari a 3,3 milioni di euro di cui 2,3 milioni di euro a carico del fondo FSE e
solo 5,5 migliaia di euro come cofinanziamento dei privati.
Tab. 3.50 - Riepilogo complessivo progetti approvati - Misura 5.03 (valori espressi in
euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento
privato
Avviso 7/2001 10 2.645.888 1.848.217 5.577
Avviso 5/2002 (PIT) 2 657.880 460.516 -
Totale
12 3.303.768 2.308.733 5.577,73
Anche per questa Misura l'analisi non ricomprende i PIT. Pertanto i dati si riferiscono
esclusivamente ai progetti di cui all’avviso 7/2001.
Dei 10 progetti esaminati, 9 riguardano la formazione di figure professionali finalizzate
all’attuazione delle linee di intervento dell’Asse “Città”, 2 la promozione di centri
polivalenti per l’integrazione sociale e 1 la lotta all’esclusione in quartieri degradati di
aree urbane. .
Nell'ambito di tali progetti, 6 comprendono interventi formativi in favore del personale
della P.A., per un importo di 1,6 milioni di euro.
41
Tab. 3.51 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - Misura 5.03
Descrizione Dati
Progetti (n.) 6
Importo (€) 1.551.280,86
- di cui FSE (€) 1.081.992,19
- di cui cofinanziamento privato (€) 5.577,73
Ore formazione 2.094
Totale persone formate o da formare 175
- di cui donne 80
Dalla classificazione dei progetti in funzione del tema prevalentemente trattato,
emerge che su 6 progetti esaminati, la metà riguarda gli interventi socio-assistenziali,
per un importo complessivo di 0,9 milioni di euro, 850 ore di formazione, 29
dipendenti da formare di cui 3 donne.
Tab. 3.52 - Interventi formativi classificati in funzione del tema trattato
Tipologia Progetto Progetti Importo Ore Formati di cui
(euro) Donne
Affidamento dei minori 1 353.173 400 40 20
Gli interventi socio- 3 865.887 850 60 30
assistenziali della PA
I Programmi Urbani 1 34.241 100 20 10
Integrati
Lo sviluppo sostenibile 1 297.978 744 55 20
nella PA
Totale 6 1.551.280 2.094 175 80
Dal punto di vista territoriale, metà dei progetti si concentra sul territorio della
provincia di Catania (3); seguono Agrigento, Palermo, e Ragusa con un progetto
ciascuno.
Tab. 3.53 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte
Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui
Donne
AG 1 288.629 250 20 10
CT 3 676.044 800 80 40
PA 1 297.978 744 55 20
RG 1 288.629 300 20 10
Totale 6 1.551.280 2.094 175 80
Destinatari degli interventi formativi sono dipendenti pubblici insieme, in due progetti,
ad altri soggetti (disoccupati/inoccupati, adulti e donne occupate). Nell'ambito del
settore pubblica amministrazione, i progetti si rivolgono specificamente al settore
socio-assistenziale ed a quello ambientale.
42
Tab. 3.54 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari e del settore di
intervento
N. Destinatari N. Settore d'intervento
P.A. 6 6
Altri 2 5
Tutti i progetti hanno come destinatari i comuni e nella metà dei casi anche le
province. Sono quasi sempre coinvolti anche altri enti pubblici territoriali.
Tab. 3.55 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche
destinatarie degli interventi
Amministrazioni destinatarie N. DESCRIZIONE
Comuni 6 Vittoria, Comiso e Acate (RG), Canicattì,
Castrofilippo, Naro, Camastra, Racalmuto,
Grotte, Ravanusa e Campobello di Licata
(AG), Caltagirone, Misterbianco, Mirabella
Imbaccari, San Cono e San Michele di
Ganzaria (CT), Palermo (PA),
Province 3 Agrigento, Ragusa, Catania
Altri Enti 5 ASL, Provveditorato, Giustizia Minorile della
Provincia di Ragusa, Istituti scolastici di
Palermo
Tutti i progetti prevedono lo svolgimento di corsi di formazione, alcune volte
unitamente ad altre metodologie quali la costituzione di una comunità di pratica (4)
e/o l'effettuazione di stage (3).
Tab. 3.56 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia
Metodologia N.
Corso 6
Comunità di Pratica 4
Stage 3
Dall’analisi dei progetti emerge che le aree tematiche più affrontate sono relative
all'ambito specialistico” (6) ed a quello della normativa giuridica (4). La tabella che
segue evidenzia anche tutte le altre aree tematiche.
Tab. 3.57 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche
Aree tematiche N.
Giuridico Normativa generale 4
Culturale e socio-educativa 1
Comunicazione e servizi all'utenza 3
Altro tecnico specialistico 6
Informatica e telematica 1
Manageriale 1
Linguistica 1
43
3.1.6. Misura 6.07a – Internazionalizzazione dell’economia siciliana
La misura mantiene l’identico obiettivo operativo della precedente e presenta uno
spiccato carattere di servizio ad altre misure, in particolare alla collegata 6.6.2.
Si articola in due sottomisure, sulla base delle specificità delle azioni e della
conseguente titolarità.
Sottomisura 6.07.A
A.1) Corsi di formazione specialistica in internazionalizzazione economica
A.2) Corsi di formazione propedeutici all’attivazione delle linee d’intervento
previste nella misura 6.06
Sottomisura 6.07.B
B.1) Interventi formativi organizzati dalle università siciliane
B.2) Formazione di una cultura internazionale di impresa con iniziative di
sensibilizzazione e corsi tematici nelle classi finali delle scuole superiori, anche
in partenariato con istituzioni
B.3) Nella seconda fase della programmazione, sulla base delle indicazioni
provenienti dallo studio di fattibilità sul Politecnico del Mediterraneo si
prevedono azioni di sostegno ad iniziative specifiche volte a promuovere
l’internazionalizzazione economica e culturale
Alla sottomisura 6.07.B è destinato il 55% della spesa pubblica della Misura. La
sottomisura rivolta anche alla P.A. è la 6.07.A. Ad oggi sono stati emanati due bandi.
Tab. 3.58 – Bandi emanati
Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi
definitiva normativi
Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del
Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –
Multimisure straordinario GURS n.34 del
26/07/2002
Avviso 3/2002 – GURS del 26/07/2002, NO
Multasse e n.34, supplemento
Multimisure - PIT straordinario
Complessivamente per questa misura sono stati approvati 26 progetti per un importo
finanziato pari a 3,3 milioni di euro di cui 2,3 milioni di euro a carico del fondo FSE e
solo 5,5 migliaia di euro come cofinanziamento dei privati.
Tab. 3.59 - Riepilogo complessivo progetti approvati - misura 6.07° (valori espressi in
euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento
privato
Avviso 7/2001 26 7.729.920 5.325.915 121.470
Totale 26 7.729.920 5.325.915 121.470
44
Come accennato in precedenza la graduatoria definitiva dell’avviso 3/2002 non è stata
ancora pubblicata. Si riportano comunque i dati di sintesi ricavabili dalla graduatoria
provvisoria.
Tab. 3.60 – Graduatoria misura 6.07 di cui all’avviso 3/2002 (valori espressi in euro).
Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento
privato
Avviso 3/2001 88 39.481.182 27.017.730 884.424
Totale 88 39.481.182 27.017.730 884.424
La classificazione dei 26 progetti approvati rispetto alle azioni previste, pone in
evidenza che la quasi totalità dei progetti riguarda l'effettuazione di corsi di
formazione specialistica in internazionalizzazione economica (24). Due progetti
prevedono invece corsi di formazione propedeutici all’attivazione delle linee
d’intervento previste nella misura 6.06.
Questi interventi formativi riguardano tuttavia in maniera marginale il personale della
Pubblica Amministrazione al quale sono rivolti due soli interventi, per un importo di
0,6 milioni di euro.
Tab. 3.61 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - misura 5.03
Descrizione Dati
Progetti (n.) 2
Importo (€) 600.069,65
- di cui FSE (€) 335.019,29
- di cui cofinanziamento privato (€) 121.470,66
Ore formazione 1.200
Totale persone formate o da formare 100
- di cui donne 48
Entrambi i progetti riguardano il tema dell’internazionalizzazione del sistema
produttivo. La loro attività è localizzata nella Provincia di Agrigento (1 progetto per un
importo di 202 migliaia di euro) e nelle Province di Palermo e Trapani (1 progetto per
un importo di 398 migliaia di euro). La tabella che segue ne riepiloga i dati più
significativi.
Tab. 3.62 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte
Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui Donne
AG 1 201.606 800 20 8
PA - TP 1 398.463 400 80 40
Totale 2 600.069 1200 100 48
La formazione prevista nei due progetti è destinata a personale pubblico ma viene
richiesto anche il coinvolgimento di altri soggetti occupati provenienti da piccole e
medie imprese e lavoro autonomo. Una particolare attenzione è rivolta alle donne.
45
Tab. 3.63 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari
N. Destinatari N. Settore d'intervento
P.A. 2 2
Altri 2 2
Nell'ambito della Pubblica Amministrazione, i settori di riferimento sono: Gestione
aziendale, Industria, Servizi per l’internazionalizzazione.
Destinatari delle azioni sono i comuni. (Menfi, Sambuca di Sicilia, Burgio, Ribera,
Caltabellotta). Le metodologie utilizzate sono, oltre al corso di formazione, al la FAD,
lo stage e la crezione di comunità di pratica. I dati di sintesi possono essere ricavati
dalla tabella che segue.
Tab. 3.64 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia
Metodologia N. Progetti
Corso 2
Comunità di Pratica 1
Stage 1
Laboratorio 0
Fad 1
E-learning 0
Formazione intervento 0
Seminario 0
In entrambi i corsi le aree tematiche più affrontate sono: “Internazionale e fondi
comunitari” (2), “Altro tecnico specialistico” (2), “Manageriale” (2), “Economico-
finanziaria” (2), “linguistica” (2, Inglese). Un solo modulo è rivolto invece a Urbanistica
ambientale, Sviluppo locale e turismo, Controllo di gestione, Informatica e telematica
e normativa giuridica.
3.2 La formazione attuata dall'ente Regione con propri fondi ordinari
Il piano formativo del personale della Regione Sicilia prevede 11 principali aree di
contenuto formativo:
1. Area manageriale (dirigenziale)
La "Direttiva alle Amministrazioni Pubbliche in materia di Formazione del Personale" n.
14 del 24 aprile 1995 del Ministro per la Funzione Pubblica, evidenzia l'esigenza di
realizzare uno specifico programma di formazione rivolto alla dirigenza, da avviare in
una prima fase con l'attivazione di stages rivolti all'alta dirigenza, ma da estendere
successivamente a tutti i dirigenti ed ai quadri, con "lo sviluppo di cicli formativi
comuni a dirigenti del sistema pubblico e del mondo dell'impresa privata da realizzare,
in una prima fase, in una forma sperimentale". Gli interventi formativi per la dirigenza
rispondono all'evoluzione del quadro normativo e ai processi di riorganizzazione
dell'Amministrazione e mirano a determinare l'adeguamento dei ruoli e
46
l'apprendimento di strumenti di gestione capaci di orientare e sostenere competenze e
comportamenti.
I progetti di formazione manageriale sono finalizzati a rafforzare la sensibilità dei
dirigenti a "gestire iniziative di miglioramento e di innovazione, destinate a
caratterizzare le strutture pubbliche in termini di dinamismo e competitività;
migliorare l'efficacia, l'efficienza, la trasparenza e la qualità dell'azione amministrativa;
sviluppare capacità di governo e realizzazione del cambiamento organizzativo.”
2. Area personale e organizzazione
I progetti di formazione al ruolo sono destinati a segmenti di personale che ricoprono
uno stesso ruolo, inteso come l'insieme dei comportamenti che ci si aspetta da colui
che occupa una determinata posizione all'interno della struttura organizzativa, sia in
termini di vincoli, sia in termini di opportunità. Gli interventi formativi sono finalizzati
al rafforzamento delle conoscenze e delle capacità tipiche del ruolo, sia in riferimento
all'esperienza svolta, che alla rappresentazione del ruolo all'interno
dell'organizzazione; al potenziamento della motivazione a ricoprirlo, che influisce
sull'accettazione del proprio ruolo, anche in relazione alle aspettative personali; allo
sviluppo della consapevolezza che la persona possiede in merito al suo sistema di
competenze, che fornisce la sicurezza necessaria per affrontare i compiti connessi al
suo ruolo e la fiducia per proporsi ed accettare i ruoli compatibili con esso; alla
conoscenza delle modalità di relazione con le altre persone.”
3. Area giuridica
La formazione di area giuridica rappresenta, fra gli interventi da realizzare, una delle
priorità. La continua evoluzione legislativa e regolamentare evidenzia la complessità
delle discipline pubblicistiche e la varietà dei criteri interpretativi. Quest'area si
propone di:
definire orientamenti applicativi e interpretativi della legislazione in vigore;
articolare l'attività in percorsi formativi dedicati all'apprendimento di specifiche
procedure amministrative e all'apprendimento e approfondimento di
problematiche giuridiche di carattere generale;
creare momenti di confronto e di comunicazione tra le varie strutture dell'Ente
su tematiche giuridiche di interesse comune;
fornire un aggiornamento puntuale sull'evoluzione normativa;
sviluppare un aggiornamento non occasionale delle conoscenze e momenti di
confronto delle esperienze.
4. Area contratti
La formazione di area Contratti era precedentemente inserita nell’area Giuridica.
Considerata l’importanza che riveste la materia è stata prevista un’apposita area
formativa. I corsi proposti intendono offrire opportunità di approfondimento della
47
normativa e delle procedure relative alla gestione di attività contrattuali e rispondere
al fabbisogno formativo che deriva dall’applicazione della legge regionale n. 10/2000.
5. Area economico-finanziaria
Quest'area si propone di:
definire orientamenti applicativi e interpretativi della legislazione in vigore e
della sua evoluzione, in primo luogo la riforma del bilancio regionale
articolare l'attività in percorsi formativi dedicati all'apprendimento di specifiche
procedure amministrative e contabili
creare o migliorare la capacità di lettura dell’informazione di tipo quantitativo in
campo socio-economico, attraverso la conoscenza di base e il lessico relativi ai
macro-aggregati (PIL, Redditi, Consumi, Investimenti, ecc.), agli agenti
(Famiglie, Imprese, Pubblica Amministrazione), alle interazioni tra struttura
demografica e struttura produttiva (effetti sul lavoro, sui consumi, sui risparmi,
ecc.)
fornire una opportunità di aggiornamento tecnico sulla struttura del bilancio,
con particolare riferimento a quello regionale
fornire le basi concettuali, gli strumenti e le tecniche del controllo di gestione e
della valutazione delle politiche pubbliche, con particolare riguardo agli enti
pubblici con finalità regolative di programmazione, di trasferimento e riparto di
risorse, nonché di controllo sugli enti di governo di livello inferiore.
6. Area informazione e comunicazione
Gli interventi formativi inerenti l'area informazione e comunicazione, a fronte della
vastità della disciplina e delle sue molteplici applicazioni, è strettamente finalizzata al
ruolo pubblico ed istituzionale dell'Ente ed alle sue competenze. L'esigenza di una
attività formativa nell'area comunicazionale all'interno di un sistema organizzativo
complesso, e di un ente pubblico in particolare, va rapportata alla necessità di:
prevedere momenti e opportunità per promuovere e facilitare lo scambio delle
informazioni;
promuovere la consapevolezza dello stretto rapporto tra processo organizzativo
e processo comunicativo;
sviluppare la capacità di comunicare e di disporre delle competenze necessarie,
nell'ambito dell'espletamento delle funzioni istituzionali proprie della Regione.
Il percorso formativo, definito dal Piano Annuale di formazione, si propone di
sviluppare momenti di apprendimento sulle tecniche di comunicazione, sia per la
generalità dei dipendenti, sia per figure professionali specifiche (segreterie particolari,
segreterie di dipartimento, addetti all'informazione, addetti U.R.P.). Gli interventi
formativi dovranno prevedere approfondimenti in materia di:
Normativa nazionale e regionale in materia di comunicazione e informazione;
U.R.P.;
48
Sportello unico per le imprese;
Trasparenza nella P.A. e limiti derivanti dall'applicazione della normativa sulla
privacy;
Confronto con le esperienze degli uffici URP e degli uffici stampa realizzate in
ambito pubblico, con particolare riferimento per le regioni;
Strumenti dell'Informazione e della Comunicazione interna ed esterna.
7. Area informatica
Gli interventi, in quest’ambito, mirano a diffondere la cultura informatica, formare
utilizzatori potenziali (con riferimento ai dirigenti ed ai dipendenti privi di qualsiasi
conoscenza informatica), aggiornare gli attuali utilizzatori, formare addetti informatici.
Pertanto, le amministrazioni che hanno sistemi telematici complessi, dovranno avere
cura di rivolgere attenzione formativa agli specialisti informatici e telematici
(sistemisti, programmatori, analisti ed operatori dei diversi profili).
In tutte le amministrazioni i soggetti da coinvolgere nei processi formativi sono i
dirigenti che per la loro attività svolgono compiti di gestione, di governo delle
innovazioni, e quindi fungono da regolatori dei cambiamenti, e gli addetti che, pur non
direttamente coinvolti, sono potenziali utilizzatori dello strumento informatico come
ausilio alle loro attività”.
La rilevazione dei bisogni formativi per l'area informatica è preliminare alla definizione
di ogni progetto annuale. La valutazione della congruità delle richieste, la definizione
delle coordinate del progetto formativo e la determinazione dei contenuti dei corsi
ritenuti necessari sono definiti con la collaborazione della struttura regionale
competente in materia di informatica, in coerenza con l'evoluzione dei programmi
standard adottati dalla Regione e la distribuzione dell'hardware. L'accesso al progetto
formativo è consentito a tutti i dipendenti, senza distinzione di qualifica,
compatibilmente con l'utilizzo delle conoscenze acquisite, nell'ambito delle procedure
d'ufficio. I corsi di cultura generale non sono finalizzati all'utilizzo dei software, ma si
propongono di fornire elementi di conoscenza omogenei sulle applicazioni
dell'informatica alle procedure d'ufficio, di approfondire la conoscenza dell'ambiente
operativo e di fornire informazioni generalizzate sulla salvezza dei dati. L'area base
comprende i corsi di addestramento all'utilizzo dei software maggiormente diffusi negli
uffici regionali. L'area avanzata comprende corsi di approfondimento per l'utilizzo dei
prodotti software di più larga diffusione e presuppongono una buona conoscenza di
base del software.
8. Area linguistica
Il progetto formativo per l'area linguistica è considerato una delle prime esperienze
non occasionali ed aperte a tutto il personale attuate da un Ente Pubblico in materia di
formazione linguistica. La formazione di area linguistica persegue l'obiettivo di fornire
al personale regionale le conoscenze di base necessarie per rispondere al telefono,
49
leggere una lettera, sostenere una conversazione in lingua straniera. La conoscenza
delle lingue, l'inglese ed il francese in particolare, con la partecipazione della Regione
a molteplici progetti CEE, si rivela utile per l'Ente, anche se non costituisce per il
personale (fatte alcune limitate eccezioni) condizione indispensabile per l'assolvimento
delle funzioni assegnate.(...)”. Sono previsti corsi per l’apprendimento o il
perfezionamento delle lingue inglese – francese- spagnolo.
9. Area europea
L’attuale processo di modernizzazione dell’apparato amministrativo investe ormai
settori tradizionalmente refrattari ad ogni apertura verso l’esterno. Lo schiudersi di
scenari internazionali assolutamente inediti rende necessaria ed indifferibile l’apertura
verso culture amministrative altre. E’ sempre più evidente, infatti, il gap che
l'amministrazione sconta nei confronti di quelle degli altri stati aderenti all’Unione, con
la conseguente difficoltà nell’utilizzo delle risorse, oltretutto ingenti, messe a
disposizione del nostro paese e per larga parte non utilizzate. Diventa sempre più
urgente, pertanto, un cambiamento di mentalità e l’acquisizione di nuovi metodi di
lavoro innovativi, per evitare che il divario nei confronti delle altre nazioni aumenti,
anziché colmarsi.
10. Area settoriale
La formazione settoriale va intesa come un'area formativa strategica. Risponde alle
esigenze di formazione ed aggiornamento su tematiche specifiche, comuni ad una
stessa area, sia essa una singola struttura o una pluralità di funzioni collocate in
strutture diverse, ma omogenee per competenze. I progetti di formazione settoriale
tendono al coinvolgimento di una pluralità di strutture omogenee per materia e
professionalità. La formazione settoriale può essere realizzata nelle sedi regionali, nei
casi in cui la disponibilità di locali e le attrezzature didattiche richieste lo consentano. I
progetti da realizzare sono definiti successivamente alla rilevazione dei bisogni
formativi.
11. Area sicurezza
La formazione di area Sicurezza era precedentemente inserita nell’area Settoriale.
Considerata l’importanza che riveste la materia, con il Piano di Formazione del
Personale 2000 si è inteso dare visibilità in una apposita area ai molti interventi
formativi, realizzati ed in programma, in attuazione del decreto legislativo 626/94.
Rispetto alle 11 aree verranno richiamate di seguito le iniziative finora realizzate.
Nella Regione Sicilia sono presenti circa 16.000 dipendenti e 600 strutture dirigenziali
gestite da 2000 dirigenti suddivisi in tre fasce, sulla base di una legge regionale
emanata nel 2003.
Nessun dipendente ha fruito fino al 2000 di attività di formazione. Le risorse in bilancio
sono sempre andate in economia.
50
Per altro la mancata pianificazione degli interventi formativi è stata oggetto delle
osservazioni contenute nella Relazione allegata alla Deliberazione n.11/2001 emessa
dalla Sezione di Controllo per la Regione Siciliana nell’adunanza del 6 aprile 2001 e
nella Camera di Consiglio del 21 maggio 2001 con riferimento alla gestione del
Capitolo di spesa n.10612 riferita agli esercizi finanziari 1995/1998.
Il ritardo nell’acquisizione dei dati della prima rilevazione del fabbisogno formativo da
parte di tutti i Dipartimenti ha comportato lo slittamento della fase di contrattazione
fino al novembre 2000.
La presente rilevazione richiama pertanto le iniziative sviluppate a partire da tale data.
A causa delle difficoltà incontrate nell'acquisizione dei dati per via formale, sono state
classificate tutte le iniziative di cui si è potuta reperire documentazione sia attraverso
ricerca sul Sito della regione sia attraverso la lettura delle circolari. Da tali dati, di cui
si sconta l'approssimazione, è possibile schematizzare le attività nel seguente modo:
TIPOLOGIA 2001 2002 2003 2004 Nel
complesso
In. gg. In. gg. In. gg. In. gg. In. gg.
Seminari 4 11 4 11
Workshop 2 4 2 4
Corsi 10 10 46 188 50 320 116 508
Master 3 60 8 181 3 70 14 311
Totale 10 13 60 54 369 59 405 136 834
Vale la pena ricordare che numerose iniziative vengono riproposte (come si può
evincere dalla tabella allegata) in sedi diverse ed in varie edizioni. Ad esempio il
Master di Diritto Amministrativo, svolto di concerto con le Università locali, è stato
effettuato a Palermo (2 edizioni) ma anche a Catania, Messina, Trapani, Agrigento,
Enna. Nella città di Messina si sta avviando in questo periodo una seconda edizione.
Va altresì richiamato il dato che non per tutti i corsi di formazione sono al momento
disponibili i dati sul numero di giornate (ad esempio per i corsi sperimentali di inglese
dei quali sono previste 15 edizioni non sono specificate le giornate che
complessivamente ciascuna Aula utilizzerà) o, viceversa, quando l'articolazione è
chiara, come nel caso della formazione per la progressione di carriera (che si articola
in 32.30 h. di formazione specialistica alle quali si aggiungono 20 ore a scelta del
dipendente tra segmento di formazione di lingua inglese e segmento di formazione
informatica) non è specificato il numero di edizioni. I dati richiamati nella tabella che
precede sono pertanto da considerarsi di prima approssimazione.
Gli enti gestori
Per lo svolgimento delle attività di formazione programmata è stata prevista
l’organizzazione diretta dei corsi nell’ambito di collaborazioni sperimentali con:
51
Università di Palermo
Università di Catania
Università di Messina
Università La Sapienza
Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione – sede staccata di Acireale
CERISDI
ISAS
ISVI
CISECOM
ERSU
CLC Scpa (INLINGUA Italia)
ISIDA
Centro Studi di Economia Applicata.
Le aree di contenuto
Gli interventi formativi fanno riferimento alla classificazione delle aree di contenuto
definite dai tavoli tecnici interregionali della formazione.
Tali Aree, ricavabili sia dal Piano Annuale della Formazione che dai Programmi Annuali
e Pluriennali Dirigenza 2002 – 2004 possono essere così schematizzate:
Aree tematiche
Manageriale Informatica
Personale e organizzazione Linguistica
Controllo di gestione Internazionale/europea
Giuridica Settoriale
Contratti Sicurezza
Economico-finanziaria Sistema informativo regionale della
Informazione e comunicazione formazione (sirf)
Tuttavia, questa individuazione di aree che, ad un primo sguardo, sembrerebbe
stabilita e di orientamento per l’insieme delle attività, a ben guardare subisce
variazioni anche di rilievo nella sua struttura e, soprattutto, risulta piuttosto elastica
nella attribuzione delle iniziative all’uno o all’altro ambito.
Ad esempio in data 28.7.04 è stata introdotta nel sito regionale una classificazione dei
corsi di formazione che risulta così conformata:
Area di contenuto formativo
Manageriale (dirigenza) Giuridica-amministrativa
Personale-organizzazione Contratti
Economico-finanziaria Informatica-telematica
Informazione e comunicazione Sicurezza
Linguistica Europea
Settoriale
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Le aree sono diventate 11 anziché 13 (non sono più presenti Controllo di Gestione e
Sistema Informativo regionale della formazione).
Inoltre, se si entra nel merito nei contenuti si ritrovano attribuite all’area manageriale
(dirigenza) tutta una serie di iniziative quali ad esempio i Corsi sulla “Comunicazione
ed informazione nella P.A.” che probabilmente avrebbero trovato la loro naturale
collocazione nell’ambito dell’area Informazione e comunicazione.
Pertanto nell’attribuzione dell’iniziativa all’area tematica si è preferito fare riferimento
ai contenuti normalmente identificativi dell’area stessa prescindendo dai destinatari
dell’iniziativa (probabilmente l’attribuzione sopra richiamata all’area manageriale
discende dal fatto che i corsi erano rivolti esclusivamente a dirigenti).
AREA TEMATICA TITOLO INIZIATIVA n.edizioni
MANAGERIALE (DIRIGENZA) I sistemi di controllo interno: l'impostazione del raccordo
tra controllo di gestione e controllo strategico
Nuove soluzioni nella gestione dei servizi nelle P.A.:
società miste - società pubbliche - outsourcing
I sistemi di controllo interno - Modelli di riferimento e Corso di I
strumenti operativi per la misurazione dei risultati e la Livello e
valutazione della performance Workshop
I sistemi di controllo interno e strategico
Le competenze per la gestione del personale 2
Sviluppare la leadership
L'innovazione tecnologica a supporto della gestione 2
manageriale
E-governance
PERSONALE-ORGANIZZAZIONE Formazione per la progressione orizzontale Cat. C
Formazione per la progressione orizzontale Cat. D
La nuova disciplina per la dirigenza pubblica 2
I sistemi di controllo interno - Modelli di riferimento e Corsi di II
strumenti operativi per la misurazione dei risultati e la Livello
valutazione della performance
Il trattamento di quiescenza dei dipendenti regionali: le Corsi di I e
problematiche applicative dell'art.20 l.r.29.2003 n.21 II Livello
PERSONALE-ORGANIZZAZIONE Applicazione art.20 l.r.21 per dirigenti
I sistemi di controllo interno, la valutazione del personale 5
e delle posizioni organizzative
La gestione delle competenze individuali e le modalità 6
relazionali nell'ambito del Team
Costruire e gestire un team di lavoro 3
L'innovazione tecnologica per la P.A.
ECONOMICO-FINANZIARIA L'applicazione delle regole in ambito amministrativo e 4
contabile
Il bilancio della regione siciliana e la pianificazione 2
finanziaria
INFORMAZIONE E Comunicazione ed informazione nella P.A. 7
COMUNICAZIONE Master in Informazione e comunicazione nella P.A.
Progettare e sviluppare il Piano di Comunicazione
LINGUISTICA Corsi sperimentali di lingua inglese 15
SETTORIALE Master in Ingegneria dell'emergenza
Master in Gestione dell'Ambiente 2
Master in Modelli di Sistem Dynamics per i controlli di
gestione nei processi di risanamento e sviluppo
L'amministrazione regionale e l'U.E. : Ambiente
L'amministrazione regionale e l'U.E. : Agricoltura
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AREA TEMATICA TITOLO INIZIATIVA n.edizioni
GIURIDICA-AMMINISTRATIVA La responsabilità penale nell'esercizio della funzione 2
amministrativa
Mobbing e principio di responsabilità
Master Diritto amministrativo 8
Le riforme costituzionali e del titolo V in riferimento alla
pubblica amministrazione regionale
Il procedimento amministrativo
Le leggi regionali di riforma
La riforma dell'amministrazione
CONTRATTI Il nuovo ordinamento degli appalti di opere, di forniture e 3
di servizi
Appalti di servizi e lavori pubblici
INFORMATICA-TELEMATICA Corso sperimentale Office Automation 2
(percorso Start)
Corso sperimentale Office Automation (percorso 2
Advanced)
Strumenti per la produttività individuale. (Corsi di I 27
Livello)
Strumenti per la produttività individuale (Corsi di II 8
livello)
Utilizzazione Programma Access
EUROPEA L'impatto delle politiche regionali e comunitarie nel 2
governo dell'economia e nella riduzione dei divari
territoriali
L'integrazione europea, le politiche comunitarie e la 5
regione siciliana
L'Unione europea a conclusione del semestre italiano di
presidenza
Tecniche di progettazione comunitaria
Realizzazione dell'e-governance amministrativa
all'interno dell'Information Society nel bacino del
Mediterraneo e nell'area balcanico-danubiana:
prospettive ed opportunità di sviluppo per l'economia
siciliana
Le prospettive dell'economia siciliana nell'Area del bacino
del Mediterraneo
3.3. Le attività formative dei progetti a gestione centralizzata (Formez e Dipartimento
Funzione Pubblica)
Numerosi e significativi (77) sono stati i progetti del Dipartimento della Funzione
Pubblica, coordinati dal Formez, previsti nella programmazione pluriennale e legati al
potenziamento dell'intervento delle amministrazioni pubbliche in Sicilia.
Di questi 77 progetti ben 29 sono stati rivolti specificamente alla sperimentazione e
messa a sistema di modelli di governo soprattutto sul versante della Governance
territoriale ed ambientale (24) ma anche del governo della pubblica amministrazione
(5). Si tratta in prevalenza di progetti rivolti all'intero territorio nazionale (17) oppure
alle regioni obiettivo 1 (3) ed in alcuni casi a gruppi di regioni (3). Ben otto progetti
tuttavia riguardano esclusivamente la regione Sicilia e si rivolgono ai dipendenti degli
enti locali o a specifiche categorie di funzionari pubblici (consiglieri e tecnici della
provincia, dirigenti del corpo forestale, guardie e sottufficiali del CFRS, etc.).
Altrettanto significativa è l'area dell'innovazione con 31 progetti di cui 25 finalizzati
all'innovazione e valorizzazione del lavoro pubblico e 6 all'innovazione tecnologica.
Anche in questo il rilievo dei progetti è prevalentemente nazionale (26). In questo
caso, soltanto 2 sono i progetti che si rivolgono esclusivamente alla Sicilia. All'area
dell'innovazione possono farsi afferire inoltre i 5 progetti finalizzati ad ampliare nuove
54
conoscenze e frontiere della formazione, progetti di profilo nazionale e internazionale
ma anche specificamente rivolti alle regioni ob.1.
Tra le linee strategiche possono essere richiamati anche alcuni ambiti di carattere
specialistico quali: attuazione del federalismo (2); finanza e fiscalità (5);
comunicazione ed informazione (3 progetti rivolti all'intero territorio nazionale
finalizzati a potenziare la rete europea attraverso piano di informazione e supporto alla
progettazione europea) e competitività dei territori e loro valorizzazione (due progetti
destinati, questa volta, soltanto alle regioni del Mezzogiorno).
La numerosità dei progetti ed il considerevole budget complessivo a disposizione
hanno consentito di approfondire numerose aree tematiche. Tra queste, quelle
affrontate più frequentemente sono: organizzazione e personale (20); comunicazione
e servizi all'utenza (13); territorio e ambiente (12); giuridico normativa (12); sviluppo
locale e turismo (11); internazionale e fondi comunitari (10); manageriale (7);
informatica e telematica (3); economico finanziaria (3); culturale e socio-educativa
(3); controllo di gestione (3).
Raramente la modalità formativa di tali progetti è stata di tipo tradizionale. Soltanto
26 dei 77 progetti prevedono infatti corsi di formazione. In 31 casi si è trattato di
formazione intervento o, più frequentemente (69 progetti) di Seminari. Abbastanza
diffusa la costituzione di Comunità di pratiche (26 progetti) e l'effettuazione di stage
(19). Circa la metà dei progetti prevede inoltre l'analisi dei fabbisogni (39 progetti) e/o
il bilancio di competenze (10). Non è raro infatti che il progetto preveda l'uso di
entrambe queste metodologie al fine di mirare il più possibile gli interventi ai bisogni
reali dei destinatari.
Se invece volessimo restringere l'analisi ai soli corsi di formazione potremmo dire che
soltanto uno tra i progetti che si rivolgono esclusivamente alla Sicilia prevede un corso
di formazione nell'ambito del progetto di Governance territoriale ed ambientale. Il
progetto, ancora in corso, si articola in una serie di iniziative integrate di formazione,
consulenza organizzativa ed affiancamento/assistenza finalizzate a fornire supporto
operativo all'ARPA Sicilia nello svolgimento delle funzioni conferite all'Agenzia dalla
normativa vigente e nella programmazione, gestione e realizzazione di azioni ritenute
prioritarie dalla direzione dell'Agenzia. Tutte le attività, attualmente in corso di
realizzazione, sono riferibili a quattro aree di intervento: Sviluppo organizzativo;
Ufficio Gare; Reporting; Educazione e Comunicazione. Per ciascuna area sono previste
attività di formazione di Aula e on the job oltre che di assistenza tecnica e
affiancamento consulenziale. Destinatari dell'attività sono 20 funzionari e dirigenti.
55
Se invece ci riferiamo all'insieme dei 77 progetti, nel loro ambito è prevista la
realizzazione di 153 corsi destinati complessivamente a 8.241 dirigenti, direttivi e
funzionari delle amministrazioni pubbliche. Purtroppo, a causa della valenza nazionale
o, comunque, dell’area molto vasta in termini territoriali dei progetti cui le attività
formative fanno riferimento, non è possibile con i dati a disposizione specificare nel
dettaglio le caratteristiche delle azioni svolte sul territorio siciliano.
Al fine di tracciare alcune linee di sintesi, possiamo comunque dire che con tali
progetti l'amministrazione regionale ha sviluppato le seguenti iniziative:
progetto RAP di formazione, assistenza e consulenza delle amministrazioni
decentrate sullo sviluppo locale, che aveva l'obiettivo di potenziarne la
capacità, anche con la formazione di una leva di "agenti di sviluppo" interni ed
esterni alle amministrazione e alle agenzie di sviluppo locale;
progetto di formazione e assistenza per l'attuazione dello Sportello Unico per le
imprese;
progetto sulla formazione per il decentramento del Ministero del Lavoro e per la
costituzione dei servizi per l'impiego locale.
Nell'ambito della programmazione pluriennale straordinaria del Dipartimento della
Funzione Pubblica e coordinati dal Formez vi sono inoltre i seguenti progetti:
progetto sull'innovazione amministrativa e sulla riorganizzazione e coesione
delle amministrazioni - CIPA;
progetto di estensione dei corsi concorso alle amministrazioni locali e regionali;
progetto di formazione sulla protezione civile;
progetto di formazione sulla legge 626 nel settore pubblico;
progetto di formazione (coordinato dall'Aipa) connesso all'applicazione della
rete unitaria della Pubblica Amministrazione;
progetto SPRINT per lo sviluppo locale.
3.4 L’attività formativa dei Comuni e delle Province
3.4.1 L’attività formativa delle Province
L’analisi delle attività formative svolte dalle Province siciliane nel 2003 è stata svolta
limitatamente alle sette Amministrazioni Provinciali che hanno risposto al questionario
di rilevazione delle attività formative, si tratta di Agrigento, Enna, Messina, Palermo,
Ragusa, Siracusa e Trapani.
I dati rilevati, benché non riferiti alla totalità delle Amministrazioni Provinciali della
regione mettono in evidenza in modo assai significativo alcuni elementi di tendenza
che connotano le scelte formative attuate nel territorio regionale.
56
La programmazione e la valutazione delle attività formative
La carenza di strutture dedicate e di personale addetto alle attività formative si riflette,
come è naturale, in maniera diretta in una sostanziale inadeguatezza degli uffici
nell’adempiere a compiti di programmazione e controllo delle attività formative.
Molto eloquenti, in proposito, i dati rilevati:
6 Province su 7 non hanno alcun piano di formazione;
nessuna Amministrazione ha stilato un piano annuale di formazione;
la rilevazione dei fabbisogni formativi avviene nella stragrande maggioranza dei
casi o con modalità “dirigistiche” (indicazione da parte dei responsabili) o in
maniera “spontanea” (su specifiche richieste dei dipendenti);
solo in 2 Province su 7 la rilevazione dei fabbisogni è basata su un bilancio delle
competenze;
5 Province su 7 non effettuano nessuna forma di valutazione delle attività e
non adottano nessun sistema informativo per la valutazione.
Tab. 3.65 - Province. Presenza di un piano di formazione
Valori % Valori assoluti
Piano annuale 0,0 0
Piano pluriennale 14,3 1
Nessun piano 85,7 6
Totale 100,0 7
Tab. 3.66 - Province. Rilevazione dei fabbisogni formativi
Valori % Valori assoluti
Indicazioni dei responsabili 57,1 4
Bilancio delle competenze 28,6 2
Richieste dei dipendenti 57,1 4
Totale 142,9 10
Tab. 3.67 - Province. Attività di valutazione
Valori % Valori assoluti
Sì in maniera sistematica 14,3 1
Sì per alcuni interventi 14,3 1
Nessuna valutazione 71,4 5
Totale 100,0 7
Tab. 3.68 - Province. Presenza di sistemi informativi per la formazione
Valori % Valori assoluti
Sistemi locali 14,3 1
Sistemi su server 14,3 1
Nessun sistema 71,4 5
Totale 100,0 7
57
Le aree tematiche
La maggior parte dei corsi organizzati nelle Province della Sicilia riguarda ancora
tematiche legate all’aggiornamento professionale dei dipendenti e tende, quindi, a
rafforzarne le competenze professionali “specifiche”. Il 23,2% dei corsi organizzati,
infatti, riguarda l’area tecnico-specialistica ed il 17,6% l’area giuridico-normativa. Tali
corsi, pur organizzati in numero molto consistente, tendono, però, ad avere una
durata media limitata, essendo legati ad un aggiornamento specifico.
Se si guarda, perciò, al numero di giornate erogate nel complesso, si scopre che il
numero più rilevante di giornate formative ha riguardato, nell’anno 2003, l’area
tematica “informatica e telematica” (20,1%) e, ben il 14% delle giornate formative ha
avuto al centro temi legati alla comunicazione.
In senso inverso, spicca il dato relativo all’area “manageriale” che assorbe
rispettivamente soltanto lo 0,7% dei corsi e lo 0,3% delle giornate erogate,
dimostrando uno scarsissimo interesse delle Amministrazioni verso il principio secondo
il quale la formazione verso i pubblici dipendenti dovrebbe essere indirizzata a
“Sostenere il processo di innovazione in atto nella Pubblica Amministrazione, regionale
e locale, fornendo gli strumenti per dotare la stessa di quelle professionalità
necessarie per il decollo di nuovi servizi, processi e modelli culturali”.
Tab. 3.69 - Province. Corsi e giornate per area tematica
Area tematica Corsi Giornate
Giuridico-normativa generale 17,6 18,4
Organizzazione e personale 12,7 4,6
Manageriale 0,7 0,3
Comunicazione 7,7 14,0
Economico-finanziaria 14,8 16,7
Controllo di gestione 2,8 1,1
Informatica e telematica 9,2 20,1
Linguistica 1,4 5,4
Tecnico-specialistica 23,2 12,8
Internazionale 2,8 4,4
Multidisciplinare 7,0 2,2
Totale percentuale 100,0 100,0
Valori assoluti 142 914
I partecipanti ai corsi
I dati relativi al numero di partecipanti ai corsi conferma la tendenza evidenziata circa
il numero di giornate erogate. Si rileva, infatti, un primato assoluto dell’area
informatico-telematica che ha visto la partecipazione, nel 2003 di più di un terzo dei
dipendenti che hanno aderito ad attività formative (34,4%). Si conferma, inoltre, la
rilevanza delle aree “tecnico specialistica”, “giuridico-normativa”, “economico-
finanziaria” e “comunicazione”. Si evidenzia, inoltre, la partecipazione rilevante da
58
parte dei dipendenti delle Amministrazioni Provinciali anche a corsi riguardanti
“organizzazione e personale”.
Al contrario si riscontra una scarsissima partecipazione ai corsi relativi alle aree
“linguistica” (2,6%) ed “internazionale” (2,8%), nonché la assoluta irrilevanza, in
termini di partecipazione, dell’area “manageriale” (0,1%) dati, questi, in assoluta
contraddizione con le finalità generali e con le priorità specifiche attribuite alle attività
formative nei confronti dei dipendenti della P.A.
Tab. 3.70 - Province. % di partecipanti ai corsi per area tematica e qualifica
Area tematica Dirigenti Direttivi Altri Nel complesso
Giuridico-normativa generale 10,4 21,3 2,8 11,0
Organizzazione e personale 13,0 15,5 9,5 12,3
Manageriale 1,3 0,0 0,0 0,1
Comunicazione 22,1 15,3 6,5 11,4
Economico-finanziaria 5,2 23,1 3,7 11,8
Controllo di gestione 1,3 0,5 0,0 0,3
Informatica e telematica 1,3 14,5 55,6 34,4
Linguistica 0,0 0,3 4,9 2,6
Tecnico-specialistica 39,0 5,0 15,0 12,8
Internazionale 3,9 4,0 1,6 2,8
Multidisciplinare 2,6 0,5 0,4 0,6
Totale percentuale 100,0 100,0 100,0 100,0
Totale partecipanti 77 399 493 969
3.4.2 L’attività formativa dei Comuni
L’analisi delle attività formative effettuate dai Comuni della Sicilia nel 2003 è stata
svolta sulla scorta dei dati relativi ai sei Comuni Capoluogo che hanno risposto al
questionario di rilevazione delle attività formative, si tratta di Palermo, Catania,
Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna. Anche in questo caso, i dati rilevati, benché non
riferiti alla totalità delle Amministrazioni Comunali Capoluogo della regione, mettono in
evidenza in modo piuttosto chiaro alcuni elementi di tendenza che connotano le scelte
formative attuate nei principali Comuni della regione.
La programmazione e la valutazione delle attività formative
La maggiore diffusione di strutture dedicate e di personale addetto alle attività
formative ha come effetto speculare una più diffusa e sistematica attività di
programmazione e controllo delle attività formative che, sebbene molto meglio
presidiate nei Comuni di quanto non siano nelle Province lasciano però ancora larghi
spazi di miglioramento.
Analizziamo i principali dati rilevati nei Comuni:
59
2 Comuni su 6 (33%) non hanno alcun piano di formazione;
2 Comuni su 6 (33%) hanno stilato un piano annuale di formazione;
la rilevazione dei fabbisogni formativi avviene nella stragrande maggioranza dei
casi o con modalità “dirigistiche” (indicazione da parte dei responsabili) o in
maniera “spontanea” (su specifiche richieste dei dipendenti);
2 Comuni su 6 (33%) effettuano la rilevazione dei fabbisogni sulla base di un
bilancio delle competenze;
2 Comuni su 6 (33%) non effettuano nessuna forma di valutazione delle
attività e non adottano nessun sistema informativo per la valutazione.
Tab. 3.71 - Comuni. Presenza di un piano di formazione
Valori % Valori assoluti
Piano annuale 33,3 2
Piano pluriennale 33,3 2
No 33,4 2
Totale 100,0 6
Tab. 3.72 - Comuni. Rilevazione dei fabbisogni formativi
Valori % Valori assoluti
Indicazioni dei responsabili 66,7 4
Bilancio delle competenze 33,3 2
Richieste dei dipendenti 16,7 1
Totale 116,7 7
Tab. 3.73 - Comuni. Presenza di sistemi informativi per la formazione
Valori % Valori assoluti
Sistemi locali 66,7 4
Sistemi su server 0,0 0
Nessun sistema 33,3 2
Totale 100,0 6
Le aree tematiche
Il fenomeno, rilevato nelle Province della Sicilia, secondo cui la maggior parte dei corsi
organizzati riguardano ancora tematiche legate all’aggiornamento professionale dei
dipendenti e tendono, quindi, a rafforzarne le competenze professionali “specifiche”,
risulta ancor più rilevante nell’ambito dei Comuni Capoluogo.
Così, se nelle Province il i corsi organizzati relativamente all’area tecnico-specialistica e
giuridico-normativa, rappresentano, insieme, il 40,8% dei corsi organizzati ed il 31,2%
delle giornate formative erogate, tali percentuali salgono nei Comuni rispettivamente
al 59,8% dei corsi ed al 50,8% delle giornate.
Tutte le altre aree tematiche, perciò, ad eccezione dell’area economico finanziaria –
area tecnica anch’essa - (che rappresenta il 12,6% dei corsi organizzati ma solo il
3,9% delle giornate), non superano la soglia del 10% dei corsi organizzati o delle
giornate erogate.
60
Così le aree tematiche più innovative e significative in una logica di rinnovamento:
“informatica e telematica”, “comunicazione”, “organizzazione”, “manageriale”,
“internazionale” restano ancora relegate in posizioni marginali nel panorama
dell’offerta formativa dei Comuni.
Tab. 3.74 - Comuni. Corsi e giornate per area tematica
Area tematica Corsi Giornate
Giuridico-normativa generale 43,0 31,5
Organizzazione e personale 6,5 7,9
Manageriale 4,7 7,6
Comunicazione 4,7 5,7
Economico-finanziaria 12,6 3,9
Controllo di gestione 0,5 0,1
Informatica e telematica 5,1 9,1
Linguistica 3,7 7,2
Tecnico-specialistica 16,8 19,3
Internazionale 1,9 3,6
Multidisciplinare 0,5 4,0
Totale percentuale 100,0 100,0
Valori assoluti 214 1501
I partecipanti ai corsi
I dati relativi al numero di partecipanti ai corsi accentua clamorosamente la tendenza
evidenziata circa il numero di giornate erogate. L’area giuridico-normativa, infatti,
vede la partecipazione del 61% dei dipendenti che hanno aderito ad attività formative,
dato che, sommato al 14,7% dei dipendenti che hanno partecipato ad un corso i area
“tecnico-specialistica”, porta a considerare che, nel 2003, due impiegati su tre
(75,7%) hanno partecipato a corsi di questa natura.
Irrilevante, al contrario, la partecipazione ai corsi relativi a tutte le altre aree
formative, nessuna delle quali raggiunge la soglia del 5% dei partecipanti.
Tab. 3.75 - Comuni.% di partecipanti ai corsi per area tematica e qualifica
Area tematica Dirigenti Direttivi Altri Nel complesso
Giuridico-normativa generale 10,1 48,7 74,1 61,0
Organizzazione e personale 12,8 7,8 0,9 4,1
Manageriale 67,0 0,4 0,0 4,0
Comunicazione 1,4 4,8 3,3 3,7
Economico-finanziaria 4,6 4,2 2,5 3,2
Controllo di gestione 0,5 1,9 0,6 1,1
Informatica e telematica 0,5 3,1 4,0 3,5
Linguistica 0,0 2,2 4,1 3,2
Tecnico-specialistica 2,8 24,3 9,7 14,7
Internazionale 0,5 2,2 0,8 1,3
Multidisciplinare 0,0 0,4 0,1 0,2
Totale percentuale 100,0 100,0 100,0 100,0
Totale partecipanti 218 1393 2162 3.773
61
4. IL MODELLO DI GESTIONE DEL CICLO FORMATIVO
4.1 L'analisi dei fabbisogni
La rilevazione dei bisogni formativi viene effettuata avvalendosi di uno, ovvero di una
pluralità, tra i seguenti strumenti, secondo le esigenze:
Circolare annuale ai Dipartimenti Regionali;
Consultazione periodica dei Referenti Formativi;
Riunioni interdirezionali di rilevazione;
Gruppi tecnici di approfondimento tematico;
Intervista ai Dirigenti Generali ed ai Dirigenti;
Questionario per aree omogenee;
Questionario per fasce professionali;
Proposte specifiche formulate dai Dipartimenti Regionali.
La Circolare annuale ai Dipartimenti è individuata quale lo strumento principale di
rilevazione dei bisogni formativi. Le fasi della rilevazione sono le seguenti: Il
Dipartimento del Personale, dei Servizi Generali, di Quiescenza, Previdenza ed
Assistenza del Personale della Presidenza della Regione Siciliana predispone la
Circolare Annuale ai Dipartimenti per la rilevazione dei bisogni formativi e ne cura la
distribuzione entro il 30 giugno di ogni anno.
Il Dipartimento, contestualmente alla Circolare Annuale ai Dipartimenti, richiede
formalmente alle parti sindacali di esprimere le proprie proposte ai fini della
predisposizione del Piano Annuale di Formazione. La circolare stabilisce le modalità con
cui effettuare la rilevazione ed il termine entro cui formulare le proposte per la
predisposizione del Piano Annuale di Formazione dell'anno successivo.
Ciascun Dipartimento rileva i fabbisogni e definisce i percorsi formativi, con le modalità
che ritiene più idonee, avvalendosi dei Referenti formativi, coinvolgendo i dirigenti e
sentendo il personale assegnato. Le proposte dei Dipartimenti vengono espresse in
forma di emendamento del Piano Annuale di Formazione dell'anno in corso. I
Dipartimenti possono proporre l’istituzione di nuovi corsi, sia di interesse generale che
settoriale, precisando obiettivi, contenuti e destinatari.
Le proposte dei Dipartimenti, ai fini della redazione del Piano Annuale di Formazione,
devono essere espresse nei termini stabiliti dalla Circolare (comunque non oltre il 15
ottobre). Le proposte delle parti sindacali sono formulate con gli stessi criteri ed entro
gli stessi termini stabiliti per i Dipartimenti. Le proposte formulate sulla base della
Circolare annuale ai Dipartimenti sono integrate con quelle fornite dagli altri strumenti
di rilevazione adottati, principalmente la consultazione periodica dei Referenti
formativi ed i questionari di fine corso. La rilevazione dei bisogni formativi fornisce i
62
dati relativi agli interventi da realizzare ed offre una prima indicazione sui loro
contenuti e sui destinatari.
L’Area Interdipartimentale Formazione e Qualificazione Professionale del Personale
Regionale elabora i dati forniti dalla rilevazione, approfondisce contenuti e metodologia
degli interventi da realizzare, opera sintesi fra proposte omogenee, definisce
destinatari e priorità di realizzazione. Gli interventi formativi programmati, la loro
metodologia e le modalità di accesso, sono definiti dal Piano Annuale di Formazione
del personale.
Lo strumento utilizzato per la definizione del rapporto tra offerta e domanda è la
quantificazione dei bisogni formativi che consente di definire, in coerenza con le
richieste effettive, il numero di edizioni in cui realizzare i corsi programmati previsti
dal Piano Annuale di Formazione. La quantificazione dei bisogni formativi viene
effettuata con apposita circolare ai Dipartimenti, e costituisce condizione per:
1) definire il numero di edizioni di ogni corso programmato;
2) calendarizzare le diverse edizioni dei corsi da realizzare;
3) ripartire i posti aula tra i Dipartimenti Regionali;
La definizione del processo di rilevazione dei fabbisogni sopra sintetizzata risale al
2000, anno in cui il Dipartimento ha organizzato insieme alla Consiel un corso rivolto
ai dirigenti con l’obiettivo di sviluppare una analisi dei fabbisogni formativi,
avvalendosi anche dei dati della rilevazione effettuata nel settembre 1999.
Il primo Piano di formazione – che si riferisce al periodo di programmazione 1999-
2001 – assume come centrali le politiche di innovazione concentrate principalmente
sullo sviluppo locale e sui rapporti con gli altri partner europei.
Per la predisposizione dei Programmi annuali e pluriennali per la dirigenza,
invece, al fine di definire i programmi di cui all’art.15 del CCRL della dirigenza, i
Dirigenti Generali procedono alla rilevazione del fabbisogno formativo di ciascun
Dipartimento tenendo conto che la formazione dei dirigenti persegue i seguenti
obiettivi di carattere generale:
La conoscenza e condivisione delle nuove missioni istituzionali e delle
prospettive scaturenti dal ruolo che le strutture pubbliche sono chiamate ad
assumere quali reale fattore di sviluppo e di vantaggio competitivo;
La corretta utilizzazione di strumenti gestionali nuovi, di modelli organizzativi
più flessibili e adattabili alle specificità delle singole realtà (l'organizzazione dei
programmi, i controlli di gestione, i nuclei di valutazione, il lavoro per progetti, i
sistemi informativi, ecc.);
L'omogeneo e soddisfacente funzionamento dell'apparato amministrativo
sull'intero territorio regionale e nel rispetto del criterio della coesione
amministrativa.
63
A questi obiettivi si aggiungono quelli tutt'ora attuali già determinati nella precedente
fase di programmazione definita con il primo Piano della Formazione 1999/2001, tutti
riconducibili alle direttive ed indirizzi promananti dal Dipartimento della Funzione
Pubblica ed agli obiettivi di carattere generale contenuti nei documenti di
programmazione economico finanziaria:
Coadiuvare l'amministrazione verso una prospettiva di orientamento al
servizio;
Sollecitare la realizzazione di una gestione per progetti, con obiettivi
predeterminati, in sostituzione del metodo che privilegia gli atti ed i
provvedimenti;
Richiamare la dirigenza a più efficaci regole funzionali di responsabilità ed
autonomia gestionale ed a misurarsi con i nuovi modelli operativi che la
tecnologia impone;
Favorire l'interazione culturale e progettuale con il sistema privato, dando vita
a momenti formativi e di aggiornamento manageriale comuni;
Mettere l'amministrazione in condizioni di poter sostenere il confronto con le
altre realtà pubbliche dell'Unione Europea.
Una volta individuato il fabbisogno specifico della dirigenza, viene avviata la
contrattazione a livello di Dipartimenti prevista dall'art.4 del CCRL della dirigenza sui
criteri specifici per l'elaborazione dei programmi annuali e pluriennali relativi all'attività
di formazione ed aggiornamento e sulla quota delle riserve da destinare ai programmi
medesimi.
I dati della rilevazione dei fabbisogni vengono trasmessi entro il 15 marzo di ogni anno
all'Area Formazione del Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di
quiescenza e previdenza ed assistenza del personale.
Per quanto riguarda la formazione manageriale che, come si vedrà meglio in seguito,
assume nella regione Sicilia un peso rilevante tanto è vero che per i primi due anni di
attività tutte le iniziative sono state destinate esclusivamente ai dirigenti, è stato
formulato un piano contenente i "Programmi annuali e pluriennali dirigenza
2002-2004".
Il processo descritto si riferisce all'Analisi dei fabbisogni effettuata per la
predisposizione del Piano di Formazione e dei Programmi annuali e pluriennali della
dirigenza che a tutt'oggi hanno trovato finanziamento nell'ambito dei fondi propri della
Regione. Va tuttavia sottolineato che all'interno del POR, nell'Asse Risorse Umane, è
presente un paragrafo dedicato all'"Analisi dei bisogni specifici e delle potenzialità"
all'interno del quale sono esplicitati strategia e criteri di progettazione.
Per quanto riguarda la strategia, la valorizzazione delle risorse umane assume
rilievo centrale per immettere un forte tasso di innovazione nel sistema sociale nel suo
complesso.
64
La strategia di asse tiene conto, oltre che delle risultanze dell’analisi dei bisogni e delle
potenzialità, del quadro programmatico comunitario e nazionale. I principali riferimenti
sono le priorità di intervento del FSE (policy fields, art.2), il Piano Nazionale per
l’Occupazione 1999, il Quadro di riferimento dell’obiettivo 3 Risorse Umane, le
Raccomandazioni che il Consiglio europeo di Helsinki ha rivolto all’Italia in merito
all’attuazione delle politiche sull’occupazione.
La strategia delineata nel POR costituisce parte integrante della più ampia strategia
regionale volta a favorire l’occupazione, il risanamento del bilancio ed il riassorbimento
del precariato quale si evince dal Documento di Programmazione economico-
finanziaria 2000-2002 approvato dalla Giunta Regionale il 27 luglio 1999.
Accanto alla significativa presenza di sottoccupazione e di lavoro sommerso, assume
pertanto grande rilievo il problema del precariato giovanile legato alla Pubblica
Amministrazione non solo per le risorse finanziarie assorbite ma soprattutto per gli
effetti distorsivi prodotti sul mercato del lavoro e per le gravi conseguenze che ne
derivano dal punto di vista culturale e sociale.
Nel complesso la strategia di Asse è orientata a sostenere alcune priorità identificate a
livello nazionale (implementazione dei nuovi servizi per l’impiego; promozione di
politiche attive del lavoro; riqualificazione e integrazione del sistema di istruzione e
formazione); e alcune linee di intervento correlate a fabbisogni specifici regionali (lotta
alla dispersione scolastica, in particolare nella scuola dell’obbligo; ampliamento
dell’azione nel sociale al fine di ridurre le aree di marginalità; sostegno all’economia
sociale).
4.2. La programmazione delle attività formative
Le attività formative finanziate dalla Regione con fondi propri vengono programmate
secondo le modalità descritte nel paragrafo relativo all'analisi dei fabbisogni.
Per quanto riguarda invece le attività finanziate con fondi POR, le misure dell'Asse
Risorse Umane partecipano, per la loro natura trasversale, alla costruzione dei
“progetti integrati”.
Relativamente alle misure FSE presenti negli altri Assi, le azioni previste (siano esse
formative, informative, di sensibilizzazione o volte alla creazione di impresa) sono
strettamente collegate alla strategia di asse ed integrate con le altre linee
d’intervento. La scelta di collocarle negli assi risponde all’esigenza di rafforzare le
azioni di sviluppo e collegarle maggiormente ai bisogni del territorio o del settore di
pertinenza. In tal senso i progetti saranno selezionati attraverso apposito bando
relativo all’asse di pertinenza, in cui sarà evidenziata la stretta connessione con gli
altri interventi previsti nell’asse. Per evitare sovrapposizione e duplicazione degli
interventi e assicurare sinergia tra le azioni, il POR prevede che sarà comunque
assicurato un coordinamento permanente tra gli assi.
65
Su alcune tematiche quali le pari opportunità e l’emersione del lavoro irregolare
saranno individuate, inoltre, modalità di raccordo con quei soggetti che per
competenza istituzionale (Dipartimento Pari opportunità) e/o tecnica (Comitato
nazionale per l’emersione) possano suggerire buone prassi già realizzate altrove con
successo o fornire indicazioni sulle tipologie di intervento più efficaci e su procedure e
modalità di attuazione degli interventi.
Con riferimento invece all'ambiente, oltre alle azioni di formazione specifiche che
verranno realizzate nell'ambito degli altri Assi del POR e nell'ambito dei vari "policy
fields", le azioni di formazione esperite in tutti gli altri settori dovranno prevedere, ove
opportuno, moduli di base "trasversali" di informazione-sensibilizzazione alle
tematiche dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile.
4.3 Le pratiche e i metodi della valutazione
Il monitoraggio degli interventi formativi attuati si svolge in tre diverse fasi:
preliminare, con la somministrazione preventiva ai partecipanti di questionari
aperti per la rilevazione delle aspettative e di eventuali quesiti sui contenuti del
corso. Intervista a Dirigenti e funzionari per concordare preventivamente il
programma formativo. Raccordo didattico con i docenti. Per l’area linguistica e
informatica eventuali test di verifica della conoscenza preventiva;
intermedia, con la disponibilità in aula di una scheda aperta, con cui i
partecipanti formulano quesiti ai docenti ed esprimono necessità di
approfondimento sui contenuti formativi. Individuazione di un Referente d’Aula
con funzioni di tutor. Questionario intermedio di gradimento per i corsi di
maggiore durata oppure in caso di necessità.
Valutazione conclusiva, con la somministrazione del questionario di gradimento
di fine corso e nota di sintesi del docente. Questionario scritto di
apprendimento, per i progetti oggetto di valutazione dell’apprendimento.
La valutazione dei risultati della formazione è riferita a quattro aree di indagine:
alle reazioni dei partecipanti, relativamente all’esperienza formativa, con
riferimento ai contenuti, alla durata, alla docenza, al materiale didattico fornito,
ecc.;
all’apprendimento dei partecipanti, relativamente alle conoscenze ed alle
capacità acquisite a seguito dell’azione formativa;
al comportamento dei partecipanti, relativamente agli effetti della formazione
sul comportamento lavorativo;
al cambiamento dell’organizzazione, con riferimento agli effetti della
formazione sul sistema organizzativo dell’Ente.
La valutazione di fine corso viene effettuata per tutte le attività formative realizzate,
avvalendosi dei seguenti strumenti:
66
Questionario di valutazione dei partecipanti;
Nota di sintesi del docente;
Scheda di valutazione del referente d’aula.
La verifica dell’apprendimento viene effettuata dai docenti a conclusione delle attività
formative e dovrà essere formalmente certificata nell’apposito attestato di
partecipazione.
La valutazione degli effetti sul comportamento lavorativo rappresenta un obiettivo da
perseguire e sviluppare, attraverso fasi sperimentali, da definire nell’ambito del Piano
Annuale di Formazione. L’intervista “a freddo” rappresenta uno degli strumenti da
utilizzare nella fase di ritorno al lavoro, ad una certa distanza temporale dallo
svolgimento dell’attività formativa. Consente di approfondire le problematiche emerse
nell’elaborazione dei questionari di gradimento, definire il rapporto tra gli obiettivi di
apprendimento ed i bisogni originariamente specificati e valutare l’efficacia del corso di
formazione.
L’attività formativa può essere valutata non solo per gli effetti sulle singole
partecipazioni, ma anche per i risultati prodotti sul sistema organizzativo dell’Ente.
La Regione Sicilia ha investito numerose risorse finanziarie ed umane per la
predisposizione di un proprio sistema informatizzato di monitoraggio - situato
all'interno del Dipartimento Lavoro e Formazione - nel quale confluiscono e sono
consultabili tutti i dati relativi ai progetti a finanziamento pubblico. Il sistema, che si
somma al monitoraggio Monit, è estremamente moderno e consente la consultazione e
l'elaborazione di dati complessi grazie ai numerosi items utilizzati per la classificazione
dei progetti.
67
5. LE CRITICITÀ
5.1. Le criticità di carattere istituzionale e procedurale
La maggiore criticità percepita nel corso della ricerca si riferisce alla pluralità dei
soggetti che intervengono - a pieno titolo ma con scarso coordinamento - nella
rilevazione dei fabbisogni, nella programmazione delle attività e nella gestione delle
stesse. La grande ricchezza di iniziative che porta la Sicilia ad essere la regione
meridionale che, probabilmente, ha investito nella formazione il maggior numero di
risorse finanziarie ed umane, rischia di non produrre i risultati potenziali a causa della
debole sinergia tra le varie filiere di iniziative.
Problematica appare infatti la separatezza tra i progetti finanziati con fondi ordinari e
quelli che trovano invece finanziamento all'interno del POR. Nonostante nessun
progetto sia stato candidato dalla Presidenza regionale, Area Interdipartimentale
Formazione, in risposta al bando sulla Misura 3.10, tuttavia in tale Misura hanno
trovato finanziamento iniziative che vedono quali destinatari i dipendenti regionali. Il
progetto promosso dalla Società AEFFE, considerato dall'amministrazione progetto di
grande utilità e qualità, si rivolge ai 2.217 dipendenti dell'Assessorato Regionale del
Lavoro per accompagnare il processo di decentramento organizzativo del
Coordinamento regionale per gli interventi di politica attiva del lavoro su base
provinciale e circoscrizionale, processo che richiede un'operatività fortemente ancorata
ai programmi della Agenzia Regionale per l'Impiego e per la Formazione Professionale.
Destinatari diretti degli interventi formativi sono 450 dipendenti che sono stati
coinvolti in 15 corsi da 130 ore ciascuno sviluppati su tutto il territorio regionale con
una media di trenta partecipanti a corso.
Analoghe criticità sono ipotizzabili rispetto all'analisi dei fabbisogni. Sulla base delle
previsioni del POR, ciascun Dipartimento può effettuare una propria analisi dei
fabbisogni. L'Assessorato Agricoltura e Foreste che impiega alle sue dipendenze ben
2.500 dipendenti che operano sull'intero territorio regionale ha infatti effettuato una
propria analisi dei fabbisogni per aree e servizi per sviluppare la quale ha utilizzato la
propria rete di referenti formativi in forma decentrata.
Dai colloqui effettuati con alcuni componenti del Nucleo di Valutazione risulta tuttavia
che non è presente nessuna competenza riconosciuta per effettuare una sintesi tra le
varie analisi dei fabbisogni.
Probabilmente tale criticità è anche alla base delle difficoltà incontrate in fase di emanazione dei
bandi. La scarsa chiarezza sui fabbisogni ha comportato, soprattutto per i primi due Bandi della
Misura 3.10, previsioni non stringenti che, lasciando molto spazio all'offerta, non hanno focalizzato
68
obiettivi e strategie mirate. Analoga considerazione può essere riferita alla modalità utilizzata di
bandi multasse e multimisura che non ha facilitato la focalizzazione su misure mirate.
Queste difficoltà, ben presenti ai responsabili regionali, saranno probabilmente
superate in fase di nuova programmazione attraverso un lavoro in sinergia con il
Dipartimento del Personale sia prima del Bando che in fase di stesura dello stesso sia
attraverso una mappature precisa degli interventi già attuati e delle aree ancora
scoperte di bisogno ed un rafforzamento della rete dei referenti formativi. La
individuazione di percorsi formativi destinati ai referenti può rappresentare uno
strumento di sostegno al metodo concertativi ed al coordinamento orizzontale tra i
vari Dipartimenti.
5.2. I vincoli delle risorse
La responsabile dell'Area Interdipartimentale Formazione lamenta la scarsità di fondi a
propria disposizione. Fondi che, per altro, andati in economia fino al 2.000, sono stati
bloccati fino ad un anno fa. La formazione a comparto infatti è stata riaperta solo a
partire dal settembre 2003.
Per quanto riguarda le risorse professionali, le iniziative sono attualmente in corso di
sperimentazione e vengono gestite in convenzione con Università o con la Scuola
Superiore della Pubblica Amministrazione. E' a quest'ultime che viene affidata
l'organizzazione e gestione diretta delle attività. La Regione mette a disposizione la
sede per lo svolgimento delle lezioni.
5.3. I vincoli dell’organizzazione amministrativa
Lo scarso coordinamento nella programmazione e gestione delle iniziative rappresenta
una criticità che sembra discendere più che da vincoli dell'amministrazione dalle
modalità di gestione della leadership. Mentre infatti i documenti programmatici
pongono grande enfasi nell'individuazione di metodologie di progettazione concertata,
in effetti l'organizzazione gerarchica consente ai dirigenti, qualora intendano gestire
autonomamente i compiti loro affidati, di mantenere tali pratiche a livello di pura
formalità.
69
CASO DI STUDIO SUL PROGETTO “P.A. INFORMAZIONE”
1. Le motivazioni della scelta del caso di studio
Le due caratteristiche principali che hanno indotto alla scelta del caso sono
riconducibili essenzialmente ai suoi elementi di innovatività e di trasferibilità.
L'innovatività del progetto esaminato può essere rintracciata in una numerosa serie di
elementi: rispetto alle pubbliche amministrazioni locali esso infatti rappresenta la
prima occasione di formazione strutturata, per complessità e durata dell'intervento
(sei mesi) a disposizione dei pubblici dipendenti. In precedenza gli incontri di
formazione/informazione della durata media di una giornata avevano assolto ad un
ruolo di aggiornamento/informazione che aveva lasciato scontenti i destinatari e li
aveva convinti dell'inutilità della formazione. Ulteriori elementi di innovazione, quale la
partecipazione mista dirigenti/funzionari/dipendenti di amministrazioni differenti, la
volontarietà della partecipazione dimostrata attraverso la messa a disposizione del
proprio tempo libero, le metodologie partecipative, hanno rappresentato elementi di
successo dell'iniziativa e sono stati pertanto esaminati nel paragrafo che analizza tali
elementi.
Il tratto di innovatività che vogliamo qui richiamare risiede invece nell'approccio del
progetto che coglie, in una logica di sistema, l'opportunità offerta da una serie di
riforme legislative destinate a ridisegnare l'agire delle pubbliche amministrazioni. Il
progetto infatti non si limita a porsi l'obiettivo di adeguare le competenze dei
dipendenti pubblici rispetto al nuovo ordinamento delle autonomie locali ed alle leggi
Bassanini ma utilizza gli strumenti previsti in tali ordinamenti (la facilità di accesso, la
semplificazione, la chiarezza e la trasparenza dei procedimenti amministrativi) per
riposizionare l'operare dell'amministrazione pubblica facendole assumere il ruolo di
fattore primario per lo sviluppo del territorio.
Essenziale in questa prospettiva è l'attenzione che il progetto ha dedicato per
imprimere un forte impulso alla costituzione di una rete territoriale di soggetti pubblici
impegnati nello sviluppo locale. Impegno che ha favorito la promozione di momenti di
cooperazione sinergica e la condivisione di esperienze non solo tra dipendenti di settori
diversi ma anche di differenti amministrazioni nell'ottica del miglioramento continuo al
di là dei confini settoriali e territoriali.
I comuni di provenienza dei partecipanti ai corsi hanno in questi anni promosso
numerose iniziative di sviluppo locale per l'attuazione delle quali essi non hanno
tuttavia coinvolto i propri dipendenti. Ciò ha comportato, a detta di numerosi studiosi
di economia, una evidente inefficienza dell'apparato organizzativo e burocratico dei
70
comuni. Le risorse istituzionali per realizzare progetti di sviluppo sono risultate scarse
ed i comuni non hanno sviluppato una sufficiente attitudine ad essere agenti dello
sviluppo socio-economico.
Il progetto si propone di modificare questa situazione immaginando per gli enti locali
della zona interessata un ruolo di nucleo attivo di processi di sviluppo e di
modernizzazione dell'area territoriale di riferimento.
Per altro, il tipo di approccio innovativo ipotizzato in fase progettuale è stato fin da
subito considerato strumentale. L'obiettivo è stato infatti quello di individuare
l'approccio più idoneo a tramutarsi in sviluppo.
La proposta che ne è scaturita aveva tra i suoi obiettivi prioritari quello di innescare un
profondo cambiamento culturale delle organizzazioni coinvolte sia attraverso nuove
modalità di lavoro al proprio interno sia attraverso forme più collaborative di rapporto
con le altre amministrazioni del territorio. Non più, quindi, criteri e modelli
appartenenti alla tipica logica burocratica bensì criteri e modelli di cultura
manageriale. Non più, come in passato, la sola applicazione delle norme bensì la
capacità di individuare correttamente i problemi, ricercare soluzioni molteplici degli
stessi, scegliere tra le alternative quella ritenuta migliore, accettare che i risultati
siano verificati e controllati. Per alimentare un significativo e visibile volano di sviluppo
tuttavia, il cambiamento culturale dell'organizzazione interna di un ente comunale ha
bisogno di essere accompagnato dalla sperimentazione di nuove modalità di relazione
e comunicazione tra i diversi soggetti pubblici che operano sul territorio.
Il secondo elemento, la trasferibilità è condizione intrinseca del progetto. Esso è stato
concepito infatti come sperimentazione di un modello da replicare sia nelle stesse
amministrazioni comunali attraverso il coinvolgimento di dipendenti che sono rimasti
esclusi dall'attuale fase sia in tutte le amministrazioni comunali che volessero entrare
nella rete già esistente o attivare nuove reti istituzionali.
2. Descrizione del progetto
2.1. Il contesto di riferimento
Il progetto "P.A. Informazione", realizzato nell'ambito del POR Sicilia FSE 2000/2006,
Asse III - Risorse Umane - Misura 3.10 Diffusione di competenze funzionali allo
sviluppo del settore pubblico, nasce da una serie di osservazioni di contesto che hanno
animato la progettazione formativa:
la necessità di dotare la Pubblica Amministrazione di un sistema informativo e
formativo puntuale e flessibile, capace di consentire all'organizzazione di
adattarsi dinamicamente al contesto nel quale si trova ad operare.
La necessità di sviluppare strategie per mantenere o aumentare la
competitività delle performance del pubblico dipendente, affinandone il
71
processo decisionale e sviluppando idonee competenze per poter interagire nel
mercato globale.
Tali necessità sono particolarmente sentite nel territorio in quanto nella Provincia di
Enna esistono, in generale, poche opportunità di sviluppo del territorio. La provincia,
ed all'interno di essa, soprattutto il territorio oggetto dell'intervento, è la provincia
siciliana con minore consistenza demografica ma anche quella che presenta una
rilevante carenza di infrastrutture: la viabilità scadente per le strade esistenti, la
mancanza di una arteria autostradale o comunque di un sistema di strade a larga
carreggiata, l'inesistenza, specie nel contesto di riferimento, di un sistema ferroviario,
comunque scarso e deficitario in tutta la provincia, comportano anche poche
opportunità di comunicazione e scarsa presenza di servizi, soprattutto alle
amministrazioni ed alle imprese locali.
In ambito economico questo territorio, a prevalenza agricola, vede una scarsa
presenza di industrie o di imprese a carattere commerciale ed anche le attività edili,
una volta rilevanti nella zona, risentono della crisi in cui versa il settore. Ciò è ancora
più evidente quando si analizzano gli scambi commerciali della provincia: quasi
inesistente l'apertura verso altri mercati, regionali o nazionali.
Indicatori di rilievo della situazione economica sono da un lato i tassi di occupazione e
disoccupazione (32,4%), rispettivamente il più basso d'Italia ed il più alto tra le
province italiane e dall'altro il reddito a disposizione delle famiglie (pari a circa il 66%
del valore medio nazionale) ed il livello di consumi (il più basso tra le province
italiane).
Questa condizione economica sfavorevole è ancora più evidente nel contesto
territoriale oggetto dell'intervento che fa parte della zona più settentrionale della
provincia ed è distante dai grossi centri di attività produttiva e culturale.
Le amministrazioni comunali che hanno aderito all'intervento sono quelle delle
cittadine di Cerami, Troina, Gagliano C.to, Agira, Sperlina e Capizzi. Quest'ultimo
comune, pur facendo parte della provincia di Messina, è fortemente legato alle altre
amministrazioni perché appartiene allo stesso contesto territoriale: la cultura, la storia
e le tradizioni secolari sono le stesse e simili sono la situazione economica, i problemi
e le opportunità di sviluppo. L'amministrazione comunale di Capizzi si è impegnata
particolarmente per partecipare all'intervento in oggetto anche perché impossibilitata,
altrimenti, ad operare nel contesto della propria provincia. La scarsa viabilità ed i
collegamenti difficili con il resto della provincia di Messina fanno sì che questa cittadina
resti fuori da qualsiasi intervento, economico o culturale: da un lato perché distante
dai grossi centri e dal capoluogo della provincia, dall'altro perché, pur facendone parte
come territorio, non appartiene alla provincia ennese.
72
Nonostante le difficoltà appena richiamate, l'intervento si inserisce in un contesto
caratterizzato da una forte volontà di intraprendere e di innovare e da un forte
interesse da parte della pubblica amministrazione di rivalutazione del ruolo potenziale
delle "aree di margine" in senso economico, culturale e, soprattutto, amministrativo
del territorio.
I Comuni della zona Nord della provincia di Enna e la Provincia regionale di Enna
hanno promosso il Gruppo di Azione Locale (GAL) "Terre del Sole" per l'attuazione del
Programma d'Iniziativa Comunitaria (PIC), Leader II (Liaisons entre actions de
dévelopment de l'économie rurale) per lo sviluppo dell'economia rurale. Il GAL "Terre
del Sole" ha la propria sede nel Comune di Troina. Il Comune di Capizzi non è stato tra
i promotori di questo Leader ma di quello dei Nebrodi, che ha la propria sede in San
Fratello. Alcuni di questi comuni, come Cerami e Nicosia, hanno aderito anche al
Programma di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio
(PRUSST) "Valdemone" che coinvolge un'area molto vasta della Sicilia nord-orientale a
cavallo delle Province di Enna, Catania e Messina. Comune capofila del Prustt è il
Comune di Randazzo. Tutti i comuni della zona nord dell'ennese hanno poi aderito nel
2000 al Patto Territoriale specializzato in agricoltura della Provincia di Enna coda del
Patto Territoriale di Enna ammesso a finanziamento nel 1996.
I Comuni di Agira, Cerami, Gagliano C.to, Sperlinga e Troina sono tra i venti Comuni
che hanno promosso l'accordo in ambito provinciale, d'intesa con la Provincia regionale
di Enna per la predisposizione di due PIT: "Enna: turismo tra archeologia ed ambiente"
(zona Sud della provincia di Enna) e "Sinergie per competere" (zona Nord della
provincia di Enna).
Le amministrazioni comunali della zona hanno quindi ritenuto necessario, nell'ottica di
una tendenziale trasformazione economica e sociale dell'intero sistema, sviluppare ed
adeguare le competenze professionali dei propri dipendenti al fine di eliminare i
condizionamenti che limitano lo sviluppo della zona e migliorare le proprie capacità
operative nell'ambito di una riorganizzazione efficace e strategica del settore.
2.2. Obiettivi del progetto
Obiettivo generale del progetto è quello di offrire alcune risposte alle tante necessità
attraverso azioni formative finalizzate a consentire il superamento di un apparato
amministrativo burocratico organizzato a compartimenti stagni nonchè ad ottimizzare
le performance lavorative, le capacità produttive e le abilità cognitive dei dipendenti
pubblici e renderle congruenti con le nuove sfide della società.
2.3. Contenuti formativi
73
Il progetto si configura come un progetto integrato in termini di azioni, in quanto
prevede al suo interno differenti tipologie di intervento che definiscono una filiera
logica e sequenzale (azione di diffusione: sensibilizzazione, informazione e pubblicità;
azioni di sistema: analisi dei fabbisogni; azioni rivolte a persone: orientamento e
formazione); e in termini di soggetti, prevedendo la costituzione di una apposita ATS
tra amministrazioni comunali ed Ente gestore. Il progetto si articola in tre corsi di 300
ore ciascuno che si sono svolti in parallelo.
Corso A - Strumenti comunitari e sviluppo locale
Il corso è stato finalizzato a far acquisire ai partecipanti la conoscenza degli strumenti
comunitari e delle opportunità che l'Unione Europea offre per la promozione dello
sviluppo locale. Il corso ha previsto anche un project-work in attività consulenziale al
fine di far sperimentare ai partecipanti, con la guida del docente/consulente,
l'elaborazione di un progetto di sviluppo locale.
Tra i contenuti, oltre quelli di informatica ed Internet (100 ore), la conoscenza del
significato di sviluppo locale, la conoscenza dei programmi comunitari e delle relative
tecniche di progettazione, la capacità di proposta di progetti di sviluppo all'interno
delle amministrazioni.
Corso B - La Riforma Bassanini e il Bilancio nell'ente locale
Il corso ha avuto come obiettivo quello di indagare le innovazioni che la Riforma
Bassanini ha introdotto nell'ordinamento amministrativo e di presentare una indagine
in ambito contabile e finanziario che illustra il passaggio dalla contabilità finanziaria
alla contabilità economica.
Tra i contenuti, oltre quelli di informatica ed internet (100 ore) le metodologie del
rendiconto di gestione ed i sistemi di rilevazione, il nuovo sistema di bilancio e la
capacità di gestione dell'ente locale secondo i nuovi ordinamenti giuridici.
Corso C - Alfabetizzazione linguistica
Obiettivo del corso è stato quello di offrire ai partecipanti una buona padronanza della
lingua inglese.
Ogni lezione (o modulo) è stata suddivisa in micro-moduli a cui sono stati associati
una serie di esercizi interattivi. Inoltre sono stati utilizzati tre micro-corsi ideati
specificamente per il settore della pubblica amministrazione: Traverlers English,
Business English e Internet English. Questi tre micro-corsi hanno avuto l'obiettivo di
permettere ai partecipanti di acquisire le competenze necessarie a svolgere in maniera
competente viaggi di business, incontri ad alto livello con presentazione professionale,
negoziati e di gestire efficacemente situazioni di emergenza. Il terzo micro-corso
consente inoltre di navigare in Internet.
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Tra i contenuti anche la capacità di fruire della metodologia della formazione a
distanza. Ciascuno dei tre percorsi è stato strutturato in unità formative definite in
termini di conoscenze e competenze specifiche certificabili dall'ente gestore.
2.4. Risultati attesi
I risultati attesi afferiscono a due differenti livelli:
a livello del personale, l'accrescimento delle competenze dei partecipanti e la
motivazione al ruolo;
a livello dell'organizzazione, o comunque di settore, un cambiamento
nell'atteggiamento e rispetto al ruolo all'interno dell'organizzazione.
Tali livelli sono fortemente interrelati tra di loro in quanto l'acquisizione di competenze
da parte dei partecipanti è funzionale, una volta tornati nell'ambiente di lavoro, ad
integrarsi gli uni con gli altri per promuovere sinergicamente lo sviluppo del territorio.
3. I punti di forza del progetto
3.1. Le finalità
Il progetto si pone nell'alveo delle "azioni di sistema" . Esso intende infatti elevare lo
standard qualitativo delle performance dei dipendenti pubblici al fine di migliorare
l'erogazione del servizio all'utenza e promuovere lo sviluppo locale. Al di là del
bagaglio conoscitivo offerto ai partecipanti, il progetto si è proposto pertanto di
attivare nuove modalità di relazione e comunicazione fra le amministrazioni coinvolte e
fra queste ed il territorio di riferimento. Territorio non più individuato sulla base dei
confini amministrativi ma delle dinamiche di sviluppo in atto. Le amministrazioni
coinvolte sono infatti chiamate ad interfacciare bisogni collegati a progettazioni
integrate (i PIT) che ridisegnano i confini e propongono nuove strategie di
programmazione negoziata.
Tutti i comuni coinvolti fanno parte (come già richiamato nel paragrafo di analisi del
contesto) di un unico PIT e di un unico GAL "Terra del Sole" (tranne Capizzi che fa
parte del PIT 33 Nebrodi e di un altro GAL e Galliano). Fanno inoltre parte del Patto
formativo locale della provincia di Enna. Patto del quale fa parte anche il Centro Studi
La Fenice che concorre altresì alla realizzazione delle azioni del GAL.
Vale la pena sottolineare il dato che l'Ente proponente e gestore, il Centro Studi
Europeo La Fenice non è un ente di formazione. Esso infatti non svolge
prevalentemente attività di formazione ma ha tra i suoi obiettivi prioritari lo sviluppo
del territorio (promozione dello sviluppo sostenibile; supporto allo sviluppo locale e
imprenditoriale e promozione della cultura dell'imprenditorialità; promozione di
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approcci innovativi e forme di turismo ecocompatibili; promozione di incontri di
partenariato tra imprese).
Sul Patto territoriale di Enna sono state sviluppate una serie di analisi importanti (tra
cui quella del Consorzio Aaster per conto del Formez e quella del Censis) che mettono
in evidenza uno scarto tra le aspettative ed i risultati ottenuti ed individuano quale
limite al raggiungimento di migliori risultati il fatto che la provincia abbia assunto la
rappresentanza dell'intero territorio, tagliando fuori, di fatto, le imprese dei due
distretti industriali e togliendo ruolo ai soggetti territoriali. Nonostante tale limite abbia
inficiato fortemente le potenzialità di questi strumenti tuttavia l'intero territorio ha
maturato la consapevolezza dell'importanza di un riconoscimento identitario e della
necessità di cogliere la propria vocazione. E' a partire da questa leva che si sta
cercando di ridisegnare l'intera architettura ed è proprio nel tentativo di potenziare
questa leva che risiede la significatività del progetto di formazione che stiamo
analizzando.
Per altro nel territorio esiste già qualche prassi positiva da cui è possibile attingere
elementi di ottimismo. L'Agenzia di sviluppo locale di Caltagirone, il cui Presidente, ex
sindaco di uno dei Comuni coinvolti nel progetto, è stato apprezzatissimo docente nei
corsi, è nata da un corso di formazione finalizzato alla definizione di un progetto di
Agenzia. La proposta, partita dai dipendenti che hanno partecipato è stata accolta dai
Sindaci. I dipendenti che vi hanno lavorato lo hanno fatto gratuitamente (la Provincia
ha infatti messo a disposizione i locali e la sola indennità di trasferta).
E' tuttavia opinione diffusa sul territorio che lo sviluppo locale non sia ancora "a
sistema". E' per sostenere tale processo che il progetto ha inteso promuovere il
dialogo sul territorio attraverso la costituzione di gruppi aula composti da funzionari e
dirigenti provenienti da settori e da amministrazioni diversi.
3.2 L'analisi dei fabbisogni
La fase di avvio del progetto è stata destinata ad analizzare, all'interno delle
Amministrazioni coinvolte, nei vari servizi e comparti, i reali bisogni di competenze e
di conoscenze.
L'analisi dei fabbisogni formativi è stata sviluppata contemporaneamente in Provincia
di Messina ed in Provincia di Enna ed ha coinvolto amministratori, dipendenti e
funzionari.
A tal fine un esperto dell'ente gestore ha avviato incontri e tavoli di discussione con i
rappresentanti delle Amministrazioni (amministratori e dirigenti) per l'analisi degli
specifici contesti settoriali e locali. Scopo degli incontri era quello di definire i bisogni
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formativi peculiari e di individuare, fra alcuni percorsi di aggiornamento, quelli più
coerenti rispetto alle esigenze specifiche.
Negli incontri con le Amministrazioni è stata pertanto proposta una serie di possibili
percorsi di formazione all'interno dei quali è stato possibile scegliere le aree più
rispondenti ai bisogni dell'amministrazione.
Le otto aree di approfondimento proposte sono state:
Alfabetizzazione linguistica
Internazionalizzazione dell'economia siciliana
Alfabetizzazione informatica
Cultura europea e strumenti comunitari
Riforma Bassanini
Bilancio, contabilità ed Euro
Management e gestione delle risorse umane
Comunicazione e marketing
Le cinque aree prescelte sono state:
Informatica ed internet
Lingua inglese
Cultura europea e strumenti comunitari
Riforma Bassanini
Bilancio e contabilità.
Le aree così individuate sono state articolate in tre percorsi di 300 ore ciascuno
(durata massima degli interventi finanziabili dal FSE) preceduti da 12 ore di
orientamento.
Il corso A dedicato a Cultura europea e strumenti comunitari; il corso B dedicato a
Riforma Bassanini e sistema di bilancio; il corso C di lingua inglese in FAD.
Poiché tutte le Amministrazioni hanno puntato sulI'informatica, particolarmente utile in
territori i cui collegamenti presentano numerosi disagi, i corsi A e B hanno previsto,
comprese nelle 300 ore, n.100 ore di informatica con il conseguimento della Patente
Europea del Computer (ECDL). Il corso C è stato progettato in Formazione a distanza
per il 90% delle ore previste precedute da 42 ore di preparazione alla FAD.
Durante la fase di avvio, oltre ai tavoli di discussione con gli Amministratori ed i
dirigenti degli enti coinvolti, il progetto è stato pubblicizzato attraverso incontri
continui e ripetuti sia con i dipendenti, destinatari delle attività di aggiornamento,
presso i luoghi di lavoro degli stessi, che con gli Enti e le Amministrazioni coinvolte.
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Nel corso di tali incontri sono stati illustrati il progetto e le attività di aggiornamento e
sono state presentate le attività progettuali, nello specifico dei tre percorsi proposti,
dei moduli contenuti e delle certificazioni rilasciate alla fine del percorso.
Nonostante la indubbia positività dell'aver progettato e realizzato una analisi dei
fabbisogni in maniera non formale o esclusivamente documentale, va tuttavia rilevato
che la notevole distanza temporale tra lo svolgimento dell'analisi e la realizzazione del
corso ha determinato - come quasi sempre purtroppo succede per i progetti a
finanziamento pubblico - interventi formativi tardivi e, per quanto riguarda alcuni temi,
quali ad esempio quello dell'introduzione dell'euro, non più rispondenti alle esigenze
reali.
3.3 I destinatari delle attività
Il progetto - inizialmente riservato soltanto ai dirigenti - ha invece visto la
partecipazione congiunta di dirigenti e dipendenti. Ciò in quanto gli Amministratori
hanno condiviso l'obiettivo di organizzare in modo non piramidale il lavoro e di
accogliere a tale riguardo il punto di vista e le proposte dei dipendenti. L'Aula
congiunta ha consentito a questo proposito di conoscere meglio punti di criticità e
possibili soluzioni.
Inoltre il bando richiedeva la partecipazione del 50% di dipendenti donna. Tale
percentuale è stata rispettata ed ampiamente superata. Le donne infatti hanno
rappresentato più del 60% dei corsisti.
3.4 Le modalità di selezione
La selezione dei partecipanti ha privilegiato il maggior contemperamento possibile tra i
bisogni delle amministrazioni e la facoltà di scelta dei dipendenti, sia rispetto
all'adesione al corso che alla individuazione delle tematiche di approfondimento.
Quest'ultima condizione (la scelta consapevole da parte dei dipendenti) era richiesta in
questo caso più che in altri in quanto soltanto metà della formazione si è sviluppata
durante l'orario di lavoro. L'altra metà, a carico del dipendente, è stata erogata di
pomeriggio o di sabato. Inoltre ai partecipanti veniva richiesto lo spostamento dal
proprio comune alla sede di svolgimento della formazione (Troina) o addirittura, per gli
esami finali, nella città di Palermo.
Nell'ambito delle aree individuate nei tavoli, i dipendenti che avevano intenzione di
partecipare alla formazione si sono pertanto candidati a svolgere il percorso di proprio
interesse. Ciascun dipendente aveva la possibilità di partecipare ad uno solo dei tre
corsi. Poiché le domande di adesione erano notevolmente superiori ai posti disponibili,
la scelta dei partecipanti effettivi è stata, in ultima istanza, effettuata dagli
amministratori dei comuni ai quali è spettato il compito di indicare i dipendenti da
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inserire nei corsi in relazione alle esigenze dell'amministrazione ed ai settori di
appartenenza di ciascun candidato.
Per rispondere alla notevole domanda di partecipazione (100 domande per 60 posti;
all'incirca un dipendente su due si è candidato alla partecipazione), il numero massimo
di formandi per corso è stato ampliato a 24 (20 discenti e 4 uditori per ciascun corso)
ed è stata offerta la possibilità alle amministrazioni, in presenza di un numero di
domande eccedenti il numero limite di 20 più 4 uditori per corso, di scegliere tra
titolari ed uditori e supplenti.
L'incidenza del numero dei dipendenti per Comune è stato calcolato in base ad una
approssimativa stima della distribuzione e della quantità dei dipendenti in ciascun
comune.
La composizione è pertanto stata progettata come riportato nel riquadro che segue:
Comuni Numero dipendenti N° minimo di supplenti
Agira 14 14
Capizzi 9 9
Cerami 8 8
Gagliano 10 10
Sperlinga 5 5
Troina 14 14
3.5 Le metodologie didattiche
La formazione
Il modello pedagogico che sta alla base dell'intero percorso formativo mira
innanzitutto a promuovere la centralità del partecipante in quanto soggetto e
destinatario dell'attività formativa ed a favorire un modello di apprendimento critico ed
attivo, nell'ambito del quale il compito principale del docente è quello di trasmettere e
suggerire criteri e metodologie interpretative.
Tale approccio è tuttavia di difficile applicazione. Nel corso dei focus con i partecipanti
è infatti emersa l'esigenza di ridefinire le caratteristiche della didattica "alleggerendo"
le lezioni frontali in Aula ed incrementando stage e apprendimento pratico. I gestori
dell'iniziativa hanno accolto tale indicazione e ne terranno conto nella eventuale
prossima riprogettazione.
LA FAD
Sulla lingua inglese hanno puntato moltissimo i dipendenti.
Il percorso è stato realizzato con l'ausilio del Laboratorio delle Idee di Fabriano in
modalità FAD, fruibile tramite Internet. Ciò al fine di offrire l'opportunità ai funzionari
di accedere a forme di aggiornamento personalizzate e specifiche capaci di tener conto
dei singoli background conoscitivi ed esperenziali di ciascun corsista. La suddivisione in
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micro-moduli rompe, infatti, la tradizionale sequenzialità dell'apprendimento,
permettendo ai discenti di individuare le specifiche materie per le quali hanno bisogno
di rafforzare la propria preparazione.
In questo caso si è trattato di vera e propria formazione a distanza in quanto i discenti
hanno partecipato a dei momenti di Aula durante i quali hanno costituito una comunità
che ha poi lavorato come comunità virtuale in collegamento telematico con il docente
per quanto riguarda i contenuti e con l'assistenza di un tutor per la parte informatica.
Nell'aula virtuale, dove hanno avuto luogo broadcasting di lezioni on-line,
presentazioni interattive del tipo PowerPoint e appuntamenti in chat, i partecipanti
hanno potuto frequentare lezioni ma anche svolgere attività in autoapprendimento con
docenti e tutor ed esercitazioni di gruppo.
La base del metodo FlexNet è l'apprendimento tramite l'acquisizione di automatismi,
ossia la ripetizione dell'impiego di una struttura un minimo di 80 volte (il livello
necessario statisticamente per imprimere a lungo termine nella memoria un concetto o
una struttura). Per raggiungere questo obiettivo sono stati utilizzati una serie di
meccanismi didattici, quali spiegazioni animate e giocose, quiz e test a tempo ed a
punteggio, giochi (tipo memory, hangman, ecc.) ed un'esperienza immersiva in un
mondo tipo 3D dove l'utente deve affrontare e superare ostacoli linguistici in situazioni
che simulano la realtà. In quest'ultimo non si può accedere a livelli di perfezionamento
superiori se non si riesce a superare quelli inferiori. Inoltre i corsi sono stati corredati
di spiegazioni testuali, glossari contestuali, spiegazioni sintattiche ed una biblioteca
multimediale che comprende audiobook, letture specifiche e video.
Per la verità inizialmente la FAD era stata privilegiata soprattutto nella speranza che il
collegamento fosse possibile dai rispettivi comuni di appartenenza. Nella realtà (tranne
due dipendenti del Comune di Capizzi) che hanno svolto il percorso in parte in Aula ed
in parte nel proprio comune, tutti gli altri partecipanti si sono dovuti recare nell'Aula
attrezzata del Centro di Troina "L'Oasi".
L'uso di un tale strumento innovativo ha comunque lasciato nei partecipanti, come
effetto positivo, la capacità di comprensione di come si può imparare una lingua
ponendo se stessi al centro del processo di apprendimento.
L'orientamento
L'orientamento, previsto nel progetto in 12 ore per ciascun corso, ha rappresentato
una modalità innovativa sia rispetto al contesto di azione che all'utenza.
L'orientamento è stato sviluppato secondo il modello francese del bilancio di
competenze. Pertanto, ciascun partecipante è stato accompagnato nella
predisposizione di un proprio progetto professionale che, a partire dalla
autovalutazione (assistita da personale esperto) delle capacità possedute, di quelle da
rafforzare e di quelle assenti, prefiguri un percorso di sviluppo personale da realizzare
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attraverso varie tappe. L'attività di orientamento si è posta il fine di motivare i
partecipanti verso la formazione e l'aggiornamento continuo e di rafforzare la
consapevolezza dell'importanza di un costante arricchimento personale di competenze.
Per l'attività di orientamento sono state utilizzate metodologie di vario tipo, dal lavoro
di gruppo al colloquio individuale, alla stesura di lavori individuali e collettivi.
Al fine di favorire il processo di formazione alla decisionalità, condizione necessaria per
individuare e poi perseguire scelte autonome e consapevoli, il modulo ha
preliminarmente fornito ai partecipanti strumenti per lo sviluppo e l'affinamento del
processo decisionale mediante l'acquisizione di informazioni/conoscenze.
3.6 La pubblicizzazione dell'iniziativa e la disseminazione dei risultati
Il progetto è stato avviato con un Seminario iniziale che ha coinvolti tutti i dipendenti
delle amministrazioni ed è stato pubblicizzato sul territorio al fine di promuovere la
partecipazione degli attori locali.
Allo scopo di favorire l'informazione sull'intervento formativo sono stati inoltre
distribuiti depliants e brochure divulgative.
Il progetto si è concluso con un seminario finale per la diffusione dei risultati e lo
scambio delle buone prassi. Destinatari gli attori locali, provinciali e regionali.
Gli atti del Seminario sono stati pubblicati.
3.7 Monitoraggio e valutazione qualitativa
Il monitoraggio ha accompagnato lo svolgimento dell'intero progetto con il duplice
scopo di effettuare una prima valutazione del suo impatto sui destinatari ed
individuare le criticità ed i fattori che contribuiscono al successo.
Gli incontri e rilevazioni sul campo hanno consentito la raccolta di informazioni e dati,
la discussione di procedure ed interventi con i destinatari dell'intervento e lo staff
organizzativo, la predisposizione di report e relazioni. La verifica diretta da parte di un
esperto è stata integrata attraverso la somministrazione di questionari effettuata con il
supporto di tutor e docenti.
Per quanto riguarda la FAD le attività formative sono invece state monitorate con un
sistema informatico di ultima generazione che registra il tempo di collegamento ad
ogni modulo, le attività svolte ed i risultati di tale attività. Inoltre una cosiddetta
"lavagna elettronica" del campus ha registrato tutte le comunicazioni tra discenti e
docenti.
L'azione di monitoraggio e verifica in itinere di tutte le azioni del progetto, sia quelle di
sistema che quelle rivolte a persone ha avuto lo scopo di misurare i risultati al fine di
sperimentare e ottimizzare un metodo da replicare successivamente. Il focus è posto
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sull'utilizzo dei nuovi saperi dei funzionari quali momento e stimolo di integrazione e
condivisione per proporre nuove soluzioni, all'interno dell'amministrazione e verso
l'esterno.
Gli strumenti di rilevazione utilizzati dal tutor sono:
le schede di frequenza corso
le schede di feed-back sulla gestione dell'aula da parte del docente
le schede di osservazione dell'aula
le schede di valutazione di ogni singolo partecipante.
I docenti sono stati invece chiamati a valutare il sapere acquisito (conoscenze,
competenze ed abilità) dei partecipanti. Alla fine di ogni modulo pertanto gli stessi
hanno espresso un giudizio sulla base di griglie di valutazione strutturate concorrendo,
insieme alle valutazione del tutor e dell'intero collegio docente, alla formulazione di
una valutazione complessiva dell'efficacia dell'azione formativa.
Per una completa valutazione del processo formativo è stata inoltre misurata anche
l'efficacia dell'attività svolta dal docente attraverso una scheda di feed-back compilata
sia dal tutor che da ogni singolo partecipante.
Riepilogando, processo e strumenti della valutazione nel loro complesso sono stati i
seguenti:
Questionari di analisi delle motivazioni e delle aspettative (all'inizio)
Monitoraggio continuo al fine di verificare l'efficacia delle azioni rispetto agli
atteggiamenti e capacità personali acquisite (monitoraggio effettuato da tutor e
docenti)
Schede di valutazione dei livelli di apprendimento (erogate alla fine di ciascun
modulo)
Prove di abilità e colloqui (a metà corso).
Alla fine del corso i partecipanti hanno sostenuto delle prove finali (scritta ed orale). I
discenti del corso FAD invece hanno sostenuto un esame scritto erogato tramite il
campus virtuale e ne hanno discusso i risultati con i docenti.
I formati sono stati complessivamente 62, di cui 59 hanno ricevuto la certificazione di
competenze, avendo completato il corso per il minimo del 70% delle ore previste. Vale
la pena a questo proposito ricordare che durante il periodo di svolgimento del progetto
si sono svolte le elezioni amministrative (maggio-giugno 2003) che, di fatto, hanno
comportato un aggravio di lavoro per il personale e l'abbandono del corso da parte di
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alcuni dipendenti o la mancata partecipazione ad un monte ore sufficientemente ampio
da consentire l'acquisizione della certificazione da parte di altri.
Il livello di efficacia dell'intera azione didattica è stato ricavato attraverso una analisi
integrata di una serie di fattori quali: l'efficacia dei metodi di esposizione; il grado di
approfondimento dei temi trattati; la valutazione dei contenuti (anche in termini di
innovatività); l'utilizzo e l'applicazione dei temi trattati nel mondo del lavoro; la
chiarezza di esposizione; il grado di integrazione tra i docenti della stessa area; il
materiale didattico utilizzato; la dimensione internazionale.
Soprattutto per il corso sulla cultura europea il monitoraggio ha evidenziato alcune
criticità che sono state superate attraverso una riprogrammazione stabilita sia
attraverso colloqui tra i docenti ed alcuni partecipanti sia collegialmente in Aula.
4. Considerazioni conclusive
Le elevate percentuali medie di partecipazione ai corsi (83% per il corso A, 91% per il
corso B e 84% per il corso C) rappresentano un significativo indicatore dell'interesse
dei partecipanti verso questa iniziativa che ha sicuramente cambiato l'opinione degli
stessi verso i corsi di aggiornamento ritenuti, fino a quel momento, inutili. E'
probabile che questo mutato atteggiamento verso la formazione e l'innovazione possa
produrre un effetto emulativo anche verso quei funzionari e dirigenti che non hanno
partecipato non per mancanza di posti ma per scarsa considerazione dell'iniziativa.
Uno dei sindaci intervistati ci ha infatti dichiarato che i suoi istruttori direttivi non
hanno aderito al progetto perché ritenevano che fosse una perdita di tempo. La sfida
che i partecipanti si trovano ad affrontare è stata ben sintetizzata da un partecipante
stesso: "l'esperienza maturata durante i corsi deve essere messa a disposizione delle
nostre amministrazioni e del contesto in cui viviamo affinché questa professionalità
non sia inutile ma sia in grado di aumentare le capacità produttive di un territorio che
ne ha assoluto e urgente bisogno".
A tutt'oggi però non sono visibili ricadute significative. I risultati attesi in termini di
cambiamento dell'atteggiamento complessivo rispetto al proprio ruolo non si sono
prodotti e la ristrutturazione degli uffici comunali non è stata fatta. Le cause possono
essere ricondotte da un lato al modo in cui le amministrazioni hanno a
ccolto questa iniziativa. Al momento non si è riusciti ad incidere "nel profondo" ma ci
si è limitati ad alcuni aggiustamenti di prima visibilità. Dall'altro, alla scarsità di
organico che porta i lavoratori a rincorrere l'emergenza senza lasciare loro il tempo di
esercitare nuovi ruoli. Rispetto al ruolo va inoltre tenuto presente che la dirigenza,
destinataria privilegiata dell'iniziativa, in realtà ha partecipato in maniera minoritaria.
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Responsabilità politiche quindi ma anche responsabilità tecniche. Ad opinione del
sindaco di Cerami (unico amministratore ad essere rieletto nei comuni che hanno
partecipato al progetto), non si è ancora avuta una defluenza positiva nei rapporti con
i soggetti della programmazione negoziata (soprattutto il GAL) perché agli incontri
continuano a partecipare soltanto politici (il Sindaco o l'Assessore) senza avvalersi
dell'apporto dei propri tecnici. Questa è una responsabilità politica che il sindaco si
propone di superare nel prossimo futuro.
A questa responsabilità degli amministratori se ne aggiunge un'altra, imputabile
questa volta in maniera maggiore ai dipendenti, che, rispetto soprattutto alla cultura
europea, non dedicano tempo ed attenzioni sufficienti in quanto si occupano solo
dell'ordinaria amministrazione.
Vale tuttavia la pena richiamare ancora una volta il fatto che il progetto che abbiamo
analizzato rappresenta il primo ed unico intervento formativo che è stato svolto in
questi anni all'interno delle amministrazioni comunali. Per ottenere risultati visibili e
moltiplicarne le potenzialità è probabilmente necessario ripetere l'esperienza. E'
convinzione diffusa dei nostri interlocutori che per produrre un cambiamento
significativo del ruolo delle amministrazioni sarebbe necessario riproporre l'iniziativa
invitando alla partecipazione i dipendenti rimasti esclusi ma, soprattutto,
coinvolgendo in misura maggiore la dirigenza nella formazione congiunta.
Va inoltre evidenziata una significativa positività: il corso ha creato una rete informale
che costituisce un patrimonio di capitale sociale dal quale partire per ricostruire
speranza e fiducia non solo nelle amministrazioni pubbliche ma nel territorio più in
generale. L'innovazione infatti si è calata nella coscienza del pubblici dipendenti che
hanno aderito all'iniziativa. La partecipazione ha rappresentato una esperienza molto
significativa sotto il profilo umano - ad opinione oltre che dei partecipanti anche degli
amministratori che hanno partecipato all'iniziativa - che ha favorito la comunicatività
ed avviato uno scambio di esperienze con gli altri comuni che sta continuando
nonostante le elezioni ed il cambio della maggior parte dei sindaci.
Il valore aggiunto del progetto sta quindi nella rete, favorita anche dal fatto che molti
docenti del corso A e del corso B sono stati gli stessi.
Dopo le elezioni la rete formale è più difficile in quanto le amministrazioni sono
cambiate ma la rete informale ha una forte valenza capace di produrre effetti
innovativi diffusi.
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