Corso di formazione La normativa sulla sicurezza by FEP1b6i

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									IC GERA LARIO 06-03-2009


        Corso di formazione
 La normativa sulla sicurezza
                      D.Lgs. 81/2008




                       Lecco, settembre 2008   1
     DPR 547/55, DPR 303/56


          D.Lgs. 626/94


         D.Lgs. 81/2008



Dalla “626” al T.U.
                              2
Decreto legislativo 9 aprile 2008
 Pubblicato sul Supplemento ordinario n.
  109/L alla Gazzetta ufficiale n. 101 del 30
  aprile 2008

   Attuazione dell'articolo 1 della legge 3
    agosto 2007, n. 123, in materia di tutela
    della salute e della sicurezza nei luoghi
    di lavoro.


Il nuovo T.U.
                                                3
È un unico testo normativo costituito da:
 306 articoli
 XIII Titoli – 51 allegati (52: allegato III è
  diviso in 2 parti)

   al cui interno vengono incluse tutte le
    direttive UE
    ◦   vibrazioni,
    ◦   segnaletica,
    ◦   cantieri
    ◦   ecc.



Il nuovo T.U.
                                                  4
Vengono abrogati:
 D.Lgs. 626/94

   DPR 547/55, 164/56 (infortuni)
   303/56 (tranne art. 64) (igiene)
   277/91 (amianto)
   493/96, 494/96 (cantieri e segnaletica),
   187/2005 (vibrazioni)
   Art. 2,3,5,6,7 legge 123/07
   ogni altra legge incompatibile con il TU


Il nuovo T.U.
                                               5
Rimangono in vigore:
 “Seveso”: 334/99, DM 16/03/98 (rischi
  industriali rilevanti)
 DM 10/03/98 (lotta antincendio)
 151/01 (Salute lavoratrici)
 Accordi Stato-Regioni Formazione RSPP
 D.Lgs. 271/99,272/99 (marittimi/portuali)
 altri decreti attuativi




Il nuovo T.U.
                                              6
 Il T.U. si applica a tutti i settori di attività, privati
  e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.
 Il T.U. a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati
  e autonomi, nonché ai soggetti ad essi
  equiparati.
 Per i lavoratori interinali, tutti gli obblighi di
  prevenzione e protezione sono a carico
  dell’utilizzatore, fatto salvo l’obbligo a carico del
  somministratore di informare e formare il
  lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi
  allo svolgimento delle mansioni per le quali viene
  assunto.

A chi si applica?
                                                              7
             DATORE DI LAVORO
                DIRIGENTI
                 PREPOSTI




     R.S.P.P.                   LAVORATORI
Medico Competente                  R.L.S.


Le figure previste dal T.U.
LINEA OPERATIVA            LINEA CONSULTIVA
Datore di lavoro e suoi    Servizio Prevenzione e
collaboratori              Protezione



                Medico Competente




   SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

 Le figure previste dal T.U.
Responsabilità Operative:
Datore di lavoro
(imprenditore ed organizzatore)
Dirigente
(organizza il lavoro di altre persone)
Preposto
(vigila e sorveglia la corretta esecuzione dei lavori
in sicurezza)
Lavoratore
(esegue correttamente)



Le figure previste dal T.U.
                             rev. 11/04/2005
Responsabilità Consultive:
Servizio Prevenzione e Protezione
(ausilio tecnico)
Medico Competente
(ausilio medico)
Rappresentante dei Lavoratori
per la Sicurezza
(ausilio consultivo)



Le figure previste dal T.U.
 datore di lavoro
 lavoratore



 dirigente
 preposto



Definizioni
                     12
IL DATORE DI LAVORO
                      13
«datore di lavoro»:
il soggetto titolare del rapporto di lavoro
con il lavoratore o, comunque, il soggetto
che, secondo il tipo e l'assetto
dell'organizzazione nel cui ambito il
lavoratore presta la propria attività, ha la
responsabilità dell'organizzazione stessa o
dell'unita' produttiva in quanto esercita i
poteri decisionali e di spesa.


Definizioni
                                               14
In sintesi gli obblighi del Datore di lavoro:

-   Valutazione dei rischi
-   Attuare le misure di prevenzione e protezione dai rischi
-   Nomina degli addetti al Servizio di prevenzione e protezione
    (e del RSPP)
-   Nomine figure previste (Medico Competente, addetti
    all’emergenza, ecc...)
-   Riunione periodica
-   Formazione e informazione
-   Lavori in appalto
-   Gestione delle emergenze




Obblighi del datore di lavoro
                                                               15
   Nella valutazione di tutti i rischi, il datore di
    lavoro deve tener conto anche di quelli:
    ◦ relativi allo stress lavoro-correlato
    ◦ riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza,
    ◦ connessi alle differenze di genere, senza
      dimenticare l’età e la provenienza da altri Paesi




La valutazione dei rischi
                                                           16
Dirigenti e preposti
                       17
«dirigente»
persona che, in ragione delle competenze
professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla
natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di
lavoro organizzando l'attivita' lavorativa e vigilando su di
essa;

«preposto»
persona che, in ragione delle competenze professionali e nei
limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura
dell'incarico conferitogli, sovrintende all’attività
lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute,
controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori
ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;

Definizioni
                                                                      18
a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli
lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni
aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei
mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione
individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza
della inosservanza, informare i loro superiori diretti;
b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto
adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un
rischio grave e specifico;
c) richiedere l'osservanza delle misure per il controllo delle
situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni
affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e
inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;



Obblighi del preposto
                                                                     19
d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al
rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e
le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal
richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una
situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed
immediato;
f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente
sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei
dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione
di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a
conoscenza sulla base della formazione ricevuta;
g) frequentare appositi corsi di formazione.



Obblighi del preposto
                                                                      20
7. I preposti ricevono a cura del datore di lavoro e
  in azienda, un’adeguata e specifica formazione e
  un aggiornamento periodico in relazione ai propri
  compiti in materia di salute e sicurezza del
  lavoro.
I contenuti della formazione comprendono:
  a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
  b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  c) valutazione dei rischi;
  d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e
    procedurali di prevenzione e protezione.




Formazione – art. 37
I lavoratori
               22
«lavoratore»
persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale,
svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un
datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione
  (...).
Al lavoratore così definito e' equiparato:
 socio lavoratore di cooperativa
 il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di
  orientamento;
 il volontario, come definito dalla legge 1° agosto 1991, n. 266;
 l’allievo degli istituti dove si fa uso di laboratori;
 il lavoratore socialmente utile;




Definizioni
                                                                     23
Ogni lavoratore deve prendersi cura della
propria salute e sicurezza e di quella delle
altre persone presenti sul luogo di lavoro,
su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o
omissioni, conformemente alla sua
formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti
dal datore di lavoro.



Obblighi dei lavoratori
                                                 24
I lavoratori devono in particolare:
a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai
preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della
salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore
di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione
collettiva ed individuale;
c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le
sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i
dispositivi di sicurezza;
d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione
messi a loro disposizione;



Obblighi dei lavoratori
                                                                25
e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o
al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di sicurezza, nonche'
qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza,
adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie
competenze e possibilita' per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo
grave e incombente, dandone notizia al RLS;
f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi
di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che
non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la
sicurezza propria o di altri lavoratori;
h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento
organizzati dal datore di lavoro;
i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti o disposti dal medico
   competente.




Obblighi dei lavoratori
                                                                          26
Il Servizio di prevenzione e
protezione
                               27
 «servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle
  persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati
  all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i
  lavoratori
 «responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona
  in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui
  all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per
  coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
 «addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in
  possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui
  all’articolo 32, facente parte del servizio di p. e p.




Il Servizio di prevenzione e
protezione
                                                                        28
I COMPITI
   individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi e
    individuazione delle misure per la sicurezza e la salute;
   elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive
    e protettive e i sistemi di controllo di tali misure;
   elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività
    aziendali;
   proporre i programmi di informazione e formazione dei
    lavoratori;
   partecipare alle consultazioni in materia di tutela della
    salute e sicurezza sul lavoro,nonché alla riunione periodica
    annuale;
   fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi

Il Servizio di prevenzione e
protezione
                                                                      29
Il medico competente
                       30
OBBLIGHI:
Il medico competente:
a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e
   protezione alla valutazione dei rischi,
b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria
c) istituisce una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore
   sottoposto a sorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unità
   produttive con più di 15 lavoratori il medico competente concorda
   con il datore di lavoro il luogo di custodia;
d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la
   documentazione sanitaria in suo possesso,
e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, la
   documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le
   informazioni riguardo la necessità di conservazione;
f) invia all’ISPESL, per via telematica, le cartelle sanitarie e di
   rischio nei casi previsti




Il medico competente
                                                                          31
OBBLIGHI:
Il medico competente:
g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza
   sanitaria cui sono sottoposti
h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza
   sanitaria e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione
   sanitaria;
i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni periodiche, al datore di
   lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai
   rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi
   della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato
   di questi risultati
l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno
m) partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei
   lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della
   valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria;




Il medico competente
                                                                                    32
 Preventiva (NON preassuntiva!!)
 Periodica (di norma annuale)
 Straordinaria
    ◦ Su richiesta del lavoratore
    ◦ Cambio mansione
    ◦ Alla cessazione del rapporto di lavoro

   Verifica delle dipendenze da alcool e
    sostanze stupefacenti

Sorveglianza sanitaria
                                               33
 Ogni dipendente dovrà poi avere un
  libretto sanitario personale che ne
  seguirà l'intera vita lavorativa.
 I dati raccolti dal medico dell'azienda
  verranno annualmente comunicati al
  Servizio Sanitario Nazionale tramite l’ASL
  territorialmente interessata.
 Viene confermato l'obbligo per le aziende
  di tenere un registro dei lavoratori
  esposti ad agenti cancerogeni.

Sorveglianza sanitaria
                                               34
Il rappresentante dei lavoratori
                                   35
   In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o
    designato il rappresentante dei lavoratori per la
    sicurezza (RLS)
   Aziende < 15 lavoratori: ll RLS viene eletto
    direttamente dai lavoratori al loro interno oppure
    è individuato per più aziende nell’ambito
    territoriale
   Aziende > 15 lavoratori: ll RLS è eletto o
    designato dai lavoratori nell’ambito delle
    rappresentanze sindacali in azienda. In assenza
    di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto
    dai lavoratori della azienda al loro interno.

Il rappresentante dei lavoratori
                                                          36
   Il numero minimo dei rappresentanti è il
    seguente:
    a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità
    produttive sino a 200 lavoratori;
    b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità
    produttive da 201 a 1.000 lavoratori;
    c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o
    unità produttive oltre i 1.000 lavoratori.




Il rappresentante dei lavoratori
                                                        37
   Qualora non si provveda alla designazione, le
    funzioni di rappresentante dei lavoratori per la
    sicurezza sono esercitate dai rappresentanti
    territoriali

   Adesione al fondo territoriale (spesa annua di 2
    ore di retribuzione per ciascun addetto impiegato
    in azienda)




Il rappresentante dei lavoratori
                                                        38
10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto
  ad una formazione particolare in materia di salute e
  sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti
  in cui esercita la propria rappresentanza, tale da
  assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche
  di controllo e prevenzione dei rischi stessi.
  a) principi giuridici comunitari, costituzionali e civilistici;
  b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul
    lavoro;
  c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
  d) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
  e) valutazione dei rischi;
  f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di
    prevenzione e protezione;
  g)aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori; h)
    nozioni di tecnica della comunicazione.



Formazione – art. 37
La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui
rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di
prevenzione e protezione adottate, con verifica di
apprendimento.

La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità
dell’obbligo di aggiornamento periodico.

Durata minima:
4 ore annue per le imprese dai 15 ai 50 lavoratori
8 ore annue per le imprese con più di 50 lavoratori




Formazione – art. 37
   ATTRIBUZIONI DEL RLS
   a) accede ai luoghi di lavoro;
   b) è consultato preventivamente e tempestivamente in
    ordine alla valutazione dei rischi;
   c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli
    addetti al servizio di prevenzione,alla attività di
    prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione
    dei luoghi di lavoro e del medico competente;
   d) è consultato in merito all’organizzazione della
    formazione
   e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale
    inerente alla valutazione dei rischi e le misure di
    prevenzione relative, nonché quelle inerenti agli infortuni
    ed alle malattie professionali;


Il rappresentante dei lavoratori
                                                                  41
   ATTRIBUZIONI DEL RLS
   f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
   g) riceve una formazione adeguata;
   h) promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione
    delle misure di prevenzione;
   i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche
    effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di
    norma, sentito;
   l) partecipa alla riunione periodica;
   m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione;
   n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati
    nel corso della sua attività;




Il rappresentante dei lavoratori
                                                                  42
   ATTRIBUZIONI DEL RLS

   o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga
    che le misure di prevenzione e protezione dai rischi
    adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi
    impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la
    sicurezza e la salute durante il lavoro.




Il rappresentante dei lavoratori
                                                                   43
Sanzioni
           44
 In generale tutte le sanzioni sono state
  inasprite
 Alcuni esempi (per il DDL):
 sanzione da 5.000 € a 15.000 € per:
    ◦ mancata VDR, mancata nomina del RSPP
   sanzione da 3.000 € a 9.000 € per:
    ◦ VDR non elaborato secondo i dettami della
      legge




Sanzioni
                                                  45
 In caso in reiterate violazioni in materia di
  salute e sicurezza nei luoghi di lavoro può
  essere disposta dall’autorità la
  sospensione dell’attività imprenditoriale
  (non solo relativa ad un singolo cantiere).
 Analogo provvedimento in caso di
  personale “in nero” in percentuale uguale
  o superiore al 20% rispetto al totale del
  numero degli addetti



Sospensione dell’attività
                                                  46
Rischi connessi alle mansioni svolte dalle
varie figure professionali:
DOCENTE

  Nell’ambito delle attività esercitate dai
   docenti si ravvisano in particolare:
      •ATTIVITÀ DI ASSISTENZA
       •ATTIVITÀ RELAZIONALI
  •ATTIVITÀ DIDATTICO EDUCATIVE
Rischi connessi alle mansioni svolte dalle
varie figure professionali:
DOCENTE
             I fattori di rischio variano in modo considerevole in
                 relazione alla prevalenza delle attività svolte.
              Nelle scuole materne ed elementari avrà più spazio
          l’attività di assistenza e soprattutto ad essa si collegano i
                                      rischi.
            Nella scuola secondaria si concentrano in momenti
           specifici dell’attività didattica (uso dei laboratori nelle
                      scuole secondarie di secondo grado)
Rischi connessi alle mansioni svolte dalle
varie figure professionali:
DOCENTE
                 I Rischi


•Rumorosità                 •Infortuni
   •stress                   •posture
•sforzo vocale       •rischio biologico
  •allergie
   Rischi connessi alle mansioni svolte dalle
   varie figure professionali:
   DOCENTE
  LA RUMOROSITÀ è una delle condizioni caratteristiche del
              lavoro dei/delle docenti
           essa è sottoposta a variazioni in relazione a:
       •NUMERO E CARATTERISTICHE DEGLI ALLIEVI
             •ALLA DISPONIBILITÀ DEGLI SPAZI
                •TIPO DELLE ATTIVITÀ SVOLTE
il rumore ha come risultato la necessità da parte dell’insegnante di
 alzare la voce. Ciò genera uno sforzo vocale che non è eliminabile,
                      ma potrebbe essere ridotto
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   STRESS SPECIFICO DEL DOCENTE

         SFORZO VOCALE
può essere amplificato dalle condizioni
  di rumorosità e dalle modalità di
          approccio con l’aula

                                                  BONIFICHE
                                          •insonorizzazione delle aule
                                          •tecniche di educazione vocale
                                           •organizzazione del lavoro
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  STRESS SPECIFICO DEL DOCENTE

            ALLERGIE                               BONIFICHE
       derivano dalla cattiva            •sostituzione delle lavagne con
climatizzazione. Hanno incidenza        lavagne luminose, mobili, o dove
anche quelle che derivano da polveri,    si possa utilizzare i pennarelli
   gesso e derivanti dalla cattiva               anziché il gesso
     manutenzione dei locali.
                                              •più pulizia dei locali
 Alcune persone hanno riscontrato
                                        •uso di creme isolanti per i guanti
allergie da contatto con i guanti di
                                                    in gomma
              gomma
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    STRESS SPECIFICO DEL DOCENTE
INFORTUNI E POSTURE                                     BONIFICHE
gli infortuni sono più frequenti nelle palestre e nei   •attenzione alla postura
laboratori e        riguardano in modo
                                                        •educazione posturale
particolare i docenti che                li conducono
                                                        •esercizi di rinforzo
da postura, invece, sono frequenti danni tra le
insegnanti di scuola materna costrette ad agire in un   •fornitura di arredi idonei
habitat progettato a misura di bambino
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    STRESS SPECIFICO DEL DOCENTE
RISCHIO BIOLOGICO                                         BONIFICHE
per le insegnanti delle scuole materne, elementari e di   •cambi d’aria
sostegno, frequenti sono i rischi di contagio diretto
con i bambini specialmente durante il cambio, il cibo,    •pulizia dei locali
nelle attività.                                           •uso generalizzato dei
Per le insegnanti in gravidanza il rischio è più          guanti monouso
elevato perché alcuni contagi possono provocare aborti
o malformazioni
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STRESS SPECIFICO DEL DOCENTE
            Fattori di stress derivano da
  •rapporto relazionale stretto con allievi di ogni
                    fascia di età
     •obblighi di vigilanza (specialmente nei
            confronti dei più giovani)
 •impossibilità di appoggiarsi a collaudati modelli
      di comportamento sempre riproducibili
  •forti livelli di instabilità nell’impostazione del
                    dialogo educativo
Rischi connessi alle mansioni svolte dalle
varie figure professionali:
STRESS SPECIFICO DEL DOCENTE

      Fattori di stress derivano da
•ripetitività nelle modalità di erogazione
                del servizio
         •scarsa gratificazione
        •scarsa visibilità sociale
   •scarso riconoscimento economico
Stadi di non salute connessi al lavoro
STRESS


      Sotto stimolazione               sovrastimolazione
       Troppo poco da fare                Troppo da fare
     Ambiguità dei compiti         Estrema rigidità dei compiti
  Assenza dei conflitti di ruolo    esasperazione dei conflitti
      Responsabilità nulla           Responsabilità eccessiva
  Combinazione delle situazioni Combinazione delle situazioni
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 STRESS SPECIFICO DEL DOCENTE
COME INTERVENIRE
•reale attivazione di meccanismi incentivati
•maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro
•riconoscimento delle competenze

								
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