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11/16/2011
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Carl Friedrich Gauss

nato il 30 aprile 1777 a Braunschweig (Germania)

morto il 23 febbraio 1855 a Göttingen, Hannover (Germania)



Infanzia e adolescenza









Gauss era di origini estremamente modeste: il padre passava da un

mestiere all’altro, a seconda di dove gli si presentavano le occasioni di

guadagno: fu muratore, giardiniere, macellaio. La madre, prima del

matrimonio, aveva lavorato come domestica, ed era praticamente

analfabeta. Non si può proprio dire che il geniale talento del piccolo Carl

Friedrich potesse trovare in casa stimoli adeguati: ciononostante egli si

fece subito notare, fin dalla scuola elementare, per la sua

straordinaria predisposizione alla matematica. Il suo maestro Büttner fu

coprotagonista di un episodio passato alla storia: un giorno assegnò ai

suoi alunni il compito di sommare i numeri da 1 a 100. Dopo pochi

minuti il ragazzino gli consegnò il risultato esatto: 5050. Egli aveva

avuto l’idea di scrivere i numeri su due righe:



0 1 2 ........ 98 99 100

100 99 98 2 1

0



La somma di ciascuna colonna è 100, le colonne sono 101. Dunque la

somma cercata si può calcolare come



100  101

2



che è, appunto, uguale a 5050. Questo non è che un caso particolare di

una formula per i numeri triangolari, di cui è possibile dare una

dimostrazione basata sul principio d’induzione.



Le sue straordinarie doti furono notate da persone di alto rango, fra cui

il Duca Ferdinando di Braunschweig. Grazie all’appoggio finanziario di

quest’ultimo, Gauss poté proseguire gli studi in prestigiosi collegi della

città, e quindi, nel 1795, iscriversi all’Università di Göttingen. Allora

Gauss non aveva ancora deciso se dedicarsi alla matematica oppure alla

filologia. La definitiva scelta a favore della prima avvenne il 30 marzo

1796, quando egli fece una storica scoperta: egli provò per primo la

possibilità di costruire, con riga e compasso, un poligono regolare con

17 lati (ettadecagono). Fu questa la prima annotazione di Gauss sul suo

diario scientifico: ad essa ne seguirono ben 146, concentrate in sole

diciannove pagine. L’ultima reca la data del 9 luglio 1814. Tra i primi

risultati riportati ricordiamo quello del 10 luglio 1796: ogni numero

intero è somma di non più di tre numeri triangolari. Più tardi Gauss

definì la matematica come la regina delle scienze, e l’aritmetica (o teoria

dei numeri) come la regina della matematica.



Nonostante la sua precocità, la scoperta sui poligoni regolari non è il

primo risultato trovato da Gauss: egli esordì infatti all’età di soli 15

anni, intuendo una formula per la distribuzione di numeri primi,

che poté essere provata solo nel 1896, da Hadamard e de la Vallée

Poussin: per ogni numero intero positivo n sia (n) il numero di primi

minori o uguali a n, allora

lim ((n)log n)/n = 1

n



Nel 1949 Paul Erdős e Atle Selberg fornirono la prima dimostrazione

elementare.



Da ragazzino Gauss si occupò anche dei fondamenti della geometria

euclidea, giungendo alla conclusione che l’assioma delle parallele era

probabilmente indipendente dagli altri. Inoltre sviluppò i fondamenti del

metodo dei minimi quadrati, un criterio per correggere gli errori di

misurazione in fisica: con ciò Gauss anticipò di alcuni anni un analogo

risultato di Legendre.







La casa natale di Gauss

Gli anni della maturità









1 La teoria dei numeri

Nel 1798 Gauss conseguì il dottorato presso l’Università di Helmstedt,

Germania. La tesi, scritta in latino, e pubblicata un anno dopo, era

intitolata Demonstratio nova Theorematis omnem Functionem algebricam

rationalem integram unius variabilis in factores reales primi vel secundi

Gradus resolvi posse (Nuova dimostrazione del teorema che ogni

funzione algebrica razionale intera a una variabile può essere risolta in

fattori lineari di primo o secondo grado). Il teorema in questione è oggi

noto come teorema fondamentale dell’algebra, e stabilisce che ogni

polinomio ha almeno una radice, a patto di estendere il campo dei

numeri reali e costruire il campo dei numeri complessi. È dovuta

sempre a Gauss la più efficace interpretazione geometrica dei numeri

complessi (piano di Gauss).

Nel 1801 Gauss pubblicò la sua opera principale, le Disquisitiones

arithmeticae, un trattato di teoria dei numeri, che volle dedicare al

suo mecenate, il Duca di Braunschweig. Il testo fu redatto in latino, e

ne seguì una versione in francese, edita a Parigi nel 1807.

La prima parte del volume riguarda le congruenze di numeri interi, e

contiene la legge di reciprocità dei residui quadratici, che già

Legendre aveva pubblicato alcuni anni prima: Gauss la chiama

theorema aureum, e la considera la gemma dell’aritmetica. Gauss

presenta, inoltre, una dimostrazione rigorosa del teorema

fondamentale dell’aritmetica, già noto ad Euclide: ogni numero intero

maggiore di 1 si scompone in uno ed un solo modo come prodotto di

numeri primi positivi. Egli estende questo risultato all’insieme degli

interi gaussiani.

Nell’opera compare anche la prima importante scoperta del giovane

Gauss: la costruibilità del poligono regolare con 17 lati. Egli sviluppa

questo argomento fino a trovare un criterio generale, che permette di

stabilire quando, dato un numero intero n3, è possibile costruire, con

riga e compasso, un poligono regolare avente n lati.

Quest’opera fu importante oggetto di studio e fonte di ispirazione per

molti matematici, tra cui il giovane Dirichlet, che sviluppò la sua

teoria dei numeri proprio a partire dal lavoro di Gauss, ed Abel, che

approfondì la teoria della risoluzione delle equazioni algebriche.





2 L’astronomia









Durante la prima notte del secolo XIX, il 1° gennaio 1801, l’astronomo

italiano G. Piazzi dell’osservatorio di Palermo scoprì il primo asteroide

della storia, cui venne dato il nome di “Cerere”. Ma dopo poche

settimane il piccolo corpo celeste, visibile solo al telescopio, fu

improvvisamente perso di vista. Una sera gli astronomi non lo videro

più ricomparire nel punto del cielo in cui, secondo i loro calcoli, avrebbe

dovuto trovarsi. Essi avevano creduto di poter ricostruire la sua

traiettoria sulla base delle osservazioni fino ad allora compiute sui

suoi spostamenti nel cielo. Ma i loro metodi prevedevano un grado di

approssimazione insufficiente a determinare l’orbita sulla base di pochi

dati. Gauss seppe minimizzare l’errore di calcolo grazie alla tecnica da

lui inventata, detta dei minimi quadrati. E Cerere fu ritrovata,

esattamente dove aveva previsto Gauss, in un punto distante ben 14

diametri lunari dalla posizione in cui gli astronomi avevano invano

aspettato di vederla.

Un secondo asteroide, battezzato “Pallade”, fu scoperto il 28 marzo

1802 dal medico H.W.M. Olbers, nel suo osservatorio privato di Brema.

Questo nuovo pianetino creò non pochi problemi a Gauss, che impiegò

diversi anni per perfezionare il suo metodo di calcolo, e svelare tutti i

misteri della sua traiettoria.

I successi ottenuti da Gauss in campo astronomico gli valsero, nel 1807,

la nomina a direttore dell’Osservatorio di Göttingen, col privilegio di

tenere corsi di matematica all’Università. I principali risultati delle sue

ricerche in astronomia confluirono nell’opera Theoria motus corporum

coelestium in sectionibus conicis solem ambientium (Teoria del

movimento dei corpi celesti intorno al sole seguendo delle sezioni

coniche), apparsa nel 1809.



3 L’analisi

Avendo completato i suoi studi sui numeri complessi e la loro

rappresentazione geometrica, Gauss pensò di estendere al campo

complesso la teoria delle funzioni di una variabile, che Lagrange aveva

sviluppato per il campo reale. Gauss fu dunque il vero inziatore

dell’analisi complessa. Nel 1811 confidò al suo amico Bessel un

importantissimo risultato, che però rimase segreto: si trattava di un

teorema, che Cauchy scoprì e pubblicò solo anni dopo, ignaro di essere

stato preceduto. Questo teorema è, in effetti, noto come il teorema di

Cauchy, e riguarda il calcolo integrale. A quest’ultimo Gauss dedicò

anche il trattato Methodus nova integralium valores per approximationem

inveniendi (Nuovi metodi per determinare i valori degli integrali per

approssimazione).

Gauss si occupò anche della convergenza delle serie numeriche

(Disquisitiones generales circa seriem infinitam).



La distribuzione gaussiana (con il suo famoso grafico a campana) riveste

un ruolo fondamentale nella teoria della probabilità: essa permette

uno studio analitico dei processi aleatori che rispettano la legge dei

grandi numeri di Jakob Bernoulli.





4 La geometria

Nel 1816 Gauss venne incaricato dal governo del Regno di Hannover di

compiere misurazioni del territorio. In questo periodo egli compì

notevoli progressi in geodesia, la disciplina che studia la geometria delle

superficie curve (Disquisitiones circa superficies curvas, 1828). Fu lui ad

introdurre quella grandezza oggi nota come curvatura di Gauss.

E fu sempre lui ad ideare le cosiddette applicazioni conformi, ossia

trasformazioni tra superficie che conservano particolari proprietà locali

(“le superficie sono simili nelle loro parti più piccole”). Ma a Gauss

geometra si deve anche un’invenzione di carattere pratico: l’eliotropo,

un nuovo strumento di misura. A questa si aggiungono studi orientati

alle applicazioni in cartografia.

Negli stessi anni in cui si occupava degli aspetti pratici della geometria,

Gauss si convinceva sempre più che la geometria euclidea non era la

sola geometria possibile. Nel 1817 egli era ormai sicuro che l’assioma

delle parallele era indipendente dagli altri postulati euclidei. Comunicò

le sue idee ad alcuni intimi amici, tra cui Wolfgang Bolyai, padre di

János Bolyai. Questi vengono ricordati insieme a Gauss ed a

Lobachevsky come fondatori della geometria non euclidea.



5 La fisica

Nel 1831 iniziò la collaborazione fra Gauss ed il giovane fisico Wilhelm

Weber. Insieme i due scienziati si occuparono di una branca della fisica

che allora stava appena vedendo la luce: l’elettromagnetismo. Solo da

pochi anni gli studiosi avevano cominciato a lavorare intorno all’ipotesi

che l’elettricità ed il magnetismo fossero fenomeni strettamente correlati.

Anche quest’attività ebbe un significativo risvolto pratico: Gauss e

Weber realizzarono il primo telegrafo elettromagnetico (1833), per

collegare l’istituto di fisica con l’osservatorio. Gauss si rese conto della

storica importanza dell’evento, dicendo che ormai la creazione di una

rete mondiale di comunicazioni non era che un problema tecnico ed

economico. Sul fronte della teoria, Gauss e Weber approfondirono lo

studio di quelle forze, come quella gravitazionale (vedi la legge di

Newton) e quelle elettromagnetiche, la cui intensità in un dato punto è

inversamente proporzionale al quadrato della distanza dall’oggetto che la

genera (teoria del potenziale).

Spetta infine a Gauss e Weber il merito di aver determinato con

precisione la posizione dei poli magnetici terrestri: i dati vennero loro

forniti da numerosi centri di rilevamento sparsi in tutto il mondo, ai

quali aveva dato vita il grande esploratore tedesco Alexander von

Humboldt, al ritorno da una spedizione in Sud America. L’esattezza del

calcolo del polo sud magnetico venne confermata alcuni anni più tardi

da una nave americana giunta nei pressi dell’Antartide.

Gauss rivolse la sua attenzione anche verso altri settori della fisica,

come la meccanica e l’ottica.

La città di Göttingen ha voluto dedicare ai due scienziati un

monumento, che li ritrae insieme.

Ed in Antartide sorge un monte, scoperto agli inizi del Novecento, che

porta il nome di Gauss.



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