doc1
Document Sample


Nel corso del corrente anno scolastico 2008/2009 nella “Scuola media di Via Fontana della Rosa”
presso la sede staccata “Marcello de Rossi” è stato attivato dalla professoressa Maria Nicoletta
Ricci, docente di Materie Letterarie nella sezione G, un corso della durata di 10 ore di “Scrittura
Creativa” aperto agli alunni di entrambe le sedi: Mariani e De Rossi.
Hanno aderito alla proposta didattica alunni provenienti dalle classi prime di entrambe le sedi che
hanno lavorato con entusiasmo esprimendo la loro fantasia e creatività in modo gioioso e vivace,
come si può constatare dalla sequenza dei lavori prodotti.
Durante il laboratorio gli alunni hanno realizzato giochi di parole, indovinelli, acrostici,
calligrammi, ecc, quindi hanno analizzato le caratteristiche del racconto: di fantasmi, di
fantascienza, del racconto giallo e rosa, ed hanno prodotto testi originali sulla base di indicazioni
offerte.
Sono state fornite, poi, alcune semplici indicazioni relative alla produzione poetica: rima,
assonanza, suoni onomatopeici, consonanza, allitterazione, similitudine, metafora, personificazione
e gli alunni si sono divertiti a scrivere brevi testi poetici.
MATERIALI PRODOTTI DA ALCUNI ALUNNI DEL CORSO DI “SCRITTURA CREATIVA”
TESTI ELABORATI DA: LEONARDO BISERNA CLASSE I B sede”A.Mariani”
RACCONTO DEL GENERE ROSA:
…La telefonata terminò con un saluto informale: “Ciao!”, mi disse.
Scusatemi, cari lettori, non mi sono presentato: sono Fiorenzo Bellini, sono nato a Roma nel 1974,
vivo a Roma e lavoro presso l’ospedale Santo Spirito.
Un giorno volevo telefonare a mia zia, ma sbagliai numero. Mi rispose una voce di donna: dolce,
armoniosa e gradevole come non ne avevo mai sentite. Le feci dei complimenti sinceri e
cominciammo a dialogare: in breve finimmo per raccontarci le nostre reciproche vite: lavorava
presso un call center dal febbraio 2008, era nata a Belluno, si chiamava Anna e non si era mai
sposata…il resto lo sapete.
Stabilimmo un giorno per il nostro incontro: 2 giugno 2008.
Quando la vidi ne fui colpito: certo il suo non era il viso di un’attrice ma, per il resto era una donna
bellissima. Forse solo i suoi capelli erano un po’ opachi, ma questo non era certo un problema; era,
inoltre, una donna divertente e, nello stesso tempo, molto seria.
Noi due eravamo fatti l’uno per l’altra, pertanto decidemmo di sposarci e fissammo la data: 5
febbraio 2009 nella chiesa di Sant’Eustachio alle ore 10,30.
Dovete sapere che io ho un fratello prete che non vedo, però, dal 1996: dopo aver svolto la sua
“missione” in tante chiese d’ Italia, alla fine è giunto a svolgere la sua attività sacerdotale proprio in
questa chiesa di Roma.
Mio fratello non è quello che si può definire un “buon fratello”! Pensate che già all’età di cinque
anni desiderava “rompermi le ossa” sull’altalena. Quando terminai le medie, lui si trasferì a Firenze
per i suoi studi religiosi e, da quel momento non ebbi sue notizie per molti anni. Lo rividi a Velletri
nel 1996, poi più nulla…!
Ora eccolo il mio peggior nemico – amico – fratello: è il parroco della chiesa dove sarà celebrato il
matrimonio!?!
Ha cercato di “buttare all’aria” tutto: mi ha diffamato in giro, in particolare con i parenti della mia
futura sposa, ha cercato di danneggiare i freni della mia auto, mi ha fatto inciampare sui gradini
della chiesa…sono infatti ingessato in ospedale ed ho dovuto spostare di un mese la data delle
nozze: “è davvero troppo”!!!
La mia ragazza è sconvolta e mi suggerisce di spostare la cerimonia a Velletri, nella chiesa di San
Salvatore il cui parroco è suo zio.
Tutto fatto! Si fissa la nuova data! La nuova chiesa è adattissima alle nostre esigenze: semplice,
accogliente…Due giorni dopo la terribile notizia: don Pierino, lo zio di Anna è morto d’infarto! Il
novo parroco, don Silvestro è una persona che non piace alla mia fidanzata: decidiamo di spostare il
matrimonio a San Lorenzo, ma…la chiesa è chiusa per restauri; allora a Santa Lucia! Non c’è un
giorno libero per inserire la nostra cerimonia! A San Martino? Stessa situazione!!! Ci rimane
Sant’Antonio Abate o San Michele Arcangelo!
Ecco finalmente ce l’abbiamo fatta! Oggi finalmente ci sposiamo nella chiesa di San Michele
Arcangelo e so che, nonostante tutto, vivremo felici per il resto della nostra vita
Se fossi
Se fossi la pace mi porterei dove c’è la guerra;
se fossi la terra farei germogliare ogni pianta;
se fossi amore mi porterei dove c’è odio
e…forse basta!
Ma no!
Se fossi re venderei il mio castello
o lo darei a chi è povero e bello;
se fossi il cielo manderei un velo di vento
a chi mi rivolge un lamento;
se fossi ciò che non sono…
il mondo mi ha dato il dono
di essere me e nel futuro di essere…
e rinascere… come pace, come terra,
come amore, come un re, come il cielo…
chissà!!!
La bicicletta
Corri, corri, libellula rossa
fa sentire il vento alle mie ossa;
come un ghepardo nella savana
corri, corri lontana!
Sei un po’ strana
con quei tubi sanguinanti come di ferita.
RACCONTO DEL “MISTERO” – GENERE FANTASTICO
Avevo trovato il mantello appena ero uscito sulla via.
Era poggiato morbidamente su un muretto e sembrava mi stesse aspettando: lo presi e lo indossai.
La serata era gelida, correvo letteralmente mentre facevo ritorno a casa. Nel buio non mi accorsi di
un dislivello del marciapiede, inciampai, battei la testa sul selciato e persi quasi i sensi per il forte
dolore.Una carrozza si fermò e una bianca mano mi afferrò: mi ritrovai steso sui morbidi cuscini.
La carrozza ripartì. La torre dell’orologio batté i suoi lugubri rintocchi. Era mezzanotte!
La donna mi prese la mano e mi accarezzò: era talmente pallida che il suo volto sembrava
trasparente.
Dal Duomo proveniva una musica di organo; alcune farfalle volteggiavano su di lei; si sentivano
versi melodiosi di uccelli rari: mi sembrava di essere in Paradiso…luce argentea, canto dolcissimo
di arpe…Fu un attimo, poi tutto tornò buio: niente più voci, niente più armonie celestiali.
La carrozza si fermò, scendemmo, la dama mi guidò verso un cancello che si aprì al solo lieve
battito del suo piede. Oltre il cancello si intravedeva un lungo viale…
Guardando indietro mi accorsi che la carrozza era guidata solo dai cavalli, non c’era l’ombra di un
cocchiere, ma, meraviglia! Anche i cavalli erano trasparenti.
La dama mi domandò: “Il signore che ho qui di fronte è Jack Delonte?”
Le risposi: “Certo! Ma perché sto facendo questo brutto sogno? Perché è tutto così buio intorno a
me? Perché siete del colore delle nuvole?”
“Io sono…colei di cui tu hai paura, da cui ti proteggi con quel mantello nero!”
Strinsi intorno a me il mantello e piansi amaramente:”Sei la morte!?!
Il viale terminava in una topaia diroccata; lì accanto scorreva lento il Tamigi.
La Morte mi sibilò in un orecchio: “Non temere, ora troverai volti a te familiari. In questa topaia
vagherai con il tuo mantello alla ricerca di un posto nel Paradiso o nell’Inferno. Ora ti trovi in
Purgatorio dove dovrai purificarti per le tue cattiveria e la tua avidità…”
Accesi una candela, mi sdraiai sul pavimento di legno e mi addormentai…
Racconto del genere poliziesco
…Randall mi prese i polsi e mi ammanettò dicendo queste parole:”Rain, ti arresto per furto di
giocattoli!”
Avrei voluto picchiare quel “pallone gonfiato”: a me i giocattoli non sono mai piaciuti perché
feriscono le persone, inoltre odio i bambini! Avevo dieci anni, infatti, quando, in conseguenza del
lancio di uno di questi “oggetti infernali” da parte di un altro ragazzo della mia età, avevo subito un
serio incidente che mi aveva lasciato una vistosa cicatrice sulla fronte e mi aveva fatto perdere l’uso
di un occhio.
Stimavo l’ispettore Randall, era un uomo burbero, ma assai onesto: proprio non capivo la sua
ossessione nei miei confronti.
Poi le cose divennero chiare: l’ispettore aveva trovato in un magazzino di giocattoli il cadavere
insanguinato di un uomo e, sul luogo del delitto erano state trovate le mie impronte.
Si tenne il processo e, non avendo trovato altri indizi né indiziati, fui condannato a quindici anni di
prigione.
Inutilmente mi dichiarai innocente! Dissi che non conoscevo il magazzino, dichiarai che durante
l’ora indicata per il delitto io mi trovavo a casa e guardavo la partita di calcio:Italia – Bulgaria.
Tutto fu inutile: non avevo testimoni che potessero confermare le mie affermazioni e la condanna fu
resa esecutiva.
Passarono alcuni mesi di tortura, poi…un giorno l’ispettore mi comunica che “il mio caso è stato
riaperto”: nel magazzino si era smarrito un bambino che aveva assistito al delitto, ma, terrorizzato,
durante il processo, non aveva avuto il coraggio di parlare.
Ora aveva trovato il coraggio per farlo, la descrizione dell’assassino non corrispondeva
assolutamente alle mie caratteristiche e il giudice aveva riaperto il caso.
Alla fine l’identikit dimostrò che il colpevole era: Enrico Belli Rain, un criminale latitante.
Fu ricercato ovunque e, dopo due mesi, fu ritrovato proprio mentre derubava un altro magazzino.
Sono tornato libero e, vi assicuro, non odio più i bambini, anzi! Mi sono sposato e aspetto con Sally
Ann, mia moglie ben…tre gemelli. Che ne dite? Mi piace fare le cose in grande! No?!?
BREVE POESIA CONTENENTE PAROPE ONOMATOPEICHE
NEL BOSCO
Nel bosco di betulle,
tra farfalle ALCUNE SIMILITUDINI:
e i castagni:
Fru, fru! Fru, fru! La pioggia
La pioggia è come una tempesta di piccole bombe.
Nel bosco, tra i funghetti,
crescono i cuccioletti:
Aumm! Aumm! Aumm!
La scuola
Vola, vola il pettirosso La scuola è come un circo di piccoli leoni.
Cip! Cip! Cip!
E la lince mangia l’osso
Fron! Fron! Gnam!
ALCUNE METAFORE
Vola, vola l’aquilotto
Svoom! Svoom! I fiori
Ed ecco l’orsacchiotto I fiori sono sorrisi di bambini che profumano di gioia.
Toomf! Toomf!
La matematica
Nel bosco di betulle e di castagni, La matematica è un treno di numeri che corre su un
tra i corvi e le beccacce, binario di regole.
ecco il cacciatore
Boom! Svoom! Svoom!
TESTI DI NICO KEVIN PISCIARELLI classe I I sede” M. De Rossi”
RACCONTI DI FANTASMI
Lo avevo notato presso un palazzo tetro, con le finestre alte e serrate; alla luce di un lampione
tremolante vidi un bidone semiaperto e un lembo del mantello ne fuoriusciva. Era un capo elegante,
chissà perché era finito in quel luogo!
Lo presi e lo portai a casa dove lo osservai con molta attenzione, poi decisi di andare a dormire.
Il giorno dopo trovai il mantello sospeso per aria…Rabbrividii alla sua vista: mi venne incontro
come spinto da una forza misteriosa e mi colpì facendomi finire a gambe all’aria!
Cominciò a muoversi velocemente ed io sentii l’impulso di seguirlo.
Corsi per tutta Londra suscitando la curiosità dei passanti: “Probabilmente – avranno pensato – si
tratta di un matto fuggito da un manicomio!”
Seguendo il mantello giunsi nella campagna desolata, nei pressi di una casa diroccata.
Entrai, la porta si chiuse violentemente alle mie spalle.
Tutto intorno era sporco e trascurato, erano chiari i segni dell’abbandono, ma…il caminetto era
acceso e la fiamma ardeva vivacemente.
Vidi il mantello fluttuare nell’aria ed avvicinarsi ad un quadro che ritraeva un uomo di bell’aspetto,
elegante e raffinato.
Il viso dell’uomo si animò e dalle sue labbra venne fuori una voce spettrale: il mantello, disse, era
l’unica parte che poteva muoversi sulla Terra, mentre il suo spirito non poteva incarnarsi.
Ma non era vero. Il mantello mi avvolse ed io sentii un gelo nelle vene: lo spirito si era impadronito
del mio corpo e la sua intenzione era quella di usarmi per mettere in pratica la sua vendetta:
distruggere il Palazzo Reale.
Dal quadro scesero, però, calde lacrime. Gliene chiesi il motivo e mi svelò la ragione del suo
rancore: era stato re, ma solo per pochi giorni e nel palazzo reale nessuno si ricordava di lui; alle
pareti tra i tanti quadri che ricordavano i passati sovrani mancava il suo.
Gli promisi che avrei provveduto io: mi sarei in qualche modo infiltrato nel palazzo e avrei
sistemato il suo quadro.
L’ho fatto! Non so come ho fatto, ma ci sono riuscito! Ora, finalmente il mantello e il suo
proprietario troveranno la pace.
SE FOSSI
Se fossi un venticello volerei libero nel praticello
Se fossi un australopiteco sarei influenzato dal mondo greco
Se fossi un pagliaccio nuoterei nel ghiaccio
Se fossi un Irlandese avrei un cugino Neozelandese
Se fossi un ghepardo mi chiamerei Leonardo
Se fossi un mago combatterei contro un drago
Se fossi un mammut visiterei Beirut
Se fossi un gufo lavorerei per gli UFO
IL RACCONTO DI FANTASCIENZA
L’umanità, superando pericoli nucleari, guerre, epidemie era arrivata all’anno2325!
Sembrava una bella giornata, ma avvertivo qualcosa di strano nell’aria.
Dopo aver trascorso la mia giornata in laboratorio astronomico ero molto stanco: fare l’astronomo è
molto faticoso, devo osservare la volta celeste per ore ed ore e non sottovalutare anche le minime
alterazioni!
Mi accorsi all’improvviso che un grande meteorite precipitava a velocità incredibile sulla Terra e i
miei calcoli riuscirono anche ad individuare dove ci sarebbe stato l’impatto: Roma.
Non avrei, però, potuto avvisare in tempo per predisporre l’evacuazione degli abitanti!
L’impatto avvenne!
Roma e i suoi splendidi monumenti andarono in briciole, ma non bastava: le persone che erano
sopravvissute all’impatto, venivano colpite da una strana sostanza che causava irritazione della
pelle, febbre alta e morte.
Lo spettacolo era terrificante! All’improvviso il cielo si oscurò: migliaia di astronavi grigie, bianche
e nere si avvicinarono alla Terra.
L’astronave più grande atterrò e ne venne fuori un alieno alto circa quattro metri.
Il suo colorito era giallo pallido, la testa era allungata e stretta come l’estremità di una banana
ammuffita e secca; gli occhi erano freddi come il ghiaccio, al posto del naso aveva due forellini
rosso scuro, le orecchie sembravano quelle di un pipistrello, la bocca quella di un varano.
La creatura aliena si guardò intorno e si rese conto di ciò che era accaduto al pianeta Terra e, in
modo incredibilmente veloce, con una serie di oggetti non ben identificati lanciati in aria, rimise
ogni cosa al suo posto: gli edifici furono ricostruiti esattamente com’erano, gli ammalati guarirono,
i morti tornarono in vita. Quindi, senza aggiungere parola, risalì sull’astronave e si allontanò con
tutte le altre.
Meno male, ogni pericolo era finito!
IL RACCONTO GIALLO
Mi trovavo alla “Taverna rossa” e bevevo un boccale di birra quando giunse il tenente Randall che
mi chiese di aiutarlo a risolvere un caso strano che mi vedeva coinvolto.
Ora mi trovo in prigione, ma, a quel tempo, ero l’assistente del tenente Randall: ero stato accusato
di sfruttamento minorile e, naturalmente, rischiavo il posto e la prigione.
Mi si avvicinò Sally Ann e mi disse:- Brutto, sporco, ignobile sfruttatore! Vergognati!-
Ero perplesso! Perché una ragazzina di tredici anni si rivolgeva a me in quel modo?
Il tenente disse che era deluso e mi sventolò sul viso un foglio: il mio mandato di arresto!
Sul foglio si dichiarava che, come direttore di una industria di Ceramica, ero stato denunciato per
sfruttamento di lavoro minorile, risultava, inoltre, che ero titolare di industrie abusive anche in altri
Paesi del Sud America.
Le affermazioni erano totalmente false: io mi occupavo solo dell’industria di South Side! Il mio
vice, John Smith, aveva tentato di convincermi ad ampliare l’attività, ma io mi ero sempre rifiutato
di farlo. Ma, forse!!! Ora capisco come mai Smith si era all’improvviso licenziato dicendomi di
aver trovato un lavoro migliore! Era lui responsabile di tutto! Tentai di spiegarlo a Randall ma tutto
fu inutile! Mi disse che avevo schiavizzato bambini e ragazzi per i miei sporchi affari, che li avevo
costretti a lavorare tenendoli rinchiusi, senza nutrirli adeguatamente!
Fu così convincente con i membri della giuria che fui condannato.
In prigione venne a farmi visita Sally Ann: - Allora, che dici, sono stata brava ad incastrarti? John
mi dato una bella somma di denaro perché ti accusassi! Intanto lui è diventato padrone di tutto nella
tua azienda e tu ti trovi qui: ah! ah! ah!-
Da quel momento ho cominciato ad odiare i bambini! Potete capirmi, vero!!!
Tremavo dall’emozione mentre in treno mi recavo a Stregolandia.
Giunto a destinazione scesi dalla vettura e mi guardai intorno: la stazione sembrava il covo di uno
stregone: l’arredamento era in stile africano con pelli di animali della savana e maschere rituali!
Mi avviai verso la Scuola “Mago Merlino” di Stregolandia.
Il portone d’ingresso era simile a quello di Notre Dame a Parigi! Venne aperto da una “strega”
molto vecchia che indossava una gonna color smeraldo lunga fino alle caviglie, una camicia color
grigio topo e un cappello a punta nero. Si tolse gli occhiali che avevano lenti spessissime e disse:-
Vuoi entrare o ti vuoi congelare con questa temperatura così bassa?-
Si presentò: era la professoressa Corraus, la coordinatrice della scuola. Mi fece visitare l’istituto e
vidi come si svolgeva la lezione di “pozioni” il cui insegnante era il professor Trontirius e partecipai
alla lezione di “spavento” per i giovani mostri tenuta dal Fantasma “Buh! Che paura, mamma mia”.
Successivamente seguii con molta attenzione la lezione di “volo con scopa”, “pterodattili” e
“pipistrelli giganti” e, a fine giornata scolastica, seguii la lezione di “magia”.
Eh!, Che dire?!? Questa è una super scuola! E’ il sogno di tutti i bambini!
Sono passati molti anni: ora svolgo la funzione di “Preside della scuola”: i risultati che ho realizzato
durante la mia permanenza qui mi hanno fatto raggiungere i gradi più alti nei riconoscimenti della
magia. Sono molto felice e lo sarei ancora di più se molti di voi frequentaste la scuola di
Stregolandia. Vi aspetto!
LAVORI DI : CASINI CRISTIANO I I sede “M. De Rossi”
Quando si è poveri non si può fare troppo gli schizzinosi. Provateci voi a vivere in una topaia non
riscaldata, sempre lurida, senza acqua corrente,condividendo lo spazio con i topi più grossi e feroci
che il Tamigi abbia allevato e poi vedrete se vi farà ancora schifo qualcosa!
Quando si è passati per troppe volte per le porte delle galere e si è ormai troppo vecchi per qualsiasi
lavoro onesto o disonesto che sia, non si può scegliere, semplicemente ci si arrabatta come si può.
Io faccio il “trovarobe”, insomma frugo nei bidoni della spazzatura in cerca di qualche oggetto in
buone condizioni da vendere nella bottega di stracci di Jache il Rigattiere.
Voi non riuscireste mai ad immaginare quante cose ancora in discrete condizioni butta via la gente.
Soprattutto nei quartieri alti c’è da fare dei veri bottini: scarpe quasi nuove, radio ancora
funzionanti…, una volta ho trovato un intero servizio di posate! Peccato, però, che non fosse
d’argento e che mancasse un cucchiaino!
Fu così che trovai il mantello!
Era una sera buia e fredda, una sera da lupi; la nebbia si “tagliava col coltello” ed allora non ebbi
voglia di spingermi troppo lontano da casa. Chissà!, mi dissi, forse qualcosa di buono si trova anche
dalle mie parti, sebbene la gente qui abbia più toppe nei calzoni e buchi nelle tasche che roba da
buttare.
Mi inoltrai nelle strade del quartiere male illuminato, tra vicoli e vicoletti, infine mi ritrovai in una
strada che non ricordavo di aver mai percorso. Stavo per allontanarmi quando alla luce fioca di una
lampada nei pressi di un palazzo tetro scorsi da un bidone semiaperto sporgere qualcosa. Mi
avvicinai e tirai fuori il mio bottino: era un mantello di raso nero di elegante fattura.
Accidenti!, pensai, questo è un vero tesoro! Chissà come e perché un capo così bello è finito qui!
Roba da ricchi, stranezze da ricchi!!!
Arrivato a casa lo sistemai con cura e il giorno seguente portai il mantello dal rigattiere. Ne ricavai
un bel gruzzoletto e andai via molto contento.
Qualche ora dopo passai di nuovo per quella strada e…l’edificio che comprendeva la bottega del
rigattiere era completamente distrutto. Solo il mio mantello si era salvato in quel disastro: ben
piegato e stirato giaceva su un tavolo pulito e apparecchiato!
Cominciai a preoccuparmi! C’era qualcosa di strano in quel mantello!
Piano, piano lo vidi animarsi e volteggiare nell’aria, poi intorno ad esso si materializzò
un…fantasma grande, grande, sempre più grande!
Ero terrorizzato e come me erano spaventate le persone che mi stavano intorno. Ricordo che quando
il fantasma distrusse il campanile svenni!
Quando mi ripresi, mi resi conto di essere circondato da detriti; volevo tornare a casa, ma non
riuscivo ad orientarmi! Finalmente riuscii a capire in quale direzione andare, ma anche la zona dove
si trovava la mia casa era ridotta un cumulo di macerie.
Sentii alle mie spalle uno strano rumore. Mi voltai, ma oh! Il fantasma mi stava seguendo!!!
-Tu sei colui che ha scatenato tutto questo!-, mi disse,- Sei stato tu che mi hai portato in quella
stupida bottega di rigattiere!-
Ero agghiacciato, pallido, non riuscivo ad emettere suono; il fantasma aggiunse:- Posso solo
ringraziarti! Ora sono finalmente libero di distruggere chi e cosa voglio!-
In quel momento mi venne un’idea brillante e dissi:- S..senti sign..gn..gnor.o or f.f.fan.an.tasma,
perché non torni da dove sei venuto?-
L’altro mi guardò e rispose:- Perché? Perché dovrei tornare lì? Rispondi!!!
Ed io:- E perché no? D’altra parte vi sei stato per tanto tempo e … non mi sembra ti sia lamentato!
Il fantasma mi guardava dubbioso:- E cosa ci guadagno? Eh?!?
- La simpatia e la gratitudine di tutti!-, risposi pronto.
Ci fu ancora qualche resistenza da parte sua, poi, finalmente riuscii a convincerlo a fare le “valige”e
a tornare là dove lo avevo trovato.
Ho imparato la lezione: non prenderò mai più oggetti strani, chissà cosa nascondono!!!
SE FOSSI
Se fossi un uccello,
sarei certamente il più bello.
Se fossi un insetto,
non indosserei mai il doppiopetto.
Se fossi una pietra preziosa,
non mi troverei certo tra i petali di rosa.
Se fossi una pianta,
ascolterei sempre chi canta.
Se fossi un canarino,
volerei pianino, pianino.
Se fossi una formica,
sarei per tutti un’amica.
Se fossi una scintilla,
accecherei ogni pupilla.
Se fossi una bella giornata,
farei una passeggiata.
Se fossi un temporale,
allagherei ogni canale.
Se fossi l’arcobaleno,
renderei tutto molto più sereno.
TESTO DI FANTASCIENZA
Lo scienziato Leonard Nead era rimasto l’unico essere vivente sulla Terra, tutto era morto a causa
di una malattia che nessuno era stato in grado di curare. Nead si era salvato grazie ad un “campo
magnetico” realizzato da lui stesso che, accidentalmente si era attivato intorno a lui e lo aveva
protetto dal contagio.
Riuscì, in qualche modo, a prelevare dalle rocce una sostanza e con ricerche approfondite, si rese
conto che era stata quella la causa dell’epidemia mortale.
Scoprì, infatti, che quella sostanza conteneva tracce di “vita aliena”, la cosiddetta “trasfeypsaret”,
una sostanza densissima, quasi indistruttibile, di color verde smeraldo, di dimensione variabile e
con moltiplicazione cellulare rapidissima.
Riuscì anche a scoprire che per sconfiggere la malattia misteriosa e far ritornare la vita sulla Terra
sarebbe stato necessario localizzare il punto in cui si trovavano gli alieni, raggiungerli con
un’astronave, lanciare contro di loro una bomba “nitrostratofotemica”per disintegrarli e scappare
con l’astronave alla massima velocità.
Dopo tre mesi di ricerche e di lavoro, finalmente si sentì pronto per partire per il pianeta
“Trasfeypsaret”, nel sistema iperstellare “Bomber”, chiamato cos’ per le sue continue esplosioni.
Giunto in prossimità del pianeta, Nead lanciò la bomba e si allontanò rapidamente tornando sulla
Terra.
Giunto sul suo pianeta, si guardò intorno e si rese conto con gioia infinita che piano, piano, la vita si
realizzava intorno a lui: piante, animali, esseri umani tornavano ad esistere. Non era più solo!!!
BREVE TESTO POETICO
IO, SOLE
Io, sole
illuminerei e scalderei ogni angolo della Terra;
io, sole
se nevicasse, scioglierei la neve fino all’ultimo millimetro;
io, sole
non permetterei mai che qualcosa si posasse su di me;
io, sole
vorrei non illuminare le sofferenze della Terra;
io, sole
vorrei vedere tutti gli uomini lieti e felici;
io, sole
vorrei nascondermi dietro una nuvola
per non vedere le lacrime di bambini che soffrono.
LAVORI DI : Carotenuto Andrea I I sede “M. De Rossi”
Se fossi
Se fossi un focolare, starei lontano dal mare;
se fossi il mare, non potrei riposare;
se fossi un cane, mi troverei un padrone;
se fossi un pupazzo, non mi farei male se cadessi dal terrazzo;
se fossi una banana, mi mangerebbe una scimmia nana;
se fossi un quadro, mi ruberebbe di certo un ladro;
se fossi un gatto, catturerei la mia preda di soppiatto;
se fossi una crostata, mi riempirebbero di marmellata;
se fossi un coltello, farei con te un duello
se fossi un uccellino, volerei vicino al tuo piedino.
Forse non era stata una buona idea!
Il coraggio, la spavalderia che lo avevano animato durante la discussione con gli amici, quel
crescendo di urla e di risate culminato nella scommessa, ora gli sembravano eccessivi!
Ed ora eccolo lì, solo, al buio, coperto dal lungo mantello, vagare nel cimitero solitario posto in
cima alla collina.
“Fino alle prime luci dell’alba”, diceva la scommessa, ed era da poco passata la mezzanotte.
All’improvviso capì: quelli che si spacciavano per amici erano in realtà dei fantasmi!
Non persero tempo e cominciarono ad attaccarlo: la scommessa era stata solo la scusa per attirarlo
in quel luogo oscuro!
Giovanni si strinse nel mantello ed una sua lacrima lo bagnò. Ed ecco, il mantello si trasformò in un
bracciale chiamato: OMNITRIX.
Questo oggetto aveva il potere di mutarlo e Giovanni chiese subito di essere trasformato in
SPETTRALE il fantasma più potente.
Risucchiò gli altri fantasmi e li rese vulnerabili ossia umani; li prese e li lanciò nello spazio dove
finirono bruciati dal sole.
Terminato il tempo della trasformazione, l’ OMNITRIX tornò ad essere un mantello, così
Giovanni vinse la scommessa e scoprì un grande segreto che avrebbe usato per fare del bene
all’umanità.
BREVI TESTI POETICI CON ALLITTERAZIONI
Venerdì ho volato
Ed ho visto le verze
Il vento e tanto vino.
Sono stanco sai perché?
Sono stato seduto
Per seimila secondi!!!
Un banano baciava
Una bellissima banana
Che balbettava
In un bosco blu!
Una zuccheriera
Che conteneva zucchero
Un giorno si inzuppò,
e la zuppa divenne dolce
e zuccherina.
RACCONTO GIALLO
Ero seduto al bar accanto ad una ragazza di nome Sally Ann, quando mi si avvicinò il tenente
Randall sostenendo che ero in arresto per il rapimento e l’omicidio di un minorenne.
Io continuavo a negare ogni responsabilità, ma quello era duro come una roccia.
Randall era abbastanza avanti negli anni, capelli grigi, sposato da molti anni, ma quello che lo
caratterizzava e non si dimenticava di lui era il suo carattere deciso: lui era uno che non sbagliava
mai!
Mentre discutevamo Sally Ann ci spiava utilizzando lo specchietto del trucco.
Conoscevo il nome della ragazza perché era stampato sulla sua maglietta.
Mi arrestarono nonostante mi dichiarassi innocente.
Il giorno seguente il tenente mi disse:- “So che non sei tu il colpevole, ti farò da avvocato e ti
difenderò.”
Aveva finalmente capito che si, odio i bambini perché spesso mi fanno scherzi cattivi, ma non avrei
mai fatto del male ad uno di loro. Ecco un bravo tenente!!!
Il giorno dell’udienza Sally era in aula, non sapevo il perché. Il tenente stupì il giudice con le sue
parole toccanti e con le prove che mi scagionavano completamente, poi parlò di Sally, disse che
l’aveva seguita e aveva assistito ai suoi incontri con un noto delinquente della zona.
A quel punto il giudice dichiarò Sally colpevole. La donna fu arrestata e, andando via mi disse:-
“Ritornerò”!
Non mi fa paura la sua minaccia: sto uscendo dalla prigione, finalmente sono libero!!!
POESIA ONOMATOPEICA
Un cellulare squilla: driiin, driin!
Il padrone di casa si alza: pom, pom, pom!
Risponde e riattacca: crac!
Va in bagno: pom, pom, pom!
Si lava i denti: zr,zr, zr,zr, zr!
Se ne torna a dormire: ronf,ronf,ronf!
LAVORI DI : Carotenuto Roberta I G sede “M. De Rossi”
SE FOSSI
Se fossi una bottiglia, sposterei solo una biglia;
se fossi un disegno, lascerei di certo qualche segno;
se fossi un cane, mi lancerebbero di certo del pane;
se fossi un gatto, andrei a cercare subito un ratto;
se fossi un cinese, mi comprerei un pechinese;
se fossi un elefante, mi farei cavalcare da un fante;
se fossi Pollicino, ti farei un inchino;
se fossi Biancaneve, ti porterei sulla neve;
se fossi Cenerentola, mi infilerei in una pentola;
se fossi un grillo, sarei un po’ brillo;
se fossi un colore, farei un disegno d’autore;
se fossi un ombrello, uscirei solo col tempo bello.
Era sera, la famiglia stava cenando, ma Giovanni non aveva fame, Era molto pallido; la madre
cominciò ad avere dei sospetti e, durante la notte, mentre Giovanni dormiva, entrò nella stanza, si
avvicinò, gli tolse il mantello e urlò. Suo figlio era diventato un fantasma!
La mattina successiva, Giovanni, che non ce la faceva più a mantenere il segreto, disse a tutti di
essere un fantasma e si allontanò.
Da molti giorni nessuno gli rivolgeva più la parola.
Poi la sorella Anna ebbe un incidente! Giovanni piangeva come un disperato, si sentì volare, ma
poi, subito toccò la Terra.
Era diventato normale, niente più fantasmi!!!
Fu in grado di aiutare la sorella, tornò a casa e la sua famiglia tornò ad essere felice,
STORIA DI FANTASCIENZA
Un bambino di nome Bill aveva dei problemi a casa.
Un giorno incontrò un’indovina che gli domandò se gli faceva piacere che gli prevedesse il futuro.
Il bambino, sperando di risolvere i problemi della sua famiglia, le rispose di si e l’indovina gli disse
che i problemi della sua famiglia erano da ricercarsi nel passato, non nel futuro!
Pronunciando una strana formula, tuttavia, riuscì a mostrargli il futuro e il bambino vide che la sua
casa veniva demolita.
Contemporaneamente vide un’altra casa in demolizione ed un ragazzo che guardava addolorato ciò
che avveniva della sua abitazione. Il bambino domandò al ragazzo se conosceva il motivo della
demolizione e quello rispose che la casa veniva demolita perché la sua famiglia non aveva pagato le
diverse bollette delle utenze per un anno intero.
Messo in sospetto, il bambino chiese all’indovina di conoscere la causa che aveva determinato la
decisione della demolizione e la donna, pronunciando sempre strane formule, lo portò nel passato.
Si rese conto, in questo modo che anche la sua famiglia non aveva pagato e, usando tutti i suoi
risparmi, pagò tutti i debiti.
In questo modo ogni cosa andò a posto: il bambino, diventato grande, divenne un inventore.
RACCONTO GIALLO
Il tenente Randall mi comunicò che c’era stato un omicidio e che con la sua collaboratrice Sally
Ann aveva cominciato a fare le indagini.
Era stata convocata la più cara amica della donna uccisa che svolgeva il lavoro di commessa.
Quando la donna seppe della morte dell’amica, si disperò, ma il tenente, a cui non sfuggiva nulla,
aveva notato una piccolissima macchia di sangue sulla sua maglietta.
Io Sally e Randall continuammo la ricerca di indizi preziosi: io trovai un coltello, lo esminammo
con molta cura e su di esso furono trovate tracce di sangue della vittima e le impronte della sua
amica.
Messa alle strette, questa confessò: aveva ucciso l’amica perché voleva il suo posto di lavoro.
Quando si dice:-“Fidati di un’amica!!!”.
LAVORI DI : Carotenuto Valerio I H sede “M. De Rossi”
Se fossi
Se fossi un pescatore,
pescherei per quattro ore
Se fossi una banana,
una scimmia terrei lontana.
Se fossi un ometto,
mangerei un intero cornetto.
Se fossi Cappuccetto rosso,
darei al lupo cattivo un osso.
Se fossi un formaggino,
mi spalmerei sul tuo panino.
Se fossi Totti,
sentiresti che botti!
Se fossi una bandana,
mi sciacquerei nella fontana.
Se fossi un pannolino,
mi terrei lontano dal sederino di un bambino.
Se fossi un vitello,
mangerei anche un pomello.
Se fossi stato un francesino,
avrei obbedito a Pipino.
Certo, forse non era stata una grande idea: il coraggio, la spavalderia che lo avevano eccitato
durante la discussione con gli amici, la decisione della scommessa ora gli sembravano eccessivi,
una stupida vanteria.
Ed ora eccolo lì, solo, al buio, avvolto nel lungo mantello a vagare nel cimitero solitario in cima alla
collina. “Fino alle prime luci dell’alba…” stabiliva la scommessa, ed era da poco passata solo la
mezzanotte! La luna era piena e luminosa nel cielo e questo lo rincuorava un po’! Ad un tratto sentì
odore di sangue, alzò lo sguardo e si accorse che la luna era diventata rossa…
Cercò di scappare, ma le uscite del cimitero erano tutte bloccate! Durante la fuga inciampò nei
pressi di una tomba su cui lesse: Francesco Jak Roberts: su quella tomba scendeva dalla luna una
pioggia di sangue. All’improvviso si materializzò il cadavere che, gridando:-“Scommessa eh! Ora ti
faccio vedere io cosa ti succede!”, tentò di raggiungere il povero malcapitato il quale, per fortuna,
aveva con sé un crocifisso che mostrò al cadavere.
Tutto allora tornò calmo: la luna tornò bianca,il cadavere, imprecando, tornò nella sua tomba.
L’uomo si riprese dal terribile spavento e scappò via. I suoi amici lo videro e lo derisero dicendogli
che aveva perso la scommessa. L’uomo rispose che non gli importava nulla della loro derisione, ma
lui in quel cimitero non sarebbe entrato mai più.
I suoi amici, pensando che, spinto dalla paura, esagerasse, decisero di entrare nel cimitero, ma il
cancello si chiuse….
L’uomo sentì solo un :-“Nooooooo!!!!!” poi lo raggiunse un odore strano, di sangue….
ACROSTICO
Viole
Allegre
Lente
Economiche
Ridarelle
Incontrano
Ortensie
RACCONTO GIALLO
Il tenente Randall era un po’ ingenuo, infatti, appena Sally
Ann cominciò a fargli delle moine li lasciò andare entrambi. Il compagno di Sally, nella strada, vide
un bambino che aveva smarrito i genitori nel vicino supermercato e disse a Sally :-“Che ne dici?”-
Fu un attimo: i due rapirono il bambino e lo caricarono sul loro furgone. Il bambino, spaventato,
cominciò a piangere e ad urlare subito zittito da Sally:-“Sta’ zitto, moccioso!”
Il furgone filava a grande velocità, quando, per una distrazione l’autista perse il controllo e l’auto
finì contro un muro.
Per fortuna nessuno si ferì gravemente. Il primo a parlare fu il bambino che disse:-“Mi chiamo
Tlanck ed ho sette anni; mio padre si chiama Richard e mia madre Elly!”
L’uomo al volante rispose con durezza che a loro la cosa non interessava, mentre Sally, impietosita,
disse al compagno:-“Fred, dai, so che non ti piacciono i bambini, però, fa’ un’eccezione per questo,
guarda com’è dolce!!!”
Ancora più irritato, Fred scacciò Sally dicendole anche molte parolacce, la donna afferrò il bambino
e scappò via.
Sally raggiunse la sua casa e promise al bambino che si sarebbe presa cura di lui e lo avrebbe
aiutato a ritrovare i suoi genitori. All’improvviso squillò il telefono, era Fred che la invitava a
disfarsi del moccioso, altrimenti ci avrebbe pensato lui l’indomani.
Sally, però. comunicò il numero telefonico alla Polizia che intervenne e lo bloccò prima che
mettesse in atto il suo disgraziato progetto.
Tutto finì bene, il bambino, con l’aiuto del tenente, ritrovò i suoi genitori. Randall e Sally si
sposarono, Fred fu arrestato durante una successiva rapina e condannato a 37 anni di prigione.
Get documents about "