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rassegna stampa 23 giugno

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rassegna stampa 23 giugno
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12/7/2011
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37
RV NIA I AL AI

P O I C D C GI R



PROVINCIA DE CASTEDDU









RASSEGNA STAMPA 2-3 GIUGNO









Prime pagine Pag. 2

Taccuino avvenimenti Pag. 4

Provincia di Cagliari Pag. 6

Elezioni in Sardegna Pag. 8

Cronaca e politica regionale Pag. 33

Scuola Pag. 37









La rassegna stampa è stata ultimata alle ore 8.50









1

2

3

TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI

- "Sfruttamento sostenibile del tonno rosso nel Mediterraneo e sviluppo imprenditoriale:

esperienze attuali e prospettive future" e' il tema del seminario internazionale organizzato dalla

Regione in collaborazione con l'Agenzia Laore (Carloforte - Cineteatro Mutua - via Venezia - ore 9)

- "Lo sport contro il doping" e' il tema del convegno organizzato dalla Fiera della Sardegna

nell'ambito del Turisport. Intervengono tra gli altri l'assessore regionale allo Sport Maria Lucia

Baire e il presidente del Coni Gianfranco Fara (Cagliari - multisala centro congressi - ore 10)

- Presentazione alla stampa dell'iniziativa "Etty Hillesum Project" promossa da L'Eccezione e

dalla compagnia Fueddu e Gestu (Cagliari - Teatro Civico di Castello - via De Candia - ore 11)

- Presentazione alla stampa del progetto di medicina preventiva "Donna senza pause" promosso

dall'Associazione Italiana donne medico (Cagliari - T Hotel - via dei Giudicati 66 - ore 11.30)

- "Cagliari: itinerari per conoscersi" e' il tema dell'incontro organizzato nell'ambito del ciclo "I

Giovedi' di Sardegna Democratica" (Cagliari - via Maddalena 3 - ore 18) (AGI) Sol

TACCUINO CULTURA E SPETTACOLI

- Presentazione del volume "Il breve volo. Il presidenzialismo carismatico di Renato Soru" di

Antonello Licheri (Sassari - Camera di commercio - via Roma, 74 - ore 17)

- Inaugurazione della seconda edizione di "Leggendo Metropolitano", la manifestazione promossa

dalla Regione, dal Comune e dalla provincia di Cagliari e falla Fondazione Banco di Sardegna. In

programma la lettura del "Giuramento di Amleto al padre" a cura dell'attore Giovanni Carroni, la

lezione di Corrado Augias "Conoscere le parole"; lo spettacolo teatrale "Raccontare Chopin" di e

con Corrado Augias; "Fare libri: prodotti e poesia" con Michele De Mieri e Marco Cassini (Cagliari

- Bastione di Santa Croce - ore 18.30 e ore 19; Teatro Massimo - ore 21; Bastione di Santa Croce -

ore 22)

- "Dainocova. L'epopea di una produzione" e' il tema dell'incontro con il cantautore e batterista

Nicola Porceddu nell'ambito del ciclo "Aperitivi culturali" promosso dall'associazione culturale

Itzokor (Cagliari - sede Itzokor - via Lamarmora 123 - ore 19)

- Presentazione del libro di Barbara Alberti "Riprendetevi la faccia" (Cagliari - T Hotel - via dei

Giudicati - ore 19.30)

- Si conclude il ciclo di incontri "L'ospedale, luogo di cura e di cultura" promosso dall'Asl di

Cagliari e dalla direzione sanitaria dell'Ospedale oncologico Businco. In programma l'iniziativa

"Scrittori e poeti per un giorno. Letture di racconti e poesie scritti dalle persone che frequentano

l'ospedale" (Cagliari - ospedale Businco - ore 20)

- Inaugurazione della mostra "Dal nulla" della pittrice Lea Gramsdorff (Cagliari - Spazio P - via

Napoli 62 - ore 20.30) (AGI) Sol









4

TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI IN SARDEGNA

- 09.00 - CARLOFORTE - Cineteatro Mutua Seminario internazionale sul tema "Sfruttamento

sostenibile del tonno rosso nel Mediterraneo e sviluppo imprenditoriale: esperienze attuali e

prospettive future" organizzato dalla Regione con il supporto dell'Agenzia Laore.

- 10.00 - CAGLIARI - Fiera, viale Diaz, centro congressi Convegno sul tema "Lo sport contro il

doping".

- 10.00 - CAGLIARI - Fiera, viale Diaz Inaugurazione 31/a edizione Turisport.

- 11.00 - CAGLIARI - Teatro Civico, via De Candia Conferenza stampa di presentazione di Hetty

Hillesum project tavola rotonda "Etty Hillesum - un giglio del campo".

- 11.30 - CAGLIARI - THotel, via dei Giudicati 66 Conferenza stampa di presentazione

dell'iniziativa "Donne senza pause", ambulatorio in piazza per prevenire i rischi della menopausa.

- 11.00 - NUORO - Davanti Ufficio scolastico provinciale Sit-in contro i tagli alla scuola promosso

dalle segreterie provinciali di categoria Cgil, Cisl e Uil. Analoghe iniziative nelle principali città

dell'isola.

- 18.00 - CAGLIARI - Sede Sardegna Democratica, via Maddalena 3 Prosegue workshop

organizzato da Sardegna Democratica "Cagliari: itinerari per conoscersi" con la relazione del prof.

Italo Meloni su "Il futuro della accessibilità e della mobilità. Il caso Cagliari".

- 18.30 - CAGLIARI - Bastione Santa Croce Seconda edizione della rassegna "Leggendo

Metropolitano" con Corrado Augias.

- 19.00 - CAGLIARI - Sede Itzokor, via Lamarmora 123 Per la rassegna "Aperitivi culturali"

incontro con il cantautore Nicola Porceddu.

- 19.30 - CAGLIARI - THotel, via dei Giudicati 66 Presentazione del libro "Riprendetevi la faccia"

di Barbara Alberti.

- 20.30 - CAGLIARI - Teatro Lirico, via Sant'Alenixedda Va in scena nell'ambito del Festival di

Sant'Efisio la replica de "I Puritani" di Vincenzo Bellini.

- 21.00 - PIRRI - Teatro La Vetreria, via Italia 63 Inaugurazione della seconda parte della 9/a

edizione del festival "Le salone de musique - jazz" con il concerto del pianista australiano Peter

Waters. (ANSA).

SPETTACOLO



PALAZZO REGIO, Riprendono gli eventi organizzati dalla Provincia



01 giu. 2010 – Mercoledì 9 giugno, alle ore 21, appuntamento inaugurale della manifestazione

“Giugno a palazzo Regio”, promossa dall'assessorato alla Cultura della Provincia di Cagliari.

Michele Sanna (chitarra), Massimo Tore (contrabbasso) e Roberto Pellegrini (percussioni)

metteranno in scena il progetto artistico “freedom-us”, che nasce con l'obiettivo di rompere gli

schemi tradizionali dell'improvvisazione musicale, dando luogo ad una vera e propria

composizione istantanea.

Mercoledì 16 e giovedì 17 giugno (replica) spazio a uno spettacolo di audioteatro NAUTILUS –

Vedere con i suoni. In scena Elio Turno Arthemalle, che è anche il regista, Rossella Faa, Cristina

Maccioni, Alessandro Valentini, Massimo Zordan e gli allievi di Teatro Impossibile, accompagnati

dalla chitarra di Giacomo Deiana. Lo spettacolo teatrale sarà la messa in scena di un radiodramma.

L'esperimento consisterà nel trasformare, per l'occasione, la vista in un senso inutile, e anzi motivo

d'impaccio e distrazione per il pubblico. Per questo, all'ingresso, verranno distribuite delle bende.

Mercoledì 23 giugno, sarà la volta del coro Musicainsieme che, diretto da Massimo Serra, proporrà

un concerto vocale mentre l'appuntamento conclusivo, mercoledì 30 sarà con “Pinter time...”, un

assurdo estratto dalle opere di Harold Pinter. In scena Alessandro Vacanti, Alice Corgiolu, Sara

Scioni, Eliana Ruvioli, Michele Maggio, Valeria Stori, Mara Patierno. La regia è d Sergio Piano.

(cp) (admaioramedia.it)

Comincia "Giugno a Palazzo Regio"

Comincerà mercoledì 9 in Provincia il "Giugno a Palazzo Regio", con l'appuntamento "freedom-us",

progetto artistico che vede impegnati Michele Sanna (chitarra), Massimo Tore (contrabbasso) e

Roberto Pellegrini (percussioni). Orario di inizio di tutti gli spettacoli alle 21.

CAGLIARI - E' in programma mercoledì 9 giugno, alle ore 21 (ora di inizio di tutti gli spettacoli),

l'appuntamento inaugurale della manifestazione “Giugno a palazzo Regio”, promossa

dall'assessorato alla Cultura della Provincia di Cagliari.



Michele Sanna (chitarra), Massimo Tore (contrabbasso) e Roberto Pellegrini (percussioni)

metteranno in scena il progetto artistico “freedom-us”, che nasce con l'obiettivo di rompere gli

schemi tradizionali dell'improvvisazione musicale, dando luogo ad una vera e propria

composizione istantanea .





Gli Appuntamenti. Mercoledì 16 e giovedì 17 giugno (replica) spazio a uno spettacolo di audioteatro

NAUTILUS – Vedere con i suoni. In scena Elio Turno Arthemalle, che è anche il regista, Rossella

Faa, Cristina Maccioni, Alessandro Valentini , Massimo Zordan e gli allievi di Teatro Impossibile,

accompagnati dalla chitarra di Giacomo Deiana. Lo spettacolo teatrale sarà la messa in scena di un

radiodramma. L'esperimento consisterà nel trasformare, per l'occasione, la vista in un senso inutile,

e anzi motivo d'impaccio e distrazione per il pubblico. Per questo, all'ingresso, verranno distribuite

delle bende.



Mercoledì 23 giugno, sarà la volta del coro Musicainsieme che, diretto da Massimo Serra , proporrà

un concerto vocale mentre l'appuntamento conclusivo, mercoledì 30 sarà con “Pinter time...”, un

assurdo estratto dalle opere di Harold Pinter. In scena Alessandro Vacanti, Alice Corgiolu, Sara

Scioni, Eliana Ruvioli, Michele Maggio, Valeria Stori, Mara Patierno. La regia è d Sergio Piano.

Pag. 3

mercoledì 2 giugno

Il Pdl ha perso il 52% dei propri voti, il Pd il 29%

Sulle regionali dell’anno avanzano solo Irs, Idv e Psd’Az, tengono centristi e sinistra

CAGLIARI. Il Pd è diventato il primo partito sardo pur scendendo dal 24% delle regionali al 20%

di queste elezioni provinciali. Ed è primo perché il Popolo della libertà è sceso in un colpo dal 30%

al 16%. Siccome stavolta l’astensionismo è stato da record (un ulteriore meno 11%), in termini

numerici la discesa dei due partiti maggiori è stata ancora più evidente.

Il crollo del Pdl. Il partito che aveva trionfato alle regionali con 248mila voti (il 30%) ha ottenuto

stavolta 117mila voti (il 16%) lascianso sul campo (o meglio: a casa) 131mila propri elettori. Che

equivalgono al 52% della proprio forza elettorale del 2009. Non è certo un esame positivo per Ugo

Cappellacci e la sua giunta (e nel complesso per il vertice del partito) a poco più di un anno

dall’insediamento.

Pd in calo ma primo. Il segretario Silvio Lai ha sottolineato il fatto che il suo partito è ora primo in

classifica ed è pertanto più competitivo. E’ vero, ma l’emorragia non si è ancora fermata, anche se

può consolare che il principale avversario è in condizioni più gravi. Il Pd, rispetto alle regionali, ha

perso 59mila voti (pari al 29% della propria forza elettorale). Insomma, a pagare la scarsa affluenza

alle urne sono stati soprattutto le forze maggiori. Che hanno quindi molti motivi per riflettere,

soprattutto sulle divisioni interne e sulle difficoltà a darsi linee chiare.

Il boom di Irs. A causa dell’astensionismo, il segno positivo nel dato numerico è prerogativa

stavolta di poche sigle. Più di tutti sono cresciuti gli indipendentisti di Irs: dalle regionali alle

provinciali il partito ora guidato da Ornella Demuru (con Gavino Sale presidente) è passato dai

17mila voti (2,07%) ai 28mila (3,93%) aumentando del 65% il proprio consenso.

Psd’Az sale a destra. In crescita anche i 4 Mori: in quindici mesi da 35mila voti (4,29%) a 49mila

(6,79) con un aumento del 38% del proprio consenso. Il dato sembra dimostrare che, a differenza

dell’epoca di Mario Melis negli anni 80, l’avanzata avviene stando con il centrodestra. Contano le

incomprensioni con la sinistra negli ultimi dieci. I sardisti hanno vinto nettamente la sfida che gli

era stata lanciata dai Rossomori.

Frenano i Rossomori. Il partito di Gesuino Muledda è sceso da 21mila a 15mila voti, vale a dire dal

2,54% al 2,1%).

Avanza l’Idv. Per ritornare a chi ha avuto successo, c’è da citare l’Italia dei valori: la formazione di

Federico Palomba è salita da 41mila (5,0%) a 46mila (6,48%) aumentando i propri voti del 13%.

Paga la competizione col Pd (oltre che con il berlusconismo).

Tengono i centristi. L’Udc si è confermato leader nel panorama centrista, che ha fatto registrare nel

centrodestra ancora buone prove da Riformatori e Uds e nel centrosinistra della neonata Upc.

L’Udc di Giorgio Oppi rispetto all’anno scorso ha però perso 7mila voti ma, grazie

all’astensionismo, è cresciuto in percentuale, passando dal 9,13 al 9,41%.

Risorge la sinistra. Hanno perso voti (pochi) ma sono saliti in percentuale anche i partiti della

sinistra storica. Sommando tutti i risultati di Sinistra ecologia, Rifondazione comunista e Comunisti

italiani, il dato è questo: rispetto alle regionali del febbraio 2009 i voti sono passati da 55mila a

51mila, ma la percentuale, come s’è detto, è salita sensibilmente, dal 5,75% delle regionali al

7,11% delle provinciali. Sono state premiati sia i casi in cui le forze sono state unite sia i

radicamenti particolarmente forti in alcune realtà. Può essere una buona base di ripartenza. (f. per.)

PROVINCIALI: MILIA, LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE INIZIA ORA

(AGI) - Cagliari, 1 giu. - "La mia campagna elettorale inizia ora, cercheremo di conquistare i voti di

tutti gli elettori, a partire da quelli che si sono astenuti al primo turno". Lo ha detto il candidato del

centrosinistra alla presidenza della Provincia di Cagliari Graziano Milia commentando per la prima

volta i risultati delle amministrative. "Dobbiamo cercare tutti i voti che ci sono mancati,", ha

spiegato Milia, "tenendo conto che l'astensionismo ha penalizzato tutti e non e' stato solo di una

parte politica. Mi aspettavo una sconfitta al primo turno", ha ammesso il presidente uscente, "anche

se non di 13 punti. Dai miei sondaggi il distacco con il candidato del centrodestra e' di 7-8 punti.

Non ritengo, pero', che ci sia poi tanta differenza rispetto al risultato di cinque anni fa, se si tiene

conto che allora il Partito Sardo d'Azione correva con la coalizione di centrosinistra. Ora tutto si

azzera, per il ballottaggio i cittadini scelgono tra due candidati e io ritengo di essere migliore di

Farris". Milia ha affermato di non aver ancora avuto modo di fare un'analisi politica del voto,

perche', ha detto, "sono rientrato solo oggi da un importante impegno istituzionale a livello

europeo". A chi gli domandava se la vicenda giudiziaria che lo riguarda ha influito sull'esito del

voto e in particolare sull'astensione, l'esponente del Pd ha risposto con un laconico "non credo".

Milia ha poi fatto gli auguri al nuovo sindaco di Quartu Mauro Contini ed ha espresso un giudizio

per quanto fatto in questi cinque anni dallo sconfitto Gigi Ruggeri. "Quartu", ha detto, "e' sempre

stata una citta' di centrodestra e la mia vittoria dieci anni fa spezzo' un monopolio della destra che si

imponeva anche con percentuali del 70%". Per Milia poco ha influito la considerazione che gli

elettori hanno dell'utilita' dell'ente Provincia e, in particolare per quella di Cagliari il presidente ha

detto, rispondendo al coordinatore del Pdl Mariano Delogu, "afferma che la Provincia e' inutile da

quando l'ho battuto cinque anni fa". Da domani Milia partira' con una serie di tappe che lo portera' a

toccare tutti i Comuni della provincia. Si comincia giovedi' con il Sarrabus. (AGI) Cli/Sol/Cog

PROVINCIALI: SARDEGNA, PD PRIMO PARTITO AL 20,2%, PDL AL 16,5

(AGI) - Cagliari, 1 giu. - Con il 20,2% dei consensi ricevuti in media nel voto per le otto province il

Pd e' il primo partito in Sardegna nelle amministrative svoltesi fra domenica scorsa e ieri, che

hanno riguardato anche 176 comuni. Il Partito democratico si e' affermato, in particolare, nella

Provincia di Sassari con il 21,6% (il Pdl ha avuto il 16,6%), dove e' stata riconfermata la presidente

Alessandra Giudici. Per la provincia di Cagliari il Pd ha registrato il 19,8%, il Pdl il 15,6%: gli

schieramenti si sono presentati divisi e Giuseppe Farris per il centrodestra e l'uscente Graziano

Milia per il centrosinistra andranno al ballottaggio.

Nella provincia di Carbonia-Iglesias, dove ha vinto il sindaco di Carbonia e presidente dell'Anci

Sardegna Tore Cherchi, la percentuale di voti per il Pd e' stata del 19,7%. Nel centrodestra il primo

partito e' l'Udc con il 19,03%, mentre il Pdl segue con il 14,2%.

Nella provincia di Nuoro, al ballottaggio il 13 e 14 giugno prossimo per scegliere fra l'uscente

Roberto Deriu (centrosinistra) e il candidato del centrodestra Luigi Crisponi (sostenuto anche dai

sardisti), il Pd ha incassato il 15,8%, percentuale sufficiente per essere il primo partito, davanti al

Partito sardo d'azione con il 12,8% e al Pdl con il 10,8%. C'e' sostanziale equilibrio, invece, in

Ogliastra, altra provincia chiamata al ballottaggio fra Sandro Rubiu del centrosinistra e Bruno Pilia

del centrodestra: per un soffio il Pdl e' il primo partito con il 20,8%, davanti al Pd con il 20,2%. La

situazione e' simile in Gallura, che sara' guidata dal senatore del Pdl Fedele Sanciu: il Pdl ha avuto

il 21,8% delle preferenze contro il 20,9% del Pd. Lo stesso e' avvenuto nell'Oristanese, dove il

nuovo presidente e' Massimiliano De Seneen per il centrodestra: il Pd ha avuto il 18,9%, il Pdl il

17,5%.

Nel Medio Campidano, invece, dove e' stato riconfermato l'uscente Fulvio Tocco, il Pd ha

conquistato il 23,9%, contro il 15,5% del Pdl. (AGI) Rob

PROVINCIALI: CAGLIARI; MILIA, CAMPAGNA ELETTORALE PARTE OGGI

TOUR DI QUATTRO GIORNI IN FURGONE PER CANDIDATO CENTROSINISTRA

CAGLIARI

(ANSA) - CAGLIARI, 1 GIU - Inizia da oggi con un tour in furgoncino in tutta la provincia di

Cagliari la campagna elettorale del presidente uscente e candidato del centrosinistra, Graziano

Milia (Pd), in svantaggio sullo sfidante Giuseppe Farris (Pdl). "Non ci sono punti da recuperare ma

si parte da zero a zero - ha chiarito Milia in una conferenza stampa in cui ha mostrato striscioni,

cartelli e locandine già pronte per il ballottaggio del 13 e 14 giugno - In questo mese la campagna

era più orientata ad eleggere il Consiglio provinciale, ora sarà una campagna diversa, anche perché,

vuoi per un aspetto puramente tecnico, alcuni elementi non potevano non indurre che saremo

arrivati al ballottaggio". Milia, che da oggi partirà per il "Provincia Futura Tour", quattro giorni in

viaggio nel territorio del Cagliaritano, ha spiegato di "non aver spinto sull'acceleratore negli ultimi

giorni" perché stava pensando più a preparare il ballottaggio che agli ultimi scampoli di campagna

elettorale. Il tour con il furgone inizia questo pomeriggio da Quartu con una tappa in città per la

consegna di una lettera agli elettori quartesi, poi alle 19.30 si sposterà a Cagliari e domani mattina a

Burcei. "Sarà una campagna di dialogo - ha detto Milia - e ci rivolgeremo a tutti gli elettori,

chiunque abbiano votato, perché questa campagna è scevra da tutto e gli schieramenti e le

appartenenze di partito contano poco o nulla". (ANSA).

PROVINCIALI: CAGLIARI; MILIA, PREVISTA SCONFITTA PRIMO TURNO

CAGLIARI

(ANSA) - CAGLIARI, 1 GIU - Era nelle previsioni di Graziano Milia la sconfitta del centrosinistra

al primo turno per l'elezione del presidente della Provincia di Cagliari. Lo ha sostenuto lo stesso

candidato in corsa per la riconferma parlando oggi pomeriggio con in giornalisti. "Sapevamo di

perdere tra gli otto e i 12 punti - ha spiegato - Non siamo andati molto lontano rispetto ai risultati

della mia elezione di cinque anni fa prendendo allora i voti dell'Idv (in questa tornata al primo

turno in solitario, nrd), Pd e Psd'Az (oggi con il centrodestra, ndr). Credo piuttosto che i voti siano

mancati a tutti. Riguardo al risultato di Quartu, la città - terza in Sardegna - di cui Milia è stato

sindaco una decina di anni fa, ora passata al Pdl, il presidente uscente ha sottolineato che "é una

città di centrodestra e sicuramente l'elettorato non ha potuto dispiegare fino in fondo la simpatia nei

mie confronti, in relazione alla concomitanza delle consultazioni comunali". Infine una battuta su

eventuali apparentamenti: per adesso nessun accordo ufficiale, ma ci potrebbero essere

"ragionamenti politici". (ANSA).

PROVINCIALI: FARRIS, SI PARTE DA VANTAGGIO DI OLTRE 13 PUNTI

(AGI) - Cagliari, 1 giu. - "Non si parte da zero a zero, ma da un vantaggio di oltre 13 punti. E con

un avversario che ha ottenuto il 20% in meno rispetto a cinque anni fa". Il candidato della coalizione

del centrodestra Giuseppe Farris si prepara al ballottaggio per la presidenza della Provincia di

Cagliari "senza modificare la strategia politica, con la stessa intensita', senza fare polemiche e

lavorando sui contenuti, come abbiamo fatto finora". Commentando il risultato del primo turno, il

candidato del centrodestra si e' detto soddisfatto per il consenso ottenuto e ha sottolineato i 5.500

voti in piu' che ha avuto rispetto alla coalizione: "Gli elettori", ha commentato, "hanno preso atto del

fallimento di cinque anni di governo Milia". Farris ha precisato che non c'e' stato alcun contatto con

il senatore del Pdl Piergiorgio Massidda, "che ha ottenuto", ha rilevato il candidato del centrodestra,

"meno della mia lista (4,4% per Farris presidente, 4,1% per Massidda presidente). "Noi - ha

aggiunto il vice coordinatore Pdl, Salvatore Cicu - ci rivolgiamo a chi ha votato per il senatore

Massidda al primo turno, perche' si tratta di elettori Pdl che certamente non sosterranno l'esponente

del centrosinistra". Il parlamentare ha richiamato la vittoria del centrodestra a Quartu, e spiegato che

al calo dei votanti hanno contribuito molti fattori, "a partire dall'assenza di attenzione nazionale per

il voto sardo. E' stata una campagna elettorale senza riflettori. Siamo preoccupati", ha chiarito, "per

il partito degli astenuti, che ci induce a dare una svolta e a rompere con il sistema del passato".

Quanto al calo del Pdl rispetto alle regionali, per Cicu "il movimento ha un grande leader, Silvio

Berlusconi. Se lui c'e', scende in campo, abbiamo un effetto trascinamento, come e' avvenuto alle

politiche e alle regionali sarde. Considerata la sua assenza, l'assenteismo, le inchieste, ha concluso,

il nostro risultato non e' male, anzi e' piu' che buono". Per Ignazio Artizzu, coordinatore provinciale,

"dobbiamo privilegiare la visione di coalizione rispetto alla singola lista. E comunque quella di

Cagliari e' la provncia nella quale il Pdl ha ottenuto maggiori consensi". (AGI) Cli/Rob

PROVINCIALI: CAGLIARI; FARRIS (PDL), BOCCIATURA PER MILIA

CENTROSINISTRA HA FALLITO.PER NESSUN APPARENTAMENTO CON MASSIDDA

CAGLIARI

(ANSA) - CAGLIARI, 1 GIU - Bocciatura per l'amministrazione di centrosinistra uscente, la cui

proposta politica non sarebbe piaciuta agli elettori che gli hanno preferito quella dello sfidante, che

ha ottenuto un successo personale con 5.500 voti. E' questa l'analisi del voto di domenica e lunedì

del candidato presidente del centrodestra alla Provincia di Cagliari, Giuseppe Farris, in una

conferenza stampa alla quale hanno partecipato i coordinatori provinciali dei partiti della coalizione

e il vice coordinatore regionale del Pdl, Salvatore Cicu. "Il 33% delle preferenze testimonia che gli

elettori hanno sonoramente bocciato questo mandato di Milia - ha sostenuto Farris - il risultato

finale vede 27 mila voti di differenza tra una proposta politica e l'altra". Ora si guarda al

ballottaggio, ma non ci sarà alcun apparentamento ufficiale con il senatore "ribelle" Piergiorgio

Massidda (Pdl). "Attende la nostra proposta politica? Vediamo, ma 10 giorni fa abbiamo spiegato

che nell'ipotesi di ballottaggio - ha chiarito il candidato del centrodestra - non avremmo fatto alcun

apparentamento, ma solo un confronto con l'elettorato". Riguardo poi alla dichiarazione di Milia,

secondo cui la campagna elettorale partirebbe da oggi da uno zero a zero, Farris ha replicato che "la

campagna elettorale è partita da 40 giorni e il centrosinistra perde il 20% rispetto al 2005 ed è

rimasto indietro di 14 punti: se questo è partire dallo zero a zero...". (ANSA)

PROVINCIALI: CAGLIARI, INIZIATO IL TOUR DI MILIA (PD)

CAGLIARI

(ANSA) - CAGLIARI, 2 GIU - E' cominciato il "Provincia futura tour" di Graziano Milia in vista

del ballottaggio del 13 e 14 giugno per la guida dell'amministrazione provinciale di Cagliari. Il

presidente uscente e candidato del centrosinistra parte con uno svantaggio di 13 punti sullo sfidante

Giuseppe Farris. Il viaggio in furgone che porterà Milia a toccare diversi centri della provincia è

iniziato da Burcei per fermarsi a Villaputzu passando per Castiadas, Muravera, San Vito. Nelle

piazze incontri con cittadini, candidati, simpatizzanti, con i quali sono stati ripercorsi i cinque anni

di amministrazione targata Milia e gli interventi concreti messi in campo per queste aree. (ANSA)

AMMINISTRATIVE:PALOMBA(IDV),ENTRO SETTIMANA DECISIONE

BALLOTTAGGI

(AGI) - Cagliari, 2 giu. - "L'Idv cresce in Sardegna, in percentuale ed in termini assoluti,

confermandosi di gran lunga il secondo partito della coalizione". Lo ha dichiarato il coordinatore

regionale Federico Palomba che annuncia una decisione sui ballottaggi entro fine settimana.

Palomba sottolinea che "nel crollo dei grandi partiti nazionali (PDL al 16% e PD al 20%) crescono i

partiti etnici e la sola IDV, come partito nazionale, che passa dall'1.19% delle provinciali del 2005 al

5% delle regionali 2009 al 6,48 % delle provinciali 2010, passando in voti dai 41.321 delle regionali

2009 ai 46.862 (+5.500). A questi vanno aggiunti i 2.400 voti personali del candidato presidente

della provincia di Cagliari".

"Nella provincia di Cagliari - prosegue Palomba - l'Idv e' cresciuta di un punto rispetto alle

regionali, quando c'erano dodici liste in meno, conseguendo come partito il 6,12%. Aggiungendo i

2.400 voti personali del candidato presidente viene raggiunto il numero dei voti assoluti delle

regionali (14.099) con il 6,62%, cioe' un punto e mezzo superiore.

Particolarmente significativo il successo nella citta' di Cagliari e nell'immediata cintura

dell'hinterland, con in media il 10% dei voti e punte intorno al 13%. I candidati e le strutture del

partito rimangono mobilitati in permanenza in vista delle prossime elezioni di Cagliari, ove IDV

fara' valere la propria determinante forza elettorale. La periferia della provincia, ove il radicamento

del partito e' minore, ha abbassato la percentuale complessiva, cosa che impone la totale revisione

del coordinamento. Sulle ipotesi della posizione di IDV nei ballottaggi, mentre non ci sono problemi

per Nuoro e Sestu, per Cagliari, ove la situazione e' del tutto differente, e' in corso

l'approfondimento di tutti gli aspetti del delicatissimo problema da parte degli organismi dirigenti,

dei candidati e dei militanti. E' stato anche aperto un dibattito via web. L'unica cosa certa e' che i

voti di IDV non andranno a destra. (AGI) Red

pag. 7

mercoledì 2 giugno



Cagliari

Farris e Milia, la sfida è già iniziata

Massidda rilancia: «Il Pdl non mi vuole? Mi candido a sindaco»

Tra i bocciati eccellenti l'assessore uscente Comandini (Pd) e l'architetto Maria Sias (Pdl).

Soddisfatto (ma anche «giovane, concreto e forte», come recita il suo spot) e circondato dai leader

di tutti i partiti del centrodestra. Sicuro di sé, battagliero (già proiettato in un futuro «che è adesso»)

e solo contro tutti, senza alleati accanto. Così Giuseppe Farris e Graziano Milia, rompendo ogni

indugio, hanno avviato la seconda fase della campagna elettorale per conquistare Palazzo Regio.

LA SFIDA Se il buongiorno si vede dal mattino sarà ancora più scoppiettante della prima, visto che

i due contendenti (divisi da oltre 13 punti, a favore del centrodestra, nel primo turno) non sono

d'accordo nemmeno sul punto di abbrivio: «Partiamo da zero a zero e la gente sceglierà tra un

candidato che ha già dimostrato di essere capace - ha detto Milia, parlando di sé in terza persona - e

un altro che si presenta come giovane, pur avendo alle spalle un'esperienza amministrativa lunga ma

non brillantissima».

Battuta pesante, certamente non più di quella rimandata da Farris nel campo avverso: «Milia dice

che partiamo da zero a zero? Evidentemente non ha letto i risultati di lunedì», ha detto. E poi: «Dice

che si è riposato nella prima fase della campagna elettorale? A me sembra che lo abbia fatto di più

nei cinque anni del suo mandato alla Provincia».

MASSIDDA Tutto questo mentre uno dei convitati di pietra (il senatore del Pdl Piergiorgio

Massidda, forte del 9 per cento ottenuto dalla sua coalizione) ha (ri)messo le cose in chiaro: «Sono

uomo di centrodestra e aspetto di parlare col presidente Berlusconi per un'analisi del risultato, che

ha confermato quanto gli avevo detto nel corso dei nostri colloqui circa un mese fa - ha ribadito -

aspetto che i dirigenti del centrodestra mi coinvolgano e la smettano di assestarmi schiaffi. Credo sia

arrivato il momento di rispettare sia il mio ruolo che quello dei tanti amici che hanno lavorato al mio

fianco in questa campagna elettorale. Aspetto una proposta politica, sono convinto che arriverà». E

in caso contrario? «In caso contrario mi troverò costretto ad andare avanti per la mia strada. Il che

significa che mi candiderei a sindaco di Cagliari, nel 2011». Palomba (Idv) lancia invece un appello

alla lotta comune contro il centrodestra: «Non ci si può astenere, la casa rischia di bruciare».

LE CONFERENZE Nel corso del suo incontro con la stampa Milia ha annunciato che già oggi

inizierà a battere a tappeto tutto il territorio provinciale: «A spiegare le mie ragioni e un programma

che ritengo vincente, con un appello rivolto a tutti i cittadini della provincia». I big nazionali?

«Sinceramente non sono interessato, non mi pare che spostino voti». Una tesi ripresa, nel campo

avverso, dal leader Uds Mario Floris: «Non ci serve nemmeno Berlusconi, possiamo fare da soli».

Si dissociano il deputato Salvatore Cicu e il sindaco Emilio Floris: «Il premier è un valore aggiunto,

magari chiudesse la nostra campagna elettorale».

GLI ESCLUSI In attesa del ballottaggio è impossibile avere un quadro degli eletti, mentre è già

chiaro quello dei “trombati”: nel Pdl fanno rumore i flop di Maria Sias (Cagliari, centro storico),

dell'uscente Gianluca Grosso , del consigliere comunale di Cagliari Salvatore Mereu , del presidente

della Municipalità di Pirri Tonio Melis e dell'assessore comunale di Pula Angelo Tolu . Nel Pd fanno

rumore l'esclusione dell'assessore uscente Piero Comandini e del presidente della circoscrizione

Centro storico Gianfranco Carboni , tra i Riformatori quella del vicesindaco Maurizio Onorato ,

nell'Udc quella dei consiglieri comunali Efisio Pireddu ed Ettore Businco .

ANTHONY MURONI

pag. 40

mercoledì 2 giugno

Il duello tra Milia e Farris è già ricominciato

Il presidente uscente: partiamo da zero. Lo sfidante: abbiamo un vantaggio incolmabile

UMBERTO AIME

CAGLIARI. Il giorno dopo è concentrato in sessanta minuti. Sarà questo il ritmo del ballottaggio:

tambureggiante. Comincia da solo Graziano Milia, che dice: «Sconfiggeremo la destra». Giro

d’orologio ed ecco Giuseppe Farris, a un tavolo affollato: «Abbiamo vinto. Rivinceremo».

Due conferenze stampa, una dopo l’altra. È già battaglia, persino negli orari. Figuriamoci cosa sarà

fra due domeniche. Al ballottaggio. Graziano Milia è fiducioso: «Insieme ce la possiamo fare».

Giuseppe Farris ha una certezza e ribatte: «Siamo orgogliosi del successo del centrodestra al primo

turno. Ho un vantaggio di quattordici punti sull’avversario. Da qui ripartirà il lavoro della

coalizione. C’è mancato davvero poco, ma fra due domeniche saremo qui a festeggiare». Parole

sante, d’oro, per i sette segretari più un ex sottosegretario, Salvatore Cicu, che sono al suo fianco.

Graziano Milia non ha nessuno vicino, quando si siede stanco («Fino a domenica ero in Corsica per

un impegno istituzionale, serviva la mia firma») su una comoda poltrona, nel terrazzo del Bastione.

Da subito comincia a parlare di quella che sarà la sua strategia per ribaltare il distacco incassato

lunedì: «Adesso comincia la nostra vera campagna elettorale». Parla a braccio, il presidente uscente

e candidato del centrosinistra e mostra subito i muscoli: «Al primo turno, siamo stati soft. Al

secondo, siamo pronti a salire sul ring. Non cercherò la battaglia, ma se altri vogliono questo,

eccomi: sono pronto». Giuseppe Farris la sua guerra finale andrà a combatterla, sostenuto dal suo

stratosferico quarantasei per cento: «C’è un divario incolmabile tra me e il mio avversario. Gli

elettori hanno dato un giudizio inappellabile. Credono in questa coalizione, vogliono che sia il

centrodestra a governare la Provincia». Per la verità, gli elettori sono stati davvero pochi, il sessanta

per cento è rimasto a casa. Milia sa bene che sarà quello, l’astensionismo, il primo nemico da

sconfiggere: «La politica fra la gente e per la gente, solo così possiamo far arretrare il partito che

non vota». Farris dal tavolo del centrodestra va oltre e così il confronto a distanza continua:

«Concretezza e chiarezza, questa è la terapia. Raddoppieremo gli sforzi, per portare più elettori ai

seggi in un giorno che sarà decisivo». Lui avrà più tempo da dedicare al partito del rifiuto («Un

dramma democratico», per il coordinatore provinciale del Pdl, Ignazio Artizzu), l’avversario buona

parte delle giornate dovrà impiegarle a colmare il fossato: «Ma al ballottaggio nessuno controlla più

i voti. Anzi, non sono proprio controllabili. Gli elettori si sentono liberi». È chiaro che Milia vuole

recuperare tutte le preferenze ottenute dall’Idv, avversario in casa, e un accordo di massima (senza

apparentamenti ufficiale) sembra già fatto. Ma lui punta anche al patrimonio del centrodestra ribelle,

il dieci per cento del senatore del Pdl Piergiorgio Massidda, ma anche ai voti dell’Irs e di Malu

Entu: «Ripeto, insieme possiamo farcela», dice. Che Massidda lo sostenga alla luce del sole è

difficile, soprattutto dopo che, con il massimo dell’ufficialità, dal Pdl arriva quel passo indietro

auspicato dal senatore: «Sentiamo parlare che aspetta da noi una proposta politica - dice Salvatore

Cicu al tavolo del centrodestra - siamo pronti a proporre e ad ascoltare. Non puntiamo

all’apparentamento, bensì vogliamo recuperare quell’elettorato di centrodestra finito da un’altra

parte e che adesso non può certo votare Milia». Sono voti indispensabili per un Pdl, che domenica e

lunedì è sceso fino al 14 per cento, un disastro dopo i trionfi del 2009 e degli anni precedenti. Ecco

perché è lo stesso partito a chiedere al capo Berlusconi di scendere in campo adesso: «Quando c’è

lui vinciamo sempre e alla grande», esclamano i vertici allineati, anche se Mario Floris, fedele

alleato dell’Uds, sbotta senza riguardo: «Che i nazionali restino dove sono. Preferirei che ce la

facessimo da soli», scontentando il cugino e sindaco di Cagliari del Pdl, Emilio Floris: «Mi

dissocio». Un passo indietro è sulla scena ritorna Graziano Milia: «Non sempre Berlusconi è servito

alla loro causa - fa sapere - Qualche volta ha toppato e potrebbe ricapitare se la piazza si muove».

Quello che accadrà nei prossimi giorni non è stato ancora scritto, ma Giuseppe Farris nel duello in

differita accetta il suggerimento del nazionalitario Floris, Mario, e dice: «Io posso contare su una

coalizione di centrodestra, sardista e socialista che ha dimostrato una compattezza perfetta

dappertutto. Fra due settimane raccoglieremo il premio definitivo». Chissà. Sudore e fatica

aspettano da subito Graziano Milia, che deve ricucire persino qualche strappo nel suo Pd: «Al

partito chiedo di stare più tra la gente, di ritrovare l’animo combattente e sanguigno delle primarie».

Spera di riavvicinare anche quella sinistra sociale, davvero combattente, ma finora più indignata

nelle piazze che nei seggi. La sfida di Farris è anche un’altra: «Ridare prestigio non solo alla

Provincia di Cagliari, appannato dal malgoverno del centrosinistra, ma anche alla Provincia come

ente: è utile, è necessario». Fuori i padrini, cominci il duello.

L’avanzata del centrodestra si è fermata a 4 punti dal fatidico 50%

Pdl sorretto dagli alleati

Ma il partito è crollato ai suoi minimi storici

Le cifre: 21 collegi conquistati contro i 9 del centrosinistra Ma la partita è ancora tutta da

giocare

CAGLIARI. Ventuno collegi a nove: Farris ha vinto nei quartieri, sfiorato il pareggio nell’area

vasta e trionfato in provincia. Ma non gli è bastato, per sfrattare il centrosinistra dalla Provincia.

Certo, ha scavato un fosso, sono 14 i punti di differenza a suo favore, eppure l’unico numero che

contava non l’ha azzeccato: 50. È rimasto al di sotto (46 per cento) dell’asticella che valeva il

successo al primo turno. Con Graziano Milia del Pd dovrà vedersela al ballottaggio.

Certo, il successo personale del candidato del Pdl è stata una grande vittoria di tappa. Ma la

cronometro decisiva sarà fra due settimane. Allora non conterà il vantaggio accumulato: sarà di

nuovo sui blocchi, alla pari stavolta contro un solo avversario, Milia. Questi sono i suoi compiti a

casa. Dovrà scalfire il granito dell’astensionismo, sperare che il nemico in casa, Piergiorgio

Massidda, non si metta ancora di traverso, credere in un Pdl rianimato da un comizio di Berlusconi e

soprattutto più vivo del povero 14 per cento ottenuto al primo turno, il consenso più basso dal 1994

ad oggi. Altrimenti sarà costretto a scommettere ancora gran parte della posta sugli alleati, frizzanti

domenica e lunedì, che gli hanno portato più acqua di quanto abbia fatto il suo partito-guida. Queste

sono le fatiche che aspettano il candidato del centrodestra. Che comunque parte da numeri favolosi.

Nei nove collegi di Cagliari città ha vinto sette a due, nell’area vasta ha perso di un’incollatura, sei a

sette, nel resto della provincia è stato un treno: otto a zero. Ma i numeri hanno sempre una seconda

faccia, nemica: in solo sette collegi, ha superato il 50 per cento, nei comuni più affollati ha

conquistato il primo posto a Cagliari, Dolianova, Selargius, poi Quartu e Quartucciu, dove ha

sfruttato il trascinamento delle comunali, stravinte dal centrodestra. È invece andato sotto a

Capoterra, Elmas, Monserrato (roccaforte di Massidda) e Sinnai. Proprio da quelle parti non gli

sono arrivati i voti che gli avrebbero permesso di festeggiare sin da domenica. È lì che dovrà

impegnarsi, per non subire il controsorpasso. Che Graziano Milia vuole e sogna. È stato capace nel

tener botta in quella stessa Cagliari che, cinque anni fa, gli diede la forza di sconfiggere subito

l’avversario e anche a Quartu, dov’è stato sindaco, ma Farris lo ha rullato nelle zone interne fino a

un clamoroso 21 a 68 nel collegio Villaputzu-Muravera. Milia sa che dovrà macinare molti

chilometri in provincia, ma anche riportare a casa l’Idv e cancellare l’ultimo alone rimasto della sua

condanna per abuso d’ufficio fino all’impresa titanica: chiamare a raccolta una sinistra delusa,

sfibrata, ma forse non ancora stroncata da Tafazzi, il suo aguzzino. (ua)

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giovedì 3 giugno



Centrodestra alla riscossa senza apparentamenti

Delogu (Pdl): «Valuteremo il quadro nei territori» Massidda a Cagliari apre a Farris: «Ma ci

ascolti»

Il centrodestra cerca di completare la riscossa. Presi Comuni come Quartu e Tortolì, province

strategiche come la Gallura e Oristano, la coalizione riflette sul calo di consensi (da addebitare

all'astensionismo e non solo) ma punta decisa al successo nelle tre province (Cagliari, Nuoro e

Ogliastra) e nei tre grossi centri (Nuoro, Sestu e Iglesias) dove il 13 e 14 giugno ci sarà il

ballottaggio.

GLI ACCORDI Per ora non sono stati stretti accordi politici con liste esterne alla coalizione. Ancor

meno si sono decisi apparentamenti: «In linea di massima non ne faremo», dice il coordinatore

regionale del Pdl Mariano Delogu. «Proveremo semmai a stringere intese dove sarà necessario, ma

prima sentiremo i candidati». Delogu confida in un'affermazione: «Si parte dal 3 a 2 per il

centrosinistra. Ma c'è Cagliari, che è la metà della Sardegna, da conquistare. Sestu e Iglesias da

riprendere. La partita è aperta anche a Nuoro e in Ogliastra. Prima di parlare vediamo come va a

finire». Il coordinatore del Pdl storce il naso davanti a chi gli fa notare che il calo del Pdl rispetto

alle regionali è del 14 per cento: «Sono competizioni diverse anche nella percezione degli elettori».

Di sicuro, per il maggior partito del centrodestra la sorpresa è l'Irs: «Gli indipendentisti hanno

qualcosa che la galassia sardista non riesce a tirar fuori. La loro affermazione è un fatto favorevole,

perché mettono la Sardegna al centro dell'attenzione e c'è bisogno di ricordarlo in ogni momento».

Sul calo dei voti non concorda neppure l'Udc che, con il consigliere regionale e coordinatore

provinciale di Cagliari Nello Cappai, ricorda: «Più che di un calo parlerei di un ridimensionamento

del Pdl e di altre forze. Anche noi, a Cagliari, perdiamo un punto perché c'erano più liste che

attingono dall'area moderata». Cappai vede prospettive rosee per il centrodestra: «Ce la giocheremo

dappertutto».

LE IDEE DI MASSIDDA Proprio sulla corsa per la Provincia si registra la velata apertura alla

coalizione di centrodestra, e al candidato Giuseppe Farris, del senatore Piergiorgio Massidda. I toni,

tuttavia, sono ancora aspri: «Apparentamento e poltrone? E chi le chiede. Non sono sufficienti ai

loro appetiti. Sappiano che non sono padrone dei voti. Posso dire che io sono un uomo di

centrodestra e so cosa fare. Consiglio però di non sottovalutare il voto di protesta di chi mi ha dato

la fiducia e di non dare niente per scontato. Questo voto di protesta va compreso. E dobbiamo darci

tutti una regolata. Vogliamo essere ascoltati ma nessuno, dal mio partito, si è fatto sentire». Invita a

ritrovare la serenità Giacomo Sanna, presidente del Psd'Az: «Soprattutto a Cagliari bisogna darsi

una calmata. Ritrovare i motivi fondanti dell'alleanza. E dare una scossa al governo della Regione».

IL MONITO Michele Cossa è soddisfatto per il risultato colto a Sestu «dove i Riformatori si

confermano il primo partito con sette punti di vantaggio sul Pd e con il 32 per cento alle

Provinciali». Tuttavia, il coordinatore del partito di Fantola accende la spia rossa: «Il risultato

generale delle amministrative sarde non è quello che ci si aspettava», dice Cossa: «Si partiva da un

potenziale 6-2 per il centrodestra, ora potrebbe finire 5-3 per gli avversari. Sul risultato credo che

abbiano inciso i tempi lunghi per la chiusura degli accordi. Per quanto ci riguarda, anche i discorsi

aperti che il tavolo regionale ha lasciato: abbiamo rifiutato le candidature per sindaci e presidenze di

Province, pur appoggiando lealmente la coalizione in tutti i territori. Direi, infine, che che c'è da

dare una registrata all'azione di governo della Regione». Infine l'Uds, che era presente col suo

simbolo solo in due Province, e unito ad altre forze nel resto dell'Isola: «Sono felice per il risultato

complessivo del partito», spiega il leader Mario Floris, «che a Cagliari sfiora il 4 per cento ed

eleggerà almeno un consigliere».

LORENZO PIRAS

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giovedì 3 giugno



Il Pd: coalizioni unite al secondo turno

I partiti cercano le intese per il 13 e 14 giugno L'analisi del voto: Idv in crescita, Sel

soddisfatta

Dopo un risultato elettorale in chiaroscuro, per il centrosinistra tutto dipende dai sette ballottaggi

(tre nelle Province, quattro nei Comuni). Vincerli tutti porterebbe l'esito complessivo vicino al

trionfo del 2005, mandando un segnale severo alla maggioranza che governa la Regione; perderli

tutti - a parte Porto Torres, dove il secondo turno è un affare di famiglia - sarebbe una débacle per

l'attuale opposizione. Perciò i partiti guardano già al 13 e 14 giugno: «Il Pd si è rimesso in

movimento, ora l'obiettivo è vincere i ballottaggi», conferma la presidente regionale Valentina

Sanna. «Faremo di tutto per ricomporre la coalizione», è il proposito del segretario del Pd Silvio

Lai: i contatti con gli altri leader sono già avviati, l'attenzione è ovviamente rivolta soprattutto a

Cagliari e Nuoro dove il centrosinistra correva diviso.

GLI APPARENTAMENTI Nei rapporti con l'Italia dei valori, il caso nuorese è il più facile: lo dice

anche il leader dipietrista Federico Palomba, che invece definisce «del tutto differente» la situazione

nel capoluogo. Del «delicatissimo problema», aggiunge, discuteranno gli organismi dirigenti e i

militanti, «l'unica cosa certa è che i voti di Idv non andranno a destra. Una decisione sarà assunta

entro fine settimana, ogni illazione è arbitraria».

Gli apparentamenti, che incidono anche sulla ripartizione dei seggi, devono essere formalizzati entro

domenica: ma restano sempre possibili accordi politici e dichiarazioni di voto. Anche di questo

stanno ragionando i partiti: in Provincia di Nuoro, per esempio, un apparentamento Deriu-Arbau

(più probabile, dopo il colloquio tra lo stesso Arbau e Silvio Lai) regalerebbe alcuni seggi al

centrodestra, ma un'intesa solo politica lascerebbe fuori proprio l'Idv. È anche vero che sono

possibili apparentamenti con singole liste, anziché con coalizioni intere.

I DEMOCRATICI Sul piano delle valutazioni del voto, il Pd continua a vedere il bicchiere mezzo

pieno, nonostante un 20 per cento complessivo, alle Provinciali, inferiore anche alle non esaltanti

Regionali 2009: Silvio Lai ricorda però «le molte liste locali vicine al partito». In generale «il

centrosinistra è ritornato competitivo: alle Regionali, le nostre liste nel complesso erano davanti a

quelle del centrodestra solo nel Medio Campidano». Sulla base di quei risultati, insomma, sarebbe

finita 7 a 1 per Pdl e soci.

Sempre in casa Pd, il responsabile enti locali Tore Mattana sottolinea le vittorie nei Comuni di

Tempio, Santa Teresa, Santadi e altri. «Siamo il primo partito dell'Isola», sintetizza Valentina Sanna:

la presidente sottolinea anche che «le donne del Pd sono state protagoniste delle elezioni.

Alessandra Giudici riconquista la Provincia di Sassari; Rita Murgioni è il consigliere più votato a

Quartu; Rosanna Laconi e Romina Mura sono sindaci di Dolianova e Sadali. Rossella Pinna è il

primo sindaco donna di Guspini». E poi molte consigliere elette nelle Province e nei Comuni.

GLI ALLEATI La soddisfazione per i risultati delle liste è anche dei dipietristi: Palomba fa notare i

5.500 voti in più rispetto alle Regionali, malgrado l'astensionismo. Per l'Idv c'è il 6,5 per cento: nel

2005 non arrivò all'1,2. Ma allora il partito era agli esordi: come oggi Sinistra, ecologia e libertà,

con nome e simbolo nuovi definiti appena sei mesi fa. «I risultati elettorali ottenuti sono per noi

importanti», commenta il consigliere regionale di Sel Luciano Uras, «e questo ci impegna ancor più

sulla linea di cambiamento culturale e politico tracciata da Nichi Vendola».

C'è per esempio un 6,6 a Cagliari città, che diventa 4,5 in Provincia. Attorno al 4 anche a Nuoro e

nel Sulcis: «Il restante dato regionale, che rimane interessante», precisa Uras, «dev'essere valutato

in relazione alla composizione delle liste, organizzate in modo unitario con altre forze della

sinistra».

GIUSEPPE MELONI

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giovedì 3 giugno



cagliari





Già rovente lo scontro Milia-Farris





La sfida per la Provincia di Cagliari è già caldissima, a dieci giorni dal ballottaggio: ieri il presidente

uscente Graziano Milia, candidato del centrosinistra, ha iniziato la campagna elettorale per il

secondo turno avviando il «Provincia futura tour». Un viaggio nei piccoli centri, per parlare dei

problemi locali e di quanto è stato fatto in questi anni dall'amministrazione provinciale. Milia è

partito da Burcei per poi toccare Castiadas, Muravera, San Vito e Villaputzu. Ha ricordato tra l'altro

gli interventi per il piano di bacino del Sarrabus, la viabilità tra Muravera e Villaputzu, gli edifici

scolastici, la prevenzione del bullismo.

Il presidente ha anche rivolto un duro attacco al candidato del centrodestra Giuseppe Farris, che al

primo turno ha prevalso col 46,5 per cento, davanti al 33,8 di Milia: «Mi dicono che ha speso molti

soldi per farsi conoscere. Me ne dia una parte: visto che mi sono trovato costretto a spiegare più di

una volta chi è, perché nessuno lo ha visto in questi territori».

Farris sceglie di non replicare direttamente, guardando invece al di là del ballottaggio: in un

comunicato, l'esponente del Pdl parla già dei princìpi ispiratori dei suoi primi cento giorni di

governo, in caso di vittoria. Sarà, annuncia, «il governo del fare e del fare bene», basato sul «valore

della concretezza». E con una parola d'ordine: «Immediatezza. Perché è soprattutto nei tempi che si

gioca la sfida del cambiamento». Giuseppe Farris fa sapere che già da oggi sarà impegnato in una

serie di appuntamenti «che disegneranno l'agenda esecutiva dei primi cento giorni di governo».

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giovedì 3 giugno



Verso il ballottaggio. Dal Sarrabus-Gerrei il presidente uscente attacca lo sfidante: qui

nessuno l'ha visto

Milia inizia il tour della provincia Farris pensa ai primi 100 giorni

Il candidato del Pdl: dopo aver raccolto le urgenze del territorio pensiamo agli atti concreti

Alessandro Zorco

«Mi dicono che il mio antagonista ha speso molti soldi per farsi conoscere. Ebbene, me ne dia una

parte visto che mi sono trovato costretto a spiegare più di una volta chi è, visto che nessuno lo ha

visto in questi territori. Avesse dato qualche soldo a me forse li avrebbe spesi meglio». Graziano

Milia parte subito all'attacco in questo ultimo scorcio di campagna elettorale prima del ballottaggio

del 13 e 14 giugno. Anzi: per il presidente uscente, che ha iniziato ieri nel Sarrabus-Gerrei il

suo “Provincia futura tour”, la campagna elettorale è iniziata adesso. Nelle due settimane che

separano dal voto Milia incontrerà nelle piazze della provincia cagliaritana cittadini, candidati,

simpatizzanti, per ripercorrere i cinque anni della sua amministrazione. «In questo territorio

abbiamo lavorato bene - ha detto durante il viaggio in furgone iniziato da Burcei - . Lo dimostrano i

molti interventi e progetti che i cittadini ci riconoscono come importantissimi per il territorio».

Dalla sua sede elettorale Giuseppe Farris ha respinto al mittente le polemiche che - spiega -

rischiano di allontanare ulteriormente gli elettori dalle urne. «Dopo un mese di contatto diretto con

l’elettorato, di incontri quotidiani con tutti i comuni della Provincia e i loro abitanti, dopo avere

raccolto le urgenze di tutto territorio provinciale – ha scritto Farris in una nota stampa - ora si entra

nel vivo dei temi concreti con una fitta serie di appuntamenti previsti per le prossime ore, che

disegneranno l’agenda esecutiva dei primi cento giorni di governo. L’imperativo è quello di andare

oltre la sola idea del ballottaggio, spingendosi verso la realizzazione

di un modello di Provincia nuovo che già muove i primi passi».

INTANTO INIZIANO le grandi manovre per assicurarsi i sostenitori dei due outsiders Piergiorgio

Massidda e Federico Palomba. Il senatore Pdl - che nelle prossime ore dovrebbe incontrare

Berlusconi per trovare una soluzione all'impasse del partito nell'Isola - ha più volte ribadito di essere

comunque un uomo di centrodestra. Sembra già scontata invece la confluenza dei voti dell'IdV su

Milia. Anche se ieri il coordinatore regionale Federico Palomba – esprimendo grande soddisfazione

per la crescita del partito che in Sardegna ha quasi toccato quota 7% - ha annunciato un

approfondimento del “delicatissimo problema” da parte degli organismi dirigenti cagliaritani, dei

candidati e dei militanti. «È stato anche aperto un dibattito via web. L’unica cosa certa è che i

voti di IdV non andranno a destra. Una decisione sarà assunta entro fine settimana».

Hanno detto La bacchettata del candidato Pd

«Mi dicono che il mio antagonista ha speso molti soldi per farsi conoscere», ha dichiarato Graziano

Milia. «Ebbene, me ne dia una parte visto che mi sono trovato costretto a spiegare più di una volta

chi è».

Lo sfidante: ora si entra nel vivo

«Ora si entra nel vivo dei temi concreti», ha dichiarato in una nota Farris annunciando una fitta serie

di appuntamenti che disegneranno l'agenda esecutiva dei primi cento giorni di governo.

Palomba si prepara per il ballottaggio

«I voti di IdV non andranno a destra», ha spiegato Federico Palomba a proposito del ballottaggio.

«Una decisione sarà assunta entro fine settimana».

Uras (Sel): bisogna puntare sui giovani

Luciano Uras (Sel) ha sottolineato la necessità di un «percorso di inclusione nella vita politica,

sociale ed economica delle nuove generazioni, da troppo escluse dalla partecipazione alle decisioni

che contano».

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giovedì 3 giugno



Provinciali. Il capoluogo sarà poco rappresentato nell'assemblea di Palazzo Regio

Il declino dei partiti maggioritari

Nel Pdl bene solo Sorgia e Corrias, in calo i candidati Pd

Nel collegio di Bonaria il riformatore Vargiu ha superato il suo collega del Pdl e ora spera

nell'elezione.

Cagliari matrigna per Pdl e Pd, ma anche per gli altri partiti delle due coalizioni. Sono pochi i

candidati nei nove collegi del capoluogo che, comunque vadano i ballottaggi, hanno speranza di

sedere tra i banchi del nuovo Consiglio provinciale. Nel Pdl a conquistare il quoziente più alto in

assoluto è stato Alessandro Sorgia , presidente della Circoscrizione 4 (candidato nel collegio 7 di

Monte Urpinu-Genneruxi), capace di issarsi fino al 30,02 per cento. La sua elezione è certa, così

come molto probabile è quella di Marcello Corrias (collegio numero 4), al terzo posto nel suo

partito con il 26,15 per cento. Poche speranze per i candidati del Pd: il primo tra i “cittadini” è

Emanuele Armeni , a Pirri, con il 22,98 per cento. Una percentuale che lo colloca all'ottava

posizione assoluta, molto distante dai posti che contano. Ancora più indietro gli altri: 11° Piero

Comandini , 12° Luca Mereu , 14ª Sabina Contu . Lontanissimi i candidati Udc, ben piazzato (tra i

Riformatori) il vicepresidente del Consiglio comunale Sandro Vargiu : il 16,85 per cento ottenuto

nel collegio numero 8 lo colloca al 3° posto tra i Riformatori. In caso di vittoria di Farris al

ballottaggio la sua elezione è quasi sicura, anche in considerazione dell'incompatibilità tra la carica

di assessore (in pole Ricciotti Usai , di Dolianova, che ha ottenuto il 25,96 per cento) e quella di

consigliere. Nella lista “Massidda” l'unica a ottenere un risultato di rilievo, a Pirri, è stata Loredana

Lai , arrivata all'8,34 per cento, insufficiente però per sperare nell'elezione.

COLLEGIO 1 Nel centro storico, feudo della sinistra, il voto si è polverizzato, nonostante la

presenza di nomi di peso. Il presidente della Circoscrizione Gianfranco Carboni si è fermato a un

non esaltante 19,77 per cento, con 852 preferenze. Secondo posto per l'architetto Maria Sias , che

con il 15,27 (e 658 voti) ha conquistato un successo personale, non sufficiente a farle scalare la

graduatoria interna al partito. Potrebbe rientrare in gioco per un assessorato tecnico, in caso di

vittoria di Farris. Bene anche Andrea Dettori (Sel), con l'11,44 per cento.

COLLEGIO 2 Identico trend nella zona di Sant'Avendrace, dove Maurizio Chessa (Pd) ha preceduto

di un soffio (col 19.61 per cento) il presidente della commissione Bilancio Salvatore Mereu (Pdl),

che si è fermato al 18,53. Buona, in questo caso, la performance di Salvatore Pomata (lista

Massidda), con l'8,07.

COLLEGIO 3 Testa a testa (con quozienti comunque bassi) anche a San Benedetto: Sabina Contu

(Pd) ottiene il successo con il 20,91 per cento e 716 voti di preferenza, mentre l'avvocato Gianluca

Grosso (consigliere provinciale uscente del Pdl, in quota An) si è fermato al 16,38 con 561 schede.

Bene Roberto Milia , dell'Idv, che con il 12,26 per cento ottiene uno dei quozienti più alti nella sua

formazione.

COLLEGIO 4 A Mulinu Becciu, già detto dell'ottima performance di Marcello Corrias , capace di

ottenere 923 preferenze e il 26,15 per cento assoluto. Distaccato Luca Mereu , del Pd, con 793 voti e

il 22,47. Poco per gli altri, se si esclude Antonio Guerrieri dell'Idv, capace di arrivare al 12,41.

COLLEGIO 5 Tra Pirri e Is Mirrionis il voto del centrodestra si è disperso tra tutte le liste: Gianluca

Paschina (Pdl) non è riuscito ad arrivare nemmeno al 15 per cento, complice il risultato uniforme

(tra il 3 e il 5) di Uds, Psd'az, Riformatori e Udc. Un buon successo personale lo ha conseguito

Emanuele Armeni (Pd), consigliere della Municipalità di Pirri, con 794 preferenze e il 23 per cento.

Buono anche il riscontro per Gianluca Ciribelli , dell'Idv, con l'11,58 per cento.

COLLEGIO 6 Sorprendente, a Pirri, l'insuccesso del presidente della Municipalità Tonio Melis

(consigliere uscente), vittima della dispersione dei voti: le sue 946 preferenze gli hanno consegnato

un quoziente del 14,56 per cento, lontanissimo da quelli necessari per sperare nell'elezione. Identica

sorte, pur con innegabile successo personale, per l'assessore Piero Comandini : 1462 voti (il più

votato in assoluto in città) e il 22,5 per cento sono risultati notevoli, ma improduttivi ai fini pratici.

Bene anche il consigliere comunale Giorgio Cugusi (Sel), al 10 per cento, con 651 schede valide e

Loredana Lai (Lista Massidda), con l'8,34 e 542 voti.

COLLEGIO 7 Tra Genneruxi, Fonsarda e Monte Urpinu si è consumato il trionfo di Alessandro

Sorgia , presidente della quarta Circoscrizione. I 1390 voti ottenuti gli consegnano il quoziente più

alto nelle fila del Pdl, col 30 per cento. Non bene il vicesindaco Maurizio Onorato (5,33 per cento e

247 preferenze), solo leggermente meglio (in proporzione) Giuseppe Frau del Pd, che si è fermato al

20 per cento.

COLLEGIO 8 Quella di Bonaria è stata l'unica zona della città nella quale i Riformatori sono stati

capaci di battere il Pdl: merito di Sandro Vargiu , vicepresidente del Consiglio comunale, gratificato

da 552 voti e un quoziente del 16,85 per cento, contro il 15,41 dell'azzurro Umberto Abbate . Nel

Pd, invece, Marco Betzu si è fermato al 19,93.

COLLEGIO 9 Voto polverizzato anche a Sant'Elia-La Palma: in testa Vincenzo Strazzera (Pd), col

21,59 (1145 voti), seguito da Paolo Truzzu (Pdl) col 15,78 (837). Bene, in questo caso, Caterina

Piras (Uds e Nuovo Psi), con 441 preferenze e l'8,31.

ANTHONY MURONI

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giovedì 3 giugno

Nuoro, Lai già al lavoro per ricucire

Strappo nel Pd tra Arbau e Deriu, l’ex-sindaco di Ollolai alza la posta

Allargamento a sinistra una delle ipotesi valutate in queste ore GIOVANNI BUA

NUORO. Diplomazie all’opera per ricucire lo strappo nel Pd. Martedì l’incontro Lai e Arbau. Ieri

un comunicato «duro» in cui il l’ex-sindaco di Ollolai alza la posta.

La posta in palio è alta. Prima di tutto la Provincia e il Comune di Nuoro. Per la prima volta nella

loro storia seriamente in bilico. Con il presidente di Federalberghi Luigi Crisponi che parte al

ballottaggio con l’uscente Roberto Deriu con 6 punti di vantaggio. E il dentista di centrodestra

Paolo Manca che è in testa di un punto sull’ ematologo Sandro Bianchi. Poi la leadership nel

territorio del Pd, primo partito della Provincia, ma incalzato da vicino dal ciclone sardista. Un Pd

che, rispetto alle Regionali del 2009, perde 11mila voti e 13 punti percentuali. Tutti finiti

«personalmente» nelle mani dell’ex sindaco di Ollolai Efisio Arbau. Che tra «Democratici con

Arbau», «Comunità democratica con Efisio», e voti diretti, di preferenze ne ha prese 9500, che,

calo di affluenza alla mano, valgono 11 punti. E, sommando Rossomori, Sel, Verdi e Idv, diventano

un 24% «da urlo». L’incontro. La trattativa tra Pd ufficiale e «dissidenti» è in piedi. Ma prima

ancora di iniziare a parlare Arbau aveva posto una condizione. Che l’espulsione per lui, e per gli

otto che lo hanno seguito, fosse revocata. E che le «scuse» arrivassero dai massimi livelli del

partito. Già martedì sera, a urne ancora calde, la prima presa di contatto con il segretario Silvio Lai.

Un incontro privatissimo e interlocutorio, in cui sembra però che la questione espulsione sia stata

giudicata assolutamente superabile. In un primo momento con un passo indietro «politico». Poi

regolamentare. Il comunicato. Anche se il «rosso» rientrasse potrebbe però non bastare. Ieri infatti

Arbau e Salis hanno messo nero su bianco un comunicato, in cui alzano l’asticella della trattativa.

«Siamo consapevoli - scrivono - dello straordinario risultato elettorale che ha collegato larghe fasce

di cittadini con la nuova idea del centrosinistra, di un nuovo modo di intendere la politica e di

servire le istituzioni senza servirsene. «Siamo in presenza di una svolta storica. I risultati in collegi

importanti e il dato del comune di Nuoro assegnano alla coalizione rappresentanza politica primaria

e richiamano alla responsabilità di imprimere un radicale rinnovamento delle istituzioni politiche

locali. Ne consegue che ai gruppi consiliari della coalizione viene affidato il compito di segnare,

nella coerenza della condotta politica, nella limpidezza dell’attività amministrativa e nel rapporto

con i cittadini, lo stacco visibile e la netta discontinuità con il passato».

L’apparentamento. Parole da decriptare, che significano però fondamentalmente una cosa: se

accordo sarà dovrà essere ufficiale. Nessuna alleanza solo «politica», che sicuramente affosserebbe

il centrodestra ma ridurrebbe il peso specifico degli «arbaiani» in consiglio. Ma apparentamento

«sulla scheda». Con Arbau che terrebbe (chiaramente in caso di vittoria) sotto scacco Deriu, con 5

consiglieri contro 10 (9 andrebbero a Crisponi e uno all’Irs). E potrebbe mandarlo in ogni momento

in minoranza. L’area Arbau. L’idea di rimanere sotto scacco per cinque anni non è che faccia

impazzire il Partito democratico nuorese. Che oltretutto sa bene che difficilmente gli elettori di

Arbau, anche senza indicazioni ufficiali, voterebbero a destra al ballottaggio. E che potrebbe

cercare di spaccare la coalizione apparentandosi solo con l’Idv ad esempio, o con i Rossomori. Ma

il rischio di una definitiva spaccatura sarebbe altissimo, e non solo dal punto di vista elettorale.

Arbau infatti si è trovato, volente e nolente, a rappresentare un’ampia fetta del partito. Che va ben

oltre l’area-Soru, e intercetta buona parte dei Ds che, eletti Pd alla mano, dentro il partito

democratico nuorese sono razza in via di estinzione. Il sindaco di Ollolai ha inoltre intercettato

molto del voto che i partiti storici della sinistra non sembrano più in grado di raccogliere

(Rifondazione e Comunisti italiani sono crollati al 3,52%, un punto in meno dell’Irs). Un Arbau

dentro il Pd potrebbe essere dunque l’uomo giusto per il tanto agognato «allargamento a sinistra», e

sarebbe magari spendibile anche a livello regionale. Un Arbau espulso potrebbe costare invece

prima la Provincia e poi la leadership politica dell’intero territorio.

pag. 4 giovedì 3 giugno

L’Irs: «La gente ci ha capito» Impegno premiato. «Dalle proteste alle proposte»

Il primo sindaco (a Perfugas), due consiglieri provinciali (a Sassari e Oristano), il 3º da

formalizzare (a Nuoro) PIER GIORGIO PINNA

SASSARI. «Sì all’energia pulita, no alla svendita del vento». Lo slogan campeggia sul sito dell’Irs.

Richiama una delle battaglie che hanno contribuito al successo indipendentista. A quanto sembra,

paga lottare contro l’eolico sporco, i pignoramenti selvaggi, i privilegi sfrenati, lo smaltimento

pericoloso dei rifiuti, l’occupazione delle coste con maxiresidenze stile Villa Certosa.

«Analogamente è servito passare dalla protesta alla proposta: per esempio, nei mercati da noi

organizzati nei centri storici coi prodotti locali e destinati direttamente ai consumatori», dicono i

dirigenti dell’Irs. Progetti alternativi. Che conquistano consensi. E voti. Molti voti: in tutta l’isola

28mila (il 3,93%, nel 2005 erano stati 17mila, appena il 2,07%). L’aumento, complice forse

l’astensionismo, è da guinness: il 65%. Ecco perché oggi il presidente Gavino Sale, leader storico

del movimento, la segretaria Ornella Demuru e gli altri capi del partito possono sorridere

soddisfatti. Spiega infatti Sale, riconfermato nel consiglio provinciale di Sassari: «Veniamo da 7

anni di lavoro importante: nei territori coi centri di attività, nel web coi centri di elaborazione che

producono studi su energia, fiscalità, trasporti. La gente ha capito il nostro livello di radicamento. E

ha risposto. Non con un voto di protesta ma di adesione al programma. È il caso - fra gli altri - di

Uri, Osilo, Silius». «Con questa nuova spinta proseguiremo le lotte - continua - Intanto, per la

defiscalizzazione: ci è dovuta perché viviamo in una isola, non esiteremo a porre la questione a

Bruxelles. Poi, per la moratoria e l’alt alle azioni giudiziarie promosse da Equitalia e banche: ci

sono 65mila aziende sarde a rischio, senza liquidità, prive di accesso al credito, tutte da difendere.

Infine, rimuoveremo le altre condizioni di non-lavoro». «Gli elettori hanno condiviso il nostro

operato - è la conclusione - Le amministrative hanno mostrato in maniera evidente il collasso di

una classe politica complice nel saccheggio sfacciato della regione e nella prevalenza dei benefici

personali sugli interessi collettivi». «Adesso, con Sebastian Madau, abbiamo un seggio anche nel

consiglio provinciale di Oristano - ricorda Ornella Demuru - E, dato che in quello di Nuoro

abbiamo superato il 4%, dopo il ballottaggio speriamo che le cose possano andare bene anche lì».

«Più in generale constato come gli elettori abbiano compreso bene il nostro progetto - incalza - Un

progetto assolutamente democratico, progressista, chiaro». E conclude, il segretario: «Intendiamo

amministrare da subito basandoci su programmi pratici, concreti. Un esempio? In provincia di

Cagliari, dove siamo passati dallo 0,8% al 2,7% mentre nel capoluogo sfioriamo il 3%, oltre ai

mercati a filiera corta, investiremo sempre sulla ripresa delle piccole e medie imprese. Lo stesso

faremo nelle altre zone della Sardegna». Il boom dell’Irs, con rappresentanti decisi a suonare le

campane dell’autonomismo negli enti pubblici, potrebbe conoscere quindi conoscere sviluppi. Così

Gian Maria Bellu puntualizza: «A Olbia siamo arrivati al 3,5% triplicando i voti del passato».

Performance che, secondo il candidato alla presidenza della Provincia Gallura, deriva da diverse

ragioni. «Ma innanzitutto è frutto - osserva - del radicamento nel territorio che ha portato ottimi

risultati a Palau, Arzachena, La Maddalena. E che tra un anno e mezzo ci permetterà di dire la

nostra alle Comunali di Olbia». A Perfugas il primo sindaco dell’Irs, Mario Satta, contitolare

assieme al padre della farmacia del paese, ora alla guida di una lista civica, spiega: «Fino a poco

tempo fa non avevo mai fatto politica. Da qualche mese mi sono avvicinato all’Irs perché è attento

agli interessi di noi sardi, ai bisogni reali della gente. Credo sia proprio questo che alle elezioni si è

rivelato vincente: stare in mezzo alla popolazione, battersi per i diritti di tutti». Il prossimo

obiettivo dell’Irs? «Ottenere un seggio in consiglio regionale», spera Satta. Insomma, grazie

all’exploit d’Indipendentzia Repubrica de Sardigna, il vento autonomista riprende a soffiare. E non

certo per alimentare wind farm costruite col malaffare (problema oggi più che mai tra i temi

centrali del partito). Quanto piuttosto «per far respirare il cielo»: sì, perché, in fondo, come forse

sottolineerebbe ancora oggi qualche vecchio indipendentista, il movimento è un po’ dappertutto,

come una nuvola.

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mercoledì 2 giugno



«Quartu riavrà un ruolo di leadership»

Il sindaco Contini: Poetto e Molentargius risorse strategiche

La soddisfazione di Contini è doppia nel constatare che tra Pdl (27,5%) e Pd (21%) ci sono 2

mila preferenze.

La vittoria è dolce come un cornetto alla crema consumato al bar che sta a due passi dalla sede di

via Porcu. Mauro Contini, nuovo sindaco di Quartu, aveva previsto l'affermazione sua e del

centrodestra anche nelle proporzioni: 60,55 per cento (con 21.280 preferenze) per lui, 39,45 per

cento (con 13.863 preferenze) per Gigi Ruggeri, primo cittadino uscente del centrosinistra che ha

sconfitto. La soddisfazione è doppia nel constatare che tra Pdl (27,5%, 8.915) e Pd (21%, 6.814) ci

sono oltre duemila preferenze e che lui (come del resto Ruggeri) ha preso più voti delle liste: 809.

Tra lunedì pomeriggio e ieri ha ricevuto 200 sms e innumerevoli chiamate, tra cui quelle del

senatore Romano Comincioli e del deputato Salvatore Cicu. «Sono soddisfatto perché attorno a me,

con il trascorrere dei giorni, si è stretta la comunità», dice Contini, vicecoordinatore provinciale del

Pdl. «Il nostro messaggio di cambiamento è stato gradito, al di là degli slogan».

Ha invitato i quartesi a “votare con amore”. Ora dovrà amministrarli.

«E lo farò sperando di garantire il cambiamento». Ha speso molto per la campagna elettorale?

«Non abbiamo gravato sulle casse dei partiti. Gli slogan della campagna elettorale sono stati

suggeriti da un mio amico creativo che vive e lavora a Barcellona, Simone Gaviglia».

Dopo la convalida degli eletti inizierà a lavorare per la Giunta. Ha già un'idea?

«Ce l'ho, ma la tengo per me. Devo valutare alcune questioni assieme agli alleati».

Anticipazioni? «Un assessorato di peso sarà retto da un giovane».

Solo? «All'Urbanistica o ai Lavori pubblici sarà data anche la delega per il litorale».

Una delega solo “politica”? «No, una delega con finanziamenti ad hoc ».

Che tempi dà per la presentazione della squadra? «Molto stretti. Dobbiamo andare presto anche in

Aula perché c'è il bilancio da approvare». Sarà un bilancio tecnico? «Non potrà che essere così».

Lei è un fedelissimo del governatore Cappellacci?

«Con senso di responsabilità è stata riproposta la stessa formazione che governa la Regione».

Ha condotto una campagna elettorale dai contenuti simili a quella delle regionali di un anno fa.

«Il messaggio del coinvolgimento della gente è lo stesso. A differenza dei nostri avversari siamo

andati dai cittadini, li abbiamo ascoltati. Loro aspettavano che i quartesi andassero da loro».

C'è chi sostiene che lei sarà il sindaco degli imprenditori dell'edilizia. È vero?

«Chi lo dice non mi conosce. Cercherò di essere il sindaco di tutti, quindi anche degli imprenditori.

Qualche mio predecessore ha lavorato con personaggi che, quando io ero ragazzino, ha avuto

legami forti con la progettazione e l'imprenditorialità che hanno determinato una certa espansione

della città».

Quindi?

«Non accetto lezioni di moralità da nessuno».

Cosa serve per rilanciare l'economia?

«Occorre dare gambe al Piano casa e ai piani di risanamento del litorale».

Quali saranno i suoi primi passi?

«Chiederò un tavolo tecnico con gli enti interessati per decidere una volta per tutte che cosa fare del

Poetto e del Molentargius».

Quartu deve recuperare posizioni?

«Deve riprendersi il ruolo di leadership nell'area vasta. Con la conquista di Quartucciu, quella tre

anni fa di Selargius, della Regione e la certezza della vittoria di Farris alla Provincia, si ricomporrà

un quadro di centrodestra che ci permetterà di parlare la stessa lingua».

La prima cosa che farà dopo l'insediamento?

«Demolirò la pista ciclabile di via San Benedetto. Uno scandalo».

E poi?

«Cercherò di rendere pedonale il centro storico. Per questo ricostruiremo il mercato con parcheggi

sotterranei. Spero inoltre di trovare una soluzione, in sinergia con gli altri Comuni, alla viabilità in

viale Marconi. Le opere realizzate non hanno risolto i problemi. Servono scelte coraggiose, anche

impopolari».

Cosa lascia di buono il suo predecessore?

«Un buon piano strategico».

Per il resto?

«Un Comune senza bilancio, strade bitumate alla meglio. E cinque anni di non-governo».

LORENZO PIRAS



L'aula Quartu Torru (Pdl) è il candidato più votato



Ruggeri forse rinuncia al seggio in Consiglio



Potrebbe rinunciare al seggio in Consiglio comunale. Gigi Ruggeri, sindaco non rieletto, si è preso

una vacanza per pensare al suo futuro: «Devo riflettere, vorrei avere più tempo per la famiglia e per

il lavoro». È deluso: «È triste constatare che, tra i più votati, ci sia qualche persona che in passato

non si sia contraddistinta solo per episodi positivi. È una regressione che mi preoccupa».

LA MAGGIORANZA Le elezioni di domenica e lunedì consegnano al Comune una maggioranza di

centrodestra bulgara, con 20 consiglieri più il sindaco Mauro Contini. Il Pdl piazza 10 consiglieri:

Lucio Torru (597), consigliere più votato in assoluto. Seguono Franca Mazzuzzi (487), Alfredo

Dessì (457), Roberto Attilini (431), Luisa Carta (405), Massimo Pau (397), Roberto Farci (390),

Luisella Sarritzu (376), Giancarlo De Campus (368), Giorgio Mulas (365). Non entrano gli uscenti

Roberto Caredda (357) e Marco Canu (284). L'Udc tre: l'ex assessore alla Cultura Tonio Pani, terzo

più votato (526), l'ex presidente dell'Aula Carletto Melis (370) e Pino Boi (303). I Riformatori 2:

Gabriele Marini (437) e Ignazio Schirru (152). Un seggio a testa a Sardegna Unita (Uds e Partito

Socialista) per Dino Cocco (496), al movimento Mpa per Carlo Floris (219), al Psd'Az per Federica

Angius (409). Poi le civiche. Un seggio per va al Centro Giovani per Martino Sarritzu (317), uno a

Lavoro e Quartieri per Diego Vacca (162 ).

LA MINORANZA L'opposizione avrà dieci consiglieri compreso Ruggeri. Otto sono del Pd: Rita

Murgioni (558), la seconda più votata. Poi Stefano Busonera (510), Stefano Secci (435), Francesco

Piludu (418), Gabriele Orrù (413), Stefano Delunas (403) Lello Marci (356), Giuliano Piludu (356).

L'Idv conquista un seggio per Gianluigi Serra (185). Ne otterrebbe un altro se Ruggeri dovesse

riununciare per Nicola Pischedda (110). Quattro liste su sette del centrosinistra restano senza

seggio: Sinistra Ecologia e Libertà, Rifondazione, Verdi, Rosso Mori e Api. (lo. pi.)

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giovedì 3 giugno



Sette liste sotto il quorum (cinque per Ruggeri). Torru (Pdl) il più amato dai quartesi

Dietro gli eletti un esercito di delusi

A quota zero 49 candidati, solo 14 i consiglieri confermati

Non sono mancate le sorprese, dopo lo spoglio delle preferenze che ha sancito la vittoria di

Mauro Contini.

Esclusioni eccellenti e grandi rientri. Le elezioni di domenica e lunedì scorsi consegnano un

Consiglio comunale composto solo per metà da volti noti della politica cittadina. La scure si

abbattuta soprattutto sul centrosinistra: non poteva essere diversamente, considerato il rapporto di

forza stabilito dalle urne, che assegnano il 65 per cento dei posti in Consiglio al centrodestra e il 35

alla vecchia maggioranza: tradotto in seggi dell'assemblea civica di via Porcu, sono venti per la

coalizione che sostiene il nuovo sindaco Mauro Contini e dieci per la minoranza.

LE LISTE Ben cinque liste - su sette - che appoggiavano il sindaco uscente Gigi Ruggeri non hanno

superato il quorum e quindi non hanno espresso nemmeno un consigliere: Alleanza per l'Italia,

Federazione della sinistra, Sinistra ecologia e libertà, Verdi e Rossomori. Sul fronte del

centrodestra, invece, soltanto due liste su dieci sono rimaste fuori: Fiamma tricolore e la civica

Litorali centro e quartieri. Tra le vittime illustri di questa sforbiciata figurano persone di peso come

gli uscenti assessore allo Sport Elisabetta Campus e il capogruppo di Rifondazione comunista

(nonché segretario provinciale) Giuseppe Stocchino , entrambi candidati con Federazione della

sinistra.

GLI ESCLUSI Tra gli uscenti resta a terra perfino il capogruppo del Partito democratico Maurizio

Farris ma, quasi per par condicio, anche il capogruppo di Forza Italia Roberto Caredda , candidato

con il Popolo della libertà. Non faranno parte della pattuglia del Pd in Consiglio comunale

nemmeno Gianni Inzaina e Roberto Mariani , mentre per il Pdl sono rimasti fuori anche Marco

Canu e l'ultimo segretario cittadino di An, Cenzo Naitana . Fuori inoltre tre consiglieri comunali

che nella scorsa legislatura erano passati dal centrosinistra al centrodestra: Romina Angius (Udc),

Tonino Lobina e Graziano Sarritzu (entrambi di Sardegna unita). Non è escluso che qualcuno tenti

la carta del ricorso al Tar per il riconteggio delle preferenze o stia sperando nelle nomine in Giunta:

i consiglieri che dovessero diventare assessori lascerebbero il posto in aula ai primi dei non eletti

nelle proprie liste.

PREFERENZE ZERO Non hanno avuto alcuna speranza (e molto probabilmente nemmeno ci

hanno sperato), i quarantanove candidati che non hanno ricevuto alcuna preferenza: a iniziare dalla

propria. Si tratta quasi esclusivamente di persone che sono state inserite in lista per fare numero,

ma senza mettere a repentaglio altri candidati. I partiti con un maggior numero di “preferenze zero”

sono quelli con le peggiori performance elettorali di entrambi gli schieramenti. Nel centrosinistra i

Verdi hanno totalizzato dieci candidati rimasti a secco, nel centrodestra per la Fiamma tricolore ne

risultano nove.

I RIENTRI Non mancano nuovi consiglieri che, in realtà, proprio nuovi non sono. Dopo tredici anni

di assenza dal Municipio fa ritorno Diego Vacca , con la civica Lavoro e quartieri: per ben tre volte

la fortuna non l'aveva assistito nelle urne, quasi sempre per una manciata di voti. A cavallo degli

anni Ottanta e Novanta era stato uno dei maggiori esponenti del Partito socialista cittadino: più

volte assessore, vicesindaco nella Giunta Berretta e vicepresidente della Provincia. Nelle fila del

Pdl rientra nell'assemblea di via Porcu l'ex repubblicano Roberto Farci , consigliere dall'88 al 2001

e candidato sindaco per il centrodestra nel '97.

IL PIÙ VOTATO Consigliere comunale del Ccd-Cdu tra il 2001 e il 2004, dopo cinque anni di

burrascosa pausa politica (trascorsa a suon di querele e condanne per le pubblicazioni contro il

sindaco Ruggeri nel periodico “Quartu Sera”, di cui era direttore) rientra nell'assemblea civica

Lucio Torru . Candidato con il Pdl, ha raggiunto il record delle 597 preferenze. Sarà lui a presiedere

la prima seduta del nuovo Consiglio comunale in qualità di consigliere anziano (il più votato del

partito vincente). Sempre con il Pdl ritornano in aula Giorgio Mulas , anch'egli consigliere del Ccd-

Cdu tra il 2001 e il 2004, e Roberto Attilini (ex Forza Italia nallo stessa legislatura). In Consiglio

comunale con il Pds tra il '93 e il 2001, Giuliano Piludu riconquista un seggio con il Pd.

IL GRANDE SALTO Dalle vecchie Circoscrizioni, soppresse da una recente legge nazionale sugli

enti locali, arriva invece il consigliere comunale più giovane: si tratta del ventottenne Francesco

Piludu (Pd), presidente uscente del parlamentino di Santo Stefano. Stessa Circoscrizione di

provenienza, ma nelle fila del Pdl, per Massimo Pau . La Civica Centro giovani, invece, apre le

porte del Consiglio comunale a Martino Sarritzu , ex vicepresidente del parlamentino di Pitz'e

Serra.

GIOVANNI MANCA DI NISSA

La Giunta. Saranno sette o otto, ma la nuova legge non è chiarissima

Incognita sul numero degli assessorati

La nascita della nuova Giunta deve fare i conti con il taglio degli assessorati. La legge sugli Enti

locali, approvata dal Parlamento a marzo, prevede la diminuzione del 25 per cento delle poltrone

dell'esecutivo.

Un bel problema anche aritmetico per la nuova amministrazione: in via Porcu la Giunta poteva

essere composta da dieci assessori. Un quarto in meno vuol dire 7,5: bisogna capire se si dovrà

arrotondare a otto per eccesso o a sette per difetto.

Le liste di maggioranza entrate in Consiglio comunale sono otto e ognuna avanzerà le proprie

richieste. Per il momento nessuno vuole scoprire le carte, il nodo sarà affrontato nella prossima

riunione dei partiti della coalizione costruita sulla falsariga di quella che, a livello regionale,

appoggia la Giunta Cappellacci.

Sui nomi si parte da zero anche perché, considerate le fibrillazioni sulla leadership trascinate fino

alla vigilia della campagna elettorale, non c'è stato il tempo di prendere accordi sulla composizione

dell'esecutivo. I tempi, però, non potranno che essere stretti: l'amministrazione di via Porcu è senza

bilancio, quindi ingessata. Spetterà alla nuova Giunta presentare una proposta in Consiglio. (g.

mdn.)

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giovedì 3 giugno



A Settimo molte conferme tra gli undici consiglieri che sostengono il rieletto Palmas



Quartucciu, due liste senza quorum

Fuori i candidati sindaci. Carlo Murru prepara la Giunta

A Quartucciu i pretendenti alla massima carica erano sei. A Settimo il sindaco Costantino Palmas

prepara la festa a Casa Dessì.

Cambio di fronte a Quartucciu (ora governata dal centrodestra), conferma per il centrosinistra a

Settimo, che mantiene anche il sindaco. Queste alcune curiosità emerse dal voto per le

Amministrative.

QUARTUCCIU Nella sfida vinta da Carlo Murru per la conquista della poltrona di primo cittadino

ci sono cinque sconfitti, ma due lo sono più degli altri. Sono Antonello Lai, il giornalista che

correva con la lista civica “Quartucciu città nuova”, e Giulio Murru di “Libera Quartucciu”:

entrambe non hanno raggiunto il quorum, quindi non eleggono alcun consigliere: Lai e Giulio

Murru restano fuori. Una disfatta soprattutto per “Quartucciu città nuova”, che ha ottenuto appena

109 voti, mentre sette candidati consiglieri non hanno ricevuto nemmeno un voto: sono Claudio

Bachis, Serenella Crucitti, Giuseppe Mattana, Gianluca Meloni, Maria Gabriella Mura, Rita Piras e

Alessandro Zuddas. Ne ha raccolti 138 “Libera Quartucciu”: il candidato consigliere che ha

ottenuto maggiori consensi è Simone Surcis, con 21 voti. Solo tre, in totale, le consigliere elette:

Federica Cocco (24 anni, la più giovane) per la lista di centrodestra, Lalla Pulga e Valeria Ledda

per la lista “Bentu Nou”. Sabato mattina ci sarà la prima uscita pubblica del neosindaco: Carlo

Murru parteciperà alla cerimonia di premiazione del concorso letterario in lingua campidanese, a

Quartu.

SETTIMO Undici consiglieri, alcuni dei quali alla prima esperienza. È con questa maggioranza che

Costantino Palmas governerà per la seconda volta consecutiva, forte dei 2.189 raccolti domenica e

lunedì scorsi, il Comune di Settimo, che si conferma una roccaforte del centrosinistra. Conferma

per gli assessori uscenti Pieraldo Uras, Salvatore Mura, Franco Dessì e Gianluigi Puddu, oltre che

per i consiglieri Massimo Pusceddu, Cristina Milia e Luciano Marci. Nell'ultima legislatura, Mura

era in Giunta come tecnico. In maggioranza arrivano per la prima volta in Consiglio Marco Atzeri,

Arianna Cocco, Stefano Atzori e Rita Montis. Delle cinque candidate nella lista del sindaco, ne

sono state elette tre. All'opposizione cinque consiglieri, quattro dei quali al debutto in Consiglio:

sono Luciano Deiana, Francesca Pili, Pierpaolo Pitzalis e Dario Orgiana. In minoranza anche Efisio

Tolu, che nella passata legislatura era in maggioranza. Raddoppia il numero delle donne

nell'assemblea civica, che diventano quattro: tre della maggioranza, una dell'opposizione. Presto la

festa per la vittoria a Casa Dessì.

GIORGIA DAGA

ANTONIO SERRELI

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giovedì 3 giugno

Serdiana, la «new entry» Meloni

In sella neofiti della politica e molte donne

JACOPO BULLA

SERDIANA. Clamoroso: Roberto Meloni, ingegnere quarantenne, neofita della politica, è riuscito a

sovvertire i pronostici della vigilia e a sconfiggere Antonio Pala, il geometra settantenne che siede

ininterrottamente sui banchi del consiglio comunale dal 1964 (si presentava per la decima volta).

La lista di Meloni «Progetto per Serdiana», civica di centro sinistra, ha ottenuto 267 voti in più.

Il consigliere più votato in assoluto è stato Massimiliano Pusceddu. Il sindaco uscente Marcello

Frau non farà parte del consiglio comunale. Ha preso infatti solo quarantasette preferenze.

Dolianova. Rosanna Laconi, Pd, assessore uscente, 53 anni, primario del pronto soccorso del San

Giovanni di Dio di Cagliari ha battuto Ricciotti Usai, riformatori, 51 anni dipendente del ministero

per i beni culturali, capogruppo della minoranza uscente. Esce di scena Luigi Piano che ha guidato

il paese negli ultimi 10 anni. Il consigliere più votato in assoluto è stato Paolo Ferrari che ha

ottenuto 343 preferenze. Il più votato della lista vincitrice è stato Sergio Zuddas. Fanno parte del

consiglio comunale oltre alla Laconi, la prima volta di una donna a Dolianova, altre 6

rappresentanti del gentil sesso. Nurri. Urne amare per il sindaco uscente Antonio Maria Atzeni.

Il primo cittadino è stato nettamente sconfitto dal geometra Antonello Atzeni. Il centro sinistra

riconquista il paese del Sarcidano. Tra i candidati a consigliere ottimo il risultato di Angelo Usai, ex

sindaco, il più votato in assoluto con 93 preferenze. Non è stato rieletto il capogruppo della

minoranza uscente Giampaolo Ligas che è stato sindaco di Nurri dal 2000 al 2005.

Orroli. E’ stato riconfermato il sindaco uscente Antonio Orgiana che non aveva avversari. La

commissione elettarale circondariale di Sanluri ha, infatti, ricusato l’altra lista civica

«Indipendentisti» perché presentata oltre i termini della scadenza. Il più votato è stato Roberto Orrù

con 246 preferenze. Villanovatulo. Cambio di guardia: Giuseppe Loddo ha riconquistato la

poltrona che aveva occupato dal 1995 al 2005 e che era stato costretto a cedere non potendo

riproporsi. Ha battuto nettamente il sindaco uscente Andrea Stefano Lai prendendo 224 voti in più.

Il ritorno del Centrodestra

Nuraminis, successo con ampio margine di Stefano Anni

NURAMINIS. La frantumazione del centrosinistra favorisce il centrodestra che riconquista il

municipio ai piedi della via Nazionale.

Il trionfo di Stefano Anni, alla guida della lista civica “Insieme Nuraminis e Villagreca” di

orientamento moderato e pidiellino, è tutto nelle cifre: 910 voti per il 50,27%.

Un vero e proprio plebiscito. ‹‹Non prevedevo un distacco così ampio - ammette il nuovo inquilino

del palazzo civico - Ora dovremo rafforzare la macchina amministrativa e valorizzare l’area di

Nuracesus dal punto di vista turistico con la realizzazione di un parco naturalistico». Gli sfidanti

hanno raccolto le briciole.

Paolo Cocco (“Sardegna con due spighe e ramo d’ulivo) si è fermato a 576 consensi con il 31,82

per cento. Alex Sanna, alfiere della lista “Per Nuraminis e Villagreca”, ha ottenuto 324 preferenze

per il 17,90%.(l. p.)

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giovedì 3 giugno



Duello a Guasila, vince Lilliu

Stacca di poco l’avversaria Maria Francesca Lampis

GUASILA. Erano partiti in cinque, la partita si è ridotta in un duello sin dalle prime battute dello

scrutinio. E, alla fine, la stracittadina si è risolta a favore di Gianluigi Lilliu che, alla guida del

pattuglione civico “Guasila futura” ha raggiunto il 32,08% con 581 voti diventando così il nuovo

sindaco di Guasila. Ad un passo dalla vittoria la maglia rosa Maria Francesca Lampis con la lista

“Amare Guasila” forte di 529 consensi (29,21 per cento). Staccate le altre forze politiche. Corrado

Secci (“Un paese in Comune”) ha raccolto il 17,89% grazie a 324 preferenze, Corrado Cadeddu

con la formazione “Riunirci per Guasila” non ha superato 196 voti attestandosi al 10,82 per cento.

Non è andato molto lontano Ignazio Etzi con “Insieme per Guasila” (181 voti pari al 9,99%)

costretto, tuttavia, a rimanere fuori dall’aula consiliare.(l. p.)

Giuseppe Carta punta su turismo e ambiente

Seulo, un ingegnere dell’Alcoa al comando

NELLO MOI

SEULO. Uno spoglio infinito terminato alle prime luci dell’alba in un’aula accaldata e strapiena di

cittadini, due dei quali per lo stress hanno dovuto far ricorso a cure ospedaliere, che ha sancito la

vittoria della lista “Bellu Giai Esti Seuleddu”, e del sindaco Giuseppe Carta, ingegnere all’Alcoa,

422 suffragi contro quella dello sfidante Antonello Ghiani che si ha avuto 265 voti di preferenza.

Una vittoria ed una differenza di voti che comunque non è valsa a promuovere l’intera compagine.

Accanto al neo eletto sindaco Carta fanno parte den rinnovato consiglio municipale seulese i

consiglieri Andrea Puddu, Nicola Ghiani detto Baggio, Sivia Carta, Fabio Moi, Wilma Ghiani,

Eliseo Murgia, Renato Murgia, Ivan Lecca. Sono destinati ad occupare invece i banchi

dell’opposizione il candidato sindaco Antonello Ghiani, Flavia Agus, Nicola Ghiani, Mario Vittorio

Carta. «C’è molto da fare, ma la voglia di ben figurare non ci manca - ha affermato il neo sindaco

Carta - Seulo ed i suoi abitanti necessitano un’eccezionale considerazione di quella che sino ad

oggi gli è stata riservata. Nella composizione dello schieramento elettorale abbiamo puntato molto

sui giovani e siamo stati premiati. Ora occorre rimboccarsi le maniche e pensare di recuperare il

tempo perduto». Le linee programmatiche d’intervento del neo eletto consiglio comunale

investiranno settori diversi qualo: cultura e turismo, edilizia e lavori pubblici, lotta alla

disoccupazione, viabilità, utilizzo razionale delle terre pubbliche, salvaguardia ambientale e

sfruttamento oculato delle risorse locali, in special modo a quelle prodotte dal flusso turistico

montano, nonchè il recupero delle tradizioni e della memoria storica cittadina.

«Ma per bene operare - conclude il neo eletto sindaco Carta - è indispensabile la partecipazione e

coinvolgimento attivo dei cittadini alla vita politico amministrativa».

UTA

Una vittoria al fotofinish per Giuseppe Pibia

UTA. Una scheda dopo l’altra, un voto dopo l’altro. Una lenta, costante, progressione fino a quella

che è diventata una vittoriosa volata al fotofinish. E’ la sintesi più realista della straordinaria,

avvincente corsa elettorale di Giuseppe Pibia che ha stracciato gli altri contendenti della giostra

elettorale. E’ proprio il pezzo forte del Pdl - corrente Popolari Liberali - con la lista civica “Uta il

paese che vogliamo” a trionfare con il 38,53% pari a 1857 preferenze. La spallata decisiva alle

illusioni di Ferdinando Coghe - 1612 voti con il 33,45 per cento - è arrivata proprio nel rush finale.

Sul gradino più basso del podio Tomaso Angioni (“Insieme per il futuro”) con 1350 consensi pari al

28,01%. «Vince la voglia di cambiamento - esulta Pibia - Ora penseremo ad un progetto per il

collegamento del paese alla Pedemontana. C’è poi l’apertura della casa di riposo in località

Argiolas Manna». (l. p.)

Pag. 5

giovedì 3 giugno



Cappellacci, giunta e Pdl verifica negativa Ora un rimpasto politico?

Il coordinatore Delogu smentisce il risultato negativo, ma ora si parla di nuovo di assessori-

consiglieri

FILIPPO PERETTI

CAGLIARI. La partita delle Province sarà decisa dai tre ballottaggi, ma la verifica del voto c’è già

stata ed è stata impietosa per il Pdl e per la giunta Cappellacci. Il feeling del 2009 non c’è più e nel

centrodestra c’è chi torna a chiedere il rafforzamento «politico» del governo regionale.

Il crollo e la verifica politica. Nel centrodestra ha aumentato in voti solo il Psd’Az, tutti gli altri

partiti hanno perso rispetto alle regionali dell’anno scorso, ma mentre i centristi hanno

sostanzialmente tenuto percentuali accettabili (grazie all’astensionismo record), il Pdl è crollato:

scendendo da 248mila voti ad appena 131 mila. Era al 30 per cento, ora è al 16, secondo partito

dopo un Pd che cala dal 24 al 20 per cento. Le elezioni amministrative erano un test non solo sui

partiti ma anche sulla giunta Cappellacci e il test non è stato certamente positivo. Aggravato dal

fatto che il presidente ha scelto di non partecipare alla campagna elettorale a causa dell’inchiesta

giudiziaria che lo coinvolge.

Il dissenso riprende fiato. In questa situazione lo scontro nel Pdl, in corso da più di un anno,

potrebbe aggravarsi. Uno dei dissidenti, Fedele Sanciu, è ora a capo della Provincia di Olbia, ma

nel frattempo è esploso il caso di un altro senatore, il cagliaritano Piergiorgio Massidda a Cagliari e

il deputato Mauro Pili è costantemente all’attacco di Cappellacci. Le critiche di Beppe Pisanu non

si sono fermate e da qualche tempo è in posizione defilata anche Romano Comincioli, che non deve

aver gradito il rapporto privilegiato tra il governatore e Denis Verdini, anch’egli coinvolto

nell’inchiesta sull’eolico. Senza contare che la divisione nel gruppo in Consiglio regionale non è

stata risolta e che anzi uno dei leader del dissenso, Ignazio Artizzu, è da pochi giorni il coordinatore

sardo della corrente di Gianfranco Fini.

Il presidente vuole smarcarsi. Sinora i dissidenti del Pdl, più che Cappellacci, hanno sempre preso

di mira il vertice del partito: dal coordinatore Mariano Delogu al capogruppo Mario Diana alla

presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo, che è vice di Delogu. Secondo i dissidenti,

sono loro ad aver imposto il «cagliaricentrismo» della giunta: posti di potere al Pdl nel centro-sud

dell’isola, spazio agli alleati nel centro-nord. Il caso di Fedele Sanciu sembra dimostrare che il

dialogo interno e il recupero dei dissidenti sono vincenti. Ci sarà un allargamento dei rapporti di

Cappellacci alle aree interne che nell’isola fanno riferimento a Beppe Pisanu e Romano

Comincioli? Sono interrogativi decisivi per Cappellacci. Segnali positivi gli sono arrivati. Ad

esempio, Pisanu ha deciso di non partecipare a Cagliari alla campagna di Massidda contro il

candidato ufficiale del Pdl, Giuseppe Farris.

La giunta politicamente debole. Di fronte ai numerosi conflitti da risolvere, Cappellacci non è certo

aiutato dalla sua giunta. Il solo che sta reggendo la baracca è l’assessore al Bilancio, Giorgio La

Spisa, per il resto ordinaria amministrazione più o meno efficiente e niente più. Sono in molti nella

maggioranza a pensare che il presidente non possa andare avanti a lungo così.

Cappellacci pensa al rimpastone. Secondo indiscrezioni, il governatore vorrebbe rafforzare la

giunta in più settori e, inoltre, vorrebbe darle più peso politico. Sarebbe però sempre dell’idea di

confermare l’incompatibilità assessore-consigliere, mentre alcuni partiti (ad esempio i centristi) gli

suggeriscono di mettere al governo i migliori e i più esperti tra i consiglieri anche per costruire un

rapporto più solido con l’assemblea. E per proiettare la giunta nel territorio (e finalmente in tutti i

territori). Contro l’ingresso di consiglieri in giunta ci sarebbero il vertice del Pdl (partito e gruppo).

Gli alleati concedono una tregua. Prima delle elezioni amministrative, prevedendo un risultato non

positivo per la coalizione, diversi alleati pronosticavano l’apertura di uno scontro alla Regione. Il

fatto che a perdere voti sia stato di fatto solo il Pdl ha tranquillizzato centristi e sardisti, i quali, di

fronte alle difficoltà oggettive del momento, ad esempio l’inchiesta giudiziaria sull’eolico,

starebbero pensando di non forzare sulla resa dei conti. Tutti sostengono l’esigenza di un rimpasto e

di un aggiornamento del programma, ma senza far precipitare la situazione.

La solidarietà al presidente. Non è certo un caso che martedì, il giorno dopo le elezioni, tutti gli

alleati si siano stretti attorno a Cappellacci nell’aula del Consiglio regionale. Sardisti e centristi,

soddisfatti del risultato elettorale, non hanno interesse a rompere il giocattolo. E c’è anche da

considerare che l’appoggio unitario del centrodestra al presidente è stato favorito anche

dall’offensiva del centrosinistra sull’inchiesta giudiziaria sull’eolico. Lo show e l’abbandono

dell’aula hanno ricompattato la maggioranza proprio nel momento di maggiore debolezza per la

posizione scomoda di Cappellacci e per la crisi del Pdl.

Il vertice del Pdl getta acqua sul fuoco. Il coordinatore del Pdl, Mariano Delogu, smentisce che il

risultato del suo partito sia stato negativo. E non è allarmante il crollo dei voti dalle elezioni

regionali 2009 (248mila) alle provinciali 2010 (131mila) che hanno la stessa base elettorale, cioé

tutti gli elettori sardi? «A scuola - dice Delogu - mi hanno insegnato che non si possono sottrarre gli

asini dalle pecore. Gli elettori sono gli stessi ma le elezioni sono diverse, bisogna quindi fare

riferimento alle provinciali di cinque anni fa. E allora scopriamo che stavolta abbiamo già

conquistato una Provincia in più, la Gallura oltre Oristano, e che abbiamo strappato Quartu al

centrosinistra. Tutto questo con candidati Pdl. E con i voti, rispetto al 2005, più o meno siamo lì».

Non è stato neanche un giudizio negativo su Cappellacci e la sua giunta? «Ma per carità - taglia

corto Delogu - non c’entrano nulla». Soddisfatto, quindi? «Non c’è da essere entusiasti ma neanche

da stracciarsi le vesti. Ora vedremo i ballottaggi e poi faremo un bilancio». E il fatto che 131mila

elettori del Pdl non abbiano votato? «Non è una decisione politica - risponde Delogu - ma dipende

solo dal fatto che alla gente delle Province non gliene frega niente».

Una verifica politica alle porte. Rimpasto o no, una verifica politica e programmatica ci sarà subito

dopo i ballottaggi. Perché tutti gli alleati concordano sull’esigenza di rafforzare e rilanciare l’azione

di governo. La situazione economica rischia di aggravarsi nell’isola nei prossimi mesi e occorrere

pensare a nuove contromisure.

Domani vertice sulla crisi finanziaria. Il primo atto della ripresa del confronto interno sarà celebrato

domani pomeriggio alle 16. Per quell’ora Cappellacci ha convocato in presidenza i leaderi dei

partiti e dei gruppi di maggioranza più l’assessore La Spisa e il presidente della commissione

Bilancio, Paolo Maninchedda. Si parlerà della crisi finanziaria dello Stato e della Regione. La Spisa

ha suggerito l’idea di una manovra correttiva anche in Sardegna. Cappellacci vuole discuterne con

tutti e con urgenza: la situazione, evidentemente, si sta facendo critica. Un confronto politico

preliminare potrebbe essere l’occasione per riparlare della giunta. Perché una manovra correttiva

che impone sacrifici in una fase di recessione e di disoccupazione dilagante, non può essere

affrontata con un governo debole.

Pag. 20

giovedì 3 giugno



Call-center a rischio sfratto

Affitti non pagati da 18 mesi. Pd e sindacato si rivolgono al Prefetto





CAGLIARI. E adesso manca solo lo sfratto: la Cisl lancia l’allarme relativo alla vertenza di Video

On line, il call center di via Montecassino occupato da tempo e al centro di una dura e complessa

vertenza che valica i confini regionali. Secondo Alessandro Milia, segretario territoriale della

Fistel-Cisl, domani o al più tardi martedì, l’ufficiale giudiziario potrebbe mettere i sigilli ai locali.

Il blocco giudiziale dell’attività lavorativa sarebbe automatico Un appello per impedire lo sfratto è

stato inoltrato da Cgil, Cisl e Uil al Prefetto di Cagliari, mentre Cappellacci ha ricevuto la richiesta

di incontro per l’attivazione anche su questa vertenza del Comitato Interassessoriale per le

emergenze economiche. La Cisl ricorda come il motivo della richiesta di sfratto consista in diciotto

mesi di affitti non pagato dalla società al proprietario dell’immobile, per un totale di 300mila euro.

Sulla vertenza è intervenuto anche il segretario regionale del Pd Silvio Lai. «Qualora dovesse

diventare esecutivo lo sfratto, con l’apposizione dei sigilli ai cancelli e conseguente blocco

dell’attività lavorativa e le ripercussioni per i lavoratori saremmo davanti a un caso di vera

emergenza La sociale. Per questo motivo chiediamo immediatamente l’intervento del Prefetto».

La vicenda di Video On Line si inserisce nella vorticosa storia del gruppo Libeccio, holding del

gruppo Omega. Questo negli ultimi otto mesi ha rilevato le attività di Eutelia, tramite la società

Agile, e di quindici società in difficoltà tra cui quelle del gruppo Phonemedia (12 call center in

Italia ed altri in Argentina e Albania) e di Video On Line. La vertenza del gruppo Omega, seguita

nei mesi scorsi direttamente dal Palazzo Chigi, con il sottosegretario Gianni Letta è stata oggetto

anche di indagini giudizie da parte di diverse procure.

Lo scorso 14 maggio la sezione fallimentare del tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento di

Libeccio, la holding che controlla il gruppo Omega. I giudici hanno accolto l’istanza avanzata dal

pm Carlo Nocerino che nelle scorse settimane aveva chiesto il fallimento della holding, alla quale è

legato un consorzio di 16 aziende, tra cui Phonemedia e Videoline 2, con oltre 8.200 dipendenti in

tutto il paese. Secondo la procura la Libeccio, controllata da due fondi inglesi, ritenuti dagli

inquirenti scatole vuote, è insolvente. La scorsa settimana c’è stato un nuovo sciopero di due ore

dei dipendenti cagliaritani del gruppo. L’assessore regionale del Lavoro, Francesco Manca, ha

assicurato il proprio interessamento e avviato i contatti con la committente Telecom Italia, l’azienda

dalla cui commessa dipende il futuro dei 470 lavoratori. Adesso la nuova emergenza, e la richiesta

di intervento del prefetto.

Pag. 27

giovedì 3 giugno



Il fatto. In ritardo anche la riconversione dei sessanta dipendenti dell'ex zuccherificio

Villasor, per strada la disperazione

Licenziamenti alla Sam, senza stipendio gli operai della base

Nessuna opportunità neanche per gli stagionali: si compra a credito nei negozi.

DAL NOSTRO INVIATO PAOLO CARTA

VILLASOR Era il paese dello zuccherificio, dei carciofeti, delle opportunità di lavoro concesse

dalla base militare, dove tante persone arrivavano dai centri vicini per trovare un'occupazione.

LA CRISI Adesso lo stabilimento della Sadam è chiuso e i 60 dipendenti dello zuccherificio da

quattro anni vanno avanti con la cassa integrazione e l'incubo ogni anno che il rubinetto

ministeriale possa chiudersi. «Senza nessuna prospettiva gli operai stagionali che venivano

impiegati nella raccolta delle barbabietole, dei pomodori o dei prodotti del Consorzio

ortofrutticolo», rincara la dose il sindaco Walter Marongiu. Da due mesi poi gli impiegati nelle

pulizie e nelle mense della base militare non ricevono lo stipendio. Ed è notizia di qualche giorno

fa, cinque operai della ditta che si occupava della raccolta differenziata dei rifiuti sono stati

licenziati.

LA PUZZA L'immagine più efficace per spiegare la situazione arriva da un artista, lo scultore di

Villasor Gigi Porceddu, tra l'altro dipendente della ditta che assicura le polizie nell'aeroporto

militare: «Prima a Villasor c'era la puzza causata dall'ex zuccherificio durante la lavorazione delle

barbabietole, ma adesso l'odore della disperazione è ancora peggiore». Si tocca con mano per le

strade, nei bar, nelle botteghe dove si compra d nuovo a credito.

Il progetto della Sadam, titolare dell'ex zuccherificio, di trasferire la forza lavoro in una nuova

attività (un impianto per la produzione dell'energia elettrica dalla combustione di olio vegetale) ha

già un anno di ritardo. «I permessi sono arrivati - spiega il sindacalista Nicola Tradori - ma l'area

scelta a Macchiareddu è stata sottoposta a diversi controlli e pareri di fattibilità. Da quattro anni

viviamo con mille euro al mese».

MILITARI Sempre meglio di quanto incassa mediamente un operaio al lavoro nella base militare tra

Decimo e Villasor: «Ottocento euro», spiega Pierpaolo Collu, rappresentante sindacale della Cisl.

«Siamo 120 dipendenti che passano da una ditta all'altra in base agli appalti assegnati dal Ministero

della Difesa. Da dieci anni queste gare sono al massimo ribasso, le fatture vengono pagate a

novanta giorni e durante l'ultimo passaggio di consegne da un'impresa a un'altra abbiamo vissuto il

solito dramma: la Brillante di Napoli ha chiuso il contratto ma attende ancora il saldo degli ultimi

lavori così ha lasciato i lavoratori senza stipendio, tredicesima, quattordicesima e trattamento di

fine rapporto. Oltre duemila euro a testa che incidono pesantemente nel bilancio di una famiglia

monoreddito. Tra il disinteresse egli amministratori locali e dei vertici militari».

RIFIUTI Gigi Porceddu ha consegnato al senatore Carlo Giovanardi, in visita elettorale prima delle

provinciali, una lettera di pietra. Scolpite parole di fuoco: «Villasor, il Campidano e la Sardegna

stanno morendo, voi cosa state facendo?».

Ancora più grave la situazione di cinque operai della Sardinia Ambiente, la ditta che garantisce la

raccolta dei rifiuti in diversi centri della zona. Luciano Mossa, Dino Caria, Mario Vargiu, Sandro

Sanna e Giovanni Esu sarebbero dovuti passare per legge nella ditta che è subentrata nell'appalto

scaduto. «Invece una errata comunicazione tra le due ditte ci ha escluso dalla forza lavoro: siamo

stati cancellati dall'elenco dei lavoratori in servizio alla Sadam comunicato alla società Ecologica,

nuova titolare dell'appalto. Una situazione palesemente irregolare, abbiamo presentato un ricorso al

tribunale del Lavoro, ma intanto da due mesi non abbiamo lo stipendio. Siamo pronti a rinunciare

alle due mensilità a patto di essere al più presto reintegrati». Questa è proprio disperazione.

Pag. 36

mercoledì 2 giugno



video on line 2 Tutti contro la Gelmini ma manifestazioni separate





No ai tagli alla scuola, i sindacati protestano divisi





Venerdì i due sit-in indetti separatamente da Cgil e Cisl sotto il palazzo della direzione scolastica

regionale: il primo è alle 11, il secondo alle 10. Anche la Uil è contro i tagli e la Finanziaria.

Le segreterie di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro al presidente della Regione Cappellacci

per chiedergli un intervento a sostegno della vertenza di Vol 2. I circa 500 lavoratori di uno dei più

importanti call center della provincia di Cagliari, che effettua servizi tecnici per Telecom, vivono

infatti una situazione di precarietà assoluta. Per i sindacati «è fondamentale che la commessa resti

nel territorio».

Contro i tagli dei posti di lavoro e dei fondi nella scuola sarda si mobilitano tutti i sindacati, ma

ognuno fa da sé. La Flc-Cgil annuncia per proprio conto un sit-in per venerdì alle 11 sotto la sede

dell'ufficio scolastico regionale in viale Regina Margherita, la Cisl ne annuncia un altro, stesso

giorno e stessa sede ma alle 10, la Uil non ci sarà ma proclama in un'assemblea lo stato

d'agitazione.

MOBILITAZIONE L'autonomia delle iniziative, almeno secondo quel che dicono i segretari

confederali, non nasconde divisioni: tutti, ribadiscono, sono sul piede di guerra per gli stessi tagli

(già indicati dalla Cgil in 1037 docenti e 670 Ata in meno nel 2010-2011) e per la Finanziaria

appena approvata dal Governo. «La manovra - denuncia il segretario regionale della Uil-scuola,

Giuseppe Maccioccu - si accanisce su insegnanti e personale della scuola con un triplo intervento:

blocco dei contratti e degli aumenti di anzianità e riduzione della retribuzione. Le buste paga

vengono colpite nella scuola ben di più di quelle dei manager di Stato. Insomma c'è una questione

grossa come un macigno che è l'equità». Ecco perché la Uil sollecita «una forte iniziativa congiunta

del sindacalismo scolastico che possa incidere anche in sede di dibattito parlamentare».

INIZIATIVE Per ora Cgil, Cisl e Uil marciano separati e con autonomi comunicati stampa, seppure

uniti nella stessa protesta. Divisi anche a Roma: la Cgil manifesterà nella capitale il 12, Cisl, Uil e

Snals il 15. «La nostra mobilitazione non si è mai fermata», dice il segretario regionale della Flc-

Cgil, Peppino Loddo che a tempo di record ha divulgato i dati ministeriali sugli organici del

prossimo anno. Secondo Loddo «riprende la mattanza sugli organici della scuola pubblica sarda:

perciò con il sit-in di venerdì protesteremo contro i tagli dell'organico e contro lo scippo delle

risorse alle scuole». Il segretario della Cisl, Enrico Frau, ribadisce che «ci ritroveremo sotto la

direzione regionale per denunciare la gravissima situazione e la sperequazione di una manovra che

vorrebbe far pagare ai lavoratori pubblici e della scuola, prima che alla politica, i costi della crisi».

INCONTRI COMUNI Intanto Cgil, Cil e Uil, Snals e Gilda sono stati convocati dall'ufficio

scolastico regionale per lunedì prossimo per fare il punto sugli organici. In comune c'è anche la

partita sul contratto dei dirigenti che vedrà domani, attorno allo stesso tavolo, tutti i segretari

provinciali della scuola e l'Anp (associazione dei presidi).


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