Emanuela Tambasco
INDICE
1. Metodologia
2. Prerequisiti
3. Contenuti
4. Unità didattica 1: “IL VILLAGGIO”
4.1. Obiettivi
4.2. Organizzazione
4.3. Competenze
4.4. Interdisciplinarità
4.5. Modalità di lavoro (tempi, risorse, spazi)
5. Unità didattica 2: “LE CINQUE W”
5.1 Obiettivi
5.2 Organizzazione
5.3 Competenze
5.4 Interdisciplinarità
5.5 Modalità di lavoro (tempi, risorse, spazi)
6. Valutazione finale
7. Allegati
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1. METODOLOGIA
L’impostazione del lavoro di apprendimento da proporre agli
alunni con questo progetto didattico ruoterà attorno ai seguenti
contenuti metodologici:
1. Cooperative learning, intendendo così recuperare la carenza
diffusa di capacità di lavorare insieme, anche in presenza di
una grande curiosità e voglia di apprendere.
L'apprendimento cooperativo facilita lo sviluppo di abilità
cognitive di alto livello e l'attitudine a lavorare con gli altri;
aiuta inoltre gli studenti ad avere fiducia nelle proprie
capacità, preparandoli a muoversi e ad agire nel mondo reale
che li circonda.
In particolare approfondisce le capacità di comprensione e
rende significativo e stabile nella memoria ciò che si è
appreso. Lo sforzo più importante sarà quello di tradurre
questi indirizzi teorici in comportamenti concreti, avvalendosi
di accorgimenti e tecniche didattiche intese a diffondere nel
lavoro quotidiano questo spirito.
2. Learning by doing, con cui sviluppare un approccio orientato
all’azione e coinvolgere al massimo l’alunno, rendendolo al
tempo stesso consapevole di quello che sta facendo, di come
lo sta facendo e del perchè lo sta facendo.
Si cercherà di usare strumenti e manipolare materiali riciclati
ed oggetti di uso comune, seguendo istruzioni per ottenerne
altri; ciò consentirà ai bambini di accostarsi alla lingua
attraverso molteplici canali sensoriali. Il “fare” in un altro
codice linguistico permette di mettere in atto strategie di
apprendimento diversificate che consentono lo sviluppo di
potenzialità che altrimenti potrebbero restare in ombra.
Le attività manipolative inoltre rispondono in particolare alle
esigenze dei bambini con prevalente memoria visiva e
risultano utili alla coordinazione oculo-manuale, alla
psicomotricità fine ed alla produzione grafico-pittorica.
3. Interdisciplinarità, in modo che nell’ambito del processo
educativo, pur essendo il focus orientato sulla acquisizione di
abilità linguistiche L2 (scrivere, leggere, ascoltare, parlare), si
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favorisca lo sviluppo di conoscenze e competenze trasversali,
garantendo quindi un collegamento ed una interazione tra
differenti discipline, così da educare il bambino a considerare
la cultura, non come costituita da compartimenti stagno, rigidi
ed isolati, bensì da una rete vasta ed organica di saperi,
aderente alla società contemporanea, ricca di linguaggi,
stimoli, etnie e culture.
Le unità didattiche partono dalla lettura di una storia secondo
l’approccio dello storytelling, in modo da creare attorno al
bambino un insieme di motivazioni e interessi con cui far
progredire l’apprendimento secondo differenti dimensioni
curricolari.
4. Il gioco sarà il mezzo attraverso il quale sarà veicolato
l’insegnamento della lingua inglese. I bambini infatti
attraverso l’attività ludica saranno stimolati ad agire e fare
attività coinvolgenti che favoriranno la loro socializzazione.
L’attività ludica sarà un momento centrale e fondamentale,
presente in tutte le proposte che seguiranno; ogni bambino
dovrà sentirsi protagonista in ciascuna di queste proposte, in
modo da costruire dentro di sè un’immagine positiva della
lingua inglese.
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2. PREREQUISITI
Il piano dell’offerta formativa adottato, prevede per lo studio
della lingua inglese un numero di 2 ore settimanali per le classi di
prima e seconda e 3 ore settimanali per le rimanenti classi della
scuola primaria.
Una di queste ore viene utilizzata per le attività di laboratorio,
quali visione di cartoni animati in lingua inglese (magic english)
ed altre iniziative (canzoni, giochi, disegni, etc.) in occasione
delle varie festività quali Halloween, Natale, Pasqua.
Lo svolgimento di questo lavoro didattico viene seguito con
particolare interesse anche dalle famiglie che si dimostrano molto
attente ai progressi che i bambini vanno maturando
nell’apprendimento della lingua inglese.
Il livello di preparazione raggiunto dalla classe è in linea con
quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali della riforma
scolastica per quanto attiene alle attività di listening (ascolto e
comprensione di semplici messaggi), speaking (capacità di
sostenere una facile conversazione), reading (lettura e
comprensione di brevi testi) e writing (scrittura di brevi testi).
Gli argomenti su cui sono stati impegnati sono i più vari, quali la
famiglia, i mestieri, l’abbigliamento, l’alimentazione, la civiltà
inglese (usi e costumi) anche in relazione alle altre civiltà
europee; i bambini attualmente sono già in possesso di discrete
conoscenze linguistiche e di un lessico idoneo alle proposte
presentate di seguito.
E’ stato sempre incoraggiato il tentativo dei bambini di
comunicare tra loro in inglese, come si trattasse non di un
contesto di simulazione ma di una situazione reale.
3.CONTENUTI
Si è scelto il tema della famiglia quale argomento centrale su cui
costruire le proposte presentate nelle due differenti unità
didattiche, essendo particolarmente sentito in quanto più vicino
alla loro vita quotidiana; ciò permetterà di concentrare gli sforzi
sui contenuti formativi su cui si intende indirizzare il focus
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dell’azione didattica, quali la cooperazione e l’analisi critica di
quanto ascoltano ed osservano.
La famiglia costituisce quindi soltanto un pretesto, un’occasione
per abituare i bambini ad operare secondo il modello
metodologico riportato al punto 2, con particolare riferimento sia
ad uno sforzo di apprendimento cooperativo che ad
un’acquisizione di abilità critiche nella comprensione di eventi ed
accadimenti presentati attraverso storie.
Una delle leve del successo di questo progetto è l’attività
preparatoria, sia in chiave organizzativa, che sarà presentata di
seguito in dettaglio per ciascuna proposta, che sotto l’aspetto
didattico.
In particolare per questo ultimo aspetto, è fondamentale partire
dalle competenze possedute dai bambini nel momento specifico
in cui viene presentata l’attività, tenendo ben presente il
vocabolario già da essi conosciuto ed introducendo nuovi vocaboli
chiave, onde permettere una adeguata comprensione della
storia.
Per esempio i bambini conoscono gli aggettivi little e old, mentre
quasi certamente non conoscono il significato di worn: si
potrebbe rendere l’idea mostrando qualcosa di consumato e con
buchi come una vecchia T-shirt, che potrebbe indossare uno dei
personaggi della storia che andranno a disegnare graficamente.
Proseguendo, per rendere più vivace l’animazione della storia, si
procureranno gli indumenti e gli oggetti che vengono via via
citati (overcoat – jacket – vest – scarf - necktie – handkershief –
button), che saranno indossati dai diversi componenti della
famiglia e mostrati durante la lettura, presentando così la storia
in modo divertente per tenere alta l’attenzione dei bambini e
facilitare la memorizzazione dei nuovi vocaboli.
Inoltre durante la lettura si cercherà di animarla, modulando la
voce e mimando le azioni del personaggio, per rompere la
monotonia dell’ascolto.
La storia infine dovrà essere preparata per tempo dall’insegnante
in modo molto accurato così da rispondere a tutti gli
accorgimenti precedentemente segnalati.
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4. UNITA’ DIDATTICA 1: IL VILLAGGIO
4.1 Obiettivi
Gli obiettivi che la proposta intende perseguire sono i seguenti:
coinvolgimento diretto del bambino, che crea un
personaggio, lo disegna, lo descrive (il bambino è
protagonista);
cooperazione all’interno del gruppo, in quanto il
personaggio deve inserirsi in un contesto che si va
formando;
cooperazione tra diversi gruppi, in quanto dovranno
negoziare il nome del villaggio;
apprendimento in modo giocoso, leva naturale per una
didattica efficace e piacevole;
abitudine alla pianificazione delle attività e alla
schedulazione del tempo.
4.2 Organizzazione
Per promuovere l’apprendimento cooperativo finalizzandolo al
conseguimento delle abilità linguistiche, si è pensato di
introdurre un cartellone sufficientemente grande, da appoggiare
orizzontalmente su un tavolo, e che chiameremo Placemat,
etimologicamente da tappetino (Mat) e segnaposto (Place), in
quanto questa struttura assomiglia ad una mappa costituita da
linee che partono dagli angoli di un rettangolo, segnando così dei
“posti” o luoghi o zone di lavoro (Places) che confluiscono in una
zona centrale vuota delineata da un cerchio o un rettangolo.
A maggiore chiarimento si riporta di seguito uno schema.
I bambini prenderanno posto ai lati del rettangolo, costituendo
così 4 gruppi da 6/7 componenti; ogni gruppo sarà proprietario
e responsabile dal lato a lui prospiciente.
Lo svolgimento delle attività procederà secondo i seguenti
passi:
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l’insegnante legge una breve storia avente per
protagonista una famiglia di riferimento;
indi disegna su ciascun lato un bambino, che
chiameremo stecchino;
il gruppo gli darà un nome e lo riporta sul cartellone;
ciascun alunno disegnerà a fianco uno dei componenti
della famiglia secondo la propria scelta (il padre, la
madre, il fratello, la sorella, ….);
questo sarà fatto su tutti e quattro i lati;
al termine del disegno, ciascun bambino presenterà al
resto del gruppo ad alta voce in inglese il personaggio
che ha disegnato e la sua relazione col bambino
stecchino, quali vestiti indossa, quali sono i suoi
interessi e la sua professione ;
infine i quattro gruppi troveranno un accordo sul
nome da dare al villaggio costituito dalle quattro
famiglie;
questo nome sarà riportato nel centro del placemat
che unirà quindi idealmente le quattro famiglie.
Il risultato potrebbe essere quello riportato di seguito.
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4.3 Competenze
Le competenze che l’alunno acquisirà sono:
conoscenza delle relazioni dei familiari;
esercitazione sull’uso dell’aggettivo possessivo his-her,
con riferimento alla relazione del personaggio con il
bambino stecchino;
descrizione principali caratteristiche fisiche (eyes, hair,
height), capi di abbigliamento indossati (shoes,
trousers, t-shirt), oggetti vari (umbrella, stick, …),
eventuali sport praticati, attività/mestieri svolti;
modalità di presentazione di un soggetto.
4.4 Interdisciplinarità
I contenuti interdisciplinari presenti in questo intervento
didattico, in aggiunta agli elementi specifici della lingua
inglese, sono i seguenti:
arte ed immagine, in quanto una fase del lavoro è
incentrata sul disegno;
educazione alla convivenza, essendo l’esercizio
impostato sulla cooperazione e spinge il bambino a
relazionarsi con gli altri.
4.5 Modalità di lavoro
4.5.1 Tempi
Lo svolgimento di questa attività impegnerà l’intero arco della
lezione (60’) e sarà così articolato:
fase A: incipit insegnante (spiegazione, lettura,
stecchino) – 5’
fase B: disegno famiglia - 25’ - (4’ per personaggio)
fase C: presentazione famiglie – 20’ - (5’ per gruppo)
fase C: negoziazione nomi – 5’
fase D: debriefing finale - 5’
4.5.2 Risorse
Il materiale necessario per la conduzione di questa attività è di
facile reperibilità in quanto occorrono soltanto:
cartone sufficientemente grande;
pennarelli.
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4.5.3 Spazi
L’esercizio si svolgerà in aula con un setting così strutturato:
affiancare al centro della classe 4 banchi;
adagiare su di essi il cartellone (placemat);
posizionare su ciascun lato del quadrilatero 6/7 sedie.
5. UNITA’ DIDATTICA 2: LE CINQUE W
5.1 Obiettivi
Gli obiettivi che questa seconda proposta intende perseguire
sono i seguenti:
collaborazione all’interno del gruppo;
competizione tra gruppi;
sviluppo della capacità di analisi degli eventi presentati;
potenziamento della competenza testuale in ambito
cognitivo;
abitudine ad una corretta schedulazione del tempo.
5.2 Organizzazione
La classe viene divisa in 4 gruppi ciascuno dei quali dovrà
disegnare su un cartellone di piccole dimensioni (20x10 cm)
una tra le seguenti key words :
o WHO? per individuare il/i protagonisti della storia;
o WHAT? per individuare i fatti accaduti;
o WHERE? per individuare il luogo dove si svolge la storia;
o WHEN? per individuare il tempo dell’accadimento;
o WHY? per individuare la causa di quanto accaduto.
Indi i cartelloni andranno attaccati sul retro a dei bastoni
sufficientemente lunghi (ricavati per esempio da scope)
mediante dello scotch, così da farne quasi delle bandiere, e
saranno appoggiati ad una parete, opportunamente distanziati
fra loro.
Ciascuna squadra inoltre sarà dotata di 5 buste su cui apporrà
il proprio numero identificativo: GRUPPO n. x (da 1 a 4) e
disporrà di 5 foglietti, su cui dovrà scrivere le risposte.
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Alla lavagna l’insegnante compilerà una matrice del tipo:
WHO? WHAT? WHERE? WHEN? WHY?
Gruppo 1
Gruppo 2
Gruppo 3
Gruppo 4
L’insegnante leggerà in inglese una breve storia su una
famiglia e ne consegnerà una fotocopia a ciascun gruppo che
si posizionerà sul lato opposto rispetto alle bandiere.
Indi farà rileggere la storia al lettore di uno dei gruppi ed al
termine porrà uno dei 5 quesiti; tutti i gruppi dovranno
individuare la risposta, riportarla sul foglietto, riporla nella
busta ed il postino, uno per ciascun gruppo, dovrà correre per
andare a depositarla ai piedi della bandiera specifica: chi
arriva prima fa guadagnare al proprio gruppo 1 punto di
bonus, laddove sbagliasse destinazione invece riceve 1 punto
di penalità.
Dopo questo primo ciclo l’insegnante apre tutte le buste,
riporta le risposte sulla lavagna, appone il punteggio (bonus
ed eventuali penalità), ed insieme agli alunni aprirà la
discussione sulle risposte date, assegnando 1 punto se la
risposta è esatta e 0 punti se invece è sbagliata; indi riporterà
il punteggio sulla lavagna, in corrispondenza di ciascun gruppo
per la risposta specifica.
Il ciclo proseguirà col secondo quesito e così fino al termine
quando, sommando i punteggi parziali, si individuerà il gruppo
vincitore.
Questo gioco, se ben accettato dalla classe, potrà essere
ripresentato tutte le volte che si affronteranno nuovi
argomenti. Sarà cura dell’insegnante preparare storie brevi ed
adeguate, non eccessivamente facili né difficili, soprattutto
ponendo i 5 quesiti in modo estremamente chiaro.
5.3 Competenze
Le competenze che l’alunno acquisirà sono:
attenzione nell’ ascolto di un brano;
comprensione di un testo di lettura;
comprensione dei ruoli dei protagonisti;
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individuazione analitica degli eventi raccontati;
approccio ludico all’analisi logica.
5.4 Interdisciplinarità
I contenuti interdisciplinari presenti, in aggiunta agli elementi
specifici della lingua inglese, sono:
lingua italiana, comprensione critica di un evento
esaminato sotto differenti aspetti ed elementi di analisi
logica;
educazione motoria, in quanto i bambini per
recuperare il bonus dovranno cimentarsi in una breve
corsa;
educazione alla convivenza, in quanto bisognerà
cooperare in modo intelligente all’interno del gruppo,
stabilendo anche una sana competizione con gli altri
gruppi.
5.5 Modalità di lavoro
5.5.1 Tempi
Lo svolgimento di questa attività impegnerà l’intero arco della
lezione (60’) e sarà così articolato:
Spiegazione gioco: 4’
Preparazione cartelloni: 7’
Distribuzione materiale/preparazione aula: 5’
Lettura storia (insegnante/lettore): 4’
Ciclo risposte: 2x5 =10’
Ciclo correzione/discussione: 4x5=20’
Premiazione vincitore: 3’
Debriefing finale: 7’
5.5.2 Risorse
Il materiale necessario per la conduzione di questa attività è di
facile reperibilità in quanto sono necessari:
5 cartoni (20x10);
pennarelli;
penne;
5 manici di scopa;
20 buste;
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20 foglietti;
lavagna;
gessi colorati.
5.5.3 Spazi
L’esercizio si svolgerà in aula con un setting così strutturato:
posizionare i cartelloni su un lato dell’aula;
posizionare 4 banchi (uno per ciascun gruppo) sul lato
opposto, onde permettere al gruppo di scrivere o
discutere;
lasciare libero lo spazio che intercorre tra questi 2 lati,
per permettere al postino di correre verso la bandiera
per depositare la risposta, addossando i banchi/sedie
verso la parete libera.
6. VALUTAZIONE FINALE
Il progetto presentato, pur essendo indirizzato a ciascun alunno,
privilegia tuttavia l’ottica di gruppo, in quanto l’obiettivo dichiarato
dell’intervento è proprio il cooperative learning, tassello
propedeutico al cooperative doing con cui dovranno misurarsi un
domani nella società ed al quale dovranno essere preparati ed
educati.
Pertanto anche il momento valutativo privilegerà questo indirizzo e
si articolerà secondo queste due direttrici:
A) misurazione da parte dell’insegnante degli aspetti che
riguardano sia l’apprendimento che la dimensione socio-
affettiva dei vari gruppi, che si estrinseca con:
l’interesse
la partecipazione
la motivazione
la socializzazione
B) osservazioni da parte di ciascun gruppo sull’efficacia della
proposta didattica presentata e sulla qualità dell’iniziativa
così come percepita dagli alunni, in un’ottica di customer
satisfaction.
Vengono quindi predisposte due differenti griglie di osservazione
per consentire una adeguata valutazione di queste due dimensioni:
1. Griglia di osservazione A, compilata dall’insegnante,
con cui si cerca di mettere a punto le prestazioni
complessive del gruppo nello svolgimento delle
precedenti attività;
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2. Griglia di osservazione B, compilata dal gruppo, con
cui gli alunni svolgono una importante attività di
debriefing, utile ad individuare eventuali punti deboli
su cui agire e migliorare nelle future esperienze.
In particolare le griglie sono state redatte in italiano, in quanto lo
sforzo dei bambini deve concentrarsi non sulla comprensione del
testo e sulla correttezza linguistica delle risposte, quanto
unicamente sul significato dell’esperienza che si è appena vissuta,
riflettendo in che modo essa è stata interiorizzata, come il bambino
si pone rispetto a siffatte proposte educative, eventualmente anche
in chiave propositiva di suggerimenti.
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7. ALLEGATI
7.1 GRIGLIA di OSSERVAZIONE
(compilata dall’ Insegnante)
Attività: …………………………………………………………………….
Data: ……/……/……
G.1 G.2 G.3 G.4 Media
Apprendimento
Livello conoscenze in ingresso
Livello conoscenze in uscita
Dimensione socio-affettiva
Interesse
Impegno
Partecipazione
Motivazione
Socializzazione
Omogeneità gruppo
N.B. Le valutazioni saranno espresse
in numeri da 1 (min.) a 5 (max.)
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7.2 GRIGLIA di OSSERVAZIONE
(compilata dal Gruppo)
Attività: …………………………………………………………………….
Data: ……/……/……
Gruppo ………………………………
Partecipanti: …………………………………………………………………….
PIANO ORGANIZZATIVO:
Composizione gruppo:
positiva negativa
perché:……………………………………………………………………………...
…………………………………………………………………………………………..
Grado di chiarezza delle spiegazioni:
soddisfacente insoddisfacente
perché:……………………………………………………………………………...
…………………………………………………………………………………………..
Setting (spazi, materiali, luminosità,..) adeguato allo
svolgimento delle attività:
si no
perché:……………………………………………………………………………...
…………………………………………………………………………………………..
Tempo concesso per lo svolgimento del lavoro:
sufficiente insufficiente eccessivo
perché:……………………………………………………………………………...
…………………………………………………………………………………………..
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PIANO SOCIO-RELAZIONALE:
Il gruppo ha trovato difficoltà nel collaborare:
no si
perché: …………………………………………………………..……………..…
…………………………………………………………………………………………..
PIANO DIDATTICO:
Le attività svolte hanno comportato un miglioramento
nelle conoscenze:
si no
Le attività svolte sono state interessanti:
si no
PIANO PROPOSITIVO:
Cosa non avresti fatto se fossi stato tu il responsabile?
………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………..
Cosa avresti fatto se fossi stato tu il responsabile?
………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………..
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