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Materiale completo Visita

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Materiale completo Visita
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12/3/2011
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Italian
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Diocesi di Senigallia



Visita Pastorale

del Vescovo Giuseppe Orlandoni



Sussidio per gli operatori pastorali



1. DECRETO DI INDIZIONE DELLA VISITA PASTORALE

Trascorsi quattro anni dall‟inizio del mio ministero episcopale in questa Chiesa particolare

che è in Senigallia, avendo già incontrato in varie occasioni persone, famiglie, gruppi e comunità

parrocchiali, è ora tempo di procedere alla prima Visita Pastorale dell‟intera Diocesi, come è dovere

proprio del Vescovo, padre e pastore della porzione di popolo di Dio affidata alle sue cure, per

approfondire la conoscenza, la stima e l‟aiuto reciproco.

E‟ lo stesso desiderio dell‟apostolo Paolo che spinge il Vescovo a compiere la Visita

Pastorale: "Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la Parola

del Signore, per vedere come stanno" (At 15,36). “Desidero infatti vedervi per comunicarvi qualche

dono spirituale perché ne siate gratificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la

fede che abbiamo in comune, voi ed io” (Rm 1,11).

La Visita Pastorale, pertanto, non è un fatto burocratico o anche solo celebrativo. “E‟ un

avvenimento di grazia, che riflette in qualche modo l‟immagine di quella singolarissima e del tutto

meravigliosa visita, per mezzo della quale „il pastore supremo‟ (1 Pt 5,4), il vescovo delle nostre

anime (cf. 1 Pt 2,25) Gesù Cristo ha visitato e redento il suo popolo (cf. Lc 1,68)” (Direttorio

Pastorale dei Vescovi, Ecclesiae Imago).

Il Vescovo, continuatore del ministero apostolico, principio visibile e fondamento dell‟unità

della Chiesa diocesana (LG 23), compie la visita con i sentimenti di Gesù Buon Pastore per

annunciare il suo Vangelo e per confermare i fratelli nella fede. E‟ il padre che si incontra con i figli

per illuminarli e incoraggiarli, per promuovere l‟unità e la comunione in Cristo e nella Chiesa, per

dare slancio all‟impegno missionario.

La mia prima Visita Pastorale, che con il presente Decreto delibero di indire, come di fatto

indico, avrà inizio nel mese di ottobre 2001 e si prefiggerà in particolare il raggiungimento dei

seguenti tre obiettivi:



a. evangelizzazione: dare impulso alla missione popolare, perché, dopo l‟esperienza del

Grande Giubileo, diventi effettivamente una dimensione normale e permanente della vita cristiana,

concretizzando così l‟impegno sollecitato da Gesù e riproposto dal Santo Padre Giovanni Paolo II:

duc in altum! (Lc 5,4).

b. ministerialità: promuovere la corresponsabilità, suscitando i ministeri di fatto, istituiti e

ordinati (particolarmente il Diaconato permanente) e rivitalizzando gli organismi di partecipazione

(Consiglio Pastorale Parrocchiale e Consiglio per gli Affari Economici):

c. carità: valorizzare il servizio ai fratelli, incoraggiando il volontariato e promuovendo le

Caritas parrocchiali.



–1–

Nell‟espletamento di questo atto del mio ministero intendo avvalermi, a norma del can.

396.2 del C.J.C., della collaborazione di alcuni sacerdoti. Nomino pertanto Convisitatori i Rev.mi

Confratelli: Mons. Gerardo Rocconi, Vicario Generale, con il compito di Coordinatore della Visita

Pastorale; Mons. Eugenio Giulianelli, Cancelliere Vescovile, con l‟incarico di esaminare i libri

dell‟Archivio parrocchiale; Can. Pier Domenico Pasquini, Economo Diocesano, con il mandato di

verificare gli atti amministrativi, le strutture, le suppellettili e i beni culturali.

Affido il buon esito di questo mio servizio episcopale all‟intercessione della Madonna della

Speranza e di San Paolino da Nola, nostri Patroni, come pure di tutti i Santi e Beati originari della

nostra Diocesi, tra cui S.Maria Goretti e il Beato Pio IX. Il Signore conceda alla nostra Chiesa,

rafforzata nella comunione e nella missionarietà, di testimoniare a quanti vivono nel nostro

territorio il suo amore e la sua misericordia.

Senigallia, 29 giugno 2001, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo



 Giuseppe, Vescovo

(la firma corsiva che avete)









2. PREGHIERA PER LA VISITA PASTORALE



Signore Gesù, tu che sei il Buon Pastore,

ascolta la preghiera che ti eleviamo

nell‟attesa di incontrare il nostro vescovo Giuseppe

che viene a visitarci nel tuo nome.



Benedici il tuo inviato, il nostro Vescovo,

perché sia, per tutti quelli che lo incontreranno,

l‟espressione viva del tuo amore misericordioso.



Disponi l‟animo di tutti ad accogliere con docilità e con fede

la sua parola e i suoi insegnamenti.

Ravviva in noi la comunione con Te e con i fratelli.

Rendici coraggiosi nel testimoniare la fede

e donaci la gioia di annunciare il tuo Vangelo.



Ci soccorra l‟aiuto di Maria santissima e l‟intercessione dei Santi

di cui la nostra comunità gode la protezione e l‟esempio. Amen.









3. LETTERA DEL VESCOVO ALLE FAMIGLIE

Giuseppe, Vescovo della Chiesa che è in Senigallia alle famiglie della Diocesi: pace e grazia

a voi dal Signore Gesù.



Carissima Famiglia!







–2–

Mi è gradito annunciarvi la mia prossima visita in Parrocchia. Vengo come padre e pastore

per conoscervi meglio, per condividere i vostri problemi, per incoraggiarvi nella vita cristiana.

Vengo nel nome del Signore per annunciare il Vangelo, per offrire amicizia, benedizione, speranza.

Verrò a trovarvi in Parrocchia e, se lo desiderate, soprattutto se ci sono anziani e malati,

verrò a visitarvi nelle vostre case insieme al Parroco, col quale resterò alcuni giorni.



E‟ LA VISITA PASTORALE



– Un momento di nuovo annuncio del Vangelo per ravvivare la fede nel Signore Gesù. Egli è

il Salvatore, l‟Amico, il Maestro: è la risposta ai nostri interrogativi, è colui che illumina, consola,

dà gioia.

– Un momento di preghiera insieme con gli altri per ringraziare il Signore per i suoi doni e per

invocare il suo aiuto nelle nostre necessità.

– Un momento di dialogo e di scambio per una conoscenza più approfondita delle persone e

delle situazioni così da contribuire alla crescita della comunità.

– Il Parroco, tra non molto, vi comunicherà tempi e luoghi della Visita Pastorale.



In attesa e al piacere di incontrarvi vi saluto con rispetto e con affetto.



 Giuseppe, Vescovo

(la firma corsiva che

avete)









4. APPROFONDIMENTO SULLA VISITA PASTORALE

“Trascorsi quattro anni dall‟inizio del mio ministero episcopale in questa Chiesa particolare

che è in Senigallia, avendo già incontrato in varie occasioni persone, famiglie, gruppi e comunità

parrocchiali è ora tempo di procedere alla prima Visita Pastorale dell‟intera Diocesi, come è dovere

proprio del Vescovo, padre e pastore della porzione di popolo di Dio affidata alle sue cure, per

approfondire la conoscenza, la stima e l‟aiuto reciproco” (dal Decreto di Indizione della Visita

Pastorale). In questi punti che seguono viene fatto un approfondimento della Visita pastorale ad uso

degli operatori pastorali delle varie comunità proprio alla luce del Decreto di Indizione della Visita

stessa.





1. Perché la Visita Pastorale

La Visita Pastorale non è semplicemente un‟ispezione, un fatto burocratico o un insieme di

celebrazioni. Nella Visita pastorale il Vescovo esercita il suo ministero. Egli, infatti, rappresenra

gesù Buon Pastore il quale ha visitato e redento il suo popolo. Così il Vescovo visita il popolo che

gli è affidato per incoraggiare, sostenere, richiamare, offrire nella sua persona l‟immagine e la

presenza di Gesù, vero pastore delle anime nostre.

“La Visita Pastorale è una delle forme con le quali il Vescovo mantiene i contatti personali

con il clero e con gli altri membri del popolo di Dio per conoscerli, esortarli alla fede e alla vita

cristiana, per vedere con i propri occhi, nella loro concreta efficienza, le strutture e gli strumenti

destinati al servizio pastorale” (Direttorio Pastorale dei Vescovi, n. 166).

Nel Decreto di indizione della Visita pastorale il Vescovo si è prefissato alcuni obiettivi:

In particolare questa Visita pastorale si prefigge di raggiungere le seguenti mete:

1. Innanzitutto dave continuare lo spirito del Giubileo. Il Papa citando Lc 5,4 (Duc in altum)

esorta la Chiesa a continuare con fortezza il suo cammino. Così la nostra Chiesa locale deve



–3–

dare impulso impulso alla evangelizzazione soprattutto mediante la Missione popolare

facendo in modo che questa divenga dimensione normale e permanente della vita cristiana.

2. Il secondo obiettivo che il Vescovo si prefigge è quello di promuovere la corresponsabilità.

E‟ necessario, infatti, che i fedeli rispondendo ad una chiamata del Signore, accettino di

svolgere generosamente e stabilmente ministeri istituiti o di fatto e partecipino, attraverso gli

organismi predisposti, alla gestione della parrocchia.

3. Nella consapevolezza che la testimonianza evangelica più convicente è la carità, il Vescovo

si prefigge come terzo obiettivo della Visita pastorale quello della valorizzazione della

carità, valorizzando il servizio ai fratelli in particolare nel volontariato e promuovendo le

Caritas parrocchiali.





2. Il Signore visita il suo popolo

"La Visita del Vescovo è icona della visita di Cristo al suo popolo, che lo accompagna e lo

custodisce come pastore buono".

“La storia della salvezza è presentata spesso nella Bibbia come una successione di „visite‟ di

Jahvè al suo popolo od a qualche persona privilegiata. Dio, che ha preso l‟iniziativa dell‟alleanza e

rimane segretamente presente allo svolgimento del suo disegno, interviene sovente in modo

straordinario nella vita del suo popolo, per benedirlo o punirlo, ma sempre per salvarlo; questo

sguardo del Signore, questi interventi personali, visibili, sono altrettanti segni della sua presenza,

della sua azione, della continuità del suo disegno salvifico e delle sue esigenze attraverso la fedeltà e

l‟infedeltà dei suoi. Preparano e annunciano il giorno del Signore per eccellenza, la venuta di Dio

stesso in Gesù, ed il suo ritorno nella gloria, per un ultimo giudizio ed una salvezza definitiva”

(Leon Dufour X., Visita in Dizionario di teologia biblica, p. 1384).

A titolo di esempio ecco come è presentata nella Bibbia la “visita di Dio”:

“Dio vi visiterà e vi farà risalire da questo paese nel paese che ha promesso” (Gen 50,24ss.);

“Io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura… Io passerò in rassegna le mie pecore…”

(Ez 34,11ss.);

“Vi visiterò e realizzerò per voi la mia promessa di ricondurvi qua…” (Ger 29,10);

“Ricordati di me, o Jahvè, per amore del tuo popolo, visitami con la tua salvezza…” (Sal

106,4);

“Guai a voi che avete perduto la pazienza; che farete quando il Signore verrà a visitarvi?”

(Sire 2,14);

“Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo” (Lc 1,68);

“Un grande profeta è sorto tra noi, e Dio ha visitato il suo popolo” (Lc 7,16);

“Egli è venuto tra i suoi ed i suoi non l‟hanno accolto” (Gv 1,11);

“(Gerusalemme)… non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata” (Lc 19,41-44);

“Ecco, sto alla porta e busso…” (Ap 3,20).

“Gesù percorreva città e villaggi, insegnava nelle sinagoghe e annunziava il Regno di Dio,

guariva tutte le malattie e tutte le sofferenze. Vedendo le folle ne ebbe compassione, perché erano

stanche e scoraggiate come pecore senza un pastore. Allora disse ai discepoli: „La messe è molta ma

gli operai sono pochi, pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua

messe’. Chiamò a sé i dodici e diede loro il potere di scacciare gli spiriti maligni, di guarire le

malattie e le sofferenze... li mandò in missione dopo aver dato loro istruzione... „Lungo il cammino

annunziate che il Regno di Dio è vicino... Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente

date‟”(Matteo 9,35-38; 10,1.5.7.8).





3. Il Vescovo tra di noi

Il Vescovo è il successore degli Apostoli e guida la Chiesa particolare, individuata in un

territorio, chiamata diocesi. E' il pastore e il padre della fede, la custodisce e annunzia il Vangelo in

continuità ed in perfetta comunione con il Papa, vescovo di Roma, che presiede la Chiesa



–4–

nell'amore; raccorda la Chiesa particolare con quella universale ed è anello di congiunzione

all'antica tradizione apostolica.

"Il vescovo si guarda nella fede ed è il padre cui riferirsi come figli e fratelli nel Signore. Si

ascolta, si sostiene, si conforta" (G. Agostino "Schegge di Vita").

"Niente senza il vescovo" è l'antica massima che ne traduce il ruolo e il senso della sua

presenza. Quando è presente e visita una zona "ogni liturgia, ogni attività di Chiesa, ogni esercizio

ministeriale, cessano per ritrovarsi con lui".

I sacerdoti, e in particolare i parroci, esercitano il ministero in collaborazione e da lui

mandati. Non ha senso un servizio in parrocchia o altrove se non si è in comunione con il pastore

che esercita nella paternità la sua autorità apostolica per confermare nella fede, correggere,

incoraggiare e soprattutto insegnare. A lui spetta il compito primario di custodire e donare i

sacramenti di Cristo, inviare i ministri e difendere le Chiese, gregge del Signore.

Non c'è comunità cristiana senza il vescovo; "Con voi cristiano, per voi vescovo" diceva

sant'Agostino per tradurre il senso del suo ministero pastorale e del suo appartenere allo stesso

gregge di Cristo.



Il ministero di evangelizzare il popolo di Dio. “Nell'esercizio del loro ministero di insegnare

annunzino agli uomini il Vangelo di Cristo, che è uno dei principali doveri dei vescovi; e ciò

facciano invitando gli uomini alla fede nella forza dello Spirito e confermandoli nella fede viva.

Propongano loro il mistero integrale di Cristo, ossia quelle verità che non si possono ignorare senza

ignorare Cristo stesso; e additino contemporaneamente alle anime la via da Dio rivelata, che

conduce gli uomini alla glorificazione del Signore e con ciò alla loro eterna felicità.

Mostrino inoltre che, nei disegni di Dio, le stesse cose terrene e le umane istituzioni sono

ordinate alla salvezza degli uomini e possono di conseguenza non poco contribuire all'edificazione

del Corpo di Cristo.

Insegnino pertanto quanto grande è, secondo la dottrina della Chiesa, il valore della persona

umana, della sua libertà e della stessa vita fisica; il valore della famiglia, della sua unità e stabilità,

della procreazione ed educazione della prole; il valore della società civile, con le sue leggi e con le

varie professioni in essa esistenti; il valore del lavoro e del riposo, delle arti e della tecnica; il valore

della povertà e dell'abbondanza dei beni materiali. E da ultimo espongano come debbano essere

risolti i gravissimi problemi sollevati dal possesso dei beni materiali, dal loro sviluppo e dalla loro

giusta distribuzione, dalla pace e dalla guerra, e dalla fraterna convivenza di tutti i popoli” (Concilio

Vaticano II, Christus Dominus, 11-12).





4. Cos’è la Visita pastorale

“La visita pastorale è una delle forme, ma tutta particolare, con le quali il vescovo mantiene i

contatti personali col clero e con gli altri membri del popolo di Dio per conoscerli e dirigerli,

esortarli nella fede e alla vita cristiana, nonché per vedere coi propri occhi nella loro concreta

efficienza, e quindi valutarli, le strutture e gli strumenti destinati al servizio pastorale. La carità

pastorale è come l‟anima della visita; il suo scopo non tende ad altro che al buon andamento delle

comunità e delle istituzioni ecclesiastiche” (Ecclesiae imago, 166).

La Visita pastorale non è un semplice istituto giuridico, prescritto al vescovo dalla disciplina

ecclesiastica, e neppure una sorta di strumento d'inchiesta. Mediante la visita pastorale il vescovo si

presenta concretamente come visibile principio e fondamento dell'unità nella chiesa.

Poiché, inoltre, la Diocesi, prima di essere un territorio, è una porzione del popolo di Dio

affidata alle cure pastorali di un vescovo, opportunamente il Direttorio Ecclesiae imago scrive che il

primo posto nella visita pastorale spetta alle persone. Per meglio dedicarsi a loro il vescovo delega

ad altri l'esame delle questioni di carattere più amministrativo.

La visita pastorale, preparata e programmata, è occasione propizia di una conoscenza mutua

tra Pastore e popolo a lui affidato.





–5–

“La Visita pastorale offre al Vescovo una felice occasione di lodare, stimolare, consolare gli

operai evangelici, di rendersi conto personalmente delle difficoltà dell‟evangelizzazione e

dell‟apostolato, di riesaminare e rivalutare il programma della pastorale organica, di raggiungere il

cuore dei fratelli, di ravvivare le energie forse illanguidite, di chiamare, insomma, tutti i fedeli al

rinnovamento della propria coscienza e ad una più intensa attività apostolica. Quindi il primo posto

nella visita l‟hanno le persone, sia individualmente sia in associazioni, specialmente quelle che

prendono parte all‟apostolato” (Ecclesiae imago, 166)

Nelle parrocchie deve essere privilegiato l'incontro con il parroco e gli altri sacerdoti. La

visita pastorale è il momento in cui si esercita il ministero della predicazione e della catechesi, del

dialogo e del contatto diretto con i problemi della gente; occasione per celebrare in comunione

l'eucaristia e i sacramenti, condividere la preghiera e la pietà popolare. In questa circostanza si

impongono all'attenzione del Pastore alcune categorie: i giovani, i bambini, gli ammalati, i poveri, i

lontani.

La Visita pastorale è poi occasione per fare verifica sul cammino pastorale del post-concilio

e per proporre gli orientamenti pastorali alla luce del Vaticano II e del nostro cammino di chiesa

senigalliese (soprattutto in riferimento alla Missione diocesana).





5. Lo stile della Visita: dialogo e comunione

Lo stile di tutta la Visita e dei singoli incontri dovrà essere “dialogante”. Il dialogo infatti

oltre che rispondere ad un bisogno di comunicazione oggi molto sentito, è nella Chiesa un mezzo

prezioso ed efficace per tradurre nella pratica il principio – fondamentale nel cristianesimo e

proposto autorevolmente dal Vaticano II – che tutti i battezzati, ciascuno con il proprio carisma,

sono non soltanto oggetto ma anche soggetto dell‟azione pastorale. Ne deriva la necessità di

conservare ed accrescere il dialogo del vescovo con il parroco e con i sacerdoti; di dare maggiore

attenzione alle religiose e ai religiosi e di ascoltare i laici in misura corrispondente al loro impegno

nella Chiesa. “Occorre a questo scopo far nostra l‟antica sapienza che, senza portare alcun

pregiudizio al ruolo autorevole dei Pastori, sapeva incoraggiarli, al più ampio ascolto di tutto il

popolo di Dio. Significativo ciò che san Benedetto ricorda all‟Abate del monastero, nell‟invito a

consultare anche i più giovani: „Spesso ad uno più giovane il Signore ispira un parere migliore‟. E

san Paolino di Nola esorta: „Pendiamo dalla bocca di tutti i fedeli, perché in ogni fedele soffia lo

Spirito di Dio‟” (Novo Millennio Ineunte, 45).

Lo sile del dialogo facilita la comunione che il Papa nella Novo Millennio Ineunte indica

come uno stile indispensabile. “Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la

grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia (…). Prima di programmare iniziative

concrete occorre promuovere una spiritualità di comunione (…). Spiritualità della comunione

significa sguardo del cuore sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul

volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione significa capacità di sentire il

fratello di fede nell‟unità profonda del Corpo mistico (…) per saper condividere le sue gioie e le sue

sofferenze, (…) per offrirgli una vera e profonda amicizia. Spiritualità della comunione è pure

capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c‟è nell‟altro (…) come dono di Dio (…).

Spiritualità della comunione è infine saper „fare spazio‟ al fratello, „portando i pesi gli uni degli

altri‟ (Gal 6,2) e respingendo le tentazioni egoistiche (…)” (Novo Millennio Ineunte, 43).





6. Come si articolerà la Visita pastorale

Ogni diocesi è determinata da un territorio che è affidato alla cura pastorale di un Vescovo.

Nel nostro caso noi apparteniamo alla diocesi di Senigallia, presieduta da mons. Giuseppe

Orlandoni. Per un servizio pastorale efficiente il territorio viene diviso in parrocchie, raccolte in

vicarie.

La prima forma stabile per la cura del popolo di Dio è la parrocchia, affidata al sacerdote che

in essa viene inviato per annunciare la fede. Le vicarie sono territori, individuati per geografia,



–6–

situazione socio-culturale, storia e costumi. Nella nostra diocesi sono sei: Vicaria di Senigallia (a

sua volta con un‟attenzione diversificata per la città di Senigallia e per i paesi del comune), Vicaria

di Arcevia, Vicaria di Chiaravalle, Vicaria di Corinaldo, Vicaria di Mondolfo, Vicaria di Ostra.

La visita si svolgerà dunque vicaria per vicaria, soprattutto per favorire una pastorale di

insieme e una vita di comunione, concretizzate immediatamente nelle programmazione, durante la

Visita, di incontri vicariali (sono previsti per esempio incontri con le categorie professionali della

zona pastorale e con i catechisti).



Il calendario generale della Visita pastorale:

Vicaria di Arcevia ottobre – dicembre 2001

Vicaria di Senigallia gennaio – metà ottobre 2002

Vicaria di Corinaldo fine ottobre – dicembre 2002

Vicaria di Chiaravalle gennaio – febbraio 2003

Vicaria di Ostra marzo – aprile 2003

Vicaria di Mondolfo ottobre – novembre 2003









5. LA VISITA PASTORALE IN “PILLOLE”

Che cos’è la Visita pastorale?

E‟ un evento significativo che manifesta la vicinanza di Gesù, infatti è un modo grazie al

quale il Vescovo, inviato da Cristo, mantiene i contatti personali con il popolo di Dio della diocesi

di cui è pastore per conoscerlo, esortarlo alla fede e alla vita cristiana e per vedere con i propri occhi

come viene curato e seguito pastoralmente.



Chi viene?

Il Vescovo, che è il successore degli Apostoli e guida la Chiesa particolare, individuata in un

territorio, chiamata diocesi. E' il pastore e il padre della fede, la custodisce e annuncia il Vangelo in

continuità ed in perfetta comunione con il Papa che presiede la Chiesa nell'amore; raccorda la

Chiesa particolare con quella universale ed è anello di congiunzione all'antica tradizione apostolica.



Perché la Visita Pastorale

Per dare impulso alla Missione popolare perché, dopo l‟esperienza del Grande Giubileo,

divenga effettivamente una dimensione normale e permanente della vita cristiana.

Per promuovere la corresponsabilità, suscitando i ministeri di fatto, istituiti e ordinati e

rivitalizzando gli organismi di partecipazione, primo fra tutti il consiglio pastorale parrocchiale.

Per valorizzare il servizio ai fratelli incoraggiando il volontariato e promuovendo le Caritas

parrocchiali.



A chi è diretta?

A tutti le persone che abitano nella diocesi di Senigallia, nessuno escluso sia credente sia

non credente.



Come si svolge?

Il Vescovo visita parrocchia per parrocchia e si intrattiene in ogni comunità alcuni giorni

durante i quali incontra tutte le persone che lo vogliono sia in celebrazioni in chiesa, sia in incontri

organizzati dalla parrocchia, sia personalmente.



Quando si svolge?





–7–

Inizia nel mese di ottobre 2001 e termina nel dicembre 2003. Nell‟arco di questo tempo ogni

parrocchia viene visitata.



Come prepararsi?

Ogni parrocchia si prepara nella preghiera e nel confronto perché la Visita Pastorale è anche

occasione per rilanciare l‟attenzione per tutte le persone e per aiutare ciascuno ad incontrare il

Signore Gesù.









6. COME PROGRAMMARE LA VISITA PASTORALE

1. I sacerdoti, le suore ed i laici impegnati nell‟apostolato si dispongono a vivere

convenientemente la sacra visita:

- pregando per questo scopo, sia personalmente come nei gruppi, aggiungendo una

intenzione particolare nella preghiera dei fedeli;

- vivendo in maggiore unione e fraternità perché si realizzi la presenza del Signore;

- parlandone nei luoghi e tempi possibili.



2. Uno o due mesi prima della Visita ogni comunità parrocchiale farà giungere ad ogni casa la

“Lettera del Vescovo alle Famiglie”, con la quale viene dato l‟annuncio dell‟avvenimento e

delle sue finalità (la lettera viene stampata a livello diocesano).



3. Due settimane prima della Visita la parrocchia pubblicherà un dignitoso foglio da diffondersi

in ogni famiglia. Riproduca il disegno della chies a parrocchiale o di qualche aspetto

caratteristico del paese. Dopo un breve appello del Parroco o dei sacerdoti illustri il

programma dettagliato della Visita.



4. Altri strumenti informativi sono:

- un manifesto, preparato a livello diocesano e uguale per tutte le parrocchie con sotto

una banda vuota per poterlo personalizzare;

- un agile pieghevole formato “santino” ugualmente preparato a livello diocesano, da

distribuire in parrocchia, e che contiene tutte le indicazioni della Visita (che cos‟è,

chi viene, perché, a chi è diretta, come e quando si svolge, come ci si prepara).



5. In ogni parrocchia si farà almeno un incontro di preghiera ed almeno una riunione del

Consiglio pastorale parrocchiale per programmare insieme gli appuntamenti della Visita e

soprattutto per fare il punto sulla situazione della comunità in modo che la Visita sia

occasione per una spinta propulsiva della pastorale parrocchiale (sia per la preghiera sia per

la verifica ci sono delle tracce preparate a livello diocesano).



6. A livello vicariale si dovranno pensare ed organizzare per tempo le iniziative e gli

appuntamenti comuni (vedere il punto n. 7: “Svolgimento della Visita Pastorale”).



7. Nel mese precedente la Visita, i convisitatori prenderanno visione dell‟archivio parrocchiale,

dei libri liturgici e contabili, dell strutture e suppellettili, dei beni culturali.



8. Due settimane prima della Visita il parroco consegnerà al Vescovo l‟apposito Questionario

debitamente compilato.







–8–

7. SVOLGIMENTO IN PARROCCHIA

DELLA VISITA PASTORALE

Lo schema seguente è indicativo e deve essere adattato alle esigenze delle singole parrocchie

e delle vicarie.



Svolgimento in Parrocchia

1. La Visita Pastorale ha inizio il sabato sera e si conclude il successivo venerdì sera.



2. Il Vescovo è presente a tutte le Messe festive (comprese quelle del sabato sera).



3. Se possibile, il Vescovo amministra il sacramento della cresima.



4. Durante la settimana si svolgono i seguenti incontri:

- incontro prolungato con ciascun sacerdote della parrocchia;

- incontro con le comunità religiose presenti in parrocchia;

- incontro con il Consiglio pastorale parrocchiale, con il Consiglio per gli affari

economici e con la Caritas parrocchiale;

- incontro con i missionari;

- incontro con i ragazzi (catechismo, Acr, Comunione, Cresima…)

- incontro con i genitori (famiglie);

- incontro con i gruppi e le associazioni;

- visita ai malati che lo desiderano;

- visita alla Casa di riposo e all‟Ospedale;

- visita alle scuole (prendere per tempo i necessari contatti con i dirigenti scolastici, gli

insegnanti di religione e i Consigli d‟Istituto);

- incontro con il Sindaco;

- colloqui personali con chi lo desidera (uno o due pomeriggi);

- ……



5. Celebrazioni:

- per anziani e malati in un primo pomeriggio;

- per le vocazioni (il giovedì);

- per i defunti (al cimitero?).;

- ……





Svolgimento a livello vicariale

1. Incontro di preghiera con il presbiterio all‟inizio della Visita pastorale nella Vicaria e

incontro di verifica al termine della Visita pastorale nella stessa Vicaria.



2. Incontri con le categorie:

- mondo della scuola (insegnanti, dirigenti scolastici);

- mondo del lavoro;

- mondo della sanità (medici, infermieri);

- mondo dello sport;

- amministratori pubblici;



–9–

- volontariato;

- giovani: incontro-festa con tutti i giovani della Vicaria;

- ministri ausiliari della Comunione.



3. Ritiro spirituale per catechisti, educatori, animatori.









8. SCHEDE PER L‟ANIMAZIONE DELLA VISITA





1. Incontro di preghiera in preparazione alla Visita Pastorale

DIO VIENE A VISITARCI



Inroduzione

Ci troviamo come comunità parrocchiale per preparare in preghiera la visita pastorale del

Vescovo. Sarà un momento di grazia e di gioia per tutti noi, per questo vogliamo disporre il nostro

cuore innanzitutto all’accoglienza di Dio che viene a visitarci.

La Visita Pastorale è infatti un evento di grazia che riflette in qualche modo l’immagine di

quella meravigliosa visita per mezzo della quale Gesù Cristo ha visitato e redento il suo popolo. La

Visita Pastorale è una delle forme con le quali il Vescovo mantiene i contatti personali con il clero

e con gli altri membri del popolo di Dio per conoscerli, esortarli alla fede e alla vita cristiana.

La promessa fatta da Dio al suo popolo (prima lettura) si realizza con la venuta di Cristo, la

parola fatta carne. Cristo che semina a piene mani la Parola nel cuore di ogni uomo e nel mondo

(Vangelo) è segno che Dio visita il suo popolo e lo colma di gioia (Salmo responsoriale).



Canto iniziale



Saluto del Presidente all‟assemblea

C.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

T.: Amen!



C.: Il Signore, che guida i nostri cuori nell‟amore e nella pazienza di Cristo

e che visita la nostra comunità per mezzo del Vescovo,

sia con tutti voi.

T.: E con il tuo Spirito.



C.: Ci siamo ritrovati in preghiera per prepararci davanti a Dio alla visita pastorale del nostro

vescovo Giuseppe. Ringraziando il Signore perché ci permette di irrobustire la nostra fede e la vita

della nostra comunità parrocchiale, dobbiamo però riconoscere anche le nostre infedeltà al Vangelo.

E‟ per questo che, all‟inizio della nostra preghiera, vogliamo chiedere perdono a Dio.



1L.: Signore, tu vieni a visitarci ogni giorno nell‟eucaristia, negli altri, nei poveri, nella nostra

vita di ogni giorno, ma noi siamo troppo distratti per accorgerci di te. Signore pietà.

T.: Signore pietà!



2L.: Cristo, tu non ti stanchi mai di noi e continui a regalarci la tua Parola che guida il nostro

cammino, ma noi a volte preferiamo altre parole alla tua. Cristo pietà.

T.: Cristo pietà!



– 10 –

3L.: Signore, nella chiesa tu ci fai sperimentare il tuo amore e ci permetti di donarti agli altri nella

testimonianza di vita personale e comunitaria, ma il nostro egoismo ci fa credere di poter fare da

soli. Signore pietà.

T.: Signore pietà!



C.: Preghiamo.

O Dio, vera luce ai nostri passi è la tua parola,

gioia e pace a nostri cuori;

fa‟ che illuminati dal tuo Spirito

l‟accogliamo con fede viva,

per scorgere nel buio delle vicende umane

i segni della tua presenza.

Per Cristo nostro Signore.

T.: Amen!



Accoglienza della Parola

Passando in mezzo all’assemblea si porta la Parola di Dio, possibilmente accompagnata

con delle candele accese, che poi viene intronizzata. Durante il gesto si esegue un canto.



Guida

La Parola fatta carne è il Signore Gesù. Noi accogliamo la sua Parola in mezzo a noi,

segno dell’accoglienza di Dio che viene a visitarci. Disponiamo il nostro cuore all’ascolto, perché

il seme della Parola seminato in noi possa portare molto frutto.





Ascolto della Parola



Prima lettura

Dal Libro del profeta Ezechiele (34,11-16)



Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore

passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse,

così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei

giorni nuvolosi e di caligine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò

nella loro terra e le farò pascolare sui monti d‟Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione.

Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d‟Israele; là riposeranno in un buon

ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d‟Israele. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e

io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò

all‟ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della

forte; le pascerò con giustizia.

Parola di Dio.

T.: Rendiamo Grazie a Dio!





Salmo Responsoriale dal salmo 64 (10-14)

Rit.: La tua visita, Signore, ci colma di gioia



Tu visita la terra e la disseti:

la ricolmi delle sue ricchezze.

Il fiume di Dio è gonfio di acque;

tu fai crescere il frumento per gli uomini.





– 11 –

Così prepari la terra:

ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,

la bagni con le piogge

e benedici i suoi germogli.



Coroni l‟anno con i tuoi benefici,

al tuo passaggio stilla l‟abbondanza.

Stillano i pascoli del deserto

e le colline si cingono di esultanza.



I prati si coprono di greggi,

di frumento si ammantano le valli,

tutto canta e grida di gioia.





Acclamazione al Vangelo



Alleluia! Alleluia!

Accogliete docilmente la parola che è stata seminata in voi:

parola che può salvare la vostra vita.

Alleluia!



Gesto: Bacio al libro del Vangelo

Guida

Al termine della proclamazione del Vangelo, dopo il celebrante, tutti possiamo baciare il

libro della Parola. Baciare il Vangelo è un segno di fede nella presenza di Cristo che si comunica a

noi come parola di verità ed è anche segno dell’adesione a ciò che abbiamo ascoltato. Dio, che è

venuto a visitarci con la sua Parola, chiede di essere accolto e testimoniato nella nostra vita.





Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo (13,3-9.18-23)



In quel tempo Gesù parlò ai discepoli di molte cose in parabole. E disse: “Ecco, il

seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli

uccelli e la divorarono. Un‟altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c‟era molta terra; subito

germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo

radici si seccò. Un‟altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un‟altra parte

cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi

intenda”.

Voi dunque intendete la parabola del seminatore: tutte le volte che uno ascolta la parola del

regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il

seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l‟uomo che ascolta

la parola e subito l‟accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge

una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. Quello seminato tra

le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l‟inganno della ricchezza

soffocano la parola ed essa non dà frutto. Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la

parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta”.

Parola del Signore.

T.: Lode a te, o Cristo!





Breve omelia.

– 12 –

Silenzio di meditazione



Professione di fede

C.: Fratellie e sorelle, per mezzo del battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del

Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova. Ora

vogliamo dire con gioia la nostra fede, perché desideriamo rinvigorire la nostra disponibilità a Lui,

la nostra accoglienza del suo amore e della sua chiesa. Rinnoviamo allora le promesse del nostro

battesimo, con le quali ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa cattolica.



C.: Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

T.: Credo.



C.: Credete in Gesù Cristo suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine morì

e fu sepolto è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?

T.: Credo.



C.: Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione

dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

T.: Credo.



C.: Questa è la nostra fede, questa è la fede della Chiesa, e noi ci gloriamo di professarla in

Cristo Gesù, nostro Signore.

T.: Amen!





Preghiera dei fedeli

C.: Il Signore ci ha donato la sua Parola, noi abbiamo proclamato la nostra fede ed ora vogliamo

intercedere perché la visita pastorale del Vescovo che vivremo sia di aiuto per ogni persona della

nostra comunità. Ad ogni invocazione ripetiamo: Signore, visita il tuo popolo.



- Per la Chiesa: perché in ogni sua parola e in ogni suo gesto faccia trasparire sempre più

chiaramente il Signore Gesù, in cui crede e in cui spera, preghiamo.



- Per il Papa Giovanni Paolo II, per il nostro Vescovo Giuseppe e per tutti i sacerdoti della

nostra diocesi: perché facciano giungere ai vicini e ai lontani la voce di Cristo che invita a

convertirsi e a credere al Vangelo, preghiamo.



- Per coloro che vivono senza speranza: perché la Parola di Dio faccia sentire loro la vicinanza

del Signore che visita il suo popolo e lo guida con infinita pazienza, preghiamo.



- Per gli indifferenti, gli atei, per coloro che sono nel dubbio e nell‟errore: perché l‟umile

testimonianza della nostra fede faccia loro incontrare il Cristo risorto e vivo, preghiamo.



- Per tutti i giovani: perché aprano le porte a Cristo, a Lui si ispirino nelle scelte della vita e

siano pronti a rispondere ad ogni chiamata del Signore, preghiamo.



- Per le famiglie della nostra parrocchia: perché la visita pastorale del Vescovo le stimoli a

vivere in pienezza il vangelo vivendo il sacramento dell‟amore e a costruire un mondo

secondo il progetto di Dio, preghiamo.









– 13 –

- Per coloro che sono chiamati ad una vocazione di speciale consacrazione: perché la visita

pastorale del Vescovo faccia risuonare nella nostra comunità la chiamata a donarsi a Cristo a

tempo pieno nella vita sacerdotale, religiosa e missionaria, preghiamo.



- Per la nostra comunità parrocchiale: perché la visita pastorale del Vescovo stimoli tutti alla

partecipazione e alla corresponsabilità, produca i frutti dell‟unità, della partecipazione, del

dialogo costruttivo, della preghiera vicendevole e risvegli la fede, la speranza e la carità,

preghiamo.



- Per i poveri in cui si manifesta il volto di Dio: perché le nostre comunità vivano la carità

gratuitamente e si impegnino affinché ogni persona possa vivere in modo dignitoso e sentirsi

a proprio agio all‟interno della parrocchia, preghiamo.



- Per i malati nel corpo e nello spirito che sono segno della continua presenza del Signore:

perché siano sempre più al centro della nostra vita, preghiamo.



- Per tutti noi, perché accogliamo il seme della Parola di Dio con animo aperto e pronto, con

fiducia, con umiltà, con povertà, preghiamo.





Padre nostro



Orazione conclusiva

C.: Preghiamo.

Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito

la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola,

che continui a seminare nei solchi dell‟umanità,

perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace

e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno.

Per Cristo nostro Signore.

T.: Amen!





Benedizione

C.: Il Signore sia con voi.

T.: E con il tuo spirito.



C.: Dio sapiente e provvidente, che ci ha chiamati in Cristo a collaborare al suo progetto di

salvezza, vie riempia dei doni dello Spirito Santo e vi renda testimoni operosi del Vangelo.

T.: Amen!



C.: Dio misericordioso e grande nell‟amore, che ci chiama ad essere suoi discepoli, vi doni il

coraggio di essere costruttori instancabili della comunità cristiana.

T.: Amen!



C.: Dio padre buono che visita il suo popolo, vi conceda di incontrarlo nella persona del

Vescovo che viene in mezzo a noi per la visita pastorale.

T.: Amen!



C.: E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su tutti voi.

T.: Amen!



C.: Custodite nel cuore la Parola che salva. Andate in pace.



– 14 –

T.: Rendiamo grazie a Dio!



Canto finale.









2. Traccia di riflessione-verifica ad uso del Consiglio Pastorale

Parrocchiale in preparazione alla Visita Pastorale



La Visita pastorale deve essere occasione per fare una riflessione ed una verifica sullo stato

di salute delle nostre comunità parrocchiali. Questo non deve però generare insoddisfazione ed una

serie di lamentazioni, perché la verifica serve per costruire insieme. Per questo non ci si dovrà

soffermare tanto sulle cose che non vanno, quanto sui doni di Dio e sulle potenzialità da sviluppare.

E‟ importante che la verifica sia preparata. Per questo prima di convocare il Consiglio

Pastorale Parrocchiale è utile che un gruppo ristretto di persone, insieme con i sacerdoti, si ritrovi e

faccia una prima verifica; metta per iscritto il frutto della riunione e lo mandi a tutti i membri del

Consiglio Pastorale che così arriveranno all‟incontro maggiormente preparati.



Tante sono le modalità di verifica per la vita di una comunità parrocchiale. Quella che segue

non è una verifica esaustiva ma una proposta che vuole solamente dare il “la” alla fantasia di ogni

comunità. Si snoda attraverso tre semplici passaggi: riconoscere i doni di Dio; evidenziale le

carenze; intravedere il futuro. Per questi ultimi due passi ci lasciamo aiutare dal documento

“Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”, Orientamenti pastorali dell‟episcopato italiano

per il primo decennio del 2000.



1. Per prima cosa riconosciamo i doni di Dio, le potenzialità le conquiste della comunità

parrocchiale. Che cosa soprattutto ci ha aiutato in questi anni a camminare e crescere

nell‟amore del Padre, nella grazia del Cristo e nella comunione dello Spirito santo? Che cosa

resta vivo e vivificante degli anni di strada percorsa insieme? Che cosa lo Spirito ha detto

alla nostra comunità parrocchiale?



2. Poi evidenziamo le carenze. Quali sono state le difficoltà che la parrocchia ha vissuto e sta

vivendo? Quali gli aspetti che la pastorale parrocchiale non riesce ad affontare

adeguatamente?



3. Infine intravediamo il futuro. Quali passi è possibile e realistico fare da parte della nostra

comunità parrocchiale per essere sempre più come Dio la vuole?







Per approfondire i punti 2. e 3.

L‟episcopato italiano negli Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000 suggerisce

una duplice attenzione: alla “comunità eucaristica” cioè coloro che si riuniscono con assiduità

all‟eucaristia domenicale e a tutti coloro che, pur avendo ricevuto il battesimo hanno rapporti

sporadici con la comunità ecclesiale.



a. La “comunità eucaristica”

Quali tempi e quali spazi si dedicano all’incontro con il Signore?

- L‟eucaristia domenicale è realmente al centro della comunità? Come viene vissuta? E

la celebrazione eucaristica quotidiana?

- Come viene vissuto l‟anno liturgico?



– 15 –

- Quale posto ha la Parola di Dio e lectio divina?



Verso una fede adulta

- Come viene vissuta la catechesi? Riesce a fare unità tra fede e vita?

- I fedeli si formano cristianamente? Quali cammini formativi vengono loro offerti?

Crescono per saper essere significativi nei loro ambienti di vita? Sono attivi nel

luogo in cui vivono?

- Qual è il ruolo dei laici nella comunità cristiana?

- Come vivono il rapporto con la parrocchia i gruppi, le associazioni, i movimenti?

- Come vengono vissute le “devozioni popolari”?

- Si compiono dei passi verso sinergie autentiche tra più parrocchie in vista delle unità

pastorali?



Due priorità

- Giovani: quali attenzioni?

- Famiglia: quali attenzioni?





b. Rinnovata attenzione per tutti i battezzati



La prima testimonianza è la comunione

- In parrocchia si vive la comunione?

- A che punto è la Missione popolare?

- Come si rinvigorisce il fragile rapporto di alcuni con la Chiesa? Ci sono forme di

primo annuncio? Come si valorizzano i momenti in cui le parrocchie incontrano

occasionalmente chi non partecipa alla vita parrocchiale?



Rapporti con le persone

- I bambini molte volte incontrano la parrocchia senza alcuna educazione religiosa

precedente: com‟è la catechesi per i fanciulli?

- Quali rapporti ha la parrocchia con la società multietnica e multireligiosa?

- Esiste una pastorale d‟ambiente (mondo del lavoro, scuola, sport…)?

- Come la parrocchia si fa vicina alle situazioni di frontiera: malati e sofferenti, poveri,

immigrati, persone che faticano a trovare ragioni per vivere, famiglie in crisi…?



- E‟ l‟ora di una nuova “fantasia della carità”. Come viene aiutate la comunità

parrocchiale a crescere nella carità? Qual è il ruolo della Caritas parrocchiale?



- Qual è il ruolo dell‟Azione Cattolica (gli Orientamenti chiedono all‟Ac

un‟esemplarità formativa e un impegno che contribuisca a rinvigorire il dialogo e la

condivisione della speranza evangelica in tutti gli ambienti della vita quotidiana)?









3. Scheda per l’animazione delle celebrazioni

a. ANIMAZIONE DELLE S. MESSE DI INIZIO DELLA VISITA

Si suggeriscono delle possibili animazioni delle S. Messe di inizio della visita (il sabato

pomeriggio e la domenica).









– 16 –

– Riti di introduzione: accoglienza del Vescovo con una processione iniziale ben curata e con,

prima del segno di croce, un saluto da parte di un laico della parrocchia che funge anche da

introduzione alla Messa.

– Presentazione dei doni: si possono presentare insieme al pane ed al vino cose tipiche della

parrocchia (prodotti dell‟artigianato, della terra, magari, un modellino della chiesa parrocchiale…,

senza però eccedere: le cose presentate dovrebbero essere proprio tipiche della comunità).

– Preghiera dopo la Comunione

– Momento di festa al termine di ogni Messa magari sul sagrato.







b. PREGHIERE DEI FEDELI

Si possono utilizzare le invocazioni contenute nella traccia di preghiera in preparazione alla

Visita pastorale (vedi pagine precedenti).



Cel.: Il Signore, buono e grande nell‟amore, ci ricolma di doni; ora vogliamo intercedere perché la

visita pastorale del Vescovo che viviamo sia di aiuto per ogni persona della nostra comunità. Ad

ogni invocazione ripetiamo: Signore, visita il tuo popolo.



Intenzioni



Cel.: Le preghiere che ti abbiamo rivolto, o Padre, sono il segno della nostra disponibilità e del

nostro desiderio di camminare dietro di te; rendici sempre più strumenti docili ed attenti della tua

Parola, te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.







c. CELEBRAZIONE PER I MALATI e amministrazione del sacramento dell’Unzione



Colore liturgico bianco



Riti iniziali

Dopo il saluto si fa una breve presentazione con queste parole o altre simili.



Vescovo:

Fratelli carissimi, Cristo nostro Signore è presente in mezzo a noi riuniti nel suo nome.

Rivolgiamoci a lui con fiducia come gli infermi del Vangelo, Egli, che ha tanto sofferto per

noi, ci dice per mezzo dell‟apostolo Giacomo: “Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e

preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede

salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati”.

Raccomandiamo dunque i nostri fratelli infermi alla bontà e alla potenza di Cristo, perché

dia loro sollievo e salvezza.



Quindi si fa l’atto penitenziale. Il Vescovo vi dà inizio in questo modo:



Vescovo: Fratelli, riconosciamo i nostri peccati

per esser degni

di partecipare aquesto santo rito

insieme ai nostri fratelli infermi.



Signore, che hai preso su di te le nostre sofferenze, e hai portato i nostri dolori, abbi pietà di noi.

Signore, pietà.





– 17 –

Cristo, che nella tua bontà verso tutti sei passato beneficando e risanando gli infermi, abbi pietà di

noi.

Cristo, pietà.



Signore, che hai detto ai tuoi Apostoli di imporre le mani sugli infermi, abbi pietà di noi.

Signore, pietà.



Colletta

Preghiamo. O Dio misericordioso, salvezza eterna dei credenti, ascolta le preghiere che ti

rivolgiamo per i nostri fratelli infermi perché possano insieme a noi renderti grazie nella tua Chiesa.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell‟unità

dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.





Liturgia della parola

Si consulti il lezionario all’interno del Rituale del Sacramento dell’unzione e cura pastorale

degli infermi.



Si suggeriscono le seguenti letture

Prima lettura: 1Re 19,1-8 (Elia viene meno lungo il cammino ed è confortato dal Signore)

Atti 3,1-10 (Nel nome di Gesù Cristo, cammina!)

Giacomo 5,13-16 (La preghiera fatta con fede salverà il malato)



Salmo resp.: dal Salmo 26. Rit.: Spero nel Signore: i miei occhi vedranno il suo

volto.

dal Salmo 102. Rit.: Benedetto il Signore nella sua misericordia.



Vangelo: Matteo 5,1-12 (Le Beatitudini)

Matteo 25, 31-40 (Quelle che avete fatto ai piccoli l’avete fatto a me)

Marco 2,1-12 (Gesù disse al paralitico: “Ti sono rimessi i tuoi peccati)





Liturgia dell’unzione

Preghiera litanica e imposizione delle mani

La litania qui riportata può aver luogo a questo punto o dopo l’Unzione come preghiera universale.



Vescovo: Fratelli e sorelle, rivolgiamo al Signore la preghiera della fede per i nostri fratelli

infermi e diciamo insieme: Ascolta, o Signore, la nostra preghiera.



– Perché il Signore venga a visitare questi infermi e a confortarli con la santa Unzione,

preghiamo.

– Perché il Signore nella sua potenza li liberi da ogni male e da ogni peccato, preghiamo.

– Perché il Signore nella sua bontà rechi sollievo alle sofferenze di tutti gli infermi,

preghiamo.

– Perché il Signore assista quanti si dedicano alla cura e al servizio degli infermi, preghiamo.

– Perché questi infermi mediante la sacra Unzione con l’imposizione delle mani ottengano vita

e salvezza, preghiamo.



Quindi il Vescovo impone la mani sul capo di ciascun infermo senza dire nulla (i sacerdoti presenti

possono aiutare).



Rendimento di grazie sull’olio già benedetto.



– 18 –

Vescovo: Benedetto sei tu, o Dio, Padre onnipotente,

che per noi e per la nostra salvezza hai mandato nel mondo il tuo Figlio.

Tutti: Gloria a te, Signore!



Vescovo: Benedetto sei tu, o Dio, Figlio Unigenito,

che ti sei fatto uomo per guarire le nostre infermità.

Tutti: Gloria a te, Signore!



Vescovo: Benedetto sei tu, o Dio, Spirito Santo Paraclito,

che con la tua forza inesauribile sostieni la nostra debolezza.

Tutti: Gloria a te, Signore!



Vescovo: Signore, i nostri fratelli che ricevono nella fede l‟unzione di questo santo Olio,

vi trovino sollievo nei loro dolori e conforto nelle loro sofferenze.

Per Cristo nostro Signore.

Tutti: Amen!



Sacra unzione

Il Vescovo prende l’Olio santo e unge l’infermo sulla fronte e sulle mani, dicendo la formula

dell’Unzione. Allo stesso modo si comportano gli altri sacerdoti concelebranti. Durante il

conferimento dell’Unzione è bene che i presenti possano ascoltare almeno una volta la formula

sacramentale; dopo di che, si potranno eseguire dei canti adatti.



Per questa santa Unzione e la sua piissima misericordia

ti aiuti il Signore con la grazia dello Spirito Santo.

R. Amen.



E, liberandoti dai peccati, ti salvi e nella sua bontà ti sollevi.

R. Amen.



Terminata l’unzione il Vescovo dice l’orazione. Se la preghiera universale si fa a questo punto la si

conclude con l’orazione qui sotto riportata.



Vescovo:

Preghiamo. Guarda con bontà, Signore, questi nostri fratelli che hanno ricevuto con fede la

santa Unzione, sostegno alla debolezza della loro condizione; confortali nel corpo e nell‟anima con

la pienezza del tuo Santo Spirito, perché siano sempre saldi nella fede, sereni nella speranza e lieti

di dare a tutti testimonianza del tuo amore.

Per Cristo nostro Signore.





Liturgia Eucaristica

Terminata la liturgia dell’Unzione, la Messa prosegue nel modo solito con la preparazione dei

doni.



Sulle offerte

O Dio, che vegli con amore di padre sulle vicende della nostra vita, accogli i doni e le

preghiere che ti offriamo per questi fratelli infermi, e fa‟ che la nostra trepidazione per la loro salute

si trasformi in gioioso ringraziamento. Per Cristo nostro Signore.



Si può utilizzare il prefazio della SS. Eucaristia.





– 19 –

Dopo la Comunione

Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre: la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in

questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.





Riti di conclusione



Vescovo: Dio Padre vi conceda la sua benedizione.

Tutti: Amen.



Vescovo: Cristo, Figlio di Dio, vi doni la salute del corpo e dell‟anima.

Tutti: Amen.



Vescovo: Lo Spirito Santo vi guidi oggi e sempre con la sua luce.

Tutti: Amen.



Vescovo: E su voi tutti qui presenti, scenda la benedizione di Dio Onnipotente,

Padre e Figlio  e Spirito Santo.

Tutti: Amen.







d. CELEBRAZIONE PER I DEFUNTI



Orazioni dalla Messa per i defunti

Colore liturgico viola

Sia acceso il cero pasquale



Liturgia della Parola

Si guardi il Lezionario nelle Messe per i defunti

Si suggeriscono le seguenti letture

Prima lettura: Sapienza 3,1-9 (Dio gradisce i giusti come un olocausto)

Romani 6,3-9 (Camminiamo in una vita nuova)

1Corinzi 15,20-28 (In Cristo tutti riceveranno la vita)



Salmo resp.: dal Salmo 22. Rit.: Accoglimi, o Dio, nella tua dimora.

dal Salmo 26. Rit.: Spero nel Signore: i miei occhi vedranno il suo

volto.



Vangelo: Matteo 25,1-13 (Ecco lo sposo, andategli incontro!)

Luca 12,35-40 (Tenetevi pronti)

Giovanni 12,23-28 (Se il chicco di grano muore, porta molto frutto)





Recitata l’orazione dopo la comunione si omettono i riti di conclusione e si svolge l’azione liturgica

per i defunti.



Al termine della S. Messa



Recitata l’orazione dopo la comunione il Vescovo prosegue:

Vescovo: Anche se i defunti hanno lasciato questa vita e si sono separati da noi, è però sempre

in atto la nostra comunione con essi, non può la morte separarci l‟un l‟altro; percorriamo tutti lo

stesso cammino verso quel luogo dove avremo un comune soggiorno, senza separarci mai più.



– 20 –

Si esegue un canto o la recita del Benedictus.



Vescovo: Dio onnipotente, nel mistero della Pasqua il tuo unico Figlio, vincitore della morte, è

passato da questo mondo alla gloria del tuo regno: concedi ai nostri fratelli defunti di condividere il

suo trionfo sulla morte e di contemplare in eterno te, Padre, che li hai creati e redenti. Per Cristo

nostro Signore.



Se si è nella chiesa parrocchiale

Benedizione finale (si possono benedire i fedeli con l‟acqua benedetta).





Se si è al cimitero

Si aspergono e incensano le tombe ed i fedeli.

Si conclude con l‟eterno riposo e con il saluto:

Le anime di tutti i fedeli defunti, per la misericordia di Dio, riposino in pace.









e. PREGHIERA PER LE VOCAZIONI



SIGNORE, RENDICI DISPONIBILI A TE

Canto iniziale



Guida. In questa settimana in cui il nostro Vescovo è in visita come pastore e padre alla nostra

comunità parrocchiale vogliamo pregare questa sera perché il Signore ci doni la gioia di poter

vedere qualche figlio o figlia della nostra parrocchia rispondere alla chiamata del Signore

consacrandosi totalmente a lui.



Cel.: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo. Amen.

T.: Amen



Cel.: Il Signore Gesù, che ha scelto gli Apostoli e li ha costituiti pastori del suo popolo,

sia sempre con voi.

T.: E con il tuo spirito.



Cel.: In obbedienza al comando di Gesù: “pregate il Padrone della messe che mandi operai nella

sua messe”, imploriamo il “Padrone della messe” affinché nella sua Chiesa non vengano mai a

mancare ministri che spezzino con abbondanza il pane della Parola e dei Sacramenti.



1L: Può sembrare strano che Gesù, mentre dichiara che Dio è “padrone della messe”, nello

stesso tempo condizioni l'invio di nuovi operai alla supplica degli uomini. Qui c'è una sfida alla

nostra fede: la preghiera insistente e accorata a Dio sta a dimostrare che l'orante partecipa in pieno al

dramma della salvezza e dà l'unico apporto a sua disposizione, quello della supplica e del desiderio.

In tal modo chi prega si sente per primo aperto e disponibile a qualsiasi sollecitazione della grazia

(C. M. Martini).



2L: La necessità e l'urgenza di avere i continuatori nell'Ordine sacro, nelle missioni, nelle diverse

Congregazioni religiose e Istituti secolari è sentita oggi in modo vivo nella Chiesa. Risuonano come

pressante invito le parole del Signore: “Levate i vostri occhi e guardate i campi che già

biondeggiano per la mietitura”(Gv 4,35), “Pregate il Padrone della messe perché mandi operai alla

sua messe”(Mt 9,38). È essenziale cogliere questo invito con fede piena di speranza. Senza



– 21 –

preghiera specifica, abituale, insistente, fiduciosa, non può esistere vera pastorale delle vocazioni.

Questa preghiera deve lasciare trasparire la propria disponibilità interiore a collaborare in modo

operativo alla promozione delle vocazioni; deve chiedere tutto ciò che è necessario non solo per il

sorgere delle vocazioni, ma anche per la perseveranza dei chiamati, per la loro santificazione, per la

fecondità della loro missione.

(Dal messaggio di Giovanni Paolo II per la XXV giornata mondiale per le vocazioni – 1988)



Cel.: Con questa disponibilità ad ogni sollecitazione del Signore,

preghiamo con le parole del salmo 39.



Coro 1 Ho sperato: ho sperato nel Signore

ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,

lode al nostro Dio.



Coro 2 Sacrificio e offerta non gradisci,

gli orecchi mi hai aperto.

Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.

Allora ho detto:



Tutti Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro, di me è scritto

di compiere il tuo volere.

Mio Dio, questo è il mio desiderio,

la tua legge è nel profondo del mio cuore.



Guida. Al punto di partenza della Chiesa, come per il popolo di Dio, c‟è l‟elezione come atto

gratuito dell‟amore del Padre. Cristo scelse quelli che volle perché stessero con Lui e per continuare

la sua opera di salvezza fino agli estremi confini del mondo.



Lettore

Dal Vangelo secondo Luca (6,12-16)

In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando

fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di Apostoli:

Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo,

Matteo, Tommaso, Giacomo d‟Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda

Iscariota, che poi lo tradì.

Parola del Signore.



Preghiera di supplica (solisti e assemblea)

_ Perché la tua Chiesa abbia sempre molti e santi operai e perché le vocazione al Ministero

ordinato non scarseggino mai.

T.: Noi ti preghiamo, ascoltaci, Signore.

_ Perché sia sempre feconda la testimonianza delle vocazioni Religiose e Consacrate.

T.: Noi ti preghiamo...

_ Perché l‟impegno missionario esprima sempre più generose vocazioni.

T.: Noi ti preghiamo...

_ Perché la tua grazia sostenga coloro che hai chiamato al Sacerdozio o alla Vita Consacrata.

T.: Noi ti preghiamo...

_ Perché i tuoi chiamati si consegnino generosamente alla tua Chiesa e alla sua missione.

T.: Noi ti preghiamo...

_ Perché il fuoco dei tuo amore riscaldi il cuore e la vita di coloro che tu chiami a seguirti.

– 22 –

T.: Noi ti preghiamo...

_ Perché le famiglie cristiane amino e stimino le vocazioni al Sacerdozio e alla Vita Consacrata.

T.: Noi ti preghiamo...

_ Perché nella Chiesa ogni ministero e carisma dello Spirito sia accolto e valorizzato.

T.: Noi ti preghiamo...



Breve momento per la preghiera personale



Canto



Guida. Subito le difficoltà nascono nella Chiesa di Gerusalemme. Impossibile non riconoscere le

differenze che separano due gruppi appartenenti a diverse culture. Nascono conflitti in merito alla

realtà più quotidiana e insieme più simbolica: il pasto. Gli Apostoli organizzano allora la spartizione

dei ruoli e dei compiti. Per sé riservano l‟attività per la quale erano stati scelti dal Signore: quella

della preghiera e della Parola.



Lettore

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento tra gli

ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana.

Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: ”Non è giusto che noi

trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette

uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo questo incarico. Noi

invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola”.

Parola di Dio.



Tutti (a cori alterni)

Preghiera di E. Medi

Sacerdoti, io non sono prete, e non sono stato mai degno dl poterlo diventare.

Come fate a vivere dopo aver celebrato la Messa?

Ogni giorno avete il Figlio di Dio nelle vostre mani.



Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha.

Con la vostra bocca voi trasformate la sostanza del pane in quella del Corpo di Cristo;

voi obbligate il Figlio di Dio a scendere sull’altare.



Siete grandi. Siete creature immense. Le più potenti che possano esistere.

Sacerdoti, ve ne scongiuriamo, siate santi!

Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se, non siete santi voi, siamo perduti.



Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare.

A costruire opere, fabbricati, giornali, lavoro,

a correre di qua e di là in lambretta o con la 1100 siamo capaci noi.

Ma a pregare siete capaci solo voi.



State accanto all‟Altare.

Andate a tenere compagnia al Signore:

Preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e Preghiera.



Abbiamo bisogno di quello. Nostro Signore è solo, è abbandonato.

Le Chiese si riempiono soltanto per la Messa. Cosa stupenda!

Ma Gesù ci sta 24 ore su 24 e chiama le anime,

chiama te sacerdote, chiama noi:

– 23 –

“Tienimi compagnia, dimmi una parola. Dammi un sorriso, ricordati che t‟amo.

Dimmi soltanto passando: Amore mio, ti voglio tanto bene!

E Io ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto”.



Breve momento per la preghiera personale



Canto



Guida. Il sacerdote ha uno strettissimo riferimento all‟Eucaristia. Egli è chiamato a “ripresentare” la

persona di Gesù Cristo che ha offerto la sua vita come supremo gesto di amore lasciandoci il segno

del pane e del vino come memoriale della sua perenne offerta.



Lettore

Dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi

Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù,

nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è

il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo, dopo aver cenato,

prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni

volta che ne bevete, in memoria di me”. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di

questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.

Parola di Dio



Preghiera per le vocazioni (tutti insieme)

O Gesù, Buon Pastore,

suscita in tutte le comunità parrocchiali

sacerdoti e diaconi, religiosi e religiose,

laici consacrati e missionari

secondo le necessità del mondo intero,

che Tu ami e vuoi salvare.

Ti offriamo in particolare la nostra comunità;

crea in noi il clima spirituale dei primi cristiani,

perché possiamo essere un cenacolo di preghiera

in amorosa accoglienza dello Spirito Santo e dei Suoi doni.



Breve momento per la preghiera personale



Suggerimenti per la riflessione



Preghiera di intercessione

Cel.: Fratelli e sorelle, il Padre, nella sua sapienza, ha voluto stabilire alcuni uomini come pastori

e maestri al fine di edificare la Chiesa, corpo di Cristo. Preghiamo perché non manchi al gregge la

guida dei pastori.



L:. Perché attraverso la celebrazione dell'Eucaristia, l’ascolto della Parola ed una vita

realmente fraterna, la Chiesa lasci trasparire la bellezza del Signore crocifisso e risorto,

preghiamo.

T.: Fa' che ascoltiamo la tua voce, o Signore.



L.: Perché all'interno delle nostre famiglie e della nostra comunità parrocchiale ognuno di noi

si comporti in maniera degna della vocazione ricevuta: con umiltà, mansuetudine e pazienza,

cercando di conservare sempre l'unità e la concordia, preghiamo.

T.: Fa' che ascoltiamo la tua voce, o Signore.



– 24 –

L.: Perché la Chiesa di Senigallia abbia il dono di numerose e generose vocazioni sacerdotali e

il Seminario possa continuare a svolgere la sua immensa opera formativa per il bene di tutte le

nostre comunità, preghiamo.

T.: Fa' che ascoltiamo la tua voce, o Signore.



L.: Perché i seminaristi della nostra diocesi avvertano che il loro cammino è sostenuto

dall'interesse, dalla stima e dalla preghiera di tutta la comunità, preghiamo.

T.: Fa' che ascoltiamo la tua voce, o Signore.



Cel.: Ascolta, o Padre, le nostre umili preghiere, e fa' regnare in mezzo a noi il tuo santo Spirito

perché, vivendo secondo la tua parola, la nostra comunità possa avere la gioia di veder sorgere al

suo interno pastori e maestri secondo il tuo cuore. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.



T. Padre nostro…



Benedizione finale









– 25 –


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