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La forza della mente

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La forza della mente
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11/22/2011
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La forza della mente



Come la scienza vede la mente

oggi e la proposta di Italia Solidale

Cosa dice la scienza sulla mente

 Nella definizione che si dà di mente oggi, c’è una bella confusione. Si

parla indistintamente di mente, psiche, coscienza, spirito (in francese),

anima (in inglese), e ci sono un’innumerevole quantità di “teorie della

mente”.

 Al tempo degli antichi filosofi greci o indiani, secondo le teorie che si

chiamano pre-scientifiche, parlare di mente equivaleva a parlare di un

ambito teologico, non si concepiva una mente senza far riferimento

all’anima ed alle forze divine che ad essa sono per costituzione

connesse.

 Le teorie cosiddette moderne (occidentali), invece, basate su una

comprensione scientifica del cervello, vedono la mente come un

fenomeno della psicologia e usano questo termine più o meno come

sinonimo di “conscio”. Si dibatte molto su quali sono gli attributi che

costituiscono la mente, ma al giorno d’oggi chiaramente, non esiste più

nessun riferimento a forze trascendenti.

 Questo è il risultato dell’evoluzione culturale dominante che ha preso piede soprattutto in

occidente in cui si è creata nei secoli una vera schizofrenia tra Dio e ciò che egli ha

creato. In particolare tra Dio e la sua creatura più nobile, l’uomo, che Egli ha fatto

costitutivamente in relazione di continuo amore con se.

 Abbiamo visto come una certa scienza onesta mette in evidenza in modo così evidente

come l’Universo sia frutto dell’immenso amore di Dio che lo ha creato, come egli è

sempre stato presente e lo è tuttora in modo scambievole con ciascuna sua creatura.

Come egli è sempre ben conscio di ciò che fa, ma lascia a tutte le sue creature la

completa libertà di collaborare con lui o di prendere un’altra strada. La strada dell’ordine

della vita Lui la ha impressa nella sua creazione, ma non la impone. Sta alla sua

creatura cercarla e seguirla. Se non lo fa, soffre, si ammala e alla fine muore.

 Siamo in un tempo storico particolare in cui tutto denota uno stato di smarrimento, di

disagio e di sofferenza. Dai 30.000 bambini che da decenni muoiono di fame

nell’indifferenza totale, alle centinaia di milioni di depressi che continuano ad aumentare,

agli altri disagi mentali che si fanno sempre più frequenti, alle malattie che colpiscono ed

uccidono sempre più persone che hanno raggiunto il cosiddetto benessere (malattie

cardiovascolari, tumori, ecc.), alle guerre ed alle violenze che dilagano, alle questioni che

riguardano la vita e la sessualità,ecc.

 Da questo grave smarrimento, emerge o una

proposta di soluzione che vede tutta la realtà e vi

fa fronte come è necessario, oppure proposte che

non possono far altro che portare in se i segni di

questo disorientamento. La scienza e la fede

attuale sono il frutto di questo disorientamento:

cercano di avvicinarsi all’uomo per riportarlo a se

(la scienza) ed a Dio (la fede) ma in un modo che

in realtà non guarisce.

 Sono i fatti che parlano.

 Nella scienza, stiamo assistendo a dei grandi passaggi in diversi campi, non

solo nella fisica, nella cosmologia, nella storia dell’evoluzione e nella biologia,

ma anche nello studio che riguarda l’uomo, medicina e psicologia.

 Ci si sta sempre più rendendo conto che la concezione meccanicista e

riduzionista su cui si è fondata la scienza occidentale fino ad oggi non sta

reggendo più. Oggi si torna ad una visione più completa (più “olistica”)

dell’uomo, che cerca di vederlo nella sua interezza e nella connessione tra le

forze che lo caratterizzano.

 Queste non sono più voci sporadiche etichettate come eretiche, ma diventano

correnti scientifiche supportate da dati e ricerche. In particolare spicca la

disciplina della PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA (che ci ha

introdotto Claudia nel suo approfondimento sulla forza del corpo). Ma

esattamente cosa dicono e dove ci stanno portando queste correnti?

 Queste considerazioni le facciamo intorno all’argomento che dovremmo

trattare oggi, la forza della mente. Cos’è la mente secondo la scienza?

 Correntemente, la mente si riferisce a tutti

gli aspetti collettivi dell’intelletto e della

coscienza, che si manifestano con una

combinazione di pensiero, percezione,

emozione, volontà e immaginazione.

 Qualcuno dice che solo le funzioni intellettuali “superiori”

costituiscono la mente, in particolare la ragione, la coscienza e la

memoria. In questa visione, le emozioni come la paura, l’odio, la

paura, la gioia, sono più “primitive” e sono soggettive e vanno dunque

viste diverse, come natura e come origine, dalla mente.

 Altri dicono che la parte razionale e la parte emozionale (inconscia)

della persona umana non possono essere separate, che hanno la

stessa natura ed origine e che devono essere considerate come parte

della mente individuale. Molte correnti moderne sono orientate verso

questa visione, poiché appare più reale e supportata anche da dati

scientifici.

 Nell’accezione comune, “mente” si usa come “pensiero”. È una specie

di conversazione privata che ci facciamo interiormente nella nostra

testa. Da questo punto di vista, è una sfera privata alla quale ha

accesso solo il “proprietario”. Nessun altra persona può conoscere il

nostro pensiero, loro conoscono solo quello che comunichiamo.

La neurobiologia attuale è unita

attorno ad un modello così riassunto

 la mente è un prodotto del cervello, emerge

dall’attività nervosa (negazione del fatto che la

mente possa esistere fuori dal cervello)

 l’attività mentale non è assimilabile a quella del

computer, in quanto non è un programma

formalizzato e astratto che può prescindere dal

contesto biologico ed evolutivo in cui opera (mente

incarnata)

 la coscienza, i sentimenti e le emozioni sono

strettamente intrecciati ed è questo complesso

che influenza le decisioni e i comportamenti

umani.

coscienza, sentimenti e emozioni

sono strettamente intrecciati

 questa conclusione è il frutto di secoli della storia e del cammino scientifico

percorso dall’uomo.

 La struttura del sistema nervoso umano è sostanzialmente la stessa da decine

di migliaia di anni. A livello microscopico, si è evidenziato da circa 100 anni che

l’unità cellulare del sistema nervoso è il neurone. Golgi già a quell’epoca

esprimeva il fatto che i neuroni non funzionano come entità distinte ma come

una rete (network). Il neurone è come un’altra cellula, ha un corpo cellulare ed

un citoplasma ma ha appunto la particolarità di formare collegamenti (sinapsi)

con altri neuroni e con le cellule gliali. La sinapsi non è solo tra l’assone di un

neurone e i dendriti di un altro, ce ne sono di tutti i tipi. Nell’uomo ci sono 100

miliardi di neuroni solo nel cervello e che ogni neurone può avere fino a 10.000

sinapsi. Si calcola quindi che il numero di contatti nel cervello umano sia

dell’ordine di 10 alla 15 (un milione di miliardi).

 La comunicazione sinaptica è estremamente dispendiosa: usa l’80%

dell’energia consumata dal cervello. Esiste anche una comunicazione che non

è sinaptica ma che proviene dal fluido cerebrospinale e che trasmettono

messaggi anche da molto lontano. Oltre ai neuroni ci sono anche le cellule

gliali, che hanno diverse funzioni. Ogni neurone nell’uomo fa sinapsi con 10

cellule gliali.

Cervello recente ma componenti

antichissimi

 L’universo ha 17 miliardi di anni.

 La terra ha 4,5 miliardi di anni.

 La vita sulla terra ha circa 3,5 miliardi di anni.

 Fino a 2 miliardi di anni fa la vita era solo sotto forma di procarioti.

 Due miliardi di anni fa compaiono i primi organismi multicellulari.

 Circa 500 milioni di anni fa compaiono gli animali del phylum Cnidaria

(coralli anemoni, idre) i primi ad avere i neuroni ed il primo rudimentale

sistema nervoso.

 Lo stesso meccanismo opera oggi nell’uomo, è solo cambiata la

complessità in cui sono organizzati i neuroni e la conseguente forma

del corpo per permetterne il funzionamento sempre più efficace

nell’ambiente.

 Il cervello è passato da 400 g degli scimpanzé a 1400 g del genere

Homo

Importanza del cervello nella storia

 Nella storia dell’umanità, il cervello non ha avuto sempre importanza. Anzi.

2.500 a.C. tra gli antichi egizi, il cuore era importante per l’al di là, il cervello

non serviva. Anche tra gli antichi greci: Platone vedeva nel cervello la sede del

pensiero e il cuore la sede delle passioni; Aristotele, il cuore era la sede dei

sentimenti e delle facoltà intellettive. Gli antichi medici cinesi che si basavano

sui flussi energetici, la sede dello spirito è il cuore. La stessa cosa vale per le

popolazioni africane. La sede dell’anima, della vita stessa che identifica l’uomo

è il “piccolo cuore”.

 Il ruolo del cervello ha preso importanza molti secoli dopo, nel XVI e XVII

secolo, con gli sviluppi degli studi di anatomia (basati sullo studio dei cadaveri,

non più sui flussi energetici!!).

 Era in piena impostazione meccanicistica. La corrente + nota era il

localizzazionismo, che durerà due secoli (percezioni, sentimenti, ragionamenti

si potevano localizzare in una parte del cervello). Era coerente con la modalità

dominante di pensiero che voleva ridurre lo sguardo sull’organismo umano ed

a rintracciare l’origine delle patologie nella cellula.

 Oggi si sta aprendo una nuova visione del funzionamento del cervello basata

sul concetto che ogni funzione è il risultato dell’attivazione di circuiti che

connettono aree diverse e separate tra loro.

L’organizzazione del sistema

nervoso

Dentro il cervello

 Dalla spina dorsale, il midollo spinale

giunto all’interno della scatola cranica,

si allarga formando il midollo allungato

che prosegue nel ponte e nel

mesencefalo. L’insieme di questa

ampia area del cervello si chiama

tronco dell’encefalo, alle cui

adiacenze posteriori si trova il

cervelletto.

 Ancora + dentro al cervello troviamo il

talamo e ipotalamo (diencefalo) e

l’area limbica, composta dal giro del

cingolo, ippocampo e amigdala.

 Sopra, prima di arrivare alla corteccia,

sprofondati nel grosso spessore di

materia bianca, troviamo i gangli della

base.

 Infine, l’ampio mantello della corteccia

e neocorteccia cerebrale.

Il tronco dell’encefalo

 È la continuazione in alto del midollo (gli antichi medici cinesi definivano il

cervello il mare del midollo). Collega il basso all’alto, unisce il s.n.c. dentro la

colonna vertebrale al s.n.c. dentro la scatola cranica. Da qui nascono tutti gli

11 nervi cranici tranne il nervo ottico che sono dei giganteschi collegamenti tra

il cervello ed il corpo. Il tronco riceve segnali da tutto il corpo, specie dal nervo

vago che innerva apparato gastrointestinale, polmoni, cuore. E invia segnali a

tutto il corpo.

 È nel tronco che sono collocati i nuclei che in integrazione con l’ipotalamo,

governano il neurovegetativo. E’ l’area più antica dal punto di vista

dell’evoluzione della specie, qui si concentra il controllo delle funzioni vitali

fondamentali che riguardano l’attività cardiaca, la respirazione, l’attività

intestinale, urinaria, sonno e veglia. È qui che vengono raccolti e smistati a

livello superiore segnali sensoriali, provenienti sia dall’interno che dall’esterno

del corpo. Qui si registrano attività neuronali molto intense, quando si

sperimentano “emozioni antiche” come la collera o la tristezza. La felicità

invece è più legata al sistema limbico e alle cortecce.

 Nel tronco si trovano organizzati i nuclei dei neuroni che producono i +

importanti neurotrasmettitori cerebrali (dopamina, serotonina, noradrenalina,

acetiolcolina, istamina) che vengono rilasciate sia in basso che in alto.

 Il cuore del tronco dell’encefalo è costituito da un’intricata

rete (network) di neuroni (formazione reticolare). Questa

rete è fondamentale come base di attività che riguardano

la regolazione tra veglia e il sonno, lo snodo fondamentale

del sistema dello stress, aree di produzione dei +

importanti neurotrasmettitori. Due grandi ricercatori

propongono il tronco (in particolare la formazione

reticolare) come radice della coscienza. Cioè, in

quest’area profonda del ns cervello si forma la coscienza

elementare che governa il corpo e le sue emozioni e che

viene poi integrata con quelle che chiamano “forme

superiori di coscienza” che sono il frutto di interazioni con

l’area limbica e corticale.

Diencefalo e sistema limbico

 È la porzione intermedia del cervello proseguendo

in alto, collega la parte profonda alle aree corticali.

Tradizionalmente il diencefalo comprende talamo

e ipotalamo.

 Il talamo (in realtà sono due talami) sono

ricetrasmittenti obbligate: tutto ciò che dalle

cortecce passa al corpo (comandi per il

movimento ad es) e tutto ciò che dal corpo passa

alle cortecce (stimoli sensoriali, piacere, dolore)

passa x i talami.

L’ipotalamo

 L’ipotalamo è composto da una serie di nuclei di neuroni. È piccolissimo (pesa

4 grammi, lo 0.3 % del peso medio del cervello) ma integra una quantità

incredibile di funzioni vitali (fame, sazietà, metabolismo energetico, liquidi e

equilibrio elettrolitico, la temperature corporea, sonno e veglia, comportamento

sessuale, sistemi endocrini, sistema immunitario, emozioni).

 Prima si pensava che le informazioni sensoriali arrivassero indirettamente

all’ipotalamo invece si sa che tutti i sensi comunicano in diretta con l’ipotalamo,

il quale riceve informazioni dalle aree corticali e sotto corticali. Inoltre

all’ipotalamo arrivano informazioni anche dal sistema immunitario sia tramite la

circolazione sanguigna sia tramite il nervo vago.

 L’ipotalamo influenza potentemente il comportamento perché le sue fibre

proiettano direttamente

1. alle aree corticali specie quelle pre-frontali dove si prendono le decisioni,

2. ai nuclei del neurovegetativo situati nel tronco dell’encefalo, che comandano la

messa in allerta di tutto l’organismo

3. all’ipofisi (ghiandola master per la produzione ormonale)

4. all’amigdala (centro emozionale per eccellenza)

5. all’ippocampo (centrale di produzione della memoria)

L’amigdala

 L’amigdala è composta da circa 13 nuclei suddivisi in 3 grandi aree tra

loro strettamente interconnesse:

1. basolaterale, che riceve input dai sensi e invia proiezioni alle cortecce

prefrontali e all’ipotalamo. Contribuisce così in modo determinante alla

formazione della memoria emotiva e cognitiva.

2. corticale, che quasi si confonde con corteccia olfattiva: dà significato

emotivo agli odori;

3. centromediale costituita dai nuclei profondi, che ricevono input dal talamo

e dall’ipotalamo e ne inviano al neurovegetativo: tramite tra il circuito

talamo-ipotalamo e il neurovegetativo, scarica le emozioni sul corpo.

 L’amigdala è dunque uno snodo importantissimo per la gestione delle

emozioni, di tutti i tipi –ve e +ve. Inoltre è decisivo nel circuito orbito-

frontale, che attiviamo quando prendiamo decisioni. Giudizio e

decisioni sono strettamente impastati di emozioni. Non esiste ragione

senza emozioni.

L’ippocampo e il sistema limbico

 È la struttura chiave che porta alla formazione di

ricordi. Qui c’è continua neurogenesi che fissa

nuove memorie. Continua collaborazione tra

corteccia e ippocampo per fissare i ricordi. I

messaggi dall’ippocampo arrivano continuamente

in modo ritmico ai neuroni della corteccia attivati

dagli ormoni dello stress (noradrenalina,

adrenalina, cortisolo). Con il riposo (sonno) la

memoria si consolida.

 Oggi si chiama sistema limbico tutto l’insieme di

talamo-ipotalamo (diencefalo) + ippocampo e altre

strutture profonde.

La corteccia

 Forma solchi e giri ed avvolge

gli emisferi, se si stendesse

sarebbe come una tovaglia di

un tavolo da cucina. Contiene,

qualcuno dice 10, qualcuno dice

fino a 30 miliardi di neuroni,

comunque una piccola % dei

neuroni del s.n. La corteccia è

divisa in 4 aree: frontale,

parietale, temporale, occipitale.

Inoltre è organizzata in strati

con circuiti integrati di neuroni.

La corteccia

 Le informazioni che giungono dai sensi vengono portate ad

altre aree associative della corteccia, che integrano le varie

informazioni. La parte frontale comanda il movimento,

l’attenzione e la memoria.

 Si tratta di connessioni estremamente complicate.

Connessioni tra varie aree ed anche dalla profondità in

superficie e viceversa.

 Nuclei della base e cervelletto sono due sistemi di

regolazione interna che integrano i segnali che vengono

dalla corteccia e quelli che vengono dal talamo. Questi

sembra siano la struttura nervosa principale da cui

emerge la coscienza.

La rete nervosa fuori dal cervello:

il sistema nervoso periferico

 Tradizonalmente, il sistema

nervoso si suddivide in

 sistema nervoso periferico

(SNP) e

 sistema nervoso centrale (SNC)

 il SNC è costituito da:

– cervello

– midollo spinale

 il SNP è costituito da:

– sistema nervoso autonomo

– sistema nervoso somatico

Il sistema nervoso periferico

 sistema somatico (tutti i

nervi spinali che innervano

cute, articolazioni, muscoli;

nervi sia sensoriali sia motori)

 sistema autonomo

(indipendente dalla volontà,

sistema automatico di

regolazione degli organi

interni, controllato

dall’ipotalamo, che opera

come bilanciamento del

simpatico, eccitatorio, e del

parasimpatico, inibitorio).

Il sistema nervoso autonomo

 Tradizionalmente l’autonomo si diceva solo motorio, cioè dal centro

alla periferia. In realtà non è così, e non è così neppure la distinzione

netta tra simpatico e parasimpatico. Nel senso che sia l’uno che l’altro

possono essere sia inibitori che eccitatori. Inoltre, recenti studi fanno

vedere come il neurovegetativo è anche sensoriale. Basta guardare il

nervo vago che è la + imponente via afferente che porta informazioni

dagli organi interni al sistema centrale. Un’altra scoperta fondamentale

è che queste fibre del neurovegetativo lavorano in stretta connessione

con le cellule immunitarie ed i vasi sanguigni. Qui si realizza un dialogo

stretto fatto di neuropeptidi, citochine e varie altre sostanze attiva che

regola tutta l’attività del neurovegetativo.

 Una volta si considerava il sistema simpatico come un retaggio delle

specie primitive che svolgeva il suo ruolo solo in casi eccezionali,

come nelle emergenze (fuga, paura, allerta, ecc.), ma ora si considera

che esso è la base della gestione ordinaria del corpo, una funzione

importantissima ma non scollegata bensì fortemente integrata ed in

relazione con altri sistemi (endocrino ed immunitario).

Il sistema nervoso autonomo

La psiconeuro-

endocrinoimmunologia

 Questa è una rapida e molto semplificata carrellata su come il

sistema nervoso è organizzato alla luce delle scoperte più recenti.

Esiste un grande interesse per questa disciplina che finalmente

supera il riduzionismo e il meccanicismo e vede l’integrazione tra

sistema nervoso, sistema endocrino, sistema immunitario e dunque,

secondo lei, spiega la connessione mente-corpo in un modo molto

più realistico.

 MENTE → sistema nervoso-sistema endocrino-sistema immunitario

→ CORPO.

 Inoltre anche il passaggio inverso CORPO → MENTE è ipotizzato in

quanto certe esperienze a livello somatico possono indurre

cambiamenti neuronali.

 L’aspetto positivo di questa disciplina, che porta poi a quella che viene

chiamata “medicina integrata” è che sicuramente si avvicina più alla

realtà.

 Si comincia ad affermare che la mente, intesa come pensiero

razionale, è strettamente connessa e promana dal neurovegetativo che

è inconscio.

 Si supera anche l’impostazione di tipo cognitivista in cui la mente può

essere paragonata ad un computer, ammettendo che essa non può

essere disgiunta dal suo contesto biologico ed evolutivo.

 Ci si allaccia più alla saggezza della medicina orientale che da millenni

si basa sulla comprensione dei flussi di energie negli esseri umani,

piuttosto che alla medicina occidentale con la sua impostazione ancora

fortemente legata al meccanicismo e al riduzionismo.

 Punta al “benessere” integrale della persona, cerca strade per una

medicina “integrata”.

Dove ci porta questa impostazione

moderna?

 la mente è un prodotto del cervello, emerge dall’attività nervosa

“La coscienza, quindi, a differenza di quanto proposto dal modello

freudiano, non dovrebbe avere come obiettivo la bonifica della natura

interna, e cioè l’omologazione dei territori selvaggi dell’ES alla

Ragione, bensì la comprensione della complessità dell’uomo e dei

contesti in cui opera. Riconoscimento della complessità propria ed

altrui, della mente altrui (…), vuol dire ispirare e costruire una scienza

non riduzionista, non prepotente verso di sé e verso gli altri sistemi;

vuol dire ispirare comportamenti basati sulla compassione verso il

mondo che è in noi (archetipi collettivi) e verso il mondo fuori di noi;

vuol dire quindi favorire l’emergere di persone capaci di non rimanere

prigioniere dei contesti, ma di essere “transcontestuali”, senza divenire

disadattate, bensì flessibili, creative e, al tempo stesso, socialmente

integrate perché perseguono fini collettivi e sociali”. (Francesco

Bottaccioli, “Psiconeuroendocrinoimmunologia”, p. 172)

Alcune conseguenze

 Questo avvalora in termini quasi scientifici il relativismo più totale. La

connessione nel biologico delle attività nervose, endocrine,

immunitarie, giustifica il fatto di conformare il pensiero e la cultura con

“come uno si sente dentro”, purché raggiunga uno stato di “piacere”.

 Si spinge all’eccesso il fatto di non doversi ridurre a nessuno “schema”

o nessuna “barriera ideologica” e di favorire la cosiddetta libertà.

 Ne risulta chiaramente l’accettazione indiscriminata, in nome della

tolleranza confermata dalla costituzione biologica, di qualsiasi

orientamento sessuale.

 Si arriva anche a sminuire gli effetti dell’uso di droghe cosiddette

leggere, con la scusa che esse sono dotate di qualità terapeutiche

naturali.

 Un altro punto è che la guarigione di malattie anche gravi (fuori dall’uso

dei farmaci) viene spiegata scientificamente come mero frutto della

psiche umana che sola, mette in moto dei meccanismi di soggezione e

di autoguarigione (Lourdes).

Cosa non va con questa

impostazione?

 La completa esclusione di Dio. L’uomo è sempre al centro e come punto di riferimento ha la sua

mente;

 La completa esclusione dell’Amore come rispetto e continuo scambio nel rispetto, nella qualità e nei

contenuti, necessario fin dal momento del concepimento per arrivare a maturità, e necessario lungo

tutto il corso della vita per mantenersi sani e sapienti;

 La completa conseguente distruzione dell’autentico carattere della persona, che è basato sulle forze

personali ordinate, principalmente sull’anima che scambia con Dio, unica fonte di vera salute per tutte

le altre forze agenti nella persona, sesso, nervi, corpo e mente.

 La mancata comprensione dei condizionamenti che si sviluppano a causa della mancanza d’amore e

che incidono sul sistema nervoso a livello inconscio.

 L’assenza di comprensione della radice di tutti gli errori personali, relazionali, storici, culturali, sociali,

economici, spirituali, scientifici, cioè il diavolo, che si piazza sui condizionamenti inconsci e che agisce

attivamente lasciando l’uomo in uno stato di perenne malattia dell’anima, della fede, delle relazioni,

del corpo e della mente.

 La non considerazione della mente come risultato del modo d’essere delle altre forze inconsce,

principalmente Dio, anima, sesso, che è sana solo se è nutrita dall’Amore, altrimenti è malata e

produce malattia per se e per gli altri.

 La non visione della mente come “sapienza”, intesa come profonda comprensione del modo d’essere

della persona, dunque della sua sofferenza, dunque di un’azione che risolva fino in fondo questa

sofferenza.

 Il fatto che vi sia una visione completamente errata della mente si vede dalle statistiche: disagi mentali

sempre più in aumento, uno studio recente mostrava come il 50% degli insegnanti italiani che si

rivolgono al medico lo fanno per problemi psichiatrici.

Gesù, la persona sapiente per

eccellenza

 Cos’ha fatto Gesù? Quando lui è venuto certo non ha trovato un’umanità a

posto. Ma non è venuto a fare discorsi o ragionamenti. Cristo è stoltezza per

la mente e scandalo per le leggi.

 Intanto è venuto bambino, anzi, zigote.

 Tutto il suo modo d’essere e di testimoniare parla all’inconscio e lo ristabilisce,

non parla alla mente. Altrimenti neanche la mente può funzionare. Siccome le

persone erano disturbate nelle forze inconsce, la mente era andata fuori strada

anche ai tempi di Gesù.

 In genere dunque Gesù non è stato capito (veniva nel mondo la luce vera (non

la ragione vera), … eppure il mondo non lo riconobbe (Gv 1, 9-13).

 Chi stava sulla mente umana non poteva capirlo (hanno orecchi e non

sentono, occhi e non vedono).

 In realtà neppure gli apostoli lo capivano.

 Lungo cammino, che chiama a recuperare le forze dell’inconscio per arrivare

alla sapienza dello Spirito Santo. Gesù l’ha testimoniato e l’ha fatto. Gli stessi

apostoli hanno avuto difficoltà, ma alla fine, con la perseveranza e la

disponibilità, l’hanno fatto.

L’esempio della sapienza di un

apostolo: Paolo

 San Paolo ad Atene: At 17, 16-34.

 Le esortazioni di S. Paolo sono sempre di “purificare il

cuore, la coscienza”, di avere il “corpo lavato”. (Eb 9,24-28;

10,19-23). Lui capisce cosa significa il corpo e il sangue di

Gesù. Siccome è nelle forze inconsce che siamo malati, a

causa dei condizionamenti e dei diavoli che non dipendono

da noi, Gesù sapientemente non può fare altro che entrare

con forza lì dentro. Anche se noi non capiamo, lui ci

guarisce.

 Ma non basta guarire: siamo chiamati alla conversione

totale, dunque a portare anche la mente a rispettare le

forze inconsce, a comprenderle ed a collaborare e

partecipare con Dio per la nostra redenzione e quella di

tutti gli uomini.

Dopo gli Apostoli

 Dopo Gesù e gli Apostoli, chi ha fatto questo cammino? La storia, anche nel

nostro tempo (papa Giovanni Paolo II, Abbé Pierre, Madre Teresa di Calcutta),

è costellata da persone che hanno avuto il coraggio di testimoniare la verità

della fede, non in senso generale, ma entrando nella realtà precisa che

vivevano, mantenendosi persone in Dio e affrontando gli errori che

incontravano. Eppure, se si guarda bene, pur rimanendo queste persone per

ciascuno di noi dei punti di riferimento forti e degli esempi che ci infondono

coraggio nelle scelte, non ci permettono fino in fondo di cambiare vita. Quasi

sempre vi è un’integrazione.

 Noi qui a Italia Solidale abbiamo una fortuna di cui spesso non riusciamo a

renderci conto.

 In un modo o nell’altro, di Gesù ne abbiamo tutti sentito parlare. Ma perché non

ci toccava?

 Avevamo necessità di qualcosa che ci facesse toccare Gesù nella nostra vita,

dunque di una cultura che riavvicina Dio all’uomo e l’uomo a Dio.

Cosa dice P. Angelo della mente?

 la mente è un grande dono per l’uomo

 attraverso la mente l’uomo è elevato alla

partecipazione della realtà naturale fino ad essere

concreatore e corredentore con Dio;

 la mente è fondamentalmente

– sostenuta

– animata

– irrorata

 dal modo d’essere dell’inconscio di cui il

neurovegetativo è portatore

 libido e aggressività sono nel

neurovegetativo

 il neurovegetativo contiene la Grazia,

l’anima, il sesso i nervi, il corpo, il 90% delle

energie della vita. Queste raggiungono ed

irrorano il sistema cosciente che

rappresenta solo il 10% delle energie.

 Il nostro problema è che siccome il conscio è facile da percepire,

storicamente e culturalmente si è dato molto più peso al conscio si è

esaltata la forza mentale al di sopra di tutte le altre forze (anche se è

solo il 10%), quasi che fosse una realtà a se stante capace di creare,

dominare, ordinare ogni cosa. Le connessioni con le forze inconsce

sono state viste molto poco.

 Però: le energie di Dio, dell’anima, del sesso, dei nervi, del corpo,

hanno:

– un loro modo d’essere,

– un loro contenuto,

– un loro ordine inconscio

 che è prima della mente.

 Inoltre, sono solo queste energie, ben sviluppate in spirito, verità e

amore che rendono la mente sana, sapiente, capace di svolgere la sua

funzione di luce e di servizio a tutta la verità che ci rende liberi.

 La funzione della mente è quella di:

– far luce

– tutelare

– servire

– concorrere a ristabilire, con la forza di Dio, qualora

fossero disturbate

 tutte le energie basilari della vita (il 90%).

 Queste forze si sviluppano solo nell’amore. Se

no, sono deviate, ridotte, colpite. Allora quali

messaggi mandano alla mente?

 Oggi la scienza e la spiritualità che corrono

– non vedono

– non partecipano

– dunque non guariscono

 Sono dunque menzognere. Significa che li dentro si è inserito qualcosa

di erroneo che rimane fissato. Scienza e fede in genere non si

soffermano, non entrano nella profonda realtà delle forze inconsce

della vita. E’ quasi tabù parlare di inconscio.

 La fede quando tenta di risolvere i problemi personali, sessuali,

relazionali, nervosi, fisici, propone schematiche modifiche mentali,

violenze razionali e legali.

 La scienza ora si comincia ad affacciare ad una visione più olistica

dell’uomo, ma ancora propone soluzioni mentali o biochimiche. Al

massimo, propone una visione che rompe con “le regole” ed è basata

sulle “emozioni” (tra l’altro pericolosissima).

Perché quello che sentiamo da

P.Angelo:

 è sempre vero e puntuale

 risponde ad ogni nostro quesito presente o passato su fatti personali, sociali,

culturali, mondiali

 coglie tutte le realtà della vita, nel suo ordine, nella sua ontologia, nella sua

storia

 risolve sempre tutto in positivo

 non ci immette in qualcosa che ci porta a “fare” o a “affannarci”, ma ad avere

tutta la gioia e tutta la forza delle nostre energie personali

 riesce a riempire la chiesa mentre le altre sono vuote

 produce guarigione fisica lì dove la medicina non riesce

 produce guarigione mentale e relazionale lì dove la psicanalisi non riesce

 produce guarigione spirituale lì dove la fede non riesce

 riesce a cogliere la realtà di ogni persona e di ogni cultura

 propone e realizza una modalità di aiuto concreto per risolvere la fame dello

spirito e del corpo nel mondo intero

?

Perché si tratta di una proposta che:

 riparte “da zero”, cioè da nulla già esistente. Stacca la persona perfino dai

suoi legami biologicamente più stretti, oltre che dalle varie culture e

impostazioni religiose, per portarla in una dimensione che è quella che le è

stata data da Dio originariamente.

 non essendo integrata in nulla, svela gli inganni più subdoli che sono

proprio quelli della dipendenza da qualche integrazione.

 va in tutta la profondità della vita fino ad affermare con consapevolezza

che la vita non s’inganna. Non dipende dall’uomo, ma è fatta da Dio che con

il Suo “CONSCIO” è la guida del nostro “INCONSCIO”. E ci svela così che

quello che comunemente chiamiamo disagio o malattia ad esempio a livello

mentale, è spesso già una menzogna: perché in genere tutto è considerato

“normale”. L’anormale a livello mentale è considerato quando i suoi effetti

compromettono a livelli più o meno gravi l’integrazione dell’individuo nella

società che è considerato il punto di riferimento per la realtà. Ma la verità è che

siamo tutti disturbati perché tutti siamo portatori di disturbi personali inconsci

provenienti dal non amore, dall’educazione, dai condizionamenti di tante false

culture.

 vede l’io potenziale come sigillo di Dio, tutto positivo e

senza nessun “tanatos” né “peccato originale”

 scopre nell’io potenziale tutte le forze della persona

con il loro ordine (di Dio, dell’anima, del sesso, dei

nervi, del corpo e della mente).

 vede che l’io potenziale ha bisogno di amore che è

rispetto e scambio di rispetto perché queste energie

maturino fino alla salute del corpo e della mente.

 vede l’io potenziale disturbato in ogni persona dai

condizionamenti a causa della mancanza d’amore

 ci mostra che il male dell’inconscio, e di conseguenza anche della mente,

è vecchio quanto l’uomo, ha la stessa età dell’uomo, circa 40.000 anni.

 vede i diavoli, forze negative potenti con cui siamo abituati da sempre a

convivere dentro e fuori, e come queste agiscono, cominciando

dall’inconscio

 rende viva, necessaria e comprensibile la Croce di Gesù come vero ed

unico amore

 permette a ciascuna persona di percorrere il proprio cammino personale,

(non omologato), con la propria croce insieme alla croce di Gesù, fino a

far di nuovo coincidere il proprio inconscio con il conscio di Dio. Questa

è la propria vocazione

 rende normale l’effusione dello Spirito Santo dopo questo cammino,

come necessità di mantenere le proprie forze fuori dagli uomini per la

carità a tutti gli uomini

 rende chiara la meraviglia che è l’uomo rispetto a tutte le altre creature

 avverte ogni persona, chiamandola a fare questo cammino per ritrovarsi,

ma la lascia libera anche di non farlo

 Si tratta di una proposta profondamente sapiente,

molto vicina alla sapienza di Gesù, ma che è calata nel

tempo di oggi. Usa i mezzi che oggi ci sono

(comprensione dell’inconscio). E per arrivare a questa

sapienza P.Angelo ha tutelato non la mente, ma le forze

personali inconsce che sono prima della mente. Le sue,

per poi arrivare a quelle degli altri. Questo gli ha dato una

mente “sapiente”, vicina a quella della Madonna. Ed è

sapiente perché è una proposta basata sull’amore agli

altri. La mente funziona bene solo nell’amore. Allora

vede i problemi, propone soluzioni e guarisce. Vede

l’umanità come vera, e la vede sofferente e trova una

strada per guarirla.


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