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Alla fine della strada

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Alla fine della strada
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finalista al primo Concorso Letterario Nazionale “Oubliette” 2011 - Dalla prefazione: "[...] Il filo conduttore che accompagna il viaggio � la mancanza. Una mancanza costante pur nella presenza, una mancanza cosciente che la dipartita fisica sar� solo seguente a quella dell’animo. Una consapevolezza che non � illuminante, quanto piuttosto una condanna all’incapacit� di godere della bellezza dell’istante che consente, tuttavia, di riporre la spada e lo scudo e lasciarsi scivolare verso quel che si ha di fronte, sia pur col rischio d’esser trafitti in quel luogo dietro lo sterno che per lungo tempo si � cercato di proteggere. [...]"

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11/18/2011
language:
Italian
pages:
80
Carla Casu









Alla fine della strada









Lulu

I edizione: novembre 2010





Copyright © 2010 Carla Casu

Tutti i diritti riservati





Foto di copertina: Carla Casu





ISBN 978-1-4466-8331-6





www.lulu.com

Alla fine della strada

A mio padre

Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,

il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola

come una trappola da sacrificio,

è quindi venuto il momento di cantare

una esequie al passato.





Alda Merini

X









Nota biografica



Carla Casu, nata nel 1984 a Sassari, in Sardegna, studia Scienze

della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze Politiche

dell’Università degli Studi di Sassari.

Collabora come consulente editoriale con case editrici, come

recensore con siti di informazione libraria e come reporter con

testate online di giornalismo partecipativo.

Ha scritto poesie raccolte nelle antologie Nostalgia (Perrone

LAB, 2008), Festa della Repubblica (PoeBook, 2008), Lì, tra le

strade sottili di linfa e rugiada (Perrone LAB, 2010) e nel n°97 di

voceDonnainpoesia.

Alla fine della strada è la sua prima silloge poetica.

XI









Prefazione





Ognuno di noi è arrivato alla fine della strada almeno una

volta. Alla fine di un ciclo che può condurci ad un bivio, di fronte

ad un burrone, o al nulla. L'autrice giunge alla fine del suo percorso

dopo un viaggio iniziato nel 2003 e conclusosi nel 2009, in seguito

ad un cammino caratterizzato da tre differenti cicli.

La seguiamo su una strada che si percorre a fatica,

costantemente aggrappati al ricordo che si è dapprima appreso

attraverso parole e sguardi altrui e poi provandolo sulla propria

pelle, nel profondo della propria anima.

Un ciclo in cui la notte rappresenta la linfa vitale della poetessa

che, nello scontro col mattino, scivola nel tormento, nelle bugie che

si obbliga a ripetere come disco incantato nel scoprire dall’altrui

voce che nel reale non si può.

Il secondo ciclo si apre come un’alba. Il buio dell’impossibile

viene squarciato dalla luce della speranza, si riesce finalmente a

respirare e a provare un sentimento che pareva ignoto al nostro

petto, si riesce a sentirsi vivi; tuttavia l’illusione di poter crescere

seguendo il battito di quel sentimento, si scontra con quel mai

inciso dolorosamente prima ancora di poter assaggiare la realtà, con

quell’impossibilità di poter essere ciò che non si è pur di vivere in

quegli occhi che hanno dato vita.

XII









Così ci ritroviamo al termine del cammino, inevitabilmente

ricongiunti alla strada che avevamo iniziato, ricongiunti a

quell’inerzia che credevamo di aver abbandonato sul ciglio dei

nostri passi. Passi che si fanno più pesanti perché obbligati a

trascinare la sfera del passato, la maledizione del rimpianto di ciò

che poteva essere e non è stato.

L'autrice giunge al termine del percorso senza consapevolezza

di quel che c’è oltre, senza una risposta, ma con domande che

interrogano il passato, interrogano se stessa, interrogano l’animo

sofferente per sapere se si è pronti a muoversi verso un’altra strada.

Il filo conduttore che accompagna il viaggio è la mancanza.

Una mancanza costante pur nella presenza, una mancanza cosciente

che la dipartita fisica sarà solo seguente a quella dell’animo. Una

consapevolezza che non è illuminante, quanto piuttosto una

condanna all’incapacità di godere della bellezza dell’istante che

consente, tuttavia, di riporre la spada e lo scudo e lasciarsi scivolare

verso quel che si ha di fronte, sia pur col rischio d’esser trafitti in

quel luogo dietro lo sterno che per lungo tempo si è cercato di

proteggere.

Non una traccia di rimpianto nell’animo della poetessa: tutto è

stato vissuto fino in fondo, tutto è stato inciso sulla pelle e nei suoi

strati invisibili e perpetui, tutto è valso la pena pur di sentire un

brivido per la prima volta.







Laura Di Maio

14









Disegno ritratti...





Disegno ritratti

di abitudini antiche,

disgrazie divenute

prigioni, pensieri

somiglianti a catene.

Vivo a margine

dell'esistenza

nell'onirico

gioco di ruolo

e porto un fardello

che individui,

altri da me,

rendono pesante.

Respiro il vento

dalla terrazza

del mio universo

di fiati sprecati

e volo giù, verso

il suolo di un'altra

latente monotonia.

15









Ricordo...





Ricordo la lontananza

e l’insostenibile mancanza,

in attesa di quel giorno

di un ritorno breve e intenso.





Ricordo il suono della sera

come un appuntamento.





Il tramonto sull’Atlantico,

la marea e il vento,

colonna sonora del mio

interminabile lamento.





Ricordo...





la tua voce rassicurante,

il tuo sguardo affascinante,

i tuoi passi autoritari,

la dolcezza dei tuoi gesti.





Ricordo la malinconia

accendersi sul tuo viso

alla comparsa dei ricordi.

16









E vedo me, oggi,

provare la medesima

tristezza d’animo nel ricordare.

17









Consapevole bugiarda





Di rabbia grida il cielo

al di là delle vetrate,

gocce disperate

bagnano le vie.





Per il mentir sovente

con scuse fatte mie

e il veleno d'un serpente

che sputo con coscienza.





Illumina la stanza

e in codice mi dice

che non avrò pace

ma solo cicatrice.

18









Amarti





Amo

l'esister dolce

del tuo essere





nei miei pensieri,

nel mio cuore,

nei miei gesti.





Amo

il viver silenzioso

dell'anima tua

entro il corpo mio





Amo

il penetrar discreto

del tuo verbo

nei miei ricordi





Amo

perché null'altro

posso far

che amarti.

19









Il risveglio





Tra labbra carnose

e profumo di caffè

s'accende il mattino

senza fiori né rose.

20









La partenza





La sera precedente la partenza,

con silenzioso camminare,

un taschino cercavo ove riporre

frasi scritte alla rinfusa

su fogli stropicciati.

Lettere d’amore atte a ricordare

che, seppur il cor piangeva,

la mente comprendeva

quell’andar via frequente

per viver in terre lontane

a sudar su sabbia e pietre,

respirando polvere e miseria.

Perdono le festive assenze

compensate da parole che ancor

rammento nelle pieghe dell’inconscio

che maestre e vive le conserva.

Comprendo la negazione

dell’estremo abbraccio

e per questo non perdono all’io

la mancata ricerca dell’ultimo taschino.

21









Ho…





Ho conservato,

tra i cassetti dell'essenza,

il calore immaginario

degli abbracci mancati.





Ho riempito il giorno

di inutili azioni,

trascinandomi lenta

verso il domani.





Ho scavato il fondo

con le nude mani,

vietando alle orecchie

di udire i suoni.





Ho annullato gli occhi

cospargendoli di fumo

per impedir la vista

dei giorni perduti.

22









Ho anelato baci

sulla fronte calda

mentre leggera danzavo

sulle grandi scarpe.





Ho scordato di viver l'oggi

intenta com'ero

ad aggrapparmi incosciente

al ritorno di ieri.

23









La mia poesia





Pagina bianca

che insolente mi sfidi,

ti sporco di versi pensati

o sputati di getto

alla luce del buio.





Ti ubriaco

d’inchiostro blu cobalto

che s’inebria di te

ed eccitato sbava

fuori dal rigo.





Vi osservo indiscreta

fondervi in uno

per partorir colei

che da bianca insolente

diviene creatura pensante.

24









Muoio, amore





Morire nell’istante

che t’ho avuto, amore.

Guardarmi mentre spiro

dall’alto del mio

essere spirito.





Non piangere, amore.

M’hai dato te,

ho avuto tutto.

Non chiedo altro al fato,

ho avuto troppo.





Muoio, amore.

Stringimi!

Trattieni il fiato,

non rubarmi l’ultimo

residuo d’aria,

allungami l’esistere.





Lasciami, amore.

Respira!

Con un bacio

mi tolgo la vita.

25









Ma tu vivila, amore.

E dividi nuova aria

con chi sarà altro da me

e t’amerà come io t’ho amato,

seppur non l’amerai

come m’hai amato.

26









L’alba





Odo fischiettar

fuori la finestra,

cinguettano pennuti

al nascer del sole,

anime operaie

si svegliano nel buio,

si stanca un uomo

al bordo della via.





Le cinque son fatte.





Sazia mi adagio,

pregando Morfeo.

Con la luce si

spegne il mio giorno.

27









Valigia vuota





Piccola imitatrice

di gesti ordinari,

accanto al mio faro

così mi ammiravo

nell'abbaglio più caro.





A piegar camicie

da riporre con cura

nel pesante bagaglio,

grondante di ebbrezza

e curioso spiraglio.





Ma il reale era altro,

- non si può! - dicevi.





E sognavo i diciotto,

la fine di tutto.

L'inizio del volo

senza la stretta

e il crudele saluto.

28









Ma ai diciotto non eri.

E vuoto il bagaglio

pazienta inerme



che smetta di odiarlo,

per colmarlo di sogni

e far mia la tua vita.

29









Eterno riposo





Riposi all’ombra dei cipressi

di legno e marmo vestito.

Ascolti in un forzato silenzio

l’ululato del vento e degli uccelli il canto.





Osservi all’esterno della casa quadrata

il lento camminare di ospiti sgraditi.

Ne odi il vociare molesto, che occulta la

musica soave e turba la dolce quiete.





Divieni fatuo al calar del sole

e coi compagni dell’eterno viaggio

intoni i canti di giorno imparati

rimembrando afflitto i bei tempi andati.

30









Onirico mondo





Quando mi vieni a trovare

nell'onirico mondo

ti siedi al bordo del letto

e rimbocchi il corpo,

narrando storie di indiani.





Quando mi vieni a trovare

nell'onirico mondo

accarezzi in punta di dita

le palpebre chiuse.





Quando mi vieni a trovare

nell'onirico mondo

schiaffeggi di baci

le guance arrossate.





Quando mi vieni a trovare

nell'onirico mondo

un rumore mi sveglia,

svanisce l'incanto

e m'abbraccia il tormento.

31









L’amor che non provo...





L'amor che non provo

mi tiene a riparo.

Su spiagge deserte

brillo e t'invoco,

anima candida.

Sei tu la risposta

all'eterno vagare

negli assolati spazi

di pensieri vestiti.

E ciò che non dici

si fa assordante.

Mi perdo in fatue

speranze sbiadite.

32









Nelle tue mani…





Nelle tue mani

metto i miei sogni,

affinché morbide rughe

ne accarezzino il soffio.





Respirano librandosi,

con ali di cartapesta,

su aria inquinata

d'avanzi d'umana festa.





Sorridono alla notte

che nella morsa

li stringe

e finge ruffiana





il non esser padrona

di idee recitate

a memoria

e liberate nell'aere

da un lungo sbadiglio.

33









Nuda sentivo...





Nuda sentivo

l'agitarsi del tempo

dentro l'ignoto.





E mi vestivo

del passato,

inafferrabile

e sfuggente.





Come il Cristo

che ho pregato

quando il pianto

del presente soffocava

la libera espressione

dell'impavida coscienza.

34









Apatia





Vita che scorre lenta,

in un tempo

infinitamente chiuso,

nell’oscuro senso

che riempie il vuoto

del giorno infame.

35









5 dicembre





Ti vidi varcare la soglia

stremato da una magrezza triste

che annienta le forze

e la voglia di esistere.





Ti vidi e il mio respiro

s'interruppe in gola,

silente e mentitore,

dinanzi alla cruda realtà.





Ti vidi e le gambe

arrestarono la corsa

venendoti incontro con lentezza

confusa e spaurita.





Ti vidi e non capii,

che non ti avrei più rivisto.

36









Le tue parole





Qual potere

hanno in me

le tue parole.





Vocali e consonanti

d'un parlar maligno

che genera dolore.





Angoscia si chiama,

mi hanno detto,

il peso del macigno

che mi schiaccia il petto.

37









Vorrei in prestito...





Vorrei in prestito

l’ala d’un gabbiano

per danzar nel cotone

dell’oltremondo lontano.





Vorrei in prestito

il genio d’un poeta morto

per scriver d’amore

senza dir che t’amo.





Vorrei in prestito

il pennello d’un pittore andato

per colorar d’azzurro il nero

e di rosso il verde prato.





Vorrei in prestito

il palpito d’una donna amata

per sentir calore

e fuggir via dal tedio.

38









Vorrei in prestito

il gemito di un’amante grata

per goder beata della vita

che ho avuto in prestito.

39









La fine è la meta





Desolato il cammino

prosegue a stento, inciampa.





La fine è la meta.





Le gambe doloranti

percorrono a fatica le scale

dell'impervia esistenza.

Stanche si abbandonano.





Il viso non sfiorò mai

la terra, né le ginocchia

si piegarono alla tiepida

tentazione di sconfitta.





Ma ora che ripreso è il cammino,

quando la vita sembra ancora

agli albori, seppur sopravvive

nel cuore dei suoi anni migliori...





... la fine è la meta.

40









Lui





Aveva gli occhi neri

e la pelle di sabbia,

sapeva di caldo

torrido e fatica,

amava i gioielli

e sfidare la vita.

È andato via

portandosi dietro

un grido di rabbia.

41









Silenziosa parli…





Silenziosa parli

al mio petto,

agitando le acque

del tenue sentire,

e vedi, oltre

pareti di ghiaccio,

il timido pulsare

di un sogno riemerso,

che profuma

di giornate ubriache

e appagato accarezza

le tue calde mani.

42









Posso darti...





Posso darti

la mia assenza,

poiché il non essere

è tutto ciò che sono.





Posso darti

il mio silenzio,

poiché il non detto

è tutto ciò che dico.





E infine posso darti

le mie ore,

poiché in fondo

sono tutto ciò che possiedo.

43









Lenta agonia di una fine





Piango le sere mancate

e gli abbracci negati

da parole non dette.





Non più profumi

né mani, né sguardi.





Solo attese agonizzanti

di chiamate mai giunte.

44









Ti sento ancora





Il ricordo m'avvolge nel silenzio

facendomi parte di sé.

Riesco ad udire

il rumore dei tuoi passi

mentre mi attraversi la mente.

Sento il tuo respiro rimbombare

nella mia testa come un eco sottile.

Il buio mi assale, ma non ho paura.

Ti sento ancora e perciò

non posso dire d’essere sola.

45









Respiro l’assenza





Ti aspetto e

respiro l'assenza

che l'aria avvelena.





Dilania il pensiero

della tua figura

imbevuta d'incanto,





mentre lontana dagli occhi

esegue, carezzando le corde,

il melodico assolo

che mi giunge col vento.

46









Senza luna né stelle





Mi adagio sul respiro

di colui che mi dorme accanto,

sognando al ritmo cadenzato

del suo dolce russare,

che scandisce il fievole mutare

di immagini, ricordi di gesti

incompiuti e frasi rubate agli astri

che muti parlano di te,

rapito dall'immenso,

per vegliar sul sonno

di coloro che hai lasciato

in una fredda notte d'inverno

senza luna né stelle.

47









Passeggiata al chiaro di luna





Odo le parole fissate

tra la vita e la morte

di un uomo cosciente

del fato che nel

deserto lo attende.





Inspiro l'odore della pelle

che mi abbraccia

confusa nel vento





e foglia si posa

sulla goccia che nasce,

da uno sguardo

immerso nel niente.





Mi parla attraverso

un essere che cinguetta

e usa le stelle

per ricordarmi

che il reale non aspetta.

48









Di vino e tristezza





Cammino per sole abitudini,

ascoltando il silenzio gocciare

e osservando l'effige sbiadita

di ricordi condotti dal mare,

nel buio di un mesto pensiero.





Vesto il passato di sorridenti sospiri,

vivendo il presente con ripetuti deliri.





Scrivo il futuro ispirata dall'ebbro gioire

di una vita percorsa con lieve fermezza,

tra attimi di vino e sorsi di tristezza.

49









Nel tuo pensiero





Perdermi nel buio

del tuo spirito,

per ritrovarmi

in un angolo

del tuo pensiero.





- Null'altro chiedo! -





Mi basta il saper,

che di tanto in tanto,

i reconditi spazi

della tua mente arguta

vengo a turbare.

50









Desiderando te





Un fremito mi colse

nel mirar la tua schiena

e nel pensiero,

venendoti incontro,

dei tuoi languidi fianchi

saziai la mia sete.





Poi un rumore

mi ricondusse al reale.





Ed eri lì, accanto

al mio maldestro

esser ciò che sono,

in balìa di ciò che desidero

e non so mostrare.

51









Ho sognato i tuoi occhi dannati…





Ho sognato i tuoi occhi dannati

cullandomi nell'oscurità

del tuo sguardo di giada.





Ho visto abissi che non posso

domare, assaporando l'estasi

dell'ineffabile piaga





che a sé attira il mio adesso,

trascinando il possibile

nella certezza del mai.

52









Inquietudine





Piove cenere di morto

dai cieli dell'anima mia.





Lasciatemi brindare al

caos che al niente anela,





quando la notte bussa

alla finestra del mio io





inquieto e taciturno.

53









Scorrono note di corda...





Scorrono note di corda

su fiumi di bionda.

Sfiorano di malizia il pensiero

le mani posate sul corpo

che ansima cosparso di fumo

e danza al ritmo del tuo parlare.

54









Non ho lune tra le mani





Profumi di mistero, passione

e malinconie lontane.

Quale forza ti ha condotto

alla mia vita di sogni, ore,

pensieri... astratte speranze,

immagini infrante...

Cosa possono darti le mie

giornate stanche... un bacio,

un silenzio, un'ora, un sogno...

Non ho lune tra le mani, spero

soltanto tu possa accontentarti

di avere il mio domani.

55









Vorrei...





Vorrei essere il cuscino

sul quale i tuoi sogni

prendono forma,

la coperta che accarezza

la tua pelle oscena,

le pagine del libro

che sfiori con le dita.





Vorrei abitare le tue notti

e cacciar via il pensiero

che le turba,

essere la folata di vento

che sfiora il tuo viso la mattina,

quando spalanchi la vita

al nuovo giorno,

lo specchio dove ammiri

la tua tremenda bellezza,

e guardarti attraverso

i tuoi occhi.

56









Vorrei essere infine

ciò che non sono

per poter vivere così

in ciò che sei.

57









Il bacio sul collo





Violento pagine bianche

con spasmodica lentezza.

Scrivo di te, di me,

dell’ardore ritrovato,

del bacio consumato





tra il silenzio della notte

e l’uscio di un portone.





Cammino tra l’ignoto e

il possibile in un indefinibile

ritorno all’esistere che pareva

lontano, perduto in un sempre

di nitida incertezza.





Passo i giorni ricordando

l’irresistibile contatto

delle tue labbra sul collo

e la fiamma che in quell’istante

divampò bruciandomi l’anima.

58









In quanti uomini…





In quanti uomini

rivedrò

le tue labbra

e in quante donne

le mani.





Non ero ieri

ed è lontano

il domani

per nascondere

le ombre

di oggi...





e godo di te

senza pensare

alla fine di ore

vissute in

un lucido

sogno amorale.

59









Di pace irrequieta

si bagna

il mio notturno

vagare, senza sapere

ciò che aspetta

l'incedere lento

di un camminare

pesante.

60









Per buie prigioni...





Per buie prigioni

si perde il mio nome

che canta di incerto,

nel vuoto assoluto,

un malessere malcelato.





Si nutre di stenti

e vive di birra,

ricercando il calore

di furtive illusioni

e sfuggendo impavido

il tedio assassino.

61









Soffia su fogli…





Soffia su fogli

macchiati di inchiostro

il vento d'un avvenire

che non verrà...





e mi lascerà

nel dubbio eterno

su ciò che era scritto

e non ho saputo leggere





tra quelle righe distanti

di parole abbozzate.





Soffia e sussurra

alle pagine bianche

che futuro non sarà

per gli amanti...





e non lontano avrà

concretezza

una fine degna

di essere scritta.

62









Alla fine della strada…





Alla fine della strada

un fantasma sorride,

osservando il moto

ondulato dell'andare

e si compiace

dell'eretta postura

di un corpo segnato

dal livido vissuto.





Alla fine della strada

un fantasma sorride,

osservando silente

il respirare affannoso

di uno strazio che balbetta

incomprensibili lamenti

e giace in attesa

di divenire immagine.

63









Lasciami credere che sia vero...





Lasciami credere che sia vero,

concedi al mio modesto sentire

il privilegio di entrare.

Fammi vedere l'abisso,

tortura la mia anima

fino all'ultima goccia di sangue.

Bevila, scoprimi, prendimi...

afferra lo sguardo che rubasti

quando di rosso camminasti

nel sentiero della mia apatia,

rendendola ciò che un anno dopo

si nutre delle tue spalle e del tuo tutto

che provoca in me gioia e agonia.

64









Di rassegnate vertigini...





Di rassegnate vertigini

sanguina l'ego nascosto

tra presenza e saluto,

in un giorno che allontana

il ritornar perenne di un

pensiero costante, fisso

nei meandri di un'ombra

che stoltamente desidera.

65









E la terra trema





Ogni respiro canta

di sfuocati ricordi,

conoscenze divenute

espressioni.





Lui non è più,

lei sopravvive.

Io voglio,

loro esistono.





Muoviamo i passi

con diversa andatura

e la terra trema

al passaggio di vite

che non hanno resa.

66









Non si muore di dolore





Il futuro ieri negato

da aggettivi nati

per il parlar muto

di un pensiero

che giace coperto

da ferrea difesa.

Quel domani,

avvenire di un oggi,

futuro impossibile

di un passato immobile,

volto a ricordare che

di dolore non si muore.

67









Una macchia su un foglio già scritto





Volevo sfidare l'abisso

oltre l'altura delle parole

caute e avvolgenti

di uno spirito ribelle,

cercando nel movimento

di tempeste infuocate

una fuga verso

l'indicibile rumore

dell'esser solo.

Ho amato qualcuno

in una fredda

illusione d'abbraccio,

aprendo il cammino

verso il deserto

dell'anima che avvolge

il mio io, straniero

al mondo.

Ho lasciato che

afferrasse la mappa

e portasse da me

il suo tormento,

68









vaneggiando su un

possibile sogno

di appaganti momenti.

Infine mi arresi

alla maestria del

suo verbo, bagnato

di lucido controllo,

e divenni una macchia

su un foglio già scritto.

69









Conosco memorie...





Conosco memorie

di un flebile bisbiglio,

acque che riflettono,

al di là del torto,

un bagliore

di luce soffusa,

slancio di passioni

consumate nel tepore

di notti invernali.

Un alito di speranza

percuote le membra,

e non più lontano pare

il probabile avvento

del mancato anelito.

70









Morte mediante sguardo





Il mio inverno

canta monologhi

di versi decadenti

nel surreale concerto

di poemi narranti

avventure maledette.

Eroine armate di corpo

e pensiero, vestite di

verità e fascino,

che salvano la bellezza

immutabile del loro

divenire attraverso

la morte, mediante

sguardo, di ingenui

e consapevoli

altrui respiri.

71









Carezze indelebili...





Carezze indelebili

sulla pelle profumata

di notte e vita...

… Ricordi divenuti

costante presenza

in ore spese

nel sonno vigile

di un silente lottare,

tra buio e memoria,

per l'ardore impetuoso

di sospirati amplessi.

72









Rinascita





Camminava sulla mia strada

vestita di timore

e voleva il mio silenzio

far divenire suono.





Così cedetti all'inganno

delle sue parole

e spalancai l'io

mostrandole il sentiero.

Indice



p. X Nota biografica





» XI Prefazione di Laura Di Maio





» 14 Disegno ritratti...

» 15 Ricordo...

» 17 Consapevole bugiarda

» 18 Amarti

» 19 Il risveglio

» 20 La partenza

» 21 Ho...

» 23 La mia poesia

» 24 Muoio, amore

» 26 L'alba

» 27 Valigia vuota

» 29 Eterno riposo

» 30 Onirico mondo

» 31 L'amor che non provo...

» 32 Nelle tue mani...

» 33 Nuda sentivo...

» 34 Apatia

» 35 5 dicembre

» 36 Le tue parole

» 37 Vorrei in prestito...

p. 39 La fine è la meta

» 40 Lui

» 41 Silenziosa parli...

» 42 Posso darti...

» 43 Lenta agonia di una fine

» 44 Ti sento ancora

» 45 Respiro l'assenza

» 46 Senza luna né stelle

» 47 Passeggiata al chiaro di luna

» 48 Di vino e tristezza

» 49 Nel tuo pensiero

» 50 Desiderando te

» 51 Ho sognato i tuoi occhi dannati...

» 52 Inquietudine

» 53 Scorrono note di corda...

» 54 Non ho lune tra le mani

» 55 Vorrei...

» 57 Il bacio sul collo

» 58 In quanti uomini...

» 60 Per buie prigioni...

» 61 Soffia su fogli...

» 62 Alla fine della strada...

» 63 Lasciami credere che sia vero...

» 64 Di rassegnate vertigini...

» 65 E la terra trema

p. 66 Non si muore di dolore

» 67 Una macchia su un foglio già scritto

» 69 Conosco memorie...

» 70 Morte mediante sguardo

» 71 Carezze indelebili...

» 72 Rinascita

Pubblicato nel mese di novembre 2010

Stampato da Lulu.com

carlacasu.altervista.org


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Alla fine della strada
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