PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1
POSTO DI PROFESSORE ASSOCIATO PER IL SETTORE SCIENTIFICO -
DISCIPLINARE L-LIN/05 FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA INDETTA CON D.R.
N 3556 DEL 25.06.2008 IL CUI AVVISO DI BANDO E’ STATO PUBBLICATO IN G.U. –
IV^ SERIE SPECIALE N.50 DEL 27.06.2008
RELAZIONE FINALE
La Commissione giudicatrice della valutazione comparativa ad 1 posto di professore associato per il
settore scientifico-disciplinare L-LIN/05 Letteratura Spagnola presso la Facoltà di LETTERE E
FILOSOFIA di questo Ateneo, nominata con D.R. n. 4095 del 29.01.2010, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale – IV serie speciale Concorsi ed Esami n. 13 del 16.02.2010, composta dai:
Prof. SCARAMUZZA Mariarosa Emilia, Professore Ordinario presso la Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.
Prof. LOZANO MIRALLES Rafael, Professore Ordinario presso la Sc. Sup. Lingue Mod. Interpreti
e Traduttori dell’Università degli Studi di Bologna
Prof. NIDER Valentina, Professore Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
degli Studi di Trento
Prof. GARGANO Antonio, Professore Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Prof. MONTI Silvia, Professore Ordinario presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
dell’Università degli Studi di Verona.
si riunisce il giorno 01.07.2010 alle ore 9 presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio e delle
Letterature Straniere Comparate per la stesura della relazione finale.
La Commissione, sempre presente al completo, si è riunita nei giorni 29 marzo 2010 alle ore 10.00
per via telematica, previa autorizzazione (16 Marzo, 2010) del Rettore dell’Università degli Studi di
Milano; 9 e 10 giugno 2010; 28, 29, 30 giugno e 1 luglio 2010.
Nella riunione di apertura del 29 marzo 2010 (verbale n.1) la Commissione ha provveduto ad
eleggere Presidente e Segretario attribuendo tali funzioni rispettivamente al Prof. GARGANO
Antonio e al Prof.ssa NIDER Valentina.
Successivamente, presa visione dell’elenco dei candidati, che risultano essere:
1. Assumma Maria Cristina
2. Cara Giovanni
3. Cassol Alessandro Roberto
4. Demattè Claudia
5. Gallo Antonella
6. Gambin Felice
7. Garibba Manuela Aviva
8. Giovannini Maria Alessandra
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9. Sarmati Elisabetta
10. Volpe Germana
ciascun commissario ha dichiarato che non sussistono situazioni di incompatibilità con i candidati ai
sensi degli artt. 51 e 52 c.p.c.
Si sono ritirati nel corso della procedura i candidati:
Assumma Maria Cristina
Cara Giovanni
Garibba Manuela Aviva
La Commissione ha quindi provveduto a predeterminare i criteri di massima per la valutazione dei
titoli e delle prove previste dal bando ed a consegnarli al Responsabile della procedura, affinché
provvedesse ad assicurarne la pubblicizzazione mediante affissione all’Albo della Divisione del
Personale.
Nella seconda riunione che si è tenuta nei giorni 9 e 10 giugno 2010 (verbale n.2), la Commissione
ha preso visione della documentazione concorsuale fornita dall’Amministrazione delle domande,
dei curricula e dell’elenco dei candidati con l’indicazione dell’invio o meno delle pubblicazioni nei
termini stabiliti dall’art. 5 del bando.
Dopo aver verificato la corrispondenza delle pubblicazioni scientifiche contenute nei plichi messi a
disposizione degli uffici, all’elenco delle stesse allegate alle domande di partecipazione, la
Commissione ha preso in esame le pubblicazioni redatte in collaborazione e/o altri coautori, al fine
di valutare l’apporto di ciascun candidato ammettendo alla valutazione della Commissione solo
quelle pubblicazioni ove il contributo del candidato era enucleabile e distinguibile.
Sulla base dell’esame analitico dei titoli e delle pubblicazioni ogni commissario ha espresso,
candidato per candidato, il proprio giudizio. La Commissione dopo aver effettuato la comparazione
dei giudizi dei singoli commissari ha formulato i giudizi collegiali sui titoli.
Nella terza riunione che si è tenuta nei giorni 28 e 29 giugno 2010 (verbale n.3) presso il
Dipartimento di Scienze del Linguaggio e delle Letterature Straniere Comparate, dopo aver
proceduto al sorteggio della lettera dell'alfabeto in base alla quale stabilire l'ordine della discussione
dei titoli, si è svolta la discussione dei titoli ed il sorteggio del tema per la prova didattica.
Al termine di ogni discussione sui titoli dei candidati, sentiti in ordine alfabetico secondo la lettera
estratta, sono stati formulati i giudizi individuali e il giudizio collegiale da parte della Commissione.
Nella quarta riunione, che si è tenuta nei giorni 29 e 30 giugno 2010 (verbale n. 4) presso il
Dipartimento di Scienze del Linguaggio e delle Letterature Straniere Comparate, si è svolta la prova
didattica in aula aperta al pubblico a ventiquattro ore di intervallo dalla scelta del tema da parte dei
candidati.
Al termine della prova didattica di ciascun candidato sono stati formulati i giudizi individuali e
collegiali.
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Terminate le prove di tutti i candidati la Commissione dopo approfondita discussione, attraverso la
comparazione dei giudizi individuali e collegiali espressi sui titoli e sui lavori scientifici inviati,
sulla discussione dei titoli e sulla prova didattica, ha espresso i giudizi complessivi sui candidati.
I giudizi individuali, collegiali, sui titoli, sulla discussione dei titoli e sulla prova didattica, nonché i
giudizi complessivi formulati dalla Commissione sono riportati candidato per candidato,
nell’allegato n. 1 del verbale 2 dei giorni 9 e 10 giugno 2010, nell'allegato n. 2 del verbale 3 dei
giorni 28 e 29 giugno; negli allegati n.1 e n. 2 del verbale 4 dei giorni 29 e 30 giugno. I suddetti
allegati vengono acclusi alla presente relazione quale parte integrante della stessa.
La Commissione ha proceduto quindi alla valutazione comparativa dei candidati e, dopo
approfondita discussione, ha proceduto alla votazione. La Commissione visto l'esito della
votazionel ha dichiarato idonei i candidati:
Alessandro Roberto Cassol
Felice Gambin
per la procedura di valutazione comparativa ad 1 posto di professore universitario di ruolo, fascia
degli associati, per il settore scientifico – disciplinare L-LIN/05 Facoltà di LETTERE E
FILOSOFIA di questo Ateneo.
La Commissione dichiara conclusi i lavori e raccoglie tutti gli atti della procedura in un plico che
viene chiuso e sigillato con l’apposizione delle firme di tutti i commissari sui lembi di chiusura.
Il plico contenente 3 copie dei verbali delle singole riunioni e 3 copie della relazione finale con una
copia dei giudizi individuali e collegiali nonché un CD-ROM contenente gli atti stessi viene
consegnato al Responsabile della procedura di valutazione comparativa dell’Università di Milano.
La Commissione termina i lavori alle ore 14 del 1 luglio 2010.
Letto, approvato e sottoscritto.
LA COMMISSIONE:
Prof. Antonio GARGANO (presidente)
Prof. Mariarosa Emilia SCARAMUZZA
Prof. Rafael LOZANO MIRALLES
Prof. Valentina NIDER (segretario)
Prof. Silvia MONTI
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ALLEGATO N. 1
AL VERBALE N. 2 DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE
COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI PROFESSORE ASSOCIATO PER IL
SETTORE SCIENTIFICO -DISCIPLINARE L-LIN/05 FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA
INDETTA CON D.R. N 3556 DEL 25.06.2008 IL CUI AVVISO DI BANDO E’ STATO
PUBBLICATO IN G.U. – IV^ SERIE SPECIALE N.50 DEL 27.06.2008
VALUTAZIONE DEI TITOLI E DELLE PUBBLICAZIONI
Candidato: MARIA CRISTINA ASSUMMA
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
La dott.ssa Maria Cristina Assumma, ricercatore confermato presso l’Università di Roma Tre di Letteratura
spagnola, è stata assegnista di ricerca presso la medesima università. Dall’a.a. 1997-1998, ha svolto attività
didattica come titolare di contratti integrativi e di corsi di insegnamento di Storia, cultura e istituzioni dei
Paesi di Lingua spagnola e di Letteratura spagnola, presso le Università di Cassino e di Roma Tre.
La dott.ssa Maria Cristina Assumma ha presentato 9 pubblicazioni utili ai fini della valutazione
comparativa. Nella sua produzione risulta centrale l’interesse per il rapporto tra oralità e scrittura. A tale
proposito, tra i suoi contributi emerge la vasta e utile indagine sulla presenza della cultura popolare, in
particolare di quella gitanoandalusa, nella poesia di F. García Lorca. Sebbene il lavoro non sia esente da
equivoci di fondo, come tutte le ricerche a chiave unica, la monografia della candidata ha il merito di
aspirare a una certa sistematicità nello studio del recupero dell’oralità nella poesia lorchiana. Difatti, dopo
aver ricostruito l’interesse del poeta per le tradizioni popolare, dall’infanzia con l’incontro con il folklore
musicale e il teatro dei burattini sino agli anni ultimi con la produzione teatrale e l’attività della Barraca,
l’indagine della dott.ssa Assumma si snoda attraverso quattro capitoli, al centro dei quali risulta esaminata
la presenza nella poesia lorchiana di alcuni caratteri fondamentali della cosiddetta “oralità”: patrimonio
mitico e repertorio simbolico, iconicità dei simboli e delle metafore, musicalizzazione del linguaggio poetico
come residuo di oralità, corrispondenze stilistiche col canzoniere gitanoandaluso.
Dello stesso ambito di ricerca partecipano, sostanzialmente, i tre brevi contributi sul “macrotema”
della morte, sulla “theorisation of the duende”, sulla musicalizzazione del linguaggio poetico in Lorca, da un
lato, e sul “popolarismo” poetico e letterario nel dibattito spagnolo tra Otto e Novecento, d’altro lato.
Molto più eterogenea e frammentaria risulta la produzione della dott.ssa Assumma rappresentata
dalle restanti quattro pubblicazioni, nelle quali è dato riconoscere diversi filoni d’indagine, condotti in
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maniera lacunosa e priva di organicità. Tale è anche il caso del prodotto più impegnativo, quello con cui la
candidata ha inteso indagare gli effetti causati dal processo di transculturazione, a partire dalla conquista e
dalla colonizzazione castigliana del Nuovo Mondo, in un volumetto corredato, nella parte finale, dalla
riproduzione di una serie di documenti. Gli altri, più brevi, contributi riguardano i problemi del
travestimento iscritti nell’autobiografia seicentesca di Catalina de Erauso, la letteratura romantica di
viaggio in Spagna, l’opera di M. Delibes, Un novelista descubre América.
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Nata a Roma il 29/01/1964, è ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 1
gennaio 2001 in servizio presso l’Università di Cassino, Facoltà di Lettere e Filosofia, dal marzo 2004 in
servizio presso l’Università Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia.
Vanta una solida esperienza didattica (con un’ iniziale esperienza all’estero –Università di Siviglia),
svolta come docente a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti
continuativi negli anni.
La sua attività di ricerca parte dal 1999 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione a
progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a frequenti soggiorni in
Spagna e, come correlatrice di una tesi di dottorato, in Svezia.
Presenta una significativa partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni e congressi in
Italia e negli Stati Uniti, cosi come un’attiva collaborazione nell’organizzazione di convegni.
Ai fini della valutazione presenta una non amplissima produzione (9 pubblicazioni) che riassume i suoi
interessi prevalenti nell’ambito della ricerca incentrata sui rapporti inter e transculturali e sul rapporto
cultura popolare/cultura alta. Significativo il suo Momenti della conquista: simbiosi di culture, ida y vuelta
(2002) che esemplifica il rapporto inter e transculturale tra l’Europa e l’America appena scoperta, a cui si
aggiunge un interessante saggio sulla figura della “monaca alfiere”.
Lo studio sul dibattito culturale si dipana attraverso l’analisi iniziale dei rapporti tra la descrizione degli
elementi popolari nella visione dei viaggiatori romantici (L’Andalusia romantica: sogno e realtà. Letteratura
di viaggio e costumbrismo ) che porta a una definizione di “tradizione popolare” che si articola
successivamente in un indagine accurata sul dibattito attorno al “popolarismo” (Rosa natural e rosa de
papel: il popolarismo nel dibattito spagnolo dell’Ottocento e del Novecento).
Il tema che funge da cerniera per questi interessi è l’opera di García Lorca, su quale la candidata indaga in
vari articoli, ma soprattutto dedica un ponderoso e innovativo volume La voce del poeta. Federico García
Lorca, l’oralità e la tradizione popolare (2007) che costituisce un originale e importante contributo allo
studio di uno dei classici moderni della letteratura spagnola. Acume critico e rigorosa documentazione si
dipanano lungo le pagine della monografia cogliendo via via gli aspetti più significativi dell’opera di Lorca: il
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rapporto con la tradizione popolare (in concreto il flamenco) ma anche con le forme musicali che ne
permeano l’opera in un contesto di sperimentalismo “neopopolare”.
In conclusione, la candidata presenta un degno curriculum e buona attitudine alla ricerca.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
Nata a Roma il 29/01/1964, la Dott.ssa Maria Cristina Assumma è ricercatrice confermata in
Letteratura Spagnola (L-LIN/05) dal 2001 in servizio presso l’Università di Cassino, Facoltà di Lettere e
Filosofia. Dal marzo 2004 è in servizio presso l’Università Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia.
Ha una continuata esperienza didattica, svolta come docente a contratto prima del suo ingresso nel
ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti continuativi negli anni.
La sua attività di ricerca parte dal 1999 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione a
progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a frequenti soggiorni in
Spagna e, come correlatrice di una tesi di dottorato, in Svezia.
Le aree di interesse scientifico della candidata sono molteplici. Il dialogo tra le arti, in particolare il
rapporto tra poesia e musica e la dialettica tra cultismo e popolarismo è analizzata nell’opera poetica e
teatrale di Federico García Lorca, a cui è dedicato il volume La voce del poeta. Federico García Lorca,
l’oralità e la tradizione popolare, Roma 2007; intorno allo stesso autore e alle stesse problematiche vertono
gli articoli “García Lorca e il pianoforte”, in M.C. Desiderio, L. Frattale, M.S. Zagolin (a cura di) Ripensando a
Federico García Lorca, Bibliotheca, 2000, pp. 69-81; “La musica nella Barraca di Federico García Lorca”, in
Maria Cristina Desiderio, Maria Teresa Ferraris (a cura di), La Spagna tra passato e presente, Università
degli Studi Roma Tre, 2005, pp. 207-227. “Porque yo ante todo soy músico”. García Lorca e la
“musicalizzazione” del linguaggio poetico”, in M.C.Assumma, Gianni Spallone (a cura di), Interartes.
Dialoghi tra le arti, Franco Angeli, Roma, 2004, pp. 111-135, volume quest’ultimo curato dalla candidata in
collaborazione con Gianni Spallone. Ancora su Lorca vertono gli articoli “García Lorca and the duende”, in
Luisa del Giudice, Nancy Van Deusen (a cura di), Performing ecstasies, Institute for Medieval Music, Ottawa,
2005, pp. 205-215 e “La morte e il silenzio di Dio in Federico García Lorca”, in Quaderno del Dipartimento di
Letterature Comparate, Università Roma Tre, I, 2005, pp. 267-292. Ancora al dibattito tra popolarismo e
letteratura colta è dedicato l’articolo “Rosa natural e rosa de papel: il popolarismo nel dibattito spagnolo
dell’Ottocento e del Novecento”, in Quaderno del Dipartimento di Letterature Comparate, Università Roma
Tre, II, 2006, pp. 319-337. Più eccentrici rispetto al filone centrale delle sue ricerche appaiono i brevi studi
“La monaca alfiere: un’esperienza di travestimento seicentesca tra storia e autobiografia”, in Trame, I, 1,
2000, pp. 123-138; “L’oggettivismo ingenuo di Miguel Delibes”, in G. Grossi, A. Guarino (a cura di), Orillas.
Studi in onore di Giovanni Battista De Cesare, Edizioni del Paguro, Salerno 2001, pp. 1-8 e “L’Andalusia
romantica: sogno e realtà. Letteratura di viaggio e costumbrismo”, in B. Donatelli (a cura di), In viaggio
verso l’Europa, Bulzoni, Roma 2002, pp. 83-106.
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Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
Maria Cristina Assumma è ricercatrice confermata dal 2001 in Letteratura Spagnola (L-LIN/05) in
servizio dapprima presso l’Università di Cassino, Facoltà di Lettere e Filosofia, poi (da marzo 2004) presso la
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre.
Ha svolto una intensa attività didattica (iniziata presso l’Università di Siviglia), svolta come docente
a contratto prima, e successivamente al suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, con affidamenti continuativi
negli anni.
La sua attività di ricerca parte dal 1999 come titolare di un assegno di ricerca e con la
partecipazione a progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a
frequenti soggiorni in Spagna e come correlatrice di una tesi di dottorato in Svezia.
La produzione della candidata è principalmente dedicata all’opera di García Lorca e alle sue
relazioni con le tecniche e strategie dell’oralità viste attraverso un serrato confronto con la poesia popolare
spagnola e andalusa e la tradizione cancioneril. A questa linea di studi dedica una monografia (La voce del
poeta..., 2007) e una serie coesa di articoli ad essa collegati che ne anticipano parti consistenti. Nel volume,
dopo una introduzione in cui tali tendenze vengono messe in risalto nelle varie fasi della produzione
lorchiana (si veda anche «"Rosa naturale" e "rosa di carta"…» 2006), si analizzano aspetti quali la presenza
di immagini, metafore, simboli ‘prelogici’ messe in luce da Lorca stesso nelle conferenze dedicate al
repertorio popolare (al duende lorchiano è dedicato l’articolo “García Lorca and the duende” 2005); il
pensiero ‘situazionale’ nella quale M.C.A. riunisce l’analisi di macrotemi assai importanti nell’opera di Lorca,
quali quello della “morte e il silenzio di Dio”–che comprende temi essenziali come la resurrezione, l’eterno
ritorno e il ‘puer eternus’ in collegamento con la facoltà di procreare–, di un cristianesimo intrascendente e
della negazione di Dio (temi trattati anche in: “La morte e il silenzio di Dio in Federico García Lorca”, 2005).
Completano il capitolo lo studio dei ribaltamenti di stereotipi romantici (come quelli che hanno per oggetto
l’Andalusia analizzati in “L’Andalusia romantica: sogno e realtà…” 2002) e l’analisi di tecniche con cui il
poeta mira ad avvicinare il mondo spirituale o comunque ‘astratto’ alla quotidianità e concretezza; la
ripresa del folklore come intrahistoria unamuniana e al tempo stesso forte spinta verso la ritualizzazione, e
infine un interessante approfondimento sul ritmo poetico e sulla sensibilità figurativa, pittorica e teatrale
condotto sempre nel confronto con il repertorio popolare.
Gli ultimi due capitoli sono strettamente connessi: il IV verte sul “pensiero musicale” analizzato a livello
fonico, semantico-sintattico e metrico necessario per comprendere la poesia –che si intende più come
evento performativo che come testo per la pubblicazione– mentre il V rileva le corrispondenze linguistiche
e stilistiche con il “canzoniere gitanoandaluso”.
Fra i contributi dedicati dalla candidata ad altri temi spicca il volume di taglio divulgativo e dalla prospettiva
antropologico-culturale dedicato a Momenti della conquista (2002), che comprende anche un’appendice
documentaria. Il sottotitolo del saggio, “simbiosi di culture e ida y vuelta”, sintetizza bene gli aspetti
indagati relativi alla transculturazione (uniformità linguistica, religiosa, politica imposta dai colonizzatori ai
colonizzati sulla base di modelli già attivi nella madrepatria (in particolare M.C.A. non manca di rilevare
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l’importanza della componente andalusa) e i meccanismi di ricezione, selezione, opposizione della cultura
indigena secondo dinamiche “pigmentocratiche” e derivanti dai vari gradi di mestizaje. Anche in questo
studio la candidata mostra il suo interesse per la musica cui dedica il cap. III dedicato alla ida y vuelta
musicale andaluso-cubana. La letteratura tradizionale e la descrizione degli elementi popolari nella visione
dei viaggiatori romantici è oggetto de L’Andalusia romantica: sogno e realtà. Letteratura di viaggio e
costumbrismo. Frutto di indagini isolate appaiono i due articoli su Delibes e sulla Monaca alfiere.
La produzione e il curriculum della candidata attestano l’acquisizione di buone competenze metodologiche
interdisciplinari, ivi comprese quelle ricomprese nel settore oggetto della presente valutazione
comparativa, le pubblicazioni tuttavia documentano un unico nucleo di ricerca originale in cui tali
competenze non sempre si fondono in un’ argomentazione coesa.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05) ha prestato servizio presso l’Università di
Cassino, Facoltà di Lettere e Filosofia, dal 1- 01- 2001; dal marzo 2004 ha preso servizio presso l’Università
di Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia. Precedentemente è stata titolare di contratti integrativi presso
l’Università di Cassino. Dal 1999, titolare di un assegno di ricerca, ha partecipato a progetti scientifici con
finanziamento universitario e/o ministeriale; è stata correlatrice di una tesi di dottorato in Svezia. Ha
partecipato a convegni e congressi in Italia e negli Stati Uniti, ove ha presentato comunicazioni e relazioni;
ha collaborato nell’organizzazione di convegni.
La produzione della candidata, nelle monografie e negli articoli presentati, è orientata a far emergere
aspetti culturali e folclorici del mondo ispanico, soprattutto dell’Andalusia. Di questa indaga la costruzione
della sua immagine esotica da parte di viaggiatori romantici (vd. l’art. “L’Andalusia romantica: sogno e
realtà. Letteratura di viaggio e costumbrismo”). In modo approfondito studia la poetica di Lorca, a cui
dedica l’accurato saggio La voce del poeta. Federico García Lorca, l’oralità e la tradizione popolare, ove
emerge la pluridiscorsività del suo linguaggio poetico e l’importanza di una reinterpretazione in base a
teorie sulla oralità primaria.
Al Siglo de Oro ha dedicato ricerche sul tema dell’identità e del travestimento in ambito teatrale (vd. “La
monaca alfiere: un’esperienza di travestimento seicentesca tra storia e autobiografia”).
Si è interessata a problemi di inter/transculturalità tra mondo europeo ed americano all’epoca della
Conquista Momenti della conquista (2002), ponendo a confronto problemi di delocalizzazione e
radicamenti.
Nei suoi studi la critica letteraria si coniuga con l'analisi culturologica e col dialogo intersemiotico.
Il curriculum scientifico della candidata, congruo con le discipline del settore per il quale è bandita la
procedura, presenta un livello apprezzabile.
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Giudizio collegiale:
Candidato: MARIA CRISTINA ASSUMMA
La dott.ssa Maria Cristina Assumma, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università di
Roma Tre, è stata assegnista di ricerca presso la medesima università. Dall’a.a. 1997-1998, ha svolto attività
didattica come titolare di contratti integrativi e di corsi di insegnamento di Storia, cultura e istituzioni dei
Paesi di Lingua spagnola e di Letteratura spagnola, presso le Università di Cassino e di Roma Tre.
Pur non presentando una vasta produzione, la candidata rivela una buona attitudine alla ricerca. Questa è
fondamentalmente incentrata sull’opera di García Lorca a cui è dedicata la monografia La voce del poeta.
Federico García Lorca, l’oralità e la tradizione popolare (2007), gli altri contributi, dedicati alla ricerca di tipo
culturologico e al dialogo intersemiotico, appaiono frutto di indagini meno approfondite.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dalla candidata.
Candidato: ALESSANDRO ROBERTO CASSOL
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
Il dott. Alessandro Roberto Cassol, ricercatore confermato di Letteratura Spagnola (L-LIN/05) presso
l’Università degli Studi di Milano, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Iberistica presso l’Università di
Bologna. Negli anni 2001-2003, è stato assegnista di ricerca di Letteratura spagnola presso l’Università di
Milano. Dal 2003 svolge attività didattica presso l’Università degli Studi di Milano e presso l’Istituto
Superiore Interpreti e Traduttori – Milano, in qualità di titolare di corsi di insegnamento di Letteratura
spagnola.
Il dott. Cassol ha presentato 23 pubblicazioni utili ai fini della valutazione comparativa, delle quali
fanno parte due recensioni, due contributi ai Talleres didácticos sulla sitografia basica per l’apprendimento
della lingua spagnola, e una breve rassegna sulla pagina Web della Real Academia Española.
Dalle restanti 18 pubblicazioni risulta che il dott. Cassol ha svolto la propria ricerca,
prevalentemente, negli ambiti delle autobiografie dei soldati cinque-seicentesche e del teatro aurisecolare.
Nel primo dei due ambiti segnalati rientra l’ampia monografia Vita e letteratura. Autobiografie dei
soldati spagnoli del Siglo de Oro, nella quale il candidato prende in considerazione otto autobiografie, da
quella del primo Cinquecento di D. García de Paredes a quella seicentesca di Duque de Estrada. I tre capitoli
centrali che trattano delle otto autobiografie, sono preceduti da due capitoli sulla figura storica del soldato
in età moderna e sulla sua presenza letteraria, mentre sono seguiti da un capitolo finale che si occupa della
fortuna editoriale delle menzionate autobiografie. Due utili appendici chiudono il volume: la prima
raccoglie i testi dei romances composti da uno degli otto soldati autobiografi, Diego Suárez; nella seconda
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sono riportati i mss., le edizioni a stampa, le traduzioni e gli studi critici relativi alle otto autobiografie
studiate. Allo stesso argomento il dott. Cassol ha dedicato tre brevi contributi, dove affronta il problema dei
rapporti tra storia e letteratura in sei autobiografie seicentesche, e torna su due singole autobiografie,
quelle di Duque de Estrada e di Toral y Valdés.
All’altro ambito di ricerca, quello del teatro aurisecolare, il dott. Cassol si è dedicato principalmente
con l’edizione dell’opera di J. B. Diamante (1625-1687), El negro más prodigioso. Il testo edito è preceduto
da un’ampia e articolata introduzione (342 pp.), che costituisce uno studio critico del teatro diamantino,
dove il candidato offre, soprattutto,, una delimitazione del corpus teatrale dell’autore (pp. 15-69) e una
bibliografia comprendente sia le fonti primarie che la letteratura critica (pp. 91-230). Non meno utili sono
gli altri due paragrafi che compongono la prima parte dell’introduzione, con le notizie biografiche
sull’autore e la fortuna del suo teatro presso il pubblico dei secoli XVII e XVIII. La seconda parte
dell’introduzione (pp. 233-342) si concentra sulla commedia edita di cui si studiano estesamente la
trasmissione testuale (pp. 233-291) e i vari aspetti che la comedia de santo presenta (pp. 293-338). Il
“Registro delle varianti” e una ricca bibliografia chiudono il volume. Sul teatro di Diamante vertono anche
tre altri contributi: uno, molto breve e generale, non aggiunge alcun dato nuovo al lavoro precedentemente
menzionato, mentre i restanti due offrono lo studio di altre singole opere dell’autore (due commedie
palatine ambientate in Italia, La Reina María Estuarda).
La produzione scientifica sul teatro aurisecolare si completa con altri 9 lavori, nei quali il dott.
Cassol affronta nuovi autori, opere e questioni del genere: la presenza del personaggio storico di D. García
di Paredes in tre commedie di Lope de Vega; il rifacimento italiano di G. A. Bendinelli de La vida es sueño
calderoniana; le commedie palatine ambientate in Italia di Tirso di Molina; gli autori teatrali di seconda e
terza fila della seconda metà del Seicento (i cosiddetti “segundones”, ai quali è stato dedicato un
congresso, i cui atti sono stati curati dallo stesso candidato insieme a B. Oteiza), presenti nella serie delle
Comedias escogidas de los mejores ingenios de España; le commedie scritte in collaborazione, con
particolare riferimento a quelli di Belmonte e Mira de Amescua, di Rojas Zorrilas, di Moreto.
Marginale rispetto agli interessi maggiori del candidato risulta la rassegna della poesia (1983-1999)
di Álvaro Valverde.
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Nato a Milano il 5 marzo 1971, è ricercatore confermato in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 1
gennaio 2004 in servizio presso l’Università di Milano, Facoltà di Lettere e Filosofia.
Ha una significativa e continuativa esperienza didattica a livello universitario dal 1999
(Genova e Milano), anche come coordinatore e docente SSIS dal 2003.E’ membro del collegio
docente del dottorato in Iberistica dell’Università di Bologna.E’ dottore di ricerca (2002 -
Università di Bologna).
La sua attività di ricerca parte dal 2001 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione a
progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale.
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Presenta un abbondante e significativa partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni
e congressi in Italia, Germania, Spagna e Francia cosi come un’attiva collaborazione nell’organizzazione di
convegni, incontri e congressi.
E’ membro del comitato direttivo dell’ AISPI.
La produzione scientifica del candidato (23 pubblicazioni) dimostra continuità e impegno di ricerca
su due versanti principali: il teatro aureo e la narrazione autobiografica dei soldati del Seicento a cui
si aggiunge un iniziale interesse per l’utilizzazione critica e linguistica di risorse Internet.
Gli approcci del candidato al teatro aureo si articolano su diversi piani: lo studio di un interessante
adattamento italiano di Andrea Bendinelli di La vida es sueño di Calderón; l’analisis puntuale sulla
figura di García de Paredes in Lope de Vega; la precisa ricognizione sulle commedie di
ambientazione italiana di Tirso; le opere in collaborazione di Rojas Zorrilla, Moreto e altri, ecc.
In questo ambito è di notevole valore il volume Dalle scene alle stampe. Approssimazione al teatro
di Juan Bautista Diamante, con edizione critica di «El negro más prodigioso» dove si riscatta
l’opera di uno degli autori di maggior produzione e meno studiati del tardo barocco spagnolo,
realizzando un’ ampia e minuziosa catalogazione dell’opera di Diamante. Il volume è completato da
una buona edizione critica della più nota commedia di Diamante. Successivamente approfondisce in
alcuni articoli l’opera di Diamante
Il secondo ambito è ampiamente rappresentato dall’eccellente volume Vita e scrittura. Autobiografie di
soldati spagnoli del Siglo de Oro, in cui il candidato dimostra notevole capacità di indagine e qualità di
esposizione nell’articolare una variegata e complessa produzione testuale.
Collegato a queste tematiche l’apertura di un nuovo e complementare ma di valore estremamente attuale
l’indagine proposta nell’articolo «Hijos de un Parnaso menor. Segundones del teatro áureo en las Escogidas
(partes 1-12)», che compare nel volume Los segundones. Importancia y valor de su presencia en el teatro
aurisecular, da lui curato insieme a Blanca Oteiza.
Completano il percorso di ricerca sulla produzione autobiografica “militare” altri saggi, tra cui: Entre historia
y literatura: la autobiografía del capitán Domingo de Toral y Valdés (1635).
Il terzo ambito (abbandonato però dal 2002) riguarda essenzialmente la descrizione delle risorse di rete
presenti in Internet riguardanti il campo della lingua e della letteratura spagnole: i tre saggi presentati per
la valutazione -che, per la tematica, non sono aggiornati-, dimostrano una buona conoscenza metodologica
e strumentale delle tecnologie digitali, con un’intenzione prevalentemente rivolta verso l’uso didattico.
In conclusione, il candidato presenta un eccellente curriculum e continuità e impegno in tematiche originali
di ricerca.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
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Il dott. Alessandro Roberto Cassol, nato a Milano il 5 marzo 1971, è ricercatore confermato in
Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 1 gennaio 2004 in servizio presso l’Università di Milano, Facoltà di
Lettere e Filosofia.
Ha una significativa e continuativa esperienza didattica a livello universitario dal 1999 (Genova e
Milano), anche come coordinatore e docente SSIS dal 2003. E’ membro del collegio docente del
dottorato in Iberistica dell’Università di Bologna. E’ dottore di ricerca (2002 - Università di
Bologna). La sua attività di ricerca inizia dal 2001 come un assegno di ricerca. E’ membro del
comitato direttivo dell’ AISPI.
La sua attività di ricerca verte in gran parte sul teatro del Siglo de Oro. A questo filone di
indagine si possono ascrivere tanto l’accurata edizione critica del testo di Diamante El negro más
prodigioso, con ampio studio sull’autore (Dalle scene alle stampe. Approssimazione al teatro di
Juan Bautista Diamante, con edizione critica di «El negro más prodigioso», Milano, CUEM,
2004), quanto una serie di studi su altri drammaturghi barocchi. Tra questi, oltre a ulteriori
interventi sullo stesso Diamante («La comedia palatina tardía. El caso de Juan Bautista Diamante» e
«La reina María Estuarda di Juan Bautista Diamante» entrambi del 2007), quelli sul teatro di Tirso
(«Secretos del alcázar e intrigas de palacio. Reflexiones en torno a las comedias italianas de Tirso»
2003) o di Lope («La figura de Diego García de Paredes en las comedias de Lope de Vega», 2001).
Studi di particolare interesse bibliografico-storico-sociologico, ma non solo, sono quelli sugli autori minori o
addirittura di seconda o terza categoria nell’incredibilmente ricco panorama drammaturgico del Seicento
(«Hijos de un Parnaso menor. Segundones del teatro áureo en las Escogidas, partes 1-12», negli atti del
convegno Los segundones. Importancia y valor de su presencia en el teatro aurisecular, Madrid,
Iberoamericana, 2007, curati dallo stesso candidato con Blanca Oteiza, 2007) e quelli sul fenomeno delle
commedie scritte in collaborazione «Uno y múltiple. Fragmentación del yo y del texto en una comedia de
nueve ingenios» (2008) «Las comedias colaboradas en el corpus de Rojas Zorrilla» (2008); «El ingenio
compartido. Panorama de las comedias colaboradas de Moreto» (2008).
Un precedente filone di ricerca, che ha dato frutti particolarmente apprezzabili, è quello che il candidato ha
sviluppato intorno alla scrittura autobiografica reale o fittizia, concentrandosi poi sulle autobiografie di
soldati, a cui è dedicato il volume Vita e scrittura. Autobiografie di soldati spagnoli del Siglo de Oro, Milano,
LED, 2000, oltre agli articoli «Tra storia e letteratura: le autobiografie dei soldati spagnoli del Siglo de Oro»,
2000 e «Entre historia y autobiografía: la Relación del capitán Domingo de Toral y Valdés (1635)», 2001.
Più eccentrici rispetto alle principali linee di ricerca sono lo studio sulla poesia del giovane poeta Álvaro
Valverde («Dal territorio alla meditazione. La prima poesia di Álvaro Valverde (1983-1999)», 2004) e altre
ricerche nel campo della glottodidattica.
Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
Alessandro Cassol è in possesso della laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne e del
Dottorato di Ricerca in Iberistica (2002 - Università di Bologna), nonché dell’Abilitazione
all’insegnamento della Lingua e Civiltà Spagnola nelle Scuole Secondarie Superiori.
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Ha una significativa e continuativa esperienza didattica a livello universitario dal 1999 (Genova e
Milano), anche come coordinatore e docente SSIS dal 2003.
E’ membro del collegio docente del dottorato in Iberistica dell’Università di Bologna.
Ha avuto contratti di collaborazione alle ricerca ed è ricercatore del settore L-LIN/05 dal 1 gennaio
2004. La sua attività di ricerca parte dal 2001 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione a
progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale.
Le ricerche del candidato vertono in massima parte sui Secoli d’Oro.
Un volume e un gruppo compatto di articoli ad esso collegati costituiscono il frutto di una prima
ricerca sull’autobiografia dei soldati del siglo de Oro. La monografia Vita e scrittura. Autobiografie
di soldati spagnoli del Siglo de Oro attesta una buona conoscenza del contesto storico,
dell’immagine letteraria del soldato, delle principali tendenze critiche sul genere autobiografico. Il
corpus di riferimento viene delimitato con lucidità e maturità distinguendo innanzitutto i testi
cinquecenteschi da quelli secenteschi. E`composto da testi già noti, alcuni dei quali tuttavia, come
l’opera di Toral y Valdés ingiustamente dimenticati dalla critica precedente. Relativamente a
quest’ultimo autore il candidato dà notizia in un contributo successivo (“Entre historia y
autobiografía…” 2001) di frammenti manoscritti dell’opera, inseriti in più ampi Sucesos. A.C.
coglie sia le specificità, sia le istanze generiche presenti in differente misura nei singoli testi e, sulla
base dell’analisi, formula ipotesi più generali sulla letterarietà di questo poco studiato sottogenere di
“vite”. Individua inoltre per ciascuna di esse i temi ricorrenti e le strutture narrative, spesso mutuate
da altri generi quali l’agiografia e la picaresca. Approfondimenti puntuali di questa stessa linea di
ricerca riguardano le relazioni con il genere autobiografico («Tra storia e letteratura: le
autobiografie dei soldati spagnoli del Siglo de Oro»); la fortuna di questa tematica nel teatro aureo
tra topoi e relazioni intertestuali («La figura de Diego García de Paredes en las comedias de Lope
de Vega); lo studio della parodia dei generi letterari nell’opera di Duque de Estrada («La memoria
de la escritura…».
Una successiva ricerca riguarda l’opera di Diamante, drammaturgo secentesco poco studiato. La
monografia Dalle scene alle stampe. Approssimazione al teatro di Juan Bautista Diamante, con
edizione critica di «El negro más prodigioso», costituisce un punto di riferimento per futuri studi.
Nella prima parte viene presentato il repertorio della produzione dell’autore con perizia
catalografica e finezza nell’analisi bibliografica, competenze e accuratezza che permettono al
candidato di affrontare anche aspetti che trascendono l’opera di Diamante –come si può vedere
dalle pagine dedicate alle Escogidas e al Jardín ameno o, ancora, alle sueltas–, e che si riscontrano
anche in altri lavori, primo fra tutti «Flores en jardines de papel. Notas en torno a la colección de las
Escogidas». Precede il catalogo vero e proprio una lista di rappresentazioni di opere dell’Autore
elaborata sulla base di documentazione già nota ma che costituisce un’utile base di partenza per
offrire osservazioni più generali sulla fortuna settecentesca e sulla sua distribuzione geografica.
L’edizione si basa sulla princeps (nelle note si spiegano diffusamente emendamenti ed altri
interventi dell’editore) ma presenta un’accurata ricostruzione dei rapporti fra testimoni e riporta le
varianti delle sueltas come testimonianza storica della vita del testo. L’introduzione riporta una
discussione critica sulle refundiciones e sui vari modelli, la ripartizione in cuadros (adottando non
pedissequamente la definizione di Ruano), la ricostruzione della rappresentazione e dell’utilizzo
delle tecniche e macchinari dell’epoca. Approfondimenti di questa ricerca sono gli articoli su Maria
Stuarda in Diamante, sulla commedia palatina a partire da due commedie dell’autore («La comedia
palatina tardía. El caso de Juan Bautista Diamante») e la curatela del volume (con B. Oteiza) Los
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segundones. Importancia y valor de su presencia en el teatro aurisecular, al quale partecipa con un
contributo sulle Escogidas.
Una nuova ricerca sulle commedie colaboradas, settore finora poco frequentato dalla critica, vede
già un buon numero di accurati contributi su aspetti ed autori specifici («Las comedias colaboradas
en el corpus de Rojas Zorrilla», «El ingenio compartido. Panorama de las comedias colaboradas de
Moreto», «Uno y múltiple. Fragmentación del yo y del texto en una comedia de nueve ingenios»).
Momenti più episodici della produzione del candidato sono gli articoli su Valverde e
sull’adattamento della Vida es sueño da parte del Bendinelli.
La produzione e il curriculum presentato delineano il profilo di uno studioso capace di misurarsi
con ricerche di ampio respiro che richiedono notevoli e specifiche competenze tecniche. I risultati
già raggiunti sono originali e sono stati ben recepiti dalla comunità scientifica nazionale e
internazionale. Il candidato ha inoltre gettato le basi per proficue e ancora più impegnative indagini
– di cui ha offerto già alcune prove – in collaborazione con prestigiosi centri di ricerca
internazionali.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatore di Letteratura Spagnola (L-LIN/05) dal 2004, presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di
Lettere e Filosofia, presenta un’esperienza didattica in ambito universitario come professore aggregato di
Letteratura spagnola e organizzatore di seminari. E’ membro del collegio docente del dottorato in Iberistica
dell’Università di Bologna. E’ stato coordinatore e docente Silsis dal 2003.
Titolare di assegno di ricerca dal 2001, nel 2002 ottiene il titolo di Dottore di ricerca in Iberistica (Università
di Bologna). Partecipa a progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale e a numerosi
convegni e congressi presentando comunicazioni e relazioni in Italia, Germania, Spagna e Francia. E’
membro del comitato direttivo dell’ AISPI ed appartiene a gruppi di ricerca internazionali.
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. La sua fisionomia più peculiare di ispanista è data
dall’approfondimento di tematiche letterarie del Siglo de Oro.
Il primo lavoro importante del candidato è l’accurata, originale e ben documentata ricognizione della
scrittura autobiografica di uomini d’arme, settore di studi poco frequentato, cui è dedicata l’ampia
monografia Vita e scrittura. Autobiografie di soldati spagnoli del Siglo de Oro.
A partire dal corposo volume Dalle scene alle stampe. Approssimazione al teatro di Juan Bautista Diamante,
con edizione critica di “El negro más prodigioso”, ha orientato la sua produzione sul teatro aurisecolare. In
questo studio ha fatto conoscere un drammaturgo importante, ma finora poco conosciuto,
contestualizzandolo nell’ambiente storico-culturale, approfondendo gli aspetti editoriali dell’epoca e i
problemi filologico-testuali. Pregevole l’edizione della sua più significativa commedia.
La curatela, con Blanca Oteiza, del libro collettivo Los segundones. Importancia y valor de su presencia en el
teatro aurisecular, testimonia il pregevole apporto al suo più recente filone di studi, “le comedias
colaboradas”, della cui produzione è riuscito a creare una esauriente mappatura. In questo campo è
intervenuto in convegni nazionali ed internazionali e ha prodotto alcuni articoli apparsi anche in Spagna.
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Di sicuro interesse sono anche gli interventi sull’uso delle nuove tecnologie nella ricerca letteraria, che
dimostrano la duttilità del candidato nell’applicazione di strumenti informatici nell’ambito della ricerca
letteraria (vd. «Aviso a navegantes. Aproximación a una sitografía española: páginas de interés lingüístico y
literario presentes en Internet»).
Si tratta di uno studioso competente, che ha svolto le sue ricerche in forme coerenti vuoi nell’impostazione
metodologica, vuoi negli ambiti tematici affrontati; merita di esser preso in particolare considerazione ai
fini della presente valutazione comparativa.
Giudizio collegiale:
Candidato: ALESSANDRO ROBERTO CASSOL
Il dott. Alessandro Roberto Cassol, ricercatore confermato di Letteratura Spagnola presso l’Università degli
Studi di Milano, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Iberistica presso l’Università di Bologna. Negli
anni 2001-2003, è stato assegnista di ricerca di Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di
Milano. Dal 2003 svolge attività didattica presso la medesima università e presso l’Istituto Superiore
Interpreti e Traduttori – Milano, in qualità di titolare di corsi di insegnamento di Letteratura spagnola.
L’ampia produzione del candidato è rilevante in due ambiti: le autobiografie di soldati e il teatro barocco. In
entrambi i campi raggiunge risultati originali dimostrando una sicura padronanza degli strumenti
metodologici. In particolare, si evidenziano le competenze filologico-letterarie e catalografico-
bibliografiche, come si evince dalle due monografie presentate: Vita e scrittura. Autobiografie di soldati
spagnoli del Siglo de Oro; Dalle scene alle stampe. Approssimazione al teatro di Juan Bautista Diamante,
con edizione critica di “El negro más prodigioso”; nonché dai contributi sulle comedias colaboradas.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dal candidato.
Candidata: CLAUDIA DEMATTÉ
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
La dott.ssa Claudia Demattè, ricercatore di Lingua spagnola (L-LIN/07) presso l’Università di Trento, ha
ottenuto il titolo di dottore di ricerca in “Le forme del narrare: testi, critiche, teorie e generi a confronto”
presso l’Università di Trento, con una tesi su “Pulcherrima ficta: autore e lettore in singolar tenzone nei libri
di cavalleria spagnola del sec. XVI”. Negli anni 2000-2001, è stata assegnista di ricerca di Letteratura
spagnola presso la medesima università. Ha fatto parte di unità di ricerca finanziate dal Ministero,
all’interno di progetti COFIN e PRIN. Dall’a.a. 1998-99, svolge attività didattica presso l’Università di Trento,
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in qualità di titolare di corsi di insegnamento di Lingua e letteratura spagnola, nonché di Letteratura
spagnola e di Lingua e traduzione spagnola.
La dott.ssa Demattè ha presentato 29 pubblicazioni utili ai fini della valutazione comparativa, dalle
quali risulta che la candidata ha svolto la propria ricerca, prevalentemente, negli ambiti del romanzo e del
teatro cavalleresco dei secoli XVI e XVII.
Al genere dei libri di cavalleria, la candidata ha dedicato numerosi studi, tra i quali emerge
l’edizione dei quattro libri del Félix Magno, che riproduce quella sivigliana del 1549. L’edizione, che si
presenta in due volumi, si giova di una breve introduzione (vol. I, pp. IX-XX; vol. II, pp. IX-XVIII). Al Félix
Magno la candidata ha dedicato anche un’utile Guía de lectura, alla quale si è aggiunta quella sul Palmerín
de Olivia. Tre brani tratti dall’edizione del 1543 del Félix Magno sono presentati, a cura della candidata,
nell’Antología de libros de caballerías castellanos. Al Félix Magno e ad altri romanzi cavallereschi, la dott.ssa
Demattè ha dedicato 10 contributi critici, pubblicati in atti di congresso, miscellanee ed enciclopedie. In tali
contributi, la candidata ha affrontato diversi aspetti del genere cavalleresco, partendo spesso da
considerazioni relative all’opera che è stata oggetto della sua tesi di dottorato e delle sue cure di editrice.
Se si eccettuano i tre brevi contributi di carattere più generali (le due voci dell’Enciclopedia cervantina, lo
scritto sul Félix Magno in “Edad de Oro”), i restanti lavori esaminano questioni più specifiche, come le
“voci” dell’autore nei prologhi, la mise en abyme, la “memoria ex visu”; oppure prendono in considerazione
le versioni italiane (quella del Félix Magno, tradotto da C. Camilli nel 1586).
Un interesse secondario è riservato, nella produzione scientifica della dott.ssa Demattè, al
capolavoro cavalleresco cervantino, al quale sono dedicati due contributi minori sull’episodio della “cueva
de Montesinos” e sulla “penitencia metaliteraria” nel Quijote, che avrebbero meritato un maggiore
approfondimento. Alla diffusione in Italia del Don Chisciotte e, in particolare, alla traduzione seicentesca di
L. Franciosini e a quella delle parti in versi di A. Adimari sono intitolati due brevi scritti.
All’altro maggiore ambito di ricerca, quello del teatro cavalleresco, la dott.ssa Demattè si è dedicata
principalmente con la preparazione di un utile repertorio bibliografico relativo al s. XVII, dove raccoglie i
testi seicenteschi appartenenti al genere, suddivisi per autore, e corredati da uno studio introduttivo, da
una bibliografia e da utili indici finali; e con la cura dell’edizione del Palmerín de Oliva (1629-1631), una
commedia di J. Pérez de Montalbán, introdotta da un ampio studio, nel quale non scarseggia l’attenzione
per la trasmissione del testo (pp. 53-76 e “Variantes textuales”, pp. 167-179). Sul genere del teatro
cavalleresco sono anche quattro contributi minori, che trattano questioni generali, come la classificazione
delle dinamiche transtestuali o la presenza dei “segundones”, ovvero opere specifiche (Las proezas de
Esplandián, La gran torre del orbe).
Ad opere letterarie cinque-seicentesche, nelle quali predomina la mistione e l’intreccio dei generi,
sono anche consacrati gli unici tre contributi che non si occupano di romanzo e teatro cavallereschi, ma che
trattano l’anonimo Abencerraje e la trasmigrazione del suo tema attraverso generi letterari e contesti
storici diversi, la compresenza di vari generi ne La historia de Clareo y Florisea di A. Núñez de Reinoso e nel
Para todos di J. Pérez de Montalbán.
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Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Nata a Trento il 26 giugno 1969, è ricercatrice confermata in Lingua e traduzione – Lingua Spagnola
(L-LIN/07); dal 27 gennaio 2005 in servizio presso l’Università di Trento, Facoltà di Lettere e Filosofia.
Vanta una solida esperienza didattica sia come docente di ruolo nella scuola secondaria sia come
docente universitaria a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti
continuativi negli anni.
E’ dottore di ricerca (1999 – Università di Trento).
La sua attività di ricerca parte dal 2000 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione a
numerosi progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a soggiorni in
Spagna (con borsa del MAE per ispanisti).
Presenta un’ interessante partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni e congressi in
Italia, Spagna, Argentina e negli Stati Uniti (con seminario presso il Whitman College), cosi la responsabilità
del progetto “Visiting professor” dell’Università di Trento.
Ai fini della valutazione presenta 29 pubblicazioni ( più in tre in c.s.), che riassumono i suoi interessi
prevalenti nell’ambito della ricerca.
La candidata presenta una copiosa produzione specializzata essenzialmente nell’ampio ambito della
letteratura cavalleresca (dal romanzo cinquecentesco a Cervantes, al teatro cavalleresco), pubblicata
in collane prestigiose e riviste specializzate tanto italiane come estere.
Il percorso di ricerca è netto e lineare: per quanto riguarda l’aspetto ecdotico, la sua attività si concentra
sulle accurate edizioni di “libros de caballerias” (i quattro libri del Felix Magno, che prevedono anche le
didattiche “guide alla lettura” promosse dal Centro de Estudios Cervantinos dell’Università di Alcalá de
Henares). Questa attenzione ai testi trova un completamento attraverso numerosi articoli e saggi che
completano l’interesse della candidata per alcuni testi, in particolare il Félix Magno, al quale vengono anche
dedicate schede antologiche ed enciclopediche, senza che si tralasci la diffusione dell’opera e in concreto la
traduzione italiana.
L’interesse per la letteratura cavalleresca viene esteso poi all’ambito teatrale e fondamentale in questo
senso sono, da una parte, l’edizione critica del Palmerín de Oliva di Pérez de Montalbán, rigorosa e con
sufficiente approfondimento critico, dall’altra, la sistematica ricognizione bibliografica che si fa del teatro di
tema cavalleresco del secolo XVII.
L’aspetto interpretativo si sviluppa a partire da un taglio metodologico estremamente attento alla
narratologia e al discorso inter e metatestuale, sempre all’interno del ricco paradigma cavalleresco: si va
dai passaggi e rapporti intertestuali di personaggi cavallereschi -inevitabili quindi i vari riferimenti saggistici
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che prendono in considerazioni personaggi, temi, rapporti dell’opera di Cervantes (saggio sulla “penitencia”
di Sancho e due saggi sulla “cueva de Montesinos”)- allo studio dei prologhi ai romanzi cavallereschi, al
rapporto tra romanzo e teatro cavalleresco -facendo riferimento sia a tematiche generali sia a opere di
autori drammatici anonimi o noti come Lope de Vega e Pérez de Montalbán-.
Dal romanzo cavalleresco lo sguardo si allarga ad altre realtà del mondo narrativo aureo nei due saggi sulla
trasmigrazione testuale dell’Abencerraje (dall’Inventario al teatro, al romancero colto, al Quijote) e alle
strutture e al senso del Para todos di Montalbán.
Un ambito recente si concentra sul Quijote e concretamente sull’ importante traduzione seicentesca ad
opera di Lorenzo Franciosini e quindi in sottofondo si aggiunge un tassello fondamentale alle ricerche sui
rapporti letterari tra Italia e Spagna.
In conclusione, la candidata vanta un eccellente curriculum e dimostra di sapersi muovere con estrema
competenza e perizia soprattutto nell’ambito della sua principale specializzazione.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
La dott.ssa Claudia Demattè, nata a Trento il 26. 6. 1969 è dottore di ricerca (1999 – Università di
Trento) e ricercatrice di Lingua Spagnola (L-LIN/07) dal 27 gennaio 2005 presso l’Università di Trento,
Facoltà di Lettere e Filosofia. Ha al suo attivo esperienze didattiche sia come docente di ruolo nella scuola
secondaria sia come docente universitaria a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi
con affidamenti continuativi negli anni. E’ stata titolare di assegno di ricerca.
La sua attività di ricerca si concentra sulla letteratura spagnola secoli XVI e XVII e in particolare sulla
letteratura cavalleresca spagnola ed italiana e sul teatro dei Secoli d'Oro. Tra i volumi presentati si
annoverano l’edizione dei quattro libri del Félix Magno; le tre guías de lectura di libri di cavalleria (Félix
Magno e Palmerín de Olivia) pubblicate dal Centro de estudios cervantinos di Alcalá de Henares; l’edizione
della commedia di Pérez Montalbán Palmerín de Olivia (Baroni, 2007) e lo Studio bibliografico del teatro
cavalleresco spagnolo del sec. XVII (Trento 2005). Tra libri di cavalleria e loro trasposizioni sulle scene si
sviluppa anche gran parte della serrata produzione di articoli (22) presentati dalla candidata, a cominciare
da "La trasmigrazione intertestuale della tematica del Abencerraje" del 1998, con successive numerose
incursioni in ambito cervantino e nel campo della novella (vedi il breve saggio "Mélanges et littérature
mêlée: de la Dorotea de Lope de Vega (1632) à le Para Todos de Juan Pérez de Montalbán (1632)" in D. De
Courcelles (a cura di), Ouvrages miscellaneées et théories de la connaissance à la Renaissance, Paris: École
nationale des Chartres, 2003, p. 185-195). Affronta poi un romanzo di genere ibrido come La historia de los
amores de Clareo y Florisea y los trabajos de la sin ventura Isea di Alonso Núñez de Reinoso (1552) in un
articolo del 2006. Nel complesso la produzione scientifica della candidata si presenta strettamente legata a
pochi ambiti ma indagati in modo articolato e accurato e con approcci critici diversificati.
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Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
La Dott.ssa Claudia Dematté è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e ha conseguito un
dottorato in "Le forme del narrare: testi, critiche, teorie e generi a confronto”. Ha usufruito di un assegno di
ricerca (2000) e borse di studio offerte da istituzioni italiane e straniere ed è ricercatrice di di Lingua
Spagnola (L-LIN/07) dal 2005.
Vanta una solida esperienza didattica prima come come docente di ruolo nella scuola secondaria
poi a livello universitario sia di Lingua Spagnola, sia di Letteratura spagnola come docente universitaria a
contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti continuativi negli anni.
La produzione della candidata, dedicata in gran parte al genere dei Libros de caballerías,
comprende A) contributi fondamentali all’edizione del corpus (nell’ambito della più importante iniziativa
editoriale internazionale e di ricerca del settore, il Centro de Estudios Cervantinos di Alcalà de Henares), B)
studi su aspetti narratologici; approfondimenti sulla fortuna di questo genere letterario sia per quanto
riguarda l’ambito cervantino C), sia per ciò che concerne le rielaborazioni teatrali del Siglo de Oro D), infine,
per quanto meno frequentato, si può indicare un altro fronte di ricerca relativo alle traduzioni E).
Relativamente al punto A la candidata ha compiuto il suo apprendistato sul genere cavalleresco con
l’edizione critica dei quattro libri del Félix Magno, corredati dalle relative e utilissime Guías de lectura.
Frutto della collaborazione con il Centro de Estudios Cervantinos è anche la Guía de Lectura di un altro
importante testo fondamentale del genere, il Palmerín de Olivia.
Sul punto B) la candidata ha pubblicato dei contributi specifici quali quello dedicato a “Instancias autoriales
en los prólogos de los libros de caballerías” (2001) e “Voci d’autore (e del lettore) nei libros de caballerías:
strategie dell'enunciazione dal paratesto al testo” (2002), "La mise en abyme en los libros de caballerías
hispánicos" (2005) che documentano le approfondite conoscenze della candidata in campo narratologico e
la sensibilità letteraria con la quale si serve di questo approccio critico per indagare i testi cavallereschi.
Il punto C comprende una serie di lavori su episodi del Quijote: alla penitenza di Sancho viene dedicato un
contributo ("De los azotes, abernuncio: comentario al margen de la penitencia metaliteraria de Sancho"
2001) in cui si analizzano meriti e demeriti di Sancho narratore e inventore dell’incantamento di Dulcinea;
ruoli che lo portano a soffrire una penitenza parodico-burlesca rispetto alla «penitenza» canonica e
metaforicamente metaletteraria. Al famoso episodio della grotta di Montesinos vengono dedicati due
lavori ("Así muchas vezes los ojos me alimpiava, mas veía siempre ser así: del prólogo de Febo el Troyano a
la cueva de Montesinos" 2001 e "El sueño como ventana semiótica: don Quijote en la cueva de
Montesinos" 2002). Ancora due articoli, entrambi del 2004, compongono la ricerca su "Memoria ex visu y
empresas caballerescas ", che studiano aspetti dell’utilizzazione e funzione delle imprese da La Gran
Conquista de Ultramar al Cervantes del Persiles e del Quijote attraverso la mediazione dei libros de
caballerías.
Per quanto riguarda il punto D) che ha visto impegnata C.D. negli ultimi anni, spicca il contributo
sistematico Repertorio bibliografico e studio interpretativo… (2005) che viene a colmare una lacuna
significativa negli studi di settore. Nello studio introduttivo si traccia con sicurezza il profilo storico delle
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relazioni fra la dimensione teatrale-spettacolare e la tematica cavalleresca di matrice ispanica a partire dal
’500 per passare poi alla discussione dei principali approcci critici al problema della riscrittura e della
transtestualità fino ad arrivare alla proposta di una tipologia pentapartita per ciò che attiene alle riscritture
transtestuali del genere cavalleresco. Nella parte del repertorio si presenta un corpus di 30 commedie e per
ciascuna di esse si offre uno studio delle relazioni con l’ipotesto oltre alla sinossi e ad un aggiornato e
puntuale stato dell’arte critico e bibliografico. Buona prova della favorevole ricezione di questo studio da
parte della comunità scientifica internazionale è il contributo al catalogo della mostra organizzata per il
cinquecentenario dell’Amadís dalla Biblioteca Nacional. Costituiscono uno sviluppo di questa linea di ricerca
i saggi dedicati a singole commedie come Las proezas de Esplandián (2004), La gran torre del orbe de Pedro
Rosete Niño (2006) o quelli che vertono sulla preferenza accordata al genere e alle strategie di riscrittura di
scrittori considerati di seconda fila nel panorama teatrale secentesco («Teatro caballeresco y segundones»,
2007). Infine l’edizione critica e annotata del Palmerín de Oliva di J. Pérez de Montalbán segna l’inizio di un
lavoro di recupero dei testi delle commedie censiti nello studio precedente.
Lo studio di traduzioni di libri di cavalleria e di testi cervantini comprende contributi sulla versione italiana
del Félix Magno e sul Chisciotte di Franciosini E).
Documentano l’interesse per altri generi della prosa del Siglo de Oro gli altri lavori della candidata, dedicati
all’Abencerraje, alla bizantina di Reinoso e alla Dorotea di Lope. Nel primo si studiano le dinamiche
transtestuali che a partire dal testo cinquecentesco in prosa vengono messe in atto nella commedia lopiana
El remedio de la desdicha e nei vari romances dedicati all’Abencerraje, sia quelli tardo cinquecenteschi di
Lucas Rodríguez, sia il più tardo componimento lopiano della Dorotea.
Nel suo insieme la produzione della candidata documenta risultati di indubbia originalità scientifica, frutto
di un’impegno costante negli anni e si caratterizza per la salda coerenza di interessi, confortata da un
variegato ventaglio di competenze tecniche e dalla capacità di organizzare portare a termine ricerche
innovative diffondendone i risultati in sedi autorevoli e contribuendo in modo significativo all’avanzamento
di progetti scientifici di ambito internazionale.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatrice confermata in Lingua Spagnola (L-LIN/07), dal 2005 è in servizio presso l’Università di Trento,
Facoltà di Lettere e Filosofia. Ha al suo attivo una buona esperienza didattica come docente a
contratto,anche prima del suo ingresso nel ruolo di ricercatore a Trento presso l’università degli Studi di
Milano. E’ Dottore in ricerca in “Le forme del narrare”. Dal 2000 è titolare di assegno di ricerca e partecipa a
numerosi progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a soggiorni in
Spagna (con borsa del MAE per ispanisti). Ha partecipato – con comunicazioni e relazioni – a convegni e
congressi in Italia, Spagna, Argentina e negli Stati Uniti; è responsabile dei progetti “Visiting professor”
dell’Università di Trento e “Verso il Chisciotte: elementi anticipatori del primo romanzo europeo nella prosa
cinquecentesca spagnola e la loro ricezione in ambito italiano”
20
Presenta un’ampia produzione scientifica nell’ambito delle “novelas de caballerías” orientata all’edizione
critica (accompagnata da guide di lettura) e all’esame delle trasposizioni da un genere ad un altro. Il suo
metodo si vede nella ripubblicazione del Félix Magno del 1549 (riproposto nella collana “Libros de
Rocinante”del Centro De Estudios Cervantinos di Alcalá de Henares) e nella edizione critica del Palmerín de
Oliva riscritto dal drammaturgo Juan Pérez de Montalbán.
Le dinamiche di transtestualità sono ben documentate nel vol. Repertorio bibliografico e studio
interpretativo del teatro cavalleresco spagnolo del sec. XVII.
Tutti gli articoli della candidata presentano una coerenza ed organicità speculativa; dimostrano una
profonda conoscenza delle “novelas de caballerías” di cui vengono scandagliati i topoi delle istanze
prefative e il riuso della materia cavalleresca nella narrativa aurisecolare.
Tra i vari aspetti affrontati vi è anche quello della ricezione del Don Chisciotte in Italia attraverso le prime
traduzioni.
Tutta la produzione della candidata si caratterizza per il rigore scientifico e per la congruenza con le
discipline comprese nel settore per il quale è stata bandita la procedura di valutazione comparativa. Merita
di esser presa in particolare attenzione ai fini della presente valutazione.
Giudizio collegiale:
Candidata: CLAUDIA DEMATTÉ
La dott.ssa Claudia Demattè, ricercatore di Lingua spagnola presso l’Università di Trento, ha ottenuto il
titolo di dottore di ricerca in “Le forme del narrare: testi, critiche, teorie e generi a confronto” presso
l’Università di Trento. Negli anni 2000 è stata assegnista di ricerca di Letteratura spagnola presso
l’Università di Trento. Dall’a.a.1998-99, svolge attività didattica presso le Università di Trento e di Milano, in
qualità di titolare di corsi di insegnamento di Lingua e letteratura spagnola, nonché di Letteratura spagnola
e di Lingua e traduzione spagnola.
La vasta produzione della candidata, condotta con impegno e rigore metodologico, è dedicata in gran parte
al genere dei Libros de caballerías e comprende: contributi fondamentali all’edizione del corpus (si veda
l’edizione critica dei quattro libri del Félix Magno, corredati dalle relative e utili Guías de lectura); studi su
aspetti narratologici; approfondimenti sulla fortuna del genere letterario sia per quanto riguarda l’ambito
cervantino, sia per ciò che concerne le rielaborazioni teatrali del Siglo de Oro. Per quest’ultimo aspetto
risultano particolarmente innovativi il Repertorio bibliografico e studio interpretativo… e l’edizione del
Palmerín de Oliva di J. Pérez de Montalbán).
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dalla candidata.
21
Candidata: ANTONELLA GALLO
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
La dott.ssa Antonella Gallo, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di
Verona, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Ispanistica presso l’Università degli Studi di Pisa, con
una tesi su Flor de sainetes di Francisco Navarrete y Ribera. Ha fatto parte di unità di ricerca finanziate dal
Ministero, all’interno di progetti COFIN e PRIN. Dall’anno accademico 2002-2003, svolge attività didattica
presso l’Università di Verona, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Lingua e letteratura spagnola,
nonché di Letteratura spagnola.
La dott.ssa Gallo ha presentato 18 pubblicazioni utili ai fini della valutazione comparativa. Di esse, 6
sono recensioni. Dalle restanti 12 pubblicazioni risulta che la dott.ssa Gallo ha svolto la propria ricerca,
prevalentemente, negli ambiti del teatro e della narrativa barocchi.
Nel 2001, la candidata ha pubblicato un’accurata edizione della silloge del sivigliano Francisco
Navarrete y Ribera, Flor de sainetes (Madrid, 1640), che era stata oggetto della sua tesi di dottorato.
L’edizione dei testi che compongono la silloge è preceduta da uno studio introduttivo, nel quale la dott.ssa
Gallo, coadiuvata dalla bibliografia pertinente, traccia un sintetico e utile panorama dei generi letterari
presenti nella miscellanea (entremés, baile, romance, novella). Allo stesso autore della raccolta, Francisco
Navarrete y Ribera, la candidata ha dedicato tre più brevi contributi, sulla comicità del suo teatro menor e
l’edizione di due entremeses (El encanto de la Vigüela, El tonto presumido).
Del 2003 è il secondo volume della candidata, dedicato alle novelle barocche con lipogramma. Il
volume contiene l’edizione di nove novelle di quattro autori seicenteschi, preceduta da un ampio studio
introduttivo, nel quale la dott.ssa Gallo, dopo aver prestato attenzione al lipogramma e alla novella con tale
artificio nell’ambito della letteratura e della poetica barocca, dedica i seguenti paragrafi agli autori e alle
opere editi.
L’interesse per i generi comici è al centro di altri due studi della candidata, dedicati,
rispettivamente, ad alcuni generi teatrali barocchi e al ritratto semiserio del “tahúr” in alcune opere della
stessa epoca.
Un diverso ambito di ricerca della dott.ssa Gallo è costituito dai rifacimenti italiani di opere teatrali
seicentesche spagnole. In quest’ambito rientrano i due studi sulle rielaborazioni del napoletano C. Celano
della commedia lopiana, La hermosura aborrecida, e dell’abate R. Tauro de La mentirosa verdad, del meno
noto J. de Villegas.
22
La produzione scientifica della dott.ssa Gallo si completa con due lavori sul genere morisco,
nell’opera poetica e teatrale di Lope de Vega.
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Nata a Verona il 2 dicembre 1968, è ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal
1 marzo 2002 in servizio presso l’Università di Verona, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere..
Vanta una buona esperienza didattica come docente universitaria con affidamenti continuativi negli
anni.
E’ dottore di ricerca (1999 – Università di Pisa).
La sua attività di ricerca parte dal 2000 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione a
numerosi progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale. che la portano a soggiorni in
Spagna (con borsa del MAE per ispanisti).
Presenta una discreta partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni e congressi in
Italia.
Ai fini della valutazione presenta 18 pubblicazioni, che riassumono i suoi interessi prevalenti
nell’ambito della ricerca, incentrata sulla produzione teatrale e narrativa de Siglo de Oro.
Particolare attenzione viene rivolta agli aspetti ludici e comici della produzione aurea: in concreto sono da
segnalare le sue edizioni critiche, in primis Flor de sainetes, de Navarrete y Ribera eccellente dal punto di
vista ecdotico, in secondo luogo l’edizione di alcuni testi del XVII in Virtuosismi retorici barocchi: novelle con
lipogramma (Firenze, Alinea, 2003) che pongono di rilievo l’aspetto ludico e “creativo” della scrittura
barocca.
Completano questo percorso di ricerca gli altri articoli pubblicati dalla candidata che riguardano alcuni
approfondimenti su Navarrete y Ribera, indagini su alcune aspetti erotico/amorosi sempre in ambito
letterario barocco e finalmente un nuovo e interessante aspetto del Seicento che riguarda la diffusione e
presenza letteraria del gioco d’azzardo.
La figura del moro de Granada costituisce l’altro filone di ricerca, specialmente per quanto riguarda la sua
presenza nel teatro filtrata attraverso il romancero (Lope de Vega, Celano, ecc.)
In conclusione, la candidata vanta un discreto curriculum e una buona attitudine alla ricerca, forse ancora
da consolidare in modo definitivo.
23
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
La Dott.ssa Antonella Gallo è dottore di ricerca in Ispanistica (Università di Pisa, 1999). Ha partecipato a
vari progetti di ricerca di ambito nazionale, come titolare di assegni di ricerca. E’ ricercatrice dal 2002
presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere di Verona.
La sua attività di ricerca, incentrata sulla produzione teatrale e narrativa dei Secoli d’oro, con particolare
riferimento al comico, al gioco e alla letteratura ludica di quel periodo, ha prodotto due pregevoli volumi:
F. NAVARRETE Y RIBERA, Flor de sainetes, con introduzione, testo critico e note (Firenze, Alinea, 2001), in cui la
candidata dimostra un’ottima padronanza degli strumenti critici ed ecdotici, e una seconda edizione di testi
barocchi particolarmente curiosi come quelli raccolti in Virtuosismi retorici barocchi: novelle con
lipogramma (Firenze, Alinea, 2003). A questo ambito si riferiscono anche gli altri studi presentati dalla
candidata: Ridere giocando/giocare a ridere: percorsi di lettura nel teatro dei secoli d’Oro, in A. V., Per
ridere. Il comico nei Secoli d’Oro, a cura di M. G. Profeti, Firenze, Alinea, 2001, pp. 9-48; Comicità e amore
nel teatro menor di F. Navarrete y Ribera: dal riso carnevalesco al sorriso complice, in A.V., La penna di
Venere. Scritture dell’amore nelle culture iberiche, Atti del XX° Convegno del AISPI, Firenze 15-17 marzo
2001, Messina, Andrea Lippolis Editore, 2002, pp. 129-139; Seduzione e dionisiaco nel teatro barocco
spagnolo: “El encanto en la vigüela” di Francisco Navarrete y Ribera, in «Quaderni di Lingue e Letterature»,
Università di Verona, 27/2002, pp. 49-65; “El tonto presumido” di Francisco Navarrete y Ribera. Percorsi di
analisi e di ricerca, in «Rivista di Filologia e Letterature Ispaniche», Università di Pisa, VI, 2003, pp. 301-313;
Al tema del moro de Granada nella letteratura sono dedicati gli studi Le maschere del moro di Granada:
dal “romancero” alle “comedias de moros y cristianos” del primo Lope de Vega, in A.V., La maschera e
l’altro, a cura di M.G. Profeti, Firenze, Alinea, 2005, pp. 197-222; Conflitti di lingue e di culture nella
pianura di Granata: “La hermosura aborrecida” di Lope de Vega e “Nelle cautele i danni” di Carlo Celano,
in A.V., Il viaggio della traduzione, Atti del Convegno Internazionale, Firenze, 13-16 giugno 2006, a cura di
M. G. Profeti, Firenze, Firenze University Press, 2007, pp. 109-126 e“El hidalgo Bencerraje” di Lope de
Vega: luci e ombre della maurofilia letteraria nei Secoli d’Oro, in A.V., Alle radici dell’Europa. Mori, giudei
e zingari nei paesi del Mediterraneo occidentale, vol. I: secoli XV-XVII, a cura di F. Gambin, Firenze, SEID,
2008, pp. 93-108. La candidata più recentemente si sta occupando di trattati barocchi sul gioco d’azzardo
ed ha fatto alcune incursioni nella letteratura romantica che dimostrano la sua intenzione di ampliare lo
spettro temporale dei suoi studi.
Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
La Dott.ssa Antonella Gallo è laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha conseguito di titolo di
Dottore di ricerca in Ispanistica e l’abilitazione all’insegnamento Lingua e civiltà spagnola nelle scuole
secondarie, ha usufruito di assegni di ricerca e ha partecipato a numerosi progetti scientifici con
24
finanziamento universitario e/o ministeriale, nell’ambito dei quali ha trascorso periodi di studio in Spagna
(con borsa del MAE per ispanisti). È ricercatrice di Letteratura spagnola (L-Lin/05) dal 2002. Vanta una
buona esperienza didattica come docente universitaria con affidamenti di Letteratura spagnola continuativi
negli anni.
La candidata dedica vari articoli alla personalità, piuttosto trascurata fino ad ora dalla critica, di Francisco
Navarrete y Ribera di cui viene indagata dapprima la produzione teatrale sia in contributi tematici
(«Comicità e amore nel "teatro menor" di F. Navarrete y Ribera», 2002), sia in studi dedicati ai due
entremeses pubblicati negli Entremeses nuevos de diversos autores, Zaragoza, 1640
(«Seduzione e dionisiaco nel teatro barocco spagnolo: "El encanto en la viguela" di Francisco Navarrete y
Ribera», 2002 e «"El tonto presumido" di Francisco Navarrete y Ribera. Percorsi di analisi e di ricerca»,
2003). Tale ricerca culmina nel volume Flor de sainetes (2003) che offre l’edizione critica della raccolta,
comprendente dieci entremeses, due bailes e due novelle pubblicata in vita dall’autore. L’introduzione
ricostruisce il contesto storico degli ambienti letterari della Siviglia e della Madrid dell’epoca entro i quali si
può collocare l’autore e le coordinate generiche indispensabili per comprendere i tre versanti rappresentati
dalla raccolta. L’edizione critica si basa sulla princeps –di cui si individuano, nonostante l’esiguità degli
esemplari pervenuti, due “stati”– e si avvale di alcuni suggerimenti offerti in appunti manoscritti da
Cotarelo, vagliati con maturità critica dalla candidata; l’annotazione è accurata e puntuale. Di questa ricerca
può considerarsi prosecuzione Virtuosismi retorici barocchi: novelle con il lipogramma (2003) che
approfondisce lo studio di un microgenere già affiorato nell’edizione del Flor de sainetes. Il volume
comprende uno studio introduttivo in cui, dopo un excursus storico sulla letteratura e gioco –dai
tegnopaegnia alle avanguardie novecentesche–, si analizzano le novelle con lipogrammi edite nella seconda
parte del libro. Viene cosí stabilito un vero e proprio corpus (comprendente dodici novelle) di questo
microgenere poco noto, riscattando cosí anche testi di difficile accesso per il lettore contemporaneo. In
modo convincente si sottolineano i rapporti con la produzione accademica coeva, le varie tendenze
generiche (per es. la novela bizantina, il romanzo pastorale) che convivono sotto l’etichetta di novela
cortesana e si offrono dettagliate analisi narratologiche e stilistiche di ciascuna novella. Approfondimenti di
questa ricerca risultano “Follia e gioco d'azzardo nel Seicento spagnolo: un ritratto semiserio del "tahúr"
barocco, tra censura e divertimento” (2006) basato sulla saggistica sul tema dell’epoca, ivi compreso
Navarrete y Ribera, mentre la dimensione del gioco linguistico e non e dei suoi meccanismi viene indagata
sia a livello teorico, sia attraverso una variegata esemplificazione (sulla base del corpus di Cotarelo) per
quanto riguarda i generi teatrali brevi della loa e del baile nel contributo “Ridere giocando/giocare a
ridere…” (2001).
In un altro gruppo di lavori più recenti, in cui emergono competenze diverse ma ben articolate (si va dalla
teoria della traduzione all’ antropologia), A. G. indaga la figura letteraria del moro di Granada sul doppio
fronte ispanico (il Romancero e il teatro di Lope in “Conflitti di lingue e di culture nella pianura di
Granata…”; “El hidalgo bencerraje” di Lope de Vega…”) e italiano (la riscrittura di Celano da Lope). Al tema
della “traduzione” del testo teatrale è dedicato anche “Relazioni letterarie italo-spagnole a Napoli: Raffaele
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Tauro e una commedia di Juan de Villegas”). Frutto di una ricerca isolata appare il lavoro sulle traduzioni del
romanzo francese ottocentesco incentrato su Nélida.
Nel complesso la produzione della candidata, di qualità costante nel corso degli anni, offre un contributo
serio e originale e delinea il profilo di una studiosa matura che associa alle necessarie competenze di tipo
linguistico, letterario e filologico incursioni verso la critica antropologica e psicanalitica.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05), dal 2002 è in servizio presso l’Università di
Verona, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Ha al suo attivo una buona esperienza didattica come
docente universitaria con affidamenti continuativi negli anni. Nel 1999 consegue il titolo di Dottore in
Ispanistica; dal 2000 è titolare di assegno di ricerca e partecipa a numerosi progetti scientifici con
finanziamento universitario e/o ministeriale. Partecipa con comunicazioni e relazioni a convegni e congressi
in Italia.
La candidata presenta ai fini del concorso monografie e articoli centrati soprattutto sul filone ludico della
letteratura barocca. Spiccano in questo quadro la puntuale edizione critica di Flor de sainetes di Navarrete y
Ribera, con ampia introduzione, e il volume Virtuosismi retorici barocchi: novelle con lipogrammi, nonché
alcuni articoli legati ai suoi interessi per una mappatura della fenomenologia del comico, sostenuta da
un’accurata strumentazione teorica (vd. l’art.: “Ridere giocando / giocare a ridere: percorsi di lettura nel
teatro dei secoli d’Oro”).
È interessata anche alle relazioni interculturali Italia-Spagna in ordine al passaggio di testi spagnoli nella
lingua italiana (vd. gli artt. “Relazioni letterarie italo-spagnole a Napoli: Raffaele Tauro e una commedia di
Juan de Villegas”; “Conflitti di lingue e di culture nella pianura di Granata: La hermosura aborrecida di Lope
de Vega e Nelle cautele i danni di Carlo Celano”).
Per la qualità dell’impegno didattico e scientifico la candidata merita una valutazione positiva .
Giudizio collegiale:
Candidata: ANTONELLA GALLO
La dott.ssa Antonella Gallo, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di
Verona, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Ispanistica presso l’Università di Pisa. Ha usufruito di
assegni di ricerca negli a.a. 2000-2002 presso l’Università di Firenze. Dall’anno accademico 2002-2003,
svolge attività didattica presso l’Università di Verona, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Lingua
e letteratura spagnola, nonché di Letteratura spagnola.
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La produzione della candidata si incentra sulla narrativa e il teatro dei Secoli d’Oro, in particolare sugli
aspetti comici e ludici. I frutti più importanti di tale ricerca sono due volumi: l’edizione della silloge del
sivigliano Francisco Navarrete y Ribera, Flor de sainetes, e Virtuosismi retorici barocchi: novelle con
lipogramma. Nel complesso la produzione della candidata, pur non abbondante, offre un contributo
sicuramente originale.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dalla candidata.
Candidato: FELICE GAMBIN
Giudizi individuali.
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
Il dott. Felice Gambin, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di
Verona, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Ispanistica presso l’Università degli Studi di Pisa. È stato
borsista presso la Scuola di Studi Superiori dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli negli aa.aa.
1991-1992 e 1992-1993. Ha partecipato a progetti di ricerca in ambito nazionale (Accademia Nazionale dei
Lincei di Roma e Scuola di Studi Superiori dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, COFIN, PRIN) e
internazionale (ANR, Agence National de la Recherche). È membro del comitato di redazione della rivista
Conceptos. Revista de investigación graciana, pubblicata dall’Universidades da Coruña. Dal 2001, ha svolto
attività di didattica presso l’Università di Trento, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Storia della
cultura ispanica, e presso l’Università di Verona, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Letteratura
spagnola.
Il dott. Gambin presenta 63 pubblicazioni utili ai fini della valutazione comparativa, delle quali 21
sono recensioni. L’originaria formazione filosofica del dott. Gambin ha orientato la sua ricerca verso oggetti
e ambiti, nonché verso l’adozione di approcci critici, particolarmente consoni con la sua iniziale fisionomia
intellettuale, dal momento che la quasi totalità della sua produzione scientifica rientra in due campi
d’indagine: l’opera di B. Gracián e la trattatistica cinque-seicentesca sulla malinconia.
Nel ventennio circa (1987-2008) nel quale si collocano i contributi scientifici del candidato,
l’interesse per la figura e l’opera di Baltasar Gracián risulta costante e abbraccia molteplici temi e aspetti
presenti nelle opere dell’autore aragonese, anche se prevale l’attenzione per quei contenuti maggiormente
riconducibili a questioni di storia del pensiero e delle idee, da un lato, e per la ricostruzione dei rapporti di
Gracián con la cultura italiana, d’altro lato. Nella prima linea di ricerca rientrano i lavori che indagano, nelle
diverse opere di Gracián, sui concetti di prudenza (nn.1 e 51), gusto (nn. 2 e 50), guida (n. 9), persona
(n.12), virtù (nn. 19 e 52), follia e saggezza (n. 44), malinconia (n. 46), amicizia (n. 63) e, ancora, sui modelli
di comportamento (n. 25), sul criterio di verità (n. 39), sull’uso dell’acutezza nella narrazione storica (n. 59).
27
Alla seconda linea di ricerca, sui rapporti di Gracián con la cultura italiana e, soprattutto, sulla diffusione e
circolazione della sua opera in Italia, appartengono pure numerosi contributi che prendono in
considerazioni sia le antiche traduzioni delle opere di Gracián sia la loro ricezione nella cultura italiana
contemporanea (nn. 15, 20, 21, 27, 28, 29, 35, 55, 58). Il duraturo e meritorio interessamento del dott.
Gambin per l’opera di B. Gracián meriterebbe, da parte del candidato, un lavoro più compatto e organico,
nel quale le conoscenze accumulate nel corso di molti anni di dedizione possano contribuire, in forma
meno dispersiva, a fornire un ritratto intellettuale del grande autore aragonese e un quadro della diffusione
delle sue opere in Italia e in Europa.
Maggiormente unitaria appare la ricerca condotta dal dott. Gambin nel secondo campo d’indagine
da lui sondato in maniera significativamente fruttuosa. In tale campo, difatti, emergono due prodotti:
l’edizione dell’importante trattato tardo cinquecentesco del medico A. Velásquez, Libro de la melancholía, e
la monografia Azabache. Il dibattito sulla malinconia nella Spagna dei Secoli d’Oro. In questo secondo
volume, il dott. Gambin ricostruisce il dibattito intorno all’umore malinconico nella cultura spagnola, a
partire dal manuale di comportamento del valenzano Furió Ceriol, passando per i trattati dei tre medici
Pedro Mercado, Alfonso de Santa Cruz, Huarte de San Juan, per giungere al libro sulla malinconia di A.
Velásquez e finire col trattato poco conosciuto di Alonso Freylas. L’attenta edizione del libro di Velásquez si
giova, nello studio introduttivo e nelle note che la corredano, dell’approfondita conoscenza dell’argomento,
che il candidato ha acquisito a partire dagli studi realizzati negli anni di dottorato. Nello stesso ambito
d’indagine rientra il breve contributo di carattere generale sui trattati di malinconia in Spagna (n. 57) e,
soprattutto, i lavori sul trattato di H. de San Juan, Examen de ingenios (nn. 38 e 42), e sulla sua diffusione in
Italia (nn. 26 e 33). In una chiave interpretativa fornita dai trattati sulla malinconia, si leggono anche i due
lavori minori su Cervantes (nn. 37 e 43).
La produzione scientifica del dott. Gambin si completa con due lavori su Pedro de Valencia (1555-
1620) e i suoi trattati, rispettivamente, sulle streghe e sui moriscos. Quest’ultimo in un volume collettaneo,
Alle radici dell’Europa, curato dal medesimo candidato.
Si menzionano infine, i contributi di carattere non scientifico, quali sono le due traduzioni (nn. 23 e
30) e il breve scritto divulgativo su Cervantes (n. 49).
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Il dott. Felice Gambin, nato a Albaredo d’Adige (VE) il 23giugno 1962, è ricercatore confermato in
Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 1 marzo 2003 in servizio presso l’Università di Verona, Facoltà di Lingue
e Letterature Straniere.
Vanta una buona esperienza didattica come docente universitario con affidamenti continuativi negli
anni.
E’ dottore di ricerca (1998 – Università di Pisa).
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La sua attività di ricerca parte dal 1998 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione a
numerosi progetti scientifici nazionali e internazionali con finanziamento universitario e/o ministeriale che
lo portano a soggiorni in Francia e Spagna (con borsa del MAE per ispanisti).
Presenta una nutrita partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni e congressi in
Spagna, Francia, Italia, Germania, ecc. così come una significativa attività come organizzatore e/o curatore
di convegni e mostre.
Fondatore e membro del comitato redazionale della rivista internazionale Conceptos (La Coruña)
Ai fini della valutazione presenta 63 (più una in c.s.) pubblicazioni in sedi editoriali prestigiose sia a livello
nazionale che internazionale, che riassumono i suoi interessi prevalenti nell’ambito della ricerca.
Interesse fondamentale del candidato è l’opera e il pensiero di Baltasar Gracian – per cui un approccio
metodologico di tipo interdisciplinare rimane una costante della sua produzione scientifica- con una serie di
importanti contributi che riguardano anche la traduzione (e lo studio dei relativi problemi) in italiano. Allo
stesso autore è fondamentalmente dedicata la sua continua attività di recensore.
Di rilievo anche la sua produzione relativa a Huarte de San Juan (Examen de ingenios, a cui sono dedicati
vari saggi che riguardano le traduzioni italiane e le relazioni interculturali italo-spagnole sul rapporto tra
salute e malattia)
Rimane fondamentale il suo contributo allo studio delle forme culturali in cui si manifesta il tema della
malinconia che parte dalla sua edizione critica di Andrés Velasquez, Libro de la melancholia e si sviluppa in
Azabache. Il dibattito sulla malinconia nella Spagna dei Secoli d'Oro, ma comprende anche articoli dedicati
allo studio dello stesso argomento in Cervantes.
L’ alterità della figura del morisco rappresenta la nuova linea di ricerca intrapresa dal candidato, partendo
dall’opera di Pedro de Valencia. Si segnalano in questo ambito nuovo e di sicuro interesse per gli studi
culturali i due articoli inseriti negli atti di un importante convegno curato dal candidato (Alle radici
dell'Europa. Mori, giudei e zingari nei paesi del Mediterraneo occidentale (Volume I: secoli XV-XVII) vale a
dire Dentro la soglia: mori, giudei e zingari, e I moriscos nella Spagna del Seicento: il trattato di Pedro de
Valencia.
In conclusione, il candidato presenta un curriculum eccellente e una copiosa produzione di alto livello
anche se per certi aspetti iperspecializzata.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
Il dott. Felice Gambin è nato a Albaredo d’Adige (VE) il 23 giugno 1962.
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Laureato in Filosofia (Università di Padova), è dottore di ricerca in Ispanistica (Pisa 1998). Ha goduto di due
borse di studio per la Spagna e di una borsa biennale della Scuola di Studi Superiori dell’Istituto Italiano per gli
Studi Filosofici di Napoli (19912-1993) e di un assegno di ricerca presso l’Università di Vercelli. Ha tenuto corsi
di insegnamento a contratto presso l’Università di Trento. Dal 2003 è ricercatore di Letteratura Spagnola presso
l’Università di Verona. Ha partecipato a gruppi di ricerca nazionali e internazionali. E’ stato organizzatore o
coorganizzatore di alcuni importanti convegni ed è membro del comitato di redazione della rivista
internazionale di studi su Gracián “Conceptos”.
La sua attività di ricerca si muove tra letteratura, filosofia e storia della cultura. Specialista riconosciuto a livello
internazionale di Gracián, il candidato ha dedicato a questo autore gran parte della sua vasta produzione
scientifica, spaziando tra le diverse opere e affrontando tanto la delucidazione di concetti (Anotaciones sobre
el concepto de “virtud”, in AA.VV., Baltasar Gracián. El discurso de la vida. Una nueva visión y lectura de su
obra, Barcelona, Anthropos, 1993, pp. 62-76), quanto le questioni bibliografiche e quelle relative alla fortuna e
all’influenza di questo autore all’estero (v. Gracián desde fuera, in A. Egido-M. C. Marín (eds.), Baltasar Gracián:
Estado de la cuestión y nuevas perspectivas, Zaragoza, 2001, pp. 165-174) e in particolare in Italia (v. Las
traducciones al italiano del “Oráculo Manual y Arte de Prudencia” de Baltasar Gracián, in Actas del VII
Seminario de Historia de la Filosofía Española e Iberoamericana, Salamanca, Universidad de Salamanca, 1992,
pp. 287-303, citando un solo esempio per tipologia). All’interesse per l’autore aragonese, il candidato ha
affiancato una approfondita attività di ricerca centrata sul concetto di “malinconia” nelle sue varie declinazioni:
letterarie, filosofiche, mediche, religiose, politiche e sociologiche. In questo ambito si inscrivono tanto
l’edizione dell’importante trattato di André Velásquez del 1585 (2002) quanto la densa monografia Azabache
(2005), volume che ha suscitato un ampio dibattito in Italia e in Europa. Allo stesso filone di ricerca si collegano
vari interventi su Huarte e il suo Examen de los ingenios ( v. tra gli altri Sobre la recepción y la difusión italiana
del “Examen de ingenios para las ciencias” de Huarte de San Juan, in Filosofía y literatura en el mundo
hispánico. Actas del IX Seminario de Historia de la Filosofía Española e Iberoamericana, Salamanca, Universidad
de Salamanca, 1997, pp. 409-425; L’Examen de ingenios para las ciencias di Huarte de San Juan: una macchina
controriformista, in L. Secchi Tarugi (a cura di), Il sacro nel Rinascimento, Firenze, Casati, 2002, pp.741-751)
nonché alcune originali incursioni in ambito cervantino. Più recentemente si è occupato anche della
trattatistica relativa all’espulsione dei moriscos e di quella che affronta la figura del segretario nell’età
moderna. La produzione del dott. Gambin per vastità, originalità e collocazione editoriale dimostra senza
dubbio il raggiungimento di una notevole maturità scientifica da parte del candidato.
Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
Il Dott. Felice Gambin è laureato in Filosofia, ha conseguito un dottorato in ispanistica (1998 –
Università di Pisa) ed ha usufruito di numerose borse di studio e assegni di ricerca presso università e altre
istituzioni, italiane e straniere. E` ricercatore del settore diciplinare oggetto del presente bando dal 2003.
Vanta una buona esperienza didattica come docente universitario con affidamenti continuativi negli anni.
La produzione del candidato evidenzia i suoi interessi filosofici e, più in generale, rivolti ad aspetti
della storia della cultura ispanica.
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All’opera di Gracián il candidato ha dedicato ricerche più che ventennali riconosciute dagli specialisti a
livello internazionale, che lo hanno portato a partecipare ad importanti iniziative di ricerca, a convegni e a
iniziative editoriali (si veda per esempio, la rivista Conceptos). La profonda conoscenza della produzione
dell’autore e la capillare padronanza della bibliografia specifica e della storia della filosofia e della cultura
dell’epoca sono state le basi per studi che collocano l’aragonese in un’ampia prospettiva europea e ne
ricostruiscono la ricezione e la fortuna. Sono da segnalare gli studi che, attraverso percorsi testuali che
abbracciano l’intera opera del gesuita, approdano alla determinazione di categorie come “prudenza”,
“gusto”, “virtú”, “persona” (cui dedica articoli specifici che passano poi a costituire le “voci” corrispondenti
del Diccionario de conceptos de B. Gracián) o quelli che illustrano temi difficilmente circoscrivibili per la loro
ampiezza come la peculiare rilettura di Seneca in chiave cortigiana, la visione complessiva che Gracián ha
della storia e degli storici antichi e moderni, della stessa idea di filosofia, delle figure del necio e del loco
come contraltare del saggio, del tema dell’amicizia visto nella prospettiva di Tasso e Luciano. Non mancano
studi su aspetti specifici di un’opera, come si può vedere dai contributi sulla figura e funzionalità della guida
o sulla varia tipologia del loco nel Criticón.
Per quanto riguarda la ricezione le ricerche di F. G. hanno aperto nuove prospettive verso una conoscenza
della fortuna dell’opera del gesuita meno superficiale e segnata da pregiudizi crociani. Tutto questo è frutto
di uno studio approfondito, testuale e contestuale, delle traduzioni secentesche dell’Oraculo manual, del
Comulgatorio e del Criticón. Queste indagini hanno portato alla scoperta di traduzioni non note e a radicali
revisioni di giudizi critici precedenti. Questi presupposti critici maturati in campo italiano hanno consentito
al candidato di poter autorevolmente estendere la ricerca all’intero ambito europeo (si vedano, per
esempio, Gracián desde fuera e il contributo sull’Oracolo manuale nell’Europa barocca). Tale ampiezza di
prospettive e maturità critica si esplica anche nelle numerose recensioni pubblicate su importanti riviste
filosofiche e letterarie di livello internazionale.
La malinconia fin dall’antichità da tema di carattere medico-fisiologico-astrologico diventa filosofico,
teologico, politico e letterario (in particolare grazie alla melancolia/follia amorosa). Il dibattito che si svolse
sull’argomento in Spagna nei Secoli d’Oro era tratteggiato solo in modo parziale e orientato soprattutto
all’intelligenza delle letture cervantine. La ricerca di Gambin –oggetto della sua tesi di dottorato in
ispanistica– colma ora questa lacuna con un’ampia messe di contributi. Vanno citati innanzi tutto l’edizione
del Libro de la Melancolía (2004) –del poco noto medico Velásquez di cui si ricostruiscono per la prima volta
concezioni scientifiche e filosofiche– e gli studi dedicati a singoli autori (fra i quali ancora Gracián e
Cervantes). Notevoli quelli dedicati alla figura di Huarte de San Juan in cui -facendo giustizia di certo
pressapochismo regnante presso studiosi italiani che si occupano di cultura ispanica ignorandone
presupposti storici e filologici- si esaminano le traduzioni italiane collegando le loro peculiarità al contesto
storico. In un altro studio si ricostruisce il ruolo fondamentale ma non privo di oscurità che l’immaginazione
ha, secondo Huarte, per la produzione artistica e letteraria. Il punto più alto per sintesi, originalità
metodologica e lucidità è raggiunto tuttavia nella monografia Azabache (2005). I testi analizzati nella
traiettoria ispanica da Gambin (fra gli altri: Vives, Mercado, Mexía, Huarte, Velásquez) confermano
l’esistenza di una visione complessa del fenomeno anche nella Spagna dell’epoca, emerge infatti un quadro
in cui si sottolineano alternativamente aspetti positivi e financo geniali del malinconico e giudizi negativi
che spaziano dall’infermità corporea a quella sociale e politica. Si tratta di una monografia di ampio respiro,
31
che ha avuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale (si veda la partecipazione alla cura della mostra Il
settimo splendore e il contributo nel relativo catalogo) ed internazionale e che è già stata assunta a punto di
riferimento interdisciplinare.
Da ricordare sono anche altri contributi alla storia del pensiero ispanico e alla sua diffusione presso il
pubblico italiano, si vedano per esempio le traduzioni e la curatela di volumi di Maiz Vallenilla (1994) e
(1996) e gli studi su Pedro de Valencia, uno dei quali contenuto negli atti del convegno internazionale Alle
radici dell’Europa. Mori, giudei e zingari nei paesi del Mediterraneo occidentale (2008), a cura dello stesso F.
G., convegno che attesta un’altra importante linea di studi interdisciplinare coltivata dal candidato.
La produzione presentata è originale, rigorosa nei metodi, costante e regolare negli anni, attesta le ampie
competenze del candidato, nonché la capacità di saper organizzare, condurre e diffondere le proprie
ricerche inserendosi in un prestigioso contesto internazionale e multidisciplinare sia per quanto riguarda le
pubblicazioni sia per quanto attiene all’attività di ricerca e convegnistica.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatore confermato in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 2003 è in servizio presso l’Università di
Verona, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Presenta una buona esperienza didattica come docente
universitario con affidamenti continuativi negli anni.
Nel 1998 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Ispanistica e ottiene un assegno di ricerca; partecipa a
numerosi progetti scientifici nazionali e internazionali con finanziamento universitario e/o ministeriale che
lo portano a soggiorni in Francia e Spagna.
Presenta comunicazioni e relazioni a numerosi convegni e congressi in diversi paesi europei. Significativa è
la sua attività come organizzatore e/o curatore di convegni e mostre. E’ fondatore e membro del comitato
redazionale della rivista internazionale Conceptos (La Coruna).
Laureatosi in Filosofia, i suoi interessi si sono concentrati soprattutto sullo studio della precettistica letteraria
barocca. Di Baltasar Gracián e Huarte de San Juan, oltre ad esaminare i nodi concettuali ha rintracciato le
ripercussioni delle loro opere nella cultura italiana.
Di notevole interesse è l’edizione critica, con introduzione e note, di un libro dimenticato di Andrés de Velásquez,
Libro de la melancholía, e il volume Azabache. Il dibattito sulla malinconia nella Spagna dei Secoli d’Oro, che
ricostruisce l’ampio dibattito intorno alla concezione della malinconia non solo in trattati medico-filosofici
del XVI y XVII secolo, ma anche in letterati come Cervantes, Lope, Tirso, Calderón e Gracián. L’incisiva
ricostruzione della “complexio melancholica” rintracciata in Spagna fin dal primo rinascimento ha ottenuto
una serie di positivi riscontri tra gli studiosi.
La sua attività di ricerca presenta una continuità temporale e appare congruente con le discipline comprese
nel settore per il quale è stata bandita la procedura di valutazione comparativa.
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Per il suo impegno didattico, per l’attività scientifica e la solidità dell'impianto metodologico il candidato è
meritevole di particolare attenzione ai fini della presente valutazione comparativa.
Giudizio collegiale:
Candidato: FELICE GAMBIN
Il dott. Felice Gambin, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università di Verona, ha
ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Ispanistica presso l’Università di Pisa ed è stato borsista presso la
Scuola di Studi Superiori dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli negli aa.aa. 1991-1992 e 1992-
1993 e titolare di assegni di ricerca dal 1998 al 2002 presso l’Università del Piemonte Orientale-Vercelli. È
membro del comitato di redazione della rivista Conceptos. Revista de investigación graciana. Dal 2001 ha
svolto attività didattica presso l’Università di Trento, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Storia
della cultura ispanica, e dal 2003 presso l’Università di Verona, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento
di Letteratura spagnola.
Il candidato è uno specialista riconosciuto a livello internazionale di B. Gracián e si è occupato inoltre della
trattatistica dei Secoli d’Oro e in particolare del dibattito sulla malinconia studiato in prospettiva
interdisciplinare. Nell’ampia e articolata produzione scientifica del candidato si segnala, oltre alla
produzione su Gracián, l’edizione del Libro de la melancholía di Velásquez e il volume Azabache,
monografia originale di ampio respiro, che ha avuto notevoli riscontri dalla comunità scientifica.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dal candidato.
Candidato: MANUELA AVIVA GARRIBBA
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
La dott.ssa Manuela Aviva Garribba, ricercatore di Lingua spagnola (L-LIN/07) presso l’Università
degli Studi di Chieti, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in “Filologia romanza italiana (Retorica e
poetica italiana e romanza)” presso l’Università degli Studi di Padova, con una tesi sulla traduzione spagnola
del Canzoniere di F. Petrarca ad opera di H. Garcés (Madrid, 1591). Ha fatto parte di unità di ricerca
finanziate dal Ministero, all’interno di progetti COFIN e PRIN. Dall’anno accademico 2003-2004, svolge
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attività didattica presso le Università di Roma “La Sapienza” e di Chieti, in qualità di titolare di corsi
d’insegnamento di Lingua spagnola e di Letteratura spagnola.
La dott.ssa Garribba ha presentato 17 pubblicazioni utili ai fini della valutazione comparativa, delle
quali cinque sono recensioni. Nella produzione scientifica della Dott.ssa Garribba, nella quale prevalgono gli
studi sulla poesia medievale e moderna, si distinguono due linee di ricerca, la prima delle quali concerne il
Romancero e la lirica di tipo tradizionale, mentre la seconda riguarda la diffusione del canzoniere
petrarchesco in Spagna.
Alla prima appartengono i tre contributi sul romance dell’Infante cautivo e sulle «rúbricas» presenti
nei pliegos dei romances del s. XVI. Sul genere della «rúbrica», la Dott.ssa Garribba ha curato il volume De
rúbricas ibéricas, di cui ha redatto l’introduzione (pp. 7-15). Ad aspetti tematici e formali di tipo
tradizionale, la Dott. Garribba ha dedicato due brevi studi, sul motivo del «vento» e sulla rima e sulla parola
in rima.
Quattro lavori sono su Enrique Garcés, traduttore del Canzoniere di F. Petrarca. Tra di essi emerge
lo studio ed edizione della traduzione, pubblicati in «Artifara», e già oggetto della tesi di dottorato della
Dott.ssa Garribba. Della pubblicazione su Garcés, in collaborazione con F. Brugnolo, sono state prese in
considerazione le sole pagine a cura della candidata (pp. 291-302).
Agli interventi del narratore nel «Cuento de la Santa Emperatriz», con particolare riferimento alla
fonte costituita dal componimento francese di Gautier de Coinci (s. XIII) è dedicato un esteso studio.
Infine, la Dott.ssa Garribba ha collaborato alla curatela degli Atti di Filologia dei testi a stampa, alla
revisione della I Parte del Chisciotte, di cui ha redatto l’introduzione in collaborazione con altri, all’antologia
didattica di testi spagnoli, di cui è curatrice delle sole pp. 11-14 e 49-82.
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
La dott.ssa Manuela Aviva Garribba, nata a Genova il 27 agosto 1970, è ricercatrice in Lingua e
traduzione – Lingua Spagnola (L-LIN/07); dal 1 novembre 2006 in servizio presso l’Università di Chieti,
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere.
Vanta una buona esperienza didattica sia come docente di ruolo nella scuola sia come docente
universitaria a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti continuativi
negli anni.
E’ dottore di ricerca (2003 – Università di Padova).
La sua attività di ricerca parte dal 1998 come membro di numerosi progetti scientifici con
finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a soggiorni in Spagna
E’ membro del collegio di dottorato in “Lingua, testo e Letterarietà” (Chieti).
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Presenta una discreta partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni e congressi in
Regno Unito, Spagna, Italia. Risulta altresì impegnata nell’organizzazione di convegni e come curatrice
redazionale di convegni, collane editoriali e riviste.
Ai fini della valutazione presenta 17 pubblicazioni (alcune in collaborazione). Gli interessi di ricerca della
candidata riguardano fondamentalmente aspetti della letteratura medievale: trasmissione del romancero
sefardita (con tre lavori dedicati all’ Infante cautivo) e le rubriche dei pliegos sueltos che trasmettono i
romances (con due articoli). A completamento di quest’area di interesse si aggiungono le indagini sulla lirica
tradizionale (sul Cancionero de Baena) e sulla prosa (El Cuento de la Santa Emperatriz), versione ispanica di
un racconto agiografico di ampia circolazione durante il Medioevo.
Il lavoro di più ampio respiro è senz’altro la monografia (elettronica) dedicata a La prima traduzione
completa dei "Rerum vulgarium fragmenta" in spagnolo: "Los sonetos y canciones del Petrarcha, que
traduzía Henrique Garcés de lengua thoscana en castellana" che la candidata ripresenta in una curata
edizione “pulita” dalle lezioni e trascrizioni sbagliate. Completa questa attività ecdotica un’ analisi puntuale
dal punto di vista linguistico che si sviluppa in altri saggi.
L’interesse per la traduzione del Quijote si manifesta in un saggio e nella sua partecipazione al
gruppo di revisori della traduzione italiana della Prima Parte del Don Quijote de la Mancha di
Miguel de Cervantes in occasione del IV° Centenario della pubblicazione.
In conclusione, la candidata presenta un discreto curriculum e dimostra una buona attitudine alla
ricerca ancora da sviluppare nella sua completezza.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
Nata a Genova il 27 agosto 1970, Manuela Aviva Garribba, laureata in Lingue e Letterature straniere, è
dottore di ricerca in Filologia romanza ed italiana presso l’Università di Padova (2003). Ha svolto incarichi di
insegnamento nelle scuole secondarie ed è stata professore a contratto presso varie università.
E`ricercatrice di Lingua spagnola (L-LIN/07) dal 2006 all’Università di Chieti.
L’attività di ricerca della candidata verte soprattutto sulla letteratura medievale, in particolare sulla
tradizione del romancero sefardita, come dimostrano i tre lavori dedicati al romance dell’ Infante cautivo, e
secondariamente si concentra sulle rubriche dei pliegos sueltos che trasmettono i romances (“Las rúbricas
en los pliegos de romances del siglo XVI” e “Las rúbricas en los pliegos de romances del s. XVI (II)”). Alla
lirica tradizionale sono dedicati un lavoro sulla parola-rima condotto sul corpus pubblicato da M. Frenk e un
intervento sulla presenza del «viento». Nel campo della prosa ha studiato El Cuento de la Santa
Emperatriz, versione ispanica di un racconto agiografico contenuto nella famosa raccolta di Gautier de
Coinci.
Il lavoro più impegnativo è lo studio e l’edizione della prima traduzione completa in spagnolo del
Canzoniere di Petrarca portata a termine da E. Garcés (La prima traduzione completa dei "Rerum vulgarium
fragmenta" in spagnolo: "Los sonetos y canciones del Petrarcha, que traduzía Henrique Garcés de lengua
thoscana en castellana"), già edita modernamente e ripresentata emendata dai numerosi errori
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tramandati da un’edizione all’altra.
Infine la dott. Garibba ha collaborato alla curatela degli Atti di Filogia dei Testi a stampa, alla revisione della
traduzione italiana della prima parte del Chisciotte, di cui ha redatto l’introduzione in collaborazione con
altri, all’antologia didattica di testi spagnoli, di cui è curatrice delle sole pp. 11-14 e 49-82.
La produzione scientifica e i titoli presentati delineano il profilo di una studiosa promettente dotata di
sicure competenze metodologiche.
Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
La Dott.ssa Manuela Aviva Garribba, laureata in Lingue e Letterature straniere, ha conseguito il
titolo di dottore di ricerca in Filologia romanza ed italiana presso l’Università di Padova (2003). Ha
insegnato nelle scuole secondarie ed è stata professore a contratto presso varie università. E`ricercatrice di
Lingua spagnola (L-LIN/07) dal 2006 in servizio presso l’Università di Chieti, Facoltà di Lingue e Letterature
Straniere. Vanta una buona esperienza didattica sia come docente di ruolo nella scuola sia come docente
universitaria a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti continuativi
negli anni.
Dal 1998 è membro di numerosi progetti scientifici con finanziamento universitario e/o
ministeriale.
Le ricerche della candidata vertono soprattutto su aspetti della letteratura medievale, in primo
luogo sulla trasmissione del romancero sefardita (si vedano i tre lavori dedicati al romance dell’ Infante
cautivo) e secondariamente sulle rubriche dei pliegos sueltos che trasmettono i romances (si vedano i due
contributi a convegno “Las rúbricas en los pliegos de romances del siglo XVI” e “Las rúbricas en los pliegos
de romances del s. XVI (II)”). Alla lirica tradizionale sono dedicati un lavoro sulla parola-rima condotto sul
corpus pubblicato da M. Frenk e un contributo puntuale di tipo tematico sulla presenza del «viento». Per
quanto riguarda la prosa ha studiato El Cuento de la Santa Emperatriz, versione ispanica di un racconto
agiografico contenuto nella famosa raccolta di Gautier de Coinci.
L’indagine di più ampio respiro è derivata dalla tesi di dottorato e consiste nello studio e
nell’edizione della prima traduzione completa in spagnolo del Canzoniere di Petrarca da parte di J. Garcés
(La prima traduzione completa dei "Rerum vulgarium fragmenta" in spagnolo: "Los sonetos y canciones del
Petrarcha, que traduzía Henrique Garcés de lengua thoscana en castellana" e altri due lavori), già edita
modernamente e che M.A.G. ripresenta emendata dalle sviste e cattive letture ripetute da una edizione
all’altra. Nello studio introduttivo la candidata si sofferma sulle probabili edizioni di riferimento e sulle
strategie traduttive di Garcés dimostrando nell’analisi sensibilità linguistica e letteraria. Infine, la Dott.ssa
Garribba ha collaborato alla curatela degli Atti di Filologia dei testi a stampa, alla revisione della I Parte del
Chisciotte, di cui ha redatto l’introduzione in collaborazione con altri, all’antologia didattica di testi spagnoli,
di cui è curatrice delle sole pp. 11-14 e 49-82.
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La produzione scientifica e i titoli presentati delineano il profilo di una giovane e promettente
studiosa in possesso di solide competenze metodologiche.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatrice in Lingua e traduzione – Lingua Spagnola (L-LIN/07), dal 2006 in servizio presso l’Università di
Chieti-Pescara, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, presenta una buona esperienza didattica come
docente universitaria a contratto già prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti
continuativi negli anni. E’ membro del collegio di dottorato in “Lingua, testo e Letterarietà (Chieti).
Dal 2003 è Dottore in Filologia romanza ed italiana.
Dal 1998 è membro di numerosi progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la
portano a soggiorni in Spagna; è stata titolare di borse all’Estero, e di una borsa post lauream italiana.
Ha partecipato con comunicazioni e relazioni a convegni e congressi in Inghilterra, Spagna e Italia. Si è
impegnata nell’organizzazione di convegni e come curatrice redazionale di convegni, collane editoriali e
riviste.
Ha orientato i suoi studi all’epoca medievale e rinascimentale, esaminando aspetti dei romances (vd. l’art.
“Romancero y refranero: el romance del infante cautivo”, appartenente alla tradizione orale sefardita),
della lirica antica tradizionale e dei Canzonieri, di cui ha esaminato in particolare la forma paratestuale delle
“rúbricas” (vd. anche il vol. da lei curato De rúbricas ibéricas).
Nell’ampio lavoro su La prima traduzione completa dei “Rerum vulgarium fragmenta” in spagnolo: "Los
sonetos y canciones del Petrarcha, que traduzía Henrique Garcés de lengua thoscana en castellana"
approfondisce in modo sistematico le strategie traduttive, i cambiamenti derivanti dal contesto storico-
culturale del testo d’arrivo, la forma metrica e l’aspetto lessicale.
Presenta anche studi, curatele in collaborazione e recensioni che testimoniano il suo impegno di ricerca.
La valutazione della candidata è complessivamente positiva.
Giudizio collegiale:
Candidato: MANUELA AVIVA GARRIBBA
La dott.ssa Manuela Aviva Garribba, ricercatore di Lingua spagnola presso l’Università degli Studi di Chieti,
ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in “Filologia romanza e italiana (Retorica e poetica italiana e
romanza)” presso l’Università di Padova. Dall’anno accademico 2003-2004, svolge attività didattica presso
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le Università di Roma “La Sapienza” e di Chieti, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Lingua
spagnola e di Letteratura spagnola.
Nella produzione scientifica della Dott.ssa Garribba, nella quale prevalgono gli studi sulla poesia medievale
e moderna, si distinguono due linee di ricerca, la prima delle quali concerne il Romancero e la lirica di tipo
tradizionale, mentre la seconda riguarda la diffusione del canzoniere petrarchesco in Spagna. Il lavoro più
impegnativo è lo studio e l’edizione della prima traduzione completa in spagnolo del Canzoniere di Petrarca
di E. Garcés. La produzione della candidata, metodologicamente ben indirizzata, risulta non abbondante e
pertanto attende ancora ulteriori e più maturi sviluppi.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dalla candidata.
Candidato: MARIA ALESSANDRA GIOVANNINI
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
La dott.ssa Maria Alessandra Giovannini, ricercatore confermato di Lingua e traduzione-Lingua
spagnola (L-Lin07) presso l’università degli studi di Napoli «L’Orientale», ha ottenuto il titolo di dottore di
ricerca in Lingue e letterature iberiche e iberoamericane presso l’Università di Palermo. Ha fatto parte di
unità di ricerca finanziate dal Ministero, all’interno di progetti COFIN e PRIN. Dall’a.a. 2001-2002, ha svolto
attività didattica in qualità di titolare di insegnamento di Lingua spagnola presso le Università degli Studi di
Lecce e l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale».
La dott.ssa Maria Alessandra Giovannini ha presentato 17 pubblicazioni utili ai fini della valutazione
comparativa. Di esse, 5 sono recensioni, a cui si aggiunge una bibliografia posta in coda al volume Il
paradosso tra letteratura e potere nella Spagna dei secoli XVI e XVII.
La produzione della dott.ssa Giovannini si rivela carente di un preciso ambito di ricerca indagato
con studi ampi e approfonditi.
Allo studio del teatro aurisecolare la candidata ha contribuito con la meritoria edizione della
commedia di Lope de Vega, La hermosa Alfreda, corredata da un breve prologo e da conciso apparato di
note finali, e con un breve lavoro sulla riscrittura del mito ovidiano e sulla presenza dei quattro elementi
cosmologici nella commedia di Calderón, Eco y Narciso.
Le restanti 9 pubblicazioni riguardano opere e autori della letteratura spagnola e ispanoamericana
contemporanea con prevalente interesse per il genere narrativo. Si tratta, per lo più, di brevi o brevissimi
contributi su opere narrative di E. Tusquets, J. J. Millás, G. Ferrater e J. M. Martín, J. M. Merino, E. Vila-
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Matas, R. Di Prisco, J. Marías. Anche a prescindere dalla brevità dei singoli contributi, nel loro insieme non si
lascia intravedere un’organica linea di ricerca, ma tale produzione appare comporsi di rapsodici interventi
dettati da impegni occasionali. A questa tendenza si sottrae, per estensioni e impegno, il solo scritto sulla
presenza degli elementi cosmogonici nei 18 romances del Primer romancero gitano di F. García Lorca.
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Nata a Napoli il 18 maggio 1964, è ricercatrice confermata in Lingua e traduzione – Lingua Spagnola
(L-LIN/07); dal 16 ottobre 2002 presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di
Lecce, e successivamente presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università degli Studi di Napoli
l’Orientale.
Vanta una solida preparazione ed esperienza didattica come docente universitaria a contratto
prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti continuativi negli anni.
E’ dottore di ricerca (2001 – Università di Palermo).
La sua attività di ricerca parte dal 1999 con la partecipazione ad alcuni progetti scientifici con
finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a soggiorni in Spagna.
Presenta una discreta partecipazione (1998) – con comunicazioni e relazioni - a convegni e
congressi in Italia, Spagna e Svizzera, e una discreta attività come partecipante all’organizzazione di
convegni.
Ai fini della valutazione presenta 17 pubblicazioni, che riassumono i suoi interessi prevalenti nell’ambito
della ricerca che parte da un iniziale interesse per autori spagnoli e catalani contemporanei (Tusquets,
Millás, Merino, Vila-matas, Marías), studiati in un ottica innovativa e interdisciplinare come in «Pittura e
Letteratura: la riflessione estetica in Un cuerpo, o dos di Gabriel Ferrater e José María Martín», o
nell’incisivo El secreto de la "pareja eléctrica" o la ambigua relación entre arte y realidad en dos escritos de
Enrique Vila-Matas»,
Interessante il saggio «Sciascia e la Spagna: Todo modo di Sciascia e Letra muerta di Millàs, ovvero due
diversi modi di pensare un complotto» che indaga sul rapporto tra Sciascia e la Spagna contempopranea
Il suo profilo scientifico dimostra anche attenzione ai problemi traduttivi in “Problematiche di traducibilità
dello spagnolo del Venezuela: l'esempio del romanzo di Rafael Di Prisco El matrimonio de Amelia Lujàn”.
Di minore incisività il suo approccio al SO anche se si intravvede un avvicinamento ai problemi ecdotici con
la sua edizione di La hermosa Alfreda de Lope de Vega, edizione attenta in contesto editoriale prestigioso e
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internazionale ma volutamente limitata sotto il profilo ecdotico (variantistica, annotazioni, ecc.) per le
caratteristiche della collana.
Presenta infine una discreta esperienza e attività come curatrice e redattrice di atti di convegno
(bibliografie, indici, curatela, ecc.)
In conclusione, la candidata un buon curriculum e una promettente attitudine alla ricerca sebbene ancora
non profilata con sufficiente autorevolezza.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
La Dott.ssa Maria Alessandra Giovannini, nata a Napoli il 18 maggio 1964, è ricercatore confermato
(L-LIN-07) dal 2002 presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’ Università degli Studi di Napoli
l’Orientale dal 1 novembre 2007. In precedenza (dal 2002) è stata ricercatore (L-LIN-07) presso l’Università
di Lecce e ha ricoperto vari incarichi di insegnamento per contratto, affidamento o supplenza.
Dottore di ricerca in Lingue e Letterature Iberiche (Università di Palermo) con una tesi sulla
narrativa di Juan José Millás. I suoi principali interessi scientifici vertono sulla narrativa contemporanea. In
questo ambito la candidata presenta studi su Millás, Marías, Vila-Matas, Tusquets, Merino con approcci
diversi e dimostrando una buona sensibilità critica. Si tratta sempre di testi brevi, rielaborazioni di
comunicazioni presentate a convegni. Oltre a seguire questo filone di indagine, la candidata ha affrontato la
poesia di García Lorca, con un saggio interpretativo degli elementi cosmogonici ricorrenti nel Romancero
gitano, e il teatro del Siglo de Oro. Nell’ambito di questa tematica, la candidata ha elaborato un breve
saggio che analizza gli elementi cosmogonici nella commedia Eco y Narciso di Calderón e l’edizione critica
della commedia di Lope La hermosa Alfreda, allestita all’interno del progetto PROLOPE.
Da segnalare sono i suoi interessi per la letteratura catalana e per l’attività traduttiva che esulano
però dal settore scientifico oggetto di questa valutazione.
La produzione di Maria Alessandra Giovannini pur evidenziando buone doti di studiosa e di
interprete della letteratura, soprattutto contemporanea, risulta ancora esigua e dà conto di una studiosa
dotata di buone capacità critiche ma ancora in formazione.
Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
La Dott.ssa Maria Alessandra Giovannini, laureata in Lingue e Letterature Straniere moderne, è in possesso
di un dottorato in Iberistica e Iberoamericanistica ed è ricercatrice di lingua spagnola LIN/07, dal 16 ottobre
2002 presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Lecce, e successivamente
presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università degli Studi di Napoli l’Orientale. La sua attività
di ricerca parte dal 1999 con la partecipazione ad alcuni progetti scientifici con finanziamento universitario
e/o ministeriale che la portano a soggiorni in Spagna.
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Vanta una solida preparazione ed esperienza didattica come docente universitaria di Lingua
spagnola a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti continuativi negli
anni.
La produzione della candidata privilegia due interessi: la narrativa contemporanea e il teatro secentesco.
Per quanto riguarda la prima direzione di ricerca si può notare che M.A.G. non approfondisce l’opera di un
solo scrittore ma esamina romanzi specifici di vari autori, cosí in “Quando la ‘voce’ del romanzo è (una)
donna: l’ultima Esther Tusquets” (1998), offre un’analisi di Con la miel en los labios della scrittrice catalana
con riferimento alla produzione precedente e in particolare con El mismo mar de todos los veranos. Se
alcuni aspetti (le tematiche dell’amore omosessuale e dell’appartenenza sociale, l’uso di simboli e miti)
sono delle costanti nei romanzi dell’autrice, tuttavia, secondo la candidata, si può notare in questo
romanzo da una parte un ritorno alla narratività e dall’altra la focalizzazione doppia in presenza di due
protagoniste mette in luce un rapporto più maturo fra i due personaggi. L’articolo dedicato ai racconti di
Merino (La imposibilidad de la memoria e Las palabras del mundo) sottolinea gli aspetti generazionali della
tematica dello scontro fra presente e passato nonché i punti di contatto fra i due racconti, primo fra tutti
quello della misteriosa sparizione dei protagonisti, indagata da una donna in entrambi i casi, che
rappresenta l’irruzione dell’elemento fantastico nell’apparente realismo narrativo. Come i due precedenti,
anche il lavoro su Vila Matas scaturisce dai lavori di un seminario su l’autore organizzato dall’università di
Neuchâtel, un centro molto attivo e riconosciuto internazionalmente per le ricerche di letteratura
contemporanea. Al superamento dello spazio reale come trasgressione presente in vari romanzi e racconti
di Millás (cui è dedicato anche un altro lavoro nel quale si imposta un confronto fra Todo Modo di Sciascia e
Letra muerta dello spagnolo). In particolare a ciò che la critica del genere fantastico designa con ‘soglia’ la
candidata dedica l’analisi di un racconto e di un romanzo –rispettivamente “Rosa Schwarzer vuelve a la
vida” (1991) e Extraña forma de vida (1997)– nei quali è centrale il rapporto fra arte e realtà visti come
mondi alternativi, rifugio il primo dall’insopportabilità del quotidiano. Pur non sottovalutando la finezza
della sensibilità critica della candidata non si può non osservare che le riscritture di motivi del genere
fantastico oggetto di questi tre contributi avrebbero richiesto un confronto più serrato con le
caratteristiche del genere –assai codificato– cui fanno riferimento in modo esplicito. Nel contributo su
Corazón tan blanco e El hombre sentimental di Marías si argomenta circa il processo che a partire da un
superamento dei confini dell’io narrante (reso mutevole da coordinate spazio temporali e dal recupero
della memoria), ricompone l’identificazione del soggetto grazie al processo di scrittura compiuto dai due
protagonisti che per professione –uno è interprete e l’altro è cantante lirico– debbono necessariamente
farsi carico de la otredad. Infine, nell’articolo su Un cuerpo, o dos, romanzo scritto a due mani di Gabriel
Ferrater e José María Martín si indagano notevoli commistioni fra il genere poliziesco e la critica d’arte.
La presenza dei quattro elementi cosmogonici viene studiata dapprima in un modo sistematico in un primo
contributo (1999) sul Primer Romancero Gitano di Lorca e successivamente in Eco y Narciso di Calderón. La
prospettiva di indagine di quest’ultimo lavoro tende a ravvisare nel sincretismo fra più elementi un fattore
di equilibrio sociale di cui risultano privi i protagonisti, ciascuno confinato all’interno di un unico elemento.
Infine è da segnalare la collaborazione al gruppo ricerca Prolope dell’Università Autonoma di Barcellona
41
concretizzatasi nell’edizione critica, condotta seguendo i criteri della collana, de La hermosa Alfreda.
Completano la produzione di M.A. G. varie recensioni, su distinte tematiche, in genere per la rivista A.I.O.N.
Nel complesso la produzione delinea il profilo di una studiosa matura e attrezzata su vari fronti critici e
filologici che tuttavia ha privilegiato momenti episodici di ricerca e non si è ancora messa alla prova in
un’indagine di ampio respiro.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Dal 2002 è ricercatrice di Letteratura Spagnola (L-LIN-07L) presso la Facoltà di Scienze della Formazione,
Università degli Studi di Lecce, e successivamente presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere,
Università degli Studi di Napoli l’Orientale. Precedentemente è stata docente universitaria come professore
a contratto. E’ dottore di ricerca in Lingue e letterature Iberiche e Iberoamericane.
Dal 1999 partecipa ad alcuni progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la
portano a soggiorni in Spagna e a convegni e congressi in Italia, Spagna e Svizzera; contribuisce
all’organizzazione di convegni.
Ha al suo attivo articoli che in un primo momento si sono orientati verso la narrativa contemporanea (Tusquets,
Millás, Merino, Javier Marías…) e verso il Primer romancero gitano di Federico García Lorca, in un articolo in
cui si distanzia da interpretazioni convenzionali di tipo folclorico.
Più recentemente, si è dedicata agli studi filologici ed ha pubblicato l’edizione critica di La hermosa Alfreda
di Lope de Vega nella Parte IX de las Comedias de Lope de Vega Carpio (ed. Milenio-Universitat Autònoma
de Barcelona, Lérida, 2007, vol. 2). Ha curato la bibliografia degli atti di un Convegno su Il paradosso tra
letteratura e potere nella Spagna dei secoli XVI-XVII.
Alcune recensioni sono dimostrazione della sua curiosità di studiosa.
Si tratta di lavori dignitosi, che attestanola buona attitudine alla ricerca di una studiosa ancora in via di
formazione.
Giudizio collegiale:
Candidato: MARIA ALESSANDRA GIOVANNINI
La dott.ssa Maria Alessandra Giovannini, ricercatore confermato di Lingua spagnola presso l’Università degli
Studi di Napoli «L’Orientale», ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in “Lingue e letterature iberiche e
iberoamericane” presso l’ Università di Palermo. Dall’a.a. 2001-2002 ha svolto attività didattica in qualità di
titolare di insegnamento di Lingua spagnola presso le Università degli Studi di Lecce e l’Università degli
Studi di Napoli «L’Orientale».
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La produzione scientifica della candidata, dedicata alla narrativa contemporanea e al teatro secentesco (si
veda l’edizione della commedia di Lope de Vega, La hermosa Alfreda), risulta ancora esigua e testimonia
una studiosa ancora in formazione.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dalla candidata.
Candidato: ELISABETTA SARMATI
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
La dott.ssa Elisabetta Sarmati, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università
degli studi di Roma «La Sapienza», ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Iberistica presso l’Università
degli studi di Pisa. Dall’a.a. 2001-2002, ha svolto attivita didattica in qualità di titolare di corsi di
insegnamento di Letteratura spagnola, presso l’Università degli studi di Roma «La Sapienza».
La dott.ssa Elisabetta Sarmati ha presentato 29 pubblicazioni utili ai fini della valutazione
comparativa. Di esse, tre sono recensioni, a cui si aggiunge la trascrizione di una breve relazione sul volume
postumo di C. Samonà, Scritture di Spagna e d’America.
Il nucleo centrale della produzione scientifica della dott.ssa Sarmati è costituito dai contributi sui
libri di cavalleria e, più marginalmente, sul Quijote cervantino. Tra questi contributi, emerge l’importante
volume (1996) sulla “critica” cinque-seicentesca dei libri di cavalleria, ossia sull’ “insieme eterogeneo di
opinioni e di giudizi sulla produzione cavalleresca” (p. 1), a partire da un corpus di 70 testi, dalla Disputatio
di H. A. de Herrera (1517) alla Historia moral del Dios Momo di B. R. Noydens (1666). Nella Parte III del
volume sono utilmente raccolti i giudizi sui libri di cavalleria presi in esame nel corso dello studio. Allo
stesso argomento o ad argomenti affini sono dedicati gli studi su J. L. Vives, sul Diálogo de la lengua di J. de
Valdés, sulle critiche cinque – seicentesche italiane sulla narrativa cavalleresca spagnola, ques’ultimo a
partire dell’ampio spazio dedicato alla questione nel noto libro di B. Croce, La Spagna nella vita italiana
durante la Rinascenza. Sulla critica e difesa dei libri di cavalleria, la candidata è tornata più recentemente in
due voci preparate per i voll. III e IV della Gran Enciclopedia Cervantina.
La dott.ssa Sarmati ha anche studiato brevemente un libro di cavalleria minore, il Cirongilio de
Tracia di Bernardo de Vargas, nonché il motivo della falsa traduzione nel genere cavalleresco, con un
conciso riferimento finale alla presenza del medesimo motivo nel Quijote de M. de Cervantes. Al Quijote
cervantino, più specificatamente, ha dedicato due contributi su questioni marginali: l’edizione in versione
CD-Rom del romanzo, la ripresa del motivo cervantino del “manoscritto ritrovato” in J. Potocki.
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Un diverso filone d’indagine è costituito dalla lirica amorosa. In tale ambito rientrano tre lavori, il
primo dei quali, in ordine cronologico, è dedicato a quel sottogenere poetico che è la “definizione
d’amore”, il cui sviluppo la candidata segue dalla poesia cancioneril quattrocentesca a García Lorca,
passando per alcuni sonetti di Quevedo e di Lope. Gli altri due lavori prendono in considerazione la
presenza del lessico marino nella poesia amorosa di Petrarca, March e Boscán. Quest’ultimo argomento di
ricerca è stato oggetto di un volume, Naufragi e tempeste d’amore (Roma, 2009), che non può essere
presso in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa, poiché il detto volume era ancora
in corso di stampa al momento della scadenza dei termini del bando di concorso.
Rispetto ai due precedenti ambiti di ricerca (narrativa cavalleresca, lirica amorosa), alcuni dei
restanti contributi presentati dalla candidata appartengo a campi d’indagine frequentati in forma
maggiormente occasionale e frammentaria. Si tratta di sei lavori destinati allo studio, rispettivamente, delle
postille di Colombo all’Imago mundi di P. D’Ailly, al topos dell’ “indicibile” in alcuni sermoni seicenteschi, ad
alcuni narratori (Martín Gaite, Cañeque) e poeti (Blas de Otero) contemporanei.
La dott.ssa Sarmati è anche autrice di un volumetto su La letteratura spagnola dalle origini al XIV
secolo, la cui utilità è esclusivamente didattica, essendo formato da un’antologia di brani tratti da opere
medievali castigliane, con brevi testi d’introduzione e di commento.
La dott.ssa Sarmati ha presentato, infine, la traduzione in catalano del romanzo di I. Svevo, La
coscienza di Zeno, frutto della collaborazione con C. Arenas, nonché 25 voci di letteratura catalana redatte
per il Grande Dizionario Enciclopedico UTET. Né la traduzione né le voci encliclopediche possono essere
presse in considerazione ai fini della presente valutazione comparativa, in quanto la disciplina di Lingua e
letteratura catalana risulta iscritta in un diverso settore scientifico-disciplinare.
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Nata a Roma il 20 gennaio 1959, è ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 1
giugno 1999 in servizio presso l’Università La Sapienza di Roma Facoltà di Lettere e Filosofia.
Vanta una solidissima esperienza didattica sia come docente di ruolo nella scuola secondaria (anche
all’estero) sia come docente universitaria a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi
con affidamenti continuativi negli anni.
E’ dottore di ricerca (1991 – Università di Pisa).
La sua attività di ricerca parte dal 1984 con una tesi laurea premiata in Catalogna e con la
collaborazione continuativa con la UTET (per le voci sulla letteratura catalana) e con la Treccani. Partecipa
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negli anni a diversi progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a
soggiorni in Spagna (con borsa del MAE per ispanisti).
Traduce al catalano con Carme Arenas La coscienza di Zeno (traduzione premiata).
Presenta un interessante partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni e congressi in
Italia, Spagna, e Germania, cosi come una discreta attività di organizzatrice.
Ai fini della valutazione presenta 33 pubblicazioni che riassumono i suoi interessi prevalenti nell’ambito
della ricerca.
Presenta una produzione scientifica abbastanza ampia in cui spicca il volume Le critiche ai libri di cavalleria
nel Cinquecento spagnolo (con uno sguardo sul Seicento). Un'analisi testuale, dove, nella prospettiva della
topica, si offre un vasto panorama sui luoghi comuni che nelle censure e negli elogi ne sconsigliano o
consigliano la lettura (dei quali offre un'ampia e documentata antologia con una ricca bibliografia) o su
varie considerazioni stilistiche soffermandosi in particolare sulle valutazioni offerte da Valdés nel Diálogo
de la lengua o da altri autori (Luis de Granada, Tirso de Molina, Gracián de Alderete). Da rimarcare che
l’appendice testuale costituisce una base imprescindibile per studi futuri.
Al genere cavalleresco sono dedicati anche due interessanti studi sul Cirongilio de Tracia e sugli echi italiani
della polemica sul romanzo cavalleresco.
L’antologia sulla letteratura medievale spagnola La letteratura spagnola dalle origini al XIV secolo. Analisi di
testi medievali ha un significativo valore dal punto di vista didattico.
Tra gli altri studi risultano particolarmente apprezzabili quelli sull’utilizzo rinascimentale e barocco della
letteratura (Colombo, Vives, sermoni barocchi).
Un rimando alle moderne tecnologie informatiche è applicato al Quijote di Cervantes. Cervantes costituisce
la base de I mondi possibili del Quijote, un imprescindibile e voluminosa curatela che fa il punto dell’arte
sulle più recenti ricerche cervantine, mettendo l’accento su interessanti tematiche interdisciplinari di cui
`un esempio il saggio della candidata incluso nel volume: Il motivo del "manoscritto ritrovato " in J. Potocki
(oltre il Quijote).
Presenta infine una traduzione al catalano e un numero copioso di voci enciclopediche su autori della
letteratura catalana, che esulano dal settore disciplinare oggetto di questa valutazione.
In conclusione, la candidata presenta un eccellente curriculum, con un’ ormai consolidata attitudine alla
ricerca, anche esplorando metodologie e tematiche innovative e multidisciplinari.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
Dottore di Ricerca in Iberistica (Pisa 1991). Dal 1998 è ricercatore di letteratura spagnola presso la facoltà
di Scienze Umanistiche dell’Università La Sapienza di Roma; in precedenza è stata insegnante presso le
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scuole superiori e titolare di contratti di insegnamento universitario. Ha partecipato all’organizzazione di
alcuni convegni.
La sua produzione scientifica, piuttosto ampia ed articolata, parte dalla rivisitazione critica del genere
cavalleresco, oggetto della tesi di dottorato, confluita nel volume Le critiche ai libri di cavalleria nel
Cinquecento spagnolo (con uno sguardo sul Seicento). Un'analisi testuale, Pisa, Giardini, 1996 ( si tratta di
un commento ai testi poi riportati nella parte III). La letteratura cavalleresca costituisce infatti un primo
nucleo dell’attivià di ricerca della candidata e ad essa sono dedicati alcuni degli articoli presentati, tra cui Il
Cirongilio de Tracia di Bernardo de Vargas. Studio di un minore del genere cavalleresco, in «AION»,1992, pp.
795-807; Los libros de caballerías en el Diálogo de la lengua de Juan de Valdés, in AA. VV., Actas IV Congreso
Internacional de la A.I.S.O. , Alcalá, 1998, t. II, pp.1491-1498; Los libros de caballerías y la crítica de la
novela en Italia, in «Critica del testo», III/3 (2000), pp. 981-992; Le fatiche dell’umanista: il manoscritto
ritrovato nei libri di cavalleria e nel Don Quijote.Qualche riflessione ancora sul motivo della falsa traduzione,
in AA. VV., Letteratura cavalleresca tra Italia e Spagna, Salamanca, 2004, pp. 373-392, tema questo ripreso
anche nel saggio incluso nel volume I mondi possibili del Quijote, («Critica del testo», IX/1-2, 2006), Roma,
Viella, 2007, pp. 543-559), curato dalla candidata insieme a S. Trecca. Al capolavoro di Cervantes sono
dedicati altri brevi studi, tra cui I classici e i centenari: retorica o nuova opportunità di lettura? Un bilancio
del IV centenario
del Don Chisciotte. I: Con permiso de los cervantistas, in VIII/3 «Critica del testo» (2005), pp.
1053-1084, e due voci dell’Enciclopedia cervantina. Recentemente la candidata si è rivolta anche a studi a
carattere tipologico sulla fortuna delle immagini petrarchesche nella lirica spagnola del Rinascimento e del
Barocco e sul riutilizzo e il rinnovamento di codici retorici tradizionali nella letteratura del '900. In questi
due ambiti si possono segnalare: Un percorso ermeneutico: le tipologie contenutistico-formali e il discorso
interpretativo, in «Rivista di filologia e letterature ispaniche», I (2004); Il lessico marino nella psicomachia
d’amore: costanti testuali e varianti semantiche. Da Petrarca a Ausiàs March, in Lessico, parole-chiave,
strutture letterarie del Medioevo romanzo, Roma, 2005; Dalla tempesta alla bonança: variazioni del lessico
marino nell’opera di J. Boscán, in «Critica del testo», VIII/1, 2005. La dott. Sarmati presenta anche due studi
sulla narrativa di Martín Gaite e una succinta antologia commentata della letteratura medievale. Nel
complesso una buona produzione all’interno della quale però non sono visibili linee di ricerca precise e
sufficientemente approfondite
Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
La Dott.ssa Elisabetta Sarmati, dottore di ricerca in Iberistica, ricercatrice in servizio presso la Facoltà di
Lettere e filosofia dell'Università La Sapienza di Roma dal 1999, ha insegnato Lingua spagnola e Lingua e
letteratura spagnola nelle scuole secondarie di secondo grado come docente di ruolo dal 1990 al 1998 e
come docente universitaria a contratto prima del suo ingresso nel ruolo dei ricercatori, poi con affidamenti
continuativi negli anni. Partecipa negli anni a diversi progetti scientifici con finanziamento universitario e/o
ministeriale che la portano a soggiorni in Spagna (con borsa del MAE per ispanisti).
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La candidata si è occupata di letteratura dei Secoli d’oro, di letteratura contemporanea e di letteratura
medievale (da segnalare sono anche le ricerche sulla letteratura catalana pur non esaminate in questa
valutazione comparativa).
La candidata presenta un volume (Le critiche ai libri di cavalleria nel cinquecento spagnolo (con uno sguardo
sul seicento). Un'analisi testuale, 1996) e un gruppo compatto di articoli ad esso collegati che
corrispondono al nucleo principale del suo interesse verso i libri di cavalleria. Il genere è visto anche in
relazione alle poetiche dell’epoca ("J. Luis Vives: tra condanna e esaltazione della letteratura", 1989; "Il
Cirongilio de Tracia di Bernardo de Vargas. Studio di un minore del genere cavalleresco",1992; "Los libros
de caballerías en el Diálogo de la lengua de Juan Valdés", 1998, “Los libros de caballerías y la crítica de la
novela en Italia”, 2000; le voci “Critica a los libros de caballerías” e “Defensa de los libros de caballerías”
nella Gran Enciclopedia cervantina). Il volume presenta i risultati di una ricerca innovativa sia dal punto di
vista metodologico (la cui portata ed esemplarità va oltre il concreto oggetto di indagine), sia per
l’ampiezza del corpus utilizzato. È da sottolineare il rigore con il quale viene tracciata la griglia
interpretativa che dà ragione non solo della copiosità degli interventi (riuniti in un corpus utilissimo), come
era stato fatto dalla critica precedente, ma anche della costellazione di topoi, motivi e metafore utilizzata
nella prassi censoria e critica. Naturale prosecuzione di questa ricerca sono i contributi di tema cervantino
che riguardano sia topoi letterari, per esempio il motivo del manoscritto ritrovato ("Le fatiche
dell'umanista: Il manoscritto ritrovato nei libri di cavalleria e nel Don Quijote. Qualche riflessione ancora sul
motivo della falsa traduzione", 2004 e “Il motivo del manoscritto ritrovato in Jan Potocki…“) o commenti a
passi concreti (“Maritornes, el caballero Metabólico y Fraudador de los Ardides: una nota a Quijote I, 43 (y
a Pedro de Urdemalas, II, 554”); sia l’impegnativa curatela degli atti del convegno internazionale I mondi
possibili del “Quijote”, realizzato in occasione del IV centenario (sul quale si veda anche l’intervento “I
classici e i centenari: retorica o nuova opportunità di lettura? Un bilancio del IV centenario”). Sempre per
quanto riguarda i Secoli d’Oro e critica dei topoi, E.S. si cimenta nella poetica del silenzio nel sermone di P.
Ballester tenuto in occasione di una festa religiosa barocca ("Enmudece eloquencia: analisi di un topos
retorico nei sermoni della festa della Virgen de los desamparados (Valencia 15 maggio 1667)". Tale
prospettiva è oggetto di una disamina critica (“Un percorso ermeneutico: le tipologie contenutistico-formali
e il discorso interpretativo: chiarimenti terminologici ed esempi ispanici, 2003) e viene applicata in
contributi che seguono i percorsi di fortunati topoi poetici dal Medioevo al Novecento (“«Definiendo el
amor». L’amore come «coincidentia oppositorum» in Quevedo, Lope e Lorca, alla luce dei Cancioneros
quattrocenteschi” e “Il lessico marino nella psicomachia d’amore: costanti testuali e varianti semantiche.
Da Petrarca a Ausiàs March” e “Dalla tempesta alla bonança: variazioni del lessico marino nell’opera di J.
Boscán”). All’analisi del testo poetico medievale spagnolo è dedicato il volume divulgativo La letteratura
spagnola dalle origini al XIV secolo. Analisi di testi medievali, 2003.
La stessa tendenza a considerare l’indagine sul testo centrale nella ricerca si avverte negli studi sul romanzo
contemporaneo: in “Fine secolo - fine millennio: il premio Nadal 1997. Il 'romanzo totale' di C. Cañeque”
offre una mappa del complicato Quién, in cui, con horror vacui non comune, si mette in crisi l’idea stessa di
autorialità e si porta fino alle estreme conseguenze l’idea di romanzo come opera aperta attraverso una
struttura densa di giochi di specchi, fra Unamuno, Pirandello, Borges e Pessoa. Ne “La narrativa del secondo
Novecento spagnolo” alla luce dell’opera di C. Martín Gaite” e in “Per uno studio della descriptio in Entre
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Visillos…” sempre sulla scorta di analisi testuali che mettono in luce scarti e costanti, si costruiscono
percorsi critici vagliando anche elementi meno esplorati dalla critica come la prosografia e la topografia.
Si segnalano a complemento alcune ampie e articolate recensioni dedicati a importanti saggi critici sulla
letteratura spagnola, generalmente su tematiche ed autori del Siglo de Oro.
La produzione della candidata, caratterizzata da una apprezzabile coerenza metodologica, evidenzia la
maturità con cui vengono compiute originali scelte ermeneutiche in un percorso critico –di cui alcuni
versanti sono stati già ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale– che spazia in
ambiti generici e cronologici diversi, tenendo in gran conto anche aspetti divulgativi e didattici.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 1999 in servizio presso l’Università La
Sapienza di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, vanta una buona esperienza didattica, anche prima del suo
ingresso nel ruolo dei ricercatori come docente universitaria a contratto (Perugia, Roma). La sua attività di
ricerca risale alla tesi di laurea, premiata in Catalogna.
Dal 1991 è Dottore di ricerca in Iberistica. Partecipa a diversi progetti scientifici con finanziamento
universitario e/o ministeriale che la portano a soggiorni in Spagna.
Presenta una interessante partecipazione a convegni e congressi in Italia, Spagna, e Germania, ove presenta
comunicazioni e relazioni; considerevole è la sua attività di organizzatrice.
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni; i suoi interessi sono centrati soprattutto su temi del Siglo de Oro. Ha
indagato in modo approfondito le critiche cinque-secentesche delle “novelas de caballerías” nel volume Le
critiche ai libri di cavalleria nel Cinquecento spagnolo (con uno sguardo sul Seicento) e in vari altri studi (Vd.
Il Cirongilio de Tracia di Bernardo de Vargas. Studio di un minore del genere cavalleresco); ha illustrato i
collegamenti di questa produzione con la letteratura italiana (Vd. Los libros de caballerías y la crítica de la
novela en Italia)
Sostenuta da un’accurata strumentazione teorica (come si può vedere nell’art. “Un discorso ermeneutico:
le tipologie contenutistico-formali e il discorso interpretativo”), si è inoltre rivolta alla individuazione di
topoi della passione amorosa e al lessico corrispondente. In questo campo ha individuato costanti e varianti
semantiche partendo dalle radici medievali e quattrocentesche (p. es.topica petrarchesca) e arrivando agli
autori aurisecolari e oltre (vd. “Definiendo el amor”. L’amore come “coincidentia oppositorum “ in
Quevedo, Lope e Lorca; ”Il lessico marino nella psicomachia d’amore: costanti testuali e varianti
semantiche. Da Petrarca a Ausiàs March”; “Dalla tempesta alla bonança : variazioni del lessico marino
nell’opera di J. Boscán”).
Altri momenti importanti della sua ricerca sul Siglo de Oro sono gli articoli dedicati al Quijote e la curatela
del volume collettivo per il centenario I mondi possibili del Quijote.
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Con una metodologia coerente si è accostata ad alcuni momenti della narrativa contemporanea, per
esempio con l’analisi delle “strategie della descriptio” in Martín Gaite.
Presenta voci enciclopediche attinenti alla letteratura catalana e una traduzione al catalano che tuttavia
non rientrano nel settore disciplinare della presente valutazione comparativa.
Si tratta di una studiosa attenta e competente, che ha svolto le sue ricerche con buona consapevolezza
metodologica. Merita di esser presa in particolare attenzione ai fini della presente valutazione.
Giudizio collegiale:
Candidato: ELISABETTA SARMATI
La dott.ssa Elisabetta Sarmati, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università degli studi
di Roma «La Sapienza», ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Iberistica presso l’Università degli studi
di Pisa. Dall’a.a. 2001-2002 ha svolto attività didattica in qualità di titolare di corsi di insegnamento di
Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza».
La produzione della candidata, caratterizzata da una apprezzabile perizia metodologica, si rivolge
principalmente ai libri di cavalleria –si veda l’importante e innovativo volume Le critiche ai libri di cavalleria
nel Cinquecento spagnolo (con uno sguardo sul Seicento). Altri contributi, che rivelano capacità e rigore
critico, riguardano lo studio dei topoi nella lirica amorosa e la narrativa contemporanea.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dalla candidata.
Candidato: GERMANA VOLPE
Giudizi individuali:
Giudizio individuale Prof. Antonio Gargano
La dott.ssa Germana Volpe, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università di
Napoli «L’Orientale», ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in «Culture e Istituzioni dei Paesi di Lingue
iberiche in età moderna e contemporanea» presso l’Università di Napoli «L’Orientale». Negli anni 2001-
2004, è stata assegnista di ricerca presso l’Università di Napoli «L’Orientale». Dall’a.a. 2004-2005, svolge
attività didattica in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Letteratura spagnola presso l’Università di
Napoli «L’Orientale».
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La dott.ssa Germana Volpe ha presentato 17 pubblicazioni utili ai fini della valutazione comparativa.
Tutte risultano edite dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, dove la dott.ssa Volpe presta servizio
come ricercatrice. Delle 17 pubblicazioni, 9 sono recensioni di opere di ispanisti italiani. Tra le restanti otto
pubblicazioni emerge l’edizione della commedia seicentesca El monstruo de la fortuna, che si compone di
tre atti, attribuiti a P. Calderón de la Barca, J. Pérez de Montalbán, F. de Rojas Zorrilla, secondo un pratica
abbastanza diffusa tra i drammaturghi del periodo aureo. L’edizione è il frutto del lavoro di tesi dottorale
della dott.ssa Volpe. Il testo della commedia è ricostruito a partire dalla princeps del 1666. Un apparato
positivo, posto a pie di pagina, offre le varianti presenti nella tradizione a stampa, antica e moderna.
L’edizione del testo è corredata da un’ampia introduzione, nella quale la dott.ssa Volpe discute numerose
questioni, da quella relativa all’attribuzione degli atti a quella concernente la fortuna dell’opera, passando
per l’analisi dei temi, della trama, delle fonti, della datazione, dei personaggi, della metrica e della
trasmissione testuale. Un misurato apparato di note, la bibliografia e un’appendice con la recensione di A.
Lista della commedia editata completano il volume.
Tre contributi della dott.ssa Volpe (contrassegnati con in numeri 2, 4, 6 dell’Elenco delle
pubblicazioni) sono strettamente connessi allo studio ed edizione della commedia, El monstruo de la
fortuna, e rappresentano evidenti lavori preparatori del volume contenenti l’edizione della commedia.
I restanti quattro studi (sul Retablo cervantino, su Bécquer, sugli echi becqueriani in Valle Inclán, su
Cortázar), sebbene testimonino il tentativo di suggerire nuove linee d’indagine, non individuano per il
momento precisi ambiti di ricerca.
Giudizio individuale Prof. Rafael Lozano Miralles
Nata a Napoli il 15 giugno 1970; è ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal 30
dicembre 2004 in servizio presso l’Università L’Orientale di Napoli, Facoltà di lingue e Letterature Straniere.
Vanta una discreta esperienza didattica come docente universitaria a seguito del suo ingresso nel
ruolo dei ricercatori, con affidamenti continuativi negli anni.
E’ dottore di ricerca (2004 – Università di Napoli L’Orientale).
La sua attività di ricerca parte dal 2001 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione
ad alcuni progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a soggiorni in
Spagna (con borsa del MAE per ispanisti).
Presenta una discreta partecipazione – con comunicazioni e relazioni - a convegni e congressi in
Italia, Spagna,
Ai fini della valutazione presenta 17 pubblicazioni, che riassumono i suoi interessi prevalenti
nell’ambito della ricerca.
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Nella sua non amplissima produzione scientifica, spicca il suo lavoro più significativo: l’attenta edizione
critica di Pedro Calderón de la Barca, Juan Pérez de Montalbán, Francisco de Rojas Zorrilla, Comedia famosa
El Monstruo de la Fortuna. La lavandera de Nápoles, Felipa de Catanea dove con sicuro rigore ecdotico si
affronta la fondamentale opera El monstruo de la fortuna (a cui sono dedicati due saggi preliminari).
La letteratura dell’ottocento è l’altro filone di ricerca –articolato in due brevi saggi- e concretamente il
neoromanticismo di Bécquer sia in rapporto alle Sonatas de Valle- Inclán sia in rapporto al concetto di
“ispirazione”.
Completano il suo percorso due puntate su Cortázar e Cervantes (El retablo de las maravillas).
In conclusione, la candidata presenta un discreto curriculum e una promettente attitudine alla ricerca.
Giudizio individuale Prof.ssa Silvia Monti
Nata a Napoli, il 15 giugno 1970, Germana Volpe è Dottore di Ricerca in ‘Culture ed Istituzioni dei Paesi di
Lingue Iberiche in età Moderna e Contemporanea’ (Napoli Orientale, 2004). Dal 2004 è ricercatrice di
Letteratura Spagnola presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere della medesima Università. E’ stata
titolare di assegni di ricerca.
La sua ricerca si è orientata prevalentemente sul teatro del secolo XVII, anche se in precedenza la candidata
si era occupata di altri temi e periodi, ad esempio la produzione di Gustavo Adolfo Bécquer . Nel primo
ambito spicca il volume Pedro Calderón de la Barca, Juan Pérez de Montalbán, Francisco de Rojas Zorilla,
Comedia famosa El Monstruo de la Fortuna. La lavandera de Nápoles, Felipa de Catanea, edizione critica
con introduzione e note (Napoli, 2006). La stessa commedia era stata oggetto di due studi preparatori
all’edizione (2003, 2004) e dell’articolo “Juana I de Nápoles en dos comedias españolas del siglo VII”,
(AION, 2007, pp. 411-423). La produzione scientifica della candidata evidenzia apprezzabili doti critiche,
benché risulti ancora esigua.
Giudizio individuale Prof.ssa Valentina Nider
La Dott.ssa Germana Volpe è laureata in Lingue e Letterature Straniere e dottore di ricerca in
‘Culture ed Istituzioni dei Paesi di Lingue Iberiche in età Moderna e Contemporanea’. Dal 2004 è ricercatrice
confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05) in servizio presso l’Università L’Orientale di Napoli, Facoltà di
lingue e Letterature Straniere.
Vanta una discreta esperienza didattica come docente universitaria a seguito del suo ingresso nel
ruolo dei ricercatori, con affidamenti continuativi negli anni.
La sua attività di ricerca parte dal 2001 come titolare di assegno di ricerca e con la partecipazione
ad alcuni progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che la portano a soggiorni in
Spagna (con borsa del MAE per ispanisti).
51
La produzione scientifica della candidata è costituita da un volume, da alcuni saggi riconducibili alla stessa
ricerca, da due saggi sulla ricezione della poetica becqueriana e da un’incursione nel cervantino Retablo de
las Maravillas. I saggi sono pubblicati nella rivista AION che ospita anche numerose recensioni della
candidata.
Un primo saggio su Bécquer (“Sull’ispirazione poetica secondo Bécquer”) tratta della poetica dell’autore
attraverso un’analitica disamina delle dichiarazioni programatiche contenute nei versi e in alcune Cartas in
relazione al suo “esistenzialismo pessimista”, ripercorre la questione critica dell’influenza di Heine sul
sivigliano per poi sottolineare gli aspetti modernisti della sua poesia; tali aspetti vengono approfonditi
nell’altro saggio dedicato all’autore nel quale si indaga la presenza di motivi (quali la donna fantasma) o di
schemi narrativi di ascendenza becqueriana nella Sonata di Primavera di Valle Inclán.
La ricerca principale riguarda le comedias en colaboración e in particolare la ricostruzione del contesto
teatrale della Comedia famosa El Monstruo de la Fortuna. La lavandera de Nápoles, Felipa de Catanea,
frutto della collaborazione di tre importanti drammaturghi secenteschi: Pedro Calderón de la Barca, Juan
Pérez de Montalbán, Francisco de Rojas Zorilla. Della commedia la candidata offre un’edizione critica che si
fonda principalmente sulla princeps del 1666, emendata in alcuni punti attraverso il ricorso alle lezioni delle
numerose sueltas esaminate. Nell’introduzione, nella quale si riprendono temi e si svolgono spunti già
trattati nei saggi “Per una edizione critica di El monstruo de la fortuna. La lavandera de Nápoles. Felipa de
Catanea” e “El monstruo de la fortuna tra storia e finzione” si approfondiscono il contesto storico e
ideologico della commedia, e in particolare temi quali la fortuna, il tirannicidio, la “privanza”. Inoltre si
indagano le caratteristiche di ciascun atto come espressione dei tre differenti autori e i riflessi di questa
eterogeneità ai vari livelli della commedia; le fonti storico- tematiche, da Boccaccio a Mathieu (quest’ultimo
testo visto tuttavia solo nella traduzione di Mártir Rizo). Al confronto fra questa commedia e quella di Lope
del 1615, incentrata anch’essa sulla figura di Giovanna I di Napoli è dedicato il saggio “Juana I de Nápoles
en dos comedias españolas del siglo XVII”.
Nel complesso la candidata mostra una buona sensibilità letteraria e di aver acquisito le competenze
critiche e filologiche necessarie ad una rigorosa ricerca scientifica benché quest’ultima non sia sempre
aggiornata bibliograficamente.
Giudizio individuale Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Ricercatrice confermata in Letteratura Spagnola (L-LIN/05); dal dicembre del 2004 è in servizio presso
l’Università L’Orientale di Napoli, Facoltà di lingue e Letterature Straniere. Presenta un’esperienza didattica
continuativa come docente universitaria, avendo conseguito affidamenti.
Assegnista di un contratto di ricerca nel 2001, ha ottenuto nel 2004 il titolo di Dottore in “Culture e
Istituzioni dei paesi di lingue iberiche in età moderna e contemporanea” (Università di Napoli L’Orientale).
Ha partecipato ad alcuni progetti scientifici con finanziamento universitario e/o ministeriale che le hanno
permesso soggiorni di studio in Spagna.
52
Ha partecipato a convegni e congressi in Italia e Spagna, presentando comunicazioni e relazioni.
Ha al suo attivo un valido percorso di ricerca, che ha il suo asse centrale nello studio del teatro aurisecolare.
A quest’ultimo ha dedicato, oltre ad alcuni saggi, l’accurata edizione critica, dotata di introduzione e note,
della Comedia Famosa El monstruo de la Fortuna dei tre commediografi Calderón, Montalbán e Rojas
Zorilla.
Alla recente modernità ha dedicato articoli su Gustavo Adolfo Bécquer e la sua influenza su Ramón María
del Valle-Inclán. Varie recensioni mostrano il suo impegno critico.
Il curriculum scientifico della candidata, congruo con le discipline del settore per il quale è bandita la
procedura, presenta un livello apprezzabile.
Giudizio collegiale:
Candidato: GERMANA VOLPE
La Dott.ssa Germana Volpe, ricercatore confermato di Letteratura Spagnola presso l’Università di Napoli
L’Orientale, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in ‘Culture ed Istituzioni dei Paesi di Lingue Iberiche in
età Moderna e Contemporanea’ presso la medesima università ed ha usufruito di un assegno di ricerca
(2001-2004) presso la medesima università.
La sua ricerca principale riguarda le comedias en colaboración e in particolare la ricostruzione del
contesto teatrale della Comedia famosa El Monstruo de la Fortuna. La lavandera de Nápoles, Felipa de
Catanea, frutto della collaborazione di tre autori, Pedro Calderón de la Barca, Juan Pérez de Montalbán,
Francisco de Rojas Zorrilla, di cui offre anche un’attenta edizione. La candidata dimostra una buona
attitudine alla ricerca sebbene non ancora pienamente espressa.
La Commissione valuta positivamente l’attività didattica svolta dalla candidata.
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ALLEGATO N. 2 AL VERBALE N. 3
DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO
DI PROFESSORE ASSOCIATO PER IL SETTORE SCIENTIFICO -DISCIPLINARE L-LIN/05
FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA INDETTA CON D.R. N 3556 DEL 25.06.2008 IL CUI
AVVISO DI BANDO E’ STATO PUBBLICATO IN G.U. – IV^ SERIE SPECIALE N.50
DEL27.06.2008
GIUDIZI SULLA DISCUSSIONE DEI TITOLI
DOTT. SSA ANTONELLA GALLO
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
Nella discussione dei titoli, la candidata espone con buona chiarezza e le sue risposte alle questioni che le
sono state sottoposte risultano pertinenti. Mostra, inoltre, di padroneggiare gli argomenti trattati, dando
prova di una conoscenza sufficientemente ampia della bibliografia. Le capacità della candidata di motivare
le scelte degli oggetti di studio sono convincenti.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta la discussione dei titoli con correttezza. Pur non brillando per incisività, dimostra una
solida preparazione sulle scelte di ricerca operate.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La candidata risponde in modo esauriente alle domande della commissione, la sua esposizione è chiara e
dimostra una buona padronanza degli argomenti trattati e delle scelte metodologiche.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
La candidata Antonella Gallo risponde in modo chiaro e pertinente alle domande dei commissari
dimostrando una discreta padronanza degli argomenti e della bibliografia specifica nonché capacità di
argomentare le scelte metodologiche relative ai suoi precipui interessi di studio.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
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Con chiarezza e scioltezza espositiva risponde in modo sicuro alle domande inerenti ai suoi lavori scientifici
dimostrando particolare attenzione alle nuove correnti critiche e un buon aggiornamento
bibliografico.
Giudizio collegiale:
Nella discussione della candidata, l’esposizione è risultata chiara. La candidata ha dimostrato di
padroneggiare discretamente gli argomenti trattati e di conoscere la bibliografia specifica. Ha motivato le
scelte degli oggetti di studio.
DOTT. FELICE GAMBIN
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
Nella discussione dei titoli il candidato, con apprezzabile appropiatezza di linguaggio affronta in modo
articolato e approfondito le questioni proposte. La sua esposizione è molto chiara e profonda, soprattutto,
testimonia una conoscenza ampia e degli argomenti trattati, con aggiornata informazione bibliografica.
Notevoli le sue capacità di stabilire le relazioni tra i diversi fatti e livelli della cultura letteraria e non. Le
scelte degli argomenti studiati sono risultate convincentemente motivate.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
Il candidato affronta la discussione con affabilità e consapevolezza. dimostra padronanza della bibliografia
collegata al suo preponderante ambito di ricerca cosí come alcune stimolanti prospettive nell’indagine di
nuovi campi.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
Il candidato dimostra una notevole competenza sugli argomenti oggetto delle domande della commissione.
Illustra con chiarezza il suo percorso di ricerca motivandolo con ampiezza e originalità di argomentazioni.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
Il candidato risponde in modo articolato alle domande dei commissari dimostrando maturità, capacità
argomentative e aggiornamento bibliografico. Nel complesso evidenzia la coerenza della sua ampia e
variegata produzione scientifica nell’ambito di un suo principale e compatto percorso di studi.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
55
Con risposte pertinenti e criticamente rielaborate motiva e giustifica le scelte ed i contenuti delle linee di
ricerca dimostrando sensibilità a problematiche culturali e letterarie presenti in testi del Siglo de Oro ed
evidenziando la loro ricezione nel contesto italiano.
Giudizio collegiale:
Nella discussione dei titoli, il candidato affronta in modo articolato e approfondito le questioni trattate.
Dimostra un’ampia conoscenza degli oggetti di studio. I futuri progetti di ricerca risultano convincenti.
DOTT. SSA MARIA ALESSANDRA GIOVANNINI
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
Nella discussione dei titoli, l’esposizione della candidata, sebbene condotta con chiarezza, non sempre è
risultata precisa e ben argomentata, e ha mostrato alcune lacune in ambito teorico e nella formazione
filologica della candidata.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta la discussione dei titoli con discreta sicurezza. Purtroppo l’impianto metodologico
delle sue ricerche non viene evidenziato e non rivela una sufficiente competenza ecdotica.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
Nelle risposte alle domande della commissione la candidata dimostra una certa insicurezza soprattutto nel
giustificare le proprie scelte metodologiche e nelle conoscenze della bibliografia di riferimento.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
La candidata risponde in modo parziale alle domande poste dalla commissione sulla metodologia utilizzata
e motiva in modo non esaustivo le scelte e i contenuti delle sue ricerche.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
La candidata giustifica con qualche incertezza le basi teoriche dei suoi studi; mostra linee di ricerca
frammentarie e poca attenzione alle recenti correnti critiche.
56
Giudizio collegiale
La discussione dei titoli è stata condotta con chiarezza, sebbene la candidata abbia mostrato alcune carenze
in ambito teorico e qualche incertezza sulla metodologia utilizzata nei suoi studi. Motiva in modo non
esaustivo le scelte delle sue ricerche.
DOTT. SSA ELISABETTA SARMATI
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
Nella discussione dei titoli, la candidata, oltre ad esprimersi con chiarezza, espone gli argomenti trattati con
precisione, dando prova di una buona informazione bibliografica e di una conoscenza approfondita detti
oggetti dei suoi studi. assai meditate risultano le scelte operate nelle sue ricerche.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta la discussione con maturità e sicurezza. Dimostra padronanza degli strumenti
metodologici e incisività nel giustificare le scelte operate e le prospettive di ricerca.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La Dott.ssa Sarmati risponde esaurientemente e con chiarezza alle domande della commissione,
dimostrando maturità critica e buona competenza sui diversi argomenti oggetto della discussione.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
La candidata risponde con chiarezza e maturità alle domande poste dai commissari motivando con
ampiezza e rigore le scelte metodologiche e l’ampio e variegato campo delle sue ricerche, mostrando
inoltre anche un apprezzabile attenzione agli aspetti didattici.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
La candidata risponde con ampiezza ed esaustività alle domande poste dai commissari dimostrando una
sensibilità alle problematiche letterarie e stilistiche e una notevole consapevolezza metodologica.
Giudizio collegiale
57
Nella discussione dei titoli, la candidata espone gli argomenti con chiarezza e precisione. Buona la
padronanza degli strumenti metodologici. Le scelte operate nelle sue ricerche risultano meditate e
convincenti i progetti futuri.
DOTT. SSA GERMANA VOLPE
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
nella discussione dei titoli, la candidata espone gli argomentoi trattati con chiarezza e, sebbene motivi con
sufficiente convinzione le scelte degli argomenti delle sue ricerche, mostra tuttavia qualche incertezza
metodologica. Quanto ai futuri oggetti di ricerca, la candidata intende proseguire i suoi studi nell’ambito
delle comedias en colaboración.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta la discussione con discreta sicurezza espositiva dimostrando però incertezze nella
giustificazione delle proprie scelte di ricerca.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La discussione verte in gran parte sul principale lavoro della candidata che la Dott.ssa Volpe illustra con
alcune incertezze, prendendo atto delle osservazioni formulate.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
La candidata nel corso della discussione argomenta con sufficiente chiarezza ma in modo non sempre
convincente le diverse scelte metodologiche operate nella sua produzione scientifica.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Discute i titoli in modo chiaro e lineare evidenziando a volte lacune nell’ambito dell’aggiornamento
bibliografico.
Giudizio collegiale
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L’esposizione della candidata risulta chiara, sebbene le scelte metodologiche operate nella sua produzione
scientifica non risultino sempre motivate con convinzione.
DOTT. ALESSANDRO ROBERTO CASSOL
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
Nella discussione dei titoli, il candidato espone con chiarezza alcune problematiche relative ai suoi ambiti di
ricerca, rivelando una conoscenza approfondita degli argomenti e un’informazione bibliografica totalmente
adeguata ai percorsi di ricerca seguiti. convincenti e interessanti risultano le prospettive della sua futura
ricerca.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
Il candidato affronta la discussione con maturità, dimostrando ottima competenza nell’affrontare i quesiti
riguardanti la complessità metodologica delle proprie ricerche.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
L’esposizione del candidato risulta precisa e appropiata e mette in luce una conoscenza approfondita degli
argomenti trattati corredata da una più che apprezzabile dimestichezza con il contesto teorico e la
bibliografia correlata.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
Il candidato argomenta con chiarezza espositiva e con buona consapevolezza metodologica le scelte
operate nella sua produzione scientifica. Illustra inoltre convincentemente i suoi progetti di ricerca e il
contributo significativo che essi, una volta ultimati, possono apportare agli studi di settore e al contesto più
generale.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Il candidato con precisione, ampiezza e ricchezza di informazioni motiva e giustifica le scelte delle proprie
linee di ricerca; mostra aggiornamento scientifico, attenzione verso interessanti problematiche letterarie
poco analizzate che affronta in modo articolato e con rigore metodologico.
Giudizio collegiale
59
Nella discussione dei titoli, il candidato affronta con chiarezza alcune problematiche relative alla sua
produzione scientifica. Ampia e approfondita risulta la conoscenza degli argomenti trattati. I futuri progetti
di ricerca risultano convincenti.
DOTT.SSA CLAUDIA DEMATTÉ
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
Nella discussione dei titoli, l’esposizione della candidata risulta chiara e ben argomentata. Mostra una
conoscenza approfondita degli argomenti studiati, la cui scelta motiva con convinzione. Promettenti
risultano i futuri progetti di ricerca.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta la discussione, in modo maturo e consapevole. Dimostra una consolidata padronanza
degli strumenti bibliografici e metodologici relativi ai suoi ambiti di ricerca, che presentano ulteriori
interessanti prospettive di sviluppo.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La candidata argomenta con chiarezza dimostrando una buona conoscenza dei temi trattati. Illustra inoltre
alla commisssione gli importanti progetti di ricerca avviati anche in ambito internazionale.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
La candidata delinea con sicurezza e chiarezza espositiva la linea delle sue ricerche, rispondendo in modo
pertinente e esaustivo e con ampiezza di prospettive alle domande dei commissari, dimostrando
aggiornamento bibliografico e illustrando interessanti progetti di ricerca futuri.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
La candidata espone con chiarezza e scioltezza espositiva la sua linea di ricerca; si orienta con sicurezza
nelle problematiche del settore mostrando padronanza degli argomenti e aggiornamento scientifico.
60
Giudizio collegiale
Nella discussione dei titoli l’esposizione della candidata risulta chiara e precisa. Buona la padronanza degli
strumenti metodologici. Motiva con convinzione le scelte operate nelle sue ricerche e delinea interessanti
progetti futuri.
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ALLEGATO n.1 al VERBALE N. 4
DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1
POSTO DI PROFESSORE ASSOCIATO PER IL SETTORE SCIENTIFICO -DISCIPLINARE L-
LIN/05 FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA INDETTA CON D.R. N 3556 DEL 25.06.2008 IL
CUI AVVISO DI BANDO E’ STATO PUBBLICATO IN G.U. – IV^ SERIE SPECIALE N.50
DEL27.06.2008
GIUDIZI SULLA PROVA DIDATTICA
Dott. ssa ANTONELLA GALLO
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
La lezione della candidata é risultata chiara anche se metodologicamente e didatticamente non
apprezzabilmente efficace, anche a causa della brevità dell’esposizione. I riferimentei bibliografici non
sempre sono risultati sufficientemente aggiornati. L’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta la lezione con apprezzabile dominio delle fonti bibliografiche. La lezione, troppo
breve, è svolta in modo coerente e ordinato ma con una certa piattezza espositiva. I contenuti, per la
brevità della prova, non vengono adeguatamente approfonditi. Piccole incertezze e qualche italianismo
nell’esposizione.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La lezione della Dott.ssa Gallo è impostata in maniera chiara seguendo uno schema efficace che parte dalle
definizioni teoriche per arrivare ad una serie di esempi illustrativi scelti fra i più significativi della prosa
aurea. La candidata pur non utilizzato tutto il tempo a disposizione ha dimostrato una buona competenza
sull’argomento e si è espressa in uno spagnolo corretto.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
La lezione viene svolta stabilendo previamente le premesse metodologiche e svolta con chiarezza
espositiva e correttezza linguistica. La candidata utilizza e cita strumenti bibliografici abbastanza aggiornati.
62
Nonostante l’ampio corpus di riferimento citato non sviluppa l’esemplificazione sfruttando il tempo a
disposizione. La lingua è corretta.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
La candidata in modo sintetico ha tracciato una premessa teorica aggiornata dal punto di vista bibliografico.
Ha sviluppato un percorso didattico lineare con esemplificazioni astratte. Corretta l’esemplificazione in
lingua spagnola.
Giudizio collegiale
La lezione della candidata è stata svolta con chiarezza e con strumenti bibliografici sufficientemente
aggiornati. Tuttavia, essa non è risultata apprezzabile metodologicamente né didatticamente efficace,
anche a causa della brevità dell’esposizione, dal momento che la candidata non ha utilizzato l’intero tempo
a disposizione. L’uso della lingua spagnola è stato corretto, con qualche piccola incertezza.
Dott. FELICE GAMBIN
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
Il candidato presenta una lezione meditata, molto articolata, ben documentata e aggiornata
bibliograficamente; fattori questi che testimoniano la solida preparazione del candidato. L’esposizione
risulta esauriente e chiara, ma l’efficacia didattica è stata in parte limitata dalla ricchezza della materia, che
il candidato ha preteso di trattare nello spazio di una sola lezione.
L’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
Il candidato affronta la lezione con sfoggio di erudizione bibliografica. L’esposizione, affabile ma dispersiva,
impedisce sia l’approfondimento dei contenuti, sia una bilanciata organizzazione dei medesimi.
Nonostante la corretta iniziale impostazione non vi è la sufficiente chiarezza e concretezza nella
trasmissione dei contenuti. Qualche incertezza linguistica e fonetica.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La lezione è impostata in maniera assai articolata, presenta elementi di originalità e si avvale di un apparato
teorico e bibliografico cospicuo e aggiornato. L’esposizione, in uno spagnolo corretto, denota forse un
eccesso di argomentazione.
63
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
Presenta una lezione schematicamente chiara e basata su un’aggiornata bibliografia e un ampio corpus di
riferimento. Stabilisce una tipologia di sottogeneri e un articolato elenco di caratteristiche che
approfondisce solo parzialmente, fatto che ne limita l’efficacia didattica. Infine indica alcune linee di
approfondimento intergenerico. La lingua è corretta.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Il candidato presenta un panorama delle varie tipologie dei dialoghi rinascimentali efficace e articolato,
dimostrando un buon livello di aggiornamento scientifico e bibliografico. L’organizzazione del percorso
didattico, a volte dallo stile un po’ accademico, risulta funzionale. Corretta l’esposizione in lingua spagnola.
Giudizio collegiale
La lezione del candidato è risultata meditata, ben articolata e documentata, aggiornata bibliograficamente,
sebbene con qualche inutile sfoggio di erudizione. L’esposizione è risultata chiara ed esauriente. L’uso della
lingua spagnola è stato corretto.
Dott.ssa MARIA ALESSANDRA GIOVANNINI
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
La lezione della candidata si presenta lineare nell’esposizione. Sebbene risulti apprezzabile lo sforzo di
costruire la lezione attraverso la selezione di alcuni brani tratti dalle opere scelte, nel panorama offerto dal
romanzo spagnolo tra il 1940 e il 1975 predominano il carattere descrittivo e la carenza di elaborazione
interpretativa. Con qualche incertezza, l’uso della lingua spagnola è risultato corretto.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta l’esposizione con ordine. La coerenza nello svolgimento della prova, che non appare
pienamente centrato rispetto al titolo, è supportata da un minimo apparato bibliografico, ricadendo nella
lettura di esempi senza approfondire l’analisi dei medesimi. Qualche incertezza linguistica.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
Dopo aver circoscritto i limiti della propria esposizione al romanzo della stessa epoca franchista, la
candidata illustra l’argomento con riferimenti alle più note opere narrative di quegli anni. L’esposizione è
chiara ma non presenta elementi di originalità.
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Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
Presenta una lezione dalla struttura chiara, basata su un corpus limitato. Non offre riferimenti bibliografici;
l’analisi degli esempi non è del tutto adeguata al tema e risulta molto schematica, pur esposta con buone
capacità comunicative e in una lingua corretta.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
La candidata, con un metodo semplice, esemplifica immagini dell’epoca franchista attraverso la lettura di
passi di alcuni romanzi accompagnata da brevi commenti da cui si evince un livello di aggiornamento
scientifico e bibliografico scarso. Il percorso didattico risulta lineare ma poco efficace. L’esposizione in
lingua è corretta.
Giudizio collegiale
La lezione della candidata, chiara e lineare, si è basata su un corpus limitato di opere letterarie. Priva di
riferimenti bibliografici, è risultata schematica e priva di elaborazione interpretativa. Pur con qualche
incertezza, l’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Dott.ssa ELISABETTA SARMATI
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
La candidata presenta una lezione molto chiara, assai ben documentata e organizzata e che, pertanto,
risulta di grande efficacia didattica. La lezione, inoltre, è metodologicamente ben impostata con i
riferimenti bibliografici precisi e misurati, come è giusto che sia in un’esposizione didattica. L’uso della
lingua spagnola è corretto.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta l’esposizione con rigore ed efficacia didattica. Dimostra un’eccellente impostazione
metodologica centrando pienamente i riferimenti bibliografici e gli esempi proposti. Incertezze fonetiche e
qualche italianismo.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
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La presentazione del tema risulta ben organizzata. La candidata dimostra competenza nella materia, rigore
metodologico, sensibilità critica ed efficacia espositiva.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
Enunciate in una prima fase le premesse metodologiche e bibliografiche, pertinenti e aggiornate, la
candidata procede con chiarezza, maturità critica e sicurezza nell’esemplificazione sulla base di testi
significativi di testi significativi di tre autori principali, delineando un percorso molto efficace dal punto di
vista didattico. La lingua è corretta.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Con metodo analitico ed articolato, la candidata presenta il canone breve della descrizione della dama nel
passaggio dall’epoca rinascimentale a quella barocca. L’esposizione chiara e didatticamente efficace non
rimane astratta ma si accompagna a puntuali esemplificazioni. Buono il livello di aggiornamento scientifico
bibliografico, apprezzabile il rigore metodologico. L’esposizione in lingua spagnola è corretta.
Giudizio collegiale
La lezione della candidata è stata chiara, ben documentata e organizzata, con efficace esemplicazione dei
testi poetici. I riferimenti bibliografici sono stati precisi e misurati. L’uso della lingua spagnola è stato
corretto con qualche incertezza fonetica e la presenza di qualche italianismo.
Dott.ssa GERMANA VOLPE
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
La lezione della candidata, correttamente impostata apartire da tre opere teatrali di altrettanti autori
(Lope, Tirso, Calderón), è risultata chiara ma carente di riferimenti bibliografici e metodologicamente poco
avvertita, per cui l’argomento della lezione, pur essendo stato illustrato descrittivamente nei tre testi
selezionati non è stato sufficientemente scandagliato da una prospettiva maggiormente critica. L’uso della
lingua spagnola è risultato corretto.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta l’esposizione con scioltezza ma sennza incisività. Esempi pertinenti, commentati con
accettabile organizzazione ma senza il necessario supporto bibliografico. Qualche incertezza linguistica.
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Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La lezione della Dott.ssa Volpe si centra esclusivamente sul personaggio della regina, tralasciando altre
tipologie di personaggi femminili nel loro rapporto con il potere. La candidata presenta tre esempi da Lope,
Tirso e Calderón. L’esposizione risulta chiara ma prevalentemente descrittiva e priva di riferimenti critici e
bibliografici.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
Circoscrive il tema della lezione e procede all’esemplificazione presentando con chiarezza le caratteristiche
principali di tre differenti figure esemplari, protagoniste di opere di altrettanti autori. L’esposizione è
chiara, efficace dal punto di vista didattico tuttavia privilegia gli aspetti descrittivi rispetto a quelli
interpretativi. La lingua è corretta.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Costruisce la lezione in modo lineare e semplice. I testi che accompagnano l’esposizione non vengono
commentati adeguatamente da un punto di vista critico; il livello di aggiornamento scientifico-bibliografico
è lacunoso. L’esposizione in lingua spagnola è corretta.
Giudizio collegiale
La lezione della candidata, pur essendo stata impostata sull’efficace esemplificazione di tre opere teatrali,
ha privilegiato gli aspetti descrittivi e, di conseguenza, è risultata carente dalla prospettiva di un maggiore
approfondimento critico. L’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Dott. ALESSANDRO CASSOL
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
La lezione del candidato si presenta chiara e ben documentata, sebbene con una tendenza alla dispersione.
Ben informata sulla ricca bibliografia pertinente, l’esposizione mostra qualche carenza nell’organizzazione
delle parti, perché concede eccessivo spazio alle pur necessarie premesse teoriche sulla figura mitica di Don
Giovanni e alle sue origini letterarie (Tirso), per cui finisce per dedicare solo brevi cenni alle restanti tre
delle quattro opere selezionate. L’uso della lingua spagnola è ottimo.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
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Il candidato affronta l’esposizione con sicura efficacia e comunicabilità. Corretto l’approccio metodologico e
bibliografico, spaziando in modo originale fra i testimoni del mito. Eccellente la lingua.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
Partendo da opportune considerazioni sul personaggio di Don Juan come mito letterario, il candidato
delinea un percorso chiaro ed efficace, caratterizzato da spunti di originalità. Nell’esposizione emerge
un’apprezzabile competenza sull’argomento e una conoscenza approfondita e aggiornata della bibliografia
di riferimento.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
Dopo un’ampia premessa assai aggiornata bibliograficamente, relativa al mito di Don Giovanni, dedicata
soprattutto alle sorti novecentesche ed aver citato gli studi fondamentali sul tema, passa in rassegna i testi
della traiettoria indicata dal titolo, contestualizzandoli brevemente. L’esposizione è lineare ed efficace, in
qualche punto dispersiva per eccesso di informazione. La lingua è ottima.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
Il candidato imposta la lezione in modo originale con un’articolata premessa sulla teoria della nascita del
mito. Con metodo analitico ed incisivo sviluppa poi le trasformazioni del personaggio di Don Juan da Tirso a
Zorrilla, accompagnandole a puntuali esemplificazioni ed opportune contestualizzazioni. Interessante è
l’accenno alla diffusione europea del mito stesso. Ottimo è l’aggiornamento scientifico-bibliografico del
candidato; rilevante la sua capacità comunicativa e la sua sensibilità didattica. Ottima l’esposizione in
lingua spagnola.
Giudizio collegiale
La lezione del candidato è risultata ben costruita, aggiornata bibliograficamente e documentata, sebbene
con una tendenza alla digressione. L’esposizione è risultata chiara ed esauriente, ricca nelle premesse
teoriche e nelle considerazioni sulle origini letterarie del mito. Eccellente l’uso della lingua spagnola.
Dott.ssa CLAUDIA DEMATTÈ
Giudizi individuali:
Giudizio commissario Prof. Antonio Gargano
La lezione della candidata si presenta chiara e ben organizzata e, pertanto, l’efficacia didattica è buona.
Sebbene l’informazione bibliografica risulti sufficiente, la lettura del capolavoro di Rojas, proposta nella
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lezione dalla candidata non offre elementi di novità nell’impostazione e, soprattutto, si rivela poco
problematica e poco ricettiva degli aspetti innovativi della Celestina, come commedia umanistica in volgare.
L’uso della lingua spagnola è corretto.
Giudizio commissario Prof. Rafael Lozano Miralles
La candidata affronta l’esposizione con grande efficacia e rigore, dimostrando il dominio bibliografico sulla
materia. Eccellente l’impostazione metodologica e la capacità di muoversi con agilità e competenza nelle
centrate relazioni intertestuali. Molto buona la lingua, con qualche incertezza.
Giudizio commissaria Prof.ssa Silvia Monti
La Dott.ssa Dematté ha affrontato le tematiche del titolo privilegiandone due: il tema della tercería appare
infatti meno approfondito. L’esposizione è chiara, coerente e sufficientemente documentata e si appoggia
su una bibliografia critica aggiornata.
Giudizio commissaria Prof.ssa Valentina Nider
La lezione è impostata seguendo coordinate metodologiche del tutto pertinenti, molto aggiornate
bibliograficamente e esposta in modo chiaro, nonostante la complessa ricca e articolata organizzazione. I
tre temi enunciati nel titolo sono analizzati approfonditamente ricorrendo ad una esemplificazione, tratta
sia dall’opera in oggetto, sia dalla trattatistica scientifica e giuridica e collocati criticamente all’interno della
tradizione degli studi. La lingua è molto buona.
Giudizio commissaria Prof.ssa Mariarosa Emilia Scaramuzza
La candidata conduce la lezione con metodo analitico; l’organizzazione del percorso didattico è chiara ed
efficace. L’esposizione non rimane astratta ma si accompagna al commento di passi della Celestina e del
contesto storico culturale. Buono il livello di aggiornamento scientifico bibliografico. Precisa l’esposizione in
lingua spagnola.
Giudizio collegiale
La lezione della candidata è stata chiara, ben documentata e costruita con efficace esemplificazione tratta
dal testo della Celestina. I riferimenti bibliografici sono stati precisi ed esaurienti. L’uso della lingua
spagnola è stato corretto con qualche incertezza.
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ALLEGATO n.2 AL VERBALE N. 4
DELLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1
POSTO DI PROFESSORE ASSOCIATO PER IL SETTORE SCIENTIFICO -DISCIPLINARE L-
LIN/05 FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA INDETTA CON D.R. N 3556 DEL 25.06.2008 IL
CUI AVVISO DI BANDO E’ STATO PUBBLICATO IN G.U. – IV^ SERIE SPECIALE N.50
DEL27.06.2008
Giudizio complessivo
Candidato: ALESSANDRO ROBERTO CASSOL
Il dott. Alessandro Roberto Cassol, ricercatore confermato di Letteratura Spagnola presso l’Università degli
Studi di Milano, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Iberistica presso l’Università di Bologna. Negli
anni 2001-2003, è stato assegnista di ricerca di Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di
Milano. Dal 2003 svolge attività didattica presso la medesima università e presso l’Istituto Superiore
Interpreti e Traduttori – Milano, in qualità di titolare di corsi di insegnamento di Letteratura spagnola.
La produzione del candidato risulta ampia, con risultati assai rilevanti nei due ambiti delle
autobiografie di soldati e del teatro barocco. In entrambi i campi ha raggiunto risultati di indiscutibile
originalità dimostrando una sicura padronanza degli strumenti metodologici filologico-letterari.
La Commissione valuta positivamente l’esperienza didattica del candidato.
Nella discussione dei titoli, ha mostrato un’ampia e approfondita conoscenza degli argomenti
trattati, e ha illustrato convincenti progetti di ricerca futuri.
La lezione del candidato è risultata ben costruita, documentata e aggiornata bibliograficamente,
con una chiara esposizione, ricca nelle premesse teoriche e nelle considerazioni sulle origini letterarie del
mito di Don Giovanni. Eccellente l’uso della lingua spagnola.
Giudizio complessivo
Candidata: CLAUDIA DEMATTÈ
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La dott.ssa Claudia Demattè, ricercatore di Lingua spagnola presso l’Università di Trento, ha ottenuto il
titolo di dottore di ricerca in “Le forme del narrare: testi, critiche, teorie e generi a confronto” presso
l’Università di Trento. Negli anni 2000 è stata assegnista di ricerca di Letteratura spagnola presso
l’Università di Trento. Dall’a.a.1998-99, svolge attività didattica presso le Università di Trento e di Milano, in
qualità di titolare di corsi di insegnamento di Lingua e letteratura spagnola, nonché di Letteratura spagnola
e di Lingua e traduzione spagnola.
La produzione scientifica della candidata è ampia, e risulta condotta con impegno e rigore
metodologico, con apprezzabili risultati nell’ambito degli studi sui libros de caballerías e delle loro
rielaborazioni teatrali.
La Commissione valuta positivamente l’esperienza didattica della candidata.
Nella discussione dei titoli, l’esposizione della candidata risulta chiara e precisa. Buona la
padronanza degli strumenti metodologici.
La lezione della candidata è stata chiara, ben costruita, con efficace esemplificazione tratta dal
testo della Celestina. L’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Giudizio complessivo
Candidata: ANTONELLA GALLO
La dott.ssa Antonella Gallo, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di
Verona, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Ispanistica presso l’Università di Pisa. Ha usufruito di
assegni di ricerca negli a.a. 2000-2002 presso l’Università di Firenze. Dall’anno accademico 2002-2003,
svolge attività didattica presso l’Università di Verona, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Lingua
e letteratura spagnola, nonché di Letteratura spagnola.
La produzione scientifica della candidata, pur non essendo assai ampia, risulta incentrata sugli
aspetti comici e ludici della narrativa e del teatro dei Secoli d’Oro e dimostra una buona attitudine alla
ricerca, sebbene non ancora pienamente espressa.
La Commissione valuta positivamente l’esperienza didattica della candidata.
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Nella discussione dei titoli, l’esposizione della candidata è stata chiara, con sufficiente padronanza
degli argomenti e conoscenza bibliografica specifica.
La lezione della candidata, sebbene sia stata svolta con chiarezza, tuttavia per la sua brevità non è
risultata del tutto efficace didatticamente. L’uso della lingua spagnola è stato corretto, con qualche lieve
incertezza.
Giudizio complessivo
Candidato: FELICE GAMBIN
Il dott. Felice Gambin, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università di Verona, ha
ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Ispanistica presso l’Università di Pisa ed è stato borsista presso la
Scuola di Studi Superiori dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli negli aa.aa. 1991-1992 e 1992-
1993 e titolare di assegni di ricerca dal 1998 al 2002 presso l’Università del Piemonte Orientale-Vercelli. È
membro del comitato di redazione della rivista Conceptos. Revista de investigación graciana. Dal 2001 ha
svolto attività didattica presso l’Università di Trento, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento di Storia
della cultura ispanica, e dal 2003 presso l’Università di Verona, in qualità di titolare di corsi d’insegnamento
di Letteratura spagnola.
La produzione scientifica del candidato risulta particolarmente ampia, con risultati assai rilevanti
nei due ambiti dell’opera di B. Gracián e della trattatistica sulla malinconia nei Secoli d’Oro. In entrambi i
campi ha raggiunto risultati di indiscutibile originalità, dimostrando una sicura padronanza degli strumenti
metodologici storico-letterari.
La Commissione valuta positivamente l’esperienza didattica del candidato.
Nella discussione dei titoli, il candidato ha affrontato in modo articolato e approfondito gli
argomenti trattati e ha illustrato convincenti progetti di ricerca futuri.
La lezione del candidato è risultata meditata, ben articolata e documentata, aggiornata
bibliograficamente, con un’esposizione esauriente. L’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Giudizio complessivo
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Candidata: MARIA ALESSANDRA GIOVANNINI
La dott.ssa Maria Alessandra Giovannini, ricercatore confermato di Lingua spagnola presso
l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale», ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in “Lingue e
letterature iberiche e iberoamericane” presso l’ Università di Palermo. Dall’a.a. 2001-2002 ha svolto attività
didattica in qualità di titolare di insegnamento di Lingua spagnola presso le Università degli Studi di Lecce e
l’Università degli Studi di Napoli «L’Orientale».
La produzione scientifica, che consta di alcuni contributi sulla narrativa contemporanea e
dell’edizione della commedia La Hermosa Alfreda, risulta esigua e testimonia il profilo di una studiosa
ancora in formazione.
La Commissione valuta positivamente l’esperienza didattica della candidata.
Nella discussione dei titoli condotta con chiarezza, la candidata ha dimostrato alcune carenze in
ambito teorico e qualche incertezza metodologica.
La lezione della candidata, esposta con linearità di percorso, si è basata su un corpus limitato di
opere letterarie, la cui presentazione è risultata carente di riferimenti bibliografici e, soprattutto, priva di
elaborazione interpretativa. Pur con qualche incertezza, l’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Giudizio complessivo
Candidata: ELISABETTA SARMATI
La dott.ssa Elisabetta Sarmati, ricercatore confermato di Letteratura spagnola presso l’Università
degli studi di Roma «La Sapienza», ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Iberistica presso l’Università
degli studi di Pisa. Dall’a.a. 2001-2002 ha svolto attività didattica in qualità di titolare di corsi di
insegnamento di Letteratura spagnola presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza».
La produzione scientifica della candidata risulta condotta con impegno e rigore metodologico, con
apprezzabili risultati nell’ambito degli studi sui libros de caballerías e dei topoi nella lirica amorosa tra
Quattro e Seicento.
La Commissione valuta positivamente l’esperienza didattica della candidata.
Nella discussione dei titoli l’esposizione della candidata è risultata chiara e rigorosa. Buona la
padronanza degli strumenti metodologici.
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La lezione della candidata è stata chiara, ben organizzata e con efficace esemplificazione tratta dai
testi poetici selezionati. L’uso della lingua spagnola è stato corretto.
Giudizio complessivo
Candidato: GERMANA VOLPE
La Dott.ssa Germana Volpe, ricercatore confermato di Letteratura Spagnola presso l’Università di
Napoli L’Orientale, ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca in ‘Culture ed Istituzioni dei Paesi di Lingue
Iberiche in età Moderna e Contemporanea’ presso la medesima università ed ha usufruito di un assegno di
ricerca (2001-2004) presso la medesima università.
La produzione scientifica della candidata, pur non essendo ampia, risulta incentrata sulle comedias
en colaboración, e dimostra una buona attitudine alla ricerca, sebbene non ancora pienamente espressa.
La Commissione valuta positivamente l’esperienza didattica della candidata.
Nella discussione dei titoli, l’esposizione della candidata è stata chiara, con sufficiente padronanza degli
argomenti trattati sebbene le scelte metodologiche operate nella sua produzione scientifica non risultino
sempre motivate con convinzione.
La lezione della candidata è risultata chiara ed è stata efficacemente impostata
sull’esemplificazione di tre opere teatrali, ma ha privilegiato gli aspetti descrittivi risultando perciò carente
di un maggiore approfondimento critico. L’uso della lingua spagnola è stato corretto, con qualche lieve
incertezza.
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