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LA QUESTIONE DELL'IMPIANTO A BIOMASSE DI RUSSI

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LA QUESTIONE DELL'IMPIANTO A BIOMASSE DI RUSSI
LA QUESTIONE DELL’IMPIANTO A BIOMASSE DI RUSSI



questo è l'ultimo aggiornamento che ho ricevuto dalla presidente del comitato, è una lettera che è stata

inviata a vari esponenti dell'amministrazione di Russi:



Al Comune di Russi

Pietro Vanicelli - Sindaco

Enzo Bosi ? Assessore alle Attività Produttive

Gian Luigi Castellari ? Assessore all?Ambiente

A tutti gli assessori

Ai Capi gruppo

Ai Consiglieri Comunali



OGGETTO : PROGETTO DI RICONVERSIONE DELLA FILIERA BIETICOLA-SACCARIFERA MEDIANTE

COSTRUZIONE DI IMPIANTO A BIOMASSE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA SITO IN

COMUNE DI RUSSI (RA) ? 30 MW A COMBUSTIONE

PROPONENTI FALCK ACTELIOS ? GRUPPO MACCAFERRI



A Russi cittadina situata tra le province di Ravenna e di Forli?, nel cuore verde della Romagna, in terreni

agricoli paragonabili a rigogliosi giardini, vanto dei nostri agricoltori in cui sono coltivati vitigni e alberi da

frutta, protetti da prestigiosi marchi dop, l?Amministrazione comunale sostenuta dall?Amministrazione

Provinciale, caldeggia la realizzazione di un progetto di una Centrale a Combustione di Biomasse da

30MW.



Tale progetto dovrebbe ?riconvertire? il dimesso zuccherificio Eridania e viene presentato ai cittadini

come la sola salvezza per l?occupazione locale e panacea per la crisi agricola.



Tutto ha avuto origine dal recepimento della direttiva europea che ha cambiato lo scenario

della produzione dello zucchero in Italia. L?attuazione è recente, ma la decisione era stata

presa anni fa, oggi siamo di fronte all'ennesimo esempio che mette in mostra ancora una volta

l'incapacità dei nostri politici e amministratori a programmare e pianificare questa situazione,

pur conoscendola da tempo.



In tutto questi anni le Amministrazioni locali coinvolte nelle dismissioni non hanno ricercato soluzioni

alternative, non hanno fatto si che si insediassero nuove attività e creassero quindi occupazione, non

hanno quindi "promosso" il loro territorio, ma sono stati alla finestra ad aspettare.



In altri paesi europei (per esempio in Spagna e Francia), le amministrazioni coinvolte nelle dismissioni

hanno provveduto a trovare ?soluzioni alternative? alla produzione dello zucchero da barbabietola

insediando nuove attivita? che hanno permesso ad aziende e soprattutto ai lavoratori occupati di essere

pronti per la chiusura definitiva avvenuta di fatto alla fine dello scorso anno.



Oggi ci propongono questo progetto di riconversione ? che riconversione non è ? ma in realtà

si tratta della costruzione di un nuovo impianto industriale: la centrale a combustione di

biomasse.

In sostanza si tratta di realizzare un inceneritore che brucerà la biomassa. Per la riconversione degli

zuccherifici la percentuale dell?aiuto comunitario da destinare agli investimenti per la

trasformazione di essi , e? stata indicativamente fissata al 90% dalla regione Emilia-Romagna.

Il plafond complessivo disponibile e? di oltre 560 milioni di euro. Di fatto la quasi totalita? degli aiuti

comunitari ricadranno nelle tasche dei grandi industriali dell?energia, lasciando il 6% ai

contoterzisti e, cosa ben piu? grave, distribuendo agli agricoltori , solo il 4% dei contributi. Un

vero scandalo !



Per alimentare questo enorme?inceneritore? da 275.000 ton/anno, necessiterebbero

piantagioni dedicate di pioppi e canna comune, un infestante che i nostri avi hanno a atica

debellato con le dure opere di bonifica. Questo progetto di centrale/inceneritore non è il solo,

ma nelle province di Ravenna, Forli? e Cesena i progetti in cantiere sono oltre una decina. Per

alcuni di essi le procedure autorizzative sono già state avviate e quindi in un raggio di circa 30

Km. si ipotizza la costruzione dei seguenti impianti:



1.a Faenza (Ravenna) Distercoop, Tampieri Energie (ampliamento di un impianto gìà esistente),

CAVIRO (decuplicazione dell?impianto già esistente alimentato a rifiuti);

2.a Conselice (Ravenna) Unigrà da 11 MW a 50 MW con due motori marini che utilizzeranno

olio di palma proveniente dall?Indonesia:

3.a Case Murate (Forlì) um impianto da 22 MW a cosiddette biomasse;

4.a Ravenna, sul porto, la Petrolifera Italo Rumena ? Docks Cereali e Consorzio Agrario hanno

appena depositato un progetto per una centrale da 99 MW.



In relazione al solo inceneritore di Russi, secondo uno studio della coldiretti - successivamente

confermato anche dalle altre associazioni agricole - non sarebbe sufficiente una area vasta il doppio

della nostra regione per soddisfare la sua ?fame ? di biomasse destinate alla produzione di

energia e scandalosamente ?finanziata? dai certificati verdi, prelevati ingiustamente dalle

nostre bollette !!

A questo proposito è nato spontaneamente il ? Comitato Provinciale Art.32?, costituito da numerosi di

cittadini preoccupati e profondamente indignati dalla facilita? con cui il rispetto della salute e

dell?ambiente venga sistematicamente calpestato dall?interesse e dal business privato della grande

industria. L?agricoltura è ed e? sempre stata degli agricoltori ed e? per questo che chiediamo che gli

incentivi ed i certificati verdi non ricadano nelle tasche dei potenti dell?industria energetica,

ma che al contrario ?piovano? sul territorio per incentivare piccoli impianti di produzione

energetica da reali fonti rinnovabili (0,1Mw) come :

biodigestori anareobici, (impiegando le deiezioni prodotte dai numerosissimi allevamenti di bestiame

presenti da tempo sul nostro territorio );

impianti solari e fotovoltaici (che andrebbero a bonificare i tetti di eternit dei capannoni agricolo, altra

reale emergenza ambientale per la quale adesso stiamo pagando la leggerezza e il vuoto normativo di

tutela della salute). Tali impianti solare/fotovoltaico sarebbero assai meno impattanti sul territorio e sulla

salute e soprattutto sarebbero gestiti direttamente dagli agricoltori creando per loro un reale reddito e

dando loro la possibilità di usufruire di tutti i benefici economici.

Inoltre sosteniamo un progetto di impianto a biogas presentato dalla ditta Bio Energy S.r.l. e

Biogas Engineering S.r.l. al Comune di Russi nell?agosto 2006 e i piccoli impianti a

fermentazione di mais e girasole proposti da tutte le Associazioni dei Produttori Agricoli ? Tali

tipologie di impianto sono caldamente sostenute dal Dottor Professor Perissinotto ? Presidente

Genagricola S.p.A. che non prende in considerazione altre alternative e bocciando l?incenerimento.

Questi progetti di energia realmente rinnovabili producono un saldo occupazionale sicuramente maggiore

rispetto alle soluzioni presentate dal progetto Eridania-Falck-Actelios.



Lo scrivente Comitato è scettico nel valutare le affermazioni dei proponenti di questi progetti e vuole

portare l?attenzione a quanto previsto nei piani per il risanamento dell'aria approvati e stipulati dai

comuni e dalla Regione con impianti di questa portata che certo non miglioreranno la già critica situazione

ambientale del nostro territorio che con la presenza del petrolchimico, di 4 inceneritori, due centrali

termoelettriche da oltre 900 MW cadauna ci pone fra le sette aree più inquinate del pianeta.



A Ravenna nello specifico si registra una forte crescita di ammalati di cancro, un aumento delle malattie

immunitarie e neurologiche, di allergie e di cronicizzazioni. La presenza di tali impianti che produrranno

polveri sottili ultra fini, NOx, diossina ecc. non contribuirà certo a una diminuzione delle patologie e tanto

meno alla diminuzione della produzione di CO2.



Tale contesto di degrado ambientale e atmosferico si pone in contraddizione con quanto enunciato nel

?Protocollo di Kyoto? e ancor più in contrasto con il principio di precauzione in esso richiamato.



Non ci convince quanto affermato dalle Imprese proponenti che sostengono che il nuovo impianto

produrrà un miglioramento della qualità dell?aria rispetto al preesistente. Vale la pena sottolineare le

mutate condizioni produttive che in questi ultimi decenni hanno visto un proliferare di grossi impianti, in

un ambito locale assai ristretto, un conseguente aumento dei volumi di traffico e quindi un

peggioramento della qualità ambientale ed atmosferica.

Riteniamo quindi indispensabile che questo impianto non sia valutato singolarmente, ma calato nel

contesto territoriale, come previsto dalla valutazione ambientale strategica.



A cosa vale predisporre i piani per il risanamento dell?aria e adottare misure come lo stop delle auto,

quando si continuano ad autorizzare progetti di questa portata?



Già oggi la Commissione europea ha avviato diverse procedure di infrazione nei confronti della nostra

Regione per il mancato rispetto dei valori di inquinamento atmosferico previsti da due direttive europee.

Siamo abbondantemente oltre a quanto indicato dai parametri previsti dalla legge e quindi sanzionati

dalla Comunità stessa - sanzioni pagate con soldi pubblici.



Siamo fortemente preoccupati per il mondo agricolo, che dovrebbe fornire la materia prima (canna,

pioppo ecc.) svilendo le proprie produzioni di qualità, vanto del nostro territorio.



Tali colture sarebbero compromesse in maniera irreparabile e non potrebbero essere ritirate per la

vendita sul mercato in quanto i disciplinari per il ritiro dei prodotti agricoli a cui fa riferimento l'agenzia

europea "Eurepgap" e al quale si attengono tutte le principali catene di distribuzione di prodotti agricoli

freschi specificano che le produzioni che si trovano nei pressi di impianti industriali a combustione come

appunto una centrale a biomasse perdono i loro requisiti poiché la diossina prodotta dalla combustione ed

altri inquinanti si depositano sui prodotti ed entrano nella catena alimentare.



Alla luce di quanto sopra descritto appare davvero improbabile l?attuazione del protocollo di intesa

sottoscritto dal Sindaco Dottor Vanicelli nel quale candida Russi città delle pesche. Tale progetto infatti

prevede una operazione di marketing territoriale per la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici e della

tradizioni locali. Scopo del progetto e? mettere in rete i comuni che producono pesche di qualita? perche?

questa vocazione diventi una fonte di promozione del territorio, anche a livello turistico. L?ANCI si

impegna a fornire assistenza ai comuni per la partecipazione ai bandi comunitari per lo sviluppo dei

progetto legati a RES TIPICA e per l?acquisizione delle certificazioni di qualita? previste dalla normativa

europea.

Cio? premesso ci poniamo due domande???

1.Riusciranno le pesche del Comune di Russi, nate all?ombra della ciminiera dell?inceneritore a meritare

le certificazioni di qualita????

2.quale sara? l?estensione di terreno che il Comune dedichera? ai pescheti, considerando la necessita? di

reperire aree da destinare a pioppi e a canne infestanti per sfamare l?inceneritore??



Localmente le associazioni di categoria si sono già espresse in maniera negativa sia per quanto riguarda

l?offerta economica sia per le condizioni ambientali.



Gli agricoltori non intendono essere relegati al ruolo di semplici produttori di materia prima da bruciare e

manifestano nel contempo una forte criticità verso questi impianti in quanto sarebbe più remunerativo

per loro, e realmente sostenibile, ricorrere, come già affermato in precedenza, a piccoli impianti collocati

presso le aziende agricole. Non vogliono diventare ostaggio dell?industria, ma vogliono restare padroni

del loro territorio perché l?agricoltura non merita di essere bruciata.

Per il funzionamento della centrale da 30 MW si prevede l?impiego di 275.000/ton. annue di biomassa da

incenerire che allo stato attuale non risulta essere disponile sul territorio regionale. Pertanto la ventilata

creazione di una filiera agro energetica locale non potrà avere sostenibilità economica. E? quindi

presumibile che si renda necessaria l?importazione di materiale da bruciare proveniente da altre zone

distanti, aumentando a dismisura il numero di mezzi, (oltre 100 camion al giorno per 10 mesi all?anno)

congestionando la viabilità locale e aumentando inevitabilmente l?inquinamento acustico e ambientale.

Inoltre nella peggiore delle ipotesi si potrebbe importare la materia prima da altri paesi, invalidando così i

progetti di filiera locale e creando un bilancio energetico negativo. Monito sia quanto accaduto a Bando di

Argenta dove si è costruito lo stesso tipo di impianto sorto con l?obiettivo di filiera agro-energetica e che

ora importa dall?estero la materia prima.

DAL 5 maggio scorso la normativa italiana prevede che anche i rifiuti siano considerati biomasse e che

quindi possono avere l?accesso ai certificati verdi. Una buona percentuale di impianti finanziati in questo

modo chiuderà quando il provvedimento esaurirà i suoi effetti, in quanto a quel punto non saranno più

economicamente validi.

Nel progetto dell?inceneritore a biomasse di Russi è previsto l?impiego di un forno a griglia che consente

di bruciare qualsiasi tipo di corpo solido e quindi anche rifiuti e questo per il Comitato è motivo di grande

preoccupazione

Altro elemento di riflessione è che Actelios del gruppo, FALCK S.p.A. proponente con Eridania del progetto

in questione, sia di fatto impresa capogruppo di un insieme di società che svolgono attività di

smaltimento e trattamento dei rifiuti industriali ed urbani e produzione di energia elettrica da fonti

rinnovabili. (tratto da Provvedimento n. 14087 del Garante della concorrenza e del mercato in data

23.2.2005).



Ma non solo, risulta infatti che ACTELIOS ED HERA stanno gia? operando insieme, tanto da aver costituito

una societa? (FEA S.r.l.) che ha portato alla costruzione ed alla gestione dell ?inceneritore di Granarolo

Emilia, alle porte di Bologna. Cosa si farà di questi impianti quando non sarà più possibile usufruire dei

certificati verdi?



Consideriamo poi l?esigenza occupazionale, che la costruzione della centrale non risolverebbe in quanto il

rapporto tra investimento e ricaduta occupazionale è negativo, poiché il progetto prevede un

investimento di 82 milioni di euro per occupare stabilmente, come previsto dal progetto del proponente,

25/30 lavoratori, e nell'eventualità che fossero messe in opera le serre altri operai stagionali.



La ricaduta occupazionale non è delle più esaltanti, considerando poi che i lavoratori delle serre sarebbero

costretti a lavorare in condizioni di scarsa salubrità per il forte tasso di umidità presente associato alle

esalazioni dei concimi che provocherà nel tempo problemi alle vie respiratorie.



A tutt?oggi non c'è stata e non c?è una concertazione fra gli amministratori e le associazioni sindacali e il

mondo imprenditoriale locale. Non sono state valutate offerte di lavoro che provengono da altre grandi e

medie aziende locali che si sono dette disposte ad assumere personale anche da formare. E questo ci

lascia perplessi.



Si è perso tempo prezioso ? perché è da tempo che si sapeva che lo stabilimento sarebbe stato dimesso,

non è stato studiato un piano che permettesse soluzioni alternative, probabilmente oggi la situazione non

avrebbe questo carattere di emergenza.



Infine sarà una conseguenza inevitabile che in presenza di questi impianti, e con la sensibilizzazione

sempre maggiore delle persone sui problemi ambientali, ci sarà una svalutazione degli immobili, dei

terreni e dei terreni agricoli.



Sarà inevitabile anche una penalizzazione del commercio e del turismo in quanto ci troviamo in una zona

ricca di pievi romaniche, ville antiche patronali, antichi scavi di ville romane tutelati dalla Sovrintendenza

alle Belle Arti, sulla quale ricadrebbe l?ombra di un camino di oltre 50 metri.

Con l?insediamento di questo nuovo governo speravamo che uno dei primi impegni, che avrebbe

affrontato fosse stato il predisporre un serio ed efficace piano energetico nazionale ? che a tutt?oggi non

è stato realizzato ? Con una reale pianificazione delle risorse e del fabbisogno non si sarebbe costretti ad

accettare proposte come quelle che vengono sottoposte dai proponenti che a nostro avviso non sono

sostenibili e non sono lungimiranti.

Facciamo nostre e condividiamo le parole dell?Onorevole Ministro Prof. Paolo De Castro al convegno di

Ravenna del 2.10.2006 quando ha affermato che qualora i progetti di centrali a combustione di biomasse

siano insostenibili si debbano valutare progetti alternativi; condividiamo inoltre che l?esigenza della

salvaguardia dell?occupazione, al di là del buon esito o meno dei progetti, sia gestita nella piena

responsabilità dello Stato e con il pieno coinvolgimento partecipato dei comitati cittadini nonchè di tutte le

istituzioni locali.



Pertanto chiediamo, anche a fronte delle migliaia e migliaia di firme finora raccolte, all?Amministrazione

Comunale di non recepire il progetto proposto dalla società Falck-Actelios- Gruppo Maccaferri su Russi

(Ravenna), di non concedere i nulla osta autorizzativi esprimendo parere negativo alle istituzioni

preposte.

Tale progetto, palesemente in contrasto con il piano della qualità dell?aria stilato dalla Amministrazione

Provinciale di Ravenna 2006, non è sostenibile ed è deleterio per la salute dei cittadini, l?ambiente e

decreterebbe un grave impoverimento sia della professionalità del produttore agricolo nonché di tutta

l?agricoltura del territorio. Tale danno non sarà certamente risarcibile da nessuna opera compensativa.



Ravenna, 9 ottobre 2006 Per il COMITATO PROVINCIALE ARTICOLO 32

Il Presidente

Paola Miani

Pubblico qui di seguito il comunicato stampa inviato dal Comitato Articolo 32 alle testate giornalistiche.









in riferimento all'art. 32 della Costituzione che sancisce il diritto alla salute di ogni cittadino

tel. 3348080426 e-mail : comitatoarticolo32@libero.it







VERGOGNA, VERGOGNA , DOVETE SOLO VERGOGNARVI !!!! E' stato l'urlo schifato di uno dei tanti

imprenditori agricoli presenti all'audizione pubblica richiesta dal comitato articolo 32 .

Ed e' stato semplicemente vergognoso ed inaccettabile l'intervento del vice sindaco Bosi a conclusione

della prima parte dell'incontro pubblico che di fatto ha lasciato basiti e soprattutto senza fiato i tantissimi

cittadini presenti nonostante la scelta delle ore 19,00 come orario di inizio della seduta .

I cittadini presenti hanno assistito così ad un pessimo ed esempio di democrazia ed ad un vero esempio

di arroganza politica !!!!

Infatti quasi a sorpresa giungevano le conclusioni inaspettate del Vice Sindaco Bosi che

volevano porre fine ad un dibattito che avrebbe dovuto esserci all'interno del consiglio

Per l'ennesima volta si è assistito al solito intervento, ormai standardizzato, sentito e risentito in tante

altre occasioni pubbliche del Vice Sindaco Bosi che non ha assolutamente recepito le informazioni e i

termini che sono stati il filo conduttore della serata.!!!!!!!

Con il suo intervento il Prof Gianni Tamino, docente di biologia e di diritto ambientale all'Università di

Padova esperto di fama internazionale già consulente del Ministero dell'Agricoltura ha chiaramente dato

una visione più ampia e approfondita delle ricadute che l'inceneritore di Eridania avrebbe sul nostro

territorio evidenziandone soprattutto l'insostenibilità del progetto sia dal punto di vista economico,

ambientale, nonché sanitario.

Tutto ciò fornendo dati scientifici e proponendo soluzioni alternative, molto più remunerative e a favore di

uno sviluppo realmente sostenibile. Nonostante ciò a tutt'oggi alternative non sono mai state prese in

considerazione in modo serio dall'amministrazione.

Bosi ha chiaramente ribadito che l'inceneritore (perchè di questo si tratta!!) si farà, perchè

non sarà altro che il primo passo per il sorgere di una area industriale con nuove strade,

industrie, tanto traffico e tanti mezzi pesanti , in una area in cui vi sono colture di pregio e di

qualità .

Tutto in nome di un fantomatico sviluppo. Ma di reale sviluppo si tratta?

Ma dove è finita la democrazia partecipata tanto decantata da questi politici o meglio, politicanti ?

Nulla contano i cittadini e gli agricoltori preoccupati del loro futuro contrari a questo progetto?

Per l'amministrazione di Russi conta solo ed esclusivamente il grande potere dell'industria

sulla quale ricadranno milioni di euro a fronte della produzione e della vendita di energia,

ingiustamente pagata dai cittadini con il sistema dei certificati verdi ?

Cosa ha recepito il vicesindaco Bosi relativamente alla relazione del Dottor Dante Vignoli, agronomo che

con orgoglio si definisce coltivatore diretto che con estrema e disarmante chiarezza tipica degli agricoltori,

ha in maniera molto esplicita evidenziato, calcoli alla mano, gli aspetti relativi alle problematiche

economiche del settore agricolo dimostrando che gli agricoltori che si lasceranno coinvolgere in questo

progetto faranno letteralmente la fame?

A cosa pensava il sig Bosi quando Il dott. Vignoli lanciava l'allarme per il costante

impoverimento dei nostri terreni e rammentava che la pianura padana è tra le 5 aree più

inquinate del pianeta????

Le centinaia di imprenditori agricoli che perderanno le certificazioni di qualità delle loro

colture finiranno tutti a lavorare all'inceneritore ?

Il vicesindaco non può più nascondersi dietro l'alibi della emergenza occupazionale. !

In una scomoda intervista video proiettata ieri sera, un noto imprenditore locale riconferma la sua

disponibilita' e quella di altri a ad assumere un numero ben maggiore dei 25/30 operai che dovrebbero

finire a lavorare nell?inceneritore e ha sottolineato con vero disappunto che NESSUN RAPPRESENTANTE

DELL'AMMISTRAZIONE NE' DEI SINDACATI SI SIA ATTIVATO PER RICOLLOCARE I LAVORATORI SUL

TERRITORIO, NONSTANTE LE OFFERTE!!!

I cittadini sono sempre stati al fianco dei lavoratori dell'eridania e lo sono ancora. Per questo ribadiamo

ciò che da sempre abbiamo affermato: attenti a non farvi strumentalizzare in questo gioco che ha come

posta un business di milioni di euro che chiaramente non finiranno certo ne nelle tasche dei lavoratori né

tanto meno nelle tasche dei contadini.

Gli amministratori non devono prendersela - non e' una questione di stile. Questa è la situazione .

Qualche spicciolo finira' nelle casse del comune, che , con le cosiddette "opere compensative" (strade,

marciapiedi o investiti nei gioielli di famiglia Palazzo San Giacomo e Villa Romana), "monetizzera" il

degrado ambientale e sanitario che i suoi cittadini dovranno subire.

Nessun accenno da parte degli amministratori su tutte le problematiche sanitarie che un

impianto di questo tipo comporta e sui costi che le cure mediche avranno sui conti pubblici

oltre che ai danni fisici dei cittadini.

Ci lascia sconcertati quanto Bosi afferma che si stanno concretizzando le procedure e le trattative sia con

gli enti preposti che con le associazioni di categoria degli agricoltori, quando invece ancora nulla di

definito è stato avviato, soprattutto nei confronti degli imprenditori agricoli che, come sempre

sottolineato dal Sindaco Vanicelli, ?senza l?accordo con i produttori agricoli questo progetto non è

sostenibile? . ma ricordiamo sempre che la normativa vigente annovera anche i rifiuti tra le biomasse.

I consiglieri presenti ieri sera avrebbero potuto porre domande agli esperti, approfittando dell?occasione

per sviscerare un tema tanto sentito anche dalla popolazione, ma al contrario hanno espresso delle

posizioni politiche con delle prese di posizione completamente inadeguate, offensive che per almeno un

paio di essi si sono rivelate irriverenti nei confronti degli esperti, al limite di un comportamento educato e

civile .

Eclatante l?assenza dell?assessore all?ambiente del ?verde? Castellari che non perde occasione per

dimostrare l?inadeguatezza del suo incarico. Rammentiamo che lo stesso era ?conduttore? nella serata

organizzata dal comune al fianco dell?Eridania a giugno al teatro jolly,per la presentazione ufficiale del

progetto.

Clamorosamente assente ieri sera quando avrebbe avuto l?opportunita? di dare il suo contributo

all?approfondimento del dibattito con domande agli esperti.

A che serve un assessore all?ambiente assente quando i cittadini si aspettano la sua presenza ???

Ci auguriamo che l?amministrazione ed i consiglieri rileggano attentamente la trascrizione dell?incontro di

ieri sera e che cio? li porti a modificare le loro posizioni perche? in relazione a quanto emerso ieri sera .

qualora l?inceneritore venisse autorizzato, ognuno di essi si prendera? , nei confronti dei cittadini, le

proprie responsabilita? in tutte le sedi competenti,

mercoledì 31 ottobre 2007

Il tavolo di confronto istituzionale, coordinato dalla Regione, ha concluso i lavori con una ipotesi di intesa

sulla costruzione del polo energetico, che sarà sottoposta alla discussione del consiglio comunale di Russi

e costituirà la base per l?accordo da sottoscrivere in sede ministeriale l?otto di novembre prossimo.



"L?intesa raggiunta - si legge in una nota congiunta delle parti - tiene conto di quanto previsto dagli

accordi ministeriali relativamente alla riconversione dello zuccherificio di Russi e delle valutazioni fin ad

ora espresse dalla Regione e dagli enti locali relativamente all?ipotesi di progetto. L?intesa mette a punto

un progetto di polo energetico integrato interamente dedicato alla produzione di energia elettrica con

fonti rinnovabili. Il polo energetico sarà ubicato nell?ex zuccherificio e sarà costituito da una centrale di

produzione elettrica alimentata esclusivamente a biomasse lignocellulosiche (legna) e da un impianto a

Biogas per la potenza complessiva di 30 mw - che consentirà anche l?utilizzo dei liquami prodotti dagli

allevamenti suinicoli presenti in zona- oltre ad un grande sistema di generazione fotovoltaica".



Assieme al polo energetico l?intesa ha prodotto gli impegni per la realizzazione di una nuova area

produttiva finalizzata allo sviluppo occupazionale ed economico, che prevede la realizzazione delle

infrastrutture destinate alla viabilità comunale funzionali al polo energetico e alla nuova area produttiva.



"Sono previsti - si legge ancora nella nota- interventi per il recupero di Palazzo S.Giacomo, l?utilizzo in

comodato gratuito di un edificio da adibire ad Ostello, la cessione gratuita al Comune di Russi dell?area

vasche inserita in una zona di protezione speciale e del terreno in fregio alla Villa Romana. Il progetto per

la realizzazione del polo energetico, che sostituisce lo zuccherificio, prevede l?utilizzo delle migliori

tecnologie in grado di ridurre sensibilmente i carichi ambientali precedenti, e sarà sottoposto alla

valutazione di impatto ambientale a difesa della qualità dell?aria e di tutela delle risorse umane ed

ambientali".



"L?intesa raggiunta - conclude la nota - darà garanzia di occupazione ai lavoratori dell?ex zuccherificio,

anche attraverso il consolidamento dell?impianto di confezionamento, creerà nuove opportunità di

crescita del settore produttivo nel territorio comunale e una occasione in più per gli imprenditori agricoli

che vorranno impegnarsi nelle produzioni energetiche rinnovabili".


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