Inquinamento atmosferico prodotto dagli impianti di frantumazione

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Inquinamento atmosferico prodotto dagli impianti di frantumazione Powered By Docstoc
					    UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CATANIA
    Dipartimento di Scienze Farmaceutiche




 LEGISLAZIONE ITALIANA DI
PROTEZIONE DELL’AMBIENTE


     Prof.ssa Annamaria Panico
Il D.L.gs. 152/06 Parte V ( prevenzione e
limitazione delle emissioni in atmosfera di
impianti e attività), si applica agli impianti,
inclusi gli impianti termici civili, ed alle attività
che producono emissioni in atmosfera.

DEFINIZIONE DI IMPIANTO: ai sensi
dell’art. 268 comma h) del D.L.gs. 152/06, è
definito come il macchinario o il sistema o
l’insieme di macchinari o di sistemi costituiti da
una struttura fissa dotata di autonomia
funzionale in quanto destinato ad una specifica
attività; la specifica attività a cui è destinato il
macchinario può costituire la fase di un ciclo
produttivo più ampio.
Area industriale



  Si definisce area industriale, il luogo
  in cui sono temporaneamente allocate
  le strutture ed attrezzature atte a
  svolgere l’attività di movimentazione e
  stoccaggio dei materiali, sia in
  magazzini        sia    all’aperto;   la
  riparazione, manutenzione, lavaggio e
  stazionamento degli automezzi di
  cantiere; l’assemblaggio dei materiali.
  Ubicazione dell’area


L’area industriale deve essere ubicata in
zona tale da non arrecare danno o disturbo
alla popolazione con particolare riferimento
alle emissioni di polveri, rumori e vibrazioni. A
tal fine, per mitigare possibili impatti,
dovranno essere adottate adeguate misure
tecniche.
          Inquinamento atmosferico




L’introduzione nell’atmosfera da parte dell’uomo,
direttamente o indirettamente, di sostanze o di energia
che abbiano effetti nocivi tali da mettere in pericolo la
salute dell’uomo, danneggiare le risorse biologiche e gli
ecosistemi, deteriorare i beni materiali e nuocere ai valori
ricreativi e ad altri usi legittimi dell’ambiente.
Attività industriali




        Impianto di frantumazione
        Impianto di betonaggio
        Impianto per produzione manufatti in
         cemento
                         Materia Prima: pietre e
                         pietrisco   pronti   per
                         essere frantumati.




                         La materia prima viene
                         immessa nell'impianto per
                         mezzo     di   una    pala
                         meccanica

Impianto frantumazione
                         La       materia       prima
                         attraverso     un     nastro
                         trasportatore          viene
                         immessa nel frantoio dove
                         è frantumata e ridotta dai
                         quattro ai sette centimetri.




Impianto frantumazione
                            La pietra frantumata attraverso
                            una tramoggia viene immessa
                            in    un     secondo     nastro
                            trasportatore     per    essere
                            inviata      alla     macchina
                            sfangatrice.




Impianto di frantumazione
                            Dalla macchina sfangatrice la
                            pietra frantumata passa al
                            primo vaglio selezionatore dove
                            la rena naturale viene separata
                            da tutto il resto.




Impianto di frantumazione
 La    pietra lavata, viene
  mandata attraverso un terzo
  nastro     trasportatore,    al
  mulino a martelli; dove viene
  ridotta a una dimensione che
  va da zero a trenta millimetri.




  Impianto di frantumazione
 La pietra macinata dal
     mulino a martelli viene
     portata a due vagli
     selezionatori messi in
     serie.




Impianto di frantumazione
     Sabbia fine naturale che attraverso questo
           nastro trasportatore viene scaricato a terra e da
           qui trasportato allo stoccaggio




Impianto di frantumazione
 Nastri     trasportatori  della
  graniglia (4 - 7 mm) dal primo
  vaglio selezionatore al mulino
  a martelli




    Impianto di frantumazione
                   Scarico della graniglia (10 - 20 mm) insieme
                            all'acqua di lavaggio del proprio silos.




Impianto di frantumazione
                             Mucchi di stoccaggio della graniglia
                            (6 - 10 mm)




Impianto di frantumazione
Inquinamento atmosferico prodotto
dagli impianti di frantumazione dei
materiali di cava.
 In materia di inquinamento atmosferico, sono sottoposti
 alla disciplina del D.P.R. 24 maggio 1988 n. 203 tutti gli
 impianti   che   possono     dar   luogo    ad    emissioni
 nell`atmosfera, sicché anche gli impianti di frantumazione
 dei materiali di cava vanno ricondotti alla previsione
 dell`art. 1 del D.P.R. 203, non potendosi porre in dubbio la
 loro oggettiva attitudine a dare luogo ad emissioni
 nell`atmosfera. Cass. pen., sez. III, 26 novembre 1999, n.
 13534
         Impianti per la frantumazione inerti




       La dichiarazione di avvalersi dell’autorizzazione in via
       generale ai sensi del DPR n. 203/88 e del DPR 25
       luglio 1991, dovrà essere indirizzata alla Regione,
       Provincia, al PMP ed al Comune, secondo lo schema
       dell’Allegato A, corredata dalla nota informativa,
       debitamente compilata in ogni sua parte, e dalla
       relazione tecnica di cui all’Allegato B, nel rispetto
       delle presenti prescrizioni.




IMPIANTI FRANTUMAZIONE
   I     sistemi per l'abbattimento delle polveri dovranno essere
       dimensionati facendo ricorso alle migliori tecnologie disponibili e
       mantenuti in modo tale da garantire, in tutte le condizioni di
       funzionamento, un valore di emissione di polveri totali non superiori
       a 50 mg/mc a 0 °C. In ogni caso valori limite inferiori potranno
       essere stabiliti dalla Regione per attività svolte in zone
       particolarmente esposte a fenomeni di inquinamento o di
       particolare pregio paesaggistico-ambientale




IMPIANTI DI FRANTUMAZIONE
                            L'impianto di frantumazione inerti per
                             conglomerati è autorizzato a svolgere
                             le fasi di: frantumazione, vagliatura,
                             classificazione, carico automezzi,
                             stoccaggio e movimentazione dei
                             materiali    lapidei  impiegati    nel
                             processo produttivo.



IMPIANTI DI FRANTUMAZIONE
            Le varie fasi di lavorazione dovranno essere
            svolte in modo da contenere le emissioni in
            atmosfera, preferibilmente con dispositivi
            chiusi, e gli effluenti provenienti da tali
            dispositivi dovranno essere captati e
            convogliati ad un sistema di abbattimento
            delle polveri.




IMPIANTI DI FRANTUMAZIONE
   Le emissioni diffuse in atmosfera, derivanti dalle
   varie fasi di produzione, stoccaggio e
   movimentazione di materie prime, dovranno
   essere opportunamente presidiate da idonei
   sistemi di contenimento delle polveri, nel rispetto
   delle prescrizioni di cui all’allegato 6 del D.M.
   12.07.1990.




IMPIANTI DI FRANTUMAZIONE
                    ALLEGATO 6 - (EMISSIONE DIFFUSA - EX ART.3, COMMA 5).

6.1. EMISSIONI DI POLVERI NELLA MANIPOLAZIONE, PRODUZIONE, TRASPORTO,
    CARICO E SCARICO, STOCCAGGIO DI PRODOTTI POLVERULENTI.

Generalità.
   Per gli impianti, nei quali si manipolano, producono, trasportano, caricano e
  scaricano, immagazzinano prodotti polverulenti devono essere prese misure per
  il contenimento delle emissioni.
  I prodotti polverulenti sono sostanze solide, che a causa della loro densità,
  granulometria, forma del granulo,resistenza all'abrasione, composizione o
  contenuto in umidità possono dare luogo ad emissioni, nella manipolazione
   o nello stoccaggio.

Nello stabilire le prescrizioni deve essere in particolar modo presente quanto segue:
- pericolosità delle polveri;
- flusso di massa delle emissioni;
- durata delle emissioni;
- condizioni meteorologiche;
- condizioni dell'ambiente circostante.

DM 12 LUGLIO 1990
                    6.2. MANIPOLAZIONE E PRODUZIONE DI SOSTANZE
                                    POLVERULENTE



        Le macchine, gli apparecchi e le altre attrezzature, usate per la
         preparazione o produzione (ad es. frantumazione,
        cernita,       miscelazione,      riscaldamento,     raffreddamento,
         pellettizzazione, bricchettazione) di sostanze polverulente devono
         essere incapsulate.
        Se non possibile ottenere una tenuta di polvere ermetica, soprattutto
         nei punti di introduzione, estrazione e trasferimento, le emissioni
         contenenti polveri devono essere convogliate ad un impianto di
         depolverazione.




DM 12 LUGLIO 1990
                    6.3. TRASPORTO, CARICO E SCARICO, DELLE
                            SOSTANZE POLVERULENTE.




        Per il trasporto di sostanze polverulente devono essere
        utilizzati dispositivi chiusi. Se non è possibile
        l'incapsulamento, o è possibile realizzarlo solo
        parzialmente, le emissioni contenenti polveri devono
        essere      convogliate    ad    un'apparecchiatura  di
        depolverazione.




DM 12 LUGLIO 1990
Per il carico e lo scarico dei prodotti polverulenti devono essere installati
impianti di aspirazione e depolverazione nei seguenti punti:
- punti fissi, dove avviene il prelievo, il trasferimento, lo sgancio con benne,
pale caricatrici, attrezzature di trasporto;
- sbocchi di tubazione di caduta delle attrezzature di caricamento;
- attrezzature di ventilazione, come parte integrante di impianti di scarico
pneumatici o meccanici;
- canali di scarico per veicoli su strada o rotaie;
- convogliatori aspiranti.
Se la captazione delle emissioni contenenti polveri non è possibile:
- si deve mantenere, possibilmente in modo automatico un'adeguata altezza
di caduta;
- nei tubi di scarico deve essere mantenuta quanto più bassa possibile la
velocità di uscita del materiale trasportato, ad es. mediante deflettori
oscillanti.

 DM 12 LUGLIO 1990
                     Nel      caricamento     di     materiali
                      polverulenti in contenitori da trasporto
                      chiusi l'aria di spostamento deve
                      essere raccolta e convogliata ad un
                      impianto di depolverazione.
                     La copertura delle strade, percorse da
                      mezzi di trasporto, deve essere tale
                      da non dar luogo ad emissioni di
                      polveri.
DM 12 LUGLIO 1990
         6.4. MAGAZZINAGGIO DI MATERIALI POLVERULENTI.


             Nello stabilire le prescrizioni per il magazzinaggio di
             materiali polverulenti, devono essere prese in
             considerazione ad es. le seguenti misure:
             - stoccaggio in silos
             - copertura superiore e su tutti i lati del cumulo di
             materiali sfusi, incluse tutte le attrezzature ausiliarie;
            - copertura della superficie, ad es. con stuoie;
            - manti erbosi;
            - costruzione di terrapieni coperti di verde, piantagioni e
             barriere frangivento;
            - provvedere a mantenere costantemente una sufficiente
             umidità alla superficie del suolo.



DM 12 LUGLIO 1990
Se nei materiali polverulenti i contenuti delle sostanze sotto riportate
   superano i seguenti valori, riferiti al secco, in una frazione di materiale
      separabile mediante setacciatura con setaccio con maglie che abbiano
      larghezza massima di 5 mm., si devono applicare le misure più efficaci
      fa quelle prescritte nei paragrafi precedenti:
 sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1 tabella A1 classe I,

      e tabella A2,
 paragrafo 2 tabella B classe I,

 paragrafo 4 tabella D classe I, 50 mg/Kg.

 sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1 tabella A1 classe II,

 paragrafo 2 tabella B classe II, 0,50 g/Kg.

 sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1 tabella A1 classe III

      5,0 g/Kg.
DM 12 luglio 1990
     L'impianto di betonaggio svolge la funzione di dosare e
     di trasformare le materie prime (inerti, cemento, acqua)
     in calcestruzzo.
              Impianto di betonaggio
     Il ciclo produttivo si articola nel seguente modo: dai vari
     sili (a struttura aperta per gli inerti, a struttura ermetica
     per il cemento), tramite estrattori (valvole per gli inerti,
     coclee per il cemento, tubazioni per l'acqua)
     confluiscono i componenti alle bilance dosatrici, ove
     avviene la pesatura; ultimata questa fase tramite ulteriori
     trasportatori i componenti dosati confluiscono ai
     miscelatori fissi (mescolatori), o mobili (autobetoniere),
     ove vengono amalgamati dando origine al calcestruzzo.
Impianto betonaggio
    PRESCRIZIONI TECNICHE
    GENERALI

     Impianti per la produzione di calcestruzzo
          preconfezionato

                1) L'impianto di produzione di calcestruzzo
                preconfezionato o betonaggio è autorizzato a
                svolgere le fasi di: stoccaggio dei materiali
                inerti e del cemento, selezionatura, pesatura e
                movimentazione dei materiali impiegati nel
                processo produttivo, dosaggio acqua e
                miscelazione, carico autobetoniere.

Impianto di betonaggio
       •Localizzazione dei punti di
       emissione in atmosfera
                                       Normativa
       •Portata max (Nmc/h)            in vigore
       •Temperatura
       •Durata media emissioni
ARIA
       •Sostanze inquinanti e loro
       concentrazione
       •Altezza emissioni             Stato delle
       •Sistemi   di   abbattimento   Autorizzazioni
       adottati                       -Permessi
       •Sistemi di controllo     e
       verifiche eseguite
Impianti per la produzione di calcestruzzo preconfezionato
                         Le varie fasi di lavorazione dovranno
                         essere svolte in modo da contenere le
                         emissioni          in        atmosfera,
                         preferibilmente con dispositivi chiusi, e
                         gli effluenti provenienti da tali
                         dispositivi dovranno essere captati e
                         convogliati ad un sistema di
                         abbattimento delle polveri.

Impianto di betonaggio
Impianto betonaggio
Impianto di betonaggio
                         I silos per lo stoccaggio dei materiali
                         dovranno essere dotati di un sistema
                         per l'abbattimento delle polveri.




Impianto di betonaggio
                         Impianto           di
                         movimentazione     e
                         stoccaggio carbonati,
                         sabbie e pietrisco




Impianto di betonaggio
         I sistemi per l'abbattimento delle polveri dovranno
          essere dimensionati facendo ricorso alle migliori
          tecnologie disponibili e mantenuti in modo tale da
          garantire, in tutte le condizioni di funzionamento, un
          valore di emissione di polveri totali non superore a 50
          mg/mc a 0 °C. In ogni caso valori limite inferiori
          potranno essere stabiliti dalla Regione per attività
          svolte in zone particolarmente esposte a fenomeni di
          inquinamento o di particolare pregio paesaggistico-
          ambientale.




Impianto di betonaggio
EMISSIONI DIFFUSE


  Le emissioni diffuse in atmosfera, derivanti dalle varie
  fasi di produzione, stoccaggio e movimentazione di
  materie prime, dovranno essere opportunamente
  presidiate da idonei sistemi di contenimento delle
  polveri, nel rispetto delle prescrizioni di cui all’allegato
  6 del D.M. 12.07.1990. In particolare si dovranno
  predisporre idonei sistemi di inumidamento dei
  piazzali o la bitumatura degli stessi nelle zone
  interessate al movimento dei mezzi pesanti,
  piantumazione, copertura o inumidimento dei cumuli
  etc.. Le vie di accesso allo stabilimento e le aree
  all’interno dello stesso, dove di solito si ha un flusso
  regolare di veicoli dovranno essere tenute pulite da
  materiali polverulenti
         Al fine di favorire la dispersione delle emissioni, la
         direzione del loro flusso allo sbocco dovrà essere
         verticale verso l’alto e l'altezza minima dei punti di
         emissione dovrà essere tale da superare di almeno un
         metro qualsiasi ostacolo o struttura distante meno di
         dieci metri. I punti di emissione situati a distanza
         compresa tra 10 e 50 metri da aperture di locali abitabili
         esterni al perimetro dello stabilimento, dovranno avere
         altezza non inferiore a quella del filo superiore
         dell'apertura più alta diminuita di un metro per ogni
         metro di distanza orizzontale eccedente i 10 metri. Le
         caratteristiche strutturali dei camini dovranno comunque
         rispettare i regolamenti edilizi comunali e/o le eventuali
         prescrizioni disposte dall’Amministrazione comunale.
         Eventuale deroga alla presente prescrizione potrà, su
         richiesta della Ditta, essere concessa dal Sindaco.
Impianto betonaggio
                  Polveri


           Nella zona di carico delle betoniere dovrà essere
           predisposto idoneo impianto di abbattimento polveri,
           ove il materiale non sia già premiscelato.




Impianto betonaggio
              Esposizione a polveri



                      · Dovrà essere effettuata la bagnatura del materiale
                         prima del suo lavaggio (es. durante lo scarico nelle
                         tramogge), così come la bagnatura dei cumuli di
                         materiale fine esposto all’azione del vento.
                      · Si dovrà ridurre la dispersione del materiale per effetto
                         di caduta mediante adozione di condotti, manichette o
                         adozione di chiusure con aspirazioni che conducano
                         le polveri ad impianti di abbattimento - recupero. Nei
                         periodi secchi si dovrà effettuare la periodica
                         bagnatura dei piazzali e delle via di transito.



Impianto betonaggio
 DPR 25 luglio 1991 in materia di emissioni poco
  significative ed attività a ridotto inquinamento
  atmosferico Allegato 2. Le attività che
  producono un inquinamento poco significativo
  sono indicate nell'allegato 1 del DPR 25 luglio
  1991 e non sono soggette alle disposizioni del
  DPR 203/1988 in materia di autorizzazione
    PRODUZIONE DI MANUFATTI IN
    CALCESTRUZZO E GESSO


Attività a ridotto inquinamento atmosferico
(D.P.R. 25 luglio 1991, allegato 2, punto 23)
 “Prodotti in calcestruzzo e gesso con produzione non
                    superiore a 1500 kg/g”
              Generalità


                               Rientrano    nella    disciplina della
                               presente autorizzazione le operazioni
                               connesse con la produzione di
                               manufatti in calcestruzzo o gesso con
                               produzione non superiore a 1500 kg al
                               giorno; a tale categoria vengono
                               assimilati anche gli stoccaggi di
                               cemento per la preparazione di
                               conglomerati cementizi.
PRODUZIONE DI MANUFATTI IN CALCESTRUZZO E GESSO
           Fasi della lavorazione

                      Nelle attività connesse con la produzione di manufatti in
                        calcestruzzo o gesso, ovvero la preparazione di
                        conglomerati cementizi, si possono distinguere le
                        seguenti fasi:
                       - stoccaggio delle materie prime (cemento, gesso,
                        inerti, ecc.)
                       - movimentazione delle materie prime
                       - preparazione degli impasti
                       - fabbricazione dei manufatti
                       - essiccazione e maturazione dei manufatti
                       - stoccaggio prodotti finiti
                       - confezionamento e/o spedizione.




PRODUZIONE DI MANUFATTI IN CALCESTRUZZO E GESSO
                Emissioni in atmosfera

     - Lavorazioni che possono dar luogo ad
       emissioni in atmosfera:
       sono suscettibili di produrre significative
       emissioni    in    atmosfera      le  fasi di
       stoccaggio,movimentazione e lavorazioni
       accessorie (frantumazione, macinazione,
       vagliatura,ecc.) delle materie prime.



PRODUZIONE DI MANUFATTI IN CALCESTRUZZO E GESSO
Emissioni in Atmosfera


    L’incidenza preminente delle polveri aerodisperse sul
    potenziale impatto con l’ambiente deve essere
    considerato come un rischio specifico dipendente
    dalla caratterizzazione del processo, poiché sia le
    materie prime movimentate e sottoposte ai cicli di
    frantumazione e macinazione, sia il cemento prodotto,
    si presentano
    prevalentemente sotto forma di polveri fini e finissime.
    Le emissioni gassose, principalmente ossidi di zolfo
    ed azoto, sono ascrivibili esclusivamente alle
    operazioni di cottura ed essicco-macinazione, come
    in ogni processo di combustione.
                Emissioni trascurabili


                            sono considerate trascurabili e non soggette
                             ad autorizzazione le emissioni provenienti
                             delle fasi di preparazione degli impasti, di
                             fabbricazione dei manufatti, di essiccazione
                             e maturazione dei manufatti, di stoccaggio
                             dei prodotti finiti e di confezionamento,
                             imballaggio e spedizione.




PRODUZIONE DI MANUFATTI IN CALCESTRUZZO E GESSO
              Prescrizioni relative all’installazione ed all’esercizio
              dell’impianto



  Depolverazione:

  per l’abbattimento delle polveri in fase di caricamento con autobotte, gli
      stoccaggi di cemento o gesso devono essere dotati di depolveratore
      a tessuto avente le seguenti caratteristiche:
  - velocità massima di attraversamento 2,2 m/min
  - grammatura minima 250 g/m2
     Ove possibile, sono preferibili i sistemi a ciclo chiuso con ricircolo
      degli aeriformi all’autobotte di carico.
     Gli stessi sistemi di abbattimento devono essere adottati per la
      depolverazione degli aeriformi derivanti dalla movimentazione,
      frantumazione, macinazione e vagliatura delle materie prime. In ogni
      caso debbono essere adottati idonei sistemi contenimento delle
      emissioni diffuse prodotte dalle lavorazioni od originate dai piazzali
      o cumuli per effetto eolico o dal sollevamento da parte di veicoli e
      macchine operatrici.

PRODUZIONE DI MANUFATTI IN CALCESTRUZZO E GESSO
            Unità termiche:
      ove l’essiccazione venga effettuata con l’impiego di
       aria calda prodotta da unità termiche,
      possono essere impiegati, come combustibile,
       solamente metano, GPL o gasolio.
      Sono ad inquinamento poco significativo ai sensi del
       D.P.R. 25 luglio 1991, e quindi non
      soggette ad autorizzazione, le unità termiche con
       potenza termica inferiore a 3 MW, se
      alimentate a metano o GPL, e ad 1 MW se alimentate
       a gasolio.




PRODUZIONE DI MANUFATTI IN CALCESTRUZZO E GESSO
Altezza dei condotti:
  i condotti di scarico dovranno essere realizzati in
   modo da consentire la migliore dispersione
   dell'effluente gassoso nell'atmosfera secondo le
   prescrizioni stabilite da eventuali norme in materia
   derivanti da regolamenti comunali o fissate dalla
   competente autorità sanitaria, tenuto conto che, sotto
   il profilo tecnico, sarebbe opportuno che il punto di
   emissione risultasse almeno 1 metro più elevato
   rispetto agli edifici presenti nel raggio di 10 metri e
   comunque non inferiore all’altezza del filo superiore
   delle aperture più alte dei locali abitati nel raggio di 50
   metri.
        ADEMPIMENTI
Comunicazioni riguardanti le caratteristiche degli impianti e dei prodotti
    utilizzati:
    contestualmente alla dichiarazione di avvalersi dell'autorizzazione in via
    generale, l'impresa, compilando le schede riportate nella dichiarazione,
    deve:
- indicare la quantità giornaliera manufatti in calcestruzzo o gesso prodotti e la
    produzione annua complessiva;
- indicare il tipo di combustibile eventualmente utilizzato per l’essiccazione e la
    potenza termica del bruciatore;
- indicare le unità produttive presenti nell’insediamento con particolare riguardo
    ai sistemi di abbattimento adottati, riportando le caratteristiche dei punti di
    emissione ed attribuendo ai medesimi un numero progressivo che tenga
    conto degli eventuali punti di emissione già esistenti;
- allegare una planimetria generale dello stabilimento in scala adeguata, nella
    quale sia indicata la collocazione delle unità produttive con i relativi punti di
    emissione;
- allegare un estratto topografico con evidenziata l'ubicazione
    dell'insediamento.



                                                                     adempimenti
              ADEMPIMENTI


               - Comunicazione di messa in esercizio e
                  messa a regime dell’impianto:
                 (solo per nuove installazioni, modifiche o
                  trasferimenti):
                 l’impresa deve comunicare, con almeno 15
                  giorni di anticipo, all’Agenzia provinciale per
                  la protezione dell’ambiente ed al Sindaco del
                  Comune interessato, la data di messa in
                  esercizio e di messa a regime dell’impianto.
                  Il termine ultimo per la messa a regime
                  dell’impianto è stabilito in 30 giorni a partire
                  dalla data della messa in esercizio.


adempimenti
              Modalità di effettuazione dei controlli:


                    per l’effettuazione degli autonomi controlli di
                     cui ai punti 4.3.1 e 4.3.2 e per la successiva
                     presentazione dei relativi risultati devono
                     essere seguite le norme UNI in merito alle
                     “Strategie di campionamento e criteri per la
                     valutazione delle emissioni”, nonché ai
                     metodi specifici di campionamento ed analisi
                     per flussi gassosi convogliati.



adempimenti
      - Cessazione dell'attività, trasferimenti e modifiche sostanziali:
         la Ditta deve comunicare all'Agenzia provinciale per la
          protezione dell'ambiente ed al Sindaco del Comune interessato
          la cessazione dell'attività, i trasferimenti in altra località e le
          modifiche sostanziali (installazione o rimozione di un sistema di
          abbattimento, incremento della portata dell'effluente superiore al
          20 %) apportate all'impianto.




adempimenti
              Altre prescrizioni


                - Documentazione comprovatoria:
                  l'impresa deve conservare presso lo
                   stabilimento, a disposizione degli organismi
                   preposti    al     controllo,  copia       della
                   documentazione       trasmessa      all'Agenzia
                   provinciale per la protezione dell'ambiente al
                   fine di avvalersi dell'autorizzazione in via
                   generale ed un “libretto per manufatti in
                   calcestruzzo     o    gesso”   correttamente
                   compilato.

adempimenti
        - Accesso agli impianti:



              i proprietari o responsabili dell’impianto dovranno lasciare libertà
               di accesso agli addetti ai controlli, al fine di procedere a
               sopralluoghi, prelievi e rilevamenti nei luoghi e negli edifici ove
               si svolgono le attività che producono le emissioni, ovvero in
               quelli in cui sono
              situati gli impianti da controllare. I proprietari o i direttori
               responsabili degli stabilimenti, o chi ne fa le veci, sono invitati
               anche in via breve, a presenziare alle operazioni di controllo
               facendosi eventualmente assistere da un consulente tecnico,
               sempre ché la sua reperibilità non sia di ostacolo all’inizio delle
               operazioni.




adempimenti
              - Certificato di prevenzione incendi:
                l’impresa è tenuta a munirsi, ove
                 necessario, del prescritto certificato di
                 prevenzione incendi, ovvero nulla osta
                 provvisorio, ai sensi della vigente
                 normativa.




adempimenti
In caso di inosservanza delle
prescrizioni     autorizzatorie    la
Regione procederà alla diffida o alla
diffida e contestuale sospensione
dell’attività ovvero alla revoca
dell’autorizzazione secondo quanto
disposto dall’art. 10 del DPR n.
203/1988.
               Tecnologie di trattamento dell’aria :
               l’abbattimento
  La riduzione della concentrazione di gas e vapori può
     avvenire mediante :
  • adsorbimento su filtri a carboni attivi di origine
     vegetale; si tratta però di un processo reversibile
  • assorbimento chimico su superfici attive di allumina,
     impregnate di agenti chimici, come il permanganato
     di potassio o il carbonato di sodio, che originano
     reazioni chimiche irreversibili




abbattimento
abbattimento
               Sistemi di abbattimento del
               particolato
                          Le emissioni di particolato sono principalmente
                            controllate:
                           cicloni;

                             filtri elettrostatici (elettrofiltri);

                             e filtri a tessuto;




Sistemi di abbattimento
                                  Cyclones
Cicloni Filtro basato sul
   principio             della
   separazione per effetto
   inerziale adatto alla
   filtrazione di polveri con
   elevato peso specifico e
   dimensioni grossolane
   delle            particelle.
   E' consigliato come pre-
   filtro in applicazioni con
   flussi      ad     elevata
   concentrazione            di
   polveri, ma può essere
   anche utilizzato come
   filtro
                          I filtri elettrostatici sfruttano la possibilità di caricare
                            elettricamente le particelle di polvere o di liquido e
                            raccoglierle successivamente su un elettrodo
                            captatore. Ciò viene ottenuto sottoponendo le
                            particelle ad un campo elettrico ad alta tensione. Le
                            polveri, o le goccioline, depositandosi sull’elettrodo di
                            raccolta formano uno strato che diminuisce l’intensità
                            del campo elettrico e che pertanto deve essere
                            periodicamente rimosso. La rimozione delle polveri
                            può avvenire per vibrazione (elettrofiltri a secco) o
                            tramite un leggero velo d’acqua od altro liquido
                            (elettrofiltri ad umido)



Sistemi di abbattimento
                                a maniche sono formati essenzialmente da una
                          I filtri
                          serie di maniche permeabili che permettono il
                          passaggio dei gas ma non del particolato. (particelle
                          di dimensioni al di sotto del micron). I filtri a maniche
                          sono generalmente costituiti da tessuti (cotone, lana,
                          nylon, polipropilene ecc.). E’ necessaria la rimozione
                          periodica delle polveri attraverso diversi metodi. I più
                          diffusi sono quelli a scuotimento, jet pulsanti
                          (insufflazione di aria compressa), aria inversa e
                          pulizia sonica (sorgente sonora che mette in
                          risonanza le maniche ed induce vibrazioni).




Sistemi di abbattimento

				
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posted:11/25/2011
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