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									“IVA: rapporti di scambio di beni e servizi in ambito
 comunitario ed extra comunitario. Aspetti critici e
            problematiche operative”




                   Sondrio 16 Aprile 2009
                                                        1
Dell'Aversana
               OPERAZIONI NON
             IMPONIBILI DPR 633/72

•   ART. 8     - Cessioni all’esportazioni
•   ART. 8 BIS – Operaz. Assimil. all’esport.
•   ART. 9     - Serv. Intern. Connessi scambi
•   ART. 38 Quater- Cessioni viaggiatori stran.
•   ART. 71 – Esport. Vaticano e San Marino
•   ART. 72 Operaz. previste da accordi intern.


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   Operazioni Comunitarie
 NON IMPONIBILI D.L. 331/93
• Acquisti e cessioni di beni (trasferimento fisico tra
  due diversi paesi comunitari ed onerosità);
• Trasporto di beni (quando iniziano in un paese
  comunitario e terminano un altro -tutta la tratta-);
• Operazioni accessorie al trasporto comunitario
  (carico, scarico, trasbordo);
• Le intermediazioni sui servizi sopra indicati;
• Le prestazioni di servizi relativi a beni mobili
  (lavorazioni, riparazioni, ecc..).

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        CESSIONI COMUNITARIE
                 Risoluzione n. 345/E del 28 novembre 2007

 PRESUPPOSTO CHE I BENI ABBIANO LASCIATO FISICAMENTE LO
 STATO DI ORIGINE
 Sentenze della Corte di giustizia del 27 settembre 2007 nei procedimenti C-146/05,
 C-184/05 e C-409/04;

 DOCUMENTAZIONE PROVA:
-Fattura vendita art. 41 DL 331/93;
-Elenco intrastat cessioni;
-Documentazione bancaria;
-Lettera di vettura internazionale (cmr, bill of lading, air waybill );

Criticità: trasporto a cura del cessionario.
“il fornitore deve dimostrare di avere agito con una diligenza
«qualificata»”




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      Risoluzione 15 dicembre 2008, n. 477/E


  L’Agenzia dopo aver ricordato che l’invio dei beni in altro Stato membro è un
  elemento costitutivo della cessione intracomunitaria, in assenza del quale non
  può applicarsi il trattamento di non imponibilità,
                               HA PRECISATO CHE
“Ai fini della prova dell’avvenuta cessione intracomunitaria e dell’uscita dei
 beni dal territorio dello Stato, la risoluzione n. 345 del 2007 ha indicato
  l’esibizione del documento di trasporto a titolo meramente esemplificativo.
  Pertanto, nei casi in cui il cedente nazionale non abbia provveduto diretta-
  mente al trasporto delle merci e non sia in grado di esibire il predetto
  documento di trasporto, la prova di cui sopra potrà essere fornita con
 qualsiasi altro documento idoneo a dimostrare che le merci sono state
 inviate in altro Stato membro”.




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   I (POSSIBILI) DOCUMENTI PROBATORI


1) DDT debitamente integrato con l’annotazione del luogo di
   destinazione e la firma per ricevuta del destinatario (identificazione
   di chi ritira la merce.

2) documentazione commerciale ed amministrativa di supporto (mail,
   ordini d’acquisto, accordi contrattuali, documentazione bancaria).

3) Prove alternative:
   - dichiarazione scritta del cliente che attesti l’avvenuta ricezione dei
       beni;
    - corrispondenza commerciale che indichi le modalità del trasporto
      e la documentazione bancaria relativa al pagamento dei beni.




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                           Esportazioni dirette
                  A                                         B
residente nel territorio                     non residente nel territorio
      dello Stato                                  della Comunità

                           l’operazione
                              produce
                            plafond per
                                 A




   A                   B
IVA non imponibile            ADEMPIMENTI :
art. 8, comma 1 lett. a
                              Cedente A fattura immediata
Bollo esente art. 15
                                          prova esportazione DAU 3 vistato
tab. b DPR 642/72
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            Progetto comunitario AES (Automated Export System)

                                       Dal 1 Luglio 2007 VISTO TELEMATICO




1.   Registrazione della dichiarazione in AIDA (sistema informativo dogane): il
     sistema fornisce gli estremi di registrazione e l’identificativo comunitario MRN
     (Movement Reference Number - Notifica di esportazione sito internet dogane-) ;
2.   Svincolo dell’operazione da parte dell’Ufficio di Esportazione con la consegna
     del DAE (Documento di Accompagnamento all’Esportazione);
3.   Comunicazione da parte dell’Ufficio di Uscita all’Ufficio di Esportazione dei
     risultati di uscita entro il giorno lavorativo successivo all’uscita delle merci dal
     territorio doganale comunitario;
4.   Comunicazione al dichiarante dell’esito dell’operazione AES tramite invio di un
     messaggio iVISTO;
5.   Monitoraggio delle dichiarazioni di esportazione da parte dell’Ufficio di
     Esportazione per le operazioni scadute per le quali non è pervenuto alcun
     messaggio entro 90 gg.




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Cessioni all’esportazione “dirette”

Requisiti congiunti:
 Il trasferimento della proprietà (no temporanee);
 La materiale uscita dei beni fuori dal territorio
  U.E.;
 Il trasporto o la spedizione dei beni eseguite
   “a cura o a nome dei cedenti”;
Non è necessario il requisito dell’onerosità.
 (onerosità necessaria per la formazione del plafond)

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             Acconti su esportazioni

• Al momento del pagamento di acconti va emessa
  fattura senza IVA;
• Al momento della consegna del bene deve essere
  emessa fattura relativa alla cessione recante
  l’indicazione del prezzo complessivo fatturato,
  nonché gli estremi di tutte le fatture di acconti, se
  saldo zero va annotata in apposita colonna del
  registro (Ris. Minis. 125/E del 7/9/98)


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                                   TRIANGOLARI
 IT1= 1 cedente (fattura)
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 IT2= Promotore (DAU)

CH= 2° acquir. Dest. Fin.




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                                             EX WORKS (franco fabbrica) mai triangolare
         IT2                         Cassazione 4 aprile 2000 n. 4098 – posizione sostanzialista -
                                 CTR Lazio 3 febbraio 2006 n. 178/14/06 con IVA senza incarico trasporto        IT 1
    IDENTIFICATO IN IT
                                    Cassazione sentenza n. 21946/2007 posizione formalista rigorosa;
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                              CTR Lombardia 21 settembre 2007 n . 69/22/07 – Contratto trasporto solo cedente
                             CURA DEL TRASPORTO

   UNA SOCIETA’ ITALIANA CHE VENDE BENI AD UNA SOCIETA’ TEDESCA




                                                  CH (cliente di DE)
   IT (Fornitore)       DE (Cliente di IT)


1) : IT su incarico del cliente tedesco trasporta la merce
       in Svizzera.
2) : DE (operatore comunitario) ritira i beni dal magazzino di IT
     (franco fabbrica) e cura il trasporto in Svizzera.

3) : CH provvede a ritirare la merce acquistata da DE
     presso il magazzino di IT.



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        Dell'Aversana
CESSIONI TRIANGOLARI E PLAFOND


• Il promotore della triangolazione ha un plafond
  ridotto di un ammontare pari al costo sostenuto per
  l’acquisto dei beni in triangolazione.
   ESEMPIO:
• Cessioni all’estero:       120
• Acquisti di tali beni      100
  Plafond libero per 20 e vincolato per 100;
  Il vincolato può essere utilizzato solo per acquisti
  di beni da esportare entro sei mesi.

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                   Esportazioni quadrangolari
                  Art . 8 primo comma lettera a)
      A                                                                      B
 residente nel                                                    residente nel
territorio dello                                                 territorio dello
     Stato                                                            Stato




                          A1
                  commissionario
                    residente nel
                   territorio dello
                        Stato



                                                        Nei rapporti comunitari l’intervento
                                            C             del commissionario crea problemi
                                                        quando entra in possesso della merce
                                      non residente      (art. 41/331 diverso dall’art. 8/633
                                                         è possibile ricorrere all’art. 58/331
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                                                        triangolare -RM 115 del 9/7/2001-)
                                      della Comunità
TRIANGOLARE CON LAVORAZIONE




                                                            ?


   IT1                                                    IT2
Dell'Aversana                                                   15
                RISOLUZIONE N. 223/E del 10 agosto 2007
              Esportazione a cura del non residente
                                                                     CONDIZIONI:
                                                               B= Operatore economico;
                                                               Beni senza subire lavorazione;
                 A                                             Esportazione entro 90 gg dalla consegna.

        residente nel
       territorio dello
            Stato




             B
     non residente                                                        B
                                                                 non residente



      90 giorni                           30 giorni                                      oltre
Operazione non imponibile   Operazione imponibile regolarizzazione        Sanzione da metà ad una volta l’IVA
           Dell'Aversana    fattura (art.7, c.1 D.Lgs 471/97) versamen-   dovuta (salvo le ipotesi di ravvedi- 16
                            to IVA dovuta                                 mento di cui all’art. 13 D.Lgs 472/97)
  Vendita a soggetti non residenti
    nella UE (art. 38- quater)
                  NON IMPONIBILE

Deve trattarsi di merce ben definita:
  Abbigliamento, calzature, oggetti di arredamento,
  oggetti di oreficeria, apparecchi di telefonia ecc…;
  Deve superare i 154,94 euro (IVA compresa);
  I beni devono uscire dal territorio comunitario, nei
  bagagli personali dell’acquirente entro il terzo
  mese dalla cessione.
No formazione Plafond
      RIGO VE32 ALTRE OPERAZIONI NON IMPONIBILI


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       Formalità per il venditore

• Deve ottenere entro la fine del quarto mese
  successivo alla vendita, l’esemplare della fattura
  vistato dalla dogana di uscita dalla U.E.
• Il comma 356 della legge 266 del 23/12/2005
  (Finanziaria 2006) ha modificato le modalità
  applicative dell'articolo 38-quater del Dpr 633/72
  I dati del passaporto vanno apposti non più
  all'emissione della fattura ma prima del visto
  doganale

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Vendita a soggetti non residenti
  nella UE (art. 38- quater)
L'operatore nazionale può addebitare l'imposta al viaggiatore straniero,
provvedendo al suo successivo rimborso dopo aver ricevuto la fattura
vistata dall'ufficio doganale di uscita dalla Comunità. In questo caso,
devono essere effettuate le variazioni in diminuzione dell'Iva a debito
già contabilizzata nel registro delle fatture emesse.
Nell'ambito di questa procedura, generalmente intervengono, come
soggetti intermediari, le società di tax refund o tax free.
Queste società provvedono a rimborsare direttamente l'imposta (al
netto di una provvigione) ai viaggiatori dopo aver ricevuto la fattura
vistata dalle autorità doganali ed effettuato il controllo dei requisiti
previsti dall'articolo 38-ter.




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                     Forniture ad esportatori
                          A            B
                       IVA non imponibile
                       art. 8, comma 1 lett. c
                       Bollo euro 1,81 se
     A                 l’importo è superiore      Lettera               B
                       a Euro 77,47                               residente
residente                                            di
                                                              (esportare abituale)
                                                  Intento
   l’operazione non
produce plafond per A

ACQUISTI AMMESSI CON LETTERA D’INTENTO NEI LIMITI DEL PLAFOND
1)   Materie prime, semilavorati, prodotti finiti, ecc.
2)   Beni ammortizzabili (esclusi i fabbricati e le aree edificabili)
3)   Servizi di trasformazione, lavorazione, montaggio e simili
4)   Prestazioni di servizi
5)   Altre spese generali
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Controllo cessioni ad esportatori
   abituali (Art. 8 c.1 lett. c)
• l’esistenza delle dichiarazioni d’intento in epoca
  anteriore all’effettuazione delle operazioni, la loro
  numerazione ed annotazione, nonché l’indicazione
  degli estremi di tali dichiarazioni sulle fatture.
• Ovviamente in presenza di dichiarazione
  d’intento regolarmente pervenuta il cedente non
  ha obblighi d’indagine sulla correttezza e
  veridicità delle condizioni previste, a condizione
  che trasmette telematicamente i dati contenuti
  nella dichiarazione d’intenti entro il 16 del mese
  successivo al ricevimento .

  Dell'Aversana                                           21
          Operazioni con San Marino
                   (art. 71 e DM 24/12/1993)
                           CESSIONI
• Non imponibili se rese nei confronti di operatori economici (con IVA a
   privati).
 Ai fini delle prova sono previste tre condizioni:
 1) possesso dell'esemplare della fattura con marca e timbro dell'Ufficio
   Tributario della Repubblica di San Marino, restituita dal soggetto
   acquirente sammarinese, alla fattura deve essere allegato il documento
   di accompagnamento dei beni viaggianti, del quale permane l'obbligo
   di emissione nell'interscambio commerciale italo-sammarinese (rif.
   circolare 16 settembre 1996, n. 225/E, paragrafo 2.5);
 2) eseguita notazione, a margine delle corrispondenti scritture
   effettuate nel registro delle vendite, dell'avvenuto ricevimento
   dell'esemplare della fattura vidimata di cui al precedente punto 1);
 3) indicazione dell'operazione, per la sola parte fiscale, nell'elenco
   riepilogativo delle cessioni intracomunitarie di beni se effettua altre
   cessioni comunitarie (INTRA 1).


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            UTILIZZO PLAFOND

 Per quanto concerne gli eventuali acquisti
 effettuati in sospensione d’imposta ai sensi
 dell’art. 8 1° comma lett. c e 2° comma del
 DPR 633/72 il controllo verterà:
sulla sussistenza dei presupposti sostanziali;
 sull’utilizzo entro i limiti consentiti;
 sulla correttezza degli adempimenti
 formali.

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           PLAFOND ART . 8 C. 2

PER LA FORMAZIONE:
Operazioni registrate nel periodo;
Prima della L.28/97 Esportazioni “fatte”;
PER L’UTILIZZO:
  Momento di effettuazione dell’operazione (art. 6) e
  non la data di registrazione

         (art. 19 decreto IVA 2 anni di tempo).

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                  ESPORTATORE ABITUALE
                  OBBLIGHI DEL FORNITORE
                   Circolare n. 10/E del 16.3.05


• La sanzione che punisce con pena proporzionale all’imposta non
  addebitata il cedente o il prestatore che ometta di inviare, o invii
  con dati incompleti o inesatti, la comunicazione delle dichiarazioni
  d’intento ricevute non pare applicabile all’ipotesi in cui il
  contribuente, pur non avendo comunicato i dati della
  dichiarazione d’intento, non abbia, successivamente, effettuato
  forniture in sospensione d’Iva.

• Tuttavia, la violazione della disposizione, in quanto strumentale
  alla tutela dell’integrità nell’esercizio delle azioni di controllo,
  costituisce violazione formale sanzionata ai sensi dell’art.
  11,comma 1 lettera a) del d.lgs 471/1997, che punisce la violazione
  con la sanzione amministrativa da € 258 € 2.065




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                 COMUNICAZIONE DELLE
                DICHIARAZIONI D’INTENTO
                     RAVVEDIMENTO
                 Circolare n. 41/E del 26.9.05

In applicazione delle regole generali in
 materia di sanzioni, la violazione
 consistente nella omessa o errata
 comunicazione della dichiarazione
 d’intento può essere oggetto di
 ravvedimento di cui all’articolo 13 del
 D. lgs. 472/97 entro un anno dalla
 violazione commessa.

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                DICHIARAZIONE D’INTENTO
                RETTIFICA IN DIMINUZIONE
                  Circolare n. 41/E del 26.9.05


Se, nel corso del tempo, l’esportatore abituale intende incrementare
 l’ammontare del plafond disponibile già dichiarato al proprio
 fornitore, egli deve inviare una nuova dichiarazione d’intento i cui
 dati devono essere comunicati dal cedente/prestatore entro i
 termini previsti dalla legge.

Le disposizioni che disciplinano gli adempimenti dell’esportatore
 abituale non prevedono l’invio della dichiarazione d’intento
 nell’ipotesi in cui l’esportatore intenda rettificare in diminuzione
 l’ammontare del plafond disponibile già comunicato, ovvero voglia
 revocare la dichiarazione già inviata.

Ne consegue che, in tale seconda ipotesi, in assenza di una nuova
dichiarazione d’intento, il cedente/prestatore non è tenuto ad
inviare all’Agenzia alcuna nuova comunicazione


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                   DETRAZIONE IVA SU
                    SPLAFONAMETO
• L’Iva versata all’ufficio in seguito all’accertamento per indebito
  utilizzo plafond non può essere detratta se è decorso il termine
  biennale di decadenza stabilito dall’art. 19 comma 1 DPR 633/72.

  Esempio: accertamento splafonamento 2005 il termine
   per detrarre l’imposta accertata dall’ufficio scadeva il 30 settembre
   2008 con la presentazione della dichiarazione relativa al 2007.

 (Risposta interrogazione parlamentare sottosegretario mineconomia
  novembre 2007).

  Superamento IVA in importazione: la regolarizzazione del contribuente
   per la detrazione dell’imposta deve avvenire nei termini dell’art. 19
   DPR 633/72 (Circolare 54/E del 2002).


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                     Consignment stock in ambito extra UE:
                            (Ris. n. 58 del 5/5/2005)

Agli effetti della costituzione del plafond assume rilevanza il
prelievo del bene e non l’uscita delle merci dal territorio della
Comunità (momento impositivo sospeso fino all’effetto traslativo che
coincide con il prelevamento - (art. 6 Dpr 633/72 max 1 anno).

La stesso trattamento per contratti stipulati in ambito comunitario
(annotazione su registro art. 50 comma 5 DL 331/93).




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                      Consignment stock in ambito extra UE:
                             (Ris. n. 58 del 5/5/2005)
                               - ADEMPIMENTI -
- Lista valorizzata, redatta su carta intestata dell’impresa
 “esportatrice” con l’indicazione dei beni inviati all’estero,
 da annotare in apposito registro IVA tenuto e conservato
 ai sensi dell’art. 39 del d.P.R. n. 633/1972;

- Bolla doganale;

- All’atto del prelievo l’acquirente estero emette un documento
  attestante la merce prelevata;

- L’esportatore nazionale, in relazione ai beni prelevati, emette
  una fattura art. 8 DPR 633/72, richiamando la bolla doganale
  e gli estremi del contratto.
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    BENI INVIATI FUORI DAL TERRITORIO
   DELLO STATO IN UN DEPOSITO PROPRIO
DIFFERENZA UE ED EXTRAUE (Ris. 58/E del 2005)

Non concorre alla formazione del plafond l’invio di beni in un
deposito proprio situato in un paese terzo per la successiva
rivendita, trattandosi in questo caso di cessione fuori campo IVA
ai sensi dell’articolo 7 comma 2 del DPR 633/72 (manca
l’onerosità) .

Analoga operazione in ambito comunitario invece concorre alla
formazione del plafond, per effetto della deroga prevista dall’art .
41 comma 2 lettera c DL 331/93 per effetto dell’ultimo comma
dello stesso art. 41.

Assonime sostiene che tutte l’esportazioni definitive di merci (a
prescindere del trasferimento della proprietà dovrebbero
concorrere alla formazione del plafond (Circolare n. 24 del 2005)



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                Consignmet stock
    - riflessi detrazione IVA all’importazione-


Risoluzione n. 346/E del 5 agosto 2008
L’acquirente italiano che stipula un contratto di
consignment stock con società extra Ue, pur
essendo al momento dell’importazione soltanto il
detentore e non il proprietario del bene, deve
versare l’Iva in dogana all’atto di ingresso della
merce nel nostro Paese e può immediatamente
detrarla dopo aver annotato la bolletta doganale
nell’apposito registro.


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  PLAFOND & VARIAZIONI
Circolare n. 8/D del 2003
  VARIAZIONE IN DIMINUZIONE
  Nell’anno: nessun problema;
  Nell’anno successivo: non diminuiscono il
  plafond dell’anno ma quello precedente
  (rischio per totale utilizzo);
  Anni precedenti (rischio splafonamento.)


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 PLAFOND & VARIAZIONI
VARIAZIONI IN AUMENTO:
1) Emesse nell’anno incrementono il plafond;
2) Emesse nell’anno successivo incrementono il
   plafond dell’operazione originaria (possibile
   utilizzarlo);
3) Emesse in anni successivi non incidono più sul
   plafond (ma utili per eventuali bilanciamenti di
   variazione di segno opposto).



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                 AUTOFATTURE




                Es. Intermediazioni, Lavorazioni UE ecc..-
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 Sentenza Corte di giustizia UE
caso “Ecotrade” 8 maggio 2008


Se il contribuente non ha limitazioni del
diritto alla detrazione IVA, l’omessa
autofattura comporta l’applicazione della
sanzione ma non il recupero dell’IVA.




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                Omessa autofattura
                 RISOLUZIONE N. 56/E del 06 marzo 2009




Qualora sia constatata una violazione del regime
dell’inversione contabile che comporti, in quella
sede, l’assolvimento del tributo da parte dei
contribuenti, contestualmente all’accertamento
del debito, deve essere riconosciuto il diritto alla
detrazione della medesima imposta; pertanto,
ferma restando l’applicazione della sanzione
amministrativa, il contribuente non sarà tenuto
 a versare alcun ammontare a titolo di imposta
all’Erario, qualora sia riconosciuta la spettanza
integrale della detrazione.

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                Depositi IVA
                                                       LUOGO FISICO
                                                       NO VIRTUALE


                                      IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA
                              1) Merce mai entrata oppure falsa annotazione e sottoscrizione circa la presa
                                 in carico sul registro, competenza Dogana per IVA in importazione;
                              2) Interposizione per una frode Iva interna competenza Entrate




                   CESSIONI ALL’INTERNO NO PLAFOND
Dell'Aversana      Base imponibile per estrazione vedere bolla Imp. (no fattura estera)                38

								
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