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PSICOSOMATICA (EMOZIONI E SALUTE)

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PSICOSOMATICA (EMOZIONI E SALUTE)
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11/26/2011
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Italian
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EMOZIONI, PSICOSOMATICA E SALUTE GLOBALE........................................................... 2

Emozioni: pessimismo e malattie .................................................................................................... 2

Emozioni: i cuori fiduciosi hanno vita più lunga ............................................................................. 3

Nascere: effetti del rifiuto materno durante il concepimento .......................................................... 4

I bambini difficili sono frutto di gravidanze non desiderate? .......................................................... 5

I livelli di testosterone alterano le funzioni cognitive dei maschi .................................................... 5

La chimica dell'amore risiede nel cervello ....................................................................................... 6

Emozioni: piu' lacrime meno stress le donne vincono gli uomini 4 a 1........................................... 7

Terapie e relax in acqua ................................................................................................................... 8

AIDS: possibilità di sopravvivenza.................................................................................................. 9

Credenze positive, umorismo, autostima aiutano i malati di aids .............................................. 10

Psicoimmunologia: il cervello e i globuli bianchi sono legati da una comunicazione reversibile 12

Morire: il tipo di morte è connesso con la personalità ................................................................... 12

Neuropersonalità? ...................................................................................................................... 14

Le persone non emotive sono inclini al cancro, quelle emotive alle malattie delle coronarie ... 14

La rosa mistica Una nuova terapia meditativa per l'uomo moderno: ridere piangere

meditare a cura di Aurora Maggio Cooper ................................................................................. 15

Le emozioni represse ................................................................................................................. 15

Ya-hoo e Ya-boo, mantra senza terapia ..................................................................................... 15

Un metodo semplice e rivoluzionario ........................................................................................ 16

Una nuova terapia meditativa .................................................................................................... 16

Gli ebrei non muoiono prima di Pasqua......................................................................................... 17

lo fragile in corpo fragile ............................................................................................................... 19

Oscillazioni emotive ...................................................................................................................... 20

MANTRA, SUONO, MUSICA E CERVELLO ............................................................................ 21

Percezione dei toni e meditazione ............................................................................................... 22

Musica, cervello ed emisferi .......................................................................................................... 25

Il parlare automatico ...................................................................................................................... 25

Riconoscimento della voce ............................................................................................................ 25

Musica ai miei orecchi ................................................................................................................... 26

Fumare altera l'udito ...................................................................................................................... 26

Il rumore altera le papille gustative................................................................................................ 27

Stress, voce e computers ................................................................................................................ 27

Rumore e impotenza ...................................................................................................................... 27

Il suono del pianto .......................................................................................................................... 28

Suono, luce, sincronizzazione del cervello .................................................................................... 28

Il dna diventa musica ..................................................................................................................... 29









1

EMOZIONI, PSICOSOMATICA E SALUTE GLOBALE







Emozioni: pessimismo e malattie

Il modo, ottimista o pessimista, di spiegare degli eventi sfavorevoli quando si è giovani, potrebbe

permettere di predire il futuro stato di salute nel periodo di mezza età.



Questo risultato è basato su una ricerca durata 35 anni su un gruppo di laureati di Harvard

intervistati per la prima volta nel 1946. I soggetti raggruppati per età e per condizioni di salute

vennero intervistati a proposito di loro esperienze difficili durante la seconda guerra mondiale.

Alcuni diedero spiegazioni leggere e divertenti, altri si sentivano tristi o colpevoli.



I ricercatori hanno suddiviso i racconti negativi in tre categorie: globale ("Distruggerà tutta la mia

vita"), stabile ("Non mi abbandonerà mai") e internalizzata ("È stata colpa mia").



Quelli che usavano interpretazioni negative dei fatti erano consistentemente più arnmalati e/o più

portati a morire rispetto ai loro pari con visione ottimista degli eventi.



La differenza raggiunge il culmine verso l'età di 45 anni, malgrado ci siano più differenze

sostanziali fin dall'età dei 35. I ricercatori fanno l'ipotesi che l'effetto dell'atteggiamento psicologico

sia più grande all'inizio della mezza età. Negli anni successivi potrebbero diventare più importanti

problemi fisici generali.



"I risultati confermano il buon senso", dice Christophe Peterson dell'Università del Michigan, uno

degli autori dello studio, "il modo in cui uno spiega un fatto è un buon indicatore del grado di senso

di impotenza o della tendenza ad affrontare i problemi direttamente".



"Malgrado ci siano molti modi in cui il pessimismo può condurre a un deterioramento della salute,

io credo che sia strettamente legato al comportamento. È molto meno probabile che un pessimista

smetta di fumare, rifiuti un dolce in più o ottenga cure mediche qualificate".



Potrebbero essere attivi anche altri fattori, dice Peterson, fra questi:



- Il pessimismo potrebbe essere legato a una scarsa capacità di risolvere i problemi e quindi alla

tendenza ad avere problemi seri. Da questo deriverebbe una certa vulnerabilità alle malattie.



- Il pessimismo può portare a una diminuzione dei contatti sociali, e anche questo comportamento

viene associato a uno stato di malattia.



- Il senso di impotenza legata al pessimismo potrebbe alterare le funzioni del sistema immunitario.



Peterson avverte però che l'ottimismo può essere sia una causa che un sintomo di buona salute.



"Penso che lavorino in combinazione", ha detto. "Ma combinare l'ottimismo con un lavoro intenso è

ancora il modo più valido di migliorare la vostra salute. La capacità di ridere a volontà, da sola, non

è in grado di eliminare un'epidemia".









2

Emozioni: i cuori fiduciosi hanno vita più lunga

Sembra che l'ostilità e la sfiducia siano un fattore chiave nel predire malattie di cuore e morti

precoci. Recentemente alcuni ricercatori della Duke University hanno suggerito che si potrebbe

insegnare alle persone sospettose ad avere "cuori" più fiduciosi.



Lo psichiatra Redford Williams, parlando a un raduno della associazione dei cardiologi americani a

Monterey, ha detto che i tipi A, ostili e aggressivi, potrebbero avere un problema comune: una

diramazione del sistema parasimpatico, coinvolta nel calmare una persona quando si trova in

situazioni di confronto, sarebbe più debole.



Ricerche precedenti avevano mostrato che il sistema ha un effetto più veloce negli uomini di tipo

B. Il tipo A ha anche una risposta più forte al cortisolo, un ormone connesso con lo stress che

stimola il rilascio di adrenalina.



Un eccesso di cortisolo può alterare il rivestimento delle arterie e condurre all'arteriosclerosi.



In uno studio condotto alla Duke, Williams e collaboratori hanno esaminato la vita di 118 avvocati

che erano stati sottoposti a test psicologici quando erano all'università. Dopo 25 anni, la mortalità

di quelli che avevano avuto un punteggio elevato per quanto riguarda l'ostilità era maggiore di 4,2

volte di quella dei colleghi più tranquilli.



Quelli che avevano ricevuto un punteggio più elevato per quanto riguarda il cinismo e la

manifestazione di rabbia risultavano ancora peggiori, con una mortalità che era 5,5.volte quella dei

tipi più fiduciosi.



Williams sottolinea che i nuovi risultati non sono in conflitto con le ricerche precedenti, quali i lavori

del pioniere Meyer Freidmann sul tipo A.



"Stiamo soltanto raffinando l'ipotesi del tipo A", ha detto Williams facendo notare che, mentre la

rabbia e l'ostilità rivelano un legame diretto con la morte, altre caratteristiche del tipo A, come il

senso di urgenza del tempo, non mostrano alcun legame.



"Stiamo semplicemente cercando di capire meglio quali caratteristiche del tipo A sono dannose.

Certe caratteristiche biologiche sembrano rendere le persone ostili candidati una morte precoce.

Tuttavia la personalità e l'ambiente sono molto importanti, lavorando per cambiare il modo in cui

guardate la vita e per ridurre lo stress potete migliorare le vostre possibilità di soprawivenza".



Per realizzare un cuore più fiducioso e più sano Williams offre un programma in 12 punti:



1) Controlla i tuoi pensieri cinici. Williams raccomanda di tenere un giornale delle situazioni in cui si

tende a rispondere cinicamente e di tentare di valutarle da una prospettiva diversa.



2) Confessa che riconosci la tua ostilità.



3) Sforzati a fermare i pensieri cinici mentre si stanno formando.



4) Esamina le situazioni ragionevolmente.



5) Mettiti nei panni degli altri.



6) Impara a ridere di te stesso.



3

7) Impara a rilassarti



8) Pratica la fiducia. Fai sforzi particolari per aver fiducia in qualcuno, anche se per cose non

importanti.



9) Impara ad ascoltare.



10) Impara ad essere assertivo. Quando sorge una situazione difficile, asserisci il tuo punto di vista

con calma, piuttosto che reagire aggressivamente.



11) Immagina che oggi sia l'ultimo giorno della tua vita. Williams prende in considerazione il fatto

che l'ostilità della gente spesso diminuisce dopo una malattia grave.



12) Pratica il perdono.



Poiché sembra che essendo in funzione sia fattori psicologici che fisiologici, Williams offre un altro

suggerimento: "Se il tuo sistema parasimpatico non è programmato per calmarti è meglio che usi

la tua corteccia cerebrale".









Nascere: effetti del rifiuto materno durante il concepimento

.Pubblichiamo una lettera scritta da David Cheek a Brain/Mind Bulletin. Cheek è un ostetrico in

pensione, ex presidente della società americana per l'ipnosi clinica e coautore del libro MindBody

Therapy (W.W. Norton).



L'articolo di Peter Jemsen sul Ritalin sembra giustamente indicare che circa i due terzi dei bambini

con turbe psicologiche non erano stati desiderati e che metà di loro era stata minacciata di essere

"data via".



E' stato rilevato che molti bambini hanno mal interpretato l'informazione che ricevono o pensano di

ricevere prima di essere nati. Fino a tre anni fa si pensava che il danno fosse solo nella sala parto,

quando alla madre vengono somministrate così tante medicine che non può parlare. Ma è

diventato sempre più chiaro, da quando ho cominciato a far luce sulle influenze dei primi momenti

di vita, che le impressioni primarie impresse durante la vita intrauterina sembrano dipendere da

principi di sopravvivenza.



Sono incline a pensare che le impressioni dell'emisfero sinistro abbiano a che fare sia con il

nutrimento affettivo, il cibo e l'accettazione che con la logica. L'attività del cervello destro sembra

aver origine dalla sopravvivenza, nel cercare di conoscere quanto possibile dell'ambiente che è là

fuori, prendendo suggerimento da stimoli supersensoriali, inclusi i pensieri del padre e della madre.



L'apertura supersensoriale alle impressioni è apparentemente già attiva sin dal momento che la

madre realizza di essere incinta, gli ormoni materni vanno direttamente attraverso la placenta, ma

sono sicuro, sulla base delle mie ricerche con l'ipnosi, che i pensieri materni vengono ricevuti

dall'embrione.



Sembra persino che sia possibile verificare, occasionalmente, le impressioni di una persona

ipnotizzata, attraverso il ricordo dell'evento da parte della madre, quando l'embrione "sentì" che il

dottore diceva a sua madre che era incinta. È una cosa difficile da capire perché i meccanismi





4

dell'ottavo nervo connesso con l'udito vengono completati solo al quinto mese di gestazione e

sono molto curioso sull'origine di questa conoscenza dell'embrione.



Una madre che è biologicamente pronta e contenta di esser gravida può rendersi conto

consciamente che il marito si oppone ad avere un bambino. Questo fattore secondario può

soverchiare i suoi buoni sentimenti. Quando una madre viene riempita di medicine non può avere

vicino il suo bambino al momento della nascita, il danno diventa doppio. Né la madre né l'infante

possono completare il legame che era iniziato con la vita intrauterina del feto.



Ogni osservazione fatta al bambino negli anni della sua formazione dopo la nascita verrà

interpretata come un ulteriore rifiuto da parte della madre. Tuttavia, è possibile cambiare questa

immagine con l'ipnosi di regressione (tecnica che riporta il paziente indietro negli anni e permette

di decondizionarlo da comportamenti non più rispondenti alla situazione attuale). Mi sembra che

ogni ostetrico e ginecologo dovrebbe sapere come penetrare nelle percezioni della vita precoce e

come rimodellare la situazione sfavorevole.



Naturalmente ci sono molte madri che rimangono incinte accidentalmente e detestano l'intero

processo. Il meglio che sono riuscito a fare è stato di far rivivere alla persona disturbata il processo

di sviluppo, come se fosse stata al posto della madre.



Il meglio sarebbe che ogni gravidanza venisse pianificata e goduta fin dall'inizio. Ma non sembra

che funzioni così.



Persone adulte, che erano state adottate, sapevano di non essere desiderati molto prima di essere

messi in un orfanotrofio o affidati a una strana donna, quando lasciavano l'ospedale. Molti embrioni

sono in grado di andarsene durante la prima settimana di gestazione e i meno energetici

rimangono nell'utero per cominciare una vita piena di problemi.









I bambini difficili sono frutto di gravidanze non desiderate?

Uno psichiatra della Georgia ha riferito che più della metà dei bambini iperattivi che ha studiato

soffrivano anche di depressione e di ansietà. Ha stimato che circa il 30% dei bambini della sua

clinica prendevano anche medicine non necessarie. Anche Peter Jensen, del centro medico

Eisenhower di Fort Gordon, ha trovato che i due terzi dei bambini disturbati erano frutto di

gravidanze non desiderate. La metà erano stati minacciati dai parenti di essere dati via. Il 90%

erano secondo o terzogeniti e due terzi erano stati ricoverati in ospedale durante l'infanzia. Poiché

i genitori di questi bambini rivelavano essi stessi alti livelli di stress e di depressione, Jensen

raccomanda una terapia familiare completa per bambini iperattivi.









I livelli di testosterone alterano le funzioni cognitive dei maschi

Ricercatori tedeschi hanno riportato che i livelli di testosterone nel sangue e nella saliva di 177

maschi sani e giovani erano correlati con il funzionamento del sistema cognitivo. Nell'ambito di

valori normali, gli uomini con livelli più alti di testosterone e di due altri ormoni danno migliori

risultati in test di abilità spaziale e peggiori in test









5

La chimica dell'amore risiede nel cervello

Una recensione del libro The Chemistry of Love di Michael Liebowitz (ed. Little Brown, Boston)



Che cosa succede nel nostro cervello quando ci innamoriamo? Qual è la base biochimica del

cambiamento che lo accompagna, l'aumento di energia vitale e di ottimismo, una diminuzione

dell'appetito e del bisogno di sonno?



Michael Leibowitz direttore della clinica per le malattie di origine ansiosa dell'istituto psichiatrico

dello stato di New York esplora questo terreno vergine nel suo libro. Malgrado le obbiezioni dei

romantici che desiderano che il mistero rimanga tale e dei professionisti convenzionali che si

attaccano ai loro modelli psicologici, i ricercatori stanno lavorando per rintracciare i correlati chimici

delle nostre vite emozionali.



'Le differenze con cui le persone reagiscono a esperienze di innamoramento positive o negative

sono determinate dalle differenze con cui rispondono biologicamente a queste situazioni.

L'intensità dell'eccitazione nell'incontrare una persona nuova, la durata della luna di miele o la

profondità di una depressione post innamoramento sono in definitiva determinati dai cambiamenti

che avvengono nella chimica del cervello e dalla durata di questi cambiamenti'.



Ricerche recenti suggeriscono che nell'innamoramento sono coinvolti due diversi sistemi chimici:

l'attrazione che porta la gente ad unirsi e l'attaccamento che li mantiene uniti.



Liebowitz fa l'ipotesi che l'attrazione funzioni come le anfetamine nel cervello, aumentando le

pulsazioni del cuore, intensificando gli stati d'animo e aumentando il livelli di neurotrasmettitori

quali la norepinefrina, la dopamina e la feniletilamina.



Persino l'idealizzazione dell'amato nelle prime fasi di un innamoramento di tipo mentale può avere

un aspetto neurochimico. 'Finché la nuova relazione va bene è come se la soglia del piacere del

cervello venisse abbassata così che molte più cose possano raggiungerlo mentre la soglia del

dispiacere viene innalzata così che lo raggiungano meno cose spiacevoli'. D'altro canto, la

depressione che accompagna una disillusione nell'innamoramento potrebbe essere il risultato di

un abbassamento dei livelli di alcuni composti chimici del cervello o di un abbassamento della

sensibilità di alcuni ricettori chiave. 'Sembra che nei centri limbici del cervello avvenga un rapido

cambiamento per cui niente più può essere vissuto come piacevole'. Pare inoltre che

l'attaccamento e l'ansietà per la separazione coinvolgano un sistema chimico diverso, le endorfine,

sostanze narcotiche naturali. Leibowitz sostiene che noi siamo programmati geneticamente a

secernere endorfine quando siamo in una relazione molto stretta. La perdita di contatto, a sua

volta, potrebbe interrompere la produzione di endorfine. Si è trovato, inoltre, che narcotici come la

morfina inibiscono una parte del tronco encefalico, il locus coeruleus, che si pensa inneschi

sentimenti di panico e di ansietà da separazione. Liebowitz, basandosi su studi recenti, pensa che

le endorfine possano inibire i sentimenti da separazione fungendo come una specie di colla che

tiene assieme le persone. Questo fornisce una chiave per le malattie da innamoramento: 'Molte

persone che hanno difficoltà in amore potrebbero avere i sistemi stimolanti del cervello iperattivi il

che li rende così storditi da non poter pensare con chiarezza, quando incontrano una persona che

li attrae. 'Sembra che altri soffrano di sentimenti cronici di assuefazione all'innamoramento, alle

droghe o a qualunque cosa che possa dare loro un sollievo temporaneo'. Innamorarsi è

biologicamente facile perché il nostro sistema nervoso risponde alla novità. Rimanere innamorati è

tutta un'altra storia.









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Emozioni: piu' lacrime meno stress le donne vincono gli uomini 4 a 1

"Le lacrime esprimono forti emozioni, le portano fuori". Una antica leggenda narra che l'uomo è

nato dalle lacrime. I1 potente dio Ra era così esausto al termine della creazione che incominciò a

piangere, alcune lacrime caddero sulla Terra e da queste nacque l'uomo. L'uomo è l'unico essere

sulla Terra che versa lacrime per manifestare le sue emozioni.



Comunque l'umanità ha versato lacrime senza conoscerne il meccanismo segreto. È solo da pochi

anni che la scienza della dakriologia (lo studio delle lacrime) si è sviluppata e ha scoperto che le

lacrime fanno bene alla salute e favoriscono il benessere e la bellezza. In una stanzetta

dell'American University del Minnesota, gli scienziati hanno creato un singolare laboratorio per le

lacrime, nel quale molti volontari hanno singhiozzato. Le donne sono state i soggetti sperimentali

migliori, i ricercatori hanno scoperto che piangono quattro volte più degli uomini.



Le lacrime vengono dapprima raccolte: è un processo stancante e lungo, ogni lacrima pesa infatti

solo 15 milligrammi. Sono necessarie più di 66.000 lacrime per averne un litro. Dopodiché le

lacrime vengono analizzate nella loro struttura molecolare ed esaminate con l'aiuto della

gascromatografia fluida ad alta pressione. Si è scoperto così che le lacrime contengono peculiari

sostanze: l'ormone prolattina, l'ormone ACTH, il lisozima e l'encefalina.



Questo spiega il perché le donne piangono più degli uomini, il loro livello di prolattina è maggiore. Il

Dott. William H. Frey, psichiatra del centro medico di San Paul-Ramsey dell'Università del

Minnesota, ed esperto nella biochimica delle lacrime, ha scoperto che la prolattina, che gioca un

ruolo determinante nell'allattamento, interviene anche nella formazione delle ghiandole lacrimali.

Fino a dodici anni una ragazzina non versa più lacrime di un suo coetaneo, il loro tasso di

prolattina è equivalente. A partire dai dodici anni questo ormone subisce nelle ragazze un

incremento che a 18 anni raggiunge il 60% in più che nei ragazzi. Per confermare la scoperta il

Dott. Frey ha trattato malati depressi, con frequenti crisi di pianto, con dopamina, una sostanza

conosciuta per l'azione inibitrice della prolattina: come risultato le crisi di pianto si sono attenuate.



Ma piangere come fontane non ha solo degli inconvenienti. Le lacrime provocate da una grande

emozione eliminano dall'organismo i prodotti chimici responsabili dello stress. Esse contengono

neurotrasmettitori e ormoni, soprattutto l'ACTH e l'encefalina, che provengono dal cervello e sono

legati allo stato di ansia e allo stress. L'encefalina è una sostanza simile alla molecola di morfina

prodotta dal cervello per alleviare il dolore. Il lisozyma è invece un enzima con proprietà

antibatteriche usato per combattere le infezioni.



È interessante notare che queste sostanze sono presenti solo nelle lacrime delle persone che

piangevano per autentiche emozioni, nelle lacrime provocate da una cipolla tagliata non si trovano

né ormoni né enzimi.



Un po' di statistica del pianto: su 200 uomini e donne che hanno tenuto un diario in cui

registravano ogni singola lacrima, si è trovato che solo il 55% degli uomini piange almeno una

volta al mese contro il 94% delle donne. I173% degli uomini e 1'85% delle donne si sente meglio

dopo aver pianto. La media delle donne piange cinque volte al mese, mentre solo pochissimi

uomini piangono più di una volta; quando piangono però 'il tempo delle lacrime' è uguale per tutti:

da uno a due minuti in cui vengono versate circa 50 lacrime che equivalgono a 50 millilitri. Ogni

essere umano produce circa 70 litri di lacrime in tutta la sua vita. Gli umani piangono di più tra le

19 e le 22 e non amano farlo da soli. Se un uomo viene osservato mentre piange la scusa più

comune è quella di dire che qualche cosa gli è finito nell'occhio. Le donne invece non mostrano

particolare imbarazzo nel mostrare i loro sentimenti quando piangono. I ricercatori americani

ritengono che questi dati possano spiegare il maggior numero di collassi cardiaci da stress negli

uomini che nelle donne. Alcuni studi epidemiologici confermerebbero questa assunzione: gli

uomini soffrirebbero di maggiori disturbi da stress proporzionalmente alla difficoltà che hanno di

piangere. Secondo il Dott. Frey piangere diminuisce la tristezza e l'ira di circa il 40%.



7

Cancro e psicoterapia di gruppo

I malati di cancro che seguono terapie di gruppo allungano anche del doppio la propria vita

a cura di Maria Fantacci



David Spiegel della Stanford University, in una sua recente ricerca, ha scoperto che i malati di

cancro, che seguono terapie di gruppo o altri tipi di psicoterapie, allungano la propria vita rispetto a

coloro che si affidano unicamente a trattamento medico tradizionale. Spiegel ha reso noto che un

gruppo di donne con tumori al seno, che aveva seguito una terapia di gruppo e lezioni in

autoipnosi, è sopravvissuto di media quasi il doppio (36.6 mesi) rispetto a un gruppo che era stato

curato solo con metodi medici tradizionali (18.9 mesi). Rivolgendosi al Congresso annuale

dell'Associazione Americana Psichiatri a San Francisco, Spiegel ha detto che né lui né i suoi

collaboratori della Stanford University e della University of California si aspettavano di trovare

differenza fra i due gruppi. La ricerca, durata 10 anni, ha seguito 86 donne di mezza età a cui era

stato diagnosticato un cancro al seno. I soggetti erano stati divisi in due gruppi; il primo riceveva

solo cure mediche ma il secondo, in aggiunta al trattamento tradizionale, frequentava, per un anno,

gruppi terapeutici settimanali. A queste pazienti veniva anche insegnata l'autoipnosi per il controllo

del dolore. Alla fine del periodo di 10 anni, 83 delle 86 donne erano morte, ma le donne nel

secondo gruppo avevano vissuto quasi 18 mesi in più. Anche se i tumori delle donne del primo

gruppo erano di media ad uno stadio più avanzato quando furono diagnosticati, in ambedue i

gruppi la malattia si era diffusa nel corpo in modo tipico e col medesimo ritmo, fatto che portò

Spiegel alla conclusione che la differenza iniziale poteva incidere sul risultato. Spiegel si definì

"sbalordito" dato che la ricerca intendeva smentire l'idea corrente che lo stato d'animo gioca un

ruolo importante nel decorso di malattie definite potenzialmente distruttive. Alla luce dei risultati

ottenuti, Spiegel, professore associato di psichiatria, conviene che evidentemente devono esserci

fattori inaspettati in questo processo. La terapia di gruppo poteva aver dato alle donne una

speranza che le portava ad attenersi più strettamente alle cure mediche. Spiegel ha suggerito che

la psiconeuroimmonologia potrebbe dare ulteriori delucidazioni in merito a questi sorprendenti

risultati.









Terapie e relax in acqua

I bagni termali sincronizzano il cervello



Quando si fanno le terapie in acqua, come il massaggio watsu, il rilassamento antistress, la

meditazione o la respirazione profonda, si entra in uno stato di profondo benessere e pace nel

corpo e nell'anima. In particolare quando ci si immerge nelle antiche vasche di marmo di Villa

Demidoff al Villaggio Globale di Bagni di Lucca si sperimenta un grande senso di pace e di

piacere. In particolare Da tempo siamo stati colpiti dalla similitudine tra il senso di benessere delle

persone che sperimentano dei periodi di dieci-quindici giorni di intensa meditazione e delle

persone che sperimentano lo stesso periodo di cure termali. Oggi sappiamo che non si tratta di

una semplice coincidenza ma che, durante le terapie termali, si verificano una serie di processi

neuropsicofisiologici che conducono ad uno stato di profondo rilassamento del tutto

sovrapponibile. E' significativo ricordare che in moltissime tradizioni spirituali, come la grotta calda,

il bagno, le capanne sudatorie della tradizione Navajo, Hopi e Lakota dei nativi nordamericani, o le

tradizionali saune degli Iamabushi del nord del Giappone, erano considerate importanti ritualità

religiose, delle vere esperienze spirituali che avevano un doppio carattere di prova iniziatica

(individuale o di gruppo) e di presidio medico terapeutico, per la depurazione e la cura di molte

malattie. Le avanzate ricerche neurofisiologiche che stiamo conducendo presso le Terme di Bagni

di Lucca, sull'attività cerebrale delle persone nella grotta e durante i bagni in acqua termale, hanno

mostrato, in molto casi, un forte aumento della sincronizzazione cerebrale, che permane per un

certo tempo. La sincronizzazione cerebrale, come coerenza tra le onde dei due emisferi, è un dato



8

di grande rilevanza per la valutazione della salute globale e psicosomatica. Le persone che stanno

male, depresse o demotivate hanno statisticamente una bassa sincronizzazione cerebrale (come

potete vedere nella prima immagine (acqua6.tif), dove la parte sinistra del cervello è irregolare e

asimmetrica rispetto a quella destra), mentre al contrario, chi vive con gioia e intensità mostra

un'elevata sincronizzazione. In particolare le persone in meditazione mostrano un'altissima

sincronizzazione con onde armoniche, associata ad un grande senso di pace e rilassamento.



Nella seconda immagine (acqua5.tif) potete osservare delle onde armoniche ad altissima

sincronizzazione (tipiche della meditazione profonda) rilevate durante un rilassamento in vasca

termale. I nostri esperimenti hanno anche rilevato che quando due persone entrano insieme nelle

grandi vasche termali di marmo si viene a creare una profonda comunicazione tra i loro cervelli e i

loro corpi, una sottile empatia, che aiuta a ritrovare l'amicizia e la tenerezza nei rapporti.



Per noi la salute globale è quando l’essere umano è naturalmente sé stesso, quando è integro e

biologicamente reattivo, ossia quando le differenti dimensioni del suo essere - corpo, istinti,

emozioni, sentimenti, pensieri e coscienza - sono in uno stato di coerenza ed equilibrio tra loro; e il

cervello riflette un parallelo stato armonico neuropsichico.









AIDS: possibilità di sopravvivenza

In una recente conferenza a Los Angeles alcuni esperti hanno proposto una visione cautamente

ottimista della malattia.



Il 4 e il 5 febbraio il simposio sulle recenti scoperte immunitarie ha radunato 450 persone per

ascoltare George Solomon, Lydia Temosbok, Peter Duesberg, Lecnard Wisneski e altri, che hanno

discusso i problemi e le soluzioni possibili dell'epidemia. Il pubblico includeva sia malati di AIDS

che operatori sanitari e dei servizi sociali.



Il medico Laurence Badgley, citando lo scopritore del virus dell'AIDS, Luc Montagnier, dell'istituto

Pasteur di Parigi, ha detto: "L'AIDS non conduce inevitabilmente alla morte, specialmente se si

eliminano i cofattori che facilitano la malattia. "Non è il virus che ha cambiato il suo comportamento

di base ma il suo ospite".



Badgley, autore del libro "Healing AIDS naturally" (guarire l'AIDS con metodi naturali) e direttore

della fondazione per le ricerche sulle terapie naturali (FRONT), una delle principali sponsorizzatrici

del simposio, ha proposto un nuovo modello del processo della malattia.



"Il virus, quando entra nel corpo, viene "messo a dormire", più tardi, alcuni coattori, come l'abuso di

droghe, alcool, una dieta povera e lo stress, lo risvegliano."



Il momento più intenso del simposio è stato un dibattito tra 10 sopravvissuti alI'AIDS che hanno

fatto osservazioni e dato suggerimenti basati sulla loro esperienza personale. Ognuno di loro ha

sottolineato che non c'è una sola risposta alla sopravvivenza.



Altri oratori si sono dichiarati d'accordo e hanno sottolineato il ruolo degli influssi periferici.

Solomon, creatore del termine psiconeuroimmunologia negli anni '60, ha detto che tre fattori

possono permettere di predire la velocità di sviluppo della malattia in un paziente AIDS:



- Numero dei partners sessuali nell'arco della vita



- Numero di malattie veneree





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- Numero di amici che sono morti



Tutti questi fattori, oltre allo stress, che Solomon considera inevitabile negli omosessuali, possono

attaccare il sistema immunitario. La maggior parte degli adulti che soffrono di AIDS sono uomini

omosessuali e bisessuali.



"Le persone di costituzione sana affrontano meglio l'AIDS, ha detto Solomon. "Perché le donne, il

cui sistema immunitario è in genere più forte, hanno meno successo nella sopravvivenza?" La sua

risposta: la maggior parte delle donne vittime dell'AIDS hanno abusato di droghe e quindi non

hanno più una costituzione forte.



Temoshok, uno psichiatra dell'istituto Longeley Porter di San Francisco, descrive, in una sua

ricerca, parecchie caratteristiche comuni ai sopravvissuti che sono stati colpiti dall'AIDS da lungo

tempo. Tra queste:



- Accettazione della diagnosi, combinata col rifiuto di considerarla una sentenza di morte. "Ci sono

molti pazienti che non sono morti e se la cavano bene", ha detto, "non possiamo descriverla

semplicemente come una malattia terminale. È molto più complessa".



- Sentire il medico come un collaboratore.



- Avere degli affari da finire, avere una motivazione molto forte per la sopravvivenza. Un paziente

aveva fatto voto di non morire fino a che non avesse finito di aggiungere alcune stanze alla sua

casa. Sino al momento dell'ultimo controllo aveva ottenuto prestiti bancari e stava per terminare il

lavoro.



- Prendere responsabilità personale per la malattia e la guarigione.



- Avere un sentimento spirituale di qualcosa al di là del sé.



Altri oratori hanno presentato i documenti delle ultime ricerche sulle terapie alternative inclusa

l'omeopatia, le erbe cinesi, le vitamine, le diete di frutti e vegetali.



"Abbi fiducia nel tuo istinto, fai qualunque cosa funzioni, ha detto Micheal Callen, uno dei membri

più noti del gruppo dei sopravvissuti, che ha offerto la sua lista di caratteristiche della persona che

sopravvive.



"Non c'è un modo solo e tu hai il potere di aiutare te stesso. Continua con qualunque cosa sembra

darti beneficio".







Credenze positive, umorismo, autostima aiutano i malati di aids



Alla fine del dibattito ognuno dei 10 sopravvissuti all'AIDS di loro ha risposto ad alcune domande.



Uno dei sopravvissuti, colpito dal male nel 1983, ha detto: "L'AIDS è la cosa migliore che mi sia

mai successa". La sua dichiarazione sincera rifletteva i sentimenti generali del gruppo, molti dei

quali hanno detto di essersi sentiti più forti e ricompensati dallo loro lotta contro la malattia.



Alcuni dei punti più salienti:









10

Fin dalla diagnosi nel 1982, Dan è ritornato a finire la scuola di medicina e ha usato una dieta per

ripulire il corpo; ha però messo in guardia che la sua tecnica non funziona necessariamente per

tutti. Egli ha superato di gran lunga le previsioni di sopravvivenza.



"Durante questi anni ho messo tutto su alcune carte di credito, e ho finito di doverle pagare tutte!"



Cristofer, un altro sopravvissuto, ha descritto i suoi sentimenti dicendo che, dopo che gli era stato

diagnosticato il male nel 1982, non aveva più nessuna voglia di vivere. Durante un trattamento

intervenoso con alfa-interferone, aveva cominciato a darsi alla cocaina, abitudine che durò per tre

anni.



Più tardi smise di usare la cocaina e si sottopose a un trattamento di medicina olistica.



Scherzando ha detto: "Spero non sia stato solo tutto lo zucchero e il cibo sano che mi hanno

portato a questo punto oggi!"



Niro, una francese, dopo essere stata diagnosticata sieropositiva nel 1985, decise di lavorare in

stretta collaborazione con i suoi medici. Ha detto:



"Scoprire che cosa ci vuole per amare me stessa e gli altri è stato l'inizio del processo di

guarigione". Il suo stato attuale è cambiato in HIV-negativo.



Will, un ingegnere-analista, ha detto che il suo addestramento scientifico l'ha condotto a pensare

che solo la medicina tradizionale poteva fornire una risposta. Presto, tuttavia, il suo senso di

impotenza l'ha indotto a muoversi per lavorare con Louise Hay, organizzatore di gruppi per malati

di AIDS in tutta l'America.



Ha detto al pubblico: "Non dobbiamo pensare che non ci sia più nulla da fare; le emozioni sono il

meccanismo di connessione tra la mente e il corpo e tutti i nostri problemi si connettono con

emozioni negative".



A David, 56 anni, era stato detto che non avrebbe vissuto oltre il Natale del 1982. Cosi la sua

famiglia gli fece una festa di compleanno in anticipo. Parecchie feste dopo ha detto:

"Probabilmente ormai stanno esaurendo la loro carica di simpatia".



Michael Callen, che era stato trovato malato di AIDS nel 1982, ha dato l'avvio a parecchie

organizzazioni per l'AIDS. Ha scritto molto e tenuto conferenze. Callen ha sollecitato i pazienti a

usare la pentamidina, una nuova medicina, valida nel prevenire la polmonite da pneumotocistis

carinii, una delle maggiori cause di morte nei malati di AIDS.









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Psicoimmunologia: il cervello e i globuli bianchi sono legati da una

comunicazione reversibile





Gruppi di ricercatori di due università americane hanno riferito di aver trovato un meccanismo

probabile dell'interazione tra il cervello e il sistema immunitario. Il campo relativamente nuovo della

psiconeuroimmunologia si focalizza sui legami tra fattori mentali e fattori emozionali nelle malattie.

Un gruppo dell'università di Rochester ha riferito di aver scoperto speciali recettori nervosi nella

milza, nei nodi linfatici, nel midollo osseo e nelle pareti dei vasi sanguigni. David Felten ha detto

che "la scoperta è il legame che da tanto tempo mancava: la comunicazione di ritorno verso il

cervello".



Ricercatori dell'università di Chicago hanno trovato che il cervello produce interleukina-1 (IL-1), un

mediatore della funzione immunitaria. Già si sapeva che i globuli bianchi producono IL-1 in risposta

ad un'infezione, e che quindi potevano influenzare il cervello. Il rilascio di IL-1 da parte dei globuli

bianchi in risposta ai batteri o ai virus innesca il rilascio degli ormoni del cervello.



Clifford Saper, un farmacologo dell'università di Chicago, ha identificato l'IL-1 nel cervello e nel

sistema nervoso periferico dei cadaveri. Il ricercatore suggerisce che ci sia un circuito di feedback

con cui il cervello tiene in controllo il sistema immunitario.



Il meccanismo che impedisce al sistema immunitario di reagire più del necessario potrebbe essere

lo stesso che lo sopprime.



Entrambe le scoperte sono state riportate al congresso della Società di Neuroscience a Toronto.









Morire: il tipo di morte è connesso con la personalità

Malgrado sia ormai noto che eventi stressanti tendono a provocare uno stato di malattia, è molto

meno chiaro il legame tra tipo di personalità e tipo di malattia.



H.J. Eysenck, un noto ricercatore inglese, ha passato in rivista alcuni studi europei che indicano

una diversità sorprendente tra i tipi di personalità che poi svilupperanno o una malattia di cuore o il

cancro.



Eysenck e il ricercatore che ha condotto gli studi su larga scala, Ronald Grossarth-Mathicek,

hanno riferito che la terapia comportamentale ha un effetto impressionante.



Eysenck ha sottolineato l'importanza di distinguere tra "stress" e "sforzo", come si usa in fisica.



Lo stress è una forza esterna, lo sforzo è la reazione dell'oggetto sottoposto allo stress. La

personalità è la variabile che altera lo sforzo, la reazione allo stress.



"Molti generi di stimoli... impongono più di uno sforzo sulle persone emozionalmente instabili che

non sulle persone emozionalmente stabili.



Queste differenze... non possono essere omesse da alcun studio scientifico sull'influenza dello

stress sulle malattie del corpo".









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Eysenck si riferisce a scoperte contenute in tre studi a lungo termine (vedi articolo successivo),

uno in Yugoslavia (1353 soggetti) e due in Germania (8/2 e 1042 soggetti). La ricerca, condotta a

Grossarth-Maticek, ha trovato drammatiche correlazioni tra il tipo di personalità di individui non

ancora ammalati e la successiva frequenza di morti premature per cancro o malattie del cuore.



Nello studio yugoslavo, i soggetti avevano un età tra i 59 e 65. Nello studio tedesco la maggior

parte erano tra i 40 e i 60. Grossarth-Maticek e i suoi collaboratori hanno registrato il numero di

morti premature in ciascun gruppo nei successivi 10 anni.



Gli individui che tendevano a reprimere le loro emozioni di fronte allo stress era



no più proni degli altri a morire di cancro. Quelli che avevano un alto punteggio nelle misure della

frustrazione emozionale e dell'aggressività avevano un alto tasso di morte collegata a malattie di

cuore.



Nel predire la possibilità del cancro le variabili della personalità erano più importanti che non il

fumare. I1 fumare era un prerequisito per il cancro ai polmoni, ma tra i fumatori solo i tipi

emozionalmente repressivi (tipo 1) sembravano prendersi la malattia.



Grossarth-Maticek ha diviso i soggetti in quattro tipi sulla base del test della personalità. Questi

includono il tipo 1, sottoeccitato, con facilità a prendersi il cancro; il tipo 2, sopraeccitato, individuo

emozionalmente frustrato, prono a sviluppare una malattia di cuore; il tipo 3, ambivalente, che

altera tra repressione emozionale e frustrazione emozionale; il tipo 4, autonomo, che aveva poca

probabilità di ammalarsi durante il periodo di controllo.



In tutti e tre gli studi, il rischio calcolato per ogni tipo si è rivelato particolarmente accurato.



Infatti, i risultati sono stati cosi impressionati che altri ricercatori ne hanno messo in questione

l'accuratezza. (Psycology Today, dicembre 1988).



Il 46.2% del tipo 1, sottoeccitato, del gruppo yugoslavo è morto di cancro nel decennio seguente;

solo 1'8,3% è morto di malattie coronariche.



Una terapia comportamentale somministrata a un gruppo di 50 persone del gruppo tedesco ha

ridotto in modo drastico il numero delle morti nel gruppo nei 10 anni successivi.



Dopo 10 anni, 45 delle 50 persone che avevano ricevuto la terapia erano ancora vive, mentre 31 di

un gruppo di controllo erano morte. Nessuna delle persone del primo gruppo è morta di cancro, al

confronto di 16 del gruppo di controllo che non aveva ricevuto terapia comportamentale.



Lo scopo della terapia era stato di raggiungere una maggior autonomia emozionale negli individui

che avevano una personalità che faceva predire o il cancro o una malattia di cuore.



Gli studi, dice Eysenck, devono essere considerati solo come linee guida, anche se trova che

l'evidenza empirica è molto convincente.



Ci sono "troppe prove empiriche per dubitare che lo stress-sforzo, interagendo con la personalità,

gioca un ruolo causale nella genesi del cancro, probabilmente in combinazione con fattori quali

fumo e alcool".



Sebbene i dettagli dell'interazione tra i fattori siano ancora da esse chiariti, "è chiaro che le

spiegazioni semplici... non hanno alcun ruolo in uno studio scientifico del cancro".









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Neuropersonalità?



H.J. Eysenck fa l'ipotesi che certi ormoni e peptidi influenzino sia le personalità che il sistema

immunitario. L'eccessiva reazione da stress, caratteristica del tipo 1, può produrre un eccesso di

cortisolo che è legato alla immunosoppressione. (saltuariamente il cortisolo si trova anche nella

depressione).



Ricerche precedenti avevano dimostrato che un alto livello di stress e di sforzo conducono a un

declino nell'attività naturale delle cellule-killer, essenziale per una risposta immunitaria. Lo

stress/sforzo può anche alterare il sistema endocrino.



Eysenck ha detto: "In questo modo, la personalità, lo stress/sforzo e il cancro potrebbero essere

connessi lungo una catena perfettamente intelligibile".







Le persone non emotive sono inclini al cancro, quelle emotive alle malattie

delle coronarie



I quattro tipi definiti da Grossarth-Maticek sono basati su profili della personalità sviluppati dalle

risposte che i partecipanti alla ricerca hanno dato a domande dettagliate sulla loro vita emotiva.



Il tipo 1 ("sottoeccitato" tendeva ad avere una persona o un oggetto (per esempio un'ambizione di

carriera) come fuoco emotivo. Poiché il suo benessere era profondamente dipendente da questa

persona-oggetto, si trovava soggetto a sforzo o a depressione se ne viveva la perdita, la distanza

o la separazione.



Il tipo 2 ("sopraeccitato") era anch'esso focalizzato su un solo oggetto emotivo e più suscettibile a

collasso di qualunque genere che non semplicemente al senso di perdita. Tendeva a reagire con

frustrazione e rabbia piuttosto che con depressione.



Il tipo 3 ("ambivalente") rispondeva con depressione in qualche occasione e rabbia e frustrazione

in altre.



Il tipo 4 ("autonomo") era emotivamente ben adattato, sano e capace di contare su se stesso.



Non si prevedeva nessun rischio elevato in nessuna area per i due ultimi tipi. Dopo aver ottenuto i

profili delle personalità si sono registrate le statistiche delle morti per i successivi dieci anni.



In Yugoslavia il 46,2% dei soggetti di tipo 1, tra i 59 e 65 anni al momento delI'esame, morirono di

cancro nei successivi dieci anni, mentre solo 1'8,3% mori di malattie di cuore.



In contrasto, il 29.2% delle persone di tipo 2 mori di malattie di cuore, contro solo il 5,ó% morte di

cancro.



Quelli che avevano avuto un punteggio basso sulla razionalità protettiva (atteggiamenti mentali e

ragionamenti che proteggono l'individuo dal percepire emozioni dolorose) e la mancanza di

espressione emozionale, indipendentemente dal tipo, svilupparono meno di un decimo dei casi di

cancro che sarebbero stati predetti solo dal caso. Quelli con punteggio alto avevano un'incidenza

di cancro tre volte superiore alla media della popolazione.



In Germania, persone tra i 40 e i 60, al tempo del test della personalità, 1'1% del tipo 1 morì di

cancro nel decennio successivo contro solo 11,8% morto di malattie di cuore. Del tipo 2, il 13,5%

mori di malattie di cuore contro solo il 5,9% di cancro.



14

In una successiva ricerca, condotta ad Heidelberg, su persone considerate "molto stressate" da

amici e parenti, il 38,4% delle persone di tipo 1 morì di cancro, il 7% di malattie di cuore. Per il tipo

2 la tendenza era invertita. La frequenza complessiva delle morti era maggiore del 40% per i tipi

stressanti che non per un campione casuale.









La rosa mistica

Una nuova terapia meditativa per l'uomo moderno: ridere piangere

meditare

a cura di Aurora Maggio Cooper



La rinuncia, divenuta inconsapevole, alla libera espressione emozionale e sensibile che il moderno

stile di vita impone per agire e operare nel mondo sociale quotidiano, è alla base del malessere

generalizzato di cui, chi più chi meno, conosciamo gli effetti negativi. Dietro la famosa sindrome da

stress, dietro la mancanza di gioia di vivere, dietro la noia e l'indifferenza diffusa ci sono emozioni

e frustrazioni represse e compresse dentro di noi, che costituiscono il potenziale terreno

dell'indebolimento vitale.







Le emozioni represse



Il processo meditativo denominato 'La Rosa mistica' offre un'occasione di libera espressione, per

mezzo del riso e del pianto, le forme biologiche con cui la natura ha provvisto l'uomo per liberare

propri canali energetici vitali. Si tratta di un processo fondato su un'osservazione illuminata

dell'uomo moderno e delle sue difficoltà reali a vivere liberamente. Il processo offre un'occasione

semplice/non semplice di dare uno spazio privilegiato a noi stessi e di alleggerire la nostra vita dal

passato e dalla rigidità che ci portiamo dietro.



Un metodo semplice che richiede però un forte desiderio di migliorare la qualità della propria vita.

Non si tratta di una terapia nel senso di fornire aiuto esterno ai problemi psicofisici ma di una

terapia autoresponsabile, che ognuno può decidere di darsi, in piena libertà e responsabilità

individuale. Da quando è stato introdotto da Osto Rajneesh tre anni fa molte migliaia di persone vi

hanno partecipato, a Poona e in Europa e altrove.



Ya-hoo e Ya-boo, mantra senza terapia



Il processo della Rosa Mistica crea unicamente un ambiente protetto e privilegiato in cui ogni

partecipante può, attraverso il riso e il pianto e la meditazione che ne consegue, aiutarsi a

integrare consapevolmente angoli rimossi di emozioni passate che inquinano lo slancio vitale di

ognuno. Nella sua struttura pratica 'La Rosa Mistica' è molto particolare perché unisce una coralità

oggettiva, tutti sono partecipi ma ognuno è da solo con la propria dimensione emotiva e la propria

consapevolezza individuale. Tutti insieme e ognuno per sé. Le uniche 'tecniche' suggerite all'inizio

di ogni sequenza sono due mantra molto potenti che stimolano l'espressione 'oggettiva', cioè a dire

senza motivo attuale, del riso e del pianto. E' un gruppo di 21 giorni, suddiviso in tre parti. Nella

prima si inizia con il mantra 'Yahoo!' tutti insieme a piena voce, poi per tre ore al giorno si ride a

partire da niente, si ride senza motivo, per sette giorni consecutivi. Nella seconda si inizia con il

mantra 'Yaabhoo!' tutti insieme a piena voce e poi si piange senza un motivo immediato per sette

giorni sempre per tre ore al giorno. Nella terza parte denominata 'l'osservatore sulla collina' si sta







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seduti in silenzio in giardino per tre ore, sempre per sette giorni. Diamo qui uno stralcio di

un'intervista di Ma Anand Nirved che lo conduce sin dall'inizio.







Un metodo semplice e rivoluzionario



Nirved parla della sua esperienza con questo metodo semplice e rivoluzionario: 'Per quanto sembri

incredibile sono tre anni da quando abbiamo iniziato a gridare 'Yahoo!' la prima volta, è stato un

grande regalo. Ho appena finito un'altra Rosa Mistica con circa 100 persone e sono veramente

stupita di riscoprire ancora una volta quanto questo lavoro sia la mia meditazione preferita. Nel

discorso in cui ha introdotto questo processo Osho diceva" Vi sorprenderà scoprire che nessuna

meditazione vi può dare tanto quanto questa piccola strategia". 'Ed è vero, sono sempre più

sorpresa della magia che accade nella Rosa Mistica, il segreto sembra la semplicità nessuna

terapia, nessuna parola, nessuna analisi. Ognuno resta da solo con la propria energia nel

presente, ogni istante una scelta, ogni istante una nuova occasione per andare più a fondo in se

stessi. Un processo molto pulito, non si deve aggiungere niente, solo creare un riparo, una

protezione, uno spazio chiaro per la scoperta di ognuno.







Una nuova terapia meditativa



"Possiamo dire che questa è veramente una terapia di nuovo tipo, una terapia meditativa in cui

ognuno si confronta soltanto con se stesso e prende la propria responsabilità di espressione. Si

tratta di un gruppo che parte da una prospettiva di libertà individuale totale, di pulizia delle

emozioni rimosse attraverso il riso e il pianto. Un'esperienza 'oggettiva' delle nostre espressioni

emozionali, svincolate da sollecitazioni esterne ma fondate sulla consapevolezza che ci sono

troppe emozioni rimosse che abbiamo dentro e da cui vogliamo ripulirci, per ritrovare l'innocenza di

quando eravamo bambini. 'Vedendo le facce alla fine di una Rosa Mistica -guardando gli occhi dei

partecipanti non ho dubbi che quell'innocenza si è affacciata di nuovo. Vedo anche dei

cambiamenti nei gruppi, sono intervenute un'intensificazione e un approfondimento collettivi. Chi

prende la responsabilità con se stesso di partecipare alla Rosa Mistica qui a Poona ha fatto un

lungo viaggio in senso pratico e interiore e afferra l'occasione per superare le proprie difficoltà di

espressione emotiva, nella certezza di procedere sulla strada giusta per avvicinarsi maggiormente

a se stesso. Il gruppo avviene dentro una delle nostre piramidi di marmo, costruita apposta per

questo processo. A parte il fatto di trovarci in un luogo bellissimo, anche una scettica come me può

sentire l'intensificazione energetica che avviene sotto la grande piramide!



Per me è un processo che faccio in continuazione e lo sento sempre nuovo e sorprendente,

essenzialmente è una meditazione. In ogni stadio si vede così tanto di se stessi - nel cercare di

ridere per tre ore. Come non potrebbe essere così! Provate... Si crea un'intimità fra i partecipanti in

un mondo senza parole, uno spazio nudo - momenti di condivisione intensa, senza associazioni,

senza aspettative, senza storia - una condivisione di umanità pura. Poi c'è l'osservatore sulla

collina e le sorprese continuano, mentre scendiamo in giardino. Molti non avrebbero scelto di fare

Vipassana per una settimana e si ritrovano tranquilli a fare niente, a essere testimoni di se stessi e

felici di farlo. Eccoci qua a ridere, piangere e meditare nella pace di questo splendido giardino...









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Gli ebrei non muoiono prima di Pasqua

Uno studio recente dei tassi di mortalità tra gli ebrei prima e dopo la Pasqua ha dato consistenza

alla teoria che "la volontà di vivere" tra gli uomini può ritardare la morte fino a dopo una importante

occasione sociale.



I ricercatori, usando i certificati di morte computerizzati in California per gli anni 1966-1984, hanno

trovato che tra i maschi bianchi con il cognome sicuramente ebraico avvenivano circa il 25% più

decessi per cause naturali nella settimana dopo la Pasqua che nella settimana prima.



Quando i ricercatori restrinsero lo studio agli anni in cui la Pasqua cadeva nel fine settimana,

rendendo più probabile che fosse un evento sociale di grande importanza, i risultati erano ancora

più drammatici. In quegli anni le morti nei maschi ebrei salivano a un fenomenale 61% nella

settimana dopo la Pasqua rispetto alla settimana prima. Nelle 24 settimane che venivano un po'

prima e un po' dopo la festività il tasso più alto e quello più basso di mortalità avveniva proprio in

quelle due settimane.



In contrasto con questo, i tassi di mortalità per i giapponesi o i cinesi (gruppi che non avevano

praticamente alcun ebreo) non mostrava alcuna differenza tra le settimane.



Il ricercatore dell'università della California, San Diego, David Philips ha detto: "L'effetto di picchi e

valli nel tasso di mortalità è troppo forte per essere dovuto semplicemente al caso. Come passo

successivo dovremo scoprire se vale anche per altre feste e per altri gruppi sociali".



Forse l'esempio più noto della "volontà di vivere" è quello dei padri fondatori degli U.S.A., John

Adams e Thomas Jefferson, che morirono entrambi nel cinquantesimo anniversario della firma

della dichiarazione di indipendenza. Secondo quanto venne registrato dal suo dottore le ultime

parole furono: "È il quattro oggi?" Studi precedenti avevano suggerito che potesse esistere una

tendenza del genere. La nuova ricerca fornisce la prova più convincente.



"Siamo stati molto sorpresi della intensità dell'effetto", ha detto Philips, "ma è stato confermato

anche da numerosi aneddoti. Siamo stati molti felici di trovare un modo di provarlo in modo

sistematico".



Lo studio non ha rivelato alcun effetto apprezzabile nelle donne con nome ebraico. Tuttavia questo

potrebbe essere dovuto alla prevalenza di matrimoni misti in California per cui molte di queste

donne potrebbero non essere ebree e quindi non aver alcun legame sociale con la festa. Inoltre i

maschi hanno un ruolo principale durante il rituale della Pasqua. In teoria, la festa che viene

osservata da circa il 75% degli ebrei, ha più significato spirituale per gli uomini che per le donne.



Philips e Elliot King hanno preso in considerazione e respinto parecchie alternative della

spiegazione della "volontà di vivere".



Per esempio la teoria che le festività portano a morte per stress o per eccesso di cibo non

potrebbe spiegare il drammatico declino prima della Pasqua. E neppure si possono attribuire gli

effetti a un ritardo di operazioni chirurgiche a dopo la Pasqua. Il tasso di mortalità per quelli che

vennero sottoposti a operazioni chirurgiche appena prima della morte non mostrarono alcuna

variazione settimanale nel tasso di mortalità. Inoltre la Pasqua avviene ogni anno in momenti

diversi eliminando così la possibilità di fattori stagionali o mensili.







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I pericoli del mancato amore – il carattere schizoide

di Luciano Marchino







Un bambino non amato in un ambiente ostile (anche se inconsapevole) percepisce ogni sua

espressione vitale come colpevole e pericolosa



In sintesi - Origine dell'esperienza schizoide: bambini non nutriti dall'amore possono diventare

personalità schizoidi, incapaci di autopercepire il corpo e le emozioni, chiuse in un mondo mentale

illusorio e incapaci di relazionare



Nel 1958 Alexander Lowen descrive per la prima volta il carattere schizoide ne "Il linguaggio del

corpo". Da allora, molti sono stati gli studi in campo bioenergetico e molti autori hanno

approfondito le osservazioni sul carattere schizoide. Tra i più autorevoli ricordiamo il caposcuola

dell'Orgonomia Elsworth F. Baker ed il prof. Stephen M. Johnson dell'Università dell'Oregon. Lo

stesso Lowen tornò, dieci anni dopo, ad occuparsene dedicandovi un intero volume :"Il tradimento

del corpo", in cui leggiamo: "Una persona in buona salute ha una chiara rappresentazione del

proprio corpo che può descrivere verbalmente e graficamente: espressione del viso, postura e

atteggiamenti. Può disegnare una figura ragionevolmente vicina a un corpo umano. Lo schizoide

non vi riesce. Le sue figure sono spesso così bizzarre e stilizzate che la carenza della sua

rappresentazione del corpo è subito evidente". Johnson, d'altro canto, rivela: "Quando intorno alle

tre - cinque settimane di età, il piccolo essere umano emerge dalla condizione di autismo primario,

la 'barriera sensoriale' si dissolve lentamente e nel bambino si instaura una sempre maggiore

consapevolezza della persona che si prende cura di lui. La persona che egli incontra in questo

primo contatto con il mondo può essere benevola, disposta al contatto, pronta a reagire a questo

essere totalmente dipendente o può essere fredda, dura, rifiutante, piena di odio, di risentimento

per l'esistenza stessa del bambino". Questa è la situazione, secondo Johnson, in cui si trova, al

suo primo contatto consapevole con il mondo, il 'bambino non amato', esposto senza difesa ad un

ambiente ostile, percepirà ogni sua espressione vitale come potenzialmente pericolosa. Ad ogni

suo richiamo, ad ogni suo contatto con l'oggetto primario del suo amore e con la sorgente

'biologicamente designata' di ogni rassicurazione egli percepirà una netta minaccia di distruzione.

Poco importa se la madre, mossa da sensi di colpa, cercherà di mediare il proprio sentimento

ostile mostrando sentimenti superficiali di premura o di affetto. Il bambino non amato rimarrà

consapevole della minaccia latente maldestramente dissimulata da cure eccessive e da

un'eccessiva preoccupazione per la sua salute. Ma i suoi meccanismi di difesa sono, a questo

punto del suo sviluppo, estremamente primitivi: non potrà che rinunciare alla libera espressione di

sé, le cui manifestazioni richiamano l'attenzione ostile del genitore e, per fare ciò, giungerà al

punto di rinunciare all'autopercezione. Tale meccanismo si estenderà all'autopercezione corporea

le cui esigenze richiederebbero l'attenzione del genitore ed investirà il piano emotivo, perché il

bambino non potrebbe letteralmente vivere, sentendosi costantemente esposto ad una terrificante

minaccia di annientamento. Per poter sopravvivere, tenendo a bada tanto la minaccia ambientale

che la minaccia interna del suo terrore, il bambino dovrà realizzare un difficile compromesso:

rinuncerà a vivere sul piano della realtà e si ritirerà in un'area illusoria, talvolta predisposta dal

genitore stesso, in cui potrà sentirsi più al sicuro a condizione di sottoscrivere la propria

accettazione della pantomima di amore e cura offerta dal genitore in sostituzione del sentimento

autentico.



Nei casi più estremi, in cui neppure apparentemente il genitore mostrerà amore ed interessamento

per il piccolo, questo dovrà forzare oltre la propria capacità di astrarsi dalla realtà.



Giungerà così a credersi un essere speciale, investito da un destino speciale che lo pone in un

aldilà, nel quale egli trova finalmente soddisfatto il proprio bisogno di amore incondizionato. Sul

piano delle relazioni umane ciò si traduce in una costante sensazione di distacco e di freddezza,

mentre i sentimenti e il loro simulacro trovano spazio solo a livello intellettuale. Lo schizoide adulto



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sarà talvolta in contatto col senso di struggente solitudine della sua condizione, ma se tenterà di

infrangerlo incontrerà prima o poi il proprio terrore esistenziale a ogni contatto umano e sarà

costretto a ritirarsi nuovamente nel suo universo irreale. Tale universo confina spesso con quello

paranoide che l'esperienza clinica consente di differenziare sia dal punto di vista della struttura

fisica che dell'atteggiamento psicologico che dei fattori originanti.









Il pianto inascoltato – Il carattere orale

di Luciano Marchino



Lasciar piangere un bambino può creare una resa che lo trasformerà in un adulto 'orale' sempre

alla ricerca di appagamento esterno



Origine dell'esperienza orale: i bambini inascoltati, non toccati abbastanza, non nutriti dall'amore,

possono diventare personalità orali, fragili, poco vitali, pronte a rinunciare di fronte alle difficoltà,

sempre alla ricerca di un appagamento dagli altri.



Dopo il diritto di esistere emerge nel bambino il diritto di essere sostenuto, toccato e nutrito

affettivamente. Quando queste esigenze sono esaudite in modo incompleto, si crea un insieme di

temi nodali che portano a un adattamento caratteriale tradizionalmente chiamato "orale". La

reazione naturale del bambino che non riceve adeguate cure è quella di piangere, di protestare, di

protendersi nel tentativo di ottenere ciò di cui ha bisogno. In tale protesta il bambino metterà tutta

la sua energia fino a quando, restando il suo appello disatteso, finirà per cedere alla spossatezza.

Ad ogni occasione successiva il bambino si esprimerà con sempre minor vigore, fino ad arrendersi

all'evidenza. L'organismo del carattere orale si strutturerà, quindi, intorno a un paradossale "

bisogno di non aver bisogno".



In seguito a questa rinuncia, dettata dalle circostanze, il suo Io non ha mai ottenuto il nutrimento

necessario a strutturarsi in maniera valida e convincente, quindi, sottoposto a condizioni di stress,

mostrerà rapidamente la propria fragilità.









lo fragile in corpo fragile

I1 suo corpo sarà debole, spesso longilineo, con una sensazione di "sacco vuoto" piuttosto che di

snellezza. Le gambe e la braccia saranno contratte e prive di energia perpetuando così

l'impossibilità di muoversi nel mondo e di protendersi per ottenere l'appagamento del bisogno. La

mascella sarà tipicamente tesa per l'insoddisfazione e per la conseguente rabbia repressa. I1 petto

sarà spesso sgonfio, contratto e carenato (a "petto di pollo"). I1 collo, la gola e tutti gli organi interni

saranno a loro volta contratti nel tentativo di non sentire il vuoto interiore. Dovendo raggiungere

degli obbiettivi, nella vita adulta, una persona 'orale' dovrà prestare molta attenzione al proprio

equilibrio energetico, perché non possedendo molta vitalità sarà facilmente preda dello sconforto e

del sentimento di rinuncia, 'è tutto inutile'. Direttamente correlata agli insuccessi ripetuti, nasce

quindi la depressione ed il senso di vuoto, di inefficacia e di spossatezza. Ciò è vero sia nelle

relazioni sentimentali che nell'ambito dell'attività professionale. E' di estrema importanza per il

carattere orale vivere in un ambiente che gli manifesti amore e approvazione. In tali condizioni egli

potrà funzionare meglio, senza peraltro essere mai in grado di costituirsi una 'riserva personale' di

positività da consumare nei momenti difficili. 'I1 carattere orale ha, in senso sia letterale che

figurato, difficoltà a stare in piedi da solo, tende ad appoggiarsi, ad aggrapparsi agli altri' (Lowen).

Egli sarà quindi preda di un bisogno di contatto eccessivo, talvolta mascherato nel suo opposto,

vale a dire in un esagerato atteggiamento di indipendenza.







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Oscillazioni emotive

Da questa seconda posizione la persona orale si sentirà in grado di dare, ma in realtà, non

disponendo di molta 'ricchezza personale' il suo sarà un dare e ricevere a stretto giro di posta. Ciò

rende talvolta difficile relazionarsi ad una persona orale, perché in ultima analisi ogni sua offerta,

ad esempio a livello sentimentale, va tradotta nella richiesta che in realtà sottende. Quando questa

richiesta trova soddisfazione l'orale si carica rapidamente. Ciò spiega le frequenti oscillazioni di

questa persone dal polo depressivo al polo euforico. E' frequente osservare nell'orale una

tendenza spiccata alla voracità ed all'uso smodato della parola. Attraverso un uso ipertrofico del

linguaggio verbale, l'orale cerca di solito l'approvazione e l'ammirazione del suo ambiente. Non di

rado, inoltre, si mostra in grado di 'ferire' con le parole, dando prova di uno 'specifico' sadismo

orale che lo caratterizza. Dal punto di vista della relazione terapeutica l'orale si mostrerà un cliente

spesso disponibile e desideroso di compiacere il proprio analista. Posto in condizioni ottimali di

accettazione e di supporto potrà progredire rapidamente, nella misura in cui l'analista sia in grado

di promuovere e di accogliere l'espressione del suo senso di solitudine, del suo disperato bisogno

di contatto, della sua inconscia richiesta di aiuto, ed in ultima analisi della sua reale motivazione a

cambiare uno stile di vita che sembra destinato a perpetuare la sua condizione depressiva.









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MANTRA, SUONO, MUSICA E CERVELLO





SUONO, CERVELLO E VIBRAZIONE

Un panorama delle ricerche internazionali



Dalle antiche scritture e dai miti della creazione fino alle più moderne teorie sulla coscienza, si è

sempre speculato riguardo alla vibrazione come a ciò che sottostà alle forme fisiche.



Questo concetto compare nei modelli tradizionali dell'origine del Cosmo, nella fisica delle onde

sonore, nel movimento planetario e negli studi sulle onde del cervello. Ora la vibrazione può

essere vista in azione grazie al "macroscopio".



Basandosi sul lavoro dello scienziato e fisico svizzero Hans Jenny, morto nel 1972, il fisico

matematico arnericano Ralph Abraham ha costruito un "macroscopio" in grado di osservare in

tempo reale l'emergere delle forme dalle vibrazioni.



I suoni, dalle campane tibetane ai canti gregoriani, che vengono da un altoparlante ad alta fedeltà

producono la vibrazione di un liquido trasparente che a sua volta produce delle onde statiche che

vengono poi proiettate sullo schermo di un monitor come immagini colorate di strutture in costante

movimento.



Trasformando suoni ad alta frequenza in forme/strutture a bassa frequenza il macroscopio

dimostra visivamente la relazione tra complessi dinamici e morfogenesi o modelli di formazione.



Le strutture visualizzate dal macroscopio mostrano analogie con popolazioni di cellule, reti di

comunicazioni in costante oscillazioni che ricordano i potenziali elettrochimici del cervello.



Pitagora, ad esempio, aveva espresso la sua convinzione che le strutture fisiche o mentali

avessero una precisa e matematica origine nelle vibrazioni. Come il matematico Ralph Abraham

credeva che le radici del1a matematica, della musica e del misticismo fossero strettamente legate:

la loro origine comune era appunto la vibrazione informazione.



Il fotone, l'unità di luce, crea tutte le onde elettromagnetiche, dai raggi cosmici ai raggi x, variando

la frequenza della sua vibrazione.



Recentemente la matematica è stata separata da queste sue radici culturali. Nel suo libro

"Vibrazioni", Abraham traccia le basi della filosofia naturale dall'antichità, al Rinascimento, fino al

20° secolo, mostrando come la vibrazione è stata alla base della creazione della matematica e

ricreando poi le basi logiche per la nuova fusione tra matematica, musica e spiritualità che sta

avvenendo ora.



Utilizzando gli strumenti della moderna matematica basata sui complessi dinamici, egli ha

formulato un prototipo di modello del cervello in cui le onde cerebrali viste come vibrazioni possono

essere stimolate da un computer.



"Le onde cerebrali sono dei pacchetti d'onda che oscillano in un network (rete) tridimensionale

formata da cellule. Stimolando i loro movimenti e tracciando mappe delle loro transizioni possiamo

iniziare a costruire un modello complesso quanto il cervello stesso."



Tomatis: neurofisiologia dei canti gregoriani







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Qual è il potere curativo del canto e della recitazione? Perché certi suoni sono considerati sacri in

tutto il mondo? Dall'OM alle ninnananne, dai canti Gregoriani ai canti corali moderni, l'esercizio

spiriluale della voce porta serenità e poteri indescrivibile a parole.



Il medico Francese Alfred Tomatis ha studiato gli effetti terapeutici del canto. Le ricerche di

Tomatis in Francia ed in Canada hanno messo in rap



porto l'udito con le dinamiche del corpo e della mente.



Al contrario della comprensione popolare, diceTomatis, '1'orecchio è un organo primano di

consapevolezza". E' inteso essenzialmente per provvedere una carica di potenziale elettrico al

cervello. La corteccia poi distribuisce in tutto il corpo la carica che ne deriva.



La conclusione di Tornatis è che l'orecchio non è un pezzo differenziato della pelle, piuttosto, la

pelle è un pezzo differenziato dell'orecchio.



Le alte frequenze sembrano avere il maggior effetto ricaricante. I suoni nelle basse frequenze

possono "scaricare" o stancare gli ascoltatori.



Questo è il segreto del canto le alte frequenze.



Tomatis ha esaminato il suono dei canti Gregoriani con un oscilloscopio. Questi, ha rapportato,

cadevano entro il raggio dei suoni ricaricanti Inoltre, erano come uno "yoga respiratorio. "Coloro

che cantavano sembravano rallentare il loro respiro e inducevano gli ascoltatori nello loro stesso

stato di tranquillità."



Tomatis ha visitato monasteri Benedettini in tutto il mondo per studiare i monaci che praticano i

canti Gregoriani. Ad un ritiro in Francia, un giovane frate stava riformando la tradizione. Tagliò

severamente il tempo che i monaci dedicavano al canto e notò che presto cominciarono a

diventare più svogliati e a dormire di più. Inoltre, un medico consigliò agli uomini di seguire una

dieta tradizionale e questo fece peggiorare le cose.



Fu chiamato Tomatis. Egli reintrodusse il loro orario lungo di canto. Presto, disse, stavano

dorrnendo meno, lavorando di più e si sentivano meglio.







"Certi suoni sono efficaci come due tazze di caffè. I canti Gregoriani sono fonti di energia fantastici.

Io ci lavoro come musica di sottofondo e dormo solo tre o quattro ore a notte".









Percezione dei toni e meditazione

Alcuni psicologi dell'Università di Washington pensano di avere prove attendibili che la

meditazione incrementa il funzionamento dell'emisfero cerebrale destro. Gli effetti sembrano anche

essere cumulativi. I meditatori più esperti ottengono risultati migliori sia dei meditatori principianti

che del gruppo di controllo.



"Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio sperimentale che connette la meditazione con

l'emisfero non dominante" - hanno detto Robert Pagano e Lynn Frumkin - "La dimostrazione di

questa connessione è coerente con l'aumento delle ricerche empiriche che associano l'emisfero

destro alle tecniche di espansione della consapevolezza."





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Essi scelsero un compito relativo alla musica considerando che la specializzazione della recettività

melodica dell'emisfero destro era già ben stabilita sperimentalmente. Scelsero di utilizzare il

"subtest" per la memoria tonale del Seashore Music Battery. I soggetti nel primo test erano

praticanti esperti di Meditazione Trascendentale e non meditatori. I meditatori avevano praticato

due volte al giorno per almeno un anno (precisamente in un raggio tra 1.4 e 3 armi). I non

meditatori erano studenti non laureati di psicologia. Tutti i soggetti erano destrorsi d'età tra 18 e 30

anni.



Dato che altri studi hanno dimostrato che i musicisti allenati tendono ad ascoltare la musica

analiticamente, attivando i processi dell'emisfero sinistro, tutti i soggetti erano musicalmente

"naive" avevano avuto meno di un anno di training strumentale o vocale durante gli otto anni che

precedettero lo studio.



Prima dei test, i soggetti della Meditazione Trascendentale avevano avuto istruzione di meditare

per 20 minuti e ai non meditatori fu detto di chiudere gli occhi e di rilassarsi. Poi tutti i soggetti

furono testati per la memoria tonale.



I gruppi di meditazione mostrarono una superiorità "altamente significativa" nei confronti dei non

meditatori su "blindly rated test data" con una probabilità di punteggio casuale di uno in 200.



Quando i meditatori inesperti (con meno di un mese di pratica) furono paragonati ai soggetti di

controllo in un secondo esperimento, non vi fu nessuna differenza significativa tra i due gruppi.



"E' importante notare," dissero i ricercatori, "che i dati risultati dai non meditatori e dai meditatori

inesperti... rientrano nei parametri normali. Sono i dati dei meditatori esperti che risultano al di

sopra della media e che hanno prodotto differenze significative.



"Sembra ragionevole dedurre che la meditazione, una tecnica capace di alterare la

consapevolezza drammaticamente, produca anche un effetto differenziale sul funzionamento

dell'emisfero destro. Hanno detto che questa ipotesi potrebbe essere provata in maniera più

conclusiva se anche altre funzioni dell'emisfero destro fossero incrementate.



Ascoltare col corpo per espandere la dimensione dell'udito. Uno strumento essenziale per

l'evoluzione







E' stata recentemente scoperta la "prospettiva uditiva", un modo di percezione dei suoni che può

essere paragonato alla scoperta della prospettiva tridimensionale durante il Rinascimento.



Sandra Seagal, una psichiatra di Los Angeles, ha scoperto che questa differente modalità di

ascolto può essere aquisita imparando a ricevere le vibrazioni sonore con l'intero corpo.



"Si ascolta con l'intero strumento umano come se fosse suonato dai suoni che gli giungono. E'

come essere una particella nella nuova fisica. Ti senti risuonare come un punto focale in un campo

di relazioni molto più vasto."



Seagal considera la prospettiva uditiva come "uno strurnento essenziale per l'evoluzione".



Ha il potenziale per facilitare la comprensione e l'armonia tra sposi, genitori e figli, insegnanti e

studenti, supervisori ed impiegati e anche tra i leader delle nazioni."



Le affermazioni della Seagal sono state confermate sia nella sua pratica privata di psicologa sia in

vari casi di consulenze per scuole e aziende.





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Le ipotesi della Seagal sono state verificate analizzando i dati emersi dalle persone da lei

sottoposte ad apprendimento della nuova tecnica dopo essere state sottoposte ad analisi

elettronica della voce.



La prospettiva uditiva rende l'individuo in grado di sentire/ascoltare le altre persone così come

sono, indipendentemente da quello che ci dicono. "Le nostre funzioni mentali, emozionali e

sensoriali sono codificati nella voce in modo determinato proprio come lo sono le informazioni

genetiche nei nostri geni."



Ogni individuo, secondo la secondo la Seagal, è centrato in una delle tre seguenti funzioni basilari

della personalità.



Gli individui con un centro emotivo dorninante vedono il mondo valutando le loro relazioni

personali.



Gli individui con una sfera mentale dominante percepiscono il mondo attraverso le informazioni e

le idee che considerano più valide.



Gli individui centrati sulle loro sfere sensoriali, meno comuni nell'Occidente, sono predominanti in

Oriente. Essi percepiscono il mondo biologicamente attraverso la "saggezza del corpo". Essi sono

i tipi caratteriali più accomodanti e meno` inclini a voler cambiare il mondo. Secondo Seagal,

ogniuna di queste funzioni caratteriali sono almeno dormienti se non attive in ognuno. Sono poche

le persone che hanno pienamente integrato le loro funzioni. Questa integrazione fa parte del

dovere evolutivo dell'individuo. L'aspetto meno evidente, ha detto Seagal, è normalmente quello

cruciale per il proprio senso di ciò che è significativo ed appagante. Essenzialmente, ha detto



Seagal, il disegno sottostante è immutabile quanto l'eredità genetica. "La costituzione di base può

essere modulata, ma i tentativi di ristrutturarlo sono una violazione dell'integrità personale.

L'equilibrio, la completezza può essere nutrita come può essere storpiata. Non pub essere

ricostituita . Ogni funzione caratteriale vibra all'interno di un particolare suono o raggio di

frequenze: La gente pub essere istruita per sentire le differenti risonanza nelle voci di altre persone

mentre le ascoltano.



La vibrazione di frequenza alta, mentale risuona in cima alla testa.



La vibrazione di frequenza media, emozionale è tracciabile sulla fronte. La frequenza di vibrazione

bassa è sentita in mezzo sugli occhi e sulle tempie.



Quando istruisce la gente a sentire queste frequenze, Segal utilizza musica rappresentativa:

Paganini (mentale), Chopin e Beetoven (emozionale), Mozart e Bach (sensoriale). Gli apprendisti

ascoltano in uno stato di consapevolezza vasta.: gli occhi non competamente a fuoco ma alla

stesso ternpo consci della periferia mentre l'attenzione è centrata su di un punto sopra la testa.









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Musica, cervello ed emisferi

Una varietà di studi recenti si sono focalizzati sulla neurologia della musica, del rumore, della

parola e sulle soglie dell'udito.



Dei ricercatori di Parigi hanno dimostrato che le note e le scale musicali vengono mediati

primariamente dall'emisfero sinistro e la melodia dal destro. Studiando 22 soggetti destri, i

ricercatori hanno trovato una significativa attività elettrica nell'emisfero destro in risposta a una

melodia di Chopin. D'altra parte, una nota monotona ripetuta e una scala maggiore, producevano

una maggiore attivazione dell'emisfero sinistro. La predicibilità delle note e delle scale, dicono gli

autori, potrebbe coinvolgere la capacità dell'emisfero sinistro di capire le strutture, mentre la

melodia potrebbe richiedere un processo integrativo e funzioni associative più complesse.









Il parlare automatico

Canticchiare una melodia a bocca chiusa non è solamente un atto del cervello destro, secondo

alcuni ricercatori svedesi. In ogni caso canticchiare il tema di una rima infantile familiare richiede

aiuto da parte dell'emisfero sinistro, forse per organizzare la memoria.



'Il parlare automatico, - la ripetizione continua dei giorni della settimana richiede sia la mediazione

dell'emisfero sinistro per il controllo della bocca che la meditazione dell'emisfero destro per il

controllo della laringe.



Apparentemente l'emisfero destro risponde anche a informazioni che arrivano attraverso le

orecchie e altri sensi. Sembra che i due emisferi partecipino in modo eguale nell'attivazione

motoria prima del canticchiare a bocca chiusa o del parlare automatico.



Quando i soggetti ripetevano i giorni della settimana, il flusso di sangue nell'emisfero destro

aumentava in modo significativo. Durante il canticchiare a bocca chiusa non si notava alcuna

differenza nel flusso del sangue.









Riconoscimento della voce

Due ricercatori dell'UCLA riferiscono che il riconoscimento di una voce familiare attiva di più

l'emisfero destro, mentre il distinguere tra due voci non familiari impegna il sinistro. Questo

risultato sfida l'ipotesi, molto diffusa tra gli psicologici, che il riconoscimento e la discriminazione

della voce siano compiti dallo stesso meccanismo cognitivo. Riconoscere una voce familiare è un

atto olistico, un accoppiare delle caratteristiche vocali uniche ad un nome o a una persona.



Questa funzione gestaltica viene, apparentemente, espletata in più dal cervello destro. Ma

l'ascoltare diverse voci non familiari ci richiede di discriminare tra accenti, nasalità e altre

caratteristiche. Questo sembra richiedere le capacità analitiche dell'emisfero sinistro.









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Cantare mentalmente stimola l'evoluzione del cervello



Due patologi di New York suggeriscono che canticchiare a bocca chiusa e, cantare ripuliscono il

cervello stimolandone il 'drenaggio'.



Gridare e parlare a voce alta probabilmente servono allo stesso scopo. Karel Jindrak e sua figlia,

Heda Jindrak, dell'ospedale metodista dei Brooklyn hanno proposto che il canticchiare a bocca

chiusa, cantare e altre vocalizzazioni ad alta voce stimolino l'equivalente di un sistema linfatico del

cervello. Le vibrazioni della laringe e l'aria nel tratto vocale sono trasmesse parzialmente nel

cranio, massaggiando, così, il cervello. Questo massaggio permette un maggior flusso di liquido

cerebrospinale attraverso il cervello e aiuta a rimuovere materiale di scarto.



I Jindraki dicono che la loro teoria ha delle implicazioni per l'evoluzione: i CroMagnon potrebbero

aver prevalso sui Neanderthal perché i loro cervelli potevano essere ripuliti. Le vibrazioni della

laringe erano troppo deboli e di frequenza troppo bassa per poter portare in risonanza le massicce

ossa craniche dei Neanderthal.



I Jindraki fanno notare che cantare è universale, negli esseri umani, quanto il parlare o la religione,

eppure altri primati non cantano. Inoltre propongono che il giocare rumoroso dei bambini sia

terapeutico.



Musica ai miei orecchi

Un recente studio nello stato di Washington suggerisce che il godere la musica altera il grado di

cambiamento temporaneo di soglia (diminuzione dell'acutezza auditiva) a cui la persona è

soggetta mentre l'ascolta. Dieci studenti maschi che dicevano di amare la musica pop/rock e dieci

che dicevano che non gli piaceva furono esposti, per dieci minuti, sia a musica che a rumore.



Furono quindi studiati a 90 secondi di intervallo per la risposta a frequenza di 4 e 6 kilohertz. I

risultati hanno mostrato che quelli che amavano la musica avevano un cambiamento di soglia

molto più piccolo di quelli che non la godevano. Inoltre, nel secondo gruppo si registrò uno

spostamento più drammatico in risposta alla musica che in risposta al rumore. Questi risultati sono

stati osservati soltanto alle frequenze più alte di 6 kilohertz, il che suggerisce che l'intervallo di

spostamento più piccolo predice un recupero più veloce dell'udito. H.A. Dengerink crede che gli

effetti del rumore possano essere moderati anche dall'atteggiamento. A questo proposito cita studi

che mostrano come dei lavoratori di un ovile erano molto meno disturbati dei loro supervisori dal

costante scampanio, malgrado lavorassero molto più vicino al rumore.



Tuttavia, Dengerink dice di essere cauti perché il godere o il tollerare la musica o il rumore forte dà

solo una protezione limitata dai danni all'udito. A lungo andare una perdita dell'udito è inevitabile. È

importante per i ricercatori scoprire la connessione tra effetti a breve e a lungo termine.









Fumare altera l'udito

Uno studio correlato dimostra che i fumatori tendono ad avere uno spostamento di soglia dell'udito

più piccolo dei non fumatori, specialmente quando vengono stimolati dal rumore o da esercizi.

Secondo Dengerink e collaboratori, 18 soggetti, metà non fumatori, venivano controllati per lo

spostamento di soglia dopo essere stati esposti per 10 minuti a del rumore, per 10 minuti a esercizi

fisici e, quindi, per 10 minuti ad entrambi simultaneamente. I fumatori sperimentavano

consistentemente meno spostamenti dei non fumatori e il battito del loro cuore e la pressione



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sistolica del sangue aumentavano di più, specialmente nel periodo dell'esercizio. Questo indica

che la nicotina può aiutare a produrre gli stessi spostamenti dell'esercizio fisico abbassando la

risposta fisiologica. Uno dei fattori chiave potrebbe essere l'aumento del flusso sanguigno

cocleare, poiché una diminuzione del flusso è stata correlata a un cambiamento di soglia

temporaneo. Tuttavia, dice Dengerink, ci potrebbe essere dell'altro. Altri risultati: gli effetti più forti

del rumore avvenivano nell'intervallo di ottava al di là di 2 kilohertz e, come in studi precedenti, una

temperatura più alta della stanza è stata correlata con spostamenti più alti.



Il rumore altera le papille gustative

Dopo il rumore, dicono dei ricercatori francesi, i cibi dolci sono più dolci. Un aumento del desiderio

per i dolci potrebbe essere legato allo stress causato dal rumore. Precedenti studi hanno

dimostrato che lo stress mobilizza le endorfine stimolanti l'appetito e la dopamina. C. Ferber e M.

Cabanac, Appetite 8: 229-235.



Stress, voce e computers

La complessità di una prova e lo stress da superlavoro hanno un impatto significativo sul parlare,

secondo uno studio dell'U. S. Navy. Durante una prova complessa, il tono e il volume si alzano e il

parlare diventa rapido. Questo pone dei problemi per i nuovi sistemi di computer che saranno in

grado di essere pilotati dal riconoscimento della voce. La voce di un pilota potrebbe essere alterata

da stress quali superlavoro durante il volo, accelerazione, vibrazioni, rumore.



Nello studio che riportiamo 60 studenti piloti dicevano ripetutamente i numeri da zero a nove

mentre erano impegnati in due altre prove. La prima richiedeva che il pilota tenesse la sua mira su

un bersaglio fisso sia con una manopola a mano che con un pedale. Sembra che parlare durante

questa prova aggiungesse molto poco al carico di lavoro. La seconda prova era molto più

impegnativa. Gli aviatori dovevano scrivere una serie di lettere e di cifre dette attraverso una cuffia

in un orecchio mentre dovevano ignorare quelle dette nell'altro orecchio. Ripetere i numeri nello

stesso tempo affaticava molto di più i piloti, e le loro voci cambiavano significativamente.



Rumore e impotenza

Dei rumori controllabili e incontrollabili sono stati usati come generatori di stress da dei ricercatori

di Baltimore nella speranza di imparare qualcosa di più sul meccanismo implicato nella 'impotenza

acquisita'. Le persone non erano molto disturbate, nell'arco di 30 minuti, da un rumore che

potevano far smettere, ma la stessa quantità di rumore, quando non erano in grado di controllarla,

li lasciava disturbati e alterati neurofisiologicamente. Alan Brier e collaboratori pensano di poter

avere identificato i correlati neurobiologici del senso di impotenza che si pensa sia implicato nella

depressione. La maggior parte dei modelli precedenti erano basati su ricerche su animali e quindi

non potevano correlare cambiamenti oggettivi con cambiamenti di umore.



Delle persone in buona salute mentale dovevano ascoltare un suono forte (100 decibel) in due

differenti situazioni. Nella prima erano in grado di far smettere il suono premendo un bottone.



Nella seconda situazione premere il bottone non aveva nessun effetto, ma i soggetti non lo

sapevano. Per due volte durante la sessione gli venne dato un messaggio che li spingeva a

'continuare a tentare più forte'. I soggetti riferivano i loro stati d'animo prima di iniziare la sessione.

Dopo il suono incontrollabile riferirono un aumento di depressione, di senso di impotenza, ansietà

e tensione. "La mancanza di controllo su uno stimolo anche solo mediamente sgradevole' può

produrre cambiamenti significativi in soggetti sani, concludono i ricercatori. Essi fanno inoltre

l'ipotesi che 'stressori' di rumore incontrollabili dovrebbero produrre cambiamenti ancora più forti in

persone depresse o maniaco-depressive. Infatti, risultati preliminari mostrano una risposta





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particolarmente forte nelle persone con disordini affettivi. I ricercatori hanno in progetto di

paragonare le reazioni di queste persone in per~od~ di remissione e in periodi acuti.



Il suono del pianto

Secondo lo psicologo Philip Zeskind il tono (frequenza sonora) del pianto di un bambino può fare

da avvertimento per problemi neurologici. Zeskind ha misurato il grido di neonati a 2000 cicli al

secondo, descritto come insopportabile e stressante dagli adulti. Il pianto normale varia tra i 450

Hz (disagio di media intensità) e i 600 Hz (dolore forte). Il pianto a 2000 Hz, che suona come il

fischio di un teiera, viene sentito, talvolta, durante le prime 48 ore vita. Raramente continua nel

primo mese di vita eccetto che dopo nascite difficili e esposizioni prenatali a alcool, nicotina e altre

droghe.









Suono, luce, sincronizzazione del cervello

Quando il cervello viene stimolato otticamente (per es. luce stroboscopica), acusticamente o

elettromagneticamente in una determinata frequenza, succede che subentri la cosiddetta reazione

conseguente alla frequenza (Frequency Following Reponse o FFR): le parti del cervello che

ricevano questi stimoli, tendono a sincronizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda del segnale che

ricevono: ciò significa per es. che una situazione di rilassamento di onda ALPHA può essere

prodotta attraverso toni ritmici con la loro frequenza EEG corrispondente...



Anche i due emisferi del cervello (il sinistro atto al pensiero logico e razionale, quello destro invece

al pensiero associativo e sede di emozioni e fantasia) possono essere indotti attraverso

stimolazioni esterne ad "ondeggiare" con la stessa frequenza, cosa che può portare a nuovi

pensieri e deduzioni e ad uno stato di rilassamento ed equilibrio.



Attraverso la risposta conseguente alla frequenza (FFR) e la sincronizzazione degli emisferi

cerebrali (HEMYSYNCH) vengono effettuate variazioni sull'elettroencefalogramma verso le onde

ALPHA equilibrando i due emisferi del cervello. Ne conseguono rilassamento fisico,

tranquillizzazione psicologia ed armonia.



Molti dei fenomeni finora descritti (reazione conseguente alla frequenza, produzione di sostanze

chimiche neurotrasmettitrici, crescita ed evoluzione del cervello, crescita delle connessioni nervose

e perciò anche dell'intelligenza) possono essere indotti con l'aiuto di queste Brain Machines.



A questo scopo vengono impiegati segnali ben definiti (di natura ottica, acustica o

elettromagnetica) con parametri variabili (frequenza, intensità, lunghezza d'onda e fase).



Osservando bene attorno a noi, riconosciamo che la vita è costituita sempre da due poli

contrastanti. Giorno-notte, sotto-sopra, destra-sinistra, uomo-donna, positivo-negativo, caldo-

freddo, ecc. Anche nel nostro cervello nei due emisferi, esiste questa polarità con diversa funzione.



La stessa polarità si può notare nel sistema neurovegetativo tra il simpatico (che ha come funzione

lo scaricare l'energia e condurre la decomposizione nel processo di trasformazione delle sostanze)

e del parasimpatico (che ha la funzione di trattenere l'energia, ricostruirla, recuperarla).



Anche nello studio dell'agopuntura, nella parte molto ramificata della rete di meridiano, notiamo

che esiste una polarità tra yin e yang.









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Più grande è la tensione tra i due poli, maggiore è l'azione tra il caricare e lo scaricare. Succede

così che da quest'azione di tesi e di antitesi, nasca una sintesi, la quale produce a sua volta, una

nuova tesi, continuando il gioco.



Si può dunque ricreare questa nuova unità anche con l'ausilio del sincronizzatore, sia che ne sia

coscienti oppure no. In questo caso la macchina della mente è veramente un aiuto nell'aiutare.



La maggiore parte delle persone nella società occidentale utilizza il suo cervello nello stato di

veglia in modo che le onde Beta risultano predominanti. Questa gamma d'onde se da un lato è

tipica del pensiero analitico e che ha attitudine alla soluzione dei problemi (qualcosa cioè che in

una società di lavoro meccanizzato ed altamente specializzato risulta quasi inevitabile) dall'altro

lato è però associabile ad uno stato di continua tensione, preoccupazione e paura.



Perciò non deve assolutamente stupire se i molti vantaggi della capacità di sottrarsi alla fase Beta

in favore di Alpha, riguardano problemi di varia natura, sia in ambito medico che psicologico.

Tenere in allenamento queste capacità è uno degli scopi di tutte le tecniche di rilassamento

tradizionali e moderne.



Gli effetti positivi del training autogeno, yoga e meditazione, su lavoro e prestazioni, sono a

tutt'oggi praticamente indiscussi. Le Brain Machines ottengono effetti simili in tempi

sostanzialmente più brevi e sono facilmente utilizzabili, per es. nelle pause lavorative.



Ora il programma di John Selby si attiva automaticamente dopo un determinato tempo di attività e

permette all'utente di usufruire di pause rigenerative fatte di esercizi e rilassamento attraverso

stimolazioni ottiche ed acustiche mirate. Con il bilanciamento dell'attività cerebrale vengono inoltre

influenzate positivamente le reazioni di difesa di situazioni patologiche nel trattamento delle psicosi

maniaco-depressive e delle tossicodipendenze.



L'effetto di maggior rilievo in proposito è la produzione di endorfine naturali da parte del corpo.



Tale bilanciamento è in grado infine di favorire l'intelligenza, l'apprendimento, la creatività

(attraverso la stimolazione delle onde gamma-teta), la soluzione di problemi di menagement e la

capacità di godere del rilassamento nel tempo libero.



La "cultura del corpo" e la "cultura della coscienza" potrebbero insieme essere la base della cultura

del terzo millennio.









Il dna diventa musica

Dal Corriere delle Sera



10 settembre 1992.



Si tratta di sinfonie musicali ottenute ricopiando le sequenze delle quattro unità chimiche che

formano la molecola del DNA, spiega David Deamer, biofisico dell'Università di Davis, il primo a

tradurre i geni in musica.



Ogni unità di Dna rappresenta un'aria musicale autonoma, aggiunge Susan Alexander,

compositrice e docente di musica alla California State University, proprio come nelle Quattro

Stagioni o nella Nona sinfonia di Beethoven. La molecola che determina le caratteristiche

genetiche di ciascun individuo varia da persona a persona e le sinfonie sono perciò infinite, dato

che la configurazione delle quattro componenti chimiche è sempre diversa. Alcuni individui hanno



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un Dna musicale noioso, lento e ripetitivo, continua Deamer, altri invece possono suggerire

musiche simili al jazz, altri al blues, le possibilità sono davvero infinite.



In America è già iniziata la corsa alla scoperta dei propri geni in musica, basta andare in un

laboratorio medico, farsi determinare la struttura del proprio Dna e affidare i risultati a un

compositore. Deamer dice che gli americani vanno pazzi per questa nuova esperienza di poter

finalmente dire: "Questa è proprio la mia musica!".









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