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BUSINESS PLAN BUSINeSS PLAN

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Fondazione Casa di Ricovero Business Plan 2008-2011

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FONDAZIONE CASA DI RICOVERO

SANTA MARIA AUSILIATRICE ONLUS









BUSINESS PLAN

PERIODO 2008 – 2010









APPROVATO NELLA SEDUTA CONSILIARE

DEL 23 NOVEMBRE 2007

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HANNO PARTECIPATO







Dott. ROBERTO FONDA (Consulente aziendale)

Dott. ANDREA LEONARDI (Consulente aziendale)

Dott. GIAMPIETRO SANAVIA (Direttore Finanza e Controllo - CSL BEHRING S.p.A.)

Dott. FABRIZIO LAZZARINI (Direttore Generale - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)

Dott. GRECO GIBERTI (Direttore Sanitario - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)

Dott. LAURA PANSERI (Direttore Amministrativo - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)

Dott. ADRIANA BELOTTI (Resp. Servizio infermieristico - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)

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INDICE



1. EXECUTIVE SUMMARY 7

1.1 ASSISTENZA 7

1.2 STRUTTURA 7

1.3 PROIEZIONI DEMOGRAFICHE 7

1.4 AGGREGATI PATRIMONIALI ED ECONOMICI 8

1.5 PROGETTO NUOVO GLENO 8

1.6 INTERVENTI 8

1.7 PUNTI DI FORZA 9

2. LA FONDAZIONE 10

2.1 BREVI CENNI STORICI 10

3. CAMPO DI ATTIVITA’ 12

3.1 I SERVIZI OFFERTI E IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO 13

3.2 CARATTERISTICHE DELLE PRESTAZIONI OFFERTE 15

3.2.1 LA QUALITA’ DELLE PRESTAZIONI 15

3.2.2 IL PREZZO DELLE PRESTAZIONI 16

3.2.3 I REQUISITI DELLE PRESTAZIONI 17

4. SCENARIO DI RIFERIMENTO 18

4.1 SCENARIO POLITICO NORMATIVO DI RIFERIMENTO 19

4.1.1 SCENARIO POLITICO NAZIONALE 19

4.1.2 SCENARIO POLITICO REGIONALE 20

4.2 SCENARIO DEMOGRAFICO – EPIDEMIOLOGICO DI RIFERIMENTO 22

4.3 SCENARIO SOCIO ECONOMICO DI RIFERIMENTO 26

5. POSIZIONAMENTO STRATEGICO 28

5.1 DINAMICHE SETTORIALI 29

5.1.1 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CLIENTI 30

5.1.2 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI FORNITORI 30

5.1.3 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DELLE BARRIERE ALL’INGRESSO 30

5.1.4 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DI PRESTAZIONI SOSTITUTIVE 30

5.1.4.1 LE PRESTAZIONI SOSTITUTIVE EROGATE DALLE RETI FAMILIARI 31

5.1.4.2 LE PRESTAZIONI SOSTITUTIVE EROGATE DALLE RETI DI OPERATORI SOCIO SANITARI 31

5.1.4.3 LE PRESTAZIONI SOSTITUTIVE EROGATE DALLE AZIENDE OSPEDALIERE 33

5.1.5 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CONCORRENTI 34

5.1.5.1 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA RSA 34

5.1.5.2 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA RIABILITAZIONE 36

5.1.5.3 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA SEMIRESIDENZIALITA’ (CDI) 36

5.1.5.4 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI) 37

5.2 DINAMICHE RELAZIONALI 39

5.2.1 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON GLI ASSISTITI E FAMILIARI 39

5.2.2 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I DIPENDENTI 40

5.2.3 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON LE AUTORITA’ TERRITORIALI 40

5.2.4 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I SOCI 40

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6. RISCHI E OPPORTUNITA’ STRATEGICHE 41

7. PIANO STRATEGICO 42

7.1 OBIETTIVI GENERALI DELLE POLITICHE AZIENDALI NELLE AREE DI AFFARI 43

7.2 OBIETTIVI GENERALI DELLA POLITICA GESTIONALE 43

7.3 PIANO GIURIDICO 44

7.4 PIANO ISTITUZIONALE 44

7.4.1 COMPOSIZIONE DELLA COMPAGINE SOCIALE 44

7.4.2 MECCANISMI DI GOVERNANCE AZIENDALE 45

7.5 PROIEZIONI ECONOMICHE IN ASSENZA DI INTERVENTI 46

7.6 PIANO DELLE AZIONI DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE 49

7.7 PIANO ORGANIZZATIVO E DELLE RISORSE UMANE 52

7.7.1 ATTUALE STRUTTURA ORGANIZZATIVA 52

7.7.2 ATTUALI SISTEMI DI GESTIONE 53

7.7.3 ATTUALE STILE DI GESTIONE 53

7.7.4 CHANGE MANAGEMENT 53

7.7.5 NUOVO SISTEMA ORGANIZZATIVO 54

7.7.5.1 NUOVA STRUTTURA ORGANIZZATIVA 54

7.7.5.2 NUOVI SISTEMI DI GESTIONE 57

7.7.6 PIANO DELLE RISORSE UMANE 58

7.7.6.1 ATTUALE ORGANICO 58

7.7.6.2 NUOVO ORGANICO 59

7.8 LE PROIEZIONI ECONOMICHE CON GLI INTERVENTI PROPOSTI 60

8. PIANO DEGLI INVESTIMENTI: IL PROGETTO “NUOVO GLENO” 61

8.1 PROGETTO NUOVO GLENO 61

8.2 PROIEZIONE ECONOMICA PER IL 2011 DOPO GLI INTERVENTI PROPOSTI 62

9. CONCLUSIONI 63

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1. EXECUTIVE SUMMARY





La Fondazione Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice Onlus è una

Fondazione di partecipazione, di diritto privato, generata dalla

depubblicizzazione della precedente IPAB “ Casa di Ricovero e OO.PP.

Annesse” di Bergamo, avvenuta il 1° gennaio 2004. La mission della

Fondata Fondazione, oltre che ripercorrere il ruolo svolto storicamente, si sviluppa in

1811 uno scenario caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione

e dai connessi processi di riforma della rete sanitaria, socio sanitaria ed

assistenziale; processi caratterizzati da due forti tendenze: l’investimento sulla

Sede centralità della famiglia, da un lato, lo sviluppo di una cultura di network dei

Bergamo servizi a garanzia della continuità assistenziale, dall’altro. In questo passaggio

le Fondazioni, specie quelle di partecipazione, possono divenire il vero

strumento di governo del network, assorbendo, oltre alle note funzioni

Natura giuridica erogative, anche quelle di programmazione dei servizi.

Fondazione di

partecipazione di

diritto privato 1.1 ASSISTENZA

L’assistenza alle persone anziane si esplica attraverso servizi residenziali,

Fondo di dotazione semiresidenziali e non. I nuclei di RSA totalizzano 421 posti letto (di cui 40

€ 23.315.186 Alzheimer), la Riabilitazione 65, per un totale quindi di 486 P.L. Tutti questi

letti sono accreditati con il SSR. - Tra i servizi semiresidenziali si annovera il

Patrimonio netto al Ciclo Diurno Continuo ( C.D.C. ) con una dotazione di 20 posti, il Centro

31.12.2006 Diurno Integrato ( C.D.I. ) con una dotazione di 30 posti - Gli altri servizi sono

€ 16.922.850 rappresentati dalla Riabilitazione Ambulatoriale, dall’Ambulatorio Geriatrico,

dall’Ambulatorio per la Cura del Piede Diabetico e delle Lesioni Cutanee, da

Missione un centro U.V.A. ( Unità di Valutazione Alzheimer ) e dall’A.D.I. ( Assistenza

Assistenza agli anziani Domiciliare connessa al Voucher Socio Sanitario). Nel corso del 2006 le

con servizi giornate di ricovero complessive sono state 172.057. Le prestazioni

residenziali, ambulatoriali sono state 1.700 , i PAI garantiti a domicilio sono stati 450.

semiresidenziali e

domiciliari.

1.2 STRUTTURA

La Struttura occupa una posizione di rilievo nell’ambito delle RSA accreditate

Posti letto in Bergamo: su un totale di 1033 P.L., i 421 di proprietà della Fondazione

R.S.A. 381 rappresentano il 40,1%; nell’ambito della Provincia, le strutture sono 59 per

Alzheimer 40 un totale di 5135 P.L. (media 87 P.L. ).

Riabilitazione 65

Totale 486

1.3 PROIEZIONI DEMOGRAFICHE

Degenza diurna Le proiezioni demografiche ISTAT della popolazione anziana ( età > 65 anni)

C.D.C. 20 nella provincia di Bergamo mostrano un incremento molto forte in questo

C.D.I. 30 segmento di età con quello di età > 85 anni ancora più marcato.

Totale 50



Ambulatori ANNO Popolazione >65 Popolazione >85

Fisiatrico

Geriatrico 2003 173.131 19.889

U.V.A.

2010 203.449 27.970

Lesioni cutanee

2020 245.603 47.022

ADI

Servizio di assistenza 2030 299.478 65.626

domiciliare socio- 2040 360.892 89.179

sanitaria integrata nei

Distretti di Bergamo e 2050 370.036 108.463

Seriate

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La domanda di ricovero sarà proporzionale alla popolazione anziana e

progressiva rispetto alla fragilità, a sua volta dipendente dall’età.









1.4 AGGREGATI PATRIMONIALI ED ECONOMICI

Gli “Impieghi” risultanti dalla situazione patrimoniale a fine 2006, evidenziano

investimenti in immobilizzazioni per 26,5 milioni di euro; l’attivo circolante è di Riferimento

3,0 milioni di euro. Le “Fonti” sono rappresentate dal Patrimonio Netto per La Fondazione è tra le

16,9 milioni di euro, da finanziamenti per 4,8, nonchè da debiti di prime strutture per

funzionamento per 6,0 e da Fondo Rischi e TFR per 1,8 milioni di euro. posti letto complessivi

nell’ambito

Il Valore della Gestione -sempre nella situazione al 31/12/06- è pari a 18,4 residenziale e

milioni di euro. Il Personale incide per 10,5 milioni, le Prestazioni di Servizi per riabilitativo per anziani

7,0. Il Margine Operativo, ante Gestione Finanziaria e Straordinaria è della Regione

negativo: (0,8) milioni. La gestione chiude con un utile di 0,1 milioni di euro Lombardia.

grazie all’apporto delle componenti straordinarie.

In ogni caso il 2006 già risente del positivo intervento di ristrutturazione che è

stato operato al fine di migliorare la redditività aziendale.



Membri del Consiglio

d’Amministrazione

Presidente

1.5 PROGETTO NUOVO GLENO (Miro Radici)

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS, Vice Presidente

vista la necessità di adeguarsi ai requisiti strutturali richiesti dalla normativa e (Mario Gualeni)

nell’intento di rilanciarne i servizi erogati, già dal suo insediamento avvenuto Consiglieri

nel maggio 2005, ha valutato attentamente l’opportunità di realizzare nuove (Sergio Bonetti)

strutture residenziali, quale occasione fondamentale per garantire all’intera (Giuseppe Crippa)

comunità bergamasca quei servizi di alto livello necessari alla serenità ed alla (Luciana Gattinoni)

dignità del nostro invecchiamento. Il progetto, denominato “Nuovo Gleno”, ha (Ferruccio Locatelli)

l’ambizione di rappresentare, oltre che un’opportunità per progettare ed (Giuseppe Ricucci)

innovare, anche un’occasione per garantire l’equilibrio economico della

Fondazione, oggi severamente compromesso. Tale progetto è oggetto di un

accordo di programma ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 267/2000, finalizzato

alla realizzazione delle nuove strutture RSA e alla contingente valorizzazione

urbanistica, ambientale e territoriale delle aree di proprietà della Fondazione,

con un investimento pari a 32,5 mln di euro. Le nuove strutture saranno Management

pronte alla fine del 2010. Direttore Generale

(Fabrizio Lazzarini)

Direttore Sanitario

(Greco Giberti)

Direttore Amm.tivo

1.6 INTERVENTI (Laura Panseri)

Responsabile Servizi

La disponibilità di strutture moderne e funzionali potrà permettere una serie di

Infermieristici

benefici in termini di costi di gestione e di ricavi. L’implementazione di

(Adriana Belotti)

interventi di razionalizzazione, possibili attraverso la convergenza di giudizi e

di decisioni da parte dei differenti portatori di interesse e di cultura, potranno

permettere importanti economie di gestione che non andranno ad influire sul

livello di qualità dell’assistenza garantita agli ospiti della Fondazione. Alcuni di

questi interventi coinvolgeranno l’area del personale ( Conferimento a terzi e

Nuovo C.C.N.L.), la riorganizzazione del servizio di portineria, di quello

amministrativo e di animazione.

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Altri riguarderanno la completa esternalizzazione di servizi ausiliari

all’assistenza, quali la ristorazione e la lavanderia ( con relativa cessione del

personale ancora dipendente e oggi in regime di distacco presso

l’appaltatore), la riorganizzazione della farmacia, del servizio manutenzione

impianti, dei trasporti.

Un beneficio residuale si avrà dalla possibilità di porre a carico degli ospiti

alcuni servizi che oggi, pur non essendovi obbligati, vengono erogati

Dati Societari gratuitamente e che la maggior parte delle strutture sul territorio - in tutto o in

CCIAA BG 348306 parte - fanno pagare agli assistiti. Si tratta della lavanderia degli effetti

CF 80017150162 personali, del parrucchiere/podologo, del trasporto degli ospiti a centri esterni

PI 01066880160 (ospedali, ambulatori).

La somma di tali interventi, unita ad un adeguamento ISTAT della

partecipazione alla spesa degli ospiti ( tasso stimato 1,7%/anno + recupero

nel 2010 dell’adeguamento non effettuato negli anni 2006-2007), nonchè di

un adeguamento prudenziale dei contributi da parte del SSR, permetterà il

Contatti raggiungimento - nel 2010 - di un EBTIDA positivo come è messo in evidenza

info@rsagleno.it nella tabelle di cui al capitolo 7.8. Senza tali interventi, la gestione è

www.rsagleno.it condannata irrimediabilmente a continuare sul trend negativo degli ultimi anni.

Tel. 035237170

Fax. 035221588

1.7 PUNTI DI FORZA

L’analisi obiettiva del contesto in cui opera la Fondazione, per quanto

riguarda i punti di forza e le potenziali opportunità, messi a confronto con i

punti di debolezza ed i pericoli (possibili ma non probabili), offre un quadro

tranquillizzante sulla capacità della Fondazione di rispondere alle attese

dell’utenza e dei portatori di interesse e di cultura, con risultati gestionali che

raggiungeranno il pareggio.

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2. LA FONDAZIONE







2.1 BREVI CENNI STORICI



Le prime notizie sulla nascita dell’ente risalgono al 1° ottobre 1811, a seguito

dell’emanazione del Decreto Reale col quale fu ordinato il bando della

mendicità nel Comune di Bergamo.

Cenni Storici

Sotto l’impulso di un procedimento di laicizzazione delle Opere Pie, culminata Nasce nel 1811.

con la legge 753 del 3 agosto 1862, con cui si affermò la supremazia dello Nel 1862 la Pia Casa

Stato verso la Chiesa, l’amministrazione della Pia Casa di Ricovero venne di Ricovero viene

affidata, con R.D. 11/9/1864, alla Congregazione di Carità, quale organo di amministrata dalla

governo deputato dallo Stato Italiano a gestire ed amministrare in ogni città le Congregazione della

Opere Pie esistenti. Carità.

In data 7 febbraio 1866 si tenne una seduta della Congregazione di Carità di Nel 1866 viene affidata

Bergamo nella quale si deliberò di adottare lo Statuto allegato al relativo ad un Consiglio di

processo verbale e denominato “progetto” di statuto, da sottoporre Amministrazione eletto

all’approvazione del Re. In base all’art. 6 dello statuto, l’Amministrazione dal Comune.

(dipendente dalla Congregazione di Carità di Bergamo a norma della legge 3 Nel 1937 viene istituito

agosto 1862 sulle Opere Pie e relativo Regolamento 27 novembre 1862) era l’Ente Comunale di

retta da un Presidente e un Consiglio di Amministrazione, nominati dal Assistenza.

Consiglio Comunale. Nel 1939 la Pia Casa

di Ricovero, il Ricovero

Tra gli anni 1890 e 1930 furono varate numerose normative del settore, cui si di Mendicità e la Pia

sovrapposero diverse modifiche ed integrazioni, culminate nella legge 3 Casa d’Industria

giugno 1937 n. 847, modificata con R.D. 125/1944, in forza delle quali in ogni vengono affidate ad

Comune venne istituito l’Ente Comunale di Assistenza, che di fatto un’unica

rappresentò una sostanziale innovazione del concetto e dell’essenza della Amministrazione

pubblica assistenza e beneficenza, elevandola a quello di dovere sociale composta da quattro

dell’assistenza agli individui e alle famiglie che si trovano in condizioni di membri eletti dal

particolare necessità. Comune e uno eletto

Sull’onda delle citate modifiche normative, anche nel Comune di Bergamo dalla Provincia.

venne costituito, nell’anno 1937, l’Ente Comunale di Assistenza e Nel 1964 viene

Beneficenza. La relativa normativa e il R.D.L. 16 giugno 1938 n. 1168, dichiarato estinto il

tuttavia, sancirono la facoltà per le I.P.A.B. di essere fuse con gli E.C.A. Ricovero di Mendicità.

ovvero di decentrarsi rispetto ad esse. Il tutto entro il 1° luglio 1938, ossia Nel 1968 viene

entro un anno dall’entrata in vigore del Regio Decreto Legge citato. dichiarata estinta la

Pia Casa d’Industria.

In adesione a tale ultima possibilità, la Pia Casa di Ricovero dei Poveri,

unitamente al Ricovero di Mendicità e alla Pia Casa d’Industria, con R.D. 11

ottobre 1939 vennero formalmente decentrate dall’Ente Comunale di

Assistenza e la relativa gestione venne affidata ad “un’unica Amministrazione

composta di cinque membri dei quali quattro nominati dal Comune di

Bergamo ed uno dall’Amministrazione Provinciale di Bergamo. Tra essi il

Prefetto di Bergamo nominerà il Presidente.”. Con il medesimo provvedimento

venne fissata la durata in carica dei consiglieri in quattro anni e venne sancita

la rinnovabilità degli incarichi.

Nel 1964, il Ricovero di Mendicità venne dichiarato estinto con D.P.R. n. 907

del 14 agosto ed il relativo patrimonio venne devoluto alla Pia Casa di

Ricovero dei Poveri.

Nel 1986 venne dichiarata estinta anche la Pia Casa d’Industria ed il relativo

patrimonio venne attribuito, con vincolo di destinazione a servizi sociali, a

favore del Comune di Bergamo.

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La disciplina della Legge Crispi ha continuato a costituire la fonte normativa

principale dell’Ente, sino a quando, in ottemperanza alla delega contenuta

nella legge 328 del 2000, il Governo ha emanato il decreto legislativo 4

maggio 2001, n. 207, recante, come prescrizione fondamentale, l’obbligo,

rivolto a tutte le I.P.A.B., di assumere la delibera avente ad oggetto la

trasformazione degli Enti medesimi in soggetti di diritto privato (associazioni o

fondazioni) ovvero in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (A.S.P.).

Il 23 dicembre 2003

trasformazione della In attuazione di dette ultime disposizioni normative e della successiva

“Casa di Ricovero e collegata, Legge Regione Lombardia 13 febbraio 2003, n. 1, il Consiglio di

OO.PP. Annesse” in Amministrazione dell’Ente, ritenendo la forma giuridica della Fondazione più

“ Fondazione Casa di aderente allo spirito originario dell’Ente e alle prospettive future dello stesso,

Ricovero Santa Maria con apposita delibera e nel rispetto delle formalità prescritte dalle succitate

Ausiliatrice ONLUS “ disposizioni e relativi regolamenti, ha approvato la trasformazione della Casa

di Ricovero e OO.PP. Annesse di Bergamo in “Fondazione Casa di Ricovero

Santa Maria Ausiliatrice ONLUS”, recepita con DGR n° 7/15789 del 23

dicembre 2003. Essa risulta regolarmente iscritta con decorrenza 01/01/2004

nel registro regionale delle persone giuridiche private.

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3. CAMPO DI ATTIVITA’





La missione aziendale è esplicitata dall’art. 3 dello statuto che recita:

”...La Fondazione orienta la propria attività al fine di migliorare la qualità della

vita, lo sviluppo dell’autonomia e della dignità delle persone che vivono in

condizione di disagio; ... La Fondazione ha lo scopo di fornire assistenza Campo di attività

socio – sanitaria e assistenza sociale a favore delle persone anziane e/o Assistenza socio-

disabili ed in particolare a favore di quelli in stato di non autosufficienza fisica sanitaria e sociale a

e/o psichica per garantire loro la migliore qualità di vita possibile; ... Gli scopi favore di persone

vengono perseguiti tramite interventi di diagnosi, cura e riabilitazione, anche anziane non

con valenza preventiva e attraverso l’erogazione di servizi residenziali e non; autosufficienti

… Ha altresì lo scopo di fornire istruzione e formazione a tutti coloro che Formazione in campo

intendono sviluppare conoscenza e capacità in ambito geriatrico-riabilitativo geriatrico-riabilitativo

… promuovere e organizzare seminari, corsi di formazione …”

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3.1 I SERVIZI OFFERTI E IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO



La Fondazione,nella sua precedente veste di I.P.A.B. Casa di Ricovero e OO.PP. Annesse, sulla base

del “Piano Programma“ sottoscritto in data 14/12/98 venne autorizzata al funzionamento ed accreditata

per un totale di 520 posti letto di RSA così suddivisi: 320 NAT, 130 NAP, 40 Alzheimer, 30 Autosufficienti

(non accreditati) a cui si aggiungono 65 posti letto di riabilitazione ex art. 26 per un totale di 585 posti letto

complessivi.

1

In applicazione alla DGR. n° 7435 del 14/12/2001 la Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS, ha

sottoscritto in data 14/01/2004 una “Variante al Piano Programma“ che prevedeva, considerata l’avvenuta

chiusura della Casa Albergo, una progressiva riduzione dei posti letto di RSA, dagli allora 520 agli attuali

421, così suddivisi: 381 non autosufficienti, 40 alzheimer, a cui si aggiungono 65 posti letto riabilitazione

ex art. 26 Legge 833/78, per un totale di 486 posti letto complessivi.

A tale proposito, con Delibera n° 257 del 27 gennaio 2004 rilasciata dalla Provincia di Bergamo, la

Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS ottenne l’autorizzazione temporanea al funzionamento con

prescrizioni fino al 31/12/06 per il complesso denominato “Nuova Struttura” per una capacità ricettiva di

101 posti letto per non autosufficienti.

Ottenne altresì, con Delibera n° 256 del 27 gennaio 2004 rilasciata dalla Provincia di Bergamo,

l’autorizzazione temporanea al funzionamento con prescrizioni fino al 31/12/05 per il complesso

denominato “Centro Residenziale“ per una capacità ricettiva massima di 320 posti letto per non

autosufficienti di cui 40 Alzheimer.

Sempre in adeguamento agli standard strutturali di cui alla DGR 7435 la “Variante al Piano Programma“

prevedeva, inoltre, un’ulteriore riduzione dei posti letto del “Centro Residenziale“ fino ad arrivare alla fine

del 2005 ad una capacità ricettiva massima di 236 posti letto che sommati ai 101 della “Nuova Struttura“

portavano il numero dei posti letto accreditati a 337 posti letto di RSA così suddivisi: 297 non

autosufficienti, 40 Alzheimer, a cui si aggiungono 65 posti letto di riabilitazione ex art. 26 per un totale di

402 posti letto complessivi.

Nel dicembre 2005 la Fondazione segnalava all’ASL la decisione di abbandonare il Piano Programma

che prevedeva la ristrutturazione del “Centro Residenziale“ finalizzando ogni sforzo alla costruzione di

una nuova RSA.

Contestualmente richiedeva all’ASL la proroga dell’autorizzazione al funzionamento per la Struttura

denominata “Centro Residenziale” fino al 31/12/06 per allinearla alla scadenza dell’autorizzazione

dell’altro edificio denominato “Nuova Struttura“ e impegnandosi a presentare, entro tale data, il progetto

della nuova RSA.

Con delibera ASL di Bergamo n° 267 del 12 maggio 2006 è stata concessa la proroga dell’autorizzazione

temporanea al funzionamento al 31/12/06 per la Struttura denominata “Centro Residenziale“ della

Fondazione Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice ONLUS. Attualmente è in corso la procedura di

proroga dell’autorizzazione al funzionamento per le due strutture.

2

Per ciò che concerne l’Istituto di Riabilitazione ex art. 26 legge 833/78, va richiamata la DGR 19883/04

con la quale la Regione Lombardia ha provveduto al riordino di tutte le attività di riabilitazione, comprese

quelle erogate dagli IDR ex art. 26 legge 833/78. Per l’Istituto di riabilitazione della Fondazione, il

percorso di accreditamento si è concluso recentemente con l’attuazione delle disposizioni di cui alla DGR

19883/04 in materia di riforma delle attività di riabilitazione. Notoriamente l’istituto offre servizi e

prestazioni riabilitative rivolte a persone adulte ed anziane con problematiche di tipo neurologico ed

ortopedico (25 P.L.) e dell’area della disabilità psichica (40 P.L.), nonché attività diurna per 20 Utenti/die.

In progress, per effetto delle disposizioni di cui alla richiamata DGR 19883/04, l’attività dell’istituto si

orienterà all’erogazione di prestazioni nell’area specialistica (10 P.L.), in quella generale e geriatrica (32

3

P.L.) e di mantenimento (23 P.L.), nonché nell’area diurna (Ciclo diurno continuo) e ambulatoriale .





1 Deliberazione della Giunta Regionale del 14 dicembre 2001 n° 7435 in attuazione dell’art. 12, comma 3 e 4, della legge Regionale

11/07/97 n° 31 in merito a “Requisiti per l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento delle Residenze Sanitario Assistenziali

per anziani (RSA)“ e successive circolari esplicative.



2 Deliberazione della Giunta Regionale 16 dicembre 2004 n° 19883 “Riordino della rete delle attività di riabilitazione“.



3 Si richiama la Delibera ASL di Bergamo n. 232 del 13 aprile 2007 avente in oggetto “ Verifica con esito positivo dell’istanza di

autorizzazione all’esercizio e accreditamento dell’Unità d’offerta Istituto di Riabilitazione presso la Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS

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L’attività semiresidenziale della Fondazione è rappresentata dal Centro diurno integrato, accreditato con

DGR 17242/04 per una capacità massima di 30 posti.

Anche l’attività socio sanitaria di natura domiciliare (ADI) rientra tra quelle di filiera della Fondazione: di

recente istituzione, dopo che la Regione Lombardia ha provveduto, con DGR 9379 del 14 giugno 2002,

alla istituzione del Voucher Socio Sanitario, la Fondazione ha ottenuto dalla ASL di Bergamo

4

l’accreditamento per l’erogazione di prestazioni di ADI presso i distretti di Bergamo e di Seriate .

L’attività ambulatoriale, oltre a quella recentemente accreditata inerente prestazioni riabilitative, è

rappresentata dall’Ambulatorio U.V.A. non accreditato (Unità di Valutazione Alzheimer), istituito nell’anno

2000 e nato nell’ambito del progetto Cronos promosso dal Ministero della Salute e finalizzato al

monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico della Malattia di Alzheimer. E’ presente, inoltre,

l’attività ambulatoriale non accreditata di geriatria e di cura delle lesioni cutanee.

La vocazione aziendale è, quindi, rivolta ad operare sull’intera filiera del settore socio sanitario, con

particolare riferimento all’ambito geografico di Bergamo e Provincia. Il campo di attività aziendale si

5

presenta articolato in più aree e sotto aree di affari come da tabella di seguito riportata.







TABELLA DEL QUADRO SINOTTICO ATTIVITÀ SOCIO SANITARIE

Semi Prestazioni Servizio

Residenzialità

Area di affari Residenzialità Ambulatoriali Domiciliare

(n° posti letto) (n° posti) (n° prestazioni) (n° prestazioni)





40 Alzheimer

RSA

381 Non

autosufficienti





10 Specialistica

32 Generale 20 Ciclo Diurno

RIABILITAZIONE 6.000

Geriatrica Continuo

23 Mantenimento





C.D.I. 30





U.V.A./Geriatria 700





Cura lesioni

1.000

cutanee



A.D.I.

prestazioni distretti

(Voucher Socio

Bergamo e Seriate

Sanitario)





ai sensi della DGR 19883 del 16/12/04, nonché la Delibera ASL di Bergamo n. 316 del 31 maggio 2007 avente in oggetto “ Stipula del

contratto con la Fondazione Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice ONLUS per l’Istituto di Riabilitazione, in attuazione della DGR

19883 del 16/12/04 … con contestuale assegnazione del budget per l’anno 2007 …”



4 Si richiama la ASL di Bergamo n. 618 del 23 settembre 2004 avente in oggetto “ Verifica con esito positivo dell’istanza presentata dal

Legale Rappresentante della Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS per l’accreditamento delle funzioni di erogazione delle prestazioni di

assistenza socio sanitaria integrata connesse al voucher socio sanitario, ai sensi della delibera 281/03 e 25/04, per il Distretto socio

sanitario di Bergamo “, nonché la Delibera ASL di Bergamo n. 171 del 14 marzo 2005 avente in oggetto “ Verifica con esito positivo

dell’istanza presentata dal Legale Rappresentante della Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS per l’accreditamento delle funzioni di

erogazione delle prestazioni di assistenza socio sanitaria integrata connesse al voucher socio sanitario, ai sensi della delibera 281/03 e

25/04, per il Distretto socio sanitario di Seriate “.



5 La letteratura economico aziendale definisce un’Area Strategica di Affari come una combinazione di “prodotto/ mercato”, dove con

prodotto si intende un bene o servizio tecnicamente omogeneo e con mercato una classe di clienti omogenea con riferimento ai bisogni

espressi.

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3.2 CARATTERISTICHE DELLE PRESTAZIONI OFFERTE



In funzione delle specificità del settore socio sanitario, due sono le principali caratteristiche del “sistema

prodotto” aziendale (ovvero le prestazioni erogate) da considerarsi con particolare attenzione:

• la qualità delle prestazioni erogate;

• il prezzo delle prestazioni erogate, con riferimento alla quota a carico degli assistiti e delle loro

famiglie e alla quota a carico del Servizio Sanitario Regionale.





3.2.1 LA QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI



La Fondazione può vantare una tradizione, generalmente riconosciuta, di rispetto di buoni standards

qualitativi nelle prestazioni da essa erogate, con particolare riferimento agli standards sanitari.

La domanda di “qualità” (da parte degli assistiti e dei loro familiari), relativamente alle prestazioni ricevute,

è sensibilmente aumentata, così come è aumentata la correlata domanda di sicurezza nella erogazione

delle prestazioni, di sicurezza nella somministrazione di alimenti, di sicurezza nella gestione dei dati

personali dei pazienti.

Uno dei motivi che hanno spinto all’avvio del progetto “Nuovo Gleno” risiede nella volontà di adeguare la

qualità delle risorse infrastrutturali (edifici e pertinenze) che influenzano direttamente la qualità del

comfort alberghiero e, di conseguenza, la qualità del complesso intervento assistenziale.

L’adozione di moderni modelli di gestione per la qualità può consentire alla Fondazione di progredire

nell’obiettivo di garantire prestazioni adeguate, in un’ottica di miglioramento sistematico e continuo,

allargando progressivamente il concetto di “qualità” anche ad aspetti meritevoli di una gestione più

organica (la comunicazione, la privacy, l’igiene e la sicurezza degli alimenti, il rischio clinico, etc.).

Per quanto riguarda l’ambito della qualità percepita (customer satisfaction), l'indagine realizzata durante

l’anno 2006 (campione composto da 85 ospiti e 140 parenti), ha confermato un livello di soddisfazione

complessivamente elevato, con un’ottima percezione dell’intervento sanitario e assistenziale,

evidenziando aree di miglioramento nell’area alberghiera.

Per l’area sanitario-assisenziale, i punti oggetto dell’indagine hanno riguardato le cure ricevute (l‘85,7%

degli ospiti, e l‘80% dei parenti si è dichiarato soddisfatto) e la relazione con il personale (75,3% degli

ospiti e 79,3% dei parenti si è dichiarato soddisfatto).

Per l’area alberghiera, il servizio lavanderia e ristorazione, pur avendo mediamente ottenuto un buon

grado di soddisfazione (75%), necessitano di miglioramento per la rilevanza che questi aspetti ricoprono

nella vita dell’ospite in struttura.

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3.2.2 IL PREZZO DELLE PRESTAZIONI



Come noto la remunerazione delle prestazioni erogate dalle aziende che operano nel settore socio

sanitario in regime accreditato è in funzione di due componenti distinte corrisposte da soggetti diversi:

• la retta, a carico dei pazienti o dei loro familiari;

• la tariffa a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Nella tabella di seguito riportata si illustrano schematicamente i meccanismi di remunerazione delle

prestazioni erogate per le varie aree e sottoaree strategiche di affari.





TABELLA DEI MECCANISMI DI REMUNERAZIONE DELLE PRESTAZIONI

AREA SOTTO AREA MECCANISMI DI REMUNERAZIONE

1. RSA 1.1 RSA Retta definitivi : euro 50,82 per posto letto/giorno;

Definitivi/temporanei Retta temporanei: euro 89,49 per posto letto / giorno

Tariffa S.Os.I.A. (Scheda Osservazionale Intermedia Assistenza):

Classe 1: euro 47,50; Classe 2: euro 44,80; Classe 3: euro 38,60;

Classe 4: euro 34,50; Classe 5: euro 38,10; Classe 6: euro 34,00;

Classe 7: euro 27,80; Classe 8: euro 23,70;

Classe NAT (ad esaurimento): euro 39,30.

1.2 Alzheimer Retta: euro 65,34 per posto letto / giorno;

Tariffa: euro 52,00 per giornata rendicontata;

2. 2.1 Riabilitazione Tariffa: euro 150,00 per giornata rendicontata;*

RIABILITAZIONE Generale Geriatrica

compresi SVP

2.2 Riabilitazione Tariffa: secondo DRG Regione Lombardia;*

Specialistica

2.3 Riabilitazione di Tariffa: euro 130,00 per giornata rendicontata;*

mantenimento

2.4 Riabilitazione di Miniretta: 16€/die con diritto all’assegno di accompagnamento;

mantenimento (ex Tariffa: euro 100,00 per giornata rendicontata;*

IDR psichiatrici)

DGR 5000/07

2.5 Ciclo Diurno Tariffa: *

Continuo (day Fascia 1: euro 45,00; Fascia 2: euro 54,00; Fascia 3: euro 63,00;

hospital)

2.6 Ambulatoriale Tariffa: *

Fascia 1: euro 35,00; Fascia 2: euro 37,00; Fascia 3: euro 42,00

3. CDI 3.1 Centro Diurno Retta: euro 31,63 al giorno + euro 3,58 per eventuale trasporto;

Integrato Contributo regionale: 29€/pz/die, nel rispetto del Budget di struttura;

4. ADI 4.1 Assistenza Voucher socio Sanitario: tariffa secondo il profilo del PAI assegnato al

Domiciliare Integrata paziente dall’ASL di competenza (Bergamo). Capacità produttiva nel

rispetto del Budget di struttura;

5. 5.1 Ambulatorio Corrispettivo per singola prestazione (prima visita medica):

AMBULATORIO piede diabetico (non Euro 80,00.

accreditato)

5.2 Unità di Corrispettivo per singola prestazione (prima visita medica).

Valutazione euro 50,00 senza certificato

Alzheimer (UVA non euro 80,00 con certificato

accreditato)

*Importo complessivo delle prestazioni erogate sottoposto a tetto di struttura ovvero a limite di spesa fissato dalla Regione

Lombardia con riferimento al valore delle prestazioni erogate come da tariffa.





Per quanto riguarda il posizionamento della Fondazione in materia di partecipazione alla spesa

dell’ospite, da un'analisi condotta sulle rette ed i servizi aggiuntivi in 26 RSA della Regione Lombardia (18

provincia di Bergamo, 5 provincia di Brescia e 3 provincia di Milano), esclusi i Nuclei Alzheimer

accreditati, si evince come la Fondazione si posizioni come una delle RSA con retta media inferiore (€

50,82) rispetto alle altre, (media generale dell’analisi pari a € 54,21 con media dei valori minimi di € 50,59

e massimi di € 57,84). Va ulteriormente rimarcato che la retta attuale della Fondazione include il costo di

servizi accessori (trasporto ambulanza, lavanderia, parrucchiere, podologo, camera mortuaria) che,

generalmente, l’analisi evidenzia come spesso tariffati a consumo, oltre la retta.

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3.2.3 I REQUISITI DELLE PRESTAZIONI



Va, tra l’altro, evidenziato che il prezzo delle prestazioni è condizionato dall’evolversi dei requisiti richiesti

per la loro erogazione e che tale evolversi è in stretta relazione con il progressivo incremento dei bisogni

degli assistiti. In particolare, la progressiva espansione delle patologie cronico degenerative degli ospiti e

l'evoluzione dei loro percorsi diagnostici e terapeutici comportano:

• l'assorbimento di un crescente carico assistenziale;

• l’incremento di interventi sanitari specifici, a volte a crescente complessità clinico-organizzativa.

Il monitoraggio della popolazione anziana, ospite della RSA, attraverso il S.Os.I.A. (scheda di

osservazione intermedia dell'assistenza), consente di monitorare i bisogni degli ospiti, in modo da

calibrarne la relativa offerta di prestazioni. La definizione di un sistema di case management, attraverso

l’elaborazione di indicatori connessi al S.Os.I.A., consentirà di determinare il rapporto tra il reale livello di

dipendenza dell’ospite e il relativo assorbimento di risorse. Ciò, come necessario supporto alla

definizione del livello di adeguatezza delle prestazioni erogate e al miglioramento della qualità delle

stesse.

In allegato viene rappresentata una fotografia degli ospiti della RSA tratta dal tracciato S.Os.I.A. 2006.

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4. SCENARIO DI RIFERIMENTO





Lo scenario strategico in cui il presente business plan si colloca, fa riferimento

all’evoluzione del quadro politico-normativo, di quello demografico-

epidemiologico e di quello socio-economico, che influenzano le dinamiche di

domanda e di offerta di prestazioni socio sanitarie.

Orientamento

Inoltre, va ricordato, quale conseguenza già in atto del quadro generale di strategico

riferimento, che le strutture socio sanitarie sono sempre più caratterizzate da

un progressivo, ma irreversibile, mutamento del ruolo storicamente svolto. Di Nuove impostazioni

seguito se ne riportano i tratti salienti: gestionali per gli

aspetti che riguardano

prestazioni,

TABELLA RIORIENTAMENTO STRATEGICO E IMPOSTAZIONE GESTIONALE caratteristiche delle

ASPETTI VECCHIA IMPOSTAZIONE NUOVA IMPOSTAZIONE prestazioni erogate,

professionalità, ambito

Prestazioni Centro di assistenza Centro di assistenza sanitaria territoriale, target di

informale, supportata fondato su protocolli operativi e clientela e governance

dall’attenzione e dal “buon sulla competenza professionale

aziendale in base alla

cuore” di chi vi operava. dei professionisti sanitari.

Caratteristiche Pensione di paese dal Residenza accreditata come

continua evoluzione

della profilo alberghiero medio- “Sanitario-Assistenziale” dal del quadro politico-

prestazione basso ed un costo mensile profilo alberghiero medio-alto ed economico,

erogata sostanzialmente negoziabile una retta mensile standardizzata demografico-

e personalizzabile. e fortemente correlata ai costi epidemiologico e socio

reali dei servizi offerti. economico.

Professionalità “Casa-allargata e “Reparti para -ospedalieri”

comunitaria” dedicata organizzati per l’accoglienza di

all’ospitalità di persone grandi-vecchi dichiaratamente

anziane autosufficienti o non autosufficienti (sempre

solo in parte non portatori di pluri-patologie e

autosufficienti (quasi mai richiedenti una continua e

portatrici di patologie crescente attenzione sanitaria).

impegnative dal punto di

vista sanitario perché per

quelle c’era l’ospedale).

Ambito Forte radicamento locale, Orientamento ad offrire il servizio

territoriale alimentato anche da a tutta la Provincia-Regione e

donazioni e lasciti relativo maggiore concorso

provenienti dalla comunità dell’intervento pubblico nel

locale. sostegno delle spese unitamente

all’adozione di un’accentuata

politica tariffaria.

Target di Sessantacinquenni Prevalentemente persone con

clientela parzialmente non- più di 75 anni in condizioni di

autosufficienti grave non-autosufficienza.



Governance Missione della casa di “Mission” della R.S.A. definita dal

aziendale riposo sostanzialmente Consiglio di Amministrazione, dal

decisa dal gestore (il management, dalle istituzioni

Comune o la Parrocchia). locali, dalle forze sociali e dalle

associazioni di volontariato.

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4.1 SCENARIO POLITICO NORMATIVO DI RIFERIMENTO



Le politiche socio sanitarie perseguite a livello nazionale e regionale influenzano in modo diretto l’operato

delle aziende del settore socio sanitario e ne condizionano la relativa gestione.





4.1.1 SCENARIO POLITICO NAZIONALE



Con la Legge Quadro n. 328 del 8/11/2000 è stata riordinata la complessa materia dei Servizi Sociali, che

archivia centodieci anni della vecchia Legge Crispi del 1890. Con essa si prevede la creazione di una

rete integrata dei servizi e delle prestazioni sociali costituita da tutte quelle attività relative alla

predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti ed a pagamento, o di prestazioni economiche destinate

a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso

della sua vita, escluse soltanto quelle assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, nonché

quelle assicurate in sede di amministrazione della giustizia (art. 128 del D.Lgs. 112/98).

Il principio ispiratore è la promozione di interventi per garantire la qualità della vita (...), prevenire,

eliminare o ridurre le condizioni di disabilità, di bisogno e disagio individuale e familiare, derivanti da (...)

condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione (art. 1 L. 328/2000).





IL MUTAMENTO ATTESO DEL WELFARE





WELFARE STATE WELFARE SOCIETY





CENTRALISTICO FEDERALE

SETTORIALE INTEGRATO

BUROCRATICO SUSSIDIARIO

DEFICITARIO SOSTENIBILE





Le politiche di sostegno agli anziani e ai disabili sono state definite nel Piano nazionale degli interventi e

dei servizi sociali 2001-2003, approvato dal Governo il 3 aprile 2001, che riprende i principi e le linee

programmatiche della Legge 328.

Tali politiche sono focalizzate sull’attuazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, con

priorità agli interventi di integrazione socio sanitaria, attraverso il concorso di una pluralità di attori,

istituzionali e non, pubblici e privati, rispetto ai quali distribuire ruoli e responsabilità, competenze e

risorse.

La riforma del sistema si basa sull’applicazione di livelli essenziali su tutto il territorio nazionale rivolti alla

persona e alla famiglie, integrati (trasferimenti monetari e servizi in rete), flessibili e diversificati, basati su

progetti personalizzati e finalizzati a promuovere l'inclusione sociale piuttosto che a combatterne

6

l’esclusione .

Nell’ambito delle politiche familiari particolari criticità assumono i servizi di prossimità, ossia l’attivazione

di prestazioni assistenziali erogate a livello locale, allo scopo di offrire risposte efficaci ai mutevoli



6 La riforma dei servizi socio – assistenziali prevista dalla legge nazionale 328/2000 ha generato inizialmente in provincia di Bergamo

un grande fermento. Provincia, ASL ed associazioni dei Comuni Bergamaschi hanno chiamato a contribuire nella stesura dei piani di

zona tutti gli attori del sistema ed in particolare il mondo delle Fondazioni e delle Associazioni.

La stesura dei primi piani di zona aveva l’obiettivo di contribuire al censimento ed alla rappresentazione dei bisogni. Il vantaggio di

disporre di uno strumento finalizzato allo specifico territorio aveva consentito la raccolta differenziata e locale dei bisogni. L’elemento

unificante è stata l’evidenza della carenza territoriale dei servizi di Segretariato Sociale e del Servizio Sociale Professionale, servizi che,

in particolare per gli anziani e le persone meno “acculturate” rappresentano il tramite per l’accesso alle prestazioni sociali, sanitarie, ma

anche economiche.

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fabbisogni sociali dei cittadini italiani. Più in generale, la sfida decisiva contenuta nella legge 328 del 2000

consiste nel fatto di voler raggiungere due finalità di non poco conto:

da una parte, rafforzare il decentramento delle politiche sociali, lasciando ai Comuni ampia facoltà di

realizzare welfare;

dall’altra garantire che vi sia omogeneità nei servizi su tutto il territorio nazionale.

Bilanciare questi due obiettivi non è agevole; richiede un difficile esercizio di “quadratura del cerchio” tra

la concezione universalistica del welfare ed una visione localistica della politica, che spinge verso la

diversificazione territoriale degli interventi assistenziali e sociali.

La rete integrata di servizi è affidata allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali secondo i principi di

sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità, omogeneità, copertura finanziaria e

patrimoniale, responsabilità ed unicità dell’amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare

7

degli Enti locali, con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato .

La Regione Lombardia anche con l’ultimo Piano Socio Sanitario Regionale a valenza 2007 e 2009

ribadisce questi principi e si attende che il mutamento atteso si realizzi in modo concreto.





4.1.2 SCENARIO POLITICO REGIONALE



La “domanda di salute” che i cittadini lombardi esprimono richiede risposte e soluzioni sempre più

connotate dall’impiego di metodiche ad alto contenuto tecnologico e dalla concomitante esigenza di

migliorare il grado di personalizzazione degli interventi.

Con la Legge 31/97, la Regione Lombardia ha voluto sostenere la libera scelta del cittadino,

implementando la separazione fra i soggetti acquirenti ed erogatori di prestazioni, promuovendo la parità

8

di diritti e di doveri tra soggetti pubblici e privati, profit e non profit .

Il PSSR di fatto sancisce e rafforza i principi ideati con la legge 31 e diviene lo strumento di

9

programmazione unico e integrato contenente le linee di sviluppo del sistema socio sanitario .

Gli elementi di indirizzo essenziali, dai quali trae origine un nuovo ruolo dei servizi, siano essi dedicati alla

programmazione e al controllo (quale l’ASL), siano essi dedicati alle funzioni di organizzazione ed

erogazione (quali i cosiddetti “soggetti accreditati”), sono sinteticamente quelli di:

orientare lo sviluppo del sistema privilegiando modalità innovative di gestione che pongano effettivamente

il cittadino al centro dell’azione organizzativa;

individuare obiettivi prioritari sui quali impegnare e coinvolgere tutti gli attori del sistema socio sanitario,

responsabilizzandoli fortemente attraverso un’opera costante di condivisione delle finalità da perseguire,

delle risorse da destinare e dei criteri di valutazione dei risultati ottenuti e della qualità delle prestazioni;

favorire lo sviluppo e l’articolazione dei livelli di governo del sistema, dando piena attuazione alla

sussidiarietà verticale ed orizzontale;

promuovere progetti innovativi in grado di consentire la sperimentazione di nuovi modelli operativo

gestionali, anche in un’ottica di evoluzione dell’attuale quadro legislativo.

Il PSSR si colloca, di fatto, in un contesto di graduale federalismo improntato alla sussidiarietà

orizzontale, intesa come partecipazione estesa di altri soggetti nella gestione dei servizi e non solo nel

decentramento di poteri dal centro alla periferia.





7 Anche la depubblicizzazione delle IPAB, voluta dalla R.L. 1/2003, va letta secondo l’obiettivo di articolare in modo diversificato una

rete integrata di servizi a sostegno delle persone fragili. Essa ha interessato l’intero universo delle RSA bergamasche che nella totalità

hanno scelto la formula della Fondazione di diritto privato e non quella dell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona (ASP).



8 La riforma del sistema socio sanitario e sociale regionale, nonché del rapporto tra questo e la società civile, rappresenta uno degli

sforzi più visibili dell’attività di governo della Regione. La legge 31/97, di fatto, ha rappresentato il costrutto per lo sviluppo di una nuova

concezione di programmazione e di gestione dell’intero sistema, identificando processi finalizzati ad orientare l’offerta pubblica e privata

di servizi sanitari, socio sanitari e sociali, in un contesto flessibile in grado di rispondere efficacemente ai bisogni espressi dai cittadini.



9 Lo strumento PSSR sviluppa un nuovo modello organizzativo di “welfare”, che prevede una più ampia partecipazione dei cittadini,

degli enti locali e dei diversi attori nel processo di decisione e di acquisto delle prestazioni, passando gradualmente, in forza del

principio di sussidiarietà previsto dal testo riformato della Costituzione, da un sistema di “welfare state” ad un sistema di “welfare

community”.

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10

Lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema di Welfare lombardo, articolato nei suoi due sottosistemi ,

ha trovato tra le sue prime concrete attuazioni la DGR 7435/2001 che definisce, tra l’altro, i criteri per

l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento delle RSA.

Il ruolo della Regione, come regolatore e controllore super partes del sistema socio sanitario, si

estrinseca in modo rilevante nella funzione di valutazione del sistema nel suo complesso: solo una

valutazione adeguata dei risultati prodotti dal sistema e degli effetti dei cambiamenti prodotti dallo stesso

consente di confermare o di abbandonare soluzioni organizzative adottate.

Per sostenere lo sviluppo di un nuovo Welfare, a livello territoriale il PSSR tende a sviluppare un nuovo

ruolo dell’ASL, quale garante del cittadino e acquirente di prestazioni, con il rafforzamento delle funzioni

di programmazione, acquisto e controllo delle prestazioni socio sanitarie, rinunciando al ruolo di

erogatore diretto attraverso l’ esternalizzazione dei servizi.

Le difficoltà oggettive sono oggi rappresentate dalla necessità di rendere efficace l’integrazione dei

diversi settori: va ulteriormente raccordato il sistema delle cure ospedaliere con quello delle cure primarie

e va progettato un sistema integrato di coordinamento tra queste ultime ed il livello specialistico per la

continuità delle cure sia dei pazienti cronici che di quelli post acuti.

Un’integrazione efficace della complessa rete dei servizi consentirà, in primis, maggior efficienza della

rete sanitaria, con conseguenti vantaggi economici per l’intero sistema.

In estrema sintesi il quadro normativo che disciplina il settore sanitario e socio sanitario, individua nel

meccanismo dell’accreditamento regionale e del relativo contratto il principale regolatore di mercato. La

capacità di operare in regime di accreditamento regionale nel rispetto di predefiniti standard qualitativi

costituisce un fattore critico di successo per gli operatori del settore, tanto più in considerazione del fatto

che l’evoluzione sociale, strutturale e tecnologica tendono a innalzare tali standards.









10 Molto tempo prima che la legge 328/00 introducesse nel nostro paese un modello nazionale uniforme di Welfare sociale a carattere

universalistico, fondato sulla riconduzione a sistema integrato dei servizi e degli interventi predisposti in ciascuna regione per la tutela

del benessere sociale, la Regione Lombardia aveva programmato la realizzazione del proprio modello di Welfare che, proprio

nell’integrazione sistemica delle sue reti di unità di offerta socio sanitaria e socio assistenziale, trovava, e trova, la sua principale identità

culturale.

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4.2 SCENARIO DEMOGRAFICO - EPIDEMIOLOGICO DI RIFERIMENTO



In una recente analisi condotta dall’ASL di Bergamo sull’invecchiamento della popolazione locale le

proiezioni dall’anno 2003 all’anno 2050 risultano “socialmente” allarmanti.

Nello studio sopraccitato la popolazione ultrasessantacinquenne all’anno 2003 era costituita da 173.131

persone, nell’anno 2010 se ne attendono 203.449, al 2030 299.478, al 2050 370.036; il dato più

significativo è quello relativo ai “grandi vecchi” ovvero quelle persone di età compresa tra gli 85 ed i 90 ed

oltre che potrebbero passare dai circa 20.000 dell’anno 2003 ai 70.000 dell’anno 2030 per superare i

100.000 nel 2050.





TABELLA TREND DEMOGRAFICO POPOLAZIONE >65

PROVINCIA DI BERGAMO

anno anno anno anno anno anno

Classi di età

2003 2010 2020 2030 2040 2050

65 - 69 49.604 51.709 54.796 69.616 73.832 56.554

70 - 74 45.366 51.467 56.235 59.805 77.738 65.701

75 - 79 36.260 41.738 47.155 52.638 67.957 71.891

80 - 84 22.012 30.565 40.395 47.793 52.186 67.427

85 - 89 12.439 19.500 27.360 34.909 40.868 52.596

> 90 7.450 8.470 19.662 34.717 48.311 55.867

totale 173.131 203.449 245.603 299.478 360.892 370.036





Le proiezioni sono supportate dagli studi inerenti gli indicatori di speranza di vita degli italiani così come

rappresentate dalla tabella sotto riportata. Come si può notare gli anni medi di vita dopo i 65 anni

(indicatore) salgono progressivamente determinando una vita media di 90 nelle donne e di 85 anni negli

uomini nell’anno 2051.

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La progressione quantitativa della frazione di popolazione ultra 75enne è ulteriormente confermata dai

dati ISTAT che per la provincia di Bergamo negli ultimi cinque anni hanno visto la progressione di cui alla

tabella di seguito riportata.









Nell’ambito dei programmi di revisione e sviluppo della propria offerta le RSA devono considerare il

contesto sul quale insistono ed in particolare osservare gli specifici indici che le istituzioni sanitarie e

sociali periodicamente elaborano e mettono a disposizione. Le tabelle di seguito rappresentano alcuni

indici più appropriati per descrivere l’invecchiamento della popolazione.





TABELLA DEGLI INDICI SU BASE NAZIONALE, REGIONALE E PROVINCIALE

TREND INDICI DEMOGRAFICI Indice di indice di Indice di

fonte ISTAT vecchiaia dipendenza dipendenza

strutturale strutturale negli

anziani

2002 provincia di Bergamo 107,96 44,24 22,97

Regione Lombardia n.d. n.d. n.d.

Italia n.d. n.d. n.d.

2003 provincia di Bergamo 108,82 44,91 23,40

Regione Lombardia 138,90 46,70 27,10

Italia 132,10 49,60 28,20

2004 provincia di Bergamo 110,37 45,41 23,83

Regione Lombardia 140,40 47,60 27,80

Italia 135,90 50,10 28,90

2005 provincia di Bergamo 111,67 46,18 24,37

Regione Lombardia 141,50 48,42 28,37

Italia 137,83 50,57 29,31

2006 provincia di Bergamo 113,35 47,18 25,07

Regione Lombardia 142,55 49,42 29,05

Italia 139,94 51,13 29,82

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Nella tabella di seguito riportata i dati provinciali 2006 sono disaggregati con riferimento ai vari ambiti

distrettuali.





TABELLA DEGLI INDICI SU BASE DISTRETTUALE – PROVINCIA DI BERGAMO

Distretto Indice di Indice di Indice di Indice di

vecchiaia invecchiamento dipendenza dipendenza

strutturale strutturale

negli

anziani

Bergamo 164,12 22,01 54,84 34,08

Dalmine 93,07 14,67 43,74 21,08

Seriate 87,07 14,05 43,23 20,12

Grumello 87,14 14,03 43,11 20,08

Valle Cavallina 90,86 15,28 47,29 22,51

Monte Bronzone - Basso Sebino 100,82 15,86 46,16 23,17

Alto Sebino 139,43 19,61 50,77 29,57

Valle Seriana 123,91 18,22 49,07 27,16

Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve 127,94 18,61 49,59 27,83

Valle Brembana 142,49 20,25 52,58 30,90

Valle Imagna e Villa d'Almè 101,68 16,46 48,47 24,44

Isola Bergamasca 102,64 15,58 44,40 22,49

Treviglio 118,24 16,98 45,65 24,73

Romano di Lombardia 98,54 15,01 43,36 21,52

Totale provincia di Bergamo 113,35 17,03 47,18 25,07

Regione Lombardia 142,55 19,44 49,42 29,05

Italia 139,94 19,73 51,13 29,82



Legenda:

Indice di vecchiaia: popolazione>65/ popolazione 0-14 anni x100

Indice di invecchiamento: popolazione>65/ popolazione totale x100

Indice di dipendenza strutturale: (popolazione>65 + popolazione 0-14 anni)/popolazione 15-64 x100

Indice di dipendenza strutturale negli anziani: popolazione>65/ popolazione 15-64 x100





Ad un’analisi più approfondita inerente il bacino geografico di interesse per la Fondazione, si può ben

notare come gli indicatori dell’ambito di Bergamo sono molto più severi sia di quelli nazionali che di quelli

regionali.

Vecchiaia e dipendenza predispongono alla manifestazione delle malattie croniche e della disabilità.

Le patologie degenerative dell’anziano, nel nostro territorio, sono state oggetto di studio da parte dell’ASL

di Bergamo che continua ad esercitare su di esse un attento monitoraggio attraverso i dati di ricovero e di

mortalità.

11

Da tale monitoraggio emergono due tendenze, una di ordine economico e l’altra di ordine

epidemiologico.

Per quanto concerne il profilo economico, il trend evidenzia un consumo di risorse sanitarie in aumento

con l’età della vita e che assume valori consistenti per le classi > ai 65 anni (vedi grafico).









11

Vedi Atlante “Vecchi e grandi Vecchi” ASL di BG 2004

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Il consumo di risorse sanitarie distribuito per classi di età e rappresentato in €/ anno per residente:









Per quanto concerne il profilo epidemiologico, valgono le seguenti considerazioni:

• Per le malattie del sistema circolatorio: i ricoveri riguardano soprattutto anziani. Si evidenzia

un trend negativo del tasso specifico di mortalità per malattie del sistema circolatorio negli

anziani; i tassi specifici di ricovero presentano invece un trend positivo per i maschi e costante

nelle femmine;

• Per le malattie cronico degenerative del sistema nervoso: malattia di Alzheimer e morbo di

Parkinson.

Malattia di Alzheimer: i ricoveri riguardano quasi esclusivamente anziani. Il numero di ricoveri

risulta basso e il tasso specifico di mortalità della provincia bergamasca è più alto rispetto a

quello regionale, in particolare nei maschi.

Morbo di Parkinson: i ricoveri riguardano quasi esclusivamente persone anziane. Il numero di

ricoveri risulta basso e il tasso specifico di mortalità della provincia bergamasca sembra avere un

andamento casuale. Risulta essere più basso rispetto a quello lombardo.

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4.3 SCENARIO SOCIO ECONOMICO DI RIFERIMENTO



Lo scenario precedentemente illustrato è ovviamente da correlarsi all’evoluzione sociale ed economica

del target di popolazione che esprime la domanda di prestazioni socio sanitarie, target che costituisce,

quindi, il bacino della clientela aziendale.

Studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno dimostrato una stretta correlazione tra stato di

salute ed abitudini alimentari, istruzione, igiene abitativa, disponibilità di farmaci e vaccini. L’accesso alla

quasi totalità di questi beni dipende dal reddito e certamente dal reddito dipende il livello qualitativo del

bene al quale si accede.

Alcuni studi hanno dimostrato che anziani e pensionati dispongono di redditi medio bassi, spesso border-

line con i valori di povertà relativa e/o assoluta.

Si riportano di seguito i livelli espressi in euro di povertà assoluta e relativa elaborati dall’ISTAT a partire

dall’anno 2000.





12

POVERTA’ ASSOLUTA





TABELLA POVERTA’ ASSOLUTA (ISTAT)

Ampiezza

1 2 3 4 5 6 7

della

famiglia

componente componenti componenti componenti componenti componenti componenti



2001 373,33 559,63 794,89 1.006,60 1.268,70 1.462,25 1.650,04

2002 382,66 573,63 814,77 1.031,77 1.300,42 1.498,82 1.691,30



13

POVERTA’ RELATIVA (ISTAT anno 2003)





TABELLA POVERTA’ RELATIVA (ISTAT)

Ampiezza

1 2 3 4 5 6 7 o più

della

famiglia

componente componenti componenti componenti componenti componenti componenti

Linea di

521,70 869,50 1.156,44 1.417,29 1.652,05 1.878,12 2.086,80

povertà





Determinare in modo preciso il reddito delle persone anziane è impossibile, ma alcuni dati relativi ai

redditi da pensione disponibili ci presentano un quadro molto verosimile come evidenziato nelle tabelle

seguenti, tratte dal sito INPS Bergamo relative all’anno 2003.









12 Quando si parla di povertà assoluta si fa riferimento o all’idea di una semplice sopravvivenza o a quella di un livello di vita ritenuto

minimo accettabile. Il valore monetario in evidenza nella tabella è costruito attraverso dei coefficienti su un paniere mensile di beni e

servizi ritenuti essenziali.



13 La soglia convenzionale di povertà relativa per una famiglia di due componenti, rappresentata dalla spesa media mensile pro capite

risulta nel 2003 di 869,50 €. Nel 2006, è risultata pari a 970,34 euro. Essa è determinata attraverso l’applicazione di una serie di

coefficienti di correzione, utilizzati per determinare la soglia di povertà quando le famiglie hanno un numero diverso da due.

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TABELLA VALORI DELLE PENSIONI ANNO 2003 – PROVINCIA DI BERGAMO

Numero Importo lordo medio

Classe di età IRPEF netta mensile Importo netto medio mensile

pensioni mensile

Da 40 a 49 143 € 1.581,68 € 314,77 € 1.266,91

Da 50 a 54 3.125 € 1.464,72 € 271,69 € 1.193,03

Da 55 a 59 17.312 € 1.305,16 € 223,85 € 1.081,31

Da 60 a 64 38.307 € 866,69 € 95,85 € 770,84

Da 65 a 69 36.846 € 752,74 € 62,54 € 690,20

Da 70 a 79 56.495 € 660,13 € 35,54 € 624,59

Da 80 in poi 23.216 € 580,41 € 3,46 € 576,95



Dai dati di cui sopra si possono trarre le seguenti considerazioni di ordine generale:

• il reddito medio da pensione, ed in particolare per chi ha un affitto da pagare, crea problemi di

14

gestione del bilancio familiare ;

• in caso di ricovero in RSA il reddito percepito “non copre” totalmente i costi della connessa

partecipazione alla spesa.

In estrema sintesi ciò significa che la clientela aziendale può essere costituita da soggetti le cui capacità

di spesa non sono in grado di coprire i costi delle prestazioni erogate. Ne consegue che la capacità di

operare in regime di accreditamento regionale costituisce un prevalente fattore critico di successo anche

sotto il profilo economico, in quanto i costi delle prestazioni aziendali erogate possono trovare una piena

copertura solo assicurandosi i necessari rimborsi a carico del SSN.









14 Un’indagine ISTAT 2002, nell’ambito del capitolo “Precarietà economica ed insicurezza degli anziani”, rendiconta che al Nord il

22,5% degli intervistati ha dichiarato che arriva con difficoltà a fine mese, al centro il 33,5%, ma al sud ben il 48% si trova ad affrontare

questa difficoltà. E anche questi dati trovano conferma nei rapporti trimestrali dell’ISAE. Indagando più a fondo il disagio, è stato

appurato che, tra chi ha un affitto da pagare, più della metà ha avuto difficoltà a saldare la pigione a fine mese, il 40% ha avuto difficoltà

a pagare le spese condominiali. Altri effetti sono stati osservati sul versante del risparmio: in particolare per quanto riguarda

l'abbigliamento, dal momento che ad essere tagliate per prime sono in genere le spese meno essenziali; ben l’81% degli intervistati ha

dichiarato di essere stato costretto a fare risparmi su questo fronte. Ma non finisce lì, poiché: il 39% ha dovuto risparmiare sul cibo, il

29% sui consumi di energia elettrica, il 25% sulle riparazioni domestiche, il 16% sul consumo di gas.

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5. POSIZIONAMENTO STRATEGICO





Le azioni di risanamento aziendale e gli orientamenti futuri non possono

prescindere dal concreto posizionamento della Fondazione nei confronti delle

dinamiche del settore socio sanitario e delle relative prestazioni richieste,

nonché dalle dinamiche relazionali dei portatori di interesse.

Posizionamento

Questo con particolare riferimento a: strategico

• dinamiche settoriali, ovvero il contesto di mercato in cui la Nuovo

Fondazione opera con particolare riferimento al posizionamento della Posizionamento

stessa nei confronti dei clienti (ovvero gli ospiti), dei principali fornitori strategico della

di beni e servizi, delle barriere all’ingresso di nuovi operatori e/o Fondazione basato in

dell’espansione dei volumi di offerta degli operatori esistenti (ruolo una concreta

dell’accreditamento regionale), dei soggetti erogatori di prestazioni collocazione nei

sostitutive (famiglie e aziende ospedaliere), dei soggetti concorrenti confronti delle

presenti sul territorio (altre strutture pubbliche e private); dinamiche socio

sanitarie, settoriali e

• dinamiche relazionali, ovvero il contesto sociale e politico in cui la relazionali.

Fondazione opera con particolare riferimento al sistema di consenso,

ovvero ai contributi che i portatori di interesse richiedono a vario titolo

alla Fondazione.

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5.1 DINAMICHE SETTORIALI



Il posizionamento della Fondazione nei confronti delle dinamiche del settore socio sanitario (ovviamente

relative al territorio bergamasco) condiziona l’operatività e i relativi risultati di gestione. Le principali

15

dinamiche settoriali di seguito considerate sono costituite da:

• clienti, con riferimento al bacino di potenziali assistiti che condizionano i volumi di prestazioni

erogabili;

• fornitori, con riferimento alle principali categorie di beni e servizi che condizionano la qualità e

l’economicità delle prestazioni aziendali erogate;

• barriere all’ingresso nel settore socio sanitario, con riferimento al ruolo degli enti regolatori

(Regione) che condizionano l’ingresso nel settore socio sanitario di nuovi operatori e/o

l’espansione di operatori già esistenti;

• erogatori di prestazioni sostituitive, con riferimento al ruolo delle aziende ospedaliere e delle reti

familiari sul territorio;

• competitori, con riferimento ad altre strutture socio sanitarie, pubbliche e private, presenti nel

territorio.

Nello schema sotto riportato viene rappresentato il posizionamento aziendale nei confronti delle

dinamiche settoriali di cui sopra.





DINAMICHE SETTORIALI









BARRIERE

ALL’INGRESSO









COMPETITORI

FORNITORI CLIENTI

AZIENDA









PRESTAZIONI

SOSTITUTIVE









15 Per ulteriori approfondimenti in merito alla metodologia di analisi delle dinamiche settoriali vedi M. E. Porter, Il vantaggio competitivo,

Biblioteca Einaudi, 2002.

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5.1.1 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CLIENTI



La Fondazione costituisce, per dimensioni e tradizione, un punto di riferimento nei confronti del proprio

bacino di clientela.

Il bacino della clientela aziendale è ovviamente da ricondursi alle più generali dinamiche di

invecchiamento le cui relative patologie determinano altresì i criteri di segmentazione della clientela

stessa, come precedentemente descritto nel capitolo relativo all’evoluzione dello scenario demografico-

epidemiologico.





5.1.2 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI FORNITORI



L’erogazione di prestazioni socio sanitarie richiede l’approvvigionamento di una serie di beni e servizi di

natura eterogenea, tra cui la principale voce è costituita dal personale, in particolare da quello del profilo

infermieristico e assistenziale.

Per quanto concerne il personale infermieristico la principale criticità è costituita dalla difficoltà di

reperimento, causa una contrazione dell’offerta professionale e vista la nota propensione della

professione ad orientarsi verso gli ambiti ospedalieri.

Per quanto concerne il personale di assistenza tutelare la principale criticità non è costituita dalla carenza

di offerta, bensì dalla prevalente componente straniera che richiede percorsi lunghi di adattamento

culturale e aziendale.





5.1.3 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DELLE BARRIERE ALL’INGRESSO



Il sistema di accreditamento e il relativo contratto con il Servizio Sanitario Regionale, costituisce la

principale barriera all’ingresso nel settore socio sanitario. Ciò vale, ovviamente, per gli operatori che

intendono agire in regime di contratto con il SSR, condizione che allo stato attuale costituisce “de facto”

una variabile irrinunciabile. In tale ottica il settore socio sanitario si caratterizza come il classico settore

regolamentato dove la concorrenza tra le aziende non è “nel” mercato, ma è “per” il mercato a fronte di

una domanda contingentata.

Il ruolo regolatore dell’accreditamento regionale si esercita anche nei confronti delle aziende esistenti, le

quali sono vincolate nell’espansione della propria offerta sotto il profilo dei volumi, della tipologia e della

qualità delle prestazioni.

Ne consegue che il sistema di accreditamento regionale, lungi dal proteggere passivamente gli operatori

esistenti nel settore socio sanitario, svolge altresì un ruolo per così dire “dinamico”, monitorando

l’adeguatezza qualitativa degli stessi, pena la loro espulsione dal settore stesso mediante perdita

dell’accreditamento.

Come precedentemente evidenziato, attualmente la Fondazione occupa una posizione di sostanziale

debolezza nei confronti del sistema di accreditamento regionale, in quanto opera con autorizzazione

provvisoria in funzione della realizzazione del progetto di ammodernamento della propria struttura.





5.1.4 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DI PRESTAZIONI SOSTITUTIVE



Nel settore socio sanitario le prestazioni sostitutive a quelle erogate dalle strutture specializzate come

quella aziendale sono da riferirsi al ruolo svolto:

• dalla rete familiare di assistenza, per gli aspetti maggiormente sociali;

• dalla rete di operatori assistenziali per gli aspetti sociali e sanitari;

• dalla rete delle aziende ospedaliere, per gli aspetti maggiormente sanitari.

La Fondazione occupa una posizione di forza nei confronti degli erogatori di prestazioni sostitutive in

considerazione della progressiva marginalità del ruolo svolto da questi ultimi per i motivi di seguito

illustrati.

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5.1.4.1 Le prestazioni sostitutive erogate dalle reti familiari

Il ruolo delle reti familiari nell’erogare prestazioni socio sanitarie in qualche misura sostitutive di quelle

erogate da strutture specializzate come quella aziendale è sempre più marginale.

L’analisi dei dati inerenti il territorio bergamasco evidenzia, infatti, un’allarmante fragilità della rete

familiare di assistenza. Questo si traduce inevitabilmente in un forte incremento della domanda

potenziale di prestazioni socio sanitarie erogate da strutture specializzate come quella aziendale.

Nella tabella sotto riportata sono evidenziati i dati inerenti lo stato civile degli anziani bergamaschi

(popolazione ultra 65enne - ISTAT 2006). Tali dati confermano ulteriormente la vastità del bacino di

domanda di prestazioni socio sanitarie in quanto da essi emerge una notevole fragilità degli assetti

familiari.





TABELLA RIEPILOGATIVA DELLO STATO CIVILE DEI POTENZIALI CLIENTI

MASCHI FEMMINE

Condizione Numero % Condizione Numero %

Celibi 5.714 8,00 Nubili 11.507 11,00

Coniugati 56.910 79,60 Coniugate 41.681 39,90

Divorziati 521 0,70 Divorziate 647 0,60

Vedovi 8.386 11,70 Vedove 50.707 48,50

Totale 71.531 100,00 Totale 104.542 100,00





La fragilità dei nuclei familiari è confermata dai dati evidenziati dalla tabella sotto riportata.

Il numero delle famiglie aumenta, ma la struttura si diversifica notevolmente: si osserva un balzo notevole

dei mononuclei (single non solo giovani ma vedovi e vedove) e delle famiglie composte da due persone,

un modico incremento di quelle composte da tre persone ed un ragguardevole decremento per tutte le

altre classi, specie per quelle composte a partire da 5 persone.





TABELLA RIEPILOGATIVA COMPOSIZIONE NUCLEI FAMILIARI

DIFFERENZA DIFFERENZA

NUMERO

1991 2001 (VALORI (VALORI

COMPONENTI

ASSOLUTI) PERCENTUALI)

1 66.157 90.775 24.618 37,20%

2 78.781 102.058 23.277 29,50%

3 79.202 88.647 9.445 11,90%

4 75.247 73.114 -2.133 -2,80%

5 22.937 17.421 -5.516 -24,00%

6 o più 7.164 3.764 -3.400 -47,50%

TOTALI 329.488 375.779 46.291 14,00%







5.1.4.2 Le prestazioni sostitutive erogate dalle reti di operatori socio sanitari

La domanda di operatori esterni chiamati ad accudire persone anziane è in forte incremento a fronte di

un’offerta ormai quasi completante costituita da operatori di origine straniera. A questo proposito occorre

16

tuttavia rimarcare come il fenomeno dell’immigrazione abbia dato una risposta, solo in parte e con una



16 Un rapporto recentemente presentato dalla Provincia di Bergamo delinea nel dettaglio la struttura della popolazione straniera

presente sul territorio, indipendentemente dalla residenza e dalla regolarità. Al 1° luglio 2006, il territorio bergamasco contava 92.400

stranieri (l'anno precedente la stima dell'Osservatorio era di 86.800 stranieri). Nel 2006 è aumentata l'area dell'irregolarità con una

media di 15 persone su 100 mentre per i Boliviani si arriva a 31 su 100 (seguono gli Ucraini con 25% e Ecuador con 22%). Il Marocco

(19,5%) rappresenta il collettivo più numeroso, seguito da quello albanese (12,3%), che supera i senegalesi (11.3%), da tempo al

secondo posto. Seguono Romania (7,6%) e India (5,7%). Solo nell'ambito di Bergamo, il numero delle donne è superiore agli uomini. Si

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modalità largamente destrutturata, al fabbisogno di cura ed assistenza agli anziani non autosufficienti. In

particolare si evidenziano le seguenti criticità:

• l’inquadramento contrattuale ed economico degli operatori: un fattore che spinge la famiglia

a preferire il lavoro irregolare risiede, oltre che, naturalmente, nel minor costo del lavoro “nero”,

nel fatto di imbattersi in procedure di assunzioni, aggravate dal rilascio del permesso di

soggiorno, avvertite come complicate. Le stesse considerazioni valgono dal lato della lavoratrice

immigrata: quest’ultima può offrire la propria prestazione di lavoro in forma irregolare, non solo

per la volontà di massimizzare le entrate retributive, ma anche perché ha difficoltà a gestire un

rapporto di lavoro che presenta caratteristiche particolari, per non parlare delle difficoltà legate al

fatto che si tratta di persone extracomunitarie che devono fare attenzione anche alla regolazione

delle propria situazione personale oltre che lavorativa.

• la qualificazione professionale: non sempre l’operatore straniero è in possesso delle

necessarie competenze per svolgere le mansioni che gli sono affidate in conformità agli standard

qualitativi richiesti. La lavoratrice immigrata adibita alla cura e all’assistenza dell’anziano deve,

per forza di cose, assumere anche compiti di “coordinamento” delle varie figure professionali che

oltre a lei, ruotano attorno all’anziano non autosufficiente (medico di base, infermiere, terapista,

assistente sociale). Si tratta di “competenze allargate ”che la lavoratrice si trova a gestire senza

avere, spesso, le informazioni ed i riferimenti in merito ai servizi, alle procedure e alle aspettative

che i professionisti hanno nei suoi confronti. Attualmente l’inserimento delle lavoratrici immigrate

nell’ambito familiare per svolgervi lavoro di assistenza e di cura prescinde da particolari itinerari

formativi. Al riguardo, sia la famiglia che la donna immigrata temono che il lavoro di assistenza

sia svolto in condizioni di “inadeguatezza formativa ”dinanzi allo svolgimento di compiti che

richiedono competenze infermieristiche o comunque assistenziali più o meno complesse. Così,

può succedere che una lavoratrice con diploma di infermiera o, comunque, dotata di una congrua

formazione, viene inviata presso un anziano autosufficiente, mentre una donna non dotata delle

stesse competenze finisce col prestare assistenza ad un anziano in condizioni di non

autosufficienza. Infine, il lavoro domestico svolto dalle lavoratrici ha il proprio asse prioritario nel

lavoro di cura. Si tratta, quindi, di un’attività che richiede specifiche competenze non solo

professionali, ma anche relazionali e un grado di sensibilità non comuni. Il lavoro di cura, infatti, è

rivolto ad anziani fragili non solo dal punto di vista fisico ma, spesso, anche psicologico. Inoltre, la

lavoratrice che assiste l’anziano deve gestire anche i rapporti con i familiari dell’anziano. L’attuale

sistema di “affidamento ”a donne straniere di persone non autosufficienti trascura, all’atto

dell’assunzione, la valutazione di tutti questi aspetti per la mancanza di soggetti con competenze

idonee. Le conseguenze della mancata attenzione a queste caratteristiche dell’offerta di lavoro di

cura sono, in primis, un rapporto difficile e conflittuale che si instaura tra persona anziana e

lavoratrice che conduce spesso alla rottura del rapporto di lavoro;

• il reclutamento e la selezione degli operatori: attualmente l’offerta di lavoro di cura si

caratterizza per un certo grado di rigidità e standardizzazione, mentre i bisogni dell’anziano

variano in termini di durata, intensità, tipologia delle prestazioni necessarie;

• la cultura e la comunicazione: l’operatore e l’anziano non parlano la stessa lingua e devono

condividere gesti e spazi della vita quotidiana partendo da esperienze, usanze, concetti,

emozioni vissuti in ambienti e tradizioni molto lontane tra di loro;

• il turnover: l’alto turn-over legato alla brevità del progetto migratorio della donna immigrata oltre

alle improvvise “urgenze ” (soprattutto familiari) che possono richiamare l’immigrata nel paese di

origine - può implicare l’“abbandono” imprevisto dell’anziano che da un giorno all’altro si trova

senza assistenza. A quest’ultimo riguardo, l’estrema “farraginosità” delle procedure di ingresso,

unitamente all’inasprimento delle sanzioni penali per chi occupi lavoratori sprovvisti del permesso

di soggiorno, indebolisce notevolmente la rete sostitutiva, diffusa nella prassi, in base alla quale è

la donna “uscente” a designare colei che le succede di cui ci si può fidare.









conferma al primo posto, la religione islamica fra gli stranieri, mentre è in aumento quella ortodossa. Oltre il 45% ha conseguito il

diploma di scuola superiore, mentre la percentuale degli occupati a tempo indeterminato risulta essere più bassa. Sul versante della

casa, un immigrato su due è in affitto. "L'80% degli immigrati risulta essere in Italia da almeno 5 anni. Sono ben 13.500 le carte di

soggiorno in corso di validità al 31 dicembre 2006 e ogni 1000 stranieri sono 25 le nascite registrate all'anno, a fronte delle 10 nascite

che riguardano i residenti.

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5.1.4.3 Le prestazioni sostitutive erogate dalle aziende ospedaliere

Il ruolo delle aziende ospedaliere nell’erogare prestazioni socio sanitarie è sempre più marginale.

Le Aziende Ospedaliere, infatti, stanno sempre più focalizzando la propria missione nell’erogazione di

prestazioni sanitarie relative alla fase acuta della cura del paziente. Ciò comporta una drastica riduzione

delle degenze. Tale tendenza è altresì rafforzata dal fatto che l’evoluzione tecnologica porta ad un

continuo cambiamento delle modalità di erogazione delle prestazioni, col passaggio da regimi di ricovero

ordinario a regimi di ricovero giornaliero (Day Hospital, Day Surgery, attività ambulatoriale) e da sistemi di

intervento più invasivi (interventi a cielo aperto) a sistemi di intervento meno invasivi (interventi in

endoscopia).

Parallelamente si assiste ad una razionalizzazione dei centri ospedalieri a seguito di concentrazione dei

poli ospedalieri stessi in un’ottica di recupero dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità delle

prestazioni erogate. Il servizio sanitario regionale, infatti, sta gradualmente modificando l’offerta dei

servizi sanitari ed influenzando la struttura del sistema che è passata da una organizzazione capillare e

molto distribuita sul territorio, ad una concentrazione delle attività anche ambulatoriali negli ospedali, solo

parzialmente mitigata dalla crescita del numero di erogatori sanitari del privato accreditato che hanno

aperto servizi ambulatoriali sul territorio.

La pregressa e capillare distribuzione degli ospedali sul territorio provinciale, frutto dei sacrifici e delle

politiche degli ultimi decenni, garantisce comunque un livello di accesso accettabile alle prestazioni

sanitarie, con la progressiva necessità di migliorare gli interventi in materia di integrazione socio sanitaria.

Il riordino della rete ospedaliera è orientato da frequenti studi epidemiologici dell’ASL di Bergamo che

hanno contribuito a migliorarne l’efficienza. Sono molto interessanti al riguardo le differenze intervenute

sulla struttura dei livelli assistenziali: meno ricoveri ordinari, più ricoveri in DH, aumento delle prestazioni

ambulatoriali. Il riordino ha interessato anche la struttura d’offerta di prestazioni di riabilitazione; tre

ospedali della provincia, Sarnico, Trescore Balneario e Gazzaniga, sono ormai in avanzato stato di

riconversione verso questa nuova mission. La riforma regionale della riabilitazione, di cui alla DGR

19883/04, che ha diversificato l’attività in 3 tipologie (specialistica, generale - geriatrica e di

mantenimento), ha coinvolto nel processo di accreditamento anche quegli istituti, come la Fondazione,

eroganti attività di riabilitazione extra ospedaliera, di cui all’art. 26 Legge 833/78. Ciò in un’ottica di

programmazione degli interventi di integrazione socio sanitaria che tengano conto dell’invecchiamento

della popolazione e del mutato ruolo ospedaliero, con le conseguenti ed emergenti necessità di continuità

assistenziale.

In questa chiave di lettura va, peraltro, evidenziato che l’ospedalizzazione determina effetti diversi sui

soggetti appartenenti alle varie classi di età: la disabilità è un fenomeno correlato all’ospedalizzazione

che interessa in modo particolare le classi di età over 75. Un capitolo del V° rapporto sulla condizione

della persona anziana descrive la correlazione tra ospedalizzazione nell’anziano e la perdita

dell’autonomia secondo quanto di seguito schematizzato.



CORRELAZIONE TRA OSPEDALIZZAZIONE E PERDITA DI AUTONOMIA









+

45% RECUPERO

STATO

FUNZIONALE

20%

DECLINO

PEGGIORAMENTO REVERSIBILE

PAZIEN TI U LTR A 75

OSPED ALIZZATI STATO

55% FUNZIONALE

OSPED ALE

PEGGIORAMENTO

SIGNIFICATIVO

35%

12% 23%



DURANTE 2 SETTIMANE DOPO

OSPEDALIZZAZIONE OSPEDALIZZAZIONE

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Tali effetti possono essere misurati sulla popolazione bergamasca allo scopo di determinare la grandezza

del fenomeno.

Nella tabella a seguire si riportano i tassi di ospedalizzazione per 1000 abitanti degli over 75 e riferiti

all’anno 2005, tratti dal rapporto ricoveri pubblicato dalla Regione Lombardia.





TABELLA TASSI DI OSPEDALIZZAZIONE ANNO 2005 OVER 75 IN

LOMBARDIA

Classe di età Tasso M F

75-79 353 458 289

80-84 471 594 412

85-89 372 473 336

>90 452 591 418





Nelle classi over 75 il tasso di ospedalizzazione è elevato, più del doppio del tasso medio generale.





Rapportando tale tasso di ospedalizzazione alla popolazione bergamasca e utilizzando le percentuali

dello studio sopraccitato, si determina una popolazione di 5.841 cittadini >75/anno che dal processo di

ospedalizzazione non esce con una restitutio ad integrum, ma con postumi invalidanti dei quali è

necessario tener conto nella programmazione della rete dei servizi (vedi tabella seguente).





TABELLA OSPEDALIZZAZIONE E DISABILITA’

Classe Popolazione N° ricoveri Peggioramento stato significativo

età ipotetici/anno (disabilità)



75-79 35.741 12.617

80-84 24.574 11.574

> 85 16.543 6.154

Totale 76.858 30.345 5.841









5.1.5 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CONCORRENTI



Si può ragionevolmente affermare che la Fondazione occupa una posizione significativa nel settore socio

sanitario con riferimento al territorio di Bergamo. Questo in considerazione della propria storia, delle

proprie dimensioni, dei volumi di prestazioni erogate, della completezza della gamma delle tipologie di

prestazioni offerte. La filiera dei servizi socio sanitari garantita dalla Fondazione pone la stessa in una

posizione di preminenza nei confronti delle altre realtà aziendali operanti nel settore specifico

dell’assistenza socio sanitaria. Le singole Aree Strategiche di Affari, come di seguito sinteticamente

illustrato, evidenziano tale posizione.





5.1.5.1 Posizionamento nell’Area della RSA

La Fondazione occupa una posizione di rilievo nei confronti delle altre strutture presenti sul territorio: nel

distretto di Bergamo sono ubicate 8 RSA che hanno un’offerta accreditata di 1.033 posti letto di cui 421 (il

40,1%) offerti dalla nostra Fondazione. Tale posizione di forza si estrinseca anche considerando il

territorio dell’intera Provincia di Bergamo, dove sono offerti 5.135 posti letto accreditati. Inoltre, la nostra

Fondazione, offre il 60% dei posti letto accreditati dell’intera provincia di Bergamo per l’assistenza ai

malati di Alzheimer con disturbi comportamentali (40 posti letto dei 421 complessivi di RSA).

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17

Applicando i parametri previsti dal PSSR , per la provincia di Bergamo, il dato stimerebbe un potenziale

fabbisogno di posti letto accreditati superiore all’attuale, come evidenziato nella tabella seguente.





TABELLA DEI POSTI LETTO RSA ACCREDITATI IN PROVINCIA DI BERGAMO

AL 31 DICEMBRE 2006

Distretto n. PL % sul Pop. > % sul PSSR Diff

strutture Accreditati totale 75 (2006) totale 7%>75



Bergamo 7 1033 20,12 15.549 20,23 1088 -55

Dalmine 5 362 7,05 7.525 9,79 527 -165

Seriate 2 242 4,71 3.899 5,07 273 -31

Grumello 2 123 2,40 2.623 3,41 184 -61

Valle Cavallina 2 187 3,64 3.281 4,27 230 -43

Monte Bronzone - Basso

2 92 1,79 2.070 2,69 145 -53

Sebino

Alto Sebino 3 233 4,54 2.739 3,56 192 41

Valle Seriana 10 866 16,86 7.734 10,06 541 325

Valle Seriana Superiore

5 226 4,40 3.678 4,79 257 -31

e Valle di Scalve

Valle Brembana 4 284 5,53 4.156 5,41 291 -7

Valle Imagna e Villa

2 117 2,28 3.716 4,83 260 -143

d'Almè

Isola Bergamasca 4 678 13,20 7.761 10,10 543 135

Treviglio 4 295 5,74 7.469 9,72 523 -228

Romano di Lombardia 7 397 7,73 4.658 6,06 326 71

TOTALI 59 5135 76.858 5380 -245





E’ già del tutto evidente un sottodimensionamento rispetto alle dotazioni di PSSR. Queste ed altre ragioni

impongono il mantenimento di un elevato livello di monitoraggio riguardo l’evoluzione quantitativa degli

ultra 75enni e del loro stato di disabilità per poter mantenere correlata l’offerta ad un fabbisogno che è

destinato a diversificarsi ed a crescere. Correlando i dati della popolazione ultra 75enne al numero di

posti letto indicati dal PSSR, per il quinquennio 2002-2006 osserviamo un trend in aumento come da

grafico di seguito riportato.









17 Posti Letto Accreditabili pari al 7% over 75 anni.

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5.1.5.2 Posizionamento nell’Area della Riabilitazione

Nell’Area della riabilitazione, la Fondazione occupa una posizione importante per quanto riguarda la

sottoarea della riabilitazione di tipo “estensivo”.

Tutte le strutture presenti sul territorio, che erogano prestazioni di riabilitazione a fronte di patologie

cronico-degenerative, attualmente lavorano al massimo delle capacità produttive. Ciò premesso occorre

valutare con attenzione se esiste una domanda di riabilitazione (in particolare di riabilitazione generale-

geriatrica o di mantenimento) inespressa o che non viene soddisfatta.

In linea generale si può osservare come non è inverosimile ipotizzare un aumento della domanda di

prestazioni riabilitative di tipo estensivo, rivolto a strutture specializzate come la nostra Fondazione, dopo

il superamento della fase di acuzie gestita dall’Azienda Ospedaliera. I dati generali sui tassi di

ospedalizzazione nella popolazione anziana, nonché quelli inerenti le stime di quella che ogni anno non

esce dal processo di ospedalizzazione con una restitutio ad integrum, ne sono un indicatore.

Esiste, quindi, la necessità di creare una rete intermedia che permetta di collocare i casi entrati nel

cosiddetto “circuito della cronicità” in strutture in grado di offrire una risposta più adeguata alle necessità

assistenziali di questi pazienti.

Nell'attuale sistema di regole, l'area riabilitativa di tipo “estensivo” (area riabilitativa generale – geriatrica o

di mantenimento) offre queste caratteristiche ed è quella che risulta più carente nel territorio di

competenza di questa ASL.

Da un’analisi 2005 ASL di Bergamo emerge che la dotazione di posti letto nell'area riabilitativa nella

provincia di Bergamo è, anche dopo l'attivazione dei nuovi posti letto accreditati con i recenti

provvedimenti regionali, inferiore ai parametri standard previsti nel Piano Socio Sanitario Regionale.

Al 1° gennaio 2006, infatti, i posti letto accreditati nell'area riabilitativa risultavano pari a 1.114, cioè 1,1

posto letto ogni 1.000 residenti, mentre lo standard indicato nel PSSR è di 1,5 posti letto ogni 1.000

residenti.

Nel sistema sembra, quindi, esserci ulteriore spazio per l'attivazione di strutture di offerta che potrebbero

anche alleggerire il carico assistenziale a cui, attualmente, danno inappropriatamente risposta le strutture

sanitarie.

Per la stima di questa domanda inespressa o non soddisfatta è stato impiegato il metodo già utilizzato nel

18

PSSR per la determinazione dell'offerta necessaria di posti letto di lungodegenza .

Le giornate di degenza ospedaliera recuperabili verso strutture ad assistenza meno intensiva e,

conseguentemente, con minori costi, sono state stimate in 44339, le quali, ipotizzando un tasso di

occupazione del 90%, corrisponderebbero a 135 posti letto nell'area riabilitativa generale-geriatrica o di

mantenimento.

Attivando questi posti letto, la dotazione provinciale nell'area riabilitativa salirebbe complessivamente a

1,23 posti letto ogni 1000 residenti.





5.1.5.3 Posizionamento nell’Area della Semiresidenzialità (CDI)

Il Centro Diurno Integrato è un servizio semi-residenziale che si colloca nella rete dei servizi socio sanitari

con funzione intermedia tra l'assistenza domiciliare e le strutture residenziali. Si rivolge a persone adulte

e/o anziane con compromissione parziale o totale dell’autosufficienza che non possono essere seguite a

domicilio. Concepito come strumento di filiera della politica socio sanitaria regionale, teso a ritardare

l’istituzionalizzazione dell’anziano, il CDI ospita e cura l’anziano fragile durante tutto l’arco della giornata,

con un valore aggiunto rispetto alla residenza: consente la permanenza dell'anziano non autosufficiente

all'interno della famiglia.

Il servizio CDI ha subito negli ultimi anni una notevole trasformazione con l’istituzione

dell’accreditamento. Infatti, fino all’anno 2002, il CDI era finanziato dalla Regione Lombardia attraverso il

circuito della ex-circ.4. Successivamente, per il funzionamento, è stato istituito e reso obbligatorio il

requisito dell’accreditamento, che ha regolamentato da un punto di vista strutturale ed organizzativo il



18 L'analisi prende in considerazione le giornate di ricovero eccedenti la 25ma giornata nelle unità operative di Medicina generale e la

60ma giornata di degenza nelle unità operative di riabilitazione: complessivamente 59.199 giornate di degenza “prodotte” dalle strutture

di ricovero della provincia rientrano in questi criteri. Ipotizzando che il 25% di queste giornate di degenza sia da considerarsi

appropriato, residuano 44.339 giornate in cui, verosimilmente, il paziente avrebbe potuto essere ricoverato in strutture ad assistenza

meno intensiva e, conseguentemente, con minori costi.

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servizio, a fronte di un contributo giornaliero ad personam per le prestazioni offerte. Vi è stato, quindi,

negli ultimi anni, anche in provincia di Bergamo un significativo sviluppo dell’attività semiresidenziale.

La tabella seguente, che fotografa lo stato attuale dei posti di CDI accreditati in provincia divisi per

distretto, pone alcune riflessioni per la Fondazione. In particolare, oltre ad indicare che la distribuzione dei

posti non è omogenea su tutto il territorio della provincia, evidenzia una scarsa incidenza nell’ambito

geografico tipico in cui opera la nostra Fondazione. Il distretto di Bergamo, pur avendo la più alta

percentuale di ultrasettantacinquenni della provincia, ha la più bassa percentuale di posti dedicati. Va,

inoltre, tenuto conto dell’orientamento specialistico del CDI della nostra Fondazione, caratterizzato da

un’utenza rivolta esclusivamente a persone affette da grave demenza. Tali considerazioni evidenziano la

necessità di implementare l’offerta semiresidenziale, in un ottica di sviluppo del ruolo di filiera dei questi

servizi, diversificandone l’orientamento specialistico.





TABELLA DEI POSTI CDI ACCREDITATI IN PROVINCIA DI BERGAMO

(SETTEMBRE 07)

Distretto Posti Pop. > 75 % sul % Posti % Posti su

accreditati (2006) totale over 75 tot posti

Bergamo 30 15.549 20,2 0,19 7,44

Dalmine 70 7.525 9,8 0,93 17,37

Seriate 0 3.899 5,1 0,00 0,00

Grumello 40 2.623 3,4 1,52 9,93

Valle Cavallina 28 3.281 4,3 0,85 6,95

Monte Bronzone - Basso Sebino 0 2.070 2,7 0,00 0,00

Alto Sebino 0 2.739 3,6 0,00 0,00

Valle Seriana 93 7.734 10,1 1,20 23,08

Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve 27 3.678 4,8 0,73 6,70

Valle Brembana 0 4.156 5,4 0,00 0,00

Valle Imagna e Villa d'Almè 0 3.716 4,8 0,00 0,00

Isola Bergamasca 55 7.761 10,1 0,71 13,65

Treviglio 60 7.469 9,7 0,80 14,89

Romano di Lombardia 0 4.658 6,1 0,00 0,00

TOTALI 403 76.858 100,0 0,52 100,00









5.1.5.4 Posizionamento nell’Area della Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

I documenti di programmazione sanitaria, sia nazionali e regionali, pongono tra i propri obiettivi strategici

quello di promuovere una rete integrata di servizi sanitari e sociali per l’assistenza al malato cronico,

anziano e disabile, nonché quello di promuovere lo sviluppo del livello domiciliare di assistenza.

In Regione Lombardia, lo sviluppo di un nuovo modello di assistenza domiciliare socio sanitaria integrata

viene delineato con l’attivazione del sistema basato sul Voucher Socio Sanitario (DGR 9379/02 e con la

DGR 12902/03). Con esso si è voluto porre in atto una nuova modalità di organizzazione del servizio

domiciliare, non più in capo al monopolio pubblico, bensì a soggetti pubblici e/o privati accreditati. In

provincia di Bergamo il processo di accreditamento ha visto coinvolto un diversificato numero di soggetti,

tra cui alcune RSA, che hanno deciso, come la nostra Fondazione, di introdurre nella loro offerta di filiera

il servizio domiciliare. Oggi l’offerta è diversificata e il cittadino può ampiamente scegliere tra più soggetti

erogatori di prestazioni domiciliari. Il servizio in provincia di Bergamo assiste oltre 10.000 persone/anno,

di cui circa 80% è anziana. L’assistenza a domicilio, quindi, dopo la fine del monopolio erogativo della

ASL, si sta proponendo progressivamente come una delle forme di assistenza alternative, in grado di

ridurre l’inappropriatezza dei ricoveri e/o ritardando l’istituzionalizzazione delle persone anziane, a costi

contenuti per il sistema. E’ prospettabile, nel medio periodo, un progressivo aumento delle risorse

destinate a tale servizio, nonché una sempre più forte integrazione con l’assistenza domiciliare di tipo

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sociale oggi garantita dai comuni. Soggetti che garantiscano un livello adeguato di assistenza domiciliare

sono senza dubbio coloro i quali possono, come la nostra Fondazione, divenire nel tempo titolari

dell’erogazione delle prestazioni sia socio sanitarie (VSS) sia sociali (VS e Buoni), in un’integrazione di

risorse a sostegno di una presa in carico globale dei bisogni delle persone anziane.

Nella tabella che segue sono evidenziate le risorse oggi destinate al livello socio sanitario (ADI VSS) in

provincia di Bergamo ed una ipotesi di ridistribuzione delle stesse in relazione alla popolazione molto

anziana (>75). Nell’ambito geografico tipico in cui opera la nostra Fondazione, il distretto di Bergamo, il

potenziale di risorse destinabili secondo questo criterio è significativo e può rappresentare uno spazio

interessante di sviluppo per la Fondazione stessa.





TABELLA RISORSE PER ADI VOUCHER SOCIO SANITARIO

Distretto Pop. > 75 (2006) % sul totale Budget potenziale

Bergamo 15.549 20,2 € 1.247.052

Dalmine 7.525 9,8 € 603.516

Seriate 3.899 5,1 € 312.705

Grumello 2.623 3,4 € 210.368

Valle Cavallina 3.281 4,3 € 263.141

Monte Bronzone - Basso Sebino 2.070 2,7 € 166.017

Alto Sebino 2.739 3,6 € 219.672

Valle Seriana 7.734 10,1 € 620.278

Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve 3.678 4,8 € 294.981

Valle Brembana 4.156 5,4 € 333.317

Valle Imagna e Villa d'Almè 3.716 4,8 € 298.028

Isola Bergamasca 7.761 10,1 € 622.443

Treviglio 7.469 9,7 € 599.024

Romano di Lombardia 4.658 6,1 € 373.578

TOTALI 76.858 100,0 € 6.164.120

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5.2. DINAMICHE RELAZIONALI



La Fondazione, in funzione della sua storia, delle sue dimensioni, della sua missione strategica e del suo

assetto istituzionale, ha una notevole visibilità sul territorio bergamasco. Tale visibilità è ovviamente

acuita dagli interessi che inevitabilmente diverse categorie di soggetti hanno in merito al funzionamento e

alle scelte strategiche aziendali.

Si ritiene, pertanto, opportuno prendere in considerazione i soggetti portatori di interesse. Nella tabella di

seguito sono evidenziate le relazioni, in termini di interessi coinvolti, che legano le varie categorie di

portatori di interesse alle scelte aziendali.



TABELLA DI INDIVIDUAZIONE DEI PORTATORI DI INTERESSE

SOGGETTI INTERESSI

Assistiti e Familiari Prestazioni di buona qualità a costi sostenibili

Dipendenti e Tutela della occupazione e del reddito

Organizzazioni Sindacali

Comune e Provincia di Mantenimento e sviluppo di una struttura socio sanitaria di riferimento sul

Bergamo territorio

Soci Capacità della Fondazione di autofinanziare il proprio funzionamento

Fornitori Puntualità nei pagamenti







La necessità di intervenire sul più generale assetto aziendale, porta a considerare in modo esplicito le

conseguenze di tali interventi nel sistema dei contributi e dei consensi che lega la Fondazione ai

portatori di interesse. Gli interventi prefigurati, pur se orientati al fine di sostenere il risanamento della

Fondazione nell’interesse generale, possono incidere, richiedendone una ricalibrazione, sulle legittime

attese dei portatori di interesse nei confronti della gestione aziendale.





5.2.1. CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON GLI ASSISTITI E FAMILIARI



I principi statutari che connotano la mission e la vision della Fondazione, esplicitano con chiarezza quale

sia il principale “soggetto d’interesse” intorno al quale costruire ogni strategia ed azione. Il ruolo di attore

principale è, fuor di dubbio, rappresentato dagli assistiti e, causa le particolari condizioni psico-fisiche che

li caratterizzano, dai loro familiari.

Le relazioni con i familiari, nel recente passato, sono state caratterizzate da un clima non certo positivo:

essi, spesso, hanno espresso giudizi molto critici nei confronti della gestione aziendale, in particolare

sulla qualità di alcuni servizi residenziali, quali quelli di natura alberghiera.

Il comitato di partecipazione sociale, quale organo di rappresentanza delle diverse realtà che a diverso

titolo esprimono gli interessi degli assistiti, è uno strumento interessante, intorno al quale sviluppare

quella necessaria “cultura di fiducia” tra Fondazione e Assistiti.

La Fondazione vuole garantire adeguati livelli di assistenza, nel rispetto dell’equilibrio economico, ma

anche nel rispetto della sostenibilità economica per le Famiglie.

Qualità delle prestazioni e sostenibilità economica spesso si presentano come concetti contrapposti: la

ricerca del relativo equilibrio deve contraddistinguere il percorso di confronto tra Fondazione e familiari.

Il confronto riguarderà in particolare i seguenti indirizzi:

• miglioramento degli attuali standards assistenziali, oggi già superiori a quelli richiesti dalle norme

di accreditamento;

• riprogettazione dei servizi alberghieri, concentrando l’offerta a servizi di qualità e riposizionando a

carico dell’assistito, come avviene già in molte altre realtà, l’utilizzo di alcuni servizi quali il

lavaggio dei capi di abbigliamento, il trasporto per visite ed esami, il parrucchiere e il podologo.

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5.2.2 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I DIPENDENTI



Le relazioni con i dipendenti e con le relative organizzazioni sindacali rappresentano uno degli aspetti più

delicati, sia per la storia e la cultura aziendale, sia per la rilevanza degli interventi pianificati.

La voce di costo più consistente, che caratterizza la gestione corrente, è da imputarsi al lavoro

dipendente, con riferimento sia al volume (organico) sia all’onerosità (contratto di lavoro applicato). Ciò

determina una notevole rigidità nella struttura dei costi, la quale rende difficile e lento il riequilibrio delle

dinamiche dei costi stessi.

L’ambizioso obiettivo di riduzione dei costi fissi relativi al lavoro dipendente, dovrà avvenire prendendo in

considerazione soluzioni al di fuori del mero mantenimento dell’organico aziendale. In particolare si agirà

secondo i seguenti indirizzi:

• riduzione di servizi generali non più sostenibili;

• esternalizzazione di servizi attualmente gestiti da risorse interne;

• applicazione di CCNL meno onerosi di quelli attualmente in essere.





5.2.3 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON LE AUTORITA’

TERRITORIALI



Oggi le Fondazioni-R.S.A. sono soggetti rilevanti del processo di trasformazione del Welfare lombardo e

partecipano ai processi di ri-organizzazione delle reti sanitarie, socio sanitarie e sociali del territorio di

riferimento.

Le relazioni con le autorità di governo politico ed amministrativo del territorio (Comune e Provincia)

presentano aspetti delicati che devono essere affrontati con la necessaria trasparenza, rivestendo questi

soggetti il duplice ruolo di enti regolatori del territorio e di soci fondatori (vedi punto successivo). Alla luce

degli scenari precedentemente illustrati e delle relative dinamiche normative, demografiche ed

economiche, ferma restando la natura di organizzazione no profit, la Fondazione continuerà a mantenere

il proprio ruolo di riferimento sul territorio, qualificandolo attraverso un percorso di eccellenza a vantaggio

della collettività e delle istituzioni che la rappresentano. L’orientamento della Fondazione a sviluppare il

proprio ruolo di “centro” di programmazione, di indirizzo e di gestione di servizi, in grado di rispondere in

modo flessibile ai diversificati e crescenti bisogni di assistenza della popolazione anziana, richiede la

convinta partecipazione di tutti gli attori, in particolare dei Comuni (riuniti negli ambiti territoriali), in quanto

destinatari del fondo sociale e collettori delle risorse economiche all’uopo destinate, nonché della ASL, in

quanto interessata allo sviluppo di meccanismi di integrazione istituzionale.

Inoltre, a fronte dell’impegno aziendale a mantenere e sviluppare un percorso di qualità e di moderazione

tariffaria, gli enti di governo politico e amministrativo del territorio, dovranno supportare lo sforzo

straordinario della Fondazione assicurando il consenso politico necessario, anche a fronte di interventi

radicali.





5.2.4 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I SOCI



I soci fondatori dovranno sostenere lo sforzo straordinario di risanamento qui prefigurato con riferimento

ai seguenti aspetti:

• governance aziendale, mediante unità di intenti nel sostegno del piano di risanamento;

• gestione delle relazioni con l’esterno, fungendo da filtro nei confronti della struttura aziendale

impegnata nel risanamento;

• risorse economiche, mediante il necessario apporto di capitali;

• risorse relazionali, qualora si reputasse necessario avviare progetti collaterali “ad hoc” nell’ambito

del più generale progetto di ristrutturazione aziendale.

I contributi di cui sopra sono ovviamente da considerarsi strumentali al perseguimento del riequilibrio dei

flussi di costo e di ricavo della gestione corrente e, quindi, alla rimozione del rischio di un sistematico

ripianamento della perdita di esercizio.

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6. RISCHI E OPPORTUNITA’ STRATEGICHE





In funzione dello scenario strategico di riferimento e dell’analisi relativa alle

dinamiche settoriali e relazionali, la Fondazione si trova a fronteggiare una

serie di sfide cruciali che rischiano di mettere in discussione la sua stessa

esistenza. Parimenti, il mutato scenario strategico in cui si colloca l’operatività

aziendale presenta opportunità forse irripetibili che devono essere colte con

Rischi ed opportunità tempestività e consapevolezza.

strategiche

Strategia di A tal fine è necessario che la Fondazione valorizzi i propri punti di forza e

valorizzazione dei punti corregga i propri punti di debolezza mediante l’adozione di opportuni

19

di forza e correzione dei interventi secondo quanto schematicamente sotto rappresentato .

punti di debolezza

mediante l'adozione di

interventi mirati. Punti di Forza Punti di Debolezza



Struttura di riferimento all’interno della Situazione di perdita economica.

comunità Bergamasca, in grado di

garantire la continuità assistenziale Cultura aziendale non sufficientemente

all’anziano. improntata a principi di economicità.



Struttura con competenze professionali Servizi interni di alto costo rispetto al

qualificate nell’area geriatrica. mercato.



Opportunità Pericoli



Intensificazione dei bisogni connessi allo Competizione con altre strutture socio

stato di fragilità dell’anziano: sanitarie.



- diffusa esigenza di incremento dell’area Dinamiche salariali non correlate al

residenziale, semiresidenziale e dei sistema delle tariffe.

servizi domiciliari tout court (Buoni e

Voucher Sociali, Voucher socio sanitari, Perdita o riduzione di convenzioni con il

attività Domiciliare Riabilitativa) SSR.



- necessità di incremento della funzione Incidenza, nel medio lungo periodo, della

di governo dei percorsi dell’anziano visione puramente economico

finanziaria.









19 Schema redatto sulla base della nota metodologia di analisi SWAT (Punti di Forza / Punti di

Debolezza – Opportunità / Rischi).

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7. PIANO STRATEGICO





Il presente Piano Strategico, per il periodo 2008-2010, ha lo scopo di

documentare una complessiva proposta di intervento finalizzata a:





• risanare la situazione della Fondazione che attualmente presenta un

progressivo e rapido deterioramento dell’equilibrio economico Piano strategico

finanziario della gestione corrente; Piano strategico

2008 – 2010

• predisporre le condizioni di rilancio della Fondazione in vista dell’ finalizzato al

attuazione del piano degli investimenti di cui al progetto “Nuovo risanamento della

Gleno” che proporrà alla città unità abitative di alto livello strutturale. attuale situazione

economico finanziaria

e rilancio della

Saranno, di seguito, presentati i seguenti aspetti: Fondazione in vista

dell'attuazione del

piano di investimenti

• gli obiettivi generali delle politiche aziendali nelle aree strategiche di (progetto “Nuovo

affari; Gleno”).

• gli obiettivi delle politiche gestionali;

• l’assetto giuridico, quello istituzionale e i meccanismi di “governance”;

• le proiezioni economiche in assenza di interventi;

• il Piano delle azioni di ristrutturazione aziendale;

• Il Piano organizzativo e delle risorse umane;

• le proiezioni economiche con gli interventi proposti.

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7.1 OBIETTIVI GENERALI DELLE POLITICHE AZIENDALI

NELLE AREE DI AFFARI



Alla luce dello scenario strategico di riferimento e del relativo posizionamento

della Fondazione nel mercato socio sanitario, nonché in relazione al piano

degli investimenti connessi al progetto “Nuovo Gleno” gli obiettivi generali

delle politiche aziendali nelle aree di affari, sono:

Obiettivi delle • mantenimento dell’attuale offerta residenziale accreditata, con

politiche aziendali possibile riorientamento del mix funzionale nel campo della

nelle aree di affari riabilitazione;

Mantenimento dei • potenziamento dell’attuale offerta residenziale autorizzata attraverso

posti letto accreditati la maggior disponibilità di posti letto connessa all’investimento;

Potenziamento dei

posti letto autorizzati • potenziamento e differenziazione dell’offerta nel campo delle attività

Potenziamento dei semiresidenziali (CDI), con titolarità di strutture socio sanitarie

servizi semiresidenziali sussidiarie dislocate sul territorio della città di Bergamo;

e domiciliari • sviluppo della funzione di integrazione dell’ambito domiciliare:

Governo della filiera titolarità sia nel campo socio sanitario (ADI Voucher Socio Sanitario),

dei servizi sia riabilitativo (contratto per le attività di riabilitazione), sia sociale

(Buoni e Voucher Sociali);

• sviluppo della funzione di governo dei percorsi della fragilità al fine di

sostenere la fidelizzazione del cliente e delle istituzioni attraverso la

garanzia della continuità assistenziale.







La vision connessa all’investimento di cui Progetto “Nuovo Gleno” trova la sua

sintesi nella capacità della Fondazione di poter disporre di potenziali 34 PL

residenziali autorizzabili in più rispetto a quelli attuali, con la possibilità

di estensione sino a 70 PL. Tali PL rappresentano una leva da utilizzare

inizialmente per aumentare l’offerta residenziale autorizzata in ambito RSA

(area soccorso e sollievo), in seguito accreditabile e/o riconvertibile in

ambiti residenziali inerenti la riabilitazione geriatria e di mantenimento.

Politiche gestionali

Sviluppo di una

moderna cultura

manageriale 7.2 OBIETTIVI GENERALI DELLA POLITICA GESTIONALE

Logica “ buy “

In relazione agli obiettivi di cui alle dinamiche economiche e relazionali, le

politiche gestionali dovranno orientarsi progressivamente verso i seguenti

indirizzi:

• superamento della cultura burocratica a favore di una moderna cultura

manageriale con relativo sviluppo di moderni sistemi gestionali, con

particolare riferimento a quelli inerenti la valorizzazione delle risorse

umane, di adeguati metodi e strumenti di comunicazione, di sistemi di

sicurezza, di miglioramento della qualità delle prestazioni, di misurazione

e controllo;

• superamento della logica “make” (tutte le prestazioni di servizio devono

essere prodotte internamente dalla Fondazione) a favore di una logica

“buy” (comprare la maggior parte delle prestazioni di servizio da aziende

esterne).

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7.3 PIANO GIURIDICO



La Fondazione è di diritto privato ed è una Organizzazione Senza Fini di Lucro (Onlus).

Nel periodo di vigenza del presente piano strategico non si prevedono variazioni nella veste giuridica

aziendale.





7.4 PIANO ISTITUZIONALE



L’assetto istituzionale riguarda la composizione della compagine sociale e i meccanismi di “governance”.







7.4.1 COMPOSIZIONE DELLA COMPAGINE SOCIALE



I soci della Fondazione si dividono in due categorie:

1. soci fondatori, con versamento minimo di euro 250.000, anche in associazione;

2. soci partecipanti, con versamento libero, non inferiore a € 2.500.

I soci fondatori si dividono a loro volta, a seconda della loro natura istituzionale, in soci pubblici e in soci

privati.

Nella tabella sotto riportata si elencano i soci fondatori pubblici e privati.









TABELLA DI ELENCO DEI SOCI FONDATORI

NR NOMINATIVO SOCIO NATURA SOCIO

1 Comune di Bergamo pubblico

2 Provincia di Bergamo pubblico

3 Fondazione Banca Popolare di Bergamo privato

4 Rag. Antonio Morzenti privato

5 Sit Fin SpA privato

6 Credito Bergamasco SpA privato

7 Leonardo SpA privato

8 Sig. Alessandro Medolago privato

Sig.ra Armanda Ruggeri

Termigas SpA

9 Zambetti e Lumina SpA privato

Media Finanziaria di Partecipazione SpA

Domo Media SpA

Immobiliare Valtorta SpA

10 Fondazione MIA privato

11 Tessival SpA privato

12 Nuova Demi SpA privato

13 ASM SpA privato



Tra i soci partecipanti figura la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti.

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7.4.2 MECCANISMI DI GOVERNANCE AZIENDALE



Nel periodo di vigenza del presente piano strategico non si escludono variazioni dei meccanismi di

governace aziendale.

Secondo il vigente statuto, i soci fondatori nominano il Consiglio di Amministrazione secondo il

meccanismo di seguito schematicamente rappresentato.





MECCANISMI DI NOMINA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE



3 CONSIGLIERI TRA

CUI IL PRESIDENTE

SOC I FON D ATOR I

PR IVATI

C ON SIGLIO D I

SOC I FON D ATOR I AMMIN ISTR AZION E





SOC I FON D ATOR I

PU BBLIC I

4 CONSIGLIERI TRA

CUI IL

VICEPRESIDENTE



I soci partecipanti non hanno potere di nomina, ma possono esprimere pareri consultivi.

Il Consiglio di amministrazione resta in carica 3 anni, con possibilità di rinnovo; nomina il Presidente, che

assume la rappresentanza legale della Fondazione, e il Vice Presidente Vicario. Il Consiglio di

amministrazione nomina il Direttore Generale, a cui sono conferiti i poteri di gestione ordinaria.

I soci fondatori nominano anche il collegio sindacale, denominato Collegio Tecnico Contabile (tale organo

non è previsto dalla legge ma dallo statuto). Il CTC è composto da 3 membri effettivi e due supplenti, tutti

iscritti all'albo dei revisori. In particolare:

• i soci fondatori pubblici nominano 2 membri effettivi + 1 supplente.

• i soci fondatori privati nominano 1 membro effettivo + 1 supplente.

• il Presidente del CTC deve essere scelto tra i revisori nominati dai soci pubblici.

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7.5 PROIEZIONI ECONOMICHE IN ASSENZA DI INTERVENTI



Le azioni di riassetto dell’organizzazione aziendale non possono prescindere dall’attuazione di azioni

volte ad ottenere l’equilibrio economico e finanziario della Fondazione. Già da alcuni anni, infatti, la

Fondazione non ha raggiunto l’obiettivo dell’autofinanziamento nello svolgimento della propria attività,

mettendo a rischio non solo la possibilità di soddisfare gli investimenti richiesti dall’accreditamento, ma

anche la continuità aziendale in seguito all’erosione del patrimonio netto.

Questo andamento è significativamente dimostrato dai seguenti dati di sintesi riferiti al triennio 2004-2006

(valori in euro/000):





A VALORE DELLA GESTIONE 2004 2005 2006

1) Ricavi per rette e convenzioni 16.363 16.959 17.283

5) Altri ricavi: 1.085 2.283 1.092

TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 17.448 19.242 18.375



B COSTI DELLA GESTIONE

6) Acquisti di beni per la gestione 894 900 816

7) Per servizi 7.018 6.947 6.990

8) Per godimento beni di terzi 45 50 52

9) Per il personale 10.142 10.590 10.459

10) Ammortamenti e svalutazioni 433 761 520

11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (36) 25 (8)

13) Altri accantonamenti - - 227

14) Oneri diversi di gestione 134 213 130

TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 18.630 19.486 19.186



DIFFERENZA (A-B) (1.182) (244) (811)



C PROVENTI E ONERI FINANZIARI

16) Proventi finanziari 5 1 1

17) Interessi e altri oneri finanziari 165 156 173

TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (160) (155) (172)



E PROVENTI E ONERI STRAORDINARI

20) Proventi straordinari - - 1.135

21) Oneri straordinari - 240 -

TOTALE DELLE PARTITE STRAORDINARIE (21) 0 (240) 1.135



RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C+-E) (1.342) (639) 152



22) Imposte sul reddito dell'esercizio 55 37 24



UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (1.397) (676) 128



EBITDA -749 517 -64

CASH FLOW -964 85 875









Dai dati si evince che l’Ebitda (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) ed il cash

flow mostrano segno positivo solo in presenza di contributi liberali da benefattori o per effetto di ricavi

straordinari. Tuttavia questo non significa l’aver raggiunto un equilibrio economico finanziario.

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Dal punto di vista patrimoniale, inoltre, la Fondazione risulta molto esposta finanziariamente conservando

un capitale circolante netto negativo:





A CREDITI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI 31-12-2004 31-12-2005 31-12-2006

TOTALE CREDITI VERSO SOCI (A) 125



B IMMOBILIZZAZIONI

I IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI 17 13 8

II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI 26.800 26.323 26.454

TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (B) 26.817 26.336 26.462



C ATTIVO CIRCOLANTE

I RIMANENZE 101 76 83

II CREDITI 2.187 2.792 2.965

IV DISPONIBILITA' LIQUIDE 279 9 9

TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE (C) 2.567 2.877 3.057



D RATEI E RISCONTI ATTIVI

TOTALE RATEI E RISCONTI ATTIVI (D) 39 36 2



TOTALE ATTIVO 29.548 29.249 29.521









A PATRIMONIO NETTO 31-12-2004 31-12-2005 31-12-2006

PATRIMONIO NETTO

I Fondo di dotazione 23.315 23.315 23.315

Fondo patrimoniale soci fondatori 650 825 875

Fondo patrimoniale soci partecipanti 100 200

Fondo per eredità 1 1

VII Fondo cespiti donati 15 54 45

VIII Utili (perdite) portati a nuovo da esercizi precedenti (5.568) (6.965) (7.641)

IX Utili (perdite) dell'esercizio (1.397) (676) 128

TOTALE PATRIMONIO NETTO (A) 17.015 16.654 16.923



B FONDO PER RISCHI E ONERI

TOTALE FONDI RISCHI E ONERI (B) 376 306 526



C TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO

TOTALE TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO (C) 429 835 1.281



D DEBITI

DEBITI DI FINANZIAMENTO 4.288 3.239 4.741

DEBITI DI FUNZIONAMENTO 7.439 8.210 6.049

TOTALE DEBITI (D) 11.727 11.449 10.790



E RATEI E RISCONTI PASSIVI

TOTALE RATEI E RISCONTI PASSIVI (E) 1 5 1



TOTALE PASSIVO 29.548 29.249 29.521









Le prospettive per il triennio futuro non risultano più favorevoli, nonostante le consistenti azioni di

contenimento dei costi messe in atto dalla struttura direzionale.

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Partendo dalla previsione di chiusura dell’esercizio 2007 è stata stilata una proiezione delle componenti

di ricavo e di costo attesi per il triennio 2008-2010, ponendo le seguenti ipotesi:

• mantenimento dei ricavi per rette e contributi regionali invariati;

• costo del personale rivalutato per l’inflazione al 3% annuo;

• altri costi rivalutati per adeguamento Istat in misura del 2%;

• mantenimento contratti in essere alle medesime condizioni.





Secondo le suddette ipotesi, la stima delle previsioni dei conti economici per gli anni 2007-2010 evidenzia

quanto segue:





CONTO ECONOMICO SENZA INTERVENTI

A VALORE DELLA GESTIONE 2007 2008 2009 2010

1) Ricavi per rette e convenzioni 17.425 17.620 17.620 17.620

5) Altri ricavi 321 267 114 111

TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 17.746 17.887 17.734 17.731

B COSTI DELLA GESTIONE

6) Acquisti di beni per la gestione 768 784 800 816

7) Per servizi 6.876 6.863 6.998 7.137

8) Per godimento beni di terzi 28 28 29 30

9) Per il personale 10.862 11.073 11.406 11.748

10) Ammortamenti e svalutazioni 536 556 567 582

11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (10) (10) (10) (11)

14) Oneri diversi di gestione 88 90 90 91

TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 19.148 19.384 19.880 20.393



DIFFERENZA (A-B) (1.402) (1.497) (2.146) (2.662)



C PROVENTI E ONERI FINANZIARI

16) Proventi finanziari 1 - - -

17) Interessi e altri oneri finanziari 198 203 235 305

TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (197) (203) (235) (305)





RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C) (1.599) (1.700) (2.381) (2.967)



22) Imposte sul reddito dell'esercizio 30 31 31 32



UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (1.629) (1.731) (2.412) (2.999)



EBITDA -866 -941 -1.579 -2.080

CASH FLOW -1.093 -1.175 -1.845 -2.417









L’evidente e costante aggravamento dell’andamento economico risulta confermato dall’Ebitda ed il cash

flow.

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7.6 PIANO DELLE AZIONI DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE



Alla luce di quanto sopra esposto, un complessivo intervento di risanamento aziendale risulta

indilazionabile ed è precisa volontà del Consiglio di Amministrazione procedere senza indugio in tale

direzione. Ciò nella consapevolezza che qualsiasi rinvio temporale dei necessari interventi (ad es. dopo

la realizzazione del progetto “Nuovo Gleno”), avrebbe come unico risultato un deterioramento irreversibile

della situazione aziendale.

Oltre a procedere al contenimento dei costi diretti connessi all’erogazione delle prestazioni socio

sanitarie, è necessario orientare l’intervento generale anche nel campo dei cosiddetti “processi di

supporto”, non specificatamente riconducibili alle prestazioni delle singole aree strategiche di affari, ma

altrettanto significativi essendo, per la Fondazione, componente di costo fissa.

Di seguito si riportano gli interventi di razionalizzazione, nonché i relativi obiettivi di risparmio dei costi

(valori euro/000):





TABELLA PROSPETTO RIEPILOGATIVO DEGLI INTERVENTI

INCIDENZA ANNUA DEGLI

Data INTERVENTI

AREE DI INTERVENTO decorrenza

mese/anno 2008 2009 2010





1 RINEGOZIAZIONE APPALTI ALBERGHIERI



a Ristorazione 7/08 80 166 172



b Lavanderia 7/08 136 281 290



c Riscatto attrezzature 7/08 -286 -286 -286



2 NUOVO C.C.N.L. 1/08 25 26 27



3 ESTERNALIZZAZIONE REPARTO DI ASSISTENZA 1/08 200 206 212



4 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO PORTINERIA 1/09 220 227



5 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO FARMACIA 1/09 93 96



6 RIORGANIZZAZIONE SERVIZI MANUTENTIVI 1/09 144 148



7 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO TRASPORTI 1/09 66 68



8 RIORGANIZZAZIONE SERVIZI AMMINISTRATIVI 1/09 104 108



9 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO ANIMAZIONE 1/09 124 129



10 LAVANDERIA OSPITI A PAGAMENTO 1/08 146 149 152



11 PARRUCCHIERE/PODOLOGO A CARICO OSPITI 1/08 45 45 46



12 SERVIZIO TRASPORTO A CARICO OSPITI 1/08 20 20 21



RIVALUTAZIONE RETTE ISTAT 1,7% ANNUO 1/08 137 266 399

13

RIVALUTAZIONE RETTE ISTAT PER ANNI 2006/07 3,7% 1/10 298



14 RIVALUTAZIONE CONTRIBUTI REGIONALI 1% ANNUO 1/09 185 279



TOTALE RISPARMIO 502 1.811 2.386

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Di seguito vengono brevemente illustrate le azioni di ristrutturazione e i criteri di rivalutazione utilizzati per

il presente piano strategico:

1. Rinegoziazione appalti alberghieri: questo intervento prevede la riorganizzazione dei servizi di

ristorazione e lavanderia, con la cessione del personale dipendente, attualmente in distacco,

all’appaltatore. In tal modo si rende completa l’ esternalizzazione dei servizi in questione, iniziata

nel 2001. La rinegoziazione del contratto comporterebbe anche il riscatto delle attrezzature di

cucina e lavanderia, attualmente in pagamento secondo numero di pasti erogati e chilogrammi di

biancheria lavata.

2. L’obiettivo è ricondurre tutta la materia contrattuale applicata all’interno della Fondazione al

Contratto UNEBA. In prima istanza, per le eventuali nuove assunzioni, verrà applicato il contratto

di lavoro UNEBA in luogo di quello del SSN, attualmente vigente.

3. Esternalizzazione reparto di assistenza: nell’ambito della riorganizzazione dell’attività istituzionale

socio-asisstenziale è prevista la completa esternalizzazione dell’assistenza tutelare a

cooperative, in luogo di posti di lavoro a tempo determinato.

4. Riorganizzazione servizio portineria: nell’ambito della riorganizzazione aziendale verrà rivisto il

layout del servizio accettazione al fine di migliorare il servizio di ricevimento di ricoveri e visite

ambulatoriali con la creazione di un CUP all’ingresso della struttura. Tale riorganizzazione

comporterà l’assorbimento del servizio di centralino-portineria, con la conseguente completa

dismissione dell’attuale servizio.

5. Riorganizzazione funzione farmacia: la funzione di approvvigionamento e gestione delle

rimanenze di farmacia, attualmente interna, sarà fortemente ridimensionata nella sua

organizzazione interna (2 operatori Part Time). I modelli connessi all’approvvigionamento

saranno gradualmente orientati alla gestione delle forniture in outsourcing, al fine di ridurre gli

immobilizzi finanziari e di garantire una più efficiente gestione delle scorte.

6. Riorganizzazione servizi manutentivi: in previsione della realizzazione della nuova RSA,

denominata “Nuovo Gleno”, verrà razionalizzata l’attività di manutenzione, garantita dai

dipendenti interni con la conseguente riduzione delle risorse del 70%.

7. Riorganizzazione servizio trasporti: la gestione dei trasporti tramite ambulanze per casi non

urgenti, attualmente quasi totalmente gestita con risorse interne, verrà gestita in outsourcing al

fine di rendere più flessibile il servizio, con la conseguente riduzione delle risorse attualmente

assegnate del 100%.

8. Riorganizzazione servizi amministrativi: la riorganizzazione aziendale comporta una struttura

amministrativa più snella e meno burocratica, con alcune funzioni gestite in outsourcing e con

conseguente riduzione delle risorse del 35%.

9. Riorganizzazione del servizio animazione: le attività di animazione, ora svolte interamente con

personale interno, verranno svolte mediante attività di convenzione che, attraverso una funzione

interna di coordinamento, offrano una gamma più diversificata di attività per gli ospiti dalla

struttura.

10. Lavanderia ospiti a pagamento: il lavaggio della biancheria ospiti grava oggi interamente a carico

della Fondazione e con scarsi risultati di qualità. L’onere aziendale di questo servizio, oggetto di

un completo ripensamento organizzativo, come già in molte altre realtà, viene riposto a carico

degli assistiti che hanno la facoltà, e non l’obbligo, di poterne usufruire al prezzo di Euro 58,00

più IVA al mese. Risulta, pertanto, più conveniente, anche in termini qualitativi, orientare il

servizio verso questa soluzione.

11. Parrucchiere-podologo a pagamento: attualmente anche tale servizio è interamente a carico della

Fondazione. Dopo la riorganizzazione verrà posto, con fatturazione diretta, a carico degli assistiti,

che potranno decidere di usufruire del servizio secondo propria discrezione.

12. Servizio trasporto a pagamento: il servizio di trasporto in ambulanza per motivi non connessi ad

urgenza clinica, quali ad esempio per visite mediche specialistiche e/o diagnostiche, sono

attualmente a carico della Fondazione. Verranno poste a carico dell’ospite di RSA, con diretta

fatturazione allo stesso da parte del fornitore che si occupa del trasporto. (valore medio Euro 40

a servizio).

13. Rivalutazione ISTAT delle rette: attualmente le rette non sono soggette ad adeguamento ISTAT

per effetto dell’inflazione. A distanza di anni questo ha comportato obbligati aumenti di rette che

hanno pesantemente inciso sui redditi delle famiglie impegnate ai pagamenti. La rivalutazione

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consente di adeguare le rette al costo della vita e di poter coprire parzialmente l’adeguamento

Istat dei costi: Il presente Piano strategico è redatto prevedendo dal 2008 l’adeguamento ISTAT,

stimato nella misura dell’1,7% annuo. Nel 2010 è stato, inoltre, previsto il recupero del mancato

adeguamento ISTAT per gli anni 2006 e 2007, pari al 3,7%.

14. Rivalutazione contributi regionali: è stato stimato un adeguamento pari all’1% annuo, con

decorrenza dal 2009 al 2% (previsto un adeguamento biennale per il 2008 e per il 2009), e

dell’1% per il 2010.

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7.7 PIANO ORGANIZZATIVO E DELLE RISORSE UMANE



In funzione degli orientamenti strategici precedentemente illustrati, si definiscono di seguito gli interventi

relativi all’assetto organizzativo e i relativi obiettivi. Infatti, la strategia aziendale perseguita richiede

l’adozione di un congruente sistema organizzativo.

In particolare, il sistema organizzativo aziendale viene analizzato prendendo in considerazione le

seguenti variabili organizzative:

• struttura organizzativa;

• sistemi di gestione;

• stile di gestione.

La struttura organizzativa, per quanto rilevante, è solo una delle dimensioni del sistema organizzativo.

Oltre agli aspetti strutturali occorre, altresì, considerare i sistemi di gestione adottati, che svolgono

essenzialmente la funzione di integrazione tra le diverse funzioni aziendali in vista del perseguimento

degli obiettivi strategici.





7.7.1 ATTUALE STRUTTURA ORGANIZZATIVA



La struttura organizzativa attuale è di tipo funzionale dove le tre dimensioni (area amministrativa, area

sanitaria, area tecnico-logistica) si configurano come “silos” verticali tra loro nettamente separati così

come di seguito rappresentato.



ATTU ALE OR GAN IGR AMMA







CDA

C TC

PR ESID EN TE









DIRETTORE SEGRETERIA /ARCHIVIO

GENERALE







SVILU PPO R ISOR SE

U MAN E









R ESPON SABILE D IR ETTOR E D IR ETTOR E

SER VIZI TEC N IC I AMMIN ISTR ATIVO SAN ITAR IO







SPP URP

C ON TABILITA’





TR ASPOR TI ASS .TE SOC IALE FAR MAC IA

AC C ETTAZION E



MAN U TEN ZION E MED IC I

PER SON ALE



POR TIN ER IA U U.OO .

AC QU ISTI



SER VIZI VAR I SER VIZIO IN F .C O

SISTEMI

IN FOR MATIVI



C OOR D IN ATOR I







IN F.R I - ASA /OSS FKT

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7.7.2 ATTUALI SISTEMI DI GESTIONE



I principali sistemi di gestione, che fungono altresì da meccanismi di integrazione e coordinamento tra le

diverse funzioni aziendali, sono di tipo gerarchico e burocratico.

I nuclei operativi delle linee amministrativa e tecnica svolgono attività prevalentemente operative

nell’ambito di processi standardizzati. Parzialmente diversa la situazione dei nuclei operativi della linea

sanitaria in quanto la presenza di professional porta gli stessi a definire i propri standard di lavoro e,

quindi, ad un autocontrollo sulle varie attività. Questi professional tendono anche ad attuare un controllo

collettivo sulle decisioni amministrative e direzionali che li riguardano direttamente, creando, a volte,

l’idea di una prevalenza della linea sanitaria sulle altre linee direzionali.

Il livello primordiale di sistemi moderni di gestione (ad es. gestione per obiettivi, sistema qualità, etc.)

accentua lo stato di fatto e favorisce la frammentazione dell’azione e della cultura aziendale in

“micromondi” aziendali tra loro rigidamente separati.





7.7.3 ATTUALE STILE DI GESTIONE



Lo stile di gestione ai vari livelli dell’organizzazione risente della storia aziendale permeata da una cultura

di “pubblica amministrazione”. Il rispetto formale delle procedure (spesso ereditate come prassi), assume

una grande rilevanza rispetto al merito tecnico e gestionale delle questioni e, in ultima analisi, rispetto agli

obiettivi che la Fondazione intende realmente perseguire con riferimento alla sua missione.





7.7.4 CHANGE MANAGEMENT



Il radicale mutamento degli scenari strategici e la situazione economico-finanziaria della Fondazione,

hanno imposto un complessivo riorientamento di fondo della cultura aziendale e l’avvio di un contestuale

processo di cambiamento organizzativo (change management).

Il primo intervento di cambiamento ha riguardato l’inserimento nel 2006 del nuovo Direttore Generale col

forte mandato di migliorare la gestione della Fondazione con riferimento al progetto “Nuovo Gleno”.

Questo ha determinato un’inevitabile ri-orientamento dei poteri, finalizzato a innescare e a supportare il

processo di cambiamento organizzativo nelle sue componenti strutturali e culturali.

Questo ri-orientamento è finalizzato a creare quelle condizioni di fluidità decisionale necessarie alla

stessa struttura direzionale per aprirsi al proprio contesto di riferimento con maggiori caratteristiche di

competitività e professionalità.

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7.7.5 NUOVO SISTEMA ORGANIZZATIVO





7.7.5.1 Nuova struttura organizzativa

La nuova struttura organizzativa, pur essendo di tipo funzionale come la precedente, consentirà di

perseguire i seguenti obiettivi:

1. migliorare la focalizzazione sulla missione aziendale dei centri di responsabilità che presiedono

l’erogazione della prestazione, nella sua componente sanitaria e alberghiera;

2. migliorare la focalizzazione dell’azione del Direttore Generale sul perseguimento di obiettivi

strategici di innovazione e sviluppo così come definiti dal Consiglio di Amministrazione;

3. migliorare la focalizzazione dell’azione amministrativa su aspetti di importanza fondamentale

quale il controllo direzionale, secondo il modello adottato dalla più evolute realtà aziendali.

Il perseguimento di tali obiettivi richiede il superamento del tradizionale paradigma organizzativo che per

storia e tradizione si riscontra praticamente nella totalità delle strutture sanitarie e socio sanitarie,

paradigma fondato su una forte dicotomia tra Direzione Amministrativa e Direzione Sanitaria.

Tale distinzione tradizionale appare, alla luce delle considerazioni strategiche precedentemente

evidenziate, poco adeguata alla visione e alla missione aziendale. La erogazione di prestazioni socio

sanitarie, ( cuore della missione aziendale), presenta, per natura delle stesse, due componenti essenziali

e inscindibili: la prima di tipo sanitario (care/cure) e la seconda di tipo residenziale-alberghiero (comfort).

La qualità della prestazione erogata agli ospiti è, quindi, in funzione della qualità delle cure sanitarie e

della qualità dell’accoglienza: i due aspetti fondamentali (oltre al prezzo) che determinano la competitività

dell’offerta aziendale.

La permanenza prolungata degli ospiti nelle strutture della Fondazione offre ulteriore spunto per attribuire

la giusta rilevanza strategica ricoperta dagli aspetti relazionali e alberghieri.

Gli aspetti amministrativi rivestono una funzione che in parte è imprescindibile, ma non strategica

(contabilità, approvvigionamenti, gestione stipendi, flussi), e in parte di supporto direzionale (controllo di

gestione).

Ciò premesso si ritiene che il primo sviluppo dell’organizzazione possa essere concepito posizionando in

line alla direzione generale due direzioni: una alberghiera/ospitalità e una sanitaria, ponendo in staff alla

direzione generale una struttura deputata ad amministrazione e controllo.

Sulla base delle considerazioni di cui sopra, si riporta la rappresentazione della nuova struttura

organizzativa aziendale.

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NUOVO ORGANIGRAMMA



CDA COLLEGIO TECNICO

PR ESID EN TE CONTABILE









D IR ETTOR E

SEGRETERIA /ARCHIVIO

GEN ER ALE





SISTEMI

DIREZIONALI E

AMMINISTRAZIONE SPP









SISTEMA

SISTEMA QUALITA’

INFORMATIVO



CONTROLLO DI

CONTABILITA’

GESTIONE



SVILUPPO RISORSE PAGHE E

UMANE CONTRIBUTI





URP









D IR EZION E D IR EZION E

ALBER GH IER A SAN ITAR IA









CONTROLLO ACCETTAZIONE SERVIZIO INF . CO

APPALTI







Lavanderia



R istorazione



Portineria

R SA RIABILITAZIONE CDI AD I

Manutenzione



Trasporti



C omfort ambientale



Animazione







La distinzione tra accoglienza e cura (rispettivamente direzione alberghiera e direzione sanitaria) appare

netta e chiara sulla carta. Tuttavia è altrettanto prevedibile che i confini tra le due competenze non

saranno, nella pratica, altrettanto distinguibili. Si troveranno aspetti sanitari e assistenziali nelle attività

proprie dell’area “alberghiera” e viceversa. Un chiaro esempio può essere quello legato al vitto, un ambito

istintivamente riconducibile a quello alberghiero, che non prescinde tuttavia dalla competenza sanitaria

laddove gli ospiti presentino determinate criticità.

La direzione sanitaria, in particolare, con le strutture di staff quali l’accettazione e il servizio

infermieristico, presidia direttamente la “produzione” (Riabilitazione, RSA, CDI, ADI), regola il carico di

lavoro attraverso l’accettazione e gestisce i fattori critici della produzione: direttamente il personale

sanitario medico e indirettamente (attraverso il Servizio Infermieristico) il restante personale.

Le attività tipicamente alberghiere, quali la ristorazione, la lavanderia, la manutenzione, il servizio autisti,

la logistica e quanto altro, afferiscono certamente alla direzione alberghiera; alla stessa direzione si

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intende ricondurre anche il coordinamento delle attività di animazione e di volontariato presente all’interno

della Fondazione.

Queste attività, tutte soggette a processi di esternalizzazione, devono essere presidiate da una funzione

fondamentale posta in staff alla direzione alberghiera, il Controllo appalti, che monitori costantemente la

qualità dei servizi in outsourcing. La stessa funzione ha un ruolo determinante negli approvvigionamenti,

nella predisposizione delle gare di appalto e in particolar modo nella definizione dei parametri di controllo

del servizio.

Da quanto sopra evidenziato, risulta evidente, in particolare, quale sia la mission delle strutture che

compongono l’organizzazione. Di seguito si riassumono gli aspetti peculiari:





Direzione Sanitaria: oltre a presidiare gli aspetti di igiene e a garantire il livello qualitativo delle attività

sanitarie, gestisce e calibra gli accessi ai servizi della Fondazione. Stabilisce il flusso di utenti in entrata,

considerando la complessità e la saturazione delle strutture interne. Promuove e supporta i responsabili

di Riabilitazione, RSA, CDI, ADI per l’adozione delle più opportune soluzioni organizzative riguardanti il

personale sanitario. A sua volta il Servizio Infermieristico supporta la Direzione sanitaria per le attività

inerenti il personale del comparto.





Riabilitazione, RSA, CDI, ADI: garantiscono direttamente il livello qualitativo delle attività sanitarie.

Ottimizzano l’utilizzo delle risorse di propria competenza. Con il supporto della Direzione Sanitaria

individuano ed adottano le più opportune soluzioni organizzative.





Direzione Alberghiera: garantisce direttamente il livello di qualità delle attività alberghiere e del confort.

Ricerca le soluzioni organizzative, tecniche e tecnologiche più opportune per l’ottimizzazione dell’utilizzo

delle risorse economiche.





Sistemi direzionali e amministrazione: le funzioni di struttura, a staff della direzione generale, sono

riaggregate in una unica struttura (Sistemi Direzionali e Amministrazione).

Appartengono all’area le seguenti funzioni:

• il sistema qualità, come sistema di governo del miglioramento;

• lo Sviluppo Risorse Umane (RU) come strumento strategico di gestione del personale;

• il sistema informativo come strumento di governo dei flussi e dei dati aziendali;

• le paghe e i contributi (in ottica di esternalizzazione);

• l’ Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), come sistema di feed back.





A completamento del disegno organizzativo, viene collocato in staff alla Direzione Generale il Servizio

Prevenzione e Protezione (SPP), per i noti riflessi giuridici.

Come noto, la struttura organizzativa rappresenta la dimensione “verticale” dell’organizzazione le cui

articolazioni sono rappresentate dalle funzioni aziendali. Tuttavia la dimensione “orizzontale”

dell’organizzazione riveste pari se non superiore importanza in quanto attiene ai processi di erogazione

delle prestazioni (trasversali alle varie funzioni aziendali) e alle relative interazioni. La struttura

20

“orizzontale” dell’organizzazione in genere è rappresentata dalla “catena del valore” (o mappa dei

processi) analogamente a quanto avviene con la struttura “verticale” che è rappresentata

dall’organigramma. Si riporta di seguito la rappresentazione della “catena del valore” aziendale.









20 Per il concetto di catena del valore vedi anche M. Porter, op. cit.

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CATENA DEL VALORE



PROCESSI DI SUPPORTO









S OCIOS ANI TARIE

PROCESSI DELL’AREA DIREZIONE GENERALE









P RE S TAZIO NI

PROCESSI DELL’AREA AMMINISTRATIVA

PROCESSI DELL’AREA ORGANIZZAZIONE E SISTEMI

PROCESSI PRIMARI

PROCESSI DI EROGAZIONE PRESTAZIONI SANITARIE C LIEN TI



PROCESSI DI EROGAZIONE PRESTAZIONI ALBERGHIERE









7.7.5.2 Nuovi sistemi di gestione

Alla luce del nuovo contesto di riferimento economico ed istituzionale la capacità di assicurare efficacia,

efficienza ed economicità alla propria attività gestionale costituisce per la Fondazione un obiettivo

irrinunciabile.

Questo anche come esplicitamente indicato dal Consiglio di Amministrazione, il quale individua

nell’adozione dei più moderni sistemi di gestione aziendale gli strumenti necessari per supportare non

solo il perseguimento degli obiettivi strategici, ma anche per promuovere quel cambiamento di cultura

organizzativa senza il quale ogni progetto di miglioramento rischia di essere velleitario.

Nella tabella di seguito riportata si evidenziano i principali sistemi gestionali che la Fondazione intende

implementare o sviluppare.





TABELLA DI ELENCAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE

SISTEMA DI SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

GESTIONE

Balanced Collegamento tra la pianificazione strategica e la gestione operativa mediante il

21

Scorecard monitoraggio delle relazioni tra obiettivi e indicatori relativi agli aspetti economico-

finanziari, alla qualità delle prestazioni e alla soddisfazione del cliente, all’efficienza e

all’efficacia dei processi e alle azioni di sviluppo (efficacia ed efficienza delle risorse

utilizzate);

22

Qualità ISO 9001 Pianificazione, Attuazione, Monitoraggio e Miglioramento dei processi di erogazione delle

prestazioni per assicurare la soddisfazione dei clienti destinatari delle stesse (clienti

esterni ed interni);

Controllo di Allocazione dei costi e dei ricavi alle varie aree strategiche di affari.

Gestione Allocazione dei costi dei fattori produttivi alle attività dei processi di erogazione delle

23

prestazioni e imputazione dei costi delle attività alle prestazioni (sistemi ABC );

Risk Management Valutazione e trattamento del rischio clinico;

Sicurezza Alimenti Pianificazione, Attuazione, Monitoraggio e Miglioramento dei processi di somministrazione

ISO 22000 degli alimenti agli ospiti a supporto delle disposizioni in materia di HACCP e tracciabilità

degli alimenti;

Sicurezza Pianificazione, Attuazione, Monitoraggio e Miglioramento dei processi di gestione della

Informazioni ISO sicurezza delle informazioni con particolare riferimento ai dati clinici;

27001









21 Per approfondimenti sulla metodologia BSC vedi Robert Kaplan e David Norton, Balanced Scorecard, ISEDI.



22 Ad integrazione della norma ISO 9001:2000, di generale applicabilità per tutti i settori economici, sarà utilizzata la norma

sperimentale UNI 10881:2000 “Assistenza Residenziale agli Anziani – Linee guida per l’applicazione delle norme ISO 9001”.



23 I sistemi di controllo di gestione che adottano la metodologia Activity Based Costing si basano sul seguente paradigma: RISORSE 

ATTIVITA’  PRESTAZIONI. In altri termini: le prestazioni erogate dai processi richiedono lo svolgimento delle attività in cui questi si

articolano e lo svolgimento di tali attività consuma determinate risorse.

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7.7.6 PIANO DELLE RISORSE UMANE



7.7.6.1 Attuale organico

Le risorse umane assorbite dalla Fondazione per lo svolgimento dei processi di erogazione delle

prestazioni inerenti la missione strategica sono rappresentate da personale propriamente sanitario, di

assistenza, amministrativo e addetto ai servizi tecnico-alberghieri.





Al personale dipendente attualmente assunto con contratto a tempo indeterminato e determinato è

applicato il CCNL del Servizio Sanitario Nazionale.





Nella tabella sotto riportata è evidenziata la ripartizione del personale dipendente espresso in n. di

operatori e non in Unità Equivalenti.





TABELLA ATTUALE ORGANICO

CATEGORIA NR

Dirigenti 3

Medici 9

Operatori Sanitari 54

Operatori di Assistenza Tutelare 201

Altri operatori* 67

TOTALE 334

* = di cui due in distacco sindacale.





Di seguito si riportano alcune specifiche inerenti il personale dipendente:

• Aspetti socio anagrafici. La popolazione femminile è pari all’81% e quella maschile al 19%. L’età

anagrafica media degli operatori è di 43.5 anni, Il 67% della popolazione lavorativa risulta coniugata,

il 28% single e Il 5% divorziata/separata. Da ultimo si evidenzia che il 69% degli operatori non ha figli

a carico e che il restante 31% ha da 1 figlio a 7 figli a carico.

• Aspetti lavorativi. L’età media lavorativa in struttura è di 14.2 anni. Il 23% degli operatori ha in

essere un rapporto di lavoro part-time. Il 25% della popolazione lavorativa presenta una limitazione

alla mansione e il tasso di assenteismo medio (malattie/infortuni) è di 11.69%. Da ultimo si evidenzia

che il tasso di turnover medio annuo (ultimi 3 anni) è pari al 3.8%.

Per raggiungere l’obiettivo di garantire una adeguata assistenza agli ospiti residenti in struttura operano

anche professionisti non in regime di dipendenza.

Oggi, a contratto libero professionale, sono presenti: 13 infermieri, 1 fisioterapista, 1 massofisioterapista e

1 educatore.

La cooperativa Monterosso garantisce l’assistenza in 4 nuclei della nuova struttura con la presenza di 9

infermieri, 1 terapista e 30 Ausiliari Socio Assistenziali.

L’assistenza medica festiva e notturna e infermieristica notturna è garantita da due studi associati.

In struttura, inoltre, offrono prestazioni professionali alcuni specialisti quali: cardiologo, fisiatra

prescrittore, urologo, chirurgo, farmacista, psichiatra, rianimatore.

Per quanto attiene agli standards assistenziali richiesti dal sistema di accreditamento, si evidenzia che

nell’anno 2006 sono state garantite complessivamente 453.291 ore, mentre quelle dovute da standard

risultano essere pari 417.163. Il delta di 36.128 ore equivale al lavoro medio di 24 unità equivalenti.

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7.7.6.2 NUOVO ORGANICO



A seguito degli interventi di razionalizzazione, in funzione delle ipotesi di cui al paragrafo 7.6, nella tabella

si evidenzia la situazione prevista ad inizio 2011 relativamente all’organico aziendale espresso in n. di

operatori e non in Unità Equivalenti.





TABELLA ORGANICO PREVISTA A INIZIO 2011

CATEGORIA NR

Dirigenti

3

Medici

8

Operatori Sanitari

53

Operatori di Assistenza Tutelare

179

Altri operatori

18

TOTALE 261









La tabella seguente indica la composizione e la variazione della voce “Altri operatori”, che è quella che

più risente degli interventi di risanamento previsti. I valori si esprimono in numero di operatori e unità

equivalenti.





TABELLA DETTAGLIO ALTRI OPERATORI

Operatori 2007 2011

Operatori Ore U. Eq. Operatori Ore U. Eq.

SPP/Resp.Tec 1 36 1,0 1 36 1

Animazione 7 213 5,9 2 54 1,5

Portineria 8 270 7,5 1 36 1

Manutenzione 7 252 7,0 3 96 2,7

Trasporti 2 72 2,0 0 0 0

Servizi alberghieri 23 768 21,3 1 36 1

Farmacia 5 151 4,2 2 36 1

Amministrazione 14 480 13,3 8 258 7,2

Totale dipendenti 67 2242 62,3 18 552 15,3





In generale si precisa che la configurazione dell’organico potrebbe essere diversa, qualora intervenissero

nel breve tempo variabili maggiormente incidenti sullo status dello stesso. Un incremento del tasso medio

di tournover permetterebbe alla Fondazione di passare con più celerità a modelli esternalizzati, sia

nell’area assistenziale che di quella dei servizi generali, con la relativa riduzione della componente

“dipendenti” .

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7.8 LE PROIEZIONI ECONOMICHE CON GLI INTERVENTI PROPOSTI



Dopo gli interventi sopra illustrati, la previsione dei conti economici per gli anni 2007-2010 diventa la

seguente:





CONTO ECONOMICO CON INTERVENTI

A VALORE DELLA GESTIONE 2007 2008 2009 2010

1) Ricavi per rette e convenzioni 17.425 17.757 18.071 18.595

5) Altri ricavi 321 300 263 264

TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 17.746 18.057 18.334 18.859

B COSTI DELLA GESTIONE

6) Acquisti di beni per la gestione 768 784 800 816

7) Per servizi 6.876 7.636 8.012 8.179

8) Per godimento beni di terzi 28 28 29 30

9) Per il personale 10.862 9.795 8.895 9.162

10) Ammortamenti e svalutazioni 536 699 853 868

11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (10) (10) (10) (11)

14) Oneri diversi di gestione 88 90 90 91

TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 19.148 19.022 18.669 19.135



DIFFERENZA (A-B) (1.402) (965) (335) (276)



C PROVENTI E ONERI FINANZIARI

16) Proventi finanziari 1 - - -

17) Interessi e altri oneri finanziari 198 233 235 305

TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (197) (233) (235) (305)



RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C) (1.599) (1.198) (570) (581)



22) Imposte sul reddito dell'esercizio 30 31 31 32



UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (1.629) (1.229) (601) (613)



EBITDA -866 -266 518 592

CASH FLOW -1.093 -530 252 255







I dati dimostrano che con gli interventi di ristrutturazione la Fondazione raggiungerebbe, e manterrebbe,

l’equilibrio economico a partire dal 2009, dimostrando di poter produrre un cash flow positivo.

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8. PIANO DEGLI INVESTIMENTI: IL PROGETTO “NUOVO

GLENO”





8.1 PROGETTO NUOVO GLENO

Il Comune di Bergamo ha approvato in data 28 giugno 2006 con Delibera

Progetto Nuovo Gleno n°E0058034 il Progetto denominato “Nuovo Gleno”, progetto che rientra

Il progetto Nuovo Gleno, nell’ambito di un Accordo di Programma tra il Comune di Bergamo e la

nato dalla necessità di Provincia di Bergamo e si inserisce in un più generale piano di riqualificazione

un generale dell’intera area della città.

ammodernamento con Il progetto “Nuovo Gleno” prevede:

riferimento agli aspetti

socio sanitari, • la costruzione di tre nuovi stabili da adibire ad attività residenziali,

organizzativi, estetici, ed all’interno dell’attuale collocazione e utilizzando aree di proprietà della

economici. Fondazione. Tale soluzione contiene la possibilità di disporre di

potenziali 34 PL residenziali autorizzabili in più rispetto a quelli

attuali, con la possibilità di estensione sino a 70 PL.

• la vendita di parte delle proprietà della Fondazione, per ricavare le

risorse finanziarie necessarie per la copertura dei costi di

realizzazione del “Nuovo Gleno”. Ciò, con un progetto che prevede la

riqualificazione del territorio attraverso la realizzazione di un quartiere

residenziale-commerciale che si svilupperà attorno ad un grande

giardino pensato da un noto paesaggista che ha influenzato, con le

proprie teorie e con le proprie realizzazioni, un’intera generazione di

paesaggisti europei;

• l’adeguamento strutturale della denominata “Nuova Struttura”,

inaugurata nel 2003, tecnicamente identificata con il termine “Edificio

Q”, con interventi relativi al miglioramento del comfort, secondo le

direttive regionali;

• la realizzazione del nuovo Centro Diurno Integrato, in una porzione

dell’edificio Q, attualmente posto negli stabili soggetti a vendita e

demolizione;

• la realizzazione, sempre nello stesso edificio Q, di un nucleo

autonomo di dieci posti letto, temporaneamente configurato per

ospitare le Reverende Suore.

Tale scelta è generata da una serie di variabili che hanno portato a prendere

in considerazione la necessità di un generale ammodernamento, con

riferimento ai seguenti aspetti:

• socio sanitari, che orientano verso una struttura modernamente

concepita in grado di facilitare l’erogazione di prestazioni conformi ai

più elevati standard qualitativi;

• organizzativi, che orientano verso una struttura polifunzionale in

grado di migliorare l’organizzazione del lavoro e l’utilizzo delle risorse

infrastrutturali, umane e dei beni e servizi di consumo;

• estetici, che orientano verso una struttura architettonica moderna in

grado di fornire lustro alla città;

• economici, che orientano verso strutture con percorsi razionali e di

facile gestione in grado di facilitare l’inversione nell’andamento costi-

ricavi attuale.

Come in premessa citato, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione,

considerato l’obbligo di adeguare le attuali strutture agli standards regionali e

nell’intento di rilanciarne i servizi erogati, ha valutato attentamente

l’opportunità di realizzare nuove strutture di alto comfort residenziale.

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8.2 LA PROIEZIONE ECONOMICA PER IL 2011 DOPO GLI INTERVENTI PROPOSTI



I dati illustrati nei capitoli precedenti dimostrano che con gli interventi di ristrutturazione la Fondazione è

in grado di mantenere l’equilibrio economico a partire dal 2009.

Dal 2011 tuttavia altri cambiamenti interverranno nell’organizzazione della Fondazione in seguito alla

prevista entrata in funzione delle nuove strutture.

La novità porterà ulteriori benefici nei conti, in quanto la nuova configurazione strutturale consentirà la

realizzazione di alcune sinergie attualmente non ipotizzabili, soprattutto in termini di risparmio di costi

fissi.

Inoltre, la nuova configurazione strutturale consentirà di ottenere ulteriori posti letto autorizzati, con

conseguenti maggiori ricavi prudenzialmente stimati per 357 mila euro annui.





Il conto economico atteso per l’anno 2011 si presenta pertanto nel modo seguente (importi in euro/000):







CONTO ECONOMICO CON INTERVENTI

A VALORE DELLA GESTIONE 2011

1) Ricavi per rette e convenzioni 19.110

5) Altri ricavi 268

TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 19.378

B COSTI DELLA GESTIONE

6) Acquisti di beni per la gestione 832

7) Per servizi 7.969

8) Per godimento beni di terzi 30

9) Per il personale 9.437

10) Ammortamenti e svalutazioni 1.509

11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (11)

14) Oneri diversi di gestione 91

TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 19.857



DIFFERENZA (A-B) (479)



C PROVENTI E ONERI FINANZIARI

16) Proventi finanziari -

17) Interessi e altri oneri finanziari 307

TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (307)



RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C) (786)



22) Imposte sul reddito dell'esercizio 32



UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (818)



EBITDA 1030

CASH FLOW 691









La Fondazione produce un cash flow positivo e anche a livello di margine operativo lordo (EBITDA) si

rileva un utile: la perdita di bilancio prevista è quasi esclusivamente da attribuirsi ai costi di start up della

nuova struttura che, in seguito ai consistenti investimenti, comporta inevitabilmente ammortamenti molto

elevati che troveranno la loro naturale fonte di finanziamento/copertura, in tutto o in parte, nella rilevante

plus valenza conseguente alla cessione delle aree.

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9. CONCLUSIONI

Il progetto di costruzione delle nuove strutture per l’attività residenziale a

favore della popolazione anziana con problemi di fragilità e non più in grado di

rimanere nell’ambito famigliare, sarà portata a compimento nel 2011.

Il presente Business plan recepisce le indicazioni del CdA che ipotizzano che

l’investimento possa essere finanziato dal ricavato dalla vendita di alcuni

Conclusioni

terreni di proprietà sociale che otterranno un cambiamento della destinazione

Il progetto sarà portato

d’uso, per valorizzarne le possibilità di utilizzo.

a compimento nel

2011, attraverso Per questa ragione, il Conto Economico in esame non porta specifici costi

interventi graduali e finanziari per l’investimento.

condivisibili da parte

Esso esplicita, invece, tutta una serie di azioni intraprese per migliorare la

dei portatori di

redditività e l’efficienza, ponendo attenzione agli aspetti inerenti il

interessi coinvolti nella

miglioramento continuo della qualità. L’arco di tempo antecedente l’apertura

gestione della

Fondazione. delle nuove strutture è sufficiente per attuare la serie di interventi in maniera

Il conto economico in graduale e condivisibile da parte dei vari portatori di interessi coinvolti nella

esame recepisce una gestione della Fondazione.

serie di azioni Infatti, il margine operativo prima degli ammortamenti è positivo, a riprova

intraprese al fine del dell’efficacia degli interventi di razionalizzazione.

miglioramento della

redditività, Una volta entrata in funzione la nuova configurazione strutturale, un ulteriore

dell’efficienza e della ed eventuale incremento dei ricavi, si potrebbe ottenere dalla modulazione

qualità. della tariffa per il servizio delle camere singole e per il maggior confort delle

camere doppie.

Va considerato, inoltre, che l’andamento dei contributi regionali di tutto il

sistema delle RSA dovrebbe tendere ad aumentare più che

proporzionalmente rispetto all’inflazione, perché la maggior parte degli

operatori sarà stata costretta ad effettuare interventi di ristrutturazione per

conformità con i requisiti strutturali richiesti dalla normativa. Se così fosse si

potrebbe valutare, nel tempo, una diversa politica di adeguamento della

partecipazione alla spesa dell’ospite.

La ricerca, nel medio periodo, dell’equilibrio economico-finanziario è

sostenuta dalla convinzione che tale condizione, vista la natura dell’attività

erogata dalla Fondazione, risulta necessaria sia per agevolare l’azione

manageriale allo sviluppo di una concreta cultura della qualità del servizio,

sia per creare le condizioni per sostenere il ruolo sociale della Fondazione.



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