SOCIOLOGIA DEL LAVORO
Prima parte
Docente Giovanna Fullin
Email: giovanna.fullin@unimib.it
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
LEZIONE 1
INTRODUZIONE
TAYLORISMO
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Obiettivi del corso
- Offrire un panorama degli studi sociologici
del lavoro sia all‟interno delle imprese che
al di fuori di esse
- affiancare alle considerazioni di tipo
teorico l‟analisi approfondita di alcuni studi
empirici, mettendo in luce le specificità
degli approcci utilizzati, la metodologia e il
disegno della ricerca
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
I Parte
IL LAVORO ALL‟INTERNO DELLE IMPRESE
• Teorie sociologiche sull‟impresa (sia
lavoro nelle grandi imprese che nei
sistemi di piccola impresa)
• Storia di alcune ricerche empiriche
(Mutti: approccio diverso da una
manuale tradizionale, attenzione ad
aspetti metodologici, al tipo di approccio
utilizzato, a ricerche empiriche)
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2010/2011 parte I
II parte
IL LAVORO E LE PROFESSIONI
Sociologia delle professioni
• panorama teorico
• studio di professioni tradizionali (es.
medici)
• studio di nuove professioni
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2010/2011 parte I
A. INTRODUZIONE
Che cosa sono e in che rapporti stanno
• Sociologia del lavoro
• Sociologia del mercato del lavoro
• Sociologia dell‟organizzazione
• Sociologia delle professioni
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2010/2011 parte I
La SOCIOLOGIA DEL LAVORO studia
• le variazioni dell‟organizzazione, della qualità del lavoro
in differenti settori produttivi e professionali mettendole in
rapporto con il variare del modo di produzione, della
tecnologia, della struttura delle aziende, delle
organizzazioni sindacali, della composizione della
popolazione
• dall‟altro lato studia anche gli effetti che questi aspetti del
lavoro hanno sulla collettività dei lavoratori, sulla
stratificazione sociale, sull‟uso del tempo libero, sulla
qualità della vita
• si occupa di tutti i tipi di lavoro quindi si interseca con la
sociologia dell‟industria, dell‟azienda e delle professioni
da Dizionario di Sociologia (L.Gallino)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
La SOCIOLOGIA DEL MERCATO
DEL LAVORO
è una parte della sociologia del lavoro che studia
• la struttura dell‟occupazione e della
disoccupazione,
• i meccanismi di funzionamento del mercato del
lavoro
e lascia sullo sfondo le questioni relative ad
esempio alle modalità di organizzazione del
lavoro, alla divisione del lavoro, alle professioni
(vedi manuali di E. Reyneri)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
La SOCIOLOGIA DELLE ORGANIZZAZIONI
Vi sono definizioni diverse (per approfondimenti si veda
corso di sociologia dell‟organizzazione)
• organizzazione = gruppo di persone che cooperano in
vista di certi fini ma difficoltà a individuare il proprio
oggetto di studio
• azione organizzata = interazioni strutturate (non casuali)
tra attori interdipendenti che modificano la loro azione
nel corso e a causa dei comportamenti altrui
se la sociologia delle organizzazioni si applica a tutte le
azioni organizzate il campo di analisi diventa enorme
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Bonazzi individua tre questioni
• questione industriale: effetti delle
trasformazioni della tecnologia sul lavoro umano
e problema del consenso dei lavoratori
• questione burocratica: caratteristiche e
funzioni delle norme e strategie dei soggetti di
fronte ad esse in qualsiasi tipo di attività umana
organizzata
• questione organizzativa: modelli interpretativi
applicabili a tutte le organizzazioni in quanto tali.
Analisi delle decisioni degli individui inseriti in
organizzazioni e delle risorse materiali e
simboliche a loro disposizione
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2010/2011 parte I
La SOCIOLOGIA DELLE PROFESSIONI
• filone interno di sociologia del lavoro (ma al confine con
sociologia delle organizzazioni)
• Professione = “attività lavorativa altamente qualificata, di
riconosciuta utilità sociale, svolta da individui che hanno
acquisito una competenza specializzata seguendo un
corso di studi lungo e orientato principalmente a questo
scopo”.
• Sociologia delle professioni studia processi di
professionalizzazione, rapporti tra le professioni (es.
medico-infermiere), quindi conflitti sui luoghi di lavoro,
relazioni di potere tra figure professionali, meccanismi di
chiusura sociale, ruolo dello Stato nel riconoscimento
istituzionale di alcune figure professionali
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
B. IL TAYLORISMO
Introduzione
• l‟importanza del contributo di Taylor
• Il contesto storico in cui nacque il
taylorismo
• L‟impresa all‟epoca di Taylor e la sua
visione antropologica
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2010/2011 parte I
Frederick Taylor (1856 – 1915)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Il lavoro nelle fabbriche prima di Taylor
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
L‟organizzazione scientifica del lavoro
1. studio scientifico dei migliori metodi di lavoro
2. selezione e addestramento scientifico della
manodopera
3. rapporti di stima e di collaborazione tra
direzione e manodopera
4. Ristrutturazione apparato direttivo
• One best way
• Critiche
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2010/2011 parte I
LEZIONE 2
TAYLORISMO
E
RELAZIONI UMANE
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Critiche
e superamento del Taylorismo
a. Taylorismo come sfruttamento
– Braverman (1974); Freidmann (1946)
b. Taylorismo come utopia tecnocratica
– Crozier (1963)
c. Taylorismo come formula contingente
– Touraine (1955) e Blauner
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2010/2011 parte I
Critiche al Taylorismo
• Poca attenzione agli aspetti psicologici del
lavoro
• Antropologia troppo semplice (non solo
scambio remunerazione-lavoro)
scuola delle relazioni umane
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2010/2011 parte I
Primi studi di psicologia industriale
(Wyatt, Fraser e Stock (1929)
Importante considerare la monotonia del
lavoro
- Monotonia bassa con lavoro complesso o con
lavoro molto semplice
- 5 rimedi per ridurre la monotonia
Corso di Sociologia del lavoro
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LA SCUOLA
DELLE RELAZIONI UMANE
• Gli esperimenti alla Western Electric Company
(1927-1932)
3 ricerche
1. Quali sono i fattori capaci di stimolare di più la
produttività degli operai? Fattori di natura
economica? organizzativa? Psico-sociale?
- organizzazione della ricerca empirica
- Potenzialità e limiti dal punto di vista metodologico
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
2. Motivi di lamentela e soddisfazione
(16.000 interviste in profondità)
- Tendenza ad usare psico-analisi
3. Le dinamiche informali nei gruppi di
lavoro
- Membri di un gruppo di lavoro sono membri di un
sistema sociale con le sue norme
- norme formali e informali
- Meccanismi di autodifesa del gruppo
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Elton Mayo: fondamenta teoriche
• Importanza del fattore umano
• Problemi di anomia e ruolo della fabbrica
• Importanza dei rapporti informali all‟interno della
fabbrica
SCUOLA DELLE RELAZIONI UMANE
- Ragioni del successo
- Critiche
Tecniche “lubrificanti” per far funzionare meglio
il taylorismo?
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2010/2011 parte I
LEZIONE 3
TECNOLOGIA
E PLURALITA‟
DELLE FORME INDUSTRIALI
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Alain TOURAINE (1925)
•
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2010/2011 parte I
1955 – Lavorare alla Renault tre fasi e tre
diversi sistemi di lavoro
• A. Macchine polivalenti universali
• B. Macchine monovalenti
• C. Macchine automatiche
Ruolo della tecnologia
evitare determinismo tecnologico
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Robert BLAUNER (1929)
1964: Alienazione e libertà
4 dimensioni dell‟alienazione
- Mancanza di potere
– Assenza di significato
– Mancanza di integrazione
– Auto-estraniazione
Comparazione tra settore grafico, tessile,
meccanico e chimico
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2010/2011 parte I
LEZIONE 4
IL CONSENSO E I GIOCHI DI
PRODUZIONE
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
La questione del consenso
• Terziarizzazione e modificazione dei profili
professionali crisi della sociologia industriale
• Braverman, Freidman e Edwards
Michael Burawoy
• 1979: Manufacturing consent
• l‟oscuramento del processo di prelievo del
surplus
• capitalismo concorrenziale controllo con
mezzi coercitivi
• capitalismo monopolistico controllo tramite il
consenso
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
I giochi di produzione (making out)
la ricerca di Donald Roy (anni ‟40)
- l‟ideologia del making out
- cooperazione e conflitto con la direzione aziendale
- ambivalenza dei giochi di produzione
la ricerca di Burawoy
- il consenso non è il presupposto della partecipazione ma
il suo risultato
- organizzazione del lavoro parzialmente diversa da 30
anni prima
- creazione del Mercato Interno del Lavoro
- Stato di diritto interno all‟azienda
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Interrogativi aperti dalla ricerca di
Burawoy
• oscuramento del surplus implica
sfruttamento?
• due dimensioni del consenso
• applicazione del making out in altre realtà
aziendali
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
IL contributo di Kern e Schumann
• Studio degli anni ‟70 sulle principali
industrie tedesche
• Studio del 1984 “La fine della divisione del
lavoro?”
prospettiva ottimista
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
SCHEMA SINTETICO 1
• Taylor (1856-1915) e l‟organizzazione scientifica del lavoro
• L‟importanza delle motivazioni dei lavoratori, delle relazioni
informali
- primi studi di psicologia industriale (Wyatt, Fraser e Stock, 1929):
il problema della monotonia
- la Scuola delle relazioni umane (Western Electric Company
1927-1932; Mayo) (lubrificante del taylorismo?)
• Tecnologia e modificazioni del lavoro
- Touraine (1955) “Lavorare alla Renault”
- 3 fasi e evitare determinismo tecnologico
- Blauner (1964) “Alienazione e libertà”
- le dimensioni dell‟alienazione e la comparazione tra settori
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
SCHEMA SINTETICO 2
Anni ‟70 terziarizzazione
Nuovi temi (de-industrializzazione, disoccupazione, tecnologia
informatica):
sociologia dell‟industria lascia spazio a sociologia del lavoro e
dell‟organizzazione
I cambiamenti nei modi di lavorare
- L‟importanza del consenso
Burawoy (1979) oscuramento del prelievo del surplus e giochi di
produzione
- La riqualificazione del lavoro
Kern e Schumann (1984) La fine della divisione del lavoro?
L‟alternativa storica al fordismo: i sistemi di piccola impresa
- Piore e Sabel (1984): le due vie dello sviluppo industriale
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2010/2011 parte I
Dal fordismo alla specializzazione
flessibile (integrazione)
• oltre la grande impresa (e superamento
del fordismo-taylorismo)
• condizioni che hanno favorito il fordismo e
differenze nazionali
• crisi degli anni ‟70
diversificazione e pluralizzazione dei
modelli produttivi
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Piore e Sabel (1984)
Le due vie dello sviluppo industriale
• aspetti innovativi
• critiche
• sociologia economica e sociologia
dell‟organizzazione
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LEZIONE 5
MERCATO DEL LAVORO
E CLASSI SOCIALI
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Massimo Paci
Mercato del lavoro e classi sociali in Italia
(1973)
• tra economia e sociologia
• rapporto con il marxismo
FORZA LAVORO MARGINALE e rapporto funzionale con
forza lavoro centrale
Ruolo della piccola impresa in Italia (3 funzioni)
• Critiche
Varie ricerche sul mercato del lavoro italiano
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Paci “La struttura sociale italiana”
(1982)
Dentro sistema Fuori dal sistema
di garanzie di garanzie
Attività produttive Settore centrale Settore periferico
Attività Dipendenti Settore marginale
riproduttive pubblici
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Paci Approfondimento sul ruolo della
piccola impresa
“Famiglia e mercato del lavoro in un‟economia
periferica” (1980)
• importanza dimensione spaziale
• caratteristiche dell‟organizzazione della produzione
agricola (mezzadria)
• caratteristiche della famiglia estesa
• Sviluppo piccola impresa (economia periferica)
Paci: anni ‟80 e ‟90: importanza del ruolo dello Stato e
delle politiche Testo in Storia dell‟Italia Repubblicana
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
LEZIONE 6
I MUTAMENTI
NELLA STRUTTURA SOCIALE
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
I MUTAMENTI DELLA STRATIFICAZIONE
SOCIALE
(in Storia dell‟Italia Repubblicana)
Interrogativi del dibattito sul postfordismo:
• degrado o valorizzazione del lavoro?
• Centralità del lavoro o delle condizioni di vita?
Anni ‟70 (proletariato e ceti medi)
La via italiana alla società post industriale
• sviluppo piccole imprese
• ristrutturazioni grandi imprese
• settore dei servizi, soprattutto al consumo (ruolo delle
politiche pubbliche
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2010/2011 parte I
Anni „90
• slittamento verso l‟alto
• mobilità intergenerazionale e ruolo della scuola
• processi di redifinizione del potere politico
– capitalismo famigliare e neoborghesia
– nuova borghesia finanziaria
• nel lavoro dipendente (due tendenze):
– ampliamento del ventaglio
– avvicinamento lavoro operaio/impiegatizio
Proletariato post industriale?
La disuguaglianza nelle condizioni di vita: donne e giovani
Diseguaglianza di reddito e ruolo dello Stato (circolo
vizioso tra evasione fiscale e crescita del debito
pubblico).
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
LEZIONE 7
I SISTEMI DI PICCOLA IMPRESA
INTRODUZIONE (e integrazioni)
Che cos‟è un DISTRETTO INDUSTRIALE?
Condizione necessarie
- Processo produttivo divisibile in fasi
- Produzioni soggette ad elevata variabilità
- Produzioni sia di tipo tradizionale che moderno
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
“ Il distretto industriale è un‟ entità socio-territoriale
caratterizzata dalla compresenza attiva, in
un‟area territoriale circoscritta, di una comunità
di persone e di una popolazione di imprese
industriali” (Beccattini)
Caratteristiche
- Innovazione incrementale
- Cooperazione e competizione
- Regole non scritte, rapporti faccia a faccia
- Sapere tacito
- Atrmosfera industriale (“i segreti dell‟industria
sono nell‟aria”)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Gli studi italiani sui distretti
industriali (da libro Mutti)
• Bagnasco “Tre Italie” (1977)
• Approccio
• Teorie di “medio raggio”
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Teorie di medio raggio
(qualche citazione integrativa)
“I grandi sistemi economici hanno una limitata capacità di
generare deduttivamente ipotesi testabili con la ricerca
empirica. Si punta piuttosto a teorie di medio raggio su
fenomeni circoscritti, che possono crescere generando
molti modelli “locali”, individuando i meccanismi adattivi
tipici che sono in opera in più casi, registrando tipiche
forme di aggregazione di azioni individuali, sondando poi
le condizioni della loro applicabilità in casi diversi, aperti
però all‟idea che ogni situazione ha aspetti particolari,
che richiede che i modelli e i meccanismi conosciuti,
perché già riscontrati in altri casi, siano ricombinati e
adattati” (Stato e Mercato, 2006)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Meccanismi
“Un ricercatore che affronti lo studio di un
distretto può cominciare facendo ricorso
alla scatola degli attrezzi, può anche non
trovare niente che gli serva davvero, ma
provando gli strumenti disponibili potrà
rendersi conto della differenza e troverà
più facilmente quale sia il diverso
meccanismo in gioco nel suo caso”
(Bagnasco, Tracce di comunità, 1999,
pag.110)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Importanza della dimensione locale
(qualche citazione integrativa)
• Importanza della dimensione locale “Le scienze sociali,
nel costruire i loro modelli, hanno spesso fatto astrazione
dalla collocazione spaziale dei fatti sociali” […] “è
possibile costruire categorie concettuali intermedie,
relative ad ampie aree socioeconomiche, che è possibile
considerare come omogenee in termini della loro
struttura, come articolazioni sul territorio del sistema
complessivo” (Bagnasco, 1977, pag.14-15).
• “La spiegazione di un fenomeno sociale complesso, in
questo caso lo sviluppo economico, non può che essere
locale; non nel senso che deve essere necessariamente
cercata in condizioni definite in uno spazio fisico ma che
deve essere riferita a un contesto di condizioni
specifiche selezionate in una specifica situazione che
diversi” (S&M
mette in contatto attori di Sociologia del lavoro 2006).
Corso
2010/2011 parte I
Analisi di Bagnasco
Formazione sociale a base territoriale
(dimensione economica, politica e socio-
culturale)
• Formazione CENTRALE (nord ovest)
• Formazione MARGINALE (sud)
• Formazione PERIFERICA (centro e nord
est) Economia diffusa (Terza Italia)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
La genesi dei modelli di piccola
impresa
Bagnasco e Pini – Quaderni della
Fondazione Feltrinelli (1981)
• similarità e aspetti nuovi rispetto ad analisi
di Paci
– Rapporti sociali nelle campagne (non solo
mezzadria)
– Struttura urbana
Le subculture politiche territoriali (a,b,c,d)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Studi di Bagnasco e Trigilia
su Bassano e Valdelsa
• Comparazione tra due aree con subculture
politiche diverse e simili strutture produttive
• Ruolo delle istituzioni locali
• Mercato, reciprocità e scambio politico
Aggiornamento dell‟analisi – caso della
Valdelsa (1994-1997)
- Modificazioni nella famiglia
- Ruolo delle donne
- Aumento del livello di istruzione
- Indebolimento della subcultura
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
LEZIONE 8
DISTRETTI,
SVILUPPO LOCALE,
CAPITALE SOCIALE
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Sistemi di piccola impresa e
sviluppo economico
• fattori endogeni e fattori esogeni
• Spazio per intervento a sostegno?
Replicabilità?
La replicabilità del modello nel SUD
• Trigilia e Bagnasco molto scettici (tessuto
socio-culturale e particolarismo clientelare)
• Mutti: particolarismo meridionale può diventare
fattore di sviluppo
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Due concetti da utilizzare in modo non
generico nella ricerca empirica
• Familismo = importanza dei legami
famigliari sopra ogni altro per cui
incapacità di cooperare e di avere fiducia
negli altri
• Clientelismo = scambio diretto di risorse
pubbliche contro sostegno politico
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Distretti industriali
tra teoria economica e sociologica
Comunità (importante ma attenzione a non mitizzare)
Capitale sociale (parte del testo di Mutti da guardare in
sintesi)
Capitale sociale = reticolo di relazioni cooperative (ascritte
e acquisite, formali e informali, inclusive ed esclusive)
retto da fiducia e norme di reciprocità e caratterizzato da
una certa stabilità nel tempo.
• dimensione micro, dimensione macro (e approccio
relazionale)
• capitale sociale e senso civico
Embeddedness del mercato nella società
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
LEZIONE 9
SISTEMI DI PICCOLA IMPRESA E
DELOCALIZZAZIONE
PRODUTTIVA
UNO STUDIO DI CASO
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Delocalizzazione relazioni di subfornitura
(quasi-mercato) con
• imprese “create” in loco con investimenti diretti
• imprese rumene
• imprese gestite da italiani in Romania
Peso della delocalizzazione in Romania in termini di
fatturato, import/export, investimenti, occupazione…
Importanza delle competenze e delle connessioni
Trasmissione delle conoscenze tacite (sia con investimenti
diretti che con relazioni di subfornitura con imprese
locali)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Impatto della delocalizzazione sullo sviluppo
della Romania
• mancano competenze imprenditoriali
• concorrenza sui costi (cosa succede con allargamento EU?)
• difficoltà manutenzione e macchinari obsoleti
• scarsa propensione al rischio
• mancanza di un mercato interno (prodotti diversi e prezzi molto
bassi)
mancanza di esperienza di auto organizzazione, di marketing, spirito
imprenditoriale
• difficoltà anche a trasmettere imprese già avviate da italiani
Impatto sul contesto locale veneto
• fasi cruciali di progettazione tenute in loco
• attenzione a non delocalizzare tutta la produzione
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Lezione 10
SPECIALIZZAZIONE FLESSIBILE,
PRODUZIONE SNELLA E
FABBRICA MODULARE
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Modello giapponese
- la Toyota degli anni „40
- Womack, Jones e Roos (1991):
concettualizzazione del modello
Just in time sincronismi
sia tra processo produttivo e domanda del mercato
sia tra varie fasi del processo produttivo.
Produzione snella “tirata dal mercato”
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
MODELLO GIAPPONESE
4 principi
1. Eliminazione risorse ridondanti considerate spreco
- scorte
- spreco di tempo di attesa
- manutenzione delle macchine (in previsione di possibili guasti)
- burocrazia
• Processo di MIGLIORAMENTO CONTINUO
2. Coinvolgimento dei dipendenti
- autonomia + automazione = AUTONOMAZIONE
- necessario che:
– interiorizzati obiettivi aziendali
– autonomia dei reparti
– integrazione delle capacità individuali
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
3. Collaborazione con i fornitori
• produzione di massa prevede rapporto gerarchico coi subfornitori che
vengono messi in concorrenza tra loro per ottenere minori costi
• Produzione snella invece prevede selezione dei subfornitori in grado di
collaborare con azienda madre sul lungo periodo
– subfornitori possono collaborare per individuare innovazioni
– i subfornitori sono organizzati in grappoli all‟interno dei quali comunicano.
Rapporti stretti e di fiducia
– collocazione dei subfornitori vicino alla casa madre
4. Obiettivo della qualità totale
• La qualità è caratteristica essenziale che deve essere ottenuta ad ogni fase
della produzione.
Ambiguità del modello giapponese
• il lavoro umano diventa più intelligente o solo più gravoso?
• superamento del taylorismo o sua interiorizzazione?
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
La via occidentale alla produzione
snella
Elementi comuni (settore automobile)
- tecnologie avanzate x attenuare sfruttamento
- accordi con il sindacato
- Cellular manufacturing
- Miglioramento dei tempi di allestimento,
riduzione scorte
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Tecnologia Tecnologia
bassa alta
Produzione FORDISMO FABBRICA AD
grassa ALTA
AUTOMAZIONE
Produzione MODELLO FABBRICA
snella GIAPPONESE INTEGRATA
(TOYOTISMO)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
LEZIONE 11
IL LAVORO DIPENDENTE
NELLA GRANDE IMPRESA
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Ricerche degli anni ‟50 e „60
• Impostazione marxista
• Quaderni rossi
Bonazzi (1964) Alienazione e anomia nella grande
industria
alienazione (aspetti soggettivi)
anomia = disorientamento ideologico e sfiducia-
pessimismo sociale
autoritarismo = scala già utilizzata da Adorno
Ricerche anni „70
IMPRESA POSTFORDISTA
temi della partecipazione, del consenso, della
cooperazione e del capitale sociale
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Bonazzi (1993) Il tubo di cristallo
• Specificità FIAT
• Ottenimento del consenso
Nuova ricerca di Bonazzi del 1996
Come si ottiene il consenso e pratiche di cooperazione tra tecnici e
operai per garantire qualità? (Mirafiori)
Manodopera qualificata e sistema di controlli incorporati nel processo
produttivo? MA manodopera a Mirafiori non è più qualificata di un
tempo
Da analisi emergono altre tre spiegazioni:
- Ricerca della qualità come creazione di microeventi per rompere
ruotine
- Uffici di direzione e assistenza tecnica collocati nell‟officina
– I capi sono più giovani degli operai e rapporto di rispetto
reciproco
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
LEZIONE 12
Studiare il lavoro nella grande
impresa
Due ricerche sul campo
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Ricerca di Fortunato
Approccio e obiettivi
• analizzare come il modello giapponese di
organizzazione del lavoro viene applicato
concretamente nello stabilimento di Melfi
• analizzare il ruolo del sindacato in un
contesto green field (e compararlo con quanto
accade in un contesto red field)
Metodo: interviste e osservazione diretta
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Ricerca di Commisso
Approccio e obiettivi
• analizzare come si strutturano le relazioni di
potere all‟interno di un‟impresa organizzata
secondo il modello giapponese (riferimento a
Foucault)
• analisi della gerarchia e di come i rapporti
gerarchici vengono percepiti
Metodo: osservazione diretta e interviste in
profondità (lettura attenta e dettagliata degli
aspetti soggettivi)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I
Confronto tra le due ricerche
• Differenze nell‟approccio e negli obiettivi
che si pongono
• Differenze nel metodo
• Differenze nella prospettiva (chi è più
critico?)
Corso di Sociologia del lavoro
2010/2011 parte I