CAPITOLO 3 by toVV2OW

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									                                       CAPITOLO 3
            LA NORMATIVA NAZIONALE DI APPLICAZIONE
                      DEL REGOLAMENTO CE 1019/2002




       Il Reg.CE CE 1019/2002 sin dalla sua prima emanazione, ha avuto una lunga storia in
materia di applicazione in quanto la norma comunitaria è risultata, in molte occasioni, più di
indirizzo che di immediata applicazione da parte degli operatori. In sostanza una immediata
applicazione derivante dal principio che i regolamenti comunitari sono direttamente applicabili negli
Stati membri, è stata valutata più rischiosa di una non applicazione delle norme comunitarie anche
in considerazione del fatto che la maggior parte di esse avevano ed hanno carattere facoltativo e
non obbligatorio. Le indicazioni facoltative infatti sino all’emanazione delle norme applicative sono
state usate anche in modo molto libero e fantasioso senza che neppure venisse applicata la
normativa generale in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentari che vieta di fornire
indicazioni ingannevoli per il consumatore.

       In ogni caso la nuova formulazione del Regolamento 1019/2002 entrata in vigore il 1° luglio
2009 è stata l’occasione per ripulire il campo dalla vecchia normativa costituita da decreti
ministeriali e circolari ministeriali, provvedendo all’emanazione di un nuovo documento che ha
abrogato la normativa precedente.

       Le norme abrogate continuano però, molto spesso ad aleggiare nell’inconscio degli
operatori e degli organi di controllo per cui prima di esporre la nuova normativa nazionale è
opportuno che in questo manuale si richiami, seppure per sommi capi, tale normativa e se ne
fornisca una breve descrizione del suo contenuto. Alcune di tali norme peraltro non sono state
completamente abrogate per cui se ne fa riferimento nel nuovo decreto applicativo e quindi a
maggior ragione si rende necessario questo preambolo.

       Il DECRETO 14 novembre 2003 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 296 del 22 dicembre 2003 costituisce la prima norma nazionale di recepimento di quella
comunitaria in quanto contiene le disposizioni nazionali relative alle norme di commercializzazione
dell'olio di oliva di cui al regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione del 13 giugno 2002.
        Il decreto stabilisce che gli oli di oliva commestibili destinati al consumatore finale sono
presentati preimballati in recipienti ermeticamente chiusi di capacità massima pari a 5 litri mentre
quelli destinati al consumo in ristoranti, ospedali, mense o altre collettività simili possono essere
presentati preimballati anche in confezioni di capacità massima pari a 25 litri. Tali imballaggi sono
provvisti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione.

        L’articolo 3 del decreto disciplina la facoltà concessa agli operatori di indicare l’origine
italiana dell’olio i quali devono farsi rilasciare un codice alfanumerico dall’organismo regionale
territorialmente competente per l’ubicazione dell’impianto di confezionamento. Tale codice è
necessario anche per poter utilizzare le altre indicazioni facoltative come la molitura a freddo,
l’acidità o tenore dei perossidi.

        Il decreto ministeriale indica l’Ispettorato Repressione frodi, divenuto poi Ispettorato per il
controllo della qualità quale organismo di controllo e di riferimento sulla corretta applicazione del
regolamento comunitario.

        Il DECRETO 29 aprile 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
31 maggio 2004, n. 126 recante disposizioni applicative di controllo delle norme di
commercializzazione dell'olio di oliva di cui al regolamento (CE) n. 1019/02 della Commissione del
13 giugno 2002 conferma che ai controlli previsti dal regolamento (CE) n. 1019/02 della
Commissione del 13 giugno 2002, provvede il Ministero delle politiche agricole e forestali -
Ispettorato centrale repressione frodi, avvalendosi anche dell'Agecontrol S.p.a., seconda modalità
operative successivamente stabilite dal Ministero stesso. Le imprese di produzione, di
condizionamento e di vendita figuranti in etichetta tengono a disposizione degli organi di controllo
gli elementi giustificativi delle indicazioni di cui agli articoli 4, 5 e 6 del «regolamento» al fine di
consentire i controlli medesimi.

        IL DECRETO 4 giugno 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 143 ha rappresentato il punto di riferimento negli ultimi cinque anni per operatori e controllori. Il
decreto definisce quindi sia il quadro dei controlli che le modalità generali di esecuzione e gli
obblighi cui devono sottostare gli operatori.

        In particolare all’art. 5 vengono definite le modalità per l’utilizzo della menzione facoltativa
relativa alla designazione dell'origine precisando che:

        1. I controlli sulla designazione dell'origine di cui all'art. 4 del regolamento, che indica uno
Stato membro o la Comunità, riguardano la verifica della corrispondenza della zona geografica
nella quale le olive sono raccolte e quella in cui e' situato il frantoio per l'estrazione dell'olio.
        2. Ai fini dei controlli le imprese detengono, per ogni stabilimento e deposito, uno specifico
registro di carico e scarico, nel quale sono annotati i movimenti per ogni tipo di olio introdotto ed
uscito, di cui si intende dichiarare l'origine.
        3. Il registro di cui al comma 2 e' costituito da: a) non oltre 50 fogli fissi o da schede
contabili mobili da compilarsi a mano, o b) non oltre 200 fogli, da compilarsi con sistemi informatici
e da stamparsi mensilmente entro il terzo giorno lavorativo del mese successivo.
        4. I fogli del registro sono preventivamente numerati e soggetti, prima dell'uso, alla
vidimazione dell'Ispettorato.
        5. Le annotazioni sui registri di cui al comma 2 si effettuano entro il terzo giorno lavorativo
successivo a quello in cui si sono verificati i movimenti, a condizione che le operazioni soggette a
registrazione possano essere controllate in qualsiasi momento, sulla base di altri documenti
giustificativi.
        6. Le imprese entro il 10 aprile e il 10 ottobre, di ciascun anno, inviano all'Ispettorato un
riepilogo delle registrazioni riferite al semestre precedente, dei quantitativi di olio acquistati,
confezionati, venduti e giacenti alla fine del semestre stesso.
        7. I controlli di cui al comma 1 sono svolti una volta l'anno presso le imprese e a sondaggio,
presso gli esercizi commerciali, i fornitori e i frantoi.
        Il successivo articolo. 6. Riporta le prescrizioni relative all’uso delle altre indicazioni
facoltative e cioè:

        1. Gli stabilimenti e i frantoi che riportano in etichetta e nei documenti commerciali di
accompagnamento del prodotto, venduto sia allo stato sfuso che confezionato, una o più delle
indicazioni facoltative, di cui all'art. 5 lettere a), b), c) e d) del regolamento, comunicano
annualmente all'Ispettorato l'inizio dell'attività'.
        2. La comunicazione di cui al comma 1 contiene: la denominazione e la ragione sociale, la
partita I.V.A., la sede dello stabilimento e dei depositi.
        3. Per i frantoi e gli stabilimenti, dotati di un impianto di lavorazione delle olive, che
utilizzano le indicazioni: «prima spremitura a freddo» e/o «estratto a freddo», di cui all'art. 5 lettere
a) e b) del regolamento, la comunicazione riporta inoltre il tipo di impianto ed il relativo sistema di
rilevamento e registrazione della temperatura adottato.
        4. La comunicazione di cui al comma 1 per coloro che riportano in etichetta l'indicazione
delle caratteristiche organolettiche e dell'acidita' comprende anche l'indicazione del laboratorio
presso il quale sono effettuate le analisi sulla base dei metodi previsti dal regolamento n. 2568/91
e successive modifiche.
        5. I frantoi e gli stabilimenti con annesso impianto di estrazione, forniscono nel costo delle
verifiche effettuate dall'Ispettorato la documentazione atta a dimostrare la conformità alle
indicazioni di cui all'art. 5 lettere a) e b) del regolamento.
        6. Gli stabilimenti forniscono nel corso delle verifiche effettuate dall'Ispettorato i seguenti
elementi giustificativi: a) per le indicazioni di cui all'art. 5, lettere c) e d) del regolamento: certificati
di analisi; b) per le indicazioni di cui all'art. 5, lettere a) e b) del regolamento: dichiarazione
rilasciata dal frantoio, attestante che l'olio e' stato ottenuto da un impianto di cui alla
comunicazione effettuata ai sensi del comma 3 del presente articolo.
        7. Gli adempimenti previsti per le ditte di cui al comma 1 che utilizzano in etichetta le
caratteristiche organolettiche di cui all'art. 5 lettera c) del regolamento, decorrono dal 1° novembre
2004.
        Il successivo articolo 7 stabilisce le modalità per l’i delle partite e cioè:

        1. La categoria dell'olio di oliva e le indicazioni di cui agli articoli 4 e 5 del regolamento,
unitamente alla quantità, figurano in materia chiara e leggibile sui recipienti di magazzino utilizzati
per lo stoccaggio del prodotto. Ciascun recipiente e' munito di un dispositivo di taratura per la
valutazione della quantità dell'olio contenuto.
        2. I documenti utilizzati per la movimentazione degli oli, oltre alla categoria e quantità
dell'olio, data di emissione, normativo e indirizzo dello speditore e del destinatario, riportano le
indicazioni di cui agli articoli 4 e 5, del regolamento.




3,1 LE DISPOSIZIONI APPLICATIVE DELL'ISPETTORATO CENTRALE
REPRESSIONE FRODI


        Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale del 4 giugno 2004, con il quale erano state
emanate le disposizioni applicative di controllo sulle norme di commercializzazione dell’olio di oliva
di cui al Regolamento Ce 1019/2004, al fine di dare una uniforme interpretazione ed attuazione del
sopra citato decreto l’Ispettorato predispose il 16 giugno 2004 apposita circolare applicativa, della
quale brevemente si riporta quanto segue.

        I recipienti da utilizzare per il confezionamento dell’olio sono tutti quelli previsti dalle
normative vigenti, purché siano chiusi e ne risulti la manomissione in caso di apertura.

        Per la designazione dell’origine, il registro di carico e scarico previsto dall’articolo 5 del
decreto deve contenere tutte le indicazioni in esso riportate, mentre possono essere omesse
quelle che normalmente non vengono utilizzate (ad es. origine prevalente).
        Le   imprese       riconosciute   dovranno   trasmettere    al   competente     ufficio   periferico
dell’Ispettorato un riepilogo semestrale costituito da due sezioni, di cui la prima riassume il totale
dei quantitativi movimentati e la seconda i quantitativi ceduti o acquisiti rispettivamente per
destinatari e fornitori.

        Gli stabilimenti e i frantoi che riportano in etichetta e nei documenti commerciali le altre
indicazioni facoltative previste dal Regolamento Ce 1019/2002, devono comunicare annualmente l’
inizio dell’attività, nella quale va indicato, tra l’altro, il tipo di impianto utilizzato per la spremitura
delle olive, che può essere di tipo tradizionale con presse idrauliche o con un processo di
percolazione e centrifugazione.

        Per le indicazioni “prima spremitura a freddo” e “estratto a freddo”, la dichiarazione relativa
all’idoneità dell’impianto è fornita dal frantoio; essa viene rilasciata agli stabilimenti di
confezionamento ad inizio attività e resta valida fino ad eventuali variazioni dell’impianto stesso.

        La documentazione comprovante le indicazioni facoltative di cui al Regolamento Ce
1019/2002 apposte in etichetta, deve essere disponibile nel corso di eventuali controlli effettuati
dagli organi preposti.




    3.2 IL DECRETO MINISTERIALE DI ATTUAZIONE DI OTTOBRE 2009


        Il Reg.CE1019/2002 nella versione codificata a seguito dell’emanazione del Reg.CE CE
182/2009 è stata l’occasione per emanare una nuova normativa nazionale di attuazione oltre che
di recepimento. Rimane il fatto comunque che tale normativa costituita da un decreto del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali e da una circolare dell’Ispettorato per il controllo della
qualità in quanto organismo designato epr il controllo, e dell’Agea in quanto organismo di gestione
del Sian, ha lasciato completamente impregiudicata la completa applicazione delle disposizioni del
Reg.CE CE 1019/2002 sin dal 1° luglio 2009 in forza del principio che i regolamenti comunitari
sono direttamente applicabili in tutti gli Stati membri senza necessitare di norme applicative.

        Gli imbottigliatori di olio extra vergine di oliva, quindi, dal 1° luglio 2009, sono stati tenuti a
riportare in etichetta l’origine del prodotto secondo le menzioni riportate nel regolamento stesso
nonché a tenere una adeguata contabilità che consenta una corrispondente rintracciabilità atteso
che le modalità di tenuta di tali registrazioni e e la registrazione dell’operatore in un apposito
elenco rientrano nelle disposizioni che è tenuto ad emanare l’Autorità dello Stato membro.
       Unitamente a tale normativa di carattere applicativo rientra nella competenza dello Stato
membro anche l’emanazione della normativa sanzionatoria o quanto meno l’adeguamento di
quella esistente costituita dal Decreto legislativo 255/2005.

       Il decreto ministeriale di settembre provvede a sgombrare il campo da tutta la normativa
riconducibile a decreti ministeriali che hanno avuto come riferimento il Reg.CE1019/2002 nella
precedente formulazione antecedente all’emanazione del Reg.CE CE 182/2009 di modifica.

       In particolare con l’emanazione del nuovo decreto vengono abrogati:

-   Il decreto 14 novembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
    296 del 22 dicembre 2003;

-   Il decreto 29 aprile 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 126
    del 31 maggio 2004;

-   Il decreto 4 giugno 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 143
    del 21giugno 2004;

-   Il decreto 10 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n .243
    del 18 ottobre 2007;

-   Il decreto 5 febbraio 2008 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 114
    del 16 maggio 2008.

                                              Art. 4
                                   (Designazione dell’origine)
    1. La designazione dell’origine degli “oli extra vergini di oliva” e degli “oli di oliva
        vergini” figura attraverso l’indicazione sull’etichetta del nome geografico di uno
        Stato membro o della Comunità o di un Paese terzo secondo le disposizioni di cui al
        paragrafo 1 e al paragrafo 2, lettera a) dell’art. 4 del Regolamento.
    2. La designazione dell’origine, ai sensi dell’art. 4, paragrafo 1 del Regolamento, non
        può essere utilizzata per “olio di oliva – composto da oli di oliva raffinati e da oli di
        oliva vergini” e per ”olio di sansa di oliva “.
    3. La designazione dell’origine di cui al comma 1, in conformità dei paragrafi 4 e 5
        dell’art. 4 del Regolamento, nel caso di miscele di oli di oliva (sia extra vergini che
        vergini) non estratti in un unico Stato membro o Paese terzo, figura a seconda dei casi
        attraverso l’indicazione sull’etichetta di:
        a) miscela di oli di oliva comunitari;
        b) miscela di oli di oliva non comunitari;
        c) miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari.
        La stessa indicazione deve essere riportata anche sulla documentazione di
        accompagnamento.
    4. Le designazioni dell’origine, di cui alle lettere a), b) e c) del comma 3, possono essere
        sostituite con altri riferimenti che forniscono una informazione analoga, come, ad
        esempio, Unione Europea, una lista di più Stati membri o Paesi Terzi, un nome di una
        regione geografica più grande di un Paese. In ogni caso deve trattarsi della rispettiva
        zona geografica di riferimento ai sensi dell’art. 4 paragrafo 4 e 5 del Regolamento.
    5.    La designazione dell’origine di cui al comma 3 non deve trarre in inganno il
         consumatore e deve corrispondere alla reale zona geografica nella quale le olive sono
         state raccolte e in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio, ai sensi
         dell’art. 4, paragrafo 5, del Regolamento.


         L’articolo 4 del Decreto ministeriale conferma e riprende i testi di cui al nuovo Regolamento
CE 1019/2002 modificato da ultimo dal Reg.CE Ce 182/2009. Il decreto ministeriale conferma
quindi che la designazione dell’origine esclusivamente gli “oli extra vergini di oliva” e gli “oli di oliva
vergini” per i quali la designazione figura attraverso l’indicazione sull’etichetta del nome geografico
di uno Stato membro o della Comunità o di un Paese terzo. La designazione dell’origine non può
essere utilizzata per l’“olio di oliva – composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva vergini” e per
l’”olio di sansa di oliva “.

         La designazione dell’origine nel caso di miscele di oli di oliva, sia extra vergini che vergini,
non estratti in un unico Stato membro o Paese terzo, figurerà a seconda dei casi attraverso
l’indicazione sull’ etichetta di:

         a) miscela di oli di oliva comunitari;

         b) miscela di oli di oliva non comunitari;

         c) miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari.

         I termini “comunitari” e “non comunitari” potranno però essere sostituiti da una informazione
analoga, come, ad esempio, Unione Europea, una lista di più Stati membri o Paesi Terzi, un nome
di una regione geografica più grande di un Paese.

         Il comma 5 dell’art 4 deve essere letto come un richiamo agli operatori e ai consumatori
affinché, esclusivamente nel caso di miscele di oli si oliva, venga garantito il principio generale
secondo cui la designazione dell’origine deve corrispondere alla reale zona geografica nella quale
sono state raccolte le olive ed è ubicato il frantoio. E’ da ritenere che questo richiamo debba
essere interpretato sempre alla luce delle menzioni che sono consentite e non possa dar luogo a
interpretazioni più restrittive e fantasiose.

         Le indicazioni quindi obbligatorie e consentite con esclusione di altre varianti sono:

    1. per gli oli extra vergine di oliva e per gli oli di oliva vergini: “Italia “ “Spagna””, “UE”, “Unione
         Europea”, “Comunità” “Comunità europea” “Tunisia” .          Non sdono ammissibili indicazioni
         come “Puglia”, “Andalusia” “Paesi terzi”
    2. per le miscele di oli di oliva: le tre designazioni riportate nel decreto ministeriale e “miscela
        di oli di oliva di Italia e Spagna”, “miscela di oli di oliva di Italia e Tunisia”, miscela di oli di
        oliva di Andalusia e Puglia”




                                                    Art. 5
                                             (Iscrizione SIAN)
        1. Per la tutela delle indicazioni dell’origine in etichetta di cui ai commi 1 e 3 dell’
            articolo 4 del presente decreto, per le imprese di condizionamento è fatto
            obbligo registrarsi in un apposito elenco, nell’ambito del Sistema informativo
            agricolo nazionale (SIAN).
        2. Fatte salve le disposizioni nazionali e locali relative alla gestione delle attività di
            confezionamento degli oli di oliva, è fatto obbligo alle imprese registrate
            nell’elenco di cui al comma 1 di comunicare al SIAN l’inizio e la cessazione
            dell’attività di confezionamento.
        3. Le imprese riconosciute ai sensi del Regolamento 1019/2002 alla data di entrata
            in vigore del presente decreto, confluiscono automaticamente nell’elenco di cui
            al comma 1.
        4. Per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto, i frantoi devono
            essere registrati nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale – SIAN – ai sensi
            dell’art. 3 del decreto 4 luglio 2007


        Con l’articolo 5 del decreto ministeriale viene data attuazione alla norma comunitaria
secondo cui     «Per le verifiche delle indicazioni di cui agli articoli 4, 5 e 6, gli Stati membri
interessati possono stabilire un regime di riconoscimento delle imprese i cui impianti di
confezionamento sono situati sul loro territorio.»

        Per ottemperare all’obbligo di indicazione dell’origine, quindi gli operatori che effettuano
l’imbottigliamento non dovranno più richiedere il codice alfa numerico alla regione competente per
territorio ove è ubicato lo stabilimento di confezionamento, come previsto fino ad ora per coloro
che si avvalevano della facoltà di utilizzo della menzione facoltativa “prodotto italiano 100%”. Gli
operatori del settore oleario dovranno registrarsi in un apposito elenco nell’ambito del SIAN.
Questi, inoltre, sono obbligati a comunicare al SIAN l’inizio e la cessazione dell’attività di
confezionamento. Le imprese riconosciute ai sensi del Reg.CE 1019/02 in quanto confezionatrici e
utilizzatrici della menzione facoltativa riferita l’olio italiano, alla data di entrata in vigore del decreto
confluiranno automaticamente e d’ufficio nell’elenco del Sian.

        Si tratta quindi di un importante novità anche in materia di semplificazione dei procedimenti
amministrativi che così verranno inoltre uniformati nella gestione e tenuta del registro dei
confezionatori da parte di un unico soggetto, il Sian, con il quale gli operatori del settore hanno già
un rapporto.
                                                  Art. 7
                                                (Registri)

       1.Ai fini dei controlli, i frantoi, le imprese di condizionamento e i commercianti di
       olio sfuso sono obbligati alla tenuta di un registro per ogni stabilimento e deposito,
       nel quale sono annotati le produzioni, i movimenti e le lavorazioni dell’olio extra
       vergine di oliva e dell’olio di oliva vergine. Nel caso di lavorazione per conto terzi, i
       registri sono tenuti da chi procede materialmente alla lavorazione.
       2.Gli obblighi di cui al comma 1 per gli oli assoggettati al sistema di controllo delle
       DOP/IGP si intendono assolti dagli adempimenti previsti dal Reg.CE (CE) n°
       510/2006 e dalle relative disposizioni nazionali applicative.
       3.Per gli olivicoltori che commercializzano olio allo stato sfuso e/o confezionato,
       purché ottenuto esclusivamente dalle olive provenienti da oliveti della propria
       azienda, molite presso il proprio frantoio o di terzi, l’obbligo di cui al comma 1 si
       intende assolto dall’insieme delle informazioni disponibili nel sistema informativo
       geografico GIS, nel SIAN, nonché di quelle desumibili dalla relativa documentazione
       commerciale ed amministrativa, fermo restando quanto disposto dall’art. 2 del DM 4
       luglio 2007 in materia di comunicazione dei dati di produzione.

       1.I registri di cui al comma 1 dovranno essere tenuti con modalità telematiche
       nell’ambito dei servizi del SIAN, secondo le disposizioni che saranno stabilite
       dall’ICQ d’intesa con AGEA.
       2.In attesa dell’attivazione dei servizi telematici di cui al comma 4, i registri sono
       tenuti secondo le modalità indicate nell’allegato 1 del presente decreto. In tal caso, i
       registri sono soggetti alla vidimazione da parte dell’Ufficio dell’ICQ o della
       Regione, ove è ubicato lo stabilimento o deposito.

        La novità che viene introdotta con ‘articolo 7 del decreto ministeriale continua nella
direzione della semplificazione amministrativa per le imprese in quanto i registri con le annotazioni
delle produzioni, movimenti e lavorazioni dell’olio extravergine di oliva e dell’olio di oliva verranno
tenuti in forma telematica nell’ambito del Sian. Sino al momento in cui non saranno completamente
attivati tali servizi telematici si provvederà con registrazioni cartacee secondo uno schema allegato
allo stesso decreto ministeriale. Tale situazione dovrebbe essere di breve durata e l’inizio del 2010
dovrebbe già andare a regime il sistema telematico prevedendo la possibilità per gli operatori di
accedere direttamente tramite web alla funzione stessa.

        I soggetti obbligati alla tenuta dei registri, distintamente per ciascun stabilimento ove si
procede materialmente alla lavorazione, sui quali annotare le movimentazioni degli oli sottoposti
all’obbligo di indicazione dell’origine sono:

       Frantoi;
       Imprese di condizionamento
         Commercianti.
          Sono esclusi dall’obbligo di tenuta dei registri solo ed esclusivamente gli olivicoltori, che
indipendentemente dalla quantità commercializzano olio allo stato sfuso e/o condizionato a
condizione che si tratti di prodotto ottenute dalle olive degli oliveti della propria azienda molite
presso il proprio frantoio o di terzi. Il motivo dell’esclusione è giustificato dal fatto che tutte le
informazioni relative all’olivicoltore e quindi all’origine dell’olio sono contenute già nel SIan in
relazione alla domanda di aiuto che lo stesso ha presentato e al fascicolo aziendale che per tale
domanda è stato costituito.

          Sono inoltre esclusi da questa modalità di tenuta dei registri gli oli assoggettati al sistema di
conrollo delle Dop/Igp in quanto tali oli soggiacciono a tutti gli adempimenti previsti dal
Reg.CE501/2006 e dalle relative disposizioni nazionali applicative oltre che disciplinari.


          L’articolo 7 del decreto lascia in piedi la procedura cartacea dei registri e in un allegato al
decreto stesso viene riportato in modo dettagliato la modalità di tenuta di tali registri. Per il
momento quindi occorre attenersi a tali modalità in quanto il loro rispetto potrebbero essere
comunque richiesto dagli organi di controllo fino a quando la procedura informatica non sarà
andata a regime e in considerazione del fatto che per ora tutti devono partire attenendosi al
                  1
sistema cartaceo.


1
    Sezione I - Modalità di tenuta del registro di cui all’art. 7.
          Vidimazione
      1. Il registro è tenuto:
          a) manualmente ed è costituito da non oltre 200 fogli fissi o da schede contabili mobili da
             compilarsi a mano, o
          b) con sistemi informatici, costituito:
                 1. da non oltre 500 fogli, da stamparsi mensilmente entro il settimo giorno
                    lavorativo del mese successivo e, comunque, a richiesta degli Organi di
                    controllo, ovvero
                 2. da altri supporti di memorizzazione, previa adozione di specifiche prescrizioni da
                    parte dell’ICQ.
      2.Il registro è tenuto nei luoghi stessi in cui i prodotti sono depositati. Sono esclusi i depositi di
           olio confezionato.
      3.Il responsabile legale della ditta, o la persona appositamente delegata, fa richiesta di
          vidimazione del registro, con apposita domanda soggetta all’imposta di bollo, all’Ufficio
          dell’ICQ o all’Ufficio regionale competente ove ha sede lo stabilimento/deposito. Il registro
          su supporto cartaceo di cui al paragrafo 1, lettere a) e b) punto 1, prima della vidimazione,
          deve riportare sul frontespizio, a cura della ditta richiedente, le seguenti indicazioni:
               a. “Registro di carico e scarico degli oli vergini ed extra vergini di oliva di cui al
                  Reg.CE (CE) n. 1019/2002”;
         b. nome o ragione sociale, codice fiscale ed eventuale partita IVA e indirizzo della
            sede legale dell’impresa;
         c. indirizzo dello stabilimento o deposito;
         d. nome, dati anagrafici e codice fiscale del responsabile legale;
         e. il numero di pagine costituenti il registro.
   Inoltre, i fogli che compongono il registro devono essere preventivamente numerati. Nel
   caso di registro a schede contabili mobili o fogli informatici, ogni pagina deve riportare,
   altresì:
          a. il nome o la ragione sociale della ditta e indirizzo dello stabilimento;
          b. il numero progressivo del registro riferito allo stabilimento e all’anno.

   L’Ufficio preposto, ai fini dell’esecuzione delle operazioni di vidimazione del registro:
        a. verifica, preliminarmente, il numero delle pagine nonché la presenza sulle stesse e
            sul frontespizio delle annotazioni di cui ai punti precedenti;
        b. appone su ciascuna pagina e sul frontespizio, che deve essere firmato dal
            funzionario che ha proceduto alla vidimazione, un timbro a secco o ad inchiostro
            indelebile;
        c. annota sul frontespizio la data di presentazione del registro, la data e il numero di
            vidimazione;
        d. tiene la registrazione dei dati della vidimazione.

 L’Ufficio regionale, competente alla vidimazione, comunica mensilmente all’Ufficio dell’ICQ
 i dati relativi ai registri vidimati nel mese precedente.

   Istruzioni per la compilazione
1. Sono tenuti conti distinti, suddivisi tra prodotto “sfuso” e “confezionato”, in funzione della
   categoria dell’olio di cui all’art. 3, lett. a) e b) del Regolamento e della designazione
   dell’origine.
 Le designazioni di origine cui intestare i singoli conti sono le seguenti
    a. Italia;
    b. nome dello Stato membro (Spagna, Grecia, Portogallo, etc.) e/o del Paese terzo
        (Tunisia, Marocco, Turchia, etc.);
    c. Comunità;
    d. miscela di oli di oliva comunitari (o riferimenti analoghi utilizzati ai sensi dell’art. 4,
        comma 4, del decreto);
    e. miscela di oli di oliva non comunitari (o riferimenti analoghi utilizzati ai sensi dell’art.
        4, comma 4, del decreto);
    f. miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari (o riferimenti analoghi utilizzati ai
        sensi dell’art. 4, comma 4, del decreto);
    g. olio ottenuto in (designazione della Comunità o dello Stato membro interessato) da
        olive raccolte in (designazione della Comunità, dello Stato membro o del Paese
        interessato).
2. Il registro potrà essere realizzato secondo lo schema esemplificativo di cui alla sezione III del
   presente allegato o in forme diverse, a condizione che vi siano riportate tutte le indicazioni ivi
   previste riferibili all’effettiva tipologia di oli d’oliva lavorata.
     Nel registro sono indicate le movimentazioni di ciascuna partita di olio vergine ed extra
     vergine e le operazioni di cui ai paragrafi successivi. In riferimento all’olio, l’unità di misura
     da adottare potrà essere, a scelta dell’operatore, o il litro o il chilogrammo, purché unica nel
     registro. Per la conversione dell’unità di peso (chilogrammi) in unità di volume (litro), deve
     essere utilizzato il coefficiente 0,916 (0,916 kg = 1 l), arrotondando all’unità i decimali (per
     difetto fino a 0,49 e per eccesso da 0,50).
3.     Nel registro sono indicati, per ciascuna entrata ed uscita di olio:
      - la data e il numero progressivo dell'operazione,
      - il tipo di operazione mediante il codice di cui alla Sezione II del presente allegato,
      - il quantitativo effettivamente entrato o uscito,
      - il nome del fornitore/destinatario e il codice fiscale,
      - la designazione dell’olio completata, se del caso, dalle indicazioni facoltative lett. a) e b)
         di cui all’art. 5 del Regolamento,
      - gli estremi del documento di accompagnamento,
      - l’indicazione dei recipienti di stoccaggio del prodotto in entrata e in uscita,
      - l’indicazione del lotto per i prodotti preconfezionati.

       Inoltre, i frantoi indicano per la presa in carico delle olive:
          - il quantitativo giornaliero suddiviso per olivicoltore,
          - codice fiscale dell’olivicoltore.

      Sul registro sono annotati, inoltre, gli scarichi di olio relativi:
      - all’autoconsumo,
      - alle minute vendite, in forma riepilogativa giornaliera, suddivise per categoria di olio,
          designazione dell’origine e lotto e senza l’indicazione degli estremi del documento

       -   ai trasferimenti verso i punti venditi aziendali, anche interni, che devono essere annotati
           nel registro dello stabilimento tra le uscite. I punti vendita aziendali non sono obbligati
           alla tenuta del registro.

4.    Nel registro, qualora effettuate, devono essere indicate le seguenti operazioni:
      - la produzione di olio e il relativo quantitativo di olive impiegate,
      - le movimentazioni interne,
      - la filtrazione,
      - la produzione di miscele di oli di origine diversa,
      - il confezionamento,
      - lo scarico di oli extra vergine di oliva e di oliva vergine destinato:
              - alla produzione di “olio di oliva - composto da oli di oliva raffinati e da oli di
                  oliva vergini”, di “olio di sansa di oliva” o alla produzione di altri prodotti
                  alimentari,
              - ai mercati extracomunitari.
      Per ciascuna delle predette operazioni sono menzionate:
       - il codice dell’operazione. Nella Sezione II del presente allegato è riportato un elenco di
          codici e operazioni a titolo esemplificativo. Qualora l’operatore abbia necessità di
          utilizzare codici diversi da quelli proposti, deve indicare sul registro l’elenco dei codici
          adottati e le relative descrizioni,
       - la data dell’operazione,
       - la quantità e tipologia di prodotti utilizzati e ottenuti, nel caso di confezionamento, il
          lotto,
       - il numero identificativo dei recipienti di stoccaggio prima dell'operazione e di quelli di
          destinazione dei prodotti ottenuti,
       - le perdite di lavorazione e lo scarico delle morchie,
       - il nome e l'indirizzo del committente, se si tratta di una lavorazione per conto terzi.

 5. Nel registro, nella colonna “note”, dovranno essere riportate anche le indicazioni facoltative
    di cui all’art. 5, lett. a) e b) del Reg.CE (CE) 1019/2002, limitatamente a quelle partite
    destinate ad essere commercializzate con una di tali diciture.

 6.    Le registrazioni:
       - di cui al paragrafo 3 sono effettuate entro il terzo giorno lavorativo successivo, per le
           entrate, a quello della ricezione e, per le uscite, a quello della spedizione;
       - di cui al paragrafo 4 sono effettuate entro il primo giorno lavorativo successivo a quello
           dell'operazione.
      Gli scarichi di prodotti preconfezionati, diversi dalla minuta vendita, suddivisi per categoria
      di olio e designazione dell’origine, possono essere effettuati anche in modo riepilogativo
      purché entro il terzo giorno lavorativo successivo alla data di effettuazione del primo scarico
      e distintamente per lotto. In tal caso, è possibile omettere il nome del destinatario indicando i
      riferimenti dei relativi documenti commerciali.
      Gli oli assoggettati al sistema di controllo delle DOP/IGP, che non hanno ottenuto la
      certificazione, devono essere caricati nel registro entro tre giorni dalla notifica della mancata
      certificazione.
      I totali di colonna a fine pagina devono essere riportati nella pagina successiva come
      “riporto pagina precedente”.
 7. Il registro e la documentazione relativa alle operazioni che vi figurano devono essere
    conservati per almeno cinque anni dopo la chiusura di tutti i conti iscritti nel registro
    medesimo.


Sezione II
                            Codici delle movimentazioni e operazioni
A=    carico di olive (AP = carico di olive proprie; AA = carico di olive acquistate);
B=    scarico olive e produzione olio (sia classificato che in attesa di classificazione);
C=    acquisto olio;
D=    carico olio da molenda;
E=    carico di olio proveniente da altro stabilimento o deposito della stessa impresa;
F=     vendita di olio al consumatori finale;
G=     vendita olio
H=     carico di olio che non ha ottenuto la certificazione a DOP/IGP;
I=     scarico di olio per trasferimento di prodotto verso altro stabilimento o deposito della stessa
       impresa;
L=     trasferimento olio sfuso al confezionamento (all’interno dello stabilimento);
M=     movimentazione interna di olio sfuso;
N=     produzione di miscele di oli di origine diversa;
O=     classificazione o cambio di categoria dell’olio;
P=     perdite o cali di olio;
Q=     scarico morchie e sottoprodotti;
R=     cessione in omaggio di olio confezionato;
S=     scarico di olio destinato a non recare la designazione dell’origine (destinato
       all’industria, alla produzione di olio di oliva, di olio di sansa di oliva, etc);
T=     destinazione Extra UE;
U=     scarico olio per autoconsumo;
V=     reso di olio sfuso da clienti;
Z=     reso di olio confezionato da clienti;
X=     filtrazione;
Y=     svuotamento di olio confezionato;


                       Codici da utilizzare nella lavorazione per conto terzi
AO1=          carico di olive in conto di lavorazione;
AO2= scarico di olive e produzione olio in conto lavorazione;
AO3=          carico di olio sfuso di terzi in conto lavorazione;
AO4= classificazione o cambio di categoria dell’olio in conto lavorazione;
AO4=          scarico di olio sfuso di terzi in conto lavorazione;
AO5=          carico di olio sfuso di terzi in conto deposito;
AO6=          scarico di olio sfuso di terzi in conto deposito;
AO11= restituzione a terzi di olio confezionato in conto lavorazione;
AO…= altri eventuali codici da definire a cura dell’operatore per operazioni non in
   elenco.
                                                     Art. 8
                                             (Altri adempimenti)
         1.          In attesa dell’attivazione dei servizi telematici e dell’individuazione
         delle modalità di comunicazione che verranno stabilite ai sensi dell’art. 5, comma
         5, i frantoi che utilizzano in etichetta e nei documenti di accompagnamento del
         prodotto - sia allo stato sfuso che confezionato - una delle indicazioni facoltative
         di cui all'art. 5 lettere a) e b) del Regolamento, trasmettono all’Ufficio dell’ICQ
         una comunicazione preventiva che rimane valida fino a che non intervengono
         variazioni in ordine a quanto comunicato.
         2.          La comunicazione di cui al comma 1 contiene:
         a) il nome o la ragione sociale, il codice fiscale, la partita IVA, l’indirizzo dello
         stabilimento e degli eventuali depositi;
         b) l’indicazione se l’impianto è utilizzato per l’ottenimento di oli di prima
         spremitura a freddo o di oli estratti a freddo;
         c) la descrizione del tipo di impianto, del sistema di rilevamento e registrazione
         della temperatura adottato e l’indicazione della fase in cui avviene il rilevamento
         della temperatura.
         3.          E’ fatto obbligo agli operatori, per l’utilizzo delle indicazioni di cui
         all'art. 5, lettere c) e d) del regolamento, di esibire agli Organi di controllo, idonea
         documentazione attestante l’effettuazione dell’esame organolettico o dell’analisi
         chimica, a seconda dei casi, per partita di prodotto che si intende qualificare,
         conformemente ai metodi previsti dal regolamento (CEE) n. 2568/91 e successive
         modifiche.


       La tenuta dei registri telematici al posto di quelli cartacei interesserà anche coloro che
utilizzano le indicazioni facoltative previste dal regolamento comunitario, In decreto prevede altri
adempimenti per i frantoi che utilizzano in etichetta e nei documenti di accompagnamento del
prodotto la dicitura "prima spremitura a freddo" o "estratto a freddo" devono trasmettere all’Ufficio
dell’ ICQ una comunicazione preventiva con la descrizione del tipo di impianto, del sistema di
rilevamento e registrazione della temperatura adottato e l’ indicazione della fase in cui avviene il
rilevamento della temperatura).

       Gli operatori, che utilizzano riferimenti all'acidità e/o alle caratteristiche organolettiche del
prodotto, dovranno esibire agli Organi di controllo, idonea documentazione attestante l’
effettuazione dell’esame organolettico o dell’analisi chimica, a seconda dei casi, per partita di
prodotto che si intende qualificare.




                                                  Art. 9
                                       (Identificazione delle partite).

              1.La categoria dell'olio di oliva e le indicazioni di cui agli articoli 4 e 5,
              lettere a) e b) del Regolamento figurano in maniera chiara e leggibile sui
              recipienti di stoccaggio del prodotto. Ciascun recipiente di stoccaggio
              riporta l’indicazione della capacità totale e di un numero identificativo ed è
              munito di un dispositivo di misurazione per la valutazione della quantità
              dell'olio contenuto.
              2.Le partite di olio confezionate non ancora etichettate, detenute in
              magazzino, devono essere identificate mediante un cartello recante il lotto, il
              numero di confezioni, la loro capacità, la designazione dei prodotti
              compresa quella dell’origine e delle eventuali indicazioni facoltative di cui
              all’art. 5 del Regolamento.
              3.I documenti utilizzati per la movimentazione degli oli, oltre alla categoria
              e alla quantità dell'olio, alla data di emissione, nominativo e all’indirizzo
              dello speditore e del destinatario, riportano le indicazioni di cui all’articolo 4
              e, se utilizzate, quelle di cui all’articolo 5, lettere a) e b), del Regolamento.


        La tenuta dei registri telematici non esclude però che occorra procedere all’identificazione
fisica delle partite di olio che devono riportare in etichetta sia le indicazioni obbligatorie che quelle
facoltative previste dalla regolamentazione comunitaria. L’articolo 9 del decreto ministeriale
impone quindi l’obbligo di identificare su appositi cartelli sia le partite di olio in stoccaggio allo stato
sfuso che quelle confezionate. I contenitori dell’olio sfuso devono poi essere dotati di dispositivi di
misurazione per la valutazione della quantità di olio contenuto.
        Per gli oli confezionati gli obblighi imposti per decreto ministeriale in materia di indicazioni
da riportare sui cartelli stridono con i principi telematici che vengono introdotti in materia di tenuta
dei registri. Infatti le registrazioni in forma telematica hanno come immediata conseguenza la
perfetta identificazione fisica dei prodotti . E’ auspicabile che al più, in fase di attivazione della
procedura informatica relativa alla tenuta dei registri venga attivata anche la possibilità per
l’operatore confezionatore di estrarre telematicamente e stampare un cartello con le indicazioni
richieste dall’articolo 7 del decreto ministeriale in modo da evitare errori.


                                                   Art. 10
                                                 (Sanzioni)

            1.Fino all’adozione di disposizioni sanzionatorie specifiche e fermo restando le
            disposizioni penali vigenti, per le violazioni di cui al presente decreto si
            adottano, ove applicabili, le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal D.
            Lgs. 30 settembre 2005 n. 225 e dal D. Lgs. 27 gennaio 1992 n. 109 e
            successive modifiche.
                                                     CAPITOLO 4
                                   IL REGIME SANZIONATORIO




        Il regime sanzionatorio prende le mosse dall’articolo 10 del Decreto Ministeriale di
attuazione della corrispondente regolamentazione comunitaria ove viene precisato che fino
all’adozione di disposizioni sanzionatorie specifiche e fermo restando le disposizioni penali vigenti,
per le violazioni di cui al decreto si adottano, ove applicabili, le sanzioni amministrative pecuniarie
previste dal D. Lgs. 30 settembre 2005 n. 225 e dal D. Lgs. 27 gennaio 1992 n. 109 e successive
modifiche.

        La norma del decreto introduce subito il concetto della limitatezza del Decreto legislativo
225/2005 in quanto si dà per scontato che le norme sanzionatorie previste in tale decreto sono
subordinate alla verifica che esse possono essere applicate ai precetti contenuti nel regolamento
comunitario.

        La natura manualistica di questo volume porta quindi alla formulazione di un quadro
sinottico nel quale sono riportate in una colonna le sanzioni previste dal Decreto legislativo
225/2005 e nella affiancata colonna il precetto come richiamato dalla norma sanzionatoria nel
presupposto che non può essere comminata sanzione se non con riferimento ad un preciso
precetto normativo



   DECRETO LEGISLATIVO 225/2005                        REG.CEE 1019/2002 E SUCCESSIVE
                                                         MODIFICHE E INTEGRAZIONI
   ARTICOLO 1 norma sanzionatoria                           PRECETTO RICHIAMATO
1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque                articolo 2, paragrafo 1
detenga per vendere o venda gli oli di cui
all'articolo 1, paragrafo 1, del regolamento         Gli oli di cui all'articolo 1, paragrafo 1, sono
(CE)       n.    1019/2002       in     imballaggi   presentati al consumatore finale preimballati in
preconfezionati non conformi all'articolo 2,         imballaggi della capacità massima di cinque
paragrafo 1, del medesimo regolamento                litri. Tali imballaggi sono provvisti di un sistema
(CE) n. 1019/2002, e' sottoposto alla sanzione       di chiusura che perde la sua integrità dopo la
amministrativa pecuniaria del pagamento di           prima utilizzazione e recano un'etichettatura
una somma:
                                                     conforme alle disposizioni di cui agli articoli da
                                                     3 a 6. Tuttavia, per gli oli destinati al consumo
a) da cento euro a seicento euro, nel caso di
imballaggi non conformi in quanto di capacita'       in ristoranti, ospedali, mense o altre collettività
superiore a quelle massime consentite;               simili, gli Stati membri possono fissare una
                                                     capacità massima degli imballaggi superiore a
 b) da ottocento euro a quattromilaottocento         cinque litri, in funzione del tipo di stabilimento
euro, nel caso di imballaggi non conformi in         di cui trattasi.
quanto non provvisti di un sistema di chiusura
che perde la propria integrita' dopo la prima
utilizzazione.
                                La norma sanzionatoria richiamata si riferisce ad un
       ARTICOLO 1               precetto contenuto nel regolamento comunitario 1019/2002
       COMMENTO                 che non ha subito alcuna modifica e/o integrazione per cui
                                la sanzione stessa rimane pienamente applicabile.




                ARTICOLO 2

                                                                      articolo 3

                                                   Le denominazioni in conformità all'articolo
                                                   118 del regolamento (CE) n. 1234/2007
                                                   corrispondono alla denominazione di vendita
                                                   di cui all'articolo 3, paragrafo 1, punto 1),
                                                   della direttiva 2000/13/CE

                                                   L'etichetta degli oli di cui all'articolo 1,
                                                   paragrafo 1, oltre alla denominazione di cui
                                                   al primo comma, ma non necessariamente
                                                   in prossimità di essa, reca in caratteri chiari
                                                   e indelebili l'informazione seguente sulla
                                                   categoria di olio:
1. Salvo che il fatto costituisca reato,
chiunque utilizzi etichette non conformi per       a.      per l'olio extra vergine di oliva: "olio
quanto concerne le informazioni previste per       d'oliva di categoria superiore ottenuto
ogni categoria di olio di cui all'articolo 3 del   direttamente dalle olive e unicamente
regolamento (CE) n. 1019/2002, e' sottoposto       mediante procedimenti meccanici"
alla sanzione amministrativa pecuniaria del        b.      per l'olio di oliva vergine: "olio d'oliva
pagamento di una somma da trecento euro a          ottenuto direttamente          dalle olive e
milleottocento euro.                               unicamente          mediante        procedimenti
                                                   meccanici"
                                                   c.      per l'olio di oliva - composto da oli
                                                   d'oliva raffinati e da oli d'oliva vergini: "olio
                                                   contenente esclusivamente oli d'oliva che
                                                   hanno subito un processo di raffinazione e
                                                   oli ottenuti direttamente dalle olive"
                                                   d.      per l'olio di sansa di oliva: "olio
                                                   contenente esclusivamente oli derivati dalla
                                                   lavorazione del prodotto ottenuto dopo
                                                   l'estrazione dell'olio d'oliva e oli ottenuti
                                                   direttamente dalle olive", oppure "olio
                                                   contenente esclusivamente oli provenienti
                                                   dal trattamento della sansa di oliva e oli
                                                   ottenuti direttamente dalle olive".

                                La norma sanzionatoria in commento si riferisce ad un
                                precetto contenuto nel Reg.CE 1019/2002 che è stato
       ARTICOLO 2               modificato da ultimo dal Reg.CE 182/2009. La novità
       COMMENTO                 introdotta dal Reg.CE 182/2009 è contenuta nel seconda
                                comma ove si precisa, a differenza di quanto non era
                                stato fatto nel Reg.CE1019/2002 che l’etichetta deve
                                contenere obbligatoriamente la denominazione di vendita
                                (es. Olio extra vergine d’oliva) nonché la le informazioni
                                sulla categoria di olio previste sempre dal regolamento
                                comunitario, non però necessariamente collocate
                                sull’etichetta in prossimità della denominazione di vendita.
                                Ciò consente di uscire definitivamente da una situazione
                                di tolleranza nei confronti di etichette che già riportavano
                                in un campo diverso la denominazione di vendita e le
                                informazioni obbligatorie.




                ARTICOLO 3
1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque                    articolo 4
utilizzi la designazione di origine prevista
dall'articolo 4 del regolamento (CE) n.
1019/2002 senza aver ottenuto il necessario         1. La designazione dell'origine figura
riconoscimento, e' sottoposto alla sanzione         sull'etichetta per l'olio extra vergine di
amministrativa pecuniaria del pagamento di          oliva e per l'olio di oliva vergine di cui
una somma da cinquecento euro a tremila             all'allegato XVI, punto 1, lettere a) e b),
euro.                                               del regolamento (CE) n. 1234/2007. La
                                                    designazione dell'origine non figura
La medesima sanzione si applica a chiunque          sull'etichetta per i prodotti definiti
utilizzi l'indicazione dell'origine prevalente      all'allegato XVI, punti 3 e 6, del
senza riportare in etichetta o direttamente         regolamento (CE) n. 1234/2007
sull'imballaggio la menzione di cui all'articolo
4, paragrafo 6, del regolamento (CE) n.
                                                    Ai fini del presente regolamento, per
1019/2002.
                                                    "designazione dell'origine" si intende
                                                    l'indicazione di un nome geografico
==============                                      sull'imballaggio o sull'etichetta ad esso
                                                    acclusa.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, le
imprese di condizionamento riconosciute a cui       2. Le designazioni dell'origine di cui al
e' stato rilasciato il codice identificativo        paragrafo 1 comprendono unicamente:
alfanumerico di cui all'articolo 9, paragrafo 2,    a) nel caso di oli di oliva originari, in
del regolamento (CE) n. 1019/2002, di               conformità alle disposizioni dei paragrafi
seguito denominate imprese riconosciute che         4 e 5, di uno Stato membro o di un paese
confezionano ed immettono al consumo olio           terzo, un riferimento allo Stato membro,
extravergine di oliva o olio di oliva vergine       alla Comunità o al paese terzo, a
senza indicare sull'imballaggio o sull'etichetta    seconda dei casi;
gli estremi di identificazione alfanumerica         oppure,
dell'impresa riconosciuta, sono sottoposte alla     b) nel caso di miscele di oli di oliva
sanzione    amministrativa      pecuniaria   del    originari, in conformità alle disposizioni
pagamento di una somma da sessanta euro a           dei paragrafi 4 e 5, di più di uno Stato
trecentosessanta euro.
                                                    membro o paese terzo, una delle
                                                    seguenti diciture, a seconda dei casi:
                                                    i) “miscela di oli di oliva comunitari”
                                                    oppure un riferimento alla Comunità;
3. Salvo che il fatto costituisca reato, le         ii) “miscela di oli di oliva non comunitari”
imprese riconosciute, che non detengono il          oppure un riferimento all'origine non
registro di carico e scarico previsto               comunitaria;
dall'articolo 5 del decreto del Ministro delle         iii) “miscela di oli di oliva comunitari e
politiche agricole e forestali in data 4               non comunitari” oppure un riferimento
giugno 2004, pubblicato nella Gazzetta                 all'origine comunitaria e non comunitaria,
Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2004, sono              oppure;
sottoposte alla sanzione amministrativa
pecuniaria del pagamento di una somma da
                                                       c) una denominazione di origine protetta
mille euro a seimila euro e alla sanzione
                                                       o un'indicazione geografica protetta ai
accessoria       della    sospensione      del
riconoscimento per un periodo di tempo da un
                                                       sensi del regolamento (CE) n. 510/2006,
mese a sei mesi.                                       in conformità alle disposizioni del relativo
                                                       disciplinare di produzione
=========================
                                                       3. Non sono considerati come una
4. Salvo che il fatto costituisca reato, le            designazione dell'origine soggetta alle
imprese riconosciute che provvedono, oltre i           disposizioni del presente regolamento il
tempi previsti dalle vigenti disposizioni,             nome del marchio o dell'impresa, la cui
all'annotazione nel registro di cui al comma 3,        domanda di registrazione sia stata
dei movimenti degli oli di cui intendono               presentata al più tardi il 31 dicembre 1998
dichiarare l'origine, ma comunque entro 15             conformemente alla direttiva 89/104/CEE o
giorni lavorativi successivi a quelli in cui si        al più tardi il 31 maggio 2002
sono verificati i movimenti, sono sottoposte           conformemente al regolamento (CEE) n.
alla sanzione amministrativa pecuniaria del            40/94.
pagamento di una somma da cento euro a
seicento euro. Se non viene effettuata                 4. Per le importazioni da un paese terzo, la
l'annotazione o se la stessa e' inesatta,              designazione dell'origine è disciplinata
incompleta o non veritiera si applica la               dagli articoli da 22 a 26 del regolamento
sanzione     amministrativa     pecuniaria  del        (CEE) n. 2913/92.
pagamento di una somma da cinquecento                  5. La designazione dell'origine che indica
euro a tremila euro oltre alla sanzione                uno Stato membro o la Comunità
accessoria       della     sospensione      del
                                                       corrisponde alla zona geografica nella
riconoscimento per un periodo di tempo da un
                                                       quale le olive sono state raccolte e in cui è
mese a sei mesi.
                                                       situato il frantoio nel quale è stato estratto
                                                       l'olio. Qualora le olive siano state raccolte
                                                       in uno Stato membro o un paese terzo
                                                       diverso da quello in cui è situato il frantoio
5. Salvo che il fatto costituisca reato, le            nel quale è stato estratto l'olio, la
imprese riconosciute che non provvedono                designazione dell'origine comporta la
all'invio periodico, all'organo di controllo           dicitura seguente: "Olio (extra) vergine di
incaricato, dei riepiloghi di cui all'articolo 5 del   oliva ottenuto in (designazione della
citato decreto del Ministro delle politiche            Comunità o dello Stato membro
agricole e forestali in data 4 giugno 2004,            interessato) da olive raccolte in
sono sottoposte alla sanzione amministrativa           (designazione della Comunità, dello Stato
pecuniaria del pagamento di una somma da               membro o del paese interessato)".
cento euro a seicento euro.
                                                       articolo 4, paragrafo 6 abrogato
========================

6. Salvo che il fatto costituisca reato, le            6. Nel caso di tagli di oli extra vergini di
imprese che utilizzano sugli imballaggi o in           oliva o di oli di oliva vergini provenienti in
etichetta     una    qualsiasi     designazione        misura superiore al 75 % da uno stesso
dell'origine mediante l'indicazione di un nome         Stato membro o dalla Comunità, ai sensi
geografico in contrasto con quanto disposto
                                                       del paragrafo 5, primo comma, può essere
dall'articolo 4 del regolamento (CE) n.
                                                       indicata l'origine prevalente, seguita
1019/2002, sono sottoposte alla sanzione
amministrativa pecuniaria del pagamento di
                                                       dall'indicazione della percentuale minima,
una somma da cinquecento euro a tremila                pari o superiore al 75 %, che proviene
euro.                                                  effettivamente da tale origine prevalente.
                                  articolo 9, paragrafo 2

                                 2. Per le verifiche delle indicazioni di cui
                                 agli articoli 4, 5 e 6, gli Stati membri
                                 interessati possono stabilire un regime
                                 di riconoscimento delle imprese i cui
                                 impianti di confezionamento sono situati
                                 sul loro territorio.




                                  articolo 5 del decreto del Ministro delle
                                  politiche agricole e forestali in data 4
                                  giugno 2004,

             Le norme sanzionatorie contenute nell’articolo 3 erano
             riferite ad un precetto che si riferiva sostanzialmente
             all’indicazione facoltativa relativa all’origine dell’olio di oliva
             vergine così come contenute nell’articolo 4 del Reg.CE
             1019/2002 prima della sua ultima modifica. In sostanza la
             facoltà di indicare l’origine per l’olio di oliva vergine è
             divenuto un obbligo e in tal senso è stato modificato
             l’articolo 4 del Reg.CE 1019/2002
             Il primo comma, prima frase .dell’articolo 3 in commento,
             quindi si applica all’intero articolo 4 del regolamento
             comunitario relativamente all’ipotesi che l’indicazione
             dell’origine sia stata fatta senza la preventiva iscrizione nel
             registro Sian previsto dal decreto ministeriale. Non appare
             trascurabile l’approfondimento giuridico del caso di
             indicazione dell’origine senza preventivo riconoscimento
             atteso che l’obbligo di indicazione dell’origine potrebbe
             essere ritenuto più cogente di quello del preventivo
             riconoscimento. In altri termini l’obbligo di indicazione
ARTICOLO 3   dell’origine per i suoi riflessi esterni nei confronti del
COMMENTO     consumatore appare di carattere perentorio mentre il
             riconoscimento dell’impresa di confezionamento appare un
             precetto di carattere ordinatorio e amministrativo. In
             definitiva. Questo approfondimento potrebbe condurre a
             ritenere non applicabile la sanzione a fronte di un’etichetta
             che riporta l’origine utilizzata da un operatore non
             riconosciuto così come non addizionabile a quella della
             mancata indicazione dell’origine per la omissione
             dell’indicazione dell’origine e per il contemporaneo
             mancato riconoscimento.
             La norma sanzionatoria dell’articolo 3 frase seconda del
             comma 1 non trova nessuna applicazione in quanto il
             precetto di riferimento- comma 6 dell’art.4 del Reg.CE
             1019/2002 relativo alla indicazione dell’origine prevalente
             è stato abrogato.
              La norma sanzionatoria riportata al comma 2 non fa
             riferimento a nessun precetto ma in realtà lo introduce con
             la sanzione stessa per la mancata indicazione del codice
             alfa numerico che con il nuovo decreto ministeriale risulta
                             sostituito dal riconoscimento nel sistema Sian. Al momento
                             quindi la norma sanzionatoria non appare applicabile ad un
                             precetto individuato da una specifica norma.
                             I successivi comma 3, comma 4, comma 5 non hanno
                             ormai una corrispondente norma precettiva in quanto il
                             decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali in
                             data 4 giugno 2004, è stato abrogato dal nuovo decreto
                             ministeriale 2009. In questo occasione si potrebbe suggerire
                             che il nuovo decreto riprende in sostanza la disciplina del
                             riconoscimento di cui al decreto abrogato per cui la relativa
                             norma sanzionatoria può essere applicata, per trasposizione
                             alle violazioni nella stessa materia di cui al nuovo decreto
                             ministeriale. L’ipotesi appare molto ardita se non fantasiosa
                             per cui una eventuale azione sanzionatoria potrebbe trovare
                             una facile censura da parte degli organi amministrativi e
                             giurisdizionali ai quali si farebbe ricorso.
                             Infine il comma 6 dell’articolo in commento fa riferimento
                             ad un precetto relativo all’utilizzo delle denominazioni
                             geografiche per cui in definitiva è l’unica sanzione di quelle
                             contenute nell’articolo 3 che rimane applicabile,




               ARTICOLO 4
                                                                   articolo 5
                                                 Tra le indicazioni facoltative che possono
                                                 figurare sull'etichetta di un olio di cui
                                                 all'articolo 1, paragrafo 1, quelle citate nel
                                                 presente articolo sono soggette
                                                 rispettivamente ai seguenti obblighi:

                                                 a.     l'indicazione "prima spremitura a
1. Salvo che il fatto costituisca reato,         freddo" è riservata agli oli d'oliva vergini o
chiunque utilizzi sugli imballaggi o in          extra vergini ottenuti a meno di 27 °C con
etichetta le indicazioni facoltative di cui      una prima spremitura meccanica della pasta
all'articolo 5 del regolamento (CE) n.           d'olive, con un sistema di estrazione di tipo
1019/2002 senza aver rispettato le               tradizionale con presse idrauliche;
procedure previste dalle vigenti disposizioni,   b.     l'indicazione "estratto a freddo" è
e' sottoposto alla sanzione amministrativa       riservata agli oli d'oliva vergini o extra
pecuniaria del pagamento di una somma da         vergini ottenuti a meno di 27 °C con un
cinquecento euro a tremila euro.                 processo di percolazione o centrifugazione
                                                 della pasta d'olive;

                                                 c) le indicazioni delle caratteristiche
                                                 organolettiche relative al gusto e/o
                                                 all'odore possono figurare unicamente per
                                                 gli oli extra vergini di oliva e gli oli di oliva
                                                 vergini; i termini di cui all'allegato XII,
                                                 punto 3.3, del regolamento (CEE) n.
                                                 2568/91 possono figurare sull'etichetta
                                                    unicamente se sono fondati sui risultati di
                                                    una valutazione effettuata secondo il
                                                    metodo previsto all'allegato XII del
                                                    regolamento (CEE) n. 2568/91

                                                    c.      l'indicazione dell'acidità o dell'acidità
                                                    massima può figurare unicamente se
                                                    accompagnata dalla menzione, in caratteri
                                                    delle stesse dimensioni e nello stesso
                                                    campo visivo, dell'indice dei perossidi, del
                                                    tenore in cere e dell'assorbimento
                                                    nell'ultravioletto, stabiliti a norma del
                                                    regolamento (CE) n. 2568/91.

                                                    I prodotti venduti sotto marchi la cui
                                                    domanda di registrazione è stata
                                                    presentata entro e non oltre il 1° marzo
                                                    2008 e che contengono almeno uno dei
                                                    termini di cui all'allegato XII, punto 3.3, del
                                                    regolamento (CEE) n.2568/91 possono
                                                    non essere conformi ai requisiti
                                                    dell'articolo 5, lettera c), del regolamento
                                                    (CE) n. 1019/2002 fino al 1o novembre
                                                    2011
                                Le norme sanzionatorie fanno riferimento a tutte le
                                violazioni relative alla gestione delle indicazioni facoltative
                                contenute nell’articolo 5 del Reg.Ce 1019/2002 che non ha
                                subito modifiche sostanziali. Ma in realtà i precetti per la cui
                                violazioni si applica la sanzione sono contenuti nel decreto
      ARTICOLO 4                del Ministro delle politiche agricole e forestali in data 4
      COMMENTO                  giugno 2004, che l’articolo 4 non cita. Questa carenza
                                normativa era già presente in passato ma ora diviene ancor
                                più cogente in quanto il citato decreto risulta abrogato dal
                                nuovo decreto ministeriale e quindi la norma sanzionatoria
                                non può trovare applicazione per mancanza di esplicitazione
                                del precetto da rispettare.




      ARTICOLO 5
Identificazione delle partite                                        Articoli 4 e 5

1. Salvo che il fatto costituisca reato,                              Vedi supra
chiunque utilizzi sugli imballaggi o in
etichetta le indicazioni di cui agli articoli 4 e
5 del regolamento (CE) n. 1019/2002
senza aver rispettato le procedure delle
vigenti disposizioni sull'identificazione dei
recipienti utilizzati nel processo di
stoccaggio e lavorazione degli oli, e'
sottoposto alla sanzione amministrativa
pecuniaria del pagamento di una somma da
cinquecento euro a tremila euro.
                              La norma sanzionatoria in trattazione fa riferimento a un
                              generico precetto costituito dalla procedure e disposizioni
                              relative all’identificazione dei recipienti di stoccaggio di cui
                              alle indicazioni facoltative riportate in etichetta. Orbene a
                              tale sostanziale mancanza di indicazione del precetto che
                              se violato, da luogo all’applicazione della sanzione, si
                              aggiunge il fatto che in ogni caso, il decreto del Ministro
                              delle politiche agricole e forestali in data 4 giugno 2004,
                              che conteneva tali disposizioni è stato ora abrogato per cui se
      ARTICOLO 5
                              proprio si volesse applicare la sanzione in argomento
      COMMENTO
                              occorrerebbe fare il funambolismo giuridico di utilizzare per
                              trasposizione il nuovo decreto ministeriale e le eventuali
                              successive circolari applicative. Ma è di tutta evidenza che
                              non è ipotizzabile sotto il profilo del diritto , applicare una
                              sanzione se il soggetto non consoce preventivamente e in
                              forma più che puntuale il precetto che deve rispettare e
                              che quindi, è stato violato. La norma sanzionatoria quindi
                              non appare applicabile se non attraverso una modifica del
                              provvedimento legislativo che la contiene.




                 ARTICOLO 6
Sanzioni per piccoli e grandi quantitativi

1. Salvo che il fatto costituisca reato,
chiunque tiene la condotta descritta agli
articoli 1, 2, 3, commi 1, 2, 4 e 6, e agli
articoli 4 e 5 con riferimento a quantitativi di
olio non superiori a litri cinquanta e' punito
con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da cinquanta
euro a trecento euro. 2. Salvo che il fatto
costituisca reato, chiunque tiene la condotta
descritta agli articoli 1, 2, 3, commi 1, 2, 4 e
6, e agli articoli 4 e 5 con riferimento a
quantitativi di olio superiori a trentamila litri
e' punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da cinquemila
euro a trentamila euro. In questi casi si
applica sempre la sanzione amministrativa
accessoria       della      sospensione      del
riconoscimento per un periodo di tempo da
un mese a sei mesi.
                              La norma sanzionatoria richiamata fa riferimento alle
                              corrispondenti norme sanzionatorie riportate negli altri
                              articoli del provvedimento che le contiene per sanzionare
                              in misura graduale a seconda della quantità di olio oggetto
                              dell’infrazione. I commenti fatti ai precedenti articoli
                              condizionano di conseguenza l’applicazione di questo
      ARTICOLO 6
                              articolo che può avvenire solo nei casi in cui trovano
      COMMENTO
                              validità e applicazione le norme sanzionatorie di
                              riferimento. Le riserve formulate in più occasione nei
                              precedenti commenti condizionano conseguentemente
                              l’applicazione di questo articolo. Le stesse considerazioni
                              valgono per l’applicazione della sanzione accessoria della
                              sospensione del riconoscimento.




                ARTICOLO 7
                 Diffida

1. L'organo di controllo incaricato, ai sensi
delle disposizioni legislative vigenti, ove
accerti l'esistenza di violazioni sanabili, nel
caso      di    prima     inflazione,   prima
dell'applicazione        delle        sanzioni
amministrative pecuniarie di cui agli articoli
da 1 a 6, procede a diffidare il
contravventore      ad      adempiere      alle
prescrizioni previste entro il termine di
quindici giorni. Decorso inutilmente tale
termine, si applicano le sanzioni previste
dal presente decreto legislativo nella misura
massima fissata per ciascuna fattispecie.
                              La norma sanzionatoria della diffida fa riferimento a tutti i
                              precedenti 6 articoli del provvedimento che le contiene per
                              cui anche in questo caso e a maggiore ragione i commenti
                              fatti ai precedenti articoli condizionano di conseguenza
                              l’applicazione di questo articolo che può avvenire solo nei
                              casi in cui trovano validità e applicazione le norme
      ARTICOLO 7              sanzionatorie di riferimento. Le riserve formulate in più
      COMMENTO                occasione nei precedenti commenti condizionano
                              conseguentemente l’applicazione di questo articolo. Le
                              riserve formulate in precedenza non costituiscono infatti
                              motivo valido per applicare la diffida ad adeguarsi ad un
                              precetto che seppure contenuto nel nuovo decreto
                              ministeriale non è esplicitamente contenuto nel
                              provvedimento sanzionatorio. Una forzatura in termini di
                              diffida non potrebbe essere sanzionata adeguatamente,
                              per i motivi esposti, in caso di inadempienza alla diffida
                              stessa.




                ARTICOLO 8
        Irrogazione delle sanzioni

1. Le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano provvedono, nell'ambito
delle proprie competenze, all'irrogazione
delle sanzioni previste nel presente decreto
legislativo.

Il presente decreto, munito del sigillo dello
Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale
degli atti normativi della Repubblica italiana.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.
                              L’articolo di chiusura indica nelle regioni e nelle provincie
                              autonome, le autorità competenti ad irrogare le sanzioni
      ARTICOLO 8              previste del decreto. Gli organi di controllo infatti ch
      COMMENTO                effettuano le eventuali contestazioni devono infatti inviare i
                              loro rapporti a tali competenti autorità affinchè provvedano
                              all’emanazione delle relative sanzion.
               Il decreto ministeriale stabilisce che si adottano, ove applicabili, le sanzioni
amministrative pecuniarie previste dal D. Lgs. 27 gennaio 1992 n. 109 e successive modifiche e in
particolare quelle riportate nell’’articolo 18 che viene di seguito raffrontato con il corrispondente
precetto riportato nello stesso Decreto legislativo 109/1992 che riguarda la materia
dell’etichettatura dell’olio di oliva:



  1. La violazione delle disposizioni                 1. L'etichettatura e le relative modalita' di
  dell'articolo 2 e' punita con la sanzione        realizzazione sono destinate ad assicurare la
  amministrativa pecuniaria da euro                corretta e trasparente informazione del
                                                   consumatore. Esse devono essere effettuate
  tremilacinquecento a euro diciottomila.          in modo da:
                                                   a) non indurre in errore l'acquirente sulle
                                                   caratteristiche del prodotto alimentare e
                                                   precisamente sulla natura, sulla identita',
                                                   sulla qualita', sulla composizione, sulla
                                                   quantita', sulla conservazione, sull'origine o
                                                   la provenienza, sul modo di fabbricazione o
                                                   di ottenimento del prodotto stesso;
                                                   b) non attribuire al prodotto alimentare effetti
                                                   o proprieta' che non possiede;
                                                   c) non suggerire che il prodotto alimentare
                                                   possiede caratteristiche particolari, quando
                                                   tutti i prodotti alimentari analoghi possiedono
                                                   caratteristiche identiche;
                                                   d) non attribuire al prodotto alimentare
                                                   proprieta' atte a prevenire, curare o guarire
                                                   una malattia umana ne' accennare a tali
                                                   proprieta', fatte salve le disposizioni
                                                   comunitarie relative alle acque minerali ed ai
                                                   prodotti alimentari destinati ad
                                                   un'alimentazione particolare.

                                                      2. I divieti e le limitazioni di cui al comma
                                                   1 valgono anche per la presentazione e la
                                                   pubblicita' dei prodotti alimentari

  Il precetto è di ampia portata e lascia aperto il campo alla più svariata gamma di
  violazioni e comportamenti che possono indurre in errore il consumatore


   2. La violazione delle disposizioni degli                        Art. 3.
  articoli 3, 10-bis e 14 e' punita con la           Indicazioni obbligatorie per i prodotti
  sanzione amministrativa pecuniaria da                         preconfezionati
  euro        milleseicento    a       euro                10-bis Data di scadenza
  novemilacinquecento.


  3. La violazione delle disposizioni degli                         Art. 4.
  articoli 4, 5, 6, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 16          Denominazione di vendita
  e 17 e' punita con la sanzione                                    Art. 9.
  amministrativa pecuniaria da euro                                quantità
  seicento a euro tremilacinquecento.                               Art.10
                                                       termine minimo di conservazione
                                                                   Art. 10.
                                         Sede dello stabilimento
                                                  Art.11
                                         sede dello stabilimento
                                                 Art. 13.
                                            Lotto dei prodotti


4. La competenza in materia di
applicazione       delle      sanzioni
amministrative pecuniarie spetta alle
regioni ed alle province autonome di
Trento e di Bolzano competenti per
territorio.».
                                                                                                      ALLEGATO 1
TESTO CONSOLIDATO
REGOLAMENTO (CE) N. 1019/2002 DELLA COMMISSIONE del
13 giugno 2002
relativo alle norme di commercializzazione dell'olio d'oliva (GU L 155 del 14.6.2002, pag. 27)
Modificato da:
►M1 Regolamento (CE) n. 1964/2002 della Commissione del 4 novembre 2002 L 300 3 5.11.2002
►M2 Regolamento (CE) n. 1176/2003 della Commissione del 1o luglio 2003 L 164 12 2.7.2003
►M3 Regolamento (CE) n. 406/2004 della Commissione del 4 marzo 2004 L 67 10 5.3.2004
►M4 Regolamento (CE) n. 1750/2004 della Commissione dell'8 ottobre 2004 L 312 7 9.10.2004
►M5 Regolamento (CE) n. 1044/2006 della Commissione del 7 luglio 2006 L 187 20 8.7.2006
►M6 Regolamento (CE) n. 632/2008 della Commissione del 2 luglio 2008 L 173 16 3.7.2008
►M7 Regolamento (CE) n. 1183/2008 della Commissione del 28 novembre 2008 L 319 51 29.11.2008
►M8 Regolamento (CE) n. 182/2009 della Commissione del 6 marzo 2009 L 63 6 7.3.2009

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REGOLAMENTO (CE) N. 1019/2002 DELLA COMMISSIONE del 13 giugno 2002 relativo alle norme di
commercializzazione dell'olio d'oliva
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento n. 136/66/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1966, relativo all'attuazione di un'organizzazione
comune dei mercati nel settore dei grassi (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1513/2001 (2), in
particolare l'articolo 35 bis,
considerando quanto segue:
(1) L'olio d'oliva possiede qualità organolettiche e nutritive che gli permettono di avere un mercato ad un prezzo
relativamente elevato, tenuto conto dei costi di produzione, rispetto alla maggior parte degli altri grassi vegetali. Vista
questa situazione di mercato, è opportuno stabilire nuove norme di commercializzazione per l'olio d'oliva, contenenti in
particolare norme specifiche in materia di etichettatura, complementari a quelle previste dalla direttiva 2000/13/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità (3), modificata dalla
direttiva 2001/101/CE della Commissione (4), in particolare ai principi enunciati all'articolo 2 della stessa. (2) Per
garantire l'autenticità degli oli d'oliva venduti è opportuno prevedere, per il commercio al dettaglio, imballaggi di
dimensioni ridotte provvisti di sistema di chiusura adeguato. È tuttavia opportuno che gli Stati membri possano
autorizzare una capacità superiore per gli imballaggi destinati alle collettività.
(3) Oltre alle denominazioni obbligatorie previste per le diverse categorie di oli d'oliva dall'articolo 35 del regolamento
n. 136/66/CEE, è necessario informare il consumatore sulla tipologia degli oli offertigli.
(4) A motivo degli usi agricoli o delle pratiche locali di estrazione o di taglio, gli oli di oliva vergini direttamente
commercializzabili possono presentare qualità e sapore notevolmente diversi tra loro a seconda dell'origine geografica.
Ne possono risultare, all'interno di una stessa categoria di olio, differenze di prezzo che perturbano il mercato. Per le
altre categorie di oli commestibili non vi sono differenze sostanziali legate all'origine, come potrebbe invece far credere
l'indicazione dell'origine sugli imballaggi destinati ai consumatori. È pertanto necessario, per evitare rischi di
distorsione del mercato degli oli d'oliva commestibili, stabilire norme comunitarie relative alla designazione dell'origine
esclusivamente per l'olio «extra vergine» di oliva e l'olio di oliva «vergine » rispondenti a precisi requisiti. Un regime
obbligatorio di designazione dell'origine per queste categorie di oli d'oliva costituisce l'obiettivo da realizzare. Tuttavia,
in mancanza di un sistema di tracciabilità e di controlli su tutti i quantitativi di olio in circolazione, non è possibile per
ora mettere in atto tale regime e occorre quindi istituire un regime facoltativo di designazione dell'origine degli oli
d'oliva vergine ed extra vergine.
(5) L'utilizzazione dei nomi di marchi esistenti, che comportano riferimenti geografici, può proseguire qualora questi
nomi siano stati ufficialmente registrati in passato conformemente alla prima
 (1) GU 172 del 30.9.1966, pag. 3025/66.
(2) GU L 201 del 26.7.2001, pag. 4.
(3) GU L 109 del 6.5.2000, pag. 29.
(4) GU L 310 del 28.11.2001, pag. 19.
▼B
direttiva 89/104/CE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in
materia di marchi d'impresa (1), modificata dalla decisione 92/10/CEE (2), o conformemente al regolamento (CE) n.
40/94 del Consiglio, del 20 dicembre 1993, sul marchio comunitario (3), modificato dal regolamento (CE) n. 3288/94
(4).
 (6) La designazione di un'origine regionale può formare oggetto di una denominazione d'origine protetta (DOP) o di
un'indicazione geografica protetta (IGP) ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992,
relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari
(5), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2796/2000 della Commissione (6). Per evitare d'ingenerare
confusione nei consumatori e quindi di perturbare il mercato, è necessario riservare alle DOP e alle IGP le designazioni
d'origine a livello regionale. Per gli oli di oliva importati è necessario rispettare le disposizioni applicabili in materia di
origine non preferenziale di cui al regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un
codice doganale comunitario (7), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2700/2000 del Parlamento europeo e
del Consiglio (8).
(7) Qualora la designazione dell'origine degli oli d'oliva vergini si riferisca alla Comunità o a uno Stato membro,
bisogna tenere conto del fatto che le olive utilizzate, come pure le pratiche e le tecniche di estrazione, incidono sulla
qualità e sul sapore dell'olio. La designazione dell'origine deve quindi riferirsi alla zona geografica nella quale l'olio
d'oliva è stato ottenuto, che di norma corrisponde alla zona nella quale è stato estratto dalle olive. Tuttavia, se il luogo di
raccolta delle olive è diverso da quello di estrazione dell'olio, è opportuno che tale informazione sia indicata sugli
imballaggi o sulle relative etichette per non indurre in errore il consumatore e non perturbare il mercato dell'olio d'oliva.
(8) A livello della Comunità o degli Stati membri una gran parte degli oli d'oliva vergini commercializzati è costituita
da tagli di oli d'oliva, che conservano una qualità costante e caratteristiche organolettiche tipiche, corrispondenti alle
attese del mercato. La tipicità regionale degli oli d'oliva vergini è assicurata malgrado l'apporto di una piccola
percentuale di olio d'oliva proveniente da un'altra zona, o talvolta grazie ad esso. Pertanto, per consentire un
approvvigionamento regolare del mercato secondo i flussi di scambio tradizionali e tenuto conto dell'alternanza della
produzione, propria dell'olivicoltura, è opportuno mantenere la designazione dell'origine indicando la Comunità o uno
Stato membro qualora il prodotto risulti da un taglio contenente una piccola percentuale di olio d'oliva di altre zone. In
tal caso, il consumatore deve tuttavia essere informato che il prodotto non proviene integralmente dalla zona oggetto
della designazione dell'origine.
(9) Conformemente alla direttiva 2000/13/CE, le indicazioni che figurano sull'etichetta non devono indurre in errore
l'acquirente, soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche dell'olio d'oliva in questione, attribuendogli proprietà che
non possiede o presentando come specifiche di quell'olio proprietà che sono comuni alla maggior parte degli oli. Inoltre,
occorre stabilire norme ar-
 (1) GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 1.
(2) GU L 6 dell'11.1.1992, pag. 35.
(3) GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.
(4) GU L 349 del 31.12.1994, pag. 83.
(5) GU L 208 del 24.7.1992, pag. 1.
(6) GU L 324 del 21.12.2000, pag. 26.
(7) GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
(8) GU L 311 del 12.12.2000, pag. 17.

▼B
monizzate per alcune indicazioni facoltative, proprie dell'olio d'oliva
e utilizzate frequentemente, che consentano di definirle con precisione e di controllarne la veridicità. Le nozioni ad
esempio di «spremitura a freddo» o «estrazione a freddo» devono corrispondere ad un modo di produzione tradizionale
tecnicamente definito. Le caratteristiche organolettiche devono basarsi su risultati obiettivi. L'acidità riportata fuori
contesto induce erroneamente a creare una scala di qualità assoluta che è fuorviante per il consumatore, in quanto
questo criterio corrisponde ad un valore qualitativo unicamente nell'ambito delle altre caratteristiche dell'olio d'oliva
considerato. Tenuto quindi conto della proliferazione di talune indicazioni e dell'importanza economica che rivestono, è
necessario stabilire criteri oggettivi per la loro utilizzazione per fare chiarezza nel mercato dell'olio d'oliva.
(10) È necessario evitare che i prodotti alimentari che contengono olio d'oliva ingannino il consumatore sfruttando la
reputazione dell'olio d'oliva senza indicare la composizione reale del prodotto. Sulle etichette deve quindi apparire
chiaramente l'indicazione della percentuale di olio d'oliva, nonché alcune diciture proprie dei prodotti costituiti
esclusivamente da una miscela di oli vegetali. Occorre inoltre tener conto delle disposizioni particolari previste da
alcuni regolamenti specifici relativi ai prodotti a base di olio d'oliva.
(11) Le denominazioni delle categorie di olio d'oliva corrispondono alle caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche
precisate nell'allegato del regolamento n. 136/66/CEE e dal regolamento (CEE) n. 2568/91 della Commissione, dell'11
luglio 1991, relativo alle caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa nonché ai metodi ad essi attinenti (1),
modificato dal regolamento (CE) n. 796/2002 (2). Le altre diciture che figurano in etichetta devono essere giustificate
sulla scorta di elementi oggettivi, per evitare ogni rischio di abuso a danno dei consumatori e distorsioni della
concorrenza nel mercato degli oli in questione.
(12) Nel quadro del sistema di controllo istituito all'articolo 35 bis, paragrafo 2, del regolamento n. 136/66/CEE, gli
Stati membri devono precisare, in funzione delle diciture da etichettare, gli elementi di prova da addurre e le sanzioni
finanziarie previste. Gli elementi di prova possono essere, senza scartare a priori una delle possibilità, fatti accertati,
risultati di analisi o registrazioni attendibili, informazioni amministrative o contabili.
(13) Poiché i controlli delle aziende responsabili dell'etichettatura devono essere realizzati nello Stato membro nel quale
esse hanno sede, è necessario prevedere una procedura di collaborazione amministrativa tra la Commissione e gli Stati
membri nei quali sono commercializzati gli oli.
(14) Per valutare il sistema previsto dal presente regolamento, gli Stati membri interessati devono riferire dei fatti e
delle difficoltà incontrate.
(15) Al fine di consentire un periodo di adattamento alle nuove norme e l'istituzione degli strumenti necessari alla loro
applicazione è necessario posticipare l'applicazione del presente regolamento e prorogare la validità del regolamento
(CE) n. 2815/98 della Commissione, del 22 dicembre 1998, relativo alle norme commerciali dell'olio di oliva (3),
modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2152/2001 (4).
(16) Il comitato di gestione per le materie grasse non ha emesso alcun parere nel termine fissato dal suo presidente,
(1) GU L 248 del 5.9.1991, pag. 1.
(2) GU L 128 del 15.5.2002, pag. 8.
(3) GU L 349 del 24.12.1998, pag. 56.
(4) GU L 288 dell'1.11.2001, pag. 36.

▼B

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1
▼M8
1. Fatte salve le disposizioni della direttiva 2000/13/CE e del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio (1), il
presente regolamento stabilisce le norme di commercializzazione per il commercio al dettaglio, specifiche per gli oli di
oliva e gli oli di sansa di oliva di cui al punto 1, lettere a) e b), e ai punti 3 e 6 dell’allegato XVI del regolamento (CE) n.
1234/2007.
▼B
2. Ai fini del presente regolamento, per «commercio al dettaglio» si intende la vendita al consumatore finale di uno
degli oli di cui al paragrafo 1, presentato come tale o incorporato in un prodotto alimentare.

Articolo 2
Gli oli di cui all'articolo 1, paragrafo 1, sono presentati al consumatore finale preimballati in imballaggi della capacità
massima di cinque litri. Tali imballaggi sono provvisti di un sistema di chiusura che perde la sua integrità dopo la prima
utilizzazione e recano un'etichettatura conforme alle disposizioni di cui agli articoli da 3 a 6. Tuttavia, per gli oli
destinati al consumo in ristoranti, ospedali, mense o altre collettività simili, gli Stati membri possono fissare una
capacità massima degli imballaggi superiore a cinque litri, in funzione del tipo di stabilimento di cui trattasi.

Articolo 3
▼M8
Le denominazioni in conformità all’articolo 118 del regolamento (CE) n. 1234/2007 corrispondono alla denominazione
di vendita di cui all’articolo 3, paragrafo 1, punto 1), della direttiva 2000/13/CE. L’etichetta degli oli di cui all’articolo 1,
paragrafo 1, oltre alla denominazione di cui al primo comma, ma non necessariamente in prossimità di essa, reca in
caratteri chiari e indelebili l’informazione seguente sulla categoria di olio:
▼B
a) per l'olio extra vergine di oliva: «olio d'oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente
mediante procedimenti meccanici»;
b) per l'olio di oliva vergine:«olio d'oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti
meccanici»;
c) per l'olio di oliva — composto da oli d'oliva raffinati e da oli d'oliva vergini: «olio contenente esclusivamente oli
d'oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive»;
d) per l'olio di sansa di oliva: «olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo
l'estrazione dell'olio d'oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive»,
(1) GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.
▼B
oppure
«olio contenente esclusivamente oli provenienti dal trattamento dellasansa di oliva e oli ottenuti direttamente dalle
olive».

Articolo 4
1. ►M8 La designazione dell’origine figura sull’etichetta per l’olio extra vergine di oliva e per l’olio di oliva vergine di
cui all’allegato XVI, punto 1, lettere a) e b), del regolamento (CE) n. 1234/2007. La designazione dell’origine non figura
sull’etichetta per i prodotti definiti all’allegato XVI, punti 3 e 6, del regolamento (CE) n. 1234/2007. ◄ Ai fini del
presente regolamento, per «designazione dell'origine» si intende l'indicazione di un nome geografico sull'imballaggio o
sull'etichetta ad esso acclusa.
▼M8
2. Le designazioni dell’origine di cui al paragrafo 1 comprendono unicamente:
a) nel caso di oli di oliva originari, in conformità alle disposizioni dei paragrafi 4 e 5, di uno Stato membro o di un
paese terzo, un riferimento allo Stato membro, alla Comunità o al paese terzo, a seconda dei casi; oppure,
b) nel caso di miscele di oli di oliva originari, in conformità alle disposizioni dei paragrafi 4 e 5, di più di uno Stato
membro o paese terzo, una delle seguenti diciture, a seconda dei casi:
i) «miscela di oli di oliva comunitari» oppure un riferimento alla Comunità;
ii) «miscela di oli di oliva non comunitari» oppure un riferimento all’origine non comunitaria;
iii) «miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari» oppure un riferimento all’origine comunitaria e non
comunitaria, oppure;
c) una denominazione di origine protetta o un’indicazione geografica protetta ai sensi del regolamento (CE) n.
510/2006, in conformità alle disposizioni del relativo disciplinare di produzione.
▼B
3. Non sono considerati come una designazione dell'origine soggetta alle disposizioni del presente regolamento il nome
del marchio o dell'impresa, la cui domanda di registrazione sia stata presentata al più tardi il 31 dicembre 1998
conformemente alla direttiva 89/104/CEE o al più tardi il 31 maggio 2002 conformemente al regolamento (CEE) n.
40/94.
4. Per le importazioni da un paese terzo, la designazione dell'origine è disciplinata dagli articoli da 22 a 26 del
regolamento (CEE) n. 2913/92.
5. La designazione dell'origine che indica uno Stato membro o la Comunità corrisponde alla zona geografica nella quale
le olive sono state raccolte e in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l'olio. Qualora le olive siano state
raccolte in uno Stato membro o un paese terzo diverso da quello in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto
l'olio, la designazione dell'origine comporta la dicitura seguente: «Olio (extra) vergine di oliva ottenuto in (designazione
della Comunità o dello Stato membro interessato) da olive raccolte in (designazione della Comunità, dello Stato
membro o del paese interessato)».
▼M8

▼B
Articolo 5
Tra le indicazioni facoltative che possono figurare sull'etichetta di un olio di cui all'articolo 1, paragrafo 1, quelle citate
nel presente articolo sono soggette rispettivamente ai seguenti obblighi:
a) l'indicazione «prima spremitura a freddo» è riservata agli oli d'olivavergini o extra vergini ottenuti a meno di 27 °C
con una prima spremitura meccanica della pasta d'olive, con un sistema di estrazione di tipo tradizionale con presse
idrauliche;
b) l'indicazione «estratto a freddo» è riservata agli oli d'oliva vergini o extra vergini ottenuti a meno di 27 °C con un
processo di percolazione o centrifugazione della pasta d'olive;
▼M8
c) le indicazioni delle caratteristiche organolettiche relative al gusto e/o all’odore possono figurare unicamente per gli
oli extra vergini di oliva e gli oli di oliva vergini; i termini di cui all’allegato XII, punto 3.3, del regolamento (CEE) n.
2568/91 possono figurare sull’etichetta unicamente se sono fondati sui risultati di una valutazione effettuata secondo il
metodo previsto all’allegato XII del regolamento (CEE) n. 2568/91;
▼B
d) l'indicazione dell'acidità o dell'acidità massima può figurare unicamente se accompagnata dalla menzione, in caratteri
delle stesse dimensioni e nello stesso campo visivo, dell'indice dei perossidi, del tenore in cere e dell'assorbimento
nell'ultravioletto, stabiliti a norma del regolamento (CE) n. 2568/91.
▼M8
I prodotti venduti sotto marchi la cui domanda di registrazione è stata presentata entro e non oltre il 1o marzo 2008 e
che contengono almeno uno dei termini di cui all’allegato XII, punto 3.3, del regolamento (CEE) n. 2568/91 possono
non essere conformi ai requisiti dell’articolo 5, lettera c), del regolamento (CE) n. 1019/2002 fino al 1o novembre 2011.
▼B

Articolo 6
1. Se è riportata nell'etichetta, al di fuori della lista degli ingredienti, la presenza di oli di cui all'articolo 1, paragrafo 1,
in una miscela di olio d'oliva e di altri oli vegetali, attraverso termini, immagini o simboli grafici, la denominazione di
vendita della miscela in questione è la seguente: «Miscela di oli vegetali (o nomi specifici degli oli vegetali) e di olio
d'oliva», seguita immediatamente dall'indicazione della percentuale di olio d'oliva nella miscela. La presenza dell'olio
d'oliva può essere indicata nell'etichetta delle miscele di cui al primo comma attraverso immagini o simboli grafici
unicamente se la percentuale di olio d'oliva è superiore al 50 %.
▼M8
Gli Stati membri possono vietare la produzione, sul loro territorio, delle miscele di oli di oliva e di altri oli vegetali di
cui al primo comma per il consumo interno. Tuttavia essi non possono vietare la commercializzazione, sul loro
territorio, delle suddette miscele di oli provenienti da altri paesi, né vietare la produzione, sul loro territorio, di dette
miscele ai fini della commercializzazione in un altro Stato membro o dell’esportazione.
▼B
2. ►M8 Ad eccezione del tonno all’olio di oliva di cui al regolamento (CEE) n. 1536/92 del Consiglio (1) e delle
sardine all’olio di oliva di cui al regolamento (CEE) n. 2136/89 del Consiglio (2), se la presenza di oli di cui all’articolo
1, paragrafo 1, del presente regola-
 (1) GU L 163 del 17.6.1992, pag. 1.
(2) GU L 212 del 22.7.1989, pag. 79.
▼B

◄
L'indicazione della percentuale di olio di oliva aggiunto rispetto al peso netto totale del prodotto alimentare può essere
sostituita dalla percentuale di olio d'oliva aggiunto rispetto al peso totale delle materie grasse, con l'aggiunta
dell'indicazione: «percentuale di materie grasse».
▼M8
3. Le denominazioni di cui all’articolo 3, primo comma, possono essere sostituite dai termini «olio di oliva»
sull’etichetta dei prodotti di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo. Tuttavia, in caso di presenza di olio di sansa di
oliva, i termini «olio di oliva» sono sostituiti dai termini «olio di sansa di oliva» 4. Le informazioni di cui all’articolo 3,
secondo comma, possono non figurare sull’etichetta dei prodotti di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo.

▼B
Articolo 7
Su richiesta dello Stato membro nel quale è stabilita l'impresa di produzione, condizionamento o vendita che figura
nell'etichetta, l'interessato fornisce la giustificazione delle indicazioni di cui agli articoli 4, 5 e 6, sulla base di uno o più
dei seguenti elementi:
a) dati di fatto o dati scientificamente provati;
b) risultati di analisi o registrazioni automatiche su campioni rappresentativi;
c) informazioni amministrative o contabili tenute conformemente alle normative comunitarie e/o nazionali.
Lo Stato membro interessato ammette una tolleranza tra le indicazioni previste agli articoli 4, 5 e 6, riportate
nell'etichetta, da un lato, e le conclusioni stabilite in base alle giustificazioni presentate e/o ai risultati di controperizie,
dall'altro, tenendo conto della precisione e della ripetibilità dei metodi e della documentazione presentata, nonché, se del
caso, della precisione e della ripetibilità delle controperizie effettuate.

Articolo 8
1. Ogni Stato membro trasmette alla Commissione, che ne informa gli altri Stati membri e gli interessati che ne facciano
domanda, il nome e l'indirizzo degli organismi incaricati del controllo dell'applicazione del presente regolamento.
 2. Lo Stato membro nel quale è stabilita l'impresa di produzione, condizionamento o vendita che figura nell'etichetta, in
seguito ad una richiesta di verifica preleva i campioni entro la fine del mese successivo a quello di presentazione della
domanda e verifica la veridicità delle indicazioni figuranti sull'etichetta contestata. Tale domanda di verifica può essere
trasmessa:
a) dai servizi competenti della Commissione;
▼M8
b) da un’organizzazione di operatori dello Stato membro prevista all’articolo 125 del regolamento (CE) n. 1234/2007;
▼B
c) dall'organismo di controllo di un altro Stato membro.
▼B
3. La domanda di cui al paragrafo 2 è corredata di ogni informazione utile alla verifica richiesta, segnatamente:
a) la data del prelievo o dell'acquisto dell'olio;
b) il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dello stabilimento nel quale ha avuto luogo il prelievo o l'acquisto dell'olio;
c) il numero di partite in questione;
d) la copia di tutte le etichette che figurano sull'imballaggio dell'olio;
e) i risultati delle analisi o delle altre controperizie che indicano i metodi utilizzati nonché il nome e l'indirizzo del
laboratorio o dell'esperto in questione;
f) se del caso, il nome e l'indirizzo del fornitore dell'olio, dichiarato dallo stabilimento di vendita.
4. Lo Stato membro interessato informa il richiedente entro la fine del terzo mese successivo a quello della
presentazione della domanda di cui al paragrafo 2 del numero di riferimento attribuito alla sua domanda e del seguito ad
essa accordato.
Articolo 9
1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie, comprese quelle concernenti il regime di sanzioni per assicurare il
rispetto del presente regolamento.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione le misure prese a tale riguardo entro il 31 dicembre 2002, nonché le
successive modifiche eventualmente apportate a tali misure entro la fine del mese successivo al mese di adozione.
▼M3
La Repubblica ceca, l'Estonia, Cipro, la Lettonia, la Lituania, l'Ungheria, Malta, la Polonia, la Slovenia e la Slovacchia
comunicano alla Commissione le misure prese a tale riguardo entro il 31 dicembre 2004, nonché le successive
modifiche eventualmente apportate a tali misure entro la fine del mese successivo al mese di adozione.
▼B
2. ►M8 Per le verifiche delle indicazioni di cui agli articoli 4, 5 e 6, gli Stati membri interessati possono stabilire un
regime di riconoscimento delle imprese i cui impianti di confezionamento sono situati sul loro territorio.
◄
Il riconoscimento e l'identificazione alfanumerica sono concessi a tutte le imprese che ne fanno domanda e che
soddisfano i seguenti requisiti:
a) dispongono di impianti di condizionamento;
b) si impegnano a raccogliere e conservare gli elementi giustificativi previsti dallo Stato membro, conformemente
all'articolo 7;
c) dispongono di un sistema di magazzinaggio che consenta, con soddisfazione dello Stato membro, di accertare la
provenienza degli oli che recano una designazione di origine.
L'etichetta riporta, se del caso, l'identificazione alfanumerica dell'impresa di condizionamento riconosciuta.
3. Lo Stato membro può continuare a considerare riconosciute le imprese di condizionamento riconosciute ai fini
dell'indicazione dell'origine in virtù del regolamento (CE) n. 2815/98, le quali soddisfano i requisiti di riconoscimento
per la campagna 2001/2002.

▼B
Articolo 10
Entro il 31 marzo di ogni anno gli Stati membri interessati trasmettono alla Commissione, per l'anno precedente, una
relazione relativa alle seguenti informazioni:
a) le domande di verifica ricevute in conformità dell'articolo 8, paragrafo 2;
b) le verifiche effettuate e quelle che sono state avviate nel corso di campagne precedenti e sono ancora in corso;
c) il seguito dato alle verifiche effettuate e le sanzioni applicate.
La relazione presenta tali informazioni per anno di svolgimento delle verifiche e per categoria d'infrazione. Se del caso,
indica le difficoltà particolari incontrate e i miglioramenti suggeriti per i controlli.

Articolo 11
All'articolo 7 del regolamento (CE) n. 2815/98, la data «30 giugno 2002» è sostituita dalla data «31 ottobre 2002».

Articolo 12
1. Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
▼M2
2. Esso si applica a decorrere dal 1o novembre 2002. Gli articoli 2 e 3, l'articolo 5, lettere a), b) e d), e l'articolo 6 si
applicano a decorrere dal 1o novembre 2003.
▼M7
L'articolo 5, lettera c), si applica a decorrere dal 1o luglio 2009.
▼M2
L'articolo 11 si applica a decorrere dal 1o luglio 2002.
Tuttavia, i prodotti legalmente fabbricati ed etichettati nella Comunità o legalmente importati nella Comunità e immessi
in libera pratica prima del 1o novembre 2003 possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.
▼B
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
                                                                             ALLEGATO 2
BOZZA DI DECRETO DEL MIPAAF IN CORSO DI EMANAZIONE
Disposizioni nazionali relative alle norme di commercializzazione dell’olio
di oliva di cui al Regolamento (CE) n. 182 della Commissione del 6
marzo 2009 che modifica il Regolamento (CE) n. 1019/2002

Prot. n.

VISTO l’articolo 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante “Disposizioni
per adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee -
legge comunitaria per il 1990-” e successive modificazioni;

VISTO il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 recante “Conferimento alle regioni delle
funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione
dell'Amministrazione centrale” e successive modificazioni;

VISTO il decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, recante “Soppressione dell'AIMA e
istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma dell'articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59”, e successive modificazioni;

VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante “Riforma dell’organizzazione del
Governo a norma dell’art. 11 della legge 15/3/1997, n. 59”, e successive modificazioni;

VISTO il decreto-legge 22 ottobre 2001 n. 381 recante “Disposizioni urgenti concernenti
l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, l’Anagrafe bovina e l’Ente irriguo umbro -
toscano”, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 dicembre 2001, n. 441;

VISTO il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 recante “Disposizioni urgenti in materia di
riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri”,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, ed in particolare l’articolo
1, comma 23;

VISTO il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante “Disposizioni urgenti per
l’adeguamento delle strutture di governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244”, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio
2008, n. 121;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 9 gennaio 2008, n. 18, recante
“Regolamento di riorganizzazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, a norma dell’art. 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”;

VISTO il Regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio del 29 settembre 2003, che
stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica
agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e che
modifica i regolamenti (CEE) n. 2019/93, (CE) n. 1452/2001, (CE) n. 1453/2001, (CE) n.
1454/2001, (CE) n. 1868/94, (CE) n. 1251/1999, (CE) n. 1254/1999, (CE) n. 1673/2000,
(CEE) n. 2358/71 e (CE) n. 2529/2001, e successive modificazioni;

VISTO il Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007, recante
organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti
agricoli (Regolamento unico OCM), e successive modificazioni, che, tra l’altro, a decorrere
dal 1° luglio 2008, abroga il Regolamento CE 865/2004;

VISTO il Regolamento (CEE) n. 2568/91 della Commissione dell’11 luglio 1991,
relativo alle caratteristiche degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva, nonché ai
metodi ad essi attinenti, come modificato da ultimo dal Regolamento (CE) n.
640/2008 della Commissione del 4 luglio 2008;

VISTO il Regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio del 20 marzo 2006 relativo alla
protezione delle indicazioni geografiche e delle indicazioni d’origine dei prodotti alimentari
e agroalimentari;

VISTO il Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28
gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare,
istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della
sicurezza alimentare;

VISTO il Regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione del 13 giugno 2002
relativo alle norme di commercializzazione dell’olio di oliva;

VISTO il Regolamento (CE) n. 182/2009 del 6 marzo 2009, che modifica il
Regolamento (CE) n. 1019/2002 relativo alle norme di commercializzazione dell’olio
di oliva;

VISTO il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 e successive modificazioni ed
integrazioni, relativo all’attuazione delle direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE
concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari;

RITENUTO necessario assicurare l’attuazione nazionale delle nuove disposizioni
comunitarie;

ACQUISITO il parere della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le
regioni e le Province autonome, espresso nella seduta del

                                       DECRETA:

                                       TITOLO I

                                 Disposizioni generali

                                         Art. 1
                                       (Finalità)

1. Il presente decreto disciplina le modalità applicative nazionali relative alle norme recate
   dal Regolamento (CE) n. 182/2009 della Commissione del 6 marzo 2009 che modifica il
  Regolamento (CE) n. 1019/2002 relativo alle norme di commercializzazione dell’olio di
  oliva, con particolare riferimento alla disciplina della designazione dell’origine.

                                               Art. 2
                                           (Definizioni)

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
   a) «Regolamento», il Regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione del 13
      giugno 2002 come modificato del Regolamento (CE) n. 182/2009 della
      Commissione del 6 marzo 2009;
   b) «frantoio», l’impresa che esercita l’attività di molitura delle olive;
   c) «impresa di condizionamento», l’impresa che procede al confezionamento degli oli
      extravergini di oliva e degli oli di oliva vergini;
   d) «ICQ», l’Ispettorato      centrale   per      il   controllo   della   qualità   dei   prodotti
      agroalimentari;
   e) «Ufficio dell’ICQ», l’Ufficio dell’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei
      prodotti agroalimentari competente per territorio;
   f) «AGEA», AGEA – Coordinamento;
   d) «zona geografica», il nome geografico di un territorio corrispondente ad uno o più
      Stati membri, alla Comunità, ad uno o più Paesi terzi;
   e) «origine», l’indicazione della zona geografica nella quale sono state raccolte le olive
      e in cui è situato il frantoio nel quale è estratto l’olio.

                                               Art. 3
                                       (Imballaggi).

1. Gli oli di oliva e gli oli di sansa di oliva commestibili destinati al consumatore finale sono
   presentati preconfezionati in recipienti ermeticamente chiusi di capacità massima non
   superiore a cinque litri.

2. Gli oli di cui al comma 1 del presente articolo destinati alla preparazione dei pasti nei
   ristoranti, ospedali, mense o altre collettività simili possono essere preconfezionati in
   recipienti di capacità massima non superiore a venticinque litri.

3. Gli oli preconfezionati, di cui ai commi 1 e 2, sono provvisti di un sistema di chiusura
   che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione.


                                           Art. 4
                                (Designazione dell’origine)

1. La designazione dell’origine degli “oli extra vergini di oliva” e degli “oli di oliva vergini”
    figura attraverso l’indicazione sull’etichetta del nome geografico di uno Stato membro o
    della Comunità o di un Paese terzo secondo le disposizioni di cui al paragrafo 1 e al
    paragrafo 2, lettera a) dell’art. 4 del Regolamento.
2. La designazione dell’origine, ai sensi dell’art. 4, paragrafo 1 del Regolamento, non può
   essere utilizzata per “olio di oliva – composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva
   vergini” e per ”olio di sansa di oliva “.

3. La designazione dell’origine di cui al comma 1, in conformità dei paragrafi 4 e 5 dell’art.
   4 del Regolamento, nel caso di miscele di oli di oliva (sia extra vergini che vergini)
   non estratti in un unico Stato membro o Paese terzo, figura a seconda dei casi
   attraverso l’indicazione sull’etichetta di:
     a) miscela di oli di oliva comunitari;
     b) miscela di oli di oliva non comunitari;
     c) miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari.
     La stessa indicazione deve essere riportata anche sulla documentazione di
     accompagnamento.

4. Le designazioni dell’origine, di cui alle lettere a), b) e c) del comma 3, possono essere
   sostituite con altri riferimenti che forniscono una informazione analoga, come, ad
   esempio, Unione Europea, una lista di più Stati membri o Paesi Terzi, un nome di una
   regione geografica più grande di un Paese. In ogni caso deve trattarsi della rispettiva
   zona geografica di riferimento ai sensi dell’art. 4 paragrafo 4 e 5 del Regolamento.

5.     La designazione dell’origine di cui al comma 3 non deve trarre in inganno il
     consumatore e deve corrispondere alla reale zona geografica nella quale le olive sono
     state raccolte e in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio, ai sensi
     dell’art. 4, paragrafo 5, del Regolamento.

                                              Art. 5
                                       (Iscrizione SIAN)

1. Per la tutela delle indicazioni dell’origine in etichetta di cui ai commi 1 e 3 dell’ articolo
   4 del presente decreto, per le imprese di condizionamento è fatto obbligo registrarsi in
   un apposito elenco, nell’ambito del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).

2. Fatte salve le disposizioni nazionali e locali relative alla gestione delle attività di
   confezionamento degli oli di oliva, è fatto obbligo alle imprese registrate nell’elenco di
   cui al comma 1 di comunicare al SIAN l’inizio e la cessazione dell’attività di
   confezionamento.

3. Le imprese riconosciute ai sensi del Regolamento 1019/2002 alla data di entrata in
   vigore del presente decreto, confluiscono automaticamente nell’elenco di cui al comma
   1.

4. Per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto, i frantoi devono essere
   registrati nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale – SIAN – ai sensi dell’art. 3 del
   decreto 4 luglio 2007

5. L’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura –AGEA, quale Organismo di coordinamento e
    controllo ai sensi del Regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio del 21 giugno 2005,
     definisce, d’intesa con l’ICQ, la disciplina delle informazioni che devono essere fornite
     dai titolari dei frantoi oleari e dagli altri operatori di filiera interessati in relazione alle
     finalità del presente decreto, nonché le modalità di registrazione e di controllo delle
     medesime informazioni nel SIAN.

6. Il SIAN rende disponibili al Ministero, all’ICQ e alle Regioni le informazioni concernenti
   la gestione dell’elenco delle imprese registrate, nonché i dati e le informazioni
   contemplate all’art. 7 e 8 del presente decreto.

7. Il SIAN rende accessibili alle Organizzazioni Professionali e di Categoria, le informazioni
   aggregate concernenti l’attività delle imprese registrate.



                                           TITOLO II
                                     Il sistema dei controlli
                                              Art. 6
                                               (Controlli)

1.        Al fine di consentire la verifica della designazione dell’origine degli oli extra vergini e
     vergini di oliva di cui all’art. 4 del presente decreto e delle indicazioni facoltative di cui
     all’art. 5 del Regolamento, gli operatori della filiera interessati rispettano le misure
     stabilite nel presente titolo ed adottate ai sensi dell’art. 9, paragrafo 1 del
     Regolamento.
2. Ai controlli previsti dal Regolamento provvede l’ICQ mediante la predisposizione di uno
   specifico piano annuale dei controlli che riguarda tutte le fasi della filiera.
3.       I controlli sono effettuati a campione, sulla base dell’analisi del rischio che tiene
     conto dei criteri previsti dal Reg.CE (CE) n. 882/2004 e degli ulteriori elementi
     informativi acquisibili dalle banche dati AGEA.
4.       L’ICQ, in ordine alle verifiche di cui all'art. 8, paragrafo 2, del Regolamento,
     provvede all'espletamento delle relative procedure nei confronti dei soggetti previsti
     alle lettere a), b) e c) del citato paragrafo, nonché alla trasmissione delle informazioni
     di cui all'art. 10 del Regolamento stesso.




                                                 Art. 7
                                               (Registri)

3. Ai fini dei controlli, i frantoi, le imprese di condizionamento e i commercianti di olio
   sfuso sono obbligati alla tenuta di un registro per ogni stabilimento e deposito, nel
   quale sono annotati le produzioni, i movimenti e le lavorazioni dell’olio extra vergine di
   oliva e dell’olio di oliva vergine. Nel caso di lavorazione per conto terzi, i registri sono
   tenuti da chi procede materialmente alla lavorazione.
4. Gli obblighi di cui al comma 1 per gli oli assoggettati al sistema di controllo delle
   DOP/IGP si intendono assolti dagli adempimenti previsti dal Reg.CE (CE) n° 510/2006 e
   dalle relative disposizioni nazionali applicative.
5. Per gli olivicoltori che commercializzano olio allo stato sfuso e/o confezionato, purché
   ottenuto esclusivamente dalle olive provenienti da oliveti della propria azienda, molite
   presso il proprio frantoio o di terzi, l’obbligo di cui al comma 1 si intende assolto
   dall’insieme delle informazioni disponibili nel sistema informativo geografico GIS, nel
   SIAN, nonché di quelle desumibili dalla relativa documentazione commerciale ed
   amministrativa, fermo restando quanto disposto dall’art. 2 del DM 4 luglio 2007 in
   materia di comunicazione dei dati di produzione.

1. I registri di cui al comma 1 dovranno essere tenuti con modalità telematiche
   nell’ambito dei servizi del SIAN, secondo le disposizioni che saranno stabilite dall’ICQ
   d’intesa con AGEA.
2. In attesa dell’attivazione dei servizi telematici di cui al comma 4, i registri sono tenuti
   secondo le modalità indicate nell’allegato 1 del presente decreto. In tal caso, i registri
   sono soggetti alla vidimazione da parte dell’Ufficio dell’ICQ o della Regione, ove è
   ubicato lo stabilimento o deposito.

                                                Art. 8
                                         (Altri adempimenti)

1. In attesa dell’attivazione dei servizi telematici e dell’individuazione delle modalità di
   comunicazione che verranno stabilite ai sensi dell’art. 5, comma 5, i frantoi che
   utilizzano in etichetta e nei documenti di accompagnamento del prodotto - sia allo
   stato sfuso che confezionato - una delle indicazioni facoltative di cui all'art. 5 lettere a)
   e b) del Regolamento, trasmettono all’Ufficio dell’ICQ una comunicazione preventiva
   che rimane valida fino a che non intervengono variazioni in ordine a quanto
   comunicato.
2. La comunicazione di cui al comma 1 contiene:
   a) il nome o la ragione sociale, il codice fiscale, la partita IVA, l’indirizzo dello
      stabilimento e degli eventuali depositi;
   b) l’indicazione se l’impianto è utilizzato per l’ottenimento di oli di prima spremitura a
      freddo o di oli estratti a freddo;
   c) la descrizione del tipo di impianto, del sistema di rilevamento e registrazione della
      temperatura adottato e l’indicazione della fase in cui avviene il rilevamento della
      temperatura.

3. E’ fatto obbligo agli operatori, per l’utilizzo delle indicazioni di cui all'art. 5, lettere c) e
   d) del regolamento, di esibire agli Organi di controllo, idonea documentazione
   attestante l’effettuazione dell’esame organolettico o dell’analisi chimica, a seconda dei
   casi, per partita di prodotto che si intende qualificare, conformemente ai metodi
   previsti dal regolamento (CEE) n. 2568/91 e successive modifiche.

                                                Art. 9
                                   (Identificazione delle partite).
1. La categoria dell'olio di oliva e le indicazioni di cui agli articoli 4 e 5, lettere a) e b) del
   Regolamento figurano in maniera chiara e leggibile sui recipienti di stoccaggio del
   prodotto. Ciascun recipiente di stoccaggio riporta l’indicazione della capacità totale e di
   un numero identificativo ed è munito di un dispositivo di misurazione per la valutazione
   della quantità dell'olio contenuto.
2. Le partite di olio confezionate non ancora etichettate, detenute in magazzino, devono
   essere identificate mediante un cartello recante il lotto, il numero di confezioni, la loro
   capacità, la designazione dei prodotti compresa quella dell’origine e delle eventuali
   indicazioni facoltative di cui all’art. 5 del Regolamento.
3. I documenti utilizzati per la movimentazione degli oli, oltre alla categoria e alla quantità
   dell'olio, alla data di emissione, nominativo e all’indirizzo dello speditore e del
   destinatario, riportano le indicazioni di cui all’articolo 4 e, se utilizzate, quelle di cui
   all’articolo 5, lettere a) e b), del Regolamento.

                                               Art. 10
                                             (Sanzioni)

1. Fino all’adozione di disposizioni sanzionatorie specifiche e fermo restando le
   disposizioni penali vigenti, per le violazioni di cui al presente decreto si adottano, ove
   applicabili, le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal D. Lgs. 30 settembre
   2005 n. 225 e dal D. Lgs. 27 gennaio 1992 n. 109 e successive modifiche.



                                               Art. 11
                                            (Abrogazioni)
1. Sono abrogati:
-   Il decreto 14 novembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
    italiana n. 296 del 22 dicembre 2003;
-   Il decreto 29 aprile 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
    n. 126 del 31 maggio 2004;
-   Il decreto 4 giugno 2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
    n. 143 del 21giugno 2004;
-   Il decreto 10 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
    n .243 del 18 ottobre 2007;
-   Il decreto 5 febbraio 2008 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
    n. 114 del 16 maggio 2008.
Il presente decreto sarà inviato alla Corte dei Conti per la registrazione ed entrerà
in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.
                                                                                     ALLEGATO 3


NORME DI RIFERIMENTO


   [1] Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007 , recante
  organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli
  (regolamento unico OCM) (GUCE L 299 del 16.11.2007, pag. 1).

  La nomenclatura tecnica dei diversi tipi di oli di oliva è riportata nell’allegato XVI
  "Denominazioni e definizioni degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva di cui all'articolo 118":

  [2] Regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione, del 13 giugno 2002, relativo alle
  norme di commercializzazione dell'olio d'oliva (GUCE L 155 del 14.6.2002, pag. 27).



  [3] Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio
  2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce
  l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza
  alimentare (GUCE L 31 dell'1.2.2002, pag. 1).




  [4] Regolamento (CEE) n. 1536/92 del Consiglio, del 9 giugno 1992, che stabilisce norme
  comuni di commercializzazione per le conserve di tonno e di palamita (GUCE L 163 del
  17.6.1992, pag. 1).




  [5] Regolamento (CEE) n. 2136/89 del Consiglio, del 21 giugno 1989, che stabilisce norme
  comuni di commercializzazione per le conserve di sardine (GUCE L 212 del 22.7.1989, pag. 79).




  [6] Direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa
  al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di etichettatura e
  presentazione dei prodotti alimentari, nonché della loro pubblicità (GUCE L 109 del 6.5.2000,
  pag. 29).




  [7] Regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006 , relativo alla protezione
  delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari
  (GUCE L 93 del 31.3.2006, pag. 12).




  [8] Regolamento (CEE) n. 2568/91 della Commissione dell' 11 luglio 1991 relativo alle
  caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa d' oliva nonché ai metodi ad essi attinenti
  (GUCE L 248 del 5.9.1991, pag. 1).




  [9] Decreto legislativo 30 settembre 2005, n. 225 "Disposizioni sanzionatorie in applicazione
  del regolamento (CE) n. 1019/2002 relativo alla commercializzazione dell'olio d'oliva" (GURI n.
  256 del 3.11.2005).
[10] Decreto Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali 10 ottobre 2007 "Norme in
materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine di oliva"
(GURI n. 243 del 18.10.2007).

Ecco il testo degli articoli 1-4:

« Art. 1.

Etichettatura dell'olio di oliva vergine ed extravergine

1. Al fine di assicurare la rintracciabilità dell'origine dell'olio di oliva vergine ed extravergine è
obbligatoria l'indicazione dello Stato membro o del Paese terzo corrispondente alla zona
geografica nella quale le olive sono state raccolte e dove e" situato il frantoio in cui è stato
estratto l'olio. La designazione dell'origine a livello regionale è riservata ai prodotti che
beneficiano di una denominazione di origine protetta o di una indicazione geografica protetta.

Art. 2.

Indicazioni obbligatorie in etichetta

1. L'indicazione della zona geografica di coltivazione delle olive, fatta salva la disciplina della
designazione d'origine per i prodotti DOP e IGP, deve riportare lo Stato membro o il Paese terzo
in cui la coltivazione è stata effettuata. In caso di olive non coltivate in un unico Stato membro
o Paese terzo, nell'etichetta deve essere indicato l'elenco di tutti gli Stati o Paesi terzi nei quali
le olive sono state coltivate, in ordine decrescente per quantità utilizzate.

2. Qualora le olive siano state coltivate in uno Stato o Paese diverso da quello in cui è situato il
frantoio, nell'etichetta deve essere riportata la seguente dicitura: "Olio estratto in (indicazione
dello Stato o Paese in cui è situato il frantoio) da olive coltivate in (indicazione dello Stato o del
Paese di coltivazione delle olive)".

3. Nel caso di tagli di oli di oliva vergine ed extravergine non estratti in un unico Stato membro
o Paese terzo, salvo quanto previsto nei commi precedenti, nell'etichetta deve essere indicato
l'elenco di tutti gli Stati o Paesi terzi nei quali sono stati estratti gli oli.

Art. 3.

Controlli

1. I controlli sull'applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto sono demandati
all'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari che, per
l'esercizio delle relative funzioni, può avvalersi di Agecontrol. I controlli sono estesi a tutte le
aziende della filiera interessate.

Art. 4.

Sanzioni

Per le violazioni delle disposizioni di cui agli art. 1 e 2 del presente decreto si applicano le
disposizioni previste dall'art. 18, comma 2, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 e
successive modificazioni.».

[11] Decreto Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali 5 febbraio 2008 "Modalità
applicative in materia di controllo dell’etichettatura dell’olio di oliva" (GURI n. 114 del
16.05.2008).

								
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