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tesina 900 luci ombre

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tesina 900 luci ombre
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ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE

“ AMEDEO DI SAVOIA DUCA D'AOSTA"



ANNO SCOLASTICO: 2007/2008



STUDENTESSA: Giangiuliani Martina.



INDIRIZZO: Liceo scientifico tecnologico-progetto Brocca.



CLASSE: 5Blst

“Camminavo lungo la strada con due

amici- quando il sole tramontò- il

cielo si tinse all’improvviso di rosso

sangue- mi fermai, mi appoggiai

stanco morto a un recinto- sul fiordo

neroazzurro e sulla città c’erano

sangue e lingue di fuoco- i miei amici

continuavano a camminare e io

tremavo ancora di paura- e sentivo

che un grande urlo infinito

pervadeva la natura”

Edward Munch

In una Europa che precipita verso i due conflitti mondiali,per poi arenarsi definitivamente nel

disastroso scenario della guerra fredda, il progresso (protagonista indiscusso del secolo ottocentesco)

porta con sé contraddizioni politiche e sociali, che mettono in crisi le filosofie razionalistiche e

positive dell’Ottocento stesso. Alle parole d’ordine “oggettività” e “metodo scientifico” si

sostituiscono i concetti di “soggettivismo” e “relativismo”:il Novecento è in sostanza l’epoca della

crisi ,e al contempo della nascita di nuovi progetti culturali e antropologici.

Profonde trasformazioni politiche ,sociali economiche e culturali ,segnano l’inizio del secolo :è un

processo imponente ,che dà origine a quel disorientamento culturale ,a quel disagio della civiltà, che

vengono più volte e diversamente trattati dagli intellettuali e dagli artisti del secolo,ora entusiasti di

fonte alle modernità,ora ferocemente avversi. Già alla fine dell’Ottocento razionalismo e positivismo

erano entrati in crisi profonda ,che aveva dato linfa alla nuova sensibilità decadente. Era crollato il

mito positivo della credibilità oggettiva del mondo:erano state poste in discussione le pretese certezze

scientifiche che,avevano improntato il sapere del razionalismo positivista ,secondo il quale:

a) esiste al di fuori del soggetto una realtà,con precise coordinate spazio-temporali;

b)la realtà,e nello specifico tutti i fenomeni sono quantificabili, misurabili,conoscibili;

c)l’io del soggetto che percepisce ,può essere conosciuto con obiettività e precisione;

All’inizio del Novecento ,invece,categorie interpretative quali “verità”,”oggettività”,”metodo

scientifico”,vanno definitivamente in frantumi ,sotto i colpi di alcune nuove teorie scientifiche,come

la teoria della relatività di Einstein ,la scoperta della psicoanalisi da parte di Freud, la teoria

copernicana appunto da parte di Copernico;tutte queste teorie finiscono con il demolire le certezze

fondate sull’assolutezza dei concetti di spazio,di tempo e di causa-effetto:violata la fiducia nel mondo

esterno ,cade una cultura millenaria,senza che una nuova percezione della realtà,altrettanto compiuta e

credibile ,ne prenda il posto. Cambia in conclusione l’immagine della scienza :se prima si credeva

che la conoscenza scientifica ,fosse in grado di raggiungere una descrizione veritiera della realtà,

superando i propri limiti attraverso un progresso incessante ,solo con l’avvento di nuove teorie,si

comincia a ritenere che il sapere scientifico è qualcosa di relativo,di limitato nelle sue pretese verità ,a

causa del valore “convenzionale” delle sue affermazioni e metodologie. Si può quindi

generalizzare,affermando che ,il Novecento è il secolo caratterizzato dalla messa in discussione della

scienza dell’uomo,la quale non deve essere necessariamente intesa come fenomeno negativo,ma più

che altro come una riscoperta dell’uomo nel mondo.

ITALO SVEVO: LA COSCIENZA DI ZENO







PRIMO LEVI: SE QUESTO E’ UN UOMO

ITALO SVEVO





Ad una certa età nessuno di noi

è quello cui madre natura lo

destinava; ci si ritrova con un

carattere curvo,come la pianta

che avrebbe voluto seguire la

direzione che segnalava la

radice,ma che deviò per farsi

strada attraverso le pietre,che le

chiudevano il passaggio”.

LA VITA

Italo Svevo, segna il passaggio nella narrativa italiana ,dall‟osservazione naturalistica del

reale,all‟auto-analisi della vita quotidiana,e compie un tragitto che lo rende prossimo ai

grandi romanzieri del Novecento.Hector Aron Schmitz (in arte Italo Svevo) nasce nel

1861 a Trieste da una famiglia di origine ebraica benestante, proveniente dall'Ungheria.

Sulle orme del padre, Ettore compie studi commerciali, prima in Germania e poi a Trieste.

Nel 1880 con il fallimento dell'azienda paterna, si impiega in banca, iniziando la

collaborazione con l'«Indipendente» giornale di ampie vedute socialiste. Nel 1892 avviene

la pubblicazione del suo primo romanzo Una vita, opera che viene sostanzialmente

ignorata dalla critica e dal pubblico. Nel 1896 Svevo, convertitosi al cattolicesimo, si

sposa con Livia Veneziani e nel 1898 pubblica il secondo romanzo, Senilità (il cui

protagonista è ispirato al pittore bohemièn Umberto Veruda conosciuto nel 1886); anche

quest'opera passa però sotto silenzio. Dimessosi dalla banca, Svevo entra nell'azienda del

suocero.Nel 1907 conosce lo scrittore irlandese James Joyce e, dopo il1910, entra in

contatto con la psicoanalisi freudiana tramite Edoardo weiss zio di sua moglie, entrambi

gli eventi influenzeranno la successiva produzione letteraria. Un altro importante evento

nella vita di Svevo è lo scoppio della prima guerra mondiale durante la quale l'azienda

nella quale lavorava per conto dei suoceri fu chiusa dagli austriaci. Nel 1919 l'autore

comincia a scrivere La coscienza di Zeno, che viene pubblicato ne1923 . Nel1925 scoppia

il "caso Svevo": una vivace discussione si apre intorno allo scritto su Zeno. Ne1928 inizia

un quarto romanzo, Il vecchione o Le confessioni del vegliardo, ma nello stesso anno

l'autore muore, in seguito alle ferite e ai problemi cardio-respiratori causati da un

incidente stradale.

Anche sul piano del gusto letterario e delle scelte di poetica Svevo muove da maestri diversi: da un lato i

realisti e i naturalisti ( Balzac, Flaubert e Zola); dall'altro invece Bourget, creatore del romanzo psicologico

e Dostoevskij, che aveva scandagliato le piaghe più riposte della psiche umana.Nell'ambito della letteratura

italiana l'opera di Svevo segna proprio il trapasso dal verismo a una nuova visione e descrizione del reale, più

analitica e introversa, svincolata da certe cristallizzazioni tradizionalmente presenti nella narrativa, quali il

personaggio, le ordinate categorie temporali, l'univocità degli eventi: si tratta naturalmente di

un'acquisizione progressiva, poco visibile nel suo primo libro, nettissima nella Coscienza di Zeno.

I dati realistici - la raffigurazione dei vari ceti (borghesi o popolari che siano), la rappresentazione

dell'ambiente, le descrizioni degli accadimenti - vanno incontro, nelle pagine di Svevo, a una crescente

interiorizzazione, vengono cioè usati sempre più come specchi per chiarire i complessi e contraddittori moti

della coscienza. Al centro delle storie l'autore pone sempre un solo personaggio, al quale gli altri fan da coro,

per lo più antagonista: un individuo abulico e infelice, incapace di affrontare la realtà e che a essa

costantemente soccombe, ma che nello stesso tempo tenta di nascondere a se stesso la propria inettitudine,

sognando evasioni, cercando diversivi, giustificazioni e compromessi.

Nell'analizzare questi processi, l'inconscio, le sue canalizzazioni e le sue mascherature, Svevo smonta l'io

del protagonista, rivelando ironicamente, e talora comicamente, le non semplici stratificazioni della psiche,

tutta la sua instabilità, in cui passato e presente, ricordi e desideri si intrecciano reciprocamente. Ma

questa indagine è anche carica di un affetto dolente, quasi che l'autore volesse salvare dall'estrema

umiliazione della condanna il suo eroe negativo, che è in fondo il risvolto irredimibile di noi stessi, e la cui

malattia è da assimilare alla crisi di un'intera società.

Portatore di innovazioni straordinarie, Svevo non ottenne grande successo, se non alla fine degli anni

Sessanta, quando entrò a far parte dei classici della letteratura italiana: causa di questo tardivo successo fu

certamente la cultura mitteleuropea, più viennese che italiana, che fece sì che egli non avesse mai alcun

rapporto con la cultura letteraria fiorentina, allora egemone a livello nazionale. Inoltre in Italia la

psicoanalisi penetrò solo negli anni Sessanta; e la mancata conoscenza del pensiero di Freud era certamente

un ostacolo alla comprensione della grandiosità della Coscienza di Zeno.

In secondo luogo, Svevo è totalmente estraneo all'idea di arte propria dei letterati e critici italiani: la sua

visione di scrittura come igiene appariva incomprensibile ai suoi contemporanei. Inoltre, anche la sintassi

semplice e talora vicino al parlato, non coincideva con i canoni armoniosi e lirici del tempo.

LA POETICA DELL’INTROSPEZIONE

Già nelle sue prime opere narrative,Svevo dà prova di uno stile e di un‟inettitudine narrativa davvero

particolarissimi: egli trovandosi tra il “malessere” del decadentismo, e l”occlusione” dell‟ermetismo,fonda una

personale corrente letteraria ,la poetica dell‟introspezione.Il problema della lingua della lingua è sempre

stato uno dei nodi della letteratura italiana;in particolare gli scrittori dell‟Ottocento e del primo

Novecento,hanno dovuto fare i conti con l‟assenza di una lingua adatta per narrare e comunicare,avendo la

tradizione italiana elaborato piuttosto un codice linguistico raffinato ed aulico,più adatto alla poesia che non

alla prosa. Svevo ,paradossalmente, ha una preparazione scolastica soprattutto tecnico commerciale(in

tedesco), e non può dunque conoscere il toscano di “prima mano”.Questa sua manchevolezza,avrà grande peso

nelle sue composizioni letterarie essenzialmente per due aspetti:le incertezze morfo-sintattiche (quasi

costante nelle sue opere è l‟uso scorretto delle proposizioni,impiegati in espressioni che sono calchi del

tedesco),e le incertezze lessicaliche si traducono ora in un vocabolario arcaicizzante,e ora in un vocabolario

sciatto e povero.Tuttavia per quel che riguarda il secondo aspetto bisogna notare un fatto

importantissimo:Svevo è uno scrittore che ha poca familiarità con il toscano parlato,ma è tutt‟altro che

illetterato ed ingenuo, pertanto la sciattezza e la quotidianità di certi passi possono essere dettate da

ragioni stilistiche e formali.E‟ lecito ipotizzare infatti, che lo stesso Svevo,intenda riprodurre con una prosa

scialba e uniforme proprio la banalità e la monotonia della psicologia e della vita dei suoi personaggi:il

vocabolario è povero , perché povera è l‟esistenza dei suoi protagonisti. La soggettiva poetica di Svevo,si

libera degli schemi naturalistici, e dalle dipendenze dell‟estetismo,e si concentra sull‟inagine psicologica dei

personaggi:l‟espressione della vita interiore è al centro delle opere dello scrittore triestino.Egli è uno dei

primi narratori del Novecento a staccarsi dall‟idea di romanzo come resoconto di fatti ,inquadrati in una

perfetta cornice cronologica ed ambientale.Superata la “barriera del naturalismo” del racconto

d‟intrecciofondato su precise leggi effetto-casuali e temporali,il romanzo sveviano diviene discorso

incentrato sull‟interiorità ,sull‟analisi dei meccanismi profondi della psiche ,sul giudizio dei fenomeni dell‟io,il

tutto da un punto di vista del tutto parziale e soggettivo.Il monologo interiore diviene la tecnica più

caratteristica dello stile sveviano,che si muove per lo più nel ben delineato orizzonte dei ricordi.Per Svevo

la letteratura rappresenta un‟attività marginale e privata,utile a capire se stessi, necessaria per indagare il

proprio io ,e per scoprire le proprie nevrosi.I tre romanzi dello scrittore triestino, sembrano rappresentare

il difficile,iter terapeutico,per guarire dall‟inettitudine della vita:

Il protagonista della vicenda, è Alfonso Nitti ,il quale

“UNA VITA” si suicida per la sproporzione tra il sogno e la realtà

cui non si adegua:è il primo dei “teoristi”

sveviani,sognatori e malati di inettitudine.









Emilio Brentani, sopravvive nel ricordo idealizzato

dell‟amata:è l‟uomo vecchio prima di aver vissuto.Da

un punto di vista sociale,egli e un piccolo

“SENILITA’ ” borghese,ma dal punto di vista psicologico,è un

inetto:Emilio mente a se stesso perché ha paura di

scoprirsi,misero e finito:l‟amore per Angiolina sarà

un raggio di luce nella sua esistenza.Tuttavia,

proprio tramite il rapporto con Angiolina,scaturirà

il vero Emilio,uomo debole e fragile.







Zeno cosini,grazie allo scetticismo sconfigge la

“passione romantica” proprio di chi vive i maniera

eccessiva. Zeno,in cura dal dottor S,apprende che la

“LA COSCIENZA vita è “originale”,che non si presta a grandi ideali o

lotte,e impara in sostanza a convivre con i suoi limiti e

DI ZENO” con la sua realtà più oscura ed interiore.Egli accetta

una guarigione psichica imperfetta,come sosta dal

“male”:ironia ed indifferenza sono le sue armi vincenti.

“La coscienza di Zeno” è il capolavoro indiscusso di Svevo-che

al suo apparire destò l’ammirazione di James Joyce ed Eugenio

Montale-che segna a tutti gli effetti il trapasso dal

verismo,all’intospezione psicologica. Zeno Cosini, protagonista

del romanzo,seguendo il consiglio del suo psicoanalista,ha

l’ultima arma per vincere l’inarrestabile “malattia”,che lo

perseguita da anni,l’inettitudine della vita:raccontare la storia

della propria esistenza attraverso le tappe salienti che ne hanno

scandito il corso:il rapporto con il padre,il vizio del fumo,il

matrimonio ed il tradimento,il lavoro….Alla radice del disagio di

Zeno c’è la sua personalità abulica,incapace di aderire al mondo e

di affrontare la realtà. Con “La coscienza di Zeno”, la psicoanalisi e

l’inconscio irrompono per la prima volta nella narrativa

italiana,scardinando con ironia corrosiva il

personaggio,interiorizzando la vicenda e decretando l’avvento

degli eroi negativi,votati al fallimento,nel romanzo moderno.

I. SVEVO: “La coscienza di Zeno”

La realtà è concepita in rapporto alla

coscienza del soggetto alla sua

malattia e nevrosi  inattendibile









Il tempo della narrazione diviene

il tempo interiore della coscienza







Gli avvenimenti, presentati secondo

gli accostamenti analogici della coscienza,

sono alterati dal desiderio del narratore





Rimozione



Monologo interiore

Vicinanza Magritte, Doppio segreto

Discorso diretto libero

stilistica a Joyce: Tema della Paralisi

FREUD: La nascita della Psicoanalisi

1° topica: I LUOGHI DELLA PSICHE

La maggior parte della vita mentale si svolge fuori dalla coscienza.

L’Inconscio costituisce la realtà abissale primaria di cui il conscio è

solo la manifestazione visibile.



PRECONSCIO: ricordi che, pur essendo

momentaneamente inconsci, possono divenire

Inconscio consci, in virtù di uno sforzo dell’attenzione.

RIMOSSO: elementi psichici stabilmente inconsci

che sono mantenuti tali da una forza specifica-

la rimozione- che può venir superata solo in virtù

di tecniche apposite. - ipnosi

- libere associazioni

- transfert

2° topica: LE TRE ISTANZE DELLA PSICHE



Es: polo pulsionale della personalità

Super-Io: l’insieme delle proibizioni che sono instillate all’uomo

nei primi anni di vita e che poi lo accompagnano sempre

Io: parte organizzata della personalità che si trova a dover equilibrare

le pressioni e le esigenze dell’Es, del Super-io e del mondo esterno



NORMALITA’ NEVROSI

I sogni come appagamento camuffato

Conoscenza dell’inconscio di un desiderio rimosso Savinio, l’annunciazione

Lapsus, errori, dimenticanze quotidiane

LA TRAMA



IL FUMO: Zeno narra come ragazzino, abbia iniziato a fumare(soprattutto per emulare

il padre che, psicoanaliticamente ,è amato,e contemporaneamente anche rivale);come abbia

vanamente tentato di liberarsi dal vizio con l’aiuto della moglie e di un medico;come abbia accettato il

fumo, in quanto alibi della sua condizione di malato.



LA MORTE DI MIO PADRE: è il capitolo centrale della lettura psicanalitica del romanzo:è infatti

un altro tema freudiano,la necessità per l’adolescente di liberarsi dalla figura paterna(vista come

autorevole ed oppressiva),per giungere alla maturità.Qui Zeno narra il rapporto con il padre:in

particolare si sofferma sul drammatico momento dell’agonia,quando il vecchio ha un momento

inconsulto,che lo stesso Zeno crede essere uno schiaffo(massima punizione paterna).A questo

consegue la consapevolezza del protagonista ormai trentenne,della sua condizione di orfano,e

l’impossibilità per egli stesso di protrarre una ridicola adolescenza.



LA STORIA DEL MATRIMONIO :alla disperata ricerca di un padre supplementare

,Zeno,racconta di come conosce un ricco e solido borghese,Giovanni Malfenti,ed inizia a

frequentarne la casa.L’uomo ha quattro figlie:Zeno decide di innamorarsi di una di loro così da

ritrovare nel suocero una figura paterna.La scelta cade sulla bella Ada ,la quale tuttavia,è fidanzata

con Guido,anch’egli ricco,e sicuro borghese.Così dopo essersi dichiarato ad Ada ed Alberta (che lo

respingono),Zeno sposa (anche se per fatti fortuiti e situazioni sbagliate),la giovane Augusta.Questa

scelta di Svevo fa pensare a come Zeno inconsciamente volesse Augusta,vedendo in essa la

rassicurante figura di moglie-madre.

LA MOGLIE E L’AMANTE: Zeno analizza come la scelta (o meglio non scelta) di Augusta si sia

alla fine rivelata felicissima:il matrimonio è perfetto;dunque egli secondo la sua concezione può

scegliersi un’amante,per tornare ogni volta,e con maggiore felicità dalla moglie!Il rapporto con Carla

è un groviglio di contraddizioni:dapprima Zeno,si presenta a lei come un benefattore che intende

aiutarla negli studi;quindi divenuto il suo amante,vive questa relazione con notevole desiderio,ma

anche con notevoli sensi di colpa.Non casualmente sarà proprio la donna a troncare la relazione

clandestina.

STORIA DI UN’ASSOCIAZIONE COMMERCIALE: Si narra di come Guido,marito di Ada,

provi a diventare un uomo d’affari e tenti impossibili azioni commerciali ed azzardati giochi in

Borsa:egli tuttavia è ottuso,frivolo,e soprattutto incapace,esattamente il contrario di come lo giudicava

Zeno.Dopo aver perso tutto il capitale di Ada,guido vorrebbe convincere la donna a dargli altro

denaro inscenando un suicidio:ma sventato come è, si uccide davvero.A questo punto, toccherà a

Zeno rimettere in sesto le finanze della famiglia, e il suo comportamento verrà interpretato in vari

modi:Ada crede che l’abilità di Zeno,sia prova del suo amore per lei,e così tutti gli altri i quali,credono

nella vera bontà e volontà d’animo del giovane.Nel giorno del funerale del cognato,tuttavia,Zeno

impegnato a risistemare i guai compiuti dalla famiglia,sbaglia carro funebre e quindi anche il luogo

del funerale.Proprio in questo atto,Svevo fa richiamo alla psicoanalisi di Freud:l’atto mancato e quindi

il lapsus,esplicitano la verità di fondo nel comportamento di Zeno.La sua profonda avversione per

Guidofa sì che egli dimentichi la cerimonia funebre,mentre tutti gli altri ritengono che la sua assenza

sia dovuta al fatto che egli sia troppo impegnato nella nobile impresa, di salvare il dissesto economico

della famiglia.

PSICO-ANALISI:è la sezione che conclude il romanzo:Zeno ha deciso di porre fine alla cura,ma

tiene un diario in cui ora annota,a suo dire “sinceramente”,le sue vicende e le menzogne che ha detto

al dottor S.,convinto dell’inguaribilità della sua malattia,e della vanità di ogni ambizione alla

salute,condizione estranea all’uomo moderno:forse l’unica guarigione possibile è affidarsi alla

catastrofe inaudita(la prima guerra mondiale),che stà per abbattersi sulla terra.

PRIMO LEVI



“ I prigionieri di Auschwitz

popolano la mia memoria della

loro presenza senza volto,e se

potessi racchiudere in

un‟immagine tutto il male del

nostro tempo,sceglierei questa

immagine che mi è

familiare:un uomo scarno dalla

fronte china e dalle spalle

curve,sul cui volto e nei cui

occhi non si possa leggere

traccia del suo pensiero.”

PRIMO LEVI E L’INFERNO DANTESCO

“ Per me si va nella città dolente,

per me si va ne l‟etterno dolore

per me si va tra la perduta gente

Giustizia mosse il mio alto fattore

fecemi la divina podestate,

la somma sapienza e „l primo amore

Dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogni speranza, voi ch‟intrate.

Queste parole di colore oscuro,

vid‟ io scritte al sommo d‟una porta…"

Come sulla porta dell‟inferno

di Dante, anche sul cancello

di Auschwitz c‟è una scritta:

ARBEIT MACHT FREI (il

lavoro rende liberi). Il

racconto di Primo Levi tiene

costantemente presente lo

Inferno dantesco basandosi

sulla trasparente metafora

lager-inferno. Il viaggio verso

Auschwitz è un viaggio verso

l‟inferno. L‟autocarro che

trasporta i prigionieri è

assimilato alla barca che

traghetta le anime dannate al

di là del fiume Acheronte. Il

soldato tedesco che li

sorveglia è chiamato il nostro

Caronte, ma invece di gridare

"guai a voi, anime prave",

chiede loro ,oltre la

dignità,anche i pochi beni

materiali rimastigli.

LA VITA E LA POETICA

Nato il 31 luglio del 1919 a Torino, da genitori di religione ebraica, Primo Levi si diploma nel

1937 al liceo classico Massimo D‟Azeglio e si iscrive al corso di laurea in chimica presso la

facoltà di Scienze dell‟Università di Torino. Nel '38, con le leggi razziali, si istituzionalizza la

discriminazione contro gli ebrei, cui è vietato l‟accesso alla scuola pubblica. Levi, in regola con

gli esami, ha notevoli difficoltà nella ricerca di un relatore per la sua tesi: si laurea nel 1941, a

pieni voti e con lode, ma con una tesi in Fisica. Sul diploma di laurea figura la precisazione: «di

razza ebraica». Comincia così la sua carriera di chimico, che lo porta a vivere a Milano, fino

all‟occupazione tedesca: il 13 dicembre del '43 viene catturato a Brusson e successivamente

trasferito al campo di raccolta di Fossoli, dove comincia la sua odissea. Nel giro di poco tempo,

infatti, il campo viene preso in gestione dai tedeschi, che convogliano tutti i prigionieri ad

Auschwitz.È il 22 febbraio del '44: data che nella vita di Levi segna il confine tra un "prima" e

un "dopo".L‟autore è deportato a Monowitz, vicino Auschwitz, in un campo di lavoro i cui

prigionieri sono al servizio di una fabbrica di gomma. Al lager, persi nei loro pensieri, presi da

mille domande, da ipotesi continue che per quanto catastrofiche, non si avvicinano neanche

lontanamente alla verità, si ritrovano in pochissimo tempo rasati, tosati, disinfettati e vestiti

con pantaloni e giacche a righe. Su ogni casacca c‟è un numero cucito sul petto. I prigionieri

vengono marchiati come bestie. Il loro compito: lavorare, mangiare, dormire, OBBEDIRE. Il

loro intento: sopravvivere. Dietro quel numero non c‟è più un uomo, ma solo un oggetto: häftling,

cioè “pezzo”. Se funziona, va avanti. Se si rompe, è gettato via. Levi è l‟häftling 174517.

Funzionante.Primo Levi è tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento. Ci riesce

fortunosamente, grazie a una serie di circostanze e solo dopo un lungo girovagare nei Paesi

dell'est.Quale testimone di tante assurdità, sente il dovere di raccontare, descrivere

l‟indescrivibile, affinchè tutti sappiano, tutti si domandino un perché, tutti interroghino la

propria coscienza: comincia a scrivere, elaborando così il suo dolore, il suo annientamento, il

suo avventuroso ritorno a casa.

Nel '47, rifiutato dalla Einaudi, il manoscritto Se questo è un uomo è pubblicato dalla De

Silva editrice.Il libro ottiene un discreto successo di critica ma non di vendita. Solo nel '56 la

Einaudi comincia a pubblicare tutti i suoi lavori: Se questo è un uomo è tradotto in diverse

lingue, La Tregua vince la prima edizione del Premio Campiello. Nel '67 raccoglie i suoi

racconti in un volume intitolato Storie naturali adottando lo pseudonimo di Damiano Malabaila.

Nel '71 esce Vizio di forma, nuova serie di racconti e nel '78 La chiave a stella che vince il

Premio Strega. Nel '81 viene edita un‟antologia personale dal titolo La ricerca delle radici nella

quale sono raccolti tutti gli autori che hanno contato nella formazione culturale dell‟autore. Nel

novembre dello stesso anno esce Lilìt e altri racconti e l‟anno successivo Se non ora quando?

che vince il Premio Viareggio e il Premio Campiello. Nel frattempo Levi lavora anche come

traduttore. Nell‟ottobre del '84 pubblica Ad ora incerta e a dicembre Dialogo in cui riporta

una conversazione avuta con il fisico Tullio Regge. Nel novembre dello stesso anno esce

l‟edizione americana del Sistema periodico e nel gennaio del '85 una cinquantina di scritti

pubblicati precedentemente su diverse testate, raccolti in un volume unico intitolato L‟altrui

mestiere. Nel 1986 pubblica I sommersi e i salvati.L‟11 aprile del 1987 Primo Levi muore. Dirà

di lui Claudio Toscani: «L‟ultimo appello di Primo Levi non dice non dimenticatemi, bensì non

dimenticate».

Il crollo del fascismo,l‟esperienza della resistenza,il ritorno alla vita democratica incidono profondamente,a

metà degli anni ‟40,sull‟attività culturale e letteraria.Il dibattito politico-culturale ferve con particolare

vivacità sulle riviste e i letterati cercano di ridefinire il loro ruolo di fronte alla mutata situazione politico-

sociale:si riesamina la letteratura del ventennio trovandone difetti come ad esempio l‟assenza di rapporti

con la realtà.Si pensa e si tenta una nuova letteratura che abbia concreti legami con la realtà sociale e sia

nel contempo strumento per cambiarla.È il Neorealismo.L‟esplosione di questo si può quindi ricondurre

all‟immediato secondo dopoguerra,negli anni tra il 1946 e il 1956,anche se il periodo degli anni ‟30 è

considerato un fondamentale anticipatore di questo fenomeno culturale,con la reazione in Italia e

all‟estero,di alcuni intellettuali alla dittatura fascista.

Più che essere una consapevole e chiara poetica,il Neorealismo nasce da uno stato d‟animo,da una diffusa ma

generica volontà di incidenza sul reale,dal bisogno di testimoniare e raccontare il vissuto.Lo scopo della sua

formazione era anche quello di isolare gli scritti ermetici e di porsi come testimone della realtà

storica,sociale e politica.Inoltre si voleva creare un nuovo protagonista:il popolo,del quale ne erano portavoce

gli intellettuali.

Progressivi sul piano politico,i narratori del Neorealismo,lo sono molto meno sul piano specificatamente

letterario;anzi,le lo stile e la modalità narrativa da essi adottati,riportano nel complesso a modelli di

tradizione ottocentesca.Gli scrittori intellettuali prendevano spunto dai fatti accaduti nella propria terra

ma cercavano comunque di parlare di una realtà generale nonostante la netta divisione formatasi tra Nord e

Sud Italia dopo il secondo conflitto mondiale.Si definisce in questi anni la fisionomia di Vittorini,Calvino e

Pavese che per la complessità e la varietà delle loro produzioni restano al di sopra delle scuole e

raggruppamenti.

Il Neorealismo è una letteratura che raccoglie numerose testimonianze riguardanti la seconda guerra

mondiale,soprattutto su esperienze dirette degli autori nei campi di concentramento.In particolare,si è

scritto molto sul Lager di Auschwitz,probabilmente il più famoso.Si può dire,come affermava Primo Levi che

questa letteratura si dividesse in tre categorie:i diari dei prigionieri,le loro elaborazione letterali e le opere



storiche.

Nelle opere di Primo Levi ed in particolare in “Se questo è un uomo”,emergono alcuni temi

costanti. Fondamentale è il tema della memoria,l‟impegno a testimoniare le proprie esperienze

a riguardo della storia e dell‟umanità,che ha costituito l‟iniziale e più radicata motivazione della

sua scrittura,e che congiunge strettamente il primo all‟ultimo libro,della sua sentita e profonda

produzione. Altro tema costante è l‟interesse per l‟uomo,e l‟analisi attenta delle sue azioni e

motivazioni,condotta con l‟atteggiamento di scienziato rigoroso,di fronte ad un nuovo

fenomeno(ricordando la carriera chimica di Levi stesso).Questi due interessi lo portano sì a

scrutare senza veli né ipocrisie l‟abisso di male che si cela nell‟uomo, tuttavia gli consentono

anche di riconoscere le risorse vitali che mettono l‟uomo in condizione di riemergere dal

fondo,e di ricostruire una propria realtà civile. Un messaggio si coglie in tutti i suoi libri:l‟uomo

deve restare fedele a se stesso, difendere la propria dignità ,esprimere attraverso il lavoro le

proprie capacità di controllo e di trasformazione dell‟ambiente in cui vive:tutto questo deve

essere possibile,anche se egli viene posto di fronte alla sua fragilità,e di fronte alla sua

caducità al male. Levi manifesta,dunque,nonostante la drammatica esperienza da lui stesso

vissuta,una illuministica fiducia nella ragione e nella scienza. Accanto alla testimonianza storica

e all‟analisi morale , Levi esprime una grande passione per le questioni linguistiche:fin da

ragazzo,infatti,era stato attratto dagli studi etimologici .Nei suoi libri è sempre presente una

particolare ricchezza linguistica e una acuta riflessione sui diversi usi e significati della

lingua,condotta spesso in termini di comparazione tra lingue diverse. Infine,la lingua in cui Levi

scrive,è sempre estremamente sintetica,precisa ed efficace,capace di unire la parola classica

al termine tecnico,scelti entrambi secondo esigenze di chiarezza e incisività.

In “Se questo è un uomo” si narra il viaggio verso il fondo degli ebrei italiani,ammassati su carri

ferroviari,senza aria e senza acqua,privati di ogni diritto e spogliati di ogni dignità umana.

L‟arrivo ad Auschwitz significherà per molti,in particolare per le donne e i bambini,la morte

immediata nelle camere a gas.Per altri tra cui Levi,avrà luogo una durissima iniziazione allo

sfruttamento del lavoro,oltre ogni limite di umana sopportazione,e di totale annullamento di

ogni individualità,di ogni ricordo della passata vita civile,di ogni speranza in un futuro ormai

privo di prospettive:nel gergo del Lager la parola “domani”,è sostituita con “mai”. All‟interno del

Lager, Levi sopravvive per alcune circostanze del tutto casuali:1)il fatto di essere giunto ad

Auschwitz in un periodo in cui,a causa della guerra,in Germania si sente la scarsità di

manodopera,e quindi un maggior numero di deportati ebrei viene destinato allo sfruttamento

piuttosto che all‟annientamento immediato;2)una certa conoscenza del tedesco, che gli

consente di rendersi conto prima di tutti gli altri prigionieri delle regole del Lager e dei

comportamenti prescritti,al di fuori dei quali altro non c‟è che la morte;3)l‟attribuzione alla

squadra dei chimici e il lavoro nel laboratorio,in un ambiente meno ostile della Buna,la fabbrica

alla cui costruzione sono addetti gli internati;4)la scarlattina che, recludendolo in infermeria

nei giorni dell‟evacuazione del campo,lo salverà da una marcia ,che vedrà la morte di quasi tutti

i prigionieri.

Raccontare il Lager,serve a Levi per esprimere i propri incubi ,ad esorcizzarli ,poiché

cancellarli non sarà possibile,serve a dar voce agli oppressi,serve a perpetuare la memoria di

coloro che hanno dovuto soccombere alle barbarie antisemite,serve a ricordare ai

contemporanei e ai posteri quale abisso di malvagità e di orrore,l‟uomo ha costruito per

l‟uomo,perché la lezione del passato,consenta di evitare la ripetizione della tragedia nel

futuro.

INFERNO DANTESCO ED INFERNO DEL LAGER

La prima giornata nel lager è definita antinferno.

La diversità tra la vita nel Lager e la vita precedente all‟internamento è spiegata dallo scrittore con una

citazione dantesca:

Il canto ventunesimo dell'Inferno di Dante

Alighieri si svolge nella quinta bolgia dell„ottavo

" … Qui non ha luogo il Santo Volto, cerchio , ove sono puniti i malversatori; siamo nel

mattino del 9 aprile 1300 o secondo altri

qui si nuota altrimenti che nel Serchio!" (INFERNO CANTO XXI)

commentatori del 26 marzo 1300



Con queste parole si rivolgono i diavoli di Malebolge all‟anima dannata di un lucchese, appena giunta

all‟inferno, a sottolineare con ironica perfidia la differenza tra la vita terrena e la vita nell‟inferno. Anche

nel Lager tutto è stravolto, non hanno più alcun valore le regole del vivere civile.

Il Lager è definito casa dei morti ed è quindi anche per questo un inferno. Morti sono i prigionieri, in primo

luogo perché destinati nella stragrande maggioranza a morte sicura, in secondo luogo perché in loro è uccisa

l‟umanità.

Anche l‟umiliante nudità assimila i prigionieri ai dannati, così come la loro paura di fronte alle crudeli parole

dei loro aguzzini:

Il canto terzo dell'Inferno di Dante Alighieri si

"Ma quell‟anime, ch‟eran lasse e nude svolge nell'Antinferno , ove sono puniti gli ignavi , e

poi sulla riva dell'Acheronte , primo dei fiumi

cangiar colore e dibattero i denti, (INFERNO CANTO III) infernali; siamo nella notte tra l'8 e il 9 aprile 1300 ,

ratto che „nteser le parole crude." o secondo altri commentatori tra il 25 e il 26 marzo

1300 .



Le pene dei prigionieri ricordano quelle dei dannati. Dice Primo Levi:

“spingo vagoni, lavoro di pala, mi fiacco alla pioggia, tremo al vento…”

Nell‟Inferno dantesco gli avari spingono massi; i golosi sono oppressi da una "piova etterna, maledetta,

fredda e greve" e Ciacco dice: “A la pioggia mi fiacco”; i lussuriosi sono tormentati dalla "bufera infernale"

che "voltando e percotendo li molesta" .

Anche nel Lager come nell‟Inferno c‟è la confusione babelica delle lingue.

Il pane, pensiero dominante della popolazione del Lager è ripetuto in italiano, tedesco, yiddish, russo,

francese, ebraico, ungherese: pane, brot, broit, chleb, pain, lecchem, kenyér .

I mattoni della torre del Carburo, nella fabbrica della Buna, sono chiamati in sette modi diversi e cementati

dell'odio dei prigionieri contro il sogno demente di grandezza dei tedeschi cheno edificato questa torre di

Babele.

Riecheggia il verso dantesco "Diverse lingue, orribili favelle" , che contribuiscono a rendere l‟atmosfera

infernale così terribile per il poeta.

Anche il "tumulto", cioè il rumore che Dante percepisce appena varcata la porta dell‟inferno, ha un preciso

corrispettivo nel buio del Block 30 (la baracca alla quale è assegnato Primo Levi), dove tutti urlano ordini e

minacce in lingue mai prima udite.

La vita nell‟infermeria, o Ka-Be, è definita vita di limbo e il limbo è il cerchio dell‟inferno dove si trovano i

non battezzati, dove minore è la sofferenza dei dannati. Il Ka-Be è il Lager senza il disagio fisico, una

parentesi di relativa pace.

La musica che accompagna la marcia dei prigionieri verso il lavoro appare a Primo Levi ricoverato in

infermeria infernale e la ricorderà sempre come la voce del Lager.

I dannati del Lager, come i dannati dell‟Inferno dantesco, sono paragonati a foglie secche:



"Come d‟autunno si levan le foglie

l‟una appresso de l‟altra, fin che ‟l ramo

vede a la terra tutte le sue spoglie, (INFERNO CANTO III)

similemente il mal seme d‟Adamo

gittansi di quel lito ad una ad una,

per cenni come augel peri suo richiamo.

Si parla di contrappasso a proposito degli operai civili internati per punizione perché hanno commerciato con

degli Haftlinge. E contrappasso è la relazione di analogia o di contrasto, che nell‟Inferno dantesco lega la

colpa alla pena.

Il dottor Pannwitz, che fa l‟esame di chimica a Primo Levi, è assimilato ad un giudice infernale. Come il

Minosse dantesco ("Stavvi Minòs orribilmente e ringhia"), il dottor Pannwitz siede "formidabilmente", cioè in

modo da incutere paura, dietro la sua scrivania ed esprime il suo giudizio non a parole ma in segni

incomprensibili.

Alex, il kapo del kommando Chimico , è paragonato ai diavoli di Malebolge, perché corre leggero sulle sue

scarpe di cuoio.

Il canto ventiseiesimo dell'Inferno di Dante Alighieri si

svolge nell'ottava bolgia dell'ottavo cerchio, ove sono

"Considerate la vostra semenza puniti i consiglieri di frode; siamo nel mattino del 9 aprile

fatti non foste a viver come bruti, (INFERNO CANTO XXVI)

1300, o secondo altri commentatori del 26 marzo 1300

.(Sabato Santo).

ma per seguir virtute e conoscenza".



Questa terzina assume un valore terribilmente attuale per Primo Levi, perché in Lager si vive come "bruti",

la "semenza" umana è calpestata, la virtù e la conoscenza sono allontanate dall‟urgenza della sopravvivenza.

Anche la punizione di Ulisse (il naufragio), voluta da un Dio che lui non conosceva ma di cui aveva sfidato la

volontà andando con la sua nave oltre le colonne d‟Ercole, ricorda il destino dei prigionieri per essersi opposti

all‟ordine fascista in Europa, e in particolare il destino degli ebrei: fra le ragioni dell‟antisemitismo tedesco

c‟erano, infatti, l‟odio e il timore per l‟acutezza intellettuale degli ebrei, un‟acutezza che li avvicina all‟Ulisse

dantesco e che è sentita dai tedeschi come pericolosa. Ulisse rende "acuti" anche i suoi compagni con la sua

"orazion picciola". Il "folle volo" di Ulisse, infine, ricorda anche un altro folle volo, cioè il tentativo di

sollevarsi per un momento al di sopra della condizione disumana del Lager con lo sforzo di ricordare la Divina

Commedia.

Durante i bombardamenti, cominciati nell‟estate del 1944, il Block privo di luce sembra una bolgia buia ed

urlante.

Nella turba dei nudi spaventati, che affrontano la selezione facendo di corsa i pochi passi tra la porta del

Tagesarum e quella del dormitorio, c‟è una reminiscenza dei versi danteschi:



"correan genti nude e spaventata (INIZIO AMBIENTE INFERNALE)

sanza sperar pertugio o elitropia".

La seconda guerra mondiale è stato l‟evento più tragico che l‟umanità abbia mai

vissuto. Il conflitto si estese ovunque nell'intero pianeta e coinvolse più nazioni di

qualsiasi altro, negli scenari di guerra i combattenti introdussero nuove e potenti

armi, che ebbero il loro culmine nell'uso della bomba atomica . Nonostante ciò non

tutte le nazioni furono coinvolte; alcune mantennero la neutralità (come Eire, Svezia

e Svizzera), altre erano insignificanti dal punto di vista strategico, ma si

schierarono comunque (come il Messico). Questa guerra colpì le popolazione civili più

gravemente di qualsiasi altro conflitto precedente, a cui in Europa si aggiunse

l‟olocausto condotto dal nazismo nei confronti degli ebrei, così come per diverse

altre significative uccisioni di massa di civili inermi. In totale, la seconda guerra

mondiale causò circa 70 milioni di vittime (circa il 2% della popolazione mondiale di

allora), più di qualsiasi altro conflitto. Al contrario della prima guerra mondiale,la cui

causa fu l‟attentato di Sarajevo, la questione delle responsabilità per il secondo

conflitto fu assai meno controversa:la causa scatenante,essenzialmente,fu l‟

aggressività della Germania ,sulle altre potenze che presero parte attivamente e

passivamente alla guerra,e che a loro volta non furono immuni da errori e da colpe.

Conseguentemente,si può affermare che il conflitto fu dunque originato a causa

delle ideologie divergenti tra le democrazie e le dittature del tempo

PATTI STIPULATI

PATTO

PATTO TEDESCO-SOVIETICO

D’ ACCIAIO





URSS

GERMANIA









ITALIA GERMANIA







IL PATTO D ’ACCIAO :venne stipulato nel maggio del 1939,fra Mussolini ed

Hitler,nonostante l‟Italia non fosse né economicamente,né militarmente preparata al futuro

conflitto.Il patto stabiliva che ,se una delle due parti si fosse trovata impegnata in un

conflitto(anche in veste di aggressore),l‟altra sarebbe stata obbligata a scendere in campo a

suo fianco. Dato l‟impreparazione dell‟Italia, Mussolini ed il ministro degli esteri italiano

Ciano,si fidarono delle promesse verbali di Hitler, circa la sua intenzione di non scatenare la

guerra prima di due o tre anni dal patto.Da esso scaturirà in seguito con il Giappone il patto

tripartito,nel rispetto delle intezioni espansionistiche del Giappone stesso.

IL PATTO TEDESCO-SOVIETICO O PATTO RIBBENTROP E MOLOTOV:

L‟unione sovietica,convinta del fatto che i governi occidentali non avessero alcuna intenzione di

appoggiarla e di offrirle aiuto,cominciò ad interessarsi alle offerte di intesa che giungevano dalla

dittatura tedesca. Così il 23 agosto 1939,il ministro degli esteri tedesco e quello russo,firmarono

a Mosca il patto detto anche di “non aggressione” .quest‟ultimo rappresentava l‟accordo tra due

regimi ideologicamente contrapposti,e fu accolto dal resto del mondo con indignazione.Il patto

,tuttavia era momentaneo,e servì ad Hitler a conquistare del tempo prima dell‟inevitabile scontro

con la stessa URSS,a causa delle loro intenzioni espansionistiche,nello scenario territoriale

bellico.Infatti venuta a conoscenza delle intenzioni di Hitler,l‟URSS si schierò sul fronte

oppossto,con Francia,Inghilterra, e USA.

FASI DELLA GUERRA



1939:L‟INIZIO DELLA FINE



SPARISCE LA POLONIA

Il formidabile esercito tedesco in pochi giorni seppellì la Polonia. Tremendi bombardamenti aerei

sbriciolarono le fortificazioni, le ferrovie, gli aerodromi, i nodi di comunicazione polacchi. Il giorno 17,

secondo l‟accordo di Mosca, l‟esercito sovietico invase la Polonia da est, e l‟eroico esercito polacco, preso tra

due fuochi, dopo una disperata resistenza, dovette arrendersi il giorno 27. La Polonia venne spartita tra

Russia e Germania con il trattato di Mosca del 28 settembre 1939.







IL FRONTE OCCIDENTALE

Francia e Inghilterra erano entrate in guerra con la Germania il 2 settembre. Ma il lungo confine tra

Francia e Germania, cioè sul fronte occidentale, per otto mesi non accadde nulla.

IL 1940: IL TRIONFO DELLA GERMANIA



LA CONQUISTA DELLA NORVEGIA E DELLA DANIMARCA

La Danimarca e la Norvegia avevano una grossa importanza per le due parti in guerra: attraverso la

Norvegia passavano i rifornimenti di ferro svedese alla Germania, i porti danesi e norvegesi avrebbero

potuto servire come basi per gli Inglesi; la Norvegia possedeva un quinto circa delle navi petroliere

mondiali, ecc. Tutte e due le parti quindi avevano posto gli occhi su questi stati, ma i Tedeschi

arrivarono prima.

Il 9 aprile la Danimarca venne invasa e tutto il paese fu occupato senza incontrare resistenza. Lo

stesso giorno le truppe tedesche invasero anche la Norvegia e in due mesi esatti la occuparono







LA CONQUISTA DELLA FRANCIA

Nel frattempo, sul fronte occidentale, improvvisamente era esplosa la guerra. Nella notte fra il 9 e il

10 maggio la Germania attaccò la Francia, e ancora una volta, come venticinque anni prima, porte

d‟ingresso furono il Belgio e l‟Olanda. Il giorno 10 i due piccoli stati furono invasi. Dopo bombardamenti

aerei di violenza incredibile, più di un milione di uomini, sostenuti da quattromila carri armati,

avanzarono su un fronte che andava dal mare del nord fino a Metz.

L‟attacco fu condotto con tremenda violenza e decisione: il 15 maggio capitolò l‟esercito olandese, il 28

quello belga, e i Tedeschi penetrarono in Francia e dilagarono.

L‟esercito francese andò in frantumi. Il 14 giugno le truppe tedesche entravano a Parigi e sfilavano

sotto l‟arco di trionfo.

Il 22 giugno fu firmato l‟armistizio con la Germania.

Nella zona non occupata dai Tedeschi fu stabilito un governo francese, con sede a Vichy , che attuò una

politica di collaborazione con la Germania. Ma il generale Charles Degaulle, riparato a Londra, costituì là

un governo francese in esilio, che mantenne viva l‟ostilità dei Francesi contro la Germania.

L’ENTRATA IN GUERRA DELL’ITALIA

Il 10 giugno 1940, l‟Italia dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Le operazioni si ridussero a

un‟offensiva che portò alla conquista di Mentone, e il 24 giugno venne firmato a Roma l‟armistizio con la

Francia.









LA SPARTIZIONE DELL’EUROPA

La guerra sul continente era per il momento finita, e Hitler ne approfittò per sistemare l‟Europa alla sua

maniera. La Germania prese l‟Austria, l‟Alsazia, la Lorena e il Lussemburgo. Mezza Polonia, Norvegia,

Olanda, Belgio, la Moravia e la Slovacchia entrarono a far parte della comunità tedesca. La Russia, dal canto

suo, non stette a con le mani in mano: oltre a mezza Polonia, si prese Estonia, Lettonia, Lituania, parte della

Finlandia (dopo una guerra di aggressione) e alcuni territori della Romania.









ALTRE AGGRESSIONI

Il 1940 sembrava ormai concludersi con la definitiva vittoria nazista, ma nessuno poteva immaginare che la

vera, spaventosa tragedia doveva ancora cominciare. Nell‟ottobre e novembre 1940 Hitler, preoccupato per

l‟espansione russa, occupò Romania, Ungheria e Bulgaria. Anche l‟Italia volle estendere la sua zone

d‟influenza, e il 28 ottobre partendo dall‟Albania (che era già stata occupata nell‟aprile dell‟anno precedente)

invase con le sue truppe la Grecia. L‟impresa politicamente fu una aggressione senza scusanti, militarmente

fu un criminale errore. Le nostre truppe dovettero affrontare nel gelido inverno un nemico agguerritissimo,

e subirono spaventose perdite senza riuscire a piegarlo.

IL 1941 : L’ATTACCO ALLA RUSSIA



IL FRONTE MEDITERRANEO

Nella primavera del 1941, altri eventi: il 6 aprile. Italia e Germania dichiararono guerra alla Jugoslavia che

si era affiancata all‟Inghilterra. L‟esercito jugoslavo fu travolto e il 18 aprile a Belgrado venne firmato

l‟armistizio con le potenze dell‟Asse. Poi fu la volta della Grecia: assalito da Tedeschi e Italiani, il poccolo

Stato capitolò alla fine di aprile.







LA GUERRA IN AFRICA

Sul fronte mediterraneo, in Africa, le cose andavano in maniera diversa: male per l‟Italia in Etiopia, dove le

truppe inglesi fra il gennaio e l‟aprile del ‟41 riconquistarono la Somalia italiana e tutta l‟Etiopia.







LA GUERRA CONTRO L’UNIONE SOVIETICA

Nel giugno del ‟41 Hitler, accecato dal suo folle orgoglio e dall‟ambizione, commise il suo più grande errore:

attaccò l‟Unione Sovietica. Il 22 giugno oltre un milione e mezzo di uomini, appoggiati da 9000 aerei migliaia

di carri armati, scatenarono su tutto il confine il loro attacco . I soldati tedeschi avevano l‟ordine di

abbattere in fretta il colosso sovietico, prima che arrivasse l‟inverno . E in effetti il primo colpo fu micidiale

d‟un solo balzo, in un mese, i Tedeschi avanzarono di km 4000. A fine ottobre le punte avanzate germaniche,

nonostante l‟eroica resistenza russa, giunsero a quasi cento chilometri da Mosca; ma quello fu il punto più

avanzato raggiunto dai Tedeschi. L‟inverno, il tremendo inverno russo era alle porte: e il colosso sovietico

non era stato abbattuto…..

L’ENTRATA IN GUERRA DEGLI STATI UNITI E LA GUERRA CON IL GIAPPONE

Sul fronte asiatico, il Giappone continuava la sua politica aggressiva in Cina. Verso la fine del '„1 era salito

al potere un governo antiamericano e propenso alla guerra. Nel novembre, gli Stati Uniti inviarono al

governo giapponese una dura nota, nella quale chiedevano il ritiro delle truppe giapponesi dalla Cina. I

Giapponesi risposero con un tremendo bombardamento effettuato di sorpresa il 7 dicembre sulla base

americana di Pearl Harbour. Era la guerra con gli Stati Uniti; l‟11 dicembre anche Germania e Italia

dichiaravano guerra alla Repubblica Americana.







IL 1942 : L’ANNO DELLA SVOLTA



SUL FRONTE RUSSO

L‟offensiva tedesca arrestata dall‟inverno riprese l‟8 maggio con una serie di poderosi colpi: furono occupate

Sebastopoli, Voronesc, Rostov e fu raggiunta (ma non conquistata) Stalingrado. Ma erano gli ultimi sforzi:

l‟esercito sovietico, riavutosi dai tremendi colpi iniziali, preparava la sua rivincita.









SUL FRONTE AFRICANO

Gli Italio-Tedeschi il 27 maggio partirono all‟attacco e dopo tre mesi raggiunsero El Alamein, a 100

chilometri da Alessandria d‟Egitto. Questo fu il punto massimo raggiunto dall‟avanzata delle forze dell‟Asse.

Il 23 ottobre l‟8ottava armata inglese scatenò la controffensiva: superiore per uomini e armi, essa riuscì a

sfondare dopo dieci giorni il fronte italotedesco. Entro l‟anno, tutta la Libia era in mano degli inglesi.

SUL FRONTE DEL PACIFICO

Nei primi mesi del 1942 ci fu una serie di spettacolosi trionfi dei Giapponesi: conquistarono la Malesia e

Singapore, la Birmania, l‟Indocina e il Siam, tutte le Indie Olandesi, le Marianne, le Salomone, la Nuova

Guinea, le Filippine e parte delle Aleutine. Fu una cosa impressionante: i Giapponesi avevano bisogno di fare

presto. Dovevano conquistare una zona di protezione, e assicurarsi territori ricchi di materie prime, prima

che gli Stati Uniti potessero riprendersi e passare al contrattacco. Ma sorretti dalla loro fenomenale

potenza industriale, gli Stati Uniti si ripresero presto, e iniziarono la controffensiva nella prima metà del

‟42. Si iniziò la serie dei successi americani: fra il 1943 e il 1944 essi non solo ripresero le posizioni perdute,

ma organizzarono l‟attacco a fondo contro lo stesso Giappone.









IL 1943: IL DECLINO DELL’ASSE

Il quinto anno di guerra: ormai le forze del Patto tripartito avevano iniziato decisamente il loro declino, e il

colpo più tremendo venne offerto alla Germania dall‟Armata sovietica.

Durante l‟inverno 1942-43 incominciò la grandiosa offensiva sovietica, che durò cinque mesi prima di

riuscire; fu un inverno spaventoso per tutti. Il Corpo di spedizione Italiano inviato da Mussolini fu quasi

distrutto.

La battaglia di Stalingrado, durante la quale fu accerchiata e distrutta una armata tedesca (febbraio 1943),

segnò per la Germania l‟inizio della rovina.

Le sue truppe cominciarono a retrocedere; fra il luglio e il novembre ‟43 i Tedeschi si ritirarono di oltre km

500, perdendo più di un milione di uomini fra morti, feriti e prigionieri. E i Russi rimasero sempre

all'‟offensiva.

L’ARMISTIZIO DELL’ITALIA

Il 13 maggio 1943, dopo due mesi di violentissimi combattimenti, il corpo di spedizione italo-tedesco in

Tunisia cessava ogni resistenza. Con ciò, era aperta la via, per l‟ invasione dell‟Italia . Il 10 luglio, dopo un

intenso martellamento aereo, una armata americana e una britannica sbarcarono sulle coste della Sicilia. In

trentanove giorni l‟isola fu conquistata.

Intanto, la situazione politica interna del nostro paese diveniva sempre più grave; l‟avversione per il regime

che aveva portato l‟Italia alla catastrofe cresceva ogni giorno. Finchè , il 25 luglio, il Gran Consiglio del

fascismo votò la sfiducia a Mussolini; il Re allora lo fece arrestare e affidò il governo al generale Badoglio.

Non c‟era altro da fare che chiedere l‟armistizio, e Badoglio lo chiese: esso fu firmato il 3 settembre a

Cassibile (Siracusa).

Il fascismo era corllato; l‟Italia usciva sconfitta dalla guerra, ma per essa il peggio doveva ancora venire.

Infatti appena fu conosciuta la resa dell‟Italia, fulmineamente i Tedeschi occuparono il paese, reprimendo

con spietata durezza la resistenza dei pochi reparti italiani rimasti ai loro posti dopo lo sfasciamento

dell‟esercito.

Fu quello un periodo triste e terribile: migliaia di Italiani furono uccisi, altri vennero catturati e deportati in

Germania. Ma fu proprio in quei giorni che soldati e patrioti si ritirarono sui monti, unirono in gruppi armati e

organizzarono la Resistenza contro i nazisti.



L’ITALIA DIVISA

Il 12 settembre Mussolini, prigioniero in un albergo sul Gran Sasso, fu liberato da paracadutisti tedeschi.

Venne trasportato nell‟ Italia settentrionale e là il 23 settembre proclamò un governo fascista repubblicano

che divenne poi Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.). Il governo ufficiale del Regno ebbe invece sede a

Brindisi, dove si era trasferito il Re.

L‟Italia così era divisa in due tronconi: uno al settentrione in cui esisteva un fantasma di governo fascista, in

realtà dominio dei Tedeschi; uno, che comprendeva l‟Italia meridionale fino a Napoli (raggiunta il 3 ottobre),

sottoposto all‟occupazione degli Alleati.

Il 13 ottobre 1943 il generale Pietro Badoglio, tenendo conto anche dell‟opinione popolare italiana, dichiarò

guerra alla potenza Hitleriana, e truppe italiane scesero in linea a fianco di quelle alleate. I Tedeschi,

ritirandosi, fra il novembre e il dicembre si attestarono sulla linea dei fiumi Garigliano e Sangro: e il fronte

italiano rimase fermo per tutto l‟inverno del 1943-1944

IL 1944: L’ASSALTO ALLA GERMANIA

Il sesto anno di guerra fu quello in cui gli Alleati riuscirono a prendere decisamente il sopravvento sia in

Europa che nel Pacifico, e a vibrare alla Germania e al Giappone colpi decisivi.







IL FRONTE ORIENTALE

Fu il primo a mettersi in moto. L‟esercito sovietico anche durante l‟inverno non aveva dato respiro alla

Wehrmacht (l‟esercito tedesco) e fin dai primissimi giorni del 1944 riprese la sua vigorosa offensiva, con

forze ormai superiori. Nonostante la disperata resistenza tedesca, fu liberata Stalingrado dall‟assedio.

L‟esercito tedesco cominciò a vacillare, indebolito da perdite paurose .Nel giugno, contemporaneamente con

lo sbarco alleato sulle coste della Francia, l‟esercito sovietico operò un nuovo sforzo che diede grandi

risultati. I primi di luglio venne oltrepassato il confine polacco ed entro il mese venivano invase Finlandia,

Estonia, Lettonia e Lituania.









SUL FRONTE ITALIANO

Nel mese di maggio gli Alleati ripresero l‟offensiva appoggiati da truppe del nuovo esercito italiano. Il 4

giugno entrarono a Roma, poi riuscirono a respingere i Tedeschi ancora per 250 chilometri, fino alla

cosiddetta “linea gotica”, una fascia difensiva che i Tedeschi avevano creato attraverso l‟Appennino Tosco-

Emiliano per sbarrare agli Alleati l‟accesso alla valle del Po. Nell‟Italia settentrionale, intanto, era in pieno

sviluppo la lotta partigiana, che si svolgeva con attentati, sabotaggi, scontri sanguinosi fra i patrioti e le

truppe nazifascista.

IL DISASTRO NELL’ EUROPA SUD – ORIENTALE

L‟offensiva russa si sviluppò con maggiore violenza a sud, contro gli alleati della Germania. La Romania fu

invasa e in tre settimane liquidata: il 12 settembre essa si arrese. Poi fu la volta della Bulgaria che si

arrendeva il 28 ottobre.

Sempre in settembre, le truppe russe, che erano ormai una marea, penetravano in territorio ungherese, in

quello cecoslovacco e in quello jugoslavo, congiungendosi con i partigiani jugoslavi comandati dal maresciallo

Tito.

Ai primi di ottobre, mentre gli inglesi sbarcavano in Grecia, tutta l‟Ungheria era invasa dai Russi; le loro

armate raggiunsero il Danubio, minacciando la Germania da sud.



L’INVASIONE DA OCCIDENTE

Il 6 giugno 1944iniziò veramente l‟ultimo periodo della guerra.

All‟alba di quel giorno, che sarà ricordato nella storia una formidabile flotta d‟invasione, composta da 4000

navi scortate da 1100 aerei, al comando del generale americano Eisenhower, si schierò davanti alle coste

della Normandia. Era l‟invasione. Alle spalle delle linee tedesche furono lanciate oltre 18.000 paracadustisti

e, le prime andate di fanteria d‟assalto e di carri armati sbarcavano sulle spiagge normanne. La resistenza

tedesca fu disperata, ma non potè impedire lo sbarco in forze: a sera, oltre 150 mila uomini avevano messo

piede tra l‟Orne e la Vire.

Era veramente l‟inizio della fine per la potenza nazista; mentre l‟offensiva russa a oriente frantumava le

armate tedesche e portava la guerra alle frontiere della Germania, gli alleati americani, inglesi, francesi,

canadesi allargavano la testa di sbarco e di là iniziavano la riconquista della Francia. Il 15 agosto un sercondo

grande sbarco fu effettuato sulle coste della Francia meridionale, vicino a Tolone, e di là le cononne

corazzate alleate cominciarono a puntare verso nord. Il 24 agosto fu liberata Parigi. Il 2 settembre la prima

Armata americana varcava la frontiera del Belgio e in pochi giorni il piccolo Stato fu liberato. Le forze

inglesi invadevano il Belgio e finalmente il 13 settembre veniva varcata la frontiera tedesca in due punti, dal

Lussemburgo e dal Belgio.

SUL FRONTE DEL PACIFICO

Continuava la progressiva riconquista delle isole occupate dai giapponesi: fra gennaio e luglio furono riprese

le Marshall, le Caroline, la nuova Guinea le Marianne; la flotta giapponese subì durissime perdite; fra ottobre

e dicembre furono riconquistate le Filippine. Si avvicinava la fine anche per il Giappone









IL 1945: L’ANNO DELLA VITTORIA ALLEATA

Settimo anno di guerra. Milioni e milioni di uomini erano morti in tutto il mondo; grandi città come Varsavia,

Amsterdam, Londra, Colonia, Amburgo, Berlino, Tokyo semidistrutte da bombardamenti aerei; nazioni intere

sconvolte: questa era l‟orrenda situazione che il mondo presentava nel 1945; ma fortunatamente la guerra

era quasi al termine.





SUL FRONTE ITALIANO

Gli alleati avevano tentato un primo attacco alla “ linea gotica “ nell‟autunno del ‟44, ma avevano ottenuto

scarsi risultati; e l‟offensiva si era arrestata durante l‟inverno quasi in vista di Bologna. Fu un duro inverno,

quello, per i partigiani italiani che dovettero sopportare violenti attacchi dai nazifascisti ed ebbero gravi

perdite ; ma finalmente, il 10 aprile, gli Alleati scatenarono l‟azione risolutiva per la riconquista dell‟intera

Italia settentrionale.

Il 21 aprile fu occupata Bologna e il 23 oltrepassato il Po; il 25 tutte le forze partigiane italiane passarono

all‟offensiva e liberarono vaste zone del Piemonte, della Lombardia e del Veneto. Per i Tedeschi era la fine;

le loro forze si dispersero. Il 28 aprile Mussolini, fuggito da Milano, fu catturato e fucilato presso Como. Il

giorno dopo le truppe tedesche ancora in Italia (circa un milione di uomini) si arresero; per l‟Italia dopo anni

di lutti, di dolore, di distruzioni spaventose, la guerra era finalmente terminata.

SUL FRONTE ORIENTALE

Nel gennaio, le truppe sovietiche si rimisero in moto su tutto il fronte, e penetrarono in territorio tedesco.

Entro il mese esse giunsero sull‟Oder occupando la Slesia il più importante bacino minerario tedesco dopo la

Ruhr. Oltre 3 milioni di uomini dell‟esercito sovietico dilagarono con migliaia di carri armati in Germania; il

paese aggressore ormai stava provando tutto l‟orrore di un invasione nemica. Il 13 febbraio cessò ogni

resistenza tedesca a Budapest, alla fine del mese i sovietici erano a 80 chilometri da Berlino.

Una alla volta, tutte le grandi città della Germania orientale caddero in mani russe.

Il 20 aprile. 4000 carri armati sovietici erano già alle porte di Berlino, semidistrutta.

Il 24 fu scatenato l‟assalto decisivo: i Tedeschi si difesero con un coraggio e un accanimento incredibili.

Intanto, in quei giorni, anche gli Alleati erano giunti a pochi chilometri da Berlino, ma per un accordo

intervenuto fra i capi di governo si arrestarono, lasciando che la capitale fosse occupata dai Russi. Il 2

maggio, la guarnigione di quel mare di macerie che era Berlino si arrese alle truppe sovietiche. Hitler, chiuso

nel sotterraneo corazzato della Cancelleria, si era ucciso.

SUL FRONTE PACIFICO

Il 14 aprile vennero completamente rioccupate le Filippine. Intanto sul Giappone venivano effettuati

tremendi bombardamenti aerei che distrussero il centro di Tokyo e di altre città . Poi tra l‟aprile e il

giugno,gli americani conquistarono dopo una lotta atroce ,l‟isola di Okinawa,che era territorialmente

giapponese.Mentre il Giappone cercava invano di difendersi, la Repubblica americana,per non perdere

soldati ,decise di usare una tremenda arma appena costruita :la bomba atomica.





L’OLOCAUSTO NUCLEARE

La prima bomba atomica fu lanciata il 6 agosto su Hiroshima: la città fu rasa al suolo e morirono 70000

persone. Tre giorni dopo, fu lanciata un‟altra bomba su Nagasaki: morirono oltre 30000 persone. Dopo

questo atroce bombardamento, il 15 agosto, anche il Giappone si arrese. Il 2 settembre 1945, a bordo della

corazzata Missouri, i delegati del Giappone e dei governi alleati firmarono l‟atto di resa. Era finita così la

seconda guerra mondiale.





CONSEGUENZE DEL CONFLITTO: La seconda guerra mondiale sancì la crisi definitiva della supremazia

europea, e l‟emergere di due superpotenze USA e URSS. Nasceva così un nuovo equilibrio internazionale di

tipo bipolare. Gli orrori della guerra ,le rivelazioni sullo sterminio degli ebrei,lo spaventoso potere

distruttivo della bomba atomica ,colpirono profondamente l‟opinione pubblica e spinsero le potenze vincitrici

a cercare basi più stabili e regole nuove per i rapporti internazionali. Il maggior tentativo in tal senso

consistette nella creazione dell‟ONU (1945),ovvero organizzazione delle nazioni unite.Essa fu creata al posto

dalla vecchia società delle nazioni,con l‟obiettivo appunto di salvare le generazioni future dalla guerra,e di

creare strumenti internazionali per promuovere il progesso economico e sociale di tutti i popoli.L‟ONU sin

dal momento della sua creazione,rappresentò il mezzo tramite il quale ogni nazione potè far sentire la

propria voce.Questo grazie anche al fatto che il suo statuto, prevedeva e tutt‟ora prevede un Consiglio di

sicurezza, che in caso di crisi internazionale,ha il potere di prendere decisioni vincolanti per gli stati,e di

adottare misure che possono giungere fino all‟intervento armato;inoltre l‟ONU è composta di 15 nazioni (di

cui 5 fisse:Russia,USA,Gran Bretagna,Francia, e Cina),e ogni componente ha diritto di veto,tramite il quale

può bloccare l‟azione dell‟intero Consoglio.

1946 :PROCESSO DI NORIMBERGA

La decisione dei paesi vincitori, di processare i capi del Terzo Reich,rappresentò una vera e propria svolta

storica.Mai come prima di allora,il diritto internazionale aveva acquisito una una dimensione penale. Processo

di Norimberga è il nome comunemente usato per due distinti gruppi di processi ai nazisti coinvolti nella

seconda guerra mondiale e nella Shoa. I processi si tennero nella città tedesca di Norimberga (Nürnberg)

dal 20 novembre 1945 al 1 ottobre 1946 nel Palazzo di Giustizia di Norimberga (l'unica corte tedesca

abbastanza grande da poter contenere l'evento e che non fosse stata distrutta dai bombardamenti alleati).

Il primo e più famoso di questi processi fu il Processo dei principali criminali di guerra davanti al Tribunale

Militare Internazionale, che giudicò ventiquattro dei più importanti capi nazisti catturati (o ancora ritenuti

in vita). Il secondo gruppo di processi fu per criminali di guerra inferiori, tenuto sotto la Legge numero 10

del Consiglio di Controllo, e comprese anche il famoso Processo ai dottori La decisione di porre a processo i

principali esponenti dell„Asse fu presa ancor prima della cessazione della guerra. Dal 18 ottobre al 11

novembre del 1943 si svolse a Mosca la terza conferenza tripartita di Mosca , con la presenza dei tre

ministri degli esteri dell'alleanza,Cordell Hull , Anthonv Eden e Wacheslav Molotov. Fu stilato un primo

elenco degli uomini politici che avrebbero dovuto essere processati in caso di vittoria dell'alleanza:

Adolf Hitler, capo del nazismo

Benito Mussolini, capo del fascismo

Heinrich Himmler, capo delle SS

Joseph Goebbels, ministro della propaganda tedesco

Hermann Göring, successore designato di Hitler e Maresciallo del Reich

Joachim von Ribbentrop, ministro degli esteri tedesco

Come ebbe a scrivere Churchill nelle sue memorie, "l'uccisione di Mussolini ci risparmiò una Norimberga

italiana". Al termine dell'incontro venne stilato un documento nel quale i tre capi della coalizione, Winston

Churchill, Franklin Delano Roosevelt e Stalin, si impegnavano al termine della guerra a far sì che i criminali

nazisti venissero processati secondo le leggi del paese nel quale i crimini fossero stati commessi. Nella

successiva Conferenza di Teheran, dal 28 novembre al 1 dicembre dello stesso anno, venne esteso il

concetto di crimine nazionale ad un più ampio livello, e superato il concetto della punibilità nazionale.

FINI COSI’…TERMINO’ CON UN LAMPO…..









IN UN MILIONESIMO DI SECONDO,UN NUOVO SOLE SI ACCESE NEL

CIELO,UN BAGLIORE BIANCO ,ABBAGLIANTE,CENTO VOLTE PIU’ DELLO

STESSO SOLE……

UN SECONDO PER LA VITA



In un secondo , la prima palla di fuoco irradiò milioni di gradi su Hiroshima….



In un secondo , 86000 persone persero la vita all’istante…..



In un secondo, 72000 persone rimasero gravemente ustionate , e per anni seguì una

scia di morte e sofferenza ……



In un secondo ,6820 case ,furono sbriciolate e scagliate in aria da un

risucchio di un vuoto d’aria,per km di altezza nel cielo,sotto forma di una

colossale nube di polvere……….



In un secondo, raggi mortali di neutroni,e raggi gamma bombardarono il luogo

dell’esplosione in un raggio di 1,5 km:le donne sopravvissute colpite da queste

radiazione,diedero vita a dei mostri……..





In questo secondo, l’uomo ,che Dio aveva creato a sua immagine e

somiglianza,ha compiuto con l’aiuto della scienza il primo tentativo di annientare

se stesso………….

HIROSCIMA PRIMA DELLA BOMBA NAKASAGHI PRIMA E DOPO

ATOMICA….. L’ESPLOSIONE…









HIROSMIMA DOPO LA BOMBA ATOMICA…

“Il razzismo è la valorizzazione, generalizzata e definitiva, di differenze, reali o

immaginarie, a vantaggio dell‟accusatore e ai danni della vittima, al fine di

giustificare una aggressione o un privilegio: il razzismo riconosce,anzi esaspera le

differenze”………



Il termine razzismo è composto da razza (dal latino generatio oppure ratio, con il significato di

natura, qualità) e ismo (suffisso di origine greca : astratto collettivo, sistema di idee, fazione e, per

estensione, partito politico) che può sottintendere significati differenti:



1. storicamente rappresenta un insieme di teorie che sostengono che la specie umana sarebbe un insieme

di razze,biologicamente differenti, e gerarchicamente ineguali. Tra i fondatori di questa teoria, che nel

XIX secolo ebbe una triste dignità scientifica (al punto da venire oggi chiamata dagli storici razzismo

scientifico), fu l'aristocratico francese Joseph-Arthur deGobineau, autore di un Essai sur l'inégalité

des races humaines (Saggio sulla diseguaglianza delle razze umane,1853-1855). Intorno al 1850il

razzismo esce dall'ambito scientifico e assume una connotazione politica, diventando l'alibi con cui si

cerca di giustificare la legittimità di prevaricazioni e violenze. Una delle massime espressioni di questo

uso è stato il nazismo



2. In senso colloquiale definisce ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce,

discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro

cultura,religione,etnia,sesso e sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche.





3. In senso più lato comprende anche ogni atteggiamento passivo di insofferenza, pregiudizio,

discriminazione, teso a pretendere un atteggiamento di considerazione particolare da parte di gruppi di

persone che si identificano attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o

altre caratteristiche.

Il termine genocidio deriva dal greco (ghénos razza, stirpe) e dal latino (caedo

uccidere) ed è stato definito dall'ONU come "Gli atti commessi con l'intenzione di

distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso".

Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che ne

comportino la scomparsa sia fisica sia culturale , totale o parziale, è di solito inserita

sotto la definizione di genocidio. Il termine è entrato nell'uso comune e ha

iniziato ad essere considerato come un crimine specifico, recepito nel diritto

internazionale e nel diritto interno di molti Paesi. Il genocidio è uno dei peggiori crimini

che l'uomo possa commettere perché comporta la morte di migliaia, a volte milioni, di

persone, e la perdita di patrimoni culturali immensi. È pertanto definito un crimine

contro l’umanità dalla giurisprudenza Il termine è stato usato per la prima volta nel

1946 durante il processo di Norimberga ,per indicare della gravissima colpa ,di cui

personalità di spicco naziste avevano macchiato la propria coscienza.

Le forma di governo, che sfogò tutto il suo odio e tutto il suo potere tramite il

genocidio di intere popolazioni, fu il Nazismo ……….





IL NAZISMO

La terminologia nazismo (contrazione di nazional-socialismo) definisce l'ideologia e il movimento politico

tedesco collegati all'avvento al potere in Germania nel 1933 da parte di Adolf Hitler , conclusosi alla fine

della seconda guerra mondiale con la conquista di Berlino da parte delle truppe sovietiche (maggio 1945).

Il nazismo sposa una forma nazionalistica e totalitaria di socialismo (opposta al socialismo internazionale di

stampo marxista).

Il nazismo trae origine dal partito politico guidato da Adolf Hitler, l„NSDAP (Nationalsozialistische

Deutsche Arbeiterpartei, Partito operaio nazionalsocialista tedesco), ed è basato sul programma politico

indicato da questi nel libro MeinKampf . Una volta raggiunto il potere tramite una regolare elezione, si

trasformò in dittatura , con un programma di eliminazione anche fisica sia degli avversari politici che di

persone appartenenti a categorie ritenute inferiori o dannose per la società, quali gli ebrei , gli slavi, gli

omosessuali, i portatori di handicap e i ritardati mentali (definiti nel complesso con l'aggettivo

Untermenschen , cioè sub-umani).

La Germania di questo periodo storico viene generalmente indicata comeGermania nazista. Il nazismo veniva

anche chiamato nazionalsocialismo (in tedesco Nationalsozialismus). Gli aderenti al nazismo erano detti

nazisti. Il nazismo è fuorilegge nella Germania odierna, anche se alcuni resti, denominati neonazisti,

continuano ad operare in Germania e all'estero. Alcuni revisionisti disseminano propaganda che nega o

minimizza l„Olocausto e altri atti dei nazisti, e cerca di dare una luce positiva alle politiche naziste e agli

eventi sotto le quali si svolsero.

Ideologia In base al Mein Kampf(La mia battaglia), Hitler sviluppò le sue teorie politiche, partendo

dall'attenta osservazione delle politiche dell'Impero Austro-Ungarico. Egli nacque come cittadino

dell'Impero, e credeva che questo fosse indebolito dalla diversità etnica

Inoltre, vedeva la democrazia come una forza destabilizzante perché poneva il potere nelle mani delle minoranze etniche, che

erano perciò incentivate a indebolire ulteriormente l'Impero. La teoria nazista ipotizzò la superiorità della razza ariana come

"razza dominante" su tutte le altre e in particolare sulla 'razza ebraica'. Il concetto di "razza" è l'essenza della dottrina

pseudoscientifica nazista. Per il nazionalsocialismo una nazione è la più alta espressione della razza. Quindi una grande nazione

è la creazione di una grande razza. La teoria dice che le grandi nazioni crescono con il potere militare, e ovviamente il potere

militare si sviluppa da culture civilizzate e razionali. Queste culture naturalmente crescono da razze dotate di una naturale

buona salute e con tratti di aggressività, intelligenza e coraggio. Le nazioni più deboli sono quelle la cui razza è impura: sono

perciò divise e litigiose, e quindi producono una cultura debole. Le nazioni che non possono difendere i loro confini erano quindi

definite come le creazioni di razze deboli o schiave. Le razze schiave erano ritenute meno meritevoli di esistere rispetto alle

razze dominanti. In particolare, se una razza dominante necessitava di "spazio vitale", si riteneva avesse il diritto di prenderlo

e di eliminare o ridurre in schiavitù le razze schiave indigene. Come conseguenza, le razze senza una patria venivano definite

"razze parassite": più gli appartenenti a una razza parassitaria erano ricchi e più virulento era considerato il parassitismo. Una

"razza dominante" poteva quindi, secondo la dottrina nazista, rafforzarsi facilmente eliminando le "razze parassitarie" dalla

propria patria. Questa era la giustificazione teorica per l'oppressione e l'eliminazione fisica degli ebrei e degli slavi, un

compito che anche molti nazisti trovavano personalmente ripugnante ma che compivano giustificando le loro azioni in nome

dell'obbedienza allo Stato nazista. L'uomo che riconosce queste "verità" era detto "capo naturale", quello che le negava era

uno "schiavo naturale". Gli schiavi, soprattutto quelli intelligenti, si riteneva cercassero sempre di ostacolare i padroni

promuovendo false religioni e dottrine politiche. Per iniziare a diffondere questo pensiero e farlo assimilare dalla popolazione

venivano mostrati filmati di tedeschi deformi, fisicamente o mentalmente, fatti giungere adagio adagio da tutta la Germania in

alcuni centri di raccolta, mettendo in evidenza i loro problemi fisici e mentali; furono questi i primi esseri umani bruciati nei

forni dai nazisti. All'inizio queste operazioni di sterminio erano fatte di nascosto: solo gli abitanti del luogo si accorgevano

che, dopo ogni arrivo, dai camini di questi centri di raccolta usciva una grossa quantità di ceneri e forti odori. Si usarono i

mezzi di comunicazione dell'epoca, soprattutto le riprese cinematografiche, per far accettare alla gente queste pratiche

come qualcosa di necessario per il bene comune.

A DEEP CULTURAL CRISIS

The first part of the twentieth century,was characterized by extraordinary

transformations.This age was marked by the two World War, with the launch of

atomic bomb, and by new faster means of transport and communication.

However,this period was olso a period of deep cultural crisis,which had been

growing since the last two decade of 19th century,and led the end of Victorians

values. So the only two thing gave to people the belief that all human misery

could be swept away, were the science and the positivistic faith in progress.

Nervertheless,the first World War ,in which million of british soldiers died, left

the country in an atmosphere of disillusionment and cynicism:stability and

prosperity seemed to belong only to privileged class whome wasn’t aware of

the atrocities of the war. An increasing feeling of frustration led to a remarkable

transformation of the notions of Imperial egemony: the Empire became divided

into a free association of state,the Commonwealth .

Nothing seemed certain:even science and religion offered a little comfort and

security to the afflicted society of 19th century: scientists and philosopher

destroyed the old concept, and spread new theories ,which could explain the

new role af man in the universe.

THE IRISH QUESTION AND THE EASTER RISING





The most important issue of British politics, in the first part of 19th was the Irish

Question. This term refers to the tragic event connected with struggle for Irish

independence. During the years of the first World War, some Irish volunteers

organised a rebellion on Easter Monday of 1916 (this fact inspired Yeat’s

poem Easter 1916 ),and thy proclaimed an Irish republic. The rebellion was

suppressed,ut it became a legendary symbol of Irish heroism ,when the British

executed the leaders of that revolutionary movement.In 1918,there were the

election,and Sinn Fein party won in all seat of Irland exept in Ulster. In 1919

the Irish volunteers became IRA(Irish Repubblican Army) and prepared

themselves for the civil war,which began during Easter 1920.The war ended

with the establishment of the Irish free state, under the leadership of Eamon de

Valera,as a dominin of the Empire.The other six Protestant counties of Ulster

remained a part of United Kingdom, with their own parliament in Belfast. Only in

1949 with the official proclamation of the Repubblic of Irland, the

Commonwealth ended.

Walls

Great Britain Scotland

UNITED KINGDOM IS MADE UP Engalnd

(POLITICALLY) BY:



North Irland or Ulster









North Irland or Ulster



IRLAND IS MADE UP

(GEOGRAPHICALLY) BY:

Sud Irland(whic is indipendent)

JAMES JOYCE’S LIFE AND POETRY

James Joiyce,was born in Dublin in 1882. He was educated at Jesuit school,including University College,in

Dublin.Here he studied French, Italian and German languages,and in 1902 he graduated himself in modern

literature.He grew up on the wave of political and literary movement of rebel among rebels,which had as their

objective the freeingof Irland from English dominance. Joyce’s interest, was for a broader European

culture,because he thinked of himself as an European rather than an Irishman. His attitude contrasted greatly with

W.B.Yeats’ one.On one side , Yeats were leading the Irish renaissance and he were trying to redicover the Irish

celtic identity , referring back to the past,to recreate a national coscience;on the other side ,Joyce belived that the

only way to increase to Irland’s awareness was by offer a realistic portrait of its life from a comsmopolitan

viewpoint. He spent some time in paris,but in 1903,his mother’s fatal illness brought him to Dublin.One year later

he met and fell in love with Nora Barnacle,who was working as a chambermaid in a hotel and with whome had two

chidren Giorgio and Lucia in 1931.On the 16th june 1904 he began to write Ulysses, and in October,he moved to

in Italy,and precisely in Trieste ,where Joyce himself met Italo Svevo and they joined togheter. It is possible see

the result of this collaboration, in Svevo’s masterpiece “La coscienza di Zeno”,where Svevo himself uses the most

joyce’s important narrative technique:the “paralysis” .(Zeno Cosini,the protagonist of “la cosienza di Zeno” is

paralized by the ineptude of his life).The years in Trieste were difficult because of financial problems:joyce was in

trouble with the publisher and printers for the obscene elements that appeared in his works and in specially in

Chamber Music(1907).In 1914 on the wave of the first World War he published Dubliners a collection of short

story about Dublin and Dublin’s life.In the same years ,joyce was helped by Ezra Pound to print A portrait of the

Artist as a Young Man,his first autobiographical novel.In 1914 he published Exiles: Trieste was occupied by

Austrian, and joyce had to leave the city he had to move to Zurich. “Dubliners” and “a portrait of the Artist as a

young Man” established him as a famous poet.In 1917 he received his first anonymous donation which enabled

him to continue writing “Ulysses”,that was published in 1917.In March1923 he began to write Finnegans Wake,but

hitler’s advancein Europe caused joyce’s flee from France to Switzerland where the writer died in Jenuary 1941.

JOYCE’S EXILE AND HIS REBELLION AGAINST THE CHURCH

Joyce went into a voluntary exile at the age of twenty,and he set all his work in Dublin.His effort was to give a

realistic portrait of ordinary people,doing ordinary things,and living ordinary lives. For this reason he explains in

his composition,man’s mental emotional and biological reality,and he fused it with the cultural heritage of modern

civilization,and with the natural world around him.Althoght joyce was educated in a Jesuit school where chatolic

priests formed his mind,he challenged Chatolicism.His hostility toword the church was the revolt of artistic-heretic

against the official doctrine of Church or the struggle between aesthete-heretic and provincial Church which had

taken the possession of irish mind.So at the base of the revolt there was the problem connctes with the artistic

potentialities.



STYLE AND TECHNIQUE

IMPERSONALITY OF THE ARTIST: Joyce believed in the impersonality of the artsist started by Eliot:”The

poet has not a personality to express.but a particular medium,which is only amedium and not a personality,in

which impression and experiences, combine in a peculiar and unexpected ways.the emotion of art is

impersonal .



THE TASK OF THE ARTIST: the artist must render life objectively in his/her composition the reality

surroundinghim/her in order to give to the resders a true image of it. For this,necessarily is the detachment

and the isolation of the artist from society.



INTERIOR MONOLOGUE: Joyce uses the interior monologue with two levels of narration:one external to the

character and one internal.



EPYPHANY:the description of all joyce’s story is realistic and extremely concisewith abundance of external

details.So the “epiphany” is the udden spiritual manifestation caused by a trivial gesture,an external object.or a

banal situation,that a character uses to lead a sudden self-raelization about himself/herself or about the relity

sourrandig him /her.

LANGUAGE: the language broke down into a succession of words without punctuation or grammar

connections,and reality became the place of psycologicalprojections,of symbolical archetypes and culturale

knowledge.









“Dubliners” is the most important composition of joyce.It talks about the effects of economic,cultural and religious

forces on the lives of lower-middle-class Dubliners.

“Dubliners” consists of fifteen short stories:they all lack obvious actions, besides they disclose human situation

,moments of intensity ,and moral,social,and spiritual revelation.The first stories are about childhood and youth in

Dublin,the other are about the middle years of character involved in the story itself,and their social, political or

religious affairs.The last story is “The Dead” .It can ve considered joyce’s first masterpiece:it stands out all the

other stories because is more elaborate and more remarkable.

NARRATIVE TECHNIQUE

In each story,the omniscent narrator and the single point of view are rejected:the story is narrated from personal

perspective of character.Every character is presented throught the use of narrated monologue:it consist of free

direct thought and free direct speech.This technique allows to reader to acquire precise knowledge of character

involved in a story.The linguistic register is varied : infact throught the language used in each story,the reader can

understand the age ,the social class and the role of the character in the situation described.

A PERVASIVE THEME:PARALYSIS

The paralysis of Dublin is linked to religion,politics,and culture.Dubliners accept this situation becouse or they

aren’t aware of it,or becouse they lack courage to break the chains that bind them,so dubliners are afflicted,weak

and afraid people.However the moral centre of the composition is not paralysis but its revelation to its victims;the

main theme is the failure to find a way out of “paralysis”,whome opposite is “escape” and its consequent failure.

The protagonist of the story are Gabriel Conroy,and Gretta. Gabriel theaches in joyce’s university,and he writes

review for joyce’s newspaper;he is considered an embodiment of joyce as he had never left Dublin,a city

paralysed by old traditions and by obsolete culture.Gretta is Gabriel’wife and she is considered an embodiment of

joyce’s wife ,Nora. The story opens when Gabriel and Gretta went to annual Cristhmas party given by Giulia and

Kate Morkan.Gabriel’s aunts.During the party itself,Gabreil met several people such as Mrs Ivor,a Nationalistic

irritating young woman who accuses him to being a “West Briton”.This meeting made Gabriel unsure of

himself,and the evening became a disaster for him.However,after that he makes a well-received speech,but he

thinks it is a superficial triumph. Toward the end of the evening,Gretta listening a song “The Lass of

Aughrim”,which reminds her of young man,Micheal Furey, who used to sing it and who died for his love when he

was seventeen years old.After the party ,Gabriel and his wife come back in their room in a hotel nearby:Gretta is

pshicologically far away fraom her housband,while Gabriel sees her with affectionate pity.





The passage is taken from “The Dead” the last story of “Dubliners”.This extract is the combination of :







GRETTA WHILE SHE WAS SLEEPING



REALISTIC

DESCRIPTIONS THE ROOM ,AND GRETTA‟S CLOTHES

OF:

THE WEATHER

Micheal :is an angel;he is died but he „ll live in Gretta‟s

heart forever.









The weather: snow covered life and death without

SYMBOLS: differeces,and it destroys the conflict among them.









Gabriel:according to the holy Bibble,Gabriel is the name

of Prince of Fire or the name of Angel of the Death.

The narrative technique used in the text are:the epyphany (when Gabriel looks at

Gretta sleeping;the allitterartions that confer to the text an anxious and solemn

tone:there are many alliterations in the last part of the passage,where the text becomes

highly poetical(“snow swooned slowly”,”falling faintly…and faintly falling” “croocked

crossed”);the repetitions (“falling softly…..softly falling”,”falling faintly…and faintly falling”

),which revels throught the text the confusion in Gabriel’s mind).

The whole text is pervaded passages from outer stimuli to inner realtity,as it is

showed in the following lines ,whic are taken from the text itself:



“Gabriel ,leaning on his elbow ,looked for a few moments unresentfully on her tangled hair and half-

open mouth,listening to her deep drawn breath”.



“Perhaps she had not told him all the story.His eyes moved to the chair over which che had thrown

some of her clothes .A petticoat string dangled to the floor.One boat stood upright,its limps upper

fallen down :the fellow of it lay upon its side.He wondered at this riot of emotion of an hour

before.From what had it proceeded?”



“The air of the room chilled his shoulder.He stretched himself cautiously along under the sheet and

lay down besides his wife :One by one they were all becoming shades .Better pass bodly into that

other world ,in the full glory of some passions,than fade and wither dismally with age.”



“Generous tears filled Gabriel’s eyes.He had never felt like that himself toward any woman but he

knew that such a feeling must be love.The tears gathered more thivkly in his eyes and in the partial

darkness he imagened he saw the form of a young man standing under dripping tree.”





A few light taps upon the pane made him turn to the windows .It had begun to snow again.He

watched sleeply the flakes,silver and dark,falling obliquely agaist the lamplight





His soul swooned slowly as he heard the snow falling faintly through the universe and faintly

falling,like the descent of their last end ,upon all the living and the dead.

Come gli altri corpi dell‟universo e del sisitema

solare,anche la terra racchiude in sé il mistero di una

genesi e di una evoluzione, che possono sembrare

lontane dai nostri interessi pratici ed immediati,ma

riescono comunque ad affascinarci:nella totalità di

questi fenomeni evolutivi si è inserita l‟origine della

vita………La nostra esperienza quotidiana è

strettamente connessa alla configurazione assunta nel

tempo che ci ospita:basti pensare all‟alternarsi del dì

e della notte o al succedersi delle stagioni ,regolati

dal movimento della terra rispetto al sole.La

conoscenza della terra ,della sua forma ,delle sue

dimensioni,della sua posizione nel sistema solare e più

in generale nell‟universo,suscita l‟attenzione dell‟uomo

sin dai tempi più antichi…

Di seguito verranno analizzati:

1) La forma , la dimensione e la struttura interna

della terra ;

2) La determinazione della posizione dei

luoghi sulla superficie terrestre;





3)I movimenti della Terra nello spazio;







4)La misura delle coordinate temporali;

LA FORMA E LE DIMENSIONI DELLA TERRA

I popoli delle civiltà più antiche (come i greci ai tempi di Omero) che

nell‟impossibilità di abbracciare l‟orizzonte con lo sguardo, diedero origine all‟idea

che la terra fosse piatta e poco estesa,simile a un disco circolare circondato

dall‟oceano e poco esteso.A partire dal V secolo invece, Pitagora basandosi su

presupposti teorici ,giunse al riconoscimento della Terra come pianeta dalla forma

sferica;l‟idea che la Terra fosse piatta venne riassunta nell‟alto Medioevo,in

coincidenza del decadere di tutte le scienze,ma venne definitivamente abbandonata

dagli Umanisti,i quali si rifacevano alle idee più avanzate di Aristotele(384-322 a.C)

e Tolomeo(100-178 d . C.). Il nostro pianeta ha dunque una forma pressochè sferica

Più precisamente.a cuasa del suo rapido movimento di rotazione,la terra è

leggermente schiacciata ai poli e rigonfia all‟equatore:la sua forma può essere quindi

assimilata ad un elissoide di rotazione (solido geometrico dato dalla rotazione di una

ellisse intorno al suo asse minore).Tuttavia per definire ancora meglio la forma del

nostro pianeta ,esso è stato definito come un geoide (Il geoide è una superficie

normale in ogni punto alla direzione della verticale, cioè alla direzione della forza di

gravità).L‟adozione di tale solido permette di superare alcune difficoltà nelle

misurazioni ,dovute per lo più alle irregolarità che caratterizzano la superficie

terrestre.Le recenti misure astrogeodetiche, hanno consentito di determinare con

accuratezza la lunghezza del raggio polare stimato a 6357 km, e quella del raggio

equatoriale stimato a 6378 km;la diversità dei due valori esprime lo schiacciamento

polare della Terra. L‟unità di misura delle lunghezze del sitema Terra è il metro.

L’interno della Terra

L‟interno del nostro pianeta,che prende anche il nome do

geosfera,è costituito da rocce di diversa composizione e

fase.Grazie allo studio dei sismogrammi si è giunti a

considerare l'interno della terra suddiviso in una serie di gusci;

difatti si è notato che le onde sismiche subiscono fenomeni di

rifrazione nell'attraversare il pianeta. La rifrazione consiste

nella modifica della velocità e della traiettoria di un onda

quando questa si trasmette ad un mezzo con differente

densità. Si sono potute così rilevare superfici in profondità in

cui si verifica una brusca accelerazione e deviazione delle onde

(le onde s attraversano solo solidi,mentre le P e le T

attraversano sia mezzi liquidi che solidi), e in base a queste

sono state identificate quattro zone sferiche concentriche: la

crosta, il mantello, il nucleo esterno e il nucleo interno.

LA CROSTA

La crosta è la parte più superficiale della terra, quella su cui viviamo. Il suo spessore e gli strati di roccia

che la compongono variano in corrispondenza di continenti e oceani. Sotto i continenti, la crosta è formata

da tre strati:

1)uno strato più esterno di granito

2)uno strato intermedio (di cui non si conosce la composizione)

3)uno strato più interno di basalto.

I primi due strati formano l'ossatura vera e propria dei continenti e galleggiano letteralmente sullo strato

di basalto, premendo verso il basso con tutto il loro peso, specie dove esistono massicce catene montuose.

Procedendo i margini dei continenti, la crosta si assottiglia progressivamente: lo strato di granito e quello

intermedio tendono a sparire sotto gli oceani, infatti,la crosta è formata da una sottile fascia di sedimenti

e dal solo strato basaltico. La crosta è divisa dal mantello dalla discontinuità di "MOHOROVICIC" o più

semplicemente "MOHO"



IL MANTELLO

Il mantello si estende sotto la crosta fino a circa 2900 Km di profondità. Fra la crosta e il mantello si

trovano spesso delle enormi sacche di magma, che sono all'origine dell'attività vulcanica. Infatti,quando la

crosta, come spesso avviene, presenta fessure o spaccature, gas e rocce incandescenti riescono a

raggiungere la superficie e fuoriuscire. Il mantello termina verso il basso con la superficie di discontinuità di

"GUTEMBERG".





IL NUCLEO Il nucleo è la parte più interna del nostro pianeta. E' suddivisa in nucleo "esterno" che ha le

caratteristiche di un liquido, mentre il nucleo "interno" è solido. Nessuna sonda è mai riuscita a penetrare

nel mantello o nel nucleo, di conseguenza queste conclusioni sono basate solo su studi particolari e sono

quindi suscettibili d'ulteriori perfezionamenti via via che progrediscono le nostre conoscenze in questo

campo.

IL RETICOLATO GEOGRAFICO

Si immagini un piano perpendicolare all‟asse terrestre e passante per il centro della Terra;tale

piano dividerà il globo terrestre in due emisferi: l‟emisfero boreale o settentrionale dalla

parte del polo Nord, e l‟emisfero australe o meridionale dalla parte del polo Sud. Tale

piano,rappresentato idealmente da una circonferenza equidistante dai poli,verrà chiamato

equatore.









PARALLELI: l ‟intersezione tra la MERIDIANI: Tagliando la sfera

superficie terrestre ed altri piani celeste,con piani contenenti

perpendicolari all‟asse ma non l‟asse,perpendicolari all‟equatore,si

contenenti il il centro della terra avranno tanti circoli massimi tutti

sono chiamati paralleli ;questi pur uguali e tutti passanti per i poli:i

avendo la stessa ampiezza meridiani. Comunemente come

angolare,hanno circonferenza meridiani si considerano le

minore dell‟equatore che decresce semicirconferenza compresa tra

da quest‟ultimo andando verso i un polo all‟altro,per questo si parla

poli. di meridiani ed anti-meridiani.





Naturalmente essendo linee immaginarie,i paralleli ed i meridiani sono in numero

infinito,tuttavia si usa prendere in considerazione quelli tracciati un grado l‟uno dall‟altro,e

perciò si dice che i meridiani di grado sono 360 e i paralleli di grado sono 180(di cui 90 a Nord

e 90 a Sud).L‟insieme dei meridiani e dei paralleli rappresenta il cosiddetto reticolato

geografico.

SERVONO AD INDICERE LA POSIZIONE DI UN PUNTO SU UN PIANO









LA LATITUDINE: LA LONGITUDINE:

E‟ la distanza angolare di un E‟ la distanza angolare di un

punto dall‟equatore e può punto da un determinato

essere Nord o Sud,a seconda meridiano,misurata sull‟arco

che il punto si trovi di parallelo che passa per quel

nell‟emisfero boreale o in punto;essa può essere Est o

quello australe;essa Ovest, a seconda che il punto

corrisponde all‟ampiezza si trovi ad occidente o ad

dell‟angolo al centro della oriente. Usualmente,come

Terra, sotteso dall‟arco di meridiano di riferimento si

meridiano congiungente il prende il meridiano di

punto considerato con Greenwich(Londra).

l‟Equatore.

SERVONO A DETERMINARE LA POSIZIONE ASSOLUTA DI UN ASTRO SULLA SFERA CELESTE









LA ASCENSIONE RETTA:

LA DECLINAZIONE

CELESTE: è la distanza che

è la distanza angolare intercorre dall‟astro

che intercorre tra considerato , e il

l‟astro cosiderato e meridiano preso

l‟equatore celste. come riferimento.

I MOTI DEL PIANETA

LA ROTAZIONE

Il moto di rotazione :è il moto che la terra compie intorno al proprio asse,da

occidente(Ovest),verso oriente(Est).Generalmente il nostro pianeta compie questo

movimento in un giorno,ma il valore temporale preciso discosta di qualche minuto,a

seconda che si parli di giorno sidereo o di giorno solare:





Il giorno sidereo: se annotiamo l‟ora in cui vediamo passare

“apparentemente” una stella su un determinato meridiano della superficie

terrestre e segnamo anche l‟ora in cui la stessa vi ripassa il giorno dopo,si

otterrà il periodo temporale sidereo;esso dura 23h56m4s.





Il giorno solare: facendo la stessa osservazione del giorno sidereo,si

considera al posto di una stella il Sole.Il tempo che questo ci mette per

passare due volte sul massimo punto dell‟orizzonte di un certo luogo e è

appunto il giorno solare e dura precisamente 24h:esso si discosta solo di

quattro minuti dall‟giorno sidereo.

Poiché ogni punto della terra compie in un giorno un giro completo di 360° ,qualunque

sia la lunghezza del parellelo da esso descritto nel suo moto, la velocità angolare di

rotazione è identica a tutte le latitudini,fatta eccezione per i poli dove è nulla.La

velocità lineare invece (distanza percorsa da un punto nell‟unità di tempo) è variabile

con la latitudine:e massima all‟equatore e nulla ai poli.Al diminuire della velocità

lineare naturalmente ,diminuisce anche la forza centrifuga,mentre parallelamente va

aumentando l‟azione della forza di gravità.



PROVE E CONSEGUENZE DELLA ROTAZIONE



PROVE



1)Una prima prova si può desumere dall‟esame dell‟apparente spostamento diurno dei

corpi celesti da Est verso Ovest. Si potrebbe spiegare questo movimento con una

reale rotazione degli astri intorno alla Terra,con una rotazione contraria alla Terra

da Est verso Ovest. Considerando però che molti astri si trovano a una distanza da

noi pari ad anni luce,ed asserendo che la velocità di essi e proporzionale alla loro

distanza dal pianeta,allora quest‟ultimi dovrebbero avere velocità molto maggiori di

quella della luce.Questo è impossibile in natura ,e quindi è la terra che compie

rotazione su se stessa.





2)Analogia con gli altri pianeti;

3)L‟esperimento di Foucault: essa consiste nell‟osservare lo spostamento del piano

di oscillazione di un pendolo rispetto agli oggetti terrestri e fu eseguita per la

prima volta nell‟Osservatorio di Parigi e poi pubblicamente nel pantheon nel 1851.

Foucault sospese alla cupola del Panthèon un pendolo costituito da un filo molto

lungo a cui era appesa una sfera sufficientemente pesante ,affinche‟ le oscillazioni

del pendolo potessero durare per alcune ore;alla sfera applicò un „asticina che

sfiorava un gran disco posto sul pavimento e riempito di sabbia.Si osservò che i

segni dell‟oscillazione ruotavano in senso orario.Fu facile dedurne che l‟apparente

rotazione del piano era dovuta ad un movimento effettivo del pavimento in senso

contrario,cioè alla rotazione terrestre che si attua in senso antiorario.





4)Esperienza di Guglielmini (la caduta libera dei corpi):un grave che viene lasciato

cadere da un punto elevato sulla superficie terrestre (in tal caso la Torre degli

Asinelli a Bologna) devia dalla verticale del punto di partenza e giunge al suolo

spostato verso Est.Guglielmini lasciando cadere un sassolino da un‟altezza di 100

m,osservò uno spostamento di 7mm .Il corpo come la torre partecipa alla rotazione

terrestre,e durante la caduta mantiene per inerzia la stessa velocità lineare di

rotazione che aveva nel punto di partenza,cioè una velocità maggiore di quella con

cui ruota il punto di arrivo,che è più vicino all‟asse di rotazione della Terra.



5)Alternarsi del dì e della notte;

CONSEGUENZE

La più importante conseguenza del moto di rotazione terrestre, è descritto tramite

la legge di Ferrel,la quale descrive lo spostamento dei corpi in moto sulla superficie

terrestre.L‟enunciato della legge di Ferrel è il seguente:



“A cusa della rotazione terrestre ,un corpo qualsiasi che si muova liberamente sulla

Terra viene deviato dalla sua direzione iniziale verso destra se si trova nell‟emisfero

boreale e verso sinistra se ci trova nell‟emisfero australe.” (intendendosi per

destra o sinistra quelle di un osservatore che guardi nella stessa direzione e nello

stesso senso del movimento del corpo).



Il fenomeno si spiega con il fatto, che un corpo in moto per inerzia tende a

conservare la sua velocità lineare di rotazione ,che aveva nel punto di

partenza.Precisamente si avrà che se il corpo si sposta verso i poli,andrà verso punti

che hanno una velocità lineare di rotazone minore rispetto a quella che esso

possiede:il corpo si troverà quindi in anticipo rispetto ad essi.Se invece il corpo si

muove vero l‟Equatore,andrà verso punti che hanno velocità maggiore e perciò si

troverà in ritardo rispetto ad essi.In tutti e due i casi,sembrerà che il corpo abbia

subito uno spostamentoverso destra nell‟emisfero settentrionale e verso sinistra

nell‟emisfero meridionale,per effetto della forza di Coriolis. Quest‟ultima è solo una

forza apparente,dato che ciò che realmente si sposta non è il corpo in moto bensì

la Terra,che con la sua rotazione provoca una deviazione apparente.

IL MOTO DI RIVOLUZIONE

Il moto di rivoluzione,è il moto che la terra (come tutti gli altri pianeti),compie

intorno al Sole in senso antiorario.Per analizzare al meglio tale moto bisogna avere

come riferimento le tre leggi di keplero:



“ I pianeti descrivono orbite ellittiche ,quasi

complanari,avente tutte un fuoco comune,in

I LEGGE cui si trova il sole”.





“Il raggio vettore che unisce il centro del sole

II LEGGE con il centro di un pianeta descrive superfici

con aree uguali in intervalli di tempo uguali”.





“I quadrati dei tempi che i pianeti impiegano

a percorrere le loro orbite ellittiche(periodi

III LEGGE di rivoluzione) sono proporzionali ai cubi

delle loro distanze”.

Dalla prima legge di Keplero,si avrà che la distanza Terra Sole varia a seconda che la

Terra si trovi in afelio(152milioni di km) o perielio(147milioni di km).La Terra viene a

trovarsi in perielio(distanza minima dal sole) ai primi di gennaio ,e in afelio (la

massima distanza dal sole)ai primi di luglio.L‟orbita descritta dalla terra intorno al

sole è ellittica,ma a causa della sua eccentricità(=0,0017) essa può essere quasi

assimilata ad una circonfarenza.Il sole naturalmente occupa uno sei due fuochi del

percorso ellittico.L‟intero percorso orbitale ha una lunghezza di circa 940milioni di

km;esso viene percorso ad una velocità variabile tra i 29,3km/s e i

30,3km/s.(seconda legge di Keplero).La Terra percorre un‟orbita intera in un

tempo,che varia a seconda che si parli di anno sidereo o anno solare:



ANNO SIDEREO:si intende per anno sidereo l‟intervallo di

tempo che passa tra due ritorni consecutivi del Sole nella

stessa posizione fra due stelle ed ha una durata di 365g 6h 9m

10s.









ANNO SOLARE:è il tempo che intercorre tra due passaggi successivi

del Sole allo Zenit dello stesso tropico,cioè fra due solstizi dello

stesso nome.Esso dura 365d 5h 48m 46s.

PROVE DELLA RIVOLUZIONE



APPARENTE MOVIMENTO DEL SOLE INTORNO ALLA TERRA(ECLITTICA)

SMENTITO DA:



1)Analogia con gli altri pianeti del sistema solare;





2)La periodicità annua di alcuni gruppi i stelle cadenti:questi dovrebbero indicare

che la Terra compiendo la sua rivoluzione intorno al sole, ritorna periodicamente in

alcune regioni caratterizzate da questi sciami di materia cosmica.







3)L‟aberrazione della luce proveniente dagli astri: quando si osserva una stella ,la

direzione secondo cui la vediamo non è quella effettiva data dalla congiungente del

punto di osservazione con la stella,ma è solo una direzione apparente.Se infatti si

usa un telescopio ,bisogna inclinarlo leggermente in avanti,nel senso del moto di

rivoluzione terrestre.Il fenomeno è spiegabile con il fatto che la luce proveniente

da un astro impiega un certo tempo a percorrere l‟asse ottico del telescopio ed

arrivare all‟occhio dell‟osservatore;nel frattempo si è spostato in un punto

dell‟orbita terrestre che non è più quello precedente.L‟angolo tra la direzione vera

e quella apparente è detto angolo di aberrazione.

L’ALTERNARSI DELLE STAGIONI









Alla base dell‟alternarsi delle stagioni,ci sono due fatti di estrema importanza:

1) l‟asse terrestre è inclinato di 660 33‟rispetto al piano dell‟orbita (ovvero 23° 27‟

rispetto alla normale a tale piano);

2)Se si considerano tempi non troppo lunghi ,l‟angolo di inclinazione dell‟asse

terrestre,rimane costante,ovvero l‟asse rimane per lo più parallelo a se stesso

durante il tragitto che la terra compie intorno al sole.

E‟ impossibile che l‟asse terrestre sia perpendicolare al piano dell‟orbita,altrimenti il

circolo di illuminazione passerebbe per i poli ;tagliando il globo in due parti uguali

farebbe si che la durata del dì e della notte sia uguale in tutti i luoghi del

mondo(condizione che si verifica solo il giorno degli equinozi) in qualsiasi momento

dell‟anno.Inoltre non si avrebbe più l‟alternarsi delle stagioni. Questo alternarsi è

dovuto al succedersi rispettivo degli equinozi e dei solstizi:







EQUINOZI: SOLSTIZI:

L‟equinozio ,è l‟istante in cui il I solstizi sono i due momenti

Sole nel suo moto apparente dell'anno nei quali il Sole

raggiunge uno dei due punti di raggiunge il punto più

intersezione tra l‟eclittica e il meridionale o settentrionale

pino dell‟orbita terrestre.La della sua corsa apparente nel

parola deriva dal latino e vuole cielo, rispettivamente al

dire “notte uguale”,ovvero tropico del Capricorno e al

giorno in cui la durata della tropico del Cancro.

notte e del dì sono uguali.Si può Etimologicamente, solstizio

avere l‟equinozio di significa "arresto del sole",

primavera(21 marzo),e perché la sua elevazione

l‟equinozio di autunno(23 zenitale non sembra

settembre). cambiare da un giorno

all'altro.

Il sole è allo Zenit dell‟equatore,e i raggi

EQUINOZIO DI solari sono tangenti ai poli.Il dì e la notte

PRIMAVERA E hanno uguale durata e l‟intensità del

D‟AUTUNNO riscaldamento diminuisce con l‟aumentare

della latitudine.





Nel solstizio d‟estate ,cioè quando il sole è

allo Zenit del Tropico del Cancro ,tutti i punti

a Nord dell‟equatore rimangono per un tratto

più lungo nella parte illuminata .Di

conseguenza solo all‟equatore si hanno 12 ore

SOLSTIZIO

di buio e 12 ore di luce, mentre nell‟emisfero

D‟ESTATE meridionale il dì è più breve della notte .I

luoghi compresi tra il Circolo polare Artico e

il polo Nord,restano illuminati durante tutta

la rotazione terrestre,mentre i luoghi della

calotta antartica rimangono per tutta la

rotazione nel buio.





Nel solstizio d‟inverno,i raggi sono invece

perpendicolare al Tropico del Capricorno e

si avrà che il dì sarà più lungo della notte

SOLSTIZIO nell‟emisfero meridionale e più corto in

D‟INVERNO quello settentrionale;completamente

illuminata sarà la calotta antartica e

totalmente al buio sarà quella artica.

MOTI MILLENARI:



1)MOTO DOPPIO-CONICO DELL‟ASSE:

L‟asse terrestre, si mantiene parallelo a se stesso durante la

rivoluzione,se si considerano tempi non troppo lunghi;se fosse

possibile effettuare osservazioni prolungate per migliaia di

anni, ci si renderebbe conto che la posizione dell‟asse stesso và

lentamente mutando.Difatti,l‟attrazione che la Luna e il

Sole,esercitano sul rigonfiamento equatoriale tende a far

coincidere il piano dell‟equatore con il piano dell‟orbita, e quindi

a raddrizzare l‟asse terrestre.A ciò si oppone la rapida

rotazione della Terra, che tende a mantenere all‟asse la

propria posizione.Le due forze si compongono e ne deriva il

moto doppio-conico dell‟asse ,che fa appunto descrivere

all‟asse due coni con vertici al centro della terra.Tale moto è

detto anche moto di precessione luni-solare.Il moto doppio-

conico, subisce a causa dell‟attrazione lunare e solare sulla

terra delle perturbazioni:infatti i coni hanno circonferenze di

base ondulate:tale fenomeno va sotto il nome di nutazione. E‟

evidente che il mutamento di direzione dell‟asse

terrestre,comporta un continuo spostamento dell‟ equatore

celeste,e quindi varia anche l‟intersezione di quest‟ultimo con

l‟eclittica.e si va spostando la linea degli equinozi,e quindi

anche quella dei solstizi perpendicolare ad essa.In sostanza gli

equinozi ed i solstizi vanno anticipando ogni anno la loro

posizione sull‟eclittica,di un arco di 50‟‟.Per tale motivo,il moto

doppio-conico è conosciuto anche come precessione degli

equinozi. Nonostante il loro spostamento sull‟eclittica ,gli

equinozi mantengono comunque la stessa data di cadenza

annuale. Il moto doppio conico avviene i senso contrario alla

rotazione e si copie in 26000 anni.

2)LO SPOSTAMENTO DELLA LINEA DEGLI APSIDI:la linea degli apsidi è la linea

che unisce perielio ed afelio;lo spostamento di essa è dovuto all‟attrazione

gravitazionale degli altri pianeti sulla Terra:l‟attrazione agisce sull‟orbita terrestre

provocandone una rotazione dell‟asse maggiore che compie un giro completo in un

tempo di 117000 anni





3)VARIAZIONE DELL‟ECCENTRICITA‟ DELL‟ORBITA: ovvero variazione della

distanza perielio-afelio da 5 milioni di km a 14milioni di km in un periodo di 92000

anni.





4)MUTAMENTO DELL‟INCLINAZIONE DELL‟ASSE TERRESTRE : l‟angolo di

inclinazione oscilla tra 21° 55‟ e 24° 20‟ con un periodo di 40000 anni.

BIOLOGIA

A metà degli anni Settanta del secolo scorso

sembrava che i misteri dell‟ereditarietà fossero

ormai in gran parte svelati,per cui gli scienziati

pensavano che si trattasse solo di mettere a fuoco

qualche dettaglio. Fu proprio allora invece che i

genetisti ,misero in atto la nuova rivoluzione

scientifica e cominciarono a manipolare i geni con

modalità fino ad allora immaginabili ;grazie a nouve

tecniche essi potevano copiare ,selezionare,sezionare,

analizzare,modificare e ricombinare parti della

molecola di DNA proveniente da forme diverse.Gli

esperimenti di ricombinazione genetica vennero

compiuti su batteri e virus ,studiando appunto la

capacità di un gene di “saltare da un luogo ad un altro”

,evidenziando le conseguenze di tale fenomeno.

IL DNA

L'acido desossiribonucleico o deossiribonucleico (DNA) è un acido nucleico che contiene le

informazioni genetiche necessarie alla biosintesi di RNA e proteine, molecole indispensabili per

lo sviluppo ed il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi.

Dal punto di vista chimico, il DNA è un polimero organico costituito da monomeri chiamati

nucleotidi. Tutti i nucleotidi sono costituiti da tre componenti fondamentali: un gruppo fosfato,

il deossiribosio (zucchero pentoso) e una base azotata che si lega al deossiribosio con legame

N-glicosidico. Quattro sono le basi azotate che possono essere utilizzate nella formazione dei

nucleotidi da incorporare nella molecola di DNA: adenina, guanina, citosina e timina.

La disposizione in sequenza di queste quattro basi costituisce l'informazione genetica,

leggibile attraverso il codice genetico, che ne permette la traduzione in amminoacidi. Il

processo di traduzione genetica (comunemente chiamata sintesi proteica) è possibile solo in

presenza di una molecola intermedia di RNA, generata attraverso la trascrizione del DNA.

Tale processo non genera solo filamenti di RNA destinati alla traduzione, ma anche frammenti

già in grado di svolgere svariate funzioni biologiche. L'informazione genetica è duplicata prima

della divisione cellulare, attraverso un processo noto come replicazione del DNA, che evita che

si perda informazione durante le generazioni.

Negli eucarioti, il DNA si dispone all'interno del nucleo in strutture chiamate cromosomi. Negli

altri organismi, privi di nucleo, esso può essere organizzato in cromosomi o meno. All'interno

dei cromosomi, le proteine della cromatina (come gli istoni) permettono di compattare e

controllare la trascrizione dei geni. La doppia elica del DNA è stabilizzata dai legami idrogeno

che si instaurano tra le basi presenti sui due filamenti. Le quattro basi che sono state

individuate nel DNA sono l'adenina (abbreviata con la lettera A), la citosina (C), la guanina (G)

e la timina (T). Adenina e guanina sono composti eterociclici chiamati purine, mentre citosina e

timina sono anelli pirimidinici. Esiste una quinta base, di tipo pirimidinico, chiamata uracile (U),

ma essa non è di norma presente nelle catene di DNA. L'uracile è altresì presente nei filamenti

di RNA al posto della timina, da cui si differenzia per la mancanza di un gruppo metile.

DOPPIA ELICA DI DNA









l‟appagliamento guanina-

citosina e caratterizzato da

tre legami ad idrogeno.









L‟appaiamento adenina-timina è

caratterizzato da due legami ad

idrogeno.



Le componenti base del Dna sono i gene,unità strutturali situate sui cromosomi,nei

quali è racchiusa l‟informazione genetica.

PLASMIDI E CONIUGAZIONE:



Che cosa sono i plasmidi?

Il cromosoma batterico,ovvero il cromosoma di

una cellula procariote,dispone di tutti i gene

necessari allo sviluppo della cellula,e alla

riproduzione di essa;tuttavia si è scoperto che

alcuni tipi di batteri,contengono nella loro

cellule DNA non cromosomico detto appunto

plasmide . I plasmidi sono costituiti da circa

trenta geni e e hanno DNA a doppio filamento

,e sono auto-duplicanti. Si conoscono due tipi di

plasmide: plasmide F (o della fertilità) e

plasmide R(o della resistenza).

Come si trasmettono i plasmidi?

I plasmidi,si “trasferiscono da una cellula ad

un‟altra tramite il processo noto come

coniugazione:

PLASMIDE F:



Due sono le tappe della coniugazione per una cellula

contenente plasmide F:





1)La cellula contenente il plasmide (cellula F+) produce un ponte

citoplasmatico tramite una struttura la cui formazione è

controllata dai 30 geni del plasmide (il pilo) che si estende fino

alla superficie della cellula non contenente il plamide(cellula F-)



2)Uno dei due filamenti di Dna del plasmide ,si trasferisce

tramite pilo nella cellula ricevente.I due filamenti singoli nelle

due cellule fungeranno da stampo per la ricostituzione del

doppio filamento

I plasmidi F sono episomi,in quanto possono

avere sia un ciclo indipendente(nella cellula) o

possono integrarsi ad un cromosoma batterico

di questa.Quest‟ultimo caso è di particolare

interesse perché ,durante la

coniugazione,possono trasferirsi da una cellula

ad un‟altra parti del cromosoma batterico.A

trasferimento ultimato avviene una

ricombinazione tra il DNA “locale” ed il DNA

“acquisito”

PLASMIDE R:

Come si trasmette la resistenza?

Le cellule contenenti un plasmide R,hanno la capacità di

resistere a certi antibiotici e farmaci

antibatterici.Genericamente la resistenza ai farmaci da parte

di alcune cellule è spesso dovuta alla sintesi di enzimi che

distruggono i stessi farmaci,e innescano una serie di reazioni

enzimatiche che riducono i loro effetto.Invece,il fatto che i

plasmidi contengano dei geni per la resistenza,fa sì che

all‟interno di ogni cellula,possano essere prodotte molto

velocemente ,numerose copie di questi geni.I mezzi di

trasmissione dei geni per la resistenza sono:

1)Coniugazione a partire da una cellula contenente il plasmideR;



2)Scambio tra due plasmidi R;

3)Durante la divisione cellulare o mitosi;





Un singolo plasmide R può riunire fino a dieci geni per la

resistenza,rendendo la cellula ospite( e ogni cellula nella quale

si trasferisce) resistente fino a dieci antibiotici

diversi;tuttavia in ogni cellula possiede poche copie di questi

grossi plasmidi.Oltre ai mezzi di trasmissione su elencati,

questi geni,possono anche essere trasferiti dai plasmidi al

cromosoma batterico,ai virus,e ad altri batteri che provocano

nell‟uomo gravi malattie. Un esempio è dato dall‟innocuo

batterio dell‟ E.coli,che dopo aver ricevuto il plasmide R,può

trasferirlo mediante coniugazione a Shigella,un batterio che

alle volte provoca forme di dissenteria nell‟uomo anche letali.

I VIRUS COME VETTORI:TRASDUZIONE E

TRASFORMAZIONE

1

2 1)Proteine di membrana;



2)Rivestimento lipoproteico derivante

3 dalla cellula ospite;

4

3)capside;



4)Nucleo e DNA o RNA





I virus non contengono nè citoplasma,ne dispositivi metabolici e possono duplicarsi solo all‟interno di una

cellula.All‟interno della cellula ospite l‟acido nucleico virale dirige la produzione di nuovi virus,usando il

materiale di base della cellula quali nucleotidi,proteine enzimi,atp etc….e le sue strutture.

CHE COSA è LA TRASDUZIONE?

Il processo della trasduzione consiste nel trasferimento di

DNA da una cellula ad un‟altra mediante virus.Essa si divide in:

TRASDUZIONE GENERALIZZATA:durante il ciclo litico di un

virus,il Dna della cellula ospite si frammenta,e quando le

particelle virali vengono riassemblate alcuni frammenti di dna(a

caso) possono essere inglobati nel capside virale.Se questi

virus riassemblati,infettano una cellula ospite,il dna

incorporato al loro interno può ricombinarsi con quello della

nuova cellula (sempre che non avvenga un nuovo ciclo litico).



TRASDUZIONE SPECIALIZZATA:il virus è “ancorato” al

cromosoma ed è in grado di portare con sé un frammento di

esso relativo alla zona in chi il virus è ancorato.In tal caso si

può dire che il frammento di cromosoma non sarebbe scelto a

caso.

CHE COSA E‟ LATRASFORMAZIONE?



La trasformazione è un processo di

ricombinazione genetica durante il quale,alcune

cellule vive,trasportano al loro interno il DNA

rilasciato nell‟ambiente circostante,da altre

cellule morte della stessa specie o di specie

diversa.Il Dna assorbito subisce quindi una

ricombinazione.

TRASPOSONI E RICOMBINAZIONE

I plasmidi e i virus,come abbiamo visto,possono funzionare da

vettori,trasportando i geni da un cromosoma ad un altro di

cellule diverse.Ma i cromosomi degli eucarioti e dei procarioti

contengono altri elementi genici mobili detti trasposoni,che

possiedono al loro interno il meccanismo stesso del loro

movimento.I trasposoni,sono semplici segmenti di DNA che si

spostano da una zona all‟altra del cromosoma;essi sono

caratterizzati da un gene che codifica per un enzima :la

trasposasi ,che catalizza la loro inserzione in un nuovo sito.In

molti casi ,la comparsa di un trasposone in un nuovo punto del

cromosoma ,non comporta la sua scomparsa dal sito di partenza

in quanto esso può essere una copia dell‟originale.I trasposoni

sono di due tipi:

1)Trasposoni semplici:sono corti e nn portano geni,se non

quelli necessari alla loro trasposizione;provocano le

cosiddette mutazioni,e se uno di essi si inserisce i un

gene,questo ne risulta inattivato.I trasposoni semplici

possono contenere anche dei tratti promotori che possono far

iniziare in modo improprio la trascrizione dei geni

precedentemente inattivi del cromosoma.



2)Trasposoni complessi:i trasposoni complessi sono più lunghi e

portano geni che codificano anche per altre proteine.Come per

quelli semplici,anche i trasposoni complessi possono provocare

mutazioni,ma esse sono individuabile anche grazie ai prodotti

dei loro geni.I geni che fanno parte di un trasposone complesso

possono a loro volta spostarsi da un punto all‟altro del del

cromosoma o da un cromosoma ad un altro,e per questo motivo

sono conosciuti come geni che saltano

EINSTEIN E POPPER



IL MODELLO FALSIFICAZIONISTA:

Popper con la sua filosofia si propone di trovare una

linea di demarcazione fra scienza e non-scienza.A tal

scopo enuncia il modello falsificazionista,che come

base ha il rifiuto totale verso il

verificazionismo.Un‟ipotesi, o una teoria è tanto più

empirico-scientifiche,quanto più è “audace”,ossia

quanto più è falsificabile.La sua rilevanza

epistemologica cresce con il numero dei suoi

falsificatori potenziali.Il modello di una teoria

scientifica valida è la dottrina della relatività di

Einstein,in quanto risulta organizzata in vista di

possibili falsificazioni osservative.

MODELLO FASIFICAZIONISTA









Ogni teoria scientifica valida è una proibizione









Una teoria che non possa venir confutata da alcun evento concepibile,non è scientifica









Ogni controllo genuino di una teoria e un tentativo di falsificarla









Una teoria è falsificabile se esiste un evento concepibile che entri in conflitto con essa









Una teoria momentaneamente non falsificabile è detta “corroborata”









Più conferme non verificano un a teoria,mentre basta un solo caso per smentirla

La relatività, è un qualcosa che ha a che fare

con la misurazione di eventi:dove e quando

accadono e quanto distano tra di loro nello

spazio e nel tempo.Inoltre la relatività tratta

con la trasformazione delle grandezze fisiche

in sistemi di riferimento che si trovino in moto

relativo:da qui il nome relatività.

Einstein,formulò due tipi di relatività:



1)LA RELATIVITA’ RISTRETTA O SPECIALE;



2)LA RELATIVITA’ GENERALE;

LA RELATIVITA‟ SPECIALE

La teoria della relatività speciale venne

pubblicata da Einstein nel 1905.L‟aggettivo

speciale allude al fatto che la teoria è

verificata e quindi applicabile solo ai sistemi di

riferimento inerziali,ovvero sistemi che si

muovono a velocità relative costanti.Quindi tale

teoria è applicabile a tutti quei sistemi di

riferimento che rispondono alle prime due leggi

della dinamica formulate da Newton, e che

contemporaneamente ne sono la sua

conseguenza. La relatività speciale o ristretta

è basata su due postulati fondamentali:

1° POSTULATO DELLA RELATIVITA:”Le leggi della fisica

sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento inerziali.Non

esiste un sistema di riferimento privilegiato”.

(con ciò non sivuole dire che i valori misurati delle grandezze sono le

stesse per tutti gli osservatori inerziali;si vuole invece asserire che le leggi

della fisica che li mettono in relazione sono sempre le stesse).



2° POSTULATO DELLA RELATIVITA‟:”La velocità della luce

nel vuoto ha lo stesso valore C in tutte le direzioni e in tutti i

sistemi di riferimento inerziali”

(In natura esiste una velocità estrema C che non può essere né eguagliata

né superata;sono stati compiuti molti esperimenti per ottenere conferma di

ciò,per esempio accelerando elettroni in un acceleratore di particelle,ma la

massima velocità da essi raggiunta ,a prescindere dalla loro energia cinetica

si è sempre aggirata intorno ad un valore pari a 0.99999999995 volte C. E‟

stata ottenuta anche una controprova del secondo postulato,equiparando la

velocità di raggi gamma emessi da un pione neutro in movimento rispetto

alla sorgente ferma del laboratorio e rispetto agli altri raggi gamma.Il

risultato ottenuto è stato sempre C.

EVENTI SIMULTANEI:

O1:osserbatore che rileva due eventi contemporaneamente;



O2:secondo osservatore che trovandosi in un altro sitema di

riferimento in moto relativo rispetto a quello di O1,rileva i due

eventi.



O1 ed O2 concepiranno gli eventi come simultanei?NO



“Se due osservatori si trovano in moto relativo,non

saranno in genere d‟accordo nello stabilire se due

eventi sono simultanei o meno.Se un osservatore li

vede simultanei ,l‟altro di solito non li vedrà cosi e

viceversa.”

RELATIVITA’ DEL TEMPO

“Gli intervallo di tempo tra due eventi dipende da quanto essi

sono distanti:gli intervalli spaziali e gli intervalli temporali sono

concatenati”.

ESEMPIO DEL TRENO:

SITUAZIONE : per uno dei due osservatori( Sally e Sam) presenti ,due eventi

prestabiliti avvengono nello stesso luogo.

OSSERVATORI: Sally stà su un treno in moto a velocità uniforme v; Sam stà

fermo alla stazione al passaggio del treno;

EVENTO 1: accensione di un lampeggiatore B

EVENTO 2 :la luce del lampeggiatore arriva alla sorgente stessa dopo essersi

riflessa sullo speccchio presente sul soffitto del treno in movimento;



Sally misura un tempo tra i due eventi pari a : ∆to =2D/c

D=distanza tra la sorgente e lo specchio;

∆to=intervallo di tempo proprio misurato da Sally con uno stesso orologio:per

ella i due eventi accadono nello stesso luogo;

C=velocità della luce;

Sam misura un intervallo di tempo tra i due eventi pari a: ∆t =2L/C

∆t=intervallo di tempo misurato da Sam tramite due orologi diversi,infatti

per lui i due eventi non accadono nello stesso luogo

L=lunghezza percorsa dalla luce dal punto di vista di Sam

L= √(1/2v ∆t)2+ D2 = √ (1/2v ∆t)2+(1/2c∆to) 2

Quindi:



v/c= β = parametro di velocità β<1

∆t= ∆to / √1-(v/c)2 γ =1/√ 1- β2 fattore di Lorentz





∆t= γ ∆to





Se ,rispetto a un certo sistema di riferimento due eventi accadono nello stesso

luogo,chiamiamo intervallo di tempo proprio l‟intervallo di tempo misurato in quel

particolare sistema di riferimento.L‟intervallo di tempo misurato da qualsiasi

altro osservatore in un altro sistema inerziale e sempre maggiore del tempo

proprio.Ecco perché si parla di dilatazione del tempo.

Il paradosso dei gemelli:



Mauro e Bruno sono due gemelli .Il

giorno del loro 25 compleanno Bruno

inizia un viaggio, con una velocità

assai prossima a quella della luce,

verso una stella molto distante

dalla terra per poi tornare

Supponiamo che Bruno voli per t=10

anni misurato sulla navicella spaziale

con velocità v =0,98c

Per la relazione che lega il tempo nei

due sistemi di riferimento per Mauro

sarà passato un :





10

t   50anni

1  (0,98) 2









Quindi al termine del volo

Bruno avrà solo 35 anni

mentre Mauro ne avrà 75

cioè Mauro sarà più vecchio

di Bruno

Soluzione (nella relatività speciale)



L'apparente contraddizione si risolve osservando che, mentre

quello della Terra è un sistema di riferimento inerziale, quello

dell'astronave non lo è. L'astronave non mantiene infatti una

velocità costante per tutta la durata del viaggio, ma prima

accelera fino alla velocità di crociera, poi frena, inverte la

rotta e accelera nuovamente per tornare indietro, e poi frena

di nuovo.Si devono quindi considerare non due, ma tre sistemi

di riferimento inerziali: quello della Terra, quello

dell'astronave nel viaggio di andata, che si muove rispetto alla

Terra di velocità v, e quello dell'astronave nel viaggio di

ritorno, che si muove rispetto alla Terra di velocità -v (cioè v

nella direzione opposta), tralasciando i tempi di

accelerazione/decelerazione, che per velocità così elevate

sarebbero comunque significative.

RELATIVITA‟ DELLA LUNGHEZZA

La lunghezza Lo di un oggetto misurata da un

osservatore in un sistema di riferimento

inerziale in cui l‟oggetto si trova a riposo,viene

detta lunghezza propria dell‟oggetto .Tutti gli

altri osservatori inerziali misureranno una

lunghezza minore. Per un osservatore che si

muove con velocità v rispetto al primo sistema

inerziale ,la lunghezza misurata sarà:

L=Lo√1-β2=Lo/γ

RELATIVITA‟ DELLA VELOCITA‟:



Una particella in moto a velocità u‟ in

direzione dell‟asse x‟,in un sistema inerziale

di riferimento S‟ che si muove a velocità v

parallelamente alla direzione x di un sistema

inerziale immobile S,sarà misurata in S come

se avesse velocità:



u=u‟+v/1 +u‟v/c2

LE TRASFORMAZIONI DI LORENTZ:



Le equazioni di trasformazione di Lorenz

dicono che

spazio e tempo sono connessi.

Il tempo non e‟ assoluto ma dipende dalla

posizione e

dalla velocita‟. Spazio e tempo vanno

considerati

insieme, esiste lo spazio-tempo



Due sistemi di riferimento inerziale:Il sistema S‟

si muove rispetto ad S con velocita costante v.

TRASFORMAZIONI DI LORENTZ PER COPPIE DI

EVENTI:



∆x =γ(∆x’+v∆t) ∆x’ =γ(∆x-v∆t)



∆t= γ(∆t’ + ∆x’/c2) ∆t’= γ(∆t - ∆x/c2)







γ =1/√1-(v/c)2=1/ √1-ß2

EQUIVALENZA MASSA ENERGIA

E=mc2

Un oggetto provvisto di massa non può superare o eguagliare la velocità della

luce, questo per il risultato dell'equazione E=mc² (E=Energia, m=massa, c=costante,

o velocità della luce), che definisce l'uguaglianza tra massa ed energia.



All'aumentare della velocità aumenta la massa dei corpi, all'approssimarsi della

velocità della luce la massa di un corpo tende all'infinito, quindi, per spostarsi,

avrebbe bisogno di una quantità infinita di energia, il che sarebbe impossibile.

Queste conseguenze derivano dal fatto che ogni oggetto ha una massa, e la massa

equivale ad energia. Se all'aumentare della velocità dei corpi il tempo rallenta e lo

spazio si contrae, i calcoli di Einstein dimostrano anche un aumento della massa

proporzionale all'energia che serve a muovere il corpo stesso. Per approssimarsi alla

velocità della luce i corpi hanno bisogno di sempre più energia, e questa si traduce in

massa: ecco perché avvicinandosi di molto alla velocità della luce, l'energia che serve

all'impresa tende a crescere all'infinito in prossimità del limite invalicabile, ovvero

la velocità della luce, e con il crescere dell'energia aumenta anche la massa.



Per i principi fin qui esposti risulta che un corpo che viaggia alla velocità della luce

si contrae talmente tanto da risultare invisibile e da non essere esteso nello spazio,

che il suo tempo è talmente rallentato da essere immobile e che la sua massa è

talmente grande da risultare infinita.

LA RELATIVITA‟ GENERALE



La relatività ristretta aveva risolto parecchi problemi, ora mancava una teoria

che potesse trovare un accordo tra le conseguenze della relatività speciale e le

leggi della gravità newtoniana.



La teoria di Newton spiegava che tutti i corpi esercitano una certa attrazione in

ragione della loro massa, più grande è la massa, più grande è l'attrazione.

L'attrazione gravitazionale era tanto minore quanto più i corpi erano lontani tra

loro. In particolare l'attrazione gravitazionale tra due corpi diminuiva in ragione

del quadrato della loro distanza. Gli effetti gravitazionali dovevano per forza

essere istantanei e questo contraddiceva la relatività speciale, in cui niente può

superare la velocità della luce.



Dopo vari tentativi di far concordare le due teorie, Einstein propose nel 1915 una

nuova teoria, conosciuta come relatività generale. Dopo il tempo venne ridefinito

anche lo spazio. Einstein suggerì che lo spazio non fosse lineare e uniforme,

bensì curvo, incurvato dalla gravità prodotta dalle masse dei corpi celesti.

La relatività generale implicava quindi altre tre importanti conseguenze:



1. Nello spazio tridimensionale le orbite dei corpi ci appaiono curve perché

incurvate dalla massa dei corpi più grandi, mentre nello spazio

quadridimensionale le orbite mantengono una traiettoria retta (lo spazio

quadridimensionale è lo spazio tridimensionale con l'aggiunta del tempo). Le

orbite ellittiche sono quindi la proiezione tridimensionale di orbite

rettilinee quadridimensionali;



2. Anche i raggi di luce si incurvano assieme allo spazio, in prossimità

di una massa la luce viene deviata dalla gravità (effetto che è la base

della teoria dei buchi neri);



3. In prossimità di una massa anche il tempo subisce una distorsione e

rallenta.

Grazie alla relatività generale si è potuto correggere la durata della

rivoluzione di Mercurio, la massa del sole rallenta, seppur di poco, il tempo

di rivoluzione previsto dai calcoli di Newton.

Concludendo,il 900‟ può essere considerato un

secolo di luci e di ombre,proprio perché con i

suoi momenti positivi e negativi ha influenzato

e continua ad influenzare la civiltà moderna.Il

900‟ è stato il secolo della messa in

discussione della scienza dell‟uomo e delle sue

assolute verità;solo tramite l‟esame di

coscienza che l‟umanità ha compiuto di sè nel

900‟,si è arrivati alle solide basi conoscitive

tramite cui, la società attuale ha potuto

evolversi in ogni campo esistenziale,per

promuovere il proprio benessere e spingere

le proprie curiosità quasi oltre il possibile.


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