Progettare per moduli

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                                                   reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


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Progettare per moduli: dal programma alla programmazione
curriculare (documento sintesi di un progetto interdisciplinare
avviato in alcune classi di un triennio liceale con visualizzazione
di alcuni percorsi)

di Marino Faggella

Prima di entrare nel discorso della pratica programmazione modulare disciplinare ed
interdisciplinare del curricolo, e di tracciare le linee di svolgimento dettagliato di un
modello di percorso educativo in grado di fornire spunti di riflessione ed eventuali
suggerimenti didattici ai docenti, particolarmente a quelli che si trovano nella fase
iniziale della professione, mi pare opportuno chiarire il binomio programma-
programmazione per evitare di introdurre un’astratta dicotomia. A livello dei termini
già si nota una chiara differenza: il concetto di programma, infatti, richiama alla
mente qualcosa di statico, di chiuso o di definito una volta per tutte; la
programmazione, al contrario, fa intendere qualcosa di dinamico, un processo,
un’azione di svolgimento. Sul piano operativo il programma viene a configurarsi nella
logica di una gestione politica della scuola che da noi non ha perso ancora i suoi
caratteri di centralizzazione e di intervento burocratico. La programmazione
dovrebbe essere, invece, il modo con cui realizzare a livello di organizzazione
dell’insegnamento le più recenti novità istituzionali che, nell’intenzione dei legislatori,
dovrebbero operare una modificazione dei vecchi sistemi ed una gestione decentrata
della scuola, per far leva sull’autonomia delle istituzioni scolastiche e sulla
riorganizzazione dell’intero sistema cui si riconnettono, al fine del miglioramento
dell’offerta formativa, profonde innovazioni nella didattica.
Si è parlato, in un clima di sperimentazione, ma prevalentemente in teoria, di
abbattere la vecchia logica del programma calato dall’alto per sostituire ad esso una
più articolata e sistematica programmazione curriculare. Già da alcuni anni si sente
dire che occorre rompere con la vecchia logica dell’educazione tradizionale e con la
didattica di tipo gentiliano, improntata sul programma, sul valore assoluto del libro di
testo, sulla trasmissione di un sapere codificato agli alunni esclusivamente per il
tramite della lezione frontale, sui vecchi criteri della valutazione improntata
sull’interrogazione e sui compiti scritti, per sostituire ad essa una nuova didattica che
assegni all’insegnamento una dimensione più scientifica e tecnologica. A questo
proposito si parla oggi di curricolo, di programmazione curriculare per moduli ed unità
didattiche, quale nuovo e complesso sistema nell’esperienza dell’apprendimento e
dell’insegnamento in un ambito di ampia progettazione didattica in grado di coinvolgere
non solo gli insegnanti, ma anche gli allievi e tutte le componenti e gli strumenti
presenti nel contesto scolastico.


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Progettare un curricolo non è facile ( le difficoltà che in genere incontrano i docenti
ancorati ai vecchi sistemi hanno indotto alcuni a pensare, come accade nel sistema
educativo anglosassone, a figure specifiche esperte nella pianificazione dei
“curricula”) in quanto richiede la capacità di controllare tutto il sistema complesso
dell’apprendimento-insegnamento nella varietà delle sue componenti. Progettare un
curricolo significa innanzitutto: a) conoscere il livello iniziale degli allievi attraverso
un’analisi delle variabili di partenza; b) analizzare le motivazioni del lavoro scolastico;
c) considerare il quadro degli obiettivi formativi ( non solo quelli particolari ma anche
quelli generali e nazionali cui vanno comunque rapportati); d) prestare attenzione agli
elementi culturali e alle forze sociali presenti nel contesto; e) considerare la
disponibilità delle risorse didattiche (strumenti e persone); f) la valutazione, infine,
non sarà più sommativa e conclusiva, ma fungerà da sistema di regolazione complessiva
di tutta l’attività didattica nella fase iniziale, “in itinere” per consentire verifiche,
aggiustamenti della stessa programmazione e recuperi degli allievi in ritardo; g) la
valutazione stessa, pertanto, non sarà intesa come burocratico controllo del profitto
di ciascun allievo, ma sarà effettuata con i criteri scientifici della docimologia (teoria
e tecnica del controllo dei processi formativi) la cui funzione non dovrebbe essere
solo quella di misurare i livelli di apprendimento individuale, ma anche in particolare di
misurare la validità della qualità dell’insegnamento e della istruzione. Per riassumere in
sintesi, alla valutazione dovrebbero competere 5 principali funzioni: 1) giudicare dal
momento iniziale l’attività didattica che si vuole realizzare; 2) valutare la stessa
attività nei gradi intermedi; 3) valutare l’apprendimento degli allievi all’inizio o nel
corso dell’attività educativa ( valutazione formativa); 4) giudicare e verificare le
abilità, le capacità e le conoscenze degli stessi al termine del curricolo ( valutazione
olistica o sommativa); 5) infine, valutare in senso critico la qualità dell’insegnamento
nella fase terminale del processo di istruzione ( questo è l’ultimo livello del sistema
che si salda con quello iniziale).
Non c’è chi non veda come la realizzazione di una tale proposta sia di difficile
realizzazione nella nostra scuola, particolarmente in un liceo che per sua natura
appare fin troppo vincolato ai vecchi sistemi. Eppure, pur nella crisi ormai ricorrente
del sistema-scuola, anche per non correre il rischio di rimanere dei sorpassati,
dobbiamo impegnarci a modificare la qualità dell’insegnamento-apprendimento. Ma
questo non può avvenire senza la riconversione della professionalità dei docenti i quali,
pur inseriti in una scuola dalle ampie basi sociali, devono aspirare comunque alla
realizzazione di una nuova “ratio studiorum”.
A questo punto, prima di affrontare direttamente il problema della progettazione ed
esecuzione di un percorso modulare interdisciplinare, mi pare opportuno chiarire, con
l’architettura del sistema formativo integrato, i termini di curricolo, percorso
formativo, modulo, ed unità didattica (U.D.), proponendo contemporaneamente una
loro definizione.



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Si vuole intendere col termine anglo-latino “curricolo” o “curricolo” un progetto
strutturato di trasmissione educativa di elementi culturali in grado di garantire per la
maggior parte degli utenti (organizzatori, docenti, allievi, esperti) particolari risultati
di apprendimento già previsti nella fase iniziale della programmazione. Per curricolo
non si intende, però, semplicemente un corso di studi, costituito dai contenuti delle
materie dell’area comune, di indirizzo o elettive di un particolare modello di scuola, ma
tutte le componenti, comprese persone e mezzi, che riguardano un itinerario
formativo nella sua totalità. Esso, oltre alla accezione che attiene ai contenuti
disciplinari, assumendo un preciso significato metodologico, corrisponde, contenendoli,
ai particolari percorsi didattici (itinerari, moduli, U.D., segmenti e/o sub-unità) del
complessivo processo educativo considerato attraverso tutte le variabili che
concorrono a definirlo.
 I moduli, che hanno struttura e ampiezza variabili ( sarebbe, tuttavia, opportuno che i
tempi di riferimento nella loro durata non andassero oltre i due o tre mesi per evitare
il rischio di un accumulo nozionale difficilmente controllabile da parte degli alunni)
sono una sezione unitaria ed altamente omogenea di un più esteso percorso formativo,
disciplinare (inter, pluri o multidisciplinare) programmato facente parte del
contenitore generale del curricolo formativo che li contiene. Essi, come unità
concettuali di tipo molare ( concentrato) costituiscono delle sequenze di temi
omogenei, a loro volta parti altamente significanti di una disciplina o di un ambito
disciplinare, che adeguatamente organizzati sono in grado da far acquisire agli
studenti conoscenze e competenze talmente importanti e significative da modificare
la mappa cognitiva e la rete dei saperi da essi precedentemente acquisiti (Domenici).
I moduli, pur costituendo una sezione unitaria ed altamente omogenea del curricolo,
tanto da poter essere facilmente spostati, capitalizzati ed eventualmente riutilizzati
in circostanze diverse, sono a loro volta costituiti da ulteriori sezioni unitarie -le unità
didattiche di studio e di apprendimento ( U.D.)- che, pur non costituendo l’unità
minima nella programmazione curricolare ( tale ruolo spetta alle sub-unità o segmenti
delle stesse U.D.), sono da intendersi quali sezioni limitate, relative ad uno specifico
argomento ( come ad esempio lo studio di un autore o di un periodo) che presenta una
sua unità logica e una sua autosufficienza nell’ambito del sapere disciplinare o
interdisciplinare. Analogamente a quanto si è detto del curricolo, l’unità didattica non
si esaurisce esclusivamente in un argomento del programma per quanto importante, ma
coincide con l’insieme dei contenuti del sapere e del progetto didattico relativo
all’argomento prescelto da trattare.


Queste considerazioni introduttive intorno ad una problematica così complessa e
articolata come quella della costruzione del curricolo e delle sue articolazioni
presuppone una nuova e profonda riflessione sul rapporto tra l’asse formativo della
scuola secondaria e il rinnovamento delle procedure didattiche per attuarlo. Occorre,
pertanto, a questo punto sperare che tra i docenti dell’insegnamento superiore si

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diffonda una nuova consapevolezza circa l’importanza di un momento di mediazione
didattica che sia in grado di garantire in modo nuovo il rapporto esistente tra
cognizione ( = modalità specifica dei soggetti di elaborare conoscenze) e conoscenza in
sé ( contenuti scientifico-culturali di cui gli allievi si vanno appropriando), per fare in
modo che l’apprendimento disciplinare non avvenga in forma riduttiva, affidato cioè ad
un impianto curriculare debole che, per essere tale, non sarebbe capace di mettere in
risalto lo spessore e le implicazioni delle strutture disciplinari (qualora siano sostenuti
da obiettivi didattici limitati alla semplice ripetizione di concetti) senza riuscire ad
attivare nuovi e più complessi processi cognitivi. Pertanto “progettare per moduli”
significa innanzitutto calarsi nelle specificità concettuali metodologiche ed
epistemologiche delle discipline ( linguaggi, contenuti, metodi) non già per un
riduzionismo ad uso personale, ma per una esaltazione degli aspetti più complessi e
formativi dei “saperi” al fine di coniugare insieme la specificità disciplinare con quella
interdisciplinare. In effetti, può accadere che al termine di un itinerario didattico
svolto all’interno del programma di una disciplina il docente si accorga che tematiche,
ritenute particolarmente efficaci e significative, richiedano, per essere impostate nel
loro dovuto spessore, che si vada al di là dei programmi di una materia per ricercare,
con un lavoro di approfondita indagine, nodi problematici ed approfondimenti che
offrono la possibilità di sviluppare relazioni e collegamenti con i contenuti di altre
discipline o con l’attualità.
Ne consegue che solo un modello di organizzazione e progettazione modulare potrebbe
ovviare alla rigidità della didattica tradizionale, realizzando proprio con l’allestimento
di fondamentali moduli elementari ( da intendersi quali sezioni, “elementi” appunto, di
percorsi, facenti parte di un più complesso progetto didattico) quella flessibilità,
reversibilità, trasferibilità di esperienze formative difficili da realizzare in un
“sistema ingessato”, immobile, caratterizzato da eccessiva rigidità come quello della
nostra scuola.
Nel bagaglio di un educatore aggiornato, oltre l’indispensabile esperienza e il sicuro
possesso di contenuti culturali, non dovrebbe mancare la conoscenza dei più aggiornati
procedimenti didattici. Quest’ultima necessità, a mio modo di vedere, rende più
complessa l’azione educativa di un docente di liceo, al quale non si richiede più come in
passato un’esclusiva competenza disciplinare ma un costante e più vasto abito di studi
capace di fornirgli una più ampia enciclopedia di sapere teorico-pratico. Proprio per
questo sono stati indicati i limiti della formazione degli insegnanti della scuola
tradizionale, i cui procedimenti sono oggi decisamente insufficienti o incompleti non
tanto a causa delle conoscenze specifiche dei docenti, quanto piuttosto per la mancata
integrazione fra la stessa formazione disciplinare e le competenze eventualmente
maturate nelle scienze dell’educazione.
Essere educatori è certamente oggi più difficile di quanto non lo fosse ieri. In effetti
e’ cessato il tempo in cui bastava essere conoscitori della propria materia per poter
insegnare bene. La scuola tradizionale ( quella che, a mio modo di vedere, parte dalla

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ratio studiorum dei gesuiti e giunge fino al sistema dualistico della scuola gentiliana),
che ancora sopravvive (immo in senatum venit) risultava caratterizzata da un
procedimento verticale della trasmissione di un sapere di tipo codificato,
preconfezionato e affidato solo alla conoscenza degli specialisti dell’educazione,
spesso chiusi nella prosopopea del loro sapere ontologico.
Qualsiasi programma educativo avanzato, tradotto nell’attuale stesura del POF, al
contrario, non può fare a meno di pensare alla realizzazione di una migliore offerta
formativa che si può concretizzare solo con la piena partecipazione dei singoli docenti
che si sentano coinvolti nel progetto educativo di una didattica flessibile ed aperta.
Tutto ciò comporta, e lo si ritiene necessario, di uscire dall’ambito individuale e di non
ritenere le materie scolastiche come assoluti (sciolti) campi specialistici, ma di
vederle in costante relazione fra loro ( interdisciplinarità, multidisciplinarità,
transdisciplinarità) integrate in un complesso e modulare sistema con le altre
discipline, favorevole ad una didattica aperta e “a carte scoperte” che elimini in via
definitiva la cosiddetta struttura “a canne d’organo”, con cui si vuole indicare il
procedere verticale della tradizionale comunicazione disciplinare e in linea con
l’attuale politica scolastica che a più riprese nella sua legislazione ( vedi gli art.1 e 2
del Regolamento sull’Autonomia, le vigenti disposizioni sul nuovo Esame di Stato,
nonché le disposizioni contenute nel testo del cosiddetto Riordino dei Cicli di
Istruzione) ha sancito la necessità di una progettazione di tipo modulare.
Si dirà per concludere che solo la progettazione modulare di una didattica
interdisciplinare può offrire ai docenti una visione il più organica possibile del sapere
e dei saperi disciplinari, stimolando in essi la capacità di utilizzare ed integrare
conoscenze al fine di orientare con frequenti richiami interni il diverso punto di vista
delle varie materie intorno ad un unico oggetto di indagine, col proposito di cogliere in
un più complesso e articolato “progetto curriculare” la varietà delle discipline e la loro
intima congruenza, per favorire negli alunni la consapevolezza dell’unità del sapere e
della cultura. Qui, però, sorgono i problemi, proprio quando ci si accinge a trasferire
sul terreno della pratica educativa i nuovi metodi, giacché ci scontriamo non di rado o
con una vecchia mentalità di resistenza burocratica o con la mancata disponibilità di
molti colleghi: non tutti sono disposti, infatti, ad abbandonare l’orticello della loro
rassicurante ed abitudinaria professionalità ed ad uscire dall’ambito individuale per
affrontare l’impegno collettivo di un progetto interdisciplinare con la realizzazione di
percorsi variamente orientati e centrati, ad esempio, o su un periodo storico
(interdisciplinarità temporale) o su un tema specifico (interdisciplinarità tematica) o
su un concetto-definizione (interdisciplinarità critico-problematica).Occorre
sottolineare, ad onor del vero, anche la presenza di altre variabili negative, come
quella delle carenze strutturali (vedi soprattutto la scarsa funzionalità e talvolta la
carenza di laboratori, biblioteche, etc.) che spesso si frappongono scoraggiando anche
i più animosi. Ci auguriamo, tuttavia, che l’impegno di questi ultimi non venga vanificato
e che quanto stiamo per proporre non rimanga solo sulla carta.


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                                 Modalità operative
Al fine di semplificare l’organizzazione didattica si è ritenuto opportuno, almeno per
questo primo anno ( all’inizio del quale si intende avviare una programmazione modulare
interdisciplinare in grado di far cadere il diaframma che separa le varie discipline), di
effettuare una divisione fra le materie dell’area umanistica e quelle di tipo scientifico
onde evitare di inserire forzature tematiche talvolta pretestuose. In ogni caso i
contenuti proposti dai docenti incontrano il favore del coordinatore, in quanto
individuano più frequentemente nella filosofia la materia cardine intorno alla quale
organizzare e far girare i diversi moduli, le U.D. e le loro sezioni. Infatti, a tale
disciplina, sono riservati, a nostro modo di vedere, compiti fondamentali nella
prospettiva di una nuova didattica multidisciplinare, in quanto spetta al docente di
filosofia in primis il compito critico-epistemologico, la determinazione dei fini e dei
mezzi cognitivi, nonché l’insieme dei rapporti transazionali, particolarmente importanti
in un progetto interdisciplinare.
Dopo aver indicato nella filosofia la materia cardine intorno alla quale far ruotare i
vari moduli si propongono altrettanti modelli schematici (uno per ogni tematica)
relativi ai singoli percorsi che faciliteranno, visualizzandolo, l’intero sistema modulare
nella cui “Presentazione Iniziale” si indicheranno, innanzitutto: a) l’oggetto-tema del
modulo e la sua specie, ( che cosa?); b) le sue valenze culturali e le relative
implicazioni didattiche ( come?); c) i soggetti e le discipline coinvolte ( chi?); d) le
Unità Didattiche e le sub-unità o segmenti di cui si compongono; e) i tempi, ed
eventualmente, i luoghi di realizzazione; f) le verifiche e le valutazioni che si
intendono effettuare (dove e quando?).
Si specificheranno successivamente in modo dettagliato e nell’ordine: i Prerequisiti, le
Finalità, gli Obiettivi Generali, gli Obiettivi Specifici (disciplinari), i Contenuti ( nella
loro successione sequenziale), una sintetica Bibliografia, i Tempi (l’indicazione
dettagliata e complessiva, in ore, del tempo impiegato per l’esecuzione dell’intero
modulo e delle sue parti), Metodologie e Metodi adottati, le Strategie e gli Strumenti
Didattici utilizzati, Verifiche e Valutazioni, col riferimento del relativo corredo di
griglie ed indicatori.
Si riportano qui di seguito elencati alcuni esempi di percorsi didattici che potrebbero
essere eventualmente utilizzati per la realizzazione di moduli o U.D.




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                                    IL MITO DI ULISSE

PRESENTAZIONE

Il presente percorso modulare “pluridisciplinare”, intitolato Il mito di Ulisse, è rivolto ad
una prima classe del triennio del liceo scientifico. La realizzazione di tale itinerario
didattico nasce innanzitutto dalla necessità di giustificare il perché, oggi, continua ad
essere importante proporre agli studenti lo studio dei classici latini e greci.
Un critico d’arte, Gonbrich, così si esprimeva: “ In tutta l’arte… esiste un fattore che per
brevità potrebbe prendere il nome del gioco con la cordicella chiamato “ripiglio”… L’arte è dunque
diventata un gioco di società fra artisti e il modello che nasce da ogni nuova mossa dipende da tutte
le mosse precedenti non meno da quelle ingegnose varianti introdotte dal giocatore di turno”.
Queste parole di Gonbrich rivelano l’attualità dell’antichità e della classicità. Nulla di ciò
che ci circonda, dalle arti figurative e pittoriche a quelle architettoniche, dalla produzione
letteraria a quella teatrale, nasce dal nulla o meglio risulta essere il frutto dell’originalità di
una mente, ma ogni cosa, pur tenendo conto della sensibilità propria di ogni genio
artistico e degli orientamenti e gusti della società a cui “l’opera” si rivolge, passa
necessariamente attraverso una rilettura, rielaborazione e traduzione di un modello che
affonda le sue radici in un passato più o meno antico.
Ulisse, l’eroe della mètis, l’incarnazione del navigatore ionico che spinto dalla curiositas
vaga attraverso popoli e luoghi sconosciuti, è personaggio dell’epica antica che sopravvive
a se stesso, anzi, rinasce in ogni tempo assurgendo a vero e proprio “archetipo”, non solo
letterario ma anche antropologico, se è vero che a lui possono far riferimento i lettori di
tutte le epoche. E’ l’eroe che “a lungo viaggiò, errò …, di molti uomini molte città vide e
conobbe la mente, molti dolori patì …”(Od.,I,vv.1-4): i verbi scandiscono le tappe del
viaggio, che non è soltanto un viaggio fisico, ma anche e ancor di più un itinerario morale,
un percorso interiore nell’acquisizione di conoscenze, segnato dalla dimensione del patire.
Ed ecco che ci si trova di fronte ad un nuovo modello di eroe, che è tale proprio perché
riesce con pazienza a sopportare l’avversa fortuna, a dominare con saggezza ed astuzia le
situazioni in cui viene a trovarsi: tanto è più eroe quanto più è uomo. Quello di Ulisse è un
percorso attraverso cui il personaggio deve ricomporre il proprio “io” frammentato, e
attraverso la memoria ed i ricordi riesce infine a ricostruire la sua identità. Una figura di
tal genere, dalla identità non monolitica (quando la necessità lo richiede egli sa rinunciare
anche a se stesso e diventa Nessuno!), una figura così aperta all’esperienza multiforme
della vita “è una delle creazioni con più presa nella ricezione giovanile, desiderosa di
modelli di comportamento di gratificante identificazione e tuttavia di non granitica
staticità, ma capace di interpretare l’inquieta ricerca giovanile di identità, attraverso
l’esperienza”( R. Carlucci in “Ulisse, eroe mediterraneo”).
Da questa riflessione si è pensato di proporre un percorso didattico che partendo
dall’Ulisse omerico, proceda attraverso la lettura di alcune rivisitazioni, anche in chiave
metaforica, del personaggio, che si reincarna in un Ulisse che vive una vita ormai
autonoma da quella infusagli da Omero: è l’Ulisse di Dante, di Pascoli, di Saba o di Levi
o di Joice.
 Se per Omero Odisseo è sempre un eroe positivo, con Dante (Inf.,XXIV,.vv.85 ss.)
diventa simbolo dell’uomo moderno, spinto da inestinguibile curiosità verso traguardi
sempre nuovi: da una parte è colui che asseconda la propria natura umana, generata
“per seguir virtude e conoscenza”, ma dall’altra è anche simbolo della insufficienza

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umana non assistita dalla grazia divina. La sua diventa allora la sconfitta di chi, sfidando
i limiti del sapere imposti da Dio attraverso il “folle volo”, viene poi punito e travolto da
un turbine. Personaggio ambiguo, dunque, l’Ulisse di Dante, che, nella visione teologica
medioevale, peccando d’orgoglio ha “trasgredito”, proprio come l’eroe tragico, che
sconta la sua hybris con il sacrificio di sé, poiché è inevitabile che su di lui si abbatta la
tisis divina.
       Eppure questo Ulisse “peccatore”, condannato da Dante nell’inferno, è lo stesso
che nell’opera di Primo Levi incarna la speranza: l’eroe antico parla al moderno
“dannato”, finito senza colpa nell’inferno di Auschwitz. Sfidando le barriere dell’ignoto
per un ideale di libertà di pensiero, l’Ulisse dantesco incarna “la possibilità di opporre al
perverso tentativo dei nazisti di distruggere la dignità umana, un ideale alto e nobile di
uomo”(Renzo Villa in “Testi e scrittori”, Ed. Mondadori). L’uomo Ulisse, che sa parlare
alla sofferenza di altri uomini attraverso i secoli, così forte ma anche così fragile, quando,
malinconico e malato di nostalgia sull’isola di Ogigia “consumava la vita soave
sospirando il ritorno”, non poteva non far sentire la sua tristezza all’animo sconsolato di
un altro greco, che nel desiderare l’insperato ritorno “alle sacre sponde” dell’isola natia,
Zacinto, confronta il suo esilio con quello di chi “bello di fama e di sventura/ baciò la sua
petrosa Itaca, Ulisse”. E’ evidente che a questo punto ci si riferisce al Foscolo, il cui
vagare fu voluto dal destino così come voluto dal Fato fu quello di Odisseo.
 Quelli riferiti sono solo alcuni degli esempi tra i più noti e significativi di continuità letteraria del
modello greco. Ulisse, allora, non è mai morto, ma vive di un’esistenza immortale da secoli,
attraverso ogni spazio e ogni tempo di cui non conosce confini; il suo “folle volo”si è ripetuto e
perpetuato nel tempo.
Il mito di Ulisse viene ripercorso, a partire da Omero, accostando i testi classici a modelli
letterari sempre più recenti al fine di dimostrarne la modernità e l’importanza dei valori
che essi tuttora trasmettono.
Il Percorso si compone di 3 moduli: Il primo modulo, intitolato Ulisse, si compone a sua
volta di quattro Unità Didattiche. La prima U.D. mira alla ricostruzione della figura di
Ulisse attraverso l’incipit dell’Odissea e i brevi frammenti pervenutici della traduzione di
Livio Andronico. Lo svolgimento di questa U.D. prevede dunque il coinvolgimento di due
discipline: il greco e il latino. La seconda e la terza U. D. continuano l’intento della prima
attraverso la ricerca di Ulisse nelle opere della letteratura italiana. La quarta U. D.
ripercorre invece le orme di Ulisse attraverso la letteratura straniera con particolare
riferimento all’Ulisse di Joice. Il secondo modulo dal titolo “Omero, Virgilio e Dante: tre
concezioni dell’eroe a confronto” si compone di quattro U. D. e prevede il coinvolgimento
delle seguenti discipline: greco, latino e italiano. Il terzo modulo è incentrato sul tema del
viaggio e si presenta suddiviso in quattro U.D. che affrontano il tema del viaggio come
topos letterario che si evolve nel tempo. Lo svolgimento dell’intero modulo vede il
coinvolgimento delle seguenti discipline: filosofia, italiano, latino, greco e inglese. Il quarto
ed ultimo modulo intitolato “Il mito di Ulisse e la sua evoluzione nel tempo” è formato da
tre U.D. che interessano greco, latino, italiano e inglese.

PREREQUISITI
  - Conoscere le caratteristiche del genere epico e la sua evoluzione;
  - Conoscere le strutture morfo – sintattiche della lingua latina e greca e inglese;
  - Conoscere il significato del mito;
  - Conoscere i procedimenti dell’analisi del testo.


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                                                            Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                     reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007

FINALITA’
   - Cogliere attraverso i testi i tratti fondamentali delle civiltà ed avere la
     consapevolezza della tradizione, delle innovazioni e dei rispettivi valori.
   - Saper formulare in maniera critica ed autonoma un’interpretazione complessiva dei
     testi esaminati che dimostri sia l’acquisizione degli strumenti di analisi che la
     capacità di giudizio.

OBIETTIVI GENERALI
  - Rafforzare la competenza linguistica;
  - Fornire elementi ulteriori per comprendere e tradurre un testo;
  - Ricostruire le relazioni tra testo, tema , autore e contesto;
  - Creare la consapevolezza delle connessioni tra testo/autore/epoca e testo/storia
     del pensiero in senso diacronico;
  - Saper effettuare nessi di relazione sugli argomenti proposti;
  - Saper utilizzare i diversi strumenti critici di lettura e analisi testuale;
  - Saper interagire col testo confrontandolo con la propria esperienza;
  - Potenziare la capacità di analisi dei testi latini.
  - Costruire itinerari tematici trasversali.


OBIETTIVI SPECIFICI
  - Cogliere attraverso i testi i tratti fondamentali delle civiltà e avere la
    consapevolezza della tradizione, delle innovazioni e dei rispettivi valori;
  - Comprendere il mito del viaggio inteso come senso della vita elaborato da poeti e
    pensatori di ogni tempo;
  - Conoscere i caratteri dell’eroe omerico;
  - Comprendere il nuovo valore della μητις
  - Saper mettere a confronto l’Ulisse di Omero con quello di Dante;
  - Comprendere il significato del viaggio dantesco;
  - Saper leggere e interpretare la trasposizione del mito letterario nell’arte figurativa:
  - Sviluppare la capacità di analisi, di sintesi e di critica.


                                     IL MITO DI ULISSE

   CONTENUTI

   MODULO 1: ULISSE
   U.D. 1 Sulle orme di Ulisse: dalla letteratura greca a quella latina (6h)
   - Odissea Libro I vv. 1-25 (versi forniti in traduzione).
   - Odissea, Libro I, vv. 21 – 105 (da leggere in traduzione italiana).
   - Livio Andronico e la traduzione dell’Odissea: frammenti dell’Odusia forniti in
      traduzione con testo a fronte.

   U.D. 2 Sulle orme di Ulisse attraverso la letteratura moderna e contemporanea (5h)
   - “A Zacinto” di Foscolo
   - “Dei Sepolcri” di Foscolo vv. 215-229
   - Il canto di Ulisse (cap. XI) da“Se questo è un uomo” di Primo Levi

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                                                                Aperiodico on-line di attualità e cultura
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   -   “Ulisse” tratto dalla raccolta Mediterranee di Umberto Saba.

   U.D. 3 Ulisse da Pascoli a D’Annunzio (4 h)
   - Pascoli e l’originale rivisitazione del mito di Odisseo: Pascoli G. Poemi Conviviali -
     l’ultimo viaggio – Calypso.
   - Ulisse come emblema di "superuomo”: passi scelti tratti dal I libro delle Laudi del
     cielo, del mare, della terra e degli eroi - Maia - di G. D’Annunzio.

   U. D. 4 Sulle orme di Ulisse attraverso la letteratura straniera (3 h)
   - L’Ulisse di Joice (passi scelti)


   MODULO 2: OMERO, VIRGILIO E DANTE TRE CONCEZIONI DELL’EROE A
                   CONFRONTO
   U.D.1 L’astuzia di Ulisse e l’avventura del Ciclope (4 h)
   - Odissea, Libro IX, vv. 375-565 (da leggere in traduzione italiana).
   - Odissea, Libro I, vv. 21-105 (da leggere in traduzione italiana).

   U.D. 2 Enea ed Ulisse, due uomini in balìa del fato (5h)
   - Eneide, Libro III, vv. 135 – 154 (Testo in originale).
   - Eneide, Libro VI, vv 665 – 691 (testo fornito in traduzione).
   - Eneide, Libro III, vv. 355 – 474 (testo fornito in traduzione).

   U.D. 3 Odisseo, l’uomo e l’eroe (3 h)
   - Odissea, Libro XII, vv. 208 – 264; (testo in traduzione)
   - Telemaco riconosce Odisseo: Libro XVI, vv 475 – 480 (testo orginale)

    U.D.4 L’Ulisse di Dante:l’eroe della conoscenza come simbolo della capacità di superare i limiti
dell’umano (4h)
       - struttura dell’inferno e significato del viaggio dantesco
       - canto XXVI Inferno di Dante Alighieri vv. 85-142;
    Approfondimento: Lettura critica “Il viaggio di Ulisse e il viaggio di Dante” tratto da J.
    M. Lotman, il viaggio di Ulisse nella “Divina Commedia” di Dante, in Testo e contesto.
    Semiotica dell’arte e della cultura, Laterza, Roma-Bari 1980.


   MODULO 3: IL VIAGGIO – percorso nel percorso
   U.D. 1 Il Viaggio della conoscenza (3 h)
   - Platone: Il Fedone, XXXV

   U.D. 2 Il viaggio come avventura e scoperta di sé (10h)
   - Da Poemi conviviali di Pascoli canti: XVIII (L'isola delle capre)
   - Libro IX dell’Odissea vv. 216 -250 “La grotta e il Ciclope” (testo originale da
      tradurre e analizzare)
   - Da Poemi conviviali di Pascoli canto XIX (Il Ciclope)
   - Libro IX dell’Odissea vv. 299 – 374 “La METIS di Odisseo” (versi in traduzione)



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   -   Libro IX dell’Odissea vv.375 – 419 “L’accecamento” (testo originale da tradurre e
       analizzare)
   -   Da Poemi conviviali di Pascoli canto XX (La gloria)
   -   Ulisse specchio dell'inquietudine del poeta e del suo tempo: Pascoli G. Poemi
       Conviviali - l’ultimo viaggio – Le Sirene

   U.D. 3 L’Asino d’oro e il funambolico cammino di Lucio verso la salvezza (4 h)
   - Apuleio: contestualizzazione dell’opera e analisi comparativa tra Lucio e Ulisse;
   - Libro XI (Testo originale con traduzione a fronte)



   U. D. 4 Il viaggio come avventura e scoperta di sé nel mondo della natura:Daniel Defoe (2 h)
   - Il romanzo d’avventura: caratteristiche del genere
   - “Ingegnarsi per sopravvivere” tratto da La vita e le sorprendenti avventure di Robinson
      Crusoe di York, marinaio

   BIBLIOGRAFIA
   - Il mito di Ulisse a cura di Simone Beta,Rizzoli 2007
   - Piero Boitani, L' ombra di Ulisse : figure di un mito, Il Mulino 1992
   - Picone Michelangelo, Dante, Ovidio e il mito di Ulisse
   - Ceratogli Elia, Il mito di Ulisse da Omero a Dante, 1976
   - Magliaro A., in Ulisse, ricerche semantiche sulla Divina Commedia, D’Anna, Firenze
      1966
   - Nardi B., La tragedia di Ulisse in Dante e la cultura medioevale; Laterza Bari 1942.
   - Conte, G.B., Pagine critiche di letteratura latina, Le Monnier, 1991, Firenze.
   - Conte, G.B., Storia della letteratura latina, Le Monnier, 1990, Firenze.
   - D’Annunzio G., Maia, Ed. Mondatori, 1994, Milano
   - Marco Antonio Bazzocchi, Pascoli, il mito e i Poemi conviviali, n. 8 – 1996
   - Giuseppe Nava, Il mito vuoto: L’ultimo viaggio, n. 9 – 1997
   - Massimo Seriacopi, Una nota sull’interpretazione pascoliana dell’Ulisse di Dante, n. 5 –
      1993.

METODI E STRATEGIE DIDATTICHE
  - Lezione frontale: per il illustrare i contenuti e gli obiettivi del percorso preso in
    esame
  - Lezione interattiva: per presentare l’argomento oggetto di studio attraverso il
    richiamo alle conoscenze pregresse relative al contesto storico-culturale in cui
    scrivono le loro opere gli autori di riferimento.
  - Si organizzeranno lavori di gruppo volti al potenziamento delle abilità traduttive e
    interpretative seguiti da esercitazioni domestiche e in aula affinché gli alunni
    acquisiscano maggiore dimestichezza con le strutture morfosintattiche, con la
    ricodificazione contestualizzata e con la personalizzazione coerente e coesa del
    testo.
  - Nell’impiegoimpiego delle metodologie didattiche si terrà conto dell’importanza
    che riveste nel processo di apprendimento il coinvolgimento attivo degli studenti,
    sicché, a seconda delle specifiche esigenze, si applicherà ora il metodo induttivo,


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                                                             Aperiodico on-line di attualità e cultura
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       ora quello deduttivo, servendosi non solo di lezioni frontali ma anche di dibattiti
       volti a favorire la riflessione critica e l’approccio alla metodologia della ricerca.


STRUMENTI
  - Libri di testo
  - Testi originali in edizione integrale con traduzione a fronte.
  - Fotocopie di brani scelti e di testi critici
  - Articoli di riviste specialistiche
  - Computer
  - Internet e softwere


VERIFICHE E VALUTAZIONI
Le verifiche saranno effettuate sia in itinere che alla fine di ogni U.D. Nelle verifiche in
itinere saranno somministrati:
     Questionari semistrutturati a risposta aperta.
     Brevi versioni di latino.

Le prove sommative alla fine del percorso saranno:
    Prove scritte di tipo interpretativo: traduzione, analisi del testo, commento
    Resoconto finale degli argomenti trattati in forma di relazione o di saggio breve
    Resoconto orale del panorama complessivo, delle problematiche e delle peculiarità
      legate ai testi trattati dal percorso.

Nella valutazione delle prove orali si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di
misurazione:

ELEMENTO VALUTATO                               PUNTEGGIO
Capacità di analisi testuale                    A,B,C,D
Capacità di contestualizzazione                 A,B,C,D
Capacità logiche ed argomentative               A,B,C,D
Capacità di critica testuale                    A,B,C,D
Proprietà lessicale                             A,B,C,D

Il voto finale sarà determinato dalla media degli exempla.
I criteri di valutazione sono suddivisi in quattro fasce di livello corrispondenti a seguenti
voti:
A – 8/9
B – 6/7
C – 4/5
D – 2/3

Per la valutazione del saggio breve si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di
misurazione:




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                                                                          Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                                   reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007

                                                     PUNTEGGI                                                PUNTEGGI
INDICATORI         10 - 9          8-7            6                     5-4                 3-2              PARZIALI
Risponde alla      Completo        Pressoché      Parziale ma           Carente             Molto scarso
consegna                           completo       complessivamente                          o nullo
                                                  adeguato
Informazione/      Ampia e         Esauriente     Corretta              Superficiale/       Molte
utilizzo           articolata                                           incompleta          imprecisioni/
documentazione                                                                              molto
                                                                                            limitata
                                                                                            scorretta
Individuazione     Ben evidente    Abbastanza     Presente ma non       Appena              Assai
tesi                               evidente       sempre evidente       accennata           limitata/
                                                                                            assente
Argomentazione     Articolata e    Presente e     Soddisfacente ma      Poco articolata     Spesso
                   sempre          abbastanza     non sempre            e superficiale      assente/
                   presente e      articolata     presente                                  assente
                   approfondita
Struttura del      Coerente e      Quasi          Schematica ma nel     Qualche             Disordinata
discorso           coesa           sempre         complesso             incongruenza        incoerente
                                   coesa e        organizzata
                                   coerente/
                                   un po’
                                   schematica
Sintassi           Corretta con    Semplice       Semplicistica/        Qualche errore      Molti errori/
                   elementi di     ma corretta    contorta                                  decisamente
                   complessità                                                              scorretta
Lessico e          Adeguati e      Quasi          Complessivamente      Diverse             Gravemente
registro           appropriati     sempre         adeguati, ma con      improprietà e       inadeguati e
linguistico                        adeguati e     qualche               imprecisioni        non
                                   appropriati    imprecisione e                            appropriati
                                                  imperfezione
Ortografia         Perfettamente   corretta       Qualche errore ma     Vari errori         Scorretta/
                   corretta                       sostanzialmente                           molto
                                                  corretta                                  scorretta
Punteggiatura      Pienamente      Corretta       Qualche errore e      imprecisa           Molte
                   corretta,       ma non         incuria                                   imprecisioni/
                   accurata ed     sempre                                                   scorretta
                   efficace        accurata
Presentazione      ottima          buona          Complessivamente      insoddisfacente     Gravemente
grafica                                           accettabile                               inadeguata
PUNTEGGIO TOTALE corrispondente a                                                           VOTO




Per la valutazione dell’analisi e commento di un testo poetico si terrà conto dei seguenti
criteri di misurazione:

    A. COMPETENZA                   B. COMPETENZA                       C. COMPETENZA                         D. COMPETENZA
       TESTUALE E                      SINTATTICA                          LESSICALE E                           CULTURALE E
       LOGICA                                                              ORTOGRAFICA                           CAPACITA’ DI
                                                                                                                 CONTESTUALIZZ
                                                                                                                 ONE
a)Pertinenza nelle risposte         1.   sintassi efficace.             1.     uso dei registri               1. ricchezza
a 1) completa                       2.   nessun errore        di               linguistici idonei                informazioni    e
a 2)parziale                             rilievo.                              ed efficaci.                      conoscenze cultura


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a 3)nulla                          3.   frasi incomplete.             2.     uso di un lessico                 relazione all’argom
                                   4.   errori nei tempi e                   appropriato         e             indicato e al quadr
b) Comprensione del passo               nei modi verbali.                    specifico.                        riferimento generale
b 1) motivata e approfondita       5.   errori morfologici.           3.     uso di un lessico             2. competenze
b 2) sintetica e analitica         6.   uso scorretto dei                    generico.                         riconoscimento
b 3) sintetica                          connettivi           e        4.     prolissità.                       natura del testo e
b 4) analitica                          mancanza            di        5.     errori semantici e                sue strutture formal
b 5) superficiale                       coesione.                            lessicali.                    3. capacità di metter
b 6) scarsa                        7.   uso scorretto della           6.     povertà lessicale e               relazione      forme
                                        punteggiatura.                       ripetitività.                     contenuti.
c) Interpretazione                                                    7.     errori ortografici.           4. competenze nell’imp
c 1) personale e convincente                                                                                   delle informazion
c 2) convincente e motivata                                                                                    delle conoscenze p
c 3) organica                                                                                                  costruzione      di
c 4) non convincente                                                                                           disegno      organico
c 5) non motivata                                                                                              coerente.
                                                                                                           5. originalità di per
                                                                                                               interpretativi.
                                                                                                           6. capacità di svilu
                                                                                                               critico delle ques
                                                                                                               proposte.
                                                                                                           7. capacità di espres
                                                                                                               convincente di opi
                                                                                                               personali.
La SUFFICIENZA si può          I punti 3, 4, 5, 6, 7 possono     I punti 5, 6 e 7 possono              Per superare la valutazion
raggiungere e superare solo    incidere sulla valutazione e      incidere sulla valutazione e          DISCRETO oltre ai livell
con i punti:                   COMPROMETTERE              LA     COMPROMETTERE             LA          almeno sufficiente nelle par
a1                             SUFFICIENZA                       SUFFICIENZA                           B e C sono necessari anche:
b 1 b2 b3 b4                   eventualmente       raggiunta     eventualmente       raggiunta         D2.
c 1 c2 c3                      nel settore A.                    nel settore A.                        Per superare la valutazion
                               I punti 1 e 2 possono             I punti 1 e 2 possono                 BUONO sono necessari an
                               risollevare una situazione A      risollevare una situazione A          punti: D3, D4, D5, D6 e D7.
                               mediocre.                         mediocre




Roma Vita

Ianuzziello Simona




                        La storiografia dall’origine all’età dei Flavi




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                                                       reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007




                                     Presentazione

“La storiografia dall’origine all’età dei Flavi” è un percorso modulare “disciplinare”,
poiché fa riferimento solo alla disciplina del latino. All’interno di tale percorso, tuttavia,
sono state inserite le letture, intese come approfondimenti, di brani, in traduzione italiana,
tratti dalle opere degli storiografi greci Erodoto, Tucidide, Senofonte e Polibio.
Il percorso è articolato in sei unità didattiche, a loro volta suddivise in numerosi segmenti,
da realizzare, compresi i tempi disposti per le verifiche e le valutazioni, in 55 ore, che,
considerati gli autori oggetto di studio, verranno dislocate in una quarta classe del liceo
scientifico, tra la fine del secondo quadrimestre e l’inizio del primo quadrimestre dell’anno
successivo.
La storia è l’insieme degli eventi che si succedono dal passato più lontano sino al presente.
La storiografia è, invece, l’esposizione scritta degli eventi, di cui si è fatta larga ricerca.
Historìa, appunto, significa ricerca, indagine approfondita. Per gli antichi fare storiografia
significava registrare non solo fatti realmente accaduti, ma anche tentare di individuare le
connessioni e, soprattutto, ricevere un insegnamento. Numerosi sono gli elementi che
caratterizzano in maniera specifica la storiografia antica, che si tenta, attraverso la lettura e
la traduzione dei brani inseriti all’interno di tale percorso, di rendere espliciti. Essi
possono così sintetizzarsi:a)ricerca costante della veridicità e dell’imparzialità; b) ricerca di
documentazione derivata dalla testimonianza diretta, dallo studio dei documenti, dalla
conoscenza delle dinamiche politiche; c) selezione degli avvenimenti ritenuti importanti;
d) impostazione pragmatica, basata sulla reale ricerca di fatti militari e politici; e) interesse
per i personaggi; f) finalità didascalica, legata alla concezione che la storia è magistra vitae,
poiché permette di creare previsioni sul futuro, considerando gli avvenimenti già accaduti;
g) ricerca nel donare all’opera storiografica una veste letteraria, perché intesa e considerata
come opus oratorium maxime. Lo scopo del modulo è quello di creare negli alunni la
conoscenza di quelle che sono le caratteristiche fondamentali del genere storiografico nel
mondo latino e l’evoluzione di tale genere dalle origini sino all’età dei Flavi,
comprendendo, attraverso l’analisi dei brani, le scelte tematiche e stilistiche proprie di
ogni autore. Ci si propone, altresì, come obiettivo quello di sviluppare il senso critico degli
alunni, rendendoli capace di cogliere le analogie e le differenze tra la storiografia antica e


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quella moderna. Copioso è il numero dei testi scelti per compiere tale percorso, affinché
non valga solo ai fini dell’insegnamento-apprendimento il metodo indiretto e deduttivo,
ma anche quello diretto e induttivo, che, mediante l’analisi e la decodifica dei testi in
lingua originara, può esplicare l’iter estetico ed ideologico di ogni singolo autore.
Al termine di ogni unità didattica verranno effettuate verifiche in itinere, per monitorare la
situazione del processo di insegnamento-apprendimento e, solo alla fine del percorso, ci
sarà una verifica con prove oggettive, le cui valutazioni, sommate a quelle delle verifiche
in itinere, daranno globalmente il risultato e la quantità dello sviluppo delle conoscenze,
competenze e capacità di ogni singolo alunno.
Prerequisiti:
a) Conoscenza dei principali eventi storici della civiltà romana compresi tra il primo
   periodo repubblicano (272-133 a.C.) e l’età dei Flavi (69-96 d.C.).
b) Conoscenza delle tappe principali dell’affermazione di Roma nel Mediterraneo
   tra il III e II secolo a.C.
c) Conoscenza dei principali centri e delle modalità della produzione culturale.
d) Conoscenze morfologiche e sintattiche delle strutture fondamentali della lingua
   latina.
e) Conoscenza dell’evoluzione della lingua latina dal latino arcaico al latino classico.


Finalità:
     a) Stimolare la curiosità della conoscenza del mondo latino in quanto sistema
            culturale dinamico e non statico nei valori;
     b) imparare a fruire di un testo letterario considerato la chiave d’accesso per la
            conoscenza della civiltà romana e del mondo latino;
     c) migliorare la capacità nell’affrontare in maniera critica un problema storico;
     d) migliorare la capacità di creare collegamenti;
     e) migliorare le conoscenze linguistiche latine e quelle filologiche;
     f) potenziare le competenze di lettura, analisi ed interpretazione di un testo;
     g) migliorare la capacità di espressione orale e scritta mediante l’utilizzo di una
            terminologia appropriata;
     h) suscitare il piacere della lettura dei classici.



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Obiettivi generali:
a) Saper comprendere e tradurre in un italiano corretto i testi latini;
b) conoscere le strutture sintattiche, morfologiche e lessicali di un testo;
c) riconoscere la tipologia di un testo letterario in base al genere di
   appartenenza;
d) contestualizzare un testo letterario in rapporto al              panorama storico-
   culturale di appartenenza;
e) individuare le tematiche principali utilizzate in rapporto al pensiero
   dell’autore;
f) padroneggiare il lessico italiano ed i termini etimologicamente connessi alla
   lingua latina;
g) sapersi orientare nello sviluppo diacronico e sincronico della letteratura
   latina ;
h) saper applicare metodi di ricerca;
i) acquisire capacità critica nello studio degli autori e delle opere attraverso un
   metodo di studio puntuale e rigoroso;
j) sviluppare la consapevolezza della specificità e della complessità del sapere
   evitando lo spezzettamento delle conoscenze.


Obiettivi particolari:
a) Conoscere le caratteristiche fondamentali del genere storiografico nel
   mondo latino dal punto di vista strutturale, tematico e stilistico;
b) conoscere l’evoluzione del genere storiografico dalle origini greche alle
   prime attestazioni in ambito latino (i primi annalisti e Catone) sino all’età
   dei Flavi, individuando costanti e varianti nell’ambito del genere;
c) conoscere le caratteristiche delle Origines di Catone, individuando la
   peculiarità della sua posizione come primo storiografo in lingua latina;
d) comprendere, attraverso l’analisi dei brani proposti, le scelte tematiche e
   stilistiche peculiari di ogni singolo autore nell’ambito della codificazione del
   genere;




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e) saper cogliere aspetti di attualità nell’opera di Cesare: la storiografia
   militante; la memorialistica politica; il problema dell’attendibilità della
   storiografia;
f) saper cogliere l’originalità di Sallustio all’interno del genere storiografico;
g) comprendere l’ideologia e il metodo storiografico di Livio e le
   problematiche storiche connesse con i suoi testi;
h) conoscere i nuovi rapporti tra gli scrittori di storia e il potere politico nella
   prima età imperiale e i motivi della scarsa attendibilità storica degli autori di
   questa età.
i) comprendere la peculiarità del pensiero e dell’arte di Tacito: l’impero come
male necessario; il pragmatismo nell’analisi storica; il moralismo e il
pessimismo.


                              Contenuti:


UD 1 La storiografia e Catone. (tempi complessivi: 6 ore).
      I caratteri del genere: storia e storiografia; la storiografia antica, la
       storiografia moderna. (tempi: 1 ora)
      La storiografia greca: gli albori della storiografia; i grandi storici dell’età
       classica: Erodoto e Tucidide. Lettura in traduzione libro I, 1-5, il Proemio
       dalla Storia di Erodoto. Lettura in traduzione libro I, 1-23 dalle Storie di
       Tucidide. (tempi: 2 ore)
      Senofonte e la storiografia ellenistica. Lettura in traduzione libro I, 4, 8-23
       dalle Elleniche; La storiografia greca e Roma, lettura in traduzione
       capitolo I, 4, 3-11 dalle Storie di Polibio. (tempi: 1 ora).
      La storiografia latina: gli annalisti della prima generazione e
       l’innovazione catoniana. Struttura e contenuto delle Origines di Catone.
       Origines fr. IV 7a Chassignet; fr. 9 Peter (tempi: 2 ore).
UD 2 Cesare: Il modello dei Commentarii. (tempi complessivi: 8 ore)




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         Il profilo dell’autore; le opere; il genere dei Commentarii e la loro
          attendibilità storica. (tempi: 1 ora).
         I Commentarii come diari di guerra. De bello gallico I, 38; I, 39; I, 40; I, 50-
          52. (tempi: 3 ore).
         Lo scoppio della guerra civile. De bello civili I, 5; I, 7 (tempi: 1 ora)
         Sconfitta e morte di Pompeo. De bello civili III 87, 1-7; III, 96; III, 103-104
          (tempi 3 ore).
UD 3 Sallustio: Un politico convertito alla storiografia. (tempi complessivi: 9
ore)
         Il profilo dell’autore; le opere e la scelta del genere storiografico. (tempi 1
          ora).
         L’utopia del buon tempo passato e il rovescio della fortuna. De
          coniuratione Catilinae 6-7; 10 (tempi: 2 ore).
         La discordia civile e la congiura di Catilina. De coniuratione Catilinae, 20;
          22; 60, 1-7; 61 (tempi 3 ore).
         Le guerre contro Giugurta e contro Mitridate nella politica estera
          romana. Bellum Iugurtinum 6-8; 29-30, 1-3 ; Historie IV, 69, 1-9; 16-23 in
          traduzione (tempi: 3 ore).
UD 4 Livio: Ab urbe condita: L’epopea del popolo romano. (Tempi complessivi:
8 ore).
         Il profilo dell’autore; il contenuto dell’opera; la concezione didascalica e
          moralistica della storia (tempi: 1 ora).
         Pudicitia e libertas nel passaggio dalla monarchia alla repubblica. Ab
          Urbe condita I, 57-58 (tempi: 1 ora).
         La religiosità nella storiografia liviana. Ab Urbe condita V, 27; XLIII, 13
          (tempi 2 ore).
         La figura di Annibale durante lo scontro tra Roma e Cartagine. Ab Urbe
          condita XXI, 4, 3-10; 32, 6-9; XXII, 5-6 (tempi: 2 ore).
         Roma e il mondo greco. Ab Urbe condita XXXII, 32, 4-9; 33; XXXIV, 31, 3-
          19 (tempi: 2 ore).




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     UD 5 Nuove forme di storiografia nella prima età imperiale (tempi complessivi:
     5 ore).
              Velleio Patercolo: un ammiratore di Tiberio. Il profilo dell’autore e
               l’opera storica. Historia Romana II, 129-130, 131 lettura in traduzione
               (tempi: 1 ora).
              Valerio Massimo: il profilo dell’autore e l’opera storica. Dictorum et
               factorum memorabilium libri novem I, 1; IX, 11,1 (tempi 2 ore).
              Curzio Rufo: Il profilo dell’autore e l’opera storica. Historae Alexandri
               Magni Macedonis IV, 9, 13-20 (tempi: 2 ore).
     UD 6 Tacito e la storiografia pragmatica (tempi complessivi: 9 ore).
              Il profilo dell’autore; le opere; il metodo storiografico (tempi:1 ora).
              L’ “archeologia giudaica”. Historiae V 6; 8, 1; V, 10-11 (tempi: 3 ore).
              Nerone: la tragedia del potere. Annales XIII, 4; XIV 4-5; 7 (tempi: 2 ore).
              L’incendio di Roma. Annales XV, 38-40; 44 (tempi: 2 ore).
              La morte di Seneca. Annales XV, 63-64 (tempi 1 ora).


Approfondimenti:
Come stabilito all’interno della prima unità didattica, verranno proposte in due
lezioni, per un totale di tre ore, le letture non in lingua originale greca, bensì in
traduzione italiana, di brani significativi, per lo svolgimento di tale percorso
modulare disciplinare, tratti dalle opere degli storiografi greci Erodoto, Tucidide,
Senofonte e Polibio.


Tempi di svolgimento:
Fine II Quadrimestre in una quarta classe del liceo scientifico e inizio del primo
quadrimestre dell’anno successivo.
Totale ore per svolgimento U. D.
comprese tre ore di approfondimento 45 ore
Verifiche in itinere:                 8 ore
Verifiche finali:                     2 ore
Totale complessivo                    55 ore



                                                 20
                                                                  Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                           reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007

Bibliografia:
Bettini M. , Storia letteraria e antropologia romana, vol. I, II, III, La Nuova Italia, Firenze
1999.
Clemente G. , Guida alla storia romana, Mondatori, Milano, 1977.
Del Corno Dario, Antologia della letteratura greca, vol. II, III, Principato, Milano 1999.
Monaco, De Bernardis, Sorci, La produzione letteraria nell’antica Roma, vol. I, II, III
Palumbo, Firenze 1996.
Ronconi A, Gazich R., Marinoni E. , Sada E. , Documenta Humanitatis. Autori, generi e
temi della letteratura latina, vol. I, II, III, C. Signorelli, Milano 2007.


Metodi e strategie:
Le strategie da utilizzare in un percorso così copioso di contenuti, ma che tende a
rinforzare lo spirito critico negli alunni, si basano fondamentalmente sulla lettura,
traduzione ed analisi dei testi considerati da parte del docente, che, in questo modo,
illustra non solo tutti gli aspetti della lingua latina di ogni autore, ma ne costruisce,
decodificando la lingua, l’iter ideologico. Ogni alunno è invitato, pertanto, non solo
ad una accurata partecipazione, ma anche ad interagire criticamente con
l’insegnante.


Con la finalità di perseguire almeno sufficientemente gli obiettivi stabiliti, verranno
utilizzate le seguenti strategie didattiche:
              Lezione frontale per introdurre i contenuti e gli obiettivi del percorso
               preso in esame;
              Lezione dialogata per stimolare la partecipazione attiva degli alunni e
               migliorare il loro senso critico;
              Lavori di gruppo per apprendere il metodo della ricerca comune per
               migliorare anche il grado di socializzazione della classe;
              Ricerche guidate per educare gli alunni a costruire il proprio sapere col
               metodo della ricerca.
Metodologie:
        Convinti che nella didattica sia necessario mediare tradizio ed innovazio, si
        avverte l’esigenza di condurre lo studio degli argomenti proposti nel percorso

                                                   21
                                                              Aperiodico on-line di attualità e cultura
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    sia attraverso l’analisi dei contesti di riferimento e, direttamente, dei testi di
    ogni autore in lingua originale ed anche in traduzione, per renderne più
    immediata la decodifica del messaggio, carpendo l’efficacia, così, sia
    dell’applicazione del metodo tradizionale, deduttivo, quanto quello del metodo
    naturale, induttivo.


Strumenti:
       1. Libri di testo di letteratura latina e greca per fornire agli alunni un
             agevole e conosciuto strumento di studio;
       2. Antologia degli autori per fornire i testi integrali in lingua latina;
       3. Manuali di grammatica latina per fornire agli alunni uno strumento di
             pronta consultazione in cui trovare tutti i costrutti latini emersi dallo
             studio dei testi in lingua degli autori oggetto di studio;
       4. Saggi critici inseriti negli stessi libri di testo per approfondire alcune
             tematiche fondamentali ;
       5. Utilizzo del P. C. e del web per migliorare tramite la multimedialità il
             processo di apprendimento-insegnamento e creare negli alunni la
             curiosità della ricerca in rete di materiale da aggiungere a quello fornito
             dall’insegnante.
    Verifiche:
       1. In itinere: Al termine di ogni UD sono state effettuate verifiche orali con
             colloqui individuali e dibattiti in aula partecipati, al fine di accertare
             quanto siano risultati efficaci gli interventi didattici del docente e lo
             studio personale dell’alunno e quindi le conoscenze, le competenze e le
             capacità acquisite, relativamente agli obiettivi prefissati;
       2. finale: A conclusione del percorso modulare si è proposta una prova
             scritta di tipo sintetico e un test di profitto costruito, da una parte, sulla
             base della tipologia a stimolo chiuso con domande a scelta multipla,
             dall’altra a risposta aperta per la verifica e l’accertamento della
             comprensione complessiva del percorso proposto.




                                               22
                                                                  Aperiodico on-line di attualità e cultura
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     Valutazione:
     Per la valutazione delle verifiche orali è stata utilizzata la seguente griglia,
     costruita sulla base degli obiettivi fissati:
      Indicatori                                                                            Punteggio
      Conoscenza storico-letteraria dell’argomento considerato                              0-2
      Competenza linguistica(lessico, morfologia e sintassi).                               0-3
      Capacità di analisi, traduzione e comprensione di un testo in                         0-3
      lingua latina.


      Capacità di creare collegamenti, mostrando l’acquisizione di                          0-2
      una notevole capacità critica, tra gli autori considerati nel
      percorso.


Per la valutazione delle prove scritte si è tenuto conto dei seguenti parametri:
Indicatori                                           Punteggio
Aderenza alla traccia                                0-3
Organizzazione logica delle idee e                   0-2
coerenza             nello      sviluppo
dell’argomentazione.
Correttezza e proprietà nell’uso della               0-2
lingua ed adeguatezza del registro
espressivo.
Argomentazione ed elaborazione                       0-3
critica personale.




De Luca Giovanna




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                                                             Aperiodico on-line di attualità e cultura
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  L’IMPORTANZA DELLA PHARSALIA RISPETTO ALLE VICENDE DEL GENERE
                                     EPICO CLASSICO
Presentazione
“L’importanza della Pharsalia rispetto alle vicende del genere epico classico” è un percorso
modulare interdisciplinare, in quanto coinvolge due discipline: la letteratura greca e quella
latina. Il modulo è indirizzato ad una quinta classe di un Liceo Scientifico. Il percorso,
strutturato in 3 unità didattiche, è finalizzato a delineare la “specificità” del genere
rappresentato dal Bellum civile all’interno dell’epica in lingua latina, attraverso il
confronto, non tanto con l’epica di Ennio e Nevio, quanto con il poema Virgiliano. Nella
prima unità didattica è prevista l’imprescindibile introduzione all’epica classica greca e,
dopo una ricapitolazione contenutistica dei due poemi omerici, l’illustrazione dei suoi
caratteri, in particolare di quelli che qualificano il genere epico tradizionale e, quindi,
meglio si prestano a rendere valido un confronto con la Pharsalia. Il docente, per favorirne
la memorizzazione, accompagnerà tale premessa con la lettura, l’analisi e il commento di
passi esemplificativi dell’Iliade e dell’Odissea. Per quanto riguarda i valori esistenziali
dell’eroe come la valorosità, la gloria e il senso d’onore che vengono difesi o attraverso la
forza fisica e la bellicosità, o attraverso qualità intellettive, sono stati scelti i passi
rispettivamente dell’Iliade e dell’Odissea: “Il giuramento di Achille” e “Io sono Nessuno”;
per rendere l’antropomorfismo degli Dei e la loro costante interferenza nelle vicende
umane, i versi dell’Iliade riguardanti l’Ira di Apollo che provoca la pestilenza. Per quanto
attiene all’idea della morte rivelata dai due poemi saranno proposte schede di
approfondimento ricche di riferimenti a versi significativi. In un secondo momento, sarà
opportuno rintracciare i caratteri di contaminazione e continuazione dei due poemi
omerici nell’Eneide di Virgilio, per poi evidenziarne, attraverso il confronto del proemio
virgiliano con i proemi dell’Iliade e dell’Odissea, la piena appartenenza al genere Epico
tradizionale, sia nei contenuti che nell’aspetto formale. Prima di passare al confronto
diretto della Pharsalia con l’Eneide, è prevista, nella seconda U. D., la presentazione di
Lucano in rapporto alla sua epoca e quindi, della sua opera. Soltanto nella terza U. D.,
dopo aver fornito gli elementi che consentano di poter interpretare le soluzioni adottate
nella Pharsalia da Lucano, e di penetrare la sua mentalità letteraria, sarà possibile
evidenziare e “giustificare” le differenze del suo poema rispetto al genere epico
tradizionale rappresentato da Virgilio. L’illustrazione dell’antitesi compositiva, dimostrata
con riferimenti al ribaltamento del processo di ascesa progressiva di Roma, all’ispirazione
storica del poema di Lucano, alla messa al bando dell’elemento mitologico e di qualsiasi
tipo di trascendenza, favorirà l’individuazione dell’antitesi ideologica che permea la
struttura dei 2 poemi: da un lato gli ideali repubblicani di Lucano, dall’altro l’esaltazione
della pax Romana Augustea. La tecnica antifrastica sarà presentata come l’elemento più
esemplificativo della intenzionale contrapposizione con l’Eneide: una ripresa in chiave
polemica di espressioni e situazioni virgiliane di cui verranno riportati due esempi. Il
confronto con Virgilio, sul versante dei motivi, interesserà il profilo dei personaggi delle
due opere: la centralità di Enea eroe positivo, in cui sono concentrate tutte le virtù del
cittadino romano, contro la mancanza di eroi positivi nel Bellum Civile; sul versante dello
stile sarà possibile illustrare, grazie ad un passo del VII libro della Pharsalia e al confronto
tra i versi iniziali dell’Eneide e del Bellum Civile, già analizzati per dimostrare la tecnica
antifrastica, lo scarto tra il carattere patetico ed esasperato della poesia di Lucano e
l’armonia virgiliana, evidenziando i procedimenti formali attraverso cui Lucano cerca di

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dare al proprio discorso una costante enfasi retorica. Durante il percorso, 6 ore saranno
dedicate alle prove orali di verifica in itinere per valutare il grado di apprendimento degli
allievi e l’efficacia dell’intervento didattico; al termine dell’ultima Unità Didattica due ore
saranno impiegate per somministrare ai ragazzi un test argomentativo al fine di accertare
la comprensione complessiva. La valutazione finale terrà conto dei risultati di tutte le
verifiche effettuate.
Il modulo sarà svolto nel I quadrimestre e avrà tempo di realizzazione di 25 ore
complessive.

Prerequisiti
 Conoscenza delle strutture fondamentali del sistema linguistico latino
 Capacità di lettura, analisi, comprensione e traduzione di un testo latino
      Conoscenza del contesto socio-economico e letterario dell’età repubblicana e
   imperiale, in particolare dell’epoca neroniana
      Conoscenza dei principali eventi storici della civiltà romana con particolare
   riferimento alle guerre civili e alla crisi delle istituzioni repubblicane.
      Conoscenza dei precedenti argomenti della letteratura latina in particolare
   dell’epica latina precedente Virgilio (Ennio e Nevio).

Finalità
 Accedere alla civiltà romana e al mondo latino attraverso il testo letterario
 Promuovere la conoscenza del mondo latino come sistema culturale dinamico e non
   come sistema statico di valori
 Sviluppare la capacità di affrontare criticamente un problema storico
 Sviluppare la capacità di fare collegamenti
 Favorire nuove conoscenze filologiche e linguistiche
 Migliorare la qualità di espressione orale e scritta
 Suscitare il piacere della lettura dei classici

Obiettivi generali
     Conoscere testi significativi non solo sul piano letterario ma anche su quello
  tematico, come espressione culturale della civiltà latina.
 Potenziare le capacità interpretative e di traduzione dei testi latini.
 Saper contestualizzare un testo nella dimensione storico-letteraria di riferimento
 Potenziare le abilità cognitive di analisi del testo e di valutazione/rielaborazione
  estetico-critiche
 Saper rintracciare sulla linea del tempo i fenomeni culturali e la loro interrelazione
  evitando lo spezzettamento delle conoscenze

Obiettivi specifici
     Comprensione del concetto di epica
     Conoscenza dei caratteri del genere epico tradizionale
     Conoscenza dell’evoluzione del poema epico da Omero all’età imperiale
     Riconoscere nella produzione epica di età imperiale il complesso rapporto di
  differenziazione-contaminazione-continuità-emulazione con il modello greco
     Capacità di delineare gli aspetti “di novità” del poema Lucaneo all’interno
  dell’epica in lingua latina, in particolare rispetto a Virgilio

                                              25
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      Capacità di individuare analogie e differenze tra testi appartenenti allo stesso
    genere letterario
      Capacità di rintracciare, all’interno dei poemi epici latini trattati, il pensiero
    ideologico dei due autori
      Capacità di individuare le specificità stilistiche dei due poemi latini in esame

                                          Contenuti
1^ U. D. : Caratteri dell’epica tradizionale: da Omero a Virgilio (tempi complessivi : 5h)
     L’ Epos omerico. L’Iliade e L’Odissea. I contenuti. Lingua e stile. Canoni
       fondamentali del genere letterario: la figura dell’eroe, i suoi valori esistenziali e le
       sue qualità distintive; il mondo degli Dei e quello degli uomini; il mondo dei morti.
       Lettura ed analisi dei seguenti passi esemplificativi: “Il giuramento di Achille” (Iliade,
       VI, 404-502); “Io sono Nessuno” (Odissea IX, 296-414); Iliade, I, 43-52; Lettura critica:
       “Il mondo dei morti”. Lettura critica : “la morte e i riti funebri”.
       3h
     Dall’ Epos greco a quello romano: L’Eneide di Virgilio. Presentazione del contenuto
       e della struttura del poema: ripresa e superamento di Omero. L’equilibrio tra la
       tradizione dell’Epos eroico e il bisogno di un’epica storico celebrativa. L’eroica
       figura centrale del pius Enea.                           1h
     La piena aderenza dell’Eneide al canone epico tradizionale. Cfr tra il proemio
       dell’Iliade (vv 1-8), dell’Odissea (vv 1-10) e dell’Eneide (vv 1-11)      1h

2^ U. D. : Lucano: il rapporto con la sua epoca e la composizione della Pharsalia
             (tempi complessivi: 3h)
    Il profilo di Lucano. Le fonti dirette (in traduzione): la biografia di Svetonio dal “De
      viris illustribus”, De poetis 31; Vacca: “Vita di Lucano”. Tacito: Annales XV, 70, 1
      1h
    Intellettuale e potere: il rapporto di Lucano con Nerone, i “Neronia”, l’adesione alla
      congiura di Pisone                                                       1h
    Il Bellum civile: il titolo, i tempi di composizione, la struttura, il problema
      dell’incompiutezza                                                          1h

3^ U. D. : La Pharsalia come anti-Eneide (tempi complessivi: 9h)
    Il rovesciamento dell’epos virgiliano: dalla glorificazione di Roma alla sua
      inarrestabile decadenza; da lontana storia leggendaria a storia di un passato
      recente; dalla Provvidenza benigna ad un Fato perverso; eliminazione della divinità
      e del mito; dalla glorificazione del principe Augusto alla celebrazione ironica di
      Nerone. Cfr tra Eneide I, vv 281-296 e Bellum civile I, vv 33-66. 3h
    La tecnica antifrastica. Dall’invocazione alla Musa all’apostrofe ai cittadini: lettura
      in traduzione del proemio (vv 1-32) e cfr col proemio dell’Eneide (vv 1-11); Cfr tra il
      libro VI dell’Eneide e il libro VI della Pharsalia. Passi: “Enea incontra nell’Ade il padre
      Anchise che gli rivela il glorioso domani di Roma” (Eneide VI, 750-800); “L’ascesa dagli
      Inferi”         (Pharsalia           VI,        507-830           in          traduzione)
      3h
    Un poema senza “eroe”: la presentazione dei tre protagonisti. Pharsalia I, 129-157
      (Pompeo e Cesare), in traduzione Pharsalia IX; 378-410 (Catone)           2h


                                               26
                                                              Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                       reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


      La veste stilistica e la rifondazione del linguaggio epico tradizionale: l’eccesso come
       canone stilistico, il gusto dell’orrido, la sentenziosità del dettato, la retorica del
       paradosso; l’ accostamento degli opposti. Pharsalia, VII, 786-846 (in traduzione).
       1h

Bibliografia
BETTINI M., La letteratura latina II, La Nuova Italia, Milano 2000
BETTINI M., La letteratura latina III, La Nuova Italia, Milano 2000
BIONDI I., Letteratura greca 1, G. D’Anna, Firenze 1996
BIONDI I., Antologia della letteratura greca I, G. D’Anna, Firenze 1996
CONTE G. B., PIANEZZOLA E., Storia e testi della letteratura latinaIII, Le Monnier, Firenze 1990
CONTE G. B. Letteratura latina, Le Monnier, Firenze 2000
PONTIGGIA, GRANDI, III, Principato, Milano 2001
GAGLIARDI D., Belli Civilis, D’Auria, Napoli 1989
GAGLIARDI D., Lucano poeta della libertà, Loffredo, Napoli 1979
VIANSINO G. , La guerra civile (Farsaglia), Mondatori, Milano 1995

Tempi di svolgimento:
totale ore per svolgimento U. D. 17
Totale ore verifiche in itinere    6
Totale ore verifiche finali        2
Totale complessivo:             25



Metodi
Si ritiene opportuno un inquadramento delle tematiche oggetto di studio attraverso
l’analisi dei loro contesti. Le basi storiche preludono comunque alle letture dei testi di
riferimento. L’analisi delle fonti letterarie, generalmente affrontata con criteri strutturali,
avverrà sia attraverso l’applicazione del metodo tradizionale, deduttivo (che parte dal
generale per giungere al particolare), sia del metodo induttivo (che parte dal particolare
per giungere all’universale).

Strategie
      Lezioni frontali ed espositive per illustrare i contenuti
      Lezioni interattive per favorire una maggiore partecipazione degli alunni
      Lettura, analisi e interpretazione delle fonti letterarie

Strumenti
 Libri di testo
 Antologie degli autori
 Schede di approfondimento critico
 Fotocopie fornite dal docente
 Monografie e articoli di riviste

Verifiche


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                                                              Aperiodico on-line di attualità e cultura
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     In itinere e finale: durante le tre U. D. sono state effettuate verifiche orali attraverso
    colloqui individuali e dibattiti partecipati; al termine del percorso è stato proposto un
    test argomentativo per l’accertamento delle conoscenze, delle competenze e delle
    capacità acquisite, relativamente agli obiettivi prefissati.

Valutazione
Per la valutazione (dei colloqui) è stata utilizzata la seguente griglia:


           OBIETTIVI                             INDICATORI                                   PUNTEGGI




    - Utilizzazione delle
                              Contenuti (analisi e sintesi) – Approfondimenti                     0 - 3,5
     conoscenze e delle
                                           – Apporti personali.
        competenze.

                                         Aderenza alle domande –
       -    Capacità di              Collegamenti tra contenuti (anche
                                                                                                   0-3
           collegamento.                     pluridisciplinari) –
                                      Capacità logico-argomentative.
                               Lettura precisa ed espressiva del testo latino –
                                  Correttezza e precisione linguistica (con
    - Padronanza della
                                  riferimento alla traduzione del/i testo/i                       0 - 3,5
       lingua orale.
                                proposto/i) – Fluidità e varietà espositiva –
                                            Vivacità espositiva.

Per la valutazione della prova scritta finale sono stati considerati i seguenti criteri

Indicatori                                                         Punteggio

Adeguatezza/aderenza alla traccia                                  0,5-2,5

Contenuti                                                          0,5-2,5

Organizzazione logica delle idee e coerenza nello sviluppo 0,5-2,5
dell’argomentazione
Correttezza ortografica e morfosintattica                  0,5-2,5




Nadia Curiale




                                               28
                                                               Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                        reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007




Il ruolo dei liberti e dei nuovi ceti affaristici nella vita economica e sociale
dell’impero romano

                                   Presentazione

Il presente percorso modulare “pluridisciplinare”, intitolato Il ruolo dei liberti e dei nuovi ceti
affaristici nella vita economica e sociale dell’impero romano, è rivolto ad una terza classe di un
Liceo Classico.
Il percorso, strutturato in 3 unità didattiche, svilupperà la tematica dell’evoluzione della
condizione dei liberti nella storia di Roma dalla Repubblica al Principato e delle relative
conseguenze nella vita economica e sociale del tempo. Gli storici di fine Ottocento
esitavano a parlare della schiavitù antica, per timore di macchiare la memoria
dell’antichità. Eduard Meyer, lo storico tedesco della Belle époque, per primo reagì a
questo silenzio, insistendo sulla condizione degli schiavi affrancati, come esempio della
possibilità di liberazione che gli antichi offrivano agli schiavi e dell’assoluta diversità della
schiavitù antica da quella americana. Rostovzev, ispirandosi a Meyer, riconobbe
l’importanza dei liberti nella società romana, in quanto segno evidente che l’economia
antica aveva vissuto fasi capitalistiche.
Lo scopo del modulo è quello di insegnare agli alunni, attraverso la riflessione sulla
schiavitù, a comprendere in profondità la società romana e a decifrarne la complessità
grazie all’analisi dei contesti socio-economici e letterari. Attraverso lo studio delle
istituzioni giuridiche e l’analisi critica delle fonti, gli alunni potranno meglio comprendere
i mutamenti della società romana nei diversi secoli, al fine di contestualizzare i rapporti tra
i diversi autori latini, utilizzati come fonte storica, e di sviluppare una più efficace capacità
di operare collegamenti tra le varie età della storia romana.
Il percorso prenderà avvio da un quadro introduttivo sul diritto romano, disciplinante la
condizione degli schiavi nell’antica Roma, per affrontarne l’evoluzione tra età
repubblicana ed imperiale. Nella specifico si analizzerà da una parte il quadro normativo
attraverso l’analisi dell’istituto della Manumissio e della Lex Visellia dall’altra la
condizione degli schiavi tanto in età repubblicana, attraverso la lettura di Cicerone, quanto
in età imperiale attraverso Seneca. In particolare si centrerà l’attenzione sui rapporti tra
dominus e schiavo, attraverso l’analisi dell’opera di Tacito, Orazio e Seneca; l’istituto della
manumissio e la visione dei liberti negli intellettuali latini. Si analizzeranno una serie di
testi selezionati ed, in particolare, attraverso una lettura in traduzione,si discuterà della
figura di Trimalcione nel Satyricon di Petronio. Il modulo si concluderà con l’analisi di una
testimonianza di Plinio il Vecchio.
E’ previsto, infine, un approfondimento (2 ore) sulla “Schiavitù nella storia antica e
moderna”, che coinvolgerà tanto il docente di letteratura greca quanto l’insegnante di
storia, per un’analisi comparatistica della condizione degli schiavi nella società greca e in
quella moderna.
Al termine di ogni unità didattica sono previste prove in itinere (colloqui), per un totale
di 6 ore complessive, atte a valutare il grado di apprendimento di ciascun alunno e
l’efficacia dell’intervento didattico; una verifica al termine del percorso, mediante
somministrazione di una prova oggettiva di profitto, al fine di accertare la comprensione
complessiva. La valutazione finale terrà conto dei risultati di tutte le verifiche effettuate.

                                                29
                                                           Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                    reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


Il modulo sarà svolto nel II quadrimestre e avrà un tempo di realizzazione di 30 ore
complessive.



PREREQUISITI
 Conoscenza della morfologia di base e delle strutture fondamentali della lingua latina
 Capacità di lettura, comprensione e rielaborazione in italiano di un testo latino
 Capacità di sistemazione e trasformazione delle strutture fondamentali della lingua
  latina
 Conoscenza dei principali eventi della storia di Roma dalle origini fino al I sec.d.C.
 Conoscenza del contesto socio-economico e letterario dell’età repubblicana e
  dell’Impero romano

FINALITA’
 Recuperare la memoria del passato
 Sviluppare la capacità di affrontare criticamente un problema storico
 Orientarsi nella complessità del presente selezionando e valutando criticamente fonti e
   testimonianze della classicità
 Promuovere la conoscenza del mondo latino come sistema culturale dinamico e non
   come sistema statico di valori
 Utilizzare il testo letterario come chiave di accesso alla civiltà romana e al mondo latino
 Favorire nuove conoscenze filologiche e linguistiche
 Potenziare le competenze di lettura, analisi ed interpretazione di un testo
 Potenziare le capacità di espressione orale e scritta attraverso una terminologia
   appropriata

OBIETTIVI GENERALI
 Sapere effettuare nessi di relazione spazio-temporale
 Saper contestualizzare un testo nella dimensione storico letteraria di riferimento
 Saper approfondire e rielaborare la tematica in oggetto, problematizzandone i
  contenuti
 Rafforzare la competenza linguistica;
 Fornire elementi ulteriori per comprendere e tradurre un testo
 Saper utilizzare i diversi strumenti critici di lettura testuale
 Sapere applicare il pensiero critico

OBIETTIVI SPECIFICI
 Conoscere le caratteristiche fondamentali della società romana sotto il profilo socio-
  politico ed economico
 Conoscere le principali caratteristiche del pensiero degli antichi sulla condizione dei
  liberti e sulla loro ascesa sociale
 Sollecitare la riflessione sulle forme di schiavitù presenti nella realtà antica e i quella
  contemporanea
 Formulare giudizi personali e motivati sulle tematiche affrontate in relazione agli
  autori proposti


                                             30
                                                             Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                      reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


   Conoscere le caratteristiche principali degli autori trattati (loro collocazione
    cronologica, rilevanza culturale, collocazione nel contesto della realtà politica
    repubblicana e imperiale)
   Conoscere l’etimologa e l’evoluzione semantica di alcune parole chiave relative
    all’ambito semantico della schiavitù e della libertà ( servus, dominus, familia, libertus)


                                    CONTENUTI

U.D.1 Alle radici della schiavitù romana ( tempi complessivi: 6 ore)
 La schiavitù regolamentata nel diritto romano: L’istituto della Manumissio e la Lex
   Visellia. Istituzioni, I 10-11                                                (tempi: 2
   ore)
 La condizione dello schiavo in età repubblicana. Cicerone, Ad Att., IV 4 a, 2.
                                                                          (tempi: 2 ore)
 La condizione dello schiavo in età imperiale. Seneca, De Clem., I 18,2.
                                                                          (tempi: 2 ore)

U.D.2 Societas romana: il riscatto sociale dei liberti (tempi complessivi: 6 ore)
 La visione del liberto in età imperiale. Svetonio, L’imperatore Claudio, De vita
   Caesarum 28-29,1
          (tempi: 2 ore)
 I rapporti tra dominus e libertus:il caso eclatante di Claudio, sottomesso al suo
   liberto.Seneca, Apocolokynthosis, 15
                                                                              (tempi: 2 ore)
 L’esempio di Callisto, il liberto di Caligola.Seneca, Ad Luc., 47,9
 Sotto il regno di Nerone si discute il comportamento disdicevole dei liberti.Tacito,
   Ann., 13, 26-27
                                                                           (tempi: 2 ore)

U.D.3 I liberti e i nuovi ceti affaristici nell’età imperiale ( tempi complessivi: 9 ore)

   Trimalcione: storia di un uomo che si è fatto da sé. Il Satyricon come testimonianza di
    storia sociale. Lettura in traduzione dell’episodio della Cena Trimalchionis. Satyricon, 26-
    33
                                                                               ( tempi: 3 ore)
   La straordinaria mobilità sociale dei liberti. L’esempio di Calvisio Sabino. Seneca, Ep.,
    27,5
                                                                               ( tempi: 2 ore)
   Liberti e “ingenui” nei mestieri e negli affari.Tacito, Ann..,1,53; 4, 13.
                                                                                (tempi: 2 ore)
   I liberti nella storia economica dell’impero. La testimonianza di Plinio il vecchio, Nat.
    Hist., 14,48; 49-51
                                                                                (tempi: 2 ore)

APPROFONDIMENTI


                                               31
                                                                  Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                           reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


Sarà predisposta una lezione di approfondimento circa l’evoluzione dei concetti di
schiavitù e libertà attraverso il tempo fino alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e
dell’Individuo, redatta sul finire del XVIII secolo. La lezione prevederà un eventuale
coinvolgimento dei docenti di letteratura greca, di storia e di filosofia e la discussione
partecipativa dei discenti.




BIBLIOGRAFIA

Giardina A., L’uomo romano, Bari, 1993
Carcopino J. La vita quotidiana a Roma
Garnsey P.-Saller R. Storia sociale dell’impero romano, Roma, 1989
Conte G.B., Letteratura Latina, Firenze 2000
Veyne P., La vita privata nell’Impero romano
Faggella M., Orazio e il pater optimus, in “Dismisura” rivista on line di produzione e critica
letteraria, Graffinrete
Paoli U.E., Vita romana, Firenze, 1976
Ciccotti E., Il tramonto della schiavitù nel mondo antico,
Casentini C., Studi sui liberti: contributo allo studio della condizione giuridica dei liberti cittadini,
Catania, 1950
Castello C., Sui liberti e sugli schiavi imperiali, in “Studia et documenta historiae et
iuris”,1978
Treggiari S., Roman freedmen during the Late Republic, Oxford 1969

METODI E STRATEGIE

   -   Lezione frontale: per il illustrare i contenuti e gli obiettivi del percorso preso in
       esame
   -   Lezione interattiva: per presentare l’argomento oggetto di studio attraverso il
       richiamo alle conoscenze pregresse relative al contesto storico-culturale in cui
       scrivono le loro opere gli autori di riferimento.
   -   Si organizzeranno lavori di gruppo volti al potenziamento delle abilità traduttive e
       interpretative seguiti da esercitazioni domestiche e in aula affinché gli alunni
       acquisiscano maggiore dimestichezza con le strutture morfosintattiche, con la
       ricodificazione contestualizzata e con la personalizzazione coerente e coesa del
       testo.

L’impiego delle metodologie didattiche terrà conto dell’importanza che riveste nel
processo di apprendimento il coinvolgimento attivo degli studenti, sicché, a seconda delle
specifiche esigenze, si applicherà ora il metodo induttivo, ora quello deduttivo, servendosi
non solo di lezioni frontali ma anche di dibattiti volti a favorire la riflessione critica e
l’approccio alla metodologia della ricerca.

STRUMENTI


                                                   32
                                                                Aperiodico on-line di attualità e cultura
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       Libri di testo
       Testi originali in edizione integrale o con traduzione a fronte.
       Fotocopie di brani scelti e di testi critici
       Articoli di riviste specialistiche
       Computer
       Internet e software


VERIFICHE E VALUTAZIONI

Le verifiche saranno effettuate sia in itinere che alla fine di ogni U.D. Nelle verifiche in
itinere saranno somministrati:
     Questionari semistrutturati a risposta aperta.
     Brevi versioni di latino.
Le prove sommative alla fine del percorso saranno:
     Prove scritte di tipo interpretativo: traduzione, analisi del testo, commento
     Resoconto finale degli argomenti trattati in forma di relazione o di saggio breve
     Resoconto orale del panorama complessivo, delle problematiche e delle peculiarità
        legate ai testi trattati dal percorso.
Nella valutazione delle prove orali e scritte si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di
misurazione:
ELEMENTO VALUTATO                                 PUNTEGGIO
Capacità di analisi testuale                      A,B,C,D
Capacità di contestualizzazione                   A,B,C,D
Capacità logiche ed argomentative                 A,B,C,D
Capacità di critica testuale                      A,B,C,D
Proprietà lessicale                               A,B,C,D

Il voto finale sarà determinato dalla media degli exempla .
I criteri di valutazione sono suddivisi in quattro fasce di livello corrispondenti a seguenti
voti:
A – 8/9
B – 6/7
C – 4/5
D – 2/3

Per la valutazione del saggio breve si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di
misurazione:

                                              PUNTEGGI                                             PUNTEGGI
INDICATORI       10 - 9       8-7          6                  5-4                 3-2              PARZIALI
Risponde alla    Completo     Pressoché    Parziale ma        Carente             Molto scarso
consegna                      completo     complessivamente                       o nullo
                                           adeguato
Informazione/    Ampia e      Esauriente   Corretta           Superficiale/       Molte
utilizzo         articolata                                   incompleta          imprecisioni/
documentazione                                                                    molto
                                                                                  limitata
                                                                                  scorretta

                                                33
                                                                             Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                                      reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007

Individuazione         Ben evidente    Abbastanza    Presente ma non       Appena                Assai
tesi                                   evidente      sempre evidente       accennata             limitata/
                                                                                                 assente
Argomentazione         Articolata e    Presente e    Soddisfacente ma      Poco articolata       Spesso
                       sempre          abbastanza    non sempre            e superficiale        assente/
                       presente e      articolata    presente                                    assente
                       approfondita
Struttura del          Coerente e      Quasi         Schematica ma nel     Qualche               Disordinata
discorso               coesa           sempre        complesso             incongruenza          incoerente
                                       coesa e       organizzata
                                       coerente/
                                       un po’
                                       schematica
Sintassi               Corretta con    Semplice      Semplicistica/        Qualche errore        Molti errori/
                       elementi di     ma corretta   contorta                                    decisamente
                       complessità                                                               scorretta
Lessico e registro     Adeguati e      Quasi         Complessivamente      Diverse               Gravemente
linguistico            appropriati     sempre        adeguati, ma con      improprietà e         inadeguati e
                                       adeguati e    qualche               imprecisioni          non
                                       appropriati   imprecisione e                              appropriati
                                                     imperfezione
Ortografia             Perfettamente   corretta      Qualche errore ma     Vari errori           Scorretta/
                       corretta                      sostanzialmente                             molto
                                                     corretta                                    scorretta
Punteggiatura          Pienamente      Corretta      Qualche errore e      imprecisa             Molte
                       corretta,       ma non        incuria                                     imprecisioni/
                       accurata ed     sempre                                                    scorretta
                       efficace        accurata
Presentazione          ottima          buona         Complessivamente      insoddisfacente       Gravemente
grafica                                              accettabile                                 inadeguata
PUNTEGGIO TOTALE corrispondente a                                                                VOTO



Per la valutazione della traduzione dal latino terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di
misurazione


                     A. COMPRENSIONE DEL TESTO                                     Valutazione in            Valutazione in
                                                                                      decimi                 quindicesimi

          scarsa comprensione del senso generale del brano                                  1                    1 –2


          sufficiente comprensione del senso globale del brano                            1,5                    2,5


          buona comprensione del brano                                                      2                   3 –3,5


          comprensione approfondita e articolata                                          2,5                     4


    B. CONOSCENZE MORFO-SINTATTICHE                                                Valutazione in            Valutazione in
                                                                                      decimi                 quindicesimi

          conoscenze insufficienti (errori gravi)                                           1                   1–2




                                                           34
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                                                                 reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


    conoscenze sufficienti (pochi errori)                                            1,5                    2,5


    conoscenze più che sufficienti (nessun errore o errori                            2                   3 – 3,5
     trascurabili).


    conoscenze buone (nessun errore)                                                 2,5                     4


 C. TRADUZIONE                                                                Valutazione in         Valutazione in
                                                                                 decimi              quindicesimi

    traduce in modo scorretto (errori gravi);                                         1                     1-2


    traduce nel complesso correttamente;                                             1,5                    2,5


    traduce senza errori;                                                             2                   3 –3,5


    traduce con esattezza e rigore .                                                 2,5                     4


 D. INTERPRETAZIONE E RESA NELLA LINGUA D’ARRIVO                              Valutazione in         Valutazione in
                                                                                 decimi              quindicesimi

    la resa nella lingua d’arrivo è insufficiente (errori ripetuti nella              1                     1-2
     scelta lessicale e nell’organizzazione sintattica);


    la resa nella lingua d’arrivo è sufficiente (lessico e sintassi                  1,5                    2,5
     generalmente corretti);


    La resa nella lingua d’arrivo è corretta ed interpreta                         2 –2,5                    3
     efficacemente.


 VALUTAZIONE COMPLESSIVA                                                      PUNTEGGIO            PUNTEGGIO IN
                                                                              IN DECIMI            QUINDICESIMI

 INSUFFICIENTE                                                                         4                     4-7

 MEDIOCRE                                                                         4½ - 5 ½                   8-9

 SUFFICIENTE / Più CHE SUFF.                                                           6                     10

 DISCRETO / Più CHE DISCRETO                                                      6½-7½                    11-12

 BUONO /DISTINTO                                                                     8-9                   13 - 14

 OTTIMO                                                                               10                     15




ROMA VITA




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                                                             Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                      reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007




              L’ISLAM E IL MONDO EBRAICO: SCONTRO DI CIVILTÀ

Presentazione
“L’Islam e il mondo ebraico: scontro di civiltà” è un percorso modulare verticale
“pluridisciplinare”, in quanto coinvolge più discipline: la storia, la geografia antropica, la
religione. Il modulo è indirizzato ad una prima classe del Liceo Scientifico.
Il progetto, strutturato in tre Unità Didattiche, svilupperà la tematica del conflitto, ancora
attuale, tra arabi e israeliani, inquadrata nella sua dimensione storica. Essendo, la
conoscenza dei contesti, indispensabile per comprendere i fatti storici e coglierne le
ragioni, il percorso prevede, come prima “tappa”, la presentazione, in due momenti
successivi, delle due civiltà nelle loro radici storico-geografiche, con particolare
riferimento alla religione, per permettere ai ragazzi di afferrarne gli aspetti fondanti. Solo
in un secondo tempo saranno affrontati, la “questione palestinese”, i problematici rapporti
e la difficile convivenza tra i due popoli, in modo che gli allievi siano in grado di
individuare le cause e i momenti significativi del conflitto arabo-israeliano e di riconoscere
la funzione dei riferimenti storici nei discorsi sul presente.
Nella prima U. D. si illustrerà la storia dell’originario popolo Ebraico, nei suoi principali
passaggi, fino alla conquista romana della Palestina nel 65 a.c., con particolare riferimento
alle figure-chiave del capostipite Abramo e di Mosé, depositario del decalogo, e al
fondamentale concetto di “ terra promessa”.
Il secondo segmento della prima U.D. prevede la trattazione della complessa storia degli
ebrei a partire dalla loro espulsione dalla Palestina, passando per la difficile convivenza
con gli altri popoli (con uno sguardo particolare alla tolleranza riservata agli ebrei della
diaspora nel mondo arabo-islamico rispetto al mondo cristiano), per le diverse
persecuzioni, le piccole conquiste (XIX sec.: abolizione dei “ghetti”), accennando al
sionismo, fino a toccare la proclamazione dello Stato di Israele, temi che saranno affrontati
più approfonditamente nelle terza unità didattica. L’ultimo segmento della prima unità
didattica concentrerà l’attenzione sui fondamenti della religione ebraica attraverso un
confronto diretto con le fonti bibliche dell’antico testamento.
La seconda U.D. prevede, nel primo segmento, la presentazione delle raffinate civiltà e dei
potenti imperi fioriti in quelle che diventeranno le Terre dell’Islam. Nel secondo segmento
si continueranno a tracciare le linee storiche del popolo arabo: sarà affrontato l’avvento del
profeta Maometto (VII secolo) con la fondazione dell’Islam, la straordinaria espansione
dell’ Impero Islamico fino alla sua decadenza nel XV secolo per lasciare il posto ad un altro
impero musulmano (non arabo bensì turco), l’impero Ottomano, durato fino alla prima
guerra mondiale. L’ultimo segmento della seconda unità didattica prevede la trattazione
della religione islamica presentata come modo di vivere, con i suoi “pilastri della fede2 che
investono non solo la sfera religiosa ma tutta l’attività umana, la vita familiare e sociale dei
fedeli. Particolari approfondimenti saranno svolti in direzione delle divisioni interne al
mondo islamico ma soprattutto intorno al concetto di gihad, “guerra santa” e
all’atteggiamento musulmano di fronte alla religione ebraica. Quest’ultimo sarà affrontato
attraverso un articolo di Giacomo Korn, volto a dimostrare che una contrapposizione
dell’Islam all’Ebraismo, appare sotto il profilo di quanto contenuto nel Corano, come una
pura e semplice forzatura: è solo lo “stravolgimento” dello stesso che può condurre ad


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                                                             Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                      reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


interpretazioni arbitrarie, atte unicamente a fomentare l’odio dei musulmani verso gli
ebrei.
L’ultima U.D. sarà incentrata sul rapporto conflittuale (territoriale più che religioso) tra le
due civiltà, scandito nei suoi momenti fondamentali: a partire dal Sionismo (il movimento
che si proponeva di avviare il ritorno alla Palestina di quel popolo ebreo che le vicende
storiche di quasi due millenni aveva disperso per il mondo), passando per la
proclamazione dello Stato di Israele (1948), fino ai giorni nostri. Per investigare gli aspetti
decisivi e i passaggi-chiave della tematica affrontata, saranno utilizzati articoli e schede di
approfondimento fornite dal docente. Per favorire un più semplice apprendimento e
permettere ai ragazzi di costruire le loro conoscenze per scoperta e quindi agevolare il loro
apprendimento, oltre alle lezioni frontali e dialogate, saranno assegnate agli stessi delle
ricerche guidate.
Durante il percorso, 6 ore saranno dedicate alle prove di verifica in itinere (colloqui
alternati a test semistrutturati) per valutare il grado di apprendimento degli allievi e
l’efficacia dell’intervento didattico. Al termine dell’ultima unità didattica si effettueranno
colloqui orali e una trattazione sintetica scritta al fine di accertare la comprensione
complessiva. La valutazione finale terrà conto dei risultati di tutte le verifiche effettuate.
Il modulo sarà svolto nel I quadrimestre e avrà tempo di realizzazione di 25 ore
complessive.

Prerequisiti:
 Saper leggere atlanti storici e geografici, schemi, tabelle e grafici per la comprensione
   delle spiegazioni
 Saper realizzare ricerche strutturate didatticamente dall’insegnante
 Conoscere l’area geografica del Medio Oriente ai nostri giorni
 Attitudine ad accostarsi a vicende ed esperienze lontane sia geograficamente che
   culturalmente dalla nostra ottica eurocentrica, eppure fondamentali ed imprescindibili
   per una comprensione, sia pur a grandi linee, della storia del Bacino del Mediterraneo
   e dell’umanità in genere

Finalità formative:
 Comprendere la realtà contemporanea attraverso le forme dell’organizzazione
   territoriale
 Comprendere il ruolo delle società umane nell’organizzazione dell’ambiente
 Maturare l’interesse per l’ “altrove”, occasione di verifica e confronto esistenziale
 Sviluppare la sensibilità ai problemi dell’ambiente
 Sviluppare la sensibilità ai problemi dei diversi popoli della Terra e il senso di
   solidarietà
 Scoprire e dare significato alla dimensione storica del mondo attuale

Obiettivi generali:
Conoscenze:
 Conoscere le vari forme dell’organizzazione territoriale e le diverse strutture
   economiche, sociali, culturali e religiose
 Conoscere l’aspetto fisico ed antropico dei continenti extraeuropei
Competenze:
 Utilizzare un linguaggio geografico appropriato

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                                                                reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


  Interpretare a grandi linee carte geografiche tematiche
  Mettere le conoscenze dei fatti storici in relazione con le conoscenze dei contesti
   ambientali entro i quali si sono svolti
Capacità:
 Saper leggere ed individuare, attraverso categorie geografiche, eventi storici, fatti e
   problemi delle società contemporanee e le loro strutture economico-sociali e religiose.
 Commentare con spirito critico i gravi problemi sociali e culturali che caratterizzano il
   nostro tempo

Obiettivi specifici:
 Seguire lo sviluppo, nell’area Mediorientale, dei popoli in esame
 Problematizzare le differenze di religione e di cultura dei due gruppi umani
  mediorientali
 Saper individuare, nelle due civiltà in conflitto, elementi di raccordo culturale
 Saper operare un confronto, nelle linee di fondo, tra i popoli orientali e le civiltà
  occidentali
 Individuare, nella ricostruzione storica, le cause e i momenti significativi del conflitto
  arabo-israeliano
 Mettere in relazione le conoscenze dei fatti storici con le conoscenze del contesto
  sociale e religioso entro il quale si sono svolti
 Dare organizzazione cronologica alle informazioni e alle conoscenze in modo da
  individuare, sulla linea del tempo, i punti di intreccio delle storie dei due popoli in
  esame
 Comprendere la dimensione storica di un conflitto ancora attuale
 Riconoscere la funzione dei riferimenti storici nei discorsi sul presente


                                              Contenuti

1^ U.D.: Inquadramento storico e caratteri della civiltà ebraica (tempi complessivi: 5 ore)
    Gli ebrei da nomadi all’arrivo nella “terra promessa”                       1h
    Breve storia degli ebrei dalla conquista romana di Gerusalemme alla proclamazione
      dello stato di Israele. Scheda di approfondimento: “Gli ebrei nel Mondo1”
      1h
    La religione ebraica e i suoi aspetti-cardine. Lettura di alcuni passi del vecchio
      testamento: “La storia di Abramo”(Genesi 12, 1-3); “Missione di Mosé” (Esodo 3, 7-12);
      “I dieci comandamenti” (Esodo 20, 1-17); “Arrivo alla Terra Promessa”(Deuteronomio
      34, 1-4). Scheda di approfondimento sulla Bibbia2. Scheda di approfondimento: “La
      religione ebraica”3.                   3h

2^ U.D.: Inquadramento storico e caratteri della civiltà araba (tempi complessivi: 7 ore)



1
  FINZI, FOA, Geografia dei continenti extraeuropei,Zanichelli , Bologna 1997, p.112
2
  CALVANI, GIARDINA, Storia antica, Laterza, Bari 1986, p.105
3
  ANNUNZIATA, CARPANELLI, DEAGLIO, EMILIANI, FOA, GUBELLINI, GURIOLI, F. SOFRI, G. SOFRI, TRIPODI, Percorsi di
Geografia, Zanichelli, Bologna 2007, p.105

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                                                                reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007


     L’Arabia pre-islamica. Scheda di approfondimento: “Le fonti della Storia araba Pre-
      islamica”4                                                    1h
    Maometto e l’espansione islamica. Scheda di approfondimento “Religione: il
      Corano”5                                                                2h
    La fede islamica: le divisioni interne alla religione musulmana e l’atteggiamento nei
      confronti delle altre religioni in particolare quella ebraica. Scheda di
      approfondimento: “La pratica religiosa nell’Islam”6; Scheda di approfondimento: “Le
      divisioni interne al mondo islamico”7. Scheda di approfondimento: “Ramadàm e gihad”8.
      Articolo di approfondimento: “Come il Corano vede gli Ebrei” tratto da : “Gli Ebrei alla
      luce                del             Corano”di              Giacomo               Korn.
      4h
3^ U. D.:L’espansione dell’Islam e lo scontro con gli ebrei (tempi complessivi: 5 ore)
    Il movimento del Sionismo e la nascita dello Stato di Israele. Articolo di
      approfondimento di Vittorio Segre: “Non vuol essere “l’ebreo degli Stati””9.2h
    Israeliani e Palestinesi: due popoli, una terra. Le guerre arabo-israeliane. Scheda di
      approfondimento: “Una sola terra per due popoli”10. Scheda di approfondimento:
      “Fondamentalismo ed integralismo islamico”11.           2h
    La difficile convivenza oggi e le misure antiterrorismo. Scheda di approfondimento:
      “Il muro della discordia”12. Lettura ed analisi di ricerche condotte dai ragazzi.
      Discussione-dibattito.                                 1h

Tempi di svolgimento:
totale ore per svolgimento U. D.          17
Totale ore verifiche in itinere           6
Totale ore verifiche finali               2
Totale complessivo:                      25 ore

Bibliografia:
     ANNUNZIATA, CARPANELLI, DEAGLIO, EMILIANI, FOA, GUBELLINI, GURIOLI, F. SOFRI, G.
   SOFRI, TRIPODI, Percorsi di Geografia, Zanichelli, Bologna 2007
     BARDUCCI, BIONDI, GIOCONDI, Storia, costume e società (II volume), Trevisini editore,
   Milano 2006
     BIAGI E.,VECCHIONE A. , “La tua geografia”, De Agostani, Novara 1980
     CALVANI, GIARDINA, Storia antica, Laterza, Bari 1986
     CANTARELLA, GUIDORIZZI, Storia antica e medievale (II volume), Einaudi, Milano 2006
     CASTAGNETTI P., Il presente come storia, Clio, Bologna 1997
     FINZI, FOA, Geografia dei continenti extraeuropei,Zanichelli , Bologna 1997


4
  CANTARELLA, GUIDORIZZI, Storia antica e medievale (II volume), Einaudi, Milano 2006, p. 99
5
  Ivi, p.100
6
  BARDUCCI, BIONDI, GIOCONDI, Storia, costume e società (II volume), Trevisini editore, Milano 2006, p.115
7
  ANNUNZIATA, CARPANELLI, DEAGLIO, EMILIANI, FOA, GUBELLINI, GURIOLI, F. SOFRI, G. SOFRI, TRIPODI, Percorsi di
Geografia, Zanichelli, Bologna 2007, p. 104
8
  CANTARELLA, GUIDORIZZI, Storia antica e medievale (II volume), Einaudi, Milano 2006, p. 103
9
  BIAGI E.,VECCHIONE A. , “La tua geografia” , De Agostani, Novara 1980, p.140
10
   Ivi, p. 142
11
   ANNUNZIATA, CARPANELLI, DEAGLIO, EMILIANI, FOA, GUBELLINI, GURIOLI, F. SOFRI, G. SOFRI, TRIPODI, Percorsi di
Geografia, Zanichelli, Bologna 2007, p. 108
12
   Ivi, p. 106

                                                       39
                                                              Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                       reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007



Metodi e Strategie didattiche:
Sono previste lezioni frontali informative per la presentazione dei contenuti del percorso e
lezioni interattive, partecipate e dialogate per favorire il dibattito sulle problematiche
affrontate e stimolare la riflessione critica. Verranno utilizzati, combinandoli
opportunamente, tanto l’approccio metodologico deduttivo tradizionale (espositivo),
quanto quello induttivo (basato su processi di ricerca-scoperta).


Strumenti:
Libri di testo
Cartine geografiche
Grafici
Dati statistici
Schede di approfondimento
Articoli giornalistici
Fotocopie fornite dal docente

Verifiche
Si effettueranno verifiche in itinere e sommative: quelle in itinere si inizieranno ad
effettuare in maniera costante a partire dalla fine della 1^ U.D. fino alla 3^ U.D. e
consisteranno in colloqui alternati a prove semistrutturate, volti ad accertare
l’assimilazione dei temi affrontati. Al termine del percorso come verifica sommativa oltre
ai colloqui orali, sarà proposta una trattazione sintetica dal titolo: “La nascita dello Stato di
Israele ha “costretto” alla convivenza arabi palestinesi ed ebrei; questo ha generato violenti
conflitti che non si possono considerare ancora risolti. Delineate gli aspetti più evidenti e i
principali avvenimenti del remoto confronto tra i due popoli. Riflessioni personali.”

Valutazione
Per la valutazione degli alunni si terranno in considerazione i seguenti indicatori
disciplinari comuni:
 Conoscenza degli argomenti e del contesto di riferimento
 Comprensione dei temi trattati
 Uso degli strumenti specifici della disciplina
 Capacità di collegare ed integrare le conoscenze
 Chiarezza espositiva
E per le prove scritte anche:
      Correttezza grammaticale
La valutazione finale sarà ottenuta sommando e facendo la media dei voti delle verifiche
avvenute in itinere e alla fine del percorso.




                                               40
                                                        Aperiodico on-line di attualità e cultura
                                                 reg. del tribunale di Potenza n° 363 del 3 luglio 2007




                                                       Griglia di valutazione

      Indicatori: Impegno        Partecipazione Metodo di studio                 Conoscenza               Comprensione      Rielaborazione
                                                                                 contenuti                Applicazione      Personale

      A=9/10     A.Lodevole      A.Trainante        A.Efficace                   A.Ampia      e A Ottima/efficace           A.Originale/
                                                                                 approfondita                               Critica
      B=8        B.Responsabile B.Produttiva        B.organizzato                B.Completa     B:Precisa e sicura          B.Efficace/
                                                                                                                            Autonoma
      C=7        C.Costante      C.Attiva           C.Soddisfacente              C.Discreta               C.Discreta        C.Articolatsa
      D=6        D.Sufficiente   D.Ricettiva        D.Adeguato                   D.sufficiente            D.Sostanzialmente D.semplice
                                                                                                          corretta          ma corretta
      E=5        E.Discontinuo   E.Discontinua      E.Approssimativo E.Superficiale                       E..Superficiale   E.Modesta
                                                                     e/o                                  e/o incerta
                                                                     mnemonica
      F=3/4      F.Assente       F.Di disturbo      F.Disorganizzato F.frammentaria F.Insufficiente                         F.Insufficiente
                                 e/o assente        e/o dispersivo   e lacunosa



Nadia Curiale




                                                                     41

						
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