CAPITOLO PRIMO - Download as DOC - DOC by uOKh5bX1

VIEWS: 43 PAGES: 273

									               AMBITO TERRITORIALE N.3
                       AUSL BR/1
             Francavilla Fontana (Comune capofila)
               Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
              San Michele Salentino – Villa Castelli.
              Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
             Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




  SECONDA PARTE DEL

PIANO SOCIALE DI ZONA

      2005/2007




   Ambito Territoriale

  di Francavilla Fontana
                               INDICE
 CAPITOLO V – LA PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA



- AREA 1 RESPONSABILITÀ FAMILIARI

       Centro di ascolto per le famiglie                  progetto 1

       Sostegno alle famiglie affidatarie                 progetto 2

       Equipe integrata affido ed adozione                progetto 3

       Sostegno acquisto prima casa                       progetto 4

       Contributi alla natalità                           progetto 5

 - AREA 2 POLITICHE PER I MINORI

       Centro diurno                                      progetto 1

       Educativa domiciliare                              progetto 2

       Equipe integrata abuso e maltrattamento            progetto 3

       Servizi ricreativi per il tempo libero e ludobus   progetto 4

- AREA 3 PERSONE ANZIANE

       Assistenza domiciliare integrata (A.D.I.)          progetto 1

       Assistenza domiciliare sociale (A.D.S.)            progetto 2

- AREA 4 PERSONE CON DISABILITA’

       Assistenza domiciliare integrata (A.D.I.)          progetto 1

       Integrazione scolastica                            progetto 2

       Trasporto sociale disabili                         progetto 3

       Assistenza Domiciliare Sociale                     progetto 4

      Interventi di cui alla Delibera 197/2005            progetto 5
- AREA 5 DIPENDENZE

       Prevenzione primaria nelle scuole medie inferiori e

       nei luoghi di socializzazione                      progetto 1

       Avviso pubblico per la presentazione di progetti

       di contrasto ai fenomeni di dipendenza
- AREA 6 SALUTE MENTALE

      Centro Sociale polivalente per diversamente abili progetto 1

- AREA 7 CONTRASTO ALLA POVERTA’

      Interventi di inserimento lavorativo rivolto
      a persone disoccupate di lunga durata,
      ex detenuti, ex tossicodipendenti               progetto 1

AREA 8 AZIONI DI SISTEMA

      Pronto intervento sociale                       progetto   1
      Servizio Sociale Professionale                  progetto   2
      Segretariato sociale                            progetto   3
      Porta Unica d’Accesso (P.U.A.)                  progetto   4
      Unità di Valutazione Multidimensionale (U.V.M.) progetto   5

- AREA 9    IMMIGRATI

      Sportello immigrati con annesso

      Laboratorio Multiculturale                      progetto 1

- AREA 10 UFFICIO DI PIANO

      Funzionamento Ufficio di Piano                  progetto 1

RIEPILOGO FINANZIARIO DELLE SCHEDE PROGETTUALI
- LA SCHEDA “B”;
- La SCHEDA “A”

 SERVIZI A VALENZA DI AMBITO RESI DAI SINGOLI
 COMUNI NEGLI ANNI 2005 / 2006 E PREVISIONE ANNO 2007

CAPITOLO VI - LA PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA
- IL FABBISOGNO FORMATIVO;

CAPITOLO VII
- GLI INVESTIMENTI PER INFRASTRUTTURE SOCIALI




REGOLAMENTAZIONE DELLA GESTIONE ASSOCIATA


ALLEGATI
-   CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSOCIATA;
    - DELIBERA COORDINAMENTO ISTITUZIONALE DI APPROVAZIONE
      DELLA CONVENZIONE
    - DELIBERA CONSIGLI COMUNALI DI APPROVAZIONE DELLA
      CONVENZIONE



-   REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELL’UFFICIO DI PIANO
      O DELIBERA COORDINAMENTO ISTITUZIONALE DI
        APPROVAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO
      O DELIBERE DI GIUNTA COMUNALE DI APPROVAZIONE
      O OGNI ALTRO ATTO INERENTE



-   REGOLAMENTO PER L’ACCESSO AI SERVIZI ED ALLE PRESTAZIONI
    DI AMBITO;
       o DELIBERA    COORDINAMENTO        ISTITUZIONALE   DI
         APPROVAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO
       o OGNI ALTRO ATTO INERENTE



-   REGOLAMENTO PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI E PRESTAZIONI
    SOCIALI A SOGGETTI TERZI DELL’AMBITO;
      o DELIBERA     COORDINAMENTO        ISTITUZIONALE DI
        APPROVAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO
      o OGNI ALTRO ATTO INERENTE



-   REGOLAMENTO PER LA GESTIONE CONTABILE          DEL PIANO
    SOCIALE DI ZONA
      o DELIBERA    COORDINAMENTO        ISTITUZIONALE    DI
        APPROVAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO
      o OGNI ALTRO ATTO INERENTE



-   REGOLAMENTO DEL SEGRETARIATO SOCIALE    PROFESSIONALE DI
    AMBITO
      O DELIBERA COORDINAMENTO ISTITUZIONALE DI
        APPROVAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO
      O DELIBERE DI GIUNTA COMUNALE DI APPROVAZIONE
      O OGNI ALTRO ATTO INERENTE
-   REGOLAMENTO DEL SERVIZIO SOCIALE     PROFESSIONALE   DI
    AMBITO;
      O DELIBERA COORDINAMENTO ISTITUZIONALE DI
        APPROVAZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO
      O DELIBERE DI GIUNTA COMUNALE DI APPROVAZIONE
      O OGNI ALTRO ATTO INERENTE



-   DELIBERA APPROVAZIONE II PARTE PIANO DI ZONA

-   ACCORDI CON ASL


- VERBALE INCONTRO CON LE ORGANIZZAZIONI
  SINDACALI;

- VERBALE TAVOLI DI COPROGETTAZIONE;
CAPITOLO V


     LA

PROGETTAZIONE

DI DETTAGLIO
     AREA

PRIORITARIA

        1

 Responsabilità

   Familiari
                        RESPONSABILITA’ FAMILIARI

                                 INTRODUZIONE



Nella società odierna, caratterizzata da v vicissitudini e problematiche

notevoli, la famiglia ricopre un ruolo chiave in cui l’individuo trova, o almeno

dovrebbe trovare riparo e conforto dai problemi quotidiani.

Ciò non toglie che anche la famiglia, nella società attuale, è investita da

profondi mutamenti che minano la famiglia in quanto tale e producano inevitabili

problemi, disagi e fragilità che provocano continui malesseri.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area della Responsabilità Familiare,

si è deciso di intervenire sulle seguenti priorità:

Centro di ascolto per le famiglie ha come obiettivo quello di formare e

informare le giovani coppie rispetto a percorsi di genitorialità responsabile,

nonché sostenere la famiglia nei suoi compiti educativi e di responsabilità

genitoriale.

Sostegno alle famiglie affidatarie ha come obiettivo quello promuovere gli

istituti dell’affidamento Familiare.

Equipe integrata affido ed adozione ha come obiettivo quello di individuare
metodologie comuni nella definizione degli interventi di Affidamento ed
Adozione mediante elaborazione procedure operative condivise.

Sostegno acquisto prima casa ha come obiettivo quello di sostenere le giovani

coppie e le famiglie numerose per l’acquisto della prima casa

Contributi alla natalità ha come obiettivo quello di sostenere ed alleviare le
sofferenze dei genitori e le giovani coppie rispetto alla decisione di portare a
termine una gravidanza che espone la famiglia a situazioni di maggiore difficoltà
economica e psico-sociale quale i parti gemellari o plurigemellari o la gestazione
di un individuo che presenti malformazioni o la nascita di neonato affetto da
specifiche e gravi forme di disabilità.
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                               AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: centro di ascolto per le famiglie
di sostegno alla famiglia e alla genitorialità e di mediazione familiare


Area prioritaria di intervento: Responsabilità Familiari.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla genitorialità ed alle responsabilità
familiari.

Num. progressivo Progetto: 1

1.2          Soggetto titolare1 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



      Soggetto titolare: Ambito Territoriale.

Enti coinvolti:                                Provincia di Brindisi;
                                               AUSL BR/1;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Parrocchie;
                                               Organismi del volontariato;

Localizzazione del servizio: In uno dei Comuni dell‟Ambito

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione diretta con affidamento a terzi (procedure di affidamento: avviso pubblico).

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali o ONLUS organizzate con modalità d’impresa specializzate
nell’area d’intervento famiglia-minori.



1
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Formare ed informare le giovani coppie rispetto a percorsi di genitorialità responsabile;
        Interagire con gli organi giudiziari per la soluzione dei conflitti familiari;
        Agire in forma integrata con i Servizi Ausl;
        Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di responsabilità genitoriale;
        Contrastare le forme di isolamento del nucleo familiare;
        Supportare le famiglie per il superamento di eventi crisi;
        Prevenire il danno derivante da alta conflittualità familiare;
        Promuovere la cultura aggregativa tra famiglie mirata al mutuo sostegno ed a forme di
         cittadinanza attiva;
        Sostenere la famiglia nella gestione del conflitto connesso a situazioni di separazione;

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Sviluppo della cultura della famiglia quale cellula naturale per la crescita equilibrata dei
         suoi componenti;
        Potenziamento delle competenze genitoriali;
        Sviluppo spontaneo di forme aggregative tra gruppi di famiglie;
        Riduzione della presa in carico dei casi per conflittualità familiare verso Servizi;
        Riduzione della conflittualità in fase di separazione.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Famiglie                                                                   100
Coppie                                                                      80

1.8 Principali attività previste

       1. Attivazione del Centro per la famiglia, per almeno n. 30 ore settimanali, con funzioni di:
       Consulenza familiare;
          - Ascolto mirato rivolto a giovani coppie e famiglie;
          - Mediazione familiare;
          - Formazione permanente delle giovani coppie;
          - Sostegno professionale per il superamento di situazioni di difficoltà del nucleo;
          - Consulenza legale;
          - Informazione pertinente ai servizi socio-sanitari del territorio rivolti alla famiglia;
       2. Definizione e sottoscrizione di un protocollo d‟intesa con gli organi gudiziati;
       3. Costituzione di gruppi di auto-mutuo-aiuto di famiglie;
       4. Costituzione di una banca dati sul nuovo modello familiare/genitoriale atta rilevare
          aspetti di continuità e di trasformazione;
       5. Acquisizione di dati utili all‟analisi della condizione della famiglia e delle dinamiche
          evolutive ad essa collegate;
       6. Pubblicizzazione delle attività del Centro attraverso la rete informativa offerta dal
          Segretariato Sociale Professionale.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
       del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.
1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                              Euro               151.023,47
di cui Risorse FNPS                                                           Euro               121.232,46
di cui Risorse Fondo Regionale                                                Euro                          ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                             Euro                14.791,01
di cui altre Risorse (AUSL)                                                   Euro                15.000,00
                                                                                                (conferito in
                                                                                             risorse umane)
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       psicologo;
       sociologo;
       psichiatra;
       neuropsichiatria;
       pedagogista;
       educatore professionale;
       mediatore familiare;
       consulente legale;
       assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       volontari.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. “contatti” con il centro;
            N. consulenze alla coppia;
            N. famiglie con figli sostenute;
            Riduzione delle istituzionalizzazioni di minori derivanti da conflittualità genitoriale;
            Riduzione dei casi di abuso e maltrattamento;
            Riduzione dei casi di violenza domestica;
            N. gruppi di auto-mutuo-aiuto attivatisi spontaneamente;
            N. iniziative realizzate dalle associazioni di famiglie.
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                               AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Sostegno alle famiglie affidatarie.

Area prioritaria di intervento: Responsabilità Familiari.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla genitorialità ed alle responsabilità
familiari.

Num. progressivo Progetto: 2

1.2          Soggetto titolare2 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale


Enti coinvolti:                                Provincia di Brindisi;
                                               ASL BR/1;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate.

Localizzazione del servizio: Essendo rivolto a ciascuna Municipalità dell‟Ambito, il Servizio non
ha una collocazione fisica definita ma si avvale delle competenze professionali specifiche,
previste per ciascun intervento effettuato, dislocate, pertanto, sull‟intero Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione in economia (specificare: Ambito)

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
L’intervento sarà attuato dall’Ufficio di Piano attraverso il Servizio Sociale Professionale d’Ambito ed intesa
con i Consultori Familiari Ausl.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio


2
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
        Promuovere gli istituti dell‟affidamento Familiare.
        Costruire una rete tra i Servizi e le istituzioni del territorio per la realizzazione di
         interventi integrati;
        Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di responsabilità genitoriale;
        Contrastare le forme di isolamento.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Sviluppo della cultura della famiglia quale cellula naturale per la maturazione e la
         crescita dei suoi componenti con particolare riferimento per la cura e la tutela soggetti
         minorenni;
        Potenziamento delle competenze genitoriali;
        Riduzione dei casi di istituzionalizzazione di minori.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Famiglie                                                                almeno 12

1.8 Principali attività previste

Attraverso l‟azione concertata tra professionisti dei CC.FF. e del Servizio Sociale d‟Ambito, e di
ogni altra competenza tecnica idonea a realizzare i progetti individualizzati di inserimento nelle
famiglie ospiti, si provvederà, pertanto a garantire:
     Sostegno economico alle famiglie affidatariie;
     Supporto specialistico nella relazione educativa, attraverso l‟apporto dell‟Equipe
        integrata Affido ed Adozione.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
         del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.



1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                                 Euro                     46.280,28
di cui Risorse FNPS                                                              Euro                     28.800,00
di cui Risorse Fondo Regionale                                                   Euro                              ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                                Euro                     17.480,28
                                                                                      (conferito in risorse umane e
                                                                                          servizi dai singoli Comuni
                                                                                        nelle more dell‟attivazione
                                                                                                           del PdZ))
 di cui altre Risorse                                                            Euro                              ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti
1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       psicologo del C.F.;
       sociologo del C.F.;
       assistente sociale del C.F.;
       assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       volontari.


1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       N. consulenze effettuate;
       N. famiglie sostenute;
       Riduzione delle istituzionalizzazioni di minori;
       Riduzione dei casi di abuso e maltrattamento;
       Riduzione dei casi di violenza domestica;
       N. affidi/adozioni realizzati;
       N. rientri in famiglia d‟origine.
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                               AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Equipe integrata affido ed adozione.

Area prioritaria di intervento: Responsabilità Familiari.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla genitorialità ed alle responsabilità
familiari.

Num. progressivo Progetto: 3

1.2          Soggetto titolare3 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale


Enti coinvolti:                                Provincia di Brindisi;
                                               ASL BR/1;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate.

Localizzazione del servizio: In uno dei Comuni dell‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione in economia (specificare: Ambito)

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…




3
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
       L’intervento sarà attuato dall’Ufficio di Piano attraverso il                                                          Servizio Sociale
Professionale d’Ambito, con l’ausilio del Centro di ascolto per le famiglie di sostegno alla
famiglia e alla genitorialità e di mediazione familiare d’intesa con il Distretto Socio-
Sanitario.


1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Promuovere gli istituti dell‟affidamento Familiare e dell‟adozione.
        Individuare metodologie comuni nella definizione degli interventi di Affidamento ed
         Adozione mediante elaborazione procedure operative condivise;
        Costruire una rete tra Servizi d‟Ambito e dell‟Ausl per la realizzazione di interventi
         integrati ;
        Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di responsabilità genitoriale;
        Contrastare le forme di isolamento;
        Supportare alle famiglie per il superamento di eventi crisi;
        Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d‟orIgine e, ove ciò non
         sia possibile, in una famiglia idonea.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Sviluppo della cultura della famiglia quale cellula naturale per la maturazione e la
         crescita dei suoi componenti con particolare riferimento per la cura e la tutela soggetti
         minorenni;
        Potenziamento delle competenze genitoriali;
        Superamento, per le famiglie affidanti, degli eventi di problematicità;
        Riduzione dei casi di istituzionalizzazione di minori.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Minori                                                                       dell’Ambito

1.8 Principali attività previste

Attraverso l‟azione concertata tra professionisti dei CC.FF. e del Servizio Sociale d‟Ambito, e di
ogni altra competenza tecnica idonea a realizzare i progetti individualizzati di inserimento nelle
famiglie ospiti, si provvederà, pertanto a garantire:
     L‟attivazione di protocolli operativi tra Enti;
     La costituzione di èquipe integrate con l‟Ausl;
     L‟individuazione delle famiglie affidatarie ed adottive;
     La mediazione tra nuclei affidanti e famiglile d‟origine;
     La predisposizione di progetti educativi per i minori affidati;
     Il sostegno psico-sociale ai nuclei affidanti-affidatari ed adottivi;
     Il sostegno economico ai nuclei ospite;
     La pubblicizzazione degli istituti in questione attraverso campagne di sensibilizzazione;
     La realizzazione convegni-seminari informativi;
     La produzione e diffusione di specifici opuscoli.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
         del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.




1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                              Euro                  11.324,00
di cui Risorse FNPS                                                           Euro                 11.324,00,
di cui Risorse Fondo Regionale                                                Euro                          ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                             Euro                          ,
di cui altre Risorse                                                          Euro                          ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       psicologo del C.F.;
       assistente sociale del C.F.;
       professionalità che collaborano per il Servizio Centro di ascolto per le famiglie                                                                                         di
        sostegno alla famiglia e alla genitorialità e di mediazione familiare;
       assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       volontari.


1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       N. consulenze effettuate;
       N. famiglie sostenute;
       Riduzione delle istituzionalizzazioni di minori;
       Riduzione dei casi di abuso e maltrattamento;
       Riduzione dei casi di violenza domestica;
       N. affidi/adozioni realizzati;
       N. rientri in famiglia d‟origine.
              Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:      II annualità.
AMBITO : Francavilla Fontana
PROV: Brindisi       ASL Br/1




1.1    Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Delibera G.R.474/05 Sostegno per l’acquisto della
prima casa -
Area prioritaria di intervento: Responsabilità familiari

Num. progressivo Progetto: 4

1.2    Soggetto titolare ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio

Il servizio si configura quale servizio di Ambito. Titolare è il Comune capofila. È
garantito in tutti i Comuni dell‟Ambito.

1.3    Modalità di gestione dell’intervento/servizio

 Gestione in economia (specificare Comune : AMBITO)
 1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento


1.5    Obiettivi dell’intervento/servizio

   -   Sostenere le giovani coppie e le famiglie numerose per l‟acquisto della prima
       casa.

1.6        Risultati attesi (qualitativi e quantitativi)

   -   Numero nuclei sostenuti per l‟acquisto : n°

1.7        Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                   stima utenti/casi seguiti per anno
Famiglie                                                   __

1.8 Principali attività previste
   - Concessione contributi per il sostegno acquisto prima casa.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio

Anni: 1

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                             Euro ___________,00
- di cui Risorse FNPS                        Euro            ,00
- di cui Risorse Fondo Regionale             Euro ___________,00
- di cui Risorse proprie dei Comuni          Euro ___________,00
- di cui altre Risorse (Risorse pubbliche)   Euro     250.000,00


1.10 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

-   Personale amministrativo dell‟Ufficio di Piano.
-   Personale tecnico del Segretariato Sociale Professionale


1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto

- Numero operatori impegnati
- Numero richieste contributo
- Numero gg/uomo lavorate
- Numero contributi erogati
                                                   AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                           AUSL BR/1
                                                 Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                   Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                  San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                  Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                 Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                                   BANDO PUBBLICO



        Premesso che la Regione Puglia con propria Legge n. 17/2003 – Sistema
integrato d’interventi e servizi sociali in Puglia – ha recepito la Legge n. 328/2000 –
Legge quadro sui Servizi Sociali;
        Che la Giunta Regionale con deliberazione n. 1104 del 04/08/2004 ha approvato
il Piano Regionale delle Politiche Sociali previsto dall’art. 8 della L.R. n. 17/2003;
        Che la medesima Legge all’art. 15 disciplina le competenze della Regione e al
2°comma, lett. b) dispone che la stessa “riserva risorse non inferiori al 10 % della
quota annuale del fondo nazionale per le politiche sociali agli interventi a sostegno
della famiglia”;
        Vista la successiva Legge n. 5 del 02/04/2004 “Legge quadro per la
famiglia”con la quale la Regione Puglia ha definito gli interventi in favore della famiglia
specificatamente previsti all’art. 4;
        Vista la Deliberazione Regionale n. 2100 del 29/12/2004: “L.R. 25/08/2003, n.
17 – Piano Regionale delle Politiche Sociali – Legge quadro n. 5/2004 – Programma
d’interventi per le politiche familiari”;
        Vista la successiva deliberazione Giunta Regionale n. 474 del 31/03/2005 “L.R.
25/08/2003, n. 17 – Piano Regionale delle Politiche Sociali – Legge quadro n. 5/2004 –
Deliberazione n. 2100/2004 – Programma d’interventi per le politiche familiari.
Integrazione”, con la quale la Regione Puglia ha articolato gli interventi relativamente
a:
               a) contributo a sostegno dell’acquisto della prima casa;
               b) contributo a sostegno della natalità;
               c) azioni di sistema;
        Rilevato che per gli interventi di cui al precedente punto a) contributi a
sostegno dell’acquisto della prima casa, l’Ambito Territoriale n. 3 della Provincia di
Brindisi è assegnatario di n. 10 contributi, per l’importo complessivo di € 250.000,00;
        Preso atto che tale attribuzione è legata alle successive procedure che l’Ambito
dovrà porre in essere ed è altresì, subordinata agli esiti delle stesse.
                           R E N D E                 N O T O

       È aperto il bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto della prima
casa in favore delle famiglie di nuova costituzione nella misura del 60 % (6 contributi)
e di famiglie numerose, nella misura del 40 % (4 contributi).

      Finalità
      Agevolare l’acquisto della prima casa di residenza a favore di famiglia di nuova
costituzione e di famiglie numerose residenti nell’Ambito Territoriale n. 3 della
Provincia di Brindisi.

      Beneficiari e requisiti richiesti:
      Sono individuati come beneficiari del contributo di cui sopra:

      1) nuove famiglie costituite dal 1° gennaio 2003, sulla base del vincolo del
         matrimonio;

      2) famiglie numerose, il cui numero di componenti sia pari o superiore a 5.

      Ai fini del presente bando i beneficiari devono rientrare nelle seguenti
condizioni di ammissibilità:
              a) almeno uno dei due coniugi residenti da tre anni nel Comune pugliese
                 nel quale si trova l’immobile oggetto dell’acquisto
              b) nessuno dei due coniugi deve risultare proprietario di immobili
                 adeguati all’uso abitativo, a qualsiasi titolo;
              c) nessuno dei due coniugi deve aver già fruito, per l’attuale nucleo
                 familiare o per altro nucleo familiare precedentemente costituito con
                 vincolo di matrimonio, di analogo contributo, previsto da leggi nazionali
                 e regionali o agevolazioni pubbliche per l’acquisto della prima casa;
              d) la somma dell’età dei due coniugi non deve essere superiore a 70 anni
                 alla data del matrimonio;

      Criteri di priorità
      Al fine della formazione della graduatoria per l’erogazione dei contributi
economici in oggetto, saranno considerati i seguenti criteri di priorità, per i quali viene
fissato un punteggio da utilizzare al fine della formazione della graduatoria per
ciascun gruppo di beneficiari:
      a)        per le famiglie di nuova costituzione:
             - giovani coppie con uno solo dei due coniugi occupati alla data del
                matrimonio;
                 punti 4
             - giovani coppie con entrambi i coniugi occupati;
        punti 2
     - stato del bisogno determinato dalla situazione economica della
       famiglia attestata dalla dichiarazione dei redditi per l’anno 2005
       (Mod. CUD – 730 – UNICO 2004 / per i Redditi 2004) di entrambi i
       coniugi:

     - Reddito complessivo del nucleo familiare fino a € 10.000,00
        punti 4
     - Redditi da € 10.001,00 e fino a € 18.000,00
        punti 3
     - Redditi da 18.001,00 e fino a 26.000,00
        Punti 2
     - Redditi da € 26.001,00 e fino a € 34.000,00
        punti 1
     - presenza di figli, alla data di presentazione della domanda:
        punti 1 per ciascun figlio, e fino ad un massimo di punti 2
          complessivamente

TOTALE: massimo PUNTI 10

b)       per le famiglie numerose: ( numero componenti pari o superiore a 5)
     -   coppie con figli minori, con minori disabili, ovvero che abbiano
         affrontato nell’ultimo quinquennio, dalla data di pubblicazione del
         bando, parti gemellari o plurigemellari.
          punti 4
     -   coppie con minori nati con parto gemellare
          punti 3
     -   coppie con minori
          punti 2
     -   numero dei componenti del nucleo familiare:
          punti 1: per 6 componenti
          punti 2: per 7 componenti o più

     -   stato del bisogno determinato dalla situazione economica della
         famiglia attestata dalla dichiarazione dei redditi per l’anno 2005
         (Mod. CUD – 730 – UNICO 2004 per i Redditi 2004) di entrambi i
         coniugi:
          Reddito del nucleo familiare fino a € 10.000,00
             punti 4
            Redditi da € 10.001,00 e fino a € 18.000,00
             punti 3
            Redditi da 18.001,00 e fino a 26.000,00
                    Punti 2
                   Redditi da € 26.001,00 e fino a € 34.000,00
                    punti 1
        TOTALE: massimo PUNTI 10

      Non saranno prese in considerazione le domande di coloro che dichiareranno lo
stato di disoccupazione, inoccupazione e comunque che lo autocertificheranno
“Reddito 0 (zero)” di entrambi i coniugi.

        Lo stato del bisogno per entrambe le tipologie di beneficiari risulta determinato
dall’aver percepito un reddito complessivo del nucleo familiare nell’anno 2004 non
superiore a € 34.000,00, ai sensi dell’art. 21 della Legge 457/1978 (norme per
l’edilizia residenziale) e successive modificazioni ed integrazioni.
        Nei casi di parità precederà la famiglia con minore reddito. In caso di ulteriore
parità precederà la famiglia che avrà acquistato l’alloggio con un prezzo più alto.

       Requisiti dell’alloggio
       L’alloggio per il cui acquisto si richiede l’ammissione al contributo non deve
avere le caratteristiche dell’abitazione di lusso ai sensi del D.M. n. 1072 del
02/08/1969, così come risultante dall’atto notarile di acquisto del titolo di proprietà.
       L’alloggio deve avere valore non superiore a € 180.000,00 e non            inferiore
a € 50.000,00.
       L’alloggio deve essere acquistato da terzi a titolo oneroso. Sono esclusi dal
contributo gli alloggi autocostruiti e l’acquisto da ascendenti o discendenti di prima
(genitori, figli) e seconda generazione (nonni, nipoti) in linea diretta, nonché da parenti
di primo grado in linea collaterale (fratelli e sorelle).

        Tipologia di aiuto ed entità del contributo
        Il contributo in oggetto è erogato a fondo perduto per l’acquisto della prima
casa.
       L’ammontare del contributo concesso al richiedente è pari a € 25.000,00 e sarà
concesso a valere sulle risorse assegnate dalla Regione Puglia al Comune di Francavilla
Fontana, quale Comune Capofila dell’Ambito Territoriale n. 3, nell’ambito della
disponibilità complessiva, ripartita per il 60% a favore delle famiglie di nuova
costituzione e per il 40% a favore delle famiglie numerose.
       L’erogazione potrà avvenire solo ed esclusivamente a fronte della presentazione
da parte dei richiedenti del contratto preliminare di acquisto sottoscritto dinanzi ad
un notaio e obbligo di depositare entro sei mesi dall’ammissione al contributo il
contratto definitivo di acquisto, ovvero del provvedimento di assegnazione definitiva
di una abitazione da parte di una cooperativa per l’utilizzo di aree PEEP convenzionate.
     Per le finalità di cui al presente bando sono stanziate risorse complessive per
€ 250.000,00, così come assegnate dalla Regione Puglia con Delibera G.R. n. 474 del
31/03/2005.

       Modalità di presentazione delle domande
       La domanda di accesso al contributo dovrà essere compilata utilizzando
l’apposito modello, in distribuzione presso gli Uffici dei Servizi sociali dei Comuni
dell’Ambito Territoriale n. 3 (Francavilla Fontana – Carovingo – Ceglie Messapica –
Oria – San Michele Talentino – Villa Castelli), sottoscritto da entrambi i coniugi, che
dovrà essere presentato direttamente all’Ambito Territoriale n. 3 – Ufficio di
Piano – c/o Assessorato ai servizi Sociali del Comune di Francavilla Fontana,
esclusivamente tramite Raccomandata R.R.
       Le domande potranno essere presentate a partire dal ventesimo (20°) giorno
successivo alla data di pubblicazione del presente Bando all’Albo Pretorio del Comune
e sino allo scadere del novantesimo (90°) giorno dalla data di pubblicazione.

     Non verranno prese in considerazione le domande non complete di tutta la
documentazione richiesta, né sarà possibile presentare integrazioni alla
documentazione già presentata.

       Istruttoria, formazione delle graduatorie e ammissioni al contributo
       Il Responsabile del Procedimento cura l’istruttoria delle domande ricevute e la
formazione delle due graduatorie (famiglie di nuova costituzione e famiglie numerose)
mediante l’applicazione dei punteggi come sopra indicati, per la valutazione di ciascuna
domanda.
       Il Responsabile del Procedimento pubblica la graduatoria all’Albo Pretorio dei
Comuni dell’Ambito. A tutti i richiedenti dà comunicazione dell’avvenuta pubblicazione
e dell’esito della procedura di istruttoria della rispettiva domanda.

      Documentazione
      Alla domanda di contributo dovrà essere allegata:
             - Dichiarazione Sostitutiva Unica e relativi allegati o attestazione
               ISEE;
             - Per il coniuge che non lavora:
               a) Certificato di disoccupazione del Centro Territoriale per
                   l’Impiego;
             - Certificato Catastale attestante la mancanza di proprietà immobiliari;
             - Copia del preliminare di acquisto o altro documento equipollente,
               ovvero atto di assegnazione di alloggio se trattasi di socio di una
               cooperativa;
             - Copia della dichiarazione dei redditi di persone fisiche per entrambi i
               coniugi e gli altri componenti del nucleo familiare che l’abbiano
                 presentata nell’anno 2005 per i Redditi conseguiti nell’anno 2004
                 (Mod.CUD – 730 – UNICO 2005);
             -   eventuale documentazione attestante le condizioni di disabilità dei
                 minori presenti nel nucleo familiare;

      Decadenza del diritto al contributo
      Il diritto al contributo decade:
              - qualora venga meno la sussistenza dei requisiti di cui al presente
                 bando;
              - qualora i beneficiari rifiutino i controlli che possono essere disposti
                 dal Comune o, per suo conto, dalla Regione;
              - qualora sia violato l’obbligo di non rivendere l’abitazione acquistata
                 prima di cinque anni dalla data di ammissione al diritto al contributo;
              - qualora venga violato l’obbligo di assumere la residenza nell’alloggio
                 oggetto dell’agevolazione entro dodici mesi dalla data di ammissione al
                 contributo, e comunque al momento della piena disponibilità;

      Le domande dei richiedenti che si posizioneranno utilmente nella graduatoria ai
fini della concessione del contributo, saranno sottoposte a verifica fiscale-
amministrativa. Nel caso in cui qualsiasi dichiarazione o certificazione risulterà
mendace o non veritiera, oltre alla decadenza del diritto e della posizione in
graduatoria, nei confronti dei richiedenti sarà formulata denuncia alla competente
Autorità Giudiziaria per l’imputazione delle relative responsabilità ai termini di legge.

      Per informazioni:
      Per ulteriori informazioni e chiarimenti e per i fac-simile della domanda, della
dichiarazione sostitutiva unica e degli allegati, gli aventi diritto si potranno rivolgere
direttamente agli Uffici dei Servizi sociali del Comune di residenza, durante le
normali ore d’Ufficio.

      Informativa di cui all’art.13 del D.Lgs.30 giugno 2003
      Ai sensi del D. Lgs.30 giugno 2003,n. 196, in relazione alle informazioni
      personali che verranno fornite, si comunica quanto segue:
            - il trattamento dei dati richiesti è funzionale all’istruttoria per il
                conferimento del contributo regionale;
            - il trattamento dei dati richiesti sarà effettuato manualmente o con
                sistemi informatizzati, i dati non saranno comunicati o diffusi a
                soggetti terzi;

      Si informa che il conferimento dei dati è obbligatorio, in quanto espressamente
      previsto da disposizioni regionali e l’eventuale mancato conferimento dello
      stesso comporta l’impossibilità a proseguire la procedura amministrativa.
       Al titolare del trattamento ci si potrà rivolgersi per far valere eventuali diritti,
così come previsti dall’art. 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196.




       Il Presidente                                        Il Coordinatore
Coordinamento Istituzionale                          dell’Ufficio Tecnico di Piano
  Ambito Territoriale n. 3                             Ambito Territoriale n. 3
  dr. Giuseppe Fusco                                       Francesco Muolo
              Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:      II annualità.
AMBITO : Francavilla Fontana
PROV: Brindisi       ASL Br/1


1.1    Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Delibera G.R.474/05 Contributi per la natalità -
Area prioritaria di intervento: Responsabilità familiari

Num. progressivo Progetto: 5

1.2    Soggetto titolare ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio

Il servizio si configura quale servizio di Ambito. Titolare è il Comune capofila. È
garantito in tutti i Comuni dell‟Ambito.

1.3    Modalità di gestione dell’intervento/servizio

 Gestione in economia (specificare Comune : AMBITO)
 1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento


1.5    Obiettivi dell’intervento/servizio

   -   Sostenere ed alleviare le sofferenze dei genitori e le giovani coppie rispetto alla
       decisione di portare a termine una gravidanza che espone la famiglia a situazioni
       di maggiore difficoltà economica e psico-sociale quale i parti gemellari o
       plurigemellari o la gestazione di un individuo che presenti malformazioni o la
       nascita di neonato affetto da specifiche e gravi forme di disabilità.
   -
1.6        Risultati attesi (qualitativi e quantitativi)

   -   Numero nuclei sostenuti : n°

1.7        Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                   stima utenti/casi seguiti per anno
Famiglie                                                   __

1.8 Principali attività previste

   -   Concessione contributi economici per le nuove nascite in particolari condizioni.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio

Anni: 1

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                             Euro ___________,00
- di cui Risorse FNPS                        Euro            ,00
- di cui Risorse Fondo Regionale             Euro ___________,00
- di cui Risorse proprie dei Comuni          Euro ___________,00
- di cui altre Risorse (Risorse pubbliche)   Euro      46.423,25

MACROVOCI DI SPESA
- risorse umane                              Euro ___________,00
- attrezzature                               Euro ___________,00
- spese di gestione                          Euro ___________,00
- utenze e consumi                           Euro ___________,00
- comunicazione                              Euro ___________,00
- altri costi generali                       Euro ___________,00




1.10 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

-   Personale amministrativo dell‟Ufficio di Piano.
-   Personale tecnico del Segretariato Sociale Professionale


1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto

- Numero operatori impegnati
- Numero richieste contributo
- Numero gg/uomo lavorate
- Numero contributi erogati
     AREA

PRIORITARIA

        2
 Politiche per i

     Minori
                          POLITICHE PER I MINORI

                                INTRODUZIONE

Le politiche per i minori hanno come scopo ed obiettivo quello di favorire la

realizzazione di quegli interventi che nel tempo poco sono stati effettuati nei

confronti dei minori, in quanto si è riscontrato che molti interventi avevano

come scopo quello esclusivo della realizzazione di attività ricreative pure e

semplici, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione dei rischi e degli abusi

che i minori potrebbero subire o addirittura subiscono.

Ciò non di meno si è deciso di creare e finanziare un centro diurno dove i minori

possono realizzare attività ricreative e di socializzazione extrascolastiche,

oltre al recupero e reinserimento sociale di minori esposti a rischio di

emarginazione e devianza.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area delle Politiche per i Minori, si

è deciso di intervenire sulle seguenti priorità:

Centro diurno ha come obiettivo quello di promuovere e realizzare interventi

programmati, integrati con gli interventi e le attività degli altri servizi e

strutture educative, sociali, culturali e ricreativi esistenti nel territorio,

nonché favorire il recupero dei minori con problemi di socializzazione o esposti

al rischio di emarginazione e devianza

Educativa domiciliare. Diversi in questo “settore” sono gli obiettivi che si
cercherà di cogliere quali:
- Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di cura;
- Contrastare le forme di isolamento;
- Supportare alle famiglie per il superamento di eventi crisi;
- Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d’origine;
- Facilitare i percorsi di integrazione sociale.

Equipe integrata abuso e maltrattamento ha come obiettivo quello di costruire una
rete tra Servizi d’Ambito e dell’ASL per la realizzazione di interventi integrati, al
fine di prevenire situazioni di abuso e maltrattamento, nonché intervenire rispetto al
minore ed al nucleo abusato/abusante ed eventualmente prendere in carico casi
segnalati;
Inoltre dai tavoli di coprogettazione con i rappresentanti del Terzo Settore

sono emerse delle proposte che il Coordinamento istituzionale ha recepito

andando a creare il seguente servizio:

Servizi ricreativi per il tempo libero e ludobus
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                               AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Centro diurno.

Area prioritaria di intervento: Politiche per i minori.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla genitorialità ed alle responsabilità
familiari.

Num. progressivo Progetto: 1.

1.2          Soggetto titolare4 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.

Enti coinvolti:                                Provincia di Brindisi;
                                               ASL BR/1;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               USSM;
                                               Istituti Scolastici;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Parrocchie;
                                               Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: il Servizio si rivolge all‟intero Ambito Territoriale. È coordinato dal
Servizio Sociale d‟Ambito con sede nel Comune Capofila.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione diretta con affidamento a terzi (procedure di affidamento: avviso pubblico)

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali o ONLUS organizzate con modalità d’impresa specializzate
nell’area d’intervento famiglia-minori.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio


4
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
        Realizzare interventi programmati, integrati con gli interventi e le attività degli altri
         servizi e strutture educative, sociali, culturali e ricreativi esistenti nel territorio;
        Favorire il recupero dei minori con problemi di socializzazione o esposti al rischio di
         emarginazione e devianza;
        Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di cura anche in correlazione con il
         Servizio ADE;
        Contrastare le forme di isolamento della famiglia;
        Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d‟orIgine;
        Facilitare i percorsi di integrazione sociale.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



             Recupero e reinserimento sociale di minori esposti a rischio di emarginazione e devianza;
             Maturazione del pensiero creativo del minore;
             Valorizzazione e potenziamento dell‟autostima degli minori ospitati;
             Sostegno ed accompagnamento del nucleo nelle sue competenze genitoriali;
             Superamento delle situazioni problematiche;
             Riduzione dei casi di istituzionalizzazione di minori.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Famiglie                                                                     30
Minori                                                                       30

1.8 Principali attività previste

Sarà cura del Servizio Sociale d‟Ambito:
     La individuazione dei minori destinatari dell‟intervento d‟intesa con il T.M.;
     La definizione di interventi che prevedano obiettivi e mete educative;
     La verifica periodica, almeno mensile, dei risultati raggiunti per formulazione di nuove,
        ove necessarie, strategie d‟intervento.
Il personale specialistico del Centro provvederà a:
     Individuare i percorsi di perseguimento delle mete educative attraverso progetti
        individualizzati e mediante la programmazione di:
            - Azioni di sostegno educativo nelle attività scolastiche ed extrascolastiche;
            - supporto alle famiglie;
            - attività sportive;
            - attività ricreative;
            - attività culturali;
            - momenti di informazione;
            - prestazioni sociosanitarie eventualmente richieste per minori con problematiche
               psico-sociali;
            - somministrazione pasti, in relazione agli orari di apertura.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
         del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.




1.10 Spesa totale prevista
Costo totale(*):                                                              Euro                               €. 338.036,24
di cui Risorse FNPS                                                           Euro                              €. 199.974,44
di cui Risorse Fondo Regionale                                                Euro                              €. 133.752,03
                                                                                            (in prestazioni erogate dai singoli
                                                                                                           Comuni nelle more
                                                                                                      dell‟attivazione del PdZ
di cui Risorse proprie dei Comuni                                             Euro                                 €. 4.309,77
di cui altre Risorse                                                          Euro                                            ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti



1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       psicologo;
       pedagogista;
       educatori professionali;
       animatori;
       ausiliari;
       assistente sociale;
       assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. famiglie individuate;
            N. famiglie sostenute;
            N. minori seguiti;
            Diminuzione dei casi segnalati ai Servizi Competenti;
            Riduzione delle istituzionalizzazioni di minori;
            Riduzione dei casi di abuso e maltrattamento;
            Riduzione dei casi di violenza domestica;
            Riduzione casi segnalati per devianza minorile.
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                II ann.                               III ann. 
                                       Progetto di durata triennale 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                             AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Educativa domiciliare.

Area prioritaria di intervento: Politiche per i minori.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla genitorialità ed alle responsabilità
familiari.

Num. progressivo Progetto: 2

1.2          Soggetto titolare5 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                               Provincia di Brindisi;
                                              ASL BR/1;
                                              Tribunale per i Minorenni;
                                              Istituti Scolastici;
                                              USSM;
                                              Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                              Parrocchie;
                                              Organismi del volontariato;
                                              Consultori Familiari.

Localizzazione del servizio: il Servizio si rivolge all‟intero Ambito Territoriale. È coordinato dal
Servizio Sociale d‟Ambito con sede nel Comune Capofila.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione diretta con affidamento a terzi (procedure di affidamento: avviso pubblico)

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento

5
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali o ONLUS organizzate con modalità d’impresa specializzate
nell’area d’intervento famiglia-minori.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Potenziare le capacità residue del nucleo familiare;
        Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di cura;
        Contrastare le forme di isolamento;
        Supportare alle famiglie per il superamento di eventi crisi;
        Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d‟orIgine;
        Facilitare i percorsi di integrazione sociale.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Sviluppo delle capacità di autodeterminazione degli adulti e del minore nell‟affrontare
         delle scelte e nell‟organizzazione dei compiti quotidiani;
        Maturazione del pensiero autocritico e positivo del minore e del nucleo;
        Potenziamento delle competenze genitoriali;
        Superamento delle situazioni problematiche;
        Riduzione dei casi di istituzionalizzazione di minori.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Famiglie                                                                    30
Minori                                                                      50

1.8 Principali attività previste

        Individuazione dei nuclei destinatari dell‟intervento;
        Definizione di progetti individualizzati che prevedano obiettivi e mete educative
         specifici;
        Verifica periodica, almeno mensile, dei risultati raggiunti per formulazione di nuove, ove
         necessarie, strategie d‟intervento.


1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
         del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.



1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                                 Euro                                     €. 284.274,57
di cui Risorse FNPS                                                              Euro                                    €. 199.838,30
                                                                                                           ( di cui € 44.828,53 abuso e
                                                                                                                       maltrattamento)
di cui Risorse Fondo Regionale                                                   Euro
di cui Risorse proprie dei Comuni                                                Euro                                     €. 84.436,27
                                                                                                             (di cui € 8.135,05 abuso e
                                                                                                maltrattamento, e € 48.070,77
                                                                                              quale cofinanziamento conferito
                                                                                             in risorse umane e servizi erogati
                                                                                                 dai singoli Comuni nelle more
                                                                                                      dell‟attivazione del PdZ)
di cui altre Risorse                                                          Euro                                            ,

1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       psicologo;
       pedagogista;
       educatore professionale;
       assistente sociale;
       assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. famiglie individuate;
            N. famiglie sostenute;
            N. minori seguiti;
            Diminuzione dei casi segnalati ai Servizi Competenti;
            Riduzione delle istituzionalizzazioni di minori;
            Riduzione dei casi di abuso e maltrattamento;
            Riduzione dei casi di violenza domestica.
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                               AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Equipe integrata abuso e maltrattamento.

Area prioritaria di intervento: Responsabilità Familiari.

Azione di sistema: Azioni integrate di di contrasto abuso e maltrattamento.

Num. progressivo Progetto: 3

1.2          Soggetto titolare6 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.



Enti coinvolti:                                Provincia di Brindisi;
                                               ASL BR/1;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               Istituti scolastici;
                                               Parrocchie ed Oratori;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate.

Localizzazione del servizio: In uno dei Comuni dell‟ambito

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione in economia (specificare: Ambito)

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
                           L’intervento sarà attuato dall’Ufficio di Piano attraverso il Servizio Sociale
Professionale d’Ambito d’intesa con il Distretto Socio-Sanitario.



6
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Costruire una rete tra Servizi d‟Ambito e dell‟Ausl per la realizzazione di interventi
         integrati ;
        Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di responsabilità genitoriale;
        Prevenire situazioni di abuso e maltrattamento;
        Intervenire rispetto al minore ed al nucleo abusato/abusante;
        Prendere in carico casi segnalati;
        Contrastare le forme di isolamento;
        Supportare alle famiglie per il superamento di eventi crisi;
        Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d‟origine e, ove ciò non
         sia possibile, in una famiglia idonea.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Informazione e formazione degli operatori socio-sanitari pubblici e privati;
        Sensibilizzazione più capillare sul fenomeno dell‟abuso e maltrattamento di minori e
         donne;
        Interventi specialistici per i casi di abuso e maltrattamento, anche per gli abusanti.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Minori                                                                       dell’Ambito

1.8 Principali attività previste

Attraverso l‟azione concertata tra professionisti dei CC.FF. e del Servizio Sociale d‟Ambito, e di
ogni altra competenza tecnica idonea a realizzare i progetti individualizzati di inserimento nelle
famiglie ospiti, si provvederà, pertanto a garantire:
     L‟attivazione di protocolli operativi tra Enti;
     La costituzione di èquipe integrate con l‟Ausl;
     L‟individuazione e presa in carico, d‟intesa con il T.M., dei casi segnalati di abuso e
        maltrattamento;
     Presa in carico della famiglia d‟origine del minore, con particolare attenzione al soggetto
        abusante;
     La predisposizione di progetti di trattamento per il minore maltrattato/abusato ed il
        soggetto abusante-maltrattante;
     Sensibilizzazione ed informazione sul fenomeno;
     Coinvolgimento degli istituti scolastici e delle organizzazioni del Terzo Settore;
     campagne di sensibilizzazione;
     la realizzazione di convegni-seminari informativi;
     La produzione e diffusione di specifici opuscoli.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
         del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.




1.10 Spesa totale prevista
Costo totale(*):                                                              Euro                56.917,53
di cui Risorse FNPS                                                           Euro                43.917,53
di cui Risorse Fondo Regionale                                                Euro                          ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                             Euro                          ,
di cui altre Risorse (AUSL)                                                   Euro                13.000,00
                                                                                                (conferito in
                                                                                             risorse umane)
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       psicologo del C.F.;
       assistente sociale del C.F.;
       professionalità che collaborano per il Servizio Centro di ascolto per le famiglie                                                                                         di
        sostegno alla famiglia e alla genitorialità e di mediazione familiare;
       assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       volontari.


1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       N. consulenze effettuate;
       N. famiglie sostenute;
       Riduzione delle istituzionalizzazioni di minori;
       Riduzione dei casi di abuso e maltrattamento;
       Riduzione dei casi di violenza domestica;
       N. affidi/adozioni realizzati;
       N. rientri in famiglia d‟origine.
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                    II ann.                   III ann.


AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                             AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Servizi ricreativi per il tempo libero e Ludobus

Area prioritaria di intervento: Politiche per i minori.

Azione di sistema: Servizi ricreativi per il tempo libero:
Ludobus e centri ricreativi

Num. progressivo Progetto: 4

1.2          Soggetto titolare7 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:
                                              Provincia di Brindisi;
                                              Istituti Scolastici;
                                              Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                              Parrocchie;
                                              Organismi del volontariato;


Localizzazione del servizio: il Servizio si rivolge all‟intero Ambito Territoriale.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione diretta con affidamento a terzi (procedure di affidamento: avviso pubblico)




    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento

7
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali o ONLUS organizzate con modalità d’impresa specializzate
nell’area d’intervento famiglia-minori.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Sostenere la famiglia nei suoi compiti educativi;
        Promuovere opportunità ludiche per i bambini e gli adolescenti;
        Promuovere la partecipazione attiva dei minori alla vita della comunità locale;
        Favorire lo sviluppo e la crescita del minore;
        Favorire la presenza di bambini e adolescenti negli spazi urbani;
        Facilitare i percorsi di inclusione sociale;

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



             Rafforzamento dell‟identità dei bambini e degli adolescenti
             Incremento delle opportunità aggregative e ludiche, soprattutto nelle aree periferiche
             Incremento della salute psicofisica di bambini e adolescenti;
             Sostegno e promozione dell‟associazionismo;
             Maturazione del pensiero autocritico e positivo del minore;
             Riduzione delle situazioni di solitudine e disagio;

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Popolazione minori dell’Ambito

1.8 Principali attività previste

        Individuazione dei minori destinatari dell‟intervento, degli spazi entro cui realizzarli
         nelle singole municipalità;
        Definizione di progetti specifici per ciascuno spazio ed area;
        Realizzazione azioni positive per la promozione dei diritti dei minori;
        Verifica periodica, almeno mensile, dei risultati raggiunti per formulazione di nuove, ove
         necessarie, strategie d‟intervento.


1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
         del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 12 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                                 Euro 0,00 (Il progetto sarà realizzato con
                                                                                      risorse da reperirsi nel FNPS 2004)

di cui Risorse FNPS                                                              Euro
di cui Risorse Fondo Regionale                                                   Euro
di cui Risorse proprie dei Comuni                                                Euro
di cui altre Risorse                                                             Euro
1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       educatori professionali;
       assistenti sociali;
       Animatori;

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       N. minori individuati;
       N. minori coinvolti;
       N. interventi ludici realizzati;
    AREA

PRIORITARIA

       3
Persone Anziane
                              PERSONE ANZIANE

                                INTRODUZIONE

Le politiche per gli anziani hanno l’obiettivo principale quello di favorire la

permanenza dell’anziano nel proprio nucleo familiare, soprattutto in ragione del

costante aumento dell’età della popolazione e quindi dell’invecchiamento della

popolazione.

Ciò al fine di consentire, attraverso un complesso di prestazioni economiche,

sociali, assistenziali e sanitarie una soddisfacente vita di relazione sociale e

familiare.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area delle Persone Anziane, si è

deciso di intervenire sulle seguenti priorità:

Assistenza domiciliare integrata (A.D.I.)

Assistenza domiciliare sociale (A.D.S.)

Entrambi i servizi hanno come scopo quello di sostenere l’anziano       nel suo

ambiente familiare e sociale, evitandone l'istituzionalizzazione.
                    Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                               AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Assistenza Domiciliare Integrata.

Area prioritaria di intervento: Persone anziane.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla persona anziana – Welfare domiciliare.

Num. progressivo Progetto: 1

1.2          Soggetto titolare8 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune capofila, nel
      caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia dimensione comunale
      o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                           AUSL BR/1;
                                          Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                          Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: trattasi di azione di Welfare domiciliare, che si estende all‟intero
Ambito territoriale. Il Servizio si avvale del coordinamento del Servizio Sociale d‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
    pubblica).

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della tipologia di
      soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche esperienze, dotazioni di
      risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali specializzate nell’area anziani o ONLUS organizzate con
modalità d’impresa. Gli interventi a carattere sanitario saranno gestiti, in economia, dall’Ausl.




1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio


8
 Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente dalle
modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
                    Sostenere l’anziano nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone l'istituzionalizzazione;
                    Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente destinatario del Servizio soprattutto se lo
                     stesso risulta isolato o privo di sostegno da parte dei familiari;
                    Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
                    Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona anziana soprattutto se la
                     stessa è non autosufficiente;
                    Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano l'assistenza
                     mediante iniziative varie, tra le quali la diffusione intensiva di competenze ed abilità per una loro
                     autonomia di intervento;
                    Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che abbiano in carico anziani, in modo correlato con il
                     Servizio di Assegno di Cura;
                    Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Potenziamento del ruolo famiglia quale naturale ambiente di cura;
        Miglioramento della qualità della vita della persona anziana;
        Ottimizzazione delle potenzialità organizzative della famiglia dell‟anziano e della
         persona anziana;
        Aumento dell‟autonomia e dell‟autodeterminazione dell‟anziano;
        Attivazione di protocolli operativi tra Servizi afferenti al settore Sociale ed a quello
         Sanitario;
        Riduzione della ospedalizzazione e/o istituzionalizzazione dell‟anziano;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno

Anziani                                                                      40

1.8 Principali attività previste

        Aiuto domestico alla persona;
        Attività di tipo sanitario (mediche, infermieristiche, riabilitative);
        Attività di welfare leggero:
             o disbrigo pratiche;
             o accompagnamento.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di erogazione
       del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                                  Euro               251.288,36
di cui Risorse FNPS                                                               Euro               161.356,46
di cui Risorse Fondo Regionale                                                    Euro                          ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                                 Euro                14.791,01
di cui altre Risorse min. da ticket                                               Euro                25.140,89
di cui Risorse Ausl                                                               Euro                50.000,00
                                                                                                    (conferito in
                                                                                                 risorse umane)
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti



1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione dell’intervento/servizio

       Infermieri Ausl;
       Medici generici Ausl;
       Medici specialistici Ausl;
       Terapisti della riabilitazione Ausl;
       Tecnici dell‟Unità di Valutazione multidimensionale, dell‟Ausl;
       Operatori socio-assistenziali generici;
       Operatori socio-assistenziali geriatrici;
       Assistente sociale, educatore professionale, psicologo dell‟Ausl;
       Assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       Volontari.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi erogati,
utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       Riduzione istituzionalizzazioni e dei costi da essi derivanti;
       Riduzione dei ricoveri ospedalieri impropri;
       Livello di atonomia e di autodeterminazione raggiunta dalla persona anziana;
       N. anziani seguiti;
       N. anziani soli sostenuti;
       N. famiglie sostenute;
       Diminuzione di interventi disomogenei;
       Riduzione di azioni sovrapposte;
       Procedure operative integrate attivate tra Servizi;
       Livello di coinvolgimento del privato sociale e del no profit.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                               III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Assistenza Domiciliare Sociale.

Area prioritaria di intervento: Persone anziane.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla famiglia – Welfare domiciliare.

Num. progressivo Progetto: 2

1.2          Soggetto titolare9 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                            Parrocchie;
                                            Organismi del volontariato;
                                            Protezione civile.



Localizzazione del servizio: azione di Welfare domiciliare, rivolta all‟intero Ambito. Il
Servizio si avvale di un coordinamento centrale curato dal Servizio Sociale d‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

     gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
    pubblica).

    1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…




9
  Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali specializzate nell’area anziani o ONLUS organizzate
con modalità d’impresa.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

                    Sostenere l’anziano            nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone
                     l'istituzionalizzazione;
                    Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente fruitore del Servizio;
                    Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
                    Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona anziana soprattutto
                     se la stessa è non autosufficiente;
                    Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che abbiano in carico anziani, in modo
                     correlato con il Servizio di Assegno di Cura;
                    Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano l'assistenza
                     mediante iniziative varie, tra le quali la diffusione intensiva di competenze ed abilità per
                     una loro autonomia di intervento;
                    Contrastare fenomeni di isolamento ed emarginazione dell’anziano;



1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Potenziamento del ruolo famiglia quale naturale ambiente di vita dell‟anziano;
        Rivalutazione e sostegno delle abilità dell‟utente;
        Miglioramento della qualità della vita della persona anziana;
        Ottimizzazione delle potenzialità organizzative della famiglia dell‟anziano e
         dell‟anziano stesso;
        Attivazione di buone prassi operative tra Servizi afferenti al settore Sociale
         interessati al sostegno della persona anziana;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi;
        Ottimizzazione della spesa sociale in relazione a costi-obiettivi e benefici raggiunti
         dal Servizio.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno

Anziani                                                                      60

1.8 Principali attività previste

Rispetto alle competenze spettanti all‟Ambito si individua, in seno al Servizio Sociale,
un‟azione di:
     Individuazione del target d‟utenza;
     Coordinamento;
     Monitoraggio;
     Valutazione e
     Verifica del Servizio SAD.
In relazione alla prestazione precipuamente domiciliare offerta all‟anziano saranno
garantiti:
     Auto domestico alla persona;
     Attività di welfare leggero:
           o disbrigo pratiche;
                    o      accompagnamento.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                    479.385,27
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                    242.034,69
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                    133.752,03
                                                                                                    (in prestazioni
                                                                                               erogate dai singoli
                                                                                               Comuni nelle more
                                                                                              dell‟attivazione del
                                                                                                              PdZ)
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                     65.887,22
                                                                                            (di cui € 43.700,71 in
                                                                                              prestazioni erogate
                                                                                                dai singoli Comuni
                                                                                                        nelle more
                                                                                              dell‟attivazione del
                                                                                                              PdZ)
di cui altre Risorse min. da ticket                                            Euro                     37.711,33
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti

1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Medici di base;
       Operatori socio-assistenziali;
       Assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       Volontari.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            Riduzione istituzionalizzazioni improprie e dei costi da esse derivanti;
            N. anziani seguiti;
            N. famiglie sostenute;
            Diminuzione di interventi disomogenei;
            Riduzione di azioni sovrapposte;
            Procedure operative integrate attivate tra Servizi.
   AREA

PRIORITARIA

       4
 Persone con

  Disabilità
                       PERSONE CON DISABILITA’

                              INTRODUZIONE

Le politiche per i “diversamente abili” presuppongono il dover affrontare

problematiche diverse e molte volte aggiuntive rispetto ad un normale

percorso di crescita, necessitando del sostegno non solo nei servizi

primari della vita quotidiana, ma anche nella vita scolastica ed in tutte

quelle occasioni che concorrono al miglioramento di vita del diversamente

abile, compreso quello del miglioramento della qualità vita in tutte le sue

forme.

Ciò al fine di consentire, attraverso un complesso di prestazioni

economiche, sociali, assistenziali e sanitarie una soddisfacente vita di

relazione sociale e familiare, in tutti i campi.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area delle Persone con

Disabilità, si è deciso di intervenire sulle seguenti priorità:

Assistenza domiciliare integrata (A.D.I.) ha come scopo quello di:
         - sostenere la persona disabile nel suo ambiente familiare e
            sociale, evitandone l'istituzionalizzazione;
         - Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente
            destinatario del Servizio;
         - Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri
            soggetti che prestano l'assistenza mediante iniziative varie;
         - Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di
            una persona diversamente abile, soprattutto se la stessa è
            non autosufficiente;
         - Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che abbiano in
            carico disabili
Integrazione scolastica ha come scopo quello di garantire il diritto allo

studio dei portatori di handicap fisici, psichici e sensoriali

Trasporto sociale disabili ha come scopo quello favorire la mobilità dei

disabili per il raggiungimento dei servizi di riabilitazione e strutture

socio-ricreative per favorire la socializzazione.
Assistenza Domiciliare Sociale ha come scopo quello di sostenere il disabile nel
suo ambiente familiare e sociale, evitandone l'istituzionalizzazione Alleviare il
carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona disabile soprattutto
se la stessa è non autosufficiente

Interventi di cui alla Delibera n. 197/2005
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Assistenza Domiciliare Integrata.

Area prioritaria di intervento: Persone con disabilità.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno ai soggetti disabili e alle famiglie –
Welfare domiciliare.

Num. progressivo Progetto: 1.

1.2          Soggetto titolare10 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                AUSL BR/1;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Parrocchie;
                                               Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: trattandosi di azione di Welfare domiciliare, che si estende
all‟intero Ambito territoriale, il Servizio non si dota di una sede logistica definita ma si
avvale di un coordinamento centrale curato dal Servizio Sociale d‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
     pubblica).

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali o ONLUS organizzate con modalità d’impresa
specializzate nell’area disabilità. Gli interventi a carattere sanitario saranno gestiti, in economia,
dall’Ausl.


10
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

                    Sostenere la persona disabile nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone
                     l'istituzionalizzazione;
                    Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente destinatario del Servizio soprattutto
                     se privo di sostegni familiari significativi;
                    Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
                    Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona diversamente
                     abile, soprattutto se la stessa è non autosufficiente;
                    Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che abbiano in carico disabili, in modo
                     correlato con il Servizio di Assegno di Cura;
                    Educare ad una cultura della responsabilità da parte della collettività attraverso un
                     coinvolgimento delle risorse no profit del territorio;
                    Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano l'assistenza
                     mediante iniziative varie, tra le quali la diffusione intensiva di competenze ed abilità per
                     una loro autonomia di intervento;
                    Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie;
                    Rafforzare le abilità residue dell’utente;
                    Facilitare le competenze sociali della persona.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Potenziamento del ruolo famiglia quale naturale ambiente di cura;
        Miglioramento della qualità della vita della persona diversamente abile;
        Ottimizzazione delle potenzialità organizzative della famiglia e della persona
         disabile;
        Sviluppo spontaneo di forme aggregative tra gruppi di famiglie;
        Attivazione di protocolli operativi tra Servizi afferenti al settore Sociale ed a quello
         Sanitario;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi;
        Acquisizione, da parte del soggetto sostenuto e dei suoi familiari di una percezione
         positiva che focalizzi sulle „abilità‟ piuttosto che sull‟handicap.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno

Persone con disabilità                                                                           10


1.8 Principali attività previste

Fatte salve le funzioni di coordinamento, monitoraggio, verifica e riprogrammazione
eventuale degli interventi, a cura del Servizio Sociale d‟Ambito e d‟intesa con l‟Unità
Valutativa Multidisciplinare dell‟Ausl, il Servizio si esplica attraverso azioni domiciliari di:
    Auto domestico alla persona (governo della casa, assunzione pasti, igiene
       personale);
    Attività di tipo sanitario (mediche, infermieristiche, riabilitative);
    Attività di welfare leggero:
           o disbrigo pratiche;
           o accompagnamento.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                  25.000,00
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                  25.000,00
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                          ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                          ,
di cui altre Risorse                                                           Euro                          ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti



1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Infermieri Ausl;
       Logopedisti Ausl;
       Medici di base Ausl;
       Medici specialistici Ausl;
       Terapisti della riabilitazione Ausl;
       Assistente sociale;
       Operatori socio-assistenziali generici;
       OSA;
       Tecnici dell‟UVM;
       Assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       Volontari.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            Riduzione istituzionalizzazioni e dei costi da essi derivanti;
            Riduzione dei ricoveri ospedalieri impropri;
            N. soggetti disabili seguiti;
            N. persone prive di sostegno familiare supportate;
            N. famiglie sostenute;
            Diminuzione di interventi disomogenei;
            Riduzione di azioni sovrapposte;
            Procedure operative integrate attivate tra Servizi;
            Livello di coinvolgimento del privato sociale e del no profit.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio:                                             Servizio            per        l’integrazione                  scolastica             dei
diversamente abili.

Area prioritaria di intervento: Persone con disabilità.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno ai soggetti disabili e alle famiglie.

Num. progressivo Progetto: 2

1.2          Soggetto titolare11 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                AUSL BR/1;
                                               Istituti Scolastici;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Parrocchie;
                                               Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: il Servizio si estende all‟intero Ambito territoriale e opera
d‟intesa con gli Istituti Scolastici ed i soggetti dell‟Ausl.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
     pubblica).

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Soggetto attuatore è l’Ambito che garantisce le prestazioni socio-asssistenziali mentre gli interventi a
carattere sanitario saranno gestiti, in economia, dall’Ausl.



11
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

                    Garantire il diritto allo studio dei portatori di handicap fisici, psichici e sensoriali;
                    Favorire l’inserimento nei processi formativi della persona diversamente abile;
                    Sostenere la persona disabile nel suo ambiente sociale;
                    Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente destinatario del Servizio;
                    Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
                    Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona diversamente
                     abile, soprattutto se la stessa è non autosufficiente;
                    Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie;
                    Rafforzare le competenze sociali della persona.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Miglioramento della qualità della vita della persona diversamente abile;
        Rimozione degli ostacoli di natura fisica, psichica e ambientale che impediscono la
         piena fruizione del diritto allo studio;
        Ottimizzazione delle potenzialità organizzative della famiglia e della persona
         disabile;
        Attivazione di protocolli operativi tra Servizi afferenti al settore Sociale ed a quello
         Sanitario;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi;
        Acquisizione, da parte del soggetto sostenuto e dei suoi familiari di una percezione
         positiva che focalizzi sulle „abilità‟ piuttosto che sull‟handicap.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno

Persone con disabilità


1.8 Principali attività previste

Il Servizio si esplica attraverso:
     il sostegno socio-educativo in ambiente scolastico per facilitare il rapporto dei
        soggetti diversamente abili con il gruppo-classe;
     la realizzazione di iniziative d‟informazione nell‟ambito della scuola e delle
        famiglie, d‟intesa con gli organismi scolastici competenti, sulle cause che
        provocano l‟handicap e disadattamento e sulle possibilità di prevenzione nel più
        vasto contesto dell‟educazione sanitaria.
Saranno funzioni demandate all‟Ausl:
     l‟individuazione della persona con handicap previa segnalazione da parte del
        dirigente scolastico;
     la definizione della diagnosi funzionale;
     la stesura del Progetto Educativo Individualizzato;
l‟Ambito provvederà a:
     realizzare gli interventi di natura socio-educativa nelle ore di frequenza scolastica.
     la dotazione di sussidi ed ausili didattici;
     l‟abbattimento delle barriere architettoniche che ostacolano la piena
        partecipazione alla vita scolastica da parte dei discenti.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


      24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                              598.715,29
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                             252.543,36,
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                                8.331,84
                                                                                                (in prestazioni erogate dai
                                                                                                 singoli Comuni nelle more
                                                                                                   dell‟attivazione del PdZ
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                              337.840,09
                                                                                                     (di cui € 125.219,34 in
                                                                                             prestazioni erogate dai singoli
                                                                                                         Comuni nelle more
                                                                                                  dell‟attivazione del PdZ)
di cui altre Risorse                                                           Euro

(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Medici di base Ausl;
       Medici specializzati Ausl;
       Terapisti Ausl;
       Psicologo Ausl;
       Pedagogista;
       Assistenti socio-assistenziali;
       Assistente sociale.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       Livello di integrazione raggiunto dagli utenti sostenuti;
       Grado di riduzione delle barriere che, a vario titolo, impediscono la piena fruizione
        del diritto allo studio;
       N. soggetti disabili seguiti;
       Diminuzione di interventi disomogenei;
       Riduzione di azioni sovrapposte;
       N. iniziative culturali-educative-sportive realizzate in favore di persone
        diversamente abili;
       Procedure operative integrate attivate tra Servizi;
       Livello di coinvolgimento del privato sociale e del no profit.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                             I ann.                                 II ann.                               III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV             Brindisi.                                              AUSL Br/1.


Denominazione intervento/servizio: Servizio di trasporto Sociale disabili.

Area prioritaria di intervento: Sostegno per i cittadini con disabilità.

Num. progressivo Progetto: 3

1.2          Soggetto titolare ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio

Soggetto titolare: Ambito Territoriale.

Enti coinvolti:                           AUSL BR/1.

Localizzazione del servizio: territorio dell‟Ambito e provinciale.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

    gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
   pubblica).

   1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…


Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali specializzate nell’area disabilità o ONLUS organizzate
con modalità d’impresa.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

       Favorire la mobilità dei disabili per il raggiungimento dei servizi di riabilitazione e
        strutture socio-ricreative per favorire la socializzazione;
       Sostenere le situazioni di fragilità presenti nei nuclei familiari.

1.6           Risultati attesi (qualitativi e quantitativi)

       Maggiore offerta sul territorio di servizi di supporto della famiglia e dei disabili;
       Favorire la frequenza di centri di riabilitazione e di socializzazione
1.7      Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                               stima utenti/casi seguiti per anno
Persone con disabilità


1.8 Principali attività previste

Trasporto dei disabili presso i centri riabilitativi e socio-ricreativi.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio


1.10 Spesa totale prevista

Costo totale:                                         Euro     125.420,19
- di cui Risorse FNPS                                 Euro ___________,00
- di cui Risorse Fondo Regionale                      Euro     125.420,19
(in prestazioni erogate dai singoli Comuni           nelle more dell‟attivazione del PdZ)

- di cui Risorse proprie dei Comuni                   Euro ___________,00
- di cui Risorse AUSL                                 Euro ___________,00
- di cui altre Risorse                                Euro ___________,00



1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

     Assistenti Sociali del Servizio Sociale Professionale;
     Operatori Socio – assistenziali;
     Autisti.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto

        Numero richieste di accesso;
        Numero utenti assistiti;
        Numero operatori impegnati;
        Numero gg/uomo lavorate;
        Risorse finanziarie impegnate.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Assistenza Domiciliare Sociale.

Area prioritaria di intervento: Persone con disabilità

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno alla famiglia – Welfare domiciliare.

Num. progressivo Progetto: 4.

1.2          Soggetto titolare12 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                 Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                             Parrocchie;
                                             Organismi del volontariato;
                                             Protezione civile.



Localizzazione del servizio: azione di Welfare domiciliare, rivolta all‟intero Ambito. Il
Servizio si avvale di un coordinamento centrale curato dal Servizio Sociale d‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
     pubblica).

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento


12
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali specializzate nell’area anziani o ONLUS organizzate
con modalità d’impresa.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

                    Sostenere il disabile           nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone
                     l'istituzionalizzazione;
                    Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente fruitore del Servizio;
                    Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
                    Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona disabile soprattutto
                     se la stessa è non autosufficiente;
                    Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che abbiano in carico disabile, in modo
                     correlato con il Servizio di Assegno di Cura;
                    Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano l'assistenza
                     mediante iniziative varie, tra le quali la diffusione intensiva di competenze ed abilità per
                     una loro autonomia di intervento;



1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Potenziamento del ruolo famiglia quale naturale ambiente di vita del disabile;
        Rivalutazione e sostegno delle abilità dell‟utente;
        Miglioramento della qualità della vita della persona disabile;
        Ottimizzazione delle potenzialità organizzative della famiglia del disabile;
        Attivazione di buone prassi operative tra Servizi afferenti al settore Sociale
         interessati al sostegno della persona disabile;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi;
        Ottimizzazione della spesa sociale in relazione a costi-obiettivi e benefici raggiunti
         dal Servizio.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno

Disabile                                                                     10

1.8 Principali attività previste

Rispetto alle competenze spettanti all‟Ambito si individua, in seno al Servizio Sociale,
un‟azione di:
     Individuazione del target d‟utenza;
     Coordinamento;
     Monitoraggio;
     Valutazione e
     Verifica del Servizio SAD.
In relazione alla prestazione precipuamente domiciliare offerta all‟anziano saranno
garantiti:
     Auto domestico alla persona;
     Attività di welfare leggero:
           o disbrigo pratiche;
           o accompagnamento.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 12 mensilità.


1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                             25.000,00
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                             25.000,00
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro
di cui altre Risorse min. da ticket                                            Euro

(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti


1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Medici di base;
       Operatori socio-assistenziali;
       Assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       Volontari.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            Riduzione istituzionalizzazioni improprie e dei costi da esse derivanti;
            N. anziani seguiti;
            N. famiglie sostenute;
            Diminuzione di interventi disomogenei;
            Riduzione di azioni sovrapposte;
            Procedure operative integrate attivate tra Servizi.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                                                        III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Interventi ai sensi della delibera 197/2005
Area prioritaria di intervento: Persone con disabilità.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno ai soggetti disabili e alle famiglie.

Num. progressivo Progetto: 5

1.2          Soggetto titolare13 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                AUSL BR/1;
                                               Istituti Scolastici;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Parrocchie;
                                               Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: il Servizio si estende all‟intero Ambito territoriale e opera
d‟intesa con gli Istituti Scolastici, con le associazioni delle famiglie dei disabili e l‟ASL.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
     pubblica).

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
Soggetto attuatore è l’Ambito che garantisce le prestazioni socio-asssistenziali mentre gli interventi a
carattere sanitario saranno gestiti, in economia, dall’Ausl e l’assistenza di base sarà assicurata dagli
Istituti Scolastici.


13
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

                    Garantire il diritto allo studio dei portatori di handicap fisici, psichici e sensoriali;
                    Favorire l’inserimento nei processi formativi della persona diversamente abile;
                    Sostenere la persona disabile nel suo ambiente sociale;
                    Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente destinatario del Servizio;
                    Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
                    Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona diversamente
                     abile, soprattutto se la stessa è non autosufficiente;
                    Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie;
                    Rafforzare le competenze sociali della persona.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Miglioramento della qualità della vita della persona diversamente abile;
        Rimozione degli ostacoli di natura fisica, psichica e ambientale che impediscono la
         piena fruizione del diritto allo studio;
        Ottimizzazione delle potenzialità organizzative della famiglia e della persona
         disabile;
        Attivazione di protocolli operativi tra Servizi afferenti al settore Sociale ed a quello
         Sanitario;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi;
        Acquisizione, da parte del soggetto sostenuto e dei suoi familiari di una percezione
         positiva che focalizzi sulle „abilità‟ piuttosto che sull‟handicap.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno

Persone con disabilità

1.8 Principali attività previste

Il Servizio si esplica attraverso:
     il sostegno socio-educativo in ambiente scolastico ed extrascolastico;
     la realizzazione di iniziative d‟informazione nell‟ambito della scuola e delle
        famiglie, d‟intesa con gli organismi scolastici competenti e l‟ASL, sulle cause che
        provocano l‟handicap e disadattamento e sulle possibilità di prevenzione nel più
        vasto contesto dell‟educazione sanitaria.
Saranno funzioni demandate all‟Ausl, d‟intesa con il Servizio Sociale Professionale di
Ambito:
     l‟individuazione della persona con handicap previa segnalazione da parte del
        dirigente scolastico, nel caso di interventi presso la scuola;
     la definizione della diagnosi funzionale;
     la stesura del Progetto Educativo Individualizzato;
l‟Ambito provvederà a:
     realizzare gli interventi di natura socio-educativa.
     la dotazione di sussidi ed ausili didattici e ludici;
     l‟abbattimento delle barriere che ostacolano la piena partecipazione alla vita
        scolastica ed extrascolastica.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


      12 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                                            101.835,31
di cui Risorse FNPS                                                            Euro
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro
Risorse ex delibera GRP 197/2005                                               Euro                                            101.835,31
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Medici di base Ausl;
       Medici specializzati Ausl;
       Terapisti Ausl;
       Psicologo Ausl;
       Pedagogista;
       Educatore Professionale;
       Assistente sociale.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       Livello di integrazione raggiunto dagli utenti sostenuti;
       Grado di riduzione delle barriere che, a vario titolo, impediscono la piena fruizione
        del diritto allo studio;
       N. soggetti disabili seguiti;
       Diminuzione di interventi disomogenei;
       Riduzione di azioni sovrapposte;
       N. iniziative culturali-educative-sportive realizzate in favore di persone
        diversamente abili;
       Procedure operative integrate attivate tra Servizi;
       Livello di coinvolgimento del privato sociale e del no profit.
   AREA

PRIORITARIA

      5


 Dipendenze
                                 DIPENDENZE

                                INTRODUZIONE

La continua espansione del consumo di droghe e di altre sostanze

psicotrope e stupefacenti, soprattutto nelle fasce pi giovani della

popolazione, nonché i nuovi stili di consumo, insieme all’allargamento della

platea dei consumatori, rendono essenziale, per combattere il fenomeno,

una capillare azione di prevenzione, soprattutto in quello che sembra

essere uno dei primi posti in cui i ragazzi imparano ad assumere droghe, la

scuola.

A ciò mira il progetto che si andrà a realizzare, attraverso l’opera di

prevenzione nelle scuole medie inferiori, in cui il pensiero dei ragazzi non

è ancora fortificato e quindi facilmente trascinabili.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area delle Dipendenze,

nonché da quanto emerso nei i tavoli di coprogettazione, alla luce anche

dell’integrazione   richiesta    dall’Assistente   sociale   di   San   Michele

Salentino, si è deciso di intervenire sulla seguente priorità:

Prevenzione primaria nelle scuole medie inferiori e nei luoghi di
socializzazione ha come scopo quello di stimolare il pensiero critico dei ragazzi,
sostenere l’adozione, da parte dei preadolescenti, di uno stile di vita maturo e
propositivo, nonché fornire modelli comportamentali positivi.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                               III ann. 


AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Prevenzione primaria nelle scuole medie inferiori e
nei luoghi di socializzazione.

Area prioritaria di intervento: dipendenze.

Azione di sistema: Azioni integrate di prevenzione degli stati di dipendenza.

Num. progressivo Progetto: 1

1.2          Soggetto titolare14 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                AUSL BR/1;
                                               8 Scuole medie dell‟Ambito;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Parrocchie;
                                               Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: il Servizio si esplica mediante interventi a carattere
preventivo realizzati nell‟Ambito, attraverso azioni informative e progettuali,
programmate in modo integrato con i Servizi dell‟Ausl nelle scuole e nei luoghi di
socializzazione giovanile quali (bar, pub, giardini pubblici, ecc.). Si  avvale del
coordinamento del Servizio Sociale d‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio



14
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
Il Servizio avrà valenza di Ambito. La titolarità sarà garantita da Ente ausiliario, ai sensi dell’art. 5 del
regolamento regionale 28 febbraio 2000, n. 1, avente sede ed operante sul territorio dell’Ambito
territoriale n. 3, con comprovata esperienza nel settore delle tossicodipendenze e della prevenzione.
Sarà garantito su tutti i Comuni dell’Ambito-Zona.

   1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
 altra modalità di gestione: Titolarità di Ente ausiliario, il cui progetto sia selezionato dall’Ambito, in
virtù di avviso pubblico, e finanziato dallo stesso Ambito.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Costituire un equipe multidisciplinare;
        Stimolare il pensiero critico dei ragazzi;
        Sostenere l‟adozione, da parte dei preadolescenti, di uno stile di vita maturo e
         propositivo;
        Fornire modelli comportamentali positivi e vitali;
        Avallare nei ragazzi atteggiamenti di scelta consapevole;
        Sostenere l‟autodeterminazione dei ragazzi;
        Incoraggiare condotte legali;
        Contrastare forme di isolamento e marginalità derivanti da fragilità imputabili
         all‟età;
        Creare un comune linguaggio tra famiglie, servizi e ragazzi;

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



             Analisi della domanda e formulazione di interventi in risposta al bisogno rilevato;
             Potenziamento del ruolo della scuola quale agenzia educativa;
             Rafforzamento dei rapporti tra l‟istituto d‟istruzione e le famiglie dei ragazzi;
             Creazione di un patto educativo tra le famiglie dei ragazzi, gli enti di formazione, i
              discenti ed i Servizi del Territorio;
             Condivisione di un linguaggio comune orientato al perseguimento di obiettivi
              centrati sull‟idea di libertà dalle dipendenze;
             Ottimizzazione delle potenzialità decisionali dei ragazzi;
             Potenziamento della capacità critica e di analisi dei vissuti emotivi ed esperienziali
              dei ragazzi;
             Partecipazione attiva dei ragazzi alla vita scolastica e della collettività;
             Sviluppo del protagonismo e dell‟autodeterminazione dei ragazzi;
             Acquisizione, da parte di ragazzi e loro famiglie di una percezione positiva del
              proprio vissuto presente e futuro.
             Attivazione di protocolli operativi tra Servizi afferenti al settore Sociale ed a quello
              Sanitario.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
minori delle scuole medie inferiori e del biennio delle Scuole Medie Superiori

1.8 Principali attività previste
Il Servizio, che si realizza mediante un‟equipe multidisciplinare che, mediante l‟eventuale
affiancamento di tecnici del Ser.T. e del Consultorio Familiare e attraverso piani
concordati con il Servizio Sociale Professionale, sviluppa:
     Azioni di informazione, sensibilizzazione presso le scuole con i ragazzi;
     Azioni di informazione, sensibilizzazione verso le famiglie;
     Incontri-dibattito con le famiglie;
     Ascolto mirato con i ragazzi;
     Ascolto mirato con i genitori dei ragazzi.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 18 mensilità (due anni scolastici).

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                               139.017,35
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                               100.847,79
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                                          ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                                20.169,56
                                                                                                (di cui € 10.925,18 in risorse
                                                                                                umane impiegate dai singoli
                                                                                                           Comuni nelle more
                                                                                                    dell‟attivazione del PdZ)
di cui altre Risorse                    AUSL                                   Euro                                18.000,00
                                                                                                 (conferite in risorse umane)
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       assistente sociale,
       psicologo,
       pedagogista
       personale medico ed infermieristico del Ser.T.;
       assistente sociale, psicologo, pedagogista del Consultorio Familiare;
       testimonial provenienti dal privato o da strutture e Servizi (esponenti delle forze
        dell‟ordine, responsabili o ospiti di Servizi mirati al recupero, familiari di persone
        con problemi correlati alle dipendenze);
       Assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       Volontari delle Associazioni;

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. ascolti effettuati;
            N. scuole coinvolte;
            N. famiglie sostenute;
            Grado di interesse e partecipazione sollecitato nelle famiglie e nei ragazzi.
     AVVISO PUBBLICO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGETTI DI CONTRASTO

          ALLE TOSSICODIPENDENZE ED ALTRI FENOMENI DI DIPENDENZA


Premesso che:
il Piano Regionale delle Politiche Sociali prevede, nell’ambito della definizione dei Piani di
Zona, che i comuni singoli, associati tra loro, d’intesa con le aziende unità sanitarie locali, con
la partecipazione di tutti gli altri soggetti previsti dalla L. R. 19/2006, programmino interventi
e servizi che, per tipologia e natura delle attività proposte, siano coerenti con quanto previsto
dal regolamento regionale del 28/02/2000, n. 1, che ha fissato i criteri e le modalità per il
finanziamento regionale dei progetti di lotta alla droga, compresa l’individuazione dei
soggetti destinatari dei finanziamenti, in relazione alle aree d’intervento specifiche;
la Regione Puglia al fine di adeguare le previsioni del regolamento regionale n. 1/2000 alla
riforma introdotta dalla l.r. 19/2006 ha definito apposite “linee guida” per la programmazione
e la gestione degli interventi in materia di lotta alla droga;
le modifiche introdotte dalla legge regionale 19/2006 incidono anche sulle modalità di
presentazione dei progetti riservando ai Comuni e alle AUSL il 50% delle risorse
complessivamente destinate all’area dipendenze dei Piani di Zona per la realizzazione di
servizi ed interventi secondo le previsioni del regolamento regionale 1/2000, ed il restante
50% agli enti ausiliari di cui agli articoli 115 e 116 del D.P.R. n,. 309/1990, alle
organizzazioni di volontariato di cui alla legge n. 266/1991 e alle cooperative sociali di cui
all’articolo 1, comma 1, lettera b), della l. n. 381/1991 e loro consorzi;
il Comune di Francavilla Fontana, quale Comune capofila dell’ambito territoriale n. 3, in
sede di concertazione dell’intera programmazione territoriale della rete dei servizi, ha
individuato le priorità strategiche e i corrispondenti servizi ed interventi da attivare nel corso
del periodo di vigenza del Piano di zona, al fine di offrire una serie di risposte appropriate al
contrasto del fenomeno delle tossicodipendenze e ad altri fenomeni di dipendenza,
valorizzando allo stesso tempo il patrimonio di esperienze dei soggetti e dei servizi finora
realizzati, potenziando in maniera organica il sistema territoriale dei servizi alla persona.
Il Comune di Francavilla Fontana, capofila dell’Ambito-Zona, costituito dai Comuni di
Francavilla Fontana, Carovigno, Ceglie Messapica, Oria, San Michele Salentino e Villa
Castelli, ha inteso, pertanto, predisporre uno schema di avviso pubblico per il finanziamento
di un progetto di contrasto alle tossicodipendenze ed altri fenomeni di dipendenza patologica
a valere sulle risorse finanziarie da destinarsi all’area prioritaria “Dipendenze”del Piano di
zona 2005-2007, ritenendo di impegnare l’intero importo disponibile.
L’Avviso è composto dei seguenti articoli, così come di seguito riportato.

Art.1. Oggetto e finalità generali
Il Comune di Francavilla Fontana, capofila dell’Ambito-Zona, costituito dai Comuni di
Francavilla Fontana, Carovigno, Ceglie Messapica, Oria, San Michele Salentino e Villa
Castelli, con il presente Avviso definisce le procedure di presentazione, di attuazione, di
finanziamento e di valutazione, nell’ambito delle risorse destinate all’area prioritaria
“dipendenze”, di progetti di intervento coerenti con le tipologie di iniziative da porre in essere
individuate nella progettazione di dettaglio del Piano di zona 2005-2007, nel rispetto delle
indicazioni fornite dal Piano Regionale delle Politiche Sociali 2004-2006 e dalle allegate
Linee guida approvate con DGR 1104/2004.



Art. 2. Soggetti ammessi alla presentazione dei progetti
Il progetto che si intende finanziare con il presente avviso dovrà essere esclusivamente
proposto dai soggetti del Terzo Settore di cui all’art. 5 del regolamento regionale 28 febbraio
2000, n. 1, aventi sede ed operanti sul territorio dell’Ambito territoriale n. 3, con comprovata
esperienza nel settore delle tossicodipendenze.
Nello specifico, tenuto conto della tipologia dell’iniziativa prevista e dei criteri definiti dal
regolamento regionale 1/2000, art. 5, possono presentare proposte, tra i soggetti del Terzo
Settore, quelli di seguito indicati:
    - enti ausiliari di cui agli articoli 115 e 116 del D.P.R. n. 309/1990, iscritti all’Albo
        Regionale;
    - organizzazioni di volontariato di cui alla l. n. 266/1991 iscritte nel registro generale ai
        sensi della legge regionale 16 marzo 1994, n. 11.

Art.3. Tipologia dell’iniziativa
Il presente avviso finanzia la seguente iniziativa:
“Prevenzione primaria nelle scuole medie inferiori e nei luoghi di socializzazione.”
Nell’attuazione dell’iniziativa, consideratane la peculiarità, saranno chiamati pienamente a
collaborare gli Istituti Comprensivi – Scuole Medie Inferiori – dell’Ambito, la AUSL BR/1,
attraverso il Sert di Francavilla Fontana.
Obiettivi dell’iniziativa sono i seguenti:
    - Costituire un equipe multidisciplinare;
    - Stimolare il pensiero critico dei ragazzi;
    - Sostenere l’adozione, da parte dei preadolescenti, di uno stile di vita maturo e
        propositivo;
    - Fornire modelli comportamentali positivi e vitali;
    - Avallare nei ragazzi atteggiamenti di scelta consapevole;
    - Sostenere l’autodeterminazione dei ragazzi;
    - Incoraggiare condotte legali;
    - Contrastare forme di isolamento e marginalità derivanti da fragilità imputabili all’età;
    - Creare un comune linguaggio tra famiglie, servizi e ragazzi;
Si elencano le principali attività previste per l’iniziativa:
    - Azioni di informazione, sensibilizzazione presso le scuole con i ragazzi;
    - Azioni di informazione, sensibilizzazione verso le famiglie;
    - Incontri-dibattito con le famiglie;
    - Ascolto mirato con i ragazzi;
    - Ascolto mirato con i genitori dei ragazzi.
L’iniziativa avrà una durata complessiva di 70 settimane (pari a circa 16 mesi - due anni scolastici).



Art. 4. Spese ammissibili
Per la realizzazione dell’iniziativa prevista dal presente Avviso sono ammissibili le spese
riferite a:
   -    personale: prestazioni professionali, ivi inclusi oneri sociali e assicurativi, svolte dal
        personale impiegato nella realizzazione del progetto e/o forme di rimborso spese per
        volontari secondo le modalità di cui all’art. 2 della legge 266/1991;
    - attrezzature: es. strumenti audiovisivi e altre attrezzature strettamente collegate alle
        attività previste;
    - materiale di consumo: cartelloni, supporti informatici, materiale di cancelleria, ecc.;
    - costi di gestione e funzionamento: canoni ed utenze;
    - supervisione e valutazione dei risultati conseguiti;
    - altri costi: altre spese comunque strettamente legate al progetto, comprovandone la
        necessaria strumentalità.
I costi previsti nel piano finanziario si intendono comprensivi di IVA, ove dovuta in base alle
aliquote previste per legge.

Art. 5. Risorse disponibili
Per l’attuazione del presente avviso si farà fronte con le risorse destinate all’area dipendenze
dal Piano di zona dell’ambito territoriale pari a € 110.092,17. Tale somma, coerentemente a
quanto disposto dalle linee guida regionali per gli interventi in materia di dipendenze allegate
al Piano Regionale, rappresenta oltre il 100% delle risorse finanziarie destinate dal Piano di
zona dell’Ambito territoriale all’area prioritaria “dipendenze”.

Art. 6. Presentazione delle domande e documentazione a corredo della domanda
Il progetto dovrà pervenire, a pena di esclusione, a mezzo servizio postale con raccomandata
A.R. o anche con consegna a mano, all’ Ufficio Protocollo Generale del Comune di
Francavilla Fontana, quale Comune capofila, entro e non oltre le ore 13,00 del 15° giorno
successivo alla data di pubblicazione del presente Avviso presso l’Albo pretorio dei Comuni
dell’ambito, ossia entro il _______________.
Le domande di finanziamento devono essere presentate dai soggetti di cui all’art. 2 del
presente Avviso.
Alla domanda di finanziamento, redatta in conformità dell’allegato “A” del presente Avviso e
sottoscritta dal legale rappresentante, vanno allegati:
    1. formulario di presentazione del progetto (allegato B) compilato in tutte le sue parti e
        sottoscritto dal legale rappresentante del soggetto proponente;
    2. certificato di iscrizione ai rispettivi albi o registri regionali;
    3. atto costitutivo e statuto che prevedono lo svolgimento di attività nel settore
        tossicodipendenze;
    4. relazione delle attività effettivamente svolte e dell’esperienza maturata in materia di
        prevenzione, recupero, riabilitazione o reinserimento socio-lavorativo di
        tossicodipendenti;
    5. accordi di partenariato laddove sottoscritti.
Tutta la documentazione, compresa la fotocopia del documento di identità del legale
rappresentante dell’organismo proponente firmatario della domanda di finanziamento e del
formulario, deve essere raccolta in una busta chiusa riportante in modo chiaro e leggibile,
oltre alle indicazioni del mittente, la seguente dicitura “Avviso pubblico Ambito-Zona di
Francavilla Fontana - progetto area Dipendenze - Piano di Zona 2005 - 2007”

Art. 7. Disposizioni generali
Il progetto è realizzato direttamente dal soggetto proponente d’intesa con il Servizio Sociale
Professionale di Ambito e con il competente Ser.T..
È consentito sottoscrivere, in relazione agli obiettivi prefissati per la tipologia di iniziativa
oggetto del presente Avviso, accordi di partenariato con soggetti sia pubblici che privati, quali
ad esempio:
Amministrazione Provinciale, Comuni, AUSL, Istituzioni Scolastiche, articolazioni locali del
Ministero della giustizia, Centri per l’impiego, Organizzazioni Sindacali, Associazioni di
categoria, Associazioni di auto e mutuo aiuto, di tutela degli utenti, associazioni di solidarietà
sociale e volontariato, oratori, parrocchie,ecc.
Qualora vengano sottoscritti accordi di partenariato il soggetto proponente deve allegare, pena
l’esclusione, copia dell’atto sottoscritto tra le parti.

Art. 8. Criteri e procedure per la valutazione
Le operazioni di valutazione sono effettuate da una Commissione, i cui componenti
individuati e nominati dal Coordinamento Istituzionale dell’Ambito.
La suddetta Commissione resta in carica per la durata prefissata per l’espletamento delle
procedure di valutazione dei progetti e si avvarrà del supporto tecnico dell’Ufficio di piano
integrato da un referente della AUSL - Dipartimento dipendenze patologiche.
E’ facoltà della Commissione richiedere chiarimenti e/o integrazioni sui progetti.
I progetti sono valutati con riferimento ai seguenti elementi:
    1. esperienza documentata del soggetto proponente nelle attività connesse all’oggetto del
        presente                      avviso                    (curriculum                 analitico)
        punti max 13;
    2. analisi del contesto territoriale di riferimento del progetto (grado di correlazione tra i
        bisogni rilevati e gli obiettivi generali/specifici del progetto)
                 punti max 7;
    3. definizione del numero e della tipologia dei destinatari in relazione agli obiettivi del
        progetto
        punti max 10;
    4. livello di correlazione tra contenuti, obiettivi, strumenti e fasi dell’intervento
        punti max 13;
    5. integrazione con gli interventi previsti nell’ambito del Piano di zona e con altri
        progetti e iniziative
        punti max 7;
    6. livello di integrazione tra i soggetti pubblici e/o privati coinvolti nella realizzazione
        del progetto e motivazione della scelta rispetto agli obiettivi prefissati
        punti max 13;
    7. predisposizione di strumenti per la rilevazione delle ricadute e degli impatti (impatti
        attesi, diretti ed indiretti, sui destinatari finali e sul contesto di riferimento)
        punti max 7;
    8. metodologie e strumenti per dare visibilità alla realizzazione del progetto, alla
        diffusione dei risultati aggiunti ed al loro esito, per favorire una maggiore
        partecipazione e condivisione sia da parte dei soggetti interessati che dell’opinione
        pubblica
        punti max 6;
    9. livello di corrispondenza tra le risorse umane impiegate e le attività programmate
        punti max 12;
    10. coerenza del piano finanziario: congruità dei costi delle singole componenti del
        progetto, rapporti tra risorse da impiegare e costi da sostenere
        punti max 12.
Ai fini della valutazione dei progetti, la Commissione, di cui al successivo art. 9, predispone
apposita scheda da acquisire al verbale delle riunioni.
Sono ritenuti ammissibili ed entrano pertanto nell’apposita graduatoria i progetti che abbiano
conseguito un punteggio di almeno punti 51 (cinquantuno)
È ammesso a finanziamento il progetto che abbia conseguito il punteggio più alto (max 100).
È facoltà dell’Ufficio di Piano, qualora intervengano risorse finanziarie aggiuntive, ammettere
a finanziamento in ordine decrescente di punteggio i progetti non ammessi a finanziamento in
prima battuta.

Art. 9. Procedure per l’erogazione dei finanziamenti e realizzazione dell’iniziativa
La Commissione predispone apposita graduatoria dei progetti ammissibili.
All’approvazione e al finanziamento del progetto che ha conseguito il più alto punteggio si
provvede con atto del dirigente dell’Ufficio servizi sociali del Comune capofila, responsabile
dell’Ufficio di piano dell’Ambito territoriale sulla base della predetta graduatoria.
L’erogazione del finanziamento avverrà in due soluzioni:
    - pagamento in acconto, pari al 75% del finanziamento assegnato ed erogato previa
        presentazione di lettera di avvio attività e cronoprogramma dettagliato delle attività;
    - pagamento a saldo, pari al 25% del finanziamento concesso, previa presentazione di
        una relazione conclusiva delle attività svolte e rendicontazione delle spese sostenute.
Il progetto ammesso al finanziamento deve essere avviato improrogabilmente entro trenta
giorni
dalla data di emissione del mandato di pagamento della prima quota del finanziamento,
dandone
comunicazione al responsabile dell’ Ufficio di piano dell’ambito territoriale.
I progetti ammessi al finanziamento devono essere realizzati entro il termine massimo di 12
(dodici)
mesi dalla data di avvio.

Art. 10 Verifica sugli interventi finanziati
L’ Ufficio di piano dell’Ambito territoriale provvede ad effettuare verifiche e controlli sugli
interventi finanziati attraverso attività di monitoraggio qualitativo e quantitativo e valutazione
dell’iniziativa.

Art. 11 Informazioni sull’avviso
Il presente avviso è reperibile sui seguenti siti internet:

             Comune di Francavilla Fontana             www.comune.francavillafontana.it
             Comune di Carovigno                       www.comune.carovigno.it
             Comune di Ceglie Messapica                www.comune.cegliemessapica.it
             Comune di Oria                            www.comune.oria.it
             Comune di San Michele Salentino           www.comune.sanmichelesalentino.it
             Comune di Villa Castelli                  www.comune.villacastelli.it

Informazioni sullo stesso possono essere richieste all’ Ufficio di Piano dell’Ambito
territoriale, alseguente recapito telefonico __________________, e presso le sedi degli uffici
di servizio sociale dei
Comuni dell’Ambito territoriale.


Art 12. Responsabile del procedimento
Responsabile del procedimento è il Rag. Franco MUOLO Responsabile dell’Ufficio di piano
dell’Ambito territoriale di Francavilla Fontana
Allegati:
A) Domanda di finanziamento;
B) Formulario di presentazione del progetto.



                                ALLEGATO "A"
                           DOMANDA DI FINANZIAMENTO



                                                    AL RESPONSABILE DELL’UFFICIO
                                                    DI PIANO DELL’AMBITO – ZONA
                                                    DI FRANCAVILLA FONTANA


Oggetto: avviso pubblico per il finanziamento di iniziative da attuare nell’area delle
        dipendenze PdZ 2005/2007.



Il sottoscritto……………..…………………nato
a……...………………………..il…………………
Residente a……..…………………………………in
Via…………………………………………….
Codice fiscale……………………………………………………………………
Tel/fax……………………….email……………………………………………………………
……..
In qualità di rappresentante legale di (denominazione del soggetto proponente a titolo
individuale                                    o                             associato)
..…………………………………………………………………………………………….
Tipologia (Ente/Associazione/) …………………………………………
Avente sede a………………………………………………..in
Via…………………………………..
Tel/fax………………………..email………………………………C.F…….………...………
……… P.I……………………………………………………………………
Preso visione dell’Avviso pubblico di cui all’oggetto,

                                         CHIEDE
Di      essere      ammesso        al      finanziamento     del      progetto    denominato
…………………………………
…………………………………………………………………….……………………………
……..., finanziato con fondi dell’area prioritaria delle dipendenze del Piano Sociale di Zona
2005/2007.
A tal fine dichiara, ai sensi dell’art.47 del D.P.R. n. 445/2000, e consapevole delle sanzioni
penali in caso di dichiarazioni non veritiere:

           -   di essere il legale rappresentante e di essere abilitato alla sottoscrizione della
               domanda e documentazione allegata; di non aver riportato condanne, con
               sentenza passata in giudicato, per qualsiasi reato che incida sulla propria
               moralità professionale e per delitti di natura finanziaria e, comunque, di non
               aver subito condanna per delitti che comportino l’incapacità di contrarre con la
               P.A.; l’insussistenza delle cause di esclusione previste dall'art. 38 D.Lgs. n.
               163/2006;

           -   che lo stesso organismo, di cui è il rappresentante legale, opera nel settore
               delle dipendenze e della loro prevenzione. (Tale requisito di ammissione deve
               essere posseduto, a pena di esclusione. Nel caso di raggruppamento o consorzi
               tale requisito deve essere posseduto da parte di tutti i soggetti raggruppati o da
               tutti i soggetti che realizzeranno l’iniziativa nell’ambito del consorzio);

           -   che il progetto sarà realizzato nel rispetto delle normative di legge in materia
               di contratti di lavoro e di sicurezza e tutela delle condizioni di lavoro, nonché
               essere in regola con gli obblighi di cui alla legge 68/1999;

           -   che l’organismo è iscritto….. (in albi e/o elenchi tenuti da pubbliche
               amministrazioni, in cui siano indicati il numero, la data del relativo atto di
               iscrizione e la sua attuale validità);


Allega la documentazione di seguito indicata,:
…………………………………………………………………….……………………………
……...
…………………………………………………………………….……………………………
……...
…………………………………………………………………….……………………………
……...
…………………………………………………………………….……………………………
……...
…………………………………………………………………….……………………………
……...
…………………………………………………………………….……………………………
……...

In caso di ammissione, chiede che il finanziamento venga accreditato secondo le seguenti
modalità:
…………………………………………………………………………………………………
………

Luogo e data e timbro
                                                                     Firma

                                                          ________________________
                                     (allegare fotocopia del documento di riconoscimento)

                                     ALLEGATO "B"

                  FORMULARIO DI PRESENTAZIONE PROGETTO

SOGGETTO PROPONENTE
Nome:
__________________________________________________________________________
Ragione Sociale:
__________________________________________________________________
Tipologia:
[ ] Ente Ausiliario
[ ] Associaz. Volontariato
Sede Legale (città): ____________________________________________________ Prov:
______
Indirizzo:
________________________________________________________________________
Tel: __________________________________________ Fax:
______________________________
E-mail: _________________________________ @
_____________________________________
Codice Fiscale: _______________________________Partita IVA:
__________________________
Rappresentante Legale:
____________________________________________________________
Tel: __________________________________________ Fax:
______________________________
E-mail: _________________________________ @
_____________________________________


IN CASO DI CONSORZIO O RAGGRUPPAMENTO SPECIFICARE TUTTI GLI
ELEMENTI IDENTIFICATIVI COME SOPRA DEGLI ALTRI SOGGETTI
CONSORZIATI O RAGGRUPPATI COINVOLTI NELLE INIZIATIVE.

EVENTUALI        PARTNERS CON I QUALI È STATO SOTTOSCRITTO UN
ACCORDO DI PARTNENARIATO
(indicare denominazione, finalità dell’organizzazione, sede e rappresentante e ogni elemento
identificativo    e      allegare       copia      di     accordo      sottoscritto     dalle
parti)……………………………………
TITOLO DEL
PROGETTO…………….…………………………………………………………..
Azione: Prevenzione primaria nelle scuole medie inferiori

  1) PRESENTAZIONE DEL SOGGETTO PROPONENTE E ATTIVITÀ
     SVOLTA.
     (max 1 pag.)
     (allegare anche curriculum analitico)

  2) ANALISI DEL CONTESTO TERRITORIALE in cui sarà realizzato
     l'intervento.
     (max 1 pag.)
     (descrizione del fenomeno con particolare riferimento alla realtà territoriale
     interessata; iniziative in corso; punti di forza o criticità rilevati; risorse istituzionali e
     non attive o attivabili, ecc.)

  3) STRATEGIA DELL’INTERVENTO E OBIETTIVI DA PERSEGUIRE.
     (max pagg.2)

  4) DESCRIZIONE DELLE INIZIATIVE PER LE QUALI SI RICHIEDE IL
     FINANZIAMENTO E RELATIVI DESTINATARI.
     (max pagg.5)
     (specificare, in caso di più soggetti attuatori, la titolarità nella realizzazione delle
     singole iniziative; rispetto ai percorsi formativi/lavorativi per gli utenti indicare le
     opportunità individuate);

  5) COLLEGAMENTO CON ALTRI PROGETTI ED EVENTUALI ALTRI
     SOGGETTI ISTITUZIONALI E NON COINVOLTI O DA COINVOLGERE.
     (max pag.1)

  6) RISULTATI ATTESI.
     (max pag.1)

  7) IMPATTO SOCIALE RIFERITO AI RISULTATI ATTESI.
     (max pag.1)

  8) SISTEMA DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI .
     (max pag.1)

  9) PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO RIVOLTO ANCHE ALLA
     DIFFUSIONE DEI RISULTATI.
     (max pag. 1)

  10) DESCRIZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE PREVISTA E DELLE RISORSE
      UMANE E STRUMENTALI DA IMPIEGARE.
      (max pagg.3)
      (specificare, tra l'altro, le qualificazione del personale coinvolto e i tempi di impiego;
      allegare i relativi curricula dai quali si evinca la qualità professionale degli stessi in
      relazione alle funzioni e alle iniziative proposte)
  11) PIANO FINANZIARIO DETTAGLIATO (come di seguito formulato secondo le
      voci che interessano) E CRONOPROGRAMMA DELLE ATTIVITA'.




                      PIANO FINANZIARIO
         PERSONALE IMPEGNATO PER LA REALIZZAZIONE DEL
                          PROGETTO


 QUALIFICHE            QUANTITA'          IMPORTO    TOTALE      Spazio riservato
                                                                alla Commissione
                                                                    valutatrice
                  N.     Ore     Costo
                 unità settima   medio
                         nali    orario




                     RIMBORSO SPESE VOLONTARI

    N.           ORE SETTIMANALI          TOTALE                  Spazio
VOLONTARI                                 RIMBOR              riservato alla
                                             SI               Commissione




                      SPESE ONERI ASSICURATIVI
      VOCI DI SPESA             IMPORTO    TOTALE       Spazio
                                                    riservato alla
                                                    Commissione




                 MATERIALE DI CONSUMO

DESCRIZIONE VOCI DI SPESA      QUANTITA'   TOTALE       Spazio
                                                    riservato alla
                                                    Commissione




 PUBBLICIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI E DIFFUSIONE RISULTATI

      VOCI DI SPESA             IMPORTO    TOTALE       Spazio
                                                    riservato alla
                                                    Commissione




                      ALTRE SPESE

      VOCI DI SPESA             IMPORTO    TOTALE      Spazio
                                                      riservato
                                                         alla
                                                     Commission
                                                          e
                   RIEPILOGO COSTI                       TOTALE          Spazio
                                                                        riservato
                                                                           alla
                                                                       Commission
                                                                            e
Personale
Rimborso spese volontari




      TOTALE COMPLESSIVO DEL PROGETTO



                                     Data, timbro e firma del Legale Rappresentante
    AREA

PRIORITARIA

       6
Salute Mentale
                              SALUTE MENTALE

                              INTRODUZIONE

Le problematiche legate alla tutela della Salute Mentale sono in costante

aumento, così come è in costante aumento la popolazione affetta da questi

tipi disturbi, dovuti principalmente alla frenetica e stressante vita

quotidiana.

Ciò non di meno sono in aumento anche le problematiche di chi ha problemi

mentali dovuti alla propria disabilità psichica, ed è in questa direzione che

si cercherà di intervenire.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area della Salute Mentale, si

è deciso di intervenire sulla seguente priorità:

Centro Sociale polivalente per diversamente abili ha come scopo quello

di:

          - Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di

              una persona disabile psichica;

          - Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri

              soggetti che prestano l'assistenza mediante iniziative varie,

              tra le quali la diffusione intensiva di competenze ed abilità

              per una loro autonomia di intervento;

          - Realizzare      interventi     programmati,      integrati   con    gli

              interventi e le attività degli altri servizi e strutture

              educative,    sociali,   culturali   e   ricreativi   esistenti   nel

              territorio;

          - Contrastare le forme di isolamento della famiglia
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Centro sociale polivalente per diversamente abili.

Area prioritaria di intervento: Salute mentale.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno ai soggetti disabili psichici ed alle
famiglie.

Num. progressivo Progetto: 1

1.2          Soggetto titolare15 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                AUSL BR/1 - CSM;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Parrocchie;
                                               Enti di formazione;
                                               Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: In uno dei Comuni dell‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta con affidamento a terzi (procedura di affidamento: gara ad evidenza
     pubblica).

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…


15
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
Affidamento del Servizio a Cooperative Sociali specializzate nell’area disabilità psichica o ONLUS
organizzate con modalità d’impresa.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

                    Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona disabile psichico,
              soprattutto se la stessa è non autosufficiente;
                    Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano l'assistenza
              mediante iniziative varie, tra le quali la diffusione intensiva di competenze ed abilità per una
              loro autonomia di intervento;
                    Sostenere la persona disabile nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone
              l'istituzionalizzazione;
                    Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente destinatario del Servizio soprattutto
              se privo di sostegni familiari significativi;
                    Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie;
                    Rafforzare le abilità residue dell’utente;
                    Facilitare le competenze sociali della persona;
        Realizzare interventi programmati, integrati con gli interventi e le attività degli
         altri servizi e strutture educative, sociali, culturali e ricreativi esistenti nel
         territorio;
                    Supportare la famiglia nei suoi compiti educativi e di cura;
                    Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
        Contrastare le forme di isolamento della famiglia;
        Supportare alle famiglie per il superamento di eventi crisi;
        Facilitare i percorsi di integrazione sociale.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Potenziamento del ruolo della famiglia quale naturale ambiente di cura;
        Miglioramento della qualità della vita della persona diversamente abile;
        Ottimizzazione delle potenzialità organizzative della famiglia e della persona
         disabile;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi;
        Acquisizione, da parte del soggetto sostenuto e dei suoi familiari di una percezione
         positiva che focalizzi sulle „abilità‟ piuttosto che sull‟handicap;
        reinserimento sociale di soggetti disabili psichici esposti a rischio di emarginazione
         e devianza;
        Sostegno ed accompagnamento del nucleo nelle sue naturali competenze;
        Superamento delle situazioni problematiche.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno

Persone con disabilità psichica                                                              30

1.8 Principali attività previste

Sarà cura del Servizio Sociale d‟Ambito:
     La individuazione dei soggetti destinatari dell‟intervento;
Il personale del Centro provvederà a realizzare:
     attività educative indirizzate all‟autonomia;
     attività espressive, psico-motorie e ludiche;
       attività di socializzazione e di animazione;
       attività culturali e di formazione;
       aiuto nell‟espletamento delle attività e delle funzioni quotidiane anche attraverso
        prestazioni a carattere assistenziale (igiene personale dell‟ospite);

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 12 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                               146.017,35
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                               100.847,79
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                                          ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                                20.169,56
                                                                                                (di cui € 10.925,18 in risorse
                                                                                                umane impiegate dai singoli
                                                                                                           Comuni nelle more
                                                                                                    dell‟attivazione del PdZ)
di cui altre Risorse                    AUSL                                   Euro                                25.000,00
                                                                                                 (conferite in risorse umane)
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       operatori addetti all‟assistenza;
       educatori professionali;
       animatori;
       assistente sociale;
       volontari.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. soggetti seguiti;
            N. famiglie sostenute;
            Diminuzione di interventi disomogenei;
            Riduzione di azioni sovrapposte;
            Procedure operative integrate attivate tra Servizi;
            Livello di coinvolgimento del privato sociale e del no profit.
     AREA

PRIORITARIA

        7

 Contrasto alla

    Povertà
                      CONTRASTO ALLA POVERTA’

                             INTRODUZIONE

La povertà e l’esclusione sociale dipendono da varie cause e non sono

caratterizzate e riconducibili necessariamente all’assenza di reddito, ma

si presentano come fenomeno dove alla variabile economica incidono altri

fattori, dalla sfera affettiva a quella psicologica e culturale.

La molteplicità di causa che la determinano richiedono interventi di vari

natura, di tipo assistenziale, di protezione sociale e culturale, di

formazione professionale e di avvio al mercato del lavoro.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area del Contrasto alla

Povertà, si è deciso di intervenire sulla seguente priorità:

Interventi di inserimento lavorativo rivolto a persone disoccupate di

lunga durata, ex detenuti, ex tossicodipendenti ha come obiettivo quello

di creare un’opportunità lavorativa ai soggetti socialmente svantaggiati e

garantire, anche se solo temporaneamente l’ autonomia economica delle

persone.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 


AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Interventi di inserimento lavorativo rivolto a
persone disoccupate di lunga durata, ex detenuti, ex tossicodipendenti.

Area prioritaria di intervento: Contrasto alla povertà.

Azione di sistema: Azioni integrate di sostegno economico.

Num. progressivo Progetto: 1

1.2          Soggetto titolare16 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                Provincia;
                                               AUSL BR/1;
                                               Servizi del Ministero della Giustizia;
                                               Enti di Formazione;
                                               Centro per l‟impiego;
                                               Organizzazioni del Terzo settore;
                                               Organizzazioni Sindacali e di categoria;
                                               Associazioni datoriali.

Localizzazione del servizio: il Servizio si esplica mediante interventi a carattere
preventivo realizzati nell‟Ambito, attraverso azioni informative e progettuali,
programmate in modo integrato con i Servizi del Territorio. Si avvale del coordinamento
del Servizio Sociale d‟Ambito.



16
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

    gestione in economia (Ambito).

   1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
L’intervento sarà garantito dall’Ambito mediante l’apporto integrato degli altri soggetti interessati Enti
di Formazione, CPI, OO.SS, Organizzazioni datoriali, e mediante l’ausilio tecnico del Servizio di
Segretariato Sociale e degli assistenti sociali del Servizio Sociale dell’Ambito.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Creare un‟opportunità lavorativa ai soggetti socialmente svantaggiati;
        Garantire, anche se solo temporaneamente l‟ autonomia economica delle persone
         che fruiranno dell‟intervento;
        Sostenere le capacità residue dei soggetti;
        Prevenire comportamenti devianti;
        Potenziare la spendibilità del soggetto nel mercato del lavoro;
        Sollecitare politiche integrate tra Servizi.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Reinserimento nel mondo del lavoro;
        Integrazione sociale dei soggetti svantaggiati, a rischio di devianza, ed ex detenuti;
        Acquisizione, da parte di utenti e loro famiglie, di una percezione positiva e
         propositiva rispetto alla capacità di autodeterminazione del proprio futuro.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Persone in situazione di povertà
Detenuti o ex detenuti
Persone soggette a dipendenza
Adulti in difficoltà

1.8 Principali attività previste

Il Servizio, che si realizza mediante la definizione di progetti individualizzati, redatti con il
Servizio Sociale Professionale e mediante l‟apporto degli altri soggetti interessati
all‟intervento, prevede:
      L‟individuazione dei soggetti destinatari dell‟intervento;
      La progettazione di un percorso mirato al reinserimento lavorativo;
      La sensibilizzazione territoriale al fine di individuare gli enti a collaborare
        nell‟intervento;
      Il reperimento di ditte favorevoli al percorso di cui trattasi;
      La creazione di alleanze strategiche tra co-produttori dell‟azione in essere;
      La definizione di protocolli operativi condivisi tra soggetti co-titolari dell‟azione;
      Il tutoraggio dell‟inserimento lavorativo e la supervisione dello stesso.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.



1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                  121.017,35
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                  100.847,79
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                             ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                   20.169,56
                                                                                           (di cui € 10.925,18 in
                                                                                    risorse umane e prestazioni
                                                                                     erogate dai singoli Comuni
                                                                                    nelle more dell‟attivazione
                                                                                                         del PdZ)
di cui altre Risorse                                                           Euro                             ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Assistenti sociali.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. inserimenti programmati;
            N. inserimenti realizzati;
            N. inserimenti conclusi;
            N. inserimenti trasformati in rapporti di lavoro;
            N. utenti coinvolti;
            N. utenti sostenuti;
            N. Servizi interessati;
            Tipologia delle intese realizzate tra soggetti attuatori dell‟intervento.
   AREA

PRIORITARIA

      8
  Azioni di

  Sistema
                           AZIONI DI SISTEMA

                                INTRODUZIONE

La costruzione di un sistema orientato verso la qualità sociale non può non

iniziare dall’erogazione dei servizi pubblici.

Tra questi principi è ben evidente il passaggio graduale da servizi

diversificati in base alle varie categorie di beneficiari ad un sistema

territoriale integrato e articolato in azioni.

Tali   azioni   devono   volgere    principalmente    al   consolidamento       ed

all’attivazione di interventi e servizi per i cittadini in difficoltà,

assicurando i livelli essenziali delle prestazioni sociali e socio-sanitarie.

L’istituzione del Servizio di Segretariato Sociale, non presente in nessun

Comune dell’ambito, ed il potenziamento del Servizio Sociale Professionale

costituiscono due interventi prioritari che vanno nella direzione sopra

descritta.

A questi c’e da aggiungere un altro intervento fortemente efficace e cioè

il Pronto intervento sociale.

In ultimo, ai servizi sopra descritti, vi è da aggiungere quello della Unità

di Valutazione Multidimensionale (U.V.M.), che verrà realizzato di

concerto e con l’apporto della ASL.

Pronto intervento sociale ha come scopo quello di porre freno ad eventi
di crisi che il singolo, la coppia o il nucleo possono, temporaneamente,
attraversare, intervenire in situazioni di emergenza sociale, garantire la
tempestività e l’immediata fruibilità del beneficio;
Servizio Sociale Professionale ha come scopo quello di promuovere i
diritti di cittadinanza e di partecipazione attiva, sostenere singoli, gruppi,
famiglie ed altri attori sociali per la risoluzione di problemi, creare
modalità di lettura ed analisi della domanda, dell’offerta e del risultato;
Segretariato sociale ha come scopo quello di promuovere i diritti di
cittadinanza e di partecipazione attiva dei cittadini e quello di favorire
l’accesso della popolazione alle prestazioni ed ai Servizi d’Ambito.

Porta Unica d’Accesso (P.U.A.) attraverso il personale della ASL BR


Unità di Valutazione Multidimensionale (U.V.M.) ha come scopo quello
di garantire la puntuale e dettagliata analisi dei bisogni sanitari e sociali
della persona;
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Pronto intervento Sociale.

Area prioritaria di intervento: Azioni Trasversali e di Sistema.

Azione di sistema: Azioni Trasversali e di Sistema.

Num. progressivo Progetto: 1.

1.2          Soggetto titolare17 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                Provincia;
                                               AUSL BR/1;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               Centro per l‟impiego;
                                               Forze dell‟ordine;
                                               Protezione Civile;
                                               Ospedale;
                                               Ser.T.;
                                               Consultorio Familiare;
                                               C.S.M.;
                                               Privato sociale;
                                               Volontariato.

Localizzazione del servizio: l‟azione descritta si esplica mediante interventi a carattere
straordinario che si rendano necessari e non siano preordinabili e/o prevedibili. Abbraccia,
pertanto, l‟intero bacino dell‟Ambito.



17
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

    gestione in economia (Ambito).

   1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
L’intervento sarà garantito dagli assistenti sociali del Servizio Sociale dell’Ambito, con l’ausilio dei
tecnici del Servizio di Segretariato Sociale.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Porre freno ad eventi di crisi che il singolo, la coppia o il nucleo possono,
         temporaneamente, attraversare;
        Intervenire in situazioni di emergenza sociale;
        Garantire la tempestività e l‟immediata fruibilità del beneficio;
        Avviare intese e protocolli operativi tra Servizi e organismi espressione del
         territorio;
        Evitare che l‟evento di crisi degeneri in fenomeni cronicizzati;
        Sviluppare la cultura della corresponsabilità solidale verso i componenti della
         collettività, con particolare attenzione a quelli che vivono contingenze di disagio
         sociale acuto.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



             sollievo a famiglie o singoli che attraversano situazioni critiche temporanee;
             riduzione dei rischi degenerativi che un evento di emergenza può indurre;
             ripristino dell‟equilibrio sociale del soggetto interessato dall‟evento crisi;
             tutela degli altri componenti collegati alla persona in difficoltà.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Popolazione dell’Ambito


1.8 Principali attività previste

Il Servizio si realizza mediante il temporaneo inserimento, in struttura, alloggio o famiglia,
di persone che si trovano in una temporanea, incidentale e imprevedibile situazione di
emergenza. All‟uopo prevede la preventiva attivazione di intese, istituzionali e con il
privato sociale, atte a garantire l‟immediata possibilità di intervento, accoglienza e
collocazione della persona in difficoltà anche attraverso:
     la redazione di un piano di reperibilità;
     l‟attivazione di un numero verde.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


Il Servizio si intende attivare per un periodo di 12 mensilità con una valenza che copra le fasce orarie
scoperte dai Servizi ordinari.
1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                        32.775,53
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                               ,00
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                               ,00
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                        32.775,53
                                                                                                ( in risorse umane e
                                                                                    prestazioni erogate dai singoli
                                                                                                 Comuni nelle more
                                                                                          dell‟attivazione del PdZ).
                                                                                     Nell‟anno 2007, le funzioni di
                                                                                            pronto intervento sono
                                                                                     assicurate dal Servizio Sociale
                                                                                    Professionale di Ambito, di cui
                                                                                                       alla scheda 16
di cui altre Risorse                                                           Euro                               ,00
                                                                                                                  ,00
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       Forze dell‟ordine;
       Personale sanitario.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



       N. persone, coppie, famiglie, sostenute;
       N. attori coinvolti;
       N. interventi realizzati.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Servizio Sociale Professionale.

Area prioritaria di intervento: Azioni Trasversali e di Sistema.

Azione di sistema: Azioni Trasversali e di Sistema.

Num. progressivo Progetto: 2

1.2          Soggetto titolare18 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                Provincia;
                                               AUSL BR/1;
                                               Tribunale per i Minorenni;
                                               Centro per l‟impiego;
                                               Forze dell‟ordine;
                                               Protezione Civile;
                                               Servizi della Giustizia Minorile;
                                               U.E.P.E.;
                                               Privato sociale;
                                               OO.SS.;
                                               Volontariato.

Localizzazione del servizio: il Servizio si localizza presso le sedi dell‟Ufficio di Piano, nel
Comune Capofila.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

18
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
    gestione diretta.

   1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
L’intervento sarà garantito dagli assistenti sociali dei Servizi Sociali comunali in distacco e da altre
unità incaricate.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Promuovere i diritti di cittadinanza e di partecipazione attiva;
        Fissare la struttura per una politica integrata di Servizi alla Persona;
        Sostenere singoli, gruppi, famiglie ed altri attori sociali per la risoluzione di
         problemi;
        Creare modalità di lettura ed analisi:
                   -     della domanda, in termini di bisogno espresso o latente;
                   -     dell‟offerta, intesa come Servizio-intervento prestato;
                   - del risultato, considerato nella misura del raggiungimento degli obiettivi
                     preventivati;
        Riprogrammazione degli interventi risultati inefficaci o non sufficientemente
         focalizzati sull‟obiettivo preordianto;
        Attivazione di azioni di politica sociale integrata.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



             Coordinamento dei Servizi;
             Politiche integrate di sostegno;
             Migliorare la qualità complessiva dei Servizi erogati;
             Personalizzazione degli interventi.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Altro                                                                   popolazione dell’Ambito


1.8 Principali attività previste

             Il Servizio Sociale Professionale di Ambito svolge funzioni di:
            presa in carico dei casi e predisposizione di progetti individualizzati;
            coordinamento tecnico;
            supervisione;
            monitoraggio e valutazione dei Servizi d‟ Ambito;
            programmazione;
            organizzazione;
            valutazione degli interventi di Servizio Sociale;
            Analisi, indagine e ricerca sociali;
            realizzazione di forme di cooperazione tecnica ed integrazione con altri attori
             sociali, pubblici e privati.
1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                               Euro                138.036,50
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                138.036,50
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                         ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                         ,
di cui altre Risorse                                                           Euro                         ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

      Assistenti sociali distaccati dalle 6 municipalità ed unità aggiuntive appositamente
      incaricate, con l‟ausilio di un esperto in management dei sistemi integrati locali di
      welfare.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. persone, coppie, famiglie, sostenute;
            N. attori coinvolti;
            N. interventi realizzati;
            Attivazione di intese interistituzionali per la gestione integrata delle Politiche alla
             Persona.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Servizio di Segretariato Sociale Professionale

Area prioritaria di intervento: Azioni Trasversali e di Sistema.

Azione di sistema: Accesso ai Servizi.

Num. progressivo Progetto: 3

1.2          Soggetto titolare19 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                           AUSL BR/1.

Localizzazione del servizio: il Servizio ha sede presso l‟Ufficio di Piano e si articola in 6
postazioni front-office nei 6 Comuni dell‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…



Il Servizio sarà garantito attraverso n. 6 esperti in possesso di laurea in Servizio Sociale,
Scienze della Comunicazione, Sociologia, Scienze dell‟Educazione, Psicologia, o titoli
equipollenti, appositamente incaricati, e distribuiti in 6 postazioni comunali,
adeguatamente attrezzate, supportati dagli assistenti sociali comunali, integrati con
personale AUSL, e coordinati da un‟assistente sociale del Servizio Sociale Professionale

19
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
d‟Ambito. I sei esperti esterni incaricati avranno funzione di informazione, orientamento e
facilitazione dell‟accesso, mentre la responsabilità dei front office e del Servizio sarà
dell‟Assistente Sociale Coordinatore, del Servizio Sociale Professionale di Ambito e degli
Assistenti Sociali Comunali, che si faranno carico delle azioni di back office, della
decodifica della domanda , e delle prestazioni di welfare leggero.



1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

        Promuovere i diritti di cittadinanza e di partecipazione attiva dei cittadini;
        Favorire l‟accesso della popolazione alle prestazioni ed ai Servizi d‟Ambito.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Diffusione dell‟informazione relativa alla fruizione dei Servizi socio-sanitari, a
         livello comunale;
        Chiarezza per il cittadino nell‟accesso ai Servizi;
        Riduzione dei tempi d‟attesa per l‟ammissione alle prestazioni;
        Trasparenza nelle procedure;
        N. contatti;
        N. reclami;
        N. proposte raccolte.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Altro                                                                   popolazione dell’Ambito


1.8 Principali attività previste

             Il Segretariato Sociale di Ambito svolge funzioni articolate su due livelli:
1.           sportello front-office con attività di:
            Informazione;
            Orientamento;
            Consulenza al cittadino, in merito a modalità di accesso e di fruizione dei Servizi
             socio-sanitari d‟Ambito;
            Invio al Servizio Sociale d‟Ambito e all‟UVM per la presa in carico dei casi;
            Raccolta reclami o proposte;
             2. funzione back-office, mediante azioni di:
            Decodifica della domanda;
            Analisi dell‟offerta;
            Analisi del risultato;
            Creazione di un flusso dati e di una banca dati fruibile a livello d‟Ambito;
            Collaborazione con il Servizio Sociale Professionale e con l‟UVM per la
             predisposizione della modulistica.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.
             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista
Costo totale(*):                                                               Euro                192.240,00
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                164.506,86
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                         ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                 27.733,14
Altre risorse                                                                  Euro

(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Assistente sociale del Servizio Sociale d‟Ambito, con ruolo di coordinatore;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito, in possesso di laurea in Servizio Sociale,
        Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Scienze dell‟Educazione o titoli
        equipollenti;
       Tecnici dell‟Ausl individuati dall‟Azienda per l‟attivazione della PUA.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. persone, coppie, famiglie, sostenute;
            N. attori coinvolti;
            N. interventi realizzati;
            Riduzione del carico di servizio per il Servizio Sociale comunale.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Porta unica d’accesso – P.U.A.

Area prioritaria di intervento: Azioni Trasversali e di Sistema.

Azione di sistema: Accesso ai Servizi.

Num. progressivo Progetto: 4

1.2          Soggetto titolare20 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                           AUSL BR/1.

Localizzazione del servizio: il Servizio ha sede presso l‟Ufficio di Piano e si articola in 6
postazioni front-office nei 6 Comuni dell‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta con l‟integrazione del personale ASL

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…



Il Servizio sarà garantito attraverso n. 6 esperti in possesso di laurea in Servizio Sociale,
Scienze della Comunicazione, Sociologia, Scienze dell‟Educazione, Psicologia, o titoli
equipollenti, appositamente incaricati, e distribuiti in 6 postazioni comunali,
adeguatamente attrezzate, supportati dagli assistenti sociali comunali, integrati con

20
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
personale AUSL, e coordinati da un‟assistente sociale del Servizio Sociale Professionale
d‟Ambito. I sei esperti esterni incaricati avranno funzione di informazione, orientamento e
facilitazione dell‟accesso, mentre la responsabilità dei front office e del Servizio sarà
dell‟Assistente Sociale Coordinatore, del Servizio Sociale Professionale di Ambito e degli
Assistenti Sociali Comunali, che si faranno carico delle azioni di back office, della
decodifica della domanda , e delle prestazioni di welfare leggero.



1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

Fra gli strumenti per l‟integrazione socio-sanitaria, la Porta Unica d‟Accesso rappresenta
una delle condizioni a garanzia della realizzazione di un Sistema unitario di accoglienza
della domanda, in grado di aprire ai cittadini tutta la gamma di opportunità offerte dalla
rete locale dei servizi sociali e sanitari, per consentirgli di essere accompagnati nella
soluzione dei loro problemi attraverso l‟attivazione di un sistema che valuti e organizzi
l‟assistenza di cui hanno bisogno, a partire da un solo punto di accesso al sistema dei
servizi.
       1. creare una rete tra tutti i servizi coinvolti a garanzia di un migliore servizio al
           cittadino;
       2. orientare la domanda rendendola uno strumento della programmazione futura;
       3. garantire la piena integrazione fra il sistema di offerta dei servizi sociali e sanitari
-      garantire agli utenti dei Servizi Sociali, la dovuta continuità assistenziale, anche
       quando presentano problemi che richiedono interventi di natura ( o competenza)
       sanitaria oltre che socio-assistenziale;.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Diffusione dell‟informazione relativa alla fruizione dei Servizi socio-sanitari, a
         livello comunale;
        Chiarezza per il cittadino nell‟accesso ai Servizi;
        Riduzione dei tempi d‟attesa per l‟ammissione alle prestazioni;
        Trasparenza nelle procedure;
        N. contatti;
        N. reclami;
        N. proposte raccolte.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Altro                                                                   popolazione dell’Ambito


1.8 Principali attività previste

         Il P.U.A.di Ambito svolge funzioni articolate su due livelli:
2.       sportello front-office con attività di:
        Informazione;
        Orientamento;
        Consulenza al cittadino, in merito a modalità di accesso e di fruizione dei Servizi
         socio-sanitari d‟Ambito;
       Invio al Servizio Sociale d‟Ambito e all‟UVM per la presa in carico dei casi;
       Raccolta reclami o proposte;
        2. funzione back-office, mediante azioni di:
       Decodifica della domanda;
       Analisi dell‟offerta;
       Analisi del risultato;
       Creazione di un flusso dati e di una banca dati fruibile a livello d‟Ambito;
       Collaborazione con il Servizio Sociale Professionale e con l‟UVM per la
        predisposizione della modulistica.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista
Costo totale(*):                                                               Euro               50.000,00
di cui Risorse FNPS                                                            Euro                       0
di cui Risorse Fondo Regionale                                                 Euro                       0
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                       0
Altre risorse (ASL)                                                            Euro           50.000,00 (in
                                                                                             risorse umane)
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Assistente sociale del Servizio Sociale d‟Ambito, con ruolo di coordinatore;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito, in possesso di laurea in Servizio Sociale,
        Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Scienze dell‟Educazione o titoli
        equipollenti;
       Tecnici dell‟Ausl individuati dall‟Azienda per l‟attivazione della PUA.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. persone, coppie, famiglie, sostenute;
            N. attori coinvolti;
            N. interventi realizzati;
            Riduzione del carico di servizio per il Servizio Sociale comunale.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Unità di Valutazione Multidimensionale – UVM.

Area prioritaria di intervento: Azioni Trasversali e di Sistema.

Azione di sistema: Accesso ai Servizi.

Num. progressivo Progetto: 5

1.2          Soggetto titolare21 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


 Enti coinvolti:                           Provincia di Brindisi;
                                           AUSL BR/1;

Localizzazione del servizio: il Servizio si localizza presso la sede dell‟Ufficio di Piano, nel
Comune Capofila e si avvale delle 6 complessive postazioni di Segretariato Sociale
distribuite una per ciascun Comune dell‟Ambito.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione diretta con l‟integrazione del personale Ausl.

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…




21
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
Il Servizio sarà garantito attraverso i                                    tecnici dell’ AUSL e gli operatori del Servizio Sociale
Professionale.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

           Garantire la puntuale e dettagliata analisi dei bisogni sanitari e sociali della
            persona;
        Dotarsi di organismi che realizzino l‟integrazione di Servizi alla Persona;
        Promuovere i diritti di cittadinanza.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



             Adeguata fruizione dei Servizi socio-sanitari, a livello comunale;
             Chiarezza per il cittadino nell‟accesso ai Servizi;
             Riduzione dei tempi d‟attesa per l‟ammissione alle prestazioni;
             Trasparenza nelle procedure;

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Altro                                                                   popolazione dell’Ambito


1.8 Principali attività previste

             Costituzione dell‟UVM;
             analisi dei bisogni socio-sanitari dell‟utente;
             valutazione dell‟ammissibilità del caso alla presa in carico;
             definizione del progetto sociosanitario personalizzato per ogni utente;
             presa in carico integrata del caso.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 12 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                                 Euro                                           10.000,00

di cui Risorse FNPS                                                              Euro                                                   ,
di cui Risorse Fondo Regionale                                                   Euro                                                   ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                                Euro                                                   ,
Risorse ASL                                                                      Euro                                           10.000,00
                                                                                                                      (in risorse umane)
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti
1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Assistente sociale del Servizio Sociale d‟Ambito, con ruolo di coordinatore;
       Tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito, in possesso di laurea in Servizio Sociale,
        Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Scienze dell‟Educazione o titoli
        equipollenti, con compiti di prima istruttoria;
       Tecnici dell‟Ausl individuati nella figura di:
        - operatori della PUA, che operano in sinergia con il Segretariato Sociale,
          assolvendo ad una funzione di prima istruttoria del caso;
        - un medico, nominato dal Direttore del Distretto, con funzioni di coordinamento;
        - Medico di base o Pediatra, scelto dall‟utente;
        - Altre figure specialistiche la cui consulenza sia necessaria nella valutazione e
          presa in carico dell‟assistito
                     Assistente sociale, afferente al Servizio Sociale d‟Ambito, del comune
                      di residenza della persona presa interessata dall‟intervento.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. persone sostenute;
            N. interventi realizzati;
            Riduzione istituzionalizzazioni;
            N. contatti;
            N. reclami;
            N. proposte raccolte.
    AREA

PRIORITARIA

       9
 Immigrazione
                                IMMIGRAZIONE

                                INTRODUZIONE

Il fenomeno dell’immigrazione, in maniera costante così come nella

stragrande maggioranza dell’Europa Occidentale, è presente anche sul

nostro territorio, con tutte le conseguenze e problematiche che la stessa

comporta soprattutto dal punto di vista dell’integrazione sociale.

Tale problematica richiede innanzitutto la creazione di sportelli dove

l’immigrato potrebbe rivolgersi per affrontare e cercare di eliminare

tutte quelle cause che concorrono all’integrazione dell’immigrato nel

nostro contesto sociale.

Pertanto dalla lettura dei bisogni relativi all’area dell’Immigrazione, si è

deciso di intervenire sulla seguente priorità:

Sportello immigrati con annesso Laboratorio Multiculturale ha come

scopo quello di:

          -   Educare      le   comunità   locali   ad   una   cultura    della

              responsabilità, della solidarietà e dell’accoglienza

          -   Promuovere l’integrazione culturale tra etnie differenti;

          -   Contrastare le forme di isolamento della diversità;

          -   Facilitare i percorsi di scambio culturale e crescita della

              collettività;

          -   Favorire l’inclusione sociale delle persone immigrate.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi




PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                                 II ann.                                III ann. 
AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Sportello immigrati con annesso Laboratorio
multiculturale.

Area prioritaria di intervento: Interventi per l‟immigrazione.

Azione di sistema: Azioni di sostegno ai soggetti immigrati e per l’integrazione culturale.

Num. progressivo Progetto: 1

1.2          Soggetto titolare22 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                                AUSL BR/1;
                                               Provincia;
                                               Organizzazioni del Terzo settore specializzate;
                                               Università;
                                               Parrocchie;
                                               CPI;
                                               Enti di formazione;
                                               Organismi del volontariato.

Localizzazione del servizio: il Servizio si avvale di un coordinamento curato dal Servizio
Sociale d‟Ambito. Si localizza presso il Servizio di Segretariato Sociale del Comune
Capofila, Francavilla Fontana, quale sede centrale dell‟intervento ed è collegato in rete
con gli altri 5 front-office di Segretariato Sociale.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione in economia(Ambito).


22
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
   1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…



1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

                  Educare le comunità locali ad una cultura della responsabilità, della solidarietà e
              dell’accoglienza, anche attraverso un coinvolgimento delle risorse no profit del territorio;
        Promuovere l‟integrazione culturale tra etnie differenti;
        Contrastare le forme di isolamento della diversità;
                    Facilitare i percorsi di scambio culturale e crescita della collettività;
        Favorire l‟inclusione sociale delle persone immigrate.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Maggiore sviluppo del dialogo multietnico attraverso iniziative culturali aggregative
         e di scambio culturale;
        Riduzione della presa in carico dei casi verso Servizi;
        Inclusione sociale di persone immigrate esposte a rischio di emarginazione e
         devianza;
        Crescita del grado di integrazione delle persone immigrate nelle comunità locali.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Persone immigrate

1.8 Principali attività previste

La costituzione di uno sportello-laboratorio multiculturale prevede la realizzazione di
iniziative condivise con organismi del volontariato, scuole e attori sociali interessati, per lo
sviluppo di:
           attività culturali, ricreative e di formazione;
           Produzione e diffusione di brochure a carattere socio-sanitario-legale;
assolve anche, mediante l‟utilizzo di personale specializzato, al compito di favorire :
           L‟orientamento;
           La consulenza;
           l‟informazione in ambito socio-sanitario e lavorativo;
           il disbrigo pratiche burocratiche.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


             Il Servizio si intende attivare per un periodo di 24 mensilità.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                                 Euro                                                 72.610,41
di cui Risorse FNPS                                                              Euro                                                 60.508,67
di cui Risorse Fondo Regionale                                                   Euro                                                         ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                              Euro                           12.101,74
                                                                                    (di cui € 6.555,11 in risorse umane
                                                                                    impiegate dai singoli Comuni nelle
                                                                                         more dell‟attivazione del PdZ
di cui altre Risorse                                                           Euro                                   ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti

1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       mediatori culturali;
       esperto di immigrazione con laurea in Scienze Politiche, Giurisprudenza, Sociologia,
        Lingue e Letteratura Straniera;
       tecnici del CPI;
       assistenti sociali del Servizio Sociale d‟Ambito;
       tecnici del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       volontari.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            N. iniziative di integrazione a carattere collettivo attuate;
            Attività culturali e di formazione realizzate;
            Livello di coinvolgimento del privato sociale e del no profit;
            N. contatti acquisiti dallo Sportello;
            N. consulenze erogate;
            N. accessi ai Servizi realizzati;
            N. soggetti seguiti;
            N. persone prive di sostegno familiare supportate;
            N. famiglie sostenute;
            Diminuzione di interventi disomogenei;
            Riduzione di azioni sovrapposte;
            Procedure operative integrate attivate tra Servizi.
     AREA

PRIORITARIA

       10

Ufficio di Piano
                             UFFICIO DI PIANO

                              INTRODUZIONE

L’Ufficio di piano è un gruppo tecnico di lavoro, a carattere intercomunale,

la cui attività è finalizzata alla programmazione sociale ed all’attuazione

del Piano sociale di Zona,

All’Ufficio di piano sono assegnate tutte quelle competenze relative a:

    predisposizione di atti per l’organizzazione e l’affidamento dei
     servizi, e conseguente gestione delle procedure individuate;
    predisposizione dei Protocolli d’Intesa e degli atti finalizzati a
     realizzare il coordinamento delle azioni riferibili al Piano di Zona;
    predisposizione degli atti di programmazione per l’attuazione del
     Piano di Zona;
    direzione, sotto il profilo amministrativo, del Servizio Sociale
     Professionale di Ambito e del Segretariato Sociale Professionale di
     Ambito, articolato in n. 6 front-office municipali;
    organizzazione, attraverso la rete del Segretariato Sociale di
     Ambito ed il Servizio Sociale Professionale di Ambito, della
     raccolta delle informazioni e dei dati presso tutti i soggetti
     attuatori dei servizi, al fine di realizzare il sistema di monitoraggio
     e valutazione;
    predisposizione di tutti gli atti necessari all’assolvimento
     dell’obbligo di rendicontazione da parte del Comune Capofila,
     custode e affidatario del fondo complessivo dell’Ambito;
    elaborazione di proposte, indicazioni e suggerimenti diretti al
     Coordinamento Istituzionale, in tema di iniziative di formazione e
     aggiornamento degli operatori, di gestione ed eventuale
     rimodulazione delle attività previste dal Piano di Zona.


L’Ufficio di Piano è composto da personale in forza alle Amministrazione

comunale facenti parte dell’ambito, uno per ogni Comune, da personale

ASL e della Provincia di Brindisi.
               Scheda per la progettazione di dettaglio degli Interventi e dei Servizi



PIANO DI ZONA – I triennio
Annualità:                              I ann.                               II ann.                                III ann. 


AMBITO n. 3, Francavilla Fontana.
PROV              Brindisi.                                              AUSL Br/1.

1.1          Informazioni generali

Denominazione intervento/servizio: Funzionamento Ufficio di Piano.

Area prioritaria di intervento: Ufficio di Piano.

Num. progressivo Progetto: 1.

1.2          Soggetto titolare23 ed enti coinvolti – Localizzazione del servizio
Nota: Specificare se l‟intervento/servizio interessa l‟intero ambito territoriale, più Comuni dell‟ambito ovvero un solo Comune. Il soggetto titolare sarà il Comune
      capofila, nel caso in cui l’intervento/servizio abbia un’area di interesse sovracomunale o di ambito; il singolo Comune, nel caso in cui l’intervento/servizio
      abbia dimensione comunale o subcomunale. Laddove il servizio interessi specifiche aree/quartieri dei Comuni interessati, specificare.



Soggetto titolare: Ambito Territoriale.


Enti coinvolti:                            Provincia di Brindisi;
                                           AUSL BR/1.

Localizzazione del servizio: l‟Ufficio di Piano si colloca presso i locali del Comune
Capofila dell‟Ambito in Francavilla Fontana.

1.3          Modalità di gestione dell’intervento/servizio

      gestione in economia (Ambito).

     1.4 Tipologia di soggetto attuatore e modalità di affidamento
Nota: Se il Soggetto titolare si avvarrà di soggetti terzi, in questa fase non è richiesta la puntuale individuazione del soggetto attuatore, ma la definizione della
      tipologia di soggetto, cioè se si tratterà di associazioni di cooperative sociali, aziende pubbliche di servizi, altri soggetti privati, ecc…, con quali specifiche
      esperienze, dotazioni di risorse umane, caratteristiche organizzative, ecc…
L’ufficio di Piano è organo tecnico–gestionale-amministrativo dell’Ambito definito nella sua
composizione e funzione dall’organo politico: il Coordinamento Istituzionale.

1.5          Obiettivi dell’intervento/servizio

       Garantire attraverso una funzione di tipo tecnico-gestionale l‟attuazione Piano di
        Zona;

23
    Il Soggetto titolare dell‟intervento è il soggetto beneficiario, a cui cioè andranno le risorse per la copertura finanziaria del servizio/intervento, indipendentemente
dalle modalità di gestione che tale soggetto sceglierà di adottare, ivi compreso l‟affidamento a soggetti terzi.
        Favorire l‟azione integrata degli interventi;
        Gestire in forma associata i Servizi alla Persona;
        Avviare intese e protocolli operativi tra Servizi e organismi espressione del
         territorio.

1.6            Risultati attesi (qualitativi e quantitativi*)
*riportare una stima dei risultati attesi quantitativi utilizzando gli indicatori di cui all‟Allegato B del Piano Regionale



        Ottimizzazione degli interventi;
        Gestione integrata delle azioni progettuali;
        Efficacia ed efficienza delle azioni poste in essere.

1.7            Tipologia di utenza per l’intervento/servizio e stima del bacino di utenza

                                                       stima utenti/casi seguiti per anno
Altro: trattandosi di organismo strumentale il cui funzionamento si rilette indirettamente sull’intera
popolazione dell’Ambito non è definibile una stima degli utenti seguiti per anno.

1.8 Principali attività previste

        Predisposizione degli atti per l‟organizzazione e l‟affidamento dei servizi, e
         conseguente gestione delle procedure individuate;
        predisposizione dei Protocolli d‟Intesa e degli atti finalizzati a realizzare il
         coordinamento delle azioni riferibili al Piano di Zona;
        predisposizione degli atti di programmazione per l‟attuazione del Piano di Zona;
        direzione, sotto il profilo amministrativo, del Servizio Sociale Professionale di
         Ambito e del Segretariato Sociale Professionale di Ambito, articolato in n. 6 front-
         office municipali;
        organizzazione, attraverso la rete del Segretariato Sociale di Ambito ed il Servizio
         Sociale Professionale di Ambito, della raccolta delle informazioni e dei dati presso
         tutti i soggetti attuatori dei servizi, al fine di realizzare il sistema di monitoraggio e
         valutazione;
        predisposizione di tutti gli atti necessari all‟assolvimento dell‟obbligo di
         rendicontazione da parte del Comune Capofila, custode e affidatario del fondo
         complessivo dell‟Ambito;
        elaborazione di proposte, indicazioni e suggerimenti diretti al Coordinamento
         Istituzionale, in tema di iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori, di
         gestione ed eventuale rimodulazione delle attività previste dal Piano di Zona.

1.9 Durata complessiva dell’intervento/servizio
Nota: Specificare se il Progetto riguarda solo la prima annualità di attuazione ovvero se si estende fino alla seconda annualità. Illustrare le modalità di apertura e/o di
      erogazione del servizio.


        Il Servizio si intende attivare per un periodo coincidente con la realizzazione delle attività
previste dal Piano di Zona.

1.10 Spesa totale prevista

Costo totale(*):                                                                 Euro                          48.406,94
di cui Risorse FNPS                                                              Euro                          40.339,12
di cui Risorse Fondo Regionale                                                   Euro                                     ,
di cui Risorse proprie dei Comuni                                                Euro                           8.067,82
                                                                                              (di cui € 4.370,07 in risorse
                                                                                                       umane impiegate dai
                                                                                                          singoli Comuni per
                                                                                                       l‟attivazione del PdZ
di cui altre Risorse                                                           Euro                                        ,
(*) i dati riportati in questa parte della scheda devono coincidere con quelli riportati nella Scheda B del Quadro finanziario per Progetti




1.11 Profilo degli operatori richiesti per la realizzazione
    dell’intervento/servizio

       Assistente sociale Coordinatore del Servizio Sociale d‟Ambito;
       Coordinatore del Segretariato Sociale d‟Ambito;
       Personale tecnico-amministrativo e contabile distaccato dai Comuni;
       Personale tecnico distaccato dall‟Ausl;
       Referente della Provincia di Brindisi.

1.12 Indicatori previsti per la valutazione del Progetto
Nota: Specificare gli indicatori di attività, di risultato e di impatto che si intende assumere a riferimento per il monitoraggio e la valutazione del Progetto e dei servizi
erogati, utilizzando tra gli altri gli indicatori di cui all‟Allegato C del Piano Regionale.



            realizzazione degli obiettivi strategici, definiti nel Piano di Zona;
            modalità e strumenti adottati;
            congruità delle azioni rispetto al fabbisogno della programmazione sociale.
            raccordo tra gli attori sociali coinvolti nel sistema;
            circolarità delle informazioni.
  RIEPILOGO
FINANZIARIO
DELLE SCHEDE
PROGETTUALI


- LA SCHEDA “B”;


- LA SCHEDA “A”;
Il protocollo d’intesa sottoscritto tra i sei comuni dell’Ambito e la AUSL

BR/1 in data 01/06/2004 e la successiva Convenzione per la gestione

associata sottoscritta in data 24/11/2005, non prevedono alcun riparto

specifico delle azioni di piano tra i comuni che compongono l’Associazione.

Anzi il Regolamento per l’accesso ai servizi prevede, con riferimento alla

disciplina di ciascuna area prioritaria, la formazione di graduatorie uniche

di ambito.

Di conseguenza, i soggetti ammessi ai servizi ed agli interventi previsti nel

Piano di zona sono individuati non in relazione alla loro residenza

anagrafica ma sulla base delle proprie condizioni di bisogno, determinati

applicando i criteri ed i parametri di valutazione stabiliti dal regolamento.

La successiva scheda “B” di seguito riportata e redatta su modello

approvato dal PRPS contiene la ripartizione delle risorse per area

prioritaria, l’elenco dei progetti ricadenti in ciascuna di esse e

l’individuazione dei soggetti titolari della gestione
                                             SCHEDA B – LA PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA
                                                                                REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                         SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                          QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI

Comune capofila
                                                                      FRANCAVILLA FONTANA                               Cod ISTAT                 074008
Distretto sociosanitario                                                             3
                                                                         NR.                                            Provincia          BRINDISI

                                                                                             RESPONSABILITA' FAMILIARI
               Num. progressivo




                                                                                                                                                               ALTRE RISORSE
                                                                                                                          RISORSE
 prioritaria


                  progetto
  Codice




                                                                                               RISORSE                  PROPRIE DEI
    Area




                                                                       Territorio Soggetto                  TOTALE                     RISORSE    RISORSE
                                       Denominazione progetto                                    FNPS                      COMUNI                                                    TOTALE
                                                                      interessato titolare                   FNPS                     REGIONALI     ASL      Pubbliche    Private
                                                                                              (2001-2003)               (almeno 20%                                                  RISORSE
                                                                                                                          del totale)


                                                                                                                                                  15000 in
     1             1              centro di ascolto per le famiglie    Ambito     Ambito      121.232,46 121.232,46      14.791,01                 risorse                          151.023,47
                                                                                                                                                   umane

                                      Sostegno alle famiglie
     1             2                                                   Ambito     Ambito      28.800,00     28.800,00    17.480,28                                                  46.280,28
                                           affidatarie.
                                    Equipe integrata affido ed
     1             3                                                   Ambito     Ambito      11.324,00     11.324,00                                                               11.324,00
                                            adozione.
                                   Sostegno per l’acquisto della
     1             4                                                   Ambito     Ambito                                                                     250.000,00             250.000,00
                                           prima casa

     1             5                  Contributi alla natalità         Ambito     Ambito                                                                     46.423,25              46.423,25

TOTALE RISORSE DEL PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 1                                               161.356,46 161.356,46      32.271,29                15.000,00 296.423,25              505.051,00
                                                                             REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                     SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                        QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI

Comune capofila
                                                                   FRANCAVILLA FONTANA                            Cod ISTAT                 074008
Distretto sociosanitario                                                         3
                                                                      NR.                                 Provincia                  BRINDISI
                                                                                        POLITICHE PER MINORI
                                                                                                                                               ALTRE RISORSE
              Num. progressivo




                                                                                                                   RISORSE
                                                                                                                   PROPRIE
prioritaria


                 progetto
 Codice




                                                                   Territorio            RISORSE                       DEI
   Area




                                                                              Soggetto                TOTALE                  RISORSE RISORSE
                                   Denominazione progetto          interessat              FNPS                    COMUNI                                         TOTALE
                                                                               titolare                FNPS                  REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                                        o               (2001-2003)                (almeno                                        RISORSE
                                                                                                                    20% del
                                                                                                                     totale)




    2             1                     Centro diruno               Ambito    Ambito    199.974,44 199.974,44      4.309,78    133.752,03                         338.036,25


    2             2                 Educativa domiciliare           Ambito    Ambito    199.838,30 199.838,30      84.436,28                                      284.274,58

                                                                                                                                            13000 in
                                  Equipe integrata abuso e                    Ambito
    2             3                                                 Ambito              43.917,53     43.917,53                              risorse              56.917,53
                                      maltrattamento
                                                                                                                                             umane
                                 Servizi ricreativi per il tempo
    2             4                                                 Ambito    Ambito       0,00         0,00                                                         0,00
                                       libero e ludobus




TOTALE RISORSE DEL PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 2                                         443.730,27 443.730,27      88.746,06   133.752,03 13.000,00               679.228,36
                                                                              REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                      SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                         QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI

Comune capofila
                                                                    FRANCAVILLA FONTANA                          Cod ISTAT                 074008
Distretto sociosanitario                                                          3
                                                                       NR.                                       Provincia          BRINDISI


                                                                                           PERSONE ANZIANE
                                                                                                                                              ALTRE RISORSE
              Num. progressivo




                                                                                                                  RISORSE
                                                                                                                  PROPRIE
prioritaria


                 progetto
 Codice




                                                                    Territorio            RISORSE                     DEI
   Area




                                                                               Soggetto                TOTALE                RISORSE RISORSE
                                    Denominazione progetto          interessat              FNPS                  COMUNI                                           TOTALE
                                                                                titolare                FNPS                REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                                         o               (2001-2003)              (almeno                                          RISORSE
                                                                                                                   20% del
                                                                                                                    totale)



                                                                                                                                           50.000 in
                                 Assistenza domiciliare integrata              Ambito
    3             1                                                  Ambito              161.356,46 161.356,46    14.791,01                 risorse    25.140,89   251.288,36
                                             (A.D.I.)
                                                                                                                                            umane

                                 Assistenza Domicliare Sociale
    3             2                                                  Ambito    Ambito    242.034,69 242.034,69    65.887,22   133.752,03               37.711,33   479.385,27
                                            (A.D.S.)




TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 3                                              403.391,15 403.391,15    80.678,23   133.752,03 50.000,00     62.852,22   730.673,63
                                                                               REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                       SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                          QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI



Comune capofila
                                                                     FRANCAVILLA FONTANA                            Cod ISTAT                074008
Distretto sociosanitario                                                           3
                                                                        NR.                                 Provincia                 BRINDISI
                                                                                         PERSONE CON DISABILITA'
                                                                                                                                                 ALTRE RISORSE
               Num. progressivo




                                                                                                                     RISORSE
                                                                                                                     PROPRIE
 prioritaria


                  progetto




                                                                     Territorio            RISORSE                       DEI
  Codice
    Area




                                                                                Soggetto                TOTALE                  RISORSE RISORSE
                                     Denominazione progetto          interessat              FNPS                    COMUNI                                         TOTALE
                                                                                 titolare                FNPS                  REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                                          o               (2001-2003)                (almeno                                        RISORSE
                                                                                                                      20% del
                                                                                                                       totale)




     4             1              Assistenza Domiciliare Integrata    Ambito    Ambito     25.000,00    25.000,00                                                   25.000,00


     4             2                  Integrazione scolastica         Ambito    Ambito    252.543,36 252.543,36 337.840,09       8.331,84                           598.715,29


     4             3                 Trasporto sociale disabili       Ambito    Ambito                                          125.420,19                          125.420,19


     4             4              Assistenza Domiciliare sociale      Ambito    Ambito     25.000,00    25.000,00                                                   25.000,00

                                   Interventi di cui alla Delibera                                                                                    101.835,31
     4             5                                                  Ambito    Ambito                                                                              101.835,31
                                              197/2005
TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 4                                                302.543,36 302.543,36 337.840,09 133.752,03                101.835,31    875.970,79
                                                             REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                     SETTORE SERVIZI SOCIALI
                           QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI
Comune capofila
                                                   FRANCAVILLA FONTANA                          Cod ISTAT           074008
Distretto sociosanitario                                         3
                                                      NR.                                       Provincia      BRINDISI
                                                                             DIPENDENZE
                                                                                                 RISORSE                     ALTRE RISORSE
progressivo




                                                                                                 PROPRIE
 prioritaria


  progetto
   Codice




                                                   Territorio            RISORSE                     DEI
    Num.
    Area




                                                              Soggetto                TOTALE                RISORSE RISORSE
                     Denominazione progetto        interessat              FNPS                  COMUNI                                         TOTALE
                                                               titolare                FNPS                REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                        o               (2001-2003)              (almeno                                        RISORSE
                                                                                                  20% del
                                                                                                   totale)


                    Prevenzione primaria nelle                                                                      18.000 in
   5        1       scuole medie inferiori e nei    Ambito    Ambito    100.847,79 100.847,79    20.169,56           risorse                    139.017,35
                     luoghi di socializzazione                                                                       umane


TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 5                             100.847,79 100.847,79    20.169,56          18.000,00                   139.017,35
                                                             REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                     SETTORE SERVIZI SOCIALI
                           QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI
Comune capofila
                                                   FRANCAVILLA FONTANA                          Cod ISTAT           074008
Distretto sociosanitario                                         3
                                                      NR.                                       Provincia      BRINDISI

                                                                          SALUTE MENTALE
                                                                                                 RISORSE                     ALTRE RISORSE
progressivo




                                                                                                 PROPRIE
 prioritaria


  progetto
   Codice




                                                   Territorio            RISORSE                     DEI
    Num.
    Area




                                                              Soggetto                TOTALE                RISORSE RISORSE
                     Denominazione progetto        interessat              FNPS                  COMUNI                                         TOTALE
                                                               titolare                FNPS                REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                        o               (2001-2003)              (almeno                                        RISORSE
                                                                                                  20% del
                                                                                                   totale)
                                                                                                                    25.000 in
                  Centro sociale polivalente per
   6        1                                       Ambito    Ambito    100.847,79 100.847,79    20.169,56           risorse                    146.017,35
                       diversamente abili
                                                                                                                     umane

TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 6                             100.847,79 100.847,79    20.169,56          25.000,00                   146.017,35
                                                                             REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                     SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                          QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI
Comune capofila
                                                                   FRANCAVILLA FONTANA                          Cod ISTAT           074008
Distretto sociosanitario                                                         3
                                                                      NR.                               Provincia              BRINDISI
                                                                                     CONTRASTO ALLA POVERTA'
              Num. progressivo




                                                                                                                 RISORSE                     ALTRE RISORSE
                                                                                                                 PROPRIE
prioritaria


                 progetto
 Codice




                                                                   Territorio            RISORSE                     DEI
   Area




                                                                              Soggetto                TOTALE                RISORSE RISORSE
                                     Denominazione progetto        interessat              FNPS                  COMUNI                                         TOTALE
                                                                               titolare                FNPS                REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                                        o               (2001-2003)              (almeno                                        RISORSE
                                                                                                                  20% del
                                                                                                                   totale)


                                 Interventi di inserimento
                                 lavorativo rivolto a persone
    7             1                                                 Ambito    Ambito    100.847,79 100.847,79    20.169,56                                      121.017,35
                                 disoccupate di lunga durata, ex
                                 detenuti, ex tossicodipendenti
TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 7                                             100.847,79 100.847,79    20.169,56                                      121.017,35
                                                                          REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                 SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                         QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI
Comune capofila
                                                               FRANCAVILLA FONTANA                            Cod ISTAT           074008
Distretto sociosanitario                                                     3
                                                                  NR.                                         Provincia      BRINDISI

                                                                                        IMMIGRAZIONE
                                                                                                                                           ALTRE RISORSE
              Num. progressivo




                                                                                                               RISORSE
                                                                                                               PROPRIE
prioritaria


                 progetto
 Codice




                                                               Territorio            RISORSE                       DEI
   Area




                                                                          Soggetto                TOTALE                  RISORSE RISORSE
                                    Denominazione progetto     interessat              FNPS                    COMUNI                                         TOTALE
                                                                           titolare                FNPS                  REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                                    o               (2001-2003)                (almeno                                        RISORSE
                                                                                                                20% del
                                                                                                                 totale)




    9             1              Sportello immigrati con annesso Ambito    Ambito   60.508,67     60.508,67    12.101,73                                      72.610,40
                                 Laboratorio multiculturale.

TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 9                                         60.508,67     60.508,67    12.101,73                                      72.610,40
                                                                              REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                      SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                         QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI

Comune capofila
                                                                    FRANCAVILLA FONTANA                          Cod ISTAT           074008
Distretto sociosanitario                                                          3
                                                                       NR.                                       Provincia      BRINDISI

                                                                                           AZIONI DI SISTEMA
                                                                                                                                              ALTRE RISORSE
              Num. progressivo




                                                                                                                  RISORSE
                                                                                                                  PROPRIE
prioritaria


                 progetto
 Codice




                                                                    Territorio            RISORSE                     DEI
   Area




                                                                               Soggetto                TOTALE                RISORSE RISORSE
                                    Denominazione progetto          interessat              FNPS                  COMUNI                                         TOTALE
                                                                                titolare                FNPS                REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                                         o               (2001-2003)              (almeno                                        RISORSE
                                                                                                                   20% del
                                                                                                                    totale)



    8
                  1                 Pronto intervento sociale        Ambito    Ambito                             32.775,53                                      32.775,53

    8             2              Servizio Sociale Professionale      Ambito    Ambito    138.036,50 138.036,50                                                   138.036,50


    8             3              Servizio di Segretariato Sociale    Ambito              164.506,86 164.506,86    27.733,14                                      192.240,00
                                                                               Ambito
                                          Professionale
                                                                                                                                      50000 in
    8             4                  Porta Unica d’accesso           Ambito    Ambito       0,00        0,00         0,00              risorse                   50.000,00
                                                                                                                                       umane
                                                                                                                                      10000 in
                                      Unità di Valutazione
    8             5                                                  Ambito    Ambito       0,00        0,00         0,00              risorse                   10.000,00
                                       Multidimensionale
                                                                                                                                       umane

TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 8                                              302.543,36 302.543,36    60.508,67          60.000,00                   423.052,03
                                                                            REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                                 SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                         QUADRO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA PER AREE PRIORITARIE E DETTAGLIO DI PROGETTI

Comune capofila
                                                                  FRANCAVILLA FONTANA                            Cod ISTAT           074008
Distretto sociosanitario                                                        3
                                                                     NR.                                         Provincia      BRINDISI




                                                                                FUNZIONAMENTO UFFICIO DI PIANO
                                                                                                                                              ALTRE RISORSE
              Num. progressivo




                                                                                                                  RISORSE
                                                                                                                  PROPRIE
prioritaria


                 progetto
 Codice




                                                                  Territorio            RISORSE                       DEI
   Area




                                                                             Soggetto                TOTALE                  RISORSE RISORSE
                                    Denominazione progetto        interessat              FNPS                    COMUNI                                         TOTALE
                                                                              titolare                FNPS                  REGIONALI  ASL   Pubbliche Private
                                                                       o               (2001-2003)                (almeno                                        RISORSE
                                                                                                                   20% del
                                                                                                                    totale)



   10             1                                                Ambito    Ambito    40.339,12     40.339,12     8.067,82                                      48.406,94
                                 Funzionamento Ufficio di Piano

TOTALE RISORSE PDZ PER L'AREA PRIORITARIA 10                                           40.339,12     40.339,12     8.067,82                                      48.406,94
                             SCHEDA A REGIONE PUGLIA - GIUNTA REGIONALE
                                                                   SETTORE SERVIZI SOCIALI
                                                  QUADRO FINANZIARIO COMPLESSIVO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA
              Comune Capofila                                 Francavilla Fontana                                    Cod ISTAT
              Distretto sociosanitario                               BR/3                                            Provincia                 Brindisi
                                                                                                                          ALTRE RISORSE

                                                                            RISORSE                                                                   TOTALE
prioritaria
 Codice




                                                       RISORSE             PROPRIE DEI                                                                RISORSE
   Area




                      Area di            RISORSE FNPS                                   RISORSE          RISORSE
                                                         FNPS  TOTALE FNPS   COMUNI
                    intervento             (2001-2003)                                 REGIONALI           ASL        Pubbliche     Private
                                                        (2004)               (20% del                                                                 col.(10)=
                                                                              totale)                                                             (3)+(4)+(5)+(6)+
                                                                                                                                                     (7)+(8)+(9).




              Responsabilità
1
              Familiari
                                          161.356,46           161.356,46       32.271,29                15.000,00   296.423,25                           505.051,00



2             Politiche per i Minori      443.730,27           443.730,27       88.746,06   133.752,03   13.000,00                                        679.228,36


3             Persone Anziane             403.391,15           403.391,15       80.678,23   133.752,03   50.000,00                 62.852,22              730.673,63


              Persone con
4
              disabilità
                                          302.543,36           302.543,36      337.840,09   133.752,03                101.835,31                          875.970,79


5             Dipendenze                  100.847,79           100.847,79       20.169,56                18.000,00                                        139.017,35


6             Salute Mentale              100.847,79           100.847,79       20.169,56                25.000,00                                        146.017,35


              Contrasto alla
7
              povertà
                                          100.847,79           100.847,79       20.169,56                                                                 121.017,35
8      Azioni di sistema       302.543,36             302.543,36     60.508,67                  60.000,00                              423.052,03


9      Immigrazione            60.508,67              60.508,67      12.101,73                                                          72.610,40


       Funzionamento
10
       dell'Ufficio di Piano
                               40.339,12              40.339,12      8.067,82                                                           48.406,94




Totale Risorse del PdZ          2.016.955,76   0,00   2.016.955,76    680.722,57   401.256,09   181.000,00   398.258,56   62.852,22   3.741.045,20
                                          AMBITO TERRITORIALE N.3

                                                  AUSL BR/1
                                      Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                          Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                         San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                         Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                      Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




ELENCO DEI SERVIZI SOCIALI A VALENZA DI AMBITO
RESI DAI SINGOLI COMUNI NEGLI ANNI 2005 / 2006 E
PREVISIONE ANNO 2007.

                COMUNE DI FRANCAVILLA FONTANA
                             ANNO 2005



     VOCI DI INTERVENTO

ALUNNI PORTATORI DI HANDICAP
NELLE VARIE SCUOLE - INTEGRAZIONE SCOLASTICA -

RIMBORSO SPESE SOSTENUTE DA
CITTADINI PORTATORI DI HANDICAP

RETTE RICOVERO MINORI

SUSSIDIO BALIATICO

SERVIZIO DI FUNZIONAMENTO UFFICIO DI ASSISTENTE SOCIALE

CONTRIBUTI A CITTADINI BISOGNOSI
                     ANNO 2006




ALUNNI PORTATORI DI HANDICAP       NELLE VARIE SCUOLE

RIMBORSO SPESE SOSTENUTE DA
CITTADINI PORTATORI DI HANDICAP

RETTE RICOVERO MINORI

SUSSIDIO BALIATICO

ASSISTENTE SOCIALE

CONTRIBUTI A CITTADINI BISOGNOSI

                 PREVISIONE INTERVENTI ANNO 2007

FUNZIONAMENTO E GESTIONE ASILO NIDO


RIMBORSO SPESE SOSTENUTE DA
CITTADINI PORTATORI DI HANDICAP

RETTE RICOVERO MINORI

SUSSIDIO BALIATICO

ASSISTENTE SOCIALE

CONTRIBUTI A CITTADINI BISOGNOSI
                     COMUNE DI ORIA

                          ANNO 2005

SERVIZI DI SUPPORTO A SOSTEGNO
ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE

RETTE DI RICOVERO MINORI IN
ISTITUTO

INTERVENTI DI EDUCATIVA DOMICIALIARE
PER FAMIGLIE CON MINORI

SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA

SERVIZI DI ASSISTENZA DOMICILIARE
PER DISABILI

INTERVENTI DI ASSISTENZA ANZIANI

SOGGIORNO VACANZE ANZIANI

SPESE PERSONALE COMUNALE ADIBITO
AI PREDETTI SERVIZI

                             ANNO 2006

SERVIZI DI SUPPORTO A SOSTEGNO

ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE

RETTE DI RICOVERO MINORI IN

ISTITUTO

INTERVENTI DI EDUCATIVA DOMICIALIARE

PER FAMIGLIE CON MINORI

SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA


CENTRI SOCIALI PER ANZIANI


SERVIZI DI ASSISTENZA DOMICILIARE

PER DISABILI
INTERVENTI DI ASSISTENZA ANZIANI


SOGGIORNO VACANZE ANZIANI


SPESE PERSONALE COMUNALE ADIBITO

AI PREDETTI SERVIZI


                PREVISIONE ANNO 2007




SPESE ANTICIPATE GESTIONE ATTIVITA’

SERVIZI DI SUPPORTO A SOSTEGNO
ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE

RETTE DI RICOVERO MINORI IN
ISTITUTO


SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA

CENTRI SOCIALI PER ANZIANI


INTERVENTI DI ASSISTENZA ANZIANI

SOGGIORNO VACANZE ANZIANI

SPESE PERSONALE COMUNALE ADIBITO
AI PREDETTI SERVIZI
                     COMUNE DI VILLA CASTELLI


                             ANNO 2005

                         SERVIZI ANZIANI



• INIZIATIVE A FAVORE DEGLI ANZIANI
• SPESE PER SOGGIORNO VACANZE

• SPESE PER ASSISTENZA DELLE PERSONE
  ANZIANE - RETTE DI RICOVERO




                          SERVIZI MINORI


• MINORI IN ISTITUTO – RETTE RICOVERO

• CONTRIBUTI INFANTI ILLEGITTIMI

• ATTIVITA’ SERVIZI SOCIO PROFESSIONALI

• FONDI COMUNALI GESTIONE LUDOTECA
  LEGGE 285/’97

• INTEGRAZIONE SOCIALE




                          SERVIZI DISABILI


• ASSISTENZA PERSONALE ALUNNI
  PORTATORI DI HANDICAP

• TRASPORTO PORTATORI DI HANDICAP
• ASSISTENZA DOMICILIARE SOCIO - ASSISTENZIALE
                             DIPENDENZE

• CONTRIBUTO ECONOMICO PER
  INSERIMENTO LAVORATIVO


                            ANNO 2006


                         SERVIZI ANZIANI


• INIZIATIVE A FAVORE DEGLI ANZIANI
- ORGANIZZAZINONE VACANZE
• SPESE PER ASSISTENZA DELLE PERSONE
  ANZIANE - RETTE DI RICOVERO




                          SERVIZI MINORI

• MINORI IN ISTITUTO – RETTE RICOVERO

• CONTRIBUTI INFANTI ILLEGITTIMI

• ATTIVITA’ SERVIZI SOCIO PROFESSIONALI




                          SERVIZI DISABILI


• ASSISTENZA PERSONALE ALUNNI
  PORTATORI DI HANDICAP

• TRASPORTO PORTATORI DI HANDICAP
• ASSISTENZA DOMICILIARE SOCIO-ASSISTENZIALE


                             DIPENDENZE

• CONTRIBUTO ECONOMICO PER
  INSERIMENTO LAVORATIVO
                       PREVISIONI ANNO 2007


                         SERVIZI ANZIANI


• INIZIATIVE A FAVORE DEGLI ANZIANI
- ORGANIZZAZINONE VACANZE
• SPESE PER ASSISTENZA DELLE PERSONE
  ANZIANE - RETTE DI RICOVERO




                          SERVIZI MINORI


• MINORI IN ISTITUTO – RETTE RICOVERO

• CONTRIBUTI INFANTI ILLEGITTIMI

• ATTIVITA’ SERVIZI SOCIO PROFESSIONALI




                         SERVIZI DISABILI


• TRASPORTO PORTATORI DI HANDICAP
• ASSISTENZA DOMICILIARE SOCIO-ASSISTENZIALE


                             DIPENDENZE

• CONTRIBUTO ECONOMICO PER
  INSERIMENTO LAVORATIVO
                 COMUNE DI CAROVIGNO

                           ANNO 2005


                      SERVIZI ANZIANI


 • SPESE PER SOGGIORNO VACANZE
 PERSONE ANZIANE

• SPESE PER ASSISTENZA DELLE PERSONE
  ANZIANE - RETTE DI RICOVERO




                          SERVIZI MINORI


• MINORI IN ISTITUTO – RETTE RICOVERO

• CONTRIBUTI INFANTI ILLEGITTIMI

• FONDI COMUNALI GESTIONE LUDOTECA
  LEGGE 285/’97

• SUSSIDI FAMIGLIE AFFIDATARIE




                          SERVIZI DISABILI

• ASSISTENZA PERSONALE ALUNNI
  PORTATORI DI HANDICAP

• TRASPORTO PORTATORI DI HANDICAP

• PORTATORI DI HANDICAP
  RETTE - RICOVERO
                                   ANNO 2006


                           SERVIZI ANZIANI

• INIZIATIVE A FAVORE DEGLI ANZIANI

• SPESE PER SOGGIORNO VACANZE
  PERSONE ANZIANE

• SPESE PER ASSISTENZA DELLE PERSONE
  ANZIANE - RETTE DI RICOVERO




                           SERVIZI MINORI

• MINORI IN ISTITUTO – RETTE RICOVERO

• CONTRIBUTI INFANTI ILLEGITTIMI

• INIZIATIVE A FAVORE DELLA GIOVENTU’

• FONDI COMUNALI GESTIONE LUDOTECA
  LEGGE 285/’97

• SUSSIDI FAMIGLIE AFFIDATARIE




                          SERVIZI DISABILI


• ASSISTENZA PERSONALE ALUNNI
  PORTATORI DI HANDICAP

• TRASPORTO PORTATORI DI HANDICAP

• PORTATORI DI HANDICAP
  RETTE – RICOVERO
                          PREVISIONI ANNO 2007


                            SERVIZI ANZIANI

• INIZIATIVE A FAVORE DEGLI ANZIANI

• SPESE PER SOGGIORNO VACANZE
  PERSONE ANZIANE

• SPESE PER ASSISTENZA DELLE PERSONE
  ANZIANE - RETTE DI RICOVERO




                            SERVIZI MINORI


• MINORI IN ISTITUTO – RETTE RICOVERO

• CONTRIBUTI INFANTI ILLEGITTIMI

• INIZIATIVE A FAVORE DELLA GIOVENTU’

• FONDI COMUNALI GESTIONE LUDOTECA
  LEGGE 285/’97

• SUSSIDI FAMIGLIE AFFIDATARIE




                            SERVIZI DISABILI


• ASSISTENZA PERSONALE ALUNNI
 PORTATORI DI HANDICAP

• TRASPORTO PORTATORI DI HANDICAP

• PORTATORI DI HANDICAP
  RETTE – RICOVERO
                     COMUNE DI CEGLIE MESSAPICA


                                        ANNO 2005

Area Responsabilità Familiari
Contributi economici
LSU – Lavori socialmente utili

Area Minori
Sostegno economico affidi
Attività ricreative e di socializzazione extrascolastiche
Attività estive per minori
Attività di informazione ed orientamento giovani
Asilo Nido
Contributi economici per strutture semiresidenziali
Contributi economici per strutture residenziali

Area Anziani
Assistenza domiciliare sociale
Mensa domiciliare
Contributi economici per strutture residenziali
Telesoccorso e teleassistenza

Area Disabilità
Servizi per l’integrazione scolastica
Trasporto Centri Socio-Riabilitativi
Contributi economici
Ausili didattici

Azioni di contrasto alla povertà
Contributi economici diretti ad integrazione del reddito

Azioni di sistema
Segretariato Sociale
Servizio Sociale Professionale
Attività di sensibilizzazione,promozione e prevenzione
                                 ANNO 2006

Area Responsabilità Familiari
Contributi economici
LSU – Lavori socialmente utili

Area Minori
Sostegno economico affidi
Attività ricreative e di socializzazione extrascolastiche
Attività estive per minori
Attività di informazione ed orientamento giovani
Asilo Nido
Contributi economici per strutture semiresidenziali
Contributi economici per strutture residenziali

Area Anziani
Assistenza domiciliare sociale
Mensa domiciliare
Contributi economici per strutture residenziali
Telesoccorso e teleassistenza

Area Disabilità
Servizi per l’integrazione scolastica
Trasporto Centri Socio-Riabilitativi
Contributi economici
Ausili didattici

Azioni di contrasto alla povertà
Contributi economici diretti ad integrazione del reddito

Azioni di sistema
Segretariato Sociale
Servizio Sociale Professionale
Attività di sensibilizzazione,promozione e prevenzione
                        PREVISIONI ANNO 2007


Area Responsabilità Familiari
Contributi economici
LSU – Lavori socialmente utili

Area Minori
Sostegno economico affidi
Attività ricreative e di socializzazione extrascolastiche
Attività estive per minori
Attività di informazione ed orientamento giovani
Asilo Nido
Contributi economici per strutture semiresidenziali
Contributi economici per strutture residenziali

Area Anziani
Assistenza domiciliare sociale
Mensa domiciliare
Contributi economici per strutture residenziali
Telesoccorso e teleassistenza

Area Disabilità
Servizi per l’integrazione scolastica
Trasporto Centri Socio-Riabilitativi
Contributi economici
Ausili didattici

Azioni di contrasto alla povertà
Contributi economici diretti ad integrazione del reddito

Azioni di sistema
Segretariato Sociale
Servizio Sociale Professionale
Attività di sensibilizzazione,promozione e prevenzione
                COMUNE DI SAN MICHELE SALENTINO


                                   ANNO 2005


Servizio alunni portatori handicap nelle varie scuole (integrazione scolastica)
Rimborso spese sostenute da cittadini portatori di handicap
Rette ricovero minori
Sussidio baliatico
Funzionamento servizio di assistente sociale
Contributi a cittadini bisognosi


                                   Anno 2006

Servizio alunni portatori handicap nelle varie scuole (integrazione scolastica)
Rimborso spese sostenute da cittadini portatori di handicap
Rette ricovero minori
Sussidio baliatico
Funzionamento servizio di assistente sociale
Contributi a cittadini bisognosi


                             Previsione anno 2007


Rimborso spese sostenute da cittadini portatori di handicap
Rette ricovero minori
Sussidio baliatico
Funzionamento servizio di assistente sociale
Contributi a cittadini bisognosi
  CAPITOLO VI –

LA PROGRAMMAZIONE
FINANZIARIA



  IL FABBISOGNO

    FORMATIVO
La formazione, secondo la Dir. P. C. M. del 13 dicembre 2001 emanata a seguito di

un percorso legislativo iniziato con il D. LGS. n. 29/1993 e concluso dal D. LGS. n.

165/2001, è una dimensione costante del lavoro, uno strumento essenziale nella

gestione delle risorse umane, un mezzo per garantire un’elevata qualità dei

servizi e per gestire il cambiamento e la modernizzazione della P.A.

Il Piano Regionale per le Politiche Sociali, perfettamente in linea con il dettato

normativo e consapevole delle difficoltà connesse con la redazione e la gestione

del primo piano sociale di zona, ha apprestato, in materia di formazione degli

operatori, iniziative ed azioni di vario contenuto.

In particolare, insieme alla predisposizione delle linee guida per la stesura dei

piani e all’accompagnamento ed affiancamento degli operatori degli ambiti

territoriali con un gruppo di esperti altamente qualificati, curati dal Formez, il

PRPS ha previsto la realizzazione, con fondi regionali, di alcuni percorsi formativi

su temi prioritari strettamente legati alla redazione del primo piano di zona e

alla sua attuazione.

Tali temi prioritari o moduli del percorso formativo sono stati trasfusi dal

Formez in una scheda di rilevazione, compilata dall’Ufficio di Piano.

Tutti i moduli individuati sono stati considerati rilevanti per importanza e a

ciascuno di essi è stata prevista una corposa partecipazione di operatori, con il

coinvolgimento dell’AUSL e del Terzo Settore.

E’ auspicabile che detti percorsi formativi abbiano avvio a breve.

L’Ambito, in considerazione delle scarse risorse disponibili a fronte di un

fabbisogno rilevante di servizi sociali, non ha inserito nel Piano di Zona alcun

intervento formativo.

Iniziative di tal genere non risultano neppure attivate dai Comuni dell’Ambito.

Si allegano le schede contenenti il fabbisogno formativo espresso dall’Ambito e

dall’Ufficio di Piano.
AMBITO DI FRANCAVILLA FONTANA
PROV BRINDISI       ASL BR/1

SCHEDA DI AMBITO


SCHEDA     RILEVAZIONE                         FABBISOGNI              FORMATIVI
PRIORITARI


MODULI DEL PERCORSO FORMATIVO                  FOCUS DI LAVORO PER CIASCUN MODULO
        E DI ASSISTENZA                                    FORMATIVO
Mod. 1 – Gestione associata delle funzioni       X la convenzione
socioassistenziali e modalità per la             X lo Statuto e l’organizzazione di un Consorzio
definizione dell’associazionismo                 X la Unione di Comuni
intercomunale                                     Altro (specificare)
                                                 …………………………………………………….
       Grado di importanza     1 2 3 X
Mod. 2 – Forme di gestione degli interventi      X la gestione diretta in economia
e dei servizi contenuti nel Piano di Zona        X la gestione diretta con affidamento a terzi
                                                 X l’Istituzione
                                                 X l’Azienda Speciale
                                                   la Società di capitali a partecipazione
                                                   pubblica totalitaria (cd. in house)
                                                  Altro (specificare)
                                                 …………………………………………………….
      Grado di importanza 1 2 3 X
Mod. 3. – Organizzazione del welfare             X Porta Unitaria di Accesso (Sportelli Sociali e
d’accesso                                           rete delle antenne sociali)
                                                 X organizzazione e compiti del Segretariato
                                                    Sociale
                                                 X organizzazione del percorso di accesso
                                                   fino alla presa in carico
                                                 X Regolamentazione dell’ accesso
                                                 X Scheda per l’accesso dell’utente / cartella
                                                   socioassistenziale dell’utente
                                                  Progetto personalizzato / strumenti per la
                                                     valutazione del caso
                                                  Altro (specificare)
                                                 ………………………………………………
      Grado di importanza      1   2   3   X
MODULI DEL PERCORSO FORMATIVO                  FOCUS DI LAVORO PER CIASCUN MODULO
        E DI ASSISTENZA                                    FORMATIVO
Mod. 4 - Monitoraggio di processo e
                                               X metodi e strumenti del monitoraggio del PdZ
valutazione di risultato e di impatto per i
                                               X metodi e strumenti della valutazione dei
Piani e i Progetti di intervento sociale
                                                 risultati del PdZ
                                               X metodi e strumenti della valutazione
                                                 di impatto del PdZ
                                                Altro (specificare)
                                                ……………………………………………………….
       Grado di importanza   1 2 3 X
Mod. 5 – Costruzione della Qualità sociale      X  Carta dei servizi
del sistema di offerta                          X  Carta di cittadinanza sociale
                                                X  Percorsi di autorizzazione delle strutture
                                                X Percorsi per ottenere la certificazione di
                                                  qualità e attestare la permanenza dei
                                                  requisiti di autorizzazione
                                                X Percorsi di accreditamento dei soggetti
                                                  erogatori di servizi sociali
                                                X Modalità di affidamento dei servizi a terzi
                                                  e determinazione delle tariffe
                                                 Altro (specificare)
                                                ………………………………………………………
        Grado di importanza        1 2 3 X
Mod. 6 – Integrazione socio-sanitaria e rete    X il percorso per l’integrazione sociosanitaria:
dei livelli essenziali di assistenza              dalla programmazione alla compartecipa-
                                                  zione finanziaria
                                                X i protocolli operativi tra ASL e Comuni per
                                                   l’ADI e per gli altri LEA
                                                X il funzionamento dell’Unità di Valutazione
                                                  Multidimensionale
                                                X la determinazione della spesa sociale e della
                                                  spesa sanitaria per i servizi ad elevata
                                                  integrazione
                                                X la figura del referente per l’integrazione
                                                  sociosanitaria nell’Ufficio di Piano
                                                 Altro (specificare)
                                                ………………………………………………………
      Grado di importanza      1 2 3 X
Mod. 7 – Programmazione e gestione              X le risorse finanziarie per il Piano di Zona
economico-finanziaria del Piano Sociale di      X il funzionamento del Fondo Unico di Ambito
Zona                                            X la rendicontazione del Piano di Zona
                                                X la rilevazione della spesa sociale comunale
                                                X la determinazione delle tariffe e l’ISEE
                                                 altro (specificare)
                                                ………………………………………………………
      Grado di importanza      1   2   3   X
MODULI DEL PERCORSO FORMATIVO                      FOCUS DI LAVORO PER CIASCUN MODULO
        E DI ASSISTENZA                                        FORMATIVO
Mod.      8    –    Azioni   innovative     e       X  Piano della Comunicazione Sociale
sperimentazione di nuove politiche di               X  Reddito di cittadinanza e politiche di
intervento: azioni di contrasto alla povertà,           contrasto alle nuove povertà
inserimento lavorativo e inclusione sociale,        X Azioni di emersione del lavoro sommerso
emersione del lavoro sommerso per i servizi            per i servizi alla persona
alla persona, ecc..                                 X Sistema Informativo Sociale
                                                     Altro (specificare)
                                                    ……………………………………………………..
        Grado di importanza          1 2 3 X
Mod. 9 – Attuazione del Piano Regionale             X  Le politiche per le coppie: contributi
delle Politiche per la famiglia: integrazione di        all’acquisto della prima casa, mediazione
politiche e servizi per il sostegno dei nuclei          familiare, centri di ascolto, ecc…
familairi, sostegno all’associazionismo, azioni     X Le politiche a sostegno della natalità: i
di osservatorio locali per le famiglie, ecc…           Servizi per la prima infanzia nella rete
                                                       integrata dei servizi sociali, i contributi
                                                       economici, ecc..
                                                    X La promozione dell’affido e delle adozioni
                                                    X L’integrazione sociosanitaria e il ruolo delle
                                                      funzioni consultoriali nella rete integrata dei
                                                      servizi
                                                    X La promozione e il sostegno dell’associa-
                                                      zionismo familiare
                                                    X L’Osservatorio per le politiche familiari: gli
                                                      obiettivi informativi a livello di ambito
                                                      territoriale e il raccordo con l’Osservatorio
                                                      Regionale per le politiche familiari
                                                     Altro (specificare)
                                                    ……………………………………………………..
       Grado di importanza        1   2   3   X



Altri suggerimenti: _________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
Metodologie formative (indicare con una o più “X”) :
1. attività di affiancamento nel X con la AUSL               Indicare per quali moduli:
proprio contesto di lavoro                                   Moduli 3 – 5 – 6 - 9
(Project work)                                               _____________________________

2. attività didattiche     con X con la AUSL                 Indicare per quali moduli:
laboratori formativi           X senza la AUSL               Moduli 1 – 2 – 8 senza la AUSL
                                                             Modulo 7 con la AUSL

3. seminari                      X con la AUSL               Indicare per quali moduli:
                                                             Moduli 4 – 5
                                 X con Terzo Settore         _____________________________


4. Aula con didattica frontale     con la AUSL               Indicare per quali moduli:
                                                             _____________________________
                                                             _____________________________



Personale interessato (indicare con una o più “X”) :
(i valori numerici devono essere riferiti al solo Comune cui è riferita la presente scheda,
ovvero al solo Ufficio di Piano)

Modulo 1                          X solo personale Ufficio di Piano           Num 14
                                                                              Num _________
                                  X per amministratori                        Num 6
                                                                              Num _________
                                                        (specificare)         Num _________
                                   ………………………………………
Modulo 2                          X solo personale Ufficio di Piano           Num 14
                                                                              Num _________
                                  X per amministratori                        Num 6
                                                                              Num _________
                                                        (specificare)         Num _________
                                   ………………………………………
Modulo 3                          X solo personale Ufficio di Piano           Num 14
                                                                              Num _________
                                  X per amministratori                        Num 6
                                                                              Num _________
                                                        (specificare)         Num _________
                                   ………………………………………
Modulo 4                          X solo personale Ufficio di Piano           Num 14
                                                                              Num _________
                                  X per amministratori                        Num 6
                                                                              Num _________
                                             (specificare)                    Num _________
                                    ………………………………………
Modulo 5   X solo personale Ufficio di Piano      Num 14
                                                  Num _________
           X per amministratori                   Num 6
                                                  Num _________
                                  (specificare)   Num _________
            ………………………………………
Modulo 6   X solo personale Ufficio di Piano      Num 14
                   rigenti e funzionari           Num _________
           X per amministratori                   Num 6
                                                  Num _________
                                 (specificare)    Num _________
            ………………………………………
Modulo 7   X solo personale Ufficio di Piano      Num 14
                                                  Num _________
           X per amministratori                   Num 6
                                                  Num _________
                                 (specificare)    Num _________
            ………………………………………
Modulo 8   X solo personale Ufficio di Piano      Num 14
                                                  Num _________
           X per amministratori                   Num 6
                                                  Num _________
                                 (specificare)    Num _________
            ………………………………………
Modulo 9   X solo personale Ufficio di Piano      Num 14
                                                  Num _________
           X per amministratori                   Num 6
                             ciali                Num _________
                                (specificare)     Num _________
            ………………………………………
Periodo di riferimento per avviare le attività relative ai diversi
moduli di lavoro (indicare con una o più “X”):
Modulo 1            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 2            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 3            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 4            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 5            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 6            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 7            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 8            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Modulo 9            X II sem. 2005
                    X I sem. 2006
                       II sem. 2006
Disponibilità a lavorare on line per alcune attività durante il
percorso:                   X     SI              NO

Se si, per quali attività in particolare si ritiene di poter utilizzare la
modalità on line:
             X Consultazione del materiale didattico e della documentazione da
               approfondire
             X Creazione di forum on line tematici per il confronto di esperienze con
               altri Comuni e Ambiti territoriali
             X Formulazione di quesiti sul lavoro connesso alle fasi di vita del Piano
               Sociale di Zona per ricevere da esperti on line risposte mirate e
               tempestive
             X Svolgimento di moduli formativi in modalità di autoapprendimento,
               dopo averli scaricati dal sito web, per condividerli con altri colleghi
               d’ufficio
                                                  Altro                   (specificare
               ___________________________________________ )




Dati di chi ha compilato la scheda

COGNOME E NOME
MUOLO Francesco

FUNZIONE RICOPERTA
Responsabile Gruppo Tecnico – Ufficio di Piano

COMUNE VILLA CASTELLI            UFFICIO AFFARI GENERALI e SERVIZI SOCIALI

TEL 0831 / 869217       FAX 0831 / 860130 – 0831 / 810546

E-MAIL
comunevillacastelli.c1@tin.it



 Firma del Compilatore                                Firma del Responsabile
F.to Rag. Francesco MUOLO                            F.to Rag. Francesco MUOLO
CAPITOLO VII

 GLI INVESTIMENTI PER
INFRASTRUTTURE SOCIALI
Interventi per gli asili nido

Il Piano Regionale per le Politiche Sociali (Punto 6.2) ha accantonato alcune quote

del FNPS destinandole ad interventi specifici, tra i quali la costruzione e

gestione degli asili nido.

Successivamente, con delibera n. 598 del 15 maggio 2006, la Giunta Regionale ha

fissato al 24 luglio 2006 il termine per la presentazione delle istanze di

finanziamento da parte dei comuni e dei relativi ambiti territoriali sociali.

L’ambito   di   Francavilla     Fontana,   con   deliberazione   del   Coordinamento

Istituzionale n. 12 del 18 luglio 2006, ha approvato le schede progettuali,

trasmettendole per il finanziamento.

I comuni dell’ambito Territoriale hanno i seguenti progetti:

   -   Comune di Francavilla Fontana

       Finanziamento       costruzione/ristrutturazione    struttura    esistente   –

       progetto € 500.000,00 (100% a carico fondo asili nido)

       Finanziamento gestione asilo nido – progetto € 600.000,00 (di cui 90%

       fondo asili nido)

   -   Comune di Carovingo

       Finanziamento gestione asilo nido – progetto € 800.000,00 (di cui 87,5%

       fondo asili nido)

   -   Comune di Ceglie Messapico

       Finanziamento gestione asilo nido – progetto € 271.730,26 (di cui 90%

       fondo asili nido)

   -   Comune di Oria

       Finanziamento       costruzione/ristrutturazione    struttura    esistente   –

       progetto € 200.000,00 (100% a carico fondo asili nido)

       Finanziamento gestione asilo nido – progetto € 179.500,00 (di cui 65%

       fondo asili nido)
   -   Comune di San Michele Salentino

       Finanziamento       costruzione/ristrutturazione   struttura       esistente   –

       progetto € 1.080.000,00 (92,35% a carico fondo asili nido)

   -   Comune di Villa Castelli

       Finanziamento       costruzione/ristrutturazione   struttura       esistente   –

       progetto € 309.874,00 (54,56% a carico fondo asili nido)

       Finanziamento gestione asilo nido – progetto € 200.000,00 (di cui 95%

       fondo asili nido)



Ai fondi per gli asili nido di cui sopra la Regione Puglia ha assegnato agli Ambiti

Territoriali risorse finanziaria destinate alle infrastrutture sociali.

La quota disponibile per questo Ambito, per la richiesta di finanziamento è stata

quantificata in € 605.086,73, pari al 30% del complessivo FNPS 2001/2003.

L’ambito   di   Francavilla    Fontana,   con   deliberazione   del   Coordinamento

Istituzionale n. 19 del 30 ottobre 2006, ha approvato le schede progettuali,

trasmettendole per il finanziamento.

I comuni dell’ambito Territoriale hanno presentato i seguenti progetti:

   -   Comune di Francavilla Fontana

       Finanziamento ristrutturazione struttura per Centro Diurno Socio

       Educativo – progetto € 530.000,00 (50% a carico fondi comunali)

   -   Comune di Oria

       Finanziamento ristrutturazione struttura “Centro Diurno per disabili e

       Centro Residenziali per disabili (Dopo di Noi) – progetto € 470.000,00

       (50% a carico fondi comunali)

   -   Comune di Villa Castelli
    Finanziamento ristrutturazione struttura di pronta accoglienza di donne e

    minori maltrattati ed abusati - progetto € 200.000,00 (50% a carico fondi

    comunali)



-   Comune di Francavilla Fontana

    Finanziamento ristrutturazione struttura per Centro Diurno Socio

    Educativo – progetto € 530.000,00 (50% a carico fondi comunali)
REGOLAMENTAZIONE

DELLA   GESTIONE

ASSOCIATA
                                              AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                     AUSL BR/1
                                            Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                             Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                             San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                            Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                           Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992


           LEGGE REGIONALE 25 agosto 2003, n. 17
     “Sistema integrato d’interventi e servizi sociali in Puglia”

                PIANO SOCIALE DI ZONA 2005-2007

              AMBITO TERRITORIALE N. 3 DEI COMUNI DI
   FRANCAVILLA FONTANA, ORIA, CAROVINGO, SAN MICHEL SALENTINO
                CEGLIE MESSAPICA E VILLA CASTELLI

                    CONVENZIONE
  PER LA GESTIONE ASSOCIATA DELLE FUNZIONI E DEI
            SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI
              (ex art.30 D. Lgs. n.267/2000)

L’anno 2005 (duemilacinque) addì 24 del mese di novembre alle ore 10.00
secondo le modalità e i termini stabiliti dalle vigenti disposizioni, nella sala del
Comune di Francavilla Fontana sono presenti:
   - l’Amministrazione Comunale di Francavilla Fontana rappresentata
      dall’Assessore Giuseppe Fusco;
   - l’Amministrazione Comunale di Carovigno rappresentata dall’Assessore
      Carmine Brandi;
   - l’Amministrazione Comunale di Oria, rappresentata dal Consigliere
      Comunale Glauco Caniglia;
   - l’Amministrazione Comunale di Villa Castelli, rappresentata dal Sindaco
      Francesco Nigro;
   - l’Amministrazione Comunale di Ceglie Messapica, rappresentata
      dall'Assessore Patrizio Suma;
   - l’Amministrazione Comunale di San Michele Salentino, rappresentata dal
      Consigliere Comunale Pompea Cappelli
                                   PREMESSO

- che la Regione Puglia ha approvato la Legge Regionale 25.08.2003, n.17
  (pubblicata sul B.U.R.P. n. 99 del 29.08.2003) “Sistema integrato d’interventi
  e servizi sociali in Puglia”, al fine di programmare e realizzare sul territorio
  un sistema integrato di interventi e servizi sociali, a garanzia della qualità della
  vita e dei diritti di cittadinanza, secondo i principi della Costituzione, come
  riformata dalla Legge Costituzionale n.3 del 18.10.2001, e della Legge n.328
  dell’08.11.2000;

- che la predetta normativa, diretta alla realizzazione di un sistema integrato di
  interventi e servizi sociali individua, secondo i principi della
  responsabilizzazione, della sussidiarietà e della partecipazione, il "Piano di
  Zona” strumento fondamentale per la realizzazione delle politiche per gli
  interventi sociali e socio-sanitari, con riferimento, in special modo, alla
  capacità dei vari attori, istituzionali e sociali, di definire, nell'esercizio dei
  propri ruoli e compiti, scelte concertate in grado di delineare opzioni e modelli
  strategici adeguati per lo sviluppo di un sistema a rete dei servizi sul territorio
  di riferimento, definito ambito territoriale;

- che con la Deliberazione n.1104 del 04.08.2004 la Giunta Regionale, in
  attuazione della L.R. n.17/2003, ha approvato il Piano Regionale delle
  Politiche Sociali (PRPS);

- che in data 14 luglio 2005, presso la sede del Comune di Francavilla Fontana,
  ai sensi dell’art. 9 - comma 2 - della legge regionale 25 agosto 2003, n. 17, è
  stato sottoscritto, in conformità all'art. 34 del D. Lgs. n. 267/2000, l’Accordo
  di Programma per l'adozione del Piano Sociale di Zona per le Politiche
  Sociali, il quale è allegato al presente atto sotto la lettera “A” per costituirne e
  sostanziale;

- che ai Comuni spettano tutte le funzioni amministrative che riguardano la
  popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei
  servizi alla persona e alla comunità;

- che i Comuni, ai sensi dell’art. 13 della L.R. n. 17/2003, sono titolari di tutte
  le funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a livello
  locale e che nell’esercizio delle predette funzioni adottano sul piano
  territoriale gli assetti più funzionali alla gestione, alla spesa ed al rapporto
  con i cittadini;
- che è volontà delle parti coordinare le predette attività di interesse comune,
  inerenti gli interventi e i servizi socio-assistenziali, nonché le azioni per
  l’integrazione con le attività socio-sanitarie, attraverso l'esercizio in forma
  associata delle funzioni e dei servizi, al fine di assicurare unitarietà ed
  uniformità al sistema locale con l’obiettivo di garantire la qualità dei servizi
  offerti e il contenimento dei costi;

- che, ai fini dello svolgimento in forma associata delle funzioni e dei servizi, i
  predetti Comuni hanno individuato la forma dell’Associazione tra Comuni da
  formalizzare mediante Convenzione, entro e non oltre il termine di giorni 60
  (sessanta) dalla sottoscrizione dell’Accordo di Programma per
  l’approvazione del Piano Sociale di Zona;

- che i citati enti hanno espresso la volontà di gestire in forma associata il
  Piano Sociale di Zona dei servizi socio-sanitari, mediante:
               a) la presenza istituzione di un organismo politico-istituzionale,
                   denominato Coordinamento Istituzionale;
               b) la costituzione di un ufficio comune, denominato Ufficio di
                   Piano, avente sede presso il comune capofila, che opera,
                   quale organo gestionale e tecnico – amministrativo, in nome
                   di quest’ultimo e per conto dei Comuni dell’ambito
                   Territoriale dietro la direzione del Coordinamento
                   istituzionale;

- che i citati enti hanno approvato con le deliberazioni di seguito citate, lo
schema della presente Convenzione:
   - l’Amministrazione Comunale di Francavilla Fontana con Del. C.C. n.
      23 del 14/07/2005;
   - l’Amministrazione Comunale di Oria con Del. C.C. n. 17 del
      13/07/2005;
   - l’Amministrazione Comunale di Ceglie Messapica con Del. C.C. n. 16
      del 29/09/2005;
   - l’Amministrazione Comunale di San Michele Salentino con Del. C.C. n.
      21 del 13/07/2005;
   - l’Amministrazione Comunale di Carovigno con Del. C.C. n. 24 del
      14/07/2005;
   - l’Amministrazione Comunale di Villa Castelli con Del. C.C. n. 17 del
      13/07/2005;
                 SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE
Art.1 - Recepimento della premessa.
La premessa è parte sostanziale ed integrante della presente Convenzione.

Art.2 - Finalità.
Finalità della presente Convenzione è la piena realizzazione di quanto previsto
dal Piano Sociale di Zona, attraverso lo strumento della gestione associata.
L’esercizio coordinato delle funzioni amministrative e la gestione associata dei
servizi sono considerati presupposti essenziali per l’attuazione degli interventi
previsti dal Piano Sociale di Zona dei servizi socio-sanitari, che costituisce lo
strumento attraverso il quale gli enti convenzionati assicurano l'unicità di
conduzione e la semplificazione di tutte le misure relative ai servizi socio-
sanitari, nonché il necessario impulso per il miglioramento dei servizi sull'intero
territorio.
In particolare con la presente Convenzione vengono determinati:
- la gestione associata delle attività e dei servizi di cui al successivo art.3;
- la definizione di modalità omogenee di erogazione dei servizi e delle
    prestazioni sociali e conformi alle leggi ed alle indicazioni programmatiche;
- la razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse a disposizione per le
    attività oggetto del presente atto.
L'organizzazione dei servizi e l’esercizio delle funzioni devono tendere in ogni
caso a garantire pubblicità, economicità, efficienza, efficacia e rispondenza al
pubblico interesse dell'azione amministrativa.

Art.3 - Oggetto.
La presente Convenzione, stipulata ai sensi dell'art.30 del D. Lgs. n. 267 del 18
agosto 2000, ha per oggetto l’esercizio coordinato delle funzioni amministrative
e la gestione in forma associata dei servizi e delle attività previste nel Piano di
Zona per le Politiche Sociali 2005-2007, approvato con il citato Accordo di
Programma da parte degli enti convenzionati

Art. 4 - Obiettivi.
L’associazione come definita e regolamentata dal presente atto è, fra l’altro,
finalizzata al perseguimento dei seguenti obiettivi:
a. favorire la formazione di sistemi locali di intervento fondati su servizi e
   prestazioni complementari e flessibili, stimolando in particolare le risorse
   locali di solidarietà e di auto-aiuto, nonché responsabilizzare i cittadini nella
   programmazione e nella verifica dei servizi;
b. qualificare la spesa, attivando risorse, anche finanziarie, derivate dalle forme
   di concertazione;
c. prevedere iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori
   finalizzate a realizzare progetti di sviluppo dei servizi;
d. seguire il criterio della massima diligenza per superare eventuali difficoltà
   sopraggiunte con particolare riferimento alla fase esecutiva dei programmi
   prestabiliti nel Piano di Zona;
e. garantire la sollecita risposta alle richieste d’informazione, di assistenza e di
   approfondimento o di valutazione necessarie per il coerente svolgimento
   degli interventi.

Art. 5 - Durata.
La durata della Convenzione è stabilita in anni tre, decorrenti dalla data della
stipula della stessa.
La Convenzione è rinnovata tacitamente, salvo che gli enti aderenti non
decidano di porre in essere le procedure di scioglimento, previste dall’art.17 del
presente atto.
La facoltà di recesso è garantita da quanto previsto dall’art.16 della
Convenzione.

Art. 6 - Comune capofila.
Gli enti convenzionati individuano il Comune di Francavilla Fontana quale
Comune      capofila, attribuendogli responsabilità amministrative e risorse
economiche, così come specificato nel presente atto.
Il comune capofila si configura quale ente strumentale dell’associazione dei
Comuni dell’ambito territoriale di riferimento ed ha la rappresentanza legale
dell’Associazione, per il tramite del Presidente del Coordinamento istituzionale
di ambito.

Art. 7 - Funzioni del Comune capofila.
Il Comune capofila svolge le seguenti funzioni:
- riceve da parte delle amministrazioni competenti le risorse necessarie per
    l’attuazione delle misure previste dal piano di zona e assicurarne la custodia e
    l’impiego vincolato per la realizzazione del Piano sociale di Zona, salve le
    determinazioni del Coordinamento Istituzionale di Ambito e, comunque, per
    il tramite esclusivo dell’ufficio di Piano espressione delle 6 municipaltà
    dell’ambito;
- adottare e dare applicazioni ai regolamenti ed altri atti necessari a
    disciplinare l’organizzazione ed il funzionamento degli interventi e dei
    servizi socio-assistenziali, in modo conforme alle decisioni del
    Coordinamento istituzionale;
- verificare la rispondenza dell’attività gestionale con le finalità di cui alla
    presente Convenzione;
- assicurare le necessarie modifiche al Piano sociale di Zona, in occasione
    degli aggiornamenti periodici ovvero in esecuzione di specifiche integrazioni
    e/o modifiche richieste dalla Regione, tramite l’Ufficio di Piano di Zona e
    previa formulazione di indirizzi puntuali da parte del Coordinamento
    Istituzionale;
- rappresentare, presso enti ed amministrazioni, i soggetti sottoscrittori del
    Piano di Zona, unicamente per il tramite del Presidente del Coordinamento
    istituzionale, individuato tra gli amministratori del Comune capofila.
Il Presidente del coordinamento istituzionale assume, in nome e per conto
dell’associazione intercomunale, la rappresentanza legale nei rapporti con i terzi
ed in giudizio.
Il comune capofila garantisce l’esecuzione delle deliberazioni del
Coordinamento istituzionale e le azioni finalizzate a rafforzare la collaborazione
tra gli enti convenzionati.

Art.8 - Coordinamento Istituzionale.
La funzione di indirizzo programmatico e di controllo politico-amministrativo
della gestione del Piano di Zona è riservata al Coordinamento Istituzionale.
Il Coordinamento Istituzionale è formato dai Sindaci dei Comuni aderenti o loro
delegati e dai rappresentanti legali degli altri soggetti pubblici sottoscrittori
l’Accordo di Programma.
Alle riunioni del Coordinamento Istituzionale partecipano, ciascuno per le
proprie competenze, il Responsabile dell’Ufficio di Piano, il Direttore Sanitario
del distretto, il quale ha diritto di voto solo ed esclusivamente per le materie
strettam,ente attinenti l’integrazione socio-sanitaria, ed eventuali referenti di
altri Enti sottoscrittori l’Accordo di Programma, senza diritto di voto.
Il Coordinamento Istituzionale è presieduto e convocato dal Presidente
designato.
Le competenza del Coordinamento Istituzionale sono individuate all’articolo 12
dell’Accordo di Programma.
Il funzionamento del Coordinamento Istituzionale è regolamentato da un
disciplinare di funzionamento adottato dallo stesso Coordinamento.

Art.9 - Ufficio di Piano.
Gli enti aderenti costituiscono con la presente Convenzione, ex art.30, 4°
comma, del D. Lgs. n.267/2000, un ufficio comune denominato Ufficio di Piano.
L’Ufficio di Piano è l’organo comune, avente natura gestionale e tecnico-
amministrativa, attraverso il quale i Comuni dell’ambito esercitano le proprie
funzioni pubbliche al fine di implementare ed attuare ilo Piano di Zona.
L’Ufficio di Piano ha il compito di curare la gestione complessiva del Piano di
Zona, nonché la realizzazione di tutti gli interventi e le attività in esso previsti.
Esso provvede a tutti gli adempimenti di carattere tecnico, amministrativo e
contabile, predispone gli atti ed emette tutti i provvedimenti di natura gestionale,
finalizzati all’attuazione del Piano di Zona, con il ricorso, se ritenuto opportuno,
anche dell’acquisizione in economia di beni e servizi.
In articolare, l’Ufficio di Piano ha le seguenti competenze:
       a) predisporre gli atti per l’organizzazione dei servizi e per l’eventuale
          affidamento di essi ai sensi della legge regionale nonché espletare le
          gare d’appalto e provvedere all’affidamento dei servizi;
       b) provvedere alla gestione dell’Ufficio medesimo e all’erogazione delle
          somme destinate al finanziamento dei soggetti che gestiscono i servizi
          (Comuni, privato sociale, privati che agiscono in regime di
          convenzione);
       c) predisporre i Protocolli d'Intesa e gli altri atti finalizzati a realizzare il
          coordinamento delle azioni riferibili al Piano di Zona;
       d) dirigere, sotto il profilo ammini9strativo, il Servizio sociale
          Professionale di Ambito e il Segretariato Sociale di Ambito, articolato
          in n. 6 front-office municipali;
       e) organizzare, attraverso la rete del Servizio Sociale Professionale di
          Ambito e il Segretariato Sociale di Ambito, della raccolta delle
          informazioni e dei dati presso tutti i soggetti attuatori dei servizi, al
          fine di realizzare il sistema di monitoraggio e valutazione;
       f) predisporre tutti gli atti necessari all'assolvimento, dell’obbligo di
          rendicontazione da parte del soggetto capofila, custode e affidatario del
          fondo complessivo dell'Ambito;
       g) formulare proposte, indicazioni e suggerimenti diretti al
          Coordinamento Istituzionale in tema di iniziative di formazione e
          aggiornamento degli operatori, gestione ed eventuale rimodulazione
          delle attività previste dal Piano di Zona, acquisizione di diverse
          competenze o nuove figure professionali per l'espletamento dei propri
          compiti;
       h) relazionare almeno trimestralmente al Coordinamento Istituzionale
          sullo stato di attuazione del Piano di Zona con l'indicazione del livello
          di attuazione e del grado di soddisfazione dell'utenza;

L’Ufficio di Pinao è dotato delle risorse umane in numero adeguato a rispondere
al fabbisogno di competenze tecniche e di capacità professionali necessarie per
svolgere efficacemente ed efficientemente le funzioni e i compiti assegnati
all’ufficio stesso.
Il comune capofila provvede all’attuazione del Piano di Zona unicamente
attraverso l’Ufficio di Piano.
Per tutto quanto non previsto nella presente Convenzione, il funzionamento
dell’Ufficio di Piano è disciplinato da un regolamento adottato dal
Coordinamento Istituzionale e approvato con delibera di Giunta Comunale da
parte di ciascun ente aderente.

Art. 10 - Responsabile dell’Ufficio di Piano.
Il Responsabile dell'Ufficio di Piano è nominato dal Coordinamento Istituzionale
ed assume la responsabilità del funzionamento dell’ufficio stesso, assolvendo,
principalmente, a funzioni di direzione e coordinamento dell’ufficio.
Il Responsabile potrà essere scelto anche al di fuori della dotazione organica
degli enti convenzionati, in base alle disposizioni contenute nell’art. 110 del D.
Lgs. n.267/2000.

Art.11 - Competenze del Responsabile.
Il Responsabile dell’Ufficio di Piano coordina e presiede tutte le attività di
competenza dell’Ufficio stesso, compresa l’adozione degli atti all’uopo
occorrenti allo svolgimento delle funzioni gestionali necessarie per l’attuazione
del Piano sociale di Zona. Ed in particolare:
         a) garantisce, su tutto il territorio dell’Ambito, una programmazione
             condivisa ed una regolamentazione omogenea della rete dei servizi
             sociali;
         b) è responsabile dell’attuazione dei programmi affidati all’Ufficio di
             Piano, nel rispetto delle leggi, delle direttive regionali, degli
             indirizzi ricevuti dal Coordinamento Istituzionale
         c) presiede le commissioni di gara e di concorso;
         d) assume la responsabilità delle procedure di appalto e di concorso;
         e) stipula i contratti;
         f) assume gli atti di gestione finanziaria, ivi compreso l’assunzione di
             impegni di spesa;
         g) promuove la definizione di Accordi di Programma e Convenzioni
             con altri enti;
         h) sollecita le Amministrazioni o gli Uffici in caso di ritardi o di
             inadempimenti;
         i) indice le Conferenze di servizi.

Il Responsabile deve, inoltre, porre particolare cura affinché l'attività
dell’Ufficio di Piano sia improntata al conseguimento degli obiettivi indicati
nell'art.4 della presente Convenzione.
Al Responsabile compete l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi
concernenti il Piano di Zona, secondo quanto disposto dalla presente
Convenzione, compresi tutti gli atti che impegnano gli enti convenzionati verso
l’esterno, la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, ivi compresi
autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di
controllo, con annessa responsabilità, in via esclusiva, per il conseguimento dei
risultati, nell’ambito dei programmi e degli atti d’indirizzo definiti dal
Coordinamento istituzionale.

Art.12 - Scambio di informazioni
Per tutte le attività - dirette o indirette - legate alla gestione del Piano di Zona, lo
scambio di informazioni tra gli Enti aderenti alla presente Convenzione dovrà
essere continuativo e dovrà garantire i criteri della tempestività e della certezza.
Ogni attività, funzione, gestione delle dotazioni tecnologiche, redistribuzione
degli incarichi o nuova assegnazione di responsabilità e di competenze
all'interno degli Uffici, che modifichi i flussi di interazione tra gli Enti stessi o
che possa influenzare l'efficienza o l'efficacia del funzionamento del Piano di
Zona, dovrà essere comunicata immediatamente a tutti gli Uffici.

Art.13 - Impegno degli enti associati
Ciascuno degli enti associati si impegna ad organizzare la propria struttura
interna secondo quanto previsto dalla presente Convenzione, al fine di assicurare
omogeneità delle caratteristiche organizzative e funzionali del Piano di Zona.
Gli enti si impegnano, altresì, a stanziare, nei rispettivi bilanci di previsione, ad
assegnare le risorse umane, strumentali e le somme necessarie a far fronte agli
oneri assunti con la sottoscrizione del presente atto, nonché ad assicurare la
massima collaborazione nella gestione dei servizi.

Art.14 - Collegio arbitrale.
Le contestazioni che avessero a insorgere per causa o in dipendenza
dell'osservanza, interpretazione ed esecuzione della presente Convenzione,
qualora le parti non riescano a superarle amichevolmente e dopo aver
inutilmente esperito il tentativo di conciliazione, saranno demandate, a termine
degli artt. 806 e seguenti del c.p.c., al giudizio di un Collegio arbitrale composto
di n. tre membri.
Ciascuna delle parti, nella domanda di arbitrato o nell’atto di resistenza alla
domanda, nominerà l’arbitro di propria competenza; il Presidente del Collegio è
nominato dal Presidente della Regione tra i dirigenti regionali in servizio o in
quiescenza che abbiano prestato servizio per almeno cinque anni presso il
Settore Servizi Sociali della Regione.
In caso di inerzia a provvedere alla nomina degli arbitri e per ogni altra
questione provvede il Presidente del Tribunale di Brindisi, ai sensi dell’art.810,
2°c., del c.p.c. su istanza di una delle parti.
La sede del Collegio arbitrale è stabilita presso la sede del Comune Capofila.
Gli arbitri giudicheranno secondo diritto.
Art.15 - Recesso.
Ciascuno degli enti associati può esercitare, prima della naturale scadenza, il
diritto di recesso unilaterale, mediante l'adozione di apposita deliberazione
consiliare e formale comunicazione al Comune capofila a mezzo di lettera
raccomandata A.R., da trasmettere almeno sei mesi prima del termine dell'anno
solare.
Il recesso è operativo a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello
della comunicazione di cui al comma precedente. Restano pertanto a carico
dell'ente le spese fino alla data di operatività del recesso.

Art.16 - Scioglimento della convenzione.
La Convenzione cessa, prima della naturale scadenza, nel caso in cui venga
espressa da parte della metà più uno degli enti aderenti, con deliberazione
consiliare, la volontà di procedere al suo scioglimento. Lo scioglimento decorre,
in tal caso, dal 1° giorno del mese successivo a quello nel quale viene registrato
il raggiungimento del quorum previsto per lo scioglimento.

Art. 17 - Spese contrattuali.
Le spese di registrazione del presente atto, da registrarsi a tassa fissa a norma del
D.P.R. n.131/1986, sono da ripartirsi in parti uguali. Il Comune capofila
provvederà al versamento di quanto dovuto.

Art.18 - Modifica e/o integrazione.
La presente Convenzione può essere oggetto di modifica e/o integrazione in
corso di validità con le stesse modalità di approvazione della presente
convenzione.


Art.19 - Rinvio
Per quanto non previsto nella presente Convenzione, le parti fanno riferimento
alla normativa vigente ed in particolare al Decreto Legislativo n. 267 del
18.08.2000.
Letto, confermato e sottoscritto.
                                                                AMBITO TERRITORIALE N.3

                                                                          AUSL BR/1
                                                              Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                                Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                               San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                               Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                             Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




  N   10   del Reg. Data   07.03.2007



Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale

           OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO UFFICIO DI
           PIANO.


L'anno DUEMILASETTE addì SETTE del mese di MARZO, alle ore 13,00 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                  Presente   Assente

                                                             PRESIDEN
            1)   FUSCO                  Giuseppe         -                          X
                                                             TE
                                                             Componente
            2)   BRANDI                 Carmine          -   Comune Carovigno       X
                                                             Componente
            3)   CANIGLIA               Glauco           -   Comune Oria            X
                                                             Componente
            4)   CAPPELLI               Pompea           -   Comune S. M. Sal.      X
                                                             Componente
            5)   GALASSO                Francesco        -   AUSL BR/1                         X
                                                             Componente
            6)   NIGRO                  Francesco        -   Comune Villa C.lli     X
                                                             Componente
            7)   VITALE                 Anna             -   Comune Ceglie M.       X


Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.

Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione e li invita a
deliberare sull’oggetto indicato
Il Presidente riferisce:

        Il Regolamento Regionale 18.1.2007 n.4 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale della
Regione Puglia n.12 del 22.1.2007), che disciplina l’attuazione della Legge Regionale
10.7.2006 n.19, avente ad oggetto “Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la
dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia”, nel disciplinare la organizzazione
dell’Ambito Territoriale (Titolo II, articoli 11 e ss.) prevede espressamente la presenza
dell’Ufficio Unico del Piano di Zona, quale organo tecnico per il coordinamento funzionale
dei Servizi Sociali dell’Ambito Territoriale;

        l’art.11 del citato Regolamento Regionale prevede che il Coordinamento Istituzionale,
che è titolare della funzione d’indirizzo dell’attività dell’Ufficio di Piano, istituisce l’Ufficio
stesso, come tecnostruttura snella a supporto della programmazione di Ambito, mediante la
approvazione di indirizzi organizzativi, la nomina del Responsabile dell’Ufficio e
l’attribuzione del personale e delle risorse adeguate al suo funzionamento;

       Visto l’art.11 del citato Regolamento Regionale, il quale prevede i compiti e le
funzioni dell’Ufficio di Piano;

       Considerato che questo Ambito, già con la Convenzione per la gestione associata delle
funzioni e dei servizi socio-assistenziali del 25.11.2005 ha provveduto a dare una disciplina
dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale n.3 AUSL BR/1, che in questa sede deve
intendersi integralmente riportata e trascritta, si ravvisa la necessità – alla luce delle novità
introdotte sia dalla Legge Regionale n.19/2006 che dal Regolamento di attuazione già
richiamato – di procedere alla adozione di apposito Regolamento che disciplini il
funzionamento dell’Ufficio di Piano, sulla base della Bozza già predisposta che viene
sottoposta all’approvazione del Coordinamento Istituzionale, competente ratione materiae


                     IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE
Vista la Bozza di Regolamento dell’Ufficio di Piano predisposta e presentata all’odierna
riunione,

Ritenuta la necessità di provvedere alla sua approvazione,

Visto il Regolamento Regionale 18.1.2007 n.4 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale della
Regione Puglia n.12 del 22.1.2007), che disciplina l’attuazione della Legge Regionale
10.7.2006 n.19, avente ad oggetto “Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la
dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia”,

Visto, in particolare, l’art.11 comma 4 del citato Regolamento Regionale, il quale prevede che
il Coordinamento Territoriale adotta tutti i Regolamenti unici di ambito

Con votazione favorevole espressa all’unanimità,


                                              DELIBERA
1)-Di approvare il Regolamento dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale n.3 – AUSL
BR/1, che viene allegato al presente atto


2)-Di trasmettere la presente deliberazione e il Regolamento ad essa allegato al Comune
capofila di Francavilla Fontana per l’adozione da parte della Giunta comunale e a tutti i
Comuni dell’Ambito Territoriale n. 3.
                                                       AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                              AUSL BR/1
                                                     Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                       Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                      San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                     Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                    Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                    REGOLAMENTO
               DELL’UFFICIO DI PIANO
     DELL’AMBITO – ZONA DI FRANCAVILLA FONTANA

                                           ART. 1
                         ISTITUZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO

         Il Coordinamento Istituzionale, quale organismo politico-istituzionale dell’Ambito
territoriale di Francavilla Fontana, comprendente i Comuni di Francavilla Fontana,
Carovigno, Ceglie Messapica, Oria San Michele Salentino, Villa Castelli, a norma ed in
esecuzione dell’Accordo di Programma per l’adozione del primo Piano Sociale di Zona
(2005-2007) e della Convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-
assistenziali, sottoscritta in data 24.11.2005, istituisce l’Ufficio di Piano, quale ufficio
comune, organo strumentale gestorio, tecnico-amministrativo-contabile, dei Comuni associati,
a supporto della programmazione sociale di Ambito, per la realizzazione di un Sistema
Integrato di Interventi e Servizi Sociali, ai sensi della Normativa Regionale vigente e del
Piano Regionale delle Politiche Sociali.


                                           ART. 2
                            ADOZIONE DEL REGOLAMENTO

       Il Coordinamento Istituzionale dell’Ambito Territoriale di Francavilla Fontana, in
esecuzione dell’art. 9 della Convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi
socio-assistenziali, sottoscritta in data 24.11.2005, e dell’art. 11 comma 4 del Regolamento
Regionale 18.1.2007 n. 4, adotta il Regolamento di funzionamento dell’Ufficio di Piano
dell’Associazione Intercomunale.


                                           ART. 3
                             OGGETTO DEL REGOLAMENTO

          Nel presente Regolamento sono contenute norme dirette a disciplinare la
   composizione, le attribuzioni, l’organizzazione e le modalità di funzionamento
   dell’Ufficio di Piano, istituito quale ufficio comune, organo strumentale gestorio, tecnico-
   amministrativo-contabile, dei Comuni associati per la gestione del Piano Sociale di
   Zona.


                                            ART. 4
                                        DEFINIZIONI

       Ai fini dell’applicazione del presente Regolamento si assumono le seguenti
   definizioni:
   a) Ufficio di Piano: è l’Ufficio comune individuato nell’ambito della Convenzione per la
       gestione associata dei servizi sottoscritta in data 24.11.2005, quale organo strumentale,
       gestorio, tecnico-amministrativo-contabile dei Comuni associati per la realizzazione
       del Sistema Integrato di Welfare, definito dal Piano di Zona
   b) Responsabile dell’Ufficio di Piano: è colui che assolve, nell’Ufficio di Piano, a
       funzioni di direzione, coordinamento e rappresentanza dell’ufficio stesso rispetto a
       tutti i soggetti pubblici e privati che interagiscono per l’attuazione del Piano Sociale di
       Zona, a livello regionale e locale.


                                            ART. 5
                              SEDE DELL’UFFICIO DI PIANO

           L’Ufficio di Piano ha sede in Francavilla Fontana alla Piazza Marconi, 14, presso
   l’Uficio Servizi sociali del comune di Francavilla Fontana.



                                            ART. 6
                       COMPOSIZIONE DELL’UFFICIO DI PIANO

        In attuazione dell’Accordo di Programma, e dell’art. 9 della Convenzione per la
Gestione Associata delle Funzioni e dei Servizi Socio-Assistenziali, compongono l’Ufficio di
Piano di Ambito le seguenti unità di personale, impegnate ciascuna per n° 12 h settimanali,
distaccate dall’organico dei sei Comuni, nei tempi e nei modi definiti dagli appositi ordini di
servizio:
                      N. 1 Responsabile, individuato nel Responsabile dell’Ufficio Servizi
                Sociali di uno dei Comuni associati, salvo quanto previsto nell’articolo 11,
                comma 9, del presente atto;
                      N. 2 Assistenti Sociali, coordinatori, rispettivamente, del Servizio
                Sociale Professionale di Ambito e del Segretariato Professionale di Ambito;
                      N. 1 Istruttore Contabile;
                       N. 3 Istruttori Amministrativi.
        Ciascun Comune mette a disposizione dell’Ufficio di Piano di Ambito, mediante
apposito ordine di servizio, almeno una unità tra quelle indicate. In ogni caso, ciascun
Comune è rappresentato nell’Ufficio di Piano.
        Compongono, inoltre, l’Ufficio di Piano un referente AUSL, designato dal Direttore
AUSL BR/1, e un referente della Provincia di Brindisi, designato dall’Assessore alle Politiche
Sociali, in quanto altri Enti sottoscrittori dell’Accordo di Programma, resi disponibili secondo
le modalità previste dalle rispettive Amministrazioni.
        L’organico dell’Ufficio di Piano può avvalersi dell’apporto di risorse umane esterne,
in qualità di consulenti-esperti, individuati direttamente dal Coordinamento Istituzionale.
        Il personale assegnato all’Ufficio di Piano, limitatamente all’orario previsto, ricade
sotto la responsabilità funzionale ed organizzativa del Responsabile dello stesso Ufficio di
Piano, ferma restando la dipendenza amministrativa e i vincoli dello stato giuridico propri di
ogni Amministrazione.


                                            ART. 7
          PRINCIPI GENERALI DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO

        L’Ufficio di Piano modella la propria organizzazione e svolge la propria attività
ispirandosi a criteri di trasparenza, funzionalità ed economicità di gestione, al fine di
assicurare alla propria azione efficienza ed efficacia.
        L’attività gestionale viene svolta dall’Ufficio di Piano, nelle forme e secondo le
modalità prescritte dalla legge e dal presente regolamento, in attuazione degli atti di direzione
politica e programmazione approvati dal Coordinamento Istituzionale.
        Fermi restando i poteri di indirizzo, direzione politica e controllo in capo al
Coordinamento Istituzionale, l’Ufficio di Piano, in ogni caso, è direttamente responsabile del
raggiungimento degli obiettivi e della correttezza ed efficienza della gestione.



                                            ART. 8
                        RISORSE STRUMENTALI E FINANZIARIE

       Nelle forme e con le modalità stabilite nell’Accordo di Programma e nella
progettazione di dettaglio del Piano Sociale di Zona, è assicurata all’Ufficio di Piano la
dotazione, e la conseguente gestione, delle necessarie risorse strumentali e finanziarie
occorrenti per il suo funzionamento e per esercitare le attività di competenza.


                                            ART. 9
                        PRINCIPIO DI LEALE COLLABORAZIONE

        Ogni componente dell’Ufficio di Piano collabora con tutti gli altri mettendo a
disposizione del gruppo di lavoro le proprie capacità ed attitudini personali ed evitando una
distinzione rigida delle rispettive sfere di attività professionale.
        L’Ufficio di Piano garantisce, inoltre, la massima collaborazione con gli Uffici dei
Comuni dell’Ambito Territoriale, della Provincia e della AUSL BR/1, oltre che con gli altri
attori sociali, pubblici e privati, coinvolti nella realizzazione del Sistema Integrato dei Servizi
alla Persona.


                                              ART. 10
                            FUNZIONI DELL’UFFICIO DI PIANO

        L’Ufficio di Piano, quale ufficio comune dell’Associazione dei Comuni dell’Ambito,
ed organo tecnico-strumentale della medesima, cura l’attuazione del Piano Sociale di Zona,
ed, in particolare, ai sensi dell’Accordo di Programma, e dell’art. 9 della Convenzione per la
Gestione Associata delle Funzioni e dei Servizi Socio-Assistenziali, e dell’art. 11 del
Regolamento Regionale 18.1.2007 n. 4 ha le seguenti competenze:
         Predisporre gli atti per l’organizzazione e l’affidamento dei servizi, e la
            conseguente gestione delle procedure individuate;
         predisporre i Protocolli d’Intesa e gli atti finalizzati a realizzare il coordinamento
            delle azioni riferibili al Piano di Zona;
         predisporre, con l’ausilio del Servizio Sociale Professionale di Ambito, gli atti di
            programmazione per l’attuazione del Piano di Zona;
         dirigere, sotto il profilo amministrativo, il Servizio Sociale Professionale di
            Ambito e il Segretariato Sociale Professionale di Ambito, articolato in n. 6 front-
            office municipali;
         organizzare, attraverso la rete del Segretariato Sociale di Ambito ed il Servizio
            Sociale Professionale di Ambito, la raccolta delle informazioni e dei dati presso
            tutti i soggetti attuatori dei servizi, al fine di realizzare il sistema di monitoraggio e
            valutazione;
         predisporre tutti gli atti necessari all’assolvimento dell’obbligo di rendicontazione
            da parte del Comune Capofila, custode e affidatario del fondo complessivo
            dell’Ambito;
         elaborare, con l’apporto tecnico del Servizio Sociale Professionale di Ambito,
            proposte, indicazioni e suggerimenti, da rivolgersi al Coordinamento Istituzionale,
            in tema di iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori, di gestione ed
            eventuale rimodulazione delle attività previste dal Piano di Zona.
         relazionare periodicamente, con cadenza almeno semestrale, al Coordinamento
            Istituzionale sullo stato di attuazione del Piano di Zona, con l’indicazione del
            livello di attuazione e del grado di soddisfazione dell’utenza.
         curare l’esecuzione delle deliberazioni del Coordinamento Istituzionale;
         esercitare le attività di controllo e vigilanza sui servizi.

       L’Ufficio di Piano, inoltre, è responsabile delle seguenti attività:
        promozione, con l’ausilio del Servizio Sociale Professionale di Ambito, dei
         processi di integrazione tra i servizi istituzionali e le realtà locali interessate dal
         Piano Sociale di Zona;
        coinvolgimento, con l’ausilio del Servizio Sociale Professionale di Ambito, in
         tutte le fasi di lavoro dei soggetti pubblici e privati operanti nel campo delle
         politiche sociali;
        coordinamento, con l’ausilio del Servizio Sociale Professionale di Ambito, dei
         programmi e delle azioni degli Uffici Servizi Sociali dei Comuni dell’Ambito, in
         relazione alle finalità e agli obiettivi del Piano Sociale di Zona;
        predisposizione di tutti gli atti e gli adempimenti a valenza sovracomunale, incluse
         le attività di segreteria e di amministrazione;
        predisposizione ed emissione di tutti gli atti di gestione finanziaria, in particolare
         di quelli necessari per la gestione corrente dell’Ufficio di Piano medesimo (spese
         per il funzionamento, per l’acquisto di beni strumentali e di beni di consumo etc);
        aggiornamento periodico del Piano Sociale di Zona e progettazione di dettaglio,
         salvo l’apporto tecnico del Servizio Sociale Professionale di Ambito, in
         applicazione degli indirizzi regionali e/o di specifiche esigenze territoriali;
        svolgimento, con il supporto del Segretariato Sociale Professionale di Ambito, di
         azioni informative, pubblicitarie e di sensibilizzazione per amministratori,
         operatori sociali e sanitari, scuole, famiglie, cittadini, etc.



                                            ART. 11
                        RESPONSABILE DELL’UFFICIO DI PIANO

         Il Responsabile dell’Ufficio di Piano ai sensi dell’art. 11 della Convenzione per la
Gestione Associata delle Funzioni e dei Servizi Socio-Assistenziali, è nominato dal
Coordinamento Istituzionale e assume la responsabilità del funzionamento dell’ufficio
assolvendo, principalmente, a funzioni di direzione e coordinamento dello stesso.
         Il Responsabile dell’Ufficio di Piano ha funzioni di rappresentanza dell’ufficio nei
rapporti con i soggetti esterni e sovrintende a tutte le attività necessarie per il buon
funzionamento dell’ufficio stesso.In particolare:
a. assicura, su tutto il territorio dell’Ambito, una programmazione condivisa ed una
      regolamentazione omogenea della rete dei servizi sociali;
b. è responsabile dell'esercizio delle funzioni attribuite all’Ufficio di Piano;
c. è responsabile dell’attuazione dei programmi affidati all’Ufficio di Piano, nel rispetto
      delle leggi, delle direttive regionali, degli indirizzi ricevuti dal Coordinamento
      Istituzionale;
         Il Responsabile deve, inoltre, porre particolare cura affinché l'attività dell’Ufficio di
Piano sia improntata al conseguimento degli obiettivi indicati nella Convenzione per la
Gestione Associata, oltre che nel Piano di Zona.
         Al Responsabile compete l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi
concernenti il Piano di Zona, secondo quanto disposto dalla Convenzione, compresi tutti gli
atti che impegnano gli enti convenzionati verso l'esterno, la gestione finanziaria, tecnica ed
amministrativa, ivi compresi autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane,
strumentali e di controllo, con annessa responsabilità, in via esclusiva, per il conseguimento
dei risultati, nell'ambito dei programmi e degli atti d’indirizzo definiti dal Coordinamento
Istituzionale.
         Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, inoltre:
     a) attribuisce compiti ed obiettivi al personale dell’ufficio;
     b) dà esecuzione alle determinazioni del Coordinamento Istituzionale;
     c) fissa mensilmente, per la programmazione, il calendario delle attività dell’Ufficio di
          Piano;
    d) assume l’onere, nei confronti del Coordinamento Istituzionale, di redigere
        periodicamente, con cadenza semestrale, report di analisi e di rendicontazione, anche
        economica, dell’attività svolta, e di compilare annualmente una relazione tecnica
        concernente i risultati conseguiti.
    La durata dell’incarico di Responsabile dell’Ufficio decorre dalla nomina da parte del
Coordinamento Istituzionale e, salvo quanto previsto nel successivo comma 9, sino al
31/12/2007, e comunque fino al completamento delle attività previste dal Piano di Zona per le
Politiche Sociali.
    Cessato l’incarico, il Responsabile non decade automaticamente, ma continua, nella
pienezza delle funzioni, fino alla conferma dell’incarico o alla nomina del successore.
    Il Responsabile dell’Ufficio di Piano può essere, in ogni momento, sollevato
dall’incarico, con provvedimento del Coordinamento Istituzionale, per motivate e gravi
ragioni, quali l’inottemperanza alle direttive del Coordinamento stesso, grave pregiudizio alla
funzionalità ed efficienza dell’Ufficio di Piano e gravi irregolarità o illeciti nella direzione
dello stesso. Detto provvedimento deve assumersi con il voto favorevole della maggioranza
qualificata (2/3) dei Comuni associati. In tal caso, il Coordinamento Istituzionale può
individuare il nuovo Responsabile dell’Ufficio di Piano tra i Responsabili degli Uffici Servizi
Sociali dei Comuni dell’Ambito, o in alta professionalità esterna, ai sensi dell’art.110 del
D.Lgs. 267/2000.




                                            ART. 12
                             MODIFICHE E/O INTEGRAZIONI

     Eventuali modifiche e/o integrazioni del presente Regolamento sono approvate dai
componenti del Coordinamento Istituzionale.



                                            ART. 13
                                RAPPORTI CON L’ESTERNO

         L’Ufficio di Piano, con l’apporto del Segretariato Sociale Professionale di Ambito,
cura ogni possibile forma di comunicazione e partecipazione degli utenti, degli Enti e delle
Istituzioni, in ordine al funzionamento, gradimento e distribuzione dei servizi sociali sul
territorio di competenza.
         A tal fine, l’Ufficio di Piano:
             a. assicura che sia dato riscontro alle richieste, alle segnalazioni e ad eventuali
                 reclami degli utenti;
             b. favorisce la partecipazione, attraverso i propri componenti, ad incontri o
                 dibattiti promossi da associazioni o da gruppi di utenti, allo scopo di discutere
                 proposte circa la migliore gestione ed erogazione dei servizi;
             c. cura i rapporti con gli enti e le istituzioni, pubbliche e private, presenti ed
                 operanti sul territorio di competenza;
             d. predispone pubblicazioni periodiche informative e divulgative per illustrare ai
                 cittadini i contenuti del Piano Sociale di Zona e le modalità per l’accesso ai
                 servizi e la migliore fruizione di essi.
                                          ART. 14
                                    RESPONSABILITA’

       Il Responsabile dell’Ufficio di Piano e l’intero personale dello stesso ufficio sono
soggetti alla responsabilità amministrativa e contabile, prevista e disciplinata dalle vigenti
norme di legge in materia.

                                          ART. 15
                      ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO

        Il Regolamento di funzionamento dell’Ufficio di Piano entra in vigore con l’adozione,
a seguito della pubblicazione della delibera.




       Francavilla Fontana, lì ___________



                                                    Nome e Cognome                  Firma
Sindaco del Comune di Francavilla Fontana*
Sindaco del Comune di Carovigno*
Sindaco del Comune di Ceglie Messapica*
Sindaco del Comune di Oria*
Sindaco del Comune di San Michele Salentino*
Sindaco del Comune di Villa Castelli*

* o Suo Delegato
                                                        AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                 AUSL BR/1
                                                      Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                        Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                       San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                       Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                      Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




N   6   del Reg. Data   01.02.2007

Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale

           OGGETTO:     APPROVAZIONE      REGOLAMENTO      PER
           L’ACCESSO AI SERVIZI ED ALLE PRESTAZIONI DI AMBITO.



L'anno DUEMILASETTE addì UNO del mese di FEBBRAIO, alle ore 11,45 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                  Presente   Assente

                                                             PRESIDEN
             1)   FUSCO                Giuseppe          -                          X
                                                             TE
                                                             Componente
             2)   BRANDI               Carmine           -   Comune Carovigno       X
                                                             Componente
             3)   CANIGLIA             Glauco            -   Comune Oria            X
                                                             Componente
             4)   CAPPELLI             Pompea            -   Comune S. M. Sal.      X
                                                             Componente
             5)   GALASSO              Francesco         -   AUSL BR/1                         X
                                                             Componente
             6)   NIGRO                Francesco         -   Comune Villa C.lli     X
                                                             Componente
             7)   VITALE               Anna              -   Comune Ceglie M.       X


Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.


Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione e li invita a
deliberare sull’oggetto indicato
Il Presidente riferisce,

    ai sensi della Legge Regionale n. 17 del 25 agosto 2003 e del Regolamento Regionale di
    attuazione, il Coordinamento Istituzionale, quale organismo politico-istituzionale
    dell’Ambito Territoriale dei Comuni di Francavilla (capofila) Carovigno – Ceglie
    Messapica – Oria – San Michele e Villa Castelli, a norma dell’art. 5 dell’Accordo di
    Programma, per la gestione del Piano Sociale di Zona, adotta il Regolamento per l’accesso
    ai servizi ed alle prestazioni di ambito.

    Che successivamente la Legge Regionale n. 19/2006 ha apportato delle sostanziali
    modifiche alle disposizioni per l'accesso.

    Tutti i Comuni dell’Ambito territoriale devono gestire i servizi di cui sono titolari, in base
    a quanto concordato in sede di Coordinamento Istituzionale, garantendo ai cittadini
    residenti l’accesso e l’erogazione degli interventi e dei servizi sociali previsti dal Piano di
    Zona di questo Ambito, sulla base del Regolamento che si sottopone oggi all’attenzione di
    questo consesso;

    Visto il Regolamento n.4/2007 di attuazione della Legge Regionale 10.7.2006 n.19,
    pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007, che ha reso
    necessario apportare delle modifiche alla bozza di Regolamento di Ambito già predisposto

    Considerato che l’approvazione definitiva del Regolamento avviene, secondo le modalità
    e i termini stabiliti dalle vigenti disposizioni, con la presa d’atto da parte del
    Coordinamento Istituzionale dell’Ambito territoriale e con la successiva approvazione da
    parte del Consiglio Comunale del Comune Capofila.

                     IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE

Visto il Regolamento Regionale 18.01.2007 n.4 di attuazione della Legge Regionale
10.7.2006 n.19, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007;

Ritenuta la necessità di procedere all’approvazione del Regolamento per l’accesso ai servizi
ed alle prestazioni di Ambito, contenente le modifiche resesi necessarie a seguito
dell’approvazione del citato Regolamento Regionale n.4 del 18.1.2007;

Esaminato il nuovo Regolamento unico per l’accesso ai servizi ed alle prestazioni
dell’Ambito territoriale n. 3,

a voti favorevoli unanimi,
                                      DELIBERA

Di approvare il nuovo Regolamento unico per l’accesso ai servizi ed alle prestazioni di
Ambito territoriale n. 3, allegato alla presente delibera, che ne costituisce parte integrale e
sostanziale.

Di trasmettere la presente deliberazione a tutti i Comuni dell’Ambito Territoriale n. 3, nonché
al Comune Capofila di Francavilla Fontana per l'adozione da parte del Consiglio Comunale.
                                                        AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                AUSL BR/1
                                                      Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                        Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                       San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                       Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                     Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                        REGOLAMENTO
     per L’ACCESSO ai SERVIZI ed alle PRESTAZIONI di AMBITO




                                Capo I – Principi generali

Art. 1 – Principi

          Il presente Regolamento disciplina l’accesso e l’erogazione degli interventi e dei
  servizi sociali previsti dal Piano di Zona dell’Ambito di Francavilla Fontana, tenuto conto
  delle norme costituzionali, della Legge 8 novembre 2000 n. 328 e della vigente normativa
  regionale per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
        Il sistema socio-assistenziale dell’Ambito–Zona di Francavilla Fontana si uniforma ai
principi del rispetto della dignità e della libertà della persona e del dovere di solidarietà
sociale, garantendo:
    a. l’eguaglianza di opportunità tra uomo e donna nella valorizzazione della differenza di
        genere in tutte le espressioni della società;
    b. il sostegno all’istituzione familiare, come definita dalla carta costituzionale,
        valorizzando le relazioni intra-familiari nonché il supporto alla persona nel proprio
        ambiente familiare e sociale;
    c. la libertà di scelta fra le prestazioni analoghe (aventi le stesse finalità) erogabili;
    d. l’accesso e la fruibilità delle prestazioni in tempi che siano compatibili con i bisogni;
    e. l’individuazione del cittadino come protagonista e soggetto attivo nell’ambito delle
        sue reti di relazione, nel quadro dei principi di solidarietà, di partecipazione, di auto-
        organizzazione.
    f. l’uguaglianza di opportunità a condizioni sociali e stati di bisogno differenti;
    g. il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e di lavoro, considerando il
        ricorso ad interventi istituzionalizzati come misure di emergenza e di eccezionalità;
    h. la valorizzazione e il rispetto tra le diverse culture.
Art. 2 – Finalità ed obiettivi

               Gli interventi e i servizi debbono essere ordinati al perseguimento delle seguenti
      finalità:
        a. prevenire e rimuovere le cause di ordine economico e sociale che possono ingenerare
             situazione di bisogno e di emarginazione;
        b. rendere effettivo il diritto di tutti i cittadini ad usufruire dei servizi, delle prestazioni
             sociali e delle strutture;
        c. favorire e sostenere l’inserimento sociale, scolastico, lavorativo dei soggetti disabili,
             emarginati o a rischio di emarginazione;
        d. favorire l’autonomia e l’autosufficienza delle persone, anche attraverso il
             coordinamento e l’integrazione dei servizi socio-assistenziali con quelli sanitari e del
             sistema scolastico e formativo, in collaborazione anche con i soggetti privati e le
             organizzazioni di solidarietà territoriali;
        e. promuovere le reti di solidarietà sociale nel territorio;
        f. agire a sostegno della famiglia e dell’individuo perseguendo l’obiettivo della
             permanenza nel proprio ambiente familiare e sociale.

Art. 3 – Riferimenti normativi

        Le disposizioni contenute nel presente regolamento sono correlate alla normativa
specifica vigente in materia. In particolare, il quadro normativo di riferimento è rappresentato
da:
         Art. 117 della Costituzione nella parte in cui attribuisce la potestà regolamentare ai
            Comuni in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
            funzioni loro attribuite;
         Legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche e integrazioni. In particolare:
            art.1224;
         Legge 8 novembre 2000, n. 328, in particolare artt. 2,6,18 lett. g e 2525;
         Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal decreto legislativo
            3 maggio 2000, n. 130;
         Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, in particolare art.12826;


24
     Legge 7 agosto 1990, n. 241
            Art. 12:“La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di
             qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione
             da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità
             cui le amministrazioni stesse devono attenersi. L'effettiva osservanza dei criteri e delle modalità di cui al comma 1
             deve risultare dai singoli provvedimenti relativi agli interventi di cui al medesimo comma 1.”
25
     Legge 8 novembre 2000, n. 328,
           Art. 2: “I soggetti in condizioni di povertà o con limitato reddito…., accedono prioritariamente ai servizi e alle
             prestazioni erogati dal sistema integrato di interventi e servizi sociali. I parametri per la valutazione delle condizioni di
             cui al comma 3 sono definiti dai comuni, sulla base dei criteri generali stabiliti dal Piano nazionale di cui all’articolo
             18”;
            Art. 6: “ai comuni spetta la definizione dei parametri di valutazione delle condizioni di cui all’articolo 2, ai fini della
             determinazione dell’accesso prioritario alle prestazioni e ai servizi”;
            Art. 18: “il Piano di Zona indica … g) i criteri generali per la disciplina del concorso al costo dei servizi sociali da parte
             degli utenti, tenuto conto dei principi stabiliti dal decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 109; h) i criteri generali per la
             determinazione dei parametri di valutazione delle condizioni di cui all’articolo 2”.
            Art. 25:“Ai fini dell’accesso ai servizi disciplinati dalla presente legge, la verifica della condizione economica del
             richiedente è effettuata secondo le disposizioni previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, come
             modificato dal decreto legislativo 3 maggio 2000, n. 130.”
           D.P.C.M. 7 maggio 1999, n. 221, come modificato dal D.P.C.M: 4 aprile 2001, n.
            242;
        Legge Regionale n. 19/2006.
       Il regolamento, inoltre, tiene conto delle prescrizioni contenute nel Piano regionale
delle Politiche Sociali della Regione Puglia, approvato con Del. G.R. n. 1104 del 4 agosto
2004.

Art. 4 – Concetto di prestazione sociale agevolata

        Per prestazioni e servizi sociali si intendono i trasferimenti in denaro, i servizi e le
attività di carattere sociale, erogati anche nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza a
carattere sociosanitario, che sono corrisposti alle persone da parte delle Amministrazioni
pubbliche, con le diverse forme di gestione e modalità organizzative consentite, in risposta a
specifiche situazioni di bisogno sociale e di cura, senza un corrispettivo equivalente da parte
del beneficiario.
        In particolare, nel concetto di “prestazioni sociali agevolate” rientrano tutte quelle
prestazioni sociali che vengono erogate al richiedente sulla base della situazione economica e
non destinate alla generalità dei soggetti.


Art. 5 – Destinatari

        Hanno diritto di usufruire degli interventi e dei servizi del sistema integrato di
interventi e servizi sociali i cittadini italiani residenti nei Comuni dell’ Ambito-Zona di
Francavilla Fontana.
        Hanno, altresì, diritto di accedere ai predetti interventi e servizi i cittadini stranieri
residenti nei Comuni dell’ Ambito-Zona di Francavilla Fontana, quelli aventi titolo alla
permanenza sul territorio dello Stato ai sensi delle leggi vigenti, nonché gli apolidi, i profughi,
i richiedenti asilo politico e i rifugiati, presenti sul territorio dei Comuni dell’Ambito-Zona
aventi titolo all’assistenza secondo le leggi dello Stato, con valido permesso di soggiorno.
        Oltre a quanto previsto nei precedenti commi, se sul territorio dei Comuni dell’
Ambito-Zona di Francavilla Fontana si manifestano situazioni di bisogno urgenti e non
differibili, coinvolgenti persone anche non residenti, possono essere erogati, a favore delle
stesse, servizi o interventi straordinari. La sussistenza delle situazioni di bisogno deve essere
convalidata dal Responsabile dell’Ufficio di Piano.
        I cittadini in condizioni di povertà o con limitato reddito, o con incapacità totale o
parziale di provvedere alle proprie esigenze per inabilità d'ordine sensoriale fisico e psichico,
o dovuta a pluriminorazione, con difficoltà d'inserimento nella vita sociale attiva e nel
mercato del lavoro, i minori di anni 14, gli anziani ultra sessantacinquenni soli e/o non
autosufficienti, nonché i soggetti sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria, che
rendono necessari interventi assistenziali, accedono prioritariamente ai servizi e alle
prestazioni, di cui al presente regolamento.




26
   Il Decreto Legislativo n. 112/1998 ha definito i servizi sociali “tutte quelle attività relative alla predisposizione ed erogazione di
servizi, gratuiti ed a pagamento, o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di
difficoltà della persona”, escluse quelle assicurate dal sistema previdenziale e sanitario.
Art. 6 – Campo di applicazione

         Posta la centralità della famiglia, nonché la multidisciplinarietà dell’approccio
 assistenziale, gli interventi e servizi ai quali si applica il presente regolamento sono quelli
 previsti dal Piano Sociale di Zona, riportati nell’allegato 1:

      AREA DELLE RESPONSABILITA’
      AREA DEI DIRITTI DEI MINORI
      AREA DELL’AUTONOMIA DELLE PERSONE ANZIANE
      AREA SOSTEGNO AI CITTADINI CON DISABILITA’
      AREA INTERVENTI PER GLI IMMIGRATI
      AREA INTERVENTI PER LE DIPENDENZE
      AREA DELLE AZIONI DI SOSTEGNO E TUTELA DELLA SALUTE MENTALE
      AREA POLITICHE SOCIALI GIOVANILI
      AREA CONTRASTO ALLA POVERTA’

        In particolare, gli interventi e i servizi vengono promossi in favore di:

      MINORI – minori fino ai 18 anni per i quali sussistano condizioni di rischio di
       marginalità o abbandono, ovvero di insufficiente sostegno educativo e relazionale; gli
       interventi in favore dei minori possono protrarsi oltre il raggiungimento della
       maggiore età e non oltre il 21° anno, qualora sussistano esigenze connesse al
       completamento del ciclo di studi.
      DISABILI – persone affette da minorazioni psichiche, intellettive, fisiche e sensoriali
       che impediscono un adeguato inserimento negli ambiti di vita familiare, sociale,
       scolastico, lavorativo e di tempo libero;
      ADULTI – persone comprese fra i 18 e i 60 anni che versano in condizioni di grave
       disagio economico, sociale e relazionale o in situazione di sofferenza psichica;
      ANZIANI – persone oltre i 60 anni con diversa tipologia, intensità e gravità di
       bisogno.




           Capo II – Parametri fondamentali per la valutazione del diritto di
                                   accesso

Art. 7 – Individuazione dei parametri

         Ai fini della valutazione dei requisiti per l’accesso ai servizi e alle prestazioni
 previsti dal Piano Sociale di Zona, nonché per la determinazione della gratuità d’accesso o
 della eventuale partecipazione dell’utente al costo degli stessi, si assumono i seguenti
 parametri fondamentali:
   a. Determinazione della situazione economica del richiedente per la compartecipazione
      alla spesa per il servizio;
   b. Stato di bisogno;
   c. Minimo vitale e minimo alimentare;
   d. Distribuzione territoriale dei servizi e interventi.


Art. 8 – Criteri per l’individuazione del nucleo familiare

       Per disciplinare l’accesso ai servizi e agli interventi sociali di cui alla legge regionale
10 luglio 2006, n. 19, il nucleo familiare è composto dal richiedente medesimo, dai
componenti la famiglia anagrafica, ai sensi dell’art. 4 del Decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 e del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7
maggio 1999, n. 221, e dai soggetti considerati a carico del richiedente ai fini IRPEF, anche se
non conviventi.
       In particolare, le modalità di valutazione dei principali casi possibili, ai fini della
determinazione del nucleo familiare, sono i seguenti:
       a)      ciascun soggetto può appartenere ad un solo nucleo familiare;
       b)      i coniugi, con la stessa residenza, ma a carico ai fini IRPEF di altre persone,
           fanno parte dello stesso nucleo familiare (ossia costituiscono nucleo a sé stante);
       c)      il figlio minore di anni 18, fiscalmente a carico di altre persone, fa parte del
           nucleo familiare del genitore con il quale convive;
       d)      i minori non conviventi con i genitori ed in affido presso i terzi, fanno parte del
           nucleo familiare dell’affidatario;
       e)      i minori in affido e collocati presso comunità fanno nucleo a sé stante;
       f)      i coniugi non legalmente separati, ma che non hanno la stessa residenza, fanno
           parte dello stesso nucleo, salvo i seguenti casi particolari:
           - quando uno dei coniugi è escluso dalla potestà sui figli;
           - nel caso di abbandono del coniuge, accertato dal Giudice o dalla Pubblica
               Autorità competente in materia di Servizi Sociali;
           - quando è stato richiesto scioglimento o cessazione del matrimonio in base all’art.
               3 della l. n. 898/1970;
       g)      i soggetti componenti nuclei di persone legate da vincoli solidaristici, quali
           vincoli affettivi diversi da matrimonio, parentela, adozione e tutela, ed avendo
           assunto volontariamente una coabitazione abituale e continuativa e dimora nello
           stesso Comune da non meno di due anni, come risultante dalle corrispondenti
           iscrizioni anagrafiche, appartengono ad un unico nucleo familiare;
       h)      il soggetto che risulta fiscalmente a carico di più persone, si considera
           appartenente:
           - al nucleo della famiglia anagrafica con cui vive;
           - al nucleo del soggetto che, in base all’art. 433 del Codice Civile, è tenuto in
               modo prioritario agli alimenti, se non vive con alcuna delle persone alle quali
               risulta a carico;
           - al nucleo che versa gli alimenti in misura superiore, nel caso di più coobbligati
               dello stesso grado;
       i)      il soggetto che si trova in convivenza anagrafica (persone che convivono
           abitualmente per motivi di lavoro, studio, assistenza, cura ecc..) è considerato
           nucleo familiare a sé stante, salvo che non debba essere considerato nel nucleo del
           coniuge o della persona della quale è fiscalmente a carico. Se nella medesima
           convivenza fanno parte genitore e figlio minore, questo ultimo andrà a far parte del
           nucleo del genitore.
        Il richiedente la prestazione presenta un’unica dichiarazione sostitutiva con validità
annuale. E’ lasciata allo stesso la facoltà di presentare, prima della scadenza, una nuova
dichiarazione, qualora intenda far rilevare mutamenti delle condizioni familiari ed
economiche ai fini del calcolo ISEE.


Art. 9 – Determinazione dell’indicatore situazione economica del richiedente per la
compartecipazione alla spesa del servizio

        Ai fini della valutazione della situazione economica del richiedente l’intervento o il
servizio, fanno parte del nucleo familiare i soggetti come definiti al precedente art. 8
        La valutazione della situazione economica del richiedente la prestazione sociale
agevolata è determinata con riferimento al nucleo familiare, al reddito, al patrimonio e a tutti
gli altri redditi non soggetti ad IRPEF a qualunque titolo e da qualunque Ente erogati,
riparametrati secondo la scala di equivalenza di cui al presente articolo.
L’indicatore della situazione economica (ISE) e della situazione economica equivalente
(I.S.E.E.) si determina, applicando la scala di equivalenza e i valori correttivi di cui l
Regolamento regionale attuativo della L.R. 19/2006, di seguito riportato:

                 Componenti nucleo familiare                 Valore di S
                             1                                  1,00
                             2                                  1,57
                             3                                  2,04
                             4                                  2,51
                             5                                  2,98

VALORI CORRETTIVI DEL PARAMENTRO:
• Maggiorazione di 0,50 per ogni ulteriore componente del nucleo familiare;
• Maggiorazione di 0,20 in caso di presenza nel nucleo di un solo genitore e figli minori;
• Maggiorazione di 0,60 per ogni componente con handicap psicofisico permanente di cui
all’art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992 o d’invalidità superiore al 66%;
• Maggiorazione di 0,20 per i nuclei familiari con figli minori in cui entrambi i genitori
svolgono attività di lavoro o d’impresa. La maggiorazione spetta quando i genitori risultino
titolari di reddito per almeno 6 mesi nel periodo afferente la dichiarazione sostitutiva, nonché
al nucleo composto da un genitore ed un figlio minore, purché il genitore dichiari un reddito
di lavoro dipendente o d’impresa per almeno 6 mesi.

        La valutazione della situazione economica dei richiedenti le prestazioni sociali oggetto
del presente regolamento è determinata considerando il nucleo familiare di appartenenza,
quale risulta alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica, individuato come
già precisato all’art. 8.
        I Comuni dell’Ambito definiscono forme di compartecipazione degli utenti alla spesa
per l’accesso e la fruizione dei servizi, con riferimento a tutti i servizi a domanda individuale,
così come previsti nel Piano Sociale di Zona.
        La compartecipazione da parte degli utenti deve essere determinata assumendo a
riferimento i seguenti principi:
        a) gradualità della contribuzione secondo criteri di equità e solidarietà in relazione
            alle condizioni economiche effettive;
       b)     adozione di metodologie di valutazione delle condizioni economiche imparziali e
            trasparenti;
        c) definizione di procedure semplici per la richiesta delle agevolazioni da parte dei
            cittadini che si avvalgono dell'autocertificazione e realizzazione di azioni di
            supporto e di informazione da parte dell'Amministrazione Comunale;
        d) condivisione della responsabilità per gli oneri del progetto di cura estesa a tutti i
            soggetti tenuti agli alimenti , di cui all’art. 433 C.C., anche se non conviventi.
        Per la definizione delle condizioni di cui al comma 1 lett. b), i Comuni si attengono
alle disposizioni del D.lgs. n. 109/1998 come modificato dal D.lgs. n. 130/2000 ed ai
contenuti del Piano di Zona, secondo le modalità di seguito specificate ed applicando gli
eventuali fattori correttivi.
        La valutazione della situazione economica del richiedente è determinata con
riferimento al nucleo familiare, come definito al precedente art. 8, combinando i redditi ed i
patrimoni di tutti i componenti, calcolati nel rispetto della Tabella 2 allegata al D.Lgs. 31
marzo 1998 n. 109, così come modificata dall’art.9 del D. Lgs. 130/2000, nonché tutti gli altri
redditi non soggetti ad IRPEF a qualunque titolo e da qualunque Ente erogati, riparametrati
secondo la scala di equivalenza di cui al presente articolo.
        Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate, nell’ambito di percorsi assistenziali
integrati di natura socio-sanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo
diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave di cui all’art.3,
comma 3, della legge 104/92, accertato ai sensi dell’art. 4 della stessa legge, nonché ai
soggetti ultrasessantacinquenni in condizione di accertata non autosufficienza fisica o
psichica, la situazione economica è determinata con riferimento al reddito individuale, e non
in base all’ISEE riferita al nucleo familiare.
        Con riferimento al calcolo dell’indicatore della situazione economica, i Comuni
concorrono alla spesa della retta per il ricovero in strutture residenziali, ovvero per la
frequenza di strutture a ciclo diurno, considerando anche i redditi non soggetti ad IRPEF a
qualunque titolo e da qualunque Ente erogati, riparametrati secondo la scala di equivalenza di
cui al presente articolo.
        Per la determinazione della compartecipazione al costo delle prestazioni sociali si
rimanda alle singole schede allegate.
        I Comuni dell’Ambito possono introdurre forme di esenzione dal pagamento della
compartecipazione al costo del servizio per specifiche tipologie di servizi in relazione alla
presenza di specifiche condizioni di bisogno e di specifiche patologie.


Art. 10 – Stato di bisogno

      Lo stato di bisogno è determinato dalla sussistenza di almeno uno dei seguenti
elementi:
       situazione economica familiare inferiore al minimo vitale o alimentare, in
          mancanza di altre persone tenute a provvedere ad integrare tale situazione;
       incapacità totale o parziale di un soggetto solo a provvedere autonomamente a sé
          stesso o il cui nucleo familiare non sia in grado di assicurare l’assistenza
          necessaria, accertata in esito ad opportuna indagine sociale e/o sanitaria;
       esistenza di circostanze, anche fuori dei casi sopra annoverati, a causa delle quali
          persone singole o nuclei familiari siano esposti a rischio di emarginazione,
          accertata in esito ad opportuna indagine sociale e/o sanitaria;
          sottoposizione di un soggetto a provvedimenti dell’autorità giudiziaria che
           impongano o rendano necessari interventi o prestazioni socio assistenziali.


Art. 11 – Minimo vitale e minimo alimentare

        Per minimo vitale si intende la soglia di natura economica al di sotto della quale la
persona e la sua famiglia non dispongono di risorse finanziarie per i più elementari e
fondamentali bisogni del vivere quotidiano.
        Qualora la situazione economica non sia completamente documentabile, ovvero il
richiedente già usufruisca di altri interventi pubblici, all’interno del minimo vitale si individua
il minimo alimentare inteso come quota necessaria alla sola sopravvivenza.
        Il valore economico del "minimo vitale" è individuato, per i nuclei familiari costituiti
da un solo componente, nel valore ISEE pari all’importo annuo della pensione integrata al
minimo INPS, mentre il valore economico del minimo alimentare è individuato nel valore
ISEE pari all’importo annuo della pensione sociale.
        Detti importi sono soggetti a revisione annua, in corrispondenza agli importi vigenti
ogni anno per le pensioni INPS.
        Per i nuclei familiari composti da più di un soggetto, al fine dell’individuazione del
minimo vitale e del minimo alimentare si applica la scala di equivalenza e i valori correttivi di
cui al precedente art. 9.


Art. 12 – Distribuzione territoriale dei servizi e interventi

         I servizi e gli interventi sociali previsti dal Piano Sociale di Zona sono estesi a tutti i
Comuni dell’Ambito.
         Per l’accesso dell’utenza, vengono costituite apposite graduatorie uniche di Ambito
per ogni servizio o intervento tenuto conto dei parametri fondamentali individuati nel presente
articolo.
         La graduatoria scaturisce dagli elementi conoscitivi che ogni utente-richiedente dovrà
indicare nella domanda di accesso al servizio.
         Al fine di perseguire l’obiettivo di una omogenea distribuzione dei servizi e interventi
sociali, atta a garantire modalità eque di accesso da parte dell’utenza, si assumono i seguenti
criteri:
         a) Accesso dell’utenza in misura proporzionale all’ampiezza demografica di ogni
             Comune, per il 60% della capienza di ogni servizio o intervento sulla base della
             graduatoria unica dei richiedenti dell’Ambito e più precisamente:
              Francavilla Fontana _______%
              Carovigno ______%
              Ceglie Messapica ________%
              Oria        _________%
              San Michele Salentino _________%
              Villa Castelli _________%
         b) Il rimanente 40% di capienza di ogni servizio o intervento è destinato all’utenza
             secondo la graduatoria, a prescindere dal Comune di residenza.
               Capo III – Procedimento di accesso ai servizi

Art. 13 – Modalità di accesso

        L’avvio del procedimento finalizzato all’accesso agli interventi e ai servizi di cui al
presente regolamento può avvenire:
              su richiesta diretta dell’interessato;
              su richiesta di familiari o parenti;
              su segnalazione di altri servizi assistenziali e/o sanitari;
              su segnalazione di altre istituzioni, di soggetti privati, di associazioni di
                volontariato;
              su proposta diretta del servizio sociale professionale;
              su provvedimento dell’autorità giudiziaria.
        La richiesta di accesso deve essere formulata su appositi modelli predisposti dal
Servizio Sociale Professionale di Ambito e disponibili presso i front-office di Segretariato
Sociale di ogni Comune.
        Ogni richiesta deve essere corredata dalla documentazione sociale, sanitaria,
economica ed amministrativa necessaria all’accertamento della situazione socio economica
dell’interessato.
           Laddove non sia possibile fornire una documentazione adeguata, questa potrà essere
  sostituita da autocertificazione.
        I dati autocertificati saranno sottoposti a verifica, anche a campione, secondo le
modalità previste dall’art. 71 del d.p.r. n. 445 del 28.12.2000, secondo le indicazioni del
Coordinamento Istituzionale.
        Qualora, a seguito di accertamento, emergono elementi di incoerenza, incompletezza o
        contrasto della documentazione, se ne dà notizia all’interessato, il quale può fornire le
        necessarie giustificazioni e/o integrazioni.
        Qualora l’autocertificazione risulti mendace, si procederà con la segnalazione agli
organi competenti e il dichiarante decadrà dai benefici eventualmente conseguenti al
provvedimento emanato sulla base della autocertificazione non veritiera, ai sensi dell’art. 75
del d.p.r. n. 445 del 28.12.2000.



Art. 14 – Trattamento dei dati

        I dati personali acquisiti con la dichiarazione sostitutiva devono essere forniti per la
determinazione della situazione economica del nucleo familiare del richiedente per l’accesso
al contributo.
        Il dichiarante può rivolgersi, in ogni momento, agli enti ai quali ha presentato la
dichiarazione o l’attestazione per verificare i dati che lo riguardano e farli eventualmente
aggiornare, integrare, o rettificare.
        Il trattamento dei dati in possesso degli uffici viene effettuato nel rispetto delle
disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. n. 196 del
30.6.2003).
Art. 15 – Variazione delle condizioni economiche e familiari

        E’ obbligo del cittadino presentare, entro il periodo di validità della Dichiarazione
sostitutiva unica prodotta, una nuova Dichiarazione sostitutiva unica (D.S.U.), qualora si
siano verificati mutamenti delle condizioni familiari ed economiche ai fini del calcolo
dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del proprio nucleo familiare. In
base a tale nuova dichiarazione, viene calcolato l’indicatore della situazione economica
equivalente ed eventualmente assunto nuovo provvedimento del Responsabile dell’Ufficio di
Piano.


Art. 16 – Istruttoria

        Ogni richiesta, indirizzata all’Ambito di Zona dei Servizi Sociali di Francavilla
Fontana, tramite il Segretariato Sociale istituito presso ogni Comune, corredata da tutte le
informazioni, i dati e la documentazione prevista, viene istruita e trattata, in ordine
cronologico, dal Servizio Sociale Professionale di Ambito, compatibilmente con le risorse
disponibili.
        Il Segretariato Sociale, ove necessario, provvede ad integrare la pratica con le
informazioni fornite dagli interessati o in possesso di altri uffici, allo scopo di inquadrare nel
modo più completo la situazione di bisogno del richiedente.
        Qualora necessario, il Servizio Sociale Professionale provvede ad effettuare visite
domiciliari e redige una relazione di valutazione, corredata, ove occorre, dal progetto di
intervento e/o da una conseguente proposta.
        Nella formulazione del progetto di intervento, nonché nella definizione della misura e
del costo dello stesso, si tiene conto della presenza di una rete familiare di sostegno, in
attuazione del principio di sussidiarietà.
        Ai sensi e per gli effetti della legge n. 241 del 7.8.1990 e successive modifiche ed
integrazioni, l’interessato viene informato dal Segretariato Sociale dell’avvio del
procedimento, della persona responsabile dello stesso e dell’ufficio in cui si può prendere
visione degli atti.


Art. 17 – Adozione dei provvedimenti amministrativi

        Il Responsabile dell’Ufficio di Piano di Ambito adotta i provvedimenti amministrativi
relativi agli interventi e servizi sociali da attuare in ordine alla richiesta.
        La determinazione del Responsabile dell’Ufficio di Piano deve contenere:
        a) in caso di accoglimento, l’indicazione delle prestazioni, l’ammontare e la durata
degli interventi e l’eventuale partecipazione dell’utente al costo del servizio;
        b) in caso di non accoglimento, le motivazioni del diniego con l’indicazione del
termine e delle modalità per la presentazione di ricorso, come definite all’art. 23.
        Il provvedimento è comunicato per iscritto ai competenti front-office municipali di
Segretariato Sociale, che ne danno notizia agli interessati entro 30 giorni dalla avvenuta
presentazione della domanda.
      Capo IV – Classificazione dei servizi e degli interventi sociali
                       per tipologia di accesso
Art. 18 – Classificazioni

       Gli interventi e servizi sociali previsti dal Piano di Zona, di cui all’allegato 1° del
presente Regolamento, sono così classificati per tipologia di accesso:
       a) servizi ad accesso gratuito
       b) servizi ad accesso differenziato per fasce di reddito e/o con partecipazione al costo
           da parte degli utenti.


Art. 19 – Servizi ad accesso gratuito

       È gratuito l’accesso degli utenti ai seguenti servizi, previa valutazione del Servizio
Sociale Professionale di Ambito:
            Servizio di Educativa Domiciliare;
            Servizi di pronto intervento per situazioni di emergenza personali e familiari;
            Accesso ai centri diurni ricreativi ed educativi per minori che svolgono anche
             attività di sostegno scolastico;
            Servizio di trasporto per alunni disabili delle scuole dell’obbligo e per coloro
             che
             frequentano attività integrative extrascolastiche;
              Servizio di trasporto presso i centri diurni dei disabili psichici;
              Servizio di assistenza ed educativa familiare per disabili psichici.


Art. 20 – Servizi con accesso differenziato per fasce di reddito e/o con partecipazione al
costo da parte degli utenti

        I servizi di seguito elencati prevedono l’accesso differenziato per fasce di reddito e/o
la compartecipazione al costo degli stessi.
        I requisiti per l’accesso, le modalità di formulazione delle graduatorie, nonché
l’eventuale compartecipazione degli utenti all’onere dei servizi sono disciplinati in forma
particolareggiata per ognuno degli stessi negli allegati al presente regolamento:
             ALLEGATO A: Erogazione di contributi economici continuativi o una tantum
              commisurati al bisogno;
             ALLEGATO B: Assistenza Domiciliate Integrata ad anziani e disabili e Servizio
              di assistenza familiare per disabili psichici;
             ALLEGATO C: Facilitazioni per la fruizione dei Servizi alla prima infanzia
              pubblici e/o privati accreditati per le famiglie a basso reddito ;
             ALLEGATO D: Servizio Assistenza Domiciliare (SAD) per anziani e disabili
              comprendente la fornitura di pasti a domicilio e servizio di lavanderia;
             ALLEGATO E: Servizio di telesoccorso e teleassistenza;
             ALLEGATO F: Contributi ad anziani per l’acquisto di condizionatori;
             ALLEGATO G: Soggiorni di vacanza e cura per anziani;
             ALLEGATO H: Corsi di ginnastica dolce per anziani;
             ALLEGATO I: Servizio di mensa nei centri diurni per disabili;
            ALLEGATO L: Contributi per il sostegno all’accesso alle abitazioni in
             locazione;
            ALLEGATO M: Reperimento di alloggi di emergenza per situazioni di massima
             urgenza;
            ALLEGATO N: Servizi di trasporto sociale per disabili.

La soglia ISEE al di sotto della quale il soggetto richiedente la prestazione è esentato da ogni
forma di compartecipazione al costo del servizio, come pure la soglia ISEE al di sopra della
quale il soggetto è tenuto a corrispondere per intero il costo unitario del servizio è indicata nel
regolamento regionale attuativo della L.R. 19/2006, e nelle successive Deliberazioni della
Giunta Regionale, e variata dal Coordinamento istituzionale, con apposita Deliberazione, in
relazione a specifiche tipologie di servizi.


                               Capo V – Diritti dei cittadini
Art. 21 – Diritto all’informazione e carta dei servizi

        L’Ambito-Zona dei Servizi Sociali riconosce e garantisce a tutti i cittadini il diritto
all’informazione su prestazioni, interventi e servizi.
        La carta dei servizi, adottata ai sensi dell’art. 13 della legge n. 328 del 8.11.2000 e
dell’art. 58 della Legge Regionale n. 19 del 10.07.2006, è lo strumento informativo di base a
tutela delle situazioni giuridiche e dei diritti soggettivi riconosciuti.


Art. 22 – Accesso agli atti

        Ai sensi della legge n. 241 del 7.8.1990, l’Ambito Zona di Francavilla Fontana
garantisce a chiunque vi abbia interesse, per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, il
diritto di accesso agli atti e documenti in possesso dei servizi e degli uffici, con le modalità e i
limiti previsti dalle leggi e regolamenti vigenti in materia.


Art. 23 – Ricorsi

        Il provvedimento di rifiuto o di differimento dell’accesso ad un servizio, beneficio o
prestazione devono essere motivati e comunicati all’interessato.
        Entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione del provvedimento è
ammesso ricorso al Coordinamento Istituzionale, che si pronuncia entro i successivi trenta
giorni, dando tempestiva comunicazione all’interessato.
        Sono comunque fatti salvi i rimedi in sede giurisdizionale.
                                 Capo VI – Disposizioni finali
Art. 24 – Norme di riferimento

        Per quanto non disciplinato dal presente regolamento si applicano le disposizioni
contenute nelle normative nazionali e regionali in materia di sistema integrato di interventi e
servizi sociali.


Art. 25 – Entrata in vigore

       Il presente regolamento, approvato dal Coordinamento Istituzionale, è adottato con
delibera del Consiglio del Comune Capofila, ente strumentale dell’Associazione
Intercomunale, ed entra in vigore a seguito della pubblicazione della delibera.


Art. 26 – Clausola di salvaguardia

      Il presente regolamento si adegua automaticamente alle eventuali nuove disposizioni
normative in merito, regionali e nazionali.


Francavilla Fontana, lì ____________

Sindaco del Comune di Francavilla Fontana
Sindaco del Comune di Carovigno
Sindaco del Comune di Ceglie Messapica
Sindaco del Comune di Oria
Sindaco del Comune di San Michele Salentino
Sindaco del Comune di Villa Castelli

* o Suo Delegato
                                                               AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                        AUSL BR/1
                                                             Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                               Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                              San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                              Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                             Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992



N   5   del Reg. Data   01.02.2007


Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale
           OGGETTO:      APPROVAZIONE      MODIFICHE      AL
           REGOLAMENTO PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI E
           PRESTAZIONI SOCIALI A SOGGETTI TERZI DELL’AMBITO-
           ZONA DI FRANCAVILLA FONTANA.


L'anno DUEMILASETTE addì UNO del mese di FEBBRAIO, alle ore 11,30 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                  Presente   Assente

                                                             PRESIDEN
             1)   FUSCO                Giuseppe          -                          X
                                                             TE
                                                             Componente
             2)   BRANDI               Carmine           -   Comune Carovigno       X
                                                             Componente
             3)   CANIGLIA             Glauco            -   Comune Oria            X
                                                             Componente
             4)   CAPPELLI             Pompea            -   Comune S. M. Sal.      X
                                                             Componente
             5)   GALASSO              Francesco         -   AUSL BR/1                         X
                                                             Componente
             6)   NIGRO                Francesco         -   Comune Villa C.lli     X
                                                             Componente
             7)   VITALE               Anna              -   Comune Ceglie M.       X

Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.

Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione e li invita a
deliberare sull’oggetto indicato
Il Presidente riferisce,

    ai sensi della Legge Regionale n. 17 del 25 agosto 2003 e del Regolamento Regionale di
    attuazione , il Coordinamento Istituzionale, quale organismo politico-istituzionale
    dell’Ambito Territoriale dei Comuni di Francavilla (capofila) Carovigno – Ceglie
    Messapica – Oria – San Michele e Villa Castelli, a norma dell’art. 5 dell’Accordo di
    Programma, per la gestione del Piano Sociale di Zona, adotta il Regolamento Unico per
    l’affidamento di servizi sociali a soggetti a terzi, a supporto della gestione unitaria di un
    sistema integrato di interventi e servizi sociali.

    Che successivamente la Legge Regionale n. 19/2006 ha apportato delle sostanziali
    modifiche alle disposizioni per l'affidamento dei servizi di Ambito.

    Tutti i Comuni dell’Ambito territoriale devono gestire i servizi di cui sono titolari, in base
    a quanto concordato in sede di Coordinamento Istituzionale, applicando quanto previsto
    nel Regolamento che si pone all’attenzione per l’affidamento dei servizi e delle
    prestazioni sociali a soggetti terzi.

    L’approvazione definitiva del Regolamento avviene, secondo le modalità e i termini
    stabiliti dalle vigenti disposizioni, con la presa d’atto da parte del Coordinamento
    Istituzionale dell’ambito territoriale e della avvenuta pubblicazione della delibera di
    Consiglio Comunale da parte del Comune Capofila.

                     IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE

Visto il Regolamento Regionale 18.01.2007 n.4 di attuazione della Legge Regionale
10.7.2006 n.19, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007;

Vista la precedente Deliberazione del Coordinamento Istituzionale n.25/2006, con cui si è
proceduto all’approvazione del Regolamento per l’affidamento di servizi e prestazioni sociali
a soggetti terzi dell’Ambito;

Ritenuta la necessità di procedere all’approvazione del nuovo Regolamento per l’affidamento
di servizi e prestazioni sociali a soggetti terzi dell’Ambito, contenente le modifiche resesi
necessarie a seguito dell’approvazione del citato Regolamento Regionale n.4 del 18.1.2007;

Esaminato il nuovo Regolamento unico per l’affidamento dei servizi sociali a soggetti a terzi
per i Comuni dell’Ambito territoriale n. 3,

a voti favorevoli unanimi,

                                        DELIBERA
Di approvare il nuovo Regolamento unico per l’affidamento dei servizi sociali a soggetti a
terzi per i Comuni dell’Ambito territoriale n. 3, allegato alla presente delibera, che ne
costituisce parte integrale e sostanziale.

Di trasmettere la presente deliberazione a tutti i Comuni dell’Ambito Territoriale n. 3, nonché
al Comune Capofila di Francavilla Fontana per l'adozione da parte del Consiglio Comunale.
                                                                AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                       AUSL BR/1
                                                              Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                               Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                              San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                              Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                             Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




    Regolamento per l’affidamento di servizi e prestazioni sociali
     a soggetti terzi dell’Ambito-Zona di Francavilla Fontana

                                        ART.1
                               OGGETTO DEL REGOLAMENTO

1. I Comuni dell’Ambito-Zona di Francavilla Fontana, nell’esercizio delle loro funzioni,
   provvedono alla gestione dei servizi sociali, qualificati come servizi pubblici aventi per
   oggetto attività rivolte a:
       - prevenire e rimuovere le cause di ordine economico e sociale che possono
           ingenerare situazioni di bisogno sociale o fenomeni di emarginazione negli
           ambienti di vita, di studio, di lavoro;
       - rendere effettivo il diritto di tutti i cittadini ad usufruire delle strutture, dei servizi e
           delle prestazioni sociali, secondo modalità che assicurino possibilità di scelta a
           parità di costi;
       - agire a sostegno della famiglia e dell’individuo garantendo, anche ai cittadini in
           difficoltà, la permanenza nel proprio ambiente familiare e sociale;
       - favorire e sostenere l’inserimento sociale, scolastico e lavorativo dei soggetti
           disabili, degli emarginati o a rischio di emarginazione.
2. Salva l’ipotesi della forma di gestione dei servizi sociali in economia, si ricorre alla
   gestione dei servizi sociali mediante affidamento a soggetti terzi, con o senza finalità di
   lucro, che operino nell’ambito dei servizi alla persona e alla comunità, valorizzando, in
   particolare, il contributo e l’apporto dei soggetti del terzo settore, quando sussistono:
       - motivazioni tecniche (maggiore flessibilità organizzativa e gestionale, risorse
           progettuali più articolate);
       - motivazioni economiche (possibile realizzazione di economie di scala,
           tendenziale diminuzione del costo dei servizi);
       - motivazioni di opportunità sociale (particolare vicinanza del no-profit ai bisogni
           collettivi).
3. Nella definizione delle modalità di affidamento, l’Ambito:
       - Favorisce la pluralità di offerta dei servizi e delle prestazioni sociali nel rispetto
           dei principi di trasparenza e semplificazione amministrativa;
       - Individua forme di aggiudicazione ristrette o negoziali, tali da consentire la piena
           espressione della capacità progettuale ed organizzativa dei soggetti;
       - Favorisce forme di coprogettazione finalizzate alla definizione di interventi
           sperimentali ed innovativi per affrontare specifiche problematiche sociali;
       - Definisce adeguati processi di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini anche
           nelle modalità di gestione dei servizi, nel rispetto dei necessari requisiti tecnici e
           professionali, richiesti dalla normativa vigente.
   Il presente regolamento costituisce formale recepimento delle disposizioni contenute nella
   normativa nazionale e regionale vigente.


                                     ART.2
                    GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI IN ECONOMIA

1. Il ricorso al sistema delle spese in economia nei limiti previsti è consentito anche nelle
   seguenti ipotesi:
       - risoluzione di un precedente rapporto contrattuale, quando ciò sia ritenuto
           necessario o conveniente per assicurare la prestazione nel termine previsto dal
           contratto;
       - completamento delle prestazioni non previste dal contratto in corso, qualora non
           sia possibile imporne l’esecuzione nell’ambito dell’oggetto principale del contratto
           medesimo;
       - acquisizioni di beni o servizi nella misura strettamente necessaria, nel caso di
           contratti scaduti, nelle more di svolgimento delle ordinarie procedure di scelta del
           contraente;
       - eventi oggettivamente imprevedibili ed urgenti, al fine di scongiurare situazioni di
           pericolo a persone, animali o cose, nonché a danno dell’igiene e salute pubblica o
           del patrimonio storico, artistico e culturale.
2. In presenza dei necessari presupposti amministrativi, ovvero per prestazioni richiedibili
   alle strutture dell'ente e da queste effettuabili, l’acquisizione di beni e servizi in economia,
   previste nel presente Regolamento, sono consentite sino al limite di importo pari a
   211.000 Euro (duecentoundicimila) a netto dell’I.V.A..


                                 ART.3
          MODALITÀ DI ACQUISIZIONE DI BENI E SERVIZI IN ECONOMIA

1. Le acquisizioni in economia disciplinate dal presente Regolamento possono essere
   effettuate con i seguenti sistemi:
       - amministrazione diretta dove le acquisizioni di beni o lo svolgimento di servizi
           sono effettuate con materiali e personale proprio nonché con mezzi propri o
           appositamente noleggiati dall’Ente;
       - cottimo fiduciario dove le acquisizioni di beni o servizi avvengono mediante
           affidamento a persone o imprese.
2. La procedura del cottimo fiduciario si concretizza nella formulazione di una lettera
   indirizzata ad un numero non inferiore di 5 (cinque) Ditte diverse.
   Nell’invitare le Ditte dovrà essere rispettato il principio della alternanza delle stesse, ossia
   non si devono invitare per beni o servizi della stessa tipologia sempre le medesime Ditte.
   La lettera di invito deve contenere almeno i seguenti elementi:
       A. l’oggetto della prestazione;
       B. le caratteristiche tecniche e la qualità del bene o del servizio richiesto;
       C. le modalità di fornitura o di esecuzione del servizio;
       D. le modalità ed i tempi di pagamento;
       E. le eventuali garanzie richieste;
       F. le eventuali penalità;
       G. le specificazioni dei casi di grave inadempimento;
       H. il prezzo a base d’asta;
       I. il criterio di aggiudicazione nonché tutti quegli altri elementi che si rendono
       necessari per la
           particolarità del bene o del servizio acquisito.
   I punti b, c, d, e, f, g, potrebbero essere contenuti in allegato alla lettera, sotto forma di
   capitolato o disciplinare tecnico.
   Per la procedura di cottimo fiduciario potranno essere utilizzate anche forme innovative di
   gara quali l’espletamento delle stesse per via telematica (gare on – line).
3. Nella determinazione dell’importo a base d’asta il Responsabile del Servizio si avvale
   delle rilevazioni dei prezzi di mercato, ai fini della valutazione della congruità dei prezzi
   in sede di offerta.
4. Qualora si tratti di un bene o servizio caratterizzato da nota specialità in relazione alle
   specifiche tecniche o alle caratteristiche di mercato, ovvero quando l'importo della spesa
   non superi l'ammontare di 20.000 euro, con esclusione dell'IVA, si potrà prescindere dalla
   richiesta di una pluralità di preventivi e procedere all’affidamento diretto.


                                        ART.4
                            CONDIZIONI DELL’AFFIDAMENTO

1. L’affidamento della gestione dei servizi sociali a soggetti terzi è regolato da condizioni
   che devono garantire l’espletamento dei servizi stessi a livelli qualitativi (standard)
   corrispondenti alle esigenze dei cittadini utenti, la razionalità economica della gestione
   con i conseguenti effetti sui costi sostenuti dai Comuni dell’Ambito e dall’utenza e la
   realizzazione degli interessi pubblici generali.


                                        ART.5
                             SOGGETTI DELL’AFFIDAMENTO

1. Partecipano alla gestione dei servizi sociali tutti i soggetti pubblici, i soggetti privati senza
   finalità di lucro o soggetti del Terzo Settore e i soggetti con finalità di lucro che operano
   nell’ambito dei servizi alla persona.
2. Ai fini della organizzazione e gestione dei servizi sociali, si considerano soggetti del
   Terzo Settore, ai sensi della L.R. 19/06:
            a) gli organismi della cooperazione;
            b) le cooperative sociali;
            c) le imprese sociali;
            d) le associazioni e gli enti di promozione sociale;
           e) le fondazioni;
           f) gli enti di patronato;
           g) le organizzazioni di volontariato;
           h) altri soggetti senza scopo di lucro, individuati come tali dalla normativa statale.
3. Le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali e le associazioni di promozione
   sociale devono essere iscritte nei rispettivi albi, registri o elenchi regionali per concorrere
   alla realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali.
4. I soggetti di cui al comma 2 del presente articolo, che non presentino organizzazione di
   impresa, e, segnatamente, le associazioni, gli enti di promozione sociale, le organizzazioni
   di volontariato, gli enti di patronato, e gli altri soggetti senza scopo di lucro organizzati in
   forma associativa, svolgono esclusivamente attività di affiancamento, in ragione
   dell’appartenenza territoriale, per la realizzazione dei servizi di rete, tali da consentire
   forme documentate di rimborso delle spese sostenute, escludendo lo svolgimento di
   attività che presentino elementi di notevole complessità tecnica ed organizzativa, o,
   comunque, contratti di appalto ed ogni altro rapporto di esternalizzazione di servizi, fatta
   eccezione per azioni sperimentali ed innovative, per la cui realizzazione, a seguito di
   procedura di istruttoria pubblica, come disciplinata dal successivo art. 12, sia stata
   condivisa l’opportunità di un coinvolgimento diretto dei soggetti, di cui al precedente
   comma 2, non organizzati con modalità d’impresa. A tal fine, il Comune capofila, per il
   tramite dell’Ufficio di Piano, potrà sottoscrivere apposite convenzioni, in conformità a
   quanto prevede l’art.19, commi 3 e 4, della legge regionale ed indire istruttorie pubbliche
   per la coprogettazione di interventi innovativi e sperimentali, con le modalità indicate
   dall’art. 56 della L.R. 19/06. Per le organizzazioni di volontariato le Convenzioni devono
   essere stipulate ai sensi del combinato disposto dell’art. 19, commi 3 e 4, della L.R.
   19/2006 e dell’art. 5, commi 1,2,3 e 4 della L.R. 11/94.
5. L’affidamento della gestione dei servizi sociali a soggetti terzi deve avvenire,
   provvedendo alla scelta del contraente, attraverso procedure ad evidenza pubblica,
   previste dalla legge, ex art. 55 della L.R..19/2006, ovvero attraverso procedure trasparenti
   in grado di evidenziare l’imparzialità dell’ente affidante nella individuazione del soggetto
   erogatore.

                                       ART.6
                            PROCEDURE PER L’AFFIDAMENTO

1. Il Comune capofila di Francavilla Fontana, per il tramite dell’Ufficio di Piano, per
   procedere all’affidamento dei servizi sociali, potrà ricorrere alle seguenti modalità:

           a) Pubblico incanto o asta pubblica (procedura aperta in cui ogni soggetto terzo
              interessato può presentare un’offerta);
           b) Licitazione privata (procedura ristretta alla quale partecipano soltanto i
              soggetti terzi invitati dall’Amministrazione Pubblica che hanno presentato
              richiesta a seguito della pubblicazione del bando di gara);
           c) Procedura negoziata previa pubblicazione di un bando di gara (procedura
              ristretta alla quale partecipano soltanto i soggetti terzi invitati
              dall’Amministrazione Pubblica che hanno fatto richiesta qualora ricorrano le
              condizioni di cui all’art. 56 del D.lgs 163/2006);
           d) Procedura negoziata senza pubblicazione di un bando di gara (procedura
              ristretta alla quale partecipano soltanto i soggetti invitati dalla Pubblica
              Amministrazione nei casi di cui al successivo art. 8.
2. Nella definizione delle procedure di affidamento diverse da quelle negoziali, il Comune
   Capofila, per il tramite dell’Ufficio di Piano, applica la procedura ristretta prevista dalla
   legge regionale, con riferimento specifico al criterio dell’offerta qualitativamente ed
   economicamente più vantaggiosa.
3. Nelle procedure di affidamento delle attività e dei servizi sociali, nonché nella definizione
   dei conseguenti accordi contrattuali, si individuano clausole di salvaguardia dei livelli
   occupazionali e delle posizioni lavorative già attive, in quanto compatibili con le
   caratteristiche del nuovo contratto e del C.C.N.L. di categoria, nonché soluzioni gestionali
   coerenti con l’applicazione dell’art. 5 della Legge 381/1991.
4. In ogni caso, l’eventuale riduzione di prezzo, entro i limiti consentiti dal bando, di cui al
   successivo art. 9, non può inficiare la qualità complessiva del servizio, ne produrre una
   disapplicazione della normativa sui CC.CC.NN.LL., quanto ai compensi del personale e
   agli oneri contributivi previsti per legge, ai fini previdenziali ed assicurativi.
5. L’Ambito, in attuazione della L. R. 19/2006, al fine di consentire la piena espressione
   della capacità progettuale ed organizzativa dei soggetti terzi, individua, di volta in volta,
   la procedura più adeguata per l’affidamento della gestione dei servizi sociali, tenuto conto,
   altresì, di quanto previsto, in tal senso, dalla L.381/1991.

                                  ART.7
             RAPPORTO DI ESTERNALIZZAZIONE ED AFFIANCAMENTO

1. Nel rapporto tra il Comune capofila dell’Ambito di Francavilla Fontana e i soggetti del
   Terzo Settore, o aventi finalità di lucro, che presentino organizzazione di impresa, ed
   operino nell’ambito dei servizi alla persona, si configura un vero e proprio rapporto di
   esternalizzazione dei servizi sociali, sicché l’Ambito-Zona, al fine di promuovere il
   miglioramento della qualità degli stessi servizi e interventi, anche attraverso la definizione
   di specifici requisiti di qualità, ricorre a forme di aggiudicazione o negoziali, di cui all’art.
   6, che maggiormente consentano la piena espressione della capacità progettuale ed
   organizzativa.
2. Nel rapporto tra il Comune capofila dell’Ambito di Francavilla Fontana e i soggetti del
   Terzo Settore, i quali non presentino organizzazione di impresa, di cui all’art. 5 comma 2
   del presente regolamento, in coerenza con quanto espresso dallo stesso art. 5, comma 4,
   del presente regolamento e dalla L.266/1991, si configura esclusivamente un rapporto di
   affiancamento per la realizzazione dei servizi di rete, tale da consentire unicamente forme
   documentate di rimborso delle spese sostenute. All’Ambito- Zona, pertanto, è preclusa, in
   tal caso, ogni forma negoziale di esternalizzazione dei servizi, fatta eccezione per lo
   strumento della convenzione, come disciplinata dal successivo art. 13, in particolare
   quando si tratti di realizzare azioni innovative e sperimentali, a seguito di istruttoria
   pubblica, come previsto al richiamato art. 5 comma 4 del presente regolamento.


                                         ART.8
                                 REQUISITI DI AMMISSIBILITA’

1. Ai fini della selezione preliminare dei soggetti a cui affidare la gestione dei servizi
   sociali, secondo quanto previsto all’art. 7, comma 1 del presente regolamento, si
   terrà conto dei seguenti indicatori, professionali ed organizzativi, definiti come
   requisiti di ammissibilità per la partecipazione alla procedura pubblica:
       a. Iscrizione negli appositi albi regionali, ove previsti, in conformità con la natura
          giuridica dei soggetti;
       b. Compatibilità della natura giuridica e dello scopo sociale dei soggetti con le
          attività oggetto dell’appalto e/o dell’affidamento;
       c. Solidità economica e finanziaria, certificata dal bilancio o da idonea garanzia
          bancaria da correlarsi alla natura e alle dimensioni dei servizi da affidare in
          gestione;
       d. Esperienza documentata, di durata almeno triennale, nel servizio oggetto
          dell’appalto e/o dell’affidamento, ovvero nell’area tematica di riferimento se il
          servizio è di nuova istituzione o di carattere sperimentale;
       e. Presenza delle figure professionali richieste per l’espletamento del servizio, in
          conformità con la normativa regionale vigente;
       f. Applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e correttezza delle
          posizioni previdenziali, assistenziali e di sicurezza a favore dei propri lavoratori;
          tali requisiti devono essere documentati anche per i servizi che concorrono alla
          determinazione della esperienza almeno triennale di cui al punto precedente;
       g. Impegno a stipulare polizze assicurative per la responsabilità civile nel corso delle
          attività prestate.

2. Ai fini della selezione dei soggetti a cui affidare la gestione dei servizi, possono
   partecipare alle procedure di evidenza pubblica anche associazioni temporanee i cui
   componenti attestino singolarmente il possesso dei requisiti di cui alle lettere a., b., c.,
   e., f., g. del precedente comma 1. Solo il requisito di cui alla lett. d. può essere
   documentato dal soggetto capofila della medesima associazione temporanea.

                                  ART.9
               CRITERIO DEL PREZZO AI FINI DELLA AGGIUDICAZIONE


1. Al fine della aggiudicazione delle gare, di qualsiasi importo, è fatto divieto, in ogni caso,
   di ricorrere al criterio del massimo ribasso, restando esclusivamente applicabile, come
   metodo di riferimento, il criterio dell’offerta qualitativamente ed economicamente più
   vantaggiosa (D.Lgs. n.163/2006, art.83) sulla base della qualità e del prezzo.
2. Ai sensi dell’art.55, della L.R. n.19/2006, nella procedura di valutazione delle proposte, al
   criterio del prezzo dovrà essere assegnato un punteggio massimo pari al 40 % del
   punteggio complessivo. Ai fini del calcolo del punteggio da attribuire al prezzo per
   ciascuna proposta presentata, l’Ambito Territoriale, adotta la seguente formula di calcolo:

         valore dell’offerta minima presentata x 0,40. (o altro valore inferiore a 40)
               valore dell’offerta considerata


                                      ART.10
                       DETERMINAZIONE DELLA BASE D’ASTA

1. Al fine della determinazione del valore della prestazione da mettere a gara, per la
   determinazione del prezzo a base d’asta, il Responsabile del procedimento deve tener
   conto dell’incidenza del costo delle risorse professionali da impiegare, calcolato sui
   parametri della contrattazione nazionale collettiva di settore, del costo dei beni da
   impiegare per lo svolgimento del servizio e di tutti gli elementi più significativi che vanno
   a determinare il prezzo del servizio, nonché l’originalità del servizio stesso, e comunque
   tale prezzo dovrà risultare non inferiore ai costi complessivi fissi per le retribuzioni
   contrattuali e gli oneri previdenziali.
2. Il Responsabile del procedimento, al fine di determinare il costo minimo delle prestazioni
   da affidare, per il calcolo dei costi del personale, dovrà fare riferimento esclusivo ai
   Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di categoria, e verificare il rispetto delle norme di
   previdenza e assistenza, nonché delle disposizioni di cui alla Legge n.327 del 07.11.2000,
   sulla valutazione dei costi del lavoro e della sicurezza nelle gare d’appalto.

                                     ART.11
                        CRITERI DI VALUTAZIONE DELL’OFFERTA

1. Per i soggetti in possesso dei requisiti di ammissibilità di cui all’art.8 del presente
   Regolamento, si procederà, nella valutazione dell’offerta per l’aggiudicazione dei servizi,
   utilizzando i criteri ed i punteggi, ove indicati, da prevedere nel bando di gara:



A. QUALITA’ ORGANIZZATIVA DELL’IMPRESA:                             Max Punti XX

1. Presenza di sedi operative nell’ambito territoriale di svolgimento del      Punti xx
   servizio
2. Dotazione strumentale                                                       Punti xx
3. Capacità di contenimento del turn over degli operatori                      Punti xx
4. Strumenti di qualificazione organizzativa del lavoro                        Punti xx
5. Capacità di attivazione delle risorse comunitarie territoriali              Punti xx
6. Capacità di collaborazione con la rete dei servizi territoriali             Punti xx
7. Qualificazione ed esperienza professionale delle figure professionali
   operative all’interno dell’impresa, aggiuntive rispetto a quelle previste
   per l’espletamento del servizio                                             Punti xx
8. Accreditamento dell’Impresa                                                 Punti xx


B. QUALITA’ DEL SERVIZIO:                                           Max Punti XX

1. Capacità progettuale                                                        Punti xx
2. Esperienze e attività documentate sul territorio sul quale si intende       Punti xx
   svolgere l’attività
3. Professionalità degli operatori impegnati nel servizio                      Punti xx
4. Capacità di lettura dei bisogni sociali del territorio                      Punti xx
5. Innovatività rispetto alla accessibilità dell’offerta e alle metodologie    Punti xx
   di coinvolgimento degli utenti
6. Modalità e strumenti di monitoraggio e valutazione delle attività e del     Punti xx
   grado di soddisfacimento dell’utenza
7. Certificazione di qualità secondo le regole UNI ISO per le attività
   oggetto del servizio
                                                                               Punti xx
C. QUALITA’ ECONOMICA:                                              Max Punti XX

1. Fatturato complessivo dell’ultimo triennio per servizi analoghi        Punti xx
2. Compartecipazione da parte del soggetto erogatore in termini di costi Punti xx
   di realizzazione ed apporto di mezzi, strumenti e strutture utili alla
   realizzazione delle attività
3. Redazione annuale del bilancio sociale quale strumento di Punti xx
   documentazione e comunicazione dei servizi erogati


D. PREZZO :                                                        Max punti 40

Determinato come definito all’art. 10 del presente regolamento.

Il totale dei punti disponibili per la valutazione della qualità della proposta è pari a 100 – 40,
dove 40 è il punteggio massimo assegnato alla valutazione del prezzo.

2. L’Ambito, ai sensi dell’Art. 52, comma 2 della L.R. 19/06, individua nel possesso della
   certificazione di qualità da parte del soggetto proponente, ovvero di uno dei soggetti
   dell’associazione temporanea proponente, un criterio preferenziale nella valutazione della
   proposta progettuale, con riferimento alla qualità del servizio e alla qualità del proponente.


                                  ART.12
                 ISTRUTTORIA PUBBLICA PER LA COPROGETTAZIONE

1. L’Ambito, al fine di qualificare il sistema integrato di interventi e servizi sociali del
   proprio territorio, adeguandolo alla emersione di nuove domande e diversi bisogni sociali,
   può, ai sensi dell’art. 56 della legge regionale, indire istruttorie pubbliche per la
   coprogettazione di interventi finalizzati alla realizzazione di attività innovative e
   sperimentali nell’area dei servizi alla persona e alla comunità. Per attività innovative e
   sperimentali si intendono servizi ed interventi diversi da quelli specificatamente previsti
   dalla legge regionale e dal presente regolamento, per i quali risulta oggettivamente
   complesso definire preliminarmente l’impostazione tecnico-organizzativa e le esigenze
   finanziarie (Dialogo competitivo. Rif. articolo n. 58 del Nuovo Codice degli Appalti,
   DLgs. n. 163/2006).
2. Possono partecipare alle istruttorie pubbliche i soggetti di cui all’art. 19, comma 3, della
   legge regionale che siano in possesso dei seguenti requisiti:
       a) iscrizione negli appositi albi regionali e/nazionali, ove previsti, in conformità con
           la natura giuridica dei soggetti;
       b) compatibilità della natura giuridica e dello scopo sociale dei soggetti con
           l’iniziativa da realizzare;
       c) presenza di sedi operative nel territorio oggetto dell’intervento, attive da almeno
           un anno al momento dell’avvio dell’iniziativa;
       d) esperienza documentata, di durata almeno triennale, nel settore oggetto
           dell’iniziativa ovvero in settori affini ad esso;
       e) presenza di figure professionali adeguate all’iniziativa da realizzare, operative
           all’interno dell’impresa;
        f) applicazione dei contratti collettivi nazionali e correttezza delle posizioni
            previdenziali di tutti gli operatori;
        g) impegno a stipulare polizze assicurative per la responsabilità civile verso terzi nel
            corso delle attività prestate.
3. Le istruttorie pubbliche si svolgono nelle forme e nei modi del pubblico confronto,
   regolato, per quanto non specificatamente previsto dalla legge regionale e dal presente
   regolamento, dalle previsioni degli Statuti Comunali. In ogni caso vanno garantiti i
   principi di trasparenza, parità di trattamento, non discriminazione, efficacia,
   proporzionalità e pubblicità delle iniziative.
4. L’Ambito, valutata l’opportunità di indire una istruttoria pubblica, ne dà formale
   comunicazione mediante avviso pubblico, invitando contestualmente i soggetti interessati
   all’iniziativa. Nell’esperimento dell’istruttoria pubblica dovranno essere definite le
   seguenti fasi:
        a) presentazione degli aspetti tecnici già noti legati alla specifica problematica
            oggetto dell’iniziativa;
        b) definizione delle modalità e dei tempi di lavoro;
        c) presentazione delle proposte e dei contributi progettuali da parte dei soggetti
            partecipanti;
        d) elaborazione, presentazione ed approvazione di un progetto d’intervento.
   L’istruttoria pubblica si conclude con la definizione di uno o più progetti innovativi e/o
   sperimentali, per i quali l’Ambito definisce forme e modalità di collaborazione con i
   soggetti che hanno dichiarato la loro disponibilità, attraverso la stipula di una
   convenzione.


                             ART. 13
CONVENZIONI PER IL CONCORSO ALLA ATTUAZIONE DELLA RETE DEI SERVIZI

1. L’Ambito, al fine di promuovere il concorso delle organizzazioni di volontariato, delle
   cooperative sociali, delle associazioni di promozione sociale, degli enti di patronato e
   delle fondazioni alla realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi
   sociali, definisce i servizi, le prestazioni e gli interventi da attuare mediante la stipula delle
   convenzioni di cui all’art. 19, commi 3 e 4, della legge regionale e ne dà informazione a
   mezzo di pubblico avviso con l’indicazione del termine di presentazione delle
   candidature.
2. I servizi, le prestazioni e gli interventi oggetto delle convenzioni di cui al comma
   precedente si configurano come attività che non presentano elementi di notevole
   complessità tecnica ed organizzativa, ovvero attività di tipo innovativo e sperimentale, per
   le quali si è resa necessaria una istruttoria pubblica per la coprogettazione. Si esclude
   pertanto la convenzione quale forma contrattuale da instaurarsi tra Comune e soggetto
   privato a seguito di gara d’appalto.
3. L’Ambito, per il tramite dell’Ufficio di Piano, nell’individuazione dei soggetti con cui
   stipulare le convenzioni verifica la sussistenza dei seguenti requisiti:
        a) iscrizione negli appositi albi regionali, ove previsti, in conformità con la natura
            giuridica dei soggetti;
        b) compatibilità della natura giuridica e dello scopo sociale dei soggetti con le
            attività da realizzare;
        c) attività svolta sul territorio di riferimento, di durata almeno annuale, nel settore
            oggetto dell’attività ovvero in settori affini ad esso;
       d) esperienza documentata, di durata almeno triennale, con riferimento alla tipologia
           di attività da realizzare.
4. Nelle convenzioni dovranno essere specificati i contenuti delle prestazioni da garantire per
   concorrere alla realizzazione della rete dei servizi, le modalità di svolgimento di dette
   prestazioni, i termini di riconoscimento delle spese sostenute e le modalità di
   rendicontazione delle stesse in conformità a quanto previsto dalla normativa regionale e
   nazionale vigente, le modalità di verifica congiunta sulle attività realizzate, le forme di
   partecipazione da garantire ai cittadini e alle organizzazioni di tutela degli utenti.

                                        ART. 14
                                CONCESSIONE DI SERVIZIO

1. Al fine di promuovere il miglioramento della qualità dei servizi e valorizzare il contributo
   dei soggetti del terzo settore alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
   sociali i Comuni dell’Ambito possono affidarne la gestione tramite la concessione di
   servizi, nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione,
   parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.
2. La concessione di servizi è una modalità contrattuale che presenta le stesse caratteristiche
   di un appalto pubblico di servizi, ad eccezione del fatto che il corrispettivo della fornitura
   di servizi consiste nel diritto di gestire i servizi, eventualmente accompagnato da un
   prezzo adeguato e/o dalla concessione in uso di strutture e attrezzature idonee alle
   gestione del servizio.
3. La determinazione di un prezzo che eventualmente accompagni la concessione del
   servizio è affidata ai Comuni dell’Ambito, che lo definiscono in relazione alle
   caratteristiche tecniche ed organizzative del servizio, nel rispetto delle indicazioni della
   legge regionale e del presente regolamento. Tale previsione si applica limitatamente alla
   ipotesi in cui con la concessione si imponga contestualmente al soggetto concessionario
   una determinata tariffa, comunque denominata, da praticare nei confronti degli utenti,
   ovvero qualora sia necessario assicurare al soggetto concessionario il perseguimento
   dell’equilibrio economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione. La
   determinazione della eventuale compartecipazione al costo da parte degli utenti e delle
   modalità di accesso al servizio è in ogni caso di competenza dei Comuni dell’Ambito, nel
   rispetto della normativa regionale vigente.
4. Possono gestire servizi con la modalità della concessione prevista dal presente articolo i
   soggetti di cui all’art. 19, comma 3, della legge regionale, ad eccezione dei soggetti che
   non presentino organizzazione d’impresa, come indicati all’art. 5 comma 2, del presente
   regolamento, che siano in possesso dei seguenti requisiti:
        a) iscrizione negli appositi albi regionali, ove previsti, in conformità con la natura
            giuridica dei soggetti;
        b) compatibilità della natura giuridica e dello scopo sociale dei soggetti con le
            attività oggetto della concessione;
        c) solidità economica e finanziaria, certificata dal bilancio o da idonea garanzia
            bancaria da correlarsi alla natura ed alle dimensioni del servizi da affidare in
            concessione;
        d) esperienza documentata, di durata almeno triennale, nel settore oggetto della
            concessione;
        e) presenza delle figure professionali, operative all’interno dell’impresa, previste per
            l’espletamento del servizio, in conformità con le indicazioni del presente
            regolamento;
        f) applicazione dei contratti collettivi nazionali e correttezza delle posizioni
            previdenziali nei confronti di tutti gli operatori; tali requisiti devono essere,
            documentate anche per i servizi che concorrono alla determinazione della
            esperienza almeno triennale di cui al punto precedente;
        g) impegno a stipulare polizze assicurative per la responsabilità civile nel corso delle
            attività prestate.
5. Per la individuazione del soggetto concessionario, il Comune capofila dell’Ambito
   utilizza una procedura ristretta, invitando alla partecipazione almeno cinque soggetti
   concorrenti, tra quelli indicati al comma 4 del presente articolo, se sussistono in tale
   numero soggetti qualificati in relazione all’oggetto della concessione. Nella
   determinazione dei criteri selettivi delle offerte relative alla gestione del servizio i Comuni
   utilizzano le indicazioni di cui all’art. 12, comma 2 del presente regolamento, fatta
   eccezione che per il prezzo.

                           ARTICOLO 15
     ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE E DEI SOGGETTI EROGATORI DI
                    SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI

1. Al fine di sviluppare la qualità del sistema integrato di interventi e servizi sociali,
    l’Ambito Territoriale può acquistare interventi, prestazioni e servizi sociali, ovvero
    rilasciare agli utenti titoli per l’acquisto di servizi, a condizione che i soggetti erogatori
    risultano accreditati, con le modalità previste dalla legge regionale e dal regolamento
    regionale.
2. Oggetto del provvedimento di accreditamento sono le strutture, i servizi e/o i soggetti che
    erogano interventi e servizi sociali nelle forme e con le modalità definite dalla legge
    regionale e dal regolamento regionale. In particolare possono essere accreditati:
            a) strutture e servizi pubblici;
            b) enti e organismi a carattere non lucrativo;
            c) strutture private e professionisti che ne facciano richiesta.
Il rilascio del provvedimento è subordinato alla sussistenza delle condizioni di cui al
successivo articolo 16 ed ai requisiti strutturali, organizzativi, funzionali e di qualità previsti
nel regolamento regionale.
3. L’accreditamento è condizione essenziale, quando risulti a regime nell’Ambito
    Territoriale di riferimento, perché i soggetti di cui al comma 2 del presente articolo
    possano:
    - erogare prestazioni il cui costo si pone a carico del servizio pubblico;
    - partecipare all’istruttoria pubblica;
    - entrare nell’elenco di Ambito territoriale dei soggetti per i quali l’Ambito possa
        erogare, su richiesta degli utenti, titoli per l’acquisto.
L’accreditamento può costituire elemento di valutazione ovvero criterio di priorità nelle
procedure pubbliche di affidamento dei servizi a soggetti terzi.

                                 ARTICOLO 16
                  REQUISITI E MODALITÀ PER L’ACCREDITAMENTO

1. L’accreditamento, ai sensi dell’articolo 54 della legge regionale, è rilasciato ai soggetti di
cui all’art. 15, comma 2 del presente regolamento, dall’Ambito subordinatamente alla
sussistenza delle seguenti condizioni:
a) possesso dell’autorizzazione all’esercizio e iscrizione nel relativo registro regionale, ove
previsto dall’articolo 53 della legge regionale;
b) esperienza almeno annuale del soggetto gestore, maturata nell’ultimo quinquennio
precedente alla data di richiesta dell’accreditamento, nel settore socioassistenziale cui
afferiscono le strutture e i servizi per i quali si richiede l’accreditamento; tale criterio non si
applica per le strutture e i servizi introdotti per la prima volta dalla legge regionale n. 19/2006,
ovvero nel caso in cui gli stessi servizi risultavano assenti nell’Ambito;
c) coerenza rispetto alle scelte e agli indirizzi di programmazione sociale regionale e attuativa
locale;
d) rispondenza a requisiti ulteriori di qualificazione da determinarsi in conformità a quanto
previsto dal successivo comma 4 del presente articolo;
e) verifica positiva dell’attività svolta e dei risultati ottenuti, tenendo conto dei flussi di
accesso ai servizi.
2. I requisiti tecnici aggiuntivi di qualificazione, rispetto a quelli previsti per l’autorizzazione
all’esercizio, attengono a condizioni organizzative, procedure, processi e risorse tali da
garantire il miglioramento continuo della qualità del servizio e sono, in ogni caso, vincolati ai
seguenti requisiti soggettivi e organizzativi:
a) programmazione delle attività che preveda la realizzazione di periodiche iniziative di
aggiornamento e formazione per gli operatori;
b) adozione della carta dei servizi, con l’indicazione delle procedure che rendano effettiva
l’esigibilità delle prestazioni offerte;
c) presenza operativa all’interno dell’impresa delle figure professionali minime richieste per
la organizzazione dei servizi, in possesso dei titoli di studio, delle idoneità e delle esperienze
professionali minime previste dalle normative nazionali e regionali vigenti;
d) posizione regolare con gli obblighi relativi ai pagamenti dei contributi previdenziali e
assistenziali a favore dei propri lavoratori, siano essi soci, dipendenti e collaboratori, e
rispetto dei contratti collettivi;
e) posizione regolare con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei diversamente abili
ex legge n. 68/1999, ovvero non assoggettamento a tale obbligo;
f) turnover ridotto dei dipendenti: il turnover dei lavoratori con contratto a tempo
indeterminato (sia in qualità di soci che in qualità di dipendenti) non deve superare il 20%, per
ciascun anno dell’ultimo triennio da attestare;
g) definizione precisa nei tempi, nelle modalità e nelle attività di funzioni organizzative e
procedure finalizzate al miglioramento continuo della qualità del servizio, comprese le
procedure di supervisione;
h) definizione della modalità di accoglienza della domanda e di valutazione della stessa, con
la capacità di interfacciare la rete pubblica dei punti di accesso al sistema integrato dei servizi,
anche mediante l’adozione della cartella-utente.
3. L’Ambito, nell’attivare le procedure di accreditamento, può considerare, inoltre, tra i
requisiti tecnici aggiuntivi di qualificazione della struttura o del soggetto richiedente
l’accreditamento anche la certificazione di qualità, rilasciata secondo le norme UNI ISO,
relativa all’attività oggetto del provvedimento di accreditamento, ed eventuali requisiti
ulteriori rispetto a quanto previsto al comma 2 del presente articolo.

                                  ARTICOLO 17
                         PROCEDURE PER L’ACCREDITAMENTO
1. La procedura di accreditamento è attivata su istanza del soggetto interessato, da inoltrare
all’Ambito territoriale competente, e comporta la verifica della sussistenza delle condizioni di
cui agli articoli 28 e 29 del regolamento regionale.
La procedura è conclusa con provvedimento dell’Ambito nel termine di 120 (centoventi)
giorni dalla data di ricezione dell’istanza.
In sede di prima applicazione, l’Ambito pubblica apposito avviso per invitare i soggetti
interessati a presentare istanza, specificando le aree di intervento e le tipologie di strutture e
servizi per le quali si intende procedere all’accreditamento. L’istanza è presentata dal soggetto
interessato per ciascuna struttura della cui gestione risulta titolare, e per ciascuna tipologia di
servizio erogato all’interno dell’Ambito territoriale in cui ricade la sede operativa del soggetto
stesso.
2. In caso di esito negativo, una nuova richiesta di accreditamento non potrà essere inoltrata
prima che sia decorso un anno dalla data del provvedimento conclusivo del procedimento di
cui al comma precedente.
3. L’Ambito territoriale trasmette all’Assessorato alla Solidarietà della Regione Puglia il
provvedimento di accreditamento entro 15 giorni dalla adozione, ai fini della iscrizione
nell’Elenco regionale dei soggetti accreditati, di cui all’articolo 54 della legge regionale e
all’art. 31 del regolamento regionale.
4. L’Ambito territoriale, con una cadenza almeno triennale e secondo le modalità che avrà
    definito con Deliberazione del Coordinamento Istituzionale, svolge la verifica di
    mantenimento dei requisiti di accreditamento e ne comunica l’esito al competente Settore
    della Regione Puglia. La sussistenza della regolarità contributiva (DURC) è verificata in
    sede di eventuale liquidazione di competenze con cadenza almeno semestrale.
5. L’accreditamento può essere sospeso o revocato dall’Ambito, a seguito del venire meno di
    una delle condizioni e/o dei requisiti di cui all’art. 16.
6. Qualora nel corso del periodo che intercorre tra due verifiche successive, si manifestino
    eventi indicanti il venir meno del livello qualitativo delle prestazioni erogate da un
    soggetto accreditato, l’Ambito territoriale competente per l’accreditamento provvede ad
    effettuare tempestivamente le necessarie verifiche.
7. L’accertamento di situazioni di non conformità ai requisiti di accreditamento comporta, a
    seconda della gravità delle disfunzioni riscontrate e, previa formale diffida, la sospensione
    con prescrizioni o la revoca dell’accreditamento.
8. L’Ambito territoriale trasmette all’Assessorato alla Solidarietà della Regione i
    provvedimenti di sospensione o revoca dell’accreditamento.
9. Le segnalazioni da parte dei soggetti di cui al comma 1 dell’art. 60 della legge regionale,
    nonché degli enti che hanno affidato la gestione dei servizi, sono da considerare tra gli
    eventi che determinano l’attivazione delle verifiche di cui al comma 6 del presente
    articolo.

                                       ART.18
                          ATTIVITA’ DI VIGILANZA E CONTROLLO

1. In un quadro di tutela prioritaria dei cittadini e degli utenti tutti i servizi sociali, comunque
   acquisiti da soggetti terzi, sono sottoposti a verifiche ispettive periodiche di regolarità
   nella erogazione, in termini di rispondenza dei servizi agli standard di qualità dichiarati
   nelle Carte dei Servizi, e di rispetto degli obblighi contrattuali assunti, da parte del
   Comune titolare del servizio a livello di ambito territoriale.
2. Le modalità e i termini delle verifiche ispettive saranno oggetto del contratto tra la
   pubblica amministrazione e il soggetto erogatore.
3. Nel caso di servizio la cui durata è inferiore o pari ad un anno le verifiche ispettive dirette
   al controllo della regolarità della erogazione del servizio e della osservanza delle
   obbligazioni contrattuali avranno scadenza trimestrale.
4. Nel caso, invece, di servizio la cui durata è superiore ad un anno, fatti salvi i casi di
   proroga, le verifiche ispettive suddette avranno scadenza semestrale.
5. I servizi acquisiti da soggetti terzi, entro trenta giorni dalla conclusione della erogazione,
   devono essere sottoposti ad attestazione di regolare esecuzione a cura del Responsabile
   del procedimento.
6. Nell’ambito dell’attività di vigilanza e controllo, l’Ambito territoriale istituisce una
   Commissione mista, comprendente le rappresentanze degli utenti, per tipologia di
   servizio, le rappresentanze territoriali delle associazioni di consumatori e delle
   Organizzazioni Sindacali.

                                      ART.19
                             INADEMPIMENTO CONTRATTUALE

Qualora, a seguito della verifica periodica, venga evidenziato il mancato rispetto delle
condizioni contrattuali da parte del soggetto terzo aggiudicatario del servizio sociale relativo,
il Comune di Francavilla Fontana, capofila dell’Ambito-Zona, si avvale degli strumenti di
risoluzione contrattuale, salva ogni richiesta di risarcimento del danno prodotto, ove non
ritenga, per ragioni di opportunità ed efficacia, ricorrere alla esecuzione per l’esatto
adempimento.
                                           ART. 20
                                     NORMA DI RINVIO

Per tutto quanto non previsto nel presente regolamento, si rinvia alla normativa nazionale e
regionale vigente.

                                         ART.21
                                    ENTRATA IN VIGORE

Il presente regolamento, approvato dal Coordinamento Istituzionale, viene adottato con
deliberazione della Giunta Comunale del Comune Capofila di Francavilla Fontana ed entra in
vigore a seguito della pubblicazione della delibera.

                                      ART.22
                             CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

      Il presente regolamento si adegua automaticamente alle eventuali nuove disposizioni
normative in merito, regionali e nazionali.

       Francavilla Fontana, lì………….
Sindaco del Comune di Francavilla Fontana
Sindaco del Comune di Carovigno
Sindaco del Comune di Ceglie Messapica
Sindaco del Comune di Oria
Sindaco del Comune di San Michele Salentino
Sindaco del Comune di Villa Castelli
* o suo delegato
                                                                    AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                             AUSL BR/1
                                                                  Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                                    Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                                  San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                                  Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                                 Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




  N   4   del Reg. Data   26.01.2007

Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale

          OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA
          GESTIONE CONTABILE DEL PIANO SOCIALE DELL’AMBITO
          – ZONA DI FRANCAVILLA FONTANA.



L'anno DUEMILASETTE addì VENTISEI del mese di GENNAIO, alle ore 11,30 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                  Presente   Assente

                                                             PRESIDEN
             1)   FUSCO                Giuseppe          -                          X
                                                             TE
                                                             Componente
             2)   BRANDI               Carmine           -   Comune Carovigno                  X
                                                             Componente
             3)   CANIGLIA             Glauco            -   Comune Oria            X
                                                             Componente
             4)   CAPPELLI             Pompea            -   Comune S. M. Sal.                 X
                                                             Componente
             5)   GALASSO              Francesco         -   AUSL BR/1                         X
                                                             Componente
             6)   NIGRO                Francesco         -   Comune Villa C.lli     X
                                                             Componente
             7)   VITALE               Anna              -   Comune Ceglie M.       X

Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.


Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione e li invita a
deliberare sull’oggetto indicato
Il Presidente riferisce,

    al fine di dare concreta attuazione alle disposizioni normative e regolamentari succedutesi
    negli ultimi anni, finalizzate alla gestione unitaria del sistema locale dei servizi socio-
    assistenziali e socio-sanitari, si rende necessario dotare l’Ambito Territoriale n.3 di una
    serie di Regolamenti che disciplinino alcuni settori fondamentali d’intervento e le
    modalità di erogazione delle prestazioni, fornendo altresì le linee d’indirizzo per il
    funzionamento di organi, servizi e strutture d’Ambito.

    Tra questi, si rende necessario procedere all’approvazione del presente Regolamento
    Contabile, al fine di determinare le linee d’indirizzo per la gestione delle risorse
    economiche e delle fonti di finanziamento dll’Ambito e per il loro utilizzo, anche al fine
    di garantire il proficuo funzionamento degli uffici e dei servizi di Ambito;

    Considerato che l’approvazione definitiva del Regolamento avviene, secondo le modalità
    e i termini stabiliti dalle vigenti disposizioni, con la presa d’atto da parte del
    Coordinamento Istituzionale dell’Ambito territoriale e con la successiva approvazione da
    parte del Consiglio Comunale del Comune Capofila.



                     IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE

Ritenuta la necessità di procedere all’approvazione del Regolamento per la gestione contabile
del Piano Sociale dell’Ambito Territoriale n.3 – AUSL BR/1;

Esaminato il Regolamento per la gestione contabile del Piano Sociale dell’Ambito Territoriale
n.3 – AUSL BR/1, allegato al presente atto,

Vista la Legge Regionale n.19 del 12.7.2006 e il suo Regolamento di attuazione n.18 del
18.1.2007, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007;

a voti favorevoli unanimi,

                                            DELIBERA

Di approvare il Regolamento per la gestione contabile del Piano Sociale dell’Ambito
Territoriale n.3 – AUSL BR/1, che viene allegato al presente atto

Di trasmettere la presente deliberazione e il Regolamento ad essa allegato a tutti i Comuni
dell’Ambito Territoriale n. 3, nonché al Comune Capofila di Francavilla Fontana per
l'adozione da parte del Consiglio Comunale.
                                                               AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                       AUSL BR/1
                                                              Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                               Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                              San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                              Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                             Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




    Regolamento per la gestione contabile del Piano Sociale
           dell’Ambito-Zona di Francavilla Fontana




ART. 1
OGGETTO DEI REGOLAMENTO

 Oggetto del presente regolamento sono i rapporti finanziari e contabili derivanti dalla gestione
 del Piano Sociale di Zona di Francavilla Fontana.

ART. 2
FONDO D'AMBITO

 1. Il Fondo d'Ambito costituisce l'insieme delle fonti di finanziamento previste per
    l'attuazione del Piano Sociale di Zona.
 2. Il Fondo d'Ambito è costituito dalle seguenti risorse finanziarie:
            a) Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (FNPS) trasferito dal Governo
                nazionale alla Regione
            b) Fondo regionale globale socio-assistenziale (FGSA);
            c) Fondi propri dei Comuni per le politiche sociali (FCj;
            d) Fondi A.U.S.I. per l'integrazione socio-sanitaria (FASL);
            e) Fondi della Provincia di Brindisi per i progetti sovrambito;
            f) Fondi P.O.R. (FPOR);
            g) Altre risorse provenienti dalle altre misure dei Fondi P.O.R., nonché da
                finanziamenti aggiuntivi pubblici e privati, e da compartecipazione
                dell'utenza.
ART. 3
FONDI NAZIONALI E REGIONALI

1.    I fondi nazionali e regionali sono costituiti da risorse distinte e risorse indistinte.

2.    Le risorse distinte sono finalizzate alla realizzazione delle attività previste dalle leggi di
     settore nazionali e regionali.

3.    Le risorse indistinte, previste dalle leggi dì settore nazionali e regionali, non hanno
     specifica destinazione e sono utilizzabili per l'attuazione dei Servizi/Interventi previsti dal
     Piano Sociale di Zona.

4.    I fondi nazionali e regionali sono introitati dall'Ente Capofila, il quale effettua la relativa
     gestione, secondo quanto specificato all'art. 7.

5.     I fondi nazionali e regionali sono destinati all'esecuzione dei Servizi/Interventi su base
     d'Ambito Territoriale.

6.     L'utilizzo delle risorse per i Servizi/Interventi erogati su base   d'Ambito Territoriale, per
     ciascun ente associato è di norma proporzionate alla                   popolazione residente
     (60%), ed al maggiore bisogno (40%), salvo diversa                    determinazione         del
     Coordinamento           istituzionale,       in     sede       di      approvazione        della
     programmazione.


ART. 4

FONDI PROPRI DEGLI ENTI ASSOCIATI

1. I fondi propri degli Enti associati sono costituiti dalle risorse che gli stessi, secondo
   importi e misure stabiliti nell'Accordo di programma e nella Convenzione, stanziano nei
   rispettivi bilanci annuali di previsione per la realizzazione delle Politiche Sociali relative ai
   Servizi/interventi previsti dal Piano Sociale di Zona.

2. Per le annualità del Piano Sociale di Zona - esercizi Finanziari 2005/2006/2007 - ciascun
   Ente Associato iscrive nel relativo bilancio di previsione interventi in misura almeno
   equivalente alla media degli stanziamenti destinati alle politiche sociali negli esercizi
   finanziari 2001, 2002 e 2003, secondo le risultanze delle schede rilevazione finanziaria
   della spesa socio-assistenziale (mod. D2 allegato al Piano regionale per le Politiche
   sociali 2005/07).

3. Per gli anni 2001, 2002 e 2003 devono essere assunti a riferimento gli impegni risultanti
   dai relativi Rendiconti della gestione, di cui all'ari 227 dei D Lgs 267/2000, approvati nei
   modi e forme di legge.

4. Per ciascun esercizio finanziario, l'apporto di risorse proprie, cosi come stabilito
   nell'Accordo di programma, da parte degli Enti Associati deve risultare da apposita
   attestazione, sottoscritta congiuntamente dal Responsabile dei Servizi Sociali e dal
   Responsabile del Servizio Finanziario, cosi come individuati nei rispettivi Enti di
   appartenenza, da rendere su modulistica predisposta dall'Ente Capofila, secondo le
   modalità previste dai successivi commi, e dalia Regione.

5 L'attestazione deve essere trasmessa all'Ufficio di Piano, presso l'Ente Capofila, entro
  30 giorni dal ricevimento della relativa modulistica, ovvero entro le scadenze previste
  dalla Regione.

6 Entro 30 giorni dell'avvenuta approvazione dei Bilancio annuale di previsione, secondo
  la disciplina prevista dall'art. 174 del citato D.Lgs. n. 267/2000, ciascun Ente Associato
  deve trasmettere all'Ente Capofila:
     a)        uno stralcio del Bilancio approvato, relativo ai fondi propri stanziati per le
         politiche sociali;
     b)        uno stralcio del Piano esecutivo di gestione, di cui all'art. 169 dello stesso
         D.Lgs. n. 267/2000, relativo al centro di responsabilità e/o di costo cui è attribuita
         la gestione degli interventi connessi al Piano Sociale di Zona, da cui risultino i
         singoli e specifici capitoli della spesa iscritti.


7 Successivamente al fine di soddisfare le esigenze di monitoraggio contabile richieste
  dalla Regione, e in seguito a formale richiesta, gli Enti Associati trasmettono uno stralcio
  del mastro relativo alla gestione degli interventi connessi al Piano Sociale di Zona, da
  cui risulti lo stato della spesa relativa ai singoli e specifici capitoli.


ART. 5

ONERI RELATIVI ALLA GESTIONE DI STRUTTURE UTILIZZATE PER L'ESECUZIONE
DIRETTA DA PARTE DI CIASCUN ENTE ASSOCIATO

Gli oneri relativi alla gestione delle strutture che sono utilizzate per l'esecuzione diretta, da
parte di ciascun Ente associato, dei Servizi/Interventi previsti dal Piano Sociale dì Zona non
contribuiscono alla formazione del fondo comunale (FC) da trasferire al Fondo d'Ambito,
restando a carico dei singoli Enti Associati e contribuendo a determinare la spesa sociale dei
singolo Comune.


ART. 6

ONERI RELATIVI ALLA GESTIONE DI STRUTTURE
UTILIZZATE PER L'ESECUZIONE A LIVELLO DI AMBITO

1. Gli oneri relativi alle strutture che sono utilizzate per l'esecuzione, a livello dell'intero
   Ambito Territoriale, dei Servizi/Interventi previsti dal Piano Sociale di Zona,
   contribuiscono alla formazione del fondo comunale (FC) da trasferire al Fondo
   d'Ambito; gli stessi, peraltro, sono decurtati dall'effettivo trasferimento finanziario
   all'Ente Capofila (FC figurativi).
2. I contratti relativi a canoni ed utenze ad uso del Piano Sociale di Zona, mantengono la
   titolarità in capo agli Enti Associati.


ART. 7

ONERI RELATIVI AL FUNZIONAMENTO DELL'UFFICIO DI PIANO

1. Gli oneri relativi al funzionamento dell'Ufficio di Piano sono imputati al Fondo d'Ambito.

2. Nel caso in cui gli oneri per il funzionamento dell'Ufficio di Piano eccedano il limite del
   2% delle risorse rivenienti dal FNPS e dal FGSA, il riparto dei maggiori oneri avverrà in
   proporzione al numero degli abitanti.

3. I contratti relativi a canoni ed utenze ad uso dell'Ufficio di Piano mantengono la titolarità
   in capo all'Ente presso cui il medesimo Ufficio è ubicato e saranno recuperate in termini
   di cofinanziamento.


ART. 8

ONERI PER IL PERSONALE ASSEGNATO ALL'UFFICIO DI PIANO
1. Tutti gli oneri stipendiali diretti ed indiretti, comprese le quote del salario
   accessorio (straordinario, missioni, buoni pasto, ecc.) concernenti le
   competenze del personale assegnato all'Ufficio di Piano, contribuiscono, quali
   risorse aggiuntive, alla formazione del fondo comunale (FC) da trasferire al
   Fondo d'Ambito; gli stessi, peraltro, sono considerati figurativamente nella
   compartecipazione degli Enti Associati al Fondo d'Ambito (FC figurativi).
2. Tali oneri sono ripartiti tra gli Enti associati in base all'apporto effettivo espresso
   in termini di ore/uomo.


ART. 9

ONERI PER I BENI STRUMENTALI

I beni strumentali ad uso de! piano sociale di zona, già di proprietà degli enti associati,
restano di proprietà degli stessi.

1. i beni strumentali acquistati con risorse del fondo d'ambito, a valere su risorse diverse
   dai Fondi Comunali Riservati (FCR), in caso di risoluzione della gestione associata del
   Piano Sociale di Zona, saranno devoluti ai singoli Comuni in proporzione al proprio
   apporto.

2. Gli oneri relativi all'ammortamento di tali beni sono a carico del Fondo d'Ambito.
ART. 10

RISORSE DERIVANTI DALLA PARTECIPAZIONE ALLA SPESA DEGLI UTENTI


Le entrate derivanti dal Servizi/Interventi gestiti dall'Ufficio di Piano contribuiscono alla
composizione del Fondo d'Ambito.
L’Ente Capofila provvede ad incassarli e ad utilizzarli per te finalità previste dal Piano
Sociale dì Zona.


ART. 11

ONERI PER I SERVIZI/INTERVENTI SOCIALI; TRASFERIMENTI FINANZIARI


1. La quota del Fondo comunale (FC) da trasferire al Fondo d'Ambito, è trasferita alla
   Tesoreria del Comune Capofila.
2. Gli Enti Associati possono, in ogni caso, rimpinguare il FC durante l'esecuzione del
   Piano Sociale di Zona, al fine di potenziare uno o più Servizi/Interventi.


ART. 12

ONERI PER I SERVIZI/INTERVENTI SOCIALI: SERVIZI/INTERVENTI NON PREVISTI DAL
PIANO SOCIALE DI ZONA


1. I Servizi/Interventi non previsti dal Piano Sociale di Zona sono a carico dei singoli Enti
   associati, che li realizzano con fondi diversi da quelli previsti per la compartecipazione
   al Fondo d'Ambito e con personale diverso da quello assegnato al Piano Sociale di
   Zona, ovvero in orari diversi da quelli di assegnazione per il personale assegnato part-
   time.


ART. 13

FONDI A. U. S .L / PROVINCIA DI BRINDISI


1. I fondi A.U.S.L. sono costituiti dalle risorse della competente A.U.S.L. finalizzate a
   realizzare l'integrazione socio-sanitaria.
2. I fondi della Provincia di Brindisi sono costituiti dalle risorse della competente Provincia
   di Brindisi, finalizzate a realizzare i progetti sovrambito.
3. La gestione dei fondi A.U.S.L / Provincia di Brindisi è regolata da specifici
   provvedimenti concordati in sede di Coordinamento Istituzionale, nonché dalle
   indicazioni e prescrizioni impartite dalla Regione.
ART. 14

FONDI P.O.R.

I fondi P.O.R, rappresentano le risorse che, nell'ambito del Programma
Operativo Regionale, sono riservate al sostegno ed allo sviluppo dei programmi
di integrazione innovazione e potenziamento di Enti, specie se Associati.

I finanziamenti P.O.R. sono assegnati all'Ente Capofila e sono destinati alla
gestione del Piano Sociale di Zona.

I finanziamenti delle altre misure P.O.R. sono assegnati all'Ente Capofila e
sono destinati alla copertura delle spese compatibili con le prescrizioni previste
dai relativi bandi.

ART. 15

SERVIZIO DI TESORERIA

I Servizi/Interventi individuati nel Piano Sociale di Zona sono gestiti a livello
sovracomunale dall’Ente capofila per conto degli Enti Associati.
1.      A tal fine, di norma, le risorse costituenti il Fondo d'Ambito sono
trasferite all'Ente Capofila e devono intendersi quali fondi vincolati alle attività
del Piano Sociale dì Zona.

La Relazione previsionale e programmatica, il Bilancio annuale di previsione ed
il Piano esecutivo di gestione degli Enti Associali, ove previsto e nel rispetto
delle vigenti disposizioni di legge, devono essere strutturati secondo le
indicazioni di seguito riportate:
a)                       l'Ente Capofila deve evidenziare il suo ruolo rispetto alla
gestione sovracomunale dei servizi previsti dal Piano Sociale di Zona,
provvedendo, altresì, alla iscrizione dei relativi stanziamenti in maniera da
consentire l'individuazione delle risorse di entrata e degli interventi di spesa
previsti per l'attuazione del Piano stesso;
b)                       gli altri Enti associati devono rappresentare che la
gestione dei servizi previsti dal Piano Sociale dì Zona avviene da parte
dell'Ente capofila, procedendo, altresì, ad iscrivere nel proprio bilancio annuale
di previsione la voce “Trasferimenti all'Ente Capofila", al netto degli oneri
rientranti nelle spese previste dal Piano Sociale di Zona, che restano a carico
dei singoli Enti, nell'ammontare determinato conformemente a quanto previsto
dal precedente art. 4.
Nell'esercizio delle funzioni di Tesoreria, l'Ente Capofila è tenuto all'osservanza
delle      disposizioni recate dalla Parte II del D.Lgs n. 267/2000.
In particolare, l'Ente Capofila, nell'ambito delle scritture contabili previste dal
citato D.Lgs. n. 267/2000, deve provvedere alla distinta rilevazione delle
operazioni di entrata e di spesa connesse alla gestione del Piano Sociale di
Zona, provvedendo al termine di ciascuna annualità, alle operazioni di
rendicontazione, secondo quanto prescritto dal successivo art. 11.
l'Ente Capofila è tenuto alla custodia ed alla conservazione di tutti gli atti
contabili relativi alla gestione del Piano Sociale di Zona. Tali atti dovranno
essere esibiti in copia qualora richiesti dagli Enti Associati.

Gli Enti Associati, trasmettono all'Ente Capofila la documentazione, ovvero
l'autocertificazione, della spesa relativa alla eventuale gestione finanziaria in
proprio, per l’evasione degli adempimenti consequenziali.




ART. 16

PIANO FINANZIARIO DEL PIANO SOCIALE DI ZONA


          1. Le risorse che gli Enti Associati trasferiscono al Fondo d'Ambito, ai
              sensi del presente regolamento, sono utilizzate secondo quanto
              previsto dal Piano Finanziario relativo al Piano Sociale di Zona.
          2. Le scelte e gli obiettivi fissati dal Piano Sociale di Zona trovano,
              altresì, adeguato sviluppo in un Piano esecutivo di gestione.
          3. Entro 10 giorni dalla data di approvazione del bilancio di previsione
              da parte di tutti i Comuni, il Coordinamento Istituzionale approva il
              PEG e lo trasmette agli Organi esecutivi degli Enti Associati per
              opportuna conoscenza.

ART. 17

TRASFERIMENTI DELLE RISORSE

        1. Le risorse finanziarie costituenti il Fondo di Ambito, di cui all'art. 2,
           sono trasferite all'Ente Capofila.

        2. L'Ente Capofila utilizza i finanziamenti erogati dagli Enti Associati
           per la gestione sovracomunale dei Servizi/Interventi previsti dai
           Piano Sociale di Zona.

        3. II trasferimento dei Fondi Nazionali e Regionali (FNPS e FGSA), dei
           fondi AUSL per l'integrazione socio-sanitaria, Provinciali per i
           progetti sovrambito, dei fondi P.O.R. (FPOR) e delle ulteriori risorse
           previste dall'art. 2, comma 3, avviene nel rispetto delle condizioni,
           degli importi e dei tempi disposti dalle singole Amministrazioni
           erogatrici.

        4. I fondi propri dei Comuni per le politiche sociali (FC) devono essere
           trasferiti all'Ente Capofila, previa adozione di determinazione da
           parte del Dirigente Responsabile del Servizio Sociale di ciascun
           Ente, entro il 30 giugno di ciascuna annualità.
      5. Ai fini del rispetto del termine prescritto per il trasferimento dei fondi
         da parte degli Enti Associati, si assume quale data di trasferimento
         quella di sottoscrizione del mandato di pagamento emesso secondo
         quanto disposto dall’art. 185 del D.Lgs. n. 267/2000.

      6. La modalità di trasferimento dei fondi è l’accredito sul conto
         vincolarto presso la tesoreria dell’Ente Capofila.

ART. 18

ECONOMIE DI GESTIONE

      1. Al termine di ciascuna annualità di gestione del Piano Sociale di
         Zona, le risorse del Fondo d’Ambito che eventualmente pur
         essendo impegnate risultino ancora disponibili affluiscono nel fondo
         d’Ambito previsto per l’annualità successiva a quella in cui si è
         determinata la relativa economia, salvo quanto previsto dal
         successivo comma.

      2. Le economie di gestione derivanti dai fondi nazionali e regionali
         (FNPS e FGSA ), dai fondi A.U.S.L per l’integrazione socio-
         sanitaria, della Provincia di Brindisi per i progetti sovrambito, dai
         fondi POR (FPOR) e dalle altre risorse (A) sono destinate
         all’incremento del Fondo d’Ambito delle annualità successive.


ART. 19

RENDICONTAZIONE

      1. Al termine di ciascuna annualità del Piano Sociale di Zona, l’Ente
         capofila provvede alle operazioni di rendicontazione relative alla
         gestione del Fondo d’Ambito.

      2. La rendicontazione dei Fondi nazionali e Regionali (FNPS e FGSA),
         dei fondi A.U.S.L per l’integrazione socio-sanitaria (FASL), della
         Provincia di Brindisi per i progetti sovrambito, qualora trasferiti
         all’Ente Capofila, dei fondi POR (FPOR) e delle altre risorse (A)
         avviene nel rispetto delle indicazioni della modulistica e dei tempi
         stabiliti dalle rispettive amministrazioni che hanno disposto il
         trasferimento dei relativi finanziamenti.

      3. La rendicontazione dei Fondi propri dei comuni per le politiche
         sociali (FC) è effettuata secondo le modalità disciplinate dai
         successivi commi.

      4. L’Ente capofila effettua la rendicontazione dei fondi propri e di quelli
         trasferiti dagli altri enti associati utilizzando la modulistica
          predisposta dal Referente / Responsabile contabile dell’Ufficio di
          Piano.

       5. Lo schema di rendiconto è predisposto dal Referente/responsabile
          del Piano Sociale di Zona entro il termine del 30 aprile dell’anno
          successivo ed inviati ai responsabili dei Servizi Sociali degli altri Enti
          associarti. Eventuali rilievi ed osservazioni sullo schema di
          rendiconto devono essere proposti, formalmente, dagli Enti
          associati entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento dei relativi atti.

       6. Il rendiconto, unitamente alla relazione sulla gestione a cura del
          responsabile dell’ufficio di piano è approvato dal Coordinamento
          Istituzionale entro il termine del 30 giugno dell’anno successivo; la
          deliberazione di approvazione è trasmessa dagli Enti associati e ai
          rispettivi Collegi dei Revisori dei Conti.



ART. 20
REFERENTE /RESPONSABILE CONTABILE
DEL PIANO SOCIALE DI ZONA

       1. Il Referente/Responsabile contabile del Piano Sociale di Zona:cura i
          rapporti con i Responsabili del Settore Finanziano degli Enti
          Associati, nonché con i referenti degli Enti sovra ordinati all'Ambito
          Territoriale, anche predisponendo, in accordo con le parti, strumenti
          operativi per la registrazione e la comunicazione delle informazioni;
          predispone tutti gli atti finanziari per la gestione delle risorse dei
          Piano Sociale di Zona, limitatamente alle competenze sovra
          comunali.


ART. 21

RESPONSABILE DE! PROCEDIMENTO FINANZIARLO

       1. II Responsabile del procedimento finanziario è il Responsabile del
          Servizio Finanziario dell'Ente Capofila.


ART. 22

DISPOSIZIONI FINALI

       1. Il presente regolamento entra in vigore successivamente
          all’approvazione da parte del Coordinamento Istituzionale, e
          successiva adozione da parte del Comune Capofila, quale ente
          strumentale dell’Associazione Intercomunale, con delibera C.C. cosi
         come previsto dalla Convenzione. Per quanto non espressamente
         previsto dal presente regolamento, trovano applicazione le
         disposizioni recate dal D Lgs n 267/2000 e da altre disposizioni dì
         legge, nonché dal regolamento di contabilità dell'Ente Capofila.


      Francavilla Fontana, lì………….
Sindaco del Comune di Francavilla
Fontana
Sindaco del Comune di Carovigno
Sindaco del Comune di Ceglie Messapica
Sindaco del Comune di Oria
Sindaco del Comune di San Michele
Salentino
Sindaco del Comune di Villa Castelli
                                                               AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                        AUSL BR/1
                                                             Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                               Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                              San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                              Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                             Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




N   9   del Reg. Data   07.03.2007

Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale

           OGGETTO:   APPROVAZIONE     REGOLAMENTO       DEL
           SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO.


L'anno DUEMILASETTE addì SETTE del mese di MARZO, alle ore 12,30 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                  Presente   Assente

                                                             PRESIDEN
             1)    FUSCO               Giuseppe          -                          X
                                                             TE
                                                             Componente
             2)    BRANDI              Carmine           -   Comune Carovigno       X
                                                             Componente
             3)    CANIGLIA            Glauco            -   Comune Oria            X
                                                             Componente
             4)    CAPPELLI            Pompea            -   Comune S. M. Sal.      X
                                                             Componente
             5)    GALASSO             Francesco         -   AUSL BR/1                         X
                                                             Componente
             6)    NIGRO               Francesco         -   Comune Villa C.lli     X
                                                             Componente
             7)    VITALE              Anna              -   Comune Ceglie M.       X


Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.

Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione e li invita a
deliberare sull’oggetto indicato
Il Presidente riferisce:

        La Legge Regionale n.19 del 10.7.2006 avente ad oggetto “Disciplina del
sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli
uomini di Puglia” prevede all’art.47 la istituzione del servizio di segretariato sociale,
che “opera quale sportello unico per l’acceso ai servizi socio-assistenziali e svolge
attività d’informazione, di ascolto e di orientamento sui diritti di cittadinanza con
caratteristiche di gratuità per l’utenza”, e che può essere articolato mediante sportelli
sociali o d’informazione sociale, distribuiti sul territorio;

       Il Regolamento Regionale 18.1.2007 n.4 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale
della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007), che disciplina l’attuazione della Legge
Regionale 10.7.2006 n.19, avente ad oggetto “Disciplina del sistema integrato dei
servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia”, nel
dettare, agli artt.82 e ss., i requisiti minimi organizzativi dei servizi socio-assistenziali
di ambito, detta all’art.83 una articolata disciplina del Servizio di Segretariato sociale,
prevedendone compiti e funzioni, caratteristiche organizzative e dettando i criteri per
la sua articolazione territoriale, sì da garantire la massima fruibilità del servizio da
parte di tutti i cittadini, per cui si rende necessario adottare un’apposita
regolamentazione di tale importante struttura ;


                   IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE

Vista la Bozza di Regolamento del Segretariato Sociale Professionale di Ambito
predisposta e presentata all’odierna riunione,

Ritenuta la necessità di provvedere alla sua approvazione,

Vista la Legge Regionale n.19/2006 avente ad oggetto “Disciplina del sistema
integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di
Puglia”, e il Regolamento Regionale 18.1.2007 n.4 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale
della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007), di attuazione,

Visto, in particolare, l’art.11 comma 4 del citato Regolamento Regionale, il quale
prevede che il Coordinamento Territoriale adotti tutti i Regolamenti unici di ambito

Con votazione favorevole espressa all’unanimità,
                                   DELIBERA
Di approvare il Regolamento del Segretariato Sociale Professionale di Ambito, che
viene allegato al presente atto

Di trasmettere la presente deliberazione e il Regolamento ad essa allegato al Comune
capofila di Francavilla Fontana per l’adozione da parte della Giunta comunale e a tutti
i Comuni dell’Ambito Territoriale n. 3.
                                                           AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                   AUSL BR/1
                                                         Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                           Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                          San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                          Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                         Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




               REGOLAMENTO DEL
  SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

                                            Art. 1

 ISTITUZIONE DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

       In conformità al quadro normativo definito dalla Legge 328/2000 e dalla Normativa
Regionale vigente, ed in attuazione del Piano Regionale delle Politiche Sociali in Puglia,
nonché del Piano di Zona 2005/2007 dell’Ambito di Francavilla Fontana, è istituito il
Segretariato Sociale Professionale di Ambito, quale servizio strumentale dell’Ufficio di
Piano per la realizzazione del Sistema Integrato di Interventi e Servizi Sociali nell’Ambito
Zona di Francavilla Fontana.
        Il Segretariato Sociale Professionale di Ambito è individuato come servizio
essenziale di Ambito, costituito da uno staff di operatori, definito in ragione della copertura
del fabbisogno rilevato a livello di Ambito Territoriale.


                                            Art. 2

                           ADOZIONE DEL REGOLAMENTO


        Il Coordinamento Istituzionale dell’Ambito Territoriale di Francavilla Fontana, in
esecuzione della Convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-
assistenziali, e dell’art.11 comma 4 del Regolamento Regionale 18.1.2007 n.4, approva il
Regolamento di funzionamento del Segretariato Sociale Professionale di Ambito, la cui
adozione compete alla Giunta Comunale del Comune Capofila, quale Ente strumentale
dell’Associazione, ai sensi del vigente Statuto Comunale .
                                             Art. 3

                            OGGETTO DEL REGOLAMENTO

           Nel presente Regolamento sono contenute norme dirette a disciplinare la
   composizione, le attribuzioni, l’organizzazione, le modalità di funzionamento e
   l’articolazione a livello territoriale del Segretariato Sociale Professionale di Ambito.


                                             Art. 4

                                        DEFINIZIONI

       Ai fini dell’applicazione del presente Regolamento si assumono le seguenti
   definizioni:
   a) Segretariato Sociale Professionale di Ambito: servizio essenziale di Ambito
       individuato tra i livelli essenziali di assistenza (LIVEAS) dal Piano Regionale per le
       Politiche Sociali, con funzioni di sportello unico di accesso ai servizi e Porta Unitaria
       di Accesso (PUA) al sistema integrato socio-sanitario, salvo il conferimento di
       specifiche unità di personale nominate dalla Azienda USL. È servizio gratuito rivolto
       a tutti i cittadini, alle istituzioni e alla comunità locale nel suo complesso, per
       l’accesso ai servizi, per la gestione di informazioni in entrata e in uscita.
   b) Coordinatore del Segretariato Sociale Professionale di Ambito: E’ uno degli
       Assistenti Sociali in servizio presso uno dei Comuni, nominato dal Coordinamento
       Istituzionale con incarico semestrale, rinnovabile.

                                             Art. 5

   FINALITA’ DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

        Il Segretariato Sociale Professionale di Ambito è un servizio gratuito, rivolto a tutti
i cittadini, alle istituzioni e alla comunità per l’accesso ai servizi, per la gestione di
informazioni in entrata e in uscita sulle risorse disponibili.
        Il Segretariato Sociale Professionale di Ambito costituisce la risposta istituzionale al
diritto – bisogno di informazione sociale dei cittadini, per garantire a tutti pari opportunità di
fruizione e completa accessibilità ai servizi e agli interventi.
        In particolare, il Segretariato Sociale Professionale di Ambito persegue le seguenti
finalità:
        a) Rendere accessibile a tutti i cittadini la conoscenza completa e dettagliata dei
            diritti, delle procedure e delle opportunità rese disponibili dalle normative locali,
            regionali e nazionali in materia di politiche sociali e dalla rete dei servizi;
        b) Raccogliere e registrare la domanda sociale, in modo da contribuire a predisporre
            piattaforme conoscitive necessarie all’aggiornamento del Piano di Zona;
        c) Offrire ascolto attento a tutte le persone in difficoltà, garantendo risposte che si
            caratterizzino per completezza, accessibilità, immediatezza, personalizzazione,
            obiettività, imparzialità e riservatezza.
                                                   Art. 6

       SEDE DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

            Il Segretariato Sociale Professionale di Ambito ha sede presso il Comune di
    Francavilla Fontana-Ufficio di Piano- in Piazza Marconi, 14, e si sviluppa e si articola in 6
    front-office territoriali, collocati in locali facilmente accessibili al pubblico, nella misura di
    uno per ciascun Comune dell’Ambito.


                                               Art. 7

     COMPOSIZIONE DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI

                                             AMBITO

       Il Servizio di Segretariato Sociale Professionale di Ambito, i cui componenti sono
nominati dal Coordinamento Istituzionale, è costituito da:
                      N. 1 Coordinatore, come definito all’art. 4, lettera b).
                      N. 6 Tecnici esperti, referenti dei 6 front-office municipali, con
               incarico, in possesso di una delle seguenti lauree: Scienze Sociali, Scienze
               dell’Educazione, Scienze della Comunicazione, Sociologia e Psicologia;
                      Operatori specifici, individuati dalla Azienda USL, per l’attivazione
               della PUA.
       E’ garantita presso ciascun front-office municipale di Segretariato Sociale la presenza
dell’Assistente Sociale comunale.


                                               Art. 8

    ORGANIZZAZIONE DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI

                                             AMBITO

         L’organizzazione del Segretariato Sociale Professionale di Ambito si articola in 6
front – office, nella misura di uno per ciascun Comune dell’Ambito.
         Ogni front – office funziona per n. 20 ore settimanali, articolate in 5 giorni.
         Ai front – office è assegnato il personale indicato nel precedente art. 7.
         Nella funzionalità del Servizio, assume particolare importanza la comunicazione in
rete tra i front–office, il Servizio Sociale Professionale, l’Ufficio di Piano, e il Distretto Socio-
Sanitario AUSL, salvo apposita regolamentazione, approvata dal Coordinamento
Istituzionale.
                                             Art. 9

   FUNZIONI DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

           Attraverso i front – office, istituiti in tutti i Comuni dell’Ambito, il Segretariato
   Sociale Professionale di Ambito svolge le seguenti funzioni, individuate ai sensi
   dell’art.47 della Legge Regionale 19/2006 e dell’art.83 del Regolamento Regionale
   18.1.2007 n.4:
       - ascolto del cittadino, attraverso il colloquio diretto, per la rilevazione dei bisogni;
       - informazione e orientamento riferito ai servizi, agli interventi e alle risorse del
           territorio in rapporto al bisogno espresso;
       - informazione sulle procedure per l’accesso ai servizi;
       - invio delle istanze al Servizio Sociale Professionale di Ambito, o al Servizio
           Sociale Professionale Comunale, in ragione delle rispettive competenze;
       - raccolta di reclami riguardo ad eventuali disservizi, carenze o ostacoli sull’accesso
           ai servizi;
       - ascolto finalizzato alla lettura e decodifica della domanda presentata dall’utente;
       - raccolta e diffusione dati ai servizi pubblici territoriali;
       - mappatura delle reti istituzionali e delle risorse formali ed informali;
       - monitoraggio e controllo dei flussi informativi interni ed esterni all’Ente anche
           attraverso il collegamento con banche dati di altre Istituzioni presenti sul territorio;
       - predisposizione, in collaborazione con il Servizio Sociale Professionale di Ambito,
           della modulistica per la fruizione dei servizi erogati dall’Ambito;
       - messa in atto, in presenza di situazioni di fragilità sociale, di modalità di
           orientamento e di accompagnamento, affinché l’utente possa avvalersi di servizi e
           prestazioni;
       - input alla programmazione degli interventi del Servizio Sociale Professionale;
       - analisi del grado di soddisfazione del cittadino.


                                             Art. 10

                      RISORSE STRUMENTALI E FINANZIARIE

       Nelle forme e con le modalità stabilite nella progettazione di dettaglio del piano di
Zona, oltre che nelle deliberazioni del Coordinamento Istituzionale, l’Ufficio di Piano
assicura le risorse strumentali e finanziarie occorrenti per il funzionamento del Segretariato
Sociale Professionale di Ambito.


                                             Art. 11

    COORDINATORE DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI

                                           AMBITO

       Il Coordinatore del Segretariato Sociale Professionale di Ambito:
       - tiene conto delle direttive amministrativo-gestionali del Responsabile dell’Ufficio
           di Piano;
       -   garantisce il collegamento con l’Ufficio di Piano essendo egli stesso un suo
           componente;
       -   sovrintende a tutte le azioni necessarie per il buon funzionamento del Servizio
           stesso.
       -   È membro dell’Ufficio di Piano.



                                            Art. 12

                            MODIFICHE E/O INTEGRAZIONI

      Eventuali modifiche e/o integrazioni del presente Regolamento sono adottate dal
Coordinamento Istituzionale dell’Associazione Intercomunale.



                                            Art. 13

                     ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO

         Il presente Regolamento entra in vigore con l’adozione, ai sensi dell’art.2 del presente
atto, a seguito della pubblicazione della Delibera.


       Francavilla Fontana, lì ……………….




                                                      Nome e Cognome                   Firma
Sindaco del Comune di Francavilla Fontana*
Sindaco del Comune di Carovigno*
Sindaco del Comune di Ceglie Messapica*
Sindaco del Comune di Oria*
Sindaco del Comune di San Michele Salentino*
Sindaco del Comune di Villa Castelli*

* o Suo Delegato
                                                             AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                     AUSL BR/1
                                                         Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                             Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                         San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                         Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                        Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




N 11 del Reg. Data   07.03.2007

Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale

        OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO
        SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO.


L'anno DUEMILASETTE addì SETTE del mese di MARZO, alle ore 13,30 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                   Presente   Assente

                                                              PRESIDEN
          1)   FUSCO                   Giuseppe          -                           X
                                                              TE
                                                              Componente
          2)   BRANDI                  Carmine           -    Comune Carovigno       X
                                                              Componente
          3)   CANIGLIA                Glauco            -    Comune Oria            X
                                                              Componente
          4)   CAPPELLI                Pompea            -    Comune S. M. Sal.      X
                                                              Componente
          5)   GALASSO                 Francesco         -    AUSL BR/1                         X
                                                              Componente
          6)   NIGRO                   Francesco         -    Comune Villa C.lli     X
                                                              Componente
          7)   VITALE                  Anna              -    Comune Ceglie M.       X


Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.

Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione e li invita a
deliberare sull’oggetto indicato
       Il Presidente riferisce:

       La Legge Regionale n.19 del 10.7.2006 avente ad oggetto “Disciplina del
sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli
uomini di Puglia” prevede all’art.47 comma 2 la istituzione del servizio sociale
professionale, che svolge funzioni di lettura e decodificazione della domanda sociale,
di presa in carico della persona, della famiglia e/o del gruppo sociale, alla
predisposizione di progetti personalizzati, all’attivazione e integrazione dei servizi e
delle risorse in rete, all’accompagnamento e all’aiuto nel processo di promozione ed
emancipazione; svolge uno specifico ruolo nei processi di pianificazione e
coordinamento della rete dei servizi sociali e socio-sanitari;

       Il Regolamento Regionale 18.1.2007 n.4 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale
della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007), che disciplina l’attuazione della Legge
Regionale 10.7.2006 n.19, avente ad oggetto “Disciplina del sistema integrato dei
servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia”, nel
dettare, agli artt.82 e ss., i requisiti minimi organizzativi dei servizi socio-assistenziali
di ambito, detta all’art.86 una articolata disciplina del Servizio sociale professionale,
prevedendone compiti e funzioni, caratteristiche organizzative e dettando i criteri per
la sua articolazione territoriale, sì da garantire la massima fruibilità del servizio da
parte di tutti i cittadini, per cui si rende necessario adottare un’apposita
regolamentazione di tale importante struttura ;

                   IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE

Vista la Bozza di Regolamento del Servizio Sociale professionale di Ambito
predisposta e presentata all’odierna riunione,

Ritenuta la necessità di provvedere alla sua approvazione,

Vista la Legge Regionale n.19/2006 avente ad oggetto “Disciplina del sistema
integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di
Puglia”, e il Regolamento Regionale 18.1.2007 n.4 (pubblicato nel Bollettino Ufficiale
della Regione Puglia n.12 del 22.1.2007), di attuazione,

Visto, in particolare, l’art.11 comma 4 del citato Regolamento Regionale, il quale
prevede che il Coordinamento Territoriale adotta tutti i Regolamenti unici di ambito

Con votazione favorevole espressa all’unanimità,




                                     DELIBERA
1)-Di approvare il Regolamento del Servizio Sociale Professionale di Ambito, che
viene allegato al presente atto

2)-Di trasmettere la presente deliberazione e il Regolamento ad essa allegato al
Comune capofila di Francavilla Fontana per l’adozione da parte della Giunta comunale
e a tutti i Comuni dell’Ambito Territoriale n. 3.
                                                        AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                AUSL BR/1
                                                       Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                        Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                       San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                       Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                      Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                  REGOLAMENTO
   DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

                                           ART. 1
        ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

        In conformità al quadro normativo definito dalla Legge 328/2000 e dalla Legge
Regionale n. 19/2006, e in attuazione del Piano Regionale delle Politiche Sociali in Puglia,
nonché del Piano di Zona 2005/2007 dell’Ambito di Francavilla Fontana, è istituito il
Servizio Sociale Professionale di Ambito, quale servizio strumentale dell’Ufficio di Piano
per la realizzazione del Sistema Integrato di Interventi e Servizi Sociali nell’Ambito Zona di
Francavilla Fontana.
         Il Servizio Sociale Professionale di Ambito è individuato come servizio essenziale di
Ambito, costituito da uno staff di Assistenti Sociali operanti a livello di Ambito, definito in
ragione della copertura del fabbisogno rilevato a livello di Ambito Territoriale.


                                           ART. 2
                            ADOZIONE DEL REGOLAMENTO

        Il Coordinamento Istituzionale dell’Ambito Territoriale di Francavilla Fontana, in
esecuzione della Convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-
assistenziali, sottoscritta in data 24/11/2005, approva il Regolamento di funzionamento del
Segretariato Sociale Professionale di Ambito, la cui adozione compete alla Giunta Comunale
del Comune Capofila di Gallipoli, quale Ente strumentale dell’Associazione.
                                     ART. 3
                            OGGETTO DEL REGOLAMENTO

           Nel presente Regolamento sono contenute norme dirette a disciplinare la
   composizione, le attribuzioni, l’organizzazione, le modalità di funzionamento e
   l’articolazione a livello territoriale del Servizio Sociale Professionale di Ambito.


                                           ART. 4
                                       DEFINIZIONI

       Ai fini dell’applicazione del presente Regolamento si assumono le seguenti
   definizioni:
   a. Servizio Sociale Professionale di Ambito: servizio essenziale strumentale
       dell’Ufficio di Piano per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
       sociali. È organo tecnico di coordinamento, monitoraggio e valutazione dei servizi del
       sistema integrato di Ambito, finalizzato ad assicurare prestazioni necessarie a
       rimuovere e/o ridurre situazioni problematiche o di bisogno sociale dei cittadini.
   b. Coordinatore del Servizio Sociale di Ambito: è uno degli Assistenti Sociali in ruolo
       presso i singoli Comuni, nominato dal Coordinamento Istituzionale con incarico
       semestrale, rinnovabile almeno una volta.

                                           ART. 5
            SEDE DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

          Il Servizio Sociale Professionale di Ambito ha sede in Francavilla Fontana-
   Ufficio di Piano- in Piazza Marconi, 14 .


ART. 6
              COMPOSIZIONE DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DI
AMBITO
      Il Servizio Sociale Professionale di Ambito, i cui componenti sono nominati dal
Coordinamento Istituzionale, è costituito da
                 N. 1 Coordinatore Assistente Sociale in servizio presso uno dei Comuni
                  dell’ambito;
                 N. 1 Assistente Sociale Coordinatore del Segretariato sociale di ambito;
                 N. 4 Assistenti Sociali, per 6h settimanali ciascuno, distaccati dai Comuni
                  dell’Ambito che non esprimono due Coordinatori sei Servizi essenziali.
                 N. 6 Assistenti Sociali, per 12h settimanali ciascuno con incarico.




                                           ART. 7
                     PRINCIPI GENERALI DI ORGANIZZAZIONE
                DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

         Il Servizio Sociale Professionale di Ambito visto anche quanto dispone in merito
l’art. 86 del Regolamento Regionale 18.1.2007 n. 4 :
                        svolge la propria attività finalizzata alla realizzazione degli obiettivi e
                gli interventi previsti dal Piano Sociale di Zona;
                        opera nel rispetto dei principi, universalmente riconosciuti, della dignità
                di tutte le persone e dei principi definiti dal Codice Deontologico della
                Professione;
                        coordina la propria attività con altri interventi professionali allo scopo
                di pervenire alla definizione dei problemi sociali dell’utente o della famiglia e
                alla formulazione di proposte e progetti per i percorsi risolutivi delle criticità,
                attivando le risorse che possono concorrere alla rimozione degli ostacoli;
                        attraverso l’articolazione territoriale e in collaborazione con il servizio
                di Segretariato Sociale, favorisce i cittadini nell’accesso ai servizi sociali e
                socio-sanitari dell’Ambito, promuove e sostiene i processi di maturazione
                sociale e civica, favorisce i percorsi di crescita anche collettivi che sviluppino
                sinergia e aiutino singoli e gruppi in situazioni di svantaggio;
                        opera in collaborazione con soggetti pubblici e privati per la
                realizzazione di obiettivi ed azioni comuni che rispondano in maniera
                articolata, integrata e differenziata ai bisogni emergenti in un sistema di rete di
                servizi;
                        svolge uno specifico ruolo nei processi di pianificazione e nel
                coordinamento tecnico della rete dei servizi sociali e socio-sanitari.


                                             ART. 8
          FUNZIONI DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO
           Il Servizio Sociale Professionale di Ambito, in attuazione del Piano di Zona, e in
   adempimento delle eventuali ulteriori competenze attribuite dal Coordinamento
   Istituzionale, tenuto conto delle direttive amministrativo-gestionali del Responsabile
   dell’Ufficio di Piano:
        - opera per la valorizzazione della centralità delle persone e della loro capacità di
           scelta ed autodeterminazione;
        - svolge attività di aiuto ai singoli, ai gruppi, alle famiglie per lo sviluppo delle
           capacità atte ad affrontare, gestire e risolvere i problemi;
        - svolge funzioni di programmazione, organizzazione, coordinamento tecnico e
           valutazione degli interventi e dei servizi sociali.
           In particolare, il Servizio Sociale Professionale di Ambito svolge le seguenti
   funzioni:
        - coordinamento tecnico, supervisione, accompagnamento, monitoraggio e
           valutazione, dei servizi del sistema integrato di Ambito;
        - presa in carico dei casi e predisposizione di progetti di intervento personalizzati, in
           ragione delle competenze di Ambito, d’intesa con gli altri attori coinvolti, e tenuto
           conto delle eventuali disposizioni di organi giudiziari;
        - realizzazione di forme di cooperazione tecnica ed integrazione con altri attori
           sociali, pubblici e privati;
       -    rilevazione, monitoraggio, analisi e valutazione di nuovi bisogni, anche con
            l’ausilio di esperti esterni, ed elaborazione di proposte di intervento.
           Inoltre:
        - conosce ed approfondisce, con il supporto del Segretariato Sociale di Ambito,
            attraverso analisi studi e ricerche, bisogni e problemi sociali, domanda effettiva di
            prestazioni di interventi, risorse disponibili, reali e potenziali, e provvede al
            monitoraggio dell’efficacia e dell’efficienza dei Servizi;
        - partecipa alle Unità di Valutazione multidisciplinari dei bisogni, ai fini
            dell’integrazione socio-sanitaria;
        - partecipa ed organizza, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, attività
            di aggiornamento e formazione per gli operatori dei servizi sociali e socio-sanitari;
        - collabora con le risorse territoriali del Terzo Settore per l’attivazione di interventi
            coordinati;
         Svolge, infine, ogni altra attività professionale funzionale alla realizzazione degli
  interventi e servizi sociali previsti dal Piano di Zona.


                                              ART. 9
                         RISORSE STRUMENTALI E FINANZIARIE

       Nelle forme e con le modalità stabilite nella progettazione di dettaglio del piano di
Zona, oltre ché nelle deliberazioni del Coordinamento Istituzionale, l’Ufficio di Piano
assicura le risorse strumentali e finanziarie occorrenti per il funzionamento del Servizio
Sociale Professionale di Ambito.


                                             ART. 10
      COORDINATORE DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO

        Il Coordinatore del Servizio Sociale Professionale di Ambito, tenuto conte delle
direttive amministrativo-gestionali del Responsabile dell’Ufficio di Piano, sovrintende a tutte
le azioni necessarie per il buon funzionamento del Servizio stesso, ed è membro dell’Ufficio
di Piano.
         In seno a quest’ultimo, il Coordinatore del Servizio Sociale Professionale di Ambito
cura, sotto il profilo tecnico, l’attuazione degli obiettivi previsti dal Piano di Zona, nel rispetto
delle direttive del Coordinamento Istituzionale.
        Il Coordinatore del Servizio Sociale Professionale di Ambito, inoltre:
        - coordina, sotto il profilo tecnico, il Servizio;
        - fornisce all’Ufficio di Piano l’apporto tecnico nella predisposizione degli atti di
             programmazione per l’attuazione del Piano di Zona;
        - assicura la funzionalità del Servizio, attraverso il coinvolgimento adeguato di tutti
             gli assistenti sociali nominati, e la corretta ripartizione dei carichi di lavoro;
        - collabora con il Segretariato Sociale nella raccolta delle informazioni e dei dati
             presso tutti i soggetti attuatori di servizi, al fine di realizzare il sistema di
             monitoraggio e valutazione;
        - fornisce all’Ufficio di Piano l’apporto tecnico per l’elaborazione di proposte,
             indicazioni e suggerimenti da rivolgersi al Coordinamento Istituzionale in tema di
             iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori, di gestione ed eventuale
             rimodulazione delle attività previste dal Piano di Zona;
       -   esercita, sotto il profilo tecnico, nell’Ufficio di Piano, attività di controllo e
           vigilanza sui servizi;
       -   fornisce l’ausilio tecnico all’Ufficio di Piano nella promozione dei processi di
           integrazione tra i servizi istituzionali e le realtà locali interessate al Piano di Zona;
       -   favorisce,in seno all’Ufficio di Piano, l’azione di coordinamento dei programmi
           degli Uffici Servizi Sociali dei Comuni dell’Ambito, in relazione alle finalità e
           obiettivi del Piano di Zona;
       -   fornisce apporto tecnico all’Ufficio di Piano ai fini dell’aggiornamento periodico
           del Piano di Zona e della progettazione di dettaglio, in applicazione degli indirizzi
           regionali e/o di specifiche esigenze territoriali.


                                            ART. 11
                             MODIFICHE E/O INTEGRAZIONI

       Eventuali modifiche e/o integrazioni del presente Regolamento sono approvate dai
componenti del Coordinamento Istituzionale dell’ Associazione Intercomunale dell’Ambito
Zona di Francavilla Fontana.


ART. 12
                      ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO

         Il presente Regolamento entra in vigore con l’adozione, ai sensi dell’art.2 del presente
atto, a seguito della pubblicazione della Delibera.


       Francavilla Fontana, lì_________________


                                                       Nome e Cognome                     Firma
Sindaco del Comune di Francavilla Fontana*
Sindaco del Comune di Carovigno*
Sindaco del Comune di Ceglie Messapica*
Sindaco del Comune di Oria*
Sindaco del Comune di San Michele Salentino*
Sindaco del Comune di Villa Castelli*

* o Suo Delegato
                                                         AMBITO TERRITORIALE
                                                             N.3 AUSL BR/1
                                                                  FRANCAVILLA FONTANA
                                                                     (Comune Capofila)
                                                        CAROVIGNO – CEGLIE MESSAPICA – ORIA – SAN
                                                            MICHELE SALENTINO – VILLA CASTELLI



  N   16   del Reg. Data   12.06.2007

Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale
      OGGETTO: APPROVAZIONE DELLA SECONDA PARTE DEL
      PIANO SOCIALE DI ZONA DELL’AMBITO TERRITORIALE N. 3 E
      RELATIVE SCHEDE DI PROGETTAZIONE DI DETTAGLIO.


L'anno DUEMILASETTE addì TREDICI del mese di GIUGNO, alle ore 11,30 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                  Presente   Assente

             1)   FUSCO                 Giuseppe         -   Presidente             X
                                                             Componente
             2)   BRANDI                Carmine          -   Comune Carovigno       X
                                                             Componente
             3)   CANIGLIA              Glauco           -   Comune Oria            X
                                                             Componente
             4)   CAPPELLI              Pompea           -   Comune S. M. Sal.      X
                                                             Componente
             5)   GALASSO               Francesco        -   AUSL BR/1              X
                                                             Componente
             6)   NIGRO                 Francesco        -   Comune Villa C.lli     X
                                                             Componente
             7)   VITALE                Anna             -   Comune Ceglie M.       X

Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.

Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dato atto della presenza dell’Assessore ai
Servizi sociali della Provincia di Brindisi, Ada Spina, che interviene alla presente riunione, dichiara
aperta la riunione e li invita a deliberare sull’oggetto indicato


                               IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE
Premesso che con Delibera del Coordinamento Istituzionale n. 13 del 06/07/2005 venne
approvato la prima parte del Piano sociale di Zona per il triennio 2005 – 2007 per l’Ambito
Territoriale n. 3 costituito dai Comuni di Francavilla Fontana, Carovigno - Ceglie Messapica -
Oria - San Michele Salentino - Villa Castelli;

Che con il medesimo atto venne approvato anche lo schema di Accordo di Programma che
successivamente è stato sottoscritto dai Sindaci dai Comuni dell’ambito;

Vista la Delibera del Coordinamento Istituzionale n. 21 del 24/11/2005 con la quale, ai sensi
della Legge Regionale n. 17 del 25/08/2003 – “Sistema integrato di interventi e servizi sociali
in Puglia”, veniva sottoscritta, dai Sindaci o Loro Delegati dei Comuni dell’Ambito, la
Convenzione “per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-assistenziali” (ex art.
30 del D. Lgs. n. 267/2000);

Preso atto che nel frattempo la Regione Puglia ha approvato la Legge Regionale n. 19 del
10/07/2006 “Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere
delle donne e degli uomini in Puglia” che ha abrogato la precedente Legge Regionale n.
17/2003;

Rilevato che la Regione Puglia ha comunicato con propria nota che per gli Ambiti che ancora
non hanno provveduto devono approvare entro il 15/06/2007 la seconda parte del Piano di
Zona;

Dato atto che la presente deliberazione viene sottoscritta dalla Provincia di Brindisi, nella
persona dell’Assessore ai Servizi Sociali Ada Spina;

Dato altresì atto che il Sindaco del Comune di Villa Castelli con nota del 12/06/2007 acquisita
al protocollo di questo ambito al n. 1248 del 12/06/2007 ha fatto pervenire delega a
partecipare alla presente riunione il vice sindaco dello stesso Comune Sig. Barletta Giovanni
che sottoscrive il presente atto;

Dato altresì atto che il Sindaco del Comune di San Michele Salentino con nota del 12/06/2007
acquisita al protocollo di questo ambito al n. 1249 del 12/06/2007 ha fatto pervenire delega a
partecipare alla presente riunione l’Assessore ai Servizi Sociali Pompea Cappelli dello stesso
Comune che sottoscrive il presente atto;

Viste le schede redatte dall’Ufficio di Piano propedeutiche all’approvazione della seconda
parte del Piano di Zona;

Visto la Bozza del Piano di Zona redatto ed elaborato dall’ufficio di Piano;

Richiamata la Convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-
assistenziali sottoscritta in data 24 novembre 2005 dai Sindaci o Loro Delegati dei Comuni
dell’Ambito;

Convenuto che tale Convenzione allo stato si intende confermata ed automaticamente
adeguate alle nuove disposizioni di cui alla Legge Regionale n. 19/2006;

Vista la legge n. 328/2000;
Vista l’ulteriore legge Regionale n. 19/2006, nonché il Regolamento Attuativo della citata
legge n. 4/2007;

Convenuto di dover approvare la seconda parte del Piano di Zona, nonché di confermare la
Convenzione sottoscritta in data 24 novembre 2005;

Tutto ciò premesso;

Visto il D. Lgs. 267/2000;

Con voti unanimi favorevoli resi come per legge;

                                          DELIBERA

   1) Approvare, come in effetti approva la Seconda Parte del Piano Sociale di Zona
      dell’Ambito Territoriale n. 3 costituito dai Comuni di Francavilla Fontana, Carovigno
      - Ceglie Messapica - Oria - San Michele Salentino - Villa Castelli, allegato al presente
      per costituirne parte integrante e sostanziale;
   2) Approvare, come approva, le Schede per la progettazione di dettaglio suddivise in 10
      aree tematiche, allegato al presente per costituirne parte integrante e sostanziale;
   3) Di confermare la Convenzione “per la gestione associata delle funzioni e dei servizi
      socio-assistenziali” (ex art. 30 del D. Lgs. n. 267/2000), approvata dal Coordinamento
      Istituzionale con atto n. 21 del 24/11/2005 e sottoscritta dai Sindaci o Loro Delegati
      dei Comuni dell’Ambito nella stessa data;
   4) Di dare atto che la Convenzione “per la gestione associata delle funzioni e dei servizi
      socio-assistenziali” (ex art. 30 del D. Lgs. n. 267/2000), sottoscritta in data 24/11/2005
      allo stato si intende confermata ed automaticamente adeguate alle nuove disposizioni
      di cui alla Legge Regionale n. 19/2006;
   5) Sottoscrivono la presente Deliberazione la Provincia di Brindisi, nella persona
      dell’Assessore ai Servizi Sociali Ada Spina, nonché tutti i componenti del
      Coordinamento Istituzionale;
   6) Di trasmettere la presente Deliberazione, unitamente alla seconda parte del Piano
      Sociale di Zona alla Regione Puglia

Per la Provincia di Brindisi – F.to Assessore ADA SPINA
Per il Comune di Francavilla Fontana – F.to Assessore GIUSEPPE FUSCO
Per il Comune di Carovigno – F.to Assessore CARMINE BRANDI
Per il Comune di Oria – F.to Cons. Com. GLAUCO CANIGLIA
Per il Comune di San Michel S. – F.to Assessore POMPEA CAPPELLI
Per la ASL BR/1 – F.to Dirigente D. Socio-Sanitario FRANCESCO GALASSO
Per il Comune di Villa Castelli – F.to Assessore GIOVANNI BARLETTA
Per il Comune di Ceglie Messapica – F.to Assessore ANNA VITALE
                                                         AMBITO TERRITORIALE
                                                             N.3 AUSL BR/1
                                                                  FRANCAVILLA FONTANA
                                                                     (Comune Capofila)
                                                        CAROVIGNO – CEGLIE MESSAPICA – ORIA – SAN
                                                            MICHELE SALENTINO – VILLA CASTELLI


N   19   del Reg. Data   13.06.2007

Copia di verbale/Deliberazione del Coordinamento Istituzionale

OGGETTO: MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA
DELIEBRA DI AMBITO N. 16 DEL 12/069/2007 DI
APPROVAZIONE DELLA SECONDA PARTE DEL PIANO
SOCIALE DI ZONA DELL’AMBITO TERRITORIALE N. 3 E
RELATIVE SCHEDE DI PROGETTAZIONE DI DETTAGLIO.

L'anno DUEMILASETTE addì TREDICI del mese di GIUGNO, alle ore 11,30 nella sala delle
adunanze del Comune di Francavilla Fontana, convocato con apposito avviso, si è riunito il
Coordinamento Istituzionale nelle persone seguenti:

                                                                                  Presente   Assente

            1)   FUSCO                 Giuseppe          -   Presidente             X
                                                             Componente
            2)   BRANDI                Carmine           -   Comune Carovigno       X
                                                             Componente
            3)   CANIGLIA              Glauco            -   Comune Oria            X
                                                             Componente
            4)   CAPPELLI              Pompea            -   Comune S. M. Sal.      X
                                                             Componente
            5)   GALASSO               Francesco         -   AUSL BR/1              X
                                                             Componente
            6)   NIGRO                 Francesco         -   Comune Villa C.lli     X
                                                             Componente
            7)   VITALE                Anna              -   Comune Ceglie M.       X

Assiste il Coordinatore della Segreteria Tecnica Avv. Vito Chiatante; assiste altresì, senza diritto di
voto, Il Responsabile dell’Ufficio di Piano, Rag. Francesco Muolo.

Il Presidente,constatato il numero legale degli intervenuti, dato atto della presenza dell’Assessore ai
Servizi sociali della Provincia di Brindisi, Ada Spina, che interviene alla presente riunione, dichiara
aperta la riunione e li invita a deliberare sull’oggetto indicato

                     IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE
Premesso che con Delibera del Coordinamento Istituzionale n. 13 del 06/07/2005 venne
approvato la prima parte del Piano sociale di Zona per il triennio 2005 – 2007 per l’Ambito
Territoriale n. 3 costituito dai Comuni di Francavilla Fontana, Carovigno - Ceglie Messapica -
Oria - San Michele Salentino - Villa Castelli;

Che con il medesimo atto venne approvato anche lo schema di Accordo di Programma che
successivamente è stato sottoscritto dai Sindaci dai Comuni dell’ambito;

Vista la Delibera del Coordinamento Istituzionale n. 21 del 24/11/2005 con la quale, ai sensi
della Legge Regionale n. 17 del 25/08/2003 – “Sistema integrato di interventi e servizi sociali
in Puglia”, veniva sottoscritta, dai Sindaci o Loro Delegati dei Comuni dell’Ambito, la
Convenzione “per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-assistenziali” (ex art.
30 del D. Lgs. n. 267/2000);

Preso atto che nel frattempo la Regione Puglia ha approvato la Legge Regionale n. 19 del
10/07/2006 “Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere
delle donne e degli uomini in Puglia” che ha abrogato la precedente Legge Regionale n.
17/2003;

Rilevato che la Regione Puglia ha comunicato con propria nota che per gli Ambiti che ancora
non hanno provveduto devono approvare entro il 15/06/2007 la seconda parte del Piano di
Zona;

Dato atto che la presente deliberazione viene sottoscritta dalla Provincia di Brindisi, nella
persona dell’Assessore ai Servizi Sociali Ada Spina;

Viste le schede redatte dall’Ufficio di Piano propedeutiche all’approvazione della seconda
parte del Piano di Zona;

Visto la Bozza del Piano di Zona redatto ed elaborato dall’ufficio di Piano;

Richiamata la Convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi socio-
assistenziali sottoscritta in data 24 novembre 2005 dai Sindaci o Loro Delegati dei Comuni
dell’Ambito;

Convenuto che tale Convenzione allo stato si intende confermata ed automaticamente
adeguate alle nuove disposizioni di cui alla Legge Regionale n. 19/2006;

Vista la Delibera del Coordinamento istituzionale n. 16 adottata nella seduta del 12 giugno
2007 con la quale veniva approvata la Seconda Parte del Piano Sociale di Zona e tutti gli atti
correlati;

Dato atto che successivamente a tale approvazione l’Associazione Arciragazzi ha fatto
pervenire richieste di integrazioni al Piano di Zona riguardanti l’area dei Minori;

Valutata positivamente tale richiesta;

Visto in proposito la Scheda di dettaglio predisposta dell’Ufficio di Piano sulla base delle
richieste della richiamata Associazione;
Vista la legge n. 328/2000;


Vista l’ulteriore legge Regionale n. 19/2006, nonché il Regolamento Attuativo della citata
legge n. 4/2007;

Convenuto di dover approvare la seconda parte del Piano di Zona, nonché di confermare la
Convenzione sottoscritta in data 24 novembre 2005;

Tutto ciò premesso;

Visto il D. Lgs. 267/2000;

Con voti unanimi favorevoli resi come per legge;

                                          DELIBERA

   1) Di richiamare in questa sede il contenuto della Delibera del Coordinamento
      Istituzionale n. 16 del 12/06/2007 con la quale veniva approvata la Seconda Parte del
      Piano di zona, nonché tutti gli atti allegati, che qui deve intendersi integralmente
      riportata e trascritta;

   2) Di approvare, come in effetti approva, la Scheda relativa all’aria Minori relativa alla
      creazione del “Centro aggregativi e per la promozione dei diritti”, recepita sulla base
      delle indicazioni fatte pervenire dall’Associazione Arciragazzi, confermando per il
      resto il contenuto della Seconda Parte del Piano di zona, nonché tutti gli atti allegati;

   3) Sottoscrivono la presente Deliberazione la Provincia di Brindisi, nella persona
      dell’Assessore ai Servizi Sociali Ada Spina, nonché tutti i componenti del
      Coordinamento Istituzionale;

   4) Di trasmettere la presente Deliberazione alla Regione Puglia

Per la Provincia di Brindisi – F.to Assessore ADA SPINA
Per il Comune di Francavilla Fontana – F.to Assessore GIUSEPPE FUSCO
Per il Comune di Carovigno – F.to Assessore CARMINE BRANDI
Per il Comune di Oria – F.to Cons. Com. GLAUCO CANIGLIA
Per il Comune di San Michel S. – F.to Assessore POMPEA CAPPELLI
Per la ASL BR/1 – F.to Dirigente D. Socio-Sanitario FRANCESCO GALASSO
Per il Comune di Villa Castelli – F.to Sindaco FRANCESCO NIGRO
Per il Comune di Ceglie Messapica – F.to Assessore ANNA VITALE
ACCORDI
CON LA
 ASL BR
                                             AMBITO TERRITORIALE
                                                 N.3 AUSL BR/1
                                                     FRANCAVILLA FONTANA
                                                        (Comune Capofila)
                                                       CAROVIGNO – ORIA
                                                       CEGLIE MESSAPICA
                                                     SAN MICHELE SALENTINO
                                                          VILLA CASTELLI




  SECONDA PARTE DEL PIANO SOCIALE DI ZONA DEI COMUNI
                   DELL’AMBITO TERITORIALE N. 3
         Per il sistema integrato di interventi e servizi socio-sanitari
 Legge 328/2000 – ex Legge Regionale 17/2003 – Legge Regionale n. 19/2006

                        ACCORDO CON LA ASL BR

Premesso che i Comuni di Francavilla Fontana, Carovigno - Ceglie Messapica -
Oria - San Michele Salentino -Villa Castelli, hanno costituito l’Ambito
Territoriale n. 3, sottoscrivendo con la ASL BR, un accordo di programma per
l’adozione del Piano sociale di Zona;

Rilevato che in data 14 luglio 2005 venne approvato e sottoscritto dai Comuni
dell’Ambito Territoriale n. 3, Francavilla Fontana, Carovigno - Ceglie
Messapica - Oria - San Michele Salentino -Villa Castelli, dalla ASL BR, nonché
dalla Provincia di Brindisi la Prima Parte del Piano sociale di Zona;

Che l’Ufficio di Piano nella predisposizione delle schede progettuali,
propedeutiche all’approvazione della Seconda parte del Piano sociale di Zona,
ha predisposto le schede per la progettazione di dettaglio, nel quale sono
ricompresse gli interventi ed i servizi ricadenti nell’area della integrazione
socio-sanitaria, alla cui realizzazione deve concorrere anche la ASL.

Vista la nota della ASL BR con la quale comunica l’apporto delle risorse alla
realizzazione della Seconda Parte del Piano Sociale di Zona.

Tutto ciò premesso


                              STABILISCONO
I Comuni di Francavilla Fontana, Carovigno - Ceglie Messapica - Oria - San
Michele Salentino -Villa Castelli, costituenti l’ambito Territoriale n. 3 insieme
con la ASL sono impegnati, attraverso le rispettive strutture a dare concreta
attuazione ai progetti ed agli interventi del Piano sociale di zona;

La ASL BR partecipa alla realizzazione di quanto sopra, attraverso l’impiego di
risorse umane, che vengono così suddivise per area di intervento:

Responsabilità Familiare
- centro di ascolto per le famiglie                 € 15.000,00

Minori
- equipe integrata abuso e maltrattamento           € 13.000,00

Anziani
- assistenza domiciliare integrata                  € 50.000,00

Disabili
- assistenza domiciliare integrata                  50 % delle prestazioni
- integrazione scolastica diversamente abili        svolta dal NIAT

Dipendenze
- prevenzione primaria nelle scuole                 € 18.000,00

Salute Mentale
- centro polivalente                                € 25.000,00

Azioni trasversali di sistema
U.V.M.                                              € 10.000,00
P.U.A.                                              € 50.000,00

Ufficio di Piano                                    € 10.000,00

Le risorse sopra riportate sono corrispondenti alla individuazione delle
qualifiche professionali e alla quantificazione del rispettivo impegno orario in
ciascuno dei progetti, i cui termini esecutivi saranno definiti nell’ambito di
singoli protocolli operativi


Per il Coordinamento Istituzionale –
Il Presidente Dott. Giuseppe Fusco               _______________________

Per l’Ufficio di Piano
Il Coordinatore Tecnico – Rag. Francesco Muolo _______________________

Per la ASL BR – Distretto Socio-Sanitario n. 3
Dott. Francesco Galasso                          _______________________
                                                AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                        AUSL BR/1
                                              Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                               San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                               Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                              Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                    VERBALE
INTESA   COORDINAMENTO        ISTITUZIONALE                                                –
ORGANIZZAZIONI SINDACALI TERRITORIALI
L’anno duemilasette addì ventidue del mese di maggio presso la sede dell’Ambito
sita in Piazza Marconi, 14, con sede in Francavilla Fontana, sono riuniti quali
componenti dell’Ambito i Sigg.ri:


Il Dott. Giuseppe Fusco Presidente del Coordinamento Istituzionale;
L’Avvocato Alessandro Nocco Consulente dell’Ambito Territoriale;
Il Rag. Franco Muolo Coordinatore Ufficio di Piano Territoriale;
Il Dott. Giuseppe Rizzo Componente Ufficio di Piano;
L’Assessore Anna Vitale Componente del Coordinamento Istituzionale;
Il Consigliere Comunale di Oria Glauco Caniglia;

Per le Organizzazioni Sindacali Provinciali sono presenti i Sigg.ri:

Giovanni Albano – UIL (Segretario Provinciale);
Cosimo Di Maria – CISL;
Angelo Leo – CGIL;
Anglani Giacomo – CGIL;
Sgura Cosimo – CGIL;
Aldo Penta – CISL;
De Francesco Norma - CGIL Scuola;

L’Avvocato Alessandro Nocco procede all’esame dettagliato delle singole schede
progettuali, soffermandosi su ciascuna di esse.
Le    organizzazioni    Sindacali     presenti, esprimono   complessivamente
apprezzamento sul lavoro svolto, pur evidenziando l’esigenza di incontri più
frequenti con l’Ambito di Francavilla Fontana.
In particolare si soffermano sull’area disabilità sottolineando come l’utilizzo
dell’intero badget disponibile per il servizio di integrazione scolastica risulti del
tutto inappropriato per i seguenti motivi:

   1) si tratta di interventi relativi all’assistenza-base degli alunni portatori di
      handicap di competenza dei collaboratori scolastici e non dei Comuni;
   2) i Comuni, invece, sono chiamati ad intervenire esclusivamente per
      prestazioni socio educative specialistiche, in ragione della diagnosi
      funzionale elaborata dall’USL;
   3) l’impiego delle risorse per l’assistenza base, non solo non consente
      l’assistenza specialistica, di competenza comunale, ma neppure i servizi
      essenziali di Ambito, previsti per la disabilità, a cui non si può rinunciare,
      quali l’assistenza domiciliare e il trasporto sociale.

Il Consigliere Glauco Caniglia del Comune di Oria, condividendo quanto sostenuto
dalle Organizzazioni Sindacali, precisa come vi sia la necessità anche di un centro
diurno per disabili, peraltro previsto dall’Ambito nel finanziamento alle
infrastrutture sociali presso l’ex ospedale Martini di Oria.
Il Presidente Giuseppe Fusco, pur comprendendo le richieste dei sindacati, e
condividendo l’esigenza di erogare servizi essenziali a favore delle persone con
disabilità al di là dell’integrazione scolastica osserva come in passato, sia
accaduto che gli stessi sindacati l’abbiano sollecitato, dinanzi alle lagnanze dei
familiari dei disabili e all’inadempienza della scuola, a farsi carico del servizio.
Le Organizzazioni, ciò nonostante, ribadiscono che le risorse di Ambito dell’area
disabilità devono essere utilizzate per servizi di competenza dello stesso
Ambito, e, in particolare, per i servizi essenziali.
In tal senso, l’Avvocato Alessandro Nocco, Consulente dell’Ambito, propone di
valutare il riordino complessivo dei servizi dell’area impiegando le unità di
personale da tempo operative sull’integrazione scolastica base, per l’erogazione,
dei servizi essenziali, quali l’assistenza domiciliare o il centro diurno, e
mantenendo a beneficio degli alunni portatori di handicap solo il carico
finanziario delle unità di personale occorrenti per l’assistenza specialistica.
I presenti concordano di sottoporre al Coordinamento Istituzionale, in una
prossima seduta, la valutazione di quanto innanzi.

In relazione, poi, all’area immigrazione, le Organizzazioni Sindacali propongono di
impiegare le poche risorse disponibili per prestazioni ed interventi a favore degli
immigrati, piuttosto che per unità di personale specifiche ad implementazione del
Welfare d’accesso.
Il Presidente Giuseppe Fusco assicura che sottoporrà anche tale proposta al
vaglio del Coordinamento Istituzionale.
Con riferimento al servizio di educativa domiciliare, rivolto alle famiglie
multiproblematiche con minori, le Organizzazioni sottolineano l’esigenza che
oltre, alla specifica prestazione di sostegno relazionale ed educativo, i progetti
specifici su ogni famiglia prevedono un’approccio sistematico, e la conseguente
possibilità di corrispondere attraverso le risorse dell’Ambito, e non solo, anche ai
bisogni fondamentali delle stesse, spesso causa della multiproblematicità.
Infine la Sig.ra Norma De Francesco della CGIL Scuola, invita l’Ambito a
sperimentare delle sezioni ponte tra il Asilo Nido e la Scuola d’Infanzia, e,
comunque, ad incrementare le risorse destinate ai servizi per la prima infanzia.
Al termine dei lavori, le Organizzazioni Sindacali dichiarano di condividere
complessivamente le scelte compiute dall’Ambito e di apprezzare l’opzione
sostanziale a favore della gestione Associata oltre che la realizzazione effettiva
del Servizio Sociale e Professionale e del Segretariato Sociale di Ambito.
Raccomandano, tuttavia, una puntuale verifica degli interventi dell’area disabilità
e, la convocazione a sei mesi, di un tavolo di concertazione per monitorare
l’attuazione del Piano.
Il Presidente Giuseppe Fusco, concludendo i lavori, si impegna a sottoporre
all’attenzione del Coordinamento, osservazioni e proposte, confermando la piena
disponibilità alla collaborazione con le Organizzazioni Sindacali.



 Il Segretario Verbalizzante           Il Presidente Coordinamento Istituzionale
Dott.ssa Luisa M. de Gironimo                   Dott. Giuseppe Fusco



Le Organizzazioni Sindacali
                                              AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                      AUSL BR/1
                                             Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                              Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                             San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                             Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                            Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                    VERBALE
INTESA   COORDINAMENTO        ISTITUZIONALE                                              –
ORGANIZZAZIONI SINDACALI TERRITORIALI
L’anno duemilasette addì undici del mese di giugno presso la sede dell’Ambito
sita in Piazza Marconi, 14, con sede in Francavilla Fontana, sono riuniti quali
componenti dell’Ambito i Sigg.ri:

Il Dott. Giuseppe Fusco Presidente del Coordinamento Istituzionale;
Il Rag. Franco Muolo Coordinatore Ufficio di Piano Territoriale;
L’Assessore Anna Vitale Componente del Coordinamento Istituzionale;

Per le Organizzazioni Sindacali Provinciali sono presenti i Sigg.ri:

Michela Almiento – Segreteria - CGIL:
Anglani Giacomo – CGIL;
Dino Testini – Segreteria Funzione pubblica CGIL;
Aldo Penta – Segreteria CISL;

Almiento: Non si è riscontrato alcuna tabella finanziaria circa l’impiego di
risorse umane e finanziarie.Chiede se il Coordinamento ha fatto una sintesi
finanziamenti, quindi una sintesi di tutto ciò che è stato fatto fin qui per avere
una situazione chiara sul Piano di Zona. Dichiara l’impossibilità di avere in 15
giorni un quadro chiaro della situazione.
Proprio perché non si parte da un quadro complessivo finanziario, comunque
diviso per aree di intervento.
Per l’integrazione scolastica si chiede di prevedere nel prossimo bando
l’impossibilità di interruzione del servizio durante il periodo estivo, magari
organizzando progetti estivi.
Comunque i sindacati fanno pervenire una richiesta di emendamento di due
regolamenti, accesso ai servizi e affidamento degli stessi.
Continuando si chiede sui minori che cosa si sta facendo e se esiste un
regolamento.
Riguardo alle Politiche sui Minori non si ha un quadro complesso sulle schede
relativa ai minori riguardo ai servizi che si vogliono garantire e attivare.
Poiché ci sono finanziamenti da parte della Regione Puglia sui progetti, per i
Nidi si chiede se sono stati redatti dei progetti finalizzati in questo senso.
L’Assessore Fusco consegna delle schede riepilogative area per area su anziani-
disabili-minori.
Testini: Il costo del servizio Assistenza Domiciliare Integrata su cosa è stato
determinato, tenendo in considerazione cosa?
Assessore Fusco: risponde che è stato redatto tenendo conto del C.C.N.L. e dai
vari regolamenti.
In conclusione i sindacati chiedono che gli sia mostrato un quadro di sintesi sul
piano dei finanziamenti area per area.




 Il Segretario Verbalizzante         Il Presidente Coordinamento Istituzionale
   Sig. Armando Leggieri                     Dott. Giuseppe Fusco



Le Organizzazioni Sindacali
                                              AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                      AUSL BR/1
                                             Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                              Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                             San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                             Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                            Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                    VERBALE
INTESA      COORDINAMENTO          ISTITUZIONALE
ORGANIZZAZIONI SINDACALI TERRITORIALI
L’anno duemilasette addì quattordici del mese di giugno presso la sede
dell’Ambito sita in Piazza Marconi, 14, con sede in Francavilla Fontana, sono
riuniti quali componenti dell’Ambito i Sigg.ri:

Il Dott. Giuseppe Fusco Presidente del Coordinamento Istituzionale;
L’Assessore Anna Vitale Componente del Coordinamento Istituzionale;

Per le Organizzazioni Sindacali Provinciali sono presenti i Sigg.ri:
Michela Almiento – Segreteria CGIL;
Aldo Penta – Segreteria Provinciale CISL;
Celentano Alfredo – UIL Pensionati;
Enrico Latini U.S.T. CISL Brindisi;
Testini Dino – Segreteria Funzione Pubblica CGIL;

Le Organizzazioni Sindacali lamentano una mancanza di concertazione e quindi
di incontri più frequenti.
Vengono comunque fatte diverse osservazioni che si propone di allegare al
presente verbale.
Enrico Latini propone che prima di fare i Bandi specifici, ci siano degli incontri
per fare gli approfondimenti necessari.
Michela Almiento dichiara perplessità circa l’assenza dell’articolo sulla
salvaguardia occupazionale nel Regolamento.
L’assessore Fusco prende atto e fa presente che è stata una dimenticanza e che
l’articolo verrà integrato nel testo.
Le Organizzazioni Sindacali pur apprezzando lo sforzo compiuto dalla parte
politica e tecnica dell’Ambito e condividendo l’impalcatura complessiva,
evidenziano che è necessario calibrare tempi e modi per la successiva
programmazione partecipata.
Pertanto la parte politica s’impegna a risentire le Organizzazioni Sindacali prima
della fase di predisposizione dei Bandi per l’affidamento dei servizi.
Si allegano al presente verbale le osservazioni tecniche che saranno oggetto di
confronto, prima della predisposizione dei Bandi.

 Il Segretario Verbalizzante          Il Presidente Coordinamento Istituzionale
Dott.ssa Luisa M. de Gironimo                    Dott. Giuseppe Fusco

Le Organizzazioni Sindacali
                                                         AMBITO TERRITORIALE N.3
                                                                AUSL BR/1
                                                       Francavilla Fontana (Comune capofila)
                                                         Carovigno - Ceglie Messapica – Oria
                                                        San Michele Salentino – Villa Castelli.
                                                       Sede provvisoria: Ufficio Servizi Sociali
                                                      Comune di F.lla F.na – tel. 0831819992




                 VERBALE INCONTRO CON IL TERZO SETTORE
                     PER I TAVOLI DI COPROGETTAZIONE

L’anno duemilasette addì quattro del mese di giugno, alle ore 15,00, presso il Teatro Imperiali
di Francavilla Fontana, sito in via Municipio 6, si è svolto l’incontro con i rappresentanti del
III Settore per il Tavolo di Cooprogettazione per la definizione della seconda parte del Piano
di Zona, convocato con avviso 1236 del 25/05/2007.

L’Avvocato Alessandro Nocco invita il Presidente del Coordinamento Istituzionale
bell’Ambito n.3 a introdurre l’argomento.

l’Assessore Giuseppe Fusco – Presidente Coordinamento Istituzionale dell’Ambito n. 3 nel
salutare gli intervenuti, si scusa per il ritardo con cui si è avuto l’incontro, ma ciò è da
imputare a causa di molteplici problemi sia di carattere politico che gestionale. Il Presidente
continua l’intervento ricordando l’importante lavoro svolto dal Coordinamento Istituzionale e
dall’Ufficio di Piano ed evidenziando che l’incontro odierno ha l’obiettivo di recepire le
esigenze degli operatori e delle istituzioni sociali per la collocazione delle stesse nelle schede
di dettaglio che andranno a determinare la II parte del Piano di Zona. Ricorda agli intervenuti
che l’Ambito Territoriale di Francavilla Fontana ha già disposto entro breve termine
l’attivazione di tre servizi essenziali quali il
Servizio Sociale Professionale, il Segretariato Sociale e il servizio di Pronto Intervento
Sociale. Nel ribadire la piena disponibilità circa la risoluzione di ogni altro problema del
mondo sociale, ringrazia ancora i presenti e passa la parola all’Avvocato Alessandro Nocco
consulente dell’Ambito.

Prende la parola l’Avvocato Alessandro Nocco che nell’ introdurre l’argomento, invita i
presenti a dare il proprio contributo, affinchè possano incrementare gli interventi sociali dei
progetti previsti nella seconda parte del Piano di Zona. Sottolinea che i servizi sociali che
saranno attivati, così come quelli già resi, devono essere considerati sempre come Servizi di
Ambito con il Comune Capofila di Francavilla Fontana. Passa alla disamina dei compiti
istituzionali del Coordinamento, che sono quelli di indirizzo politico per l’attuazione di tutti i
servizi. Esplicita la composizione dell’Ufficio di Piano ribadendo che è composto dai dirigenti
dei comuni dell’Ambito ai quali sono affidati le incombenze per il miglior funzionamento di
tutti i servizi. Preannuncia che si attiverà il Servizio Professionale di Ambito e il Segretariato
Sociale di Ambito, la cui previsione è quella dell’istituzione di una sede per ogni Comune
dell’Ambito. Tali servizi si distinguono dal Servizio Sociale poiché rappresentano il servizio
d’accesso per le prestazioni che vengono richieste dai cittadini.
L’Avvocato Alessandro Nocco passa all’esame delle schede delle aree della seconda parte del
Piano di Zona, comunicando che potrà essere modificato il campo d’intervento minori
trasformandolo in quello per le politiche dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Si passa all’esame delle schede partendo da quelle per le Responsabilità familiare, gli
interventi che verranno attuati saranno:
Centro di ascolto per le famiglie di sostegno alla famiglia e alla genitorialità e di
mediazione familiare in accordo con il Tribunale preposto alla separazione.
Sostegno famiglie affidatarie, il cui compito è quello del rilancio dell’istituto degli affidi
familiari.
Equipe integrata affido ed adozione vedi sopra.

Si passa poi alla scheda Minori, è stata fatta una scelta coraggiosa di prevenzione primaria e
quindi conseguentemente è stata prevista, per la mancanza di strutture adeguate nel territorio
dell’Ambito, la realizzazione di Centri diurni. La novità del Centro diurno, consiste nel
seguire i minori sia presso il centro che successivamente presso le proprie famiglie. La scheda
denominata “Centro Diurno” prevede un’intervento per 30 famiglie e 30 minori con una spesa
sociale quantificata in €. 338.036,23, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

    Realizzare interventi programmati, integrati con gli interventi e le attività degli altri
     servizi e strutture educative, sociali, culturali e ricreativi esistenti nel territorio;
    Favorire il recupero dei minori con problemi di socializzazione o esposti al rischio di
     emarginazione e devianza;
    Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di cura anche in correlazione con il
     Servizio ADE;
    Contrastare le forme di isolamento della famiglia;
    Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d’orIgine;
    Facilitare i percorsi di integrazione sociale.

In detta area minori è stato anche previsto il progetto “Educativa domiciliare” rivolto a 30
famiglie e 50 minori, per una spesa sociale di €. 284.274,50 per il raggiungimento dei
seguenti obiettivi:

      Potenziare le capacità residue del nucleo familiare;
      Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di cura;
      Contrastare le forme di isolamento;
      Supportare alle famiglie per il superamento di eventi crisi;
      Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d’orIgine;
      Facilitare i percorsi di integrazione sociale

Sempre nella medesima area minori è stato previsto il finanziamento di un progetto, “Equipe
integrata abuso e maltrattamento” interessante tutti i comuni dell’Ambito, per una spesa
sociale di €. 56.917,52, che prevede i seguenti interventi:

    Costruire una rete tra Servizi d’Ambito e dell’Ausl per la realizzazione di interventi
     integrati ;
    Sostenere famiglia nei suoi compiti educativi e di responsabilità genitoriale;
    Prevenire situazioni di abuso e maltrattamento;
    Intervenire rispetto al minore ed al nucleo abusato;
      Prendere in carico casi segnalati;
      Contrastare le forme di isolamento;
      Supportare alle famiglie per il superamento di eventi crisi;
      Garantire al minore lo sviluppo e la crescita nel proprio nucleo d’origine e, ove ciò
       non sia possibile, in una famiglia idonea.

Si passa poi alla scheda degli Anziani non autosufficienti, gli interventi che verranno attuati
saranno:
“Assistenza domiciliare integrata”, che riguarda interventi a favore di 40 utenti dell’Ambito
ricorrendo a risorse economiche quantificate in €. 251.288,36. Gli obiettivi contenuti in tale
scheda riguardano principalmente i seguenti interventi:

   -   Sostenere l’anziano          nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone
       l'istituzionalizzazione;
   -   Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente destinatario del Servizio
       soprattutto se lo stesso risulta isolato o privo di sostegno da parte dei familiari;
   -   Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
   -   Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona anziana
       soprattutto se la stessa è non autosufficiente;
   -   Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano
       l'assistenza mediante iniziative varie, Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che
       abbiano in carico anziani, in modo correlato con il Servizio di Assegno di Cura;
   -   Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie.

“Assistenza domiciliare sociale”, sono previsti interventi a favore di 60 utenti, con l’impiego
di risorse finanziarie di €. 479.385,27, dietro corresponzione dei seguenti servizi:

   -   Sostenere l’anziano          nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone
       l'istituzionalizzazione;
   -   Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente fruitore del Servizio;
   -   Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
   -   Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona anziana
       soprattutto se la stessa è non autosufficiente;
   -   Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che abbiano in carico anziani, in modo
       correlato con il Servizio di Assegno di Cura;
   -   Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano
       l'assistenza mediante iniziative varie;
   -   Contrastare fenomeni di isolamento ed emarginazione dell’anziano;

Si passa poi alla scheda dell’Area disabilità I fondi disponibili vengono destinati
all’integrazione scolastica.I Comuni e l’USL si sono fatti carico di competenze degli istituti
scolastici.
-         Sostenere la persona disabile nel suo ambiente familiare e sociale, evitandone
     l'istituzionalizzazione;
-         Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente destinatario del Servizio
     soprattutto se privo di sostegni familiari significativi;
-         Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
-         Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di un diversamente abile
     soprattutto se la stessa è non autosufficiente
-       Intervenire a sostegno dei nuclei familiari, che abbiano in carico disabili, in modo
    correlato con l’Assegno di Cura;
-       Educare ad una cultura della responsabilità da parte della collettività attraverso un
    coinvolgimento delle risorse no profit del territorio;
-       Sostenere in maniera significativa le famiglie e gli altri soggetti che prestano
    l'assistenza mediante iniziative varie, tra le quali la diffusione intensiva di competenze ed
    abilità per una loro autonomia di intervento;
-       Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie;
-       Rafforzare le abilità residue dell’utente;
-       Facilitare le competenze sociali della persona.
-       Garantire il diritto allo studio dei portatori di handicap fisici, psichici e sensoriali;
-       Favorire l’inserimento nei processi formativi della persona diversamente abile;
-       Sostenere la persona disabile nel suo ambiente sociale;
-       Potenziare l’autonomia e l’autosufficienza dell’utente;
-       Garantire un Servizio qualitativo ed integrato;
-       Alleviare il carico familiare che deriva dall’accudimento di una persona diversamente
    abile, soprattutto se la stessa è non autosufficiente;
-       Agevolare il percorso di integrazione tra politiche sociali e sanitarie;
-       Rafforzare le competenze sociali della persona.
-       Favorire la mobilità dei disabili per il raggiungimento dei servizi di riabilitazione e
        strutture socio-ricreative per favorire la socializzazione;
-        Sostenere le situazioni di fragilità presenti nei nuclei familiari

Si passa poi alla scheda delle Dipendenze.
Si è ritenuto più strategico puntare sulla prevenzione in senso pieno con un’attenzione
particolare verso gli studenti. La scheda di dettaglio denominata “Prevenzione Primaria nelle
scuole medie inferiori”, prevede interventi specifici a favore di minori delle scuole medie
inferiori, con l’impiego di risorse economiche previste in €. 139.117,35 e per il
raggiungimento dei seguenti obiettivi:

     Costituire un equipe multidisciplinare;
     Stimolare il pensiero critico dei ragazzi;
     Sostenere l’adozione, da parte dei preadolescenti, di uno stile di vita maturo e
      propositivo;
     Fornire modelli comportamentali positivi e vitali;
     Avallare nei ragazzi atteggiamenti di scelta consapevole;
     Sostenere l’autodeterminazione dei ragazzi;
     Incoraggiare condotte legali;
     Contrastare forme di isolamento e marginalità derivanti da fragilità imputabili all’età;
     Creare un comune linguaggio tra famiglie, servizi e ragazzi;

Si passa poi alla scheda della Salute Mentale, che prevede la realizzazione di un Centro
Sociale polivalente per diversamente abili, previsto dal Regolamento Regionale n. 4/2007
(in condivisione con il Centro d’igiene mentale).

Si passa poi alla scheda della Povertà, che prevede l’inserimento nel campo lavorativo di
persone disagiate ricorrendo al Centro per l’impiego territoriale. La scheda denominata
“Interventi di inserimento lavorativo rivolto a persone disoccupate di lunga durata, ex
detenuti, ex tossicodipendenti”, prevede una risorsa di €. 121.117,35 per il raggiungimento
dei seguenti obiettivi:

    Creare un’opportunità lavorativa ai soggetti socialmente svantaggiati;
    Garantire, anche se solo temporaneamente l’ autonomia economica delle persone che
     fruiranno dell’intervento;
    Sostenere le capacità residue dei soggetti;
    Prevenire comportamenti devianti;
    Potenziare la spendibilità del soggetto nel mercato del lavoro;
    Sollecitare politiche integrate tra Servizi.

Si passa poi alla scheda delle Azioni di Sistema.
E’ stata fatta una scelta coraggiosa
Pronto intervento Sociale è una funzione del Servizio Sociale, una sorta di reperibilità dei
servizi sociali per gli interventi urgenti nei Comuni dell’Ambito.
Servizio di Segretariato Sociale Professionale Porta Unica d’Accesso, da attivarsi in
collaborazione con il personale dell’USL.
Servizio Sociale Professionale
Unità di Valutazione Multidimensionale UVM (con personale dell’AUSL e dei Comuni,
quindi a costo zero).


Si passa poi alla scheda dell’Area Immigrazione potenziamento del Segretariato Sociale
mediante la creazione di uno sportello rivolto agli immigrati con sede in Francavilla Fontana.

- Educare le comunità locali ad una cultura della responsabilità, della solidarietà e
  dell’accoglienza, anche attraverso un coinvolgimento delle risorse no profit del territorio;
- Promuovere l’integrazione culturale tra etnie differenti;
- Contrastare le forme di isolamento della diversità;
- Facilitare i percorsi di scambio culturale e crescita della collettività;
- Favorire l’inclusione sociale delle persone immigrate.

Per concludere infine con l’Area dell’Ufficio di Piano, che prevede la scheda con il
funzionamento dell’Ufficio di Piano.

Prof. D’Amone interviene chiedendo: i Centri Diurni e i Centri Residenziali che fine
fanno?
La Regione su questo deve riflettere per farsi carico delle spese dirette --------- e in base alle
risorse europee.
Mariella (Villa Castelli) rappresenta L’Associazione Genitori afferma che l’area disabili è
limitata solo all’assistenza scolastica o domiciliare , non è cambiato niente non è possibile
dare solo assistenza scolastica ai disabili, il problema sarebbe quello di trovare la soluzione
per i ragazzi oltre i 18 anni quando finiscono la scuola, questi ragazzi dopo la scuola
rimangono in casa non sanno dove andare, questo dovrebbe essere l’obiettivivo di punta.
Sig.ra Braccio (Centro handicap di Francavilla Fontana) lamenta la mancanza di lavoro per i
disabili.
Nel Progetto dell’Ambito e nel Piano non c’è alcuna traccia di intervento a favore dei disabili
adulti, cosa devono fare dopo i 18 anni i ragazzi disabili, i genitori sono stanchi sono diventati
vecchi.
L’Avvocato Nocco afferma che l’Ambito ha previsto tra le finalità la richiesta di un
finanziamento extra Piano che prevede l’attuazione di una struttura “Dopo di Noi” da
effettuarsi a Oria, certo ci vuole un po’ di tempo è una struttura che avrà al piano terra un
centro diurno e al 1° piano il progetto “Dopo di Noi”.
In prospettiva il servizio per disabili ci sarà, abbiamo bisogno di tempoi per attivare il tutto.
Irene Milone Consorzio Nuvola , un suggerimento sarebbe quello dei percorsi di inclusione
sociale lavorativi dando incentivi alle aziende per sopportare attraverso borse lavoro e tirocini
formativi il lavoro ai disabili, creare opportunità anche nei confronti non solo dei disabili, ma
anche delle aziende che assumono gli stessi.
Quattrocchi Preside della Scuola Media di Oria non so se la soluzione sia quello di togliere i
soldi dall’integrazione scolastica ci sono ragazzi che senza una persona accanto non
potrebbero stare nella scuola.
I Presidi sono i primi che hanno i problemi con i genitori disabili non si può dire che questi
soldi non servono a niente e bisogna dirottarli altrove, non si può aspetttare che tale lavoro sia
fatto dai collaboratori scolastici visti i pochi operatori presenti nella scuola.
Alessandro Nocco molti dirigenti scolastici lamentano la mancanza dell’assistenza
specialistica in quanto molte volte la stessa soccombe a discapito dell’assistenza di base
generica.
Bisogna trovare il modo di far partecipare tutti gli attori interessati in quanto stiamo parlando
di giovani che soprattutto dopo la scuola non sanno cosa fare e dove andare.
Il servizio deve essere razzionalizato coinvolgendo tutte le figure professionali e assistenziali
previste dalle norme regionali.
Assessore Fusco non si è istituito questo servizio per fare favori politici, ma perché a
settembre quando il servizio non era partito in coincidenza con l’inizio delle scuole c’erano
delle mamme che venivano a piangere presso gli Uffici.
Non mi va che oggi si discuta decidendo togliamo qua e mettiamo là, chiudiamo o togliamo
quel servizio e attivandone un altro.
Avvocato Nocco nello specifico visto il proliferare di leggi in materia di disabili vi dirò che la
Provincia sta per finanziare l’assistenza scolastica ai disabili nelle scuole superiori.
Bisogna iniziare a capire chi deve fare cose in quanto molte volte c’è stato un mescolamento
di diverse cose.
Nell’incontro con i Sindacati è emersa la differenza e la sperequazione di diversi interventi a
discapito di altri.
Tanto per farvi capire il costo del servizio per l’integrazione oltre 600.000 Euro basta solo per
un anno scolastico di intervento, è evidente che c’è un problema.
Fabrizio Guglielmi Assistente Sociale (San Michele S.) afferma che esiste una normativa che
disciplina ruoli e competenze , la normativa dice che i Comuni possono attuare i tavoli di
cooprogettazione a livello comunale e a livello di Ambito. Vorrei saper chi vi ha dato i numeri
che dalle schede vedo che sono precisi.
Così come le risorse, non è stato rispettato quanto previsto nella legge per il Piano di Zona
non vi sono stati fatti i tavoli tematici e quelli di cooprogettazione.
La progettazione delle schede della II parte dell’Ambito dovevano scaturire da incontri
comunali che rappresentano indirizzi politici che programmatici per l’epletamento delle
attività del Piano di Zona.
Avvocato Nocco afferma che i tavoli di cooprogettazione sono quelli che sono stati attivati
per la redazione della I parte del Piano , l’unico organo deputato a decidere scegliere, quali
servizi attivare e far partire, quali risorse e quanti utenti utilizzare, è il Coordinamento
Istituzionale in quanto composto da rappresentanti dei Comuni è quindi dai cittadini elettori,
ed è quindi l’unico organo che può decidere e scegliere.
Filippo Melillo (Arciragazzi). C’è un impossibilità a cogliere i vari aspetti , il problema è chi
ha deciso le priorità nel Piano di Zona, un vedersi tutti insieme e discutere dei problemi ci
sono avrebbe facilitato questo processo.
Questo Piano lo vedo come una risposta all’emergenza che c’è e non come dice la 328/2000
come al benessere delle persone.
Da un dialogo costruttivo poteva uscire fuori un Piano di Zona migliore, tutto rivolto a
sostenere soltanto l’emergenza, ci vorrebbe una collaborazione diretta per indicare le linee
prioritarie d’intervento in modo da decidere insieme le problematiche da superare, cioè si
chiede un maggior coinvolgimento delle Associazioni, perché da un dialogo costruttivo può
uscire fuori un Piano d’intervento Sociale globale.
Il Piano è teso a sostenere la famiglia e non altri servizi some ad es. il problema delle ragazze
madri e delle coppie di fatto.
Assessore Vitale queste schede non sono quelle definitive possono essere riviste accogliendo
le proposte che vengono fuori dalle Associazioni.
Giovanni Aversa – Comune di Oria siccome si parla di responsabilità familiare e di un ufficio
che per la famiglia vede un interazione con gli Uffici Giudiziari vi posso dire che il Tribunale
di Brindisi sta per far nascere l’Ufficio Famiglia che si occuperà di separazione, affidamento
dei bambini, ect., quindi si potrebbe integrare questo nuovo ufficio con quanto previsto nel
piano nella parte della responsabilità familiare.
Assessore Fusco conclude che venerdì il C.C. approverà i regolamenti dell’Ambito che serve
per far partire la macchina, poi entro venerdì le Associazioni possono presentare osservazioni
al Piano che il Coordinamento la prossima settimana presenterà. Alle ore 18,45 si chiude
l’Assemblea.

 Il Segretario Verbalizzante                    Il Presidente Coordinamento Istituzionale
Dott.ssa Luisa M. de Gironimo                                Dott. Giuseppe Fusco

Successivamente all’incontro sono pervenute n. 2 proposte da parte del Presidente
dell’Associazione Arciragazzi e dell’Assistente Sociale Fabrizio Guglielmi che sono state
condivise dal Coordinamento istituzionale e recepite, attraverso la riformulazione della schede
dell’area dipendenza e la scheda dell’area Minori n. 9 “servizi ricreativi per il tempo libero e
ludobus”, con Deliberazione del Coordinamento istituzionale n. 19 del 13/06/2007
Di seguito viene riportato il testo dell’integrazione richiesta dal Presidente dell’Associazione
Arciragazzi:
“Il      sottoscritto      Filippo       Melillo        in      qualità     di      responsabile
dell'Associazione     Arciragazzi,      chiede     l'integrazione     nel   piano     di    zona
di ambito Francavilla, dei seguenti punti:

Azioni positive per la promozione dei diritti
   - i bisogni del bambino e della bambina
   - il bambino e la bambina cittadini
   - piano urbano della mobilità
   - affermare i diritti dell'infazia
   - prevenzione,partecipazione, protezione infanzia e spazio urbano

Servizi ricreativi per il tempo libero
   - centri ricreativi
   - ludoteca
   - ludobus
   - spazi pubblici per il gioco

Centri aggregativi ed educativi per adolescenti
   - il centro aggregativo ed educativo come riscoperta del luogo
   - gli spazi attrezzati per la musica,il teatro il cinema e le arti
   - il sostegno e la promozione dell'associazionismo
   - centri educativi diurni


   Considerata la ristrettezza dei tempi per la consegna                        del   piano,    si
   richiede un incontro urgente per la discussione di quanto sopra.

   Distinti saluti

   Francavilla Fontana 08.06.2007

                                                      Filippo Melillo”


Di seguito viene riportato il testo dell’integrazione richiesta dall’assistente sociali Fabrizio
Guglielmi:
“gentile dott. Nocco
così come convenuto all'incontro del 4 giugno scorso, le invio una proposta di integrazione e
modifica del quadro progettuale relativo all'area tematica delle dipendenze. Al fine di
estendere l'aria d'intervento sociale alle fasce giovanili meno protette si suggerisce di
trasformare l'intervento di prevenzione previsto in ambito scolastico in un intervento svolto
nei luoghi di socializzazione giovanile extra scolastici ( bar, pub, dicoteche, giardini pubblici,
concerti ecc.) attraverso l'attivazione di una unità di strada che operi sull'intero ambito, con
l'obiettivo di attivare processi ed iniziative di prevenzione del disagio giovanile e di
promozione del benessere nonchè di stili di vita sobri e responsabili.
Il costo di tale intervento rientra perfettamente nella spesa prevista per l'area tematica.
certo della sua attenzione e di un suo riscontro,
le porgo gli auguri di buon lavoro.
San Michele Sal.no, 07/06/2007
Assistente Sociale dott. Fabrizio Guglielmi”

								
To top