Il quadro della valutazione in Europa e in Italia by 0qcZMX8

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									Il quadro della valutazione
    in Europa e in Italia

      Daniele Pitturelli
    Pavia – 20 marzo 2007
                  Perché valutare?



Valutare la qualità del servizio è una condizione per
il miglioramento di un sistema educativo
La valutazione di un sistema scolastico facilita
confronti tra situazioni comparabili e sollecita una
emulazione tra le scuole
Il sistema di valutazione si configura come un
servizio agli operatori della scuola dell‟autonomia
              Per chi valutare?


L‟attività di valutazione rappresenta uno
strumento di gestione strategica del sistema
scolastico.
Gli esiti della valutazione sono essenziali per
migliorare - a livello centrale e periferico - la
qualità di un sistema di istruzione basato sulla
autonomia delle scuole.
In particolare, i risultati della valutazione interessano:


                                Le informazioni sugli esiti
                                della valutazione sono
•chi ha il                      indispensabili, a livello
compito di
governare il                    centrale e locale, per
sistema                         monitorare la qualità del
                                servizio scolastico - nel
                                suo complesso e nelle sue
                                articolazioni - e per
                                accompagnare i
                                conseguenti interventi di
                                riforma e di correzione.
                    •Le informazioni sugli esiti
                    della valutazione divengono
                    strumenti utili ai dirigenti
                    scolastici, ai docenti e al
                    personale ATA per migliorare
                    il proprio profilo
                    professionale.
chi opera
                    •Le scuole dell‟autonomia
all’interno delle   sono infatti sollecitate a
scuole              inediti rapporti
                    interistituzionali, fondati su
                    una trasparenza e una
                    integrazione progettuale che
                    richiedono apertura al
                    territorio, scambi di
                    informazioni e di esperienze,
                    disponibilità al confronto e
                    alla collaborazione;
                  Le informazioni sugli esiti
                  della valutazione interessano
                  direttamente le famiglie e gli
                  studenti per poter confrontare
                  i risultati delle scuole
chi fruisce del   ragionevolmente comparabili.
servizio          Le informazioni sugli esiti
                  della valutazione interessano
                  direttamente i potenziali
                  utenti, che disporrebbero di
                  uno strumento in più per
                  giudicare la qualità della
                  scuola e, laddove possibile,
                  per poter scegliere quella più
                  conforme ai propri desideri.
  Cosa valutare?
                    •l’efficacia del sistema nel suo
                    complesso, anche in confronto a
                    quello di altri paesi;
Gli ambiti della    •la qualità delle singole scuole;
valutazione
                    •gli apprendimenti degli studenti;
sono diversi e      •la professionalità degli operatori
possono
                    scolastici.
così riassumersi:   …ma è evidente la loro stretta
                    interdipendenza..
Un sistema di valutazione nazionale si fonda
su uno schema integrato di diversi approcci
valutativi per consentire analisi e diagnosi
affidabili :
•al Ministro,
•all‟amministrazione centrale
•e alle scuole
Un sistema nazionale di valutazione del
servizio scolastico potrebbe pervenire,
attraverso un approccio sistemico e procedure
integrate, ai seguenti obiettivi:
1) accertare quanto succede, identificando
punti forti e punti deboli;
2) stabilire se il livello delle risorse
disponibili è adeguato e se esse vengono
impiegate al meglio;
3) valorizzare, coinvolgere e
responsabilizzare gli individui, i gruppi e i
sistemi;
4) determinare cosa deve essere cambiato e
poi verificare se il cambiamento ha
prodotto effetti positivi.
Attraverso la valutazione è possibile

 Capire se si sta rispondendo ai bisogni
dell’utenza
 Identificare le priorità nell’uso delle
risorse interne
 Valorizzare la responsabilità individuale
 Dimostrare che gli investimenti richiesti
per la formazione sono giustificati
   Ognuno di questi obiettivi richiede di essere
   affrontato con metodologia specifica, ma

l’obiettivo fondamentale sarebbe quello di
accumulare dati e informazioni che,
 opportunamente analizzati e interpretati,

 consentano decisioni idonee a migliorare
l‟efficacia e l‟efficienza del sistema
scolastico.
•Per valutazione del             •Allo scopo di facilitare la
sistema nel suo complesso        lettura dei fenomeni e il loro
si intende la raccolta e         andamento, i dati per la
l’analisi dei dati relativi ai   valutazione di sistema
principali fenomeni che          vengono spesso presentati
riguardano l‟organizzazione      sotto forma di indicatori, che
scolastica, in modo da           permettono confronti più
ricostruire una visione di       agevoli sia tra i diversi anni,
insieme non solo dei             sia tra i diversi sistemi o tra le
risultati ottenuti, ma anche     diverse parti del sistema.
delle risorse utilizzate e dei
principali processi messi in
moto.
   GLI INDICATORI DI QUALITA’
            ( Ocse-Ceri)
  “Sono dispositivi di allarme che forniscono
   informazioni sulla qualità di funzionamento
             del sistema scolastico”
Assolvono due funzioni:
• accertare il regolare funzionamento del
  servizio
• segnalare eventuali disfunzioni che si possono
  verificare
                              Esempi di Indicatori

        RESPONSABILITA’
 Modalità e strumenti di informazione
all‟utenza sul POF
                                                     INTEGRAZIONE
 Presenza di forme di verifica specifiche
sul POF e di gradimento da parte
                                               Forme di collaborazione con
dell‟utenza
                                              Enti Locali e territorio
 Funzioni tecnico gestionali ( Staff, F/O)    Reti di scuole
                                               progetti di continuità e di
 Soggetti che hanno elaborato il POF o
                                              accoglienza;
hanno hanno collaborato alla sua stesura;      Iniziative di formazione per
 Formazione del personale coerente con       gli adulti
gli obiettivi del POF
       FLESSIBILITA’ DELLA DIDATTICA ORDINARIA
• Articolazione del curricolo (nazionale/locale, utilizzo riduzione del
15% (ora 20%) , quadrimestralizzazione);
• articolazione flessibile del gruppo classe: n. medio ore settimanali
• Iniziative di orientamento scolastico e professionale
• Forme di compresenza degli insegnanti
•Iniziative di continuità
• Presenza di offerte opzionali
• collaborazione con la formazione professionale e l‟obbligo
formativo
• rapporti con aziende e forme di alternanza scuola/lavoro
• Partecipazione a progetti e iniziative territoriali
               Le esperienze europee

• Diversi paesi predispongono ogni anno un Rapporto
  sull’evoluzione del loro sistema, basato sulla
  raccolta e sul confronto di indicatori
• In Francia viene predisposto ogni anno un Rapporto
  sulla scuola, dal titolo L’état de l’école. Il Rapporto
  riguarda l‟intero mondo dell‟istruzione, dalla materna
  alla superiore fino alla formazione continua. Esso si
  avvale di trenta indicatori che riassumono i principali
  dati relativi ai costi, alle attività, ai risultati della
  scuola francese, permettendo il confronto con i dati di
  altri paesi.
• In Inghilterra due sono i principali soggetti che
  pubblicano rapporti annuali sul sistema scolastico: il
  primo è l‟OFSTED (Office for Standards in
  Education), un ente statale non governativo istituito
  nel 1992 col compito di ispezionare e valutare tutte le
  singole scuole. L‟OFSTED riferisce direttamente al
  Parlamento. Il secondo è il QCA (Qualifications and
  Curriculum Authority), agenzia governativa
  responsabile dei curricula e della valutazione degli
  apprendimenti degli studenti. I rapporti di questi due
  enti forniscono al Parlamento, al Ministro
  dell‟educazione e all‟opinione pubblica una visione
  complessiva dello stato del sistema scolastico inglese
• In Svezia esiste una sola agenzia nazionale per
  l‟Educazione (Skolverket): pubblica specifici
  rapporti e ogni tre anni “Un quadro della
  scuola” nel quale sono evidenziati i risultati
  del sistema e confronti internazionali. Sulla
  base di questo rapporto il governo delibera
  piani specifici per il miglioramento della
  qualità.
                   Esperienze Italiane

• Nella Provincia autonoma di Trento, il Comitato di
  valutazione del sistema scolastico predispone da 10 anni, con
  cadenza biennale, un rapporto che esamina i principali aspetti
  della scuola trentina, confrontandoli con i valori nazionali e
  internazionali, attraverso un modello di analisi simile
  all‟OCSE.
• il Rapporto predisposto annualmente dal CENSIS sulla
  situazione del Paese, che presenta anche i principali dati di
  carattere strutturale sull‟evoluzione del sistema scolastico
• il Rapporto curato ogni anno dall‟ISFOL, che - senza
  trascurare l‟istruzione - focalizza la propria attenzione
  soprattutto sulla formazione professionale.
• Entrambi i documenti hanno consentito in questi anni di
  supplire in qualche modo alla mancanza di un vero rapporto
  valutativo sul sistema scolastico e formativo italiano.
    La valutazione del sistema scolastico in Italia
        Il quadro della valutazione in Italia

• La valutazione dell’andamento del sistema
  scolastico nel suo complesso, quella delle singole
  scuole e quella dei singoli alunni, ha assunto, negli
  ultimi decenni, un ruolo sempre più importante in
  molti paesi europei.
• Bisogna dire, tuttavia, che l’Italia, a differenza di
  altri sistemi educativi europei, non ha ancora definito
  un programma di valutazione del sistema educativo
  nel suo complesso.
                                                 La storia recente

• Negli ultimi quindici anni, in Italia, si è parlato, in
  modo sempre più approfondito, del tema della
  valutazione della qualità della scuola a partire dal
  Protocollo d’intesa (1990) [1] tra MPI e
  Confindustria che ha dato origine ad un progetto
  qualità i cui più recenti esiti sono un tentativo di
  ricognizione dei diversi modelli di valutazione della
  qualità della scuola messi a punto nel nostro paese.
[1] Il programma di  collaborazione, tra M.P.I (adesso M.I.U.R.) con Confindustria, per la qualità della scuola è stato varato nel 1990,
      rinnovato nel 1994, 1998 e 2002 e vede, oggi, la partecipazione di oltre 1000 unità scolastiche (cfr. www.gruppoclas.it/qualità/siqus).Il
      progetto qualità della scuola utilizza il modello applicato dal gruppo CLAS e si sviluppa attraverso una rete di scuole consolidata nelle
      varie aree del paese, i cosiddetti “Poli per la qualità della scuola”. Tale progetto intende favorire la realizzazione di un sistema di
      Gestione della Qualità attraverso strumenti che, partendo da un‟analisi e dal controllo dei processi, consentano, in modo efficace, di
      operare miglioramenti interni all‟organizzazione scolastica. Si veda in proposito il sito del Polo qualità di Milano : www.requs.it
• Nei Nuovi Orientamenti per l’attività educativa nelle
  scuole materne statali (D.M. del 3 giugno 1991) si
  parla di “valutazione” in un senso più ampio,
  svincolata dalla pratica del valutare l‟allievo;
• 1991  due numeri degli Studi e Documenti degli
  Annali della Pubblica Istruzione in cui si parla di
  valutazione di sistema e di autovalutazione. Nel n. 57,
  ad esempio, si parla, di un primo studio di fattibilità
  per l‟istituzione di un Servizio Nazionale di
  Valutazione.
• L‟introduzione in tutte le scuole italiane della Carta
  dei Servizi (Decreto del Presidente del Consiglio dei
  Ministri del 7/6/1995) corrisponde all‟esigenza di
  considerare l‟istituzione scolastica come servizio con
  finalità formative che si dichiara con trasparenza
  all‟utenza e agli operatori stessi. Il Ministero della
  Funzione Pubblica obbliga tutte le Amministrazioni
  erogatrici di servizi ad offrire all‟utenza una chiara
  descrizione delle prestazioni cui ha diritto e delle sue
  corrette modalità di erogazione.
               Il Progetto educativo di istituto

“La       scuola       programma      In    parallelo,   dal  mondo
annualmente la propria attività       dell’impresa il PROGETTO
mediante il Progetto educativo        QUALITA’         TOTALE   che
d’Istituto,      che      enuncia     prevede per le scuole:
organicamente         le     scelte
fondamentali        in      ordine     l’analisi dell’esistente
all’autonomia e indica finalità,       l’individuazione dei punti di
obiettivi, modi, tempi e              forza e di debolezza
strumenti e risorse dell’attività
stessa. Il progetto di Istituto       l’innesco di una logica di
indica le strategie dell’offerta      verifica e di miglioramento
formativa ed i tempi e i modi          la costruzione di un gruppo
delle verifiche interne, in           responsabile dei processi
raccordo     con      il   servizio
nazionale di valutazione”
  La Direttiva Ministeriale n.307 del 21 maggio 1997
                   e la legge 59/97
• La Direttiva Ministeriale n.307 del 21 maggio 1997,
  successivamente, consolida il sistema di valutazione
  dell‟Università e istituisce il SNQI (Servizio Nazionale per la
  Qualità dell‟Istruzione), affidando al CEDE la realizzazione
  dei programmi e delle attività.
• La nascita di tale istituto è direttamente funzionale alla
  promozione e al sostegno dell‟autonomia scolastica, così come
  la legge 59/97 e lo schema di regolamento in materia di
  autonomia delle istituzioni scolastiche (1999), nel quale si
  affronta il tema delle “verifiche e dei modelli di
  certificazione”, il concetto di “verifica del raggiungimento
  degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualità del
  servizio” per cui “il M.P.I. fissa metodi e scadenze per
  rilevazioni periodiche”.
  Il regolamento dell‟autonomia
          e la valutazione

    Art. 4. Comma 4 DPR 275/99
 ….Individuano inoltre le modalità e i
 criteri di valutazione degli alunni nel
rispetto della normativa nazionale ed i
criteri per la valutazione periodica dei
  risultati conseguiti dalle istituzioni
   scolastiche rispetto agli obiettivi
                prefissati
     Con il Decreto Legislativo 20 luglio 1999, n. 258,
                le funzioni svolte prima dal
              CEDE (Centro Europeo dell‟Educazione)

vengono ampliate e affidate all‟INVALSI (Istituto
Nazionale per la Valutazione del Sistema dell‟Istruzione)


il cui compito è quello di valutare
l’efficienza e l’efficacia del sistema di istruzione nel
suo complesso,

      tenendo conto nella programmazione della sua attività
      delle priorità strategiche annualmente individuate dalle
      direttive del MIUR.
                INValSI (1999-2004)

• Il nuovo istituto INValSI (Istituto Nazionale per la
  Valutazione del Sistema dell’Istruzione) si vede,
  inizialmente, assegnati i seguenti obiettivi:
• valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del
  sistema di istruzione nel suo complesso e nelle sue
  articolazioni, ove opportuno anche per singola
  istituzione scolastica, inquadrando la valutazione
  nazionale nel contesto internazionale;
• studio delle cause dell’insuccesso e della
  dispersione scolastica;
• programmazioni di attività di valutazione sulla
  soddisfazione dell’utenza;
                    INValSI (1999-2004)
•   fornitura di supporto e assistenza tecnica
    all‟amministrazione per la realizzazione di autonome
    iniziative di valutazione e di supporto alle singole
    istituzioni scolastiche, anche mediante la
    predisposizione di archivi informatici liberamente
    consultabili;
•   valutazione degli effetti degli esiti applicativi delle
    iniziative legislative che riguardano la scuola;
•   valutazione degli esiti dei progetti e delle iniziative
    di innovazione promossi in ambito nazionale;
•   assicurazione della partecipazione italiana a
    progetti di ricerca internazionale in campo
    valutativo e nei settori connessi dell‟innovazione
    organizzativa e didattica;
•   realizzazione di iniziative che comportino attività di
    valutazione e promozione della cultura
    dell’autovalutazione da parte delle scuole.
          Lo schema di disegno di legge
             n.1306 del marzo 2002
• Lo schema di disegno di legge n.1306 del marzo 2002
  contiene alcune novità sul ruolo e i compiti
  dell‟INVALSI quali:
 la valutazione del sistema professionale, oltre al
  sistema dell‟istruzione;
 la programmazione di verifiche periodiche su scala
  nazionale circa i risultati raggiunti dagli alunni;
 la conduzione di verifiche periodiche e sistematiche
  circa la qualità dell’offerta formativa, la
  preparazione di prove strutturate (test) per gli
  esami di stato.
  Decreto legislativo n. 286 del 25 marzo 2004

• La discussione, seguita alle proposte contenute nel
  precedente disegno di legge, ha portato al Decreto
  legislativo n. 286 del 25 marzo 2004 che riordina
  l‟INVALSI, denominato ora Istituto Nazionale per
  la Valutazione del Sistema di Istruzione e
  Formazione,
 al quale affida il compito di valutare l‟efficienza e
  l‟efficacia del sistema di istruzione e formazione
  professionale (art.1);
 l‟istituto, soggetto alla vigilanza del MIUR (art.4),
  deve corrispondere alle priorità strategiche e alle
  direttive determinate dal Ministero;
 la sua missione principale è quello di effettuare
  valutazioni su larga scala attraverso “verifiche
  periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità
  degli studenti e sulla qualità complessiva dell‟offerta
  educativa, culturale e didattica delle istituzioni di
  istruzione e di istruzione e formazione professionale,
  anche nel contesto dell‟apprendimento permanente”
  (art.5);
 l‟istituto è tenuto a predisporre le prove previste per
  l’esame di Stato (art. 6),
 a svolgere i compiti già assegnati nel precedente
  decreto (supporto e assistenza tecnica
  all‟amministrazione, partecipazione a progetti di
  ricerca europea e internazionale in campo valutativo,
  ecc.) (art.9).
                      I compiti dell’INVALSI
            (D. Leg.vo n. 286 del 19 novembre 2004 )
L'Istituto:
a) effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e
   abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta
   formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e
   formazione professionale, anche nel contesto dell'apprendimento
   permanente. Per la formazione professionale le verifiche
   concernono esclusivamente i livelli essenziali di prestazione e sono
   effettuate tenuto conto degli altri soggetti istituzionali che già
   operano a livello nazionale nel settore della valutazione delle
   politiche nazionali finalizzate allo sviluppo delle risorse umane;
b) predispone, nell'ambito delle prove previste per l'esame di Stato
   conclusivo dei cicli di istruzione, per la loro scelta da parte del
   Ministro, le prove a carattere nazionale, sulla base degli obiettivi
   specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline
   di insegnamento dell'ultimo anno di ciascun ciclo, e provvede alla
   gestione delle prove stesse;
c) svolge attività di ricerca, nell'ambito delle sue finalità istituzionali;
d) studia le cause dell'insuccesso e della dispersione scolastica
    con riferimento al contesto sociale ed alle tipologie dell'offerta
    formativa;
e) assume iniziative rivolte ad assicurare la partecipazione
    italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in
    campo valutativo;
f) svolge attività di supporto e assistenza tecnica
    all'amministrazione scolastica, alle Regioni, agli Enti
    territoriali, e alle singole istituzioni scolastiche e formative
    per la realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio,
    valutazione e autovalutazione;
g) svolge attività di formazione del personale docente e
    dirigente della scuola, connessa ai processi di valutazione e di
    autovalutazione delle istituzioni scolastiche
                 L'Invalsi (1999) interviene
             sugli esami di Stato a due livelli:
Il regolamento dei nuovi esami di maturità DPR 323 del
   23.07.1999 ha istituito l„ Osservatorio degli esami di
   Stato
• Art. 14
   È istituito, presso il Centro europeo dell'educazione,
   un Osservatorio nazionale con il compito di
   monitorare, verificare e valutare l'applicazione
   della nuova disciplina degli esami di Stato
   conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria
   superiore e di costituire un supporto permanente per
   le commissioni di esame per quanto riguarda la
   predisposizione della terza prova scritta anche
   realizzando, in collaborazione con i competenti uffici
   dell'amministrazione della pubblica istruzione, un
   apposito archivio nazionale permanente utilizzabile, a
   tal fine, dalle commissioni.
• Al fine del monitoraggio dell'andamento degli esami
  di Stato, i presidenti delle commissioni di esame
  predispongono, prima della chiusura dei lavori,
  un'apposita relazione sulla base di criteri predefiniti
  dall'Osservatorio nazionale di cui al comma 1, che
  provvede all'esame e alla valutazione degli elementi
  conoscitivi contenuti nelle relazioni.
• Le ordinanze ministeriali annuali hanno
  sistematicamente confermato l'attività prevista
  all'interno dell'Invalsi.
  Predisposizione delle prove a carattere nazionale

La legge di riforma 28 marzo 2003 n. 53 e il successivo
  decreto legislativo di riordino dell'Invalsi del 19
  novembre 2004, n. 286 attribuiscono all'Invalsi un
  ruolo diretto nella conduzione degli esami di Stato
  conclusivi dei due cicli di studio, primario e
  secondario attraverso la predisposizione e la gestione
  di alcune prove nazionali.
Il decreto, nell'enumerare i compiti dell'Invalsi, al
   secondo posto così recita:
• [l'INVALSI] … predispone, nell'ambito delle prove
   previste per l'esame di Stato conclusivo dei cicli di
   istruzione, per la loro scelta da parte del Ministro, le
   prove a carattere nazionale, sulla base degli
   obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in
   relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo
   anno di ciascun ciclo, e provvede alla gestione delle
   prove stesse, secondo le disposizioni emanate in
   attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera c della
   legge 28 marzo 2003, n. 53;
• L'attivazione di tale funzione è prevista nella direttiva
   triennale n. 48 del 6 maggio 2005 e presumibilmente
   potrà riguardare le classi che accederanno all'esame di
   Stato avendo seguito i nuovi curricoli previsti dalla
   riforma. (ora non più dato che la riforma Moratti
   del II ciclo è stata cancellata)
  La nuova Direttiva Fioroni (agosto 2006) integra e
  parzialmente modifica quella emanata a marzo dal
          precedente Ministro in tre punti:
1) la valutazione di sistema, alla fine dell‟anno
   scolastico, dovrà rivolgere particolare attenzione agli
   aspetti che riguardano la spesa e l‟utilizzo delle
   risorse umane, strutturali e finanziarie e a quelli che
   riguardano la regolarità dei percorsi e l‟abbandono
   scolastico.
• Si tratta di nuove sottolineature, mentre restano
   confermati gli indirizzi espressi dalla precedente
   Direttiva riguardo l‟analisi della partecipazione delle
   scuole alle rilevazioni nazionali e internazionali e alle
   modifiche apportate al Pof in conseguenza degli esiti
   rilevati.
  Non è chiaro se la valutazione di sistema dovrà continuare a controllare il tasso di applicazione da parte delle scuole della “riforma” voluta dal
  precedente governo (come esplicitamente affermato nella precedente Direttiva) oppure no. E‟ difficile verificare il tasso di applicazione di una Legge
  che si afferma di voler cambiare.
          La Direttiva Fioroni (agosto 2006)

2) la valutazione degli apprendimenti degli alunni,
   all’inizio dell’anno scolastico, riguarderà un
   campione di scuole individuate con metodo statistico
   e la somministrazione delle prove sarà effettuata in
   un‟unica data con l‟assistenza di rilevatori esterni.
   Interesserà le classi seconde e quarte della primaria,
   le seconde della secondaria di primo grado, le prime e
   le terze della secondaria di secondo grado.
   Cambia dunque la classe di rilevazione nella
   secondaria di primo grado e soprattutto l’indagine
   diventa campionaria da censimentaria che era.
          La Direttiva Fioroni (agosto 2006)

• Questo è l‟unico cambiamento significativo
  dell‟intera Direttiva.
• La sottolineatura della nuova Direttiva circa le
  “appropriate metodologie scientifiche di
  validazione e taratura degli item” che devono far da
  base alla somministrazione delle prove sembra
  raccogliere le numerose critiche al riguardo mosse
  alle prove utilizzate negli scorsi anni,
• ma i tempi di somministrazione fissati all‟inizio
  dell‟anno scolastico fanno sfumare la prospettiva di
  un‟immediata rivisitazione dell‟operazione Invalsi
  così come è stata applicata.
            La Direttiva Fioroni ( agosto 2006)

• L’assistenza di rilevatori esterni nella fase della
  somministrazione:
• da un lato rassicura sul versante dell’omogeneità
  delle procedure
• dall‟altro necessita di un maggiore coinvolgimento
  dei docenti sul piano della condivisione, della
  formazione e della partecipazione attiva al percorso.
  Autonomia scolastica, valutazione di sistema, autovalutazione
  d‟istituto rappresentano un nesso inscindibile per un sistema
  nazionale di istruzione, da recuperare positivamente dopo la
  precedente esperienza della valutazione Invalsi e che implica
  la necessità di far crescere una cultura della valutazione.
• Pertanto, è un fatto positivo se attraverso il
  coinvolgimento, la formazione e la partecipazione
  attiva cresce una diffusa cultura della valutazione;
  diversamente le operazioni di rilevazione
  continueranno ad essere vissute come un fastidioso
  evento estraneo.
  Punto debole della Direttiva  aver trascurato il
  ruolo che le scuole devono/possono assumere in
  merito, anche nella considerazione che una crescita di
  competenze si riversa positivamente nella fase di
  valutazione interna.
• La Direttiva precisa che gli esiti delle rilevazioni
  saranno messi a disposizione delle scuole con
  funzione di supporto ai loro specifici compiti di
  valutazione degli alunni.
  Si forniscono con ciò alle scuole rassicurazioni circa
  lo scopo dell‟operazione, ma sarà importante capire,
  proprio perché le scuole possano raffrontarsi sugli
  esiti forniti, se oltre al campione probabilistico sono
  previsti anche campioni mirati in grado di fornire
  elementi di conoscenza su particolari aree.
                La Direttiva Fioroni (agosto 2006)
3) le prove per gli esami di stato. L‟Invalsi dovrà “provvedere
   alla predisposizione e all‟offerta di modelli di terza prova,
   prevista in sede di esami di stato per la scuola secondaria
   superiore per gli Istituti tecnici e professionali, dando
   particolare risalto alle tipologie di cui all‟art. 1 comma 1
   lettera f del decreto 20 novembre 2000, n. 429. ” e in tempi
   rapidi (entro quattro mesi) individuare “criteri e modalità di
   utilizzazione delle prove scritte degli esami di stato conclusivi
   della scuola del primo ciclo e della secondaria superiore, ai fini
   della valutazione dei livelli generali di apprendimento in uscita
   dai relativi percorsi scolastici”.
   Tutto ciò non è tuttavia pienamente coerente con il Disegno
   di Legge sugli esami di Stato recentemente presentato dal
   nuovo Ministro.
           Ripercorriamo brevemente i passaggi.
• Il Decreto istitutivo dell‟Invalsi ha affidato all‟Istituto il
  compito di predisporre, per la scelta da parte del Ministro e
  sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento, le prove
  per l‟esame di stato a conclusione di ciascuno dei due cicli.
• Nel DDL sugli esami di stato, approvato dal Consiglio dei
  Ministri appena il 4 agosto scorso, tale comma viene abrogato.
  La Direttiva, invece, ripristina il ruolo dell‟Invalsi e lo
  potenzia - anche oltre la formulazione generica della Legge
  53/03 - per quanto riguarda la valutazione dei livelli generali
  di apprendimento al termine dei due cicli di istruzione.
  Specifica che la predisposizione si riferisce alla terza prova,
  ma poi limita l‟offerta ai soli istituti tecnici e professionali.
• Il tutto per la verità sembra frutto più di un refuso che di
  un‟attenta analisi dei testi e dei compiti: non esiste, infatti, una
  lettera f), dell‟art. 1, comma 1, del Decreto 429/00.
• Esiste, invece, una lettera f) all‟art. 2, comma 1, che riguarda
  proprio gli istituti tecnici e professionali ed in particolare la
  prova su progetti a carattere interdisciplinare, una cosa che non
  c‟entra niente con la valutazione nazionale Invalsi e tanto
  meno con i suoi compiti, ma che anzi proprio per il suo
  carattere “progettuale” non può che essere di competenza
  dell‟autonomia scolastica.
  In conclusione la nuova Direttiva si colloca nel segno della
  continuità, con limitate aperture la più consistente delle quali è
  di tipo tecnico.
  L‟ambito di riferimento della Direttiva, come si può evincere
  dalle Premesse, è quello dell‟attuale normativa, comprese le
  Indicazioni nazionali, nonostante la citazione delle scelte
  programmatiche del Ministro.
• Art. 66 della Legge Finanziaria
  Al fine di potenziare la qualificazione scientifica
  nonché l’autonomia amministrativa dell’Istituto
  Nazionale per la valutazione del sistema educativo di
  istruzione e formazione (INVALSI) di cui al decreto
  legislativo 19 novembre 2004, n. 286 sono apportate,
  al medesimo decreto legislativo, le seguenti
  modificazioni, senza oneri aggiuntivi a carico del
  Bilancio dello Stato
  La legge finanziaria non prevede nessun "ritocco"
  all'articolo principale del decreto 286, quello che
             definisce i compiti dell'Istituto
• Art. 3
    Compiti dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo
    di istruzione e di formazione
1. L‟Istituto:
a) effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità
    degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle
    istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale, anche
    nel contesto dell‟apprendimento permanente. Per la formazione
    professionale le verifiche concernono esclusivamente i livelli essenziali di
    prestazione e sono effettuate tenuto conto degli altri soggetti istituzionali
    che già operano a livello nazionale nel settore della valutazione delle
    politiche nazionali finalizzate allo sviluppo delle risorse umane;
b) predispone, nell‟ambito delle prove previste per l‟esame di Stato
    conclusivo dei cicli di istruzione, per la loro scelta da parte del Ministro, le
    prove a carattere nazionale, sulla base degli obiettivi specifici di
    apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento
    dell‟ultimo anno di ciascun ciclo, e provvede alla gestione delle prove
    stesse, secondo le disposizioni emanate in attuazione dell‟articolo 3,
    comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53;
c) svolge attività di ricerca, nell‟ambito delle sue finalità
    istituzionali;
d) studia le cause dell’insuccesso e della dispersione scolastica
    con riferimento al contesto sociale ed alle tipologie dell‟offerta
    formativa;
e) assume iniziative rivolte ad assicurare la partecipazione
    italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in
    campo valutativo;
f) svolge attività di supporto e assistenza tecnica
    all‟amministrazione scolastica, alle regioni, agli enti
    territoriali, e alle singole istituzioni scolastiche e formative per
    la realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio,
    valutazione e autovalutazione;
g) svolge attività di formazione del personale docente e
    dirigente della scuola, connessa ai processi di valutazione e di
    autovalutazione delle istituzioni scolastiche.
2. Gli esiti delle attività svolte ai sensi del comma 1 sono oggetto
   di apposite relazioni al Ministro, che ne dà comunicazione alla
   Conferenza unificata di cui all‟articolo 8 del decreto
   legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Le relazioni riferiscono sui
   risultati e possono segnalare indicatori ritenuti utili al
   miglioramento della qualità complessiva del Sistema.
   Relativamente al sistema della formazione professionale tali
   indicatori sono definiti previa intesa con il Ministero del
   lavoro e delle politiche sociali e sentita la Conferenza unificata
   di cui all‟articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
   281.
Agli esiti di verifica il Ministero, nel rispetto della vigente
   normativa sulla protezione dei dati personali, assicura idonee
   forme di pubblicità e conoscenza.
3. Il Ministro relaziona al Parlamento, con cadenza triennale,
   sugli esiti della valutazione.
4. L‟Istituto pubblica ogni anno un rapporto sull‟attività svolta.
                     Conclusione

• Le modifiche previste dalla legge finanziaria
  riguardano esclusivamente l'assetto organizzativo
  interno dell'InValsi e le modalità di attribuzione
  degli incarichi.
• Attualmente i membri del direttivo sono 6 di 3 scelti
  dal Ministro dell'Istruzione, uno dal Ministro del
  lavoro e 2 dalla Conferenza Stato-Regioni.
• La modifica prevede che il Comitato direttivo diventi
  un Comitato di indirizzo e che tutti i membri (8) siano
  scelti dal Ministro della Pubblica Istruzione.
   D'ora innanzi il Presidente sarà scelto dal Ministro
  fra i componenti del Comitato di indirizzo.
• Non sembra che la dipendenza dell'Istituto dal
  Ministero venga meno.
                                    Progetto PISA
• L‟Italia, a partire dal 2000, ha partecipato anche al
  progetto PISA (Programme for International Student
  Assessment) [1] dell‟OCSE, un progetto
  internazionale di valutazione comparata dei sistemi
  d‟istruzione che ha coinvolto 32 Paesi e si propone di
  verificare le competenze relative alla lettura, alla
  matematica e alle scienze dei quindicenni scolarizzati.
•
    [1] “Il progetto PISA (Programme for International Student Assessment), è un‟indagine
    internazionale promossa dall‟Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico
    (OCSE) per valutare conoscenze e abilità dei quindicenni scolarizzati su base periodica e
    consentire un monitoraggio dei sistemi di istruzione in una prospettiva comparata. PISA rientra
    nell‟ambito della ricerca comparata in campo educativo inaugurata e portata avanti per oltre
    quarant‟anni dall‟International Association for the Evaluation of Educational Achievement (IEA),
    ma presenta diversi elementi innovativi rispetto alle indagini della IEA. Il disegno dell‟indagine
    prevede di valutare tre ambiti a rotazione (la lettura in PISA 2000, la matematica in PISA 2003 e
    le scienze in PISA 2006) in modo da avere un quadro dettagliato dei risultati degli studenti in
    ciascun ambito di competenza ogni nove anni, con aggiornamenti intermedi ogni tre anni. Il
    progetto vede la collaborazione e il coinvolgimento, oltre che dell‟OCSE, di un Consorzio
    internazionale formato da 5 agenzie di ricerca, gruppi di esperti a livello internazionale, il gruppo
    dei responsabili nazionali del progetto e, all‟interno di ciascun paese, impegna un gruppo di lavoro
    coadiuvato di volta in volta da diversi collaboratori, fino agli insegnanti referenti all‟interno delle
    singole scuole del campione e agli studenti che sostengono le prove.” Cfr. www.invalsi.it e la
    pubblicazione Organisation for Economic Cooperation and Development, Knowledge and skills for
    life: First results from PISA 2000, Paris, OECD Publications, 2001.
                   Progetti Pilota
• Nel 2001, viene istituita [2], presso il MIUR, una
  Commissione per la progettazione e la realizzazione
  di un servizio nazionale di valutazione.
• Nell' anno scolastico 2001-2002, è stato avviato un
  progetto pilota (PP1) [3] per la valutazione del livello
  di apprendimento degli studenti.
• Anche per l‟anno scolastico 2002-2003 è stato
  avviato un analogo progetto pilota (PP2) [4] per
  fornire, secondo l‟intento ministeriale, alle scuole
  “elementi utili a promuovere, nell‟ambito della loro
  autonomia, il miglioramento continuo del servizio
  reso”. Il progetto pilota (PP3) [5], per l‟anno 2003-04,
  risulta simile ai precedenti ma ha visto una adesione e
  una partecipazione di scuole molto più ampia rispetto
  alle edizioni precedenti.
•   [2] Il gruppo di lavoro è stato appositamente istituito dal MIUR con DM n.436/MR dell‟11-7-2001
•   [3] Alle classi seconde delle scuole di diverso grado e ordine che avevano aderito volontariamente
    al progetto sono state somministrate prove di apprendimento (test a risposta multipla) di italiano e
    matematica. I risultati del test sono stati successivamente comunicati alla scuola che ha potuto
    confrontare i propri dati con quelli espressi da altre realtà. Cfr. www.invalsi.it/pilota
•   [4] Il MIUR, con il progetto pilota 2, si propone i seguenti obiettivi: a) dimensionare le risorse
    necessarie per l‟istituzione del Servizio Nazionale di Valutazione; b) stabilire le modalità operative
    della valutazione nazionale definendo le modalità di trattamento e di restituzione alle singole
    scuole dei dati raccolti; c) fornire elementi per la riorganizzazione dell‟Istituto Nazionale di
    Valutazione del Servizio dell‟Istruzione (INValSI) cui sono stati affidati i compiti operativi. Le
    caratteristiche del progetto sono: partecipazione aperta e volontaria delle scuole; coinvolgimento
    delle classi di IV elementare, I media, I e III superiore con la somministrazione alle suddette classi
    di prove di apprendimento nelle discipline italiano, matematica e scienze; somministrazione di un
    questionario riguardante le caratteristiche organizzative e funzionali delle scuole medesime.
•   [5] Per il PP1 le classi coinvolte sono state quinta elementare, seconda media e seconda
    superiore e le discipline sottoposte a verifica Italiano e Matematica; per il PP2 le classi sono state
    quarta elementare, prima media, prima superiore e terza superiore e alle discipline si è aggiunta
    Scienze; nel PP3 è stata aggiunta la seconda elementare e sono state confermate le tre discipline
    di indagine. In tutte le edizioni sono state utilizzate come prove test composti da quesiti a risposta
    multipla.
     In questo quadro, le verifiche periodiche e
     sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e
     sulla qualità complessiva dell'offerta formativa da
     parte dell‟INVALSI devono tendere a….

 Collocare il risultato conseguito dalla scuola rispetto alla
media nazionale
 Collocare il risultato di una classe rispetto alla media della
scuola
 Determinare il valore aggiunto che la scuola è in grado di
apportare rispetto ai livelli di ingresso. (setting educativo)
 Determinare nel tempo l‟efficacia dell‟azione formativa
                   Alcune osservazioni

 Al contrario di esperienze realizzate in altri paesi europei, il
  decreto relativo all‟INVALSI non garantisce una reale
  autonomia e indipendenza scientifica della struttura che
  dipende dalle direttive del Ministro dell‟Istruzione.
 Altri elementi oggettivamente deboli, presenti nel decreto,
  riguardano la composizione e il ruolo del comitato tecnico-
  scientifico, la mancanza di un disegno strategico complessivo
  e l‟eterogeneità dei compiti e delle funzioni assegnate, tra
  l‟altro, con poche risorse e personale.
 Tra i compiti principali indicati dal decreto, soprattutto, la
  valutazione e il testing di massa degli alunni, ma sono assenti
  riferimenti chiari ad altri ambiti quali: la valutazione del
  personale, la valutazione delle scuole, la valutazione
  complessiva del sistema scolastico.
• Altri problemi, attualmente irrisolti, derivano
  poi dal fatto che il regime di autonomia degli
  istituti scolastici e il decentramento di
  competenze esclusive (Titolo V della
  Costituzione) in tema di istruzione e
  formazione professionale alle regioni
  comporta un servizio centrale di valutazione
  che assicuri il rispetto dei principi
  fondamentali della costituzione e dei livelli
  essenziali di istruzione su tutto il territorio
  nazionale.
    1) Un regime di autonomia dell‟ordinamento
    scolastico comporta alcuni rischi per quanto riguarda
    l‟organizzazione della didattica e la possibile
    diversificazione dei risultati raggiunti dagli istituti
    scolastici nelle diverse aree del Paese.
•   A questo proposito è indicativo il giudizio che un gruppo di esperti designato
    dall‟OCSE ha dato della situazione italiana: “E’ stato sostenuto che, con
    l’autonomia, queste disparità potrebbero accrescersi ulteriormente. A nostro
    parere, offrire pari opportunità di istruzione in tutta Italia, garantendo una qualità
    e un rendimento scolastico equivalenti in tutte le scuole, è una responsabilità
    fondamentale dello Stato... A causa della varietà del Paese, delle diverse
    aspettative nelle varie regioni e dell’impegno del governo nei confronti
    dell’autonomia e del decentramento, l’istituzione di un sistema di valutazione
    nazionale è probabilmente più necessaria in Italia che altrove. Il sistema di
    valutazione non dovrebbe essere solo il fondamento dell’autonomia, ma dovrebbe
    anche applicarsi a qualsiasi innovazione introdotta come parte della riforma.”
    (OCSE, Esami delle politiche nazionali dell‟istruzione, Roma, Armando , 1998 cit.
    in N.Bottani A.Cenerini, Una pagella per la scuola, Erickson, Trento, 2003, p.47)
2) La modifica del titolo V della Costituzione
comporta l‟attribuzione alle Regioni di potestà
legislativa concorrente in materia d‟istruzione e
quindi aumentano i rischi legati al raggiungimento
degli standard nazionali e al mantenimento di pari
opportunità per tutti i cittadini. Il crescente peso
attribuito al settore non statale dell‟istruzione, inoltre,
presuppone la capacità da parte dello Stato di
esercitare controlli.
3) La Regione Lombardia, ad esempio, come molte
altre regioni italiane, ha emanato un decreto (1
ottobre 2001 n.7/6251) che definisce le procedure per
l‟accreditamento e orientano le scuole verso modalità
di certificazione sulla base delle norme UNI EN ISO
9001. (Neglia, 2001). In Emilia Romagna, per effetto
della legge n. 1 del 2000, gli asili nido che intendono
ottenere non solo l‟autorizzazione al funzionamento
ma anche l‟accreditamento devono essere sottoposti a
verifica:in questo caso si tratta delle valutazione del
progetto pedagogico del nido da parte di una
commissione provinciale di esperti.
• Per quanto, invece, riguarda la valutazione delle
  scuole, è vero che esistono alcune significative
  esperienze che, tuttavia, sono limitate a esperienze
  locali o regionali.
• Tali esperienze sono direttamente legate al dibattito
  sulla valutazione della qualità della scuola che si è
  svolto in Italia in questi ultimi anni e con i progetti
  avviati su vasta scala relativi a modalità di
  autovalutazione e di eterovalutazione delle singole
  istituzioni scolastiche.
Si possono citare, a proposito, alcune esperienze italiane quali:
• il Progetto A.I.R. (Autoanalisi di Istituto in Rete)
   dell‟I.T.C.S. di Bollate;
• il Progetto “Qualità totale” delle scuole in rete della
   Provincia di Cremona in collaborazione con la società Galgano
   & Associati;
• il Progetto S.T.R.E.S.A. (Strumenti per l‟efficacia della
   Scuola e l‟Autovalutazione) realizzato dal Provveditorato di
   Bergamo, sulla base anche di esperienze pratiche di
   autovalutazione che si erano attivate in precedenza sul
   territorio (Barzanò, Mosca, Scheerens, 2000);
• il MONIPOF, il progetto di monitoraggio dell‟autonomia
   scolastica, promosso dal MPI già nel biennio 1998/2000;
•
• il progetto di valutazione della qualità della scuola elaborato
  dal POLO QUALITA’ di Milano (ITC Schiaparelli-
  Gramsci), risultato di una collaborazione tra MIUR e
  Confindustria che applica il modello realizzato dal gruppo
  CLAS e si sviluppa attraverso una rete di scuole consolidata
  nelle varie aree del paese (Poli per la qualità della scuola);
• la Provincia autonoma di Trento (IPRASE- Istituto
  provinciale per la formazione in servizio e per la ricerca
  educativa), attraverso un Comitato di Valutazione del sistema
  scolastico, predispone, ogni due anni, un rapporto
  approfondito che delinea gli aspetti principali che
  caratterizzano il sistema scolastico trentino, stabilendo un
  confronto, secondo le indicazioni di analisi dell‟OCSE, con
  analoghe esperienze nazionali e internazionali.
• Nel corso di questi ultimi anni, infine, sono stati realizzati dai
  docenti degli insegnamenti pedagogici dell‟Università di
  Pavia, alcuni strumenti come la SOVASI, la SVANI, il
  QUAFES, il GAQUIS.
• Strumenti di valutazione di contesto che sottolineano un‟idea
  di qualità che è ricerca e formazione, frutto di un processo di
  negoziazione e di confronto tra i diversi attori sociali presenti
  all‟interno della scuola. Il punto centrale di tale approccio è
  che la qualità di un servizio non è mai data una volta per tutte
  ma va “riorientata”, in un percorso definito “a spirale aperta”,
  attraverso la “restituzione”, vista come un momento
  fondamentale di un processo valutativo per esplicitare gli
  aspetti che la scuola ritiene di qualità allo scopo di migliorare
  l‟offerta formativa.
• Non a caso Anna Bondioli e Monica Ferrari
  scrivono:”Strumenti e metodi valutativi pensati per differenti
  ordini di scuola sottolineano la stretta relazione esistente tra
  valutazione, restituzione e ritorno delle osservazioni fatte ed
  infine progettazione di occasioni formative che accrescano la
  professionalità dell‟insegnante ; tutto questo rimanda all‟idea
  di un inevitabile nesso tra pratiche di ricerca e sviluppo di un
  servizio” (Bondioli, Ferrari, 2000, p.107).
               Le prospettive future
• La situazione della valutazione in Italia non sembra
  affatto definita, infatti, in un rapporto dell‟unità
  Eurydice nazionale si afferma che “in un‟ottica di
  costruzione di un sistema nazionale di valutazione, la
  valutazione delle scuole viene considerato un
  elemento indispensabile. Le stesse rilevazioni di
  sistema su specifiche variabili del sistema scolastico
  e le rilevazioni campionarie sul rendimento scolastico
  degli studenti debbono potersi integrare con la
  valutazione degli istituti scolastici. E‟ questa la
  prospettiva adottata in Italia. Le modalità concrete
  (modelli, strutture, strumenti) con cui questa
  integrazione verrà realizzata sono ancora oggetto di
  discussione e di studio. […]
• Da un punto di vista generale, sembra essersi consolidata negli
  ultimi anni un approccio alla valutazione delle scuole che
  tende ad integrare la valutazione esterna con quella interna
  e che, soprattutto, individua come compito fondamentale della
  costruzione di un sistema nazionale di valutazione l’offerta
  alle scuole di strumenti e di metodologie che consentano
  loro di autovalutarsi.
•   Particolarmente significativa, da questo punto di vista, risulta essere la costruzione
    dell‟ADAS[1], (Archivio docimologico per l’autovalutazione delle scuole), uno dei
    progetti realizzati dal Servizio Nazionale per la Qualità dell‟Istruzione e
    dall‟Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell‟Istruzione.


•   [1] L‟Archivio Docimologico per l‟Autovalutazione delle Scuole (ADAS) “costituisce una banca dati concepita per fornire agli insegnanti strumenti per la valutazione dei risultati dei processi di
    insegnamento/apprendimento e per offrire alle scuole un dispositivo, concettuale e operativo, per la pianificazione e la realizzazione delle attività di valutazione (del rendimento scolastico degli
    studenti, assessment). Nell‟archivio, consultabile per via telematica, sono inseriti elementi di prova strutturati utilizzabili per la costruzione di prove oggettive di verifica del rendimento scolastico.”
    Losito B. (a cura di), Modalità di valutazione delle scuole dell’istruzione obbligatoria. La situazione in Italia, Eurydice , 2001, p.12 in www.eurydice.org.
• La caratteristica essenziale della nuova realtà che
  sembra delinearsi per il sistema scolastico italiano nel
  campo della valutazione delle scuole è quella
  dell‟integrazione tra ricerca valutativa, sostegno
  esterno alla valutazione interna delle scuole,
  autovalutazione, puntando ad una diffusione di una
  cultura della valutazione che sia in primo luogo
  strumento per lo sviluppo di iniziative di innovazione
  delle scuole e per migliorare la qualità del servizio
  formativo da esse offerto.
•   Altri progetti, come il SERIS[1], l‟ONES[2], il VIVES[3], attivati dal MIUR in questi ultimi anni, non solo tendono a
    rappresentare per le scuole punti di riferimento e strumenti per la valutazione interna e l‟autovalutazione, ma
    anche a fornire ai decisori politici dati e informazioni su aspetti cruciali del sistema scolastico in grado di aiutare
    nella valutazione di sistema e nell‟adozione di iniziative adatte a migliorarne la qualità. Si parla, in questo caso, di
    integrazione tra diversi livelli della valutazione: di sistema, interna ed esterna. Certamente lo sviluppo delle
    capacità di valutazione a tutti i livelli, ma in particolare a livello delle scuole, è ancora, se si guarda in una
    prospettiva europea, da definire.
    [1] Il Servizio Rilevazioni di Sistema (SERIS) ha effettuato nel 2000-01, ad esempio, “una rilevazione su campioni
    probabilistici di studenti delle classi quarta elementare (grade 4), prima e terza media (grades 6 and 8), secondo e
    quarto anno della scuola secondaria superiore (grades 10 and 13). Le rilevazioni sono state condotte sulla
    capacità di comprensione della lettura, sulla capacità di utilizzare strumenti e nozioni matematiche, sulle
    conoscenze di natura scientifica.” Losito B. (a cura di), Modalità di valutazione delle scuole dell’istruzione
    obbligatoria. La situazione in Italia, Eurydice , 2001, p.11 in www.eurydice.org.
•   [2] L’Osservatorio Nazionale sugli Esami di Stato (ONES), istituito con Decreto del Presidente della Repubblica nel
    1998, ha il compito di monitorare, verificare e valutare l‟applicazione della nuova normativa che regola gli esami di
    stato. Ha svolto regolarmente la sua attività relativamente a partire dal 1998-99.
•   [3] “Il progetto VIVES – Monitoraggio della sperimentazione della valutazione della qualità delle prestazioni
    professionali individuali del personale scolastico è stato promosso dal Coordinamento Nazionale dell‟Autonomia
    del Ministero della pubblica istruzione. Vi hanno partecipato 100 scuole, selezionate a livello nazionale tra quelle
    che avevano promosso iniziative di valutazione interna/autovalutazione della qualità delle prestazioni individuali
    del personale scolastico. Da un punto di vista metodologico, il progetto VIVES ha fato ampiamente riferimento al
    progetto pilota europeo „La valutazione della qualità dell‟istruzione‟ (Quality Evaluation in School Education),
    promosso dalla Commissione europea DG XXII (Education, Training and Youth).” Losito B. (a cura di), Modalità di
    valutazione delle scuole dell’istruzione obbligatoria. La situazione in Italia, Eurydice , 2001, p.12 in
    www.eurydice.org.
 Le esperienze europee evidenziano che le attività di
 valutazione riguardano principalmente alcuni ambiti
 quali:
• il sistema di istruzione e formazione nel suo
  complesso,
• le singole unità scolastiche,
• gli apprendimenti degli alunni e
• la professionalità degli operatori scolastici.
• Per quanto riguarda l‟Italia ritengo si debba tenere
  conto della complessità e delle diverse dimensioni
  che caratterizzano l‟azione della scuola, ma le
  strategie e le modalità operative dovranno misurarsi,
  comunque, con lo sviluppo dell’autonomia della
  scuola italiana.
• Il ruolo di un istituto come l’INVALSI può essere,
  allora, quello di coordinare o integrare una rete di
  soggetti che collaborano all‟attività valutativa,
  garantendo contemporaneamente l‟imparzialità di
  giudizio e il raccordo tra chi valuta e chi amministra.
• L’azione del MPI, in un‟ottica europea, dovrebbe
  puntare a una strategia di più ampio respiro per:
• garantire una maggiore autonomia e indipendenza
  dell‟INVALSI per quanto riguarda l‟azione
  valutativa,
• avviare il sistema nazionale di valutazione, sia a
  livello di valutazione complessiva del sistema che di
  autovalutazione delle singole scuole,
• far crescere la cultura della valutazione,
• formare dei valutatori.
• E‟ auspicabile, quindi, che la valutazione del sistema
  scolastico italiano segua criteri di gradualità ed
  equilibrio,
• utilizzando strumenti calibrati a livello nazionale,
• promuovendo sia la valutazione esterna che
  l’autovalutazione di istituto,
• restituendo le informazioni a chi opera nella scuola,
• formando i valutatori sia livello centrale che
  periferico.
                                  (Associazione TREELLLE, 2002, p.66-71).
Testi consultati

•   Aa. Vv., La qualità nella scuola, Annali della Publica Istruzione, n.1-2, 1995
•   Associazione TreeLLLe, L’Europa valuta la scuola. E l’Italia ?, “quaderno” n.
    2, , Genova, novembre 2002,
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