OGM – NO AL CIBO PINOCCHIO

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OGM – NO AL CIBO PINOCCHIO Powered By Docstoc
					OGM – NO AL CIBO PINOCCHIO e AL GIOCO DELL’APPRENDISTA STREGONE
(riunione del 19/09/2007)
Eravamo una ventina circa ieri sera alla sede ufficiosa di Greenpeace a Milano in via Solari.
Un gruppo folto, numeroso ed inaspettato che ha dimostrato ancora una volta che le persone hanno sete di
informazione e che non ci stanno a farsi suggerire sempre le, tra l’altro, stesse risposte.
Questa è la prima caratteristica del passaggio da consumatore a consum-attore.

Ci addentriamo subito nel problema OGM grazie ai ragazzi di Greenpeace che ce ne danno prima una
definizione: gli OGM sono organismi viventi creati artificialmente dall’uomo manipolandone il patrimonio
genetico, il DNA.
Queste creature sono il risultato di incroci innaturali (ad es. tra pomodoro e scorpione, mais e batteri, fragole
e pesci) e vengono diffuse nell’ambiente senza che ne siano prevedibili le conseguenze.
Noi non siamo contro gli OGM perché manipolazione artificiale dell’uomo, siamo contro agli OGM perché i
risultati delle ricerche condotte sono perfetti su carta, ma nella realtà si sono avute (e si presume che si
avranno anche in futuro) conseguenze non gestibili ed inimmaginabili.
I ragazzi di Greenpeace ci fanno un esempio pratico per permetterci di capire meglio la gravità della
situazione: tempo fa durante uno degli esperimenti OGM, alcuni scienziati hanno innestato dei geni di
Gambero Artico nel Salmone, al fine di renderlo capace di affrontare e sopravvivere a basse temperature.
Il risultato ottenuto è stato che il Salmone ha TRIPLICATO la sua originaria dimensione diventando
predatore di tutti gli altri pesci caratterizzanti l’habitat circostante.
Gli abitanti di quella zona che prima si cibavano di tutti i pesci ormai scomparsi, hanno dovuto iniziare a
cacciare in modo intensivo il Salmone (unico sopravvissuto) che richiedeva, per il suo mantenimento, essere
affumicato.
Gli alberi e le intere foreste di quel territorio hanno quindi subito enormi perdite.
L’uomo, ancora una volta, è causa del malessere di altri suoi simili.
Quindi il tutto ha causato, inaspettatamente, la distruzione della bio-diversità animale e vegetale.

LA BIO-DIVERSITA’: UN VALORE DA DIFENDERE
È fondamentale sapere e capire che la produzione degli OGM è economicamente conveniente per molti,
soprattutto per le multinazionali (ancora loro! (-_-)!)
La caratteristica fondamentale della politica delle multinazionali è ridurre in dipendenza gli agricoltori e i
consumatori in generale. Questa è la base di partenza anche nel campo OGM.

Non tutti infatti sanno che i semi OGM:
- vengono prodotti sterili, in questo modo gli agricoltori sono costretti a comprarne ogni anno di nuovi
    (mentre, come tutti dovrebbero sapere, da sempre l’uomo utilizza i semi che il frutto dona ogni anno
    senza alcuna necessità di acquisto: in India c’è stata una pesante catena di suicidi di agricoltori che si
    erano indebitati per acquistare le sementi dalle multinazionali, che avevano promesso loro una miglior
    resa con i semi OGM e quindi UN MAGGIOR GUADAGNO (devono essersi dimenticati di precisare a chi
    era destinato “il maggior guadagno”…) e così sarà anche negli anni a venire
- impongono la monocoltura e quindi l’impossibilità per i contadini di adattarsi all’ambiente che li
    circonda (es.: cambio di mercato di riferimento, modifica della domanda…)
- hanno la capacità di invadere i campi agricoli circostanti (gli OGM infatti non hanno bisogno di
    trasmettersi verticalmente nella catena della vita, i batteri in particolare possono attuare una
    trasmissione orizzontale) provocando inquinamento genetico
- sono brevettati, comportando un blocco di altri soggetti nel libero utilizzo degli stessi ma soprattutto
    scelta assolutamente contestabile in quando gli OGM sono organismi viventi, l’uomo non può
    permettersi di brevettare la vita

Questo permette alle multinazionali di rendere dipendenti i mercati dalle loro produzioni.
Spesso inoltre l’impiego di OGM non è sempre una libera scelta. Infatti, proprio a causa
dell’inquinamento genetico, i campi limitrofi ad uno che utilizza OGM vengono infestati dal gene modificato.
Questo per le multinazionali rappresenta comunque un utilizzo, seppur ne richiesto ne voluto, da parte dei
proprietari dei campi limitrofi inquinati, del loro OGM.
Ne pretendono quindi sempre il pagamento.

Tutti gli effetti di cui abbiamo parlato, provocano l’eliminazione della bio-diversità che ha enormi
conseguenze sia economiche che socio-sanitarie nel nostro paese.
L’Italia è infatti uno dei paesi più ricchi dal punto di vista di prodotti D.O.P. che caratterizzano la nostra
cultura culinaria da secoli.
Con l’introduzione degli OGM si va ad utilizzare un unico gene modificato, quello più resistente, più
produttivo e che rende apparentemente più bello il frutto finale, appiattendo di fatto tutte le varietà di specie
esistenti.

Un esempio ne è la campagna a difesa del Parmigiano Reggiano che sta portando avanti con successo
Greenpeace.
Riporto dal loro sito (www.greenpeace.it): “Il Parmigiano-Reggiano si fa con il latte. E il latte viene dalle
mucche. Ma le mucche del Consorzio del Parmigiano Reggiano mangiano soia Ogm della Monsanto. Il
Parmigiano-Reggiano è uno dei prodotti italiani più famosi e apprezzati al mondo: è assurdo che ci siano
Organismi Geneticamente Modificati nel suo ciclo produttivo! Aiutaci a salvare il Parmigiano Reggiano dalla
trappola degli Ogm. Scrivi al Consorzio e chiedi una modifica immediata del disciplinare di produzione: mai
più soia Ogm per le mucche del Parmigiano-Reggiano!”
L’obiettivo è quello di raccogliere più firme on-line possibili e sensibilizzare le persone al problema. Più
persone aderiranno e prima si otterranno i risultati sperati quindi…tutti a firmare per il nostro Parmigiano
forza!

L’OGM E L’AMBIENTE
OGM a noi sembra solo una sigla. In realtà il problema comprende tutto il sistema di produzione e di scarto.
Riusciamo ad immaginare quante sostante chimiche di “difesa” per le coltivazioni (vedi erbicidi e pesticidi)
vengano utilizzate per campi “normali”, naturali?
Immaginiamo ora un campo OGM il cui gene è stato geneticamente modificato proprio per avere una
maggior resistenza a questi agenti chimici…il risultato possiamo capirlo da soli!


LE COLTURE OGM IN ITALIA.
Senza dirlo a nessuno anche da noi già nel 1999 c’erano coltivazioni di piante alterate geneticamente. In
questo eravamo addirittura i secondi in Europa con 242 esperimenti, battuti solo dalla Francia con 446,
quando gli altri 13 ne avevano da 3 a 177. La legge vieta queste coltivazioni “a cielo aperto” e il loro
consumo alimentare, ma ne autorizza gli esperimenti, purché notificati al ministero. Le regioni più coinvolte
sono la LOMBARDIA, l’EMILIA ROMAGNA e il VENETO (Il Salvagente 1.1999), Le regioni che hanno vietato
le coltivazioni OGM sono:Piemonte, Puglia, Toscana, Calabria, Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna,
Abruzzo, Basilicata e Campania.


LA POSIZIONE DI GREENPEACE
Greenpeace non è però contro la ricerca, questo va specificato.
Riporto da “Le biotecnologie e il principio di precauzione” di ANDREA OLIVERO - Presidente Nazionale
delle ACLI: “Circa la produzione e la commercializzazione dei prodotti Ogm le posizioni sono diverse a
seconda dei Paesi. Ma la normativa europea in materia è molto chiara e si basa sul “principio di
precauzione”: richiede cioè una valutazione positiva del rischio sanitario ed ambientale di ogni singolo Ogm,
prima dell’autorizzazione alla sua commercializzazione. Su questo principio convergono ormai da tempo le
diverse sensibilità laiche e religiose.”

Greenpeace si sta battendo quindi per:
- impedire che gli OGM siano coltivati mostrando come la convivenza fra agricoltura biologica,
    convenzionale e transgenica sia impossibile
- informare sempre più sui rischi derivanti dall’utilizzo di OGM anche attraverso la guida “come difendersi
    dagli OGM”, disponibile sul sito www.greenpeace.it/ogm
- monitorare costantemente i prodotti in vendita ed allontanare dal mercato quelli contenenti OGM
- modificare le norme europee affinché uova, carne e latticini derivati da animali nutriti con mangimi OGM
    vengano etichettati obbligatoriamente in modo da permetterci di riconoscerli ed evitarli.

E NOI COME GRILLI ALTOPARLANTI DI MILANO NON POSSIAMO GIRARCI DALL’ALTRA PARTE!
La difesa dell’ambiente e della nostra salute è una priorità. Ricordiamoci che la vita, non ha
prezzo.

Altri siti di interesse sull’argomento sono:
www.liberidaogm.org
www.parmigiaNOgm.it
www.biotech.jrc.iy.gmo.htm
www.greenplanet.net
www.aamterranuova.it