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PROSPETTIVE, SVILUPPO E PROMOZIONE DELLE DOLOMITI

DEL VENETO









ALLEGATO 2



L’OFFERTA TURISTICA DELLE DOLOMITI DEL

VENETO E L’ORGANIZZAZIONE TURISTICA DEL

TERRITORIO









a cura di



DOXA

CISET

Studio Trend

Mercury S.r.l.









Febbraio 2001

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 2







SOMMARIO



1. Introduzione 4



2. L’offerta turistica attuale. Le risorse esistenti 5

Scheda 1 . Offerta turistica del comprensorio di CORTINA 6

Scheda 2. Offerta turistica del comprensorio dell'AGORDINO 8

Scheda 3. Offerta turistica del comprensorio del CADORE 10

Scheda 4. Offerta turistica del comprensorio della VALBOITE 12

Scheda 5. Offerta turistica del comprensorio di SANTO STEFANO-COMELICO-SAPPADA 14

Scheda 6. Offerta turistica del comprensorio di ARABBA - ROCCA PIETORE 16

Scheda 7. Offerta turistica del comprensorio di VALZOLDANA 18



3. L’organizzazione turistica del territorio: il ruolo degli attori locali e le relazioni

tra settore pubblico e privato 20

3.1. L’indagine presso gli opinion leaders locali: introduzione 20

3.1.1. Obiettivi 20

3.1.2. Metodologia 21

3.1.2.1. Fase preliminare: incontri di presentazione 21

3.1.2.2. Seconda fase: incontri con gli operatori 21

3.2. Caratteristiche del mercato 23

3.2.1. Flussi turistici 24

3.2.1.1. Stagione Invernale 24

3.2.1.2. Stagione estiva 26

3.3. L'intermediazione 27

3.4. Il sistema di offerta 30

3.4.1. Strutture ricettive e prezzi 30

3.4.2. Sport invernali 31

3.4.3. Risorse locali e diversificazione dell'offerta 31

3.4.4. Altre componenti dell'offerta 33

3.4.5. Servizi al turista 33

3.4.6. Caratteristiche endemiche 34

3.5. Relazioni nel sistema di offerta 37

3.5.1. La struttura del sistema di offerta 38

3.5.1.1. Gli istituti preposti alla Promozione Turistica 38

3.5.1.2. Le relazioni nel sistema 40

3.5.2. Barriere alla collaborazione 41

3.5.3. Ruolo delle aggregazioni 45

3.6. Imprenditorialità e formazione 48

3.6.1. La professionalità degli operatori 48

3.6.1.1. La mancanza di ricambio generazionale 48

3.6.1.2. Il basso livello della professionalità e della imprenditorialità 48

3.6.2. La formazione professionale 49

3.7. Proposte ed esempi di progetti 49



4. L'opinione degli operatori locali, dei tour operator e dei CRAL aziendali 52

4.1. Obiettivi dell'analisi 52

4.1.1. La metodologia 52

4.2. L’opinione degli operatori locali 53

4.2.1. I punti di forza e di debolezza delle Dolomiti del Veneto 53

4.2.2. L’immagine della destinazione 54

4.2.3. Elementi dell’offerta da migliorare 56

4.3. L’opinione dei CRAL aziendali 56

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 3





4.4. L’opinione dei Tour Operators italiani 58

4.5. L’opinione dei Tour Operators stranieri 60



5. Il Parco delle Dolomiti Bellunesi nell'ambito del “prodotto Dolomiti del Veneto” 61

5.1. Generalità 61

5.2. Le attrazioni e i servizi del Parco 63

5.2.1. Le attività e le escursioni per l’estate 64

5.2.2. Offerta turistica 66

5.2.2.1. Ricettività alberghiera nei comuni interessati dal Parco 66

5.2.2.2. La ricettività extralberghiera 66

5.2.2.3. I Punti di Debolezza del Parco 68

5.3. Comunicazione, diffusione delle informazioni e pacchetti turistici 68

5.3.1. L'attività dell'ente Parco e delle APT 68

5.3.2. L'intermediazione 69

5.4. La domanda di turismo nei Parchi 70

5.4.1. I target del turismo verde e dei parchi 72

5.5. I visitatori del Parco delle Dolomiti Bellunesi: numeri e caratteristiche 74

5.5.1. La visita al Parco nei risultati dell'indagine CISET- DOXA 76

5.6. Osservazioni e valutazioni 76

5.7. Le proposte 77



Appendice A. I questionari dell’indagine presso gli opinion leader, i tour operator

nazionali ed internazionali, i cral aziendali



Appendice B. L’offerta alberghiera delle Dolomiti del Veneto

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 4





1. Introduzione



Questo Allegato presenta i principali risultati dell’analisi svolta relativamente alle caratteristiche

quantitative e qualitative dell’offerta turistica delle Dolomiti del Veneto e all’organizzazione turistica

del territorio dolomitico.



In particolare, nel capitolo 2 è contenuta, per ciascun comprensorio individuato1, una ricognizione

sintetica sull’offerta ricettiva (strutture alberghiere ed extralberghiere), le risorse naturali ed

ambientali (es. parchi e aree protette, Km di strade panoramiche, ecc.), le risorse e attività culturali

(es. musei, principali manifestazioni, ecc.), le risorse e attività sportive (es. piste per lo sci alpino,

numero impianti di risalita, impianti sportivi, ecc.) e gli altri servizi (es. servizi di pronto intervento,

uffici turistici locali, ecc.).



Nel capitolo 3 vengono illustrati i risultati di un’indagine presso un gruppo di opinion leader locali e

volta ad identificare il ruolo degli attori, le relazioni tra settore pubblico e privato, i punti di forza e di

debolezza del sistema e le problematiche emergenti.



A tale analisi è stata affiancata, nel capitolo 4, una valutazione delle opinioni che gli operatori

locali, da un lato, e gli intermediari che si occupano di “portare” la domanda nelle Dolomiti del

Veneto (tour operators e cral aziendali in primis), dall’altro, hanno in merito all’area e al suo

posizionamento sul mercato alpino.



Infine, il capitolo 5 approfondisce caratteristiche e potenzialità di un elemento importante

dell’offerta turistica locale, che potrebbe rappresentare un punto di forza del nuovo piano di

promozione: il Parco delle Dolomiti Bellunesi.



Per quanto riguarda le Appendici, nell’Appendice A sono contenuti i questionari utilizzati per

l’indagine presso gli opinion leader locali, i tour operator e i cral aziendali (vedi capitolo 4), mentre

nell’Appendice B un rapporto sull’offerta alberghiera delle Dolomiti del Veneto curato dalla Mercury

S.r.l.









1

Coerentemente con l’analisi svolta dal lato della domanda, i comprensori presi in considerazione sono i

seguenti: Cortina, Agordino, Cadore, Valboite, Santo Stefano-Comelico-Sappada, Arabba-Rocca Pietore,

Valzoladana.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 5





2. L’offerta turistica attuale. Le risorse esistenti



Qui di seguito sono inserite alcune schede che riassumono, per ciascun comprensorio delle

Dolomiti del Veneto (Cortina-Ampezzo, Valboite, Cadore, Comelico-Sappada, Arabba-Rocca

Pietore, Valzoldana e Agordino), le caratteristiche quantitative dell’offerta turistica locale, in termini

di strutture alberghiere, risorse naturali ed ambientali, risorse e attività culturali, risorse e attività

sportive ed altri servizi.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 6





Scheda 1 . Offerta turistica del comprensorio di CORTINA

(Comune di Cortina d'Ampezzo)



1. L'OFFERTA RICETTIVA



STRUTTURE ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per

n. di camere)

Hotel 5 stelle 1 116 114 116

Hotel 4 stelle 18 1321 1319 73,3

Hotel 3 stelle 35 2200 1966 62,8

Hotel 2 stelle 9 160 103 17,7

Hotel 1 stella 2 25 17 12,5

TOT 65 3822 3519 58,8

PRESENZE 1999: 552099

INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA 1999: 31%

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)



STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media

ABITATIVE LETTO

Residence 1 44 44 (per n. di unità

abitative)

Campeggi 4 1267 (piazzole) 3714 928,5 (per n. di posti

letto)

Rifugi alpini 35 1005 28,7 (per n. di posti

letto)

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI



 PARCHI E AREE PROTETTE: il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo**

 KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 20*

 FIUMI: 3 significativi (Boite, Falzarego, Costeana)**

 LAGHI: 3 significativi (Bianco, Grande, Ghedina)**

 GHIACCIAI/NEVAI: 3 aree significative (Tofane, Sorapiss, Cristallo)**



*= stima su base cartografia TCI

**= da cartografia TCI





3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI



 ROCCHE E CASTELLI: 2 (Castello di Botestagno e Castello di Zanna)**

 MUSEI: 4 (Museo d'Arte Moderna "M. Rimoldi", Museo Etnografico d'Ampezzo, Museo Paleontologico

"R. Zardini", Ciasa de ra Regoles)**

 PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Coppa del Mondo Sci femminile, Coppa Europa Bob, Camp. Del

Mondo Bob, Trofeo Salto con gli Sci, Coppa d'Oro delle Dolomiti per auto d'epoca, Incontri culturali

"Cortina Terzo Millennio", Incontri letterari del Savoia, Ra Corsa dei Sestieri* **

 ASSOCIAZIONI CULTURALI: Ass. Astronomica, Corpo Musicale Cortina, Ass. Naz. Alpini, Coro

mCortina, Cortina Terzo Millennio, Filodrammatica d’Ampezzo, Regole d’Ampezzo, Spazio Cultura, U. L.

d’Ampezzo, Sestieri d’Ampezzo*



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 7





4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE



 PISTE PER SCI ALPINO: 76 (per 110 KM)*

 NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 37*

 PISTE SNOWBOARD: 84*

 PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 60 km*

 PISTE PER SCI NORDICO: 6 (per 58 km)*

 IMPIANTI SPORTIVI: 1 stadio del ghiaccio, 1 piscina coperta, 1 pista di pattinaggio di velocità su

ghiaccio, 1 maneggio, 1 bocciofila, 2 centri per il tennis, 1 trampolino salto con gli sci, 1 campo da golf, 1

palestra, 1 pista di bob, 1 centro sportivo**

 SCUOLE DI SCI: 3*

 MAESTRI SNOWBOARD: 10*

 MAESTRI SCI ALPINISMO: 15*

 ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 1 sezione CAI, 1 Ass. Guide Alpine**

 ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 18**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti



5. ALTRI SERVIZI



 SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Ospedale e Croce Bianca), Stazione di

Polizia, Stazione Soccorso Alpino, Stazione Corpo Forestale, Stazione Vigili del Fuoco*

 GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 2*

 AGENZIE DI VIAGGI: 3**

 UFFICI TURISTICI LOCALI: 1 Ufficio IAT-APT**

 DISCOTECHE: 12**

 CINEMA: 1**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 8





Scheda 2. Offerta turistica del comprensorio dell'AGORDINO2





1. L'OFFERTA RICETTIVA



STRUTTURE ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per

n. di camere)

Hotel 5 stelle 0 0 0 -

Hotel 4 stelle 3 131 131 43,6

Hotel 3 stelle 27 686 677 25,4

Hotel 2 stelle 35 604 547 17,2

Hotel 1 stella 20 211 129 10,5

TOT 85 1632 1484 19,2

PRESENZE 1999: 395720

INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 31%

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media

ABITATIVE LETTO

Residence 2 71 35,5 (per n. di unità

abitative)

Campeggi 5 762 (piazzole) 2604 520,8 (per n. di posti

letto)

Rifugi alpini 36 1258 34,9 (per n. di posti

letto)

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI



 PARCHI E AREE PROTETTE: il Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi**

 KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 50*

 FIUMI: 4 significativi (Cordevole, Fiorentina, Biois, Tegnas)**

 LAGHI: 1 significativo (Alleghe)**



*= stima su base cartografia TCI

**= da cartografia TCI





3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI



 MUSEI: 6 (Museo dell'ottica e dell'occhiale ad Agordo, Museo mineralogico ad Agordo, Studio Museo "A.

Murer" a Falcade, Chiesa Monumentale della Beata Vergine della Salute del 1713/15 a Falcade, Museo

Civico della Val Fiorentina a Selva, Chiesa Monumentale di San Simon a Vallada)**

 PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: campionato Hockey su ghiaccio, marcia in alta montagna

"Transcivetta" (Alleghe), fiaccolate, Agordino Ice, Premio Dolomieu (Falcade), Civetta Superbike, Palio

dei Cento (Agordo)* **

 ASOCIAZIONI CULTURALI: Ass. Filatelica e Numismatica, ANGIV Basso Agordino, Circ. Luxottica,

GAMP Agordino, Agordo Musica, Circ. Fotografico Agordino, Ass. Danza, Circ. Culturale, Ass.

Micologica, irc. Artistico, Gruppo ANA, Radio Club Cime Bianche (Agordo), Club Unesco Agordino

(Rivamonte), Ass. Culturale, Gruppo ANA (La Valle)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti





2

Comuni di Agordo, Alleghe, Canale d'Agordo, Cencenighe Agordino, Colle S. Lucia, Falcade, Gosaldo, La Valle

Agordina, Rivamonte Agordino, San Tomaso Agordino, Selva di Cadore, Taibon Agordino, Vallada Agordina, Voltago

Agordino

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 9





4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE



 PISTE PER SCI ALPINO: 64 (per 80 KM, comprensori di Passo Giau, Alleghe, Selva di Cadore, Conca

Agordina, Tre Valli)**

 PISTE SNOWBOARD: 16 ( 14 a Falcade, 1 a Forcella Aurine, 1 a Colle S. Lucia)**

 NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 30**

 PISTE PER SCI NORDICO: 14 (per 117 km, percorsi a Canale, Falcade, Gosaldo, La Valle, Selva,

Taibon)**

 IMPIANTI SPORTIVI: 2 stadi del ghiaccio (Agordo e Alleghe), 6 campi di pattinaggio su ghiaccio

(Canale, Cencenighe, Falcade, Caviola, Selva, Vallada), 1 piscina (Agordo), 6 campi di calcio (Falcade,

Canale, Alleghe, Cencenighe, Agordo, Voltago), 6 centri per il tennis (Agordo, Canale, Alleghe, San

Tomaso, Caprile, Selva), 2 palestre (Agordo, Canale), 1 pista di slittino (Canale), 7 campi da bocce

(Agordo, Gosaldo, Falcade, Canale, Cencenighe, San Tomaso, Selva), 1 noleggio barche (Alleghe), 4

campi da basket (Voltago, Selva, Cencenighe, Canale), 1 sentiero naturalistico attrezzato (Selva), 1

parco giochi (Cencenighe), 1 maneggio (Vallada), 2 centri pesca sportiva (Frassenè, Falcade), 4 centri

per il tennis (Falcade, Caviola, Canale, Cencenighe), 1 minigolf (Falcade)**

 SCUOLE DI SCI: 7 (2 a Alleghe, 2 a Falcade, 1 a Frassenè/Forcella Aurine, 1 a Selva)*

 ASILI DELLA NEVE: 1 (Alleghe)

 MAESTRI SNOWBOARD: 7 (2 a Alleghe, 3 a Falcade, 2 a Selva)*

 MAESTRI SCI ALPINISMO: 5 (1 a Alleghe, 1 a Forcella Aurine, 2 a Selva, 1 a Colle Santa Lucia)*

 ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 2 sezioni CAI (a Caprile e Agordo), 3 Ass. Guide

Alpine (a Alleghe, Agordo e Selva di Cadore), 2 guide alpine individuali (1 a Frassenè, 1 a Canale)**

 ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 36 (11 a Alleghe, 1 a San Tomaso, 1 a Selva, 3 a Falcade, 4 a

Cencenighe, 2 a Canale, 9 a Agordo, 2 a Gosaldo, 1 a Frassenè, 2 a La Valle)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti





5. ALTRI SERVIZI



 SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto soccorso (Agordo, Alleghe, Falcade, Colle S. Lucia),

Stazioni di Polizia, Stazioni Corpo Forestale (Agordo, Caprile, Canale, Ospitale), Stazioni Soccorso

Alpino (Agordo, Canale), Stazione Vigili del Fuoco (Agordo, Colle Santa Lucia, Selva)*

 GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 5 principali*

 AGENZIE DI VIAGGI: 3 (2 ad Agordo, 1 a Falcade)

 UFFICI TURISTICI LOCALI: 3 Uffici IAT-APT (Agordo, Alleghe, Falcade), 11 Uffici Pro Loco (Canale

d'Agordo, Caviola, Cencenighe, Colle S. Lucia, Gosaldo, La Valle, Rivamonte, San Tomaso, Taibon,

Selva, Vallada), 2 Consorzi Promozione Turistica (Alleghe e Falcade), 1 ufficio Promotour (Frassenè)**

 DISCOTECHE: 2 (1 a Agordo, 1 a Selva)**

 CINEMA: 1 (Falcade)



*= Fonte Regione Veneto

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 10





Scheda 3. Offerta turistica del comprensorio del CADORE3



1. L'OFFERTA RICETTIVA



STRUTTURE ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per

n. di camere)

Hotel 5 stelle 0 0 0 -

Hotel 4 stelle 1 24 24 24

Hotel 3 stelle 15 326 309 21,7

Hotel 2 stelle 40 833 695 20,8

Hotel 1 stella 25 309 159 12,3

TOT 81 1492 1187 18,4

PRESENZE 1999: 202129

INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 21%

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media

ABITATIVE LETTO

Residence 0 0 0 -

Campeggi 3 456 (piazzole) 1260 420 (per n. di posti

letto)

Rifugi alpini 26 929 35,7 (per n. di posti

letto)

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI



 PARCHI E AREE PROTETTE: la Foresta protetta di Somadida (Palus San Marco)**

 KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 40*

 FIUMI: 3 significativi (Piave, Piova, Ansiei)**

 LAGHI: 3 significativi (Misurina, Santa Caterina, Pieve di Cadore)**

 GHIACCIAI/NEVAI: 1 area significativa (Marmarole)**



*= stima su base cartografia TCI

**= da cartografia TCI





3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI



 MUSEI: 6 (Museo "Fauna Flora e Mineralogia" ad Auronzo, Museo storico della Guerra 1915/18 a

Misurina, Museo della Magnifica Comunità del Cadore a Pieve, Museo dell'Occhiale a Pieve, Casa

Natale del Tiziano a Pieve, Biblioteca Storica Cadorina a Vigo)**

 PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: gare di Sleddog, Gran Premio di Motonautica, Ex Tempore di sculture

in legno, Trofeo Neve Ghiaccio, Camignada poi siè refuge e torneo di Polo sulla neve (Auronzo),

Carnevale Calaltino (Calalzo), Sagra di San Lorenzo (Lozzo), Concerto delle Marmarole* **



*= Fonte Rgione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti









3

(Comuni di Auronzo di Cadore, Calalzo di Cadore, Domegge di Cadore, Lorenzago di Cadore, Lozzo di Cadore,

Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Pieve di Cadore, Vigo di Cadore, località Misurina)

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 11





4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE



 PISTE PER SCI ALPINO: 16 (per 30 KM)*

 NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 10*

 PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 16,5 km*

 PISTE PER SCI NORDICO: 13 (per 124,5 km, percorsi a Auronzo, Calalzo, Domegge, Lorenzago,

Pieve, Vigo)**

 IMPIANTI SPORTIVI: 2 stadi del ghiaccio (Auronzo e Pieve), 5 campi di pattinaggio su ghiaccio

(Misurina, Calalzo, Lorenzago, Lozzo, Vigo), 2 piscine coperte (Pieve e Auronzo), 1 centro sleddog

(Auronzo), 1 tiro al piattello (Auronzo), 6 centri per il tennis (a Auronzo, Pieve, Perarolo, Calalzo, Valle e

Lozzo), 2 minigolf (Auronzo e Perarolo)**

 SCUOLE DI SCI: 2 (1 a Auronzo, 1 a Pieve)**

 ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 2 sezioni CAI (a Auronzo e Pieve), 1Ass. Guide

Alpine (a Auronzo)**

 ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 5 (3 a Auronzo, 1 a Domegge, 1 a Lorenzago)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti





5. ALTRI SERVIZI



 SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Ospedali di Auronzo e di Pieve), Stazioni di

Polizia, Stazioni Soccorso Alpino (Pieve, Auronzo), Stazioni Corpo Forestale (Auronzo, Pieve), Stazione

Vigili del Fuoco (Pieve)*

 GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 7 principali*

 AGENZIE DI VIAGGI: 1 (a Calalzo)**

 UFFICI TURISTICI LOCALI: 3 Uffici IAT-APT (Auronzo, Calalzo, Tai di Cadore), 1 Consorzio Turistico

(Auronzo), 2 Uffici Turistici (a Misurina e a Valle), 1 Pro Loco (Venas), 1 Comitato Turistico (Lozzo)**

 TEATRI: 2 (a Auronzo e a Valle)**

 CINEMA: 2 (a Pieve e Auronzo)**

 DISCOTECHE: 1 (Auronzo)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 12





Scheda 4. Offerta turistica del comprensorio della VALBOITE4



1. L'OFFERTA RICETTIVA



STRUTTURE ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per

n. di camere)

Hotel 5 stelle 0 0 0 -

Hotel 4 stelle 2 82 82 41

Hotel 3 stelle 17 447 435 26,2

Hotel 2 stelle 10 153 135 15,3

Hotel 1 stella 3 29 15 9,6

TOT 32 711 667 22,2

PRESENZE 1999: 226548

INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 25%

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI LETTO Dimensione media

ABITATIVE

Residence 4 322 80,5 (per n. di unità

abitative)

Campeggi 0 0 0 -

Rifugi alpini 5 188 37,6 (per n. di posti

letto)

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI



 KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 10*

 FIUMI: 1 significativo (Boite)**

 LAGHI: 3 significativi (San Vito, Vodo, Valle di Cadore)**

 GHIACCIAI/NEVAI: 1 area significativa (Antelao)**



*= stima su base cartografia TCI

**= da cartografia TCI





3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI



 ROCCHE E CASTELLI: 1 (Forte del Monte Rite a Cibiana)**

 MUSEI: 1 (Museo di Storia Naturale di Borca)**

 PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Settimana Internazionale dei Murales (Cibiana), Festa di Santa Lucia

(Vodo), Fiera di San Martino (Valle), Festa delle Bande Musicali (San Vito)* **

 ASSOCIAZIONI CULTURALI: Coro San Vito, Corpo Musicale Val Boite**



*= Fonte Rgione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti





4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE



 PISTE PER SCI ALPINO: 9 (per 15 KM)*

 PISTE SNOWBOARD: 9 (a San Vito di Cadore)

 NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 3*

 PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 15 km*



4

Comuni di Borca di Cadore, Cibiana di Cadore, San Vito di Cadore, Valle di Cadore, Vodo Cadore

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 13





 PISTE PER SCI NORDICO: 4 (per 25 km, percorsi a Borca, San Vito, Vodo, Cibiana)*

 IMPIANTI SPORTIVI: 4 campi di pattinaggio su ghiaccio (Borca, Cibiana, Valle, Vodo)**

 SCUOLE DI SCI: 2 (a San Vito a a Borca)**

 MAESTRI SNOWBOARD: 8 (4 a Borca, 4 a San Vito)*

 MAESTRI SCI ALPINISMO: 10 (5 a Borca, 5 a San Vito)*

 ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 6**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti





5. ALTRI SERVIZI



 SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Stazione di Polizia, Stazione Soccorso Alpino*

 GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 6 principali*

 AGENZIE DI VIAGGI: 2 (1 a Borca, 1 a Valle)**

 UFFICI TURISTICI LOCALI: 1 Ufficio IAT-APT (San Vito), 2 Uffici Pro Loco (Borca, Valle)**

 DISCOTECHE: 1 (a San Vito)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 14





Scheda 5. Offerta turistica del comprensorio di SANTO STEFANO-COMELICO-SAPPADA5



1. L'OFFERTA RICETTIVA



STRUTTURE ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per

n. di camere)

Hotel 5 stelle 0 0 0 -

Hotel 4 stelle 0 0 0 -

Hotel 3 stelle 19 335 330 17,6

Hotel 2 stelle 16 253 226 15,8

Hotel 1 stella 7 70 30 10

TOT 42 658 586 15,6

PRESENZE 1999: 112411

INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 23%

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

N. N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media

ESERCIZI ABITATIVE LETTO

Residence 1 6 6 (per n. di unità

abitative)

Campeggi 3 253 (piazzole) 960 320 (per n. di posti

letto)

Rifugi alpini 10 316 31,6 (per n. di posti

letto)

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI



 PARCHI E AREE PROTETTE: il Parco della Fauna Alpina a Sappada

 KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 35*

 FIUMI: 3 significativi (Piave, Frisan, Digon)**

 LAGHI: 1 significativo (S. Anna)**



*= stima su base cartografia TCI

**= da cartografia TCI





3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI



 MUSEI: 3 (Museo della cultura alpina a Comelico-Padola, Museo Etnografico a Sappada, Museo della

Civiltà Contadina a Sappada)**

 PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Carnevale Sappadino e Sprintissimo di Carnevale, Festival del

Folclore, Festa della birra, lucciolata, Convegno "I confini del dialetto" (Sappada), Gara della Lioda e

fiaccolata di Capodanno (Santo Stefano), Festa di San Nicolò (San Nicolò), Mascherata di S. Apollonia,

Gara di sleddog Alpen Trail, Festa gastronomica dei kneli (Comelico)* **

 ASSOCIAZIONI CLUTURALI: Gruppo Holzhockar (Sappada), Ass. Rimmell (Comelico)**



*= Fonte Rgione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti









5

Comuni di Comelico Superiore, Danta di Cadore, San Pietro di Cadore, San Nicolò di Comelico, Santo Stefano di

Cadore, Sappada

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 15







4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE



 PISTE PER SCI ALPINO: 30 (per 26 KM)**

 NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 26**

 PISTE PER SCI NORDICO: 9 (per 77,5 km)**

 IMPIANTI SPORTIVI: 5 campi di pattinaggio su ghiaccio (1 a Padola, 1 a San Pietro, 3 a Sappada), 2

centri per il tennis (a Comelico e a Sappada), 2 campi da bocce (a Comelico e a Sappada), 1 pesca

sportiva (a Sappada), 1 campo da golf (a Sappada), 2 palazzetti dello sport (a Sappada e Santo

Stefano)**

 SCUOLE DI SCI: 4 (2 a Sappada, 1 a Comelico Sup., 1 a Santo Stefano)*

 ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 2 Sezioni CAI (Sappada e Santo Stefano), 1 Ass.

Guide Alpine (San Pietro)**

 ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 7 (a Sappada)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti





5. ALTRI SERVIZI



 SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso, Stazioni di Polizia, Stazione Soccorso Alpino

(Sappada), Stazione Corpo Forestale (Santo Stefano), Stazione Vigili del Fuoco (Santo Stefano)*

 GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 7 principali*

 UFFICI TURISTICI LOCALI: 2 Uffici IAT-APT (Santo Stefano e sappada), 3 Consorzi di Promozione

Turistica (Comelico, Sappada e Santo Stefano-Valvisdende)**

 CINEMA: 1 (a Santo Stefano)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 16





Scheda 6. Offerta turistica del comprensorio di ARABBA - ROCCA PIETORE6



1. L'OFFERTA RICETTIVA



STRUTTURE ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per

n. di camere)

Hotel 5 stelle 0 0 0 -

Hotel 4 stelle 1 52 52 52

Hotel 3 stelle 25 650 650 26

Hotel 2 stelle 21 353 333 16,8

Hotel 1 stella 10 102 83 10,2

TOT 57 1157 1118 20,2

PRESENZE 1999: 336605

INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 35%

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI Dimensione media

ABITATIVE LETTO

Residence 2 45 22,5 (per n. di unità

abitative)

Campeggi 2 330 (piazzole) 848 424 (per n. di posti

letto)

Rifugi alpini 22 379 17,2 (per n. di posti

letto)

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI



 KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 40*

 FIUMI: 2 significativi (Cordevole, Pettorina)**

 LAGHI: nessuno significativo

 GHIACCIAI/NEVAI: uno significativo (Marmolada)**



*= stima su base cartografia TCI

**= da cartografia TCI





3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI



 ROCCHE E CASTELLI: 1 (Castello di Andraz)**

 MUSEI: 2 (Museo Ladino Fodom a Livinallongo, Museo Storico della Guerra 1915/18 a Rocca Pietore)**

 PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: fiaccolate di Natale, Capodanno e Carnevale (Malga Ciapela),

fiaccolata con l'orso (Sottoguda), Raduno di appassionati di Telemark (Rocca Pietore), Festa folkloristica

tirolese, Marcia Barbana, Falò della Befana (Rocca Pietore), Gara Internazionale di sci alpinismo in

notturna (Arabba)* **



*= Fonte Rgione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti





4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE



 PISTE PER SCI ALPINO: 54 (per 119 KM)**

 NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 34**



6

(Comuni di Livinallongo del Col di Lana, Rocca Pietore, località Arabba)

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 17





 PISTE PER SCI NORDICO: 2 (per 17 km)**

 IMPIANTI SPORTIVI: 1 campo di pattinaggio su ghiaccio (Arabba), 1 piscina coperta (Rocca Pietore), 1

centro parapendio (Livinallongo), 2 campi di calcio (a Pieve Di Livinallongo e Rocca Pietore), 2 centri per

il tennis (a Rocca Pietore e Arabba), 2 maneggi (a Rocca Pietore e Arabba), 1 palestra (Rocca Pietore)**

 SCUOLE DI SCI: 4 (1 a Arabba, 3 a Rocca Pietore)**

 ASILI DELLA NEVE: 1 (Arabba)**

 MAESTRI SNOWBOARD: 8 (5 a Arabba, 3 a Malga Ciapela)*

 MAESTRI SCI ALPINISMO: 23 (21 a Arabba, 2 a Malga Ciapela)*

 ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 1 sezione CAI (Arabba)**

 ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 11**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti





5. ALTRI SERVIZI



 SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Arabba e Rocca Pietore), Stazione di Polizia,

Stazione Soccorso Alpino (Arabba), Stazione Vigili del Fuoco (Arabba)*

 GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 1 principale*

 UFFICI TURISTICI LOCALI: 2 Uffici IAT-APT (Arabba, Rocca Pietore), 2 Consorzi Turistici (Arabba e

Rocca Pietore)**

 DISCOTECHE: 1 (Rocca Pietore)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 18





Scheda 7. Offerta turistica del comprensorio di VALZOLDANA7





1. L'OFFERTA RICETTIVA



STRUTTURE ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. CAMERE N. BAGNI Dimensione media (per

n. di camere)

Hotel 5 stelle 0 0 0 -

Hotel 4 stelle 1 26 26 26

Hotel 3 stelle 7 182 179 26

Hotel 2 stelle 8 134 121 16,7

Hotel 1 stella 0 0 0 -

TOT 16 342 326 21,3

PRESENZE 1999: 75613

INDICE DI UTILIZZAZIONE LORDA: 30%

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





STRUTTURE EXTRA-ALBERGHIERE

N. ESERCIZI N. UNITÀ N. POSTI LETTO Dimensione media

ABITATIVE

Residence 0 0 0 -

Campeggi 4 355 1110 277,5 (per n. di

posti letto)

Rifugi alpini 17 617 36,2 (per n. di

posti letto)

(Fonte: APT n. 1 "Dolomiti", anno 1999)





2. LE RISORSE NATURALI ED AMBIENTALI



 PARCHI E AREE PROTETTE: una significativa, il Parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi**

 KM DI STRADE PANORAMICHE: circa 15*

 FIUMI: 2 significativi (Maè, Rutorto)**

 LAGHI: 1 significativo (Pontesei)**

 GHIACCIAI/NEVAI: 1 area significativa (Pelmo)**



*= stima su base cartografia TCI

**= da cartografia TCI





3. LE RISORSE ED ATTIVITA' CULTURALI



 MUSEI: 1 (Museo Etnografico a Zoldo Alto)**

 PRINCIPALI MANIFESTAZIONI: Rassegna "La Gnaga" (Forno), Sagra dei Gnoc e gare di sci FIS

(Pecol), fiaccolata di fine anno (Palafavera), Festa della Montagna, Sgambada Zoldana, Sagra di San

Rocco (Forno)* **



*= Fonte Rgione Veneto

**= Fonte APT n. 1 Dolomiti





4. LE RISORSE ED ATTIVITA' SPORTIVE



 PISTE PER SCI ALPINO: 22 (per 40 KM)*

 NUMERO IMPIANTI DI RISALITA: 13*

 PISTE AD INNEVAMENTO PROGRAMMATO: 40 km*



7

Comuni di Forno di Zoldo, Zoldo Alto, Zoppè di Cadore.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 19





 PISTE PER SCI NORDICO: 5 (per 30 km)*

 IMPIANTI SPORTIVI: 1 stadio del ghiaccio (Forno), 1 campo di pattinaggio su ghiaccio (Zoldo Alto), 1

piscina coperta (Zoldo Alto), campi di calcio (Pralongo), 1 percorso ginnico (Pecol), 2 centri per il tennis

(Zoldo Alto e Forno), 1 campo da calcio (Forno), 1 campo da bocce (Forno)**

 SCUOLE DI SCI: 1 (a Pecol)

 MAESTRI SNOWBOARD: 3 (a Pecol)

 MAESTRI SCI ALPINISMO: 2 (1 a Pecol, 1 a Pianaz)

 ASSOCIAZIONI GUIDE ALPINE/NATURALISTICHE: 1 ass. Guide Alpine (Forno), 1 sezione CAI (Zoldo

Alto)**

 ASSOCIAZIONI SPORTIVE: 6**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti





5. ALTRI SERVIZI



 SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO: Pronto Soccorso (Zoldo Alto), Stazione di Polizia, Stazione

Soccorso Alpino, Stazione Vigili del Fuoco (Forno)*

 GUARDIE MEDICHE/AMBULATORI: 3 principali*

 UFFICI TURISTICI LOCALI: 2 Uffici IAT-APT (Forno di Zoldo, Zoldo Alto), 3 Uffici Pro Loco (Forno di

Zoldo, Zoppè, Zoldo Alto), 1 Consorzio Promozione Turistica (Zoldo Alto)**

 TEATRI: 1 (Forno)**

 CINEMA: 1 (Forno)**

 DISCOTECHE 1 (Zoldo Alto)**



*= Fonte Regione Veneto

**= Fonte APT n.1 Dolomiti

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 20





3. L’organizzazione turistica del territorio: il ruolo degli attori locali e le relazioni tra

settore pubblico e privato





3.1. L’indagine presso gli opinion leaders locali: introduzione







3.1.1. Obiettivi



La presente parte del lavoro di ricerca è finalizzata a raccogliere informazioni e giudizi sui vari

aspetti che determinano e compongono l'offerta turistica dell'area dell'APT n.1, attraverso dei

colloqui con operatori locali selezionati quali opinion leader delle diverse categorie coinvolte. Lo

scopo è quello di avere un quadro più completo possibile su quanto viene predisposto per la

fruizione del turista, e di come esso viene percepito dagli stessi operatori che lavorano

quotidianamente "sul campo", a contatto più o meno diretto con i visitatori.

In particolare, qui vengono raccolte e sintetizzate le opinioni che gli operatori esprimono sulle

caratteristiche del mercato e sui punti di forza e di debolezza dell'offerta, in modo da evidenziare

quanto, a detta degli stessi interessati, sia da migliorare o da sviluppare per avere una maggiore

forza attrattiva sul visitatore.



Una seconda fase dell'analisi si concentra sulle relazioni instauratesi all'interno del sistema di

offerta, tra privati e privati, tra privato e pubblico tra pubblico e pubblico. Le stesse relazioni

vengono inoltre analizzate rapportandole alla dimensione geografica dell'aggregazione (località,

comprensorio o ambito APT), in modo da poter esprimere un giudizio sul rapporto tra estensione

territoriale ed efficacia della sinergia, misurata in base alla loro capacità di proporre politiche di

sviluppo e di prodotto o attività di comunicazione e commercializzazione comuni alle aziende

coinvolte.

Dalla sintesi emerge anche quali siano i maggiori ostacoli alla collaborazione tra operatori, in modo

da indicare alcuni interventi possibili per facilitare il dialogo e il coordinamento tra le attività dei vari

enti interessati alla promozione turistica. In questo senso, il giudizio sull'attività delle varie tipologie

di aggregazioni e sulla loro capacità di aggregare le imprese permette di tracciare un quadro sul

loro ruolo in prospettiva futura nello sviluppo dell'economia turistica delle località.



Un capitolo a parte dello studio è mirato a tastare l'opinione degli operatori circa le attività di

formazione professionale quale mezzo per riqualificare il personale addetto all'offerta turistica e

per creare una cultura dell'ospitalità e dell'imprenditorialità nel settore. La finalità è quella di

indicare quali settori meritino maggiore attenzione e maggiori investimenti in corsi di formazioni o

proposte simili, in modo da poter giungere nel breve periodo ad una reale crescita professionale

tanto dei titolari di aziende quanto dei loro dipendenti.



La parte conclusiva fornisce una serie di spunti e suggerimenti emersi dai colloqui con gli operatori

e dalla sintesi dei loro commenti per rendere più chiare possibile le metodologie di intervento.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 21







3.1.2. Metodologia



3.1.2.1. Fase preliminare: incontri di presentazione



Il lavoro di analisi dell'offerta attraverso il punto di vista degli operatori è iniziato durante tre incontri

di presentazione del lavoro di ricerca svolti a Cortina il 16/11/1999, ad Auronzo il 19/11/1999 e ad

Agordo il 2/12/1999. A questi incontri sono stati invitati tutti gli operatori dei tre comprensori, in

modo da esporre finalità e metodologia della ricerca. Nello stesso tempo, ai presenti è stato

distribuito un breve questionario dove veniva chiesto di descrivere alcuni dati della struttura

rappresentata e veniva chiesto un giudizio sull'andamento dei flussi turistici, della stagionalità e

sull'ambito concorrenziale. I risultati di tali questionari verranno trattati a parte, ma essi hanno

costituito un primo utile contatto con gli operatori e hanno costituito la base su cui impostare il

questionario per gli incontri personali della fase seguente della ricerca.



3.1.2.2. Seconda fase: incontri con gli operatori



La seguente esposizione è la sintesi dei colloqui svolti dal gruppo di ricerca con esponenti di

aziende ed enti della provincia di Belluno, la cui attività prevalente sia collegabile in modo più o

meno diretto ai flussi turistici. I soggetti intervistati sono rappresentanti di aziende che, per

anzianità ed esperienza nel settore, per rappresentatività nella loro categoria o per ruolo

istituzionale, sono stati giudicati adatti ad esprimere giudizi e opinioni particolarmente adatti alle

finalità della ricerca, e sono perciò stati selezionati quali opinion leader del settore dell'offerta

turistica.

Le loro opinioni possono inoltre essere ritenute condivisibili da una buona parte dei colleghi e

concittadini operanti nella medesima categoria o nella stessa area geografica.



Le aziende sono state selezionate secondo i seguenti criteri:



Geografico: si è cercato di selezionare operatori che fossero distribuiti sul territorio dell'APT n.1 in

modo uniforme, in modo da poterli ritenere rappresentativi di tutte le diverse realtà di questa area

eterogenea. Il numero di operatori selezionati per ogni singola località vuole essere inoltre

proporzionale al numero di aziende della medesima categoria presenti in quella stessa località. Il

quadro completo della ripartizione geografica delle interviste può essere riassunto dividendo il

territorio in quattro-cinque macro-aree, come evidenziato dalla tabella 3.1.



Tabella 3.1. Ripartizione per comprensori



COMPRENSORIO NUMERO

COLLOQUI

SVOLTI

19

Agordino e Valzoldana

Cortina e Val Boite 12

Auronzo e Centro Cadore 14

Comelico – Sappada 6

Altro (provincia di Belluno) 2

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 22





Per tipologia: l'elenco degli operatori coinvolti vuole essere rappresentativo di tutte le categorie

che offrono merci e servizi fruibili dal turista, con prevalenza per quelle categorie che hanno una

chiara prevalenza nell'accoglienza di chi soggiorna in montagna (alberghi, ristoranti, impianti di

risalita, ecc.). Una particolare attenzione è stata riservata anche alle strutture aggregative di

aziende private (Consorzi e affini), che possono essere ritenute rappresentative degli interessi

comuni delle aziende ad esse associate, e rappresentano perciò una voce ulteriormente

rappresentativa. Si tenga inoltre presente che all'interno della categoria delle strutture alberghiere

sono stati sentiti rappresentanti di tutte le cinque categorie ufficiali (da 1 a 5 stelle) presenti sul

territorio, con una ripartizione proporzionale all'effettiva offerta per categoria di tutta l'area (netta

prevalenza degli hotel a tre stelle).La tabella 2 riassume le diverse tipologie degli operatori

intervistati, distinguendo innanzi tutto le due macro-categorie degli enti pubblici e delle aziende

private.



Tabella 3.2. Ripartizione per tipologia degli operatori



OPERATORI TIPOLOGIA DI OPERATORE NUMERO COLLOQUI

PRIVATI SVOLTI

13

Alberghi - ristoranti

Impianti di risalita 4

Scuole sci 2

Consorzi e altre strutture associative 6

Regole 1

Commercianti 1

Associazioni di categoria 2

Campeggi 2

Agenzia immobiliari 2

Agenzia di viaggio (incoming) 2

Musei 1

Pro Loco 1

Enti di formazione 1

TOT 38





ENTI PUBBLICI TIPOLOGIA DI OPERATORE NUMERO COLLOQUI

SVOLTI

12

Comuni

3

Comunità Montane

15

TOT







Gli incontri con gli operatori si sono svolti in un periodo che va dal febbraio all'aprile 2000,

incontrando personalmente gli operatori, talvolta anche più di un rappresentante per ogni azienda

o ente. Agli intervistati veniva proposto un dialogo abbastanza aperto alla libera discussione,

dando loro lo spunto per avere un'opinione su determinati argomenti; lo schema seguente riporta

in sintesi i temi di discussione proposti, nell'ordine in cui, solitamente, sono stati discussi durante

gli incontri.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 23









ARGOMENTO PROPOSTO SCOPO DELLA DISCUSSIONE SU TALE

ARGOMENTO

 Giudizio generale sull'andamento dei flussi Raccogliere opinioni sulle variazioni dei gusti del

turistici nell'area di competenza; consumatore, come esse vengono percepite

 Variazioni nella domanda; dall'operatore; sapere cosa essi si aspettano per il

 Motivi di tali tendenze e variazioni, e loro possibili futuro delle destinazioni dolomitiche;

sviluppi futuri;

 Rapporto con i rappresentanti Evidenziare i motivi, tecnici e "culturali", della

dell'intermediazione (Agenzie di viaggio e Tour difficoltà a sviluppare rapporti con il settore

Operator); dell'intermediazione; capire quanto su di essi potrà

 Loro peso sullo sviluppo delle aziende turistiche essere basato il rilancio turistico delle Dolomiti;

locali;

 Programmazione di particolari iniziative di Evidenziare quanto gli operatori siano pronti a

miglioramento delle proprie strutture; cogliere l'evoluzione del mercato, a farsi conoscere

 Programmazione di iniziative di comunicazione, adeguatamente e a modificare la propria offerta

promozione o studio del mercato turistico; assecondando le nuove richieste della clientela;

 Utilizzo di finanziamenti pubblici (anche Capire quanto siano informati e predisposti gli

comunitari) per la realizzazione delle suddette imprenditori circa l'utilizzo di nuove forme di

iniziative; finanziamento pubblico;

 Giudizio sul sistema di offerta turistica locale; Analizzare la capacità degli operatori di cogliere i

 Punti di forza e di debolezza del sistema; propri limiti e pregi all'interno del contesto generale

di offerta della località;

 Valutazioni sulle relazioni attualmente in corso Descrivere la capacità degli operatori di "fare

tra gli operatori turistici che operano nell'area sistema" (di dialogare, di collaborare, di avere una

(rapporto tra i privati, tra enti pubblici e aziende programmazione comune) e sottolineare quali

private e tra i diversi enti pubblici); siano i maggiori ostacoli al perseguimento di

 Giudizio sull'attività di associazioni e consorzi e attività sinergiche; giudicare se, in questo contesto,

sul loro ruolo futuro; lo sviluppo di forme associative quali i consorzi è il

 Giudizio sulla eventuale esperienza personale di sistema più adatto al conseguimento degli obiettivi

associato ad una struttura associativa/consortile; di sviluppo dell'offerta.

 Preparazione professionale degli operatori Indagare sul grado di preparazione professionale

(imprenditori e dipendenti); degli appartenenti alle diverse categorie coinvolte

 Investimenti nella formazione professionale; e sulla capacità degli stessi operatori di auto-

 Giudizio su esperienze personali di giudicarsi in tal senso; capire quanto sia

partecipazione ad iniziative di formazione; proponibile l'aumento di occasioni di miglioramento

della preparazione attraverso corsi ed incontri di

formazione;

 Altre osservazioni, proposte, idee o suggerimenti Raccogliere una serie di indicazioni e suggerimenti

per lo sviluppo dell’offerta turistica nell’area; diretti da parte degli operatori;





Agli intervistati è stato inoltre sottoposto un questionario più schematico che ripropone alcuni dei

quesiti che sono stati posti al pubblico per l'analisi della domanda, con la richiesta di esprimere vari

giudizi sulle componenti dell'offerta e sulle possibili azioni da sviluppare. Alla analisi delle risposte

a tale questionario, utilmente confrontabili con le opinioni espresse dalla clientela sui medesimi

argomenti, verrà dedicato un capitolo a parte.





3.2. Caratteristiche del mercato



L'analisi dei colloqui sui vari aspetti dell'offerta inizia da una panoramica sul mercato del turismo

montano nelle Dolomiti Bellunesi. Essa deriva dalla sintesi del dibattimento sui seguenti argomenti:

 Andamento dei flussi turistici nell'area di competenza;

 Variazioni nella domanda, motivi di tali tendenze e variazioni, e loro possibili sviluppi futuri;

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 24





 Rapporto con i rappresentanti dell'intermediazione (Agenzie di viaggio e Tour Operator) e loro

peso sullo sviluppo delle aziende turistiche locali;

 Giudizio sul sistema di offerta turistica locale;

 Punti di forza e di debolezza del sistema;



Come si può notare, si tratta della sintesi delle opinioni espresse dagli operatori sulle variazioni

della domanda e sui conseguenti adattamenti del sistema di offerta, per come essi vengono

percepiti da chi è a contatto con il cliente. Vediamoli nel dettaglio.







3.2.1. Flussi turistici



Nella visione degli operatori, la valutazione dei flussi va debitamente divisa tra stagione estiva ed

invernale, i cui trend sono percepiti come ben distinti.



3.2.1.1. Stagione Invernale



Durante la stagione invernale l'afflusso di turisti soggiornanti viene valutato in maniera diversa

secondo le zone, anche se si può sostenere che nella maggior parte dei casi l'affluenza è in stasi o

in ribasso. La concentrazione di turisti è ormai inevitabilmente legata alla pratica dello sci alpino,

perciò le sole località nei pressi degli impianti di risalita possono godere di una certa domanda

invernale. Nel dettaglio:



 Un'offerta continuamente aggiornata e rinnovata per lo sci di discesa è la componente che

permette a molte località di mantenere i flussi invernali a livelli accettabili. Tutte le località che

gravitano sul carosello sciistico della Civetta (Alleghe, Selva di Cadore, Zoldo Alto), del

Sellaronda (Arabba e Rocca Pietore) e di Cortina mantengono un numero di presenze

abbastanza costante, grazie alla capacità di rinnovare l'offerta di impianti di risalita e di piste

per la discesa. Alcune altre località, come la Val Boite per Cortina, riescono ad andare

parzialmente "al traino" delle località citate sopra, sfruttando un certo flusso di soggiornanti che

poi fanno i pendolari verso le località di partenza degli impianti di risalita. Altri paesi, come

Auronzo, Comelico e Sappada, hanno una offerta ormai troppo limitata per poter competere

con i maggiori caroselli, e scelgono di adeguare le strutture esistenti senza pensare di farne il

loro maggiore elemento di richiamo. Infine, le località sciistiche più prossime alla pianura

beneficiano di un buon flusso di sciatori escursionisti, soprattutto nei fine settimana, che

permette di riscontrare un discreto indotto per alcune categorie di operatori (impianti di risalita

in primis). Cortina rappresenta un caso a parte, in quanto da diversi anni la sua clientela

invernale è rappresentata solo al 30-40% da sciatori, e un eventuale calo di presenze non

potrebbe essere perciò imputato principalmente ad una eventuale disaffezione alla pratica

dello sci.



 In genere c'è consenso nel dire che il numero di appassionati dello sci alpino non è più in

crescita come negli anni scorsi; le cause possono essere diverse, non ultimi fenomeni di

costume e di moda. Questo induce diversi operatori a sostenere che lo sci non sarà più

elemento fondamentale di attrattiva, e non vale quindi più la pena di progettare altri grandi

investimenti nel settore dell'impiantistica. Questo anche perché gli sciatori tenderanno sempre

più a concentrarsi nelle località dotate di un minimo carosello di piste, a scapito delle

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 25





destinazioni munite di solo qualche impianto e pista. Quasi ovunque i grandi progetti di

collegamento di diversi comprensori sciistici sono stati definitivamente abbandonati (Val Boite

con la Val Zoldana, Forno di Zoldo con Zoldo Alto, Tofane con Cristallo ad esempio) in quanto

ritenuti troppo costosi, incapaci di portare un aumento di presenze proporzionale alla spesa e

poco compatibili con principi di tutela ambientale.



 La domanda di pratica di sci alpino dimostra ultimamente di giungere sempre più anticipata, in

corrispondenza delle prima nevicate (fine novembre) in un po' tutte le località.



 La pratica dello sci di fondo, praticabile in molte località, non riesce a creare un ritorno di una

certa importanza.



 La maggior parte delle località che beneficiano di un certo flusso di turisti invernali registra da

alcuni anni un buon numero di presenze durante le festività natalizie, mentre il resto della

stagione fa registrare preoccupanti vuoti. Le eccezioni a questo trend generale, che accomuna

un po' tutto l'arco alpino, sono rappresentate dalle zone di Sappada-Comelico e Arabba, per

motivi diversi: Arabba beneficia dell'essere inserita nel carosello sciistico del Sellaronda, ed è

una località dove le strutture ricettive sono tuttora in aumento; Comelico e Sappada, pur

presentando un'offerta per la pratica dello sci di discesa assolutamente minima, presentano

caratteristiche tipiche molto marcate e una tipologia di attrattive molto diverse dal resto del

bellunese.



 Molti operatori sottolineano il flop del capodanno 2000, al quale erano legate molte aspettative,

ed evidenziano come anche i grandi avvenimenti non sempre sono in grado di portare un

beneficio pari alle aspettative.



 La permanenza media del turista è ovunque calata molto rispetto agli anni passati, tanto che la

stessa settimana bianca sta diventando sempre più difficile da vendere. L'affluenza degli

sciatori si sta sempre più concentrando nei fine settimana, soprattutto in corrispondenza di

festività e "ponti" di alcuni giorni.



 La meteorologia sta influenzando i flussi di sciatori al punto che gli ultimi inverni diventano

difficilmente valutabili secondo i consueti dati su arrivi e presenze, dal momento che in

corrispondenza dei periodi di ferie la presenza di neve naturale è stata spesso quasi nulla. A

questo dato fa da riscontro una offerta di innevamento programmato che ha permesso di

mantenere sempre e quasi ovunque un buon livello di innevamento sulle piste. Però non

sempre l'innevamento artificiale riesce a sopperire completamente alla neve naturale,

soprattutto per i riflessi psicologici che esso ha sulla visione generale dello sciatore, che può

notare la differenza tra i due tipi di neve e comunque non si accontenta di sciare in un contesto

ambientale esteticamente brutto e lontano da quello che egli si attende da una località

montana in piena stagione.



 Per quanto riguarda le aree di provenienza dei turisti, molte zone sono accomunate dal calo

notevole degli arrivi da Austria e Germania, paesi che in passato avevano costituito un ottimo

bacino di utenza, Per contro, sono in costante aumento gli arrivi dai paesi dell'Est europeo.

Alcune destinazioni (centro Cadore, Auronzo, e alcune zone della Val Zoldana e dell'Agordino)

hanno fatto dei gruppi dai paesi dell'Est la loro principale risorsa per il periodo invernale.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 26





Questa clientela si dimostra molto interessata alla pura pratica dello sci alpino, con un notevole

divario tra la disponibilità di spesa per la pratica dello sci (alta) e quella per la pratica di altre

attività durante il soggiorno (bassa). Le opinioni si dividono sul giudizio qualitativo dato alla

clientela dell'Est europeo: se la maggior parte degli operatori sono concordi nel sostenere che

si tratta attualmente di clientela di fascia medio-bassa, alcuni di loro la considerano comunque

in crescita e potenzialmente molto interessante, mentre altri non prospettano alcuna possibilità

di crescita di questo segmento e non considerano fruttifere eventuali trattamenti finalizzati alla

fidelizzazione.



 L'operazione recente più importante di miglioramento della viabilità, cioè il prolungamento

dell'autostrada A27 fino a Pian di Vedoia, è ritenuto positivo dalla maggior parte degli operatori,

tanto che alcuni sostengono di poter collegare un discreto aumento dell'affluenza alle proprie

strutture proprio alla maggiore raggiungibilità della loro località. Le opinioni su altre prospettive

di sviluppo della viabilità sono invece molto diverse, riflettono il dibattito quotidianamente in

corso sulle diverse soluzioni ai problemi della viabilità del bellunese, e verranno trattate nel

paragrafo dedicato all'offerta locale.



 La domanda per il mercato dell'extra-alberghiero è in molte aree in crescita. Il mercato delle

compravendite che coinvolga turisti è limitato a frequentatori molto fidelizzati negli anni scorsi

che decidano l'acquisto di una seconda casa: si tratta di un settore molto ristretto, che in

alcune località (Cortina) rappresenta una realtà già consolidata ma ha un bacino di utenza

ristretto. Il mercato delle locazioni è invece in crescita in diverse località (Agordino, Cortina,

Centro Cadore) e in alcune aree rappresenta la risorsa principale del settore ricettivo. La

domanda di locazioni giunge anche dall'estero e riflette l'andamento generale di abbreviazione

del periodo di permanenza.



 Il flusso di turismo d'affari è abbastanza importante in aree quali Agordo e il Centro Cadore.

Queste località sono favorite da una posizione geografica favorevole e dalla presenza di un

buon numero di imprese che permette alle strutture ricettive di avere un flusso di clienti

abbastanza costante nell'arco dell'anno. Anche questo segmento di mercato è però spesso in

calo, in conseguenza del calo del settore dell'occhialeria.



3.2.1.2. Stagione estiva



La stagione estiva viene comunemente valutata come il periodo che maggiormente risente del calo

di presenze turistiche. Ovunque la stagione si sta riducendo e la clientela ha un tasso di ricambio

molto basso. Nel dettaglio:



 I flussi estivi sono costantemente in calo quasi ovunque da diversi anni a questa parte, sia per

il settore alberghiero, sia per l'extra-alberghiero; la concorrenza della vacanza balneare è

percepita da molti come l'elemento "di moda" che maggiormente penalizza la vacanza

montana. Ad esso si aggiunge un contesto concorrenziale dove le aumentano le possibili

destinazioni (fine della guerra nell'ex Jugoslavia) e le località più lontane stanno abbassando i

costi di viaggio e si propongono a cifre nettamente più convenienti rispetto alla montagna.



 La clientela è ovunque di età avanzata e sta progressivamente invecchiando, in conseguenza

della scarsità di componenti dell'offerta rivolte ai giovani e alle famiglie. La maggior parte degli

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 27





operatori ritiene di doversi rivolgere forzatamente a questo segmento, in quanto unico

destinatario del tipo di offerta proposta (relax, natura, ambiente sano, ecc.) e unico segmento

fidelizzabile e dalla buona disponibilità di spesa.



 Molti operatori sostengono che i clienti estivi sono la categoria più fidelizzata tra i frequentatori

delle Dolomiti, in conseguenza di una frequentazione pluriennale, e che registra un tasso

abbastanza basso di abbandono a favore di altre località montane.



 La stagione estiva si sta riducendo sempre più, a causa dei mutati comportamenti di consumo

dei soggiornanti e forse a causa di condizioni meteorologiche spesso poco invoglianti.



 In alcune località (Auronzo) si registra un calo anche nella disponibilità di spesa del turista

estivo.



 I frequentatori del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo sono in crescita e dimostrano un crescente

interesse per l'offerta naturalistica della montagna bellunese.









3.3. L'intermediazione



Un problema comune a molti operatori privati interpellati riguarda la incapacità di intrattenere

rapporti proficui con il settore dell'intermediazione di viaggi (agenzie e Tour Operator); lo sviluppo

di tali relazioni commerciali raramente viene percepito come la maniera più adatta per rilanciare

l'economia turistica delle Dolomiti. Questa incapacità ha una serie di concause. Gli operatori locali,

sia quelli direttamente interessati a tali rapporti sia quelli non direttamente coinvolti, ritengono

spesso che alla base vi sia innanzitutto la poca attitudine a rapportarsi con i meccanismi del

mercato dell'intermediazione; in poche parole manca la mentalità, più che i mezzi, per approcciare

il mondo delle agenzie di viaggi con la necessaria flessibilità.



 Più della metà degli operatori privati contattati, direttamente coinvolti dalle relazioni con

l'intermediazione, hanno dichiarato di non avere contatti e di non riuscire, per varie ragioni, a

svilupparne di proficui in questo settore. La crescita dei mercati dei paesi dell'Est europeo è

attualmente l'elemento che ha rappresentato un incentivo alla crescita dei contatti con agenti di

quei paesi, incentivata dal fatto che viene notevolmente coinvolto dalla domanda anche il

settore extra-alberghiero (appartamenti e perfino campeggi).



 C'è inoltre una parte degli interlocutori che non ritiene indispensabile ricorrere all'apporto degli

agenti di viaggio per dare sviluppo al sistema di offerta locale. C'è un certo grado di scetticismo

nei confronti dell'attività degli agenti di viaggio e verso la loro capacità di migliorare

decisamente l'afflusso di turisti (attraverso, ad esempio, la destagionalizzazione dei flussi)



 La possibilità di instaurare rapporti stabili con le Agenzie di Viaggi parte dalla constatazione di

una serie di limiti reali del sistema di offerta. Le strutture ricettive, innanzitutto, non sempre si

prestano ad essere commercializzate mediante l'intermediazione: la capienza media del

settore alberghiero in diverse località non è sufficiente ad ospitare un flusso di gruppi

precostituiti e organizzati, mentre il settore extra-alberghiero (campeggi inclusi) non è

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 28





sufficientemente coordinato e gestibile unitariamente. Ciò implica che l'accoglienza di gruppi

sia possibile solo su specifica richiesta e solo in presenza di posti lasciati liberi dagli individuali;

queste condizioni, nella maggior parte dei casi, si verificano solo al di fuori dell'alta stagione.

Questa situazione esclude la possibilità di essere inseriti stabilmente in pacchetti di offerta e

cataloghi di agenzie e Tour Operator; spesso i rapporti vengono perciò instaurati più con le

piccole agenzie, in occasione di richieste saltuarie per gruppi organizzati, che non con Tour

Operator che propongano la località con continuità (zona di Falcade in particolare).



 I motivi di contrasto tra operatori del ricettivo e dell'intermediazione sono solitamente di

carattere tecnico ed economico: molti intervistati lamentano gli stretti margini di ricarico attuabili

in seguito alla concessione delle provvigioni agli agenti, così come considerano troppo

restrittivo il termine di rilascio previsto o troppo alto il numero di posti letto richiesti. Inoltre, in

una prima fase di sviluppo dei rapporti con l'intermediazione, gli operatori pensano che le

richieste da parte degli agenti arriverebbero in periodi comunque di buona affluenza individuale

(Natale, agosto), nei quali sarebbe arduo ritagliare gli spazi necessari all'accoglienza di gruppi.



 Alcuni esponenti del settore ricettivo hanno inoltre sottolineato l'inadeguatezza delle strutture

ricettive allo standard qualitativo che viene richiesto da molti agenti per l'inserimento nella loro

programmazione (extra-alberghiero incluso), soprattutto per i periodi diversi dall'alta stagione.



 Più di qualche operatore considera non attuabile la prospettiva di sviluppare una offerta di

soggiorni itineranti (tour organizzati dalle agenzie) che consentono di visitare diverse località

delle Dolomiti in alcuni giorni. Si tratterebbe di un tipico prodotto commercializzato dalle

agenzie, per il quale la domanda è attualmente in crescita; ma diversi operatori considerano

questa offerta poco adatta alla tipicità della montagna (che più si presta a soggiorni stanziali) e

considerano prioritario insistere comunque sul segmento dei turisti soggiornanti in una sola

località.



 Operatori dell'area di Auronzo fanno emergere anche la mancanza di comunicazione alle

agenzie di viaggi sulle località minori della montagna bellunese, per negligenza tanto degli

operatori privati e delle loro associazioni quanto del settore pubblico di promozione turistica.

Viene cioè lamentata una scarsa conoscenza da parte degli agenti di viaggio delle attrattive

minori dell'area e delle sue numerose risorse più nascoste, soprattutto del settore naturalistico.



 Anche le poche agenzie della provincia di Belluno che svolgono attività di incoming dichiarano

di ricevere poca collaborazione dagli operatori del ricettivo. Non si tratta quindi di difficoltà di

colloquiare con operatori fisicamente o culturalmente distanti, ma di poca predisposizione ad

accettare le condizioni del contratto commerciale che solitamente vengono proposte dagli

organizzatori di viaggi.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 29





Riassumendo, i limiti allo sviluppo dei rapporti con il settore dell'intermediazione sono così

riassumibili:







LIMITI LIMITI

STRUTTURALI CULTURALI









INTERMEDIAZIONE









LIMITI LIMITI DI

ECONOMICI COMUNICAZIONE









LIMITI STRUTTURALI

 Capienza media delle strutture ricettive insufficiente

 Mancanza di organizzazione sistematica dell'offerta extra-alberghiera

 Insufficiente standard qualitativo delle strutture

 Coincidenza della stagionalità degli individuali e dei gruppi



LIMITI CULTURALI

 Mancanza di mentalità in genere

 Impreparazione ad offrire soggiorni itineranti

 Mancanza di collaborazione con il settore incoming locale

 Mancanza di fiducia nell'attività degli intermediatori



LIMITI ECONOMICI

 Ristrettezza dei margini di manovra sulle provvigioni

 Condizioni contrattuali (allottment, termini di rilascio) troppo restrittive

 Poche possibilità di promozioni sui prezzi e di politiche di prezzo comuni

con i colleghi



LIMITI DI COMUNICAZIONE

 Scarsa comunicazione alle AdV sull'offerta dell'area

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 30





3.4. Il sistema di offerta



In questa fase verrà analizzata la opinione degli interlocutori sul sistema di offerta locale nel suo

complesso, con i suoi punti di forza e di debolezza. La dimensione territoriale più spesso presa in

considerazione non è quella del comprensorio APT n.1 o di altre aree abbastanza vaste; gli

operatori si sono riferiti alla loro realtà locale, intesa come territorio comunale o di vallata,

esprimendo giudizi in relazione alla tipologia di clientela che normalmente li frequenta. Questo

spiega perché un elemento di forza di una località possa esserlo di debolezza per un'altra. Vanno

perciò qui fatte le debite distinzioni tra i diversi comprensori interessati dalla ricerca.







3.4.1. Strutture ricettive e prezzi



L'offerta ricettiva del settore alberghiero ed extra-alberghiero è stata giudicata sia dal punto

quantitativo, sia dal punto di vista qualitativo, con opinioni diverse. Solo in alcuni comprensori

(Agordo, Alleghe, Selva di Cadore e in parte Auronzo) è stata rilevato un giudizio relativo ad una

offerta di posti letto insufficiente, dovuto soprattutto all'incapacità di soddisfare la domanda di

appartamenti in locazione. In alcune località (Agordo, Alleghe) è stato giudicata insufficiente anche

la ricettività alberghiera. Il resto delle destinazioni ritiene invece di avere una disponibilità di

strutture per l'accoglienza sufficiente per l'attuale domanda.

Dal punto di vista qualitativo, i giudizi sono più severi: la maggior parte degli operatori ritiene che

l'offerta ricettiva della sua località sia di bassa qualità (strutture vecchie, basso livello di

manutenzione e funzionalità), soprattutto in confronto all'offerta di località limitrofe. Fa eccezione

l'area di Cortina-San Vito di Cadore, caratterizzata da un buon livello di strutture di accoglienza,

seppure talvolta vecchie; sull'area di Sappada-Santo Stefano di Cadore i giudizi sono contrastanti.

Il settore extra-alberghiero è inoltre spesso caratterizzato dall'assenza di forme di coordinamento

dell'offerta. Talvolta interviene il settore dell'intermediazione immobiliare (Agordino, Cortina),

talvolta si creano forme di aggregazione e di coordinamento tra i proprietari di immobili coordinati

da APT, o Pro Loco o altre associazioni (Domegge, Santo Stefano), ma in molti altri casi il mercato

delle locazioni sfugge ad ogni controllo, al tentativo di uniformare i prezzi di offerta e a forme di

promozione e comunicazione coordinate.



Nell'insieme emerge una immagine di una offerta ricettiva di qualità medio-bassa, soprattutto se

confrontata con l'offerta di Trentino Alto Adige, Austria, ecc. Molti operatori ritengono che il rilancio

dell'economia turistica non può prescindere dal miglioramento delle strutture e dei servizi connessi

all'accoglienza



All'offerta di strutture ricettive è strettamente connessa la questione dei prezzi di offerta, sulla

quale i pareri non sono unanimi. Alcuni operatori (a San Vito, Sappada e Santo Stefano) ritengono

i prezzi del ricettivo troppo alti, o perlomeno non competitivi e non adeguati nel rapporto

qualità/prezzo. Altri loro colleghi (a Rocca Pietore e in Comelico) esprimono invece soddisfazione

nel vedere che la loro offerta è abbastanza concorrenziale rispetto ad altre destinazioni proprio

rispetto al rapporto qualità/prezzo. Il confronto viene fatto comunque sempre con destinazioni

montane concorrenti nell'arco alpino, mentre il giudizio è per tutti negativo se il contesto

concorrenziale include anche altre destinazioni vicine o lontane, caratterizzate da altre tipologie di

turismo (balneare, città d'arte, ecc.).

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 31





Si può aggiungere anche un ulteriore dato: il settore della Agenzie di Viaggi incoming lamenta la

mancanza di un sufficiente numero di realtà dove si pratichino politiche di prezzo comuni e

adeguate al mercato. Ciò significa che le località dolomitiche riducono la loro capacità di essere

appetibili da un vasto mercato proprio perché incapaci di vendersi unitariamente, con un prezzo

unitario che sia concorrenziale; questo elemento coinvolge più l'aspetto dei rapporti tra operatori,

che sarà analizzato più avanti.







3.4.2. Sport invernali



L'insieme dei pareri descrive una offerta locale di piste e impianti per la risalita molto valida,

adeguata alla attuale domanda e concorrenziale rispetto all'offerta di altri comprensori alpini. Il

parere positivo si estende quasi sempre anche ai servizi collegati allo sci (scuola sci, noleggi,

rifugi, ecc.). Questo vale chiaramente per i comprensori della Civetta (Alleghe, Zoldo, Selva), per la

Val Biois, per Arabba e per Cortina, oltre che per le località dove i turisti possano risiedere per poi

raggiungere gli impianti di risalita. L'offerta sciistica del resto dell'alto bellunese (Centro Cadore,

Auronzo, Comelico) è molto meno attraente: la loro offerta è consapevolmente molto meno

imperniata sugli sport invernali e più concentrata sulla stagione estiva; Sappada è in una posizione

intermedia, e usufruisce della notorietà anche dei suoi impianti per lo sci di fondo.

Questo quadro divide nettamente il territorio dell'APT n.1 in due distinte aree dove il settore

dell'impiantistica è più o meno sviluppato, definito anche da un diverso atteggiamento degli

operatori nei confronti della risorsa "sci alpino" per il turismo locale. Dove le strutture per lo sci

sono state finora costantemente rinnovate o ampliate e dove esse hanno fatto da traino

all'economia turistica invernale, esse vengono percepite come una delle principali risorse anche

per il futuro; dove l'impiantistica è stata trascurata e marginale, essa è ora considerata l'elemento

minore dell'offerta locale e quello meno meritevole di nuovi investimenti. Ancora una volta è utile

ricordare l'eccezione rappresentata da Cortina, luogo dove l'offerta sciistica è di buon livello ma la

clientela è solo parzialmente costituita da sciatori.



Anche alle società gestori degli impianti di risalita viene talvolta imputato di non attuare politiche di

prezzo adeguate alla domanda odierna di fruizione di vacanze sulla neve. Alcuni operatori del

ricettivo o dell'intermediazione-incoming sottolineano l'assenza di politiche di prezzo utili ad un

efficace inserimento nel circuito dei Tour Operator specializzati, e propongono anche alcune

soluzioni per attrarre determinati segmenti tra gli individuali (ski-pass dal costo differenziato per

fasce orarie, differenziazione tra giorni feriali e festivi, ecc.).







3.4.3. Risorse locali e diversificazione dell'offerta



All'unanimità gli operatori identificano nelle bellezze naturali la risorsa primaria di tutta l'area

dell'alto bellunese. È parere comune che le attrattive naturalistiche e l'attenzione per la tutela

ambientale permettano di avere un'offerta ineguagliabile, altamente concorrenziale e trainante per

l'economia turistica , adesso e in futuro. Le montagne, i laghi, le altre attrattive naturalistiche

rappresentano a detta di tutti l'elemento a cui agganciare qualsiasi futura forma di sviluppo

dell'offerta turistica, di promozione e di comunicazione. In particolare, le acque possono diventare,

a detta di alcuni operatori del Centro Cadore, una risorsa da utilizzare anche per lo sviluppo del

settore termale, da anni abbandonato e solo recentemente riproposto.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 32







Un discorso a parte merita la presenza dei due Parchi, delle Dolomiti Bellunesi e delle Dolomiti

d'Ampezzo. Essi vengono percepiti come una risorsa da molti operatori, e vengono indicati come

un possibile elemento aggiuntivo importante per l'offerta globale dell'area. Altri operatori però non

vedono la costituzione di un Parco come un elemento determinante per il miglioramento né

dell'immagine né della effettiva fruibilità delle aree verdi (giudizio espresso anche da un

rappresentante dell'intermediazione incoming). Altri ancora riconoscono la positiva ricaduta di

immagine, ma negano che la gestione di un Ente Parco determini un effettivo miglioramento della

gestione ambientale e della sua fruibilità da parte del turista, anche grazie ad una buona offerta di

escursionismo e di presenze faunistiche anche al di fuori delle aree protette. Tutti concordano,

infine, nel sostenere che la presenza delle aree protette non sia adeguatamente comunicata al

pubblico e inserita nelle attività di promozione e comunicazione dei vari enti operanti sul territorio.

È utile ricordare che tali opinioni sono state espresse sia da rappresentanti di enti preposti alla

gestione delle aree protette (parti in causa), sia da operatori direttamente interessati dalla

presenza di particolari norme di tutela del territorio (albergatori, gestori di impianti di risalita, ecc.),

sia da operatori solo marginalmente interessati dalla presenza di queste aree. Le opinioni variano

quindi a seconda del grado di coinvolgimento degli operatori nella costituzione e ampliamento di

queste aree, a seconda della loro vicinanza geografica agli accessi al Parco, a seconda del loro

ruolo nel sistema di offerta, ecc. Da ciò si evince come sia difficile aspettarsi un giudizio unanime

su un elemento che da decenni viene spesso dibattuto in molte aree montane e costituisce spesso

un elemento di forte contrasto.



Il territorio dell'alto bellunese viene considerato da diversi operatori ricco anche di importanti

risorse di carattere storico, artistico e culturale, quali elementi da valorizzare maggiormente per

renderli più facilmente fruibili dal turista. Gli operatori delle varie località evidenziano di volta in

volta le componenti dell'offerta che, sotto questo aspetto, più caratterizzano la loro area di

appartenenza. Così gli operatori del Centro Cadore richiamano la presenza di importanti attrattive

storiche e culturali, a Cortina viene evidenziata l'offerta di eventi culturali, a Sappada emerge

l'importanza della cultura e tradizione locale quale elemento di attrattiva, a Selva si discute di

valorizzare il ritrovamento di un uomo primordiale, ad Agordo si pensa a recuperare le tradizioni

del settore minerario con attività didattiche, ecc.



Un elemento che la maggior parte degli interlocutori considera come "anello debole" dell'offerta

locale è la gastronomia tipica. Essa è stata, a detta di molti, trascurata e svilita per anni da una

offerta di cucina non locale, mentre ora si sta riscontrando un crescente interesse della clientela

per l'offerta di prodotti e piatti tipici e tradizionali. L'assenza di produzione vitivinicola non aiuta

certo lo sviluppo di questa componente dell'offerta.



Le Dolomiti bellunesi possono usufruire di una immagine che gli operatori in genere considerano

positiva, ma non adeguatamente conosciuta e precisa nel definire il territorio di riferimento. Non ci

sembrano essere motivi per cui, secondo gli operatori, la clientela debba identificare l'area con

connotati negativi; non vi sono però nemmeno elementi di forte connotazione positiva che facciano

da traino all'offerta turistica locale. Alcuni operatori identificano questi elementi trainanti nella

presenza di persone molto note al pubblico: i soggiorni del Papa Giovanni Paolo II a Lorenzago, i

luoghi natali di Papa Luciani, la frequentazione di Cortina da parte di una schiera di persone

famose, l'identificazione di sportivi famosi (soprattutto sciatori) con la loro terra di origine, altri

potenziali testimonial.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 33





3.4.4. Altre componenti dell'offerta



Pareri pressoché unanimi sono stati raccolti a proposito di quelle componenti dell'offerta che siano

complementari alla ricettività, alle risorse naturalistiche (con relative strutture di fruizione) e alle

strutture per lo sci alpino. Si è discusso molto spesso della necessità di completare l'offerta locale

con occasioni di svago, possibilità di praticare sport, manifestazioni e quant'altro permetta al turista

di impiegare il tempo del soggiorno in attività diverse da quelle "classiche" che lo portano a

frequentare la montagna (l'escursionismo montano, la natura e lo sci). Ovunque è stato riscontrato

come tali componenti dell'offerta siano carenti o manchino del tutto, soprattutto d'inverno.

Gli operatori sono ovunque consapevoli della necessità di diversificare l'offerta con questi tipo di

componenti alternative, in modo da poter attrarre segmenti di mercato diversi da quelli dei puri

amanti della montagna. Pur sostenendo in molti casi che la attuale clientela non sembra ricercare

forme alternative di offerta, è riscontrato da tutti come la mancanza di diversificazione porti ad una

fidelizzazione del cliente troppo "stagnante" e ad un invecchiamento progressivo della clientela. La

responsabilità di questa carenza si ripartisce un po' su tutti le categorie di operatori, pubblici e

privati.

I colloqui hanno fatto emergere un po' dappertutto la richiesta di avere una maggiore offerta di

luoghi di ritrovo (locali pubblici), di strutture per lo sport (tennis, piscine, ecc.) e di offerta di sport

alternativi, di manifestazioni di intrattenimento (feste di piazza, esposizioni, concerti, ecc.) con

luoghi adatti ad ospitarli, di negozi per lo shopping (ad eccezione di Cortina e del Centro Cadore),

di artigianato locale, ecc. In particolare, a Cortina e in tutto il bellunese emerge l'esigenza di avere

un campo da golf con almeno 9 buche.



Particolare attenzione si deve dedicare alla attuale mancanza, sottolineata da alcuni operatori, di

possibilità di praticare un soggiorno itinerante, o almeno composto anche da escursioni

organizzate. Diversi operatori registrano questo desiderio in buona parte della loro clientela, e

sottolineano l'impossibilità per loro di visitare più di una località se sprovvisti di mezzi privati (quindi

la maggior parte dei turisti stranieri). I rappresentanti dell'incoming riportano la forte richiesta della

clientela per tour ed escursioni organizzate e lamentano una forte ritrosia degli operatori locali a

predisporre questa forma di offerta.

A questa constatazione fa da riscontro l'opinione di alcuni operatori che ritengono comunque

l'offerta delle Dolomiti poco adatta ad un turismo itinerante e che insisterebbero soprattutto sul

recupero di segmenti di clientela che preferiscano il soggiorno in una unica località.







3.4.5. Servizi al turista



Quali componenti fondamentali dell'offerta locale, vi è una serie di servizi forniti al turista su cui gli

operatori hanno espresso il loro giudizio, spesso dando un "voto" a sé stessi o ai propri colleghi.



Quasi ovunque è stata riscontrata una certa carenza nell'arredo urbano, elemento fondamentale

per l'estetica e quindi per la capacità attrattiva delle località. Ad essa si collegano i problemi legati

alla viabilità e alla presenza di parcheggi, che in alcune zone (Cortina, Val Biois) rappresentano un

vero limite allo sviluppo turistico. Anche i servizi di trasporto pubblico sono ritenuti spesso

inadeguati, in quanto rappresentano una ulteriore risorsa per la fruizione turistica di tutta l'area (si

pensi al servizio ski-bus).

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 34





I rappresentanti dell'incoming hanno sottolineato una grave mancanza del sistema di offerta,

rappresentata dall'esiguo numero di guide turistiche abilitate all'esercizio nella provincia di Belluno.



I giudizi sul servizio di informazioni al turista sono abbastanza divergenti; in alcune località il

servizio è ritenuto efficiente, in altre deficitario. Questo aspetto verrà meglio analizzato nel capitolo

sui rapporti tra operatori, in quanto questa componente dell'offerta coinvolge spesso l'APT, le Pro

Loco e le Associazioni di imprese turistiche e i rapporti instauratisi tra di essi.



Una risorsa da molti ritenuta importante è la presenza di molte associazioni di volontariato, che

spesso svolgono attività che hanno direttamente o indirettamente a che fare con la fruizione da

parte dei turisti. L'opinione generale sul loro operato e sulla loro disponibilità a contribuire è

ovunque buona; talvolta può esser discutibile il livello qualitativo di quanto viene realizzato. Molti

operatori ritengono queste entità molto importanti nel programmare un sistema di offerta globale,

soprattutto in considerazione della loro radicatezza sul territorio, della loro tradizione e della loro

rappresentatività rapportata al numero di abitanti. Chiaramente, il difetto che viene loro più spesso

attribuito è quello di operare non coordinatamente e di essere portatrici di interessi troppo ridotti e

legati alla singola località.







3.4.6. Caratteristiche endemiche



Vi è una serie di caratteristiche dell'offerta delle Dolomiti Bellunesi che sono state citate con più

frequenza dagli operatori e che rappresentano degli aspetti (spesso negativi) strutturali del sistema

di offerta, e più in generale del sistema economico-sociale dell'area. Le opinioni su tali aspetti si

sono rivelate talvolta condivise dalla maggioranza e talvolta molto contrastanti.



Tutti gli operatori sono stati solerti nel rilevare come l'offerta locale sia lo specchio della generale

situazione economica del bellunese, contrassegnata dalla crisi del settore dell'occhialeria e da una

economia poco diversificata nelle risorse e nello sviluppo conseguito negli ultimi anni. In questo

contesto, la ridotta disponibilità di risorse finanziarie, soprattutto del settore pubblico, determina a

detta di molti la impossibilità di sviluppare adeguatamente l'offerta turistica sia dal punto di vista

delle infrastrutture, sia dal punto di vista dei meccanismi di penetrazione nel mercato. Il confronto

con le provincie limitrofe e il divario nella rispettiva disponibilità finanziaria per lo sviluppo del

turismo emerge costantemente come elemento che "falsa" il contesto concorrenziale e penalizza

la valorizzazione delle notevoli risorse presenti nel bellunese.

In quest'ottica rientra anche la forte richiesta di impostare decisamente il futuro sviluppo

economico della montagna bellunese sul turismo, e di invertire un atteggiamento politico che negli

anni passati ha favorito altri settori produttivi (l'occhialeria).



Giudizi unanimi anche sulla necessità di una maggiore capacità di programmazione nel settore

turistico, conseguenza spesso della mancanza di dialogo e di coordinamento tra l'attività dei

diversi enti. Ad essi si collega la incapacità di destagionalizzare i flussi turistici, sottolineata da

molti operatori, conseguenza anche delle caratteristiche appena citate, e la carenza di

comunicazione al pubblico sulle risorse locali. Questi aspetti verranno meglio analizzati nel capitolo

dedicato alle relazioni tra operatori

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 35





Sono stati registrati pareri contrastanti su un aspetto importante dell'accoglienza al turista:

l'atteggiamento della popolazione locale verso il turista. Se per molti operatori la cordialità e

l'ospitalità è una delle caratteristiche dei loro concittadini (San Vito), per altri interlocutori (anche

delle medesime località) l'atteggiamento della gente è ancora abbastanza ostile verso il visitatore

(Comelico, Arabba). Le opinioni convergono nuovamente solo sull'accettazione del ruolo

economico del turista, che da tutti viene ormai recepito quale risorsa primaria delle località

montane.



La maggior parte dei pareri sono concordi anche nel ritenere basso il livello di professionalità e di

imprenditorialità degli operatori locali. In questo contesto viene chiamata spesso in causa la

scarsità di ricambio generazionale (dato inconfutabile) e quindi la difficoltà di selezionare risorse

umane particolarmente qualificate. A questo aspetto verrà più avanti dedicato un apposito capitolo.



Infine, una caratteristica "tecnica" di un po' tutte le località, che talvolta rappresenta un vantaggio e

talvolta un handicap: l'altitudine. A volte accade che l'offerta locale sia venuta a coincidere con le

caratteristiche fisiche dell'ambiente montano, mentre in altri casi esse sono in contrasto. Si pensi a

località che hanno incentrato la loro offerta sullo sci alpino, che possono quindi beneficiare di

altitudini elevate in periodi di difficile innevamento naturale; ma si pensi anche a località più adatte

al soggiorno di persone anziane, che della bassa altitudine hanno fatto la loro caratteristica

vincente.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 36





Le componenti del sistema di offerta turistico locale, raggruppate nelle sei componenti

precedentemente elencate, possono quindi essere così schematizzate:







STRUTTURE

RICETTIVE

SPORT

CARATTERISTICHE INVERNALI

ENDEMICHE









SISTEMA

DI OFFERTA





SERVIZI AL RISORSE

TURISTA LOCALI





ALTRE

COMPONENTI

DELL'OFFERTA









Dalle argomentazioni citate precedentemente si può ricavare una sintesi schematica di quelli che

vengono comunemente ritenuti punti di forza e punti di debolezza dell'offerta locale, lasciando

per ultimi gli aspetti sui quali le opinioni divergono nettamente.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 37









PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA

Identificati dalla maggior parte degli operatori Identificati dalla maggior parte degli operatori

interpellati interpellati



 Presenza di risorse naturali e buona tutela  Scarsità di risorse finanziarie per la

ambientale; promozione turistica;

 Presenza di risorse storiche e artistiche;  Scarsità di programmazione turistica;

 Offerta per lo sci alpino (impianti di risalita, piste,  Concorrenza da altri settori produttivi

innevamento artificiale, scuole di sci); (occhialeria) nel reperimento di risorse

 Frequentazione da parte di gente famosa e finanziarie ed umane;

presenza di importanti testimonial locali;  Basso livello di professionalità e

 Grande attività di associazioni di volontariato; imprenditorialità degli operatori locali;

 Artigianato locale e offerta di servizi connessi;  Problemi connessi alla viabilità, alla presenza

 Presenza di fonti termali; di parcheggi e di trasporto pubblico;

 Offerta di luoghi per lo shopping;  Scarsa diversificazione dell'offerta, soprattutto

per le occasioni di svago; scarsità dell'offerta di

escursioni;

 Individualismo degli operatori e basso grado di

collaborazione;

 Assenza di politiche di prezzo da parte del

settore ricettivo e del settore impianti di risalita;

 Cattive condizioni dell'arredo urbano di molti

centri abitati.

 Frequente incapacità di destagionalizzare;

 Situazione concorrenza sfavorevole, falsata da

diversa disponibilità finanziaria;

 Insufficiente attività di comunicazione al

pubblico;

 Bassa qualità della ristorazione e assenza di

caratteristiche di tipicità;

 Assenza di organizzazione e coordinamento

nel settore extra-alberghiero;

 Carenza di guide turistiche abilitate;

 Scarsità e basso livello qualitativo delle

manifestazioni organizzate;

 Mancanza di un campo da golf;



ELEMENTI caratterizzati da opinioni divergenti

(elemento di forza o di debolezza)

 Prezzi di offerta di servizi vari al turista, soprattutto del settore ricettivo;

 Qualità del servizio di informazioni al turista;

 Cordialità della gente locale;

 Capacità attrattiva di parchi ed aree protette;

 Altitudine delle località;









3.5. Relazioni nel sistema di offerta



L'analisi delle relazioni instauratesi all'interno del sistema di offerta verrà strutturata su tre livelli:

1) L'analisi dei giudizi sulla struttura del sistema di offerta nel suo complesso, e dei giudizi sulle

singole entità operanti al suo interno;

2) L'identificazione dei fattori che limitano la collaborazione tra operatori;

3) La sintesi dei giudizi sul ruolo attuale e potenziale (futuro) delle strutture aggregative di

imprese.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 38







Si vuole quindi trarre delle conclusioni sul grado di competitività dell'area delle Dolomiti Bellunesi

calcolate anche in base alla coesione del sistema di offerta e della sua capacità di sapersi proporre

al mercato in modo organico ed efficace.







3.5.1. La struttura del sistema di offerta



Durante gli incontri, il sistema di offerta delle Dolomiti Bellunesi è stato sottoposto ad una serie di

critiche e di constatazioni che sono state sintetizzate nel cap. 2.3, evidenziandone punti di forza e

di debolezza. A quella sintesi va affiancata l'analisi che gli operatori hanno fatto delle istituzioni

pubbliche e private che lo compongono e che vi operano. Da essa si ricaverà il giudizio sulla

struttura del sistema nel suo complesso.



3.5.1.1. Gli istituti preposti alla Promozione Turistica



Il sistema di offerta e le relazioni al suo interno può essere studiato partendo dai giudizi espressi

sui singoli istituti preposti alla Promozione Turistica e all'organizzazione dell'offerta. Ecco il quadro

delle opinioni sull'operato dei diversi istituiti.



 L'Azienda di Promozione Turistica: il giudizio sull'APT è comunemente caratterizzato dalla

consapevolezza delle ristrettezze finanziarie in cui opera l'ente, premessa fatta tanto da chi la

giudica negativamente, quanto da chi dà giudizi positivi sul suo operato. La struttura centrale

dell'APT n. 1 è percepita da molti operatori (esclusi quelli dell'area di Cortina) come distante,

poco attenta alle esigenze delle diverse realtà locali e incapace di fare una adeguata

promozione alla zona. La copertura di un'area così vasta ed eterogenea è ritenuta impossibile

dalla maggior parte degli operatori, tanto che diversi interlocutori hanno dimostrato una certa

"nostalgia" per il periodo in cui l'ente era strutturato in tanti uffici locali autonomi, perché tale

struttura permetteva un rapporto più diretto con gli altri operatori locali e consentiva una buona

conoscenza della realtà del comprensorio. L'attuale attività degli uffici IAT viene giudicata

spesso come sufficiente per quanto riguarda il servizio di informazioni al turista, ma di

frequente "scollegata" dall'attività delle altre istituzioni locali. I giudizi diventano poi spesso

divergenti a seconda della località e delle particolari condizioni in cui APT e Pro Loco decidono

o meno di cooperare per offrire un unico servizio al turista.

Per quanto concerne il possibile sviluppo dell'ente, le opinioni riflettono la grossa divergenza

riscontrabile anche a livello politico, cioè la contrapposizione tra chi vorrebbe un drastico

ridimensionamento dell'ente (ipotizzandone anche la soppressione) e chi invece vorrebbe

rilanciarlo come fulcro della promozione turistica e come ente super partes capace di gestire le

relazioni tra i vari enti. A metà strada si pongono molti operatori che propongono soluzioni di

razionalizzazione delle attuali risorse, ad esempio mediante una riduzione dei finanziamenti

agli IAT in località a bassa vocazione turistica e un aumento in zone ad alta affluenza.



 I Comuni: i giudizi sull'operato delle amministrazioni comunali sono molto diversi. Gli elementi

rilevati nei colloqui svolti con gli operatori privati sono accomunati da un generale discontento

per il poco ascolto che essi ricevono nell'esporre le loro esigenze e per la poca sensibilità

dimostrata da molte amministrazioni per lo sviluppo dell'economia legata al turismo. L'aspetto

della eccessiva burocratizzazione è sottolineato invece tanto dal settore privato quanto dallo

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 39





stesso settore pubblico, ed è opinione comune che i vincoli legislativi e amministrativi siano

spesso un freno ad un rapido adeguamento alle esigenze e richieste del turista. Alcuni piani di

sviluppo urbano (piani regolatori in specifico) vengono talvolta contestati come troppo

vincolanti per la crescita di aziende collegate al turismo (Cortina) o poco lungimiranti per

l'aspetto della potenziale espansione delle strutture ricettive, o ancora poco attente alla tutela

dei centri storici come punto vitale dell'economia cittadina e come punti di attrazione per i

visitatori.



 La Provincia: Dall'Ente Provinciale giunge, a detta di molti operatori, poco aiuto nello

sviluppare l'offerta locale. Limitatamente alle competenze dell'ente, anche alla Provincia viene

attribuito il difetto di dover gestire un territorio troppo vasto ed eterogeneo, dove il turismo è

solo una delle industrie operanti. La promozione turistica svolta a livello provinciale è quella

ritenuta meno efficace, per cui da più parti viene espressa la necessità di delegare alcune

funzioni ad enti locali (comuni o associazioni o privati). L'attività di coordinamento e

promozione delle manifestazioni locali è ritenuta comunemente insufficiente, visto che

l'appoggio finanziario per la realizzazione delle stesse è nullo.



 La Regione: L'attività della Regione viene percepita come poco attenta alle peculiarità della

Montagna Veneta, sia in termini di finanziamento e agevolazioni a zone economicamente

meno ricche delle città d'arte e della riviera, sia in termini di adeguamento dei messaggi e delle

attività promozionali. Alcuni operatori lamentano pure un basso livello di competenza nei

funzionari dell'ente preposti alla programmazione e alla promozione turistica. In genere, la

Regione viene percepita come entità poco attenta alla realtà turistica locale, soprattutto a

causa di un rapporto troppo distante e "mediato" che gli operatori locali hanno con

l'amministrazione centrale. In particolare, le forma aggregative quali i Consorzi locali, che

spesso usufruiscono di finanziamenti pubblici regionali, lamentano di non poter avere un

rapporto diretto con la Regione se non attraverso il Consorzio Dolomiti.



 Le Comunità Montane: Le Comunità Montane presenti sul territorio sono in genere

considerate un ente utile a proporre occasioni di incontro tra operatori interessati più o meno

direttamente dal turismo. Esse possono inoltre rappresentare un utile esempio di

"sovraterritorialità", abbinata ad un esercizio delle proprie funzioni più agile rispetto alla

Provincia o all'APT. Il fatto è che gli operatori non sempre vedono la Comunità come un ente

che si interessi a sufficienza di turismo, pur riconoscendo che le sue finalità principali sono

altre o che la sua disponibilità finanziaria debba spesso privilegiare altri investimenti. In genere

il giudizio sull'operato delle Comunità è buono (buona attività di promozione soprattutto delle

risorse naturalistiche e dell'escursionismo abbinato), mentre è dibattuto proprio il suo ruolo

nella promozione turistica generale del luogo. La maggior parte degli intervistati vorrebbe far

fruttare in primo luogo la posizione sovraterritoriale delle Comunità, abbinata al consenso di cui

generalmente gode presso la popolazione e alla loro capacità di essere destinatarie di

particolari finanziamenti.



 Le Pro Loco: Le Pro Loco sono a detta di tutti un esempio della bontà dell'attivismo di

associazioni di volontariato locale e di associazionismo di alcuni operatori. Alle Pro Loco va

generalmente riconosciuta la conoscenza della realtà turistica locale e il vantaggio di avere un

contatto diretto con il Comune e con le associazioni, al fine di coordinare al meglio l'attività di

promozione turistica e di servizio di informazioni al cliente. Però, sotto gli occhi di tutti c'è la

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 40





limitatezza delle loro risorse economiche, la loro rappresentatività di interessi troppo locali e la

incapacità di innalzare decisamente il livello quantitativo e qualitativo di quanto viene

organizzato. Il rapporto di collaborazione con l'APT, soprattutto per la gestione degli uffici di

informazione turistica, varia da zona a zona, e non sempre viene valutato positivamente.



 Le Regole: Il giudizio sulle regole è fortemente influenzato dalla posizione e dall'attività

dell'interlocutore, per cui le opinioni si dividono nettamente. Da una parte si schierano gli

operatori (soprattutto privati) che, avendo interessi diretti sui terreni di proprietà delle Regole,

denunciano una loro eccessiva rigidità nell'applicazione dei criteri di tutela ambientale; dall'altra

si contrappongono gli altri operatori, che ritengono le Regole un utile luogo di discussione e di

confronto e un ente caratterizzato da una utile posizione di equidistanza dalle varie categorie.

Nel complesso, la stessa posizione delle Regole nei confronti dello sviluppo turistico è

giudicata diversamente: la loro consapevolezza di avere una risorsa notevole rappresentata

dal turismo sembra essere troppo recente, e il loro peso politico all'interno delle comunità dove

esse sono sopravvissute per secoli è tale da ritenere necessaria una loro precisa presa di

posizione a favore dello sviluppo turistico. A detta di diversi operatori tale presa di posizione è

ancora lontana, per cui dalla posizione delle Regole e dal loro atteggiamento normativo potrà

dipendere molto dello sviluppo turistico futuro dell'area. Chiaramente, questo è riferito ai soli

territori dove le Regole godano di un peso politico e sociale derivante dalla loro centenaria

esperienza (Cortina, Comelico), o dove la loro recente ricostituzione possa far pensare ad un

futuro ruolo di peso nella comunità (San Vito di Cadore, Vigo di Cadore, Selva di Cadore).



 Il GAL dell'Alto Bellunese: Il giudizio sull'attività del GAL è generalmente molto buono, tanto

che molti confidano nella capacità di tale ente di rappresentare un costante punto di riferimento

e di discussione per il rilancio del turismo; in realtà non molti interlocutori hanno però

dimostrato di essere a conoscenza dell'esistenza e dell'attività del GAL, parallelamente alla

loro mancanza di conoscenza delle possibilità di ottenere finanziamenti comunitari.



3.5.1.2. Le relazioni nel sistema



Da quanto descritto sopra si evince come vi sia innanzitutto un alto numero di istituti pubblici e

privati che, parzialmente o totalmente, si occupano di Promozione Turistica e di organizzazione

dell'offerta. Già la presenza di troppi "centri decisionali" è motivo sufficiente di critica da parte degli

operatori, che rilevano soprattutto lo spreco di risorse legato alla mancanza di coordinamento e di

deleghe specifiche. A questo si associa spesso la mancanza di dialogo tra istituzioni e singoli

operatori, in seguito anche alla mancanza di occasioni di incontro e di discussioni stabili.

In molti casi le forme di collaborazione finora verificatesi sono state il risultato di singoli episodi, nei

quali l'attività coordinata di aziende ed enti è stato finalizzato al raggiungimento di uno specifico

scopo; una volta esaurito il singolo progetto, le strutture di coordinamento si sono quasi sempre

sciolte.



Rendere stabili e durature le forme di collaborazione tra operatori è scopo anche dei Patti

Territoriali; il giudizio in genere sui Patti è molto positivo, e molte sono le aspettative riposte sulla

loro attivazione. La prospettiva di coinvolgimento di aree diverse e di enti diversi sembra essere la

loro migliore prerogativa, sebbene sia ancora presto per dare un giudizio. Inoltre, la disponibilità di

finanziamenti e l'alta aliquota raggiungibile dalla quota di contributo pubblico sembrano tali da

permettere la realizzazione di opere importanti.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 41







Una forma di collaborazione proposta da alcuni interlocutori è la delega di funzioni specifiche:

l'ente preposto (pubblico) incarica stabilmente un altro istituto o una singola azienda/associazione

di svolgere determinate mansioni che le spetterebbero, facendo così in modo di far svolgere tali

mansioni da chi è maggiormente competente, o da chi è più "vicino" alle esigenze delle aziende. In

tal modo si instaurerebbe un rapporto diretto tra le istituzioni e la base, con il vantaggio di

coinvolgere e responsabilizzare i privati. Esempi di applicazione nell'Agordino e a Domegge

dimostrano la bontà di tali progetti.



Appare spesso evidente come il settore pubblico e privato siano quelli più in contrapposizione. La

loro attività viene giudicata in modo diverso da zona a zona, così come a seconda delle località

emerge un ruolo più attivo e propositivo dell'uno rispetto all'altro.







3.5.2. Barriere alla collaborazione



Vi è una serie di argomenti che gli operatori hanno fatto emergere durante i colloqui e che, a loro

modo di vedere, rappresentano dei veri limiti allo sviluppo di forme di collaborazione e di

aggregazione di imprenditori ed amministratori. Questi elementi potrebbero spiegare perché

nell'area delle Dolomiti Bellunesi vi sia spesso poca propensione a pianificare lo sviluppo

dell'economia turistica favorendo forme di aggregazione e di coordinamento che, comunemente,

vengono ritenute utili al miglioramento dell'offerta e della sua promozione sul mercato.



Gli elementi emersi vengono qui di seguito elencati, accompagnati da alcuni commenti.



 Il quadro istituzionale: il sistema di offerta presenta un quadro istituzionale (una serie di

vincoli legali e amministrativi) che forse non aiuta ancora abbastanza la concertazione tra le

categorie coinvolte, soprattutto non aiuta il rapporto tra settore pubblico e privato. Un esempio

può essere rappresentato dai regolamenti urbanistici che limitano lo sviluppo del settore

ricettivo; gli esempi partono dalla legislazione locale per giungere alle leggi regionali e

nazionali in materia turistica.



 Politica del turismo: all'argomento precedente è strettamente collegato l'aspetto della scelta

politica di base se dare uno sviluppo turistico alle località interessate. Diversi operatori

sottolineano come un'area a vocazione turistica come l'alto bellunese non abbia in passato

beneficiato di una scelta politica di base che identificasse il turismo come risorsa economica

principale e ne favorisse di conseguenza lo sviluppo. In molti casi è stato il settore

dell'occhialeria a beneficiare di questa scelta di base e delle conseguenti agevolazioni, mentre

l'attenzione si è solo recentemente spostata sull'industria turistica, in seguito alla crisi

dell'occhialeria; in molti ritengono sia però troppo tardi per recuperare il terreno perso rispetto a

destinazioni concorrenti. Alcune voci si levano a sostenere che tale errato indirizzo di politica

economica sia stato seguito non solo dal settore pubblico, ma anche da quello privato

(associazioni di categoria).



 Duplicazione di enti e competenze: molti operatori ritengono che l'attuale struttura assunta

dal sistema di offerta, e in particolare dal settore preposto alla promozione turistica, sia molto

poco funzionale. L'aspetto più criticato è la duplicazione e sovrapposizione di competenze tra i

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 42





vari enti preposti alla promozione turistica (APT, Consorzi, Comunità Montana, Provincia, ecc.),

che porta ad un inevitabile spreco di risorse. Il sistema, che è conseguenza del quadro

istituzionale descritto sopra, non prevede al momento deleghe specifiche ai diversi enti.

Diventa perciò spesso difficile risolvere questioni di sovrapposizione e di incompatibilità di

competenze con accordi contingenti. Alcuni operatori auspicano l'introduzione di deleghe più

precise o di una struttura gerarchica (imposta legalmente o frutto di concertazione) che assegni

ad un solo ente o ad un manager un potere decisionale finalizzata a tracciare una linea

operativa comune. Tale vertice decisionale viene di volta in volta identificato nella Provincia,

nell'APT, in un Consorzio ad hoc o in una entità esterna (un manager o un pool di professionisti

del settore).



 Rapporto tra operatori

La descrizione che gli operatori danno dei rapporti tra di loro è varia e composita, ed è forse fin

troppo influenzata dalla tendenza ad interpretare un rapporto personale come un relazione

istituzionale. Dall'insieme dei colloqui si possono però trarre alcune utili indicazioni generali.

La maggior parte degli interlocutori evidenzia il forte individualismo della gente locale, che si

traduce anche in chiusura al dialogo e in scetticismo verso le forma associative. Chiaramente,

esso si riflette direttamente nel mondo imprenditoriale ed amministrativo, dove il minimo

dissenso può essere spesso causa di fallimento di importanti iniziative.

La maggiore distanza viene spesso riscontrata tra operatori pubblici e privati, caratterizzati da

metodi operativi e tempi di realizzazione molto diversi; la mancanza di coordinamento tra i due

settori è vista molto spesso come la più grave deficienza del sistema di offerta.

Ma anche all'interno delle due categorie vi sono elementi di disaccordo notevoli. Se si

considera il mondo imprenditoriale, emerge la normale competizione tra imprenditori quale

ostacolo storico alla collaborazione, oppure emerge la distanza di interessi e di criteri operativi

tra categorie diverse (commercianti e artigiani, settore ricettivo e settore dell'impiantistica,

settore alberghiero ed extra-alberghiero, settore ricettivo ed intermediazione, settore della

formazione professionale e imprenditori, ecc.). Se si guarda al settore amministrativo

dominano gli interessi insiti nel mandato dato ad ogni operatore ed il rapporto conflittuale tra

enti diversi.



 Rapporto tra realtà locali

I motivi di contrasto tra persone, enti ed aziende vanno inseriti in una dimensione territoriale

dove pare essere preponderante l'aspetto delle differenze storiche, culturali ed economiche tra

i vari paesi, comprensori e località. Quasi tutti gli operatori interpellati hanno evidenziato come

la ricerca riguardi un territorio vasto ed eterogeneo, caratterizzate da diverse caratteristiche

morfologiche, diverso sviluppo economico, diverse risorse naturali e diverse componenti

dell'offerta turistica. In particolare, molto spesso viene citata la notevole differenza tra Cortina

ed il resto del comprensorio. L'impossibilità di dare vita ad attività di coordinamento sembrano

scontrarsi quindi innanzitutto con queste peculiarità tanto degli operatori, quanto delle aree

interessate.



 Limiti del sistema

Una serie di altri limiti riscontrati dagli operatori riguardano il sistema di offerta locale in quanto

tale: limiti innanzitutto allo sviluppo dell'economia turistica, ma limiti anche alle possibilità di far

crescere forme di cooperazione e coordinamento. Si è parlato di mancanza di iniziativa e di

partecipazione alle strutture aggregate anche degli stessi associati, che troppo spesso

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 43





delegano la struttura operativa centrale anche di incarichi che potrebbero riguardarli

direttamente. Ciò significa che troppo spesso la "base" risulta poco propositiva, perché poco

dinamica e "adagiata" sull'andamento dell'economia turistica negli anni passati (nel settore

privato, un ulteriore esempio di tale tendenza è rappresentato dalla scarsa propensione degli

imprenditori a reinvestire gli introiti). Parallelamente, qualche esponente del settore ha parlato

anche di mancanza di leadership da parte di chi viene incaricato di gestire le varie componenti

del sistema di offerta; si lamenta cioè l'assenza di persone dal forte carisma che "spingano" per

la coesione tra operatori. Infine, si è parlato anche di mancanza di "cultura turistica" degli

operatori, intesa come scarsa conoscenza dei meccanismi del mercato turistico, se non per i

meri dati statistici diffusi dagli organi competenti.



 Contrasti di opinione

Tra le tante, vi sono alcune tematiche proprie del turismo talmente rilevanti nella realtà di

questo territorio, che la divergenza di opinioni può essere motivo di forte contrasto e di

impossibilità di trovare accordi generali. Ci si riferisce, ad esempio, alla viabilità, alla tutela

dell'ambiente e all'utilizzo delle aree verdi (in particolare i parchi), ad altri elementi della storia e

della cultura locale particolarmente dibattuti.









Le argomentazioni esposte sopra possono quindi essere sintetizzate nello schema riportato alla

pagina seguente.

Aspetti attinenti alla struttura del

Aspetti attinenti alle relazioni

sistema quale risultato

in atto sul territorio

dell'attuale quadro socio-politico



F F

A A RAPPORTO

T T TRA

T T OPERATORI

QUADRO

ISTITUZIONALE O O

R R

I I RAPPORTO

TRA REALTÀ

COLLABORAZIONE LOCALI

POLITICA L TRA OPERATORI L

DEL TURISMO I I

M M

LIMITI

I I DEL SISTEMA

T T

DUPLICAZIONE A A

DI ENTI E

COMPETENZE

N N

T T CONTRASTI

I I DI OPINIONE

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 45







3.5.3. Ruolo delle aggregazioni



Il recente sviluppo del sistema di offerta turistica sembra aver favorito la nascita e lo sviluppo di

forme aggregative di imprese private (a cui partecipano talvolta anche enti pubblici) che

sopperissero a determinate lacune del sistema di offerta imperniato sull'APT. Nell'area delle

Dolomiti Bellunesi lo sviluppo delle aggregazioni ha avuto un iter particolare, che è stato oggetto

durante i colloqui di accese discussioni e di contrasti di opinione. Le varie forme aggregative

vengono qui dapprima prese in esame separatamente.



 I Consorzi di Promozione Turistica (in genere): La forma di aggregazione consortile è stata

giudicata abbastanza positivamente durante i colloqui svolti, al di là delle situazioni contingenti

meglio descritte nel paragrafo seguente. L'unione di interessi che un consorzio dovrebbe

rappresentare viene quindi valutata positivamente da un po' tutte le parti in causa, per cui la

scelta di favorire ed incentivare l'attività di associazioni private è parsa in genere giusta.

I vantaggi di una tale scelta appaiono molteplici: la possibilità di accedere a forme di

finanziamento altrimenti non disponibili ai singoli, la possibilità di riunire e far dialogare

operatori di categorie e di aree geografiche diverse o distanti, l'attuazione di politiche

promozionali e commerciali dirette ed efficaci (politiche di prezzo), la riduzione della

burocraticità tipica degli enti pubblici, la buona posizione per cogliere ed interpretare

l'evoluzione del mercato turistico, la possibilità per i privati di essere coinvolti nella

realizzazione di opere di pubblico interesse.

A questi aspetti positivi si contrappongono però anche giudizi negativi. Per prima cosa, i

consorzi riguardano pur sempre un numero limitato di operatori, e capita sovente che motivi di

incompatibilità (anche personali) inducano alcune aziende a voler restare fuori da queste

associazioni, creando così una "discriminazione" che taluni ritengono ingiusta. All'interno dei

consorzi accade inoltre spesso che sia una categoria a prevalere e a influenzare di

conseguenza le scelte: nei consorzi montani questo ruolo predominante viene spesso

rimproverato o alla categoria alberghiera e a quella dell'impiantistica. C'è poi la questione del

reale coinvolgimento di tutti gli associati nell'attività del consorzio: molti operatori con

esperienze dirette di associazione ai consorzi parlano o di poco coinvolgimento di parte degli

associati nell'attività (responsabilità del vertice decisionale), o di pigrizia degli associati a

partecipare attivamente alla vita del consorzio e a sentirsi responsabilizzati, delegando

passivamente le scelte strategiche alla presidenza (responsabilità della "base"). Infine, non tutti

sono convinti del possibile miglioramento dei rapporti tra singoli operatori stando all'interno di

una struttura consortile.

In realtà, diversi intervistati hanno fatto emergere il problema della scelta dei responsabili a cui

delegare la gestione tecnica della struttura associativa; in una fase che per molti consorzi locali

è ancora quella di crescita, è facile che si siano verificati episodi di gestioni "improvvisate",

lasciate alla buona volontà di chi si assumesse l'onere della gestione e le relative

responsabilità. Per questo, diverse voci sottolineano la necessità di far crescere il livello

professionale e manageriale di chi dirige i consorzi, citando anche casi in cui l'eccessiva

improvvisazione ha portato al fallimento di tali esperienze.



 I Consorzi di Promozione Turistica locali (o di valle): Lo sviluppo storico

dell'associazionismo nelle Dolomiti ha assunto da anni la forma di consorzi tra operatori privati,

con la caratteristica di radunare spesso operatori delle medesime località o al massimo di aree

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 46





limitrofe. Si sono cioè sviluppati consorzi per ogni località o per ogni vallata, con rari esempi di

tentativi di ampliare l'area geografica di copertura. Il giudizio su queste associazioni, presenti

oggi quasi ovunque nelle località dolomitiche, seppure con diverse denominazioni e strutture,

varia di volta in volta e passa da situazioni molto positive ad altre molto negative. Vi sono solo

alcune importanti caratteristiche comuni messe in rilievo di frequente. Essi lavorano con una

disponibilità finanziaria ridotta (basata soprattutto sulle quote associative) che non può quindi

aspirare alla realizzazione di grandi opere, e sono caratterizzati da un grado di professionalità

non elevatissimo; in genere godono però di buon sostegno dagli operatori locali e, a parte

alcuni episodi di gestioni abbastanza discusse, godono della loro fiducia.

Gli operatori sono comunque consci dei limiti di tali strutture, soprattutto della limitatezza

territoriale e di competenze che essi possono avere; le ristrettezze possono essere non solo

finanziarie, ma anche di risorse umane, cioè scarsità di operatori che siano propositivi,

partecipino attivamente alla vita dell'ente e si applichino per la realizzazione delle attività

comuni. Se non altro essi rispondono adeguatamente alle esigenze di rapportarsi bene con la

realtà dell'offerta locale. È grave però che troppo raramente si riesca a creare occasioni di

collaborazione tra di loro (creando, ad esempio, una "rete" di strutture locali) o tra loro e gli enti

pubblici (nonostante essi costituiscano una buona occasione di "convivenza" nello stesso

istituto di enti pubblici e privati). Le iniziative realizzate sono spesso giudicate bene, ma

forzatamente di portata finanziaria molto limitata e quindi di scarsa incisività sul mercato.

Nei colloqui gli operatori hanno giudicato soprattutto le esperienze a loro più vicine, e il quadro

è risultato molto variegato; vi sono situazioni tuttora di "gestazione" di realtà consortili (Centro

Cadore), altre di rilancio del consorzio dopo episodi passati poco confortanti (Cortina, Falcade),

altre di buon consolidamento (Auronzo, Valzoldana) e altre di sfiducia verso tali istituti

(Agordo). In genere, è opinione comune che, quando si sono verificati episodi passati di cattiva

gestione, si siano anche causati danni pesanti all'immagine della località, alla coesione tra

operatori e alla credibilità di questo tipo di strutture.



 Il Consorzio Dolomiti: Il Consorzio Dolomiti, nato a livello provinciale in seguito alla

promulgazione della legge regionale 13/1994, viene giudicato in maniera molto contrastata. Chi

è a favore di questa tipologia di struttura consortile sottolinea l'esigenza di superare i localismi

dei consorzi "di valle", ritenendo che strutture più estese territorialmente abbiano migliori

prospettive di crescita. Al contrario, chi giudica negativamente il consorzio provinciale ne

sottolinea la distanza dalle realtà delle diverse località, la impossibilità di fare una valida attività

promozionale unica per tutto il comprensorio e la mancanza di competenze specifiche che ne

distinguano l'attività da quella dell'APT.

Il giudizio sulla sua attività è purtroppo caratterizzato da alcuni elementi comuni piuttosto

negativi, quali una eccessiva lentezza amministrativa (burocratizzazione) e la mancanza di

buoni risultati negli anni di attività. Inoltre, più di qualcuno lo ritiene una aggregazione che non

nasce da un vero spirito di cooperazione, ma dalla mera possibilità di costituire una struttura

beneficiaria dei finanziamenti pubblici regionali; la mancanza di spinta dalla base lo rende un

istituto debole e poco utile a costituire un vero spirito corporativo. Il fatto poi che i consorzi

locali passino attraverso di esso per ottenere finanziamenti dalla Regione, lo fa apparire come

un ulteriore inutile passaggio tra l'ente decisionale e i destinatari finali, aggiungendo solo

ostacoli burocratici e allungamento dei tempi di attesa.



 L'Associazione Commercianti (ASCOM): Alle spalle del Consorzio Dolomiti si pone l'ASCOM

provinciale, che da anni riscuote un discreto appoggio dai commercianti coinvolti nel settore

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 47





turistico. A loro giudizio l'Associazione rappresenta un utile legame tra gli imprenditori, con il

vantaggio di avere un notevole bagaglio di esperienza associativa e una storia di importante

ruolo politico. Però l'ASCOM rappresenta per forza di cosa solo una parte delle aziende

interessate dal turismo, e ha una estensione territoriale altrettanto estesa e problematica da

gestire.



 Le associazioni di volontariato: come già illustrato nel cap 2.3.5, le associazioni di

volontariato stanno da anni svolgendo una notevole attività di promozione di manifestazioni

locali. Pur disponendo di risorse umane ed economiche molto ristrette, esse vengono spesso

ritenute meritevoli di un maggiore coinvolgimento e di una maggiore responsabilizzazione,

mediante deleghe specifiche nel loro ambito di competenza. Quasi ovunque esse vengono

quindi percepite come importante risorsa per l'offerta locale, mentre poco si è tentato finora per

coinvolgerle attivamente nella programmazione turistica. La difficoltà di coordinarle è data

soprattutto dal loro enorme frazionamento e dal forte localismo, che spesso frena le iniziative di

collaborazione tra associazioni e tra comprensori diversi.



 Il Dolomiti Superski e il Dolomiti Stars: I due Consorzi nati su iniziativa principalmente delle

società di impianti di risalita raccolgono entrambi giudizi molto lusinghieri sulla loro attività e sul

loro ruolo all'interno del sistema. Pur essendo rappresentativi di un settore molto specifico

dell'offerta di turismo montano, essi sono riusciti a radunare attorno ad essi un buon consenso

e una buona partecipazione e collaborazione anche da parte di altre categorie. In particolare, il

Superski ha rappresentato per anni uno dei luoghi di confronto tra operatori di aree molto

diverse e distanti, permettendo di uniformare determinate caratteristiche dell'offerta sciistica e

di fare attività promozionale comune. Il Dolomiti Stars è invece creazione troppo recente per

esprimere giudizi sul suo operato, e qualcuno solleva anche dubbi sul suo futuro, una volta

conclusa il periodo di campagna elettorale per le elezioni regionali di aprile 2000; però esso

costituisce a detta di molti operatori un raro esempio di "sovraterritorialità" e di possibilità di

promozione integrata dell'offerta invernale di diverse aree. Sono in molti a credere nella

possibilità di rendere questi consorzi gli elementi centrali del rilancio promozionale dell'area,

aumentando la possibilità di aderire a tali associazioni anche ad altre categorie.



Il quadro complessivo dei giudizi sui singoli attori del sistema di offerta dà l'impressione di essere

di fronte ad un sistema molto frammentato; anche gli operatori stessi hanno la medesima

impressione, tanto più quando si cerca di capire quali siano le rispettive competenze e i rispettivi

ambiti di azione. I limiti alla collaborazione tra gli enti riflettono lo stesso schema riportato

precedentemente, con un ulteriore rafforzamento dei limiti (anzi, delle carenze) dal punto di vista

legislativo. L'invocazione da parte di molti operatori di una figura "super partes", o di un manager,

o di un autentico vertice decisionale, non fa altro che confermare il desiderio di eliminare questa

duplicazione di figure interessate alla promozione e alla organizzazione turistica. E la maggio parte

ribadisce la necessità di creare un quadro giuridico dove le competenze siano meglio definite,

dove venga potenziato o creato un ente dotato di un certo potere di regolare e coordinare anche gli

altri. L'ente o la figura più adatta a questo ruolo varia a seconda delle proposte, e anche qui si

ripropone l'antagonismo tra chi vedrebbe bene un ente pubblico in questo ruolo (l'APT, la Provincia

o la Comunità Montana) e chi invece favorirebbe un privato (un consorzio o una figura

professionale unica).

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 48







3.6. Imprenditorialità e formazione



I colloqui svolti con gli operatori contenevano una parte che verteva sul grado di preparazione, di

professionalità e di imprenditorialità di chiunque fosse parte del sistema di offerta e avesse

relazioni con i turisti. Dai colloqui è quindi possibile ricavare il giudizio complessivo che gli

operatori danno al loro stesso livello professionale che, con una discreta dose di autocritica, viene

quasi sempre definito come basso, inadeguato all'attuale livello della domanda e sicuramente da

migliorare.







3.6.1. La professionalità degli operatori



3.6.1.1. La mancanza di ricambio generazionale



In tutta l'area delle Dolomiti Bellunesi gli operatori sottolineano la mancanza di ricambio

generazionale tra i quadri dirigenti delle aziende private e degli enti pubblici. La classe dirigente è

attualmente di età mediamente avanzata, mentre i più giovani vengono attirati dall'impiego in altri

settori più redditizi o dal minore impegno lavorativo (l'occhialeria per prima).

Proprio a causa di questa anzianità anagrafica, l'insieme degli operatori turistici sembra altrettanto

arretrata dal punto di vista "mentale": si parla di operatori poco pronti a recepire l'evoluzione del

sistema di offerta e del mercato, e poco pronti ad aggiornarsi professionalmente, ritenendosi

sufficientemente preparato dagli anni di esperienza nel settore. Succede talvolta che si verifichino

vere e proprie divisioni ideologiche, all'interno delle categorie di imprese turistiche, tra il gruppo dei

più giovani e quello dei più anziani, con conseguente scontro di interessi e di metodi operativi.

Anche la ritrosia sviluppare la collaborazione tra operatori, come visto nel cap. 3.2, può essere

imputabile alla mentalità antiquata di molti rappresentanti di aziende ed enti turistici.

Alcuni interlocutori hanno identificato la causa di tale anzianità non solo in un normale ciclo

demografico, ma anche nella mancanza di un quadro socio-economico e legislativo favorevole al

ricambio generazionale. Perciò diverse voci rimarcano la necessità di un intervento politico per

porre un freno alla "fuga" verso altre aree geografiche o verso altri settori economici, in modo da

favorire il ringiovanimento della classe dirigente.



3.6.1.2. Il basso livello della professionalità e dell’ imprenditorialità



Un po' ovunque viene denunciata la impreparazione degli operatori a promuovere e

commercializzare adeguatamente le ingenti risorse del territorio; la critica riguarda tanto gli

imprenditori e i loro dipendenti, quanto i funzionari pubblici preposti alla programmazione turistica o

alla accoglienza dei visitatori (APT e IAT in primo luogo) e chiunque altro abbia contatti saltuari con

i visitatori (vigili urbani, commercianti, ecc.).

È quasi sempre l'accoglienza del turista ad essere denunciata quale punto debole del sistema,

derivante da una certa "improvvisazione" di chi è ad essa preposto e di chi ricopre

occasionalmente tale funzione.

Un basso profilo qualitativo riguarda spesso anche il personale delle aziende turistiche. Anche

questo si spiega con la scarsità di risorse umane dell'area dolomitica, determinato da un certo

tasso di emigrazione e dal basso tasso di natalità. Inoltre, molte aziende turistiche impiegano

personale stagionale con un ritmo elevato di ricambio continuo, nel quale è difficile inserire un

serio piano di riqualificazione professionale.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 49







Per quanto riguarda poi il settore privato, talvolta viene anche lamentata la scarsa imprenditorialità

degli interessati. Viene riscontrata una bassa propensione al re-investimento degli introiti, poca

propensione al "rischio aziendale" e una eccessiva attenzione allo sviluppo nel breve periodo della

propria azienda (poca lungimiranza). Chiaramente, questi aspetti vanno rapportati al quadro

generale di flessione dell'industria turistica (in particolare del settore ricettivo) e di scarso sostegno

da parte del settore pubblico al comparto.







3.6.2. La formazione professionale



La quasi totalità degli operatori sono concordi nel ritenere indispensabile una loro riqualificazione

professionale, ottenibile solamente grazie ad attività di formazione. Taluni descrivono il quadro

generale con toni talmente sconfortanti da ritenere pensabile anche il rendere obbligatoria la

frequentazione di corsi di formazione specifici.

Nonostante alcuni operatori dichiarino di riuscire ad aggiornarsi continuamente anche in assenza

di proposte formative, l'atteggiamento verso un ampliamento di tale offerta è quasi sempre

positivo.



L'ostacolo maggiore alla riqualificazione attraverso i corsi di formazione professionale viene dalla

scarsa propensione degli operatori a frequentarli con assiduità. La bassa adesione a tali corsi è

dovuta verosimilmente tanto alla difficoltà degli spostamenti nel territorio quanto alla endemica

"pigrizia" mentale che caratterizza l'attuale classe dirigente. Qualche operatore segnala anche che

la struttura dei corsi così "scolastica" e rigida non aiuta ad invogliarli alla frequenza; magari

sarebbe meglio pensare ad una serie di incontri in stile più informale, tenuti non solo da docenti ma

anche da esperti del settore, forti di successi imprenditoriali, sotto forma di testimonianza.



L'attuale offerta di occasioni formative è buona, in virtù dell'attività di enti quali l'ASCOM, il GAL ed

altre agenzie di formazione professionale; la conoscenza dell'esistenza di tale offerta è però

spesso scarsa negli operatori. Perciò, è sicuramente necessaria una maggiore comunicazione da

parte degli organizzatori sulla varietà dei corsi organizzati e sulle loro caratteristiche.









3.7. Proposte ed esempi di progetti



Dai colloqui con gli operatori è emersa una serie di suggerimenti ed idee su come realizzare

praticamente azioni di miglioramento del sistema di offerta. Suddividendoli tra azioni già in atto in

alcune zone della provincia (riproponibili anche altrove) e proposte di nuove attività, esse verranno

schematicamente elencate qui di seguito; ognuna di esse viene accompagnata da un chiarimento

delle modalità di applicazione e delle sue finalità.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 50





Azioni già in atto in alcune realtà



AZIONE CARATTERISTICHE LOCALITÀ

Recupero della zona delle miniere in Valle Realizzazione di un ostello e di altre Agordo

Imperina strutture atte alla fruizione turistica

Apertura del Museo sulla Grande Guerra in Valorizzazione di reperti storici Cortina

Valparola presenti in tutto il territorio

Utilizzare più e meglio i mezzi tecnologici a Sfruttare l'evoluzione tecnologica per Pieve di Cadore

disposizione (soluzioni informatiche, un effettivo miglioramento

prenotazione telematica) dell'operatività

Utilizzare il nome di Cortina quale elemento di Utilizzare un nome di forte richiamo Pieve di Cadore

attrattiva e di richiamo per tutto l'alto bellunese mondiale e superare i localismi e le

invidie

Realizzare percorsi bivalenti per la mountain Utilizzo delle stesse strutture per due Auronzo

bike d'estate e lo sci di fondo d'inverno discipline di periodi diversi

Sviluppare i centri fitness e il “turismo delle Auronzo

salute”

Agevolare l’avviamento di aziende Facilitazioni all’edificabilità, riduzione Sappada

turistiche dell’ICI, accordi con banche per il

credito agevolato, ecc.

Utilizzare famosi sportivi locali quali De Zolt, Ghedina e altri sciatori Vigo di Cadore

testimonial della località conosciuti al pubblico

Illuminare le piste da sci (discesa e fondo) Proporre una novità e ampliare l'orario Val Zoldana

di fruibilità delle piste

Realizzare una centrale di teleriscaldamento Utilizzo del legname in eccesso con Comelico

conseguente miglioramento

dell'estetica dei boschi e riduzione dei

costi di riscaldamento

Responsabilizzare i privati mediante la S. Stefano

delega di incarichi dal pubblico

Realizzare strutture per i bambini come il Offrire servizi di didattica e di svago Domegge di

"Medialab" per i bambini, in modo da incentivare Cadore

la frequentazione di nuclei familiari







Idee e proposte nuove



PROPOSTA CARATTERISTICHE LOCALITÀ

(provenienza)

Realizzare sale polivalenti o altri spazi per Modo di diversificare l'offerta locale Agordo

cinema, teatro, concerti, manifestazioni; con occasioni di svago per i turisti

Apertura del Museo Mineralogico Valorizzazione di una caratteristica Agordo

della storia dell'Agordino

Organizzare a cadenza regolare degli incontri Tentativo di migliorare il rapporto tra Agordo

tra amministratori pubblici e popolazione amministratori e cittadini per un

per discutere (anche) di turismo miglior coordinamento nel realizzare

manifestazioni

Organizzare una tappa di un giro ciclistico Agordo

minore

Legare l'occhialeria (e il nome Luxottica) a Unione di intenti tra le due principali Agordo, Calalzo

quello di Agordo e del Centro Cadore per una industrie dell'area montana bellunese

promozione comune delle rispettive offerte

Proporre degli itinerari sugli sci da percorrere Offerta alternativa nella pratica dello Agordino

in più giorni sci, con permanenza dei visitatori

prolungata e programmabile in

"pacchetti"

Valorizzare e promuovere il Parco delle Risorsa e attrattiva non ancora Agordino

Dolomiti Bellunesi adeguatamente sfruttata

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 51





PROPOSTA CARATTERISTICHE LOCALITÀ

(provenienza)

Ripristinare la linea ferroviaria Calalzo - Risoluzione di parte dei problemi di Cortina

Cortina viabilità della Val Boite

Collocare alcuni "totem" informativi agli Servizio di informazioni varie al turista Cortina

ingressi delle aree maggiormente attrattive in punti strategici di accesso alle aree

(Parco) più frequentate

Rendere percorribili anche d'inverno sentieri Incentivo alla frequentazione Cortina, Selva di

sulla neve che raggiungano i rifugi invernale da parte di turisti non Cadore

sciatori

Agevolare la pratica della pesca sportiva Per invogliare gli appassionati a San Vito di Cadore

frequentare luoghi isolati anche fuori

stagione

Organizzare una rassegna di Musica Completare l'offerta locale Borca di Cadore

Organistica valorizzando importanti opere presenti

nel territorio

Differenziare maggiormente la politica di Invogliare la frequentazione invernale Pieve di Cadore

prezzo degli impianti di risalita nella bassa stagione e nei giorni feriali

attraverso la differenziazione del

prezzo dello skipass.

Predisporre itinerari (anche culturali) tra le Attirare i turisti a permanenze più Pieve di Cadore,

varie località delle Dolomiti, possibilità di lunghe con frequentazione di località agenzie incoming,

escursioni organizzate, miglioramento del diverse nello stesso periodo di Comelico, Cortina

servizio di trasporto pubblico vacanza

Incentivare il turismo religioso Sfruttare la presenza del Papa a Lorenzago

Lorenzago e il luogo natale di Papa

Luciani come elementi di richiamo

Promuovere e ideare la pratica di sport Attirare nicchie di mercato alternative Auronzo, Santo

alternativi, con la realizzazione di e nuove e destagionalizzare i flussi Stefano di Cadore

pubblicazioni specifiche

Realizzare un nuovo sistema di trasporto Più tutela ambientale Auronzo

verso le Tre Cime di Lavaredo (trenino)

Rilanciare il turismo legato alle acque, con Ideare modi nuovi di valorizzare le Auronzo

identificazione delle sorgenti e descrizione risorse ambientali della zona

delle loro caratteristiche

Recuperare vecchie strutture rurali per scopi Vecchie latterie, stalle, vecchi mulini e Vigo di Cadore

didattici e turistici, segherie, magari da destinare a sedi

di esposizione di artisti locali

Valorizzare le particolarità locali che il turista Evitare di sfidare località più affermate Canale d'Agordo

non trova a casa sua con eventi culturali pretenziosi e

valorizzare ciò che offrono le località

montane

Ripristinare vecchi istituti elioterapici Selva di Cadore

Utilizzare segnaletica anche con dizioni in Valorizzare uno degli aspetti peculiari Selva di Cadore

ladino della tradizione locale

Realizzare un campo da golf Cortina, Selva di

Cadore e altri

Rendere gli stadi del ghiaccio impianti Utilizzare le strutture in tutte le Forno di Zoldo

polifunzionali stagioni per altri tipi di manifestazioni

Fondare un museo etnografico e una scuola Ampliare l'offerta di nozioni sulla Forno di Zoldo

di intaglio legno con mostra permanente tradizione locale

Proporre una sorta di "rottamazione" per le Incentivare il ricambio e il Falcade

imprese alberghiere rinnovamento delle strutture ricettive

Realizzare strutture ricettive a metà strada tra Alleghe

l’alberghiero e il residenziale (“apart-hotel”)

Migliorare la qualità e la notorietà della Valorizzare gli aspetti di tipicità delle Agordo, Cortina

gastronomia locale produzioni gastronomiche

Recuperare l’agricoltura e la silvicoltura Identificare e sviluppare aspetti di Agenzie incoming,

come elementi di attrattiva turistica interesse comune per aziende del Comelico

primario e aziende alberghiere

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 52





PROPOSTA CARATTERISTICHE LOCALITÀ

(provenienza)

Rilanciare il turismo termale Agenzie incoming

Agevolare l'aumento di guide turistiche Agenzie incoming

abilitate

Agevolare la crescita della “casa-bottega” Agevolare la crescita dell'artigianato Cortina

tipico in locali tipici piacevoli da

visitare

legare il nome di Cortina ad un evento nel Sfruttare la presenza della località in Cortina

campo della cinematografia molte pellicole della storia del cinema

Legare al mondo dei motori alcune forme di mercato delle auto prestigiose o Cortina

promozione d’epoca

Sviluppare l'accoglienza per grandi società Cortina

sportive che ricerchino luoghi per il “ritiro”

Migliorare la gestione e l'organizzazione Migliorare la raggiungibilità di queste Santo Stefano di

dell'offerta del settore extra-alberghiero strutture da parte della clientela Cadore, Domegge

di Cadore

Realizzare una "lunga via delle Dolomiti" per Ampliare l'estensione dei percorsi a Pieve di Cadore

mountain bike tutta l'area delle Dolomiti (come già

per il trekking)

Offrire pacchetti di soggiorno legati Organizzare meglio l'offerta per gli Calalzo di Cadore

all'escursionismo montano ("settimane- appassionati di montagna

trekking")

Sviluppare l'offerta di Bed&Breakfast Ampliare le tipologie del ricettivo e Domegge di

valorizzare lo spirito di accoglienza Cadore

della gente del posto









4. L'opinione degli operatori locali, dei tour operator e dei CRAL aziendali





4.1. Obiettivi dell'analisi



L’obiettivo dell’analisi è stato quello di raccogliere l’opinione che gli operatori locali, i cral e i tour

operators nazionali e internazionali hanno in merito alle Dolomiti del Veneto e al loro

posizionamento sul mercato alpino. L’indagine era prevalentemente conoscitiva e di tipo

qualitativo, non puntando quindi alla raccolta di elevate quantità di testimonianze.



4.1.1. La metodologia



Ai quattro target è stato sottoposto lo stesso questionario utilizzato per l’indagine della domanda,

eliminando però quelle parti non interessanti per il campione. Le aree analizzate sono:

 punti di forza e di debolezza dell’offerta locale;

 immagine spontanea e suggerita;

 aree di miglioramento dell’offerta.

Nell’Appendice A sono stati inclusi i quattro questionari utilizzati. I questionari raccolti sono: 33 per

gli opinion leaders locali, 5 per i tour operators nazionali, 4 per i CRAL aziendali, 3 per i tour

operators internazionali.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 53





4.2. L’opinione degli operatori locali



4.2.1. I punti di forza e di debolezza delle Dolomiti del Veneto



Gli operatori locali hanno espresso un giudizio su tutti gli elementi dell’offerta giudicati anche dalla

domanda. I risultati finali sono espressi nella Tabella 4.1.

Emerge chiaramente una netta prevalenza di valutazioni neutrali o molto positive. L’ambiente e le

risorse naturali si confermano tra i punti di forza più importanti e meglio valutati. Si confermano dei

punti di debolezza invece le opportunità per lo svago nel tempo libero, i trasporti pubblici e la

gestione del traffico. Elementi già emersi nell’indagine presso la domanda.



Tabella 4.1. I punti di forza e di debolezza dell’offerta secondo l’opinione degli operatori locali*



ESTATE INVERNO

La qualità dell'offerta per gli sport

La qualità della rete sentieristica 3,6 3,4

La segnalazione dei diversi tipi di sentieri 3,4 3,1

La possibilità di praticare diversi tipi di sport 3,3 3,3

La qualità degli impianti e delle piste 3,0 3,8

Presenza di piste con diversi livelli di difficoltà 4,0 3,9

accessibilità alle piste, code limitate 3,3 3,8

La qualità dell'offerta ricettiva

La qualità degli alberghi e delle altre possibilità di alloggio 3,1 3,1

La qualità della ristorazione e della gastronomia locale 3,3 3,3

La cortesia del personale addetto ai servizi 3,5 3,5

La professionalità degli albergatori, maestri di sci, commercianti

ecc. 3,3 3,4

La varietà dell'offerta ricreativa

Opportunità varie per il tempo libero:shopping, cinema, localii

notturni ecc. 2,8 2,8

eventi sportivi:es.campionati del mondo di sci 3,0 3,5

Le manifestazioni artistiche culturali 3,3 2,9

Ambiente tipico, tradizione e folklore 3,5 3,3

I prezzi

Il livello dei prezzi dell'offerta ricettiva 3,4 3,4

Il livello dei prezzi degli impianti di risalita 3,5 3,7

Accessibilità e mobilità

Presenza di parcheggi per le automobili 3,2 3,0

Disponibilità di trasporto pubblico efficiente 2,9 2,8

Fluidità del traffico 2,5 2,5

Risorse naturali e culturali

Attrattive naturali ed ambientali 4,8 4,8

La presenza del Parco e di aree protette 3,4 3,4

Il tipo di panorama montano 4,7 4,7

Attrattive storico-artistiche e culturali 3,4 3,3

Altro

I servizi di informazione al pubblico 3,3 3,2

Ospitalità della popolazione locale 3,7 3,7

Note: (*) 5: punto di grande forza; 4: punto di forza; 3: punto ne’ di forza, ne’ di debolezza; 2: punto di

debolezza; 1: punto di grave debolezza

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 54





Solo attrattive naturali ed ambientali e il tipo dell’ambiente montano (cioè le risorse naturali del

territorio) sono stati giudicati chiaramente quasi da tutti come indubbi punti di grande forza mentre

le opportunità per lo svago nel tempo libero, trasporti pubblici e fluidità di traffico chiaramente negli

occhi degli operatori locali vengono visti come i problemi più grandi.

Emerge inoltre una diversa valutazione per l’offerta estiva e quella invernale. Per quanto riguarda

la qualità dell’offerta per gli sport, i giudizi sono abbastanza neutri o positivi. Nulla emerge quale

grande punto di forza, né la rete sentieristica in estate, né le piste da sci.

Per l’offerta ricettiva, l’opinione è abbastanza positiva, forse fin troppo rispetto a quanto emerso

dall’indagine presso la domanda. La qualità degli alberghi, della ristorazione, la professionalità del

personale viene giudicata neutra sia in estate che in inverno.

Anche la varietà dell’offerta ricreativa si posiziona sempre in modo intermedio. L’unico elemento a

trovare lo sfavore da parte degli operatori, sia in estate che in inverno, è quello relativo alle

opportunità varie per il tempo libero (shopping, cinema, locali notturni, ecc.) e, appena giudicato

negativamente è l’aspetto culturale, la mancanza di manifestazioni artistiche anche in inverno.

L’analisi dei prezzi conferma una valutazione forse troppo positiva da parte degli operatori. Non ci

sono giudizi negativi, ma neutrali, sia sull’offerta ricettiva che sull’offerta degli impianti di risalita.

E’ invece tra gli elementi dell’offerta che riguardano l’accessibilità e la mobilità che si riscontra la

più alta concentrazione di elementi negativi dell’offerta: manca, secondo gli operatori locali, un

servizio di trasporto pubblico efficiente, e soprattutto è necessario intervenire velocemente sulla

fluidità del traffico.

Mentre, come già accennato precedentemente, le risorse naturali e culturali sono considerate dei

punti di grande forza (in particolare le attrattive naturali e ambientali e il panorama montano),

sopravvalutate sembrerebbero invece i servizi di informazione al pubblico (una media di 3,2 sia in

estate che in inverno) e l’ospitalità della popolazione locale (3,7).



4.2.2. L’immagine della destinazione



Gli operatori continuano a vedere nella loro destinazione « le montagne con forme/profili

indimenticabili » ed « uniche ». Opinione tra l’altro simile anche nei tour operators nazionali

intervistati. Sempre dominante è quindi l’elemento « natura » e ha un peso abbastanza

significativo anche l’immagine di una destinazione adatta agli sport invernali ed estivi. Le Dolomiti

del Veneto sono per gli operatori « la vera montagna », il « silenzio, riposo, relax », la « montagna

adatta a tutti, anche chi non pratica sport sulla neve », una « destinazione per famiglie » (Tabella

2).



Tabella 4.2. L’immagine delle Dolomiti Veneto secondo gli operatori: prima risposta (valori ass.)



Elementi dell’immagine N. risposte

Montagne con la forma unica 15

Uniche 12

I resort di neve, sci 2

Natura: aree verdi, boschi e parchi 1

Resort ideali per quelli a cui piace

divertirsi 1

Trekking, sentieri a ferrate 1







Altri elementi dell’immagine emersi, oltre a quelli prima citati, evidenziano una forte connotazione

sportiva dell’area. Gli operatori locali identificano con la loro offerta un’immagine legata al trekking,

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 55





ai sentieri e alle ferrate, naturalmente lo sci, quindi le montagne, la natura, le aree verdi i boschi e i

parchi. Con meno forza, ma sempre presente, è l’immagine legata alla tradizione (le malghe, i

prodotti locali, la gastronomia, la tradizione, l’arte e l’artigianato, la cultura locale, ecc.). Emergono

alcuni elementi negativi, citati abbastanza frequentemente tra gli operatori: il traffico e le code agli

impianti di risalita, la noia, la mancanza di divertimenti, l’esclusività della destinazione (Tabella

4.3).



Tabella 4.3. L’immagine delle Dolomiti Veneto secondo gli operatori locali: seconda risposta (valori

assoluti)



Elementi dell’immagine N. risposte

Trekking, sentieri e ferrate 16

I resort di neve, sci 13

Montagne con la forma unica 12

Natura: aree verdi, boschi e parchi 10

Spazi aperti e aria sana 7

Riposo e relax 7

Traffico e code negli impianti sciistici 7

Uniche 6

Tipiche "malghe" alpine 6

Prodotti locali, gastronomia 6

Resort ideali per quelli a cui piacciono gli sport invernali estremi 3

Tradizione, arte e artigianato, cultura locale 3

Noia, mancano divertimenti 3

Esclusive e costose 1

Snowboard e parchi di neve 1





Gli operatori locali hanno inoltre espresso il loro parere su immagini suggerite riguardanti l’offerta

del loro territorio. Si riconferma indubbiamente la forza della “vera montagna”, ma l’immagine si

lega anche al “silenzio, al riposo, al relax” e soprattutto emerge un’immagine di montagna adatta

anche a chi non pratica sport sulla neve e adatta al segmento famiglie. Questa immagine viene

confermata anche dai tour operators, ma evidenzia il distacco tra l’immagine percepita e l’offerta

effettivamente messa sul mercato (Tabella 4.4).



Tabella 4.4. L’immagine delle Dolomiti Veneto: grado di accordo a immagine suggerita (media).



Immagine suggerita Accordo*

La vera montagna 4,6

Il silenzio, il riposo, il relax 4,4

La montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve 4,2

Una destinazione per famiglie 4,1

La montagna per gli sportivi esperti 3,9

La montagna per gli sportivi inesperti 3,6

La montagna per gli sport di tendenza 3,3

Il divertimento, l'azione 2,5

Una meta prettamente invernale 2,0

Una meta prettamente estiva 1,7

Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:

assolutamente non d’accordo.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 56





Tante immagini quindi, per questo territorio. Le Dolomiti Veneto sono per gli operatori locali adatte

anche agli sportivi esperti, un po’ meno per chi ama gli sport di tendenza, il divertimento e l’azione.







4.2.3. Elementi dell’offerta da migliorare



Secondo gli operatori intervistati, l’offerta della destinazione deve essere allargata, in particolare

attraverso lo sviluppo di escursioni per segmento di mercato, offerta specifica per bambini e

ragazzi – che includa attività organizzate -, miglioramento dell’offerta di sentieri attraverso nuovi

percorsi tematici e nuovo materiale informativo studiato appositamente, miglioramento degli

strumenti editoriali a disposizione dei turisti per l’informazione sul posto anche in più lingue, nuove

possibilità di consumo di cibi e bevande al di fuori dell’albergo anche in regime di pensione

completa, creazione di più servizi di assistenza per i diversi sport praticati, attività di animazione

per le persone anziane, organizzazione di eventi culturali (dalle attività culturali, alle mostre, ai

concerti) (Tabella 4.5).



Tabella 4.5. Elementi dell’offerta da migliorare per grado di priorità



Elementi dell’offerta da migliorare Priorità*

Escursioni organizzate a piedi, con una guida, di diversa durata e difficoltà 4,3

Campi giochi adatti per i bambini ed i ragazzi ed attività organizzate per i bambini 4,3

Sentieri numerati/tematici e con carte di orientamento, per fare escursioni da soli 4,1

Brevi guide e carte turistiche in varie lingue per la descrizione di questa valle/zona 4,0

Possibilità di consumare alcuni pasti fuori dall'albergo, anche in altre località

(laghi, rifugi alpini ecc.) con "buoni" o "coupons" 3,9

Disponibilità di servizi e assistenza per i diversi sport praticabili 3,9

Attività ricreative e di animazione per persone anziane 3,7

Eventi culturali /presentazioni di guide, mostre ecc.), concerti di bande musicali (o cori)

all'aperto 3,7

Serate danzanti in locali tipici 3,5

Degustazione di prodotti in locali tipici (p.e. assaggi di vini locali, formaggi, salumi ecc.) 3,4

Escursioni organizzate (per gruppi) in autobus, in altre località di questa zona 3,4

Brevi corsi sulla flora di montagna e le erbe medicinali , anche all'aperto (nei boschi ecc.) 3,3

Mercati all'aperto di articoli di abbigliamento, artigianato locale e antiquariato 3,0

Sale di lettura e di musica, con giornali nelle principali lingue, che possono essere

consultati gratuitamente 2,4

Note: (*) 5: priorità molto alta; 4: priorità alta; 3: priorità media; 2: priorità bassa; 1: priorità molto bassa









4.3. L’opinione dei CRAL aziendali



Le destinazioni montane rappresentano fino all’80% delle preferenze tra le tipologie di

destinazione scelte dai CRAL aziendali per l’organizzazione di soggiorni e giornate di

escursionismo. Dai 2 ai 9 viaggi di giornata e dai 2 ai 7 soggiorni con almeno un pernottamento

organizzati all’anno, i CRAL movimentano in media gruppi che vanno dalle 30 alle 80 persone. La

preferenza dei CRAL per le destinazioni dolomitiche venete ricade su Alleghe, San Vito di Cadore

e Arabba.

In merito all’offerta locale, i CRAL non si considerano soddisfatti, ed evidenziano la debolezza

della destinazione nel servire i gruppi e in parte una mancanza di interesse da parte degli operatori

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 57





locali in questo segmento (Tabella 6). Non considerano le località molto competitive, in particolare

per l’offerta che interessa loro.



Tabella 4.6. Caratteristiche dell’offerta per i CRAL: grado di accordo (media)



Caratteristiche dell’offerta Accordo*

Le località turistiche delle Dolomiti Venete sono competitive 3,0

Le Dolomiti del Veneto devono migliorare l'offerta per i Cral 4,5

Mancano referenti nelle Dolomiti del Veneto con cui poter lavorare 3,3

Gli operatori turistici delle Dolomiti del Veneto non sono interessati a

lavorare con i CRAL 1,8

Le Dolomiti del Veneto devono migliorare l'offerta per i gruppi 4,3

Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:

assolutamente non d’accordo.





Per quanto riguarda l’immagine suggerita, le Dolomiti Veneto sono viste soprattutto come la

montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve e che offre il silenzio, il riposo ed il

relax.



Tabella 4.7. L’immagine delle Dolomiti Veneto: grado di accordo a immagine suggerita (media)



Immagine suggerita Accordo*

Una destinazione per famiglie 3,5

La vera montagna 3,3

La montagna per gli sport di tendenza 2,0

La montagna per gli sportivi esperti 2,0

La montagna per gli sportivi inesperti 2,0

La montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve 4,3

Una meta prettamente estiva 2,8

Una meta prettamente invernale 2,8

Il divertimento, l'azione 2,3

Il silenzio, il riposo, il relax 3,8

Note (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:

assolutamente non d’accordo.





Tra gli altri elementi di debolezza sono emersi la necessità di migliorare l’offerta qualitativa delle

strutture ricettive, la cultura dell’ospitalità, la necessità di riorganizzare il traffico, la sottovalutata

importanza della tutela e fidelizzazione del cliente.

Tra le priorità di intervento per migliorare l’offerta nelle destinazioni, i CRAL indicano la possibilità

di consumare i pasti fuori dall’albergo con “buoni” o “coupons”, quindi di migliorare la disponibilità

di servizi e l’assistenza per i diversi sport praticabili. Non meno importante è l’offerta per le

famiglie, ancora sottovalutata e sottodimensionata, e sottovalutato è anche il segmento della terza

età (Tabella 4.8).

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 58





Tabella 4.8. Elementi dell’offerta da migliorare per grado di priorità. Confronto CRAL e Operatori

locali



CRAL* Operatori

Elementi dell’offerta da migliorare Locali*

Escursioni organizzate (per gruppi) in autobus, in altre località di questa zona 2,8 3,4

Escursioni organizzate a piedi, con una guida, di diversa durata e difficoltà 4,0 4,3

Sentieri numerati/tematici e con carte di orientamento, per fare escursioni da soli 3,3 4,1

Sale di lettura e di musica, con giornali nelle principali lingue, consultabili i

gratuitamente 2,3 2,4

Eventi culturali /presentazioni di guide, mostre ecc.), concerti di bande musicali

(o cori) all'aperto 3,5 3,7

Serate danzanti in locali tipici 3,0 3,5

Campi giochi adatti per i bambini ed i ragazzi ed attività organizzate per i bambini 4,3 4,3

Attività ricreative e di animazione per persone anziane 4,3 3,7

Brevi guide e carte turistiche in varie lingue per la descrizione di questa

valle/zona 4,5 4,0

Degustazione di prodotti in locali tipici (p.e. assaggi di vini locali, formaggi, salumi

ecc.) 4,3 3,4

Possibilità di consumare alcuni pasti fuori dall'albergo, anche in altre località

(laghi, rifugi alpini ecc.) con "buoni" o "coupons" 4,8 3,9

Mercati all'aperto di articoli di abbigliamento, artigianato locale e antiquariato 3,8 3,0

Brevi corsi sulla flora di montagna e le erbe medicinali , anche all'aperto (nei

boschi ecc.) 3,5 3,3

Disponibilità di servizi e assistenza per i diversi sport praticabili 4,8 3,9

Note: (*) 5: priorità molto alta; 4: priorità alta; 3: priorità media; 2: priorità bassa; 1: priorità molto bassa





Rispetto agli operatori locali, i CRAL considerano prioritari interventi per i campi giochi e attività

organizzate per bambini, attività ricreative per persone anziane, guide e carte turistiche brevi e

intuitive, degustazioni di prodotti tipici locali, mercatini all’aperto, valorizzazione dell’artigianato

locale e dell’antiquariato.







4.4. L’opinione dei Tour Operators italiani



In genere i Tour Operators intervistati hanno espresso giudizi abbastanza neutri sulla destinazione.

Sono sicuri invece che le Dolomiti Venete non rappresentino la « vera montagna », « il

divertimento e l’azione », e concordano sul fatto che sia una destinazione per famiglie e una

montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve.

Dalla Tabella 4.9 emergono chiaramente i dissensi in termini di percezione dell’immagine. Mentre

gli operatori locali sono molto d’accordo sul fatto che il loro territorio rappresenti la “Vera

montagna” (punteggio 4,6), i tour operators giudicano la stessa affermazione con un punteggio più

basso: 2,5. Rispetto agli operatori locali, i tour operator dissentono inoltre sul fatto che le Dolomiti

Veneto rappresentino la montagna per gli sportivi esperti, il silenzio, il riposo, il relax.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 59





Tabella 4.9. L’immagine delle Dolomiti Veneto: grado di accordo a immagine suggerita (media)



Caratteristiche dell’offerta TO italiani* Operatori Locali*

Una destinazione per famiglie 4,0 4,1

La vera montagna 2,5 4,6

La montagna per gli sport di tendenza 3,5 3,3

La montagna per gli sportivi esperti 3,3 3,9

La montagna per gli sportivi inesperti 3,3 3,6

La montagna adatta anche a chi non pratica gli sport sulla neve 4,0 4,2

Una meta prettamente estiva 3,3 1,7

Una meta prettamente invernale 3,3 2,0

Il divertimento, l'azione 2,0 2,5

Il silenzio, il riposo, il relax 3,3 4,4

Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:

assolutamente non d’accordo.





I tour operators confermano inoltre la mancanza di visibilità delle Dolomiti del Veneto tra

l’intermediazione nazionale italiana, la mancanza di referenti con cui poter lavorare sul territorio, e

l’urgenza di migliorare l’offerta per famiglie (Tabella 4.10).





Tabella 4.10. Caratteristiche dell’offerta per i Tour Operators: grado di accordo (media)



Caratteristiche dell’offerta Accordo*

Le località delle Dolomiti del Veneto sono competitive 3,5

Gli agenti di viaggio con cui lavoro conoscono le Dolomiti del Veneto 2,3

Mancano referenti nelle Dolomiti del Veneto con cui poter lavorare 4,0

Gli operatori turistici delle Dolomiti del Veneto non sono interessati a lavorare con i TO 3,7

Le Dolomiti del Veneto devono migliorare l'offerta per le famiglie 4,5

Note: (*) 5: molto d’accordo; 4: d’accordo; 3: né in accordo né in disaccordo; 2: non d’accordo; 1:

assolutamente non d’accordo.





Anche dal confronto tra Tour Operators e operatori locali emergono delle valutazioni interessanti

sulle priorità di azione sul territorio. Rispetto agli operatori locali, i tour operators non danno

importanza alle escursioni organizzate per gruppi in autobus, ma per quelle a piedi. Meno

importanza viene data ai sentieri tematici, al materiale illustrativo, a servizi di assistenza e corsi

(Tabella 4.11).

Il grado di accordo è simile invece su diversi punti che riguardano l’offerta: priorità alta si registra

per le escursioni organizzate a piedi, gli eventi culturali, le attività organizzate per bambini, le

attività ricreative per persone anziane, la possibilità di consumare pasti anche fuori dall’albergo,

attività di degustazione di prodotti in locali tipici.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 60





Tabella 4.11. Elementi dell’offerta da migliorare per grado di priorità. Confronto Tour Operators e

Operatori locali



TO italiani Operatori

Elementi dell’offerta da migliorare Locali*

Escursioni organizzate (per gruppi) in autobus, in altre località di questa zona 2,7 3,4

Escursioni organizzate a piedi, con una guida, di diversa durata e difficoltà 4,0 4,3

Sentieri numerati/tematici e con carte di orientamento, per fare escursioni da

soli 3,3 4,1

Sale di lettura e di musica, con giornali nelle principali lingue, che possono

essere consultati gratuitamente 1,8 2,4

Eventi culturali /presentazioni di guide, mostre ecc.), concerti di bande musical

(o cori) all'aperto 3,8 3,7

Serate danzanti in locali tipici 3,5 3,5

Campi giochi adatti per i bambini ed i ragazzi ed attività organizzate per i

bambini 4,0 4,3

Attività ricreative e di animazione per persone anziane 3,8 3,7

Brevi guide e carte turistiche in varie lingue per la descrizione di questa

valle/zona 3,3 4,0

Degustazione di prodotti in locali tipici (p.e. assaggi di vini locali, formaggi,

salumi ecc.) 3,7 3,4

Possibilità di consumare alcuni pasti fuori dall'albergo, anche in altre località

(laghi, rifugi alpini ecc.) con "buoni" o "coupons" 4,0 3,9

Mercati all'aperto di articoli di abbigliamento, artigianato locale e antiquariato 2,8 3,0

Brevi corsi sulla flora di montagna e le erbe medicinali , anche all'aperto (nei

boschi ecc.) 2,8 3,3

Disponibilità di servizi e assistenza per i diversi sport praticabili 3,0 3,9

Note: (*) 5: priorità molto alta; 4: priorità alta; 3: priorità media; 2: priorità bassa; 1: priorità molto bassa









4.5. L’opinione dei Tour Operators stranieri



I tour operators stranieri non distinguono i confini amministrativi all’interno dell’area Dolomitica e

identificano un’unica area che include anche l’Alto Adige e il Trentino. Cortina d’Ampezzo è

sicuramente la destinazione delle Dolomiti Veneto più conosciuta e più programmata, spesso

anche riconosciuta come immagine da traino per l’intera area. Arabba, Pozzo di Fassa e Vigo di

Fassa le altre località citate.

Secondo i tour operators stranieri l’offerta dell’area è indicata prevalentemente per lo sci alpino e in

particolare per gli sportivi intermedi (a differenza degli operatori locali che credono l’area

interessante per gli sportivi esperti). L’area non è particolarmente interessante per gli appassionati

di snowboard e non vincente per il turismo delle famiglie.

I tour operators confermano il poco interesse degli operatori locali ad investire sul mercato inglese

o americano e il fatto che l’area sia poco conosciuta tra gli addetti al settore. Prevale

nell’immaginario del trade un’immagine alpina europea legata alla Svizzera, alla Francia e

all’Austria, quindi all’Italia. Non lamentano poca disponibilità a trovare referenti sul territorio, anzi, e

considerano i resort dolomitici non meno competitivi di quelli francesi, austriaci e svizzeri.

Destinazioni che si caratterizzano principalmente per un turismo invernale, le Dolomiti Veneto sono

per i tour operators stranieri montagne dal profilo inconfondibile, ma che nulla hanno a che fare

(forse perché non abbastanza valorizzate) con la cultura e la tradizione locale, che emerge invece

nelle destinazioni austriache e svizzere.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 61





5. Il Parco delle Dolomiti Bellunesi nell'ambito del “prodotto Dolomiti del Veneto”



Vogliamo qui riportare l’analisi delle caratteristiche del Parco delle Dolomiti Bellunesi, un elemento

importante dell'offerta della Provincia di Belluno, anche se interessa però solo alcuni comuni

dell'APT n. 1. Esso può costituire comunque un fattore di attrattiva da integrare nel prodotto

turistico.





5.1. Generalità



Il Parco delle Dolomiti Bellunesi (PDB), creato nel 1993, si colloca al margine delle Alpi sud

orientali, in un'area della provincia localizzata tra le valli del Cismon e del Piave con propaggini a

nord verso il bacino del Maè e nel basso Agordino, con ambienti di media e alta quota pochissimo

abitati e piuttosto impervi. Comprende la catena delle Alpi Feltrine e il gruppo Feruch - Monti del

Sole ("cuore selvaggio del Parco") e il Gruppo della Schiara.

L'interesse è, oltre che paesaggistico, prevalentemente floristico (grazie anche alla particolare

"storia" climatica dell'area: tra di esse spicca la campanula del Moretti) e geologico (con le "buse e

i catini"); interessante ma più comune la fauna (con la presenza degli ungulati come cervi, e

camosci e la ricomparsa dell'orso). Proprio per il relativo isolamento, notevole è la complessità

degli ambienti e la varietà di ecosistemi. Il territorio viene presentato come "straordinariamente

selvaggio e ricco di contrasti: gole e praterie, imponenti parti verticali e creste, boschi…".

Dal punto di vista storico e umano, sono particolarmente interessanti (oltre alla mulattiere - tra cui

quelle della I guerra mondiale -, le malghe e le pendane per il ricovero del bestiame) i manufatti

per la lavorazione dei minerali, la calchère e le ère per calce e carbone. La maggior visibilità spetta

però alla Certosa di Vedana.



Nella Guida TCI sui Parchi l'introduzione è questa: "Dolomiti periferiche, queste Bellunesi, situate

ai margini meridionali della catena, e un po' appartate, certamente meno note dei più famosi gruppi

dei "Monti Pallidi", ma non per questo meno spettacolari. Anzi, con in più il fascino di un ambiente

aspro, selvaggio, quasi spopolato, una montagna che richiede fatica per essere accostata, ma

compensa con il silenzio, solitudine, scenari spettacolari e incontri con una flora e una fauna

ricchissime." (Guida ai Parchi TCI, pag. 41)

Come si nota, una descrizione che incanta ed attrae, da un lato, dall'altra frena il visitatore non

esperto.

L'attività prevalente è quella escursionistica, con possibilità di seguire sentieri segnalati, ma anche

di effettuare pic-nic, ecc. Il Parco è attraversato dalle Alte Vie delle Dolomiti 1 e 2.

I periodi consigliati per le visite sono: inizio autunno per escursioni impegnative; da maggio a luglio

per le osservazioni floristiche; l'estate, che però può presentare nebbie nei versanti a sud.



L'accesso è possibile facendo riferimento ai 2 centri principali, Belluno e Feltre, raggiungibili in

auto (autostrada A27 Venezia-Belluno o per Feltre deviazione dall'autostrada A31 Valdastico da

Vicenza) o in treno (da Padova e Venezia). I due centri sono collocati lungo la SS n. 50, che

transita anche per Longarone e quindi per il Cadore e l'Ampezzo. Le strade di accesso all’interno

del Parco sono la SS 203 che attraversa il Parco lungo il Cordevole che collega il Parco alla zona

di Falcade e della Marmolada, (ma non permette soste), la strada della Val Canzoi e quella della

Valle del Mis (di penetrazione). Esterna ai confini la strada che collega Longarone a Forno di Zoldo

e questo ad Agordo (251 e 347).

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 62





Da Feltre è possibile l'accesso alla Val di Canzoi e al gruppo delle Vette Feltrine, da Belluno e

Agordo ci si può avvicinare al gruppo dei Monti del sole e della Schiara

Da Longarone è possibile l'accesso alla casera e di qui alla foresta di Cajada e alla Val del Grisol.



Sono coinvolti nel Parco 15 comuni e 5 comunità montane. Quattro le realtà geografiche

interessate: il Feltrino, l’Agordino, il Bellunese e la Val di Zoldo; tre i comuni appartenenti all'area

della APT n. 1.



La gestione del Parco è affidata a un Ente Pubblico Autonomo non Economico (Ente Parco), con

sede a Feltre), che ha come obiettivi la tutela della ricchezza naturale, il miglioramento della

qualità della vita della comunità locale, la promozione della ricerca scientifica e dell’educazione

ambientale, l’incoraggiamento delle attività tipiche e la creazione di opportunità di sviluppo

attraverso una politica di tutela dei valori naturalistici. Uno degli strumenti più interessanti a

disposizione dell’Ente è il Piano Pluriennale Economico e Sociale.

Come spesso accade, i rapporti tra il Parco e la popolazione circostante sono ambivalenti e

spesso contrastati, in quanto la protezione dell’area viene vista come vincolo alle attività locali e in

taluni casi addirittura è scarsa l’informazione nei paesi che vi partecipano; in alcuni di questi, vige

un certo scetticismo riguardo le potenzialità economiche che possono essere portate dal Parco.

Oltre all’Ente Parco, l’altro attore di particolare importanza è il CAI, che cura parte della

sentieristica, della manutenzione e dell’informazione all’esterno, grazie anche ad accordi con

l’Ente.



"Quella del PDB8 è una realtà turisticamente difficile da governare, in quanto l'area Parco ha una

presenza stabile di residenti limitatissima (circa 100 persone oggi; molte frazioni furono

abbandonate nel 1966 per le alluvioni che distrussero anche strade e sentieri) e una attività

economica praticamente irrilevante. Da questa situazione - atipica anche rispetto ad altri parchi

naturali - deriva che l'attività di gestione del Parco vede una accentuazione degli interventi di tutela

ambientale, la rinuncia a gran parte delle attività connesse all'accoglienza dei visitatori e la rinuncia

(o inattuabilità) delle attività economiche e della popolazione residente nel Parco.

In compenso, la realtà socio-economica esterna è abbastanza complessa, e i compiti del Parco

stanno anche nel gestire i rapporti con l'esterno e diffondere l'idea della sostenibilità”.



Moderata la turisticità: infatti, come vedremo, i comuni inseriti non spiccano per l'offerta di posti

letto in strutture alberghiere o extralberghiere. A parte infatti i centri maggiori come Feltre e il

capoluogo, orientati comunque a funzioni spesso diverse da quella turistica e soprattutto da quella

di turismo verde specificamente, l'offerta di ospitalità è limitata. Entro i confini del Parco, è

presente solo l'offerta dei rifugi, se si eccettuano le case private.









8

K. Savalli, (1988) Turismo e parchi: il caso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, tesi di diploma in

Economia del Turismo, Università di Venezia

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 63





5.2. Le attrazioni e i servizi del Parco



Secondo quanto comunicato nelle pubblicazioni diffuse sul Parco, "Tra le varie attività prevale

quella escursionistica. Sono moltissimi i sentieri segnati e le passeggiate a disposizione dei

visitatori, attraverso itinerari adatti a tutte la capacità e serviti da rifugi e bivacchi fissi. Altre

interessanti attività: escursioni in mountain bike, soprattutto nella fascia pedemontana attigua ai

confini del Parco e nelle valli d’accesso; escursioni invernali con lo sci da fondo, da escursionismo

e con le snowshoes, itinerari alpinistici (vie ferrate nella Schiara); giri panoramici in pullman o auto,

attraversata in treno, passeggiate a cavallo, visite guidate e percorsi di educazione ambientale."

Dalle indagini svolte (1998) i massicci più visitai sono stati quelli del Sass de Mura, del Pizzocco,

delle Vette-Pavione e della Schiara.



L'attività di animazione, educazione ambientale per ragazzi e accompagnamento per adulti viene

svolta, oltre che dal personale interno, da cooperative a cui viene appaltato questo servizio da

parte dell'Ente con competenza sia naturalistiche che di animazione (Artservice, ecc.).

Attività di animazione e di accoglienza, soprattutto ai confini del Parco, viene svolta dai “volontari”

delle pro-loco



Le principali località consigliate per la visita sono e definite nel sito web "Principali località del

Parco" (segnaliamo in grassetto le località di accesso):

 comune di Sovramonte e Croce d’Aune, “porta turistica del Parco, stazione di turismo estivo,

oltre che invernale, con alberghi e parcheggi”; è il punto di partenza per le escursioni al Rifugio

dal Piaz e alle vette Feltrine, consigliate a camminatori medi ed esperti. Il comune comprende

anche un sito di lancio per parapendio e uno di osservazione astronomica, oltre a una pista di

sci.

 Pian d’Avena, sulla strada tra Pedavena e Croce d’Aune, è di interesse storico-antropico più

che naturalistico. Trattandosi di pianoro, con area attrezzata per pic nic, è adatta a passeggiate

con famiglie e bambini. E' inoltre conosciuta per una competizione automobilistica di corsa in

salita.

 Col del Mich: località esterna al Parco, che rappresenta la via storica di salita verso la Vallazza,

il Pavione e le Vette.

 Valle di Lamen, raggiungibile dal comune di Feltre: da un paesaggio attraente, si possibili

percorsi "solitari" per camminatori esperti

 Valle di S. Martin : raggiungibile da Vignui, a bassa quota e attraversata dal torrente Stien, offre

passeggiate per famiglie anche in periodi caldi (grazie all’ombreggiato percorso), con possibilità

di ammirare vegetazione alpina già a bassa quota e

 Lasen - Arson (Monte Mauro e Monte Grave): frazioni da tempo abbandonate, ma con una rete

disentieri anche per mountain bike e per passeggiate invernali; e diramazioni per i più esperti

 Val Canzoi: uno dei principali accessi al Parco, (con possibilità di code), con i sentieri più

classici e grande pregio paesaggistico (per esempio lago della Stua). Da qui si accede al

Cimonega, ai rifugi, e a varie malghe Possibilità di ristoro ai confini col Parco. passeggiate di

tutti i livelli

 Tre Pietre e Pizzocco (Valle di S. Agapito), con accesso da Cesiomaggiore: percorsi per

camminatori esperti; una passeggiata agevole è invece quella per la chiesa di S. Marco Val

Scura

 Valle del Mis: area di grande interesse paesaggistico e cardine del Parco, i cui sentieri si

stanno adeguando in questi tempi alle esigenze dell’escursionista, grazie anche alla presenza

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 64





della Pro Loco; percorribile anche in bicicletta una delle strade. Il fondovalle è praticabile: il lago

del Mis e le sue rive possono essere tranquillamente frequentate; però i sentieri che si inoltrano

a nord di Sospirolo sono impervi e scarsamente segnalati. Fondovalle accessibile, scarsamente

accessibili le valli laterali, anche agli esperti

 Gena Alta: frazione raggiungibile in auto solo con autorizzazione; solo per esperti le

passeggiate successive

 Val Cordevole, attraversata dalla SS 203, presenta l'area attrezzata di Candaten (Sedico), la

fattoria di Agre, numerosi ospizi. Dalla Val Vescovà, la più percorribile, è possibile raggiungere il

rifugio Bianchet. Passeggiate interessanti dal punto di vista floristico e paesaggistico.

 Certosa di Vedana: il complesso architettonico più rilevante, non visitabile all'interno, attorniato

da biotopi interessanti.

 valle dell’Ardo: fondamentale anch'essa per penetrare nel Parco e raggiungere il rifugio VII

Alpini, sarà probabilmente interessata dall'espansione dei confini.

 Miniere di Valle Imperina: documenti di archeologia industriale in parte recuperati. Da qui sono

possibili itinerari poco frequentati verso casere e luoghi con interessanti fenomeni morfologici;

analoghi centri minerari a Pattine e Camporotondo,

 val Pramper raggiungibile da Forno di Zoldo; presenta sentieri segnalati bene ed altri riservati

ad esperti. Interessanti forme floristiche e fenomeni carsici.

 val del Grisol: occupata dal parco in zona elevata, ha scorci spettacolari. Si giunge al rifugio

Pian de la Fontana tramite un sentiero ben segnalato; interessanti ma faticose altre salite.

 conca di Caiada: raggiungibile con una strada (contestata!) asfaltata da Faè, è una splendida

conca con insediamneti rustici, radure erbose e la foresta più produttiva del Parco. Si dipartano

da qui sentieri poco frequentati

 Monte Serva: offre eccezionali varietà floristiche, con un itinerario molto frequentato



Lo stesso comunicato avverte che "un numero notevole di siti del massimo interesse naturalistico

è situato a quote elevate e richiede, in mancanza di comodi accessi motorizzati (è una fortuna e

una peculiarità di questo parco) un buon allenamento fisico. Vi sono sentieri facili e ben segnalati

che richiedono, comunque, un minimo di pratica escursionistica"



E' evidente quindi che gli itinerari appaiano piuttosto impegnativi, ma una serie di servizi cercano di

rendere più accessibili i percorsi del Parco. In particolare, vediamo alcune attività pubblicizzate:







5.2.1. Le attività e le escursioni per l’estate



La rete sentieristica, la segnaletica e la perimetrazione del Parco è stata fonte di miglioramenti e di

investimenti, con creazione anche di aree attrezzate per pic-nic, spazi per accensione di fuochi,

bacheche.



I servizi di informazione e formazione: Oltre alla sede del Parco a Feltre, si trovano il Centro

Visitatori di Pedavena, il Punto Informazioni di Serravella di Cesiomaggiore e, in programma,

quello di Orsera. I progetti sono di sviluppare dei centri visita dedicati a particolari aspetti del

Parco: a Pedavena quelli naturalistici, a Valle Imperina quelli geologici, a Igne, quelli relativi alle

attività forestali.

Fino a qualche tempo fa, importante era il Centro "Guarnieri" di Educazione Ambientale di Col

Falcon di Sovramonte, destinato ad accogliere gruppi di ragazzi, generalmente organizzati da

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 65





cooperative (Limosa, Anitur), oggi destinato ad accoglienza stagionale per colonie gestito da

religiose.

Per le scuole esistono attività specifiche di educazione ambientale promosse dall'Ente Parco,

generalmente rivolte agli istituti della provincia di Belluno, a cui vengono fatte proposte

direttamente. Materiali didattici ed espositivi sono predisposti per la comprensione degli aspetti

naturalistici.

Altre organizzazioni (come diremo anche in seguito) e cooperative a cui l'Ente Parco si limita a

dare patrocinio agiscono per l'organizzazione di visite guidate. Si ricorda per esempio l'attività di

animazione culturale e ambientale a cura del Centro Turistico Giovanile di Belluno, o dell'Ass.

Campedel, o degli Amici dei Musei.



In particolare per l'estate 2000 si proponevano attività escursionistiche guidate di questo tipo:

1. escursioni brevi (una giornata o mezza giornata)

 escursioni d’autore (accompagnate da chi ha scritto sul Parco testi scientifici o guide) Sono 12

proposte, legate a particolari temi (dal birdwatching all'archeologia ai percorsi dei

contrabbandieri). Va segnalato che il ritrovo è in genere in ore abbastanza mattutine (e che

quindi è necessario trovarsi in zona!). La durata è di mezza giornata o una intera; i percorsi

possono variare dal facile al molto impegnativo.

 sentieri natura: percorsi brevi con partenza alle 9.30 accompagnati dalla guardie forestali.

Sono accessibili a tutti, corredate da pannelli didattici e da folder. Quelli percorribili sono quelli

della Val Falcina, della Val di Canzoi e della Val di san Martino. Sono dunque percorsi con

valenza didattica per scuole, famiglie, neofiti del Parco, che possono trovare sia aspetti

naturalistici e paesaggistici di pregio, sia testimonianza umane.

2. sentieri tematici: sono di diversa difficoltà, percorribili in parte a piedi in parte in auto, di

diversa lunghezza; consigliati dagli opuscoli, non sono guidati e presentano difficoltà variabili

 i cadini del Brenton a Mas e valle del Mis: una passeggiata facile fino alle cascate del torrente

Brenton

 i circhi delle vette: itinerario in quota dal Rifugio dal Piaz (da Feltre, Pedavena e croce d'Aune)

 chiesette pedemontane: luoghi di culto, raggiungibili dalla Statale

 la montagna dimenticata: lungo le strade militari fino ai siti minerari, con accesso da la Valle

Agordina

 la via degli ospizi: lungo le antiche vie dei pellegrini e dei pastori, in val Cordevole

3. escursioni lunghe:

 Trekking dell’orso, da Longarone (organizzata da Mountain Wilderness, facente parte di un

percorso più lungo) e la TransParco (da Croce d’Aune a Forno di Zoldo)



Si nota un’offerta ben strutturata per temi e per livelli, anche se con alcune difficoltà nella gestione

del prodotto.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 66





5.2.2. Offerta turistica



Come abbiamo detto, l'attuale turisticità della zona è limitata. Assente la ricettività turistica pubblica

all'interno del perimetro, eccetto malghe e rifugi. Ai confini del Parco invece sono presenti strutture

ricettive (Croce d’Aune ecc.).

In molti dei comuni è presente un numero limitatissimo di alberghi, con alcuni paesi che

dispongono di un solo albergo a 1 stella. Non sono presenti campeggi, pur essendoci una crescita

dell'agriturismo. Presenti invece luoghi di ristoro.



La vocazione turistica dei comuni interessati del Parco è in alcuni documenti9 sintetizzata

distinguendo tra comuni "refrattari", che non sviluppano la funzione turistica (S. Giustina, Ponte

nelle Alpi); comuni "opportunisti", con ricettività turistica ma non orientata al prodotto Parco (Feltre

e Belluno); "attendisti", (Sovramonte, Pedavena) in buone condizioni di sfruttamento delle

vocazioni orientate al Parco, talvolta con strutture inadeguate (la Valle Agordina); "emarginati", che

non riescono a sfruttare rendite turistiche a causa della loro posizione (Sospirolo, Rivamonte).

Scendiamo più in dettaglio nel paragrafo che segue.



5.2.2.1. Ricettività alberghiera nei comuni interessati dal Parco



Gli alberghi sono in totale 57, con 1400 letti circa, di cui il 65% concentrati nei comuni di Belluno,

Feltre, Longarone e Ponte nelle Alpi, dove esiste una domanda che in buona parte non è

interessata al prodotto turistico Parco. Una domanda di questo tipo può invece interessare Forno

di Zoldo, Gosaldo e Sovramonte, che sono i comuni con una maggior tasso di funzione ricettiva

alberghiera. I comuni appartenenti all’ambito della APT n. 1 sono quindi a livelli più alti di turisticità.

La qualità è medio-bassa, generalmente, con dimensioni medie di circa 30 letti per esercizio. Solo

3 gli alberghi a 4 stelle.

Nella tabella che segue ricordiamo la distribuzione degli alberghi nei comuni interessati dal Parco.



Tabella 5.1. Distribuzione degli esercizi alberghieri nei comuni interessati dal Parco



Comune n. esercizi Posti-letto

Belluno 14 592

Sovramonte 5 60

Ponte nelle Alpi 7 171

Pedavena 4 103

Forno di Zoldo 4 149

Gosaldo 2 80

Feltre 8 115

Longarone 4 95

La Valle Agordina 2 31







Gli altri comuni hanno un solo esercizio o ne sono privi.



5.2.2.2. La ricettività extralberghiera



I rifugi rappresentano la tipica forma ricettiva dei parchi e delle zone di montagna e sono

generalmente collocati lungo le Alte Vie.





9

in Savalli, cit.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 67





I Rifugi interni al Parco sono 6, a cui si sommano quelli localizzati ai suoi margini (altri 5). In Totale,

offrono circa 370 letti, hanno una apertura prevalentemente estiva e offrono generalmente sia posti

letto che posti ristoro. I rifugi del Parco interni sono:

 il Giorgio dal Piaz (a 1993 m.): punto di partenza per le vette Feltrine, 22 letti, 40 posti ristoro,

punto di transito della Alta via delle Dolomiti n. 2; si caratterizza per essere aperto fino

all'Epifania.

 il Sommariva al Pramperet, raggiungibile dalla Val di Zoldo (più facilmente) ha 24 posti letto e

50 posti ristoro; è collocato in uno scenario particolare, a 1850 m s.l.m., e vi passa l'Alta via n.

1.

 Il B. Boz, con 36 posti letto e 30 di risotro, si colloca in una conca a 1700metri, verso il

Trentino. Vi passa l'Alta via n. 2 ed è base per le escursioni al Cimonega.

 Il rifugio Pian de fontana è il principale punto di appoggio per il versante di Longarone. Vi

passa l'Alta via n. 1; ha 48 posti ristori e 35 letti.

 il Furio Bianchet, a quota più bassa (1245 m.), con 40 posti ristoro e altrettanti letti, è sull'Alta

via n. 1; è punto di partenza per le arrampicate sulla Schiara.

 Anche il 7° alpini è orientato alla Schiara e vi passa l'ultima tappa dell'Alta Via n.1, a 1500 m.

ha 60 posti letto e ristoro.



Nati per opera dei volontari CAI prima della costituzione del Parco, e di proprietà del CAI stesso,

sono gestiti dal terzi che si trovano spesso vincolati a seguire particolari norme che ne “frenano” le

possibilità di rinnovamento e di apertura all’esterno. Ridotti sono, per esempio, i servizi igienici

(mediamente 1 ogni 10 posti letto). L’utilizzazione dei rifugi per il pernottamento appare limitata

generalmente ai fine-settimana.



Da rilevare però è anche la presenza, appena fuori dei confini del parco, di un Centro di soggiorno

per Minori a Col Falcon di Sovramonte, che può ospitare fino a 80 ragazzi con i programmi di

educazione ambientale o come colonia estiva.



Per quanto riguarda gli agriturismi, altra forma tipica delle aree verdi, si nota un’offerta limitata,

soprattutto per quanto riguarda la possibilità di pernottamento. Nelle circa 20 aziende agrituristiche

presenti nei comuni interessati si contano circa 70 posti letto: l’offerta è essenzialmente rivolta alla

ristorazione e a qualche servizio (gite, mountain bike), anche a causa della modesta dimensione

delle aziende e del ridotto numero di addetti, segno della difficile sopravvivenza delle aziende

agricole montane.

L’offerta di campeggi è limitata ed esterna al Parco.

In compenso, ampia è la disponibilità di alloggi privati nelle aree limitrofe (Forno di Zoldo, La

Valle Agordina, Cesiomaggiore, S. Gregorio), anche se si tratta di alloggi non iscritti al REC,

spesso di modesta qualità ed esclusi da meccanismi di commercializzazione efficienti. Non si tratta

quindi di strutture in cui si investa, pur essendo ampia la disponibilità in termini di posti letto. La

clientela effettua anche soggiorni lunghi ed è solitamente fidelizzata, e ripete i meccanismi di

consumo del proprio domicilio. Forte il fenomeno delle seconde case (sia di nuova costruzione che

di “eredità”) a Gosaldo, Sovramonte e Rivamonte, con una disponibilità di letti elevata e poco

utilizzata. Le case per vacanza nei comuni del Parco sono oltre 5000, con 21000 letti



La domanda viene stimata dagli studi svolti negli anni scorsi pari a 81.000 arrivi censiti negli

esercizi nell’arco di un anno e circa 700.000 presenze.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 68





5.2.2.3. I Punti di Debolezza del Parco



Riportiamo qui una schematizzazione (leggermente rivista) dei punti di debolezza del PDB

elaborata nel Piano Economico e di Sviluppo dell’Ente Parco stesso. Il numero di asterischi è

proporzionale alla crucialità del problema indicato. Da 1 a 2 asterischi il problema non sussiste, da

3 a 4 esiste ma ha scarsa influenza, da 5 a 6 ha rilievo e pesa negativamente (non solo dal punto

di vista turistico, quindi)



Tabella 5.2. Punti di debolezza del Parco



Difficoltà di accesso *

Difficoltà di accessibilità interna ***

Qualità insuff. dell'offerta alberghiera ******

Assenza di servizi incoming ***

Inadeguato colleg. Tra servizi offerti *******

Immagine imprecisa ***

Offerta invernale instabile, assente ******

Iniziativa debole in relazione al Parco ***

Professionalità insufficiente degli operatori ***

Qualità della ristorazione limitata ***

Disturbi al traffico *

Immagine paesaggisticamente negativa **

Struttura urbana poco gradevole **

Eccessivo peso della seconda casa ****

Insufficienza dell'offerta ricettiva ***

Scarsa tipizzazione *****

Assenza di siti di aggregazione sociale turistica ***

Assenza di immagine turistica differenziata ****

Debolezza del tessuto sociale **

Abbandono del patrimonio immobiliare **

Scarse tradizioni e competenza di gestione eventi turistici ***



Scetticismo sulle opportunità. ***

Insufficiente iniziativa delle pro-loco *



Fonte: Savelli









5.3. Comunicazione, diffusione delle informazioni e pacchetti turistici







5.3.1. L'attività dell'ente Parco e delle APT



La diffusione delle informazioni, oltre al sito Internet dell’Ente, avviene tramite l’invio di materiali

informativi che, su richiesta, vengono inviati. Il plico comprende dei pieghevoli su carta riciclata, di

piacevole consultazione, su:

 Il Parco in generale (accessibilità, risorse, storia, ecc.)

 Il Parco d'estate

 Itinerari tematici e sentieri natura

 I rifugi del Parco

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 69





Sono fornite di materiale direttamente dall’Ente le pro loco e gli uffici IAT dell’area del Parco (sia

nell'APT 1 che nell'APT 2), le scuole della provincia (per la promozione dell’educazione

ambientale), le associazioni ambientaliste e le biblioteche del Bellunese e del Veneto.



Nei materiali promozionali e informativi diffusi dall'APT 1 generalmente non sono presenti gli

opuscoli del Parco, mentre chiedendo esplicitamente all'APT n. 2 vengono inviati, oltre alla già

descritta depliantistica del Parco:

 depliant del sentiero natura della val Falcina

 depliant itinerari nella natura edito dall'APT con tre percorsi (Busa delle Meraviglie, Sentiero dei

contrabbandieri, Valle dei Ross)

 fotocopia di volantino su itinerari guidati a cura del Centro Turistico Giovanile di Belluno, con

segnalazione di altre associazione di accompagnatori e guide

 opuscolo, edito dall'APT, del Parco, con foto e descrizioni generali, in carta patinata

E' stato anche edito un CD Rom, "Tracce", di cui però abbiamo trovato citazione solo su un

documento.

All’esterno, agisce anche il Centro Informazione Parchi di Milano e la Regione Veneto, con il suo

sito web.

All’interno del Parco, la funzione didattica è svolta da cartellonistica e guide alla conoscenza

dell’ambiente.







5.3.2. L'intermediazione



Il PDB sta cominciando anche a essere proposto e commercializzato autonomamente e a distanza

da operatori specializzati come prodotto turistico, con particolare riferimento a target di giovani e di

giovanissimi (educazione ambientale, ecc.). Tra gli operatori da noi contattati, segnaliamo la

Compagnia della Natura, che produce "i Viaggi dello Zainetto Verde", la coop. Limosa e il più noto

CTS, Centro Turistico studentesco. Si tratta di operatori specializzati, con un forte orientamento

ambientalista e seguiti da particolari segmenti di clientela.

Le informazioni che ci hanno fornito si possono ricondurre alla necessità di "insistere" su un

prodotto nuovo, che non è conosciuto ed è ancora poco richiesto, e che non presenta ancora una

organizzazione adeguata.

In particolare, il CTS proponeva quest'anno per la prima volta tre pacchetti comprendenti visite del

Parco: nessuno di questi ha avuto attuazione, a causa di scarse adesioni (d'estate resta il mare la

meta più ambita) e di problemi tecnici.

Queste comunque le proposte, interessanti anche dal punto di vista della costruzione e

comunicazione:

 Week-end "Sulle montagne dei fiori", con percorso geologico e botanico

 Trekking di 1 settimana con traversata del Parco e soggiorno in malghe e rifugi

 2 giorni di permanenza nel Parco nell'ambito del Tour dei Parchi delle Alpi, un trekking che dal

Parco dell'Adamello Brenta a quello del Triglav in Slovenia. I percorsi non sono definiti perché

verificati in base alle esigenze del gruppo. Le guide sono del CTS.



Ad un target più specifico e scolastico sono rivolte specifiche proposte, fra cui quelle dei Viaggi

dello Zainetto Verde. I percorsi nel parco proposti non hanno avuto richieste sufficienti; l'operatore

si è appoggiato a corrispondenti locali ma l'offerta è risultata poco "modulabile" sulle esigenze

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 70





organizzative; d'altro canto, la limitata domanda non permette una assoluta personalizzazione.

In particolare, segnaliamo le iniziative della coop. Limosa/Anitur, che si occupa di educazione

ambientale ed animazione fin dai tempi antecedenti alla creazione del Parco. Fondamentale viene

ritenuta la capacità di accoglienza dal punto di vista delle strutture ricettive: per esempio, la

possibilità di usufruire di una struttura dedicata ai gruppi e scolaresche, con spazi comuni e in

ambiente "protetto" fa sì che la riuscita del soggiorno e la completezza dell'esperienza sia

assicurata molto più che in una struttura "mista". L'impossibilità attuale di usufruire del Centro di

accoglienza di Col Falcon penalizza quindi il prodotto.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche dell'ambiente, vengono giudicate molto

favorevolmente per quanto riguarda la possibilità di svolgere attività di educazione ambientale, ma

vengono rilevate anche alcune difficoltà attuali dovute alla scarsa manutenzione dei pascoli.

L’interesse predominante è per le scuole medie, per le cui classi si possono organizzare soggiorni

della durata media di 3 giorni; minore la presenza di scuole elementari e di superiori.









5.4. La domanda di turismo nei Parchi



In Italia il turismo rurale risulta ancora un prodotto poco sviluppato in maniera organica, per una

serie di motivi.

Il primo è senza dubbio da riferirsi ai caratteri della popolazione italiana, che ha origini

prevalentemente contadine ed è di urbanizzazione abbastanza recente, e che è comunque

residente in buona parte in aree prevalentemente verdi.

Ciò determina un doppio atteggiamento: una certa abitudine a frequentare aree non urbane, in cui

rimangono anche legami familiari o precedenti abitazioni (si vedano anche forme di turismo

etnico), in parte oggi semi-urbanizzate, spesso con modalità di escursionismo o di visita di fine-

settimana (la gita fuori porta); d’altro canto, la tendenza a non considerare queste aree come vere

e proprie destinazioni turistiche (forse perché sono luoghi di origine, nella loro essenza!) come

invece quelle balneari.

Lo stesso atteggiamento si ritrova nell’offerta, che nelle aree rurali si è specializzata solo negli

ultimi anni con l’agriturismo e oggi con altre forme di ospitalità diffusa (B&B ecc), che raramente si

è specializzata nell’offerta di servizi e attrattive (data la già presente esperienza dei visitatori) e che

si è concretizzata il più delle volte nell’offerta di prodotti alimentari e di ristorazione.

Nel complesso quindi, le località rurali o semirurali (a seconda della densità di popolazione e

dell’introduzione di attività industriali) hanno costituito fino ad ora più dei luoghi di ricreazione extra-

urbana che destinazioni turistiche vere e proprie.

Se dovessimo oggi indicare una destinazione di turismo verde, a fronte di tante destinazioni

chiaramente impresse come balneari, montane, ecc., ci troveremmo in difficoltà: gli interpellati ci

darebbero probabilmente l’indicazione dei parchi naturali o genericamente dell’Umbria.

Tuttavia, il progressivo allontanarsi generazionale dall’esperienza rurale e di campagna, fa sì che

l’area verde e rurale sia ritenuta sempre più una destinazione turistica in senso proprio, una meta

per la quale allontanarsi dalla città. Resta comunque una meta ambita da coloro che non risiedono

nelle aree rurali d’Italia.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 71





Riportiamo qui alcuni dati sulla domanda di Turismo nei parchi che possono essere utili, e sulle

potenzialità della domanda.10



Tabella 5.3. I visitatori di Parchi in Italia (1996)



Parco Nazionale dello Stelvio 2.500.000

Parco Nazionale del Gran Paradiso 2.000.000

Parco Nazionale d’Abruzzo 2.000.000

Parco Regionale Maremma 250.000

Parco Reg. Migliarino-S. Rossore 100.000

Oasi WWF 300.000



Come si nota, i Parchi “storici” raggiungono un numero di visitatori molto elevato, classificandosi ai

primi posti tra le attrazioni turistiche in Italia. Va ricordato però che gran parte dei dati sono stimati,

in quanto la molteplicità di punti di accesso e la caratterizzazione dei parchi con aree aperte, senza

barriere rendono impossibile la precisa quantificazione. Forti però sono le differenze nel numero

tra parco e parco, dovute anche ai limiti posti agli ingressi (es. isola dell’Asinara).

Si può comunque affermare che la domanda di verde e di aria aperta sia piuttosto forte, soprattutto

però per spostamenti di breve durata.





Tabella 5.4. Motivazioni degli spostamenti degli italiani durante il week-end



Motivazione % Italia % Nord-Est

Visitare amici e parenti 51,7% 54,5%

Stare all’aria aperta 44,3% 44,1%

Visitare nuove città 15,6% 19,4%

Abbandonare il caos urbano 13,6% 10,1%

Ambienti naturali ben conservati 10,4% 10,2%

Praticare sport 8,6% 12,9%

Altro 7,8% 9,6%



In corsivo sono state indicate le motivazioni che possono trovare nei parchi una soddisfazione

particolare: come si vede, sono particolarmente rilevanti, anche se talora possono trovare

soddisfazione anche nei parchi peri-urbani o in località balneari, ecc. Abbiamo focalizzato anche i

risultati relativi al bacino di domanda più vicino al parco, cioè il Nord-Est d’Italia.



Verifichiamo ora quanti italiani effettivamente hanno frequentato dei parchi naturali, secondo varie

segmentazioni.



Tabella 5.5. Frequentazione di parchi per livello di istruzione



Lic. Elem. Media Inf. Media Sup. Laurea Tot.

Sì 44,0% 56,5% 69,1% 70,7% 63,9%



Tabella 5.6. Frequentazione per età



18/29 30/39 40/49 50/59 60 e oltre

Sì 62,3% 64,5% 61,9% 50,4% 38,2%









10

dall’Indagine PES: Treno e Natura

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 72





Tabella 5.7. Frequentazione di parchi per area geografica



Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Tot.

Sì 65,0% 65,1% 72,6% 57,3% 65%



Tabella 5.8. Intenzione di visitare parchi



Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Tot.

Sì 55,0% 49,4% 61,0% 53,3% 54,5%

No 45,0% 50,6% 39,0% 46,7% 45,5%

Fonte: PES



E' evidente come siano gli abitanti delle aree con i maggiori centri urbani ad esprimere i livelli più

alti di intenzione di frequentare i parchi; in realtà, i maggiori frequentatori nel campione sono le

persone con un alto grado di istruzione e quelli residenti in centro Italia, mentre al Sud (a causa

anche della minore disponibilità di offerta) la quota è minore. Bassa anche la percentuale di

anziani.



5.4.1. I target del turismo verde e dei parchi



Nel complesso in Veneto fa parte (per ora) di aree protette il 5% della superficie regionale, con un

parco nazionale, quello delle Dolomiti Bellunesi, 5 parchi Regionali (Delta del Po, Colli Euganei,

Fiume Sile, Lessinia e Dolomiti d’Ampezzo: gli ultimi di questi sono scarsamente conosciuti), e una

serie di riserve naturali statali prevalentemente in aree montane. Il prodotto parchi, in Veneto,

rispetto agli altri ben posizionati, risulta ancora debole in generale, anche se può godere di una

promozione abbastanza mirata di recente sviluppo. Da ricordare peraltro che il Veneto si distingue

in Europa per la presenza di aree protette di tutti i tipi: montane, umide, collinari, con una varietà di

specie e di ambienti non usuale.

La presenza di aree verdi di particolare valore e gradevolezza di visita fa sì che nel Veneto esista il

potenziale per lo sviluppo di questa tipologia di turismo, anche se l’intensa urbanizzazione delle

campagne ne condiziona le modalità: la zona del delta del Po spicca comunque per integrità e per

ampiezza di spazi. Per uno sviluppo attento turistico di queste aree sono presupposti necessari il

mantenimento dei paesaggi naturali, l’addestramento di guide ecologiche per l’ambiente e la

messa a punto di un efficace sistema di informazione ambientale. L’offerta agrituristica, per

esempio, in Veneto è rivolta essenzialmente all’aspetto ristorativo, rimanendo ben lontana da

quella toscana o trentina.

Approfondiamo anche per questo tipo di turismo i segmenti di maggior interesse:

 gli specialisti e gli appassionati del verde: gli “esperti”

 i “dilettanti”: coloro che si recano casualmente nelle aree verdi

 gli escursionisti o i visitatori di week-end: arrivano da aree limitrofe (di residenza o di vacanza),

effettuano escursioni o consumano pasti; hanno un impatto per quanto riguarda l’accessibilità

 i vacanzieri verdi: effettuano soggiorni anche superiori alle 3 notti in aree rurali e verdi,

considerate il core della vacanza

Ovviamente, per le aree montane la segmentazione può essere, come vedremo, articolata in

diverso modo.



Per quanto riguarda invece, più in generale, il turismo nelle aree rurali, questi sono i target

individuati dalla Unione Europea nell’ambito dei progetti Qualità. Li analizziamo brevemente,

facendo anche riferimento all’area interessata

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 73





 Escursionisti da casa: sono coloro che risiedono mediamente entro le 2/3 ore di distanza dalla

località: per loro, è necessario quindi che l'accessibilità sia buona. Presentano solitamente una

conoscenza del territorio media/elevata e una ripetitività della visita. Data la brevità della

permanenza in loco, è necessario che alcune attrattive di pregio siano raggiungibili facilmente

e godibili nell'arco di poche ore. Nel nostro caso, vanno considerati però anche gli escursionisti

da altre località di vacanza (su cui però le indagini condotte ci danno poche informazioni).

All’interno dei gruppi di escursionisti, va segnalata la distinzione più importante, cioè quelle tra

“esperti” e “dilettanti”, che vedremo in seguito.

 Short-break: visto l’accorciarsi della settimana lavorativa in Europa, e vista la vicinanza dei

centri urbani alle aree verdi, è un segmento da valorizzare; va tenuta presente il problema

dell’accessibilità, come sopra, e che – dato il poco tempo a disposizione, l’esperienza offerta

deve essere particolarmente coinvolgente. Si evidenzia per loro la necessità di pernottare;

devono poter svolgere attività e visite guidate e avere adeguata accoglienza. Nel caso del

PDB, date le caratteristiche della ricettività, questi possono essere ospitati dai rifugi, e per

questo essere definiti “esperti” (sia pur in senso non assoluto). Coloro che invece pernottano in

altre strutture, all’esterno del Parco, possono in realtà fruire anche di altre risorse.

 Famiglie: la popolarità del turismo verde presso le famiglie è in crescita, pur presentando

alcune articolazioni per origine. Le famiglie sono buone consumatrici di verde, anche per la

sensibilizzazione fatta da scuola ed educazione verso i bambini, ma sono altrettanto attente ad

elementi quali il prezzo, la sicurezza, la comodità, le possibilità di svago e divertimento.

Ulteriori segmentazioni possono essere fatte a seconda dell’età dei figli e quindi dei servizi

offerti. Dalla indagine svolta nel Parco, le famiglie rappresentano una quota rilevante degli

escursionisti (41%), ma gran parte di esse si limitano alla fruizione del fondovalle, cioè alle

parti meno faticose e più sicure, dove sono presenti anche servizi ad hoc.XX Le famiglie

possono essere considerate in gran parte componenti del grande gruppo dei “dilettanti del

parco”, persone che lo frequentano obbedendo essenzialmente alla motivazione dello stare

all’aria aperta

 Terza età: chi ricerca tranquillità e tradizioni sarà sicuramente attratto, ma avrà bisogno di

standard qualitativi di diverso tipo; non saranno attratti coloro che hanno un’esperienza rurale

molto “vicina”.

 Educazione: sia per scuole che per gruppi di studio; sono necessari servizi di guida e

informazione Target interessante, troppo spesso ridotto al segmento scuole (che pure è

interessante e in grande espansione: infatti il viaggio di istruzione ambientale si sta

imponendo) ma che può comprendere anche i gruppi di studio tematici, stage, istruzione

universitaria; sono necessari servizi di guida e informazione, oltre a particolari servizi, per

esempio per gli allievi in età scolare. Per completezza, evidenziamo come la domanda di

turismo scolastico educativo si stia evolvendo verso un maggiore interesse per gli itinerari

naturalistici.



Tabella 5.9. Turismo scolastico: i principali itinerari e la percentuale di scelta



Itinerari culturali 32%

Capitali Europa 24%

Itinerari Naturalistici 17%

Città d’arte italiane 13%

Arte e Natura 11%

Scientifico industriali 2%

Sport e neve 1%

Fonte: TCI

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 74







 Interessi speciali: target ovviamente multiforme e in espansione, secondo le citate

specializzazioni (sport, enogastronomia, aspetti culturali ed etnografici), presenta alcune

caratteristiche che dal punto di vista del marketing lo rendono particolare: a) la sostanziale

indifferenza alla distanza: un appassionato può compiere molti km per raggiungere la meta

particolare in cui si svolge una determinata attività; b) la limitatezza dal punto di vista

quantitativo a cui fa comunque riscontro la necessità di avere attrezzature specifiche ed

aggiornate; c) la maggior facilità ed economicità delle iniziative di comunicazione, che possono

essere mirate (stampa specializzata, direct mailing, opinion leader). Possiamo definire gli

“esperti” del parco come appartenenti a questo gruppo. Tuttavia, all’interno degli appassionati

del parco si possono trovare diversi sottogruppi:

- gli sportivi specifici praticano sport all'aria aperta, dalla canoa alla mountain bike a quelli più

estremi (bunjee jumping, ecc.)

- i naturalisti sono interessati ai vari aspetti della natura

- i repeaters del PDB: generalmente abitanti nelle zone limitrofe

- gli esperti di montagna, ma visitatori occasionali del parco. Visitano le varie aree montane



Va considerato ancora una volta che, data la numerosità delle aree rurali in Italia, esse avranno un

bacino di utenza generalmente limitato alle aree urbane vicine, a meno che (come nei casi dei

Parchi) l’offerta “verde” sia così peculiare e unica da attrarre da più lungo raggio. E’ comunque

ovvio che oggi la destinazione non può essere tale solo in virtù di un intrinseco valore ambientale,

ma diventa tale solo se permette al visitatore di godere di un’esperienza totale e interessante, che

comprende la possibilità si svolgere attività (sport, visite ad allevamenti, ecc.). E’ altrettanto vero

che essendo poco presenti le attività economiche nel Parco questo tipo di offerta richiede interventi

particolari.









5.5. I visitatori del Parco delle Dolomiti Bellunesi: numeri e caratteristiche



Gli attuali visitatori del Parco sono quantificati solo attraverso stime, essendo l’ingresso libero e

possibile da più punti. Da stime effettuate nello scorso decennio, risulta che dall’accesso della Val

del Mis sono stimati 60.000 ingressi l’anno, mentre da quello della Val del Canzoi circa 40.000;

dato il maggior impegno promozionale mostrato negli scorsi anni, si presume che la cifra totale di

100.000 visitatori sia notevolmente aumentata, ma non è possibile quantificare precisamente.

Quindi la stima è di circa 90-120 mila visitatori/escursionisti a stagione. Approfondimenti sono

possibili grazie a studi condotti dalle Università.

Le zone più frequentemente visitate sono quelle limitrofe al Parco, come quelle dalla Val Belluna o

dello Zoldano. Le località più visitate sono: Croce d'Aune, Val Canzoi, Valle del Mis, Candaten, Rif.

Col di Roanza, Pralongo, Casera Pramper e Case Bortot.

Tuttavia, è possibile distinguere tra i visitatori di fondovalle e quelli da quota più alta: il maggior

numero di escursionisti resta quello delle zone più basse.

Si tratta più spesso di famiglie e gruppi due amici che utilizzano mezzi propri fin dove l'accessibilità

lo permette e svolgono attività come brevi passeggiate, pic- nic, ecc. Spesso sono scarsamente

informati, non si servono di guide e non sempre vengono percepiti i confini del Parco. Ripetono la

visita nello stesso luogo più volte.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 75





Dati più precisi si possono ottenere, grazie ad una indagine condotta nel 1998 dall’Università di

Padova, sui visitatori in quota, cioè quelli che “gravitano” sui bivacchi e rifugi, valutati intorno ai

20.000. Di questi, 6000 hanno effettuato pernottamento in rifugio, 5500 hanno effettuato una

escursione giornaliera, 7500 hanno effettuato una escursione giornaliera gravitando sui bivacchi e

rifugi senza fermarsi in bivacchi e rifugi.

Si può dunque stimare che circa il 6% dei visitatori consumi un “prodotto Parco” completo,

comprendente anche il pernottamento, mentre gli altri compiono una escursione giornaliera (è

poco probabile che chi non va in alta quota pernotti nell’area). L’escursione avviene generalmente

dalle aree limitrofe, come dimostra questa tabella. Una parte dei visitatori però proviene da località

di villeggiatura in cui si pernotta.

Questa forte incidenza dei visitatori di breve raggio denota la scarsa notorietà del Parco. Peraltro,

dalle indagini condotte pare che anche i visitatori si dividano in due categorie: i "promotori"

(vorrebbero più pubblicità, ecc.) e i "conservatori" (tutto rimanga com'è).



Tabella 5.10. Visitatori Parco per regione di provenienza



Belluno 32%

Treviso 26%

Venezia 13%

Padova 11%

Vicenza 5%

Verona 0,6%

Milano 3%

Altro 9%

Fonte: Ente Parco







Distinguendo ulteriormente, vediamo che le famiglie sono quelle che maggiormente effettuano le

visite a fondovalle; i gruppi invece spiccano tra i pernottanti nei rifugi.



Tabella 5.11. Visitatori Parco per tipologia aggregativa



Famiglia 41%

Gruppo 30%

Comitiva 5%

Coppia 14%

Coppia di amici 4%

Single 6%







I visitatori intervistati non sono generalmente degli escursionisti montani “casuali”: oltre un terzo

degli intervistati ha effettuato da 5 a 10 escursioni nell’arco di un anno, un quarto oltre 10 e il 12%

da 20 a 30. Da un’indagine condotta dalla facoltà di statistica di Bologna risulta che già il 50% si

era già recato nel Parco, il 78% era già stato in altri parchi; il turista è prevalentemente maturo (dai

30 ai 50 anni).

La cosa per cui si lamentano è la cura dei sentieri, l'insufficiente segnaletica e l'inesattezza dei

tempi di percorrenza segnalati dal CAI.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 76





5.5.1. La visita al Parco nei risultati dell'indagine CISET- DOXA



Analizzando alcuni risultati tratti dall'indagine sui visitatori attuali nell'ambito dell'APT n.1 condotta

da DOXA, notiamo un forte interesse per gli aspetti dell’esperienza turistica relativa alla fruizione di

aree verdi, alla possibilità di fare passeggiate e trekking (32%); d’altro canto, però, tra le

motivazioni di visita, la presenza del Parco risulta secondaria (3,2%). Tuttavia, l’esistenza di aree

protette viene considerata un elemento che favorisce la scelta delle Dolomiti come località di

vacanza. Ovviamente, l’attenzione per questi aspetti è rilevata soprattutto in estate.

Più specificamente, tra le attività ricreative o sportive svolte, il 17,5% degli intervistati in estate ha

dichiarato di aver visitato il Parco: superiore alla media la percentuale dei pernottanti in Valboite.

Tuttavia, ben il 44% ha affermato di aver utilizzato sentieri attrezzati, rifugi e svolto attività di

trekking: ciò significa che il Parco può attirare, offrendo un prodotto adeguato, ancora una buona

parte di amanti di queste attività, per ora attratti da altre aree della provincia (probabilmente più

accessibili, comode e organizzate, o note).

La soddisfazione relativa al Parco, la soddisfazione è alta (3,9 nel range tra 1 e 5), con il 63% di

risposte tra il 4 e il 5. Il 66% degli intervistati è molti soddisfatto del fatto che esistano parchi e

aree protette nella provincia. La potenzialità di attrazione del Parco in relazione alle motivazioni e

agli interessi dei visitatori è dunque ancora da sfruttare.









5.6. Osservazioni e valutazioni



Il Parco delle Dolomiti Bellunesi si configura come una risorsa turistica che non è ancora diventata

attrazione in sé. Questa "sorte" non desta stupore in quanto comune a molti dei parchi naturali di

recente costituzione, che spesso non hanno ancora sviluppato la funzione di accoglienza turistica,

rimanendo incentrati sull'obiettivo principale, cioè la conservazione e la tutela dell'ambiente.

E' ovvio che, soprattutto nella fase di "avviamento" di un Parco, la ricerca di un equilibrio tra

fruizione e conservazione, e tra ambiente esterno e ambiente interno sia difficile e che si debbano

in questo senso individuare delle priorità nella gestione. Parchi più noti a di antica costituzione,

come lo Stelvio, il Gran Paradiso e il Parco d'Abruzzo possono contare invece su oltre 2 milioni di

visitatori l'anno, anche perché hanno sviluppato da tempo la funzione di accoglienza turistica con

servizi, ecc. Ovviamente, l'amplissima notorietà di questi non è paragonabile con quella del PDB.

In Veneto, inoltre, forse per le caratteristiche della popolazione, la frequentazione dei Parchi

naturali risulta mediamente modesta rispetto alle potenzialità (cfr. Parco Delta del Po). Una causa

di questo può anche risiedere nella predominanza di altri prodotti turistici di grande rilievo e nella

scarsa organizzazione e comunicazione dell’offerta.

Il PDB infatti si colloca in un'area di grande pregio e in un interessante bacino turistico quale quello

veneto: esso però ne è collocato ai margini, in una zona confinante con i più importanti centri della

provincia, ma poco abitata e piuttosto impervia e per di più senza cime di grande richiamo per il

mercato di massa. Anche per i turisti della zona ampezzana e cadorina, la motivazione di visita del

Parco resta secondaria, anche se la presenza di aree protette, la possibilità di fare trekking ed

escursioni è particolarmente sentita.

Il Parco risulta perciò un elemento secondario nell'offerta complessiva delle Dolomiti venete, per

una serie di motivi che vanno dalla conoscenza relativamente scarsa della sua esistenza, della sua

specificità e dei suoi confini, alla scarsa presenza umana, alla difficoltà di imporsi come immagine

in un ambito quale quello dolomitico che presenta già un’ampia offerta di spazi verdi e di sentieri,

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 77





spesso più facilmente raggiungibili da aeree aree più turisticizzate. Per di più, l'area del Parco si

presenta come "impervia" e per appassionati, se si escludono le zone pedemontane, con scarsi

punti dotati di fama o di immagine elevata, con una connotazione quindi scarsamente per famiglie,

con sentieri non sempre ben segnalati.

Non si tratta quindi di aree spiccatamente turistiche, come emerge anche dall'analisi della

ricettività, ma paesi di passaggio e di fondovalle: il Parco ha una conformazione tale da non

attrarre i visitatori di passaggio, non si presenta con un “ingresso” che faccia percepire la presenza

di una attrazione distintiva rispetto al territorio montano circostante.

I comuni coinvolti dal Parco in realtà – e con essi l’Ente Parco – non lo sentono ancora come

opportunità turistica. Del resto, anche la presenza, sia tra i visitatori che tra gli operatori, delle due

fazioni dei "promotori" e dei "conservatori", (due gruppi sempre presenti nelle destinazioni

turistiche) rende difficile il consenso e la definizione di priorità.

Dall'analisi delle risposte emerge comunque un potenziale notevole, perché il contatto con la

natura e la possibilità di passeggiate e trekking ed altri sport (canoa) concentrano un ampio

interesse.



Da segnalare che l’unica effettiva attività di promozione è stata finora quella nei confronti delle

scuole e dei gruppi che svolgono educazione ambientale, per cui è prevista anche la presenza di

operatori specializzati. Del resto, questo sottolinea l’obbedienza agli obiettivi del Parco di

educazione alla sostenibilità e alla tutela, non tanto al turismo.



Dal punto di vista del legame con l'APT n.1. si riscontra che questa non presenta materiali sul

Parco (se non a richiesta): il fatto è dovuto anche alla presenza del Parco delle Dolomiti

d'Ampezzo e da problemi logistici.

Le informazioni sono sufficientemente valide, anche se la duplicazione di alcune di esse tra Ente

Parco e APT 2 può sembrare poso efficiente (folder con foto e senza).









5.7. Le proposte



Le proposte che si evidenziano sono legate alla possibilità di dividere per target i visitatori, attuali e

potenziali e di raggiungerli con proposte adeguate. I bacini di domanda vanno quindi individuati sia

nei residenti in Veneto, sia nei turisti, sia in specialisti provenienti da zone più lontane.





Date le caratteristiche del Parco, la scelta di sviluppo può essere di due tipi, dal punto di vista

dell'organizzazione del prodotto e della comunicazione:

 il Parco facile o Parco sicuro. Risponde ad una esigenza manifestata dai turisti (anche

dell'area dolomitica), dalle famiglie e dagli inesperti. Significa dare una possibilità di attività non

estremamente faticosa, accessibile, con parti didattiche o ludiche e un forte approccio alla

sicurezza, ma anche al contatto con elementi faunistici o floristici tipici.

 Il Parco selvaggio, o il Parco avventura. "A pochi km dalla città un'area dove vivere

un'esperienza di avventura, tra picchi e gole"; necessaria la possibilità anche di effettuare sport

"estremi"; vuol dire dare impulso alla frequentazione delle zone meno accessibili.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 78





Il problema è quello della possibile convivenza dei due target e delle due immagini. In realtà, il

prodotto Parco, con le escursioni proposte, si presenta già come duplice: se alcuni sentieri od

escursioni (guidate e o consigliate) sono per camminatori allenati ed esperti, altri sono per famiglie.

Le escursioni guidate dovrebbero collocarsi maggiormente sul livello di limitata difficoltà: infatti, se

l'escursionista poco esperto ha bisogno dell'accompagnamento e talvolta della "spiegazione" dei

percorsi, l'alpinista esperto, capace di affrontare percorsi impegnativo, è più portato ad una visita

autonoma delle cime.

La dualità tra "prodotto per tutti" (cioè famiglie con bambini) e prodotto per esperti è presente in

gran parte delle aree montane e dei parchi, ma talvolta la risposta a tale segmentazione risulta più

facile. Ovviamente, i limiti dati sia dal numero di visitatori che dalla struttura del sito non possono

essere superati: la limitata "attrattività" delle aree a bassa quota del Parco, la possibilità di

confronto con aree più amene della montagna.



Per quanto riguarda il target, per ora potenziale, dei turisti soggiornanti nelle località dell’APT n. 1,

gli interventi possono essere legati a

 aumentare la conoscenza del Parco e delle possibilità di attività in esso, tramite una maggior

attività di informazione ed eventualmente eventi o iniziative di comunicazione e aggregazione

legate al PDB da tenersi a Cortina e negli altri centri turistici, per chi non conosce il prodotto

 la creazione di reti tra sentieri (Alte Vie, ecc.) con materiali da distribuire anche nei rifugi, ecc.,

per gli specialisti della montagna

 valorizzazione del prodotto Parco nei comuni relativi ("Albergo del Parco", segnaletica)

 l'organizzazione di escursioni con pullman



E' ovvio che in tal modo la proposta del Parco è essenzialmente una proposta di esperienza e di

servizi, e rende necessaria la presenza di operatori ad hoc che esulano dalla solita

caratterizzazione naturalistica o dalla figura dell'escursionista tipico alpino, che anzi potrebbe

essere infastidito da questi interventi. Infatti, sarebbe necessario per questo svolgere alcuni

interventi che potrebbero avere un impatto, per quanto minimo, sul territorio.



Altro elemento da considerare è se la vicinanza con il Cadore e le Dolomiti possa essere un

elemento incentivante alle visite o meno.

Da quanto emerge dalla indagine svolta sui visitatori, la corrispondenza visita al Parco/soggiorno

nell'area dell'APT n. 1 risulta piuttosto flebile.

Una delle cause può essere la scarsità di informazioni disponibili negli hotels e negli uffici IAT

stessi. Il rapporto tra ente Parco e APT non sembra peraltro particolarmente attivo. Generalmente

negli uffici IAT vengono date informazioni sull'accessibilità, su alcune passeggiate possibili, ecc.

Le informazioni sono comunque abbastanza generiche dal punto di vista della attività turistiche.



L'altro elemento da rilevare per la mancanza di elementi di "immagine" forti, essi sono

generalmente costituiti da animali-simbolo quali l'orso (vedi l'Abruzzo), oppure stambecchi e

camosci per il Gran Paradiso, ecc.; si veda anche la Camargue, con il trinomio "cavallo-toro-

fenicottero", o l'Asinara con gli asinelli. Tale identificazione, nella sua banalità, rappresenta un

elemento di appeal non trascurabile, soprattutto per le fasce d'età minori e per i non esperti,

perché la possibilità di contatto con la fauna tipica rappresenta uno degli elementi cardine

dell'esperienza, anche per i non esperti.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 79





Al di là degli elementi faunistici, l'individuazione di un'immagine forte può servire (oltre alla

campanula morettiana simbolo del Parco ma poco incisiva)



Fondamentale è anche l'attività di pubbliche relazioni e di rapporti con la stampa, non solo

specializzata ma anche generalista; tra gli aspetti interessanti, il legame con enti (WWF, ecc.) che

hanno richiami sulla stampa, anche quella rivolta a particolari target, come i ragazzi, ecc.

Insomma, andare oltre al CAI che forse esprime della montagna una visione "purista".

Analoga necessità è quella di collegarsi ad attività come quelle del Pianeta Natura del CTS, che

propone una serie di soggiorni nei parchi naturali e iniziative di studio e protezione degli animali.

E’ però chiaro che affidarsi all’intermediazione, giovandosi della comunicazione che da essa

deriva oltre che del flusso di visitatori, vuol anche dire prevedere l’esistenza di strutture adeguate,

cioè di ricettività di un certo tipo (a seconda degli operatori: per i giovani a basso prezzo, ecc.) e di

sentieri sicuri, servizi di guida, ecc. Il contatto con i tour operator anche non specializzati potrebbe

permettere di veder inserita qualche informazione sul PDB nei cataloghi.



Le carenze sulla segnaletica, segnalata come punto debole, sono in questo periodo in via di

soluzione.



La comunicazione potrebbe quindi essere maggiormente segmentata e più capillare, per esempio

la diffusione negli hotels dei vari comprensori, sia nell'APT di competenza che in altre (Trevigiano

e resto del Bellunese) ecc..



Riassumiamo nella scheda seguente alcune osservazioni e indicazioni utili per l’inserimento del

Parco nell'ambito del Piano di Promozione per l'APT







I MINUS



 Parco di recente costituzione e poco noto, poco caratterizzato rispetto alle altre are montane

dolomitiche

 Funzione turistica intesa come secondaria rispetto agli altri obiettivi del Parco

 Collocazione esterna alle aree più frequentate e turistiche, in territori di comuni con limitata

specializzazione turistica e non sempre orientati al Parco

 Zona con popolazione residente molto scarsa, con aree impervie e pascoli abbandonati, attività

economiche interne praticamente inesistenti

 Servizi, soprattutto ricettivi, limitati e di livello qualitativo non elevato (ospitalità solo in malghe e

in rifugi; scarse proposte di attività oltre all'escursionismo estivo, ecc.); organizzazione di

pacchetti e proposte non ancora flessibile

 Elementi forti di immagine e comunicazione (vette o passi celebri, fauna tipica, opinion leader o

associazioni) poco presenti; commercializzazione difficile

 Poco comunicato nell’area dell’APT n. 1 (sia IAT che hotel)

 Conosciuto e frequentato principalmente da esperti e residenti nelle aree limitrofe

 Considerato “difficile” sia per le caratteristiche geomorfologiche che per la scarsa segnalazione

dei sentieri

 Secondario nel set di motivazioni dei visitatori dell’area dell’APT n. 1.

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 80





I PLUS e le opportunità



 Trend favorevole del turismo ambientale e dei soggiorni o visite nelle aree protette

 Accessibilità abbastanza buona e vicinanza alle aree urbane

 Interesse della Regione Veneto e dell'Enit alla promozione del "prodotto Parchi"

 Unicità dell’ambiente dal punto di vista geologico e floristico

 Varietà di attrazioni per tematiche (

 Sviluppo in corso della segnaletica, dei sentieri tematici ed escursioni organizzate e guidate

 Sviluppo delle attività di educazione ambientale



Gli obiettivi della promozione



 aumento di notorietà del PDB;

 aumento di richiesta di informazioni sul Parco e sulle possibilità di visita (agli enti pubblici e

all’intermediazione);

 inserimento nel set delle attività del tempo libero e delle visite (anche a partire dalle località di

vacanza)

 diffusione di una immagine di area più accessibile e con più attività

 aumento visite “responsabili”

 diffusione concetto sostenibilità



Gli spazi di intervento



Controllabili dall’APT n. 1, in collaborazione con l’Ente Parco:

 Aumento della presenza di materiale informativo e di informazione agli addetti dell’APT n. 1

 Diffusione di brochure negli alberghi e negli esercizi commerciali di tutto l’ambito dell'APT n.1

 Disposizione cartellonistica e segnaletica apposita nei comuni facenti parte dell'APT n. 1 e il cui

territorio è interessato dal Parco; convenzioni tra alberghi e guide, segnalazione di "Albergo del

Parco"

 Coordinamento con altre attività escursionistiche e con altre aree protette (Parco Dolomiti

d’Ampezzo, altri sentieri, ecc.): creazione di rete di sentieri

 Eventi di descrizione-spettacolo (mostre fotografiche, proiezioni, mostre botaniche o di

minerali) nelle località turistiche principali

 Organizzazione di servizi navetta per le Porte del Parco in concomitanza con escursioni

guidate

 Valorizzazione ruolo pro-loco e coordinamento con APT

 In collaborazione con l'APT n. 2 e gli altri Parchi naturali della Regione, organizzazione di

seminari/eventi in città (e scuole) venete (dove già è conosciuto il Parco ma non sempre fruito)

e lombarde



In generale: interventi sul prodotto

 Aumento dei servizi di accompagnamento, della segnaletica e della sentieristica; controllo della

qualità/professionalità

 Funzionamento dei centri visitatori e centri informazione e accoglienza, anche tematici,

valorizzazione ruolo pro-loco e formazione

 Interventi sulla qualità ricettività e sulla manutenzione di alcune aree

Dolomiti del Veneto. Allegato 2 81





 Sviluppo attività alternative a quelle escursionistiche (equitazione, corsi di botanica, canoa),

anche invernale

 Organizzazione di eventi all'interno del Parco: concerti, mostre, spettacoli

 Contatti con l'intermediazione e gli operatori specializzati in turismo naturalistico e

strutturazione di prodotti adatti all’intermediazione

 Organizzazione di servizi navetta da e verso alcune località per le Porte del Parco e da queste

ad alcuni punti di interesse particolare



Interventi di definizione dei target e di sviluppo del prodotto

Individuazione dei target attuali e potenziali e sviluppo proposte adeguate

 Target famiglie: "il Parco sicuro". Proposta del prodotto Bassa Valle: sentieri facili segnalati,

itinerari con guide (come i sentieri natura già attivi), momenti di svago e istruzione per bambini

e ragazzi, punti ristoro.

 Target scuole: sviluppo delle attività di educazione ambientale già esistenti; controllo qualità

dei servizi e sicurezza; offerta ricettiva (anche fuori dei confini) per collettività

 Target alpinisti esperti: cura dei sentieri e dei rifugi per visitatori abituali

 Target escursionisti giovani, anche non abituali: "il Parco avventura" per chi ama il trekking;

sviluppo dei sentieri tematici (e le attuali escursioni d'autore); itinerari

 Target specifici: appassionati e studiosi di geologia, botanica, ecc.:

 percorsi guidati e osservazioni, esposizioni, corsi brevi per appassionati di sport (estremi o

meno): arrampicata, canoa, rafting. Servizi, noleggi, istruttori.



Interventi generali di comunicazione

Attività di sensibilizzazione nei comuni stessi del Parco

Attività di PR , con eventi e con opinion leader per garantire risonanza sui media a livello nazionale

Individuazione di una caratteristica di "immagine" distintiva da proporre, (oltre alla campanula

morettiana)

Comunicazione mirata per i target

Inserimento nella descrizione delle località sui cataloghi dei tour operator

Richiamo del logo in quello dell’APT o viceversa


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