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La valutazione dei marchi

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La valutazione dei marchi
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11/16/2011
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Italian
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La valutazione dei marchi









Studenti: Poggioli Enrico, Pizzasegola Michael

Che cos’è un marchio

 Il marchio è un qualunque segno suscettibile di essere

rappresentato graficamente, purché sia idoneo a distinguere

i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli delle altre.. È lo

strumento con il quale le imprese tutelano giuridicamente la

propria marca.



 Al contrario del marchio che é un concetto statico di natura

giuridica, la marca é un concetto astratto e dinamico. La

marca (in inglese brand) é un nome, simbolo, disegno, o una

combinazione di tali elementi, con cui si identificano prodotti

o servizi di uno o più venditori al fine di differenziarli da

altri offerti dalla concorrenza.

L’importanza del marchio

Tra i beni immateriali, una posizione di grande importanza

occupano i marchi. Ad essi gli imprenditori affidano infatti la

funzione di differenziare i propri prodotti da quelli dei

concorrenti, fornendo una garanzia per tutelare la clientela

sulla qualità e sull’ origine del prodotto, affinché questa non

venga tratta in inganno. La funzione più importante del

marchio è quella attrattiva, che permette la preferenza di un

prodotto rispetto a un prodotto simile in commercio.

Normativa vigente sui marchi

L’attuale codice civile italiano prevede tre tipici segni

distintivi dell’ azienda:



 La ditta è il segno distintivo dell’ imprenditore.



 L’ insegna è il segno distintivo del luogo (locale) in cui si

svolge l’attività dell’ imprenditore.



 Il marchio è il segno distintivo dei prodotti.

Classificazioni in sede

giurisprudenziale

 Marchio di fabbrica è quello applicato dal produttore una

volta che i beni escono dalla fabbrica.



 Marchio di commercio è quello applicato dal rivenditore.



 Marchio di servizio il marchio può essere anche da imprese

che producono servizi ( ad esempio, imprese di trasporto, di

pubblicità ,bancarie,assicurative, di spettacolo, ecc. )

Requisiti di validità

Per essere tutelato giuridicamente, il marchio deve

rispondere a determinati requisiti di validità:



 Novità deve essere nuovo, cioè non già noto al mercato



 Liceità non deve essere contrario a legge, ordine pubblico o

buon costume



 Verità non deve contenere indicazioni non veritiere su origine

e qualità dei prodotti



 Originalità deve possedere una capacità distintiva

Marchio Registrato 

Se si rispettano i requisiti di validità, il marchio può essere

registrato all’ ufficio brevetti, in questo modo, il titolare del

marchio ha diritto al suo uso esclusivo. Il titolare di un marchio può

vietare a terzi di utilizzare un marchio identico o simile al proprio

anche per prodotti non affini. Il marchio può essere utilizzato da

altre imprese solo con il consenso del titolare. Il marchio registrato

ha durata decennale, ma è rinnovabile un numero illimitato di volte.

Il marchio registrato è tutelato civilmente e penalmente. Il titolare

del marchio può inoltre crearsi una rete di difesa del proprio

marchio.

Marchio di fatto

Sono i marchi non registrati, hanno una tutela giuridica più

limitata rispetto a quelli registrati. Ne viene garantito

l’utilizzo a chi se ne è avvalso in precedenza. Il titolare di un

marchio noto su territorio nazionale, potrà impedire che

altri, sullo stesso territorio, usino lo stesso marchio per gli

stessi prodotti, ma non per prodotti affini o diversi. Di fatto

gode di una tutela penale più limitata, dal momento che non

ha prospettive di tutela internazionale, riconosciute invece al

marchio registrato.

Marchio generale e speciale

 Marchio generale è un solo marchio che l’imprenditore può

utilizzare per tutti i propri prodotti

 Marchi speciali sono utilizzati dall’imprenditore quando vuole

differenziare i diversi prodotti della propria impresa, o

anche tipi diversi dello stesso prodotto



E’ anche possibile l’uso contemporaneo di entrambi, in modo

da evidenziare al tempo stesso l’unità della fonte di

produzione e la diversità dei prodotti.

Marchio individuale e collettivo

 Il marchio individuale ha il compito di distinguere il singolo

prodotto o servizio di un imprenditore.



 Il marchio collettivo si distingue dai marchi d’ impresa in

quanto ha la funzione di garantire l’origine o la qualità di

certi prodotti o servizi. Tale marchio non viene utilizzato

dall’ ente che ne ha ottenuto la registrazione, ma è concesso

in uso a produttori o commercianti consociati. Assolvono ad

una funzione di garanzia della qualità nonostante sia limitata.

Marchi forti e deboli

 Marchi forti sono quelli che hanno una elevata capacità

distintiva e una forte impronte di originalità, in genere sono

di pura fantasia.

 Marchi deboli sono quelli che hanno una ridotta capacità

distintiva in quanto sono costituiti da nomi comuni o hanno un

contenuto descrittivo del prodotto.



Si può anche verificare che un marchio inizialmente debole

diventi poi forte, in seguito all’ uso che ne è stato fatto e alla

notorietà acquistata presso il pubblico, anche grazie alla

pubblicità.

Cessione di un marchio

Il marchio può essere trasferito:



 Titolo definitivo o titolo di proprietà

 Titolo temporaneo o titolo di licenza



Il marchio può essere trasferito per la totalità o per parte

dei prodotti. Vi è inoltre la possibilità di trasferire il

marchio a titolo definitivo senza correlativa cessione dell’

azienda o del ramo d’ azienda.

Contratti di licenza

Principali tipologie di licenza:





 Franchising consente lo sfruttamento da parte di una

affiliata del marchio





 Merchandising consiste nello sfruttamento della notorietà di

un marchio in settori diversi da quello in cui il marchio

originariamente si era affermato.

Franchising

Consiste in un accordo con il quale un’ impresa ( detta

affiliante o franchisor ) concede ad un‘ altra ( detta affiliato

o franchisee ) a fronte di un corrispettivo, il diritto di

sfruttare un insieme di diritti di proprietà industriale o

intellettuale allo scopo di commercializzare determinati tipi

di beni e/o servizi. Tale insieme di diritti ha un contenuto

variabile e può constare di segni distintivi ( marchio, ditta,

insegna ) brevetti d’ invenzione e know-how dei prodotti, e

modalità di assistenza in campo commerciale. La

controprestazione dell’ affiliato è in genere rappresentata

da una somma fissa o indipendente dal successo dell’

iniziativa, e da una percentuale periodica commisurata al

fatturato realizzato.

Merchandising

Si distinguono diverse categorie di merchandising, tra cui il

corporate merchandising, avente ad oggetto lo sfruttamento

di un marchio, e il character merchandising, che invece

sfrutta l'immagine di una persona o un personaggio di

invenzione. Il merchandising, oltre che un contratto atipico

costituisce una modalità del marketing di un determinato

prodotto. L'efficacia del merchandising e' direttamente

legata alla notorietà del brand che si utilizza. Il

merchandising può realizzarsi, producendo internamente o in

outsourcing, i prodotti sui quali apporre il marchio e

provvedendo alla loro distribuzione direttamente o tramite

intermediari. In questa seconda ipotesi si può ricorrere al

franchising.

Valutazione del marchio

Al fine della redazione di un bilancio di esercizio, in tema di

valutazione economica, prenderemo in considerazione le 2

categorie principali in cui è necessario procedere ad una

valutazione:



 Trasferimento del marchio a titolo di proprietà

congiuntamente al trasferimento dell’ azienda;



 Trasferimento del marchio a titolo di proprietà

congiuntamente al trasferimento di uno o più rami particolari

dell’ azienda.

Metodi di valutazione

Metodi astrattamente utilizzabili per la valutazione

economica dei marchi sono:



A. Metodi basati sugli indicatori empirici;



B. Metodi economico-reddituali;



C. Metodi basati sui costi;



D. Metodi finanziari.

Metodi empirici (Interbrand)

Interbrand è una società di consulenza inglese, e utilizza un

metodo composto, che unisce una valutazione di tipo

finanziario ad una di tipo qualitativo, per calcolare il valore

del marchio.



Il valore del marchio viene determinato da:



WBRAND = FMARCHIO . u

Dove:

Fmarchio = sono i flussi di reddito attribuiti al marchio

u = esprime la forza del marchio

La forza del brand

Per calcolare la forza del marchio ( u ) si utilizzano sette

variabili:



1. Leadership esprime il posizionamento competitivo;

2. Stabilità esprime la fedeltà del consumatore al marchio;

3. Internazionalità se ha una presenza internazionale;

4. Mercato esprime le caratteristiche del settore;

5. Trend evoluzione prevedibile del marchio;

6. Protezione difendibilità legale di un marchio;

7. Sostegno esprime il livello di promozione e sviluppo.

Valutazione del metodo

Interbrand

E’ il metodo più utilizzato e riconosciuto a livello

internazionale. Presenta alcuni punti deboli come la

soggettività nella determinazione del punteggio da attribuire

alle 7 variabili, non è in grado di misurare il valore di

potenziali brand extensions ovvero non controlla se possiede

un portafoglio marchi, utilizza esclusivamente informazioni

pubbliche, inoltre tra le 7 variabili studiate vi è in alcuni casi

una forte correlazione, ovvero alcuni indicatori utilizzati

vengono inclusi più volte nell’ analisi.

Metodi economico-reddituali



Tentano di quantificare l’apporto che il marchio fornisce alla

complessiva redditività aziendale, si tratta cioè di

attualizzare la differenza tra il reddito del prodotto dotato

di marchio e quello che potrebbe ottenersi con un prodotto

simile ma privo di marchio o contrassegnato da un marchio

nuovissimo. In tutti i casi la valutazione deve ispirarsi al

requisito di neutralità.

Attualizzazione dei redditi

differenziali



W m = R1 . v + R 2 . v 2 + … + R n . v n

Dove:



Wm = valore economico del marchio;

Rn = reddito differenziale atteso nel tempo n;

vn = coefficiente di attualizzazione;

n = numero di anni di prevedibile durata del marchio.

Royalties

Un metodo economico-reddituale di larga applicazione è

ottenuto sul mercato del marchio in base alle royalties. Le

royalties corrispondono all’ ammontare annuo ottenibile

tramite la licenza d’ uso del marchio.

Le royalties annue vengono calcolate nel modo seguente:



R=r.S

Dove:



S = fatturato derivante dai prodotti con il marchio studiato;

r = tasso di royalty, è un coefficiente corrispondente a quanto un concorrente

privo di marchio sarebbe disposto a pagare per ottenere la cessione del

marchio.

Attualizzare l’ammontare delle

royalty

Per determinare il valore economico nel caso in cui oggetto di

trasferimento sia l’intera azienda si utilizza:



Wm = ( R/i ) - K’ - V.IMM.

Dove:



Wm = valore del marchio da ricercarsi;

R/i = valore complessivo dell’ azienda o ramo d’azienda stimata;

K’ = valore del patrimoni netto rettificato

V.IMM = valore dei beni immateriali non contabilizzati diversi dal marchio

Valutazione metodo

economico-reddituale

Il metodo dell’ attualizzazione di redditi calcolati sulla base

delle royalties è utilizzato di frequente. In alcuni settori vi

sono state numerose transazioni aventi come oggetto la

concessione in licenza d’uso. Il grosso limite di questo

modello risiede però nella frequente difficoltà di definire

dei comparabili adeguabili e nel fatto che si tratta pur

sempre di dati di mercato. In conclusione è possibile

affermare che la soggettività che contraddistingue le

valutazione basate sulle royalties è molto elevata.

Metodi basati sui costi

Il valore del marchio viene calcolato attraverso la

determinazione della quantità di risorse monetarie

sostenute in passato per ottenere le attuali

caratteristiche di affidabilità e diffusione del brand. I

metodi di stima si classificano in base ai diversi costi

sostenuti:



A. Costo storico

B. Costo storico rivalutato

C. Costo di sostituzione o riproduzione

D. Costo della perdita

Costo storico

Per individuare il costo storico bisognerà studiare le varie

fasi del ciclo di vita del marchio. In particolare:



 Costi di ideazione del marchio

 Costi di design

 Costi di registrazione

 Costi di promozione

Costi storici rivalutati



I costi storici vengono rivalutati per tener conto del mutato

valore della moneta negli anni, infatti spesso non vengono

considerati tutti i costi sostenuti, si ipotizza cioè che una

parte del costo passato non sia più in grado di incidere sul

valore attuale del marchio.

Costi di sostituzione e perdita

Costi di sostituzione sono i costi virtuali che sarebbe

necessario sostenere per disporre di un marchio equivalente

per utilità a quello studiato.





Costi di perdita stimano i prevedibili margini differenziali

negativi che l’imprenditore sosterrebbe se si privasse del

marchio.

Valutazione sui modelli basati

sui costi

I modelli basati sui costi risultano affidabili, in quanto

qualunque analisi del valore di un marchio, deve passare

attraverso la storia passata di creazione dello stesso, in

modo da individuare, quali sono stati i drivers di valore del

brand. Una critica a questo metodo riguarda il fatto che un

marchio ha tanto più valore quante più risorse vi sono state

investite, senza considerare gli effettivi risultati degli

investimenti effettuati nel passato.

Metodi finanziari

Il valore di un’azienda viene determinato sulla base del valore

attuale dei flussi che da essa verranno generati in futuro.

Questo metodo si basa sulla volontà di trovare un’

applicazione alla formula:



∑ = FCt / (1 + k)t

t=1

Dove:

FCt = flusso di cassa nel tempo t;

k = tasso di attualizzazione pari al costo del capitale.

Valutazione dei metodi

finanziari

I metodi finanziari sono sostanzialmente analoghi a quelli in

uso per la valutazione del sistema aziendale nel suo

complesso. Tuttavia l’ impossibilita ad applicare nella pratica

la precedente formula è dovuta :



 E’ impossibile conoscere precisamente i flussi di cassa futuri;

 Difficoltà nel calcolare il costo del capitale da utilizzare

quale tasso di attualizzazione;

 Anche se fosse possibile stimare i flussi sarebbe comunque

impossibile stimarli tutti fino all’ infinito.

Grazie

per

l’attenzione


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