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La rilevazione dei bisogni formativi

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La rilevazione dei bisogni formativi
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REGIONE SICILIANA

Rapporto sullo stato di attuazione dei progetti

di formazione del personale pubblico

Novembre 2004





Il Rapporto è stato curato da Nadia Sgaramella, Roberto Porciello, Giuseppe Sferrazza

INDICE

1. GLI INDIRIZZI DI POLITICA FORMATIVA OPERANTI NELLA REGIONE ................................................... 2

1.1 Le politiche nazionali ................................................................................................................ 2

1.2 Le politiche regionali ................................................................................................................ 3

1.3 La programmazione regionale degli interventi a finanziamento comunitario ..................................... 4

1.4 L’ interpretazione delle politiche operanti in regione: indirizzi preferenziali e coerenza tra gli indirizzi

enunciati e la strumentazione predisposta ........................................................................................ 7

2. IL RETICOLO DEI PRESIDI DELLA FORMAZIONE ............................................................................... 9

2.1. L’attribuzione delle competenze in sede regionale per la formazione finanziata con le risorse ordinarie

della Regione ................................................................................................................................ 9

2.2. La distribuzione delle competenze per l’attuazione dei programmi a finanziamento comunitario ...... 10

2.3. Il modello di attribuzione delle responsabilità e la configurazione delle strutture responsabili nei

Comuni e nelle Province ............................................................................................................... 10

2.3.1. La presenza di strutture e personale di formazione delle Province ......................................... 10

2.3.2. La presenza di strutture e personale di formazione dei Comuni ........................................... 12

2.4. La configurazione d’insieme delle competenze e risorse: trasparenza, circolazione delle informazioni,

collaborazioni e scambi operativi ................................................................................................... 13

3. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI NELL'AMBITO DELLA REGIONE: FINALITÀ,

CONTENUTI, METODOLOGIE, SOGGETTI EROGATORI, GRUPPI PROFESSIONALI INTERESSATI ................. 14

3.1. L’attuazione dei programmi formativi a finanziamento comunitario ............................................. 14

3.1.1 Misura 1.06 – Formazione e sensibilizzazione nel settore idrico ............................................. 21

3.1.2 Misura 1.08 – Diffusione competenze per gestione e salvaguardia del territorio ....................... 24

3.1.3 Misura 2.04 – Formazione mirata e strumenti per la cooperazione ......................................... 27

3.1.4 Misura 3.10 – Diffusione di competenze funzionali allo sviluppo nel settore pubblico ................ 33

3.1.5 Misura 5.03– Promozione dell’integrazione sociale ............................................................... 40

3.1.6 Misura 6.07a – Internazionalizzazione dell’economia siciliana ................................................ 44

3.2 La formazione attuata dall'ente Regione con propri fondi ordinari................................................. 46

3.3 Le attività formative dei progetti a gestione centralizzata (Formez e Dipartimento Funzione Pubblica)

................................................................................................................................................. 54

3.4 L’attività formativa dei Comuni e delle Province ......................................................................... 56

3.4.1 L’attività formativa delle Province ...................................................................................... 56

3.4.2 L’attività formativa dei Comuni.......................................................................................... 59

4. IL MODELLO DI GESTIONE DEL CICLO FORMATIVO ......................................................................... 62

4.1 L'analisi dei fabbisogni............................................................................................................ 62

4.2. La programmazione delle attività formative.............................................................................. 65

4.3 Le pratiche e i metodi della valutazione .................................................................................... 66

5. LE CRITICITÀ ............................................................................................................................. 68

5.1. Le criticità di carattere istituzionale e procedurale ..................................................................... 68

5.2. I vincoli delle risorse ............................................................................................................. 69

5.3. I vincoli dell’organizzazione amministrativa .............................................................................. 69

Allegato - Caso di studio sul progetto “P.A. Informazione”................................................................... 70

1. GLI INDIRIZZI DI POLITICA FORMATIVA OPERANTI NELLA REGIONE





1.1 Le politiche nazionali





Per la redazione degli strumenti di gestione delle attività formative dei propri

dipendenti e dirigenti la Regione Siciliana fa preciso riferimento agli indirizzi che

discendono dalla normativa nazionale ed in particolare:





 dal D.L. 29 del 1993, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo della cultura

di genere della pubblica amministrazione (art.7, comma 4);

 dalla Direttiva alle amministrazioni pubbliche in materia di formazione del

personale n.14 del 24 aprile 1995, sia per quanto riguarda gli obiettivi formativi

che per quanto attiene all'entità delle risorse rapportate al monte retributivo;

 dal CCNL dei dirigenti regioni-enti locali dal quale discende l'impegno

dell'amministrazione ad assumere la formazione e l'aggiornamento

professionale del dirigente come metodo permanente per la valorizzazione delle

capacità e delle attitudini e quale supporto per l'assunzione delle responsabilità

loro affidate (art.32);

 dal CCNL del personale regioni-enti locali (art.23) che, avendo riconosciuto

all'accrescimento ed all'aggiornamento professionale la capacità di porsi come

metodo permanente per assicurare il costante adeguamento delle competenze,

per favorire il consolidarsi di una nuova cultura gestionale improntata al

risultato, per sviluppare l'autonomia e la capacità innovativa e di iniziativa delle

posizioni con più elevata responsabilità e per orientare i percorsi di carriera di

tutto il personale, demanda alla contrattazione collettiva decentrata integrativa

l'attribuzione delle risorse;

 dal Patto Sociale del 22.12.1998 all'interno del quale viene attribuito un ruolo

strategico alla formazione. Il punto 33 del Patto evidenzia infatti la stretta

connessione tra la riforma della pubblica amministrazione e la formazione nel

perseguire un ruolo di promozione dello sviluppo e dell'occupazione. La

formazione è chiamata pertanto ad accompagnare il processo di riforma

amministrativa in atto, la semplificazione dei procedimenti e l'innesto nel

settore pubblico di strumenti gestionali propri del settore privato con interventi

per la valorizzazione e la riqualificazione delle risorse umane, rientranti in più

vasti programmi formativi e di assistenza che favoriscano la diffusione delle

esperienze di eccellenza e l'introduzione di sistemi e procedure di

funzionamento innovative.









2

1.2 Le politiche regionali





La normativa regionale è sostanzialmente riconducibile agli atti di recepimento degli

accordi per il rinnovo contrattuale del personale regionale. Per le attività di formazione

si fa infatti riferimento:

 al D.P.R n.10 del 22 giugno 2001 che richiede l'adozione di "adeguati ed

organici interventi formativi sulla base di programmi pluriennali, formulati e

finanziati dall'amministrazione" (art.3);

 al D.P.R. 26/99 - Contratto per il personale regionale 1998/2001 che stabilisce

che la Presidenza della regione ed ogni ramo dell'amministrazione promuovano

e favoriscano forme di intervento per la formazione, l'aggiornamento, la

riqualificazione, la qualificazione e la specializzazione del personale utilizzando

apposito capitolo di spesa;

 alla Legge Regionale n.145 del 29.12.1980 che prevede l'organizzazione di

corsi di formazione, specializzazione settoriale, qualificazione e aggiornamento

finalizzati a garantire che ciascun dipendente acquisisca le specifiche attitudini

culturali e professionali necessarie all'assolvimento delle funzioni e dei compiti

attribuitigli nell'ambito delle strutture cui è assegnato ed a fronteggiare i

processi di riordinamento istituzionale e di ristrutturazione organizzativa;

 al D.P.R del 30 gennaio 1993 che definisce i criteri del piano annuale dei corsi e

gli stanziamenti da destinare alla realizzazione degli stessi;

 alla Legge Regionale n.24 del 26 marzo 1976 sull'addestramento professionale

dei lavoratori.

La priorità strategica della regione è tuttavia identificabile - come si potrà meglio

constatare nel paragrafo che analizza gli interventi formativi effettivamente organizzati

negli ultimi quattro anni - nell'adeguamento e potenziamento di competenze dei propri

dirigenti, e tale priorità viene assunta quale metodo permanente per assicurare il

costante adeguamento delle competenze manageriali allo sviluppo del contesto

culturale, tecnologico ed organizzativo di riferimento e per favorire il consolidarsi di

una cultura di gestione orientata al risultato ed all'innovazione.

Per il perseguimento di tale risultato si può fare riferimento:





 al CCRL dell'area della dirigenza (contrattazione collettiva integrativa a livello

dei Dipartimenti) che prevede criteri specifici ai fini dell'elaborazione dei

programmi annuali e pluriennali relativi all'attività di formazione e

aggiornamento dei dirigenti (art.4);

 alla Direttiva dell'Assessore alla Presidenza n.903 del 19.2.2002 sui programmi

annuali e pluriennali della dirigenza;







3

 all'art.14 della Legge Regionale n.10 del 15 Maggio 2000 che richiama

espressamente tale scelta.





Vale infine la pena sottolineare un dato peculiare della pubblica amministrazione

siciliana: l'analisi dei trend occupazionali mette infatti in risalto il ruolo fondamentale

del settore pubblico all'interno dei trend positivi registrati dal settore terziario: se

infatti un siciliano su due è occupato nel settore dei servizi, permane tuttavia il ruolo

di “settore spugna” del terziario pubblico, senza il quale i già modesti livelli

occupazionali non potrebbero essere raggiunti.

Questa notevole dipendenza dell’occupazione dall’intervento pubblico diretto ha creato

un ampio numero di posizioni a termine (il cd. “precariato”). In Sicilia attualmente con

il sostegno della Regione sono occupate precariamente circa 66.048 unità (borse

lavoro, lavori socialmente utili, lavori di pubblica utilità), pari al 34,3% dell’intera

quota meridionale di unità lavorative precarie.

Di conseguenza, strategico appare anche il riordino in atto delle attività di formazione

professionale e la conversione delle attuali strutture in coerenza con le esigenze

connesse alla nuova missione del sistema formativo. In tal senso, con Direttiva

dell’Assessorato regionale al Lavoro e Formazione Professionale del 23 marzo 2000,

sono stati approvati i criteri e le procedure per l’accreditamento delle strutture

formative operanti nella Regione Siciliana, al fine di garantire trasparenza nell’accesso

alle risorse pubbliche.

Il processo di riforma che ha coinvolto il settore ha comportato infatti un notevole

aumento degli interventi innovativi che già nell'anno 2000 hanno riguardano ben il

62,4% delle azioni formative.







1.3 La programmazione regionale degli interventi a finanziamento comunitario





Per la predisposizione del POR e del Complemento di Programmazione si è fatto diretto

riferimento alle strategie del Piano di Sviluppo del Mezzogiorno (PSM).

Nonostante la strategia del PSM - incentrata sulla modifica permanente del contesto in

un’ottica di sostenibilità, anziché su interventi di compensazione degli svantaggi –

punti con maggiore forza e intensità su due precisi indirizzi strategici tuttavia esso

intende contribuire in modo qualificante anche all’attuazione degli altri indirizzi ed in

modo particolare all'ammodernamento dell’Amministrazione Pubblica. A tal fine

richiede che al perseguimento di questo obiettivo siano dedicate specifiche politiche e

l’impegno forte e coerente di tutto il sistema politico e istituzionale del Paese.

Altrimenti lo stesso PSM, la stessa politica di riqualificazione degli investimenti pubblici

su esso imperniata, rischierebbero di essere vanificati o comunque di perdere molta

della loro efficacia.



4

Il Capitolo due del PSM contiene pertanto Azioni volte ad accelerare l’attuazione delle

riforme dell’Amministrazione pubblica e al miglioramento della sua efficienza. Tali

azioni prevedono il rafforzamento tecnico delle strutture, anche attraverso linee e

azioni specifiche di assistenza tecnica dotate di adeguate risorse finanziarie, nonché

attraverso interventi di informatizzazione e di integrazione con il Sistema Statistico

Nazionale; la razionalizzazione degli assetti organizzativi; la semplificazione delle

procedure; la riqualificazione delle risorse umane; la crescente responsabilizzazione

della dirigenza; l’individuazione di meccanismi di promozione e un’attuazione della

contrattazione tali da assicurare condizioni remunerative dei dipendenti pubblici più

propriamente legate al merito.

Nel PSM l’insieme di queste azioni e, in generale, l’accelerazione

dell’ammodernamento dell’Amministrazione, rappresentano la condizione affinché le

Amministrazioni pubbliche centrali e regionali possano assolvere i più difficili compiti a

cui le chiamano le politiche di contesto e di sviluppo locale. E affinché, prima di tutto,

attraverso azioni di contrasto, di prevenzione e di trasparenza e giustizia, siano create

condizioni di legalità diffusa.

In sintonia con tali orientamenti, la strategia dell’intero Programma è mirata alla

crescita e al sostegno dell’imprenditorialità.

L’obiettivo globale si articola in obiettivi specifici che fanno riferimento ai policy field

del Fondo Sociale Europeo e a quelli previsti dal QCS.

L'adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione è ricompreso nel

Policy field D finalizzato alla promozione:

 di una forza lavoro competente, qualificata e adattabile;

 dell’innovazione e dell’adattabilità nell’organizzazione del lavoro;

 dello sviluppo dello spirito imprenditoriale;

 di condizioni che agevolino la creazione di posti di lavoro;

 della qualificazione e del rafforzamento del potenziale umano nella ricerca,

nella scienza e nella tecnologia.

Il Policy field D è suddivisa nelle seguenti tre filiere:

D.1 Sostegno alle politiche di rimodulazione degli orari e di flessibilizzazione del

mercato del lavoro e sviluppo della formazione continua con priorità alle PMI;

D.2 Sostegno all’imprenditorialità in particolare nei nuovi bacini di impiego e per

l’emersione del lavoro non regolare;

D.3 Sviluppo del potenziale umano nei settori delle ricerca e dello sviluppo

tecnologico.

L’obiettivo D.1 si articola, a livello regionale, in due segmenti:

 lo sviluppo della competitività delle imprese con priorità alle PMI;

 l’adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione rispetto alle

nuove funzioni richieste per promuovere politiche di sviluppo regionali.



5

Considerata la centralità della Pubblica Amministrazione in Sicilia, il POR ritiene questo

secondo aspetto di grande importanza strategica. Le linee di intervento prioritarie

sono:

 promozione dell’innovazione nella pubblica amministrazione;

 diffusione e specializzazione degli sportelli unici per le imprese e costituzione di

una rete tra gli sportelli;

 attivazione di processi di innovazione e di semplificazione delle procedure

amministrative (anche attraverso nuovi modelli culturali e di relazione con gli

utenti, trasferimento delle esperienze di innovazione più significative ed

efficaci);

 formazione del personale della P.A. che dovrà confluire nella Agenzia Regionale

per la Protezione dell’Ambiente (ARPA);

 sviluppo di reti di funzionari, di procedure per la circolazione delle informazioni

e lo scambio di collaborazione per sviluppare l’interoperabilità tra le diverse

amministrazioni;

 sostegno all'internazionalizzazione delle pubbliche amministrazioni;

 percorsi formativi per i dipendenti della P.A. da attuare anche con formazione a

distanza;

 diffusione all’interno della P.A. della conoscenza delle lingue straniere, delle

procedure comunitarie e degli altri organismi internazionali, della prassi della

cooperazione diretta con funzionari e uffici di altri paesi;

 diffusione di metodologie per la comprensione dell’impatto di genere.

Tuttavia va sottolineato che, in relazione all’obiettivo D.3 nel suo complesso, la

strategia regionale mira al rafforzamento e al miglioramento del sistema dell’alta

formazione orientandolo prevalentemente ai fabbisogni del sistema delle imprese e

promuovendo competenze specialistiche nei settori di rilevanza strategica regionale.

Linee di intervento previste sono:

 promozione e sostegno di scuole superiori ad alto profilo specialistico costituite

anche in partenariato internazionale, in raccordo con le linee proposte per

l’Asse 6;

 interventi per l’integrazione internazionale della didattica universitaria e post -

universitaria;

 corsi di specializzazione post-laurea.

Le misure di quest’asse parteciperanno, per la loro natura trasversale, alla costruzione

dei “progetti integrati”.

Tale strategia mira infatti a realizzarsi compiutamente mediante un approccio

integrato, allo scopo di ancorare più efficacemente alla specificità dei sistemi locali le

politiche settoriali. I progetti ed i programmi integrati territoriali costituiscono lo

strumento principale per la realizzazione di tale approccio programmatico.



6

Il valore aggiunto della strategia delineata va ricercato nell’integrazione delle azioni,

sia lungo filiere, sia nel territorio, ottimizzando pertanto verticalmente l’efficienza degli

interventi e ricercando orizzontalmente tutte le possibili sinergie con altri interventi

concentrati territorialmente. Tale ultima condizione può essere realizzata ordinando

prioritariamente le azioni negli ambiti dove maggiore può essere l’impatto, sia per lo

sviluppo produttivo, sia per la qualità della vita che per la qualità ambientale.

Pertanto, i progetti integrati rappresentano la modalità più appropriata alle esigenze

dello sviluppo “dal basso”, che la Regione Siciliana intende promuovere con

l’attuazione del POR. Questa lettura delle linee di orientamento del POR fornisce una

opportuna chiave di interpretazione alla scelta di destinare a progetti integrati

territoriali un bando che fa riferimento alla Misura 3.10.







1.4 L’ interpretazione delle politiche operanti in regione: indirizzi preferenziali e

coerenza tra gli indirizzi enunciati e la strumentazione predisposta





La finalità generale del POR - che per altro assume integralmente l'obiettivo generale

del QCS - poggia su due priorità: quella dello sviluppo duraturo e quella della coesione

sociale.

Tale finalità, nello specifico regionale, si articola in una serie di opzioni strategiche,

ognuna delle quali si riferisce agli obiettivi specifici di uno o più assi del POR, che di

seguito vengono elencate:

 Tutela e valorizzazione delle risorse naturali;

 Integrazione risorse culturali, ambientali e turismo;

 Riqualificazione urbana e territoriale;

 Potenziamento delle infrastrutture per la competitività;

 Potenziamento dei sistemi locali di sviluppo;

 Valorizzazione delle risorse umane e sviluppo dell’innovazione.

La strategia del programma tende pertanto prioritariamente a potenziare il tessuto

produttivo ed a creare le condizioni per un più efficace impatto sulle variabili di rottura

attraverso il potenziamento delle attività di servizio alle imprese e della loro capacità

innovativa.

Medesima rilevanza assume la valorizzazione delle risorse immobili (naturali,

ambientali e culturali) di cui la regione è ampiamente dotata in forza della loro

diffusione e diversificazione sul territorio e che allo stato attuale risultano scarsamente

utilizzate e spesso versano in uno stato di grave degrado.

Si ritiene pertanto che rispetto a tali priorità l'adeguamento delle competenze della

Pubblica Amministrazione, seppure considerato un elemento importante per

l'ammodernamento dell'intero sistema regionale, non rivesta un interesse prioritario e

se ne rinvii pertanto la predisposizione di una adeguata strumentazione. Al momento



7

infatti le iniziative attuate in tale ambito non sembrano essere ricomprese in un

disegno definito e sorretto da una strategia condivisa, capace di coordinare ed

integrare le varie filiere di finanziamento.









8

2. IL RETICOLO DEI PRESIDI DELLA FORMAZIONE





2.1. L’attribuzione delle competenze in sede regionale per la formazione finanziata con

le risorse ordinarie della Regione





La responsabilità delle attività di formazione finanziate con le risorse ordinarie della

Regione è attribuita alla Presidenza della Regione Siciliana, Dipartimento Regionale del

Personale, dei Servizi Generali, di Quiescenza, Previdenza ed Assistenza del Personale

regionale nel cui ambito opera l'Area Interdipartimentale Formazione e Qualificazione

Professionale del Personale Regionale.

Tra i suoi compiti quello di effettuare una consultazione periodica dei referenti

formativi, di indire le riunioni interdipartimentali di rilevazione e di costituire eventuali

gruppi tecnici di approfondimento tematico per la relativa attività di programmazione.

Sulla base dei documenti ufficiali redatti da tale Area e delle informazioni acquisite

attraverso colloqui con il dirigente coordinatore della stessa e con i suoi collaboratori,

le competenze in sede regionale relative alla formazione dei dipendenti attuata con

risorse ordinarie ha come fulcro un sistema diffuso di “Referenti Formativi di

Dipartimento”.

I Dirigenti Generali dei Dipartimenti, sentiti i Dirigenti di Settore, individuano fra il

personale assegnato il Referente Formativo di Dipartimento ed un eventuale

supplente. Le funzioni attribuite ai Referenti Formativi sono le seguenti:

 partecipare a riunioni periodiche di coordinamento con il Gruppo Formazione;

 riferire tempestivamente al proprio Dirigente Generale le fasi attuative del

Piano Annuale di Formazione;

 rappresentare le esigenze formative del Dipartimento o altra struttura

rappresentata;

 portare a conoscenza del personale del Dipartimento i progetti formativi e le

modalità di accesso, pubblicizzando le circolari informative in materia di

formazione;

 collaborare alla rilevazione dei bisogni formativi del Dipartimento;

 collaborare all’analisi dei bisogni formativi ed all’individuazione delle priorità

nella fase di redazione del Piano Annuale di Formazione;

 coordinare, sulla base delle indicazioni del proprio Dirigente Generale, la

quantificazione dei bisogni formativi;

 concorrere alla formazione delle aule, provvedendo all’ammissione del

personale che ha presentato richiesta, ripartendolo fra i posti aula assegnati al

proprio Dipartimento;

 provvedere alle eventuali sostituzioni di personale ammesso ai corsi, con altro

dipendente del Dipartimento.



9

Il Piano Annuale di Formazione, al fine di creare una base omogenea di competenze,

prevede specifici interventi per l’aggiornamento e la formazione dei Referenti

Formativi.









2.2. La distribuzione delle competenze per l’attuazione dei programmi a finanziamento

comunitario





Responsabile della gestione del POR è la Direzione Regionale della Programmazione.

La responsabilità del coordinamento del Programma per l'insieme dei Fondi strutturali

è attribuita alla Presidenza della Regione. Amministrazione capofila del Fondo Sociale

Europeo è la Direzione regionale Formazione professionale dell'Assessorato regionale

lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed emigrazione. All'interno del

Dipartimento Formazione vi sono due responsabilità distinte, una per la

programmazione degli interventi e l'altra per la gestione finanziaria.

Per il finanziamento delle attività di formazione dei dipendenti regionali ciascun

Assessorato può gestire direttamente le azioni accedendo alle risorse interne alla

propria misura (ad esempio l'Assessorato agli enti locali gestisce i finanziamenti

afferenti alla misura 3.09). Qualora invece voglia accedere ai fondi gestiti dal

Dipartimento Formazione dovrà raccordarsi con lo stesso.









2.3. Il modello di attribuzione delle responsabilità e la configurazione delle strutture

responsabili nei Comuni e nelle Province





2.3.1. La presenza di strutture e personale di formazione delle Province



I dati rilevati nell'ambito del 7^ Rapporto nazionale sulla Formazione e le informazioni

ricavate attraverso interviste telefoniche mettono in evidenza un primo dato

rimarchevole in termini di strutture attivate e personale dedicato.

Appare indicativo, infatti, il fatto che 2 Amministrazioni provinciali su 7 (hanno

partecipato all’indagine 7 province siciliane su 9) dichiarano di non avere nessuna

struttura specifica destinata alla formazione, ed una Amministrazione ha ancora in via

di istituzione una struttura dedicata. In sintesi, perciò, 3 Province su 7 non hanno, di

fatto, una struttura organizzativa preposta alla formazione del proprio personale.









10

Tab. 2.1 Province. Presenza di strutture preposte alla formazione



Valori % Valori assoluti

Ufficio Formazione 42,9 3

Unità organizzativa 14,3 1

Struttura in via di istituzione 14,3 1

Nessuna struttura specifica 28,6 2

Totale percentuale 100,0 7





Quando si passa a considerare il personale addetto alla formazione, l’assenza di

“presidi” formativi risulta ancor più significativa poiché ben cinque Province su sette

dimostrano di non avere personale a tempo pieno dedicato alla funzione formativa.



Tab. 2.2 Province. Personale addetto all'ufficio formazione o al servizio preposto. Valori

assoluti



A tempo pieno A tempo parziale

Province

Addetti di cui dirigenti Addetti di cui dirigenti

Agrigento 0 0 0 0

Enna 0 0 0 0

Messina 4 0 2 0

Palermo 0 0 4 1

Ragusa 2 1 0 0

Siracusa 0 0 0 0

Trapani 0 0 3 1

Totale 6 1 9 2





Dai dati richiamati nelle tabelle si evince la esiguità sia delle strutture che del numero

di dipendenti impegnati formalmente nella attività di formazione dei dipendenti delle

proprie strutture (complessivamente 6 addetti a tempo pieno, di cui un solo dirigente,

concentrati esclusivamente in 2 Province (4 a Messina e 2 a Ragusa) e 9 addetti a

tempo parziale (2 a Messina, 4 a Palermo, di cui un dirigente e tre a Trapani, di cui un

dirigente). Messina, con 6 addetti risulta pertanto essere la Provincia che dedica il

maggior numero di risorse umane a tale attività. Tuttavia, se si analizzano alcune altre

caratteristiche, si evidenzia che per tali attività la provincia non dispone di formatori

interni né di una rete di referenti né di un sito dedicato. Al contrario Enna, che non ha

ancora istituito una struttura preposta alla formazione, tuttavia possiede aule,

formatori interni, una rete di referenti ed un sito dedicato. Ha inoltre attribuito ai

dirigenti di settore (allo stesso modo di Trapani ed Agrigento) la possibilità di gestire

autonomamente interventi formativi. Se si esclude Enna, solo la Provincia di Palermo

dispone, a sua volta, di formatori interni.









11

2.3.2. La presenza di strutture e personale di formazione dei Comuni



Nell'ambito dei comuni l’analisi dei dati evidenzia con chiarezza che l’attività formativa

viene praticata da tutti i Comuni campione della Sicilia e si riscontra altresì, a

differenza di quanto rilevato a livello provinciale, l’esistenza di strutture formative

dedicate, sia pure con modalità organizzative diverse, presso tutte le Amministrazioni

Comunali. Quattro Comuni su sei, infatti, sono dotati di una unità organizzativa

preposta al coordinamento delle attività formative e due Comuni: Siracusa (dal 2000)

e Messina (dal 1998) hanno attivato già da molti anni un Ufficio Formazione.



Tab. 2.3 Comuni. Presenza di strutture preposte alla formazione



Valori % Valori assoluti

Ufficio Formazione 33,3 2

Unità organizzativa 66,7 4

Struttura in via di istituzione 0,0 0

Nessuna struttura specifica 0,0 0

Totale percentuale 100,0 6





Anche i dati relativi al personale addetto alla formazione confermano la ben più

radicata presenza ed articolazione dei “presidi” formativi nei Comuni Capoluogo della

Sicilia.

La metà dei Comuni campione (tre su sei), infatti, hanno una struttura formativa

formata da personale dipendente e dimostrano una dotazione media di 4,7 addetti fissi

per ciascun Ufficio Formazione o Unità organizzativa attivata, contro i tre addetti fissi

presenti nelle Province campione della Sicilia.

Va sottolineato, inoltre, che questi dati potrebbero essere approssimati per difetto dal

momento che uno dei Comuni campione – Catania – pur avendo dichiarato la presenza

di un presidio formativo interno all’organizzazione non ha indicato il numero di addetti

a tempo pieno o parziale impiegati.







Tab. 2.4 Comuni. Personale addetto all'ufficio formazione o al servizio preposto (valori

assoluti).



A tempo pieno A tempo parziale

Comuni Addetti di cui dirigenti Addetti di cui dirigenti

Palermo 4 1 0 0

Catania nd nd nd nd

Messina 3 1 0 0

Siracusa 7 0 1 0

Ragusa 0 0 2 1

Enna 0 0 1 0

Totale 14 2 4 1









12

2.4. La configurazione d’insieme delle competenze e risorse: trasparenza, circolazione

delle informazioni, collaborazioni e scambi operativi





Se ci si pone l'obiettivo di analizzare le competenze e risorse con un approccio

sistemico, non si può non rilevare che il reticolo della formazione in realtà non si

configura come una rete ma come una serie di attribuzioni di cui risulta difficile avere

certezza e che, proprio per la loro pluralità, possono facilmente ostacolare la

circolazione delle informazioni e degli scambi operativi, affidati più all'iniziativa dei

singoli dirigenti e funzionari che non ad una organizzazione definita a tale scopo.

Se, ad esempio, si cerca di disegnare il processo decisionale che porta alla scelta ed

all'erogazione dei vari percorsi, si rileva che le iniziative, sono selezionate dal dirigente

del Settore soprattutto sulla base dell'offerta disponibile in ambito locale. Le

prescrizioni contenute nei documenti ufficiali non sembrano del resto trovare

attuazione omogenea nei diversi livelli dell'organizzazione e all'interno dei Dipartimenti

la valenza attribuita all'ambito della formazione del personale è di peso

sostanzialmente diverso. Mentre infatti alcuni Dipartimenti, quale, ad esempio, quello

dell'Agricoltura - che coinvolge sul territorio 2.500 dipendenti - ha costituito una

propria rete di referenti formativi in forma decentrata, altri non riconoscono

ufficialmente il referente formativo. Inoltre viene lamentata una assenza di

negoziazione sia sui contenuti delle attività da sviluppare che sulla selezione dei

dipendenti cui la formazione verrà erogata. Se la rete dei referenti formativi ha

funzione di rilevazione dei fabbisogni, scarso appare invece il suo coinvolgimento nelle

fasi successive che pure sono determinanti per il buon esito degli interventi.

Difficoltà sono state rilevate anche rispetto all'integrazione tra attività gestite con fondi

ordinari e attività finanziabili con i fondi POR. I progetti sulla Misura 3.10,

specificamente deputata all'Adeguamento delle competenze del personale pubblico.

Vedono infatti come beneficiari pubblici esclusivamente le Province e i Comuni della

Regione.

Per quanto riguarda poi il rilievo che la Misura 3.10 assume nel contesto delle priorità

del POR, da alcune interviste con componenti il Nucleo di Valutazione si è appreso che

non è prevista alcuna analisi di impatto per tale Misura. Il Nucleo dispone infatti di un

sistema di analisi già sperimentato su alcune Misure, che è in procinto di essere

esteso, ma la Misura 3.10 non è ricompressa tra le aree di applicazione. Ciò potrebbe

dipendere dal fatto che nessun componente del Nucleo ha finora interagito su tale

Misura.









13

3. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI NELL'AMBITO

DELLA REGIONE: FINALITÀ, CONTENUTI, METODOLOGIE, SOGGETTI

EROGATORI, GRUPPI PROFESSIONALI INTERESSATI





3.1. L’attuazione dei programmi formativi a finanziamento comunitario





Le misure del POR Sicilia riguardanti interventi formativi a favore della Pubblica

Amministrazione sono:





 Misura 1.06 – Formazione e sensibilizzazione nel settore idrico. Oggi a seguito

della revisione del POR Sicilia la misura è stata spostata nell’Asse III e

numerata 3.16;

 Misura 1.08 - Diffusione competenze per gestione e salvaguardia del territorio.

Oggi a seguito della revisione del POR Sicilia la misura è stata spostata

nell’Asse III e numerata 3.16;

 Misura 2.04 – Formazione mirata e strumenti per la cooperazione. Oggi a

seguito della revisione del POR Sicilia la misura con numerazione 3.17 è stata

spostata nell’Asse III;

 Misura 3.10 – Diffusione di competenze funzionali allo sviluppo nel settore

pubblico;

 Misura 5.03 – Promozione dell’integrazione sociale. Oggi a seguito della

revisione del POR Sicilia la misura con numerazione 3.19 è stata spostata

nell’Asse III;

 Misura 6.07a – Internazionalizzazione dell’economia siciliana. Oggi a seguito

della revisione del POR Sicilia la misura con numerazione 3.20 è stata spostata

nell’Asse III.





Alla data del 1 ottobre 2004 all’interno di queste Misure sono stati approvati (vedi

tabella 1) 264 progetti per un importo di 78,2 milioni di euro di cui 53,9 milioni di euro

dal fondo FSE e 1,2 milioni di euro come cofinanziamento privato.









14

Tab. 3.1 - Riepilogo progetti finanziati con fondi POR su Misure contenenti interventi a

favore di personale della Pubblica Amministrazione (valori espressi in euro).



N. Importo Cofinanzia

Misura Bando FSE

Progetti Ammissibile mento

Avviso 7/2001 - Bando

1.06 36 7.876.462 5.513.523 -

Multiasse - Multimisure

1.06 Avviso 5/2002 - PIT 3 940.923 637.050 30.850

Avviso 7/2001 - Bando

1.08 13 3.469.076 2.391.912 52.058

Multiasse - Multimisure

1.08 Avviso 5/2002 - PIT 7 2.664.230 1.856.325 12.336

2.04 Avviso 5/2002 - PIT 5 2.122.556 1.416.403 99.123

Avviso 7/2001 - Bando

2.04 70 25.229.003 17.557.757 146.492

Multiasse - Multimisure

Avviso di cui alla circolare

3.10 24 442.802, 309.961 -

2/2001

Avviso 7/2001 - Bando

3.10 52 12.277.349 8.217.530 538.020

Multiasse - Multimisure

3.10 Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -

3.10 Avviso 5/2002 - PIT 15 9.208.686 6.293.026 218.648

Avviso 7/2001 - Bando

5.03 10 2.645.888 1.848.217 5.577

Multiasse - Multimisure

5.03 Avviso 5/2002 - PIT 2 657.880 460.516 -

Avviso 7/2001 - Bando

6.07 26 7.729.920 5.325.915 121.470

Multiasse - Multimisure

TOTALE 264 78.176.294 53.866.200 1.224.579





A questi progetti è necessario aggiungere (vedi tabella 3.2) altri 453 progetti

potenzialmente finanziabili per un importo di 206,8 milioni di euro di cui 138,9 milioni

di euro dal fondo FSE e 8,4 milioni di euro come cofinanziamento privato. Di questi

progetti manca ad oggi la graduatoria definitiva, per cui non sono stati inseriti nella

tabella dei progetti finanziati.



Tab. 3.2 - Riepilogo progetti finanziabili con fondi POR su Misure contenenti interventi

a favore di personale della Pubblica Amministrazione (valori espressi in euro).



N. Importo Cofinanzia

Misura Bando FSE

Progetti Ammissibile mento

Avviso 3/2002 - Bando

2.04 290 144.832.434 96.303.478 7.256.037

Multiasse e Multimisure

Avviso 3/2002 - Bando

3.10 75 22.515.266 15.564.204 280.688

Multiasse e Multimisure

Avviso 3/2002 - Bando

6.07 88 39.481.182 27.017.730 884.424

Multiasse e Multimisure



TOTALE 453 206.828.883 138.885.412 8.421.150







Poichè le Misure esaminate prevedono la possibilità di interventi formativi a favore di

dipendenti pubblici, si è reso necessario per tutte le misure effettuare un controllo

puntuale attraverso la presa in visione di ogni singolo progetto.



15

Dall’analisi condotta - escludendo i progetti finanziati ed inseriti nei PIT che non è

stato possibile visionare - emerge che i progetti formativi che hanno interessato

personale impiegato nella P.A. (vedi tabella 3) sono 100 per un importo di 22,8 milioni

di euro.



Tab. 3.3 - Riepilogo progetti di formazione finanziati con fondi POR e con interventi a

favore di personale impiegato nella Pubblica Amministrazione (valori espressi in euro).



N. Importo Cofinanziame

Misura Bando FSE

Progetti Ammissibile nto

Avviso 7/2001 - Bando

1.06 7 1.798.540 1.258.978 -

Multiasse - Multimisure

Avviso 7/2001 - Bando

1.08 3 695.752 487.026 -

Multiasse - Multimisure

Avviso 7/2001 - Bando

2.04 5 2.483.879 1.712.339 37.680

Multiasse - Multimisure

Avviso di cui alla

3.10 24 442.802 309.961 -

circolare 2/2001

Avviso 7/2001 - Bando

3.10 52 12.277.349 8.217.530 538.020

Multiasse - Multimisure



3.10 Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -



Avviso 7/2001 - Bando

5.03 6 1.551.280 1.081.992 5.577

Multiasse - Multimisure

Avviso 7/2001 - Bando

6.07 2 600.069 335.019 121.470

Multiasse - Multimisure

TOTALE 100 22.761.187 15.440.906 702.749









Per quanto riguarda, invece, i progetti finanziati con fondi PIT, che potenzialmente

potrebbero prevedere interventi formativi a favore di personale impiegato nella P.A., si

rilevano 32 progetti. Di questi progetti, solo quelli di cui alla misura 3.10, sono riferibili

esclusivamente ad interventi a favore della P.A.



Tab. 3.4 - Riepilogo progetti di formazione finanziati con fondi POR e con interventi

potenzialmente a favore di personale della Pubblica Amministrazione – solo PIT (valori

espressi in euro).



Misura Bando N. Importo FSE Cofinanziame

Progetti Ammissibile nto

1.06 Avviso 5/2002 - PIT 3 940.923 637.050 30.850

1.08 Avviso 5/2002 - PIT 7 2.664.230 1.856.325 12.336

2.04 Avviso 5/2002 - PIT 5 2.122.556 1.416.403 99.123

3.10 Avviso 5/2002 - PIT 15 9.208.686 6.293.026 218.648

5.03 Avviso 5/2002 - PIT 2 657.880 460.516 -

TOTALE 32 15.594.277 10.663.322 360.959





Per quanto riguarda i 100 progetti riferibili ad interventi formativi in favore di

personale della P.A. la classificazione degli stessi in relazione al tema progettuale

trattato in via prevalente vede in cima alle tematiche quella relativa a “la nuova P.A.



16

per lo sviluppo locale” alla quale sono dedicate quasi 13 mila ore di formazione rivolte

a più di mille dipendenti.

Seguono gli interventi formativi per migliorare le competenze in informatica con 13

progetti, 3660 ore di formazione e quasi 700 destinatari; gli interventi formativi a

favore degli sportelli unici con 8 progetti e gli interventi formativi riguardanti il ciclo

idrico integrato delle acque con 7 progetti.

Dal punto di vista degli importi finanziati le prime tre posizioni sono occupate dagli

interventi formativi “la nuova P.A. per lo sviluppo locale” (€ 5 milioni), “sistema

formativo territoriale” (€ 3 milioni) e “valorizzazione del patrimonio culturale” (€ 2,5

milioni).



Tab. 3.5 - Riepilogo progetti classificati in funzione della tipologia progettuale o tema

prevalente



Importo di cui

Tipologia Progetto Progetti Ore Formati

(euro) Donne

Affidamento dei minori 1 353.174 400 40 20

Agenzia Locale per l'attrazione degli

1 299.902 300 20 10

investimenti

Ciclo idrico integrato delle acque 7 1.798.540 2.688 175 72

Creazione della figura di operatore

1 108.885 300 15 10

sociale

E-government 1 580.336 300 250 100

Gli interventi socio-assistenziali della

3 865.888 850 60 30

PA

Internazionalizzazione del sistema

2 600.070 1.200 100 48

produttivo

I Programmi Urbani Integrati 1 34.241 100 20 10

La Comunicazione Istituzionale 5 219.633 680 80 36

La nuova Pubblica amministrazione

30 5.052.834 12.761 1.049 508

per lo sviluppo locale

Lo sviluppo sostenibile nella PA 1 297.978 744 55 20

Migliorare competenze in informatica 13 834.621 3.630 693 361

Migliorare competenze nel turismo 2 180.670 780 49 32

Opportunità Finanziamenti e

5 767.878 2.087 99 32

Politiche Comunitarie

Protezione civile 2 586.344 1.020 89 29

Rendicontazione Progetti FSE 1 857.914 3.600 240 -

Riconversione personale 1 90.932 300 17 13

Riorganizzazione Pubblica

2 12.260 120 30 -

Amministrazione

Sistema Informativo territoriale 2 3.020.921 380 263 8

Sportello Multifunzionale 1 34.086 400 15 8

Sportello Unico 8 2.311.093 2.095 201 101

Ufficio Europa 5 1.369.108 2.596 465 245

Valorizzazione del patrimonio

5 2.483.880 2.156 120 69

culturale e turistico

Totale 100 22.761.187 39.487 4145 1762









17

Distribuzione territoriale

A livello territoriale (vedi tabella 6) i progetti si concentrano prevalentemente in tre

province: Palermo (30), Catania (22) ed Agrigento (11). Cinque progetti hanno

interessato o interessano tutte le province, mentre tre sono interprovinciali (2 per le

province di Enna e Siracusa e 1 per le province di Palermo e Trapani).



Tab. 3.6 - Riepilogo progetti classificati in funzione della distribuzione territoriale



Importo

Province Progetti Ore Formati di cui Donne

(euro)

AG 11 1.572.197 2.484 330 132

CL 5 624.940 1.250 102 42

CT 22 2.670.268 4.978 503 271

EN 1 315.866 900 60 30

ME 7 2.219.705 5.882 370 187

PA 30 5.464.381 10.243 921 444

RG 5 1.098.421 2.680 450 220

SR 7 1.716.719 2.464 302 138

TP 4 456.999 1.690 85 43

EN - SR 2 1.217.548 2.016 165 95

PA - TP 1 398.464 400 80 40

TUTTE 5 5.005.681 4.500 777 120

Totale 100 22.761.187 39.487 4.145 1.762





Destinatari degli interventi formativi di tutti i progetti sopra richiamati sono funzionari

delle Pubbliche Amministrazioni Locali. Alcuni progetti tuttavia coinvolgono anche altri

soggetti quali: disoccupati/inoccupati, giovani, adulti, donne, lavoratori autonomi,

dipendenti PMI, Lavoratori Socialmente Utili (LSU). A tal proposito gli LSU sono stati

considerati nella presente ricerca come personale “impiegato” nella P.A., in

considerazione del fatto che sono occupati da tanti anni all’interno degli Enti Locali.





Settori di intervento

Tutti i progetti si rivolgono al settore della pubblica amministrazione in generale. In

alcuni di essi tuttavia sono stati indicati nelle schede progettuali anche i settori

specifici di intervento quali, ad esempio: Terziario, Servizi alle imprese, Gestione

aziendale, Ambiente, Agricoltura, Artigianato, Turismo, Beni culturali, Informatica,

Socio-assistenziale. In questo caso i settori specifici sono classificati nella voce Altri.



Tab. 3.7 - Riepilogo progetti classificati in funzione del settore di intervento



Settore d'intervento N.

P.A. 100

Altri 54





Amministrazioni coinvolte

Dall’analisi dei progetti, emerge che in 72 progetti su 100 sono stati coinvolti i

Comuni, in 24 le Province, in tre la Regione con i suoi Assessorati ed in 29 Altri Enti

18

quali: Aziende Sanitarie Locali, Aziende Provinciali per l’incremento turistico, Istituti

Scolastici, Musei, Istituzioni culturali pubbliche e comunali, Consorzi di Bonifica, Amap,

eccetera. Naturalmente è da sottolineare che alcuni progetti prevedevano la

partecipazione di più Enti anche di livello diverso e quindi il numero delle

Amministrazione Destinatarie risulta superiore al numero di progetti.

Nelle tabelle che riepilogano le amministrazioni destinatarie degli interventi verranno

prese in considerazione, per tutto il corso delle analisi relative alle Misure, soltanto le

amministrazioni pubbliche e verranno invece omesse quelle private o del privato

sociale. Anche se questa scelta può comportare un margine di errore rispetto al

numero dei destinatari delle attività formative, il tentativo è quello di restringere il più

possibile il campo all'analisi della sola formazione che riguarda il personale pubblico.



Tab. 3.8 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche

destinatarie



Amministrazioni destinatarie N.

Comuni 72

Province 24

Regione 3

Altri Enti 29





Si riporta di seguito un elenco di Amministrazioni destinatarie degli interventi.



Tab. 3.9 – Elenco Comuni coinvolti



Provincia Descrizione

Naro, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Comitini, Favara,

Grotte, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa, Santa

Agrigento

Elisabetta, Raffadali, Ioppolo Giancaxio, Montallegro, Siciliana, Agrigento,

Calastra, Menfi, Sambuca di Sicilia, Burgio, Ribera, Caltabellotta

Caltanissetta Caltanisssetta

Catania, Belpasso, Misterbianco, Randazzo, Tremestieri Etneo, Biancavilla,

Catania

Bronte, Paternò, Acicastello, Acicatena, Aci Sant'Antonio, Valverde, Acireale

Enna Niscemi, Gagliano Castelferrato, Sperlinga, Troina, Cerami, Capizza, Agira

Messina, Longi, Ficarra, Naso, Sinagra, Ucria, Graniti, Antillo, Furnari,

Falcone, Castroreale, Rodo Milici, Barcellona Pozzo di Gotto, Fondachelli

Fantina, Mazzarà, Andrea, Oliveri Basicò, Roccalumera, Santa Teresa, Nizza

Messina di Sicilia, Pagliara, Forza d'Agrò, Alì Terme, Savoca, San Alessio Siculo,

Itala, Mandanici, Furci Siculo, Scaletta Zanclea, Villafranca, Rometta,

Monforte, Saponara, Torregrotta, Spatafora, Venetico, Castel di Lucio, Motta

d'Affermo, Tusa

Partinico, Geraci Siculo, Giuliana, Campofiorito, Carini, S.Mauro Castelverde,

Ficarazzi, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Bolognetta,

Campofiorito, Camporeale, Cefalà Diana, Chiusa Sclafani, Contessa

Palermo Entellina, Corleone, Giuliana, Godrano, Marineo, Mezzojuso, Monreale,

Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi Prizzi, Roccamena, S. Cipirello, S.

Giuseppe Jato, S. Cristina Gela, Villafrati, Petrali Soprana e Sottana, Blufi,

Alimena, Gangi, Bompietro

Castelvetrano, Marsala, Alcamo, Buseto Palizzolo, Trapani, San Vito Lo Capo

Trapani

e Custonaci

Ragusa, Modica, Scicli, Pozzallo, Ispica, Ragusa, Vittoria, Comiso, S.Croce

Ragusa

Camerina, Acate

Siracusa Siracusa, Cassaro, Francofone,





19

Il dato che emerge dall'analisi rileva il basso coinvolgimento dei Comuni da parte delle

Province di Caltanissetta e Siracusa.





Metodologie formative

Tutti i progetti monitorati prevedono tra le attività formative l'effettuazione di corsi.

Alcune volte i corsi sono accompagnati da attività di stage (28) o dalla costituzione di

comunità di pratiche (55). Si va diffondendo anche l'utilizzo della formazione a

distanza (27).



Tab. 3.10 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia



Metodologia N. progetti

Corso 100

Comunità di Pratica 55

Stage 28

Laboratorio 1

Fad 27

E-learning 2

Formazione intervento 1

Seminario 29







Aree tematiche

Dall’analisi dei progetti emerge che 68 progetti su un totale di 100 hanno previsto

interventi formativi riguardanti l’informatica. Seguono le aree tematiche “sviluppo

locale e turismo” (45), “giuridico normativa generale” (38), “internazionale e fondi

comunitari” (36).



Tab. 3.11 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche



Aree tematiche N. progetti

Giuridico Normativa generale 38

Organizzazione e personale 12

Internazionale e fondi comunitari 36

Culturale e socio-educativa 10

Comunicazione e servizi all'utenza 32

Controllo di gestione 7

Sviluppo Locale e turismo 45

Altro tecnico specialistico 33

Informatica e telematica 68

Urbanistica e Ambientale 15

Multidisciplinare 0

Manageriale 12

Economico-finanziaria 21

Linguistica 30









20

Appare utile, ad integrazione dei dati di sintesi, esplorare le caratteristiche dei progetti

nel contesto delle singole Misure.



3.1.1 Misura 1.06 – Formazione e sensibilizzazione nel settore idrico





In attuazione di quanto previsto dal POR, attraverso tale misura verranno realizzate

azioni volte a creare le competenze necessarie alla salvaguardia e gestione delle

risorse idriche, alla realizzazione del servizio idrico integrato dell’ATO (Ambito

Territoriale Ottimale) e a sviluppare sistemi gestionali delle risorse idriche improntati

ai criteri dell’efficienza, efficacia ed economicità.

Si realizzeranno anche azioni di sensibilizzazione ai temi del risparmio e dell’uso

consapevole della risorsa idrica, attraverso campagne educative ed informative.

Si prevede, inoltre, di realizzare interventi finalizzati all’avvio immediato del sistema

informativo e di monitoraggio delle risorse idriche con personale adeguatamente

qualificato. Potranno dare indicazioni sulle attività da promuovere nell’ambito della

misura anche le Autorità d’Ambito ed i gestori del servizio idrico integrato.

Per quanto riguarda le prime si prevede che definiscano ed aggiornino periodicamente

il bilancio idrico dell’ATO per assicurare l’equilibrio tra risorse e fabbisogni e che

esplichino una serie di azioni di pianificazione, coordinamento e controllo del corretto

esercizio del servizio fornito e della corretta applicazione delle tariffe.

Nelle more della definizione e messa a regime di tale struttura la Provincia, in quanto

ente promotore dell’ATO, potrà promuovere progetti di riqualificazione e successiva

formazione continua del proprio personale da destinare alla costituenda Autorità.

Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, nelle more della definizione del suo

assetto definitivo della gestione, il servizio verrà svolto dai gestori attuali, purché

siano organizzati come S.p.A. ai quali viene richiesta una maggiore

professionalizzazione per garantire i criteri di efficienza, efficacia ed economicità del

servizio stesso.

Altri soggetti coinvolti sono, infine, le società fornitrici di servizi ai gestori.

Le linee di intervento sono:

 interventi per la formazione iniziale e continua del personale della P.A.;

 azioni di formazione rivolte a giovani ed adulti non occupati;

 azioni di analisi, ricerca, diffusione;

In relazione alla linea di intervento riguardante la formazione iniziale e continua del

personale della P.A., la Misura prevede interventi formativi rivolti alla Pubblica

Amministrazione ed al personale dipendente dagli Enti Strumentali della P.A, o a

personale proveniente da Enti sia pubblici che privati che si occupano a vario titolo di

risorse idriche al fine di migliorare e qualificare le risorse umane nel settore del ciclo

integrato dell’acqua con riferimento ai temi (non esaustivi): programmazione, gestione







21

di reti di monitoraggio - gestione di servizi in rete- controllo per interventi connessi

con il ciclo integrato dell’acqua:

 formazione iniziale e continua rivolta allo sviluppo delle capacità in relazione

alle attività d’indirizzo, coordinamento, programmazione, controllo e

monitoraggio delle qualità delle gestioni e degli impianti in materia di ciclo

dell’acqua;

 adeguamento dei profili professionali in relazione alla gestione dei servizi

pubblici in materia di ciclo delle acque;

 formazione del personale delle amministrazioni comunali, consorzi aziende

speciali ed altri enti pubblici che dovranno transitare ai sensi della L.36/1994 al

gestore industriale;

 stages presso altre strutture pubbliche e/o private più avanzate nel settore.

Ad oggi sono stati emanati due bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali,

e sono stati approvati 39 progetti per un importo finanziato pari a 8,8 milioni di euro

di cui 6,2 milioni di euro a carico del fondo FSE e quasi 31 mila euro come

cofinanziamento dei privati.



Tab. 3.12 – Bandi emanati



Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi normativi

definitiva

Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto n.139 del

Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 – GURS

Multimisure straordinario n.34 del 26/07/2002

Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880 del

Multasse e 20/09/2002, supplemento 10/05/2004

Multimisure - PIT straordianario





Tab. 3.13 - Riepilogo complessivo progetti approvati - Misura 1.06 (valori espressi in

euro).



Cofinanziamento

Bandi Progetti Importo di cui FSE

privato

Avviso 7/2001 36 7.876.462 5.513.523 -

Avviso 5/2002 (PIT) 3 940.923 637.050 30.850

Totale 39 8.817.386 6.150.574 30.850







Tab. 3.14 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - Misura 1.06



Descrizione Dati

Progetti (n.) 7

Importo (€) 1.798.540,28

- di cui FSE (€) 1.258.978,20

- di cui cofinanziamento privato (€) -

Ore formazione 2.688

Totale persone formate o da formare 175

- di cui donne 72

22

Come già richiamato in precedenza, non è stato possibile analizzare gli interventi

relativi ai PIT per cui i dati fanno riferimento soltanto ai progetti di cui all’avviso

7/2001. Dei 36 progetti approvati solo 7 comprendono interventi formativi in favore

del personale della P.A. La tabella 16 ne riepiloga le principali caratteristiche.

Tutti i progetti hanno riguardato il tema del ciclo idrico integrato delle acque. Dal

punto di vista territoriale i progetti gli interventi si articolano nella Provincia di Palermo

(3), Agrigento (2), Messina (1) e Trapani (1).



Tab. 3.15 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Province coinvolte (valori

espressi in euro).



Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui

Donne

AG 2 453.159 580 55 22

ME 1 208.351 690 30 15

PA 3 928.677 728 60 20

TP 1 208.351 690 30 15

Totale 7 1.798.540 2.688 175 72





Destinatari degli interventi formativi sono sempre i dipendenti della pubblica

amministrazione anche se, in alcuni casi, è prevista anche la partecipazione di altri

soggetti quali disoccupati/inoccupati, giovani, adulti. Nell'ambito della Pubblica

Amministrazione, tutti gli interventi si riferiscono specificamente al settore Ambiente e

Territorio.



Tab. 3.16 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari e dei settori



N. Destinatari N. Settori

P.A. 7 7

Altri 4 7





Le amministrazione destinatarie delle azioni sono prevalentemente i comuni (6 progetti), la

provincia (1) ed in 4 casi anche altri Enti pubblici.



Tab. 3.17 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione

Destinatarie



Amministrazioni destinatarie N. DESCRIZIONE

Comuni 6 Castel di Lucio, Motta d'Affermo e Tusa (ME),

Buseto Palizzolo, San Vito Lo Capo e

Custonaci (TP), Altri Comuni della Provincia di

Agrigento e di Palermo non specificati,

Province 1 Agrigento

Altri Enti 4 Amap di Palermo, ed Enti pubblici non

specificati della Provincia di Palermo e

Catania

23

Tutti i progetti monitorati prevedono la realizzazione di corsi di corsi di formazione. In

alcuni di essi è previsto anche l'impiego di altre metodologie quali la costituzione di

comunità di pratica (3), lo stage (2) e la FAD (2).



Tab. 3.18 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia



Metodologia N. progetti

Corso 7

Comunità di Pratica 3

Stage 2

Fad 2





Dall’analisi delle aree tematiche emerge che tutti i progetti riguardano materie

attinenti al ciclo idrico integrato, classificato nella tabella seguente nell'ambito

dell’area “altro tecnico specialistico”. Seguono le aree tematiche “giuridico normativa

generale” (5), “informatica e telematica” (3), “economico-finanziaria” (3) e

“Urbanistica e ambientale” (1).



Tab. 3.19 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche



Aree tematiche N.

Giuridico Normativa generale 5

Altro tecnico specialistico 7

Informatica e telematica 3

Urbanistica e Ambientale 1

Economico-finanziaria 3

Linguistica 0









3.1.2 Misura 1.08 – Diffusione competenze per gestione e salvaguardia del territorio





La misura è finalizzata a:

 accrescere le competenze specifiche di quanti – responsabili della

programmazione, operatori della Pubblica Amministrazione, professionisti e

volontari – sono impegnati nelle attività di protezione civile, di gestione delle

emergenze ambientali, di tutela e salvaguardia dell’ambiente;

 realizzare azioni dimostrative e di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza,

nell’ambito di attività di educazione ambientale e di prevenzione integrata su

tutto il territorio dei rischi ambientali di origine naturale ed antropica;

 incentivare l’impegno del volontariato nel settore.





Si prevedono in particolare:

Azioni di formazione:





24

 di operatori della Pubblica Amministrazione e di figure tecniche nei diversi

settori professionali per la rilevazione del rischio, la pianificazione degli

interventi e la gestione delle emergenze;

 del volontariato per interventi di rilevazione del rischio (fonti di pericoli,

vulnerabilità del territorio, potenziali aree di raccolta e vie di fuga) e dei danni

ambientali e di gestione delle procedure di emergenza, di evacuazione, di

messa in sicurezza ecc.

Campagne informative:

 di attività di educazione alla sicurezza, di programmi di simulazione di

situazioni di emergenza rivolte alle scuole ed alla cittadinanza.

 Azioni formative ed informative:

 mirate a categorie professionali esposte a rischi specifici, o comunque

direttamente coinvolte in attività di prevenzione territoriale ed ambientale.





Ad oggi sono stati emanati due bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali.



Tab. 3.20 – Bandi emanati



Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi

definitiva normativi

Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del

Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –

Multimisure straordinario GURS n.34 del

26/07/2002

Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880 del

Multasse e 20/09/2002, supplemento 10/05/2004

Multimisure - PIT straordinario







Complessivamente per questa misura sono stati approvati 20 progetti per un importo

finanziato pari a 6,1 milioni di euro di cui 4,2 milioni di euro a carico del fondo FSE e

poco più di 64 mila euro come cofinanziamento dei privati.







Tab. 3.21 - Riepilogo complessivo progetti approvati - misura 1.08 (valori espressi in

euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziame

nto

Avviso 7/2001 13 3.469.076 2.391.912 52.058

Avviso 5/2002 (PIT) 7 2.664.230 1.856.325 12.336

Totale 20 6.133.306 4.248.238 64.395







Anche in questo caso l'analisi riguarda soltanto i progetti di cui all’avviso 7/2001.

Rispetto alle azioni previste nella Misura, tutti e tredici i progetti prevedono azioni di

formazione, accompagnate in tre casi da campagne informative.

25

Tra i progetti approvati, tuttavia, solo 3 riguardano il personale della Pubblica

Amministrazione. Di tali progetti si richiamano in tabella le principali caratteristiche.



Tab. 3.22 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - misura 1.06



Descrizione Dati

Progetti (n.) 3

Importo (€) 695.752,03

- di cui FSE (€) 487.026,42

- di cui cofinanziamento privato (€) -

Ore formazione 1.400

Totale persone formate o da formare 105

- di cui donne 37





Di questi progetti due hanno riguardato il tema della protezione civile e l’altro quello

del sistema informativo territoriale.



Tab. 3.23 - Riepilogo progetti classificati in funzione del tema prevalente



Tipologia Progetto Progetti Importo Ore Formati di cui

(euro) Donne

Protezione civile 2 586.343 1.020 89 29

Sistema Informativo 1 109.408 380 16 8

territoriale

Totale 3 695.752 1.400 105 37





Dal punto di vista territoriale i progetti si articolano nella Provincia di Siracusa (1),

Palermo (1) e Catania (1). Quasi tutto il finanziamento si concentra nella Provincia di

Siracusa.



Tab. 3.24 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte



Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui

Donne

CT 1 77.468 300 9 3

PA 1 109.408 380 16 8

SR 1 508.875 720 80 26

Totale 3 695.752 1.400 105 37





Tutti i progetti sono rivolti a dipendenti della Pubblica Amministrazione. Nell'ambito del

settore di riferimento alcuni progetti identificano settori specifici quali: Ambiente,

Socio-assistenziale, Protezione civile, Volontariato, no-profit.



Tab. 3.25 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari



N. Destinatari N. Settori

P.A. 3 3

Altri 0 3









26

Dall’analisi dei progetti emerge che le amministrazioni destinatarie sono sia Comuni

che Province unitamente ad altri Enti pubblici e privati.



Tab. 3.26 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche

destinatarie



Amministrazioni destinatarie N. Descrizione

Comuni 2 Catania, Siracusa

Province 2 Catania, Siracusa

Altri Enti Istituto Ripartimentale delle Foreste di

Palermo, Istituti scolastici





Tutti i progetti esaminati prevedono l'effettuazione di corsi di formazione. Due hanno

previsto anche la comunità di pratica, 1 lo stage ed 1 la FAD.



Tab. 3.27 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia



Metodologia N. progetti

Corso 3

Comunità di Pratica 2

Stage 1

Fad 1





Dall’analisi emerge che le aree tematiche affrontate sono: protezione civile e settore

informativo territoriale (classificate in altro tecnico specialistico); culturale e socio-

educativa, comunicazione e servizi all’utenza, informatica e telematica e inglese.



Tab. 3.28 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle aree tematiche



Aree tematiche N.

Culturale e socio-educativa 1

Comunicazione e servizi all'utenza 1

Altro tecnico specialistico 3

Informatica e telematica 2

Linguistica 2







3.1.3 Misura 2.04 – Formazione mirata e strumenti per la cooperazione





La Misura tende al potenziamento e alla qualificazione dei fattori immateriali (risorse

umane, reti di operatori, organizzazioni, istituzioni, imprese, ricerca e innovazione) di

supporto alla realizzazione delle linee di intervento dell’Asse, al fine di migliorare la

qualità dell’offerta dei servizi e supportare la crescita organizzativa delle imprese e

delle istituzioni operanti nel settore.

La misura tende, inoltre, a tutelare ed a valorizzare il patrimonio culturale regionale

promuovendo sia la capacità della P.A. di intervenire per la conservazione e lo sviluppo

dei beni artistici ed archeologici che sostenendo l’imprenditorialità verso le attività

culturali ed i servizi connessi.

27

Gli obiettivi operativi sono:

 aggiornamento sulle metodologie catalografiche e di formazione sul Sistema

Informativo per il Centro regionale per l’inventario e la catalogazione;

 interventi di formazione e di supporto al progetto e creazione all’interno del

Centro del Catalogo informatizzato per la realizzazione del Sistema informativo

e informatico integrato regionale dei beni culturali;

 creazione di una rete informatizzata regionale delle biblioteche e degli archivi

attraverso la qualificazione dei soggetti coinvolti per la realizzazione delle azioni

“Sistema delle biblioteche e degli archivi” e delle “Banche dati del patrimonio

archivio-bibliotecario”;

 interventi finalizzati all’acquisizione di metodologie e competenze utili alla

realizzazione della Carta del Rischio del patrimonio Culturale ed Ambientale

della Regione Siciliana ed allo svolgimento dei compiti di tutoraggio dell’attività

di rilevazione, nonché la gestione e la messa in rete dei soggetti coinvolti

(Sovrintendenze, Musei, Biblioteche, etc.);

 attivazione della Scuola regionale del restauro – sezione staccata dell’Istituto

Centrale del Restauro, istituita nel 1989 con decreto del Ministro dei Beni

Culturali;

 qualificazione di figure tradizionali legate alla conservazione del patrimonio

bibliografico (restauratori, progettisti, direttori dei lavori), della ceramica, delle

opere mobili, del restauro ligneo e degli organi, del patrimonio fotografico,

video, televisivo, e cinematografico attraverso la realizzazione di strumenti

multimediali;

 attivazione e potenziamento di scuole, centri e laboratori avanzati di restauro,

di arte, archeologia in maniera da rafforzare l’offerta regionale nel settore, in

collegamento con il Centro regionale del restauro;

 creazione di sinergie con le Università e gli Istituti di ricerca per la

sperimentazione di sistemi innovativi, di tecniche di restauro e per il recupero

di quelle tradizionali, in particolare attraverso progetti pilota e cantieri

sperimentali di restauro o manutenzione programmata;

 attivazione di collegamenti in rete degli operatori e delle organizzazioni del

settore, mirando all’accrescimento degli scambi professionali e culturali, in

particolare nelle attività di promozione, organizzazione, coordinamento e

fruizione di attività ed eventi culturali, in progetti di integrazione culturale in

vari campi professionali e di espressione artistica, laboratori artistici e

“piattaforme espositive delle arti e dello spettacolo”; cooperazione culturale,

patti di gemellaggio, scambi culturali, reti tra operatori e imprese, anche al fine

dell’integrazione nei circuiti internazionali delle professioni e delle produzioni

artistiche culturali; attivazione di circuiti ed itinerari storici artistici e/o tematici;



28

attivazione della rete dei parchi letterari siciliani e di altri itinerari a tema

letterario.

Per massimizzare l’efficacia degli interventi previsti si ricercheranno tutte le opportune

integrazioni con la misura 1.3 del PON Ricerca, mirato a promuovere lo sviluppo

scientifico e tecnologico nei settori strategici del Mezzogiorno, individuati dalle regioni

interessate.

In particolare le azioni previste in questa misura per il raggiungimento degli obiettivi

operativi sopra descritti sono le seguenti:

 interventi per la Formazione iniziale e continua del personale della P.A;

 azioni di formazione rivolte a giovani ed adulti non occupati;

 azioni di sostegno alla creazione ed alla competività di piccole imprese nei

settori interessati all’Asse.

L’azione relativa agli interventi per la formazione iniziale e continua del personale della

P.A. prevede interventi formativi rivolti alla Pubblica Amministrazione ed al personale

dipendente degli Enti Strumentali della P.A, al fine di migliorare e qualificare le risorse

umane interne in relazione alle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio dei

beni e delle attività culturali, con riferimento ai temi della programmazione, gestione,

monitoraggio e controllo degli interventi, della gestione di reti di monitoraggio e di

servizi in rete e alla gestione e valorizzazione culturale ed economica dei beni e delle

attività culturali.

Si prevede di effettuare interventi formativi sulla base delle necessità espresse dalla

Pubblica Amministrazione regionale, provinciale e locale.

Tale azione comprende interventi di:

 formazione iniziale e continua per lo sviluppo di profili e capacità professionali

rivolti alla conservazione, manutenzione tecnica ed economica, valorizzazione

culturale ed economica e fruizione del patrimonio culturale esistente;

 formazione connessa con lo sviluppo di tecnologie informatiche e di rete in

relazione alla valorizzazione, manutenzione e gestione dei beni e delle attività

culturali;

 stages presso altre strutture pubbliche e/o private più avanzate nei settori di

riferimento;

 Formazione per l’acquisizione di competenze metodologiche anche attraverso la

partecipazione di seminari informativi.

Ad oggi sono stati emanati tre bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali









29

Tab. 3.29 – Bandi emanati



Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi

definitiva normativi

Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del

Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –

Multimisure straordinario GURS n.34 del

26/07/2002

Avviso 3/2002 GURS del 26/07/2002, NO

n.34, supplemento

straordinario

Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880

Multasse e 20/09/2002, supplemento del 10/05/2004

Multimisure - PIT straordinario





Complessivamente per questa Misura sono stati approvati 75 progetti per un importo

finanziato pari a 27,4 milioni.



Tab. 3.30 - Riepilogo complessivo interventi formativi - misura 2.04 (oggi 3.17) (valori

espressi in euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento

privato

Avviso 7/2001 70 25.229.003 17.557.757 146.492

Avviso 5/2002 (PIT) 5 2.122.556 1.416.403 99.123

Totale 75 27.351.560 18.974.161 245.615





Come accennato in precedenza la graduatoria definitiva dell’avviso 3/2002 non è

ancora uscita. Si riporta di seguito un riepilogo dei progetti ricompresi nella

graduatoria provvisoria.



Tab. 3.31 - Riepilogo complessivo interventi formativi - misura 2.04 (avviso 3/2002)

(valori espressi in euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento

privato

Avviso 22001 290 144.832.434 96.303.478 7.256.037

Totale 290 144.832.434 96.303.478 7.256.037





Poiché anche in questo caso non è stato possibile prendere visione dei progetti PIT, i

dati si riferiscono soltanto agli interventi di cui all’avviso 7/2001.

Una prima classificazione riguarda le azioni previste nella Misura. Su 70 progetti, 69

prevedono azioni di formazione rivolte a giovani ed adulti non occupati, 24 azioni di

sostegno alla creazione ed alla competitività di piccole imprese nei settori interessati

all’Asse e 5 interventi per la formazione iniziale e continua del personale descritti nella

tabella seguente.









30

Tab. 3.32 - Riepilogo complessivo progetti a favore della P.A. - misura 2.04



Descrizione Dati

Progetti (n.) 5

Importo (€) 2.483.879,52

- di cui FSE (€) 1.712.339,17

- di cui cofinanziamento privato (€) 37.680,70

Ore formazione 2.156

Totale persone formate o da formare 120

- di cui donne 69





Tutti i 5 progetti hanno riguardato il tema della “valorizzazione del patrimonio

culturale e turistico”. Dal punto di vista territoriale essi si riferiscono alla Provincia di

Palermo (2), Siracusa (1), e Catania (1). Vi è anche un progetto che riguarda tutte le

province siciliane.



Tab. 3.33 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte



Province Progetti Importo Ore Formati di cui

(euro) Donne

CT 1 306.676 800 5 2

PA 2 934.770 906 80 50

SR 1 753.613 150 15 7

TUTTE 1 488.818 300 20 10

Totale 5 2.483.879 2.156 120 69





Destinatari degli interventi formativi sono i dipendenti della Pubblica Amministrazione,

alcune volte insieme a soggetti aventi altri requisiti quali: Disoccupati/Inoccupati,

Giovani, Adulti, Laureati. I progetti sono rivolti al settore della Pubblica

Amministrazione in generale e ad alcuni settori produttivi in particolare (Beni culturali,

Informatica, Terziario, Agricoltura, Artigianato, Ambiente, Turismo, Gestione

aziendale, Edilizia, Sistemi Locali del Lavoro).







Tab. 3.34 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari



N. Destinatari N. Settori d'intervento

P.A. 5 5

Altri 5 5





Le amministrazioni coinvolte sono in 2 progetti i Comuni, in uno la Provincia ed in 4

progetti altri Enti pubblici quali: AAPIT e Istituti scolastici, Musei, Istituzioni culturali

pubbliche e comunali della Provincia di Palermo, Enti Pubblici non specificati.









31

Tab. 3.35 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche

destinatarie



Amministrazioni destinatarie N. DESCRIZIONE

Comuni 2 Catania, Comuni non specificati

Province 1 Provincia non specificata

Altri Enti 4 AAPIT e Istituti scolastici non specificati,

Musei, Istituzioni culturali pubbliche e

comunali della Provincia di Palermo, Enti

Pubblici non specificati





Tutti gli interventi formativi sono classificabili come corsi di formazione, ma in questo

caso prevedono sempre attività di stage e comunità di pratiche (tranne in un caso).

Due di essi utilizzano anche la FAD ed in uno i risultati sono stati pubblicizzato

attraverso attività seminariale.



Tab. 3.36 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia



Metodologia N.

Corso 5

Comunità di Pratica 4

Stage 5

Fad 2

Seminario 1





Dall’analisi dei progetti emerge che le aree tematiche affrontate sono relative al tema

della valorizzazione del patrimonio culturale e turistico (classificata in altro tecnico

specialistico), e l'ambito della normativa giuridica. Seguono tutte le altre aree

tematiche.



Tab. 3.37 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche



Aree tematiche N.

Giuridico Normativa generale 5

Organizzazione e personale 1

Internazionale e fondi comunitari 1

Culturale e socio-educativa 4

Comunicazione e servizi all'utenza 2

Controllo di gestione 1

Sviluppo Locale e turismo 4

Altro tecnico specialistico 5

Informatica e telematica 4

Urbanistica e Ambientale 2

Manageriale 1

Economico-finanziaria 3

Linguistica 4









32

3.1.4. Misura 3.10 – Diffusione di competenze funzionali allo sviluppo nel settore

pubblico





Finalità della misura è promuovere e adeguare alle nuove necessità le capacità di

progettazione, implementazione, monitoraggio e valutazione degli operatori della

Pubblica Amministrazione.

La misura intende sostenere il processo di innovazione in atto nella Pubblica

Amministrazione, fornendo gli strumenti per dotare la stessa di quelle professionalità

necessarie al decollo di nuovi servizi, processi e modelli culturali. Si intende in tal

modo contribuire al raggiungimento degli obiettivi posti dal Dipartimento della

Funzione pubblica con il documento relativo alle linee guida nel settore della Pubblica

Amministrazione.

Considerata la presenza di analoghi interventi previsti dal PON Assistenza tecnica e da

altri progetti come RAP 100, Sportello impresa e CIPA a favore delle regioni obiettivo

1, la misura interverrà a complemento dei suddetti programmi.

Gli obiettivi della misura vengono raggiunti in via prioritaria attraverso le seguenti

quattro azioni:

A) Percorsi formativi e di consulenza integrati mirati all'accrescimento delle

competenze professionali e alle esigenze operative

Con questa azione si intende contribuire a colmare le carenze di figure professionali

che sono richieste per lo svolgimento efficace dell'azione della pubblica

amministrazione regionale e locale, riqualificando il personale verso una migliore

capacità progettuale e di valutazione delle politiche d'intervento pubbliche, la

creazione di modelli organizzativi più flessibili e l'utilizzo di nuovi strumenti gestionali

collegati alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Sono previsti

programmi formativi e di consulenza integrati destinati a personale

dell'amministrazione regionale non interessato da interventi dell'assistenza tecnica del

POR e a personale di Amministrazioni pubbliche territoriali facenti parte di un sistema

locale.

Saranno previsti specifici interventi volti all’accrescimento delle competenze nel campo

della tutela e sostenibilità ambientale.

B) Sostegno a servizi di informazione e consulenza sulle opportunità di

finanziamento di fonte comunitaria, nazionale e regionale a favore di amministrazioni

locali

Attraverso l'azione del Programma PASS sono stati creati nel territorio regionale

diversi Uffici Europa e altre analoghe realtà presso Amministrazioni locali sono nate

spontaneamente per soddisfare la crescente domanda di informazione soprattutto in

materia di politiche comunitarie.

33

Con questa linea di intervento s'intende sostenere la creazione o il potenziamento di

uffici, che a livello di area comprensoriale, si propongono di fornire all'utenza locale

servizi di informazione e assistenza sulle opportunità di finanziamento pubblico

attraverso azioni di consulenza informazione e formazione.

C) Azioni di supporto agli Sportelli Unici per le Imprese.

Diffusione e specializzazione degli sportelli unici per le imprese e costituzione di una

rete tra gli sportelli. Gli Sportelli unici per le imprese costituiscono un importante

strumento di semplificazione per favorire lo sviluppo locale. Si intende in tal modo

sostenerne la diffusione in tutto il territorio regionale, al fine di creare opportunità di

sviluppo e crescita delle Amministrazioni locali. Sono ammessi a finanziamento

programmi informativi e di consulenza.

D) Azioni di sostegno all'internazionalizzazione della pubblica amministrazione.

Con questa azione si intende sviluppare, attraverso azioni specifiche, la capacità del

personale della P.A. regionale e locale a muoversi in un contesto di rapporti

transnazionali mediante azioni mirate a:

 diffusione della conoscenza delle lingue straniere, delle procedure comunitarie e

degli altri organismi internazionali;

 diffusione della prassi della cooperazione diretta con funzionari e uffici di altri

paesi;

 azioni finalizzate alla creazione di reti relazionali tra funzionari (stages presso

gli uffici della Commissione o presso altre Amministrazioni, workshops);

 confronto e scambio di esperienze con Amministrazioni di tutti i livelli delle aree

comprese dentro e fuori l'obiettivo 1, in Italia e in Europa.

Ad oggi sono stati emanati cinque bandi, di cui uno rivolto ai Progetti Integrati

territoriali









34

Tab. 3.38 – Bandi emanati



Graduatoria Estremi

Bando Estremi normativi

definitiva Normativi

D.D.G. n.34 del

GUSR n22, s.o. 1, del 21/03/2002 –

Circolare 2/2001 SI

11/05/2001 GURS n.36 del

09/08/2002

Decreto del

Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001,

4/07/2002 –

Multasse e n.35, supplemento SI

GURS n.34 del

Multimisure straordinario

26/07/2002

GURS del 26/07/2002,

Avviso 3/2002 n.34, supplemento NO

straordinario

DDG n.198 del 09/08/02

Avviso del D.D.G. n.3149

Dipartimento regionale SI

09/08/2002 del 22/12/2003

formazione professionale

Avviso 5/2002 – GURS n.44 del

D.D.G. n.880

Multasse e 20/09/2002, supplemento SI

del 10/05/2004

Multimisure - PIT straordinario





Complessivamente, per questa misura sono stati approvati 93 progetti per un importo

finanziato pari a 24,8 milioni di euro di cui 16,9 milioni di euro a carico del fondo FSE e

0,8 milioni di euro come cofinanziamento dei privati.



Tab. 3.39 - Riepilogo complessivo progetti approvati - misura 3.10 (valori espressi in

euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziament

o privato

Circolare 2/2001 24 442.802 309.961 -



Avviro 7/2001 53 12.277.349 8.217.530 538.020



Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -



Avviso 5/2002 (PIT) 15 9.208.686 6.293.026 218.648

Totale

93 24.840.351 16.858.577 756.669





Poichè la graduatoria definitiva dell’avviso 3/2002 non è ancora stata pubblicata, i dati

riportati si riferiscono alla graduatoria provvisoria.



Tab. 3.40 - Riepilogo complessivo interventi formativi - misura 3.10 (valori espressi in

euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziame

nto privato

Avviso 2/2001 75 22.515.266 15.564.204 280.688

Totale 75 22.515.266 15.564.204 280.688









35

L'analisi che segue riguarda tutti i progetti approvati ad esclusione dei PIT e di un

progetto relativo all'Avviso 7/2001.

Tutti i 77 progetti esaminati comprendono interventi formativi in favore del personale

della P.A., per un importo di 15,6 milioni di euro di cui 10,6 milioni di euro a carico

del fondo FSE e 0,6 milioni di euro come cofinanziamento privato.



Tab. 3.41 - Riepilogo complessivo progetti in favore di personale pubblico - Misura 3.10

(valori espressi in euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziament

o privato



Circolare 2/2001 24 442.802 309.961 -



Avviso 7/2001* 52 12.277.349 8.217.530 538.020



Avviso del 09/08/2002 1 2.911.512 2.038.058 -

Totale

77 15.631.664 10.565.550 538.020





Di tali progetti, che prevedono circa 30 mila ore di formazione e 3.470 dipendenti

pubblici formati o da formare si richiamano le caratteristiche di sintesi nella tabella che

segue.



Tab. 3.42 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - misura 3.10



Bandi Ore formazione Formati di cui donne

Circolare 2/2001 3.615 362 130

Avviso 7/2001 26.334 2.861 1.326

Avviso del 09/08/2002 - 247 -

Totale 29.949 3.470 1.456





Le azioni previste nei 77 progetti esaminati - prevalentemente destinati

all'accrescimento delle competenze professionali e alle esigenze operative attraverso

percorsi formativi e di consulenza integrati tra di loro (66 progetti) - riguardano anche

il “Sostegno a servizi di informazione e consulenza sulle opportunità di finanziamento

di fonte comunitaria, nazionale e regionale a favore di amministrazioni locali” (17

progetti); “Azioni di sostegno all'internazionalizzazione della pubblica amministrazione

(14 progetti)” ed “Azioni di supporto agli Sportelli Unici per le Imprese” (6 progetti).

I progetti di cui alla misura 3.10 sono stati classificati anche in funzione del tema

prevalentemente trattato. La tabella che segue ne riporta i principali dati. Dall'analisi

si evince che la tematica cui è stata rivolta una significativa attenzione è quella dello

sviluppo locale (30 dei progetti su un totale di 77) per un importo complessivo di 5

milioni di euro e mille dipendenti formati o da formare. Di maggior rilievo se ci si

riferisce alla numerosità dei progetti sono poi le iniziative che trattano il tema

36

“migliorare le competenze informatiche” (13) e “sportello unico” (8), mentre se ci si

riferisce all'ammontare complessivo dei finanziamenti seguono i progetti relativi al

tema “sistema informativo territoriale” (2,9 milioni di euro), “sportello unico” (2,3

milioni di euro) e “Ufficio Europa” (1,4 milioni di euro).



Tab. 3.43 - Interventi formativi classificati in funzione del tema trattato



Tipologia Progetto Progetti Importo Ore Formati di cui

(euro) Donne

Agenzia Locale per 1 299.901 300 20 10

l'attrazione degli investimenti

Creazione della figura di 1 108.884 300 15 10

operatore sociale

E-government 1 580.336 300 250 100

La Comunicazione 5 219.633 680 80 36

Istituzionale

La nuova Pubblica 30 5.052.834 12.761 1049 508

amministrazione per lo

sviluppo locale

Migliorare competenze in 13 834.620 3.630 693 361

informatica

Migliorare competenze nel 2 180.670 780 49 32

turismo

Opportunità Finanziamenti e 5 767.878 2.087 99 32

Politiche Comunitarie

Rendicontazione Progetti FSE 1 857.914 3.600 240 0

Riconversione personale 1 90.931 300 17 13

Riorganizzazione Pubblica 2 12.260 120 30 0

Amministrazione

Sistema Informativo 1 2.911.512 - 247 0

territoriale*

Sportello Multifunzionale 1 34.086 400 15 8

Sportello Unico 8 2.311.093 2.095 201 101

Ufficio Europa 5 1.369.108 2.596 465 245

Totale 77 15.631.664 29.949 3.470 1.456







Dal punto di vista territoriale i progetti si concentrano numericamente nelle Province di

Palermo (23) e Catania (17), mentre come importo finanziato si concentrano nella

province di Palermo (3,2 milioni di euro), Messina (2 milioni di euro), Catania (1,6

milioni di euro). In alcuni casi gli interventi si rivolgono a territori più ampi quali il

territorio interprovinciale o regionale. Vi sono infatti quattro progetti che riguardano

tutte le province siciliane per un importo di 4,5 milioni di euro e due progetti

interprovinciale per un importo di 1,2 milioni di euro.









37

Tab. 3.44 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte



Province Progetti Importo (euro) Ore Dipendenti di cui

Formati Donne

AG 7 628.801 854 235 92

CL 5 624.939 1.250 102 42

CT 17 1.610.078 3.078 409 226

EN 1 315.865 900 60 30

ME 6 2.011.353 5.192 340 172

PA 23 3.193.546 7.485 710 346

RG 4 809.792 2.380 430 210

SR 5 454.230 1.594 207 105

TP 3 248.647 1.000 55 28

EN - SR 2 1.217.548 2.016 165 95

TUTTE 4 4.516.862 4.200 757 110

Totale 77 15.631.664 29.949 3.470 1.456





I destinatari degli interventi formativi sono dipendenti pubblici, raramente insieme ad

altre categorie di soggetti quali: Disoccupati/Inoccupati, Giovani, Adulti, Lavoratori

Autonomi, LSU. I settori specifici di intervento nell'ambito della pubblica

amministrazione sono: Formazione Professionale, Multisettoriale, Servizi per l’impiego,

Promozione e Pubblicità, Socio-assistenziale, Turismo, Beni Culturali, Ricerca,

Terziario, Comunicazione Istituzionale, Sviluppo Locale, Gestione aziendale,

Informatica, Servizi alle imprese, Agricoltura, Ambiente, Artigianato.



Tab. 3.45 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari



N. Destinatari N. Settori d’intervento

P.A. 77 77

Altri 8 32





Dei 77 progetti esaminati, 54 coinvolgono i Comuni, 17 le Province, 3 altri Enti

regionali.









38

Tab. 3.46- Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche

destinatarie



Amministrazioni N. DESCRIZIONE

destinatarie

Comuni 54 Alcamo (TP), Acireale, Acicastello, Acicatena, Aci Sant'Antonio, Valverde,

Biancavilla, Bronte, Paternò, Belpasso, Misterbianco, Catania, Tremestieri

Etneo e Randazzo (CT), Palermo, Chiusa Scalfani, Prizzi , Roccamena,

Giuliana, Campofiorito, Petraia Soprana, Petraia Sottana, Blufi, Alimena,

Gangi, Geraci Siculo, San Cipirello, Carini, Altofonte, Belmonte Mezzagno,

Bisacquino, Bolognetta, Campofiorito, Camporeale, Cefalà Diana, Chiusa

Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Godrano, Marineo,

Mezzojuso, Monreale, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi Prizzi,

Roccamena, S. Cipirello, S. Giuseppe Jato, S. Cristina Gela, Villafrati,

Partinico, San Mauro Castelverde, Ficarazzi e Bompietro (PA), Naro,

Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte,

Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa, Santa Elisabetta,

Raffadali, Ioppolo Giancaxio, Montallegro, Siculiana e Agrigento (AG), Antillo,

Fuirnari, Falcone, Castroreale, Rodo Milici, Barcellona Pozzo di Gotto,

Fondachelli Fantina, Mazzarà, Andrea, Oliveri Basicò, Roccalumera, Santa

Teresa, Nizza di Sicilia, Pagliara, Forza d'Agrò, Alì Terme, Savoca, San

Alessio Siculo, Itala, Mandanici, Furci Siculo, Scaletta Zanclea, Villafranca,

Rometta, Monforte, Saponara, Torregrotta, Spatafora, Venetico, Longi,

Ficarra, Naso, Sinagra, Ucria, Graniti e Messina (ME), Francofone, Cassaro e

Siracusa (SR), Gagliano Castelferrato, Sperlinga, Troina, Cerami, Capizzi,

Agira e Niscemi(EN), Modica, Scicli, Pozzallo, Vittoria, Comiso, S.Croce

Camerina, Acate, Ispica e Ragusa (RG), Marsala e Castelvetrano (TP)

Province 17 Agrigento, Caltanissetta, Siracusa, Catania, Palermo, Enna, Siracusa,

Regioni 3 Dipartimenti Urbanistica, territorio e Ambiente, Foreste, Ass. al Lavoro e

Ispettorati Provinciali

Altri Enti 11 ASL di Siracusa, AAPIT di Caltanissetta, Enti soci GAL Valle Alcantara, ASL di

Sciacca, ASL di Acireale, Azienda Ospedaliera di Palermo, IACP di Trapani









Le metodologie utilizzate nei progetti, oltre ai corsi di formazione, sono la comunità di

pratica (41 progetti), lo stage (16), la FAD (21), ed i Seminari (28).



Tab. 3.47 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia

Metodologia N.

Corso 77

Comunità di Pratica 41

Stage 16

Laboratorio 1

Fad 21

E-learning 2

Formazione intervento 1

Seminario 28





Dall’analisi dei progetti emerge infine che le aree tematiche più affrontate sono

“Informatica e telematica” (in 56 progetti), “Sviluppo locale e Turismo” (in 40 progetti)

e “Internazionale e fondi comunitari” (in 33 progetti). Seguono tutte le altre aree

tematiche.









39

Tab. 3.48 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche



Aree tematiche N.

Giuridico Normativa generale 23

Organizzazione e personale 11

Internazionale e fondi comunitari 33

Culturale e socio-educativa 4

Comunicazione e servizi all'utenza 26

Controllo di gestione 6

Sviluppo Locale e turismo 40

Altro tecnico specialistico 11

Informatica e telematica 56

Urbanistica e Ambientale 11

Manageriale 8

Economico-finanziaria 13

Linguistica 21









3.1.5. Misura 5.03– Promozione dell’integrazione sociale





La finalità della misura è quella di promuovere, in un’ottica di pari opportunità,

processi di inclusione sociale e lavorativa di soggetti a rischio di emarginazione

attraverso il potenziamento o la creazione di poli da cui prendano avvio le attività di

assistenza, orientamento ed inserimento dei soggetti svantaggiati. Parallelamente la

misura mira alla qualificazione e formazione di quelle figure professionali che possano

garantire l’attuazione delle linee di intervento previste dall’Asse “Città”.

Tale azione verrà realizzata in sinergia con le misure 3.04 e 3.06 dell’asse Risorse

umane. Le azioni riguardano in via prioritaria:

1. lotta all’esclusione in quartieri degradati di aree urbane;

2. promozione di centri polivalenti per l’integrazione sociale;

3. formazione di figure professionali finalizzate all’attuazione delle linee

d’intervento dell’Asse “Città”, azione rivolta specificamente alla P.A.;

4. piccoli sussidi.

La formazione è finalizzata all’attuazione delle linee d’intervento dell’Asse ed in

particolare del personale della Pubblica Amministrazione per adeguare le competenze

della P.A. in relazione alla gestione e programmazione di programmi urbani integrati e

nella gestione di reti di monitoraggio, per i servizi alla persona, per lo svolgimento di

attività socio-assistenziali, etc.

Per questa azione si prevede di effettuare corsi di formazione, riservati al personale

della Pubblica Amministrazione locale e provinciale.

Tale azione comprende interventi di:

 programmazione, gestione, monitoraggio e valutazione di programmi urbani

integrati;

 gestione di reti di monitoraggio ambientale, acustico, ecc., in ambito urbano;

40

 adeguamento delle competenze del personale della P.A. in relazione alle

politiche di concertazione per lo sviluppo urbano;

 programmazione, gestione e valutazione di politiche di sviluppo di servizi socio-

educativi rivolti alle persone svantaggiate e di politiche di rivitalizzazione

economica di aree degradate in ambito urbano.

Le iniziative dovranno almeno prevedere attività formative, attività di affiancamento

consulenziale, stage presso altre strutture ed organismi pubblici e/o privati

specializzati nei settori di interesse dell’intervento.

Ad oggi sono stati emanati due bandi, di uno rivolto ai Progetti Integrati territoriali



Tab. 3.49 – Bandi emanati



Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi

definitiva normativi

Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del

Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –

Multimisure straordinario GURS n.34 del

26/07/2002

Avviso 5/2002 – GURS n.44 del SI D.D.G. n.880

Multasse e 20/09/2002, supplemento del 10/05/2004

Multimisure - PIT straordinario





Complessivamente per questa misura sono stati approvati 12 progetti per un importo

finanziato pari a 3,3 milioni di euro di cui 2,3 milioni di euro a carico del fondo FSE e

solo 5,5 migliaia di euro come cofinanziamento dei privati.



Tab. 3.50 - Riepilogo complessivo progetti approvati - Misura 5.03 (valori espressi in

euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento

privato



Avviso 7/2001 10 2.645.888 1.848.217 5.577



Avviso 5/2002 (PIT) 2 657.880 460.516 -

Totale

12 3.303.768 2.308.733 5.577,73





Anche per questa Misura l'analisi non ricomprende i PIT. Pertanto i dati si riferiscono

esclusivamente ai progetti di cui all’avviso 7/2001.

Dei 10 progetti esaminati, 9 riguardano la formazione di figure professionali finalizzate

all’attuazione delle linee di intervento dell’Asse “Città”, 2 la promozione di centri

polivalenti per l’integrazione sociale e 1 la lotta all’esclusione in quartieri degradati di

aree urbane. .

Nell'ambito di tali progetti, 6 comprendono interventi formativi in favore del personale

della P.A., per un importo di 1,6 milioni di euro.







41

Tab. 3.51 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - Misura 5.03



Descrizione Dati

Progetti (n.) 6

Importo (€) 1.551.280,86

- di cui FSE (€) 1.081.992,19

- di cui cofinanziamento privato (€) 5.577,73

Ore formazione 2.094

Totale persone formate o da formare 175

- di cui donne 80





Dalla classificazione dei progetti in funzione del tema prevalentemente trattato,

emerge che su 6 progetti esaminati, la metà riguarda gli interventi socio-assistenziali,

per un importo complessivo di 0,9 milioni di euro, 850 ore di formazione, 29

dipendenti da formare di cui 3 donne.



Tab. 3.52 - Interventi formativi classificati in funzione del tema trattato



Tipologia Progetto Progetti Importo Ore Formati di cui

(euro) Donne

Affidamento dei minori 1 353.173 400 40 20

Gli interventi socio- 3 865.887 850 60 30

assistenziali della PA

I Programmi Urbani 1 34.241 100 20 10

Integrati

Lo sviluppo sostenibile 1 297.978 744 55 20

nella PA

Totale 6 1.551.280 2.094 175 80





Dal punto di vista territoriale, metà dei progetti si concentra sul territorio della

provincia di Catania (3); seguono Agrigento, Palermo, e Ragusa con un progetto

ciascuno.



Tab. 3.53 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte



Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui

Donne

AG 1 288.629 250 20 10

CT 3 676.044 800 80 40

PA 1 297.978 744 55 20

RG 1 288.629 300 20 10

Totale 6 1.551.280 2.094 175 80





Destinatari degli interventi formativi sono dipendenti pubblici insieme, in due progetti,

ad altri soggetti (disoccupati/inoccupati, adulti e donne occupate). Nell'ambito del

settore pubblica amministrazione, i progetti si rivolgono specificamente al settore

socio-assistenziale ed a quello ambientale.









42

Tab. 3.54 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari e del settore di

intervento



N. Destinatari N. Settore d'intervento

P.A. 6 6

Altri 2 5





Tutti i progetti hanno come destinatari i comuni e nella metà dei casi anche le

province. Sono quasi sempre coinvolti anche altri enti pubblici territoriali.



Tab. 3.55 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle Amministrazione pubbliche

destinatarie degli interventi



Amministrazioni destinatarie N. DESCRIZIONE

Comuni 6 Vittoria, Comiso e Acate (RG), Canicattì,

Castrofilippo, Naro, Camastra, Racalmuto,

Grotte, Ravanusa e Campobello di Licata

(AG), Caltagirone, Misterbianco, Mirabella

Imbaccari, San Cono e San Michele di

Ganzaria (CT), Palermo (PA),

Province 3 Agrigento, Ragusa, Catania

Altri Enti 5 ASL, Provveditorato, Giustizia Minorile della

Provincia di Ragusa, Istituti scolastici di

Palermo





Tutti i progetti prevedono lo svolgimento di corsi di formazione, alcune volte

unitamente ad altre metodologie quali la costituzione di una comunità di pratica (4)

e/o l'effettuazione di stage (3).



Tab. 3.56 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia



Metodologia N.

Corso 6

Comunità di Pratica 4

Stage 3





Dall’analisi dei progetti emerge che le aree tematiche più affrontate sono relative

all'ambito specialistico” (6) ed a quello della normativa giuridica (4). La tabella che

segue evidenzia anche tutte le altre aree tematiche.



Tab. 3.57 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle arre tematiche



Aree tematiche N.

Giuridico Normativa generale 4

Culturale e socio-educativa 1

Comunicazione e servizi all'utenza 3

Altro tecnico specialistico 6

Informatica e telematica 1

Manageriale 1

Linguistica 1





43

3.1.6. Misura 6.07a – Internazionalizzazione dell’economia siciliana





La misura mantiene l’identico obiettivo operativo della precedente e presenta uno

spiccato carattere di servizio ad altre misure, in particolare alla collegata 6.6.2.

Si articola in due sottomisure, sulla base delle specificità delle azioni e della

conseguente titolarità.

Sottomisura 6.07.A

 A.1) Corsi di formazione specialistica in internazionalizzazione economica

 A.2) Corsi di formazione propedeutici all’attivazione delle linee d’intervento

previste nella misura 6.06

Sottomisura 6.07.B

 B.1) Interventi formativi organizzati dalle università siciliane

 B.2) Formazione di una cultura internazionale di impresa con iniziative di

sensibilizzazione e corsi tematici nelle classi finali delle scuole superiori, anche

in partenariato con istituzioni

 B.3) Nella seconda fase della programmazione, sulla base delle indicazioni

provenienti dallo studio di fattibilità sul Politecnico del Mediterraneo si

prevedono azioni di sostegno ad iniziative specifiche volte a promuovere

l’internazionalizzazione economica e culturale

Alla sottomisura 6.07.B è destinato il 55% della spesa pubblica della Misura. La

sottomisura rivolta anche alla P.A. è la 6.07.A. Ad oggi sono stati emanati due bandi.



Tab. 3.58 – Bandi emanati



Bando Estremi normativi Graduatoria Estremi

definitiva normativi

Avviso 7/2001 – GURS del 13/07/2001, SI Decreto del

Multasse e n.35, supplemento 4/07/2002 –

Multimisure straordinario GURS n.34 del

26/07/2002

Avviso 3/2002 – GURS del 26/07/2002, NO

Multasse e n.34, supplemento

Multimisure - PIT straordinario





Complessivamente per questa misura sono stati approvati 26 progetti per un importo

finanziato pari a 3,3 milioni di euro di cui 2,3 milioni di euro a carico del fondo FSE e

solo 5,5 migliaia di euro come cofinanziamento dei privati.



Tab. 3.59 - Riepilogo complessivo progetti approvati - misura 6.07° (valori espressi in

euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento

privato

Avviso 7/2001 26 7.729.920 5.325.915 121.470

Totale 26 7.729.920 5.325.915 121.470





44

Come accennato in precedenza la graduatoria definitiva dell’avviso 3/2002 non è stata

ancora pubblicata. Si riportano comunque i dati di sintesi ricavabili dalla graduatoria

provvisoria.



Tab. 3.60 – Graduatoria misura 6.07 di cui all’avviso 3/2002 (valori espressi in euro).



Bandi Progetti Importo di cui FSE Cofinanziamento

privato

Avviso 3/2001 88 39.481.182 27.017.730 884.424

Totale 88 39.481.182 27.017.730 884.424





La classificazione dei 26 progetti approvati rispetto alle azioni previste, pone in

evidenza che la quasi totalità dei progetti riguarda l'effettuazione di corsi di

formazione specialistica in internazionalizzazione economica (24). Due progetti

prevedono invece corsi di formazione propedeutici all’attivazione delle linee

d’intervento previste nella misura 6.06.

Questi interventi formativi riguardano tuttavia in maniera marginale il personale della

Pubblica Amministrazione al quale sono rivolti due soli interventi, per un importo di

0,6 milioni di euro.



Tab. 3.61 - Riepilogo complessivo interventi formativi a favore della P.A. - misura 5.03



Descrizione Dati

Progetti (n.) 2

Importo (€) 600.069,65

- di cui FSE (€) 335.019,29

- di cui cofinanziamento privato (€) 121.470,66

Ore formazione 1.200

Totale persone formate o da formare 100

- di cui donne 48





Entrambi i progetti riguardano il tema dell’internazionalizzazione del sistema

produttivo. La loro attività è localizzata nella Provincia di Agrigento (1 progetto per un

importo di 202 migliaia di euro) e nelle Province di Palermo e Trapani (1 progetto per

un importo di 398 migliaia di euro). La tabella che segue ne riepiloga i dati più

significativi.



Tab. 3.62 - Riepilogo progetti classificati in funzione delle province coinvolte



Province Progetti Importo (euro) Ore Formati di cui Donne

AG 1 201.606 800 20 8

PA - TP 1 398.463 400 80 40

Totale 2 600.069 1200 100 48





La formazione prevista nei due progetti è destinata a personale pubblico ma viene

richiesto anche il coinvolgimento di altri soggetti occupati provenienti da piccole e

medie imprese e lavoro autonomo. Una particolare attenzione è rivolta alle donne.





45

Tab. 3.63 - Riepilogo progetti classificati in funzione dei destinatari



N. Destinatari N. Settore d'intervento

P.A. 2 2

Altri 2 2





Nell'ambito della Pubblica Amministrazione, i settori di riferimento sono: Gestione

aziendale, Industria, Servizi per l’internazionalizzazione.

Destinatari delle azioni sono i comuni. (Menfi, Sambuca di Sicilia, Burgio, Ribera,

Caltabellotta). Le metodologie utilizzate sono, oltre al corso di formazione, al la FAD,

lo stage e la crezione di comunità di pratica. I dati di sintesi possono essere ricavati

dalla tabella che segue.



Tab. 3.64 - Riepilogo progetti classificati in funzione della metodologia



Metodologia N. Progetti

Corso 2

Comunità di Pratica 1

Stage 1

Laboratorio 0

Fad 1

E-learning 0

Formazione intervento 0

Seminario 0







In entrambi i corsi le aree tematiche più affrontate sono: “Internazionale e fondi

comunitari” (2), “Altro tecnico specialistico” (2), “Manageriale” (2), “Economico-

finanziaria” (2), “linguistica” (2, Inglese). Un solo modulo è rivolto invece a Urbanistica

ambientale, Sviluppo locale e turismo, Controllo di gestione, Informatica e telematica

e normativa giuridica.



3.2 La formazione attuata dall'ente Regione con propri fondi ordinari





Il piano formativo del personale della Regione Sicilia prevede 11 principali aree di

contenuto formativo:

1. Area manageriale (dirigenziale)

La "Direttiva alle Amministrazioni Pubbliche in materia di Formazione del Personale" n.

14 del 24 aprile 1995 del Ministro per la Funzione Pubblica, evidenzia l'esigenza di

realizzare uno specifico programma di formazione rivolto alla dirigenza, da avviare in

una prima fase con l'attivazione di stages rivolti all'alta dirigenza, ma da estendere

successivamente a tutti i dirigenti ed ai quadri, con "lo sviluppo di cicli formativi

comuni a dirigenti del sistema pubblico e del mondo dell'impresa privata da realizzare,

in una prima fase, in una forma sperimentale". Gli interventi formativi per la dirigenza

rispondono all'evoluzione del quadro normativo e ai processi di riorganizzazione

dell'Amministrazione e mirano a determinare l'adeguamento dei ruoli e

46

l'apprendimento di strumenti di gestione capaci di orientare e sostenere competenze e

comportamenti.

I progetti di formazione manageriale sono finalizzati a rafforzare la sensibilità dei

dirigenti a "gestire iniziative di miglioramento e di innovazione, destinate a

caratterizzare le strutture pubbliche in termini di dinamismo e competitività;

migliorare l'efficacia, l'efficienza, la trasparenza e la qualità dell'azione amministrativa;

sviluppare capacità di governo e realizzazione del cambiamento organizzativo.”

2. Area personale e organizzazione

I progetti di formazione al ruolo sono destinati a segmenti di personale che ricoprono

uno stesso ruolo, inteso come l'insieme dei comportamenti che ci si aspetta da colui

che occupa una determinata posizione all'interno della struttura organizzativa, sia in

termini di vincoli, sia in termini di opportunità. Gli interventi formativi sono finalizzati

al rafforzamento delle conoscenze e delle capacità tipiche del ruolo, sia in riferimento

all'esperienza svolta, che alla rappresentazione del ruolo all'interno

dell'organizzazione; al potenziamento della motivazione a ricoprirlo, che influisce

sull'accettazione del proprio ruolo, anche in relazione alle aspettative personali; allo

sviluppo della consapevolezza che la persona possiede in merito al suo sistema di

competenze, che fornisce la sicurezza necessaria per affrontare i compiti connessi al

suo ruolo e la fiducia per proporsi ed accettare i ruoli compatibili con esso; alla

conoscenza delle modalità di relazione con le altre persone.”

3. Area giuridica

La formazione di area giuridica rappresenta, fra gli interventi da realizzare, una delle

priorità. La continua evoluzione legislativa e regolamentare evidenzia la complessità

delle discipline pubblicistiche e la varietà dei criteri interpretativi. Quest'area si

propone di:

 definire orientamenti applicativi e interpretativi della legislazione in vigore;

 articolare l'attività in percorsi formativi dedicati all'apprendimento di specifiche

procedure amministrative e all'apprendimento e approfondimento di

problematiche giuridiche di carattere generale;

 creare momenti di confronto e di comunicazione tra le varie strutture dell'Ente

su tematiche giuridiche di interesse comune;

 fornire un aggiornamento puntuale sull'evoluzione normativa;

 sviluppare un aggiornamento non occasionale delle conoscenze e momenti di

confronto delle esperienze.

4. Area contratti

La formazione di area Contratti era precedentemente inserita nell’area Giuridica.

Considerata l’importanza che riveste la materia è stata prevista un’apposita area

formativa. I corsi proposti intendono offrire opportunità di approfondimento della







47

normativa e delle procedure relative alla gestione di attività contrattuali e rispondere

al fabbisogno formativo che deriva dall’applicazione della legge regionale n. 10/2000.

5. Area economico-finanziaria

Quest'area si propone di:

 definire orientamenti applicativi e interpretativi della legislazione in vigore e

della sua evoluzione, in primo luogo la riforma del bilancio regionale

 articolare l'attività in percorsi formativi dedicati all'apprendimento di specifiche

procedure amministrative e contabili

 creare o migliorare la capacità di lettura dell’informazione di tipo quantitativo in

campo socio-economico, attraverso la conoscenza di base e il lessico relativi ai

macro-aggregati (PIL, Redditi, Consumi, Investimenti, ecc.), agli agenti

(Famiglie, Imprese, Pubblica Amministrazione), alle interazioni tra struttura

demografica e struttura produttiva (effetti sul lavoro, sui consumi, sui risparmi,

ecc.)

 fornire una opportunità di aggiornamento tecnico sulla struttura del bilancio,

con particolare riferimento a quello regionale

 fornire le basi concettuali, gli strumenti e le tecniche del controllo di gestione e

della valutazione delle politiche pubbliche, con particolare riguardo agli enti

pubblici con finalità regolative di programmazione, di trasferimento e riparto di

risorse, nonché di controllo sugli enti di governo di livello inferiore.

6. Area informazione e comunicazione

Gli interventi formativi inerenti l'area informazione e comunicazione, a fronte della

vastità della disciplina e delle sue molteplici applicazioni, è strettamente finalizzata al

ruolo pubblico ed istituzionale dell'Ente ed alle sue competenze. L'esigenza di una

attività formativa nell'area comunicazionale all'interno di un sistema organizzativo

complesso, e di un ente pubblico in particolare, va rapportata alla necessità di:

 prevedere momenti e opportunità per promuovere e facilitare lo scambio delle

informazioni;

 promuovere la consapevolezza dello stretto rapporto tra processo organizzativo

e processo comunicativo;

 sviluppare la capacità di comunicare e di disporre delle competenze necessarie,

nell'ambito dell'espletamento delle funzioni istituzionali proprie della Regione.

Il percorso formativo, definito dal Piano Annuale di formazione, si propone di

sviluppare momenti di apprendimento sulle tecniche di comunicazione, sia per la

generalità dei dipendenti, sia per figure professionali specifiche (segreterie particolari,

segreterie di dipartimento, addetti all'informazione, addetti U.R.P.). Gli interventi

formativi dovranno prevedere approfondimenti in materia di:

 Normativa nazionale e regionale in materia di comunicazione e informazione;

 U.R.P.;



48

 Sportello unico per le imprese;

 Trasparenza nella P.A. e limiti derivanti dall'applicazione della normativa sulla

privacy;

 Confronto con le esperienze degli uffici URP e degli uffici stampa realizzate in

ambito pubblico, con particolare riferimento per le regioni;

 Strumenti dell'Informazione e della Comunicazione interna ed esterna.

7. Area informatica

Gli interventi, in quest’ambito, mirano a diffondere la cultura informatica, formare

utilizzatori potenziali (con riferimento ai dirigenti ed ai dipendenti privi di qualsiasi

conoscenza informatica), aggiornare gli attuali utilizzatori, formare addetti informatici.

Pertanto, le amministrazioni che hanno sistemi telematici complessi, dovranno avere

cura di rivolgere attenzione formativa agli specialisti informatici e telematici

(sistemisti, programmatori, analisti ed operatori dei diversi profili).

In tutte le amministrazioni i soggetti da coinvolgere nei processi formativi sono i

dirigenti che per la loro attività svolgono compiti di gestione, di governo delle

innovazioni, e quindi fungono da regolatori dei cambiamenti, e gli addetti che, pur non

direttamente coinvolti, sono potenziali utilizzatori dello strumento informatico come

ausilio alle loro attività”.

La rilevazione dei bisogni formativi per l'area informatica è preliminare alla definizione

di ogni progetto annuale. La valutazione della congruità delle richieste, la definizione

delle coordinate del progetto formativo e la determinazione dei contenuti dei corsi

ritenuti necessari sono definiti con la collaborazione della struttura regionale

competente in materia di informatica, in coerenza con l'evoluzione dei programmi

standard adottati dalla Regione e la distribuzione dell'hardware. L'accesso al progetto

formativo è consentito a tutti i dipendenti, senza distinzione di qualifica,

compatibilmente con l'utilizzo delle conoscenze acquisite, nell'ambito delle procedure

d'ufficio. I corsi di cultura generale non sono finalizzati all'utilizzo dei software, ma si

propongono di fornire elementi di conoscenza omogenei sulle applicazioni

dell'informatica alle procedure d'ufficio, di approfondire la conoscenza dell'ambiente

operativo e di fornire informazioni generalizzate sulla salvezza dei dati. L'area base

comprende i corsi di addestramento all'utilizzo dei software maggiormente diffusi negli

uffici regionali. L'area avanzata comprende corsi di approfondimento per l'utilizzo dei

prodotti software di più larga diffusione e presuppongono una buona conoscenza di

base del software.

8. Area linguistica

Il progetto formativo per l'area linguistica è considerato una delle prime esperienze

non occasionali ed aperte a tutto il personale attuate da un Ente Pubblico in materia di

formazione linguistica. La formazione di area linguistica persegue l'obiettivo di fornire

al personale regionale le conoscenze di base necessarie per rispondere al telefono,



49

leggere una lettera, sostenere una conversazione in lingua straniera. La conoscenza

delle lingue, l'inglese ed il francese in particolare, con la partecipazione della Regione

a molteplici progetti CEE, si rivela utile per l'Ente, anche se non costituisce per il

personale (fatte alcune limitate eccezioni) condizione indispensabile per l'assolvimento

delle funzioni assegnate.(...)”. Sono previsti corsi per l’apprendimento o il

perfezionamento delle lingue inglese – francese- spagnolo.

9. Area europea

L’attuale processo di modernizzazione dell’apparato amministrativo investe ormai

settori tradizionalmente refrattari ad ogni apertura verso l’esterno. Lo schiudersi di

scenari internazionali assolutamente inediti rende necessaria ed indifferibile l’apertura

verso culture amministrative altre. E’ sempre più evidente, infatti, il gap che

l'amministrazione sconta nei confronti di quelle degli altri stati aderenti all’Unione, con

la conseguente difficoltà nell’utilizzo delle risorse, oltretutto ingenti, messe a

disposizione del nostro paese e per larga parte non utilizzate. Diventa sempre più

urgente, pertanto, un cambiamento di mentalità e l’acquisizione di nuovi metodi di

lavoro innovativi, per evitare che il divario nei confronti delle altre nazioni aumenti,

anziché colmarsi.

10. Area settoriale

La formazione settoriale va intesa come un'area formativa strategica. Risponde alle

esigenze di formazione ed aggiornamento su tematiche specifiche, comuni ad una

stessa area, sia essa una singola struttura o una pluralità di funzioni collocate in

strutture diverse, ma omogenee per competenze. I progetti di formazione settoriale

tendono al coinvolgimento di una pluralità di strutture omogenee per materia e

professionalità. La formazione settoriale può essere realizzata nelle sedi regionali, nei

casi in cui la disponibilità di locali e le attrezzature didattiche richieste lo consentano. I

progetti da realizzare sono definiti successivamente alla rilevazione dei bisogni

formativi.

11. Area sicurezza

La formazione di area Sicurezza era precedentemente inserita nell’area Settoriale.

Considerata l’importanza che riveste la materia, con il Piano di Formazione del

Personale 2000 si è inteso dare visibilità in una apposita area ai molti interventi

formativi, realizzati ed in programma, in attuazione del decreto legislativo 626/94.

Rispetto alle 11 aree verranno richiamate di seguito le iniziative finora realizzate.

Nella Regione Sicilia sono presenti circa 16.000 dipendenti e 600 strutture dirigenziali

gestite da 2000 dirigenti suddivisi in tre fasce, sulla base di una legge regionale

emanata nel 2003.

Nessun dipendente ha fruito fino al 2000 di attività di formazione. Le risorse in bilancio

sono sempre andate in economia.







50

Per altro la mancata pianificazione degli interventi formativi è stata oggetto delle

osservazioni contenute nella Relazione allegata alla Deliberazione n.11/2001 emessa

dalla Sezione di Controllo per la Regione Siciliana nell’adunanza del 6 aprile 2001 e

nella Camera di Consiglio del 21 maggio 2001 con riferimento alla gestione del

Capitolo di spesa n.10612 riferita agli esercizi finanziari 1995/1998.

Il ritardo nell’acquisizione dei dati della prima rilevazione del fabbisogno formativo da

parte di tutti i Dipartimenti ha comportato lo slittamento della fase di contrattazione

fino al novembre 2000.

La presente rilevazione richiama pertanto le iniziative sviluppate a partire da tale data.

A causa delle difficoltà incontrate nell'acquisizione dei dati per via formale, sono state

classificate tutte le iniziative di cui si è potuta reperire documentazione sia attraverso

ricerca sul Sito della regione sia attraverso la lettura delle circolari. Da tali dati, di cui

si sconta l'approssimazione, è possibile schematizzare le attività nel seguente modo:





TIPOLOGIA 2001 2002 2003 2004 Nel

complesso

In. gg. In. gg. In. gg. In. gg. In. gg.

Seminari 4 11 4 11

Workshop 2 4 2 4

Corsi 10 10 46 188 50 320 116 508

Master 3 60 8 181 3 70 14 311

Totale 10 13 60 54 369 59 405 136 834





Vale la pena ricordare che numerose iniziative vengono riproposte (come si può

evincere dalla tabella allegata) in sedi diverse ed in varie edizioni. Ad esempio il

Master di Diritto Amministrativo, svolto di concerto con le Università locali, è stato

effettuato a Palermo (2 edizioni) ma anche a Catania, Messina, Trapani, Agrigento,

Enna. Nella città di Messina si sta avviando in questo periodo una seconda edizione.

Va altresì richiamato il dato che non per tutti i corsi di formazione sono al momento

disponibili i dati sul numero di giornate (ad esempio per i corsi sperimentali di inglese

dei quali sono previste 15 edizioni non sono specificate le giornate che

complessivamente ciascuna Aula utilizzerà) o, viceversa, quando l'articolazione è

chiara, come nel caso della formazione per la progressione di carriera (che si articola

in 32.30 h. di formazione specialistica alle quali si aggiungono 20 ore a scelta del

dipendente tra segmento di formazione di lingua inglese e segmento di formazione

informatica) non è specificato il numero di edizioni. I dati richiamati nella tabella che

precede sono pertanto da considerarsi di prima approssimazione.





Gli enti gestori

Per lo svolgimento delle attività di formazione programmata è stata prevista

l’organizzazione diretta dei corsi nell’ambito di collaborazioni sperimentali con:



51

 Università di Palermo

 Università di Catania

 Università di Messina

 Università La Sapienza

 Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione – sede staccata di Acireale

 CERISDI

 ISAS

 ISVI

 CISECOM

 ERSU

 CLC Scpa (INLINGUA Italia)

 ISIDA

 Centro Studi di Economia Applicata.





Le aree di contenuto

Gli interventi formativi fanno riferimento alla classificazione delle aree di contenuto

definite dai tavoli tecnici interregionali della formazione.

Tali Aree, ricavabili sia dal Piano Annuale della Formazione che dai Programmi Annuali

e Pluriennali Dirigenza 2002 – 2004 possono essere così schematizzate:





Aree tematiche

Manageriale Informatica

Personale e organizzazione Linguistica

Controllo di gestione Internazionale/europea

Giuridica Settoriale

Contratti Sicurezza

Economico-finanziaria Sistema informativo regionale della

Informazione e comunicazione formazione (sirf)





Tuttavia, questa individuazione di aree che, ad un primo sguardo, sembrerebbe

stabilita e di orientamento per l’insieme delle attività, a ben guardare subisce

variazioni anche di rilievo nella sua struttura e, soprattutto, risulta piuttosto elastica

nella attribuzione delle iniziative all’uno o all’altro ambito.

Ad esempio in data 28.7.04 è stata introdotta nel sito regionale una classificazione dei

corsi di formazione che risulta così conformata:





Area di contenuto formativo

Manageriale (dirigenza) Giuridica-amministrativa

Personale-organizzazione Contratti

Economico-finanziaria Informatica-telematica

Informazione e comunicazione Sicurezza

Linguistica Europea

Settoriale



52

Le aree sono diventate 11 anziché 13 (non sono più presenti Controllo di Gestione e

Sistema Informativo regionale della formazione).

Inoltre, se si entra nel merito nei contenuti si ritrovano attribuite all’area manageriale

(dirigenza) tutta una serie di iniziative quali ad esempio i Corsi sulla “Comunicazione

ed informazione nella P.A.” che probabilmente avrebbero trovato la loro naturale

collocazione nell’ambito dell’area Informazione e comunicazione.

Pertanto nell’attribuzione dell’iniziativa all’area tematica si è preferito fare riferimento

ai contenuti normalmente identificativi dell’area stessa prescindendo dai destinatari

dell’iniziativa (probabilmente l’attribuzione sopra richiamata all’area manageriale

discende dal fatto che i corsi erano rivolti esclusivamente a dirigenti).





AREA TEMATICA TITOLO INIZIATIVA n.edizioni

MANAGERIALE (DIRIGENZA) I sistemi di controllo interno: l'impostazione del raccordo

tra controllo di gestione e controllo strategico

Nuove soluzioni nella gestione dei servizi nelle P.A.:

società miste - società pubbliche - outsourcing

I sistemi di controllo interno - Modelli di riferimento e Corso di I

strumenti operativi per la misurazione dei risultati e la Livello e

valutazione della performance Workshop

I sistemi di controllo interno e strategico

Le competenze per la gestione del personale 2

Sviluppare la leadership

L'innovazione tecnologica a supporto della gestione 2

manageriale

E-governance

PERSONALE-ORGANIZZAZIONE Formazione per la progressione orizzontale Cat. C

Formazione per la progressione orizzontale Cat. D

La nuova disciplina per la dirigenza pubblica 2

I sistemi di controllo interno - Modelli di riferimento e Corsi di II

strumenti operativi per la misurazione dei risultati e la Livello

valutazione della performance

Il trattamento di quiescenza dei dipendenti regionali: le Corsi di I e

problematiche applicative dell'art.20 l.r.29.2003 n.21 II Livello

PERSONALE-ORGANIZZAZIONE Applicazione art.20 l.r.21 per dirigenti

I sistemi di controllo interno, la valutazione del personale 5

e delle posizioni organizzative

La gestione delle competenze individuali e le modalità 6

relazionali nell'ambito del Team

Costruire e gestire un team di lavoro 3

L'innovazione tecnologica per la P.A.

ECONOMICO-FINANZIARIA L'applicazione delle regole in ambito amministrativo e 4

contabile

Il bilancio della regione siciliana e la pianificazione 2

finanziaria

INFORMAZIONE E Comunicazione ed informazione nella P.A. 7

COMUNICAZIONE Master in Informazione e comunicazione nella P.A.

Progettare e sviluppare il Piano di Comunicazione

LINGUISTICA Corsi sperimentali di lingua inglese 15

SETTORIALE Master in Ingegneria dell'emergenza

Master in Gestione dell'Ambiente 2

Master in Modelli di Sistem Dynamics per i controlli di

gestione nei processi di risanamento e sviluppo

L'amministrazione regionale e l'U.E. : Ambiente

L'amministrazione regionale e l'U.E. : Agricoltura









53

AREA TEMATICA TITOLO INIZIATIVA n.edizioni

GIURIDICA-AMMINISTRATIVA La responsabilità penale nell'esercizio della funzione 2

amministrativa

Mobbing e principio di responsabilità

Master Diritto amministrativo 8

Le riforme costituzionali e del titolo V in riferimento alla

pubblica amministrazione regionale

Il procedimento amministrativo

Le leggi regionali di riforma

La riforma dell'amministrazione

CONTRATTI Il nuovo ordinamento degli appalti di opere, di forniture e 3

di servizi

Appalti di servizi e lavori pubblici

INFORMATICA-TELEMATICA Corso sperimentale Office Automation 2

(percorso Start)

Corso sperimentale Office Automation (percorso 2

Advanced)

Strumenti per la produttività individuale. (Corsi di I 27

Livello)

Strumenti per la produttività individuale (Corsi di II 8

livello)

Utilizzazione Programma Access

EUROPEA L'impatto delle politiche regionali e comunitarie nel 2

governo dell'economia e nella riduzione dei divari

territoriali

L'integrazione europea, le politiche comunitarie e la 5

regione siciliana

L'Unione europea a conclusione del semestre italiano di

presidenza

Tecniche di progettazione comunitaria

Realizzazione dell'e-governance amministrativa

all'interno dell'Information Society nel bacino del

Mediterraneo e nell'area balcanico-danubiana:

prospettive ed opportunità di sviluppo per l'economia

siciliana

Le prospettive dell'economia siciliana nell'Area del bacino

del Mediterraneo



3.3. Le attività formative dei progetti a gestione centralizzata (Formez e Dipartimento

Funzione Pubblica)





Numerosi e significativi (77) sono stati i progetti del Dipartimento della Funzione

Pubblica, coordinati dal Formez, previsti nella programmazione pluriennale e legati al

potenziamento dell'intervento delle amministrazioni pubbliche in Sicilia.

Di questi 77 progetti ben 29 sono stati rivolti specificamente alla sperimentazione e

messa a sistema di modelli di governo soprattutto sul versante della Governance

territoriale ed ambientale (24) ma anche del governo della pubblica amministrazione

(5). Si tratta in prevalenza di progetti rivolti all'intero territorio nazionale (17) oppure

alle regioni obiettivo 1 (3) ed in alcuni casi a gruppi di regioni (3). Ben otto progetti

tuttavia riguardano esclusivamente la regione Sicilia e si rivolgono ai dipendenti degli

enti locali o a specifiche categorie di funzionari pubblici (consiglieri e tecnici della

provincia, dirigenti del corpo forestale, guardie e sottufficiali del CFRS, etc.).

Altrettanto significativa è l'area dell'innovazione con 31 progetti di cui 25 finalizzati

all'innovazione e valorizzazione del lavoro pubblico e 6 all'innovazione tecnologica.

Anche in questo il rilievo dei progetti è prevalentemente nazionale (26). In questo

caso, soltanto 2 sono i progetti che si rivolgono esclusivamente alla Sicilia. All'area

dell'innovazione possono farsi afferire inoltre i 5 progetti finalizzati ad ampliare nuove

54

conoscenze e frontiere della formazione, progetti di profilo nazionale e internazionale

ma anche specificamente rivolti alle regioni ob.1.

Tra le linee strategiche possono essere richiamati anche alcuni ambiti di carattere

specialistico quali: attuazione del federalismo (2); finanza e fiscalità (5);

comunicazione ed informazione (3 progetti rivolti all'intero territorio nazionale

finalizzati a potenziare la rete europea attraverso piano di informazione e supporto alla

progettazione europea) e competitività dei territori e loro valorizzazione (due progetti

destinati, questa volta, soltanto alle regioni del Mezzogiorno).





La numerosità dei progetti ed il considerevole budget complessivo a disposizione

hanno consentito di approfondire numerose aree tematiche. Tra queste, quelle

affrontate più frequentemente sono: organizzazione e personale (20); comunicazione

e servizi all'utenza (13); territorio e ambiente (12); giuridico normativa (12); sviluppo

locale e turismo (11); internazionale e fondi comunitari (10); manageriale (7);

informatica e telematica (3); economico finanziaria (3); culturale e socio-educativa

(3); controllo di gestione (3).





Raramente la modalità formativa di tali progetti è stata di tipo tradizionale. Soltanto

26 dei 77 progetti prevedono infatti corsi di formazione. In 31 casi si è trattato di

formazione intervento o, più frequentemente (69 progetti) di Seminari. Abbastanza

diffusa la costituzione di Comunità di pratiche (26 progetti) e l'effettuazione di stage

(19). Circa la metà dei progetti prevede inoltre l'analisi dei fabbisogni (39 progetti) e/o

il bilancio di competenze (10). Non è raro infatti che il progetto preveda l'uso di

entrambe queste metodologie al fine di mirare il più possibile gli interventi ai bisogni

reali dei destinatari.





Se invece volessimo restringere l'analisi ai soli corsi di formazione potremmo dire che

soltanto uno tra i progetti che si rivolgono esclusivamente alla Sicilia prevede un corso

di formazione nell'ambito del progetto di Governance territoriale ed ambientale. Il

progetto, ancora in corso, si articola in una serie di iniziative integrate di formazione,

consulenza organizzativa ed affiancamento/assistenza finalizzate a fornire supporto

operativo all'ARPA Sicilia nello svolgimento delle funzioni conferite all'Agenzia dalla

normativa vigente e nella programmazione, gestione e realizzazione di azioni ritenute

prioritarie dalla direzione dell'Agenzia. Tutte le attività, attualmente in corso di

realizzazione, sono riferibili a quattro aree di intervento: Sviluppo organizzativo;

Ufficio Gare; Reporting; Educazione e Comunicazione. Per ciascuna area sono previste

attività di formazione di Aula e on the job oltre che di assistenza tecnica e

affiancamento consulenziale. Destinatari dell'attività sono 20 funzionari e dirigenti.







55

Se invece ci riferiamo all'insieme dei 77 progetti, nel loro ambito è prevista la

realizzazione di 153 corsi destinati complessivamente a 8.241 dirigenti, direttivi e

funzionari delle amministrazioni pubbliche. Purtroppo, a causa della valenza nazionale

o, comunque, dell’area molto vasta in termini territoriali dei progetti cui le attività

formative fanno riferimento, non è possibile con i dati a disposizione specificare nel

dettaglio le caratteristiche delle azioni svolte sul territorio siciliano.

Al fine di tracciare alcune linee di sintesi, possiamo comunque dire che con tali

progetti l'amministrazione regionale ha sviluppato le seguenti iniziative:

 progetto RAP di formazione, assistenza e consulenza delle amministrazioni

decentrate sullo sviluppo locale, che aveva l'obiettivo di potenziarne la

capacità, anche con la formazione di una leva di "agenti di sviluppo" interni ed

esterni alle amministrazione e alle agenzie di sviluppo locale;

 progetto di formazione e assistenza per l'attuazione dello Sportello Unico per le

imprese;

 progetto sulla formazione per il decentramento del Ministero del Lavoro e per la

costituzione dei servizi per l'impiego locale.

Nell'ambito della programmazione pluriennale straordinaria del Dipartimento della

Funzione Pubblica e coordinati dal Formez vi sono inoltre i seguenti progetti:

 progetto sull'innovazione amministrativa e sulla riorganizzazione e coesione

delle amministrazioni - CIPA;

 progetto di estensione dei corsi concorso alle amministrazioni locali e regionali;

 progetto di formazione sulla protezione civile;

 progetto di formazione sulla legge 626 nel settore pubblico;

 progetto di formazione (coordinato dall'Aipa) connesso all'applicazione della

rete unitaria della Pubblica Amministrazione;

 progetto SPRINT per lo sviluppo locale.



3.4 L’attività formativa dei Comuni e delle Province





3.4.1 L’attività formativa delle Province



L’analisi delle attività formative svolte dalle Province siciliane nel 2003 è stata svolta

limitatamente alle sette Amministrazioni Provinciali che hanno risposto al questionario

di rilevazione delle attività formative, si tratta di Agrigento, Enna, Messina, Palermo,

Ragusa, Siracusa e Trapani.

I dati rilevati, benché non riferiti alla totalità delle Amministrazioni Provinciali della

regione mettono in evidenza in modo assai significativo alcuni elementi di tendenza

che connotano le scelte formative attuate nel territorio regionale.









56

La programmazione e la valutazione delle attività formative

La carenza di strutture dedicate e di personale addetto alle attività formative si riflette,

come è naturale, in maniera diretta in una sostanziale inadeguatezza degli uffici

nell’adempiere a compiti di programmazione e controllo delle attività formative.

Molto eloquenti, in proposito, i dati rilevati:

 6 Province su 7 non hanno alcun piano di formazione;

 nessuna Amministrazione ha stilato un piano annuale di formazione;

 la rilevazione dei fabbisogni formativi avviene nella stragrande maggioranza dei

casi o con modalità “dirigistiche” (indicazione da parte dei responsabili) o in

maniera “spontanea” (su specifiche richieste dei dipendenti);

 solo in 2 Province su 7 la rilevazione dei fabbisogni è basata su un bilancio delle

competenze;

 5 Province su 7 non effettuano nessuna forma di valutazione delle attività e

non adottano nessun sistema informativo per la valutazione.



Tab. 3.65 - Province. Presenza di un piano di formazione



Valori % Valori assoluti

Piano annuale 0,0 0

Piano pluriennale 14,3 1

Nessun piano 85,7 6

Totale 100,0 7

Tab. 3.66 - Province. Rilevazione dei fabbisogni formativi



Valori % Valori assoluti

Indicazioni dei responsabili 57,1 4

Bilancio delle competenze 28,6 2

Richieste dei dipendenti 57,1 4

Totale 142,9 10

Tab. 3.67 - Province. Attività di valutazione



Valori % Valori assoluti

Sì in maniera sistematica 14,3 1

Sì per alcuni interventi 14,3 1

Nessuna valutazione 71,4 5

Totale 100,0 7

Tab. 3.68 - Province. Presenza di sistemi informativi per la formazione



Valori % Valori assoluti

Sistemi locali 14,3 1

Sistemi su server 14,3 1

Nessun sistema 71,4 5

Totale 100,0 7









57

Le aree tematiche

La maggior parte dei corsi organizzati nelle Province della Sicilia riguarda ancora

tematiche legate all’aggiornamento professionale dei dipendenti e tende, quindi, a

rafforzarne le competenze professionali “specifiche”. Il 23,2% dei corsi organizzati,

infatti, riguarda l’area tecnico-specialistica ed il 17,6% l’area giuridico-normativa. Tali

corsi, pur organizzati in numero molto consistente, tendono, però, ad avere una

durata media limitata, essendo legati ad un aggiornamento specifico.

Se si guarda, perciò, al numero di giornate erogate nel complesso, si scopre che il

numero più rilevante di giornate formative ha riguardato, nell’anno 2003, l’area

tematica “informatica e telematica” (20,1%) e, ben il 14% delle giornate formative ha

avuto al centro temi legati alla comunicazione.

In senso inverso, spicca il dato relativo all’area “manageriale” che assorbe

rispettivamente soltanto lo 0,7% dei corsi e lo 0,3% delle giornate erogate,

dimostrando uno scarsissimo interesse delle Amministrazioni verso il principio secondo

il quale la formazione verso i pubblici dipendenti dovrebbe essere indirizzata a

“Sostenere il processo di innovazione in atto nella Pubblica Amministrazione, regionale

e locale, fornendo gli strumenti per dotare la stessa di quelle professionalità

necessarie per il decollo di nuovi servizi, processi e modelli culturali”.



Tab. 3.69 - Province. Corsi e giornate per area tematica



Area tematica Corsi Giornate

Giuridico-normativa generale 17,6 18,4

Organizzazione e personale 12,7 4,6

Manageriale 0,7 0,3

Comunicazione 7,7 14,0

Economico-finanziaria 14,8 16,7

Controllo di gestione 2,8 1,1

Informatica e telematica 9,2 20,1

Linguistica 1,4 5,4

Tecnico-specialistica 23,2 12,8

Internazionale 2,8 4,4

Multidisciplinare 7,0 2,2

Totale percentuale 100,0 100,0

Valori assoluti 142 914





I partecipanti ai corsi

I dati relativi al numero di partecipanti ai corsi conferma la tendenza evidenziata circa

il numero di giornate erogate. Si rileva, infatti, un primato assoluto dell’area

informatico-telematica che ha visto la partecipazione, nel 2003 di più di un terzo dei

dipendenti che hanno aderito ad attività formative (34,4%). Si conferma, inoltre, la

rilevanza delle aree “tecnico specialistica”, “giuridico-normativa”, “economico-

finanziaria” e “comunicazione”. Si evidenzia, inoltre, la partecipazione rilevante da

58

parte dei dipendenti delle Amministrazioni Provinciali anche a corsi riguardanti

“organizzazione e personale”.

Al contrario si riscontra una scarsissima partecipazione ai corsi relativi alle aree

“linguistica” (2,6%) ed “internazionale” (2,8%), nonché la assoluta irrilevanza, in

termini di partecipazione, dell’area “manageriale” (0,1%) dati, questi, in assoluta

contraddizione con le finalità generali e con le priorità specifiche attribuite alle attività

formative nei confronti dei dipendenti della P.A.



Tab. 3.70 - Province. % di partecipanti ai corsi per area tematica e qualifica



Area tematica Dirigenti Direttivi Altri Nel complesso

Giuridico-normativa generale 10,4 21,3 2,8 11,0

Organizzazione e personale 13,0 15,5 9,5 12,3

Manageriale 1,3 0,0 0,0 0,1

Comunicazione 22,1 15,3 6,5 11,4

Economico-finanziaria 5,2 23,1 3,7 11,8

Controllo di gestione 1,3 0,5 0,0 0,3

Informatica e telematica 1,3 14,5 55,6 34,4

Linguistica 0,0 0,3 4,9 2,6

Tecnico-specialistica 39,0 5,0 15,0 12,8

Internazionale 3,9 4,0 1,6 2,8

Multidisciplinare 2,6 0,5 0,4 0,6

Totale percentuale 100,0 100,0 100,0 100,0

Totale partecipanti 77 399 493 969









3.4.2 L’attività formativa dei Comuni



L’analisi delle attività formative effettuate dai Comuni della Sicilia nel 2003 è stata

svolta sulla scorta dei dati relativi ai sei Comuni Capoluogo che hanno risposto al

questionario di rilevazione delle attività formative, si tratta di Palermo, Catania,

Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna. Anche in questo caso, i dati rilevati, benché non

riferiti alla totalità delle Amministrazioni Comunali Capoluogo della regione, mettono in

evidenza in modo piuttosto chiaro alcuni elementi di tendenza che connotano le scelte

formative attuate nei principali Comuni della regione.





La programmazione e la valutazione delle attività formative

La maggiore diffusione di strutture dedicate e di personale addetto alle attività

formative ha come effetto speculare una più diffusa e sistematica attività di

programmazione e controllo delle attività formative che, sebbene molto meglio

presidiate nei Comuni di quanto non siano nelle Province lasciano però ancora larghi

spazi di miglioramento.

Analizziamo i principali dati rilevati nei Comuni:





59

 2 Comuni su 6 (33%) non hanno alcun piano di formazione;

 2 Comuni su 6 (33%) hanno stilato un piano annuale di formazione;

 la rilevazione dei fabbisogni formativi avviene nella stragrande maggioranza dei

casi o con modalità “dirigistiche” (indicazione da parte dei responsabili) o in

maniera “spontanea” (su specifiche richieste dei dipendenti);

 2 Comuni su 6 (33%) effettuano la rilevazione dei fabbisogni sulla base di un

bilancio delle competenze;

 2 Comuni su 6 (33%) non effettuano nessuna forma di valutazione delle

attività e non adottano nessun sistema informativo per la valutazione.



Tab. 3.71 - Comuni. Presenza di un piano di formazione



Valori % Valori assoluti

Piano annuale 33,3 2

Piano pluriennale 33,3 2

No 33,4 2

Totale 100,0 6

Tab. 3.72 - Comuni. Rilevazione dei fabbisogni formativi



Valori % Valori assoluti

Indicazioni dei responsabili 66,7 4

Bilancio delle competenze 33,3 2

Richieste dei dipendenti 16,7 1

Totale 116,7 7

Tab. 3.73 - Comuni. Presenza di sistemi informativi per la formazione



Valori % Valori assoluti

Sistemi locali 66,7 4

Sistemi su server 0,0 0

Nessun sistema 33,3 2

Totale 100,0 6





Le aree tematiche

Il fenomeno, rilevato nelle Province della Sicilia, secondo cui la maggior parte dei corsi

organizzati riguardano ancora tematiche legate all’aggiornamento professionale dei

dipendenti e tendono, quindi, a rafforzarne le competenze professionali “specifiche”,

risulta ancor più rilevante nell’ambito dei Comuni Capoluogo.

Così, se nelle Province il i corsi organizzati relativamente all’area tecnico-specialistica e

giuridico-normativa, rappresentano, insieme, il 40,8% dei corsi organizzati ed il 31,2%

delle giornate formative erogate, tali percentuali salgono nei Comuni rispettivamente

al 59,8% dei corsi ed al 50,8% delle giornate.

Tutte le altre aree tematiche, perciò, ad eccezione dell’area economico finanziaria –

area tecnica anch’essa - (che rappresenta il 12,6% dei corsi organizzati ma solo il

3,9% delle giornate), non superano la soglia del 10% dei corsi organizzati o delle

giornate erogate.



60

Così le aree tematiche più innovative e significative in una logica di rinnovamento:

“informatica e telematica”, “comunicazione”, “organizzazione”, “manageriale”,

“internazionale” restano ancora relegate in posizioni marginali nel panorama

dell’offerta formativa dei Comuni.



Tab. 3.74 - Comuni. Corsi e giornate per area tematica



Area tematica Corsi Giornate

Giuridico-normativa generale 43,0 31,5

Organizzazione e personale 6,5 7,9

Manageriale 4,7 7,6

Comunicazione 4,7 5,7

Economico-finanziaria 12,6 3,9

Controllo di gestione 0,5 0,1

Informatica e telematica 5,1 9,1

Linguistica 3,7 7,2

Tecnico-specialistica 16,8 19,3

Internazionale 1,9 3,6

Multidisciplinare 0,5 4,0

Totale percentuale 100,0 100,0

Valori assoluti 214 1501





I partecipanti ai corsi

I dati relativi al numero di partecipanti ai corsi accentua clamorosamente la tendenza

evidenziata circa il numero di giornate erogate. L’area giuridico-normativa, infatti,

vede la partecipazione del 61% dei dipendenti che hanno aderito ad attività formative,

dato che, sommato al 14,7% dei dipendenti che hanno partecipato ad un corso i area

“tecnico-specialistica”, porta a considerare che, nel 2003, due impiegati su tre

(75,7%) hanno partecipato a corsi di questa natura.

Irrilevante, al contrario, la partecipazione ai corsi relativi a tutte le altre aree

formative, nessuna delle quali raggiunge la soglia del 5% dei partecipanti.



Tab. 3.75 - Comuni.% di partecipanti ai corsi per area tematica e qualifica



Area tematica Dirigenti Direttivi Altri Nel complesso

Giuridico-normativa generale 10,1 48,7 74,1 61,0

Organizzazione e personale 12,8 7,8 0,9 4,1

Manageriale 67,0 0,4 0,0 4,0

Comunicazione 1,4 4,8 3,3 3,7

Economico-finanziaria 4,6 4,2 2,5 3,2

Controllo di gestione 0,5 1,9 0,6 1,1

Informatica e telematica 0,5 3,1 4,0 3,5

Linguistica 0,0 2,2 4,1 3,2

Tecnico-specialistica 2,8 24,3 9,7 14,7

Internazionale 0,5 2,2 0,8 1,3

Multidisciplinare 0,0 0,4 0,1 0,2

Totale percentuale 100,0 100,0 100,0 100,0

Totale partecipanti 218 1393 2162 3.773







61

4. IL MODELLO DI GESTIONE DEL CICLO FORMATIVO





4.1 L'analisi dei fabbisogni





La rilevazione dei bisogni formativi viene effettuata avvalendosi di uno, ovvero di una

pluralità, tra i seguenti strumenti, secondo le esigenze:

 Circolare annuale ai Dipartimenti Regionali;

 Consultazione periodica dei Referenti Formativi;

 Riunioni interdirezionali di rilevazione;

 Gruppi tecnici di approfondimento tematico;

 Intervista ai Dirigenti Generali ed ai Dirigenti;

 Questionario per aree omogenee;

 Questionario per fasce professionali;

 Proposte specifiche formulate dai Dipartimenti Regionali.

La Circolare annuale ai Dipartimenti è individuata quale lo strumento principale di

rilevazione dei bisogni formativi. Le fasi della rilevazione sono le seguenti: Il

Dipartimento del Personale, dei Servizi Generali, di Quiescenza, Previdenza ed

Assistenza del Personale della Presidenza della Regione Siciliana predispone la

Circolare Annuale ai Dipartimenti per la rilevazione dei bisogni formativi e ne cura la

distribuzione entro il 30 giugno di ogni anno.

Il Dipartimento, contestualmente alla Circolare Annuale ai Dipartimenti, richiede

formalmente alle parti sindacali di esprimere le proprie proposte ai fini della

predisposizione del Piano Annuale di Formazione. La circolare stabilisce le modalità con

cui effettuare la rilevazione ed il termine entro cui formulare le proposte per la

predisposizione del Piano Annuale di Formazione dell'anno successivo.

Ciascun Dipartimento rileva i fabbisogni e definisce i percorsi formativi, con le modalità

che ritiene più idonee, avvalendosi dei Referenti formativi, coinvolgendo i dirigenti e

sentendo il personale assegnato. Le proposte dei Dipartimenti vengono espresse in

forma di emendamento del Piano Annuale di Formazione dell'anno in corso. I

Dipartimenti possono proporre l’istituzione di nuovi corsi, sia di interesse generale che

settoriale, precisando obiettivi, contenuti e destinatari.

Le proposte dei Dipartimenti, ai fini della redazione del Piano Annuale di Formazione,

devono essere espresse nei termini stabiliti dalla Circolare (comunque non oltre il 15

ottobre). Le proposte delle parti sindacali sono formulate con gli stessi criteri ed entro

gli stessi termini stabiliti per i Dipartimenti. Le proposte formulate sulla base della

Circolare annuale ai Dipartimenti sono integrate con quelle fornite dagli altri strumenti

di rilevazione adottati, principalmente la consultazione periodica dei Referenti

formativi ed i questionari di fine corso. La rilevazione dei bisogni formativi fornisce i







62

dati relativi agli interventi da realizzare ed offre una prima indicazione sui loro

contenuti e sui destinatari.

L’Area Interdipartimentale Formazione e Qualificazione Professionale del Personale

Regionale elabora i dati forniti dalla rilevazione, approfondisce contenuti e metodologia

degli interventi da realizzare, opera sintesi fra proposte omogenee, definisce

destinatari e priorità di realizzazione. Gli interventi formativi programmati, la loro

metodologia e le modalità di accesso, sono definiti dal Piano Annuale di Formazione

del personale.

Lo strumento utilizzato per la definizione del rapporto tra offerta e domanda è la

quantificazione dei bisogni formativi che consente di definire, in coerenza con le

richieste effettive, il numero di edizioni in cui realizzare i corsi programmati previsti

dal Piano Annuale di Formazione. La quantificazione dei bisogni formativi viene

effettuata con apposita circolare ai Dipartimenti, e costituisce condizione per:

1) definire il numero di edizioni di ogni corso programmato;

2) calendarizzare le diverse edizioni dei corsi da realizzare;

3) ripartire i posti aula tra i Dipartimenti Regionali;

La definizione del processo di rilevazione dei fabbisogni sopra sintetizzata risale al

2000, anno in cui il Dipartimento ha organizzato insieme alla Consiel un corso rivolto

ai dirigenti con l’obiettivo di sviluppare una analisi dei fabbisogni formativi,

avvalendosi anche dei dati della rilevazione effettuata nel settembre 1999.

Il primo Piano di formazione – che si riferisce al periodo di programmazione 1999-

2001 – assume come centrali le politiche di innovazione concentrate principalmente

sullo sviluppo locale e sui rapporti con gli altri partner europei.

Per la predisposizione dei Programmi annuali e pluriennali per la dirigenza,

invece, al fine di definire i programmi di cui all’art.15 del CCRL della dirigenza, i

Dirigenti Generali procedono alla rilevazione del fabbisogno formativo di ciascun

Dipartimento tenendo conto che la formazione dei dirigenti persegue i seguenti

obiettivi di carattere generale:

 La conoscenza e condivisione delle nuove missioni istituzionali e delle

prospettive scaturenti dal ruolo che le strutture pubbliche sono chiamate ad

assumere quali reale fattore di sviluppo e di vantaggio competitivo;

 La corretta utilizzazione di strumenti gestionali nuovi, di modelli organizzativi

più flessibili e adattabili alle specificità delle singole realtà (l'organizzazione dei

programmi, i controlli di gestione, i nuclei di valutazione, il lavoro per progetti, i

sistemi informativi, ecc.);

 L'omogeneo e soddisfacente funzionamento dell'apparato amministrativo

sull'intero territorio regionale e nel rispetto del criterio della coesione

amministrativa.







63

A questi obiettivi si aggiungono quelli tutt'ora attuali già determinati nella precedente

fase di programmazione definita con il primo Piano della Formazione 1999/2001, tutti

riconducibili alle direttive ed indirizzi promananti dal Dipartimento della Funzione

Pubblica ed agli obiettivi di carattere generale contenuti nei documenti di

programmazione economico finanziaria:

 Coadiuvare l'amministrazione verso una prospettiva di orientamento al

servizio;

 Sollecitare la realizzazione di una gestione per progetti, con obiettivi

predeterminati, in sostituzione del metodo che privilegia gli atti ed i

provvedimenti;

 Richiamare la dirigenza a più efficaci regole funzionali di responsabilità ed

autonomia gestionale ed a misurarsi con i nuovi modelli operativi che la

tecnologia impone;

 Favorire l'interazione culturale e progettuale con il sistema privato, dando vita

a momenti formativi e di aggiornamento manageriale comuni;

 Mettere l'amministrazione in condizioni di poter sostenere il confronto con le

altre realtà pubbliche dell'Unione Europea.

Una volta individuato il fabbisogno specifico della dirigenza, viene avviata la

contrattazione a livello di Dipartimenti prevista dall'art.4 del CCRL della dirigenza sui

criteri specifici per l'elaborazione dei programmi annuali e pluriennali relativi all'attività

di formazione ed aggiornamento e sulla quota delle riserve da destinare ai programmi

medesimi.

I dati della rilevazione dei fabbisogni vengono trasmessi entro il 15 marzo di ogni anno

all'Area Formazione del Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di

quiescenza e previdenza ed assistenza del personale.

Per quanto riguarda la formazione manageriale che, come si vedrà meglio in seguito,

assume nella regione Sicilia un peso rilevante tanto è vero che per i primi due anni di

attività tutte le iniziative sono state destinate esclusivamente ai dirigenti, è stato

formulato un piano contenente i "Programmi annuali e pluriennali dirigenza

2002-2004".

Il processo descritto si riferisce all'Analisi dei fabbisogni effettuata per la

predisposizione del Piano di Formazione e dei Programmi annuali e pluriennali della

dirigenza che a tutt'oggi hanno trovato finanziamento nell'ambito dei fondi propri della

Regione. Va tuttavia sottolineato che all'interno del POR, nell'Asse Risorse Umane, è

presente un paragrafo dedicato all'"Analisi dei bisogni specifici e delle potenzialità"

all'interno del quale sono esplicitati strategia e criteri di progettazione.

Per quanto riguarda la strategia, la valorizzazione delle risorse umane assume

rilievo centrale per immettere un forte tasso di innovazione nel sistema sociale nel suo

complesso.



64

La strategia di asse tiene conto, oltre che delle risultanze dell’analisi dei bisogni e delle

potenzialità, del quadro programmatico comunitario e nazionale. I principali riferimenti

sono le priorità di intervento del FSE (policy fields, art.2), il Piano Nazionale per

l’Occupazione 1999, il Quadro di riferimento dell’obiettivo 3 Risorse Umane, le

Raccomandazioni che il Consiglio europeo di Helsinki ha rivolto all’Italia in merito

all’attuazione delle politiche sull’occupazione.

La strategia delineata nel POR costituisce parte integrante della più ampia strategia

regionale volta a favorire l’occupazione, il risanamento del bilancio ed il riassorbimento

del precariato quale si evince dal Documento di Programmazione economico-

finanziaria 2000-2002 approvato dalla Giunta Regionale il 27 luglio 1999.

Accanto alla significativa presenza di sottoccupazione e di lavoro sommerso, assume

pertanto grande rilievo il problema del precariato giovanile legato alla Pubblica

Amministrazione non solo per le risorse finanziarie assorbite ma soprattutto per gli

effetti distorsivi prodotti sul mercato del lavoro e per le gravi conseguenze che ne

derivano dal punto di vista culturale e sociale.

Nel complesso la strategia di Asse è orientata a sostenere alcune priorità identificate a

livello nazionale (implementazione dei nuovi servizi per l’impiego; promozione di

politiche attive del lavoro; riqualificazione e integrazione del sistema di istruzione e

formazione); e alcune linee di intervento correlate a fabbisogni specifici regionali (lotta

alla dispersione scolastica, in particolare nella scuola dell’obbligo; ampliamento

dell’azione nel sociale al fine di ridurre le aree di marginalità; sostegno all’economia

sociale).



4.2. La programmazione delle attività formative





Le attività formative finanziate dalla Regione con fondi propri vengono programmate

secondo le modalità descritte nel paragrafo relativo all'analisi dei fabbisogni.

Per quanto riguarda invece le attività finanziate con fondi POR, le misure dell'Asse

Risorse Umane partecipano, per la loro natura trasversale, alla costruzione dei

“progetti integrati”.

Relativamente alle misure FSE presenti negli altri Assi, le azioni previste (siano esse

formative, informative, di sensibilizzazione o volte alla creazione di impresa) sono

strettamente collegate alla strategia di asse ed integrate con le altre linee

d’intervento. La scelta di collocarle negli assi risponde all’esigenza di rafforzare le

azioni di sviluppo e collegarle maggiormente ai bisogni del territorio o del settore di

pertinenza. In tal senso i progetti saranno selezionati attraverso apposito bando

relativo all’asse di pertinenza, in cui sarà evidenziata la stretta connessione con gli

altri interventi previsti nell’asse. Per evitare sovrapposizione e duplicazione degli

interventi e assicurare sinergia tra le azioni, il POR prevede che sarà comunque

assicurato un coordinamento permanente tra gli assi.



65

Su alcune tematiche quali le pari opportunità e l’emersione del lavoro irregolare

saranno individuate, inoltre, modalità di raccordo con quei soggetti che per

competenza istituzionale (Dipartimento Pari opportunità) e/o tecnica (Comitato

nazionale per l’emersione) possano suggerire buone prassi già realizzate altrove con

successo o fornire indicazioni sulle tipologie di intervento più efficaci e su procedure e

modalità di attuazione degli interventi.

Con riferimento invece all'ambiente, oltre alle azioni di formazione specifiche che

verranno realizzate nell'ambito degli altri Assi del POR e nell'ambito dei vari "policy

fields", le azioni di formazione esperite in tutti gli altri settori dovranno prevedere, ove

opportuno, moduli di base "trasversali" di informazione-sensibilizzazione alle

tematiche dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile.



4.3 Le pratiche e i metodi della valutazione





Il monitoraggio degli interventi formativi attuati si svolge in tre diverse fasi:

 preliminare, con la somministrazione preventiva ai partecipanti di questionari

aperti per la rilevazione delle aspettative e di eventuali quesiti sui contenuti del

corso. Intervista a Dirigenti e funzionari per concordare preventivamente il

programma formativo. Raccordo didattico con i docenti. Per l’area linguistica e

informatica eventuali test di verifica della conoscenza preventiva;

 intermedia, con la disponibilità in aula di una scheda aperta, con cui i

partecipanti formulano quesiti ai docenti ed esprimono necessità di

approfondimento sui contenuti formativi. Individuazione di un Referente d’Aula

con funzioni di tutor. Questionario intermedio di gradimento per i corsi di

maggiore durata oppure in caso di necessità.

 Valutazione conclusiva, con la somministrazione del questionario di gradimento

di fine corso e nota di sintesi del docente. Questionario scritto di

apprendimento, per i progetti oggetto di valutazione dell’apprendimento.

La valutazione dei risultati della formazione è riferita a quattro aree di indagine:

 alle reazioni dei partecipanti, relativamente all’esperienza formativa, con

riferimento ai contenuti, alla durata, alla docenza, al materiale didattico fornito,

ecc.;

 all’apprendimento dei partecipanti, relativamente alle conoscenze ed alle

capacità acquisite a seguito dell’azione formativa;

 al comportamento dei partecipanti, relativamente agli effetti della formazione

sul comportamento lavorativo;

 al cambiamento dell’organizzazione, con riferimento agli effetti della

formazione sul sistema organizzativo dell’Ente.

La valutazione di fine corso viene effettuata per tutte le attività formative realizzate,

avvalendosi dei seguenti strumenti:



66

 Questionario di valutazione dei partecipanti;

 Nota di sintesi del docente;

 Scheda di valutazione del referente d’aula.

La verifica dell’apprendimento viene effettuata dai docenti a conclusione delle attività

formative e dovrà essere formalmente certificata nell’apposito attestato di

partecipazione.

La valutazione degli effetti sul comportamento lavorativo rappresenta un obiettivo da

perseguire e sviluppare, attraverso fasi sperimentali, da definire nell’ambito del Piano

Annuale di Formazione. L’intervista “a freddo” rappresenta uno degli strumenti da

utilizzare nella fase di ritorno al lavoro, ad una certa distanza temporale dallo

svolgimento dell’attività formativa. Consente di approfondire le problematiche emerse

nell’elaborazione dei questionari di gradimento, definire il rapporto tra gli obiettivi di

apprendimento ed i bisogni originariamente specificati e valutare l’efficacia del corso di

formazione.

L’attività formativa può essere valutata non solo per gli effetti sulle singole

partecipazioni, ma anche per i risultati prodotti sul sistema organizzativo dell’Ente.

La Regione Sicilia ha investito numerose risorse finanziarie ed umane per la

predisposizione di un proprio sistema informatizzato di monitoraggio - situato

all'interno del Dipartimento Lavoro e Formazione - nel quale confluiscono e sono

consultabili tutti i dati relativi ai progetti a finanziamento pubblico. Il sistema, che si

somma al monitoraggio Monit, è estremamente moderno e consente la consultazione e

l'elaborazione di dati complessi grazie ai numerosi items utilizzati per la classificazione

dei progetti.









67

5. LE CRITICITÀ





5.1. Le criticità di carattere istituzionale e procedurale





La maggiore criticità percepita nel corso della ricerca si riferisce alla pluralità dei

soggetti che intervengono - a pieno titolo ma con scarso coordinamento - nella

rilevazione dei fabbisogni, nella programmazione delle attività e nella gestione delle

stesse. La grande ricchezza di iniziative che porta la Sicilia ad essere la regione

meridionale che, probabilmente, ha investito nella formazione il maggior numero di

risorse finanziarie ed umane, rischia di non produrre i risultati potenziali a causa della

debole sinergia tra le varie filiere di iniziative.

Problematica appare infatti la separatezza tra i progetti finanziati con fondi ordinari e

quelli che trovano invece finanziamento all'interno del POR. Nonostante nessun

progetto sia stato candidato dalla Presidenza regionale, Area Interdipartimentale

Formazione, in risposta al bando sulla Misura 3.10, tuttavia in tale Misura hanno

trovato finanziamento iniziative che vedono quali destinatari i dipendenti regionali. Il

progetto promosso dalla Società AEFFE, considerato dall'amministrazione progetto di

grande utilità e qualità, si rivolge ai 2.217 dipendenti dell'Assessorato Regionale del

Lavoro per accompagnare il processo di decentramento organizzativo del

Coordinamento regionale per gli interventi di politica attiva del lavoro su base

provinciale e circoscrizionale, processo che richiede un'operatività fortemente ancorata

ai programmi della Agenzia Regionale per l'Impiego e per la Formazione Professionale.

Destinatari diretti degli interventi formativi sono 450 dipendenti che sono stati

coinvolti in 15 corsi da 130 ore ciascuno sviluppati su tutto il territorio regionale con

una media di trenta partecipanti a corso.

Analoghe criticità sono ipotizzabili rispetto all'analisi dei fabbisogni. Sulla base delle

previsioni del POR, ciascun Dipartimento può effettuare una propria analisi dei

fabbisogni. L'Assessorato Agricoltura e Foreste che impiega alle sue dipendenze ben

2.500 dipendenti che operano sull'intero territorio regionale ha infatti effettuato una

propria analisi dei fabbisogni per aree e servizi per sviluppare la quale ha utilizzato la

propria rete di referenti formativi in forma decentrata.

Dai colloqui effettuati con alcuni componenti del Nucleo di Valutazione risulta tuttavia

che non è presente nessuna competenza riconosciuta per effettuare una sintesi tra le

varie analisi dei fabbisogni.

Probabilmente tale criticità è anche alla base delle difficoltà incontrate in fase di emanazione dei

bandi. La scarsa chiarezza sui fabbisogni ha comportato, soprattutto per i primi due Bandi della

Misura 3.10, previsioni non stringenti che, lasciando molto spazio all'offerta, non hanno focalizzato





68

obiettivi e strategie mirate. Analoga considerazione può essere riferita alla modalità utilizzata di

bandi multasse e multimisura che non ha facilitato la focalizzazione su misure mirate.

Queste difficoltà, ben presenti ai responsabili regionali, saranno probabilmente

superate in fase di nuova programmazione attraverso un lavoro in sinergia con il

Dipartimento del Personale sia prima del Bando che in fase di stesura dello stesso sia

attraverso una mappature precisa degli interventi già attuati e delle aree ancora

scoperte di bisogno ed un rafforzamento della rete dei referenti formativi. La

individuazione di percorsi formativi destinati ai referenti può rappresentare uno

strumento di sostegno al metodo concertativi ed al coordinamento orizzontale tra i

vari Dipartimenti.



5.2. I vincoli delle risorse





La responsabile dell'Area Interdipartimentale Formazione lamenta la scarsità di fondi a

propria disposizione. Fondi che, per altro, andati in economia fino al 2.000, sono stati

bloccati fino ad un anno fa. La formazione a comparto infatti è stata riaperta solo a

partire dal settembre 2003.

Per quanto riguarda le risorse professionali, le iniziative sono attualmente in corso di

sperimentazione e vengono gestite in convenzione con Università o con la Scuola

Superiore della Pubblica Amministrazione. E' a quest'ultime che viene affidata

l'organizzazione e gestione diretta delle attività. La Regione mette a disposizione la

sede per lo svolgimento delle lezioni.







5.3. I vincoli dell’organizzazione amministrativa





Lo scarso coordinamento nella programmazione e gestione delle iniziative rappresenta

una criticità che sembra discendere più che da vincoli dell'amministrazione dalle

modalità di gestione della leadership. Mentre infatti i documenti programmatici

pongono grande enfasi nell'individuazione di metodologie di progettazione concertata,

in effetti l'organizzazione gerarchica consente ai dirigenti, qualora intendano gestire

autonomamente i compiti loro affidati, di mantenere tali pratiche a livello di pura

formalità.









69

CASO DI STUDIO SUL PROGETTO “P.A. INFORMAZIONE”





1. Le motivazioni della scelta del caso di studio





Le due caratteristiche principali che hanno indotto alla scelta del caso sono

riconducibili essenzialmente ai suoi elementi di innovatività e di trasferibilità.

L'innovatività del progetto esaminato può essere rintracciata in una numerosa serie di

elementi: rispetto alle pubbliche amministrazioni locali esso infatti rappresenta la

prima occasione di formazione strutturata, per complessità e durata dell'intervento

(sei mesi) a disposizione dei pubblici dipendenti. In precedenza gli incontri di

formazione/informazione della durata media di una giornata avevano assolto ad un

ruolo di aggiornamento/informazione che aveva lasciato scontenti i destinatari e li

aveva convinti dell'inutilità della formazione. Ulteriori elementi di innovazione, quale la

partecipazione mista dirigenti/funzionari/dipendenti di amministrazioni differenti, la

volontarietà della partecipazione dimostrata attraverso la messa a disposizione del

proprio tempo libero, le metodologie partecipative, hanno rappresentato elementi di

successo dell'iniziativa e sono stati pertanto esaminati nel paragrafo che analizza tali

elementi.

Il tratto di innovatività che vogliamo qui richiamare risiede invece nell'approccio del

progetto che coglie, in una logica di sistema, l'opportunità offerta da una serie di

riforme legislative destinate a ridisegnare l'agire delle pubbliche amministrazioni. Il

progetto infatti non si limita a porsi l'obiettivo di adeguare le competenze dei

dipendenti pubblici rispetto al nuovo ordinamento delle autonomie locali ed alle leggi

Bassanini ma utilizza gli strumenti previsti in tali ordinamenti (la facilità di accesso, la

semplificazione, la chiarezza e la trasparenza dei procedimenti amministrativi) per

riposizionare l'operare dell'amministrazione pubblica facendole assumere il ruolo di

fattore primario per lo sviluppo del territorio.

Essenziale in questa prospettiva è l'attenzione che il progetto ha dedicato per

imprimere un forte impulso alla costituzione di una rete territoriale di soggetti pubblici

impegnati nello sviluppo locale. Impegno che ha favorito la promozione di momenti di

cooperazione sinergica e la condivisione di esperienze non solo tra dipendenti di settori

diversi ma anche di differenti amministrazioni nell'ottica del miglioramento continuo al

di là dei confini settoriali e territoriali.





I comuni di provenienza dei partecipanti ai corsi hanno in questi anni promosso

numerose iniziative di sviluppo locale per l'attuazione delle quali essi non hanno

tuttavia coinvolto i propri dipendenti. Ciò ha comportato, a detta di numerosi studiosi

di economia, una evidente inefficienza dell'apparato organizzativo e burocratico dei





70

comuni. Le risorse istituzionali per realizzare progetti di sviluppo sono risultate scarse

ed i comuni non hanno sviluppato una sufficiente attitudine ad essere agenti dello

sviluppo socio-economico.

Il progetto si propone di modificare questa situazione immaginando per gli enti locali

della zona interessata un ruolo di nucleo attivo di processi di sviluppo e di

modernizzazione dell'area territoriale di riferimento.

Per altro, il tipo di approccio innovativo ipotizzato in fase progettuale è stato fin da

subito considerato strumentale. L'obiettivo è stato infatti quello di individuare

l'approccio più idoneo a tramutarsi in sviluppo.

La proposta che ne è scaturita aveva tra i suoi obiettivi prioritari quello di innescare un

profondo cambiamento culturale delle organizzazioni coinvolte sia attraverso nuove

modalità di lavoro al proprio interno sia attraverso forme più collaborative di rapporto

con le altre amministrazioni del territorio. Non più, quindi, criteri e modelli

appartenenti alla tipica logica burocratica bensì criteri e modelli di cultura

manageriale. Non più, come in passato, la sola applicazione delle norme bensì la

capacità di individuare correttamente i problemi, ricercare soluzioni molteplici degli

stessi, scegliere tra le alternative quella ritenuta migliore, accettare che i risultati

siano verificati e controllati. Per alimentare un significativo e visibile volano di sviluppo

tuttavia, il cambiamento culturale dell'organizzazione interna di un ente comunale ha

bisogno di essere accompagnato dalla sperimentazione di nuove modalità di relazione

e comunicazione tra i diversi soggetti pubblici che operano sul territorio.

Il secondo elemento, la trasferibilità è condizione intrinseca del progetto. Esso è stato

concepito infatti come sperimentazione di un modello da replicare sia nelle stesse

amministrazioni comunali attraverso il coinvolgimento di dipendenti che sono rimasti

esclusi dall'attuale fase sia in tutte le amministrazioni comunali che volessero entrare

nella rete già esistente o attivare nuove reti istituzionali.





2. Descrizione del progetto





2.1. Il contesto di riferimento

Il progetto "P.A. Informazione", realizzato nell'ambito del POR Sicilia FSE 2000/2006,

Asse III - Risorse Umane - Misura 3.10 Diffusione di competenze funzionali allo

sviluppo del settore pubblico, nasce da una serie di osservazioni di contesto che hanno

animato la progettazione formativa:

 la necessità di dotare la Pubblica Amministrazione di un sistema informativo e

formativo puntuale e flessibile, capace di consentire all'organizzazione di

adattarsi dinamicamente al contesto nel quale si trova ad operare.

 La necessità di sviluppare strategie per mantenere o aumentare la

competitività delle performance del pubblico dipendente, affinandone il



71

processo decisionale e sviluppando idonee competenze per poter interagire nel

mercato globale.





Tali necessità sono particolarmente sentite nel territorio in quanto nella Provincia di

Enna esistono, in generale, poche opportunità di sviluppo del territorio. La provincia,

ed all'interno di essa, soprattutto il territorio oggetto dell'intervento, è la provincia

siciliana con minore consistenza demografica ma anche quella che presenta una

rilevante carenza di infrastrutture: la viabilità scadente per le strade esistenti, la

mancanza di una arteria autostradale o comunque di un sistema di strade a larga

carreggiata, l'inesistenza, specie nel contesto di riferimento, di un sistema ferroviario,

comunque scarso e deficitario in tutta la provincia, comportano anche poche

opportunità di comunicazione e scarsa presenza di servizi, soprattutto alle

amministrazioni ed alle imprese locali.

In ambito economico questo territorio, a prevalenza agricola, vede una scarsa

presenza di industrie o di imprese a carattere commerciale ed anche le attività edili,

una volta rilevanti nella zona, risentono della crisi in cui versa il settore. Ciò è ancora

più evidente quando si analizzano gli scambi commerciali della provincia: quasi

inesistente l'apertura verso altri mercati, regionali o nazionali.

Indicatori di rilievo della situazione economica sono da un lato i tassi di occupazione e

disoccupazione (32,4%), rispettivamente il più basso d'Italia ed il più alto tra le

province italiane e dall'altro il reddito a disposizione delle famiglie (pari a circa il 66%

del valore medio nazionale) ed il livello di consumi (il più basso tra le province

italiane).

Questa condizione economica sfavorevole è ancora più evidente nel contesto

territoriale oggetto dell'intervento che fa parte della zona più settentrionale della

provincia ed è distante dai grossi centri di attività produttiva e culturale.

Le amministrazioni comunali che hanno aderito all'intervento sono quelle delle

cittadine di Cerami, Troina, Gagliano C.to, Agira, Sperlina e Capizzi. Quest'ultimo

comune, pur facendo parte della provincia di Messina, è fortemente legato alle altre

amministrazioni perché appartiene allo stesso contesto territoriale: la cultura, la storia

e le tradizioni secolari sono le stesse e simili sono la situazione economica, i problemi

e le opportunità di sviluppo. L'amministrazione comunale di Capizzi si è impegnata

particolarmente per partecipare all'intervento in oggetto anche perché impossibilitata,

altrimenti, ad operare nel contesto della propria provincia. La scarsa viabilità ed i

collegamenti difficili con il resto della provincia di Messina fanno sì che questa cittadina

resti fuori da qualsiasi intervento, economico o culturale: da un lato perché distante

dai grossi centri e dal capoluogo della provincia, dall'altro perché, pur facendone parte

come territorio, non appartiene alla provincia ennese.





72

Nonostante le difficoltà appena richiamate, l'intervento si inserisce in un contesto

caratterizzato da una forte volontà di intraprendere e di innovare e da un forte

interesse da parte della pubblica amministrazione di rivalutazione del ruolo potenziale

delle "aree di margine" in senso economico, culturale e, soprattutto, amministrativo

del territorio.





I Comuni della zona Nord della provincia di Enna e la Provincia regionale di Enna

hanno promosso il Gruppo di Azione Locale (GAL) "Terre del Sole" per l'attuazione del

Programma d'Iniziativa Comunitaria (PIC), Leader II (Liaisons entre actions de

dévelopment de l'économie rurale) per lo sviluppo dell'economia rurale. Il GAL "Terre

del Sole" ha la propria sede nel Comune di Troina. Il Comune di Capizzi non è stato tra

i promotori di questo Leader ma di quello dei Nebrodi, che ha la propria sede in San

Fratello. Alcuni di questi comuni, come Cerami e Nicosia, hanno aderito anche al

Programma di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio

(PRUSST) "Valdemone" che coinvolge un'area molto vasta della Sicilia nord-orientale a

cavallo delle Province di Enna, Catania e Messina. Comune capofila del Prustt è il

Comune di Randazzo. Tutti i comuni della zona nord dell'ennese hanno poi aderito nel

2000 al Patto Territoriale specializzato in agricoltura della Provincia di Enna coda del

Patto Territoriale di Enna ammesso a finanziamento nel 1996.

I Comuni di Agira, Cerami, Gagliano C.to, Sperlinga e Troina sono tra i venti Comuni

che hanno promosso l'accordo in ambito provinciale, d'intesa con la Provincia regionale

di Enna per la predisposizione di due PIT: "Enna: turismo tra archeologia ed ambiente"

(zona Sud della provincia di Enna) e "Sinergie per competere" (zona Nord della

provincia di Enna).

Le amministrazioni comunali della zona hanno quindi ritenuto necessario, nell'ottica di

una tendenziale trasformazione economica e sociale dell'intero sistema, sviluppare ed

adeguare le competenze professionali dei propri dipendenti al fine di eliminare i

condizionamenti che limitano lo sviluppo della zona e migliorare le proprie capacità

operative nell'ambito di una riorganizzazione efficace e strategica del settore.





2.2. Obiettivi del progetto

Obiettivo generale del progetto è quello di offrire alcune risposte alle tante necessità

attraverso azioni formative finalizzate a consentire il superamento di un apparato

amministrativo burocratico organizzato a compartimenti stagni nonchè ad ottimizzare

le performance lavorative, le capacità produttive e le abilità cognitive dei dipendenti

pubblici e renderle congruenti con le nuove sfide della società.





2.3. Contenuti formativi





73

Il progetto si configura come un progetto integrato in termini di azioni, in quanto

prevede al suo interno differenti tipologie di intervento che definiscono una filiera

logica e sequenzale (azione di diffusione: sensibilizzazione, informazione e pubblicità;

azioni di sistema: analisi dei fabbisogni; azioni rivolte a persone: orientamento e

formazione); e in termini di soggetti, prevedendo la costituzione di una apposita ATS

tra amministrazioni comunali ed Ente gestore. Il progetto si articola in tre corsi di 300

ore ciascuno che si sono svolti in parallelo.





Corso A - Strumenti comunitari e sviluppo locale

Il corso è stato finalizzato a far acquisire ai partecipanti la conoscenza degli strumenti

comunitari e delle opportunità che l'Unione Europea offre per la promozione dello

sviluppo locale. Il corso ha previsto anche un project-work in attività consulenziale al

fine di far sperimentare ai partecipanti, con la guida del docente/consulente,

l'elaborazione di un progetto di sviluppo locale.

Tra i contenuti, oltre quelli di informatica ed Internet (100 ore), la conoscenza del

significato di sviluppo locale, la conoscenza dei programmi comunitari e delle relative

tecniche di progettazione, la capacità di proposta di progetti di sviluppo all'interno

delle amministrazioni.





Corso B - La Riforma Bassanini e il Bilancio nell'ente locale

Il corso ha avuto come obiettivo quello di indagare le innovazioni che la Riforma

Bassanini ha introdotto nell'ordinamento amministrativo e di presentare una indagine

in ambito contabile e finanziario che illustra il passaggio dalla contabilità finanziaria

alla contabilità economica.

Tra i contenuti, oltre quelli di informatica ed internet (100 ore) le metodologie del

rendiconto di gestione ed i sistemi di rilevazione, il nuovo sistema di bilancio e la

capacità di gestione dell'ente locale secondo i nuovi ordinamenti giuridici.





Corso C - Alfabetizzazione linguistica

Obiettivo del corso è stato quello di offrire ai partecipanti una buona padronanza della

lingua inglese.

Ogni lezione (o modulo) è stata suddivisa in micro-moduli a cui sono stati associati

una serie di esercizi interattivi. Inoltre sono stati utilizzati tre micro-corsi ideati

specificamente per il settore della pubblica amministrazione: Traverlers English,

Business English e Internet English. Questi tre micro-corsi hanno avuto l'obiettivo di

permettere ai partecipanti di acquisire le competenze necessarie a svolgere in maniera

competente viaggi di business, incontri ad alto livello con presentazione professionale,

negoziati e di gestire efficacemente situazioni di emergenza. Il terzo micro-corso

consente inoltre di navigare in Internet.



74

Tra i contenuti anche la capacità di fruire della metodologia della formazione a

distanza. Ciascuno dei tre percorsi è stato strutturato in unità formative definite in

termini di conoscenze e competenze specifiche certificabili dall'ente gestore.





2.4. Risultati attesi

I risultati attesi afferiscono a due differenti livelli:

 a livello del personale, l'accrescimento delle competenze dei partecipanti e la

motivazione al ruolo;

 a livello dell'organizzazione, o comunque di settore, un cambiamento

nell'atteggiamento e rispetto al ruolo all'interno dell'organizzazione.

Tali livelli sono fortemente interrelati tra di loro in quanto l'acquisizione di competenze

da parte dei partecipanti è funzionale, una volta tornati nell'ambiente di lavoro, ad

integrarsi gli uni con gli altri per promuovere sinergicamente lo sviluppo del territorio.





3. I punti di forza del progetto





3.1. Le finalità

Il progetto si pone nell'alveo delle "azioni di sistema" . Esso intende infatti elevare lo

standard qualitativo delle performance dei dipendenti pubblici al fine di migliorare

l'erogazione del servizio all'utenza e promuovere lo sviluppo locale. Al di là del

bagaglio conoscitivo offerto ai partecipanti, il progetto si è proposto pertanto di

attivare nuove modalità di relazione e comunicazione fra le amministrazioni coinvolte e

fra queste ed il territorio di riferimento. Territorio non più individuato sulla base dei

confini amministrativi ma delle dinamiche di sviluppo in atto. Le amministrazioni

coinvolte sono infatti chiamate ad interfacciare bisogni collegati a progettazioni

integrate (i PIT) che ridisegnano i confini e propongono nuove strategie di

programmazione negoziata.

Tutti i comuni coinvolti fanno parte (come già richiamato nel paragrafo di analisi del

contesto) di un unico PIT e di un unico GAL "Terra del Sole" (tranne Capizzi che fa

parte del PIT 33 Nebrodi e di un altro GAL e Galliano). Fanno inoltre parte del Patto

formativo locale della provincia di Enna. Patto del quale fa parte anche il Centro Studi

La Fenice che concorre altresì alla realizzazione delle azioni del GAL.





Vale la pena sottolineare il dato che l'Ente proponente e gestore, il Centro Studi

Europeo La Fenice non è un ente di formazione. Esso infatti non svolge

prevalentemente attività di formazione ma ha tra i suoi obiettivi prioritari lo sviluppo

del territorio (promozione dello sviluppo sostenibile; supporto allo sviluppo locale e

imprenditoriale e promozione della cultura dell'imprenditorialità; promozione di





75

approcci innovativi e forme di turismo ecocompatibili; promozione di incontri di

partenariato tra imprese).





Sul Patto territoriale di Enna sono state sviluppate una serie di analisi importanti (tra

cui quella del Consorzio Aaster per conto del Formez e quella del Censis) che mettono

in evidenza uno scarto tra le aspettative ed i risultati ottenuti ed individuano quale

limite al raggiungimento di migliori risultati il fatto che la provincia abbia assunto la

rappresentanza dell'intero territorio, tagliando fuori, di fatto, le imprese dei due

distretti industriali e togliendo ruolo ai soggetti territoriali. Nonostante tale limite abbia

inficiato fortemente le potenzialità di questi strumenti tuttavia l'intero territorio ha

maturato la consapevolezza dell'importanza di un riconoscimento identitario e della

necessità di cogliere la propria vocazione. E' a partire da questa leva che si sta

cercando di ridisegnare l'intera architettura ed è proprio nel tentativo di potenziare

questa leva che risiede la significatività del progetto di formazione che stiamo

analizzando.

Per altro nel territorio esiste già qualche prassi positiva da cui è possibile attingere

elementi di ottimismo. L'Agenzia di sviluppo locale di Caltagirone, il cui Presidente, ex

sindaco di uno dei Comuni coinvolti nel progetto, è stato apprezzatissimo docente nei

corsi, è nata da un corso di formazione finalizzato alla definizione di un progetto di

Agenzia. La proposta, partita dai dipendenti che hanno partecipato è stata accolta dai

Sindaci. I dipendenti che vi hanno lavorato lo hanno fatto gratuitamente (la Provincia

ha infatti messo a disposizione i locali e la sola indennità di trasferta).

E' tuttavia opinione diffusa sul territorio che lo sviluppo locale non sia ancora "a

sistema". E' per sostenere tale processo che il progetto ha inteso promuovere il

dialogo sul territorio attraverso la costituzione di gruppi aula composti da funzionari e

dirigenti provenienti da settori e da amministrazioni diversi.





3.2 L'analisi dei fabbisogni

La fase di avvio del progetto è stata destinata ad analizzare, all'interno delle

Amministrazioni coinvolte, nei vari servizi e comparti, i reali bisogni di competenze e

di conoscenze.

L'analisi dei fabbisogni formativi è stata sviluppata contemporaneamente in Provincia

di Messina ed in Provincia di Enna ed ha coinvolto amministratori, dipendenti e

funzionari.





A tal fine un esperto dell'ente gestore ha avviato incontri e tavoli di discussione con i

rappresentanti delle Amministrazioni (amministratori e dirigenti) per l'analisi degli

specifici contesti settoriali e locali. Scopo degli incontri era quello di definire i bisogni





76

formativi peculiari e di individuare, fra alcuni percorsi di aggiornamento, quelli più

coerenti rispetto alle esigenze specifiche.

Negli incontri con le Amministrazioni è stata pertanto proposta una serie di possibili

percorsi di formazione all'interno dei quali è stato possibile scegliere le aree più

rispondenti ai bisogni dell'amministrazione.





Le otto aree di approfondimento proposte sono state:

 Alfabetizzazione linguistica

 Internazionalizzazione dell'economia siciliana

 Alfabetizzazione informatica

 Cultura europea e strumenti comunitari

 Riforma Bassanini

 Bilancio, contabilità ed Euro

 Management e gestione delle risorse umane

 Comunicazione e marketing





Le cinque aree prescelte sono state:

 Informatica ed internet

 Lingua inglese

 Cultura europea e strumenti comunitari

 Riforma Bassanini

 Bilancio e contabilità.





Le aree così individuate sono state articolate in tre percorsi di 300 ore ciascuno

(durata massima degli interventi finanziabili dal FSE) preceduti da 12 ore di

orientamento.





Il corso A dedicato a Cultura europea e strumenti comunitari; il corso B dedicato a

Riforma Bassanini e sistema di bilancio; il corso C di lingua inglese in FAD.

Poiché tutte le Amministrazioni hanno puntato sulI'informatica, particolarmente utile in

territori i cui collegamenti presentano numerosi disagi, i corsi A e B hanno previsto,

comprese nelle 300 ore, n.100 ore di informatica con il conseguimento della Patente

Europea del Computer (ECDL). Il corso C è stato progettato in Formazione a distanza

per il 90% delle ore previste precedute da 42 ore di preparazione alla FAD.





Durante la fase di avvio, oltre ai tavoli di discussione con gli Amministratori ed i

dirigenti degli enti coinvolti, il progetto è stato pubblicizzato attraverso incontri

continui e ripetuti sia con i dipendenti, destinatari delle attività di aggiornamento,

presso i luoghi di lavoro degli stessi, che con gli Enti e le Amministrazioni coinvolte.

77

Nel corso di tali incontri sono stati illustrati il progetto e le attività di aggiornamento e

sono state presentate le attività progettuali, nello specifico dei tre percorsi proposti,

dei moduli contenuti e delle certificazioni rilasciate alla fine del percorso.

Nonostante la indubbia positività dell'aver progettato e realizzato una analisi dei

fabbisogni in maniera non formale o esclusivamente documentale, va tuttavia rilevato

che la notevole distanza temporale tra lo svolgimento dell'analisi e la realizzazione del

corso ha determinato - come quasi sempre purtroppo succede per i progetti a

finanziamento pubblico - interventi formativi tardivi e, per quanto riguarda alcuni temi,

quali ad esempio quello dell'introduzione dell'euro, non più rispondenti alle esigenze

reali.





3.3 I destinatari delle attività

Il progetto - inizialmente riservato soltanto ai dirigenti - ha invece visto la

partecipazione congiunta di dirigenti e dipendenti. Ciò in quanto gli Amministratori

hanno condiviso l'obiettivo di organizzare in modo non piramidale il lavoro e di

accogliere a tale riguardo il punto di vista e le proposte dei dipendenti. L'Aula

congiunta ha consentito a questo proposito di conoscere meglio punti di criticità e

possibili soluzioni.

Inoltre il bando richiedeva la partecipazione del 50% di dipendenti donna. Tale

percentuale è stata rispettata ed ampiamente superata. Le donne infatti hanno

rappresentato più del 60% dei corsisti.





3.4 Le modalità di selezione

La selezione dei partecipanti ha privilegiato il maggior contemperamento possibile tra i

bisogni delle amministrazioni e la facoltà di scelta dei dipendenti, sia rispetto

all'adesione al corso che alla individuazione delle tematiche di approfondimento.

Quest'ultima condizione (la scelta consapevole da parte dei dipendenti) era richiesta in

questo caso più che in altri in quanto soltanto metà della formazione si è sviluppata

durante l'orario di lavoro. L'altra metà, a carico del dipendente, è stata erogata di

pomeriggio o di sabato. Inoltre ai partecipanti veniva richiesto lo spostamento dal

proprio comune alla sede di svolgimento della formazione (Troina) o addirittura, per gli

esami finali, nella città di Palermo.





Nell'ambito delle aree individuate nei tavoli, i dipendenti che avevano intenzione di

partecipare alla formazione si sono pertanto candidati a svolgere il percorso di proprio

interesse. Ciascun dipendente aveva la possibilità di partecipare ad uno solo dei tre

corsi. Poiché le domande di adesione erano notevolmente superiori ai posti disponibili,

la scelta dei partecipanti effettivi è stata, in ultima istanza, effettuata dagli

amministratori dei comuni ai quali è spettato il compito di indicare i dipendenti da



78

inserire nei corsi in relazione alle esigenze dell'amministrazione ed ai settori di

appartenenza di ciascun candidato.

Per rispondere alla notevole domanda di partecipazione (100 domande per 60 posti;

all'incirca un dipendente su due si è candidato alla partecipazione), il numero massimo

di formandi per corso è stato ampliato a 24 (20 discenti e 4 uditori per ciascun corso)

ed è stata offerta la possibilità alle amministrazioni, in presenza di un numero di

domande eccedenti il numero limite di 20 più 4 uditori per corso, di scegliere tra

titolari ed uditori e supplenti.





L'incidenza del numero dei dipendenti per Comune è stato calcolato in base ad una

approssimativa stima della distribuzione e della quantità dei dipendenti in ciascun

comune.

La composizione è pertanto stata progettata come riportato nel riquadro che segue:

Comuni Numero dipendenti N° minimo di supplenti

Agira 14 14

Capizzi 9 9

Cerami 8 8

Gagliano 10 10

Sperlinga 5 5

Troina 14 14









3.5 Le metodologie didattiche

La formazione

Il modello pedagogico che sta alla base dell'intero percorso formativo mira

innanzitutto a promuovere la centralità del partecipante in quanto soggetto e

destinatario dell'attività formativa ed a favorire un modello di apprendimento critico ed

attivo, nell'ambito del quale il compito principale del docente è quello di trasmettere e

suggerire criteri e metodologie interpretative.

Tale approccio è tuttavia di difficile applicazione. Nel corso dei focus con i partecipanti

è infatti emersa l'esigenza di ridefinire le caratteristiche della didattica "alleggerendo"

le lezioni frontali in Aula ed incrementando stage e apprendimento pratico. I gestori

dell'iniziativa hanno accolto tale indicazione e ne terranno conto nella eventuale

prossima riprogettazione.





LA FAD

Sulla lingua inglese hanno puntato moltissimo i dipendenti.

Il percorso è stato realizzato con l'ausilio del Laboratorio delle Idee di Fabriano in

modalità FAD, fruibile tramite Internet. Ciò al fine di offrire l'opportunità ai funzionari

di accedere a forme di aggiornamento personalizzate e specifiche capaci di tener conto

dei singoli background conoscitivi ed esperenziali di ciascun corsista. La suddivisione in



79

micro-moduli rompe, infatti, la tradizionale sequenzialità dell'apprendimento,

permettendo ai discenti di individuare le specifiche materie per le quali hanno bisogno

di rafforzare la propria preparazione.

In questo caso si è trattato di vera e propria formazione a distanza in quanto i discenti

hanno partecipato a dei momenti di Aula durante i quali hanno costituito una comunità

che ha poi lavorato come comunità virtuale in collegamento telematico con il docente

per quanto riguarda i contenuti e con l'assistenza di un tutor per la parte informatica.

Nell'aula virtuale, dove hanno avuto luogo broadcasting di lezioni on-line,

presentazioni interattive del tipo PowerPoint e appuntamenti in chat, i partecipanti

hanno potuto frequentare lezioni ma anche svolgere attività in autoapprendimento con

docenti e tutor ed esercitazioni di gruppo.

La base del metodo FlexNet è l'apprendimento tramite l'acquisizione di automatismi,

ossia la ripetizione dell'impiego di una struttura un minimo di 80 volte (il livello

necessario statisticamente per imprimere a lungo termine nella memoria un concetto o

una struttura). Per raggiungere questo obiettivo sono stati utilizzati una serie di

meccanismi didattici, quali spiegazioni animate e giocose, quiz e test a tempo ed a

punteggio, giochi (tipo memory, hangman, ecc.) ed un'esperienza immersiva in un

mondo tipo 3D dove l'utente deve affrontare e superare ostacoli linguistici in situazioni

che simulano la realtà. In quest'ultimo non si può accedere a livelli di perfezionamento

superiori se non si riesce a superare quelli inferiori. Inoltre i corsi sono stati corredati

di spiegazioni testuali, glossari contestuali, spiegazioni sintattiche ed una biblioteca

multimediale che comprende audiobook, letture specifiche e video.

Per la verità inizialmente la FAD era stata privilegiata soprattutto nella speranza che il

collegamento fosse possibile dai rispettivi comuni di appartenenza. Nella realtà (tranne

due dipendenti del Comune di Capizzi) che hanno svolto il percorso in parte in Aula ed

in parte nel proprio comune, tutti gli altri partecipanti si sono dovuti recare nell'Aula

attrezzata del Centro di Troina "L'Oasi".

L'uso di un tale strumento innovativo ha comunque lasciato nei partecipanti, come

effetto positivo, la capacità di comprensione di come si può imparare una lingua

ponendo se stessi al centro del processo di apprendimento.





L'orientamento

L'orientamento, previsto nel progetto in 12 ore per ciascun corso, ha rappresentato

una modalità innovativa sia rispetto al contesto di azione che all'utenza.

L'orientamento è stato sviluppato secondo il modello francese del bilancio di

competenze. Pertanto, ciascun partecipante è stato accompagnato nella

predisposizione di un proprio progetto professionale che, a partire dalla

autovalutazione (assistita da personale esperto) delle capacità possedute, di quelle da

rafforzare e di quelle assenti, prefiguri un percorso di sviluppo personale da realizzare



80

attraverso varie tappe. L'attività di orientamento si è posta il fine di motivare i

partecipanti verso la formazione e l'aggiornamento continuo e di rafforzare la

consapevolezza dell'importanza di un costante arricchimento personale di competenze.





Per l'attività di orientamento sono state utilizzate metodologie di vario tipo, dal lavoro

di gruppo al colloquio individuale, alla stesura di lavori individuali e collettivi.

Al fine di favorire il processo di formazione alla decisionalità, condizione necessaria per

individuare e poi perseguire scelte autonome e consapevoli, il modulo ha

preliminarmente fornito ai partecipanti strumenti per lo sviluppo e l'affinamento del

processo decisionale mediante l'acquisizione di informazioni/conoscenze.

3.6 La pubblicizzazione dell'iniziativa e la disseminazione dei risultati

Il progetto è stato avviato con un Seminario iniziale che ha coinvolti tutti i dipendenti

delle amministrazioni ed è stato pubblicizzato sul territorio al fine di promuovere la

partecipazione degli attori locali.

Allo scopo di favorire l'informazione sull'intervento formativo sono stati inoltre

distribuiti depliants e brochure divulgative.

Il progetto si è concluso con un seminario finale per la diffusione dei risultati e lo

scambio delle buone prassi. Destinatari gli attori locali, provinciali e regionali.

Gli atti del Seminario sono stati pubblicati.





3.7 Monitoraggio e valutazione qualitativa

Il monitoraggio ha accompagnato lo svolgimento dell'intero progetto con il duplice

scopo di effettuare una prima valutazione del suo impatto sui destinatari ed

individuare le criticità ed i fattori che contribuiscono al successo.

Gli incontri e rilevazioni sul campo hanno consentito la raccolta di informazioni e dati,

la discussione di procedure ed interventi con i destinatari dell'intervento e lo staff

organizzativo, la predisposizione di report e relazioni. La verifica diretta da parte di un

esperto è stata integrata attraverso la somministrazione di questionari effettuata con il

supporto di tutor e docenti.





Per quanto riguarda la FAD le attività formative sono invece state monitorate con un

sistema informatico di ultima generazione che registra il tempo di collegamento ad

ogni modulo, le attività svolte ed i risultati di tale attività. Inoltre una cosiddetta

"lavagna elettronica" del campus ha registrato tutte le comunicazioni tra discenti e

docenti.





L'azione di monitoraggio e verifica in itinere di tutte le azioni del progetto, sia quelle di

sistema che quelle rivolte a persone ha avuto lo scopo di misurare i risultati al fine di

sperimentare e ottimizzare un metodo da replicare successivamente. Il focus è posto



81

sull'utilizzo dei nuovi saperi dei funzionari quali momento e stimolo di integrazione e

condivisione per proporre nuove soluzioni, all'interno dell'amministrazione e verso

l'esterno.





Gli strumenti di rilevazione utilizzati dal tutor sono:

 le schede di frequenza corso

 le schede di feed-back sulla gestione dell'aula da parte del docente

 le schede di osservazione dell'aula

 le schede di valutazione di ogni singolo partecipante.





I docenti sono stati invece chiamati a valutare il sapere acquisito (conoscenze,

competenze ed abilità) dei partecipanti. Alla fine di ogni modulo pertanto gli stessi

hanno espresso un giudizio sulla base di griglie di valutazione strutturate concorrendo,

insieme alle valutazione del tutor e dell'intero collegio docente, alla formulazione di

una valutazione complessiva dell'efficacia dell'azione formativa.





Per una completa valutazione del processo formativo è stata inoltre misurata anche

l'efficacia dell'attività svolta dal docente attraverso una scheda di feed-back compilata

sia dal tutor che da ogni singolo partecipante.





Riepilogando, processo e strumenti della valutazione nel loro complesso sono stati i

seguenti:

 Questionari di analisi delle motivazioni e delle aspettative (all'inizio)

 Monitoraggio continuo al fine di verificare l'efficacia delle azioni rispetto agli

atteggiamenti e capacità personali acquisite (monitoraggio effettuato da tutor e

docenti)

 Schede di valutazione dei livelli di apprendimento (erogate alla fine di ciascun

modulo)

 Prove di abilità e colloqui (a metà corso).





Alla fine del corso i partecipanti hanno sostenuto delle prove finali (scritta ed orale). I

discenti del corso FAD invece hanno sostenuto un esame scritto erogato tramite il

campus virtuale e ne hanno discusso i risultati con i docenti.

I formati sono stati complessivamente 62, di cui 59 hanno ricevuto la certificazione di

competenze, avendo completato il corso per il minimo del 70% delle ore previste. Vale

la pena a questo proposito ricordare che durante il periodo di svolgimento del progetto

si sono svolte le elezioni amministrative (maggio-giugno 2003) che, di fatto, hanno

comportato un aggravio di lavoro per il personale e l'abbandono del corso da parte di







82

alcuni dipendenti o la mancata partecipazione ad un monte ore sufficientemente ampio

da consentire l'acquisizione della certificazione da parte di altri.





Il livello di efficacia dell'intera azione didattica è stato ricavato attraverso una analisi

integrata di una serie di fattori quali: l'efficacia dei metodi di esposizione; il grado di

approfondimento dei temi trattati; la valutazione dei contenuti (anche in termini di

innovatività); l'utilizzo e l'applicazione dei temi trattati nel mondo del lavoro; la

chiarezza di esposizione; il grado di integrazione tra i docenti della stessa area; il

materiale didattico utilizzato; la dimensione internazionale.





Soprattutto per il corso sulla cultura europea il monitoraggio ha evidenziato alcune

criticità che sono state superate attraverso una riprogrammazione stabilita sia

attraverso colloqui tra i docenti ed alcuni partecipanti sia collegialmente in Aula.







4. Considerazioni conclusive

Le elevate percentuali medie di partecipazione ai corsi (83% per il corso A, 91% per il

corso B e 84% per il corso C) rappresentano un significativo indicatore dell'interesse

dei partecipanti verso questa iniziativa che ha sicuramente cambiato l'opinione degli

stessi verso i corsi di aggiornamento ritenuti, fino a quel momento, inutili. E'

probabile che questo mutato atteggiamento verso la formazione e l'innovazione possa

produrre un effetto emulativo anche verso quei funzionari e dirigenti che non hanno

partecipato non per mancanza di posti ma per scarsa considerazione dell'iniziativa.

Uno dei sindaci intervistati ci ha infatti dichiarato che i suoi istruttori direttivi non

hanno aderito al progetto perché ritenevano che fosse una perdita di tempo. La sfida

che i partecipanti si trovano ad affrontare è stata ben sintetizzata da un partecipante

stesso: "l'esperienza maturata durante i corsi deve essere messa a disposizione delle

nostre amministrazioni e del contesto in cui viviamo affinché questa professionalità

non sia inutile ma sia in grado di aumentare le capacità produttive di un territorio che

ne ha assoluto e urgente bisogno".

A tutt'oggi però non sono visibili ricadute significative. I risultati attesi in termini di

cambiamento dell'atteggiamento complessivo rispetto al proprio ruolo non si sono

prodotti e la ristrutturazione degli uffici comunali non è stata fatta. Le cause possono

essere ricondotte da un lato al modo in cui le amministrazioni hanno a

ccolto questa iniziativa. Al momento non si è riusciti ad incidere "nel profondo" ma ci

si è limitati ad alcuni aggiustamenti di prima visibilità. Dall'altro, alla scarsità di

organico che porta i lavoratori a rincorrere l'emergenza senza lasciare loro il tempo di

esercitare nuovi ruoli. Rispetto al ruolo va inoltre tenuto presente che la dirigenza,

destinataria privilegiata dell'iniziativa, in realtà ha partecipato in maniera minoritaria.





83

Responsabilità politiche quindi ma anche responsabilità tecniche. Ad opinione del

sindaco di Cerami (unico amministratore ad essere rieletto nei comuni che hanno

partecipato al progetto), non si è ancora avuta una defluenza positiva nei rapporti con

i soggetti della programmazione negoziata (soprattutto il GAL) perché agli incontri

continuano a partecipare soltanto politici (il Sindaco o l'Assessore) senza avvalersi

dell'apporto dei propri tecnici. Questa è una responsabilità politica che il sindaco si

propone di superare nel prossimo futuro.

A questa responsabilità degli amministratori se ne aggiunge un'altra, imputabile

questa volta in maniera maggiore ai dipendenti, che, rispetto soprattutto alla cultura

europea, non dedicano tempo ed attenzioni sufficienti in quanto si occupano solo

dell'ordinaria amministrazione.





Vale tuttavia la pena richiamare ancora una volta il fatto che il progetto che abbiamo

analizzato rappresenta il primo ed unico intervento formativo che è stato svolto in

questi anni all'interno delle amministrazioni comunali. Per ottenere risultati visibili e

moltiplicarne le potenzialità è probabilmente necessario ripetere l'esperienza. E'

convinzione diffusa dei nostri interlocutori che per produrre un cambiamento

significativo del ruolo delle amministrazioni sarebbe necessario riproporre l'iniziativa

invitando alla partecipazione i dipendenti rimasti esclusi ma, soprattutto,

coinvolgendo in misura maggiore la dirigenza nella formazione congiunta.





Va inoltre evidenziata una significativa positività: il corso ha creato una rete informale

che costituisce un patrimonio di capitale sociale dal quale partire per ricostruire

speranza e fiducia non solo nelle amministrazioni pubbliche ma nel territorio più in

generale. L'innovazione infatti si è calata nella coscienza del pubblici dipendenti che

hanno aderito all'iniziativa. La partecipazione ha rappresentato una esperienza molto

significativa sotto il profilo umano - ad opinione oltre che dei partecipanti anche degli

amministratori che hanno partecipato all'iniziativa - che ha favorito la comunicatività

ed avviato uno scambio di esperienze con gli altri comuni che sta continuando

nonostante le elezioni ed il cambio della maggior parte dei sindaci.

Il valore aggiunto del progetto sta quindi nella rete, favorita anche dal fatto che molti

docenti del corso A e del corso B sono stati gli stessi.

Dopo le elezioni la rete formale è più difficile in quanto le amministrazioni sono

cambiate ma la rete informale ha una forte valenza capace di produrre effetti

innovativi diffusi.









84


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