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Storia della Schizofrenia

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Storia della Schizofrenia
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11/23/2011
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Italian
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Storia della Schizofrenia



Inizia dopo la metà dell‟800 con la

descrizione di alcune sindromi

Ebefrenia

• Kahlbaum (1863): descrive, con il nome di

“Parafrenia ebetica”, una malattia speciale della

pubertà (equivalente per lui alla “Parafrenia

senilis”)

• Hecker (1871) la chiama ebefrenia: processo

morboso che

– interviene alla pubertà

– impedisce lo sviluppo dell‟intelligenza

– decorre con fasi di depressione e di eccitamento

– porta abbastanza rapidamente ad una demenza

• Kahlbaum (1890): chiama eboidofrenia una forma

minore, intermittente e di prognosi molto migliore

Catatonia

Kahlbaum (1874) isola, sotto il nome di catatonia

(Spannungsirrsein), una psicosi che

– inizia più tardi

– decorso ciclico, con poussées e remissioni: passa,

successivamente, per la melanconia, la stupidità e la

demenza

– accompagnata da alterazioni della motricità

– verbigerazione e sindrome di “Attonität”: mutismo,

sospensione del pensiero, negativismo attivo e passivo,

pateticismo, bizzarria, flessibilità cerea, rigidità, trisma,

crisi di furore, ecc.

• I temi deliranti sono polimorfi e senza

sistematizzazione possibile

• L‟evoluzione demenziale non si osserva sempre e

la prognosi gli sembra abbastanza buona

Kraepelin



Trattato: Prima Edizione nel 1883

4° Edizione (1893)

Individua un gruppo di malattie mentali, i

processi psichici degenerativi, che

riunisce in 3 entità riunite per la prima

volta

1. Demenza precoce: designa l‟ebefrenia,

con un aspetto leggero e uno grave

2. Catatonia: senza mutazione di senso

3. Demenza paranoide: diversi deliri

allucinatori mal sistematizzati, che

evolvevano verso un leggero indebolimento

intellettuale

5° Edizione (1896)

• Oppone le mm acquisite alle congenite

• Tra le acquisite situa le “malattie acquisite

da disturbi della nutrizione”

• Dopo la follia mixedematosa e il

cretinismo, e prima della demenza

paralitica, dispone i processi demenziali,

includendo:

– Demenza Precoce (=ebefrenia)

– Catatonia e

– Demenza paranoide

6° Edizione (1899)

• Demenza precoce: raggruppa in modo generico

le tre sindromi classiche e, innovazione, le forme

allucinatorie della paranoia

• La sintesi è basata su un criterio evolutivo:

l’indebolimento demenziale (Verblödung)

• Segni fondamentali: alterazione affettiva,

indifferenza, disturbi del corso del pensiero,

alterazione dell‟unità interiore del soggetto

• Orientamento, memoria e intelligenza restano

intatte, mentre la personalità si disgrega

• L’ebefrenia ne costituisce la forma canonica più

pura, il nucleo centrale in cui figurano i segni

essenziali

7° Edizione (1906)

• Il gruppo della Dementia Praecox è un

po‟ eterogeneo, un assemblaggio di

forme morbose, sebbene vi figuri in

comune

• una alterazione più o meno deficitaria

dell‟affettività, determinante una

disgregazione psichica

8° Edizione (1913)

• Le forme allucinatorie di paranoia non

mostrano un‟evoluzione realmente demenziale:

sono separate dal gruppo della demenza

precoce e costituiscono un dominio proprio

• Riprende il vecchio termine di parafrenia, che

usa al plurale, descrivendo 4 varietà:

1. Sistematica: molto vicino alla paranoia allucinatoria

2. Espansiva: con qualche legame con la psicosi

maniaco-depressiva

3. Confabulante

4. Fantastica

Concezione Finale

• Rinuncia a una entità pura e semplice,

fondata sulla nozione di demenza

specifica

• Considera il gruppo dei dementi precoci

come caratterizzati dalla

– disgregazione psichica e dalla

– anaffettività

– (2 anni prima era uscito il trattato di Bleuler)

Bleuler: La Schizofrenia



La Teoria dei Sintomi

Segni Primari e Secondari

• Primari: emergono direttamente dal

processo stesso della malattia, che

esprimono in parte

• Secondari: si manifestano solo quando

reagisce a qualche alterazione esterna o

interna, senza che il processo stesso sia

variato

Esempio dell‟Osteomalacia

• Il processo corrisponde a una

decalcificazione ossea e a disturbi

metabolici e si esprime direttamente

mediante:

– segni primari: come i dolori spontanei o

l‟immagine radiologica chiara

– segni secondari: ad esempio, una frattura

patologica, derivante da uno choc dell‟osso

malato con un fattore esteriore

Esempio della Paralisi del

Retto Esterno dell‟occhio

• Processo: rimanda alla in eccitabilità di

questo muscolo e si esprime con

– segno primario: l‟impossibilità della

rotazione esterna del globo oculare

– segni secondari: contrattura del retto

interno e la cattiva localizzazione delle

immagini visive, reazioni fisiologiche alla

lesione del resto sano dell‟apparato oculare

Processo Essenziale

• Serie di stati che non si definiscono né per

la demenza né per una evoluzione

deficitaria fatale

• Il denominatore comune è costituito da

una dislocazione della vita psichica che

la divide (“Spaltung”) in compartimenti e

riduce in sistemi frammentari anarchici

– l‟intelligenza,

– l‟affettività e

– il comportamento

Segni Primari

• Alterazione delle Funzioni Associative: si

può manifestare mediante un blocco del

pensiero e tutti gli aspetti della dissociazione

mentale

• Tali segni appaiono, soprattutto nelle fasi

acute, senza alcuna motivazione esteriore

• nello stesso registro, colloca

 gli stati di ottundimento

 gli episodi di eccitazione o di depressione

 la predisposizione alle allucinazioni

 la sindrome catatonica

 alcuni segni fisici

Segni Secondari

• Conseguenza diretta della tendenza specifica a

deconnettere le associazioni ordinarie e ad

annodarne di inabituali:

– L’ordo et connexio idearum non corrispondono più

all’ordo et connexio rerum

• Opera secondariamente, con motivi caricati di un

senso individuale: la scelta delle associazioni

perturbate in un dato momento dipende

soprattutto dalla carica affettiva dei complessi

• Disturbi dell‟affettività sempre secondari:

escludere l‟ipotesi di una distruzione propria

dell‟affettività

Teoria della Malattia

• Processo che produce direttamente i segni

primari, mentre i secondari corrispondono

 sia a funzioni psichiche che operano in condizioni

perturbate

 sia agli effetti di un certo adattamento

dell‟esperienza e del comportamento alle

perturbazioni primitive

• Si ignora la natura del processo, che si può

solamente postulare, in ragione del modello

coerente che permette di costruire

Segni Fondamentali e Accessori

• A livello della clinica e della diagnosi:

• segni fondamentali: pur essendo per

buona parte dei segni secondari,

s‟incontrano quasi sempre e sono, in

pratica, indispensabili per la diagnosi:

– disturbi associativi, ambivalenza,

autismo, anaffettività

• segni accessori: variano, possono

mancare e dipendono in parte dalle

circostanze esteriori

Concezione Nosografica

• Il titolo “Dementia praecox o il Gruppo delle

Schizofrenie” è chiarito da una frase all‟inizio

del libro:

– “Chiamo “schizofrenia” la demenza precoce perché,

come spero di dimostrare, la dissociazione delle

diverse funzioni psichiche è uno dei suoi caratteri più

importanti. Per comodità, impiego la parola al

singolare, sebbene il gruppo comprenda

versosimilmente parecchie malattie”.

• Posizione nosografica agli antipodi della

nosografia delle entità specifiche, che era stato

il sogno degli psichiatri del XIX° secolo

DSM-IV: Schizofrenia



Criteri Diagnostici

SINTOMI

A Sintomi caratteristici: due (o più) dei sintomi

seguenti, ciascuno presente

1 deliri



2 allucinazioni



3 eloquio disorganizzato (per es., frequenti deragliamenti

o incoerenza)

4 comportamento grossolanamente disorganizzato o

catatonico

5 sintomi negativi, cioè appiattimento dell'affettività,

alogia, abulia.

Nota È richiesto un solo sintomo del Criterio A se i deliri sono bizzarri,

o se le allucinazioni consistono di una voce che continua a commentare

il comportamento o i pensieri del soggetto, o di due o più voci che

conversano tra loro.

DISFUNZIONE E DURATA



Disfunzione sociale/lavorativa: per un periodo significativo di tempo

B dall'esordio del disturbo, una o più delle principali aree di

funzionamento come il lavoro, le relazioni interpersonali, o la cura di

sé si trovano notevolmente al di sotto del livello raggiunto prima della

malattia (oppure, quando l'esordio è nell'infanzia o nell'adolescenza, si

manifesta un'incapacità di raggiungere il livello di funzionamento

interpersonale, scolastico o lavorativo prevedibile).

Durata: segni continuativi del disturbo persistono per almeno 6 mesi.

C Questo periodo di 6 mesi deve includere almeno 1 mese di sintomi (o

meno se trattati con successo) che soddisfino il Criterio A (cioè,

sintomi della fase attiva), e può includere periodi di sintomi

prodromici o residui. Durante questi periodi prodromici o residui, i

segni del disturbo possono essere manifestati soltanto da sintomi

negativi o da due o più sintomi elencati nel Criterio A presenti in

forma attenuata (per es., convinzioni strane, esperienze percettive

inusuali).

CRITERI DI ESCLUSIONE



Esclusione dei Disturbi Schizoaffettivo e dell'Umore: il Disturbo

D Schizoaffettivo e il Disturbo dell'Umore Con Manifestazioni Psicotiche

sono stati esclusi poiché:

(1) nessun Episodio Depressivo Maggiore, Maniacale o Misto si è

verificato in concomitanza con i sintomi della fase attiva;

(2) oppure, se si sono verificati episodi di alterazioni dell'umore

durante la fase di sintomi attivi, la loro durata totale risulta breve

relativamente alla durata complessiva dei periodi attivo e residuo.

Esclusione di sostanze e di una condizione medica generale: il

E disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per

es., una sostanza di abuso, un farmaco) o a una condizione medica

generale.

Relazione con un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo: se c'è una

F storia di Disturbo Autistico o di altro Disturbo Pervasivo dello

Sviluppo, la diagnosi addizionale di Schizofrenia si fa soltanto se sono

pure presenti deliri o allucinazioni rilevanti per almeno un mese (o

meno se trattati con successo).

TIPO PARANOIDE

 Un tipo di Schizofrenia nel quale

risultano soddisfatti i seguenti criteri:

A. Preoccupazione relativa a uno o più deliri

o frequenti allucinazioni uditive.

B. Nessuno dei seguenti sintomi è rilevante:

eloquio disorganizzato, comportamento

disorganizzato o catatonico, affettività

appiattita o inadeguata.

TIPO DISORGANIZZATO



 Un tipo di Schizofrenia in cui risultano

soddisfatti i criteri seguenti:

A. Sono in primo piano tutti i seguenti:

1. Eloquio disorganizzato

2. comportamento disorganizzato

3. affettività appiattita o inadeguata.

B. Non risultano soddisfatti i criteri per il Tipo

Catatonico.

Tipo Catatonico

• Un tipo di Schizofrenia nel quale il quadro clinico è dominato da

almeno due dei seguenti sintomi:

1. arresto motorio come evidenziato da catalessia (inclusa flessibilità

cerea) o da stupor;

2. eccessiva attività motoria (che è apparentemente senza scopo e

non influenzata da stimoli esterni);

3. negativismo estremo (resistenza apparentemente senza motivo a

tutti i comandi, o mantenimento di una postura rigida contro i

tentativi di mobilizzazione) o mutacismo;

4. peculiarità del movimento volontario, come evidenziato dalla

tendenza alla postura fissa (assunzione volontaria di pose

inadeguate o bizzarre), da movimenti stereotipati, da rilevanti

manierismi o smorfie;

5. ecolalia o ecoprassia.

Tipo Indifferenziato

• Un tipo di Schizofrenia nel quale sono

presenti i sintomi che soddisfano il Criterio

A, ma che

• Non soddisfano i criteri per il Tipo

Paranoide, Disorganizzato, o

Catatonico.

Tipo Residuo

• Un tipo di Schizofrenia nel quale risultano

soddisfatti i seguenti criteri:

A. Assenza di rilevanti deliri e allucinazioni,

eloquio disorganizzato, e comportamento

grossolanamente disorganizzato o catatonico.

B. Vi è manifestazione continua del disturbo,

come indicato dalla presenza di

– sintomi negativi o di

– due o più sintomi elencati nel Criterio A per la

Schizofrenia, presenti in forma attenuata (per es.,

convinzioni strane, esperienze percettive inusuali).

Sintomi della schizofrenia

Sintomi positivi e negativi

• Sintomi positivi: riflettono un eccesso o

una distorsione di funzioni normali

• Sintomi negativi: riflettono una

diminuzione o una perdita di funzioni

normali

Sintomi positivi

Deliri

• Convinzioni erronee, che di solito comportano

un'interpretazione non corretta di percezioni o

esperienze

• Contenuto: varietà di temi (persecuzione, di

riferimento, somatici, religiosi o di grandiosità)

– Persecuzione: la persona è convinta di essere tormentata,

inseguita, ingannata, spiata, o messa in ridicolo

– Riferimento: la persona è convinta che certi gesti, commenti,

passi di libri, giornali, parole di canzoni, o altri spunti provenienti

dall'ambiente siano diretti specificamente a sé stessa

• Distinzione con idea fortemente radicata: dipende dal

grado di convinzione con il quale la credenza viene

mantenuta nonostante l'evidenza di prove contrarie

Delirio di riferimento: Jaspers

• Mediante gesti, parole a doppio senso, vengono fatte “tacite

allusioni”. In modo indiretto sono fatte capire al malato ogni sorta di

cose. Le persone intendono sotto forma di osservazioni innocenti,

come per es.: “i garofani sono belli”, «la camicetta sta bene», cose

del tutto differenti da quello che sembrano e comprendono tra loro

quest'altro significato.

• Tutta la gente guarda il malato “come se avesse da dirgli qualche

cosa”; “mi sembrava come se tutto fosse fatto per canzonarmi”;

“tutto quello che avvenne a Mannheim, era fatto per canzonarmi, per

ingannarmi”.

• La gente che conversa per la strada evidentemente parla sempre

del malato. Nei giornali, nei libri, ovunque vi sono cose che sono

dirette al malato, che riguardano la storia della sua vita, che

significano avvertimenti, ingiurie.

• Se si vuole spiegare qualche avvenimento con il caso, il malato lo

respinge con indignazione. Questi “casi infernali” non sono affatto

casuali. Gli spintoni per strada sono evidentemente intenzionali. Il

fatto che il pezzo di sapone sul tavolo prima non ci fosse,

significherebbe in modo evidente un insulto, ecc.

Delirio di significato (Jaspers)

• In un caffè ad un malato dà nell'occhio un cameriere che saltellava tanto

rapidamente ed in modo tanto fastidioso vicino a lui.

• Mentre era da un conoscente gli dava nell'occhio il comportamento tanto strano di

costui, per cui si sentiva preoccupato.

• Per la strada tutto era così differente, diverso da prima, ci doveva essere qualche

cosa. Un passante aveva uno sguardo così penetrante, forse era un detective.

• Poi passò un cane che pareva ipnotizzato, che era come un cane di gomma, come

se fosse mosso da un meccanismo.

• C'era tanta gente per strada: forse c'era qualche macchinazione contro il malato.

Tutta la gente faceva rumore con gli ombrelli, come se ci fossero state dentro delle

macchine.

• In altri casi i malati notano i visi trasfigurati delle persone, la bellezza insolita del

paesaggio, i capelli straordinariamente dorati, la bellezza meravigliosa del sole.

• Deve succedere qualche cosa. Il mondo si trasforma. Comincia una nuova era. Le

luci sono stregate e non vogliono bruciare. Ci deve essere dietro qualche cosa di

non naturale.

• Il bambino è diventato come una scimmia. Gli uomini sono “mischiati”, essi sono

“comparse”, hanno tutti un aspetto non naturale.

• Le insegne sulle case sono storte, le strade hanno un aspetto così poco

rassicurante. Tutto “va così in fretta”. Il cane raspa alla porta in modo tanto strano.

Deliri bizzarri

• Risultano chiaramente non plausibili e non comprensibili,

e non derivano da comuni esperienze di vita

– Esempio: convinzione che uno sconosciuto abbia rimosso i suoi

organi interni sostituendoli con quelli di qualcun altro senza

lasciare alcuna ferita o cicatrice

– Non bizzarro: falsa convinzione di trovarsi sotto sorveglianza

della polizia

• I deliri che esprimono una perdita di controllo sulla

mente e sul corpo ("sintomi di primo-rango" di

Schneider) sono generalmente considerati bizzarri

• Se i deliri sono giudicati bizzarri, questo solo sintomo è

sufficiente per soddisfare il Criterio A per la Schizofrenia

Allucinazioni

• Possono manifestarsi con qualunque modalità

sensoriale (uditiva, visiva, olfattiva, gustativa e tattile)

• Le allucinazioni uditive sono di gran lunga le più comuni

e caratteristiche

– Sperimentate come voci, sia familiari che non familiari, che

vengono percepite come distinte dai pensieri propri del soggetto

– Contenuto variabile: voci denigratorie o minacciose sono molto

comuni

• Alcune (due o più voci che conversano con un'altra,

oppure voci che continuano a commentare i pensieri o il

comportamento del soggetto) sono incluse fra i sintomi

di primo-rango di Schneider

• Se sono presenti questi tipi di allucinazioni, allora è

richiesto solo questo singolo sintomo per soddisfare il

Criterio A

Requisiti delle Allucinazioni

• Devono verificarsi a sensorio integro

– quelle che si manifestano durante l'addormentamento

(ipnagogiche) o durante il risveglio (ipnopompiche)

rientrano nelle esperienze normali

• Esperienze isolate, come sentirsi chiamare per

nome, o le esperienze che mancano della

qualità di un oggetto di percezione esterno (per

es., un mormorio nella propria testa) non sono

considerate caratteristiche della S

• Possono anche essere un contenuto normale

dell'esperienza religiosa in certi contesti culturali.

Pensiero disorganizzato

• Definito anche "disturbo formale del pensiero",

"allentamento dei nessi associativi“

• considerato da certi autori (Bleuler) come la

manifestazione singola più importante della

Schizofrenia

1. Difficoltà di una definizione obiettiva

2. In un contesto clinico le deduzioni sul pensiero

sono basate in primo luogo sull'eloquio del

soggetto

• Perciò è stato enfatizzato il concetto di eloquio

disorganizzato (Criterio A3)

Disorganizzazione

• Bleuler: disturbo delle associazioni logiche del pensiero

era uno dei “sintomi fondamentali” della schizofrenia

• Alterazione del meccanismo in base al quale in ogni

scambio comunicativo il pensiero viene organizzato

secondo una sequenza logica adatta a trasmettere un

messaggio e a garantire la comprensione del medesimo

• Questi meccanismi vengono detti appunto associativi

• La disorganizzazione della comunicazione verbale nella

S può dipendere da

– alterazione intrinseca dei meccanismi associativi del pensiero

– incapacità di controllare la corretta ricezione del messaggio:

conseguenza del ritiro dalla comunità sociale

Regole associative diverse

• Nei casi gravi il pensiero sembra seguire regole di

associazione delle idee diverse da quelle dettate dalla

logica:

– semplici risonanze, locuzioni comuni, condensazioni o associazioni del

tutto casuali

– Il discorso appare incoerente

– le parole non hanno più nessun legame tra di loro

– spesso vengono condensate l‟una con l‟altra a formare dei nuovi ed

inesistenti vocaboli

• Nei casi meno gravi l‟eloquio esprime un pensiero

oscuro, poco concludente e ricco di apparenti significati

allusivi

– forma sintattica molto ricercata, che dà l‟impressione di un pensiero

logico espresso con un linguaggio forbito

– In realtà ad una analisi attenta il pensiero risulta privo di contenuti chiari

ed adeguati al contesto.

Arieti: paleologica

• La maggiore o minore incomprensibilità

del discorso nasce dall‟uso di una

particolare logica diversa da quella

normale

• cosiddetta “paleologica”: logica arcaica

che probabilmente ha preceduto quella

aristotelica e che sembra venga

normalmente usata dai bambini molto

piccoli (in genere fino ai 3-4 anni di età)

Von Domarus modelli di pensiero “paleologico”



• Nella logica normale l‟identità si basa

sull‟identità dei soggetti

• Nella “paleologica” si basa sull‟identità dei

predicati

• Arieti: «Una paziente credeva che i due uomini

che aveva amato nella sua vita fossero di fatto la

medesima persona, benché uno vivesse a Città

del Messico e l‟altro a New York. Infatti entrambi

suonavano la chitarra ed entrambi l‟amavano.

Facendo ricorso ad un tipo di cognizione che

segue il principio di Von Domarus, essa poté

riaffermare l‟unità dell‟immagine dell‟uomo che

voleva amare...»

“neologismi”

• Vocabolario inesistente creato ed utilizzato dal paziente

per esprimere in forma simbolica un contenuto ideativo

• Più spesso, sostantivi e meno frequentemente verbi o

aggettivi

• Possono essere

– parole completamente nuove ed incomprensibili

– distorsioni di parole comunemente usate

– arbitrarie condensazioni di più parole in un unico nuovo termine

o anche

– sostantivi creati “per assonanza”

• Quando sono decifrabili, permettono di intuire il

particolare uso dei simboli effettuato dallo s

Ecolalia

• Consiste sostanzialmente nella continua

ripetizione di una frase

• Oggi si presenta in forme più lievi: risposta di

alcuni pazienti che inizia regolarmente con la

ripetizione della domanda a loro rivolta

– M: “Come si chiama?” P: “Come mi chiamo? Mi

chiamo Claudio”

– M: “Quanti anni ha?” P: “Quanti anni ho? 22”

– M: “Con chi vive?” P: “Con chi vivo? Con mia madre e

mio padre”

• Potrebbe essere tentativo di mantenere

l‟attenzione focalizzata sulle domande poste

Blocco del pensiero

• Bleuler: improvvisa mancanza totale di legami

associativi che avrebbe provocato brusche

interruzioni nel discorso del paziente

• L‟interruzione può durare secondi o minuti e

lascia il paziente spesso perplesso e

disorientato

• Bleuler: «Una catatonica intelligente deve

rimanere seduta per ore per “ritrovare il

pensiero”, un‟altra non sa dire altro che “a volte

so parlare, a volte no”, un altro ha “ostacoli del

pensiero”...».

x



x

x

x

x









Blocco del pensiero

Come si manifesta

• Colloquio: dopo una brevissima pausa riprende

il discorso comunicando un pensiero che ha

pochi o nessun legame con quello precedente

• Soste nell‟eloquio del paziente che possono

apparire come una semplice caduta della sua

attenzione.

• Blocchi cosiddetti parziali: interruzione del solo

linguaggio e non del pensiero:

– il paziente pur rimanendo muto continua a gesticolare

come se stesse ancora parlando

Eloquio disorganizzato (A3)

• "deragliamento" o "allentamento dei nessi associativi“:

"perdere il filo" passando da un argomento all'altro

• "tangenzialità“: le risposte alle domande possono essere

correlate in modo obliquo o completamente non correlate

• "incoerenza" o "insalata di parole“: così gravemente

disorganizzato da risultare quasi incomprensibile, e

assomigliare all'afasia recettiva nella sua

disorganizzazione linguistica

• Una disorganizzazione lieve dell'eloquio è comune e non

specifica, per cui i sintomi devono essere

sufficientemente gravi da compromettere in modo

consistente la comunicazione effettiva

• Una disorganizzazione meno grave del pensiero o

dell'eloquio può manifestarsi durante i periodi prodromici

o residui della Schizofrenia

x





x x

x









Deragliamento

comportamento grossolanamente

disorganizzato (A4)

• Può manifestarsi in una varietà di modi, da una stupidità

infantile all'agitazione imprevedibile

• Problemi in qualunque forma di comportamento

finalizzato a una meta, che può evidenziare delle

difficoltà nella esecuzione di attività della vita quotidiana,

come la preparazione dei pasti o il mantenimento

dell'igiene personale

• Può avere un aspetto molto disordinato

• Può vestire in un modo inusuale (per es., indossando più

soprabiti, sciarpe e guanti in un giorno caldo)

• Può mostrare un comportamento sessuale chiaramente

inappropriato (per es., masturbazione in pubblico),

oppure

• un'agitazione imprevedibile in assenza di stimoli esterni

(per es., gridando o imprecando)

Requisiti

• Deve essere distinto dal

– comportamento che è semplicemente senza

scopo o in generale non finalizzato e dal

– comportamento organizzato che è motivato

da convinzioni deliranti

• Alcuni esempi di comportamento agitato,

irrequieto, o di rabbia non dovrebbero

essere considerati segni evidenti di S,

specialmente se la motivazione è

comprensibile.

comportamenti motori catatonici

• Notevole diminuzione della reattività all'ambiente, che si

manifesta di volta in volta con differenti modalità:

1. stupor catatonico: grado estremo di assenza di

consapevolezza

2. rigidità catatonica: postura rigida e resistenza passiva

agli sforzi di mobilizzazione

3. negativismo catatonico: resistenza attiva ai comandi o

ai tentativi di mobilizzazione

4. posture catatoniche: assunzione di posture bizzarre o

inappropriate

5. eccitamento catatonico: eccessiva attività motoria non

finalizzata e non dovuta a stimoli esterni

• i sintomi catatonici non sono specifici e possono

ricorrere in altri disturbi mentali

Catalessia e flessibilità cerea

• Catalessia vera: rigidità muscolare per cui il paziente

mantiene a lungo la stessa posizione, a volte anche

scomoda, ed è quasi impossibile dall‟esterno modificarla:

– “segno del cuscino”: mantenere da sdraiati la testa di poco

sollevata dal piano.

• Catalessia flessibile: mantiene la posizione che è stata

imposta dall‟esterno per un certo tempo e poi lentamente

e quasi impercettibilmente ne assume spontaneamente

un‟altra più comoda.

• Flessibilità cerea: quando si tenta di sollevare un arto

del malato, si apprezza durante il movimento passivo

imposto una certa resistenza muscolare

Stupore catatonico

• Immobilità più completa: giace disteso con gli

occhi chiusi, ma in genere si apprezza un

tremolio alle palpebre, e non risponde né a

stimoli esterni né a stimoli interni

– non deglutisce niente, nemmeno la saliva che

ristagna nella bocca e cola agli angoli, non svuota né

gli intestini né la vescica, non sembra reagire né al

dolore, né agli stimoli termici.

– seri problemi di assistenza medica: non si

alimentano, non urinano e non evacuano

– oggi sono molto meno frequenti rispetto al passato

Stereotipie

• Riguardano diversi comportamenti e consistono

fondamentalmente nella loro ripetizione

– stereotipie di gesti usuali: pettinarsi ad esempio

– stereotipie di comportamenti motori: un particolare

movimento nel camminare

– stereotipie di espressioni del viso: una smorfia viene

continuamente ripetuta.

• Oggi molto meno vistosi rispetto a quelli descritti

nel passato.

Manierismi

• Disturbi appartenenti alla serie motoria molto

caratteristici della schizofrenia cronica

• Sono sostanzialmente caricature ed

esasperazioni di comportamenti normali

• Possono così apparire bizzarre alcune azioni

normali come il fumare o il pettinarsi compiute

con gesti ampi ed esagerati.

• Anche il linguaggio può presentare dei

manierismi quando si presenta affettato ed

incongruamente ricercato, così come la mimica

quando è teatrale.

Impulsi

• Gesti, o più genericamente azioni improvvise

ed apparentemente immotivate, che il paziente

compie spesso senza darne alcuna spiegazione

• Per lo più di comportamenti violenti verso cose,

persone, o verso se stessi che

– a volte sono evidentemente il risultato di comandi

allucinatori

– altre volte sono semplicemente il risultato di un

progressivo e rapido aumento dell‟angoscia

soggettiva.

Sintomi Negativi



Criterio A5

Affettività, alogia, apatia

• Appiattimento dell'affettività: il viso del appare immobile

e non reattivo, con scarso contatto dello sguardo e

ridotto linguaggio del corpo

– Benché possa sorridere e occasionalmente animarsi, lo spettro

delle sue espressioni emotive è chiaramente ridotto nella

maggior parte del tempo

• Alogia (povertà di linguaggio): risposte brevi, laconiche,

vuote

– sembra avere una diminuzione di pensieri, che si riflette nella

diminuzione di fluidità e di produttività del linguaggio

– deve essere differenziato da una mancanza di volontà di parlare

• Abulia: incapacità a iniziare e a continuare attività

finalizzate a una meta

– Può rimanere seduta per lunghi periodi di tempo e mostrare

scarso interesse nel partecipare ad attività sociali o lavorative.

Alterazioni dell‟affettività



1. • appiattimento

2. • discordanza

3. • ambivalenza

Appiattimento

• Riduzione o assenza delle normali capacità di

modulazione affettiva del pensiero, manifestata da

– riduzione della reattività emotiva di fronte a stimoli che invece

dovrebbero sollecitarla

– mimica, gestualità, intonazione della voce sembrano aver perso

la loro abituale flessibilità e reattività

– anche di fronte a stimoli provenienti da situazioni della vita

quotidiana o ad eventi stressanti esistenziali anche di entità

rilevante (ad es. avvenimenti di separazione, perdita o lutto)

• Impressione di una passiva indifferenza di fronte agli

stimoli accompagnata da una profonda inerzia affettiva

• Tende a sfuggire lo sguardo diretto, il tono della voce è

monotono, la motilità spontanea è scarsa.

Riduzione dell‟interesse

• Si accompagna ad una

– riduzione dell‟attività esploratoria, della curiosità,

dell‟interesse per le altre persone e più in generale

per gli stati affettivi delle persone che interagiscono

con lui

• In molti casi è relativo e selettivo:

– può essere presente nei rapporti interpersonali con le

persone della famiglia e con il medico

– ma può essere presente un‟intensa partecipazione

emotiva ai contenuti del delirio o delle allucinazioni

Impoverimento ideo-affettivo

• Nell‟analisi fattoriale è correlato alla

dimensione dell‟Impoverimento:

“impoverimento ideo-affettivo”.

• Descritto con vari termini, dipendenti dal

tipo di scale di valutazione utilizzate:

– Appiattimento affettivo

– Appannamento affettivo

– Ridotta Espressione Affettiva

– Ritiro emotivo

Discordanza affettiva

• Particolare “dissociazione” o “sfasatura” tra i

contenuti del discorso del p e l‟espressività

emozionale che li accompagna

• La discordanza tra le due forme di

comunicazione (verbale e non verbale) tende ad

– essere persistente

– non controllata volontariamente e

– strettamente correlata agli altri disturbi del quadro

sindromico

Risonanza emotiva

• Risonanza emotiva inadeguata, sproporzionata

o solo marginalmente correlata ai contenuti

ideativi verbali

• La discordanza si riferisce ai contenuti del

discorso e non ai contenuti del pensiero

– P dotati di buone capacità di introspezione, una volta

guariti riferiscono che la loro precedente

manifestazione affettiva “incongrua” non era riferita a

quanto stavano dicendo all‟esaminatore

– ma ad una fantasia (o ad un delirio) che non

compariva nel discorso palese

Manifestazioni della discordanza

• Sorride incongruamente mentre espone

eventi intrinsecamente luttuosi o dolorosi

o, viceversa, appare triste ed angosciato

parlando di cose apparentemente

irrilevanti

• “ridere da solo senza motivo”

• Alcuni comportamenti impulsivi ad alta

connotazione emozionale indotti da stimoli

esterni apparentemente irrilevanti

Forma particolare di aggressività

• Ostilità, più o meno manifesta e scatenata

spesso da futili motivi, che difficilmente

lascia il malato dando l‟impressione di

essere diventata autonoma

• È come se gli affetti in genere, ed in

questo caso l‟ostilità, seguissero a stento

le idee

– per cui ad esempio il paziente può rimanere

ostile a lungo anche se ormai non vi è più

nessun motivo per continuare ad esserlo

Ambivalenza (Bleuler)

• Coesistenza nei vissuti del paziente di emozioni e di

pensieri apparentemente contrastanti o comunque in

opposizione tra loro

• Bleuler: «la tendenza schizofrenica ad attribuire

contemporanea- mente a psichismi diversi segni positivi

e negativi»

– era riferito sia a manifestazioni affettive che cognitive, in realtà

va prevalentemente considerato come un segno di alterazione

della sfera emozionale del paziente

• E‟ un sintomo relativamente raro

• Sono invece più frequenti manifestazioni più sfumate di

ambivalenza affettiva oppure comportamenti alterati a

connotazione ambivalente

• Esempio: malati che alternano nei confronti della madre

atteggiamenti di dipendenza simbiotica a manifestazioni

di aggressività a volte violenta

Non sono specifici

• Si manifestano in un continuum con la normalità

• Non sono specifici e possono essere dovuti a vari fattori:

1. conseguenza di un sintomo positivo che produce isolamento sociale

o linguaggio impoverito

– esempio, il comportamento di un soggetto che abbia la convinzione

delirante che si troverà in pericolo se lascerà la sua stanza o parlerà con

qualcuno, può mimare i sintomi alogia e abulia

2. I farmaci neurolettici spesso producono effetti extrapiramidali

collaterali che assomigliano strettamente all'appiattimento

dell'affettività o all'abulia

3. sintomi depressivi: altri sintomi di accompagnamento presenti, e il

fatto che i soggetti con sintomi di depressione tipicamente

sperimentano uno stato affettivo intensamente doloroso, mentre

quelli con Schizofrenia presentano una diminuzione o un vuoto di

affettività

4. Sottostimolazione ambientale cronica o uno stato di

demoralizzazione possono comportare apatia e abulia apprese.

Autismo

Bleuler

• Non consiste in un sintomo specifico, ma piuttosto in una

condizione “trasversale” che rappresenta in un certo

senso l‟essenza della malattia

• Bleuler: uno dei “sintomi fondamentali” della malattia,

conseguenza dell‟alterazione di una “funzione psichica

complessa” rappresentata dal rapporto con la realtà:

– «... denominiamo autismo il distacco dalla realtà con la relativa e

assoluta predominanza della vita interiore».

• Associazione e combinazione di sintomi in cui deliri,

allucinazioni, ritiro sociale, perdita dei contatti con il

mondo esterno e della progettualità giocavano un ruolo

fondamentale

Simbolo di alienazione

• Successivamente ripreso da alcuni esponenti della

psicopatologia europea per indicare

– il mondo chiuso in se stesso ed imperscrutabile del malato

schizofrenico

– in cui la realtà interna perde i confini con la realtà esterna e si

dilata fino ad inglobare tutto l‟universo del paziente

– dove i confini del sé psichico e del sé corporeo risultano

frammentati o dissolti

• Diventa così il simbolo stesso dell‟alienazione e la

condizione unificante di tutta la multiforme

sintomatologia schizofrenica

• Non può essere dunque considerato come un “sintomo”

della schizofrenia, come aveva suggerito Bleuler, ma

• una condizione esistenziale di alienazione e di distacco

dal mondo che dovrebbe esprimere l‟essenza della

malattia.

DSM-IV

• Autismo riferito esclusivamente alle condizioni

psicotiche specifiche che si manifestano molto

precocemente in età infantile

• I criteri diagnostici non fanno alcuna menzione

dell‟autismo

• In effetti il concetto di autismo risulta assai

difficilmente descrivibile in termini operativi

• In assenza di regole e di definizioni che limitino

l‟ambiguità del termine, la valutazione qualitativa

e quantitativa di una “condizione autistica” è

ampiamente dipendente dalla valutazione

soggettiva dell‟esaminatore.

Kurt Schneider



Sintomi di Primo Rango della

Schizofrenia

Schneider

Deliri Percezione delirante





Allucinazioni uditive Eco del pensiero

Voci che discutono o litigano

Voci che commentano le azioni del

paziente

Disturbi del pensiero: Furto del pensiero

Inserimento del pensiero

passività del pensiero

Trasmissione (diffusione) del

pensiero



Esperienze di passività: Passività affettiva

Passività degli impulsi

deliri di controllo

Passività della volontà

Passività somatica

Percezione Delirante

• percezione normale interpretata dal

paziente in modo delirante e

considerata molto significativa

Esempio: Jaspers

• Improvvisamente le cose significano tutt'altro. Una

malata vede per strada persone in uniforme: questi sono

soldati spagnoli. Vede un'altra uniforme: questi sono

soldati turchi. Tutti i soldati sono concentrati qui: c'è una

guerra mondiale. (Questa osservazione è di prima del

1914). La stessa malata vede, alcuni passi più in là, un

uomo in giacca marrone: quello è l'arciduca morto e

risuscitato. Due uomini in impermeabile sono Schiller e

Goethe. Dinanzi ad alcune case vede impalcature:

l'intera città deve essere demolita. Una malata vede

nella strada un uomo; sa immediatamente che è il suo

amante dei tempi passati. Egli ha però un aspetto

completamente differente: si è mascherato con una

parrucca e altri travestimenti. Qui la cosa non è naturale.

Di esperienze analoghe una malata dice: è tanto sicuro e

chiaro che tutte le percezioni contrarie non mi lasciano

dubbi.

Eco del Pensiero

(Gedanklautwerden)

• Esperienza del paziente di udire il

proprio pensiero pronunciato all‟esterno

– può sentire che le persone ripetono il suo

pensiero appena dopo che è stato pensato

– che le persone rispondono ai suoi pensieri

– che ne parlano avendo detto che sono

udibili

– o dicendo a voce alta quel che lui sta per

pensare, in modo tale che il pensiero ripete

quello che le voci hanno detto

Esempio: Mellor

• Un pittore di 35 anni sentiva una voce flebile, con un

“accento di Oxford”, che attribuiva alla BBC; il volume

era un poco più basso di quello di una normale

conversazione, e si poteva sentire ugualmente bene con

entrambi gli orecchi. Ne collocava la sorgente all‟altezza

del processo mastoideo destro. La voce diceva:

• “Non posso sopportare quest‟uomo, il modo in cui porge

la mano...”.

• Egli sperimentava immediatamente ogni cosa che la

voce dicesse come il proprio pensiero, con l‟esclusione

di qualsiasi altro pensiero. Quando leggeva il giornale la

voce diceva a voce alta qualsiasi cosa su cui cadessero i

suoi occhi. Non aveva il tempo di capire quel che stava

leggendo, che questo era subito pronunciato a voce alta

Voci Dialoganti

• Presenza di due o più voci allucinatorie

che parlano o discutono tra di loro

• Il paziente di solito figura in terza

persona nel contenuto di quello che le

voci dicono

Esempio: Mellor

• Un paziente di 24 anni riferiva di sentire

delle voci che venivano dall‟infermeria.

Una voce pronunciata con tono profondo e

aspro diceva ripetutamente: “G.B. è un

maledetto paradosso insanguinato”, e

un‟altra con tono più alto diceva: “Sì,

dovrebbe essere rinchiuso”.

• Una voce femminile in qualche occasione

li interrompeva dicendo: “Non è vero, è un

uomo amabile”.

Voci che Commentano

• Voci allucinatorie che commentano le attività

del paziente

• La sequenza temporale secondo cui si

presenta il commento è tale per cui esso può

– precedere immediatamente l‟azione del paziente

– verificarsi durante la medesima o subito dopo.

• La cosa abnorme è che vengono sperimentate

come percezioni e come provenienti

dall‟esterno

• mentre molte persone normali hanno dei

pensieri, riconosciuti come propri, che

commentano le loro azioni

Esempio: Mellor

• Una casalinga di 41 anni sentiva una voce che

proveniva dalla casa al di là della strada [...]. La

voce arrivava senza tregua ripetendo in modo

monotono e piatto tutto quello che stava

facendo, con un misto di commenti critici:

• “Sta pelando le patate, prende il pelapatate,

butta via quella patata, perché pensa che abbia

la forma di un pene, ha una mente sconcia, sta

pelando le patate, adesso le sta lavando...”

Esperienze di Passività

• Denominate con vari termini:

– esperienze di passività

– esperienze prodotte

– deliri di controllo

– disturbi dell’attività personale

– automatismo mentale

• L‟evento viene esperito come alieno

rispetto al paziente, dal momento che

egli non lo prova come appartenente a se

stesso, ma inserito in lui dall‟esterno

Furto del Pensiero

• Il paziente crede che i suoi pensieri gli vengano

in qualche modo portati via dalla mente ed egli

ha, come prodotto di questo processo, un

sentimento di perdita

• Una giovane donna di 22 anni disse: “Sto

pensando a mia madre, e all‟improvviso i

pensieri mi vengono succhiati via dalla mente

con un estrattore frenologico a vuoto, e non

rimane nulla nella mia mente, è del tutto vuota...”

Inserimento del Pensiero

• Sperimenta pensieri che non hanno la

caratteristica della familiarità dell‟essere cosa

propria, ma ha la sensazione che siano stati

messi nella sua testa senza la sua volontà,

dall‟esterno

• Come nel furto del pensiero, è chiaramente

presente un disturbo dell‟immagine di sé,

specialmente riguardo ai limiti tra ciò che è sé

e ciò che non lo è

• Pensieri che infatti nascono dentro di lui

vengono presi per cose messe dall‟esterno

Esempio: Mellor

• Una casalinga di 28 anni disse: “Guardo

fuori dalla finestra e penso che il giardino

è bello, l‟erba sembra fresca, ma mi entra

nella mente il pensiero di Eammon

Andrews. Non ci sono più altri pensieri:

solo questo... Lui tratta la mia mente come

uno schermo e fa balenare i suoi pensieri

nella mia mente come si illumina un

quadro”.

Diffusione (Trasmissione) del

Pensiero

• Sensazione che i pensieri gli siano sottratti dalla

mente e, successivamente, in qualche modo resi

pubblici e proiettati in una vasta area

• La spiegazione che egli dà per come questo viene

fatto, com‟è usuale per il contenuto dei deliri, dipende

dal suo retroterra culturale e dai suoi interessi

predominanti

• Uno studente di 21 anni disse: “Come io penso, i miei

pensieri lasciano la mente attraverso un certo tipo di

registratore. Chiunque intorno deve solo passare il

nastro attraverso la sua mente per conoscere i miei

pensieri”.

Passività delle Emozioni

• Si verifica quando l‟affetto che il paziente prova non

gli appare suo proprio

• Egli ritiene che sia stato prodotto per farglielo provare

• Una paziente di 23 anni riferiva: “Io piango, le lacrime

mi scivolano lungo le guance e io appaio infelice, ma

dentro di me ho un‟angoscia fredda perché mi stanno

usando in questo modo, e non sono io che sono

infelice ma sono loro che stanno proiettando

l‟infelicità dentro il mio cervello. Essi proiettano su di

me le risate, senza nessuna ragione, e voi non avete

idea di quanto sia terribile ridere e apparire felici e

sapere che non si tratta di una vostra reazione ma

della loro”.

Passività degli Impulsi

• Sperimenta una spinta, che egli avverte come

aliena, ad iniziare un‟attività motoria

• L‟impulso può essere sperimentato senza

che il paziente intraprenda il comportamento

• Una donna ebrea di cinquantacinque anni

affetta da schizofrenia disse: “Avverto la mia

mano che si leva nel saluto e le mie lebbra

che pronunciano „Heil Hitler‟... Non sono io

che lo dico veramente... Ho cercato di

resistere per non alzare la mano... loro

mettono della droga nel mio cibo. È per

questo che succede”

Esempio: Mellor

• Se l‟azione viene portata avanti, il paziente ammette che

è opera sua, ma sente che l‟impulso che le ha dato il via

non era cosa sua:

• Un giovane ingegnere di 29 anni vuotò il contenuto di

una bottiglia di urine sul carrellino della mensa del pronto

soccorso. “Mi ha assalito l‟impulso di farlo e ho dovuto

farlo. Non era mia intenzione, viene dal reparto dei raggi

x, ecco perché ero stato mandato lì per gli impianti ieri.

Non aveva niente a che fare con me, volevano che

qualcuno lo facesse. Allora ho preso la bottiglia e l‟ho

versata. Mi sembrava che fosse l‟unica cosa che potevo

fare.”

Passività della Volontà

• Il paziente sente che non è la sua volontà a

portare avanti l‟azione

• Una stenografa di 26 anni descriveva le sue

azioni in questo modo: “Quando allungo la

mano per prendere il pettine sono la mia

mano e il braccio a muoversi, e sono le mie

dita a stringere la penna, ma non sono io a

controllarle... Io sto seduta lì desiderando che

si muovano, ed essi sono indipendenti, quel

che fanno non ha niente a che fare con me...

Io sono solo un pupazzo manipolato da corde

cosmiche... Quando le corde vengono tese il

mio corpo si muove e io non posso impedirlo”

Passività Somatica

• Convinzione che influenze esterne stiano

operando sul corpo

• Diversa dalle allucinazioni aptiche: convinzione

delirante che il corpo è influenzato dall‟esterno

• Si può verificare in concomitanza con varie

allucinazioni somatiche:

– Un paziente sentiva che la sua mano era sospinta

sulla sua faccia, la sentiva muoversi, benché di

fatto fosse immobile: l‟allucinazione cenestesica

spiegava questa esperienza di passività

– Può verificarsi anche in associazione con percezioni

normali

Caratteristiche associate

• Affettività inadeguata (per es., sorridere, ridere, o

assumere un'espressione sciocca del volto in assenza di

uno stimolo appropriato): Tipo Disorganizzato

• Anedonia: perdita di interesse o di piacere

• Umore disforico: può prendere la forma della

depressione, dell'ansia o della rabbia

• Turbe del ritmo del sonno (per es., sonno durante il

giorno e attività o irrequietezza notturne)

• Perdita di interesse per il mangiare o rifiuto del cibo in

conseguenza di convinzioni deliranti

• Alterazioni dell'attività psicomotoria (per es.,

deambulazione continua, dondolamento o immobilità

apatica)

Funzioni cognitive

• Difficoltà di concentrazione: può indicare problemi di

focalizzazione dell'attenzione o di distraibilità dovuti a

preoccupazione per stimoli interni

• Le funzioni intellettive di base sono considerate integre,

ma sono spesso presenti indizi di una certa disfunzione

cognitiva

– può essere confuso o disorientato, o

– può presentare un deficit di memoria durante un periodo di

esacerbazione dei sintomi attivi o in presenza di sintomi negativi

molto gravi

• La mancanza di consapevolezza è comune: fattore

predittivi di esito deficitario, poiché predispone il

soggetto a una mancanza di compliance per il

trattamento

• Si possono presentare

– depersonalizzazione, derealizzazione e

– preoccupazioni somatiche che a volte

assumono proporzioni deliranti

• A volte sono presenti alterazioni motorie:

smorfie facciali, posture fisse, manierismi

strani, comportamento rituale o

stereotipato

Aspettativa di vita

• E‟ più breve che nella popolazione generale per vari

motivi

• Il suicidio è un fattore importante: il 10% circa dei

soggetti con S commette suicidio

• I fattori di rischio per suicidio includono:

– sesso maschile

– età sotto i 30 anni

– sintomi depressivi

– disoccupazione e

– recente dimissione dall'ospedale

• Riguardo al fatto che la frequenza di atti di violenza

possa essere maggiore rispetto alla popolazione

generale le prove sono contrastanti

Decorso

• L'età media di insorgenza per il primo episodio psicotico della

Schizofrenia si situa tra i 20 e i 25 anni per gli uomini e poco sotto i

30 anni per le donne

• L'esordio può essere brusco o insidioso

• La maggioranza presenta un tipo di fase prodromica: sviluppo lento

e graduale di una varietà di segni e di sintomi

– ritiro sociale

– perdita di interesse nella scuola o nel lavoro

– deterioramento nell'igiene e nell'ordine

– comportamento inusuale

– scoppi di rabbia

• I familiari possono trovare questo comportamento di difficile

interpretazione, e presumere che "stia attraversando una particolare

fase“

Esordio giovane e tardivo

A. I soggetti con esordio in età più giovane

– sono più spesso maschi

– hanno un adattamento premorboso più scadente

– un minore grado di istruzione

– alterazioni strutturali dell'encefalo più evidenti

– segni e sintomi negativi più rilevanti

– deficit cognitivi più evidenti

– un esito peggiore

B. I soggetti con un esordio più tardivo

– sono più spesso femmine

– hanno alterazioni strutturali cerebrali o deficit cognitivi meno

evidenti, e

– mostrano un esito più favorevole.

Decorso ed esito

• Decorso può essere variabile:

– certi soggetti che mostrano esacerbazioni e

remissioni

– altri rimangono cronicamente ammalati

– la remissione completa (per es., un ritorno al

funzionamento premorboso pieno) non è

probabilmente comune

• Tra i soggetti che rimangono ammalati

– alcuni sembrano avere un decorso relativamente

stabile

– altri mostrano un progressivo peggioramento

associato a grave disabilità

• All'inizio della malattia, i sintomi negativi

possono essere rilevanti, apparendo

primariamente come manifestazioni

prodromiche

• Successivamente, compaiono sintomi positivi

– Questi sono particolarmente rispondenti al

trattamento, per cui diminuiscono, ma

– in molti soggetti persistono sintomi negativi tra gli

episodi di sintomi positivi

• I sintomi negativi possono diventare stabilmente

più rilevanti in certi soggetti durante il decorso

della malattia

Sintomi prodromici

Ritiro e isolamento sociale

• Ha in genere un andamento progressivo ed ingravescente.

– Può riguardare inizialmente un‟area specifica di interazione sociale (ad es. la

scuola o il lavoro), ma tende poi ad interessare globalmente tutta la rete

relazionale

– Le attività di gruppo e di incontro sociale vengono dapprima subite passivamente

ed in seguito evitate attivamente.

– Riduce progressivamente la sua comunicazione nell‟ambito del gruppo, spesso

facendo scattare meccanismi di esclu-sione e di emarginazione che favoriscono

ulteriormente il distacco e la chiusura

• Amicizie: sembra perdere progressivamente la sintonia comunicativa e la

motivazione alla ricerca attiva e al mantenimento del rapporto duale

– Appare sempre meno motivato a cercare la presenza e la compagnia degli amici

abituali anche perché sembra provare un senso di disagio e di insicurezza

nell‟ambito dei rapporti che precedentemente viveva senza difficoltà

– Spesso evita il rapporto perché può sentirsi “diverso”, “messo da parte”, o

oggetto di commenti negativi da parte degli altri componenti del gruppo e degli

amici abituali.

• Rapporti affettivi e/o sessuali con figure dell‟altro sesso: si allentano e si

deteriorano progressivamente per mancanza di motivazione, per riduzione

dell‟interesse e per difficoltà comunicativa.

Nuovi interessi strani e bizzarri

• Talvolta la perdita dell‟interesse e della

motivazione nei confronti delle precedenti attività

si accompagna alla comparsa di nuovi interessi,

con caratteristiche di stranezza e di bizzarria

rispetto al periodo precedente l‟inizio della

malattia

• In questi casi il mostra una immotivata ed

inattesa restrizione del campo di interessi che si

focalizza su temi magici, pseudo-filosofici o

pseudoscientifici affrontati con evidente

mancanza di critica e di preparazione

Riduzione delle capacità di svolgere un

comportamento finalizzato



• Diminuzione del rendimento scolastico o

lavorativo e incapacità a svolgere attività

ludiche presenti in precedenza

– Il rendimento scolastico mostra una netta flessione

negativa, spesso associata a frequenti ed immotivate

assenze dalla scuola

– Sul lavoro mostra un calo del rendimento, una netta

discontinuità nelle prestazioni fornite in precedenza e

si riscontrano frequenti ritardi o assenze dal posto di

lavoro

– Se in precedenza svolgeva un‟attività sportiva, questa

viene progressivamente trascurata e se esistevano

interessi ed attività extrascolastiche o extralavorative,

queste vengono abbandonate o neglette.

Comportamento impulsivo, strano e bizzarro



• Manifestazioni di aggressività improvvisa nei

confronti di figure familiari (aggressività del

paziente di sesso maschile verso la madre)

• Comportamenti sessuali di tipo decisamente

inadeguato

• Comportamenti alimentari assurdi o inappropriati

• Il cambiamento psicotico che si sta veri- ficando

viene vissuto quasi esclusivamente a livello

intimo ed è sufficientemente controllato

Ansia

• Da un vago senso soggettivo di disagio e di timore per

qualcosa di indefinito, aumenta più o meno lentamente

fino a diventare angoscia profonda.

• Appare facilmente irritabile, distraibile e riesce con

difficoltà a portare a termine compiti anche semplici

• Spesso riferisce che, durante questa prima fase, ha

avuto dei dubbi sulla propria identità e che si è sentito

“strano” o “diverso dagli altri”

• A volte riferisce di aver avuto incertezze circa la vera

identità dei genitori e degli altri familiari

• Altre volte dice di aver sentito qualcosa di cambiato nella

realtà che lo circonda, in modo oscuro, indefinibile ed

imprecisabile.

Perplessità schizofrenica

• L‟espressione del volto interrogativa e

sorpresa riflette questi contenuti ideativi

• Jaspers: «è una reazione assolutamente

comprensibile della personalità normale di

fronte all‟irruzione di una psicosi acuta... I

malati si accorgono di non poter pensare,

che tutto il mondo circostante resta per

loro un enigma e perciò cadono in uno

stato di perplessa meraviglia».

Cenestopatie

• Preoccupazioni somatiche immotivate

• Cenestopatie descritte in modo vago ma

ripetitivo e non riferibili a nessun quadro

organico specifico

– Dolori vaghi e diffusi, variabili come sede ed

intensità, ma prevalentemente localizzati al

capo

– sensazioni di “testa ovattata”, di “cervello che

brucia”, di “qualcosa dentro alla testa che dà

fastidio”, di “punture di spillo”, di “debolezza”

Parte specifica del corpo

• A volte manifesta la preoccupazione

ossessionante di “avere il pene piccolo”

• Altre volte pensa che i tratti del suo volto stiano

cambiando

• Altre volte ritiene che le sue mani siano

diventate più grandi, più piccole o che si stiano

trasformando.

• Alcuni pazienti passano molte ore davanti allo

specchio controllando angosciosamente la

possibile realtà dei propri cambiamenti somatici

Depersonalizzazione

• Vissuti di irrealtà, di stranezza, di cambiamento

percettivo o di trasformazione corporea riferiti

– non come una realtà indiscutibile e inaccessibile alla

critica: deliri

– ma come se si trattasse di qualcosa di reale

– pur riferendo questi vissuti come reali, riesce a

mantenere nei loro confronti un certo distacco critico,

anche se manifesta un livello di ansia particolarmente

elevato per l‟apparente incomprensibilità di ciò che

sta avvenendo

Autopsichica e allopsichica

• Autopsichica: Si sente come se stesse

perdendo la sua identità, la sua personalità, il

controllo dei suoi pensieri o il dominio dei suoi

ricordi in una generale sensazione di “irrealtà

superiore”

– «... mi sento strano, come se fossi cambiato

internamente. Certi giorni mi sembra come se un

occhio veda una cosa e l‟altro un‟altra e come se le

due orecchie sentano ognuna per conto suo. Mi

rendo conto che è impossibile, ma questo dipende dal

fatto che io non sono più io...»

• Allopsichica: come se la realtà esterna fosse

cambiata, alterata o trasformata in modo vago,

imprecisato e generalmente minaccioso

Somatica

• Depersonalizzazione somatica: sente il proprio

corpo come se fosse alterato, trasformato,

scisso o reso in qualche modo estraneo ed

irreale; distinta da

– preoccupazioni somatiche immotivate

– alterazioni della cenestesi

– disturbi somatici senza base organica

– deliri di trasformazione somatica: può rappresentare

un preludio

• «... mi sento come se ci fosse del fuoco nella

mia testa e come se gli intestini non fossero più

al loro posto. Mi sembra che il mio corpo sia

cambiato, ma non riesco a capire né come né

perché...»

Comparsa dei primi veri sintomi

• Aumento progressivo di emozioni e vissuti angosciosi:

sempre maggiore difficoltà ad organizzare anche una

semplice attività quotidiana

• Spesso passa la giornata in attività afinalistiche ed

improduttive: stando in silenzio dentro una stanza

rifiutando qualsiasi contatto con gli altri, oppure

camminando senza sosta e senza una meta precisa.

• Allucinazioni e disturbi del pensiero a questo punto

fanno in genere la loro prima comparsa così come il

delirio che, in un qualche modo, riduce l‟ansia soggettiva

in quanto probabilmente fornisce al paziente un chiaro,

anche se falso, sistema di lettura del proprio

cambiamento interno

Fattori associati a una prognosi migliore



• buon adattamento premorboso

• esordio acuto

• età di esordio più tardiva

• sesso femminile

• presenza di fattori scatenanti

• disturbi dell'umore associati

• breve durata dei sintomi della fase attiva

• buon funzionamento intercritico

• minimi sintomi residui

• assenza di alterazioni strutturali cerebrali

• funzionamento neurologico normale

• una storia familiare di Disturbo dell'Umore

• nessuna storia familiare di Schizofrenia.

Familiarità

• I parenti biologici di primo grado dei soggetti con S

hanno un rischio per la S di circa 10 volte maggiore

rispetto alla popolazione generale

• I tassi di concordanza per S sono più alti nei gemelli

monozigoti rispetto ai gemelli dizigoti

• Studi di adozione hanno dimostrato che i parenti

biologici di soggetti con S presentano un rischio

consistentemente aumentato per S, mentre i parenti

adottivi non hanno un aumento di rischio

• Molti dati suggeriscano l'importanza dei fattori genetici

nell'eziologia della S

• Ma l'esistenza di un tasso consistente di discordanza nei

gemelli monozigoti indica anche l'importanza dei fattori

ambientali.

Prevalenza

• Variabilità della prevalenza riferita della S, poiché

differenti studi hanno impiegato

– differenti metodi di accertamento (rurale versus urbano,

comunitario versus clinico o ospedaliero)

– differenti definizioni di Schizofrenia (ristretta versus ampia,

basata su criteri versus clinica)

• Le stime di prevalenza trovate in molti studi ampi variano

dallo 0,2% al 2%

• I tassi di prevalenza sono simili in tutto il mondo, ma

sono state riportate sacche di alta prevalenza in certe

aree specifiche

• La prevalenza durante la vita della S è generalmente

stimata tra lo 0,5% e l'1%

• Poiché tende ad essere cronica, i tassi di incidenza sono

considerevolmente più bassi dei tassi di prevalenza: si

stima siano intorno a 1 per 10.000 per anno.


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