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Teatro della COMETA 2010-2011

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11/25/2011
language:
Italian
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6
Aghi dddi Pino in 3D

Con Pino Insegno

e con Alessia Cacciotti e I Baraonna



Platea e palcoscenico si trasformeranno in un grande salotto nel quale il

protagonista, accompagnato da un gruppo di straordinari musicisti vocalist e

una giovane attrice, traghetterà gli spettatori attraverso il magico mondo del

Cinema, del Doppiaggio e del Teatro.

Sketch, canzoni, monologhi, il tutto condito da filmati interattivi, daranno

modo al padrone di casa di duettare con i grandi protagonisti del passato.

Questi sono alcuni dei molti ingredienti di una magica serata che riserverà al pubblico un posto da

protagonista.

Signore e Signori, Buon Viaggio.









Romeo e Giulietta

di William Shakespeare

traduzione di Luca Scarlini

Cast di 10 attori

scene Alessandro Chiti

costumi Helga H. Williams

uno spettacolo di Giuseppe Marini



Al suo terzo incontro con Shakespeare, Giuseppe Marini porta in scena la più alta e suprema

indagine poetica sulla (vera) natura dell'Amore.

In tutta la letteratura mondiale di ogni epoca non è stato scritto niente di più sublime e anche nella

produzione shakesperiana "Romeo e Giulietta" non ha eguali nel cantare l'irriducibilità di un amore

che muore della propria intensità... del proprio "troppo".

Nella "bella" Verona del prologo, dilaniata da risse, duelli e da un odio violento di cui non si

conoscono neanche più le ragioni d'origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di

feste, di balli e maschere, per contrasto tanto più angosciosa e crudele appare la "chiamata" della

morte di due giovani nel pieno del loro tumulto giovanile, nel più dilagante trionfo della vita, di

passione, di sensi.

Fiori prematuramente recisi, Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme soltanto in una

cripta, in una sorta di legame, raggelato e "premiato" dalle insulse statue d'oro che verranno erette a

loro ricordo.









Ben Hur

di Gianni Clementi

con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito

scene Francesco Montanaro

costumi Isabella Rizza

regia Nicola Pistoia



Lo spettacolo affronta argomenti seri come l'immigrazione e il razzismo in una chiave inedita e

assolutamente brillante.

Una delle caratteristiche dell'autore, Gianni Clementi, è riuscire a trattare temi di attualità in modo

estremamente semplice, suscitando nel pubblico momenti di profonda riflessione e di grande ilarità.

Sergio è uno stuntman caduto in disgrazia dopo un avvio eccellente con Spielberg nel film "Salvate

il soldato Ryan". Oggi si ritrova infortunato e in attesa di ottenere un improbabile risarcimento. Così

per sbarcare il lunario si arrangia a posare, davanti al Colosseo, vestito da centurione per le foto con

i turisti.

Sergio vive con Maria, la sorella separata, che per arrotondare i magri guadagni del fratello è

costretta a lavorare in una chat erotica.

A rompere la routine quotidiana arriva Milan, ingegnere bielorusso con tanta voglia di lavorare. Per

mandare i soldi alla sua famiglia, Milan si arrangia a far tutto, anche a sostituire Sergio nel ruolo di

centurione...







Banda (dis)armata

di Adriano Bennicelli

Michele La Ginestra

Sergio Zecca

Ettore Bassi

Regia: Roberto Marafante



Demetrio ha quarant'anni, una moglie romena che lo chiama "defisiente", un

curriculum fatto solo di colloqui di lavoro e un figlio di cinque anni che tenta

di conquistare giocando a lanciarlo in aria, ovunque, di continuo. E' convinto

che i bambini abbiano bisogno di volare in aria, perché come lui vivono nelle

nuvole, immaginano cose che non ci sono, sognano cose che non si avverano.

Iaio cura la manutenzione degli strumenti musicali all'interno del Quirinale. Al contrario del suo

amico Demetrio, è un uomo pratico e determinato. Demetrio lo ammira per la sua capacità di

affrontare la vita a testa alta. E anche per quella di nascondere agli altri la sedia a rotelle su cui si

muove.

Paolo è cieco. Non vede niente, se non quello che gli altri non riescono a vedere. Sarebbe professore

di musica, ma il provveditorato ha disposto per lui solo un posto di insegnante di inglese. Vive con

la madre, una donna che combatte una sua battaglia personale contro le tarme, a colpi di naftalina.

Perchè un non vedente, un non deambulante e un non pensante si ritrovano sul cornicione del

palazzo presidenziale, con uno striscione che rivendica la dignità dei padri? Cosa li porta a questa

clamorosa rivolta contro lo stato, armati solo di strumenti musicali? E perchè la polizia li considera

come fossero dei terroristi?

Questa è la storia di tre uomini privi di strumenti, assediati da barriere architettoniche e mentali, che

tentano una disperata insurrezione disarmata e... disarmante.







A cena con amici

di Donald Margulies (Premio Pulizer 2000)

con Paolo Giovannucci, Antonella Attili, Paolo Zuccari, Elodie Treccani

regia Paolo Zuccari

Due coppie sposate con figli sono amici da molti anni. Condividono cene, vacanze ed esperienze.

Oggi, dopo dodici anni di felicità indiscussa, una coppia esplode e procede determinata verso il

divorzio. L'uomo si è innamorato di un'altra e la moglie disperata cerca accoglienza e comprensione

nella coppia salda, i migliori amici che ha. Questi, sorpresi in modo quasi violento, faticano ad

accettare l'accaduto, più della loro amica abbandonata. Per loro cade un punto di riferimento e si

scoprono impreparati e increduli. Da qui nasce un nuovo corso in cui marito e moglie,

specchiandosi nella crisi degli altri due, non possono evitare di farsi domande sul futuro che li

attende. La paura serpeggia di fronte alla possibilità della fine anche del loro rapporto e cercano di

capire come poterla anticipare. Sanno che, se arrivasse, sarebbe insostenibile. Il disagio cresce

ancora di più quando i loro amici separati si ricostruiscono una vita con due nuovi partner e

appaiono più felici e sereni di prima. La pressione aumenta e la coppia sposata deve uscire dal

tunnel... Uno sguardo impietoso e spesso anche divertente sulle relazioni nella "società liquida"

teorizzata da Zygmunt Bauman.









Honour

di Joanna Murray-Smith

traduzione di Masolino d'Amico

con Paola Pitagora, Roberto Alpi

e con Viola Graziosi, Evita Ciri

idea scenica Franco Però

costumi Mariolina Bono

regia Franco Però



George, giornalista e critico letterario, famoso e molto influente; Honour, sua

moglie, un tempo brava scrittrice; Sophie, fragile figlia della coppia,

studentessa universitaria; e poi Claudia, giovane intervistatrice, molto determinata, con mire

letterarie. Una famiglia importante dell'establishment intellettuale, in cui i ruoli della coppia sono

ben definiti, con soddisfazione (reale? apparente?) di entrambi i partner. Ma qui arriva, meteora

insospettata, Claudia a intervistare Lui, l'intellettuale famoso e l'ingranaggio, in apparenza

perfettamente oliato del ménage familiare, comincia ad incepparsi. Che una giovane donna attraente

affascini l'uomo maturo al punto di fargli abbandonare la vita precedente, rientra in una conosciuta

casistica; la giovane Claudia tuttavia intreccia rapporti anche con le altre due donne della famiglia:

Honour e Sophie.

Lo scontro tra forme diverse di amore, quello confermato da una vita in comune e quello scoppiato

sotto il segno della passione, è il punto di partenza del testo. Una scrittura che unisce l'uso del

bisturi per sezionare comportamenti e rapporti, alla leggerezza dei toni da commedia brillante.

La struttura procede con un andamento simile alle riprese di un incontro di boxe. Sono le armi che

consentono a Murray Smith, autrice australiana di culto, di raccontare superbamente questa storia.







Antonio e Cleopatra alle corse

di Robero Cavosi

con Annamaria Guarnieri, Luciano Virgilio

uno spettacolo di Andrèe Ruth Shammah



Scritta con struggente irona da Roberto Cavosi, prolifico e pluripremiato drammaturgo meranese, la

commedia mette in scena il bizzarro ménage di Bambino e Bambina, entrambi maniaci dei cavalli al

punto di aver trasformato la loro casa in una sala corse, teatro del loro quotidiano cercarsi e

respingersi, litigare e fare pace.

Su una scena semplice e insieme bizzarra, un divano, poltrone, mucchi di giornali di ippica e due

file di monitor tv con risultati della gare che sovrastano la platea, si recita il continuo, tragico

stuzzicarsi tra i due: l'unico modo, per due persone anziane,di parlare d'amore. Lei è una donna

ricca, afflitta da due malattie, una rara allergia che la costringe a stare lontano dalla luce, e

l'ossessione che il suo uomo l'abbandoni. Lui è un tipo qualunque, sempre in giro senza un soldo in

tasca, incapace di lasciare la donna con cui vive da sempre.

In una sala abitata da sei monitor dove le corse dei cavalli fanno da sfondo, protagonista della scena

è il tenero straziante amore di Bambino e Bambina.







Precarie età

di Maurizio Donadoni

con Patrizia Milani, Maria Paiato

scene Giacomo Andrico

costumi Valter Azzini

regia Cristina Pezzoli



E' una storia di donne scritta da un uomo con grande sensibilità rispetto a

quanto può accadere a belle signore emancipate e orgogliose di vivere la loro

vita in maniera combattiva e vitale.

I due atti di questa commedia potrebbero essere rappresentati anche come due spettacolli autonomi

l'uno dall'altro, tanto cambiano le cose dal primo al secondo. Tutto è diverso anche se sono passati

solo cinque anni.

La vita ci fa cambiare in fretta e ci fa vedere e toccare le cose in maniera del tutto differente e

impensabile anche poco tempo prima. Crisi economica, con la perdita del lavoro, e crisi

sentimentale, con la perdita dei mariti, si intrecciano in questa commedia dando vita a un'infinità di

situazioni comiche.

L'autore racconta queste crisi con mano davvero felice, con ironia e simpatia per le due protagoniste

e un po' di amarezza per le delusioni che la vita ci costringe ad affrontare quasi ogni giorno.









ConvenShown!

Impiegati allo

sbaraglio

un musical di Gianfranco Vergoni

musiche di Piero e Massimo Calabrese

regia e coreografie di Fabrizio Angelini



Nella sala conferenze di una affermata ditta

internazionale è prevista una serata musicale

a scopo promozionale, una convention aziendale, con cantanti, comici, ballerine. Ma un colossale

ingorgo sull'autostrada blocca l'arrivo di tutti gli artisti. Cinque impiegati, a rischio licenziamento,

decidono di sfruttare l'occasione per mettersi in luce e così allestiscono in una sola giornata una

serie di numeri musicali che eseguiranno le sera stessa per il pubblico di clienti inportanti,

finanziatori e politici influenti. Ma molti imprevisti movimenteranno le prove e la serata. La

riduzione del venti per cento del personale, e cioè di un impiegato ogni cinque, incombe come una

mannaia... Tic, fobie e manie individuali aumentano la tensione... il nome del icenziato verrà

annunciato subito dopo lo spettacolo... fare bella figura alla convention può essere l'unico modo per

salvare il posto di lavoro... non c'è tempo da perdere! In un clima di gioco e follia, tra reminiscenze

del varietà televisivo anni '70, parodie del repertorio melodico tradizionale, stralunate incursioni nel

blues, numeri di tip tap, sensuali serenate latino-americane, ciascuno dei nostri cinque eroi,

coinvolgendo gli spettatori, tenta di emergere a discapito dei colleghi... perché anche quando si

cerca di dare il meglio... il peggio viene sempre fuori da sé...!







Le mattine dieci alle quattro

scritto e diretto da Luca De Bei

con Federica Bern, Riccardo Bocci, Alessandro Casula

scene Francesco Ghisu

costumi Sandra Cardini



A Roma, ogni mattina all'alba, alla stessa ora, due ragazzi e una

ragazza aspettano l'autobus che dalla periferia li porterà sui luoghi di

lavoro. I due ragazzi, uno italiano e l'altro straniero, lavorano in un cantiere edile. La ragazza,

italiana, fa le pulizie in uffici e piccole industrie per conto di una ditta che riceve subappalti. Sono

poco più che ventenni e lavorano in "nero". Fanno lavori sottopagati, pericolosi, umilianti e

ovviamente precari. La loro realtà è fatta di levatacce, di turni massacranti, di tentativi di fuga dal

quotidiano nello stordimento dell'alcool, della droga o della musica di una discoteca.

Ma è fatta anche di aspirazioni, di sogni frustrati, oppure, a volte, di una totale mancanza di ideali.

In questa cornice così dura e spersonalizzante c'è, malgrado tutto, posto per l'ironia, per la voglia di

una vita migliore e, soprattutto, affiora un comune, disperato bisogno d'amore. E una delicata,

fragile storia d'amore infine nascerà, anche se sarà minacciata dalla violenza e dallo sfruttamento in

cui sono immerse le vite dei protagonisti.







Mumble Mumble ovvero confessioni di un orfano

d'arte

alla Cometa Off



di Emanuela Salce e Andrea Pergolari

con Emanuele Salce e Paolo Giammarelli



Nella solitudine di un camerino improvvisato, un (ormai non più) giovane

attore, impegnato a provare la spericolata messinscena di un importante testo

letterario, si trova, involontariamente ma inevitabilmente, a fare i conti con se

stesso. Come essere, nello stesso tempo, (doppio) figlio d'arte, uomo di cultura

e groviglio materiale di ossa, nervi e sangue che soffre e gode per i bisogni

primari della vita?

"Mumble Mumble" mette in scena l'ambizioso tentativo del protagonista di combinare l'aspirazione

verso una verità assoluta, il contatto con la relatività dell'esistente, le pulsioni sessuali e un

irrefrenabile (e non del tutto astratto) bisogno di liberazione. Cercando di conciliare le pagine di

Dostoevskij, gli Europei di calcio, i paterni cerimoniali funebri, un'irresistibile australiana e una

sciagurata boccetta di lassativi...

Con il controcanto ironico e discreto di un personaggio-spettatore, ora complice ora provocatore,

assistiamo a una confessione pubblica di sogni, incubi e ossessioni, tutti implacabilmente sotto il

segno dell'amore e della morte. Ovvero delle due complementari pulsioni primarie che stringono

d'assedio l'uomo dall'alba dei tempi: eros e thanatos.

Un paradossale e compiaciuto autodafé laico che è la testimonianza consapevolmente devastata di

un orfano d'arte partecipe di un mondo assurdamente logico.



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