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S. M. S. “G. B. BASILE”
GIUGLIANO IN CAMPANIA
ANNO SCOLASTICO 2005/ 2006
A cura dell’ AREA DELLA DIDATTICA
FUNZIONE STRUMENTALE: Prof.ssa Silvana Picardi
Referente: prof.ssa M. Rosaria Casale
Coordinatrice Commissione Autonomia prof.ssa G. Ballicu
Coordinatrice Commissione Promozione culturale/valutazione: Prof. M. Sarno
SCUOLA DI SCRITTURA
Laboratorio di invito alla scrittura creativa per gli alunni delle classi seconde
Tempi: Intera durata dell’anno scolastico (un’ora settimanale).
Metodi: Interventi guidati, impiego di tecniche di riscrittura e di manipolazione testuale, lavoro
individuale e di gruppo.
RIFERIMENTI AL PECUP
L’allievo sa orientarsi entro i principali generi letterari e comincia a sviluppare il gusto per la lucida
espressione del pensiero.
L’allievo è in grado di produrre testi brevi, ragionevolmente ben costruiti, sia a livello linguistico, sia
di costruzione progressiva dell’informazione.
OSA Obiettivi specifici di apprendimento
CONOSCENZE ABILITA’
1. Fondamentali caratteristiche dei testi d’uso 1. Produrre testi scritti adeguati, partendo da una
espressivi, descrittivi, informativi, argomentativi. tipologia nota o da uno schema dato.
2. Riscrittura e manipolazione di un testo narrativo, 2. Riscrivere testi narrativi e descrittivi applicando
descrittivo, ( sintesi, espansioni, manipolazioni, manipolazioni, quali:
introduzioni di nuove parti o punti di vista, modifica dell’ordine sequenziale;
parafrasi). modifica di personaggi e di ambienti;
transcodifiche, contaminazioni.
3. Categorie sintattiche, struttura logica e 3. Riconoscere le funzioni logiche della frase
comunicativa della frase semplice. semplice, applicare modalità di coesione-coerenza,
utilizzare sintagmi in base al profilo
comunicativo.
4. Il lessico, il dizionario. 4. Individuare etimologie, impiegare creativamente il
lessico.
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OBIETTIVI FORMATIVI
Attraverso corrette ed efficaci modalità di scrittura, l’allievo esprime e comunica il proprio vissuto, le proprie
motivazioni interiori, la propria progettualità.
COMPITO UNITARIO DI APPRENDIMENTO
Gli alunni, pur accostandosi all’esperienza della scrittura in chiave ludica, quale strumento per esprimere
fantasia e creatività, sperimenteranno con graduale consapevolezza le diverse tecniche narrative,
orientandosi al potenziamento delle abilità linguistico–espressive.
Gli allievi rifletteranno su:
- le modalità di scrittura ( raccolta delle idee, costruzione di una scaletta, stesura e revisione del testo );
- la struttura del racconto (titolo, esordio, sviluppo, digressioni, conclusione );
- gli elementi della narrazione ( ambientazione, personaggi, dialoghi, riflessioni) ;
- alcune tipologie testuali ( l’intervista impossibile, il racconto del brivido, il racconto fantastico, la narrazione
autobiografica, il testo emotivo ).
Produrranno riscritture testuali, quali rielaborazioni, espansioni, manipolazioni, transcodifiche.
Ogni attività è articolata con la proposta di un breve brano esemplificativo, corredato da suggerimenti
operativi (schede, questionari, piste guidate per la produzione testuale, spunti per la riflessione) che
potranno eventualmente essere selezionati, integrati, arricchiti dal docente, proposti in ordine diverso,
perché risultino meglio calibrati sulle esigenze degli allievi, o riproposti introducendo delle varianti per
consolidare le abilità attese.
Al laboratorio sono allegate anche alcune schede di approfondimento sulla video-scrittura.
I testi significativi prodotti potranno costituire documentazione utile per il portfolio delle competenze
dell’alunno e potranno essere finalizzati alla partecipazione a concorsi letterari scolastici.
CONTROLLO DEGLI APPRENDIMENTI
Al termine dell’attività laboratoriale, il docente verificherà il raggiungimento degli obiettivi prefissati,
valutando la capacità di concentrazione dei singoli allievi durante le attività operative, la qualità e i contenuti
dei testi prodotti, le modalità di partecipazione e di intervento nella conversazione guidata e nel lavoro di
gruppo.
CRITERI DI VALUTAZIONE
Osservazione delle modalità di adesione al dialogo educativo, delle capacità di intervento nella discussione,
della disponibilità alla ricerca e all’approfondimento messe in luce dagli allievi.
Partecipazione e impegno personale.
Metodo di lavoro.
Progressi registrati nei livelli di conoscenza e di abilità.
Raggiungimento delle competenze.
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“ Presi il libro e lo sfogliai con cautela:
le sue pagine palpitarono
come le ali di una farfalla
a cui viene restituita la libertà,
sprigionando una nuvola di polvere.
Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta,
il piacere di penetrare nei segreti dell’anima,
di abbandonarsi all’ immaginazione,
alla bellezza e al mistero
dell’invenzione letteraria”.
C. R. Zafen
Cari ragazzi scrivere bene non è facile: tante volte ,infatti,vi sarà capitato di non riuscire
ad esprimere compiutamente il vostro pensiero, oppure di avere difficoltà nell’organizzare
le informazioni. Sappiate,tuttavia, che tutti possono imparare a scrivere correttamente:
basta conoscere le strategie opportune, esercitarsi molto e avere pazienza!
Perché scriviamo?
Scriviamo per rispondere a dei bisogni precisi: bisogni personali, sociali, scolastici.
Scriviamo per esprimerci, per trasmettere le nostre emozioni, per comunicare i nostri sogni
e i nostri desideri… Scriviamo per: raccontare, descrivere, riassumere, rielaborare,
argomentare. Scriviamo per necessità o per il piacere di farlo.
In ogni caso non si scrive come si pensa. E non si scrive sempre allo stesso modo:
stendere una relazione, una descrizione, un tema di tipo espositivo o argomentativo,
richiede una pianificazione diversificata del testo. Ma state tranquilli perché lo scopo di
questo laboratorio è proprio quello di far acquisire a ciascun alunno differenti competenze
di scrittura, partendo da testi di scrittori noti sui quali potrete lavorare, per poi arrivare alle
vostre originali produzioni. Imparerete a scrivere bene o quanto meno a scrivere meglio.
Scrivere bene significa organizzare un testo chiaro, corretto, ordinato,
coerente e adeguato alla situazione comunicativa in cui lo produciamo.
Per fare questo bisogna passare attraverso alcune fasi di lavoro che ci permettono di
tenere presenti tutti gli elementi che influiscono sulla buona riuscita dello scritto.
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COMINCIAMO A SCRIVERE!
Devi scrivere. Il foglio bianco è lì che ti aspetta, hai una penna o una matita.
Non ti resta che raccogliere le idee.
Come ti comporti? Rispondi con una crocetta, poi leggi il commento alla tua risposta.
A Incominci subito a scrivere, partendo dalla prima idea alla quale pensi. Poi
continui così: scrivi le tue idee così come ti vengono in mente.
B Il foglio bianco ti spaventa. Pensi che non riuscirai mai a riempirlo. Ti sembra di
non avere nessuna idea. Dopo mezz’ora stai ancora fissando il foglio bianco.
C Sei convinto che l’importante sia cominciare con la frase giusta e ti concentri
per inventarla. Provi e riprovi a scriverla, ma ogni volta non ti soddisfa e la
cancelli. Dopo mezz’ora non hai ancora concluso nulla.
D Il foglio bianco non ti spaventa. Non hai l’ansia di scrivere. Rifletti sull’argomento
che devi affrontare senza paura di perdere tempo.
COME HAI RISPOSTO?
A Ti comporti come quelli che imboccano una strada senza sapere dove va a finire: può
andarti bene ma anche molto male! Non si fa così. Quando si comincia a scrivere un testo
occorre già averlo tutto nella mente, almeno nelle sue linee generali, e sapere anche come
si concluderà.
B Devi convincerti che le idee non mancano a nessuno, perché tutti ne produciamo
continuamente anche se non ce ne rendiamo conto. Per scrivere un testo ordinato e
corretto, le idee che già sono nella tua memoria sono anche troppe. Devi solo imparare a
raccoglierle e ad ordinarle.
C Forse è l’ambizione che ti danneggia. Nessuno ti chiede di scrivere un capolavoro! Un
testo è solo un esercizio di scrittura. Il tuo insegnante non ti giudicherà in base alle frasi
ad effetto, ma valuterà soprattutto la chiarezza, l’ordine e la correttezza di ciò che scrivi.
D Sei sulla strada giusta! Lavori già con metodo:se ti alleni, imparerai a scrivere proprio
bene!
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SCRIVERE CON METODO
Per scrivere un testo occorre seguire almeno tre fasi di lavoro. Anche gli scrittori e i
giornalisti adottano questo metodo.
1 SI RACCOLGONO LE IDEE
Prima di cominciare a scrivere, dedichi un po’ di tempo a raccogliere le idee sotto forma di
appunti o schemi?
sempre qualche volta mai
2 SI ORDINANO LE IDEE PER COSTRUIRE UNA SCALETTA
Fra tutte le idee che ti vengono in mente, scegli solo le migliori, quelle che si possono
collegare bene fra di loro, e le metti in ordine in una scaletta? (La scaletta serve a
ricordare cosa si deve scrivere, che cosa scrivere prima e che cosa scrivere dopo).
sempre qualche volta mai
3 SI SCRIVE IL TESTO
Mentre scrivi il testo, segui la scaletta che hai preparato, modificandola strada facendo se
ti vengono nuove idee?
sempre qualche volta mai
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RACCOGLIERE LE IDEE
IDEE CHE NASCONO DALLE DOMANDE
Farsi delle domande è un buon metodo per trovare delle idee. A seconda del tipo di testo che
vuoi scrivere e a seconda degli argomenti, puoi cercare le idee facendoti delle domande diverse.
Per esempio, puoi domandarti: Chi? Quando? Che cosa? Dove? Come? Perché?
Leggi il testo che segue poi rifletti sul metodo di raccolta delle idee seguito dallo scrittore
osservando le domande e le risposte attorno al titolo.
Franz Kafka, La metamorfosi
Gregorio Samsa, svegliandosi una mattina da sogni un po’ agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un
enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo
vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta del letto, vicina
a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da far pietà, rispetto alla sua
corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi.
“Cosa m’è avvenuto?” pensò. Non era un sogno. La sua camera, una stanzetta di giuste proporzioni,
soltanto un po’ piccola, se ne stava tranquilla fra le quattro ben note pareti…
Svegliandosi una
mattina
Si trovò trasformato
Gregorio Samsa in un enorme
insetto immondo
QUANDO?
CHI? CHE COSA?
LA METAMORFOSI
PERCHE? DOVE?
Non era un sogno Nel suo letto
COME?
IN CHE MODO?
Riposava sulla schiena e …vedeva il suo ventre
arcuato… Le gambe, numerose e sottili da far
pietà, …tremolavano senza tregua.
Ora prova tu a raccogliere le idee: inventa delle risposte attorno al titolo che ti viene fornito
e poi scrivi un breve testo.
UN FATTO DIVERTENTE
CHI? QUANDO? CHE COSA? DOVE? COME? PERCHE’?
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IDEE SCRITTE ALLA RINFUSA
Puoi elencare le tue idee anche seguendo altri metodi. Qualche volta non riusciamo a
scrivere un testo perché troppe idee si accavallano nella nostra mente: in questi casi è
utile sgombrare in fretta il cervello scrivendo alla rinfusa tutte le idee, così come vengono,
sotto forma di brevissimi appunti. Quando si vedono sulla carta, è più facile riconoscere le
idee migliori ed eliminare le altre.
Osserva questi esempi di idee scritte alla rinfusa.
IDEE ALLA RINFUSA, IDEE ALLA RINFUSA
SPARSE IN UNO SPAZIO BIANCO IN UNA LISTA ORDINATA
LO SPORT CHE PREFERISCO: LO SPORT CHE PREFERISCO:
È il calcio
Gioco in una squadra
Non ho mai corso il pericolo di annegare Il mio allenatore è severo
Vado spesso allo stadio
Ci sono dei tifosi violenti
Guardo le partite alla tv
Anche mio padre ama il
calcio
Ora prova anche tu a scrivere le tue idee alla rinfusa o in una lista ordinata a proposito
di una trasmissione televisiva. Poi elimina le idee che non ti sembrano adatte e scrivi
un breve testo.
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ORDINARE LE IDEE PER COSTRUIRE UNA SCALETTA
LA SCALETTA
Dopo aver raccolto le idee, scegli solo quelle che ti piacciono di più e soprattutto quelle che si
possono collegare bene fra di loro. Elimina le altre: è un sacrificio buttar via le idee che sono
costate fatica, ma ricorda che a volte un’idea fuori posto può rovinare un testo. Con le idee migliori
e più adatte puoi costruire una scaletta ordinata, che costituisce lo schema per far crescere una
storia.
IMPARIAMO DAGLI SCRITTORI
Isabel Allende, Una festa da ballo
SCALETTA TESTO
1. L’INVITO AD UNA Mi invitarono a una festa ma non volli andarci per prudenza: ero certa che
FESTA DA BALLO. nessun ragazzo sano di mente mi avrebbe invitato a ballare ed era difficile
immaginare un’umiliazione più grave che far tappezzeria in una festa.
2. CONSIGLI AD UNA Il mio patrigno mi obbligò ad andare perché, disse, se non vincevo i miei
RAGAZZA TIMIDA. complessi non avrei mai avuto successo nella vita. Mi diede un consiglio
indimenticabile: pensa che gli altri hanno più paura di te . Aggiunse che non
dovevo sedermi neppure per un attimo, rimanessi accanto al giradischi e non
mangiassi niente, perché i ragazzi avevano bisogno di molto coraggio per
avvicinarsi ad una ragazza ancorata ad una sedia e con un piatto di torta in
mano.
3. LA SALA DA BALLO Nel salone da ballo c’era una folla di adolescenti alti e brutti, con le facce piene di
foruncoli, che masticavano chewing-gum, mangiavano patatine fritte e bevevano
Coca-Cola. Non conoscevo nessuno. Terrorizzata, mi avvicinai al giradischi.
4 IL BALLO COMINCIA Presto vidi una mano maschile tesa nella mia direzione e, incredula di tanta
fortuna, mi misi a ballare una melodia zuccherosa con un ragazzo con
l’apparecchio ai denti e i piedi piatti. Si ballava guancia a guancia, ma questa era
una prodezza impossibile per me perché sono alta appena un metro e cinquanta.
In quella festa, quando avevo appena quattordici anni, arrivavo all’ombelico del
mio compagno. A quella canzone seguì un disco completo di rock’n roll. Per una
volta servirono a qualcosa la mia bassa statura e le mie articolazioni sciolte,
senza nessuna difficoltà i miei compagni di ballo mi lanciavano verso il soffitto, mi
facevano fare una giravolta da acrobata in aria e mi riprendevano rasoterra,
proprio quando stavo per spaccarmi il cranio.
5 UN INSEGNAMENTO Non posso lamentarmi, quella sera non feci tappezzeria come tanto temevo, ma
IMPORTANTE. ballai finché non mi vennero le vesciche ai piedi e così acquistai la certezza che
certamente non sarei rimasta zitella. Avevo imparato a non arrendermi
all’evidenza
(riduzione da Isabel Allende, Paula)
Ora prova tu. Componi una lista di idee sul tema Una festa divertente. Seleziona le idee
migliori, realizza una scaletta ordinata con 5 punti come nell’esempio e scrivi un breve testo.
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SCRIVERE IL TESTO
Una volta che hai costruito una scaletta, puoi cominciare a scrivere il testo. Molti tipi di testo
sono solitamente suddivisi in introduzione, corpo o blocco centrale del testo, conclusione. La
parte fondamentale del testo è costituita dal corpo centrale, che può anche essere scritto prima
dell’introduzione e della conclusione. E’ soprattutto a questa parte del testo che serve lo sviluppo
della scaletta, che ne costituisce l’ossatura che lo tiene in piedi. Ciò non significa che una volta
realizzata, la scaletta non si possa modificare, aggiungendo o togliendo idee: l’importante è
scrivere tenendola sott’occhio, come una bussola indispensabile per non smarrirsi in un labirinto di
parole.
QUALCHE CONSIGLIO:
Ogni punto della scaletta costituisce un paragrafo, che può essere formato da più periodi conclusi
con un punto. Vai sempre a capo dopo aver esaurito un punto della scaletta.
In ogni paragrafo deve esserci omogeneità fra tempi verbali. Per ogni dubbio consulta il libro di
grammatica.
E’ importante scegliere un lessico adatto: evita le ripetizioni di parole, i termini generici o di
significato poco preciso. Per la ricerca di un lessico adeguato usa il vocabolario della lingua italiana e
il dizionario dei sinonimi e dei contrari.
Fai attenzione alla punteggiatura per dare espressione al testo.
Usa il tipo di linguaggio più adatto al tipo di testo che devi scrivere e mantienilo costante in tutti i
paragrafi.
Rispetta i limiti di ampiezza del testo che ti sono stati assegnati.
Nel testo che segue è stato cancellato il corpo centrale. Sono rimaste solo l’introduzione e la
conclusione. Riscrivi la parte mancante utilizzando la scaletta. Rispetta i consigli elencati sopra. Non superare
le 15 righe di ampiezza.
INTRODUZIONE
Un uomo, rincasando, avvistò un facchino che scaricava migliaia di casse sul ciglio di un
vallone. Si avvicinò e gli chiese: -Ti ho visto portar fuori una di queste casse da casa
mia. Cosa c’è dentro? E cosa sono tutte queste casse?
Quello lo guardò e sorrise: - Sono i tuoi giorni perduti.
SCALETTA CORPO CENTRALE (MAX 15 RIGHE)
L’uomo scende nel ………………………………………………………………………………………………………………………….
vallone ………………………………………………………………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………………………………………….
Apre una cassa e vede un ………………………………………………………………………………………………………………………….
ricordo perduto.
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………………………………………………………………………………………………………………………….
Apre una seconda cassa… ………………………………………………………………………………………………………………………….
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Apre una terza cassa… ………………………………………………………………………………………………………………………….
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Chiede di poter tenere le
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casse dei tre ricordi.
CONCLUSIONE
Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per dire che era troppo tardi e che
nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell’aria, e all’istante scomparve anche il
gigantesco cumulo delle casse misteriose. E l’ombra della notte scendeva.
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(adattamento da Dino Buzzati, I giorni perduti)
IL LESSICO: scegliere con cura le parole
Per scrivere bene e per farsi capire occorre avere un lessico ricco, cioè conoscere tante
parole. Le parole servono anche a trovare le idee. Ogni parola è un concetto, un’idea.
Dunque, chi nell’archivio della memoria ha tante parole, ha anche tante idee da esprimere.
Le grandi lingue europee come l’Italiano hanno tantissime parole. I grandi vocabolari ne
registrano dalle 150mila alle 200mila: Un bambino di sei anni dovrebbe conoscerne circa
3000, un ragazzo come te circa 18mila, un adulto molte di più.
Invece, alcune ricerche recenti hanno scoperto che la maggioranza dei bambini e degli
adolescenti di oggi ne conoscono pochissime. Tu pensi di conoscere tante parole per la tua
età? Verifica il tuo giudizio con il test seguente.
TEST: CONOSCI TANTE PAROLE?
Completa, poi scrivi il numero delle parole che sei riuscito a scrivere per ogni
esercizio e confrontalo con il numero dei tuoi compagni.
1 Invece di dire che qualcuno o qualcosa è bello, a seconda dei casi potresti dire:
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
Totale n. …………
2 Invece di dire che qualcuno parla, a seconda dei casi potresti dire:
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
Totale n. …………
3 Invece di dire cibo, a seconda dei casi potresti dire:
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
Totale n. ………..
4 In una casa (edificio) tutti gli elementi hanno un nome. Quanti ne sai elencare?
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………
Totale n. …………
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IL DIZIONARIO DEI SINONIMI
Per esprimerti con le parole giuste dovresti consultare spesso un dizionario dei sinonimi. Prima,
però devi imparare ad usarlo: devi cioè imparare a scegliere fra tutte le parole che ti suggerisce
solo quelle che fanno al caso tuo. Ecco come puoi fare:
Prima di tutto devi scegliere solo le parole di cui conosci il significato.
In secondo luogo devi scegliere solo quelle che hanno esattamente il significato
che vuoi esprimere. (Immagina di voler dire che un tuo compagno è un po’ aggressivo.
Sul dizionario troverai i sinonimi: tirannico, dispotico, prepotente, oppressivo, crudele,
feroce, brutale, violento ecc. Non vuoi certo dire che il tuo compagno usa il potere per far
soffrire gli altri come un tiranno o che è un brutale delinquente! Sceglierai, allora, il termine
prepotente).
In terzo luogo, devi scegliere le parole che sono coerenti con il tuo testo e con lo
stile che hai scelto.
Ricomponi il testo con le parole che mancano, scegliendole tra i sinonimi elencati tra
parentesi (cancella quelle che vuoi eliminare). Confronta poi il tuo testo con quello dei compagni.
Guardò verso il mare. Stava (nascendo, alzandosi, sorgendo) il sole. Straordinaria era la
rapidità con cui la (nebbia, foschia, bruma) si diradava, correva via, si dissolveva sulla
pianura bassa, levandosi a onde dai cespugli e scomparendo come avesse gran fretta di
fuggire; grossi riccioli e volute si scontravano e si incalzavano sotto l’avanzata dei raggi
(luminosi, chiari, argentei). Il cielo lontano, di un (celeste, azzurro, turchese) puro e
luminoso, si rifletteva nelle pozzanghere e le gocce si trasformavano in punti luminosi. Ora il
(luccichio, brillio, scintillio) del mare (ondeggiante, saltellante, tremolante) era così
forte che faceva male agli occhi.
Osserva, ora le scelte dell’autrice.
Guardò verso il mare. Stava sorgendo il sole. Straordinaria era la rapidità con cui la bruma
si diradava, correva via, si dissolveva sulla pianura bassa, levandosi a onde dai cespugli e
scomparendo come avesse gran fretta di fuggire; grossi riccioli e volute si scontravano e si
incalzavano sotto l’avanzata dei raggi argentei. Il cielo lontano, di un azzurro puro e
luminoso, si rifletteva nelle pozzanghere e le gocce si trasformavano in punti luminosi. Ora il
luccichio del mare saltellante era così forte che faceva male agli occhi.
(da Katherine Mansfield, Alla baia)
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SCEGLIERE IL REGISTRO GIUSTO
Quando si scrive, bisogna tener conto dell’interlocutore al quale ci si rivolge, dello scopo
per cui si scrive, della situazione in cui ci si trova. Adattare il proprio linguaggio
all’interlocutore, allo scopo che si vuole ottenere, alla situazione, significa scegliere il
registro giusto, cioè esprimersi nello stile di scrittura più adatto.
Esistono molti registri di scrittura, ma tre sono le categorie fondamentali:
registro informale registro medio registro formale
Si usa con persone con cui si ha Si usa con gli estranei con cui si ha Si usa con le persone con cui non
confidenza. E’ ricco di espressioni un rapporto di parità. E’ costituito si ha confidenza. E’ costituito da
spontanee tratte dal linguaggio da un linguaggio semplice ma un linguaggio curato, con frasi
parlato, di frasi gergali, di modi di corretto. complesse e termini appropriati.
dire.
Leggi i testi seguenti, che descrivono dei giochi e osserva il loro registro di scrittura:
registro informale
Faccio rotolare la biglia tra le dita, in fondo alla tasca. E’ la mia preferita, l’ho sempre con me.
Mio fratello Maurice aspetta, seduto sul marciapiede. Come sempre ha i calzini a fisarmonica, come
dice papà. E’ furbo Maurice, ho già tirato sette volte e ho sempre mancato. Con le biglie che si è
incamerato gli sono venute le tasche come due palloni. Riesce a stento a camminare, gronda biglie e a
me resta solo l’ultima, la preferita.
Maurice protesta: “Cosa aspetti? Non voglio restare col sedere per terra fino a domani…”
Mi decido. Nel cavo della mia mano la biglia tremola. Tiro con gli occhi ben aperti.
Purtroppo perdo. Adesso bisogna tornare a casa. Giro la testa perché Maurice non mi veda piangere.
“Smettila di frignare” dice Maurice. Un colpo con la manica del grembiule e ho le guance asciutte.
Maurice mi dà una gomitata. “Prendi sciocco”. Lo guardo e prendo la biglia che mi restituisce.
Domani, nel cortile della scuola, grazie a questa, ne vincerò un mucchio e gli porterò via le sue. Mica
deve credere che bastino quei dannati ventiquattro mesi in più a dargli il diritto di dettar legge! Dopo
tutto, io ho dieci anni!
( da Joseph Joffo, Un sacchetto di biglie )
registro medio
Da qualche mese, Villa Borghese è trasformata. Una moltitudine di ragazzetti giunge ogni pomeriggio
da tutte le parti di Roma, per correre sullo skate-board. Tutti conoscono quanto sia semplice questo
gioco. I più inesperti si muovono, in impacciato equilibrio, lungo le lievi discese. I più esperti, che
preferiscono i sentieri ripidi, discendono a velocità rovinosa, prendendo la curva con eleganza da
ballerini, flettendo e spostando il corpo, abbassandosi all’improvviso e raggomitolandosi su se stessi
come palle sparate da un cannone gigante o saltando all’improvviso giù dalle ruote. Un gruppo di
ragazzi dispone sui sentieri delle lattine di aranciata e di Coca-Cola, staccate di due metri l’una dall’altra:
risalgono sulla vetta, e poi si muovono ondulando, insinuandosi tra le lattine, come gli sciatori sulle piste
di alta montagna. Portano una tuta da atleti, dei rossi caschi protettivi sul capo, delle scarpe speciali,
delle ginocchiere, e camminano così bardati e gloriosi, come sontuosi cavalieri medievali prima di una
giostra, ostentando le decorazioni che coprono il loro corpo.
( da Pietro Citati , L’armonia del mondo )
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registro formale
SCARABEO. Regolamento del gioco.
Lo Scarabeo può essere giocato da due, tre o quattro persone.
Il gioco consiste nel formare sulla scacchiera, con le apposite lettere-pedine, parole complete e
sensate disposte orizzontalmente o verticalmente (mai diagonalmente) e leggibili dall’alto verso il
basso o da sinistra verso destra; parole che tra loro si intersecano, esattamente come avviene nei
comuni schemi di parole incrociate.
Ogni lettera reca in basso a destra una cifra numerica che ne determina il valore. I giocatori sono in
gara per totalizzare il maggior punteggio: ciò si ottiene attraverso il valore delle singole lettere, la
lunghezza delle parole, le maggiorazioni determinate dalle caselle speciali e dai premi…
Ora prova tu. Scrivi tre brevi messaggi di auguri natalizi, indirizzandoli rispettivamente
ad un tuo caro amico, ad un conoscente di famiglia, al Preside della tua scuola. Impiega il
registro adatto per ognuno dei testi.
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SCEGLIERE LA MISURA DEL TESTO
In genere scrivi testi troppo brevi? Vorresti scriverli più lunghi ma non sai come fare?
Puoi imparare ad espandere un testo attraverso alcuni esercizi. E’ possibile aggiungere
descrizioni di persone, oggetti, ambienti, riflessioni o commenti, dialoghi tra i
personaggi.
Leggi il testo che segue, abbreviato rispetto alla versione originale (171 parole).
L’altro avvenimento di questo periodo fu la grande cometa. Una notte cominciò a circolare la voce che la
cometa era arrivata e ora sarebbe caduta sulla terra. Non fui mandato a dormire, anche i bambini dovevano
andare in giardino. Nel cortile grande c’era molta gente e tutti fissavano il cielo dove era comparsa la
cometa. La vedo ancora coprire metà del cielo. Avverto ancora la tensione alla nuca per lo sforzo di
continuare a seguirla con lo sguardo. La luce era molto intensa, pareva quasi giorno e sapevo benissimo che
in realtà avrebbe dovuto essere notte, perché per la prima volta in vita mia a quell’ora non ero stato ancora
messo a letto. Tutti stavano in giardino ad aspettare con gli occhi fissi al cielo. Per tenermi tranquillo
qualcuno mi mise in mano un ramo di ciliegie. Avevo in bocca una ciliegia e tenevo la testa protesa verso
l’alto, cercando di seguire la cometa con lo sguardo, e per via di quello sforzo mi dimenticai della ciliegia e
inghiottii il nocciolo.
( riduzione da Elias Canetti, La lingua salvata )
Osserva ora il testo nella sua versione originale (291 parole). Sottolinea tutte le parole che
sono state aggiunte, in rosso le descrizioni di persone e ambienti, in nero le riflessioni dell’autore.
L’altro avvenimento di questo periodo fu la grande cometa. Una notte cominciò a circolare la voce che la
cometa era arrivata e ora sarebbe caduta sulla terra. Non fui mandato a dormire, qualcuno disse che non
aveva senso, anche i bambini dovevano andare in giardino. Nel cortile grande c’era molta gente, tanta come
non ne avevo mai veduta, tutti i bambini delle nostre case e del vicinato si aggiravano in mezzo ai grandi, e
tutti, adulti e bambini, fissavano il cielo dove era comparsa, immensa e luminosa, la cometa. La vedo ancora
coprire metà del cielo. Avverto ancora la tensione alla nuca per lo sforzo di continuare a seguirla con lo
sguardo. Forse nel ricordo si è anche allungata, forse non occupava tutta la metà del cielo, ma un pezzo più
piccolo. Su questo punto sarebbe meglio che rispondessero altri, persone allora già adulte e non contagiate
dall’angoscia. Ma la luce era molto intensa, questo sì, pareva quasi giorno e sapevo benissimo che in realtà
avrebbe dovuto essere notte, perché per la prima volta in vita mia a quell’ora non ero stato ancora messo a
letto, e questo per me era l’evento più importante. Tutti stavano in giardino ad aspettare con gli occhi fissi
al cielo. I grandi si muovevano appena, c’era uno strano silenzio, tutti parlavano sottovoce, erano più che
altro i bambini che si agitavano ancora, ma di loro ci si occupava poco. Per tenermi tranquillo qualcuno mi
mise in mano un ramo di ciliegie. Avevo in bocca una ciliegia e tenevo la testa protesa verso l’alto, cercando
di seguire la cometa con lo sguardo, e per via di quello sforzo, ma forse anche a causa della straordinaria
bellezza della cometa, mi dimenticai della ciliegia e inghiottii il nocciolo.
( da Elias Canetti, La lingua salvata )
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Ora prova ad ampliare il testo, aggiungendo nei punti indicati i dialoghi che ritieni più adatti
L’altro avvenimento di questo periodo fu la grande cometa. Una notte cominciò a circolare la voce che la
cometa era arrivata e ora sarebbe caduta sulla terra.
Alcuni dicevano:
Non fui mandato a dormire, non aveva senso, anche i bambini dovevano andare in giardino.
A tale proposito, qualcuno disse:
Nel cortile grande c’era molta gente, tanta come non ne avevo mai veduta, tutti i bambini delle nostre
case e del vicinato si aggiravano in mezzo ai grandi,
dicendo:
Tutti, adulti e bambini, fissavano il cielo dove era comparsa, immensa e luminosa, la cometa. La vedo
ancora coprire metà del cielo. Avverto ancora la tensione alla nuca per lo sforzo di continuare a seguirla
con lo sguardo. Forse nel ricordo si è anche allungata, forse non occupava tutta la metà del cielo, ma un
pezzo più piccolo. Su questo punto sarebbe meglio che rispondessero altri, persone allora già adulte e non
contagiate dall’angoscia.
Alcuni rassicuravano i più impauriti dicendo:
Ma la luce era molto intensa, questo sì, pareva quasi giorno e sapevo benissimo che in realtà avrebbe
dovuto essere notte, perché per la prima volta in vita mia a quell’ora non ero stato ancora messo a letto,
e questo per me era l’evento più importante. Tutti stavano in giardino ad aspettare con gli occhi fissi al
cielo. I grandi si muovevano appena, c’era uno strano silenzio, tutti parlavano sottovoce,
dicendo:
Erano più che altro i bambini che si agitavano ancora, ma di loro ci si occupava poco. Per tenermi
tranquillo qualcuno mi mise in mano un ramo di ciliegie.
Mi disse:
Avevo in bocca una ciliegia e tenevo la testa protesa verso l’alto, cercando di seguire la cometa con lo
sguardo, e per via di quello sforzo, ma forse anche a causa della straordinaria bellezza della cometa, mi
dimenticai della ciliegia e inghiottii il nocciolo.
( adattamento da Elias Canetti, La lingua salvata )
16
Leggi il testo in cui sono state evidenziate tutte le espressioni che arricchiscono la
descrizione del paesaggio con suggestioni legate al colore.
Sera d’agosto.
Era la tarda ora dorata, la luce del giorno ardeva ancora per ogni dove, eppure baluginava già la
luna e nella verde aria tremolante vagavano i primi pipistrelli. Il limitare del bosco era immerso
nell’ultima luce, chiari tronchi di castagno spiccavano su ombre nere, una capanna gialla irradiava
lieve la luce assorbita durante il giorno, come un topazio dai tenui bagliori, sentieri rosa e viola
attraversavano i campi, vigneti e bosco, qua e là già un ramo d’acacia ingiallito, il cielo di ponente
dorato e verde sulle montagne d’un blu vellutato.
(da Hermann Hesse, L’ultima estate di Klingsor)
Prova ad ampliare la traccia seguente con descrizioni particolareggiate del paesaggio.
Se credi, puoi utilizzare, come nell’esempio precedente, parole che suggeriscono colori.
Al mattino aprii la finestra e vidi il paesaggio innevato.
Era la prima volta che vedevo la neve. Alla prima impressione mi sembrò……………………………………..
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Osservai a lungo il paesaggio che si apriva davanti a me. Tutto era………………………………………………
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Il cielo era……………………………………………………………………………………………………………………………….
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Le nuvole erano simili a……………………………………….…………………………………………………………………..
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Il profilo delle montagne, in lontananza, appariva……………………………………………………………………….
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Gli alberi, nel giardino, erano…………………………………………………………………………………………………….
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Intorno regnavano solitudine e silenzio, che suggerivano l’idea di…………………………………………..…….
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Si vedevano solo………………………………………………………………………………………………………………………
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Si sentiva soltanto……………………………………………………………………………………………………………………
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Provai, allora, una sensazione di………………………………………………………………………………………………..
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17
Un testo può essere arricchito e ampliato anche attraverso un’accurata descrizione dei
personaggi.
Le persone si possono descrivere in tanti modi diversi:
indicando le loro caratteristiche solo con gli aggettivi;
parlando del loro aspetto fisico;
mettendo in risalto gli aspetti psicologici del loro carattere;
descrivendo il loro comportamento;
raccontando un episodio significativo che li rappresenti.
Alcuni scrittori tratteggiano i loro personaggi con tale originalità e immediatezza da renderli
indimenticabili per il lettore, che quasi si affeziona e talvolta si immedesima in loro.
Osserva come l’autore descrive l’aspetto e il comportamento dello scrittore Kafka, che
non ha mai conosciuto personalmente, ma di cui ricostruisce fedelmente la fisionomia, basandosi
solo su vecchie fotografie e sulle testimonianze scritte che parlano di lui. La descrizione è originale
e di grande immediatezza.
Era un uomo alto, magro, esile, che portava in giro il suo lungo corpo come se l’avesse ricevuto in dono.
Tutti erano attratti dai suoi grandi occhi, che teneva molto aperti e talora spalancati e che in fotografia,
colpiti dal lampo improvviso del magnesio, sembravano da spiritato o da visionario. La sua voce era dolce,
sottile e melodiosa. Non diceva mai nulla di insignificante e accompagnava le parole col gioco delle dita
lunghe ed eteree. Spesso contraeva le sopracciglia, corrugava la fronte, sporgeva il labbro inferiore,
giungeva le mani, le posava aperte sulla scrivania o ne premeva una sul cuore, come un vecchio attore di
melodrammi o un nuovo mimo del cinema muto. Quando rideva, chinava la testa indietro, apriva appena la
bocca, e chiudeva gli occhi fino a farli diventare degli spiragli sottilissimi. Quando dava un appuntamento
agli amici, arrivava sempre in ritardo. Giungeva a passo di corsa, con un sorriso imbarazzato sul volto, e
teneva una mano sul cuore come per dire: “Sono innocente”.
( adattamento da Pietro Citati, Kafka )
Scrivi un testo descrittivo su di una persona che conosci bene e che ti è cara. Realizza prima
una scaletta (aspetto fisico, comportamento, carattere, episodi significativi che la riguardano). Poi
unisci i diversi elementi descrittivi in un testo scorrevole, utilizzando aggettivi pertinenti.
Utilizza gli elementi descrittivi precedenti per riscrivere il testo in chiave umoristica.
18
Un testo può essere impreziosito anche con riflessioni personali. Impara a
formulare brevi riflessioni, anche composte da una sola frase. Puoi allenarti con gli esercizi
seguenti.
Leggi queste frasi: sono sintetiche riflessioni su una parola, scritte da autori del passato.
MONDO Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere (Carlo Goldoni)
RICCHEZZA Non si gode a possedere qualcosa senza compagnia (Erasmo da Rotterdam)
GIOIA La più grande gioia è quella che non era attesa (Sofocle)
FORTUNA La fortuna è di vetro, risplende ma è fragile (proverbio latino)
CULTURA Temi l’uomo che conosce un solo libro (San Tommaso d’Aquino)
Prova ad imitare gli scrittori: inventa anche tu brevi riflessioni per ciascuna delle parole che
seguono. Poi fai un confronto con i compagni.
FANTASIA ………………………………………………………………………………………………………………………
SOGNO ………………………………………………………………………………………………………………………
FURBIZIA ……………………………………………………………………………………………………………………..
VIAGGIO ………………………………………………………………………………………………………………………
AMICIZIA ………………………………………………………………………………………………………………………
GIOCO ………………………………………………………………………………………………………………………
SCUOLA ………………………………………………………………………………………………………………………
MUSICA …………………………………………………………………………………………………………….………..
Scrivi un breve testo, in cui esponi le tue riflessioni personali sull’importanza della fantasia e del
sogno nella vita di tutti i giorni. (max 15 righe)
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19
L’ESORDIO
L’introduzione di un testo, detta anche esordio o incipit, ha in genere la funzione di
presentare in modo globale l’argomento. Ha anche la funzione di interessare il lettore al
testo. E’ perciò importante che sia coinvolgente e chiaramente formulata. Può essere
consigliabile dedicarsi all’esordio dopo aver completato il corpo centrale del testo,
soprattutto se si ha difficoltà a cominciare. Niente vieta, tuttavia, di cominciare la stesura
proprio dall’introduzione se si possiede un’idea brillante al riguardo.
La produzione letteraria di ogni tempo fornisce un campionario straordinario di incipit,
alcuni dei quali ancora ci avvincono e sono indelebilmente fissati nella nostra memoria.
L’incipit della Commedia dantesca è forse quello più noto nella letteratura di tutti i tempi.
Scrivere un esordio suggestivo non è facile, ma è possibile ricorrere a qualche efficace
trucco da scrittore.
Si può cominciare:
con una domanda che incuriosisca e coinvolga il lettore;
con il discorso diretto o con un dialogo tra personaggi;
dal tempo presente e poi tornare indietro usando il flash back;
invertendo il consueto ordine sintattico della proposizione per rendere la frase più
interessante;
con sostantivi e aggettivi dal suono accattivante;
con un’immagine suggestiva o misteriosa;
in medias res, cioè entrando subito in argomento.
Ecco alcuni celebri esempi per ciascuna delle tipologie di esordio suggerite:
UNA DOMANDA CHE INCURIOSISCA E COINVOLGA IL LETTORE
Hai mai visto un armadio di legno, di quelli vecchi, vecchi, tutto annerito dagli anni e intagliato con fogliame e d
arabeschi? In un salotto c’era proprio un armadio così, che era appartenuto alla bisnonna, ed era intagliato da
cima a fondo con tulipani e rose, che formavano i più strani ghirigori, da cui sporgevano il capo cerbiatti dalle
corna ramose.
( da Hans Christian Andersen, La pastorella e lo spazzacamino)
20
IL DISCORSO DIRETTO O IL DIALOGO TRA PERSONAGGI
“E’ arrivato Volodja!” gridò qualcuno in cortile.
“Volodja è arrivato!” urlò Natalia entrando di corsa in sala da pranzo.
Tutta la famiglia Korolew, ch attendeva d’ora in ora il suo Volodja, si precipitò alle finestre. Presso l’entrata c’era
una grossa slitta e dai tre cavalli bianchi esalava un fitto vapore.
(da Anton Cechov, Ragazzi)
DAL PRESENTE AL PASSATO CON IL FLASH BACK
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel
remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di
venti case d’argilla e di canna selvatica, costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un
letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova di dinosauro.
(da Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di solitudine)
INVERTIRE L’ORDINE SINTATTICO DELLA FRASE
Alle volte penso che se avessi avuto il coraggio di salire fino in cima alla collina, non sarei poi scappato di casa.
(da Cesare Pavese, Il mare)
SOSTANTIVI E AGGETTIVI DAL SUONO ACCATTIVANTE
Stanza degli orologi, anno 1533
Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al
centro di correnti vorticose che girano a spirali in questa stanza dove i miei cento orologi sgranano battiti diversi in
diversi timbri.
(da Maria Bellonci, Rinascimento privato)
21
UN’ IMMAGINE SUGGESTIVA E MISTERIOSA
Era tarda sera quando K. arrivò. Il paese era affondato nella neve. La collina non si vedeva, nebbia e
tenebre la nascondevano, e non il più fioco raggio di luce indicava il grande Castello. K. si fermò a lungo sul
ponte di legno che conduceva dalla strada maestra al villaggio, e guardò su nel vuoto apparente.
( da Franz Kafka, Il castello)
IN MEDIA RES, ENTRARE SUBITO IN ARGOMENTO
Facendo il bagno alla spiaggia di ***, alla signora Isotta Barbarino capitò un increscioso contrattempo.
Nuotava al largo, e quando, parendole tempo di tornare, si girò verso riva, s’accorse che un fatto senza rimedio
era accaduto. Aveva perso il costume da bagno.
(da Italo Calvino, L’avventura di una bagnante)
Ora prova tu a ideare degli esordi narrativi interessanti. Immagina di doverli comporre
per un racconto di suspence, ambientato in un luogo pieno di mistero e di ombre inquietanti.
Scegli, tra quelle elencate in precedenza, le tipologie a tuo parere più indicate e scrivi tre incipit.
Poi confronta il tuo lavoro con i compagni.
22
La conclusione
La conclusione ha il compito di riassumere il contenuto e gli scopi essenziali del testo
congedandosi dal lettore
Nel testo narrativo, tuttavia, la conclusione può anche essere tesa a mantenere vivo il
legame del lettore con i personaggi della storia narrata. In tal caso è possibile lasciare in
sospeso la conclusione, per creare, ad esempio, l’aspettativa di un seguito della vicenda.
Tale espediente viene solitamente seguito dagli autori che scrivono storie in sequenza che
hanno lo stesso protagonista.
Talvolta, può essere efficace anche il cosiddetto finale a sorpresa. Ultimamente sono
stati pubblicati con successo, per i ragazzi, dei libri-game, cioè dei testi che prevedono
tracce narrative diverse e più finali possibili, che vengono scelti dal lettore.
Una buona conclusione, comunque, è importante quanto un buon esordio poiché può
suscitare nel lettore il desiderio di leggere ancora altri testi narrativi simili.
Leggi la conclusione di un libro famosissimo come Le avventure di Pinocchio di Carlo
Collodi, poi scrivi un finale diverso. Puoi comporre un finale a sorpresa o una conclusione
che suggerisca la continuazione delle vicende di Pinocchio.
- E il vecchio Pinocchio di legno dove si sarà nascosto?
- Eccolo là, - rispose Geppetto; e gli accennò un grosso burattino appoggiato ad una seggiola, col
capo girato da una parte, con le braccia ciondoloni e con le gambe incrocicchiate e ripiegate a
mezzo, da parere un miracolo se stava ritto.
Pinocchio si voltò a guardarlo; e dopo che l’ebbe guardato un poco, disse dentro di sé con
grandissima compiacenza:
- Com’ero buffo, quand’ero un burattino!… e come ora son contento di essere diventato un
ragazzino perbene!…
(da Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)
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IL TITOLO
Il titolo è una parola o una breve frase che indica in forma sintetica i contenuti del testo.
Il suo scopo è anche quello di attirare l’attenzione del lettore, invogliandolo a leggere il
testo per esteso. Può essere composto al termine della stesura del testo, può essere
seguito da un sottotitolo, cioè da un titolo secondario che ne spiega e amplia il contenuto.
Il titolo ha carattere denotativo quando riferisce in modo oggettivo il contenuto del
testo; ha carattere connotativo quando ne dà un’interpretazione soggettiva, facendo
ricorso alla fantasia e alla creatività linguistica o all’uso delle figure retoriche.
CACCIA AL TITOLO DENOTATIVO CONNOTATIVO
I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore…
J. Swift, I viaggi di Gulliver.
P. Citati, Storia prima felice, poi dolentissima e funesta
C.E. Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
P. Levi, Se questo è un uomo
F. De Sanctis, Storia della letteratura italiana.
G. Casanova, Storia della mia fuga dai Piombi
A. Frank, Il diario di Anna Frank
24
LA REVISIONE DEL TESTO
La revisione del testo consiste in una rilettura attenta di ciò che si è scritto per
eventuali correzioni e modifiche. Occorre infatti verificare che il lavoro sia svolto bene
sotto l’aspetto del contenuto e della forma.
Prima di cominciare la correzione è bene concedersi qualche minuto di pausa per
prendere le distanze dal testo. Una correzione immediata rischia di essere infruttuosa
perché la mente è ancora immersa in ciò che si è scritto.
Fatto ciò, puoi iniziare la revisione. Nello schema seguente ti indichiamo i controlli e
gli interventi che devi fare per correggere il testo.
IL CONTENUTO DEL TESTO
Cosa controllare Come intervenire
Argomento Controlla che:
1. le informazioni siano aderenti al 1. verifica che siano stati
titolo del testo e adeguate al sviluppati tutti gli
destinatario e allo scopo; aspetti della scaletta;
2. siano presenti tutte le 2. riformula i concetti
informazioni necessarie perché il poco chiari;
testo risulti comprensibile; 3. elimina i concetti
3. i concetti siano chiari,corretti e ripetuti e/o inutili;
completi; non vi siano
inutili ripetizioni.
Struttura
Interna Controlla che:
4. il testo sia completo 4. controlla la scaletta;
(introduzione,svolgimento, 5. elimina i pensieri
conclusione) e proporzionato; fuori tema;
5. i concetti siano disposti in modo 6. introduci connettivi
ordinato (ordine naturale o e/o espressioni di
ordine artificiale); collegamento;
6. il passaggio da un argomento
all’altro sia coerente ;
Originalità Controlla che:
7. l’introduzione e la conclusione 7. elimina i concetti
catturino l’attenzione del lettore banali e cerca di
e lo invitino a leggere il testo; esprimerli in altro
8. siano presenti alcuni concetti modo;
frutto di una tua riflessione 8. chiediti cosa pensi
personale. dell’argomento ed
esprimi la tua
opinione.
25
LA FORMA DEL TESTO
Cosa controllare Come intervenire
Lessico Controlla che:
9. ogni parola sia utilizzata con 9. consulta il vocabolario;
Il suo reale significato ; 10. sostituisci le parole ripetute
10. non vi siano parole ripetute; con sinonimi o pronomi;
Sintassi Controlla che:
11. ogni frase sia completa di 11. inseririsci ciò che manca;
soggetto, predicato e 12. inserisci pronomi
complemento; congiunzioni o segni di
12. in ogni periodo le proposizioni punteggiatura adatti;
Siano ben collegate tra loro; 13. controlla che i tempi dei
13. i modi e i tempi verbali siano verbi siano coerenti in
adoperati correttamente; tutto il testo;
14. siano rispettati i rapporti di 14. correggi gli ausiliari dei
concordanza (soggetto e verbo, tempi composti;
nomi e aggettivi); 15. collega i pronomi ai
15. i pronomi siano usati in modo nomi a cui si riferiscono;
corretto;
Ortografia Controlla che:
16. le parole siano scritte in forma 16. fai attenzione a:
corretta. - parole in cui il suono
non corrisponde al
segno (h, ch, qu, gn,
gl );
- consonanti doppie;
- accenti e apostrofo;
- uso delle maiuscole;
- segni di punteggiatura;
- divisione delle parole in
sillabe;
- plurali.
26
ORA FINALMENTE PUOI PROVVEDERE ALLA
TRASCRIZIONE DEFINITIVA!
SCRITTURA A MANO SCRITTURA CON IL COMPUTER
Scrivi con grafia chiara e comprensibile. Scegli il tipo di carattere che preferisci e le sue
dimensioni (corpo 10, 11 o 12).
Lascia un giusto margine a destra e a sinistra. Lascia margini a destra e a sinistra di circa 2 cm.
Se si tratta di un compito scolastico, lascia un Usa l’interlinea 1,5 o 2.
margine per le correzioni e i commenti
dell’insegnante.
Evidenzia con un rientro l’inizio di un nuovo Evidenzia con un rientro l’inizio di un nuovo
paragrafo. paragrafo.
Ricorda che i segni di punteggiatura sono seguiti ma
non preceduti da uno spazio in bianco.
Puoi scrivere in grassetto, usare l’elenco puntato o
numerato, arricchire il testo con disegni o tabelle.
Poni tra virgolette le citazioni e le parole straniere Poni tra virgolette le citazioni, scrivi in corsivo le
non ancora entrate nell’uso linguistico italiano. parole straniere.
Numera progressivamente le pagine.
Controlla che la formattazione sia omogenea
(margini, interlinea, corpo e tipo di carattere).
Accertati che la stampante sia ben funzionante e che
la stampa risulti chiara.
Salva su dischetto o nella memoria del computer.
27
SCRITTURA
CREATIVA:
SI COMINCIA!!!
Se hai seguito con impegno tutte le tappe finora proposte, sei in grado di utilizzare con
consapevolezza i più importanti trucchi del mestiere degli scrittori e di produrre testi ampi,
originali e ben costruiti. Le attività che seguono ti richiedono ora di metterti alla prova e di
sperimentare le tue qualità di giovane scrittore in diverse tipologie di testo che richiedono
abilità, ma anche e soprattutto fantasia e creatività. Buon lavoro!
28
L’ INTERVISTA IMPOSSIBILE
Le interviste impossibili o immaginarie costituiscono un particolare genere letterario a metà tra
l’invenzione narrativa e l’analisi critica di un personaggio del mondo della cultura o della storia.
Immagina di dialogare con il personaggio che avrai scelto, attribuendogli affermazioni che possono
ricalcare suoi effettivi comportamenti e parole. Il linguaggio da utilizzare e il tono espositivo
devono differenziarsi da quelli tipici di un testo giornalistico, avvicinandosi piuttosto a quelli di un
testo di invenzione narrativa.
Leggi attentamente l’esempio seguente.
INTERVISTA A MOZART di Luigi Santucci
Apre l’intervista un festoso e vario clamore di armonie che si intrecciano: minuetti, organo, cori di fanciulli,
musiche da camera. E’ la grande voce della più musicale e canora delle città, Salisburgo, dove mi sono
recato a conoscere Mozart fanciullo di nove-dieci anni.
Santucci: Ascoltate! E’ Wolfgang, anzi chiamiamolo col suo vezzeggiativo infantile,è Wolferl che suona! Le
sue gambette troppo corte dondolano nel vuoto, tra lo sgabello del cembalo e il pavimento.Ora,
risalendo dalle scarpette di vernice, le calze di seta bianca, i calzoncini di velluto arancione,
la giacchetta di velluto lilla, le trine al collo e ai polsi… E la faccia? Anche voi vi ricordate i suoi
ritratti: quella faccia rotondetta e melensa da pasticciere di provincia. Invece mi trovo davanti
un bambino di straordinaria bellezza! Ciao, Wolferl. Ti disturbo? Cosa stavi suonando?
Mozart: Suonando? Io giocavo! Questo è un minuetto che mi veniva in mente adesso.
Cantucci: Vorrei sapere se tu sai di essere un genio.
Mozart: Un genio? Prima devi spiegarmi che cosa vuol dire.
Santucci: Hai ragione. Cambiamo la domanda. Wolferl, tu pensi di essere un bambino come tutti gli altri?
Mozart: Oh, no. Io sono molto più fortunato. Nessuno ha un babbo come il mio che ha tanta pazienza di
insegnarli a suonare molte ore tutti i giorni; nessuno di quelli che conosco ha una sorellina brava
come la mia a suonare il cembalo. Poi io sono stato nella carrozza dell’imperatrice… Ma adesso
spiegami cosa vuol dire che io sono un… genio.
Santucci: Oh, guarda, Wolferl: è troppo difficile. Ho l’impressione che non arriveresti a capirlo, sei troppo
piccolo.
Mozart: Allora suono per te.
(Riprende il cembalo, ma d’improvviso si interrompe)
Mozart: Schwarzi! Il mio caro gattone… (inseguendolo) guardalo là. Vieni qua, Schwarzi, non scappare!
Santucci: Wolferl, non suoni più? Vieni qui, Wolferl, perché scappi anche tu?
Mozart: (gridando) Micio, micio…
Santucci: Sì, è un gioco. Proprio un gioco.
(da AA.VV. Le interviste impossibili)
Ora leggi i suggerimenti che seguono, poi mettiti al lavoro e componi la tua intervista impossibile.
Scegli un personaggio che, in base alle letture fatte e allo studio, ritieni di conoscere bene.
Acquisisci un po’ di documentazione su di esso da manuali scolastici, articoli di giornale ecc.
Decidi in quale momento particolare della sua vita intendi collocare l’intervista immaginaria.
Analizza il linguaggio o lo stile del personaggio allo scopo di imitarlo nell’intervista.
Stendi l’intervista formulando domande brevi e risposte ben collegate ad esse, usando
sempre un linguaggio e uno stile coerenti con il personaggio intervistato.
29
IL RACCONTO DEL BRIVIDO
Le storie di suspence piacciono molto ai ragazzi. Scrivere un racconto che faccia veramente
paura non è facile: si deve produrre una sensazione di tensione emotiva usando solo le parole. Lo
scrittore non dispone certo degli effetti speciali del cinema! Partendo da un’idea fantasiosa, per
avvincere il lettore, si deve mantenere viva la tensione tratteggiando bene i personaggi,
descrivendo in modo singolare i luoghi in cui è ambientata la vicenda, utilizzando parole e aggettivi
singolari, calibrando bene la misura dei periodi e del testo.
Nella letteratura ci sono grandi maestri del brivido ai quali puoi ispirarti. Uno dei più noti è Edgar
Allan Poe, autore di una famosa raccolta di racconti del mistero – Grottesche e arabeschi – ma
anche di interessanti pagine in cui spiega quali devono essere, a suo parere, gli ingredienti di un
avvincente racconto misterioso. Un’avvincente storia del brivido, secondo Poe, non deve essere
troppo lunga, sin dall’esordio l’autore deve cercare un effetto di sorpresa attraverso un linguaggio
che costruisca pian piano la tensione, per esempio attraverso frasi brevi. E’ importante inventare
sin dall’inizio situazioni enigmatiche che troveranno soluzione solo nella conclusione del racconto.
Leggi il seguente brano tratto dal racconto Lo scarabeo d’oro di Edgar Allan Poe, in cui si
racconta del ritrovamento e della decifrazione di un misteriosa pergamena.
… “Ti confesserò che provai la speranza che quella pergamena così stranamente ritrovata
comportava l’indicazione smarrita del luogo dove il tesoro era stato sotterrato.”
“Ma come hai fatto per giungere alla soluzione?”
“Seguitai a tenere la pergamena accostata al fuoco, ma senza che nulla vi comparisse. Ritenni
allora che forse la coltre di sporcizia che la ricopriva avesse qualcosa a vedere col mio insuccesso:
risciacquai quindi accuratamente la pergamena, versandovi sopra dell’acqua calda, e fatto ciò, la
posi in una pentola di stagno, con il teschio all’ingiù, e misi la pentola su una fornace di carboni
ardenti. In capo a pochi minuti, non appena la pentola si fu convenientemente riscaldata, ne tolsi
il foglio, e con mia indicibile gioia mi accorsi che era macchiato qua e là, in punti diversi, con dei
segni che parevano cifre allineate.
Così dicendo, Legrand mi porse la pergamena perché io la esaminassi. I segni seguenti vi erano
tracciati rozzamente, in rosso:
5 3 ++ 3 0 5 ) ) 6 * ; 4 8 2 6 ) 4 + . ) 4 +) ; 8 0 6 *; 4 8 …
Prova a scrivere un racconto del mistero, utilizzando i suggerimenti che ti sono stati
forniti. Scegli un’ambientazione suggestiva, proponi un mistero da svelare e crea una situazione di
suspence. Cura particolarmente la scelta delle parole.
Scrivi una storia del brivido sviluppando la traccia che ti proponiamo. In un’antica e
solitaria villa accadono fatti inquietanti: le figure dipinte in un quadro si muovono
impercettibilmente, dall’interno delle finestre appare un furioso temporale ma fuori splende il sole,
alcuni oggetti inspiegabilmente si muovono da soli…
30
IL RACCONTO FANTASTICO
Il racconto fantastico è la narrazione di fatti impossibili a verificarsi, che spesso hanno per
protagonisti dei personaggi inverosimili, che possono cioè esistere solo nella fantasia. Sono testi
fantastici le fiabe, le storie della fantascienza, i racconti dell’assurdo.
Tali narrazioni nascono dalla fantasia degli scrittori che guardano il mondo come se potessero
trasformarlo o addirittura capovolgerlo: immaginano cioè dei fatti e dei personaggi che possono
accadere o esistere solo per ipotesi.
Lo scrittore Gianni Rodari diceva che, per costruire delle ipotesi fantastiche, la tecnica migliore è
quella di chiedersi: “ Cosa succederebbe se …? ” Per esempio: “Cosa succederebbe se gli uomini
avessero quattro gambe? “ “ E se diventassimo invisibili?”
Leggi le ipotesi fantastiche formulate da due scrittori.
I
pesci sono costretti a vivere in modo molto più coraggioso del nostro. Pensa se noi, fin da bambini
fossimo inseguiti da gente assai più grossa di noi, da giganti capaci di ingoiarci in un boccone e pronti
a scappare con uno di noi di traverso nella bocca…
( da Enrico Morovich, I giganti marini )
Immaginate, uomini, una cosa impossibile, una cosa assurda, pazza, incredibile e terribile.
Immaginate che tutto il mondo si fermasse ad un tratto, in un certo istante, e che tutte le cose
restassero in quel punto in cui erano e che tutti gli uomini diventassero immobili, quasi statue, in
quella posa in cui erano in quel momento…
( da Giovanni Papini, Lo specchio che fugge)
Ora tocca a te. Formula alcune ipotesi fantastiche, seleziona quella che ti sembra più
efficace e inventa un racconto fantastico.
Leggi le frasi seguenti, tratte da libri per ragazzi: scegli l’ipotesi di fantasia che ti piace di
più, ruba l’idea e inventa un racconto fantastico.
Marina Valcarenghi, Fiabe minime.
Lucia ingoiò la piuma; sentì subito un buffo solletico prima nella gola poi nello stomaco che la
spingeva a sollevare e a spingere le sue braccia come se fossero state ali. Si lasciò andare e volò.
Lynne Reid Banks, L’indiano nell’armadio.
Il pellerossa di plastica era sparito: D’un tratto lo vide. Non stava più sulla mensola, ma in fondo
all’armadio…rannicchiato nel cantuccio più oscuro. Ed era vivo.
Ian Mc Ewan, L’inventore dei sogni.
Con passo malfermo, ma deciso la bambola cattiva avanzava verso di lui. Zoppicava in mezzo alla
stanza ansimando tutta arrabbiata e borbottando parole tremende…
Vamba, Ciondolino.
Gigino disse: “Io, piuttosto che studiare la grammatica latina, vorrei trasformarmi in una formica”.
A questo punto, una voce nasale con un’espressione strana esclamo: “Davvero? E’ così sia!…”
31
IL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO
Il brano che segue costituisce un esempio di testo autobiografico, in cui i ricordi
d’infanzia, contenuti in un ideale scrigno delle emozioni, rivisti con gli occhi della memoria,
divengono motivo della narrazione.
Il racconto autobiografico è, infatti, una descrizione delle proprie esperienze e dei propri
ricordi, rielaborati talvolta attraverso il filtro della nostalgia e delle emozioni. Nella storia
personale di ciascuno ci sono sempre episodi che vale la pena di raccontare: il nostro
vissuto può essere considerato come una sorta di catalogo delle idee e dei ricordi.
Talvolta, anche un semplice oggetto quotidiano – un vecchio giocattolo, una lettera
dimenticata in un cassetto, una fotografia - serve a far riaffiorare un ricordo che racconta
di suoni, di profumi, di colori del passato, solo apparentemente dimenticati.
Che gioia provava Siria da quando aveva scoperto il segreto dello scrigno delle emozioni. Si divertiva
sempre di più ad aprirlo: affondava le mani nel sentiero dei ricordi, rovistava per trovare quello giusto.
Lo accarezzava, lo prendeva con cura, lo riviveva con gustosa nostalgia, lo liberava…
Erano le cinque in punto, indossavo l’abito rosa o azzurro, i bianchi calzini merlettati che mettevano
in mostra le deliziose scarpette a ballerina, e uscivo mano nella mano, anzi sotto al braccio della
mamma. Uscite dal vicolo, ci trovavamo nella grande piazza dove il maestoso orologio segnava la
linea del tempo. Ai bordi del marciapiede c’era il venditore di palloncini e un enorme banco di gelati,
che faceva venire l’acquolina in bocca, dove mia madre, finalmente, avrebbe comprato il sospirato
cono. Si fermava. Apriva la borsa, prendeva il borsellino e solenne chiedeva: “Un cono per la
bambina”.
Poi, rivolgendosi a me: “Come lo vuoi?”
“Cioccolato e nocciola” rispondevo timorosa.
Lei attenta contava i soldi e, talvolta, continuava: “Ne dia uno anche a me…cioccolato e limone”
Il rito stava ormai per completarsi. Mamma metteva il tovagliolino intorno alla parte inferiore del
cono e, guai a sporcarmi! Guai, soprattutto, a leccare il gelato!
“Il gelato non si lecca” mi diceva. “Si mangia con le labbra…E’ cattivo gusto leccarlo.”
Ma io lo leccavo. Quando lei mi guardava, lo mangiavo a modo suo e quando lei era distratta, lo
leccavo in fretta.
Scrivi un racconto autobiografico, immaginando che un vecchio giocattolo o un oggetto
dimenticato ti richiamino alla mente un ricordo della tua infanzia.
Componi un testo autobiografico, narrando un episodio familiare divertente. Impiega un
registro informale, usando espressioni colloquiali e modi di dire per rafforzare l’idea che si tratti di
un’esperienza realmente vissuta.
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IL TESTO EMOTIVO
Alcuni scrittori, nei loro testi, curano particolarmente la descrizione di emozioni e
sentimenti. Nei loro racconti tratteggiano atmosfere sognanti e poetiche, impiegando un
linguaggio fortemente espressivo, utilizzando un’aggettivazione molto ricca e curata. Nel
testo emotivo non è tanto importante ciò che accade, ma come accade: l’intreccio passa in
secondo piano per lasciare spazio ad una descrizione degli stati d’animo, in cui talvolta si
dà risalto alle impressioni suscitate dalla natura, da colori, suoni, profumi.
Nel brano seguente, l’autrice descrive il felice stato d’animo della protagonista,
assimilandolo alla fioritura di un albero in primavera.
Le finestre del salotto si aprivano su una terrazza che dava sul giardino. Proprio sul
fondo, contro il muro, sorgeva un alto pero sottile nella più piena, ricca fioritura; si ergeva
perfetto, come fissato contro il cielo verde giada. Anche a quella distanza, Bertha non poté
fare a meno di sentire che esso non aveva neppure un germoglio, neppure un petalo
gualcito. Giù in basso, nell’aiuola del giardino, i tulipani rosa e gialli, tutti in fiore, parevano
curvarsi nel buio. Come sopraffatta, Bertha si tuffò su un divano, premendosi le mani sugli
occhi.
“Sono troppo felice… troppo felice!” mormorò. E le parve di vedere sulle proprie palpebre il
delizioso albero di pere coi boccioli tutti aperti, quale un simbolo della sua vita. Doveva
essere la primavera. Sì, era la primavera.
(da Katherine Mansfield, Felicità)
UNA STORIA PER OGNI STAGIONE
Scrivi un breve racconto in cui colori e fioritura primaverili vengano associati agli stati
d’animo del protagonista.
Elabora un testo caratterizzato da una scrittura di tipo emotivo, in cui il calore e la
solarità dell’estate siano assimilati ai sentimenti.
Scrivi un testo in cui il paesaggio autunnale suggerisca stati d’animo ed emozioni.
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Elabora un racconto che rievochi l’atmosfera natalizia, con la sua atmosfera di festa e
di attesa. Descrivi con particolare cura suoni, colori, profumi, sapori che associ al Natale.
LA VIDEOSCRITTURA
La scrittura informatica azzera le distanze tra mezzo e prodotto; della carta resta una
metafora che è lo schermo! Il testo non è solo “il libro nella pancia del computer”, ma
acquista una natura “digitale”, che lo differenzia completamente dal libro comunemente
inteso: esso, per il solo fatto di essere “caricato” nella memoria del computer, attraverso
un word processor , viene modificato, convertito in un formato adeguato, rimpaginato.
La separazione tra chi scrive e chi legge perde di senso e non hanno più significato i
concetti di “originale” e di “copia”: un testo, ricopiato cento volte su cento dischetti,
continua ad essere esattamente identico a se stesso.
Nasce la videoscrittura.
Questa scrittura, che scorre su una superficie trasparente cosparsa di granelli di fosforo,
illuminata dall’altro lato da un fascio di elettroni, è leggera, rapida; è precisa e infallibile; è
economica e pulita; è silenziosa, elegante, varia.
Il trucco , reso possibile dalla “magia” informatica, consiste nel fatto che invece di scrivere
direttamente sulla carta, si scrive su un supporto - la memoria del computer - in maniera
indiretta, attraverso una metafora visiva che è il foglio presentato sul video. Quello che
viene visualizzato sullo schermo è dunque un testo di secondo grado, una
rappresentazione del testo vero e proprio, che possiede una forma ben differente e che
risiede altrove, nella RAM del computer, costituita di elementi più o meno carichi
elettricamente (bit), organizzati secondo un codice che mette in corrispondenza ogni
lettera con una determinata sequenza di bit.
In Windows l’intero schermo del computer è visto come una metafora della scrivania
dell’ufficio, con i vari strumenti rappresentati da piccole figure (le icone ): la calcolatrice,
l’agenda, il blocnotes, etc. Ad ognuno di essi viene riservata una zona dello schermo
separata (una finestra) ed ognuno può essere preso, “aperto”, utilizzato e poi messo da
parte. All’interno di questa metafora principale, altre sotto-metafore riproducono
l’esperienza della scrittura su carta: la gomma, per cancellare le parole senza lasciare
traccia; le forbici, per estrarre intere frasi o parti del foglio; la colla, per spostare altrove; il
quaderno, per raccogliere insieme fogli diversi; il cestino per eliminare il piano di lavoro
La scrittura al computer, di fatto, non si riduce ad una sequenza meccanica di pressione di
tasti: piuttosto essa consente di pensare al testo come ad un’entità complessa, non
semplicemente lineare, che può essere scomposta e ricostruita su piani diversi. La
possibilità di scegliere il livello di attività significa possibilità di vedere il testo come
attraverso una serie di “zoomate” successive.
Letter processing :la scelta dei tipi di carattere (font ), delle dimensioni, del colore
di ogni lettera;
Word processing :il controllo ortografico l’uso di un dizionario di sinonimi;
Sentence processing :la scelta delle modalità di allineamento di un paragrafo
(giustificazione) , lo spostamento di intere proposizioni, il rientro di una riga rispetto
a tutto il paragrafo(in dentatura ), la numerazione dei paragrafi;
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Page processing : la definizione della dimensione del foglio, del colore del fondo, dei
margini;
Text processing : la registrazione e la stampa, la creazione di indici, l’apertura di più
finestre con testi diversi, il collegamento fra testi.
COME SCRIVERE UNA E-MAIL
L’E-mail è la lettera della posta elettronica, trasmessa attraverso un personal computer collegato a
Internet e oggi è sicuramente uno dei mezzi più diffusi per comunicare a distanza.
Ogni persona collegata ad internet ha un suo indirizzo privato (e-mail address) che la identifica in
tutto il mondo e che ormai molti hanno preso l’abitudine di segnalare anche sui propri biglietti da
visita. Un esempio di indirizzo di posta elettronica è il seguente: pippo@libero.it
Pippo identifica l’utente
@ La chiocciola sta per at (pronuncia et)
libero indica il server o il provider cui l’utente è abbonato
it sta per Italia
La schermata con cui si apre la pagina per comporre il nuovo messaggio riporta:
una riga per l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica del destinatario;
una riga per l’indicazione del mittente;
una riga chiamata subject (oggetto), dove in poche parole bisogna condensare il contenuto
della lettera, in modo accattivante, con un linguaggio chiaro e significativo. Il subject ha la
stessa funzione dell’ occhiello in un articolo giornalistico, deve incuriosire il destinatario in un
articolo giornalistico, deve incuriosire il destinatario e spingerlo a cliccare sull’icona della
bustina chiusa, che sta ad indicare “posta in arrivo “,per leggere la nostra lettera. Non
bisogna dimenticare che le caselle di posta elettronica sono sommerse da lettere inutili, lo
spamming, che vengono cestinate con un clic del mouse;
lo spazio per la stesura del testo, che deve essere scritto con lo stile giornalistico sintetizzato
nella formula inglese delle 5 w:who (chi?),what (che cosa?), where (dove?), when
(quando?), why (perché?).
E’ opportuno far rientrare il messaggio in una sola schermata, circa 20 righe, per evitare che non
venga letto; se è proprio necessario scrivere di più, conviene sottoparagrafare il testo con una sua
numerazione e intitolazione, in modo che il destinatario possa leggere solo la parte che gli interessa.
La procedura per inviare un messaggio di posta elettronica è la seguente:
Entra nel programma che gestisce la tua posta.
Clicca su nuovo messaggio.
Scrivi l’indirizzo del destinatario dopo la parola A (to).
Scrivi il titolo del messaggio alla voce Oggetto (subject).
Componi il testo della lettera.
Clicca su Invia (send).
Le caratteristiche di un messaggio inviato per via elettronica non differiscono molto da quelle di
una lettera tradizionale. Tuttavia, in genere, le e-mail sono più brevi e meno rigorose nel rispetto
delle regole di stesura, forse perché la rapidità di invio e di ricezione del messaggio inducono chi
scrive ad usare un linguaggio più colloquiale ed immediato.
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COME FARE UNA RICERCA IN INTERNET
Gli indirizzi web sono detti URL (Universal Resource Locator) e sono preceduti dal codice http://
(sta per Hyper Text Transfer Protocol) e seguiti da un’identificazione (per esempio .com oppure .it).
Se già conosci l’indirizzo del sito che ti interessa, digitalo nell’apposito spazio.
Se non conosci indirizzi o se vuoi effettuare una ricerca più estesa, utilizza uno o più motori di
ricerca, cioè programmi molto complessi, collegati di continuo con la rete e in grado di fornire
indirizzi aggiornati. Alcuni dei più importanti motori di ricerca sono: Yahoo! Altavista, Virgilio, Lycos,
Excite, Google.
Scrivendo nell’apposita casella una parola-chiave e ciccando su Cerca (Search), ti verrà mostrato
l’elenco di tutti i siti in cui tale parola è presente con la possibilità di accedervi direttamente. Per
evitare una ricerca dispersiva, è opportuno scegliere con precisione la parola-chiave.
Conviene tenere un’agenda aggiornata degli indirizzi dei siti utilizzati per ritrovarli facilmente in
momenti successivi.
Valuta sempre l’attendibilità della fonte e i contenuti che trovi in internet con senso critico. E’
preferibile farsi seguire da un adulto per evitare siti poco seri o disonesti.
IL BLOG
Il Blog (contrazione di termini «Web» e «log») è una pagina Web nella quale vengono pubblicati in
ordine cronologico testi, ma anche immagini, suoni, filmati e link inviati nella rete dagli utenti che si
collegano con siti specializzati, detti anche community.
In un blog si può pubblicare di tutto: pensieri, idee, opinioni, studi, ricerche, informazioni, notizie,
curiosità, storie, articoli, fatti quotidiani della propria vita privata o professionale. Alcuni dei più famosi
blog sono legati alla diaristica, ma anche all'informazione più ampia, alla critica letteraria, alla didattica e
alla scienza.
Creare un blog è semplicissimo: si è subito gli autori di un «giornale» personale, che può diventare
tutto quello che si vuole. Non serve conoscere la programmazione, basta sapere usare un po’ il
computer - e soprattutto avere qualcosa da dire e volerlo comunicare agli altri.
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