Un laboratorio nella storia: gli uomini primitivi by 9A1Er1I

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									Un laboratorio nella storia:
     gli uomini primitivi

    Esperienza delle classi prima,
   seconda e terza del plesso San
              Lorenzo
        Howard Gardner “Sapere per
               comprendere”

• “…chi volesse fare di ogni giovane uno storico, un
  biologo o un compositore di musica classica
  sarebbe condannato all’ insuccesso. Lo scopo della
  scuola non deve essere quello di accelerare la
  formazione degli studenti, ma di introdurli nel
  “cuore intellettuale” o nell’ “anima esperienziale”
  di una disciplina. La scuola consegue il proprio
  obiettivo se riesce a dare agli studenti un’ idea di
  come il mondo appare a persone che usano occhiali
  diversi.”
Siamo partiti dalla nostra programmazione di plesso i cui
obiettivi generali coincidono con quanto espresso nel Rapporto
all’Unesco della Commissione Internazionale sull’Educazione
per il Ventunesimo secolo

• Il rapporto di Jacques Delors, dal titolo
  Nell’educazione un tesoro, individua i
  seguenti macrobiettivi adottati dal nostro
  plesso:
•
 Imparare a vivere insieme
 Imparare a conoscere
 Imparare a fare
 Imparare ad essere
•
             Il laboratorio

• Il laboratorio è parte integrante
  delle attività di plesso e si presenta
  con le seguenti caratteristiche:
      Personalizzazione degli
  obiettivi formativi;
       Operatività;
      collaborazione
•
  La personalizzazione degli obiettivi
               formativi
• si basa sulle esigenze formative dei singoli alunni
  e si attua con la personalizzazione dei percorsi di
  apprendimento rispettando i livelli di sviluppo e
  apprendimento, gli stili, i ritmi, gli interessi, le
  motivazioni e le predilezioni di ogni bambino.
• L’attività laboratoriale non essendo centrata solo
  su un tipo di intelligenza, ma articolata per livelli
  di complessità, permette l’attuazione pratica dei
  piani personalizzati, secondo le scoperte di
  Howard Gardner sulle intelligenze multiple.
      L’insegnante in laboratorio

• si pone come attivatore/facilitatore
  con il compito di coordinare le azioni
  didattiche affinchè l’apprendimento
  sia frutto dello scambio reciproco
  tra alunni e alunni e tra docenti e
  alunni, in un contesto in cui tutti
  imparano gli uni dagli altri.
            Finalità dell’esperienza

• a) E’ stata progettata per superare l’idea di una storia
  remota ed astratta, svoltasi in luoghi lontani e diversi dal
  vissuto quotidiano, senza alcun rapporto con la realtà
  locale;
• b) intende evitare una concezione localistica della storia
  che può finire in un interesse municipalistico che perde la
  visione d’insieme del grande percorso dell’umanità;
• c) fornisce la chiave di lettura per comprendere il passato
  e, quindi, anche il presente che ad esso è strettamente
  collegato.
• d) Fa conoscere la vita dei primitivi sotto molteplici
  aspetti.
             Fasi dell’esperienza

• Per un anno abbiamo cercato e acquisito conoscenze sul
  mondo primitivo attraverso la visita di musei (Museo delle
  Meraviglie di Tenda, Museo Archeologico di Finale e
  mostra sui Liguri a Genova), visione di testi e libri, di
  videocassette, Cdrom ed esperienze concrete.
• Essendo il periodo primitivo lunghissimo e complicatissimo,
  abbiamo scelto, tenendo conto anche del maggiore
  interesse suscitato nei bambini, di approfondire solo alcuni
  temi: l’ australopiteca Lucy, le incisioni rupestri della
  Valle delle Meraviglie (Tenda), l’agricoltura, i cereali,
  dalla farina al pane, l’alimentazione, le armi, le capanne
  e la sepoltura.
                           Le fasi

•    Il bambino vede gli oggetti (che abbiamo preso in esame)
    in documenti fotografici, in disegni e in cd – rom e nei
    musei;
•   visita il Museo delle Meraviglie di Tenda, il Museo
    archeologico di Finale e la Mostra sui Liguri a Genova;
•   ascolta informazioni sulla provenienza, sull’uso, sulle
    modalità di costruzione degli oggetti;
•   ricerca ulteriori informazioni necessarie durante la ri –
    costruzione;
•   discute con i coetanei e con i docenti in un contesto pratico
    (quello operativo di ri – costruzione) e non sul solo piano
    teorico;
•   usa i materiali per riprodurre l’oggetto;
•   lo cataloga;
•   Espone quanto appreso ai genitori sotto forma di
    drammatizzazione
                  OBIETTIVI


       Osservare, utilizzando varie fonti e non
 solo il libro di testo, oggetti, pitture e reperti
 dell’era primitiva.
     Permettere al bambino, attraverso l’utilizzo
 di materiali di vario genere, di ricreare gli oggetti
 che maggiormente lo hanno colpito o affascinato.
     Famigliarizzare con ambienti tanto diversi
 dal nostro.
     Dare al bambino la possibilità di essere
 direttamente protagonista del proprio sapere.
La strategia educativa attuata
        nel laboratorio
si accentra su due punti fondamentali:
• 1) la centralità dell’oggetto;
• 2) il recupero del lato emozionale –
   immaginativo da parte del soggetto.
• I materiali fotografici, le immagini, i disegni, i
   documenti che abbiamo utilizzato si incentrano
   sull’ oggetto : intorno ad esso si sviluppa il flusso
   della ricerca e l’attività operatoria – concreta
   che si realizza nella ricostruzione di reperti,
   incisioni, armi, chopper, lanterne, capanne e
   cerimonie.
                 L’oggetto

• L’oggetto individuato, descritto,
  ricostruito viene investito da “modelli di
  analisi” (chi lo faceva, come, a che cosa
  serviva, come e dove è stato ritrovato,
  dove è conservato oggi) ed in questo modo
  si mostra ai bambini quali sono,
  nell’essenziale, i percorsi che il
  ricercatore compie, dall’individuazione al
  riconoscimento, alla collocazione
  dell’oggetto nella sua realtà storica,
  permettendone l’interpretazione.
                  Metodo


• Si alterna la lezione frontale basata sulla
  costruzione di mappe concettuali (vedi
  Novak, Imparando a imparare) a percorsi
  laboratoriali interdisciplinari basati sulle
  metodologie del cooperative-learning,
  learning by doing (apprendere attraverso
  il fare), peer to peer (apprendere dagli
  altri bambini) e peer tutoring (apprendere
  dai bambini più grandi)-
• Esperienza diretta attraverso la visita di
  musei, mostre e la visione di film e Cdrom.
                 E inoltre…

• Lo scopo è quello di abituare i ragazzi a
  porsi di fronte alle fonti della
  ricostruzione storica in modo
  problematico.
• L’obiettivo specifico nella ricostruzione di
  oggetti è quello di aiutare i bambini ad
  orientarsi nel mondo della storia,
  sviluppando le curiosità inerenti
  l’ambiente e la capacità di riconoscere
  segni e segnali che la storia lascia ed ha
  lasciato sul territorio.
  L’importanza del discorso fra pari

• In un testo del 1993 “La condivisione della
  conoscenza”, Clotilde Pontecorvo dimostra il ruolo
  facilitatore dei processi di apprendimento che
  possono avere le discussioni – conversazioni che i
  bambini fanno tra di loro durante azioni pratiche.
• Nel capitolo “Parlare facendo: interazione verbale
  in diversi contesti di attività” (pag. 121 – 145) ,
  Clotilde Pontecorvo definisce “Rivoluzione
  silenziosa” l’attenzione che viene oggi attribuita
  al discorso tra coetanei, in contesti di
  interazione verbale spontanea o guidata
  dall’insegnante.
    C. Pontecorvo – opera citata – pag.121


• “Una rivoluzione silenziosa si è operata di recente
  nello studio dei processi primari di acquisizione di
  abilità motorie, cognitive, comunicative.
• In particolare è stato sottolineato l’apporto
  determinante e attivo della realtà sociale su
  questi processi, al punto che è ormai acquisita che
  la mente funzioni secondo un modello sistematico,
  all’nterno di “menti collettive” identificabili con
  unità sociali formate da almeno due persone”
 Nell’attività di laboratorio storico abbiamo dato
     grande importanza allo scambio verbale.


• Il momento in cui si “costruisce qualcosa” è
  particolarmente adatto per apprendere insieme
  (cooperative learning e learning by doing), per
  discutere, chiedere informazioni e aiuto,
  commentare e valutare.
• E’ una fase di lavoro in cui risultano espliciti alcuni
  convincimenti che, a volte, sono pre – concetti che
  devono essere confrontati e superati; a volte sono
  conoscenze preziose che ogni bambino possedeva
  inconsciamente, che vengono alla luce e sono
  precisate e chiarite nel confronto con i coetanei e
  con l’insegnante.
Il maestro costruisce il diagramma di flusso del
percorso sugli uomini primitivi.
Prepariamo lo scheletro di Lucy con il das.
Mettiamo a posto i pezzi
dello scheletro di Lucy.
Prepariamo il percorso storico
Percorso sui primitivi presentato ai
              genitori
          9 giugno 2005

        Scuola San Lorenzo
   Classi prima, seconda e terza
Benvenuti nella storia degli uomini primitivi.
Ci occuperemo soprattutto dei primi anelli dell’evoluzione. I misteri sono ancora tanti, ma gli
scienziati concordano sul fatto che i nostri antenati più remoti siano:
Australopiteco vuol dire scimmia del Sud e non scimmia dell’Australia
Testimonianze di 3 milioni e 700.000 anni fa. Aveva un cranio da scimmia,ma un corpo già
umano. Camminava sugli arti inferiori,usava clave e bastoni
Homo Habilis
Testimonianze 2 milioni e 500.000 anni fa in Africa. Il cervello inizia a svilupparsi.
L’habilis usava le mani per fabbricare utensili e, per farli, scheggiava le pietre (choppers)
Homo Erectus
Testimonianze di circa 2 milioni di anni fa in Africa e poi in Europa e in Asia. Il
cervello era più sviluppato; l’altezza era simile a quella dell’uomo moderno. Sapeva
accendere e mantenere il fuoco.
Homo Sapiens
Prende il nome dal luogo dei suoi primi ritrovamenti: Neanderthal, Germania, Europa.
Testimonianze di circa 150.000 anni fa in Europa. Era di statura un po’ più bassa
rispetto alla nostra (circa160 cm.) e di corporatura decisamente più muscolosa.
Homo Sapiens-Sapiens
Prende il nome dal luogo dei suoi primi ritrovamenti Cro-Magnon, Francia, Europa.
Testimonianze di circa 35.000 anni fa. E’ la specie a cui apparteniamo. Il cervello era
identico a quello dell’uomo moderno. Usava l’osso oltre alla pietra per costruire utensili,
dipingeva le pareti delle caverne
La nostra storia inizia con delle impronte
ritrovate nel fango.(Africa, Tanzania, Laetoli)
E’ una mattina dell’estate 1978.
Un gruppo di ricercatori scopre uno degli spettacoli più straordinari
che un paleoantropologo possa immaginare: una serie di impronte
lasciate sulle ceneri vulcaniche circa 3 milioni e 700.000 anni fa da due
ominidi.
Nel 1974 la clamorosa scoperta dello scheletro quasi completo di una donna di circa 3
milioni e 500.000 anni fa,la ormai famosa Lucy,è la chiara riprova dell’andatura eretta in
epoca remotissima.
Questi 52 frammenti ossei appartenevano ad una femmina battezzata
affettuosamente Lucy come la protagonista di una canzone dei Beatles
che veniva continuamente ascoltata nell’accampamento dell’equipe di paleontropologi
franco-americana. LUCY IN THE SKY WITH DIAMONDS (Lucy nel cielo con i
diamanti)
Mi chiamo Lucy.
Sono una australopiteca femmina vissuta circa 3.500.000
anni fa.
Sono africana e vengo dall’Etiopia. Ho 20 anni. La mia
altezza è di 1 metro e 20 centimetri, come un bambino di
2° o 3° elementare. Peso circa 25 chili.
Se mi vedessero a Sanremo, chiamerebbero subito lo zoo… Eppure gli scienziati mi
considerano la vostra antenata. Non cammino come le scimmie, ma sto dritta e ho il
corpo simile al vostro. Questa stazione eretta, assieme ad altri fattori, mi ha
permesso di evolvermi in habilis, erectus e sapiens. Sono morta annegata, il fango
mi ha subito ricoperta e sono stata conservata per 3.500.000 anni.
La scoperta del fuoco.
Scoperta non è esatto perché il fuoco sulla Terra c’è sempre stato: fulmini, vulcani,
incendi ecc. Per scoperta vogliamo intenderne l’utilizzo. Ad un certo punto l’homo
erectus, apprese a recuperare fuoco da incendi provocati da cause naturali e a
mantenere vivo il fuoco. In ogni tribù c’era il “custode del fuoco”…A lui era affidata la
sorte della tribù
Qualche primitivo ha osservato che lo sfregamento delle mani produce calore. Un giorno
l’uomo scopre che, facendo ruotare fra le mani, un bastoncino appoggiato ad un pezzo di
legna secca, si produce calore che accende l’erba secca. Ormai ha imparato a far nascere
il fuoco. Gli erectus impararono a gestire il fuoco per scaldarsi, per tenere lontani i
predatori, per illuminare e per cuocere il cibo.
Cuocere il cibo è più importante di quanto si possa pensare.
La carne è più tenera e saporita se arrostita.
La cottura uccide i parassiti e i batteri.
In seguito il fuoco rese estremamente appetibili alcuni alimenti vegetali, che,
altrimenti, risulterebbero immangiabili.
L’Australopiteco, per potenziare le proprie
forze e rompere il guscio di un frutto o per
spaccare un osso alla ricerca di midollo, impugna
un sasso. Le proteine animali erano molto
importanti. Gli Australopitechi le trovavano
soprattutto in insetti, larve, piccoli roditori e
uccelli.
Quando dei leoni uccidevano una zebra, la mangiavano quasi tutta, poi arrivavano le iene e
mangiavano il resto, poi gli avvoltoi che pulivano tutto, infine arrivava l’Australopiteco…
Non c’era più niente, ma grazie all’intelligenza, riusciva a mangiare il midollo osseo.
Spaccava anche i sassi e li rendeva taglienti.
I sassi migliori erano le selci.
Nel Museo delle Meraviglie
di Tenda abbiamo conosciuto
le incisioni rupestri del
monte Bego. Circa 2.500 anni
a.C. degli uomini primitivi
hanno inciso delle figure
sulle rocce del monte.
Erano disegni primitivi. Le figure cornute rappresentavano i
bovidi; scene di arature; le armi; le figure antropomorfe,
cioè divinità fatte a somiglianza dell’uomo. Queste incisioni
rappresentano e ci fanno conoscere il mondo dei pastori
primitivi.
Erano segni molto primitivi, soprattutto se li confrontiamo con
quelli degli Egiziani, che, negli stessi anni, scrivevano in
geroglifici.
Siamo state noi donne che abbiamo inventato
l’agricoltura. Gli uomini erano impegnati nella
difesa e nella caccia alla ricerca continua di
animali. Noi donne ci occupavamo dei vegetali e
abbiamo imparato a conoscerli e a coltivarli.
Noi donne primitive sappiamo
piantare.
Sappiamo tagliare l’erba…
…sappiamo zappare.
Sappiamo anche usare l’aratro.
Le donne primitive
raccoglievano avena, segale,
farro e grano. Li pestavano su
questa macina primitiva
riducendoli in farina.
Dopo aver pestato i cereali e aver
ottenuto la farina, vi aggiungevano
dell’acqua e…
…impastavano.
Farina, acqua e una pietra molto calda hanno fatto
nascere il primo pane.
L’alimentazione degli uomini preistorici era principalmente vegetariana. Seguivano un
percorso stagionale alla ricerca dei loro alimenti vegetali preferiti. In autunno le zone
boschive erano una ricca risorsa di cibo: foglie di denti di leone, foglie di ortica, funghi,
radici di soffione,frutti di bosco (mirtilli, lamponi e more), noci, nocciole e frutta.
Integravano questa dieta vegetariana con proteine animali, rettili e piccoli roditori, larve,
insetti, uova e lumache.
Per noi primitivi l’albero rappresentava un rifugio sicuro dai
predatori. Se eravamo assaliti da bestie feroci, trovavamo
riparo fra i suoi rami e le foglie, spesso, erano il nostro pasto.
Armi da caccia.
L’homo erectus era in grado di costruirsi efficaci strumenti da
caccia usando le pietre e il legno. Lance, scuri e pugnali.
Gli uomini primitivi per colpire qualcosa da lontano tiravano
lance e pietre. Poi inventarono la zagaglia. Infine inventarono
l’arco e le frecce.
Costruirono anche contenitori per le frecce, le faretre, con
corteccia di albero. Ora costruirò una lancia alla maniera
primitiva.
Sappiamo che l’uso del fuoco cambiò
completamente la vita umana. Innanzitutto fornì
luce anche al buio. Questo rese possibile estendere
l’attività lavorativa anche durante la notte.
Dapprima l’uomo usava semplici tizzoni ardenti. Poi
si rese conto che la resina dei pini era un ottimo
combustibile: fabbricò le torce.
Accortosi che il grasso della carne, colando sul fuoco, faceva
fiamma, inventò le lucerne a grasso animale. Qui finisce la
preistoria. I Romani utilizzavano olio d’oliva come combustibile
per illuminare, così pure i nostri vecchi contadini.
A Nizza, presso il vecchio porto, nel 1958, sono stati scoperti i resti fossili di
una capanna primitiva con focolare. Era stata costruita 400.000 anni fa dagli
erectus. Al centro vi era il fuoco con un muretto in pietra che lo riparava dal
vento di tramontana.
Noi abbiamo ricostruito la capanna degli
erectus come quella del Museo di Terra Amata.
Raccoglievo le more nel bosco, quando sono stata assalita da
un lupo. Mi ha azzannato ad una caviglia. Sono riuscita a
fuggire veloce e mi sono arrampicata su di un albero. La ferita
si è infettata. A nulla sono valse le nostre cure con erba e
fango.
Così le mie sorelle, persa ogni speranza, chiamarono un
prete che arrivò portando con sé molta gente.
“Ti seppelliamo nella madre terra. E come dai semi
nascono le piante, anche tu un giorno rinascerai”.
Così le mie sorelle mi adagiarono nella buca
preparata per il mio riposo.
“Ti ricopriamo di fiori e polvere d’ocra.”
“Ti seppelliamo rannicchiata come nel grembo materno.
La testa rivolta ad ovest, dove va a morire il sole. Il
sole, dopo un giorno, risorge e anche tu risorgerai.”
Anche il fratello del sindaco Borea, il vicesindaco e
l’assessore Delbecaro hanno assistito alla nostra
rappresentazione sui primitivi.
Dopo tanta fatica, ci concediamo una pausa con il nostro maestro…
…e con la nostra maestra.
                   Bibliografia

• Piero ed Alberto Angela, La straordinaria storia
  dell’uomo, Mondadori
• Guide della Gallimard, Il Neolitico, Il Paleolitico
• Materiale didattico fornito dal Museo delle
  Meraviglie di Tenda
• Guide del museo delle Meraviglie, del Museo
  Archeologico del Finale e Catalogo mostra sui
  Liguri

								
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