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O N D11

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11/22/2011
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LA TUA PAROLA È LUCE

SCHEDA MENSILE PER LA FORMAZIONE DEI CATECHISTI ANNO XXVI – N° 1 – OTTOBRE

2011





Care catechiste, cari catechisti,

rieccoci! All‟inizio del nuovo anno catechistico, il nostro foglietto mensile bussa sommessamente ancora una

volta alla vostra porta. Esso viene per dirvi grazie della vostra disponibilità di servitori della Parola di Dio, e per

incoraggiarvi nella vostra fatica. A tal fine, si propone di accompagnarvi con delle semplici „scintille‟ di vita

spirituale e di didattica catechistica. Pertanto, in fedeltà alla nostra ventennale tradizione, vi offriamo tre temi di

formazione spirituale, di conoscenza dei documenti del Magistero della Chiesa e di testimonianza umana e

cristiana.

Certo, quanto vi proponiamo è poco e povero, ma, credeteci, ve lo porgiamo con un cuore grande così!



* * *



Care catechiste, cari catechisti,

all‟inizio di questo nuovo anno, vi invito ad offrire con gioia la vostra fatica al Signore mediante Maria, la

Madre di Gesù. Del resto, voi sapete che ottobre è dedicato proprio a lei venerata con il titolo di „Nostra

Signora del Santo Rosario‟. Come Maria, siate testimoni di gioia! A tal fine, meditiamo quanto il Santo Padre

scrive a conclusione della sua Esortazione Apostolica “Il Verbo di Dio”:

“L‟intima relazione tra la Parola di Dio e la gioia è posta in evidenza proprio dalla Madre di Dio.

Ricordiamo le parole di S. Elisabetta: „Beata colei che ha creduto nell‟adempimento di ciò che il Signore le ha

detto‟ (Lc 1,45). Maria è beata perché ha fede, perché ha creduto, ed in questa fede ha accolto nel proprio

grembo il Verbo di Dio per donarlo al mondo. La gioia ricevuta dalla Parola si può ora dilatare a tutti coloro

che nella fede si lasciano cambiare dalla Parola di Dio… Gesù afferma: „Mia madre e i miei fratelli sono questi:

coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica‟ (8,21). E davanti all‟esclamazione di una donna

che dalla folla intende esaltare il grembo che lo ha portato, Gesù rivela il segreto della vera gioia: „Beati

piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano‟ (11,28)”.

Gesù mostra la vera grandezza di Maria, aprendo così anche a ciascuno di noi la possibilità di quella

beatitudine che nasce dalla Parola accolta e messa in pratica. A ciascuno il Signore dice: „Ecco io sto alla porta

e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me‟ (Ap

3,20).

Sì, siate sempre, con tutti, dei testimoni gioiosi della Parola-di-grazia, come Maria! A tutte e a tutti un

cordiale augurio di „buon catechismo, nella gioia‟!





DAL DOCUMENTO DI BASE

“RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI”

(spunti per una riflessione)



È certamente molto utile ricordare i temi proposti l‟anno scorso, nei mesi da ottobre a giugno 2011; essi sono:



La Chiesa e il ministero della Parola di Dio:

– la rivelazione di Dio agli uomini;

– la Chiesa e la Parola di Dio;

– la pedagogia di Dio e della Chiesa;

– l‟itinerario della fede.



Le principali espressioni del ministero della Parola:

– la missione profetica e il ministero della Parola;



1

– l‟evangelizzazione, lieto annuncio dell‟amore di Dio;

– la predicazione liturgica, culmine del ministero della Parola;

– la catechesi per l‟itinerario della fede;

– catechesi, predicazione liturgica e testimonianza della vita.



* * *



Prima di continuare la nostra lettura meditata del Documento di Base, è bene ripassare soprattutto il secondo

capitolo da noi proposto nel giugno scorso.

Esso, infatti, costituisce la base di una vera catechesi. Cerchiamo perciò di meditare almeno alcuni termini-

chiave, utilissimi per il nostro „fare catechismo‟, per esempio:

Parola: Dio ci ha parlato, ci parla. Noi, Chiesa, trasmettiamo il suo annuncio.

Per noi catechisti, questo annuncio è una grazia, un onore, un impegno grande.

Amore: la Parola di Dio è un annuncio d‟amore. Egli ci ama in Gesù, suo Figlio. Per noi catechisti „l‟amore‟

è (dovrebbe essere!) il cuore del nostro insegnamento, della nostra vita, della nostra testimonianza.

Liturgia: nella Liturgia, la Parola d‟amore diventa adorazione, ringraziamento, lode, intercessione,

espressione di gioia e di speranza.

Noi catechisti siamo chiamati ad educare i nostri ragazzi a questo valore, cioè a partecipare alla Santa

Liturgia “sempre, responsabilmente, attivamente” (dal Concilio Vat. II, SC).

Accompagnamento: „Fare catechismo‟ vuol dire accompagnare il bambino, il fanciullo, l‟adolescente, il

giovane, ecc…, verso la maturità cristiana, cioè verso una esistenza illuminata dalla fede, nutrita dall‟amore per

Dio e per il prossimo, fortificata dalla speranza. Come è possibile tutto ciò? La Chiesa ci risponde: attraverso la

conoscenza e l‟amicizia di Cristo Gesù incontrato nella sua Chiesa.



* * *



Parola, Amore, Liturgia, Accompagnamento: sono i quattro pilastri sui quali, con l‟aiuto di Dio, siamo

chiamati a costruire pazientemente l‟uomo nuovo redento da Cristo e destinato alla vita eterna in Dio nostro

Padre.

Quest‟anno, a partire da novembre, ci soffermeremo sui capitoli III e IV del Documento, intitolati “Finalità

e compiti della catechesi” e “Il messaggio della Chiesa è Gesù Cristo”.





CATECHISTA, RICORDATI CHE………

È Gesù che ti manda per mezzo della Chiesa.

Non sei chiamato a trasmettere la tua parola, ma la Parola del Signore.

Tu sei una testimone dell‟amore di Dio in Cristo.

Il tuo „catechismo‟ sarà efficace nella misura della tua vita interiore.

I bambini intuiscono se tu parli loro con il cuore o soltanto con vuote parole.

I bambini sentono se tu li ami, come Gesù, o se tu semplicemente li sopporti.

Quale rappresentante di Gesù, non puoi… innervosirti.

L‟accoglienza del primo giorno e dei giorni successivi è molto importante.

L‟aula o il luogo del catechismo deve essere sempre trovata in ordine.

Devi sempre iniziare e terminare l‟incontro con una breve preghiera o con un canto: è il modo per salutare

Gesù presente.

2

CATECHISTA PREVEDI………



…prima di iniziare l‟anno catechistico, una riunione organizzativa e di comunione, con gli altri catechisti e

con… il sacerdote. Ciò non è soltanto opportuno, ma necessario!

…che il primo incontro con il tuo gruppo sia un incontro di festa! E se prevedessi un inizio di festa insieme a

tutti i gruppi?

…la festa della Parola di Dio annunciata in tutto il mondo e resa feconda da tanti martiri. Infatti la terza

domenica di ottobre è LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE! Perché non esporre ai bambini il dono

della vocazione sacerdotale e religiosa?





TESTIMONIANZE PER I BAMBINI, MA NON SOLO…



La dimostrazione del perdono

Lo scrittore argentino Jorge L. Borges (1899-1986) narra in un suo libro che un giorno, Caino, l‟uccisore del

fratello Abele, incontra nell‟eternità proprio Abele. Caino, pentitosi del suo crimine, chiede perdono al fratello.

A questa richiesta, Abele risponde: “Ma, Caino, dimmi la verità: sei tu che hai ucciso me o io ho ucciso te? Io

non ricordo più! Stiamo insieme come prima!”.

Allora Caino replicò: “Ora so che mi hai perdonato davvero, perché dimenticare è perdonare”.



* * *

Il filo dei nodi

Un anziano rabbino racconta: ognuno di noi è collegato a Dio da un filo.

E tutte le volte che commettiamo un peccato, il filo si spezza.

Ma, quando ci pentiamo della nostra mancanza, Dio aggiusta il filo con un nodo.

Automaticamente però il filo diventata un po‟ più corto di prima.

E così il peccatore pentito è un po‟ più vicino a Dio!

In questo modo, con il peccato e il pentimento, di nodo in nodo, noi ci avviciniamo a Dio.

Perciò, nonostante tutto, ogni nostro sbaglio è un‟occasione per accorciare di un pezzettino il filo dei nodi e

per giungere più presto nel Cuore di Dio.

Dunque, tutto è grazia! Persino i peccati!

(J. Vernette, Parabole per oggi, TN)



* * *

La pedagogia spicciola dei catechisti santi

Un giorno si presentò a don Bosco, il santo dei giovani, un suo seminarista. Appariva triste e sfiduciato,

perché – diceva – non riusciva proprio a tenere in riga il gruppo di ragazzi che lo stesso don Bosco gli aveva

affidato: più che vivaci erano scalmanati! Il Santo educatore ascoltò in silenzio quello sfogo e poi disse:

“Ascoltami bene: tra pochi minuti la tua squadra scenderà in cortile per la ricreazione. Tu, non andare via, ma

mettiti vicino alla pompa che tira su l‟acqua dal pozzo. Ad ogni ragazzo che, trafelato, verrà a bere, tu

azionerai la pompa e lo disseterai… sorridendo!”.

Il suggerimento di don Bosco funzionò a pennello; la classe indisciplinata cambiò perché aveva intuito che

l‟assistente scoraggiato e nervoso era… cambiato!









LA TUA PAROLA È LUCE

3

SCHEDA MENSILE PER LA FORMAZIONE DEI CATECHISTI ANNO XXV I– N° 2 – NOVEMBRE

2011









Care catechiste, cari catechisti,

mi piace paragonare questo mese, segnato dalla solennità di Tutti i Santi, dalla Commemorazione di

Tutti i Fedeli Defunti e dalla solennità di Cristo Re dell‟Universo, a una salita, di settimana in settimana, verso

la cima della Santa Montagna dove il Signore Gesù risorto ci attende. Ogni settimana può diventare così una

tappa spirituale che, piano piano, ci avvicina sempre più a lui. Del resto è lui che, attirandoci con il suo amore,

c‟infonde la forza necessaria per sostenere la fatica dell‟ascesa, passo passo, giorno dopo giorno, sempre con

decisa volontà illuminata dalla sua Parola.

Se ci sembra opportuno e spiritualmente proficuo, possiamo anche proporre questa „ascesa‟ ai nostri ragazzi,

persino ai nostri bambini, naturalmente con i dovuti adattamenti pedagogici.

Sia per noi, sia per i nostri piccoli allievi, mi permetto di suggerire di fare un‟attenzione particolare alla

seconda lettura della Liturgia festiva della Parola. Si sa che di solito la… ignoriamo. Eppure proprio da questa

Parola i primi cristiani hanno tratto luce e forza per salire e incontrare il Signore, molte volte a costo del

martirio.

Pertanto, ogni domenica conserveremo in mente una frase, la sistemeremo nella memoria e la „rumineremo‟

nel nostro cuore durante la settimana, perché sia – come si è detto – luce e forza.

In concreto:

1 novembre – Tutti i Santi: “Vedremo Dio così come egli è” (1 Gv 3,2): è la promessa di Dio-Amore.

Dunque, lo vedrò, lo contemplerò, e… sarà la mia, la nostra gioia eterna!

6 novembre – 32a domenica: “Dio, per mezzo di Gesù, radunerà tutti coloro che sono morti” (1 Ts 4,14):

Paura della morte? Assolutamente no! Perché già qui-adesso noi siamo con Gesù e Gesù è con noi. Lui ci

condurrà al Padre, felici!

13 novembre – 33a domenica: “Voi non siete nelle tenebre” (1 Ts 5,4): Sì, noi siamo nella luce! La Parola è

luce, la Grazia è luce, la speranza del cielo è luce!

20 novembre – 34a domenica: “In Cristo, tutti riceveranno la vita” (1 Cor 15,22): “Gesù vive! Io vivrò con

lui, noi vivremo con lui, per sempre!”. Questa è la nostra fede, questa è la nostra speranza!





DAL DOCUMENTO DI BASE

“RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI”

(spunti per una riflessione)





3/1 La catechesi ha lo scopo di formare nei cristiani la mentalità di fede



Sintesi



* Che cosa significa “mentalità di fede”, mentalità che la catechesi è chiamata a realizzare? “Mentalità di

fede” non significa altro che essere un vero cristiano. In altre parole, vuol dire ri-conoscere Dio-Amore,

abbandonarsi liberamente a lui con l‟intelligenza, la volontà, il cuore, le scelte di vita. In questo cammino di

fede, lo Spirito Santo è con noi.



* La catechesi dispone i credenti affinché accolgano l‟azione dello Spirito Santo. Egli infatti ravviva in loro

la fede, la fa crescere, la rende luce, guida, forza nella esistenza quotidiana.





4

* In concreto: la catechesi è chiamata ad educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come la vede lui, a

giudicare la vita come lui, a scegliere come lui, ad amare come lui, a sperare come insegna lui, a vivere in lui la

comunione con il Padre e lo Spirito Santo.



In altre parole, la mentalità di fede domanda al credente:

– la conoscenza sempre più profonda della sua fede;

– la sua appartenenza a Cristo nella Chiesa;

– la sua apertura agli altri;

– il suo comportamento cristiano nella vita di tutti i giorni.



Per la nostra riflessione personale e/o di gruppo



* La fede non è soggezione, ma ascolto e adesione.

Si tratta in realtà di un ascolto filiale e di un‟adesione filiale.

La fede cristiana è „data‟ a Dio-Amore, a Dio nostro Padre, a Gesù, Verbo incarnato per noi, allo Spirito

Santo che abita in noi e che ci guida verso il nostro Ultimo Fine, ci guida cioè nella vita verso la Vita.



Ci chiediamo pertanto:

Abbiamo, almeno noi catechisti, una conoscenza di Dio come Amore, come nostro Padre?

Sappiamo vedere in Gesù la somma manifestazione dell‟amore di Dio nostro Padre?

Preghiamo lo Spirito Santo, lui il Dono, lui l‟Amore divino, lui la guida della Chiesa e di ogni anima

cristiana?

Sappiamo vedere nel creato, nella Parola rivelata, nella Chiesa-Mistero-Corpo di Cristo-Popolo di Dio, la

presenza concreta e storica dell‟amore del Padre?

Presentiamo ai nostri bambini del catechismo Dio come Amore, Dio come Padre e Gesù come fratello,

amico? Oppure parliamo loro di un Dio astratto e lontano dalla loro e nostra esistenza quotidiana?

Siamo consapevoli della gravissima responsabilità che la Chiesa ci ha affidato quali formatori di anime?



* Una fede viva anima di per sé tutta la vita nelle sue scelte e nei suoi comportamenti concreti. La sorgente

della fede è la Parola di Dio. Per questo, la catechesi ha, come scopo quello di far sì che la Parola di Dio diventi

sempre più una Parola ascoltata, pregata, celebrata, testimoniata.



Ci chiediamo pertanto:

Noi, catechisti…

Come ascoltiamo la Parola? Ascoltare, nella Bibbia, vuol dire „obbedire‟, „fare spazio vitale nel proprio

cuore, a tutto ciò che Dio, nel suo amore, ci racconta di sé: è sempre così per noi?

Come preghiamo la Parola? La nostra preghiera deriva abitualmente dalla Parola meditata?

Conosciamo bene la preghiera liturgica? La pratichiamo? Ai nostri bambini facciamo recitare le preghiere

bibliche del buon cristiano, cioè: il Padre nostro, l‟Ave Maria, il Gloria al Padre, il Segno della croce? Le

abbiamo qualche volte spiegate a fondo?

Come partecipiamo alla Liturgia della Chiesa, soprattutto a quella dell‟Eucaristia domenicale e festiva?

Come aiutiamo i bambini del catechismo a formare una mentalità di fede nell‟Eucaristia?

Come testimoniamo la Parola che trasmettiamo agli altri? In casa… al lavoro… nel tempo libero…? Come

educhiamo i nostri piccoli ascoltatori ad essere sempre fedeli all‟amicizia con Gesù?

Applichiamo a noi personalmente questa griglia di revisione di vita:

la mia fede è profonda, personale? La mia fede è basata su Cristo vivente nella Chiesa? La mia fede mi apre

alle opere dell‟amore fraterno?









TESTIMONIANZE PER BAMBINI, MA NON SOLO…



5

Novembre è anche il mese del Ricordo o della Commemorazione o della Memoria di coloro che ci hanno

preceduto. Forse i bambini ci chiedono: “Dove son finiti? Come vivono? Con chi?”.

A loro e a noi rispondiamo con un testo scritto per chi è in lutto. Forse si tratta di una pagina già nota,

tuttavia meritevole, a nostro parere, di essere ancora letta e meditata. Eccola:

“Se mi ami non piangere! Se conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo; se potessi vedere e

sentire quello che io sento e vedo in questo orizzonti senza fine e in questa luce che tutto investe e penetra, non

piangeresti se mi ami!

Sono ormai assorbito dall‟incanto di Dio, dalle sue espressioni di sconfinata bellezza.

Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto!

Mi è rimasto l‟affetto per te, una tenerezza che non ho mai conosciuto! Ci siamo amati e conosciuti nel

tempo: ma tutto era allora così fugace e limitato!

Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi: tu pensami così; nelle tue battaglie pensa a

questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, e dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più puro e più

intenso, alla fonte inestinguibile della gioia e dell‟amore!

Non piangere più se mi ami!” (G. Perico).



* * *





Che cos’è morire?

Domenico, bimbo di appena tre anni, osserva stupito e confuso, la mamma morta. La guarda, la riguarda…

Poi, all‟improvviso, si volge verso la sorellina di cinque anni, Veronica, e sottovoce le sussurra: “Veronica, che

cos‟è morire? Dimmi, che cos‟è morire?”.

E Veronica, stringendogli la piccola mano, balbetta: “Morire? Ecco, tu dormi, tu ti svegli, tu apri gli occhi,

tu vedi Gesù!”.

È più che un‟omelia, è più che una sapiente lezione di catechismo!









LA TUA PAROLA È LUCE



6

SCHEDA MENSILE PER LA FORMAZIONE DEI CATECHISTI ANNO XXV I – N° 3 – DICEMBRE

2011





Care catechiste, cari catechisti,

Buon Avvento, Buon Natale, Buona Fine d‟anno!

Quanta ricchezza spirituale in questo mese, l‟ultimo dell‟anno!

Come dovremmo viverlo intensamente insieme alla nostra famiglia, alla nostra comunità parrocchiale e, in

particolare, con i nostri bambini o ragazzi del catechismo.

Ma che fare, come fare? Come possiamo contrastare la forza persuasiva della pubblicità consumistica che

tanto abbaglia piccoli e grandi?

Ecco i nostri piccoli suggerimenti:

1. Non scoraggiarsi, ma con l‟aiuto del Signore che sempre ci accompagna, mettere in atto tutti quei

suggerimenti che la Parola di Dio, la tradizione della Chiesa, la nostra stessa esperienza ci offrono.



2. Percorrere il cammino dell‟Avvento e del Tempo di Natale insieme ai personaggi biblici che la

Liturgia della Parola ci offre in queste quattro domeniche, cioè il profeta Isaia, Giovanni Battista,

Elisabetta e soprattutto Maria la Madre del Signore.



3. A tal fine, almeno noi catechisti, viviamo con fervore le due novene di dicembre con la relativa

solennità, e cioè la novena e la festa dell‟Immacolata, l‟8 dicembre e, soprattutto, la novena e la

solennità della Natività del Signore, a partire dal 17 dicembre.



4. L‟allestimento del presepio è, pedagogicamente, un‟occasione stupenda di catechesi su Gesù, Maria

Santissima, i poveri di Dio dell‟Antico e del Nuovo Testamento, come i profeti, i saggi d‟Israele, il

popolo, i pastori, ecc…



5. Prevedere fin dall‟inizio dell‟Avvento un gesto, sia pur molto semplice, di condivisione con i

bambini poveri o ammalati o soli… Tale iniziativa può trovare il suo apice nella S. Messa di Natale

o in un‟apposita celebrazione della Parola prima delle vacanze scolastiche.



6. Per noi catechisti: la breve frase di meditazione settimanale tratta dalla seconda lettura della Liturgia

domenicale della Parola:





27 novembre – 1a domenica di Avvento, “Rivestitevi del Signore Gesù Cristo!” (Rm 13,14): Imitate in tutto il

suo amore!

4 dicembre – 2 a domenica di Avvento, “Aspettiamo una terra nuova” (2 Pt 3,13): La nostra attesa è Gesù

Figlio di Dio Salvatore.

11 dicembre – 3 a domenica di Avvento, “La venuta del Signore è vicina!” (Gc 5,8): Dunque, costanza!

18 dicembre – 4 a domenica di Avvento, “Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre” (Rm 1,7): Pace e grazia,

ecco i doni di Gesù Figlio di Dio Salvatore.









DAL DOCUMENTO DI BASE

“RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI”



7

(spunti per una riflessione)



3/2. La catechesi deve educare ad una conoscenza di Gesù sempre più profonda e personale



Sintesi

* C‟è una vera mentalità di fede, quando c‟è capacità di comprendere ed interpretare tutte le cose secondo la

pienezza del pensiero di Cristo. Per questo la catechesi è insegnamento, esposizione chiara e sempre più

profonda della dottrina rivelata, nel rispetto delle esigenze e delle capacità dei fedeli.

* Pertanto i catechisti sono chiamati a farsi sempre più docili all‟azione dello Spirito Santo, attenti e fedeli

all‟insegnamento della Chiesa.

Soprattutto devono preoccuparsi che la dottrina rivelata diventi valore e motivo ispiratore per tutta la vita

cristiana.

* Va detto con forza che la mentalità di fede interessa tutta la persona nella sua coscienza, nella sua libertà,

nel suo comportamento, nelle sue scelte.

Con la grazia dello Spirito Santo, ciascuno sviluppa le sue facoltà di ammirazione, di intuizione, di

contemplazione, di giudizio, di adorazione, fino ad accettare e confermare la fede che ha avuto in dono.

* Il catechista deve saper toccare ciascuno nell‟intimo della sua vocazione e condizione personale, perché

ciascuno sia reso capace di sviluppare responsabilmente la conoscenza della fede e di conformarvi tutta la vita.





Per la nostra riflessione personale e/o di gruppo

Per un‟autentica mentalità di fede è assolutamente necessario “comprendere ed interpretare tutte le cose

secondo il Signore”.

Ci chiediamo pertanto:

C‟è in noi catechisti questa volontà, questo orientamento a vedere, interpretare tutto alla luce di Cristo?

La nostra conoscenza della sua Parola è completa, profonda, interiorizzata, personale? C‟è in noi la volontà e

la capacità di trasmettere ai bambini la centralità e l‟importanza assoluta di Gesù Cristo nella nostra vita? Al

riguardo, sappiamo offrire loro un insegnamento personalizzato, vicino cioè alla reale loro situazione di vita e

sociale?

* Nel proporre Cristo come centro assolutamente necessario per tutti, il catechista ha vicino due angeli: lo

Spirito Santo e la Chiesa.

Ci chiediamo pertanto:

Ne siamo convinti? Nella preparazione dei nostri incontri invochiamo lo Spirito Santo? Conosciamo i testi

biblici che lo riguardano? Siamo capaci di individuare la sua azione nella nostra vita e nella vita dei bambini?

Che cosa significa per noi la frase biblica: “Vivere secondo lo Spirito”? Parliamo qualche volta dello Spirito

Santo ai nostri bambini? Li educhiamo a sentirlo operante nella loro esistenza quotidiana?

Cerchiamo poi di conoscere, di interiorizzare i documenti del Magistero della Chiesa? Sono per noi luce e

criterio sicuro del nostro „fare catechismo‟?

Ci sentiamo chiamati, come il Documento di Base dice, a sviluppare nei bambini la capacità di ammirazione,

di intuizione, di contemplazione, di giudizio, di fede consapevole? Ma come in concreto? Con quali mezzi

didattici?





TESTIMONIANZE PER BAMBINI, MA NON SOLO…



Il mese di dicembre ci appare, oggi, come un campo di lotta tra due terribili contendenti che si sfidano a

morte.



8

Da una parte il Bambino di Betlemme, dall‟altra la Grande Tentazione dei consumi. È l‟antica sfida biblica tra

il piccolo Davide e il gigante Golìa. È un duello mortale che i primi cristiani hanno vissuto e vinto trionfando sul

paganesimo quando, vittoriosi, hanno sostituito la festa pagana del „Sole invincibile‟ che si faceva proprio il 25

dicembre, con la solennità liturgica della Natività di Cristo Signore „Stella del mattino, Sole che mai tramonta‟.

Scriveva allora S. Girolamo: “La Luce cresce, la tenebra diminuisce, la Verità ne prende il posto: oggi nasce il

Sole di giustizia”.

Che cosa succederebbe se un giorno dovesse trionfare il gigante Golìa?

Se la Grande Tentazione del consumismo dovesse prevalere…



“Si sopprimerà la fede

in nome della Luce,

poi si sopprimerà la luce. Si sopprimerà l‟Anima

in nome della Ragione

poi si sopprimerà la ragione.

Si sopprimerà la Carità

in nome della Giustizia

poi si sopprimerà la giustizia. Si sopprimerà l‟Amore

in nome della Fratellanza,

poi si sopprimerà la fratellanza.

Si sopprimerà lo Spirito di Verità

in nome dello Spirito Critico,

poi si sopprimerà lo spirito critico. Si sopprimerà il Senso della Parola

in nome del Senso delle parole,

poi si sopprimerà il senso delle parole.

Si sopprimerà il sublime

in nome dell‟Arte,

poi si sopprimerà l‟arte. Si sopprimeranno gli Scritti

in nome dei Commenti,

poi si sopprimeranno i commenti.

Si sopprimerà il Santo

in nome del Genio,

poi si sopprimerà il genio. Si sopprimerà il Profeta

in nome del Poeta,

poi si sopprimerà il poeta.

Si sopprimeranno gli uomini del Fuoco

in nome degli Illuminati,

poi si sopprimeranno gli illuminati. In nome di niente si sopprimerà l‟uomo;

si sopprimerà il nome dell‟Uomo;

non resterà più nome.

Ci siamo.

(A. Robin)





A TUTTE E A TUTTI I NOSTRI CATECHISTI AUGURIAMO

UN SANTO NATALE E UN BUON ANNO NUOVO!









9


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