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Commedia greca - Menandro

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Commedia greca - Menandro
Shared by: Matteo Paolucci
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1856
posted:
8/27/2009
language:
Italian
pages:
0
commedia antica V sec. Giudizi antichi Circola fino al VII sec. d.C. Ritrovati alla fine del XIX sec. Copie delle commedie su papiri ritrovate in Egitto Trasmissione teorie critici antichi commedia di mezzo prima metà IV sec. commedia nuova - Menandro frammenti prese di posizione politiche amore reciproco come premessa indispensabile finale come naturale sbocco delle evoluzioni psicologiche prodromi “Sentenze” peculiarità del meccanismo teatrale menandreo ruolo marginale tuke teatro comico nel IV sec. moventi dell'azione dei personaggi continuità e novità rispetto ad ultimo Aristofane Abrotono, un'etera buona L’arbitrato Carisio e Panfile caratteri commedia menandrea commedia di mezzo presenza coro parodia mitologica tipi umani (maschere) influsso Aristotele (teorie sul teatro) Antifane, Anassandride, Alessi fu vitale fino a 120 a.C tracce in commedia latina (modello) tono più pacato no parabasi meno coro 5 atti e intermezzo danze vicenda d'amore (peripezie e lieto fine) carattere realistico vita quotidiana approfondimento psicologico personaggi, figure inconfondibili



personaggi artefici propria sorte altruismo solidarietà bontà d'animo donna di mondo, malizia onestà, candore, generosità



marito innamorato cede a reazione impulsiva C. si pente e confessa propria colpa P. fragile ma forza nell'obbedire solo ai sentimenti Equivoco, rivalità in amore, riconoscimento Raffinatezza teatrale Doppio equivoco iniziale Caso inconsueto: un protagonista (Glicera) conoscere già verità Unità familiare finale come valore fondamentale per Menandro Polemone: impetuoso, ma si pente (riscatto); passione, sincerità, onestà mentale (riconosce errore) Maturazione di Polemone durante azione comica lealtà e profondità sentimenti subisce offese senza venire meno a suo compito (solidarietà femminile) Analisi psicologica personaggi trama fondata sugli equivoci etera Criside (la ragazza di Samo) Commedia matura Intreccio: schemi fondamentali commedia nuova



Commedia nuova



verso commedia moderna



chiusura quarta parete illusione: attualità cittadina esclusa nuova situazione politica La ragazza tosata decadenza Atene governo moderato abolizione contributo statale interesse per tematiche private



commedie per pubblico "borghese" maschere: tipi fissi



Commedia nel IV sec.

Commedie non intere



evoluzione tecnica drammaturgica



attore recita e basta in tono realistico allontanamento da origine commedia eliminazione fallo influenza Euripide (intreccio) intrigo e stratagemma, colpi di scena fama durante vita



Vita - carriera legata ad Atene (342-291)



esordio teatrale 322



dopo morte considerato grande poeta



modello principale commedia latina



tipo comico tradizionale (vecchio che si innamora di giovane) non riesce a non essere geloso riconosce i suoi eccessi vicinanza e comprensione in nome di un'umanità comune minore definizione psicologica protagonisti tema della lotta tra classi di età Demea personaggi La ragazza di Samo semplice schema drammaturgico di base vicende private (borghesi) - microcosmo



tema amoroso relazioni familiari due innamorati peripezie, equivoci lieto fine



Menandro - opere

più spiccata cura dell'intreccio (colpi di scena, travestimenti ecc.) servo generoso e nobile Lo scudo figura-simbolo di Davo



rottura apparente dell'ordine e ricomposizione finale



elementi di scandalo o disagio devono essere rimossi



capacità di dare linguaggio a emozioni e sentimenti studio dei caratteri (influsso euripideo) prologo colpi di scena altre influenze euripidee evoluzione interiore riproduzione tipi umani - specifica e irripetibile identità di ciascuna figura



cosmopolitismo ellenistico



straniero con valori della filantropia greca motore azione



L’uomo di Sicione, L’odiato, Il doppio ingannatore, L’apparizione, L’eroe, Il contadino Male di vivere di Cnemone Fa male solo a se stesso Processo di redenzione (scopre esistenza bene) Riconosce il vizio, che non è assoluto La ragione riscatta l’uomo Altri personaggi, nella loro mediocrità, portano valori positivi Tutto finisce serenamente Matrimoni superano divisione classi e ricchezza Sconnessioni e difetto di consequenzialità logica (nel ravvedimento) Trama schematica ed elementare Contro formalismo anziani Messaggio di ottimismo e speranza Altruismo e solidarietà Nuove generazioni portatrici di valori lingua e stile Opera giovanile teatro raffinato Vicenda d’amore sullo sfondo Unica commedia intera (scoperta nel 1957): Il Bisbetico Ottimismo sulla natura umana Non è malvagio



Menandro - vita e caratteri



monologo per approfondire psicologia personaggi personaggi femminili di grande dignità morale lieto fine personaggi moralmente positivi influenza filosofie ellenistiche



comprensione natura umana



cambiamento psicologico



grandi temi della solidarietà e della reciproca comprensione realismo personaggi codici morali ben consolidati individui mediocri



umanità comune consapevole dei propri limiti



rigido controllo sulla sessualità attenua conflitti tipici in Aristofane caratteri



delicatezza estrema allontanamento da origine commedia e Aristofane uomo-donna giovani-anziani vita umana retta dal caso - tuke ricerca mantenimento felicità individuale positività fiducia in capacità di conoscersi ed evolversi



società insicura



ottimismo sulla natura umana



invita alla riflessione più che alla grossolana risata livello medio, non colorito,sciolto realistico pubblico ben educato



sfumature psicologiche personaggi attraverso specificità linguaggi



Il bisbetico

Cnemone (il bisbetico, asociale) vive con figlia e vecchia serva, ha cacciato la moglie dal figlioccio. Sostrato vuole sposare la figlia, ma è scacciato da Cnemone. Cnemone precipita in un pozzo per recuperare anfora e zappa caduti alla serva. Sostrato e Gorgia (figlioccio) lo salvano. Cnemone adotta Gorgia, che fa sposare sorellastra con Sostrato e sposa la sorella di lui. Cnemone anche se riluttante, va alle nozze.



Lo scudo

Il pedagogo Davo riporta lo scudo di Cleostrato morto in battaglia. Lo zio avaro Smicrine vuole sposare la nipote, sorella ed erede del defunto.La giovane è però promessa a Cherea, figliastro di Cherestrato, fratello di Smicrine. Per evitare nozze con Smicrine, Davo fa credere che Cherestrato muore di dolore per morte Cleostrato, e che la figlia erediti tutto e diventi più ricca dell’altra. Si interrompe parte superstite. Forse: Cleostrato torna vivo. Nozze fra Cherea e sorella cleostrato e fra Cleostrato e figlia cherestrato. Delusione di Smicrine.



La ragazza tosata

Moschione e Glicera, abbandonati da piccoli, crescono separati. Maschione adottato da ricca Mirrine e Glicera concubina del soldato Polmone. Glicera sa che è suo fratello, ma Maschione no, e si innamora di lei. Polemone li scopre abbracciati e, geloso, fa rasare i capelli a Glicera. Glicera si rifugia da Mirrine e le racconta tutto. Pateco, un vicino di casa, scopre di essere il padre dei due. Glicera e Polemone si sposano, Maschione ottiene una sposa grazie al padre.



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La ragazza di Samo

Durante celebrazioni in onore di Adone, Moschione, figlio di Demea, violenta Plangone, figlia di Nicerato, che ha un figlio. Moschione vuole sposare Plangone, ma non rivela paternità. Bambino affidato a Criside, concubina Demea. Demea teme che Criside, fingendo di essere la madre, voglia sposarlo; sente che Moschione è il padre del bambino, e caccia Criside che va da Nicerato. Moschione dice al padre la verità: la madre è Plangone. Moschione si offende per i sospetti di tradimento del padre e decide di partire soldato. Demea e Nicerato lo trattengono, e i due si sposano.



L'arbitrato

Carisio abbandona la moglie Panfile: ha esposto il figlio avuto da una violenza prima delle nozze. Va dalla flautista Abrotano. Il carbonaio Sirisco e il pastore Davo ricorrono ad un arbitrato: Davo ha trovato un bambino abbandonato e lo ha ceduto a Sirisco che pretende gli oggetti del bambino; li mostra al cuoco Onesimo, che riconosce anello del padrone (Carisio) che ha perso durante Tauropolie, quando ubriaco violentò una fanciulla. Abrotono finge di essere la vittima. Carisio riflette sull’amore per Panfilo; Abrotano svela che la vittima della violenza fu Panfile, e la situazione si risolve



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