Presentazione di PowerPoint - PowerPoint 1

Document Sample
Presentazione di PowerPoint - PowerPoint 1 Powered By Docstoc
					SCUOLA ELEMENTARE “G.EMANUEL”
    - MORANO SUL PO (AL) -




 PERCORSO DIDATTICO SUL TERRITORIO
      NELL’AMBITO DEL PROGETTO
   “ECOMUSEO DELLE TERRE D’ACQUA”
POESIA                      Informazioni

• PRESENTAZIONE
• CHI SIAMO
• MI PRESENTO: SONO IL PO
• LEGGENDE SUL PO
• PROVERBI E MODI DI DIRE
• I MESTIERI DEL FIUME
• FAUNA DEL PO
• FLORA DEL PO

                             NOI E IL PO
„L NOST PARI “PO”                                        POESIA                          IL NOSTRO PADRE “PO”
   Pari, fradel, amis PO t‟è per Muran                                   O Po, sei sempre stato per Morano padre, fratello,
   semp stac; anca cun l‟ terur dal to “pinni”;                          amico; pur temendo le tue piene, i pescatori, i barcaioli, i
   pïscadur, barcarö, “cula-or” a j‟han
                                                                         cercatori d‟oro hanno ottenuto il necessario per vivere
                                                                         da te.
   ricavà la vita da tì. „Ntal “surtinni”
                                                                         Nei pioppeti ricavati dal tuo letto, resi fertili dal fango,
                             del tò lec fecundaij da la “büra”,
                                                                         ortolani, boscaioli, taglialegna, cacciatori hanno avuto
                             urtlan, buscatè, arsigat, casadur,          per generazioni la misura della tua potenza, traendola dal
                             j‟han avì per generasiun la msüra           peso del tuo valore.
                             d‟la tò putensa, dal peis del tò valur.     Tra l‟erba del sottobosco c‟è stato sempre fervore di vita:
   Fërvur d‟ vita sut l‟arbas d‟la “buschina”:                           vari tipi di funghi e lumache; i grandi boschi di pioppi, le
   “brïti da previ”, lümaghi, springoli;
                                                                         sterpaglie, gli asparagi selvatici danno ospitalità a uccelli,
                                                                         insetti e funghi.
   i gran bosc d‟arbri, ramaja, “sparzina”
                                                                        Maestoso Primo Fiume italiano, che hai dato il nome al
   j‟ dan ricet a usei, inset, famioli.
                                                                        nostro Paese, le tue acque erano limpide come uno
                             Maestus Prüm Fiüm italian cha t‟da al nom specchio, brulicavano di pesci ed erano piene di vita per
                             al nos Pais,l‟to acqui j‟eru na spec,      l‟uomo, e l‟uomo riconoscente…ha inquinato il tuo
                             ai furmiavu d‟ pïs, pini d‟ vita per l‟om, letto e ti ha reso simile ad una fogna!
                             e l‟om ricunusent…l‟ha „nquinà l‟ tò lec,   “Dio Sole, hai già capito che in onore del tuo figlio
   l‟ha degradati al servisi d‟fogna!
                                                                         morto Fetonte bisogna dare una mano al nostro
                                                                         Eridano a togliere tutto ciò che inquina le sue acque!”
   “Dio Sul”, an unur dal mort fiö “Fetonte”,
   l‟ nost “Eridan” t‟ha za capì cha „mbzogna
   daij na man a gavà l‟mort:”fetente”!

                                                                                                                 Indice
            PRESENTAZIONE
  Il nostro paese Morano sul Po è un paese che sorge sul
       fiume e nel passato il Po era il fulcro dell‟attività
     economica e culturale del paese, intorno al fiume si
sviluppavano mestieri che ora non esistono più, ci si recava
   al fiume nel tempo libero e il Po faceva parte della vita
                   quotidiana di ciascuno.
  Ora non è più così e spesso ci accorgiamo che i bambini
 non sanno neppure dove sia il Po, né che il loro paese sia
         così vicino a questo importante fiume.
   Solo la drammatica esperienza delle alluvioni li ha resi
 consapevoli di questa presenza che, però, ha fatto vivere il
Po nel suo aspetto peggiore, assumendo un aspetto terrifico
                   nel loro immaginario.
   Questo lavoro, quindi, si propone, attraverso la ricerca,
    l‟esplorazione diretta sul territorio e la conoscenza, di
 riconquistare un rapporto sereno con il fiume Po e con il
                   proprio ambiente di vita.

                                                    Indice
Chi siamo   MORANO SUL PO
Chi siamo                            MORANO SUL PO

STORIA : ORIGINE DEL NOME
Sembra che la prima denominazione del paese sia stata
"AURIANUS" probabilmente in riferimento ad alcuni
giacimenti d'oro che anticamente venivano sfruttati sul
terreno alluvionale del fiume PO.
In seguito, dato che per estrarre il prezioso metallo dalla sabbia
venivano utilizzati schiavi negri (mori), il nome del paese venne
modificato in "MAURIANUS" (da mauri cioè mori).
Secondo un altra interpretazione, Morano potrebbe derivare dal
nome dialettale "MORUM" o "MORO" dato alla pianta del gelso.
Infatti anticamente proprio in questa zona venivano coltivati i
gelsi per alimentare i bachi da seta.
  Chi siamo                                   MORANO SUL PO
Morano sul Po è uno dei 23 Comuni che fanno parte del vasto
territorio del Parco Fluviale del Po, tratto vercellese/alessandrino.
Particolarmente bella è la natura che accompagna il tratto di fiume
che interessa il nostro Comune: è molto evidente il contrasto tra le
pendici collinari del Monferrato e i primi segni dell'estesa pianura coltivata a
riso, ed è proprio il Po che costituisce il collegamento naturale tra due
ambienti così diversi tra loro. Infatti, i numerosi aironi che stazionano
abitualmente sulla collina a picco sul fiume usano il Po e le risaie quali
luoghi di alimentazione.Da qualche anno è sempre più facile osservare
gruppi di Cormorani e Anatre presenti nella Riserva Naturale Speciale di
Ghiaia Grande, grande comprensorio che occupa 462 ettari, qui si è
conservato un ambiente ricchissimo ed assolutamente unico nel suo genere.
Oltre al tipico habitat di zona umida, con canneti e saliceti, sono presenti
discrete superfici di terreni aridi e boscaglie.
Immagini di Morano sul Po




                     Indice
  IL PO
“Buongiorno ragazzi,
mi presento sono il Po:
il più importante fiume
italiano, sono lungo
652 km.
Nasco dalle pendici del
Monviso a circa 2020 metri d‟altitudine. La mia sorgente è posta
sul pascolo detto “Pian del Re”. Nel primo tratto ho caratteristiche
di un torrente, infatti le mie acque scendono verso il basso con
grande velocità. Dopo Torino lambisco le colline del Monferrato
ed entro nella fertile Pianura Padana.”
  LA PIANURA PADANA
La parte di pianura percorsa dal Po prende
il nome di Pianura Padana dall‟antico
nome del fiume “Padus”.
Essa può essere divisa in tre zone:
l‟alta pianura, la bassa pianura e
la fascia delle risorgive.
Nella fascia detta “ alta pianura” il suolo
formato di ciottoli, ghiaia e sabbia che
sono stati trascinati a valle in seguito
all‟erosione delle Alpi.
Questi materiali rendono il terreno poco compatto e l‟acqua penetra in
profondità. L‟acqua scorre sottoterra finchè non trova uno sbocco per uscire:
questo avviene nella linea delle”risorgive”.
Nella “bassa pianura”, invece il terreno è meno permeabile perciò l‟acqua rimane
in superficie e il terreno è più fertile.
  IL LESSICO GEOGRAFICO
Sorgente: dove ha origine il fiume
Alveo o letto: dove scorre
Foce: dove ha termine
Lunghezza: distanza tra sorgente
e foce
Velocità: metri percorsi in un dato
intervallo di tempo
Portata: quantità d‟acqua che passa
attraverso la sezione verticale del
corso d‟acqua in un certo tempo
Regime: variazione di portata
Bacino idrografico: territorio che
per la sua particolare pendenza, convoglia le acque verso il fiume
LA STORIA CONTINUA
“Il mio letto è gonfio
d‟acqua in primavera,
a causa dello sciogliersi
della neve e, in autunno,
per via delle piogge
abbondanti.
Quando incontro i
primi affluenti mi allargo
fino a suddividermi in
varie ramificazioni.
La quantità di sabbia e ghiaia che io raccolgo e il terreno non sempre in
pendenza mi costringono a percorsi tortuosi (meandri).
Ma io sono in grado di abbandonare con rapidità un meandro cambiando
percorso, creando così un laghetto speciale, a forma di virgola: la lanca”.
                                (continua)
  LA STORIA CONTINUA
(segue)
“Bagno numerose città
come Torino, Casale
Monferrato, Piacenza,
Cremona.
Sfocio nel Mare Adriatico
con una foce a delta.
Lungo il mio percorso
ricevo le acque di numerosi
affluenti amici; quelli di
sinistra che provengono
dalle Alpi e quelli di destra
che provengono dagli
Appennini ”.
                 (continua)
LA STORIA CONTINUA
(segue)
“Quando piove molto, la mia portata aumenta, divento sempre più
potente e talvolta rompo gli argini, fuoriesco dal mio letto e invado i
terreni circostanti, causando dei veri disastri!
Ma le alluvioni che, ahimè io provoco, avvengono soprattutto a causa
dell‟ingrato intervento dell‟uomo.
Infatti, è proprio lui che cementa
le mie rive, disbosca e costruisce
dove non è necessario, continua a
scavare nel mio letto per prelevare
sabbia e ghiaia, ostacola il mio
corso verso la foce, deviandomi
in canali artificiali.
Quanti disastri ambientali!! Spero che presto l‟uomo prenda coscienza del
problema e impari a rispettarmi; solo così ci aiuteremo a vicenda”.

                                                                   Indice
             Leggende
                                  I PIOPPI DEL PO
Un‟antica leggenda narra le vicende di Fetonte, figlio del Sole,
giovinetto maldestro e testardo. Quest‟ultimo, dopo ripetute
richieste di poter trainare il carro del Sole, ne ottenne il permesso.
Ma ahimè, quando i cavalli si accorsero di non essere guidati dalla
sicura e forte mano del Sole, si imbizzarrirono e cominciarono a
correre su e giù bruciando il cielo, incenerendo la terra,
devastando piante, uccidendo animali, prosciugando fiumi e torrenti.
Giove con il suo intervento salvò la terra. Infatti, Fetonte morì colpito da un fulmine lanciato
dal re degli dei e precipitò nelle acque del Po, in un luogo che ancora oggi si chiama “Pozzo di
Fetonte”.
Il Sole riprese i cavalli riconducendoli sulla retta via, lasciando in cielo una traccia bianca e
luminosa: la Via Lattea.
La madre e le sorelle dello sventurato giovinetto cercarono invano il suo corpo e tramutate in
pioppi, rimasero in eterno sulle rive del Po a compiangere il loro caro scomparso.
Ancora oggi i pioppi continuano a chinarsi sul corso del Po, alzano le loro chiome,
guardano il sole e sembra che si lamentino al vento, cercando ancora
il loro adorato Fetonte
                 Leggende
FILEMONE E BAUCI
Secondo un antico mito, un giorno Zeus ed Ermes
scesero sulla Terra per vedere come vivessero gli uomini.
Travestiti da mendicanti, i due dei bussarono alla porta di
molte case, ma nessuno voleva dare loro cibo, nessuno si
offriva di ospitarli. Alla fine Zeus ed Ermes arrivarono
davanti a una piccola capanna col tetto di paglia e canne,
situata nella Frigia, una regione dell‟Asia minore.
Quando i due finti mendicanti bussarono alla porta, vennero accolti da un‟anziana
coppia di sposi; Filemone e Bauci. I due vecchietti divisero con gli dei il loro modesto
pasto: qualche uovo, legumi, miele e un po‟ di vino.
Mentre mangiavano accadde però un fatto strano: la giara che conteneva il vino
sembrava non svuotarsi mai. I coniugi, accortisi che i loro ospiti non erano comuni
mortali, si scusarono per il misero pasto e proposero di cucinare la loro unica oca che
faceva la guardia alla capanna. Siccome Filemone e Bauci erano anziani, non
riuscirono ad afferrare l‟oca.
                                      (continua)
          Leggende
(segue)
Zeus ed Ermes commossi dalla bontà dei due sposi, rivelarono la loro identità; dissero
che dappertutto erano stati accolti male da persone senza cuore e aggiunsero che se ne
sarebbero vendicati, mentre loro sarebbero stati ricompensati.
I due dei chiesero alla coppia di accompagnarli fino in cima ad una collina che si
trovava nelle vicinanze. Gli anziani coniugi seguirono le divinità e videro tutto il paese
inondato da una pioggia torrenziale. Sotto i loro occhi la misera capanna si trasformò
in un tempio dalle colonne di marmo con il tetto d‟oro.
Zeus chiese ai due vecchietti quale fosse il loro più grande desiderio: essi risposero che
avrebbero voluto vivere nel tempio del dio per custodire il suo santuario, ma lo
pregarono di non essere mai separati, anche dopo la morte.
I due sposi morirono insieme: Filemone fu trasformato in quercia e Bauci in tiglio,
due alberi dai rami intrecciati che spuntavano da un unico tronco.
           Leggende
LA LEGGENDA DEL MARTIN
PESCATORE
Una volta, il Martin pescatore era tutto grigio e per
niente bello, anche per il suo lungo becco adatto
a prendere i pesci nel fiume.
Tutte le mattine, l‟uccellino usciva dal canneto dove
abitava e guardava oltre il fiume, per dare
il buongiorno al Signore.
Un giorno, sulla Terra c‟era una gran burrasca. Martino, che non poteva
raggiungere il solito luogo di preghiera, si addentrò ugualmente nella tempesta
e cominciò a volare. Il vento lo schiaffeggiava, la grandine lo colpiva, i lampi lo
accecavano e la tempesta gli chiedeva dove andasse con quel tempaccio. Martino
le rispose che andava a dare il buongiorno a Dio. Finalmente era fuori dalla
bufera. Si trovò davanti a un cielo di fiori azzurri; gli angeli salivano e
scendevano fissando una luce meravigliosa: la luce di Dio!
                                   (continua)
             Leggende
(segue)
L‟uccellino si inchinò, tuffando il becco in un petalo celeste. Stava a testa in giù,
quando un angelo lo sfiorò con la sua ala azzurra e gli soffiò sulle piume. Gli
disse che il Signore l‟aveva visto e aveva gradito la sua devozione; ora poteva
scendere sulla Terra. Lì intanto era cessata la bufera: ogni campanella faceva
cadere una goccia d‟acqua e sorrideva al sole che risplendeva nuovamente.
Quando Martino arrivò, i giunchi del canneto si mossero per la meraviglia perché
l‟aspetto dell‟uccellino era cambiato: non era più brutto e grigio, ma le sue
penne erano azzurre come il cielo dopo la bufera. E sono così ancora adesso!
Infatti si può ammirare questo bellissimo uccello dalle piume del colore del cielo
mentre esce dal canneto in cui vive.




                                                                       Indice
                 Proverbi e modi di dire
A Sant‟Ana l‟aua l‟angana.
A Sant‟Anna l‟acqua (del Po) inganna, cioè è
pericolosa per quei bagnanti imprudenti
che si avventurano nel fiume.

A San Baltramé l‟aua l‟è bun‟a da lavasi i pé.
Per la festa di San Bartolomeo, il valore e la potenza
dell‟acqua sono inesistenti. Infatti ci si può giusto
lavare i piedi.

Fa crêdi che „l Po „l va „nsu.
Far credere che il Po scorra verso l‟alto, in senso
contrario, cioè dalla foce alla sorgente.
(questo proverbio fa riferimento a chi crede
di poter raccontare al prossimo qualsiasi frottola)

Sbatasi nt‟al Po e truvalu süc.
Buttarsi nel Po (per rinfrescarsi o per concludere un‟esistenza difficile)
e non trovare neppure un filo d‟acqua.
                Proverbi e modi di dire
Pasà „l Po caval d‟na büsca.
Passare il Po a cavallo di un fuscello, cioè fare
un‟azione molto rischiosa.

Al Po al va „nté cal vò.
Il Po va dove vuole cioè può e quindi va
dove vuole.

Beivi Po e Tani.
Bere l‟acqua del Po e del Tanaro, nel senso di bere
in modo spropositato.

Acqua corrente non beve il serpente, la beve Dio e la bevo anch‟io!
Un tempo i pescatori del Po per dissetarsi bevevano l‟acqua del fiume, ma prima di
accostare l‟acqua alle labbra si facevano il segno della croce e pronunciavano le parole
scritte sopra per evitare il pericolo di contrarre malattie

                                                                              Indice
              I mestieri del fiume
Fin dai tempi antichi, il Po ha offerto agli abitanti di Morano
l‟opportunità di lavorare dedicandosi ad uno dei tanti mestieri
legati e suggeriti dall‟acqua: i fiumaroli, i sabbiaioli e carriolanti, i
mugnai, i pontieri, i barcaioli, le lavandaie, i boscaioli, i cestai, i
bottai, le mondine.
A partire dagli anni ‟50, con il rapido sviluppo industriale, i
mestieri sono cambiati e si sono allontanati dal grande fiume:
alcuni sono scomparsi, altri sono rimasti ma con tecniche
moderne.
       I mestieri del fiume


  I pontieri        I taglialegna
                                           Le cestaie
I mugnai         I barcaioli
                                    Le mondine

  I sabbiaioli     I bottai                  Indice
I Mestieri del fiume
I BARCAIOLI

I Barcaioli erano coloro
che trasportavano
remando con le barche
persone e merci da una
sponda all‟altra del
fiume, cioè da Morano
a Coniolo e viceversa.




                           Indice Mestieri
I Mestieri del fiume
I PONTIERI

Erano gli addetti ai ponti
di chiatte. Il loro lavoro
consisteva nell‟alzare e
abbassare il ponte a
seconda del livello
dell‟acqua e nel
sorvegliare e rinforzare
giorno e notte gli
ormeggi.




                             Indice Mestieri
I Mestieri del fiume
I SABBIAIOLI

Erano coloro che
trasportavano la sabbia che
i carriolanti toglievano dal
letto del fiume.
Caricavano la sabbia e la
ghiaia su carri o vagoncini
trainati da 4 o 6 cavalli e le
portavano dal fiume ai
frantoi della cementeria,
dove venivano trasformate,
dopo adeguata lavorazione,
in cemento.
                Intervista al signor Franco
 Franco racconta la sua esperienza da trasportatore:
“Ho incominciato a lavorare a 14 anni, nel 1942. Il mio lavoro era
condurre i cavalli che trainavano i carretti di ghiaia dal Po alla
cementeria.
“I cavalli erano miei, ne avevo 4. Lavoravano con me altri 4
uomini. Per 4 ore guadagnavamo una Lira; per 32 vagoni davano
32 Lire. Al giorno si facevano 8 giri: si partiva dal Po, che a quel
tempo scorreva a ridosso della collina e si proseguiva per la
campagna, arrivando fino alla cementeria.
“Quando il fiume era in piena, gli uomini dello stabilimento
usavano la ghiaia messa nei magazzini.
“Questo lavoro è stato svolto fino al 1950, poi è stato introdotto il
cemento artificiale e questa lavorazione è stata sospesa.

                                                 Indice Mestieri
I Mestieri del fiume
I MUGNAI

La figura del mugnaio oggi
non esiste quasi più, perché
questo mestiere è cambiato
con lo sviluppo industriale.
Il suo lavoro si svolgeva sul
Po, in un mulino che
sfruttava l‟energia dell‟acqua
per far muovere le pale che,
facendo girare le macine,
trasformavano il grano in
farina.


                                 Indice Mestieri
 I Mestieri del fiume
I TAGLIALEGNA

Erano coloro che tagliavano
i tronchi delle piante con
seghe a mano che avevano una
lunga lama con due manici.
Dopo aver abbattuto l‟albero,
i taglialegna facevano a pezzi
il tronco con l‟accetta.
La legna così ottenuta serviva per scaldare le case bruciando nelle
stufe o veniva data ai falegnami per essere trasformata in mobili.
Inoltre i taglialegna toglievano i ceppi con il picco e ripiantavano
gli alberi per poi ritagliarli dopo circa 10 anni.

                                                   Indice Mestieri
I Mestieri del fiume
LE CESTAIE

Erano artigiane che facevano uno
dei mestieri più antichi, cioè
costruivano cestini di vimini di
diversa grandezza, intrecciando tra
loro fili di paglia, di canna, di
corteccia e rametti di salice.
Una volta ultimato il cestino, veniva
fatto seccare e quindi utilizzato o
venduto.




                                        Indice Mestieri
I Mestieri del fiume

I BOTTARI O BOTTAI
Erano coloro che costruivano a
mano le botti con vari tipi di legno:
di quercia se doveva contenere il
vino rosso, e di gelso o di castagno
se doveva contenere il vino bianco.
I bottai lavoravano assi a doghe di legno dando loro una forma
arrotondata, fissate ai lati da cerchi di ferro con due coperchi di
legno. In uno dei coperchi veniva praticato un foro a cui si
applicava un rubinetto per attingere poi il vino contenuto.
Le botti erano a forma cilindrica e facilitavano il trasporto di
acqua, di vino di spezie o altri prodotti. Questo mestiere
sopravvive ancora, in quanto le botti e le damigiane sono tuttora
fatte a mano.
                                                  Indice Mestieri
 I Mestieri del fiume
LE MONDINE

Erano coloro che mondavano
e raccoglievano il riso; il lavoro
si svolgeva con le gambe
nell‟acqua, le mani nel fango,
la schiena curva per ore ed ore,
combattendo contro le zanzare
e tanti animali e rettili
acquatici.
Indossavano calze senza piede,
un cappello di paglia, dei
pantaloni neri e una gonna.
              Intervista alla signora Angelina
Angelina racconta la sua esperienza da mondina:
“Lavoravamo dalle sei del mattino alle quattro del pomeriggio, in acqua
sporca, con zanzare, rane ,bisce e topi. Indossavamo calze lunghe che non
coprivano i piedi, pantaloni neri e grossi cappelli di paglia. era un lavoro
faticoso, ma soprattutto brutto.
“Ho incominciato a lavorare nel 1942 a sedici anni.
“Lavoravamo in gruppi di dodici e per far passare il tempo cantavamo, la mia
canzone preferita era “Piemontesina”. Lavoravamo tantissimo, c‟era
talmente tanto lavoro che venivano tante donne dal Veneto.
“Il nostro capo, per fortuna, era bravo, ma guadagnavamo pochissimo: mille
lire al giorno.
“Non mi è mai piaciuto questo lavoro soprattutto quando il riso era come
l‟erba ed era difficile riconoscerla.
“Ho smesso di fare questo lavoro perché hanno introdotto dei nuovi
diserbanti che hanno sostituito il lavoro manuale di noi mondine”

                                                      Indice Mestieri
            Fauna del Po                  Carpa

                                        Lombrico

                                         Martin
Corvo                                   pescatore
              Volpe        Zanzara
Civetta                                   Fagiano
               Cinghiale        Trota
Raganella                                 Tinca
                Riccio      Airone

Biscia                                  Gallinella
             Lucertola        Rana       d‟acqua
Libellula      Talpa        Anguilla       Indice
        Fauna del Po
LA TINCA
CHI E‟: è un pesce dal corpo tozzo, ricoperto da
piccolissime scaglie e fornito di una sola coppia di
barbigli sul labbro superiore. Il colore di fondo è
giallo verdastro tendente al bruno sul dorso;
il ventre è invece dorato.
DOVE VIVE: predilige le acque calme,
specialmente stagnanti, ricche di vegetazione e con fondali fangosi, per cui le sue carni
hanno spesso sapore di fango. Viene anche allevata in stagni, risaie, ecc...
COSA MANGIA: è un pesce onnivoro: si nutre di animali di diverso tipo che scova fra
le piante o addirittura nel fango, oltre che di piante acquatiche.
LE TRACCE: tende a sfuggire ai raggi del sole e, durante il giorno, si nasconde nel folto
della vegetazione. Si riproduce in primavera e all‟inizio dell‟estate portandosi in acque
meno profonde e più temperate di quelle frequentate di solito.
CURIOSITÀ: le femmine depongono un elevatissimo numero di uova (più di
centomila) di piccole dimensioni, in due o tre fasi; queste vengono subito fecondate
dal maschio e lasciate tra la vegetazione acquatica. Dopo pochi giorni sgusciano i
piccoli che crescono rapidamente raggiungendo in un anno il peso di 100-150
grammi.

                                                            Indice Fauna del Po
  Fauna del Po
LA CARPA

La carpa è un pesce di origine
asiatica; ne esistono diversi tipi,
ma la più comune è quella
chiamata carpa a specchio, che ha
squame sui fianchi.
Può arrivare a pesare fino a 25Kg.
e essere lunga oltre 1 m.
E‟ paurosa e si nutre di vermi,
uova di pesce, piccoli pesciolini ed
erbe acquatiche.



                                       Indice Fauna del Po
  Fauna del Po
L‟ANGUILLA

È un pesce che vive nell‟ acqua
dolce, supera un metro di
lunghezza e si nutre di vermi,
girini, pesci piccoli, pezzetti di
carne e pesci morti.
Mangia solo di notte e se viene
catturata deve essere afferrata con
un guanto antiscivolo, perché
sfugge facilmente fra le dita nude
della mano.


                                      Indice Fauna del Po
    Fauna del Po
LA TROTA MARMORATA
CHI E‟: ha un corpo molto allungato,
proprio dei buoni nuotatori. La colorazione
è verde e talvolta bruna sul dorso, mentre i
fianchi sono argentei e sfumati di viola.
Il ventre è giallo chiaro o bianco. Tanto il
dorso che i fianchi sono abbondantemente
decorati da una marmoratura chiara. In determinate circostanze diventano evidenti
anche alcune macchie rosse sui fianchi.
DOVE VIVE: è una specie di salmonide limitata ad alcune zone dell‟alta Italia, è spesso
allevata anche in vivaio, in acque fresche e ricche di ossigeno.
COSA MANGIA: è carnivora e si nutre di ogni tipo di piccoli animali acquatici come
pesci, gamberi, insetti.
LE TRACCE: la maggior parte delle trote non vive stabilmente in un posto, ma nel
corso della vita si sposta lungo i fiumi oppure dai fiumi ai mari e viceversa.
CURIOSITÀ: le trote di vivaio si riproducono a due o tre anni di età, quelle di fiume a
quattro o cinque anni, però la quantità di uova deposta è maggiore in quelle di fiume.


                                                          Indice Fauna del Po
           Fauna del Po
LA RANA
CHI E‟: è un anfibio, cioè è capace di vivere bene sia
sulla terra che nell‟acqua. Ha la pelle nuda, due occhi
molto sporgenti; le due zampe posteriori sono
lunghe, muscolose e piegate a Z e con le dita palmate.
E‟ un‟ottima saltatrice e nuotatrice. Respira sia per mezzo dei polmoni che della pelle.
DOVE VIVE: si nasconde tra l‟erba per gran parte del tempo, ma, durante la riproduzione, è
quasi sempre nell‟acqua di stagni, fossi e paludi, dove depone le sue uova. Spesso salta sulle
rive per catturare gli insetti di cui si nutre.
COSA MANGIA: si nutre di insetti e uova di pesce. Attende le prede pazientemente
appostata tra l‟erba. Appena si accorge di avere a tiro un insetto, ribalta su di esso la sua
lingua appiccicosa, poi la ripiega in bocca e inghiotte l‟insetto senza masticarlo.
LE TRACCE: è facile incontrarla soprattutto in primavera. Non lascia impronte sul terreno,
ma la rana maschio gracida e la rana femmina depone una grande quantità di uova,
immerse in uno strato gelatinoso.
CURIOSITÀ: i piccoli, chiamati girini, nascono muniti di branchie e sono capaci di respirare
soltanto l‟ossigeno disciolto nell‟acqua; poi subiscono una metamorfosi che li trasforma da
animali acquatici in animali terrestri. Al sopraggiungere del primo freddo, la rana si rintana
nel fango e rimane in letargo fino al ritorno della primavera.

                                                            Indice Fauna del Po
     Fauna del Po
LA RAGANELLA

La raganella è un anfibio cioè può
vivere sia nell‟ acqua che sulla terra.
Ha le dita unite da una membrana
utile per nuotare, saltare e
arrampicarsi.
Il suo colore è verde chiaro e si
nutre di insetti.




                                          Indice Fauna del Po
    Fauna del Po
LA BISCIA DAL COLLARE
CHI E‟: è così chiamata per la fascia gialla
intorno al collo terminante in due macchie
scure; è il serpente più diffuso in Italia e, in
generale, nell‟Europa occidentale. Olivastra
o azzurrognola, con macchie nere sul dorso,
può essere lunga anche due metri.
DOVE VIVE: è comunissima negli stagni, nei ruscelli, nelle paludi, nelle lanche e in
qualunque specchio d‟acqua. E‟ un‟abilissima nuotatrice e si sposta con ondulamenti
laterali tenendo la testa fuori dall‟acqua.
COSA MANGIA: si nutre di anfibi, pesci e, talvolta, anche di topi; in genere, insegue le
sue vittime e le afferra con i denti. Morde solo raramente, se stuzzicata, e non è
velenosa.
LE TRACCE: una delle sue caratteristiche è quella di essere molto “mimetica”, cioè di
confondersi con l‟ambiente circostante. Talvolta può capitare di trovare, passeggiando
vicino al Po, una vecchia pelle di biscia che è stata abbandonata dal suo “proprietario”
per far posto a quella nuova.
CURIOSITÀ: è inoffensiva all‟uomo che un tempo la teneva in stalla o nelle abitazioni
come portafortuna.
                                                          Indice Fauna del Po
     Fauna del Po
LA LUCERTOLA

La lucertola si chiama anche
muraiola, perché spesso cammina
sui muri e si sofferma per prendere
il sole.
Si nutre di piccoli insetti e ragni ed
è l‟unico animale capace di
rigenerare la coda.




                                         Indice Fauna del Po
           Fauna del Po
L‟AIRONE (Airun o Sgors)
CHI É: gli Aironi sono grandi uccelli con zampe
e becco molto lunghi e sottili, che permettono loro
di vivere nei fiumi, negli stagni e nelle paludi.
Le specie più comuni del Parco del Po sono:
l‟Airone cenerino, la Garzetta e l‟Airone rosso.
DOVE VIVE: gli Aironi vivono in comunità dette
garzaie (vere e proprie colonie di nidi costruiti nel
folto dei saliceti, vicino alle paludi o in cima ai boschi
di pioppi). I piccoli hanno molti nemici (corvi,
cornacchie, gazze e rapaci diurni) che vengono tenuti
a bada da tutti gli adulti della colonia.
COSA MANGIA: con il becco lungo e appuntito catturano facilmente pesci, rane,
molluschi e grossi insetti che scovano rastrellando il fango.
CURIOSITA‟: i termini Garzetta e garzaia derivano dalla parola dialettale “sgors”, che
un tempo definiva in generale gli Aironi. Quasi tutti gli Aironi possiedono delle
lunghe penne sulla nuca (egrette), per abbellimento. All‟inizio del secolo scorso, per
procurarsi tali penne, usate come decorazione nei cappellini delle donne, sono stati
uccisi migliaia e migliaia di Aironi.
                                                             Indice Fauna del Po
   Fauna del Po
IL CORVO

Il corvo è un uccello tutto nero
con una macchia grigia sotto al
becco .
Il suo nido è grande , fatto con i
rametti e il fango ed è costruito
solitamente sugli alberi o in
mezzo alle rocce.




                                     Indice Fauna del Po
        Fauna del Po
IL MARTIN PESCATORE
CHI E‟: e‟ un uccello minuscolo, dal carattere
timido e sospettoso. Le ali e il capo sono di colore
blu, il dorso presenta riflessi azzurri iridescenti, le
parti inferiori sono rosse e contrastano col blu e
con le macchie bianche del collo e della gola. Il
becco, forte e appuntito, sembra sproporzionato
in un uccellino così piccolo, ma gli e‟
indispensabile per catturare i pesci.
DOVE VIVE: vive al margine degli stagni, delle
fosse, dei corsi d‟acqua. Nidifica una o due volte
l‟anno deponendo 4-5 uova verdognole sulla terra
nuda.
COSA MANGIA: si nutre di pesciolini (con le
lische dei quali decora la parete di fondo del suo
nido) e di insetti acquatici.
LE TRACCE: vola rapidissimo, diritto, radendo il
pelo dell‟acqua e a volte lancia un lungo sibilo
acuto. E‟ difficile seguirlo nelle sue abitudini

                                                          Indice Fauna del Po
Fauna del Po

LA GALLINELLA
D‟ACQUA

La gallinella d‟acqua ha il
becco corto e rosso.
Vive negli stagni, nei fiumi, nelle paludi e nelle risaie.
Quando cammina muove la coda e le piace la tranquillità. Il suo
nido è nascosto nelle risaie o tra le tife.




                                                Indice Fauna del Po
  Fauna del Po
IL FAGIANO

I fagiani hanno code lunghe,
appuntite e colorate; infatti il
loro colore gli permette di
mimetizzarsi nella vegetazione.
Mangiano soprattutto semi e
costruiscono il loro nido per terra
o tra i cespugli.




                                      Indice Fauna del Po
          Fauna del Po
LA CIVETTA
CHI E‟: è un uccello notturno, sacro nell‟antichità alla dea
Athena-Minerva. Prelevata tenera dal suo buco, è un essere
timidissimo e riservato che può venire addomesticato. Vede
benissimo di notte con i suoi occhi giallo-zolfo, fosforescenti
come quelli del gatto, ma più tristi, quasi imploranti.
DOVE VIVE: fa il nido di preferenza nelle cavità degli alberi
o nei nidi di altri uccelli o utilizza il sottotetto dei fienili, le
cavità fra le rocce e anche le tane di conigli.
COSA MANGIA: si alimenta principalmente con animali quali uccellini, ratti, topi,
talpe e altri piccoli mammiferi; ma cattura anche grossi insetti, ragni, lucertole e rane.
LE TRACCE: viaggiando di notte in automobile può capitare di incontrarla mentre sta
appostata su un cartello stradale o su un palo della luce, in attesa del passaggio di una
preda. Nelle belle giornate d‟inverno qualche volta esce dal suo rifugio per andarsi a
scaldare al tiepido sole.
CURIOSITÀ: per il suo canto lamentoso e notturno, la superstizione popolare l‟ha
sempre considerata portatrice di disgrazie, e con questa scusa è stata a lungo
perseguitata dall‟uomo. Invece, nutrendosi di topi, ne mantiene stabile il numero,
evitando che questi diventino dannosi all‟uomo.

                                                            Indice Fauna del Po
    Fauna del Po
IL RICCIO

Il riccio è un insettivoro, cioè
mangia tanti insetti.
Ha il corpo ricoperto di aculei, ha
un odorato e un udito molto
sviluppato, ma una vista non
buona.
Quando ha paura tira fuori gli
aculei e si arrotola come una palla.




                                       Indice Fauna del Po
   Fauna del Po
LA TALPA
CHI E‟: lunga fino a 18 cm., la talpa ha
il corpo cilindrico tipico degli animali
scavatori, un bel pelo grigio scuro
vellutato, la testa piccolissima priva di
collo, il muso appuntito (a grugno) e
occhi quasi inesistenti. Caratteristiche
sono le sue zampe anteriori a paletta
con unghioni robusti e taglienti.
DOVE VIVE: vive in Europa fino a 2000 mt., in gallerie sotterranee che scava
cercando il cibo.
COSA MANGIA: divora lombrichi e insetti ed è perciò utilissima, ma è assai dannosa
alle piante per il continuo rimuovere la terra.
LE TRACCE: in campagna è facile vedere le montagnole isolate di terra di 20-30 cm.
che rivelano la presenza delle talpe.
CURIOSITÀ: deve nutrirsi ogni 6 ore in quantità pari al suo peso. Quando il cibo è
abbondante, fa riserva di animali vivi che vengono paralizzati mediante un morso.


                                                         Indice Fauna del Po
    Fauna del Po
LA VOLPE
CHI E‟: è un animale dal corpo snello, dalla
coda lunga e folta, dalle orecchie grandi e
diritte e dal muso aguzzo. Lunga 1,25 mt.,
alta al garrese 35 cm., è rosso-fulva sul
dorso, grigiastra sotto.
DOVE VIVE: si trova un po‟ dappertutto,
in Europa, Africa e Asia dove scava tane
sotterranee o si rifugia nei burroni e nei boschi.
COSA MANGIA: pronta e coraggiosa, assale e sbrana polli, conigli, lepri, caprioli,
uccelli, ma specialmente topi e ratti; inghiotte vermi e insetti, funghi e bacche ed è
golosa di frutta, in particolare di uva.
LE TRACCE: passa il giorno nella tana ed esce al tramonto a caccia; vive solitaria e si
riunisce a coppie solo nel periodo degli amori, in inverno; in questo periodo rompe il
suo solito silenzio con strida e latrati notturni, mentre i maschi si azzuffano con foga.
CURIOSITÀ: la volpe rossa, considerata nelle tradizioni popolari simbolo dell‟astuzia,
della prudenza e della sveltezza, è diventata protagonista di molte leggende. Se
addomesticata, si adatta facilmente.

                                                           Indice Fauna del Po
     Fauna del Po
IL CINGHIALE
CHI E‟: lungo fino a 1,50 mt., alto al garrese
circa 1 mt., massiccio, buon nuotatore, ha il
tipico muso allungato con l‟estremità a disco
(grugno), piatto e duro, capace di frugare e
scavare il terreno, grossi canini sporgenti
(zanne), mezzo di attacco e di difesa, e un
mantello ispido e setoloso grigio scuro che sul dorso forma una criniera.
DOVE VIVE: vive nei boschi e nella macchia. Un tempo era diffuso in tutta Europa.
Ora lo è più in quella del Nord; in Italia si trova principalmente in Maremma, Calabria
e Sardegna.
COSA MANGIA: è onnivoro e mangia tutto ciò che di vegetale o animale gli capita di
trovare, compresi ghiande, erbe, radici e tuberi che scava con il grugno e le zanne.
LE TRACCE: di giorno si tiene al riparo ed esce al crepuscolo e di notte. E‟ un bravo
scavatore e, quando arriva su campi coltivati, produce molti danni con la sua attività,
ma in molti casi sposta semi di piante e ne favorisce lo sviluppo.
CURIOSITÀ: di carattere timido, aggredisce a testa bassa gli eventuali nemici dai quali
non può fuggire. La femmina partorisce in genere una volta all‟anno da tre a dodici
piccoli che rimangono con la madre per i primi anni.

                                                         Indice Fauna del Po
    Fauna del Po
IL LOMBRICO
CHI E‟: la sua lunghezza varia da 2 a 30
centimetri. La sua bocca è priva di denti e
pertanto non danneggia le radici delle piante
perché. E‟ anche privo di orecchie ed occhi,
tuttavia è molto sensibile alle vibrazioni.
DOVE VIVE: vive sotto terra, da dove si usa
spesso farlo uscire producendo vibrazioni sul suolo.
COSA MANGIA: mangia soprattutto resti di piante in decomposizione. Insieme al
cibo inghiotte un po‟ di terra che smuove scavando in continuazione. Tale lavoro di
scavo rimuove ed arieggia il terreno, ed è per questo che il lombrico è molto utile
all‟agricoltura.
LE TRACCE: le uova di lombrico sono racchiuse in un bozzolo grande come un pisello
e di colore rossiccio. Ogni bozzolo contiene diverse uova e i lombrichi possono
continuare a deporle per diversi mesi senza accoppiarsi di nuovo. Le uova si schiudono
all‟interno del bozzolo: in genere sopravvive un solo lombrichino che fuoriesce
quando ha raggiunto all‟incirca i 2 cm di lunghezza.
CURIOSITÀ: il lombrico è ad un tempo maschio e femmina, cioè è ermafrodita,
tuttavia deve accoppiarsi con un altro lombrico per scambiarsi il seme maschile.

                                                       Indice Fauna del Po
   Fauna del Po
LA LIBELLULA

La libellula vive vicino ai laghi, agli
stagni e ai fiumi.
Ha 3 occhi, 2 piccole antenne e un
corpo mobile.
Volano per tante ore, senza mai
posarsi e si nutrono di insetti.




                                          Indice Fauna del Po
          Fauna del Po
LA ZANZARA
CHI E‟: la zanzara comune, dalla puntura fastidiosa e
innocua, ha il corpo ricoperto di peli e di piccole
squame (ciò in parte spiega il forte ronzio che
accompagna il suo volo), grandi occhi composti e un
paio di antenne che, nel maschio, sono simili a piume.
Ha un unico paio di ali. E‟ provvista di una lunga
proboscide che viene usata per succhiare il sangue dalle vittime.
DOVE VIVE: preferisce ambienti umidi e caldi; è sempre presente in concomitanza di
acque stagnanti dove depone una grande quantità di uova e dove si sviluppano le larve.
COSA MANGIA: i maschi si nutrono di nettare; le femmine, per portare a maturazione le
uova, hanno bisogno di sangue.
LE TRACCE: in estate, nelle regioni italiane è molto frequente vedere alla sera grandi
sciami di zanzare in volo: sono maschi pronti a fecondare le femmine.
CURIOSITÀ: per la lotta contro le zanzare vengono diffusi alcuni pesci o prosciugati gli
acquitrini. La zanzara comune è lunga circa 6 mm e, in riposo, tiene il corpo parallelo alla
superficie d‟appoggio. L‟anofele, la zanzara che vive solamente in alcune regioni tropicali,
dove con la sua puntura, trasmette i germi della malaria nell‟uomo, tiene, in riposo, il
corpo inclinato rispetto alla superficie d‟appoggio.


                                                            Indice Fauna del Po
             Flora del Po
                                    Orecchione
Euforbia
                                          Ninfea
Papavero

                                         Pioppo
            Robinia       Bardana
                                       Sambuco
             Mazza di
             tamburo       Famigliola

            Biancospino      Quercia
Prataiolo                                 Indice
  Flora del Po
LA QUERCIA FARNIA
La Farnia è una delle numerosissime specie di querce,
piante antichissime che hanno sempre occupato un
posto predominante nella storia e nella mitologia.
Ancor oggi la “quercia” simboleggia la forza e il vigore.
Una volta la farnia dominava la zona più esterna della
sponda della lanca dove le acque arrivavano solo in caso
di piene eccezionali. Oggi invece questa quercia si è
ridotta a pochi esemplari e si incontra in boschetti solo
in rarissime occasioni.
E‟ un albero longevo che può raggiungere bene i 1000 anni di vita.
Le foglie, molto consistenti, hanno il margine lobato (cioè arrotondato).
Il frutto è la ghianda, molto gradita ai suini (maiali e cinghiali).
Il legno, ancor oggi pregiatissimo, viene impiegato per fabbricare traversine ferroviarie,
botti per far invecchiare vini pregiati, listelli per i palchetti, mobili di pregio. Inoltre è
un ottimo combustibile.
Dalla corteccia si ricava il tannino, sostanza usata per la concia delle pelli.
                                                                Indice Flora del Po
   Flora del Po
IL PIOPPO BIANCO
Il pioppo bianco (la specie di pioppo più diffusa nella nostra zona)
è in genere coltivato nei pioppeti, ma cresce anche spontaneamente
all‟interno del Parco perché predilige i luoghi umidi e freschi, tipici
delle zone di pianura. Raggiunge l‟altezza di 30 mt. circa e la
circonferenza di 1,5 mt. circa.
Il suo tronco ha la corteccia liscia, di color verde-argenteo con
piccole chiazze scure. Le sue foglie sono cuoriformi.
Il frutto del pioppo, giunto a maturazione, si apre e mostra tanti peli bianchi. Ai peli
sono attaccati i semi che vengono trasportati lontano dal vento.
I pioppi allo stato selvatico si riproducono per seme; invece nei pioppeti l‟uomo ricorre
alla moltiplicazione per talea (cioè un rametto della pianta madre, che mette le radici e
nuovi germogli). Dopo un anno la piantina viene chiamata barbatella e dopo due anni
pioppella. Le pioppelle, piantate alla distanza di 5 mt., crescono rapidamente e, dopo
circa dieci anni, le piante sono pronte per essere tagliate.
Il legno del pioppo è leggero e tenero; viene impiegato per moltissimi usi industriali;
dai pioppi si ricava anche la cellulosa che serve per produrre, oltre a carta di ottima
qualità, anche fibre tessili, materie plastiche, pellicole fotografiche, vernici, esplosivi.


                                                              Indice Flora del Po
Flora del Po
LA ROBINIA
La robinia è una pianta che si trova nei
boschi e lungo gli argini del fiume.
Resiste al freddo e al vento; ha le foglie
lunghe e di color verde chiaro; i suoi
fiori sono bianchi e a grappolo; i suoi
frutti sono duri e assomigliano al fagiolo
e i suoi rami hanno le spine.




                                             Indice Flora del Po
Flora del Po
IL SAMBUCO
Arbusto o albero, cresce nei
boschi e nelle siepi: ha foglie
opposte, imparipennate (cioè
in numero dispari), piccoli fiori
bianchi, odorosi, riuniti in
gruppi a ombrello, e bacche
di colore nero-violaceo.
Con i fiori si possono preparare frittate o torte salate, con le sue
bacche marmellate, con le sue radici un liquore amaro, la sambuca,
mentre con le sue foglie si ottiene un infuso che serve a depurare il
fegato.


                                              Indice Flora del Po
Flora del Po
IL BIANCOSPINO
Pianta della famiglia delle
rosacee, è un arbusto a rami
spinosi, comune come pianta
dei boschi o coltivata per siepi,
con foglie caduche, fiori bianchi
riuniti in grappoli (usati in
medicina come calmante) e
frutto carnoso di colore
generalmente rosso. In Italia
crescono spontanei il
biancospino comune e, raro, il
biancospino selvatico.


                                    Indice Flora del Po
Flora del Po
LA BARDANA
Erba biennale, detta anche lappa
o lappola: ha radice grossa, foglie
ovali, lunghe circa mezzo metro,
fusto alto fino a un metro; dai
semi si estrae un olio, l‟olio di
bardana; le radici si usano come
diuretico, per depurare il fegato
e per rinforzare il cuoio capelluto.
E‟ una pianta caratteristica perché, per trasportare i semi, si serve del pelo
degli animali; infatti quando un animale, ad esempio una pecora, le passa
vicino, la bardana lascia cadere il suo seme provvisto di specie di uncini sul
pelo della bestia. Il seme poi si staccherà, cadrà sul terreno e darà vita a una
nuova pianta.



                                                     Indice Flora del Po
Flora del Po
L‟EUFORBIA
E‟ una pianta erbacea che si diffonde
particolarmente bene sui terreni
poveri e aridi (gerbidi), ricoprendo
intere radure con le sue fioriture
primaverili dal caratteristico colore
giallo. Il lattice delle euforbie
contiene una specie di veleno; per
questo motivo esse vengono scartate
dalle pecore al pascolo.




                                        Indice Flora del Po
Flora del Po
Il PAPAVERO
Il papavero è un fiore che
cresce in pianura, nei campi
incolti e sulle sponde del
fiume.
Ha il gambo peloso le foglie
pennate, i semi di color nero, i
fiori rossi con macchie nere e
ha poco profumo.

                                   Indice Flora del Po
Flora del Po
LE NINFEE
Sono piante acquatiche che
amano vivere nelle lanche,
negli stagni e nelle paludi.
La ninfea bianca è ormai molto
rara, a differenza del nannufero
che è molto più diffuso perché
è meno esigente e sopporta livelli di inquinamento maggiori.
La ninfea si distingue facilmente dal nannufero per i fiori di colore bianco,
mentre il nannufero li ha di colore giallo e per questo viene anche
chiamato ninfea gialla.
Entrambi hanno una grande foglia in superficie e lunghi piccioli con canali
interni che trasportano l‟ossigeno al resto della pianta che rimane
sommerso.
La ninfea bianca fiorisce da maggio alla prima quindicina di giugno e sulle
sue foglie si fermano spesso bisce e gallinelle d‟acqua.
                                                   Indice Flora del Po
 Flora del Po
LA FAMIGLIOLA
E‟ un fungo mangereccio.
Ha il gambo lungo con l‟anello,
il cappello a forma di chiodo,
finchè è giovane e chiuso, da ciò
il nome di chiodino.
E‟ anche conosciuto come
famigliola buona, perché cresce a
grandi gruppi, intorno ai tronchi, ai vecchi ceppi d‟albero.
Quando ha qualche giorno di vita si apre e allora appare l‟anello sul
gambo. Il gambo è buono da mangiare solo nei primi giorni, poi
diventa duro e fibroso. E‟ un fungo diffusissimo; ve ne sono di
molte specie e tutte buone. Alimenta il mercato dei funghi fino al
tardo autunno.
                                               Indice Flora del Po
  Flora del Po
L‟ORECCHIONE
E‟ un fungo con il cappello a conchiglia
come le tegole di un tetto, di color
nerastro-violaceo o bruno-grigiastro;
sbiadisce fino a diventare giallastro con
l‟orlo arrotolato verso le lamelle.
Il suo gambo è rudimentale, con i
piedi pelosi e confluenti in un'unica
massa; pieni, saldi, bianchi, lisci.
Il suo sapore è gustoso e le sue lamelle sono più o meno fitte e alte.
Cresce a cespi, d‟autunno, sui tronchi e sui ceppi di latifoglie
abbattute.
E‟ un eccellente fungo commestibile.

                                                Indice Flora del Po
Flora del Po
IL PRATAIOLO
E‟ un fungo mangereccio.
Ha il cappello dapprima
rotondo, poi aperto, color
avorio o nocciola molto
chiaro, il gambo corto
con l‟anello.
Cresce nei prati, nei campi, ai margini delle strade, delle carreggiate,
in luoghi dove sia stato sparso letame cavallino. Si presta alla
coltivazione ed è finora il fungo che rende di più ai coltivatori che lo
producono in grotte, a temperatura costante e regolata, a base,
appunto, di letame cavallino. Le lamelle sono rosa da giovane, poi
diventano scure.


                                               Indice Flora del Po
Flora del Po
LA MAZZA DI TAMBURO

E‟ un fungo con il cappello a campanula
di color brunastro frammentato in tante
squame, via più piccole dal centro all‟ orlo
del cappello.
Ha il gambo slanciato, bulboso al piede;
duro, fibroso, vuoto, biancastro con
zebrature brune,ma tutto vellutato, come
il cappello.Ha un odore gradito e sapore di nocciola, le sue
lamelle sono rosse e giallastre. Le sue spore sono bianche: cresce a
volte sin dalla primavera su terreno anche sassoso.
E‟ un eccellente fungo commestibile


                                              Indice Flora del Po
NOI E IL PO                         Visita alla sede del Parco del PO
                                          di Casale Monferrato

Martedì 11 febbraio 2003 siamo andati a visitare la sede del Parco
del Po a Casale Monferrato e qui abbiamo potuto ammirare un
grande pannello su cui
c‟è dipinto un tratto
del fiume Po.
La nostra guida, di nome
Sara, ci ha spiegato
tantissime cose e ci ha
fatto capire quante
informazioni si possono
ricavare se sappiamo
ascoltare, osservare
e riflettere.
NOI E IL PO                           Visita alla sede del Parco del PO
                                            di Casale Monferrato

Le informazioni principali che abbiamo ascoltato sono state:
• il parco è nato negli anni ‟70 , è un parco protetto lunghissimo
  (dal monte Monviso al confine con la Lombardia) ed è nato per
  proteggere gli aironi;
• questo lungo serpentone può essere diviso in tre parti: tratto
  Cuneese, tratto Torinese e tratto Vercellese –Alessandrino;
  lungo il nostro tratto oltre all‟acqua del fiume possiamo
  osservare isolette, boschi, risaie, campi incolti, ghiareti e centri
  abitati;
• la zona protetta vicino a Morano sul Po si chiama Ghiaia
  Grande;
NOI E IL PO                          Visita alla sede del Parco del PO
                                           di Casale Monferrato

• sul pannello ci sono dipinti diversi tipi di piante, animali,
  arbusti, impronte, escrementi, terriccio, foglie , piume, pelle
  secca, avanzi di cibo, rametti, insetti, radici, tane… alcuni di
  questi reperti naturali erano contenuti dentro a dei cassetti,
  facenti parte del pannello;
• quando si va a visitare una zona protetta è molto difficile vedere
  gli animali, perché essi
  sentono e fiutano
  qualsiasi odore e
  quindi per la paura
  scappano e
  si nascondono.
NOI E IL PO                    Biciclettata a Pobietto

Mercoledì 28 maggio 2003 ci siamo recati in
bicicletta alla Ghiaia Grande di Pobietto, che fa
parte del comune di Morano e siamo andati a
vedere il Po da vicino.
NOI E IL PO                           Biciclettata a Pobietto

A Pobietto ci aspettavano due guide del Parco Fluviale del
Po che ci hanno detto tante cose interessanti sul fiume,
sulla fauna e sulla flora e ci hanno portato proprio sulle rive
del Po, che era straordinariamente povero d’acqua.
NOI E IL PO                      Biciclettata a Pobietto


                              Eccoci immortalati con
                              insegnanti , genitori,
                              guida e... il nostro
                              fiume Po.




Così abbiamo toccato
l’acqua del fiume e ci
siamo divertiti a lanciarvi
dentro alcune pietre.
NOI E IL PO                  Biciclettata a Pobietto


Abbiamo mangiato al
sacco a Pobietto sotto
dei grandi Tigli che
facevano tanta fresca
ombra.


                         Abbiamo giocato,corso
                         risposto a dei quiz,
                         cercato un tesoro...
NOI E IL PO               Biciclettata a Pobietto


 ...e infine con le
 nostre biciclette
 siamo tornati a
 Morano...



                      ...mentre il Po
                      lentamente continua
                      inesorabile il suo
                      viaggio... verso il mare...

                                            Indice
                Informazioni
                                A cura di:
                 alunni e degli insegnanti della
     Scuola Elementare “G.Emanuel” - Morano sul Po (AL)
        Direzione 3° Circolo – Casale Monferrato (AL)
                                Realizzato:
                    Anno scolastico 2002/2003
                          nell‟ambito del progetto
“Ecomuseo delle terre d‟acqua - Atlante multimediale della cultura materiale”
                                 Contatti:
                      Telefono: 0142-85635
                 E-mail: scuolamorano@libero.it
     Sito Internet: http://digilander.iol.it/terzocircolocasale

                                                                  Indice

				
DOCUMENT INFO
Shared By:
Categories:
Tags:
Stats:
views:137
posted:11/24/2011
language:Italian
pages:79