STUDI DI SETTORE 2009

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STUDI DI SETTORE 2009 Powered By Docstoc
					    Direzione Centrale Accertamento
               ______________
   Settore Governo dell’accertamento
           Ufficio Studi di settore




  OSSERVATORI REGIONALI

INCONTRO DEL 14 GIUGNO 2011
     STUDI DI SETTORE P.I. 2010


         Programma delle attività

- Apertura in videoconferenza con DCA

- Riunione Osservatori
      STUDI DI SETTORE P.I. 2010


                    Argomenti
PRINCIPALI NOVITÀ STUDI IN EVOLUZIONE PER P.I. 2010

NOVITA’ DELLA MODULISTICA

GE.RI.CO.

COMUNICAZIONI ANOMALIE
            LA COMMISSIONE ESPERTI

Il giorno 22 dicembre 2010 la Commissione degli esperti
per gli studi di settore, ha espresso parere favorevole in
merito ai 68 studi di settore in revisione per il periodo
d’imposta 2010.
Il 31 marzo 2011 alla stessa commissione è stato
presentata la struttura dei correttivi da applicare agli
studi per tenere conto degli impatti della crisi
      STUDI DI SETTORE P.I. 2010
•Con il D.M. 16 marzo 2011:

  sono stati approvati 68 studi di settore applicabili
  per il periodo d’imposta 2010;



  I 68 studi risultano così suddivisi tra i vari comparti:

      MANIFATTURE                  COMMERCIO
            21                          21

         SERVIZI                PROFESSIONISTI
            20                           6
                                    MANIFATTURE

1) studio di settore UD39U (Fabbricazione di coloranti, pitture, vernici);
2) studio di settore UD40U (Fabbricazione di motori, generatori ed altri apparecchi elettrici);
3) studio di settore UD41U (Fabbricazione e riparazione di macchine ed attrezzature per
    ufficio);
4) studio di settore UD42U (Fabbricazione e riparazione di elementi per ottica);
5) studio di settore UD43U (Fabbricazione di apparecchi medicali e protesi);
6) studio di settore UD44U (Fabbricazione di accessori per autoveicoli, motoveicoli e biciclette);
7) studio di settore UD45U (Lavorazione di tè, lavorazione e commercio all’ingrosso di caffè);
8) studio di settore UD46U (Fabbricazione di prodotti chimici);
9) studio di settore UD49U (Fabbricazione di materassi);
10) studio di settore VD01U (Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di pasticceria);
11) studio di settore VD02U (Produzione di paste alimentari);
12) studio di settore VD06U (Fabbricazione di ricami);
13) studio di settore VD07A (Fabbricazione di articoli di calzetteria);
14) studio di settore VD07B (Confezione ed accessori per abbigliamento);
15) studio di settore VD08U (Fabbricazione di calzature, parti e accessori);
16) studio di settore VD10U (Confezione biancheria);
17) studio di settore VD12U (Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria);
18) studio di settore VD13U (Nobilitazione dei tessili);
19) studio di settore VD14U (Produzione tessile);
20) studio di settore VD18U (Fabbricazione prodotti in ceramica e terracotta);
21) studio di settore VD34U (Fabbricazione e riparazione di protesi dentarie).
                                               SERVIZI
1) studio di settore UG41U (Ricerche di mercato e sondaggi di opinione);
2) studio di settore UG90U (Esercizio della pesca e attività connesse);
3) studio di settore UG91U (Attività ausiliarie dei servizi finanziari e assicurativi);
4) studio di settore UG92U (Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che
    svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi - attività di impresa));
5) studio di settore UG93U (Attività degli studi di design);
6) studio di settore UG94U (Produzioni e distribuzioni cinematografiche e di video, attività
    radiotelevisive);
7) studio di settore UG95U (Servizi dei centri per il benessere fisico e stabilimenti termali);
8) studio di settore VG39U (Agenzie di mediazione immobiliare);
9) studio di settore VG44U (Esercizi alberghieri, affittacamere e case per vacanze);
10) studio di settore VG61A (Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco);
11) studio di settore VG61B (Intermediari del commercio di mobili, articoli per la casa e ferramenta);
12) studio di settore VG61C (Intermediari del commercio di prodotti tessili, abbigliamento, calzature e
    articoli in cuoio);
13) studio di settore VG61D (Intermediari del commercio specializzato in prodotti particolari n.c.a. ed
    intermediari del commercio in vari prodotti senza prevalenza di alcuno);
14) studio di settore VG61E (Intermediari del commercio di macchinari, impianti industriali, navi e
    aeromobili (comprese macchine agricole e per ufficio));
15) studio di settore VG61F (Intermediari del commercio di materie prime agricole, animali vivi,
    materie prime tessili e semilavorati);
16) studio di settore VG61G (Intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti
    chimici per l'industria);
17) studio di settore VG61H (Intermediari del commercio di legnami e materiali da costruzione);
18) studio di settore VG66U (Software house, riparazione di macchine per ufficio ed altri servizi
    connessi all’Information Technology);
19) studio di settore VG67U (Tintorie e lavanderie);
20) studio di settore VG74U (Attività fotografiche).
                                      COMMERCIO
1) studio di settore UM41U (Commercio all'ingrosso di macchine ed attrezzature per
ufficio);
2) studio di settore UM80U (Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione);
3) studio di settore UM82U (Commercio all'ingrosso di metalli);
4) studio di settore UM83U (Commercio all'ingrosso di prodotti chimici);
5) studio di settore UM84U (Commercio all'ingrosso di macchine utensili);
6) studio di settore UM85U (Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco);
7) studio di settore UM86U (Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici);
8) studio di settore VM01U (Commercio al dettaglio di alimentari);
9) studio di settore VM02U (Commercio al dettaglio di carni);
10) studio di settore VM03A (Commercio al dettaglio ambulante di alimentari e bevande);
11) studio di settore VM03B (Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la
     casa, articoli di abbigliamento);
12) studio di settore VM03C (Commercio al dettaglio ambulante di mobili ed altri articoli n.c.a.);
13) studio di settore VM03D (Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie);
14) studio di settore VM04U (Farmacie);
15) studio di settore VM05U (Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie e
     accessori );
16) studio di settore VM07U (Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria);
17) studio di settore VM15A (Commercio al dettaglio e riparazione di orologi e gioielli);
18) studio di settore VM27A (Commercio al dettaglio di frutta e verdura);
19) studio di settore VM27B (Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi);
20) studio di settore VM28U (Commercio al dettaglio di tessuti, tappeti e biancheria per la casa);
21) studio di settore VM40A (Commercio al dettaglio di fiori e piante).
                       PROFESSIONISTI



1) studio di settore UK26U (Attività' delle guide turistiche, degli
   accompagnatori turistici e delle guide alpine);
2) studio di settore UK27U (Attività professionali relative
   all'informatica);
3) studio di settore UK28U (Attività nel campo della recitazione e della
   regia);
4) studio di settore VK02U (Attività degli studi di ingegneria);
5) studio di settore VK06U (Servizi forniti da revisori contabili, periti,
   consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di
   amministrazione, contabilità e tributi - attività di lavoro autonomo);
6) studio di settore VK17U (Periti industriali).
     STUDI DI SETTORE P.I. 2010
 Novità : modalità applicative degli studi per il
                    p. i. 2010
 Il D.M. 16 marzo 2011 e quello del 22 marzo 2011,
 modificando il D.M. 11 febbraio 2008, hanno previsto
 una diversa modalità applicativa degli studi nei
 confronti di determinati soggetti. Si tratta di:
 Società Cooperative a mutualità prevalente;
 Soggetti IAS;
 Soggetti che esercitano in maniera prevalente
 l'attivita' contraddistinta dal codice 64.92.01 - "Attivita'
 dei consorzi di garanzia collettiva fidi" o dal codice
 66.19.40 - "Attivita' di Bancoposta"
     STUDI DI SETTORE P.I. 2010
 Le modalità applicative degli studi per il p. i.
                    2010
  Per questi soggetti, i risultati dell’applicazione degli
  studi di settore :
 non possono essere utilizzati per l'azione di
  accertamento, di cui all'articolo 10 della legge 8
  maggio 1998, n. 146;
 sono utilizzati esclusivamente per la selezione delle
  posizioni soggettive da sottoporre a controllo con le
  ordinarie metodologie e non rilevano altresì ai fini
  dell'applicazione dell'art. 10, comma 4-bis, della legge
  8 maggio 1998, n. 146.
STUDI DI SETTORE 2011




              Roma, 22 giugno 2010
    STUDI DI SETTORE P.I. 2010
L’adeguamento alle risultanze degli SDS per il
                  P.I. 2010




            DPCM 12 maggio 2011
                         DPCM 12 05 2011
                Termini per l'effettuazione dei versamenti per l'anno 2011

1. Le persone fisiche tenute, entro il 16 giugno 2011, ai versamenti risultanti dalle
dichiarazioni dei redditi e da quelle in materia di imposta regionale sulle attivita' produttive,
nonche' al versamento in acconto dell'imposta sostitutiva, operata nella forma della
cedolare secca, di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, effettuano i
predetti versamenti:
a) entro il 6 luglio 2011, senza alcuna maggiorazione;
b) dal 7 luglio 2011 al 5 agosto 2011, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per
cento a titolo di interesse corrispettivo.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai soggetti diversi dalle persone
fisiche tenuti ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e da quelle in materia di'
imposta regionale sulle attivita' produttive entro il 16 giugno 2011, che esercitano attivita'
economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore di cui all'art. 62-bis del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1993, n. 427, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite
stabilito per ciascuno studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministro
dell'economia e delle finanze. Le medesime disposizioni si applicano anche ai soggetti
che partecipano, ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, a
societa', associazioni, e imprese con i requisiti indicati nel periodo precedente .
   PARTICOLARITÀ APPLICATIVE STUDI P.I. 2010
Lo studio di settore VD12U (panetteria) si applica anche ai contribuenti che
svolgono, unitamente alle attività oggetto dello studio, una o più delle seguenti
attività complementari:
a) supermercati, codice attività 47.11.20;
b) discount di alimentari, codice attività 47.11.30;
c) minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari, cod. att.
     47.11.40;
d) commercio al dettaglio di frutta e verdura preparata e conservata, cod. att.
     47.21.02;
e) commercio al dettaglio di bevande, codice attività 47.25.00;
 f) commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari, cod. att.
     47.29.10;
g) commercio al dettaglio di caffè torrefatto, codice attività 47.29.20;
h) commercio al dettaglio di prodotti macrobiotici e dietetici, cod. att. 47.29.30;
 i) commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati
     n.c.a., codice attività 47.29.90.
Lo studio VD12U si applica, in presenza delle predette attività complementari,
se i ricavi delle attività oggetto dello studio sono prevalenti rispetto a quelli
derivanti dall'insieme delle attività complementari.
   PARTICOLARITÀ APPLICATIVE STUDI P.I. 2010



 Lo studio di settore VG44U (alberghi) si applica anche ai contribuenti
che svolgono, unitamente alle attività oggetto dello studio, una o più
   delle seguenti attività complementari:
   a) Ristorazione con somministrazione, codice attività 56.10.11;
   b) Gelaterie e pasticcerie, codice attività 56.10.30;
   c) Bar e altri esercizi simili senza cucina, codice attività 56.30.00.
Lo studio VG44U si applica, in presenza delle predette attività
complementari, se i ricavi delle attività oggetto dello studio sono
prevalenti rispetto a quelli derivanti dall’insieme delle attività
   complementari.
    PARTICOLARITÀ APPLICATIVE STUDI P.I. 2010




 Lo studio di settore UM85U (tabaccai) si applica anche ai contribuenti,
che svolgono, unitamente all’attività oggetto dello studio, l’attività di
“Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio eccetera" 92.00.01.
Lo studio UM85U si applica, “altresì”, nel caso in cui i ricavi derivanti
dall'attività di ricevitoria siano prevalenti rispetto ai ricavi derivanti
dall’attività oggetto dello studio.
La “regionalizzazione”
 degli studi di settore

  Il nuovo studio del
       commercio
     abbigliamento e
        calzature
         VM05U
                        19
          La “regionalizzazione” degli studi



QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO:

 l’art. 83, commi 19 e 20 del D.L. 112/2008, conv. in L.
   133/2008, ha previsto l’elaborazione degli studi di settore
   su base regionale o comunale.
In particolare:
 art. 83, comma 19: “in funzione dell'attuazione del federalismo
   fiscale, a decorrere dal 1° gennaio 2009 gli studi di settore […]
   vengono elaborati, sentite le associazioni professionali e di
   categoria, anche su base regionale o comunale, ove ciò sia
   compatibile con la metodologia prevista dal comma 1, secondo
   periodo, dello stesso articolo 62-bis”.

                                                                 20
          La “regionalizzazione” degli studi



  art. 83, comma 20: “con decreto del Ministro dell'economia
   e delle finanze sono stabilite le modalità di attuazione del
   comma 19, prevedendo che la elaborazione su base
   regionale o comunale avvenga con criteri di gradualità
   entro il 31 dicembre 2013 e garantendo che alla stessa
   possano partecipare anche i comuni, in attuazione della
   previsione di cui all'articolo 1 del D.L. 30 settembre 2005, n.
   203, convertito, con modificazioni dalla legge 2 dicembre
   2005, n. 248 ”.

Le modalità attuative di cui al comma 20 sono state disciplinate
dal decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 19
maggio 2009.

                                                                21
        La “regionalizzazione” degli studi


 Decreto 19 maggio 2009
   art. 2 (Criteri per l'elaborazione degli studi di settore
   su base regionale o comunale): processo realizzato con
   criteri compatibili con la metodologia prevista dall’art.
   62-bis del D.L. 331/1993, tenendo conto:
     a) del grado di differenziazione a livello territoriale
     dei prezzi e delle tariffe relativi alle prestazioni di
     servizi o cessioni di beni operate dalle imprese e
     dagli esercenti arti e professioni e dei costi di
     approvvigionamento dei fattori impiegati nel
     processo produttivo;
     b) del grado di differenziazione a livello territoriale
     dei modelli organizzativi che caratterizzano la
     specifica attività economica.
                                                           22
          La “regionalizzazione” degli studi

            Studio di settore VM05U

Lo studio di settore VM05U relativo al commercio di abbigliamento
  e calzature:

    rappresenta il secondo studio ELABORATO SU BASE
     REGIONALE
    è stato costruito sulla base di 93.910 modelli relativi al
     periodo d’imposta 2008
    i gruppi omogenei sono stati definiti SU BASE NAZIONALE
    sulla base dei dati strutturali sono stati individuati 20 GRUPPI
     OMOGENEI (CLUSTER)
    sono state definite funzioni regionali di ricavo per ogni
     gruppo omogeneo e per ciascuna regione.
        La “regionalizzazione” degli studi

         Studio di settore VM05U
          L’applicazione dello studio


A ciascuna impresa verrà applicato lo studio
regionale sulla base della Regione nella quale è
effettuata l’attività.


Tale informazione è richiesta nel modello VM05U in
applicazione dal periodo di imposta 2010.
        La “regionalizzazione” degli studi

   L’applicazione dello studio VM05U

Luogo di svolgimento dell’attività
           La “regionalizzazione” degli studi

             Studio di settore VM05U
                 LA NORMALITÀ ECONOMICA
Il “nuovo” studio VM05U utilizza gli indicatori di normalità
economica “a regime” disciplinati dal comma 2 dell’art.
10-bis della L. n. 146/1998
Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto
al valore degli stessi;
Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di
contratti di locazione finanziaria rispetto al valore degli stessi;
Durata delle scorte;
Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di
servizi sui ricavi;
Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi
          La “regionalizzazione” degli studi

            Studio di settore VM05U
                    LA TERRITORIALITA’

Nella definizione della funzione di ricavo del “nuovo”
studio VM05U sono state utilizzate quattro diverse
territorialità.
• Territorialità del livello delle retribuzioni;
• Territorialità del livello di reddito disponibile per
  abitante;
• Territorialità del livello dei canoni di affitto dei locali
  commerciali a livello comunale;
• Territorialità dei Factory Outlet Center (aggiornata al
  2010).
               La “regionalizzazione” degli studi

                 Studio di settore VM05U
                            LA TERRITORIALITA’
La “Territorialità del livello delle retribuzioni” differenzia il territorio nazionale
   sulla base dei livelli retributivi per settore, provincia e classe di abitanti
   del comune.

La “Territorialità del livello del reddito disponibile per abitante” differenzia il
   territorio nazionale sulla base del livello del reddito disponibile per
   comune.

La “Territorialità del livello dei canoni di affitto dei locali commerciali a livello
   comunale” differenzia il territorio nazionale sulla base dei livelli dei
   canoni di affitto dei locali commerciali per comune.

La “Territorialità dei Factory Outlet Center” differenzia il territorio nazionale
   sulla base della distanza, espressa in minuti di percorrenza, di ciascun
   comune dal Factory Outlet Center (F.O.C.) più vicino.
GLI STUDI DELLE ATTIVITA’
     PROFESSIONALI



 GLI STUDI “MISTI”
       STUDI DI SETTORE P.I. 2010
               Esempio: il nuovo studio VK06U
 (Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che
   svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi)


Il nuovo studio VK06U presenta la novità di utilizzare un
modello di stima diverso rispetto al precedente.
Si passa da un modello di stima a prestazioni “puro” a uno
di tipo “misto”, nel quale si utilizza:
– Il modello di stima basato sul confronto tra valore medio
  dichiarato relativo al compenso per tipologia di prestazione e
  valore minimo individuato dallo studio di settore;
– Il modello di stima basato sul tempo e sui costi dichiarati.
         STUDI DI SETTORE P.I. 2010
      Gli indicatori di normalità economica
  I 68 studi di settore elaborati per il periodo d’imposta 2010
  presentano il seguente set di indicatori:
  Attività di Impresa
• Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto
  al valore storico degli stessi;
• Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di
  contratti di locazione finanziaria rispetto al valore storico degli
  stessi;
• Durata delle scorte;
• Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di
  servizi sui ricavi;
• Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi;
• Rendimento orario imprese (solo studi delle attività professionali con
  quadro F reddito d’impresa).
      STUDI DI SETTORE P.I. 2010
    Gli indicatori di normalità economica


  Attività di lavoro autonomo
• Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali
  mobili rispetto al valore storico degli stessi
• Incidenza delle altre componenti negative sui compensi
• Rendimento orario professionisti
L’impatto della “crisi” sull’utilizzo
  dello strumento degli studi di
        settore: i correttivi




                                    34
 La manovra anti-crisi e la revisione congiunturale
           speciale degli studi settore


L’art. 8 del DL n. 185 del 29 novembre 2008, deroga
l’articolo 1, comma 1, del D.P.R. n. 195/1999, prevedendo
che gli studi di settore possano essere integrati con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, previo
parere della Commissione degli esperti, “…al fine di
tenere conto degli effetti della crisi economica e dei
mercati, con particolare riguardo a determinati settori o
aree territoriali…. .”




                                                        35
Correttivi per la Crisi 2010

MONITORAGGIO DELL’IMPATTO DELLA CRISI ECONOMICA 2010

 Acquisizione delle informazioni per valutare l’impatto della
 crisi nei Settori e nei territori (PROMETEIA, BANCA D’ITALIA,
 ISTAT, MISE, Osservatori)

    Raccolta informazioni dalle Associazioni di categoria


         Analisi dei dati delle comunicazioni annuali IVA




                             DM 7 GIUGNO 2011
                                                                 36
Correttivi per la Crisi 2010



INTERVENTI  RELATIVI      ALL’ANALISI   DI
NORMALITÀ ECONOMICA


CORRETTIVI DA APPLICARE AI RISULTATI DEGLI
STUDI DI SETTORE




                                             37
Correttivi per la Crisi 2010

     INTERVENTI RELATIVI ALL’ANALISI DI NORMALITÀ ECONOMICA

  Gli interventi relativi all’analisi di normalità economica riguardano l’indicatore
  “Durata delle scorte” e si applicano ai soggetti che presentano
  contemporaneamente le seguenti condizioni:


  - riduzione dei ricavi, dichiarati ai fini della congruità, nel periodo d’imposta 2010
  rispetto a quelli del 2009;
  - situazione di coerenza delle esistenze iniziali.

  Con riferimento all’indicatore “Durata delle scorte”, la soglia massima di normalità
  economica viene aumentata in modo da tener conto dell’incremento di rimanenze finali
  riconducibile alla crisi economica (merci e prodotti invenduti a seguito della contrazione
  delle vendite).

  Per i soggetti che rimangono non normali anche dopo l’applicazione delle nuove soglie
  di normalità dell’indicatore “Durata delle scorte”, il maggior costo del venduto, che
  costituisce il parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da
  normalità economica, viene diminuito dell’incremento delle rimanenze finali
  riconducibile alla crisi economica.


                                                                                               38
Correttivi per la Crisi 2010

CORRETTIVI DA APPLICARE AI RISULTATI DEGLI STUDI DI SETTORE

Ai risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore (come
modificati dall’intervento sugli INE – durata delle scorte) sono applicati i
seguenti interventi correttivi:

· Correttivi specifici per la crisi;
· Correttivi congiunturali di settore;
· Correttivi congiunturali individuali.

Tali correttivi sono applicati ai soggetti che presentano nel periodo
d’imposta 2010       ricavi/compensi ai fini della congruità inferiori al
ricavo/compenso puntuale di riferimento derivante dall’applicazione
dell’analisi di congruità e di normalità economica, come modificata a
seguito dell’applicazione dello specifico correttivo.
I    correttivi   in     argomento     si   applicano  automaticamente,
indipendentemente dal posizionamento rispetto all’analisi di normalità
economica.


                                                                               39
Correttivi specifici per la Crisi 2010


Per lo studio di settore VK21U, relativo alle attività degli studi odontoiatrici, è stato
confermato
l’intervento, già previsto in relazione all’applicazione dello studio di settore al
periodo di imposta 2009, che tiene conto degli effetti dell’accordo, siglato in data 28
luglio 2008, tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e le
Organizzazioni di Categoria per il progetto “Odontoiatria Sociale”, con l’obiettivo di
favorire l’accesso alle cure odontoiatriche per particolari categorie svantaggiate,
invitando i professionisti a prestare le cure indicate in un apposito elenco ad un
onorario di riferimento ridotto rispetto a quello mediamente praticato.
Al fine di adeguare i risultati derivanti dall’applicazione delle funzioni di stima dei
ricavi o compensi è stato introdotto, per il periodo d’imposta 2010, un valore di
riduzione dei ricavi o compensi stimati calcolato come differenza tra il ricavo o
compenso puntuale derivante dall’applicazione della analisi di congruità e
normalità economica sui dati dichiarati e il ricavo o compenso puntuale
ricalcolato6 al fine di non tener conto, nella stima, della parte di attività riferita a
prestazioni rese nell’ambito del progetto di “Odontoiatria Sociale”.



                                                                                       40
Correttivi specifici per la Crisi 2010


L’analisi effettuata sullo studio di settore UG68U, relativo al trasporto merci su
strada, ha condotto alla realizzazione di due correttivi specifici per la crisi, relativi
al credito d’imposta per caro petrolio e al familiare che svolge esclusivamente
attività di segreteria.
L’applicazione di tali correttivi determina un valore di riduzione dei ricavi stimati,
calcolato come differenza tra il ricavo puntuale derivante dall’applicazione della
analisi di congruità sui dati dichiarati e il ricavo puntuale ricalcolato utilizzando
nella funzione di regressione:
· la variabile “Costo per carburanti e lubrificanti” al netto dell’“Ammontare del
credito d’imposta per caro petrolio”;
· la variabile “Collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale
e familiari diversi (numero normalizzato)” al netto del contributo del familiare che
svolge esclusivamente attività di segreteria.




                                                                                       41
Correttivi congiunturali di settore 2010



La fase di elaborazione dei correttivi congiunturali di settore è stata effettuata per
tutti i 206 studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2010.

In particolare sono state esaminate le riduzioni delle tariffe per i 12 studi di settore
dei professionisti che applicano funzioni di compenso basate sul numero degli
incarichi e la contrazione dei margini e della redditività per gli altri 194 studi di
settore.

Dalle analisi effettuate, 160 studi di settore sono stati caratterizzati nel 2010 da una
riduzione dei margini economici e della redditività a seguito di modifiche strutturali
delle relazioni tra le variabili economiche.




                                                                                      42
Correttivi congiunturali di settore 2010

Per tali studi di settore sono stati individuati specifici coefficienti correttivi
congiunturali, calcolati per singolo modello organizzativo (cluster).
I valori di tali correttivi sono stati determinati sulla base dell’analisi, per
gruppo omogeneo (cluster), dell’andamento dei conti economici e del valore
dei beni strumentali mobili rispetto all’anno cui si riferiscono i dati presi a
base per l’evoluzione dello specifico studio di settore, attraverso una
valutazione comparativa dell’andamento dei ricavi/compensi dichiarati e
stimati in modo da cogliere la riduzione dei margini e della redditività e il
minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari.
Per gli studi di settore UG69U e VM05U, costruiti su base regionale, i correttivi
sono stati definiti per ciascun cluster regionale individuato.
L’applicazione di tali correttivi determina un valore di riduzione dei ricavi o
compensi stimati, da considerarsi in valore assoluto, calcolato moltiplicando il
ricavo o compenso puntuale derivante dall’applicazione della sola analisi di
congruità per i coefficienti congiunturali di settore previsti per lo studio,
ponderati con le probabilità di appartenenza ai gruppi omogenei (cluster).


                                                                                43
Correttivi congiunturali di settore 2010

Per gli studi di settore dei professionisti che applicano funzioni di
compenso basate sul numero degli incarichi il correttivo congiunturale di
settore tiene conto della riduzione delle tariffe per le prestazioni
professionali, correlata alla situazione di crisi economica.
Tale correttivo è stato determinato, analizzando le informazioni contenute
nella Banca Dati degli Studi di Settore in relazione ai periodi d’imposta
2005-2009, con l’utilizzo dei modelli misti per misure ripetute nel tempo.
Tali modelli consentono di stimare, attraverso la componente random
(ossia la componente ad effetti casuali), l’effetto della situazione
economica di ogni periodo d’imposta sui compensi dichiarati.




                                NOVITÀ
                              metodologica

                                                                        44
Correttivi congiunturali di settore 2010


Nella parte del modello con effetti fissi sono state invece considerate, per
ciascuna tipologia di attività, il numero di prestazioni effettuate specifiche
del singolo studio di settore.
A seguito delle analisi effettuate utilizzando i citati modelli misti si è
giunti, per ciascuno studio, all’identificazione di coefficienti correttivi
congiunturali di settore basati sulla contrazione delle tariffe applicate,
attraverso il confronto tra l’effetto random del periodo d’imposta 2009
rispetto all’effetto random relativo all’anno di costruzione dello specifico
studio di settore.
L’applicazione di tale correttivo determina un valore di riduzione dei
compensi stimati, da considerarsi in valore assoluto, calcolato
moltiplicando il compenso puntuale derivante dall’applicazione della sola
analisi di congruità per il coefficiente congiunturale di settore individuato
per lo studio.


                                                                            45
Correttivi congiunturali individuali 2010



I correttivi congiunturali individuali adeguano la flessibilità del modello
degli studi di settore in riferimento ai soggetti che hanno presentato nel
2010 una situazione di crisi.
Tali correttivi sono stati previsti per tutti i 206 studi di settore in vigore per
il periodo d’imposta 2010, esaminando i seguenti aspetti:

· la ritardata percezione dei compensi a fronte delle prestazioni rese (per i
12 studi di settore dei professionisti che applicano funzioni di compenso
basate sul numero degli incarichi);

· la contrazione dei costi variabili (per gli altri 194 studi di settore).




                                                                                46
Correttivi congiunturali individuali 2010


I correttivi congiunturali individuali possono essere applicati dai soggetti
che presentano, per il periodo d’imposta 2010, costi variabili
(CostiVariabili2010) inferiori ai costi variabili storici di riferimento
(CostiVariabiliStorici), individuati come il maggior valore tra i costi
variabili per i periodi d’imposta 2008 e 2009.
L’applicazione del correttivo congiunturale individuale determina un
valore di riduzione dei ricavi o compensi stimati calcolato moltiplicando il
ricavo/compenso puntuale di riferimento, derivante dall’applicazione
dell’analisi della congruità, per un coefficiente di ponderazione che tiene
conto sia della contrazione dei costi variabili non spiegata dai correttivi
congiunturali di settore sia della rigidità del modello di stima degli studi di
settore connessa alla riduzione dei costi variabili derivante da situazioni
di crisi.



                                                                             47
Correttivi congiunturali individuali 2010

Per i 12 studi di settore dei professionisti che applicano funzioni di
compenso basate sul numero degli incarichi, il correttivo congiunturale
individuale tiene conto della ritardata percezione dei compensi da parte
dei professionisti a fronte delle prestazioni rese, dovuta alla situazione di
crisi economica.
Il correttivo è stato determinato analizzando, per il 2007 ed il 2008, la
relazione esistente tra l’andamento dei compensi dichiarati, il
posizionamento rispetto all’analisi di congruità e la percentuale di
compensi relativi ad incarichi iniziati e completati nell’anno. Tale analisi è
stata svolta utilizzando un panel di contribuenti che hanno applicato gli
studi di settore per i citati periodi d’imposta 2007-2008, estratto dalla
Banca Dati degli Studi di Settore.
L’applicazione di tale correttivo determina un valore di riduzione dei
compensi stimati inversamente proporzionale alla percentuale di
compensi relativi agli incarichi iniziati e completati nell’anno.


                                                                            48
LA MODULISTICA
provvedimento Direttore AdE 10/06/2011




                          Una parte generale comune a tutti
                          gli studi.
                          Singoli modelli specifici per gli studi
                          in vigore strutturati, generalmente
                          con il seguente ordine:
                          QUADRO A – Personale
                          QUADRO B – Unità locale
                          QUADRO D – Elementi specifici
                          QUADRO E – Beni strumentali
                          QUADRI F/G – Elementi contabili
                          QUADRO X – Altre informazioni
                                           rilevanti
                          QUADRO Z – Dati complementari
Il mondo degli SDS sul WEB - modulistica
  Nuove informazioni nei modelli SDS
• La gestione dei soci amministratori (quadri A ed F) – già
  in essere per i 69 studi p.i. 2009

• Informazioni relative alla perdita e distruzione di beni
  (quadro F)

• Informazioni relative ai beni strumentali mobili di valore
  inferiore a 516,46 euro (quadro F/G)

• Informazioni relative ai canoni di locazione finanziaria e
  non finanziaria relativi a beni mobili e immobili

• Informazioni relative ai dati per l’evoluzione degli studi
I soci amministratori
                I soci amministratori
• Fino al periodo d’imposta 2008, il trattamento dei soci
  amministratori ai fini degli studi di settore presentava
  modalità di stima differenti a seconda dei soggetti
  interessati dall’applicazione dello studio:
   – società di persone: indicano i compensi tra le “Spese per
     lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro
     dipendente afferenti l’attività dell’impresa” (rigo F19);
   – società di capitali ed enti soggetti ad IRES: indicano i
     compensi tra le “Spese per acquisti di servizi” (rigo F16).
• Nessuna differenza sussiste per i compensi corrisposti
  agli amministratori non soci, per i quali le spese vanno
  indicate nel rigo F16.
N.B. : i compensi erogati ai soci amministratori dalle soc. di capitali
  vanno indicati in F16 anche in presenza di un contratto di
  co.co.co. o di lavoro dipendente (in tal caso le “teste” non vanno
  indicate nel Quadro A).
              I soci amministratori

• Con la Circolare 38/E del 2007 si è intervenuti
  sull’argomento richiamando gli uffici a porre attenzione,
  nell’attività di controllo, alle modalità di contabilizzazione
  di tali compensi da parte delle società di capitali.

• Lo scopo era quello di evitare possibili “diversi” effetti tra
  le diverse forme societarie: in particolar modo, con
  riferimento al calcolo dell’indicatore di normalità
  economica “Valore aggiunto per addetto” (considerando
  che per le società di capitali per i compensi corrisposti
  non veniva interessata la voce “Spese per lavoro
  dipendente”).
               I soci amministratori

• Ulteriore possibile impatto con riferimento al trattamento,
  nell’ambito della medesima forma societaria (società di
  persone o di capitali) tra situazioni “sostanzialmente”
  simili ma trattate contabilmente in maniera diversa in
  merito al compenso corrisposto al socio amministratore:
   – in assenza di co.co.co. o contratto di lavoro dipendente: in
     regressione si utilizza la variabile Soci, ponderata in base
     alle percentuali di lavoro prestato. Viene considerato
     l’apporto di tutti i soci, ad esclusione del primo, al fine di
     equiparazione con le ditte individuali;
   – in presenza di co.co.co. o contratto di lavoro dipendente: in
     regressione si utilizza la variabile Spese per acquisti di
     servizi (per le soc. di capitali) o la variabile Spese per lavoro
     dipendente (per le società di persone).
             I soci amministratori

• Al fine di intervenire per correggere possibili distorsioni
  nella stima dovuti alle problematiche sopra esposte, nei
  modelli 2008, relativi al periodo d’imposta 2007, sono stati
  aggiunti nuovi righi necessari per raccogliere
  informazioni utili ad individuare le opportune soluzioni
  metodologiche e tecniche alla questione.
• Tali informazioni sono state richieste nel quadro F
  (Sezione “Ulteriori elementi”, righi da F36 a F38):
             I soci amministratori

• A seguito delle analisi svolte, si è giunti a definire
  una nuova modalità di stima dell’apporto dei soci
  amministratori ai fini delle risultanze fornite dagli
  studi di settore.
• A partire dagli studi di settore in evoluzione per il
  periodo d’imposta 2009, per tutti i soci
  amministratori, la metodologia di stima è stata
  fondata sul numero dei soggetti (“teste”),
  normalizzati in base alla percentuale di lavoro
  prestato, indipendentemente dalla tipologia di
  rapporto intrattenuta con la società (co.co.co., lavoro
  dipendente, a prestazione, etc.).
     Viene uniformato il trattamento per le varie modalità
        Le novità della modulistica

• La modulistica 2010, (per i soli studi elaborati nel 2009) e
  la modulistica 2011 (studi evoluti per il 2010), è stata
  interessata dall’aggiornamento dei Quadri A (che tiene
  conto anche delle differenti modalità di stima prospettate
  in relazione ai soci amministratori).
• La sezione del Quadro A interessata da tale novità si
  presenta come segue:




        Viene al contempo eliminata, in tali modelli, la
          sezione “Ulteriori elementi” nel Quadro F
       Le novità della modulistica

• Le modifiche riguardano, in particolare:
  – accorpamento degli “Associati in partecipazione” in un
    unico rigo (precedentemente erano distinti tra coloro che
    “apportano lavoro prevalentemente nell’impresa” ed altri
    diversi da questi);
  – inserimento di due nuovi righi denominati “Soci
    amministratori” e “Soci non amministratori”.
          Le novità della modulistica


Le modifiche riguardano, in particolare:

Introduzione all’interno del quadro F di due specifiche:

  Campo F16  previsione di un “di cui” relativo



  Campo F19  previsione di un “di cui” relativo
  Modelli SDS p.i. 2010 - QUADRO F
     perdita e distruzione di beni
Al fine di analizzare gli effetti del fenomeno della perdita e
distruzione dei beni sottratti dal complesso aziendale sono
stati inseriti nella sezione “Ulteriori elementi contabili” del
quadro F tre nuovi righi.

NB: NON IMPATTA IN REGRESSIONE




                                                                  Segue….
In tali righi dovrà essere riportato, per ciascuna tipologia dei beni suindicati, il
costo storico degli stessi nel caso in cui siano stati distrutti o sottratti nel periodo
di imposta, sia a causa di eventi fortuiti, accidentali e comunque indipendenti
dalla volontà dell’imprenditore sia a causa del comportamento dell’imprenditore
che ha provveduto volontariamente alla distruzione di beni di magazzino in
dipendenza di un fatto eccezionale.
Le integrazioni in argomento potranno servire per analizzare, nelle future
evoluzioni degli studi di settore, i possibili effetti distorsivi nella stima dei ricavi
connessi alla non corretta determinazione del valore del costo del venduto in
presenza di beni distrutti o perduti.
      Modelli SDS p.i. 2010 - QUADRO F
beni strum. mobili di valore inferiore a 516,46 €
L’articolo 102 del TUIR prevede la possibilità, per il contribuente
che acquisisce tali beni, di dedurre l’intera spesa di acquisto
sostenuta nell’anno. Tale situazione potrebbe determinare, però,
“un mal funzionamento” dell’indicatore “Incidenza degli
ammortamenti per beni mobili strumentali rispetto al valore storico
degli stessi”.
L’indicatore in argomento, che ha come finalità quella di far emergere ipotesi di
deduzioni “anomale” di quote di ammortamento o i casi di sottovalutazione del valore
dei beni strumentali (variabile inserita in regressione), si troverà ad essere
potenzialmente alterato dalla situazione “non patologica” di deduzione integrale del
costo dei beni strumentali suindicati (si tratta, infatti, di un rapporto che risentirebbe
dell’inserimento dello stesso importo sia al numeratore che al denominatore).
A tal fine, per analizzare il fenomeno ed eventualmente intervenire nelle future
evoluzioni degli studi di settore, sterilizzando i possibili effetti distorsivi cui si è fatto
riferimento è stato inserito il seguente rigo:
      Modelli SDS p.i. 2010 - QUADRO G
beni strum. mobili di valore inferiore a 516,46 €


Allo stesso modo e con le stesse finalità è stata inserita la nuova
informazione anche nel quadro contabile degli studi dei
professionisti.
      Modelli SDS p.i. 2010 - QUADRO G
     canoni di locazione finanziaria e non
  finanziaria relativi a beni mobili e immobili
Le istruzioni del rigo G12 Altre componenti negative del quadro G
prevedono che in esso vengano indicate le spese relative ai canoni
di locazione finanziaria e non finanziaria deducibili.
Tale situazione potrebbe determinare, però, “un mal funzionamento”
dell’indicatore “Incidenza delle altre componenti negative rispetto ai
compensi”.
L’indicatore in argomento, che ha come finalità quella di far emergere ipotesi di
indicazioni “anomale” delle diverse tipologie di spese, si troverà ad essere
potenzialmente alterato dalla situazione “non patologica” di deduzione dei canoni di
locazione finanziaria e non finanziaria (si tratta, infatti, di un rapporto che risentirebbe
dell’inserimento di un importo in alcuni casi rilevante al numeratore del rapporto).
A tal fine, per analizzare il fenomeno ed eventualmente intervenire nelle future
evoluzioni degli studi di settore, sterilizzando i possibili effetti distorsivi cui si è fatto
riferimento è stato inserito il seguente rigo:
Le nuove informazioni nei modelli UNICO
QUADRO F




QUADRO G
Correttivi per la Crisi 2010




                               67
          Quadro X


          Correttivi crisi

          Soggetti IAS
Cooperative a mutualità prevalente
             Confidi
           bancoposta

     Soggetti minimi nel 2009
                   Quadro X




                              Dati necessari per
Correttivi crisi                l’applicazione
                Quadro X



Soggetti IAS
Cooperative a
                       No diretto utilizzo sds n
  mutualità               “accertamento”
  prevalente
   Confidi
 bancoposta
                  Quadro X




Soggetti minimi nel    Informazione utile alle attività
                                 di analisi
      2009
LE FUTURE EVOLUZIONI DEGLI SDS




         I QUADRI Z
        SDS P.I. 2010
Le nuove informazioni nei modelli UNICO
QUADRO Z (Esempio: studio VK04U)
Le nuove informazioni nei modelli UNICO

QUADRO Z (ESEMPIO: studi attività professionali)
GE.RI.CO. 2011
    10 giugno 2011
Il mondo degli SDS sul WEB – software
GE.RI.CO – SOFTWARE PER LA GESTIONE DEI RICAVI O
COMPENSI DA STUDI DI SETTORE

L’applicativo      viene   aggiornato      ed     implementato
coerentemente con il mutato contesto normativo al fine di
consentire il calcolo per ogni periodo di imposta dei
ricavi/compensi stimati e la trasmissione dei dati rilevanti
ai fini dell’applicazione degli studi di settore.


          68 NUOVI STUDI DI SETTORE
            IN VIGORE DAL P.I. 2010
Il software di applicazione degli studi di settore
denominato GE.RI.CO. (GEstione dei RIcavi o COmpensi)
è realizzato sulla base delle Note Tecniche e
Metodologiche di approvazione degli studi di settore.


Il prodotto è diffuso anche utilizzando la tecnologia Java
Web Start (JWS).
       FUNZIONALITÀ OPERATIVE
Le funzioni disponibili per la gestione di una
posizione sono le seguenti:
• Acquisizione
• Variazione e visualizzazione
• Stampa
• Cancellazione
• Calcolo
          PRINCIPALI NOVITÀ GE.RI.CO. 2011

RIDUZIONI APPRENDISTI  introduzione di controlli sulla corretta
compilazione dei campi del Quadro X




TERRITORIALITÀ  integrazione visualizzazione con le informazioni
relative alle eventuali analisi di territorialità specifiche che trovino
applicazione nello studio
          PRINCIPALI NOVITÀ GE.RI.CO. 2011



ESITO “completo” anche in caso di congruità
STUDI DI SETTORE 2011
CONTROLLI TELEMATICI

             OBIETTIVO




 EVIDENZIARE SITUAZIONI NON GIUSTIFICATE
   DI MANCATA ALLEGAZIONE DEI MODELLI
      STUDI DI SETTORE/PARAMETRI/INE
                   Presenza modello         Obbligo
        Il
                                            modello
 contribuente
                                             SDS
  dichiara un      Presenza causa di
codice attività    esclusione                 NON
  per il quale                                             Obbligo
                                             Obbligo       modello
   risultano       Presenza causa            modello
  approvati:                                                INE
                   inapplicabilità            SDS




Studi di                    Presenza
settore                      modello

                            Presenza      Obbligo modello INE
Solo i
parametri                    causa di
                            esclusione

Attività esclusa    Obbligo modello INE
   Altre modifiche ai mod. UNICO
Adeguamento agli SDS ai fini IVA
      STUDI DI SETTORE P.I. 2011
          I nuovi termini di approvazione
               degli studi di settore
Il D.P.R. n. 195/1999, art. 1, stabilisce che gli studi di
settore, approvati e pubblicati in G.U. entro il 30
settembre , ed entrano in vigore a decorrere dall’anno
di loro approvazione.
Il decreto legge 194/2009 ha disposto la proroga dei
termini di approvazione e pubblicazione degli studi di
settore applicabili per i periodi d’imposta 2009 e
2010, fissandola al 31 marzo 2010 e 31 marzo 2011.
Con il D.P.C.M. 25 marzo 2011 (sulla base di quanto
previsto dal decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225)
per il solo p. i. 2011, gli studi potranno essere
approvati entro il 31 dicembre 2011.
                   Comunicazioni anomalie
Analogamente a quanto effettuato per gli anni 2007, 2008, 2009 e
2010 anche per il 2011 viene ripetuta l’attività di invio di
comunicazioni relative a particolari anomalie che, seppur in presenza
di “congruità” agli studi di settore, risultano originate dalla omessa o
non corretta indicazione di dati per l’applicazione degli studi, ovvero
dal comportamento di soggetti che, seppur tenuti, non hanno
presentato il modello dei dati rilevanti per gli studi di settore.
                  Comunicazioni anomalie


Le comunicazioni, che riguardano anche soggetti “congrui” alle
risultanze degli studi di settore, risultano originate dalla omessa
 o non corretta indicazione di dati per l’applicazione degli studi
 stessi, ovvero dalla mancata presentazione dei relativi modelli.

Tali comunicazioni sono inviate ai contribuenti sia direttamente,
   tramite raccomandata, che per il tramite degli intermediari.
           COMUNICAZIONI ANOMALIE
                       LE ATTIVITÀ DEL 2011


maggio/giugno 2011  invio di circa 122.000             comunicazioni
relative ad anomalie riscontrate nel triennio 2007-2009, sulla base dei
dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;

giugno 2010  invio di “file telematici” agli intermediari in cui è
contenuto l’elenco dei contribuenti assistiti per i quali sono state
riscontrate anomalie per il medesimo triennio.
                   Comunicazioni anomalie

     Per entrambe le tipologie d’invio le anomalie oggetto di
   comunicazione, rilevate operando un riscontro “informatico”
   dei dati dichiarati ai fini dell’applicazione degli studi di settore
    per il triennio 2007, 2008, 2009, possono essere raggruppate
                nelle seguenti quattro macrocategorie:

1. incoerenze di magazzino;
2. mancata indicazione del valore dei beni strumentali;
3. incongruenze nei dati dichiarati nel modello studi di settore,
   ovvero tra questi e i dati dichiarati nel modello Unico;
4. indicatore “incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi”
   superiore al doppio della soglia massima.
                   Comunicazioni anomalie

                              POSTEL
                    16 tipologie di comunicazioni

le   “letterine”   sono   inviate   direttamente    ai   contribuenti
                       Comunicazioni anomalie
                         ENTRATEL – agli intermediari
                          10 tipologie di comunicazioni

- incoerenze relative ai beni strumentali;
- mancata corrispondenza tra i dati indicati nei modelli utilizzati per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore e il modello Unico;
- indicazione di cause di esclusione dall’applicazione degli studi per tre
periodi d’imposta consecutivi;
- incoerenza del valore delle esistenze iniziali relative ad opere, forniture e
servizi di durata ultrannuale;
- incongruenze tra il codice attività e i dati strutturali indicati ai fini
dell’applicazione degli studi di settore;
- costo del venuto negativo;
-Incoerenza tra ricavi e costi “ad aggio”.
                 Comunicazioni anomalie
      QUALE È L’OBIETTIVO DELLE COMUNICAZIONI?


L’obiettivo della comunicazione inviata al contribuente resta l’invito a
    valutare attentamente la situazione evidenziata, in vista della
 presentazione del prossimo modello di dichiarazione, allo scopo di
 scoraggiare la reiterazione di eventuali comportamenti non corretti.

  Nella comunicazione viene precisato che, qualora le anomalie
evidenziate fossero riscontrate anche nella dichiarazione relativa al
 periodo d’imposta successivo, la posizione del contribuente sarà
  inserita in apposite liste selettive utilizzate per i controlli fiscali.
                  Comunicazioni anomalie

   Il software è destinato ai soggetti che ricevono nel 2011 una
  comunicazione relativa ad anomalie riscontrate sulla base dei
      dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore
dichiarati per le annualità 2007, 2008 e 2009 (vedi anche circolare
                        n. 30/E del 4 giugno 2010).

                  Disponibilità: 10 giugno 2011
                Invio possibile dal 15 giugno 2011
           Comunicazioni anomalie

Il software consente al contribuente di predisporre,
        per il successivo invio telematico, una
              comunicazione finalizzata a:

• segnalare imprecisioni ed errori riscontrati nei dati
riportati nella comunicazione di anomalia;

• indicare le motivazioni che hanno determinato
l’anomalia riscontrata e quanto altro si ritiene
rilevante rappresentare all'Amministrazione
finanziaria.
Il mondo degli SDS sul WEB –
    comunicazioni anomalie

				
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posted:11/23/2011
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