LA TUTELA DELLA PERSONA by HC111205003326

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									Pensare la Costituzione

LA TUTELA DELLA PERSONA

Chiara Caselli II sez. A


I diritti della libertà

La Costituzione garantisce il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, ossia di quei diritti che
preesistono all’ordinamento giuridico e che consentono all’individuo di esprimere liberamente la
propria personalità. Considerata la loro natura di diritti originari la Costituzione riconosce la quasi
totalità di essi non solo ai cittadini ma a tutti gli individui anche stranieri. La Costituzione
garantisce al singolo il diritto di manifestare liberamente le proprie idee, ma soprattutto il diritto di
partecipare alla vita politica e sociale del paese, anche aggregandosi con altre persone. Il
riconoscimento delle formazioni sociali(famiglia, scuola, comunità religiose…)e l’attribuzione ad
esse degli stessi diritti dell’individuo rappresentano un aspetto importante della Costituzione
repubblicana. Si è voluto in tal modo valorizzare il patrimonio di esperienze personali e quindi il
contributo di solidarietà che il singolo porta alla società, contemporaneamente si è inteso
perseverare la possibilità per l’individuo di crescere ed arricchirsi grazie al confronto e alla
collaborazione con gli altri.

Libertà Personale

Articolo 13
“La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o
perquisizione personale, né qualsiasi altre restrizione della libertà personale, se non per atto
motivato dall'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di
necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può
adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità
giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e
restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque
sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.”

La possibilità di poter disporre della propria persona è storicamente la condizione indispensabile per
poter godere di qualsiasi altra libertà. La libertà personale come tutti i diritti di libertà è un diritto
inviolabile del cittadino, nasce con la persona e pertanto non è concesso ma soltanto riconosciuto
dallo Stato. Essa deve essere intesa come il diritto di ogni persona a non subire imposizioni che
impediscano o limitino le sue azioni o i suoi movimenti. Va quindi interpretata anche come una
libertà morale, cioè come il diritto del singolo all’integrità della propria coscienza che non deve
essere condizionata da minacce o intimidazioni che ne annientino la volontà.
Il regime fascista aveva annullato il rispetto dei diritti di libertà, perciò l’Assemblea Costituente non
si è voluta fermare ad una generica enunciazione di principio, ma ha specificato i singoli diritti di
libertà e i casi e i modi in cui possano venire limitati.

Limitazioni della Libertà Personale

I casi e i modi in cui è possibile procedere a restrizioni della libertà personale devono essere indicati
in apposite leggi, che a loro volta devono sempre attenersi ai principi indicati dalla Costituzione. Si
parla a tal proposito di riserva di legge assoluta e rinforzata:solo le leggi del Parlamento possono
limitarla e le stesse devono rispettare le regole contenute nella Costituzione alla quale sono
gerarchicamente subordinate.
Solo i giudici sono liberi da condizionamenti politici e valutano i fatti sottoposti a loro giudizio con
imparzialità. Hanno il potere di adottare provvedimenti provvisori che limitano la libertà personale,
provvedimenti che devono però essere convalidati al giudice entro quarantotto ore, o non avranno
alcun effetto.

Carcerazione preventiva

Provvedimento provvisorio e urgente che solo un magistrato può predisporre nei confronti di una
persona indiziata di aver commesso un reato, e prima che sia sottoposta al processo. Il giudice si
avvale di questa misura quando sussistano particolari esigenze:la salvaguardia delle prove, il
pericolo di fuga dell’indiziato, motivi di sicurezza diretti ad evitare la commissione di altri delitti.
La carcerazione preventiva non po’ superare determinati limiti di tempo rispetto al presunto reato,
non si può tenere un indiziato in carcere dieci anni per furto. Attualmente la dizione “carcerazione
preventiva” è stata sostituita con quella di “custodia cautelare”, istituto soggetto a continue
modifiche nato per salvaguardare i diritti di chi è in attesa di processo, spesso avversato dalla
pubblica opinione che assiste a clamorose scarcerazioni attribuite all’estrema lentezza del nostro
sistema giudiziario, il quale non riuscendo a garantire nei tempi un processo agli imputati, li rimette
temporaneamente in libertà per “decorrenza dei termini di custodia cautelare”.

Nella Filosofia

Tratto da “Leviatano” di Thomas Hobbes:
“Ho già mostrato che i patti che obbligano a non difendere il proprio corpo sono inutili. Perciò se il
sovrano comanda a un uomo( per quanto giustamente condannato) di uccidersi, ferirsi o mutilarsi,
di non fare resistenza a coloro che lo aggrediscono, o di astenersi dal cibo, dall’aria, di una
medicina o da qualsiasi altra cosa senza cui si possa vivere, quell’uomo e libero di disobbedire.
[…]Se un suddito ha una controversia con sovrano […] egli è libero di fare causa per il suo diritto
come se querelasse un qualunque altro suddito; e la causa sarà discussa di fronte ai giudici stabiliti
dal sovrano. Ma se il sovrano chiede o prende qualcosa a titolo del suo potere, non è possibile
alcuna azione legale, perché ciò che il sovrano fa in virtù del suo potere è fatto d’autorità di ogni
suddito.”

Tratto da “Trattato sul Governo” di John Locke:
“E' così che la comunità conserva sempre il potere supremo di preservarsi dagli attentai e dalle
intenzioni di chicchessia, anche dai suoi legislatori ogniqualvolta essi siano così insensati o perversi
da concepire o perseguire intenzioni contrarie alle libertà e proprietà dei sudditi. Infatti poiché
nessuno uomo e nessuna società di uomini ha il potere di rimettere la propria conservazione e
conseguentemente i mezzi di essa alla volontà assoluta e al dominio arbitrario di un altro,
ogniqualvolta si tenti di ridurli in stato di schiavitù, essi avranno sempre il diritto di conservare ciò
di cui non hanno il potere di disfarsi.”

Tratto da “Contratto Sociale” di Jean-Jacques Rousseau:
“La volontà generale soltanto può dirigere le forze dello Stato secondo il fine per cui questo è stato
istituito, cioè il bene comune; infatti, se l'opposizione degli interessi particolari ha reso necessaria
l'istituzione della società, questa a sua volta è stata resa possibile dalla concordanza di quei
medesimi interessi. Proprio ciò che vi è di comune in questi diversi interessi forma il vincolo
sociale, e se non vi fosse qualche punto sul quale tutti gli interessi si accordassero, nessuna società
potrebbe esistere. Orbene è unicamente sulla base di questo interesse comune che la società deve
essere governata.
Sostengo pertanto che, non essendo la sovranità altro che l'esercizio della volontà generale, essa non
può mai venire alienata, e che il sovrano, non essendo altro che un essere collettivo, non può venir
rappresentato se non da se stesso: il potere può venir trasmesso, ma non la volontà.
Infatti, se non è impossibile che una volontà particolare si accordi su qualche punto con la volontà
generale, è peraltro impossibile che tale accordo sia durevole e costante, poiché la volontà
particolare tende per sua natura alle preferenze e la volontà generale all'eguaglianza [...]. Il sovrano
può bensì dire: io voglio attualmente ciò che vuole tale uomo o per lo meno ciò che egli afferma di
volere; ma non può dire: ciò che quest'uomo vorrà domani lo vorrò a mia volta, poiché è assurdo
che la volontà si ponga dei vincoli per l'avvenire e poiché non dipende da alcuna volontà di
consentire a qualcosa di contrario al bene dell'essere che vuole. Se dunque il popolo promette
semplicemente di obbedire, con questo atto esso si dissolve, perde la propria qualità di popolo; non
appena vi è un padrone non vi è piú sovrano, e da quel momento il corpo politico è distrutto [...].”

Libertà di Domicilio

Articolo 14
“Il domicilio è inviolabile.
Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti
dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.
Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e
fiscali sono regolati da leggi speciali.”

Il domicilio è l’ambiente privilegio in cui l’individuo esplica la propria vita privata e professionale
escludendo la presenza di estranei:un ufficio, una roulotte, una camera d’albergo…La Costituzione
consente all’individuo di esercitare pienamente la libertà personale in tutte le sue manifestazioni.
Indirettamente infatti vengono protetti anche altri diritti di libertà, come il diritto di associazione, di
riunione…

Limitazioni alla Libertà di Domicilio

Tali limitazioni sono determinate in maniera tassativa e riguardano motivi di sanità, nel caso sia
necessario verificare le condizioni igieniche di un’abitazione o di un luogo di lavoro;motivi di
incolumità pubblica, per accedere alle condizioni di sicurezza di un luogo di lavoro o di un luogo
aperto al pubblico; fini economici e fiscali, per verificare il rispetto della legge o il regolare
svolgimento di obblighi tributi.

Libertà di Riunione e Libera Associazione

Articolo 17
“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle
soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”

Articolo 18
“I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono
vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici
mediante organizzazioni di carattere militare.”

A differenza dello Statuto Albertino che disciplinava la libertà di riunione in modo restrittivo, la
Costituzione riconosce questo diritto in tutte le sue manifestazioni:dal corteo all’assemblea, dalla
processione alla conferenza, con l’unico limite che si svolgano pacificamente e senza armi.
I cittadini possono riunirsi liberamente e per i più vari motivi, sia in luoghi privati, in luoghi
pubblici o in luoghi aperti al pubblico. Solo per queste ultime riunioni la Costituzione richiede che
sia dato un preavviso alle autorità di pubblica sicurezza.I cittadini però, una volta assolto l’obbligo
del preavviso, non devono attendere alcuna autorizzazione, sarà semmai la pubblica autorità a
vietare la riunione nel caso questa possa compromettere la sicurezza o l’incolumità pubblica. Ad
esempio un corteo di protesta organizzato in una zona a rischio per la salute dei partecipanti.

Il diritto di associazione si differenzia da quello di riunione per il carattere stabile e duraturo, e per
l’esistenza di un vincolo ideale che lega gli associati. Per creare un’associazione non è necessaria
alcuna autorizzazione, purché vengano rispettai i limiti della legalità e della non-violenza.

L’Articolo 18 vieta la costituzione di
-Associazioni dirette a commettere reati o i cui scopi possono essere raggiunti mediante reati
-Associazioni segrete, che non rendono noti i nomi dei propri associati, la sede in cui si svolgono le
riunioni e i fini che intendono perseguire
-Organizzazioni di carattere militare, se intendono perseguire fini politici avvalendosi di metodi
violenti

La Massoneria

La massoneria è un’associazione segreta, nata a Londra nel 1717, con lo scopo di diffondere gli
ideali umanitari e progressisti dell’illuminismo. Diffusasi rapidamente in Europa e nel
Nordamerica, nel 1730 apparve e si affermò anche in Italia, nonostante l’opposizione della Chiesa
Cattolica. La Massoneria oggi non è un’associazione segreta poiché ne sono noti i nomi degli
associati, le sedi e gli scopi sociali. Ben diversa era invece la natura della Loggia Massonica P2 (di
cui fu imposto lo scioglimento nel 1982) che basata sul modello della massoneria ufficiale se ne
discostava sia per il carattere occulto, sia perché mirava a introdurre i suoi affiliati in organi dello
Stato allo scopo di garantire la realizzazione degli interessi specifici dell’associazione e
condizionare segretamente le decisioni e l’esistenza stessa dello Stato.

								
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