Carla Casu
Alla fine della strada
Lulu
I edizione: novembre 2010
Copyright © 2010 Carla Casu
Tutti i diritti riservati
Foto di copertina: Carla Casu
ISBN 978-1-4466-8331-6
www.lulu.com
Alla fine della strada
A mio padre
Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.
Alda Merini
X
Nota biografica
Carla Casu, nata nel 1984 a Sassari, in Sardegna, studia Scienze
della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze Politiche
dell’Università degli Studi di Sassari.
Collabora come consulente editoriale con case editrici, come
recensore con siti di informazione libraria e come reporter con
testate online di giornalismo partecipativo.
Ha scritto poesie raccolte nelle antologie Nostalgia (Perrone
LAB, 2008), Festa della Repubblica (PoeBook, 2008), Lì, tra le
strade sottili di linfa e rugiada (Perrone LAB, 2010) e nel n°97 di
voceDonnainpoesia.
Alla fine della strada è la sua prima silloge poetica.
XI
Prefazione
Ognuno di noi è arrivato alla fine della strada almeno una
volta. Alla fine di un ciclo che può condurci ad un bivio, di fronte
ad un burrone, o al nulla. L'autrice giunge alla fine del suo percorso
dopo un viaggio iniziato nel 2003 e conclusosi nel 2009, in seguito
ad un cammino caratterizzato da tre differenti cicli.
La seguiamo su una strada che si percorre a fatica,
costantemente aggrappati al ricordo che si è dapprima appreso
attraverso parole e sguardi altrui e poi provandolo sulla propria
pelle, nel profondo della propria anima.
Un ciclo in cui la notte rappresenta la linfa vitale della poetessa
che, nello scontro col mattino, scivola nel tormento, nelle bugie che
si obbliga a ripetere come disco incantato nel scoprire dall’altrui
voce che nel reale non si può.
Il secondo ciclo si apre come un’alba. Il buio dell’impossibile
viene squarciato dalla luce della speranza, si riesce finalmente a
respirare e a provare un sentimento che pareva ignoto al nostro
petto, si riesce a sentirsi vivi; tuttavia l’illusione di poter crescere
seguendo il battito di quel sentimento, si scontra con quel mai
inciso dolorosamente prima ancora di poter assaggiare la realtà, con
quell’impossibilità di poter essere ciò che non si è pur di vivere in
quegli occhi che hanno dato vita.
XII
Così ci ritroviamo al termine del cammino, inevitabilmente
ricongiunti alla strada che avevamo iniziato, ricongiunti a
quell’inerzia che credevamo di aver abbandonato sul ciglio dei
nostri passi. Passi che si fanno più pesanti perché obbligati a
trascinare la sfera del passato, la maledizione del rimpianto di ciò
che poteva essere e non è stato.
L'autrice giunge al termine del percorso senza consapevolezza
di quel che c’è oltre, senza una risposta, ma con domande che
interrogano il passato, interrogano se stessa, interrogano l’animo
sofferente per sapere se si è pronti a muoversi verso un’altra strada.
Il filo conduttore che accompagna il viaggio è la mancanza.
Una mancanza costante pur nella presenza, una mancanza cosciente
che la dipartita fisica sarà solo seguente a quella dell’animo. Una
consapevolezza che non è illuminante, quanto piuttosto una
condanna all’incapacità di godere della bellezza dell’istante che
consente, tuttavia, di riporre la spada e lo scudo e lasciarsi scivolare
verso quel che si ha di fronte, sia pur col rischio d’esser trafitti in
quel luogo dietro lo sterno che per lungo tempo si è cercato di
proteggere.
Non una traccia di rimpianto nell’animo della poetessa: tutto è
stato vissuto fino in fondo, tutto è stato inciso sulla pelle e nei suoi
strati invisibili e perpetui, tutto è valso la pena pur di sentire un
brivido per la prima volta.
Laura Di Maio
14
Disegno ritratti...
Disegno ritratti
di abitudini antiche,
disgrazie divenute
prigioni, pensieri
somiglianti a catene.
Vivo a margine
dell'esistenza
nell'onirico
gioco di ruolo
e porto un fardello
che individui,
altri da me,
rendono pesante.
Respiro il vento
dalla terrazza
del mio universo
di fiati sprecati
e volo giù, verso
il suolo di un'altra
latente monotonia.
15
Ricordo...
Ricordo la lontananza
e l’insostenibile mancanza,
in attesa di quel giorno
di un ritorno breve e intenso.
Ricordo il suono della sera
come un appuntamento.
Il tramonto sull’Atlantico,
la marea e il vento,
colonna sonora del mio
interminabile lamento.
Ricordo...
la tua voce rassicurante,
il tuo sguardo affascinante,
i tuoi passi autoritari,
la dolcezza dei tuoi gesti.
Ricordo la malinconia
accendersi sul tuo viso
alla comparsa dei ricordi.
16
E vedo me, oggi,
provare la medesima
tristezza d’animo nel ricordare.
17
Consapevole bugiarda
Di rabbia grida il cielo
al di là delle vetrate,
gocce disperate
bagnano le vie.
Per il mentir sovente
con scuse fatte mie
e il veleno d'un serpente
che sputo con coscienza.
Illumina la stanza
e in codice mi dice
che non avrò pace
ma solo cicatrice.
18
Amarti
Amo
l'esister dolce
del tuo essere
nei miei pensieri,
nel mio cuore,
nei miei gesti.
Amo
il viver silenzioso
dell'anima tua
entro il corpo mio
Amo
il penetrar discreto
del tuo verbo
nei miei ricordi
Amo
perché null'altro
posso far
che amarti.
19
Il risveglio
Tra labbra carnose
e profumo di caffè
s'accende il mattino
senza fiori né rose.
20
La partenza
La sera precedente la partenza,
con silenzioso camminare,
un taschino cercavo ove riporre
frasi scritte alla rinfusa
su fogli stropicciati.
Lettere d’amore atte a ricordare
che, seppur il cor piangeva,
la mente comprendeva
quell’andar via frequente
per viver in terre lontane
a sudar su sabbia e pietre,
respirando polvere e miseria.
Perdono le festive assenze
compensate da parole che ancor
rammento nelle pieghe dell’inconscio
che maestre e vive le conserva.
Comprendo la negazione
dell’estremo abbraccio
e per questo non perdono all’io
la mancata ricerca dell’ultimo taschino.
21
Ho…
Ho conservato,
tra i cassetti dell'essenza,
il calore immaginario
degli abbracci mancati.
Ho riempito il giorno
di inutili azioni,
trascinandomi lenta
verso il domani.
Ho scavato il fondo
con le nude mani,
vietando alle orecchie
di udire i suoni.
Ho annullato gli occhi
cospargendoli di fumo
per impedir la vista
dei giorni perduti.
22
Ho anelato baci
sulla fronte calda
mentre leggera danzavo
sulle grandi scarpe.
Ho scordato di viver l'oggi
intenta com'ero
ad aggrapparmi incosciente
al ritorno di ieri.
23
La mia poesia
Pagina bianca
che insolente mi sfidi,
ti sporco di versi pensati
o sputati di getto
alla luce del buio.
Ti ubriaco
d’inchiostro blu cobalto
che s’inebria di te
ed eccitato sbava
fuori dal rigo.
Vi osservo indiscreta
fondervi in uno
per partorir colei
che da bianca insolente
diviene creatura pensante.
24
Muoio, amore
Morire nell’istante
che t’ho avuto, amore.
Guardarmi mentre spiro
dall’alto del mio
essere spirito.
Non piangere, amore.
M’hai dato te,
ho avuto tutto.
Non chiedo altro al fato,
ho avuto troppo.
Muoio, amore.
Stringimi!
Trattieni il fiato,
non rubarmi l’ultimo
residuo d’aria,
allungami l’esistere.
Lasciami, amore.
Respira!
Con un bacio
mi tolgo la vita.
25
Ma tu vivila, amore.
E dividi nuova aria
con chi sarà altro da me
e t’amerà come io t’ho amato,
seppur non l’amerai
come m’hai amato.
26
L’alba
Odo fischiettar
fuori la finestra,
cinguettano pennuti
al nascer del sole,
anime operaie
si svegliano nel buio,
si stanca un uomo
al bordo della via.
Le cinque son fatte.
Sazia mi adagio,
pregando Morfeo.
Con la luce si
spegne il mio giorno.
27
Valigia vuota
Piccola imitatrice
di gesti ordinari,
accanto al mio faro
così mi ammiravo
nell'abbaglio più caro.
A piegar camicie
da riporre con cura
nel pesante bagaglio,
grondante di ebbrezza
e curioso spiraglio.
Ma il reale era altro,
- non si può! - dicevi.
E sognavo i diciotto,
la fine di tutto.
L'inizio del volo
senza la stretta
e il crudele saluto.
28
Ma ai diciotto non eri.
E vuoto il bagaglio
pazienta inerme
che smetta di odiarlo,
per colmarlo di sogni
e far mia la tua vita.
29
Eterno riposo
Riposi all’ombra dei cipressi
di legno e marmo vestito.
Ascolti in un forzato silenzio
l’ululato del vento e degli uccelli il canto.
Osservi all’esterno della casa quadrata
il lento camminare di ospiti sgraditi.
Ne odi il vociare molesto, che occulta la
musica soave e turba la dolce quiete.
Divieni fatuo al calar del sole
e coi compagni dell’eterno viaggio
intoni i canti di giorno imparati
rimembrando afflitto i bei tempi andati.
30
Onirico mondo
Quando mi vieni a trovare
nell'onirico mondo
ti siedi al bordo del letto
e rimbocchi il corpo,
narrando storie di indiani.
Quando mi vieni a trovare
nell'onirico mondo
accarezzi in punta di dita
le palpebre chiuse.
Quando mi vieni a trovare
nell'onirico mondo
schiaffeggi di baci
le guance arrossate.
Quando mi vieni a trovare
nell'onirico mondo
un rumore mi sveglia,
svanisce l'incanto
e m'abbraccia il tormento.
31
L’amor che non provo...
L'amor che non provo
mi tiene a riparo.
Su spiagge deserte
brillo e t'invoco,
anima candida.
Sei tu la risposta
all'eterno vagare
negli assolati spazi
di pensieri vestiti.
E ciò che non dici
si fa assordante.
Mi perdo in fatue
speranze sbiadite.
32
Nelle tue mani…
Nelle tue mani
metto i miei sogni,
affinché morbide rughe
ne accarezzino il soffio.
Respirano librandosi,
con ali di cartapesta,
su aria inquinata
d'avanzi d'umana festa.
Sorridono alla notte
che nella morsa
li stringe
e finge ruffiana
il non esser padrona
di idee recitate
a memoria
e liberate nell'aere
da un lungo sbadiglio.
33
Nuda sentivo...
Nuda sentivo
l'agitarsi del tempo
dentro l'ignoto.
E mi vestivo
del passato,
inafferrabile
e sfuggente.
Come il Cristo
che ho pregato
quando il pianto
del presente soffocava
la libera espressione
dell'impavida coscienza.
34
Apatia
Vita che scorre lenta,
in un tempo
infinitamente chiuso,
nell’oscuro senso
che riempie il vuoto
del giorno infame.
35
5 dicembre
Ti vidi varcare la soglia
stremato da una magrezza triste
che annienta le forze
e la voglia di esistere.
Ti vidi e il mio respiro
s'interruppe in gola,
silente e mentitore,
dinanzi alla cruda realtà.
Ti vidi e le gambe
arrestarono la corsa
venendoti incontro con lentezza
confusa e spaurita.
Ti vidi e non capii,
che non ti avrei più rivisto.
36
Le tue parole
Qual potere
hanno in me
le tue parole.
Vocali e consonanti
d'un parlar maligno
che genera dolore.
Angoscia si chiama,
mi hanno detto,
il peso del macigno
che mi schiaccia il petto.
37
Vorrei in prestito...
Vorrei in prestito
l’ala d’un gabbiano
per danzar nel cotone
dell’oltremondo lontano.
Vorrei in prestito
il genio d’un poeta morto
per scriver d’amore
senza dir che t’amo.
Vorrei in prestito
il pennello d’un pittore andato
per colorar d’azzurro il nero
e di rosso il verde prato.
Vorrei in prestito
il palpito d’una donna amata
per sentir calore
e fuggir via dal tedio.
38
Vorrei in prestito
il gemito di un’amante grata
per goder beata della vita
che ho avuto in prestito.
39
La fine è la meta
Desolato il cammino
prosegue a stento, inciampa.
La fine è la meta.
Le gambe doloranti
percorrono a fatica le scale
dell'impervia esistenza.
Stanche si abbandonano.
Il viso non sfiorò mai
la terra, né le ginocchia
si piegarono alla tiepida
tentazione di sconfitta.
Ma ora che ripreso è il cammino,
quando la vita sembra ancora
agli albori, seppur sopravvive
nel cuore dei suoi anni migliori...
... la fine è la meta.
40
Lui
Aveva gli occhi neri
e la pelle di sabbia,
sapeva di caldo
torrido e fatica,
amava i gioielli
e sfidare la vita.
È andato via
portandosi dietro
un grido di rabbia.
41
Silenziosa parli…
Silenziosa parli
al mio petto,
agitando le acque
del tenue sentire,
e vedi, oltre
pareti di ghiaccio,
il timido pulsare
di un sogno riemerso,
che profuma
di giornate ubriache
e appagato accarezza
le tue calde mani.
42
Posso darti...
Posso darti
la mia assenza,
poiché il non essere
è tutto ciò che sono.
Posso darti
il mio silenzio,
poiché il non detto
è tutto ciò che dico.
E infine posso darti
le mie ore,
poiché in fondo
sono tutto ciò che possiedo.
43
Lenta agonia di una fine
Piango le sere mancate
e gli abbracci negati
da parole non dette.
Non più profumi
né mani, né sguardi.
Solo attese agonizzanti
di chiamate mai giunte.
44
Ti sento ancora
Il ricordo m'avvolge nel silenzio
facendomi parte di sé.
Riesco ad udire
il rumore dei tuoi passi
mentre mi attraversi la mente.
Sento il tuo respiro rimbombare
nella mia testa come un eco sottile.
Il buio mi assale, ma non ho paura.
Ti sento ancora e perciò
non posso dire d’essere sola.
45
Respiro l’assenza
Ti aspetto e
respiro l'assenza
che l'aria avvelena.
Dilania il pensiero
della tua figura
imbevuta d'incanto,
mentre lontana dagli occhi
esegue, carezzando le corde,
il melodico assolo
che mi giunge col vento.
46
Senza luna né stelle
Mi adagio sul respiro
di colui che mi dorme accanto,
sognando al ritmo cadenzato
del suo dolce russare,
che scandisce il fievole mutare
di immagini, ricordi di gesti
incompiuti e frasi rubate agli astri
che muti parlano di te,
rapito dall'immenso,
per vegliar sul sonno
di coloro che hai lasciato
in una fredda notte d'inverno
senza luna né stelle.
47
Passeggiata al chiaro di luna
Odo le parole fissate
tra la vita e la morte
di un uomo cosciente
del fato che nel
deserto lo attende.
Inspiro l'odore della pelle
che mi abbraccia
confusa nel vento
e foglia si posa
sulla goccia che nasce,
da uno sguardo
immerso nel niente.
Mi parla attraverso
un essere che cinguetta
e usa le stelle
per ricordarmi
che il reale non aspetta.
48
Di vino e tristezza
Cammino per sole abitudini,
ascoltando il silenzio gocciare
e osservando l'effige sbiadita
di ricordi condotti dal mare,
nel buio di un mesto pensiero.
Vesto il passato di sorridenti sospiri,
vivendo il presente con ripetuti deliri.
Scrivo il futuro ispirata dall'ebbro gioire
di una vita percorsa con lieve fermezza,
tra attimi di vino e sorsi di tristezza.
49
Nel tuo pensiero
Perdermi nel buio
del tuo spirito,
per ritrovarmi
in un angolo
del tuo pensiero.
- Null'altro chiedo! -
Mi basta il saper,
che di tanto in tanto,
i reconditi spazi
della tua mente arguta
vengo a turbare.
50
Desiderando te
Un fremito mi colse
nel mirar la tua schiena
e nel pensiero,
venendoti incontro,
dei tuoi languidi fianchi
saziai la mia sete.
Poi un rumore
mi ricondusse al reale.
Ed eri lì, accanto
al mio maldestro
esser ciò che sono,
in balìa di ciò che desidero
e non so mostrare.
51
Ho sognato i tuoi occhi dannati…
Ho sognato i tuoi occhi dannati
cullandomi nell'oscurità
del tuo sguardo di giada.
Ho visto abissi che non posso
domare, assaporando l'estasi
dell'ineffabile piaga
che a sé attira il mio adesso,
trascinando il possibile
nella certezza del mai.
52
Inquietudine
Piove cenere di morto
dai cieli dell'anima mia.
Lasciatemi brindare al
caos che al niente anela,
quando la notte bussa
alla finestra del mio io
inquieto e taciturno.
53
Scorrono note di corda...
Scorrono note di corda
su fiumi di bionda.
Sfiorano di malizia il pensiero
le mani posate sul corpo
che ansima cosparso di fumo
e danza al ritmo del tuo parlare.
54
Non ho lune tra le mani
Profumi di mistero, passione
e malinconie lontane.
Quale forza ti ha condotto
alla mia vita di sogni, ore,
pensieri... astratte speranze,
immagini infrante...
Cosa possono darti le mie
giornate stanche... un bacio,
un silenzio, un'ora, un sogno...
Non ho lune tra le mani, spero
soltanto tu possa accontentarti
di avere il mio domani.
55
Vorrei...
Vorrei essere il cuscino
sul quale i tuoi sogni
prendono forma,
la coperta che accarezza
la tua pelle oscena,
le pagine del libro
che sfiori con le dita.
Vorrei abitare le tue notti
e cacciar via il pensiero
che le turba,
essere la folata di vento
che sfiora il tuo viso la mattina,
quando spalanchi la vita
al nuovo giorno,
lo specchio dove ammiri
la tua tremenda bellezza,
e guardarti attraverso
i tuoi occhi.
56
Vorrei essere infine
ciò che non sono
per poter vivere così
in ciò che sei.
57
Il bacio sul collo
Violento pagine bianche
con spasmodica lentezza.
Scrivo di te, di me,
dell’ardore ritrovato,
del bacio consumato
tra il silenzio della notte
e l’uscio di un portone.
Cammino tra l’ignoto e
il possibile in un indefinibile
ritorno all’esistere che pareva
lontano, perduto in un sempre
di nitida incertezza.
Passo i giorni ricordando
l’irresistibile contatto
delle tue labbra sul collo
e la fiamma che in quell’istante
divampò bruciandomi l’anima.
58
In quanti uomini…
In quanti uomini
rivedrò
le tue labbra
e in quante donne
le mani.
Non ero ieri
ed è lontano
il domani
per nascondere
le ombre
di oggi...
e godo di te
senza pensare
alla fine di ore
vissute in
un lucido
sogno amorale.
59
Di pace irrequieta
si bagna
il mio notturno
vagare, senza sapere
ciò che aspetta
l'incedere lento
di un camminare
pesante.
60
Per buie prigioni...
Per buie prigioni
si perde il mio nome
che canta di incerto,
nel vuoto assoluto,
un malessere malcelato.
Si nutre di stenti
e vive di birra,
ricercando il calore
di furtive illusioni
e sfuggendo impavido
il tedio assassino.
61
Soffia su fogli…
Soffia su fogli
macchiati di inchiostro
il vento d'un avvenire
che non verrà...
e mi lascerà
nel dubbio eterno
su ciò che era scritto
e non ho saputo leggere
tra quelle righe distanti
di parole abbozzate.
Soffia e sussurra
alle pagine bianche
che futuro non sarà
per gli amanti...
e non lontano avrà
concretezza
una fine degna
di essere scritta.
62
Alla fine della strada…
Alla fine della strada
un fantasma sorride,
osservando il moto
ondulato dell'andare
e si compiace
dell'eretta postura
di un corpo segnato
dal livido vissuto.
Alla fine della strada
un fantasma sorride,
osservando silente
il respirare affannoso
di uno strazio che balbetta
incomprensibili lamenti
e giace in attesa
di divenire immagine.
63
Lasciami credere che sia vero...
Lasciami credere che sia vero,
concedi al mio modesto sentire
il privilegio di entrare.
Fammi vedere l'abisso,
tortura la mia anima
fino all'ultima goccia di sangue.
Bevila, scoprimi, prendimi...
afferra lo sguardo che rubasti
quando di rosso camminasti
nel sentiero della mia apatia,
rendendola ciò che un anno dopo
si nutre delle tue spalle e del tuo tutto
che provoca in me gioia e agonia.
64
Di rassegnate vertigini...
Di rassegnate vertigini
sanguina l'ego nascosto
tra presenza e saluto,
in un giorno che allontana
il ritornar perenne di un
pensiero costante, fisso
nei meandri di un'ombra
che stoltamente desidera.
65
E la terra trema
Ogni respiro canta
di sfuocati ricordi,
conoscenze divenute
espressioni.
Lui non è più,
lei sopravvive.
Io voglio,
loro esistono.
Muoviamo i passi
con diversa andatura
e la terra trema
al passaggio di vite
che non hanno resa.
66
Non si muore di dolore
Il futuro ieri negato
da aggettivi nati
per il parlar muto
di un pensiero
che giace coperto
da ferrea difesa.
Quel domani,
avvenire di un oggi,
futuro impossibile
di un passato immobile,
volto a ricordare che
di dolore non si muore.
67
Una macchia su un foglio già scritto
Volevo sfidare l'abisso
oltre l'altura delle parole
caute e avvolgenti
di uno spirito ribelle,
cercando nel movimento
di tempeste infuocate
una fuga verso
l'indicibile rumore
dell'esser solo.
Ho amato qualcuno
in una fredda
illusione d'abbraccio,
aprendo il cammino
verso il deserto
dell'anima che avvolge
il mio io, straniero
al mondo.
Ho lasciato che
afferrasse la mappa
e portasse da me
il suo tormento,
68
vaneggiando su un
possibile sogno
di appaganti momenti.
Infine mi arresi
alla maestria del
suo verbo, bagnato
di lucido controllo,
e divenni una macchia
su un foglio già scritto.
69
Conosco memorie...
Conosco memorie
di un flebile bisbiglio,
acque che riflettono,
al di là del torto,
un bagliore
di luce soffusa,
slancio di passioni
consumate nel tepore
di notti invernali.
Un alito di speranza
percuote le membra,
e non più lontano pare
il probabile avvento
del mancato anelito.
70
Morte mediante sguardo
Il mio inverno
canta monologhi
di versi decadenti
nel surreale concerto
di poemi narranti
avventure maledette.
Eroine armate di corpo
e pensiero, vestite di
verità e fascino,
che salvano la bellezza
immutabile del loro
divenire attraverso
la morte, mediante
sguardo, di ingenui
e consapevoli
altrui respiri.
71
Carezze indelebili...
Carezze indelebili
sulla pelle profumata
di notte e vita...
… Ricordi divenuti
costante presenza
in ore spese
nel sonno vigile
di un silente lottare,
tra buio e memoria,
per l'ardore impetuoso
di sospirati amplessi.
72
Rinascita
Camminava sulla mia strada
vestita di timore
e voleva il mio silenzio
far divenire suono.
Così cedetti all'inganno
delle sue parole
e spalancai l'io
mostrandole il sentiero.
Indice
p. X Nota biografica
» XI Prefazione di Laura Di Maio
» 14 Disegno ritratti...
» 15 Ricordo...
» 17 Consapevole bugiarda
» 18 Amarti
» 19 Il risveglio
» 20 La partenza
» 21 Ho...
» 23 La mia poesia
» 24 Muoio, amore
» 26 L'alba
» 27 Valigia vuota
» 29 Eterno riposo
» 30 Onirico mondo
» 31 L'amor che non provo...
» 32 Nelle tue mani...
» 33 Nuda sentivo...
» 34 Apatia
» 35 5 dicembre
» 36 Le tue parole
» 37 Vorrei in prestito...
p. 39 La fine è la meta
» 40 Lui
» 41 Silenziosa parli...
» 42 Posso darti...
» 43 Lenta agonia di una fine
» 44 Ti sento ancora
» 45 Respiro l'assenza
» 46 Senza luna né stelle
» 47 Passeggiata al chiaro di luna
» 48 Di vino e tristezza
» 49 Nel tuo pensiero
» 50 Desiderando te
» 51 Ho sognato i tuoi occhi dannati...
» 52 Inquietudine
» 53 Scorrono note di corda...
» 54 Non ho lune tra le mani
» 55 Vorrei...
» 57 Il bacio sul collo
» 58 In quanti uomini...
» 60 Per buie prigioni...
» 61 Soffia su fogli...
» 62 Alla fine della strada...
» 63 Lasciami credere che sia vero...
» 64 Di rassegnate vertigini...
» 65 E la terra trema
p. 66 Non si muore di dolore
» 67 Una macchia su un foglio già scritto
» 69 Conosco memorie...
» 70 Morte mediante sguardo
» 71 Carezze indelebili...
» 72 Rinascita
Pubblicato nel mese di novembre 2010
Stampato da Lulu.com
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