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Diapositiva 1

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Diapositiva 1
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12/1/2011
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Italian
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90
Malattie linfoproliferative

(Linfomi e LLC)



Sergio Siragusa



Professore associato di ematologia



Cattedra di Ematologia,

Università degli Studi di Palermo



sergio.siragusa@unipa.it

Linfociti si sviluppano da un comune progenitore cellulare.

La maturazione delle cellule B avviene nel midollo, quella

delle cellule T nel timo



Sebbene i processi d maturazione siano differente tra le

cellule B e le T, essi sono basati su simili eventi genetici

che formano o anticorpi (cellule B) o recettori di superficie

(cellule T)



Questi riarrangiamenti genetici sono critici per lo sviluppo

del sistema immuno-competente e forniscono i markers

molecolari di “clonalità” che possono essere usati per

diagnosticare le malattie linfoidi maligne

Evoluzione immunologica delle cellule B e T







Timo

Dal midollo









Linfonodo

Evoluzione immunologica delle cellule B









Riarrangiamento genetico

V(D)J

T cell development





1. Riarrangiamento

Timo genetico dei T cell

receptor



2. Riconoscimento del

MCH



3. Espressione di

molecole di

superficie (CD)

Trasformazione leucemogena/linfomatosa







1. Comparsa di mutazioni somatiche (origine dal

centro germinale o post-germinale)



2. Traslocazioni inappropriate



3. Mutazioni puntiformi in oncogene



4. Infezioni virali

Maturazione delle cellule B e neoplasie associate

Classificazione delle neoplasie linfoidi





La classificazione attuale è la WHO.

Riconosce neoplasie delle:



- Cellule B (identicate come neoplasie dei precursori –

linfoblastiche -, e mature)

- Plasma cellule

- Cellule T e NK (identicate come neoplasie dei precursori –

linfoblastiche -, e mature)

- Linfoma di Hodgkin

- Leucemie mieloidi

- Sindromi mieloproliferative

- Sindromi mielodisplastiche

B-cell neoplasms

• Precursor B-cell neoplasm

Precursor B-lymphoblastic leukemia/lymphoma (precursor B-cell ALL)

• Mature B-cell neoplasms

B-cell CLL/SLL

Follicular lymphoma

Extranodal marginal zone B-cell lymphoma of MALT type

Diffuse large B-cell lymphoma

Mantle cell lymphoma

Burkitt lymphoma

Plasma cell myeloma/plasmacytoma

• B-cell proliferations of uncertain malignant potential

Post-transplant lymphoproliferative disorder (PTLD), polymorphic

T-cell and NK-cell neoplasms

• Precursor T-cell neoplasm

Precursor T-lymphoblastic lymphoma/leukemia (precursor T-cell ALL)

• Mature (peripheral) T-cell neoplasms

Primary T-cell lymphoma, not otherwise specified

Angioimmunoblastic T-cell lymphoma

Mycosis fungoides/Sézary syndrome

Anaplastic large cell lymphoma

Hodgkin lymphoma

• Nodular lymphocyte-predominant Hodgkin lymphoma

• Classic Hodgkin lymphoma

Nodular sclerosis

Mixed cellularity

Punti chiave

• Sia le cellule B che le T riarrangiano i geni per i recettori antigenici ed

acquisiscono markers di superficie durante la differenzazione



• Le cellule B possono trasformarsi in cellule oncologiche durante il

riarrangiamento genetico per la formazione di immunoglobuline,

cambiamento di classe, o mutazione ipersomatica a causa di una

erronea traslocazione cromosomica o disregolazione dell’espressione

dell’oncogene



• Specifici patterns dei markers di superficie o specifiche traslocazioni

cromosomiche caratterizzano molte neoplasie linfoproliferative



• La classificazione WHO rappresenta un importante progresso nella

caratterizzazione dei sottotipi biologici e clinici delle malattie

ematologiche



• Subsets molecolari con significato clinico e prognostico differente

sono definiti da tecniche di analisi del cDNA microarray

Leucemia Linfatica Cronica (LLC)







E’ una malattia linfoproliferativa caratterizzata da una

espansione di un linfocita maturo ma non

funzionante in maniera corretta



Differentemente da altri processi linfoproliferativi,

non è possibile identificare nella LLC una alterazione

cromosomica specifica



Prevalentemente viene espresso un antigene pan-B

(CD 19 e 20) E’ tuttavia presnete anche un recettore

T specifico (CD 5)

Metà delle cellule LLC esibiscono la ipermutazione del

gene V, espressiva di un’origine dal centro post-

germinale. L’altra metà origina dal centro pre-

germinale gene V immutato)



Queste due popolazione hanno decorso e prognosi

differente: la popolazione LLC post-germinale ha una

sopravvivenza migliore rispetto alla forma V non

mutata



La mutazione del gene V può essere identificata con

un marker evidenziabile alla citoflurimetria a flusso, il

CD 38 e la ZAP-70. L’espressione di questa tirosin-

chinase (normalmente espressa da linfociti T ed NK) è

tipica della la LLC pre-germinale non mutata

Sottotipi della LLC e loro prognosi









Median

IgVH

CD38 ZAP-70 survival

mutation



Pregerminal center – + + 6–8 years

Postgerminal + – – >10–15 years

center

IgVH = immunoglobulin heavy chain variable segment gene

Correlazione tra alterazioni cromosomiche e sopravvivenza

Presentazione clinica



Tipica degli anziani, con fase cronica ed indolente; è

assente nei bambini



Diagnosi:



La diagnosi è accidentale in soggetti con persistente

linfocitosi (anche > 200.000/µl); si tratta

generalmente di cloni maturi di linfociti B. E’ presnete

dimagramento, febbre, epato-splenomegalia,

infezioni virali, linfoadenopatia cervicale ed inguinale,

ipogammaglobulinemia.



Gli stadi avanzati presnetano anemia e piastrinopenia

con infiltrati midollari > 30%

Decorso clinico:



Le cellule si accumulano lentamente nel midollo,

milza, fegato e linfonodi.



Tipicamente sono presenti cellule B, rare le T (più

aggressive). Raramente è presente trasformazione

acuta (LAP). 5% dei pazienti sviluppa un linfoma a

larghe cellule



Il decorso della malattia dipende dal carico

leucemico

Striscio periferico di LLC









Linfociti “macchiati”

Stadiazione clinica della LLC

(classificazione Rai et al)

Risk group Median survival

Features at diagnosis

(stage) (months)

Low risk

Stage 0 Blood and marrow lymphocytosis >120



Intermediate risk

Stage I Lymphocytosis and adenopathy 108

Stage II Lymphocytosis and splenomegaly or 94

hepatomegaly, with or without

adenopathy



High risk

Stage III Lymphocytosis and anemia (Hb 60

120

90% dei linfomi originano da cellule B mature,

i cui sottotipi più frequenti sono:



• Linfoma a grandi cellule B

• Linfoma follicolare

LNH indolenti ed aggressivi





Dal punto di vista della storia naturale e della prognosi, i LNH

sono distinti ed indolenti ed aggressivi



Gli indolenti sono generalmente incurabili con gli approcci

standard , hanno decorso cronico ed una non frequente

tendenza a recidivare. Tuttavia la sopravvivenza a lungo

termine rimane alta in quanto la malattia rimane stabile per

diversi anni (5-10 anni)



Gli aggressivi rispondono bene alla chemioterapia ma in caso

di recidiva la sopravvivenza è limitata a pochi mesi

INDOLENT LYMPHOMAS AGGRESSIVE LYMPHOMAS



B cell

CLL/SLL Mantle cell

Follicular, grades I, II, IIIa Follicular, grade IIIb

Marginal zone Diffuse large B cell

MALT Mediastinal large B cell

Nodal Burkitt and Burkitt-like

Precursor B-lymphoblastic

T cell

Mycosis fungoides/Sézary Systemic ALCL

syndrome Peripheral T cell

Primary cutaneous ALCL Precursor T-lymphoblastic

Adult T-cell leukemia/lymphoma



ALCL = anaplastic large cell lymphoma; CLL = chronic lymphocytic leukemia; MALT =

mucosa-associated lymphoid tissue; SLL = small lymphocytic lymphoma.

Alterazioni cromosomiche nei LNH









Diverse alterazioni cromosomiche sono fortemente

associate a sottotipi di LNH. Tali alterazioni nascono

precocemente nella differenziazione delle cellule B

durante il processo di riarrangiamento genetico per la

formazione di immunoglobuline

Frequenti alterazioni cromosomiche nei LNH





Le più frequenti alterazioni cromosomiche:



• t(14;18) che determina maggiore espressione del

gene antiapoptotico BCL-2 (85% dei linfomi follicolari)



• t(11;14) maggiore espressione della ciclina D1 tipica

dei linfomi mantellari



• t(8;14), t(8;22) e t(2;8) tipiche del linfoma di Burkitt



• BCL-6 (gene trascrizionale del cromosoma 3) è

frequente nei linfomi a grandi cellule B

Diagnosi:



Può essere difficile distinguere le forme reattive dai linfomi;

importante la stadiazione



La stadiazione è fondamentale per la prognosi e la scelta

terapeutica. Essa viene eseguita tramite radiografia del torace,

TAC addominale (per valutazione fegato e milza o linfonodi

profondi), biopsia midollare. Viene usato il Ann Arbor System



La terapia (radio e chemio) dovrebbe essere eseguita in centri

ad alto flusso di pazienti

Classificazione Ann Arbor (modificata)



Stage I Single lymph node region (I) or single extranodal organ or site (IE)

Stage II Two or more nodal regions, same side of diaphragm (II), or localized

extranodal extension plus one or more nodal regions (IIE)

Stage III Nodal involvement on both sides of the diaphragm (III) which may be

accompanied by localized extralymphatic extension (IIIE) or splenic

involvement (IIIS)

Stage IV Dissemination to one or more extranodal tissues or organs (e.g. bone

marrow), with or without nodal involvement



A Asymptomatic

B Unexplained fever >38°C, night sweats, unexplained weight loss

>10% baseline within 6 months of staging



E Extranodal disease

X Bulky disease (>10 cm maximum diameter, or mediastinal mass

>one-third maximal chest diameter)

IPI (International Prognostic Index) score*





Utilizza i sotto riportati fattori per predire l’outcome

clinico negli adulti affetti da LNH



IPI:

Risk factors:

• Age >60 years

• LDH > normal

• ECOG** Performance status 2–4

• Stage III or IV (Ann Arbour)

• Two or more extranodal sites of disease







*Nel LNH Follicolare si applica uno score specifico (FLIPI) che tiene conto anche

dell’anemia e prevede 5 (e non 2) siti extranodali

**Eastern Cooperative Oncology Group

Sopravvivenza correlata all’IPI score









Risk group Risk factors CR* (%) 5-year OS**

(Sum) (%)

Low 0–1 87 73

Low-intermediate 2 67 51

High-intermediate 3 55 43

High 4–5 44 26









*Complete Remission, ** Overall Survival

Age-adjusted IPI score







Nei pazienti normal

• Performance status 2–4

• Stage III–IV

Sopravvivenza correlata all’IPI score (age-adjusted)









Risk group Risk factors CR 5-year OS

(Sum) (%) (%)

Low 0 92 83

Low-intermediate 1 78 69

High-intermediate 2 57 46

High 3 46 32









*Complete Remission, ** Overall Survival

Altri fattori prognostici









• Β2 microglobulina (> 1.5 dal normale ha cattiva

prognosi)



• bcl-2 (la sua espressione nel linfoma a grandi

cellule B ha cattiva prognosi)



• bcl-6 (la sua espressione correla con prognosi

favorevole)

PET e staging



La PET (Positive Emission Tomography) sta divenendo uno

strumento fondamentale per la stadiazione dei LNH e la

risposta alla chemioterapia



Anomalie residue alla TAC esprimono una parziale risposta alla

chemioterapia. Tali anomalie potrebbero tuttavia indicare solo

fenomeni di fibrosi piuttosto che tessuto linfomatoso



La PET fornisce una risposta “funzionale completa”. Il

raggiungimento di una PET precocemente negativa (dopo 2-4

cicli di chemioterapia) correla con un bassissimo rischio di

recidiva

Punti chiave



• I LNH sono biologicamente e clinicamente eterogenei; la

diagnosi accurata e la stadiazione corretta sono fondamentali



• La maggior parte dei LNH derivano da cellule B mature e sono

categorizzati come indolenti o aggressivi



• The incidenza aumenta del 2–3% per anno (in Occidente)



• Alterazioni cromosomiche specifiche sono associate a specifici

sottotipi di LNH e sono patofisiologicamente coinvolti nella

trasformazione oncologica e nella progressione di malattia



• Lo score IPI fornisce importanti informazioni prognostiche per

stabilire l’outcome e la sopravvivenza nei LNH indolenti ed

aggressivi

Cellule linfomatose nel sangue periferico









Cellula linfomatosa con Contorno irregolare del

aspetto irregolare ma nucleo

ritenzione della cromatina

“ammucchiata” tipica delle

cellule linfoidi differenziate

Linfomi indolenti



B cell

CLL/SLL

Follicular, grades I, II, IIIa

Marginal zone

MALT

Nodal



T cell

Mycosis fungoides/Sézary

syndrome

Primary cutaneous ALCL

Low power view of lymph node

showing uniform nodular pattern of

neoplastic follicles









medium power showing back to

back neoplastic follicles which

have "lost" normal mantle zones.

Low power showing uniform and

merging neoplastic follicles.









medium power showing loss of

normal polarization of follicular

germinal centers

extension of neoplastic follicles into

extranodal fat, a feature of follicular

lymphoma









follicular lymphoma 1/3 with

predominance of centrocytes

Bcl-2 expression,a diagnostic feature

distinguishing neoplastic follicles from

reactive germinal centers









expression of CD10, a characteristic

of follicular lymphoma

a. Linfomi indolenti delle cellule B



Le forme più comuni:



• Linfoma follicolare di grado I e II (le forme III e III

hanno andamento più aggressivo),

• LLC/SLL (small lynphocitic limphoma),

• Linfoma della zona marginale (MALT inclusi)



Sono tipici dell’età avanzata ed usualmente si adotta un

criterio di “watch and wait”



La terapia standard è la radioterapia,

radio/chemioterapia, chlorambucil, CVP, CHOP, o

rituximab

Linfomi della Zona marginale







Sono rappresentati da 3 tipi:



• Linfoma MALT (cellule B della zona marginale

extranodale)



• Linfoma a cellule B della zona marginale nodale



• Linfoma linfoblastico linfoplasmocitico

(Macroglobulinemia di Waldenstrom)

La morfologia dei linfomi della zona marginale

è caratterizzata da:



• Infiltrato di piccole cellule tipo centrociti



• Cellule B monocitoidi o piccoli linfociti



• Zona marginale ingrandita e circondata da

piccoli linfociti



L’immunofenotizzazione evidenzia la presenza

di cellule B con immunoglobuline di superficie,

presenza di CD 20 ed assenza di CD 5 e CD10

Cellula centro germinale









Linfociti zona marginale









Popolazione omogenea dei linfociti della zona marginale con abbondante

citoplasma forma margini indistinti dalle grandi cellule del centro

germinale (che presentano nuclei vescicolari e chiari)

Centro residuo del centro germinale circondato dall’espansione

dei linfociti della zona marginale

Linfoma MALT



Si manifesta nella mucosa dello stomaco e dell’intestino ed

in alcuni siti extranodali (polmone, ghiandole salivari,

tessuto periorbitale e tiroide)



Frequente l’associazione con malattie croniche (Sjogren

etc)



Clinicamente si evidenzia massa extranodale ed ulcerazione

della mucosa gastrica



Forte associazione con l’infezione dell’Helicobacter Pylori e

la presenza di alterazione cromosomica t(11;18 (q21;21).

Essi rispondono bene all’eradicazione con antibiotici

Lesionilinfoepiteliali. Linfociti atipici infiltranti l’epitelio glandulare

gastrico

Macroglobulinemia di Waldenstrom (o linfoma

linfoplasmocitico – WHO -)



Linfoma indolente caratterizzato da linfociti plasmocitoidi

maturi che producono IgM mature



E’ tipico degli anziani e si caratterizza da:



• anemia

• linfoadenopatia

• porpora

• spelnomegalia

• elevata viscosità ematica

• segni neurologici

• assenza di lesioni litiche

Sintomatologia del linfoma linfoplasmocitico





• Sintomi da invasione tumorale (midollo, milza e

linfonodi)



• Sintomi dalle macroglobuline IgM circolanti

(iperviscosità, crioglobulinemia, anemia emolitica da

agglutinine fredde)



• Deposito tissutale di IgM o altre paraproteine

(neuropatia, malattia glomerulare, amiloidosi)





La terapia è tipica degli altri linfomi indolenti

b. Linfomi indolenti delle cellule T





Costituiscono il 10-15% dei LNH. La forma cutanea

può essere trattata con PUVA (terapia con raggi

ultravioletti A)



Spesso la forma iniziale non viene riconosciuta. E’

frequente l’adenopatia associata; le cellule

esprimono CD4+/CD8- (T helper)



L’interessamento nodale esprime l’evoluzione della

malattia linfomatosa

Punti chiave



• I LNH indolenti sono malattie trattabili ma non curabili con

la chemioterapia standard



• La radioterapia a campi selezionati determina una

remissione a lungo termine per i LNH di stadio I e II solo in

una piccola percentuale di pazienti



• Pazienti con stadi avanzati ma asintomatici possono essere

seguiti senza una specifica terapia. Protocolli di chemioterapia

o anticorpi monoclonali possono essere usati incaso di sintomi

o progressione della malattia



• Nuovi approcci chmioterapici (terapia con anticorpi

monoclonali più chemioterapia citotossica o il trapianto)

possono migliorare la sopravvivenza in pazienti selezionati

Linfomi aggressivi

B cell

Mantle cell

Follicular, grade IIIb

Diffuse large B cell

Mediastinal large B cell

Burkitt and Burkitt-like

Precursor B-lymphoblastic

T cell

Systemic ALCL

Peripheral T cell

Precursor T-lymphoblastic

Adult T-cell

leukemia/lymphoma

Linfoma a grandi e diffuse cellule B



Forme aggressive con presentazione acuta.

Rispondono bene alla chemioterapia (sono curabili)

ma la sopravvivenza è breve (non sono guaribili)



Si tratta di forme eterogenee: alcune rispondono

bene alla chemioterapia (40%), altre tendono a

recidivare (40%), altre sono refrattarie (alla terapia

di front-line) (20%)



I pazienti con infiltrazione midollare, sinusale e/o

testicolare sono ad elevato rischio di

interessamento del SNC

Linfoma a grandi e diffuse cellule B (DLBCL)





L’espressione di bcl-6 conferisce una migliore

prognosi, mentre l’espressione di bcl-2 una peggiore

sopravvivenza





Le tecniche di cDNA microarray hanno identificato 3

gruppi di DLBCL (caratterizzati da 3 sottotipi

molecolari):



• GCB (Germinal Center B cell-like), migliore prognosi

• ABC (Activated B-cell-like), peggiore prognosi

• “Type 3” (differente da i primi due), “ “

La freccia indica l’infiltrato a livello

linfonodale. E’ interessata anche l’area

interfollicolare









Le cellule appaiono grandi con elevato

rapporto nucleo/citoplasma. Molte delle

cellule hanno un contorno nucleare

regolare e contengono 1 o 2 nucleoli

eosinofili, localizzati centralmente. La

freccia indica una cellula anaplastica con

nucleo lobulato e molteplici nucleoli

eosinofili

La gran parte delle cellule presenta un antigene di superficie che si

colora per il CD 20 (linea cellulare B)

Chemioterapia standard



Newly diagnosed Relapsed and

patients refractory patients



CVP: ICE:

Cyclophosphamide Ifosfamide

Vincristine Carboplatin

Prednisone Etoposide

CHOP: DHAP:

CVP plus doxorubicin Dexamethasone

R-CHOP: High-dose araC

CHOP plus rituximab Cis-platinum

MACOP-B ESHAP

M-BACOD

ProMACE-CytaBOM

Linfoma a cellule mantellari (Mantle cell

lymphoma)



Presenta caratteristiche comuni ai LNH indolenti ed

aggressivi: la scarsa capacità di rispondere alla

chemioterapia standard ed il decorso clinico aggressivo

(scarsa sopravvivenza a 3 anni)



E’ tipico della 5°-6° decade di vita, predilige i maschi ed ha

un interessamento midollare, periferico con splenomegalia



Tipico il coinvolgimento dei siti extranodali tipicamente del

tratto gastroenterico (può manifestarsi come poliposi

dell’intestino). Possibile interessamento del SNC, rene,

polmone



Presente γ-patia monoclonale IgM nel 25% dei pazienti

Linfonodo di un linfoma mantellare









Linfoma mantellare. Colorazione bcl-1

delle cellule linfomatose che

condividono, con cellule non

neoplastiche, il centro germinativo

Linfoma mantellare (milza). Linfonodo

tumorale con espansione della zona

mantellare









Linfoma mantellare. Co-presenza di

linfonodo indenne e tumorale

Punti chiave



• Il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) è il sottotipi più comune

tra i LNH aggressivi



• Lo score IPI, l’espressione delle proteine bcl-2 o bcl-6 ed il cDNA

microarray forniscono imprtanti informazioni sulla prognosi del DLBCL



• La chemioterapia R-CHOP fornisce la migliore e più duratura risposta

nel 45–55% dei DLBCL



• LNH aggressivi che recidivono sono sensibili alla chemioterapia ad

alte dosi ed al trapianto autologo



• I LMH a grandi cellule T hanno un elevato rischio di recidiva



• Pazienti con immunodeficienza congenita o acquisita hanno un

elevato rischio di linfoma che risponde parzialmente alla terapia

Linfoma di Hodgkin



Presentazione clinica:



• Andamento bimodale: età giovanile (la sclerosi nodulare) e

secondo picco in età avanzata



• Spesso riscontro asintomatico di massa (addominale o altre sedi)



• Possono essere presenti anche sintomi sistemici (febbre,

sudorazione notturna, perdita di peso)



• Diffusione per contiguità (da una stazione linfondale alla contigua)



• Deficit del sistema immunitario (++ infezioni opportunistiche)

Dagnosi:



a. Cellula di Red-Sternberg



• Cellula RS (Red-Sternberg): cellula larga con 2 o più nuclei, con

nucleoli centrali. Sembra che derivino da cellule B nelle forma

a “predominanza linfocitaria”; da cellule T o monociti nelle altre

forme



• Tumore atipico, in quanto la cellula RS costituisce solo l’1% del

clone neoplastico. La restante parte consiste di linfociti

policlonali, monociti, eosinofili, neutrofili e tessuto connettivale



b. Immunochimica



Studi di immunochimica o di riarrangiamento dei recettori

delle Ig o delle cellule T permettono la distinzione tra LH e

LNH

Reed-Sternberg cell in Hodgkin

Lymphoma









CD15 expression by Reed-Sternberg

cell. Immunoperoxidase stain

Mononuclear Hodgkin cell in bone

marrow









Multinucleated Reed-Sternberg cells in

cytology of pleural effusion

Comportamenti istopatologici e clinici del LH





Sottotipo Frequenza Comportamenti



Sclerosi nodulare >50% Giovani adulti, + frequente nelle

donne, variante RS lacunare,

fibrosi, nodulare

Predomnanza 38°C, night sweats, unexplained weight loss

>10% baseline within 6 months of staging



E Extranodal disease

X Bulky disease (>10 cm maximum diameter, or mediastinal mass

>one-third maximal chest diameter)

Prognosi:



• Infausta nelle forme a stadio avanzato. Prognosi peggiore se

comparsa di sintomi “B”, età avanzata, interessamento

mediastinico massivo. Nelle forme a stadio precoce, la

prognosi è peggiore in caso di multipli (>5) noduli splenici,

o stadio III oltre l’addome superiore



• Nelle forme iniziali, la guarigione è > 90% (> 60% vive a 10

anni dalla diagnosi



• La terapia del LH può determinare LNH secondario o LMA nel

10% dei casi. Altri effetti sono sterilità ed ipotiroidismo

Prognostic scoring system for advanced

stage Hodgkin lymphoma





• Serum albumin = 45 years

• White cell count >15,000/µL

• Lymphocyte count <600/µL or <8% of total white

cell count

Early versus late stage Hodgkin lymphoma

for treatment stratification







Early stage

Stage I or II disease, no bulky disease, no B symptoms



Advanced stage

Stage III or IV disease, bulky stage II disease, or B

symptoms

Terapia:



• Radioterapia è molto efficace negli stadi II e III ed è

generalmente indicata nelle forme sopradiaframmatiche

(mantello), in quelle sottodiaframmatiche (a Y invertita) o

entrambe



• Chemioterapia combinata (MOPP-ABVD) negli stadi II-IV



• La chemioterapia è anche indicata nelle recidive dopo

radioterapia

Chemotherapy regimens for Hodgkin lymphoma



ABVD Doxorubicin

Bleomycin

Vinblastine

Dacarbazine



MOPP Mechlorethamine

Vincristine

Procarbazine

Prednisone



MOPP/ABVD MOPP and ABVD alternated every 28 days

MOPP/ABV hybrid MOPP and ABV alternating within each treatment cycle

Stanford V Mechlorethamine

Punti chiave



• L’ABVD è la terapia standard per gli stadi avanzati del LH



• Il LH negli stadi iniziali presenta una lunga remissione dopo 2-4 cicli di

chemioterapia e radioterapia a campi estesi



• Pazienti con malattia refrattaria o quelli che recidivano dopo

chemioterapia iniziale dovrebbero essere valutati per chemioterapia ad

alte dosi o trapianto autologo



• Complicazioni tardive della terapia comprendono i tumori solidi (nei

campi irradiati), malattie cardiovascolari, SMD, LMA, sterilità. Il rischio

persiste per oltre 20 anni


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