PROSPETTIVE, SVILUPPO E PROMOZIONE DELLE DOLOMITI
DEL VENETO
ALLEGATO 2
L’OFFERTA TURISTICA DELLE DOLOMITI DEL
VENETO E L’ORGANIZZAZIONE TURISTICA DEL
TERRITORIO
a cura di
DOXA
CISET
Studio Trend
Mercury S.r.l.
Febbraio 2001
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 2
SOMMARIO
1. Introduzione 4
2. L’offerta turistica attuale. Le risorse esistenti 5
Scheda 1 . Offerta turistica del comprensorio di CORTINA 6
Scheda 2. Offerta turistica del comprensorio dell'AGORDINO 8
Scheda 3. Offerta turistica del comprensorio del CADORE 10
Scheda 4. Offerta turistica del comprensorio della VALBOITE 12
Scheda 5. Offerta turistica del comprensorio di SANTO STEFANO-COMELICO-SAPPADA 14
Scheda 6. Offerta turistica del comprensorio di ARABBA - ROCCA PIETORE 16
Scheda 7. Offerta turistica del comprensorio di VALZOLDANA 18
3. L’organizzazione turistica del territorio: il ruolo degli attori locali e le relazioni
tra settore pubblico e privato 20
3.1. L’indagine presso gli opinion leaders locali: introduzione 20
3.1.1. Obiettivi 20
3.1.2. Metodologia 21
3.1.2.1. Fase preliminare: incontri di presentazione 21
3.1.2.2. Seconda fase: incontri con gli operatori 21
3.2. Caratteristiche del mercato 23
3.2.1. Flussi turistici 24
3.2.1.1. Stagione Invernale 24
3.2.1.2. Stagione estiva 26
3.3. L'intermediazione 27
3.4. Il sistema di offerta 30
3.4.1. Strutture ricettive e prezzi 30
3.4.2. Sport invernali 31
3.4.3. Risorse locali e diversificazione dell'offerta 31
3.4.4. Altre componenti dell'offerta 33
3.4.5. Servizi al turista 33
3.4.6. Caratteristiche endemiche 34
3.5. Relazioni nel sistema di offerta 37
3.5.1. La struttura del sistema di offerta 38
3.5.1.1. Gli istituti preposti alla Promozione Turistica 38
3.5.1.2. Le relazioni nel sistema 40
3.5.2. Barriere alla collaborazione 41
3.5.3. Ruolo delle aggregazioni 45
3.6. Imprenditorialità e formazione 48
3.6.1. La professionalità degli operatori 48
3.6.1.1. La mancanza di ricambio generazionale 48
3.6.1.2. Il basso livello della professionalità e della imprenditorialità 48
3.6.2. La formazione professionale 49
3.7. Proposte ed esempi di progetti 49
4. L'opinione degli operatori locali, dei tour operator e dei CRAL aziendali 52
4.1. Obiettivi dell'analisi 52
4.1.1. La metodologia 52
4.2. L’opinione degli operatori locali 53
4.2.1. I punti di forza e di debolezza delle Dolomiti del Veneto 53
4.2.2. L’immagine della destinazione 54
4.2.3. Elementi dell’offerta da migliorare 56
4.3. L’opinione dei CRAL aziendali 56
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 3
4.4. L’opinione dei Tour Operators italiani 58
4.5. L’opinione dei Tour Operators stranieri 60
5. Il Parco delle Dolomiti Bellunesi nell'ambito del “prodotto Dolomiti del Veneto” 61
5.1. Generalità 61
5.2. Le attrazioni e i servizi del Parco 63
5.2.1. Le attività e le escursioni per l’estate 64
5.2.2. Offerta turistica 66
5.2.2.1. Ricettività alberghiera nei comuni interessati dal Parco 66
5.2.2.2. La ricettività extralberghiera 66
5.2.2.3. I Punti di Debolezza del Parco 68
5.3. Comunicazione, diffusione delle informazioni e pacchetti turistici 68
5.3.1. L'attività dell'ente Parco e delle APT 68
5.3.2. L'intermediazione 69
5.4. La domanda di turismo nei Parchi 70
5.4.1. I target del turismo verde e dei parchi 72
5.5. I visitatori del Parco delle Dolomiti Bellunesi: numeri e caratteristiche 74
5.5.1. La visita al Parco nei risultati dell'indagine CISET- DOXA 76
5.6. Osservazioni e valutazioni 76
5.7. Le proposte 77
Appendice A. I questionari dell’indagine presso gli opinion leader, i tour operator
nazionali ed internazionali, i cral aziendali
Appendice B. L’offerta alberghiera delle Dolomiti del Veneto
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 4
1. Introduzione
Questo Allegato presenta i principali risultati dell’analisi svolta relativamente alle caratteristiche
quantitative e qualitative dell’offerta turistica delle Dolomiti del Veneto e all’organizzazione turistica
del territorio dolomitico.
In particolare, nel capitolo 2 è contenuta, per ciascun comprensorio individuato1, una ricognizione
sintetica sull’offerta ricettiva (strutture alberghiere ed extralberghiere), le risorse naturali ed
ambientali (es. parchi e aree protette, Km di strade panoramiche, ecc.), le risorse e attività culturali
(es. musei, principali manifestazioni, ecc.), le risorse e attività sportive (es. piste per lo sci alpino,
numero impianti di risalita, impianti sportivi, ecc.) e gli altri servizi (es. servizi di pronto intervento,
uffici turistici locali, ecc.).
Nel capitolo 3 vengono illustrati i risultati di un’indagine presso un gruppo di opinion leader locali e
volta ad identificare il ruolo degli attori, le relazioni tra settore pubblico e privato, i punti di forza e di
debolezza del sistema e le problematiche emergenti.
A tale analisi è stata affiancata, nel capitolo 4, una valutazione delle opinioni che gli operatori
locali, da un lato, e gli intermediari che si occupano di “portare” la domanda nelle Dolomiti del
Veneto (tour operators e cral aziendali in primis), dall’altro, hanno in merito all’area e al suo
posizionamento sul mercato alpino.
Infine, il capitolo 5 approfondisce caratteristiche e potenzialità di un elemento importante
dell’offerta turistica locale, che potrebbe rappresentare un punto di forza del nuovo piano di
promozione: il Parco delle Dolomiti Bellunesi.
Per quanto riguarda le Appendici, nell’Appendice A sono contenuti i questionari utilizzati per
l’indagine presso gli opinion leader locali, i tour operator e i cral aziendali (vedi capitolo 4), mentre
nell’Appendice B un rapporto sull’offerta alberghiera delle Dolomiti del Veneto curato dalla Mercury
S.r.l.
1
Coerentemente con l’analisi svolta dal lato della domanda, i comprensori presi in considerazione sono i
seguenti: Cortina, Agordino, Cadore, Valboite, Santo Stefano-Comelico-Sappada, Arabba-Rocca Pietore,
Valzoladana.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 5
2. L’offerta turistica attuale. Le risorse esistenti
Qui di seguito sono inserite alcune schede che riassumono, per ciascun comprensorio delle
Dolomiti del Veneto (Cortina-Ampezzo, Valboite, Cadore, Comelico-Sappada, Arabba-Rocca
Pietore, Valzoldana e Agordino), le caratteristiche quantitative dell’offerta turistica locale, in termini
di strutture alberghiere, risorse naturali ed ambientali, risorse e attività culturali, risorse e attività
sportive ed altri servizi.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 6
Scheda 1 . Offerta turistica del comprensorio di CORTINA
(Comune di Cortina d'Ampezzo)
1. L'OFFERTA RICETTIVA
STRUTTURE ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per
n. di camere)
Hotel 5 stelle 1 116 114 116
Hotel 4 stelle 18 1321 1319 73,3
Hotel 3 stelle 35 2200 1966 62,8
Hotel 2 stelle 9 160 103 17,7
Hotel 1 stella 2 25 17 12,5
TOT 65 3822 3519 58,8
PRESENZE 1999: 552099
INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA 1999: 31%
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media
ABITATIVE LETTO
Residence 1 44 44 (per n. di unità
abitative)
Campeggi 4 1267 (piazzole) 3714 928,5 (per n. di posti
letto)
Rifugi alpini 35 1005 28,7 (per n. di posti
letto)
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI
PARCHI E AREE PROTETTE: il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo**
KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 20*
FIUMI: 3 significativi (Boite, Falzarego, Costeana)**
LAGHI: 3 significativi (Bianco, Grande, Ghedina)**
GHIACCIAI/NEVAI: 3 aree significative (Tofane, Sorapiss, Cristallo)**
*= stima su base cartografia TCI
**= da cartografia TCI
3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI
ROCCHE E CASTELLI: 2 (Castello di Botestagno e Castello di Zanna)**
MUSEI: 4 (Museo d'Arte Moderna "M. Rimoldi", Museo Etnografico d'Ampezzo, Museo Paleontologico
"R. Zardini", Ciasa de ra Regoles)**
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Coppa del Mondo Sci femminile, Coppa Europa Bob, Camp. Del
Mondo Bob, Trofeo Salto con gli Sci, Coppa d'Oro delle Dolomiti per auto d'epoca, Incontri culturali
"Cortina Terzo Millennio", Incontri letterari del Savoia, Ra Corsa dei Sestieri* **
ASSOCIAZIONI CULTURALI: Ass. Astronomica, Corpo Musicale Cortina, Ass. Naz. Alpini, Coro
mCortina, Cortina Terzo Millennio, Filodrammatica d’Ampezzo, Regole d’Ampezzo, Spazio Cultura, U. L.
d’Ampezzo, Sestieri d’Ampezzo*
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 7
4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE
PISTE PER SCI ALPINO: 76 (per 110 KM)*
NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 37*
PISTE SNOWBOARD: 84*
PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 60 km*
PISTE PER SCI NORDICO: 6 (per 58 km)*
IMPIANTI SPORTIVI: 1 stadio del ghiaccio, 1 piscina coperta, 1 pista di pattinaggio di velocità su
ghiaccio, 1 maneggio, 1 bocciofila, 2 centri per il tennis, 1 trampolino salto con gli sci, 1 campo da golf, 1
palestra, 1 pista di bob, 1 centro sportivo**
SCUOLE DI SCI: 3*
MAESTRI SNOWBOARD: 10*
MAESTRI SCI ALPINISMO: 15*
ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 1 sezione CAI, 1 Ass. Guide Alpine**
ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 18**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
5. ALTRI SERVIZI
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Ospedale e Croce Bianca), Stazione di
Polizia, Stazione Soccorso Alpino, Stazione Corpo Forestale, Stazione Vigili del Fuoco*
GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 2*
AGENZIE DI VIAGGI: 3**
UFFICI TURISTICI LOCALI: 1 Ufficio IAT-APT**
DISCOTECHE: 12**
CINEMA: 1**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 8
Scheda 2. Offerta turistica del comprensorio dell'AGORDINO2
1. L'OFFERTA RICETTIVA
STRUTTURE ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per
n. di camere)
Hotel 5 stelle 0 0 0 -
Hotel 4 stelle 3 131 131 43,6
Hotel 3 stelle 27 686 677 25,4
Hotel 2 stelle 35 604 547 17,2
Hotel 1 stella 20 211 129 10,5
TOT 85 1632 1484 19,2
PRESENZE 1999: 395720
INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 31%
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media
ABITATIVE LETTO
Residence 2 71 35,5 (per n. di unità
abitative)
Campeggi 5 762 (piazzole) 2604 520,8 (per n. di posti
letto)
Rifugi alpini 36 1258 34,9 (per n. di posti
letto)
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI
PARCHI E AREE PROTETTE: il Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi**
KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 50*
FIUMI: 4 significativi (Cordevole, Fiorentina, Biois, Tegnas)**
LAGHI: 1 significativo (Alleghe)**
*= stima su base cartografia TCI
**= da cartografia TCI
3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI
MUSEI: 6 (Museo dell'ottica e dell'occhiale ad Agordo, Museo mineralogico ad Agordo, Studio Museo "A.
Murer" a Falcade, Chiesa Monumentale della Beata Vergine della Salute del 1713/15 a Falcade, Museo
Civico della Val Fiorentina a Selva, Chiesa Monumentale di San Simon a Vallada)**
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: campionato Hockey su ghiaccio, marcia in alta montagna
"Transcivetta" (Alleghe), fiaccolate, Agordino Ice, Premio Dolomieu (Falcade), Civetta Superbike, Palio
dei Cento (Agordo)* **
ASOCIAZIONI CULTURALI: Ass. Filatelica e Numismatica, ANGIV Basso Agordino, Circ. Luxottica,
GAMP Agordino, Agordo Musica, Circ. Fotografico Agordino, Ass. Danza, Circ. Culturale, Ass.
Micologica, irc. Artistico, Gruppo ANA, Radio Club Cime Bianche (Agordo), Club Unesco Agordino
(Rivamonte), Ass. Culturale, Gruppo ANA (La Valle)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
2
Comuni di Agordo, Alleghe, Canale d'Agordo, Cencenighe Agordino, Colle S. Lucia, Falcade, Gosaldo, La Valle
Agordina, Rivamonte Agordino, San Tomaso Agordino, Selva di Cadore, Taibon Agordino, Vallada Agordina, Voltago
Agordino
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 9
4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE
PISTE PER SCI ALPINO: 64 (per 80 KM, comprensori di Passo Giau, Alleghe, Selva di Cadore, Conca
Agordina, Tre Valli)**
PISTE SNOWBOARD: 16 ( 14 a Falcade, 1 a Forcella Aurine, 1 a Colle S. Lucia)**
NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 30**
PISTE PER SCI NORDICO: 14 (per 117 km, percorsi a Canale, Falcade, Gosaldo, La Valle, Selva,
Taibon)**
IMPIANTI SPORTIVI: 2 stadi del ghiaccio (Agordo e Alleghe), 6 campi di pattinaggio su ghiaccio
(Canale, Cencenighe, Falcade, Caviola, Selva, Vallada), 1 piscina (Agordo), 6 campi di calcio (Falcade,
Canale, Alleghe, Cencenighe, Agordo, Voltago), 6 centri per il tennis (Agordo, Canale, Alleghe, San
Tomaso, Caprile, Selva), 2 palestre (Agordo, Canale), 1 pista di slittino (Canale), 7 campi da bocce
(Agordo, Gosaldo, Falcade, Canale, Cencenighe, San Tomaso, Selva), 1 noleggio barche (Alleghe), 4
campi da basket (Voltago, Selva, Cencenighe, Canale), 1 sentiero naturalistico attrezzato (Selva), 1
parco giochi (Cencenighe), 1 maneggio (Vallada), 2 centri pesca sportiva (Frassenè, Falcade), 4 centri
per il tennis (Falcade, Caviola, Canale, Cencenighe), 1 minigolf (Falcade)**
SCUOLE DI SCI: 7 (2 a Alleghe, 2 a Falcade, 1 a Frassenè/Forcella Aurine, 1 a Selva)*
ASILI DELLA NEVE: 1 (Alleghe)
MAESTRI SNOWBOARD: 7 (2 a Alleghe, 3 a Falcade, 2 a Selva)*
MAESTRI SCI ALPINISMO: 5 (1 a Alleghe, 1 a Forcella Aurine, 2 a Selva, 1 a Colle Santa Lucia)*
ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 2 sezioni CAI (a Caprile e Agordo), 3 Ass. Guide
Alpine (a Alleghe, Agordo e Selva di Cadore), 2 guide alpine individuali (1 a Frassenè, 1 a Canale)**
ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 36 (11 a Alleghe, 1 a San Tomaso, 1 a Selva, 3 a Falcade, 4 a
Cencenighe, 2 a Canale, 9 a Agordo, 2 a Gosaldo, 1 a Frassenè, 2 a La Valle)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
5. ALTRI SERVIZI
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto soccorso (Agordo, Alleghe, Falcade, Colle S. Lucia),
Stazioni di Polizia, Stazioni Corpo Forestale (Agordo, Caprile, Canale, Ospitale), Stazioni Soccorso
Alpino (Agordo, Canale), Stazione Vigili del Fuoco (Agordo, Colle Santa Lucia, Selva)*
GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 5 principali*
AGENZIE DI VIAGGI: 3 (2 ad Agordo, 1 a Falcade)
UFFICI TURISTICI LOCALI: 3 Uffici IAT-APT (Agordo, Alleghe, Falcade), 11 Uffici Pro Loco (Canale
d'Agordo, Caviola, Cencenighe, Colle S. Lucia, Gosaldo, La Valle, Rivamonte, San Tomaso, Taibon,
Selva, Vallada), 2 Consorzi Promozione Turistica (Alleghe e Falcade), 1 ufficio Promotour (Frassenè)**
DISCOTECHE: 2 (1 a Agordo, 1 a Selva)**
CINEMA: 1 (Falcade)
*= Fonte Regione Veneto
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 10
Scheda 3. Offerta turistica del comprensorio del CADORE3
1. L'OFFERTA RICETTIVA
STRUTTURE ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per
n. di camere)
Hotel 5 stelle 0 0 0 -
Hotel 4 stelle 1 24 24 24
Hotel 3 stelle 15 326 309 21,7
Hotel 2 stelle 40 833 695 20,8
Hotel 1 stella 25 309 159 12,3
TOT 81 1492 1187 18,4
PRESENZE 1999: 202129
INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 21%
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media
ABITATIVE LETTO
Residence 0 0 0 -
Campeggi 3 456 (piazzole) 1260 420 (per n. di posti
letto)
Rifugi alpini 26 929 35,7 (per n. di posti
letto)
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI
PARCHI E AREE PROTETTE: la Foresta protetta di Somadida (Palus San Marco)**
KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 40*
FIUMI: 3 significativi (Piave, Piova, Ansiei)**
LAGHI: 3 significativi (Misurina, Santa Caterina, Pieve di Cadore)**
GHIACCIAI/NEVAI: 1 area significativa (Marmarole)**
*= stima su base cartografia TCI
**= da cartografia TCI
3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI
MUSEI: 6 (Museo "Fauna Flora e Mineralogia" ad Auronzo, Museo storico della Guerra 1915/18 a
Misurina, Museo della Magnifica Comunità del Cadore a Pieve, Museo dell'Occhiale a Pieve, Casa
Natale del Tiziano a Pieve, Biblioteca Storica Cadorina a Vigo)**
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: gare di Sleddog, Gran Premio di Motonautica, Ex Tempore di sculture
in legno, Trofeo Neve Ghiaccio, Camignada poi siè refuge e torneo di Polo sulla neve (Auronzo),
Carnevale Calaltino (Calalzo), Sagra di San Lorenzo (Lozzo), Concerto delle Marmarole* **
*= Fonte Rgione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
3
(Comuni di Auronzo di Cadore, Calalzo di Cadore, Domegge di Cadore, Lorenzago di Cadore, Lozzo di Cadore,
Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Pieve di Cadore, Vigo di Cadore, località Misurina)
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 11
4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE
PISTE PER SCI ALPINO: 16 (per 30 KM)*
NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 10*
PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 16,5 km*
PISTE PER SCI NORDICO: 13 (per 124,5 km, percorsi a Auronzo, Calalzo, Domegge, Lorenzago,
Pieve, Vigo)**
IMPIANTI SPORTIVI: 2 stadi del ghiaccio (Auronzo e Pieve), 5 campi di pattinaggio su ghiaccio
(Misurina, Calalzo, Lorenzago, Lozzo, Vigo), 2 piscine coperte (Pieve e Auronzo), 1 centro sleddog
(Auronzo), 1 tiro al piattello (Auronzo), 6 centri per il tennis (a Auronzo, Pieve, Perarolo, Calalzo, Valle e
Lozzo), 2 minigolf (Auronzo e Perarolo)**
SCUOLE DI SCI: 2 (1 a Auronzo, 1 a Pieve)**
ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 2 sezioni CAI (a Auronzo e Pieve), 1Ass. Guide
Alpine (a Auronzo)**
ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 5 (3 a Auronzo, 1 a Domegge, 1 a Lorenzago)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
5. ALTRI SERVIZI
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Ospedali di Auronzo e di Pieve), Stazioni di
Polizia, Stazioni Soccorso Alpino (Pieve, Auronzo), Stazioni Corpo Forestale (Auronzo, Pieve), Stazione
Vigili del Fuoco (Pieve)*
GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 7 principali*
AGENZIE DI VIAGGI: 1 (a Calalzo)**
UFFICI TURISTICI LOCALI: 3 Uffici IAT-APT (Auronzo, Calalzo, Tai di Cadore), 1 Consorzio Turistico
(Auronzo), 2 Uffici Turistici (a Misurina e a Valle), 1 Pro Loco (Venas), 1 Comitato Turistico (Lozzo)**
TEATRI: 2 (a Auronzo e a Valle)**
CINEMA: 2 (a Pieve e Auronzo)**
DISCOTECHE: 1 (Auronzo)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 12
Scheda 4. Offerta turistica del comprensorio della VALBOITE4
1. L'OFFERTA RICETTIVA
STRUTTURE ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per
n. di camere)
Hotel 5 stelle 0 0 0 -
Hotel 4 stelle 2 82 82 41
Hotel 3 stelle 17 447 435 26,2
Hotel 2 stelle 10 153 135 15,3
Hotel 1 stella 3 29 15 9,6
TOT 32 711 667 22,2
PRESENZE 1999: 226548
INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 25%
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI LETTO Dimensione media
ABITATIVE
Residence 4 322 80,5 (per n. di unità
abitative)
Campeggi 0 0 0 -
Rifugi alpini 5 188 37,6 (per n. di posti
letto)
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI
KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 10*
FIUMI: 1 significativo (Boite)**
LAGHI: 3 significativi (San Vito, Vodo, Valle di Cadore)**
GHIACCIAI/NEVAI: 1 area significativa (Antelao)**
*= stima su base cartografia TCI
**= da cartografia TCI
3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI
ROCCHE E CASTELLI: 1 (Forte del Monte Rite a Cibiana)**
MUSEI: 1 (Museo di Storia Naturale di Borca)**
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Settimana Internazionale dei Murales (Cibiana), Festa di Santa Lucia
(Vodo), Fiera di San Martino (Valle), Festa delle Bande Musicali (San Vito)* **
ASSOCIAZIONI CULTURALI: Coro San Vito, Corpo Musicale Val Boite**
*= Fonte Rgione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE
PISTE PER SCI ALPINO: 9 (per 15 KM)*
PISTE SNOWBOARD: 9 (a San Vito di Cadore)
NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 3*
PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 15 km*
4
Comuni di Borca di Cadore, Cibiana di Cadore, San Vito di Cadore, Valle di Cadore, Vodo Cadore
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 13
PISTE PER SCI NORDICO: 4 (per 25 km, percorsi a Borca, San Vito, Vodo, Cibiana)*
IMPIANTI SPORTIVI: 4 campi di pattinaggio su ghiaccio (Borca, Cibiana, Valle, Vodo)**
SCUOLE DI SCI: 2 (a San Vito a a Borca)**
MAESTRI SNOWBOARD: 8 (4 a Borca, 4 a San Vito)*
MAESTRI SCI ALPINISMO: 10 (5 a Borca, 5 a San Vito)*
ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 6**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
5. ALTRI SERVIZI
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Stazione di Polizia, Stazione Soccorso Alpino*
GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 6 principali*
AGENZIE DI VIAGGI: 2 (1 a Borca, 1 a Valle)**
UFFICI TURISTICI LOCALI: 1 Ufficio IAT-APT (San Vito), 2 Uffici Pro Loco (Borca, Valle)**
DISCOTECHE: 1 (a San Vito)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 14
Scheda 5. Offerta turistica del comprensorio di SANTO STEFANO-COMELICO-SAPPADA5
1. L'OFFERTA RICETTIVA
STRUTTURE ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per
n. di camere)
Hotel 5 stelle 0 0 0 -
Hotel 4 stelle 0 0 0 -
Hotel 3 stelle 19 335 330 17,6
Hotel 2 stelle 16 253 226 15,8
Hotel 1 stella 7 70 30 10
TOT 42 658 586 15,6
PRESENZE 1999: 112411
INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 23%
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE
N. N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media
ESERCIZI ABITATIVE LETTO
Residence 1 6 6 (per n. di unità
abitative)
Campeggi 3 253 (piazzole) 960 320 (per n. di posti
letto)
Rifugi alpini 10 316 31,6 (per n. di posti
letto)
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI
PARCHI E AREE PROTETTE: il Parco della Fauna Alpina a Sappada
KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 35*
FIUMI: 3 significativi (Piave, Frisan, Digon)**
LAGHI: 1 significativo (S. Anna)**
*= stima su base cartografia TCI
**= da cartografia TCI
3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI
MUSEI: 3 (Museo della cultura alpina a Comelico-Padola, Museo Etnografico a Sappada, Museo della
Civiltà Contadina a Sappada)**
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Carnevale Sappadino e Sprintissimo di Carnevale, Festival del
Folclore, Festa della birra, lucciolata, Convegno "I confini del dialetto" (Sappada), Gara della Lioda e
fiaccolata di Capodanno (Santo Stefano), Festa di San Nicolò (San Nicolò), Mascherata di S. Apollonia,
Gara di sleddog Alpen Trail, Festa gastronomica dei kneli (Comelico)* **
ASSOCIAZIONI CLUTURALI: Gruppo Holzhockar (Sappada), Ass. Rimmell (Comelico)**
*= Fonte Rgione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
5
Comuni di Comelico Superiore, Danta di Cadore, San Pietro di Cadore, San Nicolò di Comelico, Santo Stefano di
Cadore, Sappada
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 15
4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE
PISTE PER SCI ALPINO: 30 (per 26 KM)**
NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 26**
PISTE PER SCI NORDICO: 9 (per 77,5 km)**
IMPIANTI SPORTIVI: 5 campi di pattinaggio su ghiaccio (1 a Padola, 1 a San Pietro, 3 a Sappada), 2
centri per il tennis (a Comelico e a Sappada), 2 campi da bocce (a Comelico e a Sappada), 1 pesca
sportiva (a Sappada), 1 campo da golf (a Sappada), 2 palazzetti dello sport (a Sappada e Santo
Stefano)**
SCUOLE DI SCI: 4 (2 a Sappada, 1 a Comelico Sup., 1 a Santo Stefano)*
ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 2 Sezioni CAI (Sappada e Santo Stefano), 1 Ass.
Guide Alpine (San Pietro)**
ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 7 (a Sappada)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
5. ALTRI SERVIZI
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso, Stazioni di Polizia, Stazione Soccorso Alpino
(Sappada), Stazione Corpo Forestale (Santo Stefano), Stazione Vigili del Fuoco (Santo Stefano)*
GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 7 principali*
UFFICI TURISTICI LOCALI: 2 Uffici IAT-APT (Santo Stefano e sappada), 3 Consorzi di Promozione
Turistica (Comelico, Sappada e Santo Stefano-Valvisdende)**
CINEMA: 1 (a Santo Stefano)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 16
Scheda 6. Offerta turistica del comprensorio di ARABBA - ROCCA PIETORE6
1. L'OFFERTA RICETTIVA
STRUTTURE ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per
n. di camere)
Hotel 5 stelle 0 0 0 -
Hotel 4 stelle 1 52 52 52
Hotel 3 stelle 25 650 650 26
Hotel 2 stelle 21 353 333 16,8
Hotel 1 stella 10 102 83 10,2
TOT 57 1157 1118 20,2
PRESENZE 1999: 336605
INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 35%
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media
ABITATIVE LETTO
Residence 2 45 22,5 (per n. di unità
abitative)
Campeggi 2 330 (piazzole) 848 424 (per n. di posti
letto)
Rifugi alpini 22 379 17,2 (per n. di posti
letto)
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI
KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 40*
FIUMI: 2 significativi (Cordevole, Pettorina)**
LAGHI: nessuno significativo
GHIACCIAI/NEVAI: uno significativo (Marmolada)**
*= stima su base cartografia TCI
**= da cartografia TCI
3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI
ROCCHE E CASTELLI: 1 (Castello di Andraz)**
MUSEI: 2 (Museo Ladino Fodom a Livinallongo, Museo Storico della Guerra 1915/18 a Rocca Pietore)**
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: fiaccolate di Natale, Capodanno e Carnevale (Malga Ciapela),
fiaccolata con l'orso (Sottoguda), Raduno di appassionati di Telemark (Rocca Pietore), Festa folkloristica
tirolese, Marcia Barbana, Falò della Befana (Rocca Pietore), Gara Internazionale di sci alpinismo in
notturna (Arabba)* **
*= Fonte Rgione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE
PISTE PER SCI ALPINO: 54 (per 119 KM)**
NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 34**
6
(Comuni di Livinallongo del Col di Lana, Rocca Pietore, località Arabba)
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 17
PISTE PER SCI NORDICO: 2 (per 17 km)**
IMPIANTI SPORTIVI: 1 campo di pattinaggio su ghiaccio (Arabba), 1 piscina coperta (Rocca Pietore), 1
centro parapendio (Livinallongo), 2 campi di calcio (a Pieve Di Livinallongo e Rocca Pietore), 2 centri per
il tennis (a Rocca Pietore e Arabba), 2 maneggi (a Rocca Pietore e Arabba), 1 palestra (Rocca Pietore)**
SCUOLE DI SCI: 4 (1 a Arabba, 3 a Rocca Pietore)**
ASILI DELLA NEVE: 1 (Arabba)**
MAESTRI SNOWBOARD: 8 (5 a Arabba, 3 a Malga Ciapela)*
MAESTRI SCI ALPINISMO: 23 (21 a Arabba, 2 a Malga Ciapela)*
ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 1 sezione CAI (Arabba)**
ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 11**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
5. ALTRI SERVIZI
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Arabba e Rocca Pietore), Stazione di Polizia,
Stazione Soccorso Alpino (Arabba), Stazione Vigili del Fuoco (Arabba)*
GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 1 principale*
UFFICI TURISTICI LOCALI: 2 Uffici IAT-APT (Arabba, Rocca Pietore), 2 Consorzi Turistici (Arabba e
Rocca Pietore)**
DISCOTECHE: 1 (Rocca Pietore)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 18
Scheda 7. Offerta turistica del comprensorio di VALZOLDANA7
1. L'OFFERTA RICETTIVA
STRUTTURE ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per
n. di camere)
Hotel 5 stelle 0 0 0 -
Hotel 4 stelle 1 26 26 26
Hotel 3 stelle 7 182 179 26
Hotel 2 stelle 8 134 121 16,7
Hotel 1 stella 0 0 0 -
TOT 16 342 326 21,3
PRESENZE 1999: 75613
INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 30%
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE
N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI LETTO Dimensione media
ABITATIVE
Residence 0 0 0 -
Campeggi 4 355 1110 277,5 (per n. di
posti letto)
Rifugi alpini 17 617 36,2 (per n. di
posti letto)
(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)
2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI
PARCHI E AREE PROTETTE: una significativa, il Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi**
KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 15*
FIUMI: 2 significativi (Maè, Rutorto)**
LAGHI: 1 significativo (Pontesei)**
GHIACCIAI/NEVAI: 1 area significativa (Pelmo)**
*= stima su base cartografia TCI
**= da cartografia TCI
3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI
MUSEI: 1 (Museo Etnografico a Zoldo Alto)**
PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Rassegna "La Gnaga" (Forno), Sagra dei Gnoc e gare di sci FIS
(Pecol), fiaccolata di fine anno (Palafavera), Festa della Montagna, Sgambada Zoldana, Sagra di San
Rocco (Forno)* **
*= Fonte Rgione Veneto
**= Fonte APT n. 1 Dolomiti
4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE
PISTE PER SCI ALPINO: 22 (per 40 KM)*
NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 13*
PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 40 km*
7
Comuni di Forno di Zoldo, Zoldo Alto, Zoppè di Cadore.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 19
PISTE PER SCI NORDICO: 5 (per 30 km)*
IMPIANTI SPORTIVI: 1 stadio del ghiaccio (Forno), 1 campo di pattinaggio su ghiaccio (Zoldo Alto), 1
piscina coperta (Zoldo Alto), campi di calcio (Pralongo), 1 percorso ginnico (Pecol), 2 centri per il tennis
(Zoldo Alto e Forno), 1 campo da calcio (Forno), 1 campo da bocce (Forno)**
SCUOLE DI SCI: 1 (a Pecol)
MAESTRI SNOWBOARD: 3 (a Pecol)
MAESTRI SCI ALPINISMO: 2 (1 a Pecol, 1 a Pianaz)
ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 1 ass. Guide Alpine (Forno), 1 sezione CAI (Zoldo
Alto)**
ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 6**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
5. ALTRI SERVIZI
SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Zoldo Alto), Stazione di Polizia, Stazione
Soccorso Alpino, Stazione Vigili del Fuoco (Forno)*
GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 3 principali*
UFFICI TURISTICI LOCALI: 2 Uffici IAT-APT (Forno di Zoldo, Zoldo Alto), 3 Uffici Pro Loco (Forno di
Zoldo, Zoppè, Zoldo Alto), 1 Consorzio Promozione Turistica (Zoldo Alto)**
TEATRI: 1 (Forno)**
CINEMA: 1 (Forno)**
DISCOTECHE 1 (Zoldo Alto)**
*= Fonte Regione Veneto
**= Fonte APT n.1 Dolomiti
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 20
3. L’organizzazione turistica del territorio: il ruolo degli attori locali e le relazioni tra
settore pubblico e privato
3.1. L’indagine presso gli opinion leaders locali: introduzione
3.1.1. Obiettivi
La presente parte del lavoro di ricerca è finalizzata a raccogliere informazioni e giudizi sui vari
aspetti che determinano e compongono l'offerta turistica dell'area dell'APT n.1, attraverso dei
colloqui con operatori locali selezionati quali opinion leader delle diverse categorie coinvolte. Lo
scopo è quello di avere un quadro più completo possibile su quanto viene predisposto per la
fruizione del turista, e di come esso viene percepito dagli stessi operatori che lavorano
quotidianamente "sul campo", a contatto più o meno diretto con i visitatori.
In particolare, qui vengono raccolte e sintetizzate le opinioni che gli operatori esprimono sulle
caratteristiche del mercato e sui punti di forza e di debolezza dell'offerta, in modo da evidenziare
quanto, a detta degli stessi interessati, sia da migliorare o da sviluppare per avere una maggiore
forza attrattiva sul visitatore.
Una seconda fase dell'analisi si concentra sulle relazioni instauratesi all'interno del sistema di
offerta, tra privati e privati, tra privato e pubblico tra pubblico e pubblico. Le stesse relazioni
vengono inoltre analizzate rapportandole alla dimensione geografica dell'aggregazione (località,
comprensorio o ambito APT), in modo da poter esprimere un giudizio sul rapporto tra estensione
territoriale ed efficacia della sinergia, misurata in base alla loro capacità di proporre politiche di
sviluppo e di prodotto o attività di comunicazione e commercializzazione comuni alle aziende
coinvolte.
Dalla sintesi emerge anche quali siano i maggiori ostacoli alla collaborazione tra operatori, in modo
da indicare alcuni interventi possibili per facilitare il dialogo e il coordinamento tra le attività dei vari
enti interessati alla promozione turistica. In questo senso, il giudizio sull'attività delle varie tipologie
di aggregazioni e sulla loro capacità di aggregare le imprese permette di tracciare un quadro sul
loro ruolo in prospettiva futura nello sviluppo dell'economia turistica delle località.
Un capitolo a parte dello studio è mirato a tastare l'opinione degli operatori circa le attività di
formazione professionale quale mezzo per riqualificare il personale addetto all'offerta turistica e
per creare una cultura dell'ospitalità e dell'imprenditorialità nel settore. La finalità è quella di
indicare quali settori meritino maggiore attenzione e maggiori investimenti in corsi di formazioni o
proposte simili, in modo da poter giungere nel breve periodo ad una reale crescita professionale
tanto dei titolari di aziende quanto dei loro dipendenti.
La parte conclusiva fornisce una serie di spunti e suggerimenti emersi dai colloqui con gli operatori
e dalla sintesi dei loro commenti per rendere più chiare possibile le metodologie di intervento.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 21
3.1.2. Metodologia
3.1.2.1. Fase preliminare: incontri di presentazione
Il lavoro di analisi dell'offerta attraverso il punto di vista degli operatori è iniziato durante tre incontri
di presentazione del lavoro di ricerca svolti a Cortina il 16/11/1999, ad Auronzo il 19/11/1999 e ad
Agordo il 2/12/1999. A questi incontri sono stati invitati tutti gli operatori dei tre comprensori, in
modo da esporre finalità e metodologia della ricerca. Nello stesso tempo, ai presenti è stato
distribuito un breve questionario dove veniva chiesto di descrivere alcuni dati della struttura
rappresentata e veniva chiesto un giudizio sull'andamento dei flussi turistici, della stagionalità e
sull'ambito concorrenziale. I risultati di tali questionari verranno trattati a parte, ma essi hanno
costituito un primo utile contatto con gli operatori e hanno costituito la base su cui impostare il
questionario per gli incontri personali della fase seguente della ricerca.
3.1.2.2. Seconda fase: incontri con gli operatori
La seguente esposizione è la sintesi dei colloqui svolti dal gruppo di ricerca con esponenti di
aziende ed enti della provincia di Belluno, la cui attività prevalente sia collegabile in modo più o
meno diretto ai flussi turistici. I soggetti intervistati sono rappresentanti di aziende che, per
anzianità ed esperienza nel settore, per rappresentatività nella loro categoria o per ruolo
istituzionale, sono stati giudicati adatti ad esprimere giudizi e opinioni particolarmente adatti alle
finalità della ricerca, e sono perciò stati selezionati quali opinion leader del settore dell'offerta
turistica.
Le loro opinioni possono inoltre essere ritenute condivisibili da una buona parte dei colleghi e
concittadini operanti nella medesima categoria o nella stessa area geografica.
Le aziende sono state selezionate secondo i seguenti criteri:
Geografico: si è cercato di selezionare operatori che fossero distribuiti sul territorio dell'APT n.1 in
modo uniforme, in modo da poterli ritenere rappresentativi di tutte le diverse realtà di questa area
eterogenea. Il numero di operatori selezionati per ogni singola località vuole essere inoltre
proporzionale al numero di aziende della medesima categoria presenti in quella stessa località. Il
quadro completo della ripartizione geografica delle interviste può essere riassunto dividendo il
territorio in quattro-cinque macro-aree, come evidenziato dalla tabella 3.1.
Tabella 3.1. Ripartizione per comprensori
COMPRENSORIO NUMERO
COLLOQUI
SVOLTI
19
Agordino e Valzoldana
Cortina e Val Boite 12
Auronzo e Centro Cadore 14
Comelico – Sappada 6
Altro (provincia di Belluno) 2
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 22
Per tipologia: l'elenco degli operatori coinvolti vuole essere rappresentativo di tutte le categorie
che offrono merci e servizi fruibili dal turista, con prevalenza per quelle categorie che hanno una
chiara prevalenza nell'accoglienza di chi soggiorna in montagna (alberghi, ristoranti, impianti di
risalita, ecc.). Una particolare attenzione è stata riservata anche alle strutture aggregative di
aziende private (Consorzi e affini), che possono essere ritenute rappresentative degli interessi
comuni delle aziende ad esse associate, e rappresentano perciò una voce ulteriormente
rappresentativa. Si tenga inoltre presente che all'interno della categoria delle strutture alberghiere
sono stati sentiti rappresentanti di tutte le cinque categorie ufficiali (da 1 a 5 stelle) presenti sul
territorio, con una ripartizione proporzionale all'effettiva offerta per categoria di tutta l'area (netta
prevalenza degli hotel a tre stelle).La tabella 2 riassume le diverse tipologie degli operatori
intervistati, distinguendo innanzi tutto le due macro-categorie degli enti pubblici e delle aziende
private.
Tabella 3.2. Ripartizione per tipologia degli operatori
OPERATORI TIPOLOGIA DI OPERATORE NUMERO COLLOQUI
PRIVATI SVOLTI
13
Alberghi - ristoranti
Impianti di risalita 4
Scuole sci 2
Consorzi e altre strutture associative 6
Regole 1
Commercianti 1
Associazioni di categoria 2
Campeggi 2
Agenzia immobiliari 2
Agenzia di viaggio (incoming) 2
Musei 1
Pro Loco 1
Enti di formazione 1
TOT 38
ENTI PUBBLICI TIPOLOGIA DI OPERATORE NUMERO COLLOQUI
SVOLTI
12
Comuni
3
Comunità Montane
15
TOT
Gli incontri con gli operatori si sono svolti in un periodo che va dal febbraio all'aprile 2000,
incontrando personalmente gli operatori, talvolta anche più di un rappresentante per ogni azienda
o ente. Agli intervistati veniva proposto un dialogo abbastanza aperto alla libera discussione,
dando loro lo spunto per avere un'opinione su determinati argomenti; lo schema seguente riporta
in sintesi i temi di discussione proposti, nell'ordine in cui, solitamente, sono stati discussi durante
gli incontri.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 23
ARGOMENTO PROPOSTO SCOPO DELLA DISCUSSIONE SU TALE
ARGOMENTO
Giudizio generale sull'andamento dei flussi Raccogliere opinioni sulle variazioni dei gusti del
turistici nell'area di competenza; consumatore, come esse vengono percepite
Variazioni nella domanda; dall'operatore; sapere cosa essi si aspettano per il
Motivi di tali tendenze e variazioni, e loro possibili futuro delle destinazioni dolomitiche;
sviluppi futuri;
Rapporto con i rappresentanti Evidenziare i motivi, tecnici e "culturali", della
dell'intermediazione (Agenzie di viaggio e Tour difficoltà a sviluppare rapporti con il settore
Operator); dell'intermediazione; capire quanto su di essi potrà
Loro peso sullo sviluppo delle aziende turistiche essere basato il rilancio turistico delle Dolomiti;
locali;
Programmazione di particolari iniziative di Evidenziare quanto gli operatori siano pronti a
miglioramento delle proprie strutture; cogliere l'evoluzione del mercato, a farsi conoscere
Programmazione di iniziative di comunicazione, adeguatamente e a modificare la propria offerta
promozione o studio del mercato turistico; assecondando le nuove richieste della clientela;
Utilizzo di finanziamenti pubblici (anche Capire quanto siano informati e predisposti gli
comunitari) per la realizzazione delle suddette imprenditori circa l'utilizzo di nuove forme di
iniziative; finanziamento pubblico;
Giudizio sul sistema di offerta turistica locale; Analizzare la capacità degli operatori di cogliere i
Punti di forza e di debolezza del sistema; propri limiti e pregi all'interno del contesto generale
di offerta della località;
Valutazioni sulle relazioni attualmente in corso Descrivere la capacità degli operatori di "fare
tra gli operatori turistici che operano nell'area sistema" (di dialogare, di collaborare, di avere una
(rapporto tra i privati, tra enti pubblici e aziende programmazione comune) e sottolineare quali
private e tra i diversi enti pubblici); siano i maggiori ostacoli al perseguimento di
Giudizio sull'attività di associazioni e consorzi e attività sinergiche; giudicare se, in questo contesto,
sul loro ruolo futuro; lo sviluppo di forme associative quali i consorzi è il
Giudizio sulla eventuale esperienza personale di sistema più adatto al conseguimento degli obiettivi
associato ad una struttura associativa/consortile; di sviluppo dell'offerta.
Preparazione professionale degli operatori Indagare sul grado di preparazione professionale
(imprenditori e dipendenti); degli appartenenti alle diverse categorie coinvolte
Investimenti nella formazione professionale; e sulla capacità degli stessi operatori di auto-
Giudizio su esperienze personali di giudicarsi in tal senso; capire quanto sia
partecipazione ad iniziative di formazione; proponibile l'aumento di occasioni di miglioramento
della preparazione attraverso corsi ed incontri di
formazione;
Altre osservazioni, proposte, idee o suggerimenti Raccogliere una serie di indicazioni e suggerimenti
per lo sviluppo dell’offerta turistica nell’area; diretti da parte degli operatori;
Agli intervistati è stato inoltre sottoposto un questionario più schematico che ripropone alcuni dei
quesiti che sono stati posti al pubblico per l'analisi della domanda, con la richiesta di esprimere vari
giudizi sulle componenti dell'offerta e sulle possibili azioni da sviluppare. Alla analisi delle risposte
a tale questionario, utilmente confrontabili con le opinioni espresse dalla clientela sui medesimi
argomenti, verrà dedicato un capitolo a parte.
3.2. Caratteristiche del mercato
L'analisi dei colloqui sui vari aspetti dell'offerta inizia da una panoramica sul mercato del turismo
montano nelle Dolomiti Bellunesi. Essa deriva dalla sintesi del dibattimento sui seguenti argomenti:
Andamento dei flussi turistici nell'area di competenza;
Variazioni nella domanda, motivi di tali tendenze e variazioni, e loro possibili sviluppi futuri;
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 24
Rapporto con i rappresentanti dell'intermediazione (Agenzie di viaggio e Tour Operator) e loro
peso sullo sviluppo delle aziende turistiche locali;
Giudizio sul sistema di offerta turistica locale;
Punti di forza e di debolezza del sistema;
Come si può notare, si tratta della sintesi delle opinioni espresse dagli operatori sulle variazioni
della domanda e sui conseguenti adattamenti del sistema di offerta, per come essi vengono
percepiti da chi è a contatto con il cliente. Vediamoli nel dettaglio.
3.2.1. Flussi turistici
Nella visione degli operatori, la valutazione dei flussi va debitamente divisa tra stagione estiva ed
invernale, i cui trend sono percepiti come ben distinti.
3.2.1.1. Stagione Invernale
Durante la stagione invernale l'afflusso di turisti soggiornanti viene valutato in maniera diversa
secondo le zone, anche se si può sostenere che nella maggior parte dei casi l'affluenza è in stasi o
in ribasso. La concentrazione di turisti è ormai inevitabilmente legata alla pratica dello sci alpino,
perciò le sole località nei pressi degli impianti di risalita possono godere di una certa domanda
invernale. Nel dettaglio:
Un'offerta continuamente aggiornata e rinnovata per lo sci di discesa è la componente che
permette a molte località di mantenere i flussi invernali a livelli accettabili. Tutte le località che
gravitano sul carosello sciistico della Civetta (Alleghe, Selva di Cadore, Zoldo Alto), del
Sellaronda (Arabba e Rocca Pietore) e di Cortina mantengono un numero di presenze
abbastanza costante, grazie alla capacità di rinnovare l'offerta di impianti di risalita e di piste
per la discesa. Alcune altre località, come la Val Boite per Cortina, riescono ad andare
parzialmente "al traino" delle località citate sopra, sfruttando un certo flusso di soggiornanti che
poi fanno i pendolari verso le località di partenza degli impianti di risalita. Altri paesi, come
Auronzo, Comelico e Sappada, hanno una offerta ormai troppo limitata per poter competere
con i maggiori caroselli, e scelgono di adeguare le strutture esistenti senza pensare di farne il
loro maggiore elemento di richiamo. Infine, le località sciistiche più prossime alla pianura
beneficiano di un buon flusso di sciatori escursionisti, soprattutto nei fine settimana, che
permette di riscontrare un discreto indotto per alcune categorie di operatori (impianti di risalita
in primis). Cortina rappresenta un caso a parte, in quanto da diversi anni la sua clientela
invernale è rappresentata solo al 30-40% da sciatori, e un eventuale calo di presenze non
potrebbe essere perciò imputato principalmente ad una eventuale disaffezione alla pratica
dello sci.
In genere c'è consenso nel dire che il numero di appassionati dello sci alpino non è più in
crescita come negli anni scorsi; le cause possono essere diverse, non ultimi fenomeni di
costume e di moda. Questo induce diversi operatori a sostenere che lo sci non sarà più
elemento fondamentale di attrattiva, e non vale quindi più la pena di progettare altri grandi
investimenti nel settore dell'impiantistica. Questo anche perché gli sciatori tenderanno sempre
più a concentrarsi nelle località dotate di un minimo carosello di piste, a scapito delle
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 25
destinazioni munite di solo qualche impianto e pista. Quasi ovunque i grandi progetti di
collegamento di diversi comprensori sciistici sono stati definitivamente abbandonati (Val Boite
con la Val Zoldana, Forno di Zoldo con Zoldo Alto, Tofane con Cristallo ad esempio) in quanto
ritenuti troppo costosi, incapaci di portare un aumento di presenze proporzionale alla spesa e
poco compatibili con principi di tutela ambientale.
La domanda di pratica di sci alpino dimostra ultimamente di giungere sempre più anticipata, in
corrispondenza delle prima nevicate (fine novembre) in un po' tutte le località.
La pratica dello sci di fondo, praticabile in molte località, non riesce a creare un ritorno di una
certa importanza.
La maggior parte delle località che beneficiano di un certo flusso di turisti invernali registra da
alcuni anni un buon numero di presenze durante le festività natalizie, mentre il resto della
stagione fa registrare preoccupanti vuoti. Le eccezioni a questo trend generale, che accomuna
un po' tutto l'arco alpino, sono rappresentate dalle zone di Sappada-Comelico e Arabba, per
motivi diversi: Arabba beneficia dell'essere inserita nel carosello sciistico del Sellaronda, ed è
una località dove le strutture ricettive sono tuttora in aumento; Comelico e Sappada, pur
presentando un'offerta per la pratica dello sci di discesa assolutamente minima, presentano
caratteristiche tipiche molto marcate e una tipologia di attrattive molto diverse dal resto del
bellunese.
Molti operatori sottolineano il flop del capodanno 2000, al quale erano legate molte aspettative,
ed evidenziano come anche i grandi avvenimenti non sempre sono in grado di portare un
beneficio pari alle aspettative.
La permanenza media del turista è ovunque calata molto rispetto agli anni passati, tanto che la
stessa settimana bianca sta diventando sempre più difficile da vendere. L'affluenza degli
sciatori si sta sempre più concentrando nei fine settimana, soprattutto in corrispondenza di
festività e "ponti" di alcuni giorni.
La meteorologia sta influenzando i flussi di sciatori al punto che gli ultimi inverni diventano
difficilmente valutabili secondo i consueti dati su arrivi e presenze, dal momento che in
corrispondenza dei periodi di ferie la presenza di neve naturale è stata spesso quasi nulla. A
questo dato fa da riscontro una offerta di innevamento programmato che ha permesso di
mantenere sempre e quasi ovunque un buon livello di innevamento sulle piste. Però non
sempre l'innevamento artificiale riesce a sopperire completamente alla neve naturale,
soprattutto per i riflessi psicologici che esso ha sulla visione generale dello sciatore, che può
notare la differenza tra i due tipi di neve e comunque non si accontenta di sciare in un contesto
ambientale esteticamente brutto e lontano da quello che egli si attende da una località
montana in piena stagione.
Per quanto riguarda le aree di provenienza dei turisti, molte zone sono accomunate dal calo
notevole degli arrivi da Austria e Germania, paesi che in passato avevano costituito un ottimo
bacino di utenza, Per contro, sono in costante aumento gli arrivi dai paesi dell'Est europeo.
Alcune destinazioni (centro Cadore, Auronzo, e alcune zone della Val Zoldana e dell'Agordino)
hanno fatto dei gruppi dai paesi dell'Est la loro principale risorsa per il periodo invernale.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 26
Questa clientela si dimostra molto interessata alla pura pratica dello sci alpino, con un notevole
divario tra la disponibilità di spesa per la pratica dello sci (alta) e quella per la pratica di altre
attività durante il soggiorno (bassa). Le opinioni si dividono sul giudizio qualitativo dato alla
clientela dell'Est europeo: se la maggior parte degli operatori sono concordi nel sostenere che
si tratta attualmente di clientela di fascia medio-bassa, alcuni di loro la considerano comunque
in crescita e potenzialmente molto interessante, mentre altri non prospettano alcuna possibilità
di crescita di questo segmento e non considerano fruttifere eventuali trattamenti finalizzati alla
fidelizzazione.
L'operazione recente più importante di miglioramento della viabilità, cioè il prolungamento
dell'autostrada A27 fino a Pian di Vedoia, è ritenuto positivo dalla maggior parte degli operatori,
tanto che alcuni sostengono di poter collegare un discreto aumento dell'affluenza alle proprie
strutture proprio alla maggiore raggiungibilità della loro località. Le opinioni su altre prospettive
di sviluppo della viabilità sono invece molto diverse, riflettono il dibattito quotidianamente in
corso sulle diverse soluzioni ai problemi della viabilità del bellunese, e verranno trattate nel
paragrafo dedicato all'offerta locale.
La domanda per il mercato dell'extra-alberghiero è in molte aree in crescita. Il mercato delle
compravendite che coinvolga turisti è limitato a frequentatori molto fidelizzati negli anni scorsi
che decidano l'acquisto di una seconda casa: si tratta di un settore molto ristretto, che in
alcune località (Cortina) rappresenta una realtà già consolidata ma ha un bacino di utenza
ristretto. Il mercato delle locazioni è invece in crescita in diverse località (Agordino, Cortina,
Centro Cadore) e in alcune aree rappresenta la risorsa principale del settore ricettivo. La
domanda di locazioni giunge anche dall'estero e riflette l'andamento generale di abbreviazione
del periodo di permanenza.
Il flusso di turismo d'affari è abbastanza importante in aree quali Agordo e il Centro Cadore.
Queste località sono favorite da una posizione geografica favorevole e dalla presenza di un
buon numero di imprese che permette alle strutture ricettive di avere un flusso di clienti
abbastanza costante nell'arco dell'anno. Anche questo segmento di mercato è però spesso in
calo, in conseguenza del calo del settore dell'occhialeria.
3.2.1.2. Stagione estiva
La stagione estiva viene comunemente valutata come il periodo che maggiormente risente del calo
di presenze turistiche. Ovunque la stagione si sta riducendo e la clientela ha un tasso di ricambio
molto basso. Nel dettaglio:
I flussi estivi sono costantemente in calo quasi ovunque da diversi anni a questa parte, sia per
il settore alberghiero, sia per l'extra-alberghiero; la concorrenza della vacanza balneare è
percepita da molti come l'elemento "di moda" che maggiormente penalizza la vacanza
montana. Ad esso si aggiunge un contesto concorrenziale dove le aumentano le possibili
destinazioni (fine della guerra nell'ex Jugoslavia) e le località più lontane stanno abbassando i
costi di viaggio e si propongono a cifre nettamente più convenienti rispetto alla montagna.
La clientela è ovunque di età avanzata e sta progressivamente invecchiando, in conseguenza
della scarsità di componenti dell'offerta rivolte ai giovani e alle famiglie. La maggior parte degli
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 27
operatori ritiene di doversi rivolgere forzatamente a questo segmento, in quanto unico
destinatario del tipo di offerta proposta (relax, natura, ambiente sano, ecc.) e unico segmento
fidelizzabile e dalla buona disponibilità di spesa.
Molti operatori sostengono che i clienti estivi sono la categoria più fidelizzata tra i frequentatori
delle Dolomiti, in conseguenza di una frequentazione pluriennale, e che registra un tasso
abbastanza basso di abbandono a favore di altre località montane.
La stagione estiva si sta riducendo sempre più, a causa dei mutati comportamenti di consumo
dei soggiornanti e forse a causa di condizioni meteorologiche spesso poco invoglianti.
In alcune località (Auronzo) si registra un calo anche nella disponibilità di spesa del turista
estivo.
I frequentatori del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo sono in crescita e dimostrano un crescente
interesse per l'offerta naturalistica della montagna bellunese.
3.3. L'intermediazione
Un problema comune a molti operatori privati interpellati riguarda la incapacità di intrattenere
rapporti proficui con il settore dell'intermediazione di viaggi (agenzie e Tour Operator); lo sviluppo
di tali relazioni commerciali raramente viene percepito come la maniera più adatta per rilanciare
l'economia turistica delle Dolomiti. Questa incapacità ha una serie di concause. Gli operatori locali,
sia quelli direttamente interessati a tali rapporti sia quelli non direttamente coinvolti, ritengono
spesso che alla base vi sia innanzitutto la poca attitudine a rapportarsi con i meccanismi del
mercato dell'intermediazione; in poche parole manca la mentalità, più che i mezzi, per approcciare
il mondo delle agenzie di viaggi con la necessaria flessibilità.
Più della metà degli operatori privati contattati, direttamente coinvolti dalle relazioni con
l'intermediazione, hanno dichiarato di non avere contatti e di non riuscire, per varie ragioni, a
svilupparne di proficui in questo settore. La crescita dei mercati dei paesi dell'Est europeo è
attualmente l'elemento che ha rappresentato un incentivo alla crescita dei contatti con agenti di
quei paesi, incentivata dal fatto che viene notevolmente coinvolto dalla domanda anche il
settore extra-alberghiero (appartamenti e perfino campeggi).
C'è inoltre una parte degli interlocutori che non ritiene indispensabile ricorrere all'apporto degli
agenti di viaggio per dare sviluppo al sistema di offerta locale. C'è un certo grado di scetticismo
nei confronti dell'attività degli agenti di viaggio e verso la loro capacità di migliorare
decisamente l'afflusso di turisti (attraverso, ad esempio, la destagionalizzazione dei flussi)
La possibilità di instaurare rapporti stabili con le Agenzie di Viaggi parte dalla constatazione di
una serie di limiti reali del sistema di offerta. Le strutture ricettive, innanzitutto, non sempre si
prestano ad essere commercializzate mediante l'intermediazione: la capienza media del
settore alberghiero in diverse località non è sufficiente ad ospitare un flusso di gruppi
precostituiti e organizzati, mentre il settore extra-alberghiero (campeggi inclusi) non è
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 28
sufficientemente coordinato e gestibile unitariamente. Ciò implica che l'accoglienza di gruppi
sia possibile solo su specifica richiesta e solo in presenza di posti lasciati liberi dagli individuali;
queste condizioni, nella maggior parte dei casi, si verificano solo al di fuori dell'alta stagione.
Questa situazione esclude la possibilità di essere inseriti stabilmente in pacchetti di offerta e
cataloghi di agenzie e Tour Operator; spesso i rapporti vengono perciò instaurati più con le
piccole agenzie, in occasione di richieste saltuarie per gruppi organizzati, che non con Tour
Operator che propongano la località con continuità (zona di Falcade in particolare).
I motivi di contrasto tra operatori del ricettivo e dell'intermediazione sono solitamente di
carattere tecnico ed economico: molti intervistati lamentano gli stretti margini di ricarico attuabili
in seguito alla concessione delle provvigioni agli agenti, così come considerano troppo
restrittivo il termine di rilascio previsto o troppo alto il numero di posti letto richiesti. Inoltre, in
una prima fase di sviluppo dei rapporti con l'intermediazione, gli operatori pensano che le
richieste da parte degli agenti arriverebbero in periodi comunque di buona affluenza individuale
(Natale, agosto), nei quali sarebbe arduo ritagliare gli spazi necessari all'accoglienza di gruppi.
Alcuni esponenti del settore ricettivo hanno inoltre sottolineato l'inadeguatezza delle strutture
ricettive allo standard qualitativo che viene richiesto da molti agenti per l'inserimento nella loro
programmazione (extra-alberghiero incluso), soprattutto per i periodi diversi dall'alta stagione.
Più di qualche operatore considera non attuabile la prospettiva di sviluppare una offerta di
soggiorni itineranti (tour organizzati dalle agenzie) che consentono di visitare diverse località
delle Dolomiti in alcuni giorni. Si tratterebbe di un tipico prodotto commercializzato dalle
agenzie, per il quale la domanda è attualmente in crescita; ma diversi operatori considerano
questa offerta poco adatta alla tipicità della montagna (che più si presta a soggiorni stanziali) e
considerano prioritario insistere comunque sul segmento dei turisti soggiornanti in una sola
località.
Operatori dell'area di Auronzo fanno emergere anche la mancanza di comunicazione alle
agenzie di viaggi sulle località minori della montagna bellunese, per negligenza tanto degli
operatori privati e delle loro associazioni quanto del settore pubblico di promozione turistica.
Viene cioè lamentata una scarsa conoscenza da parte degli agenti di viaggio delle attrattive
minori dell'area e delle sue numerose risorse più nascoste, soprattutto del settore naturalistico.
Anche le poche agenzie della provincia di Belluno che svolgono attività di incoming dichiarano
di ricevere poca collaborazione dagli operatori del ricettivo. Non si tratta quindi di difficoltà di
colloquiare con operatori fisicamente o culturalmente distanti, ma di poca predisposizione ad
accettare le condizioni del contratto commerciale che solitamente vengono proposte dagli
organizzatori di viaggi.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 29
Riassumendo, i limiti allo sviluppo dei rapporti con il settore dell'intermediazione sono così
riassumibili:
LIMITI LIMITI
STRUTTURALI CULTURALI
INTERMEDIAZIONE
LIMITI LIMITI DI
ECONOMICI COMUNICAZIONE
LIMITI STRUTTURALI
Capienza media delle strutture ricettive insufficiente
Mancanza di organizzazione sistematica dell'offerta extra-alberghiera
Insufficiente standard qualitativo delle strutture
Coincidenza della stagionalità degli individuali e dei gruppi
LIMITI CULTURALI
Mancanza di mentalità in genere
Impreparazione ad offrire soggiorni itineranti
Mancanza di collaborazione con il settore incoming locale
Mancanza di fiducia nell'attività degli intermediatori
LIMITI ECONOMICI
Ristrettezza dei margini di manovra sulle provvigioni
Condizioni contrattuali (allottment, termini di rilascio) troppo restrittive
Poche possibilità di promozioni sui prezzi e di politiche di prezzo comuni
con i colleghi
LIMITI DI COMUNICAZIONE
Scarsa comunicazione alle AdV sull'offerta dell'area
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 30
3.4. Il sistema di offerta
In questa fase verrà analizzata la opinione degli interlocutori sul sistema di offerta locale nel suo
complesso, con i suoi punti di forza e di debolezza. La dimensione territoriale più spesso presa in
considerazione non è quella del comprensorio APT n.1 o di altre aree abbastanza vaste; gli
operatori si sono riferiti alla loro realtà locale, intesa come territorio comunale o di vallata,
esprimendo giudizi in relazione alla tipologia di clientela che normalmente li frequenta. Questo
spiega perché un elemento di forza di una località possa esserlo di debolezza per un'altra. Vanno
perciò qui fatte le debite distinzioni tra i diversi comprensori interessati dalla ricerca.
3.4.1. Strutture ricettive e prezzi
L'offerta ricettiva del settore alberghiero ed extra-alberghiero è stata giudicata sia dal punto
quantitativo, sia dal punto di vista qualitativo, con opinioni diverse. Solo in alcuni comprensori
(Agordo, Alleghe, Selva di Cadore e in parte Auronzo) è stata rilevato un giudizio relativo ad una
offerta di posti letto insufficiente, dovuto soprattutto all'incapacità di soddisfare la domanda di
appartamenti in locazione. In alcune località (Agordo, Alleghe) è stato giudicata insufficiente anche
la ricettività alberghiera. Il resto delle destinazioni ritiene invece di avere una disponibilità di
strutture per l'accoglienza sufficiente per l'attuale domanda.
Dal punto di vista qualitativo, i giudizi sono più severi: la maggior parte degli operatori ritiene che
l'offerta ricettiva della sua località sia di bassa qualità (strutture vecchie, basso livello di
manutenzione e funzionalità), soprattutto in confronto all'offerta di località limitrofe. Fa eccezione
l'area di Cortina-San Vito di Cadore, caratterizzata da un buon livello di strutture di accoglienza,
seppure talvolta vecchie; sull'area di Sappada-Santo Stefano di Cadore i giudizi sono contrastanti.
Il settore extra-alberghiero è inoltre spesso caratterizzato dall'assenza di forme di coordinamento
dell'offerta. Talvolta interviene il settore dell'intermediazione immobiliare (Agordino, Cortina),
talvolta si creano forme di aggregazione e di coordinamento tra i proprietari di immobili coordinati
da APT, o Pro Loco o altre associazioni (Domegge, Santo Stefano), ma in molti altri casi il mercato
delle locazioni sfugge ad ogni controllo, al tentativo di uniformare i prezzi di offerta e a forme di
promozione e comunicazione coordinate.
Nell'insieme emerge una immagine di una offerta ricettiva di qualità medio-bassa, soprattutto se
confrontata con l'offerta di Trentino Alto Adige, Austria, ecc. Molti operatori ritengono che il rilancio
dell'economia turistica non può prescindere dal miglioramento delle strutture e dei servizi connessi
all'accoglienza
All'offerta di strutture ricettive è strettamente connessa la questione dei prezzi di offerta, sulla
quale i pareri non sono unanimi. Alcuni operatori (a San Vito, Sappada e Santo Stefano) ritengono
i prezzi del ricettivo troppo alti, o perlomeno non competitivi e non adeguati nel rapporto
qualità/prezzo. Altri loro colleghi (a Rocca Pietore e in Comelico) esprimono invece soddisfazione
nel vedere che la loro offerta è abbastanza concorrenziale rispetto ad altre destinazioni proprio
rispetto al rapporto qualità/prezzo. Il confronto viene fatto comunque sempre con destinazioni
montane concorrenti nell'arco alpino, mentre il giudizio è per tutti negativo se il contesto
concorrenziale include anche altre destinazioni vicine o lontane, caratterizzate da altre tipologie di
turismo (balneare, città d'arte, ecc.).
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 31
Si può aggiungere anche un ulteriore dato: il settore della Agenzie di Viaggi incoming lamenta la
mancanza di un sufficiente numero di realtà dove si pratichino politiche di prezzo comuni e
adeguate al mercato. Ciò significa che le località dolomitiche riducono la loro capacità di essere
appetibili da un vasto mercato proprio perché incapaci di vendersi unitariamente, con un prezzo
unitario che sia concorrenziale; questo elemento coinvolge più l'aspetto dei rapporti tra operatori,
che sarà analizzato più avanti.
3.4.2. Sport invernali
L'insieme dei pareri descrive una offerta locale di piste e impianti per la risalita molto valida,
adeguata alla attuale domanda e concorrenziale rispetto all'offerta di altri comprensori alpini. Il
parere positivo si estende quasi sempre anche ai servizi collegati allo sci (scuola sci, noleggi,
rifugi, ecc.). Questo vale chiaramente per i comprensori della Civetta (Alleghe, Zoldo, Selva), per la
Val Biois, per Arabba e per Cortina, oltre che per le località dove i turisti possano risiedere per poi
raggiungere gli impianti di risalita. L'offerta sciistica del resto dell'alto bellunese (Centro Cadore,
Auronzo, Comelico) è molto meno attraente: la loro offerta è consapevolmente molto meno
imperniata sugli sport invernali e più concentrata sulla stagione estiva; Sappada è in una posizione
intermedia, e usufruisce della notorietà anche dei suoi impianti per lo sci di fondo.
Questo quadro divide nettamente il territorio dell'APT n.1 in due distinte aree dove il settore
dell'impiantistica è più o meno sviluppato, definito anche da un diverso atteggiamento degli
operatori nei confronti della risorsa "sci alpino" per il turismo locale. Dove le strutture per lo sci
sono state finora costantemente rinnovate o ampliate e dove esse hanno fatto da traino
all'economia turistica invernale, esse vengono percepite come una delle principali risorse anche
per il futuro; dove l'impiantistica è stata trascurata e marginale, essa è ora considerata l'elemento
minore dell'offerta locale e quello meno meritevole di nuovi investimenti. Ancora una volta è utile
ricordare l'eccezione rappresentata da Cortina, luogo dove l'offerta sciistica è di buon livello ma la
clientela è solo parzialmente costituita da sciatori.
Anche alle società gestori degli impianti di risalita viene talvolta imputato di non attuare politiche di
prezzo adeguate alla domanda odierna di fruizione di vacanze sulla neve. Alcuni operatori del
ricettivo o dell'intermediazione-incoming sottolineano l'assenza di politiche di prezzo utili ad un
efficace inserimento nel circuito dei Tour Operator specializzati, e propongono anche alcune
soluzioni per attrarre determinati segmenti tra gli individuali (ski-pass dal costo differenziato per
fasce orarie, differenziazione tra giorni feriali e festivi, ecc.).
3.4.3. Risorse locali e diversificazione dell'offerta
All'unanimità gli operatori identificano nelle bellezze naturali la risorsa primaria di tutta l'area
dell'alto bellunese. È parere comune che le attrattive naturalistiche e l'attenzione per la tutela
ambientale permettano di avere un'offerta ineguagliabile, altamente concorrenziale e trainante per
l'economia turistica , adesso e in futuro. Le montagne, i laghi, le altre attrattive naturalistiche
rappresentano a detta di tutti l'elemento a cui agganciare qualsiasi futura forma di sviluppo
dell'offerta turistica, di promozione e di comunicazione. In particolare, le acque possono diventare,
a detta di alcuni operatori del Centro Cadore, una risorsa da utilizzare anche per lo sviluppo del
settore termale, da anni abbandonato e solo recentemente riproposto.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 32
Un discorso a parte merita la presenza dei due Parchi, delle Dolomiti Bellunesi e delle Dolomiti
d'Ampezzo. Essi vengono percepiti come una risorsa da molti operatori, e vengono indicati come
un possibile elemento aggiuntivo importante per l'offerta globale dell'area. Altri operatori però non
vedono la costituzione di un Parco come un elemento determinante per il miglioramento né
dell'immagine né della effettiva fruibilità delle aree verdi (giudizio espresso anche da un
rappresentante dell'intermediazione incoming). Altri ancora riconoscono la positiva ricaduta di
immagine, ma negano che la gestione di un Ente Parco determini un effettivo miglioramento della
gestione ambientale e della sua fruibilità da parte del turista, anche grazie ad una buona offerta di
escursionismo e di presenze faunistiche anche al di fuori delle aree protette. Tutti concordano,
infine, nel sostenere che la presenza delle aree protette non sia adeguatamente comunicata al
pubblico e inserita nelle attività di promozione e comunicazione dei vari enti operanti sul territorio.
È utile ricordare che tali opinioni sono state espresse sia da rappresentanti di enti preposti alla
gestione delle aree protette (parti in causa), sia da operatori direttamente interessati dalla
presenza di particolari norme di tutela del territorio (albergatori, gestori di impianti di risalita, ecc.),
sia da operatori solo marginalmente interessati dalla presenza di queste aree. Le opinioni variano
quindi a seconda del grado di coinvolgimento degli operatori nella costituzione e ampliamento di
queste aree, a seconda della loro vicinanza geografica agli accessi al Parco, a seconda del loro
ruolo nel sistema di offerta, ecc. Da ciò si evince come sia difficile aspettarsi un giudizio unanime
su un elemento che da decenni viene spesso dibattuto in molte aree montane e costituisce spesso
un elemento di forte contrasto.
Il territorio dell'alto bellunese viene considerato da diversi operatori ricco anche di importanti
risorse di carattere storico, artistico e culturale, quali elementi da valorizzare maggiormente per
renderli più facilmente fruibili dal turista. Gli operatori delle varie località evidenziano di volta in
volta le componenti dell'offerta che, sotto questo aspetto, più caratterizzano la loro area di
appartenenza. Così gli operatori del Centro Cadore richiamano la presenza di importanti attrattive
storiche e culturali, a Cortina viene evidenziata l'offerta di eventi culturali, a Sappada emerge
l'importanza della cultura e tradizione locale quale elemento di attrattiva, a Selva si discute di
valorizzare il ritrovamento di un uomo primordiale, ad Agordo si pensa a recuperare le tradizioni
del settore minerario con attività didattiche, ecc.
Un elemento che la maggior parte degli interlocutori considera come "anello debole" dell'offerta
locale è la gastronomia tipica. Essa è stata, a detta di molti, trascurata e svilita per anni da una
offerta di cucina non locale, mentre ora si sta riscontrando un crescente interesse della clientela
per l'offerta di prodotti e piatti tipici e tradizionali. L'assenza di produzione vitivinicola non aiuta
certo lo sviluppo di questa componente dell'offerta.
Le Dolomiti bellunesi possono usufruire di una immagine che gli operatori in genere considerano
positiva, ma non adeguatamente conosciuta e precisa nel definire il territorio di riferimento. Non ci
sembrano essere motivi per cui, secondo gli operatori, la clientela debba identificare l'area con
connotati negativi; non vi sono però nemmeno elementi di forte connotazione positiva che facciano
da traino all'offerta turistica locale. Alcuni operatori identificano questi elementi trainanti nella
presenza di persone molto note al pubblico: i soggiorni del Papa Giovanni Paolo II a Lorenzago, i
luoghi natali di Papa Luciani, la frequentazione di Cortina da parte di una schiera di persone
famose, l'identificazione di sportivi famosi (soprattutto sciatori) con la loro terra di origine, altri
potenziali testimonial.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 33
3.4.4. Altre componenti dell'offerta
Pareri pressoché unanimi sono stati raccolti a proposito di quelle componenti dell'offerta che siano
complementari alla ricettività, alle risorse naturalistiche (con relative strutture di fruizione) e alle
strutture per lo sci alpino. Si è discusso molto spesso della necessità di completare l'offerta locale
con occasioni di svago, possibilità di praticare sport, manifestazioni e quant'altro permetta al turista
di impiegare il tempo del soggiorno in attività diverse da quelle "classiche" che lo portano a
frequentare la montagna (l'escursionismo montano, la natura e lo sci). Ovunque è stato riscontrato
come tali componenti dell'offerta siano carenti o manchino del tutto, soprattutto d'inverno.
Gli operatori sono ovunque consapevoli della necessità di diversificare l'offerta con questi tipo di
componenti alternative, in modo da poter attrarre segmenti di mercato diversi da quelli dei puri
amanti della montagna. Pur sostenendo in molti casi che la attuale clientela non sembra ricercare
forme alternative di offerta, è riscontrato da tutti come la mancanza di diversificazione porti ad una
fidelizzazione del cliente troppo "stagnante" e ad un invecchiamento progressivo della clientela. La
responsabilità di questa carenza si ripartisce un po' su tutti le categorie di operatori, pubblici e
privati.
I colloqui hanno fatto emergere un po' dappertutto la richiesta di avere una maggiore offerta di
luoghi di ritrovo (locali pubblici), di strutture per lo sport (tennis, piscine, ecc.) e di offerta di sport
alternativi, di manifestazioni di intrattenimento (feste di piazza, esposizioni, concerti, ecc.) con
luoghi adatti ad ospitarli, di negozi per lo shopping (ad eccezione di Cortina e del Centro Cadore),
di artigianato locale, ecc. In particolare, a Cortina e in tutto il bellunese emerge l'esigenza di avere
un campo da golf con almeno 9 buche.
Particolare attenzione si deve dedicare alla attuale mancanza, sottolineata da alcuni operatori, di
possibilità di praticare un soggiorno itinerante, o almeno composto anche da escursioni
organizzate. Diversi operatori registrano questo desiderio in buona parte della loro clientela, e
sottolineano l'impossibilità per loro di visitare più di una località se sprovvisti di mezzi privati (quindi
la maggior parte dei turisti stranieri). I rappresentanti dell'incoming riportano la forte richiesta della
clientela per tour ed escursioni organizzate e lamentano una forte ritrosia degli operatori locali a
predisporre questa forma di offerta.
A questa constatazione fa da riscontro l'opinione di alcuni operatori che ritengono comunque
l'offerta delle Dolomiti poco adatta ad un turismo itinerante e che insisterebbero soprattutto sul
recupero di segmenti di clientela che preferiscano il soggiorno in una unica località.
3.4.5. Servizi al turista
Quali componenti fondamentali dell'offerta locale, vi è una serie di servizi forniti al turista su cui gli
operatori hanno espresso il loro giudizio, spesso dando un "voto" a sé stessi o ai propri colleghi.
Quasi ovunque è stata riscontrata una certa carenza nell'arredo urbano, elemento fondamentale
per l'estetica e quindi per la capacità attrattiva delle località. Ad essa si collegano i problemi legati
alla viabilità e alla presenza di parcheggi, che in alcune zone (Cortina, Val Biois) rappresentano un
vero limite allo sviluppo turistico. Anche i servizi di trasporto pubblico sono ritenuti spesso
inadeguati, in quanto rappresentano una ulteriore risorsa per la fruizione turistica di tutta l'area (si
pensi al servizio ski-bus).
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 34
I rappresentanti dell'incoming hanno sottolineato una grave mancanza del sistema di offerta,
rappresentata dall'esiguo numero di guide turistiche abilitate all'esercizio nella provincia di Belluno.
I giudizi sul servizio di informazioni al turista sono abbastanza divergenti; in alcune località il
servizio è ritenuto efficiente, in altre deficitario. Questo aspetto verrà meglio analizzato nel capitolo
sui rapporti tra operatori, in quanto questa componente dell'offerta coinvolge spesso l'APT, le Pro
Loco e le Associazioni di imprese turistiche e i rapporti instauratisi tra di essi.
Una risorsa da molti ritenuta importante è la presenza di molte associazioni di volontariato, che
spesso svolgono attività che hanno direttamente o indirettamente a che fare con la fruizione da
parte dei turisti. L'opinione generale sul loro operato e sulla loro disponibilità a contribuire è
ovunque buona; talvolta può esser discutibile il livello qualitativo di quanto viene realizzato. Molti
operatori ritengono queste entità molto importanti nel programmare un sistema di offerta globale,
soprattutto in considerazione della loro radicatezza sul territorio, della loro tradizione e della loro
rappresentatività rapportata al numero di abitanti. Chiaramente, il difetto che viene loro più spesso
attribuito è quello di operare non coordinatamente e di essere portatrici di interessi troppo ridotti e
legati alla singola località.
3.4.6. Caratteristiche endemiche
Vi è una serie di caratteristiche dell'offerta delle Dolomiti Bellunesi che sono state citate con più
frequenza dagli operatori e che rappresentano degli aspetti (spesso negativi) strutturali del sistema
di offerta, e più in generale del sistema economico-sociale dell'area. Le opinioni su tali aspetti si
sono rivelate talvolta condivise dalla maggioranza e talvolta molto contrastanti.
Tutti gli operatori sono stati solerti nel rilevare come l'offerta locale sia lo specchio della generale
situazione economica del bellunese, contrassegnata dalla crisi del settore dell'occhialeria e da una
economia poco diversificata nelle risorse e nello sviluppo conseguito negli ultimi anni. In questo
contesto, la ridotta disponibilità di risorse finanziarie, soprattutto del settore pubblico, determina a
detta di molti la impossibilità di sviluppare adeguatamente l'offerta turistica sia dal punto di vista
delle infrastrutture, sia dal punto di vista dei meccanismi di penetrazione nel mercato. Il confronto
con le provincie limitrofe e il divario nella rispettiva disponibilità finanziaria per lo sviluppo del
turismo emerge costantemente come elemento che "falsa" il contesto concorrenziale e penalizza
la valorizzazione delle notevoli risorse presenti nel bellunese.
In quest'ottica rientra anche la forte richiesta di impostare decisamente il futuro sviluppo
economico della montagna bellunese sul turismo, e di invertire un atteggiamento politico che negli
anni passati ha favorito altri settori produttivi (l'occhialeria).
Giudizi unanimi anche sulla necessità di una maggiore capacità di programmazione nel settore
turistico, conseguenza spesso della mancanza di dialogo e di coordinamento tra l'attività dei
diversi enti. Ad essi si collega la incapacità di destagionalizzare i flussi turistici, sottolineata da
molti operatori, conseguenza anche delle caratteristiche appena citate, e la carenza di
comunicazione al pubblico sulle risorse locali. Questi aspetti verranno meglio analizzati nel capitolo
dedicato alle relazioni tra operatori
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 35
Sono stati registrati pareri contrastanti su un aspetto importante dell'accoglienza al turista:
l'atteggiamento della popolazione locale verso il turista. Se per molti operatori la cordialità e
l'ospitalità è una delle caratteristiche dei loro concittadini (San Vito), per altri interlocutori (anche
delle medesime località) l'atteggiamento della gente è ancora abbastanza ostile verso il visitatore
(Comelico, Arabba). Le opinioni convergono nuovamente solo sull'accettazione del ruolo
economico del turista, che da tutti viene ormai recepito quale risorsa primaria delle località
montane.
La maggior parte dei pareri sono concordi anche nel ritenere basso il livello di professionalità e di
imprenditorialità degli operatori locali. In questo contesto viene chiamata spesso in causa la
scarsità di ricambio generazionale (dato inconfutabile) e quindi la difficoltà di selezionare risorse
umane particolarmente qualificate. A questo aspetto verrà più avanti dedicato un apposito capitolo.
Infine, una caratteristica "tecnica" di un po' tutte le località, che talvolta rappresenta un vantaggio e
talvolta un handicap: l'altitudine. A volte accade che l'offerta locale sia venuta a coincidere con le
caratteristiche fisiche dell'ambiente montano, mentre in altri casi esse sono in contrasto. Si pensi a
località che hanno incentrato la loro offerta sullo sci alpino, che possono quindi beneficiare di
altitudini elevate in periodi di difficile innevamento naturale; ma si pensi anche a località più adatte
al soggiorno di persone anziane, che della bassa altitudine hanno fatto la loro caratteristica
vincente.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 36
Le componenti del sistema di offerta turistico locale, raggruppate nelle sei componenti
precedentemente elencate, possono quindi essere così schematizzate:
STRUTTURE
RICETTIVE
SPORT
CARATTERISTICHE INVERNALI
ENDEMICHE
SISTEMA
DI OFFERTA
SERVIZI AL RISORSE
TURISTA LOCALI
ALTRE
COMPONENTI
DELL'OFFERTA
Dalle argomentazioni citate precedentemente si può ricavare una sintesi schematica di quelli che
vengono comunemente ritenuti punti di forza e punti di debolezza dell'offerta locale, lasciando
per ultimi gli aspetti sui quali le opinioni divergono nettamente.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 37
PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
Identificati dalla maggior parte degli operatori Identificati dalla maggior parte degli operatori
interpellati interpellati
Presenza di risorse naturali e buona tutela Scarsità di risorse finanziarie per la
ambientale; promozione turistica;
Presenza di risorse storiche e artistiche; Scarsità di programmazione turistica;
Offerta per lo sci alpino (impianti di risalita, piste, Concorrenza da altri settori produttivi
innevamento artificiale, scuole di sci); (occhialeria) nel reperimento di risorse
Frequentazione da parte di gente famosa e finanziarie ed umane;
presenza di importanti testimonial locali; Basso livello di professionalità e
Grande attività di associazioni di volontariato; imprenditorialità degli operatori locali;
Artigianato locale e offerta di servizi connessi; Problemi connessi alla viabilità, alla presenza
Presenza di fonti termali; di parcheggi e di trasporto pubblico;
Offerta di luoghi per lo shopping; Scarsa diversificazione dell'offerta, soprattutto
per le occasioni di svago; scarsità dell'offerta di
escursioni;
Individualismo degli operatori e basso grado di
collaborazione;
Assenza di politiche di prezzo da parte del
settore ricettivo e del settore impianti di risalita;
Cattive condizioni dell'arredo urbano di molti
centri abitati.
Frequente incapacità di destagionalizzare;
Situazione concorrenza sfavorevole, falsata da
diversa disponibilità finanziaria;
Insufficiente attività di comunicazione al
pubblico;
Bassa qualità della ristorazione e assenza di
caratteristiche di tipicità;
Assenza di organizzazione e coordinamento
nel settore extra-alberghiero;
Carenza di guide turistiche abilitate;
Scarsità e basso livello qualitativo delle
manifestazioni organizzate;
Mancanza di un campo da golf;
ELEMENTI caratterizzati da opinioni divergenti
(elemento di forza o di debolezza)
Prezzi di offerta di servizi vari al turista, soprattutto del settore ricettivo;
Qualità del servizio di informazioni al turista;
Cordialità della gente locale;
Capacità attrattiva di parchi ed aree protette;
Altitudine delle località;
3.5. Relazioni nel sistema di offerta
L'analisi delle relazioni instauratesi all'interno del sistema di offerta verrà strutturata su tre livelli:
1) L'analisi dei giudizi sulla struttura del sistema di offerta nel suo complesso, e dei giudizi sulle
singole entità operanti al suo interno;
2) L'identificazione dei fattori che limitano la collaborazione tra operatori;
3) La sintesi dei giudizi sul ruolo attuale e potenziale (futuro) delle strutture aggregative di
imprese.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 38
Si vuole quindi trarre delle conclusioni sul grado di competitività dell'area delle Dolomiti Bellunesi
calcolate anche in base alla coesione del sistema di offerta e della sua capacità di sapersi proporre
al mercato in modo organico ed efficace.
3.5.1. La struttura del sistema di offerta
Durante gli incontri, il sistema di offerta delle Dolomiti Bellunesi è stato sottoposto ad una serie di
critiche e di constatazioni che sono state sintetizzate nel cap. 2.3, evidenziandone punti di forza e
di debolezza. A quella sintesi va affiancata l'analisi che gli operatori hanno fatto delle istituzioni
pubbliche e private che lo compongono e che vi operano. Da essa si ricaverà il giudizio sulla
struttura del sistema nel suo complesso.
3.5.1.1. Gli istituti preposti alla Promozione Turistica
Il sistema di offerta e le relazioni al suo interno può essere studiato partendo dai giudizi espressi
sui singoli istituti preposti alla Promozione Turistica e all'organizzazione dell'offerta. Ecco il quadro
delle opinioni sull'operato dei diversi istituiti.
L'Azienda di Promozione Turistica: il giudizio sull'APT è comunemente caratterizzato dalla
consapevolezza delle ristrettezze finanziarie in cui opera l'ente, premessa fatta tanto da chi la
giudica negativamente, quanto da chi dà giudizi positivi sul suo operato. La struttura centrale
dell'APT n. 1 è percepita da molti operatori (esclusi quelli dell'area di Cortina) come distante,
poco attenta alle esigenze delle diverse realtà locali e incapace di fare una adeguata
promozione alla zona. La copertura di un'area così vasta ed eterogenea è ritenuta impossibile
dalla maggior parte degli operatori, tanto che diversi interlocutori hanno dimostrato una certa
"nostalgia" per il periodo in cui l'ente era strutturato in tanti uffici locali autonomi, perché tale
struttura permetteva un rapporto più diretto con gli altri operatori locali e consentiva una buona
conoscenza della realtà del comprensorio. L'attuale attività degli uffici IAT viene giudicata
spesso come sufficiente per quanto riguarda il servizio di informazioni al turista, ma di
frequente "scollegata" dall'attività delle altre istituzioni locali. I giudizi diventano poi spesso
divergenti a seconda della località e delle particolari condizioni in cui APT e Pro Loco decidono
o meno di cooperare per offrire un unico servizio al turista.
Per quanto concerne il possibile sviluppo dell'ente, le opinioni riflettono la grossa divergenza
riscontrabile anche a livello politico, cioè la contrapposizione tra chi vorrebbe un drastico
ridimensionamento dell'ente (ipotizzandone anche la soppressione) e chi invece vorrebbe
rilanciarlo come fulcro della promozione turistica e come ente super partes capace di gestire le
relazioni tra i vari enti. A metà strada si pongono molti operatori che propongono soluzioni di
razionalizzazione delle attuali risorse, ad esempio mediante una riduzione dei finanziamenti
agli IAT in località a bassa vocazione turistica e un aumento in zone ad alta affluenza.
I Comuni: i giudizi sull'operato delle amministrazioni comunali sono molto diversi. Gli elementi
rilevati nei colloqui svolti con gli operatori privati sono accomunati da un generale discontento
per il poco ascolto che essi ricevono nell'esporre le loro esigenze e per la poca sensibilità
dimostrata da molte amministrazioni per lo sviluppo dell'economia legata al turismo. L'aspetto
della eccessiva burocratizzazione è sottolineato invece tanto dal settore privato quanto dallo
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 39
stesso settore pubblico, ed è opinione comune che i vincoli legislativi e amministrativi siano
spesso un freno ad un rapido adeguamento alle esigenze e richieste del turista. Alcuni piani di
sviluppo urbano (piani regolatori in specifico) vengono talvolta contestati come troppo
vincolanti per la crescita di aziende collegate al turismo (Cortina) o poco lungimiranti per
l'aspetto della potenziale espansione delle strutture ricettive, o ancora poco attente alla tutela
dei centri storici come punto vitale dell'economia cittadina e come punti di attrazione per i
visitatori.
La Provincia: Dall'Ente Provinciale giunge, a detta di molti operatori, poco aiuto nello
sviluppare l'offerta locale. Limitatamente alle competenze dell'ente, anche alla Provincia viene
attribuito il difetto di dover gestire un territorio troppo vasto ed eterogeneo, dove il turismo è
solo una delle industrie operanti. La promozione turistica svolta a livello provinciale è quella
ritenuta meno efficace, per cui da più parti viene espressa la necessità di delegare alcune
funzioni ad enti locali (comuni o associazioni o privati). L'attività di coordinamento e
promozione delle manifestazioni locali è ritenuta comunemente insufficiente, visto che
l'appoggio finanziario per la realizzazione delle stesse è nullo.
La Regione: L'attività della Regione viene percepita come poco attenta alle peculiarità della
Montagna Veneta, sia in termini di finanziamento e agevolazioni a zone economicamente
meno ricche delle città d'arte e della riviera, sia in termini di adeguamento dei messaggi e delle
attività promozionali. Alcuni operatori lamentano pure un basso livello di competenza nei
funzionari dell'ente preposti alla programmazione e alla promozione turistica. In genere, la
Regione viene percepita come entità poco attenta alla realtà turistica locale, soprattutto a
causa di un rapporto troppo distante e "mediato" che gli operatori locali hanno con
l'amministrazione centrale. In particolare, le forma aggregative quali i Consorzi locali, che
spesso usufruiscono di finanziamenti pubblici regionali, lamentano di non poter avere un
rapporto diretto con la Regione se non attraverso il Consorzio Dolomiti.
Le Comunità Montane: Le Comunità Montane presenti sul territorio sono in genere
considerate un ente utile a proporre occasioni di incontro tra operatori interessati più o meno
direttamente dal turismo. Esse possono inoltre rappresentare un utile esempio di
"sovraterritorialità", abbinata ad un esercizio delle proprie funzioni più agile rispetto alla
Provincia o all'APT. Il fatto è che gli operatori non sempre vedono la Comunità come un ente
che si interessi a sufficienza di turismo, pur riconoscendo che le sue finalità principali sono
altre o che la sua disponibilità finanziaria debba spesso privilegiare altri investimenti. In genere
il giudizio sull'operato delle Comunità è buono (buona attività di promozione soprattutto delle
risorse naturalistiche e dell'escursionismo abbinato), mentre è dibattuto proprio il suo ruolo
nella promozione turistica generale del luogo. La maggior parte degli intervistati vorrebbe far
fruttare in primo luogo la posizione sovraterritoriale delle Comunità, abbinata al consenso di cui
generalmente gode presso la popolazione e alla loro capacità di essere destinatarie di
particolari finanziamenti.
Le Pro Loco: Le Pro Loco sono a detta di tutti un esempio della bontà dell'attivismo di
associazioni di volontariato locale e di associazionismo di alcuni operatori. Alle Pro Loco va
generalmente riconosciuta la conoscenza della realtà turistica locale e il vantaggio di avere un
contatto diretto con il Comune e con le associazioni, al fine di coordinare al meglio l'attività di
promozione turistica e di servizio di informazioni al cliente. Però, sotto gli occhi di tutti c'è la
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 40
limitatezza delle loro risorse economiche, la loro rappresentatività di interessi troppo locali e la
incapacità di innalzare decisamente il livello quantitativo e qualitativo di quanto viene
organizzato. Il rapporto di collaborazione con l'APT, soprattutto per la gestione degli uffici di
informazione turistica, varia da zona a zona, e non sempre viene valutato positivamente.
Le Regole: Il giudizio sulle regole è fortemente influenzato dalla posizione e dall'attività
dell'interlocutore, per cui le opinioni si dividono nettamente. Da una parte si schierano gli
operatori (soprattutto privati) che, avendo interessi diretti sui terreni di proprietà delle Regole,
denunciano una loro eccessiva rigidità nell'applicazione dei criteri di tutela ambientale; dall'altra
si contrappongono gli altri operatori, che ritengono le Regole un utile luogo di discussione e di
confronto e un ente caratterizzato da una utile posizione di equidistanza dalle varie categorie.
Nel complesso, la stessa posizione delle Regole nei confronti dello sviluppo turistico è
giudicata diversamente: la loro consapevolezza di avere una risorsa notevole rappresentata
dal turismo sembra essere troppo recente, e il loro peso politico all'interno delle comunità dove
esse sono sopravvissute per secoli è tale da ritenere necessaria una loro precisa presa di
posizione a favore dello sviluppo turistico. A detta di diversi operatori tale presa di posizione è
ancora lontana, per cui dalla posizione delle Regole e dal loro atteggiamento normativo potrà
dipendere molto dello sviluppo turistico futuro dell'area. Chiaramente, questo è riferito ai soli
territori dove le Regole godano di un peso politico e sociale derivante dalla loro centenaria
esperienza (Cortina, Comelico), o dove la loro recente ricostituzione possa far pensare ad un
futuro ruolo di peso nella comunità (San Vito di Cadore, Vigo di Cadore, Selva di Cadore).
Il GAL dell'Alto Bellunese: Il giudizio sull'attività del GAL è generalmente molto buono, tanto
che molti confidano nella capacità di tale ente di rappresentare un costante punto di riferimento
e di discussione per il rilancio del turismo; in realtà non molti interlocutori hanno però
dimostrato di essere a conoscenza dell'esistenza e dell'attività del GAL, parallelamente alla
loro mancanza di conoscenza delle possibilità di ottenere finanziamenti comunitari.
3.5.1.2. Le relazioni nel sistema
Da quanto descritto sopra si evince come vi sia innanzitutto un alto numero di istituti pubblici e
privati che, parzialmente o totalmente, si occupano di Promozione Turistica e di organizzazione
dell'offerta. Già la presenza di troppi "centri decisionali" è motivo sufficiente di critica da parte degli
operatori, che rilevano soprattutto lo spreco di risorse legato alla mancanza di coordinamento e di
deleghe specifiche. A questo si associa spesso la mancanza di dialogo tra istituzioni e singoli
operatori, in seguito anche alla mancanza di occasioni di incontro e di discussioni stabili.
In molti casi le forme di collaborazione finora verificatesi sono state il risultato di singoli episodi, nei
quali l'attività coordinata di aziende ed enti è stato finalizzato al raggiungimento di uno specifico
scopo; una volta esaurito il singolo progetto, le strutture di coordinamento si sono quasi sempre
sciolte.
Rendere stabili e durature le forme di collaborazione tra operatori è scopo anche dei Patti
Territoriali; il giudizio in genere sui Patti è molto positivo, e molte sono le aspettative riposte sulla
loro attivazione. La prospettiva di coinvolgimento di aree diverse e di enti diversi sembra essere la
loro migliore prerogativa, sebbene sia ancora presto per dare un giudizio. Inoltre, la disponibilità di
finanziamenti e l'alta aliquota raggiungibile dalla quota di contributo pubblico sembrano tali da
permettere la realizzazione di opere importanti.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 41
Una forma di collaborazione proposta da alcuni interlocutori è la delega di funzioni specifiche:
l'ente preposto (pubblico) incarica stabilmente un altro istituto o una singola azienda/associazione
di svolgere determinate mansioni che le spetterebbero, facendo così in modo di far svolgere tali
mansioni da chi è maggiormente competente, o da chi è più "vicino" alle esigenze delle aziende. In
tal modo si instaurerebbe un rapporto diretto tra le istituzioni e la base, con il vantaggio di
coinvolgere e responsabilizzare i privati. Esempi di applicazione nell'Agordino e a Domegge
dimostrano la bontà di tali progetti.
Appare spesso evidente come il settore pubblico e privato siano quelli più in contrapposizione. La
loro attività viene giudicata in modo diverso da zona a zona, così come a seconda delle località
emerge un ruolo più attivo e propositivo dell'uno rispetto all'altro.
3.5.2. Barriere alla collaborazione
Vi è una serie di argomenti che gli operatori hanno fatto emergere durante i colloqui e che, a loro
modo di vedere, rappresentano dei veri limiti allo sviluppo di forme di collaborazione e di
aggregazione di imprenditori ed amministratori. Questi elementi potrebbero spiegare perché
nell'area delle Dolomiti Bellunesi vi sia spesso poca propensione a pianificare lo sviluppo
dell'economia turistica favorendo forme di aggregazione e di coordinamento che, comunemente,
vengono ritenute utili al miglioramento dell'offerta e della sua promozione sul mercato.
Gli elementi emersi vengono qui di seguito elencati, accompagnati da alcuni commenti.
Il quadro istituzionale: il sistema di offerta presenta un quadro istituzionale (una serie di
vincoli legali e amministrativi) che forse non aiuta ancora abbastanza la concertazione tra le
categorie coinvolte, soprattutto non aiuta il rapporto tra settore pubblico e privato. Un esempio
può essere rappresentato dai regolamenti urbanistici che limitano lo sviluppo del settore
ricettivo; gli esempi partono dalla legislazione locale per giungere alle leggi regionali e
nazionali in materia turistica.
Politica del turismo: all'argomento precedente è strettamente collegato l'aspetto della scelta
politica di base se dare uno sviluppo turistico alle località interessate. Diversi operatori
sottolineano come un'area a vocazione turistica come l'alto bellunese non abbia in passato
beneficiato di una scelta politica di base che identificasse il turismo come risorsa economica
principale e ne favorisse di conseguenza lo sviluppo. In molti casi è stato il settore
dell'occhialeria a beneficiare di questa scelta di base e delle conseguenti agevolazioni, mentre
l'attenzione si è solo recentemente spostata sull'industria turistica, in seguito alla crisi
dell'occhialeria; in molti ritengono sia però troppo tardi per recuperare il terreno perso rispetto a
destinazioni concorrenti. Alcune voci si levano a sostenere che tale errato indirizzo di politica
economica sia stato seguito non solo dal settore pubblico, ma anche da quello privato
(associazioni di categoria).
Duplicazione di enti e competenze: molti operatori ritengono che l'attuale struttura assunta
dal sistema di offerta, e in particolare dal settore preposto alla promozione turistica, sia molto
poco funzionale. L'aspetto più criticato è la duplicazione e sovrapposizione di competenze tra i
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 42
vari enti preposti alla promozione turistica (APT, Consorzi, Comunità Montana, Provincia, ecc.),
che porta ad un inevitabile spreco di risorse. Il sistema, che è conseguenza del quadro
istituzionale descritto sopra, non prevede al momento deleghe specifiche ai diversi enti.
Diventa perciò spesso difficile risolvere questioni di sovrapposizione e di incompatibilità di
competenze con accordi contingenti. Alcuni operatori auspicano l'introduzione di deleghe più
precise o di una struttura gerarchica (imposta legalmente o frutto di concertazione) che assegni
ad un solo ente o ad un manager un potere decisionale finalizzata a tracciare una linea
operativa comune. Tale vertice decisionale viene di volta in volta identificato nella Provincia,
nell'APT, in un Consorzio ad hoc o in una entità esterna (un manager o un pool di professionisti
del settore).
Rapporto tra operatori
La descrizione che gli operatori danno dei rapporti tra di loro è varia e composita, ed è forse fin
troppo influenzata dalla tendenza ad interpretare un rapporto personale come un relazione
istituzionale. Dall'insieme dei colloqui si possono però trarre alcune utili indicazioni generali.
La maggior parte degli interlocutori evidenzia il forte individualismo della gente locale, che si
traduce anche in chiusura al dialogo e in scetticismo verso le forma associative. Chiaramente,
esso si riflette direttamente nel mondo imprenditoriale ed amministrativo, dove il minimo
dissenso può essere spesso causa di fallimento di importanti iniziative.
La maggiore distanza viene spesso riscontrata tra operatori pubblici e privati, caratterizzati da
metodi operativi e tempi di realizzazione molto diversi; la mancanza di coordinamento tra i due
settori è vista molto spesso come la più grave deficienza del sistema di offerta.
Ma anche all'interno delle due categorie vi sono elementi di disaccordo notevoli. Se si
considera il mondo imprenditoriale, emerge la normale competizione tra imprenditori quale
ostacolo storico alla collaborazione, oppure emerge la distanza di interessi e di criteri operativi
tra categorie diverse (commercianti e artigiani, settore ricettivo e settore dell'impiantistica,
settore alberghiero ed extra-alberghiero, settore ricettivo ed intermediazione, settore della
formazione professionale e imprenditori, ecc.). Se si guarda al settore amministrativo
dominano gli interessi insiti nel mandato dato ad ogni operatore ed il rapporto conflittuale tra
enti diversi.
Rapporto tra realtà locali
I motivi di contrasto tra persone, enti ed aziende vanno inseriti in una dimensione territoriale
dove pare essere preponderante l'aspetto delle differenze storiche, culturali ed economiche tra
i vari paesi, comprensori e località. Quasi tutti gli operatori interpellati hanno evidenziato come
la ricerca riguardi un territorio vasto ed eterogeneo, caratterizzate da diverse caratteristiche
morfologiche, diverso sviluppo economico, diverse risorse naturali e diverse componenti
dell'offerta turistica. In particolare, molto spesso viene citata la notevole differenza tra Cortina
ed il resto del comprensorio. L'impossibilità di dare vita ad attività di coordinamento sembrano
scontrarsi quindi innanzitutto con queste peculiarità tanto degli operatori, quanto delle aree
interessate.
Limiti del sistema
Una serie di altri limiti riscontrati dagli operatori riguardano il sistema di offerta locale in quanto
tale: limiti innanzitutto allo sviluppo dell'economia turistica, ma limiti anche alle possibilità di far
crescere forme di cooperazione e coordinamento. Si è parlato di mancanza di iniziativa e di
partecipazione alle strutture aggregate anche degli stessi associati, che troppo spesso
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 43
delegano la struttura operativa centrale anche di incarichi che potrebbero riguardarli
direttamente. Ciò significa che troppo spesso la "base" risulta poco propositiva, perché poco
dinamica e "adagiata" sull'andamento dell'economia turistica negli anni passati (nel settore
privato, un ulteriore esempio di tale tendenza è rappresentato dalla scarsa propensione degli
imprenditori a reinvestire gli introiti). Parallelamente, qualche esponente del settore ha parlato
anche di mancanza di leadership da parte di chi viene incaricato di gestire le varie componenti
del sistema di offerta; si lamenta cioè l'assenza di persone dal forte carisma che "spingano" per
la coesione tra operatori. Infine, si è parlato anche di mancanza di "cultura turistica" degli
operatori, intesa come scarsa conoscenza dei meccanismi del mercato turistico, se non per i
meri dati statistici diffusi dagli organi competenti.
Contrasti di opinione
Tra le tante, vi sono alcune tematiche proprie del turismo talmente rilevanti nella realtà di
questo territorio, che la divergenza di opinioni può essere motivo di forte contrasto e di
impossibilità di trovare accordi generali. Ci si riferisce, ad esempio, alla viabilità, alla tutela
dell'ambiente e all'utilizzo delle aree verdi (in particolare i parchi), ad altri elementi della storia e
della cultura locale particolarmente dibattuti.
Le argomentazioni esposte sopra possono quindi essere sintetizzate nello schema riportato alla
pagina seguente.
Aspetti attinenti alla struttura del
Aspetti attinenti alle relazioni
sistema quale risultato
in atto sul territorio
dell'attuale quadro socio-politico
F F
A A RAPPORTO
T T TRA
T T OPERATORI
QUADRO
ISTITUZIONALE O O
R R
I I RAPPORTO
TRA REALTÀ
COLLABORAZIONE LOCALI
POLITICA L TRA OPERATORI L
DEL TURISMO I I
M M
LIMITI
I I DEL SISTEMA
T T
DUPLICAZIONE A A
DI ENTI E
COMPETENZE
N N
T T CONTRASTI
I I DI OPINIONE
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 45
3.5.3. Ruolo delle aggregazioni
Il recente sviluppo del sistema di offerta turistica sembra aver favorito la nascita e lo sviluppo di
forme aggregative di imprese private (a cui partecipano talvolta anche enti pubblici) che
sopperissero a determinate lacune del sistema di offerta imperniato sull'APT. Nell'area delle
Dolomiti Bellunesi lo sviluppo delle aggregazioni ha avuto un iter particolare, che è stato oggetto
durante i colloqui di accese discussioni e di contrasti di opinione. Le varie forme aggregative
vengono qui dapprima prese in esame separatamente.
I Consorzi di Promozione Turistica (in genere): La forma di aggregazione consortile è stata
giudicata abbastanza positivamente durante i colloqui svolti, al di là delle situazioni contingenti
meglio descritte nel paragrafo seguente. L'unione di interessi che un consorzio dovrebbe
rappresentare viene quindi valutata positivamente da un po' tutte le parti in causa, per cui la
scelta di favorire ed incentivare l'attività di associazioni private è parsa in genere giusta.
I vantaggi di una tale scelta appaiono molteplici: la possibilità di accedere a forme di
finanziamento altrimenti non disponibili ai singoli, la possibilità di riunire e far dialogare
operatori di categorie e di aree geografiche diverse o distanti, l'attuazione di politiche
promozionali e commerciali dirette ed efficaci (politiche di prezzo), la riduzione della
burocraticità tipica degli enti pubblici, la buona posizione per cogliere ed interpretare
l'evoluzione del mercato turistico, la possibilità per i privati di essere coinvolti nella
realizzazione di opere di pubblico interesse.
A questi aspetti positivi si contrappongono però anche giudizi negativi. Per prima cosa, i
consorzi riguardano pur sempre un numero limitato di operatori, e capita sovente che motivi di
incompatibilità (anche personali) inducano alcune aziende a voler restare fuori da queste
associazioni, creando così una "discriminazione" che taluni ritengono ingiusta. All'interno dei
consorzi accade inoltre spesso che sia una categoria a prevalere e a influenzare di
conseguenza le scelte: nei consorzi montani questo ruolo predominante viene spesso
rimproverato o alla categoria alberghiera e a quella dell'impiantistica. C'è poi la questione del
reale coinvolgimento di tutti gli associati nell'attività del consorzio: molti operatori con
esperienze dirette di associazione ai consorzi parlano o di poco coinvolgimento di parte degli
associati nell'attività (responsabilità del vertice decisionale), o di pigrizia degli associati a
partecipare attivamente alla vita del consorzio e a sentirsi responsabilizzati, delegando
passivamente le scelte strategiche alla presidenza (responsabilità della "base"). Infine, non tutti
sono convinti del possibile miglioramento dei rapporti tra singoli operatori stando all'interno di
una struttura consortile.
In realtà, diversi intervistati hanno fatto emergere il problema della scelta dei responsabili a cui
delegare la gestione tecnica della struttura associativa; in una fase che per molti consorzi locali
è ancora quella di crescita, è facile che si siano verificati episodi di gestioni "improvvisate",
lasciate alla buona volontà di chi si assumesse l'onere della gestione e le relative
responsabilità. Per questo, diverse voci sottolineano la necessità di far crescere il livello
professionale e manageriale di chi dirige i consorzi, citando anche casi in cui l'eccessiva
improvvisazione ha portato al fallimento di tali esperienze.
I Consorzi di Promozione Turistica locali (o di valle): Lo sviluppo storico
dell'associazionismo nelle Dolomiti ha assunto da anni la forma di consorzi tra operatori privati,
con la caratteristica di radunare spesso operatori delle medesime località o al massimo di aree
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 46
limitrofe. Si sono cioè sviluppati consorzi per ogni località o per ogni vallata, con rari esempi di
tentativi di ampliare l'area geografica di copertura. Il giudizio su queste associazioni, presenti
oggi quasi ovunque nelle località dolomitiche, seppure con diverse denominazioni e strutture,
varia di volta in volta e passa da situazioni molto positive ad altre molto negative. Vi sono solo
alcune importanti caratteristiche comuni messe in rilievo di frequente. Essi lavorano con una
disponibilità finanziaria ridotta (basata soprattutto sulle quote associative) che non può quindi
aspirare alla realizzazione di grandi opere, e sono caratterizzati da un grado di professionalità
non elevatissimo; in genere godono però di buon sostegno dagli operatori locali e, a parte
alcuni episodi di gestioni abbastanza discusse, godono della loro fiducia.
Gli operatori sono comunque consci dei limiti di tali strutture, soprattutto della limitatezza
territoriale e di competenze che essi possono avere; le ristrettezze possono essere non solo
finanziarie, ma anche di risorse umane, cioè scarsità di operatori che siano propositivi,
partecipino attivamente alla vita dell'ente e si applichino per la realizzazione delle attività
comuni. Se non altro essi rispondono adeguatamente alle esigenze di rapportarsi bene con la
realtà dell'offerta locale. È grave però che troppo raramente si riesca a creare occasioni di
collaborazione tra di loro (creando, ad esempio, una "rete" di strutture locali) o tra loro e gli enti
pubblici (nonostante essi costituiscano una buona occasione di "convivenza" nello stesso
istituto di enti pubblici e privati). Le iniziative realizzate sono spesso giudicate bene, ma
forzatamente di portata finanziaria molto limitata e quindi di scarsa incisività sul mercato.
Nei colloqui gli operatori hanno giudicato soprattutto le esperienze a loro più vicine, e il quadro
è risultato molto variegato; vi sono situazioni tuttora di "gestazione" di realtà consortili (Centro
Cadore), altre di rilancio del consorzio dopo episodi passati poco confortanti (Cortina, Falcade),
altre di buon consolidamento (Auronzo, Valzoldana) e altre di sfiducia verso tali istituti
(Agordo). In genere, è opinione comune che, quando si sono verificati episodi passati di cattiva
gestione, si siano anche causati danni pesanti all'immagine della località, alla coesione tra
operatori e alla credibilità di questo tipo di strutture.
Il Consorzio Dolomiti: Il Consorzio Dolomiti, nato a livello provinciale in seguito alla
promulgazione della legge regionale 13/1994, viene giudicato in maniera molto contrastata. Chi
è a favore di questa tipologia di struttura consortile sottolinea l'esigenza di superare i localismi
dei consorzi "di valle", ritenendo che strutture più estese territorialmente abbiano migliori
prospettive di crescita. Al contrario, chi giudica negativamente il consorzio provinciale ne
sottolinea la distanza dalle realtà delle diverse località, la impossibilità di fare una valida attività
promozionale unica per tutto il comprensorio e la mancanza di competenze specifiche che ne
distinguano l'attività da quella dell'APT.
Il giudizio sulla sua attività è purtroppo caratterizzato da alcuni elementi comuni piuttosto
negativi, quali una eccessiva lentezza amministrativa (burocratizzazione) e la mancanza di
buoni risultati negli anni di attività. Inoltre, più di qualcuno lo ritiene una aggregazione che non
nasce da un vero spirito di cooperazione, ma dalla mera possibilità di costituire una struttura
beneficiaria dei finanziamenti pubblici regionali; la mancanza di spinta dalla base lo rende un
istituto debole e poco utile a costituire un vero spirito corporativo. Il fatto poi che i consorzi
locali passino attraverso di esso per ottenere finanziamenti dalla Regione, lo fa apparire come
un ulteriore inutile passaggio tra l'ente decisionale e i destinatari finali, aggiungendo solo
ostacoli burocratici e allungamento dei tempi di attesa.
L'Associazione Commercianti (ASCOM): Alle spalle del Consorzio Dolomiti si pone l'ASCOM
provinciale, che da anni riscuote un discreto appoggio dai commercianti coinvolti nel settore
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 47
turistico. A loro giudizio l'Associazione rappresenta un utile legame tra gli imprenditori, con il
vantaggio di avere un notevole bagaglio di esperienza associativa e una storia di importante
ruolo politico. Però l'ASCOM rappresenta per forza di cosa solo una parte delle aziende
interessate dal turismo, e ha una estensione territoriale altrettanto estesa e problematica da
gestire.
Le associazioni di volontariato: come già illustrato nel cap 2.3.5, le associazioni di
volontariato stanno da anni svolgendo una notevole attività di promozione di manifestazioni
locali. Pur disponendo di risorse umane ed economiche molto ristrette, esse vengono spesso
ritenute meritevoli di un maggiore coinvolgimento e di una maggiore responsabilizzazione,
mediante deleghe specifiche nel loro ambito di competenza. Quasi ovunque esse vengono
quindi percepite come importante risorsa per l'offerta locale, mentre poco si è tentato finora per
coinvolgerle attivamente nella programmazione turistica. La difficoltà di coordinarle è data
soprattutto dal loro enorme frazionamento e dal forte localismo, che spesso frena le iniziative di
collaborazione tra associazioni e tra comprensori diversi.
Il Dolomiti Superski e il Dolomiti Stars: I due Consorzi nati su iniziativa principalmente delle
società di impianti di risalita raccolgono entrambi giudizi molto lusinghieri sulla loro attività e sul
loro ruolo all'interno del sistema. Pur essendo rappresentativi di un settore molto specifico
dell'offerta di turismo montano, essi sono riusciti a radunare attorno ad essi un buon consenso
e una buona partecipazione e collaborazione anche da parte di altre categorie. In particolare, il
Superski ha rappresentato per anni uno dei luoghi di confronto tra operatori di aree molto
diverse e distanti, permettendo di uniformare determinate caratteristiche dell'offerta sciistica e
di fare attività promozionale comune. Il Dolomiti Stars è invece creazione troppo recente per
esprimere giudizi sul suo operato, e qualcuno solleva anche dubbi sul suo futuro, una volta
conclusa il periodo di campagna elettorale per le elezioni regionali di aprile 2000; però esso
costituisce a detta di molti operatori un raro esempio di "sovraterritorialità" e di possibilità di
promozione integrata dell'offerta invernale di diverse aree. Sono in molti a credere nella
possibilità di rendere questi consorzi gli elementi centrali del rilancio promozionale dell'area,
aumentando la possibilità di aderire a tali associazioni anche ad altre categorie.
Il quadro complessivo dei giudizi sui singoli attori del sistema di offerta dà l'impressione di essere
di fronte ad un sistema molto frammentato; anche gli operatori stessi hanno la medesima
impressione, tanto più quando si cerca di capire quali siano le rispettive competenze e i rispettivi
ambiti di azione. I limiti alla collaborazione tra gli enti riflettono lo stesso schema riportato
precedentemente, con un ulteriore rafforzamento dei limiti (anzi, delle carenze) dal punto di vista
legislativo. L'invocazione da parte di molti operatori di una figura "super partes", o di un manager,
o di un autentico vertice decisionale, non fa altro che confermare il desiderio di eliminare questa
duplicazione di figure interessate alla promozione e alla organizzazione turistica. E la maggio parte
ribadisce la necessità di creare un quadro giuridico dove le competenze siano meglio definite,
dove venga potenziato o creato un ente dotato di un certo potere di regolare e coordinare anche gli
altri. L'ente o la figura più adatta a questo ruolo varia a seconda delle proposte, e anche qui si
ripropone l'antagonismo tra chi vedrebbe bene un ente pubblico in questo ruolo (l'APT, la Provincia
o la Comunità Montana) e chi invece favorirebbe un privato (un consorzio o una figura
professionale unica).
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 48
3.6. Imprenditorialità e formazione
I colloqui svolti con gli operatori contenevano una parte che verteva sul grado di preparazione, di
professionalità e di imprenditorialità di chiunque fosse parte del sistema di offerta e avesse
relazioni con i turisti. Dai colloqui è quindi possibile ricavare il giudizio complessivo che gli
operatori danno al loro stesso livello professionale che, con una discreta dose di autocritica, viene
quasi sempre definito come basso, inadeguato all'attuale livello della domanda e sicuramente da
migliorare.
3.6.1. La professionalità degli operatori
3.6.1.1. La mancanza di ricambio generazionale
In tutta l'area delle Dolomiti Bellunesi gli operatori sottolineano la mancanza di ricambio
generazionale tra i quadri dirigenti delle aziende private e degli enti pubblici. La classe dirigente è
attualmente di età mediamente avanzata, mentre i più giovani vengono attirati dall'impiego in altri
settori più redditizi o dal minore impegno lavorativo (l'occhialeria per prima).
Proprio a causa di questa anzianità anagrafica, l'insieme degli operatori turistici sembra altrettanto
arretrata dal punto di vista "mentale": si parla di operatori poco pronti a recepire l'evoluzione del
sistema di offerta e del mercato, e poco pronti ad aggiornarsi professionalmente, ritenendosi
sufficientemente preparato dagli anni di esperienza nel settore. Succede talvolta che si verifichino
vere e proprie divisioni ideologiche, all'interno delle categorie di imprese turistiche, tra il gruppo dei
più giovani e quello dei più anziani, con conseguente scontro di interessi e di metodi operativi.
Anche la ritrosia sviluppare la collaborazione tra operatori, come visto nel cap. 3.2, può essere
imputabile alla mentalità antiquata di molti rappresentanti di aziende ed enti turistici.
Alcuni interlocutori hanno identificato la causa di tale anzianità non solo in un normale ciclo
demografico, ma anche nella mancanza di un quadro socio-economico e legislativo favorevole al
ricambio generazionale. Perciò diverse voci rimarcano la necessità di un intervento politico per
porre un freno alla "fuga" verso altre aree geografiche o verso altri settori economici, in modo da
favorire il ringiovanimento della classe dirigente.
3.6.1.2. Il basso livello della professionalità e dell’ imprenditorialità
Un po' ovunque viene denunciata la impreparazione degli operatori a promuovere e
commercializzare adeguatamente le ingenti risorse del territorio; la critica riguarda tanto gli
imprenditori e i loro dipendenti, quanto i funzionari pubblici preposti alla programmazione turistica o
alla accoglienza dei visitatori (APT e IAT in primo luogo) e chiunque altro abbia contatti saltuari con
i visitatori (vigili urbani, commercianti, ecc.).
È quasi sempre l'accoglienza del turista ad essere denunciata quale punto debole del sistema,
derivante da una certa "improvvisazione" di chi è ad essa preposto e di chi ricopre
occasionalmente tale funzione.
Un basso profilo qualitativo riguarda spesso anche il personale delle aziende turistiche. Anche
questo si spiega con la scarsità di risorse umane dell'area dolomitica, determinato da un certo
tasso di emigrazione e dal basso tasso di natalità. Inoltre, molte aziende turistiche impiegano
personale stagionale con un ritmo elevato di ricambio continuo, nel quale è difficile inserire un
serio piano di riqualificazione professionale.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 49
Per quanto riguarda poi il settore privato, talvolta viene anche lamentata la scarsa imprenditorialità
degli interessati. Viene riscontrata una bassa propensione al re-investimento degli introiti, poca
propensione al "rischio aziendale" e una eccessiva attenzione allo sviluppo nel breve periodo della
propria azienda (poca lungimiranza). Chiaramente, questi aspetti vanno rapportati al quadro
generale di flessione dell'industria turistica (in particolare del settore ricettivo) e di scarso sostegno
da parte del settore pubblico al comparto.
3.6.2. La formazione professionale
La quasi totalità degli operatori sono concordi nel ritenere indispensabile una loro riqualificazione
professionale, ottenibile solamente grazie ad attività di formazione. Taluni descrivono il quadro
generale con toni talmente sconfortanti da ritenere pensabile anche il rendere obbligatoria la
frequentazione di corsi di formazione specifici.
Nonostante alcuni operatori dichiarino di riuscire ad aggiornarsi continuamente anche in assenza
di proposte formative, l'atteggiamento verso un ampliamento di tale offerta è quasi sempre
positivo.
L'ostacolo maggiore alla riqualificazione attraverso i corsi di formazione professionale viene dalla
scarsa propensione degli operatori a frequentarli con assiduità. La bassa adesione a tali corsi è
dovuta verosimilmente tanto alla difficoltà degli spostamenti nel territorio quanto alla endemica
"pigrizia" mentale che caratterizza l'attuale classe dirigente. Qualche operatore segnala anche che
la struttura dei corsi così "scolastica" e rigida non aiuta ad invogliarli alla frequenza; magari
sarebbe meglio pensare ad una serie di incontri in stile più informale, tenuti non solo da docenti ma
anche da esperti del settore, forti di successi imprenditoriali, sotto forma di testimonianza.
L'attuale offerta di occasioni formative è buona, in virtù dell'attività di enti quali l'ASCOM, il GAL ed
altre agenzie di formazione professionale; la conoscenza dell'esistenza di tale offerta è però
spesso scarsa negli operatori. Perciò, è sicuramente necessaria una maggiore comunicazione da
parte degli organizzatori sulla varietà dei corsi organizzati e sulle loro caratteristiche.
3.7. Proposte ed esempi di progetti
Dai colloqui con gli operatori è emersa una serie di suggerimenti ed idee su come realizzare
praticamente azioni di miglioramento del sistema di offerta. Suddividendoli tra azioni già in atto in
alcune zone della provincia (riproponibili anche altrove) e proposte di nuove attività, esse verranno
schematicamente elencate qui di seguito; ognuna di esse viene accompagnata da un chiarimento
delle modalità di applicazione e delle sue finalità.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 50
Azioni già in atto in alcune realtà
AZIONE CARATTERISTICHE LOCALITÀ
Recupero della zona delle miniere in Valle Realizzazione di un ostello e di altre Agordo
Imperina strutture atte alla fruizione turistica
Apertura del Museo sulla Grande Guerra in Valorizzazione di reperti storici Cortina
Valparola presenti in tutto il territorio
Utilizzare più e meglio i mezzi tecnologici a Sfruttare l'evoluzione tecnologica per Pieve di Cadore
disposizione (soluzioni informatiche, un effettivo miglioramento
prenotazione telematica) dell'operatività
Utilizzare il nome di Cortina quale elemento di Utilizzare un nome di forte richiamo Pieve di Cadore
attrattiva e di richiamo per tutto l'alto bellunese mondiale e superare i localismi e le
invidie
Realizzare percorsi bivalenti per la mountain Utilizzo delle stesse strutture per due Auronzo
bike d'estate e lo sci di fondo d'inverno discipline di periodi diversi
Sviluppare i centri fitness e il “turismo delle Auronzo
salute”
Agevolare l’avviamento di aziende Facilitazioni all’edificabilità, riduzione Sappada
turistiche dell’ICI, accordi con banche per il
credito agevolato, ecc.
Utilizzare famosi sportivi locali quali De Zolt, Ghedina e altri sciatori Vigo di Cadore
testimonial della località conosciuti al pubblico
Illuminare le piste da sci (discesa e fondo) Proporre una novità e ampliare l'orario Val Zoldana
di fruibilità delle piste
Realizzare una centrale di teleriscaldamento Utilizzo del legname in eccesso con Comelico
conseguente miglioramento
dell'estetica dei boschi e riduzione dei
costi di riscaldamento
Responsabilizzare i privati mediante la S. Stefano
delega di incarichi dal pubblico
Realizzare strutture per i bambini come il Offrire servizi di didattica e di svago Domegge di
"Medialab" per i bambini, in modo da incentivare Cadore
la frequentazione di nuclei familiari
Idee e proposte nuove
PROPOSTA CARATTERISTICHE LOCALITÀ
(provenienza)
Realizzare sale polivalenti o altri spazi per Modo di diversificare l'offerta locale Agordo
cinema, teatro, concerti, manifestazioni; con occasioni di svago per i turisti
Apertura del Museo Mineralogico Valorizzazione di una caratteristica Agordo
della storia dell'Agordino
Organizzare a cadenza regolare degli incontri Tentativo di migliorare il rapporto tra Agordo
tra amministratori pubblici e popolazione amministratori e cittadini per un
per discutere (anche) di turismo miglior coordinamento nel realizzare
manifestazioni
Organizzare una tappa di un giro ciclistico Agordo
minore
Legare l'occhialeria (e il nome Luxottica) a Unione di intenti tra le due principali Agordo, Calalzo
quello di Agordo e del Centro Cadore per una industrie dell'area montana bellunese
promozione comune delle rispettive offerte
Proporre degli itinerari sugli sci da percorrere Offerta alternativa nella pratica dello Agordino
in più giorni sci, con permanenza dei visitatori
prolungata e programmabile in
"pacchetti"
Valorizzare e promuovere il Parco delle Risorsa e attrattiva non ancora Agordino
Dolomiti Bellunesi adeguatamente sfruttata
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 51
PROPOSTA CARATTERISTICHE LOCALITÀ
(provenienza)
Ripristinare la linea ferroviaria Calalzo - Risoluzione di parte dei problemi di Cortina
Cortina viabilità della Val Boite
Collocare alcuni "totem" informativi agli Servizio di informazioni varie al turista Cortina
ingressi delle aree maggiormente attrattive in punti strategici di accesso alle aree
(Parco) più frequentate
Rendere percorribili anche d'inverno sentieri Incentivo alla frequentazione Cortina, Selva di
sulla neve che raggiungano i rifugi invernale da parte di turisti non Cadore
sciatori
Agevolare la pratica della pesca sportiva Per invogliare gli appassionati a San Vito di Cadore
frequentare luoghi isolati anche fuori
stagione
Organizzare una rassegna di Musica Completare l'offerta locale Borca di Cadore
Organistica valorizzando importanti opere presenti
nel territorio
Differenziare maggiormente la politica di Invogliare la frequentazione invernale Pieve di Cadore
prezzo degli impianti di risalita nella bassa stagione e nei giorni feriali
attraverso la differenziazione del
prezzo dello skipass.
Predisporre itinerari (anche culturali) tra le Attirare i turisti a permanenze più Pieve di Cadore,
varie località delle Dolomiti, possibilità di lunghe con frequentazione di località agenzie incoming,
escursioni organizzate, miglioramento del diverse nello stesso periodo di Comelico, Cortina
servizio di trasporto pubblico vacanza
Incentivare il turismo religioso Sfruttare la presenza del Papa a Lorenzago
Lorenzago e il luogo natale di Papa
Luciani come elementi di richiamo
Promuovere e ideare la pratica di sport Attirare nicchie di mercato alternative Auronzo, Santo
alternativi, con la realizzazione di e nuove e destagionalizzare i flussi Stefano di Cadore
pubblicazioni specifiche
Realizzare un nuovo sistema di trasporto Più tutela ambientale Auronzo
verso le Tre Cime di Lavaredo (trenino)
Rilanciare il turismo legato alle acque, con Ideare modi nuovi di valorizzare le Auronzo
identificazione delle sorgenti e descrizione risorse ambientali della zona
delle loro caratteristiche
Recuperare vecchie strutture rurali per scopi Vecchie latterie, stalle, vecchi mulini e Vigo di Cadore
didattici e turistici, segherie, magari da destinare a sedi
di esposizione di artisti locali
Valorizzare le particolarità locali che il turista Evitare di sfidare località più affermate Canale d'Agordo
non trova a casa sua con eventi culturali pretenziosi e
valorizzare ciò che offrono le località
montane
Ripristinare vecchi istituti elioterapici Selva di Cadore
Utilizzare segnaletica anche con dizioni in Valorizzare uno degli aspetti peculiari Selva di Cadore
ladino della tradizione locale
Realizzare un campo da golf Cortina, Selva di
Cadore e altri
Rendere gli stadi del ghiaccio impianti Utilizzare le strutture in tutte le Forno di Zoldo
polifunzionali stagioni per altri tipi di manifestazioni
Fondare un museo etnografico e una scuola Ampliare l'offerta di nozioni sulla Forno di Zoldo
di intaglio legno con mostra permanente tradizione locale
Proporre una sorta di "rottamazione" per le Incentivare il ricambio e il Falcade
imprese alberghiere rinnovamento delle strutture ricettive
Realizzare strutture ricettive a metà strada tra Alleghe
l’alberghiero e il residenziale (“apart-hotel”)
Migliorare la qualità e la notorietà della Valorizzare gli aspetti di tipicità delle Agordo, Cortina
gastronomia locale produzioni gastronomiche
Recuperare l’agricoltura e la silvicoltura Identificare e sviluppare aspetti di Agenzie incoming,
come elementi di attrattiva turistica interesse comune per aziende del Comelico
primario e aziende alberghiere
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 52
PROPOSTA CARATTERISTICHE LOCALITÀ
(provenienza)
Rilanciare il turismo termale Agenzie incoming
Agevolare l'aumento di guide turistiche Agenzie incoming
abilitate
Agevolare la crescita della “casa-bottega” Agevolare la crescita dell'artigianato Cortina
tipico in locali tipici piacevoli da
visitare
legare il nome di Cortina ad un evento nel Sfruttare la presenza della località in Cortina
campo della cinematografia molte pellicole della storia del cinema
Legare al mondo dei motori alcune forme di mercato delle auto prestigiose o Cortina
promozione d’epoca
Sviluppare l'accoglienza per grandi società Cortina
sportive che ricerchino luoghi per il “ritiro”
Migliorare la gestione e l'organizzazione Migliorare la raggiungibilità di queste Santo Stefano di
dell'offerta del settore extra-alberghiero strutture da parte della clientela Cadore, Domegge
di Cadore
Realizzare una "lunga via delle Dolomiti" per Ampliare l'estensione dei percorsi a Pieve di Cadore
mountain bike tutta l'area delle Dolomiti (come già
per il trekking)
Offrire pacchetti di soggiorno legati Organizzare meglio l'offerta per gli Calalzo di Cadore
all'escursionismo montano ("settimane- appassionati di montagna
trekking")
Sviluppare l'offerta di Bed&Breakfast Ampliare le tipologie del ricettivo e Domegge di
valorizzare lo spirito di accoglienza Cadore
della gente del posto
4. L'opinione degli operatori locali, dei tour operator e dei CRAL aziendali
4.1. Obiettivi dell'analisi
L’obiettivo dell’analisi è stato quello di raccogliere l’opinione che gli operatori locali, i cral e i tour
operators nazionali e internazionali hanno in merito alle Dolomiti del Veneto e al loro
posizionamento sul mercato alpino. L’indagine era prevalentemente conoscitiva e di tipo
qualitativo, non puntando quindi alla raccolta di elevate quantità di testimonianze.
4.1.1. La metodologia
Ai quattro target è stato sottoposto lo stesso questionario utilizzato per l’indagine della domanda,
eliminando però quelle parti non interessanti per il campione. Le aree analizzate sono:
punti di forza e di debolezza dell’offerta locale;
immagine spontanea e suggerita;
aree di miglioramento dell’offerta.
Nell’Appendice A sono stati inclusi i quattro questionari utilizzati. I questionari raccolti sono: 33 per
gli opinion leaders locali, 5 per i tour operators nazionali, 4 per i CRAL aziendali, 3 per i tour
operators internazionali.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 53
4.2. L’opinione degli operatori locali
4.2.1. I punti di forza e di debolezza delle Dolomiti del Veneto
Gli operatori locali hanno espresso un giudizio su tutti gli elementi dell’offerta giudicati anche dalla
domanda. I risultati finali sono espressi nella Tabella 4.1.
Emerge chiaramente una netta prevalenza di valutazioni neutrali o molto positive. L’ambiente e le
risorse naturali si confermano tra i punti di forza più importanti e meglio valutati. Si confermano dei
punti di debolezza invece le opportunità per lo svago nel tempo libero, i trasporti pubblici e la
gestione del traffico. Elementi già emersi nell’indagine presso la domanda.
Tabella 4.1. I punti di forza e di debolezza dell’offerta secondo l’opinione degli operatori locali*
ESTATE INVERNO
La qualità dell'offerta per gli sport
La qualità della rete sentieristica 3,6 3,4
La segnalazione dei diversi tipi di sentieri 3,4 3,1
La possibilità di praticare diversi tipi di sport 3,3 3,3
La qualità degli impianti e delle piste 3,0 3,8
Presenza di piste con diversi livelli di difficoltà 4,0 3,9
accessibilità alle piste, code limitate 3,3 3,8
La qualità dell'offerta ricettiva
La qualità degli alberghi e delle altre possibilità di alloggio 3,1 3,1
La qualità della ristorazione e della gastronomia locale 3,3 3,3
La cortesia del personale addetto ai servizi 3,5 3,5
La professionalità degli albergatori, maestri di sci, commercianti
ecc. 3,3 3,4
La varietà dell'offerta ricreativa
Opportunità varie per il tempo libero:shopping, cinema, localii
notturni ecc. 2,8 2,8
eventi sportivi:es.campionati del mondo di sci 3,0 3,5
Le manifestazioni artistiche culturali 3,3 2,9
Ambiente tipico, tradizione e folklore 3,5 3,3
I prezzi
Il livello dei prezzi dell'offerta ricettiva 3,4 3,4
Il livello dei prezzi degli impianti di risalita 3,5 3,7
Accessibilità e mobilità
Presenza di parcheggi per le automobili 3,2 3,0
Disponibilità di trasporto pubblico efficiente 2,9 2,8
Fluidità del traffico 2,5 2,5
Risorse naturali e culturali
Attrattive naturali ed ambientali 4,8 4,8
La presenza del Parco e di aree protette 3,4 3,4
Il tipo di panorama montano 4,7 4,7
Attrattive storico-artistiche e culturali 3,4 3,3
Altro
I servizi di informazione al pubblico 3,3 3,2
Ospitalità della popolazione locale 3,7 3,7
Note: (*) 5: punto di grande forza; 4: punto di forza; 3: punto ne’ di forza, ne’ di debolezza; 2: punto di
debolezza; 1: punto di grave debolezza
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 54
Solo attrattive naturali ed ambientali e il tipo dell’ambiente montano (cioè le risorse naturali del
territorio) sono stati giudicati chiaramente quasi da tutti come indubbi punti di grande forza mentre
le opportunità per lo svago nel tempo libero, trasporti pubblici e fluidità di traffico chiaramente negli
occhi degli operatori locali vengono visti come i problemi più grandi.
Emerge inoltre una diversa valutazione per l’offerta estiva e quella invernale. Per quanto riguarda
la qualità dell’offerta per gli sport, i giudizi sono abbastanza neutri o positivi. Nulla emerge quale
grande punto di forza, né la rete sentieristica in estate, né le piste da sci.
Per l’offerta ricettiva, l’opinione è abbastanza positiva, forse fin troppo rispetto a quanto emerso
dall’indagine presso la domanda. La qualità degli alberghi, della ristorazione, la professionalità del
personale viene giudicata neutra sia in estate che in inverno.
Anche la varietà dell’offerta ricreativa si posiziona sempre in modo intermedio. L’unico elemento a
trovare lo sfavore da parte degli operatori, sia in estate che in inverno, è quello relativo alle
opportunità varie per il tempo libero (shopping, cinema, locali notturni, ecc.) e, appena giudicato
negativamente è l’aspetto culturale, la mancanza di manifestazioni artistiche anche in inverno.
L’analisi dei prezzi conferma una valutazione forse troppo positiva da parte degli operatori. Non ci
sono giudizi negativi, ma neutrali, sia sull’offerta ricettiva che sull’offerta degli impianti di risalita.
E’ invece tra gli elementi dell’offerta che riguardano l’accessibilità e la mobilità che si riscontra la
più alta concentrazione di elementi negativi dell’offerta: manca, secondo gli operatori locali, un
servizio di trasporto pubblico efficiente, e soprattutto è necessario intervenire velocemente sulla
fluidità del traffico.
Mentre, come già accennato precedentemente, le risorse naturali e culturali sono considerate dei
punti di grande forza (in particolare le attrattive naturali e ambientali e il panorama montano),
sopravvalutate sembrerebbero invece i servizi di informazione al pubblico (una media di 3,2 sia in
estate che in inverno) e l’ospitalità della popolazione locale (3,7).
4.2.2. L’immagine della destinazione
Gli operatori continuano a vedere nella loro destinazione « le montagne con forme/profili
indimenticabili » ed « uniche ». Opinione tra l’altro simile anche nei tour operators nazionali
intervistati. Sempre dominante è quindi l’elemento « natura » e ha un peso abbastanza
significativo anche l’immagine di una destinazione adatta agli sport invernali ed estivi. Le Dolomiti
del Veneto sono per gli operatori « la vera montagna », il « silenzio, riposo, relax », la « montagna
adatta a tutti, anche chi non pratica sport sulla neve », una « destinazione per famiglie » (Tabella
2).
Tabella 4.2. L’immagine delle Dolomiti Veneto secondo gli operatori: prima risposta (valori ass.)
Elementi dell’immagine N. risposte
Montagne con la forma unica 15
Uniche 12
I resort di neve, sci 2
Natura: aree verdi, boschi e parchi 1
Resort ideali per quelli a cui piace
divertirsi 1
Trekking, sentieri a ferrate 1
Altri elementi dell’immagine emersi, oltre a quelli prima citati, evidenziano una forte connotazione
sportiva dell’area. Gli operatori locali identificano con la loro offerta un’immagine legata al trekking,
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 55
ai sentieri e alle ferrate, naturalmente lo sci, quindi le montagne, la natura, le aree verdi i boschi e i
parchi. Con meno forza, ma sempre presente, è l’immagine legata alla tradizione (le malghe, i
prodotti locali, la gastronomia, la tradizione, l’arte e l’artigianato, la cultura locale, ecc.). Emergono
alcuni elementi negativi, citati abbastanza frequentemente tra gli operatori: il traffico e le code agli
impianti di risalita, la noia, la mancanza di divertimenti, l’esclusività della destinazione (Tabella
4.3).
Tabella 4.3. L’immagine delle Dolomiti Veneto secondo gli operatori locali: seconda risposta (valori
assoluti)
Elementi dell’immagine N. risposte
Trekking, sentieri e ferrate 16
I resort di neve, sci 13
Montagne con la forma unica 12
Natura: aree verdi, boschi e parchi 10
Spazi aperti e aria sana 7
Riposo e relax 7
Traffico e code negli impianti sciistici 7
Uniche 6
Tipiche "malghe" alpine 6
Prodotti locali, gastronomia 6
Resort ideali per quelli a cui piacciono gli sport invernali estremi 3
Tradizione, arte e artigianato, cultura locale 3
Noia, mancano divertimenti 3
Esclusive e costose 1
Snowboard e parchi di neve 1
Gli operatori locali hanno inoltre espresso il loro parere su immagini suggerite riguardanti l’offerta
del loro territorio. Si riconferma indubbiamente la forza della “vera montagna”, ma l’immagine si
lega anche al “silenzio, al riposo, al relax” e soprattutto emerge un’immagine di montagna adatta
anche a chi non pratica sport sulla neve e adatta al segmento famiglie. Questa immagine viene
confermata anche dai tour operators, ma evidenzia il distacco tra l’immagine percepita e l’offerta
effettivamente messa sul mercato (Tabella 4.4).
Tabella 4.4. L’immagine delle Dolomiti Veneto: grado di accordo a immagine suggerita (media).
Immagine suggerita Accordo*
La vera montagna 4,6
Il silenzio, il riposo, il relax 4,4
La montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve 4,2
Una destinazione per famiglie 4,1
La montagna per gli sportivi esperti 3,9
La montagna per gli sportivi inesperti 3,6
La montagna per gli sport di tendenza 3,3
Il divertimento, l'azione 2,5
Una meta prettamente invernale 2,0
Una meta prettamente estiva 1,7
Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:
assolutamente non d’accordo.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 56
Tante immagini quindi, per questo territorio. Le Dolomiti Veneto sono per gli operatori locali adatte
anche agli sportivi esperti, un po’ meno per chi ama gli sport di tendenza, il divertimento e l’azione.
4.2.3. Elementi dell’offerta da migliorare
Secondo gli operatori intervistati, l’offerta della destinazione deve essere allargata, in particolare
attraverso lo sviluppo di escursioni per segmento di mercato, offerta specifica per bambini e
ragazzi – che includa attività organizzate -, miglioramento dell’offerta di sentieri attraverso nuovi
percorsi tematici e nuovo materiale informativo studiato appositamente, miglioramento degli
strumenti editoriali a disposizione dei turisti per l’informazione sul posto anche in più lingue, nuove
possibilità di consumo di cibi e bevande al di fuori dell’albergo anche in regime di pensione
completa, creazione di più servizi di assistenza per i diversi sport praticati, attività di animazione
per le persone anziane, organizzazione di eventi culturali (dalle attività culturali, alle mostre, ai
concerti) (Tabella 4.5).
Tabella 4.5. Elementi dell’offerta da migliorare per grado di priorità
Elementi dell’offerta da migliorare Priorità*
Escursioni organizzate a piedi, con una guida, di diversa durata e difficoltà 4,3
Campi giochi adatti per i bambini ed i ragazzi ed attività organizzate per i bambini 4,3
Sentieri numerati/tematici e con carte di orientamento, per fare escursioni da soli 4,1
Brevi guide e carte turistiche in varie lingue per la descrizione di questa valle/zona 4,0
Possibilità di consumare alcuni pasti fuori dall'albergo, anche in altre località
(laghi, rifugi alpini ecc.) con "buoni" o "coupons" 3,9
Disponibilità di servizi e assistenza per i diversi sport praticabili 3,9
Attività ricreative e di animazione per persone anziane 3,7
Eventi culturali /presentazioni di guide, mostre ecc.), concerti di bande musicali (o cori)
all'aperto 3,7
Serate danzanti in locali tipici 3,5
Degustazione di prodotti in locali tipici (p.e. assaggi di vini locali, formaggi, salumi ecc.) 3,4
Escursioni organizzate (per gruppi) in autobus, in altre località di questa zona 3,4
Brevi corsi sulla flora di montagna e le erbe medicinali , anche all'aperto (nei boschi ecc.) 3,3
Mercati all'aperto di articoli di abbigliamento, artigianato locale e antiquariato 3,0
Sale di lettura e di musica, con giornali nelle principali lingue, che possono essere
consultati gratuitamente 2,4
Note: (*) 5: priorità molto alta; 4: priorità alta; 3: priorità media; 2: priorità bassa; 1: priorità molto bassa
4.3. L’opinione dei CRAL aziendali
Le destinazioni montane rappresentano fino all’80% delle preferenze tra le tipologie di
destinazione scelte dai CRAL aziendali per l’organizzazione di soggiorni e giornate di
escursionismo. Dai 2 ai 9 viaggi di giornata e dai 2 ai 7 soggiorni con almeno un pernottamento
organizzati all’anno, i CRAL movimentano in media gruppi che vanno dalle 30 alle 80 persone. La
preferenza dei CRAL per le destinazioni dolomitiche venete ricade su Alleghe, San Vito di Cadore
e Arabba.
In merito all’offerta locale, i CRAL non si considerano soddisfatti, ed evidenziano la debolezza
della destinazione nel servire i gruppi e in parte una mancanza di interesse da parte degli operatori
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 57
locali in questo segmento (Tabella 6). Non considerano le località molto competitive, in particolare
per l’offerta che interessa loro.
Tabella 4.6. Caratteristiche dell’offerta per i CRAL: grado di accordo (media)
Caratteristiche dell’offerta Accordo*
Le località turistiche delle Dolomiti Venete sono competitive 3,0
Le Dolomiti del Veneto devono migliorare l'offerta per i Cral 4,5
Mancano referenti nelle Dolomiti del Veneto con cui poter lavorare 3,3
Gli operatori turistici delle Dolomiti del Veneto non sono interessati a
lavorare con i CRAL 1,8
Le Dolomiti del Veneto devono migliorare l'offerta per i gruppi 4,3
Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:
assolutamente non d’accordo.
Per quanto riguarda l’immagine suggerita, le Dolomiti Veneto sono viste soprattutto come la
montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve e che offre il silenzio, il riposo ed il
relax.
Tabella 4.7. L’immagine delle Dolomiti Veneto: grado di accordo a immagine suggerita (media)
Immagine suggerita Accordo*
Una destinazione per famiglie 3,5
La vera montagna 3,3
La montagna per gli sport di tendenza 2,0
La montagna per gli sportivi esperti 2,0
La montagna per gli sportivi inesperti 2,0
La montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve 4,3
Una meta prettamente estiva 2,8
Una meta prettamente invernale 2,8
Il divertimento, l'azione 2,3
Il silenzio, il riposo, il relax 3,8
Note (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:
assolutamente non d’accordo.
Tra gli altri elementi di debolezza sono emersi la necessità di migliorare l’offerta qualitativa delle
strutture ricettive, la cultura dell’ospitalità, la necessità di riorganizzare il traffico, la sottovalutata
importanza della tutela e fidelizzazione del cliente.
Tra le priorità di intervento per migliorare l’offerta nelle destinazioni, i CRAL indicano la possibilità
di consumare i pasti fuori dall’albergo con “buoni” o “coupons”, quindi di migliorare la disponibilità
di servizi e l’assistenza per i diversi sport praticabili. Non meno importante è l’offerta per le
famiglie, ancora sottovalutata e sottodimensionata, e sottovalutato è anche il segmento della terza
età (Tabella 4.8).
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 58
Tabella 4.8. Elementi dell’offerta da migliorare per grado di priorità. Confronto CRAL e Operatori
locali
CRAL* Operatori
Elementi dell’offerta da migliorare Locali*
Escursioni organizzate (per gruppi) in autobus, in altre località di questa zona 2,8 3,4
Escursioni organizzate a piedi, con una guida, di diversa durata e difficoltà 4,0 4,3
Sentieri numerati/tematici e con carte di orientamento, per fare escursioni da soli 3,3 4,1
Sale di lettura e di musica, con giornali nelle principali lingue, consultabili i
gratuitamente 2,3 2,4
Eventi culturali /presentazioni di guide, mostre ecc.), concerti di bande musicali
(o cori) all'aperto 3,5 3,7
Serate danzanti in locali tipici 3,0 3,5
Campi giochi adatti per i bambini ed i ragazzi ed attività organizzate per i bambini 4,3 4,3
Attività ricreative e di animazione per persone anziane 4,3 3,7
Brevi guide e carte turistiche in varie lingue per la descrizione di questa
valle/zona 4,5 4,0
Degustazione di prodotti in locali tipici (p.e. assaggi di vini locali, formaggi, salumi
ecc.) 4,3 3,4
Possibilità di consumare alcuni pasti fuori dall'albergo, anche in altre località
(laghi, rifugi alpini ecc.) con "buoni" o "coupons" 4,8 3,9
Mercati all'aperto di articoli di abbigliamento, artigianato locale e antiquariato 3,8 3,0
Brevi corsi sulla flora di montagna e le erbe medicinali , anche all'aperto (nei
boschi ecc.) 3,5 3,3
Disponibilità di servizi e assistenza per i diversi sport praticabili 4,8 3,9
Note: (*) 5: priorità molto alta; 4: priorità alta; 3: priorità media; 2: priorità bassa; 1: priorità molto bassa
Rispetto agli operatori locali, i CRAL considerano prioritari interventi per i campi giochi e attività
organizzate per bambini, attività ricreative per persone anziane, guide e carte turistiche brevi e
intuitive, degustazioni di prodotti tipici locali, mercatini all’aperto, valorizzazione dell’artigianato
locale e dell’antiquariato.
4.4. L’opinione dei Tour Operators italiani
In genere i Tour Operators intervistati hanno espresso giudizi abbastanza neutri sulla destinazione.
Sono sicuri invece che le Dolomiti Venete non rappresentino la « vera montagna », « il
divertimento e l’azione », e concordano sul fatto che sia una destinazione per famiglie e una
montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve.
Dalla Tabella 4.9 emergono chiaramente i dissensi in termini di percezione dell’immagine. Mentre
gli operatori locali sono molto d’accordo sul fatto che il loro territorio rappresenti la “Vera
montagna” (punteggio 4,6), i tour operators giudicano la stessa affermazione con un punteggio più
basso: 2,5. Rispetto agli operatori locali, i tour operator dissentono inoltre sul fatto che le Dolomiti
Veneto rappresentino la montagna per gli sportivi esperti, il silenzio, il riposo, il relax.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 59
Tabella 4.9. L’immagine delle Dolomiti Veneto: grado di accordo a immagine suggerita (media)
Caratteristiche dell’offerta TO italiani* Operatori Locali*
Una destinazione per famiglie 4,0 4,1
La vera montagna 2,5 4,6
La montagna per gli sport di tendenza 3,5 3,3
La montagna per gli sportivi esperti 3,3 3,9
La montagna per gli sportivi inesperti 3,3 3,6
La montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve 4,0 4,2
Una meta prettamente estiva 3,3 1,7
Una meta prettamente invernale 3,3 2,0
Il divertimento, l'azione 2,0 2,5
Il silenzio, il riposo, il relax 3,3 4,4
Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:
assolutamente non d’accordo.
I tour operators confermano inoltre la mancanza di visibilità delle Dolomiti del Veneto tra
l’intermediazione nazionale italiana, la mancanza di referenti con cui poter lavorare sul territorio, e
l’urgenza di migliorare l’offerta per famiglie (Tabella 4.10).
Tabella 4.10. Caratteristiche dell’offerta per i Tour Operators: grado di accordo (media)
Caratteristiche dell’offerta Accordo*
Le località delle Dolomiti del Veneto sono competitive 3,5
Gli agenti di viaggio con cui lavoro conoscono le Dolomiti del Veneto 2,3
Mancano referenti nelle Dolomiti del Veneto con cui poter lavorare 4,0
Gli operatori turistici delle Dolomiti del Veneto non sono interessati a lavorare con i TO 3,7
Le Dolomiti del Veneto devono migliorare l'offerta per le famiglie 4,5
Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:
assolutamente non d’accordo.
Anche dal confronto tra Tour Operators e operatori locali emergono delle valutazioni interessanti
sulle priorità di azione sul territorio. Rispetto agli operatori locali, i tour operators non danno
importanza alle escursioni organizzate per gruppi in autobus, ma per quelle a piedi. Meno
importanza viene data ai sentieri tematici, al materiale illustrativo, a servizi di assistenza e corsi
(Tabella 4.11).
Il grado di accordo è simile invece su diversi punti che riguardano l’offerta: priorità alta si registra
per le escursioni organizzate a piedi, gli eventi culturali, le attività organizzate per bambini, le
attività ricreative per persone anziane, la possibilità di consumare pasti anche fuori dall’albergo,
attività di degustazione di prodotti in locali tipici.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 60
Tabella 4.11. Elementi dell’offerta da migliorare per grado di priorità. Confronto Tour Operators e
Operatori locali
TO italiani Operatori
Elementi dell’offerta da migliorare Locali*
Escursioni organizzate (per gruppi) in autobus, in altre località di questa zona 2,7 3,4
Escursioni organizzate a piedi, con una guida, di diversa durata e difficoltà 4,0 4,3
Sentieri numerati/tematici e con carte di orientamento, per fare escursioni da
soli 3,3 4,1
Sale di lettura e di musica, con giornali nelle principali lingue, che possono
essere consultati gratuitamente 1,8 2,4
Eventi culturali /presentazioni di guide, mostre ecc.), concerti di bande musical
(o cori) all'aperto 3,8 3,7
Serate danzanti in locali tipici 3,5 3,5
Campi giochi adatti per i bambini ed i ragazzi ed attività organizzate per i
bambini 4,0 4,3
Attività ricreative e di animazione per persone anziane 3,8 3,7
Brevi guide e carte turistiche in varie lingue per la descrizione di questa
valle/zona 3,3 4,0
Degustazione di prodotti in locali tipici (p.e. assaggi di vini locali, formaggi,
salumi ecc.) 3,7 3,4
Possibilità di consumare alcuni pasti fuori dall'albergo, anche in altre località
(laghi, rifugi alpini ecc.) con "buoni" o "coupons" 4,0 3,9
Mercati all'aperto di articoli di abbigliamento, artigianato locale e antiquariato 2,8 3,0
Brevi corsi sulla flora di montagna e le erbe medicinali , anche all'aperto (nei
boschi ecc.) 2,8 3,3
Disponibilità di servizi e assistenza per i diversi sport praticabili 3,0 3,9
Note: (*) 5: priorità molto alta; 4: priorità alta; 3: priorità media; 2: priorità bassa; 1: priorità molto bassa
4.5. L’opinione dei Tour Operators stranieri
I tour operators stranieri non distinguono i confini amministrativi all’interno dell’area Dolomitica e
identificano un’unica area che include anche l’Alto Adige e il Trentino. Cortina d’Ampezzo è
sicuramente la destinazione delle Dolomiti Veneto più conosciuta e più programmata, spesso
anche riconosciuta come immagine da traino per l’intera area. Arabba, Pozzo di Fassa e Vigo di
Fassa le altre località citate.
Secondo i tour operators stranieri l’offerta dell’area è indicata prevalentemente per lo sci alpino e in
particolare per gli sportivi intermedi (a differenza degli operatori locali che credono l’area
interessante per gli sportivi esperti). L’area non è particolarmente interessante per gli appassionati
di snowboard e non vincente per il turismo delle famiglie.
I tour operators confermano il poco interesse degli operatori locali ad investire sul mercato inglese
o americano e il fatto che l’area sia poco conosciuta tra gli addetti al settore. Prevale
nell’immaginario del trade un’immagine alpina europea legata alla Svizzera, alla Francia e
all’Austria, quindi all’Italia. Non lamentano poca disponibilità a trovare referenti sul territorio, anzi, e
considerano i resort dolomitici non meno competitivi di quelli francesi, austriaci e svizzeri.
Destinazioni che si caratterizzano principalmente per un turismo invernale, le Dolomiti Veneto sono
per i tour operators stranieri montagne dal profilo inconfondibile, ma che nulla hanno a che fare
(forse perché non abbastanza valorizzate) con la cultura e la tradizione locale, che emerge invece
nelle destinazioni austriache e svizzere.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 61
5. Il Parco delle Dolomiti Bellunesi nell'ambito del “prodotto Dolomiti del Veneto”
Vogliamo qui riportare l’analisi delle caratteristiche del Parco delle Dolomiti Bellunesi, un elemento
importante dell'offerta della Provincia di Belluno, anche se interessa però solo alcuni comuni
dell'APT n. 1. Esso può costituire comunque un fattore di attrattiva da integrare nel prodotto
turistico.
5.1. Generalità
Il Parco delle Dolomiti Bellunesi (PDB), creato nel 1993, si colloca al margine delle Alpi sud
orientali, in un'area della provincia localizzata tra le valli del Cismon e del Piave con propaggini a
nord verso il bacino del Maè e nel basso Agordino, con ambienti di media e alta quota pochissimo
abitati e piuttosto impervi. Comprende la catena delle Alpi Feltrine e il gruppo Feruch - Monti del
Sole ("cuore selvaggio del Parco") e il Gruppo della Schiara.
L'interesse è, oltre che paesaggistico, prevalentemente floristico (grazie anche alla particolare
"storia" climatica dell'area: tra di esse spicca la campanula del Moretti) e geologico (con le "buse e
i catini"); interessante ma più comune la fauna (con la presenza degli ungulati come cervi, e
camosci e la ricomparsa dell'orso). Proprio per il relativo isolamento, notevole è la complessità
degli ambienti e la varietà di ecosistemi. Il territorio viene presentato come "straordinariamente
selvaggio e ricco di contrasti: gole e praterie, imponenti parti verticali e creste, boschi…".
Dal punto di vista storico e umano, sono particolarmente interessanti (oltre alla mulattiere - tra cui
quelle della I guerra mondiale -, le malghe e le pendane per il ricovero del bestiame) i manufatti
per la lavorazione dei minerali, la calchère e le ère per calce e carbone. La maggior visibilità spetta
però alla Certosa di Vedana.
Nella Guida TCI sui Parchi l'introduzione è questa: "Dolomiti periferiche, queste Bellunesi, situate
ai margini meridionali della catena, e un po' appartate, certamente meno note dei più famosi gruppi
dei "Monti Pallidi", ma non per questo meno spettacolari. Anzi, con in più il fascino di un ambiente
aspro, selvaggio, quasi spopolato, una montagna che richiede fatica per essere accostata, ma
compensa con il silenzio, solitudine, scenari spettacolari e incontri con una flora e una fauna
ricchissime." (Guida ai Parchi TCI, pag. 41)
Come si nota, una descrizione che incanta ed attrae, da un lato, dall'altra frena il visitatore non
esperto.
L'attività prevalente è quella escursionistica, con possibilità di seguire sentieri segnalati, ma anche
di effettuare pic-nic, ecc. Il Parco è attraversato dalle Alte Vie delle Dolomiti 1 e 2.
I periodi consigliati per le visite sono: inizio autunno per escursioni impegnative; da maggio a luglio
per le osservazioni floristiche; l'estate, che però può presentare nebbie nei versanti a sud.
L'accesso è possibile facendo riferimento ai 2 centri principali, Belluno e Feltre, raggiungibili in
auto (autostrada A27 Venezia-Belluno o per Feltre deviazione dall'autostrada A31 Valdastico da
Vicenza) o in treno (da Padova e Venezia). I due centri sono collocati lungo la SS n. 50, che
transita anche per Longarone e quindi per il Cadore e l'Ampezzo. Le strade di accesso all’interno
del Parco sono la SS 203 che attraversa il Parco lungo il Cordevole che collega il Parco alla zona
di Falcade e della Marmolada, (ma non permette soste), la strada della Val Canzoi e quella della
Valle del Mis (di penetrazione). Esterna ai confini la strada che collega Longarone a Forno di Zoldo
e questo ad Agordo (251 e 347).
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 62
Da Feltre è possibile l'accesso alla Val di Canzoi e al gruppo delle Vette Feltrine, da Belluno e
Agordo ci si può avvicinare al gruppo dei Monti del sole e della Schiara
Da Longarone è possibile l'accesso alla casera e di qui alla foresta di Cajada e alla Val del Grisol.
Sono coinvolti nel Parco 15 comuni e 5 comunità montane. Quattro le realtà geografiche
interessate: il Feltrino, l’Agordino, il Bellunese e la Val di Zoldo; tre i comuni appartenenti all'area
della APT n. 1.
La gestione del Parco è affidata a un Ente Pubblico Autonomo non Economico (Ente Parco), con
sede a Feltre), che ha come obiettivi la tutela della ricchezza naturale, il miglioramento della
qualità della vita della comunità locale, la promozione della ricerca scientifica e dell’educazione
ambientale, l’incoraggiamento delle attività tipiche e la creazione di opportunità di sviluppo
attraverso una politica di tutela dei valori naturalistici. Uno degli strumenti più interessanti a
disposizione dell’Ente è il Piano Pluriennale Economico e Sociale.
Come spesso accade, i rapporti tra il Parco e la popolazione circostante sono ambivalenti e
spesso contrastati, in quanto la protezione dell’area viene vista come vincolo alle attività locali e in
taluni casi addirittura è scarsa l’informazione nei paesi che vi partecipano; in alcuni di questi, vige
un certo scetticismo riguardo le potenzialità economiche che possono essere portate dal Parco.
Oltre all’Ente Parco, l’altro attore di particolare importanza è il CAI, che cura parte della
sentieristica, della manutenzione e dell’informazione all’esterno, grazie anche ad accordi con
l’Ente.
"Quella del PDB8 è una realtà turisticamente difficile da governare, in quanto l'area Parco ha una
presenza stabile di residenti limitatissima (circa 100 persone oggi; molte frazioni furono
abbandonate nel 1966 per le alluvioni che distrussero anche strade e sentieri) e una attività
economica praticamente irrilevante. Da questa situazione - atipica anche rispetto ad altri parchi
naturali - deriva che l'attività di gestione del Parco vede una accentuazione degli interventi di tutela
ambientale, la rinuncia a gran parte delle attività connesse all'accoglienza dei visitatori e la rinuncia
(o inattuabilità) delle attività economiche e della popolazione residente nel Parco.
In compenso, la realtà socio-economica esterna è abbastanza complessa, e i compiti del Parco
stanno anche nel gestire i rapporti con l'esterno e diffondere l'idea della sostenibilità”.
Moderata la turisticità: infatti, come vedremo, i comuni inseriti non spiccano per l'offerta di posti
letto in strutture alberghiere o extralberghiere. A parte infatti i centri maggiori come Feltre e il
capoluogo, orientati comunque a funzioni spesso diverse da quella turistica e soprattutto da quella
di turismo verde specificamente, l'offerta di ospitalità è limitata. Entro i confini del Parco, è
presente solo l'offerta dei rifugi, se si eccettuano le case private.
8
K. Savalli, (1988) Turismo e parchi: il caso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, tesi di diploma in
Economia del Turismo, Università di Venezia
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 63
5.2. Le attrazioni e i servizi del Parco
Secondo quanto comunicato nelle pubblicazioni diffuse sul Parco, "Tra le varie attività prevale
quella escursionistica. Sono moltissimi i sentieri segnati e le passeggiate a disposizione dei
visitatori, attraverso itinerari adatti a tutte la capacità e serviti da rifugi e bivacchi fissi. Altre
interessanti attività: escursioni in mountain bike, soprattutto nella fascia pedemontana attigua ai
confini del Parco e nelle valli d’accesso; escursioni invernali con lo sci da fondo, da escursionismo
e con le snowshoes, itinerari alpinistici (vie ferrate nella Schiara); giri panoramici in pullman o auto,
attraversata in treno, passeggiate a cavallo, visite guidate e percorsi di educazione ambientale."
Dalle indagini svolte (1998) i massicci più visitai sono stati quelli del Sass de Mura, del Pizzocco,
delle Vette-Pavione e della Schiara.
L'attività di animazione, educazione ambientale per ragazzi e accompagnamento per adulti viene
svolta, oltre che dal personale interno, da cooperative a cui viene appaltato questo servizio da
parte dell'Ente con competenza sia naturalistiche che di animazione (Artservice, ecc.).
Attività di animazione e di accoglienza, soprattutto ai confini del Parco, viene svolta dai “volontari”
delle pro-loco
Le principali località consigliate per la visita sono e definite nel sito web "Principali località del
Parco" (segnaliamo in grassetto le località di accesso):
comune di Sovramonte e Croce d’Aune, “porta turistica del Parco, stazione di turismo estivo,
oltre che invernale, con alberghi e parcheggi”; è il punto di partenza per le escursioni al Rifugio
dal Piaz e alle vette Feltrine, consigliate a camminatori medi ed esperti. Il comune comprende
anche un sito di lancio per parapendio e uno di osservazione astronomica, oltre a una pista di
sci.
Pian d’Avena, sulla strada tra Pedavena e Croce d’Aune, è di interesse storico-antropico più
che naturalistico. Trattandosi di pianoro, con area attrezzata per pic nic, è adatta a passeggiate
con famiglie e bambini. E' inoltre conosciuta per una competizione automobilistica di corsa in
salita.
Col del Mich: località esterna al Parco, che rappresenta la via storica di salita verso la Vallazza,
il Pavione e le Vette.
Valle di Lamen, raggiungibile dal comune di Feltre: da un paesaggio attraente, si possibili
percorsi "solitari" per camminatori esperti
Valle di S. Martin : raggiungibile da Vignui, a bassa quota e attraversata dal torrente Stien, offre
passeggiate per famiglie anche in periodi caldi (grazie all’ombreggiato percorso), con possibilità
di ammirare vegetazione alpina già a bassa quota e
Lasen - Arson (Monte Mauro e Monte Grave): frazioni da tempo abbandonate, ma con una rete
disentieri anche per mountain bike e per passeggiate invernali; e diramazioni per i più esperti
Val Canzoi: uno dei principali accessi al Parco, (con possibilità di code), con i sentieri più
classici e grande pregio paesaggistico (per esempio lago della Stua). Da qui si accede al
Cimonega, ai rifugi, e a varie malghe Possibilità di ristoro ai confini col Parco. passeggiate di
tutti i livelli
Tre Pietre e Pizzocco (Valle di S. Agapito), con accesso da Cesiomaggiore: percorsi per
camminatori esperti; una passeggiata agevole è invece quella per la chiesa di S. Marco Val
Scura
Valle del Mis: area di grande interesse paesaggistico e cardine del Parco, i cui sentieri si
stanno adeguando in questi tempi alle esigenze dell’escursionista, grazie anche alla presenza
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 64
della Pro Loco; percorribile anche in bicicletta una delle strade. Il fondovalle è praticabile: il lago
del Mis e le sue rive possono essere tranquillamente frequentate; però i sentieri che si inoltrano
a nord di Sospirolo sono impervi e scarsamente segnalati. Fondovalle accessibile, scarsamente
accessibili le valli laterali, anche agli esperti
Gena Alta: frazione raggiungibile in auto solo con autorizzazione; solo per esperti le
passeggiate successive
Val Cordevole, attraversata dalla SS 203, presenta l'area attrezzata di Candaten (Sedico), la
fattoria di Agre, numerosi ospizi. Dalla Val Vescovà, la più percorribile, è possibile raggiungere il
rifugio Bianchet. Passeggiate interessanti dal punto di vista floristico e paesaggistico.
Certosa di Vedana: il complesso architettonico più rilevante, non visitabile all'interno, attorniato
da biotopi interessanti.
valle dell’Ardo: fondamentale anch'essa per penetrare nel Parco e raggiungere il rifugio VII
Alpini, sarà probabilmente interessata dall'espansione dei confini.
Miniere di Valle Imperina: documenti di archeologia industriale in parte recuperati. Da qui sono
possibili itinerari poco frequentati verso casere e luoghi con interessanti fenomeni morfologici;
analoghi centri minerari a Pattine e Camporotondo,
val Pramper raggiungibile da Forno di Zoldo; presenta sentieri segnalati bene ed altri riservati
ad esperti. Interessanti forme floristiche e fenomeni carsici.
val del Grisol: occupata dal parco in zona elevata, ha scorci spettacolari. Si giunge al rifugio
Pian de la Fontana tramite un sentiero ben segnalato; interessanti ma faticose altre salite.
conca di Caiada: raggiungibile con una strada (contestata!) asfaltata da Faè, è una splendida
conca con insediamneti rustici, radure erbose e la foresta più produttiva del Parco. Si dipartano
da qui sentieri poco frequentati
Monte Serva: offre eccezionali varietà floristiche, con un itinerario molto frequentato
Lo stesso comunicato avverte che "un numero notevole di siti del massimo interesse naturalistico
è situato a quote elevate e richiede, in mancanza di comodi accessi motorizzati (è una fortuna e
una peculiarità di questo parco) un buon allenamento fisico. Vi sono sentieri facili e ben segnalati
che richiedono, comunque, un minimo di pratica escursionistica"
E' evidente quindi che gli itinerari appaiano piuttosto impegnativi, ma una serie di servizi cercano di
rendere più accessibili i percorsi del Parco. In particolare, vediamo alcune attività pubblicizzate:
5.2.1. Le attività e le escursioni per l’estate
La rete sentieristica, la segnaletica e la perimetrazione del Parco è stata fonte di miglioramenti e di
investimenti, con creazione anche di aree attrezzate per pic-nic, spazi per accensione di fuochi,
bacheche.
I servizi di informazione e formazione: Oltre alla sede del Parco a Feltre, si trovano il Centro
Visitatori di Pedavena, il Punto Informazioni di Serravella di Cesiomaggiore e, in programma,
quello di Orsera. I progetti sono di sviluppare dei centri visita dedicati a particolari aspetti del
Parco: a Pedavena quelli naturalistici, a Valle Imperina quelli geologici, a Igne, quelli relativi alle
attività forestali.
Fino a qualche tempo fa, importante era il Centro "Guarnieri" di Educazione Ambientale di Col
Falcon di Sovramonte, destinato ad accogliere gruppi di ragazzi, generalmente organizzati da
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 65
cooperative (Limosa, Anitur), oggi destinato ad accoglienza stagionale per colonie gestito da
religiose.
Per le scuole esistono attività specifiche di educazione ambientale promosse dall'Ente Parco,
generalmente rivolte agli istituti della provincia di Belluno, a cui vengono fatte proposte
direttamente. Materiali didattici ed espositivi sono predisposti per la comprensione degli aspetti
naturalistici.
Altre organizzazioni (come diremo anche in seguito) e cooperative a cui l'Ente Parco si limita a
dare patrocinio agiscono per l'organizzazione di visite guidate. Si ricorda per esempio l'attività di
animazione culturale e ambientale a cura del Centro Turistico Giovanile di Belluno, o dell'Ass.
Campedel, o degli Amici dei Musei.
In particolare per l'estate 2000 si proponevano attività escursionistiche guidate di questo tipo:
1. escursioni brevi (una giornata o mezza giornata)
escursioni d’autore (accompagnate da chi ha scritto sul Parco testi scientifici o guide) Sono 12
proposte, legate a particolari temi (dal birdwatching all'archeologia ai percorsi dei
contrabbandieri). Va segnalato che il ritrovo è in genere in ore abbastanza mattutine (e che
quindi è necessario trovarsi in zona!). La durata è di mezza giornata o una intera; i percorsi
possono variare dal facile al molto impegnativo.
sentieri natura: percorsi brevi con partenza alle 9.30 accompagnati dalla guardie forestali.
Sono accessibili a tutti, corredate da pannelli didattici e da folder. Quelli percorribili sono quelli
della Val Falcina, della Val di Canzoi e della Val di san Martino. Sono dunque percorsi con
valenza didattica per scuole, famiglie, neofiti del Parco, che possono trovare sia aspetti
naturalistici e paesaggistici di pregio, sia testimonianza umane.
2. sentieri tematici: sono di diversa difficoltà, percorribili in parte a piedi in parte in auto, di
diversa lunghezza; consigliati dagli opuscoli, non sono guidati e presentano difficoltà variabili
i cadini del Brenton a Mas e valle del Mis: una passeggiata facile fino alle cascate del torrente
Brenton
i circhi delle vette: itinerario in quota dal Rifugio dal Piaz (da Feltre, Pedavena e croce d'Aune)
chiesette pedemontane: luoghi di culto, raggiungibili dalla Statale
la montagna dimenticata: lungo le strade militari fino ai siti minerari, con accesso da la Valle
Agordina
la via degli ospizi: lungo le antiche vie dei pellegrini e dei pastori, in val Cordevole
3. escursioni lunghe:
Trekking dell’orso, da Longarone (organizzata da Mountain Wilderness, facente parte di un
percorso più lungo) e la TransParco (da Croce d’Aune a Forno di Zoldo)
Si nota un’offerta ben strutturata per temi e per livelli, anche se con alcune difficoltà nella gestione
del prodotto.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 66
5.2.2. Offerta turistica
Come abbiamo detto, l'attuale turisticità della zona è limitata. Assente la ricettività turistica pubblica
all'interno del perimetro, eccetto malghe e rifugi. Ai confini del Parco invece sono presenti strutture
ricettive (Croce d’Aune ecc.).
In molti dei comuni è presente un numero limitatissimo di alberghi, con alcuni paesi che
dispongono di un solo albergo a 1 stella. Non sono presenti campeggi, pur essendoci una crescita
dell'agriturismo. Presenti invece luoghi di ristoro.
La vocazione turistica dei comuni interessati del Parco è in alcuni documenti9 sintetizzata
distinguendo tra comuni "refrattari", che non sviluppano la funzione turistica (S. Giustina, Ponte
nelle Alpi); comuni "opportunisti", con ricettività turistica ma non orientata al prodotto Parco (Feltre
e Belluno); "attendisti", (Sovramonte, Pedavena) in buone condizioni di sfruttamento delle
vocazioni orientate al Parco, talvolta con strutture inadeguate (la Valle Agordina); "emarginati", che
non riescono a sfruttare rendite turistiche a causa della loro posizione (Sospirolo, Rivamonte).
Scendiamo più in dettaglio nel paragrafo che segue.
5.2.2.1. Ricettività alberghiera nei comuni interessati dal Parco
Gli alberghi sono in totale 57, con 1400 letti circa, di cui il 65% concentrati nei comuni di Belluno,
Feltre, Longarone e Ponte nelle Alpi, dove esiste una domanda che in buona parte non è
interessata al prodotto turistico Parco. Una domanda di questo tipo può invece interessare Forno
di Zoldo, Gosaldo e Sovramonte, che sono i comuni con una maggior tasso di funzione ricettiva
alberghiera. I comuni appartenenti all’ambito della APT n. 1 sono quindi a livelli più alti di turisticità.
La qualità è medio-bassa, generalmente, con dimensioni medie di circa 30 letti per esercizio. Solo
3 gli alberghi a 4 stelle.
Nella tabella che segue ricordiamo la distribuzione degli alberghi nei comuni interessati dal Parco.
Tabella 5.1. Distribuzione degli esercizi alberghieri nei comuni interessati dal Parco
Comune n. esercizi Posti-letto
Belluno 14 592
Sovramonte 5 60
Ponte nelle Alpi 7 171
Pedavena 4 103
Forno di Zoldo 4 149
Gosaldo 2 80
Feltre 8 115
Longarone 4 95
La Valle Agordina 2 31
Gli altri comuni hanno un solo esercizio o ne sono privi.
5.2.2.2. La ricettività extralberghiera
I rifugi rappresentano la tipica forma ricettiva dei parchi e delle zone di montagna e sono
generalmente collocati lungo le Alte Vie.
9
in Savalli, cit.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 67
I Rifugi interni al Parco sono 6, a cui si sommano quelli localizzati ai suoi margini (altri 5). In Totale,
offrono circa 370 letti, hanno una apertura prevalentemente estiva e offrono generalmente sia posti
letto che posti ristoro. I rifugi del Parco interni sono:
il Giorgio dal Piaz (a 1993 m.): punto di partenza per le vette Feltrine, 22 letti, 40 posti ristoro,
punto di transito della Alta via delle Dolomiti n. 2; si caratterizza per essere aperto fino
all'Epifania.
il Sommariva al Pramperet, raggiungibile dalla Val di Zoldo (più facilmente) ha 24 posti letto e
50 posti ristoro; è collocato in uno scenario particolare, a 1850 m s.l.m., e vi passa l'Alta via n.
1.
Il B. Boz, con 36 posti letto e 30 di risotro, si colloca in una conca a 1700metri, verso il
Trentino. Vi passa l'Alta via n. 2 ed è base per le escursioni al Cimonega.
Il rifugio Pian de fontana è il principale punto di appoggio per il versante di Longarone. Vi
passa l'Alta via n. 1; ha 48 posti ristori e 35 letti.
il Furio Bianchet, a quota più bassa (1245 m.), con 40 posti ristoro e altrettanti letti, è sull'Alta
via n. 1; è punto di partenza per le arrampicate sulla Schiara.
Anche il 7° alpini è orientato alla Schiara e vi passa l'ultima tappa dell'Alta Via n.1, a 1500 m.
ha 60 posti letto e ristoro.
Nati per opera dei volontari CAI prima della costituzione del Parco, e di proprietà del CAI stesso,
sono gestiti dal terzi che si trovano spesso vincolati a seguire particolari norme che ne “frenano” le
possibilità di rinnovamento e di apertura all’esterno. Ridotti sono, per esempio, i servizi igienici
(mediamente 1 ogni 10 posti letto). L’utilizzazione dei rifugi per il pernottamento appare limitata
generalmente ai fine-settimana.
Da rilevare però è anche la presenza, appena fuori dei confini del parco, di un Centro di soggiorno
per Minori a Col Falcon di Sovramonte, che può ospitare fino a 80 ragazzi con i programmi di
educazione ambientale o come colonia estiva.
Per quanto riguarda gli agriturismi, altra forma tipica delle aree verdi, si nota un’offerta limitata,
soprattutto per quanto riguarda la possibilità di pernottamento. Nelle circa 20 aziende agrituristiche
presenti nei comuni interessati si contano circa 70 posti letto: l’offerta è essenzialmente rivolta alla
ristorazione e a qualche servizio (gite, mountain bike), anche a causa della modesta dimensione
delle aziende e del ridotto numero di addetti, segno della difficile sopravvivenza delle aziende
agricole montane.
L’offerta di campeggi è limitata ed esterna al Parco.
In compenso, ampia è la disponibilità di alloggi privati nelle aree limitrofe (Forno di Zoldo, La
Valle Agordina, Cesiomaggiore, S. Gregorio), anche se si tratta di alloggi non iscritti al REC,
spesso di modesta qualità ed esclusi da meccanismi di commercializzazione efficienti. Non si tratta
quindi di strutture in cui si investa, pur essendo ampia la disponibilità in termini di posti letto. La
clientela effettua anche soggiorni lunghi ed è solitamente fidelizzata, e ripete i meccanismi di
consumo del proprio domicilio. Forte il fenomeno delle seconde case (sia di nuova costruzione che
di “eredità”) a Gosaldo, Sovramonte e Rivamonte, con una disponibilità di letti elevata e poco
utilizzata. Le case per vacanza nei comuni del Parco sono oltre 5000, con 21000 letti
La domanda viene stimata dagli studi svolti negli anni scorsi pari a 81.000 arrivi censiti negli
esercizi nell’arco di un anno e circa 700.000 presenze.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 68
5.2.2.3. I Punti di Debolezza del Parco
Riportiamo qui una schematizzazione (leggermente rivista) dei punti di debolezza del PDB
elaborata nel Piano Economico e di Sviluppo dell’Ente Parco stesso. Il numero di asterischi è
proporzionale alla crucialità del problema indicato. Da 1 a 2 asterischi il problema non sussiste, da
3 a 4 esiste ma ha scarsa influenza, da 5 a 6 ha rilievo e pesa negativamente (non solo dal punto
di vista turistico, quindi)
Tabella 5.2. Punti di debolezza del Parco
Difficoltà di accesso *
Difficoltà di accessibilità interna ***
Qualità insuff. dell'offerta alberghiera ******
Assenza di servizi incoming ***
Inadeguato colleg. Tra servizi offerti *******
Immagine imprecisa ***
Offerta invernale instabile, assente ******
Iniziativa debole in relazione al Parco ***
Professionalità insufficiente degli operatori ***
Qualità della ristorazione limitata ***
Disturbi al traffico *
Immagine paesaggisticamente negativa **
Struttura urbana poco gradevole **
Eccessivo peso della seconda casa ****
Insufficienza dell'offerta ricettiva ***
Scarsa tipizzazione *****
Assenza di siti di aggregazione sociale turistica ***
Assenza di immagine turistica differenziata ****
Debolezza del tessuto sociale **
Abbandono del patrimonio immobiliare **
Scarse tradizioni e competenza di gestione eventi turistici ***
Scetticismo sulle opportunità. ***
Insufficiente iniziativa delle pro-loco *
Fonte: Savelli
5.3. Comunicazione, diffusione delle informazioni e pacchetti turistici
5.3.1. L'attività dell'ente Parco e delle APT
La diffusione delle informazioni, oltre al sito Internet dell’Ente, avviene tramite l’invio di materiali
informativi che, su richiesta, vengono inviati. Il plico comprende dei pieghevoli su carta riciclata, di
piacevole consultazione, su:
Il Parco in generale (accessibilità, risorse, storia, ecc.)
Il Parco d'estate
Itinerari tematici e sentieri natura
I rifugi del Parco
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 69
Sono fornite di materiale direttamente dall’Ente le pro loco e gli uffici IAT dell’area del Parco (sia
nell'APT 1 che nell'APT 2), le scuole della provincia (per la promozione dell’educazione
ambientale), le associazioni ambientaliste e le biblioteche del Bellunese e del Veneto.
Nei materiali promozionali e informativi diffusi dall'APT 1 generalmente non sono presenti gli
opuscoli del Parco, mentre chiedendo esplicitamente all'APT n. 2 vengono inviati, oltre alla già
descritta depliantistica del Parco:
depliant del sentiero natura della val Falcina
depliant itinerari nella natura edito dall'APT con tre percorsi (Busa delle Meraviglie, Sentiero dei
contrabbandieri, Valle dei Ross)
fotocopia di volantino su itinerari guidati a cura del Centro Turistico Giovanile di Belluno, con
segnalazione di altre associazione di accompagnatori e guide
opuscolo, edito dall'APT, del Parco, con foto e descrizioni generali, in carta patinata
E' stato anche edito un CD Rom, "Tracce", di cui però abbiamo trovato citazione solo su un
documento.
All’esterno, agisce anche il Centro Informazione Parchi di Milano e la Regione Veneto, con il suo
sito web.
All’interno del Parco, la funzione didattica è svolta da cartellonistica e guide alla conoscenza
dell’ambiente.
5.3.2. L'intermediazione
Il PDB sta cominciando anche a essere proposto e commercializzato autonomamente e a distanza
da operatori specializzati come prodotto turistico, con particolare riferimento a target di giovani e di
giovanissimi (educazione ambientale, ecc.). Tra gli operatori da noi contattati, segnaliamo la
Compagnia della Natura, che produce "i Viaggi dello Zainetto Verde", la coop. Limosa e il più noto
CTS, Centro Turistico studentesco. Si tratta di operatori specializzati, con un forte orientamento
ambientalista e seguiti da particolari segmenti di clientela.
Le informazioni che ci hanno fornito si possono ricondurre alla necessità di "insistere" su un
prodotto nuovo, che non è conosciuto ed è ancora poco richiesto, e che non presenta ancora una
organizzazione adeguata.
In particolare, il CTS proponeva quest'anno per la prima volta tre pacchetti comprendenti visite del
Parco: nessuno di questi ha avuto attuazione, a causa di scarse adesioni (d'estate resta il mare la
meta più ambita) e di problemi tecnici.
Queste comunque le proposte, interessanti anche dal punto di vista della costruzione e
comunicazione:
Week-end "Sulle montagne dei fiori", con percorso geologico e botanico
Trekking di 1 settimana con traversata del Parco e soggiorno in malghe e rifugi
2 giorni di permanenza nel Parco nell'ambito del Tour dei Parchi delle Alpi, un trekking che dal
Parco dell'Adamello Brenta a quello del Triglav in Slovenia. I percorsi non sono definiti perché
verificati in base alle esigenze del gruppo. Le guide sono del CTS.
Ad un target più specifico e scolastico sono rivolte specifiche proposte, fra cui quelle dei Viaggi
dello Zainetto Verde. I percorsi nel parco proposti non hanno avuto richieste sufficienti; l'operatore
si è appoggiato a corrispondenti locali ma l'offerta è risultata poco "modulabile" sulle esigenze
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 70
organizzative; d'altro canto, la limitata domanda non permette una assoluta personalizzazione.
In particolare, segnaliamo le iniziative della coop. Limosa/Anitur, che si occupa di educazione
ambientale ed animazione fin dai tempi antecedenti alla creazione del Parco. Fondamentale viene
ritenuta la capacità di accoglienza dal punto di vista delle strutture ricettive: per esempio, la
possibilità di usufruire di una struttura dedicata ai gruppi e scolaresche, con spazi comuni e in
ambiente "protetto" fa sì che la riuscita del soggiorno e la completezza dell'esperienza sia
assicurata molto più che in una struttura "mista". L'impossibilità attuale di usufruire del Centro di
accoglienza di Col Falcon penalizza quindi il prodotto.
Per quanto riguarda invece le caratteristiche dell'ambiente, vengono giudicate molto
favorevolmente per quanto riguarda la possibilità di svolgere attività di educazione ambientale, ma
vengono rilevate anche alcune difficoltà attuali dovute alla scarsa manutenzione dei pascoli.
L’interesse predominante è per le scuole medie, per le cui classi si possono organizzare soggiorni
della durata media di 3 giorni; minore la presenza di scuole elementari e di superiori.
5.4. La domanda di turismo nei Parchi
In Italia il turismo rurale risulta ancora un prodotto poco sviluppato in maniera organica, per una
serie di motivi.
Il primo è senza dubbio da riferirsi ai caratteri della popolazione italiana, che ha origini
prevalentemente contadine ed è di urbanizzazione abbastanza recente, e che è comunque
residente in buona parte in aree prevalentemente verdi.
Ciò determina un doppio atteggiamento: una certa abitudine a frequentare aree non urbane, in cui
rimangono anche legami familiari o precedenti abitazioni (si vedano anche forme di turismo
etnico), in parte oggi semi-urbanizzate, spesso con modalità di escursionismo o di visita di fine-
settimana (la gita fuori porta); d’altro canto, la tendenza a non considerare queste aree come vere
e proprie destinazioni turistiche (forse perché sono luoghi di origine, nella loro essenza!) come
invece quelle balneari.
Lo stesso atteggiamento si ritrova nell’offerta, che nelle aree rurali si è specializzata solo negli
ultimi anni con l’agriturismo e oggi con altre forme di ospitalità diffusa (B&B ecc), che raramente si
è specializzata nell’offerta di servizi e attrattive (data la già presente esperienza dei visitatori) e che
si è concretizzata il più delle volte nell’offerta di prodotti alimentari e di ristorazione.
Nel complesso quindi, le località rurali o semirurali (a seconda della densità di popolazione e
dell’introduzione di attività industriali) hanno costituito fino ad ora più dei luoghi di ricreazione extra-
urbana che destinazioni turistiche vere e proprie.
Se dovessimo oggi indicare una destinazione di turismo verde, a fronte di tante destinazioni
chiaramente impresse come balneari, montane, ecc., ci troveremmo in difficoltà: gli interpellati ci
darebbero probabilmente l’indicazione dei parchi naturali o genericamente dell’Umbria.
Tuttavia, il progressivo allontanarsi generazionale dall’esperienza rurale e di campagna, fa sì che
l’area verde e rurale sia ritenuta sempre più una destinazione turistica in senso proprio, una meta
per la quale allontanarsi dalla città. Resta comunque una meta ambita da coloro che non risiedono
nelle aree rurali d’Italia.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 71
Riportiamo qui alcuni dati sulla domanda di Turismo nei parchi che possono essere utili, e sulle
potenzialità della domanda.10
Tabella 5.3. I visitatori di Parchi in Italia (1996)
Parco Nazionale dello Stelvio 2.500.000
Parco Nazionale del Gran Paradiso 2.000.000
Parco Nazionale d’Abruzzo 2.000.000
Parco Regionale Maremma 250.000
Parco Reg. Migliarino-S. Rossore 100.000
Oasi WWF 300.000
Come si nota, i Parchi “storici” raggiungono un numero di visitatori molto elevato, classificandosi ai
primi posti tra le attrazioni turistiche in Italia. Va ricordato però che gran parte dei dati sono stimati,
in quanto la molteplicità di punti di accesso e la caratterizzazione dei parchi con aree aperte, senza
barriere rendono impossibile la precisa quantificazione. Forti però sono le differenze nel numero
tra parco e parco, dovute anche ai limiti posti agli ingressi (es. isola dell’Asinara).
Si può comunque affermare che la domanda di verde e di aria aperta sia piuttosto forte, soprattutto
però per spostamenti di breve durata.
Tabella 5.4. Motivazioni degli spostamenti degli italiani durante il week-end
Motivazione % Italia % Nord-Est
Visitare amici e parenti 51,7% 54,5%
Stare all’aria aperta 44,3% 44,1%
Visitare nuove città 15,6% 19,4%
Abbandonare il caos urbano 13,6% 10,1%
Ambienti naturali ben conservati 10,4% 10,2%
Praticare sport 8,6% 12,9%
Altro 7,8% 9,6%
In corsivo sono state indicate le motivazioni che possono trovare nei parchi una soddisfazione
particolare: come si vede, sono particolarmente rilevanti, anche se talora possono trovare
soddisfazione anche nei parchi peri-urbani o in località balneari, ecc. Abbiamo focalizzato anche i
risultati relativi al bacino di domanda più vicino al parco, cioè il Nord-Est d’Italia.
Verifichiamo ora quanti italiani effettivamente hanno frequentato dei parchi naturali, secondo varie
segmentazioni.
Tabella 5.5. Frequentazione di parchi per livello di istruzione
Lic. Elem. Media Inf. Media Sup. Laurea Tot.
Sì 44,0% 56,5% 69,1% 70,7% 63,9%
Tabella 5.6. Frequentazione per età
18/29 30/39 40/49 50/59 60 e oltre
Sì 62,3% 64,5% 61,9% 50,4% 38,2%
10
dall’Indagine PES: Treno e Natura
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 72
Tabella 5.7. Frequentazione di parchi per area geografica
Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Tot.
Sì 65,0% 65,1% 72,6% 57,3% 65%
Tabella 5.8. Intenzione di visitare parchi
Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Tot.
Sì 55,0% 49,4% 61,0% 53,3% 54,5%
No 45,0% 50,6% 39,0% 46,7% 45,5%
Fonte: PES
E' evidente come siano gli abitanti delle aree con i maggiori centri urbani ad esprimere i livelli più
alti di intenzione di frequentare i parchi; in realtà, i maggiori frequentatori nel campione sono le
persone con un alto grado di istruzione e quelli residenti in centro Italia, mentre al Sud (a causa
anche della minore disponibilità di offerta) la quota è minore. Bassa anche la percentuale di
anziani.
5.4.1. I target del turismo verde e dei parchi
Nel complesso in Veneto fa parte (per ora) di aree protette il 5% della superficie regionale, con un
parco nazionale, quello delle Dolomiti Bellunesi, 5 parchi Regionali (Delta del Po, Colli Euganei,
Fiume Sile, Lessinia e Dolomiti d’Ampezzo: gli ultimi di questi sono scarsamente conosciuti), e una
serie di riserve naturali statali prevalentemente in aree montane. Il prodotto parchi, in Veneto,
rispetto agli altri ben posizionati, risulta ancora debole in generale, anche se può godere di una
promozione abbastanza mirata di recente sviluppo. Da ricordare peraltro che il Veneto si distingue
in Europa per la presenza di aree protette di tutti i tipi: montane, umide, collinari, con una varietà di
specie e di ambienti non usuale.
La presenza di aree verdi di particolare valore e gradevolezza di visita fa sì che nel Veneto esista il
potenziale per lo sviluppo di questa tipologia di turismo, anche se l’intensa urbanizzazione delle
campagne ne condiziona le modalità: la zona del delta del Po spicca comunque per integrità e per
ampiezza di spazi. Per uno sviluppo attento turistico di queste aree sono presupposti necessari il
mantenimento dei paesaggi naturali, l’addestramento di guide ecologiche per l’ambiente e la
messa a punto di un efficace sistema di informazione ambientale. L’offerta agrituristica, per
esempio, in Veneto è rivolta essenzialmente all’aspetto ristorativo, rimanendo ben lontana da
quella toscana o trentina.
Approfondiamo anche per questo tipo di turismo i segmenti di maggior interesse:
gli specialisti e gli appassionati del verde: gli “esperti”
i “dilettanti”: coloro che si recano casualmente nelle aree verdi
gli escursionisti o i visitatori di week-end: arrivano da aree limitrofe (di residenza o di vacanza),
effettuano escursioni o consumano pasti; hanno un impatto per quanto riguarda l’accessibilità
i vacanzieri verdi: effettuano soggiorni anche superiori alle 3 notti in aree rurali e verdi,
considerate il core della vacanza
Ovviamente, per le aree montane la segmentazione può essere, come vedremo, articolata in
diverso modo.
Per quanto riguarda invece, più in generale, il turismo nelle aree rurali, questi sono i target
individuati dalla Unione Europea nell’ambito dei progetti Qualità. Li analizziamo brevemente,
facendo anche riferimento all’area interessata
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 73
Escursionisti da casa: sono coloro che risiedono mediamente entro le 2/3 ore di distanza dalla
località: per loro, è necessario quindi che l'accessibilità sia buona. Presentano solitamente una
conoscenza del territorio media/elevata e una ripetitività della visita. Data la brevità della
permanenza in loco, è necessario che alcune attrattive di pregio siano raggiungibili facilmente
e godibili nell'arco di poche ore. Nel nostro caso, vanno considerati però anche gli escursionisti
da altre località di vacanza (su cui però le indagini condotte ci danno poche informazioni).
All’interno dei gruppi di escursionisti, va segnalata la distinzione più importante, cioè quelle tra
“esperti” e “dilettanti”, che vedremo in seguito.
Short-break: visto l’accorciarsi della settimana lavorativa in Europa, e vista la vicinanza dei
centri urbani alle aree verdi, è un segmento da valorizzare; va tenuta presente il problema
dell’accessibilità, come sopra, e che – dato il poco tempo a disposizione, l’esperienza offerta
deve essere particolarmente coinvolgente. Si evidenzia per loro la necessità di pernottare;
devono poter svolgere attività e visite guidate e avere adeguata accoglienza. Nel caso del
PDB, date le caratteristiche della ricettività, questi possono essere ospitati dai rifugi, e per
questo essere definiti “esperti” (sia pur in senso non assoluto). Coloro che invece pernottano in
altre strutture, all’esterno del Parco, possono in realtà fruire anche di altre risorse.
Famiglie: la popolarità del turismo verde presso le famiglie è in crescita, pur presentando
alcune articolazioni per origine. Le famiglie sono buone consumatrici di verde, anche per la
sensibilizzazione fatta da scuola ed educazione verso i bambini, ma sono altrettanto attente ad
elementi quali il prezzo, la sicurezza, la comodità, le possibilità di svago e divertimento.
Ulteriori segmentazioni possono essere fatte a seconda dell’età dei figli e quindi dei servizi
offerti. Dalla indagine svolta nel Parco, le famiglie rappresentano una quota rilevante degli
escursionisti (41%), ma gran parte di esse si limitano alla fruizione del fondovalle, cioè alle
parti meno faticose e più sicure, dove sono presenti anche servizi ad hoc.XX Le famiglie
possono essere considerate in gran parte componenti del grande gruppo dei “dilettanti del
parco”, persone che lo frequentano obbedendo essenzialmente alla motivazione dello stare
all’aria aperta
Terza età: chi ricerca tranquillità e tradizioni sarà sicuramente attratto, ma avrà bisogno di
standard qualitativi di diverso tipo; non saranno attratti coloro che hanno un’esperienza rurale
molto “vicina”.
Educazione: sia per scuole che per gruppi di studio; sono necessari servizi di guida e
informazione Target interessante, troppo spesso ridotto al segmento scuole (che pure è
interessante e in grande espansione: infatti il viaggio di istruzione ambientale si sta
imponendo) ma che può comprendere anche i gruppi di studio tematici, stage, istruzione
universitaria; sono necessari servizi di guida e informazione, oltre a particolari servizi, per
esempio per gli allievi in età scolare. Per completezza, evidenziamo come la domanda di
turismo scolastico educativo si stia evolvendo verso un maggiore interesse per gli itinerari
naturalistici.
Tabella 5.9. Turismo scolastico: i principali itinerari e la percentuale di scelta
Itinerari culturali 32%
Capitali Europa 24%
Itinerari Naturalistici 17%
Città d’arte italiane 13%
Arte e Natura 11%
Scientifico industriali 2%
Sport e neve 1%
Fonte: TCI
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 74
Interessi speciali: target ovviamente multiforme e in espansione, secondo le citate
specializzazioni (sport, enogastronomia, aspetti culturali ed etnografici), presenta alcune
caratteristiche che dal punto di vista del marketing lo rendono particolare: a) la sostanziale
indifferenza alla distanza: un appassionato può compiere molti km per raggiungere la meta
particolare in cui si svolge una determinata attività; b) la limitatezza dal punto di vista
quantitativo a cui fa comunque riscontro la necessità di avere attrezzature specifiche ed
aggiornate; c) la maggior facilità ed economicità delle iniziative di comunicazione, che possono
essere mirate (stampa specializzata, direct mailing, opinion leader). Possiamo definire gli
“esperti” del parco come appartenenti a questo gruppo. Tuttavia, all’interno degli appassionati
del parco si possono trovare diversi sottogruppi:
- gli sportivi specifici praticano sport all'aria aperta, dalla canoa alla mountain bike a quelli più
estremi (bunjee jumping, ecc.)
- i naturalisti sono interessati ai vari aspetti della natura
- i repeaters del PDB: generalmente abitanti nelle zone limitrofe
- gli esperti di montagna, ma visitatori occasionali del parco. Visitano le varie aree montane
Va considerato ancora una volta che, data la numerosità delle aree rurali in Italia, esse avranno un
bacino di utenza generalmente limitato alle aree urbane vicine, a meno che (come nei casi dei
Parchi) l’offerta “verde” sia così peculiare e unica da attrarre da più lungo raggio. E’ comunque
ovvio che oggi la destinazione non può essere tale solo in virtù di un intrinseco valore ambientale,
ma diventa tale solo se permette al visitatore di godere di un’esperienza totale e interessante, che
comprende la possibilità si svolgere attività (sport, visite ad allevamenti, ecc.). E’ altrettanto vero
che essendo poco presenti le attività economiche nel Parco questo tipo di offerta richiede interventi
particolari.
5.5. I visitatori del Parco delle Dolomiti Bellunesi: numeri e caratteristiche
Gli attuali visitatori del Parco sono quantificati solo attraverso stime, essendo l’ingresso libero e
possibile da più punti. Da stime effettuate nello scorso decennio, risulta che dall’accesso della Val
del Mis sono stimati 60.000 ingressi l’anno, mentre da quello della Val del Canzoi circa 40.000;
dato il maggior impegno promozionale mostrato negli scorsi anni, si presume che la cifra totale di
100.000 visitatori sia notevolmente aumentata, ma non è possibile quantificare precisamente.
Quindi la stima è di circa 90-120 mila visitatori/escursionisti a stagione. Approfondimenti sono
possibili grazie a studi condotti dalle Università.
Le zone più frequentemente visitate sono quelle limitrofe al Parco, come quelle dalla Val Belluna o
dello Zoldano. Le località più visitate sono: Croce d'Aune, Val Canzoi, Valle del Mis, Candaten, Rif.
Col di Roanza, Pralongo, Casera Pramper e Case Bortot.
Tuttavia, è possibile distinguere tra i visitatori di fondovalle e quelli da quota più alta: il maggior
numero di escursionisti resta quello delle zone più basse.
Si tratta più spesso di famiglie e gruppi due amici che utilizzano mezzi propri fin dove l'accessibilità
lo permette e svolgono attività come brevi passeggiate, pic- nic, ecc. Spesso sono scarsamente
informati, non si servono di guide e non sempre vengono percepiti i confini del Parco. Ripetono la
visita nello stesso luogo più volte.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 75
Dati più precisi si possono ottenere, grazie ad una indagine condotta nel 1998 dall’Università di
Padova, sui visitatori in quota, cioè quelli che “gravitano” sui bivacchi e rifugi, valutati intorno ai
20.000. Di questi, 6000 hanno effettuato pernottamento in rifugio, 5500 hanno effettuato una
escursione giornaliera, 7500 hanno effettuato una escursione giornaliera gravitando sui bivacchi e
rifugi senza fermarsi in bivacchi e rifugi.
Si può dunque stimare che circa il 6% dei visitatori consumi un “prodotto Parco” completo,
comprendente anche il pernottamento, mentre gli altri compiono una escursione giornaliera (è
poco probabile che chi non va in alta quota pernotti nell’area). L’escursione avviene generalmente
dalle aree limitrofe, come dimostra questa tabella. Una parte dei visitatori però proviene da località
di villeggiatura in cui si pernotta.
Questa forte incidenza dei visitatori di breve raggio denota la scarsa notorietà del Parco. Peraltro,
dalle indagini condotte pare che anche i visitatori si dividano in due categorie: i "promotori"
(vorrebbero più pubblicità, ecc.) e i "conservatori" (tutto rimanga com'è).
Tabella 5.10. Visitatori Parco per regione di provenienza
Belluno 32%
Treviso 26%
Venezia 13%
Padova 11%
Vicenza 5%
Verona 0,6%
Milano 3%
Altro 9%
Fonte: Ente Parco
Distinguendo ulteriormente, vediamo che le famiglie sono quelle che maggiormente effettuano le
visite a fondovalle; i gruppi invece spiccano tra i pernottanti nei rifugi.
Tabella 5.11. Visitatori Parco per tipologia aggregativa
Famiglia 41%
Gruppo 30%
Comitiva 5%
Coppia 14%
Coppia di amici 4%
Single 6%
I visitatori intervistati non sono generalmente degli escursionisti montani “casuali”: oltre un terzo
degli intervistati ha effettuato da 5 a 10 escursioni nell’arco di un anno, un quarto oltre 10 e il 12%
da 20 a 30. Da un’indagine condotta dalla facoltà di statistica di Bologna risulta che già il 50% si
era già recato nel Parco, il 78% era già stato in altri parchi; il turista è prevalentemente maturo (dai
30 ai 50 anni).
La cosa per cui si lamentano è la cura dei sentieri, l'insufficiente segnaletica e l'inesattezza dei
tempi di percorrenza segnalati dal CAI.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 76
5.5.1. La visita al Parco nei risultati dell'indagine CISET- DOXA
Analizzando alcuni risultati tratti dall'indagine sui visitatori attuali nell'ambito dell'APT n.1 condotta
da DOXA, notiamo un forte interesse per gli aspetti dell’esperienza turistica relativa alla fruizione di
aree verdi, alla possibilità di fare passeggiate e trekking (32%); d’altro canto, però, tra le
motivazioni di visita, la presenza del Parco risulta secondaria (3,2%). Tuttavia, l’esistenza di aree
protette viene considerata un elemento che favorisce la scelta delle Dolomiti come località di
vacanza. Ovviamente, l’attenzione per questi aspetti è rilevata soprattutto in estate.
Più specificamente, tra le attività ricreative o sportive svolte, il 17,5% degli intervistati in estate ha
dichiarato di aver visitato il Parco: superiore alla media la percentuale dei pernottanti in Valboite.
Tuttavia, ben il 44% ha affermato di aver utilizzato sentieri attrezzati, rifugi e svolto attività di
trekking: ciò significa che il Parco può attirare, offrendo un prodotto adeguato, ancora una buona
parte di amanti di queste attività, per ora attratti da altre aree della provincia (probabilmente più
accessibili, comode e organizzate, o note).
La soddisfazione relativa al Parco, la soddisfazione è alta (3,9 nel range tra 1 e 5), con il 63% di
risposte tra il 4 e il 5. Il 66% degli intervistati è molti soddisfatto del fatto che esistano parchi e
aree protette nella provincia. La potenzialità di attrazione del Parco in relazione alle motivazioni e
agli interessi dei visitatori è dunque ancora da sfruttare.
5.6. Osservazioni e valutazioni
Il Parco delle Dolomiti Bellunesi si configura come una risorsa turistica che non è ancora diventata
attrazione in sé. Questa "sorte" non desta stupore in quanto comune a molti dei parchi naturali di
recente costituzione, che spesso non hanno ancora sviluppato la funzione di accoglienza turistica,
rimanendo incentrati sull'obiettivo principale, cioè la conservazione e la tutela dell'ambiente.
E' ovvio che, soprattutto nella fase di "avviamento" di un Parco, la ricerca di un equilibrio tra
fruizione e conservazione, e tra ambiente esterno e ambiente interno sia difficile e che si debbano
in questo senso individuare delle priorità nella gestione. Parchi più noti a di antica costituzione,
come lo Stelvio, il Gran Paradiso e il Parco d'Abruzzo possono contare invece su oltre 2 milioni di
visitatori l'anno, anche perché hanno sviluppato da tempo la funzione di accoglienza turistica con
servizi, ecc. Ovviamente, l'amplissima notorietà di questi non è paragonabile con quella del PDB.
In Veneto, inoltre, forse per le caratteristiche della popolazione, la frequentazione dei Parchi
naturali risulta mediamente modesta rispetto alle potenzialità (cfr. Parco Delta del Po). Una causa
di questo può anche risiedere nella predominanza di altri prodotti turistici di grande rilievo e nella
scarsa organizzazione e comunicazione dell’offerta.
Il PDB infatti si colloca in un'area di grande pregio e in un interessante bacino turistico quale quello
veneto: esso però ne è collocato ai margini, in una zona confinante con i più importanti centri della
provincia, ma poco abitata e piuttosto impervia e per di più senza cime di grande richiamo per il
mercato di massa. Anche per i turisti della zona ampezzana e cadorina, la motivazione di visita del
Parco resta secondaria, anche se la presenza di aree protette, la possibilità di fare trekking ed
escursioni è particolarmente sentita.
Il Parco risulta perciò un elemento secondario nell'offerta complessiva delle Dolomiti venete, per
una serie di motivi che vanno dalla conoscenza relativamente scarsa della sua esistenza, della sua
specificità e dei suoi confini, alla scarsa presenza umana, alla difficoltà di imporsi come immagine
in un ambito quale quello dolomitico che presenta già un’ampia offerta di spazi verdi e di sentieri,
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 77
spesso più facilmente raggiungibili da aeree aree più turisticizzate. Per di più, l'area del Parco si
presenta come "impervia" e per appassionati, se si escludono le zone pedemontane, con scarsi
punti dotati di fama o di immagine elevata, con una connotazione quindi scarsamente per famiglie,
con sentieri non sempre ben segnalati.
Non si tratta quindi di aree spiccatamente turistiche, come emerge anche dall'analisi della
ricettività, ma paesi di passaggio e di fondovalle: il Parco ha una conformazione tale da non
attrarre i visitatori di passaggio, non si presenta con un “ingresso” che faccia percepire la presenza
di una attrazione distintiva rispetto al territorio montano circostante.
I comuni coinvolti dal Parco in realtà – e con essi l’Ente Parco – non lo sentono ancora come
opportunità turistica. Del resto, anche la presenza, sia tra i visitatori che tra gli operatori, delle due
fazioni dei "promotori" e dei "conservatori", (due gruppi sempre presenti nelle destinazioni
turistiche) rende difficile il consenso e la definizione di priorità.
Dall'analisi delle risposte emerge comunque un potenziale notevole, perché il contatto con la
natura e la possibilità di passeggiate e trekking ed altri sport (canoa) concentrano un ampio
interesse.
Da segnalare che l’unica effettiva attività di promozione è stata finora quella nei confronti delle
scuole e dei gruppi che svolgono educazione ambientale, per cui è prevista anche la presenza di
operatori specializzati. Del resto, questo sottolinea l’obbedienza agli obiettivi del Parco di
educazione alla sostenibilità e alla tutela, non tanto al turismo.
Dal punto di vista del legame con l'APT n.1. si riscontra che questa non presenta materiali sul
Parco (se non a richiesta): il fatto è dovuto anche alla presenza del Parco delle Dolomiti
d'Ampezzo e da problemi logistici.
Le informazioni sono sufficientemente valide, anche se la duplicazione di alcune di esse tra Ente
Parco e APT 2 può sembrare poso efficiente (folder con foto e senza).
5.7. Le proposte
Le proposte che si evidenziano sono legate alla possibilità di dividere per target i visitatori, attuali e
potenziali e di raggiungerli con proposte adeguate. I bacini di domanda vanno quindi individuati sia
nei residenti in Veneto, sia nei turisti, sia in specialisti provenienti da zone più lontane.
Date le caratteristiche del Parco, la scelta di sviluppo può essere di due tipi, dal punto di vista
dell'organizzazione del prodotto e della comunicazione:
il Parco facile o Parco sicuro. Risponde ad una esigenza manifestata dai turisti (anche
dell'area dolomitica), dalle famiglie e dagli inesperti. Significa dare una possibilità di attività non
estremamente faticosa, accessibile, con parti didattiche o ludiche e un forte approccio alla
sicurezza, ma anche al contatto con elementi faunistici o floristici tipici.
Il Parco selvaggio, o il Parco avventura. "A pochi km dalla città un'area dove vivere
un'esperienza di avventura, tra picchi e gole"; necessaria la possibilità anche di effettuare sport
"estremi"; vuol dire dare impulso alla frequentazione delle zone meno accessibili.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 78
Il problema è quello della possibile convivenza dei due target e delle due immagini. In realtà, il
prodotto Parco, con le escursioni proposte, si presenta già come duplice: se alcuni sentieri od
escursioni (guidate e o consigliate) sono per camminatori allenati ed esperti, altri sono per famiglie.
Le escursioni guidate dovrebbero collocarsi maggiormente sul livello di limitata difficoltà: infatti, se
l'escursionista poco esperto ha bisogno dell'accompagnamento e talvolta della "spiegazione" dei
percorsi, l'alpinista esperto, capace di affrontare percorsi impegnativo, è più portato ad una visita
autonoma delle cime.
La dualità tra "prodotto per tutti" (cioè famiglie con bambini) e prodotto per esperti è presente in
gran parte delle aree montane e dei parchi, ma talvolta la risposta a tale segmentazione risulta più
facile. Ovviamente, i limiti dati sia dal numero di visitatori che dalla struttura del sito non possono
essere superati: la limitata "attrattività" delle aree a bassa quota del Parco, la possibilità di
confronto con aree più amene della montagna.
Per quanto riguarda il target, per ora potenziale, dei turisti soggiornanti nelle località dell’APT n. 1,
gli interventi possono essere legati a
aumentare la conoscenza del Parco e delle possibilità di attività in esso, tramite una maggior
attività di informazione ed eventualmente eventi o iniziative di comunicazione e aggregazione
legate al PDB da tenersi a Cortina e negli altri centri turistici, per chi non conosce il prodotto
la creazione di reti tra sentieri (Alte Vie, ecc.) con materiali da distribuire anche nei rifugi, ecc.,
per gli specialisti della montagna
valorizzazione del prodotto Parco nei comuni relativi ("Albergo del Parco", segnaletica)
l'organizzazione di escursioni con pullman
E' ovvio che in tal modo la proposta del Parco è essenzialmente una proposta di esperienza e di
servizi, e rende necessaria la presenza di operatori ad hoc che esulano dalla solita
caratterizzazione naturalistica o dalla figura dell'escursionista tipico alpino, che anzi potrebbe
essere infastidito da questi interventi. Infatti, sarebbe necessario per questo svolgere alcuni
interventi che potrebbero avere un impatto, per quanto minimo, sul territorio.
Altro elemento da considerare è se la vicinanza con il Cadore e le Dolomiti possa essere un
elemento incentivante alle visite o meno.
Da quanto emerge dalla indagine svolta sui visitatori, la corrispondenza visita al Parco/soggiorno
nell'area dell'APT n. 1 risulta piuttosto flebile.
Una delle cause può essere la scarsità di informazioni disponibili negli hotels e negli uffici IAT
stessi. Il rapporto tra ente Parco e APT non sembra peraltro particolarmente attivo. Generalmente
negli uffici IAT vengono date informazioni sull'accessibilità, su alcune passeggiate possibili, ecc.
Le informazioni sono comunque abbastanza generiche dal punto di vista della attività turistiche.
L'altro elemento da rilevare per la mancanza di elementi di "immagine" forti, essi sono
generalmente costituiti da animali-simbolo quali l'orso (vedi l'Abruzzo), oppure stambecchi e
camosci per il Gran Paradiso, ecc.; si veda anche la Camargue, con il trinomio "cavallo-toro-
fenicottero", o l'Asinara con gli asinelli. Tale identificazione, nella sua banalità, rappresenta un
elemento di appeal non trascurabile, soprattutto per le fasce d'età minori e per i non esperti,
perché la possibilità di contatto con la fauna tipica rappresenta uno degli elementi cardine
dell'esperienza, anche per i non esperti.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 79
Al di là degli elementi faunistici, l'individuazione di un'immagine forte può servire (oltre alla
campanula morettiana simbolo del Parco ma poco incisiva)
Fondamentale è anche l'attività di pubbliche relazioni e di rapporti con la stampa, non solo
specializzata ma anche generalista; tra gli aspetti interessanti, il legame con enti (WWF, ecc.) che
hanno richiami sulla stampa, anche quella rivolta a particolari target, come i ragazzi, ecc.
Insomma, andare oltre al CAI che forse esprime della montagna una visione "purista".
Analoga necessità è quella di collegarsi ad attività come quelle del Pianeta Natura del CTS, che
propone una serie di soggiorni nei parchi naturali e iniziative di studio e protezione degli animali.
E’ però chiaro che affidarsi all’intermediazione, giovandosi della comunicazione che da essa
deriva oltre che del flusso di visitatori, vuol anche dire prevedere l’esistenza di strutture adeguate,
cioè di ricettività di un certo tipo (a seconda degli operatori: per i giovani a basso prezzo, ecc.) e di
sentieri sicuri, servizi di guida, ecc. Il contatto con i tour operator anche non specializzati potrebbe
permettere di veder inserita qualche informazione sul PDB nei cataloghi.
Le carenze sulla segnaletica, segnalata come punto debole, sono in questo periodo in via di
soluzione.
La comunicazione potrebbe quindi essere maggiormente segmentata e più capillare, per esempio
la diffusione negli hotels dei vari comprensori, sia nell'APT di competenza che in altre (Trevigiano
e resto del Bellunese) ecc..
Riassumiamo nella scheda seguente alcune osservazioni e indicazioni utili per l’inserimento del
Parco nell'ambito del Piano di Promozione per l'APT
I MINUS
Parco di recente costituzione e poco noto, poco caratterizzato rispetto alle altre are montane
dolomitiche
Funzione turistica intesa come secondaria rispetto agli altri obiettivi del Parco
Collocazione esterna alle aree più frequentate e turistiche, in territori di comuni con limitata
specializzazione turistica e non sempre orientati al Parco
Zona con popolazione residente molto scarsa, con aree impervie e pascoli abbandonati, attività
economiche interne praticamente inesistenti
Servizi, soprattutto ricettivi, limitati e di livello qualitativo non elevato (ospitalità solo in malghe e
in rifugi; scarse proposte di attività oltre all'escursionismo estivo, ecc.); organizzazione di
pacchetti e proposte non ancora flessibile
Elementi forti di immagine e comunicazione (vette o passi celebri, fauna tipica, opinion leader o
associazioni) poco presenti; commercializzazione difficile
Poco comunicato nell’area dell’APT n. 1 (sia IAT che hotel)
Conosciuto e frequentato principalmente da esperti e residenti nelle aree limitrofe
Considerato “difficile” sia per le caratteristiche geomorfologiche che per la scarsa segnalazione
dei sentieri
Secondario nel set di motivazioni dei visitatori dell’area dell’APT n. 1.
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 80
I PLUS e le opportunità
Trend favorevole del turismo ambientale e dei soggiorni o visite nelle aree protette
Accessibilità abbastanza buona e vicinanza alle aree urbane
Interesse della Regione Veneto e dell'Enit alla promozione del "prodotto Parchi"
Unicità dell’ambiente dal punto di vista geologico e floristico
Varietà di attrazioni per tematiche (
Sviluppo in corso della segnaletica, dei sentieri tematici ed escursioni organizzate e guidate
Sviluppo delle attività di educazione ambientale
Gli obiettivi della promozione
aumento di notorietà del PDB;
aumento di richiesta di informazioni sul Parco e sulle possibilità di visita (agli enti pubblici e
all’intermediazione);
inserimento nel set delle attività del tempo libero e delle visite (anche a partire dalle località di
vacanza)
diffusione di una immagine di area più accessibile e con più attività
aumento visite “responsabili”
diffusione concetto sostenibilità
Gli spazi di intervento
Controllabili dall’APT n. 1, in collaborazione con l’Ente Parco:
Aumento della presenza di materiale informativo e di informazione agli addetti dell’APT n. 1
Diffusione di brochure negli alberghi e negli esercizi commerciali di tutto l’ambito dell'APT n.1
Disposizione cartellonistica e segnaletica apposita nei comuni facenti parte dell'APT n. 1 e il cui
territorio è interessato dal Parco; convenzioni tra alberghi e guide, segnalazione di "Albergo del
Parco"
Coordinamento con altre attività escursionistiche e con altre aree protette (Parco Dolomiti
d’Ampezzo, altri sentieri, ecc.): creazione di rete di sentieri
Eventi di descrizione-spettacolo (mostre fotografiche, proiezioni, mostre botaniche o di
minerali) nelle località turistiche principali
Organizzazione di servizi navetta per le Porte del Parco in concomitanza con escursioni
guidate
Valorizzazione ruolo pro-loco e coordinamento con APT
In collaborazione con l'APT n. 2 e gli altri Parchi naturali della Regione, organizzazione di
seminari/eventi in città (e scuole) venete (dove già è conosciuto il Parco ma non sempre fruito)
e lombarde
In generale: interventi sul prodotto
Aumento dei servizi di accompagnamento, della segnaletica e della sentieristica; controllo della
qualità/professionalità
Funzionamento dei centri visitatori e centri informazione e accoglienza, anche tematici,
valorizzazione ruolo pro-loco e formazione
Interventi sulla qualità ricettività e sulla manutenzione di alcune aree
Dolomiti del Veneto. Allegato 2 81
Sviluppo attività alternative a quelle escursionistiche (equitazione, corsi di botanica, canoa),
anche invernale
Organizzazione di eventi all'interno del Parco: concerti, mostre, spettacoli
Contatti con l'intermediazione e gli operatori specializzati in turismo naturalistico e
strutturazione di prodotti adatti all’intermediazione
Organizzazione di servizi navetta da e verso alcune località per le Porte del Parco e da queste
ad alcuni punti di interesse particolare
Interventi di definizione dei target e di sviluppo del prodotto
Individuazione dei target attuali e potenziali e sviluppo proposte adeguate
Target famiglie: "il Parco sicuro". Proposta del prodotto Bassa Valle: sentieri facili segnalati,
itinerari con guide (come i sentieri natura già attivi), momenti di svago e istruzione per bambini
e ragazzi, punti ristoro.
Target scuole: sviluppo delle attività di educazione ambientale già esistenti; controllo qualità
dei servizi e sicurezza; offerta ricettiva (anche fuori dei confini) per collettività
Target alpinisti esperti: cura dei sentieri e dei rifugi per visitatori abituali
Target escursionisti giovani, anche non abituali: "il Parco avventura" per chi ama il trekking;
sviluppo dei sentieri tematici (e le attuali escursioni d'autore); itinerari
Target specifici: appassionati e studiosi di geologia, botanica, ecc.:
percorsi guidati e osservazioni, esposizioni, corsi brevi per appassionati di sport (estremi o
meno): arrampicata, canoa, rafting. Servizi, noleggi, istruttori.
Interventi generali di comunicazione
Attività di sensibilizzazione nei comuni stessi del Parco
Attività di PR , con eventi e con opinion leader per garantire risonanza sui media a livello nazionale
Individuazione di una caratteristica di "immagine" distintiva da proporre, (oltre alla campanula
morettiana)
Comunicazione mirata per i target
Inserimento nella descrizione delle località sui cataloghi dei tour operator
Richiamo del logo in quello dell’APT o viceversa