Fondazione Casa di Ricovero Business Plan 2008-2011
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FONDAZIONE CASA DI RICOVERO
SANTA MARIA AUSILIATRICE ONLUS
BUSINESS PLAN
PERIODO 2008 – 2010
APPROVATO NELLA SEDUTA CONSILIARE
DEL 23 NOVEMBRE 2007
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HANNO PARTECIPATO
Dott. ROBERTO FONDA (Consulente aziendale)
Dott. ANDREA LEONARDI (Consulente aziendale)
Dott. GIAMPIETRO SANAVIA (Direttore Finanza e Controllo - CSL BEHRING S.p.A.)
Dott. FABRIZIO LAZZARINI (Direttore Generale - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)
Dott. GRECO GIBERTI (Direttore Sanitario - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)
Dott. LAURA PANSERI (Direttore Amministrativo - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)
Dott. ADRIANA BELOTTI (Resp. Servizio infermieristico - Fondazione Santa Maria Ausiliatrice Onlus)
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INDICE
1. EXECUTIVE SUMMARY 7
1.1 ASSISTENZA 7
1.2 STRUTTURA 7
1.3 PROIEZIONI DEMOGRAFICHE 7
1.4 AGGREGATI PATRIMONIALI ED ECONOMICI 8
1.5 PROGETTO NUOVO GLENO 8
1.6 INTERVENTI 8
1.7 PUNTI DI FORZA 9
2. LA FONDAZIONE 10
2.1 BREVI CENNI STORICI 10
3. CAMPO DI ATTIVITA’ 12
3.1 I SERVIZI OFFERTI E IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO 13
3.2 CARATTERISTICHE DELLE PRESTAZIONI OFFERTE 15
3.2.1 LA QUALITA’ DELLE PRESTAZIONI 15
3.2.2 IL PREZZO DELLE PRESTAZIONI 16
3.2.3 I REQUISITI DELLE PRESTAZIONI 17
4. SCENARIO DI RIFERIMENTO 18
4.1 SCENARIO POLITICO NORMATIVO DI RIFERIMENTO 19
4.1.1 SCENARIO POLITICO NAZIONALE 19
4.1.2 SCENARIO POLITICO REGIONALE 20
4.2 SCENARIO DEMOGRAFICO – EPIDEMIOLOGICO DI RIFERIMENTO 22
4.3 SCENARIO SOCIO ECONOMICO DI RIFERIMENTO 26
5. POSIZIONAMENTO STRATEGICO 28
5.1 DINAMICHE SETTORIALI 29
5.1.1 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CLIENTI 30
5.1.2 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI FORNITORI 30
5.1.3 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DELLE BARRIERE ALL’INGRESSO 30
5.1.4 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DI PRESTAZIONI SOSTITUTIVE 30
5.1.4.1 LE PRESTAZIONI SOSTITUTIVE EROGATE DALLE RETI FAMILIARI 31
5.1.4.2 LE PRESTAZIONI SOSTITUTIVE EROGATE DALLE RETI DI OPERATORI SOCIO SANITARI 31
5.1.4.3 LE PRESTAZIONI SOSTITUTIVE EROGATE DALLE AZIENDE OSPEDALIERE 33
5.1.5 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CONCORRENTI 34
5.1.5.1 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA RSA 34
5.1.5.2 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA RIABILITAZIONE 36
5.1.5.3 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA SEMIRESIDENZIALITA’ (CDI) 36
5.1.5.4 POSIZIONAMENTO NELL’AREA DELLA ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (ADI) 37
5.2 DINAMICHE RELAZIONALI 39
5.2.1 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON GLI ASSISTITI E FAMILIARI 39
5.2.2 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I DIPENDENTI 40
5.2.3 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON LE AUTORITA’ TERRITORIALI 40
5.2.4 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I SOCI 40
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6. RISCHI E OPPORTUNITA’ STRATEGICHE 41
7. PIANO STRATEGICO 42
7.1 OBIETTIVI GENERALI DELLE POLITICHE AZIENDALI NELLE AREE DI AFFARI 43
7.2 OBIETTIVI GENERALI DELLA POLITICA GESTIONALE 43
7.3 PIANO GIURIDICO 44
7.4 PIANO ISTITUZIONALE 44
7.4.1 COMPOSIZIONE DELLA COMPAGINE SOCIALE 44
7.4.2 MECCANISMI DI GOVERNANCE AZIENDALE 45
7.5 PROIEZIONI ECONOMICHE IN ASSENZA DI INTERVENTI 46
7.6 PIANO DELLE AZIONI DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE 49
7.7 PIANO ORGANIZZATIVO E DELLE RISORSE UMANE 52
7.7.1 ATTUALE STRUTTURA ORGANIZZATIVA 52
7.7.2 ATTUALI SISTEMI DI GESTIONE 53
7.7.3 ATTUALE STILE DI GESTIONE 53
7.7.4 CHANGE MANAGEMENT 53
7.7.5 NUOVO SISTEMA ORGANIZZATIVO 54
7.7.5.1 NUOVA STRUTTURA ORGANIZZATIVA 54
7.7.5.2 NUOVI SISTEMI DI GESTIONE 57
7.7.6 PIANO DELLE RISORSE UMANE 58
7.7.6.1 ATTUALE ORGANICO 58
7.7.6.2 NUOVO ORGANICO 59
7.8 LE PROIEZIONI ECONOMICHE CON GLI INTERVENTI PROPOSTI 60
8. PIANO DEGLI INVESTIMENTI: IL PROGETTO “NUOVO GLENO” 61
8.1 PROGETTO NUOVO GLENO 61
8.2 PROIEZIONE ECONOMICA PER IL 2011 DOPO GLI INTERVENTI PROPOSTI 62
9. CONCLUSIONI 63
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1. EXECUTIVE SUMMARY
La Fondazione Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice Onlus è una
Fondazione di partecipazione, di diritto privato, generata dalla
depubblicizzazione della precedente IPAB “ Casa di Ricovero e OO.PP.
Annesse” di Bergamo, avvenuta il 1° gennaio 2004. La mission della
Fondata Fondazione, oltre che ripercorrere il ruolo svolto storicamente, si sviluppa in
1811 uno scenario caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione
e dai connessi processi di riforma della rete sanitaria, socio sanitaria ed
assistenziale; processi caratterizzati da due forti tendenze: l’investimento sulla
Sede centralità della famiglia, da un lato, lo sviluppo di una cultura di network dei
Bergamo servizi a garanzia della continuità assistenziale, dall’altro. In questo passaggio
le Fondazioni, specie quelle di partecipazione, possono divenire il vero
strumento di governo del network, assorbendo, oltre alle note funzioni
Natura giuridica erogative, anche quelle di programmazione dei servizi.
Fondazione di
partecipazione di
diritto privato 1.1 ASSISTENZA
L’assistenza alle persone anziane si esplica attraverso servizi residenziali,
Fondo di dotazione semiresidenziali e non. I nuclei di RSA totalizzano 421 posti letto (di cui 40
€ 23.315.186 Alzheimer), la Riabilitazione 65, per un totale quindi di 486 P.L. Tutti questi
letti sono accreditati con il SSR. - Tra i servizi semiresidenziali si annovera il
Patrimonio netto al Ciclo Diurno Continuo ( C.D.C. ) con una dotazione di 20 posti, il Centro
31.12.2006 Diurno Integrato ( C.D.I. ) con una dotazione di 30 posti - Gli altri servizi sono
€ 16.922.850 rappresentati dalla Riabilitazione Ambulatoriale, dall’Ambulatorio Geriatrico,
dall’Ambulatorio per la Cura del Piede Diabetico e delle Lesioni Cutanee, da
Missione un centro U.V.A. ( Unità di Valutazione Alzheimer ) e dall’A.D.I. ( Assistenza
Assistenza agli anziani Domiciliare connessa al Voucher Socio Sanitario). Nel corso del 2006 le
con servizi giornate di ricovero complessive sono state 172.057. Le prestazioni
residenziali, ambulatoriali sono state 1.700 , i PAI garantiti a domicilio sono stati 450.
semiresidenziali e
domiciliari.
1.2 STRUTTURA
La Struttura occupa una posizione di rilievo nell’ambito delle RSA accreditate
Posti letto in Bergamo: su un totale di 1033 P.L., i 421 di proprietà della Fondazione
R.S.A. 381 rappresentano il 40,1%; nell’ambito della Provincia, le strutture sono 59 per
Alzheimer 40 un totale di 5135 P.L. (media 87 P.L. ).
Riabilitazione 65
Totale 486
1.3 PROIEZIONI DEMOGRAFICHE
Degenza diurna Le proiezioni demografiche ISTAT della popolazione anziana ( età > 65 anni)
C.D.C. 20 nella provincia di Bergamo mostrano un incremento molto forte in questo
C.D.I. 30 segmento di età con quello di età > 85 anni ancora più marcato.
Totale 50
Ambulatori ANNO Popolazione >65 Popolazione >85
Fisiatrico
Geriatrico 2003 173.131 19.889
U.V.A.
2010 203.449 27.970
Lesioni cutanee
2020 245.603 47.022
ADI
Servizio di assistenza 2030 299.478 65.626
domiciliare socio- 2040 360.892 89.179
sanitaria integrata nei
Distretti di Bergamo e 2050 370.036 108.463
Seriate
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La domanda di ricovero sarà proporzionale alla popolazione anziana e
progressiva rispetto alla fragilità, a sua volta dipendente dall’età.
1.4 AGGREGATI PATRIMONIALI ED ECONOMICI
Gli “Impieghi” risultanti dalla situazione patrimoniale a fine 2006, evidenziano
investimenti in immobilizzazioni per 26,5 milioni di euro; l’attivo circolante è di Riferimento
3,0 milioni di euro. Le “Fonti” sono rappresentate dal Patrimonio Netto per La Fondazione è tra le
16,9 milioni di euro, da finanziamenti per 4,8, nonchè da debiti di prime strutture per
funzionamento per 6,0 e da Fondo Rischi e TFR per 1,8 milioni di euro. posti letto complessivi
nell’ambito
Il Valore della Gestione -sempre nella situazione al 31/12/06- è pari a 18,4 residenziale e
milioni di euro. Il Personale incide per 10,5 milioni, le Prestazioni di Servizi per riabilitativo per anziani
7,0. Il Margine Operativo, ante Gestione Finanziaria e Straordinaria è della Regione
negativo: (0,8) milioni. La gestione chiude con un utile di 0,1 milioni di euro Lombardia.
grazie all’apporto delle componenti straordinarie.
In ogni caso il 2006 già risente del positivo intervento di ristrutturazione che è
stato operato al fine di migliorare la redditività aziendale.
Membri del Consiglio
d’Amministrazione
Presidente
1.5 PROGETTO NUOVO GLENO (Miro Radici)
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS, Vice Presidente
vista la necessità di adeguarsi ai requisiti strutturali richiesti dalla normativa e (Mario Gualeni)
nell’intento di rilanciarne i servizi erogati, già dal suo insediamento avvenuto Consiglieri
nel maggio 2005, ha valutato attentamente l’opportunità di realizzare nuove (Sergio Bonetti)
strutture residenziali, quale occasione fondamentale per garantire all’intera (Giuseppe Crippa)
comunità bergamasca quei servizi di alto livello necessari alla serenità ed alla (Luciana Gattinoni)
dignità del nostro invecchiamento. Il progetto, denominato “Nuovo Gleno”, ha (Ferruccio Locatelli)
l’ambizione di rappresentare, oltre che un’opportunità per progettare ed (Giuseppe Ricucci)
innovare, anche un’occasione per garantire l’equilibrio economico della
Fondazione, oggi severamente compromesso. Tale progetto è oggetto di un
accordo di programma ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 267/2000, finalizzato
alla realizzazione delle nuove strutture RSA e alla contingente valorizzazione
urbanistica, ambientale e territoriale delle aree di proprietà della Fondazione,
con un investimento pari a 32,5 mln di euro. Le nuove strutture saranno Management
pronte alla fine del 2010. Direttore Generale
(Fabrizio Lazzarini)
Direttore Sanitario
(Greco Giberti)
Direttore Amm.tivo
1.6 INTERVENTI (Laura Panseri)
Responsabile Servizi
La disponibilità di strutture moderne e funzionali potrà permettere una serie di
Infermieristici
benefici in termini di costi di gestione e di ricavi. L’implementazione di
(Adriana Belotti)
interventi di razionalizzazione, possibili attraverso la convergenza di giudizi e
di decisioni da parte dei differenti portatori di interesse e di cultura, potranno
permettere importanti economie di gestione che non andranno ad influire sul
livello di qualità dell’assistenza garantita agli ospiti della Fondazione. Alcuni di
questi interventi coinvolgeranno l’area del personale ( Conferimento a terzi e
Nuovo C.C.N.L.), la riorganizzazione del servizio di portineria, di quello
amministrativo e di animazione.
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Altri riguarderanno la completa esternalizzazione di servizi ausiliari
all’assistenza, quali la ristorazione e la lavanderia ( con relativa cessione del
personale ancora dipendente e oggi in regime di distacco presso
l’appaltatore), la riorganizzazione della farmacia, del servizio manutenzione
impianti, dei trasporti.
Un beneficio residuale si avrà dalla possibilità di porre a carico degli ospiti
alcuni servizi che oggi, pur non essendovi obbligati, vengono erogati
Dati Societari gratuitamente e che la maggior parte delle strutture sul territorio - in tutto o in
CCIAA BG 348306 parte - fanno pagare agli assistiti. Si tratta della lavanderia degli effetti
CF 80017150162 personali, del parrucchiere/podologo, del trasporto degli ospiti a centri esterni
PI 01066880160 (ospedali, ambulatori).
La somma di tali interventi, unita ad un adeguamento ISTAT della
partecipazione alla spesa degli ospiti ( tasso stimato 1,7%/anno + recupero
nel 2010 dell’adeguamento non effettuato negli anni 2006-2007), nonchè di
un adeguamento prudenziale dei contributi da parte del SSR, permetterà il
Contatti raggiungimento - nel 2010 - di un EBTIDA positivo come è messo in evidenza
info@rsagleno.it nella tabelle di cui al capitolo 7.8. Senza tali interventi, la gestione è
www.rsagleno.it condannata irrimediabilmente a continuare sul trend negativo degli ultimi anni.
Tel. 035237170
Fax. 035221588
1.7 PUNTI DI FORZA
L’analisi obiettiva del contesto in cui opera la Fondazione, per quanto
riguarda i punti di forza e le potenziali opportunità, messi a confronto con i
punti di debolezza ed i pericoli (possibili ma non probabili), offre un quadro
tranquillizzante sulla capacità della Fondazione di rispondere alle attese
dell’utenza e dei portatori di interesse e di cultura, con risultati gestionali che
raggiungeranno il pareggio.
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2. LA FONDAZIONE
2.1 BREVI CENNI STORICI
Le prime notizie sulla nascita dell’ente risalgono al 1° ottobre 1811, a seguito
dell’emanazione del Decreto Reale col quale fu ordinato il bando della
mendicità nel Comune di Bergamo.
Cenni Storici
Sotto l’impulso di un procedimento di laicizzazione delle Opere Pie, culminata Nasce nel 1811.
con la legge 753 del 3 agosto 1862, con cui si affermò la supremazia dello Nel 1862 la Pia Casa
Stato verso la Chiesa, l’amministrazione della Pia Casa di Ricovero venne di Ricovero viene
affidata, con R.D. 11/9/1864, alla Congregazione di Carità, quale organo di amministrata dalla
governo deputato dallo Stato Italiano a gestire ed amministrare in ogni città le Congregazione della
Opere Pie esistenti. Carità.
In data 7 febbraio 1866 si tenne una seduta della Congregazione di Carità di Nel 1866 viene affidata
Bergamo nella quale si deliberò di adottare lo Statuto allegato al relativo ad un Consiglio di
processo verbale e denominato “progetto” di statuto, da sottoporre Amministrazione eletto
all’approvazione del Re. In base all’art. 6 dello statuto, l’Amministrazione dal Comune.
(dipendente dalla Congregazione di Carità di Bergamo a norma della legge 3 Nel 1937 viene istituito
agosto 1862 sulle Opere Pie e relativo Regolamento 27 novembre 1862) era l’Ente Comunale di
retta da un Presidente e un Consiglio di Amministrazione, nominati dal Assistenza.
Consiglio Comunale. Nel 1939 la Pia Casa
di Ricovero, il Ricovero
Tra gli anni 1890 e 1930 furono varate numerose normative del settore, cui si di Mendicità e la Pia
sovrapposero diverse modifiche ed integrazioni, culminate nella legge 3 Casa d’Industria
giugno 1937 n. 847, modificata con R.D. 125/1944, in forza delle quali in ogni vengono affidate ad
Comune venne istituito l’Ente Comunale di Assistenza, che di fatto un’unica
rappresentò una sostanziale innovazione del concetto e dell’essenza della Amministrazione
pubblica assistenza e beneficenza, elevandola a quello di dovere sociale composta da quattro
dell’assistenza agli individui e alle famiglie che si trovano in condizioni di membri eletti dal
particolare necessità. Comune e uno eletto
Sull’onda delle citate modifiche normative, anche nel Comune di Bergamo dalla Provincia.
venne costituito, nell’anno 1937, l’Ente Comunale di Assistenza e Nel 1964 viene
Beneficenza. La relativa normativa e il R.D.L. 16 giugno 1938 n. 1168, dichiarato estinto il
tuttavia, sancirono la facoltà per le I.P.A.B. di essere fuse con gli E.C.A. Ricovero di Mendicità.
ovvero di decentrarsi rispetto ad esse. Il tutto entro il 1° luglio 1938, ossia Nel 1968 viene
entro un anno dall’entrata in vigore del Regio Decreto Legge citato. dichiarata estinta la
Pia Casa d’Industria.
In adesione a tale ultima possibilità, la Pia Casa di Ricovero dei Poveri,
unitamente al Ricovero di Mendicità e alla Pia Casa d’Industria, con R.D. 11
ottobre 1939 vennero formalmente decentrate dall’Ente Comunale di
Assistenza e la relativa gestione venne affidata ad “un’unica Amministrazione
composta di cinque membri dei quali quattro nominati dal Comune di
Bergamo ed uno dall’Amministrazione Provinciale di Bergamo. Tra essi il
Prefetto di Bergamo nominerà il Presidente.”. Con il medesimo provvedimento
venne fissata la durata in carica dei consiglieri in quattro anni e venne sancita
la rinnovabilità degli incarichi.
Nel 1964, il Ricovero di Mendicità venne dichiarato estinto con D.P.R. n. 907
del 14 agosto ed il relativo patrimonio venne devoluto alla Pia Casa di
Ricovero dei Poveri.
Nel 1986 venne dichiarata estinta anche la Pia Casa d’Industria ed il relativo
patrimonio venne attribuito, con vincolo di destinazione a servizi sociali, a
favore del Comune di Bergamo.
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La disciplina della Legge Crispi ha continuato a costituire la fonte normativa
principale dell’Ente, sino a quando, in ottemperanza alla delega contenuta
nella legge 328 del 2000, il Governo ha emanato il decreto legislativo 4
maggio 2001, n. 207, recante, come prescrizione fondamentale, l’obbligo,
rivolto a tutte le I.P.A.B., di assumere la delibera avente ad oggetto la
trasformazione degli Enti medesimi in soggetti di diritto privato (associazioni o
fondazioni) ovvero in Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (A.S.P.).
Il 23 dicembre 2003
trasformazione della In attuazione di dette ultime disposizioni normative e della successiva
“Casa di Ricovero e collegata, Legge Regione Lombardia 13 febbraio 2003, n. 1, il Consiglio di
OO.PP. Annesse” in Amministrazione dell’Ente, ritenendo la forma giuridica della Fondazione più
“ Fondazione Casa di aderente allo spirito originario dell’Ente e alle prospettive future dello stesso,
Ricovero Santa Maria con apposita delibera e nel rispetto delle formalità prescritte dalle succitate
Ausiliatrice ONLUS “ disposizioni e relativi regolamenti, ha approvato la trasformazione della Casa
di Ricovero e OO.PP. Annesse di Bergamo in “Fondazione Casa di Ricovero
Santa Maria Ausiliatrice ONLUS”, recepita con DGR n° 7/15789 del 23
dicembre 2003. Essa risulta regolarmente iscritta con decorrenza 01/01/2004
nel registro regionale delle persone giuridiche private.
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3. CAMPO DI ATTIVITA’
La missione aziendale è esplicitata dall’art. 3 dello statuto che recita:
”...La Fondazione orienta la propria attività al fine di migliorare la qualità della
vita, lo sviluppo dell’autonomia e della dignità delle persone che vivono in
condizione di disagio; ... La Fondazione ha lo scopo di fornire assistenza Campo di attività
socio – sanitaria e assistenza sociale a favore delle persone anziane e/o Assistenza socio-
disabili ed in particolare a favore di quelli in stato di non autosufficienza fisica sanitaria e sociale a
e/o psichica per garantire loro la migliore qualità di vita possibile; ... Gli scopi favore di persone
vengono perseguiti tramite interventi di diagnosi, cura e riabilitazione, anche anziane non
con valenza preventiva e attraverso l’erogazione di servizi residenziali e non; autosufficienti
… Ha altresì lo scopo di fornire istruzione e formazione a tutti coloro che Formazione in campo
intendono sviluppare conoscenza e capacità in ambito geriatrico-riabilitativo geriatrico-riabilitativo
… promuovere e organizzare seminari, corsi di formazione …”
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3.1 I SERVIZI OFFERTI E IL PROCESSO DI ACCREDITAMENTO
La Fondazione,nella sua precedente veste di I.P.A.B. Casa di Ricovero e OO.PP. Annesse, sulla base
del “Piano Programma“ sottoscritto in data 14/12/98 venne autorizzata al funzionamento ed accreditata
per un totale di 520 posti letto di RSA così suddivisi: 320 NAT, 130 NAP, 40 Alzheimer, 30 Autosufficienti
(non accreditati) a cui si aggiungono 65 posti letto di riabilitazione ex art. 26 per un totale di 585 posti letto
complessivi.
1
In applicazione alla DGR. n° 7435 del 14/12/2001 la Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS, ha
sottoscritto in data 14/01/2004 una “Variante al Piano Programma“ che prevedeva, considerata l’avvenuta
chiusura della Casa Albergo, una progressiva riduzione dei posti letto di RSA, dagli allora 520 agli attuali
421, così suddivisi: 381 non autosufficienti, 40 alzheimer, a cui si aggiungono 65 posti letto riabilitazione
ex art. 26 Legge 833/78, per un totale di 486 posti letto complessivi.
A tale proposito, con Delibera n° 257 del 27 gennaio 2004 rilasciata dalla Provincia di Bergamo, la
Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS ottenne l’autorizzazione temporanea al funzionamento con
prescrizioni fino al 31/12/06 per il complesso denominato “Nuova Struttura” per una capacità ricettiva di
101 posti letto per non autosufficienti.
Ottenne altresì, con Delibera n° 256 del 27 gennaio 2004 rilasciata dalla Provincia di Bergamo,
l’autorizzazione temporanea al funzionamento con prescrizioni fino al 31/12/05 per il complesso
denominato “Centro Residenziale“ per una capacità ricettiva massima di 320 posti letto per non
autosufficienti di cui 40 Alzheimer.
Sempre in adeguamento agli standard strutturali di cui alla DGR 7435 la “Variante al Piano Programma“
prevedeva, inoltre, un’ulteriore riduzione dei posti letto del “Centro Residenziale“ fino ad arrivare alla fine
del 2005 ad una capacità ricettiva massima di 236 posti letto che sommati ai 101 della “Nuova Struttura“
portavano il numero dei posti letto accreditati a 337 posti letto di RSA così suddivisi: 297 non
autosufficienti, 40 Alzheimer, a cui si aggiungono 65 posti letto di riabilitazione ex art. 26 per un totale di
402 posti letto complessivi.
Nel dicembre 2005 la Fondazione segnalava all’ASL la decisione di abbandonare il Piano Programma
che prevedeva la ristrutturazione del “Centro Residenziale“ finalizzando ogni sforzo alla costruzione di
una nuova RSA.
Contestualmente richiedeva all’ASL la proroga dell’autorizzazione al funzionamento per la Struttura
denominata “Centro Residenziale” fino al 31/12/06 per allinearla alla scadenza dell’autorizzazione
dell’altro edificio denominato “Nuova Struttura“ e impegnandosi a presentare, entro tale data, il progetto
della nuova RSA.
Con delibera ASL di Bergamo n° 267 del 12 maggio 2006 è stata concessa la proroga dell’autorizzazione
temporanea al funzionamento al 31/12/06 per la Struttura denominata “Centro Residenziale“ della
Fondazione Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice ONLUS. Attualmente è in corso la procedura di
proroga dell’autorizzazione al funzionamento per le due strutture.
2
Per ciò che concerne l’Istituto di Riabilitazione ex art. 26 legge 833/78, va richiamata la DGR 19883/04
con la quale la Regione Lombardia ha provveduto al riordino di tutte le attività di riabilitazione, comprese
quelle erogate dagli IDR ex art. 26 legge 833/78. Per l’Istituto di riabilitazione della Fondazione, il
percorso di accreditamento si è concluso recentemente con l’attuazione delle disposizioni di cui alla DGR
19883/04 in materia di riforma delle attività di riabilitazione. Notoriamente l’istituto offre servizi e
prestazioni riabilitative rivolte a persone adulte ed anziane con problematiche di tipo neurologico ed
ortopedico (25 P.L.) e dell’area della disabilità psichica (40 P.L.), nonché attività diurna per 20 Utenti/die.
In progress, per effetto delle disposizioni di cui alla richiamata DGR 19883/04, l’attività dell’istituto si
orienterà all’erogazione di prestazioni nell’area specialistica (10 P.L.), in quella generale e geriatrica (32
3
P.L.) e di mantenimento (23 P.L.), nonché nell’area diurna (Ciclo diurno continuo) e ambulatoriale .
1 Deliberazione della Giunta Regionale del 14 dicembre 2001 n° 7435 in attuazione dell’art. 12, comma 3 e 4, della legge Regionale
11/07/97 n° 31 in merito a “Requisiti per l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento delle Residenze Sanitario Assistenziali
per anziani (RSA)“ e successive circolari esplicative.
2 Deliberazione della Giunta Regionale 16 dicembre 2004 n° 19883 “Riordino della rete delle attività di riabilitazione“.
3 Si richiama la Delibera ASL di Bergamo n. 232 del 13 aprile 2007 avente in oggetto “ Verifica con esito positivo dell’istanza di
autorizzazione all’esercizio e accreditamento dell’Unità d’offerta Istituto di Riabilitazione presso la Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS
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L’attività semiresidenziale della Fondazione è rappresentata dal Centro diurno integrato, accreditato con
DGR 17242/04 per una capacità massima di 30 posti.
Anche l’attività socio sanitaria di natura domiciliare (ADI) rientra tra quelle di filiera della Fondazione: di
recente istituzione, dopo che la Regione Lombardia ha provveduto, con DGR 9379 del 14 giugno 2002,
alla istituzione del Voucher Socio Sanitario, la Fondazione ha ottenuto dalla ASL di Bergamo
4
l’accreditamento per l’erogazione di prestazioni di ADI presso i distretti di Bergamo e di Seriate .
L’attività ambulatoriale, oltre a quella recentemente accreditata inerente prestazioni riabilitative, è
rappresentata dall’Ambulatorio U.V.A. non accreditato (Unità di Valutazione Alzheimer), istituito nell’anno
2000 e nato nell’ambito del progetto Cronos promosso dal Ministero della Salute e finalizzato al
monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico della Malattia di Alzheimer. E’ presente, inoltre,
l’attività ambulatoriale non accreditata di geriatria e di cura delle lesioni cutanee.
La vocazione aziendale è, quindi, rivolta ad operare sull’intera filiera del settore socio sanitario, con
particolare riferimento all’ambito geografico di Bergamo e Provincia. Il campo di attività aziendale si
5
presenta articolato in più aree e sotto aree di affari come da tabella di seguito riportata.
TABELLA DEL QUADRO SINOTTICO ATTIVITÀ SOCIO SANITARIE
Semi Prestazioni Servizio
Residenzialità
Area di affari Residenzialità Ambulatoriali Domiciliare
(n° posti letto) (n° posti) (n° prestazioni) (n° prestazioni)
40 Alzheimer
RSA
381 Non
autosufficienti
10 Specialistica
32 Generale 20 Ciclo Diurno
RIABILITAZIONE 6.000
Geriatrica Continuo
23 Mantenimento
C.D.I. 30
U.V.A./Geriatria 700
Cura lesioni
1.000
cutanee
A.D.I.
prestazioni distretti
(Voucher Socio
Bergamo e Seriate
Sanitario)
ai sensi della DGR 19883 del 16/12/04, nonché la Delibera ASL di Bergamo n. 316 del 31 maggio 2007 avente in oggetto “ Stipula del
contratto con la Fondazione Casa di Ricovero Santa Maria Ausiliatrice ONLUS per l’Istituto di Riabilitazione, in attuazione della DGR
19883 del 16/12/04 … con contestuale assegnazione del budget per l’anno 2007 …”
4 Si richiama la ASL di Bergamo n. 618 del 23 settembre 2004 avente in oggetto “ Verifica con esito positivo dell’istanza presentata dal
Legale Rappresentante della Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS per l’accreditamento delle funzioni di erogazione delle prestazioni di
assistenza socio sanitaria integrata connesse al voucher socio sanitario, ai sensi della delibera 281/03 e 25/04, per il Distretto socio
sanitario di Bergamo “, nonché la Delibera ASL di Bergamo n. 171 del 14 marzo 2005 avente in oggetto “ Verifica con esito positivo
dell’istanza presentata dal Legale Rappresentante della Fondazione Maria Ausiliatrice ONLUS per l’accreditamento delle funzioni di
erogazione delle prestazioni di assistenza socio sanitaria integrata connesse al voucher socio sanitario, ai sensi della delibera 281/03 e
25/04, per il Distretto socio sanitario di Seriate “.
5 La letteratura economico aziendale definisce un’Area Strategica di Affari come una combinazione di “prodotto/ mercato”, dove con
prodotto si intende un bene o servizio tecnicamente omogeneo e con mercato una classe di clienti omogenea con riferimento ai bisogni
espressi.
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3.2 CARATTERISTICHE DELLE PRESTAZIONI OFFERTE
In funzione delle specificità del settore socio sanitario, due sono le principali caratteristiche del “sistema
prodotto” aziendale (ovvero le prestazioni erogate) da considerarsi con particolare attenzione:
• la qualità delle prestazioni erogate;
• il prezzo delle prestazioni erogate, con riferimento alla quota a carico degli assistiti e delle loro
famiglie e alla quota a carico del Servizio Sanitario Regionale.
3.2.1 LA QUALITÀ DELLE PRESTAZIONI
La Fondazione può vantare una tradizione, generalmente riconosciuta, di rispetto di buoni standards
qualitativi nelle prestazioni da essa erogate, con particolare riferimento agli standards sanitari.
La domanda di “qualità” (da parte degli assistiti e dei loro familiari), relativamente alle prestazioni ricevute,
è sensibilmente aumentata, così come è aumentata la correlata domanda di sicurezza nella erogazione
delle prestazioni, di sicurezza nella somministrazione di alimenti, di sicurezza nella gestione dei dati
personali dei pazienti.
Uno dei motivi che hanno spinto all’avvio del progetto “Nuovo Gleno” risiede nella volontà di adeguare la
qualità delle risorse infrastrutturali (edifici e pertinenze) che influenzano direttamente la qualità del
comfort alberghiero e, di conseguenza, la qualità del complesso intervento assistenziale.
L’adozione di moderni modelli di gestione per la qualità può consentire alla Fondazione di progredire
nell’obiettivo di garantire prestazioni adeguate, in un’ottica di miglioramento sistematico e continuo,
allargando progressivamente il concetto di “qualità” anche ad aspetti meritevoli di una gestione più
organica (la comunicazione, la privacy, l’igiene e la sicurezza degli alimenti, il rischio clinico, etc.).
Per quanto riguarda l’ambito della qualità percepita (customer satisfaction), l'indagine realizzata durante
l’anno 2006 (campione composto da 85 ospiti e 140 parenti), ha confermato un livello di soddisfazione
complessivamente elevato, con un’ottima percezione dell’intervento sanitario e assistenziale,
evidenziando aree di miglioramento nell’area alberghiera.
Per l’area sanitario-assisenziale, i punti oggetto dell’indagine hanno riguardato le cure ricevute (l‘85,7%
degli ospiti, e l‘80% dei parenti si è dichiarato soddisfatto) e la relazione con il personale (75,3% degli
ospiti e 79,3% dei parenti si è dichiarato soddisfatto).
Per l’area alberghiera, il servizio lavanderia e ristorazione, pur avendo mediamente ottenuto un buon
grado di soddisfazione (75%), necessitano di miglioramento per la rilevanza che questi aspetti ricoprono
nella vita dell’ospite in struttura.
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3.2.2 IL PREZZO DELLE PRESTAZIONI
Come noto la remunerazione delle prestazioni erogate dalle aziende che operano nel settore socio
sanitario in regime accreditato è in funzione di due componenti distinte corrisposte da soggetti diversi:
• la retta, a carico dei pazienti o dei loro familiari;
• la tariffa a carico del Servizio Sanitario Regionale.
Nella tabella di seguito riportata si illustrano schematicamente i meccanismi di remunerazione delle
prestazioni erogate per le varie aree e sottoaree strategiche di affari.
TABELLA DEI MECCANISMI DI REMUNERAZIONE DELLE PRESTAZIONI
AREA SOTTO AREA MECCANISMI DI REMUNERAZIONE
1. RSA 1.1 RSA Retta definitivi : euro 50,82 per posto letto/giorno;
Definitivi/temporanei Retta temporanei: euro 89,49 per posto letto / giorno
Tariffa S.Os.I.A. (Scheda Osservazionale Intermedia Assistenza):
Classe 1: euro 47,50; Classe 2: euro 44,80; Classe 3: euro 38,60;
Classe 4: euro 34,50; Classe 5: euro 38,10; Classe 6: euro 34,00;
Classe 7: euro 27,80; Classe 8: euro 23,70;
Classe NAT (ad esaurimento): euro 39,30.
1.2 Alzheimer Retta: euro 65,34 per posto letto / giorno;
Tariffa: euro 52,00 per giornata rendicontata;
2. 2.1 Riabilitazione Tariffa: euro 150,00 per giornata rendicontata;*
RIABILITAZIONE Generale Geriatrica
compresi SVP
2.2 Riabilitazione Tariffa: secondo DRG Regione Lombardia;*
Specialistica
2.3 Riabilitazione di Tariffa: euro 130,00 per giornata rendicontata;*
mantenimento
2.4 Riabilitazione di Miniretta: 16€/die con diritto all’assegno di accompagnamento;
mantenimento (ex Tariffa: euro 100,00 per giornata rendicontata;*
IDR psichiatrici)
DGR 5000/07
2.5 Ciclo Diurno Tariffa: *
Continuo (day Fascia 1: euro 45,00; Fascia 2: euro 54,00; Fascia 3: euro 63,00;
hospital)
2.6 Ambulatoriale Tariffa: *
Fascia 1: euro 35,00; Fascia 2: euro 37,00; Fascia 3: euro 42,00
3. CDI 3.1 Centro Diurno Retta: euro 31,63 al giorno + euro 3,58 per eventuale trasporto;
Integrato Contributo regionale: 29€/pz/die, nel rispetto del Budget di struttura;
4. ADI 4.1 Assistenza Voucher socio Sanitario: tariffa secondo il profilo del PAI assegnato al
Domiciliare Integrata paziente dall’ASL di competenza (Bergamo). Capacità produttiva nel
rispetto del Budget di struttura;
5. 5.1 Ambulatorio Corrispettivo per singola prestazione (prima visita medica):
AMBULATORIO piede diabetico (non Euro 80,00.
accreditato)
5.2 Unità di Corrispettivo per singola prestazione (prima visita medica).
Valutazione euro 50,00 senza certificato
Alzheimer (UVA non euro 80,00 con certificato
accreditato)
*Importo complessivo delle prestazioni erogate sottoposto a tetto di struttura ovvero a limite di spesa fissato dalla Regione
Lombardia con riferimento al valore delle prestazioni erogate come da tariffa.
Per quanto riguarda il posizionamento della Fondazione in materia di partecipazione alla spesa
dell’ospite, da un'analisi condotta sulle rette ed i servizi aggiuntivi in 26 RSA della Regione Lombardia (18
provincia di Bergamo, 5 provincia di Brescia e 3 provincia di Milano), esclusi i Nuclei Alzheimer
accreditati, si evince come la Fondazione si posizioni come una delle RSA con retta media inferiore (€
50,82) rispetto alle altre, (media generale dell’analisi pari a € 54,21 con media dei valori minimi di € 50,59
e massimi di € 57,84). Va ulteriormente rimarcato che la retta attuale della Fondazione include il costo di
servizi accessori (trasporto ambulanza, lavanderia, parrucchiere, podologo, camera mortuaria) che,
generalmente, l’analisi evidenzia come spesso tariffati a consumo, oltre la retta.
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3.2.3 I REQUISITI DELLE PRESTAZIONI
Va, tra l’altro, evidenziato che il prezzo delle prestazioni è condizionato dall’evolversi dei requisiti richiesti
per la loro erogazione e che tale evolversi è in stretta relazione con il progressivo incremento dei bisogni
degli assistiti. In particolare, la progressiva espansione delle patologie cronico degenerative degli ospiti e
l'evoluzione dei loro percorsi diagnostici e terapeutici comportano:
• l'assorbimento di un crescente carico assistenziale;
• l’incremento di interventi sanitari specifici, a volte a crescente complessità clinico-organizzativa.
Il monitoraggio della popolazione anziana, ospite della RSA, attraverso il S.Os.I.A. (scheda di
osservazione intermedia dell'assistenza), consente di monitorare i bisogni degli ospiti, in modo da
calibrarne la relativa offerta di prestazioni. La definizione di un sistema di case management, attraverso
l’elaborazione di indicatori connessi al S.Os.I.A., consentirà di determinare il rapporto tra il reale livello di
dipendenza dell’ospite e il relativo assorbimento di risorse. Ciò, come necessario supporto alla
definizione del livello di adeguatezza delle prestazioni erogate e al miglioramento della qualità delle
stesse.
In allegato viene rappresentata una fotografia degli ospiti della RSA tratta dal tracciato S.Os.I.A. 2006.
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4. SCENARIO DI RIFERIMENTO
Lo scenario strategico in cui il presente business plan si colloca, fa riferimento
all’evoluzione del quadro politico-normativo, di quello demografico-
epidemiologico e di quello socio-economico, che influenzano le dinamiche di
domanda e di offerta di prestazioni socio sanitarie.
Orientamento
Inoltre, va ricordato, quale conseguenza già in atto del quadro generale di strategico
riferimento, che le strutture socio sanitarie sono sempre più caratterizzate da
un progressivo, ma irreversibile, mutamento del ruolo storicamente svolto. Di Nuove impostazioni
seguito se ne riportano i tratti salienti: gestionali per gli
aspetti che riguardano
prestazioni,
TABELLA RIORIENTAMENTO STRATEGICO E IMPOSTAZIONE GESTIONALE caratteristiche delle
ASPETTI VECCHIA IMPOSTAZIONE NUOVA IMPOSTAZIONE prestazioni erogate,
professionalità, ambito
Prestazioni Centro di assistenza Centro di assistenza sanitaria territoriale, target di
informale, supportata fondato su protocolli operativi e clientela e governance
dall’attenzione e dal “buon sulla competenza professionale
aziendale in base alla
cuore” di chi vi operava. dei professionisti sanitari.
Caratteristiche Pensione di paese dal Residenza accreditata come
continua evoluzione
della profilo alberghiero medio- “Sanitario-Assistenziale” dal del quadro politico-
prestazione basso ed un costo mensile profilo alberghiero medio-alto ed economico,
erogata sostanzialmente negoziabile una retta mensile standardizzata demografico-
e personalizzabile. e fortemente correlata ai costi epidemiologico e socio
reali dei servizi offerti. economico.
Professionalità “Casa-allargata e “Reparti para -ospedalieri”
comunitaria” dedicata organizzati per l’accoglienza di
all’ospitalità di persone grandi-vecchi dichiaratamente
anziane autosufficienti o non autosufficienti (sempre
solo in parte non portatori di pluri-patologie e
autosufficienti (quasi mai richiedenti una continua e
portatrici di patologie crescente attenzione sanitaria).
impegnative dal punto di
vista sanitario perché per
quelle c’era l’ospedale).
Ambito Forte radicamento locale, Orientamento ad offrire il servizio
territoriale alimentato anche da a tutta la Provincia-Regione e
donazioni e lasciti relativo maggiore concorso
provenienti dalla comunità dell’intervento pubblico nel
locale. sostegno delle spese unitamente
all’adozione di un’accentuata
politica tariffaria.
Target di Sessantacinquenni Prevalentemente persone con
clientela parzialmente non- più di 75 anni in condizioni di
autosufficienti grave non-autosufficienza.
Governance Missione della casa di “Mission” della R.S.A. definita dal
aziendale riposo sostanzialmente Consiglio di Amministrazione, dal
decisa dal gestore (il management, dalle istituzioni
Comune o la Parrocchia). locali, dalle forze sociali e dalle
associazioni di volontariato.
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4.1 SCENARIO POLITICO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Le politiche socio sanitarie perseguite a livello nazionale e regionale influenzano in modo diretto l’operato
delle aziende del settore socio sanitario e ne condizionano la relativa gestione.
4.1.1 SCENARIO POLITICO NAZIONALE
Con la Legge Quadro n. 328 del 8/11/2000 è stata riordinata la complessa materia dei Servizi Sociali, che
archivia centodieci anni della vecchia Legge Crispi del 1890. Con essa si prevede la creazione di una
rete integrata dei servizi e delle prestazioni sociali costituita da tutte quelle attività relative alla
predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti ed a pagamento, o di prestazioni economiche destinate
a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso
della sua vita, escluse soltanto quelle assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, nonché
quelle assicurate in sede di amministrazione della giustizia (art. 128 del D.Lgs. 112/98).
Il principio ispiratore è la promozione di interventi per garantire la qualità della vita (...), prevenire,
eliminare o ridurre le condizioni di disabilità, di bisogno e disagio individuale e familiare, derivanti da (...)
condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione (art. 1 L. 328/2000).
IL MUTAMENTO ATTESO DEL WELFARE
WELFARE STATE WELFARE SOCIETY
CENTRALISTICO FEDERALE
SETTORIALE INTEGRATO
BUROCRATICO SUSSIDIARIO
DEFICITARIO SOSTENIBILE
Le politiche di sostegno agli anziani e ai disabili sono state definite nel Piano nazionale degli interventi e
dei servizi sociali 2001-2003, approvato dal Governo il 3 aprile 2001, che riprende i principi e le linee
programmatiche della Legge 328.
Tali politiche sono focalizzate sull’attuazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, con
priorità agli interventi di integrazione socio sanitaria, attraverso il concorso di una pluralità di attori,
istituzionali e non, pubblici e privati, rispetto ai quali distribuire ruoli e responsabilità, competenze e
risorse.
La riforma del sistema si basa sull’applicazione di livelli essenziali su tutto il territorio nazionale rivolti alla
persona e alla famiglie, integrati (trasferimenti monetari e servizi in rete), flessibili e diversificati, basati su
progetti personalizzati e finalizzati a promuovere l'inclusione sociale piuttosto che a combatterne
6
l’esclusione .
Nell’ambito delle politiche familiari particolari criticità assumono i servizi di prossimità, ossia l’attivazione
di prestazioni assistenziali erogate a livello locale, allo scopo di offrire risposte efficaci ai mutevoli
6 La riforma dei servizi socio – assistenziali prevista dalla legge nazionale 328/2000 ha generato inizialmente in provincia di Bergamo
un grande fermento. Provincia, ASL ed associazioni dei Comuni Bergamaschi hanno chiamato a contribuire nella stesura dei piani di
zona tutti gli attori del sistema ed in particolare il mondo delle Fondazioni e delle Associazioni.
La stesura dei primi piani di zona aveva l’obiettivo di contribuire al censimento ed alla rappresentazione dei bisogni. Il vantaggio di
disporre di uno strumento finalizzato allo specifico territorio aveva consentito la raccolta differenziata e locale dei bisogni. L’elemento
unificante è stata l’evidenza della carenza territoriale dei servizi di Segretariato Sociale e del Servizio Sociale Professionale, servizi che,
in particolare per gli anziani e le persone meno “acculturate” rappresentano il tramite per l’accesso alle prestazioni sociali, sanitarie, ma
anche economiche.
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fabbisogni sociali dei cittadini italiani. Più in generale, la sfida decisiva contenuta nella legge 328 del 2000
consiste nel fatto di voler raggiungere due finalità di non poco conto:
da una parte, rafforzare il decentramento delle politiche sociali, lasciando ai Comuni ampia facoltà di
realizzare welfare;
dall’altra garantire che vi sia omogeneità nei servizi su tutto il territorio nazionale.
Bilanciare questi due obiettivi non è agevole; richiede un difficile esercizio di “quadratura del cerchio” tra
la concezione universalistica del welfare ed una visione localistica della politica, che spinge verso la
diversificazione territoriale degli interventi assistenziali e sociali.
La rete integrata di servizi è affidata allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali secondo i principi di
sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità, omogeneità, copertura finanziaria e
patrimoniale, responsabilità ed unicità dell’amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare
7
degli Enti locali, con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato .
La Regione Lombardia anche con l’ultimo Piano Socio Sanitario Regionale a valenza 2007 e 2009
ribadisce questi principi e si attende che il mutamento atteso si realizzi in modo concreto.
4.1.2 SCENARIO POLITICO REGIONALE
La “domanda di salute” che i cittadini lombardi esprimono richiede risposte e soluzioni sempre più
connotate dall’impiego di metodiche ad alto contenuto tecnologico e dalla concomitante esigenza di
migliorare il grado di personalizzazione degli interventi.
Con la Legge 31/97, la Regione Lombardia ha voluto sostenere la libera scelta del cittadino,
implementando la separazione fra i soggetti acquirenti ed erogatori di prestazioni, promuovendo la parità
8
di diritti e di doveri tra soggetti pubblici e privati, profit e non profit .
Il PSSR di fatto sancisce e rafforza i principi ideati con la legge 31 e diviene lo strumento di
9
programmazione unico e integrato contenente le linee di sviluppo del sistema socio sanitario .
Gli elementi di indirizzo essenziali, dai quali trae origine un nuovo ruolo dei servizi, siano essi dedicati alla
programmazione e al controllo (quale l’ASL), siano essi dedicati alle funzioni di organizzazione ed
erogazione (quali i cosiddetti “soggetti accreditati”), sono sinteticamente quelli di:
orientare lo sviluppo del sistema privilegiando modalità innovative di gestione che pongano effettivamente
il cittadino al centro dell’azione organizzativa;
individuare obiettivi prioritari sui quali impegnare e coinvolgere tutti gli attori del sistema socio sanitario,
responsabilizzandoli fortemente attraverso un’opera costante di condivisione delle finalità da perseguire,
delle risorse da destinare e dei criteri di valutazione dei risultati ottenuti e della qualità delle prestazioni;
favorire lo sviluppo e l’articolazione dei livelli di governo del sistema, dando piena attuazione alla
sussidiarietà verticale ed orizzontale;
promuovere progetti innovativi in grado di consentire la sperimentazione di nuovi modelli operativo
gestionali, anche in un’ottica di evoluzione dell’attuale quadro legislativo.
Il PSSR si colloca, di fatto, in un contesto di graduale federalismo improntato alla sussidiarietà
orizzontale, intesa come partecipazione estesa di altri soggetti nella gestione dei servizi e non solo nel
decentramento di poteri dal centro alla periferia.
7 Anche la depubblicizzazione delle IPAB, voluta dalla R.L. 1/2003, va letta secondo l’obiettivo di articolare in modo diversificato una
rete integrata di servizi a sostegno delle persone fragili. Essa ha interessato l’intero universo delle RSA bergamasche che nella totalità
hanno scelto la formula della Fondazione di diritto privato e non quella dell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona (ASP).
8 La riforma del sistema socio sanitario e sociale regionale, nonché del rapporto tra questo e la società civile, rappresenta uno degli
sforzi più visibili dell’attività di governo della Regione. La legge 31/97, di fatto, ha rappresentato il costrutto per lo sviluppo di una nuova
concezione di programmazione e di gestione dell’intero sistema, identificando processi finalizzati ad orientare l’offerta pubblica e privata
di servizi sanitari, socio sanitari e sociali, in un contesto flessibile in grado di rispondere efficacemente ai bisogni espressi dai cittadini.
9 Lo strumento PSSR sviluppa un nuovo modello organizzativo di “welfare”, che prevede una più ampia partecipazione dei cittadini,
degli enti locali e dei diversi attori nel processo di decisione e di acquisto delle prestazioni, passando gradualmente, in forza del
principio di sussidiarietà previsto dal testo riformato della Costituzione, da un sistema di “welfare state” ad un sistema di “welfare
community”.
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10
Lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema di Welfare lombardo, articolato nei suoi due sottosistemi ,
ha trovato tra le sue prime concrete attuazioni la DGR 7435/2001 che definisce, tra l’altro, i criteri per
l’autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento delle RSA.
Il ruolo della Regione, come regolatore e controllore super partes del sistema socio sanitario, si
estrinseca in modo rilevante nella funzione di valutazione del sistema nel suo complesso: solo una
valutazione adeguata dei risultati prodotti dal sistema e degli effetti dei cambiamenti prodotti dallo stesso
consente di confermare o di abbandonare soluzioni organizzative adottate.
Per sostenere lo sviluppo di un nuovo Welfare, a livello territoriale il PSSR tende a sviluppare un nuovo
ruolo dell’ASL, quale garante del cittadino e acquirente di prestazioni, con il rafforzamento delle funzioni
di programmazione, acquisto e controllo delle prestazioni socio sanitarie, rinunciando al ruolo di
erogatore diretto attraverso l’ esternalizzazione dei servizi.
Le difficoltà oggettive sono oggi rappresentate dalla necessità di rendere efficace l’integrazione dei
diversi settori: va ulteriormente raccordato il sistema delle cure ospedaliere con quello delle cure primarie
e va progettato un sistema integrato di coordinamento tra queste ultime ed il livello specialistico per la
continuità delle cure sia dei pazienti cronici che di quelli post acuti.
Un’integrazione efficace della complessa rete dei servizi consentirà, in primis, maggior efficienza della
rete sanitaria, con conseguenti vantaggi economici per l’intero sistema.
In estrema sintesi il quadro normativo che disciplina il settore sanitario e socio sanitario, individua nel
meccanismo dell’accreditamento regionale e del relativo contratto il principale regolatore di mercato. La
capacità di operare in regime di accreditamento regionale nel rispetto di predefiniti standard qualitativi
costituisce un fattore critico di successo per gli operatori del settore, tanto più in considerazione del fatto
che l’evoluzione sociale, strutturale e tecnologica tendono a innalzare tali standards.
10 Molto tempo prima che la legge 328/00 introducesse nel nostro paese un modello nazionale uniforme di Welfare sociale a carattere
universalistico, fondato sulla riconduzione a sistema integrato dei servizi e degli interventi predisposti in ciascuna regione per la tutela
del benessere sociale, la Regione Lombardia aveva programmato la realizzazione del proprio modello di Welfare che, proprio
nell’integrazione sistemica delle sue reti di unità di offerta socio sanitaria e socio assistenziale, trovava, e trova, la sua principale identità
culturale.
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4.2 SCENARIO DEMOGRAFICO - EPIDEMIOLOGICO DI RIFERIMENTO
In una recente analisi condotta dall’ASL di Bergamo sull’invecchiamento della popolazione locale le
proiezioni dall’anno 2003 all’anno 2050 risultano “socialmente” allarmanti.
Nello studio sopraccitato la popolazione ultrasessantacinquenne all’anno 2003 era costituita da 173.131
persone, nell’anno 2010 se ne attendono 203.449, al 2030 299.478, al 2050 370.036; il dato più
significativo è quello relativo ai “grandi vecchi” ovvero quelle persone di età compresa tra gli 85 ed i 90 ed
oltre che potrebbero passare dai circa 20.000 dell’anno 2003 ai 70.000 dell’anno 2030 per superare i
100.000 nel 2050.
TABELLA TREND DEMOGRAFICO POPOLAZIONE >65
PROVINCIA DI BERGAMO
anno anno anno anno anno anno
Classi di età
2003 2010 2020 2030 2040 2050
65 - 69 49.604 51.709 54.796 69.616 73.832 56.554
70 - 74 45.366 51.467 56.235 59.805 77.738 65.701
75 - 79 36.260 41.738 47.155 52.638 67.957 71.891
80 - 84 22.012 30.565 40.395 47.793 52.186 67.427
85 - 89 12.439 19.500 27.360 34.909 40.868 52.596
> 90 7.450 8.470 19.662 34.717 48.311 55.867
totale 173.131 203.449 245.603 299.478 360.892 370.036
Le proiezioni sono supportate dagli studi inerenti gli indicatori di speranza di vita degli italiani così come
rappresentate dalla tabella sotto riportata. Come si può notare gli anni medi di vita dopo i 65 anni
(indicatore) salgono progressivamente determinando una vita media di 90 nelle donne e di 85 anni negli
uomini nell’anno 2051.
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La progressione quantitativa della frazione di popolazione ultra 75enne è ulteriormente confermata dai
dati ISTAT che per la provincia di Bergamo negli ultimi cinque anni hanno visto la progressione di cui alla
tabella di seguito riportata.
Nell’ambito dei programmi di revisione e sviluppo della propria offerta le RSA devono considerare il
contesto sul quale insistono ed in particolare osservare gli specifici indici che le istituzioni sanitarie e
sociali periodicamente elaborano e mettono a disposizione. Le tabelle di seguito rappresentano alcuni
indici più appropriati per descrivere l’invecchiamento della popolazione.
TABELLA DEGLI INDICI SU BASE NAZIONALE, REGIONALE E PROVINCIALE
TREND INDICI DEMOGRAFICI Indice di indice di Indice di
fonte ISTAT vecchiaia dipendenza dipendenza
strutturale strutturale negli
anziani
2002 provincia di Bergamo 107,96 44,24 22,97
Regione Lombardia n.d. n.d. n.d.
Italia n.d. n.d. n.d.
2003 provincia di Bergamo 108,82 44,91 23,40
Regione Lombardia 138,90 46,70 27,10
Italia 132,10 49,60 28,20
2004 provincia di Bergamo 110,37 45,41 23,83
Regione Lombardia 140,40 47,60 27,80
Italia 135,90 50,10 28,90
2005 provincia di Bergamo 111,67 46,18 24,37
Regione Lombardia 141,50 48,42 28,37
Italia 137,83 50,57 29,31
2006 provincia di Bergamo 113,35 47,18 25,07
Regione Lombardia 142,55 49,42 29,05
Italia 139,94 51,13 29,82
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Nella tabella di seguito riportata i dati provinciali 2006 sono disaggregati con riferimento ai vari ambiti
distrettuali.
TABELLA DEGLI INDICI SU BASE DISTRETTUALE – PROVINCIA DI BERGAMO
Distretto Indice di Indice di Indice di Indice di
vecchiaia invecchiamento dipendenza dipendenza
strutturale strutturale
negli
anziani
Bergamo 164,12 22,01 54,84 34,08
Dalmine 93,07 14,67 43,74 21,08
Seriate 87,07 14,05 43,23 20,12
Grumello 87,14 14,03 43,11 20,08
Valle Cavallina 90,86 15,28 47,29 22,51
Monte Bronzone - Basso Sebino 100,82 15,86 46,16 23,17
Alto Sebino 139,43 19,61 50,77 29,57
Valle Seriana 123,91 18,22 49,07 27,16
Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve 127,94 18,61 49,59 27,83
Valle Brembana 142,49 20,25 52,58 30,90
Valle Imagna e Villa d'Almè 101,68 16,46 48,47 24,44
Isola Bergamasca 102,64 15,58 44,40 22,49
Treviglio 118,24 16,98 45,65 24,73
Romano di Lombardia 98,54 15,01 43,36 21,52
Totale provincia di Bergamo 113,35 17,03 47,18 25,07
Regione Lombardia 142,55 19,44 49,42 29,05
Italia 139,94 19,73 51,13 29,82
Legenda:
Indice di vecchiaia: popolazione>65/ popolazione 0-14 anni x100
Indice di invecchiamento: popolazione>65/ popolazione totale x100
Indice di dipendenza strutturale: (popolazione>65 + popolazione 0-14 anni)/popolazione 15-64 x100
Indice di dipendenza strutturale negli anziani: popolazione>65/ popolazione 15-64 x100
Ad un’analisi più approfondita inerente il bacino geografico di interesse per la Fondazione, si può ben
notare come gli indicatori dell’ambito di Bergamo sono molto più severi sia di quelli nazionali che di quelli
regionali.
Vecchiaia e dipendenza predispongono alla manifestazione delle malattie croniche e della disabilità.
Le patologie degenerative dell’anziano, nel nostro territorio, sono state oggetto di studio da parte dell’ASL
di Bergamo che continua ad esercitare su di esse un attento monitoraggio attraverso i dati di ricovero e di
mortalità.
11
Da tale monitoraggio emergono due tendenze, una di ordine economico e l’altra di ordine
epidemiologico.
Per quanto concerne il profilo economico, il trend evidenzia un consumo di risorse sanitarie in aumento
con l’età della vita e che assume valori consistenti per le classi > ai 65 anni (vedi grafico).
11
Vedi Atlante “Vecchi e grandi Vecchi” ASL di BG 2004
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Il consumo di risorse sanitarie distribuito per classi di età e rappresentato in €/ anno per residente:
Per quanto concerne il profilo epidemiologico, valgono le seguenti considerazioni:
• Per le malattie del sistema circolatorio: i ricoveri riguardano soprattutto anziani. Si evidenzia
un trend negativo del tasso specifico di mortalità per malattie del sistema circolatorio negli
anziani; i tassi specifici di ricovero presentano invece un trend positivo per i maschi e costante
nelle femmine;
• Per le malattie cronico degenerative del sistema nervoso: malattia di Alzheimer e morbo di
Parkinson.
Malattia di Alzheimer: i ricoveri riguardano quasi esclusivamente anziani. Il numero di ricoveri
risulta basso e il tasso specifico di mortalità della provincia bergamasca è più alto rispetto a
quello regionale, in particolare nei maschi.
Morbo di Parkinson: i ricoveri riguardano quasi esclusivamente persone anziane. Il numero di
ricoveri risulta basso e il tasso specifico di mortalità della provincia bergamasca sembra avere un
andamento casuale. Risulta essere più basso rispetto a quello lombardo.
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4.3 SCENARIO SOCIO ECONOMICO DI RIFERIMENTO
Lo scenario precedentemente illustrato è ovviamente da correlarsi all’evoluzione sociale ed economica
del target di popolazione che esprime la domanda di prestazioni socio sanitarie, target che costituisce,
quindi, il bacino della clientela aziendale.
Studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno dimostrato una stretta correlazione tra stato di
salute ed abitudini alimentari, istruzione, igiene abitativa, disponibilità di farmaci e vaccini. L’accesso alla
quasi totalità di questi beni dipende dal reddito e certamente dal reddito dipende il livello qualitativo del
bene al quale si accede.
Alcuni studi hanno dimostrato che anziani e pensionati dispongono di redditi medio bassi, spesso border-
line con i valori di povertà relativa e/o assoluta.
Si riportano di seguito i livelli espressi in euro di povertà assoluta e relativa elaborati dall’ISTAT a partire
dall’anno 2000.
12
POVERTA’ ASSOLUTA
TABELLA POVERTA’ ASSOLUTA (ISTAT)
Ampiezza
1 2 3 4 5 6 7
della
famiglia
componente componenti componenti componenti componenti componenti componenti
2001 373,33 559,63 794,89 1.006,60 1.268,70 1.462,25 1.650,04
2002 382,66 573,63 814,77 1.031,77 1.300,42 1.498,82 1.691,30
13
POVERTA’ RELATIVA (ISTAT anno 2003)
TABELLA POVERTA’ RELATIVA (ISTAT)
Ampiezza
1 2 3 4 5 6 7 o più
della
famiglia
componente componenti componenti componenti componenti componenti componenti
Linea di
521,70 869,50 1.156,44 1.417,29 1.652,05 1.878,12 2.086,80
povertà
Determinare in modo preciso il reddito delle persone anziane è impossibile, ma alcuni dati relativi ai
redditi da pensione disponibili ci presentano un quadro molto verosimile come evidenziato nelle tabelle
seguenti, tratte dal sito INPS Bergamo relative all’anno 2003.
12 Quando si parla di povertà assoluta si fa riferimento o all’idea di una semplice sopravvivenza o a quella di un livello di vita ritenuto
minimo accettabile. Il valore monetario in evidenza nella tabella è costruito attraverso dei coefficienti su un paniere mensile di beni e
servizi ritenuti essenziali.
13 La soglia convenzionale di povertà relativa per una famiglia di due componenti, rappresentata dalla spesa media mensile pro capite
risulta nel 2003 di 869,50 €. Nel 2006, è risultata pari a 970,34 euro. Essa è determinata attraverso l’applicazione di una serie di
coefficienti di correzione, utilizzati per determinare la soglia di povertà quando le famiglie hanno un numero diverso da due.
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TABELLA VALORI DELLE PENSIONI ANNO 2003 – PROVINCIA DI BERGAMO
Numero Importo lordo medio
Classe di età IRPEF netta mensile Importo netto medio mensile
pensioni mensile
Da 40 a 49 143 € 1.581,68 € 314,77 € 1.266,91
Da 50 a 54 3.125 € 1.464,72 € 271,69 € 1.193,03
Da 55 a 59 17.312 € 1.305,16 € 223,85 € 1.081,31
Da 60 a 64 38.307 € 866,69 € 95,85 € 770,84
Da 65 a 69 36.846 € 752,74 € 62,54 € 690,20
Da 70 a 79 56.495 € 660,13 € 35,54 € 624,59
Da 80 in poi 23.216 € 580,41 € 3,46 € 576,95
Dai dati di cui sopra si possono trarre le seguenti considerazioni di ordine generale:
• il reddito medio da pensione, ed in particolare per chi ha un affitto da pagare, crea problemi di
14
gestione del bilancio familiare ;
• in caso di ricovero in RSA il reddito percepito “non copre” totalmente i costi della connessa
partecipazione alla spesa.
In estrema sintesi ciò significa che la clientela aziendale può essere costituita da soggetti le cui capacità
di spesa non sono in grado di coprire i costi delle prestazioni erogate. Ne consegue che la capacità di
operare in regime di accreditamento regionale costituisce un prevalente fattore critico di successo anche
sotto il profilo economico, in quanto i costi delle prestazioni aziendali erogate possono trovare una piena
copertura solo assicurandosi i necessari rimborsi a carico del SSN.
14 Un’indagine ISTAT 2002, nell’ambito del capitolo “Precarietà economica ed insicurezza degli anziani”, rendiconta che al Nord il
22,5% degli intervistati ha dichiarato che arriva con difficoltà a fine mese, al centro il 33,5%, ma al sud ben il 48% si trova ad affrontare
questa difficoltà. E anche questi dati trovano conferma nei rapporti trimestrali dell’ISAE. Indagando più a fondo il disagio, è stato
appurato che, tra chi ha un affitto da pagare, più della metà ha avuto difficoltà a saldare la pigione a fine mese, il 40% ha avuto difficoltà
a pagare le spese condominiali. Altri effetti sono stati osservati sul versante del risparmio: in particolare per quanto riguarda
l'abbigliamento, dal momento che ad essere tagliate per prime sono in genere le spese meno essenziali; ben l’81% degli intervistati ha
dichiarato di essere stato costretto a fare risparmi su questo fronte. Ma non finisce lì, poiché: il 39% ha dovuto risparmiare sul cibo, il
29% sui consumi di energia elettrica, il 25% sulle riparazioni domestiche, il 16% sul consumo di gas.
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5. POSIZIONAMENTO STRATEGICO
Le azioni di risanamento aziendale e gli orientamenti futuri non possono
prescindere dal concreto posizionamento della Fondazione nei confronti delle
dinamiche del settore socio sanitario e delle relative prestazioni richieste,
nonché dalle dinamiche relazionali dei portatori di interesse.
Posizionamento
Questo con particolare riferimento a: strategico
• dinamiche settoriali, ovvero il contesto di mercato in cui la Nuovo
Fondazione opera con particolare riferimento al posizionamento della Posizionamento
stessa nei confronti dei clienti (ovvero gli ospiti), dei principali fornitori strategico della
di beni e servizi, delle barriere all’ingresso di nuovi operatori e/o Fondazione basato in
dell’espansione dei volumi di offerta degli operatori esistenti (ruolo una concreta
dell’accreditamento regionale), dei soggetti erogatori di prestazioni collocazione nei
sostitutive (famiglie e aziende ospedaliere), dei soggetti concorrenti confronti delle
presenti sul territorio (altre strutture pubbliche e private); dinamiche socio
sanitarie, settoriali e
• dinamiche relazionali, ovvero il contesto sociale e politico in cui la relazionali.
Fondazione opera con particolare riferimento al sistema di consenso,
ovvero ai contributi che i portatori di interesse richiedono a vario titolo
alla Fondazione.
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5.1 DINAMICHE SETTORIALI
Il posizionamento della Fondazione nei confronti delle dinamiche del settore socio sanitario (ovviamente
relative al territorio bergamasco) condiziona l’operatività e i relativi risultati di gestione. Le principali
15
dinamiche settoriali di seguito considerate sono costituite da:
• clienti, con riferimento al bacino di potenziali assistiti che condizionano i volumi di prestazioni
erogabili;
• fornitori, con riferimento alle principali categorie di beni e servizi che condizionano la qualità e
l’economicità delle prestazioni aziendali erogate;
• barriere all’ingresso nel settore socio sanitario, con riferimento al ruolo degli enti regolatori
(Regione) che condizionano l’ingresso nel settore socio sanitario di nuovi operatori e/o
l’espansione di operatori già esistenti;
• erogatori di prestazioni sostituitive, con riferimento al ruolo delle aziende ospedaliere e delle reti
familiari sul territorio;
• competitori, con riferimento ad altre strutture socio sanitarie, pubbliche e private, presenti nel
territorio.
Nello schema sotto riportato viene rappresentato il posizionamento aziendale nei confronti delle
dinamiche settoriali di cui sopra.
DINAMICHE SETTORIALI
BARRIERE
ALL’INGRESSO
COMPETITORI
FORNITORI CLIENTI
AZIENDA
PRESTAZIONI
SOSTITUTIVE
15 Per ulteriori approfondimenti in merito alla metodologia di analisi delle dinamiche settoriali vedi M. E. Porter, Il vantaggio competitivo,
Biblioteca Einaudi, 2002.
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5.1.1 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CLIENTI
La Fondazione costituisce, per dimensioni e tradizione, un punto di riferimento nei confronti del proprio
bacino di clientela.
Il bacino della clientela aziendale è ovviamente da ricondursi alle più generali dinamiche di
invecchiamento le cui relative patologie determinano altresì i criteri di segmentazione della clientela
stessa, come precedentemente descritto nel capitolo relativo all’evoluzione dello scenario demografico-
epidemiologico.
5.1.2 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI FORNITORI
L’erogazione di prestazioni socio sanitarie richiede l’approvvigionamento di una serie di beni e servizi di
natura eterogenea, tra cui la principale voce è costituita dal personale, in particolare da quello del profilo
infermieristico e assistenziale.
Per quanto concerne il personale infermieristico la principale criticità è costituita dalla difficoltà di
reperimento, causa una contrazione dell’offerta professionale e vista la nota propensione della
professione ad orientarsi verso gli ambiti ospedalieri.
Per quanto concerne il personale di assistenza tutelare la principale criticità non è costituita dalla carenza
di offerta, bensì dalla prevalente componente straniera che richiede percorsi lunghi di adattamento
culturale e aziendale.
5.1.3 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DELLE BARRIERE ALL’INGRESSO
Il sistema di accreditamento e il relativo contratto con il Servizio Sanitario Regionale, costituisce la
principale barriera all’ingresso nel settore socio sanitario. Ciò vale, ovviamente, per gli operatori che
intendono agire in regime di contratto con il SSR, condizione che allo stato attuale costituisce “de facto”
una variabile irrinunciabile. In tale ottica il settore socio sanitario si caratterizza come il classico settore
regolamentato dove la concorrenza tra le aziende non è “nel” mercato, ma è “per” il mercato a fronte di
una domanda contingentata.
Il ruolo regolatore dell’accreditamento regionale si esercita anche nei confronti delle aziende esistenti, le
quali sono vincolate nell’espansione della propria offerta sotto il profilo dei volumi, della tipologia e della
qualità delle prestazioni.
Ne consegue che il sistema di accreditamento regionale, lungi dal proteggere passivamente gli operatori
esistenti nel settore socio sanitario, svolge altresì un ruolo per così dire “dinamico”, monitorando
l’adeguatezza qualitativa degli stessi, pena la loro espulsione dal settore stesso mediante perdita
dell’accreditamento.
Come precedentemente evidenziato, attualmente la Fondazione occupa una posizione di sostanziale
debolezza nei confronti del sistema di accreditamento regionale, in quanto opera con autorizzazione
provvisoria in funzione della realizzazione del progetto di ammodernamento della propria struttura.
5.1.4 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DI PRESTAZIONI SOSTITUTIVE
Nel settore socio sanitario le prestazioni sostitutive a quelle erogate dalle strutture specializzate come
quella aziendale sono da riferirsi al ruolo svolto:
• dalla rete familiare di assistenza, per gli aspetti maggiormente sociali;
• dalla rete di operatori assistenziali per gli aspetti sociali e sanitari;
• dalla rete delle aziende ospedaliere, per gli aspetti maggiormente sanitari.
La Fondazione occupa una posizione di forza nei confronti degli erogatori di prestazioni sostitutive in
considerazione della progressiva marginalità del ruolo svolto da questi ultimi per i motivi di seguito
illustrati.
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5.1.4.1 Le prestazioni sostitutive erogate dalle reti familiari
Il ruolo delle reti familiari nell’erogare prestazioni socio sanitarie in qualche misura sostitutive di quelle
erogate da strutture specializzate come quella aziendale è sempre più marginale.
L’analisi dei dati inerenti il territorio bergamasco evidenzia, infatti, un’allarmante fragilità della rete
familiare di assistenza. Questo si traduce inevitabilmente in un forte incremento della domanda
potenziale di prestazioni socio sanitarie erogate da strutture specializzate come quella aziendale.
Nella tabella sotto riportata sono evidenziati i dati inerenti lo stato civile degli anziani bergamaschi
(popolazione ultra 65enne - ISTAT 2006). Tali dati confermano ulteriormente la vastità del bacino di
domanda di prestazioni socio sanitarie in quanto da essi emerge una notevole fragilità degli assetti
familiari.
TABELLA RIEPILOGATIVA DELLO STATO CIVILE DEI POTENZIALI CLIENTI
MASCHI FEMMINE
Condizione Numero % Condizione Numero %
Celibi 5.714 8,00 Nubili 11.507 11,00
Coniugati 56.910 79,60 Coniugate 41.681 39,90
Divorziati 521 0,70 Divorziate 647 0,60
Vedovi 8.386 11,70 Vedove 50.707 48,50
Totale 71.531 100,00 Totale 104.542 100,00
La fragilità dei nuclei familiari è confermata dai dati evidenziati dalla tabella sotto riportata.
Il numero delle famiglie aumenta, ma la struttura si diversifica notevolmente: si osserva un balzo notevole
dei mononuclei (single non solo giovani ma vedovi e vedove) e delle famiglie composte da due persone,
un modico incremento di quelle composte da tre persone ed un ragguardevole decremento per tutte le
altre classi, specie per quelle composte a partire da 5 persone.
TABELLA RIEPILOGATIVA COMPOSIZIONE NUCLEI FAMILIARI
DIFFERENZA DIFFERENZA
NUMERO
1991 2001 (VALORI (VALORI
COMPONENTI
ASSOLUTI) PERCENTUALI)
1 66.157 90.775 24.618 37,20%
2 78.781 102.058 23.277 29,50%
3 79.202 88.647 9.445 11,90%
4 75.247 73.114 -2.133 -2,80%
5 22.937 17.421 -5.516 -24,00%
6 o più 7.164 3.764 -3.400 -47,50%
TOTALI 329.488 375.779 46.291 14,00%
5.1.4.2 Le prestazioni sostitutive erogate dalle reti di operatori socio sanitari
La domanda di operatori esterni chiamati ad accudire persone anziane è in forte incremento a fronte di
un’offerta ormai quasi completante costituita da operatori di origine straniera. A questo proposito occorre
16
tuttavia rimarcare come il fenomeno dell’immigrazione abbia dato una risposta, solo in parte e con una
16 Un rapporto recentemente presentato dalla Provincia di Bergamo delinea nel dettaglio la struttura della popolazione straniera
presente sul territorio, indipendentemente dalla residenza e dalla regolarità. Al 1° luglio 2006, il territorio bergamasco contava 92.400
stranieri (l'anno precedente la stima dell'Osservatorio era di 86.800 stranieri). Nel 2006 è aumentata l'area dell'irregolarità con una
media di 15 persone su 100 mentre per i Boliviani si arriva a 31 su 100 (seguono gli Ucraini con 25% e Ecuador con 22%). Il Marocco
(19,5%) rappresenta il collettivo più numeroso, seguito da quello albanese (12,3%), che supera i senegalesi (11.3%), da tempo al
secondo posto. Seguono Romania (7,6%) e India (5,7%). Solo nell'ambito di Bergamo, il numero delle donne è superiore agli uomini. Si
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modalità largamente destrutturata, al fabbisogno di cura ed assistenza agli anziani non autosufficienti. In
particolare si evidenziano le seguenti criticità:
• l’inquadramento contrattuale ed economico degli operatori: un fattore che spinge la famiglia
a preferire il lavoro irregolare risiede, oltre che, naturalmente, nel minor costo del lavoro “nero”,
nel fatto di imbattersi in procedure di assunzioni, aggravate dal rilascio del permesso di
soggiorno, avvertite come complicate. Le stesse considerazioni valgono dal lato della lavoratrice
immigrata: quest’ultima può offrire la propria prestazione di lavoro in forma irregolare, non solo
per la volontà di massimizzare le entrate retributive, ma anche perché ha difficoltà a gestire un
rapporto di lavoro che presenta caratteristiche particolari, per non parlare delle difficoltà legate al
fatto che si tratta di persone extracomunitarie che devono fare attenzione anche alla regolazione
delle propria situazione personale oltre che lavorativa.
• la qualificazione professionale: non sempre l’operatore straniero è in possesso delle
necessarie competenze per svolgere le mansioni che gli sono affidate in conformità agli standard
qualitativi richiesti. La lavoratrice immigrata adibita alla cura e all’assistenza dell’anziano deve,
per forza di cose, assumere anche compiti di “coordinamento” delle varie figure professionali che
oltre a lei, ruotano attorno all’anziano non autosufficiente (medico di base, infermiere, terapista,
assistente sociale). Si tratta di “competenze allargate ”che la lavoratrice si trova a gestire senza
avere, spesso, le informazioni ed i riferimenti in merito ai servizi, alle procedure e alle aspettative
che i professionisti hanno nei suoi confronti. Attualmente l’inserimento delle lavoratrici immigrate
nell’ambito familiare per svolgervi lavoro di assistenza e di cura prescinde da particolari itinerari
formativi. Al riguardo, sia la famiglia che la donna immigrata temono che il lavoro di assistenza
sia svolto in condizioni di “inadeguatezza formativa ”dinanzi allo svolgimento di compiti che
richiedono competenze infermieristiche o comunque assistenziali più o meno complesse. Così,
può succedere che una lavoratrice con diploma di infermiera o, comunque, dotata di una congrua
formazione, viene inviata presso un anziano autosufficiente, mentre una donna non dotata delle
stesse competenze finisce col prestare assistenza ad un anziano in condizioni di non
autosufficienza. Infine, il lavoro domestico svolto dalle lavoratrici ha il proprio asse prioritario nel
lavoro di cura. Si tratta, quindi, di un’attività che richiede specifiche competenze non solo
professionali, ma anche relazionali e un grado di sensibilità non comuni. Il lavoro di cura, infatti, è
rivolto ad anziani fragili non solo dal punto di vista fisico ma, spesso, anche psicologico. Inoltre, la
lavoratrice che assiste l’anziano deve gestire anche i rapporti con i familiari dell’anziano. L’attuale
sistema di “affidamento ”a donne straniere di persone non autosufficienti trascura, all’atto
dell’assunzione, la valutazione di tutti questi aspetti per la mancanza di soggetti con competenze
idonee. Le conseguenze della mancata attenzione a queste caratteristiche dell’offerta di lavoro di
cura sono, in primis, un rapporto difficile e conflittuale che si instaura tra persona anziana e
lavoratrice che conduce spesso alla rottura del rapporto di lavoro;
• il reclutamento e la selezione degli operatori: attualmente l’offerta di lavoro di cura si
caratterizza per un certo grado di rigidità e standardizzazione, mentre i bisogni dell’anziano
variano in termini di durata, intensità, tipologia delle prestazioni necessarie;
• la cultura e la comunicazione: l’operatore e l’anziano non parlano la stessa lingua e devono
condividere gesti e spazi della vita quotidiana partendo da esperienze, usanze, concetti,
emozioni vissuti in ambienti e tradizioni molto lontane tra di loro;
• il turnover: l’alto turn-over legato alla brevità del progetto migratorio della donna immigrata oltre
alle improvvise “urgenze ” (soprattutto familiari) che possono richiamare l’immigrata nel paese di
origine - può implicare l’“abbandono” imprevisto dell’anziano che da un giorno all’altro si trova
senza assistenza. A quest’ultimo riguardo, l’estrema “farraginosità” delle procedure di ingresso,
unitamente all’inasprimento delle sanzioni penali per chi occupi lavoratori sprovvisti del permesso
di soggiorno, indebolisce notevolmente la rete sostitutiva, diffusa nella prassi, in base alla quale è
la donna “uscente” a designare colei che le succede di cui ci si può fidare.
conferma al primo posto, la religione islamica fra gli stranieri, mentre è in aumento quella ortodossa. Oltre il 45% ha conseguito il
diploma di scuola superiore, mentre la percentuale degli occupati a tempo indeterminato risulta essere più bassa. Sul versante della
casa, un immigrato su due è in affitto. "L'80% degli immigrati risulta essere in Italia da almeno 5 anni. Sono ben 13.500 le carte di
soggiorno in corso di validità al 31 dicembre 2006 e ogni 1000 stranieri sono 25 le nascite registrate all'anno, a fronte delle 10 nascite
che riguardano i residenti.
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5.1.4.3 Le prestazioni sostitutive erogate dalle aziende ospedaliere
Il ruolo delle aziende ospedaliere nell’erogare prestazioni socio sanitarie è sempre più marginale.
Le Aziende Ospedaliere, infatti, stanno sempre più focalizzando la propria missione nell’erogazione di
prestazioni sanitarie relative alla fase acuta della cura del paziente. Ciò comporta una drastica riduzione
delle degenze. Tale tendenza è altresì rafforzata dal fatto che l’evoluzione tecnologica porta ad un
continuo cambiamento delle modalità di erogazione delle prestazioni, col passaggio da regimi di ricovero
ordinario a regimi di ricovero giornaliero (Day Hospital, Day Surgery, attività ambulatoriale) e da sistemi di
intervento più invasivi (interventi a cielo aperto) a sistemi di intervento meno invasivi (interventi in
endoscopia).
Parallelamente si assiste ad una razionalizzazione dei centri ospedalieri a seguito di concentrazione dei
poli ospedalieri stessi in un’ottica di recupero dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità delle
prestazioni erogate. Il servizio sanitario regionale, infatti, sta gradualmente modificando l’offerta dei
servizi sanitari ed influenzando la struttura del sistema che è passata da una organizzazione capillare e
molto distribuita sul territorio, ad una concentrazione delle attività anche ambulatoriali negli ospedali, solo
parzialmente mitigata dalla crescita del numero di erogatori sanitari del privato accreditato che hanno
aperto servizi ambulatoriali sul territorio.
La pregressa e capillare distribuzione degli ospedali sul territorio provinciale, frutto dei sacrifici e delle
politiche degli ultimi decenni, garantisce comunque un livello di accesso accettabile alle prestazioni
sanitarie, con la progressiva necessità di migliorare gli interventi in materia di integrazione socio sanitaria.
Il riordino della rete ospedaliera è orientato da frequenti studi epidemiologici dell’ASL di Bergamo che
hanno contribuito a migliorarne l’efficienza. Sono molto interessanti al riguardo le differenze intervenute
sulla struttura dei livelli assistenziali: meno ricoveri ordinari, più ricoveri in DH, aumento delle prestazioni
ambulatoriali. Il riordino ha interessato anche la struttura d’offerta di prestazioni di riabilitazione; tre
ospedali della provincia, Sarnico, Trescore Balneario e Gazzaniga, sono ormai in avanzato stato di
riconversione verso questa nuova mission. La riforma regionale della riabilitazione, di cui alla DGR
19883/04, che ha diversificato l’attività in 3 tipologie (specialistica, generale - geriatrica e di
mantenimento), ha coinvolto nel processo di accreditamento anche quegli istituti, come la Fondazione,
eroganti attività di riabilitazione extra ospedaliera, di cui all’art. 26 Legge 833/78. Ciò in un’ottica di
programmazione degli interventi di integrazione socio sanitaria che tengano conto dell’invecchiamento
della popolazione e del mutato ruolo ospedaliero, con le conseguenti ed emergenti necessità di continuità
assistenziale.
In questa chiave di lettura va, peraltro, evidenziato che l’ospedalizzazione determina effetti diversi sui
soggetti appartenenti alle varie classi di età: la disabilità è un fenomeno correlato all’ospedalizzazione
che interessa in modo particolare le classi di età over 75. Un capitolo del V° rapporto sulla condizione
della persona anziana descrive la correlazione tra ospedalizzazione nell’anziano e la perdita
dell’autonomia secondo quanto di seguito schematizzato.
CORRELAZIONE TRA OSPEDALIZZAZIONE E PERDITA DI AUTONOMIA
+
45% RECUPERO
STATO
FUNZIONALE
20%
DECLINO
PEGGIORAMENTO REVERSIBILE
PAZIEN TI U LTR A 75
OSPED ALIZZATI STATO
55% FUNZIONALE
OSPED ALE
PEGGIORAMENTO
SIGNIFICATIVO
35%
12% 23%
DURANTE 2 SETTIMANE DOPO
OSPEDALIZZAZIONE OSPEDALIZZAZIONE
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Tali effetti possono essere misurati sulla popolazione bergamasca allo scopo di determinare la grandezza
del fenomeno.
Nella tabella a seguire si riportano i tassi di ospedalizzazione per 1000 abitanti degli over 75 e riferiti
all’anno 2005, tratti dal rapporto ricoveri pubblicato dalla Regione Lombardia.
TABELLA TASSI DI OSPEDALIZZAZIONE ANNO 2005 OVER 75 IN
LOMBARDIA
Classe di età Tasso M F
75-79 353 458 289
80-84 471 594 412
85-89 372 473 336
>90 452 591 418
Nelle classi over 75 il tasso di ospedalizzazione è elevato, più del doppio del tasso medio generale.
Rapportando tale tasso di ospedalizzazione alla popolazione bergamasca e utilizzando le percentuali
dello studio sopraccitato, si determina una popolazione di 5.841 cittadini >75/anno che dal processo di
ospedalizzazione non esce con una restitutio ad integrum, ma con postumi invalidanti dei quali è
necessario tener conto nella programmazione della rete dei servizi (vedi tabella seguente).
TABELLA OSPEDALIZZAZIONE E DISABILITA’
Classe Popolazione N° ricoveri Peggioramento stato significativo
età ipotetici/anno (disabilità)
75-79 35.741 12.617
80-84 24.574 11.574
> 85 16.543 6.154
Totale 76.858 30.345 5.841
5.1.5 POSIZIONAMENTO NEI CONFRONTI DEI CONCORRENTI
Si può ragionevolmente affermare che la Fondazione occupa una posizione significativa nel settore socio
sanitario con riferimento al territorio di Bergamo. Questo in considerazione della propria storia, delle
proprie dimensioni, dei volumi di prestazioni erogate, della completezza della gamma delle tipologie di
prestazioni offerte. La filiera dei servizi socio sanitari garantita dalla Fondazione pone la stessa in una
posizione di preminenza nei confronti delle altre realtà aziendali operanti nel settore specifico
dell’assistenza socio sanitaria. Le singole Aree Strategiche di Affari, come di seguito sinteticamente
illustrato, evidenziano tale posizione.
5.1.5.1 Posizionamento nell’Area della RSA
La Fondazione occupa una posizione di rilievo nei confronti delle altre strutture presenti sul territorio: nel
distretto di Bergamo sono ubicate 8 RSA che hanno un’offerta accreditata di 1.033 posti letto di cui 421 (il
40,1%) offerti dalla nostra Fondazione. Tale posizione di forza si estrinseca anche considerando il
territorio dell’intera Provincia di Bergamo, dove sono offerti 5.135 posti letto accreditati. Inoltre, la nostra
Fondazione, offre il 60% dei posti letto accreditati dell’intera provincia di Bergamo per l’assistenza ai
malati di Alzheimer con disturbi comportamentali (40 posti letto dei 421 complessivi di RSA).
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17
Applicando i parametri previsti dal PSSR , per la provincia di Bergamo, il dato stimerebbe un potenziale
fabbisogno di posti letto accreditati superiore all’attuale, come evidenziato nella tabella seguente.
TABELLA DEI POSTI LETTO RSA ACCREDITATI IN PROVINCIA DI BERGAMO
AL 31 DICEMBRE 2006
Distretto n. PL % sul Pop. > % sul PSSR Diff
strutture Accreditati totale 75 (2006) totale 7%>75
Bergamo 7 1033 20,12 15.549 20,23 1088 -55
Dalmine 5 362 7,05 7.525 9,79 527 -165
Seriate 2 242 4,71 3.899 5,07 273 -31
Grumello 2 123 2,40 2.623 3,41 184 -61
Valle Cavallina 2 187 3,64 3.281 4,27 230 -43
Monte Bronzone - Basso
2 92 1,79 2.070 2,69 145 -53
Sebino
Alto Sebino 3 233 4,54 2.739 3,56 192 41
Valle Seriana 10 866 16,86 7.734 10,06 541 325
Valle Seriana Superiore
5 226 4,40 3.678 4,79 257 -31
e Valle di Scalve
Valle Brembana 4 284 5,53 4.156 5,41 291 -7
Valle Imagna e Villa
2 117 2,28 3.716 4,83 260 -143
d'Almè
Isola Bergamasca 4 678 13,20 7.761 10,10 543 135
Treviglio 4 295 5,74 7.469 9,72 523 -228
Romano di Lombardia 7 397 7,73 4.658 6,06 326 71
TOTALI 59 5135 76.858 5380 -245
E’ già del tutto evidente un sottodimensionamento rispetto alle dotazioni di PSSR. Queste ed altre ragioni
impongono il mantenimento di un elevato livello di monitoraggio riguardo l’evoluzione quantitativa degli
ultra 75enni e del loro stato di disabilità per poter mantenere correlata l’offerta ad un fabbisogno che è
destinato a diversificarsi ed a crescere. Correlando i dati della popolazione ultra 75enne al numero di
posti letto indicati dal PSSR, per il quinquennio 2002-2006 osserviamo un trend in aumento come da
grafico di seguito riportato.
17 Posti Letto Accreditabili pari al 7% over 75 anni.
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5.1.5.2 Posizionamento nell’Area della Riabilitazione
Nell’Area della riabilitazione, la Fondazione occupa una posizione importante per quanto riguarda la
sottoarea della riabilitazione di tipo “estensivo”.
Tutte le strutture presenti sul territorio, che erogano prestazioni di riabilitazione a fronte di patologie
cronico-degenerative, attualmente lavorano al massimo delle capacità produttive. Ciò premesso occorre
valutare con attenzione se esiste una domanda di riabilitazione (in particolare di riabilitazione generale-
geriatrica o di mantenimento) inespressa o che non viene soddisfatta.
In linea generale si può osservare come non è inverosimile ipotizzare un aumento della domanda di
prestazioni riabilitative di tipo estensivo, rivolto a strutture specializzate come la nostra Fondazione, dopo
il superamento della fase di acuzie gestita dall’Azienda Ospedaliera. I dati generali sui tassi di
ospedalizzazione nella popolazione anziana, nonché quelli inerenti le stime di quella che ogni anno non
esce dal processo di ospedalizzazione con una restitutio ad integrum, ne sono un indicatore.
Esiste, quindi, la necessità di creare una rete intermedia che permetta di collocare i casi entrati nel
cosiddetto “circuito della cronicità” in strutture in grado di offrire una risposta più adeguata alle necessità
assistenziali di questi pazienti.
Nell'attuale sistema di regole, l'area riabilitativa di tipo “estensivo” (area riabilitativa generale – geriatrica o
di mantenimento) offre queste caratteristiche ed è quella che risulta più carente nel territorio di
competenza di questa ASL.
Da un’analisi 2005 ASL di Bergamo emerge che la dotazione di posti letto nell'area riabilitativa nella
provincia di Bergamo è, anche dopo l'attivazione dei nuovi posti letto accreditati con i recenti
provvedimenti regionali, inferiore ai parametri standard previsti nel Piano Socio Sanitario Regionale.
Al 1° gennaio 2006, infatti, i posti letto accreditati nell'area riabilitativa risultavano pari a 1.114, cioè 1,1
posto letto ogni 1.000 residenti, mentre lo standard indicato nel PSSR è di 1,5 posti letto ogni 1.000
residenti.
Nel sistema sembra, quindi, esserci ulteriore spazio per l'attivazione di strutture di offerta che potrebbero
anche alleggerire il carico assistenziale a cui, attualmente, danno inappropriatamente risposta le strutture
sanitarie.
Per la stima di questa domanda inespressa o non soddisfatta è stato impiegato il metodo già utilizzato nel
18
PSSR per la determinazione dell'offerta necessaria di posti letto di lungodegenza .
Le giornate di degenza ospedaliera recuperabili verso strutture ad assistenza meno intensiva e,
conseguentemente, con minori costi, sono state stimate in 44339, le quali, ipotizzando un tasso di
occupazione del 90%, corrisponderebbero a 135 posti letto nell'area riabilitativa generale-geriatrica o di
mantenimento.
Attivando questi posti letto, la dotazione provinciale nell'area riabilitativa salirebbe complessivamente a
1,23 posti letto ogni 1000 residenti.
5.1.5.3 Posizionamento nell’Area della Semiresidenzialità (CDI)
Il Centro Diurno Integrato è un servizio semi-residenziale che si colloca nella rete dei servizi socio sanitari
con funzione intermedia tra l'assistenza domiciliare e le strutture residenziali. Si rivolge a persone adulte
e/o anziane con compromissione parziale o totale dell’autosufficienza che non possono essere seguite a
domicilio. Concepito come strumento di filiera della politica socio sanitaria regionale, teso a ritardare
l’istituzionalizzazione dell’anziano, il CDI ospita e cura l’anziano fragile durante tutto l’arco della giornata,
con un valore aggiunto rispetto alla residenza: consente la permanenza dell'anziano non autosufficiente
all'interno della famiglia.
Il servizio CDI ha subito negli ultimi anni una notevole trasformazione con l’istituzione
dell’accreditamento. Infatti, fino all’anno 2002, il CDI era finanziato dalla Regione Lombardia attraverso il
circuito della ex-circ.4. Successivamente, per il funzionamento, è stato istituito e reso obbligatorio il
requisito dell’accreditamento, che ha regolamentato da un punto di vista strutturale ed organizzativo il
18 L'analisi prende in considerazione le giornate di ricovero eccedenti la 25ma giornata nelle unità operative di Medicina generale e la
60ma giornata di degenza nelle unità operative di riabilitazione: complessivamente 59.199 giornate di degenza “prodotte” dalle strutture
di ricovero della provincia rientrano in questi criteri. Ipotizzando che il 25% di queste giornate di degenza sia da considerarsi
appropriato, residuano 44.339 giornate in cui, verosimilmente, il paziente avrebbe potuto essere ricoverato in strutture ad assistenza
meno intensiva e, conseguentemente, con minori costi.
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servizio, a fronte di un contributo giornaliero ad personam per le prestazioni offerte. Vi è stato, quindi,
negli ultimi anni, anche in provincia di Bergamo un significativo sviluppo dell’attività semiresidenziale.
La tabella seguente, che fotografa lo stato attuale dei posti di CDI accreditati in provincia divisi per
distretto, pone alcune riflessioni per la Fondazione. In particolare, oltre ad indicare che la distribuzione dei
posti non è omogenea su tutto il territorio della provincia, evidenzia una scarsa incidenza nell’ambito
geografico tipico in cui opera la nostra Fondazione. Il distretto di Bergamo, pur avendo la più alta
percentuale di ultrasettantacinquenni della provincia, ha la più bassa percentuale di posti dedicati. Va,
inoltre, tenuto conto dell’orientamento specialistico del CDI della nostra Fondazione, caratterizzato da
un’utenza rivolta esclusivamente a persone affette da grave demenza. Tali considerazioni evidenziano la
necessità di implementare l’offerta semiresidenziale, in un ottica di sviluppo del ruolo di filiera dei questi
servizi, diversificandone l’orientamento specialistico.
TABELLA DEI POSTI CDI ACCREDITATI IN PROVINCIA DI BERGAMO
(SETTEMBRE 07)
Distretto Posti Pop. > 75 % sul % Posti % Posti su
accreditati (2006) totale over 75 tot posti
Bergamo 30 15.549 20,2 0,19 7,44
Dalmine 70 7.525 9,8 0,93 17,37
Seriate 0 3.899 5,1 0,00 0,00
Grumello 40 2.623 3,4 1,52 9,93
Valle Cavallina 28 3.281 4,3 0,85 6,95
Monte Bronzone - Basso Sebino 0 2.070 2,7 0,00 0,00
Alto Sebino 0 2.739 3,6 0,00 0,00
Valle Seriana 93 7.734 10,1 1,20 23,08
Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve 27 3.678 4,8 0,73 6,70
Valle Brembana 0 4.156 5,4 0,00 0,00
Valle Imagna e Villa d'Almè 0 3.716 4,8 0,00 0,00
Isola Bergamasca 55 7.761 10,1 0,71 13,65
Treviglio 60 7.469 9,7 0,80 14,89
Romano di Lombardia 0 4.658 6,1 0,00 0,00
TOTALI 403 76.858 100,0 0,52 100,00
5.1.5.4 Posizionamento nell’Area della Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)
I documenti di programmazione sanitaria, sia nazionali e regionali, pongono tra i propri obiettivi strategici
quello di promuovere una rete integrata di servizi sanitari e sociali per l’assistenza al malato cronico,
anziano e disabile, nonché quello di promuovere lo sviluppo del livello domiciliare di assistenza.
In Regione Lombardia, lo sviluppo di un nuovo modello di assistenza domiciliare socio sanitaria integrata
viene delineato con l’attivazione del sistema basato sul Voucher Socio Sanitario (DGR 9379/02 e con la
DGR 12902/03). Con esso si è voluto porre in atto una nuova modalità di organizzazione del servizio
domiciliare, non più in capo al monopolio pubblico, bensì a soggetti pubblici e/o privati accreditati. In
provincia di Bergamo il processo di accreditamento ha visto coinvolto un diversificato numero di soggetti,
tra cui alcune RSA, che hanno deciso, come la nostra Fondazione, di introdurre nella loro offerta di filiera
il servizio domiciliare. Oggi l’offerta è diversificata e il cittadino può ampiamente scegliere tra più soggetti
erogatori di prestazioni domiciliari. Il servizio in provincia di Bergamo assiste oltre 10.000 persone/anno,
di cui circa 80% è anziana. L’assistenza a domicilio, quindi, dopo la fine del monopolio erogativo della
ASL, si sta proponendo progressivamente come una delle forme di assistenza alternative, in grado di
ridurre l’inappropriatezza dei ricoveri e/o ritardando l’istituzionalizzazione delle persone anziane, a costi
contenuti per il sistema. E’ prospettabile, nel medio periodo, un progressivo aumento delle risorse
destinate a tale servizio, nonché una sempre più forte integrazione con l’assistenza domiciliare di tipo
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sociale oggi garantita dai comuni. Soggetti che garantiscano un livello adeguato di assistenza domiciliare
sono senza dubbio coloro i quali possono, come la nostra Fondazione, divenire nel tempo titolari
dell’erogazione delle prestazioni sia socio sanitarie (VSS) sia sociali (VS e Buoni), in un’integrazione di
risorse a sostegno di una presa in carico globale dei bisogni delle persone anziane.
Nella tabella che segue sono evidenziate le risorse oggi destinate al livello socio sanitario (ADI VSS) in
provincia di Bergamo ed una ipotesi di ridistribuzione delle stesse in relazione alla popolazione molto
anziana (>75). Nell’ambito geografico tipico in cui opera la nostra Fondazione, il distretto di Bergamo, il
potenziale di risorse destinabili secondo questo criterio è significativo e può rappresentare uno spazio
interessante di sviluppo per la Fondazione stessa.
TABELLA RISORSE PER ADI VOUCHER SOCIO SANITARIO
Distretto Pop. > 75 (2006) % sul totale Budget potenziale
Bergamo 15.549 20,2 € 1.247.052
Dalmine 7.525 9,8 € 603.516
Seriate 3.899 5,1 € 312.705
Grumello 2.623 3,4 € 210.368
Valle Cavallina 3.281 4,3 € 263.141
Monte Bronzone - Basso Sebino 2.070 2,7 € 166.017
Alto Sebino 2.739 3,6 € 219.672
Valle Seriana 7.734 10,1 € 620.278
Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve 3.678 4,8 € 294.981
Valle Brembana 4.156 5,4 € 333.317
Valle Imagna e Villa d'Almè 3.716 4,8 € 298.028
Isola Bergamasca 7.761 10,1 € 622.443
Treviglio 7.469 9,7 € 599.024
Romano di Lombardia 4.658 6,1 € 373.578
TOTALI 76.858 100,0 € 6.164.120
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5.2. DINAMICHE RELAZIONALI
La Fondazione, in funzione della sua storia, delle sue dimensioni, della sua missione strategica e del suo
assetto istituzionale, ha una notevole visibilità sul territorio bergamasco. Tale visibilità è ovviamente
acuita dagli interessi che inevitabilmente diverse categorie di soggetti hanno in merito al funzionamento e
alle scelte strategiche aziendali.
Si ritiene, pertanto, opportuno prendere in considerazione i soggetti portatori di interesse. Nella tabella di
seguito sono evidenziate le relazioni, in termini di interessi coinvolti, che legano le varie categorie di
portatori di interesse alle scelte aziendali.
TABELLA DI INDIVIDUAZIONE DEI PORTATORI DI INTERESSE
SOGGETTI INTERESSI
Assistiti e Familiari Prestazioni di buona qualità a costi sostenibili
Dipendenti e Tutela della occupazione e del reddito
Organizzazioni Sindacali
Comune e Provincia di Mantenimento e sviluppo di una struttura socio sanitaria di riferimento sul
Bergamo territorio
Soci Capacità della Fondazione di autofinanziare il proprio funzionamento
Fornitori Puntualità nei pagamenti
La necessità di intervenire sul più generale assetto aziendale, porta a considerare in modo esplicito le
conseguenze di tali interventi nel sistema dei contributi e dei consensi che lega la Fondazione ai
portatori di interesse. Gli interventi prefigurati, pur se orientati al fine di sostenere il risanamento della
Fondazione nell’interesse generale, possono incidere, richiedendone una ricalibrazione, sulle legittime
attese dei portatori di interesse nei confronti della gestione aziendale.
5.2.1. CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON GLI ASSISTITI E FAMILIARI
I principi statutari che connotano la mission e la vision della Fondazione, esplicitano con chiarezza quale
sia il principale “soggetto d’interesse” intorno al quale costruire ogni strategia ed azione. Il ruolo di attore
principale è, fuor di dubbio, rappresentato dagli assistiti e, causa le particolari condizioni psico-fisiche che
li caratterizzano, dai loro familiari.
Le relazioni con i familiari, nel recente passato, sono state caratterizzate da un clima non certo positivo:
essi, spesso, hanno espresso giudizi molto critici nei confronti della gestione aziendale, in particolare
sulla qualità di alcuni servizi residenziali, quali quelli di natura alberghiera.
Il comitato di partecipazione sociale, quale organo di rappresentanza delle diverse realtà che a diverso
titolo esprimono gli interessi degli assistiti, è uno strumento interessante, intorno al quale sviluppare
quella necessaria “cultura di fiducia” tra Fondazione e Assistiti.
La Fondazione vuole garantire adeguati livelli di assistenza, nel rispetto dell’equilibrio economico, ma
anche nel rispetto della sostenibilità economica per le Famiglie.
Qualità delle prestazioni e sostenibilità economica spesso si presentano come concetti contrapposti: la
ricerca del relativo equilibrio deve contraddistinguere il percorso di confronto tra Fondazione e familiari.
Il confronto riguarderà in particolare i seguenti indirizzi:
• miglioramento degli attuali standards assistenziali, oggi già superiori a quelli richiesti dalle norme
di accreditamento;
• riprogettazione dei servizi alberghieri, concentrando l’offerta a servizi di qualità e riposizionando a
carico dell’assistito, come avviene già in molte altre realtà, l’utilizzo di alcuni servizi quali il
lavaggio dei capi di abbigliamento, il trasporto per visite ed esami, il parrucchiere e il podologo.
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5.2.2 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I DIPENDENTI
Le relazioni con i dipendenti e con le relative organizzazioni sindacali rappresentano uno degli aspetti più
delicati, sia per la storia e la cultura aziendale, sia per la rilevanza degli interventi pianificati.
La voce di costo più consistente, che caratterizza la gestione corrente, è da imputarsi al lavoro
dipendente, con riferimento sia al volume (organico) sia all’onerosità (contratto di lavoro applicato). Ciò
determina una notevole rigidità nella struttura dei costi, la quale rende difficile e lento il riequilibrio delle
dinamiche dei costi stessi.
L’ambizioso obiettivo di riduzione dei costi fissi relativi al lavoro dipendente, dovrà avvenire prendendo in
considerazione soluzioni al di fuori del mero mantenimento dell’organico aziendale. In particolare si agirà
secondo i seguenti indirizzi:
• riduzione di servizi generali non più sostenibili;
• esternalizzazione di servizi attualmente gestiti da risorse interne;
• applicazione di CCNL meno onerosi di quelli attualmente in essere.
5.2.3 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON LE AUTORITA’
TERRITORIALI
Oggi le Fondazioni-R.S.A. sono soggetti rilevanti del processo di trasformazione del Welfare lombardo e
partecipano ai processi di ri-organizzazione delle reti sanitarie, socio sanitarie e sociali del territorio di
riferimento.
Le relazioni con le autorità di governo politico ed amministrativo del territorio (Comune e Provincia)
presentano aspetti delicati che devono essere affrontati con la necessaria trasparenza, rivestendo questi
soggetti il duplice ruolo di enti regolatori del territorio e di soci fondatori (vedi punto successivo). Alla luce
degli scenari precedentemente illustrati e delle relative dinamiche normative, demografiche ed
economiche, ferma restando la natura di organizzazione no profit, la Fondazione continuerà a mantenere
il proprio ruolo di riferimento sul territorio, qualificandolo attraverso un percorso di eccellenza a vantaggio
della collettività e delle istituzioni che la rappresentano. L’orientamento della Fondazione a sviluppare il
proprio ruolo di “centro” di programmazione, di indirizzo e di gestione di servizi, in grado di rispondere in
modo flessibile ai diversificati e crescenti bisogni di assistenza della popolazione anziana, richiede la
convinta partecipazione di tutti gli attori, in particolare dei Comuni (riuniti negli ambiti territoriali), in quanto
destinatari del fondo sociale e collettori delle risorse economiche all’uopo destinate, nonché della ASL, in
quanto interessata allo sviluppo di meccanismi di integrazione istituzionale.
Inoltre, a fronte dell’impegno aziendale a mantenere e sviluppare un percorso di qualità e di moderazione
tariffaria, gli enti di governo politico e amministrativo del territorio, dovranno supportare lo sforzo
straordinario della Fondazione assicurando il consenso politico necessario, anche a fronte di interventi
radicali.
5.2.4 CONTRIBUTI E CONSENSI NELLE RELAZIONI CON I SOCI
I soci fondatori dovranno sostenere lo sforzo straordinario di risanamento qui prefigurato con riferimento
ai seguenti aspetti:
• governance aziendale, mediante unità di intenti nel sostegno del piano di risanamento;
• gestione delle relazioni con l’esterno, fungendo da filtro nei confronti della struttura aziendale
impegnata nel risanamento;
• risorse economiche, mediante il necessario apporto di capitali;
• risorse relazionali, qualora si reputasse necessario avviare progetti collaterali “ad hoc” nell’ambito
del più generale progetto di ristrutturazione aziendale.
I contributi di cui sopra sono ovviamente da considerarsi strumentali al perseguimento del riequilibrio dei
flussi di costo e di ricavo della gestione corrente e, quindi, alla rimozione del rischio di un sistematico
ripianamento della perdita di esercizio.
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6. RISCHI E OPPORTUNITA’ STRATEGICHE
In funzione dello scenario strategico di riferimento e dell’analisi relativa alle
dinamiche settoriali e relazionali, la Fondazione si trova a fronteggiare una
serie di sfide cruciali che rischiano di mettere in discussione la sua stessa
esistenza. Parimenti, il mutato scenario strategico in cui si colloca l’operatività
aziendale presenta opportunità forse irripetibili che devono essere colte con
Rischi ed opportunità tempestività e consapevolezza.
strategiche
Strategia di A tal fine è necessario che la Fondazione valorizzi i propri punti di forza e
valorizzazione dei punti corregga i propri punti di debolezza mediante l’adozione di opportuni
19
di forza e correzione dei interventi secondo quanto schematicamente sotto rappresentato .
punti di debolezza
mediante l'adozione di
interventi mirati. Punti di Forza Punti di Debolezza
Struttura di riferimento all’interno della Situazione di perdita economica.
comunità Bergamasca, in grado di
garantire la continuità assistenziale Cultura aziendale non sufficientemente
all’anziano. improntata a principi di economicità.
Struttura con competenze professionali Servizi interni di alto costo rispetto al
qualificate nell’area geriatrica. mercato.
Opportunità Pericoli
Intensificazione dei bisogni connessi allo Competizione con altre strutture socio
stato di fragilità dell’anziano: sanitarie.
- diffusa esigenza di incremento dell’area Dinamiche salariali non correlate al
residenziale, semiresidenziale e dei sistema delle tariffe.
servizi domiciliari tout court (Buoni e
Voucher Sociali, Voucher socio sanitari, Perdita o riduzione di convenzioni con il
attività Domiciliare Riabilitativa) SSR.
- necessità di incremento della funzione Incidenza, nel medio lungo periodo, della
di governo dei percorsi dell’anziano visione puramente economico
finanziaria.
19 Schema redatto sulla base della nota metodologia di analisi SWAT (Punti di Forza / Punti di
Debolezza – Opportunità / Rischi).
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7. PIANO STRATEGICO
Il presente Piano Strategico, per il periodo 2008-2010, ha lo scopo di
documentare una complessiva proposta di intervento finalizzata a:
• risanare la situazione della Fondazione che attualmente presenta un
progressivo e rapido deterioramento dell’equilibrio economico Piano strategico
finanziario della gestione corrente; Piano strategico
2008 – 2010
• predisporre le condizioni di rilancio della Fondazione in vista dell’ finalizzato al
attuazione del piano degli investimenti di cui al progetto “Nuovo risanamento della
Gleno” che proporrà alla città unità abitative di alto livello strutturale. attuale situazione
economico finanziaria
e rilancio della
Saranno, di seguito, presentati i seguenti aspetti: Fondazione in vista
dell'attuazione del
piano di investimenti
• gli obiettivi generali delle politiche aziendali nelle aree strategiche di (progetto “Nuovo
affari; Gleno”).
• gli obiettivi delle politiche gestionali;
• l’assetto giuridico, quello istituzionale e i meccanismi di “governance”;
• le proiezioni economiche in assenza di interventi;
• il Piano delle azioni di ristrutturazione aziendale;
• Il Piano organizzativo e delle risorse umane;
• le proiezioni economiche con gli interventi proposti.
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7.1 OBIETTIVI GENERALI DELLE POLITICHE AZIENDALI
NELLE AREE DI AFFARI
Alla luce dello scenario strategico di riferimento e del relativo posizionamento
della Fondazione nel mercato socio sanitario, nonché in relazione al piano
degli investimenti connessi al progetto “Nuovo Gleno” gli obiettivi generali
delle politiche aziendali nelle aree di affari, sono:
Obiettivi delle • mantenimento dell’attuale offerta residenziale accreditata, con
politiche aziendali possibile riorientamento del mix funzionale nel campo della
nelle aree di affari riabilitazione;
Mantenimento dei • potenziamento dell’attuale offerta residenziale autorizzata attraverso
posti letto accreditati la maggior disponibilità di posti letto connessa all’investimento;
Potenziamento dei
posti letto autorizzati • potenziamento e differenziazione dell’offerta nel campo delle attività
Potenziamento dei semiresidenziali (CDI), con titolarità di strutture socio sanitarie
servizi semiresidenziali sussidiarie dislocate sul territorio della città di Bergamo;
e domiciliari • sviluppo della funzione di integrazione dell’ambito domiciliare:
Governo della filiera titolarità sia nel campo socio sanitario (ADI Voucher Socio Sanitario),
dei servizi sia riabilitativo (contratto per le attività di riabilitazione), sia sociale
(Buoni e Voucher Sociali);
• sviluppo della funzione di governo dei percorsi della fragilità al fine di
sostenere la fidelizzazione del cliente e delle istituzioni attraverso la
garanzia della continuità assistenziale.
La vision connessa all’investimento di cui Progetto “Nuovo Gleno” trova la sua
sintesi nella capacità della Fondazione di poter disporre di potenziali 34 PL
residenziali autorizzabili in più rispetto a quelli attuali, con la possibilità
di estensione sino a 70 PL. Tali PL rappresentano una leva da utilizzare
inizialmente per aumentare l’offerta residenziale autorizzata in ambito RSA
(area soccorso e sollievo), in seguito accreditabile e/o riconvertibile in
ambiti residenziali inerenti la riabilitazione geriatria e di mantenimento.
Politiche gestionali
Sviluppo di una
moderna cultura
manageriale 7.2 OBIETTIVI GENERALI DELLA POLITICA GESTIONALE
Logica “ buy “
In relazione agli obiettivi di cui alle dinamiche economiche e relazionali, le
politiche gestionali dovranno orientarsi progressivamente verso i seguenti
indirizzi:
• superamento della cultura burocratica a favore di una moderna cultura
manageriale con relativo sviluppo di moderni sistemi gestionali, con
particolare riferimento a quelli inerenti la valorizzazione delle risorse
umane, di adeguati metodi e strumenti di comunicazione, di sistemi di
sicurezza, di miglioramento della qualità delle prestazioni, di misurazione
e controllo;
• superamento della logica “make” (tutte le prestazioni di servizio devono
essere prodotte internamente dalla Fondazione) a favore di una logica
“buy” (comprare la maggior parte delle prestazioni di servizio da aziende
esterne).
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7.3 PIANO GIURIDICO
La Fondazione è di diritto privato ed è una Organizzazione Senza Fini di Lucro (Onlus).
Nel periodo di vigenza del presente piano strategico non si prevedono variazioni nella veste giuridica
aziendale.
7.4 PIANO ISTITUZIONALE
L’assetto istituzionale riguarda la composizione della compagine sociale e i meccanismi di “governance”.
7.4.1 COMPOSIZIONE DELLA COMPAGINE SOCIALE
I soci della Fondazione si dividono in due categorie:
1. soci fondatori, con versamento minimo di euro 250.000, anche in associazione;
2. soci partecipanti, con versamento libero, non inferiore a € 2.500.
I soci fondatori si dividono a loro volta, a seconda della loro natura istituzionale, in soci pubblici e in soci
privati.
Nella tabella sotto riportata si elencano i soci fondatori pubblici e privati.
TABELLA DI ELENCO DEI SOCI FONDATORI
NR NOMINATIVO SOCIO NATURA SOCIO
1 Comune di Bergamo pubblico
2 Provincia di Bergamo pubblico
3 Fondazione Banca Popolare di Bergamo privato
4 Rag. Antonio Morzenti privato
5 Sit Fin SpA privato
6 Credito Bergamasco SpA privato
7 Leonardo SpA privato
8 Sig. Alessandro Medolago privato
Sig.ra Armanda Ruggeri
Termigas SpA
9 Zambetti e Lumina SpA privato
Media Finanziaria di Partecipazione SpA
Domo Media SpA
Immobiliare Valtorta SpA
10 Fondazione MIA privato
11 Tessival SpA privato
12 Nuova Demi SpA privato
13 ASM SpA privato
Tra i soci partecipanti figura la Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti.
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7.4.2 MECCANISMI DI GOVERNANCE AZIENDALE
Nel periodo di vigenza del presente piano strategico non si escludono variazioni dei meccanismi di
governace aziendale.
Secondo il vigente statuto, i soci fondatori nominano il Consiglio di Amministrazione secondo il
meccanismo di seguito schematicamente rappresentato.
MECCANISMI DI NOMINA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
3 CONSIGLIERI TRA
CUI IL PRESIDENTE
SOC I FON D ATOR I
PR IVATI
C ON SIGLIO D I
SOC I FON D ATOR I AMMIN ISTR AZION E
SOC I FON D ATOR I
PU BBLIC I
4 CONSIGLIERI TRA
CUI IL
VICEPRESIDENTE
I soci partecipanti non hanno potere di nomina, ma possono esprimere pareri consultivi.
Il Consiglio di amministrazione resta in carica 3 anni, con possibilità di rinnovo; nomina il Presidente, che
assume la rappresentanza legale della Fondazione, e il Vice Presidente Vicario. Il Consiglio di
amministrazione nomina il Direttore Generale, a cui sono conferiti i poteri di gestione ordinaria.
I soci fondatori nominano anche il collegio sindacale, denominato Collegio Tecnico Contabile (tale organo
non è previsto dalla legge ma dallo statuto). Il CTC è composto da 3 membri effettivi e due supplenti, tutti
iscritti all'albo dei revisori. In particolare:
• i soci fondatori pubblici nominano 2 membri effettivi + 1 supplente.
• i soci fondatori privati nominano 1 membro effettivo + 1 supplente.
• il Presidente del CTC deve essere scelto tra i revisori nominati dai soci pubblici.
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7.5 PROIEZIONI ECONOMICHE IN ASSENZA DI INTERVENTI
Le azioni di riassetto dell’organizzazione aziendale non possono prescindere dall’attuazione di azioni
volte ad ottenere l’equilibrio economico e finanziario della Fondazione. Già da alcuni anni, infatti, la
Fondazione non ha raggiunto l’obiettivo dell’autofinanziamento nello svolgimento della propria attività,
mettendo a rischio non solo la possibilità di soddisfare gli investimenti richiesti dall’accreditamento, ma
anche la continuità aziendale in seguito all’erosione del patrimonio netto.
Questo andamento è significativamente dimostrato dai seguenti dati di sintesi riferiti al triennio 2004-2006
(valori in euro/000):
A VALORE DELLA GESTIONE 2004 2005 2006
1) Ricavi per rette e convenzioni 16.363 16.959 17.283
5) Altri ricavi: 1.085 2.283 1.092
TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 17.448 19.242 18.375
B COSTI DELLA GESTIONE
6) Acquisti di beni per la gestione 894 900 816
7) Per servizi 7.018 6.947 6.990
8) Per godimento beni di terzi 45 50 52
9) Per il personale 10.142 10.590 10.459
10) Ammortamenti e svalutazioni 433 761 520
11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (36) 25 (8)
13) Altri accantonamenti - - 227
14) Oneri diversi di gestione 134 213 130
TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 18.630 19.486 19.186
DIFFERENZA (A-B) (1.182) (244) (811)
C PROVENTI E ONERI FINANZIARI
16) Proventi finanziari 5 1 1
17) Interessi e altri oneri finanziari 165 156 173
TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (160) (155) (172)
E PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
20) Proventi straordinari - - 1.135
21) Oneri straordinari - 240 -
TOTALE DELLE PARTITE STRAORDINARIE (21) 0 (240) 1.135
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C+-E) (1.342) (639) 152
22) Imposte sul reddito dell'esercizio 55 37 24
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (1.397) (676) 128
EBITDA -749 517 -64
CASH FLOW -964 85 875
Dai dati si evince che l’Ebitda (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) ed il cash
flow mostrano segno positivo solo in presenza di contributi liberali da benefattori o per effetto di ricavi
straordinari. Tuttavia questo non significa l’aver raggiunto un equilibrio economico finanziario.
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Dal punto di vista patrimoniale, inoltre, la Fondazione risulta molto esposta finanziariamente conservando
un capitale circolante netto negativo:
A CREDITI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI 31-12-2004 31-12-2005 31-12-2006
TOTALE CREDITI VERSO SOCI (A) 125
B IMMOBILIZZAZIONI
I IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI 17 13 8
II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI 26.800 26.323 26.454
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (B) 26.817 26.336 26.462
C ATTIVO CIRCOLANTE
I RIMANENZE 101 76 83
II CREDITI 2.187 2.792 2.965
IV DISPONIBILITA' LIQUIDE 279 9 9
TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE (C) 2.567 2.877 3.057
D RATEI E RISCONTI ATTIVI
TOTALE RATEI E RISCONTI ATTIVI (D) 39 36 2
TOTALE ATTIVO 29.548 29.249 29.521
A PATRIMONIO NETTO 31-12-2004 31-12-2005 31-12-2006
PATRIMONIO NETTO
I Fondo di dotazione 23.315 23.315 23.315
Fondo patrimoniale soci fondatori 650 825 875
Fondo patrimoniale soci partecipanti 100 200
Fondo per eredità 1 1
VII Fondo cespiti donati 15 54 45
VIII Utili (perdite) portati a nuovo da esercizi precedenti (5.568) (6.965) (7.641)
IX Utili (perdite) dell'esercizio (1.397) (676) 128
TOTALE PATRIMONIO NETTO (A) 17.015 16.654 16.923
B FONDO PER RISCHI E ONERI
TOTALE FONDI RISCHI E ONERI (B) 376 306 526
C TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
TOTALE TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO (C) 429 835 1.281
D DEBITI
DEBITI DI FINANZIAMENTO 4.288 3.239 4.741
DEBITI DI FUNZIONAMENTO 7.439 8.210 6.049
TOTALE DEBITI (D) 11.727 11.449 10.790
E RATEI E RISCONTI PASSIVI
TOTALE RATEI E RISCONTI PASSIVI (E) 1 5 1
TOTALE PASSIVO 29.548 29.249 29.521
Le prospettive per il triennio futuro non risultano più favorevoli, nonostante le consistenti azioni di
contenimento dei costi messe in atto dalla struttura direzionale.
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Partendo dalla previsione di chiusura dell’esercizio 2007 è stata stilata una proiezione delle componenti
di ricavo e di costo attesi per il triennio 2008-2010, ponendo le seguenti ipotesi:
• mantenimento dei ricavi per rette e contributi regionali invariati;
• costo del personale rivalutato per l’inflazione al 3% annuo;
• altri costi rivalutati per adeguamento Istat in misura del 2%;
• mantenimento contratti in essere alle medesime condizioni.
Secondo le suddette ipotesi, la stima delle previsioni dei conti economici per gli anni 2007-2010 evidenzia
quanto segue:
CONTO ECONOMICO SENZA INTERVENTI
A VALORE DELLA GESTIONE 2007 2008 2009 2010
1) Ricavi per rette e convenzioni 17.425 17.620 17.620 17.620
5) Altri ricavi 321 267 114 111
TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 17.746 17.887 17.734 17.731
B COSTI DELLA GESTIONE
6) Acquisti di beni per la gestione 768 784 800 816
7) Per servizi 6.876 6.863 6.998 7.137
8) Per godimento beni di terzi 28 28 29 30
9) Per il personale 10.862 11.073 11.406 11.748
10) Ammortamenti e svalutazioni 536 556 567 582
11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (10) (10) (10) (11)
14) Oneri diversi di gestione 88 90 90 91
TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 19.148 19.384 19.880 20.393
DIFFERENZA (A-B) (1.402) (1.497) (2.146) (2.662)
C PROVENTI E ONERI FINANZIARI
16) Proventi finanziari 1 - - -
17) Interessi e altri oneri finanziari 198 203 235 305
TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (197) (203) (235) (305)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C) (1.599) (1.700) (2.381) (2.967)
22) Imposte sul reddito dell'esercizio 30 31 31 32
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (1.629) (1.731) (2.412) (2.999)
EBITDA -866 -941 -1.579 -2.080
CASH FLOW -1.093 -1.175 -1.845 -2.417
L’evidente e costante aggravamento dell’andamento economico risulta confermato dall’Ebitda ed il cash
flow.
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7.6 PIANO DELLE AZIONI DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE
Alla luce di quanto sopra esposto, un complessivo intervento di risanamento aziendale risulta
indilazionabile ed è precisa volontà del Consiglio di Amministrazione procedere senza indugio in tale
direzione. Ciò nella consapevolezza che qualsiasi rinvio temporale dei necessari interventi (ad es. dopo
la realizzazione del progetto “Nuovo Gleno”), avrebbe come unico risultato un deterioramento irreversibile
della situazione aziendale.
Oltre a procedere al contenimento dei costi diretti connessi all’erogazione delle prestazioni socio
sanitarie, è necessario orientare l’intervento generale anche nel campo dei cosiddetti “processi di
supporto”, non specificatamente riconducibili alle prestazioni delle singole aree strategiche di affari, ma
altrettanto significativi essendo, per la Fondazione, componente di costo fissa.
Di seguito si riportano gli interventi di razionalizzazione, nonché i relativi obiettivi di risparmio dei costi
(valori euro/000):
TABELLA PROSPETTO RIEPILOGATIVO DEGLI INTERVENTI
INCIDENZA ANNUA DEGLI
Data INTERVENTI
AREE DI INTERVENTO decorrenza
mese/anno 2008 2009 2010
1 RINEGOZIAZIONE APPALTI ALBERGHIERI
a Ristorazione 7/08 80 166 172
b Lavanderia 7/08 136 281 290
c Riscatto attrezzature 7/08 -286 -286 -286
2 NUOVO C.C.N.L. 1/08 25 26 27
3 ESTERNALIZZAZIONE REPARTO DI ASSISTENZA 1/08 200 206 212
4 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO PORTINERIA 1/09 220 227
5 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO FARMACIA 1/09 93 96
6 RIORGANIZZAZIONE SERVIZI MANUTENTIVI 1/09 144 148
7 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO TRASPORTI 1/09 66 68
8 RIORGANIZZAZIONE SERVIZI AMMINISTRATIVI 1/09 104 108
9 RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO ANIMAZIONE 1/09 124 129
10 LAVANDERIA OSPITI A PAGAMENTO 1/08 146 149 152
11 PARRUCCHIERE/PODOLOGO A CARICO OSPITI 1/08 45 45 46
12 SERVIZIO TRASPORTO A CARICO OSPITI 1/08 20 20 21
RIVALUTAZIONE RETTE ISTAT 1,7% ANNUO 1/08 137 266 399
13
RIVALUTAZIONE RETTE ISTAT PER ANNI 2006/07 3,7% 1/10 298
14 RIVALUTAZIONE CONTRIBUTI REGIONALI 1% ANNUO 1/09 185 279
TOTALE RISPARMIO 502 1.811 2.386
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Di seguito vengono brevemente illustrate le azioni di ristrutturazione e i criteri di rivalutazione utilizzati per
il presente piano strategico:
1. Rinegoziazione appalti alberghieri: questo intervento prevede la riorganizzazione dei servizi di
ristorazione e lavanderia, con la cessione del personale dipendente, attualmente in distacco,
all’appaltatore. In tal modo si rende completa l’ esternalizzazione dei servizi in questione, iniziata
nel 2001. La rinegoziazione del contratto comporterebbe anche il riscatto delle attrezzature di
cucina e lavanderia, attualmente in pagamento secondo numero di pasti erogati e chilogrammi di
biancheria lavata.
2. L’obiettivo è ricondurre tutta la materia contrattuale applicata all’interno della Fondazione al
Contratto UNEBA. In prima istanza, per le eventuali nuove assunzioni, verrà applicato il contratto
di lavoro UNEBA in luogo di quello del SSN, attualmente vigente.
3. Esternalizzazione reparto di assistenza: nell’ambito della riorganizzazione dell’attività istituzionale
socio-asisstenziale è prevista la completa esternalizzazione dell’assistenza tutelare a
cooperative, in luogo di posti di lavoro a tempo determinato.
4. Riorganizzazione servizio portineria: nell’ambito della riorganizzazione aziendale verrà rivisto il
layout del servizio accettazione al fine di migliorare il servizio di ricevimento di ricoveri e visite
ambulatoriali con la creazione di un CUP all’ingresso della struttura. Tale riorganizzazione
comporterà l’assorbimento del servizio di centralino-portineria, con la conseguente completa
dismissione dell’attuale servizio.
5. Riorganizzazione funzione farmacia: la funzione di approvvigionamento e gestione delle
rimanenze di farmacia, attualmente interna, sarà fortemente ridimensionata nella sua
organizzazione interna (2 operatori Part Time). I modelli connessi all’approvvigionamento
saranno gradualmente orientati alla gestione delle forniture in outsourcing, al fine di ridurre gli
immobilizzi finanziari e di garantire una più efficiente gestione delle scorte.
6. Riorganizzazione servizi manutentivi: in previsione della realizzazione della nuova RSA,
denominata “Nuovo Gleno”, verrà razionalizzata l’attività di manutenzione, garantita dai
dipendenti interni con la conseguente riduzione delle risorse del 70%.
7. Riorganizzazione servizio trasporti: la gestione dei trasporti tramite ambulanze per casi non
urgenti, attualmente quasi totalmente gestita con risorse interne, verrà gestita in outsourcing al
fine di rendere più flessibile il servizio, con la conseguente riduzione delle risorse attualmente
assegnate del 100%.
8. Riorganizzazione servizi amministrativi: la riorganizzazione aziendale comporta una struttura
amministrativa più snella e meno burocratica, con alcune funzioni gestite in outsourcing e con
conseguente riduzione delle risorse del 35%.
9. Riorganizzazione del servizio animazione: le attività di animazione, ora svolte interamente con
personale interno, verranno svolte mediante attività di convenzione che, attraverso una funzione
interna di coordinamento, offrano una gamma più diversificata di attività per gli ospiti dalla
struttura.
10. Lavanderia ospiti a pagamento: il lavaggio della biancheria ospiti grava oggi interamente a carico
della Fondazione e con scarsi risultati di qualità. L’onere aziendale di questo servizio, oggetto di
un completo ripensamento organizzativo, come già in molte altre realtà, viene riposto a carico
degli assistiti che hanno la facoltà, e non l’obbligo, di poterne usufruire al prezzo di Euro 58,00
più IVA al mese. Risulta, pertanto, più conveniente, anche in termini qualitativi, orientare il
servizio verso questa soluzione.
11. Parrucchiere-podologo a pagamento: attualmente anche tale servizio è interamente a carico della
Fondazione. Dopo la riorganizzazione verrà posto, con fatturazione diretta, a carico degli assistiti,
che potranno decidere di usufruire del servizio secondo propria discrezione.
12. Servizio trasporto a pagamento: il servizio di trasporto in ambulanza per motivi non connessi ad
urgenza clinica, quali ad esempio per visite mediche specialistiche e/o diagnostiche, sono
attualmente a carico della Fondazione. Verranno poste a carico dell’ospite di RSA, con diretta
fatturazione allo stesso da parte del fornitore che si occupa del trasporto. (valore medio Euro 40
a servizio).
13. Rivalutazione ISTAT delle rette: attualmente le rette non sono soggette ad adeguamento ISTAT
per effetto dell’inflazione. A distanza di anni questo ha comportato obbligati aumenti di rette che
hanno pesantemente inciso sui redditi delle famiglie impegnate ai pagamenti. La rivalutazione
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consente di adeguare le rette al costo della vita e di poter coprire parzialmente l’adeguamento
Istat dei costi: Il presente Piano strategico è redatto prevedendo dal 2008 l’adeguamento ISTAT,
stimato nella misura dell’1,7% annuo. Nel 2010 è stato, inoltre, previsto il recupero del mancato
adeguamento ISTAT per gli anni 2006 e 2007, pari al 3,7%.
14. Rivalutazione contributi regionali: è stato stimato un adeguamento pari all’1% annuo, con
decorrenza dal 2009 al 2% (previsto un adeguamento biennale per il 2008 e per il 2009), e
dell’1% per il 2010.
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7.7 PIANO ORGANIZZATIVO E DELLE RISORSE UMANE
In funzione degli orientamenti strategici precedentemente illustrati, si definiscono di seguito gli interventi
relativi all’assetto organizzativo e i relativi obiettivi. Infatti, la strategia aziendale perseguita richiede
l’adozione di un congruente sistema organizzativo.
In particolare, il sistema organizzativo aziendale viene analizzato prendendo in considerazione le
seguenti variabili organizzative:
• struttura organizzativa;
• sistemi di gestione;
• stile di gestione.
La struttura organizzativa, per quanto rilevante, è solo una delle dimensioni del sistema organizzativo.
Oltre agli aspetti strutturali occorre, altresì, considerare i sistemi di gestione adottati, che svolgono
essenzialmente la funzione di integrazione tra le diverse funzioni aziendali in vista del perseguimento
degli obiettivi strategici.
7.7.1 ATTUALE STRUTTURA ORGANIZZATIVA
La struttura organizzativa attuale è di tipo funzionale dove le tre dimensioni (area amministrativa, area
sanitaria, area tecnico-logistica) si configurano come “silos” verticali tra loro nettamente separati così
come di seguito rappresentato.
ATTU ALE OR GAN IGR AMMA
CDA
C TC
PR ESID EN TE
DIRETTORE SEGRETERIA /ARCHIVIO
GENERALE
SVILU PPO R ISOR SE
U MAN E
R ESPON SABILE D IR ETTOR E D IR ETTOR E
SER VIZI TEC N IC I AMMIN ISTR ATIVO SAN ITAR IO
SPP URP
C ON TABILITA’
TR ASPOR TI ASS .TE SOC IALE FAR MAC IA
AC C ETTAZION E
MAN U TEN ZION E MED IC I
PER SON ALE
POR TIN ER IA U U.OO .
AC QU ISTI
SER VIZI VAR I SER VIZIO IN F .C O
SISTEMI
IN FOR MATIVI
C OOR D IN ATOR I
IN F.R I - ASA /OSS FKT
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7.7.2 ATTUALI SISTEMI DI GESTIONE
I principali sistemi di gestione, che fungono altresì da meccanismi di integrazione e coordinamento tra le
diverse funzioni aziendali, sono di tipo gerarchico e burocratico.
I nuclei operativi delle linee amministrativa e tecnica svolgono attività prevalentemente operative
nell’ambito di processi standardizzati. Parzialmente diversa la situazione dei nuclei operativi della linea
sanitaria in quanto la presenza di professional porta gli stessi a definire i propri standard di lavoro e,
quindi, ad un autocontrollo sulle varie attività. Questi professional tendono anche ad attuare un controllo
collettivo sulle decisioni amministrative e direzionali che li riguardano direttamente, creando, a volte,
l’idea di una prevalenza della linea sanitaria sulle altre linee direzionali.
Il livello primordiale di sistemi moderni di gestione (ad es. gestione per obiettivi, sistema qualità, etc.)
accentua lo stato di fatto e favorisce la frammentazione dell’azione e della cultura aziendale in
“micromondi” aziendali tra loro rigidamente separati.
7.7.3 ATTUALE STILE DI GESTIONE
Lo stile di gestione ai vari livelli dell’organizzazione risente della storia aziendale permeata da una cultura
di “pubblica amministrazione”. Il rispetto formale delle procedure (spesso ereditate come prassi), assume
una grande rilevanza rispetto al merito tecnico e gestionale delle questioni e, in ultima analisi, rispetto agli
obiettivi che la Fondazione intende realmente perseguire con riferimento alla sua missione.
7.7.4 CHANGE MANAGEMENT
Il radicale mutamento degli scenari strategici e la situazione economico-finanziaria della Fondazione,
hanno imposto un complessivo riorientamento di fondo della cultura aziendale e l’avvio di un contestuale
processo di cambiamento organizzativo (change management).
Il primo intervento di cambiamento ha riguardato l’inserimento nel 2006 del nuovo Direttore Generale col
forte mandato di migliorare la gestione della Fondazione con riferimento al progetto “Nuovo Gleno”.
Questo ha determinato un’inevitabile ri-orientamento dei poteri, finalizzato a innescare e a supportare il
processo di cambiamento organizzativo nelle sue componenti strutturali e culturali.
Questo ri-orientamento è finalizzato a creare quelle condizioni di fluidità decisionale necessarie alla
stessa struttura direzionale per aprirsi al proprio contesto di riferimento con maggiori caratteristiche di
competitività e professionalità.
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7.7.5 NUOVO SISTEMA ORGANIZZATIVO
7.7.5.1 Nuova struttura organizzativa
La nuova struttura organizzativa, pur essendo di tipo funzionale come la precedente, consentirà di
perseguire i seguenti obiettivi:
1. migliorare la focalizzazione sulla missione aziendale dei centri di responsabilità che presiedono
l’erogazione della prestazione, nella sua componente sanitaria e alberghiera;
2. migliorare la focalizzazione dell’azione del Direttore Generale sul perseguimento di obiettivi
strategici di innovazione e sviluppo così come definiti dal Consiglio di Amministrazione;
3. migliorare la focalizzazione dell’azione amministrativa su aspetti di importanza fondamentale
quale il controllo direzionale, secondo il modello adottato dalla più evolute realtà aziendali.
Il perseguimento di tali obiettivi richiede il superamento del tradizionale paradigma organizzativo che per
storia e tradizione si riscontra praticamente nella totalità delle strutture sanitarie e socio sanitarie,
paradigma fondato su una forte dicotomia tra Direzione Amministrativa e Direzione Sanitaria.
Tale distinzione tradizionale appare, alla luce delle considerazioni strategiche precedentemente
evidenziate, poco adeguata alla visione e alla missione aziendale. La erogazione di prestazioni socio
sanitarie, ( cuore della missione aziendale), presenta, per natura delle stesse, due componenti essenziali
e inscindibili: la prima di tipo sanitario (care/cure) e la seconda di tipo residenziale-alberghiero (comfort).
La qualità della prestazione erogata agli ospiti è, quindi, in funzione della qualità delle cure sanitarie e
della qualità dell’accoglienza: i due aspetti fondamentali (oltre al prezzo) che determinano la competitività
dell’offerta aziendale.
La permanenza prolungata degli ospiti nelle strutture della Fondazione offre ulteriore spunto per attribuire
la giusta rilevanza strategica ricoperta dagli aspetti relazionali e alberghieri.
Gli aspetti amministrativi rivestono una funzione che in parte è imprescindibile, ma non strategica
(contabilità, approvvigionamenti, gestione stipendi, flussi), e in parte di supporto direzionale (controllo di
gestione).
Ciò premesso si ritiene che il primo sviluppo dell’organizzazione possa essere concepito posizionando in
line alla direzione generale due direzioni: una alberghiera/ospitalità e una sanitaria, ponendo in staff alla
direzione generale una struttura deputata ad amministrazione e controllo.
Sulla base delle considerazioni di cui sopra, si riporta la rappresentazione della nuova struttura
organizzativa aziendale.
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NUOVO ORGANIGRAMMA
CDA COLLEGIO TECNICO
PR ESID EN TE CONTABILE
D IR ETTOR E
SEGRETERIA /ARCHIVIO
GEN ER ALE
SISTEMI
DIREZIONALI E
AMMINISTRAZIONE SPP
SISTEMA
SISTEMA QUALITA’
INFORMATIVO
CONTROLLO DI
CONTABILITA’
GESTIONE
SVILUPPO RISORSE PAGHE E
UMANE CONTRIBUTI
URP
D IR EZION E D IR EZION E
ALBER GH IER A SAN ITAR IA
CONTROLLO ACCETTAZIONE SERVIZIO INF . CO
APPALTI
Lavanderia
R istorazione
Portineria
R SA RIABILITAZIONE CDI AD I
Manutenzione
Trasporti
C omfort ambientale
Animazione
La distinzione tra accoglienza e cura (rispettivamente direzione alberghiera e direzione sanitaria) appare
netta e chiara sulla carta. Tuttavia è altrettanto prevedibile che i confini tra le due competenze non
saranno, nella pratica, altrettanto distinguibili. Si troveranno aspetti sanitari e assistenziali nelle attività
proprie dell’area “alberghiera” e viceversa. Un chiaro esempio può essere quello legato al vitto, un ambito
istintivamente riconducibile a quello alberghiero, che non prescinde tuttavia dalla competenza sanitaria
laddove gli ospiti presentino determinate criticità.
La direzione sanitaria, in particolare, con le strutture di staff quali l’accettazione e il servizio
infermieristico, presidia direttamente la “produzione” (Riabilitazione, RSA, CDI, ADI), regola il carico di
lavoro attraverso l’accettazione e gestisce i fattori critici della produzione: direttamente il personale
sanitario medico e indirettamente (attraverso il Servizio Infermieristico) il restante personale.
Le attività tipicamente alberghiere, quali la ristorazione, la lavanderia, la manutenzione, il servizio autisti,
la logistica e quanto altro, afferiscono certamente alla direzione alberghiera; alla stessa direzione si
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intende ricondurre anche il coordinamento delle attività di animazione e di volontariato presente all’interno
della Fondazione.
Queste attività, tutte soggette a processi di esternalizzazione, devono essere presidiate da una funzione
fondamentale posta in staff alla direzione alberghiera, il Controllo appalti, che monitori costantemente la
qualità dei servizi in outsourcing. La stessa funzione ha un ruolo determinante negli approvvigionamenti,
nella predisposizione delle gare di appalto e in particolar modo nella definizione dei parametri di controllo
del servizio.
Da quanto sopra evidenziato, risulta evidente, in particolare, quale sia la mission delle strutture che
compongono l’organizzazione. Di seguito si riassumono gli aspetti peculiari:
Direzione Sanitaria: oltre a presidiare gli aspetti di igiene e a garantire il livello qualitativo delle attività
sanitarie, gestisce e calibra gli accessi ai servizi della Fondazione. Stabilisce il flusso di utenti in entrata,
considerando la complessità e la saturazione delle strutture interne. Promuove e supporta i responsabili
di Riabilitazione, RSA, CDI, ADI per l’adozione delle più opportune soluzioni organizzative riguardanti il
personale sanitario. A sua volta il Servizio Infermieristico supporta la Direzione sanitaria per le attività
inerenti il personale del comparto.
Riabilitazione, RSA, CDI, ADI: garantiscono direttamente il livello qualitativo delle attività sanitarie.
Ottimizzano l’utilizzo delle risorse di propria competenza. Con il supporto della Direzione Sanitaria
individuano ed adottano le più opportune soluzioni organizzative.
Direzione Alberghiera: garantisce direttamente il livello di qualità delle attività alberghiere e del confort.
Ricerca le soluzioni organizzative, tecniche e tecnologiche più opportune per l’ottimizzazione dell’utilizzo
delle risorse economiche.
Sistemi direzionali e amministrazione: le funzioni di struttura, a staff della direzione generale, sono
riaggregate in una unica struttura (Sistemi Direzionali e Amministrazione).
Appartengono all’area le seguenti funzioni:
• il sistema qualità, come sistema di governo del miglioramento;
• lo Sviluppo Risorse Umane (RU) come strumento strategico di gestione del personale;
• il sistema informativo come strumento di governo dei flussi e dei dati aziendali;
• le paghe e i contributi (in ottica di esternalizzazione);
• l’ Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), come sistema di feed back.
A completamento del disegno organizzativo, viene collocato in staff alla Direzione Generale il Servizio
Prevenzione e Protezione (SPP), per i noti riflessi giuridici.
Come noto, la struttura organizzativa rappresenta la dimensione “verticale” dell’organizzazione le cui
articolazioni sono rappresentate dalle funzioni aziendali. Tuttavia la dimensione “orizzontale”
dell’organizzazione riveste pari se non superiore importanza in quanto attiene ai processi di erogazione
delle prestazioni (trasversali alle varie funzioni aziendali) e alle relative interazioni. La struttura
20
“orizzontale” dell’organizzazione in genere è rappresentata dalla “catena del valore” (o mappa dei
processi) analogamente a quanto avviene con la struttura “verticale” che è rappresentata
dall’organigramma. Si riporta di seguito la rappresentazione della “catena del valore” aziendale.
20 Per il concetto di catena del valore vedi anche M. Porter, op. cit.
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CATENA DEL VALORE
PROCESSI DI SUPPORTO
S OCIOS ANI TARIE
PROCESSI DELL’AREA DIREZIONE GENERALE
P RE S TAZIO NI
PROCESSI DELL’AREA AMMINISTRATIVA
PROCESSI DELL’AREA ORGANIZZAZIONE E SISTEMI
PROCESSI PRIMARI
PROCESSI DI EROGAZIONE PRESTAZIONI SANITARIE C LIEN TI
PROCESSI DI EROGAZIONE PRESTAZIONI ALBERGHIERE
7.7.5.2 Nuovi sistemi di gestione
Alla luce del nuovo contesto di riferimento economico ed istituzionale la capacità di assicurare efficacia,
efficienza ed economicità alla propria attività gestionale costituisce per la Fondazione un obiettivo
irrinunciabile.
Questo anche come esplicitamente indicato dal Consiglio di Amministrazione, il quale individua
nell’adozione dei più moderni sistemi di gestione aziendale gli strumenti necessari per supportare non
solo il perseguimento degli obiettivi strategici, ma anche per promuovere quel cambiamento di cultura
organizzativa senza il quale ogni progetto di miglioramento rischia di essere velleitario.
Nella tabella di seguito riportata si evidenziano i principali sistemi gestionali che la Fondazione intende
implementare o sviluppare.
TABELLA DI ELENCAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE
SISTEMA DI SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
GESTIONE
Balanced Collegamento tra la pianificazione strategica e la gestione operativa mediante il
21
Scorecard monitoraggio delle relazioni tra obiettivi e indicatori relativi agli aspetti economico-
finanziari, alla qualità delle prestazioni e alla soddisfazione del cliente, all’efficienza e
all’efficacia dei processi e alle azioni di sviluppo (efficacia ed efficienza delle risorse
utilizzate);
22
Qualità ISO 9001 Pianificazione, Attuazione, Monitoraggio e Miglioramento dei processi di erogazione delle
prestazioni per assicurare la soddisfazione dei clienti destinatari delle stesse (clienti
esterni ed interni);
Controllo di Allocazione dei costi e dei ricavi alle varie aree strategiche di affari.
Gestione Allocazione dei costi dei fattori produttivi alle attività dei processi di erogazione delle
23
prestazioni e imputazione dei costi delle attività alle prestazioni (sistemi ABC );
Risk Management Valutazione e trattamento del rischio clinico;
Sicurezza Alimenti Pianificazione, Attuazione, Monitoraggio e Miglioramento dei processi di somministrazione
ISO 22000 degli alimenti agli ospiti a supporto delle disposizioni in materia di HACCP e tracciabilità
degli alimenti;
Sicurezza Pianificazione, Attuazione, Monitoraggio e Miglioramento dei processi di gestione della
Informazioni ISO sicurezza delle informazioni con particolare riferimento ai dati clinici;
27001
21 Per approfondimenti sulla metodologia BSC vedi Robert Kaplan e David Norton, Balanced Scorecard, ISEDI.
22 Ad integrazione della norma ISO 9001:2000, di generale applicabilità per tutti i settori economici, sarà utilizzata la norma
sperimentale UNI 10881:2000 “Assistenza Residenziale agli Anziani – Linee guida per l’applicazione delle norme ISO 9001”.
23 I sistemi di controllo di gestione che adottano la metodologia Activity Based Costing si basano sul seguente paradigma: RISORSE
ATTIVITA’ PRESTAZIONI. In altri termini: le prestazioni erogate dai processi richiedono lo svolgimento delle attività in cui questi si
articolano e lo svolgimento di tali attività consuma determinate risorse.
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7.7.6 PIANO DELLE RISORSE UMANE
7.7.6.1 Attuale organico
Le risorse umane assorbite dalla Fondazione per lo svolgimento dei processi di erogazione delle
prestazioni inerenti la missione strategica sono rappresentate da personale propriamente sanitario, di
assistenza, amministrativo e addetto ai servizi tecnico-alberghieri.
Al personale dipendente attualmente assunto con contratto a tempo indeterminato e determinato è
applicato il CCNL del Servizio Sanitario Nazionale.
Nella tabella sotto riportata è evidenziata la ripartizione del personale dipendente espresso in n. di
operatori e non in Unità Equivalenti.
TABELLA ATTUALE ORGANICO
CATEGORIA NR
Dirigenti 3
Medici 9
Operatori Sanitari 54
Operatori di Assistenza Tutelare 201
Altri operatori* 67
TOTALE 334
* = di cui due in distacco sindacale.
Di seguito si riportano alcune specifiche inerenti il personale dipendente:
• Aspetti socio anagrafici. La popolazione femminile è pari all’81% e quella maschile al 19%. L’età
anagrafica media degli operatori è di 43.5 anni, Il 67% della popolazione lavorativa risulta coniugata,
il 28% single e Il 5% divorziata/separata. Da ultimo si evidenzia che il 69% degli operatori non ha figli
a carico e che il restante 31% ha da 1 figlio a 7 figli a carico.
• Aspetti lavorativi. L’età media lavorativa in struttura è di 14.2 anni. Il 23% degli operatori ha in
essere un rapporto di lavoro part-time. Il 25% della popolazione lavorativa presenta una limitazione
alla mansione e il tasso di assenteismo medio (malattie/infortuni) è di 11.69%. Da ultimo si evidenzia
che il tasso di turnover medio annuo (ultimi 3 anni) è pari al 3.8%.
Per raggiungere l’obiettivo di garantire una adeguata assistenza agli ospiti residenti in struttura operano
anche professionisti non in regime di dipendenza.
Oggi, a contratto libero professionale, sono presenti: 13 infermieri, 1 fisioterapista, 1 massofisioterapista e
1 educatore.
La cooperativa Monterosso garantisce l’assistenza in 4 nuclei della nuova struttura con la presenza di 9
infermieri, 1 terapista e 30 Ausiliari Socio Assistenziali.
L’assistenza medica festiva e notturna e infermieristica notturna è garantita da due studi associati.
In struttura, inoltre, offrono prestazioni professionali alcuni specialisti quali: cardiologo, fisiatra
prescrittore, urologo, chirurgo, farmacista, psichiatra, rianimatore.
Per quanto attiene agli standards assistenziali richiesti dal sistema di accreditamento, si evidenzia che
nell’anno 2006 sono state garantite complessivamente 453.291 ore, mentre quelle dovute da standard
risultano essere pari 417.163. Il delta di 36.128 ore equivale al lavoro medio di 24 unità equivalenti.
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7.7.6.2 NUOVO ORGANICO
A seguito degli interventi di razionalizzazione, in funzione delle ipotesi di cui al paragrafo 7.6, nella tabella
si evidenzia la situazione prevista ad inizio 2011 relativamente all’organico aziendale espresso in n. di
operatori e non in Unità Equivalenti.
TABELLA ORGANICO PREVISTA A INIZIO 2011
CATEGORIA NR
Dirigenti
3
Medici
8
Operatori Sanitari
53
Operatori di Assistenza Tutelare
179
Altri operatori
18
TOTALE 261
La tabella seguente indica la composizione e la variazione della voce “Altri operatori”, che è quella che
più risente degli interventi di risanamento previsti. I valori si esprimono in numero di operatori e unità
equivalenti.
TABELLA DETTAGLIO ALTRI OPERATORI
Operatori 2007 2011
Operatori Ore U. Eq. Operatori Ore U. Eq.
SPP/Resp.Tec 1 36 1,0 1 36 1
Animazione 7 213 5,9 2 54 1,5
Portineria 8 270 7,5 1 36 1
Manutenzione 7 252 7,0 3 96 2,7
Trasporti 2 72 2,0 0 0 0
Servizi alberghieri 23 768 21,3 1 36 1
Farmacia 5 151 4,2 2 36 1
Amministrazione 14 480 13,3 8 258 7,2
Totale dipendenti 67 2242 62,3 18 552 15,3
In generale si precisa che la configurazione dell’organico potrebbe essere diversa, qualora intervenissero
nel breve tempo variabili maggiormente incidenti sullo status dello stesso. Un incremento del tasso medio
di tournover permetterebbe alla Fondazione di passare con più celerità a modelli esternalizzati, sia
nell’area assistenziale che di quella dei servizi generali, con la relativa riduzione della componente
“dipendenti” .
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7.8 LE PROIEZIONI ECONOMICHE CON GLI INTERVENTI PROPOSTI
Dopo gli interventi sopra illustrati, la previsione dei conti economici per gli anni 2007-2010 diventa la
seguente:
CONTO ECONOMICO CON INTERVENTI
A VALORE DELLA GESTIONE 2007 2008 2009 2010
1) Ricavi per rette e convenzioni 17.425 17.757 18.071 18.595
5) Altri ricavi 321 300 263 264
TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 17.746 18.057 18.334 18.859
B COSTI DELLA GESTIONE
6) Acquisti di beni per la gestione 768 784 800 816
7) Per servizi 6.876 7.636 8.012 8.179
8) Per godimento beni di terzi 28 28 29 30
9) Per il personale 10.862 9.795 8.895 9.162
10) Ammortamenti e svalutazioni 536 699 853 868
11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (10) (10) (10) (11)
14) Oneri diversi di gestione 88 90 90 91
TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 19.148 19.022 18.669 19.135
DIFFERENZA (A-B) (1.402) (965) (335) (276)
C PROVENTI E ONERI FINANZIARI
16) Proventi finanziari 1 - - -
17) Interessi e altri oneri finanziari 198 233 235 305
TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (197) (233) (235) (305)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C) (1.599) (1.198) (570) (581)
22) Imposte sul reddito dell'esercizio 30 31 31 32
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (1.629) (1.229) (601) (613)
EBITDA -866 -266 518 592
CASH FLOW -1.093 -530 252 255
I dati dimostrano che con gli interventi di ristrutturazione la Fondazione raggiungerebbe, e manterrebbe,
l’equilibrio economico a partire dal 2009, dimostrando di poter produrre un cash flow positivo.
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8. PIANO DEGLI INVESTIMENTI: IL PROGETTO “NUOVO
GLENO”
8.1 PROGETTO NUOVO GLENO
Il Comune di Bergamo ha approvato in data 28 giugno 2006 con Delibera
Progetto Nuovo Gleno n°E0058034 il Progetto denominato “Nuovo Gleno”, progetto che rientra
Il progetto Nuovo Gleno, nell’ambito di un Accordo di Programma tra il Comune di Bergamo e la
nato dalla necessità di Provincia di Bergamo e si inserisce in un più generale piano di riqualificazione
un generale dell’intera area della città.
ammodernamento con Il progetto “Nuovo Gleno” prevede:
riferimento agli aspetti
socio sanitari, • la costruzione di tre nuovi stabili da adibire ad attività residenziali,
organizzativi, estetici, ed all’interno dell’attuale collocazione e utilizzando aree di proprietà della
economici. Fondazione. Tale soluzione contiene la possibilità di disporre di
potenziali 34 PL residenziali autorizzabili in più rispetto a quelli
attuali, con la possibilità di estensione sino a 70 PL.
• la vendita di parte delle proprietà della Fondazione, per ricavare le
risorse finanziarie necessarie per la copertura dei costi di
realizzazione del “Nuovo Gleno”. Ciò, con un progetto che prevede la
riqualificazione del territorio attraverso la realizzazione di un quartiere
residenziale-commerciale che si svilupperà attorno ad un grande
giardino pensato da un noto paesaggista che ha influenzato, con le
proprie teorie e con le proprie realizzazioni, un’intera generazione di
paesaggisti europei;
• l’adeguamento strutturale della denominata “Nuova Struttura”,
inaugurata nel 2003, tecnicamente identificata con il termine “Edificio
Q”, con interventi relativi al miglioramento del comfort, secondo le
direttive regionali;
• la realizzazione del nuovo Centro Diurno Integrato, in una porzione
dell’edificio Q, attualmente posto negli stabili soggetti a vendita e
demolizione;
• la realizzazione, sempre nello stesso edificio Q, di un nucleo
autonomo di dieci posti letto, temporaneamente configurato per
ospitare le Reverende Suore.
Tale scelta è generata da una serie di variabili che hanno portato a prendere
in considerazione la necessità di un generale ammodernamento, con
riferimento ai seguenti aspetti:
• socio sanitari, che orientano verso una struttura modernamente
concepita in grado di facilitare l’erogazione di prestazioni conformi ai
più elevati standard qualitativi;
• organizzativi, che orientano verso una struttura polifunzionale in
grado di migliorare l’organizzazione del lavoro e l’utilizzo delle risorse
infrastrutturali, umane e dei beni e servizi di consumo;
• estetici, che orientano verso una struttura architettonica moderna in
grado di fornire lustro alla città;
• economici, che orientano verso strutture con percorsi razionali e di
facile gestione in grado di facilitare l’inversione nell’andamento costi-
ricavi attuale.
Come in premessa citato, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione,
considerato l’obbligo di adeguare le attuali strutture agli standards regionali e
nell’intento di rilanciarne i servizi erogati, ha valutato attentamente
l’opportunità di realizzare nuove strutture di alto comfort residenziale.
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8.2 LA PROIEZIONE ECONOMICA PER IL 2011 DOPO GLI INTERVENTI PROPOSTI
I dati illustrati nei capitoli precedenti dimostrano che con gli interventi di ristrutturazione la Fondazione è
in grado di mantenere l’equilibrio economico a partire dal 2009.
Dal 2011 tuttavia altri cambiamenti interverranno nell’organizzazione della Fondazione in seguito alla
prevista entrata in funzione delle nuove strutture.
La novità porterà ulteriori benefici nei conti, in quanto la nuova configurazione strutturale consentirà la
realizzazione di alcune sinergie attualmente non ipotizzabili, soprattutto in termini di risparmio di costi
fissi.
Inoltre, la nuova configurazione strutturale consentirà di ottenere ulteriori posti letto autorizzati, con
conseguenti maggiori ricavi prudenzialmente stimati per 357 mila euro annui.
Il conto economico atteso per l’anno 2011 si presenta pertanto nel modo seguente (importi in euro/000):
CONTO ECONOMICO CON INTERVENTI
A VALORE DELLA GESTIONE 2011
1) Ricavi per rette e convenzioni 19.110
5) Altri ricavi 268
TOTALE VALORE DELLA GESTIONE (A) 19.378
B COSTI DELLA GESTIONE
6) Acquisti di beni per la gestione 832
7) Per servizi 7.969
8) Per godimento beni di terzi 30
9) Per il personale 9.437
10) Ammortamenti e svalutazioni 1.509
11) Variazione delle rimanenze di beni di consumo (11)
14) Oneri diversi di gestione 91
TOTALE COSTI DELLA GESTIONE (B) 19.857
DIFFERENZA (A-B) (479)
C PROVENTI E ONERI FINANZIARI
16) Proventi finanziari -
17) Interessi e altri oneri finanziari 307
TOTALE GESTIONE FINANZIARIA (16-17) (307)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C) (786)
22) Imposte sul reddito dell'esercizio 32
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO (818)
EBITDA 1030
CASH FLOW 691
La Fondazione produce un cash flow positivo e anche a livello di margine operativo lordo (EBITDA) si
rileva un utile: la perdita di bilancio prevista è quasi esclusivamente da attribuirsi ai costi di start up della
nuova struttura che, in seguito ai consistenti investimenti, comporta inevitabilmente ammortamenti molto
elevati che troveranno la loro naturale fonte di finanziamento/copertura, in tutto o in parte, nella rilevante
plus valenza conseguente alla cessione delle aree.
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9. CONCLUSIONI
Il progetto di costruzione delle nuove strutture per l’attività residenziale a
favore della popolazione anziana con problemi di fragilità e non più in grado di
rimanere nell’ambito famigliare, sarà portata a compimento nel 2011.
Il presente Business plan recepisce le indicazioni del CdA che ipotizzano che
l’investimento possa essere finanziato dal ricavato dalla vendita di alcuni
Conclusioni
terreni di proprietà sociale che otterranno un cambiamento della destinazione
Il progetto sarà portato
d’uso, per valorizzarne le possibilità di utilizzo.
a compimento nel
2011, attraverso Per questa ragione, il Conto Economico in esame non porta specifici costi
interventi graduali e finanziari per l’investimento.
condivisibili da parte
Esso esplicita, invece, tutta una serie di azioni intraprese per migliorare la
dei portatori di
redditività e l’efficienza, ponendo attenzione agli aspetti inerenti il
interessi coinvolti nella
miglioramento continuo della qualità. L’arco di tempo antecedente l’apertura
gestione della
Fondazione. delle nuove strutture è sufficiente per attuare la serie di interventi in maniera
Il conto economico in graduale e condivisibile da parte dei vari portatori di interessi coinvolti nella
esame recepisce una gestione della Fondazione.
serie di azioni Infatti, il margine operativo prima degli ammortamenti è positivo, a riprova
intraprese al fine del dell’efficacia degli interventi di razionalizzazione.
miglioramento della
redditività, Una volta entrata in funzione la nuova configurazione strutturale, un ulteriore
dell’efficienza e della ed eventuale incremento dei ricavi, si potrebbe ottenere dalla modulazione
qualità. della tariffa per il servizio delle camere singole e per il maggior confort delle
camere doppie.
Va considerato, inoltre, che l’andamento dei contributi regionali di tutto il
sistema delle RSA dovrebbe tendere ad aumentare più che
proporzionalmente rispetto all’inflazione, perché la maggior parte degli
operatori sarà stata costretta ad effettuare interventi di ristrutturazione per
conformità con i requisiti strutturali richiesti dalla normativa. Se così fosse si
potrebbe valutare, nel tempo, una diversa politica di adeguamento della
partecipazione alla spesa dell’ospite.
La ricerca, nel medio periodo, dell’equilibrio economico-finanziario è
sostenuta dalla convinzione che tale condizione, vista la natura dell’attività
erogata dalla Fondazione, risulta necessaria sia per agevolare l’azione
manageriale allo sviluppo di una concreta cultura della qualità del servizio,
sia per creare le condizioni per sostenere il ruolo sociale della Fondazione.