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Il progetto di intervento che si intende predisporre per una ...

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Il progetto di intervento che si intende predisporre per una ...
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11/26/2011
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Italian
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Emanuela Tambasco

INDICE



1. Metodologia

2. Prerequisiti

3. Contenuti

4. Unità didattica 1: “IL VILLAGGIO”

4.1. Obiettivi

4.2. Organizzazione

4.3. Competenze

4.4. Interdisciplinarità

4.5. Modalità di lavoro (tempi, risorse, spazi)

5. Unità didattica 2: “LE CINQUE W”

5.1 Obiettivi

5.2 Organizzazione

5.3 Competenze

5.4 Interdisciplinarità

5.5 Modalità di lavoro (tempi, risorse, spazi)

6. Valutazione finale

7. Allegati









2

1. METODOLOGIA



L’impostazione del lavoro di apprendimento da proporre agli

alunni con questo progetto didattico ruoterà attorno ai seguenti

contenuti metodologici:



1. Cooperative learning, intendendo così recuperare la carenza

diffusa di capacità di lavorare insieme, anche in presenza di

una grande curiosità e voglia di apprendere.

L'apprendimento cooperativo facilita lo sviluppo di abilità

cognitive di alto livello e l'attitudine a lavorare con gli altri;

aiuta inoltre gli studenti ad avere fiducia nelle proprie

capacità, preparandoli a muoversi e ad agire nel mondo reale

che li circonda.

In particolare approfondisce le capacità di comprensione e

rende significativo e stabile nella memoria ciò che si è

appreso. Lo sforzo più importante sarà quello di tradurre

questi indirizzi teorici in comportamenti concreti, avvalendosi

di accorgimenti e tecniche didattiche intese a diffondere nel

lavoro quotidiano questo spirito.



2. Learning by doing, con cui sviluppare un approccio orientato

all’azione e coinvolgere al massimo l’alunno, rendendolo al

tempo stesso consapevole di quello che sta facendo, di come

lo sta facendo e del perchè lo sta facendo.

Si cercherà di usare strumenti e manipolare materiali riciclati

ed oggetti di uso comune, seguendo istruzioni per ottenerne

altri; ciò consentirà ai bambini di accostarsi alla lingua

attraverso molteplici canali sensoriali. Il “fare” in un altro

codice linguistico permette di mettere in atto strategie di

apprendimento diversificate che consentono lo sviluppo di

potenzialità che altrimenti potrebbero restare in ombra.

Le attività manipolative inoltre rispondono in particolare alle

esigenze dei bambini con prevalente memoria visiva e

risultano utili alla coordinazione oculo-manuale, alla

psicomotricità fine ed alla produzione grafico-pittorica.



3. Interdisciplinarità, in modo che nell’ambito del processo

educativo, pur essendo il focus orientato sulla acquisizione di

abilità linguistiche L2 (scrivere, leggere, ascoltare, parlare), si



3

favorisca lo sviluppo di conoscenze e competenze trasversali,

garantendo quindi un collegamento ed una interazione tra

differenti discipline, così da educare il bambino a considerare

la cultura, non come costituita da compartimenti stagno, rigidi

ed isolati, bensì da una rete vasta ed organica di saperi,

aderente alla società contemporanea, ricca di linguaggi,

stimoli, etnie e culture.

Le unità didattiche partono dalla lettura di una storia secondo

l’approccio dello storytelling, in modo da creare attorno al

bambino un insieme di motivazioni e interessi con cui far

progredire l’apprendimento secondo differenti dimensioni

curricolari.



4. Il gioco sarà il mezzo attraverso il quale sarà veicolato

l’insegnamento della lingua inglese. I bambini infatti

attraverso l’attività ludica saranno stimolati ad agire e fare

attività coinvolgenti che favoriranno la loro socializzazione.

L’attività ludica sarà un momento centrale e fondamentale,

presente in tutte le proposte che seguiranno; ogni bambino

dovrà sentirsi protagonista in ciascuna di queste proposte, in

modo da costruire dentro di sè un’immagine positiva della

lingua inglese.









4

2. PREREQUISITI



Il piano dell’offerta formativa adottato, prevede per lo studio

della lingua inglese un numero di 2 ore settimanali per le classi di

prima e seconda e 3 ore settimanali per le rimanenti classi della

scuola primaria.

Una di queste ore viene utilizzata per le attività di laboratorio,

quali visione di cartoni animati in lingua inglese (magic english)

ed altre iniziative (canzoni, giochi, disegni, etc.) in occasione

delle varie festività quali Halloween, Natale, Pasqua.

Lo svolgimento di questo lavoro didattico viene seguito con

particolare interesse anche dalle famiglie che si dimostrano molto

attente ai progressi che i bambini vanno maturando

nell’apprendimento della lingua inglese.

Il livello di preparazione raggiunto dalla classe è in linea con

quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali della riforma

scolastica per quanto attiene alle attività di listening (ascolto e

comprensione di semplici messaggi), speaking (capacità di

sostenere una facile conversazione), reading (lettura e

comprensione di brevi testi) e writing (scrittura di brevi testi).

Gli argomenti su cui sono stati impegnati sono i più vari, quali la

famiglia, i mestieri, l’abbigliamento, l’alimentazione, la civiltà

inglese (usi e costumi) anche in relazione alle altre civiltà

europee; i bambini attualmente sono già in possesso di discrete

conoscenze linguistiche e di un lessico idoneo alle proposte

presentate di seguito.

E’ stato sempre incoraggiato il tentativo dei bambini di

comunicare tra loro in inglese, come si trattasse non di un

contesto di simulazione ma di una situazione reale.





3.CONTENUTI



Si è scelto il tema della famiglia quale argomento centrale su cui

costruire le proposte presentate nelle due differenti unità

didattiche, essendo particolarmente sentito in quanto più vicino

alla loro vita quotidiana; ciò permetterà di concentrare gli sforzi

sui contenuti formativi su cui si intende indirizzare il focus





5

dell’azione didattica, quali la cooperazione e l’analisi critica di

quanto ascoltano ed osservano.

La famiglia costituisce quindi soltanto un pretesto, un’occasione

per abituare i bambini ad operare secondo il modello

metodologico riportato al punto 2, con particolare riferimento sia

ad uno sforzo di apprendimento cooperativo che ad

un’acquisizione di abilità critiche nella comprensione di eventi ed

accadimenti presentati attraverso storie.

Una delle leve del successo di questo progetto è l’attività

preparatoria, sia in chiave organizzativa, che sarà presentata di

seguito in dettaglio per ciascuna proposta, che sotto l’aspetto

didattico.

In particolare per questo ultimo aspetto, è fondamentale partire

dalle competenze possedute dai bambini nel momento specifico

in cui viene presentata l’attività, tenendo ben presente il

vocabolario già da essi conosciuto ed introducendo nuovi vocaboli

chiave, onde permettere una adeguata comprensione della

storia.

Per esempio i bambini conoscono gli aggettivi little e old, mentre

quasi certamente non conoscono il significato di worn: si

potrebbe rendere l’idea mostrando qualcosa di consumato e con

buchi come una vecchia T-shirt, che potrebbe indossare uno dei

personaggi della storia che andranno a disegnare graficamente.

Proseguendo, per rendere più vivace l’animazione della storia, si

procureranno gli indumenti e gli oggetti che vengono via via

citati (overcoat – jacket – vest – scarf - necktie – handkershief –

button), che saranno indossati dai diversi componenti della

famiglia e mostrati durante la lettura, presentando così la storia

in modo divertente per tenere alta l’attenzione dei bambini e

facilitare la memorizzazione dei nuovi vocaboli.

Inoltre durante la lettura si cercherà di animarla, modulando la

voce e mimando le azioni del personaggio, per rompere la

monotonia dell’ascolto.

La storia infine dovrà essere preparata per tempo dall’insegnante

in modo molto accurato così da rispondere a tutti gli

accorgimenti precedentemente segnalati.









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4. UNITA’ DIDATTICA 1: IL VILLAGGIO

4.1 Obiettivi

Gli obiettivi che la proposta intende perseguire sono i seguenti:

 coinvolgimento diretto del bambino, che crea un

personaggio, lo disegna, lo descrive (il bambino è

protagonista);

 cooperazione all’interno del gruppo, in quanto il

personaggio deve inserirsi in un contesto che si va

formando;

 cooperazione tra diversi gruppi, in quanto dovranno

negoziare il nome del villaggio;

 apprendimento in modo giocoso, leva naturale per una

didattica efficace e piacevole;

 abitudine alla pianificazione delle attività e alla

schedulazione del tempo.

4.2 Organizzazione

Per promuovere l’apprendimento cooperativo finalizzandolo al

conseguimento delle abilità linguistiche, si è pensato di

introdurre un cartellone sufficientemente grande, da appoggiare

orizzontalmente su un tavolo, e che chiameremo Placemat,

etimologicamente da tappetino (Mat) e segnaposto (Place), in

quanto questa struttura assomiglia ad una mappa costituita da

linee che partono dagli angoli di un rettangolo, segnando così dei

“posti” o luoghi o zone di lavoro (Places) che confluiscono in una

zona centrale vuota delineata da un cerchio o un rettangolo.

A maggiore chiarimento si riporta di seguito uno schema.









I bambini prenderanno posto ai lati del rettangolo, costituendo

così 4 gruppi da 6/7 componenti; ogni gruppo sarà proprietario

e responsabile dal lato a lui prospiciente.

Lo svolgimento delle attività procederà secondo i seguenti

passi:

7

 l’insegnante legge una breve storia avente per

protagonista una famiglia di riferimento;

 indi disegna su ciascun lato un bambino, che

chiameremo stecchino;

 il gruppo gli darà un nome e lo riporta sul cartellone;

 ciascun alunno disegnerà a fianco uno dei componenti

della famiglia secondo la propria scelta (il padre, la

madre, il fratello, la sorella, ….);

 questo sarà fatto su tutti e quattro i lati;

 al termine del disegno, ciascun bambino presenterà al

resto del gruppo ad alta voce in inglese il personaggio

che ha disegnato e la sua relazione col bambino

stecchino, quali vestiti indossa, quali sono i suoi

interessi e la sua professione ;

 infine i quattro gruppi troveranno un accordo sul

nome da dare al villaggio costituito dalle quattro

famiglie;

 questo nome sarà riportato nel centro del placemat

che unirà quindi idealmente le quattro famiglie.

Il risultato potrebbe essere quello riportato di seguito.









8

4.3 Competenze

Le competenze che l’alunno acquisirà sono:

 conoscenza delle relazioni dei familiari;

 esercitazione sull’uso dell’aggettivo possessivo his-her,

con riferimento alla relazione del personaggio con il

bambino stecchino;

 descrizione principali caratteristiche fisiche (eyes, hair,

height), capi di abbigliamento indossati (shoes,

trousers, t-shirt), oggetti vari (umbrella, stick, …),

eventuali sport praticati, attività/mestieri svolti;

 modalità di presentazione di un soggetto.



4.4 Interdisciplinarità

I contenuti interdisciplinari presenti in questo intervento

didattico, in aggiunta agli elementi specifici della lingua

inglese, sono i seguenti:

 arte ed immagine, in quanto una fase del lavoro è

incentrata sul disegno;

 educazione alla convivenza, essendo l’esercizio

impostato sulla cooperazione e spinge il bambino a

relazionarsi con gli altri.



4.5 Modalità di lavoro

4.5.1 Tempi

Lo svolgimento di questa attività impegnerà l’intero arco della

lezione (60’) e sarà così articolato:

 fase A: incipit insegnante (spiegazione, lettura,

stecchino) – 5’

 fase B: disegno famiglia - 25’ - (4’ per personaggio)

 fase C: presentazione famiglie – 20’ - (5’ per gruppo)

 fase C: negoziazione nomi – 5’

 fase D: debriefing finale - 5’

4.5.2 Risorse

Il materiale necessario per la conduzione di questa attività è di

facile reperibilità in quanto occorrono soltanto:

 cartone sufficientemente grande;

 pennarelli.



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4.5.3 Spazi

L’esercizio si svolgerà in aula con un setting così strutturato:

 affiancare al centro della classe 4 banchi;

 adagiare su di essi il cartellone (placemat);

 posizionare su ciascun lato del quadrilatero 6/7 sedie.



5. UNITA’ DIDATTICA 2: LE CINQUE W

5.1 Obiettivi

Gli obiettivi che questa seconda proposta intende perseguire

sono i seguenti:

 collaborazione all’interno del gruppo;

 competizione tra gruppi;

 sviluppo della capacità di analisi degli eventi presentati;

 potenziamento della competenza testuale in ambito

cognitivo;

 abitudine ad una corretta schedulazione del tempo.

5.2 Organizzazione

La classe viene divisa in 4 gruppi ciascuno dei quali dovrà

disegnare su un cartellone di piccole dimensioni (20x10 cm)

una tra le seguenti key words :



o WHO? per individuare il/i protagonisti della storia;

o WHAT? per individuare i fatti accaduti;

o WHERE? per individuare il luogo dove si svolge la storia;

o WHEN? per individuare il tempo dell’accadimento;

o WHY? per individuare la causa di quanto accaduto.



Indi i cartelloni andranno attaccati sul retro a dei bastoni

sufficientemente lunghi (ricavati per esempio da scope)

mediante dello scotch, così da farne quasi delle bandiere, e

saranno appoggiati ad una parete, opportunamente distanziati

fra loro.

Ciascuna squadra inoltre sarà dotata di 5 buste su cui apporrà

il proprio numero identificativo: GRUPPO n. x (da 1 a 4) e

disporrà di 5 foglietti, su cui dovrà scrivere le risposte.









10

Alla lavagna l’insegnante compilerà una matrice del tipo:

WHO? WHAT? WHERE? WHEN? WHY?

Gruppo 1

Gruppo 2

Gruppo 3

Gruppo 4



L’insegnante leggerà in inglese una breve storia su una

famiglia e ne consegnerà una fotocopia a ciascun gruppo che

si posizionerà sul lato opposto rispetto alle bandiere.

Indi farà rileggere la storia al lettore di uno dei gruppi ed al

termine porrà uno dei 5 quesiti; tutti i gruppi dovranno

individuare la risposta, riportarla sul foglietto, riporla nella

busta ed il postino, uno per ciascun gruppo, dovrà correre per

andare a depositarla ai piedi della bandiera specifica: chi

arriva prima fa guadagnare al proprio gruppo 1 punto di

bonus, laddove sbagliasse destinazione invece riceve 1 punto

di penalità.

Dopo questo primo ciclo l’insegnante apre tutte le buste,

riporta le risposte sulla lavagna, appone il punteggio (bonus

ed eventuali penalità), ed insieme agli alunni aprirà la

discussione sulle risposte date, assegnando 1 punto se la

risposta è esatta e 0 punti se invece è sbagliata; indi riporterà

il punteggio sulla lavagna, in corrispondenza di ciascun gruppo

per la risposta specifica.

Il ciclo proseguirà col secondo quesito e così fino al termine

quando, sommando i punteggi parziali, si individuerà il gruppo

vincitore.

Questo gioco, se ben accettato dalla classe, potrà essere

ripresentato tutte le volte che si affronteranno nuovi

argomenti. Sarà cura dell’insegnante preparare storie brevi ed

adeguate, non eccessivamente facili né difficili, soprattutto

ponendo i 5 quesiti in modo estremamente chiaro.



5.3 Competenze

Le competenze che l’alunno acquisirà sono:

 attenzione nell’ ascolto di un brano;

 comprensione di un testo di lettura;

 comprensione dei ruoli dei protagonisti;

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 individuazione analitica degli eventi raccontati;

 approccio ludico all’analisi logica.



5.4 Interdisciplinarità

I contenuti interdisciplinari presenti, in aggiunta agli elementi

specifici della lingua inglese, sono:

 lingua italiana, comprensione critica di un evento

esaminato sotto differenti aspetti ed elementi di analisi

logica;

 educazione motoria, in quanto i bambini per

recuperare il bonus dovranno cimentarsi in una breve

corsa;

 educazione alla convivenza, in quanto bisognerà

cooperare in modo intelligente all’interno del gruppo,

stabilendo anche una sana competizione con gli altri

gruppi.



5.5 Modalità di lavoro



5.5.1 Tempi

Lo svolgimento di questa attività impegnerà l’intero arco della

lezione (60’) e sarà così articolato:



 Spiegazione gioco: 4’

 Preparazione cartelloni: 7’

 Distribuzione materiale/preparazione aula: 5’

 Lettura storia (insegnante/lettore): 4’

 Ciclo risposte: 2x5 =10’

 Ciclo correzione/discussione: 4x5=20’

 Premiazione vincitore: 3’

 Debriefing finale: 7’



5.5.2 Risorse

Il materiale necessario per la conduzione di questa attività è di

facile reperibilità in quanto sono necessari:

 5 cartoni (20x10);

 pennarelli;

 penne;

 5 manici di scopa;

 20 buste;



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 20 foglietti;

 lavagna;

 gessi colorati.



5.5.3 Spazi

L’esercizio si svolgerà in aula con un setting così strutturato:

 posizionare i cartelloni su un lato dell’aula;

 posizionare 4 banchi (uno per ciascun gruppo) sul lato

opposto, onde permettere al gruppo di scrivere o

discutere;

 lasciare libero lo spazio che intercorre tra questi 2 lati,

per permettere al postino di correre verso la bandiera

per depositare la risposta, addossando i banchi/sedie

verso la parete libera.



6. VALUTAZIONE FINALE

Il progetto presentato, pur essendo indirizzato a ciascun alunno,

privilegia tuttavia l’ottica di gruppo, in quanto l’obiettivo dichiarato

dell’intervento è proprio il cooperative learning, tassello

propedeutico al cooperative doing con cui dovranno misurarsi un

domani nella società ed al quale dovranno essere preparati ed

educati.

Pertanto anche il momento valutativo privilegerà questo indirizzo e

si articolerà secondo queste due direttrici:

A) misurazione da parte dell’insegnante degli aspetti che

riguardano sia l’apprendimento che la dimensione socio-

affettiva dei vari gruppi, che si estrinseca con:

 l’interesse

 la partecipazione

 la motivazione

 la socializzazione

B) osservazioni da parte di ciascun gruppo sull’efficacia della

proposta didattica presentata e sulla qualità dell’iniziativa

così come percepita dagli alunni, in un’ottica di customer

satisfaction.

Vengono quindi predisposte due differenti griglie di osservazione

per consentire una adeguata valutazione di queste due dimensioni:

1. Griglia di osservazione A, compilata dall’insegnante,

con cui si cerca di mettere a punto le prestazioni

complessive del gruppo nello svolgimento delle

precedenti attività;

13

2. Griglia di osservazione B, compilata dal gruppo, con

cui gli alunni svolgono una importante attività di

debriefing, utile ad individuare eventuali punti deboli

su cui agire e migliorare nelle future esperienze.



In particolare le griglie sono state redatte in italiano, in quanto lo

sforzo dei bambini deve concentrarsi non sulla comprensione del

testo e sulla correttezza linguistica delle risposte, quanto

unicamente sul significato dell’esperienza che si è appena vissuta,

riflettendo in che modo essa è stata interiorizzata, come il bambino

si pone rispetto a siffatte proposte educative, eventualmente anche

in chiave propositiva di suggerimenti.









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7. ALLEGATI



7.1 GRIGLIA di OSSERVAZIONE

(compilata dall’ Insegnante)





Attività: …………………………………………………………………….

Data: ……/……/……









G.1 G.2 G.3 G.4 Media

 Apprendimento

Livello conoscenze in ingresso

Livello conoscenze in uscita

 Dimensione socio-affettiva

Interesse

Impegno

Partecipazione

Motivazione

Socializzazione

Omogeneità gruppo





N.B. Le valutazioni saranno espresse

in numeri da 1 (min.) a 5 (max.)









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7.2 GRIGLIA di OSSERVAZIONE

(compilata dal Gruppo)





Attività: …………………………………………………………………….

Data: ……/……/……

Gruppo ………………………………

Partecipanti: …………………………………………………………………….





PIANO ORGANIZZATIVO:

 Composizione gruppo:

positiva negativa

perché:……………………………………………………………………………...

…………………………………………………………………………………………..

 Grado di chiarezza delle spiegazioni:

soddisfacente insoddisfacente

perché:……………………………………………………………………………...

…………………………………………………………………………………………..

 Setting (spazi, materiali, luminosità,..) adeguato allo

svolgimento delle attività:

si no

perché:……………………………………………………………………………...

…………………………………………………………………………………………..

 Tempo concesso per lo svolgimento del lavoro:

sufficiente insufficiente eccessivo

perché:……………………………………………………………………………...

…………………………………………………………………………………………..





16

PIANO SOCIO-RELAZIONALE:

 Il gruppo ha trovato difficoltà nel collaborare:

no si

perché: …………………………………………………………..……………..…

…………………………………………………………………………………………..





PIANO DIDATTICO:

 Le attività svolte hanno comportato un miglioramento

nelle conoscenze:

si no

 Le attività svolte sono state interessanti:

si no





PIANO PROPOSITIVO:

 Cosa non avresti fatto se fossi stato tu il responsabile?

………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………..





 Cosa avresti fatto se fossi stato tu il responsabile?

………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………..









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