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Greggio Comunicazione e WTT Monaco Greggio Comunicazione

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12/2/2011
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Italian
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Da martedì 25 a sabato 29 novembre al Grimaldi Forum di Monaco

il Monte-Carlo Film Festival de la Comédie con la supervisione artistica di Mario Monicelli



Claude Pinoteau, il creatore del “Tempo delle Mele”

presiede la Giuria dell’ottava edizione

del Festival della commedia di Ezio Greggio.

Anna Galiena, Barbara Bouchet, Antonia Liskova,

Caroline Ducey e Lando Buzzanca gli altri giurati

Otto film in concorso, uno fuori concorso e un omaggio a Dino Risi nel nutrito

programma della manifestazione





Claude Pinoteau, l’ottantenne, attivissimo regista che creò negli anni

ottanta il fenomeno cinematografico giovanile mondiale con la “saga” per teen-

agers del “Tempo delle mele”, protagonisti una giovanissima Sophie Marceau e

Pierre Cosso, è il Presidente della Giuria dell’ottava edizione del Monte-Carlo

Film Festival de la Comédie, la manifestazione ideata e realizzata da Ezio

Greggio che si avvale della supervisione artistica del “padre” della comemdia

all’italiana Mario Monicelli, che si svolgerà nel Grimaldi Forum della capitale

monegasca da martedì 25 a sabato 29 novembre. Della Giuria fanno parte

anche Lando Buzzanca (da “Il merlo maschio” della commedia all’italiana al

ruolo oggi drammatico ne “I Vicerè”), Anna Galiena (un titolo su tutti “Il

marito della parrucchiera”, film italo-francese con Jean Rochefort), grandi

interpreti di commedie apprezzatissimi anche in territorio francese; la

rivelazione francese, la giovane attrice feticcio di Catherine Breillat, di cui ha

interpretato il film-scandalo “Romance” e in Italia “Prendimi l’anima” accanto

alla pornostar Rocco Siffredi, Caroline Ducey; la prolifica e ironica attrice

italo-francese di origine ceca Barbara Bouchet, personalità prorompente della

commedia cinematografica internazionale, di recente diventata per gli

apprezzamenti espressi da Quentin Tarantino, un vero e proprio personaggio

“cult” del cinema internazionale e Antonia Liskova, giovane attrice di origine

slovacca che in Italia ha interpretato film di commedia come “C’era un cinese

in coma” di Carlo Verdone e fiction drammatiche come “I figli strappati” di

Massimo Spano.

Il Festival di Monte-Carlo dopo aver premiato lo scorso anno un film che

poi ha ottenuto un grande successo ai botteghini delle sale cinematografiche

italiane,”Lezioni di cioccolato” con Luca Argentero e Violante Placido, ricorderà

quest’anno uno dei “padri” riconosciuti anche dalla critica e dal pubblico

francese, della commedia all’italiana, Dino Risi con un documentario intitolato

“Una bella vacanza” a cura di Fabrizio Corallo con la regia di Francesca Molteni,

produzione 3Divideo di Didi Gnocchi in cui attori italiani e d’oltralpe ricordano il

grande regista recentemente scomparso.

Ma un’altra occasione speciale sarà il confronto tra “Il tempo delle mele”

interpretato da una Sophie Marceau appena adolescente e “Lol”, film in

concorso insieme con altri sette e con un’opera fuori concorso,

selezionati da Giorgio Gosetti con la supervisione del grande Monicelli, in cui la

Marceau si trasforma in mamma sensibile e attenta ai problemi sentimentali

della figlia adolescente. Un omaggio insomma alla Marceau e a Claude Pinoteau

chiamato a dirigere la Giuria di questa edizione del Festival. Fuori concorso il

francese “Le plaisir de chanter”, commedia nera di Ilan Duran Cohen con

Caroline Ducey, componente della Giuria, che inaugurerà martedì 25 alle 19.45

nella grande Sala del Grimaldi Forum l’ottava edizione del Festival. Chiuderà

venerdì 28 invece in concorso “Torno a vivere da solo”, sequel ideale di “Vado

a vivere da solo” di Jerry Calà del 1982. Protagonisti, lo stesso Calà, Tosca

D’Aquino, Enzo Iacchetti, Don Johnson, Paolo Villaggio, Eva Henger, Randi

Ingerman. In concorso anche l’attesissimo “Ti stramo” diretto da Pino

Insegno, garbata parodia dei film sentimental-giovanilistici alla Federico

Moccia del genere “Ho voglia di te”.

Eric Cantona, il grande giocatore di calcio francese, noto negli anni

ottanta e novanta per la sua bravura e per il suo carisma ma anche per il suo

carattere ribelle ed esplosivo. che lo ha portato a squalifiche e allontanamenti

dai campi di calcio di Francia e d’Inghilterra, è il protagonista di “French film”,

un film inglese del Jackie Oudny nel quale interpreta un celebre regista

francese che si autocelebra come un grande esperto in questioni di cuore

previsto in concorso. “Lost Islands” è invece il titolo del film israeliano di

Reshef Levi ambientato in una famiglia israeliana degli anni ottanta. Con

brutale umorismo invece una commedia spagnola intitolata “Gente de mala

calidad” del regista Juan Cavestany, affronta il tema della considerazione che si

trasforma negativamente agli occhi delle persone di cui abbiamo più bisogno.

Tra i protagonisti, Maribel Verdù attrice almodovariana di grande vivacità e

carisma. Miguel Angel Silvestre, attore di grande popolarità in Spagna, è

invece protagonista di “3:19” del messicano Dany Saadia che affronta con

garbo e ironia i temi dell’amore, dello humour e dell’amicizia.

Al Festival, patrocinato dal Principato di Monaco sarà presente S.A.S.

il principe Alberto, grande appassionato di cinema e sostenitore della

manifestazione.

Sono state intanto annunciate le presenze, in qualità di ospiti, di

importanti attori sia italiani che francesi. Tra gli altri ci saranno Anna Falchi

(rivelatasi di recente anche intelligente produttrice cinematografica), Massimo

Ghini (ormai stabilmente presente nei film comici natalizi ma anche in fiction

di ambiente storico come “Raccontami” attualmente in onda), Enzo Iacchetti,

Eva Henger e Randi Ingerman.









Organizzazione: Ufficio Stampa Italia:

Greggio Comunicazione e WTT Monaco Greggio Comunicazione

Paola Greggio – Gianpiero Garelli Laura Frigerio +39 339.1434112

Direttore del Comitato Artistico: Via Monte Rosa 51 – 20149 Milano

Mario Monicelli Tel. +39 02 48024963 – 02 43511959

Comitato Artistico: Fax +39 02 43511957

Giorgio Gosetti, Mario Di Francesco e-mail:montecarlofilmfestival@greggiocomunicazione.it

Paola Greggio, Elizabeth Missland

Programmer: Sergio Rios Pérez Ufficio Stampa Francia:

Agence Tournée Générale

Direttore Comunicazione: Frédéric Cassoly – Clément Lemoine

Mario Di Francesco +39 335.6307289 3 Rue Gabriel Péri – 94200 Ivry sur Seine

www.montecarlofilmfestival.com Tel. +33 1 45211525 Fax +33 1 45216758

e-mail: presse.agencetg@wanadoo.fr

Calendario

Martedì 25 novembre



11.30 – Conferenza stampa di apertura

(Hotel Fairmont)



19.45 – "Le plaisir de Chanter" di Ilan Duran Cohen (Francia, 2008, 98‟) – Fuori

Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Ilan Duran Cohen & Philippe Lasry

Fotografia Christophe Graillot

Produttore Anne-Cécile Berthomeau, Farès Ladjimi & Edouard Mauriat

Produzione Mille et Une Productions

Cast Marina Foïs , Lorànt Deutsch , Jeanne Balibar , Nathalie Richard, Caroline Ducey



Sinossi

Agenti dei servizi segreti, Muriel e Philippe formano un improbabile duo amoroso. La loro nuova missione

consiste nel mettere le mani su una chiavetta usb nascosta da Constance, la vedova di un trafficante

d‟uranio appena assassinata. Questa giovane borghese stranamente ingenua condurrà la coppia in un corso

di canto lirico dove si mischieranno altri spioni dalla voce ammaliante. In questa commedia di spionaggio, le

corde vocali vibrano, i corpi si liberano e gli animi si rincorrono.



Mercoledì 26 novembre

15.00 – “French Film” di Jackie Oudney (Gran Bretagna, 2007, 89‟) - Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Aschlin Ditta

Fotografia Sean Van Hales

Produttore Rachel Connors, Arvind David, Stewart Le Marechal, Jonny Persey

Produzione Slingshot Studios

Cast Eric Cantona, Hugh Bonneville, Anne-Marie Duff, Victoria Hamilton,

Douglas Henshall



Sinossi

Il giornalista Jed Winter si prepara per intervistare il celebre regista francese Thierry Grimandi, che si é auto

celebrato « esperto in questioni di cuore ».

Jed non ci mette un secondo a smontare le teorie sull‟amore e il romanticismo, che considera pretenziosi

nonsensi, non applicabili a persone vere e con vere relazioni d „amore.

Ma quando la sua fidanzata di sempre Cheryl rifiuta di sposarlo e lo forza addirittura a seguire una terapia di

coppia e il suo amico Marcus vuole parlare meno di calcio e più d‟amore, Jed si ritrova a pensare che

Grimandi possa veramente avere le risposte dopotutto. Ma non lo ammetterà assolutamente!

19.30 – “Una bella vacanza” (Omaggio a Dino Risi) di Francesca Molteni (Italia, 2008,

57‟)

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Coordinamento Fabrizio Corallo

Produttore Didi Gnocchi

Produzione 3D produzioni



Sinossi

Il maestro della commedia italiana autore di Poveri ma belli, Il sorpasso, Una vita difficile, I mostri, Profumo

di donna e di tanti indimenticabili ritratti dell'Italia dal dopoguerra a oggi, ripercorre la sua carriera e la sua

vita rievocando la stagione più feconda del nostro cinema e 60 anni di storia del costume. Il regista milanese

si racconta come protagonista di emozionanti momenti di vita quotidiana e come testimone schietto ed

ironico di eventi imprevedibili con aneddoti sui suoi film e sulla società in evoluzione.







20.30 – “Ti Stramo” di Pino Insegno, Gianluca Sodaro (Italia, 2008, 110‟) – Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Francesca Draghetti

Fotografia Massimiliano Trevis

Produttore Anselmo Parrinello, Nicola De Angelis

Produzione Dap Italy

Cast Marco Rulli, Carlotta Tesconi, Stefano Pinto, Emanuela Aurici



Sinossi

I lucchetti di Ponte Milvio sono testimoni della nascita dell‟ennesimo amore adolescenziale: quello tra Stram

e Bambi. Stram è un rubacuori imbranato: tutta la sua vita gira attorno alla sua moto, i suoi amici, le gare (in

moto), le feste, gli atti vandalici… Bambi è una studentessa-modello in cerca di riscatto dalla sua bruttezza,

attratta dal pericoloso modo di vivere del protagonista. In una travolgente parodia che si ispira ai maggiori

successi del recente cinema nostrano, un film che offre un capovolgimento dei ruoli, un‟occasione per

sbeffeggiare le romanticherie banali della “nouvelle vague” italiana. Corse clandestine, violente risse,

innamoramenti pseudo-eterni e furiosi litigi per un nonnulla… Niente viene tralasciato, in questa caricatura di

una gioventù svaporata, più che bruciata.





Giovedì 27 novembre

11.00 – “Lost Islands” di Reshef Levl (Israele, 2008, 103‟) - Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Reshef Levi, Regev Levi

Fotografia Ofer Harari

Produttore Mosh Danon, Dudi Zilber

Produzione Yanosan Production, United King Films, Metro Communications

Cast Michael Moshonov, Oshri Cohen, Ofer Schechter, Yuval Sharf



Sinossi

Israele, inizio degli anni ‟80. In seno alla famiglia Levi, il giovane Erez ha tutto per essere felice.

Si divide tra scuola, feste ed amici, ma l‟arrivo della bella Neta sconvolge la sua esistenza e quella di suo

fratello gemello Ofer, anche lui sensibile al fascino della giovane fanciulla…

Grazie a questi due giovani, scoprirete la storia di una famiglia molto unita, al suono dei successi della

canzone dell‟epoca in sottofondo

15.00 – “Gente de mala calidad” di Juan Cavestany (Spagna, 2008, 90‟) - Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Juan Cavestany

Fotografia David Azcano

Produttore Tomás Cimadevilla, David Serrano

Produzione

Cast Alberto San Juan, Maribel Verdú, Fernando Tejero



Sinossi

Manuel ha vissuto lontano dalla sua città facendo il gigolo e “il saccoapelista” in Scozia.

Il suo ritorno a casa per cominciare da capo coincide con un grande incendio nella foresta, presto

costringerà famiglia e amici a lavorare come volontari per la squadra di soccorso.

In un intreccio di bugie, si renderà conto che, presto o tardi, dovrà fare chiarezza sul suo passato.

Commedia che narra con brutale umorismo di come si fanno terribili scelte; senza volerlo veramente, e di

come la vita ci puo‟ trsformare in low quality people, persone di basso profilo, agli occhi delle persone di cui

abbiamo piu‟ bisogno.



19.45 – “Lol” di Lisa Azuelos (Francia, 2008, 107‟) - Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Nans Delgado, Lisa Azuelos

Fotografia Nathaniel Aron

Produttore Romain Le Grand

Produzione Pathé Films

Cast Sophie Marceau, Christa Theret, Marion Chabassol, Jérémy Kapone, Emile

Bertherat, Félix Moati



Sinossi

LOL? Nel linguaggio delle chat significa “morir dal ridere”. È anche il nome con cui viene chiamata dai suoi

amici Lola, 15 anni. Ma nel primo giorno di scuola Lola non ha molta voglia di ridere. Arthur, il suo ragazzo,

la provoca dicendole che l‟ha tradita nel corso dell‟estate ed i loro amici sono bravissimi nel rendere tutto

ancora più complicato. Esattamente come sua madre, Anne, con cui ogni forma di dialogo è divenuta

impossibile, e non soltanto perché lei non ha alcuna idea di cosa LOL voglia dire. Che i suoi genitori siano

divorziati è una cosa, ma che Anne tratti sua figlia adolescente come una bambina, nascondendole cose

fondamentali quali il fatto di incontrare nuovamente il suo ex di nascosto o che si faccia corteggiare da un

poliziotto è tutt‟altra cosa. Dal canto suo Anne si chiede cosa sia potuto accadere alla sua dolce bambina. In

mezzo a tanta confusione la relazione madre-figlia ribolle comunque d‟amore e di... LOL!







Venerdì 28 novembre



11.00 – “En mand kommer hjem” di Thomas Vinterberg (Danimarca, 2008, 96‟) -

Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)





Sceneggiatura Thomas Vinterberg, Morten Kaufmann, Mogens Rukov

Fotografia Anthony Dod Mantle

Produttore Morten Kaufmann

Produzione Nimbus Film

Cast Oliver Møller Knauer, Ronja Mannov Olesen, Helene Reingaard Neumann,

Thomas Bo Larsen



Sinossi

Una pittoresca cittadina è in subbuglio per il ritorno a casa del grande Karl Kristian Schmidt, cantante lirico di

fama internazionale. Fervono i preparativi per il suo rientro quando Sebastian, un adolescente tormentato

dalla balbuzie che sta per sposarsi con Claudia, scopre di essere il figlio segreto del grande Karl e di essere

ancora innamorato di Maria, sua antica fiamma, riapparsa improvvisamente. Durante una cena in onore

della celebrità locale, ogni misfatto verrà scoperto con conseguenze imprevedibili.

15.00 – “3:19” di Dany Saadia (Messico, Spagna, 2008, 104‟) - Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Dany Saadia

Fotografia Leon Chiprout

Produttore Pablo Gil, Antonio Mansilla

Produzione Sorolla Films

Cast Miguel Ángel Silvestre, Félix Gómez ,Bárbara Goenaga , Juan Díaz, Diana

Bracho



Sinossi

E se la vita fosse una serie di casi fortuiti? E se non si potesse né conquistare, né scappare davanti alle

leggi che governano la nostra esistenza ? E se il sudore della nostra fronte potesse salvarci dalla polvere

verso la quale torneremo inevitabilmente? Queste sono domande poste in questo film, che parla anche di

amore, humour e amicizia. La vita non finisce con l‟ultimo respiro che incontriamo nello sguardo di uno

straniero. Ed è da questo sguardo che un gruppo di giovani scoprirà la vita vera.



19.45 – "Torno a vivere da solo" di Jerry Calà (Italia, 2008, 106‟) – Concorso

(Salle Prince Pierre - Grimaldi Forum)



Sceneggiatura Jerry Calà, Gino Capone

Fotografia Duccio Cimatti

Produttore Massimiliano Caroletti

Produzione Anteprima

Cast Jerry Calà, Tosca D‟Aquino, Enzo Iacchetti, Don Johnson, Paolo Villaggio,

Eva Henger, Randi Ingerman



Sinossi

Torno a vivere da solo, sequel ideale di Vado a vivere da solo (1982), è una divertente commedia sul

matrimonio, sulla vita di coppia e sulla famiglia odierna in genere. Ma Giacomo dalla moglie Francesca (una

napoletana approdata a Milano negli anni 80 e tutta tesa a mostrarsi meneghina al cento per cento) resiste,

anche se intorno vede dissolversi uno dopo l‟altro i matrimoni degli amici della sua cerchia. Ma la resistenza

ha un limite e così anche lui, stufo di farsi in quattro come agente immobiliare per portare a casa soldi che

non bastano mai e di sentirsi trattato da moglie e figli come se non esistesse, prende a pretesto l‟arrivo

improvviso della suocera partenopea, scaricata a sua volta dal marito, che gli si piazza in casa

costringendolo a dormire sul divano, e decide di tornare a vivere da solo ristrutturando il vecchio loft, già

usato da giovane per sottrarsi all‟affettuoso assillo dei genitori.



Sabato 29 novembre

11.30 – COCKTAIL PRINCIPAUTE’ – Hotel Hermitage – Salle Belle Epoque

Proclamazione vincitori con Ezio Greggio

Interviste TV/stampa con gli artisti

20.00 – SERATA DI GALA – Grimaldi Forum

Cerimonia di consegna degli Awards. Presenta Ezio Greggio

La Giuria Internazionale

dell’VIII Monte-Carlo Film Festival

“de la Comédie”

CLAUDE PINOTEAU

Presidente









Nato a Boulogne-Billancourt (Francia) il 25 maggio 1925, Claude Pinoteau è

regista e sceneggiatore. Una passione di famiglia, quella per il cinema: anche suo fratello

Jacques, infatti, ha dedicato la sua vita alla regia.

Claude Pinoteau è un personaggio particolarmente eclettico: nel suo curriculum troviamo

anche esperienze come produttore e attore. La sua prima e unica volta davanti alla

macchina da presa risale al 1955 in “Lola Montès” di Max Ophuls.

Dopo aver lavorato come aiuto-regista per vent‟anni, esordisce alla regia nel 1973 con “Le

Silencieux” a cui fa seguito (nel 1974) la commedia “Lo schiaffo”, grazie alla quale si fa

conoscere ed apprezzare sia da critica che da pubblico. Quest‟ultima si aggiudica nello

stesso anno il “Prix Louis Delluc”. Nel 1977 dirige un film farsesco dal titolo “Il genio”,

mentre nel 1979 è la volta del poliziesco “Labirinto”.

Il grande successo internazionale arriva però negli anni‟80 con la famosa trilogia de

“Il tempo delle mele” (1980,1982,1988), che ha avuto lanciato come fenomeno giovanile

ma che coinvolse un target complessivamente familiare, Sophie Marceau. “Il tempo delle

mele” è stata una delle prime commedie romantiche adolescenziali ad entrare non solo

nella storia del cinema, ma anche nel cuore e nell‟immaginario delle persone. Nel mezzo

si colloca un altro titolo importante, ovvero “La 7ème cible”: un thriller (che vede in un

brillante cast francese anche i nostri Lea Massari e Lino Ventura) premiato come “Best

Original Story” al Myfest.

Negli anni‟90 Claude Pinoteau dirige tre pellicole: “Le Neige et le feu” (1991), “Cache

cash” (1994) e “Le Palmes de M. Schutz” (1997), che vede nel cast Isabelle Huppert e

Philippe Noiret. Il suo lavoro più recente è un documentario tv del 2005 intitolato “Un abbé

nommé Pierre, une vie pour les autres” dedicato alla vita del mitico Abbè Pierre.





ANNA GALIENA









Anna Galiena, romana, è una delle attrici italiane più stimate all‟estero, in particolar modo

in Francia. In grado di passare con grande scioltezza dal cinema al teatro come dalla tv

alla radio, si è sempre distinta per la sua innata classe.

Formatasi artisticamente a New York (dove ha studiato con Caroline Ducrocq, Michael

Moriarty e Sandra Seacat), debutta a Broadway nel 1978 nel ruolo di Giulietta in “Romeo e

Giulietta” di Shakespeare e due anni dopo diventa membro dell‟Actors Studio.

L‟esordio al cinema è invece datato 1981 con la commedia “I carabbinieri” di Francesco

Massaro. Alla fine del 1984 torna nuovamente in Europa e lavora al Teatro Stabile di

Genova, interpretando il ruolo di Natasha nelle “Tre sorelle” di Anton Cechov con la regia

di Otomar Krejca. Nel frattempo partecipa a produzioni televisive come “Una donna a

Venezia” di Sandro Bolchi e “L‟altro spettacolo” di Gianni Minà in veste di cantante. Nel

1985 la troviamo nel cast del celebre “Sotto il vestito niente”(1985) di Carlo Vanzina, ma il

grande successo internazionale lo conquista nel 1990 con il film francese "Le Mari de la

coiffeuse" (Il marito della parrucchiera), diretto da Patrice Leconte, in cui è co-protagonista

con Jean Rochefort. Questa esperienza le apre le porte del cinema d‟autore europeo, da

cui è tuttora richiestissima. Nel 1991 lavora al Teatro Odéon di Parigi in “Le balcon” di

Jean Genet, per la regia di Lluis Pascal, mentre poi si sposta in Spagna è sul set di

“Prosciutto, prosciutto” di Bigas Luna, dove recita insieme a a Penelope Cruz, Javier

Barden e Stefania Sandrelli.

Nel 1992 è tra i protagonisti de “Il grande cocomero” di Francesca Archibugi, di “Being

Human” di Bill Forsyth con Robin Williams e de “L‟ecrivan public” di Jean François

Amiguet. L‟anno successivo prende parte a “Senza pelle” di Alessandro D‟Alatri, film per

cui viene premiata con il Globo d‟Oro dalla Stampa Estera in Italia e con la Grolla d‟Oro.

Negli anni successivi Anna Galiena continua a dividersi tra palcoscenici e set

cinematografici, sia in Italia che all‟estero, interpretando ruoli drammatici e anche molta

commedia. Nel 1994 vince la Maschera Lauro D‟Oro per lo spettacolo teatrale “La vita è

un canyon”. Altre pellicole a cui partecipa: “La scuola” di Daniele Luchetti, “Cervellini fritti

impanati” di Maurizio Zaccaro, “Come te nessuno mai” di Gabriele Muccino, “The Venice

Project” di Robert Dornheim.

Nel 2000 le viene assegnato il Premio Vittorio De Sica per la carriera artistica, mentre nel

2001 il Prinx Cinefemme e il Prix Art Et Essai dell‟Associazione C.I.C.A.E. al Festival du

Film D‟Amour di Mons/Belgio per il film “Oltre il confine”.

Nel 2003 Anna Galiena è stata membro della giuria del Festival Cinematografico

Internazionale di Berlino.

Tra i suoi ultimi film ricordiamo “Lezioni di volo” di Francesca Archibugi e “Decameron” di

David Leland.









ANTONIA LISKOVA









Antonia Liskova è nata a Bojnice (Slovacchia), ma può essere considerata italiana. E‟

infatti arrivata nel nostro paese a diciotto anni come turista e ci è rimasta: prima lavorando

come cameriera a Roma e successivamente facendosi spazio come modella nel mondo

della moda e della pubblicità. La recitazione è arrivata in un secondo momento: esordisce

al cinema con “C‟era un cinese in coma” di Carlo Verdone (2000). L‟anno seguente inizia

la sua avventura nel mondo della fiction televisiva, che la fa conoscere al grande pubblico.

Prima compare in un episodio di “Don Matteo 2”, poi partecipa a “Il commissario” e “Via

Zanardi 33”. La svolta, soprattutto in termini di popolarità, arriva nel 2003, quando insieme

a Lorenzo Ciompi è protagonista della sesta stagione di “Incantesimo”, una delle soap più

seguite. Nonostante la televisione continui a chiamarla, Antonia Liskova si ritaglia del

tempo anche per coltivare la sua passione per il cinema: tra i suoi film ricordiamo “Gioco

con la morte” di Maurizio Longhi (2001) “Piacere di piacere” di Luca Verdone (2002),

“Promessa d‟amore” di Ugo Fabrizio Giordani (2004) e “Riparo – Anis tra di noi” di Marco

S. Puccioni (2007). Nei giorni scorsi l‟abbiamo vista in una puntata de “Il Commissario

Montalbano” accanto a Luca Zingaretti. Presto la vedremo invece ne “Il premio” di

Giuseppe Piccioni. Siamo anche in attesa della messa in onda di altre due fiction che la

vedono coinvolta in primo piano: “Il giudice Mastrangelo 3” di Enrico Oldoini e “Il bene e il

male” di Giorgio Serafini. Nello scorso giugno a Taormina è stata premiata, insieme con

Kasia Smutniak, con il prestigioso Nastro d‟argento europeo del Sindacato nazionale dei

Giornalisti Cinematografici per il film “Riparo”.

BARBARA BOUCHET









Barbara Gutscher, in arte Bouchet, è nata nella Cecoslovacchia occupata dal Terzo Reich

(per la precisione a Reichenberg, ora Liberec), ma è cresciuta negli Stati Uniti.

Dotata di una bellezza non comune, inizia a muovere i primi passi nel mondo dello

spettacolo lavorando come modella, per poi fare alcune apparizioni televisive che le danno

una certa popolarità. Il suo esordio cinematografico risale al 1964 con “A Global Affair”, a

cui fanno seguito nello stesso anno: “Bedtime Story”, “Good Neighbor Sam” e “Sex and

the Single Girl”. Nel 1967 Barbara Bouchet ha l‟onore di essere scelta per una parte nella

celebre pellicola “James Bond 007 – Casino Royale”.

All‟inizio degli anni‟70 si trasferisce in Europa e trova nell‟Italia una seconda patria: diventa

infatti una delle attrici più apprezzate della prima generazione della commedia sexy

italiana, di cui interpreta un po‟ tutti i filoni. Qualche titolo: “Il debito coniugale” (1970), “Non

commettere atti impuri” (1970), “Il prete sposato” (1971), “Le calde notti di Don Giovanni”

(1971), “Amore vuol dire gelosia” (1975), “Spogliamoci così, senza pudor” (1976), “Come

perdere una moglie e trovare un‟amante” (1978). Da segnalare anche la sua

partecipazione al noir-poliziesco “Milano calibro 9” (1972) e ad una delle commedie più

amate dal pubblico italiano degli ultimi trent‟anni, ovvero “L‟anatra all‟arancia” (1975) con

Ugo Tognazzi e Monica Vitti. Ogni tanto trova anche il tempo per tornare negli Stati Uniti e

nel 1983 entra nel cast del film tv “The scarlet and the black”.

Con il passare degli anni si trasforma da icona sexy a personaggio (sia televisivo che

cinematografico) colto e raffinato. Nel 1985, tra le altre cose, si dedica al fitness e lancia

una serie di libri e videocassette di aerobica, che hanno un notevole successo e la

incoraggiano ad aprire una palestra a Roma. Negli ultimi anni anche per la rivalutazione

lanciata dal grande regista Quentin Tarantino si è trasformata in personaggio “cult” del

cinema internazionale.Tornando al cinema, ricordiamo che nel 2002 Barbara Bouchet ha

partecipato al film campione d‟incassi “Gangs of New York” di Martin Scorsese. Seguono

numerose fiction tv: “Incantesimo 6” (2003), “Diritto di difesa” (2004), “Capri” (2006) e “Ho

sposato uno sbirro” (2008). Sempre quest‟anno ha recitato nella commedia “Bastardi” di

Federico Del Zoppo e Andres Alce Meldonado. Il 12 luglio 2008 Barbara Bouchet ha

ricevuto un premio alla carriera nel corso del Gran Galà dello Sport e della Tv-Grand Prix

Corallo (che si svolge ad Alghero).

CAROLINE DUCEY









Caroline Ducey (vero nome Caroline Trousselard) è una giovane attrice nata a Parigi che

negli ultimi anni si è posta all‟attenzione del pubblico europeo (e non solo) grazie ad una

serie di ruoli interessanti. Il suo esordio risale al 1994 con “Trop de bonheur” e solo tre

anni dopo viene nominata per il premio Michel Simon come migliore attrice per “Familles je

vous hais”. A darle la sua prima grande opportunità è la regista Catherine Breillat che nel

1999 la vuole nel suo film erotico “Romance”, un‟opera definita scandalosa da molta critica

sia in Francia che in Italia in cui recita al fianco di Rocco Siffredi. Nel 2001 è la volta della

commedia “Carrement a l‟Ouest” di Jacques Doillon. In seguito Caroline lavora anche in

Italia con Salvatore Mereu per “Ballo a tre passi” (2003) e con Roberto Faenza per

“Prendimi l‟anima” (2003). Ritorna poi a recitare prevalentemente in Francia: tra i film da

ricordare “Amateur” (2004), “Naissance de l‟orgueil” (2005) e “Convivium” (2005). Anche

lei, come molte sue colleghe, si fa attrarre dal mondo della fiction e partecipa tra gli altri a

“L‟inventaire” (1998), “L‟amour prisonnier” (2000), “Petit Ben” (2000) e “Reporters” (2007).

Ora la vedremo invece nella commedia “Le Plaisir de Chanter” di Ilan Duran Cohen

presentato fuori concorso all‟ottava edizione del Monte-Carlo Film Festival de la Comèdie..

Da segnalare in uscita anche il film “Just Ines”.





LANDO BUZZANCA









Quando si parla di commedia all‟italiana è facile pensare a lui, Lando Buzzanca (nome

d‟arte di Gerlando Buzzanca). Nato a Palermo il 23 agosto 1935, si trasferisce a Roma a

16 anni con il sogno di fare l‟attore. Dopo alcuni lavori precari, arrivano i primi ruoli da

comparsa e nel 1961, finalmente, il debutto ufficiale con Pietro Germi che lo vuole ne

“Divorzio all‟italiana”. Da qui arriva un film dietro l‟altro: “La parmigiana” di Antonio

Pietrangeli (1963), “I mostri” di Dino Risi (1963), “Il magnifico cornuto” (1964) sempre di

Pietrangeli (1964) e “Sedotta e abbandonata” di Pietro Germi (1964), solo per citarne

alcuni. Successivamente si ritrova spesso ad interpretare ruoli stereotipati di maschio

siciliano in pellicole considerate “minori”, ma non mancano ruoli da protagonista, come

quello nel “Don Giovanni in Sicilia” (1967) di Alberto Lattuada e in “Un caso di coscienza”

(1969) di Giovanni Grimaldi. Grazie alla sua verve e alla sua spontaneità riesce a

conquistare il pubblico, che lo segue anche nella sua esperienza televisiva “Signore e

Signora” (1970) che lo vede alle prese, insieme a Delia Scala, con una divertentissima

carrellata di personaggi e situazioni incentrate sul tema del matrimonio e della vita di

coppia in genere. La trasmissione ottiene un grandissimo successo e la sua battuta “mi

vien che ridere”, diventa un tormentone che viene ricordato anche oggi.

Si questa rinnovata popolarità di Lando Buzzanca beneficiano anche i suoi film, che

cominciano ad ottenere ottimi risultati al botteghino. Il 1971 è l‟anno di una nuova svolta:

recita ne “Il merlo maschio”, commedia erotica all'italiana del 1971 diretta da Pasquale

Festa Campanile. Qui interpreta un colletto bianco che sfoga le proprie frustrazioni

facendosi prendere dalla smania di esporre pubblicamente le grazie intime della moglie

(Laura Antonelli): un ruolo che fa aumentare la sua notorietà e gli permette negli anni

successivi di recitare al fianco della attrici più belle del momento come Claudia Cardinale,

Catherine Spaak, Barbara Bouchet, Senta Berger e persino Joan Collins.

Il successo è così tanto che Buzzanca inizia anche a scegliersi da solo i ruoli da

interpretare: sono sue, per esempio, le idee di film come “L'arbitro”, “Il sindacalista” e

“All'onorevole piacciono le donne - Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo

sappia”, in cui vengono tratteggiate gustose parodie di personaggi realmente esistenti e

facilmente riconoscibili. Alcuni giornalisti, citando il titolo di un suo film, lo definiscono

scherzosamente “Homo Eroticus”: un essere a metà strada tra Homo erectus e Homo

sapiens, a rischio di estinzione negli anni‟70 a causa dell‟evento del femminismo. A metà

del decennio esplode la commedia all‟italiana un po‟ “scollacciata”: Buzzanca non accetta

di lavorare in questo tipo di pellicole e preferisce dedicarsi ad altro, in primis a radio e

teatro. Passano gli anni e nel 2005 Lando fa il suo grande ritorno con un‟intensa fiction tv

dal titolo “Mio figlio”, in cui interpreta il ruolo del padre di un giovane omosessuale. Il

pubblico così lo riscopre e con esso anche il mondo del cinema, tanto che Roberto Faenza

nel 2007 gli chiede di partecipare al suo nuovo film “I Vicerè”. In seguito gira altre due

fiction: “Chiara e Francesco” (2007) e “Mio figlio, altre storie per il commissario Vivaldi”

(2008). Lando Buzzanca è molto famoso anche all‟estero, in particolare in paesi come

Francia, Giappone, Grecia, Israele, Spagna e Svizzera.

Una buona idea, il sorriso

Correva l‟anno 2000. Nei primi mesi del secolo, venne a trovarmi un vecchio e caro

amico, un giornalista cinematografico che mi propose di realizzare insieme un suo

progetto già collaudato a Boario con il Funny Film Festival. Si trattava di un Festival di

cinema dedicato esclusivamente alla commedia. Un modo per dare a questo genere

scarsamente preso in considerazione dalla critica e dagli addetti, una giusta valutazione e

un adeguato spazio nella comunicazione.

L‟idea di questo giornalista che da 30 anni lavorava per la più importante agenzia

italiana di informazione, l‟ANSA, mi piacque molto, piacque agli altri “pionieri”, mia sorella

Paola e Mario Di Francesco e piacque soprattutto a Sua Altezza Serenissima, il Principe

Ranieri e a suo figlio Alberto, grandi appassionati di cinema. Facendo base nel Principato,

nacque il Festival di Monte-Carlo “de la Comédie” che quest‟anno giunge alla ottava

edizione.

Quel giornalista si chiamava Franco Cauli e purtroppo è scomparso proprio

quest‟anno. E‟ a lui che dedichiamo questa edizione. Ma la dedichiamo anche a un “padre”

della commedia cinematografica che ci ha lasciati, Dino Risi. Paradossalmente, come

avviene spesso a noi attori, proprio mentre mi occupo di far ridere il pubblico alla tv con

“Striscia la notizia”, lo stesso quest‟anno non è avvenuto al cinema dove il grande Pupi

Avati mi ha chiamato a interpretare il mio primo ruolo drammatico nel suo film

superapplaudito al Festival di Venezia e dagli spettatori di tutta Italia, “Il papà di Giovanna”

dove ho avuto la fortuna di lavorare con straordinari attori come Silvio Orlando, Francesca

Neri, Alba Rohrwacher.

Ma il Festival di quest‟anno sarà ricordato soprattutto per la partecipazione di grandi

star italiane e internazionali, per la qualità dei film in concorso e per le anteprime ai quali

auguriamo il successo ottenuto da quelli presentati lo scorso anno: fra tutti, quello che si è

aggiudicato la vittoria, “Lezioni di cioccolato” poi affermatosi nei botteghini.

E allora auguri a tutti di buon Festival e…largo al sorriso.







Ezio Greggio

Presidente del Festival

Ezio Greggio

Il 2008 si è rivelato un anno molto importante per Ezio Greggio, in quanto pieno di

soddisfazioni professionali. La sua svolta drammatica ne Il papà di Giovanna, film di Pupi

Avati in concorso alla 65° Mostra d‟Arte Cinematografica di Venezia e accolto con calorosi

applausi sia da critica che pubblico, ha convinto davvero tutti. Poco prima è stato invece

tra i protagonisti di Un’estate al mare (2008), film di Carlo Vanzina, nella consueta veste

comica: a dimostrazione di come un attore, se di talento, può passare con grande

dimestichezza da una dimensione all‟altra.

Continua poi con successo anche la sua vita da conduttore: la scorsa estate ha condotto

Veline al posto di Teo Mammuccari e ora è tornato al timone di Striscia la notizia insieme

a Enzo Iacchetti, attirando come sempre milioni di italiani davanti al televisore.

Nato a Cossato (Biella) il 7 Aprile 1954, segno zodiacale Ariete con ascendente Ariete.

Mezzo busto storico di Striscia la Notizia, Ezio Greggio è giornalista iscritto da oltre

ventiquattro anni all‟Ordine Nazionale dei Giornalisti. Nell‟ottobre del 1978 prende parte a

La sberla al fianco di Gianfranco D‟Angelo, Enrico Beruschi e Gianni Magni. Poi nel 1981

è tra i protagonisti di Tutto compreso su Rai Due. Ma il suo vero debutto televisivo arriva

nel 1983 con la prima edizione del Drive in, il varietà più popolare e innovativo di tutti gli

anni ‟80, ideato da Antonio Ricci. Nel 1984 con Drive In arriva anche il primo dei 24

Telegatti che ha collezionato nella sua carriera. Il 7 novembre 1988 conduce al fianco di

Gianfranco D‟Angelo la prima edizione di Striscia la notizia, il TG satirico ideato da

Antonio Ricci con il quale Greggio, “che incarna meglio di chiunque altro lo spirito del

programma” (Aldo Grasso) ha già vinto vari Telegatti e Oscar Tv. Tra le edizioni di

maggior successo, quelle degli ultimi anni condotte al fianco di Enzo Iacchetti e Michelle

Hunziker.

Sempre in televisione è protagonista di alcune fiction che ottengono ottimi riscontri di

pubblico, come Anni 50 e Anni 60 ma anche Benedetti dal Signore (2003), film tv in

quattro puntate che Ezio ha interpretato e scritto con Enzo Iacchetti e che nel 2004 ha

vinto il Telegatto come miglior fiction breve, senza dimenticarci di O la va o la spacca

(2004).

Come attore Greggio ha interpretato anche numerosi film, diretto dai più importanti registi

della comicità italiana come Carlo Vanzina, Castellano e Pipolo, Enrico Oldoini e Neri

Parenti. Ha inoltre lavorato in produzioni internazionali come autore, regista e produttore

(insieme a Julie Corman) del film The Silence of the Hams (1993) e di The Good Bad

Guy (1997) e come attore nei film Dracula: Dead and Loving It (1995) di Mel Brooks e

2001 – A Space Travesty (2000) di Allan Goldstein, con Leslie Nielsen. Nel 1999 ha

prodotto, scritto e diretto la commedia Svitati, recitando al fianco del grande Mel Brooks.

Dal 2001 Ezio Greggio è presidente ed organizzatore del Monte-Carlo Film Festival “de

la Comédie”, rassegna cinematografica internazionale interamente dedicata alla

commedia che nel novembre 2008 compirà 8 anni. Come autore ha scritto 5 libri di grande

successo “In una certa manieeera”, “Presto che è tardi!”, “Chi se ne fut-fut”, “E‟ lui o non è

lui?”, “E su e giù e Trik e Trak”.

Con le royalties dei libri ha costituito l‟Associazione Ezio Greggio per l’aiuto ai bimbi

nati prematuri, con la quale – in collaborazione con l‟Associazione “Un calcio al bisogno”

– in dieci anni di attività ha donato apparecchiature ai centri neonatali ad oltre 60 ospedali

italiani fra cui Genova, Torino, Biella, Milano, Cremona, Pescara, Novara, Olbia, l‟Aquila,

Bari, Messina, Reggio Calabria, Palermo, Monza, Pavia, Foggia, Avellino, Isernia, Brescia

e altre ancora (l‟elenco completo con la tipologia di apparecchiature è visibile su

www.eziogreggio.it cliccando su “associazione”).

Tra le donazioni segnaliamo le incubatrici da trasporto che hanno contribuito a salvare

oltre 5.000 neonati prematuri. Nell‟ultimo anno l'associazione Ezio Greggio ha donato a

una trentina di ospedali riconosciuti quali Centri di Terapia Neonatale di Piemonte e

Lombardia saturimetri per uso domiciliare. Questi saturimetri con moderne e avanzate

tecniche ventilatorie permettono la sopravvivenza di neonati di bassissimo peso affetti da

gravi patologie respiratorie. Nel dicembre 2005 per i 10 anni della sua associazione, è

stato insignito "Neonatologo ad Honorem" dalla Soc. Italiana di Neonatologia. Sul suo

sito personale, www.eziogreggio.it, non mancano notizie, foto, videoclip, curiosità su 20

anni di carriera televisiva, cinematografica e di scrittore.

La commedia? Lassù nel più alto dei cieli

Strano destino quello del cinema di commedia in questo scorcio di secolo: più è osannata

e ricercata, più si fa rara e difficile da definire. Prendiamo il caso, esemplare per Francia e

Italia, del fenomeno Bienvenue chez les Ch’ties, tradotto in italiano con un suggestivo Giù

al Nord: in patria diventa il più grande successo di tutti i tempi, nel resto del mondo viene

guardato con sospetto come un “fenomeno” appunto inesportabile, buono semmai per i

diritti di remake. Poi qualcuno prende il coraggio a due mani, elabora una strategia di

traduzione e marketing fuori dagli standard abituali e conquista il successo anche presso

spettatori che sembravano impermeabili alle peripezie di un povero travet spedito “au nord

du nord du Pas de Calais”. Che cosa ha garantito questa improvvisa universalità di una

storia e di personaggi talmente locali da sembrare intraducibili? Proprio l‟enzima originale

della commedia che mette alla berlina i nostri comportamenti, che fotografa le nostre

debolezze e provincialismi ma lo fa con il tocco lieve del sorriso, il desiderio di offrire un

sorriso anziché sterile sarcasmo. Il segreto, apparentemente inspiegabile, del film di Dany

Boon sta tutto nella sua solare semplicità, ma dice anche molto a chi si fermi a riflettere e

lo confronti con monumenti del genere quali i Tempi Moderni di Chaplin o il Sorpasso/ Le

Fanfaron di Dino Risi: cambiano i tempi e se all‟epoca della Grande Depressione la

commedia usava l‟arma del paradosso o ai tempi del boom economico italiano usava gli

umori acri della satira, il mondo ammalato di recessione che oggi ci circonda cerca una via

di fuga che non offra solo sogni ma desiderio di umanità. Proprio come seppe capire Frank

Capra ai tempi del New Deal.

L‟umanità della gente, il desiderio di capirsi e aiutarsi delle persone: un compito non facile

ma necessario che il cinema di commedia si assume con una sensibilità sociale che aspira

a divenire guida ideologica in un tempo deprivato dalle Grandi Speranze.

La selezione del Montecarlo Film Festival allinea dunque anche quest‟anno voci

diversissime tra loro, provenienti da mondi e culture diverse, ma tutte collegate allo stesso

obiettivo: descrivere un possibile mondo diverso, un mondo che sta ad un passo appena

da quello in cui viviamo quotidianamente ma capace di aprirsi a prospettive antitetiche. Il

che non esclude la ferocia della satira (ne sa qualcosa il nostro inimitabile punto di

riferimento, Mario Monicelli) o l‟eccesso ella slapstick comedy, ma che sa riunirsi – come

nei momenti più difficili e cupi della Storia – in un‟unica risata liberatrice. Le terapie

mediche del sorriso, a vantaggio di chi soffre, erano una passione segreta per Franco

Cauli che per primo avviò l‟idea di un festival della commedia in accordo con il nostro

Presidente, Ezio Greggio. Cauli credeva davvero che il cinema potesse svolgere un ruolo

non marginale nel far stare meglio le persone. Ci piacerebbe che oggi trovasse conferma

alle sue speranze nel lavoro che facciamo ricordando le sue intuizioni.



Giorgio Gosetti Sergio Rios Perez

(Selezione) (Programmer)



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